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.1.1(.l~.

~~fln-

CONSULENZA

Roberto
NerioGrilloni
Neri
Boschi
di
di
Pietro
Eraldo
lellici
Sbarbati
di
Dario
Anton
Franchi
Mario
Salmi Camiciottoli
a Nico
cura
Piero
dell'A.I.R.
Cini
e Daniele
di Nerio Neri

AUTOCOSTRUZIONE:

37)
34)
40)
42)
29)
26J
44)
15)
19)
11)

9)

LABORATORIO-MISURE:
SURPLUS:
LABORATORIO-STRUMENTI:
RADIOASCOL
L'ABC
DELLA
TANDO:
RADIO A VALVOLE:
IL
RADIO-INFORMATICA:
GADGET
UTILE:
ANNIVERSARI:
HF
NEWS-VIEWS:
RETROSPETTIVA:

NOVIT-REDAZIONALI
Ascoltare
Nel
mondo
informati
del
DX
Brevi
note
sulla
nascita
della
Generatore
ER 95
Ali
alta
tensione
V termoionica
c.c. W p.)
l'oscillatore
Oltre
lo
sguardo
aduplicatore
quarzo
Misura
Un
Comunichiamo
semplice
della
IP3
con
deiKpsk
mixer
di700/5000
frequenza
advalvola
alto livello

100
95
84
8a
9a
91
74
65
'lI

82
76

Stazione satellitare per comunicazioni OM (70 p.)


cura di Scuola Radio Elettra
_

AUTOCOSTRUZIONE:
ID vocale per ponte ripetitore radioamatoriale
di Giuseppe Stradella

AUTOCOSTRUZIONE:
VFO a DDS con uscite in fase e quadratura
di Vittorio Carboni

ANTENNE,

LINEE E DINTORNI:

Alcune definizioni e principi


di Nerio Neri

ANTENNE:
E-antenna: monopolo corto a larga banda
di Claudio Pozzi

QRP:
Wattmetro-ROSmetro per QRP e non solo

QRP:
KK7UK Digitallnterface

QRP:
Sohware Rer la realizzazione di circuiti e PCB

ACCESSORI:
Indicatore di polaritl e di tensione con penna bic
di Maurizio Accorsi
_

ACCESSORI:
Ri-messa in opera di un microfono "d'epoca"
di Daniele Cappa

direzione tecnica
NERIO NERI14NE
GIANFRANCO ALBIS IZ11CI
grafica
MARA CIMATTI IW4EI
SUSI RAVAIOLI IZ4DfT
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Ravenna n. 649 del 19-1-1978
Iscrizione al R.O.C.
n. 7617 del 31/11/01
direttore responsabile
NERIO NERI14NE
sensi della Legge 675/96 sulla tutela della Privacy,
informiamo che i dati in nostro possesso saranno
da noi utilizzati ai soli fini promozionali, si potr in qualsiasi
momento chiedere l'aggiornamento o la cancellazione
del proprio nominativo scrivendo a
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Stampa: Poligrafici Il Borgo


San Lazzaro di Savena (BO)

IIVroCOSTRVZIONE

SttlZID"e Sll/ellllflre per


comunicazioni radioalllatoriali
70 ed ultima parte

a cura di Scuola Radio Blettra

de la descrizione del sistema


di telecomunicazione
questo articolo si conclusatellitare facente parte di un progetto sviluppato per gli allievi del nuovo corso Radio TVdella Scuola Radio Elettra.
Continueremo quindi l'esame del
sistema di posizionamento dell'antenna ricetrasmittente,
partendo
dalla scheda di potenza fino alla
messa a punto.

Con

Scheda pilotaggio di potenza


Come gi detto la scheda di potenza pilota i motori utilizzati per i
due movimenti dell'antenna. Parliamo breveme-Q.tdi questi ultimi.
Per il movimento azimutale si utilizzato un rotore Stalle per antenne
direttive. Esso viene azionato da un
motore ad induzione funzionante a
24 VAC, provvisto di due avvolgimenti con un terminale in comune.
Alimentando l'uno o l'altro di detti
avvolgimenti tramite condensatore,
si ottengono i due versi di rotazione.
La posizione dell' asse del rotore rilevata con un potenziometro a filo
. da 3600 calettato sull'asse. Per l'alimentazione del motore si utilizzato
un comune trasformatore per circuiti di automazione 220V / 24V 30 VA.
l.:elevazione dell'antenna viene
ottenuta con un attuatore a pistone
per antenne televisive. Questo costituito da un piccolo motore in continua 12 VDC 2 A che, debitamente
demoltiplicato, mette in rotazione
una vite senza fine che a sua volta
determina il movimento lineare del
cilindro. La posizione del pistone
rilevata da un encoder magnetico

con un impulso per giro, posto


sull' asse della vite. Nel nostro caso si
preferito per rilevare la posizione
angolare dell'antenna con un secondo potenziometro che verr descritto pi avanti. Le posizioni terminali del pistone sono segnalate dalla
presenza di due finecorsa. La rotazione del motore nei due sensi. si ottiene ovviamente invertendo la polarit della tensione di alimentazione.
Questa viene fornita da un comune
alimentatore switching commerciale.
La scheda di potenza divisa in
due sezioni. una per il motore in
continua, l'altra per il motore ad induzione. La commutazione delle alimentazioni ottenuta con dei reI
ad uno scambio pilotati da dei transistor 2N 1711, comandati a loro volta dai segnali TTL che pervengono
dalla scheda PIe.
La scelta di rel ad uno scambio
stata determinata dalle finalit didattiche del progetto. Ovviamente
utilizzando rel a due scambi si pu
ridurre il numero dei componenti.
Si hanno tre morsettiere . La morsettiera di comando riceve i segnali
UP DOWN, LEFT RIGHT e la massa
GND dalla scheda di controllo, Ad
una seconda morsettiera vengono
fornite le tensioni di alimentazione. I
suoi contatti sono contrassegnati da
+ 12V GND, AC 24V AC24V La
morsettiera di uscita ha cinque terminali, due per il motore in continua
e tre per il motore ad induzione.
Analizziamo brevemente le due
sezioni. cominciando da quella che
controlla il motore in continua (fig.
l) .

Essa utilizza quattro rel ad uno


scambio: i primi due attivano o disat-

tivano l'alimentazione, mentre gli altri provvedono ad invertire o no la


tensione. Una tensione di 5V sul
morsetto UP manda in conduzione il
transistor Q5 con la conseguente attivazione del reI 6 e del rel 7 e, tramite il diodo D9, anche il rel 4 ed il
rel 6. Questi ultimi forniscono la
tensione di alimentazione agli altri
due rel. Sul terminale di uscita
X2-5 avremo quindi GND, mentre su
X2-4 avremo + 12V
Mandando invece una tensione di
5Vsu DOWN, si pone in conduzione
Q3 con la conseguente attivazione
del rel 4 e del rel 6; in queste condizioni il diodo D9 interdetto. IreI
6 e 5 rimangono disattivati ed i loro
contatti. nella posizione di riposo,
forniscono ai morsetti X2-5 e X2-4
una tensione invertita.
l.:altra sezione utilizza due soli rel
che provvedono a commutare il
condensatore sull'uno o l'altro dei
due avvolgimenti (morsetti X2-3 e
X2-2). Il terminale comune dei due
(morsettoX2-1), viene alimentato direttamente (morsetto XI-4).
Un livello di 5V sul morsetto LEFT
manda in conduzione il transistor
Q l che eccita la bobina del reI l .
La tensione alternata (morsetto
XI-3) viene applicata direttamente
al morsetto di uscita X2-3 e tramite
condensatore al morsetto X2-2. Perci su un avvolgimento avremo una
certa corrente, sull'altro una corrente sfasata in anticipo per la presenza
del condensatore. Il motore parte
girando in un senso.
Attivando invece !'ingresso RIGHT
va in conduzione il transistor Q2 e di
conseguenza commuta il rel 2. La
tensione alternata ora applicata
direttamente al morsetto di uscita
11

Elenco componenti
C I = condensatore non polarizzato
D I = D2 = D3 = D4 = D5 = D6 = D"
= D8 = D9 = IN4004
FI = fusibile 3A 250 V
Q I = Q2 = Q3 = Q4 = Q5 = transi
stor 2NI711
RI = R2 = R3 =R4 = IO k 1/4 W
RELI = REL2 = REL3 = REL4 = REL5
= REL6 = rel finder I scambio I ~
VDC

alla 3ch&da dig~ale

!:

UP

;<.:3-1

OOWN

X3-

lEFT

X3-'

RIGHT

X3-

GND

;<':3-1

25

2.2

Xl.10-----.

GNDX1.2~i5
AC24VX1.3
AC24VX1.4

..12V

Fig. l - Schema elettrico della scheda di pilotaggio.

X2-2 e tramite condensatore al morsetto X2-1. Gli avvolgimenti si sono


scambiati ed il motore si avvia in
senSo contrario al precedente.
E' il c~so di spendere due parole
sul condensatore C l . Poich sottoposto ad una tensione alternata
necessario utilizzare un condensatore non polarizzato. Dal momento
che richiesta una capacit abbastanza elevata (l 00 - 200 ,uF), per
ragioni di ingombro si preferito
adottare la soluzione di fig.2.
Si tratta di due comuni condensatori elettrolitici polarizzati che, per la
presenza dei due diodi funzionano
Fig. 2 - Realizzazione di un condensatore
non polarizzato.

C1

01
12

oc

ELEVAZIONE

2'

.,'"
""2V

MOTORE

2~

OND

C2

02

MOTORE AC AZIMUTH

alternativamente, C2 durante la semionda positiva e C l durante quella


negativa. Infatti durante la prima semionda la corrente circola da sinistra a destra; il diodo Dl va in conduzione e cortocircuita praticamente il condensatore C l, per cui la corrente arriva al C2, senza interessare
C l. Viceversa avviene durante la semionda negativa. Ogni condensatore, durante la semionda di segno
opposto alla sua polarit, sottoposto ad una modestissima tensione inversa,0.7V
In fig 3 riportata la traccia del
circuito stampato a singola faccia da
noi utilizzato nella versione attuale.
In fig. 4 vediamo poi il layout di
montaggio.
In fig. 5 visibile la scheda di potenza completa delle alimentazioni
nel suo contenitore.

Fig. 3 - Circuito stampato della scheda di pilotaggio.

ne che procedere alla configurazione del software, che permetter al


sistema ricetrasmittente di inseguire
con precisione il satellite.
Come anticipato nel numero precedente, la taratura sar affidata
soltanto ai parametri che dovranno
essere inserire nel programma di
controllo. In fig. 8 riportata la maschera principale del programma
nella quale facilmente identificabile il "panel hardware setup", suddiviso in due parti identiche, una relativa all' azimut. l'altra all' elevazione.

Fig. 4 - Layout di montaggio della scheda.

Sensori di posizione
Per rilevare la posizione dell' antenna, come gi antlcipato, vengono utilizzati due potenziometri lineari a filo e quattro finecorsa. Del potenziometro del rotore azimutale abbiamo gi accennato nel paragrafo
precedente. Per l'elevazione abbiamo invece utilizzato il sensore riportato in fig. 6. Si preferito non utilizzare l'encoder dell'attuatore lineare, per uniformare i due sistemi di rilevamento. ,
Sull'asse di un potenziometro a
filo a 3600 da lO kQ (cod. ESCO
1001023) stato fissato un piccolo
braccio con un peso all'estremit, ricavato dalla sfera di un mouse.
Come visibile dalla figura, il potenziometro stato fissato alla parete di
una comune scatola di derivazione
per impianti elettrici. La scatola
stata installata sul retro della parabola in posizione verticale perpen.dicolarmente all' asse di oscillazione
zenitale. Questa collocazione determina che, ad ogni valore dell'angolo di elevazione della parabola, corrisponde una diversa posizione
dell'asse del potenziometro.
Poich la scheda PIC richiede ingressi analogici O- 5V i due potenziometri dovranno essere inseriti in
un circuito di polarizzazione, come
si pu vedere in fig.7.
Per evitare il danneggiamento
delle componenti
meccaniche
dell' antenna, sono stati installati

quattro finecorsa, due per ogni asse


di rotazione che, con la chiusura del
relativo contatto, determinano l'arresto del movimento, nel caso di disallineamento dei potenziometri.
Messa a punto
Terminato l'assemblaggio
dei
componenti del sistema non ci rimaFig. 5 - Realizzazione della scheda di potenza

Considereremo, per semplicit,


solamente la parte relativa all'azimut. A fianco della label AZ, sono
presenti due colonne distinte, una
denominata ADC, l'altra GRADI.
Per configurare il sistema sar
semplicemente necessario inserire
nella prima riga, l'angolo di azimut
assoluto quando la parabola si trova
completamente ruotata in senso antiorario e a fianco la tensione rilevata
con un multimetro digitale all'ingresso analogico della sheda PIe.
Analogamente nella seconda riga
inseriremo angolo e tensione quando la parabola ruotata completamente in senso orario. Questo metodo di configurazione consentir di
sfruttare, anche nei casi di installazione pi sfavorevole, l'intero range
del convertitore ADe.
Il programma potr essere richiesto gratuitamente a Scuola Radio
Elettra attraverso il form presente nel
sito.

t>.
+12V

X1-1 -

GND
POTAl

Xl-2
)(1-3

o--l~

POTA2

Xl -

POTA3
POT81

Xl-5
Xl-l1

POT82

Xl-7 _

o--li!i
Q

o--li!i

POTa 3 Xl-l1
OUTA
Xl-41
0UT8

Xl-10

(5

Fig. 6 - Sensore dell'angolo

di elevazione.

Fig. 8 - Maschera principale

del programma

~dAddress--~

SK5

Fig. 7 - Circuito di alimentazione

SATELLITETRACK~

versione 2.

Prove sul campo


e considerazioni finali
Arrivati a questo punto della realizzazione baster installare a fianco
della parabola una piccola antenna
direttiva per la frequenza di uplink.
collegare ad essa un trasmettitore
VHF FM che riesca ad erogare una
potenza di almeno lOW. consultare
il bandplan per conoscere il periodo all'interno del mese in cui il satellite utilizza la modalit S e armarsi di
un po' di pazienza,
I risultati sicuramente non mancheranno fin dalle prime prove e,
anche se modesti. saranno fonte di
soddisfazione,

--------

SK6

[2J ~=.1

~
~

Connect

r- Maruale

r
Hardware SEruP
ADC

Automatico

TRACK
GRADI I '

12130 l'

AZ fi5 fiiiO

ro- fO
(:Ell5
/90

AZ

El

:i

dei due potenziometri.

Posizione ADC attuale antenna

Valore ADC da raggiungere

www.e/ettromagneticservices.com
nuovasede: via S.Pertini, 6 26019 VAILATE (CR)

(ad 800 m dalla S.P. Rivoltana)

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8'"

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14

fax +39 0363 34.16.36

celi. +39 338 16.66.122

IlVrOCOSTRVZIONE

IO YDellie per ponte ripetitore

radloama/orla/e
di Giuseppe Stradella

Premessa
Il circuito che mi accingo a
presentare nato con l'esigenza
"ministeriale" di identificare le
emissioni dei sistemi ricetrasmittenti automatici: i ripetitori
Il primo, e precedente progetto messo in pratica sul nostro repeater, era di tipo digitale e trasmetteva la serie di di-dah necessaria ad identificare le lettere
"IROr. Il circuito and perduto in
seguito ad una scarica elettrica
che ben pens di friggere parecchie altre cose. Oggi il circuito
stato ricostruito sfruttando una
scheda in grado di registrare e
riprodurrE$ parlato e musica,
composta da un integrato, l'ISD
2560.
In realt esistono varie taglie
dello stesso integrato che contiene la medesima logica di controllo ma la cui memoria disponibile per la registrazione varia in
base al modello. 112560 usato in
questa applicazione ha a disposizione 60 secondi di registrazio. ne e quindi di ascolto.
Ho utilizzato ilcircuito realizzato da Nuova Elettronica e siglato
LX1524 per comodit realizzativa e per il fatto di poter disporre
del circuito stampato pronto.
Lo switch S l del LXI524 consente il funzionamento come "registratore" o come "riproduttore"
a seconda della posizione. Una
volta registrato il messaggio,
provvederemo a porlo il posizione "riproduzione".

Il circuito di N.E. per opera in


condizioni manuali, occorre cio
l'intervento di un operatore per
azzerare lo start del messaggio e
l'avvio dello stesso.
L'applicazione che ci si accinge a mettere in pratica, ha bisogno anche di un circuito temporizzatore per distanziare un avvio
dal l'altro, un circuito di trasmissione PTT e un circuito che" senta" se lo squelch del ponte si
aperto.
Tutto ci si poteva realizzare
utilizzando una serie di porte logiche e relativo temporizzatore,
nel mio caso ho voluto utilizzare
un microcontrollore per gestire il
tutto.
La scelta caduta sul noto PIe
16F84 non solo per l'ormai raggiunto basso costo di acquisto,
ma anche perch sono sicuro
che ne avete almeno uno nel
cassetto inutilizzato.
Per cui vale la pena metterlo al
lavoro e fare una PICcola esperienza di programmazione.
La logica di funzionamento
AlI'accensione del ponte, il circuito PIe. una volta eseguito lo
start del programma, pone le linee di in/out in modo che la
scheda vocale sia inattiva.
Quindi avvia il conteggio iniziando a contare il tempo. Affinch qualcosa accada, devono
passare i lO minuti "ministeriali".
Supponendo quindi che i l O

IZOBYIi

minuti siano trascorsi. il PIe va a


leggere il segnale proveniente
dallo squelch e fin tanto che lo
squelch non si apre, il PIe rimane in attesa.
Appena qualcuno si fa vivo
all'ingresso del ponte, il PIe rileva l'apertura dello squelch ed
avvia la sequenza di comando al
circuito vocale.
Prima di tutto attiva il PTT in
modo da mantenere attiva la trasmissione per tutto il tempo necessario al messaggio di essere
trasmesso interamente.
Quindi attiva la linea RB2 in
modo da resettare e porre il circuito vocale all'inizio del messaggio registrato, poi attende
mezzo secondo e attiva la linea
RBl per mezzo secondo e la rilascia in modo da dare l'avvio al
messaggio.
Fatto questo, la scheda vocale
fa partire il messaggio e con esso
attiva una linea di uscita per accendere un LED.
Tale linea sfruttata dal nostro
PIe per "sentire" che il messaggio sia veramente partito.
Se per qualche ragione cos
non fosse, il PIe riproverebbe a
resettare la scheda vocale e a ridare l'avvio al messaggio fino a
quando il LED, e quindi lo stato
logico, si attivino.
Quindi ora il messaggio avviato e il PIe rimane in attesa che
termini. Viene usato il segnale di
spegnimento del LEDper segnalare al PIe che l'intero messaggio stato inviato.
15

Vcc

U2
L7805/T03

Squelch
PIC16F84

U1

R1
10k

RB2
2
117 1423
18
RAD: R2
10k
RB4
RB7 RB1 RA1
RB6
RB5
RB3
RBOI/NT

Quarzo da 4 MHz

PTT

RA2
15 IOSC11CLKIN
RM/TOCKI
4_IMCLR
RA3
16 IOSC2/CLKOUT

Vcc 12 volt da alimentazione


ponte radio.

Msg Reading

~-

C4

01
1N4007

-+-

100nF

P1 (start)
P2 (reset)

C1 15pF

-P

C2
15pF

Fig. l

A questo punto il PIC attende


ancora un secondo e disattiva il
PTT.
Fatto ci la routine si chiude e il
PIC torna di nuovo a contare i lO
minuti. Durante un normale
QSO sul ponte si noter che il
messaggio sar inviato ogni lO
minuti Rer tutta la durata del
QSO.
A QSO terminato, se nessuno
invier segnali, il ponte rimarr
muto anche superati i lOminuti.
Questa scelta di funzionamento stata fatta per evitare l'inutile
invio dell' identificazione quando
il ponte non utilizzato.

Il circuito
L'alimentazione del circuito
garantita dai 5VDC stabilizzati da
U2, il classico 7805 che preleva
la sua alimentazione dai 12VDC
del ponte radio. Infatti, come visibile dallo schema di Fig. L
all'ingresso non ci sono raddrizzatori e trasformatori ma solo il
condensatore C6 come filtro antidisturbo.
La rete Rl e C4 garantisce in16

vece il reset al PIC e ne consente


l'avvio al programma una volta
stabilizzata l'alimentazione. La
costante di tempo scelta poi
quella consigliata dalla Microchip.
Aipin 15 e 16 del PIC 16F84 invece connesso un quarzo da 4
MHz per il clock del micro. Da
notare i 2 condensatori da 15pF
ai capi del quarzo e con riferimento a massa.
Il PIC stato configurato in
programmazione in modo che le
5 linee RAO-RA4 risultassero
come ingressi digitali e le 8 linee
RBO-RB7come uscite digitali.
Ricordo che il 16F84 non possiede ingressi o uscite analogiche e per la presente applicazione sono state utilizzati solo 2 ingressi e 3 uscite digitali.
Pertanto il circuito potr essere
upgradato per future applicazioni (ho gi in mente qualcosina)
sfruttando le rimanenti linee I/O.
Alla linea RAO connesso il segnale dello squelch proveniente
dal COR del repeater. Tale segnale (nel nostro ponte) alto
(+ 5V) quando il ricevitore non
sta ascoltando alcun segnale e

basso (OV)quando invece qualcuno impegna il ponte. Pertanto


la logica di funzionamento si regoler di conseguenza.
La linea RAI invece connessa al pin 25 dell'integrato ISD
2560. Per comodit, ho saldato il
filo direttamente sulla resistenza
R8 del circuito LX1524.
Si pu far riferimento alle fig. 2
e 3 per visionare alcuni collegamenti tra le schede.
Come descritto nella logica di
funzionamento, questo pin
sfruttato dal PIC per conoscere
lo stato di start e fine messaggio
che regola di conseguenza il rilascio del PTT proprio in modo
da far dipendere dalla lunghezza del messaggio la durata in cui
il PTT attivato.
La linea RBO invece usata per
il PTT. Come visibile nello schema stato usato un BC549 per la
funzione di interruttore per il
PTT. Questa configurazione dovrebbe andare bene praticamente per tutti i TX.
Le linee RBl e RB2 sono utilizzate per dare l'avvio e il reset al
circuito vocale. Tali linee hanno
il compito di simulare la pressio-

ne dei pulsantini previsti nello


schema della Nuova Elettronica.
Ovviamente tali pulsantini,
come anche il microinterruttore
play/rec, non andranno montati
nel circuito da realizzare.
Da notare che nel nostro circuito nelle linee RBl eRB2 non
sono presenti le resistenze di
pull-up o down in quanto vengono sfruttare quelle presenti nel
circuito di N.E.
Programmazione del PIe
Qui sotto possibile visionare il
listato del programma necessario al PIC per poter eseguire le
funzioni richieste dal circuito.
Ovviamente senza programma
il solo PIC non potr fare nulla.
Potete copiare tutto in un file di
testo esattamente come lo leggete e salvare con estensione HEX,
oppure scaricare tale file nel sito
della Edizioni C&C (www.edizionicec.it) nell'area download.
Per la programmazione ognuno faccia ci che pu, nel senso
che per inserire il programma
nel PIC potrete utilizzare qualsiasi programmatore adatto ai
PIC e qualsiasi programma rintracciabile in rete adatto al vostro
programmatore.

Fig, 2

Nel mio caso, disponendo del


programmatore PICSTART ho
utilizzato il MPLAB-IDEdella Microchip scaricabile gratuitamente dal sito www.microchip.com .
Questo programma funziona anche con altri programmatori economici.

