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CAPITOLO IV ISTRUZIONE IN SENSO STRETTO O ISTRUZIONE PROBATORIA

Sez. I - La prove in generale Listruzione probatoria quella parte della fase istruttoria diretta a raccogliere le prove necessarie per la decisione delle questioni individuate e discusse in fase di trattazione. una fase meramente eventuale.

32. La prova in generale. La funzione della prova nellambito del processo di cognizione concerne lespletamento da parte del giudice del giudizio di fatto o sui fatti affermati dalluna o dallaltra parte. Pi precisamente Le prove sono gli strumenti processuali per la formazione del convincimento del giudice circa la verit o non dei fatti affermati dalle parti. Mentre nellesecuzione della attivit decisoria per quel che concerne il giudizio di diritti il giudice libero in applicazione del principio iura novit curia, nel giudizio sul fatti ha un duplice vincolo: pu conoscere solo i fatti affermati dalle parti, pu pronunciarsi sulla verit di questi fatti servendosi solo delle prove offerte dalluna o dallaltra parte.

La pi importante e fondamentale distinzione in merito alle prove o mezzi di prova Con riguardo al momento di formazione e alle modalit di acquisizione tra: - Le prove precostituite sono quelle che si formano fuori,e di solito, prima del processo, come tipicamente i documenti che entrano nel processo con la loro produzione ossia con l introduzione nel fascicolo di parte al momento della costituzione o anche in seguito entro termini stabiliti . (ad es documenti, scritture pubbliche e private, fotografie, cose idonee a fondare o rafforzare il convincimento del giudice ad esempio un oggetto personale rinvenuto in un certo luogo) Le prove costituende sono quelle che si formano nel processo, come risultato di attivit istruttorie in senso stretto, come le prove orali, articolate in prove testimoniali,confessione,giuramento, ma anche ispezione giudiziale, richiesta di informazioni dalla P.A) Il meccanismo dell'ingresso nel processo delle prove costituende complesso e si articola:

1. In un'istanza di parte (salvo casi in cui il giudice pu provvedere d'ufficio) con cui la parte nelloffrire il mezzo di prova chiede la giudice lespletamento dellattivit istruttoria necessaria xk la prova venga raccolta ( es istanza x far luogo ad una testimonianza) listanza necessaria solo x le prove che rientrano nella disponibilit delle parti, non necessaria per quelle che il giudice pu disporre dufficio

2. In un provvedimento di ammissione, che assume la forma dellordinanza del giudice istruttore o collegio e che il risultato della valutazione di ammissibilit e rilevanza dei mezzi di prova

(Lammissibilit il requisito di legalit della prova, in quanto questa per essere ammessa deve essere consentita dalla legge. La rilevanza implica invece un giudizio preliminare di utilit della prova, nel senso che la prova deve essere efficace e non superflua per la dimostrazione di ci che si vuole provare)

3. L'esperimento della prova (ossia il suo costituirsi) che consiste nelle attivit con cui si attua quello che era un programma probatorio dando luogo ad un risultato documentato nel processo verbale di assunzione della prova. Questo risultato oggetto della valutazione che il giudice compie nel momento della decisione ( ad es audizione dei testimoni, interrogatorio della parte).

Le prime 2 fasi precedono listruzione in senso stretto e si collocano quindi nella trattazione, quindi la terza fase che costituisce listruzione in senso stretto quindi lesperimento o lassunzione dei mezzi di priva.

33. Le norme sull'assunzione delle prove (c.p.c.) nel quadro unitario della disciplina comprendente anche l'ammissibilit e l'efficacia (c.c.). La disciplina sullassunzione dei mezzi di prova include anche la disciplina sullammissibilit delle prove e sullefficacia delle stesse. Le regole che concernono l'ammissibilit delle prove sono perlopi il risultato di massime d'esperienza, quindi di orientamenti generali che suggeriscono di preferire alcune prove ( ad es. quelle documentali) rispetto ad altre ( ad alle testimoniali) cos negando lammissibilit delle seconde se sono in contrasto con le prime, o lasciando alcune prove alla disponibilit delle parti e in generale stabilendo una sorta di gerarchia tra le prove anche il relazione alla loro prevedibile efficacia Queste regole ( di ammissibilit ed efficacia probatoria) in quanto destinate ad operare nel processo, hanno natura processuale, sebbene contenute nel codice civile. I mezzi di prova concretamente ammissibili sono soltanto quelli che la legge configura espressamente come tali. Questi quindi sono a numero chiuso senza possibilit x l giudice di crearne altri questa la cosiddetta tipicit dei mezzi di prova : non esistono altre vie x far entrare nel processo le prove al di fuori di quelli che la legge espressamente prevede, n esistono regole di ammissibilit o attribuzione di efficacia probatoria diverse da quelle contenute nel codice. Tutto ci nn impedisce che le suddette norme possano applicarsi a situazioni nn espressamente contemplate dalla legge. Si parla di prove atipiche. Un ruolo importante svolto dalle presunzioni che la legge disciplina come espediente di integrazione probatoria fondata sui cd. Indizi , nonch degli argomenti di prova tratti dal comportamento delle parti.

34. Le regole generali sullefficacia e sua valutazione delle prove. Le 2 regole fondamentali in tema di prove sono:

1) la regola sulla disponibilit delle prove L'art. 115 cos recita: Salvi i casi previsti dalla legge, il giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti o dal pubblico ministero. Pu tuttavia, senza bisogno di prova, porre a fondamento della decisione le nozioni di fatto che rientrano nella comune esperienza. 2) la regola della libera valutazione delle prove art 116 c.p.c. dispone che il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento salvo che la legge disponga altrimenti. Questultima regola, oltre ad essere una regola di giudizio per il giudice anche un criterio di distinzione tra le prove, infatti il legislatore sembra dire che normalmente il giudice valuta le prove secondo il suo prudente apprezzamento cd. Prova libera ed eccezionalmente non le pu valutare in questo modo cd. Prova legale.

Quindi con riguardo all'efficacia le prove legali sono quelle che, ad eccezionale deroga della libera valutazione di cui all'articolo 116 c.p.c., vincolano il giudice alle loro risultanze nel senso che il giudice nn ha margine di esprimere un convincimento diverso da quello che consegue a quel risultato, quindi una volta che la prova legale sia stata esperita ( ad es, sia stata resa confessione o prestato giuramento ) il giudice deve prendere atto dei risultati di quella prova senza possibilit di attribuire rilievo ad eventuali dubbi sulleffettiva corrispondenza a verit di tali risultanza, sempre che nn siano in contrasto con altra prova di uguale efficacia. ad es. poich la parte che dichiara fatti a se sfavorevoli e favorevoli allaltra parte normalmente dice il vero tranne il caso in cui sia folle, il legislatore giunto alla conclusione che la dichiarazione confessoria deve essere ritenuta vera dal giudice il quale pertanto non pu liberamente valutarla anche se abbia il sospetto che la parte dica il falso. Allo stesso modo poich chi giura normalmente dice il vero il giudice tenuto a credere a quanto risulta dal giuramento. In ogni caso va chiarito per ci che concerne la prova legale che i meccanismi di valutazione preventiva presuppongono da un lato che i soggetti siano pienamente capaci e dallaltro che i diritti su cui incidono siano diritti disponibili.

In relazione alloggetto le prove si distinguono in: Prove dirette che sono quelle che sono idonee a far conoscere immediatamente il fatto da provarsi (ad es. la testimonianza); Prove indirette che sono quelle che fanno conoscere uno o pi fatti diversi i cd indizi dai quali attraverso una operazione logica si pu risalire al fatto da provarsi . Loperazione si chiama presunzione semplice ed la conseguenza che la legge o il giudice trae da un fatto noto per risalire ad un fatto ignorato, rilevante se grave, precisa e concordante ed esclusa nei casi in cui non ammessa la prova per testimoni; dalla presunzione semplice si distingue quella legale che nn un mezzo di prova n ha natura processuale anche se influisce sulla regola dellonere della prova.

Infine con riguardo allintensit dellefficacia probatoria si distinguono:

1) Prove piene che sono quelle normalmente richieste dalla legge; 2) Prove di verosimiglianza che sono quelle che sono sufficienti quando la legge si accontenta del convincimento del giudice secondo il quale il fatto affermato credibile o verosimile (ad es. il fumus boni iuris in sede cautelare ). 3)L'argomento di prova costituisce un semplice supporto per la risultanza di altre prove ed quello che si desume dal contegno delle parti nel processo (ad es. le risposte delle parti in sede di interrogatorio libero, il loro rifiuto ingiustificato a consentire le ispezioni)

35. L'onere della prova Ci si chiesti come deve comportarsi il giudice quando le parti nn sono riuscite a provare le circostanze di fatto che hanno allegato, o quando non hanno voluto o potuto offrire prove a riguarda sia perch le prove nn sono state ammesse o perch anche se ammesse ed esperite nn hanno provocato un convincimento del giudice ( quindi non hanno dato un risultato di conferma delle circostanze allegate). La risposta sembrerebbe che egli non pu provvedere e che quindi deve rifiutare il giudizio, ma rifiutare il giudizio significa nn accogliere la domanda e quindi respingerla il che vuol dire giudicare in certo modo. A parte questo, poich lordinamento nn consente al giudice di rifiutar il giudizio ma gli impone di giudicare sempre sulle domande postegli sia che disponga sia che nn disponga di prove con provvedimento suscettibile di divenire definitivo, occorre una regola che stabilisca quale delle due parti deve subire le conseguenze dell'eventuale mancanza (o insuccesso) di prove ossia quale delle parti gravata dal cosiddetto onere della prova.

