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REPUBBLICA INDIA NA "la pi grande democrazia del mondo" ( Bharat Ganarajya)

a cura di Irene Bigagli & Davide Salimbeni

Per avere un quadro generale dell' India iniziamo con il sottolineare che questo paese, o per meglio definire continente, ha avuto unevoluzione storica decisamente separata rispetto al resto dellAsia. Inoltre il contrasto politico contraddistinto in prevalenza dalla variet, poich questa composta da 28 stati membri e 7 territori, vale a dire 35 unit territoriali, le quali governano con gradi diversi di autonomia e sono contraddistinte individualmente da connotati molto specifici. Lattuale organizzazione dell Unione Indiana il risultato di una costante politica di apertura da parte del livello federale alle istanze regionali che hanno potato al riconoscimento di una decina di nuovi stati dal 1950 ad oggi. Spesso allinterno di uno solo di essi si parlano lingue diverse, si venerano divinit differenti, o si praticano abitudini di vita molto distanti fra loro. Anche le dinamiche politiche presentano notevoli specificit da stato a stato. Tali caratteristiche,sono sommate, ai tassi esponenziali di crescita della popolazione,che ne fanno uno dei luoghi pi densamente abitati del pianeta, e questo ci consente di definire l'India come il principale depositario del pi importante patrimonio di socio-diversit oggi esistente al mondo. Al seguito di un emendamento costituzionale del 2003 le lingue ufficialmente riconosciute dalla costituzione sono salite a 22 (con l'aggiunta dell'inglese, 23).L'Hindi, che rappresenta certamente la pi parlata, la lingua ufficiale dellunione e, in teoria, dovrebbe essere utilizzata

dallamministrazione federale; gli Stati membri, invece, hanno la possibilit di adottare una o pi lingue regionali come ufficiali. La lingua che invece la Costituzione ha riconosciuto come provvisoria,da utilizzare per lamministrazione della giustizia e per gran parte delle funzioni pubbliche, e come lingua per le relazioni fra gli stati dellunione, l' inglese. Nel paese sono inoltre diffuse sei grandi religioni (Induismo , Buddismo , Jainismo , Islam ,Cristianesimo, Sikh). L' induismo la religione pi seguita, anche se gli appartenenti ai credi religiosi minori, rappresentano comunque gruppi sociali di notevole rilevanza. Sotto il profilo religioso, di notevole rilevanza il fatto che la Costituzione incoraggia il pluralismo, infatti questa ha scelto un atteggiamento "laico" che esclude la possibilit d'individuare una religione di stato, lasciando assoluta libert di credo e professione. A complicare ulteriormente il quadro vi la permanenza delle tradizionali strutture "castali", le quali rappresentano ancora oggi una forma di articolazione sociale ampiamente diffusa. Per altro, non esiste un sistema unitario di caste applicabile a tutta l'india; in generale, al vertice ci sono i bramini, seguiti dai guerrieri, dai commercianti e infine dai servitori. A questi quattro gruppi n vanno aggiunti altri, i fuori casta, i cosiddetti "intoccabili" (dalit). Altro fattore importante l'economia che negli ultimi anni in grande espansione con tassi di crescita annua del PIL dal 7 all' 8 % . Dal punto di vista strutturale, nell'economia indiana, il settore agricolo, tradizionalmente preminente sugli altri comparti, conserva ancora oggi un peso discreto, per contro non va sottovalutata la crescita di settori come quello industriale e sopratutto quello dei servizi. Inoltre possiamo affermare che anche la finanza in crescita, cos come la borsa. Nel complesso i grandi processi economici dell'ultimo quindicennio, pur avendo impresso una notevole accelerazione ai consumi di una classe media in continua crescita, non sono stati sufficienti a sollevare il tenore di vita di larghi strati di popolazione, anzi hanno in qualche modo aggravato i problemi del settore agricolo, nel quale permane, ancora oggi, la maggioranza della forza lavoro indiana. Lo studio del diritto indiano presenta notevoli difficolt, queste sono dovute in gran parte a causa della stratificazione e della convivenza di diverse culture giuridiche che si sono trovate a confluire in uno spazio politico-istituzionale omogeneo soltanto nell'