:1000000028288F018EOOFF308E07031C8F07031CEA
:10001 000232803308DOODF300F2003288DOIE83EB8
:100020008C008D09FC30031C18288C070318152838
:l 00030008C0764008DOFl 5280C181E288CIC222894
:1000400000002228080083130313831264000800Bl
:100050008316FF30850086018312061083
16061072
:1000600083128614831686108312061183160611D6
:1000700083 l 2A601A701EA308F0060300220EA3027
:100080008F0060300220EA308F0060300220EA30BA
:100090008F0060300220EA308F0060300220EA30AA
:1000A0008F0060300220EA308F0060300220EA309A
:1000B0008F0060300220EA308F0060300220EA308A
:1000C0008F006030022064000518682869286928BC
:1000D000632806148316061083120615831606116C
:1000E00083 l 201308FOOF4300220061 18316061 lAE
:1000F000831203308FOOE8300220861083l 686 l OAA
:1001000083 l 201308FOOF43002208614831686108B
:10011000831201308FOOF43002206400851C922885
:10012000932893286D28640085 1898289928992881
:100130009328061083160610831203308FOOE830DO
:080 1400002203B286300A22805
:02400EOOF53F7C
:OOOOOOOlFF

Realizzazione
Per la sezione vocale, per comodit di realizzazione, ho acquistato il circuito stampato
dell'LX1524 installando solo i
componenti necessari alla realizzazione come ben visibile nelle foto.
Per la logica invece, trattandosi di pochi componenti, tutto
stato posto su una basetta millefiori.
Per la parte audio, ho aggiunto
solo un trimmer da 47 kQ collegandone le estremit all'uscita
audio e prelevando dal centrale
il segnale BFutile che poi dovrete regolare col vostro ripetitore.
Ovviamente affinch tutto funzioni per il meglio, dovrete prima
programmare il messaggio nel
ISD utilizzando le ottime spiegazioni fornite nella rivista nr. 213
di N.E.

Personalmente ho precedentemente registrato il messaggio


col computer e lo ho inviato via
BF al circuito in questione adattando un po' i livelli visto che la
scheda audio ha un'uscita PRE
elevata rispetto a quanto richiesto dal circuito di N.E..
Regolando opportunamente il
volume del PC e aggiungendo
un partitore resistivo. si riusciti
nello scopo.
17

EVR-SOOB
Registratore
digitale+FM+MP3
512 MB-144 ore
USB
VOX

Fig. 3

Una volta quindi realizzato il


circuito del PIC come da schema
elettrico, sar necessario collegarlo all' LX1524. L'alimentazione del LXsar fornita dal circuito
del PIC (5Vdc) e collegheremo
inoltre, con tre spezzoni di filo, le
2 uscite RBl e RB2 rispettivamente al posto dei pulsanti P l e
P2, e l'ingresso RAI al pin 25 del
LX (saldatelo sulla R8 come in
foto).
Rimane ora da cortocircuitare
la sezione di Sl che consente di
funziomne come "riproduttore"
direttamente sul circuito stampato come visibile dalle foto cos da
evitarne il montaggio come ho
fatto io, collegando il pin 27 del
ISD2560 direttamente al positivo
di alimentazione.
L'altro switch previsto dalla
schedina N.E. dovr rimanere
aperto, ossia nella posizione di
"singolo" messaggio e non "ripetitivo", altrimenti il sistema non
potr funzionare.
L'ingresso microfono e l'uscita
altoparlante della scheda, possono essere lasciate non collega-

te.

Collegate ora l'ingresso RAOe


l'uscita PTT del circuito, rispettivamente allo squelch e al PTT
nella logica COR del vostro ripetitore e il gioco fatto.
In ultimo la cosa pi difficile:
18 .]

Rke 10/2006

trovare una "signorina" disposta


a registrare il messaggio. Normalmente si stancano subito
dopo qualche tentativo o si vergognano e rimangono mute per
ore davanti al microfono del Pc.
Non disperate, e perseverate.
Eventualmente fate come me:
andate in una radio privata della
vostra zona e chiedete ad una
speaker di farvi la "cortesia". In
genere sono disponibili. lo ho risolto cos.

Microspia VHF - Telefonica e


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linea telefonica - bassa caduta!

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Rivista 213 NuovaElettronica.
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'Z

IIvrOCOSTRVZIONE

YFO Il OOS con IIsclte

In fasI! l! qlltldraturtl
di Yittorio Carboni

lo il progetto e la realizOggetto
presente
articozazionedel
di un
VFO con
tecnologia DDS (Direct Digital Sinthesys) adatto per ricezione/
trasmissione sino a 30MHz in copertura continua, con particolare riguardo alle bande amatoriali.

Sulle pagine delle riviste di


elettronica troviamo sovente interessanti progetti di ricevitori a
conversione diretta [l,2, 3]. Inoltre
sfruttando la potenza di calcolo
degli attuali personal computer,
oppure di chip dedicati al trattamento numerico dei segnali denominati DSP (Digital Signal
Processinq), troviamo nuovi tipi
di ricevitri definiti SDR (Software Defined Radio) [4, 5, 6, 7, 8]
Queste tipologie di ricevitori
fanno uso generalmente di convertitori che richiedono oscillatori locali con segnali in quadratura, cio sfasati tra loro di 900. Il
modo pi semplice per generare
segnali in quadratura I e Q consiste nel dividere digitalmente la
frequenza per quattro tramite
.dei flip-flop e combinarli poi opportunamente, Ci significa che
il nostro ipotetico oscillatore locale per un ricevitore a conversione diretta in banda 7MHz, dovrebbe lavorare in fondamentale
a 28MHz, cio 4 volte la frequenza di ricezione, Questo ci fa capire quanta cura si debba riservare al VFO.
Qui entra in gioco la tecnologia DDS con tutti i suoi pregi (e

difetti!): buona purezza spettrale, stabilit equivalente al clock


di sistema, precisione nella generazione della frequenza, controllo digitale. Oggi disponibile un dispositivo della Analog
Devices che oltre alle tradizionali
funzioni di DDS pu generare
contemporaneamente
due segnali isofrequenziali con sfasamento costante di 900. L'integrato in oggetto ilAD9854[9].La riserva nell'uso di tali dispositivi,
peraltro condivisa anche da altri
autori[lO], dovuta alla disponibilit di tale dispositivo solo in contenitori per montaggio superficiale (SMD), Nello specifico, oltre alle ridotte dimensioni e al
numero elevato di piedini. troviamo questi ultimi particolarmente
ravvicinati: se ne contano 4 in

160YX

poco pi di due millimetri! Dunque un contenitore di questo tipo


non ci consente di sperimentare
il dispositivo con le tecniche tradizionali di montaggio su scheda
millefori. ma ci obbligt all'uso di
un circuito stampato. E personale convinzione che per gli autocostruttori sar sempre pi arduo
realizzare prototipi. questo lo
scotto che si costretti a pagare
per volere telefoni cellulari sempre pi piccoli o palmtop sempre
pi leggeri.
Modulo DDS
Lo schema del modulo visibile in Figura l. Particolare molto
importante: l'alimentazione del
DDS 3,3V. Questo ci obbliga

Foto l - Modulo DDS

Rke 10/2006

I 19

'l

La programmazione del DDS


avviene serialmente, anzich in
modo parallelo attraverso 8 linee
d'ingresso e 6 linee di indirizzamento: si risparmiano tante risorse del microcontrollore senza
perdere nulla. Tutti i segnali di
controllo del chip sono accessibili sul connettore J3. Le uscite Q
e I del DDS possono seguire due
strade: o essere usate come uscite analogiche e passare dunque
attraverso un filtropassa basso, o
essere usate come uscite digitali
passando attraverso un inverter
TTL (U2) qui usato come squadratore. L'uscita digitale si rivela
molto comoda nel caso si utilizzino come mixer dei dispositivi

~o

analog-switchl111

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Q~~8

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Fig. l - Scheda DDS e filtro

digitale

non solo a prevedere 2 alimentazioni, +3,3Ve 5V,ma ad adottare particolari precauzioni nell'interfacciamento con il microcontrollore.
20

Tabella l - Resistori da montare in funzione dell'uscita

vR12
R10
R5
R24
R8
R6
R22
R14

R3
v

La commutazione tra uscita


analogica o digitale avviene in
fase di montaggio: la presenza o
meno di resistori zero ohm, sul
circuito stampato, determina il
tipo di segnale in uscita. La Tabella l indica quali resistori
montare per realizzare le due
configurazioni. Ovviamente
realizzabile solo una configurazione alla volta! Ilvalore dei resistori Rl, R2, R26 e R28 viene determinato sperimentalmente al
fine di ottenere in uscita una forma d'onda quadrata. inoltre
possibile omettere il montaggio
di U2 nel caso in cui non interessi
l'uscita digitale.
Un discorso particolare merita
il modulo oscillatore U l. Il DDS
dispone di un PLL interno che
pu agganciarsi alla frequenza
di riferimento con un fattore moltiplicativo compreso tra 4 e 20. Il
vincolo principale che il clock
interno al DDS non deve superare i 300MHz per l'AD9854ASQ
ed i 200MHz per l'AD9854AST.
Cosa differenzia i due tipi di
DDS, elettricamente identici, il
contenitore. Il dispositivo scalda,
e scalda tanto. Il tipo con suffisso
ASQ ha inferiormente al contenitore una placca metallica per migliorare il trasferimento termico.

vv

Marker

<tRef

1 lT]

-9.25

Lv!
O

21.03807615

dBm

RBW
dBm

VBW

MHz

SWT

50kHz

RFAlt

Marke:r

30 dB

I TI

Uni!

27.98196393

O dBm

dSm

R8W

8.65

<tRef Lvi

50 kHz
IOOms

dBm

VBW

NHz

SI-lT

50 kHz

RF Al l

30 da

50 kHz
100

ms

Unit

d8m

S6l

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1M
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-,

"

-71]1

, .

I ~

7
Il
,

,..

-lO

Date:

19.0EC.2005

1),52,45

Fig. 2 - Spettro segnale generato:

Date;

19.0EC.2005

1),25,16

Sx 2lMHz, dx 28MHz. Vedi testo.

La resistenza termica giunzione/ aria passa da 38C/W per il


meno prestante AST, a 16C/W
per il ASQ.
Stabilito quale valore di frequenza non si debba superare,
sono possibili diverse soluzioni
nella scelta del modulo oscillatore Ul. Scelta che deve essere
oculata perch questo clock determina poi la qualit del segnale generato dal DDS. Inizialmente si era montato un oscillatore a
20MHz,s'i~ra scelto l'uso del PLL
interno con un fattore moltiplicativopari a lO, cos da ottenere un
clock di sistema di 200MHz. In
tale configurazione per si rilevato un rumore di fase apprezzabile ed inoltre, anche se oltre
50dB sotto il livello della portante, era presente in uscita anche il
segnale a 20MHz generato dal
modulo U3. Segnale che il filtro
. passa basso in uscita non eliminava perch all'interno della
banda passante.
Si preferito dunque usare un
modulo oscillatore a 125MHz,
disabilitando il PLL interno del
DDS. I risultati sono stati positivi
per il rumore con un degrado
per della distorsione armonica
ora pi evidente nelle frequenze
alte. Questo perch si mantenutolo stesso range di frequenza

generato (DC-30MHz) ma con


un clock di sistema pi basso,
125MHz anzich 200MHz.
Nella figura 2 sono mostrati
due spettri relativi all'uscita del
DDS. Nello spettro di sinistra, relativo alla frequenza di 21MHz, si
pu notare l'assenza di armoniche sopra il rumore di fondo.
Nello spettro di destra possibile
osservare come, nel caso peggiore alla frequenza di 28MHz,
l'ampiezza della seconda armonica sia circa 54dB sotto la portante.

cilit di ossidazione della stagnatura essendo il circuito stampato privo di soldermask.


Ilcircuito relativo allo schedino
con AD9854 riporta sul connettore J3 a lO poli passo 2,54mm
tutti i segnali per la gestione del
DDS. Sul connettore J4 ad 8 poli
sono connesse le linee di alimentazione. Il segnale a RF generato
dal DDS, attraversa un doppio filtro ellittico ad 7 poli con frequenza di taglio di 50MHz.
Montaggio

Circuito stampato
Volendo fare un po' di esperienza, pur mantenendo il massimo della flessibilit ed i costi
contenuti, si optato per la realizzazione di un piccolo schedino doppia faccia (72 x 44 mm) su
cui montare il solo DDS e pochi
altri componenti non dislocabili
troppo lontano.
Ilcircuito stato fatto realizzare
da una ditta[I2]specializzata in
piccolissime serie con costi interessanti, spingendosi al limite
tecnologico offerto (piste e spazio pista/pista 8mils, fori 12mils).
I risultati sono stati al pari delle
aspettative. Una sola riserva: fa-

Il prototipo realizzato visibile


nella Foto l. Nel montaggio dei
componenti sul circuito stampato, oltre le consuete attenzioni da
prestare per i componenti SMD,
necessario dotarsi di un saldatoio per componenti a montaggio superficiale e di un elemento
indispensabile per il montaggio
del chip DDS: tantissima calma. Non solo i piedini sono tanti
e vicinissimi. ma necessario attuare una strategia particolare
per aumentare il trasferimento
termico tra ilcontenitore del DDS
(specialmente per il tipo con suffissoASQ), e l'area di rame sottostante. E necessario interporre
un po' di grasso al silicone, del
21

tipo generalmente
usato sui dissipatori,
ma senza esagerare.

La giusta quantit di
grasso, oltre a diminuire la resistenza termica tra il case del
DDS ed il circuito
stampato, di ausilio
a mantenere' appiccicato' il DDS mentre
saldiamo i primi piedini. Posizionarlo con
cura con 1'aiuto di
lente d'ingrandimento rispettando l'orientamento' e saldare un
paio di piedini su lati
opposti. Verificata la
perfetta centratura
del DDS completare
la saldatura degli 80

Foto 2 - Modulo di controllo

piedini. Nel caso non infrequente di eccessi di stagno con relativo corto circuito tra piedini adiacenti. verificare prima se i piedini non
debbano
essere
realmente in corto tra loro, ce ne
sono infatti tanti adiacenti connessi allo stesso nodo. Nel caso
in cui lo stagno debba essere rimosso, si pu procede con un
po' di treccia di rame da interporre tra i pin e la punta del saldatare.
Modulo di controllo
Il modulo di controllo del DDS,
visibile nella Foto 2, stato realizzato, per praticit, velocit,
economia (e perch tuttora soggetto a numerose revisioni), su di

Fig. 3 -CPU
D2

RC6
RC7

"',
R36

R34

470

500

U8
PIC16Rl77lFP

R332.7k
R362.7k

RmfT10s0IT1CKl
RC1fT1OSllCCP2

R402.7k
R432.7k
R442.7k
R462.7k

RC3ISCKlSCt
RC4/SOlISOA

RC~SOO
RC6/TJ(fCK
RC71RX1UT

RBOIlNT
R81
R82
RB3JPGM
RB4
RSO

RDOIPSPQ

R86IPGC

ROOPSP4
RlXIIPSP5
RD6IPSP6
RD7/PSP7

RB7/PGO
OSC1/CLKIN
Y1

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D

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470R

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~ 0.1u74HC595
U10

Fig. 4 - Interfaccia tastiera

DDS

Rb

DVX

J1

J2

Fig. 5 - Layout e piano di montaggio

del modulo DDS (non in scala)

una basetta millefori. cablata


con il solito montaggio filato. Si
sono dovuti risolvere piccoli problemi di interfacciamento tra il
DDS, che lavora a 3,3V ed il miero che alimentato a 5V. Sicuramente la soluzione migliore sarebbe stata quella di usare un
micro alimentabile alla stessa
tensione del DDS, ma nel solito
cassetto ... non c'era! Ecco motivata la presenza di partitori resi-

stivi sulle linee di controllo del


modulo DDS.
Alcune considerazioni preliminari: il presente studio, ed i relativi circuiti sono sperimentali,
dunque in costante evoluzione.
Per questo motivo, ad esempio,
sullo schema elettrico prevista
una porta di comunicazione
RS232 non ancora implementata, n a livello hardware n a livello software. Analoghe consi-

OC
OG
OE
OA

1::-;

derazioni si possono fare sul numero di linee di controllo del


modulo DDS. Nella applicazione
presente, cio VFO a DDS, molte
linee non sono usate. Ma pensando di realizzare, anche a livello didattico, un generatore
modulabile in fase, in ampiezza,
con inviluppi arbitrari. le linee di
controllo ora non usate diventano indispensabili. Diciamo che il
modulo DDS un po' camaleontico: pu trasformarsi in molte
cose!
L'unit di controllo, il cui schema visibile in Figura 3, composta dal microcontrollore PIC
I6F877A. con clock a 20MHz.
Sulla scheda trovano posto numerosi connettori, uno riservato
al In Circuit Debugger (7) per la
programmazione ed ildebug del
micro, il connettore per i'alimentazione a 8Vdc (6), la connessione verso i'encoder ottico usato
per la sintonia (8). Due connessioni 03A. J4A) verso il modulo
DDS, ed una (9) verso il display
LCD da 20 caratteri su due righe. Completano il panorama
delle connessioni altri due elementi 05A. Il O), il primo dedicato alla pulsantiera, visibile nella
Foto 3, con ilrelativo array di led,
i' altro prevede una serie di linee
in in/out. una gi dedicata come
ingresso alla linea PTT (Push To
23

Foto 3 - Pulsantiera

Talk). Il software prevede gi la


gestione dell'eventuale segnale
di trasmissione ( + 5.. 12Vdc), sia
visualizzando sul display lo stato
(RECV-TRAS)sia gestendo op- Foto 4 - Misura dello scostamento in frequenza dopo la calibrazione
portunamente
la funzione di
SPLIT se attivata, commutando
da VFOAa VFOB o viceversa. Le zimetro sicuramente affidabile in mentre il DDS pu utilizzare per
altre linee presenti potrebbero
termini di stabilit e precisione,
determinare la frequenza geneessere usate come segnale" di posizionare la frequenza al suo rata una parola di 48 bits (6 bycommutazione dei banchi di filtri valore massimo (30MHz), e dopo
tes), per i limiti su indicati vengodi ingresso (toDo), per le diverse un ragionevole periodo di riscal- no utilizzati 'solo' 32 bits (4 bybande di lavoro, oppure sfruttan- damento sia del DDS che del fre- tes).
do il convertitore A/D del micro, quenzimetro, attivare la funzione
Ci comporta dover accettare
per convertire il segnale analo'Calibrazione' (pulsante S6) e un piccolo errore, una discregico relativo all'intensit del se- ruotare r encoder ottico sino ad panza tra frequenza visualizzata
gnale ricevuto e visualizzare sul approssimare al meglio la fre- e reale frequenza generata dal
display lo S-Meter. Liberiamo la quenza letta sul frequenzimetro
DDS. L'errore per cos contefantasia!
con la frequenza impostata sul nuto (Hertz) da poterlo trascuraL'interfaccia pulsantiera/led,
DDS, 30MHz in questo caso, vedi re nella applicazione corrente.
Foto 4.
con lo schema elettrico rappreInteressante
la gestione
La tensione di alimentazione
sentato"in Figura 4 e visibile in
dell' encoder ottico per l'impoFoto 3, sfrutta due integrati che del modulo di controllo bene
stazione della frequenza. L'idea
convertono da parallelo a seriale
non sia molto al di sopra di 8Vdc, base trovata in un' applicazione
(U9) lo stato dei pulsanti e da se- a meno di dotare gli stabilizzatori di MOZZI151consiste nell'aprire
di tensione, U6 e soprattutto U7, una finestra temporale, nel caso
riale a parallelo (Ul O)il pilotaggio dei led presenti sui pulsanti.
di un generoso dissipatore di ca- presente 50ms, e verificare se e
lore.
Le funzioni assegnate ai pulsanti
quanti impulsi sono stati letti. poi
tramite una tabella si ottiene una
sono: Sl-VFOA/VFOB, S2-Split.
S3-Band HAM/0.5MHz relativarelazione non lineare cos da
Software
mente alla possibilit di scorrere
avere una notevole precisione
le sole bande amatoriali oppure
(l Hz) nella sintonia, ma contemincrementare/ decrementare la
Il software stato scritto in C e poraneamente poter variare la
banda in passi di 500 kHz, S4- compilato con il compilatore PIC frequenza anche notevolmente
Slow/Fast. relativamente alla
C della CCSII3] Purtroppo per semplicemente
ruotando con
sensibilit della manopola di sin- questa taglia di micro il compilamaggior velocit la manopola
tonia. S5-decrementa la banda,
tore mette a disposizione mate- dell' encoder o comunque adeS8- incrementa
la banda,
matica in floating point con man- guando le tabelle alle proprie
S6-Calibr azione.
tissa a 23bit. Ci limita la preciesigenze. La versione attuale
sione di calcolo a 6-7 cifre
Per effettuare la calibrazione,
(1.22) usa circa il 39% della
in modo da compensare lo sco- decimalil141. Come conseguenza
ROMe nel caso peggiore il 32%
stamento del modulo a quarzo di di ci il calcolo della parola di della RAM. Dunque c' ancora
riferimento dal valore nominale
programmazione della frequentanto spazio per modifiche, miza al DDS non precisa. Anzi. gliorie ed aggiunte.
di frequenza, usare un frequen24

Conclusioni

Bibliografia

Come avr sicuramente intuito


illettore che ha avuto la pazienza
di leggermi sin qui, il progetto
tutt'altro che concluso. VuoI essere uno spunto, un primo passo
verso la realizzazione di qualche
cosa che ancora gran parte
solo sulla carta e nelle idee.
Nell'area download del sito di
RKE disponibile il sorgente del
programma ed i files per la realizzazione del circuito stampato.
Come sempre sono a disposizione per eventuali chiarimenti.
confronti o collaborazioni all'indirizzo: Vittorio.Carboni@Poste.it.
Il codice sorgente di questo
programma free software; lecito redistribuirlo e/o modificarlo secondo i termini della Licenza Pubblica Generica GNU
come pubblicata dalla Free
Software Foundationl161. Segnalazioni di modifiche, correzioni
di errori. migliorie o espansioni
sono gradite.
Buon divertimento.

[l I1SWX G. Moda, Sperimentare con


il ricevitore a conversione diretta, Radio
Rivista 7-1999.
[2J I4BBO, V Barbi, Un "vero"ricevitore
SSB a conversione diretta, RKE 3/4-

~
TIRGILIANA

2005
[3J F6CRP,

D Auquebon. Rcepteur

conversion

directe 3,5 '7 et l4MHz,


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rxdcpdf
[4] VK6KRG, H Green. The dirodyne. a
new radio architecture? QEX 7/8-2002
[5J AC50G,
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[7J IK2CZL, V De Tomasi, Il retroIit.
come trasformare il vostro vecchio ricevitore in un moderno ricevitore DSP, 5
Convention Digital & Radio Communications - Costalovara Renon 4/5 ottobre

[9J AD9854 datasheet. httpj/wwwanalog. com/ UploadedFiles/ Data Sheets/


l7278l686AD9854 c.pdfPDF[lOJ IK30IL,
F Morgantini, Un VFO
"FLL" per le HF controllato da PIC
l6F628, Rke 2-2004.

