Sei sulla pagina 1di 42

ASSORBIMENTO METODO A STADI

G1 L0

Relazione di equilibrio (valida per ogni componente solubile) y=kx k = f (P, T, c) Dati : GN+1, yN+1, x0 Specifica sulla composizione del gas uscente y1 (un componente)

GN+1

LN

Sistema binario Data la curva di equilibrio y = k x e noti i valori di x0, y1 e yN+1


y

yN+1

(L/G)operativo (L/G)min

Si trova (L/G)min (=>Numero di stadi infinito) per via grafica o analitica Si fissa (L/G)operativo = 1.2-1.6 (L/G)min Si trova il numero di stadi per via grafica.

y1 xo

y=kx xNmax x

Kremser Valido se la costante di equilibrio non dipende dalla concentrazione k = f (P, T) e P e T sono costanti (ossia quando si ha una retta di equilibrio)
y N +1 y1 A N +1 A (13) = N +1 y N +1 k x 0 1 A L A= fattore di assorbimento (pendenza della retta di lavoro rispetto a quella di equilibrio) k G y k x0 1 1 ln n +1 1 + y k x0 A A N= 1 ln A

Sistema multicomponente Si pu fissare y1 solo per il componente chiave (o imporre una specifica sulla somma di tutte le y1) Si trova graficamente (L/G)min per il componente chiave; Si fissa L/G > (L/G)min ;

Si trova il numero di stadi Una volta noti N e L/G si trovano (per tentativi) i valori di y1 degli altri componenti.
40

Componente pi solubile
yB
yA yC

Componente meno solubile

XA

XB

Xc

Se si hanno rette di equilibrio si pu usare Kremser. Assorbimento non isotermo Lassorbimento non mai isotermo: questa trattazione si utilizza in presenza di modesti effetti termici Ipotesi: Colonna in condizioni adiabatiche

Relazione di Horton e Franklin Se le portate liquida e/o gassosa variano in modo sensibile (pi del 10%) le composizioni vengono riferite alle portate liquida e gassosa entranti L0 e GN+1. L0 Xn = Ln xn XJ = moli di j in fase liquida/moli di liquido entrante YJ = moli di j in fase gassosa/moli di gas entrante GN+1 Yn = Gn yn Relazione di equilibrio : Bilancio totale : Grado di assorbimento :

y n = k n x n Yn

G N +1 L = knXn 0 Gn Ln

L 0 ( X N X 0 ) = G ( YN +1 Y1 )
= YN +1 Y1 YN +1

La relazione di Kremser (13) diventa :


x 0 A N +1 A LM N +1 1 = A G M y N +1 A 1

(29 )

Con le nuove variabili posso definire :

An =

Ln knGn L0X N A n G N +1

Dallequilibrio si ha Yn =

e si ottiene la relazione di Horton e Franklin (44):


=
YN +1 Y1 A1 A2 .. AN + A2 A3 .. AN + ... + AN L0 X 0 A2 A3 .. AN + A3 A4 .. AN + ... + AN + 1 = YN +1 A1 A2 .. AN + A2 A3 .. AN + ... + AN + 1 G N +1YN +1 A1 A2 .. AN + A2 A3 .. AN + ... + AN + 1
41

Per applicare questa relazione occorre conoscere le temperature di ogni stadio. Le temperature di L0 e di GN+1 sono note; Si fissa la temperatura di G1 0.5-1.5C maggiore di quella di L0; Si calcola la temperatura di LN dal bilancio entalpico. Per valutare portate e temperature di ogni stadio (per lo stadio n-esimo) si possono utilizzare queste relazioni approssimate: G1 N Gn = G n +1 G N +1
1

da cui si ricava G n

Ln si ricava dal bilancio di materia G N +1 G n 1 TN Tn = G N +1 G1 TN T0 da cui si ricava Tn

Relazione di Edmister derivata da Horton e Franklin in modo semplificato considerando solo due stadi, il primo e lultimo (stadio N = stadio 2) = L0 X 0 A1 A 2 + A 2 A2 + 1 A1A 2 + A 2 + 1 G N +1 YN +1 A1A 2 + A 2 + 1

(50)

che si pu scrivere come:


N +1 L0 X 0 AE AE 1 = N + 1 A' G N +1 YN +1 AE 1

avendo posto A' = A 2 (1 + A1 ) 1 + A2 A E = A 2 (1 + A1 ) + 0.25 0.5

Va rimarcato che L/G =(L/G)min quando N , condizione che si verifica per il componente chiave quando AE= . Nelle fasi iniziali del calcolo, in cui non sono ancora note le portate GN e L1 si possono utilizzare i valori di GN+1 e L0. Nel caso di assorbimento multicomponente spesso si preferisce iniziare il calcolo con il metodo di Edminster e fare la verifica finale con Horton-Franklin.
Applicazione del metodo a stadi Dati: G1 L0 - portata gas entrante GN+1; - composizione completa del gas entranteYN+1; - composizione completa del liquido entrante X0; - temperature di ingresso del gas e del liquido TN+1 e T0; - specifica sulla composizione del componente chiave nel gas uscente Y1. Ipotesi iniziali: - si fissa la temperatura del gas uscente ad un valore di poco superiore a quella del liquido entrante T1 = T0 + (0.51.5); LN GN+1 - si assume che i componenti pi solubili di quello chiave si assorbano completamente (grado di assorbimento = 1);
42

si assume che i componenti meno solubili di quello chiave non si assorbano affatto (grado di assorbimento = 0). Sulla base di queste ipotesi si pu calcolare la composizione completa (di tentativo) del gas uscente Y1. Si pu scrivere il bilancio di materia e determinare la composizione del liquido uscente LN in funzione del rapporto L0/GN+1 incognito. Si pu scrivere anche il bilancio entalpico ed ottenere lespressione della temperatura dellultimo stadio TN in funzione del rapporto L0/GN+1 incognito. Date T1 e TN si hanno anche le espressioni delle costanti di equilibrio k1 e kN, sempre in funzione del rapporto L0/GN+1 incognito. Si pu quindi scrivere lespressione di AE del componente chiave, in funzione rapporto L0/GN+1: eguagliando AE del componente chiave al suo grado di assorbimento si ottiene (L0/GN+1)min A questo punto si fissa L0/GN+1=1.21.6 (L0/GN+1)min, si calcola TN dal bilancio entalpico, si calcola kN, AE e, noto il grado di assorbimento del componente chiave si trova N di primo tentativo con la relazione di Edmister. Noto N si calcolano i valori di degli altri componenti e quindi la composizione Y1 e la portata G1 del gas uscente; si riscrive il bilancio di materia determinando la composizione XN e la portata LN del liquido uscente, e si riscrive il bilancio entalpico determinando la temperatura TN. Applicando le relazioni approssimate si calcolano i valori delle portate G e L e le temperature T di ogni stadio. Si calcola il rapporto L/G del primo e dellultimo stadio e si applica di nuovo Edmister, ripetendo lintera procedura (calcolo di A, , Y1, G1, YN, LN, TN) fino a convergenza. Arrivati a convergenza con il metodo di Edmister si fa, eventualmente, un controllo finale utilizzando la relazione di Horton e Franklin. In questa maniera si determinato il numero di stadi teorico. Se si intende realizzare lassorbimento in una colonna a piatti occorre valutare il rendimento dei piatti per passare da stadi teorici a piatti effettivi: si possono utilizzare metodi rapidi (grafico di OConnell, poco preciso per sistemi acquosi) o pi precisi (rendimento di Murphree) Se si intende realizzare lassorbimento in una colonna a riempimento va calcolata laltezza di riempimento equivalente ad uno stadio teorico (detta HETP o HETS).

Limiti dei metodi a stadi Il numero degli stadi un numero intero Incertezza sul rendimento degli stadi, che generalmente piuttosto basso. Questa considerazione, abbinata alla precedente pu portare ad una sovrastima del numero degli stadi effettivi. e le relazioni che consentono di passare dallo stadio teorico allequivalente altezza di riempimento non sono molto precise.

Gran parte delle apparecchiature in cui viene realizzato lassorbimento sono del tipo a riempimento,

43

ASSORBIMENTO (METODO A CONTATTO CONTINUO)


Trasferimento di un solo componente Si utilizza lapproccio gi visto per il metodo rigoroso della condensazione :
LIQUIDO

y yi x xi
GAS

z yi zx w = FG ln = FL ln zy z xi
dove w = N1 + N 2 z=

(58)
N1 N1 + N 2
1 yi 1 x = FL ln 1 xi 1 y

Se si trasferisce un solo componente le relazioni precedenti diventano:


w = N1 z =1
N 1 = FG ln

(59)

Sullinterfaccia vale la relazione di equilibrio y i= k xi. Si assume una colonna di sezione A. Nel volumetto infinitesimo Adh si realizza una superficie dS attraverso cui avviene il trasferimento di materia. Si definisce una superficie specifica per il trasferimento di materia a (m2/m3) e si pone dS = a A dh. Attraverso la superficie dS si realizza un trasferimento di materia che comporta una variazione delle portate: N1dS = d(wMGy) = d(wMLx) Dividendo per la sezione della colonna A N1 a dh = d(GMy) = d(LMx) (67) con GM = wMG/A e LM = wML/A portata specifiche (molari) di gas e di liquido Caso generale (metodo rigoroso) Si assume che le portate possano variare, ma che quella dei componenti che non si trasferiscono (inerte) restino costanti. Si ha un inerte gassoso (che non passa in fase liquida) ed un inerte liquido (che non passa in fase gassosa) con portate: GMi = GM(1-y) LMi = LM(1-y) Con queste variabili per la fase gassosa si ha: y G Mi dy N 1a dh = d(G M y) = d 1 y = G Mi (1 y) 2 1 y y = G Mi d e, analogamente, per la fase liquida: dx N 1adh = d( L M x ) = L Mi (1 x ) 2 Ricordando lequazione di trasferimento di materia (59), si ottiene: N 1adh = G Mi 1 yi dy = FG a ln dh 2 (1 y) 1 y

