MACHIAVELLI GUICCIARDINI
VITA VITA
Machiavelli svolgerà numerosi incarichi presso una Guicciardini condurrà numerosi incarichi militari e
Firenze repubblicana e, riguardo i suoi scritti, sarà un diplomatici a stretto contatto con l’autorità papale e,
letterato (in una seconda parte della sua vita, quella con il seguire delle vicende, supporterà Cosimo I de
dell’esilio) su temi che non tratteranno solo politica in Medici come nuovo signore di Firenze, nonostante
forma di trattato, ma si cimenterà in diversi generi nel fosse sostenitore di una politica oligarchica. Le sue
modo più dilettantistico possibile: passerà da opere saranno in esclusiva relazione con il suo lavoro;
commenti (Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio), infatti, abbiano numerosi scritti militanti, politici o
lettere ad addirittura commedie (Mandragola), nonché storici (Storia d’Italia); gli unici che si
trattati (Il Principe). contraddistinguono e ci permettono di comprendere il
suo pensiero sono i Ricordi.
IDEOLOGIA E PENSIERO IDEOLOGIA E PENSIERO
Come Guicciardini, alla base è necessario uno studio Come Machiavelli, la prima cosa da cui si deve partire
della realtà e della propria esperienza, senza alcune per analizzare un evento storico è basarsi su prove
invenzioni o supposizioni. Partendo da questo punto di dirette e testimonianze, necessarie per un
vista, Machiavelli rigetterà i pensieri filosofi ragionamento completo e corretto.
(totalmente teorici) e preferirà gli scritti degli storici
antichi (unici in grado di offrire utili insegnamenti D’altre parte, però, quel fondamento in Machiavelli
dall’esperienza). che consiste nella formulazione di leggi universali
rintracciabili nella storia umana, non esiste in
Contrapposto a Guicciardini, invece, afferma che le Guicciardini: infatti, non vi possono esistere scelte
leggi umane si basano su principi universali e assolutamente certe basate su leggi altrettanto certe.
immutabili; perciò, è necessario uno studio dell’antico, Gli uomini, soprattutto quelli di potere, si ritrovano
il miglior strumento con il quale possiamo far luce sui sempre in una condizione di smarrimento e instabilità,
fatti del presente e su cui dobbiamo fare affidamento in dove ogni scelta deve essere studiata in base al
modo tale da non commettere più errori. contesto in cui vive. Perciò, i precetti antichi che tanto
Quindi, in Machiavelli, il passato, la storia, è vista Machiavelli esaltava non sono mai sempre veri perché
come maestra di vita, analizzando l’oggi tramite un mutabili. Quindi, la storia non è più una maestra di vita
metodo deduttivo, ovvero studiando il passato che fornisce sicurezza e fiducia a chi la studia, ma un
formulando regole umane generali e applicabili a semplice modo per capire i comportamenti umani.
circostante particolari del presente. Il metodo con cui si dovrebbe ragionare, per
Guicciardini, è un metodo induttivo, l’unico che
Partendo da concetti sempre veri e immutabili, conduce a conclusioni incerte. È pur sempre necessario
Machiavelli afferma che la politica è una vera e lo studio dell’esperienza, ma questa non potrà essere
propria scienza, da scindere dalla morale e dalla generalizzata, ma solo interpretata in tutte le sue
religione, poiché da studiare nel modo più oggettivo sfaccettature, essendo l’oggetto di studio l’uomo, un
possibile. essere imprevedibile
Essendo, perciò, molteplici le interpretazioni su un
evento storico, la politica è in stretto legame con il
volere umano, con la morale e le idee dei singoli
uomini di potere. La politica è il raggruppamento di
tutto ciò e studiarla oggettivamente non è possibile.
