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Introduzione illustrata alle funzioni di due variabili

Gianluca Gorni, Universit di Udine Versione: 26 giugno 2006

Grafici in 3D, grafici di densit, insiemi di livello.


Una funzione di due variabili una funzione in cui per ottenere un valore numerico bisogna specificare il valore di 2 variabili, non pi di una sola. I nomi delle due variabili sono comunemente x, y. Una funzione generica di due variabili si scrive spesso come f Hx, yL. Esempi: f Hx, yL = x + y, f Hx, yL = x2 - 2 x y, f Hx, yL = cosHx - 2 yL. Una tabella di valori di una funzione di due variabili fatta di triple:
General::spell1 : Possible spelling error: new symbol name "acca" is similar to existing symbol "tacca". More

Out[94]//DisplayForm=

x 0 0 1 -1 -2

x+y

0 0 1 1 1 2 2 1 p -2 + p

x 0 0 1 -1 -2

y x2 - 2 x y 0 0 1 0 1 -1 2 5 p 4+4p

x 0 0 1 -1 -2

y cosHx - 2 yL 0 1 1 2 p 1 -0.41615 0.5403 0.28366 -0.41615

Una tripla di numeri Hx, y, f Hx, yLL si pu associare a un punto nello spazio a 3 dimensioni:
Hx, y, f Hx, yLL f Hx, yL

y Hx, yL

G. Gorni, Funzioni di 2 variabili Segnamo una griglia di punti nel piano x, y, e da ognuno innalziamo la freccia che sale al punto Hx, y, f Hx, yLL. Viene un boschetto di frecce:

Hx, y, f Hx, yLL

f Hx, yL

Hx, yL

"Normalmente" le punte delle frecce, cio i punti di coordinate Hx, y, f Hx, yLL, si distribuiscono non in una nuvola di punti a casaccio, ma su una superficie, che evidenziamo con la piastrellatura:

Hx, y, f Hx, yLL f Hx, yL

G. Gorni, Funzioni di 2 variabili

Cos come una funzione individua una superficie, cos dalla superficie si pu ricostruire la funzione: dato il punto Hx, y, 0L, si traccia la retta verticale per quel punto e si trova l'intersezione con la superficie. La quota del punto intersezione il valore f Hx, yL. Nella figura che segue la superficie stata tagliata per lasciar veder cosa succede sotto:

Hx, y, f Hx, yLL

f Hx, yL

y Hx, yL

G. Gorni, Funzioni di 2 variabili Un grafico di superficie della funzione f Hx, yL := senHx2 + y2 L.

0.5

z
0 -0.5 -1 -4 0 -2 2

-2

-4

G. Gorni, Funzioni di 2 variabili Un grafico di densit della stessa funzione f Hx, yL := senHx2 + y2 L: qui il valore di f viene interpretato come livello di grigio: da 0 corrispondente al nero a 1 corrispondente al bianco.

x
4

-2

-4 -4 -2 0 2 4

Una scala di riferimento per i livelli di grigio:

Livello di grigio

0.2

0.4

0.6

0.8

G. Gorni, Funzioni di 2 variabili Una fotografia in bianco e nero, come quella qui sotto, si pu interpretare come una funzione f Hx, yL dove le due coordinate x, y individuano un punto della foto e il valore della funzione f il livello di grigio del punto.

La funzione corrispondente alla figura del cagnetto si pu anche disegnare come un grafico tridimensionale in cui f Hx, yL rappresenta la quota.