(82 )

N 1adh = L Mi

dx 1 x = FL a ln dh 2 (1 x ) 1 xi

(83)

Le condizioni allinterfaccia si ricavano combinando la relazione di equilibrio yi = k xi e quella di trasferimento (59):

44

1 y i 1 x FG 1 y = 1 x i Integrando le (82) e (83) si ottiene laltezza necessaria al trasferimento di materia:


H= H=
ye

FL

yu

F a (1 y) [ln(1 y ) ln(1 y)]


2 G i

G Mi dy L Mi dx

xu

xe

F a (1 x ) [ln(1 x ) ln(1 x )]
2 L i

Lintegrale viene risolto per via numerica. Per utilizzare queste relazioni si devono calcolare, per ogni intervallo, i valori di: a = f (riempimento, G, L, o) FG = f (riempimento, G, ScG, G, o)

FL = f (riempimento, L, ScL, L, cm, DL) dove Sc = /D ds = diametro della sfera con la stessa superficie del riempimento o = grado di vuoto operativo o = - t Per soluzioni acquose Per le altre tw = f (L, ds) aw = f (tipo di riempimento, diametro del riempimento, G, L)

t = s + o s = f (L, , L, ds) o = ow - H* ow = tw-sw sw = f (ds) H* = f (L, , L, L) a = aw (o/ow)

Portate gassosa e liquida costanti Questa ipotesi si pu ritenere valida per variazioni della portata < 10% (in moli). La relazione di bilancio (67) diventa: N1 a dh = GM dy = LM dx La relazione (59), per la fase gassosa e quella liquida, viene posta nella forma N1 = kG P (y-yi) con P pressione operativa N1= kL cm (xi -x) con cm concentrazione molare totale (kmol/l)

kG =

FG P y BM

kL =

FL c m x BM

45

y BM =

y yi ln 1 yi 1 y

x BM =

xi x ln 1 x 1 xi

Quando il grado di assorbimento piccolo (come in questo caso, visto la modesta variazione delle portate) si pu porre yBM 1 e xBM 1 e si possono considerare costanti kG e kL. Le relazioni precedenti diventano: N 1a dh = G M dy = k G P( y y i ) a dh N 1a dh = L M dx = k L c m ( x x i ) a dh e integrando si ha: ye G dy H= M = HG NG k G aP yu y y i
H= LM k L ac m
xu

(68) (69)

(77 )
(78)

xe

dx = HLNL i x

Le condizioni allinterfaccia si ricavano dalla relazione di equilibrio y i = k xi e dalla (74) y yi k a cm = L x xi kGa P

(74)

Portate gassosa e liquida costanti e retta di equilibrio (k indipendente da x, P e T costanti) Le relazioni (68) e (69) diventano: G M dy = k G P( y y i ) a dh = k OG P(y y*) a dh L M dx = k L c m ( x i x ) a dh = k OL c m (x * x) a dh dove y* = kx 1 k OG P = 1 kGP
y

(72) (73)

x* = + k k Lcm

y k

1 1 1 = + k OL c m k L c m kk G P

Poich si pu assumere k = costante le (72) e (73) si integrano come:


GM e dy H= y y * = H OG N OG kOG aP y u H= dove y kxe 1 1 y kx2 1 1 ln e ln 1 1 + 1 + yu kxe A A y2 kx2 A A = N OG = 1 1 1 1 A A x ye k x y k ( 1 A ) + A ln 2 1 (1 A) + A ln e x y k = xu ye k N OL = 1 1 1 A 1 A
46

(75) (75' )
NOTA BENE 1 = sezione di fondo 2 = sezione di testa

LM kOL acm

xu

xe

x* x = H

dx

OL

N OL

(76 )

(76' )

Tenendo conto del significato di kOG e kOL e delle relazioni (75) (76) (77) e (78): 1 (79) H OG = H G + H L A (80) H OL = H L + A H G
dove A = LM k GM

Se il valore di A grande HOG circa uguale a HG. In questo caso per applicare le relazioni si calcolano i valori medi di: HG = f (riempimento, G, L, ScG) HL = f (riempimento, G, L, ScL)

Altezza equivalente al piatto (stadio) teorico HETP (HETS)

H = HOG NOG = N HETP

(102)

Calcolando N con Kremser e NOG con la (76) si ha


A ln A (103) A 1 LM Per applicare questo metodo occorre che A = sia circa costante: ci significa portate molari kG M costanti e k costante. In caso di assorbimento multicomponente, ci si riferisce ad A del componente chiave. HETP aumenta per gas molto solubili, ossia quando gli stadi sono pochi (al limite uno solo). A 0.25 0.5 1 2 10 100 HETP/HOG 0.462 0.693 1 1.386 2.558 4.652 HETP = H OG
Assorbimento multicomponente con effetto termico Si hanno c componenti 1 = gas inerte 2..c-1 = gas solubili c = liquido non volatile Si possono scrivere (c 2) equazioni di bilancio di materia per le portate molari dei gas solubili in fase gassosa g e in fase liquida l:

dg Mj = dl Mj = z j w a dh
c1 j=1

(94)

per j = 2, ...., c 1
c

Il bilancio globale diventa: G M = g Mj e L M = l Mj


j=2

e le frazioni molari sono date dalle: y j =

g Mj GM

e yj =

l Mj LM

Dalle (72) e (73) si possono scrivere le relazioni per il flusso dei componenti z j y ij zj xj (96) w = FGj ln = FLj ln zj yj z j x ij

47

Dalle (96) uguagliando i secondi e i terzi membri per ogni componente solubile si ottengono (c 2) equazioni indipendenti:
z j yij zj yj
FGj

z xj = j z j xij

FLj

mentre eguagliando i secondi e terzi membri per due diversi componenti solubili si ottengono (c 3) equazioni indipendenti:
z j xj z j xij
FLj

z xk = k zk xik

FLk

Per il trasferimento di calore si scrive il bilancio termico per la fase gassosa:


d (G M c p TG ) = TG Ti w c pz a dh exp(a ' ) ) 1

(99)

dove a ' =

w c pz hG

Dato che dG M = w a dh e considerando cp costante si ha:

dTG =

w a (TG Ti ) c pz TG dh (100) GM exp(a ') c p a' 1 exp(a ' )

La temperatura allinterfaccia si trova dalla: h G (TG Ti ) (a ' ) + w H = h L (Ti TL ) (101) con (a ' ) = dove H leffetto termico connesso al flusso molare w . Per risolvere il problema: con le equazioni (94) e (100) si trovano gli andamenti di gMj, lMj e TG lungo le colonne, tenendo conto che gM1 e lMc sono costanti con le equazioni (93) e (95) si trovano yj e xj con le equazioni (96), (97), (98) e (101) si trovano i valori di xij, yij, Ti e zj.

Assorbimento con forte effetto termico Si utilizzano metodi semplificati:

Assumere T di assorbimento pari alla T finale del liquido. Questa ipotesi estremamente conservativa e comporta un sovradimensionamento della colonna. Se la costante di equilibrio funzione di pressione e temperatura, ma non della composizione si possono usare i metodi di Edmister e Horton-Franklin.

Se si trasferisce un solo componente, con calore di soluzione QSOL per kmole di gas disciolto, si ha: GM cpG dTG + LM cpL dTL = LM (-QSOL) dx (90)

Dato che cpG<cpL ne consegue che dTG<<dTL Q dT SOL (91) dove si assume TG = TL = T. per cui la (90) si pu semplificare: dx c pL
48

Ricordando le relazioni (82) e (83): dy 1 yi = G Mi F a ln dh G 1 y (1 y )2 L Mi

(1 x )

dx

= FL a ln

1 x dh 1 xi

Si pu scrivere
Q SOL (1 x ) 2 a FL 1 x dT = ln 1 xi dh L Mi c pL 1 yi dy a FG = (1 y) 2 ln dh G Mi 1 y (92)

Tenendo conto dellequilibrio e della relazione allinterfaccia si risolve il problema. Altrimenti dalla (91) si ricava landamento di T in funzione della composizione del liquido x e si costruisce per punti una curva di equilibrio di inviluppo, ossia con la costante di equilibrio calcolata alla temperatura corrispondente ad ogni x.

49

DISTILLAZIONE
La progettazione di una colonna di distillazione comprende i seguenti passi 1. Fissare le specifiche del prodotto. 2. Fissare le condizioni operative: P, in continuo/discontinuo. 3. Scegliere il tipo di interno: piatti/riempimento. 4. Determinare il numero di stadi teorici e il rapporto di riflusso. 5. Determinare il diametro e il numero di stadi reali (H riempimento). 6. Progettare linterno della colonna: piatti, distributori, supporti riempimento. 7. Progetto meccanico della colonna e dei piatti.

pumparound caso base

Riflusso

E definito come: Rapporto di riflusso =


45 40 35 30

riflusso L = distillato D Esistono due condizioni limite per il rapporto di riflusso: Riflusso totale Nmin Questa condizione si utilizza solo, a volte, in fase di start-up. Riflusso minimo N .

