Sei sulla pagina 1di 31

Le grandi opere sono forme visive che raggiungono in noi levidenza di unadeguatezza senza tempo.

Muriel Barbery in :Leleganza del riccio.

Il SEICENTO
L A R T E B A R O C C A
ORIGINI E SIGNIFICATO DEL TERMINE BAROCCO. Il terminebarocco, nel XVII secolo identificava un particolare tipo di perla dalle forme irregolari. Successivamente, per estensione pass a definire forme, materiali e persino ragionamenti bizzarri, astrusi, dove si confondesse il vero con il falso. Dalla fine del 700 si applica il termine alle arti figurative del secolo precedente ma in senso spregiativo. Oggi ci si riferisce al Barocco come ad un periodo o ad uno stile che ha come scopo quello di suscitare meraviglia nellosservatore che si pone davanti ad unopera darte, come innanzi ad un evento prodigioso, messo in scena grazie allabilit dellartista di trasformare la materia con effetti illusionistici in grado di mettere in moto la pi vasta gamma possibile di sentimenti.

Il Seicento fu un secolo di crisi ; in tuttEuropa si susseguirono carestie e pestilenze. In molti paesi, soprattutto in Italia, laristocrazia fondiaria divenne sempre pi una classe parassitaria. Di conseguenza si scatenarono rivolte sociali che,spesso,si mescolarono con le lotte religiose. Ci nonostante il XVII secolo fu straordinariamente ricco per quanto riguarda larte, la letteratura, la filosofia mentre G. Galilei, con la sua scienza sperimentale,fondava il moderno metodo scientifico. Dal 1618 la Guerra dei trentanni vide impegnati, in una sanguinosa guerra gli Asburgo dAustria e di Spagna contro la Francia,la Svezia e i Paesi Bassi; la pace di Westfalia sanc il fallimento del tentativo asburgico di egemonia sullEuropa e il declino della potenza spagnola. In Inghilterra , lo scontro tra le forze monarchiche e quelle parlamentari port allabolizione della monarchia. In Francia, al contrario, si consolid il potere assoluto del re, favorito dall opera del cardinale Richelieu e del cardinale Mazarino. In Italia la situazione politica non era molto diversa da quella del secolo precedente. A Roma i papi si dedicarono come i loro predecessori, a un grandioso mecenatismo, grazie al quale un folto gruppo di artisti diede alla citt il suo nuovo volto barocco. I Regni di Napoli , di Sicilia e Sardegna furono governati da vicer spagnoli. Il popolo si ribell (Masaniello a Napoli). La Controriforma aveva determinato un atmosfera di pesante conformismo religioso, che si manifesta con spettacolari cerimonie e sfarzose processioni che, insieme al carnevale, mescolavano sacro e profano e appagavano il gusto di cittadini e forestieri. Per tutto il secolo, Roma fu meta di artisti e letterati provenienti da tutta Europa.

Giulio Carlo Argan definisce il BAROCCO una rivoluzione culturale in nome dellideologia cattolica. E certamente vero che nel Seicento la lotta religiosa non chiusa e che la profonda spaccatura creata dalla riforma Protestante si trasform in unopportunit per la chiesa per riaffermare i principi fondamentali della propria dottrina. La questione religiosa ha anche un aspetto sociale: la disputa tra la fede individuale del protestanti - per i quali il solo legame tra Dio e luomo la grazia e non si pu fare nulla per ottenerla, n la cultura n le opere hanno valore in quanto non salvano e la fede collettiva dei cattolici ,convinti che Dio ha predisposto i mezzi per la salvezza : la natura che ha creato,la storia che ha voluto. La chiesa spiegando il significato della natura e della storia, dirige lagire umano verso la salvezza. Se la storia , come afferma Argan il percorso finora compiuto dallumanit verso la salvezza, bisogna proseguirlo: fermarsi, tornare indietro peccato. Non pi, dunque, il ritorno allantico del Rinascimento, ma un CLASSICISMO BAROCCO che diventa sviluppo, estensione e reinvenzione della cultura classica, non certamente imitazione. importante dunque che la cultura penetri in tutti gli strati della societ. Qualsiasi attivit umana deve avere un origine culturale ed un fine religioso. Qualunque cosa faccia un artista la fa ad maiorem dei gloriam. Il Barocco, cos, diventa uno STILE ed influenza non solo l arte, ma anche il costume e la vita sociale.