Lonere della prova, ex art. 2697 c.c., spetta alle parti; se la parte non fornisce tale prova soccombe nella causa. La regola enunciata dall'articolo nel senso che onus probandi incumbus ei qui dicit: chi vuol far valere il diritto di cui dice o afferma i fatti costitutivi onerato alla prova dei fatti costitutivi di quel diritto, ed responsabile delleventuale difetto o insuccesso di quella prova( sicch se non li prova soccombe). Laltra parte, cio chi nega lesistenza del diritto cercher di dimostrare il contrario, il non accadimento dei fatti costitutivi, ma si trova avvantaggiata nel senso che se quei fatti nn sono provati n accadimento n non accadimento riuscir vittoriosa, mentre la parte che aveva lonere della prova riuscir soccombente. Le posizioni si invertono nel caso in cui anzikk ai fatti costitutivi ci si riferisca ai fatti impeditivi, modificativi o estintivi per cui colui che dice o afferma tali fatti onerato della prova degli stessi quindi se non li prova la sua eccezione non pu essere accolta.

Tale norma pone il problema per il giudice di individuare quali siano i fatti fondamentali bisognosi di prova ai fini dellaccoglimento della richiesta. A tal fine il legislatore ha distinto i fatti in due categorie:

1) quelli costitutivi che sono alla base della situazione sostanziale dedotta nel processo (cd. Fatti principali) 2) quelli che hanno il potere di modificare, estinguere o impedire gli effetti che i primi hanno prodotto o sono idonei a produrre (cd. Fatti secondari)

Occorre rilevare che lart 2697 c.c. non dice nulla in ordine al modo secondo cui si possono individuare i fatti costitutivi, impeditivi, estintivi e modificativi, quindi sul modo di ripartizione dellonere della prova. costituiscono inversione dellonere della prova

- le presunzioni legali di cui al 2728 c.c., In taluni casi la legge influisce direttamente sulla ripartizione dell'onere della prova, attraverso le presunzioni legali, ossia quelle conseguenze che la legge o il giudice trae da un fatto noto per risalire ad uno ignorato, queste dispensano dalla prova coloro a favore dei quali sono stabilite (art. 2728 c.c.) e che si dividono in juris tantum (relative) o juris et de jure (assolute) a seconda che consentano o meno la prova contraria. - nonch i casi di inversione pattizia dellonere limitatamente ai diritti disponibili- di cui al 2698. E' possibile -limitatamente ai diritti disponibili- una preventiva regolamentazione pattizia dell'onere della prova.

costituiscono superamento dellonere della prova

- i casi in cui giudice dispone la prova d'ufficio quali ad es. i)ispezione giudiziale, ii) interrogatorio libero, iii) consulenza tecnica, iv) sempre che i fatti oggetto di prova siano stati allegati dalla parte che fruisce della prova. - la cd. Acquisizione delle prove che si sostanzia nella regola generale secondo cui La prova, una volta acquisita,opera a prescindere da quale parte l'abbia offerta purch i fatti oggetto di prova siano stati allegati dalla parte che ne fruisce.

Esentati dallonere della prova, sono i fatti notori (che rientrano nella comune esperienza e che sono a conoscenza del giudice in quanto uomo).possono essere posti a fondamento della decisione senza bisogno di prova, rispetto ai fatti che siano gi stati allegati.

Sez. II I procedimenti istruttori di integrazione 36. La consulenza tecnica l'esame contabile.

La consulenza tecnica non un mezzo di prova dato che la sua funzione non consiste nel determinare il convincimento del giudice circa la verit o non verit dei fatti ma nelloffrire al giudice cognizioni tecniche che egli di solito non possiede. Poich queste cognizioni tecniche sono date in funzione del giudizio la loro acquisizione avviene nella fase istruttoria mentre la loro valutazione in quella decisoria. Il C.T integra lattivit del giudice sia xk generalmente opera nellambito della fase istruttoria sotto le direttive del giudice, sia perch pu offrire elementi x orientare lulteriore svolgimento dellattivit istruttoria (si pensi ad es. al caso in cui il G.I. si avvalga del consulente per sapere se i sintomi di una malattia che gi conosce in forza di prove documentali consentano di desumere che la malattia stessa sia o non sia conseguenza di un sinistro stradale dovuto a colpa). In hp limite la consulenza tecnica pu essere utilizzata anche per conoscere fatti la cui conoscenza pu essere acquisita solo da chi possiede una determinata preparazione tecnica, purch si tratti di fatti tempestivamente allegati e comunque esclusa ogni finalit esplorativa. Lattivit del CT serve in definitiva ad integrare lattivit del giudice sia perch pu offrire elementi per valutare la risultanza di determinate prove ( ad es. nel caso della malattia la consulenza serve al giudice nella valutazione delle prove sui sintomi della malattia , ancora ad es quando viene chiesto al consulente se una canzone incisa su un certo disco cantata da un certo cantante) sia xk pu offrire elementi diretti di giudizio ( ad es quando si chiede al consulente se una determinata makkina o no idonea alluso x cui stata costruita ed acquistata , ad es. viene chiesto al consulente se un certo edificio presenta o no pericolo di crollo). In ogni caso, del giudizio sempre responsabile il giudice che pu far propri i suggerimenti del consulente o disattenderli o prescindere da essi ( motivando) . [La relazione del consulente tecnico non vincola il giudice nella decisione della causa; infatti avviene che il giudice recepisce le conclusioni del consulente tecnico senza andare a riesaminare tutti i fatti che hanno portato il consulente tecnico a quelle conclusioni.Tuttavia si ritiene che nel momento in cui il giudice si discosta dalle conclusioni del consulente tecnico deve motivare le ragioni per le quali ritiene di non seguire tali conclusioni e manifestare un orientamento differente] Inoltre spetta al giudice stabilire se e in che limiti gli occorre laiuto del consulente e di indicare e delimitarne il compito con la formulazione dei cosiddetti quesiti. Trattandosi di attivit integrativa di quella del giudice la consulenza pu essere disposta dufficio anche se nulla impedisce alle parti di richiederla e di sollecitarla fino a suggerire il testo di eventuali quesiti.

La nomina del C.T compiuta dal giudice con ordinanza con la quale viene fissata anche ludienza di comparizione del consulente notificata dal cancelliere insieme allinvito a comparire. Il consulente salvo i casi di rifiuto o di astensione deve comparire alludienza e deve prestare giuramento di adempiere bene e fedelmente allincarico al solo scopo di far conoscere ai giudici la verit.

Il consulente assiste alle udienze alle quali invitato, compie da solo o insieme al giudice anche fuori della circoscrizione giudiziaria le indagini che gli sono commesse dal giudice , pu essere autorizzato a domandare chiarimenti alle parti, ad assumere informazioni da terzi e ad eseguire piante, calchi e rilievi. Allo svolgimento di queste attivit, che devono avvenire nel rispetto delle esigenze del contraddittorio, possono assistere le parti sia personalmente sia a mezzo dei loro difensori o consulenti tecnici di parte nominati ( dalle parti) entro il termine fissato dallistruttore con lordinanza che dispone la nomina del C.T.U. Tali consulenti di parte possono redigere memorie ed osservazioni ed intervenire alle udienze insieme con il C.T.U. Occorre rilevare che se le indagini del C.T.U sono compiute davanti allistruttore se ne redige processo verbale altrimenti esse si concretano in una relazione scritta che viene depositata in cancelleria e nella quale vanno inserite anche le istanze e le osservazioni compiute dalle parti o dai loro consulenti. Il consulente pu anche partecipare su invito del presidente alle udienze davanti al collegio ed esprimere il suo parere anche in camera di consiglio, prima della decisione a cui nn partecipa. Per concludere va ricordato che sono figure particolari di consulenti ad es. linterprete, il traduttore, gli esperti di determinate arti o professioni, ordinamenti stranieri o infine quello che effettua lesame contabile al quale la legge attribuisce determinati poteri.

Unaltra figura di consulente tecnico, con riferimento alla sua particolare attivit che lesame contabile presa in considerazione dagli art. da 198 a 200 c. p.c. Al consulente contabile vengono attribuiti particolari e pi ampi poteri: 1. la possibilit di esaminare, col consenso delle parti, documenti e registri anche non prodotti in causa; 2. tentare la conciliazione delle parti, compito che il giudice istruttore pu affidargli in relazione agli aspetti tecnici contabili della controversia. Se la conciliazione riesce se ne redige processo verbale che ha efficacia di titolo esecutivo, se nn riesce il consulente espone nella sua relazione i risultati delle sue indagini e le dichiarazioni delle parti da cui pu desumere argomenti di prova ( ex art 116 co. 2)

Sez. III Le regole generali sullassunzione dei mezzi di prova 38. Le regole generali sull'assunzione dei mezzi di prova. Lassunzione dei mezzi di prova ha lo scopo di far acquisire al processo le cd. prove costituende, in contrapposizione con le prove precostituite o documentali che di regola nn possono essere oggetto di assunzione ( sono formate prima del processo e le parti dovranno semplicemente esibirle).