'800 , e dall Indipendenza e dallentrata in vigore della Costituzione indiana, accanto al tradizionale indirizzo di matrice induista,si sono sviluppate altre forti tradizioni,come il diritto islamico,e altri sistemi di regole minori. Rispetto a tali insiemi di norme e tradizioni il diritto di derivazione occidentale non si completamente sostituito,ma si invece armonizzato mantenendo di fatto una situazione di vigenza e applicazione diversa delle norme giuridiche secondo la materia e del luogo. Questo processo dintegrazione stato favorito dalle caratteristiche di gradualismo e flessibilit della common law introdotta dai britannici .Le principali ricostruzioni di politica-costituzionale dell'India tendono a utilizzare una periodizzazione che individua 4 fasi: quella del periodo ind(dalle origini al 1200 D.C.), quella dellegemonia mussulmana(dal1200 al 1700), quella del diritto e delle istituzioni coloniali(1700/1950)e,infine, quella dell India Indipendente. Sotto il profilo istituzionale, lIndia visse nell '800 un periodo di umificazione,al quale si accompagn la graduale introduzione dellideologia liberale e delle istituzioni democratiche ad essa collegate. La sovranit ufficiale sul territorio indiano fu assunta nel 1858 con il primo Government of India act, che affidava, a livello centrale, i poteri a un governatore generale, affiancato da un Consiglio di 15 membri di nomina britannica. Il territorio era suddiviso in provincie amministrate da governi locali e da Consigli esecutivi, formati da membri dellamministrazione. L'introduzione distituzioni e didee democratiche fu fondamentale per la formazione degli stessi movimenti nazionalisti e indipendentisti che cominciavano a sorgere gi da met '800. Il declino dell'impero britannico in India inizia, per, a manifestarsi con maggiore evidenza dal primo ventennio del '900. In particolare,a seguito della I guerra mondiale e delle successive difficolt economiche, il controllo su un territorio vasto come quello indiano cominciava a comportare costi di gestione che superava i vantaggi economici. Per venire incontro alle richieste autonomistiche dei movimenti nazionalisti furono quindi approfondite le riforme di decentramento gi avviate in precedenza. Queste non accontentavano le richieste dei nazionalisti, che,sotto la guida del Congress del Mahatma Gandhi,avviarono nel corso degli anni '20 una serie di manifestazioni di protesta in tutto il paese,culminate nella campagna di disobbedienza civile iniziata

nel 1930. In seguito a lunghi negoziati durati anni tra i movimenti indipendentisti e le autorit britanniche, si arriv, infine,a una nuova riforma generale con il Governament of india act del 1935, che cedeva a gran parte delle richieste indiane e che rappresenta,in qualche modo, la base su cui si costruir, nel 1949, la costituzione dell'India indipendente. Questa legge ,da una parte, modificava la stessa forma di stato creando una sorta di federazione fra le provincie e numerosi piccoli principati rimasti formalmente indipendenti, dall'altra assegnava, almeno sul piano formale, piena autonomia alle provincie e rafforzava, al centro, poteri e funzioni del parlamento Indiano. Le fasi che precedono immediatamente il raggiungimento dell'indipendenza vengono, in genere, analizzate alla luce di un'altra vicenda, la dolorosa e sanguinosa scissione tra India e Pakistan, che ha condizionato in modo molto grave, soprattutto in termini di perdite di vite umane, il cammino verso la Costituzione del nuovo Stato Indiano. Dal punto di vista delle modalit istituzionali con cui avvenuto il passaggio dall'India coloniale alla repubblica indipendente, l'evento che probabilmente possiamo definire pi importante fu l'istituzione nel 1946 dell' Assemblea Costituente, la quale prevedeva la costituzione di una federazione indo-musulmana. Il fallimento di questo piano non comport per lo scioglimento dell'assemblea costituente, ma questa costituir invece uno dei punti fermi delle convulse vicende che portano all indipendenza. Inizia cosi l'esperienza dei governi ad interim, tutti contraddistinti dalla presenza preponderante dei partiti indiani ma formalmente diretti dal vice re. Gi prima della concessione formale dellindipendenza lIndia aveva visto governi con forte presenza di partiti politici indiani. La Costituzione pi lunga del mondo: Con i suoi 395 articoli e 12 allegati, la Costituzione Indiana rappresenta probabilmente il testo costituzionale pi lungo oggi esistente. Questa si rilevata nel tempo un testo equilibrato ma soprattutto stato in grado di reggere, anche grazie a un sapiente assemblaggio fra una relativa flessibilit e una rigorosa protezione dei suoi connotati fondamentali,a crisi anche molto gravi

dellordinamento. Nel complesso questa composta di un preambolo, 22 parti(o titoli)e da 12 allegati. Questa, inoltre, un testo onnicomprensivo che contiene,nella parte iniziale,sia l'enunciazione dei diritti dei cittadini indiani,sia le norme di organizzazione delle istituzioni dell' Unione ,insieme a quelle concernenti i rapporti tra Unione e Stati. Il testo costituzionale disciplina altres in modo dettagliato la forma di governo degli Stati e l'organizzazione amministrativa degli enti locali. Nella parte conclusiva sono poi trattati aspetti specifici dell'organizzazione federale,quali i rapporti finanziari e commerciali fra i vari livelli dell'unione, non che alcune problematiche tipiche della societ indiana. Le caratteristiche principali sono: La lunghezza: le motivazioni per la lunghezza sono molteplici; la prima di carattere oggettivo, quale l'ampiezza del territorio, della popolazione indiana e delle problematiche di convivenza fra diverse etnie, culture e religioni richiedevano,secondo opinione unanime dei costituenti,una trattazione completa gi in sede di carta fondamentale. Altra motivazione quella concernente la necessit di individuare con precisione i rapporti politico-costituzionali fra la federazione e gli Stati membri, e alla scelta di fissare nella costituzione federale anche una serie di aspetti riguardanti lorganizzazione degli stati membri. Un'altra preoccupazione era quella di evitare possibili evoluzioni in senso totalitario o comunque anti democratico dello stato, contro il quale la superiore"tenuta"garantita dalle norme costituzionali appariva unimportante garanzia. Il carattere programmatico della costituzione: poich fin dal preambolo del testo costituzionale appare chiaro come i costituenti non intendessero raggiungere soltanto obiettivi di carattere politico ma anche costruire un modello di societ basato su ideali di"giustizia,libert,eguaglianza e fraternit" ed stato aggiunto nel 1976 un emendamento con l'obiettivo di realizzare una repubblica"socialista e laica". Nel complesso le norme presenti all'interno della Costituzione consentono all' Unione indiana di definirsi come uno"stato sociale di diritto". La relativa flessibilit: infatti il tasso di flessibilit rapportabile al fattore di carattere "dinamico" ed individuabile nell'ampio numero di procedure di emendamento alla Costituzione a disposizione del parlamento, tali da configurare un sistema a"rigidit costituzionale differenziata". Le procedure di emendamento costituzionale,disciplinate dall'art.368,sono infatti di 3 tipi:

