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LOCUZIONI E TERMINI LATINI


ab prep. lat. ~ Da: si ha in alcune locuzioa contrario (a con.tr.rio) loc. lat., in it. loc. attr. e avv. 1. Nella logica: ragionamento a
clesiastico lespressione indica lintenzione per la quale viene compiuta una cerimonia religiosa: celebrare una messa ad mentem del sommo pontefice. ad metalla (ad me.tl.la) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Ai metalli; nel sistema penale romano, formula con la quale si indicava il supplizio di chi, ridotto in stato di schiavit, era condannato ai lavori forzati nelle miniere. ad nutum TESTO. ad perpetuam rei memoriam (ad per.p. tuam ri me.m.riam) loc. lat., in it. loc. avv. ~ A memoria perpetua dellavvenimento; espressione tradizionalmente incisa su medaglie commemorative, iscrizioni, monumenti, ecc.; dal 1200 in poi compare nel protocollo iniziale delle lettere papali. ad personam TESTO. ad quem (ad qum) loc. lat., in it. loc. attr. ~ Al quale; terminus ad quem, vedi TERMINUS. ad referendum (ad re.fe.rn.dum) loc. lat., in it. loc. avv. 1. Nel linguaggio diplomatico indica la riserva con la quale un negoziatore internazionale accoglie, senza impegnare il proprio governo, una proposta eccedente i propri poteri di rappresentanza, subordinandone laccettazione alla necessaria consultazione con il governo stesso. 2. Lespressione pu indicare anche il limite del mandato che il governo affida al proprio agente. Propr. per riferire. ad unguem (ad n.guem) loc. lat., in it. loc. avv. ~ (Fino) allunghia: lespressione viene usata per indicare una cosa portata a termine alla perfezione (dalluso degli scultori che provano la rifinitura della loro opera passandoci sopra lunghia). ad usum Delphini (ad .sum Delphni /f i/) loc. lat., in it. loc. attr. e avv. 1. Per uso del Delfino: espressione usata in senso spregiativo per definire unedizione espurgata o redatta secondo criteri volutamente parziali propr. A proposito delle edizioni francesi espurgate e rese acconce alla lettura del Delfino, redatte durante il regno di Luigi XIV (16381715). 2. generic. Di qualsiasi cosa modificata artificiosamente secondo interessi di parte. ad valorem (ad va.lrem) loc. lat., in it. loc. attr. ~ Al valore; di tributo computato in base al valore del bene preso in considerazione. ad veritatem (ad ve.ri.t.tem) loc. lat., in it. loc. attr. e avv. ~ Secondo la verit; nella logica: argomento (o dimostrazione) ad veritatem, quello che prova la tesi in modo inoppugnabile, fondandosi su basi scientifiche irrefutabili (contrapposto allargomento ad hominem). adynaton TESTO. affidavit (af.fi.d.vit) terza pers. sing. del perfetto ind. del verbo lat. affidare (testimoniare) in it. s.m. TESTO. a fortiori (a fortiri /tsj /) loc. lat. mediev., in it. loc. attr. e avv. 1. Nel linguaggio logico-filosofico, a proposito di argomento comprovante che una tesi deve esser ritenu-

ni avverbiali latine di uso abbastanza comune come ab aeterno dalleternit (cio senza principio nel tempo), ab antiquo dallantichit, ab ovo fin dallorigine (vedi le voci). ab aeterno (ab ae.tr.no /et r/) loc. lat., in it. loc. avv. 1. Dalleternit, da sempre; espressione propria della filosofia scolastica e della teologia per indicare ci che non ha alcun cominciamento: Dio esiste ab aeterno. 2. Nel linguaggio comune usata spesso per significare da tempi lontanissimi. ab antiquo TESTO. ab imis (ab .mis) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Dal profondo; espressione usata per indicare la necessit del radicale rinnovamento di unistituzione o di un modo di vita. Dalla loc. ab imis fundamentis dalle pi basse fondamenta. ab immemorabili (ab im.me.mo.r.bi.li) loc. lat., in it. loc. avv. 1. Da (tempo) immemorabile, da sempre; espressione usata a proposito di un passato remotissimo, di cui si perduta la memoria. 2. Spesso anche col valore generico di da moltissimo tempo. ab imo pectore (ab .mo pc.to.re) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Dal profondo del cuore; lespressione viene usata per sottolineare la profonda sincerit di unazione o di un pensiero. ab ingestis (ab in-g-stis) loc. lat., in it. loc. attr. ~ Dalle cose ingerite; polmonite ab ingestis, in medicina, polmonite sviluppatasi come conseguenza della penetrazione di parti di cibo nel polmone, dovuta a vomito. ab initio (ab i.n.tio /tsjo/) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Da principio; espressione usata a proposito di un passato molto remoto. ab intestato TESTO. ab irato (ab i.r.to) loc. lat., in it. loc. attr. e avv. ~ Da chi irato; di cosa fatta o detta sotto gli effetti dellira: dichiarazioni ab irato. ab origine (ab o.r.gi.ne) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Dallorigine, dallinizio; lespressione viene usata in relazione a una remota antichit. ab ovo (ab .vo) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Dalluovo; a proposito di cosa narrata dai suoi inizi o fatta risalire fino a essi; la fonte dellespressione un verso di Orazio (Ars Poetica 147), in cui si allude alle due uova nate da Leda dopo il suo accoppiamento con Zeus in forma di cigno, da una delle quali nacque Elena, prima causa della guerra di Troia. absit iniuria verbo (ab.sit in.i.ria vr.bo) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Sia detto senza offesa (letteralmente sia lungi dalla parola loffesa); lespressione viene usata per invitare chi legge o chi ascolta a non deformare in senso maligno il significato di una parola o di unespressione. ab urbe condita (ab r.be cn.di.ta) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Dalla fondazione di Roma; lespressione viene usata nei testi letterari ed epigrafici per indicare lera che muove dallanno della fondazione di Roma (753 a.C.).

contrario, argomentazione che da unopposizione tra gli antecedenti conclude ad unopposizione tra i conseguenti; contrapposto a a pari. 2. Nel linguaggio corrente la locuzione viene usata, impropriamente, per indicare un esito o un risultato diverso da quello auspicato. Propr. dal contrario. acta (cta) s.neutro pl. lat., in it. s.m.pl. ~ Relazioni, compilazioni: frequente come titolo di pubblicazioni a carattere ufficiale. actio (c.tio / aktsjo/) s.f., lat. 1. Termine frequente nel linguaggio giuridico, col sign. tecnico e specifico di azione (o domanda) in sede giudiziaria. 2. Nella retorica classica era lultima delle cinque grandi partizioni dellarte retorica (insieme a inventio, dispositio, elocutio e memoria) e riguardava i modi di eseguire il discorso (recitazione, mimica, ecc.). Propr. azione. ad prep. lat. ~ A: si ha in alcune locuzioni latine di uso abbastanza comune come ad abundantiam, ad hoc, ad hominem (vedi le singole voci). ad abundantiam TESTO. ad acta TESTO. ad bestias (ad b.stias) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Alle belve; formula rituale con cui a Roma, in et imperiale, si veniva condannati ad essere sbranati dalle bestie feroci nel circo. addenda TESTO. addenda et corrigenda (ad.dn.da t cor. ri.gn.da) loc. lat., in it. s.m.pl. ~ Cose da aggiungere e da correggere; in un libro a stampa, lelenco delle eventuali aggiunte e correzioni. ad hoc TESTO. ad hominem (ad h.mi.nem / /) loc. lat., in it. loc. attr. e avv. ~ Secondo luomo; nella logica: argomento (o dimostrazione) ad hominem, quello che confuta le affermazioni dellavversario partendo dalle sue stesse premesse, senza entrare in merito alla loro validit o veridicit (contrapposto allargomento ad veritatem). ad honorem TESTO. ad impossibilia nemo tenetur (ad im.pos. si.b.lia n.mo te.n.tur) ~ vedi NEMO AD IMPOSSIBILIA TENETUR. ad interim TESTO. a divinis (a di.v.nis) loc. lat., in it. loc. attr. e avv. ~ Dalle cose divine; sospensione a divinis, in diritto canonico, la pena consistente nella proibizione di celebrare la messa e di amministrare i sacramenti, inflitta al sacerdote sospetto di eresia o incorso in particolari censure ecclesiastiche. ad libitum TESTO. ad maiora (ad ma.i.ra) loc. lat., in it. loc. avv. ~ A cose ancora pi grandi; formula daugurio che si rivolge a chi ha conseguito una brillante affermazione per augurargli ulteriori e pi significativi successi. ad mentem (ad mn.tem) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Secondo lintenzione; nel latino ec-

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ta valida per il fatto che presenta ragioni o pi numerose o pi valide di altra tesi gi data come vera. 2. com. A maggior ragione. Propr. a pi forte (ragione). agnus Dei (.gnus D.i) loc. lat., in it. s.m. 1. Agnello di Dio; formula liturgica tratta dalle parole di s. Giovanni Battista rivolte a Cristo durante il battesimo nel Giordano; prima della riforma liturgica del Concilio Vaticano II, veniva recitata tre volte dal sacerdote battendosi il petto e nelle messe solenni era cantata dal coro Anche, il momento della Messa in cui veniva recitata o cantata la formula (la Messa era allAgnus Dei) e il brano relativo di una Messa musicata (lAgnus Dei della Messa di Requiem di Verdi). 2. fig. (per lo pi iron.). Parere un agnus Dei, ostentare innocenza, umilt, sottomissione. 3. Medaglia fatta con la cera consacrata, che reca impressa limmagine dellagnello, simbolo del Cristo. a latere (a l.te.re) loc. lat., in it. loc. attr. 1. Nel linguaggio ecclesiastico: legato a latere, dignitario della gerarchia cattolica (per lo pi un cardinale), cui affidata la rappresentanza del pontefice in missioni di particolare gravit o importanza, con poteri definiti volta per volta. 2. Nel linguaggio giuridico: giudice, consigliere a l., magistrato di carriera che insieme al presidente e ai giudici non togati compone un tribunale o una corte dassise. Propr. a fianco. alea iacta est (.lea ic.ta st) loc. lat. ~ Il dato stato gettato; il dado tratto; si tratta delle parole che, secondo lo storico latino Svetonio, furono pronunciate da Cesare al momento di passare il Rubicone (10/11 gennaio 49 a.C.) e che segnarono, di fatto, linizio della guerra civile con Pompeo; lespressione viene usata correntemente per sottolineare che in una situazione di grave pericolo, oppure in un momento in cui urgono scelte importanti, la decisione risolutiva stata presa. alter ego TESTO. amnios TESTO. analecta (a.na.lc.ta) s.neutro pl. lat. moderno, in it. s.m.pl. ~ Raccolta di composizioni di diversa provenienza o di documenti storici, ad opera di ordini religiosi: gli Analecta Bollandiana. Dal gr. anlekta, neutro pl. di anlektos scelto. an debeatur (an de.be..tur) loc. lat., in it. s.m. 1. Nel linguaggio giuridico, lesame che il giudice compie per accertare se una determinata prestazione sia dovuta o meno. 2. Nel linguaggio assicurativo, in tema di responsabilit civile, laccertamento della responsabilit. Propr. se dovuto. angina pectoris TESTO. angor (n-gor) s.f., lat. ~ Lo stesso che angina pectoris. animus (.ni.mus) s.m., lat. ~ Intenzione, motivazione, proposito; determinazione soggettiva di un comportamento; spec. in locuzioni del diritto romano tuttora vive nel linguaggio giuridico: a. donandi, intenzione di effettuare una donazione; a. conciliandi, intenzione di conciliare una lite; a. iniurandi, volont di recare ingiuria; a. necandi, volont di uccidere. Propr. animo. annus fictus (n.nus fc.tus) loc. lat. scient., in it. s.m. ~ Anno immaginario: in astronomia, lanno solare qualora si faccia iniziare quando la longitudine media del Sole 280 esatti (epoca sempre prossima al 1 febbraio). ante litteram TESTO. ante partum (n.te pr.tum) loc. lat., in it. loc. attr. e avv. ~ Prima del parto; lespressione viene usata per indicare genericamente il periodo che precede il parto; per esempio, la legge che tutela le lavoratrici madri prevede due periodi di astensione obbligatoria dal lavoro: uno ante e laltro post partum. ante quem (n.te qum) loc. lat., in it. loc. attr. ~ Prima del quale; terminus ante quem, vedi TERMINUS. ante rem (n.te rm) loc. lat., in it. loc. attr. e avv. ~ Prima della cosa; nella filosofia scolastica, formula usata per indicare una delle soluzioni del problema degli universali: quella per cui il concetto ritenuto indipendente e preesistente nei confronti della realt sensibile (le altre soluzioni sono indicate con le formule in re e post rem). antiquarium (an.ti.qu.rium) s.neutro lat., in it. s.m. ~ Piccolo museo di materiale archeologico locale. Propr. antiquario. a pari (a p.ri) loc. lat., in it. loc. attr. e avv. ~ Per una ragione simile: nella logica: ragionamento a pari, di argomentazione che consiste nel concludere da un caso dato a un caso simile; contrapposto a a contrario. aperitio aurium (a.pe.r.tio u.rium /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Apertura degli orecchi; il rito con cui nella liturgia cattolica del battesimo vengono bagnate di saliva le orecchie (e le narici) del catecumeno, per aprirle simbolicamente in modo che possano ricevere la parola di Dio. aperitio oris (a.pe.r.tio .ris /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Apertura della bocca; il permesso esplicito richiesto al papa perch un suo provvedimento possa essere riesaminato da parte di una autorit subordinata. apertis verbis (a.pr.tis vr.bis) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Con parole chiare, manifestamente, a chiare lettere; a proposito di cose dette con estrema chiarezza e sincerit. a posteriori TESTO. appendix (ap.pn.dix) s.f., lat. ~ Appendice: complesso di opere tradizionalmente attribuite a un determinato autore, ma della cui autenticit si dubita e quindi si pubblicano quasi in appendice alle opere sicure: Appendix Vergiliana (oggi sicuramente non pi attribuibile a Virgilio). a priori TESTO. a quo (a qu) loc. lat., in it. loc. attr. ~ Dal quale; terminus a quo, vedi TERMINUS. arbiter elegantiarum TESTO. area Celsi (.rea Cl.si) loc. lat. scient., in it. s.f. ~ Chiazza rotondeggiante, glabra, che si produce sul cuoio capelluto in seguito alla caduta di capelli; detta anche alopecia areata (cio limitata ad aree circoscritte). Propr. area di Celso; detta di Celso perch fu descritta per primo da Aulo Cornelio Celso, scrittore romano della prima met del sec. I d.C., nel libro De medicina. audaces fortuna iuvat (au.d.ces for.t.na i.vat) loc. lat. ~ La fortuna aiuta gli audaci; adattamento medievale di un emistichio virgiliano (audentes fortuna iuvat: Eneide 10. 280), usato per invitare ad avere il coraggio di osare, contando sullaiuto della fortuna. aurea mediocritas (u.rea me.di.cri.tas) loc. lat. ~ Aurea mediocrit; espressione del poeta latino Orazio (Odi 2.10.5), riferita ad una concezione della vita che si appaga del poco, secondo il modello greco della misura; com. usata, per lo pi in senso ironico, per sottolineare le non brillanti doti di qualcuno o la mancanza diniziativa a migliorare se stessi o la propria condizione. aut aut TESTO. ave Caesar morituri te salutant (.ve Cae. sar mo.ri.t.ri t sa.l.tant / /) loc. lat. ~ Salve, o Cesare, ti salutano coloro che stanno per morire; frase tradizionalmente attribuita ai gladiatori come saluto allimperatore allingresso nel circo, prima della gara che spesso si rivelava fatale.

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baculinum argumentum (ba.cu.l.num ar. gu.mn.tum) loc. lat., in it. s.m. ~ Argo-

mento del bastone; argomento che pretende di provare la realt del mondo esterno battendo il suolo con un bastone, cio facendo appello alla testimonianza immediata dei sensi; la locuzione compare per lo pi in espressioni ironiche o scherzose per sottolineare lefficacia del ricorso al bastone come mezzo di persuasione (sullesempio dello Sganarello molieriano nel Mariage forc), oppure per ribadire che la ragione del pi forte sempre la migliore. bonorum cessio (bo.n.rum cs.sio) loc. lat., in it. s.f. ~ Cessione dei beni: contratto col quale il debitore incarica i suoi creditori di liquidare tutti i propri beni ripartendone il ricavato in soddisfacimento dei loro crediti. bonorum distractio (bo.n.rum dis.trc. tio /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Distrazione dei beni: vendita parziale dei beni a favore dei creditori. bonorum possessio (bo.n.rum pos.ss. sio) loc. lat., in it. s.f. ~ Possesso dei beni: in diritto, il potere di fatto sulla cosa che si manifesta in unattivit corrispondente allesercizio della propriet o di altro diritto reale. bonorum venditio (bo.n.rum ven.d.tio /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Vendita dei beni: nel diritto romano, istituto che permette al creditore di chiedere la vendita totale dei beni del debitore, e segna di fatto lavvento dellesecuzione patrimoniale. brevi manu TESTO.

capitis deminutio (c.pi.tis de.mi.n.tio /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. 1. Diminuzione

della persona(lit giuridica): espressione che definisce la perdita dei diritti e delle capacit giuridiche subita da un cittadino romano in seguito alla perdita della libert (per prigionia di guerra o per cause civili). 2. Nellordinamento italiano, nella forma deminutio capitis, indica la privazione dei diritti civili. capsa (cp.sa) s.f., lat. 1. Nome delle scatole cilindriche in cui i Romani custodivano specialmente papiri e libri. 2. Nel linguaggio degli archivisti, cassetto nel quale sono conservati ordinatamente i documenti darchivio. Etimo incerto. captatio benevolentiae (ca.pt.tio be.ne. vo.ln.tiae /tsjo tsje/) loc. lat., in it. s.f. 1. Nelloratoria classica, la parte dellorazione diretta a ottenere lattenzione e lassenso da parte degli ascoltatori Nella critica let-

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teraria, il repertorio degli accorgimenti a cui lautore ricorre per procacciarsi lattenzione (e il plauso) delluditorio o del pubblico. 2. estens. Qualsiasi artificio messo in atto nei confronti di una persona pur di assicurarsene ladesione o il consenso. Propr. cattura del favore. caput mortuum (c.put mr.tu.um) loc. lat., in it. s.m. 1. Nel linguaggio degli alchimisti, i residui di distillazione e calcinazione. 2. In chimica, lossido ferrico in polvere, usato come smeriglio e come pigmento. Propr. capo morto. caput mundi (c.put mn.di) loc. lat., in it. s.m. ~ Capo del mondo: appellativo tradizionale di Roma imperiale, esteso poi alla Roma papale; oggi individua la citt capitolina in quanto centro della cattolicit. carmina non dant panem (cr.mi.na nn dant p.nem) loc. lat. ~ La poesia non d pane: motto, di origine non classica, usato ancor oggi per sottolineare la condizione di povert tradizionalmente legata allattivit poetica, letteraria e artistica in genere. carpe diem (cr.pe d.em) loc. lat., in it. s.m. 1. Cogli il giorno (presente): massima oraziana (Odi 1.11.8) che esorta a saper cogliere i doni che la vita ci offre giorno per giorno. 2. Lespressione viene usata, in senso parzialmente improprio, come esortazione a prendere la vita come viene, senza pensieri n scrupoli. castigat ridendo mores (ca.st.gat ri.dn. do m.res) loc. lat. 1. Corregge i costumi col riso: motto attribuito alla commedia in quanto, col mettere in ridicolo o col satireggiare i vizi o le debolezze umane, consente allascoltatore di far propri glinsegnamenti che ne derivano sul piano morale; la massima compare tuttoggi sul frontone di numerosi teatri. 2. com. Di qualsiasi opera letteraria o del suo autore che propongano al lettore insegnamenti morali in tono pacato, non rifuggendo per dallironia, dallo scherno o dal sarcasmo. Frase coniata dal letterato francese Jean de Santeuil (16301697) per il busto dArlecchino che doveva decorare il proscenio della Comdie Italienne a Parigi, presa in seguito a motto dalla stessa Comdie Italienne e dallOpra Comique. casus belli TESTO. casus foederis (c.sus foe.de.ris /f /) loc. lat., in it. s.m. ~ Caso dalleanza: levento per cui uno stato, stretto a un altro da alleanza militare, tenuto a prestargli lassistenza promessa. casus irreducibilis (c.sus ir.re.du.c.bi.lis) loc. lat., in it. s.m. ~ Caso irriducibile: nella risoluzione di unequazione di terzo grado, il caso in cui si ottengono radici espresse da numeri immaginari. catarrhus aestivus (ca.tr.rhus ae.st.vus /rus e/) loc. lat., in it. s.m. ~ Catarro estivo: locuzione del latino scientifico, usata nel linguaggio medico per indicare la febbre da fieno o oculorinite allergica. cave canem (c.ve c.nem) loc. lat. ~ Guardati dal cane: avviso posto allingresso di case e ville della Roma antica, spesso in calce a un mosaico raffigurante un cane ringhioso alla catena, e oggi in targhe o scritte sui cancelli o sui muri delle case. centum TESTO. cessio bonorum (cs.sio bo.n.rum) ~ vedi BONORUM CESSIO.