25 20 15 10 0 0,5 1 1,5 2

La colonna non pu funzionare in queste condizioni Il riflusso ottimale rappresenta un compromesso:

se il riflusso aumenta

N diminuisce
H diminuisce D aumenta

se il riflusso diminuisce N aumenta H aumenta D diminuisce Per ragioni legate al controllo della distillazione occorre fare si che al variare del rapporto di riflusso E il numero di stadi N non vari troppo. Spesso il rapporto di riflusso ottimale Eottimale = 1.21.5 Emin
E

50

Ingresso alimentazione Va fatto nel punto in cui la composizione dellalimentazione (liquido, vapore o bifasica) pi vicina alla composizione del liquido o del vapore in colonna. A volte, se la composizione dellalimentazione non costante, conveniente prevedere pi bocchelli dalimentazione a varie altezze. Pressione operativa Ove possibile si opera a pressione atmosferica, purch non vi siano problemi di temperatura troppo bassa in testa, o troppo alta sul fondo. La pressione pu essere superiore a quella atmosferica per mettersi in condizioni di condensare il distillato con acqua (Tmin = 30C) o con aria (Tmin =50/60C). Se non possibile o conveniente aumentare la pressione in modo da rispettare questa condizione (ad esempio in caso di temperatura troppo alta al ribollitore) e la temperatura di condensazione in testa bassa, si pu utilizzare un impianto frigorifero o ricorrere alla termocompressione del vapore. In questultimo caso quando il riflusso rientra in colonna subisce un flash e di ci occorre tenere conto quando si valuta il rapporto di riflusso. Riducendo la pressione al ribollitore, si riduce la T al ribollitore e ci pu essere utile per prodotti termosensibili; inoltre riducendo la pressione migliora la volatilit relativa. In ogni caso occorre tener conto delle cadute di pressione in colonna, pi importanti nel caso di colonne che operano sotto vuoto. Stadio di equilibrio Per ogni componente i e per ogni stadio n: Bilancio di materia 1. Vn+1 yn+1 + Ln-1 xn-1 + Fn zn = Vn yn + Ln xn + Sn xn

Vn yn Fn zn

Ln-1 xn-1

Bilancio di energia 2. Vn+1 Hn+1 + Ln-1 hn-1 + Fn hn = Vn Hn + Ln hn + Sn hn + qn dove H = entalpia specifica vapore h = entalpia specifica liquido 3. 4. Equilibrio Congruenza
yi = k i x i

n
Vn+1 yn+1
Ln xn

Sn xn qn

x i = yi = 1
i =1 i =1

Queste equazioni, che si possono scrivere per ogni stadio, per il ribollitore e per il condensatore, sono alla base dei metodi rigorosi. Punti di ebollizione: Punti di condensazione:

V y

yi = k x i = 1
i =1 c i =1 c

F z

x i = ki
i =1 i =1

=1
L x

F hf = V H + L h Flash: V F z i = V y i + L x i = V k i x i + L x i = L x i k i + 1 L
51

L=

F zi i =1 V k i L + 1
c c

V ki =S L L =A V ki

fattore di stripping

V=
i =1

F zi L + 1 V ki

fattore di assorbimento

Variabili di progetto Si fa riferimento ad una colonna tipo: 1 alimentazione 1 condensatore totale 1 ribollitore

senza prelievi laterali. In fase operativa sono noti: - la composizione e lentalpia dellalimentazione; - il numero di stadi di arricchimento e di esaurimento; - la portata dellalimentazione; - la pressione in colonna; - il calore scambiato al condensatore; - il calore scambiato al ribollitore; e va determinato il rapporto di riflusso E in grado di soddisfare le specifiche richieste. In fase di progetto sono noti: - portata, composizione e entalpia dellalimentazione; - portata di riflusso, - composizione in testa e in fondo del componente chiave; - portata di prodotto (distillato o residuo), - pressione; e va determinato il numero degli stadi N in grado di soddisfare le specifiche.
Metodi rigorosi La loro applicazione richiede di: 1. Specificare il problema in modo completo. 2. Selezionare i valori delle variabili da calcolare in modo iterativo (per esempio: T, L e V di ogni stadio). 3. Individuare una procedura per la soluzione delle equazioni relative ad ogni stadio:

Bilancio di materia; Bilancio di energia; Equilibrio; Congruenza.


52

4. Stabilire una procedura per selezionare i nuovi valori delle variabili da calcolare per via iterativa. 5. Stabilire una procedura per verificare la convergenza. Quasi tutti i metodi rigorosi richiedono per la loro applicazione che sia specificato il numero di stadi (teorici) sopra e sotto lalimentazione e forniscono la composizione del prodotto in funzione del numero di stadi e del rapporto di riflusso. Questi metodi sono alla base del calcolo effettuato mendiante simulatori di processo. La loro applicazione in fase di progetto richiede di avere una stima di primo tentativo del numero di stadi e del rapporto di riflusso: ci che viene calcolato la composizione in testa e in fondo. Se i valori ottenuti non corrispondono alle specifiche richieste si procede con un nuovo valore del numero degli stadi e/o del rapporto di riflusso. In fase operativa si pu ovviamente agire solo variando il rapporto di riflusso. Metodo di Lewis-Matheson (1932) Occorre conoscere: Portata composizione e condizioni dellalimentazione; Distribuzione dei componenti chiave; Portata del prodotto (distillato o residuo); Rapporto di riflusso; Pressione;

Valori di tentativo delle distribuzione degli altri componenti. Si ipotizza che i rapporti L/V, in moli, siano costanti lungo tutta la colonna. Il calcolo parte dalla composizione in testa procedendo verso il basso fino al piatto di alimentazione, che viene individuato sulla base della composizione dellalimentazione stessa. Il calcolo viene ripetuto in modo analogo a partire dalla composizione al fondo, procedendo verso lalto fino al piatto di alimentazione. Si verifica se la composizione sul piatto di alimentazione, calcolata partendo dalla testa e dal fondo, la stessa. Se questa condizione non verificata, si itera modificando la distribuzione dei componenti non chiave fino a che non torna la composizione sullo stadio di alimentazione. A quel punto noto il numero di stadi teorici di arricchimento e di esaurimento. un metodo di progetto, non adatto a un calcolo completamente automatizzato su computer, ma a procedure semi-manuali. Metodo di Thiele e Geddes (1933) Sviluppato originariamente per il calcolo manuale. Occorre conoscere: Portata composizione e condizioni dellalimentazione; Portata e temperatura del riflusso; Portata del distillato; Pressione;

Numero di stadi di equilibrio sopra e sotto lalimentazione. Allinizio si assumono profili di tentativo di temperatura e portata lungo la colonna e, risolvendo il sistema di equazioni, si ottengono i nuovi profili di temperatura. La proceduta di convergenza si pu basare sul metodo del di Holland (1963).

53

Metodi di rilassamento Sono stati sviluppati per trattare i transitori e richiedono che siano scritte equazioni alle differenze finite per i bilanci di stadio. Il metodo, procedendo nel transitorio converge alla fine sulla soluzione dello stato stazionario, anche se ci mette molto tempo. Metodi di algebra lineare Comporta la soluzione simultanea di tutte le equazioni dello stadio. Nella fase iniziale vanno ipotizzate le portate: le equazioni di bilancio sono lineari nelle composizioni, note le equazioni di equilibrio. Le equazioni si scrivono in forma matriciale e si risolvono con i metodi di inversione. In particolare, Amundson e Pontinen (1958) hanno sviluppato un metodo per risolvere le equazioni e rivedere le stime di T e di portata. Il metodo converge piuttosto rapidamente.
Metodi rapidi (Short Cut) Si basano su ipotesi semplificative (volatilit relativa costante, ecc.): sono utilizzati per la distillazione multicomponente per calcoli di prima approssimazione, ma si applicano comunque in via preliminare prima di quelli rigorosi per una prima stima di numero di stadi teorici e rapporto di riflusso. Sono stati sviluppati per miscele di idrocarburi e non possono essere utilizzati per sistemi marcatamente non ideali. Una prima serie di metodi cerca di ricondurre la miscela multicomponente ad un sistema pseudobinario. Altri metodi sono di tipo empirico, poich si basano sulla prestazione di colonne esistenti o sui risultati di calcoli di progetto precisi.

Volatilit relativa La volatilit di un componente definita come P y/x. La volatilit relativa di A rispetto a B sar: quindi

AB

yA x = AB A yB xB

P yA y x xA = = A B P y B y B x A xB

Il rapporto tra A e B nel vapore AB volte quello nel liquido. Tenuto conto che yA = kAxA e yB = kBxB, si ha: AB = kA/kB Per una miscela binaria yB = 1 - yA e xB = 1 - xA AB = yA 1 x A 1 yA x A yA = xA 1 + ( 1) x A xA = yA ( 1) y A

Componenti chiave Chiave leggero: (lk = light key) il componente che non si vuole nel residuo. Chiave pesante: (hk = heavy key) il componente che non si vuole nel distillato. I componenti chiave possono essere contigui o no. In qualche caso pu non essere evidente quali componenti scegliere come chiave e occorre vedere con quali componenti chiave si ha il maggior numero di stadi.