1)Definibile come rinforzato, ed il pi complesso poich per modificare la Costituzione, il disegno di legge costituzionale deve essere approvato da entrambe le camere a maggioranza dei membri e da almeno due terzi dei presenti e votanti in aula, il disegno deve quindi essere approvato almeno dalla met delle assemblee legislative degli stati membri, per poi essere promulgato dal presidente dell Unione, tale procedura si applica a un gruppo di norme della costituzione ritenute particolarmente rilevanti. 2)E pi semplice perch prevede le stesse regole dette in precedenza escludendo per lapprovazione da parte degli stati,prima dellassent presidenziale. 3)Definita come semplificata, si applica a norme costituzionali minori, relative essenzialmente a questioni territoriali riguardanti gli stati. In questi casi la modifica pu avvenire a maggioranza semplice dei presenti e votanti di entrambe le Camere. La dottrina indiana comprende in fine fra gli altri fattori di complessivi i numerosi casi di rinvio costituzionali alla legge per la disciplina distituti importanti previsti dalla Costituzione. Le garanzie costituzionali: Infatti la disponibilit del testo costituzionale agli emendamenti risulta bilanciata dal sistema di garanzie giurisdizionali previste dall'ordinamento. Nucleo fondamentale della costituzione indiana viene infatti garantito in modo forte, grazie alla scelta dei costituenti in favore del judicial review of law, cio di un controllo di costituzionalit sulla legislazione,che svolge una duplice funzione: 1)quella di garanzia dell'assetto federale e della correttezza dei rapporti fra unione e stati . 2)quello di simbolo a difesa dei diritti dei cittadini. In effetti i costituzionalisti indiani sono riusciti a raggiungere un particolare equilibrio fra i principi del limited governament all'americana e della parliamentary sovereignty della tradizione britannica. Infatti alla Corte suprema federale affidato dalla Costituzione un controllo sul corretto uso delle rispettive competenze legislative da parte delle camere federali e statali e, il controllo sul rispetto dei diritti fondamentali da parte dei poteri legislativi ed esecutivi di entrambi i livelli del governo, attraverso un ricorso"diretto". La Costituzione dopo i primi cinquant'anni ha dimostrato che possiede ancora un

invidiabile efficacia, sia nella sua funzione di simbolo dell'indipendenza dello stato indiano, sia nel garantire la sopravvivenza ed il consolidamento dell'ordinamento democratico, anche di fronte a serie minacce. Se oggi l'india pu vantarsi di essere "la pi grande democrazia del mondo", ovviamente in termini numerici, una parte di merito va ascritto certamente alle virt della sua costituzione. Eppure questa non stata e non tuttora esente da critiche. Un primo gruppo di osservazioni critiche riguarda le dimensioni della costituzione. Altro luogo comune in tale direzione di etichettare la costituzione indiana come "il paradiso degli avvocati", osservando che la quantit elevata di norme e il peso rilevante attribuito alle garanzie giurisdizionali quasi "inciterebbero" al contenzioso in sede giurisdizionale, rendendo quello indiano un ordinamento eccessivamente legalistico. Pur condividendo le argomentazioni volte a evitare un eccessivo sovraccarico del sistema giudiziale, in altre parole, se i costi per la stabilit delle istituzioni democratiche comportano anche una forte pressione sul sistema giurisdizionale, il problema pu essere affrontato in vari modi, ma non certo riducendo le garanzie costituzionali dei cittadini e delle formazioni sociali. A questo insieme di critiche abbastanza facile replicare. Anzi tutto, sotto il profilo metodologico, una volta operata l'opzione per la forma di stato di carattere democratico, non rappresenta certo un errore, salvo una verifica pi attenta delle modalit di tale recezione. Quanto alla comunit si pu ritenere che, si sia trattato di una scelta volta a d evitare eccessive fratture e a utilizzare quanto di buono il regime coloniale aveva costruito. Per tanto le disposizioni transitate dal testo del 1935 alla nuova costituzione, sono essenzialmente di natura organizzativa e non vanno a intaccare minimamente la portata innovativa e la forte connotazione ideale e sociale del testo del 1949. Le altre fonti dell' ordinamento indiano: Per quanto riguarda le altre fonti di diritto positivo l'ordinamento indiano pu essere sostanzialmente ascritto fra i sistemi di common law. Sulla produzione normativa di competenze federali si possono individuare tre grandi categorie di atti: Le leggi le ordinanze la legislazione delegata Le leggi sono approvate dal parlamento federale secondo una procedura che

coinvolge necessariamente entrambe le camere. Le ordinanze sono vere e proprie leggi presidenziali "d'urgenza", previste dall art.123 della Costituzione, paragonabili ai decreti legge dell'ordinamento italiano. La legislazione delegata, espressione con la quale sindividua, come nella maggior parte dei paesi di common law una pluralit di atti normativi caratterizzati dall'essere espressamente delegati da una legge o dal trovare comunque la propria fonte in una disposizione legislativa. In via generale per questi atti si potrebbe parlare di delegificazione, pi che di vera e propria delegazione legislativa, in quanto raramente possono essere considerati atti con forza di legge.