cessio in iure (cs.sio in i.re) loc. lat., in it. s.f. ~ Cessione in diritto: modo di trasmis-

sione della propriet attraverso una finte lite dellacquirente contro il proprietario; anche in iure cessio. cessio pro soluto (cs.sio pr so.l.to) ~ vedi PRO SOLUTO. cessio pro solvendo (cs.sio pr sol.vn. do) ~ vedi PRO SOLVENDO. ceteris paribus (c.te.ris p.ri.bus) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Rimanendo invariate le altre condizioni (o circostanze); lespressione, non presente nel latino classico, viene usata soprattutto nel corpo di leggi o nei contratti, come inciso di valore limitativo. clangor TESTO. claudicatio intermittens (clau-di-c-tio inter-mt-tens /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Claudicazione associata a crampo doloroso ingravescente al polpaccio, tipica dei pazienti con ostruzione delle arterie iliache o femorali. Propr. claudicazione intermittente. clerici vagantes (cl.ri.ci va.gn.tes) loc. lat., in it. s.m.pl. 1. Nome dato nel Medioevo (anche clerici vagi) agli ecclesiastici non aggregati a una diocesi n destinati a una chiesa, che prestavano servizio ora in un luogo ora in un altro. 2. Sempre nel Medioevo (secc. XIIXIII), furono cos chiamati i chierici (studenti universitari) che passavano da una universit allaltra per seguire le lezioni di maestri diversi, oppure per spirito davventura o necessit di guadagno. Propr. chierici vaganti. climax TESTO. clivus (cl.vus) s.m., lat. scient. ~ Il termine del latino scientifico viene usato, in anatomia, per indicare lampia doccia situata sulla faccia endocranica dellosso occipitale. cogito (c.gi.to) prima pers. sing. del pres. ind. del verbo lat. cogitare (pensare), in it. s.m., invar. TESTO. cogito ergo sum (c.gi.to r.go sum) loc. lat. ~ Io penso, dunque io esisto: aforisma cartesiano che costituisce la prima certezza razionale su cui fondare una nuova scienza filosofica, ancor oggi spesso citato e, spec. nella pubblicistica, parafrasato e banalizzato. coitus interruptus TESTO. collectanea (col.lec.t.nea) s.neutro pl. lat., in it. s.m.pl. ~ Miscellanea, raccolta di estratti di diversi autori. Neutro pl. di collectaneus, der. di collectus, p. pass. di colligere raccogliere. colluvium TESTO. colon TESTO. colophon TESTO. columen (c.lu.men) s.neutro lat., in it. s.m. ~ Cima, sommit: elemento della copertura del tempio etrusco, corrispondente alla trave principale. combinatio (com.bi.n.tio /tsjo/) s.f., lat. ~ Combinazione: nella critica testuale, il confronto tra due varianti erronee, in quanto permette di congetturare la lezione dellarchetipo. comitatus (co.mi.t.tus) s.m., lat. 1. Nellantica Roma, seguito, spec. di magistrati e capi militari. 2. Nel latino medievale, spec. dellarea franca, contea. Der. di comitari accompagnare; nel sign. 2 der. di comes tis nel senso di conte. communio (com.m.nio) s.f. lat., in it. s.m. ~ Comunione: antifona della Messa, cantata o letta dopo la comunione del celebrante.

communio pro diviso (com.m.nio pr di.v. so) loc. lat., in it. s.f. ~ vedi PRO DIVISO. communio pro indiviso (com.m.nio pr in.di.v.so) loc. lat., in it. s.f. ~ vedi PRO INcommunis opinio (com.m.nis o.p.nio) loc. lat., in it. s.f. 1. Nel linguaggio giuridiDIVISO.

co, la dottrina corrente, la convinzione generale. 2. generic. Talvolta, il senso comune, lopinione della maggioranza. Propr. opinione comune. comparatio compendiaria (com.pa.r.tio com.pen.di.ria /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Comparazione abbreviata: in stilistica, forma di comparazione, nella quale uno degli elementi sottinteso: per es. conosco meglio la storia dItalia che dAmerica, dove sottinteso la storia dAmerica. compos sui (cm.pos s.i) loc. lat., in it. loc. attr. 1. Nel linguaggio giuridico, di soggetto che ha piena capacit di intendere e di volere. 2. Nel linguaggio corrente, cosciente di s e delle proprie azioni, per lo pi in frasi negative nelle quali si vuole mettere in dubbio lo stato psicologico di una persona. Propr. padrone di s. concordia discors (con.cr.dia ds.cors) loc. lat., in it. s.f. ~ Ossimoro usato per indicare un accordo che nasce da un contrasto di idee o di sentimenti. Propr. concordia discorde; espressione oraziana (Epistole 1.12.19). conditio sine qua non TESTO. conductus (con-dc-tus) s.m., lat. ~ Composizione vocale monodica o polifonica del medioevo latino, nata in Francia nel X secolo e fiorita fino alla fine del XIII. Propr. accompagnamento. confiteor (con.f.teor) prima pers. sing. del pres. ind. del verbo lat. confiteri (confessare), in it. s.m. TESTO. consecutio temporum TESTO. consensus TESTO. consolatio (con.so.l.tio /tsjo/) s.f., lat. ~ Consolazione: nella retorica classica, tipo di componimento morale inteso a consolare in occasione di lutti o disgrazie. contaminatio (con.ta.mi.n.tio /tsjo/) s.f., lat. ~ Mescolanza, fusione: in filologia, il procedimento con cui si fondono insieme due o pi modelli letterari. continuum (con.t.nu.um) s.neutro lat., in it. s.m. ~ Lo stesso che continuo2 ( TESTO). Uso sost. dellagg. continus continuo. conventio ad excludendum (con.vn.tio ad ex.clu.dn.dum /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Accordo per escludere: messa al bando, tacita o apertamente dichiarata, di una forza politica dal dialogo fra partiti e dalle possibilit di accesso alle attivit di governo. coram populo TESTO. cor bovinum (cr bo.v.num) loc. lat. scient., in it. s.m. ~ Cuore bovino: in medicina, lipertrofia generale del cuore. corpus TESTO. corpus domini TESTO. credo quia absurdum (cr.do qua ab.sr. dum) loc. lat. ~ Credo perch assurdo: formula polemica (desunta in et medievale da alcuni paradossi di Tertulliano) con cui i razionalisti del Seicento e Settecento attaccavano il dogmatismo dei cattolici; viene estensivamente usata per sottolineare laccettazione indiscussa di una fede anche se in contrasto con la ragione.

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credo ut intelligam (cr.do ut in.tl.li.gam) loc. lat. ~ Credo per (poter) comprendere:
Prime parole della loc. de cuius hereditate agitur della cui eredit si tratta. de facto (d fc.to) loc. lat., in it. loc. avv. 1. Di fatto, effettivamente: espressione del linguaggio giuridico che, accoppiata alla loc. de iure (di diritto) o a questa contrapposta, indica una situazione di fatto, non riconosciuta nellordinamento giuridico Nel diritto internazionale, si usa a proposito del riconoscimento di uno stato o di un governo che non ha ricevuto una sanzione ufficiale. 2. generic. Nel linguaggio comune, nella realt, in pratica: de facto chi comanda lei. defensor civitatis (de.fn.sor ci.vi.t.tis) loc. lat., in it. s.m. 1. Difensore della citt: titolo di un magistrato cittadino che, a partire dalla seconda met del secolo IV d.C., era incaricato di salvaguardare i diritti della plebe nei centri urbani. 2. Durante la seconda guerra mondiale, appellativo dato al papa Pio XII per lopera svolta per evitare alla citt di Roma le distruzioni della guerra. defensor Ecclesiae (de.fn.sor Ec.cl.siae /zje/) loc. lat., in it. s.m. ~ Difensore della Chiesa: nel Medioevo, il funzionario laico cui la Chiesa affidava la tutela dei suoi beni e dei suoi diritti secolari. defensor vinculi (de.fn.sor vn.cu.li) loc. lat., in it. s.m. ~ Difensore del vincolo: speciale organo della giurisdizione ecclesiastica cui demandato il compito della difesa del vincolo nelle cause matrimoniali. deficit (d.fi.cit) terza pers. sing. del pres. ind. del verbo lat. deficre (mancare), in it. s.m. TESTO. de gustibus non est disputandum (d g.sti.bus nn st di.spu.tn.dum) loc. lat. ~ Sui gusti non si discute: adagio del latino medievale usato, spesso ellitticamente, come riflessione sulla incontestabile variet delle preferenze o dei giudizi degli uomini, oppure come ironico commento alla stranezza di certe scelte o decisioni. de hoc satis (d hoc s.tis / k/) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Basta di ci: locuzione usata come riflessione sul fatto che la discussione o largomento sono esauriti e come invito a passare ad altro. de iure (d i.re) loc. lat., in it. loc. avv. 1. Di diritto: espressione del linguaggio giuridico che, accoppiata alla loc. de facto (di fatto) o a questa contrapposta, indica piena corrispondenza allordinamento giuridico Nel diritto internazionale, la locuzione viene usata a proposito di uno stato o di un governo riconosciuto in modo pieno e definitivo. 2. generic. Nel linguaggio comune, di diritto, legalmente. de iure condendo (d i.re con.dn.do) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Quanto al diritto costituendo: nel linguaggio giuridico, espressione (usata in contrapposizione a de iure condito) che indica un progetto o unattesa di riforma della legge o delle norme vigenti. de iure condito (d i.re cn.di.to) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Quanto al diritto costituito: nel linguaggio giuridico, espressione (usata in contrapposizione a de iure condendo) che indica lo stato delle norme vigenti in una determinata questione o materia. de lana caprina (d l.na ca.pr.na) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Sulla lana delle capre: la frase latina, che risale a un verso di Orazio (Epistole 1.18.15), viene usata a proposito di discussioni su questioni futili o di argomentazioni capziose (pi comune la traduzione italiana: questioni di lana caprina). deleatur (de.le..tur) terza pers. sing. del pres. cong. del verbo lat. delere (cancellare), in it. s.m. ~ Sia cancellato, distrutto: annotazione usata un tempo tra le abbreviazioni tipografiche per indicare che una o pi parole andavano cancellate. delenda Carthago (de.ln.da Car.th.go /t a/) loc. lat. ~ Cartagine deve essere distrutta: era la frase con la quale, secondo gli storici romani, Catone il Censore, acerrimo nemico di Cartagine, usava concludere i suoi interventi in Senato. delirium cordis (de.l.rium cr.dis) loc. lat. scient., in it. s.m. ~ Delirio del cuore: nel linguaggio medico, la perdita completa del ritmo delle pulsazioni cardiache. delirium tremens TESTO. deminutio capitis (de.mi.n.tio c.pi.tis /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Diminuzione della persona: vedi CAPITIS DEMINUTIO. denotatum (de.no.t.tum) s.neutro lat., in it. s.m. ~ In linguistica, loggetto a cui si riferisce un segno, per lo pi convenzionale; equivale di solito a referente (vedi REFERENTE2). Propr. neutro sost. di denotatus, p. pass. di denotare segnare, distinguere. Deo gratias TESTO. de plano (d pl.no) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Nel linguaggio giuridico, in modo amichevole, extragiudizialmente. Propr. in luogo piano, cio fuori del tribunale, che era il palco elevato del tribuno. de profundis TESTO. de relato (d re.l.to) loc. lat., in it. loc. avv. 1. Riferito da altri: espressione del linguaggio giuridico usata a proposito della testimonianza indiretta. 2. estens. Nel linguaggio corrente, a proposito di notizie o informazioni di seconda mano. desiderata TESTO. designatum (de.si.gn.tum) s.neutro lat., in it. s.m. ~ Lo stesso che denotatum. Propr. neutro sost. di designatus, p. pass. di designare designare. deus ex machina TESTO. de visu TESTO. Dies irae (D.es .rae /re/) loc. lat., in it. s.m. 1. La sequenza della liturgia dei defunti, attribuita a Tommaso da Celano (1190 ca. 1260 ca.), che descrive il giorno del giudizio universale. 2. Nel linguaggio comune, resa dei conti: verr anche per te il D. i.; cantare il D. i. (a una persona o a una cosa), considerarla gi morta o perduta; parere un D. i., avere un aspetto cadaverico o anche apparire in volto fortemente alterato e acceso per sdegno o furore. Propr. il giorno dellira. Diluvium TESTO. dietim (di..tim) avv., lat. mediev. 1. avv. Giorno per giorno; tuttora in uso nel linguaggio notarile. 2. Come s.m., nel linguaggio bancario e di Borsa, lammontare degli interessi maturati giorno per giorno dalla data dinizio del godimento. Der. di dies giorno. discessit (dis.cs.sit) terza pers. sing. del perfetto del verbo lat. discedre (andarsene), in it. s.m. ~ Passaporto ecclesiastico rilasciato dal vescovo a un sacerdote della propria diocesi pech venga accolto provvisoriamente in unaltra diocesi: concedere il discessit. Propr. partito.

espressione ripresa dal Proslogion di s. Anselmo e invocata per asserire la priorit della fede sulla ragione nel conoscere; rappresenta uno dei cardini della Scolastica. crepitatio (cre.pi.t.tio /tsjo/) s.f., lat. scient. ~ In semeiotica, lo stesso che crepitaDer. del lat. crepitare zione ( TESTO). crepitare. crimen laesae maiestatis (cr.men lae.sae ma.ie.st.tis /l ze/) loc. lat., in it. s.m. ~ Delitto di lesa maest: lespressione individua nel diritto moderno qualsiasi delitto contro la sovranit. TESTO alla voce lesa maest. crucifige (cru.ci.f.ge) imp. del verbo lat. crucifigere crocifiggere, in it. s.m. TESTO. cui prodest (c.i pr.dest) loc. lat., in it. s.m. ~ A chi giova: lespressione, risalente a un passo di una tragedia di Seneca (Medea 500-501: cui prodest scelus is fecit: il delitto lha commesso chi ne trae vantaggio), viene spesso usata nel linguaggio giuridico e in quello giornalistico a proposito della persona cui si deve attribuire un fatto (non necessariamente delittuoso), nellipotesi che questo sia risultato a suo esclusivo vantaggio. cum grano salis (cum gr.no s.lis) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Con una presina di sale; con un po di discernimento, con un giudizio attento, con qualche riserva. cupio dissolvi (c.pio dis.sl.vi) loc. lat., in it. s.m. ~ Annientamento di s stesso, per lo pi con un accento di assurda tragicit. Propr. desidero essere dissolto, annullarmi. currenti calamo (cur.rn.ti c.la.mo) loc. lat., in it. loc. avv. ~ A penna corrente: di getto, senza particolari attenzioni concettuali o formali, o anche di fretta, con possibilit di imprecisioni od errori: scrivere c. c. Comp. del p. pres. di currre correre, scorrere, e dellablativo di calmus penna, asticciola. curriculum vitae TESTO. cursus (cr.sus) s.m., lat. ~ Corso: andamento ritmico del periodo, caratterizzato da clausole o successioni di accenti, che adattano allorecchio moderno le cadenze della prosa latina classica, fondate invece sullalternanza di sillabe lunghe e brevi; codificato alla fine del secolo XI nelle Artes dictandi, ebbe influsso anche sulla prosa volgare del DueTrecento. cursus honorum (cr.sus ho.n.rum /on /) loc. lat., in it. s.m. 1. La serie di cariche pubbliche che segnavano la carriera del cittadino nellantica Roma. 2. estens. Carriera. Propr. carriera degli onori. custos TESTO.

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damnatio memoriae (dam.n.tio me.m. riae /tsjo rje/) loc. lat., in it. s.f. 1. Con-

danna della memoria, cancellazione del ricordo: nella Roma antica, gravissima condanna postuma, per effetto della quale veniva cancellato o distrutto ogni ricordo del personaggio che ne fosse stato colpito. 2. Oggi lespressione viene usata a proposito della revisione totale di avvenimenti del passato o della cancellazione del ricordo di personaggi un tempo famosi. de cuius (d c.ius) loc. lat., in it. s.m. e f. ~ Nella successione, il defunto proprietario dei beni costituenti il patrimonio ereditario.

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dispositio (di.spo.s.tio /tsjo/) s.f., lat. ~

Disposizione: nella retorica classica, la seconda delle cinque grandi partizioni dellarte retorica (insieme a inventio, elocutio, memoria e actio): riguardava essenzialmente lordine in cui vengono presentati gli argomenti e i temi del discorso. disputatio (di.spu.t.tio /tsjo/) s.f., lat. ~ Disputa: esercitazione accademica di filosofia scolastica, tipica delle universit medievali, consistente nella discussione tra maestri, o tra maestri e allievi, su un dato tema. divide et impera (d.vi.de t m.pe.ra) loc. lat., in it. s.m. ~ Dividi e domina: la rivalit dei popoli soggetti giova a chi vuol dominarli, cio chi vuole comandare deve mettere gli altri in discordia tra loro; il motto (tradizionalmente attribuito a Filippo il Macedone, anche se pi probabile la sua origine latina) viene ripetuto spec. con allusione ai metodi politici della casa dAustria nel sec. XIX. docet (d.cet) terza pers. sing. del pres. ind. del verbo lat. docere (insegnare) ~ Insegna: la parola tratta dalla divisa medievale della citt di Bologna (Bononia docet), con la quale essa rivendicava il primato di antichit della propria universit tra le citt italiane; oggi, nel linguaggio corrente, il termine viene accostato a nomi di personaggi che, con la loro attivit o semplicemente con la loro notoriet, conferiscono prestigio o valore di esempio a comportamenti o fatti o discorsi: Stevenson docet: larte dello scrivere omettere, omettere, omettere. dominus (d.mi.nus) s.m., lat. ~ Padrone, signore assoluto; proprietario; il termine latino viene oggi usato, spesso polemicamente, a proposito di chi detiene unautorit assoluta in un determinato ambito: il dominus di Cosa nostra. do ut des (d ut ds) loc. lat., in it. s.m. 1. Nel diritto romano, locuzione con la quale si indica il tipo di contratto che si configura quando la prestazione gi eseguita e quella che si aspetta in cambio consistono nel trasferimento di propriet di qualcosa. 2. Concessione di un favore accompagnata dalla previsione o dalla pretesa di un contraccambio. Propr. do perch tu dia. dramatis personae (dr.ma.tis per.s.nae /ne/) loc. lat., in it. s.f.pl. 1. I personaggi del dramma: didascalia che precedeva, nelle antiche edizioni di opere drammatiche, lelenco dei personaggi. 2. fig. I protagonisti di un avvenimento singolare. ductus (dc.tus) s.m., lat. 1. In paleografia, il modo secondo cui si viene configurando la scrittura, spec. in relazione con lo strumento impiegato e linclinazione del foglio rispetto a chi scrive. 2. Nella terminologia medica latina, corrisponde a dotto1 TESTO. Propr. tratto. dulcis in fundo TESTO. dura lex sed lex (d.ra lx sd lx) loc. lat. ~ Dura la legge, ma la legge: massima del latino medievale con cui viene perentoriamente affermata la necessit morale di sottostare a una legge, anche se severa, affinch sia garantito il bene comune.

ecce homo TESTO. editio maior (e.d.tio m.ior /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Edizione maggiore: nel lin-

guaggio filologico, edizione di un testo pi ampia rispetto a unaltra (editio minor), o provvista, rispetto a questa, di un apparato critico. editio minor (e.d.tio m.nor /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Edizione minore: nel linguaggio filologico, edizione di un testo meno ampia rispetto a unaltra (editio maior), o priva, rispetto a questa, di apparati o note. editio princeps (e.d.tio prn.ceps /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Prima edizione: nel linguaggio filologico, la prima edizione di unopera e, in particolare, di un classico o un testo medievale stampato nel secolo XV o nella prima met del XVI. ego TESTO. elocutio (e.lo.c.tio /tsjo/) s.f., lat. ~ Elocuzione, espressione: nella retorica classica, la terza parte dellarte retorica (insieme a inventio, dispositio, memoria e actio), cio la scelta e la combinazione accorta delle parole che formano il discorso. emendatio (e.men.d.tio /tsjo/) s.f., lat. ~ In filologia, correzione congetturale di un testo, apportata dove la tradizione non appare accettabile. Der. di emendare liberare da imperfezioni o difetti. erga omnes TESTO. errare humanum est (er.r.re hu.m.num st /u/) loc. lat. ~ Sbagliare umano: adagio scolastico che continua perseverare autem diabolicum (ma ostinarsi nellerrore diabolico). errata corrige TESTO. essentialia delicti (es.sen.ti.lia de.lc.ti /tsj a/) loc. lat., in it. s.m.pl. ~ Elementi essenziali del delitto: nel linguaggio giuridico, gli elementi la cui presenza indispensabile per la sussistenza del reato. est (st) terza persona sing. del pres. ind. del verbo lat. esse (essere) ~ Forma verbale corrispondente allit. , oggi usata nei telegrammi per distinguerla dalla cong. e. est est est (st st st) loc. lat., in it. s.m. ~ Vino bianco di Montefiascone (presso il lago di Bolsena), di color giallo paglierino, quasi asciutto, lievemente aromatico; secondo la tradizione il nome deriva dal triplice segno (est est est, appunto, cio c, c, c) che, per sottolinearne la squisitezza, avrebbe tracciato, sulla porta della cantina di unosteria, un domestico del vescovo tedesco Giovanni Fugger (XII sec.), grande amatore dei vini italiani. est modus in rebus (st m.dus in r.bus) loc. lat. ~ C una misura nelle cose: formula, risalente ad Orazio (Satire 1.1.106) ma gi ricorrente nella cultura classica greca e latina, che invita alla moderazione e allequilibrio. et TESTO. et cetera (t c.te.ra) loc. lat., in it. loc. avv. ~ E le (cose) rimanenti: locuzione usata spesso (anche abbreviata in etc.) in luogo della forma italianizzata eccetera ( TESTO). et similia (t si.m.lia) loc. lat., in it. loc. avv. ~ E (cose) simili: locuzione usata spesso in luogo della forma italianizzata, spec. alla fine di enumerazioni per indicare un generico rapporto di affinit. ex TESTO. ex abrupto (x ab.rp.to) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Allimprovviso; spec. a proposito di discorsi o allocuzioni iniziati allimprovviso, senza preamboli.

ex actis (x c.tis) loc. lat., in it. loc. avv. ~

Dagli atti; espressione del linguaggio giuridico che significa sulla scorta degli atti di cui si dispone. ex adverso (x ad.vr.so) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Dalla parte avversa; epressione del linguaggio giuridico che significa proveniente dalla parte avversa. ex aequo TESTO. ex ante (x n.te) loc. lat., in it. loc. avv. e attr. ~ In un momento anteriore: prima della scadenza convenuta o del maturare di un evento (spec. nel linguaggio economico). ex cathedra TESTO. excerpta (ex.crp.ta) s.neutro pl. lat., in it. s.m.pl. ~ Cose scelte, estratti: passi scelti di una o pi opere di un autore, pubblicati come testo autonomo. ex consuetudine (x con.sue.t.di.ne) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Secondo la consuetudine; epressione del linguaggio giuridico. ex contrario (x con.tr.rio) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Al contrario, invece; espressione del linguaggio giuridico e filosofico. excursus TESTO.

excusatio non petita, accusatio manifesta (ex.cu.s.tio nn pe.t.ta ac.cu.s.tio ma.ni. f.sta /tsjo tsjo/) loc. lat. ~ Scu-

sa non richiesta, accusa manifesta: notissimo adagio di origine medievale, usato nel linguaggio corrente a proposito di precisazioni attribuibili a cautela eccessiva o sospetta. exempli causa (ex.m.pli c.u.sa /e z m/) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Per esempio (meno com. di exempli gratia). exempli gratia (ex.m.pli gr.tia /e z mpli r atsja/) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Per esempio (pi com. di exempli causa). exemplum fictum (ex.m.plum fc.tum /e z m/) loc. lat., in it. s.m. 1. Esempio immaginario: ipotesi addotta a sostegno di una tesi, secondo la prassi dei retori antichi. 2. generic. Esempio inventato per rendere pi chiara una esposizione. exequatur (e.xe.qu.tur) terza pers. sing. del pres. cong. del verbo latino exqui, in it. s.m. 1. In diritto, formula imperativa per esprimere concessione, convalida, autorizzazione part. Il riconoscimento, da parte della magistratura italiana, dellefficacia di una sentenza civile straniera. 2. In diritto amministrativo, il visto di esecutivit apposto da unautorit superiore ai provvedimenti di unautorit gerarchicamente inferiore. 3. Nel diritto internazionale, latto con il quale uno stato riconosce la nomina di un console straniero nel proprio territorio. 4. Visto di approvazione dello stato italiano, prima dei Patti Lateranensi necessario alla validit ed efficacia di un decreto della S. Sede. Propr. abbia corso. ex lege (x l.ge) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Per la legge, secondo la legge, a norma di legge: espressione del linguaggio giuridico. ex libris TESTO. ex novo TESTO. ex officio (x of.f.cio) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Dufficio; espressione del linguaggio giuridico usata a proposito di qualcosa che viene fatto (o che si compie) in tacito e rutinario accordo con una prassi amministrativa. explicit (x.pli.cit) terza pers. sing. del pres. ind. (nella forma tarda) del verbo lat. explicare (terminare), in it. s.m. TESTO.

