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Lezione 5/11

André Breton

INTRODUZIONE

Con breton entriamo in un altro universo letterario, autore più criticato tra i surrealisti, i
surrealisti si ergono contro una tradizione letteraria al fine di poter affermare nuove
forme di scrittura. All’interno di questo movimento letterario e artistico Nadja è
considerata il capolavoro di una forma narrativa rinnovata, N è un racconto con
componente autobiografia, in cui l’autore si mette in scena, usciamo da questa
distinzione di schema: autore/narratore/personaggio in breton perché il racconto si fa
leggere come una raccolta di vita datata e il personaggio che è in scena è l’autore che
racconto dell’incontro fortuito con una ragazza N che è davvero avvenuto, alle date
che sono indicate. Il nucleo narrativo è quello dell’incontro con N che è un incontro
reale, quello che si chiama un récit de vie, il racconto di vita. I surrealisti valorizzano
questa forma del racconto di vita che si fonda su esperienze reali, che racconta
l’autore, che sono in rapporto con la soggettività stessa dell’autore a tal punto che è
possibile discutere sulla nozione di finzione. Nozione fondamentale per difinire il
romanzo, cos’è il romanzo? È una storia immaginaria anche quando è definito realista
o referenziale ma in realtà è una finzione. Nel caso del récit de vie si tratta di una
cronaca, non funzionale che racconta avvenimenti reali e mette in scena personaggi
reali.
Nadja è pubblicato dalla edizione Gallimard nella collezione Nouvelle revue française
et neref che è la collezione prestigiosa che va a pubblicare i testi di avanguardia nel
1928, la scrittura del racconto risale all’anno precedente a partire dall’agosto del ‘27
breton si ritrova in un castello in normandia in cui si ritira per scrivere. Quindi scrive
quest’opera da agosto a dicembre, racconta l’incontro con nadja nell’ottobre 1926.
C’è una prossimità temporale tra il momento della vita, ottobre 1926 e il momento
della scrittura qualche mese più tardi e poi un’immediata pubblicazione. La prima
edizione presenta la particolarità di essere illustrata da immagini, e da fotografie di
luoghi o ritratti di persone reali, di artisti del gruppo surrealista, anche disegni di Nadja
(N non è mai rappresentata se non tramite gli occhi) L’uso di Illustrazioni non è una
novità assoluta, però B rende sistematico questo processo anche in testi posteriori,in
realtà è una sorta di trilogia anche se gli oggetti sono molto diversi nei tre testi: les
vases communicants 1933 et l’amore fou 1937, è una sorta di trilogia di opere in
prosa di B in cui si usa questo procedimento di illustrazione fotografica del testo.
Breton nel 1963 stabilisce una nuova edizione del testo, in cui introduce delle
correzioni, propone un testo iniziale che va a presentare il testo e parla di queste
varianti rispetto all’edizione originale, modifica l’apparato iconografico le foto da 44
diventano 48, introduce delle differenze di inquadrare le foto o l’impaginazione delle
foto stesse.
