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ARGOMENTI DELLA LEZIONE

Tolleranze dimensionali
Il Sistema di Tolleranze ISO
Applicazioni

Gli errori nella realizzazione di pezzi

Le tolleranze dimensionali
Le quote che il progettista mette sul disegno dei vari particolari
permettono la realizzazione della macchina ideata. Nel passaggio
dalla macchina ideale alla macchina reale la realizzazione pratica
delle dimensioni assegnate alle varie parti risente, in misura pi o
meno grande, delle inevitabili imperfezioni insite in qualsiasi
procedimento tecnologico. D'altra parte ci che il progettista si
propone, non la costruzione di una macchina perfetta, bens la
costruzione di una macchina che risponda alle specifiche di
funzionalit, di durata e di economicit poste alla base del progetto.
In definitiva ci che ha interesse che la differenza fra macchina
ideale e macchina reale o, se vogliamo l'errore commesso nella
realizzazione pratica delle dimensioni, non sia tale da pregiudicarne
il corretto funzionamento. Le tolleranze di lavorazione precisano il
margine di errore concesso nella realizzazione di ciascuno degli
elementi che compongono una macchina .

Le tolleranze dimensionali

Si osservi, a questo proposito, che stabilire campi di tolleranza


troppo ampi o troppo stretti comporta ugualmente gravi
conseguenze, infatti nel primo caso pu essere pregiudicato il buon
funzionamento della macchina, nel secondo viene meno
l'economicit della sua produzione: in ambedue i casi la macchina
risulta commercialmente non competitiva a causa degli errori
commessi in fase di progettazione.

Le tolleranze dimensionali

Nel caso si tratti di costruire una sola o, comunque, un numero


limitato di macchine le operazioni di aggiustaggio all'atto del
montaggio permettono di evitare complesse e costose tecnologie
necessarie per ottenere con elevata precisione i singoli pezzi.
Aumentando il numero delle macchine da produrre, i costi
tecnologici (macchine utensili di elevata precisione, tempi di
lavorazione, attrezzature, apparecchiatura di controllo, ecc.) gravano
sempre meno sulla singola macchina, mentre le operazioni di
aggiustaggio hanno un costo/macchina fisso. Ben presto
l'economicit della produzione imporr, anche per piccole serie,
l'eliminazione delle spese per operazioni di aggiustaggio e
l'introduzione di tecnologie costose, ma precise.

Le tolleranze dimensionali

In questo caso la produzione della macchina presenter inoltre questi


tre interessanti aspetti:
- possibilit di produrre le singole parti della macchina e di
effettuare le operazioni di assemblaggio in luoghi e tempi diversi;
- possibilit di montaggio in catena;
- intercambiabilit.
In particolare il terzo aspetto da considerarsi essenziale in quanto
permette che la sostituzione di ogni singolo pezzo o gruppo di una
macchina, che per un qualsiasi motivo (deterioramento, rottura,
difettoso funzionamento) deve essere cambiato, possa essere
effettuata, spesso direttamente dall'utente, senza ulteriori operazioni
di aggiustaggio.

Le tolleranze dimensionali: definizioni fondamentali

Le indicazioni numeriche che compaiono sui disegni rappresentano


semplicemente il valore teorico delle singole quote. Tali valori,
naturalmente gli stessi per tutti i pezzi uguali da realizzare,
costituiscono per ogni singolo pezzo le dimensioni nominali. Le
dimensioni reali vengono invece chiamate dimensioni effettive del
singolo pezzo e valutate con una precisione che dipende
evidentemente dagli strumenti con i quali vengono misurate. Infine
si definisce per ogni quota le dimensioni massima e minima
ammissibili per precisare l'errore con il quale pu essere realizzato il
pezzo. La differenza fra queste due dimensioni detta zona o campo
di tolleranza. Se le varie dimensioni effettive di un pezzo rientrano
fra le rispettive dimensioni massime e minime si dice che il pezzo
in tolleranza ed dichiarato accettabile.

Le tolleranze dimensionali: definizioni fondamentali


Quote nominali
d (albero) e D (foro)
Come generalizzazione si intende per
albero un elemento pieno e per foro un
elemento cavo.