Le prove costituente infatti si formano nel processo attraverso lattivit di assunzione dei mezzi di prova, momento della fase istruttoria con cui lautorit giudiziaria acquisisce concretamente la prova costituenda nel processo ( es. deposizione del teste).. Allassunzione dei mezzi di prova provvede il giudice. Per assumere le prove occorre disporne lassunzione con 1 ordinanza con cui, se nn possibile assumere le prove nella stessa udienza, il giudice stabilisce il tempo, luogo e modo dellassunzione. Se la prova nn si esaurisce nelludienza fissata necessaria la fissazione di un'altra udienza per la prosecuzione. Dellassunzione, alla quale possono assistere oltre che i difensori anche le parti personalmente ( art 206) , si redice processo verbale sotto la direzione del giudice istruttore che, oltre a riportare in prima personale dichiarazioni delle parti o dei testimoni pu anche descriverne il contegno da cui pu trarre argomenti di prova. In + pu pronunciarsi con ordinanza su tutte le questioni che sorgono durante il corso dellassunzione fino alla dichiarazione della chiusura dellassunzione. Secondo lart 208, con riguardo alle prove che si assumono su richiesta delluna o dellaltra parte, la parte richiedente ha lonere di presenziare alludienza fissata per linizio o la prosecuzione della prova, se nn si presenta il giudice pronuncia ordinanza con cui la dichiara decaduta dal diritto di far assumere la prova, ordinanza che pu essere revocata dallistruttore nelludienza successiva a istanza della parte interessata, quando listruttore stesso riconosca che la mancata comparizione della parte stata cagionata da causa non imputabile ad essa. Se le prove devono essere assunte fuori dalla circoscrizione del tribunale il giudice ( art 203) delega a procedervi il giudice istruttore del luogo, salvo che le parti richiedano concordemente ( e che il presidente del tribunale vi consenta) che vi si trasferisca il giudice stesso. Lordinanza deve contenere il termine entro il quale la prova deve assumersi e ludienza di comparizione delle parti per la prosecuzione del giudizio. Il giudice delegato procede allassunzione, dopo rimette dufficio il processo verbale al giudice istruttore delegante. Il termine per lassunzione pu essere prorogato dal giudice delegante o a mezzo del giudice delegato. Se il mezzo di prova deve essere assunto allestero , il giudice istruttore dispone la c.d. rogatoria (art. 204, 1 comma c.p.c.) alle autorit estere e la relativa trasmissione per via diplomatica salvo che il mezzo di prova non riguardi cittadini italiani residenti allestero, nel qual caso il giudice istruttore delega il console competente che provvede a norma della legge consolare (art. 204, 2 comma c.p.c.). in entrambi i casi il giudice istruttore stabilisce i termini e fissa ludienza di prosecuzione avanti a se. Se lassunzione riguarda stati membri della Ce previsto sia ke lassunzione avvenga attraverso richiesta dellautorit giudiziaria dello Stato richiedente a quella competente dello Stato richiesto e sia lassunzione diretta della prova in altro Stato membro .

Sez. IV - Prove precostituite (o prove documentali) 39. I documenti generale e le sue diverse funzioni.

In generale documento ogni oggetto materiale idoneo a rappresentare o a dare conoscenza di un fatto, perci i documenti sono considerati come i mezzi di prova tra i + efficaci e sicuri. Il fatto di cui il documento da conoscenza pu consistere nel fatto che immediatamente rilevante per il giudizio ( es. la foto del veicolo prima del sinistro che dimostra lo stato di usura delle gomme che si assume essere causa del sinistro) Il documento di gran lunga pi frequente uno scritto che consiste nella estrinsecazione di pensiero compiuta direttamente o indirettamente dal soggetto che ha voluto estrinsecare quel pensiero attraverso unattivit detta di documentazione. Il documento scritto rileva per il suo contenuto intrinseco (fatti e dichiarazioni in esso rappresentati), e per quello estrinseco (la sua provenienza cio il fatto che le asserzioni contenute negli stessi siano state espresse proprio dagli autori di essi.). lautore dello scritto pu essere ma anche nn essere colui che ha materialmente scritto le parole su carta. Ci che conta riscontrare che il soggetto ha riconosciuto come proprio o ha fatto proprio a posteriori il pensiero espresso nello scritto attraverso una sottoscrizione dello stesso o con firma in calce o con firma digitale. La sottoscrizione (con la quale sottoscrivente fa proprio il contenuto dell'atto) non necessaria quando non contestata la provenienza dello scritto. La documentazione va collocata nel tempo e nello spazio e a tale funzione assolve la data che quellelemento che si inserisce nel documento per constatare del luogo e del momento della sua formazione. Per ottenere maggiore sicurezza rispetto a quella offerta dalla sottoscrizione pura e semplice, lordinamento si avvale dellattestazione ufficiale da parte di soggetto ( notai o pubblici ufficiali) che ha la funzione di attribuire al documento pubblica fede. Quindi Mentre nella scrittura privata la provenienza risulta dalla sottoscrizione o da altri elementi meno sicuri (sicch occorrono altri espedienti integrativi) nell'atto pubblico la provenienza attestata da notaio o altro pubblico ufficiale. A seconda che lattestazione sia pubblica o che si possa contare solo sulla soscrizione si distinguono distingue due tipi fondamentali di prova documentale: latto pubblico e la scrittura privata. Oltre che alla funzione probatoria il documento assolve prima ancora alla funzione di realizzare l'estrinsecazione dell'atto in forma scritta. La forma scritta nn la sola forma possibile, esistendo anche la forma orale o verbale, ma quando la legge prescrive limpiego della forma scritta evidente che tale imposizione compiuta proprio con riguardo alla funzione probatoria. Quindi la legge si serve di questa imposizione per favorire la predisposizione di una prova, questo vale nn solo x i casi in cui la legge richiede la forma scritta ad probationem, ma talora anche ad substantiam, (ossia a pena di nullit).

40. L'efficacia probatoria: a) dell'atto pubblico. Alla disciplina dellefficacia probatoria dellatto pubblico dedicato lart 2700 c.c in correlazione cn lart 2699 che ne da la definizione stabilendo che latto pubblico il documento redatto con le richieste

formalit da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo in cui latto formato. Lefficacia dellatto pubblico condizionata dallesistenza di determinati requisiti la cui mancanza provoca che latto abbia efficacia di scrittura privata. Ora lart 2700 dispone che Esso fa piena prova fino a querela di falso, della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lha formato e delle dichiarazioni e dei fatti che questi attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti. Piena prova significa efficacia probatoria assoluta ed incondizionata nel senso che nn lascia al giudice il margine per una libera valutazione ma lo vincola, il che vuol dire che si tratta di prova legale. Questo vincolo ( e con esso lefficacia di prova legale) cessa solo per effetto della querela di falso. Larticolo in questione da un lato determina lefficacia probatoria legale dellatto pubblico, dallaltro contiene una limitazione di tale efficacia a quegli elementi estrinseci ( provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, momento della formazione cio data e luogo della formazione stessa, quindi in generale tutto ci che stato detto o fatto innanzi al pubblico ufficiale). Per quanto riguarda lintrinseco ( contenuto della dichiarazione) esso al di fuori dellefficacia di prova legale e per ci rientra nellampia e normale libera valutabilit da parte del giudice. La veridicit del suo contenuto intrinseco lasciata alla libera valutazione del giudice, cio il giudice , che vincolato nel ritenere ad esempio che Tizio comp quella dichiarazione di vendita in quel dato giorno e luogo davanti al notaio , libero di ritenere che comp un negozio simulato o una dichiarazione falsa.

Le dichiarazioni rappresentate dall'atto pubblico potranno essere: a) Dichiarazioni di volont ed in tal caso dire che l'atto pubblico copre solo l'estrinseco, e non l'intrinseco, significa dire che l'efficacia di prova fino a querela di falso concerne solo il fatto che la dichiarazione di volont sia stata resa ma ci non esclude ad es. che la dichiarazione sia simulata o viziata da dolo o errore b) Dichiarazioni di scienza ed in questo caso dire che l'atto pubblico copre solo l'estrinseco e non l'intrinseco delle dichiarazioni di scienza significa dire che l'efficacia di prova fino a querela di falso concerne solo il fatto che la dichiarazione di scienza sia stata resa, ma non anche che essa sia vera Occorre rilevare che se la dichiarazione di scienza contenuta nellatto pubblico appartiene ad un terzo essa non pu avere alcuna efficacia probatoria nel processo dato che tali dichiarazioni in tanto possono essere utilizzate nel processo in quanto siano rese a seguito di prova testimoniale nel processo stesso o in casi eccezionali a futura memoria.

41. b) della scrittura privata. Scrittura privata (art. 2702 e ss. c.c.): la scrittura privata qualunque documento scritto, che non proviene da un pubblico ufficiale, ma sottoscritto dalla parte. Essa ha la stessa efficacia dellatto pubblico, ossia fa piena prova fino a querela di falso, quando autenticata (sottoscritta dinanzi ad un notaio o ad altro pubblico ufficiale), riconosciuta in giudizio (ossia la parte contro cui depositata la riconosce in udienza) o verificata (in seguito ad una istanza di verificazione).

Anche nella scrittura privata (che vale come prova se proviene dall'altra parte, mentre se proviene da un terzo pu offrire solo indizi), l'efficacia di piena prova fino a querela di falso riguarda solo l'estrinseco;inoltre perch sussista questa efficacia piena sulla provenienza, occorre un altro espediente integrativo, e cio il riconoscimento della sottoscrizione o della provenienza (esplicito o implicito) o, in mancanza, l'autenticazione della sottoscrizione da parte del notaio o altro pubblico ufficiale di cui all Art. 2703 (Sottoscrizione autenticata. Si ha per riconosciuta la sottoscrizione autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale a ci autorizzato. L'autenticazione consiste nell'attestazione da parte del pubblico ufficiale che la sottoscrizione stata apposta in sua presenza. Il pubblico ufficiale deve previamente accertarel'identit della persona che sottoscrive.) Quando insieme con la sottoscrizione opera uno di questi espedienti integrativi, il legislatore nn esita ad equiparare lefficacia probatoria della scrittura privata a quella dellatto pubblico, sempre limitatamente allestrinseco ossia alla provenienza.

Lart Art. 2702 c.c. dispone che (Efficacia della scrittura privata) La scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa legalmente considerata come riconosciuta.

Per quanto riguarda lintrinseco invece il giudice pu valutarlo in piena libert. La scrittura privata riconosciuta o autenticata equiparata, con riguardo alla prova della provenienza, all'atto pubblico. Dal riferimento al riconoscimento deriva poi che tale efficacia probatoria sussiste solo in quanto la scrittura provenga non da un terzo ma da una delle parti e precisamente da quella contro cui la scrittura prodotta. Il primo degli espedienti integrativi quindi il riconoscimento espresso. In mancanza di riconoscimento espresso la legge fa ricorso a due situazioni che possono equipararsi ad esso: 1) allautenticazione della sottoscrizione che si ha quando un notaio o un altro P.U. a ci autorizzato previo accertamento dellidentit della persona che sottoscrive attesti che la sottoscrizione stata apposta in sua presenza. A differenza di quanto accade nellatto pubblico in questo caso il P.U. non lautore delatto e nn raccoglie le dichiarazioni ma si limita ad integrare lefficacia della sottoscrizione attestandone la provenienza.