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ex post (x pst) loc. lat., in it. loc. avv. e attr. ~ In un momento posteriore: relativaficta confessio (fc.ta con.fs.sio) loc. lat., in it. s.f. ~ Confessione fittizia: espressioprovvisa straordinaria riproduzione in questi organismi. flos ferri (fls fr.ri) loc. lat. scient., in it. s.m. ~ Fiore di ferro; minerale: variet di aragonite concrezionata in forma coralloide, di colore bianco rosato. focus (f.cus) s.m., lat. scient. ~ In medicina, focolaio dinfezione preesistente nellorganismo e quasi sempre latente, da cui trae origine linfezione secondaria o focale. Dal lat. focus focolare attraverso linglese. foetor hepaticus (foe.tor he.p.ti.cus /f tor e/) loc. lat., in it. s.m. ~ Fetore epatico: lodore sgradevole che emana dalle persone affette da grave insufficienza epatica. folium (f.lium) s.neutro lat. scient., in it. s.m. ~ Impronta fossile di foglia o di epidermide, non attribuibile a un determinato gruppo di piante. Dal lat. class. folium foglia. forma mentis TESTO. fortes fortuna adiuvat (fr.tes for.t.na d. iu.vat) loc. lat. ~ La fortuna aiuta i forti: motto proverbiale gi in latino sia in questa formula (dalla forte allitterazione fortesfortuna) che nel pi fortunato adattamento audaces fortuna adiuvat (vedi la voce). fortunate senex (for.tu.n.te s.nex) loc. lat. ~ O vecchio fortunato: lesclamazione che il pastore Melibeo rivolge a Titiro nella prima egloga di Virgilio (Egloghe 1.46), per commentare il fatto che Titiro conserver il suo campo, contrariamente a lui, costretto ad andare esule Lespressione viene a volte ripetuta ancor oggi per esprimere, se cos si pu dire, sentimenti di affettuosa invidia nei confronti di chi, pur anziano, ha possibilit di godere ancora moralmente e finanziariamente delle gioie della vita. forum (f.rum) s.neutro lat., in it. s.m. TESTO. fractio panis (frc.tio p.nis /ktsjo/) loc. lat. eccl., in it. s.f. ~ Spezzatura del pane: il gesto rituale del padre di famiglia che spezza il pane allinizio del pasto, tipico dellagape ebraica e cristiana, che nel Nuovo Testamento Ges compie nellultima cena istituendo lEucaristia; quindi, per i cristiani, il sacramento dellEucaristia. frangar non flectar (frn.gar nn flc.tar) loc. lat. ~ Mi spezzer ma non mi piegher: motto gentilizio, per sottolineare unirriducibile fermezza o intrasingenza, a volte assunto come insegna di testate giornalistiche che si propongono come battagliere e tutte dun pezzo o di associazioni (per es. il nome di una loggia massonica). fugit irreparabile tempus (f.git ir.re.pa. r.bi.le tm.pus) loc. lat. ~ Fugge irreparabile il tempo: la frase virgiliana (Georgiche 3.284), che nasce come un invito a non perdersi in digressioni, anche se piacevoli, quando un importante impegno ci aspetta, stata da subito sentita come una riflessione sullineluttabile trascorrere del tempo; viene ancor oggi usata, anche banalmente, per commentare la rapidit con cui ci si avvicina alla vecchiaia o anche, con altro senso, come invito a non perdere tempo Anche questa frase, come molte altre legate al tempo e alla sua veloce corsa, compare come iscrizione su meridiane e orologi. fumus (f-mus) s.m., lat. ~ Fondamento minimo di unazione giuridica; la forma contratta delle espressioni fumus persecutionis

mente a quanto ormai stabilito o maturato (spec. nel linguaggio economico): risparmio ex post, prezzo ex post. ex professo (x pro.fs.so) loc. lat., in it. loc. avv. 1. Di proposito, volutamente: parlare ex p. 2. estens. Con autorevole compiutezza: trattare ex p. un argomento. Comp. di ex e lablativo di professus noto, pubblico, p. pass. di profiteri professare. extra (x.tra) prep. lat., in it. agg. e s.m. TESTO. extra moenia TESTO. extrema ratio (ex.tr.ma r.tio /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Ultimo argomento: lo stesso che ultima ratio (vedi la voce). ex voto TESTO.

fabula (f.bu.la) s.f., lat.

in frasi proverbiali: lupus in fabula, acta est fabula, vedi le voci. facies TESTO. fama volat (f.ma v.lat) loc. lat., in it. loc. avv. ~ La fama vola; lespressione fa riferimento alla tradizionale raffigurazione della fama come essere alato, immagine che vuole sottolineare la velocit con cui le notizie si diffondono (cfr. per esempio Virgilio, Eneide 3.121); il modo di dire tuttora vivo nel linguaggio corrente, spesso con una sfumatura negativa per sottolineare la repentina e incontenibile diffusione delle voci, spec. se si tratta di pettegolezzi o di indiscrezioni. fas (fas) s.neutro lat., in it. s.m. 1. Presso i Romani, norma di carattere religioso (contrapposto a ius, la norma giuridica). 2. lett. Per fas et nefas, a diritto o a torto. Propr. legge divina; prob. dalla radice di fari parlare. favor (f.vor) s.m., lat. ~ Favore: termine frequente in alcune locuzioni latine del linguaggio giuridico nelle quali indica o definisce una situazione riconosciuta di vantaggio (per es. favor debitoris, favor legitimitatis, favor libertatis, ecc.). felix culpa (f.lix cl.pa) loc. lat., in it. s.f. ~ Fortunato errore: a proposito di un bene indirettamente prodotto da un male; lespressione (nella sua formulazione completa) secondo i padri della Chiesa allude al peccato originale che stato riscattato dal sacrificio di Cristo, evento di gran lunga pi importante e significativo per lumanit del male che lha reso necessario. fellatio (fel.l.tio /tsjo/) s.f., lat. TESTO alla voce fellazione. festina lente (fe.st.na ln.te) loc. lat. ~ Affrettati con lentezza: espressione ossimorica attribuita, dallo storico Svetonio, allimperatore Augusto, che con queste parole invitava i suoi comandanti a muoversi velocemente ma con circospezione. fiat TESTO. fiat lux (f.at lux) loc. lat. ~ La luce sia: sono le parole della Bibbia (Genesi 1.3) con le quali ha inizio il racconto della creazione: subito dopo il cielo e la terra, Dio cre la luce; lespressione compare spesso ancora oggi, usata, spec. nel linguaggio giornalistico, in banali giochi di parole relativi allindustria automobilistica torinese della FIAT e alle sue vicende.

TESTO;

ne del linguaggio giuridico che definisce quel particolare tipo di confessione che si considera resa quando la parte da interrogare non compare davanti al giudice (o comunque si rifiuta di rispondere); in questo caso vengono dal giudice ritenuti come ammessi i fatti dedotti nellinterrogatorio. fictio iuris (fc.tio i.ris /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Finzione del diritto: espediente giuridico per cui una norma viene applicata a un caso diverso da quello per cui era stata emanata. finis (f.nis) s.m., lat. ~ Fine: voce con cui i bidelli nelle scuole annunciavano lo scadere del tempo destinato alle lezioni. finis coronat opus (f.nis co.r.nat .pus) loc. lat. ~ La fine corona lopera; il risultato il coronamento dellopera: il motto, di origine medievale, viene a volte ancor oggi usato per significare che il miglior coronamento di unopera il portarla a conclusione e che essa va giudicata solo alla fine. finis Poloniae (f.nis Po.l.niae /nje/) loc. lat., in it. s.f. o s.m. 1. La fine della Polonia: lesclamazione attribuita al comandante polacco Tadeusz Kosciuszko (1746 1817) dopo la sconfitta di Maciejowice (1794), ultimo atto della spartizione della Polonia tra Austria, Russia e Prussia, che determin la fine dellesistenza autonoma dello stato (fino al 1918); successivamente, lespressione stata ripresa a proposito di uno dei tanti momenti della travagliata storia di questo paese, come linvasione hitleriana del 1939. 2. Pi generic., nel linguaggio giornalistico, la locuzione viene usata a proposito di un momento storico contraddistinto dalla fine di unentit statale o dallesaurimento di un regime o di un modello politico (finis Austriae, finis Jugoslaviae, finis Italiae). finis terrae (f.nis tr.rae /re/) loc. lat., in it. s.m. ~ La fine della terra; il confine del mondo: lespressione viene usata a proposito di luoghi o territori posti agli estremi limiti delle terre conosciute; ne rimane traccia in alcuni toponimi quali Finistre (dipartimento francese allestremit occidentale della Bretagna) o il Cabo de Finisterre (promontorio della costa atlantica spagnola). flagrante delicto (fla.grn.te de.lc.to) loc. lat., in it. loc. avv. ~ In flagrante delitto: nel linguaggio giuridico lespressione viene usata a proposito di chi viene colto nellatto di commettere il reato, sul fatto. flatus vocis (fl.tus v.cis) loc. lat., in it. s.m. ~ Emissione di voce: mera emissione di voce, senza alcun valore n significato; parola vuota, inutile chiacchiera; lespressione si deve al filosofo e teologo francese Roscellino da Compigne (sec. XI), rappresentante del nominalismo medievale, per il quale i concetti universali (secondo la testimonianza di santAnselmo e di Abelardo) non sono altro che un fiato di voce, cio niente pi che la loro formulazione verbale. flavedo (fla.v.do) s.f., lat. scient. ~ La scorza esterna, gialla e lucida, della buccia degli agrumi. Dal lat. flavre esser biondo. flos aquae (fls .quae /kwe/) loc. lat. scient., in it. s.m. ~ Fior dacqua: in botanica, addensamento di Alghe Cianoficee alla superficie di laghi e di stagni, dovuto allim-

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e fumus boni iuris (vedi le voci). Propr. fumo, sentore. fumus boni iuris (f.mus b.ni i.ris) loc. lat., in it. s.m. ~ Odore, sentore di buon diritto: nel linguaggio giuridico la convinzione della possibilit dellesistenza di un buon motivo giuridico circa lesito finale di una causa, e, pi genericamente, il probabile buon fondamento giuridico di una pretesa; uno dei requisiti fondamentali per ottenere lammissione a determinati benefici (per esempio il patrocinio a spese dello stato) o la pronuncia di certi provvedimenti del giudice (come i provvedimenti cautelari). fumus persecutionis (f-mus per.se-cuti-nis /-tsj nis/) loc. lat., in it. s.m. ~ Fumo, sentore di persecuzione: nel linguaggio giuridico la possibile volont persecutoria da parte di un organo inquirente. fundus oculi (fn.dus .cu.li) loc. lat., in it. s.m. ~ Il fondo dellocchio, cio la retina e la papilla ottica, come si osservano dallesterno con loftalmoscopio; un elemento importante nella diagnosi di molte malattie non solo oculari, ma anche circolatorie, metaboliche e cerebrali. funere mersit acerbo (f.ne.re mr.sit a. cr.bo) loc. lat. ~ [Li] immerse in una morte prematura: lespressione un emistichio virgiliano (Eneide 6.428429, a proposito dei fanciulli strappati anzitempo alla vita) e viene usata con valore epigrammatico per commentare la morte di un bambino, in virt del notissimo sonetto carducciano che reca questo titolo, ispirato alla morte del figlioletto Dante. furor teutonicus (f.ror teu.t.ni.cus) loc. lat., in it. s.m. ~ Furore teutonico: lespressione del poeta Lucano (Farsalia 1.255256) ed attribuita ai soldati di Cesare per descrivere i nemici teutoni; la tedesca rabbia immagine tradizionale in tutta la letteratura italiana, dal Medioevo in poi (cfr. il petrarchesco: Ben provide Natura al nostro stato / quando de lalpi schermo / pose fra noi e la tedesca rabbia).

Graecia capta ferum victorem cepit

dividuava linsieme dei gruppi famigliari che si riconoscevano legati da vincoli di discendenza da un comune progenitore. 2. Oggi, nel linguaggio giornalistico, il termine viene usato col significato generico di clan, gruppo, popolazione (la gens televisiva), oppure legato, polemicamente, al nome di qualche personaggio famoso e potente.

habitus TESTO. herpes TESTO. hiatus TESTO. hic et nunc (hic t nunc / ik/) loc. lat. 1. Qui e ora: subito, immediatamente, su

(Grae.cia cp.ta f.rum vic.t.rem c.pit / r /) loc. lat. ~ La Grecia conquistata conquist il fiero vincitore: si tratta di un verso di Orazio (Epistole 2.1.156), ben presto proverbiale per commentare il fatto che i Romani, conquistatori con le armi, furono a loro volta vittime delle arti e delle scienze della Grecia conquistata Nel linguaggio corrente viene talvolta usato (spesso in forma ridotta) per commentare, e ribadire, la superiorit delle arti liberali o della poesia (o anche semplicemente dello stile e delleducazione) sulla forza bruta e sulla prepotenza. Graecum est non legitur (Grae.cum st nn l.gi.tur / r /) loc. lat. ~ greco, non si legge: assioma medievale che dimostra in quale conto fosse tenuta la lingua greca in Occidente prima dellUmanesimo; si tratta delle parole che i glossatori ponevano a margine dei codici quando nei brani comparivano parole o frasi greche La formula viene talvolta usata nella lingua corrente a proposito di dichiarazioni (o di dimostrazioni) di totale e ingiustificata ignoranza. gutta cavat lapidem (gt.ta c.vat l.pi. dem) loc. lat. ~ La goccia scava la pietra: frase proverbiale gi presso i latini, usata sia come invito a riflettere sugli effetti, specialmente dannosi, che pu provocare la ripetizione continua di unazione sia come elogio della perseveranza in quanto mezzo per ottenere qualcosa altrimenti difficilmente raggiungibile; in italiano vi corrisponde il proverbio a goccia a goccia si incava la pietra, e anche chi la dura la vince.

gaudeamus (gau.de..mus) prima pers. pl.

del cong. ottativo pres. di gaudere, in it. s.m. ~ Godiamo: la voce latina, tratta dallinizio di unantifona delle feste solenni (Gaudeamus omnes in Domino) o dallinizio di un notissimo canto goliardico (Gaudeamus igitur Iuvenes dum sumus), usata nel senso di godimento spensierato, cuccagna, baldoria: stare in g., finito il g.; il concetto quello classico del carpe diem (vedi la voce) e del laurenziano quant bella giovinezza chi vuol esser lieto sia. gaudete (gau.d.te) seconda pers. pl. dellimp. del verbo lat. gaudere, in it. s.m. invar. ~ Rallegratevi: Domenica del g.: la terza dellAvvento, dalla prima parola dellintroito della Messa (cfr. Lettera di S. Paolo ai Filippesi: Gaudete in Domino semper). genius loci (g.nius l.ci) loc. lat., in it. s.m. ~ Genio del luogo: espressione con cui nel mondo latino si individuava lo spirito peculiare di un ambiente o di un luogo, ad esso strettamente legato, usata spesso anche in italiano, sia a proposito di entit astratte che di persone ben identificate. gens (gns) s.f., lat. 1. Gente, stirpe, schiatta: nel mondo romano il vocabolo in-

habeas corpus TESTO. habemus confitentem reum (ha.b.mus con. fi.tn.tem r.um /ab /) loc. lat. 1. Ab-

biamo il reo confesso: espressione del linguaggio giuridico usata per indicare che limputato si riconosciuto colpevole, che ne stata ottenuta la confessione. 2. estens. A proposito di chi ha riconosciuto una propria colpa o si dichiarato responsabile di qualcosa (anche in contesti scherzosi). habemus papam (ha.b.mus p.pam /ab /) loc. lat. 1. Abbiamo il papa: sono le parole finali della formula con cui, terminato il conclave, si annunzia lavvenuta elezione di un pontefice: nuntio vobis gaudium magnum: habemus papam (vi annuncio una grande gioia: abbiamo il papa). 2. estens. Lespressione viene usata, spesso in contesti scherzosi, per sottolineare con enfasi una nuova nomina o lassunzione di una dignit o di una carica. habet (h.bet / a/) terza pers. sing. del pres. ind. del verbo lat. habere (avere) ~ Forma verbale corrispondente allit. ha, oggi usata nei telegrammi per distinguerla dalla prep. a. habitat (h.bi.tat / a/) terza pers. sing. del pres. ind. del verbo lat. habitare (abitare), in it. s.m. TESTO.

due piedi (specialmente a proposito di un ordine che deve essere eseguito senza indugio). 2. In vari linguaggi tecnici indica la situazione o condizione di immediatezza propria dellattualizzarsi di un fenomeno o di un processo: per esempio lhic et nunc del rapporto terapeutapaziente nella seduta psicoanalitica. 3. La locuzione gode di particolare fortuna nel linguaggio giornalistico (anche in traduzione italiana) per sottolineare limmediatezza di unazione o la rapidit di una decisione: nellet dellansia tutto hic et nunc, qui e ora, con il cronometro tra le mani. hic Rhodus, hic salta! (hic Rh.dus, hic sal. ta / ik r dus ik/) loc. lat. ~ Qui Rodi, e qui salta!: si tratta della traduzione latina di unespressione di Esopo che racconta come un personaggio che si vanta di mirabolanti imprese, e specialmente di un salto da lui fatto a Rodi, degno delle Olimpiadi, sia messo alle strette dallinterlocutore che seccato esclama: qui Rodi, e qui facci il salto; lespressione viene ancor oggi usata per mettere alle strette un millantatore e anche, con un senso impreciso e pi generico, per alludere alla presenza di una difficolt e alla necessit di affrontarla. hic sunt leones (hic sunt le..nes / ik/) loc. lat. 1. Qui ci sono i leoni: legenda che si riscontra nelle antiche carte geografiche dellAfrica per indicare le regioni non ancora esplorate del continente e quindi ignote (la stessa scritta si trova su una cartolina italiana del 1911 per la campagna di Libia). 2. scherz. La locuzione viene usata per alludere allincombere di un grave, sia pure imprecisato pericolo, o a difficolt di orientamento oppure, pi spesso (fig.), allignoranza, propria o altrui, a proposito di un argomento o di un problema. hippus (hp-pus / ip-/) s.m., lat. ~ In medicina, alternanza ritmica di contrazione e dilatazione del muscolo della pupilla, osservabile talvolta in caso di insufficienza della valvola aortica. Dal gr. hppos cavallo, con riferimento al ritmo di galoppo. historia magistra vitae (hi.st.ria ma.g. stra v.tae /ist rja te/) loc. lat. ~ La storia, maestra della vita; parole ciceroniane (De oratore 2.9) citate per sottolineare il valore educativo della storia e limportanza dello studio degli avvenimenti passati per comprendere il presente. hoc erat in votis (hc .rat in v.tis / k/) loc. lat. ~ Questo era nei miei desideri: le parole iniziali di una famosa poesia di Orazio (Satire 2.6), nella quale il poeta ringrazia Mecenate per il dono che gli ha fatto di un podere nella Sabina, non troppo grande n troppo ricco, bens perfettamente rispondente ai requisiti del giusto mezzo, vengono tradizionalmente usate per esprimere lintima soddisfazione per il concretarsi di un desiderio lungamente accarezzato, o per commentare il fatto che certe cose sono andate proprio come ci si aspettava o ci si augurava. homo faber (h.mo f.ber / /) loc. lat., in it. s.m. ~ Uomo artefice: luomo come creatura razionale, che esplica al meglio le