LARTE COME MODELLO DI COMPORTAMENTO E COME TECNICA DI PERSUASIONE : RAPPORTI CON LA FILOSOFIA . Larte,come mimesi o imitazione, ossia larte come rappresentazione, non ha, come si potrebbe pensare, lo scopo di meglio conoscere loggetto che si rappresenta, ma ha lo scopo di commuovere, impressionare e persuadere ed essendo larte prodotto dellimmaginazione il suo fine ed il suo scopo quello di insegnare ad esercitare limmaginazione. Dunque limmaginazione che produce larte , ha un fine e cio persuadere che qualcosa di non reale pu diventare realt . Il concetto che larte rappresenta il verosimile o il possibile e che sia una tecnica della persuasione, sostenuto da Aristotele nella sua Poetica e nella Retorica nonch nel De oratore di Cicerone. Esistono vari modi di persuadere : presentando la prova, dimostrando con argomenti o trascinando con lenfasi del discorso. Perci, nellarte del Seicento troviamo spesso accanto ad una acuta evidenza realistica, figurazioni immaginarie : cosicch vedremo cieli aperti alla visione del santo che si accompagnano a particolari e dettagli della sua veste . La maniera di dipingere sempre caratterizzata da rapidit, sicurezza, ma anche da estro e calore insieme ad un eloquente gestire. Larte del Seicento dunque si rivolge ad una societ sempre pi stratificata e deve assolvere a vari compiti e funzioni. Di qui la nascita di vari Generi artistici. La fortuna della pittura di genere deriva forse dalla necessit di documentare con il vivace realismo dei particolari la verosimiglianza delle visioni dellimmaginazione. I diversi generi sono il ritratto , la natura morta, il paesaggio, la scena di vita quotidiana e di costume. Anche in architettura vi saranno diversi tipi di edifici religiosi, pubblici o privati in rapporto alle diverse funzioni ed alle diverse richieste della clientela sempre pi vasta e differenziata Larte del 600 paragonabile ad una grande impresa sociale, a cui ciascuno collabora secondo le proprie specifiche competenze.

P.zza S. Pietro Chiesa di S. Andrea al Quirinale Chiesa di S. Ivo alla sapienza

Palazzo Montecitorio Chiesa S. Agnese in Agone

S. Carlo alle Quattro Fontane

Gian Lorenzo Bernini stato uno dei pi eclettici artisti mai esistiti. Fu pittore, scultore, architetto, autore di testi teatrali, scenografo e inventore di macchine di scena. Per settanta anni, sotto otto pontefici e lo svolgersi di continui mutamenti nella politica interna ed estera, egli costitu il fulcro artistico e culturale del mondo cattolico. A lui, pi che ad ogni altro artista, si deve il diffondersi a Roma del Barocco con le concezioni della statuaria sacra, del ritratto a busto, della statua equestre, delle tombe e delle fontane. In questi ambiti seppe fondere architettura, scultura e pittura secondo un bel composto le cui regole venivano forzate e superate dalla sua stessa genialit. Bernini nacque a Napoli il 7 dicembre 1598 da Pietro, scultore toscano, e da Angelica Galante. La sua personalit fu di natura ardente e prepotente, come la stessa madre lo descrive in una supplica al cardinale Barberini : quasi che lui sia il padron del mondo. Nel 1605, la famiglia si trasfer a Roma. Lartista vi rimase fino alla morte senza mai allontanarsene, salvo per un breve periodo, nel 1665, in cui soggiorn in Francia, incaricato dal re Luigi XVI dei disegni per il palazzo del Louvre; progetti mai realizzati. Per Bernini ci che limmaginazione concepisce deve diventare, subito e totalmente, realt. Questo il compito della tecnica. La grandezza del Bernini nella sua sconfinata fiducia nella capacit della tecnica, in grado di realizzare tutto ci che si pensa o si desidera. Anche la salvezza spirituale e la felicit terrena degli uomini : la Chiesa lapparato tecnico della salvezza, lo stato lapparato tecnico della felicit. Per insegnare a immaginare e ad oltrepassare i limiti del finito , ma soprattutto per fare dell immaginazione una realt visibile c la tecnica dellarte. Si apre cos quella fase moderna della civilt, in cui ancora viviamo e che si chiamer, appunto civilt della tecnica.