54

Numero di stadi minimo (Metodo di Fenske) Ipotizza che la volatilit relativa del chiave leggero rispetto al chiave pesante lk sia costante lungo la colonna.
x x log d ,lk r ,hk x d ,hk x r ,lk +1 = log lk

N min

Poich lk in realt non costante, pu essere calcolata come media geometrica tra i valori assunti in testa e sul fondo: ci richiede di stimare le composizioni complete sia in testa che al fondo. Una volta noto il numero di stadi minimo si pu stimare come si distribuiscono i componenti fra testa e fondo: Bilancio di materia d + ri = fi Separazione log di d = ( N min + 1) log i + log hk ri rhk

con i = volatilit del componente i rispetto al chiave pesante Nellapplicazione del metodo di Fenske va tenuto presente che quando le volatilit relative sono molto diverse tra testa e fondo il numero di stadi minimo pu essere sottostimato. Piatto di alimentazione Il metodo di Fenske si pu applicare anche separatamente alle sezioni di arricchimento e di esaurimento, calcolando separatamente gli stadi sopra e sotto lalimentazione e utilizzando anche la volatilit alla TF di alimentazione. Ci consente di stimare la posizione del piatto di alimentazione. Il numero degli stadi della sezione di arricchimento e di esaurimento si pu anche calcolare dalla relazione di Kirkbride: x N Arrich R f ,hk log 0 . 206 log = N D x f ,lk Esaur + 1 dove N = NArrich + NEsaur Rapporto di riflusso minimo (Metodo di Underwood) Anchesso ipotizza volatilit relative costanti lungo la colonna. x r ,lk x d ,hk
2

x Di = E min + 1 i

dove si ricava dalla

i x Fi =f i

Il valore numerico di deve essere compreso tra gli dei componenti chiave (ossia tra lk e 1). F la frazione di vapore nellalimentazione: f = V HF HL = F HV HL

Se lalimentazione costituita da un liquido saturo f = 0. Numero di stadi e rapporto di riflusso operativo Si pu usare il diagramma di Erbar-Maddox (pag 329), che fissa una relazione tra E ed N, noti Emin e Nmin. Va ricordato che questo diagramma si pu applicare solo ai valori di Nmin calcolati con il metodo di Fenske ed a quelli di Emin calcolati con il metodo di Underwood.
55

Per utilizzare il diagramma: si calcola il rapporto Emin/(Emin+ 1) che definisce la curva a cui fare riferimento; si fissano una serie di valori di N maggiori a Nmin; si calcola N/Nmin (ascissa del diagramma) e si trova il punto sulla curva Emin/(Emin+ 1) corrispondente allascissa fissata; si legge il valore dellordinata E/(E+1); con la serie di coppie di valori di N e di E si costruisce il diagramma di N in funzione di E; si fissa una coppia di valori N ed E nella zona in cui N varia poco al variare di E.
E N

Distillazione con metodo a contatto continuo Come per lassorbimento, le apparecchiature a contatto continuo hanno limitazioni di impiego con basse portate liquide (non sufficiente a bagnare il riempimento). Nella distillazione pi frequente incontrare basse portate liquide, per cui si adottano raramente. Le apparecchiature a contatto continuo, tuttavia, hanno bassi P per cui si usano maggiormente quando si devono tenere basse le perdite di carico (esempio colonna sotto vuoto). Nelle relazioni di progetto ci sono alcune differenze rispetto al caso dellassorbimento/stripping.

Il meccanismo non di diffusione in mezzo stagnante ma diffusione equimolecolare contraria, con N1 = - N2. Si ha quindi NA= FG (yi - y) = FL (x - xi) con FG = kGP e FL = kLcm
u G L dy dx = M da cui si ottiene: H = M x e FL a x x i y u FG a y i y

ye

La relazione di equilibrio y = f (x) non mai lineare: y =

x 1 + ( 1) x

Anche se GM e LM rimangono allincirca costanti, FG e FL variano parecchio perch sono funzioni delle propriet fisiche che variano con la temperatura (che cambia lungo la colonna).

Distillazione discontinua Viene operata generalmente a composizione del distillato costante oppure a portata di riflusso costante.

Operazione a xD = costante (E variabile) Al tempo t:


bilancio globale

B0 = B + D

bilancio al componente B0 xB0 = B xB + D xD D x B0 x B = B0 x D x B


D

Si ottiene:

Il calore occorrente a partire dallebollizione in caldaia, fino al tempo t : Q B = 0 (E + 1) dD


56

Operazione a E = costante (D variabile) ln


x dx B B = x B B0 x B0 D xB

Distillazione in corrente di vapore Si utilizza per separare un componente volatile da un componente poco volatile. Una separazione di questo genere facile e si potrebbe realizzare anche con un solo stadio: questo, tuttavia, lavorerebbe ad alta temperatura e la sostanza poco volatile potrebbe decomporsi (acidi grassi organici, prodotti petroliferi alto bollenti). Per evitare di lavorare ad alta temperatura si potrebbe ridurre la pressione e lavorare sotto vuoto ma ci ha alti costi. Unaltra soluzione quella di abbassare la pressione parziale, aggiungendo vapore dacqua (distillazione in corrente di vapore). Il sistema funziona se il liquido da separare immiscibile con lacqua, poich in tal caso si recupera facilmente per condensazione. Al posto del vapore si potrebbe usare aria o inerte ma ci causerebbe problemi per la successiva condensazione che risulterebbe in presenza di incondensabile impedendo il recupero completo del prodotto di interesse. Nella distillazione in corrente di vapore il vapore dacqua pu attraversare lapparecchio come un incondensabile (e in questo caso lapparecchio munito di un ribollitore in cui viene fornito il calore occorrente per loperazione) oppure una parte del vapore pu condensare allinterno dellapparecchio, fornendo il calore necessario per il suo funzionamento. Nelle colonne piccole il vapore entra nel fondo della colonna, per colonne grandi nel ribollitore (spesso a termosifone verticale).

Vapore dacqua (1) + un componente volatile immiscibile (2)

Il vapore dacqua fornisce il calore per loperazione e condensa (parzialmente) nellapparecchio. La relazione di equilibrio : P = ps1 + ps2 Se il componente da vaporizzare non raggiunge lequilibrio si tiene conto del suo rendimento di vaporizzazione Ev (tipicamente 0.8-0.9): P = ps1 + Ev ps2 Il rapporto in moli tra il vapor dacqua e il componente da vaporizzare : p s1 n1 = n 2 E v ps 2

Quando ps2 bassa il quantitativo di vapor dacqua richiesto pu essere anche molto alto.

Il vapore dacqua non condensa nellapparecchio ed il calore fornito a parte in un ribollitore. In questo caso ps1 = P Ev ps2 P E v ps2 n Il rapporto in moli tra il vapor dacqua e il componente da vaporizzare : 1 = n2 E v ps2 Il quantitativo di vapor dacqua richiesto diminuisce al diminuire della pressione P.

Vapore dacqua (1) + un componente volatile immiscibile (2) + un componente poco volatile (3) Il vapore dacqua non condensa nellapparecchio ed il calore fornito a parte in un ribollitore. n2 E v ps2 n 2 + n3 E v ps2 n 2 n2 = = n n1 P n 3 + (P E v p s 2 ) n 2 2 P E v ps2 n2 + n3
57

Si definisce Y =

n2 n1

e X=

n2 n3

si ha: p 2 = E v x 2 p s 2 = E v p s 2

n2 n 2 + n3

Operazione continua con 1 stadio Bilancio di materia in moli L3 (X0 Xf) = V1 Yf Quando si ha un solo stadio Xf e Yf sono allequilibrio

V1 ( x 0 x f ) [P + (P E v p s 2 ) X f ] = L3 E v ps2 X f

Esiste una procedura per valutare il rendimento di vaporizzazione Ev, nel caso in cui il vapor dacqua sia immesso nel ribollitore, considerando che si abbia moto anulare. Si trattano i tubi del ribollitore come colonne a parete bagnata e si ha: Ev = f (Htubi, di, V1, P, ps2, FG)

58

APPARECCHI PER CONTATTO GAS-LIQUIDO


Fase dispersa e fase continua Fase dispersa : gas Fase continua : liquido

Fase dispersa : liquido Fase continua : gas


Colonne a piatti (Tray)

Colonne a riempimento (Packed) Colonne a pioggia (Spray column) Colonne a parete bagnata (Wetted)

Colonne a gorgogliamento (Bubble)

Perdite di carico Colonne a gorgogliamento Colonne a piatti Colonne a riempimento Colonne a parete bagnata

Scambio termico allinterno dellapparecchio


Buono nelle colonne a gorgogliamento e a parete bagnata Modesto nelle colonne a piatti Cattivo negli altri casi (si ricorre ad uno scambio esterno).

Applicazioni

Colonne a piatti Colonne a riempimento Colonne a parete bagnata Colonne a pioggia Colonne a gorgogliamento

Distillazione, assorbimento Assorbimento, distillazione Assorbimento con forte effetto termico Lavaggio di gas Reattori gas-liquido

Scelta tra colonne a piatti e a riempimento


-

Colonne a piatti Possono essere progettati per campi di portate G e L piuttosto ampi. Lefficienza del piatto si valuta in modo pi preciso che non lHETP. Si possono raffreddare meglio. Si possono fare meglio prelievi laterali. Si puliscono meglio in caso di liquidi incrostanti o contenenti solidi sospesi

Colonne a riempimento Non vanno bene per basse portate di L. Ci pu essere maldistribuzione di liquido. Vanno meglio per liquidi corrosivi. Hold-up di liquido pi basso (importante se la sostanza tossica o infiammabile. Pi adatte a sistemi che formano schiuma.
P pi basso. Adatte a colonne sotto vuoto. Adatte a colonne con D < 0.6 m dove complicato mettere i piatti.

59

Colonne a riempimento

Vantaggi Costo basso Basse perdite di carico Facile manutenzione Adatte per fluidi corrosivi Occorre prestare attenzione a:

Svantaggi Occorre molto liquido per bagnare il riempimento

Trascinamento goccioline Distributore liquido Distributore gas Supporto riempimento

Corpi di riempimento Deve avere le seguenti caratteristiche


Leggero (per evitare che si rompano gli elementi posti sotto agli altri); Elevata superficie per unit di volume (ag: superficie offerta per unit di volume m2/m3); Elevato grado di vuoto ().