Dimensioni limite
(dmin, dmax) e (Dmin, Dmax)

Scostamento superiore
Es= Dmax D ; es= dmax d

Scostamento inferiore
Ei= Dmin D ; ei= dmin d

Tolleranza
t=Es Ei t=es ei

Perch un pezzo sia accettabile la sua dimensione effettiva D e (de) deve essere:
D + Ei D e D + E s
d + ei de d + es

Le tolleranze dimensionali: definizioni fondamentali


Possono verificarsi tre casi:
a) gli scostamenti sono entrambi negativi;
b) gli scostamenti sono entrambi positivi;
c) uno scostamento positivo laltro e
negativo;
a) Sia dato un albero con dimensione nominale
d=80 mm e siano: dmax=79.96 mm e dmin=79.93 mm

Riferendosi agli scostamenti


risulta enormemente semplificato
t=dmax dmin= 79.96 79.93 = 0.03 mm
il controllo dei pezzi (mediante
es= dmax d = 79.96 80 = 0.04 mm
calibri passa non passa)
ei = dmin d = 79.93 80 = 0.07 mm
dovendo
verificare
se
la
b) Sia dato un albero con dimensione nominale
dimensione effettiva compresa
d=80 mm e siano: dmax=80.06 mm e dmin=79.96 mm
entro una zona di tolleranza
t=dmax dmin= 80.06 79.96 = 0.1 mm
piuttosto che la dimensione
es= dmax d = 80.06 80 = 0.06 mm
effettiva.
ei = dmin d = 79.96 80 = 0.04 mm
c) Sia dato un albero con dimensione nominale
d=80 mm e siano: es = 0.08 mm e ei =0.05 mm
dmax = d + es = 80 + 0.08 = 80.08 mm
dmin = d + ei = 80 + 0.05 = 80.05 mm

Le tolleranze dimensionali: definizioni fondamentali


In generale si pu constatare che il maggior numero di pezzi con dimensione
nominale dn, ha dimensioni effettive intorno al valor medio della tolleranza
prescritta, secondo una distribuzione normale di Gauss. Questo implica che
minore a, maggiore potrebbe essere il numero di pezzi da scartare. Portando la
tolleranza da a verso b, il numero di pezzi scartabili non aumenta
considerevolmente tuttavia, peggiorano
le condizioni di montaggio e/o
funzionamento.

Il Sistema di Tolleranze ISO


Il sistema ISO (UNI) si basa sulla definizione di:
-una unit di tolleranza, funzione della dimensione da tollerare,
-un certo numero di qualit di lavorazione ad ognuna delle
quali corrisponde un campo di tolleranza multiplo intero
dell'unit di tolleranza stessa,
-un certo numero di possibili posizioni del campo di tolleranza
rispetto alla linea dello zero.
Il sistema ISO prevede due campi di dimensioni e precisamente
il campo fino a 500 mm e quello oltre 500 e fino a 3150 mm;
tali campi inoltre sono divisi in gruppi di dimensioni

Gradi di tolleranza normalizzati (UNI ISO 286/1)


i 0.45 3 D 0.001 D

D la media geometrica degli


estremi di ciascun gruppo!!
5
IT n 10 IT n 1 1.58 IT n 1

IT
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18

unit di tolleranza
10 i
16 i
25 i
40 i
64 i
100 i
160 i
250 i
400 i
640 i
1000 i
1600 i
2500 i

Unit di Tolleranza

Per le qualit di lavorazione di maggior interesse pratico (dalla 5 alla


17) l'unit di tolleranza si definisce come segue:
i 0.45 3 D 0.001 D
dove D espresso in mm e i in m. Da notare che in questa formula
il valore di D non quello della dimensione nominale da tollerare,
ma la media geometrica delle dimensioni estreme del gruppo al
quale la dimensione stessa appartiene.
In tal modo si evita di dover calcolare un numero infinito di unit di
tolleranza riducendosi a calcolarne un numero pari al numero dei
gruppi di dimensioni in cui abbiamo diviso l'intervallo 0 -. 500 mm
Di commento verbale alla slide Gradi di tolleranza normalizzati