INDIA...UN FEDERALISMO CON TENDENZE CENTRIPETE: L' Unione Indiana, presenta i connotati classici di uno stato federale, adesso suddivisa in 28 stati membri e 7 territori dell' unione. Questi territori sono pi piccoli e risultano dotati di semplice autonomia politico-amministrativa. La costituzione prevede anche una terza categoria di territori, quelli "acquisiti" dall' unione nel rispetto dei principi del diritto internazionale. I territori appartenenti a quest'ultima categoria sono amministrati dal governo federale. Alla luce dell'esperienza storica e dell' evoluzione del dibattito internazionale, ci sembra possibile identificare oggi la forma di stato indiano come uno stato federale di tipo cooperativo con tendenze centripete, tale definizione va illustrata attraverso la ricognizione di alcuni degli elementi essenziali del sistema federale indiano. La fase genetica Il sistema di governo binario La ripartizione delle competenze legislative in tre liste di materie Le tendenze centripete La prima fase, all'epoca dell'indipendenza, permaneva al di fuori del british Raj un numero notevole di territori, formalmente indipendenti e quindi giuridicamente in grado di decidere in modo autonomo se aderire o meno alla neo istituita Unione Indiana. La seconda fase, dal punto di vista dell' organizzazione di governo, il federalismo

indiano caratterizzato dal tradizionale sistema binario: una struttura di governo federale alla quale si affiancano governi statali indipendenti ed eletti localmente Nella terza fase, la suddivisione delle competenze legislative assicurata dalla parte undicesima della costituzione che, in linea con il carattere"cooperativo", prevede tre elenchi di materie o liste. Le liste riguardano rispettivamente le materie spettanti in via esclusiva alla federazione, quelle a competenza concorrente fra unione e stati membri, e quelle spettanti in via esclusiva agli stati. Nella quarta fase, per quanto riguarda il primo aspetto, la costituzione, prevede un meccanismo, il cosiddetto president's rule, che prevede, in caso di "impossibilit di funzionamento degli organi costituzionali" di uno stato, la facolt del presidente dell'unione di revocare il governo dello stato e avocare a se i poteri esecutivi, fino al ristabilimento di normali condizioni di governabilit.

A livello "centrale" prevista una forma di governo parlamentare che ricalca il modello Westminster, con un bicameralismo di tipo "imperfetto". Il governo, infatti, nominato dal presidente dell'unione, legato dalla relazione fiduciaria soltanto alla camera del popolo, eletta direttamente dai cittadini di tutta l'India, mentre la camera degli Stati, a elezione indiretta, svolge importanti funzioni nel processo legislativo. Questa camera il canale di espressione degli interessi degli Stati, che ne eleggono i membri. La ripartizione dei seggi tendenzialmente proporzionale alle dimensione demografiche degli Stati stessi e sfavorisce, cos, quelli pi piccoli. La nomina del capo del governo spetta al governatore dello Stato e l'unico elemento discrezionale lasciato agli Stati nella scelta della propria forma di governo l' alternativa fra bicameralismo e monocameralismo (opzione pi diffusa). I Territori dell' Unione, in particolare quelli insulari o di dimensioni pi piccole, sono governati direttamente dalla federazione tramite un amministratore ovvero un commissario nominato dal presidente dell' Unione, mentre quelli pi popolosi eleggono una propria Assemblea legislativa, che esprime un esecutivo autonomo. es. Territorio di Delhi La ripartizione delle competenze legislative e amministrative. Nell'Unione la potest legislativa suddivisa in tre materie, di cui due esclusive (una