GLI UOMINI E IL POTERE GLI UOMINI E IL POTERE
In entrambi si considera l’uomo un essere egoista, ma In Guicciardini l’uomo opera e agisce in base a due
in Machiavelli è connotato negativamente. L’uomo concetti chiave: il particulare e la discrezione. Il primo
aspira al solo potere, e non alla gloria eterna del è ciò che indica il proprio interesse e quello della
paradiso, ed è incline al male dato che persegue le sue propria famiglia, un interesse che va aldilà della
passioni egoistiche. ricchezza e del benessere economico e, al contrario di
Machiavelli, è un qualcosa che onestamente tutti fanno
e pensano per istinto, l’importante è non estremizzare
tale concetto. L’operare secondo il particulare, inoltre,
è ciò che mette maggiormente in crisi l’uomo, come
nei casi in cui si debba difendere il proprio onore e
titolo. A ciò si collega il principio di Realpolitik
(realismo politico), per cui l’uomo è consapevole del
fatto che, in momenti di crisi riguardanti lui stesso,
deve scendere a compromessi con la realtà, tutelando il
particulare.
Il secondo è definibile come la capacità di
comprendere con intelligenza la realtà, di stabilire che
cosa è importante e cosa no e di giungere a scelte
giuste e che siano adatte al contesto in cui l’uomo vive.
Quest’ultimo aspetto umano non può che essere solo
allenato tramite l’esperienza, quell’esperienza che non
è più regola fissa, ma strumento con il quale esercitare
la discrezione. Proprio per questo gli uomini saggi
sono i migliori a governare.
LA MIGLIORE FORMA DI GOVERNO
Machiavelli afferma che esistono diversi tipi di Stati LA MIGLIORE FORMA DI GOVERNO
retti da un principe, ma tale suddivisione si basa Guicciardini ha un’opinione media tra un’idea di
esclusivamente su come si sono originati. Parla anche governo repubblicano-democratico e una di governo
di un’evoluzione delle varie forme di governo che uno monarchico-assoluto, ovvero quella di uno stato
stato adotta sin dalla sua nascita e la prima che proprio oligarchico. Basandosi sul particulare umano, afferma
adotta è una monarchia con la quale stabilizzare il che un governo retto da un piccolo nucleo famigliare,
potere, la repubblica, invece, in un secondo momento, di uomini saggi (che quindi sono i migliori a esercitare
per conservarla. la discrezione) e competenti, è in grado di prendere
Proprio su queste ultime due esprimerà opinioni non solo le decisioni migliori, ma soprattutto le più
contrastanti: la repubblica, in particolare quella della rapide e adatte alle circostanze da affrontare.
Roma antica, crede sia la forma di governo ideale; Riguardo le altre forme di governo escluse da
però, nella situazione che sta affrontando la Firenze del Guicciardini, la repubblica è assolutamente da evitare
suo tempo (delle Guerre d’Italia), la città non può che perché il popolo non è in grado di stabile scelte certe e
basarsi su un potere centrale e forte, che agisca per la rapide; ciò è dovuto alle numerose opinioni
salvaguardia del proprio Stato. Vediamo, quindi, uno contrastanti che possono generarsi, tanto che definirà il
scontro tra l’opinione soggettiva e quella realista del popolo un “animale pazzo” per quanto è poco
Machiavelli. moderato e critico verso le scelte. La monarchia, però,
è altrettanto sbagliata come governo poiché vi è il
rischio che il monarca instauri un regime tirannico in
cui vige la solo opinione del singolo a discapito del
gruppo, ovvero i suoi sudditi.
IL DESTINO E LA VIRTÙ IL DESTINO E LA VIRTÙ
In Machiavelli, il destino (paragonato ad una donna, In Guicciardini, il destino è il corso degli eventi che gli
mutabile e incontrollabile) è sì il corso degli eventi uomini non possono né prevedere né evitare né
esterni con cui l’essere umano non può intervenire modificare a loro piacimento. Però, a differenza di
direttamente, ma l’uomo è pur sempre dotato delle sue Machiavelli, ogni aspetto della vita dell’uomo è
virtù, dei suoi talenti, incrollabili, ovvero le uniche condizionato dal caso, a cui Guicciardini attribuisce un
cose certe su cui può fare affidamento l’uomo di fronte potere immenso.
alle avversità della fortuna. Perciò, l’idea di progettare o prevedere eventi futuri è
Seguendo la metafora del fiume e degli argini (per cui futile, poiché l’essere umano è sempre soggetto ad
se quest’ultimo venisse lasciato privo di argini, il corso “accidenti fortuiti”, mettendo così in discussione l’idea
potrebbe devastare tutto ciò che trova sul suo umanistica dell’homo faber e la concezione nota come
cammino; invece, se lo arginiamo e lo correggiamo, antropocentrismo rinascimentale.
rendendolo più stabile e sicuro, saremo certi del fatto
che in futuro non potrà straripare se non in casi che
vadano oltre il nostro stesso operato), capiamo che
Machiavelli affida metà delle cause al destino e l’altra
metà all’operato e alla virtù dell’uomo, accentuando
così l’idea di homo faber, costruttore del proprio
percorso.
