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Processo tre alfa


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Il processo tre alfa il processo per cui tre nuclei di elio (particella alfa) sono alla fine trasformati in carbonio dopo una complessa serie di
reazioni nucleari.[1][2] Fa parte delle reazioni nucleari della nucleosintesi stellare.

Reazioni
Questa reazione di fusione nucleare pu avvenire solo in ambienti che siano ricchi di elio,
sottoposti a pressioni elevate e a temperature superiori a 100.000.000 gradi. Avviene solo
quindi all'interno di stelle in stadio di evoluzione avanzato, dove l'elio prodotto dalla catena
protone-protone e dal ciclo del carbonio-azoto si accumulato al centro della stella. Poich
l'elio inizialmente non produce energia, la stella collassa finch la temperatura al centro non
raggiunge i ~100106 K necessari perch inizi la fusione dell'elio, che d luogo alla
formazione di 8Be, secondo la seguente reazione:

4He + 4He 8Be (-93,7 keV)


8Be + 4He 12C + (+ 7,367 MeV)[3]
Diagramma del processo tre alfa La prima reazione endotermica, mentre la seconda esotermica. Pertanto l'energia netta
complessivamente rilasciata dal processo di 7,275 MeV.

Il 8Be prodotto nel primo passo instabile, e decade in due nuclei di elio in 2,61016 secondi. Ma nelle condizioni che permettono la fusione
dell'elio si forma una piccola abbondanza di 8Be in equilibrio. La cattura di un'altra particella alfa conduce quindi al 12C. Questa conversione di
tre particelle alfa in 12C chiamato il processo tre alfa.

La cinetica di reazione di questo processo molto lenta a causa dell'instabilit del 8Be ed quindi necessario un lungo periodo di tempo per dare
luogo alla produzione di carbonio a partire da una iniziale atmosfera di idrogeno. Una conseguenza che il carbonio non pot formarsi al
momento del Big Bang, perch la temperatura dell'universo scese troppo rapidamente al di sotto di quella necessaria per la fusione dell'elio.

Ordinariamente, le probabilit di questa reazione sarebbero estremamente piccole. Ma il berillio-8 ha quasi la stessa energia di due particelle alfa.
Nel secondo passo, 8Be + 4He hanno quasi lo stesso livello energetico dello stato eccitato del 12C. Queste risonanze aumentano notevolmente la
probabilit che una particella alfa incidente si combini col berillio-8 per formare un nucleo di carbonio.

Come reazione collaterale del processo, un nucleo di carbonio si pu fondere con un altro nucleo di elio per produrre un isotopo stabile
dell'ossigeno e rilasciare energia:

12C + 4He 16O + (+7,162 MeV)

Aspetti storici e concettuali


Che l'esistenza stabile del carbonio dipenda da livelli energetici dei nuclei atomici collocati esattamente nel punto e col valore necessario
(rispetto a numerosi altri fisicamente possibili e almeno altrettanto probabili) fu ipotesi avanzata (con accurata predizione dei fattori suindicati)
per primo (e unicamente) dall'astrofisico Fred Hoyle (negli anni iniziali del 1950), ispirato dai processi atomici interni alle stelle (in suoi studi
relativi soprattutto alla classe delle giganti rosse). Tale ipotesi predittiva di Hoyle fu, circa tre anni dopo, verificata e confermata
sperimentalmente (nei laboratori del Caltech) dal fisico nucleare, che aveva collaborato con lui: William A.Fowler, il quale segu
applicativamente quest'idea nella propria ricerca, impresa che gli valse il Nobel.[4] All'epoca (e almeno fin ai primi del 1960) la collaborazione tra
fisici sperimentali e astronomi era pi consueta e sinergica di ora in quanto con l'osservazione dei corpi celesti e stellari, dei relativi spettri
elettromagnetici e fasi di sviluppo, si cercava ancora di capire molti meccanismi sulla produzione di elementi atomici, della loro diffusione (o
abbondanze) e conseguenze naturali sia rispetto all'ambiente terrestre e interplanetario che all'insieme cosmico.[5] La scoperta di questa
risonanza giudicata dai simpatizzanti del principio antropico uno fra i vari (e pi rilevanti) argomenti a sostegno della loro concezione, in
quanto interamente predetta e pensata per esplicare l'apparire della vita (e quindi della specie umana).[6] Ma pur se padre teorico della scoperta
del processo, e cogliendone l'eccezionale peculiarit e implicazioni, Hoyle non ader mai al principio antropico (le cui formulazioni significative
son comunque posteriori a detta intuizione); anche se nel caso lo precorse, ponderando la scelta dell'ipotesi astrofisica col discrimine della sua
finalizzabilit biologica: pur al di l dell'informazioni allora disponibili (ponendo cos la biosfera come il dato effettuale da cui utilmente partire
per programmare la linea di ricerca). Per egli piuttosto inquadra questa regolarit (e la generale calibrazione delle leggi fisiche globali e costanti
di accoppiamento)[7] in ci che fu la sua propria visione cosmologica della genesi biochimica planetaria; una sorta d'ingegneria cosmica
indirizzata ad una pansperma parzialmente variante dall'idea di Svante August Arrhenius. Ribadendola insistentemente fin al termine dei propri
giorni, in contrasto con la maggioranza accademica poich affine al cosiddetto "progetto (o disegno) intelligente": secondo Hoyle attuato da
intelligenze extraterrestri (di vario tipo) progressivamente evolute, distribuite e operanti all'interno del complessivo universo considerato
stazionario (senza inizio temporale e spazialmente illimitato). Dove per l'eventuale immagine d'un Dio resta sullo sfondo (e priva di connotati
religiosi), differenziando tale modello dal pi semplicistico creazionismo.[8] Va infine precisato che questa eterodossa paradigmatica Hoyle la
matur nel tempo, e non simultanea alla sua teorizzazione del processo triplo alfa.

