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The
Lrnold Arbore tu;

Purchase June 1971

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LA FLORA
>IA

MULA

MANUALE
DELLE PIANTE CHE VEGETANO NELLA SICILIA

PRECEDUTO DA UH BREVE SAGGIO

SU LA BOTANICA GENERALE
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OSSIA

DELLE PIANTE CHE VEGETANO NELLA SICILIA

PRECEDUTO

DA UN BREVE SAGGIO SU LA BOTANICA GENERALE


PEL

Sac, Vincenzo INCENZO f F ARINA

VOL. USICO

DIVISO IN

DUE

PARTI.

SGIACGA
TIPOGRAFIA IGNAZIO BARONE Piazza Tribunale N. 5. 1874.

#+*
BOTANICAL

*+#
NEW YORK
LIBRARY

Propriet letteraria.

e-

DISCORSO PRELIMINARE

Non

scrivo per

botanici:

hanno questi

sor-

genti pi ricche d'onde attingere vaste e precise cognizioni


rale.

su

tale

ramo

di storia natu-

Autori di ogni nazione offrono materiali

immensi per estendere vieppi 1' acquistato scientifico capitale. Quante belle conoscenze non si rinvengono nelle opere dello svedese Carlo Linneo, degl'inglesi Smith e Lindley. dei francesi Duhamel, Poiret, Mirbel, dei due

De

Candolle, Saint Hilaire, e di altri italiani


?

assai

A
ria

chi

dunque
?

diretta la presente lettera-

produzione

Lo

dir francamente

la

bo-

tanica ha delle relazioni, e per cos dire, dei

punti di contatto con scienze diverse, e svariate professioni, le quali

sembrano pi

estra-

nee

al

suo scopo.

Il

geoponico, l'agrimensoi

BOTANiCAL

NEW YORK

LIBRARY

il il

farmacista,
causidico,

il il

medico non

solo,

ma

il

notajo,

giurista mestieri che ne abatti

biano qualche conoscenza, affinch negli

pubblici, nelle controversie agrarie, nelle rurali disquisizioni

possano usare un linguaggio


il

fisso e

da tutti inteso; cio


il

botanico. Imper-

ciocch

nome
le

volgare della pianta cambia

a seconda

varie nazioni; anzi questo

non

conservasi costante nel dialetto istesso della

medesima
l'alta Italia

lingua. Cos quella pianta che nel-

distinguesi con

una nomenclatura,
esempii, che

nella meridionale
Sicilia

ne prende un'altra; e nella


gli

ne sono tant'ovvii
tutto:

non

vale la pena di ricordarli.

N questo
sorvegliarne

il

possessore di beni-fondi

vedesi astretto a farvi


il

lungo soggiorno per


l'agiato

buon governo;

borghese

infastidito dal frastuono della citt va nei


pi per respirarvi un'aria balsamica,

cam-

per bearsi

dell'ineffabile luce d'un libero orizzonte: ora

in questi,

quando non sono estranei


!

alla co-

noscenza dei vegetabili, oh


gitasi inebbriata di
lizie.

che l'anima a-

nuove ed inaspettate deverde tappeto prima pas,

Quei

prati, sul cui

seggiavano con indifferenza

li

arrestano di

presente; conciossiach ne conoscono per

nome

le

specie che vi vegetano, le virt medicinali


i

che posseggono,

comodi che apprestano

alla

vita, gli usi ai quali


alle arti.

sono destinate in ordine

La

solitudine dei campi sparisce, gli


i

alberi,

frutici,

fieri,

l'erbe

divengono a loro
lodevole cu-

pr, ricche biblioteche, dove trovano tutto quello

che vale a soddisfare

la loro

riosit.

s,

che aggirandovisi

soletti,

potran-

no ripetere con Catone che non s'uno


solij

men

che quando sono


si

soli.

Bench non
tali

disconoscano generalmente
lo

vantaggi

pure

studio

della

botanica

scora

non

pochi, perch lo reputano quale oclo

cupazione faticosa di lunga lena. Ebbene,


scopo modesto cui mira
il

mio lavoro n'appiaistituire in

na

la carriera: no,

non pretendo

questa scienza chi


quelli,

vi s'addice di proposito,

ma
pi

che solo aspirano ad iniziarvisi.


in

Per fermo se pretendessi svolgere


larghe proporzioni
il

mio argomento,

il

destino
riusci-

dell'opera presente sarebbe deciso,

le

rebbe inevitabile un assoluto letterario ostracismo. Eh! viviamoin tempi in cui vuoisi leg-

gere poco ed imparare molto. Sar breve a-

dunque, e nel soddisfare a

tale

compito mi com-

porter in maniera, che l'ordine e la chiarezza

non ne risentano nocumento alcuno.

sce
,

indispensabile

nondimeno premettere un
la logica del
1'

breve cenno di botanica generale, che costituiquasi direi


,

presente Ma-

finale; e

nello sviluppare

organografia e la

fisiologia vegetale presenter anzi-tutto, a volo


d'

uccello, le vicende diverse, che nella suc-

cessione dei tempi ha subito questa sezione


delle scienze naturali.