Perdite di carico Allaumentare della portata gassosa G, le perdite di carico aumentano secondo la legge P = k G1.8-2 fino a raggiungere il punto di loading, in cui il gas inizia a trascinare verso lalto il liquido. Aumentando ancora la portata gassosa si arriva al punto di flooding, ovvero allingorgo della colonna, per cui il liquido non riesce pi a scendere. La portata gassosa a cui si verificano le condizioni di loading e flooding diminuiscono allaumentare della portata liquida, perch diminuisce larea di passaggio a disposizione del gas.

flooding L loading
log G

Diametro colonna Il punto ottimale di funzionamento di una colonna a riempimento circa quello di loading, ma questa condizione di difficile determinazione. Per soluzione acquose: w L = f ( G , aria , riempimento, L ) L a g wG In pratica si fissa una portata inferiore (ad esempio il 60%) di quella che causa le condizioni di flooding. La portata di flooding (Gf) si pu calcolare con la relazione di Sawistowsky:
G 2c 0.2 wL L ln f f = 4 w L G g W G G L
0.25

con c f

ag 3

fattore di caratterizzazione del riempimento

60

log

C comunque una portata liquida minima (MWR = minimum wetting rate) che occorre per bagnare il riempimento, anche se la colonna funzionerebbe con portata liquida pi bassa: MWR = 0.079 m3/h per m di perimetro bagnato (traccia del riempimento sul piano orizzontale) La portata liquida minima si ricava dalla: wL L = min = 0.079 L p La g

Dimensione del riempimento La dimensione del riempimento funzione del diametro della colonna: Diametro colonna < 0.3 m 0.3 - 0.9 m > 0.9m Diametro riempimento < 25 mm 25 - 38 mm 50 - 75 mm HETP Per colonne a distillazione (a riempimento) HETP si pu considerare indipendente dalle propriet del sistema purch le perdite di carico siano sufficientemente alte. Anelli Pall > 170 Pa/m HETP 0.4 - 0.5 m HETP 0.6 - 0.7 m HETP 0.75 - 1 m Selle > 290 Pa/m HETP 0.4 - 0.5 m HETP 0.6 - 0.7 m HETP 0.75 - 1 m Anelli Rashig > 420 Pa/m HETP 0.5 0.6 m HETP 0.7 - 0.9 m HETP 0.9 1.2 m

Tipo riempimento Perdite di carico Dim. Riemp. < 25 mm Dim. Riemp. 38 mm Dim. Riemp. 50 mm

Per colonne di assorbimento HETP funzione anche delle propriet del sistema.
A ln A A 1

Nellipotesi di portate molari costanti e k costante: HETP = H OG


dove A = LM kG M

(103)

e H OG = H G +

1 HL A

(79 )

Ci sono espressioni di HL e HG per vari corpi di riempimento. HL e HG = f (tipo di riempimento, dimensioni del riempimento, G, L, Sc) Altezza effettiva del riempimento Una volta calcolata laltezza del riempimento che occorre per realizzare lo scambio di materia desiderato, occorre passare allaltezza effettiva del riempimento, che maggiore di quella teorica, per tenere conto che una parte del riempimento non riesce a realizzare un efficace scambio di materia. Per la mal distribuzione del liquido in ingresso alla colonna si aggiunge 1.5 m di riempimento Per la mal distribuzione del gas in ingresso alla colonna si aggiunge 0.5 m di riempimento Un altro punto importante che laltezza dello strato di riempimento non pu essere troppo alta perch in basso si verifica un accumulo del liquido nella zona della parete e lo scambio di materia perde di efficacia. Per alcuni tipi di riempimento (ad esempio, in ceramica) si potrebbe pure verificare lo schiacciamento dei corpi di riempimento posti pi in basso.

61

Quindi, se laltezza totale del riempimento elevata questo va suddiviso in pi strati, frapponendo tra di essi un cono di rinvio per la redistribuzione del liquido. Tra strato e strato si assume trascurabile il fenomeno di maldistribuzione del gas e del liquido. Per la massima altezza del singolo strato di riempimento si possono adottare i seguenti criteri: Hmax strato = 4-5 m Hmax strato = 3 volte il diametro della colonna (per gli anelli Rashig) Hmax strato = 8-10 il diametro del riempimento (per anelli Pall e selle Berl) Hmax strato = 8 m dove il problema sia lo schiacciamento

Perdite di carico Sono disponibili varie relazioni per calcolare le perdite di carico di fluidi allinterno di solidi porosi. Queste relazioni si possono adattare al caso di gas allinterno di strati di corpi di riempimento: si calcolano prima le perdite di carico associate al passaggio del gas e poi si moltiplicano per un fattore correttivo che tiene conto anche della presenza del liquido. P = Ps FL
FL = f ( tipo riempimento, Re L , L, a g , L , d n , ) Re L = 4L a g L (1 )

Relazione di Ergun
PS 2c f G 2 150(1 ) 6G (1 ) = + 1.75 dove Re = Ga g z 6 G Re

Relazione di Carman
PS = FW P
' S

dove

PS' f a g (1 ) G 2 = z 3 G G a g G

f = f (Re' ) con FW = f ( d riempimento d colonna

Re' =

, moto laminare o turbolento)

Relazione di Chilton-Colburn
PS' 2 f G2 = FS d n G z

con Re' ' =

FS = f (d n ) Gd n G

f = f (Re" ) con

Il moto turbolento per Re > 40.

62

Colonne a piatti Si pu assumere che nel passaggio attraverso il piatto il gas sia ben mescolato mentre il liquido cambia composizione. La presenza di schiuma crea problemi per il rimescolamento del liquido. Per le colonne a piatti il tipo di montaggio dipende dal diametro della colonna. Nel montaggio occorre prestare attenzione a:

Tenuta tra piatto e parete: importante per evitare by-pass del gas

Orizzontalit del piatto rispetto allasse ortogonale e parallelo al discendente. Per quanto riguarda eventuali problemi legati alla portata liquida Portata liquida alta; cresce il battente sullo stramazzo aumentano le perdite di carico Soluzione: piatti a pi passaggi. Portata liquida bassa; poco rimescolamento liquido sul piatto il rendimento diminuisce. Soluzione: piatti a correnti invertite.

Distanza fra i piatti compresa tra 15 cm e 1.20 m e dipende principalmente dal diametro della colonna, anche se pu essere influenzata dal tipo di montaggio adottato. Diametro colonna Distanza tra i piatti < 1.20 m 40 50 cm 1.20 3 m 60 cm 34m 75 cm >4m 90 cm

Battente liquido sullo stramazzo Dipende principalmente dalla pressione operativa della colonna: maggiore la pressione P, maggiori sono le perdite di carico tollerate e maggiore laltezza dell stramazzo hW. Pressione operativa hW vuoto 12 35 mm 1 atm 25 50 mm 6 8 atm 40 80 mm alta 100 mm

Dimensioni caratteristiche del piatto Diametro colonna dt Lunghezza stramazzo lW Il rapporto lW/dt deve essere compreso tra 0.6 e 0.8. Se superiore a 0.8 si fa un piatto a pi passaggi Se inferiore a 0,6 si fa un piatto a correnti invertite At Ad An Aa Area totale Area discendente Area netta An = At - Ad Area attiva Aa = An Ad = At 2 Ad dt z0 lw
Aa Ad

z1

63

Piatti forati Sono poco costosi ma possono presentare problemi di sgocciolamento del liquido se la portata gassosa si abbassa rispetto al valore di progetto. Fori Diametro dei fori dh generalmente compreso tra 4 e 15 mm (tipicamente 4-5 mm) Passo dei fori triangolare pT = 2.5 5 dh Generalmente si considera di potere forare solo una parte dellarea attiva (tipicamente l85%). Una volta fissato il diametro dei fori ed il loro passo rimane fissato anche il rapporto tra area dei fori ed area attiva. d2 h Ah = nh 4 dove
0.85 A a nh = p T 0.866 p T 2 2

da cui

dh Ah 0.85 d 2 h = = 0.771 2 p A a 4 0.866 p T T

Dati i rapporti usuali tra pT e dh, il rapporto Ah/Aa generalmente compreso tra 0.03 e 0.123. Velocit di flooding Il progetto parte dal calcolo della velocit di flooding:
u F = cF L G G
0.2

con uF [m/h] Ah 5 A + 0.5 a con = dyne / cm

c F = [b a log X ] 20
X=

w L G ma se risulta X < 0.1 occorre porre X = 0.1 nella relazione per il calcolo di cF wG L

a e b sono funzioni della distanza dei piatti tp. Per applicare questa relazione occorre quindi ipotizzare la distanza tra i piatti che sar verificata alla fine sulla base del diametro della colonna. Fattore di flooding Nota uF si calcola la velocit nellarea netta un = uF dove il fattore di flooding, che tipicamente compreso tra 0.5-0.6. Il fattore di flooding pu essere fissato in funzione della frazione di trascinamento ammessa per il liquido. e= L trasc Tipicamente si assumono valori inferiori a 0.05 o 0.1. L + L trasc

Noto il valore della frazione di trascinamento e il valore di si ricava da diagrammi in funzione del rapporto X: nei diagrammi va inserito il valore effettivo di X anche se esso fosse inferiore a 0.1 Nota un e la portata gassosa si pu calcolare A n = wG G u n

Area del discendente La valutazione dellarea del discendente si fa assumendo che il liquido si liberi dalle bolle di vapore eventualmente trascinate se il tempo di residenza > 3 5 sec. Si assume, per tenersi in sicurezza, che il volume geometrico del discendente Vdisc = Ad (tp + hw) sia occupato dal liquido solo per un terzo della sua altezza (in fase di progetto si considera accettabile un valore fino alla met dellaltezza). Si valuta quindi larea del discendente come:

64

Ad =

3 w L L (t p + h w )