federale e una statale), e una terza a competenza concorrente. Sotto il profilo materiale, la ripartizione appare quella tipica di uno stato federale cooperativo :le funzioni fondamentali per la vita dello stato non sono separate in modo rigido ma suddivise per tre livelli di governo (es. difesa). L' Unione mantiene invece in via esecutiva il cosiddetto potere estero, conservando il monopolio delle relazioni internazionale, anche per quanto riguarda gli aspetti di carattere commerciale. Come abbiamo gi visto, la lista dell' Unione quella pi consistente ma agli stati riconosciuta la potest esclusiva in settori di grande rilievo economico (sanit, agricoltura e pesca). Nella lista concorrente sono contenute in genere materie di argomento non tanto economico quanto ordinamentale. Ulteriore caso di estensione di potest legislativa del parlamento federale poi quello legato alla proclamazione dello stato di emergenza da parte del presidente dell' Unione (art.250). Inoltre, ai sensi dell' art. 252 gli stessi stai membri possono richiedere al parlamento federale di legiferare su una materia di propria competenza. A tal fine sufficiente un accordo fra almeno due stati. Queste leggi si applicheranno esclusivamente agli stati che ne hanno fatta richiesta. L' art.253 della costituzione conferisce al parlamento federale la potest legislativa in materia di attuazione dei trattati internazionali, anche quando questi riguardano materie di competenza degli stati membri. Ultimo esempio di potenziale accentramento della potest legislativa quello conseguente all' art. 356 della costituzione, il presidente dell' Unione pu utilizzare la president rule, e assumere il governo dello stato, affidando nel frattempo al parlamento federale la potest legislativa, in altre parole una funzione di controllo sull'operato dell' assemblea legislativa statale. Per quanto riguarda le competenze concorrenti, la costituzione non dispone alcuna "divisione" del lavoro fra norme di principio e di dettaglio, ai sensi dell' 254 della Costituzione. All' interno di questo complicato sistema di riparto delle competenze legislative di fondamentale rilievo il ruolo della Corte Suprema, garante della Costituzione, ma sopratutto dei rapporti fra i vari poteri dell' ordinamento federale. Al riparto delle funzioni amministrative fu applicato, in generale, il principio del parallelismo con le competenze legislative. La Costituzione prevede inoltre una generale potest d'indirizzo dell' Unione in relazione alla funzione esecutivo - amministrativa statale. FEDERALISMO FISCALE E RAPPORTI INTERGOVERNATIVI

L' India per la realizzazione del federalismo fiscale ha regolato tutto con un sistema basato essenzialmente su una netta separazione del potere in positivo fra i due livelli, favorendo quello federale e assegnando agli stati imposte con un gettito fiscale decisamente inferiore. Le entrate fiscali dell' Unione confluiscono quindi in un "fondo consolidato" dal quale operata una redistribuzione delle risorse fra gli Stati. La Costituzione prevede infatti che questa commissione debba intervenire su questioni di grande rilievo quali la percentuale annua di reddito netto prodotto dalle imposte federali da ridistribuire in sede statale. La finance commission rinnovata ogni cinque anni. Nel valutare complessivamente il federalismo fiscale indiano, gli Stati hanno recuperato terreno, e riuscendo ad ottenere, parziale riequilibrio nella capacit imposta e , pi in generale, nelle entrate fiscali, rispetto al livello centrale. Per una completa comprensione dei rapporti di carattere economico-finanziario, fra Unione e Stati, bisogna infine ricordare il ruolo della plenning commission, organismo centrale che, nell'orientare la formulazione e l' applicazione dei "piani quinquennali di sviluppo" dell' economia indiana. TENDENZE CENTRIPETE e Soggettivit politica degli Stati Membri Due tendenze contrastanti del federalismo indiano contemporaneo da quanto osservato finora emergono: Una preferenza costituzionale (il "centro") dall' altra unevoluzione politicoistituzionale. Fra i fattori costituzionali di preferenza per il "centro" possiamo individuare : la prevalenza del livello federale nella ripartizione delle competenze legislative. Le trasformazioni di maggior rilievo sono per avvenute probabilmente in campo politico grazie allaffermarsi e al consolidarsi di quella che una nuova variabile del sistema federale indiano, quella dei cosiddetti partiti regionali. Nuovo Assetto Governo Locale dopo la Riforma Costituzionale del '92 '93 All' inizio degli anni '90 l' Unione Indiana ha realizzato, attraverso due emendamenti costituzionali, una delle sue pi importanti riforme di struttura. Si tratta della riforma delle autonomie territoriali, realizzata conferendo uno status costituzionale alle

istituzioni del governo locale, negli anni '90 si sono create le condizioni politiche per una sua realizzazione, grazie alla generalizzata convinzione che solo un rafforzamento del governo locale avrebbe dato finalmente forma compiuta all' assetto democratico dell' Unione. Questa grande riforma, richiama nella terminologia impiegata le antiche comunit di villaggio della storia indiana. Sotto il profilo organizzativo, il nuovo sistema suddivide le autonomie locali in strutture "rurali" e "urbane". Questi due "rami" dell' amministrazione locale vengono poi ad articolarsi parallelamente secondo un organigramma similare che prevede tre livelli : il distretto, il livello intermedio e il livello di base. LA FORMA DI GOVERNO: una forma di governo Parlamentare La forma di governo indiana nella sua concezione originaria ricalca abbastanza fedelmente il modello Westminster, basato su un sistema elettorale rigidamente maggioritario, che ha inizialmente favorito per quasi vent'anni il predominio del Congress Party. Il rafforzamento della figura del primo ministro all'interno delle compagini governative indiane, rappresenta quindi un ulteriore fattore di stabilit. Il Parlamento Indiano a struttura bilaterale, formato, secondo art.79 della Cost., da tre organi : il Presidente dell'Unione la Camera del Popolo la Camera degli Stati Il bicameralismo indiano pu definirsi quindi certamente asimmetrico, con una camera che detiene i poteri pi importanti in materia d' indirizzo politico e l'altra, che svolge un ruolo di rilievo sopratutto nel procedimento amministrativo e in alcune situazioni particolari, per esempio, la dichiarazione degli stati di emergenza. a) la Camera del popolo rappresenta in via diretta il "popolo indiano" e condiziona la nascita e la vita dei governi attraverso il rapporto fiduciario b) la Camera degli Stati la Camera di rappresentanza degli Stati nel parlamento federale. I suoi membri portano gli interessi dei singoli stati a livello "centrale" dell' Unione. La Rajya Sabha non soggetta a scioglimento ed un organo permanente