Le parti organiche delle piante appresteranno argomento ad una severa analisi <T ana1

tomia comparata:
trizione
ria:

la loro fogliazione, infiore-

scenza, fruttificazione, germogliamento e nu-

ne metteranno in punto larga matedi dare

n trascurer

una succinta espo-

sizione dei pi accreditati metodi di classazione.

Avvisatamente nella seconda parte, cio nella


botanica particolare, ho ristrette
le linee

del

piano tracciatomi

alle sole

piante della Sicilia

e di queste scelgo le pi
tili.

comuni e

le

pi u-

Ben s'avverta per che racchiudo in quele sto numero anche molte piante esotiche quali trapiantate nel nostro clima non lasciano di prosperarvi; quindi non sia corrivo il
,

leggitore di caratterizzare quali droghe


getabili cennati, bench
e siano poco conosciuti.
s'

ve-

incontrino di rado

Di ogni pianta dir

il

nome

volgare italia-

no, la nomenclatura sicula corrispondente affin

d'agevolarne lo studio ai nazionali, e la ter-

minologia botanica, che d'ordinario prendo dal


linguaggio stabilito dal Linneo.

Per meglio riconoscere


alla Classe

le

piante le rannodo

Genere a norma del sistema sessuale di questo autore; n trascuro accennare a qual gruppo o famiglia nel metodo
ed
al
, ,

naturale, esse appartengono.

L'etimologia spesso appresta luce assai su


la

natura e propriet dei vegetabili. Alla bifatto appello ai botanici antichi in-

sogna ho

torno alle piante di vecchia data, e per quelli


scoverte posteriormente ho rovistato
dei moderni. Se in questa ricerca
le

opere

sembrer
riuscito

a qualche Zoilo che io poco vi sia

ne imputi

la

deferenza avuta da
di questi

me verso

l'im-

ponente autorit

grandi maestri.

Giova non poco

di sapere l'origine e la proil


il

venienza delle piante per bene iscegliere


terreno che sia loro proprio se l'umido, o
secco, se
il

sassoso, o lo sciolto; quali luoghi

amino

in preferenza se gli aprici, ovvero gli


all'

ombrosi; se resistano

aria aperta,

oppure

sia mestieri tenerle al coperto nelle aranciere,

nelle stufe o serre.

Parlo ancora dell'uso alimentario cui s'im-

piegano cos per


stiame
;

gli

uomini, come per

il

be5

quali di esse sperimentansi nocive

venefiche,
alle arti

sospette; quali apprestano utilit


ai

ed
i

comodi
le

della vita; e poich for-

niscono

principali rimedii alla farmaceutica

ne noto

di

ognuna

qualit e le virt

me-

dicamentose. Reputo non affatto inutile sog-

giungere da ultimo
annue.

la

durata delle medesime,

vale a dire se siano perenni, biennali, ovvero

D termine

all'opera che

pubblico con
i

un

triplicato Indice;

nel primo segno

Capi in

cui essa spartita; nel secondo dispongo in

ordine alfabetico

il

nome

delle piante

com-

prese nella seconda parte; e nel terzo denoto


la

terminologia sicula alla quale sinonima

la

voce italiana.

Mi lusingo che nello scorrerne le pagine la mente non ne risentir stanchezza poich
;

questo esercizio non


piuttosto

sar

uno studio

ma
d'i-

una gioconda occupazione capace


s utile

spirare dell'amore per


della creazione.

e brillante parte

Convinti in seguito che

la

botanica sia pi
si

da studiarsi in natura che nel gabinetto,


avr piacere di veder
le

piante svilupparsi a
i

mano

mano

sotto

proprii occhi in tutti

graduali stadii della loro vegetazione

di es-

serne solleciti e
le

di
Il

apprestar

loro

eziandio

nostre cure.

genio per l'agricoltura riualle inevitabili colli-

scir di facile

compenso

sioni sociali; e che forse, nei

momenti
il

di di-

singanno,

ci

torner in mente
:

detto del vec-

chio Imperatore Diocleziano


cile e dilettevole coltivare le

Che sia pia fa-

piante^ che gover-

nare gli uomini.