Una volta calcolato il valore di Ad si verifica dalla tabella a pag. 358 che il rapporto tra lunghezza dello stramazzo e diametro del piatto rientri nellintervallo previsto (0.6-0.8). Se inferiore a 0.6 si pu aumentare il tempo di residenza, se superiore a 0.8, diminuire il tempo di residenza: tuttavia se si molto lontani da questi limiti si dovr ricorrere a piatti con passaggi multipli o a correnti invertite. Nota larea del discendente Ad si calcola larea totale At = Ad +An e quindi il diametro del piatto dt, verificando che il valore di interpiatto tp assunto in precedenza sia corretto. Si valuta quindi Aa = An - Ad e quindi larea dei fori Ah ed il numero di fori nh. Sgocciolamento Va quindi il controllo nei confronti dello sgocciolamento del liquido dai fori. La velocit minima del gas nei fori per evitare lo sgocciolamento : u h min 0.0229 = G
2 G L d G h G 0.379

s d h

0.293

2 Aa d h 3 p3 T

con

z1 = 2.8 d h

0.724

Se questa condizione non rispettata occorre ridurre larea forata. Perdite di carico Le perdite di carico sono date dalla somma di tre termini h = hD + hL + hR hD = P nel piatto asciutto
Restringimento di sezione Attrito nel passaggio nel foro Allargamento di sezione

2 2 c0 u h G Ah 4 s f Ah 0.40 hD = 1.25 A + d + 1 A 2 g L n h n

d 4 con c 0 = 1.09 h s

1 0.255 f = 0.4191 Re h

Re h =

u h d h G G

hL = P dovute al liquido
wL hL = 0.0061 +0.7366 h w 6.71 10 5 h w F + 0.00048 z L m

con

F = u a G

z m = 0.5 (d t + h w ) hR = 4.73 10 8 L d h

hR = P dovute alla tensione superficiale del liquido

Se le perdite di carico risultano elevate, per ridurle va incrementata la superficie dei fori, facendo attenzione a non arrivare a condizioni di sgocciolamento. Laumento della superficie dei fori si pu ottenere - Aumentando il diametro dei fori (mantenendo inalterato il passo) - Riducendo il passo dei fori (mantenendo inalterato il diametro) - Aumentando la sezione dellarea attiva, cosa che si ottiene facilmente aumentando il diametro della colonna, a parit dei rapporti Aa/At.
65

Altezza del liquido nel discendente Per consentire una certa flessibilit operativa bene che laltezza del liquido nel discendente sia inferiore alla met della distanza tra i piatti: H < tp/2. Il valore di H dipende principalmente dalle perdite di carico, ma comunque somma di vari termini H = h + hd + h1 + hw 3 wL ' hd = P del liquido quando percorre il discendente h d = 2g Ad L Il termine hd generalmente trascurabile rispetto agli altri. h1 = battente sullo stramazzo h1= 1
2

dove A 'd la pi piccola tra Ad e la sezione di passaggio fra discendente e piatto.

8.6 9
dove = 2.84 10 3

lw dt

dt

wL 3 = l w L

opportuno che il valore del battente sullo stramazzo non sia troppo alto, perch ci significa che il piatto sensibile a variazioni della portata liquida. Piatti a valvola La presenza delle valvole, coperchietti sui fori, consente un funzionamento pi elastico riducendo la luce di passaggio se la velocit del gas diminuisce e quindi permette di lavorare anche con portate gassose decisamente inferiori a quella di progetto. I vari modelli disponibili (a coperchietto singolo o multiplo) sono brevettati da vari costruttori che forniscono anche le relazioni di calcolo. Nel seguito si fa riferimento alle valvole V1 della Glitsch. Per i piatti a valvola il valore minimo del rapporto lw/dt pari a 0.7 anzich 0.6 come nel caso dei piatti forati. Valvole Sono montate su fori del diametro di 40-50 mm. Il modello V1 della Glitsch ha il foro da 39 mm. Velocit di flooding Per valutare il diametro della colonna va valutata la velocit nellarea attiva ua = uF prodotto tra la velocit in condizioni di flooding, uF, e il fattore di flooding :
uF = cF L G G

cF dato da diagrammi in funzione di G e tp. Fattore di flooding: = m funzione del diametro della colonna dt e della pressione operativa, attraverso il fattore , riportato in tabella, e della tendenza del sistema a schiumeggiare m. P 1 atm dt

P < 1 atm > 0.9 m 0.77 < 0.9 m 0.65

> 0.9 m 0.82

< 0.9 m 0.75

66

Area attiva Nota la velocit nellarea attiva, ua, si calcola il contributo del gas allarea attiva A 'a = wG G u a 1.355 z 1 w L L cF

A questo primo termine va aggiunto il contributo del liquido A 'a' =

Si assume, come valore di primo tentativo, lw/dt pari al minimo ammissibile, ossia lw/dt = 0.7. Quando questo rapporto vale 0.7 si ha z 1 = 0.714 dt 2 dt 4 Si ottiene una equazione di secondo grado da cui si ricava dt. Quando lw/dt pari a 0.7 anche Ad/At = 0.0878 e va quindi verificato che la sezione minima richiesta per il discendente si ponga al di sotto di tale limite.
" Aa = 0.8244 At ossia A1 a + A a = 0.8244

A d ,min =

wL dove u dm = u * L G d = 28.68 t p L u dm

E sufficiente che sia Ad,min 0.0878, perch in ogni caso non si pu scendere col rapporto lw/dt sotto a 0.7. Se Ad,min/At supera 0.0878 si itera la procedura con il nuovo valore di z1. numero delle valvole, nv, su valuta dalle: z 0.2159 con n s = 1 + 1 n p 0.5 p l n v = n s 0.8 0.146 n p

ns = numero delle schiere (deve essere un intero). np = numero passaggi p = passo valvole Sgocciolamento La sezione forata data dal prodotto della sezione di passaggio di una valvola per il numero delle valvole: per la valvola V1 1.185 10-3 m2. Occorre che sia uh > uh.min. Il valore minimo della velocit di sgocciolamento fornito in tabelle in funzione della somma (h1 + hw) (battente sullo stramazzo + altezza dello stramazzo) e di G L Perdite di carico Si calcola un valore relativo al solo passaggio del gas (piatto secco) e quindi si incrementa per tenere conto della presenza del liquido. Per il piatto secco si considera il valore pi alto tra quelli calcolati dalle due relazioni: h s = 1.35 u2 sm m + 1.39 10 9 h G L L

dove sm = spessore valvola (1.88 6.35 mm) e m = densit del materiale di cui costituita la valvola (7800 kg/m3 per lacciaio)

67

h s = k 2 u 2 h

G L

dove k2 funzione dello spessore della valvola


2

wL 3 Il termine che tiene conto della presenza del liquido h L = 2.54 10 3 l + 0.4 h w L w Le perdite di carico totali sono h =hs + hL Piatti a campanelle Sono piatti di vecchia concezione e costosi. Non presentano problemi di sgocciolamento anche per portate gassose molto basse. Criteri per la scelta del tipo di piatti Costo: campanelle > valvole > forati. La proporzione dei costi circa 3 : 1.5 : 1. Capacit (diametro della colonna per portate assegnate): forati > valvole > campanelle anche se le differenze sono piccole. Campo operativo (campo delle portate di liquido e vapore per cui il piatto funziona bene): - Campanelle: funzionano anche con portate gassose molto basse; - Forati: non funzionano con basse portate gassose (ma accettano variazioni tra il 50 e 120 % della capacit di progetto); - Valvole : accettano forti variazioni di portata e funzionano anche con portate gassose basse. Perdite di carico: forati < valvole < campanelle anche se dipendono dal progetto

Efficienza : circa la stessa. Piatti di tipo particolare

piatto di presa Rendimento dei piatti Rendimento globale N teorici N effettivi

piatto di alimentazione

E0 =

Il rendimento globale si pu valutare direttamente da grafici (ad esempio dai diagrammi di OConnell) derivati dai dati di funzionamento di colonne reali.
68

Nei diagrammi di OConnell E0 = f (m ML L/L) per lassorbimento E0 = f ( L) per la distillazione Il rendimento globale risulta generalmente pi alto per la distillazione che per lassorbimento. I diagrammi valgono per idrocarburi e sottostimano il rendimento in caso di soluzioni acquose; inoltre sono stati ricavati da dati riguardanti colonne di separazione progettate tra gli anni 1950 e 1960. Rendimento di Murphree (del vapore e/o del liquido) Si considera larricchimento ottenuto sul piatto e lo si raffronta con quello che si sarebbe avuto in condizioni di equilibrio: E MV = y n y n +1 y* n y n +1 E ML = x n 1 x n x n 1 x * n

La definizione di rendimento di Murphree assume che sia il liquido sul piatto che la fase gassosa che lo attraversa abbiano una composizione omogenea: questo non mai vero per il liquido, nemmeno in prima approssimazione. Quindi, nel rendimento di Murphree yn+1 e xn-1 si devono intendere come composizioni medie della fase gassosa e del liquido. Rendimento puntuale Si ipotizza che la fase gassosa sotto al piatto sia ben mescolata e che la fase gassosa che esce dal piatto abbia composizione y che varia da punto a punto. Si assume che la composizione del liquido vari in orizzontale sul piatto, spostandosi verso lo stramazzo, ma non in verticale, ossia allinterno dello yn strato di liquido sul piatto. La bolla che sale e attraversa il liquido a contatto con un liquido (in quel xn-1 y punto) a composizione costante e che, quindi, allequilibrio d un valore xn costante di y*.
yn+1

E OG =

y y n +1 y * y n +1

E OL =

x n 1 x x n 1 x *

Nel caso della distillazione si ha il trasferimento di materia tra bolle gassose e liquido: G M dy = k OG aP( y * y)dz (riferito alla superficie della bolla) GM k OG a P
Z

k OG aP GM

dz =
y

n +1

dy y * y

Si pone H OG =
y

e si ha

k OG aP GM

dz =

Z H OG

= N OG

Con y* = costante si ha che


da cui yy* y n 1 y *

dy y y* = ln = N OG y y* y n +1 y * y n +1

= exp( N OG ) e

y y n +1 y * y n + 1

= 1 exp( N OG ) = E OG

Quindi, se si conoscono delle espressioni per calcolare NOG, possibile calcolare EOG.
1 1 S = + N OG N G N L
dove m GM LM =S fattore di stripping

I valori di NG e di NL si calcolano con espressioni diverse per ogni tipo di piatto.


