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IlVTOCOSTRVZIONE

heqlltl1lzlllletro 1.3 GHz


con PIC 16f1(12811
di Pietro Tondoni

IIfOOTG

Alimentazione senza retro illuminazione, con batteria interna


da 9 V. durata = 50 h.
Alimentazione con retro illuminazione, alimentatore esterno da
9 a 13 Vcc.
Assorbimento di corrente, con
retro illuminazione, 173 mA.
Dimensioni: mm 142x64x35

di realizzare un freErapensavo
parecchio
tempo che
quenzimetro utilizzando un

PIe. L'occasione si presentata


lo scorso inverno, quando per insegnare ad un amico ad utilizzare il CIRCAD, pensai che, come
esercitazione,
avremmo potuto
disegnarne lo schema ed il PCB.
Dopo aver scritto il programma, ed averlo provato su una di
quelle basette che hanno i fori
con le molle, siamo passati alla
realizzazione pratica. n risultato
lo vedete nella foto del titolo.

Caratteristiche tecniche
Campo di misura
1kHz - 30 MHz con risoluzione
lO Hz

30 MHz - 1.3 GHz con risoluzione 100 Hz


Sensibilit
10kHz-100kHz
>= -35dBml
600 Q (circa 13 mV)
>= -27 dBml
100kHz-20MHz
50 Q (circa lO mV)
>= -25dBm
20MHz-30MHz
150 Q (circa 13 mV)
30 MHz - 50 MHz > = -24
dBml 50 Q (circa 14 mV)
50 MHz -1100 MHz > = -29
dBm 1 50 Q (circa 8 mV)
Visualizzazione su display LCD
2x 16 retro illuminato.
Indicazione
sul display del
modo di misura
NOT IF
IF - VFO
VFO - IF
IF + VFO

Non sono in grado di indicare


la sensibilit per frequenze al di
sopra di l, l GHz in quanto questo il limite del mio generatore.
Esaminando
il data sheet del
prescaler U664, ad 1.3 GHz la
sensibilit del frequenzimetro si
dovrebbe aggirare intorno a -15
dBm (40m V) che per questa frequenza ancora un ottimo valore.

Schema elettrico
In figura l riportato lo schema elettrico realizzato con il CIRCAD, il noto programma gratuito
(www.holophase.com)
per schemi e PCB.
n tutto composto da pochi
pezzi. Partendo dal connettore
BNC l troviamo i diodi D l e D2 in
antiparallelo che servono a tosare i segnali troppo forti che potrebbero danneggiare
Q l e U l.
n transistor Q l, ed i relativi componenti, costituiscono un preamplificatore per le frequenze sino
a 30 MHz, il gruppetto R4 C6
un filtro per le frequenze molto
alte. Tramite uno scambio di
11

------------------------1

r--------------I
I

OlSPI
Leo

2xl6

R6 150

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I lmTffi

12V+

+5V

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+

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10K

~1~~200

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22K
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+5V

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220
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PCB 1029G

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30Mhz
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T 1.3Ghz

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Fig. l

RLl, il segnale amplificato passa


sulla base di Q2 che costituisce
l'amplificatore squadratore; Ll
serve per linearizzare il guadagno alle frequenze pi alte, mentre la perlina di ferrite inserita
sull'emettitore serve ad evitare
auto oscillazioni in banda VHF. I
transistors BFY90hanno una frequenza di transizione> di 1.2
GHz e pertanto, in certe condizioni, potrebbero auto oscillare.
L'inserimento di una perlina di
ferriteAMIDON. tipo FB 43 -101.
sul filo dell'emettitore, lo trasforma in un'induttanza di circa 0,15
,uH. che introduce cos una contro reazione crescente con l'aumentare della frequenza evitando le auto oscillazioni. Il segnale
da misurare amplificato da Q l e
squadrato da Q2, applicato
all'ingresso del PIe tramite R8.
Questa resistenza ha il compito
di limitare la corrente sulle porte
A3 ed A4 del PIe e contempora12

neamente di evitare che il collettore di Q2 sia cortocircuitato a


massa, quando ilPIe mette a O le
suddette porte.
Ritornando su BNe l, tramite il
condensatore e l ilsegnale applicato anche all'ingresso
dell'integrato Ul che il ben
noto U664. Questo integrato,
nato come prescaler per i sintetizzatori dei televisori e quindi facilmente reperibile, incorpora al
suo interno un preamplificatore
ed un divisore per 64 capaci di
operare da 30 MHz sino a 1.3
GHz. L'uscita di Ul costituita
da un'onda quadra con una frequenza che varia da 0,468 MHz
a 20,3 MHz (30 MHz/64 e 1,3
GHz/64) avente un'ampiezza di
circa lVpp.
Quando RLl alimentato, l'uscita di U l collegata all'ingresso di Q2, ulteriormente amplificata ed inviata al PIe per essere
contata.

RLl un micro rel a 12V che


si attrae anche con 6-6,5 V e pertanto seguita a funzionare anche
quando la batteria arriva a circa
7 V. limite al quale smette di funzionare il 78L05. Per risparmiare
corrente ed allungare la vita della batteria, con l'altro scambio
del rel ho tolto tensione a U l,
quando si utilizza Q l e viceversa. RLl viene comandato dall' interruttore SW4 che lo collega a
massa tramite D5 (interruttore
con la scritta 30 MHz - 1,3 GHz
posto sulla piccola tastiera, peB
1031D).
In posizione 30 MHz:
SW4 aperto
RLl a riposo
Q l alimentato
al PIe arriva l'uscita di Q l-Q2
il PIe conta direttamente
U l senza alimentazione
In posizione 1,3 GHz:
SW4 chiuso

Fig. 2

RLl attratto
Ul e alimentato
al PIC arriva l'uscita di UI-Q2
tramite 04, il PIC ha il piedino
l a massa e moltiplica per 64
quello che conta
Q l senza alimentazione

Fig, 3

Il resto intuibile, U2 il regolatore di tensione del tipo piccolo (78L05), 03 serve a proteggere iltutto da possibili inversioni di
polarit dell' alimentatore esterno ed eventualmente a rettificare
l'alternata qualora decidiate di
alimentare il tutto con un semplice trasformatorino con secondario a 9 - lO Vac. I gruppi 21 C8,
22 C Il. 23 C 13 servono per disaccoppiare le alimentazioni.
R6 la resistenza da 2 W che
regola la corrente di retro illuminazione del display quando si
utilizza un alimentatore esterno,
in questo caso non pu essere
sostituita con un diodo perch
per la retro illuminazione non
si utilizza il5 V ma direttamente il9 -12V. La potenza dissipata
da questa resistenza dipende
dalla tensione di alimentazione e
per evitare che scaldi troppo sarebbe opportuno utilizzare un
alimentatore esterno da 9 - 10
Vcc. A proposito di alimentatori
esterni. fate molta attenzione a
quelli di piccola potenza, perch
in genere non sono stabilizzati
ed alcuni, a vuoto o con poco carico, erogano tensioni molto pi
alte della nominale.

cicli arrivano al suo ingresso (i


piedini 2 e 3) in un certo intervallo di tempo fisso e preciso, elabora i dati misurati ed il risultato
lo invia al display che provvede a
trasformarlo in numeri e lettere
comprensibili dal genere umano. Come riferimento per l'intervallo di tempo il PIC utilizza l'oscillatore a quarzo da 4 MHz che
sufficientemente stabile (ossia
fisso) per la classe di questo strumento, mentre per renderlo preciso stato inserito il condensatore variabile CVl che poi vedremo come deve essere tarato.
Nei ricevitori che non hanno un
indicatore digitale della frequenza, per conoscere la frequenza di ricezione si usa misurare la frequenza dell'oscillatore
locale e, conoscendo il valore
della IF, si calcola quella di ricezione. Questo frequenzimetro,
come altri, esegue automaticamente questi calcoli. Rl O SW3
(INC della tastiera) e R11 SW2
(IF della tastiera) servono per indicare al PIC l'eventuale valore
di IF e come conteggiarla per risalire alla frequenza ricevuta dal
ricevitore.
R13 04 SW4, come gi detto,
servono per informare il PIC che
stato inserito il prescaler che
divide per 64 e pertanto lui deve
moltiplicare per 64 i valori letti al
suo ingresso.
R12 C 12 sono un circuito di ritardo che serve per resettare il
PIC all'accensione.

circuiti stampati (PCB) inseriti


all'interno di una scatola di plastica della TEKO (modello
10008.9). Sulla destra vedete il
pi piccolo dei due PCB che costituisce la tastiera, mentre il pi
grande, (97 x 58 mm) parzialmente coperto dal display. In figura 3 vedete lo stesso PCB senza il display.
Notate che il PCB fissato sulla
scatola di plastica con solo 3 viti
parker. la quarta sarebbe dovuta
stare sotto al connettore BNC.
Il rettangolino giallo in alto la
presa di alimentazione esterna
p l con accanto l'interruttore di
accensione SW1. Al centro troviamo il PIC, in basso da sinistra
si vede il connettore BNC l da
circuito stampato, il divisore Ul
ed ilrel RLl (blocchetto rosso).
Come potete notare, gli unici
filisono quelli della batteria ed il
pezzetto di cavo nastro a 6 filiper
collegare la tastiera. I due PCB
sono mono faccia e non ci sono
ponticelli.
In figura 4 riportato il disegno
dei PCB in scala l: l .
La vista lato rame. In figura 5
riportato ildisegno della disposizione dei componenti. Per Ll
ho previsto i doppi fori, cos sar
possibile montare sia le induttanze rettangolari Neosid sia quelle
cosi dette a "funghetto". Notate
che R8 ha un reoforo pi lungo
(sotto a 2 l, vedi anche figura 6).

Il PIe 16F628A

Realizzazione pratica

Questo PIC costituisce il frequenzimetro vero e proprio, vale


a dire l'oggetto che conta quanti

In figura 2 vedete l'interno del


frequenzimetro .
Il tutto stato realizzato su due

Displav E' del tipo 2 righe 16


caratteri retro illuminato. Fate
particolare attenzione al display
LCO perch in commercio ne
esistono di vari tipi e dimensioni.

I componenti

13

Fig. 2

RLl attratto
U l e alimentato
al PIC arriva l'uscita di UI-Q2
tramite 04, il PIC ha il piedino
l a massa e moltiplica per 64
quello che conta
Q l senza alimentazione

Fig. 3

Il resto intuibile, U2 il regolatore di tensione del tipo piccolo (78L05), 03 serve a proteggere iltutto da possibili inversioni di
polarit dell' alimentatore esterno ed eventualmente a rettificare
l'alternata qualora decidiate di
alimentare il tutto con un semplice trasformatorino con secondario a 9 - lO Vac. I gruppi Zl C8,
Z2 CII, Z3 Cl3 servono per disaccoppiare le alimentazioni.
R6 la resistenza da 2 W che
regola la corrente di retro illuminazione del display quando si
utilizza un alimentatore esterno,
in questo caso non pu essere
sostituita con un diodo perch
per la retro illuminazione non
si utilizza il5 V ma direttamente il9 -12V. La potenza dissipata
da questa resistenza dipende
dalla tensione di alimentazione e
per evitare che scaldi troppo sarebbe opportuno utilizzare un
alimentatore esterno da 9 - lO
Vcc. A proposito di alimentatori
esterni, fate molta attenzione a
quelli di piccola potenza, perch
in genere non sono stabilizzati
ed alcuni, a vuoto o con poco carico, erogano tensioni molto pi
alte della nominale.

cicli arrivano al suo ingresso (i


piedini 2 e 3) in un certo intervallo di tempo fisso e preciso, elabora i dati misurati ed il risultato
lo invia al display che provvede a
trasformarlo in numeri e lettere
comprensibili dal genere umano. Come riferimento per l'intervallo di tempo il PIC utilizza l'oscillatore a quarzo da 4 MHz che
sufficientemente stabile (ossia
fisso) per la classe di questo strumento, mentre per renderlo preciso stato inserito il condensatore variabile CVl che poi vedremo come deve essere tarato.
Nei ricevitori che non hanno un
indicatore digitale della frequenza, per conoscere la frequenza di ricezione si usa misurare la frequenza dell' oscillatore
locale e, conoscendo il valore
della IF, si calcola quella di ricezione. Questo frequenzimetro,
come altri, esegue automaticamente questi calcoli. RIO SW3
(INC della tastiera) e RIl SW2
(IF della tastiera) servono per indicare al PIC l'eventuale valore
di IF e come conteggiarla per risalire alla frequenza ricevuta dal
ricevitore.
Rl3 04 SW4, come gi detto,
servono per informare il PIC che
stato inserito il prescaler che
divide per 64 e pertanto lui deve
moltiplicare per 64 i valori letti al
suo ingresso.
R12 C 12 sono un circuito di ritardo che serve per resettare il
PIC all'accensione.

circuiti stampati (PCB) inseriti


all'interno di una scatola di plastica della TEKO (modello
10008.9). Sulla destra vedete il
pi piccolo dei due PCB che costituisce la tastiera, mentre il pi
grande, (97 x 58 mm) parzialmente coperto dal display. In figura 3 vedete lo stesso PCB senza il display.
Notate che il PCB fissato sulla
scatola di plastica con solo 3 viti
parker, la quarta sarebbe dovuta
stare sotto al connettore BNC.
Il rettangolino giallo in alto la
presa di alimentazione esterna
p l con accanto l'interruttore di
accensione SWI. Al centro troviamo il PIC, in basso da sinistra
si vede il connettore BNCl da
circuito stampato, il divisore VI
ed ilrel RLl (blocchetto rosso).
Come potete notare, gli unici
filisono quelli della batteria ed il
pezzetto di cavo nastro a 6 filiper
collegare la tastiera. I due peB
sono mono faccia e non ci sono
ponticelli.
In figura 4 riportato ildisegno
dei PCB in scala l: l .
La vista lato rame. In figura 5
riportato il disegno della disposizione dei componenti. Per Ll
ho previsto i doppi fori,cos sar
possibile montare sia le induttanze rettangolari Neosid sia quelle
cosi dette a "funghetto". Notate
che R8 ha un reoforo pi lungo
(sotto a Zl, vedi anche figura 6).

Il PIe 16F628A

Realizzazione pratica

Questo PIC costituisce il frequenzimetro vero e proprio, vale


a dire l'oggetto che conta quanti

In figura 2 vedete l'interno del


frequenzimetro .
Il tutto stato realizzato su due

Displav E' del tipo 2 righe


caratteri retro illuminato. Fale
particolare attenzione al display
LCO perch in commercio ne
esistono di vari tipi e dimensioni,

I componenti
16

96.6MM

--19.7MM-

58.'1MM

Fig. 4

BNC

Fig. 5

aventi il connettore in basso a sinistra, in alto a sinistra e con doppio connettore sia in alto che in
basso. Per il PCB che ho realizzato e che riportato in questo
articolo, serve un display con
connettore in alto a sinistra o
doppio. Sul display si deve saldare un pezzetto di strip maschio 03 dello schema) da 16
pin (figura 6), mentre sul PCB
vanno i 16 pin femmina (P3). Il
display deve essere distanziato
dal PCB tramite dei distanziatori
da 12 mm (tubetto 0 4 o 5 mm) e
fissato al PCB con delle viti da 2
mm lunghe 20 mm e con il dado
14

.~.

saldato (o incollato) sul PCB lato


rame.
Connettore BNC l Tipo da circuito stampato ad angolo. Ne
esistono con il corpo tutto in metallo oppure con il corpo di plastica e !'innesto di metallo. Pensando ad 1.3 GHz ho preferito
quello tutto metallico, costa un
po' di pi, ma spero che sia meglio.
Rel 12 Vcc. E' l'unico componente non facilmente reperibile.
Lo vende RS con il codice TQ212V. Si trovano anche alle fiere,
a quella di Pescara erano venduti da due espositori.

Pulsanti SW2 SW3 sono quelli con altezza totale (corpo + piolo) 7 mm.

Deviatore SW4 Le dimensioni


sono Il,5 x 5,6 x 8,8 mm piedini
daCS.
LED Ho usato uno di quelli che
lampeggiano per conto loro, ovviamente va bene anche uno di
quelli fissi (consuma di pi !!)
SWl, Deve essere del tipo angolato a 90
Quarzo 4 MHzdel tipo ribassato

La tastiera deve essere sollevata dal PCB di 12 mm. Per questa


ho utilizzato due distanziatori di

Fig. 6

quelli esagonali con filettatura


da 3 mm del tipo MF con il maschio inserito nel PCB.
Per ilresto dei componenti nulla di particolare salvo che, i due
condensatori elettrolitici trovandosi sotto al display devono essere del tipo basso.
In figura 6 vedete il PCB senza
il display e senza la tastiera.
Quello in alto nella foto il retro
del display con ilpezzetto di strip
maschio a 16 piedini. I distanziatori cilindrici del display, per farli
reggere, li ho incollati sul PCB
con quella colla a caldo che si
applica con una pistola riscaldante. Con la stessa colla ho incollato anche i fili della batteria
per evitare che si strappassero.
La foto di una versione precedente, nell'ultima versione il con-

densatore C8 spostato accanto


aCll traZl eZ2.
La scatola

E' composta di due semigusci


identici. Soltanto sul guscio superiore, con una tronchesina tagliate i quattro pioli di plastica.
Su un foglio di carta autoadesiva per stampanti, stampate una
copia della mascherina di fig. 7
(scala l: l) ed incollatela sul guscio superiore. Servir come
dima di foratura. Poich esistono
in commercio molti tipi di display
con misure diverse, verificate
che quello in vostro possesso
corrisponda alla finestra disegnata sulla mascherina, altrimenti con una matita disegnate-

Fig. 7

IF

ci sopra le nuove dimensioni.


Realizzate la finestra per il display (deve essere l mm pi larga e pi lunga del display) e
quella per i tasti, il LED e l'interruttore SW4 (figura 8).
Staccate la mascherina che
avevate incollato, realizzate tutti
gli altri tagli per i connettori e gli
interruttori che sono su i fianchi
dei due semigusci e sgrassate il
tutto con r alcool.
Su un foglio di carta normale
stampate una nuova mascherina, in cartoleria fatela plastificare in modo che rimanga un po'
rigida, con un taglierino ed una
riga metallica, rifilate i bordi. fate
il buco per il LED e quello per il
cursore del commutatore SW4,
infine ritagliate la finestra del display questa volta precisa alle
misure del vostro display.
Procuratevi del nastro bi adesivo largo 50 mm (quello per incollare le moquettes), incollatene
un pezzo sul semiguscio superiore, con il taglierino rifilatelo nei
bordi ed intorno alle finestre del
display e della tastiera.
Montate tutto il frequenzimetro
come in figura 2, chiudetelo con
il semiguscio superiore, prendete la mascherina plastificata e
con un po' di attenzione infilatela
intorno al display e quindi incollatela sul coperchio.
Taratura

Dopo aver montato tutti i componenti, ed aver controllato che


non vi siano ponticelli di stagno
tra le piste e le piazzole, inserite
la batteria, ponete SW4 in posizione 30 MHz ed accendete, si
accender il LED ed appariranno le scritte F= 000.00 kHz sulla
prima riga, not if sulla seconda.
Portate SW4 in posizione 1.3
GHz, sulla prima riga del display
compariranno dei numeri casuali, niente paura, rU664 che ad
alcune frequenze talmente
sensibile che tenta di contare il
rumore (vedi la curva di sensibilit sul data sheet dell'integrato
SDA 2101, versione Siemens
dell'U664).
Riportate SW4 in posizione 30
MHz, aspettate due, tre, minuti
15

accensione o dopo il cambio


della batteria.
SW

Per chi ha una certa dimestichezza con i PIC non sar difficile scrivere un programma per un
frequenzimetro che realizzi le
funzioni descritte in questo articolo, in questo caso una buona
note
guida 1'application
AN592 della Microchip (www.
microchip.com).
Conclusioni
requenzimetro si stabilizzi
peratura ed applicate su
un segnale di 30 MHz,
1. livello di -lO dBrn. Va
:inche un diverso valore
ruenza, ma importante
lnosciate con precisione
valore.
un giravite di plastica reCVl sino a leggere sul dia frequenza del segnale
ete applicato 10Hz. Nel
i 30 MHz dovete regolare
er leggere un valore comIa 29'999.99 e 30'000.01.
dura finita.

lmmazione della IF

) aver acceso il frequenzipigiate iltasto IF.Apparir


ta Set if frequency, rilal tasto e sulla seconda riga
rir IF= 000'000'000 con
o O sottolineato (cursore).
mdo di nuovo e rilasciansto IF il cursore si sposter
lestra di una cifra alla voleversa se lo manterrete
si sposter con continuit.
niamo di voler impostare
i 10.7 MHz, portate il curIttoil secondo O, pigiate e
de il tasto INC e vedrete
O diventer l, aumentanogni volta che premerete
::>poil9 ritorner a Oe cos
ne riportate lo ad l e con il
, passate sul terzo O e poi
:irto, premete INC sino a
liventare 7. Ora avremo
lazione di questo genere:
I frequency
1212006

IF= 010'700'000

Pigiate ancora lF sino a portare


il cursore sotto ilpenultimo O(decine di Hz), l'ulteriore pressione
del tasto IF provocher l'uscita
da questa maschera e !'ingresso
in quella per scegliere come
conteggiare l'IF. Pigiate INC e
scegliete quella delle tre opzioni
che corrisponde alle vostre esigenze: VFO - IF, IF - VFO e
VFO

+ IF.