Nel 1655, sotto il pontificato di Alessandro VII Chigi , Bernini pose mano al tessuto urbano di Roma. Un nuovo assetto della Piazza San Pietro si rendeva necessario per limmagine del luogo pi sacro e rappresentativo della cristianit. Bernini, per correggere la sproporzione della facciata, troppo larga rispetto allaltezza, ridotta per lasciare in vista la cupola, progetta due campanili laterali che, inquadrando la cupola, la fanno anche sembrare pi vicina e la collegano alla facciata. Inoltre , per riscattare la cupola stessa dalla condizione di sfondo determinatasi con il prolungamento della navata, realizza un colonnato ellittico che riprende la forma curva della cupola, la rovescia presentandola aperta come una coppa, la dilata trasformandola da rotonda a ellittica. sicuramente questa linvenzione pi geniale del Bernini; egli riesce a valorizzare la basilica E fa dellantico quadriportico una grande piazza che diventa un anello di raccordo del monumento con la citt. E un allegoria perch si allude chiaramente alle braccia della chiesa protese ad accogliere lecumene ma anche la prima ARCHITETTURA URBANISTICA

P.zza S. Pietro

1653 Roma Palazzo di Motecitorio Fu Papa Innocenzo X Pamphili a commissionare nel 1653 al Bernini tale Palazzo quale dono per le nozze di suo nipote Camillo Ludovisi. Dal 1871 ledificio ospita la Camera dei deputati della Repubblica italiana. Landamento irregolare del terreno condizion le scelte progettuali dellartista. Avvalendosi della sua straordinaria inventiva, Bernini realizz un fronte poligonale convesso pensato come una quinta scenografica prospiciente la piazza antistante , capace di trasferire a tutto lo spazio urbano una sorta di grande respiro e dinamicit. Palazzo di Montecitoiro

Francesco Borromini il grande avversario del Bernini : con la propria opera ne contesta , punto per punto la poetica universalistica. Il primo possiede tutte le tecniche, il secondo solo architetto;Bernini sicuro del successo e della propria tecnica, Borromini possiede una tecnica ansiosa e tormentata ed sempre insoddisfatto. Al contrrio di quella scenografica del Bernini , dunque, la tecnica del Borromini fondata su un esasperato rigore formale , sul frequente uso di materiali poveri, come il semplice intonaco, e sullimportanza attribuita ai particolari architettonici. Tali caratteristiche fecero s che la sua arte incontrasse soprattutto il favore di quegli ordini religiosi che conducevano una vita spirituale rigorosa ed ascetica, mentre gli alien spesso le simpatie e le commissioni della grande nobilt e del papato. Tra Borromini e Caravaggio invece si possono individuare diverse affinit. Entrambi nascono e si formano in ambiente lombardo ed entrambi hanno un carattere aspro intransigente e violento. Borromini finir per uccidersi in una crisi di angoscia.

La piccola chiesa di SantIvo alla Sapienza ha un perimetro bizzarro mistilineo,in cui la successione di parti concave e convesse suggerisce un forte ritmo dinamico. Tale perimetro a forma di stella si conserva, via via restringendosi, fino al sommo della cupola che non rappresenta una chiusura ma il proseguimento della forma del vano. Essa, allesterno avvolta da un tamburo lobato,dal quale emerge una piccola calotta formata da dodici gradoni digradanti, solcati da una raggiera di contrafforti rampanti che conducono alla lanterna.

S. Agnese in Agone Roma F. Borromini S. Carlo alle Quattro Fontane F. Borromini

Caratteri analoghi a quelli di S. Ivo alla Sapienza, ossia loriginalit ,il ritmo dinamico, lalternarsi si curve concave e convesse, l organica ed innovativa concezione dello spazio ,i complessi significati simbolici Ecc. li ritroviamo in tutte le opere del Borromini come si pu notare nelle due facciate di S. Carlo alle quattro fontane e di S. Agese in Agone che si trovano entrambe a Roma.