Oltre agli attributi chiave di virtù e operato,
Machiavelli aggiunge una nuova qualità, un “senso
della situazione”, che entra in raccordo con le idee di
Guicciardini, necessario per le circostanze dell’hic et
hunc (qui e ora), ovvero il modificare il proprio
atteggiamento in virtù del presente concreto, al quale il
principe, spesso, deve far fronte.
Un’ulteriore qualità che Machiavelli apprezza in
particolare è la lungimiranza, l’opposto del principio
dell’hic et hunc, che riguarda il futuro e la capacità di
prevedere le conseguenze attuali su quest’ultimo.
LA RELIGIONE
LA RELIGIONE Guicciardini non metterà mai in dubbio l’esistenza e
Machiavelli analizza le sostanziali differenze tra la l’azione di Dio nel mondo. L’uomo, però, non può in
religione romana e quella cristiana. Quest’ultima la alcun modo comprendere la logica e il giudizio dietro
considera addirittura una delle cause per cui l’Impero alla divinità. Questa visione di un uomo impotente
Romano d’Occidente è crollato. La religione cristiana verso le azioni di Dio è alla base della concezione del
è vista come una dottrina che indebolisce gli animi e i destino come potere illimitato e sovraumano che
corpi umani, soggetti all’unica credenza cristiana del modifica il corso della vita umana.
fine ultimo di andare in paradiso. Si studiano principi Critica, come Machiavelli, la Chiesa, ma sotto un
che esaltino la sola anima della persona, pura e priva di aspetto morale, ammonendo la parte peggiore del
peccati, invece che il corpo. Ritiene che, affinché la clero, quella di preti interessati al potere e ai vizi, il cui
religione abbia uno scopo migliore e più vigoroso carattere peggiore è l’ipocrisia.
rispetto a quello attuale, debba dotarsi di eroi (come
quelli romani) che esaltino l’amore per la patria, il
capo saldo della cultura romana e che ha reso
quest’ultima il popolo più potente allora.
Ha una visione critica anche verso la Chiesa romana, il
motivo principale della disunione dell’Italia, che ha
richiamato nella proprio patria stranieri per
sconfiggere altri stranieri, portando di fatto a
trasformare la penisola in un vero e proprio campo di
battaglia per le potenze europee.
IL BENE E IL MALE IL BENE E IL MALE
L’uomo di Machiavelli non è un uomo che segue l’idea Guicciardini crede in una bontà degli uomini, ma la
cristiana di essere positivo e incline al bene, ma che loro fragilità e debolezza morale spesso spinge gli
segue l’idea pessimista di essere negativo e inclino al uomini a commettere il male perché corrotti da
male, perché spinto dal suo egoismo e dalle sue quest’ultimo. A causa di ciò, la maggior parte degli
aspirazioni al potere più assoluto. uomini sono cattivi, ed in particolare gli uomini di
potere che lui definisce ladri invidiati dal popolo che li
ammira per l’unica facoltà di possedere grandi
ricchezze.
Per gli uomini è stato necessario trovare un modo per
controllare e punire questi esseri malvagi (i corrotti)
tramite delle pene e per glorificare le figure buone (i
puri, coloro che non sono caduti nella tentazione di
poggiare il male) con dei premi.
Dato che c’è possibilità che gli uomini possano essere
più probabilmente cattivi, Guicciardini afferma che
dobbiamo considerare con cautela e prudenza ogni
circostanza che riguarda noi, in modo tale da non
essere corrotti, e i rapporti con gli altri, così da non
cadere vittima dei torti degli uomini malvagi.