A questo punto la programmazione della IF terminata e spingendo ancora una volta IF si ritorna alla funzione di conteggio
della frequenza.
Ora il valore indicato sulla prima riga del display sar il risultato matematico dell' operazione
scelta, nel caso di risultato negativo indicher O mentre, se abbiamo scelto VFO + IF, senza
segnale in ingresso sar visualizzato il valore della IF impostata.
Sulla seconda riga avremo la
scritta che ci ricorda quale tipo
di conteggio della IF abbiamo
programmato. Se il valore della
IF programmata zero (tutti O)la
scritta sar not if e sulla prima
riga avremo ilreale valore del segnale in ingresso.
Per togliere la programmazione della IF, come avrete intuito,
sufficiente che ripetiate tutte le
operazioni della programmazione, impostando la frequenza di
IF con tutti zeri.
La programmazione della IF
rimane memorizzata anche
con il frequenzimetro spento e
senza batteria, pertanto non
necessario reimpostarla ad ogni

Credo che la realizzazione di


questo frequenzimetro sia molto
facile ed alla portata di tutti coloro che sono in grado di fare buone saldature su un circuito stampato, per contro, compatibilmente con la stabilit del quarzo
utilizzato, le prestazioni dello
strumento sono notevoli, sia per
le dimensioni ridotte che per la
precisione delle misure. Nella
pratica basta saldare i componenti sul PCB collegare la tastiera con ilcavo nastro (o con 6 pezzi di filo) ed il tutto funziona.
Per coloro che avessero difficolt con PIe. assemblee programmatori ecc. a chi lo richieder invier il PIC gi programmato al costo di 12,00 pi le
eventuali spese di spedizione.
Infine i circuiti stampati; anche
in questo caso posso inviare i
due pezzi mono faccia, forati,
stagnati, con serigrafia e solder
resist. fatti fare da una ditta, ad
un costo di 13,00 pi le eventuali spese di spedizione.
ptanIl mio indirizzo
cio@tin.it. nei limiti del tempo di
cui dispongo, resto disponibile
per rispondere a richieste di
chiarimenti ed informazioni.
Sperando di non avervi annoiato e che qualcuno sia arrivato a leggermi sino alla fine, 73 a
tutti da IKOOTGPietro.

u~

z,

un pOl
riale. l
del ge
giacev
Duran1

mi san<

to era (
to pi c
rebbe
lizzanc
Non
scriver
so alla
parte i
ho trov
teressa
colare,
piuttos

va un

f1

la rege
toriale
mente

E' COi

di e-mi

lit di J

IIVTOCOSTRVZIONE

Logicil per ripetitore Il

mlcrocontrollore
di IIrrio IIntonelli

Un

avuto la necessit di realizpaio


anni fapercirca,
ho
zare
un dicircuito
gestire
un ponte ripetitore radioamatoriale. Avevo gi costruito circuiti
del genere ed uno incompleto
giaceva l nel famoso cassetto.
Durante il suo completamento,
mi sono reso conto che il progetto era obsoleto e comunque molto pi complesso di come lo si sarebbe potuto realizzare oggi utilizzando un microcontrollore.
Non essendo io in grado di
scrivere il software mi sono messo alla ricerca, ed in internet a
parte i vari prodotti commerciali,
ho trovato un paio di progetti interessanti. Uno di questi in particolare, quello di John VK5DJera
piuttosto completo, ma prevedeva un funzionamento dettato dalla regolamentazione radio amatoriale australiana, evidentemente diversa dalle nostre .
E' cos nato un intenso scambio
di e-mail e grazie alla disponibilit di John ed una fruttuosa col-

laborazione si arrivati a
risultati eccellenti.
Lo sviluppo stato focalizzato sulla flessibilit
della logica nel prevedere molti tipi di funzionamento programmabili e
nella possibilit di gesti\1 re oltre al ripetitore un
secondo ricetrasmettitore come link di collegamento ad un altro ponte
o come porta di accesso
simplex. Questa porta di accesso
pu inoltre essere sempre abilitata, oppure esserlo solamente in
caso di tono sub-audio.
In definitiva in questa scheda

IW6BFE

di circa 8 x lO cm troviamo:
- Gestione completa dell' RX e
TX del ripetitore.
- Gestione di una seconda porta
Link o Gateway.
- Multiplexer Audio.
- Beep di cortesia.
- Identificazione CW.
- Decoder CTCSS.
- Decoder DTMF e tutte le funzioni programmabili da remoto.

Nello schema a blocchi (fig.l )


sono visibili i vari gruppi che
compongono il circuito.
La gestione dei segnali audio e
di tutti gli ingressi ed uscite come
Fig. l

SQUELCH

RPT

TX RPT
TX L1NK

RX RPT

RX L1NK

17

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2K2

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2

MUTERPr

MUTLSIMPLEX

4
5
6
7
8
9
lO
11
12

RPTAUDIO

s.tMPUXAUDIO
DlSCR1MINA
TOR
SIMP1..EXMlC
llPTMIC
RPIPIT
SIMPI.EX PIT
EXTCTCSS

021

ru.

REPEATER CONTROLLER
DESIGNED BYVK5DJ

'"l

~.
N

SQUELCH, PTT, Bus dati DTMF,


tono valido ecc affidata ovviamente al microcontrollore, dopo
(dove necessario), opportuno interfacciamento per i livelli di segnale (O-l).
Una uscita utilizzata come
generatore di nota (livello TTL),
per i toni di cortesia e l'identificativo in CW.
Un CD4066 (lC2) utilizzato
come switch analogico audio: infatti qui convergono tutti i segnali
analogici in ingresso ed uscita
dal ripetitore e dall' eventuale secondo ricetrasmettitore. Dallo
stesso vengono prelevati il segnale necessario per il decoder
DTMF, un MC145436 (lC5), e
per il decoder CTCSS, un NE567
(lC3). In questo secondo caso
dovendo decodificare toni al di
sotto dei 300Hz e non essendo
l'NE567 un chip dedicato a questo scopo, per rendere pi stabile la decodifica l'audio viene
preventivamente filtrato con un
passa-basso ad alto Q, costruito
attorno all'operazionale CA3140
(IC6).
Analizzando lo schema (fig.2),
si pu vedere nel dettaglio le
parti velocemente descritte, con
tutti componenti necessari per il
loro funzionamento.
Il circuito va alimentato a 12V
ed il solito 7805 (lC4) provvede a
convertire la tensione per alimentare gli integrati a 5V.
In origine veniva utilizzato
come cuore del sistema un PIC
tipo 16F84 (lC l). Dopo le ultime
modifiche software si reso necessario passare ad un microcontrollore con pi memoria, del
tipo 16F628, senza nessuna variazione circuitale,
essendo
compatibili pin to pino Nella
Home page di VK5DJ,sono scaricabili entrambe le versioni software, anche se ovviamente per
la pi obsoleta sono finiti gli sviluppi.
E' visibile come a tutti gli input
del microcontrollore, provenienti dal mondo esterno al circuito,
come lo Squelch del ripetitore,
dellink ed il CTCSS esterno, vi
siano collegati degli zener da 5V
in parallelo, questo per evitare di
danneggiare il PIC e stabilizzare
gli ingressi a tale valore di tensio-

ne, in caso eccedesse quella di


alimentazione dell'integrato, 5V
appunto.
Nel PIC non viene utilizzato l'oscillatore interno, ma si preleva
parte di segnale di quello del decoder DTMF con il solito quarzo
da 3.57 MHz.
Passando al 16F628 si reso
disponibile un ulteriore input: infatti il secondo pin del suo oscillatore interno (non utilizzato), a
differenza del 16F84 pu essere
convertito ad input. ed stato impiegato per il segnale proveniente dal decoder DTMFdi tono
valido. Quando viene riconosciuto all'ingresso audio un tono
DTMF questo input passa da O
ad l, rendendo cos pi stabile e
sicura la decodifica dei toni. Dal
punto di vista circuitale questo
comporta un semplice ponte tra
il pin 15 di ICI ed il pin 12 diIC5
prima inutilizzati, senza dover tagliare piste od altre modifiche
(fig.3).
Passiamo adesso alla descrizione dei vari LED di servizio,
trimmer. connettori e ponticelli
presenti nella scheda:
LED
LI Trasmissione Ripetitore.
L2 Trasmissione Link.
L3 Decodifica Tono DTMF.
L4 Decodifica Tono CTCSS.
L5 Alimentazione + 12V.
Se si interfacciano i segnali di
PTT direttamente ai ricetrasmettitori, a mio avviso meglio non
montare i LED Ll ed L2, altrimenti i 12Vprovenienti d i diodi
quando i transistor non sono in
conduzione, vengono iniettati
nel PTT dell'RTX. Utilizzando inFigura 3

vece degli ulteriori transistor di


disacoppiamento,
nella programmazione del PIC si pu invertire il funzionamento dell'uscita del PTT (attivo alto oppure
attivo basso).
TRIMMER
RVI LivelloAudio Rx Link.
RV2 LivelloAudio Rx
Ripetitore.
RV3 LivelloAudio per
Decoder CTCSS.
RV4 LivelloAudio per
Decoder DTMF.
RV5 Livello Beep e
Identificazione CW.
RV6 Frequenza Tono CTCSS
(decodifica) .
JP5 il connettore principale e
sono presenti l'alimentazione pi
tutti i segnali di interfacciamento
con il ripetitore e l'RTX, nei vari
pin troviamo:
I Ingresso + 12V.
2 GND.
3 Ingresso SQUELCH
Ripetitore.
4 Ingresso SQUELCH Link.
5 Ingresso Audio Ripetitore
(dal ricevitore).
6 Ingresso Audio Link
(dal ricevitore).
7 Ingresso Audio da un
discriminatore per la
decodifica CTCSS.
8 Uscita Audio Link
(al trasmettitore).
9 Uscita Audio Ripetitore
(al trasmettitore).
IO Uscita PTT Ripetitore.
I I Uscita PTT Link.
12 Ingresso da un decoder
esterno CTCSS.
Una nota particolare va citata
per i pin 7 e 12.
IlPin 7 un ingresso audio che
va direttamente
al decoder
CTCSS, e pu risultare utile
quando gli altri segnali audio
trattati, non sono prelevati direttamente dal discriminatore dei
ricevitori, ma sono delle normali
uscite BF. In questo caso sarebbero filtrate e quindi le frequenze inferiori ai 300Hz notevolmente attenuate, rendendo cos necessario prelevare un ulteriore
segnale dal discriminatore del ricevitore e portarlo al decoder
19

Tasto
da O a 67

locazione

0001
0100
0101
0010
0011
0111
1101
1110
4
9
A
2
1
O
B
1010
1100
O
E
F
0110
1000
1111
0000
1001
C
8
5
3
6
7
1011
Valore
Esadecimale
Binario
Valore
da 89
.73
75
74
72
69
71
70
78
77
86
81
84
80aaa127
88
83
68
da
79
85

Tabella l

Tabella 2

CTCSS per la decodifica dei toni


sub-audio.
Il Pin 12 invece un bypass
dell'intero circuito di decodifica
dei tono sub-audio e corrisponde ad un input del PIe. Se i nostri
ricevitori dispongono gi di un
decoder CTCSS e si decide di
utilizzare questi. utilizzeremo
questo pin per comunicare al microcontrollore la decodifica. In
questo caso non stiamo ovviamente parlando di un segnale
audio, ma logico (O-l).

IP3 ilIumper per la selezione


del decoder CTCSS:

IP l un connettore di servizio
per i segnali di Bus del dato
DTMF, tono valido ed il clock a
3.57 MHz, nei vari pin troviamo:
l
2
3
4
5
6

38
37

di Memoria
Time-Qut
dell'identificativo
per
ilsquelch
trasmettitore
inCW
Caratteri
dell'identificativo
CW
ed
il riposo)
messaggio
cortesia
Tempo
Lunghezza
Lungheua
Ritardo
Caratteri
per
ritardo
funzionamento
del
del
della
della
l'apertura
Mute
punto
coda
del
Password
per
messaggio
del
toni
dello
dei
Ripetitore
OTMF
squelch
OTMF
toni
in
Sub-Audio
per
il comando
remoto
Messaggio
Tabella
uscite
caratteri
di
di
Time-Qut
conferma
PTT
in
CW
(Alto/Basso
per
in
per
messaggi
comandi
aCW
remoti
(Non
toccare)
indiCW
Settaggio
Stop
di di
sicurezza
ingressi
per
dello
Identificativo
(Alto/Basso
(Valore
FF)
aUtilizzo
riposo)
porta
ausiliaria
Link
oCW
Gateway

DOBit tono DTMF (LSB).


D l Bit tono DTMF.
02 Bit tono DTMF..
03 Bit tono DTMF (MSB).
Tono DTMFvalido.
Clock 3.57 MHz.

I quattro bit che identificano il


tono DTMF,sono univoci e visibili
in tabella l.
IP6 un connettore dove sono
duplicati i Pin 8 e 9 di IP5, cio le
uscite audio per il trasmettitore
del Ripetitore e del Link.
IP2 ilIumper per la selezione
audio del decoder DTMF:
Pin 1-2 Toni DTMF dal
ricevitore del Ripetitore.
Pin 3-4 Toni DTMF dal
ricevitore del Link.
20

Pin 1-2 Si abilita il decoder


integrato nella scheda.
Pin 3-4 Si abilita l'ingresso per
l'utilizzo di un
decoder esterno.
IP4 il Iumper per la selezione
audio del decoder CTCSS:
Pin 1-2 Toni Sub-Audio dal
ricevitore del Ripetitore.
Pin 3-4 Toni Sub-Audio dal
ricevitore del Link.
Pin 5-6 Toni Sub-Audio dal
Pin 7 di IP5.
Tutti i parametri ed i settaggi di
funzionamento della scheda,
sono allocati nella EEPROM interna al microcontrollore e possono essere inseriti in fase di programmazione dello stesso, oppure in un secondo momento
tramite comandi DTMF. In queTabella 3
EsadecimaleEsadecimale
4A
53
44
54
41
56
43
4B
55
W
N
M
X
Y
O
O
T
1
B
Z
5A
4F
59
52
4FICarattere
E
39
J9/8R
42
4C
40
4E
58
57
A
3
K
U
L
2
V
C
S
47
48
46
50
45
51
G
Q
H
5
P
6
7
49

sto secondo caso la procedura


richiede molto pi tempo. E' consigliabile quindi programmare
la EEPROM in base alle proprie
esigenze, poi se necessario aggiustarne i valori tramite comandi remoti.
In tabella 2, vengono riportate
le ripartizioni dell' area di memoria EEPROM del PIC ed il loro
utilizzo, che andremo a descrivere brevemente.
Da Oa 67 (O- 43 Hex), riservata all'indicativo ed al messaggio in CW. Esiste infatti la possibilit di inserire due diversi contenuti,
il primo chiamato
CALLSIGN, il secondo MESSAGE con tempi di ritardo distinti. Il
callsign l'identificazione classica di cui in seguito parleremo,
mentre il message, un messaggio appunto che viene trasmesso
solamente dopo un tempo di
inattivit del ponte pari al ritardo
programmato. E' da notare che

Valore

LinkNo
Link
CTCSS
NoCTCSS
CTCSS
Ripetitore
No
No
CTCSS
CTCSS
CTCSS
CTCSS
TXlink
TX
Segnale
ricevuto
darioetitore

Valore

Tono DTMF
su link
SI
SI
SI
NO
SI BEEP
NO
SINO
NO
NO
Tono
DTMF su rioetitore

01
02
03
04
07
05
06
00

Tabella 5
Tabella 6
Valore

00
Q1
02
03

Tabella 4

sempre dopo un messagge. viene trasmesso anche un callsign.


Questo tipo di funzione non ha
molto utilizzo nelle nostre applicazioni. ma in altri stati ha la funzione di poter mettere dei messaggi per tutti i soci del club ecc.
In tabella 3. troviamo la conversione tra i caratteri disponibili
per ilcallsign e message ed ilsuo
valore esadecimale da scrivere
nella memoria del PIe. Per separare il callsign dal messaggio e
per definirne la fine si utilizza un
FF. quindi la struttura dovr essere come segue CALLSIGN + FF
+ MESSAGE + FF, se la funzione
di messaggio non verr utilizzata
baster CALLSIGN + FF.
68 (44 Hex): qui troviamo un
valore FF, questo dato non va sostituito e serve come stop di sicurezza per il nominativo. Infatti se
si sbaglia a programmare il callsign. oppure si occupano tutte le
locazioni omettendo il dato FF di
fine, questa locazione ferma la
lettura dell'indicativo.
69 (45 Hex): in questa area di
memoria c' un dato molto interessante con il quale possiamo
impostare il funzionamento del
tono CTCSS. In tabella 4 vediamo la corrispondenza tra valore
e funzione. Nella terza e quarta
colonna CTCSS significa che
necessario il tono sub-audio per
abilitare il trasmettitore
No
CTCSS che non lo . A mio avviso i valori che assumono un significato valido sono 00, 03 e 05.

Con 00 il tono sub-audio completamente disabilitato per il ripetitore e per il link. con 03
sempre abilitato, mentre con 05
se non si utilizza il tono sub-audio il ripetitore funziona da solo
ed illink inibito. utilizzando invece iltono in una delle due porte. illink viene abilitato in ricezione ed in trasmissione.
70 (46 Hex): determina !'inibizione dell' audio in trasmissione
quando viene inviato un tono
DTMF. In tabella 5 sono visibili
tutte le possibilit in funzione del
valore. Il tono DTMF pu essere
traslato sul trasmettitore del ripetitore, dellink o in nessuno dei
due (valore O),questo per evitare
che possano essere decodificati i
comandi remoti. La colonna
BEEP. sta ad indicare se il beep
di fine trasmissione abilitato o
meno. Lasciandolo abilitato viene emesso un beep di fine trasmissione in entrambe le porte
TX, che sar acuto o grave a seconda se si impegna il ripetitore
oppure illink. funzione molto utile per capire su quale porta stanno parlando i diversi utenti del sistema. Questa funzione attiva
ovviamente solo se abilitata la
porta link o gateway.
71 (47 Hex). il settaggio per
la lunghezza della coda del ripetitore; i valori accettati sono da
00 a 4B (Hex), ed ogni unit corrisponde a 100 ms. Questo significa che impostando 00. la coda
sar disabilitata, mentre OAcor-

risponde ad l secondo ecc ...


Importante considerare che
la coda attiva con la stessa lunghezza, sia sul ripetitore che sulla seconda porta se settata come
gateway. mentre abilitandola
come link la coda sar presente
solo sul ripetitore.
72 (48 Hex), il ritardo per remissione del messaggio in CW
(message); ogni unit corrisponde ad un minuto. sono validi valori compresi tra 00 e 4B. Inserendo un valore pari a 00 la funzione del messaggio
viene
automaticamente disabilitata, Ol
corrisponde ad l minuto, 4B a
75.

73 (49 Hex). corrisponde al ritardo per la apertura dello


squelch quando viene ricevuto
un segnale valido. Con questo
parametro si pu ritardare la
apertura del ripetitore, utile in
caso di rumori atmosferici, i valori accettati sono da Oad FF.considerando che ogni unit corrisponde ad l ms. di default vale O.
74 (4A Hex). corrisponde alla
lunghezza del punto in CW per
tutti i messaggi, di conseguenza
la velocit. Ogni unit corrisponde a circa lO ms il massimo valore permesso 19 (Hex). 04 corrisponde a circa 25 wpm.
Da 75 a 77 (4B - 4D Hex) trovano posto i tre valori che corrispondono alla password per i comandi remoti DTMF,per valori di
conversione in esadecimale riferirsi alla Tabella l.
rRk~1212()06

I 21

Valore
QQ

01
02
03

Tabella 7

78 (4E Hex), il settaggio per


definire il verso dei livelli in ingresso dello squelch; in tabella 6
riportata la tavola della verit.
79 (4F Hex), il ritardo per remissione dell' identificativo in
CW (callsign). Ogni unit corrisponde ad un minuto, sono validi
valori compresi tra Ol e 4B, Ol
corrisponde ad l minuto, 4B a
75.

80 (50 Hex), va impostata per il


tempo di time out desiderato. I
valori e le regole sono le stesse
della locazione 79, cio ogni
unit vale l minuto, 00 disabilita
la funzione. Ogni volta che il ripetitore, oppure il link/ gateway
vengono impegnati il conteggio
per il time out parte ed avanza
per tutto iltempo in cui la portante rimane attiva senza interruzione. Quando il conteggio rag-

Valore

giunge iltempo di time out impostato, viene inviato un messaggio


in CW (default TO) ed i trasmettitori messi in stand by. Per ripristinarli sar necessario che la portante negli ingressi cada, a questo punto il timer si resetta e tutto
riprende q. funzionare come normale.
Da 81 a 83 (51 - 53 Hex) sono
relative al messaggio in CW che
viene trasmesso prima che il ripetitore vada in stand by in caso
di raggiungimento del tempo di
time out. ilmessaggio di default
TO. Per la codifica dei caratteri
sono validi quelli di tabella 3.
84 (54 Hex), il settaggio che
definisce la logica dei livelli in
uscita per i PTT; in tabella 7 riportata la tavola della verit.
85 (55 Hex), definisce la seconda porta di accesso come
Link o Gateway, ed il tipo di funzionamento per l'identificativo in
CW, che pu essere Standard,
Delayed o Europea. Con settaggio Standard, l'identificativo viene trasmesso se alla scadenza
del suo tempo di ritardo, il ripetitore stato impegnato almeno
una volta, questo significa che

Gatewav
Seconda
Link
impostato,
Dorta
seOelayed,
il del
ripetitore
rimane
inattivo
nondopo
viene
piportante
trasmessa.
so
ogniTipo
delscadenza
ripetitore
di
almeno
timer
impostato.
3CW
e dopo
15
secondi
di inattivit.
di identificazione
Standard,
L'IO
CWtrasmessa
viene
trasmesso
allo
scadere
delad
timer
Identificazione
L'IO
viene
una
all'ingresEuropea,
L'IO
ininsecondi
CW
viene
trasmessa
indistintamente

Tabella 8
Tabella 9
Modifica
in
CW
Resetta
i la
comandi
1,
2della
3dei
ad
i ill'identificativo
valori
died
Oefault
Cancellazione
Inibizione
del
trasmettitore
del porta
timer
di
Time-Qut
secondario
(lo
(Iink,lgateway)
setta
O)
Comando DTMF
principale
(ripetitore)
Setta
la Funzione
seconda
velocit
del
CW
(link,lgateway)
il tipo
di
CW
IO
Imposta
Settaggio
funzionamento
lunghezza
mute
per
ie
toni
coda
OTMF
toni
del
Sub-Audio
ripetitore
eCW
gateway
Ritardo
Modifica
per
del
l'apertura
messaggio
dello
in
CW
squelch
tempo
di
Time-Qut
ildell'identificativo
ritardo
per
messaggio
inain

22

80
74
71
70
Locazione
da
69
73
72
79
O
80O
85a 67

durante l'inattivit del ripetitore


l'ID non verr mai trasmesso.
Con settaggio Delayed, l'identificazione viene trasmessa solamente se il ripetitore inattivo da
almeno 15 secondi. ed impegnato da una portante per 3 o
pi secondi. Infine con il settaggio Europea, che stato integrato per le nostre esigenze, 1'dentificativo viene trasmesso indistintamente ogni volta che scade il
suo tempo di ritardo. Il valore da
assegnare alla locazione di memoria va ricavato effettuando la
somma algebrica delle seguenti
regole, Link=O. Gateway= l,
Delayed=2. Europea=4. In tabella 8 vengono riportate tutte le
possibilit.
Le locazioni da 86 a 88 (56 - 58
Hex) sono relative al messaggio
in CW che viene trasmesso
quando un comando remoto
DTMFva a buon fine, il messaggio di default OK. Questa funzione utile per capire se il comando inviato corretto ed stato ricevuto. per la codifica dei
caratteri sono validi quelli di Tabella 3.
La restante area di memoria,
da 89 a 127 (59 - 7F Hex), occupata dal software per la conversione dei caratteri da esadecimale a CW di Tabella 3 e non
va assolutamente variata.
Viste tutte le locazioni di memoria interna al microcontrollore
ed il loro utilizzo, ne dovremo tenere conto durante la programmazione del PIC per adattare il
circuito alle nostre esigenze. Basteranno due o tre programmazioni per prendere dimestichezza con tutte le possibilit e capire
il loro significato.
Per la programmazione, pu
essere utilizzato un qualsiasi programma di quelli che si trovano
in internet. Prima di programmare il microcontrollore accertarsi
dei seguenti parametri.
Power up timer ON
Watchdog timer OFF
MCLR ON (non critico)
Oscillatore EXT(fondamentale)
La quasi totalit delle impostazioni che abbiamo visto. od almeno le pi importanti possono
essere effettuate anche da remoto tramite comandi DTMF.