[ 11 Analog
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as Mixers'
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Millennium
Dataware
Sr1:
http/ /www.mdsrLit/catalog/
[13J CCS Ine., PO Box 2452, Brookfield,
Wl 53008, http.';/wwwccsinfocom/
J

picc.shtml
[14J

Point

IEEE 754 Compliant


Floating
Routines
http.//wwl.micro-

chip. com/downloads/
tes/00575pdf

[15J AAOZZ, http://www.amqrp.org/


kits/iqvfo
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quadra tura utilizzando le componenti I


e Q, 5 Convention Digital & Radio Communications - Costalovara Renon 4/5
ottobre 2003.

ula le ITALIA. 2

C.P. 34 - 46100 MAnTOUA


FaH 0376/268425
celi. 337417894

Centro Megastore
Corso Garibaldi, 180 - Napoli - Tef./Fax 081/445726

KENWOOD

"'~YAESU
O

Tel. 0376/263874

ELETTRONIcA

www.ulel.1I

contatti: Inlo@uleUt

ICOM

.Nr~K GA~Mltf
,

'-

FT-857D

OUTBACK1899
Antenna

RTX veicolare, HF/


50/144/430 MHz

HF mobile

Bande: 10, 15, 20, 40 e 80 m


Potenza max: 120 W
Connettore:

en/ AppNo-

FT-DX 9000D RTX

HF/50 MHz, 200 W

PL

IC-756

'-

,)
',-'
()

PRO 11I

RTX base HF/50 MHz - Ali mode

... ,il
-

.",

::::

25

IINl'ENNE. LINEE E OINl'ORNI

lllcune deDnlzlonle principi


(trotti dallo bibllogrono closslcQ~
rodlontlstlco e non)

Spazio libero
Lo studio delle antenne si effettua in condizioni di spazio libero,
in condizioni, cio, tali che si
possa supporre che l'antenna
studiata non sia sottoposta ad alcuna influenza esterna.
In caso contrario, i comportamenti delle antenne potrebbero
risultare notevolmente diversi,
ed analogamente le prestazioni
che ciascuno ha il diritto di
aspettarsi.
In pratica, si considera che le
condizioni di spazio libero siano
ottenute quando l'antenna installata.9 pi di 5 o 6 lunghezze
d'onda da tutti gli elementi che
possano avere qualche influenza
sul suo comportamento,
per
esempio il suolo o altri oggetti
pi o meno conduttori (edifici,
alberi, ecc); allora evidente
che tali condizioni sono pi facili
a verificarsi per installazioni di
antenne VHF ed oltre, che non
per antenne destinate a bande
decametriche.
Antenna e linea di
alimentazione
Le due cose, in generale, vanno ben distinte sia in linea di
principio che per quanto riguarda il funzionamento pratico.
La definizione pi semplice di
antenna : "dispositivo conduttore che serve a captare o diffon26 ,_ ...

----.

dere d,~lI'energia a radiofrequenza.


L definizione pi semplice di
linea di alimentazione" : "dispositivo conduttore utilizzato
per connettere un ricevitore od
un trasmettitore ad un' antenna".
Da queste due definizioni semplici ma esatte si deve trarre la
conclusione evidente che antenna e linea devono essere ben
dissociate nello studio dei rispettivi funzionamenti; ci, a meno di
casi particolari in cui la linea non
abbia un modo di funzionamento che la faccia partecipare alla
captazione od all'irraggiamento
di segnale a RF, il che non pu
non modificare quello che era il
comportamento
inizialmente
previsto per il sistema nel suo
complesso.
Lo studio di un' antenna si concentra essenzialmente sulle sue
caratteristiche sia in materia di
irradiazione (diagrammi) che di
rendimento (rapporto fra energia fornita ed energia irradiata).
Lo studio di una linea di alimentazione si concentra invece
sulle sue caratteristiche elettriche (resistenza caratteristica, attenuazione, ecc.) e fisiche (lunghezza).
Antenna isotropica
Per studiare il comportamento
di una antenna necessario
(come per molti altri casi) dispor-

re di un modello di riferimento.
Come tale si assume l'antenna
isotropica, cio un'antenna teorica, le cui dimensioni sono infinitamente piccole (puntiforme) e
che irradia segnale in modo
omogeneo in tutte le direzioni
(360), cosicch, per definizione, il suo diagramma d'irradiazione una sfera perfetta.
I guadagni o le perdite delle
antenne
reali sono spesso
espresse in rapporto al livello di
segnale prodotto da un' antenna
isotropica.
Il suolo
La quasi totalit delle antenne
utilizzate su bande decametriche sottoposta (nelle loro prestazioni) all'influenza del suolo,
in quanto esso interviene nel funzionamento dell' antenna modificandone il comportamento elettrico, tanto dal punto di vista del
rendimento che da quello dell'irradiazione.
In teoria, se si considera che
esso partecipi al funzionamento
dell' antenna, ci si accontenta
generalmente di considerarlo
perfetto, omogeneo, riflettente
ed infinitamente grande.
In questo caso, ed in funzione
dell' altezza deir antenna, esso
potrebbe produrre del guadagno.
Purtroppo, nella pratica quotidiana, un suolo reale non affat-

to omogeneo ed anzi possiede


propriet molto variabili a seconda delle varie zone interessate.
In genere, non possibile altro
che tener conto di valori medi e
standardizzati sia per la conducibilit che per la sua costante
dielettrica, eseguendo quindi simulazioni molto prudenziali.
Diagramma

d'irradiazione

Dopo averlo pi di una volta citato, s'intende per diagramma


d'irradiazione di un' antenna la
rappresentazione
grafica
dell'insieme dei punti situati attorno a tale antenna per i quali
!'intensit del campo elettromagnetico la medesima.
In natura, tale diagramma dovrebbe essere tridimensionale;
ma dal punto di vista pratico,
normale che tale rappresentazione avvenga secondo piani a
due dimensioni. cio ottenuti per
intersezione dell'ipotetica immagine tridimensionale con un piano prefissato. Se tale piano
perpendicolare al suolo, il diagramma ottenuto definito "di irradiazione verticale"; se il piano
parallelo al suolo, il diagramma definito "di irradiazione
orizzontale". In effetti. per quest'ultimo si deve intendere pi
esattamente quello ottenuto con
un piano .passante per il lobo di
massima irradiazione, che altrimenti in situazione reale di montaggio non sia segnale di qualche rilievo ad un angolo nullo
con l'orizzonte.

Diagramma d'irradiazione orizzontale di un dipolo.

Direttivit

Un'antenna si dice direttiva se


la sua emissione caratterizzata
da una (o pi) direzioni privilegiate di irradiazione (o di captazione). In effetti. solamente
1'antenna isotropica a non essere
direttiva.
In pratica, il termine direttiva si
applica essenzialmente all'irradiazione nel piano orizzontale,
mentre per la direttivit verticale
siusa iltermine di "angolo sotto il
quale" si ha irradiazione.
Comunque, al di l dei dia-

Angolo di irradiazione verticale

grammi citati. si utilizzano correntemente


diversi valori.
espressi in dB, allo scopo di
identificare dei rapporti di livello
rimarchevoli: rapporto AVANTI/RETRO, rapporto AVANTI/FIANCO, guadagno in rapporto ad un dipolo (dBd), guadagno in rapporto alI'antenna
isqtropica (dBi).
E comunque importante tener

presente che un'antenna "guadagna", cio ha direttivit, qualunque sia il tipo, nel senso che
essa non produce energia, bens
si limita ad irradiare, pi o meno
efficacemente, in una direzione
privilegiata, quanto le si fornisce.
Ovvia conseguenza di ci, nelle
altre direzioni essa inevitabilmente presenta una perdita (o
attenuazione che dir si voglia).

--27

Risonanza
Si dice risonante un dipolo
RLC quando esso viene fatto funzionare ad una frequenza fo(appunto, di risonanza) per la quale
tale dipolo si comporta come fosse puramente resistivo, nel qual
caso Zo = Ri' cio la sua impedenza di alimentazione diventa
la resistenza di irradiazione, e la
tensione applicata risulta in fase
con la corrente che vi scorre.
questo un caso tipico di risonanza serie ed infatti l'antenna
pu essere rappresentata (e comunque si comporta) come un
circuito RLC in serie; in condizioni di risonanza le reattanze di
L e di C risultano identiche, talch i loro effetti si annullano a vicenda.
Quel che resta in circuito la
resistenza R. che rappresenta
!'insieme dei fattori resistivi che
consumano 1'energia fornita
all'antenna, sia come irradiazione di onde elettromagnetiche
(Ri), sia in calore (perdite di origine diversa: isolamento, effetto
pelle, ecc.).
Il rendimento dell'antenna
funzione dell' entit di queste
perdite, dato che l'energia consumata in calore non irradiata
(almeno, sotto forma di onde radio).
L'importante comunque sottolineare che la risonanza la situazi~ne in cui la corrente che
circola in antenna massima, e
quindi massima anche !'irradiazione; occorre per questo che
sussista un qualche sistema di
adattamento di impedenza che
permetta al trasmettitore di erogare la massima potenza prevista.
Banda passante
Anche per un' antenna, la banda passante corrisponde allo
scarto fra la frequenza pi bassa
e la frequenza pi alta per le
quali una caratteristica dichiarata corrisponde ad una prestazione minima realmente ottenuta.
Per esempio, pu trattarsi del
guadagno, della direttivit o, pi
genericamente, del rapporto di
28

onde stazionarie misurato nei


punti di alimentazione. Quest'ultima condizione la pi frequentemente utilizzata per identificare la banda passante di un' antenna, fornendo ad esempio le
frequenze di lavoro minima e
massima in corrispondenza delle
quali ilROS resta inferiore a 2: l .
In questo caso, va messa in evidenza !'importanza, per i risultati, dei diversi elementi del dipolo
(elettrico) RLC, ed in particolare
delle perdite comprese in R. perch l'aumento di queste ultime in
rapporto alla resistenza d'irradiazione indica una (apparente)
maggior stabilizzazione del valore globale di R. cio un aumento
della banda passante. Ed proprio una banda passante pi larga del normale che deve far sospettare un aumento delle perdite, quindi una diminuzione del
rendimento d'antenna.
Monobanda, multibanda,
larga banda
Quando un' antenna dispone
di caratteristiche riferite ben precisamente ad una sola banda di
frequenze (per esempio, un dipolo a mezz'onda, una groundpIane o similari), si dice che
monobanda; si tratta in genere
di un' antenna semplice ed efficiente.
Un' antenna multibanda pu
invece presentare ben precise
caratteristiche di funzionamento
su pi bande di frequenze: per
esempio, un'antenna "trappolata", un' antenna con bobine di
carico intercambiabili, dipoli a
ventaglio raggruppati, ecc.
Si tratta inevitabilmente di un
compromesso, tanto pi quante
sono le bande previste; anche
una monobanda pu esser fatta
funzionare su pi bande mediante particolari condizioni di
alimentazione.
Tuttavia, tale funzionamento
non riesce a rispettare la conservazione delle caratteristiche di
base, diagramma d'irradiazione
e rendimento in particolare.
Per antenna a larga banda
s'intende un sistema che permette di andare ben oltre la banda

passante normale, per esempio,


di un dipolo a mezz' onda, tanto
da poter coprire almeno un' ottava (da f a 2f) o pi.
Per ottenere ci si sfruttano
principi costruttivi diversi come
l'aumento proporzionale e notevole del diametro dell'elemento
costituente (antenna biconica),
oppure la moltiplicazione del
numero di elementi con variazione progressiva della lunghezza
(log-periodica), od anche di un
apporto supplementare di perdite resistive, privilegiando il ROS
al rendimento reale.

Brnlnote
Si possono ipotizzare alcuni
valori pratici ed abbastanza
precisi della resistenza di radiazione di un dipolo, a seconda di quanto alto montato?
L'impedenza di alimentazione
o meglio la resistenza d'irradiazione di un dipolo a 1/2 onda risonante, montato orizzontale,
corrisponde ai classici 50 Q solo
quando esso 0,17 ..i (circa) dal
suolo. Se la distanza sui 0,22..i,
il valore di Ri vicino ai 75 Q.
Il valore massimo, sui 100 Q, si
ha quando il dipolo a 0,34..i sul
terreno.
Naturalmente, con altri tipi di
ostacoli viciniori ed altre modalit
di montaggio, non solo varia
l' infl uenza degli oggetti sul
valore di resistenza, ma varia
anche la frequenza di risonanza,
il che rende la situazione
difficilmente quantificabile.

l!

V,a Kaolack,

Il 5

11100

AOSTA

~ECOM~NICA~IVHF UHF
!:.1.
RIPETITORI

Tono sub audio e di attivazione


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CW o vocale,

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ON/OFF a distanza

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- FAX 0165-236724

- Etnail il1fo@riae.it

IlNTBNNB

B-antenno: monopolo corto a


'argll bandII (ed tllllpllncatore RP

ad alttllmpedenzQ d'ngresso)
di Claudio Pozzi

Introduzione

Sono in commercio antenne attive a larga banda, si presentano


come dei bastoni di vetroresina o
plastica e promettono una ricezione dalle onde lunghe alle
VHF.Non ho mai provato queste
antenne commerciali (e quindi
non sono nelle condizioni di pronunciarmi sul loro effettivo rendimento) anche a causa del loro
prezzo. SU QST di settembre
20010) stata descritta una antenna attiva dalle caratteristiche
eccellenti. tuttavia utilizza un FET
speciale, da ordinare direttamente in fabbrica e costoso.
Questo articolo presenta
un'antenna attiva che costa pochi euro, da me realizzata, che
ha prestazioni interessanti ed
usa componenti molto comuni.
Saranno descritti il principio di
funzionamento di queste antenne, i loro limiti ed anche alcune
proposte di modifiche e sperimentazioni per adattarle a diversi impieghi.
La E-antenna caratterizzata
da una banda passante molto
ampia (pu essere considerato
un pregio oppure un difetto, !'importante conoscerne i limiti) e
si presta ad ascoltare segnali
dalle onde ultralunghe di RadioNatura (poche centinaia di Hz)
alleVHF.Vale la pena di provarla
per ricevere i 160 e forse anche

gli 80 metri, i beacons aeronautici in onde lunghe, le broadcasting etc. magari posizionandola
sul balcone.
L'amplificatore (inserito in una
scatoletta metallica schermante)
pu essere usato come sonda attiva ad alta impedenza per oscilloscopio, frequenzimetro, analizzatore di spettro etc.
Un po' di teoria

Le onde radio si propagano


nello spazio tramite il campo
elettromagnetico. Alla distanza
di qualche lunghezza d'onda
dal!' antenna trasmittente ogni
segnale caratterizzato dall'intensit del suo campo elettromagnetico, pi intenso il campo
pi forte il segnale.
Il campo elettromagnetico
costituito da un campo elettrico E
e da un campo magnetico H, ortogonali tra loro ed anche rispetto alla direzione di propagazione del fronte d'onda.
Le antenne risonanti (dipolo,
verticale, direttiva, loop magnetico etc.) prelevano energia dal
campo elettromagnetico
e la
rendono disponibile al circuito
d'ingresso del ricevitore. Queste
antenne, oltre ad essere di dimensioni paragonabili alla lunghezza d'onda del segnale da ricevere, hanno la propriet di es-

11i2PII

sere (almeno parzialmente)


selettive: ricevono meglio la lunghezza d'onda per la quale sono
state progettate.
E' possibile costruire delle
"sonde" di piccole dimensioni. a
banda molto larga, sensibili solo
al campo elettrico (dipolo corto o
monopolo corto: E-probe) o solo
al campo magnetico (loop di piccole dimensioni: H-probe). Queste sonde sono normalmente utilizzate proprio per misurare !'intensit del campo elettromagnetico (3.4.5.6.7)
Una sonda per il campo elettrico pu essere realizzata con un
cilindro di metallo avente un diametro di tre o quattro centimetri
ed una lunghezza di 10- 15 cenCampo elettrico e campo magnetico per
un'onda a polarizzazione orizzontale.

H
E

CMonopole

~.bt

Efield

2.2Mn

Cpo.r

Circuito equivalente della E-antenna:


Cpar la somma della capacit di gate del
FETe delle capacit parassite del circuito

timetri. Il cilindretto (che per ora


supponiamo sospeso nello spazio e completamente isolato) si
comporta come l'armatura di un
condensatore di pochi picofarad
ed assume un potenziale verso
terra proporzionale al campo
elettrico. Questo potenziale dipende dalle dimensioni della
sonda, dalI'altezza rispetto al
suolo e dalla distorsione del
campo elettromagnetico causata
dagli ostacoli presenti vicino
alI'antenna. Ovviamente tutti i
segnali presenti danno il loro
contributo e quindi il potenziale
della sonda pu diventare parecchio elevato nelle vicinanze
di molti e/o potenti impianti trasmittenti. Le propriet del monopolo corto ideale possono essere

cos descritte (8):


E' sensibile solo alla componente elettrica E del campo
La tensione di uscita proporzionale al valore campo elettrico E
La tensione di uscita non dipende dalla frequenza
Il circuito equiv.lente rappresentato da un generatore di
tensione (campo E) in serie ad
una capacit (la capacit della
sonda verso terra, tra 5 e lO
pF); questa capacit forma un
filtropassa-alto con la resistenza del carico.
La resistenza del carico dovrebbe avere un valore infinito,
per avere una risposta piatta
anche alle frequenze pi basse.
Il campo E non viene perturbato poich se la resistenza del
carico infinita non vi passaggio di corrente.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare la sonda non
deve essere di grandi dimensioni, una lattina di birra adattissima allo scopo: collocata a qualche metro da terra in posizione
libera da ostacoli ha un rendimento che si avvicina a quello
del dipolo 1/2 onda.
Se alla sonda colleghiamo un
circuito amplificatore ad altissima impedenza di ingresso e bas-

sa impedenza di uscita il potenziale presente sulla sonda rimane pressoch


immutato ed
all'uscita del circuito abbiamo a
disposizione tutti i segnali radio
presenti. dalle frequenze pi
basse a quelle pi alte, per il nostro ricevitore. Quello che non
semplice realizzare un circuito
attivo avente queste caratteristiche ed inoltre abbastanza resistente all'intermodulazione generata dalla moltitudine di segnali fortissimi presenti. La
E-antenna posta sul davanzale
della mia finestra al sesto piano a
Milano e collegata ad un power
meter a larga banda, da 100 kHz
a 500 MHz, porta l'indice dello
strumento vicino a O dBm, pari
ad l mW di potenza totale. Collegata alI'oscilloscopio a larga
banda, con impedenza di carico
50 Q, si notano i segnali delle radio FM attorno a 90 MHz con una
ampiezza che a volte supera 700
mV picco picco.

Il circuito
Per avere una impedenza di
ingresso elevata occorre usare
un FET in circuito source follower. Tuttavia il FETnon ha una
impedenza di uscita sufficientemente bassa da pilotare senza
perdite il cavo coassiale da 50 Q,

E-antenna. Schema elettrico.

o.djust far 6.0 V o.t paint A


V1DO
200ko

1\ Rl02

CI

(;)
Ri0i ...
2.2Mo
(;)

(;) ru

... ~

IK2PII

...J

30

>

35V220
+ Cl02
220
22pF
J310

T1PFT~~~F

70

IQl00 5600
E -Antenno.~Rl03

C 100 ..J:!:. C 10 1

RiOO

'VV'
...
R1D5

1 W

Jl00
r-: .....
_

+12V

k
1" 1...

ONO

quindi occorre inserire anche un


transistor configurato ad emitter
follower.
Il circuito accoppiato in corrente continua, per avere una risposta in frequenza estesa fino
alle onde lunghissime che interessano gli appassionati di RadioNatura.
Il transistor Q l Ol polarizzato
con una corrente di 50 mA per
una tensione di emettitore di 6
volt (l/2 della tensione di alimentazione) in modo che resista
ai segnali forti. Il BFR96 pu essere sostituito dai vari 2N3866,
2N5109, BFR95 con un piccolo
dissipatore. CI04 un condensatore in poliestere (oppure un
elettrolitico, positivo verso l'emettitore, con un ceramico da
100 nF in parallelo), RI05 elimina la tendenza del circuito ad
oscillare se il cavo coassiale verso il ricevitore lungo.
IL FET Q 100, un J31O, polarizzato con Idrain di 12 mA per
avere una bassa intermodulazione, la caduta di tensione su Rl 03
permette di avere sulla base di
Q 102 una tensione di 6,7 volt (6
V +VBE di Q lO l ).
Per ovviare alla dispersione dei
parametri del FET(IDSS
e tensione
di pinch-off) ho previsto il trimmer multigiri VI 00, che deve essere montato con il cursore posto
a massa. Poi si regola per avere
6,Ovolt sul],'emettitore di Q lOl.
L'impedenza
di ingresso
deir amplificatore data dalla
R101 (2,2 MQ, possibilmente a
strato metallico per diminuire il
rumore) in parallelo alla capacit di gate del FET(circa 5 pF) ed
alle inevitabili capacit parassite, queste capacit formano con
la capacit del monopolo un
partito re capacitivo che attenua
il segnale captato dalla sonda.
L'impedenza di uscita di poche
decine di ohm. La banda passante va da poche centinaia di
Hz a 200 MHz, forse oltre.
Ilguadagno in tensione del circuito quasi uguale ad uno; il
guadagno in potenza dipende
dal rapporto tra l'impedenza di
ingresso e quella di uscita.
Ll 00 una impedenza che
serve ad evitare che tramite il
cavo di alimentazione i segnali

RF raggiungano l'amplificatore
e disaccoppia sia il positivo sia il
negativo. Usare una bacchetta di
ferrite lunga circa lO cm sulla
quale si avvolgono in bifilare due
fili isolati sottili fino a riempirla.
La ferrite va fissata alla piastrina
con due fascette di plastica, non
con fili metallici. In alternativa si
pu usare un toroide ad alta permeabilit.
All'ingresso dell' amplificatore,
tra i punti B e C, ho inserito una
impedenza VK200 con il filopassato 5 volte nei forellini in modo
da ridurre la risposta alle VHF
(radio FM, segnali TVin banda I
e IIIetc.). In questo punto si pu
sperimentare con impedenze di
vario tipo, perline di ferrite, resistenze anche di alto valore per
ottimizzare la risposta sulle frequenze che interessa ricevere.
Ho evitato di mettere circuiti di
protezione sul gate del FET, che
avrebbero aumentato la capacit parassita e quindi r attenuazione dei segnali. C l 03 dovrebbe
essere un condensatore a disco
ceramico con tensione di lavoro
di un centinaio di volt (ma potrebbe anche essere omesso se il
monopolo ben isolato nel tubo
di plastica). Tra la sonda e la
massa della piastrina si pu provare a mettere una piccola lampadina al neon con in parallelo
una resistenza di un paio di
Mohm come protezione, tuttavia
meglio montare r antenna in un
luogo dove facile raggiungerla
per ripararla e tenere qualche
FETdi scorta.
Costruzione
Ho utilizzato un tubo di plastica
per impianti elettrici, diametro
32 millimetri. ed un manicotto di

giunzione. Dal tubo tagliare uno


spezzone lungo abbastanza da
contenere il monopolo e la piastrina con il circuito.
Con un lamierino sottile di ottone o rame (2 o 3 decimi di millimetro) ricavare un cilindro alto
l O - 15 cm che si infili con una
leggera pressione all'interno del
tubo di plastica.
Tagliare un rettangolo di vetronite ramata che si infili a misura
nello spezzone di tubo di plastica, ad un centimetro da una delle estremit corte ricavare un rettangolo di rame isolato asportando una strisciolina di rame con
un taglierino od una lama di seghetto tenuta parallela alla vetronite; se la vetronite ha il rame su
entrambi i lati ripetere r operazione sul lato opposto. A questo
rettangolo viene saldato il cilindro, usando filo di rame grosso.
E' importante far in modo che le
capacit distribuite tra questa
parte del circuito ed il resto della
vetronite ramata (che funge da
piano di massa) siano minime.
Per il resto della costruzione
guardare le fotografie.
Il monopolo e la piastrina vengono infilate nello spezzone di
tubo di plastica e rimangono in
posizione grazie all'elasticit del
cilindro del monopolo, poi infilare il manicotto di giunzione che
verr inserito nel rimanente tubo
di plastica che funziona da palo.
Mettere un tappo all'estremit
superiore per evitare l'ingresso
della pioggia e sigillare le giunte
con silicone.
Dopo il collaudo e la messa a
punto finale preferibile spruzzare sul circuito abbondante vernice isolante, tipo lacca per circuiti stampati o vernice per circuiti EATdei televisori.