Surrealismo: gruppo che nasce dopo la prima guerra mondiale, in un clima di
rivolta, critica l’idea di una finalità umanista dell’arte stessa, la guerra è stata una
enorme ferita nella storia dell’occidente, è stata una guerra di fronte in cui tutta una
generazione di uomini è stata mandata a morire al fronte. Tutto questo getta
un’ombra sulla capacità dell’uomo di costruire una civiltà avanzata, pone delle
questioni sulla finalità dell’opera d’arte,si inizia anche un ragionamento su una crisi
dell’occidente cioè il primo momento storico di grande crisi è proprio. Questa
guerra mondiale che mostra come tutto un modello di sviluppo fondato sul mito del
progresso, sulla scienza che passa avanti,su una condizione di vita che migliora,
tutto questo modello di sviluppo viene criticato e capito nella sua inefficacia. Inn
questo contesto di grande dubbio, i surrealisti propongono una ideologia di rottura
rispetto alla tradizione letteraria, e stabiliscono una teoria di una nuova arte. I due
manifesti del surrealismo propongono un aspetto teorico che implica la lettura ma
non solo, il primo 1924 pubblicato da B e l’altro nel 1930, propongono due punti di
vista complementari. Quello di breton ci propone l’immagine di un uomo che è un
sognatore definitivo incatenato alla civiltà, la civiltà impedisce all’uomo di lasciare
andare la sua immaginazione in libertà, quello che propone B in questo manifesto è
un’ estetica del meraviglioso, prenderebbe la forma della scrittura detta automatica:
scrittura sottratta alla ragione e alla morale e che possa sgorgare in piena libertà al
di fuori di queste costrizioni,è ciò che è possibile fare in degli stati che non sono lo
stato di coscienza, di veglia, in particolare l’ipnosi o il dormi-veglia in cui la ragione
perde un po’ delle sue prerogative e in cui l’inconscio può esprimersi liberamente .
Surrealismo si inserisce nel solco teorico della psicoanalisi di Freud, il surrealismo
da un’importanza fondamentale agli aspetti onirici della realtà, al sogno, alla sua
trascrizione, alla sua rappresentazione. Siamo in un paradigma freudiano che
definisce le maniere secondo cui l’inconscio può esprimersi. Il lavoro di Freud è
capire i modi in l’inconscio si esprime per analizzarlo,il modo fondamentale è il
sogno, da qui il procedimento dell’interpretazione dei sogni, ma ce ne sono anche
altri. L’espressione artistica e la letteratura secondo Freud in determinati casi
permette all’autore di esprime degli elementi del suo inconscio poiché la letteratura
implica un linguaggio diverso rispetto alla vita quotidiana e questo utilizzo è ciò che
può far emergere ciò che nell’essere umano è inconscio. La fine del manifesto del
surrealismo propone alcuni esempi di scrittura automatico, scrittura molto vicina
all’inconscio.
Il manifesto del 1930 è più politico, tra il ‘24 e il ‘30 breton aveva aderito al partito
comunista, trasforma le questioni estetiche del primo manifesto che diventano delle
necessità di tipo ideologico.
Quello che B chiama La rivoluzione surrealista non è quindi solo il campo estetico
dell’arte e della scrittura nel secondo la rivoluzione surrealista diventa di ordine
ideologico, la rivista si trasforma nel 1930 il surrealismo al servizio della
[Link] che esprime l’idea di usare l’arte per una causa ideologica e più
precidente per una rivoluzione teorizzata dal partito comunismo in seguito alla
prima riv del 1917 in russia. La contestazione generalizzata di un modello di
sviluppo del mondo cosi com’è che è già presente nel primo manifesto surrealista
diventa poi una vera condanna della società capitalista che bisogna abbattere, idea
di una rivolta si trova canalizzata nell’idea di una rivoluzione.
Fra questi due manifesti vengono pubblicati le due opere fondamenti del surrealismo
per quanto riguarda la prosa: il paesano di Parigi e Nadja. Nei due casi la città di Parigi
è al centro di questa scrittura, fornisce lo sfondo spaziale della storia ma con una
rottura estetica fondamentale nel modo di rappresentare la città. Per breton Parigi è lo
spazio di un’esperienza autentica del meraviglioso, cioè uno spazio che si che
allontana dalla civiltà per avere delle vie di fuga verso un’altra concezione dello spazio
che è quello del meraviglioso. Parigi diventa un luogo onirico, uno spazio in cui ci sono
delle vie di fuga rispetto al reale, siamo agli antipodi del realismo. Parigi diventa il
luogo di esperienza, il concetto di flaneri è sempre presente, con B siamo sempre nello
spazio pubblico però questa Parigi si impone come il luogo in cui si possono effettuare
degli incontri dovuti al caso come quello con N, che B chiama: hasard objectif, che
permette di mettere insieme degli elementi che sono completamene diversi, ovvero, il
mondo razione si cancella per lasciare spazio ad un mondo irrazionale che ci propone
dei momenti in cui elementi che non hanno nulla a che fare si sovrappongono (la
mano) rete segreta di significati come nei sogni a cui l’autore cerca di dare senso in
una prospettiva onirica.