26.

- 15 1---2
INt-lL
r!L
~
1.1.
Q4
Q1
Std
Q2
TOE
Vref .!
t--- r1LI--<~
OSC2
INH
4
xQ3
10k
OSC1
VSS
L...-..1.
PWDN

St/FT ~

-- I

100k

330k
1

---'---2.IN+
GS
I~

MT8870

Vdd
ESt ~

Figura 4

In tabella 9. vengono riportati i


comandi possibili. nella prima
colonna troviamo il comando
DTMF, nella seconda la funzione, e nella terza la locazione di
memoria interessata (che viene
modificata). Tramite i comandi si
va infatti a scrivere nella memoria del PIe. rendendo le modifiche permanenti.
La sintassi per i comandi DTMF
Figura 5

* + PASSWORD + COMANDO + DATI.dove r asterisco stabilisce !'inizio di un comando remoto. la password di sicurezza
quella stabilita in fase di programmazione del PIC (locazioni
75. 76, 77), il comando uno di
quelli di Tabella 9 e i dati sono
quelli relativi al comando, dove
necessari.
Per fare un esempio. avendo

impostato la password come


123, e vogliamo inibire il trasmettitore del ripetitore, che
equivale a spegnerlo, il comando sar:
* + PASSWORD + COMANDO, cio * + 123 + l
dovremo quindi premere in sequenza i tasti DTMF * 1231.
Se invece vogliamo variare il
tempo della coda del ripetitore,
e portarlo a 3 secondi il comando sar:
* + PASSWORD + COMANDO + DATO.cio * + 123 + B +
lE

dovremo quindi premere in sequenza i tasti DTMF* 123B 1*, infatti per il tempo di coda riferito
alla locazione di memoria 71.
come da Tabella 9. ed analizzando le impostazioni gi descritte per questa, ogni unit corrisponde a O. l secondi. di conseguenza 3 secondi hanno un
valore decimale pari a 30, quindi
l E in esadecimale. riferendosi
alla Tabella L il carattere E in
DTMF *.
Volendo cambiare !'identificativo in CW in IR6UAV. ilcomando
sar:
+ PASSWORD + COMANDO +
DATI.cio * + 123 + 6 + 49 52
365541 56 FF
23

dovremo quindi premere in sequenza i tasti DTMF * 123649


5236554156##, per la conversione dei caratteri in DTMF ci si
riferisce a Tabella 2, mentre l'FF
finale serve per determinare la
fine dell' identificativo.
Possiamo quindi dire che il
DATO o i DATIvanno inseriti per
quelle funzioni che vanno a scrivere dei valori. i dati appunto, direttamente nelle locazioni di memoria del PICo
Al rilascio della portante dopo
un comando DTMF andato a
buon fine, verr trasmesso un
messaggio di conferma che di
default OK (locazioni 86, 87,
88).

Una nota particolare va citata


per i comandi 9 e *: con 9 si cambia il settaggio della seconda
porta da Link a Gateway e viceversa ed il tipo di identificazione
(locazione 85), e per rendere la
modifica attiva va spenta la scheda e riaccesa. Con il comando *
si resettano le funzioni 1,2 e 3 ai
valori di default che significa, ripetitore e seconda porta accesi.
tono CTCSS non necessario e timer di time-out attivo.
L'integrato usato come decoder DTMF, un MC145436 (IC5).
Oramai fuori produzione, e comunque di difficile reperibilit in
Europa, pu essere sostituito con
il pi comune MT8870. La compatibilit non pin to pin, e sono
necessari pochi componenti per
l'adattamento (fig. 4). lo ho realizzato una piccola basetta aggiuntiva che va ad inserirsi direttamente nello zoccolo originario
di IC5 nella scheda (fig. 5),
eventualmente alcuni dei segnali necessari per il circuito esterno, sono disponibili nel connettore IPI.
La decodifica del tono CTCSS,
eseguita con un NE567 (IC3).
Personalmente ero scettico sul
suo funzionamento, devo invece
dire che si comporta bene ed
stabile. Con i valori da circuito

elettrico, i toni decodificabili


legato al quarzo che ho utilizzato
sono 118.8 e 123Hz, sono tutta- o meno.
via modificabili variando ilvalore
Spero di essere stato chiaro
di C7 ed R8 (si rimanda per quenella mia descrizione, in ogni
sto al datasheet dell'NE567). Per caso tutta la documentazione rela taratura in frequenza, si agisce
lativa al progetto disponibile
sul trimmer RV6, mentre RV3 re- sul mio sito e su quello di Iohn
gola il livello audio. Per una mi- VK5DI.Il file in questione autoglior regolazione, io ho utilizzato estraente, ed al suo interno ci
un oscilloscopio, infatti analiz- sono i manuali, lo schema, e tutti i
zando l'uscita (pin8), si vede
files necessari per la realizzaziocome la stabilit della decodifica
ne della scheda.
relativa all'ottimizzazione del liPreciso inoltre che la descriziovello audio in entrata (RV3).Si ri- ne sino a qui riportata valida
corda inoltre che per utilizzare per l'ultima versione software al
questa parte del circuito ne- momento della stesura di questo
cessario prelevare l'uscita audio articolo, cio la V508ctrl. In caso
dei ricevitori direttamente dal di- di nuove versioni. tra i documenti
troverete un file di testo che riscriminatore, o comunque prima
di tutti i filtridi BF.Chi invece non porta le modifiche o le nuove imvuole utilizzare
il decoder
plementazioni.
CTCSS omettendo IC3, deve
Sul mio sito internet presente
fare un ponte al posto del LEDL4 lo schema di un circuito per ine montare ugualmente la resi- terfacciare questa logica ad ogni
rendendola
stenza R4, infatti la logica di de- ricetrasmettitore,
codifica inversa, cio l nessun
cos veramente flessibile ad ogni
tono presente, O decodifica av- applicazione. Con questa intervenuta, questo deve essere tenufaccia, sar possibile adattare i
to in considerazione anche da toni ed i livelli audio in entrata ed
chi volesse utilizzare un decoder
in uscita ad ogni esigenza, ed
esterno.
utilizzare il decoder CTCSS intePassando dal 16F84 al 16F628, grato nella logica sia per la porta
ho riscontrato un problema che del ripetitore che per la seconda.
Avendo fatto realizzare dei cirmi ha fatto letteralmente impazzire: la scheda funzionava solo cuiti stampati per questa logica,
quando ci lavoravo sopra, poi ne ho ancora alcuni a disposiziosmetteva improvvisamente. Ho ne di chi volesse cimentarsi nella
controllato tutte le saldature, i sua costruzione.
contatti degli zoccoli, ecc .. poi
tornato indietro al16F84, tutto ha Bibliografia
ripreso a funzionare perfettamente. Dopo una pi attenta
http://vk5dj .mountgambieLorg/ Amaanalisi. ho notato che il segnale a teur radio.html
http) /www.arciapleteam.com/iw6bfe/
3.57MHz proveniente dal decoder DTMF, era di soli 1.2Vpp, al
di sotto cio delle specifiche del
16F628. Per risolvere il problema ho tagliato la resistenza serie
del quarzo da lMQ R17, ed aumentato 1'accoppiamento
del
prelievo di clock inserendo un
condensatore ceramico da lOnF
in parallelo a C6, tutto ha poi
funzionato perfettamente, ma
Centro Megastore
Corso Garibaldi, 180 - Napoli - Tel./Fax 081/445726
non saprei dire se il problema

PKW ANTENNA SYSTEM

teI.02.617.3006 - 02.619.6441- fax 02.613.59562

wvyvv.antennapkw.com
24

- Email:antennapkw@antennapkw.com

eIlDIO-INFOeMIITICIi

RIldlo Il Comput,r
hamqrp@gmail.com

che pu rappresentare
Parliamo
di un accessorio
un'utile ora
soluzione
ad un
problema che alcuni possono
avere con i moderni computer:

VIRTUAL SERIA L PORT VIA


USB WITH MICROHAM CA T
INTERFACE.

Si tratta cio di un circuito accessorio da collegare ad un


eventuale accessorio esterno
della stazione e che andrebbe
collegato alla porta seriale del
PC e che "fa vedere" a detto accessorio il collegamento come se
fosse proprio con la porta seriale
RS232 del Pc. mentre in pratica
noi possiamo collegare fisicamente il cavo alla porta USB del
PC. Questo un problema che
sentito specie da chi possiede
moderni computer portatili che
ormai non sono pi forniti di porta seriale, bens di porte USB: i
cavi di conversione USB-RS232
non sempre funzionano e non
sempre sono di prezzi abbordabili per permetterci di fare test
"vuoto a perdere" ... quindi serva
la possibilit di emulare la porta
RS232, e trasformare i segnali in
modo univoco per l'accettazione
nello standard USB. La ditta tedesca WiMo ha provveduto a
questo mediante il suo cavo visibile in figura 2. Installando il software del driver, il PC "vede" il
cavo e la porta USB proprio
come la classica COM a cui siamo abituati. L'interfaccia funziona con ogni sistema operativo
della "famiglia" Windows, ma
anche con sistemi tipo Mac e Linux (dal Kerne12.4 in poi) e l'ali-

mentazione presa direttamente


dalla porta USB, quindi non
prevista dall' esterno ed inserita
in un contenitore metallico per
evitare problemi di fuga di segnali che possono costituire interferenza per la stazione radio.
Sul sito Internet www.wimo.com
abbiamo la possibilit di visionare i prodotti. le caratteristiche e
quanf altro per la produzione di
questa Casa e di questi utili accessori.
In fig. l uno schema a blocchi
semplificato di quanto realizzato
da questainterfaccia.
Presentiamo ora un programma assai semplice, ma che oltre
al suo impiego pi intuitivo ed
immediato, presenta un'utilit
come "strumento di misura" per
la sperimentazione nel campo
delle antenne, si tratta di:

S Meter Lite Software


E' un piccolo software completamente qratuito, cui abbiamo
trovato segnalazione alla pagina
web http;/ Iwww.seed-solutions. coml gregordy I Software/SMeterLite.htm sulla pagina
di Greg Ordy W8WWV(il call
un programma!). Questo programma mostra sullo schermo
del PC un'indicazione simile a
quella del S-meter del nostro ricevitore, quindi un'indicazione
proporzionale all'intensit del
segnale ricevuto (Fig. 3): la barra
nera indica l'indicazione dell'Smeter. che in quesf esempio
circa poco di pi di S7. La barra
viene aggiornata circa ogni 30
ms, quindi 20 volte al secondo e
segue l'S-meter dell' apparato
radio. La piccola barra verde sopra l'indicazione dell'S-meter,

Fig. l - Schema a blocchi dell'interfaccia WiMo.

microHAM USB Interface

RadioCAT

Computer
USB

--..

Radio CW Oulput

-+-

Rado PTT Output

FOOT SVVITCH Input

'.- ~ Me'c, I,'c

HH __

_------

'o.
1111111111111111111111111111111

~ ~ ~ g ~ ~ ~ n ~ 9 ~ ~ ~ ~ ~ ~
I 1 I 1 I l I 1 I I I I I 1 I l Il I ! I l I l I l I l I I I

--l!lliit:il

--i!~-

IC~:f~=1
AJ!'s!ore}>

Fig. 3 - Visualizzazione di S-meter light del segnale ricevuto su un ICOM IC-756PRO.

Fig. 2 - Interfaccia
WiMo

RS232 - USB della

fornisce delle indicazioni ulteriori: fornisce il minimo, il massimo


ed ilvalore medio dell'indicazione, calcolati su un piccolo periodo di tempo. Il lato sinistro della
barra verde il valore minimo,
quello destro il valore massimo,
la linea nera al centro del verde,
fornisce ilvalore medio calcolato
negli ultimi 500 ms sui dati memorizzati: nell' esempio di fig. 3 il
minimo S 6.7, ilmassimo S 7.7
ed ilvalore medio attorno ad S 7.
L'S-meter pu essere usato anche come base per un confronto
fra segnali, ad esempio su segnali di pi stazioni o di antenne
diverse. Per poter fare meglio
questo tipo di operazione sarebbe ottimo poter salvare i dati delle ultime letture dello strumento
per poterle usare come base per
calcolare la differenza suddetta.
Ciccando sul tasto "Restare" a
destra dell'S-Meter viene moFig. 4 - Visualizzazione dell'S-meter
vato

strata la schermata come da fig.


4 in cui !'indicazione iniziale di
fig. 3 stata arricchita di controlli
addizionali e di un grafico che
mostra i dati recenti salvati dal
programma. La visualizzazione
dei dati espressi in colore verde
va interpretata come nel caso
precedente: ogni barra verde
verticale mostra minimo, massimo e valore medio della lettura
dell'S-meter, calcolato su un periodo di campionamento (sempre mezzo secondo, cio 500
ms), il grafico va da sinistra verso
destra ed aggiunge una linea
verde ogni mezzo secondo.
Nell'esempio di figura 4 stata
"catturata" remissione SSB di
una stazione sulla banda dei 20
metri, il segnale come si vede
piuttosto forte (attorno ad S9), i
tratti del grafico dove il segnale
assente si riferiscono alle pause
della voce modulante, fra una
parola e l'altra. In figura appaiono delle linee rosse che vengono
usate come "marker" temporali
per separare degli eventi diversi
in caso lo "strumento" venga utilizzato proprio per delle misure
(ad esempio dei confronti fra se-

con il tasto "RESTORE" atti-

come riferimento quello

I
~Il ~I I ~I I4I I ~Il ~Il ~Il ~Il 4I l DI l qI l ~Il ~l I ~I I~I I ~I
Il Il Il Il I I I I Il Il Il Il I i Il Il Il Il I

I I I I I I I l li I I I I I I I I I l li I l I I I I I I I

Fig. 5 - Indicazione relativa, prendendo


di S9.

I I ItI I I I I I I I I I I I I I l I l Il I l Il Il Il I
~ ~ ~ ~ ~ M A V A A ~ ~ ~ ~ ~ ~

SI
+li
S4
17
SSI
S1
I+.

gnali sintonizzati in momenti diversi). In questo modo l'S-meter


del ricevitore viene visualizzato
sia come grafico orizzontale (bar
graph), sia come segnale visualizzato in ampiezza su un grafico
X-Yche varia nel tempo; il grafico segue fedelmente l'S-meter
della radio.
Non sempre gli S-meter sono
calibrati in modo accurato sia
come punti S, sia come dB: il
programma
ha un secondo
modo di lavoro, in cui la scala tipica dell'S-meter viene sostituita
con una scala tarata solo in dB,
centrata attorno al valore S9
(quindi S) viene assunto come riferimento "zero dB". In questo
modo "S-meter Lite" pu essere
calibrato per indicare in dB accuratamente, rispetto ad un riferimento, e quindi dare le indicazioni in pi o in meno rispetto al
riferimento, prescindendo dalla
precisione della taratura del segnale S9. Questo modo viene
scelto premendo il tasto dB sullo
schermo del software (fig. 5).
In questa figura la tipica scala
dell' S-meter stata sostituita da
con una che indica da un livello

..

"..
,

It+1I

, ,I. '"

,,-~rMe-1

.25Sec.

lo

,lilSec.

Ir z.oSec,

'r_

= ",'

+12~

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t,...:

~
~
~

-1,
12
14

-1.

~.~I

11

I] E;

~ AtJtt~nnd P dHem Plut

W8WVW,

50.300 MHz

90

270

210
Outer Ring = 28.50 dB, 746 Pts, OA8'/Pt.

150
360' Sweep, 37.3 Sec,

180

p
Center:

e=
l0

..:Zl

RDF 9A5 dB

MaIk!Alt.----:8
MaIk,Alt

IO

Fig. 6 - Diagramma di radiazione antenna 50 MHz

di -18 dB fino ad uno di + 12 dB


rispetto a quello a cui stato fissato l' S9. Poich questi punti di
riferimento sono stati pre-settati
con un generatore RF ed un attenuatore professionale, essi sono
assai pi accurati dei normali Smeter disponibili sui ricevitori
Ham. Nel' esempio in figura 5
viene rappresentato un segnale
.AM di una emissione broadcasting: le due linee rosse separano le due situazioni in cui stata
commutata un' antenna differente e quindi il segnale cambiato
radicalmente di intensit.
Comunque la documentazione inerente il software fornisce
molte indicazioni su ci che si
pu fare con questo programma:
questa documentazione disponibile online all'indirizzo da cui
scaricabile il tutto, gi fornita in
precedenza.
A proposito degli apparati che
possono supportare tale software
c' da dire che non tutti hanno la
possibilit di portare il segnale
dell'S-meter fuori dell' apparato,
e la lista che segue, potrebbe
non essere aggiornata od esauriente. Quello che c' da fare
verificare se il nostro apparato

permette questo. L'autore del


sito web, Greg Ordy W8WWV
contattabile via email e richiede
questo, nel caso si debba segnalare che il nostro apparato sembri non supportare questa funzione e verificare se possibile
trovare una soluzione al nostro
problema.
Sul sito di DF 40R, Ekki,
(http://www.plicht.de/ekki/civ/)
c' un buon riassunto di quello
che il protocollo di comunicazione fra apparati Icom e Pc.
Tracciare il diagramma di
antenna
Nella versione 2.0 del software
"s Meter Lite" stata inserita la
possibilit di tracciare e visualizzare il diagramma di radiazione
di un' antenna. Per sfruttare questo, la nostra antenna deve esse-

re montata su un supporto rotante con velocit costante e dobbiamo avere a disposizione un


segnale di riferimento fisso e costante nel tempo. Mentre il segnale di riferimento trasmette
una portante fissa, r antenna di
cui vogliamo tacciare il grafico
viene fatta ruotare in modo continuo nel tempo, ed il software cattura i dati relativi alle indicazioni
dell'S-meter; dopo una rotazione
di 3600 i dati vengono visualizzati
sotto forma di grafico piano (fig.
6) che rappresenta il diagramma
di radiazione (in questo caso
orizzontale) dell' antenna sotto
misura. In figura 6 il grafico si riferisce all'antenna Yagi per i 50
MHz di W8WWV. Dal grafico
evidente come in questo tipo di
sistemazione, l'antenna funziona
bene da una lato, ma dall'altro
c' qualche cosa che ne altera la
capacit di direzionale e discriminare le direzioni diverse da
cui proviene un segnale, alterando proprio il diagramma di radiazione che evidentemente non
come quello teorico. Sono disponibili quattro differenti tipi di
scala nel grafico. Con la funzione di grafico di antenna c' anche la possibilit di salvare
quanto catturato dal programma
in un file ".csv", e questo tipo di
file pu essere importato da programmi di gestione di tabelle
(spreadsheet)
per successive
elaborazioni o modi grafici.
Data Logging
Nella versione 2.11 del programma stata inserita la possibilit di catturare e memorizzare
dati anche sul lungo periodo
(ore o addirittura giorni!); i dati
sono sempre salvati in un file
".csv" e poi possono essere elaborati in un secondo momento
da programmi tipo "Excel" della
Microsoft.

WWV 15 MHz Sunrise Signallevelat


..l'"VI
C

'il~

-10
40
20
O
10
IlM
...
iO
;..:.
-30
40

20
60
50
30 ...