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sue facolt intellettive in quanto capace di fabbricare strumenti per adeguare e trasformare la realt secondo le sue esigenze. homo habilis (h.mo h.bi.lis / mo a/) loc. lat., in it. s.m. ~ Uomo manipolatore: luomo in quanto capace di manipolazioni finalizzate a determinati scopi. homo homini lupus (h.mo h.mi.ni l. pus / mo /) loc. lat. ~ Luomo un lupo nei confronti dellaltro uomo: espressione proverbiale risalente a Plauto (Asinaria 495), ripresa nella concezione pessimistica di Hobbes per sottolineare legoismo e la crudelt propri della natura umana, e usata ancor oggi con tale valore. homo ludens (h.mo l.dens / /) loc. lat., in it. s.m. ~ Uomo giocatore: in antropologia, luomo considerato nella sua dimensione di evasione dalla seriet e dalla responsabilit della vita, che considera ogni aspetto della realt secondo una visuale ludica (dal titolo di unopera dello storico olandese Johan Huizinga del 1938). homo novus (h.mo n.vus / /) loc. lat., in it. s.m. 1. Uomo nuovo: presso gli antichi Romani, chi, per primo nella propria famiglia (senza cio appartenere alla nobilt) giungeva alle alte cariche dello stato. 2. Oggi, persona che abbia raggiunto una notevole posizione superando i limiti della propria classe sociale. homo oeconomicus (h.mo oe.co.n.mi. cus / mo e/) loc. lat., in it. s.m. ~ Uomo economico: il soggetto astratto dellattivit economica. homo sapiens TESTO. locuzione latina usata a proposito di fatti o vicende che destano orrore anche soltanto a raccontarle; spesso citata, con valore esclamativo, anche semplicemente per commentare una cosa che non ci soddisfa. horror vacui (hr.ror v.cui / r/) loc. lat., in it. s.m. 1. Terrore del vuoto: espressione usata nella critica darte a proposito di orientamenti pittorici o architettonici che tendono a eliminare ogni spazio vuoto e, quindi, a sovraccaricare lornamentazione. 2. estens. Terrore del silenzioso, del disadorno, dellimprevisto e incontrollato. hortus conclusus (hr.tus con.cl.sus / r/) loc. lat., in it. s.m. ~ Giardino chiuso: espressione biblica tratta dal Cantico dei cantici (4.12), nel quale uno degli elogi rivolti dallo sposo alla sposa, usata talvolta con affettazione per indicare la gelosa riservatezza di cui si circonda un artista o uno scrittore relativamente al proprio lavoro, o anche la chiusura totale di un ambiente nei confronti di persone desiderose di entrare a farne parte, o ancora, pi genericamente, un circolo chiuso, una cerchia ristretta. humus TESTO. hysteron proteron TESTO.

immissio penis (im.ms.sio p.nis) loc. lat., in it. s.f. ~ Introduzione del pene; nel lin-

iactatio capitis (iac.t.tio c.pi.tis /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Scuotimento del capo:

homo sum humani nihil a me alienum puto (h.mo sum hu.m.ni n.hil a m

a.li.num p.to / mo um ani n iil/) loc. lat. 1. Sono un uomo e non considero estraneo a me niente che sia umano: espressione proverbiale latina, usata per esprimere la disponibilit umana a ogni tipo di esperienza o la spinta verso un atteggiamento di solidariet degli uomini tra di loro. 2. Con altro senso ricorre talvolta per riconoscere, con un misto di umilt e di autoindulgenza, la debolezza propria delluomo. homunculus (ho.mn.cu.lus /o/) s.m., lat. 1. Presunto mostruoso omiciattolo frutto di un procedimento pseudochimico indicato da Paracelso (14931541). 2. estens. Creatura di proporzioni mostruosamente ridotte e deformate. 3. Rappresentazione, secondo una mappa proporzionale, delle varie funzioni del cervello umano, part. quelle motorie e quelle sensoriali ~ Fallacia dellh., in filosofia della mente, ogni teoria che spieghi i fenomeni mentali attribuendoli a una sorta di agente interno le cui propriet essenziali coincidono con i fenomeni da spiegare, che restano cos privi di una giustificazione definitiva; a livello euristico, tali tentativi possono essere ricondotti allidea che vi sia un essere umano minatiurizzato allinterno della nostra mente il quale possa interpretare le sue rappresentazioni per conferire loro un senso: ma una simile ipotesi comporterebbe un regresso allinfinito, perch bisognerebbe postulare un altro essere allinterno del primo e cos via. Der. di homo inis uomo; propr. omiciattolo. honoris causa TESTO. horribile dictu (hor.r.bi.le dc.tu /or-/) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Cosa orribile a dirsi:

espressione del latino scientifico usata nel linguaggio medico per indicare il parossistico scuotimento del capo tipico dellepilettico. ibidem TESTO. ictus TESTO. id TESTO. idem TESTO. id est TESTO. idola (.do.la) s.neutro pl. lat., in it. s.m.pl. ~ Secondo il filosofo inglese F. Bacone (1561 1626), linsieme dei pregiudizi da cui bisogna liberarsi per intendere la natura nella sua vera e genuina essenza: i. tribus, gli errori propri alla stessa specie (trib) umana; i. specus, dovuti alla conformazione psichica e alla natura del singolo individuo prigioniero di s stesso (spelonca a ricordo dei prigionieri della caverna platonica); i. fori, dovuti alle relazioni umane e dunque ai linguaggi, acquisiti attraverso lumano commercio (foro cio mercato); i. theatri, dovuti alla passivit nellaccogliere i sistemi filosofici che si susseguono sul teatro della vita. Dal gr. edla. illico et immediate (l.li.co t im.me.di.te) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Subito (propr. l sul posto) e immediatamente: si usa per sottolineare, per lo pi scherzosamente, lesigenza che un ordine venga eseguito senza porre tempo in mezzo. imago (i.m.go) s.f., lat. scient. 1. Lultimo stadio della vita postembrionale degli Insetti, caratterizzato dalla maturit sessuale e dallattivit riproduttiva; corrisponde praticamente allo stato adulto. 2. Secondo C.G. Jung (18751961), immagine idealizzata di un amore infantile, tuttora influente sulla psiche delladulto. Dal lat. class. imago nis immagine. immediate (im.me.di.te) avv., lat. mediev. ~ Immediatamente, cio subito dopo o subito prima in una successione spaziale o temporale; oggi esclusivamente nellespressione illico et i. allistante (vedi la voce).

guaggio medicolegale lespressione viene preferita alla corrispondente italiana. impedimentum criminis (im.pe.di.mn. tum cr.mi.nis) loc. lat., in it. s.m. ~ Impedimento derivante da un (precedente) delitto; nellordinamento giuridico italiano una delle cause di invalidit del matrimonio civile (prevista dallart. 88 del Codice Civile): non possono contrarre matrimonio tra loro le persone delle quali luna stata condannata per omicidio consumato o tentato sul coniuge dellaltra. impedimentum ligaminis (im.pe.di.mn. tum li.g.mi.nis) loc. lat., in it. s.m. ~ Impedimento derivante da un (precedente) legame; nellordinamento giuridico italiano una delle cause di invalidit del matrimonio civile (prevista dallart. 86 del Codice Civile): non pu contrarre matrimonio chi vincolato da un matrimonio precedente. imperium (im.p.rium) s.neutro lat., in it. s.m. 1. Lambito di potere dei pi alti magistrati romani. 2. estens. Potere esteso, assoluto ed arbitrario. Der. di imperare comandare. implantatio (im.plan.t.tio /tsjo/) s.f., lat. moderno ~ Piantamento: nella terminologia moderna del diritto romano, il caso di accessione di mobile a immobile, che si ha quando un albero, piantato in suolo altrui, abbia messo radici stabilmente e riceva alimenti dal nuovo terreno. imprimatur (im.pri.m.tur) terza pers. sing. del pres. cong. del verbo lat. imprimre (stampare), in it. s.m. TESTO. in absentia (in ab.sn.tia /tsja/) loc. lat., in it. loc. avv. ~ In assenza, in contumacia; espressione propria del linguaggio giuridico, usata anche in contesti non tecnici. in albis (in l.bis) loc. lat., in it. loc. avv. ~ In [vesti] bianche: attributo liturgico dei giorni della settimana successiva alla Pasqua (perch in antico i neofiti battezzati il sabato santo vestivano di bianco per otto giorni); domenica in albis, quella successiva alla domenica di Pasqua. in alto loco TESTO. in articulo mortis (in ar.t.cu.lo mr.tis) loc. lat. eccl., in it. loc. avv. ~ Sul punto di morte: dellassoluzione che il sacerdote pu concedere al credente che si trovi in imminente pericolo di morte, anche riguardo alle censure e scomuniche il cui condono normalmente riservato al vescovo o al pontefice. inaudita altera parte (in.au.d.ta l.te.ra pr.te) loc. lat. eccl., in it. loc. avv. ~ Senza aver ascoltato laltra parte; senza sentire la parte avversa: espressione del linguaggio giuridico usata a proposito di quei provvedimenti del giudice che vengono emessi senza che vi sia in atto fra le parti un procedimento di contraddittorio. in bonis (in b.nis) loc. lat., in it. loc. avv. ~ In buone condizioni: nel linguaggio giuridicoeconomico, in attivo, in buone condizioni di solvibilit: essere, tornare in bonis. in camera caritatis (in c.me.ra ca.ri.t. tis) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Nella camera della carit: di comunicazione, rimprovero, avvertimento fatto confidenzialmente allinteressato per evitargli una spiacevole pubblicit.

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in cauda venenum (in cu.da ve.n.num) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Nella coda [sta] il

veleno; a proposito delle difficolt che giungono alla fine di unimpresa o di unopera o, pi spesso, per indicare la chiusa bruciante e velenosa di una argomentazione o di un ragionamento. incipit (n.ci.pit) terza pers. sing. del pres. ind. di incipre (cominciare), in it. s.m. TESTO. in corpore vili (in cr.po.re v.li) loc. lat. ~ Su un corpo senza importanza: lespressione viene usata a proposito di esperienze rischiose, pi che altro per chi le subisce, o con il senso generico di a titolo di esperimento. Si tratta dellabbreviazione dellespressione faciamus experimentum in corpore vili (facciamo lesperienza sopra un corpo plebeo) che, secondo la tradizione, sarebbe stata pronunciata da un consesso di medici al capezzale dellumanista francese MarcAntoine Muret (15261585), caduto ammalato durante un viaggio in Italia: scambiato per un pezzente, dato che era malvestito, i medici proposero, in latino, di sperimentare su di lui un medicamento nuovo (laneddoto prosegue narrando che il Muret non solo cap, ma replic e, dal grande spavento, guar anche). incredibile dictu (in.cre.d.bi.le dc.tu) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Cosa incredibile a dirsi: la locuzione viene usata, parenteticamente, a proposito di fatti o vicende che destano meraviglia o incredulit anche solo a raccontarle. index (n.dex) s.m., lat. ~ Indice: ancora adoperato, spec. in bibliografia, nel senso di repertorio analitico, per indicare un elenco ordinato di parole; per esempio nelle espressioni index nominum (indice dei nomi), index rerum (indice delle cose, repertorio analitico), index verborum (indice delle parole), index locorum (indice delle parole citate in un testo, accompagnate dallindicazione del luogo dove compaiono). in diebus illis (in di..bus l.lis) loc. lat., in it. loc. avv. ~ In quei giorni: espressione evangelica che ricorre pi volte nel Nuovo Testamento, usata spesso scherz. per indicare un tempo lontano e definitivamente trascorso, circoscritto nel passato. in diem (in d.em) loc. lat., in it. loc. avv. ~ A un giorno futuro: formula giuridica per indicare un giorno futuro previsto ma indeterminato. in dubiis abstine (in d.biis b.sti.ne) (o in dubio abstine) loc. lat. ~ Nei casi dubbi (o nel dubbio) astieniti: formula tradizionale, di probabile origine medievale, che invita a non prendere decisioni (o a non esprimere giudizi) nei casi non sufficientemente chiari o conosciuti. in dubio abstine (in d.bio b.sti.ne) ~ vedi IN DUBIIS ABSTINE. in dubio pro reo (in d.bio pr r.o) loc. lat. ~ Nel dubbio (si deve decidere) a favore dellimputato: espressione del linguaggio giuridico (in questa formulazione non attestata nel latino classico) che, nel diritto penale, esprime il principio per cui meglio assolvere il presunto colpevole piuttosto che condannare un eventuale innocente. in extenso (in ex.tn.so) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Per esteso, per intero, soprattutto a proposito di manoscritti o documenti copiati o riprodotti nella loro integrit.

in extremis TESTO. in fieri TESTO. infra TESTO. in hoc signo vinces (in hc s.gno vn.ces / k/) loc. lat. 1. In questo segno vincerai:

sono le parole che secondo la tradizione comparivano scritte attorno alla croce nel sogno profetico fatto dallimperatore Costantino nel 312, nellatto di marciare contro Massenzio: Costantino fece fabbricare un labaro che riproduceva limmagine del sogno (la croce, in quanto simbolo dei cristiani) e sotto questa insegna sbaragli le armate nemiche, numericamente molto pi numerose delle sue; in seguito si avvicin al cristianesimo (nel 313 proclam lEditto di Milano che concedeva libert di culto ai cristiani). 2. Lespressione viene ancor oggi usata (spesso in contesti scherzosi) per indicare un mezzo (o anche un espediente) che dovrebbe permettere di vincere una battaglia o di superare una difficolt. in illo tempore (in l.lo tm.po.re) loc. lat., in it. loc. avv. ~ In quel tempo: lespressione, frequente nei Vangeli per introdurre diversi episodi, viene usata nel linguaggio familiare a proposito di un passato remoto o ritenuto tale. in itinere (in i.t.ne.re) loc. lat., in it. loc. attr. e avv. 1. loc. attr. Nel linguaggio assicurativo, di incidente che occorre al lavoratore durante il percorso per recarsi sul luogo di lavoro: infortunio in i. 2. loc. attr. e avv. In corso di svolgimento (spec. di atti amministrativi): pratica, ricorso in i. Propr. durante il viaggio, durante il percorso, il cammino. in iure cessio (in i.re cs.sio) ~ vedi CESSIO IN IURE. in limine (in l.mi.ne) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Sulla soglia: lespressione, che in latino indica figuratamente il limitare (della vita o della morte), viene usata in italiano con il sign. estensivo e generico di allinizio o allultimo momento. in loco TESTO. in medias res (in m.dias rs) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Nel mezzo dellargomento; lespressione ( una frase oraziana: Ars poetica 147148) viene usata nel sign. di al centro della situazione, dellargomento, dellinteresse: entrare in medias res. in medio stat virtus (in m.dio stt vr.tus) loc. lat. 1. In mezzo sta la virt: sentenza della filosofia scolastica medievale che si rif alla dottrina aristotelica ed esprime lideale (greco prima e poi romano) della misura e dellequilibrio, sia nei momenti delle scelte che, pi genericamente, nelle diverse circostanze della vita. 2. Nel linguaggio corrente, viene usata come esortazione alla moderazione (spesso sentita anche come invito alla mediocrit). in memoriam TESTO. in mente Dei (in mn.te Di) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Nella mente di Dio; quindi, ancora da nascere, fuori dai confini del mondo, escluso da ogni possibile previsione: essere, trovarsi ancora in mente Dei. in nuce TESTO. in partibus infidelium (in pr.ti.bus in.fi. d.lium) loc. lat., in it. loc. avv. e attr. 1. Dalle parti, nei luoghi degli infedeli: espressione di ambito ecclesiastico (anche nella forma abbreviata in partibus), riferita propriamente a quei vescovi le cui diocesi,

di fatto onorifiche, erano situate in regioni occupate dai Turchi. 2. estens. A proposito di generiche zone non cristianizzate, o anche di persona che opera in territorio nemico (sia in senso proprio che fig.). in pectore TESTO. in perpetuum (in per.p.tu.um) loc. lat., in it. loc. avv. e attr. 1. Per sempre: formula dei documenti medievali che attestava la validit perpetua del negozio giuridico. 2. estens. Nel linguaggio corrente, la locuzione viene talvolta usata a proposito di vincoli o legami o decisioni che si ritengono validi per sempre. in primis TESTO. in quovis (in qu.vis) loc. lat., in it. loc. avv. e attr. ~ In qualsiasi (sott. navigio imbarcazione): clausola di un contratto di assicurazione marittima mediante la quale sono specificati i limiti di tempo ma non il nome della nave (da rendersi noto tuttavia entro cinque giorni dalla partenza della stessa). in re (in r) loc. lat., in it. loc. attr. e avv. ~ Nella cosa: nella filosofia scolastica, formula usata per indicare una delle soluzioni del problema degli universali: quella per cui luniversale ritenuto presente nelle cose come essenza (le altre soluzioni sono indicate con le formule ante rem e post rem). in saecula saeculorum (in sae.cu.la sae. cu.l.rum /s kula se/) loc. lat., in it. loc. avv. 1. Per i secoli dei secoli: formula con la quale si concludono molte dossologie della liturgia latina, a ricordare leternit della Trinit. 2. scherz. A proposito di fatti che si prolungano o si rinviano indefinitivamente. in situ (in s.tu) loc. lat., in it. loc. avv. e attr. ~ Sul posto: meno generico di in loco, potendo, per es., riferirsi a precise localizzazioni anatomiche o geologiche. instrumentum (in.stru.mn.tum) s.neutro lat., in it. s.m. ~ Strumento: nel linguaggio giuridico, atto pubblico redatto presso uno studio notarile. instrumentum regni (in.stru.mn.tum r. gni) loc. lat., in it. s.m. 1. Sussidio o mezzo di potere; lespressione viene usata a proposito della strumentalizzazione della religione da parte del potere politico. 2. Qualsiasi sussidio o mezzo di potere. Propr. strumento del regno, del governo, del potere. insula1 (n.su.la) s.f., lat. ~ Isola: termine che nella Roma antica design prima la casa con le adiacenze, e quindi il caseggiato con fondi e appartamenti daffitto. insula2 (n.su.la) s.f., lat. scient. 1. Isola nel sign. embriologico e anatomico. 2. Area sensoriale della neocorteccia del telencefalo, dove probabilmente terminano le vie gustative. Dal lat. class. insla isola. in syllabam (in syl.la.bam /s il/) loc. lat., in it. loc. attr. ~ In una (sola) sillaba: di verso catalettico ridotto ad una sola sillaba con ictus. intelligenti pauca (in.tel.li.gn.ti pu.ca) loc. lat. ~ Per chi capisce, poche parole: frase proverbiale usata sia per sottolineare il fatto che a chi vuol capire bastano poche parole, sia, con altro senso, come avvertimento o minaccia; cfr. anche le locuzioni italiane a buon intenditor poche parole e chi ha orecchi per intendere intenda. inter alios (n.ter .lios) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Tra gli altri, tra terzi: nel linguaggio giuridico, riferito alle parti di un processo.

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inter arma silent leges (n.ter r.ma s.lent l.ges) loc. lat. ~ Tra le armi tacciono le legguaggio corrente, il termine viene talvolta usato con un significato vicino a quello di idea, trovata. 2. Nella filosofia scolastica, il procedimento di scoperta delle idee. 3. Nel diritto romano, lacquisto di cosa scoperta, che non faccia parte di un fondo pubblico o privato (per esempio la scoperta di un tesoro: inventio thesauri). 4. Nel linguaggio canonico, il ritrovamento di una reliquia e la scrittura che ne d conto. Propr. ritrovamento, invenzione. in vino veritas (in v.no v.ri.tas) loc. lat. ~ Nel vino la verit: proverbio latino (a sua volta traduzione di una frase greca) usato spesso ancor oggi per commentare il fatto che lebrezza etilica favorisce una sincerit di cui, una volta ritornati sobri, spesso ci si pente. in vitro TESTO. in vivo (in v.vo) loc. lat., in it. loc. avv. e attr. 1. Nel vivo: a proposito di un processo biologico studiato sperimentalmente mentre si svolge allinterno di un organismo in vita, in contrapposizione a quelle compiute su materiale fissato o conservato. 2. Nel linguaggio corrente si usa talvolta con un significato paragonabile a quello di dal vivo, dal vero. ipse dixit (.pse d.xit) loc. lat., in it. s.m. ~ Convalida perentoria (spec. con intonazione sarcastica) di unaffermazione mediante il ricorso al principio di autorit. Propr. lha detto lui, trad. lat. della formula usata nellantichit dai seguaci di Pitagora con riferimento allautorit del maestro e nel Medioevo con riferimento allautorit di Aristotele. ipso facto (.pso fc.to) loc. lat., in it. loc. avv. 1. Sul fatto stesso: lespressione viene usata sia per esprimere urgenza (immediatamente, senza por tempo in mezzo, da un momento allaltro), che per significare un nesso causale (per il fatto stesso, conseguentemente, automaticamente). 2. In diritto, spec. canonico, indica che il fatto stesso di aver trasgredito una legge fa incorrere automaticamente nella relativa pena. ipso iure (.pso i.re) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Per il diritto stesso: in diritto, per sola forza di legge, con riferimento agli effetti che seguono direttamente da una norma di legge, indipendentemente da qualsiasi altro atto o provvedimento. item (.tem) avv., lat. ~ Parimenti, altres: usato spec. nel linguaggio notarile. ite missa est (.te ms.sa st) loc. lat., in it. s.m. ~ Andate, la Messa finita: formula del congedo solenne della Messa in rito latino (alla quale si risponde con le parole Deo gratias), adoperata talvolta scherz. per indicare compimento, conclusione: se Dio vuole siamo giunti allite missa est. iter (.ter) s.m., lat. TESTO. iunior TESTO. iurare in verba magistri (iu.r.re in vr.ba ma.g.stri) loc. lat. ~ Giurare sulle parole del maestro: espressione oraziana (Epistole 1.1.14) nella quale il poeta rivendica orgogliosamente la propria libert e la propria autonomia intellettuale, usata a proposito di chi accetta acriticamente le opinioni di una persona autorevole o anche, con altro senso, di chi cerca di giustificare la propria incapacit dietro unautorit superiore. iure (i.re) avv., lat. ~ Per forza di legge, di diritto: espressione del linguaggio giuridico.