1 0.75 0.5 0.25 0

200

50 100 150 200

100

G. Gorni, Funzioni di 2 variabili

Spesso nello studio di una funzione di due variabili hanno interesse gli insiemi di livello, cio gli insiemi ottenuti intersecando il grafico della funzione con piani orizzontali. Tipicamente gli insiemi di livello risultano essere curve, per cui spesso vengono chiamate cuve di livello, o anche linee di livello. Ogni insieme di livello individuato dal suo livello, cio dalla quota del piano intersecante. Negli esempi seguenti a sinistra c' la superficie intersecata con un piani orizzontali, e a destra la superficie con evidenziata la rispettiva curva di livello:

G. Gorni, Funzioni di 2 variabili

Invece che come insiemi di punti in 3 dimensioni, le curve di livello si possono proiettare sul piano orizzontale, eventualmente sovrapponendole a un grafico di densit. il sistema comunemente usato nelle carte topografiche:

y
0 -0.5 -1 1

1 0.5 1

0.5 0.5

0 -0.5 -1 -1 -0.5 0

-0.5

-1 -1 0.5 1 -0.5 0 0.5 1

G. Gorni, Funzioni di 2 variabili Riassumendo: la funzione f Hx, yL := x2 - y2 rappresentata in 3D con una griglia rettangolare, come grafico di densit, in 3D con gli insiemi di livello evidenziati, e con grafico di insiemi di livello:

y
0 -0.5 -1 1

1 0.5 1

0.5 0.5

0 -0.5

-0.5 -1 -1 -0.5 0 0.5 1 -1 -1 -0.5 0 0.5 1

y
0 -0.5 -1 1

1 0.5 1

0.5 0.5

0 -0.5

-0.5 -1 -1 -0.5 0 -1 0.5 1 -1 -0.5 0 0.5 1

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Distanza, limiti, continuit (cenni)


In una dimensione la distanza fra due punti (numeri reali) x e y x - y. In due dimensioni la distanza pi usata la distanza euclidea: posto P = Hx1 , y1 L, Q = Hx2 , y2 L, definiamo dHP, QL := segmento fra P e Q, per il teorema di Pitagora "################################ ##### ######## Hx1 - x2 L2 + Hy1 - y2 L2 . Questa non altro che la lunghezza del

y2

dHP, QL

y 1 - y2

y1 P

x 1 - x2 x2

La definizione di limite nel caso di una variabile limxx0 f HxL = limPP0 f HPL = equivale a

x1

limxx0 f HxL = equivale a " > 0 $ d > 0 " x H0 < x - x0 < d f HxL - < L

La definizione per il caso di due variabili si fa semplicemente sostituendo la distanza dHP, QL al posto di x - y: " > 0 $ d > 0 " P H0 < dHP, QL < d f HPL - < L " > 0 $ d > 0 " x Hx - x0 < d f HxL - f Hx0 L < L.

In una variabile la definizione di continuit in x0

La definizione per il caso di due variabili si fa ancora sostituendo la distanza dHP, QL al posto di x - y: f continua in P0 se " > 0 $ d > 0 " P HdHP, P0 L < d f HPL - f HP0 L < L

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Funzioni non continue nell'origine


2 l -y2 per Hx, yL H0, 0L o Hxx2 +y2 L2 La funzione f Hx, yL := m non continua nell'origine: in certe direzioni tende a +, in altre a o 0 per Hx, yL = H0, 0L n -, lungo la diagonale tende a 0.

y
0 -0.5 -1

-1 1 0.5 -0.5

x
0 0.5 1

1 4 0.5 2 0

0 -0.5 -2 -1 -4

-1

-0.5

0.5

G. Gorni, Funzioni di 2 variabili l 2 per Hx, yL H0, 0L y o !!!!!!!!!!!!!! 2 La funzione f Hx, yL = m x +y non continua nell'origine. Il grafico "a scala a chiocciola".Le o 0 per Hx, yL = H0, 0L n curve di livello sono semirette per l'origine.

12

0.5

z
0 -0.5

-1 -2 -1 -1 0

1 -2

Grafico di densit con le curve di livello:

x
2

-1

-2 -2 -1 0 1 2

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x -3 x La funzione f Hx, yL := y #3### non continua nell'origine: ha limiti diversi nelle diverse direzioni. Il grafico del tipo "################
3

"a scala a chiocciola". Le curve di livello sono semirette per l'origine.

Hx2 +y2 L

0.5

z
0 -0.5

-1 -2 -1 -1 0

1 -2 2

Grafico di densit con curve di livello:

x
2

-1

-2 -2 -1 0 1 2

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Derivate parziali e piano tangente


Il grafico 3D di una funzione (qui f Hx, yL := sinHx2 + y2 L) si pu tagliare con piani verticali paralleli ai piani x z e y z e passanti per un punto dato.