E-antenna, lato componenti. Si nota l'interruzione del rame sotto l'impedenza VK200

Alcune idee da sperimentare

E-antenna.

L'induttanza di modo comune

Impiego dell'E-antenna e
suoi limiti
Innanzi tutto bene ricordare
che questa una antenna solo ricevente. Collegata ad un ricetrasmettitore che anche solo per
una frazione di secondo (ad
esempio quando viene acceso)
si porta in trasmissione viene irrimediabilmente danneggiata.
Nonostante la cura che ho posto nella realizzazione dell' amplificatore in presenza di segnali
molto forti si pu verificare la generazione di prodotti di intermodulazione del terzo e del secondo ordine e probabilmente anche di ordini superiori. L'unico
modo per porvi rimedio, senza
sostituire il FET ed il transistor
con componenti difficilida reperire, consiste nel ridurre le dimensioni pel monopolo.
L'antenna presenta all'ingresso del ricevitore tutti i segnali
captati, senza un minimo di selezione. A questo punto le prestazioni del sistema ricevente dipendono in larga misura da
quanto il ricevitore in grado di
resistere all'intermodulazione, al
"reciprocal mixing" ed al "blocking". Ricevitori economici a stato solido ed a copertura continua
(scanner e portatili) difficilmente
saranno in grado di funzionare,
molto probabilmente si ascolter
un forte rumore su tutte le frequenze (intermodulazione, reciprocal mixing) oppure si assister al silenziamento del ricevitore
(blocking). Anche alcuni ricetrasmettitori commerciali possono
comportarsi in questo modo.
Questi sono i rimedi da provare.
l. Mettere un attenuatore rego32

LIDO. Anche

sul retro il rame

interrotto.

labile tra antenna e ricevitore.


Aumentando 1'attenuazione
l'intermodulazione
diminuisce pi rapidamente del segnale utile, ma in questo
modo si perde la possibilit di
ascoltare i segnali deboli.
2. Mettere un filtro passa-banda
tra antenna e ricevitore. Ilfiltro
permette solo ad una piccolo
numero di segnali di raggiungere il ricevitore, se in questa
banda non sono presenti segnali fortissimi l'intermodulazione (ed il blocking) dovrebbero scomparire. Questa soluzione pu essere praticata
ad esempio da chi interessato a provare l'antenna sulla
banda dei I 60 metri oppure
dall'SWL interessato solo alle
bande radioamatoriali. Articoli che riportano filtridi banda sono apparsi sia su RadioRivista (9) sia su RadioKit. basta
guardare i circuiti di ingresso
dei vari ricetrasmettitori pubblicati.
3. Costruire un prese lettore
(senza amplificazione) sintonizzabile. Questa la soluzione consigliata agli SWL che
intendono fare ascolto su tutte
le bande. Gli schemi non sono
molti. Consiglio quello pubblicato da IOZVsu RadioRivista nel lontano 1989 (9)
4. Se interessano solo le onde
lunghe basta un filtro passa
basso con frequenza di taglio
intorno a 500 kHz, che elimini
anche le onde medie.
5. Adottare la coppia attenuatore + preselettore
6. Provare l'antenna con un vecchio apparato valvolare dotato di preselettore

Il rapporto segnale/rumore
migliora se l'antenna posta in
posizione elevata libera da ostacoli, lontana da oggetti che assorbono la radiofrequenza. Ma
assieme ai segnali pu anche
aumentare l'intermodulazione.
Se si certi che l'intermodulazione dovuta all'antenna (il
segnale dovuto all'intermodulazione non scompare inserendo
un attenuatore tra antenna e ricevitore) provare a ridurre le dimensioni del monopolo.
L'antenna non richiede un
piano di terra, tuttavia una reticella a maglie finiquadrata con il
lato di 30 - 40 cm collegata allo
schermo del cavo coassiale pu,
in alcuni casi. ridurre il rumore
captato dall' antenna.
Sotto la reticella avvolgere il
cavo coassiale su una bacchetta
di ferrite per creare un choke RF.
Provare ad inserire l'amplificatore in un secondo cilindro
metallico collegato alla massa
per schermarlo e realizzare un
"dipolo corto".
Sempre per ridurre il rumore
provare a collegare a terra lo
schermo del cavo coassiale nel
punto in cui entra in casa, certi
disturbi si propagano dall' ambiente domestico verso l'antenna
tramite i cavi.
Provare ad usare un alimentatore diverso da quello del ricevitore, ad esempio un alimentatore da parete a doppio isolamento, quelli che non hanno il
collegamento di terra, oppure
una batteria.
Disturbi provenienti dall' alimentatore: provare a mettere un
condensatore poliestere da O,l
microfarad 200 volt in parallelo
al secondario del trasformatore
di alimentazione; a volte scompare un fastidioso ronzio dovuto
ai transitori di commutazione dei
diodi che si propagano lungo i
cavI.
Cercare la posizione per il
miglior rapporto segnale/rumore, a volte spostare l'antenna di
poco migliora molto la ricezione.
Se non interessano le onde
lunghe ridurre il valore di C 103,
provare con lO nF o anche con

Lo spettro tra O e 22 kHz visualizzato con


SpectrumLab. Si notano le emissioni del
sistema di radionavigazione russo Alfa tra
12 e 15 kHz (trattini). il segnale di riga TV a
15625 Hz e sette RTTY tra 18 e 22 kHz. Le
tracce verticali sono le statiche.

1000 pF O meno. Provare anche


a ridurre la capacit di C l 04 a
O,l ,uF o meno.
Per aumentare il rendimento
a frequenze inferiori a 10kHz
mettere un condensatore elettrolitico da 100,uF in parallelo a C4,
positivo verso il transistor.
Sperimentare altre impedenze al posto di LlO1.
Provare a disaccoppiare con
un trasformatore tra discesa
coassiale e ricevitore. Per onde
ultralungh~ (RadioNatura) usare
un trasformatore telefonico l: l
da 600 Q di impedenza (alcuni
funzionano bene fino a 200 -300
kHz), per onde lunghe (136 kHz,
Non Directional Beacons) 20 +
20 spire su toroide FT-50/75, per
onde corte 15 + 15 spire su FT50/43.
Provare a mettere uno stilo
lungo l metro al posto del cilindro e mettere una resistenza
(qualche centinaio di kohm) al
posto di Ll O1.

inoltre ruotandolo possibile trovare una posizione in cui il rumore di fondo minore di quello
della E-antenna. Tuttavia anche
con l'E-antenna ho ricevuto dei
segnali.
Ho poi provato a collegare la
E-antenna, tramite un trasformatore con rapporto in salita l :5, direttamente alla scheda audio del
PC (ingresso microfono). Usando come software Spectrum Lab
di DL4YHF,scaricabile gratuitamente da www.qsl.net/d14yhf ,
tra Il e 15 kHz si ricevono molto
bene le stazioni del sistema di radionavigazione russo ALFA. diverse stazioni RTTYtra i 18 ed i
22 kHz, armoniche dei 50 Hz e
disturbi vari. Sono anche visibili
le statiche.
Ricezione delle onde corte
L'antenna stata provata in
aperta campagna e confrontata
con un dipolo 40/80 metri. Le
prove sono avvenute sulle bande
Radioamatori da 160 a 15 metri (i
lO metri erano chiusi). Come ricevitore stato usato un prototipo in costruzione, dotato di mixer
H-mode con FST3125 molto resistente all' intermodulazione ma
senza filtripreselettori tra antenna e mixer. L'antenna era montata a circa tre metri sopra il tetto,
senza ostacoli nei dintorni. Tutti i
segnali ricevuti con il dipolo erano ricevuti, con livello quasi
uguale, dalla E-antenna tranne
che sui 160 metri dove il dipolo
aveva un rendimento migliore
ma, a causa del livello di rumore
elevato, la comprensibilit dei
segnali ricevuti da entrambe le
antenne era identica. Non sono
stati notati fenomeni di intermodulazione. Collegata l'antenna
all'analizzatore di spettro si sono
osservate alcune broadcasting
che avevano un livello di circa
-lO dBm.

Provata sul balcone a Milano,


con un ricevitore a conversione
diretta 20 e 40 metri. si comporta
meglio di un filo da 5 metri interno accordato. Sicuramente risente dell'attenuazione
di segnale causata dalla distorsione
del campo elettromagnetico dovuta agli ostacoli.
Ringraziamenti
Ringrazio Pietro, 12BUM, che
ha eseguito le prove in campagna e Marco, IKIODO, che mi
ha dato alcune utili indicazioni
sulla bibliografia.
Bibliografia
(l) Frank Gentges (KOBRA), "The
AMRADActive LF Antenna", QST, September 200 l, scaricabile dal sito WEB
http//www.arrl.org/tis/info/pdl/Ol090
31.pdf
(2) Ralph W Burhans, "Active antenna
coupler for VIF, Ham Radio, october
1979
(3) Christof Rohner, 'Antenna Basics",
Rohde&Schwarz,
1999 (cercare sul
WEB con GOOGLE)
(4) SCHWARZBECKMESS - ELEKTRONIK, "VAMP9243 9 kHz - 30 MHz Low
noise active monopole antenna", sul
WEB: http/ /wwwschwarzbeckde/Datenblatt/m9243pdf
(5) SCHWARZBECKMESS - ELEKTRONIK, "Calibration of Vertical Monopole
Antennas (9kHz - 30 MHz)"
(6) Angiolo Chiti (I5SXN), "Antenna a
Loop tipo STODDART", RadioRivista
1/2004, pago 34
(7) Angiolo Chiti (I5SXN), "Campi elettromagnetici e loro livello", RadioRivista
2/2004,pag.28
(8) Marco Bruno, IKIODO, "Thinking
about idealloops", sul sitohttp/ /wwwvlf.it
(9) Francesco Cherubini (IOZV), "Filtri
preselettori
per H. F.", RadioRivista
9/1989 pago 38 (vedi anche M Martin
(DJ7VY),RWaxweiler (DJ7VD), CQ DL
7/1984 pago 320 e 9/1984 pago 433)
ik2pii@amsat.org
www.qsl.net/ik2pii

Ricezione delle onde lunghe


Ho confrontato la E-antenna
con un loop risonante da 1,5 metri di lato, posti entrambi sul balcone. sulla banda dei 136 kHz. Il
loop risonante ha un guadagno
di circa lO dB dovuto al suo Q,

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33

Wflttllletro - ROSllletro per


e non solo

fl.RP

hamqrp@gmail.com

ed ideato a questo proposiNonto,


molto
stato inventato
in
questi ultimi
anni, nel
settore della ricezione o trasmissione del segnale, quindi non
parliamo di nulla di particolarmente originale, ma quello che
presentiamo pur sempre un
circuito nato da una esigenza
specifica e che pu andare incontro, appunto, alla necessit
di qualcuno. Costruire un buon
ROSmetro, oggi, non difficilissimo. In generale quello a cui bisogna badare il livello di potenza, nel caso si desideri uno
strumento adatto alla bassa potenza.
I problemi non nascono quindi
dalla l1}assimapotenza applicabile, contro questi livelli ci si protegge, bens dalla sensibilit necessaria a realizzare un ponte rivelatore che funzioni in modo
dignitoso anche con livelli di potenza bassi (intendiamo dire anche con 500 mW di potenza).
Quindi, il problema nasce dal
fatto che con livelli di potenza
QRP o meglio ancora QRPp (frazioni di W), i rivelatori del ponte
di ogni ROSmetro (quindi diodi) ,
posso trovarsi a lavorare 102
in condizioni limite, vicino alla soglia di
.047
R
conduzione,
od ~+anche
in condizioni di non linearit. Inoltre il
ponte riflettometrico che si utilizza, quindi il metodo di prelievo
del segnale diretto e quello riflesso, possa patire della bassa
potenza a frequenze basse (intendiamo dire, ad esempio sui
3.5 MHz), avendo sensibilit non

'~n
r

lineare con la frequenza.


Esistono circuiti specifici nati
per queste apposite esigenze
(vedi bibl. 2), ovvero, invece, si
pu realizzare un circuito, come
nel nostro caso, che non sia nato
specificatamente per la bassissima potenza, fare delle misure di
errore, sia come livelli sia come
sensibilit su varie bande di frequenza, costruendo una tabella
che utilizzeremo a frequenze e livelli diversi.
Pu sembrare un discorso
complesso e difficile da realizzare, ma in sintesi non significa altro che rilevare gli errori e conoscendo questi, poter risalire alla
misura corretta.
Apriamo a questo proposito
una brevissima parentesi su un

wattmetro famoso nel settore


QRP, il WMl di cui esiste anche
la versione WM2 realizzato dalla
Oak Hill Research (vedi sito web
su bibl.l), ed universalmente diffuso nel settore della bassa potenza, specie Oltreoceano.
Si tratta di un comunissimo
wattmetro, costruito per potenze
fino ad l W minimo, che commette un errore mediamente del
5% massimo, ma il cui ponte di
prelievo del segnale diretto e riflesso e quindi della potenza,
soffre di sensibilit differente a
varie frequenze, quindi di errore. La Casa costruttrice non d
nessuna tabella o curva di errore
e pertanto molti OM basano il rilevamento della potenza del loro
TX proprio su una lettura di cui

Fig. l - Schema elettrico ROSmetro-Wattmetro

ANT

TX

.047

.047

lmJ

2X F

+~

1".047

F1'5k

Fig. 2 - Layout dell'accoppiatore

direzionale

non sanno quale sia l'errore. E'


chiaro che se noi conosciamo
che ad una certa frequenza (ad
esempio 7 MHz), la lettura affetta da un errore di 300 mW in
difetto, su un fondo scala di l W,
una misura che fornisce 0.9 W
sapremo che la potenza reale,
sar perlomeno 1.2 W. E questo
senza complicarci la vita, ma
semplicemente effettuando preventivamente delle misure di
confronto con strumentazione affidabile, di riferimento.
Il circuito che presentiamo qui
di seguito (fig. l) stato testato
fino sulla banda dei 50 MHz; sui
144 MHz funziona ancora, ma la
sua direttiyit e la sua precisione
di misura non sono elevate.
Essendo la costruzione hardware
non studiata alla necessit, e
quindi non ci sentiamo di consigliarne l'uso su questa banda di
frequenze n abbiamo fatto rilievi di errore: un circuito per queste frequenze deve essere realizzato diversamente come costruzione meccanica ed elettrica.
Per la realizzazione dell' accoppiatore direzionale, vista la
frequenza e la necessit di poche tarature, abbiamo scelto il
ponte di Stockton (fig.l ). Si
realizzato il ponte in un contenitore separato dalla parte visualizzatrice, in modo da montare il
ponte vicino all'apparato RTX,
alloggiando, invece, la parte visualizzatrice in modo comodo,
lontano dall'RTX,come una volta
prevedeva la Drake per il suo

Fig. 3 - L'accoppiatore direzionale nel suo contenitore- i segnali


REF e FWD vanno alla parte di visualizzazione, esterna

W4. Un cavetto a tre poli pi


schermo, unisce l'accoppiatore
direzionale alla parte di visualizzazione. (fig. 2 e fig. 3). Il ponte
del tipo Stockton quello che
presenta meno problemi di funzionamento affidabile, pur se al
crescere della frequenza non
utilizzabile, quindi ecco perch
la sua limitazione sui 50 MHz
massimi. Inoltre le letture non
sono lineari con la frequenza e
necessit di rilevare quale sia
l'errore di lettura a varie frequenze di utilizzo. Ma l'affidabilit del
circuito ci ha fatto scegliere per
questo sistema piuttosto che per
altri. forse pi sofisticati, ma anche pi critici.
Per ottenere una sensibilit
maggiore dei normali ponti che
vediamo in giro su web e riviste
varie, senza inventare cose strane, il tratto di linea che sullo
schema di fig. l vediamo unire
TX e ANI. cio trasmettitore ed
antenna, realizzato mediante
un piccolo spezzonino di cavetto
tipo RG 174, cio da 50 Q, ma
con il quale si realizzi una spira
sul nucleo su cui poi avvolto
l'altro avvolgimento che va al circuito rivelatore vero e proprio. Si
realizza cos un piccolo trasformatore in cui l'accoppiamento
fra primario e secondario migliore e c' passaggio di segnale
anche a livelli di potenza pi
bassi del solito. Potendo avere a
disposizione del cavetto miniatura da 50 Q in teflon, la realizzazione anche migliore, ma an-

che l'RG 174 va benissimo fino a


50 MHz, come verificato da noi.
Per le frequenze superiori. abbiamo avuto la possibilit di procurarci a prezzo irrisorio, su
Ebay, un accoppiatore direzionale professionale adatto alle
frequenze superiori ai 100 MHz
(fig. 4). La sua uscita sempre
costituita da due segnali in continua, pi la massa, quindi abbiamo provveduto alla possibilit,
mediante commutazioni adeguate, di collegare anche questo
accoppiatore, nel caso debbano
essere fatte misure anche a frequenze VHF od UHF, ottenendo
uno strumento unico che copre
dai 160 m ai 70 cm.
In pratica abbiamo un'unica
visualizzazione su strumento ad
ago, e due sistemi di prelievo
della RF direttal riflessa, e della
sua rivelazione.
Lo strumento indicatore pu
essere un microamperometro da
50 /lA f.s., ma nel nostro caso abbiamo avuto la possibilit di procurarci un microamperometro
della Bird, la cui sensibilit di
30 /lA f.s , il che aumenta la sensibilit di tutto lo strumento e
questo non fa male.
Per la verifica del funzionamento la procedura semplicissima: si connette una sorgente di
segnale all'ingresso del ponte, e
si lascia l'altro capo del ponte
stesso, aperto, ovvero lo si cortocircuita, in modo da provocare
una riflessione totale (VSWRinfinito); si porta a fondo scala in po35

tometrico, possono portare a letture errate e quindi misure affette da errore.


Facendo le stesse misure (per
gli stessi livellidi potenza) a varie
frequenze, quindi nel caso minimo 4 frequenze, nel caso migliore, una per ogni banda, potremo
costruire una tabella. e di conseguenza un grafico banda per
banda, che ci dar indicazione
dell' errore di volta in volta. commesso nelle misure. Questo ci
Fig. 4 - accoppiatore direzionale UHF
consentir di risalire al livello effettivodi potenza rilevato, di volta
in volta, migliorando l'affidabilit
sizione "onda diretta" e si verifica e quindi anche la precisione, del
che in posizione "onda riflessa", nostro strumento.
Per chi desiderasse uno strul'ago indichi pressoch il fondo
scala (appunto VSWRinfinito). Si mento assai pi sensibile, in un
connette all'uscita del ponte,
range ampio, quindi un qualcoora, un carico fittizio da 50 Q sa di diverso decisamente, pu
(anche home-made, se ben fat- andare sul sito web di IOCG, o rito!), e si ripete la misura, ora fra vedere articoli di RKEdi un paio
"onda diretta" ed "onda riflessa" di anni fa, che descrivono un mici deve essere la massima diffe- suratore di potenza costruito utirenza, cio a fondo scala in lizzando !'integrato AD 8307, uti"onda diretta" deve corrispondelizzabile per fare un Wattmetrore uno spostamento nullo deli' a- Rosmetro anche da inserire stago dello strumento, nella posizio- bilmente sulla linea dell'RTX per
ne "onda riflessa", cio VSWR un monitoraggio continuo dell' aI: l.
dattamento di impedenza fra
Questo per ci che riguarda la RTXed antenna e per quello deltaratura del misuratore di ROS.
la potenza di uscita. Parliamo,
Per il funzionamento dello stru- per, di uno strumento che nemento come wattmetro dovremo
cessita di alimentazione, che necessit di un visualizzatore a diavere a disposizione una sorgente calibrata ovvero un wattmetro splay, di un qualcosa di diverso
affidabile di riferimento (tipo che esula dalla trattazione attuale.
Bird). Quella che va fatta una
serie di misure a varie frequenze
Lo strumento presentato stato
(almeno quattro: 2.5 MHz. 14 usato in varie occasioni anche in
MHz, 28 MHz e 50 MHz), e vari li- /p, risultando robusto, affidabile
velli di potenza: 500 mW, I W, 2 e soprattutto semplice nell'uso:
W, 5W fermandoci a questo se lo la tabella di taratura permette di
strumento ad uso QRP, salendo
sapere con ottima affidabilit i
di livelli se non cos.
valori veri delle misure fatte e
L'ideale sarebbe di effettuare
quindi .non ci fa rimpiangere di
una misura per ogni banda di non possedere uno strumento di
frequenze di utilizzo. Infatti a fre- nome molto pi famoso, ma anquenze assai basse, cio 1.5 che di costo ben diverso!
MHz e 3.5 MHzil ponte potrebbe
essere meno sensibile che in alBibliografia
tre, a motivo dell' accoppiamento
dovuto dal trasformatore, che
l - Oak Hill Research website: wattmetro
sulle bande basse non !'ideale,
QRP WMl e 2: http://www.ohrcom/
se iltrasformatore deve funzionawattmeter.htm
re bene anche in alta frequenza.
2 - Wattmetro per QRP realizzato da
A frequenze elevate, tipo 28
G4FON: http://www.g4fon.net/wattmeMHz, 050 MHz e peggio ancora
ter.htm
a 144 MHz, effetti parassiti e
scarsa direttivit del ponte riflet36

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come connettere Iln RTX tll PC

realizzando un 'Interltlceltl home-mtlde


~

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della scelta nel trovare cirInternet


l'imbarazzoil
cuiti
adatti adc'interfacciare
nostro RTXcon il computer. per
permetterci di lavorare nei vari
modi digitali che implicano l'uso
del computer. La Elecraft realizza un circuito ad hoc, acquistabile ed installabile direttamente
nel contenitore dell'apparato e
molto funzionale. Per chi non
vuole acquistare qualcosa di gi
pronto, ed in questi circuiti lo si
pu fare tranquillamente, fra i
tanti circuiti che abbiamo visionato, abbiamo deciso di presentarne uno realizzato da un OM
USA. ma di cui su Internet disponibile .il manuale descrittivo
sia della parte elettrica sia di
quella meccanica. Inoltre c' la
possibilit di scaricare addirittura illayout con le didascalie del

SU

""'"1'"'

pannello frontale e realizzare


quindi una qualcosa che non ha
nulla da invidiare a realizzazioni
commerciali.
Descriviamo brevemente le
possibilit che offre questa interfaccia:
- Isolamento completo della
massa fra PC ed apparato RTX
impiegante trasformatori sia per
la parte trasmittente, sia per
quella ricevente; controllo del
PTT mediante relay a stato solido:
- Controllo del livello audio
sia nella parte trasmittente, sia in
quella ricevente, con manopole
che regolano questi livelli. presenti sul panello frontale;
- Monitor audio del segnale
generato dalla scheda audio del
PC ed amplificato sul PCB stesso;