Contrariamente a Donatello e Michelangelo che avevano rappresentato il David come un giovinetto, Bernini lo Interpreta nella sua piena virilit, modello non solo di eroismo cristiano ma di forza nella fede e di elezione intellettuale. Il Corpo sembra abbarbicato a terra e si torce mostrando tutta la tensione che precede di pochi istanti il roteare della fionda. Lespressione del volto esprime lo sdegno e la volont di colpire il Gigante, marcati dallincrespatura delle ciglia, dalla fissit degli occhi e dal mordersi il labbro inferiore. Bernini, dunque non esalta leroe, ma coglie il momento dellazione. E uno dei pochi punti di contatto con il Caravaggio e con la poetica del realismo .

La favola cantata da Ovidio nelle Metamorfosi , narra di Dafne,mitica figlia della Terra( Gea) e di un fiume; ella era avversa allamore ma era amata da Apollo. Inseguita dal Dio , ottenne dai genitori di essere mutata in alloro un attimo prima di essere raggiunta da Apollo che disperato , dovr accontentarsi di un serto di alloro sul capo in ricordo dellamata. Bernini rappresenta due figure in corsa , quasi volanti, senza alcun nesso compositivo o dequilibrio. Del paesaggio si vedono pochi frammenti : un lembo di corteccia e una fronda dalbero. Se per un istante dimentichiamo il tema mitologico ed il suo significato allegorico, cosa vediamo? La metamorfosi, il cambiare delle forme, la continuit tra essere umano e natura. Il modellato fluido, i corpi frementi ci fanno percepire insieme ai corpi la luce e laria che li bagnano. Lopera darte stimola limmaginazione e, immediatamente, la soddisfa: il palpito vivo di quei corpi, di quei capelli scomposti la persuadono che quella immagine mitica la realt e non ve n unaltra al di l di essa.

Bernini, sempre quando gli possibile porta lacqua nel cuore della citt. Egli cerca, cos, di mettere in atto la Sua idea di creare una sorta di fusione tra spazio urbano e spazio di natura. Le fontane sono per il Bernini un elemento essenziale dellarredo urbano. La barcaccia in p.zza di Spagna ,La Fontana dei Fiumi in P.zza Navona, quella delle Api in via Veneto,quella del Tritone in p.zza Barberini, ne sono l esempio.

La fontana, ultimata nel 1651, sorge al centro di p.zza Navona e pu essere considerata uno dei maggiori capolavori del Bernini, coadiuvato da insigni artisti del tempo. In un paesaggio esotico di rocce e caverne, piante ed animali raccolti intorno allo svettante obelisco egiziano, quattro giganti figure umane personificano i fiumi dei continenti allora conoscsciuti: il Danubio con le braccia alzate, il Nilo con il capo coperto da un panno, il Gange con il remo, il Rio della Plata con lormeggio. Con questa opera Bernini ha voluto glorificare lonnipotenza della chiesa sul mondo sotto la guida di Innocenzo X : allegoria espressa dallobelisco , simbolo di luce divina e di eternit, e dalla colomba sulla cima, emblema dello Spirito Santo ma anche della famiglia Pamphili.

Uno dei massimi esponenti della pittura barocca Pietro Da Cortona , pittore visivo per eccellenza , egli riuscito a fondere i valori dellimmaginazione con quelli della realt , l interpretazione del mito o della storia con lanimazione vitale di una scena di teatro, accentuando il colore dei veneti e la leggerezza del Correggio e dosando con sapienza la luce. La complessa regia delle sue figurazioni lo rende uno dei massimi protagonisti della poetica barocca che unifica le tre arti per creare uno spettacolo che attrae ed emoziona.