gi; espressione ciceroniana (Pro Milone 4.10) che viene usata per sottolineare la vanit delle leggi in tempo di guerra. interim (n.te.rim) avv., in it. sm. TESTO. interna corporis acta (in.tr.na cr.po.ris c.ta) loc. lat., in it. s.m.pl. ~ Atti interni di un organo: gli atti adottati da un organo istituzionale (ad esempio dalla Camera dei deputati, dal Senato o dalla Corte costituzionale) per regolare la propria attivit interna in piena autonomia (come riconosce la Costituzione); equivalgono al regolamento interno dellorgano (anche sempl. interna corporis). inter nos (n.ter ns) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Fra noi: per sottolineare il carattere confidenziale o segreto di un discorso. inter pares (n.ter p.res) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Fra pari, fra soggetti uguali; espressione del linguaggio giuridico. inter partes (n.ter pr.tes) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Fra le parti; espressione del linguaggio giuridico. inter pocula (n.ter p.cu.la) loc. lat., in it. loc. attr. ~ Fra i bicchieri, a tavola: lespressione, che riprende un verso virgiliano (Georgiche 2.383), viene usata per indicare conversazioni, discorsi, riflessioni fatti in occasioni conviviali, in clima di allegra cordialit. inter pocula silent negotia (n.ter p.cu.la s.lent ne.g.tia /tsja/) loc. lat. ~ Fra i bicchieri tacciono gli affari: una delle iscrizioni bacchiche del famoso Rathauskeller di Norimberga, che invita a godersi pienamente il convito, lasciando gli affari (e quindi le preoccupazioni) ad altri momenti. inter vivos (n.ter v.vos) loc. lat., in it. loc. attr. ~ Fra vivi: nel linguaggio giuridico, a proposito di negozi che producono il loro effetto mentre tutti i soggetti interessati sono ancora in vita, con particolare riferimento alle donazioni inter vivos, cio alle vere e proprie donazioni, in contrapposizione ai lasciti testamentari. intitulatio (in.ti.tu.l.tio /tsjo/) s.f., lat. ~ Intitolazione: in diplomatica il termine indica la formula iniziale di documenti nella quale sono espressi il nome, i titoli e le qualit dellautore. in toto TESTO. intra moenia TESTO. introibo (in.tr.i.bo) prima pers. sing. del fut. del verbo lat. introire (entrare), in it. s.m. invar. 1. Entrer; la parola con cui comincia il versetto introibo ad altare Dei (salir allaltare di Dio, Salmo 42) che, prima della riforma della liturgia, era recitato dal sacerdote allinizio della Messa, ai piedi dellaltare. 2. In italiano, il termine era usato nella locuzione arc. venire allintroibo, fare lintroibo (= entrare nel discorso) e compare talvolta ancor oggi, spec. nel linguaggio letterario, nel significato figurato di premessa, preliminare. introitus (in.tr.i.tus) s.m., lat. scient. ~ In medicina, apertura, ingresso verso un canale, una cavit, un organo cavo. inventio (in.vn.tio /tsjo/) s.f., lat. 1. Nella retorica classica la prima parte dellarte retorica (insieme a dispositio, elocutio, memoria e actio), relativa alla scelta degli argomenti e delle argomentazioni Nel lin-

iure et facto (i.re t fc.to) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Di diritto e di fatto: espressione ius (is) s.neutro lat., in it. s.m. ~ Diritto:
del linguaggio giuridico. presso gli antichi Romani, la norma di carattere giuridico (contrapposta a fas, la norma religiosa) Il vocabolo viene usato anche in italiano per indicare il diritto (spec. per accentuare la solennit di un discorso o di un assunto), o, pi spesso, in locuzioni che indicano speciali istituti del diritto romano e medievale (ius civile, ius gladii, ecc.), oppure in espressioni scherzose (ius murmurandi, cio di commentare sfavorevolmente almeno di nascosto le condizioni imposte da una dittatura): vedi le voci seguenti. ius civile (is ci.v.le) loc. lat., in it. s.m. ~ Diritto civile: nel diritto romano indica il diritto del popolo; senza altre specificazioni, si intende del popolo romano. ius gentium (is gn.tium) loc. lat., in it. s.m. 1. Diritto delle genti, diritto dei popoli: nel diritto romano classico indica il complesso delle norme che vengono osservate da tutti i popoli civili (al di fuori di Roma), in quanto nascono dalla ragione naturale. 2. Nel linguaggio odierno, il diritto internazionale. ius loci (is l.ci) (o ius soli) loc. lat., in it. s.m. ~ Diritto di territorio; nel diritto moderno, la norma per la quale si considera cittadino di un certo stato chi nasce sul suo territorio da genitori ignoti o apolidi (contrapposto allo ius sanguinis). ius primae noctis (is pr.mae nc.tis /me/) loc. lat., in it. s.m. ~ Diritto della prima notte; presunto diritto feudale secondo il quale sarebbe spettato al signore di trascorrere con la moglie del suddito la prima notte di matrimonio. ius sanguinis (is sn.gui.nis) loc. lat., in it. s.m. ~ Diritto di sangue; nel diritto moderno, la norma per la quale si considera cittadino di un certo stato chi nasce sul suo territorio ed figlio di persone che ne hanno gi la cittadinanza. ius soli (is s.li) ~ vedi IUS LOCI. iuventus (iu.vn.tus) s.f., lat. ~ Giovent: istituzione romana di carattere sportivomilitare, sorta in epoca repubblicana e riordinata da Augusto, che raccoglieva i giovani dai nove ai diciassette anni.

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labrum (l.brum) s.neutro lat., in it. s.m. ~ In

archeologia, termine col quale vengono indicate le grandi vasche, spesso marmoree, usate come ornamento di giardini e per abluzioni dagli antichi Romani, talvolta reimpiegate nel Medioevo come altari. Forma contratta di lavabrum, der. di lavare lavare. lacrima Christi (l.cri.ma Chr.sti /kr i/) (o lacryma Christi) loc. lat., in it. s.f. ~ La lacrima di Cristo: nome di un vitigno coltivato nella zona di Torre del Greco (presso Napoli) e del vino che se ne ricava; secondo una leggenda diffusa nel Napoletano, Ges arriv in Campania e, trovandola invasa dai diavoli, pianse a calde lacrime: nel luogo dove le lacrime avevano toccato il suolo nacque un vigneto dalla cui uva fu tratto un vino prelibato, il Lacrima Christi. lacryma Christi (l.cry.ma Chr.sti /krima kr i/) ~ vedi LACRIMA CHRISTI.

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lapsi (l.psi) agg. e s.m.pl., lat. ~ Designa-

zione dei cristiani apostati (caduti) durante le persecuzioni di Decio e Valeriano (sec. III). P. pass. di labi scivolare, cadere. lapsus TESTO. latinorum TESTO. lato sensu (l.to sn.su) loc. lat., in it. loc. avv. ~ In senso largo, cio nel significato pi esteso e comprensivo (contrapposto a stricto sensu). laudator temporis acti (lau.d.tor tm.po. ris c.ti) loc. lat., in it. s.m. ~ Lodatore del tempo passato: espressione oraziana (Ars poetica, 173) citata spesso a proposito del conservatorismo dei vecchi o, pi genericamente, riferita a chi rimpiange i tempi passati e vede solo i lati negativi del presente. lectio (lc.tio /tsjo/) s.f., lat. 1. Il commento cattedratico agli autori nelle universit medioevali e del Rinascimento L. brevis, ancora oggi, riduzione dellorario scolastico, in concomitanza con linizio di un periodo di vacanza. 2. Nella liturgia delle ore, ciascuno dei passi di letture liturgiche introdotti nellufficio quotidiano cattolico Nella Messa in latino, il titolo del brano della Scrittura che viene letto. 3. Nella critica testuale, il modo di presentarsi di una parola o di una frase, caratteristico di un codice o di una famiglia di codici: l. facilior, la variante pi facile perch pi spontanea per il copista e quindi meno attendibile; l. difficilior, la pi difficile registrata dai codici e che ha quindi maggiori probabilit di essere quella autentica. Propr. scelta; lettura; lezione, der. di legre cogliere, scegliere; leggere. lectio brevis (lc.tio br.vis /tsjo/) ~ vedi LECTIO. lectio difficilior (lc.tio dif.fi.c.lior /tsjo/) ~ vedi LECTIO. lectio facilior (lc.tio fa.c.lior /tsjo/) ~ vedi LECTIO. legenda TESTO. legibus solutus (l.gi.bus so.l.tus) loc. lat., in it. loc. attr. e avv. ~ Libero dalle leggi, sciolto dai vincoli imposti dalle leggi: espressione, risalente al diritto romano (Ulpiano: princeps a legibus solutus est), per cui il sovrano non soggetto alle leggi in quanto egli stesso fonte di legge; rappresenta uno dei fondamenti del potere assoluto del re. legitima suspicione (le.g.ti.ma su.spi.ci. ne) loc. lat., in it. s.f. ~ Per un legittimo sospetto: espressione dellabrogato Codice di procedura penale con cui si indicava uno dei casi in cui poteva essere disposta la remissione del processo penale per il sospetto che lambiente locale determinasse qualche influenza sul corso del procedimento e sulla decisione del giudice. lex (lx) s.f., lat. ~ Legge: con riferimento agli atti giuridici dellepoca romana e medievale. lexicon (l.xi.con) s.neutro lat. moderno, in it. s.m. ~ Titolo comune a molti repertori di lingue o civilt antiche (per es. il Lexicon totius latinitatis dellabate E. Forcellini pubblicato nel 1771). Trascr. del gr. leksikn. libido (li.b.do) s.f., lat., in it. s.f. TESTO. limes (l.mes) s.m., lat. ~ La linea di fortificazioni che corre lungo i confini continentali dellImpero Romano in Europa. Affine a limen nis soglia. littera (lt.te.ra) s.f., lat. 1. Lettera: nella filologia medievale, sin. di testo, spec. riguar-

do alla tradizione manoscritta del Digesto. 2. In paleografia, sin. di scrittura. livedo (li-v-do) s.f., lat. scient. ~ Colorazione livida della cute e delle mucose visibili. Lat. livdo lividura, der. di livre essere, diventare livido. livedo anularis (li.v.do a.nu.l.ris) loc. lat. scient., in it. s.f. ~ Lividura anulare: particolare aspetto marezzato della cute per stasi venosa presente sul seno femminile e sugli arti inferiori spec. nella stagione fredda. loco citato (l.co ci.t.to) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Nel passo citato, espressione comunemente usata (spesso nella forma abbreviata loc. cit. o l.c.) come rimando al passo o alla pagina di unopera che stata gi citata in precedenza. locus TESTO. locus amoenus (l.cus a.mo.nus /m/) loc. lat., in it. s.m. ~ Antico topos della mitologia e della letteratura usato per rappresentare una situazione in cui luomo, come nellEden, sottratto ai contrasti della storia ed riconciliato con la natura. Propr. luogo ameno. longa manus TESTO. ludus (l.dus) s.m., lat. (pl. ludi) 1. Nel latino classico, scherzo, divertimento, spettacolo. 2. Nel Medioevo, la sacra rappresentazione in latino, evoluzione del dramma liturgico. lupus (l.pus) s.m. lat. mediev., in it. s.m. TESTO. lupus in fabula (l.pus in f.bu.la) loc. lat., in it. loc. avv. 1. Il lupo nella favella; modo di dire proverbiale che si usa ripetere quando si tronca il discorso al sopraggiungere di persona di cui si stava parlando (con allusione alla credenza popolare che luomo, visto dal lupo, perde la favella). 2. Nel linguaggio corrente, lespressione viene colloquialmente usata anche rivolta alla persona che sopraggiunge per avvertirla che stavamo parlando di lei. lusus naturae (l.sus na.t.rae /re/) loc. lat., in it. s.m. ~ Scherzo di natura: espressione con cui i naturalisti del Rinascimento tentarono di definire presunti aspetti o fenomeni strani o mostruosi del mondo fisico. lyceum (ly.c.um /li/) s.neutro lat., in it. s.m. ~ Nome assunto come titolo di istituzioni o circoli culturali. Dal gr. Lykeion, localit ateniese presso la quale sorgeva il tempio di Apollo Liceo e della scuola dei peripatetici fondata da Aristotele. lyra mendicorum (ly.ra men.di.c.rum /l i/) loc. lat., in it. s.f. ~ Lo stesso che organistrum ( TESTO).

magister (ma.g.ster) s.m., lat. 1. Capo, co-

mandante: titolo di funzionari e dignitari del mondo romano e medievale: m. equitum, incaricato del comando della cavalleria nellantica repubblica romana; m. militum, comandante della fanteria dellesercito romano sotto Costantino; m. officiorum, importante carica del tardo impero. 2. Nelle universit medievali, maestro; m. artium, titolo spettante al professore delle arti liberali. magna charta (m.gna chr.ta /k ar/) loc. lat. mediev., in it. s.f. 1. Il documento firmato dal re dInghilterra Giovanni Senzaterra nel 1215, col quale venivano solennemente definiti e confermati i diritti delle varie componenti della societ (feudatari, o baro-

ni, Chiesa, Comuni e uomini liberi) nei confronti del sovrano e le conseguenti limitazioni al potere di questultimo; considerato il prototipo degli atti di garanzia delle libert individuali e delle istituzioni politiche costituzionali moderne estens. Carta costituzionale per antonomasia. 2. Nel linguaggio corrente, qualsiasi documento nel quale siano stabilite le norme fondamentali che regolano una comunit, unistituzione, un gruppo, unattivit sociale, a tutela dei diritti di chi ne fa parte: la magna charta dei diritti degli animali. Dal titolo del documento, Magna Charta libertatum grande editto delle libert. magna cum laude (m.gna cum lu.de) loc. lat., in it. loc. attr. e avv. ~ Con grande lode: formula accademica con la quale viene conferito un giudizio di merito come particolare forma di elogio aggiunta al voto massimo. magna pars (m.gna prs) loc. lat. ~ Gran parte: espressione latina, tratta da Virgilio (Eneide 2.56: sono le parole con cui Enea d inizio alla narrazione della fine di Troia), usata comunemente a proposito di chi ha svolto il ruolo principale nellattuazione di unimpresa o nello svolgimento di una vicenda. magnificat (ma.gn.fi.cat) terza pers. sing. del pres. ind. del verbo lat. magnificare (esaltare), in it. s.m. TESTO. magnis itineribus (m.gnis i.ti.n.ri.bus) loc. lat., in it. loc. avv. ~ A grandi tappe, a marce forzate, a proposito del modo di procedere di truppe che compivano nel corso della giornata il maggior percorso possibile. magnitudo (ma.gni.t.do) s.f. lat. scient., in it. s.f. TESTO. magnum (m.gnum) agg. neutro lat., in it. s.m o f. e agg. TESTO. maiora premunt (ma.i.ra pr.munt) loc. lat. ~ Cose pi importanti urgono: lespressione si usa come riflessione sul fatto che ci attendono cose pi importanti di quelle che stiamo facendo, o anche come incitamento a lasciar perdere le nostre occupazioni per dedicarci a qualcosa di pi significativo. mala avis (m.la .vis) loc. lat. ~ Uccello di malaugurio, a proposito di persona cui si attribuisce nefasto influsso; iettatore. mala tempora currunt (m.la tm.po.ra cr.runt) loc. lat. ~ Corrono tempi cattivi: adagio del latino medievale usato, con valore parentetico, per commentare in senso negativo il periodo che stiamo vivendo. mandamenta (man.da.mn.ta) s.neutro pl. lat., in it. s.m.pl. ~ In diplomatica, le lettere pontificie contenenti ordini o disposizioni. Der. di mandare comandare. manu militari TESTO. manus (m.nus) s.f., lat. ~ Mano: nel diritto romano, la potest del padrone (dominus) o del padre (pater familias). mare magnum TESTO. mare nostrum (m.re n.strum) loc. lat., in it. s.m. ~ Espressione tradizionalmente usata per definire il Mediterraneo, dai tempi di Cesare fino a DAnnunzio. Comp. di mare mare e nostrum nostro. maximum TESTO. mea culpa TESTO. medium (m.dium) agg. neutro lat., in it. s.m. e f. TESTO alla voce medium1.

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melius (est) abundare (quam deficere)
(m.lius (st) a.bun.d.re (qum de.f.ce.re)) loc. lat. ~ meglio abbondare che scarseggiare: sentenza latina medievale, di origine ignota, usata spesso anche in forma ellittica; compare in contesti in cui si vuole sottolineare che nellincertezza meglio eccedere (sia in senso concreto che figurato) che risultare troppo scarsi o troppo cauti. memento (me.mn.to) imp. fut. del verbo lat. meminisse (ricordare), in it. s.m. invar. TESTO. memento mori (me.mn.to m.ri) loc. lat. ~ Ricordati che si muore, che si deve morire: motto di origine medievale proprio dei frati trappisti (che devono ripeterselo come saluto per non dimenticare mai la presenza incombente della morte), usato anche in contesti non religiosi per invitare a riflettere sulla caducit della vita. memorabilia (me.mo.ra.b.lia) s.neutro pl. lat., in it. s.m.pl. ~ Cose memorabili, degne di essere ricordate: eventi degni di memoria, successi, reminescenze: memorabilia cinematografici, sportivi. memorandum (me.mo.rn.dum) dal neutro del lat. memorandus che deve essere ricordato, gerundivo di memorare ricordare, in it. s.m. TESTO. memoria (me.m.ria) s.f., lat. ~ Memoria: nella retorica classica, la quarta delle cinque grandi partizioni dellarte retorica (insieme a inventio, dispositio, elocutio e actio): riguardava essenzialmente la capacit delloratore di mandare a mente il discorso che aveva elaborato in vista della recitazione. mens sana in corpore sano (mns s.na in cr.po.re s.no) loc. lat. ~ Mente sana in un corpo sano: sentenza tratta da un verso di Giovenale (Satire 10.356) che sintetizza lideale del mondo romano di un equilibrio tra le facolt dellanima e quelle del corpo, usata correntemente, spec. nella letteratura medica dallantichit a oggi, con il significato banalizzato che per avere integre le facolt dello spirito non si deve trascurare la cura del fisico. militaria (mi.li.t.ria) s.neutro pl. lat., in it. s.m.pl. ~ Cose militari: oggetti riguardanti la storia degli eserciti (insegne, uniformi, stampe, ecc.), come materia di collezionismo. minimum TESTO. minus habens TESTO. mirabilia (mi.ra.b.lia) sneutro pl. lat., in it. s.m. o s.f.pl. TESTO. miserere (mi.se.r.re) seconda pers. sing. dellimp. del verbo lat. miserri (aver piet), in it. s.m. invar. ~ TESTO. mixta religio (mx.ta re.l.gio) loc. lat., in it. s.f. ~ Religione mista: impedimento canonico a contrarre matrimonio fra due persone entrambe battezzate, ma una delle quali appartenente alla confessione cattolica e laltra a una setta eretica e scismatica; eliminabile con dispensa pontificia dietro garanzie particolari da parte del coniuge acattolico, spec. per quanto riguarda leducazione religiosa della prole. modus operandi TESTO. modus ponens (m.dus p.nens) loc. lat., in it. s.m. ~ Modo che afferma: in logica, regola di inferenza che permette di passare dalla verit di un enunciato ipotetico e del suo antecedente alla verit del suo conseguente (ad es.: se giorno, c luce; ma giorno; quindi c luce). modus tollens (m.dus tl.lens) loc. lat., in it. s.m. ~ Modo che nega: in logica, regola di inferenza che permette di passare dalla verit di un enunciato ipotetico e dalla falsit del suo conseguente alla falsit del suo antecedente (ad es:. se c fuoco, c fumo; ma non c fumo; quindi non c fuoco). modus vivendi TESTO. molimen (mo.l.men) s.neutro lat. (pl. molmina), in it. s.m. ~ Grande sforzo: in medicina, lo sforzo che si accompagna allespletamento di una funzione fisiologica. monstrum (mn.strum) s.neutro lat., in it. s.m. ~ Mostro, cosa mostruosa: fenomeno eccezionale, con una valutazione che va dallo stupore ammirato allorrore: il razzismo un m. potenziale e latente nelle coscienze; m. giuridico. more maiorum (m.re ma.i.rum) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Secondo il costume degli avi: espressione usata per sottolineare il valore sacro della tradizione o gli usi e costumi dei nostri antenati, anche in senso scherzoso. more solito TESTO. more uxorio TESTO. mors tua vita mea (mrs t.a v.ta m.a) loc. lat. ~ La tua morte la mia vita: sentenza proverbiale latina allusiva alla lotta per lesistenza, nella quale, spesso, ci che risulta di danno a uno va a vantaggio di un altro. mortis causa (mr.tis cu.sa) loc. lat., in it. loc. avv. e attr. ~ Per causa di morte: espressione del linguaggio giuridico usata a proposito di fatti o situazioni che si verificano con la morte: successione m. c.; estinzione di un reato m. c. mutatis mutandis TESTO. mutuus dissensus (m.tu.us dis.sn.sus) loc. lat., in it. s.m. ~ Mutuo dissenso: nel diritto romano, lo scioglimento, di comune accordo, di un contratto consensuale. persona non pu essere nuovamente giudicata per lo stesso fatto, e, nel regolamento parlamentare, che una Camera o una commissione non possono essere chiamate a pronunciarsi due volte sullo stesso argomento. 2. Nel linguaggio comune lespressione viene talvolta usata come invito a non ricadere nel medesimo errore, o anche, pi genericamente, a non ripetersi.