W8WW\1(Jan. 14)
I05yn.

dB

Yaesu FT-IOOOMP*
Yaesu FT-IOOOD*
Molto probabilmente anche lo
Yaesu FT 1000 MP Mark V, essendo assai simile al FTl 000 MP
dovrebbe essere compatibile.
Requisiti di sistema

<D

oN
~
N
N

iCD
iO
ni)
...
...
M
...
CD
M
<D
....
...
li)
..
<D
<D
lO
:.i
iO
i
Ci
p;
iO
;..:.
iin
O

Fig. 7 - Visualizzazione dati memorizzati in un intervallo di tempo prefissato

Per la funzionalit di "data logging" bisogna premere" ctrl + L",


e tramite la finestra di dialogo
che si apre, si imposta il tempo di
cattura, ilperiodo fra un campione e l'altro, con varie opzioni di
scelta. I dati vengono sempre
raccolti nel numero di 2 al secondo e vengono mediati in tutto il
tempo di cattura per dare un'indicazione media nel periodo e
poi essere salvati su file. E' anche
possibile salvare il valore massimo e quello minimo rilevati nel
tempo di acquisizione. I dati possono poi essere salvati in differenti formati: unit S, scala in dB,
ecc., che vengono scelti in funzione dell' elaborazione successiva e del modo di gestione grafica che si prevede, per i dati stessi. Non c' un limite ai dati che
possono essere salvati, questo
dato dal supporto fisico dove avviene la memorizzazione (harddisk).
Questa funzionalit molto utile nello studio della propagazione. In figura 7 viene mostrato un
esempio in cui l'autore del programma ha monitorato la frequenza dei 15 MHz con il suo
ICOM 756PRO, con le emissioni
delle stazioni WWVe WWVH. E'
evidente dal ilmonitoraggio fatto
all'alba, come questo mostri che
con !'innalzarsi del sole il segnale comincia ad aumentare di intensit e che la luce del giorno
migliora la propagazione
su
quella frequenza. Il periodo di
28

campionamento stato stabilito


in 30 s: e questo significa che
ogni campione la media di 20
campioni/s, x 30 s = 600 campioni totali di lettura di S-meter.
La figura mostra campioni catturati e messi in forma grafica per
circa l ora di tempo. Il grafico
stato poi generato ed elaborato
con il programma Microsoft ExceFM, poich salvato come file
.csv; poi il grafico stato salvato
come file grafico (.bmp) ed in seguito convertito e compresso in
file .gif per essere inserito sul sito
web dell'autore del software.
Apparati radio supportati:
Come riportato sul sito web, riporto la lista fornita:
ICOM IC-756PRO (non il 756
standard)
ICOM IC-706MKIIG (non gli
altri due apparati della famiglia 706)
ICOM IC-746 *
ICOM R9000 *
ICOM R7100 *
ICOM 910H *
Yaesu FT-920

S Meter Lite stato provato su


vari sistemi operativi: Windows
95,98, ME, NT 4.0; dovrebbe girare anche su Windows 2000;
per ci che riguarda Windows
XP posso garantire io che il programma gira senza problemi.
Non richiesta una potenza di
calcolo particolare, per cui non
ci sono requisiti seri per il PC
Il programma ha una dimensione di circa 66 kB ed autoestraente dopo il download.
L'occupazione sull'hard-disk
di circa 500 kB ed impiega circa
2.5 MB di memoria RAM.
Indicazioni ulteriori sia su
l'Help, sia sull'uso del programma, che sul suo download e disponibilit di versioni aggiornate, sono disponibili all'indirizzo
Internet: http://www.seed-solutions.com/SMeterLiteDoc /
L'indirizzo email a cui scrivere
per domande o eventuali bug, o
problemi, : ordy@seed-solutions.com.
Il programma stato scritto e
sviluppato dalla Seed Solutions,
proprietaria dei diritti: non viene
data alcuna garanzia e l'uso del
programma di nostra responsabilit, ma non viene richiesto
nessun pagamento, purch non
venga usato a scopo commerciale, a meno di accordi preventivi
con la Ditta proprietaria. Pu essere ridistribuito liberamente a
condizione che sia in formato integro.

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Anche se avete sul tetto una plurielementi ultradirettiva, perch privarvi del piacere di costruire un
semplice dipolo? Potreste scoprire che la soddisfazione inversamente proporzionale alla spesa ....
2Q parte

di Silvano Contava/li

di questa chiacchierata sulSiamo


alla seconda
puntatale
le 'antenne
per iniziare',
cose da dire sono tante e la difficolt fare ordine nelle idee e
procedere ad una esposizione
ordinata e senza inutili ripetizioni. anche se a volte 'repetita iuvant' ... Avrete quindi pazienza
con lo scrivente se a volte non
troppo chiaro nel dire o prolisso in altre situazioni. .. "Nessuno
siam perfetti ..ciascuno abbiamo
i suoi difetti ...."
Attenzione: i disegni non sono
ovviamente in scala.
Per restare sulle cose semplici.
che costituiscono la base di ogni
buon inizio, parliamo dei materiali utili per costruire il nostro
primo dipolo. Salvo eccezioni.
stata la prima antenna di quasi
tutti gli OM, anche di quelli che
oggi sventagliano orgogliosamente per formanti plurielementi
dai guadagni eclatanti issate su
pennoni inquietanti (vedi le antenne di i7RIZ...). Si tratta di allestire un filo conduttore (in platino, argento, rame, ferro, come
credete meglio ...) nudo o ricoperto, di sezione adatta a sopportare le trazioni meccaniche
(l,5mm pi che sufficiente, ma
niente ci impedisce di usare del
filo da O,5mm) di lunghezza pari
alla met della lunghezza d'onda che ci interessa. Ad esempio,
un dipolo per i 40 metri sar lun-

go circa 20 metri. Esistono varie


formule per avere misure un po'
pi precise, anche se non sempre concordano tra loro (fig. l).
Esattamente a met del nostro
filo, inseriremo il cavo coassiale
che serve a collegare la nostra
antenna alI'apparato ricetrasmittente in modo da avere un buon
trasferimento e far s che i nostri
benedetti 100W arrivino quasi
tutti all'antenna per essere irradiati (qualsiasi cavo comporta
una attenuazione, diciamo una
'trattenuta per il trasporto' ..). Un
perfetto adattamento tra il dipolo
e il cavo coassiale quanto ci
serve per ridurre le inevitabili
perdite del sistema e avere una
antenna efficiente sia in ricezione che in trasmissione. Siccome
tutti i sistemi passivi comportano
perdite (piccole o grandi. ..), eviteremo 'risparmi' controproducenti usando buoni materiali ed
avendo cura che gli agenti atmosferici non vadano ad intaccare
rapidamente le parti critiche
(cavo coassiale, connessioni etc)
proteggendole
come meglio
possibile. Se vogliamo far s che
la nostra fatica duri nel tempo,
possiamo impiegare filo in bronzo fosforoso inattaccabile dagli
agenti atmosferici (quasi introvabile ai giorni nostri), oppure del
filo in rame stagnato ricoperto in
materiale plastico (fertene) reperibile con sezione da 1,5 e pi
mm che assicura molti anni di

14ZSQ.

onorato servizio prima di cristallizzarsi. oppure filoin rame smaltato di sezione adatta ( l mm gi
buono per dipoli medi). Evitiamo
di usare materiali troppo dissimili
tra di loro, ad esempio alluminio
e rame, alla lunga ci darebbero
problemi di ossidazioni, in ogni
caso evitiamo il sistema 'attorciglia e nastra', meglio 'attorciolia,
salda e silicona' .... Se ci interessa economizzare sulla spesa ed
avere una antenna poco visibile,
usiamo del filo in rame smaltato
di recupero da un vecchio traFig. l
FREQUENZA

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. S~ 1$ U$IID f()R INVIIRTEO VQl. "J'f1"EN~AS

(MHZ)

"

semidipolo ~.

foro per nylon se a V invertita

~.~

attorcigliare
e saldare

attorcigliare e
saldare
semidipol9...4i]

\J
saldare

plexlQlass

fascetta nylon
e poi nastro isolante

r~

saldare
alza arrotolata
"==
fori per passaggio
del cavo

':,
fori per passaggio
del cavo

cavo coax
cavo coassiale
isolatore

pastica ceramica

o vetro

isolatore centrale in plastica o plexiglass

Fig. 2

sformatore (di solito non costa


nulla ...): durer parecchi anni e
quando decider di cadere
avremo gi pronta una nuova
idea da realizzare ... Evitiamo comunque di tenderlo a mo' di corda di chitarra ... potrebbe allungarsi (e vi trovereste uno strano
R.O.S.) o rompersi in caso di
vento forte. Qualche anno fa si
trovava in commercio una antenna dipolo multibanda americana
che impiegava un filo di acciaio
rivestito in alluminio, che poteva
essere tirata 'a balestra' senza allungarsi o cedere di l mm e poteva servire anche come tirante.
Per appendere il nostro filo tra
due sostegni. siano questi tralicci, pali o alberi. si ricorre ai soliti
isolatori posti alle estremit. Ne
esistono di molti tipi. i migliori
sono in ceramica, a uovo o a sella, o quelli in vetro, o in materiali
plastici di varia natura, tutti abbastanza pesanti e ingombranti.
Personalmente propendo per
quelli di dimensioni minime, in
caso di necessit ho impiegato
isolatori 'home made' con i materiali pi assortiti ... ritagli di plexiglass, parti in ceramica di vecchie spine di corrente, bottoni di
plastica o osso, componenti plastici recuperati da giocattoli in
disuso o da articoli per la cucina
o per l'abbigliamento ... Insomma ci si pu sbizzarrire, purch
siano di materiale isolante per la
RF, ma se per i tiranti useremo il

filo di nylon usato dai pescatori


(quello da l mm sopporta benissimo ,il carico di un dipolo non
trappolato). si pu anche omettere a tutto vantaggio della leggerezza e della mimetizzazione.
L'isolatore centrale, quello che
serve a supporta re il cavo e a favorire il contatto tra il dipolo e il
coassiale, pu essere acquistato
o anche autocostruito con mezzi
molto semplici quali una squadretta di plexiglass dello spessore di almeno due mm opportunamente sagomata e forata per assicurare il cavo e i filidel dipolo e
un paio di fascette che servono a
bloccare saldamente il tutto o
anche usando un isolatore terminale come supporto (vedi fig.2)
se si usa un cavo sottile e pieghevole del tipo RG58. Evitiamo di
fare pieghe troppo strette con i
cavi coassiali pi delicati del tipo
con isolante espanso etc, potrebbero dare 'strane' perdite. La
connessione tra cavo e dipolo va
saldata accuratamente per evitare che il rame (anche se attorcigliato con cura) si ossidi e crei
falsi contatti. La famosa 'Legge
di Murphy' sempre in agguato... Infine, non dimentichiamo
mai di sigillare accuratamente
con silicone o con gomma liquida sia le giunte saldate che il
cavo coassiale, per evitare che
l'acqua penetri tra la calza e l'isolante, degradando
in poco
tempo le caratteristiche del cavo

e introducendo perdite. A tal


proposto, ricordo di una spedizione nelle isole dell'India che
dovette rimandare le operazioni
in 80 metri in quanto il cavo del
dipolo presentava un difetto intrinseco e attenuava i segnali in
maniera tale da rendere inutilizzabile l'antenna. Ricordiamo anche che un cavo coassiale non
eterno ...andrebbe sostituito ogni
otto-dieci anni. se si vogliono
mantenere intatte le sue caratteristiche, anche se conosco pochi
OM che seguono questa condotta prudenziale ... Non sarebbe
sbagliato dargli comunque una
controllata prima di installarlo,
collegando un wattmetro e un
carico fittizio alla estremit che
andr poi collegata al dipolo e
verificando che i watt erogati dal
trasmettitore non subiscano perdite eccessive. Se il nostro TX
eroga 100W, al termine del cavo
troveremo una potenza certamente pi bassa, in relazione
alla qualit e alla lunqhezza del
cavo usato. Se le perdite teoriche
calcolate sono di 3dB, leggeremo sul wattmetro 'solo' 50W. Attenuazioni pi alte meritano attenzione ed una scelta pi appropriata
(in relazione alla
frequenza e alla lunghezza che
ci necessita per arrivare in stazione) e un controllo sulla qualit
dello stesso (fig. 3). L'uso di un
isolatore centrale con il connettore S0239 richiede l'uso del so-

Balun classico. funziona bene a partire dai 4 MHz


Il diametro del nucleo toroidale deve essere
almeno 35mm,si pu usare RG58 per potenze
non superiori ai 300W

IO

3.5

14

21

28

MHz

12

10

Spire

MHz

numero minimo di spire in relazione alla frequenza

Fig. 4
J rJL259 sul cavo, cosa che serve solo ad aumentare il peso
dell'insieme (per cui la antenna
verr a formare una V pi marcata) o anche falsi contatti in caso
di un serraggio difettoso e risulta
pi difficoltoso sbarrare il passo
all'acqua che cercher di infiltrarsi a dispetto del nastro isolante che tutti noi usiamo con troppa
disinvoltura e fiducia .... Infine il
problema della scelta: isolatore

centrale semplice o con balun


l: l? (fig. 4). Si tratta di un annoso problema che ha sollevato
molte dispute. C' chi giura che
senza il balun l'antenna non va,
irradia in malo modo, pu dare
problemi di TVIetc etc. C' chi
spergiura che il balun un oggetto in pi che pu dare problemi, comporta solo una spesa pi
alta, mal sopporta l'accordatore
d'antenna (se non costruito con

Fig. 5

SILICONE
RAllA

50 TOROIDI

cavo in teflon potrebbe anche


bruciarsi ...) e i benefici sono trascurabili, sopratutto per la riduzione dei disturbi TV che raramente sono da imputarsi al fatto
che la calza schermata del cavo
pu irradiare in quanto non perfettamente bilanciato con l'antenna (di solito si tratta del campo R.F. molto forte irradiato dall'
antenna posta troppo vicina
all'impianto TVche va a saturare
centralini non perfetti o preamplificatori di antenna costruiti in
economia ...). Una buona alternativa l'impiego del choke, che
pu essere realizzato come descritto da W2DU (fig. 5) con una
nutrita sfilza di nuclei toroidali
disposti in modo serrato sul cavo
subito sotto all'isolatore centrale
(non bastano tre nuclei, ne occorrono alcune decine ....) o anche il classico choke composto
da una dozzina di spire ben serrate dello stesso cavo coassial
su un supporto isolante (di solito
Fig. 6

RAllA
CALZA DEl CAVO

circa IO spire su un supporto di 20 cm.

con
spir~lo serrate
stesso
cavo di discesa

BALUN W2DU 2-30 MHz

risulta poco efficace su'40/80/160m

nucleo in ferrite

PER SPOSTARE LA RISONANZA


BANDA
MHz

2190

7
10
14

150
70
35

18

20

24
28

12
10

21

alcune spire con il cavo TV

Fig. 7

un tubo in plastica per idraulica)


del diametro di circa 20 cm poste a ridosso dell'isolatore centrale, raccomandato per antenne direttive (fig. 6) ottimo solo se
si dispone di un palo di sostegno
per non appesantire troppo il
centro-dipolo.
Personalmente
ho provato tutti e tre i sistemi e
non ho trovato benefici n per la
TVIn per la ricezione, n per un
aumento del segnale irradiato e
non dispongo di un buon sistema
per verificare se il lobo di radiazione pi simmetrico. Uso tuttavia il sistema dei nuclei toroidali
infilati sul cavo per bloccare la
R.F. che tende a scorrere sulla
calza del cavo e mi evitano noiosi
rientri in stazione. Non basta
mettere un paio di nuclei. ma
una quantit sufficiente a coprire
almeno una ventina di cm di
cavo, molto dipende dalla frequenza pi bassa che si intende
bloccare: pi bassa la frequenza
= pi nuclei. Si possono usare
convenientemente anche quei
nuclei aperti a met e incernierati su un supporto in plastica, facilmente posizionabili sul cavo
senza dover smontare il connettore per infilarli su un cavo gi installato.
Tale Curt Wilson WOKKQdescrisse in QST del novembre
1992 un choke/balun inusuale
costruito con materiali economici e 'curiosi' come la lana di acciaio ben pressata all'interno di
un tubo attorno al cavo coassiale
per un tratto di circa mezzo metro. Per cercare di ridurre o eli-

-100 kHz tap;liare(in mm.)


+ 100 kHz aggiungere ( in mm.)

18

35

100kHz

595

15

Fig. 8

minare qualche interferenza indotta dalla nostra trasmittente


alla TV, specialmente se usiamo
potenze alte, si pu mettere un
piccolo choke sul cavo TVvicino
all'apparecchio televisivo (fig.7),
ma questo non serve se il nostro
TXirradia effettivamente armoniche (estremamente raro ...).
Tornando al nostro dipolo, le
misure vengono sempre calcolate da punta a punta, se vi sono
tratti ripiegati su se stessi (come
succede per il fissaggio all'isolatore) questi non contano, come
non esistessero. Occorre una separazione di una decina di cm
per far s che possa interferire
con la lunghezza effettiva del dipolo, cosa che pu essere convenientemente sfruttata per costruire antenne accorciate del
tipo 'mor gain', ma non il nostro
caso. Per disporre di una antenna dal buon funzionamento,
dopo averla correttamente costruita e installata (alta nel cielo,
lontana da altri oggetti metallici
o muri etc) occorre verificare il
rapporto di onde stazionarie
R.O.S. o S.W.R. che dir si voglia.
Se questi supera ilvalore di 1,5:l
la nostra antenna va adattata per
evitare il pi possibile Juso indiscriminato e ingiustificato del famigerato accordatore
posto
nell' apparato ricetrans. Per prima cosa si fa un giretto sulle frequenze adiacenti, partendo da
una pi bassa di qualche centinaia di kHz fino ad una pi alta di
altrettanto, prendendo nota del
ROS per verificare dove la nostra
antenna sta effettivamente risuonando. Se il ROS migliore (non
detto che debba essere l: l ...) lo
troviamo su una frequenza pi

bassa, baster accorciare entrambi i lati del dipolo (iniziamo


sempre con pochi cm ...) fino a
portarlo nella frequenza voluta.
Viceversa, dovremo allungare il
nostro dipolo per farlo scendere
di frequenza. Per avere una idea
di quanto accorciare o allungare
r antenna guardatevi la fig.8. Un
accorgimento semplice quello
di costruire il dipolo lasciando
un tratto di filo in pi (anche qua
dipende dalla frequenza, in 80
metri occorrer circa l metro in
pi ...), filoche va lasciato penzolare dall'isolatore in modo da
avere r antenna un po' pi lunga
del dovuto e verificare la risonanza. Risulter molto facile accorciarla senza dovere ogni volta
mettere mano ai morsetti di bloccaggio. L'accorciamento si ottiene ripiegando semplicemente il
filo su se stesso, anche senza stabilire il contatto elettrico. In fase
di taratura, il test va fatto sempre
con r antenna installata, vale a
dire che non possibile eseguire
la misura con r antenna a portata
di mano ...sarebbe troppo comodo ! I Ne consegue che dovremo
abbassarla per accorciare o allungare le punte e alzarla per
eseguire la misura del R.O.S. e
visto che la manovra raramente
riesce al primo colpo, risulta comodo servirsi di carrucole fissate
al palo, all'albero o al muro di sostegno (ne esistono di piccole e
indistruttibili nel settore per la
nautica), entro cui far passare
una fune in nylon (o meraclon o
una fune per nautica dalla vita
esageratamente lunga ...). Sar
intuitivo e semplice abbassare e
issare r antenna in poco tempo e
senza alcuna fatica, anche in
considerazione che un dipolo
funziona egregiamente bene se
viene
montato
almeno
a
mezz' onda dal tetto o dal terreno, il che vuol dire circa 20 metri
per la frequenza dei 7MHz. Non
spaventatevi ... dimezzando r altezza avremo ancora un buon
funzionamento, ma piazzarlo a
due metri sul tetto vuol dire rinunciare a gran parte delle sue
potenzialit, oltre che avere seri
problemi per portarlo in accordo
e qualche possibilit in pi di andare a disturbare qualche im33

pianto HI FI o qualche TVun po'


suscettibile ....A tal proposito, ricordo ancor oggi una mattina
persa nel tempo (eravamo negli
anni '70) in cui mi ero avventurato in 80 metri alla caccia di qualche bel DX e mi imbattei nel segnalone di Al iOAMUche a 3797
stava collegando stazioni 'ZL'
con grande facilit. Passava a
tutte le stazioni rapporti ben superiori a quanto io potevo riscontrare nel mio ricevitore. Prima
che la propagazione
sempre
troppo avara sulle bande basse
se ne andasse, chiesi ad Al di
passarmi una stazione per avere
un controllo, effettuai il QSO facilmente e pi tardi, a propagazione andata, ebbi finalmente
una risposta alla mia curiosit:
iOAMUusava solamente un dipolo, ma posto a 40 metri di altezza,
mentre il mio dipolo a inverted V
stava a solo 6 metri sul tetto e le
punte scendevano al livello camini. ...Quella mattina imparai
che un dipolo piazzato ad una
altezza decente (1/2,1) ha un angolo di radiazione sufficentemente basso per essere gi considerato una antenna per il DX.
Nel grafico teorico di fig. 9 si pu
vedere come r altezza da terra
incide anche nelle variazioni di
impedenza (un tetto in muratura
e con tondini di ferro da considerarsi come 'terreno' ... ), ed
ecco uno dei motiviper cui a volte il desiderato ROS di l: l non si
riesce a trovare solamente accorciando o allungando r antenna. Usando un cavo da 50 n, potremo azzeccare una distanza
dal terreno giusta per adattarlo
perfettamente con il nostro dipolo per i 40 m (teoricamente circa
10 o 12 m), che se montato normalmente aperto e a mezza lunghezza d'onda (quindi sui 20 m
da terra) necessiterebbe di un
cavo a 75 n per adattarsi alla
perfezione, anche se un ROS entro 2: l comunque da considerarsi accettabile. Comunque,
sempre da preferire una antenna
pi alta dal terreno, anche se esibisce un po' di ROS, in quanto la
maggior radiazione agli angoli
bassi favorir sempre il QSO lontano (fig. 10). Se lo spazio sul tetto di casa o nel giardino lo con34

OHM
100

.SO

1.00

l,50

2.00

2.5Q

ALTEZZA DAL TERRENO (lunghezza d',)llda)

Fig. 9

sente, potremo tendere il dipolo


completamente aperto, diciamo
teso da Nord a Sud. In questo
caso avremo una copertura buona per Est-Ovest, con due soli
punti veramente sfavoriti: Nord e
Sud. Se invece sistemeremo il dipolo a V invertita con il centrale
in alto e le punte verso ilbasso, la
direttivit sar meno marcata e
avremo anche una componente
verticale che potr essere di aiuto in alcuni casi, oltre ad un abbassamento della impedenza
dai teorici 75 n ai pi vantaggiosi 50 n. Non esageriamo con la
chiusura della V ( 100 andranno
ancora bene) altrimenti r efficienza del sistema ne perder e
potremmo avere problemi di
ROS dovuti all' eccessivo abbassamento dell'impedenza (sem-

pre quei famosi 50 n ...). Attenzione anche che le punte non vadano troppo vicine al tetto o al
terreno e che siano fuori dalla
portata di ignare persone che
potrebbero avere brucianti sorprese toccando r antenna mentre noi stiamo trasmettendo. Di
solito il montaggio a V invertita
preferita per i vantaggi che comporta, non ultima la necessit di
disporre di un solo palo di sostegno che pu benissimo servire a
sua volta per sostenere altre antenne, siano esse TVo altri dipoli
o in futuro una direttiva (se avremo usato pali di sezione adatta ...) e r uso di una sola carrucola
per issare il tutto ad una altezza
decente (volete mettere il risparmio ...?). Un montaggio che offre
ottimi risultati a 'sloper', vale a

Fig. lO

OClB

..

altezza 3 metri

il dipolo basso perde 6 dB ad un angolo di 30

44dB

1.5
5 27"
2.53
6IO
B'O
LOSS
.Z'".1 100
...
6d1
zz .. LOSS
"T T""N,MITTEI! 5

Il

L~::-rrI1

30

..