Anche secondo il noto fisico e accademico Paul Davies (che ha posizioni in genere conformi alla comunit scientifica, diversamente dal

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succitato Hoyle) detta combinazione nucleosintetica ha chiari risvolti correlati all'esobiologia impegnata nel S.E.T.I. (specificatamente da egli
nominato). Infatti, egli ribadisce, tal processo essendo cos ben coincidente con la produzione di quantit di carbonio utili al costituirsi della vita
ulteriore indizio di quanto le funzioni vitali possano essere parte integrante delle leggi fisiche connaturali all'universo. Genesi e sviluppo
biologico sono dunque, pur se non preordinati da menti superiori, fenomeni emergenti necessari e non casuali, determinati e gi insiti
logicamente nei meccanismi che regolano l'insieme evolutivo del cosmo. E poich proprio il carbonio forse il pi efficiente elemento che
permetta forme corporee abbastanza complesse, capaci d'evolversi verso intelligenza ed autoconsapevolezza, anche la coscienza probabilmente
sostiene un ruolo significativo entro lo scenario della struttura naturale globale (al proposito qui Davies si riallaccia, citandola, alla celebre ipotesi
di Eugene Wigner teorizzante tale soluzione). Di conseguenza ci porta a concludere che, in presenza di sufficienti pianeti extrasolari in
condizioni non proibitive, altre entit biologiche e quindi loro eventuali esocivilt non dovrebbero rappresentare un fenomeno galattico troppo
raro.[9]

Nucleosintesi stellare
Il passo successivo della fusione, in cui l'ossigeno si combina con una particella alfa per formare il neon, molto pi difficile a causa delle regole
sullo spin nucleare. Si crea quindi una situazione in cui la nucleosintesi stellare produce grandi quantit di carbonio e ossigeno, ma solo una
piccola frazione di questi elementi convertita in neon e in elementi pi pesanti.

Il processo di fusione nucleare permette la produzione degli elementi fino al nichel, che successivamente decade in ferro. Gli elementi pi
pesanti del nickel sono invece il risultato della cattura neutronica. Il processo di cattura lenta (Processo S), porta alla produzione di circa met
degli elementi pesanti. I rimanenti sono il risultato del processo di cattura rapida (Processo R), legato al collasso delle supernovae.

Note
1. ^ Editors Appenzeller, Harwit, Kippenhahn, Strittmatter, & Trimble, Astrophysics Library, Springer, New York, 3rd Edition, ISBN.
2. ^ Ostlie, D.A. & Carroll, B.W., An Introduction to Modern Stellar Astrophysics, Addison Wesley, San Francisco, 2007, ISBN 0-8053-0348-0.
3. ^ CW Cook, W. Fowler, C. Lauritsen, T. Lauritsen, 12B, 12C, and the Red Giants, in Physical Review, vol. 107, n 2, 1957, pp. 508515,
Bibcode:1957PhRv..107..508C, DOI:10.1103/PhysRev.107.508.
4. ^ John Boslough "I Signori Del Tempo",Parte seconda:cap.11-par."nozze cosmiche" ed.Garzanti 1995.Stephen Hawking e Leonard Mlodinow "The
Grand Design"-cp.VII.(2010)
5. ^ Pur in quanto acceleratori e collisori di particelle non avevano la potenza odierna.
6. ^ Paul Davies "Siamo soli? Implicazioni filosofiche della scoperta della vita extraterrestre" cap.5,ed.Laterza 1994.
7. ^ Ad esempio la grandezza dell'interazione forte nucleare, col valore preciso (E) correlato alla disintegrazione di massa in pura radiazione nel
fondamentale meccanismo di fusione H producente>> He, da cui le conseguenti combinazioni nucleosintetiche necessarie alla definitiva composizione
del nostro ecosistema.
8. ^ Fred Hoyle-N.C.Wickramasinghe "Evolution from space" (1981), trad.it di L.Sosio "Evoluzione dallo spazio",Biblioteca scientifica Etas-1984: per la
sua critica al "principio antropico" e riepilogo delle concezioni di Hoyle (su relazioni fra biologia e astronomia) vedi cap.9 e Conclusione, per
approfondimento le appendici tecniche a fine testo.
9. ^ Argomentazione trattata da P. Davies in op.cit, qui in particolare si veda al cap.5 da pag. 122 a 134.

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Categorie: Fusione nucleare Astronomia

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