1 0.5

z
0 -0.5 1 -1 -1

y
0 0

-1 2

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Il grafico della funzione tagliato con un piano parallelo al piano x z passante per il punto dato, con evidenziata la retta tangente:

x
1

0.5 1

0.5 0 -0.5 -1 -1 0 0 1

2 0

y x
1 2 -1

-0.5

-1 -1 -0.5 0 0.5 1 1.5 2

Il grafico della funzione tagliato con un piano parallelo al piano y z passante per il punto dato, con evidenziata la retta tangente:

y
1.5

1 1

0.5 0 -0.5 -1 -1 0 0 1

0.5

z
0

y
-0.5

1 2 -1 -1 -0.5 0 0.5 1 1.5 2

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Il piano tangente il piano che passa per le due rette tangenti nelle due direzioni:

-2

-1

y
0 0

-1 2

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Funzioni continue senza piano tangente (non differenziabili)


La funzione f Hx, yL := angoloso. !!!!!!!!!!!!!!! x2 + y2 continua ovunque ma non ha piano tangente nell'origine. L'origine un punto

y
1 0 -1 -2 2

1.5

0.5

0 -2 -1 0

x
Grafico di densit:

1 2

x
2

-1

-2 -2 -1 0 1 2

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La funzione

non ha piano tangente nell'origine, sebbene sia continua e abbia tutte e due le derivate parziali finite

3 2 l y per Hx, yL H0, 0L o x -3 x f Hx, yL := m x2 +y2 o 0 per Hx, yL = H0, 0L n

y
0

-1

-2 2

-1

-2 -2 -1 0

x
Grafico di densit:

1 2

x
2

-1

-2 -2 -1 0 1 2

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Supponiamo di intersecare la superficie con due piani verticali per l'origine,di considerare le rette tangenti alle intersezioni nell'origine,e di prendere il piano che passa per quelle due rette,il risutato dipende dalla scelta dei due piani iniziali. Nella figura a sinistra si interseca coi piani passanti per gli assi x e y; in quella a destra i coi piani passanti per le bisettrici dei quadranti. Si vede che i piani passanti per le rette intersezione sono diversi nei due casi.

y
0 -1 -2 2

2 1

y
0 -1 -2 2

2 1

0 -1 -2 -2 -1 0

0 -1 -2 -2 -1 0

1 2

1 2

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Gradiente
Quando una funzione di due variabili f Hx, yL ha derivate parziali, ad ogni punto Hx, yL possiamo associare il vettore delle due derivate parziali I f , f M, che detto il gradiente di f , e spesso indicato col simbolo f . x y

f
y Hx, yL

f y

f x

Esempio: f Hx, yL := sinHx2 + y2 L, f Hx, yL = 2 x cosHx2 + y2 L, x f Hx, yL = H2 x cosHx2 + y2 L, 2 y cosHx2 + y2 LL.

Quando c' il piano tangente (ipotesi tecnica che daremo per scontata d'ora in poi), il gradiente ha una significato geometrico abbastanza semplice: la sua direzione quella in cui scostandoci dal punto Hx, yL la funzione f Hx, yL cresce con velocit massima rispetto alla distanza percorsa, e la lunghezza del vettore gradiente il valore di tale velocit. La direzione del gradiente quella di massima pendenza. Inoltre dove f diverso da zero, il gradiente ortogonale alla curva di livello di f Hx, yL passante per il punto.

f Hx, yL = 2 y cosHx2 + y2 L, y

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La figura seguente mostra un grafico di densit con curve di livello insieme coi vettori gradienti in una griglia di punti, per la funzione f Hx, yL := x2 - y2 . Nell'origine il gradiente nullo.

x
2

-1

-2 -2 -1 0 1 2

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Derivate parziali seconde e matrice hessiana