Lo spettacolare affresco di Pietro da Cortona rappresenta una pietra miliare nella storia della pittura barocca. Raffigura il Trionfo della DIVINA PROVVIDENZA , tema elaborato dal poeta di corte Francesco Bracciolini con l'intento di celebrare papa Urbano VIII. L'artista concep la composizione come un gigantesco vortice di figure, elementi naturali e architettonici che coinvolgevano lo spettatore in una straordinaria esperienza visiva ed emozionale. La volta, aperta sul cielo, suddivisa in cinque zone da una finta cornice monocroma. La scena centrale dove campeggia l'emblema "vivente" della famiglia Barberini con le tre api che volano all'interno di una corona d'alloro sostenuta dalle tre Virt Teologali - allude al governo spirituale del papa. Gli episodi raffigurati nei quattro settori laterali simboleggiano invece gli effetti del "buon governo" durante il pontificato di Urbano VIII.

La pittura barocca al Femminile : Artemisia gentileschi.

Artemisia : una Donna-ArtistaIndipendente in un'epoca in cui questi tre termini non potevano in nessun caso essere accostati.

Autoritratto come allegoria della Pittura, 1638-39, Royal Collection, Windsor

Nacque a Roma l8 Luglio 1593. Sin da piccola coltiv lamore per la pittura ed ebbe il suo apprendistato presso la bottega paterna insieme ai suoi due fratelli. Riprese dal padre Orazio il limpido rigore disegnativo innestandovi una forte accentuazione drammatica ripresa dalle opere del Caravaggio, caricata di effetti teatrali; stilema che contribu alla diffusione del caravaggismo a Napoli , citt in cui si era trasferita dal 1630. La sua vita fu una grande avventura. Suo padre Orazio Gentileschi , gli trasmise la passione per larte ed grazie a lui che pot cominciare a dipingere in un epoca in cui alle donne era preclusa la possibilit di lavorare.

La tela lascia intravedere come, sotto la guida paterna, Artemisia, oltre ad assimilare il realismo del Caravaggio, non sia indifferente al linguaggio della scuola bolognese, che aveva preso le mosse da Annibale Carracci.
Susanna e i Vecchioni, 1610, collezione Schnborn, Pommersfelden

Giuditta che decapita Oloferne, Galleria degli Uffizi, Firenze

Giuditta che decapita Oloferne, Museo di Capodimonte,Napoli

Il tema di Giuditta che decapita Oloferne uno degli episodi dellAntico Tesamento pi frequentemente rappresentati nella storia dell'arte. Tuttavia - con la sola importante eccezione di Giuditta e Oloferne del Caravaggio conservata a Roma , nella Galleria nazionale di arte antica mai si giunti a raffigurare una scena cos cruda e drammatica come quella dipinta in queste due tele, tra laltro molto simili, di Artemisia Gentileschi, una conservata a Roma, laltra a Napoli. L'episodio al quale si riferisce lopera narra dell'eroina biblica che , assieme ad una sua ancella, si reca nel campo nemico; qui seduce e poi decapita Oloferne, il feroce generale nemico. L'analisi del quadro, in chiave psicologica, ha portato alcuni critici contemporanei a vedervi il desiderio femminile di rivalsa rispetto alla violenza sessuale subita da parte di Agostino Tassi.

Giuditta con la sua ancella, 161213, Palazzo Pitti, Firenze

Giuditta e la sua serva con la testa di Oloferne , 1625 Detroit Institute of Arts
Danae, The Saint Louis Art Museum, Saint Louis, Missouri

Artemisia Gentileschi: Maddalena penitente.

Artemisia Gentileschi: Madonna con bambino

Artemisia Gentileschi: Santa Cecilia Roma

Artemisia Gentileschi: Santa Cecilia Perugia

LA PASSIONE DI ARTEMISIA Il romanzo narra della straordinaria avventura della prima grande pittrice celebrata e riconosciuta nella storia dellarte : Artemisia Gentileschi,La donna che, in un mondo ostile alle donne, riusc ad Imporre la sua arte e a difendere strenuamente la sua visione dellamore e della vita. Dramma dellamore, della passione e dellodio irrefrenabile, lopera non soltanto il romanzo di una donna che infranse tutte le regole del tempo per affermare la propria libert, ma anche unesplorazione, meravigliosamente scritta , del XVII secolo e del potere dellarte.