2) al riconoscimento tacito o implicito che si ha quando la parte contro cui la scrittura prodotta (che pertanto gravata dall'onere di negare formalmente la propria sottoscrizione o la propria scrittura (di dichiarare di non conoscerla, se si tratta di erede o di avente causa)ove nn preferisca proporre la querela di falso - art. 214 c.p.c ) non la disconosce o trattandosi di scrittura del suo dante causa non dichiara di non conoscerla [quindi il riconoscimento implicito nel mancato disconoscimento] nei modi e termini che la legge prevede ossia nella prima udienza o nella prima risposta successiva alla produzione della scrittura (art. 215 c.p.c.), mentre se contumace, pu disconoscerla solo se e quando si costituisce (art. 293, 3

comma c.p.c.) a pena di riconoscimento implicito irretrattabile, salvo il caso di disconoscimento tardivo a seguito di costituzione tardiva.

In caso di disconoscimento avvenuto la legge consente alla parte che ha prodotto lo scritto due alternative e cio 1) rinunciare ad avvalersi dello scritto disconosciuto che perci rimane privo di efficacia probatoria

2) oppure insistere sulla provenienza proponendo l istanza di verificazione ( chiedere che venga accertata lautenticit della scrittura disconosciuta o della sua sottoscrizione ) instaurando Il giudizio di verificazione, giudizio che si inserisce nel giudizio principale ma che ha un oggetto specifico cio la verificazione della provenienza dello scritto. Art. 216. (Istanza di verificazione) La parte che intende valersi della scrittura disconosciuta deve (ha lonere di..) chiederne la verificazione, proponendo i mezzi di prova che ritiene utili e producendo o indicando le scritture che possono servire di comparazione. L'istanza per la verificazione pu anche proporsi in via principale con citazione, quando la parte dimostra di avervi interesse; ma se il convenuto riconosce la scrittura, le spese sono poste a carico dell'attore.

Linteresse di cui si parla linteresse ad agire che deve sussistere nn solo in caso di proposizione autonoma di un giudizio ad hoc ma anche in caso di proposizione in via incidentale. In questultimo caso linteresse consiste nella rilevanza della scrittura come prova nel processo principale, mentre nellaltro caso tale interesse sar determinato dalla possibilit ( affermata) di doversi servire della scrittura come prova in eventuali futuri giudizi o anche come titolo per trascrizioni o iscrizioni. Il giudizio di imperniato sulla comparazione con altre scritture di sicura provenienza della parte disconoscente, comparizione che il giudice effettua riferendosi alle scritture gi riconosciute o accertate giudizialmente, salvo il potere di ordinare alla parte di scrivere stto dettatura ( alla presenza di un consulente tecnico perito calligrafico) . Se la parte invitata a comparire personalmente non si presenta, o si rifiuta di scrivere senza giusto motivo, la scrittura si ritiene riconosciuta . Sullistanza di verificazione si pronuncia l'organo giudicante ossia il collegio o il giudice monocratico ,con sentenza che sar definitiva dellintero giudizio se stato proposto in via autonoma(art. 220 c.p.c.); mentre potr essere o meno definitiva se, proposto in via incidentale si avuta la rimessione totale , sar in ogni caso nn definitiva se si avuta la rimessione parziale. Se lesito del giudizio sia affermativo la scrittura vale come riconosciuta e il disconoscente pu essere condannato con la sentenza ad una pena pecuniaria. Se lesito negativo la scrittura rimane priva di ogni effetto probatorio.

L'efficacia della scrittura privata (o delle sue riproduzioni) riconosciuta al documento informatico e, ha efficacia intensa se il documento sottoscritto con firma elettronica e ancora pi intensa se sottoscritto

con firma digitale o altro tipo di firma elettronica avanzata, cio se la firma basata su un certificato qualificato ed generata da un dispositivo per la creazione di una firma sicura, fa inoltre piena prova fino a querela di falso della provenienza delle dichiarazioni da chi lha sottoscritta.

42. La data della scrittura privata. Scritture private particolari. La data nn 1 elemento essenziale della scrittura privata a meno che nn si tratti di un esigenza legata ai terzi, ossia con riguardo allopponibilit ai terzi della data della scrittura privata. La data certa della scrittura privata risulta dall'eventuale sua autenticazione, poich solo in questo caso esiste lattestazione di un pubblico ufficiale circa la sottoscrizione avvenuta in sua presenza. Nel caso che la scrittura privata nn sia autenticata ma riconosciuta o verificata giudizialmente , la data della scrittura nn certa ed opponibile a terzi se nn concorrono altri fattori idonei a dare certezza quali registrazione, la morte sopravvenuta del sottoscrittore la riproduzione della scrittura in un atto pubblico, eventi idonei a rendere certi circa l'anteriorit (art. 2704 c.c.). Per completare lesame dellefficacia probatoria delle scritture private occorre considerare alcune regole specifiche che la legge detta con riguardo ad alcune scritture. Tra queste rilevano quelle sui: - i telegrammi : L'efficacia probatoria del telegramma basata sulla presunzione di conformit all'originale, salva prova contraria secondo lart 2706. La legge estende lefficacia probatoria delloriginale ( al quale presunta conforma riproduzione) oltre che ai casi di sottoscrizione da parte del mittente anche ai casi in cui il mittente abbia consegnato o fatto consegnare il suddetto originale allufficio anche senza sottoscriverlo. Salva la possibilit di far autenticare da notaio la sottoscrizione delloriginale o di far accertare lidentit del mittente. - le carte e i registri domestici possono far prova contro chi li ha sottoscritti quando enunciano espressamente un pagamento o quando contengono espressa menzione che lannotazione stata fatta per supplire alla mancanza di titolo in favore di chi indicato come creditore. Si tratta comunque di semplici elementi di prova libera. - le scritture contabili delle imprese soggette a registrazione: hanno efficacia di prova libera contro limprenditore che le tiene ma colui che vuole trarne vantaggio non pu scinderne il contenuto e che nelle controversie tra imprenditori possono far prova anche a favore dellimprenditore ( eccezione della regola dellefficacia probatoria contro lautore della scrittura prevista dallart 2710cc nei casi in cui si tratti di libri bollati e regolarmente tenuti. Le fatture commerciali invece essendo di regola non sottoscritte possono fornire solo indizi - le copie degli atti pubblici e delle scritture private depositate presso pubblici uffici e spedite da pubblici depositari : hanno la stessa efficacia probatoria delloriginale tranne il caso in cui essendosi perso questultimo la copia presenti cancellature, abrasioni ecc. In questo caso infatti le copie sono liberamente apprezzate dal giudice - le copie fotografiche o fotostatiche o trasmesse via fax : hanno la stessa efficacia delle copie autentiche se la loro conformit con loriginale attestata da P.U. ovvero se non espressamente disconosciuta;

- le riproduzioni fotografiche e cinematografiche, le registrazioni fonografiche e in genere ogni altra riproduzione meccanica di fatti o cose formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate se colui contro il quale sono prodotte non n disconosce la conformit ai fatti e alle cose medesime.

43. La falsit dei documenti e la querela di falso. Lefficacia probatoria dei documenti presuppone che essi siano autentici sotto il profilo estrinseco e veritieri sotto il profilo intrinseco cio che non siano falsi. La falsit del documento la discordanza tra la realt e ci che appare nel documento. Vi sono due tipi di falsit La falsit materiale che concerne la contraffazione del documento( che riguarda la provenienza del documento dal P.U o dal sottoscrittore quando il documento viene materialmente formato da un soggetto diverso dal suo autore apparente o posto in essere in data o luogo diversi da quelli apparenti) oppure lalterazione ( che una modificazione delle risultanze del documento compiuta dopo la sua formazione) La falsit ideologica (riguarda il contenuto della dichiarazione)consiste in una enunciazione falsa del contenuto del documento, perci essa investe solo le dichiarazioni di scienza e le enunciazioni di contenuto narrativo ( quindi presuppone che il documento sia stato redatto dal pubblico ufficiale e concerne la non veridicit di quanto da questi attestato)

La falsit dei documenti sia materiale che ideologica riguarda il processo civile per lattitudine che ha il documento falso di determinare nel giudice un falso convincimento. Questa falsit pu costituire materia anche per il processo penale sebbene in questo caso rileva soprattutto il comportamento di colui che ha compiuto il falso, comportamento che la legge punisce in quanto causa prima degli errori che possono derivare dal documento falso stesso.

Vi sono due modi con i quali la falsit dei documenti viene in rilievo nel processo civile

1) il giudizio di verificazione della scrittura privata che consente di accertare solo la falsit della provenienza della sottoscrizione o della scrittura dal suo autore e quindi una falsit materiale. La verificazione giudiziale porta ad un risultato limitato: equiparare sotto il profilo probatorio la scrittura verificata a quella autenticata o riconosciuta. Questa equiparazione riguarda ( art 2702 c c ) lattitudine a dare piena prova circa la provenienza dello scritto come secondo lart 2700 cc latto pubblico fa piena prova della provenienza e degli altri elementi estrinseci dellatto stesso. Tale efficacia sussiste fino a querela di falso.