Questi elementi vengono messi in corrispondenza quando in realtà appartengono a
delle logiche completamente diverse, il mondo razionale poi si cancelli nel momento in
cui si va a vedere la città con uno sguardo completamente diverso, è questo sguardo
diverso è portato da Nadja, è colei che surrealizzala città di P. Parigi diventa la
condizione materiale della scrittura, è la città mitica dei surrealisti, è il luogo in cui si
può scrivere, si può essere artisti, diventa una condizione spirituale per la scrittura,lo
spazio in cui lo spirito è capace di osserva gli aspetti più sorprendenti e sondare gli
aspetti più irrazionali della città stessa. Esiste una centralità di Parigi che non è più
quella di B che la tratta in maniera referenziale, con il surrealismo questo elemento
viene superato perché Parigi è una porta verso il meraviglioso, verso quello che B
chiama la surrealta, quello che c’è dietro la realtà.
Nadja come rivoluzione narrativa. Come cambia il testo narrativo, non si può definire
un romanzo, grazie alla visione dei surrealisti.
1. Critica del romanzo:

Nadja testo in prosa, è un modo di discutere e criticare le forme tradizionali. Primo testo
narrativo che non fa parte del genere del romanzo. Alla base del rifiuto del romanzo,
borghese e imborghesito, cioè che non ha saputo rinnovarsi che è rimasto prigioniero del
suo essere borghese, il romanzo non è più adeguato per rappresentare il mondo
contemporaneo soprattutto dopo la 1 guerra mondiale, questo momento di crisi
occidentale. Si tratta di un momento storico in cui la marcia verso il progresso si
interrompe con la guerra. I surrealisti propongono una valorizzazione di altre culture
rispetto a quella occidentale, nell’arte non in N, riscoperta delle arti africane, il che è
motivato dalla critica della civiltà occidentale decadente che è parallela alla valorizzazione
di queste civiltà esotiche più vicine ad uno stato di natura e più vicine ad uno stato del
meraviglioso, di religiosità non civilizzata che è presa da un divenire della società comme
il cattolicesimo, religiosità come quella espressa dall’arte africana molto più vicine alla
natura. Il romanzo 800esco rinvia ad una maniera di concepire il mondo che breton e i
surrealisti criticano, ad una critica che è anche estetica, il primo manifesto esprime un
rifiuto della forma romanzesca nei suoi modelli naturalisti e realisti ma anche un rifiuto del
romanzo psicologico sulla base di un’unica critica ovvero quello che viene denunciato è il
carattere razionale di queste forme romanzesche, la loro logica che è determinista e il
carattere arbitrario del romanzo, o come ci dice breton apparentemente determinista , pk
nel romanzo è tutta finzione, è un regno immaginario mette in scena dei personaggi che
non hanno vita, che B definisce: personaggi morti viventi. Il romanzo classico rappresenta
un mondo che ci somiglia, il romanzo si fonda sui principi che sono gli stessi della realtà,
la logica, il causalismo, il principio di causalità è sostituito da un principio di casualità.
La critica del romanzo nel 1 manifesto surrealista vuol promuovere delle opere letterarie
che lascino libero corso all’immaginazione e che vanno a contraddire la logica dominante
anche nell’arte.
Tutta una critica del romanzo è contenuta in questa frase: B si riferisce a Valery che è un
poeta contemporaneo simbolista, Valery proponeva una critica del romanzo, e proponeva
di fare un’antologia di un gran numero di incipit di romanzi e si aspettava molto dal
carattere insano di questi, insano nel senso di stupidità, questa idea fa ancora onore a V
che a proposito di romanzi, si sarebbe sempre rifiutata di scrivere la marquise sorti a 5 h.