3
50

I7RIZ

dico 1,5: l , questo non vuole dire


che non v ... forse solo un po'
troppo basso o circondato da
troppi agenti disturbatori (tiranti
di antenne TV, pali metallici,
muri di case vicine etc). Non mettiamoci a tagliuzzare il cavo
coassiale per trovare una lunghezza che minimizzi la lettura
del ROS, non una soluzione ...
Se possibile, la lettura delle onde
stazionarie andrebbe fatta mettendo lo strumento tra il cavo e il
dipolo, anche se questo sistema
non di facile applicazione e di
solito ci si accontenta di fare la
misura in stazione, tra trasmettitore e coassiale, ben sapendo
che la lettura sar comunque ottimistica in quanto le perdite del
cavo ci daranno una ottimistica
misura della potenza riflessa
(vedi fig. Il).

Fig. Il

dire con il dipolo appeso da un


lato ad un supporto alto (palo,
traliccio o albero ...) e l'altro lato
verso il terreno, di sbieco. Questo montaggio assicura un angolo di radiazione pi basso e buone performances con il DXsenza
dover issare la nostra antenna ad
altezze inverosimili. Se poi disponiamo di spazio a sufficienza,
si potr anche pensare a qualcosa di pi complesso ed efficiente
(una cortina di slooper), ma non
corriamo troppo. Infine, se il nostro dipolo si rifiuter di funzionare con un ROS inferiore al fati-

Analizzando bene il grafico,


potremo trovare una spiegazione sul perch alcuni disinvolti
costruttori di economiche e miracolose antenne multibanda con
SWR inferiore a 2: l raccomandano !'impiego di varie decine di
metri di cavo (anche oltre 60 metri. ..). Al termine di una dura
giornata di lavoro per montare il
nostro primo dipolo, ci si pu anche accontentare di un ROS anche un po' pi alto del teorico
l :l , domani troveremo il tempo e
la voglia di cercare la perfezione, magari dopo avere collegato
il nostro primo DXall'alba, quando le condizioni in 40 metri sono
al massimo e che sia almeno un
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IlNTENNE

te antenne a ,bordo del satelliti


]0

parte

di Marco Lisi

ll-/

.. delle
trasmissioni
televisive
Le
antenne
la ricezione
trasmesse
dapersatellite
stanno
diventando sempre pi popolari
e diffuse, facendo bella mostra di
s sui balconi ed i tetti delle nostre abitazioni. Anche il loro costo diventato molto "popolare",
tanto che una "parabola" di diametro inferiore al metro, completa di illuminatore ("feed'l amplificatore a bassa cifra di rumore e
meccanica di montaggio pu essere facilmente acquistata per
poche decine di euro.
La diffusione della televisione
satellitare ha cos ilmerito di aver
reso familiare a molti la tecnologia delle antenne a riflettore, che
tanto banale poi non , visto che
36

opera a pi di IO
GHz (banda Ku).
Ma se le antenne
satellitari di terra
sono pi o meno familiari a tutti, tanto
da fare ormai parte
della lista dei nostri
e lettrodomes tic i,
molto meno note
sono le loro parenti
nobili, cio le antenne montate a bordo
dei satelliti,
che
pure ad esse in
qualche modo assomigliano.
Ilpresente articolo
si propone pertanto
di fornire una panoramica delle antenne dei satelliti, anche dette antenne" di bordo", descrivendone
in termini semplici le configurazioni, le caratteristiche e le tecnologie.
Alcuni concetti di base:
guadagno direttivo e
principio di reciprocit
Prima di addentrarci nel complesso mondo delle antenne di
bordo, varr la pena di chiarire
alcuni concetti di base sulle antenne in genere.
Cominciamo con la definizione, spesso fraintesa, di guadagno d'antenna, dissipando un
dubbio molto diffuso: il guada-

IZOFlVO

gno di un' antenna qualcosa di


fondamentalmente diverso dal
guadagno di un amplificatore.
In un amplificatore (audio o RF
che sia) si converte la potenza in
continua, fornita da un alimentatore, in potenza del segnale d'uscita. Dovendosi come sempre
rispettare la legge di conservazione dell' energia, questa conversione avviene con efficienza
inferiore al 100 per cento.
In un' antenna, che un componente notoriamente passivo
(ci sono anche antenne cosiddette" attive", ma per il momento
non facciamo confusione), non si
ha alcuna conversione di potenza in continua fornita da un alimentatore e sembrerebbe quindi che parlare di guadagno
equivalga ad ammettere la creazione di potenza, negata dalle
leggi della fisica.
In realt il guadagno di un'antenna (sarebbe pi corretto parlare di "direttivit" o di "guadagno direttivo") non si riferisce ad
alcun processo di conversione,
ma piuttosto
alla capacit
delI'antenna di concentrare in
una specifica direzione la potenza da essa irradiata.
Si fa anzi riferimento alla definizione di antenna isotropica
(parola quest'ultima derivante
dal greco antico), cio di un'antenna che irradia in modo uniforme in tutte le direzioni ed il cui
guadagno
per definizione
uguale a l (cio zero dB); il gua-

dagno direttivo di un' antenna o


guadagno rispetto all'isotropica,
quindi. come gi spiegato, una
misura della capacit dell' antenna di concentrare la potenza irradiata, riferita al caso ideale in
cui l'antenna irradia uniformemente in tutte le direzioni.
Si parlato di caso ideale perch in realt l'antenna isotropica
un concetto essenzialmente
matematico, difficilmente realizzabile in pratica.
Volendoci aiutare con un paragone, potremmo immaginare
l'antenna isotropica come una
lampadina che, appesa ad un
filo al centro di una stanza, illumina in modo uniforme tutte le
pareti; 1'antenna direttiva per
contro come una torcia elettrica che generi un pennello di
luce ad alta intensit, in grado di
illuminare aree piccole ma molto
distanti.
Il guadagno direttivo di un' antenna viene espresso normalmente in dBi (dove la lettera "i"
ricorda appunto il confronto rispetto all'antenna isotropica) ed
calcolato attraverso la formula
seguente:
G = (4 n ~qu) / ,P
dove n il buon vecchio 3,14 di
scolastica memoria, A(lambda)
la lunghezza d'onda del segnale
radio e ~u l'area equivalente
dell'antenna (Nota Bene: per
avere il guadagno in dBi bisogna fare illogaritmo in base lOdi
G e moltiplicare per lO).
Il concetto di area equivalente
di un'antenna non di immediata comprensione, soprattutto se
riferito ad antenne che non hanno un' area fisica propriamente
definita (si pensi a tutte le antenne filari. ai dipoli o alle Yagi).
Semplificando un poco le cose,
si potrebbe dire che l'area equivalente di un'antenna l'area fisica che dovrebbe avere un' antenna a riflettore per fornire un
guadagno
uguale a quello
del l'antenna considerata.
In conclusione, il guadagno
una misura dell' abilit del l'antenna di focalizzare le onde radio in una particolare direzione.
Per un' antenna a bordo di un sa-

tellite, le onde radio dovrebbero


essere dirette in modo tale da
"coprire" una particolare area
geografica (una nazione o un
gruppo di nazioni).
Il principio di reciprocit, di
fondamentale importanza nella
teoria e nella pratica delle antenne, afferma semplicemente che
le caratteristiche di un' antenna
passiva (cio priva di componenti attivi in essa integrati, quali
amplificatori di potenza o a bassa cifra di rumore) sono le stesse
sia che 1'antenna stessa funzioni
come ricevente che come trasmittente. Questo principio permette, ad esempio, di progettare
le antenne come trasmittenti e di
misurarle invece in modalit ricevente, indipendentemente
dall' effettivo utilizzo che esse
avranno a bordo del satellite.
La polarizzazione e la
Il cross" -polarizzazione di
un'antenna
Il campo elettrico, E, e quello
magnetico, H, generati ad una
certa distanza da un' antenna trasmittente (per il principio di reciprocit, le stesse considerazioni
si applicano ad un' antenna ricevente), sono ortogonali fra loro e
si propagano nella direzione
dell' onda elettromagnetica.
Nel caso di polarizzazione li-

Fig. l - Campo elettrico e campo magnetico di un'onda radiata

neare, i due vettori si propagano


senza ruotare e si parla di Polarizzazione Verticale "V"o di polarizzazione Orizzontale "H" (H sta
per Horizontal), a seconda della
direzione assunta dal campo
elettrico E.
Nel caso invece di polarizzazione circolare, i due vettori, Eed
H, ruotano intorno all' asse di
propagazione dell' onda; a seconda del senso di rotazione, si
parla di polarizzazione circolare
destra ("RHCP", cio Right Hand
Circular Polarization) o sinistra
("LHCP", Left Hand Circular Polarization). Come nel caso della
polarizzazione lineare, anche le
polarizzazioni circolari destra e
sinistra sono in qualche modo ortogonali, nel senso che possono
coesistere senza influenzarsi a
vicenda.

Fig. 2 - Polarizzazione verticale, orizzontale e circolare

~ l.,T:T :r:I:::c:;,:',

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fio'O: ' 180"

Fig. 3 - Diagramma di radiazione nel piano di azimut con rappresentazione rettangolare (a sinistra) e polare (a destra)

A bordo dei satelliti, si usa


spesso la stessa antenna per ricevere in una polarizzazione (lineare o circolare) e per trasmettere in quella ortogonale,
Quanto detto finora si applica
ad un'antenna ideale. Nella pratica, un' antenna non in grado
di discriminare in modo perfetto
fra polarizzazioni ortogonali: ad
esempio, ricevendo con un' antenna prevista per la polarizzazione verticale, si viene in realt
disturbati da un segnale alla
stessa frequenza in polarizzazione orizzontale. Tale fenomeno
viene misurato da un parametro
dell' antenna chiamato "polarizzazione incrociata" ("Cross-Polarization").
Diagrammi di radiazione ed
aree di copertura
Il diagramma ("pattern") di radiazione una rappresentazione
grafica del campo elettrico relativo trasmesso o ricevuto da
un' antenna, I diagrammi di radiazione si riferiscono ad una
frequenza e ad una polarizzazione. Anche se in teoria essi dovrebbero essere rappresentati
da grafici tridimensionali, nella

pratica si preferisce lavorare con


grafici bidimensionali riferiti ad
uno specifico piano (o "taglio"),
che vengono presentati in forma
polare o rettangolare, con la scala dell'intensit espressa in dB. I
diagrammi sono normalizzati rispetto al valore massimo (cio
alla direttivit o guadagno direttivo dell' antenna), che viene
convenzionalmente posto uguale a zero dB,
L'area della Terra che il satellite pu "vedere" (o meglio, raggiungere con le sue antenne)
chiamata "area di copertura"
("satellite footprint"). L'area di
copertura pu anche essere de-

scritta come l'intersezione del


diagramma
di trasmissione
dell' antenna di bordo con la superficie della Terra. Si possono a
questo punto tracciare le cosiddette linee isoguadagno, ovvero
linee che congiungono i punti
della Terra verso i quali l'antenna trasmette (o riceve) con lo
stesso guadagno. Molto spesso
(soprattutto nel caso di satelliti
per broadcasting televisivo) invece del guadagno si riporta
sull' area di copertura la EIRP
("Effective Isotropic Radiated
Power"), espressa in dBW, che
pari al valore in dB del prodotto
fra il guadagno direttivo e la po-

Fig. 4 - Copertura europea del satellite Eutelsat Hot Bird

Fig. 5 - Copertura globale per mezzo di tre satelliti geostazionari

tenza del trasmettitore in watt


(cio alla somma del guadagno
d'antenna in dBi e della potenza
trasmessa in dBW).
Si parla di copertura" globale"
quando il diagramma di radiazione delI'antenna di bordo copre la pi larga porzione della
Fig. 6 - Esempio di copertura con antenna
multifascio

Terra che pu essere vista dal satellite. Per un satellite geostazionario, tale porzione pari ad un
terzo della superficie terrestre
(sono infatti necessari almeno tre
satelliti geostazionari per coprire
tutta la Terra); la larghezza del
fascio per una copertura globale
di circa 17.4 gradi.
Una copertura regionale
quella che illumina solo una specifica zona sulla superficie della
Terra (un continente o un gruppo di stati). L'area illuminata pu
avere un contorno semplice,
quale un cerchio od un ellisse,
ovvero pu cercare di seguire il
contorno della regione geografica servita dal satellite, allo scopo
di massimizzare il guadagno. Si
parla in quest'ultimo caso di copertura contornata ("shaped").
Si parla infine di copertura a
"spot" ("spot beam coverage")
quando l'area illuminata dall' antenna molto pi piccola della
copertura globale, con larghez-

VENDITA E ASSISTENZA

ze del fascio inferiori ai due gradi. I fasci "spot" hanno il vantaggio di concentrare
1'energia
dell' antenna su una piccola area
e quindi (per la definizione di
guadagno direttivo) forniscono
un alto guadagno. Lo svantaggio
consiste nel dover coprire una
certa area geografica con un numero elevato di fasci (copertura
multifascio, "multibeam coverage") e nel dover provvedere
all'interconnessione
fra utenti
eventualmente presenti in fasci
differenti.
Si pu stabilire una relazione
fissa fra il guadagno direttivo di
un' antenna e l'area di copertura,
detta "prodotto area-guadagno". Questo prodotto una costante, in quanto ad una maggiore area di copertura (larghezza
del fascio d'antenna) corrisponde un guadagno direttivo pi
basso, e viceversa.

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e a

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IlNTENNE.

LINEE E DINTORNI

te Qntenne BMO-FBO.
ovvero IQ ZBPPBLIN ti sl",111
Come e quando nata

La

delle antenne end-fed, cio


pi tipicaadrappresentante
alimentate
una estremit
(anzich al centro, come invece
il classico dipolo) certamente
laZeppelin (in gergo, abbreviata
in Zepp) , gi dagli anni che precedono la l a Guerra Mondiale. E
comunque, con un nome cos altisonante, un breve cenno storico
s'impone.
Le origini della Zepp
Ilnome delI'antenna deriv dal
fatto che i dirigibili Zeppelin usarono questo tipo d'antenna per
ragioni evidentemente strutturali.

Questi "bastimenti volanti", inventati in Francia circa a met


del 1800 e divenuti popolari. per
il trasporto commerciale Via aria
a cavallo del 1900, furono poi
sviluppati dall'inventore tedesco
Ferdinand von Zeppelin e realizFig. l

Gondola

zati come struttura rigida in


quanto basati su un' intelaiatura
rigida ricoperta; all'interno, c'era un serbatoio riempito di gas
che provvedeva alI'innalzamento e sostentamento. Per guidare
questa enorme struttura (spesso
pi lunga di 100 metri), erano
applicati, in genere, due grossi
motori (fig. l).
Fino al 1918, in Germania ne
erano stati costruiti una sessantina (per usi bellici), ma ne rimasero poco pi di una decina.
Quando per, nel 1937, il famoso Hindenburg (oltre 200 m di
lunghezza) precipit e bruci (il
gas era molto infiammabile). ne
cess costruzione ed uso.
Tutto ci premesso, iniziamo
col precisare che questi dirigibili
iniziarono la loro carriera ben
prima che la radio diventasse di
largo impiego, cosicch le antenne furono un supplemento installato solo all'atto del montaggio delle radio. I tedeschi opta-

rono quindi per un' antenna


alimentata ad un estremo, e con
il filo penzolante all'altra estremit, di lunghezza regolabile per
adattarla ai vari tipi di pallone e
per portarla all'incirca a mezz'onda (le frequenze usate erano poco
sopra le onde medie).
Poi. vennero gli OM
Opportunamente adattata alle
diverse esigenze di installazione,
l'antenna Zepp divenne molto
popolare fra i radioamatori. in
particolare perch ilterminale di
alimentazione poteva esser fatto
capitare vicino ad una finestra, e
quindi in prossimit della stazione ricetrasmittente, mentre l'altro
estremo si attaccava ad un albero, a un palo o ad un camino,
come per esempio indicato in
fig. 2.
La fig. 3 riporta i dettagli costruttivi: tradizionalmente, l'antenna viene alimentata con linea
bifilare aperta, cio con la classica scaletta realizzata in filo di
rame da un paio di millimetri (o
poco pi) di diametro, spaziati di
10...;-.15cm ed isolati, oppure con
"piattina" bifilare da 300...;-.450 Q
(meglio quest'ultima).
Al giorno d'oggi, come linea di
alimentazione assai popolare il
cavo coassiale, se non altro per
la sua semplicit di montaggio e
per diversi altri vantaggi; ma il
suo difetto principale quello di

1/2

La linea di alimentazione
deve essere un numero
dispari di quarti d'onda
All'apparato
Fig. 3

Fig. 2

non tollerare alti livelli di ROS stessa non collegato a niente,


senza perdite serie nonch peri- mentre l'altro va all' estremit
coli liguasti (con potenze eleva- dell' antenna. La spiegazione pi
te) E quindi normale adattare i semplice di questa strana situa50 Q di impedenza del cavo zione che la linea deve essere
all'impedenza dell' antenna an- bilanciata, e quindi un lato di
~che per ridurne le perdite ed i essa bilancia l'altro cosicch non
si ha irradiazione dalla linea
problemi di potenza, ma non
stessa;
ecco perch un solo lato
sempre compito facile.
Quando si abbia a che fare con della linea viene collegato
un dipolo a mezz' onda, la cui im- all'antenna (che, ricordiamolo,
pedenza di alimentazione pu ad alta impedenza): anche l'altro
essere compresa fra 30 ed 80 Q, lato (non collegato) finisce ad
l'alimentazione diretta col cavo a alta impedenza (anzi, di pi!).
Comunque, non qui neces50 Q pu esser ben tollerata; ma
sario inserire alcun balun.
avendo a che fare con un' antenna a mezz' onda alimentata ad un
estremo (come la Zeppelin), la
cui impedenza si aggira sui Attenti all' alta tensione
3000+4000 Q, l'operazione
necessario, a questo punto,
ben pi difficile.
Se una tale antenna venisse ali- valutare anche i pro ed i contro
mentata direttamente con cavo di questo pur semplice tipo di
antenna; ed i contro stanno nella
coassiale, si potrebbe raggiungere un livello di ROS dell' ordi- conseguenza diretta dell' alta imne di 80: l, con perdite inimma- pedenza di alimentazione: l'alta
tensione RF.
ginabili nel cavo o con problemi
Ecco quindi nascere qualche
irresolubili da ogni normale
adattatore d'antenna.
problema se la lunghezza della
Il problema con la scaletta, op- linea non quella giusta: se, per
pure con piattina bifilare, diven- esempio la linea di trasmissione
lunga una mezz' onda, l'impeta invece quello di compensare
denza di una sua estremit viene
un ROS di lO a l o pressappoco,
ripetuta pari pari all'altra estreben pi normale.
Con quest'ultimo valore di mit, ed anche la tensione preROS, un transmatch eseguir ot- sentel
Quindi. con un' antenna a
timamente il suo compito, quello
mezz'onda
come la Zeppelin, l'alcio di trasformare il carico pi o
meno sconosciuto ai previsti 50 ta tensione non si ritrova solo
Q, in modo che iltrasmettitore la- sull'antenna stessa ma anche gi,
nella stazione, con pericoli di invori in modo appropriato.
terferenze un po' con tutto, nostre
E qui opportuno un chiarimenmani (o labbra) comprese.
to pratico.
Con un'antenna end-fed che
Se invece si impiega una discesa lunga 1/4 d'onda (o un suo
usi linea aperta (ovvero scaletta),
uno dei due connettori della
multiplo), allora la situazione

cambia del tutto, nel senso che


l'alta tensione a RF del punto di
alimentazione d'antenna non viene ripetuta gi in stazione; ad ogni
modo sempre consigliabile
montare una linea lunga un multiplo dispari di quarti d'onda (e occhio alle versioni multigamma).
In ogni caso, concludiamo affermando
che una Zepp a
mezz' onda funziona almeno
bene quanto un buon dipolo!