2) la querela di falso : (art. 221 e ss. c.p.c.) listanza diretta ad ottenere laccertamento della falsit materiale (contraffazione) o ideologica (contenuto) di un atto pubblico o di una scrittura privata riconosciuta, autenticata o verificata ( solo materiale dato che in questo caso non ipotizzabile un falso ideologico in quanto la non veridicit della dichiarazione da luogo alla simulazione)

Ricordato che l'attitudine alla piena prova sull' estrinseco (provenienza) -che compete sia l'atto pubblico sia alla scrittura privata riconosciuta, autenticata o verificata- sussiste fino a querela di falso, ne consegue che questo l'unico strumento per contestare tale efficacia. Rispetto al giudizio di verificazione la querela di falso quindi nn solo pu investire anche la falsit ideologica (sempre solo sull' estrinseco)ma , oltre ad avere efficacia erga omnes pu investire ( oltre che latto pubblico o la scrittura privata riconosciuta o autenticata) anche la scrittura privata gi fatta oggetto del giudizio di verificazione con riguardo ad altre falsit. proposta dalla parte contro cui il documento stato depositato. Il giudizio sulla querela di falso strutturato in modo simile al giudizio di verificazione a cominciare dal fatto che pu proporsi tanto in via principale quanto in corso di causa( in via incidentale) in qualunque stato e grado del giudizio fino al giudicato sulla verit del documento (art. 221 c.p.c.). Il giudizio sulla querela di falso riservato alla competenza esclusiva del tribunale con la partecipazione del pm ed prevista la sospensione del processo per il caso ch la querela sia proposta in pendenza di giudizio di primo grado davanti al giudice di pace o in sede dappello innanzi alla corte dappello. Secondo lart 221 la querela deve contenere, a pena di nullit, lindicazione degli elementi e delle prove della falsit, e deve essere proposta personalmente dalla parte o a mezzo di procuratore speciale con atto di citazione (se proposta in via principale), con dichiarazione da unirsi al verbale di udienza (se proposta in corso di causa). In questultimo caso,secondo lart 222 il G.I. interpella la parte che ha prodotto il documento chiedendo se intende utilizzarlo in giudizio. Se la risposta negativa il documento non utilizzabile; se affermativa, il giudice che ritiene quel documento rilevante, autorizza la presentazione della querela. Il documento viene depositato con le formalit di cui all'articolo 223 c.p.c. , nelle mani del cancelliere ala presenza del pm e delle parti , di ci viene redatto processo verbale contenente anche la dichiarazione dello stato del documento. Se il documento si trova presso un terzo il giudice pu disporne il sequestro. obbligatorio lintervento del P.M. nel processo. Art 225 Sulla querela di falso - che appartiene alla competenza per materia del tribunale - si pronuncia sempre il collegio ( la cui pronuncia viene fatta risultare sul documento solo dopo il giudicato) con sentenza che sar definitiva dellintero giudizio se proposto in via autonoma,; definitiva o non definitiva se, proposta in via incidentale, la rimessione in decisione totale,mentre in ogni caso non definitiva se la rimessione parziale. Se la sentenza accoglie la domanda la sua esecuzione non pu aver luogo se non dopo il suo passaggio in giudicato mentre in caso contrario il giudice ordina la restituzione del documento disponendo che di essa venga fatta menzione sulloriginale del documento e condannando il querelante ad una pena pecuniaria.

44. Le copie degli atti e delle scritture (artt. 2714-2719 c.c.). Lefficacia probatoria di un documento pu essere trasferita in un altro documento che ne costituisca una copia . quando la legge parla di copie degli atti o delle scritture, nn si riferisce alla riproduzione dei segni grafici ( come una copia fotografica) ma ad una riproduzione che risale alle parole nel loro preciso ordine anche se riportate sulla carta con segni diversi ( ad es. uno scritto a macchina copiato a mano). Lefficacia probatoria di queste prove dipende dalla loro conformit alloriginale , che deve essere attestata da soggetti autorizzati ( notai) con una sorta di autenticazione che avviene col rilascio di un copia detta autentica e che ha la stessa efficacia probatoria delloriginale. Le copie autenticate possono sostituire loriginale , salvo il potere del giudice di apprezzarne liberamente lefficacia nei casi in cui presentino cancellature abrasioni a altri difetti esteriori. Le copie prive di valida attestazione di conformit nn hanno valore probatorio salvo che risulti altrimenti certa la loro rispondenza alloriginale . infine le copie parziali o riproduzioni per estratto rilasciate dai pubblici depositari autorizzati fanno piena prova solo per quella parte delloriginale che riproducono letteralmente. Le copie fotografiche hanno la stessa efficacia probatoria dell'originale non solo quando la loro conformit attestata da un pubblico ufficiale competente ma anche quando tale conformit non sia espressamente disconosciuta ( 2719). Ci vale secondo lart 2712 in genere per ogni rappresentazione meccanica di fatti o cose che formano piena prova dei fatti o delle cose rappresentate , se colui contro il quale sono prodotte nn ne disconosce la conformit ai fatti o alle cose. Diversi dalle copie e dalle riproduzioni in generale sono i cd. Atti ricognitivi o rinnovativi che sono atti autonomi aventi il contenuto di una dichiarazione di scienza o addirittura di una nuova volont negoziale costitutiva della prova. Questi fanno piena prova delle dichiarazioni contenute nel documento originale se nn si dimostra , producendo questultimo che vi stato errore nella ricognizione o nella rinnovazione.

45. Produzione e esibizione dei documenti delle scritture contabili. Richiesta di informazioni alla Pubblica Amministrazione. Il documento entra nel processo con la produzione, che di solito atto spontaneo della parte che ne in possesso e che con questo atto li mette a disposizione del giudice. In pratica ci avviene attraverso linserimento dei documenti nel fascicolo di parte al momento della costituzione o in una qualsiasi udienza innanzi listruttore fino a quando questo consentito. Attraverso la produzione il documento rimane acquisito al processo nel senso che a disposizione del giudice e delle altre parti che possono prenderne visione ed estrarne copia ed invocarlo a sostegno del proprio assunto mentre neppure la parte che lha prodotto pu sottrarlo dal proprio fascicolo ( il che sarebbe un comportamento processuale in contrasto col dovere di lealt da cui il giudice pu trarre argomenti di prova).

La produzione ( che atto spontaneo della parte) presuppone che la parte che la compie sia in possesso quindi del documento stesso. Ma pu accadere che questo si trovi invece in possesso di un terzo o della parte a cui il documento nn giova. In queste hp il giudice secondo lart 210 cpc ha il potere d ordinarne l'esibizione previa valutazione discrezionale circa la sua necessit e purch sussistano i requisiti dell'articolo 118. relativo allordine di ispezione. Quindi Il giudice pu ordinare alle parti e ai terzi di consentire sulla loro persona o sulle cose in loro possesso le ispezioni che appaiano indispensabili per conoscere i fatti della causa, purch ci possa compiersi senza grave danno per la parte o per il terzo, e senza costringerli a violare un segreto professionale o dufficio. La parte che intende avvalersi di una prova documentale che, per, nella materiale disponibilit di un terzo o della controparte, pu chiedere al giudice di ordinare lesibizione di quel documento. La parte nellistanza deve indicare il documento da esibire ed i fatti di causa cui fa riferimento. Se lesibizione importa una spesa questa va anticipata dalla parte che lha richiesta. L'ordine di esibizione non pu essere eseguito coattivamente , ma la sua inosservanza valutabile ai sensi dell'articolo 116, 2 comma c.p.c. Quindi Se lordine intimato alla parte che nn ha prodotto il documento e questa rifiuta di eseguire tale ordine senza giusto motivo, il giudice pu da questo rifiuto desumere argomenti di prova a norma dell'articolo 116, secondo comma. Quando invece lordine di esibizione rivolto al terzo, il giudice , secondo lart 211, deve cercare di conciliare l'interesse della giustizia con i diritti del terzo (quindi il giudice prima di ordinare l'esibizione pu disporre che il terzo sia citato in giudizio assegnando alla parte istante un termine per provvedervi. Il terzo non citato pu intervenire anche spontaneamente per opporsi allordine di esibizione purch prima della scadenza del termine fissato x la stessa. Se il terzo rifiuta di esibire, il giudice pu condannarlo una pena pecuniaria .

Lordine di esibizione nn pu riguardare i documenti formati per uso proprio o privato, neppure i libri dellimprenditore e le sue scritture contabili o corrispondenza, tuttavia la legge ammette lordine di esibizione nei casi in cui la natura della controversia lo esiga e cio nelle cause di scioglimento delle societ, di comunione di beni e di successioni per causa di morte.. Negli altri casi il giudice pu ordinare anche dufficio lesibizione dei suddetti libri per estrarre le registrazioni concernenti la controversia in corso. Infine Il giudice pu chiedere anche dufficio, alla Pubblica Amministrazione, informazioni scritte relative ad atti e documenti dellamministrazione stessa, che necessario acquisire al processo (art. 213 c.p.c.).

Sez. V - Prove costituende e il rendimento dei conti

Le tre principali figure di prove costituende confessione, giuramento e testimonianza hanno in comune la caratteristica di consistere in una dichiarazione orale sui fatti di causa (ed in questo senso che si parla di prove orali).

46-47. La confessione (art. 2730 c.c.). La confessione la dichiarazione fatta dalla parte personalmente (infatti le dichiarazioni a contenuto confessorio rese dal difensore possono assumere rilievo soltanto come ammissioni), avente ad oggetto la verit di fatti ad essa sfavorevoli e favorevoli all'altra parte (art.2730c.c.). La sua attendibilit si fonda sulla massima di esperienza secondo la quale nessuno riconosce fatti che gli nuocciono se non sono veri. Una dichiarazione confessoria per produrre la sua efficacia probatoria deve essere a sua volta provata. Ora mentre la confessione giudiziale viene in essere come gi provata ( probatio probata) quindi la prova della dichiarazione prova del fatto, quella stragiudiziale deve essere a sua volta provata o con prova scritta o con prova testimoniale. Oggetto di confessione possono essere soltanto i fatti della causa che siano sfavorevoli alla parte che connessa (art. 2734 c.c.). pu accadere per che il riconoscimento di tali fatti sfavorevoli sia accompagnato dallaffermazione di altri fatti o circostanze che modificano la portata dellefficacia del fatto confessato ovvero tendono a modificarne o estinguerne gli effetti. In tal caso vige il principio della inscindibilit della dichiarazione lart 2734 dispone che le dichiarazioni fanno piena prova ( hanno efficacia di prova legale propria della confessione ) nella loro integrit se laltra parte non contesta la verit di fatti e circostanza aggiunte. Se c contestazione, la parte che confessa ha lonere di provare i fatti aggiunti ed il giudice valuta liberamente.