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necesse est enim ut veniant scandala

narratio (nar.r.tio /tsjo/) s.f., lat. 1. Lespo-

sizione obiettiva del fatto: una delle parti in cui lantica retorica suddivideva lorazione: seguiva allesordio e serviva allesposizione del fatto. 2. In diplomatica, formula che definisce le circostanze che hanno dato origine al documento. Calco sul gr. dixgsis. naturaliter (na.tu.r.li.ter) avv., lat. ~ Naturalmente; secondo natura, per propria natura, usata in luogo del corrispondente italiano quasi per recuperarne il significato pi etimologico, rispetto al significato pi generico di ovviamente, prevedibilmente. natura non facit saltus (na.t.ra nn f.cit sl.tus) loc. lat. ~ La natura non fa salti, non procede a balzi: formula di origine scolastica, risalente a Linneo nella forma che riportiamo, ma gi presente in Leibniz per esprimere il concetto che la natura procede per gradi, senza soluzione di continuit La locuzione viene ripresa nella pubblicistica contemporanea anche fuori da contesti scientifici. ne bis in idem (n bis in .dem) loc. lat., in it. loc. avv. 1. Non (si giudichi) due volte sul medesimo fatto: principio giuridico che vuole evitare la duplicazione di atti tendenti al medesimo scopo: per esempio, nel diritto processuale moderno stabilisce che quando stata emessa una sentenza definitiva una

(ne.cs.se st .nim ut v.niant scn.da.la) loc. lat. ~ necessario infatti che avvengano gli scandali: frase evangelica (Matteo 18.7 e Luca 17.1); la frase viene oggi usata soprattutto per mettere laccento sul valore catartico dello scandalo, che fa esplodere una situazione stagnante o che porta alla luce un male nascosto. nemo ad impossibilia tenetur (n.mo ad im.pos.si.b.lia te.n.tur) loc. lat. 1. Nessuno tenuto (a fare) cose impossibili; nessuno pu essere costretto a cose impossibili: norma giuridica (attestata anche nella variante ad impossibilia nemo tenetur) che prescrive che tra i requisiti essenziali del contratto vi sia quello della possibilit del suo oggetto. 2. La frase, che trova la sua origine nel latino volgare (anche se numerose sono le attestazioni di un concetto simile sia nella latinit che nella grecit classica), viene talvolta usata nel linguaggio comune con il significato generico di non si pu pretendere limpossibile. nemo propheta in patria (n.mo pro.ph. ta in p.tria /prof ta/) loc. lat. ~ Nessuno profeta in patria: espressione evangelica (sono le parole che Ges pronuncia a Nazareth per commentare la fredda accoglienza dei suoi conterranei), frequentemente usata nel linguaggio corrente per significare che raramente si arriva a godere di grande prestigio nel luogo dove siamo nati e dove siamo conosciuti (un po perch sono noti tutti i nostri limiti e difetti e pi che altro perch siamo oggetto di invidia). ne quid nimis (n quid n.mis) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Nulla di troppo: traduzione latina della frase che gli antichi dicevano essere scolpita sul frontone del tempio di Apollo a Delfi: si tratta di un chiaro invito alla moderazione, a non eccedere, a non superare i limiti (e in questo senso talvolta usata ancor oggi). ne sutor ultra crepidam (n s.tor l.tra cr.pi.dam) loc. lat. ~ Che il calzolaio non salga oltre la scarpa: lespressione latina (la cui esatta formulazione ne sutor supra crepidam iudicaret che il calzolaio non esprima il suo giudizio su ci che sopra la scarpa) riproduce la frase che la tradizione greca attribuisce al pittore Apelle: il pittore lavrebbe pronunciata rivolgendosi al calzolaio che, dopo aver fatto delle giustificate critiche sul calzare, pretendeva di esprimere giudizi anche sulla muscolatura delle gambe della figura che lui stava dipingendo La frase era proverbiale gi nellantichit per invitare, piuttosto sprezzantemente, a non parlare di argomenti che non si conoscono o che comunque non ci competono; con questo senso viene ancor oggi a volte usata, per lo pi con valore parentetico (cfr. i proverbi ciabattino, parla sol del suo mestiere, o il pi generico a ognuno il suo mestiere).

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ne varietur (n va.ri.tur) loc. lat. 1. Non

si modifichi: espressione usata (per lo pi con funzione attributiva) per indicare che il testo di unedizione definitivo e quindi non suscettibile di modifiche o variazioni. 2. Nel linguaggio diplomatico, a proposito di documenti internazionali il cui testo va considerato come definitivo. nihil obstat TESTO. nisi caste saltem caute (n.si c.ste sl. tem cu.te) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Se non castamente, almeno cautamente: massima latina medievale che invita ad agire in maniera cauta quando proprio non si riesca a evitare di venir meno alla castit Viene talvolta usata in senso estensivo per invitare a muoversi con cautela in situazioni che in qualche modo si prestino a destare sospetto o scandalo. nisi omnes (n.si m.nes) loc. lat., in it. loc. attr. ~ Se non tutti: nel diritto internazionale, della clausola di un accordo plurilaterale diretta a stabilire che una determinata convenzione applicabile soltanto se tutti gli Stati ne sono vincolati. noli me tangere TESTO. nomen iuris (n.men i.ris) loc. lat., in it. s.m. 1. Nome di diritto: espressione che esprime un concetto giuridico privo di corrispondenza nel mondo della realt materiale (per es. azienda o patrimonio in quanto entit riconducibili a unit solo tramite il diritto). 2. estens. La definizione giuridica di un istituto. nomen omen (n.men .men) loc. lat. ~ Il nome un auspicio: espressione che esprime il concetto del valore augurale che il nome reca in s; viene spesso ripetuta, spec. scherz., a proposito di persone (o cose) la cui sorte sembra legata al nome che portano. nomina sunt consequentia rerum (n. mi.na sunt con.se.qun.tia r.rum /kw n tsja/) loc. lat. ~ I nomi sono conseguenza delle cose: espressione derivata da un passo di Giustiniano (e che deve la sua fortuna alla citazione che ne fa Dante nella Vita Nuova: 13.4), usata spesso anche oggi (spec. con intento ironico o scherzoso) per sottolineare come esista unintima corrispondenza tra i nomi e le cose (o le persone) nominate. non dolet (nn d.let) loc. lat. ~ Non duole, non fa male: parole attribuite da Plinio il Giovane ad Arria, moglie di Cecina Peto, che, coinvolto nella congiura di Scriboniano contro limperatore Claudio, fu invitato a uccidersi; secondo il racconto (ripreso anche da Marziale) luomo esitava e la moglie, per spingerlo a compiere coraggiosamente il gesto finale, si trafisse e, restituendo il pugnale al marito, pronunci la frase Paete, non dolet!; le parole vengono talvolta ripetute a proposito di un gesto eroico che costituisce un esempio e un incoraggiamento per altri.

nondum matura est; nolo acerbam sumere (nn.dum ma.t.ra st; n.lo a.cr. bam s.me.re) loc. lat. ~ Ancora non ma-

tura; non la voglio cogliere acerba: espressione risalente a una famosissima favola di Fedro (4.3.4), quella della volpe e delluva: la volpe non arriva alluva, che troppo alta, e finge che non le interessi in quanto ancora non abbastanza matura per essere colta; la frase viene usata (per lo pi ridotta alle parole iniziali) a proposito di chi ostenta di-

sprezzo o disinteresse nei confronti di qualcosa che invece lo interessa molto ma che non capace di ottenere. non expedit (nn x.pe.dit) loc. lat., in it. s.m. ~ Non conviene: formula di dissuasione usata dalla Chiesa romana, in relazione alla partecipazione dei cattolici alla vita politica dello stato italiano dopo la presa di Roma (1870), e fino ai primi anni del sec. XX. non liquet (nn l.quet) loc. lat. ~ Non chiaro: formula giudiziaria romana, usata per indicare lassenza di elementi certi di giudizio; viene ancor oggi talvolta usata a proposito di fatti, situazioni e anche di espressioni poco chiari. non multa sed multum (nn ml.ta sd ml.tum) loc. lat. ~ Non molte cose ma molto bene: adagio latino che invita ad apprendere privilegiando la qualit sulla quantit. non olet (nn .let) ~ vedi PECUNIA NON OLET. non omnia possumus omnes (nn m. nia ps.su.mus m.nes) loc. lat. ~ Non tutti possiamo tutto: espressione virgiliana (Egloghe 8.63), gnomica gi nellantichit, talvolta usata ancor oggi per commentare i limiti delle possibilit umane. non plus ultra TESTO. non possumus (nn ps.su.mus) loc. lat., in it. loc. avv. e s.m. 1. Non possiamo: lespressione tratta dagli Atti degli apostoli (4.20) e si riferisce al rifiuto da parte degli apostoli Pietro e Giovanni di accogliere linvito di desistere dalla predicazione del Vangelo rivolto loro dai sacerdoti ebrei La frase stata frequentemente usata dai papi in risposte date a regnanti per indicare limpossibilit di accedere alle loro richieste di deroga a leggi divine o canoniche: cos sembra rispondesse Clemente VII a Enrico VIII dInghilterra circa la sua richiesta di annullamento di matrimonio, cos rispose Pio IX a Napoleone III a proposito della cessione della Romagna a Vittorio Emanuele II, e ripetutamente, sempre lo stesso pontefice, cos rispose al governo italiano a proposito delle richieste di entrare in Roma col consenso della Santa Sede. 2. estens. Rifiuto categorico o dogmatico, che nasce da una superiore esigenza morale o politica o che viene giustificato come tale. non scholae sed vitae discimus (nn sch.lae sd v.tae d.sci.mus /sk le v ite/) loc. lat. ~ Non impariamo per la scuola ma per la vita: si tratta del reciproco di unespressione senechiana (Epistole 106.11: non vitae sed scholae discimus non per la vita, ma per la scuola impariamo), con cui il filosofo, in una lettera a Lucilio, criticava il modo di insegnare dei suoi tempi; viene talvolta usata come riflessione sul fatto che lapprendimento deve essere finalizzato alla formazione dellindividuo e non tanto al conseguimento di aride nozioni o di un titolo di studio. non sequitur (nn s.qui.tur) loc. lat., in it. s.m. ~ Non segue: in logica, ragionamento fallace, in cui la conclusione non segue coerentemente dalle premesse. norma agendi (nr.ma a.gn.di) loc. lat., in it. s.f. ~ Regola dellagire: espressione del linguaggio giuridico usata per designare il diritto oggettivo, inteso come il complesso delle norme che regolano i rapporti tra gli uomini, imposte dallautorit dello stato.

nostras (n.stras) agg., lat. scient. ~ In me-

dicina, di malattia il cui aspetto clinico esteriore analogo a quello di malattie esotiche; per esempio il colera nostras, una forma di salmonellosi, accompagnato, analogamente al colera asiatico, da profusa diarrea. Dal lat. class. nostras atis nostrano. notitia criminis TESTO. nova TESTO. nugae (n.gae / e/) s.f.pl., lat. ~ Bagattelle, sciocchezze, inezie: nelluso lett., a proposito di componimenti cui lautore annette (o finge di annettere) poca importanza. nulla dies sine linea (nl.la d.es s.ne l.nea) loc. lat. ~ Nessun giorno senza una linea: lespressione, attribuita da Plinio il Vecchio (Naturalis Historia 35.84) al pittore greco Apelle (sec. IV a.C.) che affermava di non passare nemmeno un giorno senza esercitarsi nel disegno, viene ancor oggi usata per invitare allesercizio, allimpegno quotidiano, e non solo a proposito di pittori e scrittori; la frase fu il motto dello scrittore francese Emile Zola. nulla poena sine lege (nl.la poe.na s.ne l.ge /p na/) loc. lat. ~ Nessuna pena senza la legge: si tratta di uno dei principi fondamentali del diritto, risalente al diritto romano, ripreso nelle dichiarazioni (americana e francese) dei diritti delluomo e sancito dalla nostra Costituzione nellart. 25: nessuna pena pu essere inflitta senza che sia prescritta dalla legge. nullum crimen sine lege (nl.lum cr.men s.ne l.ge) loc. lat. ~ Nessun delitto senza la legge: una delle formulazioni con cui viene stabilito uno dei principi fondamentali del diritto (cfr. anche nulla poena sine lege); lart. 1 del nostro codice penale recita: nessuno pu essere punito per un fatto che non sia espressamente preveduto come reato dalla legge. numerus clausus TESTO.

obitus (-bi-tus) s.m., lat. ~ Termine proprio

del linguaggio medico nel significato di decesso. Propr. morte. obtorto collo TESTO. odi profanum vulgus (et arceo) (.di pro.f.num vl.gus (t r.ceo)) loc. lat. 1. Odio il volgo profano (e lo tengo a distanza): celebre verso di Orazio, sentito come proverbiale gi nellantichit; linizio di unode nella quale il poeta esprime il suo disgusto per il volgo ignorante, totalmente estraneo alluniverso della poesia e del bello (Odi 3.1.1). 2. Viene ancor oggi variamente citato per esprimere latteggiamento di chi, per disprezzo (o disgusto), si tiene lontano dalle opinioni e dai comportamenti della massa. offendicula (of-fen-d-cu-la) s.lat. neutro pl., in it. s.m.pl. ~ Nel linguaggio giuridico, i mezzi offensivi predisposti per la difesa di un bene immobile (per es. i pezzi di vetro murati lungo la sommit di un muro di cinta, le punte aguzze delle aste dei cancelli, le recinzioni di filo spinato, ecc.). Dal sing. offendiclum impedimento, der. di offendre nel sign. di urtare, inciampare. oleum (.le.um) s.neutro lat. scient., in it. s.m. ~ Soluzione di anidride solforosa in acido solforico; detto anche acido solforico fumante, un liquido oleoso fortemente cor-

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rosivo, usato spec. in chimica organica nelle reazioni di solfonazione. Dal lat. class. olum olio. olim (.lim) avv., lat. ~ Una volta, un tempo: in contesti italiani, per lo pi ironicamente o scherzosamente, per sottolineare come una situazione appartenga ormai completamente al passato. omne trinum est perfectum (m.ne tr. num st per.fc.tum) loc. lat. ~ Ogni complesso di tre cosa perfetta: massima medievale dorigine cabalistica, allusiva al valore sacro del numero tre. omnia mea mecum porto (m.nia m.a m.cum pr.to) loc. lat. ~ Porto tutte le cose mie con me: parole attribuite a vari filosofi greci (in particolar modo cinici e scettici), proverbiali ad indicare la superiorit dello spirito sul possesso dei beni materiali. omnia munda mundis (m.nia mn.da mn.dis) loc. lat. ~ Tutto puro per i puri: frase di s. Paolo (Lettera a Tito 1.15) che viene citata a difesa della rettitudine e della castit delle intenzioni in quanto elemento fondamentale del lecito: chi agisce in stato di innocenza non commette il male, in quanto il male non nelloggetto ma nella malizia delluomo. omnia vincit amor (m.nia vn.cit .mor) loc. lat. ~ Lamore vince tutto: emistichio virgiliano (Egloghe 10.69), divenuto proverbiale gi in epoca antica per esaltare la potenza dellamore. omnium (m.nium) gen. pl. di omnis (ogni), in it. s.m. TESTO. onus probandi (.nus pro.bn.di) loc. lat., in it. s.m. ~ Onere della prova: nel linguaggio giuridico, il principio secondo il quale lobbligo di provare i fatti spetta a chi accusa. ope legis TESTO. opera omnia TESTO. optimum (p.ti.mum) neutro sost. di optimus (ottimo), in it. s.m. TESTO. opus TESTO. ora et labora (.ra t la.b.ra) loc. lat. ~ Prega e lavora; il motto con cui tradizionalmente si sintetizzano i dettami di san Benedetto da Norcia: preghiera e lavoro; rappresenta il modello della vita attiva proprio del monachesimo occidentale, contrapposto a quello prevalentemente contemplativo del monachesimo orientale. oremus (o.r.mus) prima pers. pl. del pres. cong. di orare (pregare), in it. s.m. ~ Preghiamo: linvito in latino che il sacerdote, nella liturgia cattolica, rivolge (in italiano nella nuova liturgia) ai fedeli ogni volta che sta per innalzare a Dio una preghiera a nome dei presenti La preghiera stessa e anche il momento in cui viene detta. organum (r.ga.num) s.neutro lat. mediev., in it. s.m. ~ La prima forma polifonica medievale, sviluppatasi dal IX al XIII secolo, costituita da una voce principale e da una seconda (vox organalis) procedente in moto parallelo allintervallo di una quarta inferiore. Dal lat. orgnum, dal gr. rganon (affine a rgon opera); propr. strumento. o tempora o mores ( tm.po.ra m.res) loc. lat. ~ O tempi, o costumi: celebre esclamazione di Cicerone, ripetutamente da lui usata e divenuta proverbiale per deplorare la corruzione imperversante nellepoca in cui si vive Spesso viene ancor oggi usata, con valore attenuato, per commentare criticamente o scherzosamente un fatto o un avvenimento.

pectus excavatum (pc-tus ex-ca-v-tum) loc. lat. scient., in it. s.m. ~ Petto incavato:

pacta sunt servanda (pc.ta sunt ser.vn. da) loc. lat. ~ Si devono rispettare i patti:

norma che obbliga i soggetti, spec. nel diritto internazionale, ad adempiere gli impegni assunti con gli accordi da essi stessi conclusi Nel linguaggio corrente lespressione viene usata con significato pi generico per ribadire che si devono rispettare gli obblighi assunti verso gli altri. pactum sceleris (pc.tum sc.le.ris) loc. lat., in it. s.m. 1. Patto di scelleratezza: secondo il codice penale, il patto associativo tra pi persone allo scopo di compiere azioni delittuose. 2. Nel linguaggio giornalistico, accordo illegale tra poteri diversi: il p. sc. tra mafia e potere politico. panem et circenses (p.nem t cir.cn.ses) loc. lat. ~ Pane e giochi del circo: espressione con la quale Giovenale (Satire 10.81) sintetizza le aspirazioni della plebe romana che nellet imperiale aveva come unico interesse il cibo e i divertimenti Oggi, viene ripetuta sia a proposito di atteggiamenti analoghi diffusi a livello di massa, che di iniziative o metodi politici demagogici e banalmente populisti diretti a soddisfarli. par condicio TESTO. pars construens (prs cn.struens) loc. lat., in it. s.f. ~ Parte che costruisce: la componente propositiva e costruttiva di unargomentazione o di un ragionamento; critica costruttiva. pars destruens (prs d.struens) loc. lat., in it. s.f. ~ Parte che distrugge: la componente radicale e distruttiva di una disanima; critica distruttiva. parva sed apta mihi (pr.va sd p.ta m.hi /m ii/) loc. lat. ~ Piccola ma adatta a me: sono le parole iniziali del distico che Ludovico Ariosto pose sullingresso della sua casa di Ferrara; vengono spesso ripetute per sottolineare la soddisfazione per una dimora (o anche per una sistemazione) che si ritiene decorosa pur nella sua modestia Se ne ritrova una lontana eco nel popolare casa mia, casa mia, per piccina che tu sia tu mi sembri una badia. passim TESTO. passio (ps.sio) s.f. lat., in it. s.f. o m. 1. s.f. Titolo generico di testi agiografici contenenti la narrazione del martirio di un santo. 2. s.m. Vedi TESTO. Propr. passione. pater TESTO. pater familias (p.ter fa.m.lias) loc. lat., in it. s.m. 1. Nellantica famiglia romana, colui che, non avendo ascendenti vivi in linea maschile, era il capo della famiglia. 2. Oggi, padre di famiglia, capofamiglia, spesso con allusione ironica a un anacronistico autoritarismo o ad atteggiamenti patriarcali. Propr. padre della famiglia. pavor nocturnus (p.vor noc.tr.nus) loc. lat. scient., in it. s.m. ~ Spavento notturno: crisi di terrore infantile che sopravviene poche ore dopo linizio del sonno: caratterizzata al risveglio dal mancato riconoscimento dellambiente circostante, pu avere origine psicomotoria o derivare da disturbi emotivi e colpire anche soggetti nevrotici o cardiopatici.

deformazione del torace, che presenta una depressione in corrispondenza della parte inferiore dello sterno. pecunia non olet (pe.c.nia nn .let) loc. lat. ~ Il denaro non ha odore, non puzza: la frase viene tradizionalmente attribuita allimperatore Vespasiano, che con queste parole si giustificava di fronte ai rimproveri del figlio Tito per aver imposto una tassa sugli orinatoi; viene usata per commentare come, ancor oggi, non si sottilizzi troppo sulla provenienza del denaro. pedibus calcantibus (p.di.bus cal.cn.ti. bus) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Coi piedi che calcano il terreno: espressione usata scherz. per indicare lo svolgimento a piedi di un percorso. peplum TESTO. per fas et nefas (per fas t n.fas) loc. lat., in it. loc. avv. ~ vedi FAS. periculum in mora (pe.r.cu.lum in m.ra) loc. lat., in it. s.m. ~ Pericolo nel ritardo: nel linguaggio giuridico il rischio implicito nella procrastinazione o nel compimento tardivo di un atto; nella procedura civile uno dei requisiti per la pronuncia dei provvedimenti cautelari e per lesecuzione provvisoria della sentenza di primo grado. perinde ac cadaver (pe.rn.de ac ca.d.ver) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Non diversamente da un cadavere: formula gesuitica che esprime, iperbolicamente, la sottomissione assoluta alla regola e alla volont dei superiori. per (omnia) saecula saeculorum (pr (m.nia) sae.cu.la sae.cu.l.rum /s kula se/) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Per tutti i secoli dei secoli: espressione evangelica correntemente usata per indicare una durata lunghissima, eterna. per os (pr s) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Per bocca: espressione usata in farmacologia per indicare che un farmaco va assunto per via orale. phylum TESTO. pietas (p-e-tas) s.f., lat. ~ Labito, il comportamento corrispondente allosservanza dei doveri tradizionali verso la divinit, la famiglia, la patria ( TESTO alla voce PIET nel sign. 2) Atteggiamento equanime e rispettoso: la p. dello storico. Der. di pius pio3. placebo (pla.c.bo) prima pers. sing. del fut. del verbo lat. placere (piacere), in it. s.m. TESTO. placet (pl.cet) terza pers. sing. del pres. ind. del verbo lat. placere (piacere), in it. s.m. TESTO. placitum (pl.ci.tum) s.neutro lat., in it. s.m. ~ Voce latina con cui, fino dalle pi antiche leggi popolari germaniche, reso il concetto di assemblea generale del popolo libero, a un tempo tribunale ed esercito. Neutro sostantivato di plactus, p. pass. di placere piacere2. pleno iure (pl.no i.re) loc. lat., in it. loc. avv. ~ A pieno diritto: espressione del linguaggio giuridico. plenum TESTO. pluralia tantum TESTO. pluralis maiestatis TESTO. pluralis modestiae TESTO. plus TESTO. pollice verso (pl.li.ce vr.so) loc. lat., in it. loc. avv. 1. Col pollice volto in gi: il gesto