Fig. l - Interfaccia PSK-modi digitali per l'Elecraft K2

hamqrp@gmail.com

~~

- Nessuna necessit di alimentazione esterna, ci che


serve viene ricavato dai segnali
provenienti dal PC;
- Pu usare sia le linee di BF
dell' altoparlante e del microfono, nell' apparato ricetrasmittente, sia linee provenienti direttamente da un uscita apposita prevista sull'apparato
(come nel
caso di FT817);
- Circuito stampato di dimensioni ridotte che permette
il montaggio direttamente in una
scatoletta tipo caramelle (Altoid)
(fig. 4).
Ilcircuito non presenta difficolt particolari sia nel montaggio
che nella messa in funzione e
pertanto alla portata di una
persona che abbia solo un minimo di conoscenze tecniche, ma
permette la costruzione di un ac-

Fig. 2 - Interfaccia PC-RTXrealizzata da KK7UQ,circuito pronto al


montaggio nel contenitore

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FSK
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NO

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Il

Rela~ Kl is an Option
To use as PTT devi ce,
Install Kl, then
cut Jumpers AA and BB
and supply power
to +12V and - pads

Fig. 3 - Schema elettrico interfaccia RTX-PC

PKW ANTENNA SYSTEM

teI.02.617.3006 - 02.619.6441- fax 02.613.59562

W'WW.antennapkw.com - Email:antennapkw@antennapkw.com
38

'li

D3

1'57141-11'\

.D

IX

Waterfall

.-

....

level

PTT

le/(

7lJq Interface
Leve'
IF81<

Auto
Trsrnsmit

On

Fig. 4 - Interfaccia racchiusa nel contenitore tipo "Altoid" (caramelle)

cessorio veramente utile e ben


fatto, per la nostra stazione.
Sul sito il cui indirizzo http://
kk7uq. hfradio.org/index. htm
possibile scaricare un file in
formato PDF, con i disegni di
possibili layout del pannello del
contenitore. Questo mette rOM
che realizzi anche da solo questo
circuito, di dotarlo di scritte e abbellimenti che lo rendono un
bell' oggetto anche dal punto di
vista estetico (fig. 5).
Come vediamo dallo schema
elettrico (fig. 3), il segnale proveniente dalla scheda audio del
pc, va a pilotare un trasformatore con rapporto l: l la cui uscita
viene regolata mediante un potenziometro che quindi permette
di evitare eventuali "sovra-modulazioni'" del TX. Allo stesso
modo, per la parte del segnale
BF proveniente
dall' audio
dell'apparato, un identico trasformatore viene pilotato e la sua
uscita, prima di arrivare alla por-

Off
Modelli

Fig. 5 - Esempio di layout del pannello frontale

ta del pc, viene regolata da un


potenziometro
che permette
quindi di gestirne il livello in entrata alla scheda audio del computer.
Dalla porta seriale del pc, viene prelevato il segnale DTR che
serve ad alimentare un BJT che
amplifica (in BF) il segnale prodotto all'interno del PC e che andrebbe a modulare il TX, consentendo quindi, ilmonitoraggio
di BF come gi detto prima. Due
relaya stato solido, servono a gestire sia la FSKsia ilPTT, evitando
il collegamento diretto TRX-PC
completando l'isolamento fra i
due apparati.
Come gi detto il circuito
piuttosto piccolo e permette un
assemblaggio compatto e funzionale, ed il fatto che tutti i segnali transitano su PCB minimizza rischi di captazione di disturbi
in BF ed attenuazione dovuta a
filivolanti ecc.
La possibilit di avere a dispo-

slzlone il manuale completo di


schemi ed istruzioni di montaggio e messa a punto uno strumento non indifferente e permette di realizzare un circuito che
senz' altro dar soddisfazione
all'OM esperto come al "novice".
Per ulteriori approfondimenti
ed informazioni, senza intasare
le pagine di Rke, rimandiamo al
sito delr autore, dove anche
possibile ordinare ed acquistare
il kit completo dell'interfaccia.

Nel giorno 14 OTTOBRE 2006 la Sezione


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39

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Software pllr III reallzztlzltJ1Ie


di circuiti li PCB
Selezione liberamente tratta dal Genzano Bulletin

hamqrp@gma;l.com

Il

coloro che realizzano da soli


problema che hanno molti di
le proprie apparecchiature,
consiste nel poter presentare le
proprie realizzazioni in modo dignitoso e soprattutto quello di
realizzare in modo ordinato e
"pulito" i circuiti stampati relativi.
Mentre un tempo si usavano
tecniche un po' "empiriche"
come i trasferibili, i pennarelli
speciali, lo smalto per unghie, e
cos via .... , oggi ci viene incontro
una gran quantit di software disponibile sul "mercato" di Internet.
D'altra parte poter presentare
bene il proprio lavoro ha due
vantaggi: il primo molto egoistico che consiste nella gratifica-

Fig. l - Esempio di macro per FIDOCAD

40

zione del veder realizzato bene


ed in modo semi-professionale
un circuito da noi costruito e magari progettato; il secondo quello di poterlo presentare e magari
sottoporlo a riviste del settore
quali appunto questa su cui leggiamo queste note, o Notiziari e
Bollettini vari.
FidoCAD un programma in
versione freeware reperibile su
vari siti che trattano di autocostruzione ed caratteristico per
la sua facilit di impiego oltre
che per il suo piccolo "ingombro" sul computer: non ha bisogno di potenza di calcolo da
computer della NASAe non necessita di uno studio ingegneri-

stico del manuale di utilizzo:


uno strumento ideale per 1'autocostruttore, e come scrive un
amico un "software QRP" ..
L'autore, Lorenzo Lutti,ha realizzato questo lavoro in circa quattro anni, fra il 1997 ed il 2000,e
da allora il software reperibile in
rete rimasto alla versione
"beta" 0.96, che comunque
una versione efficiente ed usabile in modo completo.
L'indirizzo del sito web da cui
possibile scaricare il software il
seguente:
www.enetsystem
corni ~ lorenzolfidocad win.asp
Uno degli scogli che moltiprogrammi professionali presentano rappresentato dalla difficolt nell' utilizzo saltuario: unradio-

Fig. 2 - Circuito stampato realizzato con FIDOCAD

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.E-Po:~_
.1oI ,h-";O

Fig. 3 - Schema elettrico di un alimentatore, realizzato con FIDOCAD

amatore che costruisca apparecchiature e che di queste debba


realizzare il PCB, non lo fa tutti i
giorni e quindi r uso che fa del
software saltuario, a differenza
del professionista che ne fa un
uso quotidiano e che quindi diviene in poco tempo, esperto di
tutte le finezze che il software offre. I comandi. la logica e tutto
l'uso nel suo insieme, di un software altamente sofisticato, spesso non si prestano bene all'uso
saltuario che rOM medio ne fa, e
questo il motivo per il quale software quali Orcad spesso non
sono molto graditi nell'ambiente
Ham.

Con FID'OCAD questo non


succede, ed anche utilizzandolo
poche volte durante r anno, ci si
trova sempre a proprio agio, essendo piuttosto intuitivo e logico.
Il programma produce un file
con estensione "FCD" che gestito, appunto, solamente da
questo software (come avviene
normalmente per tutti i software
CAD); tuttavia nel caso questo
programma venga adottato da
un gruppo di OM (come nel caso
degli autocostruttori della sezione ARI di Genzano), essi possono condividere file appartenenti
allo stesso software senza averne
difficolt alcuna, ovviamente.
Inoltre possibile salvare parti
dei disegni o disegni interi con
formato BMP o IPG (formati grafici standard, e quindi accettati
da tutti i programmi di grafica).

Fig. 4 - PCB e layout del circuito, sempre utilizzando FIDOCAD

Macro e librerie

E' possibile creare e modificare componenti o figure da utilizzare per le proprie realizzazioni.
utilizzando le "macro" (insieme
di comandi con finalit grafica
che il software interpreta ed esegue); in fig. l mostrato, ad
esempio, una figura per realizzare qualsiasi tipo di simbolo o figura sia necessaria: il file pu essere salvato come nuovo componente in una libreria a scelta,
ovvero in una nuova libreria che
l'utente decide di creare.
La libreria non altro che un
gruppo di "macro" salvate in un
unico file, come dice r autore del
software. Ogni componente di
una libreria in tutto e per tutto
una "macro". Il software permette una manipolazione delle librerie, basata sull'uso delle macro, assai semplice, e intuitiva e
comunque non laboriosa.
Il software permette ovviamente, di disegnare i circuiti stampati
(PCB), pur senza avere la capacit dell'autoroute (cio la capacit di assegnare in modo automatico la disposizione ai componenti utilizzati detta anche
"sbrogho automatico"). Ricordiamo che stiamo parlando di un
software che occupa circa 100
kB di spazio su hard disk. e non
possiamo pretendere la luna a
costo zero ...
Per realizzare nuovi componenti che non siano compresi

nella libreria di default. realizzati. come gi detto, utilizzando le


macro, bene e naturale che
questi vengano condivisi da tutti
gli utenti del software che si
scambino gli schemi. pena l'impossibilit di scambiarsi gli schemi stessi
Nella sezione ARI di Genzano,
ormai. gli schemi elettrici realizzati. sono opera di FIDOCAD e
gli utenti si scambiano simboli,
macro e librerie, nonch, appunto gli schemi elettrici.
Alcuni esempi di schemi elettrici e di PCB, tratti da quelli forniti con il software stesso, sono
mostrati nelle figure 3 e 4.
Per concludere, quindi. non
un software per realizzare PCB
dotato di varie opzioni e sofisticherie, tutt'altro, ma un buon
programma, efficace ed essenziale che consente di lavorare
senza manuale, senza uno studio
preventivo e senza impazzire
quando si tratta di realizzare
schemi o PCB, anche complessi.
ma in cui vogliamo privilegiare la
rapidit di realizzazione e .. la salute mentale dell'operatore occasionale ... , questo senza nulla
togliere a software forse pi famosi. ma senz'altro pi impegnativi ....
La scelta sta, come sempre, a
noi stessi!

Rke

10/2006'

41

flcceSSORI

Indic%re di poltlri/I Il di
tensione realizzato con penna blc
di Maurizio IIccorsi

esaurisce l'inchiostro in
prossima
volta metalliche si
una
penna a sfera
ca o la volta che cadendo di
punta smette di scrivere, non
scartiamola ma conserviamola per realizzare questo semplicissimo strumento di controllo.

La

Spesso per avere delle indicazioni sommarie utilizziamo, perch li abbiamo a disposizione,
degli strumenti ridondanti di informazioni ed ingombranti; sarebbe pi rapido !'impiego di un
segnalatore di tensione e di polarit, ad esempio per verificare
la contmuit di una pista di un
circuito stampato, !'integrit di
un fusibile, la presenza di una
tensione di alimentazione etc.
Ilcircuito elettrico utilizzato per
!'indicatore semplicissimo: si
utilizza un diodo LED, una resistenza, un diodo raddrizzatore
tipo l N400 l ed uno spezzone di

cavetto terminato con un "coccodrillo" .


Tra gli elementi di progetto, se
cos si pu dire, quello pi importante riferito al calcolo del
valore della resistenza R e della
sua dissipazione.
Volendo utilizzare r indicatore
di polarit dal valore della tensione continua di 5 V fino a quello di 24 V, sapendo che un diodo
LED sopporta una corrente massima di circa 20 mA e si illumina
con correnti minime di 5 mA, il
valore di R sar determinato dalla relazione 5/0,005 = 1000 Q,
verificando che 24/ 1000 = 24
mA non sia troppo discosto dal
valore massimo di circa 20 mA.
La potenza massima che deve
dissipare questa resistenza vale
p = R X 12, dove R = 1000 Q ed I
= 0,024 A; quindi P = 0,576 W.
Assumiamo il valore commerciale di l W.
Il diodo l N400 l viene impiegato per aumentare ilvalore del-

14IICO

la tensione inversa del diodo


LED.
Con questo circuito possibile
visualizzare anche la presenza di
una tensione alternata, ovviamente di valore massimo pari a
24 V.

La realizzazione pratica
Cominciamo con la penna; sfiliamo il refill ed asportiamo il tubetto con !'inchiostro (meglio se
r inchiostro finito), proviamo
poi a scrivere con il moncherino
di punta e finiamo completamente quel poco di inchiostro
eventualmente rimastovi.
Controlliamo se la punta metallica e se la sfera pure metallica e quindi conduttrice, altrimenti buttiamo via tutto e cerchiamone una conduttrice.
Trovata la punta giusta, e ripulitala dall'inchiostro, "imbianchiamo", con una goccia di sta-

Fig. l

SALDARE

42

,~

ALLA

PUNTA

METALLICA

do l N400 l con l'anodo del LED


rosso e l'anodo dell' altro diodo
con il catodo del LEDverde, isoliamo poi queste due saldature
con un tubetto termorestringen-

te.

Fig. 2

gno, il foro adduttore dell'inchiostro, (dov'era inserito il tubetto).


Saldiamo poi il catodo del diodo l N400 l alla resistenza di
1000 ohm l W e di seguito l'anodo del diodo LED all'altro capo
della resistenza e, per terminare,
lo spezzone di cavo.
Infiliamo il diodo l N400 l dalla
parte del tappino della penna e
facciamo fuoriuscire il terminale
dell' anodo dal foro opposto,
quello nel quale si inserir la
punta della penna.
Saldiamo il reoforo dell' anodo,
inserendolo nel foro di ingresso
dell' inchio~tro (gi imbiancato di
stagno).
Riportiamo la punta nella posizione originale, bloccandola
eventualmente con una goccia
di collante.
Saldiamo infine un coccodrillo
allo spezzone di cavo che fuoriesce dalla cima della penna ed il
gioco fatto.

R L.

Per facilitare la comprensione


dell' accrocchio si disegnato
anche lo schema elettrico e di
montaggio assieme, unitamente
ad una foto, come riportato nelle
figg. l e 2.

Possibili varianti
Per i pi esigenti possibile
impiegare due LED (rosso e verde), per segnalare la presenza
della polarit positiva o negativa
con l'accensione del LED corrispondente.
Colleghiamo l'anodo del LED
verde con il catodo del LED rosso.
Prendiamo
poi due dio di
l N400 l e colleghiamoli, come i
due LED, l'anodo dell'uno con il
catodo dell' altro; in questo nodo
saldiamo un capo della resistenza R.

Colleghiamo il catodo del dio-

Saldiamo infine uno spezzone


di cavo flessibile al nodo di saldatura dei due LED(dove abbiamo saldato anodo con catodo);
inseriamo nella penna tutto il
"trenino" di componenti facendo
fuoriuscire il terminale libero
della resistenza.
Salderemo a questo terminale
la punta, inserendolo nel foro
adduttore d'inchiostro e gi "imbiancato" di stagno.
Avremo cos realizzato un indicatore che segnaler la polarit
tramite il colore del LED acceso,
(rosso per ilpositivo e verde per il
negativo).
Nel caso in cui venga applicata
una tensione alternata si accenderanno alternativamente i due
LED e l'alternanza delle accensioni potr essere indicativa della frequenza del segnale sotto
misura.
In entrambi i casi ilvalore della
resistenza R rimarr invariato.

Nel giorno 15 OTTOBRE 2006 le Sezioni


AR.I. Romagnole di Bagnacavallo,
Cesena, Faenza, Forl, Ravenna e Rimini
organizzano il:

XUl

"CONVEGNO ROMAGNAH
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Rke 10/2006

I 43

IlCCESSORI

RI-Illesstlln opertl di."

mlcrolono d-,1poctl-Recupero di un microfono da tavolo per uso amatoriale prodotto durante


la seconda met degli anni sessanta

di Oaniele Cappa {" IWlflXR

Foto l - ElectroVoice 638W

l'ennesimo schema
Nonsentare
mia intenzione predi un preamplificatore ... Si

tratta di rendere nuovamente utilizzabile un microfono che l'evolversi delle nostre apparecchiature ha di fatto reso inutilizzabile.
L'oggetto delle sevizie un
magnifico microfono, prodotto
dalla statunitense Electro-Voice
tra il 1966 e il 1976, si tratta del
modello 638W. E' stato acquista44 I Rke 10/2006

to su Ebay all'inizio del 2006 per


circa 90$. Il proprietario precedente aveva provveduto a sostituire la capsula microfonica originale con una HC5 della americana Heil. Si tratta di una capsula
dinamica, con una buona risposta in frequenza (300 - 8000 Hz)
e una deenfasi da 2 kHz in su di
circa 6 dB. La sensibilit dichiarata di -68 dB a 1kHz.
Una bella capsula, ma del tutto
inadatta a pilotare direttamente
un moderno RTX, impedenza
troppo bassa e segnale assolutamente insufficiente.
Meccanicamente il microfono
formato da pi elementi in alluminio: la base avvitata alla parte centrale a sezione quadrata,
che incorpora la leva del PTT,
alla sommit avvitata la capsula
nel suo contenitore dalla forma
tipica che distingue questa marca. L'unico spazio disponibile
un piccolo vano rettangolare, situato nella parte posteriore del
porta capsula, probabilmente
ospitava in origine un piccolo
trasformatore di impedenza. In
questo piccolo spazio dovremmo
far stare il nostro preamplificatore, magari isolandolo con un foglio di carta.
Il restauro esterno molto facile, questo microfono non verniciato. dunque basta smontarlo e
lucidarlo con pasta abrasiva da

carrozzeria (o con il vecchio Sidol) e tanto olio di gomito, magari intervenendo prima sulle parti
pi segnate con carta seppia (da
usarsi con acqua e sapone) a
grana molto fine (1200 o 1500).
Ricordiamoci che ]/2 ora in pi
passata a lucidare doneranno al
microfono un aspetto assolutamente pari al nuovo.
Se invece il nostro microfono
fosse verniciato r operazione
pi difficile da eseguirsi in casa,
necessario procurarsi alcuni
pezzi di carta abrasiva. ad acqua, con grana numero 320 o
superiore, una bomboletta di
fondo acrilico e una di vernice.
meglio se opaca. Con r aiuto di
acqua, sapone e carta abrasiva
eliminiamo tutti i difetti presenti
sulle parti da verniciare; dopo
aver accuratamente asciugato le
parti stendiamo pi strati di fondo acrilico. si trova anche in
bombolette da 200ml. facciamo
asciugare bene e carteggiamo
nuovamente il tutto utilizzando
carta sempre pi fine. La cosa
andr ripetuta pi volte fino a
che non sar visibile nessuna imperfezione. Ora si pu verniciare: se abbiamo intenzione di usare una vernice in bomboletta
spray scegliamo una tinta opaca
e scura con cui i difetti saranno
meno visibili. Alcune mani di
nero opaco distribuite da lonta-

Foto 2 - Preamplificatore

montato

no e senza fretta renderanno al


nostro microfono l'aspetto di
treni' anni fa.
Sin dai primi anni '80 la produzione della Icom impiega" di serie" microfoni da palmo amplificati la cui alimentazione fornita
direttamente dal cavo che porta
il segnale del microfono. La cosa
realizzata collocando il transistor amplificatore, la polarizzazione di base e quanto altro nel
microfono, mentre la resistenza
di collettore (da l kQ) e il condensatore che preleva il segnale
Fig. l - Schema

elettrico

amplificato sono montati nel ricetr asmettitore.


Questo il metodo che ho
adottato in questa realizzazione,
la modifica si limita a aggiungere il ritaglio di millefiori sul quale
montato il preamplificatore nel
piccolo spazio disponibile sotto
la targhetta posteriore, 'lasciando
il resto completamente originale.
E' bene notare che il connettore
situato sotto la parte che contiene la capsula ad un solo polo,
in verit assomiglia pi ad un
portalampade che a un connettore, per questo non possibile
aggiungere un filo di alimentazione alloggiando il pre dietro la
capsula.
Se l'uso previsto su un ricetrasmettitore "non Icom" necessario liberare un filo nel cavo che
va alla radio (il nero la massa
del PTT, e pu tranquillamente
essere utilizzato) quindi sotto il
coperchio che ripara lo switch
del PTT necessario inserire una
resistenza da l kQ ( 1/4 W) collegata tra l'uscita del preamplificatore e i +8V provenienti dalla
presa microfonica della radio,
un elettrolitico da l O,uFtrai + 8V
e massa e in altro in serie al segnale microfonico verso il ricetrasmettitore. E' questa la parte
di schema compresa nel "fumetto" a destra dello schema elettrico.

Foto

3-

Il microfono

Elenco componenti
RI-1800Q
R2 - !O kQ
R3 - 22 Q

R4-1
Cl C2 C3 C4 C5 Ql -

kQ
16V
2200 pF
2200 pF
10.uF 16V
lO.uF 16V
BC549 NPN al Silicio per BF
lO.uF

del preamplificatore

CS
R2

10ko
Microfono

chiuso

+
C3
uscito. e
::o.liMento.zione
2200pF _

dino.Mico

C~
10pF
16V

---1

)R~
'>
1ko

8V do.llo. preso.

MIC

16V
I10PF
uscito.

segno.le

D
C~
10pF
16V

R1

R3

18000

220

COMponenti do. o.ggiungere

se

il TX

non e' un ICOM

Rke 1012006

45

Scelta dei componenti e


realizzazione pratica
Sull' amplificatore c' veramente poco da dire, dato lo spazio esiguo non possibile montare operazionali o chip dedicati, a
meno di non ricorrere a montaggi SMD. Dunque la scelta caduta su uno schema che ricalca
fedelmente
quello montato
all'interno del microfono dei vecchi IC290 e IC490. Si tratta di
uno stadio a emettitore comune
ridotto all'osso; la polarizzazione
di base ricavata dal collettore
piuttosto che dall' alimentazione.
Il risultato di questa configurazione una lieve reazione negativa che produce un controllo automatico del guadagno e aumenta la stabilit dell'amplificatore che meno sensibile anche
all'uso di altri transistor. I due
condensatori C2 e C3, del tutto
inutili ai fini del funzionamento
dello stadio, sono invece essenziali per evitare rientri di radiofrequenza. Il loro valore non

WW'II1

~~t

'~H.~

sa della radio, pin 8 del connettore a 8 poli), l'uscita al filo che


scende lungo lo stelo e che fa
capo alla radio (al pin l del connetto re a 8 poli del microfono)
dovremmo misurare sul collettore del transistor una tensione di
alcuni volt, dipendenti dal transistor utilizzato, da 4 a 6 V circa. A
questo punto il preamplificatore
dovr funzionare al primo colpo,
la resa audio buona e pi che
sufficiente all'uso normale. La fedelt ottima e la timbrica
adatta sia all'uso in FM quanto a
quello in SSB, la capsula dinamica non fornisce la tonalit metallica tipica dei microfoni piezo
tanto in voga tra gli esemplari
coetanei a questo microfono.
Personalmente, a dispetto della
semplicit costruttiva, ritengo
questo microfono tra i migliori
che abbia mai utilizzato.

critico, da 1000 a 4700 pF va tutto bene. Non andrei oltre con il


valore pena un taglio delle frequenze audio pi alte.
La capsula non collegata a
massa, dunque dobbiamo prestare attenzione affinch nessuno dei due fili che provengono
dalla capsula lo sia.'
Il ritaglio di millefori su cui
stato montato il preamplificatorino misura 13 x 18 mm (4 per 7
fori) su cui trova posto un transistor NPN per bassa frequenza
che andr scelto con ilcontenitore plastico (BC549, BC237,
BC238, ma anche i vecchi
BCI07, 108, 109 avendo cura
che il contenitore metallico non
entri in contatto con il guscio del
microfono). Gli altri componenti
andranno scelti tra i modelli che
occupano meno spazio, elettrolitico piccolino, i due ceramici
multistrato e resistenze da 1/4 o
1/8 di watt.
Dopo aver collegato !'ingresso
alla capsula, il filo di massa alla
massa del microfono (e alla mas-

Fiera dell1nformatica
dell'Elettronica e ctel RAdiantismo

ROVigo

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Normali.ed autoinchiostranti

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e 1~
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46

LIIBOetlTORIO-MlSVRE

Misura della IP8 del mlxer


ad alto livello
3Qparte

di Era/do Sbarbati
Generatore dual tone

14SBK.