che si rinnova ogni due anni per un terzo dei suoi componenti al contrario della Camera del popolo. Il presidente dell' Unione Indiana ha un ruolo molto forte nella conduzione degli affari di governo. In realt l' accentuazione formale e simbolica del ruolo del presidente, che oltre ad essere individuato come capo dello stato, anche indicato dall' art. 52 come capo dell' esecutivo, dipende da mutevoli fattori. Il primo funzione di comando simbolica della corona e da un effettivo esercizio dei poteri da parte del premier. Un secondo, la scelta di non cristallizzare i meccanismi della forma di governo con norme troppo dettagliate preferendo la dinamica delle consuetudini e delle convenzioni costituzionali. Una terza motivazione quella collegata alla natura federale della forma di Stato che, richiedeva comunque un rafforzamento del ruolo simbolico del presidente come momento di unit dell' ordinamento federale. Per quanto riguarda le modalit di scelta del presidente, la costituzione prevede un complesso meccanismo di elezione indiretta, tipico della forma di governo parlamentare ma caratterizzato dalla forte presenza dell' elemento federale. Art.55 dispone che debba "essere garantita, per quanto possibile, uniformit nella percentuale di rappresentanza dei singoli stati" e che il "peso specifico" dei voti provenienti dagli stati sia, equivocabile a quello dei membri del parlamento. I requisiti per l'elezione non sono particolarmente onerosi, essendo sufficienti quelli per l'elettorato passivo della camera del popolo. Il mandato presidenziale di durata quinquennale, rinnovabile senza particolare limitazione, pu essere interrotta unicamente attraverso una procedura dimpeachment. Il presidente affiancato da un vicepresidente, il vice presidente dovr avere i requisiti per l'elettorato passivo per la Camera degli Stati. Le funzioni presidenziali, possono assumere la veste di poteri "attivi" soltanto in relazione a situazioni di pericolo ed emergenza previste dalla Costituzione e precisate dalla giurisprudenza della Corte Suprema. Possiamo elencarle sotto quattro categorie: funzione relative alla sfera esecutivo - amministrativa funzione relativa alla sfera legislativa funzione di carattere finanziario funzioni varie

Per quanto riguarda la nomina pi importante, quella del primo ministro, il presidente legato ai risultati delle elezioni parlamentari. Oltre a conferire l'incarico di governo, il presidente nomina figure istituzionali quali: l'avvocato generale il giudice della corte suprema i componenti della Commissione finanziaria il presidente della commissione elettorale e altri. IL GOVERNO DELL' UNIONE: PRIMO MINISTRO - CONSIGLIO DEI MINISTRI CABINET La struttura del governo indiano e le procedure relative alla sua formazione sono, modellate sullo schema del cabinet system britannico in effetti, come sottolineato dalla dottrina indiana, il senso di queste disposizioni sta nell' affidare al capo dello stato un ruolo "cerimoniale" di guida dell' esecutivo, molto vicino a quello della corona britannica, mentre le effettive responsabilit governative ricadono esclusivamente sul governo, e in particolare, sul binomio primo ministro - gabinetto. L'organo centrale dell'esecutivo il pi agile cabinet che comprende gli uomini di fiducia del premier. Anche la procedura di formazione del governo non individuata in modo dettagliata dal testo costituzionale, che si limita a enunciare due principi, quello della nomina del primo ministro e quello della responsabilit collegiale del governo nei confronti della camera del popolo. Normalmente la struttura dei governi indiani si basa, su due organismi ben distinti , anche se intercomunicanti: il Gabinetto e il Consiglio dei ministri. Il primo, non formalizzato in costituzione, il secondo individuato, come organo necessario dalla costituzione stessa. DIRITTI & LIBERT Stato sociale di diritto e Costituzione La costituzione indiana un testo fortemente programmatico proteso verso la realizzazione di uno stato sociale di diritto, Costituzione che, si professa socialista nel preambolo e si mostra nel frattempo particolarmente attenta alla protezione di diritti