69

Mescolamento del liquido sul piatto Il rendimento di Murphree per diverso da quello puntuale. In particolare EMV = EOG solo se il liquido sul piatto perfettamente mescolato. Se il liquido sul piatto non affatto mescolato si ha: E MV = LM m GM E exp OG 1 GMm LM

con m pendenza della curva di equilibrio (m = dy/dx). Il liquido reale non n perfettamente miscelato n perfettamente smescolato sul piatto. Il grado di mescolamento funzione del numero di Pclet (Pe): Pe = Re Sc =
2 z1 L

t L L L DE

2 z1

t L DE

z1 = distanza tra i discendenti (lunghezza percorsa dal liquido); DE = diffusivit turbolenta, funzione del tipo di piatto e di variabili operative; tL=Aa hL L /wL tempo di residenza del liquido sul piatto; hL= f (hW, ua, G, Aa, z1, wL, L). E MV = f ( Pe, S, E OG ) Nella situazione reale di un piatto in cui il liquido sia solo parzialmente mescolato E OG Trascinamento del liquido (presenza di schiuma) In presenza di trascinamento del liquido (schiuma) il rendimento si riduce. Si pu definire un rendimento effettivo di Murphree, funzione della frazione di trascinamento e (solitamente < 5-10%): Et = E MV e 1+ E MV 1 e

Rendimento globale I singoli piatti della colonna presentano, in generale, rendimenti diversi tra loro. Tuttavia, se possibile assumere che la relazione di equilibrio e di lavoro siano rettilinee si pu valutare il rendimento globale sulla base del rendimento di Murphree effettivo. ln[1 + E t (S 1)] E0 = ln S Questo approccio, inoltre, vale a rigore solo per sistemi binari; nel caso multicomponente si pu applicare ai componenti chiave. Il valore di m = dy*/dx si pu valutare (puntualmente) con la volatilit relativa, se circa costante. y* = x 1 + ( 1) x m= dy * dx =

[1 + ( 1)x ]2

Rendimento dei piatti a valvole Glitsch Per i piatti a valvole dalla Glitsch si pu usare un diagramma che fornisce il rendimento globale in funzione del fattore di flooding e della densit della fase gassosa. Il diagramma riporta valori del rendimento anche superiori al 100%. Ci possibile, in base alla definizione di rendimento globale, tenendo presente che la composizione del liquido sul piatto varia; al contrario il rendimento puntuale non pu mai superare il 100%.

70

ESTRAZIONE LIQUIDO-LIQUIDO
Si pone come alternativa alla distillazione Vantaggi Si pu usare per componenti che presentano una volatilit relativa circa unitaria Consuma meno energia della distillazione Lavora a temperatura pi bassa adatta a separare tracce di un componente pesante Svantaggi Richiede una successiva separazione dellestratto per recuperare il solvente

Ipotesi : 3 componenti
A

yA xA B xB yB C

A : soluto che voglio estrarre B : componente insieme ad A C : solvente, immiscibile (o poco miscibile) con B x : composizione nel raffinato y : composizione nellestratto

AR x A = AE y A yA = k A x A
y A x B k A AR BE = = y B x A k B AE BR

AR x B = BE y B kA = AR AE

La selettivit definita come

Nella fase raffinato c poco solvente C e quindi ARBR1

B A La selettivit analoga alla volatilit relativa nella distillazione: pi alta meglio .

Caratteristiche del solvente Un buon solvente deve: Avere elevata selettivit; Avere scarsa volatilit; Non essere infiammabile (o avere piccolo range di infiammabilit); Non essere tossico; Non essere corrosivo; Non costare tanto; Avere bassa tensione interfacciale; Avere densit ben diversa da quella della soluzione; Essere poco viscoso; Separarsi facilmente dal componente estratto.
71

1 stadio teorico = MIXER-SETTLER

F MS = S FM

R ME = E RM
F R M S C E

Estrazione L-L controcorrente Generalmente nota la composizione del residuo R ma non quella dellestratto E.

B Calcolo del quantitativo di solvente minimo. - Si traccia la retta che unisce il punto rappresentativo del raffinato R con quello del solvente S. - Si prolungano le linee coniugate fino a farle intersecare con la retta. - Il polo P dato dallintersezione tra linee coniugate e retta che si trova pi vicina al punto S. - Si unisce P con F e si trova, allintersezione tra la retta e la lacuna il punto E*, rappresentativo della composizione limite del solvente. - Si unisce E* con R e si trova M*. Dalla posizione del punto M* si calcola il quantitativo di solvente minimo.

Calcolo della composizione dellestratto - Si fissa un quantitativo di solvente maggiore del minimo e si localizza il punto M. - Noto il punto M si unisce M con R e si trova E sulla lacuna di miscibilit. Se lo si desidera si procede quindi al calcolo degli stadi. Aspetti pratici dellestrazione liquido-liquido Nella estrazione L-L si hanno Estratto e raffinato; Fase leggera e fase pesante;

Fase continua e fase dispersa che possono combinarsi in vario modo. La fase dispersa in linea di massima quella dalla maggior portata volumetrica (per aver maggior superficie di contatto). Tuttavia occorre tenere presente anche altri problemi. Quando la goccia in fase continua immiscibile non in equilibrio c turbolenza interfacciale (effetto Marangoni): esso favorisce il trasferimento di materia ma solo in una direzione, e pu condizionare la scelta su chi disperdere. Occorre pure fare attenzione alla bagnabilit di pareti della colonna, del riempimento o dei piatti. Tipologie di apparecchi Colonne senza agitazione meccanica Colonne a spruzzo: poco costose ma a bassa efficienza (mescolamento assiale) Colonne a riempimento: il riempimento bagnato dalla fase continua. Lefficienza alta ma occorre una sezione maggiore Colonna a piatti forati: a differenza dei sistemi gas liquido si pu disperdere sia la fase leggera che quella pesante. Colonne con agitazione meccanica
72

Colonne a dischi rotanti: la rotazione dei piatti disperde la fase mentre gli statori fanno circolare laltra fase in controcorrente Colonna pulsata e colonna a piatti oscillanti: nella pulsata si muove il liquido, nellaltra i piatti. Colonna Scheibel: zone agitate (senza riempimento) e di coalescenza (reti snebbianti) Colonne Oldshue-Rushton: con agitatori e frangiflutti, senza zona di coalescenza

Progetto di una colonna di estrazione liquido-liquido Una volta note le portate delle fasi si decide quale disperdere (tipicamente quella a maggiore portata). Il calcolo dellaltezza, per apparecchi a contatto continuo, si fa con relazioni analoghe a quelle dei sistemi G-L. In questo caso le portate specifiche R e E, vanno sostituite a LM e GM e x e y sono le frazioni ponderali nel raffinato e nellestratto. I coefficienti di trasferimento sono dati dalle relazioni: kRa = FR a (1 x ) im c mR k Ea = FEa (1 y)im c mE

dove (1-x)im e (1-y)im sono medie logaritmiche di (1-x) e (1-y) calcolati nelle condizioni medie e allinterfaccia, e cmR e cmE le concentrazioni medie del raffinato e dellestratto . 0
H= H= R 0 (1 x ) im dx R 0 dx 1 1 x0 = + ln = H R N R = H OR N OR FR a f (1 x )( x x i ) FR a f ( x x i ) 2 1 x f

E f (1 y) im dy E f dy 1 1 y0 = + ln = H E N E = H OE N OE FE a 0 (1 y)( y i y) FE a 0 ( y i y) 2 1 y f 0 uR uR R R H OR = = = aFOR k OR a (1 x )*m c mR k OR a (1 x ) *m k OR a

H OE =

uE u E E = = E aFOE k OE a (1 y) *m c mE k OE a (1 x )*m k OE a
0

N OR =
f 0

(1 x )*m dx dx (1 x )( x x i ) f x x *
0

N OR

(1 y) *m dy dy = (1 y)( y i y) f y * y f

con (1-x)*m e (1-y)*m medie logaritmiche tra le composizioni della massa e quelle di equilibrio x* e y*. Colonne a riempimento Gli ugelli di distribuzione da 20-50 mm sono posti dentro al riempimento. Occorre ridistribuire la fase dispersa ogni 3-5 m
73

Per la dimensione del riempimento deve essere dn<1/8 dt, ma occorre anche che sia dn>dnc

d nc = 2.42

(67)

Velocit di flooding Si calcola la velocit di flooding dalla (69): = c ( u cf + u df ) 2 a g c

= f ( , c , , a g , ) u D u DF VD = = u C u CF VC
Diametro delle gocce
uK dp = f , , , u , D D

(72)

Per trovare uD dobbiamo conoscere uK.


uK u = f , D, D uD uC D 0.25 0.33 DF DF = f ( uD ) uC

(71)

(48)

Si fa riferimento alle relazioni (73) (74) e (75): linfluenza del diametro della colonna, dt, generalmente trascurabile, a meno che il suo valore sia molto piccolo.
uK = f ( , D , u t , d n , , d t ) ut u t = f ( , C , C , d p , )

(51)(54 )(55)(56)

Si trova ut poi uk e quindi uD. Si verifica che uD/uDF < 0.5. Diametro della colonna Nota uD si trova dt. wD At = Du D
a=

Area interfacciale

6 D dp Coefficiente di trasferimento in fase dispersa Bisogna verificare se dp>dpt oppure dp<dpt.

74

d pt = f ( , C , C , ) d pt < d pt k D =

(57)

Diametro gocce per u = u t

5.76 D D dp

(62)

d pt > d pt k D =

0.001144 u S u 1 D uC

(63)

uS = uk (1 - D)

(47) dove us la velocit di scorrimento

Coefficiente di trasferimento in fase continua k c = f (uS , D , d p , C , C , DC ) yi y =


uD a kD uC a kC

Condizioni allinterfaccia Si valutano noto il rapporto a kC/a kD = kC/kD : Altezza del riempimento
NE = NR =
y fin

kR (x x i ) kE

y in x in

dy y yi dx xi x

HD = HC =

x fin

H = HE NE = HR NR Colonne a piatti Fori piccoli 3-6 mm; passo 10 20 mm. Va dispersa la fase pi pulita per evitare ostruzioni dei fori. Velocit minima di passaggio nei fori Il dimensionamento si basa su uhmin df u h min = f d , , d f , D , C h df il diametro del filetto fluido

(37)
d f = f ( , d h , )

Le relazioni per calcolare df sono differenti se dh<dpc o dh>dpc. Nota uhmin si trova Ah = wD D u h min

d pc

= 0.785 g

1/ 3

(34)

Ah e quindi n h = d 2 (va aumentata del 10% larea che occorre per la foratura) h 4 Sezione del discendente La velocit della fase continua nel discendente deve essere minore di ut, calcolata con le relazioni (51) (54) (55) e (56) per gocce di fase dispersa del diametro piccolo (0.5 -1.5mm) Ad = wc/cucdisc At = Aa+2Adisc Si pone udisc= ut Il discendente deve lasciare libera per il cambio di direzione allarrivo sul piatto una sezione almeno pari (ma meglio maggiore) di quella del discendente stesso.