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che presso i Romani esprimeva condanna e mediante il quale, in particolare, il pubblico del circo chiedeva la morte per il gladiatore atterrato. 2. Comunemente, lespressione viene usata per esprimere condanna categorica o rifiuto netto: fare pollice verso. portio (pr-tio / jo/) s.f., lat. scient. ~ vedi PORTIO VAGINALIS UTERI. portio vaginalis uteri (pr-tio va.gi.n.lis .te.ri / jo/) (o sempl. portio) loc. lat scient., in it s.f. ~ In medicina, la parte del collo dellutero che sporge nella vagina. Propr. porzione vaginale dellutero. post factum (pst fc.tum) loc. lat., in it. loc. avv. e s.m. 1. loc. avv. A fatto avvenuto. 2. s.m. Nel linguaggio giuridico, reato conseguente o accessorio rispetto ad altro reato. Propr. dopo il fatto. post mortem (pst mr.tem) loc. lat., in it. loc. avv. e attr. ~ Dopo la morte: onori resi p. m.; nel linguaggio medico, avvenuto o rinvenuto dopo il decesso: coltellate inferte p. m.; parto p. m., il taglio cesareo eseguito su una gestante deceduta. post partum TESTO. post quem (pst qum) loc. lat., in it. loc. attr. ~ Dopo il quale: espressione usata nel linguaggio giuridico o storico per indicare il termine dopo il quale si fa tradizionalmente iniziare qualcosa: terminus post quem, vedi TERMINUS. post rem (pst rm) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Dopo la cosa: espressione del linguaggio filosofico che indica una delle soluzioni del problema degli universali (assieme a ante rem e in re): quella per cui luniversale ritenuto presente nella mente umana come semplice nome o concetto, senza corrispondenza nella realt o come idea astratta dalle cose concrete. post scriptum TESTO. pretium doloris (pr.tium do.l.ris /tsjum/) loc. lat., in it. s.m. ~ Prezzo del dolore: nel linguaggio giuridico, il risarcimento del danno morale. pretium sceleris (pr.tium sc.le.ris /tsjum/) loc. lat., in it. s.m. ~ Prezzo del delitto: nel linguaggio giuridico, il compenso corrisposto alla persona alla quale stato richiesto di compiere un atto contrario alla legge o alla morale. pretium sanguinis (pr.tium sn.gui.nis /tsjum/) loc. lat., in it. s.m. ~ Prezzo del sangue: nel diritto barbarico, il compenso che doveva essere corrisposto dal colpevole di un ferimento o di un omicidio al ferito o alla famiglia dellucciso. primus inter pares TESTO. pro TESTO. pro bono pacis (pr b.no p.cis) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Per il bene della pace: espressione frequentemente ripetuta a proposito di concessioni effettuate o di condizioni e situazioni tollerate solo per evitare contrasti o discussioni. pro capite TESTO. pro die (pr d.e) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Al giorno; espressione usata talvolta ancor oggi nelle prescrizioni mediche o farmaceutiche, a proposito della quantit di farmaco da assumere nelle 24 ore. pro diviso (pr di.v.so) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Mediante divisione (del bene): formula del linguaggio giuridico, usata nellespressione communio pro diviso per indicare

quella forma impropria di comunione nella quale un bene comune sia stato diviso fra i vari proprietari mediante lattribuzione a ciascuno di parti concrete ( per esempio una communio pro diviso la propriet distinta per appartamenti di uno stesso edificio). pro domo sua (pr d.mo s.a) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Per la propria casa: a proprio (esclusivo) vantaggio; espressione tratta dal titolo di una famosa orazione (propriamente De domo sua ad pontifices) con la quale Cicerone perorava la causa dei suoi possessi. pro dose (pr d.se) loc. lat. mod., in it. loc. avv. ~ Per ciascuna dose: espressione usata talvolta ancor oggi nelle prescrizioni mediche o farmaceutiche, a proposito della quantit di farmaco da assumere ad ogni somministrazione. pro forma TESTO. pro indiviso (pr in.di.v.so) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Senza divisione (del bene): formula del linguaggio giuridico, usata nellespressione communio pro indiviso, con cui si indica la comunione vera e propria di bene non diviso (del quale a ciascuno dei comproprietari attribuita una quota ideale). pro loco TESTO. promoveatur ut amoveatur (pro.mo.ve.. tur ut a.mo.ve..tur) loc. lat. ~ Si promuova per allontanarlo: motto di origine non classica usato a proposito di una promozione il cui reale scopo quello di allontanare chi ne beneficia dalla posizione di potere o di prestigio che occupa (sia in caso di persona inetta che scomoda). prorogatio (pro.ro.g.tio /tsjo/) s.f., lat. ~ Proroga, prolungamento: nel diritto pubblico italiano, istituto per il quale il titolare di un organo pubblico elettivo resta in carica anche dopo la scadenza del mandato nel caso di un mancato o ritardato rinnovo dei suoi componenti. prosit (pr.sit) terza pers. sing. del cong. pres. del verbo lat. prodesse (giovare), in it. inter. TESTO. pro soluto (pr so.l.to) loc. lat., in it. loc. avv. ~ A titolo di pagamento; nel linguaggio giuridico: cessio pro soluto, lespressione definisce una forma particolare di cessione del credito nella quale il cedente liberato nei confronti del cessionario anche se il debitore ceduto non adempie. pro solvendo (pr sol.vn.do) loc. lat., in it. loc. avv. ~ A titolo di pagamento da farsi; nel linguaggio giuridico: cessio pro solvendo, lespressione definisce una forma particolare di cessione del credito nella quale il cedente liberato nei confronti del cessionario solo nel caso che il debitore ceduto adempia. pro tempore TESTO. pro veritate (pr ve.ri.t.te) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Per la verit; al fine della verit: espressione del linguaggio giuridico usata a proposito di un giudizio tecnico sotto giuramento da esibire qualunque sia la sua conclusione. punctum dolens (pnc.tum d.lens) loc. lat., in it. s.m. 1. Punto dolente: in origine, termine del linguaggio medico per indicare il punto dolorante del corpo malato. 2. Oggi solo fig., col sign. di argomento o punto delicato, spinoso, scottante di una questione.

quaestio (quae.stio /kw /) s.f., lat. 1. Il

metodo di esposizione proprio della scolastica medievale, basato sullenunciazione di un problema, sulla proposta degli argomenti favorevoli e contrari, e sulla scelta dellargomento migliore, seguita spesso anche dalla confutazione degli altri. 2. Nel linguaggio corrente, la parola usata nella locuzione vexata quaestio (vedi la voce). Propr. inchiesta, da quaerere. qualis pater talis filius (qu.lis p.ter t.lis f.lius) loc. lat. ~ Quale il padre, tale il figlio: antica sentenza popolare (anche nella variante talis pater talis filius) che viene usata proverbialmente per indicare il perpetuarsi nei figli delle qualit o, pi spesso, dei difetti e dei vizi dei padri.

quandoque bonus dormitat Homerus

(qun.do.que b.nus dr.mi.tat Ho.m.rus / /) loc. lat. ~ Ogni volta che il buon Omero sonnecchia: espressione oraziana (Ars poetica 359), che viene per comunemente intesa a volte dormicchia anche il buon Omero: il poeta latino dichiara di indignarsi ogniqualvolta il grande Omero si rivela non allaltezza della sua fama, ma subito dopo lo giustifica dicendo che qualche difetto inevitabile in unopera cos ampia. Il verso viene spesso ripreso per sottolineare come anche agli artisti pi grandi possa venir meno lispirazione, con risultati non pari alla loro fama. quantum TESTO. quia (qua) cong. lat., in it. s.m. invar. TESTO. quid TESTO. quidam TESTO. quis custodiet custodes? (quis cu.st. diet cu.st.des?) loc. lat. ~ Chi custodir i custodi?: la frase risale a un famoso passo del poeta latino Giovenale (6.4849), che si pone questo interrogativo a proposito di chi incaricato di vigilare sulla virt delle donne, in quanto una donna licenziosa comincer proprio col circuire il proprio custode Lespressione, divenuta ben presto proverbiale, compare oggi, soprattutto nel linguaggio giornalistico, per esprimere, mediante linterrogativo retorico, sfiducia nei confronti di chi esercita funzioni direttive o di controllo, specialmente a proposito di alte cariche o istituzioni dello stato. quodlibet TESTO. quondam TESTO. quorum (qu.rum) genitivo lat. plurale del pronome relativo qui quae quod, in it. s.m. TESTO. quousque tandem (quo.s.que tn. dem) loc. lat. ~ E fino a quando: sono le parole iniziali della Prima Catilinaria di Cicerone (quousque tandem, Catilina, abutere patientia nostra? e fino a quando Catilina abuserai della nostra sopportazione?), con le quali loratore esprime il suo sdegno per il comportamento di Catilina che non solo complottava contro lo stato, ma osava addirittura presentarsi in Senato. quo vadis (qu v.dis) loc. lat. ~ Dove vai: secondo unantica tradizione risalente ai primi secoli della Chiesa, parole rivolte da san Pietro fuggitivo da Roma a Cristo che gli andava incontro (propriamente Quo vadis, Domine? dove vai, Signore?), alle quali Cristo avrebbe risposto: Romam, ut iterum crucifigar (a Roma, per essere crocifisso una seconda volta).

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raptus TESTO. rara avis (r.ra .vis) loc. lat., in it. s.f. ~
peccatori: uno degli appellativi della Madonna nelle litanie. 2. scherz. Nel linguaggio comune, a proposito di una persona di grande bont, o di istituto o ambiente contraddistinti da eccessiva indulgenza o tolleranza. regula fidei (r.gu.la f.dei) loc. lat., in it. s.f. ~ Regola della fede: in teologia, la norma a cui ci si deve attenere per conoscere adeguatamente il contenuto della rivelazione; per i protestanti coincide con le sole Sacre Scritture, mentre per i cattolici comprende anche lintera tradizione ecclesiastica. regula iuris (r.gu.la i.ris) loc. lat., in it. s.f. ~ Regola di diritto: nel diritto romano, la regola che nasce da unesperienza giuridica secolare, formulata per forza di logica come principio fondamentale del diritto civile, e perci ritenuta inderogabile. rei vindicatio (ri vin.di.c.tio /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Rivendicazione della cosa: nel diritto romano, lazione promossa dal proprietario di un bene contro chi, avendone il possesso, ne impedisce, senza averne titolo, il godimento al legittimo proprietario e intesa ad ottenere la restituzione dello stesso. relata refero (re.l.ta r.fe.ro) loc. lat. ~ Riferisco cose riferite (da altri): espressione, di formulazione medievale, usata come premessa allesposizione di un fatto dal quale si vuol escludere la responsabilit propria. renovatio Imperii (re.no.v.tio Im.p.rii /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Restaurazione dellImpero: espressione usata spesso nella storiografia per indicare lideale di restaurazione della potenza imperiale romana, associato alla missione ancor pi universalistica del cristianesimo, vagheggiato in tutto il Medioevo, spec. a partire dalla creazione del Sacro Romano Impero (incoronazione in Roma di Carlo Magno nellanno 800), e che trov la sua massima espressione nellImpero degli Ottoni, in particolare durante il regno di Ottone III (9831002). repetita iuvant (re.pe.t.ta i.vant) loc. lat. ~ Le cose ripetute giovano: sentenza latina frequentemente usata per sottolineare la soddisfazione che deriva dal ripetere un qualcosa di piacevole oppure, pi spesso, per ribadire lopportunit o lutilit di rinnovare una raccomandazione o un avvertimento, per ottenere lo scopo desiderato. repulisti (re.pu.l.sti) seconda pers. sing. del perfetto ind. del verbo lat. repellre (respingere), in it. s.m. TESTO. requiem (r-quiem) s.f. lat., in it. s.m. o f. TESTO. requiescat in pace (re.qui..scat in p.ce) loc. lat. ~ Riposi in pace: frase con cui termina la preghiera per i defunti (propr. requiescant in pace), usata nel linguaggio comune a proposito di chi muore o, estens., a proposito di chi, andando via, non lascia dietro di s nostalgia n rimpianto. res cogitans (rs c.gi.tans) loc. lat., in it. s.f. TESTO alla voce sostanza. res derelicta (rs de.re.lc.ta) loc. lat., in it. s.f. ~ Cosa abbandonata: espressione del linguaggio giuridico che indica una cosa abbandonata dal suo proprietario con lintenzione di rinunciare alla sua propriet, e della quale quindi un altro pu entrare in possesso. res extensa (rs ex.tn.sa) loc. lat., in it. s.f. TESTO alla voce sostanza. res nullius (rs nul.l.us) loc. lat., in it. s.f. 1. Cosa di nessuno: nel linguaggio giuridico, espressione, risalente al diritto romano, usata per indicare beni mobili sui quali non esiste nessun diritto di propriet (per esempio gli animali oggetto di caccia o di pesca), pur essendo suscettibili di propriet: la selvaggina considerata res nullius. 2. Nel linguaggio corrente la locuzione compare, spesso in senso polemico, a proposito di realt nei cui confronti si agisce con la pi completa mancanza di rispetto. Propr. azzeramento, annullamento. restitutio ad integrum (re.sti.t.tio ad n. te.grum /t utsjo/) ~ vedi RESTITUTIO IN INTEGRUM nel sign. 2 restitutio in integrum (re.sti.t.tio in n.te. grum /t utsjo/) loc. lat., in it. s.f. 1. Restituzione nelle condizioni primitive: espressione del diritto romano con la quale si indica il ripristino delloriginario stato di diritto alterato, mediante la rescissione di determinati effetti giuridici da parte del magistrato Nel linguaggio giuridico viene usato in riferimento alla reintegrazione in pristino sia come risarcimento di un danno sia come effetto delle azioni possessorie e dellazione di denuncia di una nuova opera. 2. estens. Nel linguaggio medico (anche restitutio ad integrum), a proposito di guarigioni complete e definitive di processi morbosi; recupero completo dopo un intervento. rictus (rc.tus) s.m., lat. ~ Apertura della bocca: nel linguaggio medico, stiramento dellapertura orale in conseguenza di spasmi dei muscoli facciali: r. cadaverico; r. tetanico, lo stiramento spastico dellapertura orale caratteristico dei soggetti colpiti dal tetano. rigor (r.gor) s.m., lat. 1. Rigore: nel linguaggio giuridico, linterpretazione della norma nel suo significato pi ristretto. 2. Nel linguaggio medico: r. mortis, vedi la voce; r. parkinsoniano, lipertonia diffusa che si nota nel morbo di Parkinson. rigor mortis TESTO. risus abundat in ore stultorum (r.sus a. bn.dat in .re stul.t.rum) loc. lat. ~ Il riso abbonda nella bocca degli sciocchi: espressione proverbiale non classica (anche se attestato in tutta lantichit il topos dello sciocco che ride troppo) usata per biasimare chi ride spesso e a sproposito. ruit hora (r.it h.ra / ra/) loc. lat. ~ Precipita lora: frase che non pare essere di origine classica (anche se limmagine ricorrente in tutta la letteratura antica), che si ripete talvolta per sottolineare limplacabile corsa del tempo e lincombere della morte. ruminatio (ru.mi.n.tio /tsjo/) s.f., lat. mediev. ~ Ruminazione: il dialogo interiore che esclude la parola, proprio dei filosofi e degli eremiti.

Uccello raro, espressione tratta da un verso del poeta latino Giovenale (Satire 6.165), in cui si parla di una donna bella e pudica; viene spesso usata per indicare leccezionalit di una persona o di un suo comportamento oppure la peculiarit di un oggetto o di una situazione. ratio TESTO. ratio legis (r.tio l.gis /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Ragione della legge: nel linguaggio giuridico, lo spirito della legge quale si desume mediante linterpretazione della legge stessa. realia (re..lia) s.neutro pl. lat., in it. s.m.pl. 1. In pedagogia, gli oggetti concreti usati per individuare e comprendere i corrispondenti concetti astratti. 2. In lessicografia, lapparato iconografico utile per la comprensione di un vocabolo o di un suo significato. Propr. le cose reali. rebus (r.bus) ablativo pl. di res rei (cosa), in it. s.m. TESTO. rebus sic stantibus (r.bus sic stn.ti.bus) loc. lat. 1. Espressione del linguaggio giuridico: nel diritto privato, la clausola per la quale avviene la rescissione del contratto nel caso in cui siano mutate le condizioni che lo avevano determinato (per esempio la formula ricorre nella definizione dellentit degli alimenti in caso di separazione o di divorzio) In diritto internazionale, il diritto di uno stato di considerare estinto un accordo a causa del cambiamento delle circostanze in base alle quali era stato sottoscritto. 2. Nel linguaggio comune, la locuzione usata per esprimere la determinante causalit di uno stato di fatto. Propr. cos stando le cose. receptus (re.cp.tus) agg. lat., in it. agg. e s.m. ~ Nel linguaggio della critica testuale, il testo comunemente accettato: cos compare nel testo r. Propr. p. pass. di recipre ricevere, quindi accogliere. recipe (r.ci.pe) seconda pers. sing. del pres. imp. del verbo lat. recipre (ricevere), in it. s.m. invar. TESTO. recto TESTO. redde rationem TESTO. reductio ad absurdum (re.dc.tio ad ab. sr.dum /d uktsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Nella logica classica, indica due procedimenti: quello che conduce a respingere una proposizione mostrando che essa implica una conseguenza evidentemente falsa; e quello che dimostra una proposizione mostrando come la sua negazione conduca a contraddire altre proposizioni precedentemente provate. Propr. riduzione allassurdo. reductio ad unum (re.dc.tio ad .num /d uktsjo/) loc. lat., in it. s.f. 1. Nel linguaggio giuridico, la locuzione usata a proposito della riunificazione di pi processi promossi dal medesimo attore per una stessa causa. 2. Nel linguaggio corrente, riduzione a un tutto unico in cui vengono annullate (o assorbite) le specificit delle parti; omologazione, unificazione. Propr. riduzione allunit. referendum (re.fe.rn.dum) dalla loc. lat. convocatio ad referendum (convocazione a riferire), in it. s.m. TESTO. refugium peccatorum (re.f.gium pec.ca. t.rum) loc. lat., in it. s.m. 1. Rifugio dei

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saltum (sl.tum) s.neutro lat., in it. s.m. ~

Usato nella loc. ricorso per s., impugnazione di una sentenza di primo grado mediante ricorso alla Corte di cassazione, evitando, su accordo delle parti, il giudizio di appello. salutatio (sa.lu.t.tio /tsjo/) s.f., lat. ~ Saluto: in diplomatica, la formula di saluto che chiude lintitolazione dei documenti. salutatio matutina (sa.lu.t.tio ma.tu.t.na /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Saluto mattutino: nellantica Roma, lomaggio che al mattino i clienti andavano a porgere al patrono In contesti scherzosi, ironici o polemici,

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lespressione ritorna ancor oggi per indicare atti o gesti di deferenza verso i potenti. salve (sl.ve) imp. del verbo lat. salvere (salvare), in it. inter. TESTO. salvis iuribus (sl.vis i.ri.bus) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Fatti salvi i diritti: formula rituale latina cui gli avvocati ricorrono alla fine di documenti redatti in rappresentanza dei loro clienti per sottolineare che anche altri diritti non esplicitamente richiamati potranno essere fatti valere. sancta sanctorum TESTO. sanctus TESTO. schola cantorum TESTO. scilicet (sc.li.cet) avv., lat. ~ Cio a dire, appunto: lavverbio, che in latino era usato per confermare o chiarire ci che si intendeva dire, compare talvolta ancor oggi (per lo pi abbreviato in scil.) con il significato di ovviamente, evidentemente, cio. scripta (scrp.ta) s.m.pl., lat. ~ Linsieme dei vari usi di scrivere di una determinata area, con particolare riferimento ai testi volgari medievali dellOccidente europeo. Neutro pl. sost. di scriptus, p. pass. di scribre scrivere. scriptio (scrp.tio /tsjo/) s.f., lat. 1. Scrittura, termine tecnico della paleografia: s. continua, la scrittura che non distingue spazi fra parola e parola; s. inferior, s. superior, nei palinsesti rispettivamente la scrittura originaria e quella apposta in un secondo tempo dopo la raschiatura della prima. 2. Il termine ha un uso tecnico anche in linguistica, dove compare per distinguere, nelle lingue a grafia di base consonantica, la s. defectiva, che segna normalmente le sole consonanti, dalla s. plena che, con accorgimenti vari, permette di indicare le vocali. Der. di scribre scrivere. scriptorium TESTO. secundum ius (se.cn.dum is) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Secondo il diritto: espressione del linguaggio giuridico usata per indicare conformit al diritto, alla disciplina legale. secundum legem (se.cn.dum l.gem) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Secondo la legge: espressione del linguaggio giuridico usata per indicare conformit alla legge, alle norme giuridiche. selectio (se.lc.tio /tsjo/) s.f., lat. ~ Selezione: termine della critica testuale che indica la scelta tra pi varianti che hanno lo stesso valore (talvolta anche nel caso che abbiano natura diversa), oppure tra pi congetture ugualmente possibili rispetto alla tradizione manoscritta. semel in anno licet insanire (s.mel in n.no l.cet in.sa.n.re) loc. lat. ~ Una volta allanno lecito far pazzie: sentenza latina, divenuta proverbiale nel Medioevo, usata spesso (anche abbreviata in semel in anno) per giustificare, con intonazione scherzosa, uninconsueta infrazione alle regole della morigeratezza, una follia passeggera, uno strappo alla regola. Senatus Populusque Romanus (Se.n.tus Po.pu.ls.que Ro.m.nus) loc. lat. ~ Il Senato e il popolo romano: lespressione riassumeva il concetto dellautorit politica di Roma (abbreviata in SPQR, vedi la voce). senior TESTO. sensu lato (sn.su l.to) ~ vedi LATO SENSU. sensu stricto (sn.su strc.to) ~ vedi STRICTO SENSU.