Data una funzione f Hx, yL di due variabili, la sua derivata parziale f rispetto a x a sua volta una funzione di due x 2 f variabili, che possiamo derivare a sua volta rispetto a x o rispetto a y: i risultati si indicano rispettivamente con e x2 2 f . Analogamente la derivata parziale f rispetto a y a sua volta una funzione di due variabili, che possiamo deriy x y f vare a sua volta rispetto a x o rispetto a y: i risultati si indicano rispettivamente con f e . Questi quattro oggetti x y y2 sono detti derivate parziali seconde di f Hx, yL.
2 2

Esempio: f Hx, yL := cosHx + 2 x2 yL, f = -H1 + 4 x yL senHx + 2 x2 yL, x 2 f 2 f = -4 y senHx + 2 x2 yL - H1 + 4 x yL2 cosHx + 2 x2 yL, = -4 x senHx + 2 x2 yL - 2 x2 H1 + 4 x yL cosHx + 2 x2 yL, x2 y x
2 2 2 2

Non un caso fortuito che f coincida con f . un teorema generale che sotto ipotesi assai poco pesanti le due y x x y derivate parziali miste coincidono (teorema di Schwarz).

f f = -2 x2 senHx + 2 x 2 yL, f = -4 x senHx + 2 x2 yL - 2 x2 H1 + 4 x yL cosHx + 2 x2 yL, = -4 x 4 cosHx + 2 x2 yL. y x y y2

La matrice 2 2 delle derivate parziali seconde detta matrice hessiana di f :


2 2

oppure, tralasciando le variabili x, y:

f i Hx, yL f Hx, yL j x2 x y j j j 2 HessH f L Hx, yL := j 2 f j f j Hx, yL Hx, yL y2 k y x f i j x2 j j HessH f L := j 2 j f j j k y x


2

Per esempio, con la f Hx, yL := cosHx + 2 x2 yL di prima il gradiente e la matrice hessiana nel punto generico Hx, yL sono i -4 y senHx + 2 x yL - H1 + 4 x yL cosHx + 2 x2 yL -4 x senHx + 2 x 2 yL - 2 x2 H1 + 4 x yL cosHx + 2 x2 yL y j z j z j z 2 yL - 2 x2 H1 + 4 x yL cosHx + 2 x2 yL 4 cosHx + 2 x2 yL -4 x k -4 x senHx + 2 x {
2 2

f Hx, yL = H-H1 + 4 x yL senHx + 2 x2 yL, -2 x2 senHx + 2 x2 yLL, HessH f L Hx, yL =

f y z x y z z z z 2 f z z y2 {
2

y z z z z z z z {

e nel punto Hp, 0L

Il numero pi importante associato alla matrice hessiana il suo determinante, detto determinante hessiano, o anche, semplicemente, hessiano di f :
f i j x2 j j j 2 det HessH f L = detj j j f k y x
2

f Hp, 0L = H0, 0L,

i 1 2 p2 y z. j z HessH f L Hp, 0L = j 2 k 2 p 4 p4 {
2

Nell'esempio di prima det HessH f L Hp, 0L = 4 p4 - 2 p2 2 p2 = 0.

f y x y z z 2 f 2 f 2 z = - I f M2 . z x2 y2 z 2 f x y z z { y2

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Punti stazionari
Si dice punto stazionario (o anche punto critico) di una funzione di due variabili f Hx, yL un punto in cui vale una delle seguenti tre condizioni equivalenti: il piano tangente alla superficie orizzontale (descrizione geometrica); entrambe le derivate parziali di f si annullano, o in altre parole, f = 0 (descrizione analitica); una pallina appoggiata ferma in quel punto della superficie rimane in equilibrio (stabile o instabile) (descrizione meccanica). importante sapere quali sono i comportamenti tipici di una funzione nei paraggi di un punto stazionario: i pi comuni sono quelli di massimo locale, minimo locale e di sella.

Massimo locale
Si dice che un punto Hx0 , y0 L di massimo locale (interno) per la funzione f Hx, yL se (1) la f definita tutt'intorno al punto Hx0 , y0 L, (2) la f nei punti vicini a Hx0 , y0 L vale meno (o al pi lo stesso) che nel punto Hx0 , y0 L.