Qualit di lavorazione

Per il campo di dimensioni fino a 500 mm le qualit di lavorazione


definite dall'ISO, in totale diciannove, sono denominate IT01 , IT0 ,
ITI , IT2 ..... ITI7 , e si riferiscono a lavorazioni che, procedendo
dalla 01 alla 17, sono sempre meno precise. Le qualit di
lavorazione fino alla 4 per gli alberi e alla 5 per i fori sono utilizzate
solo per lavorazioni di estrema precisione (strumenti di misura),
mentre nelle normali lavorazioni meccaniche con asportazione di
truciolo si adottano qualit che vanno dalla 5 alla 11 per gli alberi e
dalla 6 alla 11 per i fori.
Le qualit di lavorazione dalla 12 alla 18 sono utilizzate per
lavorazioni grossolane su pezzi che non devono essere accoppiati.
Di commento verbale alla slide Gradi di tolleranza normalizzati

Ampiezza del campo di Tolleranza

Stabilita la qualit di lavorazione possibile calcolare l'ampiezza del


campo di tolleranza; infatti l'unificazione prevede che a partire dalla
qualit 5 e fino alla qualit 17 corrispondono a ciascuna di esse
campi di tolleranza di ampiezza crescente, misurata in multipli interi
di i, secondo una progressione geometrica di ragione Ra 5 = 1,58.

Di commento verbale alla slide Gradi di tolleranza normalizzati

Posizione del campo di Tolleranza

Rimane a questo punto da definire solamente la posizione del campo


di tolleranza rispetto alla linea dello zero. Per far questo sufficiente
definire la posizione di uno degli scostamenti nominali, il superiore
o l'inferiore, che verr quindi detto scostamento fondamentale.
L'ISO prevede 27 possibili posizioni del campo di tolleranza rispetto
alla linea dello zero, ciascuna individuata da lettere maiuscole che
vanno da A a ZC per i fori, e con lettere minuscole, ancora da a a zc ,
per gli alberi.

Posizione del campo di Tolleranza

Posizione del campo di Tolleranza (Fori)


per i fori
- Le posizioni da A a G hanno come scostamento fondamentale
quello inferiore; tale scostamento inoltre sempre positivo per cui i
fori relativi a tali posizioni hanno una dimensione effettiva sempre
maggiore della dimensione nominale;
- la posizione H ha ancora come scostamento fondamentale quello
inferiore, ma questa volta il suo valore nullo cio la dimensione
limite inferiore uguale alla dimensione nominale;
- le posizioni da J a ZC hanno come scostamento fondamentale
quello superiore; per le posizioni da N a ZC tale scostamento
sempre negativo, per le posizioni da J a N pu essere anche positivo
o nullo, lo scostamento inferiore risulta comunque sempre negativo;

Posizione del campo di Tolleranza (Alberi)


per gli alberi
- Le posizioni da a a g hanno come scostamento fondamentale
quello superiore; tale scostamento sempre negativo per cui gli
alberi relativi a tali posizioni hanno una dimensione effettiva sempre
minore della dimensione nominale;
- la posizione h ha ancora come scostamento fondamentale quello
superiore, ma questa volta il suo valore nullo, cio la dimensione
limite superiore uguale alla dimensione nominale;
- le posizioni da j a ze hanno come scostamento fondamentale quello
inferiore; per le posizioni da m a ze tale scostamento sempre
positivo, per le posizioni j e k tale scostamento pu essere anche
negativo o nullo, lo scostamento superiore risulta comunque sempre
positivo.

Indicazione di quote tollerate nei disegni


Le quote lineari tollerate possono essere rappresentate nei disegni in
modo implicito indicando il valore della quota nominale seguita
dalla lettera che individua la posizione e dal numero che individua
la qualit o in modo esplicito indicando gli scostamenti.

Le quote angolari tollerate si rappresentano nei disegni indicando il


valore della quota nominale e gli scostamenti (es. 1520).