Lautore della confessione pu essere solo la parte personalmente . La confessione ha efficacia di prova legale solo se proviene da persona capace di disporre del diritto oggetto del processo (tali non sono il difensore, il sostituto processuale, l'incapace, il fallito ecc. ) . Non efficace se non proviene da parte capace di disporre del diritto (art. 2731, 1 comma c.c.); Le dichiarazioni a contenuto confessorio rese dal difensore possono assumerne rilievo solo come ammissioni e, come tali, oltre a dispensare dallonere della prova , possono essere oggetto di libera valutazione del giudice. Lefficacia della confessione di regola quella tipica di prova legale ( vincola il giudice nel suo apprezzamento) purch verta su diritti disponibili (art. 2733, 2 comma c.c.). Lefficacia di piena prova prevista dalla legge per la confessione giudiziale ma, anche x il caso di confessione stragiudiziale se fatta alla parte o a chi la rappresenta. Se fatta ad un terzo o contenuta in un testamento liberamente apprezzabile dal giudice, ossia nn ha efficacia di prova legale ma nn neppure un semplice indizio.

La natura di prova legale della confessione e il conseguente vincolo del giudice nel suo apprezzamento fanno s che attraverso la confessione la parte che confessa finisca col condizionare la pronuncia del giudice. La legge con riguardo alla capacit del confidente e alla possibilit di revocare la confessione per vizi di volont, dispone allart 2731 che la confessione nn efficace se nn proviene da persona capace di disporre del diritto a cui i fatti confessati si riferiscono. Se per la confessione sia resa da un rappresentante, efficace solo se fatta entro i limiti e nei modi in cui questi vincola il rappresentato. Lart.2732 c.c. dispone che la confessione nn pu essere revocata se non si dimostra che vi stato lerrore di fatto o violenza. Nonostante questo la confessione non dichiarazione di volont ma rimane dichiarazione di scienza; deve essere consapevolmente voluta ma questa volont concerna la dichiarazione e non i suoi effetti.

Quindi I limiti di natura soggettiva alla confessione sono: la capacit dagire, la capacit di disporre del diritto cui si riferiscono i fatti di causa e la titolarit dello stesso. Per quanto riguarda il limite oggettivo alla confessione costituito dai diritti indisponibili

Occorre precisare che la confessione si distingue dallammissione perch questultima non ha efficacia di prova legale in quanto: - pu essere rilasciata dalla parte in sede di interrogatorio libero - pu provenire da persona che non sia capace di disporre del diritto a cui si riferiscono i fatti dichiarati - pu riguardare fatti relativi a diritti indisponibili - pu essere liberamente ritirata

Per concludere va detto che le ammissioni pongono il fatto ammesso fuori del tema probandum se si tratta di processi relativi a diritti disponibili mentre se si tratta di processi relativi a diritti indisponibili esse costituiscono argomenti di prova se effettuate in sede di interrogatorio libero oppure prove liberamente valutabili dal giudice negli altri casi. La confessione di regola una prova legale tuttavia vi sono dei casi in cui essa diviene prova libera; questi casi sono: quello individuato dallart.2733 c.c. e che prevede il caso in cui siano soltanto alcuni dei litisconsorti necessari a confessare; quello individuato dallart.2735 c.p.c. che prevede il caso di confessione resa alla parte, ad un terzo fuori dal giudizio oppure in un testamento;

quello individuato dallart.2734 c.p.c. che prevede il caso di dichiarazioni aggiunte alla confessione (in questo caso in funzione del principio dellunitariet della dichiarazione, il giudice deve vedere cosa pensa la controparte e quindi se questa accetta anche le dichiarazioni aggiunte, favorevoli a chi confessa, tutta la confessione vale come prova legale; nel caso contrario invece la confessione vale come prova libera).

La confessione pu essere

1) stragiudiziale (quando fatta fuori dal giudizio, essa se resa alla parte o a chi la rappresenta ha la stessa efficacia di quella giudiziale - ossia di prova legale -, se resa ad un terzo o se contenuta in un testamento pu essere liberamente valutata dal giudice) deve essere a sua volta provata con prova scritta o anche testimoniale (art. 2735, 2 comma c.c.). Occorre rilevare che la confessione stragiudiziale se fatta alla parte o a chi la rappresenta ha la stessa efficacia probatoria di quella giudiziale. Se fatta a un terzo o se contenuta in un testamento liberamente apprezzata dal giudice. In ogni caso va chiarito che la confessione stragiudiziale deve essere provata nel processo. 2) giudiziale che di regola una prova legale ( resa in giudizio, in questo caso forma piena prova contro colui che lha fatta) viene in essere come gi provata. La confessione giudiziale (art. 228 c.p.c.) pu essere: spontanea (art. 229 c.p.c.), nel qual caso pu essere contenuta in qualsiasi atto sottoscritto dalla parte personalmente (esclusa la confessione dell'interrogatorio libero) o provocata dall'interrogatorio formale su istanza di parte contrapposta a quella da interrogarsi.

Linterrogatorio formale un istituto che ha lo scopo di conseguire una confessione . Linterrogatorio formale disciplinato dallart.230 c.p.c. che afferma che La parte che intende far interrogare lavversario deve proporre le domande formulando articoli separati e specifici, con riferimento cio a precise e singole circostanze di fatto, per ciascuna delle quale linterrogando dovr dire se gli risultano vere o no. Secondo larticolo Il giudice istruttore procede allassunzione dellinterrogatorio nei modi e termini stabiliti nellordinanza che ammette linterrogatorio stesso, in seguito sente la parte cui stato deferito linterrogatorio, alla quale il giudice nn non pu fare domande su fatti diversi da quelli formulati nei capitoli, ad eccezione delle domande su cui le parti concordano e che il giudice ritiene utili; , pu solo chiedere chiarimenti sulle risposte ricevute (tranne accordo diverso delle parti). (art. 231 c.p.c.). La parte interrogata deve rispondere personalmente, nn pu servirsi di atti preparati, ma il giudice istruttore pu consentire lavvalersi di note o appunti quando deve far riferimento a nomi o cifre o per particolari circostanze. Se la parte interrogata non si presenta o rifiuta di rispondere senza giustificato motivo il giudice pu ritenere come ammessi i fatti dedotti nellinterrogatorio(art. 232 c.p.c.), se la mancata presentazione dovuta a motivi che il giudice riconosce giustificati, pu fissare altra udienza o recarsi personalmente al di fuori della sede giudiziaria per assumere linterrogatorio.

In caso di litisconsorzio necessario poi la confessione resa solo da alcuni dei litisconsorti liberamente apprezzata dal giudice,mentre nel caso di litisconsorzio facoltativo la confessione costituisce prova legale nei confronti del solo confidente ma non nei confronti dei litisconsorti rispetto ai quali pu essere solo liberamente apprezzabile.

Diverso dallinterrogatorio formale linterrogatorio libero delle parti (che legislatore prevede come interrogatorio obbligatorio alludienza di discussione nel processo del lavoro e alludienza di trattazione nel processo ordinario) che rientra tra i poteri del giudice il quale pu, in qualunque stato grado del processo, ordinare la comparizione personale delle parti per interrogarle liberamente sui fatti della causa (art. 117 c.p.c.). Linterrogatorio libero, a differenza di quello formale, uno strumento nelle mani del giudice (infatti solo il giudice che pu disporre tale interrogatorio che previsto allinizio della causa anche se il giudice potrebbe disporlo in ogni momento del processo). Linterrogatorio libero ha la finalit di avere chiarimenti sui fatti di causa, quindi pi probabile che venga disposto pi o meno nella fase istruttore. Le dichiarazioni rese delle parti non possono assumere valore confessorio, ma il giudice se ne pu avvalere come argomenti di prova, ad integrazione delle risultanze di altre prove.

48. Il giuramento della parte. Anche il giuramento come la confessione una dichiarazione proveniente da una delle parti sulla verit dei fatti della causa. Esso tuttavia si differenzia dalla confessione sia perch ha efficacia probatoria solo se reso in giudizio e con particolari forme sicch sempre e solo prova costituenda sia perch proviene dalla parte a cui i fatti dichiarati non nuocciono come nella confessione bens giovano. Il giuramento richiede che la parte faccia una dichiarazione che sintende come vera (non come nella confessione dove si richiede che la dichiarazione sia sfavorevole a se favorevole alla controparte) e che avvenga con determinate forme solenni. La dichiarazione giurata nn pu essere spontanea ma solo provocata configurando una sorta di sfida alla lealt di chi chiamato a giurare, sfida che una parte lancia allaltra invitandola a giurare sulla verit di un fatto e a rispondere nel caso in cui giurasse il falso di tutte le conseguenze ( penali) che lo colpirebbero nel caso in cui la falsit del giuramento venisse scoperta ( anche se Se successivamente alla sentenza viene accertata la falsit del giuramento, la sentenza penale che accertata tale falsit non potr essere utilizzata per ottenere la revocazione della sentenza civile ma potr solo consentire alla parte di ottenere un risarcimento dei danni). Il giuramento una prova legale, quindi quando si deferisce il giuramento si rimette la decisione alla parte che giura.

La legge distingue due tipi di giuramento 1- Il giuramento decisorio (art. 2736 n.1 c.c.) quello che una parte deferisce allaltra per farne dipendere la decisione parziale o totale della causa ( ammissibile solo se da esso pu dipendere la decisione totale o parziale della causa) ; la parte alla quale stato deferito pu riferirlo all'altra parte, ossia ribaltarlo su questa, ovviamente in senso contrario. Esso consiste in una dichiarazione sui fatti della causa, della parte

alla quale il fatto giova e perci pu verificarsi solo se deferito dall'altra parte che assumer l'iniziativa se e in quanto confida sulla lealt del deferito e/o sulla gravit delle sanzioni a carico di chi giura il falso. Il giuramento decisorio si distingue in due tipi: quello de veritatae (quando la parte giura su fatti propri) e quello de scientia (quando la parte giura su fatti altrui e non propri ma dei quali a conoscenza).

2- Il giuramento suppletorio (art. 2736 n.2 c.c.) differisce da quello decisorio perch deferito a una delle parti dufficio dal giudice in sede decidente al fine di decidere la causa quando la domanda o le eccezioni non siano pienamente provate ma non sono del tutto sfornite di prova (quindi serve per integrare la semiplena probatio) ovvero quello che deferito al fine di stabilire il valore della cosa domandata se non si pu accertarlo altrimenti (c.d. giuramento estimatorio di cui allart. 241 c.p.c.).