75

Distanza tra i piatti Viene fissata ad almeno 0.5 m per consentire la pulizia. Occorre pure tenere conto che laltezza totale della zona occupata dalla fase leggera deve essere minore dellaltezza del discendente.
h leggera = h c + h d h c = f (u cdisc , C , ) hd = hh + h d * p = f ( , d h , , D )

(81)
Ah hh = f u h , A , , D a

(79)

h =

6 d g
* p

(80)

(33)

hh sono le perdite di carico nel foro, h quelle dovute alla tensione interfacciale e dp* il diametro della goccia che si forma passando nel foro a 108 m/h Altezza Il calcolo dellaltezza si pu fare in base al numero degli stadi, tenendo conto del rendimento, oppure trattando la colonna come se fosse un apparecchio a contatto continuo.
(t p h) E OD = 1 exp k Da u D rendimento puntuale

Posto S = m uD/uC, con m pendenza della retta di equilibrio, se si pu assumere S costante:


E MD = 1 [exp(SE OD ) 1] S log[1 + (S 1)E MD ] EO = log S
0.42

Oppure si pu utilizzare direttamente


.5 65804 t 0 p uD EO = u C

Altro procedimento
a= 6 D dp

D si trova per tentativi dal diagramma a pag. 415. Occorre, preliminarmente, calcolare uD = wD/DAh e ut con le equazioni (51), (54), (55) e (56). Lascissa del diagramma f (dp, C, C, ) e quindi nota: si va su una curva di e si legge lordinata che f (uS, C, C, , D). Noto il valore dellordinata si ricava uS, il rapporto uS/ut (uS = ut quando D=0) e uS = uD/D: quando i due valori di uS sono gli stessi D quello giusto. kC e kD si calcolano con le relazioni (61), (62) e (63) gi viste. Occorre per tener conto della coalescenza delle gocce dopo ogni piatto.

76

k Dtot = k D + k Da k Da = f (k Df , a p , n h , A a , t p , h leggera ) k Df 0.805 D C = k f 2 d3 p 3 u h d2 h


0.5

(83)

(38)
(39) tempo di formazione della goccia

f =

3 a p = d 2 superficie media della goccia p 5 dove k la costante dequilibrio y = k x Si calcolano poi HE oppure HR e NE oppure NR. Laltezza si valuta come H = HE NE = HR NR. Dato il valore di H e fissato linterpiatto tp si vede quanti piatti ci entrano.

Colonne a spruzzo Distributore fase dispersa Si fissa dh < 8 mm (3-4mm). C una relazione tra il diametro delle gocce, dh, uh e le propriet fisiche. Diametro colonna Va preso uC = 0.3-0.4 uCF (velocit di floading)

u CF = f ( C , C , d p , , R = u D u C )
Coefficienti di trasferimento

(49)

a=

6 D dp (61) (62 / 63)

k C = f (u S , D , d p , C , C , D C ) k D = f (u S , d p , C , D , D D )
D: hold-up della fase dispersa.

D e uS (velocit di scorrimento) sono legati tra loro, come visto per le colonne a piatti. Anche in questo caso kD = kD + kD a occorre tenere conto della coalescenza (come per la colonna a piatti). (66) k D a = f (k Df , a p , n h , A t , H) Poich H non nota occorre fare un procedimento iterativo. Nelle colonne a spruzzo c pure mescolamento assiale. Laltezza va moltiplicata per un fattore =Heff/H (44) e (45). = f(PeC = 2, PeD = 55, NOE, Heff/HOE). Colonne a dischi rotanti Hanno statori e rotori (ds, dr) tra due statori c lo spazio tC. dt= 1.2-2.2 dS = 1.5-3 dr =2-8 tC
77

Per ogni compartimento richiesta una potenza di agitazione P = f(dr, Nn, m, m). ucf e D si calcolano con le relazioni (46) e (48). Il floading si pu avere anche se il rotore gira troppo velocemente, con la relazione (90) si pu trovare NF e fissare N=0.75NF. Occorre per verificare che cos facendo le gocce non siano troppo grosse. Si calcolano kC e kD con le relazioni apposite (91 e non 93). Il valore di kOD va moltiplicato per un coefficiente che tiene conto del mescolamento delle gocce, funzione di Pe (92) e (93). Occorre pure tenere conto del mescolamento assiale nel calcolo di H (94), (95), (96) e (97). Colonne pulsate Tipicamente: fori 3 mm; area forata 23%, tp = 50 mm Gli impulsi sono generati da una pompa alternativa (senza le valvole) o con un soffietto attaccato alla colonna: la potenza fornita deve vincere il battente idrostatico, accelerare il liquido e vincere le perdite di carico. Frequenza bassa: non tutta la fase riesce a passare nei fori (floading). Frequenza giusta: mixer-settler passaggio gocce e coalescenza.

Frequenza alta: quasi emulsione, non si ha coalescenza (floading). Generalmente lampiezza di circa 30 mm e la frequenza di 1ciclo/s. Si calcola D con la solita (48), poi si valuta la velocit caratteristica con la (99). Le velocit di floading uDF e uCF si calcolano con le (100) e (101), poi ci si mette al 60% del valore di floading. Per i coefficienti ci sono relazioni valide solo per alcuni apparecchi in cui sono stati fatti esperimenti.

78

ESTRAZIONE CON FLUIDI SUPERCRITICI


Fluido con P e T > punto critico. Vantaggi nella separazione estratto-solvente (basta abbassare P). Vantaggi nella concentrazione molto bassa del solvente dopo la separazione.

Vantaggi di diffusivit del liquido nel solvente pi alto. I fluidi supercritici sono solventi molto buoni. Gli svantaggi sono che lapparecchio lavora a P alta e talvolta anche a T alta. Tipico solvente supercritico : CO2 Tc = 31.1C Pc = 7.38 MPa = 468 Kg/m3 La densit del solvente supercritico simile a quella del liquido.

DISTILLAZIONE AZEOTROPICA
Si usa quando la volatilit relativa tra due composti molto bassa. In altri casi si usa anche se i due componenti formano un azeotropo. Si aggiunge un terzo componente che forma un azeotropo di minima con uno dei due componenti in modo da separarlo facilmente dallaltro. Es.: separazione acqua-acido acetico (Tb = 100C e 113.1C) I punti di ebollizione non sono tanto vicini, ma la volatilit relativa bassa e la separazione costosa. Si aggiunge butil-acetato che poco solubile in acqua e forma un eteroazeotropo. Aggiungendo butil-acetato in testa alla colonna di distillazione forma un azeotropo con tutta lacqua nellalimentazione: lazeotropo distilla in testa e lacido acetico si separa facilmente sul fondo. Leteroazeotropo dopo condensazione smescola in due fasi, una acquosa e una di butil-acetato. Il butil-acetato viene inviato in colonna come riflusso mentre lacqua viene sottoposta a stripping per eliminare le tracce di butil-acetato. Distillazione azeotropica acqua-acido acetico

Qualche volta c un azeotropo ternario. Es.: etanolo-acqua-benzene A P atmosferica c un azeotropo all89.4% molare di etanolo in acqua. Aggiungendo benzene si forma un azeotropo ternario con 53.9% benzene, 23.3% acqua e 22.8% etanolo. Lazeotropo bolle a
79

64.9C e si separa facilmente dalletanolo che bolle a 78.4C: questo esce come residuo. Lazeotropo si smescola: la fase ricca in benzene torna in colonna come riflusso, laltra va separata. Distillazione azeotropica etanolo-acqua-benzene

DISTILLAZIONE ESTRATTIVA
Si aggiunge un terzo componente, il solvente, che varia le volatilit relative dei componenti originari. Il solvente poco volatile e non viene vaporizzato un gran che nella distillazione. Es.: la separazione del toluene (Tb = 110.8C) da una paraffina di pari peso molecolare difficile, ma serve per recuperare il toluene da frazioni petrolifere. La separazione di una miscela tolueneisottano (Tb = 99.3C) possibile ma difficile. Aggiungendo l83% molare di fenolo (Tb = 181.4C) la volatilit relativa dellisottano aumenta e la separazione toluene-isottano facile. Si separa isottano in testa e una miscela toluene-fenolo al fondo che viene mandata a distillazione. Distillazione estrattiva toluene-isottano-fenolo

80

Nel caso pi generale di aromatici e paraffinici. Distillazione estrattiva aromatici-paraffinici

81

Potrebbero piacerti anche