Tutta una critica del romanzo è contenuta in questa frase, diventata celebre, la marquise
sortis à cinq heures, perché si tratta di un enunciato tipicamente romanzesco,
Balzachiano.
Frase tipica romanzesca, in cui viene messa in scena la marchesa,un’azione, una
determinazione temporale, Valery ne fa la critica perché mostra attraverso questa
frase il carattere arbitrario del romanzo. Valery si pone una serie di domande chi è
questa marchesa? Perché esce alle5? Dove va? E un modo per mostrare una
pseudo realtà del romanzo quando invece sappiamo che tutto è fittizio, niente nel
romanzo è vero ma tutto è trattato come se fosse la realtà da qui il carattere arbitrario
del romanzo stesso che propone frasi di grande piattezza che non hanno alcun
interesse agli occhi del surrealista, il romanzo è arbitrario non perché non è motivato,
è arbitrario perché è falso, ci fa credere a pagine trattate come la realtà invece è
fittizia, il romanzo è arbitrario viene dal fatto che i personaggi non sono veri.
Da qui una critica agli elementi del romanzo tradizionale:
1 la descrizione, la descrizione del romanzo classico è un luogo comune, è un
elemento consensuale in una società, e ovviamente bisogna allontanarsi dai luoghi
comuni. Questo luogo comune è la camera ma anche una concezione di letteratura
che è arbitraria in quanto inventata. La descrizione di dostojevski è un contro modello,
impedisce al lettore l’immaginazione, la descrizione impone un’immagine che togli la
libertà visiva e interpretativa al lettore.

In nadja breton rifiuta la descrizione, come? Con la fotografia, al posto della


descrizione inserisce una fotografia o più fotografie, perché la fotografia è il reale,
realtà vera che è stata captata dalla macchina fotografica, essendo visiva e non
linguistica evita la descrizione che è arbitraria, da al lettore un’immagine falsa e
imposta. In nadja non c’è una descrizione fisica dei personaggi e per la descrizione
dei luoghi è sostituita dalle fotografie.
A questa forma di scrittura piatta, arbitraria, B propone la scrittura automatica. Teoria
della scrittura automatica secondo Breton: nel manifesto surrealista B ci dà
l’immagine di quest’uomo che è in orizzontale su questa finestra verticale e che ad un
certo punto si mette in piedi e questa finestra aveva seguito lo spostamento
dell’uomo. B ci racconta un sogno,o comunque un’esperienza che si svolge in
dormiveglia, in questo momento in cui inizia il sogno, c’è una frase al di fuori della
coscienza che bussa al vetro per entrare ed ecco che questa frase udita dalla
finestra,viene visualizzata in un immagine onirica in cui l’uomo viene tagliato in due,
l’uomo che è costretto a camminare con questa finestra introno a sé: questo è definito
da B materiale poetico, immagine onirica che diventa il materiale poetico dell’autore.
Scrittura automatica: a partire da questa frase venuta dall’esterno e da questa
immagine onirica della finestra comincia una nuova forma del surrealismo come
nuova forma di scrittura. Automatismo psichico puro attraverso il quale ci si propone
di esprimere sia verbalmente, sia nello scritto, sia in ogni altra maniera il
funzionamento reale del pensiero, dettato dal pensiero, in assenza di ogni altro
controllo esercitato dalla ragione e al di fuori di ogni preoccupazione estetica e
morale. Il surrealismo deve essere il modo di esprime al di fuori della ragione, della
morale, delle teorie estetiche, di esprimere il funzionamento reale del pensiero ovvero
di andare a sondare l’inconscio e le sue manifestazioni. La realtà diventa surrealtà, la
realtà è che esistono delle forme di associazione che sono state fino a qui non
considerate e in particolare l’onnipotenza del sogno. La realtà non è quella
concretezza che motivava le descrizioni in Balzac, la realtà dei surrealisti è il modo di
creare delle associazioni inattese, di mettere vicini degli elementi che non hanno nulla
a che fare secondo una logica che non è quella della ragione ma del sogno in cui
tutto è completamente incongruo.