L'efficacia probatoria del giuramento decisorio la + intensa che si possa immaginare perch da un lato ( come proprio della prova legale) vincola il giudice al suo esito , dallaltro tale vincolo si riflette sulla pronuncia del giudice il quale ,dopo aver constatato lavvenuto giuramento , deve dichiarare vittoriosa la parte che ha giurato e soccombente laltra parte (viceversa in caso di rifiuto) senza ke la parte soccombente possa essere ammessa a provare il contrario di quanto giurato neppure quando il giuramento venga riconosciuto o dichiarato falso potendosi in tal caso ottenere solo il risarcimento. (artt. 2738 c.c. e 239 c.p.c.). Infatti l'eventuale falsit della giuramento non inficia in giudizio, ma pu solo fondare il diritto al risarcimento in caso di sentenza penale per falso giuramento.(art. 2738, 2 comma c.c.).

I limiti di natura soggettiva del giuramento sono gli stessi previsti per la confessione (lart.2737 c.p.c. rinvia allart.2731 c.p.c.): capacit di agire, capacit di disporre del diritto. L'articolo 2737c.c. richiede infatti per l'atto del differire (o del riferire) il giuramento la capacit di disporre del diritto. Il giuramento prestato non revocabile neppure per errore o violenza ( la confessione si) , ma, se non ancora prestato, revocabile il suo deferimento o il suo riferimento finch l'altra parte non si sia dichiarata pronta a giurare (artt. 235 e 236 c.p.c.).

Oggetto del giuramento possono essere solo fatti rilevanti in maniera decisiva per lesito del giudizio su diritti disponibili. Inoltre non si pu giurare sul fatto illecito; non si pu giurare relativamente ad un fatto contenuto in un atto pubblico; non si pu giurare riguardo lesistenza di un contratto per il quale la legge richiede la forma scritta ad substantiam. In ogni caso va detto che deve trattarsi di fatti che siano propri della parte a cui stato deferito (giuramento de veritate) ovvero della conoscenza che essa ha di un fatto altrui (giuramento de scientia o de notizia), nn pu essere riferito se loggetto un fatto non comune ad entrambe le parti.

Il giuramento decisorio deve essere comunque ammesso , esclusa ogni discrezionalit da parte del giudice, anche quando i fatti dedotti siano gi stati accertati o anche esclusi dalle risultanze probatorie gi acquisite .

49. Deferimento, ammissione prestazione del giuramento. Il deferimento del giuramento decisorio pu avvenire in ogni stato della causa (a fondamento di ci basti pensare agli artt.345 e 394 che stabiliscono che il giuramento pu essere deferito in appello e nel giudizio di rinvio, cio quello successivo a quello della cassazione)., ma prima della rimessione in decisione, con dichiarazione in udienza della parte personalmente o del suo procuratore munito di mandato speciale, e deve essere formulato in articoli separati in modo chiaro e preciso(art. 233 c.p.c.).

Il giuramento, oltre che deferito, pu essere riferito; il riferimento una sorta di rinvio allavversario che ha deferito il giuramento (art.234 c.p.c.). La parte a cui stato deferito il giuramento infatti pu a sua volta riferirlo allavversario fino a quando la stessa non abbia dichiarato di essere pronta a giurare a condizione per che il fatto oggetto di giuramento sia comune ad entrambe. Per ci che riguarda la revoca, pi che il giuramento, pu essere revocato il riferimento e deferimento , anche in questo caso tale revoca possibile finch lavversario nn abbia dichiarato di essere pronto a giurare.

Sull'istanza di differimento o di riferimento si pronuncia il giudice istruttore con ordinanza revocabile. Tuttavia secondo lart 237 le eventuali contestazioni circa lammissione del giuramento decisorio vanno risolte dall' organo decidente con ordinanza che deve contenere lindicazione delludienza fissata per la prestazione del giuramento e che va notificata personalmente alla parte. Il giuramento decisorio prestato personalmente all'udienza previe le ammonizioni sulle conseguenze di dichiarazioni false e con le formalit previste dall'artico 238 c.p.c. . Eventuali aggiunte o modifiche alla formula sono irrilevanti se nn alterano il significato del giuramento, in caso contrario il giuramento si considera come non prestato. Il rifiuto di giurare ( a cui assimilata la mancata presentazione senza giustificato motivo alludienza fissata per la prestazione del giuramento) d luogo alla soccombenza della parte che rifiuta. Questa soccombenza pu essere evitata o differita nei casi di mancata comparizione x i quali il giudice istruttore ritiene giustificata la mancata comparizione stessa, infatti in questi casi lart 239 prevede la fissazione di una nuova udienza o anche lassunzione del giuramento al di fuori della sede giudiziaria. Per quanto riguarda il giuramento suppletorio esso pu essere deferito solo dal collegio quindi esclusa la possibilit di riferimento allaltra parte.

Per concludere lart 241 stabilisce x ci che riguarda il giuramento estimatorio che pu essere deferito dal collegio ad una delle parti, solo se nn possibile determinare altrimenti il valore della cosa e precisando che lorgano decidente deve anche determinare la somma fino a concorrenza della quale il giuramento avr efficacia.

Per concludere, a differenza della confessione: non prevista la possibilit di revoca del giuramento ma solo la possibilit di revoca del deferimento o del riferimento; che al pari della confessione in caso di litisconsorzio necessario il giuramento prestato solo da alcuni dei litisconsorti liberamente apprezzato dal giudice; ed infine che il giuramento suppletorio pu essere deferito solo dal collegio e non pu essere a sua volta riferito.

50. La prova per testimoni. Nozione limiti dalla sua ammissibilit. La testimonianza , nel diritto processuale, consiste nella narrazione , nel corso del processo ( una prova costituenda) e con determinate forme , al giudice di fatti della causa da parte di persone che nn sono parti del processo . Nel nostro ordinamento non ammissibile la testimonianza della parte. Proprio su questo ( imparzialit del testimone) oltre che sulle sanzioni penali che colpiscono il falso testimone si fonda l'attendibilit della prova testimoniale. Questa attendibilit nn assoluta , essendo la testimonianza una narrazione di fatti legata sia alla memoria del testimone ( che essendo umana fallibile) sia al fatto che la narrazione ripresenta i fatti coma una ricostruzione soggettiva del testimone che , anche se in buona fede, difficilmente riesce ad evitare deformazioni. Perci la legge ne subordina lammissibilit ad una serie di limiti sia di natura oggettiva (indicati nel codice civile) che di natura soggettiva (indicati nel codice di procedura civile), abbastanza gravi infatti essa non ammessa: - per la prova di atti per i quali richiesta la forma scritta ad substantiam. In questo caso la prova testimoniale ammessa solo in caso di perdita incolpevole dello scritto(art. 2725 c.c.).;

I limiti di natura oggettiva (che sono per lo pi condizioni di ammissibilit e sono fondati su 2 ordini di ragioni: 1) sul fatto che il contratto abbia valore superiore a 2.50 tranne che lautorit giudiziaria non la consenta tenuto conto della qualit delle parti, della natura del contratto, e di ogni circostanza art.2721 c.c ,Quindi a livello pratico possiamo dire che la norma superata (infatti nella pratica avviene che mai nessun giudice ha negato lammissibilit della prova testimoniale perch il valore del contratto era superiore, cos

come mai nessun avvocato ha sollevato uneccezioni di inammissibilit ai sensi del 1 comma dellart.2721 c.c.).

2)sul fatto che la prova x testimoni abbia ad oggetto patti aggiunti o contrari al contenuto di un documento. In questa hp la legge dispone che se suddetti patti fossero anteriori o contemporanei alla redazione di un documento la prova x testimoni nn sarebbe ammissibile essendo probabile che tali patti nn siano stati inseriti nel documento; mentre se tali patti fossero stati stipulati dopo la redazione del documento lautorit giudiziaria pu ammettere la prova per testimoni solo se avuto riguardo alla qualit delle parti, alla natura del contratto e a ogni altra circostanza appare verosimile che siano state fatte aggiunte o modificazioni verbali (art. 2723 c.c.).

In genere i limiti imposti dal legislatore allammissibilit della prova testimoniale trovano eccezioni nellart.2724 c.c.; questarticolo individua tre eccezioni per le quali la prova testimoniale deve essere ammessa: 1) quando vi un principio di prova per iscritto costituito da qualsiasi scritto proveniente dalla persona contro cui diretta la domanda, che faccia apparire verosimile il fatto allegato 2) se lo scritto stato impedito da violenza morale o materiale (il contraente era nellimpossibilit morale e materiale di procurarsi una prova scritta); 3) se il documento stato smarrito senza colpa (il contraente ha senza sua colpa perso il documento che gli forniva la prova);

Poich nn esistono altre norme che limitano lammissibilit delle prove testimoniali si pu dire che il giudice in linea di massima tenuto ad ammettere le prive che ritiene rilevanti ( a seguito di una valutazione libera).

51. Iter di ammissione e l'assunzione della prova per testimoni. La prova per testimoni va dedotta con istanza contenente indicazione specifica delle persone da interrogare e dei fatti, formulati in articoli separati sui quali ciascuna di esse deve essere interrogata (art. 244 c.p.c.). L'istanza pu essere proposta da ciascuna delle parti ed consentito alla controparte di opporsi o di aderire alla richiesta indicando altri testimoni da sentire su quei medesimi articoli ( offrire prova contraria). La possibilit di offrire prova contraria sussiste anche nel caso in cui la controparte si opponga allistanza di ammissione ( ad es. sostenendo linammissibilit della prova per testimoni). Sia che la prova sia stata offerta con la citazione o con la comparsa di risposta, sia che sia stata chiesta ai sensi dellart 184, laltra parte potr chiedere altro termine per leventuale indicazione della prova contraria.