Il romanzo di Susan Vreeland si apre con la cruda descrizione del processo del 14 maggio 1612, che la giovane diciottenne dovette affrontare per difendere se stessa, vittima degli abusi da parte di Agostino Tassi pittore e fidato amico di famiglia, che la voleva colpevole. L'umiliazione dell' interrogatorio che mette in dubbio l'integrit e la sincerit della ragazza, la visita medica sotto lo sguardo di tutti, il tradimento del padre che pensa solo alla sua pittura, il matrimonio combinato con un pittore di Firenze, sono solo le prime di una lunga serie di dure prove a cui la vita la sottopone. Da qui ha inizio lemozionante storia di una grande artista vissuta in una societ in cui per le donne era difficile vivere e impensabile dipingere. Una vita fatta damore, di passioni ma anche di odio irrefrenabile e creativo , vissuta tra Roma, Firenze , Genova e Napoli per terminare in una Londra nebbiosa e piena di problemi.

Giuditta con la sua ancella, 1612-13, Palazzo Pitti, Firenze

Artemisia Gentileschi: Maddalena penitente.

Dopo il processo Agostino fu condannato a scontare diversi anni di carcere, ma lo scandalo a Roma era scoppiato e quindi Artemisia fu costretta a trasferirsi a Firenze dopo essersi sposata con un piccolo borghese Pierantonio Siattesi ,i cui modi gentili sorpresero molto la giovane. A Firenze entr nell Accademia delle Arti e del Disegno, prima donna a godere di tale privilegio, conobbe ed ottenne la protezione di persone stimate come Cosimo II Dei Medici e sua madre Cristina , Michelangelo Buonarroti il Giovane e Galileo Galilei lunico uomo, tra i contemporanei di Artemisia, che capir la sua forza rivoluzionaria. Con lui, grande ribelle che nessuno pot mettere a tacere, Artemisia strinse un forte legame che durer per molti anni, fatto di lunghe lettere in cui i due si raccontavano le loro vite profondamente diverse. Da Firenze si trasfer di nuovo a Roma ma il ritorno nella sua amata citt riapr le vecchie ferite in quanto il suo passato era ancora presente nelle menti dei cittadini romani e le commissioni non furono cos tante come lei avrebbe sperato.

Da Roma insieme a sua figlia Palmira, avuta dal borghese Pierantonio Siattesi da cui si separ , si trasfer a Genova dove ricevette alcune commissioni da un ricco mercante Cesare Gentile che le dimostr fin dallinizio ammirazione e fiducia. Presto , purtroppo fu costretta ad abbandonare la citt e quindi il benessere che faticosamente aveva conquistato, per se stessa e per la sua bambina Palmira, perch scopr che il suo violentatore si era trasferito a Genova con suo padre Orazio. Da Genova, la bella Artemisia and a Napoli dove viveva Don Francesco Maringhi suo segretario e agente che le aveva trovato delle commissioni e qui continu a lottare contro le ingiustizie subite e contro quella vita avversa. Il soggiorno a Napoli fu segnato dal matrimonio di sua figlia, ormai cresciuta, con un nobile cortigiano ma soprattutto dalla lettera del padre che le chiedeva aiuto e perdono : era a Londra e stava morendo.

Giuditta e la sua serva con la testa di Oloferne (1625) Detroit Institute of Arts

Artemisia allora intraprese il suo ultimo e pi importante viaggio quello in cui ritornava tra le braccia di quelluomo, suo padre , che era stato per lei la causa di profonde sofferenze e delusioni ma che era stato anche il suo pi grande amore . Perdoner suo padre e forse se stessa e cos otterr finalmente anche la sua guarigione interiore. Cosi terminer questo grande libro che ha una voce che non solo quella di Artemisia, ma di tutte le donne che hanno taciuto per secoli ,un libro "visivamente" straordinario, per la capacit che ha la Vreeland di farci vedere non solo i colori che Artemisia sparge sulla tela, ma anche uomini e paesaggi attraverso gli occhi di una donna che dice " meglio essere assetati di bellezza e comprenderla, che essere belli e basta".

Larte d forma e rende visibili le nostre emozioni e, cos facendo, conferisce loro quellimpronta di eternit che recano tutte le opere le quali, attraverso una forma particolare, sanno incarnare luniversalit degli affetti umani. Muriel Barbery in : Leleganza del riccio.