Esempio N1
Si debbano trovare gli scostamenti limite per la dimensione tollerata
100 G7
Si tratta di un foro la cui dimensione cade nel gruppo di dimensioni 80
120 per cui:
D=(80 x 120)1/2 =98 mm
l'unit di tolleranza vale
i=0,45 981/3 + 0,001 x 98=2,17 m
alla qualit di lavorazione 7 corrisponde un campo di tolleranza pari a
16 i per cui:
IT7 = 2,17 x 16 = 35 m.
Noto il campo di tolleranza rimane da conoscere lo scostamento
fondamentale. In questo caso lo scostamento fondamentale quello
inferiore ed il suo valore :
E=+12 m.
In definitiva la dimensione tollerata risulta:
100 G7 +0.047/+0.012

Esempio N2
Tollerare il Diametro di un foro nel quale si debba forzare un
albero la cui dimensione :
230 h6 (0/-0.029)
In modo che sia assicurata uninterferenza minima di 90m ed
uninterferenza massima non superiore a 200m.
Poich :
imin = ei - Es ;
imax = es - Ei
Si ricava:
Es = ei -imin=;= -0.029-0.09 = -0.0119mm
Ei =es imax=0.0 - 0.200
= -0.200mm
Un foro con tali requisiti ad esempio:
230 S7 (-0.123/-0.169)

Le tolleranze dimensionali: accoppiamenti


L'accoppiamento avviene fra elementi che hanno la stessa dimensione
nominale alla quale assegnato un ben preciso campo di tolleranza.

La dimensione del foro


mantenuta fissa e quella
dellalbero varia.
(sistema foro base)
La dimensione dellalbero
mantenuta fissa e quella del
foro varia.
(sistema albero base)

con gioco

incerto

con interferenza

Le tolleranze dimensionali: scostamenti

a)

b)

c)

Non usare un duplicato della precedente

Accoppiamenti con gioco


a) -Il campo di tolleranza del
foro sta completamente al di
sopra dei campo di tolleranza
dell'albero. Presi un qualsiasi
albero e un qualsiasi foro in
tolleranza, l'albero ha una
dimensione effettiva sicuramente
minore
della
dimensione
effettiva del foro; i due pezzi si
accoppiano
liberamente
e
laccoppiamento si dice con
gioco o mobile.
gmax = Dmax - dmin = (D+Es) - (D+ei) = Es - ei
gmin = Dmin - dmax = (D+Ei) - (D+es) = Ei - es

Accoppiamenti incerti
b)-I campi di tolleranza dell'albero
e del foro hanno una parte in
comune. Presi un qualsiasi albero e
un qualsiasi foro in tolleranza,
possono darsi due casi. Albero
accoppiato con un foro di
dimensione effettiva maggiore o
albero accoppiato con un foro di
dimensione effettiva minore; i due
pezzi
possono
accoppiarsi
liberamente oppure richiedere il
forzamento dell'uno nell'altro:
l'accoppiamento si dice incerto.
gmax = Dmax - dmin = Es - ei
imax = dmax - Dmin = (D+ee) - (D+Ei) = es Ei

Accoppiamenti forzati
c) - il campo di tolleranza del foro
sta completamente al di sotto del
campo di tolleranza dell'albero.
Presi un qualsiasi albero e un
qualsiasi foro in tolleranza, l'albero
ha dimensione effettiva maggiore
della dimensione effettiva del foro;
i due pezzi possono essere
accoppiati
solo
mediante
forzamento e l'accoppiamento si
dice con interferenza (o stabile).
imin = dmin -Dmax. = (D+ei) - (D+Es) = ei - Es
imax = dmax -Dmin. = es - Ei

Accoppiamenti unificati

Come visto dallesempio precedente, per conferire determinate


caratteristiche ad un accoppiamento, si pu scegliere in teoria fra
un numero elevatissimo di accoppiamenti. In pratica per conviene
sempre riferirsi ad accoppiamenti albero-foro particolari. Per tale
motivo, sono stati introdotti due sistemi unificati di accoppiamento
denominati Albero base e Foro base. Per ciascuno di essi si
assume fissa la posizione con scostamento fondamentale nullo (h
ed H rispettivamente) e si sceglie laltro in base alle caratteristiche
richieste dallaccoppiamento.