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Rke 12/2006

41

PER COM/NC/IIRE

I COMPARI/TORI

Il

cui
si sente abbastanza
spesso
comparatore
un circuito di
parlare, e che presente in
molti dispositivi con cui si ha
spesso a che fare; ma la sua costituzione reale ed il suo funzionamento specifico non sono altrettanto ben conosciuti.
Iniziamo subito col precisare
quella che la sua funzione
base: incredibile ma vero (!), si
tratta di un circuito che serve a
comparare (ovvero, a paragonare) le ampiezze di due ingressi, a
segnalare qual il pi grande, e
di conseguenza
ad attivare ...
qualcos' altro.
La sua presenza la possiamo
trovare, per esempio, nei carica
batterie, negli alimentatori in genere, nei sintonizzatori d'antenna, nei dispositivi di commutazione ecc.
Molti sono i circuiti in grado di
confrontare tensioni fra di loro,
ma il sistema pi semplice e pi
comune quello di un amplificatore ad alto guadagno dotato di
due ingressi di alta impedenza.
Ecco allora che il pensiero corre subito ad un amplificatore
operazionale: ed infatti il comparatore fondamentalmente un
op-amp con uscita a collettore
aperto.
Il suo stadio d'uscita consiste
infatti in un transistor NPN il cui
collettore collegato all'OUTPUT, e nient'altro.
Ci consente di interfacciare il
comparatore a circuiti digitali e
di pilotare carichi commutati
meglio di un normale op-amp,
presentando anche vantaggi di
basso rumore.

Termini da ricordare

Un circuito applicativo

Isteresi: slittamento della soglia


di commutazione di un comparatore, appositamente provocato da reazione positiva.
Chatter (borbottio): oscillazioni del livello d'uscita di un
comparatore quando il segnale d'ingresso prossimo alla
soglia di commutazione.
Uscita a collettore aperto
(open collector output): uscita
di un circuito integrato consistente nel collettore isolato di
un transistor bipolare (o di un

Proponiamo un semplice rivelatore di tensione (fig. l) come


potrebbe essere usato in un alimentatore per segnalarne eventuali sovratensioni; in pratica si
tratta di segnalare, mediante un
LED (o attivando qualsiasi altro
dispositivo), ogni qualvolta la
tensione variabile d'ingresso sia
pi alta di un valore prefissato.
Questo valore (Vsp) definito dal
divisore resistivo (opportunam~nte dimensionato) Rl ed R2.
E stato adottato come IC un
LM311 (ma anche un LM339,
oppure un normale 741, potrebbe funzionare, salvo tener conto
delle differenze di piedinatura),
alimentato
con + 12V (e il
"meno" a massa); importante
anche collegare assieme i piedini l e 4, cos che sia a massa l'emitter del transistor d'uscita.

FET).

Threshold (soglia): il valore di


tensione in corrispondenza del
quale il circuito comparatore
commuta il suo stato.

Fig. l

V+

V+

2.2kO

V+
LED

V+
R2
OC = Open Collector

V+
V+

V+
LED
~

V+

OC

==

Open Collector

Fig. 2

Per tener bassa la corrente assorbita dal partito re resistivo,


consigliabile far SI che Rl + R2 =
50 kQ (circa)
Fissiamo come tensione di soglia di commutazione Vsp = 5 V,
da cui (con opportuna applicazione della legge di Ohm) si trae
R2 = 22 kQ; per Rl adotteremo
cos 27 kQ.
Costruito il circuito, si regoler
il potenziometro da 10 kQ per
controllare accensione e spegnimento del LED (naturalmente si
possono adottare anche altri valori di Vsp).
Regolare lentamente l'ingresso variabile attorno al valore di
Vsp; si potr notare il LEDtremolare o lampeggiare leggermente
subito prima e subito dopo l'accensione, cio a ridosso della
commutazione ON/OFF.
Controllare la tensione d'uscita
del comparatore; la caduta ai
capi del LED(anche in condizione OFF) far SI che detta tensione sia di circa 1,5 V pi bassa di
V+.

L'isteresi
Poich i comparatori vengono
spesso usati per pilotare rel, lo
stato di indecisione del loro stato
di uscita attorno alla commutazione (eha tter) fa SI che i rel
aprano e chiudano ripetutamente i loro contatti; ci, oltre all'a-

spetto rumoroso appunto definito chatter, pu risultare dannoso


ai rel stessi nonch ai circuiti
che ne vengono pilotati.
Filtrando il segnale all'ingresso
con raggiunta di un condensatore (qualcosa del genere avevamo visto un anno fa parlando del
555) al divisore di Vsp, si pu ridurre il chatter, e le sue conseguenze.
Ma una soluzione pi affidabile quella di usare l'uscita del
comparatore per spostare la soglia di commutazione facendola
slittare un poco nella direzione
opposta al segnale d'ingresso
proprio quando si incrocia il valore di soglia, col che il chatter
viene completamente eliminato:
e questo si ottiene aggiungendo
una reazione positiva che dall'uscita va al punto di Vsp, come
ora indicato nello schema di fig.
2.

Questa semplicissima modifica, consistente nell' aggiunta di


R3, praticamente trasforma il
normale comparatore in un trigger di Sehmitt. Quando il transistor collega R3 in parallelo ad
R2, abbassando il valore di Vsp e
allontanandolo dal valore della
tensione d'ingresso variabile;
l'inverso succede quando la soglia attraversata nella direzione opposta, cos che essa si alza
in quanto R3 va in parallelo ad

Questo slittamento automatico


del punto di Vsp in funzione
dell' aumento o della diminuzione dell' ingresso appunto ci
che si definisce isteresi.
Il circuito cos modificato (appunto riportato in fig. 2) porrebbe ora il problema del dimensionamento di R3, cosa per la quale
esistono naturalmente formule e
motivazioni; ma basta precisare
la condizione secondo cui R3
deve essere molto maggiore di
R4, ed cos che ilvalore di R3 =
220 kQ (ottenuto dai calcoli)
giustificato anche con un semplice ragionamento logico (molto
maggiore = 100 volte o pressappoco).
Le prove circuitali che ne conseguono sono ancora quelle gi
viste a proposito del circuito di
fig. l; si potr rilevare che ilvalore della tensione di isteresi si aggira su 0.4 V (naturalmente ritoccabili col valore di R3).

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a poco
Moltifrequenza
circuiti che
a bassa
alta
tempo addietro richiedevano soluzioni con dispositivi discreti, ovvero singoli transistor
oppure FET polarizzati da reti
pi o meno complesse che includevano svariati componenti passivi, sono oggi facilmente realizzabili con migliorata affidabilit
utilizzando amplificatori operazionali di elevata potenza od a
larga banda. Questi ultimi, non
pi una novit ma una consolidata presenza almeno a livello professionale, sono disponibili da
svariati produttori, Elantec e ADI
per citarne un paio, con prezzi
relativamente contenuti e certo
accessibili anche per gli autocostruttori.
L'interesse crescente verso gli
amplificatori operazionali avanzati innegabile e pi che giustificato se si considerano i vantaggi. La certezza di definire il guadagno dello stadio, l'assenza
110
D
delle reti di polarizzazione tanto
critiche all' aumentare della frequenza quanto non sempre immediate da progettare, stabilit
garantita su un ampio range di
frequenza e temperatura, possibilit di pilotare carichi con potenze significative pur avendo un
modesto contributo in rumore,
eccetera.
Insomma tante caratteristiche
positive e poche di segno opposto, l'ideale per realizzare circuiti che funzionino fin da subito

senza le criticit che invece sono


tipiche dei progetti che fanno
uso di componenti discreti pur
essendo questi meglio ottimizzabili verso un singolo parametro.
Del resto consultando i datasheets degli operazioni oggi in
commercio non si pu che constatare i valori raggiunti dalle
performance di alcuni modelli,
in particolare dal-ladinamica superiore a 100 dB.
Tutto facile dunque? Non proprio, o meglio vi sono delle insidie tecniche che sono legate alla
natura del circuito interno di
questi dispositivi integrati e che
troppo facilmente si tende a dimenticare. Risultato, delle prestazioni bel lontane da quelle dichiarate e origine del problema

apparentemente non identificabile.


Facciamo subito un esempio
concreto. Nella figura 110 schema di un amplificatore che fa uso
di un operaziona1e in uno stadio
con guadagno di tensione pari a
20 dB e configurazione non invertente. Una soluzione classica
di applicazione universale. Apparentemente vi poco da aggiungere, si tentati di pensare
che se l'operazionale scelto ha
una distorsione armonica THD
del 0.00015% nelle specificate
condizioni di impiego (tensione
di alimentazione, impedenza di
carico, livello del segnale) allora
il circuito nel suo complesso mostrer questo identico valore.
Sbagliato!

Fig. l

1000
RF

+Vcc

RG
Rg

10k

Ingresso
CB

Usc~a
Re

100

- Vee

12V
-2V
lUV
6V
UV
-6V
4V
-uv
-1
2V
-4V
UV
UV
2.lmA
1.8mA
2.4mA
-12V.
2.1mA
1.7mA
1.9mA
2.UmA
2.2mA
1.6mA
11.5mA
. .4mA,

4ms
7ms
9ms
Ums
2ms
lms
6ms
5ms
Ums
10ms

lms
5ms
2';'5

4ms

Fig. 2

Quando si utilizzano gli amplificatori operazionali ottimizzare


illayout del circuito stampato per
ottenere la minore distorsione su
ampi segnali, e quindi preservare il campo dinamico che le specifiche del componente dichiarano, pu sembrare un approccio astratto ma invece la giusta
via da seguire. Realizzando circuiti che devono presentare una
elevata soppressione delle distorsioni si verifica spesso che
teoria e pratica differiscono anche di molto apparentemente
senza giustificazioni. Lo stesso
peggioramento si ha modo di registrarlo quando un circuito realizzato per un dato package viene riadattato per un diverso
package pur se dello stesso dispositivo.
Per comprendere in che modo
il circuito stampato responsabile di un tale degrado nelle prestazioni ritorniamo per un istante
alla schema per considerare le
forme d'onda della tensione sul
carico, quindi in uscita all'amplificatore, e la corrente che percorre uno dei rami di alimentazione, poniamo quello negativo
nel nostro esempio.
Avendo un oscilloscopio sullo
schermo potremo osservare le

tracce di figura 2.
Il segnale all'ingresso del circuito una pura sinusoide, all'uscita troviamo la medesima forma d'onda solo di poco alterata
dalla distorsione intrinseca all' 0perazionale, ovvero quel piccolo
0.00 ... % che non possibile
percepire visivamente nella traccia superiore relativa proprio
all'andamento della tensione sul
carico. Nelle stesse condizioni
operative la traccia inferiore mostra invece la corrente di alimentazione sul ramo negativo, e questa come si osserva non certo si-

nusoidale. Ilmotivo da ricercare


nella struttura interna dell' operazionale. Questi componenti hanno infatti uno stadio di uscita in
classe AB con caratteristiche
molto diverse a seconda delle
prestazioni per le quali stato
sviluppato il componente ma in
comune si riscontra un comportamento simile - la corrente nel
terminale di alimentazione scorre con ampiezza ben maggiore
durante una semionda del segnale d'uscita. L'altra semionda
causer un simile incremento sul
terminale di alimentazione di opposta polarit.
Poniamo attenzione ora alla figura 3 che rappresenta la piedinatura standard di un amplificatore operazionale in package
DIP e S01-23 ovvero a montaggio tradizionale ed SMD. Si osservi come l'ingresso non invertente vicino, e parallelo naturalmente, al terminale di alimentazione negativa. Nel tipico impiego come mostra la figura quando
l'amplificatore fornisce significativa corrente al carico in uscita
questa percorre anche il terminale di alimentazione verso massa. L'induttanza mutua e la capacit parassita che accoppia l'ingresso non invertente con il
terminale di alimentazione negativa determina un errore, piccolo ma non nullo, al punto di
somma d'ingresso che proporzionale all'ampiezza ed alla frequenza della corrente di alimentazione. Quando il segnale sinusoidale la corrente dal ramo

Fig. 3

Alimentazione

[+J

Uscla

Ingresso

Alimentazione

Accoppiamento
indesiderato tra
linea di alimentazione
ed ingresso

45

Usare un solo punto di massa per il


segnale di ingresso e retro azione

Alimentazione [+]
Massa
Uscla

Ingresso

Alimentazione

Distanziare e rendere ortogonafi


le piste che colegano ingresso e Vee

Porre ~condensatore di trv-pass


molo vicino roperazionale

Fiq.4

negativo viene ad essere presen- te solo, in prima approssimazione, per met del ciclo dell' onda.
Questa condizione il presupposto affinch si presenti una distorsione armonica di 2 ordine
avente come causa diretta l'accoppiamento indesiderato, questo determinando un errore rife-

rito all'ingresso inoltre moltiplicato per il guadagno dello stadio


e pertanto maggiore il guadagno pi significativo l'aumento
della distorsione.
Il meccanismo descritto vale
per tutti gli operazionali con alimentazione duale, include pertanto l'intero arco che si estende

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per impieghi RF dall'altro. La figura 4 riassume le regole da seguire nel realizzare il circuito
stampato al fine di ridurre le distorsioni indotte. Sono regole
semplici da attuare ma che
ugualmente possono fare la differenza - anche pi di 20 dB nella riduzione delle componenti
indesiderate sul segnale di uscita, un miglioramento sostanziale
a fronte di un modesto impegno
a livello pratico.
La conclusione sostanzialmente nelle mani del progettista.
Non sufficiente considerare un
componente come un simbolo
elettrico da collegare ad altri
componenti, si deve avere da subito la percezione di come il dispositivo fisicamente si caratterizza e dei vantaggi che possono
derivare dal scegliere un idoneo
posizionamento
sul circuito
stampato.

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L 'IISPETfO TEORICO

I Dltrl posslvl (1)


Dopo i filtri passa-basso

e si dimensionano

m-derivati si analizzano

gli analoghi filtri passa-alto

di Nicu Grll/uni

Generalit

In precedenza si sono esaminati i filtripassa-basso con celle a


m evidenziando l'ottima attenuazione che i medesimi presentano
in banda proibita. Pertanto, per
le considerazioni introduttive ai
filtri a m, si rimanda alI'articolo
precedente.
Qui si prendono quindi in esame i filtri passa-alto dello stesso
tipo che, nelle configurazioni a T
e a n, si presentano come nelle
figure l a e b.

In quest'ultima f 00 la frequenza alla quale si ha la massima attenuazione.


Esempio

Il filtro passa-alto
di tipo m

Applicando le espressioni [I]


-;- [3] si ricava:

a T

(1-

Soluzione

C =

4 Xn xO,6

= 221 nF ~

il filtroproposto nella figurd I


a per il cui dimensionamento si
ricorrer alle seguenti espressio-

nI:

L=
2

l
X

4 . n . m' fr . R

= 4 n . m' fr

C2

4 m
= (1- m2 ) 4 . n . fr . R

n X 600 x 1000

= 497,35 nF
Dalla [4], si ricava:

t=

fr

.Jl -

m2

1000

2C1

[5]

Pertanto, per m = 0,6 e fr =


kHz si ricava per foo:
0,62

= 800 Hz

600

= 442 nF

600

4 xnxO,6x1000

La massima attenuazione si ha
quindi alla frequenza di 800 Hz.
La figura 2 riporta la risposta in
frequenza del filtro qui dimensionato. Ilmarker verticale a indica che alla frequenza di I kHz
(Xa = l kHz) si ha un'attenuazione di circa 5,8 dB [(c - d) =
5,779 dB] rispetto al segnale in

[1]

R
L2

0,62)

{" = 1000 x.JI -

= 79,57 mH
Cl =

4 xO,6

Si dimensioni il filtro passa alto


di cui alla figura l a per una frequenza di taglio fr = l kHz essendo !'impedenza caratteristica
R = 600 Q. Si assuma m = 0,6.

C2

Fig. l - Filtri passa-alto m-derivati. a T in a e in b a n.


[2]
L1

[3]
Vi

In queste espressioni f r la frequenza di taglio, R rappresenta


!'impedenza caratteristica e m
il parametro che, gi incontrato
nei filtri passa-basso, nel caso
dei filtri passa-alto ha espressio-

:=RFr

[4]

Vo

C1

~cyc~,

2L2

2L2

1~2_

rC2
(a)

(b)

67

Il parametro m, come gi SI e
detto nell'esposizione dei filtri
passa-basso m-derivati, pu comunque assumere un qualsiasi
valore compreso fra O (ma mai
proprio zero) e l tenendo per
presente che per m = l si ritorna
al filtro a k costante.
In pratica

Per svincolare per quanto possibile il comportamento del filtro


dalla frequenza, nella pratica si
ricorre a circuiti in cui coesistono
i filtria k costante con i filtria m.
Un esempio riportato nella figura 3 dove si fatto ricorso ad
un filtro passa-alto a k costante
come cella centrale e a due celle
a m in ingresso e in uscita.
In questo caso, per il dimensionamento di un filtro del genere,
si far ricorso alle seguenti
espressioni:

Fig. 2 - Risposta in frequenza del filtro passa-alto di cui alla figura l a dimensionato per
una frequenza di taglio di 1kHz.

banda passante che, a sua volta,


~ come indica la posizione del
marker orizzontale d, ha un' attenuazione di circa 6 dB rispetto al
segnale di ingresso il cui livello
OdB. Si legge, infatti: Yd = 6,003
dB.

Volendo ottenere una frequenza di l kHz a circa - 3 dB sar


sufficiente diminuire del 5 o anche del 10% la frequenza Ir indicata dal problema. In questo
caso si ripeter ilcalcolo delle tre
capacit e dell'induttanza imponendo quindi una frequenza di
950 o anche di 900 Hz. Per una
frequenza pari a 950 Hz - diminuzione quindi del 5% - in simulazione si ottiene Ir = l kHz a 3,7 dB. Imponendo una frequenza di 900 Hz - diminuzione quinFig.

di del 10% - in simulazione si ottiene Ir = l kHz a - 2,7 dB.


Il marker verticale b indica la
frequenza alla quale si ha la
massima attenuazione in banda
R
interdetta. Si legge, infatti: Xb =
794,3 Hz ossia
m 1-unrm2valore pressoC=
L2
2 Cl
ch eguale a quello su calcolato
L
4 4nono!
Ir oR
tramite la [4J.
L=
C _4omoC
C
evidente dall' espressione [4]
che il valore della 100 pu essere
modificato attribuendo al parametro m un diverso valore. Per
esempio, ove si desideri che la
massima attenuazione si abbia
per 100 = 900 Hz, sempre per fr =
l kHz, si ricava per m:

Vl:"

2C

2C1

Va

R
C212

cella m-derivata

Esempio 2
Si dimensioni il filtro di cui
all'esempio l (fr = l kHz, m =
0,6, R = 600 Q) utilizzando la
configurazione circuitale riportata nella figura 3.
Soluzione
Applicando le espressioni [6]
-;- [lO] si ricava:

2L2

2L2

1000 )2 = 0.435
m = ./1- (900

m-derivato di tipo T si realizza ponendo una cella a T


del tipo ak costante come cella centrale e due celle m-derivate rispettivamente in
ingresso e in uscita.

2C

cella

a k costante

cella m-derivata

C=

l
4 Xn xlOOO x 600
132,6 nF => 2C = 265,2 nF
C = 132,6 xlO-9

= 221 nF
68

[6]
[8]
[lO]
[7]
[9]

=-

3 - In pratica il filtro passa-alto

2C1

=>

0,6
2C1

= 442 nF

mR
LI
2ClI12C

Vi

2C1/I2C

= (1- m2).

Vo

4 .m
2L2
L
47.75mH
C212

159.16mH

R
600

C212

1248.6nF

1248.6nF

[11]
:re . fr

Fig. 4 - Circuito pratico del filtro passa-alto di cui all'esempio 2.

. :re .

[12]
fr

R
L2

= 4':re'

[13]

m . fr

Esempio 3
Si dimensioni un filtro a :re mderivato del tipo di cui alla figura
l b per fr = 10kHz, m = 0.6 sapendo che l'impedenza caratteristica R = l kQ.
Soluzione
Applicando le espressioni [Il]
-+- [13] si ricava:
0,6 xlOOO
LI

= (1- 0.62 ) .104


= 29,84 mH
:re

l
4 xO,6 X:re X 103 xl04
13.26 nF
1000
4

X:re

xO,6 xl04

= 13,26 mH
Fig. 5 - Curva della risposta in frequenza del filtro passa-alto di cui alla figura 4, dimensionato per una frequenza di taglio di l kHz (Esempio 2).

L=

= 47,75 mH

600

47.75 x10-3
0,6

= 79,58mH ~

2L2

= 159,l6mH

4 xO,6 xl32,6 x10-9


l-U,U
= 497,25 nF~ C2/2 = 248,6nF

La figura 5 mostra la risposta in


frequenza. La frequenza di taglio a - 3 dB - indicati dalla reciproca posizione dei marker orizzontali c e d- proprio di 1kHz
come indica il marker verticale a
(Xa = l kHz). Il marker verticale
b indica la frequenza f 00'

C2 --

La figura 4 riporta il filtro qui


dimensionato. Si noti la semplificazione con la quale si sostituita alla serie dei condensatori 2C
e 2C l la loro capacit equivalente.

Il filtro passa-alto a :re


di tipo m
proposto nella figura l b. Per
il dimensionamento di questo filtro, il cui comportamento peraltro del tutto simile a quello del
passa-alto a T di tipo m, si usano
le espressioni:

La figura 6 riporta la risposta in


frequenza del filtroa:rem-derivato qui dimensionato. A - 3 dB la
frequenza di taglio, indicata dal
marker verticale a - di 10.9
kHz. ossia di 900 Hz pi elevata
di quella desiderata. In effetti a
10kHz sia ha un' attenuazione di
circa 5,7 dB Per avere una frequenza di taglio assai prossima a
10kHz sufficiente diminuire la
frequenza di taglio nominale (lO
kHz) del 5 o anche del 10% e
quindi procedere con le espressioni [Il] -+- [13]. Con una diminuzione del 10%, ossia ponendo
fr = 9 kHz nelle espressioni citate, in simulazione si ricava che a
- 3 dB la frequenza di taglio di
9,8 kHz.
In pratica
Come gi si visto per il filtroa
r analogo

m di tipo T. anche per

Rke 1212006

69

1mH

X.:l0.ga,
Y"AI.ooo

,<b:7.~
y(:.&.ooo

tipo a n si preferisce in pratica ricorrere ad una cella centrale,


ma sempre a k di tipo n, disponendo quindi in ingresso e in
uscita celle m-derivate cos
come mostra la figura 7.
Per il dimensionamento si ricorrer alle seguenti espressioni:
Rl
[14]
[16]
[15]
[18]
[l'l]
(l
m2 ) 4 . n . f
T Cl
L2 =- L=
14, 4n'n'LfT f R
L _
4mR

;2,~
0(;<1,(;103

C=
C

Fig. 6 - Risposta in frequenza del filtro passa-alto m-derivato di tipo;n; di cui alla figura l b.
dimensionato per la frequenza di taglio di lO kHz (Esempio 3).