Geometricamente, o geograficamente, i punti di massimo locale corrispondono alle cime delle montagne. Attenzione: le montagne spesso non sono un buon esempio per noi, perch sono spigolose (senza piano tangente). Conviene immaginarsi delle colline ben arrotondate dall'erosione. Esempio: l'origine un punto di massimo locale (anzi, globale) per la funzione f Hx, yL := -2 x2 - 3 y2 . Lo si vede dalla formula, in quanto nell'origine la f vale 0, mentre in tutti gli altri punti < 0. Un grafico della f attorno all'origine il seguente:

x
2

0 -0.05

-0.1 -0.15 1

-1 -1 0 0

y
-2 -2 -1 0 1 2

-1

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Minimo locale
Si dice che un punto Hx0 , y0 L di minimo locale (interno) per la funzione f Hx, yL se (1) la f definita tutt'intorno al punto Hx0 , y0 L,

Ovviamente un punto di minimo locale per f se e solo se di massimo locale per - f .

(2) la f nei punti vicini a Hx0 , y0 L vale di pi (o al pi lo stesso) che nel punto Hx0 , y0 L.

Geometricamente, o geograficamente, i punti di minimo locale corrispondono al fondo delle depressioni, dei laghi e dei mari. Esempio: l'origine un punto di minimo locale (anzi, globale) per la funzione f Hx, yL := 2 x2 + 3 y2 . Lo si vede dalla formula, in quanto nell'origine la f vale 0, mentre in tutti gli altri punti > 0. Un grafico della f attorno all'origine il seguente:

x
2

1 0.15

z 0.1
0.05 0 -1 0 0 1

-1

y
-2 -2 -1 0 1 2

-1

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Punti di sella
Mentre i massimi e i minimi locali ci sono anche in una variabile, in due variabili compare un fenomeno nuovo: i punti di sella. Non diamo una definizione rigorosa del concetto, ma solo una descrizione discorsiva e delle figure. Un punto di sella un punto stazionario con questa propriet: se passiamo per il punto andando in certe direzioni il punto si presenta come massimo locale, mentre in certe altre direzioni il punto ci appare come minimo. Complessivamente il punto non n di massimo n di minimo. Geograficamente, il punto di sella corrisponde al passo di montagna: per chi attraversa il valico il passo il punto pi alto del cammino, mentre per chi segue il crinale da una cima all'altra il passo il punto pi basso del percorso. Il nome di punto "di sella" viene da una metafora equestre, invece che alpinistica: il punto in cui il cavaliere seduto un massimo nella direzione destra-sinistra, ed un minimo nella direzione avanti-indietro.

Per la funzione f Hx, yL := x2 - y2 si vede facilmente che l'origine un punto di sella: innanzitutto un punto stazionario, e poi nella direzione dell'asse x si presenta come minimo ( f Hx, 0L = x2 ), mentre nella direzione dell'asse y si presenta come massimo ( f H0, yL = -y2 ). Grafico:

y
0 -0.5 -1 1

0.5 1

0.5

0.5

-0.5 -0.5 -1 -1 -0.5 0 -1 0.5 1 -1 -0.5 0 0.5 1

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Come si studiano i punti stazionari usando l'hessiana


Regola
Supponiamo di avere un punto Hx0 , y0 L stazionario per f Hx, yL: e consideriamo la matrice hessiana di f in Hx0 , y0 L:
l f Hx0 , y0 L = 0 o x o f Hx0 , y0 L = H0, 0L, o, che lo stesso, m f o o Hx0 , y0 L = 0 n y f i j x2 j j HessH f L := j 2 j f j j k y x
2

Se il determinante hessiano < 0 allora il punto di sella (e quindi n di minimo n di massimo);


2

f i j x2 j j Se il determinante hessiano > 0 allora si guardano i termini sulla diagonale principale: j 2 j j f j k y x (quelli in rosso)

f y z x y z z z z 2 f z z y2 {
2

se questi sono > 0 il punto di minimo locale; se sono < 0 il punto di massimo locale.

f y x y z z z z z 2 f z z 2 y {
2

Se il determinante hessiano nullo allora non si sa: pu succedere di tutto, come vedremo con esempi pi avanti.