Accoppiamenti unificati

Il sistema albero base si utilizza quando si impiegano prevalentemente alberi che si


trovano in commercio gi lavorati in posizione h. richiesta una minor dotazione di
calibri a forcella (pi costosi) rispetto ai calibri a tampone per verificare gli alberi.
Il sistema foro base permette di risparmiare sugli utensili alesatori poich si ha il
vantaggio che la posizione di tolleranza del foro costante nei vari tipi di
accoppiamento per ogni dimensione nominale e per ogni qualit di tolleranza.

Alcuni Esempi di Accoppiamenti Foro base

Calibri di misura
Il controllo delle dimensioni tollerate pu essere fatto mediante
calibri fissi del tipo P-NP (Passa-Non Passa) sia per interni che per
esterni.
E evidente che un calibro P-NP pu essere utilizzato per controllare
una sola dimensione nominale con un ben preciso campo di
tolleranze. Per questo, quando il numero delle dimensioni tollerate
diverse tra loro elevato, il controllo deve essere effettuato mediante
calibri mobili che, pur essendo pi costosi e meno rapidi, risultano
molto versatili.
Da notare che, per campi di tolleranza molto stretti, le caratteristiche
di accoppiamento sono notevolmente influenzate dalle caratteristiche
di finitura superficiale. Quando ci sia importante quindi
necessario precisare le caratteristiche delle superficie anche da un
punto di vista microgeometrico, precisare cio di quanto le superficie
reali possono discostarsi dalle superficie ideali perfettamente levigate
(rugosit).

Calibri di misura

Calibri di misura

Tolleranze generali
Le tolleranze dimensionali sono in genere fornite in relazione a quote
funzionali. Fornire indicazioni superflue ha un costo sia sulla
realizzazione (utensili) che sulla verifica (strumenti). Tutte le altre
quote si intendono assoggettate a classi di tolleranza come indicato in
figura.

Serie e catene di quote tollerate: definizioni


Si intende con serie di quote tollerate, linsieme dato da due o pi
quote affette da tolleranze, relative al medesimo pezzo e disposte
consecutivamente nella stessa direzione con verso uguale o opposto.
Possono verificarsi sue casi:
la quota risultante deriva da una serie di quote tollerate disposte
tutte nel medesimo verso;
la quota risultante deriva da una serie di quote tollerate disposte in
entrambi i versi;
Nel caso di due o pi elementi accoppiati, per lanalisi di montaggio
risulta importante la valutazione delle catene di quote tollerate in
modo da poter determinare (analisi), o stabilire (sintesi), eventuali
giochi o interferenze.

Serie e catene di quote tollerate: definizioni


Si pu dimostrare che, indicando con * le quote risultanti, valgono le seguenti
relazioni:

quote unilaterali
D D

Ei Ei

Es Es

La dimensione nominale, la tolleranza e gli scostamenti superiore ed inferiore della


quota risultante sono pari rispettivamente alle sommatorie delle dimensioni nominali,
delle tolleranze e degli scostamenti delle singole quote della serie.

quote bilaterali
Assunto un verso positivo partendo da unestremit della serie, si attribuisce segno
positivo alle quote (ed agli scostamenti) percorse in tale verso e negativo alle altre.
Varranno pertanto le seguenti relazioni:

D D t t E i E i ( ) E s( ) E s E s( ) E i ( )
I simboli (+) e () tengono conto del verso di percorrenza.

Serie e catene di quote tollerate: esempio


quote unilaterali
D 16 28 30 8 24 106mm
t 27 33 33 22 33 148m

E i 27 33 0 35 0 95m

E s 0 0 33 13 33 53m
Pertanto la quota risultante varr:

0.053

106 0.095

Vale la pena osservare che il caso in cui tutte le


quote siano tollerate non frequente.Pi spesso
alcune quote prive ti tolleranze sono utilizzate
per compensare gli scostamenti. In rosso le
quote di compensazione ed in verde la quota
complessiva tollerata.

Serie e catene di quote tollerate: esempio


quote bilaterali

D 74 58 28 62 106 106mm

t 46 60 30 46 182 m

E i 46 ( 30) (30) (0) 106m

E s 0 (30) 0 46 76m
Pertanto la quota risultante varr:

+
0.076

106 0.106

Vale la pena osservare, ricordando la funzione


probabilit gia vista, che assai improbabile
che tutte le quote tollerate si trovino ai valori
estremi (massimo o minimo); pertanto i valori
massimi e minimi delle quote risultanti saranno
raggiunti di rado.