~-

suoi strumenti.
L'oscillatore a quarzo migliore del 20 19A e costa la centesima parte.
Gian Carlo I7SWX(ancora lui)
[8] ha pubblicato un ottimo generatore a due toni a quarzo per
questo scopo.

Per i pi esigenti, su QEX [20]


stato pubblicato un oscillatore
Dalle figure precedenti abbiadual-tone con due quarzi per
mo visto che, per misurare l'interogni oscillatore.
modulazione di terzo ordine,
Il primo quarzo funge da risonatore ed il secondo da filtro
necessario generare due toni
stretto. Non ho ancora fatto delle
alla frequenza di prova e distanti
fra loro di 20 kHz (o altra spaziamisure di Phasing- Noise su quetura).
sto tipo di oscillatore, in
Nel laboratorio della Fig. 14 - Curve di Phase Noise riferite ad 1 Hz per quattro diversi ogni modo immagino altipi di generatori.
ARRL. per le prove degli
meno lO dB migliore
della curva tracciata in
apparati per la pubblicazione su QST vengono
figura.
Phase Noise
usati due generatori proIllivello del segnale ottenuto da un oscillatore
-90
fessionali e precisamente
il Marconi 2041 e l'HP
di qualit a quarzo, di
8640B.
solito, non supera ilvalore di max 5 dBm.
Se proviamo un mixer e
-100
non un intero ricevitore
In compenso, di solito,
avremo qisogno di un ulla pulizia spettrale di un
mediocre oscillatore a
teriore generatore per l'o'"--''''''''''''-''''''''scillatore locale.
-110
....
quarzo migliore di
-...
.....,
....
.- \ ....
.....:
Tre generatori profes'\
quella
di un buon gene\
.
1
I
ratore commerciale.
sionali non sono
alla por- \
'\
tata della maggioranza
A questo punto consi-120
dei radioamatori. anche
glierei di costruirsi un
dual-tone a quarzo oppensando di attingere al ~ -="C_,
mercato surplus.
pure usare i moderni
-130
DDS.
La fig. 14 mostra il rumore di fase, da me misuQuesti ultimi hanno
rato' del generatore Maruna phase- noise uguale
coni 2019A. di un oscillao superiore ai migliori
140
oscillatori a cristallo a
tore dual-tone a quarzo e
ilsegnale ottenuto con dei
patto che per ilsuo clock
si usi un buon oscillatore
DDS (VNAdiN2PK) e, tan-150
alla frequenza fondato per confronto, il segnale del VFO dell'IC-706.
mentale, senza sfruttare
Il generatore Marconi
le moltiplicazioni interne
20 19A entro le caratteriall'integrato.
160
stiche date dal costrutto20
I DDS hanno !'incon40
60
so
90
10
30
Klfz
re, anche l'HP (ora Agiveniente di presentare
lent) d pi o meno le
delle spurie di vario li1_IC706 _2.o19A _Xlal_VNAI
stesse caratteristiche per i
vello, in ogni caso minori

J,

---" .-\

.."..,.--.-".

.........-.~-,,,...,,,..'....,.,,..,..

!l:J

.o

5.0

7.0

10.0

65

- -502'"
-60
-60
-74
-68-62
-62
4'"
3'"
-52
5"
-54
dBc
dBc-58
Generatore

Tab. 3 - Livello Armoniche


dBm

Generatori

di -60 dBc per i DDS con DAC di


lO bit.
molto difficile che una eventuale spuria cada esattamente
sul segnale da misurare.
Personalmente ho dovuto faticare mezza giornata per far cadere di proposito una spuria
esattamente sulla frequenza del
terzo ordine, ma anche vero
che la sfortuna sempre in agguato. Nel peggiore dei casi basta spostarsi di qualche kHz e la
eventuale
spuria
sparisce
dall'intervallo di misura.
Uno strumento molto utile (grazie ancora a Gian I7SWX per
avercelo segnalato su RR e per i
PCBs) ilVNAdi N2PK [21J. [221Questo strumento si avvale di
due generatori DDS (Direct Digital Synthesis) che, con un programma fornito dall'autore, pu
essere usato come doppio generatore. Si possono generare sinusoidi di tutte le frequenze
comprese da ~ 100 kHz a ~60
MHz con passi di un 0.01 Hz (si
un centesimo di Hz) e possono
essere programmati su due frequenze diverse oppure sulla
stessa frequenza e fasi diverse.
Il livello di uscita di +6 dBm
per l'uscita RFe OdBm per l'uscita LO, facilmente modificabile
per avere + 6 dBm anche su
questa uscita.
La tab. 3 mostra i livellidelle armoniche, da me misurate, nei
generatori che uso come dualtone.
Ho provato ad usare due trasmettitori regolati a bassa potenza 5 W, equivalente a 37 dBm,
seguiti da due attenuatori di potenza di 20 dB ciascuno.
In questo modo assicurata
una buona separazione fra i due
generatori. la potenza sufficiente per qualsiasi prova ai
massimi livelli (configurazione di
fig. 6).
66

Inconvenienti: richiede due attenuatori di alta potenza, e i segnali non sono abbastanza puliti
(phase noise) per le prove a basso livello come nella configurazione di fig. 7.
Definita la qualit dei generatori per il dual-tone cerchiamo di
definire il livello del segnale che
ci occorre.
Supponiamo di voler misurare
un mixer con una IP di almeno
40 dBm.
Per vedere i prodotti di terzo
ordine di 30 dB sotto ai segnali di
conversione, dovremo mettere in
ingresso al mixer due segnali di
25 dBm ciascuno e per vedere
60 dB di differenza dovremo
avere i segnali in ingresso di
+ lO dBm.
Per la configurazione come ricevitore fig. 7 supponendo una
MDS del ricevitore di -120 dBm,
sempre per un mixer con un IP =
40 dBm, dovremmo aver bisogno di un segnale di soli -13
dBrn.
Quantit molto ragionevole,
ma in questo caso necessita una
purezza spettrale tale che illivello del rumore sia molto inferiore
al livello della sensibilit del ricevitore, altrimenti misuriamo le distorsioni del generatore invece
di quelle del mixer.
Per determinare la potenza richiesta dal generatore dual-tone
si deve tenere conto che il combiner perde 3 dB ed bene interporre fra i generatori e il combiner altrettanti attenuatori di
6~ lO dB ciascuno ed un altro attenuatore dopo il combiner, per
un totale di 15~20 dB di attenuazione.
Da un generatore DDS o oscillatore a quarzo si ottiene in uscita
un segnale massimo di + 5 ~ + 6
dBm, meno 15 ~ 20 dB di perdite del sistema di misura otteniamo un segnale di livello uguale a
-lO ~ - 15 dBm.
Questo livello di segnale appena sufficiente per eseguire le
misure di IMD di un ricevitore
con mixer ad alta dinamica, ma
insufficiente per vedere una
traccia su un analizzatore.
Da un mixer con una IP3 di 40
dBm e 6 dB di perdita di conversione, con un segnale dual-tone

di -l OdBm dovremmo aspettarci


un segnale dovuto alla distorsione di intermodulazione di terzo
ordine IMD3 di -116 dBrn.
Impossibile da vedere anche
con un analizzatore con 100 dB
di dinamica al dual-tone.
Appena visibile se questo segnale viene passato attraverso il
Roofing-Filter.
Una possibile soluzione potrebbe essere quella di amplificare il segnale troppo basso del
Dual-Tone. Amplificare dopo il
combiner. quando i segnali sono
gi mescolati in ampiezza (non
in frequenza) una impresa molto ardua. Ogni amplificatore tende ad aggiungere a questi due
segnali il suo contributo all'intermodulazione.
Sono riuscito a far ci soltanto
con un amplificatore ultra lineare da laboratorio, il Marconi
TF2167, che usa come finali un
push-pull dei transistor di 30 W
ciascuno rigorosamente in classe A. eppure con un'uscita
dall' amplificatore di un dual
tone di + lO - + 20 dBm, introduce un contributo, alla distorsione di terzo ordine, confrontabile con quella dei mixer H-mo-

de.

Quindi la via pi semplice, e


meno onerosa, quella di usare
due amplificatori separati per
ogni generatore, quindi combinare i due segnali con un combiner ad alta potenza.
Sono da scartare tutti gli amplificatori monolitici. nessuno riesce veramente a gestire segnali
cos grandi senza introdurre distorsioni.
Qui stiamo parlando di distorsioni con livelli di oltre 120 dB
sotto al livello della fondamentale, normalmente in trasmissione
consideriamo lineare un amplificatore con una distorsione di terzo ordine di - 30 - - 40 dB.
Allora rimane la possibilit di
usare dei transistor di potenza
per trasmissione (il generatore
20 19A per ottenere 13 dBm usa
un BFQ34) oppure ripiegare sui
moduli di amplificatori ultra lineari per CATV (TVvia cavo).
Questi amplificatori funzionano quasi tutti a frequenze molto
alte rispetto ai nostri scopi (VHFe

- 2~-'53874-3 ~24V
--

--L-

III O

.1u.

-lu

--

----L-

/68
----LCA'322A

Fig. 15" Schema di montaggio circuito ibrido CA922A

UHF), ma ce ne sono alcuni che


partono abbastanza in basso
come i Motorola CA2832 e
MHW591 che vanno da l MHz a
250 MHz.
Ultimamente il mercato surplus
invaso dai CA60 l BU (TRW) e
dai CA922A (Motorola) hanno
l 7 dB di guadagno e accettano
segnali tri-tone in ingresso di
+16 dBm.
Secondo le caratteristiche la
frequenza inferiore di 40 MHz.
Provati a 7 MHz il guadagno si
riduce di un dB. vanno benissimo e costano poco. Cos li ho
usati per fJ.rneun doppio amplificatore da laboratorio.
In fig. 15 troverete lo schema di
montaggio del CA922A. vanno
bene anche a 13.5 V di alimentazione sebbene i CA922A siano
costruiti per lavorare a 24V, assorbono una decina di watt ciascuno, perci richiedono una
abbondante dissipazione. Personalmente li ho montati su un
dissipatore di un Pentium con
ventolina.
Comunque i migliori risultati si
ottengono usando transistors di
potenza in circuiti accordati.

detto anche Splitter (Divisore) a


seconda di come viene usato. infatti. questo dispositivo permette
di combinare due segnali in un
unico segnale, o viceversa. dividere un segnale su due uscite.
Fra i due ingressi deve esserci
il massimo isolamento. altrimenti
il segnale di un generatore raggiunge l'uscita dell'altro generatore e crea intermodulazione.
I combinatori
commerciali
danno degli isolamenti tipici di
30 dB (PSC-2-2 isolamento = 27
dB).

L'isolamento garantito soltanto se il combinatore chiuso


rigorosamente su 50 Q sia sugli
ingressi che sull'uscita.
E bene interporre dei buoni attenuatori fissi di almeno 6 - lO
dB tra il generatore ed il combinatore.
Questi attenuatori hanno il du-

plice scopo di fare lavorare il


combiner al suo massimo isolamento, inoltre aggiungono un ulteriore isolamento, verso i generatori. pari alla somma delle attenuazioni.
Oltre alla perdita del combiner
di 3 dB (6 dB se il combinatore
fatto con trasformatore e 3 resistenze da 50 Q) dobbiamo aggiungere la perdita dell' attenuatore.
Questo dispositivo non deve
creare intermodulazione.
Spesso le note tecniche (data
sheets) danno le potenze applicabili a questi dispositivi considerando la semplice linearit
entro un dB di compressione. invece per il nostro scopo abbiamo
bisogno che esso non introduca
nessuna distorsione apprezzabile (di 120 dBc) con in ingresso
dei segnali di livelli di oltre + 20
dBm. La fig. 16 mostra lo schema
di un semplice combiner autocostruito.
Ll e L2 sono avvolte su binoculari di ferrite grado 43. Ll composta da lO + lO spire avvolte in
bifilare e punto comune in centro.
L2 funge da autotrasformatore.
Trasforma l'impedenza da 25 a
50 Q perci ha bisogno di un
rapporto
di trasformazione
uguale a 1.41 (radice di 2) 14
spire con presa alla decima spira
raggiunge lo scopo
La resistenza da l 00 Q serve
ad ottenere l'isolamento fra gli
ingressi. deve essere pi precisa
possibile e rigorosamente antinduttiva. Il condensatore fra le
due bobine compensa le componenti parassite dei due trasfor-

Fig. 16" Schema di un Combiner

IN

L2

Li

OUT
---.
~

Combiner
I segnali dei due generatori
sono mescolati insieme in ampiezza, da un dispositivo detto
Combiner.
Il Combiner (Combinatore)

.=E.S0PF
IN

I Rke10/2006'

67

/,~
fr

che da sopprimere, caumatori, in questo caso, va


Confronto Combiners
sando un ritorno totale di
trovato un valore per la
dette armoniche
sugli
massima separazione fra
-40
oscillatori e la produzione
gli ingressi alla frequenza
dell' intermodulazione.
usata (7 MHz per questa
Conclusione: taglio delserie di prove).
-50
le frequenze armoniche
Il valore di questo condensatore non critico,
ma generazione di intermodulazione.
una variazione di lO %
-60
L'inconveniente si evita
non d una variazione di
costruendo un passa basisolamento apprezzabile.
Facilmente si raggiunge
so con diplexer incorpo-70
un isolamento fra gli inrato fig. 18 (schema in
E
basso) e/o ponendo il filgressi di oltre 40 dB. Con
..
Q
questo schema ho ottenutro
PB dopo gli attenuatori
!~ -80
to un isolamento di 46 dB
variabili. Con questa con:j
o
a 7 MHz.
figurazione quando gli attenuatori hanno un valore
-90
La fig.17 mostra le curve
uguale a zero non cambia
dei segnali di intermodulazione di tre diversi comnulla, il filtro risulta colle-100
biners, due autocostruiti
gato direttamente al comcon binoculari in ferrite di
binatore, ma in questo
caso abbiamo i segnali al
grado 43 ma diverse di-110
massimo e confidiamo
mensioni e uno commerciale della "Mini-Circuits"
che in proporzione l'intermodoPSC-2-2.
modulazione dei genera-120
tori sia minima.
Le curve, purtroppo,
15
5
10
Quando gli attenuatori
non hanno pendenza tre a
IN dBm
hanno un valore oltre lO
causa del rumore ed altri
I-PSC-2-2 -8-43-2402 -8-43-2021
errori sistematici che predB ilcombinatore vede gli
attenuatori come carico
dominano sui livelli di intermodulazione.
Fig. 17 - Curve segnale di intermodulazione (pi rumore gene- anche con un filtro PB
ratori) di tre diversi Combiner.
Tuttavia evidente che
senza diplexer.
il combiner costruito con 2
La fig. 18 mostra uno
schema di un filtro passa
binoculari tipo B-43-202
(dimensioni 14.2xI3x7.2 mm)
Per i ricevitori pi scadenti non basso (Low Pass) classico e uno
si nota nessuna differenza con o (sotto) con diplexer in ingresso.
decisamente migliore.
A titolo indicativo i livelli di IP3 senza filtro passa basso.
La fig. 19 mostra le curve di riPersonalmente ho dovuto lavo- sposta ed i Return Loss del filtro
dei soli combiner sono dell'ordine di 50 dBm per quello costruito rare molto per trovare il giusto passa basso con e senza disul binoculare B-43-202, di 45 modo di usare il filtro PB.
plexer.
Questo filtro PB stato costruidBm per il binoculare B-43Aggiungendo il filtro subito
2402 e di 42 dBm per il combi- dopo il combinatore il livello del- to con delle bobine in aria, per
ner commerciale.
la IMD aumentava, anche oltre evitare saturazioni del nucleo
Come vedremo in seguito i 20 dB, invece di diminuire e ave- quindi distorsioni. Le bobine
combinatori con i nuclei pi pic- va un andamento con pendenza
sono di circa l ,uH ciascuna, i
coli hanno una IP3 minore di l anzich 3. Questo fatto indica
condensatori da 940 pF sono,
che r intermodulazione viene ge- semplicemente, due condensaquella dei migliori mixer.
tori da 470 pF in parallelo.
nerata prima degli attenuatori
variabili.
Basta togliere il primo condensatore e mettere una resistenza
Filtro Passa Basso
Il filtropassa basso, se correttamente chiuso, presenta un'im- da 50 Q in parallelo alla bobina,
Sia KI6QP [19] che I7SWX[20] pedenza di 50 Q solo nell'interper aggiungere un efficace Dinei loro dual-tone fanno seguire
vallo di frequenza da zero fino plexer che permette di avere un
carico costante di 50 Q su tutta la
un filtropassa basso al combinaalle frequenza di taglio e presentore.
ta un' impedenza prossima a zero banda come dalla curva di coloIl filtro necessario per elimi- (o infinito secondo come co- re porpora del grafico di fig. 19
nare le armoniche degli oscilla- struito) per le frequenze di taglio
Si ottiene una migliore confitori (vedi tab. 3) specialmente
in poi (fig. 18 e fig. 19).
gurazione, ponendo due filtri
per le prove sui ricevitori di un
In questo modo il filtro sbilanpassa basso con diplexer sulle
certo pregio, vale a dire con una cia il combinatore proprio negli relative uscite dei generatori priIP3 oltre l O~ 15 dBm.
ma del combiner.
intervalli dove ci sono le armoniED

68

BNC

luH

470

BNC

luH

pF

luH

940 pF

940

Low Pass

Filter

1 ,-,H

luH

Low Pass

Filter

pF

940 pF

~ 7MHz

470 pF

- 7MHz

luH

~70P.J

BNC

luH

luH

Con Diplexer

BNC

in Ingresso

Fig. 18 - Schema di un semplice filtro passa basso (Fc-7 MHz) senza dip1exer e con diplexer in ingresso.

Roofing Filter
Abbiamo gi visto che per facilitare la misura dei prodotti di terzo ordine molto utile porre un

filtro a quarzi dopo il filtro da misurare.


Tutti i mixer, ed anche altri dispositivi. lavorano al massimo
delle loro caratteristiche quando

Fig. 19 - Curva risposta del Filtro PB di fig. 18 e Return-Loss con e


senza diplexer

sono chiusi su un carico puramente resistivo e di giusto valore,


di solito 50 Q.
Anche le componenti
spurie
fuori banda
devono avere il
modo di chiudersi sul giusto carico altrimenti le caratteristiche
del mixer degradano [23], [24].
Secondo Daren Conway [24]
un cattivo accoppiamento
con il
circuito di IF pu abbassare il valore della IP3 anche di 20 dB.
Per questa serie di misure ho
trovato veramente utile il circuito
del "Roofing filter" (letteralmente
filtro di tetto, infatti, il primo filtro nell' architettura della media
frequenza) del RTX CDG2000.
[4] [5] [6].

Questo circuito sfrutta un' idea


di OZ5KG presentata
su Rad
Com [25].
Per gli schemi completi e le
spiegazioni rimando alla letteratura sopra citata.
Mi limito alla descrizione dello

Fig. 20 - Curva risposta del Filtro a quarzo (Roofing) e Return-Loss


del solo filtro, del filtro + accoppiatori ibridi, e del filtro +
accoppiatori + diplexer. Nell'intorno vicino alla frequenza centrale (9 MHz).

LP Filter
Roofing

-f

0.0

,.....

\ \\
l~'~

..,

fI

-10,0

\\

,...,.

-a

."'1..

V
i=

-20,0

/ I~\I
T

'"

V'-V'V

-50

-30
-40
-10
-80
-70
-{iO
-20

rt'"

-/I/ -- Il
I"
/ ) J~

Filter CDG-2000

;:-r....

\"1\ l'

-30,0

-40,0

-50.0

.fO,O

-70,0

-90
-80.0
5

IO

15

20

9.010

9,1)))

8,990

IlIHz

:MHz

I-TranSlnilion

-Relurn-Loss

LP -Return-Loos

LP+Diplexerl

Band-Pass XF
R L Cornbine r-IXF

RL Oiplexer-ICornbiner-IXF

-RL Xlal Finer

69

no i filtricon segnali sfasato di 90


gradi fra loro ed hanno un ulteCOMBINER
SPLITTER
riore polo chiuso su un carico di
50 Q.
Nell'intervallo di frequenza
XTAL
FILTER
della banda passante i segnali
vengono inviati ai filtri a quarzo,
invece i segnali di frequenza fuoOUT
ri da questo intervallo vengono
visti dalla resistenza di carico.
50
All'uscita dei filtri avviene la
stessa cosa in modo speculare
sul secondo accoppiatore ibrido. Le linee verdi delle fig. 20 e
22 mostrano il Return-Loss del
XTAL
dispositivo
rispettivamente
FILTER
nell' intervallo vicino alla frequenza centrale e per un intervallo da O a 20 MHz.
Fig. 21 - Schema a blocchi del Roofing-Filter del CDG2000
Con gli accoppiatori ibridi si
ottiene un Return-Loss veramenschema a blocchi e ad alcune
rossa).
te buono da 5 a 12 MHz, inoltre
misure.
La genialit di questo circuito, questa configurazione dimezza
schema a blocchi di fig. 21, con- la perdita dei filtri, essendo visti,
I filtripresentano un'impedenza puramente resistiva solo nel siste nell' aver accoppiato due fil- dal segnale, in parallelo fra loro.
breve intervallo della loro banda
tri a quarzo uguali con due acIn questo caso specifico ogni
passante. I filtria quarzo, in parti- coppiatori ibridi.
filtro perde 4 dB e tutto il sistema
Questi accoppiatori alimentasolo la met, 2 dB.
colare, presentano fuori della
loro banda
passante
Un ulteriore diplexer,
un'impedenza
prossima Fig. 22 - Return Loss del Roofig-Filter come la fig. 20, ma posto all'ingresso, adatta
nell'intervallo da Oa 20 MHz.
all'infinito e fortemente rel'impedenza alle frequenattiva.
ze estreme, curva di colore
Le figure che seguiranblu delle fig. 20 e 22.
Return Loss Roofing Filter GDG-2000
no rappresentano i diaCon il circuito al complegrammi dell' andamento
to l'accoppiamento vera"...
del Return--Loss in funzione
mente ottimo da pochi kHz
"", ....
i\ V
IJ I " r-..V
.....
1-/~
ad oltre 50 MHz.
della frequenza. X
><
Per i non avvezzi al Re50 ~
Con il solo diplexer avremo avuto la curva di colore
turn Los~, sappiate che
un modo diverso di rapporpora della fig. 22.
10,0
presentare il ROS o SWR,
Questo circuito, con i nued espresso in dB .
clei dati dagli autori, caUn Return Loss di lO dB
15,0
pace di trattare dei segnali
corrisponde, circa, ad un
molto forti, comunque pu
ROS di 2: l, ed il minimo
essere vicino al limite dei
20,0
valore indispensabile per
migliori mixer.
un buon accoppiamento l!:g
Nota:
fra stadi diversi.
25,0
Questi grafici sono stati disegnati
La fig. 20 ci mostra la
con il programma Excel con i
curva di uno dei due filtri
dati ricavati col Vector Network
30,0
laddet a quarzo (linea
Analyzer di N2PK [21] [22].
porpor a) e il return loss di
Ogni curva ricavata con 1000
questo filtro (linea rossa)
35,0
punti di misura nell'intero internell'intorno della frequenvallo disegnato.
za centrale.
Consiglio a tutti. la costruzione di
40,0
Questi filtri presentano
questo semplice ed economico
strumento.
un buon valore di ReturnLoss (circa -20 dB) solo
45,0
(Continua]
entro la loro banda pas5
10
15
20
MHz
sante oltre la quale il valore di Return-Loss si apI-XI.I.Fille,
- Combine,+XF-Diplexer+Combine,+XF -Diplexe,+XF I
[!1!]
prossima allo zero (linea

,,,, ,
-\ \

D,O

""

....