Altro esempio di critica del romanzo tradizionale riguarda il personaggio
Nel 1 manifesto abbiamo come contro esempio Stendhal, della psicologia del
personaggio che è una psicologia immaginaria. L’autore crea un personaggio e lo fa
viaggiare attraverso il mondo e questo eroe ha delle azioni e reazione previste,il suo
ruolo è quello di non smentire tutto quello che è previsto, e dimostrare che la sua
avventura è interessante straordinaria ecc, tutto è previsto, il destino del personaggio è
previsto perché il personaggio è una creatura immaginaria. A questo Breton oppone un
personaggio in cui il destino è imprevedibile, è reale cioè Nadja è un personaggio che
imprevedibile, il personaggio è ermetico ha una psicologia complessa, ha una forma di
follia, sarà internata in un ospedale psichiatrico, N è l’esempio di un personaggio che
non è leggibile anche a B, pk è il personaggio che crea il suo destino e smentisce
sempre i suoi calcoli. B e N si incontrano sempre per caso non i può essere calcolo da
parte dello scrittore pk non è n personaggio che lui crea ma un personaggio vero con
una sua capacità di scelta. I personaggi di Stendhal, cadono alla valutazione di S. E
tutto questo non aggiunge niente alla gloria del personaggio perché tutto è costruito la
dove possiamo davvero trovare i personaggi è nel momento in cui S li perde, ciò che è
contestato è la costruzione psicologica del personaggio che è creato dall’autore.
Il surrealismo vuole fare il contrario, N. Inizia con un prologo lungo in cui è il problema
la definizione della persona, sempre nella realtà, e non nella costruzione individuale del
personaggio,l’opposizione della persona reale al personaggio di finzione permette a B
di uscire dalla tradizione del romanzo psicologico.
Prima pag del testo in cui si sviluppa una riflessione di tipo estetico su diversi autori e
poi alla fine si arriva a questa idea che si possa modificare il personaggio della
finzione. Il personaggio di finzione è costruito intorno a un’identità fittizia quindi anche il
suo nome è fittizio, ciò che interessa B è invece una forma di realtà che ci dica i nomi
delle persone vere e che ci faccia vedere la realtà come la si vede da una porta aperta
senza cerare la chiave. La Metafora della casa di vetro, la casa dell’autore è di vetro,
nella quale si può vedere chi viene a trovarmi, la metafora propone di mostrare la
realtà come essa è, è magica, tutto è di vetro, è l’immagine del surrealismo stesso che
serve a mostrare la realtà come trasparente e include elementi meravigliosi. È solo in
questo contesto, nell’idea i considerare l’opera letteraria come una casa di vetro che
potremmo avere la risposta alla domanda iniziale, qui suis-je? Chi sono un giorno o
l’altro verrà inciso sul vetro. Abbiamo un opposizione rispetto al romanzo classico che
si fonda tra un opposizione di un personaggio costruito/ definito vs un personaggio
reale, il cui carattere è enigmatico. Introduzione ancora una volta di un personaggio
come N che suscita enigmi, la cui personalità non è definibile proprio perché è reale e
questi enigmi non verrano mai risolti nel tempo,questa è un’altra critica al romanzo
tradizionale che è rassicurante perché tutto è costruito e sappiamo anche alla fine che
gli enigmi saranno svelati, quando si prende un personaggio dalla realtà questo non
esiste più, perché ha un suo destino.
Nome Nadja non è il nome vero della donna ma è molto più importante del suo nome
vero, inizio della parola speranza in russo: spiegazione enigmatica. Non c’è il volto ma
ci sono gli occhi, il contatto fondamentale tra i due avviene attraverso lo sguardo che
viene trasformato in opera con questa moltiplicazione dello sguardo. Nadja è
un’incarnazione dell’enigma.

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