Osservazioni
Quando il determinante hessiano > 0 qualcuno si chieder perch abbiamo passato sotto silenzio il caso in cui i termini diagonali sono uno positivo e uno negativo (o i casi nulli). Ebbene, li abbiamo omessi perch non esistono. Il determi f f f f f nante - I f M , per cui quando questo > 0 abbiamo che > I f M 0, da cui segue che e x2 y2 x y x2 y2 x y x2
2 2 2

f non possono annullarsi e hanno lo stesso segno. y2


2

Qualcuno si ricorder che in una variabile la casistica tipica comprende massimi, minimi e flessi. Sentendo ora di massimi, minimi e selle si tentati di considerare le selle come l'analogo in due variabili dei flessi. Sbagliato! Le selle sono un fenomeno nuovo, che non ha un corrispettivo in una dimensione. Ricordate anche che in una variabile non basta il valore della derivata seconda per decidere se un punto un flesso orizzontale, mentre in due variabili la sella decidibile (di solito) usando le derivate seconde.

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Un esercizio svolto
Cosideriamo la funzione f Hx, yL := 2 logHx2 + y2 + 2L - x y. Vogliamo trovarne i punti stazionari e classificarli usando l'hessiana.
4x l f = - y = 0 o x o x2 +y2 +2 m f o 4y o = - x = 0 x2 +y2 +2 n y

22 y 22 x Calcoliamo le derivate parziali prime: f = - y, f = - x. I punti stazionari sono quelli in cui entrambe x x2 +y2 +2 y x2 +y2 +2 le derivate prime si annullano:

Questo sistema ha un brutto aspetto, ma si pu risolvere se si sfrutta il fatto che i denominatori sono gli stessi. Isoliamo i denominatori, supponendo per ora che x e y siano diversi da 0:
y y y l 12 = y l 12 = l 12 = o x2 +y +2 l 12 = o x2 +y +2 o x2 +y +2 4x o o x2 +y +2 4x o 4x 4x m , cio m , che equivale a m . o o = , o ancora m o o y x x o o 12 = 2 2 y = x n n 4y = 4x 4y 4y n 4x n x2 +y +2

x Sostituendo y = x nella prima equazione si ottiene 12 +2 = x , cio 4 = 2 x 2 + 2, ossia x = 1. Abbiamo quindi due x2 +x 4 x=1 x = -1 punti critici : e: . y=1 y = -1 -x Sostituendo y = -x nella prima equazione si ottiene invece 12 +2 = x , cio 4 = -2 x 2 - 2, che non ha soluzioni. x2 +x 4

Nell'ipotesi rimanente che una fra le due variabili x, y sia nulla, sostituendo nell'equazione si ottiene che anche l'altra x=0 variabile deve essere 0. Otteniamo quindi il terzo punto critico : . y=0 Calcoliamo
2 2

f 4 Hx +y y2 x -y +2 = +2L-42y - 0 = 4 . La matrice hessiana nei tre punti critici y2 Hx2 +y2 +2L Hx2 +y2 +2L2
2 2 2

le

derivate

seconde:

In H0, 0L il determinante hessiano 3 e i termini diagonali sono > 0, quindi l'origine un punto di minimo locale. Negli altri due punti il determinante hessiano -2, e quindi sono due punti di sella.

Hess f H0, 0L = J

1 3 i - 2 -1 j 2 j N, Hess f H1, 1L = j 23 j 1 -1 2 k - 2 2

f 4 Hx +y x2 -x +y = +2L-42x - 0 = 4 +22 , x2 Hx2 +y2 +2L Hx2 +y2 +2L


2 2 2 2 2

1 3 y i - z 2 z, Hess f H-1, -1L = j 2 j z j 3 z j 1 { k - 2 2

4x f = - 2 y - 1, x y Hx2 +y2 +2L2


2

y z z. z z {

G. Gorni, Funzioni di 2 variabili Ecco una figura del grafico della funzione f Hx, yL := 2 logHx2 + y2 + 2L - x y:

28

2.25 2 1.75 1 1.5 1.25 0

0 -1 -1

Altra figura della stessa funzione, ma con le linee di livello evidenziate:

G. Gorni, Funzioni di 2 variabili

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Galleria di punti critici (senza calcoli)


Un esempio di una funzione che ha massimi, mimini e selle insieme
Un grafico pi spettacolare, in cui si distinguono due punti di massimo locale, un punto di minimo locale, e un punto di sella. Nella prima figura vediamo una panoramica, mentre le quattro figure pi piccole sono degli ingrandimenti dei quattro punti stazionari. Per i curiosi la formula della funzione
1 1 2 f Hx, yL := +2 + 2 +1 - +1 y2 +1 2 x2 +2 y 2 Hx-2L2 2 Hx-1L2 +2 Hy+1L2

ma attenzione, i conti per uno studio analitico non sono elementari. Per primo un grafico generico:

0 1 -1 0 -1 0 -1

y
1

-2

G. Gorni, Funzioni di 2 variabili

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Un grafico con evidenziate le curve di livello:

Ingrandimenti delle regioni attorno ai quattro punti critici:

G. Gorni, Funzioni di 2 variabili

31

0.72 0.71 0.7 0.69

-1.54 0.15 0.1 2 2.05 0.05 -1.56 -1.58 -1.6 0.9 0.95

-0.95 -1 -1.05

1.95

2.1 2.15

1 1.05 1.1

-1.1

0.214 0.212 0.21 0.208 0.9 0.95 0.65 0.6 1 1.05 1.1 0.55 0.5

0.72 0.71 0.7 0.69

0.15 0.1 -0.1 -0.05 0.05

-0.15

0 0.05

G. Gorni, Funzioni di 2 variabili

32

Una sfilata di punti stazionari con determinante hessiano nullo, e che quindi non si possono decidere con l'hessiana
Ci sono pi cose sotto il sole di quante ne possa distinguere l'hessiana. Facciamo una carrellata. Un minimo locale debole: f Hx, yL := x2

0.75 0.5 0.25 0 -1 -0.5 0 -0.5 0.5 1 -1 0 0.5

Un massimo locale debole: f Hx, yL := -x2

0 -0.25

1 0.5 0 -0.5 0 -0.5 0.5 1 -1

-0.5

-0.75 -1 -1

G. Gorni, Funzioni di 2 variabili Un flesso orizzontale : f Hx, yL := x3

33

0.5 0 -0.5 -1 -1 -0.5 0 -0.5 0.5 1 -1 0 0.5

Una sella di ordine superiore: f Hx, yL := x4 - y4 . Qui le quarte potenze "appiattiscono" la sella e le derivate seconde sono tutte nulle.

G. Gorni, Funzioni di 2 variabili

34

Una sella di scimmia: una sella fatta per far sedere una scimmia, perch fa posto per la coda oltre che per le due gambe, anche se non si conoscono cavalli su cui fissarla: f Hx, yL := x3 - 3 x y2

0.5

0 1 -0.5 0.5 -1 -1 -0.5 0 -0.5 0.5 1 -1 0

Lagrange aveva dato una regola per capire se un punto era un minimo o un massimo: (1) studiare le restrizioni della funzione alle rette passanti per il punto; (2) se tutte queste restrizioni hanno nel punto un minimo, allora il punto di minimo per il problema originale. Idem con massimo al posto di minimo. Soltanto dopo un secolo Peano si accorto che y la regola era sbagliata. Il contresempio semplicissimo: f Hx, yL := Hx2 - yL Hx2 - L. Nell'origine questa funzione non 3 n massimo n minimo, perch nelle vicinanze dell'origine prende sia valori positivi (sull'asse y per esempio) che valori negativi (sula parabola y = 2 x 2 per esempio). Ciononostante la restrizione di f Hx, yL a ogni retta y = m x ha un minimo nell'origine (provare per credere).
1 0.5

x
-0.5

-1 1

0.5 0

4 2 0 -2