70

I Rke 10/2006 I

.....

)~

LflBORliTORIO-STROMENTI

Generatore alta tensione


100 / !lODO Y c.c.
di Pietro lellici

da 2.4 a l 7 V di
alimentazione.
Come si vede
dallo schema,
(fig.3) la variazione di tensione
viene ottenuta
con TR3-4 e relativo potenziometro con comando frontale.
La corrente assorbita pu arrivamente la necessit di veri- re a quasi 2 A nelle condizioni di
si presentata recentemax carico, pertanto TR3-4 deficare isolamenti e perdite
di vari componenti elettronici e vono essere montati, cosi come
pure TR1-2, sul dissipatore poin particolare valvole e condensteriore come ben visibile da foto
satori fissi/variabili.
Ho pertanto ritenuto utile pro- 2. Per la parte oscillatrice e AT
previsto un circuito stampato,
gettare un semplice generatore
in grado di coprire con continui- vedi fig 4-5 (scala l: l)
La rimanente circuiteria sit i valori da 700 a 5000V in c.c.
con una corrente max. di 2.5 mA stemata sulla
intensit non distruttiva per la piastr a posteriore di allumimaggior parte dei componenti,
ma nello stesso tempo in grado di nio anodizzaevidenziare la scarica con un to; in particocrepitio ben udibile. Per poter lare le R3-4-6,
che scaldano,
fare le misure con la massima
precisione lo strumento dotato sono incollate
frontalmente di un voltmetro otte- sulla piastra
nuto da uno strumento da 100 f.1A stessa (vedi
(con in serie 50 MQ fanno 5kV fig. 2). La scafondo scala). Inoltre, per verifi- tola realizzacare le correnti di perdita, pre- ta con lastrine
visto un microamperometo con di vetronite a
doppio rame,
doppia portata 0.2/2 mA.
verniciate
Il "cuore" del generatore consiste in un mutivibratore a uscita esternamente
in grigio. In
sinusoidale su frequenza 40/50
kHzin grado di oscillare tramite corrisponden due TR PNP di potenza TIP36C za del morset-

Mi

12BVM

to anteriore rosso AT, il rame


stato asportato su entrambi i lati
per un diametro di 18 mm, per
garantire un adeguato isolamento.
La parte pi critica iltrasformatore T2 che va realizzato con un
nucleo toroidale di recupero.
Non avendo dati precisi in proposito va prima fatta una prova
pratica di funzionamento, avvolgendo le tre spire bifilari e mettendo in tensione il circuito. Sul
collettore di TRl o TR2 va prelevato il segnale (con oscilloscopio) che deve essere di ca 14Vdi
picco con Vcc di 17V; l'assorbimento di ca l A.
La frequenza deve essere compresa tra 40 e 50 kHz con onda
sinusoidale; accertarsi che l'0Fig. 2

I.

Rke 10/2006

.~

71

OUT
E)

AT

IC17
C18

l1ND

mQ

c:=J

~ ~use1
(Y)
C'J

int1
Fig. 3

Elenco componenti
TRI-2 = TIP36C
TR3 = 2N3055
TR4 = BOl57
TI = trasf. 230/16 V 2 A
T2 = trasf. Toroidale ferrite (vedi testo)1
est. 27mm int. 14mm; H= 12 mm.
Primo= 3 spire; Bifilari d. Imm alto isolam.; Secondo 450 sp. d. 02
SI = strum 200,tlA (corrente)
S2 = strum. 100,tlA (tensione)
Fusel = fusibile 0.25 A
Int 1-2 = i~terrutt. a leva 250V lA
LI = LEDverde
DI = ponte 100V 5 A
02/20 = IN4007
PI = potenz. lineare lO k
RI-2 = 680 Q I W
R3-4 = I Q 5 W
R5 = 2.2 k 1/2 W
R6 = 100 Q 5 W
R7=100Ql/2W
R8 = 470 k 2W
R9-10-11 = almeno 3 R in serie per
un totale di 50 MQ 1/2 W
RI2 = 1.2 k
C 1-3-7 = 2,tlF 100V poliest.
C2-4 = I,tlF 100V poliest.
C5 = 15,tlF 100V polies. alta correntE
(oppure 3 da 0.5 in parallelo)
C6 = 1000,tlF 25 V elettr
C8 = 2200,tlF 50 V elettr.
C9/12 = 100 nF 50V cer
C13-14 = 4 cond lO nF2 kVcer (colore blu) in parallelo
C 15-16 = 8 condenso come sopra
C 17-18 = 5 condenso come sopra
72

scillazione si mantenga anche


con Vcc di 2.4 V. Contemporaneamente verificare la temperatura di T2 e di C5. che non devono scaldare. Come ben visibile
da fig. 2. C5 va saldato posteriormente allo stampato e deve essere di potenza. Mettere eventualmente 3 condensatori in parallelo. Se non vengono rispettate
queste condizioni vanno fatte le
stesse prove con altri nuclei.
Trovato quello giusto. possiamo
procedere con l'avvolgimento
AI. Va seguita la procedura di
fig. 6. avvolgendo prima il filo
sulla navetta e passando poi la
stessa attraverso il foro del nucleo, sistemando le 450 spire in 9
settori di 50 spire cado Essendo
presente sul secondario una tensione RF di oltre 1500 V picco,
fare attenzione di tener ben distanti le spire finali dalle iniziali.
Una volta completato il trasformatore. esso va fissato sullo stampato con sigillante epossidico a
due componenti come da fig. 5.
Per l'uscita stato previsto un
raddrizzatore triplicatore di tensione con gli economici l N4007
collegati in serie. Le resistenze
che normalmente vengono messe in parallelo a ciascun diodo.

nel nostro caso non devono essere impiegate. I condensatori ceramici da lO nF di filtro vanno
preparati prima a pacchetto
come da elenco componenti.
Dalle prove effettuate risultato
che i normali condensatori ceramici azzurri da 2 kV sopportano
tranquillamente tensioni c.c fino
a 4 kV (vedi fig.5).
La resistenza di uscita R8 adatta il carico per il massimo trasferimento. con una corrente max di
2.5 mA. Lo strumento SI pu essere commutato con doppia portata 0.2/2 mA fondo scala.
Lo strumento S2 deve essere di
precisione in modo da indicare
5kVfondo scala con una serie di
resistenze per un totale di 50MQ.
I condensatori C l 7-18 vanno
saldati direttamente sui morsetti
di uscita. Se in fase di taratura il
fondo scala di S2 supera o non
arriva a 5 kV.variare R12.
Fare molta attenzione all' alta
tensione!! 5kV con una corrente
di 2.5 mA possono essere molto
pericolosi; non lasciare assolutamente alla portata di bambini! Alla tensione max di 5kV si
dovrebbe avere una scarica
continua tra 2 punte distanti ca
2.5mm.

I / (60i
I J~) I ......
/ 60\ //
~
o;;:

-4"

Cl

Cl

t-=

Cl

\,'
~

mCL)

\J

:s:

<?\
.2.J<tJ

Fig. 5

Fig. 4

Prove tecniche eseguite


1- Isolamento condensatori
carta di radio d'epoca. Spesso
con un normale tester sembrano
buoni ma in realt hanno perdite
di 10/50;UA a700/l OOOV.
2 - Controllo isolamento tubi a
vuoto. Una perdita di vuoto o
scarica interna consente di veri-

ficare la conduzione interna tra


anodo e griglie di deboli correnti
(anche poche decine di /lA) con
tensioni da 700 a 4000V.
3 - Isolamento e centratura
condensatori variabili in aria. Un
normale condensatore di un radioricevitore dovrebbe tenere
700V. La scarica dovrebbe avvenire a ca 2000V per mm di spa-

Fig. 6

Navetta di bachelite

FINE

10x70 mm s.p.1.5 mm con


avvolte 120 spire
rame smaltato 0.2 mm
da passare all'interno,
consente di ottenere

n.9 settori

le 450 spire senza


interruzioni.

di 50 spire
cadauno

ziatura, in funzione anche della


rugosit delle lamine e umidit
ambientaI e . Se si al limite della
scarica sufficiente alitare sul
condensatore per provocare r innesco. Viene contemporaneamente evidenziato un eventuale
difetto di centratura lamina.
4 - Isolamento diodi alta tensione al silicio. Un IN4007 provato a partire da 700V risulta isolato. Salendo lentamente, a ca
1400V incomincia a far passare
IO /lA. A questo valore bisogna
fermarsi in quanto inizia la soglia
di rottura. Per il BYW96Ela soglia
inizia a 1300V mentre il BYV36C
a 800V. Il BY399P adatto per
tensione max di 1000V. gi a
700V fa passare IO /lA mentre a
1000 sale a 30.
5 - Isolamento cavi coassiali
intestati con connettore. Spesso
!'invecchiamento del cavo o una
difettosa saldatura del connettore danno luogo a scarica applicando tensioni di 700/1500 V. In
questi casi la presenza del microamperometro risulta utile in
quanto le deboli perdite sono verificabili solo strumentalmente.
Sperando di essere stato esauriente rimango a disposizione
per eventuali consigli o richieste
di chiarimento.
(Tratto dalla NewsLetter
della Sez. ARI di Milano)
e-mail: iellici.pietro@tiscalinet.it

Nucleo 27x14
h = 12 mm

n.2 canalini per contenere


le spire.

1!kJ
73

It GflOGET... OntE

On semplice dllpllcQt~r(l
di frequenzQ
Con quattro NANO due resistori e due condensatori
si realizza un interessante gadget

di Nico Brilloni

differenziata si porta dal livello


alto al livello basso si avr in uscita dal NANO 3 un impulso che va
dal livello basso al livello alto.
Nella figura 21a posizione reciproca dei marker verticali a e b
indica la frequenza del segnale
Va di uscita. Si legge: (a -b) = 2
kHz, ossia una frequenza che
esattamente il doppio della frequenza del segnale di ingresso.
Per il funzionamento
del circuito necessario che la costante di tempo dei circuiti differenziatori (prodotto di 12 kQ per l
nF) sia molto minore del periodo
T del segnale applicato
in ingresso.

zioni circuitali che consenSono


le configuratono molteplici
la realizzazione
di un
+5V

duplicatore di frequenza. Il gadget che qui presentiamo ha per


il pregio di un' estrema semplici;t e quindi di un minimo costo. E
infatti sufficiente un porta quadruplo NANO, due condensatori
e due resistenze per avere un
duplicatore notevolmente preciso.

12k
Vi

1
Vo

Il circuito
La porta Al - figura l - si comporta da buffer inverter al pari
della porta A2. Entrambe queste
porte hanno infatti i due ingressi
connessi fra loro. Le due reti costituite dai condensatori da l nF
e dalle resistenze da lO kQ costituiscono gli elementi differenziatori.
L'onda quadra della frequenza di l kHz applicata agli ingressi del NANO Al e quindi. in
uscita si trover sfasata di 180
come mostra la curva V( l) nella
figura 2. Poich anche il NANO
A2 si comporta da inverter. sulla
sua uscita ci sar un segnale V(2)
pressoch eguale al segnale Vi
applicato in ingresso. I circuiti
differenziatori faranno s che sui
due ingressi della porta NANO
A3 saranno presenti i segnali differenziati V(3) e V(4) sfasati di
180 1'uno rispetto
all' altro.
Ogniqualvolta
la forma d'onda
74

Fig. l

Fig. 2

.--.--.--.--~1.y(1)

V(2)

,V(3)

.Y(4)

Vo

1VI010-INFORMIl'fICfI

Comun/eh/limo eon lipst


di Roberto Boschi

Le

zione
ognidigiorno
pervarieche
forme
comunicamettono
di conoscere,
ascoltare e farsi ascoltare mi hanno
sempre entusiasmato. In particolare, nel campo radiantistico, ed
ora con l'autorizzazione all'accesso degli IW nelle frequenze
delle onde corte, ho potuto provare l'emozione di ricevere e trasmettere in HF e l'ebbrezza di
sperimentare qualche comunicazione con programmi che
convertono quei caratteristici segnali audio in visualizzazioni
grafiche accattivanti come, ad
esempio, quelle delle ricetrasmissioni digitali.
Essendo appassionato di comunicazione a vari livelli e considerato ora il libero accesso alle
bande rqdioamatoriali comprese
tra O e 30 MHz, ho voluto subito
iniziare qualche QSO in 40 metri
e dopo i primi ottimi collegamenti in fonia, finalmente veramente
distanti e "punto-punto", ho effettuato alcune ricerche per constatare la possibilit di collegare
il ricetrasmettitore al computer
per poterlo utilizzare con i vari sistemi digitali.
L'elenco che segue corrisponde a ci che ho utilizzato per
questa sperimentazione.
Hardware
- ricetrasmettitore:
Kenwood
TS-2000;
- antenna operativa sulle frequenze radioamatoriali 0/30
MHz;
- computer: processore celeron
1000 MHz;
- scheda audio;
76

- interfaccia dedicata in grado


di pilotare il PTT e di decodificare il segnale audio in entrata/uscita-rtxl computer.
Software
- sistema operativo: LINUXMandriva 2006 oppure LINUX
Mandrake lO. 1;
- software per le comunicazioni
radio: kpsk
Brevi cenni sul sistema
operativo utilizzato
La particolarit di Linux, come
gi brevemente spiegato in un
precedente
articolo
(Rke
5/2005), consiste nel fatto di essere gratuito. Il suo codice sorgente , infatti, a disposizione di
chiunque voglia rendersi parteciI?,e del progetto "Open Sour-

ce .

Grazie all'ingegno di quanti


lavorano su questo progetto, vi
sono varie distribuzioni (distro)
molto potenti e affidabili di questo sistema che possono essere
utilizzate per qualsiasi attivit
come quelle dedicate all'utilizzo
di computer domestici o attivit
informatiche desktop 1server.
nonch per alcune attivit radioamatoriali come quella qui descritta.
Il software kpsk
Ilsoftware kpsk invece un ottimo software per radiocomunicazione digitale per KDE (K Desktop Environment), uno degli ambienti desktop utilizzato anche
per sistemi Linux.

IWOGf

Per effettuare le attivit radio


con kpsk ho utilizzato una piattaforma operativa Linux, ed in particolare, la distribuzione Mandriva 2006, prosecuzione naturale
della distribuzione Mandrake
gi utilizzata per altre sperimentazioni del settore.
Collegamento del
ricetrasmettitore al computer
Per il collegamento del ricetrasmettitore al computer, considerato che questa attivit sicuramente possibile effettuarla con
qualsiasi altro ricetrasmettitore
operativo sulle frequenze 0/30
MHz, necessario consultare le
istruzioni inserite nel proprio manuale al quale si rimanda per le
operazioni del caso. Anche per
l'utilizzo di una interfaccia RTXPC in grado di convertire i segnali audio in segnali grafici con
l'ausilio della sound blaster.
necessario consultare il manuale
dell' apparato e documentarsi
(Internet una buona fonte) per
l'autocostruzione o l'acquisto, tenendo presente che possibile
reperire delle apposite interfacce che non fanno uso della scheda audio.
E' preferibile dividere il progetto qui presentato in due distinte operazioni composte da alcune fasi riportanti brevi cenni
sull'installazione
del sistema
operativo utilizzato per questa
sperimentazione e dettagli pi
particolareggiati sull'installazione del software necessario alla
radio comunicazione.

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Fig. l

Fig. 2

Installazione del sistema


operativo Mandriva 2006
Operazioni preliminari
L'installazione
del sistema
operativo Linux Mandriva 2006
un' operazione delicata ma abbastanza semplice nelle sue fasi.
Ilsoftware completo facilmente
reperibile a corredo di riviste del
settore o si pu altres facilmente
ottenere scaricando dalla rete
mondiale immagini ISO (CD o
DVD).
Supponendo che il computer a
disposizione, come nella maggioranza dei casi, sia gi impegnato con altra piattaforma operativa, con il CD n.l o con il DVD
a disposizione si procede automaticamente dopo aver segnalato alBIOS che si desidera ripartire, all'accensione, con il lettore
eD (o lettore DVDnel caso che la
distro sia su DVD).

esempio in fig. l) aiutando l'utente nell' installazione.


Nella generalit dei casi e trovandosi di fronte ad una prima
installazione di questo sistema
operativo, si devono considerare
tre operazioni importanti:
- il ridimensionamento dello
spazio a disposizione sul disco fisso;
- la creazione di una partizione swap (generalmente il doppio della memoria RAMa bordo del PC);
- la creazione e formattazione
della' partizione rimasta (appunto quella di 7/8 GB).
Nel mio caso avevo appositamente lasciato libera una partizione (hda7) dove ho installato
Linux Mandriva 2006. (In fig. l
sono visibili altre partizioni che
utilizzo per altre attivit.)
Concedete a Mandriva almeno
7/8 GB di spazio, vi serviranno
per altre sperimentazioni.
N.B.

Accettazione licenza e partizionamento del disco rigido.


Dopo aver scelto la lingua italiana si procede con l'accettazione dell' accordo di licenza selezionando un livello di sicurezza
normale (per la sperimentazione
qui esposta non occorre un livello di sicurezza alto) avendo cura
di selezionare, alla richiesta,
partizionamento
zato.

personaliz-

Dopo queste prime operazioni,


Mandriva 2006 presenta la composizione del disco rigido (vedi

Prima di confermare e iniziare


dette operazioni preferibile
aver effettuato un salvataggio
dei dati pi importanti.
Inserimento password e scelta
boot loader
Alla scelta del filesystem io ho
scelto ReiserFS con punto di mount /.
Fatte queste prime operazioni
il sistema proceder con l'installazione.
Linux chieder ancora una pa-

rola chiave per l'amministratore


(root) ed una per l'utente. Scegliete le password a voi congeniali e proseguite.
Alla richiesta di quale boot loader installare, scegliete ULO
(Loader Linux), potrebbe servirvi
in futuro se installerete altre distribuzioni Linux. Al riepilogo,
controllate che tutto sia configurato e confermate cliccando su
avanti.
Il sistema chiede all'inizio di
fare le copie del CD/DVD. Se
avete concesso spazio a sufficienza fatelo.
Inoltre, al momento di selezionare i pacchetti necessari, potete scegliere ci che pensate vi
occorra per il meglio utilizzo di
questo sistema operativo.
Riaccensione del computer
Se tutto andato bene, alla riaccensione del vostro computer
troverete il sistema di caricamento (ULO) che vi chieder quale
sistema operativo utilizzare. Per
continuare la nostra sperimentazione scegliete ovviamente Linux.
Installazione del software di
radio comunicazione digitale
La premessa per l'utilizzo di
questo software che il ricetrasmettitore possa comunicare con
il computer. In genere ogni trasmettitore pu trovare ausilio
nella scheda audio del computer
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Rke

10/2006

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Fig. 3

per convertire in visualizzazioni a


schermo di quei caratteristici segnali audio come quelli, appunto, del kpsk. L'importante ,
come detto sopra, che tra la sound blaster e il ricetrasmettitore
vi sia una interfaccia dedicata
che sappia pilotare il PTT nonch il segnale radio ricevuto e
trasmesso.
Chi ancora non fosse dotato di
questo importante componente,
ma fosse altres interessato a
queste sperimentazioni. pu sicuramente trovare in internet la
soluzione ottimale cercando,
con i vari motori di ricerca, ci
che pi utile al proprio ricetrasmettitore.
Prime prove
In un primo tempo, per capirne
il funzionamento e sempre tramite l'ausilio di internet ho iniziato
ad utilizzare programmi gi collaudati da altri amici radioamatori e dopo documentazioni accurate, ho potuto sperimentare
alcuni dei modi digitali che
possibile utilizzare con altri software e altri sistemi operativi.
Devo dire che la soddisfazione
stata veramente intensa quando ho iniziato a ricevere segnali
da molte parti del mondo. E' veramente bello poter viaggiare,
oltre che con le onde elettromagnetiche, anche con "il pensiero" non appena il corrispondente indica illocator ..

Fig. 4

Il software kpsk
Dopo aver installato Mandriva
2006 necessario installare il
vero e proprio programma che
permetter di lavorare nella modalit digitale.
Per effettuare questa sperimentazione ho utilizzato, (aiutandomi con internet per reperirlo) il seguente pacchetto software:
. kpsk-l.O-O.mdk90.i586.rpm

Per !'installazione della .versione indicata, necessario un ulteriore pacchetto di programmi:

.libdb3.3-3.3.11-16mdk.
i586.rpm (sempre reperibile da

internet).
Eventuali altri programmi nepocessari come dipendenze,
tranno essere installati direttamente con l'utilizzo di Rpmdrake (fig.2), dispositivo a disposizione del sistema operativo o tramite ulteriori ricerche in rete.
Comandi da eseguire
per !'installazione
Per !'installazione c' una procedura da seguire abbastanza
semplice e Linux ci viene in aiu-

to.

Molti sono infatti i comandi di


questo sistema che possono rendere pi veloce e pi semplice il
lavoro da svolgere.
Come si notato, il software
che necessita in questo caso per

il funzionamento di kpsk finisce


con l'estensione rpm.
RPM (Red Hat Paekage
Manager)
E'un gestore di pacchetti software che garantisce rapidit e
semplicit nell'installazione ed
utilizzato in alcune distribuzioni
Linux come ad esempio anche in
Mandriva 2006.
Per effettuare !'installazione di
kpsk dovremo digitare, dopo
aver aperto una finestra sh ell , (la
sesta icona a destra nella barra
delle applicazioni), il comando
su (vedi fig. 3) ed il terminale
(shell) risponder Password: a
questo punto occorrer inserire
la password di root ed il terminale trasformer il prompt dei comandi da $ in #.
Questo significa che ora l'utente in modalit amministratore e
da ora in avanti si dovr stare
molto attenti a ci che si scriver
nella riga di comando.
Durante i miei test. per comodit ho creato (per farlo si deve digitare al prompt #: mkdir dire etory) una cartella nuova dove
poter effettuare le varie sperimentazioni e l'ho chiamata radio.

Al!'interno di essa ho copiato i


due pacchetti software necessari
per !'installazione.
Spostandosi nella nuova dir
con il comando ed e dando invio
(#: ed radio), il sistema si pone
all' interno dalla directory radio

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Fig. 5

Fig. 6

dove, con il comando di lista ls


(#: 18 ) visualizzeremo il software
precedentemente inserito.
D'ora in avanti sufficiente fare
ricorso al gestore dei pacchetti
RPM.