Serie e catene di quote tollerate: accoppiamenti


La determinazione delle quote tollerate negli assiemi si esegue applicando le regole
gi viste.

Q ( 8) 25 8 22 3mm
t 0.2 0.1 0.2 0.4 0.9mm

E i (0) 0 0.1 ( 0.2) 0.3mm

E s ( 0.2) 0.1 0.1 ( 0.2) 0.6mm


Pertanto la quota risultante varr:
S
Q I 3 00..63

Serie e catene di quote tollerate: accoppiamenti


Si vuole determinare il gioco G esistente tra una linguetta ed il fondo della relativa
cava nel mozzo. Il cerchio e la freccia indicano rispettivamente linizio ed il verso
della catena.
G 43.7 ( 40) 4.5 (8) 0.2mm
t 0.65 0.016 0.32 0.09 1.076mm

E i 0.13 ( 0.011) 0.07 ( 0) 0.189mm

E s 0.52 ( 0.005) 0.25 (0.09) 0.865mm

Pertanto la quota risultante varr:


S
0.865
G I 0.2 0.189

Serie e catene di quote tollerate: accoppiamenti


Siano dati i due pezzi in figura da accoppiarsi lungo la direzione verticale. Questo
un classico esempio di centratura per il quale si desidera ottenere un gioco
minimo di 0mm ed uno massimo di 0.2mm. Le tolleranze sui singoli componenti
sono state assegnate indipendentemente. In tal caso si ha:
X 20 25 20 65mm

X ' 20 25 20 65mm

t 0.1 0.1 0.1 0.3mm

t ' 0.1 0.1 0.1 0.3mm

E i 0 0.1 0 0.1mm

E 'i 0.1 0 0.1 0.2mm

E s 0.1 0 0.1 0.2mm

E 's 0 0.1 0 0.1mm

S
I

65 00..21

0.1

65 0.2
X'
S
I

Pertanto la quota risultante porterebbe ad un accoppiamento incerto sulla


dimensione massima con gioco massimo pari 0.4mm ed interferenza massima
pari a 0.2mm.

Serie e catene di quote tollerate: accoppiamenti


Una possibile soluzione consiste nel variare alcune quote sino a garantire la
condizione funzionale richiesta. La figura in basso rappresenta una soluzione in cui
il centraggio affidato al nasello centrale.
X 20 25 20 65mm

X ' 20 25 20 65mm

t 0.1 0.1 0.1 0.3mm

t ' 0.1 0.3 0.1 0.5mm

E i 0 0.1 0 0.1mm

E 'i 0.1 0.2 0.1 0.4mm

E s 0.1 0 0.1 0.2mm

E 's 0 0.1 0 0.1mm

S
I

65 00..21

0.1

65 0.4
X'
S
I

Pertanto la quota risultante porterebbe ad un


accoppiamento con gioco massimo pari 0.2mm ed un
gioco minimo pari a 0mm (valutato sul nasello).

Serie e catene di quote tollerate: accoppiamenti


Unaltra possibile soluzione consiste nel far avvenire il centraggio rispetto alla
quota nominale di 65 ed ottenere dunque la quota mancante y.
y 20 65 20 25mm

X ' 20 65 20 25mm

t 0.1 0.1 0.1 0.3mm

t ' 0.3 0.1 0.3 0.7mm

E i (0.1) 0 (0.1) 0.2mm E 'i (0.1) 0.1 ( 0.1) 0.1mm

E s (0) 0.1 (0) 0.1mm


S
y I 25 00..12

E 's (0.2) 0 (0.2) 0.4mm


S
y ' I 25 00..41

Pertanto la quota risultante porterebbe ad un


accoppiamento con gioco massimo pari 0.2mm ed un
gioco minimo pari a 0mm (valutato sul nasello).

Aggiustaggi concorrenti e coesistenti


Unaltra possibile soluzione consiste nel far avvenire il centraggio rispetto alla
quota nominale di 65 ed ottenere dunque la quota mancante y.

Aggiustaggi coesistenti

soluzione

Aggiustaggio concorrente

soluzione