L 1/2

L 1/2

Vi

Vo

2C1

Esempio 4
Si dimensioni il filtropassa-alto
di cui alla figura 7 per la frequenza di taglio fr = lO kHz.
L'impedenza caratteristica pari
a l kQ.
Soluzjone

cella a 11:a k costante

cella m-derivata

cella m-derivata

Applicando le espressioni [14]


[lS] si ricava:
L

Fig. 7 - In pratica il filtro passa-alto m-derivato si realizza disponendo una cella a;n;ak costante come cella centrale e due celle m-derivate rispettivamente in ingresso e in
uscita.

1000
4 Xn xl04

= 7,96 mH => 2L = 15.9 mH

Fig. 8 - Circuito pratico del filtro passa-alto di cui alla figura 7 dimensionato
quenza di taglio di lO kHz (Esempio 4).

LI =

per una fre-

4 0,61000
2
(l- 0,6 )4 n'lO

= 29,S4mH
-

2L2//2L L1/2 9.931mH


FH
C
yC1

,,

JlV'
t

12L2112L 26.54"'

7.""'

L1/2
1k

=>

L1/2 = 14,92mH

C.

__,

- 7,96 nF

C = 7,96 xl0-9

13.27 nF

0,6

=>

2C1

= 26,54 nF

7,96 x l 0-3
0,6

13,27 mH => 2L2 = 26,54 mH


70

.-

J<.410.00.

""'1.oG

.. 1.057>

y", . _

Y.:.fIDOCI

>3DOC1

'1fT

Fig. 9 - Risposta in frequenza del filtro passa-alto di cui alla figura 8. SihafT = 10kHz a-3
dB. In banda passante il segnale subisce un'attenuazione di 6 dB.

~1"1

(11"'.

~---~
~-~=-~

..

,--

.
I~'II

(11"1_

(U

~ UIt

Fig. lO - In banda interdetta, a monte della frequenza f~,la curva di attenuazione ha pendenza di 60 dB per decade. L'attenuazione di 60 dB per decade caratteristica
dei filtri del terzo ordine.

La figura 8 riporta il filtro qui


dimensionato. Rispetto al circuito di cui alla figura 7 si sono soltanto sostitute le due induttanze
2L e 2L2 con il loro parallelo (2L
/ / 2L2)

La figura 9 mostra quindi la


curva della risposta in frequenza. La frequenza di taglio, indicata dal marker verticale a, , a3 dB, proprio a lO kHz. Si legge,
infatti:Xa = 10kHze(c-d) =-3
dB.

In banda passante, ossia a valle della frequenza di taglio, il segnale ha un' attenuazione di 6
dB, indicati dalla posizione del
marker orizzontale d. Si legge,
infatti: Yd = - 6 dB.
In banda interdetta, ossia a
monte dalla frequenza f 00' r atte-

nuazione quella caratteristica


di un filtro del terzo ordine. Passando infatti da 100 Hz - figura
lO - a 10Hz, intervallo di una decade, si registra, tramite la reciproca posizione dei marker orizzontali c e d, un' attenuazione di
60dB. Silegge, infatti: (c-d) =60dB.
Si conclude qui l'esposizione dei filtri
passivi. Il lettore che volesse conoscere le modalit di dimensionamento anche dei filtri passa-banda e
elimina-banda m-derivati pu inviare un.Email all'autore che anche disponibile per qualsiasi ulteriore suggerimento nigrillo@tin.it

INTERAMENTE RIPRODOTTI
IN PDF.
POSSIBILITA' DI RICERCA E
CONSULTAZIONE SU MONITOR O
RIPRODUZIONE SU CARTA DEI
TESTI E DEI CIRCUITI STAMPATI
DA ACROBAT READER 5.1 IN
ITALIANO, COMPRESO NEL CD.
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PC con processore Pentium Il,


128 MB di RAM, Windows 95
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E-mail: cec@edizionicec.it

flCCESSORI

"od/neQ di IIn mlcrolono da


eonte,enzo per l'uso tlllltlto'rltlle
Ovvero come rendere adatto ai nostri RTX un microfono da tavolo,
un modello piatto della Polycom, precisamente il modello "Sound station VTXI000"

di Daniele Cappa

vestito di un 'ottima gomma anti-

scivolo.
La modifica pu
essere facilmente
adattata ad altri
modelli destinati
ad usi analoghi,
ad esempio il modello 8l9LPS della Shure.
disco di 85 mm di diametro,
Esteticamente
trattadadi cui
un
circa,
alto 22 mm si
sporge un vistoso pulsante in
gomma. Il lato inferiore in lamiera di ferro, spesso 2 mm e
proporzionalmente pesante, riFoto l - La basetta

millefiori

montata

L'interno realizzato interamente a montaggio superficiale,


non ho trovato informazioni circa
le sue connessioni e ho deciso di
eliminarlo completamente, recuperando solo il guscio esterno,la
capsula a condensatore e la par-

IW1IIXR

te esterna del pulsante in gomma.

Con la maschera fornita dal


vecchio circuito stampato ho tagliato, sagomato e forato un ritaglio di basetta millefiori identico
all'originale. Sulla piastrina millefiori ho posto esattamente sotto
il pulsante originale in gomma
un interruttore a pulsante, un
modello che chiude il contatto e
lo riapre alla successiva pressione. Con un modello a due vie
possibile accendere un led per
segnalare la condizione di trasmissione.
Per poter comandare agevolmente ilPTTagendo sul pulsante
di gomma necessario favorire

Foto 2 - TImicrofono

terminato

Rl

15000

&800

5&0

:!:.iJ F

Cl
condenso.tore
Capsula o.

Elenco componenti
Rl = 1500 Q
R2 = 680 Q
R3 = 120 kQ
R4

= 22

kQ

R5 = 2700 Q
R6 = 56 Q
VRl = lO kQ trimmer
Cl = l nF
C2 = lO,uF 16V
C3 = lO,uF 16V
C4 = lO,uF 16V
C5 = lO nF
C6 = 100 nF
C7 = lO,uF 16V
C8 = 100 nF
Q l = SC 109, o qualsiasi NPN per
bassa frequenza
Capsula a condensatore a due fili
Ritaglio di piastrina millefori
Interruttore per il comando del PTT

quanto possibile lo scorriment9


della gomma nella sua sede. E
necessario abbassare notevolmente i divisori di plastica interni
al contenitore e allargare un
poco il foro ovale nel guscio superiore.
Eseguite le modifiche meccaniche, possiamo dedicarci al
montaggio del preamplificatore.
Ho scelto un modello a un solo
transistor, gi utilizzato nel corso
degli anni in pi realizzazioni
analoghe. Lo schema non presenta nulla di nuovo, ognuno potr tranquillamente
sostituirlo

T1nF

C8

1&V

lOjJF
C2
l&V
j

+8V
C9

Il00nF

120ko

R3

VR1

Il00nF

l~

l&V
lOjJF
+)l_out
CI

\Okn
Ql

R'I
22ko

I, C'I

-r -r

$10 1&Vr'>27000
,lR5
-1-C5
I
I 10nF-1-C&
I 100nF
.GND

La commutazione del PTT e


con altri schemi analoghi e ami'accensione
dell' eventuale led
piamente collaudati.
Si tratta di uno stadio a emetti- andranno realizzate semplicetore comune classico, con la po- mente collegando i contatti del
deviatore.
larizzazione di base fissa, capacit di fuga sull'emettitore e carico rappresentato dal trimmer di
uscita sul collettore.
Iltutto condito con condensatori ceramici sull'ingresso, sull'uscita e sull'alimentazione per tenere quanto pi possibile lontana la radiofrequenza.
Il montaggio realizzato sulla
basetta millefori. prestando la
massima attenzione ali' altezza
dei componenti. unica dimensione critica all'interno del contenitore che decisamente ab[
,
bondante per i pochi componenti impiegati.
perTR+
L'alimentazione ricavata direttamente dalla presa del microfono del ricetrasmettitore, nel
caso un IC207. I valori delle caREtE9per
pacit sono ottimizzati per un
traffico FM, data la natura "comodosa" del microfono.
lineo "C"
Nulla vieta di modificarne la
destinazione, per un uso in SSB
sar necessario abbassare i valori delle capacit interessate al
segnale (C2, C4 e C7) dagli originali IO,uFfino a 470nF - I,uF
ceramici. Per alimentare il tutto
d,. [ij)DD@]~~
0[j{] :i~~G
con una pila a 9V elimineremo il
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E-mail: milag@milag.com
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dei prodotti
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FltTRI ..
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J~;

VI$4

Carta di

Rke 12/2006

73

'Z

UlBORllTORIO-STRVMENTI

Da uno strumento quasi da gettare via ad uno strumento quasi professionale

----------Premessa
Il ROSmetro , forse. lo strumento pi comune in qualsiasi
stazione di radio amatore, sebbene i moderni ricetrasmettitori abbiano questo strumento gi incorporato.
Non descriver le modalit
d'uso e l'utilit di questo strumento, in quanto stato fatto in
modo ampio ed esauriente da
molti altri pi chiari e pi bravi
del sottoscritto e per questo Vi rimando alla bibliografia [1...9].
Da anni avevo. relegato in fondo ad uno scaffale, un ROSmetro-wattmetro acquistato in svendita in una delle tante fiere di
elettronica (foto l).
Questo strumento. come tanti
Foto l

di Era/do Sbarbati

altri, funge anche da wattmetro


con diverse portate, pertanto.
tutto ci che dir potr essere
esteso a molti strumenti di altre
marche.
Uno strumento di questo genere costruito per le bande decametriche, in funzione rosmetro,
fa egregiamente il suo dovere
dalla banda dei 160 metri alla
banda dei 6 metri.
Nella funzione wattmetro. oltre
la dubbia linearit che si possa
ottenere in un intervallo cos ampio da l W a l kW di fondo scala.
lo strumento tarato soltanto per
una singola frequenza, in questo
caso per la banda dei 27 MHz.
Con queste note cercher di
descrivere una semplice modifica per rendere questo tipo di

I4SBX

strumenti lineare per tutta la


banda da 160 a 6 metri con una
precisione entro il 5 % (la stessa
del Bird 43).
Funzionamento di un
ROSmetro wattmetro
Per effettuare la misura viene
prelevata parte della potenza
proveniente dal trasmettitore e
diretta verso l'antenna da un
doppio accoppiatore direzionale. fig. l e foto 2.
La potenza dal connettore TX
scorre lungo la linea centrale.
calcolata a 50 Q di impedenza,
al connettore ANI.
Le due linee laterali raccolgono parte della potenza dalla li-

Foto 2

-1TDIR

n
TX

O'
REI'"
ooo- lW
~I-- o~
10W
100WO

......

"""

'O

........

~>o

o-

-HEI'"

""i.

DIR

Fig. l

nea centrale in proporzione al


loro livello di accoppiamento.
Questo tipo di prelievo anche
direzionale.
A seconda da quale lato viene
prelevato il segnale dalle linee
laterali si avr un segnale proporzionale all'intensit dell' onda
diretta o dell' onda riflessa.
Questi due segnali prelevati
dai lati opposti delle rispettive linee accoppiate dopo essere state raddrizzate, con due diodi al
germanio, e livellate producono i
segnali "DIR"e "REF"proporzionali. con andamento quadratico,
alla potenza diretta e riflessa.

La parte bassa di fig. l mostra


lo schema dello strumento di misura di foto l e dei partitori per le
varie portate.
Non necessariamente lo schema deve essere uguale a questo,
personalmente consiglio di evitare i quattro trimmers di regolazione delle varie portate, in serie
fra loro.
Collegando un lato di tutti i
trimmers sul segnale "DIR"e l'altro lato di ciascun trimmer sul rispettivo contatto del commutatore di portata si rende la taratura
delle varie portate indipendenti
le une dalle altre.

Fig. 2

-20
-25

-30

-35
~ -40

r!

",-M-45
.....-

Jtj

r~
rP'"

-50

-55

-60
o

10

20

30
MHz

1-2370 --VTMI

40

50

L'accoppiatore direzionale a
linee parallele un buon sistema
di prelievo, si pu prelevare una
porzione di segnale di -20, -40
dB, (equivalente a 100-10000
volte la potenza), senza perturbare in maniera rilevante il segnale verso l'antenna.
L'unico, e pi grande inconveniente, di questo tipo di accoppiatore che la quantit del segnale prelevato varia in funzione
della frequenza.
Per la funzione ROSmetro questo inconveniente viene compensato dal "Set" che viene fatto
prima della misura, ma in funzione wattmetro la misura sar precisa su una sola frequenza.
In realt, mi ricordo, che negli
anni 70 era popolare un ROSmetro-wattmetro a due strumenti
con una manopola graduata con
un centinaio di tacche e una tabellina allegata che dava un numerino per ogni frequenza OM
in modo che si potesse predisporre lo strumento alla lettura
diretta della potenza per tutte le
bande.
Misure su un ROSmetro
wattmetro a linee accoppiate
La fig. 2 mostra il grafico
dell' accoppiamento della sola linea, sull'asse X rappresentata
la frequenza e sull'asse Yilgrado
di accoppiamento in dB.
La linea di colore blu stata ricavata misurando l'accoppiatore
direzionale, smontato dallo strumento, con l'analizzatore di spettro Marconi TF2370 [lO]. I dati
(512 punti per misura) sono stati
raccolti con una scheda autocostruita e passati al programma
Excel col quale stato disegnato
il grafico.
I punti della linea porpora sono
stati ricavati dando potenza con
un TX amatoriale caricato su un
carico fittizio Bird DAI46/ AP e
calcolando la potenza effettiva
misurando la tensione efficace
con un voltmetro HP400C, AC
Probe 11036A e adattatore
HPII043A.
Le due curve sono pressoch
identiche. La seconda servita
soprattutto per verificare la quaI .---

75

50 Watt

TX

Ti

T2

ANT

120

100

80

/
50

li~

50

60

DIR
40

./

REF
Fig.4

20

10

20

30

40

50

MHz
I ... prima

..... dopol

Fig.3

lit di questo sistema di misura


per poterlo usare in seguito.
Questo strumento stato costruito per i 27 MHz e a questa
frequenza r accoppiamento di
circa -32 dB, che si riduce a-56
dB a 1.8 MHz e sale -28 dB a 52
MHz.
La conseguenza di questa non
linearit verso la frequenza,
evidente sul grafico di fig. 3.
Allo strumento passa la potenza di 50 watt caricati su carico fittizio di 50 Q e verificati con ilvoltmetro RF visto in precedenza.
Alvariare della frequenza otteniamo la linea porpora.
Solo a 27 MHz il valore letto
sullo strumento rappresenta il
giusto valore, nelle bande di frequenza pi basse r ago dello
strumento si muove appena e
nella banda dei 6 metri con 50
watt si ottiene una lettura di quasi
120W.
Accoppia tore direzionale
"Tandem Match"

Questo accoppiatore stato


brevettato da CarI G. Sontheimer e da Raymond E. Fredrick
nel 1969 [Il] e ripreso da John
Grebenkemper KA3BLOsu QST
nel 1987 [12].
Lo schema di questo accoppiatore mostrato in fig. 4.
76

I due trasformatori Tl e T2 sono


costruiti su toroidi Amidon T68-2
(rossi) r avvolgimento di una sola
spira consiste semplicemente in
uno spezzone di cavo coassiale,
RG-213, infilato nel toroide, il
numero di spire dell' altro avvolgimento determina il grado di
accoppiamento.
Il grado di accoppiamento in
dB dato semplicemente da:
20*10g N
essendo il secondario di una sola
spira, il numero di spire al primario N anche uguale al rapporto
sp~re fra primario e secondario.
E stato scelto un accoppiamento uguale all' accoppiamento
delle linee preesistenti, circa 32
dB a 27 MHz, per non cambiare
la taratura dello strumento.
Per r inverso della formula precedente il numero delle spire
sar:
lO

(32dB / 20) = - 40 spire

Il senso degli avvolgimenti

deve essere come in figura.


La foto 3 molto pi eloquente
di molte parole. Si vedono i due
spezzoni di cavo coassiali denudati dalla guaina esterna e collegati al posto della vecchia linea
su circuito stampato.
La schermatura deve essere
collegata a massa soltanto da
un lato in questo caso dal lato
opposto del toroide.
Il conduttore centrale del primo spezzone di cavo coassiale
collega, fra loro, il connettore
"TX"con il connettore "ANI".
Il conduttore centrale del secondo spezzone di cavo coassiale chiuso da entrambi i lati da
resistenze di 50 Q.
Avendo scelto un accoppiamento di 32 su queste resistenze
arriver una potenza pari a -32
dB (l / 1600 in potenza) della potenza massima.
Ipotizzando una potenza massima di l kW avremo bisogno di
resistenze di 0.625 W.
In questo caso, per ogni lato,
ho usato tre resistenze antinduttive da 150 Q l watt ciascuna in
Foto 3

nettari avvitati su lamiera di ferro


verniciata.
La foto 4 mostra l'accoppiatore
completato, entrambi i toroidi
sono stati infilati sui spezzoni di
cavo coassiale, e le calze sono
state ricoperta da due pezzi di
guaina termorestringibile.
Fra i due spezzoni di cavo posto uno schermo fatto con lamierino di ottone, in modo che questi
non si vedano capacitivamente
fra loro.
La foto 5 mostra lo strumento
completo dopo l'intervento, sono
stati montati i due diodi al germania e i due condensatori ceramici recuperati dalla linea precedente.

Foto 4

-20
-25
-30
-35

Misure e collaudo finale


,.,-r'"

!g -40
-45
;-50
-55

II

-60

10

20

40

30

50

MHz
Fig. 5

1- Linea

parallelo. Una resistenza da 51


Q lW o due resistenze da 100 Q
in parallelo vanno, comunque,
bene.

- Toroidi

Il pezzo di calza visibile, nella


foto 3, in mezzo ai due spezzoni
di cavo coassiale, serve per migliorare la massa fra i due con-

Il grafico di fig. 5, linea porpora, mostra la risposta dell'accoppiatore Tandem Match: sull'asse
X rappresentata la frequenza in
MHz e sull' asse Y il valore
dell'accoppiamento in dB.
La risposta praticamente
piatta da 1.5 MHz ad oltre 55
MHz, la linea di colore blu la
stessa della fig. 2 e serve da confronto, le due curve si intersecano a circa 27 MHz perch stato
scelto lo stesso grado di accoppiamento a questa frequenza.
In precedenza nella fig. 3 avevo fatto notare solo la curva di colore porpora relativa alla linea

Errori %

50

W (Misurati)
100

3: 7 O 40
Fig.
cl misurati
I....
30
10
20
80
60
70
90
O

Linearit

100
20
80
60
40

I
..

ideale

20
40
60
50
30
10,0
0,010
O

-5,0
5,0
-10,0

Fig. 6

precedente, ora possiamo notare la linea blu eseguita usando


q4esto secondo accoppiatore.
E stata fatta per punti sulle frequenze OM regolando la potenza per segnare esattamente 50 W
sullo strumento del ROSmetro e
poi andando a leggere la potenza
reale fornita per questa misura.
Le campionature sono state fatte con una tolleranza di O l dB in
potenza equivalente a meno del
2.5 %.

La fig. 6 mostra la tolleranza in


percento della misura precedente.
Infine la fig. 7 mostra la linearit
della misura sulla vecchia scala.
stata scelta la frequenza centrale di 14 MHz ed eseguite 9 misure ad intervalli di uguali da 10
a 90 watt.
La linea blu rappresenta i valo-

FOI05

ri realmente misurati e la linea


porpora la linea dei veri valori.
c' un leggero discostamento
dovuto alla linearit dei diodi al
germanio e/ o della scala.
Ho provato a sostituire i diodi al
germanio con dei diodi Schottky
HP 5082-2800 senza nessun
vantaggio visibile.
Nella scala da 10 W la linearit
rimane pressoch uguale e nella
scala di l kWla linearit leggermente migliore, ma l'ho controllata soltanto finoa 500 per mancanza di ulteriore potenza. HI.
La scala di l W non stata presa in considerazione.
Non si riesce ad ottenere una
linearit cos estesa, o si rinuncia
al kWe si costruisce i trasformatori con meno spire per un accoppiamento pi ampio.
l W su 50 Q equivale a 7.07Veff.

Con un accoppiamento 1:40


(32 dB) avremo un segnale
uguale a:
7.07Veff./40= l 77mVeff(0.5Vpp)
siamo gi alla soglia della caduta di tensione di un diodo al germanio. Pensando di misurare almeno un decimo della potenza
di fondo scala avremo un segnale all'uscita dell' accoppiatore di:
0.1 W su 50 Q equivale a 2.24
Veff./40 = 56mVeff(l58mVpp)
In questa regione i diodi sono
scarsamente lineari ed hanno bisogno di una scala disegnata in
modo differente o di complicati

FOIO

circuiti di linearizzazione.
Con 10 spire si ottiene un accoppiamento di 20 dB ed in questo caso si pu facilmente misurare il watt fondo scala rinunciando, per, alla scala di l kW.
Naturalmente la precisione
della misura dipende dalla taratura iniziale, che deve essere fatta o per confronto con un altro
strumento di cui ci si fida, sia esso
un altro wattmetro o un sistema
carico fittizio voltmetro di precisione.
Altro problema la risoluzione
e 1'accuratezza della scala dello
strumento. Essa deve avere un
andamento quadratico.
Se lo strumento originale non
ha una scala molto definita o non
ad andamento quadratico, come
richiesto, consiglio di ridisegnarla, per esempio, con il programma Meter della tonnesoftware

Con questi strumenti si possono tenere sotto controllo contemporaneamente la potenza diretta
la riflessa ed il ROS.
Non ho ancora parlato della
accuratezza nella misura del
ROS, questa rimane buona o migliore 9.ella precedente e non
quasi pi necessario fare il "SEI"
per ogni frequenza, naturalmente, se rimane costante la potenza.
Ho fatto alcune prove con carico fittizio da 75 Q (ROS l: 1.5) e
con due carichi da 50 Q in parallelo (ROS 12) tutto secondo le
aspettative.
Se qualcuno vuol tentare la trasformazione del suo vecchio
ROSmetro-wattmetro in un pomeriggio si fa il tutto il lavoro con
la spesa di due Toroidi T68-2 e
un po' di filosmaltato di diametro
0.2-0.3 mm, meno di 20 cm di
cavo coassiale, totale meno del
prezzo di due caff al bar.
Auguro buon lavoro e rimango
a disposizione per chiaramenti
via e-mail.