E' necessario digitare sulla riga


del terminale: #: rpm -Uvh nomefile.rpm
iniziando, ovviamente, dal pacchetto kpsk.
Come si vedr, il pacchetto
software kpsk-l.0-0.mdk90.
i586.rpm ha necessit del pacchetto prima indicato Uibdb).
Proseguire digitando lo stesso
comando per libdb3.3-3.3.11-

Un minimo di configurazione

Ricezione

La configurazione
del programma molto semplice ed intuitiva.
Tramite la scheda settings si
inserisce il nominativo, il qth ed
illocator (fig. 6).
Vi possibilit di compilare il
log per ogni qso effettuato ed
possibile effettuare una ricerca
dei nominativi contattati (fig. 7)

Altra cosa molto importante da


considerare il segnale della
scheda audio. Come si vede
(fig.8) importante che laline di
input sia on (notare i colori dei
led).
N.B.

Per attivare il controllo della


scheda audio, qualora non sia
visibile sul desktop (altoparlante in basso a destra sulla
barra delle applicazioni), digitare al prompt #: kmix.

Alcune note importanti

16mdk.i586.rpm.

Spettro dei segnali

Se tutto andato bene, dopo


!'installazione dei soli due programmi richiesti, necessario
digitare al prompt #: kpsk.
Premendo conseguentemente
enter vi troverete di fronte al programma di radiocomunicazione
pronto all'uso (fig. 4 e fig. 5).

Trasmissione

Il programma, all'avvio, si presenta con uno spettro dei segnali


ricevuti di colore nero. E' sufficiente impostare i parametri facilmente individuabili nella configurazione del software per
dare un colore differente ai segnali ricevuti.

In Linux, la porta seriale del


PC, comunemente conosciuta
come COMI o COM2, individuata come ttySOper la COM l e
ttySl per la COM2, quindi fare
bene attenzione.

Fig.7

Fig. 8

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Il

Fig. 9

Alla richiesta del PTT device


(fig.9). inserire /dev/ttySO in
caso di utilizzo della COM l o
/dev/ttySl se la porta utilizzata
COM2.

Potenza

Nell'utilizzare kpsk occorre trasmettere con bassa potenza per


non interferire con le stazioni
adiacenti e poi pi si in QRP e
pi grande la soddisfazione
dei risultati raggiunti ...
Bene, la sperimentazione che
ho effettuato, anche se brevemente descritta, completa nella sua illustrazione.
Per il sistema operativo qui utilizzato a'ggiungo che dettagli
molto precisi per !'installazione
possono sicuramente essere reperibili nelle riviste del settore
che hanno a corredo le varie distribuzioni Linux.
Fig. 11

Fig. lO

Webografia
Sperando di essere stato utile per quanti
vorranno sperimentare questa attivit,
indico alcuni dei siti web che possono
essere di ulteriore indirizzo per tale attivit:
http://www.linux.it/
http://www.linux.org/
http://www.linuxiso.org/
http://wwwnew.mandriva.com/
http://www.kde.org/
http://wwwainteLbiehu.es/psk31html
http://www.mixw.netjhardcon.htm
http://sourceforge.net/projects/kpsk
http://www.linuxmark.org
http://www.gnu.org
In figura lO un esempio di chiamata cq.
Nelle figure 11 e 12 rispettivamente i
momenti d'installazione con RPM e l'avvio del programma kpsk.
11software kpsk-l.O-O.mdk9o.i586.rpm,
(cos come il pacchetto libdb) liberamente scaricabile da internet. E' sufficiente indicarlo sui vari motori di ricerca
per trovarlo.
Il sito di riferimento http://kpsk.sourceforge.net/ al quale rimando per ulteriori approfondimenti.

N.B.

Il comando mc al prompt dei comandi


#: per il sistema operativo Linux pu
venirci in aiuto per i comandi di copia, rinomina, creazione delle directory, ecc.
PS.

l rettangolini che si vedono in alcune figure sono dedicate alle "macro" che si
possono configurare per !'inserimento,
ad esempio, di chiamate e risposte automatiche ..
Un doveroso ringraziamento agli amici

e colleghi radioamatori ai quali ho potuto chiedere consiglio sulle modalit di


interfacciamento del ricetrasmettitore
con lo scheda audio del computer nonch agli appassionati di questo tipo di
comunicazione con i quali ho effettuato i
primi QSO con kpsk
73' de Roberto e a presto in radio.
Buona sperimentazione.

Fig. 12

7'

L 'lise DELlA MOIO Il YIILYOLE

L "oscll'otore O qlltlrzo

Sin

precauzioni. gli oscillatori


qui. nonostante
le normali
presentati
in questa
serie
non hanno certo brillato per la
loro stabilit (naturalmente rapportata alle moderne esigenze
operative). Il riscaldamento dei
tubi e dei restanti componenti,
nonch certe influenze ambientali, provocano un pi o meno
leggero slittamento della frequ,enza generata.
E quindi opportuno, quando la
stabilit di frequenza requisito
fondamentale, passare a considerare come si realizza un circuito di oscillatore con cristallo
di quarzo; partiamo quindi col
prendere in esame quest'ultimo
componente.

Il quarzo
All'inizio c'era una roccia, cristallizzata in vari aspetti. una variet della quale (di colore violetto' l'ametista) addirittura una
pietra preziosa!
Quando regolarmente cristallizzato, giustificando
cio il
nome di cristallo di roccia, il
quarzo trasparente e incolore;
staccandone una lastrina molto
sottile (ed orientata in modo opportuno rispetto agli "assi cristallografici), essa presenta delle
propriet molto particolari.
Se la lastrina disposta a
"sandwich" fra due elettrodi, ai
quali sia applicata una opportuna tensione elettrica, essa si "deforma" leggermente; viceversa,
se la lastrina viene deformata
(naturalmente, con la cura necessaria), fra i due elettrodi. cio

fra le due facce opposte, si genera una certa differenza di potenziale.


Questo fenomeno (in particolare, il secondo aspetto) prende
il nome di piezoelettricit, ed
sfruttato per diverse applicazioni
pratiche: tipica la produzione
di forti scintille, appunto ottenute
deformando meccanicamente
un cristallo piezoelettrico, sfruttata per gli accendigas.
In realt, esistono anche altri
materiali (naturali ed artificiali),
che possiedono le propriet della
piezoelettricit. In ogni caso, la lastrina di quarzo (o materiale simile), caratterizzata, come ogni
lama vibrante, da una propria frequenza di oscillazione, molto elevata ed estremamente stabile: in
pratica, essa si comporta come un
vero e proprio circuito oscillante la
cui frequenza di risonanza pu
andare da qualche decina di kHz
a qualche decina di MHz, secondo lo spessore.
C' infine da dire, come ovvia
motivazione, che il circuito oscillante equivalente ad un quarzo
possiede un Q estremamente
elevato, e questo giustifica sia la
sua stabilit di frequenza sia la
selettivit estremamente stretta.

Dire che un quarzo equivalente ad un circuito oscillante


non del tutto esatto, nel senso
che non si tratta semplicemente
di un condensatore in serie o in
parallelo ad una bobina, ma c'
anche qualcos' altro. In fig. l
raffigurato come si comporta sostanzialmente un quarzo dal
punto di vista elettrico: si tratta
quindi di uno schema elettrico,
un poco pi complesso del previsto.
L'equivalente elettrico di un
quarzo oscillante quindi costituito da un'induttanza L con in
serie una capacit Cs ed una resistenza Rs: queste grandezze
rappresentano
semplicemente
le modalit di funzionamento del
dispositivo, mentre in parallelo a
questo tipico circuito risonante
serie esiste anche una vera e
propria capacit parassita Cp,
dovuta al contenitore (metallico)
della lastrina di quarzo ed agli
elettrodi che la tengono fissata.
Che la L sia un'induttanza virtuale bene evidente; le dimensioni specialmente dei tipi pi
moderni di quarzo sono tali che
non possibile pensare ad una
bobina come siamo abituati a vederle, tanto pi che i valori di tale
Fig. l - Oscillatore a quarzo.

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CAI~

I
I
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\

Uscita

9
CAI~

Uscita

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Rg

..........

--

+HT

"-

Rg

--

+HT

Fig. 2

Fig. 3

induttanza sono enormi per un


cos piccolo contenitore: per un
quarzo di qualche MHz, parliamo di diverse centinaia di mH!
Alcontrario (ed inevitabile), il
valore della capacit serie Cs
(anch'essa virtuale) estremamente piccolo: qualche frazione
dipF.
Altrettanto virtuale la resistenza R: qualche decina di ohm (il Q
del dispositivo altissimo)
Comunque, questi tre elementi
di circuito virtuali permettono di
realizzare un modello attendibile
del funzionamento elettrico della
nostra piastrina.
L'oscillatore

"TPTG"

Ancora una volta, per il nostro


circuito stato utilizzato il triodo
di quello che abbiamo adottato,
come nostro cavallo di battaglia,
il tubo ECL82: il nostro montaggio puramente sperimentale.
Ma un qualunque altro triodo,
specie se di tipo per alte frequenze, pu andare ugualmente bene (se non meglio!).
Il circuito di oscillatore scelto
del classico tipo TP-TG, acronimo che semplicemente significa:
sintonizzato in placca-sintonizzato in griglia, e che nasce come
oscillatore libero nella classica
versione riportata in fig. 2.
La denominazione sta solo ad
indicare che il circuito oscillante
di placca e quello di griglia sono

accordati sulla stessa frequenza:


per meglio spiegarci. le due bobine non sono affatto accoppiate
(se non casualmente), la reazione nasce attraverso il tubo.
Lo schema del nostro oscillatore a quarzo ottenuto semplicemente sostituendo il circuito di
griglia con un quarzo, come appare evidente in fig. 3; in pratica,
come se avessimo sostituito il
circuito risonante di griglia di fig.
2 con il circuito equivalente riportato in fig. l, secondo il quale
il quarzo si comporta un po'
come circuito risonante parallelo: comunque, si comporta assai
bene!
Per fare la vera e propria realizzazione pratica, riferendoci a
prove effettuate con un quarzo
sui 3-;-.4MHz di frequenza, consigliamo i seguenti componenti.
RG = 100 kQ - 1/2 W
CD = lO nF - 400 V
CA = 47 pF - 400 V
CV = 15-;-.180 pF
L = 12,uH (42 sp. su 0 16 mm)
Il valore delI'induttanza non
critico, potendosi variare la frequenza mediante Cv. e portarla
per esempio sui 3500-;-.3600 kHz
onde poterne ascoltare il segnale con un qualsiasi ricevitore,
specie se radiantistico.
Sulla prossima puntata potremo approfondire e completare la
sperimentazione su questo circuito.

PROVE di
LABORATORIO
RTX-RX da11986 a12006, prove,
misure, opinioni e commenti di 11UW

Una

collezione

di

tutte

le

recensioni di apparati pubblicate


negli ultimi 20 anni su Radiokit
elettronica,
riportate in ordine
cronologico in modo da poter
mettere
in evidenza
i pi
significativi
cambiamenti
nella
progettazione e nella tecnologia
costruttiva. Con circa 50 apparati
recensiti, questo volume, oltre che
una interessante panoramica sugli
apparati
degli ultimi 20 anni,
costituisce una valida guida per
acquisti del nuovo e dell'usato.

256 pagine.
Per modalit d'acquisto vedere pago 63
83

SVRPLVS

BR9911/1
011 surplus Italltlllo
di Piero Cini e Daniele Camiciottoli

il colore del
contenitore
ed i tasti da pigiare, il nostro
interesse per il
surplus militare e professionale, verter
soprattutto a
cercare di capirne il funzionamento,
a
vedere cosa
c' dentro.
E il tempo
per capirci
qualcosa

quasi scaduto.

Foto l

unatutte
prima
scrivere
alPercune
le volta:
cose
c'
sempre
note
essenziali
su un
apparecchio costruito in Italia e
utilizzato dall'Esercito Italiano
fino ad una ventina di anni fa'.
Quel che segue non una descrizione completa e pignola
dell' apparato con l'elenco degli
annessi e connessi, delle pi recondite caratteristiche elettriche
che gira, gira sono sempre le
stesse, ma si propone di descrivere il funzionamento delle parti
pi peculiari dell'ER 95.
Fino a quando 1'evoluzione
tecnologica non ci imporr di
descrivere, compiutamente, solo
84

Si tratta di
un ricetrasmettitore per
la parte bassa
VHF, analogo ai tanti di provenienza americana, tedesca od

altra, a modulazione di frequenza, di dimensioni contenute per


uso portatile o veicolare.
L'unica recensione sull'ER 95
che ho avuto modo di leggere su
una rivista del settore del dicembre 99, ed esauriva l'argomento in dieci righe e due tabelle.
Avendo avuto modo di acquisire due esemplari di ER 95, uno
costruito dalla Divisione AUSO
dell' allora Siemens Italiana ed
uno della PHILIPS, fortunatamente guasti ma di bell'aspetto,
abbiamo cercato di raccapezzarci un po' alla meglio in quella
selva di componenti super compressi entro il cofano pressofuso
in duralluminio verde oliva, con
l'ausilio di un abbastanza ermetico libro viola della Scuola Trasmissioni dell'E 1.ed. 1973.
Come gi detto sopra, non riportiamo n tabelle di caratteriFoto 2

Oscill. quarzi

VFO
37.5+60.45 MHz

10

Oscil1.1 MHz
e distorci\.

per 100k
44.2-45.1

mescola\.
e filtro

Stadio
Stadio potenza
26+ 71.950 MHz

per 50k
4.3 o 4.35

20

mescola!.

Stadio
intermedio

Discriminatore

e amplif. filtro
4.325 MHz

49 MHz

1...

pilota TX
26+ 71.950 MHz

Amplif. c.c.

largo

+8

Accordo
antenna ,..
26+ 71.950

R"

22+30 Vcc
Filtro a

Rel T/R
e 10 amplif.
RF

20 am
R/

l'fI ..

Mescolatore I R e T

-8

Alimentatore
stabilizzato

quarzo
11.5 MHz

ReT

Amplificatore MF
11.5 MHz

Alimentatore
veicolare
BA 301 A

Discrimin.
stretto

A- 22+30
'-

C+

Vcc

AO
C

Amplif.audio

~~H

supplem. in
alim. veicof. Sa 301A

-O

cl

F -<>"0L

Y
-AA<J

Fig. l - Schema a blocchi ricetrasmettitore EH95AII

stiche elettriche n l'elenco degli


apparati base e accessori con
tutte le possibili varianti, ma ci atterremo sob ai pochi kg di apparato di cui dispongo, composto
da ER95 AlI (penso che I stia per
edizione italiana in ambito
NATO)e un alimentatore veicolare BA 30 l A.
La gamma coperta va da
26.000 a 71.950 MHz in due sottogamme. Ilricevitore a singola
conversione a Il.5 MHz mentre
iltrasmettitore eroga circa l W su
50 Q.

La generazione delle frequenze realizzata con sintetizzatore


a PLL.

Sul frontalino dell' apparato ci


sono, oltre al controllo audio e silenziatore, le prese antenne, ingressi/uscite BF, il commutatore
di gamma (lo 26-48.5, 20 4971.95 MHz), il commutatore per i
MHza passi di l e quello per i
kHza passi di 50 .

Alimentatore
BA 301 A

veicolare

Foto 3

La definizione spropositata
rispetto al contenuto di questo
scatolotto che fa da fondo schiena all'ER 95: infatti l'alimentazione in cc da 22 a 30 V passa
dal l'esterno ai piani superiori in
maniera quasi indenne. Nel
complesso c' anche un amplificatore di BF di potenza il cui ingresso in parallelo ai fili della
cuffia; questo amplificatore pilota egregiamente un altoparlante.
Questo complesso si blocca al
corpo principale con due ganci
a molla e le connessioni elettriche tra le due parti fatta tramite
un connettore Cannon a 25 pino
EH 95 Trasmettitore

Un oscillatore variabile genera


la frequenza di trasmissione ed
modulato direttamente in fre85

Foto 4

quenza dal microfono (obbligatoriamente a carbone). Uno stadio di amplificazione pilota il finale di potenza e. tramite i
contatti del rel t/r.si va ad una
rete di accordo ed all'antenna.
Ricevitore
Stesso percorso a ritroso: primo
amplificatore RF. secondo amplificatore RF. convertitore a
Il.5 MHz. filtro di MF a quarzo.
catena di amplificazione / limitazione. discriminatore. amplif.audio, cornetta telefonica e ulteriore amplificatore di potenza nel
BA301 A.
Fatta questa breve panoramica, occorre descrivere come si
generano le frequenze necessarie per un corretto funzionamento sotto il profilo stabilit e precisione in una gamma di quasi 46
MHz.
Il cambio gamma agisce su un
meccanismo che sposta contemporaneamente. di quanto neces86

sario, tutti i
nuclei delle
bobine
e
condensatori
a pistoncino
per una sintonia al centro
della sottobanda.
Il commutatore dei MHz
fa variare invece l'angolo
di chiusura
dei condensatori variabili a lamine.
associati alle
bobine sopra
menzionate
per una sintonia grossolana, tramite un
sistema di ingranaggi di
precisione.
Per capire
meglio quel
che seguir
opportuno tener d'occhio
lo schema a
blocchi. fatto
in casa, riportato in fig. l.
Ricordando che la frequenza
operativa va da 26 a 71.95 MHz e
che la MF Il.5 MHz. sufficiente che la frequenza di conversione possa variare della
met dell'intervallo tra gli estremi. in quanto si utilizza. per una
parte la somma e per l'altra la differenza; per la qual cosa, se il
VFO lavora da 37.5 a 60.45 MHz,
il giuoco fatto.
Vediamo come.
Con l'apposita manopola si imposta il valore dei MHz posizionando meccanicamente il condensatore variabile nella posizione predeterminata per dare,
grosso modo. la frequenza richiesta.
Un quarzo ad l MHz controlla
un oscillatore seguito da un generatore di armoniche e un filtro
passa basso che blocca oltre
l'Il armonica.
Nello mescolatore del sintetizzatore entrano le armoniche del
MHz e la frequenza del VFO.
Un filtrolargo l MHz centrato a

49 MHz, seleziona solo le frequenze prodotte dal battimento


tra quella del VFO ed una delle
armoniche del MHz.
Per chiarire meglio: freq.oper.
26.000 MHz VFO 37.5 + Il armonica = 48.5 MHz
40.000 MHz VFO 51.5 - 3 armonica = 48.5 MHz
70.000 MHzVFO 58,5 - 10armonica = 48.5 MHz
Si dispone quindi di un quasi
49 MHz per ogni valore intero di
MHz.
Ora si deve poter incrementare
i MHz con le possibili 9 centinaia
e 5 decine di kHz.
Con il commutatore kHz si comanda un oscillatore controllato
a quarzo che pu generare una
di lO differenti frequenze, da
44.2 a 45.1 MHz, distanti l'una
da l'altra 100kHz.
A 44.2 corrisponde xx.OOO
MHz, a 44.3 corrisponde xx. 100
e cos via fino a xx.900 con 45.1
MHz.
Per ogni frequenza delle lO si
attiva anche un altro oscillatore a
quarzo con uscita a 4.3 MHz, se
si seleziona un centinaio netto, o
a 4.35 MHz per un centinaio con
+50 kHz.
Questa uscita viene portata su
un ingresso di un comparatore di
fase.
Per esempio, se si vuole + 100
kHz, si hanno in giuoco le frequenze 44.3 e 4.3 MHz; se si
vuole + 150 si hanno le frequenze 44.3 e 4.35 MHz. e cos via
fino ad avere. per + 900 k. 45. l e
4.3, per +950. 45.1 e 4.35 MHz
Nel 2 mescolatore del sintetizzatore si fa entrare il quasi 49
MHz ed una delle lO frequenze
da 44.2 a 45. l a seconda delle
centinaia di kHz richiesti.
Per chiarire meglio, opportuno ancora un esempio numerico.
Abbiamo lasciato da poco il
VFO a 37.5 MHz per dare operativamente il valore intero di 26
MHz.
Mescolando questo valore con
la prima delle lO frequenze
(44.2), si ottiene 4.3 MHz.
Un filtrocentrato a 4.325 abbastanza strettoseleziona l'uscita che
potr variare circa da 4.3 a 4.35
MHz,che viene portata all'altro ingresso del comparatore.

Si compara ora in frequenza e


fase l'uscita del 2 mescolatore; il
4.3 MHz derivante dalle due
conversioni, con la frequenza
dell'oscillatore
a quarzo 4.3
MHz. La tensione di errore che
ne pu derivare va a correggere
il VFO.
Se ora si sposta il comando kHz
su +50, al comparatore non si
connette pi la frequenza del
quarzo a 4.3 MHz ma quella di
4.35 MHz.
Il VFO allora costretto a spostarsi dopo alcuni giri di valzer di
quel tanto per ottenere 4.35
MHz. ovvero + 50 kHz e quindi
26.050 MHz.
Il discorso pu essere ripetuto
per qualsiasi altra frequenza,
fino alla nusea.
Ma una domanda sorge spontanea. Se alla partenza il VFO
genera una frequenza sufficientemente lontana da quella che
dovrebbe essere, e tale da non
dare uscita dal l mescolatore
del sintetizzatore?
Tutto il discorso crolla: il soldato non pu comunicare ....e si
perde la partita!
Un'arma segreta viene tuttavia
in nostro aiuto.
Nel complesso comparatore di
fase c' un generatore a rilassamento che entra in funzione
quando al complesso manca un
segnale di ingresso. Questa tensione a rampa si autosostituisce a
quella che sarebbe in normalit
la tensione di correzione. Cos
facendo il VFO costretto a variare entro un certo intervallo la
frequenza di uscita, passando (si
spera), vicino a quella che sarebbe dovuta essere la frequenza per far riagganciare l'anello
di correzione.
Una volta ripristinato il loop,
l'arma segreta, ovverosia l'oscillatore di ricerca si auto-esclude
e il comparatore prosegue nel
suo normale compito di prefetto
di disciplina.
Disponiamo quindi ora di una
frequenza variabile, stabile e
precisa come generata da un
quarzo da 37.5 a 60.45 MHz che
pu orgogliosamente provvedere alla conversione nel mescolatore del ricevitore della frequenza in arrivo dall' antenna, e non

solo, come si vedr di seguito, in


Il .5 MHz della media frequenza
e a cancellare i vari quasi o circa
del racconto.
Senza dilungarsi nelle parti
classiche del RX,andiamo in TX,
premendo il tasto di trasmissione
sul microfono.
Come detto sopra un oscillatore quasi libero genera la frequenza di uscita da 26 a 71.95
MHz
Questo segnale, oltre che ad
essere amplificato e portato
all'antenna, viene inviato al test
citato mescolatore di RX, nel
quale continua ad entrare l'uscita stabilizzata del VFO. L'uscita a
Il.5 MHz viene portata ad un discriminatore a banda larga, la
cui uscita in cc, che proporzionale all'errore di frequenza del
TX,viene amplificata e usata per
correggere grossolanamente il
pilota TX.
Una volta portata la frequenza
vicino 11.5 MHz e tale da poter
passare dal filtro a quarzo in MF,
il segnale prosegue come per la
RXfino in cuffia, realizzando cos
anche la funzione di " sidetone"
oltre a quella di controllo della
catena TX e buona parte della
RX.

Contemporaneamente l'uscita
in cc del discriminatore stretto
entr a nell' amplificatore in cc per
una correzione fine della frequenza di TX. E cos si stabilizzato tutto.
La modulazione avviene facendo variare con la corrente
microfonica l'uscita dell'amplificatore in cc.
E dopo tutto il lavorio per tener
inchiodata la frequenza in TX e
RX, essa si fa sbandare col microfono! Ma questa volta, a fin di
bene.
NB: Lo schema
elettrico
dell' apparato non stato inserito
a causa delle dimensioni esagerate dello stesso.

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Rke 10/2006

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