e libert individuali. Emerge un sistema piuttosto originale, finalizzato a realizzare una tendenziale "eguaglianza di opportunit" per i cittadini indiani con tutela dei diritti fondamentali, garantita da un potere giurisdizionale. I pilastri su cui si fonda questo sistema sono tre : il preambolo della Costituzione l'elenco dei principali direttivi della politica statale catalogo dei diritti fondamentali - Nel preambolo della Costituzione il rifiuto di qualsiasi "scorciatoia" collettivistica o autoritaria per raggiungimento degli ideali di giustizia sociale ed eguaglianza da una parte, e l'assenza di concezioni organicistiche della societ, dall' altra. Inizialmente, l'insieme dei diritti fondamentali era suddiviso in sette parti, ridotti a sei dopo la riforma costituzionale che ha eliminato il diritto di propriet del catalogo, rilegando al ruolo di diritto "solo" costituzionalmente protetto". I sei gruppi comprendono: il diritto dell' uguaglianza, i diritti di libert, i diritti contro lo sfruttamento della persona, i diritti alla libert religiosa, i cosiddetti diritti culturali e all istruzione, e il diritto alla tutela in sede costituzionale. - I diritti sociali e i principi direttivi della politica statale. In particolare la parte IV del testo del 1949 ,contiene leffettiva enumerazione dei diritti sociali dei cittadini indiani,espressi in prevalenza sotto forma di"obbiettivi programmatici"che i pubblici poteri sono tenuti a realizzare. Questa parte in effetti un lungo elenco di obiettivi,formulati sia "attraverso principi di politica pubblica che devono essere seguiti dalla stato"art.39,sia sotto forma di "diritti"che l'ordinamento deve garantire,sia sotto forma di "doveri"dello stato. In via generale la costituzione prevede espressamente che i principi non siano giustiziabili con un ricorso diretto davanti alla corte suprema (come avviene invece per i diritti fondamentali),ma aggiunge"che sono comunque fondamentali per il governo del paese e pongono in capo allo stato il dovere di applicarli nello svolgimento nella funzione legislativa"la dottrina indiana sottolinea per che essi non siano privi di sanzione .il primo tipo di sanzione di tipo"politico":i governi rispondono di fronte all'elettorato della mancata applicazione o inadempimento degli obblighi imposti dai principi. Ci sono per altre forme di sanzione che possono essere

attivate in via indiretta. Inoltre sia la corte suprema che numerose altre corti statali spesso hanno emanato dei provvedimenti ingiuntivi nei confronti dei governi ,indicando a questi i provvedimenti da prendere per conformarsi ai principi direttivi. La costituzione indiana fra quelle che dedicano maggiore spazio alle questioni linguistiche, infatti a questi problemi dedicata unintera sezione della costituzione(la parte XII,intitolata"lingua ufficiale"). Le minoranze riconosciute dall' ordinamento sono di vario tipo: linguistiche, religiose e di carattere economico sociale. Queste ultime a loro volta si articolano in una categoria generale di classi svantaggiate e nella categoria delle "caste svantaggiate" e delle "comunit tribali riconosciute". La Costituzione e la legislazione hanno previsto una serie di misure di tutela e di sostegno. Ampie libert alle comunit religiose e linguistiche nell' organizzazione di proprie scuole mentre escludono, nello stesso tempo, qualsiasi facilitazione o status speciale per i membri delle stesse comunit nelle scuole finanziate dallo stato. In via generale va poi ricordato fra i diritti fondamentali quello relativo alla conservazione della propria lingua e del relativo sistema di scrittura e della propria cultura, garantito espressamente a tutte le minoranze dall' art. 29. Per quanto riguarda l' istruzione, vi sono norme comuni alle minoranze linguistiche e religiose. In merito la dottrina (basu) ha individuato i seguenti principi a) ogni comunit ha il diritto di creare istruzioni scolastiche proprie e di dispensare l' istruzione nella propria lingua madre b) le politiche di diffusione dell' hindi come lingua ufficiale e comune non possono comportare alcuna lesione dei diritti linguistici garantiti dalla costituzione c) il principio della obbligatoriet dell' istruzione primaria non pu comportare l' obbligo discrizione a scuole statali, in quanto si comprimerebbe in tal modo il diritto delle comunit di organizzare strutture scolastiche autonome d) gli stati membri non possono opporre condizioni restrittive per il riconoscimento di scuole organizzate da comunit minoritarie, ne finalizzare la concessione di convenzione al trasferimento della gestione delle stesse in mano pubblica e) previsto comunque un controllo degli stati sulla gestione delle scuole da parte di queste comunit. Per quanto riguarda le "comunit tribali riconosciute" la costituzione prevede anzi tutto la possibilit d' individuare i territori in cui queste sono residenti e dispone per

esse norme speciali di gestione amministrativa. Il regime di amministrazione di queste aree non del tutto unitario ma prevede normalmente l' istituzione di speciali "consigli di distretto", con competenze di amministrazione attiva, in altre parole di "consigli delle comunit tribali", con funzioni prevalentemente consultive. Per completare il quadro bisogna quindi ricordare che in merito alla categoria generale, prevista dalla Costituzione, delle backward classes, le gi menzionate "classi svantaggiate", si aperto da tempo un ampio dibattito.