[l 3].

Nelle varie fiere di elettronica,


a volte, si trovano dei begli strumenti a doppio ago con delle
scale ben fatte foto 6.

i4sbx@libero.it

MSG Meteosat DIGITALE


Immagini
funzione

digitali

perfette

con una parabola

di cui uno, ad alta definizione,

Mappa FAX da DWDsat

di 85 cm. puntata

con risoluzione

su HotBird

Le immagini digitali e di altissima qualit sono criptate e compresse


con speciali algoritmi. Per riceverle necessario essere abilitati da
Eumetsat che fornisce una password personale e la chiave USB di
decriptazione, per gestirle e visualizzarle occorre il nostro software.
L'EUMETSAT ha stabilito che gli utenti AMATORIALI che usano
i dati ricevuti per studio della meteorologia,
senza fini di lucro,
possono richiedere la licenza di ricezione senza pagare alcuna
tassa. Una GROSSA OCCASIONE da non perdere.
Alle pagine web una descrizione completa del sistema ed il form di
registrazione da compilare per essere abilitati alla ricezione.
Per maggiori informazioni

rivolgersi a:

Fontana Roberto tel 011 9058124


http://www.roy1.com
CCE snc tel 051 727271 http://www.cce-bologna.com

[I] Redazione Rke, "ROSmetro-wattmetro HF/VHF/UHF",


Rke 911983,
10/1983, 12/1983, 1/1984
[2] Redazione Rke, "Un semplice ROSmetro", Rke 6/1988
[3] Redazione Rke, "Sua eccellenza il
ROSmetro", Rke 10/1989
[4] Rinaldo Briatta Il UW,"ROSmetro
portatile HF", Rke 1/1993
[5J Alberto Moscardi Il KBH, "Sua maest il ROS", Rke 6/1993
[6] Redazione Rke "ROS-wattmetro QRP
HF". Rke 1/1995
[7] Redazione Rke "ROS-metri. regolazione e uso, Rke 4/1997
[8] Roberto Perotti IW2EVK,"ROSmetro
18-50 MHz, Rke 11/1999
[9] Il Club Autocostruttori ARI Padova,
"Wattmetro/ROSmetro
automatico
1 8-60 MHz con PIC 16F876", Rke
6/2005

[IO]Eraldo Sbarbati 14SBX"Analizzatore


di Spettro Marconi TF2370" Rke
9/2004

[Il] The ARRLAntenna Book.


[12] John Grebenkemper KA3BLo. "The
Tandem Match-An Accurate Directional
Wattmeter" QST 1/1987.
[13] htto:l Iwww.tonnesoftware.com/index.htmL

METEOSAI

SECONDA

a 13E. Il nuovo satellite

di circa un Km/pixel.

HRV da MSG HRIT

Bibliografia

Aggiornamento

MSG ha ben 12 radiometri

immagini

GOES 75 W da MSG LRIT

GENERAZIONE
in

ogni 15 minuti.

NOAA HRPT da DWDsat

Il sistema EUMETCAST, tramite il transponder di HotBird, invia


una grossa quantit di dati e immagini. Riceviamo nel nostro PC:
MSG con 12 radiometri aggiornati ogni 15 minuti.
Meteosat 63 E sull'Oceano Indiano.
Meteosat 0 E con sequenze di Rapid Scano
GOES 75W, GOES 135W e MTSAT1R 1400E per seguire
l'evoluzione di uragani e tornadi.
DWDsat con mappe fax di situazione e previsione in formato
TIF (oltre 350 mappe in 24 ore).
Immagini da NOAA HRPT in formato TIF e bollettini SYNOP.
I nostri software per gestire queste immagini sono disponibili sia in
versione professionale che in versione amatoriale.
AI sito web si pu anche scaricare un programma di ricezione
demo perfettamente funzionante.
Disponibile anche un programma freeware.

79

RIIOIIINTISMO

I primi passi dello SIItlc'lt


di Roberto Boschi

In

Kit 5/2005 e RadioKit 10/


un precedente, (vedi Radio2006) ho avuto possibilit di
descrivere alcune sperimentazioni utilizzando la radio interfacciata al computer con sistemi
operativi quali Windows e Linux.
L'obiettivo di quanto si sta dead
scrivendo condividere,
esempio con chi si sta iniziando a
prepararsi per diventare Radioamatore o semplicemente un
appassionato ascoltatore, un approfondimento,
con estrema
semplicit, di alcune semplici regole e notizie che sono indispensabili per effettuare l'attivit di ricetrasmissione e di decodifica di
segnali tipici come ad esempio
quelli del PSK31, organizzando
la propria stazione per tali sperimentazioni.
Infatti. le frequenze ora disponibili per le ricetrasmissioni (fonia e digitali) comprendono per
gli IW anche le onde corte (DECRETO MINISTERIALE21 luglio
2005 - Pubblicato sulla Gazzetta
Ufficialen. 196 del 24/08/2005),
quelle entusiasmanti frequenze
che possono restituire un feedback da molto lontano scatenando la fantasia oltre ogni confine ...
Le telecomunicazioni, la comunicazione in genere per chi
ne attratto una vera passione.
Entra nel quotidiano facendosi
strada a poco poco generando
un vero e proprio hobby dal quale allontanarsi difficile.
Si pu certamente affermare
che ogni giorno, le nostre azioni.
effettuano una qualche forma di

comunicazione: una telefonata,


una lettera, una e-mail o, pi
semplicemente, comportamenti
comunicativi quali quelli gestuali
che generano sempre emozione.
Ascoltare e farsi ascoltare
dev' essere stato, da sempre, un
desiderio profondo dell'uomo,
considerato che ogni giorno cerchiamo di scoprire nuove forme
di comunicazione e con ogni
mezzo tecnologico possibile.
Di seguito quindi, la rappresentazione di quanto effettuato
per ottenere uno shack funzionante nei modi e nelle frequenze
sopra descritte ma soprattutto ... comunicativo.
La Stazione dell'Operatore
Superato l'esame, si diventa finalmente Operatori di uno strumento di comunicazione veramente emozionante.
La radio, che fino a quel momento riproduceva solo voci e
suoni trasmessi da altri. diventa
uno strumento con il quale trasmettere le nostre sensazioni.
In "aria" la nostra voce, le nostre sperimentazioni, la nostra
potenza trasmissiva.
Qualcuno ora potr ascoltare
la nostra emozione, l'amore per
questa attivit.
Giunti a casa, dopo aver debitamente festeggiato 1'avvenimento, non rimane altro che scegliere il giusto posto per poter
operare. E qui possono nascere
non pochi conflitti con chi. effet-

Iwoev

tivamente, pu non condividere


la nostra passione (cavi e filielettrici in salone possono non piacere a chi non abituato a vederli) ...
Superati con gentilezza e dolcezza, (ma ferma e decisa volont di iniziare l'attivit), i primi
eventuali e comunque sempre
piccoli ostacoli. si sceglie, con
dovuta oculatezza, il posto dello
shack.
La stazione radio dovr trovarsi
necessariamente vicino ad una o
pi prese elettriche, in quanto,
se non da subito, molti saranno
gli apparati ed accessori vari che
necessiteranno di elettricit.
E' preferibile fin dall'inizio stabilire se oltre alla stazione radio
ricetrasmittente si vuole dotare lo
shack di un angolo tecnico. Molte volte, infatti, si ricorrer al saldatore, vuoi per necessit di cablaggio degli appositi connettori
su cavo, vuoi per pura sperimentazione come, ad esempio, l'autocostruzione di accessori come
interfacce radio-computer, ecc.
Se posizionati non lontani da
una finestra, la fantasia sicuramente giover di ci che disponibile allo sguardo e alla sensazione che una giornata pu
dare, anche per un semplice ed
improvvisato scambio, nell'immininente QTC, delle condizioni
atmosferiche.
Riassumiamo ed integriamo
quindi, un possibile elenco dei
primi elementi che preferibilmente si devono prendere in
considerazione nel decidere un
giusto collocamento della nostra

stazione radio:
l) vicinanza di prese elettriche
(considerare il carico degli
apparati che dovremo inserire);

2) preferibile vicinanza ad un'apertura con l'esterno;


3) consigliata vicinanza di una
presa telefonica;
4) vicinanza al punto ingresso/uscita cavi d'antenna.
Per quanto riguarda l'elettricit' anche una sola presa (dopo
giusta verifica per il carico degli
apparati da sopportare) pu
soddisfare le nostre esigenze.
Verranno in nostro soccorso una
o pi multiprese, meglio se con
pulsante di accensione/spegnimento.
Per la vicinanza verso l'esterno,
questa preferibile soprattutto
se decideremo, (come pi volte
faccio io) di lavorare con il saldatore in stazione. In questo modo
sar facile e veloce "areare"
l'ambiente dopo la saldatura ...
Iltelefono non condizione indispensabile per effettuare attivit di ricezione e trasmissione nella generalit dei casi. ma sicuramente una scelta opportuna
per l'utilit di collegamento con
la "rete mondiale". La mia stazione radioamatoriale ad esempio,
non pu fare a meno di due computer (meglio se un PC fisso ed
uno portatile) e di un collegamento internet.
Oggi internet veramente una
finestra sul mondo, uno strumento comunicativo e di conoscenza
difficilmente par agonabile.
Una volta stabilito se lo shock
deve o non deve avere nelle vicinanze una connessione telefonica, rimane da considerare il
punto che a mio avviso forse
quello pi delicato: !'ingresso
dei cavi.
La mia prima vera "preoccupazione", nell' allestire una stazione
radioamatoriale, stata quella di
trovare un passaggio adeguato
per far si che l'apposito cavo
connesso al ricetrasmettitore
raggiungesse l'antenna. Sicuramente qui necessario qualche
sacrificio ... Infatti i passaggi naturalmente esistenti difficilmente
permetteranno l'uso di cavi con

diametro pi grande di quello


che solitamente utilizzato per
ricevere il segnale televisivo...
Occorre quindi. in tali circostanze, scegliere, con attenzione, il percorso migliore per raggiungere la nostra amata antenna .. Naturalmente occorrer
anche stabilire a priori la posizione di quest'ultima dettata, talvolta, proprio dal punto d'uscita del
cavo proveniente dallo shock.
Se viceversa vi invece la possibilit di crearsi un passaggio,
allora preferibile crearsi un
percorso personalizzato utilizzando ad esempio quei grandi
tubi arancioni che si vedono solitamente in vendita presso i rivenditori di materiale edile e ferramenta ... Non mancher occasione, in futuro, di utilizzarlo per il
passaggio di pi cavi se si vorr
anche semplicemente sperimentare qualche antenna autocostruita da togliere subito dopo la
sperimentazione.
Stabilita quindi la posizione,
dovremo procurarci. ovviamente, un appoggio per tutto ilnostro
materiale.
Un tavolino con adeguato spazio pi che sufficiente ed ognuno di noi sicuramente ha quella
necessaria creativit per scegliere una scrivania giusta per ogni
ambiente.
Nel determinare lo spazio di
appoggio tenere presente comunque che si avr necessit di
lavorare con:
l) una tastiera e mouse per computer;
Antenna
2) quaderno di stazione;
3) eventuale stazione saldante;
4) necessario spazio per riviste ecc.
I componenti principali
della Stazione Radio
Il ricetrasmettitore
Una delle sensazioni pi
belle nell' allestire lo shock,
oltre ai necessari preparativi. sicuramente la scelta
del ricetrasmettitore
e
dell' antenna.
In commercio vi sono ri-

cetrasmettitori di varie case costruttrici e sono disponibili vari


modelli, dai trasportabili a quelli
veicolari e per stazioni base,
inoltre, con il mercato dell'usato,
fiere, ecc. vi possibilit anche
di acquistare bellissimi radiotrasmettitori che possono soddisfare benissimo le nostre esigenze.
Con apparati che possono lavorare le HF possibile, come dicevo, entrare nell' affascinante
mondo delle ricetrasmissioni digitali avvalendosi, spesso, del
computer.
Per le mie sperimentazioni
(vedi precedenti articoli) fin'ora
ho utilizzato due apparati: uno
per le frequenze V-UHF ed uno
quadribanda.
Una cuffia credo sia indispensabile in una stazione radio, cos
come un misuratore di onde stazionarie.
L'antenna
Nella scelta di un' antenna molto dipende dalle possibilit di installazione oltrech dalle frequenze che si vuole iniziare a lavorare ...
Anche in questo caso il mercato propone molti tipi di antenna,
direttive, verticali, multibanda,
ecc.
Per vari motivi io ho installato
tre antenne verticali: due per le
V-UHFed una, (installata provvisoriamente non molto alta dal tetto) per le frequenze 0/30 MHz.
Per la scelta dei cavi, occorre valutare sicuramente il tipo di pasDiamond CP6

saggio a disposizione nonch il


metraggio occorrente, dopodich si potr decidere ascoltando
bene i consigli e 1'esperienza del
rivenditore per l'acquisto, oltrech del cavo, del materiale a
corredo come staffe e pali ...

Il computer

Per quanto riguarda il computer. la scelta, cos come per il ricetrasmettitore e relativa antenna, molto soggettiva.
Nell'allestire la stazione radioamatoriale si pu benissimo decidere di aggiungere alla futura
spesa anche i costi delle ultime
generazioni di Pc, anche qui il
mercato abbastanza generoso
offrendo una grande variet di
computer ...
Posso comunque affermare
che per le attivit e sperimentazioni finora compiute non mi
sono avvalso di ultimi modelli di
PC, anche se lo shock, sicuramente ne gioverebbe, utilizzando keyboard e mouse senza fili...
Il processore da me utilizzato

un CELERON 1000 MHz, con a


bordo due differenti sistemi operativi: Windows e Linux.
Dotare la propria stazione radio di un computer con tali OS
permette di sperimentare i vari
software a disposizione per la
nostrp attivit.
Internet (ecco la necessit di
una presa telefonica vicino alla
stazione radio) di molto aiuto
per la reperibilit di questo software e soprattutto 1'ADSL.aiuta
non poco ...
In un prossimo articolo, ipotizzando che lo shock sia pronto
per ricevere e trasmettere (almeno in fonia) descriver brevemente ma in dettaglio, (considerato che nei precedenti articoli le
sperimentazioni descritte presupponevano che sul proprio PC
vi fosse installata una distribuzione Linux), anche come installare
il predetto sistema operativo alternativo e farlo convivere con
Windows.
Questo permetter al futuro

Operatore radio, di sperimentare particolari attivit tecnichecomunicative utilizzando alcuni


applicativi radioamatoriali per
Windows e per Linux che sono
distribuiti gratuitamente o in prova tramite Internet.
Note:
ADSL: Asymmetric
Une

Digital

Subscriber

Webografia
http/ Iwww.linuxmark.org/
htto:! Iwww.microsoft.com/italv/default.asox
http://www.microsoft.com/italy
windows/Default.mspx
http/ lit.wikipedia.org/wikil
ADSL
http/ Iwww.aintelbi.ehu.es/psk31.html
htto:llwww.rfoarts.com/diamond/Product Cataloa/HFhtml

... da noi solo il meglio per il tuo hobby preferito!


the evolution of amateur radio

APLT S.r.l. Azienda per le telecomunicazioni


One contact number 081.8994640 - www.apltit

SVRPLVS

Ricevitore Marconillarine
mod~rfloman
di Carlo Bramanti

Marine Company di Chelmsford ed erano


degli scatoloni
cubici che pi
brutti non si potevano fare, color verde muffa.

due scale graduate circolari


concentriche che ruotano a velocit diversa in rapporto ai riferimenti di "logging" dando divisioni grossolane o fini. La scala cos
ha una lunghezza equivalente a
6 metri e 1250 divisioni cha a 20
MHz equivalgono ad una separazione di 13 kHz.

Alimentazione
Il circuito

sarebbe la
descrivere
appaAnche
mia epreferenza
recchi seitaliani.
talvolta lo
ho fatto, purtroppo non ho ancora avuto occasione di ottenere la
documentazione dei pi interessanti.
Per questo ora descriver un
apparecchio inglese, il Marconi
CR.300 Yeoman, che ha certe
inusuali caratteristiche che lo
rendono interessante.
Iltermine Yeoman ha vari significati. Storicamente erano dei
contadini che formarono un
gruppo combattente nell' esercito inglese ma, tra gli altri significati, io penso si intendesse quello di addetto in secondo ordine
nella segnalazione nella marina
britannica.
Questi ricevitori erano in dotazione della marina commerciale
britannica per tutti gli anni '40.
Erano prodotti dalla Marconi
90

L'alimentatore
era il complesso
Type 889, separato dal ricevitore, che rispondeva alle esigenze
dovute a tutti i tipi di impianti
elettrici e di soccorso della marina. Questo si adattava al 230 volt
50 Hz, ai 24 volt delle batterie, ai
110 volt e 220 volt in continua.
Un vibratore asincrono convertiva la corrente continua in una alternata a 105 Hz.
Il ricevitore

Ilricevitore copre le gamme da


15 kHz a 25 MHz in 8 gamme,
quattro delle quali interessano i
15-1000 kHz. Le dimensioni
sono 48 cm X 40 X 34 il peso 25
kg. L'alimentatore un poco pi
piccolo e pesa 10 kg. Il consumo
di una sessantina di watt. L'altoparlante entrocontenuto.
Un tamburo rotante d la lettura approssimata della frequenza; la scala coadiuvata da un
indicatore rotante, costituito da

La caratteristica che mi ha pi
colpito di questo ricevitore il
cristallo di carborundum di soccorso, richiesto dal Board of Trade per il naviglio mercantile di
allora: spostando la molletta dal
cappuccio della prima valvola
ad uno apposito sul rivelatore,
!'intero apparecchio diventa un
ricevitore a cristallo: quando
l'acqua arriva ai ginocchi delI'operatore, o pi su, e le numerose
combinazioni di alimentazione
falliscono, si pu sempre usare
l'apparato come galena!
Il ricevitore, per il resto una
supereterodina ad 8 valvole con
uno stadio di alta frequenza, un
convertitore, due stadi di media
frequenza, rivelatore AM o CW.
Lo stadio a RF ha due accordi,
prima della valvola e dopo. La
prima gamma spazia da 16 ad
85 kHz, una differenza troppo
grande per i normali circuiti accordati. Dato che a quella frequenza non ci sono problemi di
immagine, tanto sul primo che
sul secondo stadio il problema

H.f SEcnON

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NOTE

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WZ. 1818. Sh. 1, Issue 4.


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DIMENSIONS OF RECEfVER TYPES CR 300/1 AND CR. 300/2

risolto con la realizzazione di un


filtro passa basso. Il ricevitore
dotato pure di reiettore di media
frequenza. L'oscillatore di con-

versione stabilizzato in temperatura tramite un condensatore a


lamina bimetallica.

La media frequenza
La media frequenza 98 kHz o
570 kHz. a seconda della gamma. Nel secondo stadio introdotto un certo grado di reazione
sfruttando la tendenza naturale
ad oscillare della valvola e con-

trollandone la reazione variando


la tensione di catodo col commutatore della selettivit.
Il rivelatore
Nel rivelatore ci sono accorgimenti perch, in caso di CW, si
possa operare con un generoso
BFO senza influire sull'AGC. Il
BFO stesso , per, progettato in
modo da non essere trascinato
da forti segnali
Selettivit
Ci sono tre scelte per la selettivit in media frequenza ed in pi
un filtro audio a due stadi sulla
bassa frequenza con selettivit di
100-150 Hz e centrato sui 1000
Hz. Dato la tecnologia di allora e
la possibilit di slittamento di frequenza, la selettivit in CW non
poteva essere data interamente
dalla media frequenza e c'era
appunto questo accorgimento
che si ritrova anche in altri ricevitori adatti alla CW di allora ed
anche posteriori.
Considerazioni
La struttura dell' apparecchio
quella tradizionale di quelli domestici, dovendo avere facile accesso alle parti e permettere
eventuali riparazioni anche in
condizioni disagiate. Questo
principio si ritrova in molti ricevi-

tori marittimi a differenza che nei


grandi ricevitori da comunicazione che apparvero nel decennio successivo, tipo il Collins
URR 390 od i vari modelli della
Rhode & Schwarz. La tecnologia
ed i materiali dei ricevitori marittimi fu molto legata a severe regole imposte nelle varie epoche,
diverse nei vari paesi: un tempo
era vietato l'alluminio e nei ricevitori degli anni '20 in USA era
addirittura obbligatorio saldare
a stagno le viti che serravano i fili
del cablaggio.
In questo ricevitore lo chassis
di ferro cadmiato, ed in alcuni
punti, con gli anni. sono avvenuti processi elettrolitici che hanno
provocato corrosione. Le molle
di pressione delle sfere dei commutatori sono di acciaio brunito
ed hanno cominciato a risentire
della ruggine, ma, peggio, i sottili fili di rame che portano al
cono delI'altoparlante erano di
rame nudo che divenuto un
solfato del metallo stesso. Dopo

che il ricevitore, riacceso dopo


decenni. aveva cominciato a
funzionare, uno di quei filisi interrotto. Poco male perch non
credo che fosse previsto di farIo
funzionare per decine di anni.
ma nei ricevitori USA coevi. anche senza che avessero esigenze
marinaresche, non si trovano tali
problemi di invecchiamento dei
materiali.

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Fax 0049 (O)9293 - 800 938

Rke 12/2006

l 93