Secondo lart.245 c.p.c. il giudice, dopo che le parti hanno chiesto la prova testimoniale secondo le modalit previste dallart.184 c.p.c., ammette la prova con ordinanza e con la stessa pu ridurre le liste dei testimoni ed eliminare i testimoni che non possono essere sentiti per legge. La rinunzia allaudizione dei testi non ha effetto se non accettata dall'altra parte e se il giudice non vi consente.

Per quanto riguarda i testimoni dobbiamo dire che questi hanno il dovere di deporre anche se va detto al riguardo che vi sono dei casi in cui essi possono non deporre o addirittura non devono deporre. Questo dovere risulta indirettamente dalle sanzioni penali previste x il rifiuto o per la deposizione falsa nonch da potere del giudice di denunciare direttamente il teste x questi reati; direttamente risulta dallart 255 c.p.c che prevede in caso di mancata presentazione del testimone regolarmente intimato (ricordiamo che quando il giudice ha ammesso la prova testimoniale obbligo delle parti intimare i testimoni a comparire alludienza fissata dal giudice per la loro audizione. Lintimazione si fa materialmente con un atto che viene notificato al testimone e che deve essere notificato almeno 3 giorni prima delludienza ) no solo una nuova intimazione per una nuova udienza ma addirittura il potere del giudice di ordinane laccompagnamento coattivo e di condannarlo ad una pena pecuniaria, salvo i casi eccezionali in cui il giudice pu recarsi nellabitazione o nellufficio del teste. Il dovere di deporre si specifica nel dovere di comparire di indicare le proprie generalit di prestare giuramento e di dire la verit. I casi eccezionali in cui il teste pu nn deporre sono quelli in cui consentita lastensione, come previsto dallartt 200 e ss. c.p.c.. , mentre non pu deporre quando ha un interesse che potrebbe legittimare alla partecipazione giudizio (art. 246 c.p.c.).

Tra i limiti di natura soggettiva (che riguardano la capacit a testimoniare) vi sono varie norme (alcune sono venute meno) - Non pu testimoniare la parte rappresentata n colui che, nel processo stesso agisce come rappresentante. Limite previsto dallart.246 c.p.c. (che in realt lunico limite soggettivo alla prova testimoniale rimasto nel nostro ordinamento). Lart.246 c.p.c. stabilisce che non possono essere chiamate a testimoniare le persone aventi interesse della causa che potrebbe legittimare la loro partecipazione al giudizio; in questo caso lelemento che rende incapaci di terzo linteresse, non linteresse materiale ma giuridico.

- La testimonianza ha funzione puramente informativa, la legge nn fa dipendere la legittimazione a testimoniare dalla capacit di agire n dal raggiungimento della maggiore et; il solo limite di et era quello contenuto nellart.248 c.p.c. che prevedeva la possibilit che i minori di anni quattordici potessero essere chiamati a testimoniare solo quando la loro audizione era resa necessaria da particolari circostanze, ma questa norma stata dichiarata incostituzionale.

- Un limite era contenuto nellart.247 c.p.c. che prevedeva il divieto di testimoniare per il coniuge, i parenti, gli affini in linea retta e coloro che erano legati da un vincolo di affiliazione. Questa norma stata dichiarata incostituzionale sia perch in contrasto con lart.24 Cost. sia perch le realt la prova testimoniale sempre soggetta alla libera valutazione fatta del giudice che potr valutare lattendibilit o meno del testimone.

Per quanto riguarda lassunzione dei testimoni: dopo la fissazione con ordinanza delludienza x lassunzione dei testimoni la parte interessata alla deposizione intima la comparizione al teste a mezzo di ufficiale giudiziario (art. 250 c.p.c.) per mezzo di lettera raccomandata o posta elettronica e con successivo deposito in cancelleria di copia dellatto ( procedura nn indispensabile perch nulla impedisce al giudice di sentire la deposizione dei testi se gi ammessa) la parte interessata inoltre onerata alla presenza all'udienza per l'assunzione, in cui i testimoni sono sentiti separatamente. Dopo che il giudice ammonisce il testimone e raccoglie il giuramento si passa alla sua identificazione con indicazione di eventuali rapporti con una delle parti o eventuali interessi nella causa. Successivamente il giudice lo interroga rivolgendogli tutte le domande che ritiene necessarie e utili per chiarire i fatti medesimi. Tali domande possono essere formulate dal giudice, dufficio o su istanza di parte, dei difensori o del p.m. Ma n difensori n P.m. possono interrogare direttamente i testimoni che devono rispondere personalmente. Se ci sono divergenze tra le deposizioni di 2 o + testimoni il giudice istruttore, su istanza di parte o dufficio pu disporre che siano messi a confronti, e pu altres disporre che siano sentiti testimoni precedentemente esclusi. Le contestazioni sulla legittimazione del teste a deporre vanno sollevate subito a pena di decadenza. Infatti eventuali vizi di deduzione, ammissione ed assunzione dei testimoni sono sanati se nn eccepiti subito dalla parte interessata

52. L'ispezione giudiziale L'ispezione giudiziale un mezzo di prova che il giudice pu esperire dufficio e precisamente lo strumento con il quale si acquisisce lefficacia probatoria di cose, luoghi, o corpi di persone ossia di oggetti che non essendo acquisibili al processo come documenti possono essere fatti solo materia di osservazione in modo cos da acquisire al processo il risultato di tale osservazione. Loperazione dellosservare viene documentata in un processo verbale che viene acquisito al processo. Lart 118 disciplina lispezione e dispone che il giudice istruttore pu ordinare alle parti e ai terzi di consentire lispezione sulla loro persona o sulle cose in loro possesso, se lispezione necessaria ed indispensabile per conoscere fatti della causa e purch ci avvenga senza recare grave danno x la parte o per il terzo.

Una volta disposta l'ispezione se la parte si rifiuta di sottoporre la propria persona o le proprie cose all'ispezione stessa il giudice, da tale rifiuto, pu desumere argomenti di prova; mentre se che il terzo che si rifiuta il suo comportamento non pu avere riflessi in ordine al processo (il terzo infatti non fa parte del processo) e la conseguenza sar una pena pecuniaria.

Le modalit dell'assunzione (da documentarsi nel processo verbale) vengono stabilite dal giudice istruttore che con un'ordinanza fissa: il tempo, il luogo ed il modo della relativa ispezione. All'ispezione il giudice pu procedere personalmente ma di solito si avvale di un consulente tecnico (soggetto esperto nominato dal giudice) che deve redigere una relazione che il giudice stesso valuter. Co riferimento allispezione corporale invece , questa deve essere fatta con ogni cautela per garantire il rispetto della persona. Lispezione documentata in un processo verbale, e spesso accade che ad integrazione della stessa il giudice ordini ai sensi degli art 261 e 262 c.p.c. a) che siano eseguiti rilievi, calchi e riproduzioni anche fotografiche di oggetti, luoghi, e documenti, nonch quando occorre rilevazioni cinematografiche o altre che richiedano limpiego di mezzi o strumenti meccanici b)che sia eseguito un esperimento giudiziale cio la riproduzione dinamica di un fatto per accertare se sia o possa essersi verificato in un dato modo facendone eventualmente eseguire la rilevazione fotografica o cinematografica c) che siano sentiti testimoni per informazioni senza le restrizioni proprie della prova testimoniale d)che sia disposto laccesso in luoghi appartenenti a terzi e che questi siano eventualmente sentiti osservate naturalmente le opportune cautele al riguardo.

53. Il rendimento dei conti. Il rendimento dei conti (artt. 263-266 c.p.c.) una prova costituenda strutturata come un procedimento speciale che pu assolvere ad una autonoma funzione di tutela. Esso un procedimento nn solo idoneo a condurre alla prova ma anche allaccertamento circa la situazione del conto ed eventualmente persino ad un ordine di pagamento del saldo ( ordine la cui sostanza quella di una condanna).

Lesigenza di tutela a cui l'istituto assolve quella che concerne il diritto al rendimento del conto, sia in corso di giudizio e sia come oggetto di giudizio ad hoc, nella prospettiva della condanna al pagamento del saldo. A seguito della domanda, il giudice ordina( con ordinanza) la presentazione del conto e fissa una udienza x la discussione di esso. A seguito di questo ordine, la parte destinataria deve depositare il conto in cancelleria con i documenti giustificativi almeno 5 gg prima delludienza (art. 263 c.p.c.).

Il giudice legittimato pronunciare questo ordine il giudice istruttore, se nn sorgono contestazioni sul diritto al rendiconto ( la cui incontestata sussistenza costituisce presupposto perla pronuncia dellordinanza) o sul suo oggetto , altrimenti lorgano giudicante con sentenza non definitiva. Se il conto depositato e accettato dalla parte richiedente, il giudice da atto nel processo verbale dellaccettazione ed ordina il pagamento del saldo con ordinanza non impugnabile ( che ha il contenuto di una condanna e che ha efficacia esecutiva) (art. 263, 2 comma c.p.c.). Se contestato la parte che nn accetta deve specificare le parti che intende contestare, eventualmente previa richiesta di un termine e fissazione di un'altra udienza allo scopo. Se dopo ci le parti si accordano sulle risultanze del conto eventualmente rettificato , il giudice provvede come nel caso di immediata accettazione, altrimenti ( quindi se nn viene raggiunto accordo) pu occorrere il ricorso a mezzi istruttori con le normali regole sullonere della prova (art. 264 c.p.c.). Se la parte onerata dellordine di presentazione del conto non deposita il conto o resta contumace, il giudice (in sede di decisione) pu disporre il giuramento estimatorio (art. 265 c.p.c.). Nei casi di contestazione laccertamento definitivo del conto avviene con sentenza assoggettata ai normali mezzi di impugnazione e destinata a passare in giudicato. La parte che ha approvato il conto, ha la possibilit di chiederne la revisione, anche in separato processo, ma solo in caso di errore materiale, omissione, falsit, o duplicazione di partite (art. 266 c.p.c.). In caso di conto accertato con sentenza passata in giudicata sar possibile solo la correzione per errori materiali o di calcolo oltre le impugnazioni straordinarie.