IL SISTEMA GIUDIZIARIO...." Il Paradiso degli Avvocati " Il sistema giurisdizionale rappresenta in India uno degli elementi fondamentali per la costruzione e l'affermazione dell' ordinamento democratico. L' attenzione delle garanzie dei cittadini, dei molteplici gruppi e categorie sociali, caratterizza, l'impostazione complessiva del testo costituzionale sia la prassi giuridica quotidiana. Ci giustificato la definizione, "paradiso degli avvocati". Il frequente ricorso alla giustizia comporta degli aspetti problematici, determinando un sovraccarico di lavoro per i tribunali. L' amministrazione della giustizia per pu preservare varie azioni, da stato a stato, e quindi non essere uguale per tutti. D' altra parte nel modello delle comunit di villaggio la risoluzione delle liti rappresentava una delle funzione fondamentali, tanto che secondo Annoussamy i consigli locali godevano di una forte legittimazione sociale. L'articolazione del sistema giurisdizionale indiano determinata sopratutto dalla Costituzione che istituisce tre livelli di organismi giurisdizionali, la Corte suprema, le Alte corti statali (High Courts) e le Corti subordinate, ma l' organizzazione del livello di base ( prima istanza e appello) spetta alla legislazione degli Stati membri. In generale il livello di base di amministrazione della giustizia, suddiviso in corti civili e penali, viene esercitato localmente e assume una struttura differente a seconda che le corti siano collocate nei distretti rurali, o nelle aree metropolitane. Per quanto riguarda i distretti rurali si possono individuare degli organismi di primo grado che agiscono presso i villaggi e vengono suddivisi in corti civili e corti penali. Le istanze di appello insistono su un territorio pi vasto, e sono strutturalmente divise in due rami

separati, civile e penale, mentre il grado di giurisdizione superiore viene concentrato nelle District Courts. Un ulteriore livello di giurisdizione infine costituito dalle High Courts, che rappresentano il vertice dell' organizzazione giurisdizionale per quanto riguarda gli Stati membri. Questi organismi sono presenti in tutti gli Stati membri di medie o grandi dimensioni, mentre gli Stati pi piccoli fanno riferimento alla Corte territorialmente pi vicina. Nelle aree metropolitane l' organizzazione prevede in genere un solo grado di giurisdizione e l' Alta corte statale come unica istanza d' appello. La Corte Suprema l' organo di vertice dell' intero sistema giurisdizionale indiano. Essa pu essere definita il garante, in sede giurisdizionale, dell' ordinamento federale, nonch, il "guardiano della Costituzione", sopratutto per quanto riguarda il rispetto dei diritti fondamentali, attraverso il ricorso diretto previsto dall' art. 32 del testo costituzionale. Per quanto riguarda le funzioni della Corte importante sottolineare che le possibilit di appello presso questa istanza sono strettamente limitate dalla Costituzione, sia per quanto riguarda i processi penali sia per le cause civili. Inoltre, essendo la Corte il principale garante dell' ordinamento federale della Supreme Court, le funzioni sono, in questo ambito, molto estese, in quanto l' art. 131 della Costituzione conferisce a essa giurisdizione su ogni controversia che possa sorgere fra il livello "centrale" e uno o pi Stati membri, o fra due o pi Stati. I poteri d' intervento a disposizione della suprema giurisdizione sono poi molto estesi, in quanto la Costituzione ha previsto la possibilit di ricorrere a strumenti molto incisivi quali ordini e ingiunzioni rivolte direttamente ai pubblici poteri per ottenere cos determinati comportamenti da parte degli stessi. Recentemente la Corte suprema ha poi consentito ulteriori forme d' intervento dei cittadini, attraverso la valorizzazione di un' azione processuale, la public interest litigation (PIL), particolarmente adatta alla tutela dei diritti fondamentali. Questa pi specificatamente un' azione svolta nel pubblico interesse attraverso una semplice petizione, che pu essere presentata dal soggetto danneggiato, ma anche da altri soggetti titolari di interessi collettivi o diffusi. Il tutto a causa della necessit, in un paese come l' India, di dare voce alle classi sfavorite, che non avrebbero in altri modi la possibilit di accedere alla giustizia. Il grado di indipendenza della Corte suprema, tenendo presente delle sue

competenze e la centralit che essa assume anche nella garanzia degli equilibri costituzionali, rappresenta un punto fermo per valutare la salute della democrazia indiana. Dal punto di vista numerico, con un emendamento del 1986, gli attuali componenti della Corte sono 26, tale crescita stata causata da un continuo aumento dei carichi di lavoro della Corte. Per quanto riguarda invece la nomina dei giudici, la Costituzione prevede che questa venga disposta da parte del presidente dell' Unione, ma solo dopo aver consultato i giudici della Corte suprema e delle Alte corti statali che egli ritenga opportuno. La scelta dei giudici non pu comunque essere totalmente discrezionale in quanto sono necessari una serie di requisiti soggettivi che essi devono possedere. Importante da sottolineare che i giudici hanno un mandato che non sottoposto a scadenza, ma si prolunga senza interruzione fino ai 65 anni di et. L'unica causa di cessazione dell' incarico, oltre alle dimissioni, una procedura di impeachment, che pu essere decretata dal presidente dell' Unione unicamente in casi di incapacit manifesta o in presenza di comportamenti penalmente rilevanti da parte dei giudici. In generale possiamo affermare che la Corte Suprema considerata dall' opinione pubblica come un organo di grande prestigio e indipendenza, in grado sia di contrapporsi a violazioni della Costituzione da parte delle istituzioni politiche dell' Unione, sia di svolgere un ruolo propulsivo nei confronti dell' applicazione dei diritti fondamentali dei cittadini indiani. Sono per presenti anche delle critiche nei confronti del suo operato, in particolare ancora oggi vengono sottolineate l' eccessiva lentezza della macchina giurisdizionale e l' estrema complicazione delle procedure, che finiscono per conferire un carattere ancora elitario alla giustizia indiana.