sic TESTO. sic et simpliciter (sic t sim.pl.ci.ter) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Cos come si detto e

senzaltro: espressione (attestata solo nel XX secolo) usata per indicare una consequenzialit immediata o unadesione senza limitazioni o riserve. sic transit gloria mundi (sic trn.sit gl.ria mn.di) loc. lat. 1. Cos passa la gloria del mondo: frase che il cerimoniere pronuncia tre volte al pontefice neoeletto facendo bruciare un batuffolo di stoppa: si ripete talvolta con intonazione enfatica con riferimento alla caducit delle cose del mondo (per esempio in occasione di onoranze funebri). 2. Nella pubblicistica lespressione viene usata con intonazione ironica o polemica per commentare il rapido o inopinato declino di un personaggio, oppure il tramonto di unideologia, di un costume, di una moda. similia (si.m.lia) s.neutro pl., lat. ~ Nella loc. et similia: vedi la voce. Forma sostantivata dellagg. simlis simile. similia similibus curentur (com. curantur) (si.m.lia si.m.li.bus cu.rn.tur (cu.rn. tur)) loc. lat. ~ Le cose simili si curano con le cose simili: uno dei principi fondamentali della medicina omeopatica, per cui si somministrano al paziente medicamenti che provocano sintomi uguali a quelli della malattia che si vuole curare. simul stabunt simul cadent (s.mul st. bunt s.mul c.dent) loc. lat. ~ Insieme staranno, insieme cadranno: espressione giuridica usata a proposito di un provvedimento legislativo le cui norme siano strettamente legate luna alle altre; viene talvolta usata anche in contesti non giuridici a proposito di realt i cui destini sono intimamente connessi. sine die TESTO. sine ira et studio (s.ne .ra t st.dio) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Senza ira n passione: espressione con cui Tacito riassume il suo intento di storico (Annali 1.1): tenersi egualmente lontano dalla faziosit e dalla partecipazione emotiva nel descrivere gli avvenimenti; viene talvolta citata per sottolineare lobiettivit di un giudizio o di unosservazione. sine materia (s-ne ma-t-ria) loc. lat., in it. loc. attr. ~ Senza materia: nel linguaggio medico, di sintomi che non corrispondono ad una malattia specifica: febbre, colica sine materia. singularia tantum (sin.gu.l.ria tn.tum) loc. lat., in it. s.m.pl. ~ Soltanto singolari: in grammatica, espressione con la quale si indicano collettivamente quei vocaboli usati soltanto al singolare, sia in latino che in italiano (per es. sangue e latte). si parva licet componere magnis (si pr.va l.cet com.p.ne.re m.gnis) loc. lat. ~ Se lecito confrontare le cose piccole con le grandi: nota espressione virgiliana (Georgiche 4. 176) che, riprendendo un topos ampiamente diffuso nella cultura classica, viene usata per introdurre il confronto tra la laboriosa attivit delle api e lopera mastodontica dei Ciclopi: si ripete talvolta per introdurre paragoni azzardati o sproporzionati (spesso con intonazione di falsa modestia). sit venia verbo (sit v.nia vr.bo) loc. lat. ~ Si perdoni la parola (letteralmente sia scusa alla parola): espressione del latino

non classico usata talvolta come inciso per chiedere scusa di una parola che si costretti ad adoperare anche se pu risultare troppo cruda o poco elegante. si vis pacem, para bellum (si vis p.cem, p. ra bl.lum) loc. lat. ~ Se vuoi la pace prepara la guerra: massima latina che esprime un concetto presente, in forme leggermente diverse, in numerosi scrittori; ancor oggi viene ripetuta (spesso limitata alle prime parole) per affermare lopportunit per uno stato di esibire la forza militare al fine di dissuadere eventuali aggressori da atti ostili, oppure per una persona (o unistituzione) la necessit di mostrarsi forti e agguerriti per garantirsi ordine e stabilit. solarium TESTO. solutio (so.l.tio /tsjo/) s.f., lat. ~ Nel diritto romano, e talvolta anche nel linguaggio forense, ladempimento dellobbligazione. Der. di solvre sciogliere. solve et repete (sl.ve t r.pe.te) loc. lat., in it. s.m. ~ Paga e poi reclama: nel linguaggio giuridico, il principio, valido spec. a proposito del contenzioso tributario, secondo il quale limpugnazione dellesistenza, validit o entit di un debito subordinata al preventivo pagamento dello stesso. spatium deliberandi (sp.tium de.li.be. rn.di /tsjum/) loc. lat., in it. s.m. ~ Tempo per decidere; pausa di riflessione: espressione del linguaggio giuridico usata soprattutto a proposito dellart. 7 dello Statuto dei lavoratori: le sanzioni disciplinari pi gravi del semplice rimprovero verbale possono essere applicate solamente dopo una pausa di riflessione di cinque giorni. specimen (sp.ci.men) s.neutro lat., in it. s.m. TESTO. speculum TESTO. spes ultima dea (sps l.ti.ma d.a) loc. lat. ~ La speranza lultima dea: frase del latino tardo che esprime per un concetto presente in tutta lantichit classica: nel mito di Pandora (narrato gi dal poeta greco Esiodo) la donna apre il vaso che le stato donato dagli dei e da questo fuggono tutti i beni, mentre le sciagure e i malanni si diffondono tra gli uomini; lunico bene a rimanere disponibile per il genere umano appunto la speranza; numerosi sono gli adattamenti della frase in italiano (la speranza lultima a morire; finch c vita c speranza) e anche gli esempi letterari: anche la Speme, ultima dea, fugge i sepolcri (Foscolo, Sepolcri 16). sponte TESTO. SPQR / ssepikku rre/ ~ Abbreviazione dellespressione Senatus PopulusQue Romanus (il senato e il popolo romano), che indicava il popolo romano come unit politica; frequente come epigrafe sui monumenti e come iscrizione sui labari, fu ripresa poi sulle monete del senato romano nel tardo Medioevo; oggi compare sullo stemma della citt di Roma. statu quo TESTO. status TESTO. status civitatis (st.tus ci.vi.t.tis) loc. lat., in it. s.m. ~ Stato di cittadinanza: storicamente lespressione designa la condizione di piena cittadinanza romana; oggi, nel linguaggio giuridico, indica il complesso di diritti e doveri che spettano alla persona in quanto cittadino. status quo TESTO.

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stricto sensu (strc.to sn.su) loc. lat., in it. loc. avv. ~ In senso stretto, cio nel significhe nel finale del terzo libro del De rerum natura di Lucrezio Con significato pi attenuato, a proposito di uno stato di insoddisfazione e noia. 2. In medicina, forma morbosa di immotivata tristezza, propria dei soggetti schizoidi. talis pater talis filius (t.lis p.ter t.lis f. lius) loc. lat. ~ vedi QUALIS PATER TALIS FILIUS. tanto nomini nullum par elogium (tn.to n.mi.ni nl.lum pr e.l.gium) loc. lat. ~ A cos gran nome nessuna lode pari: espressione latina dellepigrafe del monumento a N. Machiavelli (14691527) in Santa Croce a Firenze, spesso citata, con tono ironico o enfatico, per elogiare qualcuno. tantum ergo (tn.tum r.go) loc. lat., in it. s.m. ~ Dunque un cos grande (sacramento): parole iniziali della penultima strofa dellinno Pange lingua di s. Tommaso dAquino, cantata, insieme allultima, durante la benedizione eucaristica pop. Cantare il tantum ergo a qualcuno, cantargliele chiare. tantundem (tan.tn.dem) agg. lat., in it. s.m. ~ Altrettanto grande: termine usato nel linguaggio giuridico come sin. di equivalente: nel contratto di mutuo il debitore si libera con il pagamento del t. della somma mutuata. tempora (tm.po.ra) s.neutro pl. lat., in it. s.f.pl. TESTO. temporibus illis TESTO. tempus lugendi (tm.pus lu.gn.di) loc. lat., in it. s.m. ~ Il tempo del lutto: nel linguaggio giuridico, il tempo che la vedova deve aspettare prima di contrarre nuove nozze, al fine di evitare confusione nellattribuzione della paternit di un eventuale figlio. tenor (t-nor) s.m., lat. mediev. ~ La parte e la voce di tenore che in una polifonia esegue il canto fermo, le cui note devono essere pi a lungo tenute mentre le altre voci svolgono il contrappunto concertando. Dal lat. class. tenor corso non interrotto e anche altezza di voce. terminus (tr.mi.nus) s.m., lat. ~ Termine, limite; voce di impiego tecnico in espressioni del linguaggio giuridico o storico indicanti limite o scadenza (t. ad quem o ante quem) ovvero decorrenza (t. a quo o post quem). tertium non datur (tr.tium nn d.tur /t r-tsjum/) loc. lat., in it. s.m. ~ Non ammessa una terza possibilit: lespressione risale alla logica aristotelicoscolastica e significa che, in unalternativa di due giudizi contraddittori (o tra due ipotesi contrapposte, o anche tra unaffermazione e la sua negazione), esclusa ogni altra possibilit. thesaurus TESTO. timeo Danaos et dona ferentes (t.meo D. na.os t d.na fe.rn.tes) loc. lat. 1. Temo i Danai anche quando recano doni: espressione latina che Virgilio (Eneide 2.49) mette in bocca a Laocoonte nel suo tentativo di dissuadere i Troiani dallintrodurre nella citt il cavallo di legno lasciato dai Greci; alle spalle del giudizio virgiliano stanno due topoi proverbiali: la disonest dei Greci e la pericolosit dei doni dei nemici. 2. Nel linguaggio comune la frase viene ripetuta, in senso pi o meno scherzoso, per esprimere diffidenza nei confronti di chi, gi noto come infido e ostile, si presenta con offerte e promesse di amicizia troppo allettanti per esser vere. tinea (t.nea) s.f., lat. scient. ~ Tigna: termine del latino scientifico usato per designare varie dermatosi dovute a funghi patogeni, frequenti soprattutto nelle regioni tropicali. tinnitus aurium (tin.n.tus u.rium) loc. lat., in it. s.m. ~ Tintinnio delle orecchie: espressione del latino scientifico usata per indicare i disturbi auditivi di origine labirintica che si manifestano con sensazioni di ronzio o fischio. tot (tt) agg. lat., in it. s.m. e agg. TESTO. tot capita, tot sententiae (tt c.pi.ta, tt sen.tn.tiae /tsje/) loc. lat. ~ Tante teste, tanti pareri: espressione proverbiale latina diretta a sottolineare limpossibilit di trovare fra una molteplicit di persone una vera concordanza di opinioni. tot delicta, tot poenae (tt de.lc.ta, tt poe. nae /p ne/) loc. lat. ~ Tanti delitti, tante pene: espressione del linguaggio giuridico con la quale si fa riferimento al principio del cumulo materiale delle pene (cio il colpevole deve sottostare a tante diverse condanne quante sono le infrazioni commesse); nel vigente codice penale tale principio stato sostituito da quello del cumulo giuridico: il colpevole viene condannato alla pena prevista per il reato pi grave, con un aumento adeguato (anchesso previsto dalla legge). toto corde TESTO. transeat (trns.eat) terza pers. sing. del pres. cong. del verbo lat. transire (passare), in it. inter. TESTO. transfert (trns.fert) terza pers. sing. del pres. ind. del verbo lat. transferre (trasferire, trasportare), in it. s.m. TESTO. tu quoque Brute, fili mi (tu qu.que Br. te, f.li mi) loc. lat. ~ Anche tu, Bruto figlio mio: sono le parole che, secondo la tradizione (cfr. Svetonio, Vita di Cesare 82.2), Giulio Cesare avrebbe rivolto a Marco Bruto, suo figlio adottivo, nel riconoscerlo tra i congiurati che lo stavano pugnalando Lespressione (spesso nella forma abbreviata tu quoque e anche variamente parafrasata) viene usata per esprimere delusione per lingratitudine che ci viene dimostrata da chi si riteneva amico, per un tradimento inatteso, o anche (spesso in contesti scherzosi) per commentare il comportamento di una persona considerata irreprensibile che viene colta in fallo. tuto (t.to) avv., lat. ~ Con sicurezza: per lo pi nellespressione decreto de tuta, il decreto col quale il Papa dichiara che si pu sicuramente procedere alla solenne canonizzazione di un beato.

cato pi preciso e specifico, in senso proprio (contrapposto a lato sensu). sub TESTO. sub conditione TESTO. sub divo (sub d.vo) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Sotto il cielo: espressione usata anche in contesti italiani per reminiscenza classica e nel linguaggio dellarcheologia cristiana nellespressione tecnica sepolcro s. d., equivalente a sepolcro a cielo scoperto, in contrapposizione ai sepolcri catacombali. sub Iove (sub I.ve /j ve/) loc. lat. ~ Sotto Giove: espressione latina usata in contesti italiani con lo stesso sign. di sub divo (vedi la voce), ma non nel linguaggio archeologico. sub iudice TESTO. sub specie aeternitatis (sub sp.cie ae.ter. ni.t.tis /eter/) loc. lat., in it. loc. avv. 1. Sotto laspetto delleternit: espressione della filosofia scolastica e della teologia cattolica a proposito di fatti che vanno considerati nella loro universalit, fuori del tempo e della contingenza. 2. Nel linguaggio comune compare talvolta ancor oggi per indicare una visione delle cose svincolata dal relativo e dal contingente, che prescinde da ogni considerazione di tempo e di luogo. sub voce (sub v.ce) loc. lat., in it. loc. avv. ~ Sotto la voce: espressione usata in bibliografia come formula di rinvio, riferimento o confronto (spesso abbreviata in s.v.). sui generis TESTO. sui iuris (s.i i.ris) loc. lat., in it. loc. attr. ~ Di proprio diritto: espressione usata nel diritto romano per indicare la condizione di chi, non essendo sottoposto alla patria potest di alcuno, gode dei pieni diritti civili come cittadino. summa TESTO. summum ius summa iniuria (sm.mus is sm.ma in.i.ria) loc. lat. ~ Il sommo diritto somma ingiustizia: aforisma giuridico, gi da Cicerone riferito come proverbiale (De officiis 1.10.33), con cui si vuole alludere al pericolo di commettere uningiustizia quando si usa la legge in maniera rigidamente indiscriminata. supernova TESTO. super partes TESTO. superscriptio (su.per.scrp.tio /tsjo/) s.f., lat. tardo ~ Soprascritta: in diplomatica, la formula iniziale dei documenti di autorit pubbliche che esprime il nome dellautore. sursum corda (sr.sum cr.da) loc. lat. ~ In alto i cuori: espressione liturgica (fa parte del prefazio della Messa in latino) spesso ripetuta nel linguaggio comune come esortazione a tenere alto il morale.

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ubi maior minor cessat (.bi m.ior m. nor cs.sat) loc. lat. ~ Dove presente chi

tabula gratulatoria (t.bu.la gra.tu.la.t.ria) loc. lat., in it. s.f. ~ Tavola di felicitazione:

elenco di persone o istituzioni che intendono onorare un individuo in una determinata occasione, di solito inserito al principio di un volume pubblicato a tale scopo. tabula rasa TESTO. taedium vitae (tae.dium v.tae /t djum v i te/) loc. lat., in it. s.m. 1. Noia della vita: espressione latina che compare in Cicerone ed esprime il disgusto della vita e la fuga continua da se stessi, tutti elementi, propri di un accentuato pessimismo, descritti an-

ha maggiore autorit cessa (il potere di) chi inferiore: frase spesso citata per indicare il rispetto delle priorit gerarchiche, oppure anche per commentare latteggiamento di chi mostra rispetto nei confronti dei pi anziani o dei pi saggi. ubi Petrus ibi Ecclesia (.bi P.trus .bi Ec.cl.sia) loc. lat. ~ Dove Pietro ivi la Chiesa: sentenza di santAmbrogio che, richiamandosi al primato conferito da Cristo a Pietro e ai suoi successori (Matteo 16.18), afferma che la vera Chiesa quella che si riconosce nel vescovo di Roma, cio la Chiesa cattolica, apostolica, romana. ubi societas ibi ius (.bi so.c.e.tas .bi is) loc. lat. ~ Dove c una societ l c il dirit-

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to: formula giuridica che sintetizza il principio per cui non pu esistere un consesso civile che prescinda da una serie di regole e di leggi che lo disciplinano. ultima ratio (l.ti.ma r.tio /tsjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Ultima possibilit di soluzione o di salvezza in situazioni ingarbugliate o in circostanze difficili (anche extrema ratio). Comp. di ultma ultima e ratio argomento. ultima Thule (l.ti.ma Th.le /t ule/) loc. lat., in it. s.f. ~ Lultima Tule: presso gli antichi Greci e Romani, lestremo limite settentrionale del mondo allora conosciuto; si tentato di identificare questa regione con un luogo geografico, per es. lIslanda, le Isole Shetland o la media Norvegia Lespressione compare talvolta per indicare, pi genericamente, un luogo estremamente lontano e per ci stesso favoloso, ma anche, in senso morale, il limite estremo cui si pu giungere, o, ancora con altro senso, lultima vaga speranza. ultimatum (ul.ti.m.tum) neutro sost. del p. pass. del verbo lat. ultimare (ultimare), in it. s.m. TESTO. ultra (l.tra) avv., lat. ~ Al di l di un limite; ancor oggi usato in espressioni come non plus ultra e ultra petita (vedi le voci). ultra petita (l.tra pe.t.ta) loc. lat., in it. loc. avv. Oltre quanto stato richiesto ~ La locuzione, abbreviazione della frase giuridica ne eat iudex ultra petita partium (non vada oltre, il giudice, a quanto richiesto dalle parti), viene usata nel linguaggio processuale per indicare il vizio di sentenza consistente nella decisione, da parte del giudice, di accordare alla parte pi di quanto abbia richiesto; costituisce motivo dimpugnazione della sentenza. umbra (m.bra) s.f., lat. scient. ~ Ombra: in astronomia, il cono dombra durante uneclissi Anche, la zona centrale di una macchia solare. unicuique suum (u.ni.cu..que s.um) loc. lat. ~ A ciascuno il suo: aforisma del diritto romano ispirato a passi di Cicerone e delle Institutiones giustinianee; viene comunemente usato (anche in contesti non giuridici) per indicare che ciascuno deve avere (o pagare) quello che gli spetta. unicum TESTO. urbi et orbi TESTO. usque ad effusionem sanguinis (s.que ad ef.fu.si.nem sn.gui.nis) loc. lat. ~ Fino allo spargimento del sangue: espressione latina che richiama il concetto della fedelt o della coerenza anche a rischio della propria incolumit. usus scribendi TESTO.

vade retro, Satana (v.de r.tro, S.ta.na) loc. lat. ~ Va indietro, Satana: espressione

evangelica con la quale Ges respinge il tentatore nel deserto, spesso ripetuta in tono scherzoso per esprimere repulsione o per respingere offerte allettanti, ma inaccettabili. vae victis (vae vc.tis /v /) loc. lat. ~ Guai ai vinti: espressione attribuita al capo dei Galli, Brenno (Tito Livio 5.48), sentita gi nellantichit come proverbiale; la frase viene spesso ripetuta per affermare o deprecare il diritto della forza. vale TESTO. valete TESTO.

vanitas vanitatum (et omnia vanitas)

vacatio TESTO. vacatio legis TESTO.

(v. ni.tas va.ni.t.tum (t m.nia v.ni.tas)) loc. lat. ~ Vanit delle vanit (e tutto vanit): parole con cui inizia il libro biblico dellEcclesiaste (o Qohlet 1.2), spesso citate per ricordare la vanit dei beni terreni e la stoltezza di chi assiduamente li va ricercando. Vare legiones redde (V.re le.gi.nes rd. de) loc. lat. ~ Varo, rendimi le mie legioni: sono le parole che Svetonio (Vita di Augusto 23.2) fa gridare ad Augusto dopo che le sue tre legioni, guidate dal generale Publio Quintilio Varo, sono state annientate dai Germani nella selva di Teutoburgo, nel 9 d.C. La frase viene talvolta ripetuta per domandare conto a qualcuno del suo operato o, con altro senso, per chiedere la restituzione di qualcosa. varia TESTO. vas electionis (vs e.lec.ti.nis /elektsj nis/) loc. lat. ~ Vaso di elezione: epiteto dellapostolo s. Paolo, risalente a un passo degli Atti degli Apostoli (9.15), in Dante (Inferno 2.28) parzialmente tradotto in Vas delezione (Andovvi poi lo Vas delezon); propriamente lespressione significa recipiente della scelta divina, quindi strumento scelto in misura speciale da Dio. veni vidi vici (v.ni v.di v.ci) loc. lat. ~ Venni, vidi, vinsi: parole con cui, secondo quanto riferiscono Plutarco (Vita di Cesare 50.6) e altri scrittori, Giulio Cesare avrebbe annunziato la fulminea vittoria riportata nel 47 a.C. su Farnace, nel Ponto, frequentemente usate per indicare la rapida e felice riuscita di qualche impresa. verbatim TESTO. verba volant, scripta manent (vr.ba v.lant, scrp.ta m.nent) loc. lat. ~ Le parole volano, gli scritti rimangono: antico proverbio di origine medievale che esprime sia la necessit di far documentare per scritto i propri diritti, sia, pi spesso, lopportunit di non attestare con documenti quanto in futuro potrebbe risultare dannoso. versus (vr.sus) avv. lat., in it. prep. TESTO. vexata quaestio (ve.x.ta quae.stio /kw stjo/) loc. lat., in it. s.f. ~ Questione discus-

sa: questione lungamente dibattuta, controversa e non ancora risolta. Via Crucis TESTO. videant consules (v.deant cn.su.les) loc. lat. ~ Provvedano i consoli: prime parole di una formula (videant consules ne quid res publica detrimenti capiat provvedano i consoli a che lo stato non abbia a subire alcun danno) con la quale il Senato romano conferiva ai consoli pieni poteri in casi di estrema emergenza, spesso ripetute in tono scherzoso per declinare ogni responsabilit personale circa la soluzione di questioni difficili, demandandola a chi ha lincarico e il potere decisionale di risolverle. virus (v.rus) s.neutro lat., in it. s.m. TESTO. vis (vis) s.f., lat. ~ Forza, vigore, violenza: nel linguaggio della critica letteraria, vigore, capacit, forza espressiva: v. drammatica, v. politica; v. comica (vedi la voce) Nel linguaggio giuridico: vis compulsiva: vedi la voce. vis comica TESTO. vis compulsiva (vis com.pul.s.va) loc. lat., in it. s.f. ~ Violenza istigativa: nel linguaggio giuridico, la violenza psichica, cio la minaccia esercitata da un soggetto su un altro per indurlo ad effettuare un negozio giuridico. vis polemica TESTO. visus TESTO. vox clamantis in deserto (vx cla.mn.tis in de.sr.to) loc. lat. ~ La voce di uno che grida nel deserto: frase biblica (Isaia 40.3) ripresa nel Vangelo a proposito della predicazione di Giovanni Battista che annuncia la venuta del Messia; viene comunemente ripetuta per alludere a un avvertimento vano, che non viene ascoltato. vox media (vx m.dia) loc. lat., in it. s.f. ~ Voce media: espressione usata in linguistica per indicare un vocabolo che, non avendo in s significato n positivo n negativo, pu determinarsi in un senso o nellaltro mediante un aggettivo oppure secondo il contesto in cui si trova (per es. evento, che per venir determinato ha bisogno di un aggettivo: felice, infausto, ecc.). vox populi vox Dei (vx p.pu.li vx D.i) loc. lat., in it. s.f. ~ Voce di popolo voce di Dio: sentenza medievale con la quale si attribuisce valore di verit a opinioni com. accettate, e che viene usata per indicare il patrimonio comune di modi tradizionali di pensare e di esprimersi (talvolta viene citata anche la sola prima met della frase): vox populi che sia stato lui a falsificare i bilanci. vulgo TESTO. vulnus TESTO.

zoster TESTO.