CAPO

I.

SCHIZZO ISTORIGO SU LA BOTANICA

Greci nella loro lingua armoniosa espressero l'JErba


il

con

nome

di botane: e botanica dissero

quella
i

parte

dell'istoria naturale
bili,

che insegna a conoscere


nutrizione,

vegeta-

che tratta della vita

propagazione,

usi, e virt dei


I

medesimi.

bisogni pi imperiosi dell'uomo lo spinsero, da temalla

pi

immemorabili
le

conoscenza delle piante; avvegna-

ch

razze nomadi d'antica data, dette aborigini, cibaCos


i

ronsi di frutti.

Fenici
gli

si

nutrirono

di dattili

Pelasgi di ghiande, e

Egizi di loto finch converti-

rono in alimento

il

grano, invenzione da loro attribuita

ad

Iside, e dai

Greci a Cerere.
fatto dei vegetabili s'avvidero a

Per

il

lungo uso

non

guari, che alcuni di essi possedevano virt terapeutiche,


lo
te.

che contribu a fissare attento

lo

sguardo su
l'ufficio

le

pian-

Ad una
Le

casta distinta era riserbato

di rac-

coglierle, appellata dei

Rizotomi, o tagtiatori di radici.

unzioni, le purificazioni ed altre cerimonie super-

stiziose,

che dovevano precedere

nell' isvellerle

dal suo-

12
lo,

prova l'importanza cho ponevano nel farne ricerca,


le

nel rivnenire delle nuove, e conoscere


te di medicinale efficacia.
Il

piante dota-

Rizotomo

vi

s'

accingeva con

il

corpo unto d'olio,


,

dopo essersi cibato di una vivanda condita d* aglio


dopo bagnate
le

labbra nel vino della tazza sacra. Crevirt


loro
tutte le
allo

devano che

le

piante perdessero la

volte che tagliate

non fossero

in

verso

contrario

spirare del vento; ed alcune era d' uopo svellere da ter-

ra in certe ore del giorno ed altre al raggio pallido del


novilunio.
I felici

risanamenti igienici ottenuti per questo mezandavansi a

zo,

cifrate in geroglifici su tavolette votive,

sospendere nel tempio di Serapide: dalle quali esperienze


i

medici posteriori facendo tesoro con formolarle

in

massime
la

aforistiche, diedero origine alla cos detta scuo-

clinica.

Molti tra
piante
.

gli

antichi
le

s'occuparono

dello
.

studio

delle

ed attestano

Sacre Carte
cedro
del

che Salomone rafino


all'

gion ciottamente

dal

Libano

umile

isopo che vegeta su le pareti. L'Imperatore

della

Cina

Chin-Nong
scrisse su

secondo

il

Du

Hai de. fu uno dei primi che

vegetabili, e

che

scopr

in

un

sol

giorno

settanta

piante

velenose ritrovandone l'antidoto

ed

il

mezzo

di renderle utili.

Plinio per

pone

innanzi

tutti

il

persiano Zoroastro

promotore della magia, che visse 1936 anni prima dell'epoca cristiana; e

ben pu

dirsi

autore

botanico, con-

ciossiach elabor

due opere con il titolo la prima De Satone plantrum e 1' altra De Plantis maglcis. An,

che Orfeo

come

scrisse

il

citato

naturalista

fu

auto-

13
re nel 1620 av: G: C:
,

del libro cui

appose l'epigrafe
delle

De AgricuUurai

Museo 30 anni dappoi pubblic

notizie sn l'erbe nel suo

De

Polio. Solone nato in Ate,

ne verso Tanno 639

av: G: C:

uno

dei sette savi della

Grecia, credesi che abbia

scritta

l'opera

De

Atriplice.

Pitagora form altro scientifico lavoro intitolato Vires

Erbarum bench
Crateja

attribuito da Plinio al

medico Cleem.

poro. Procurassi gran fama, verso l'anno 460 av: G: G:

con

il

suo Rizotomikon
il

scrittore

riputato

Ippocrate

come

pi grande botanico dei suoi tempi.

Cognizioni

svariate

su

vegetabili

s'incontrano
d'

in

Esiodo (Opera et Dies); nell'Odissea ed Iliade

Omero:

come ancora presso Dionigi


fotografia botanica con

e Metrodoro, attestando Plii

nio che questi abbiano apprestati


il

primi elementi della


le

descriverne in pari tempo

singole
spett
il

virt medicinali.

Empedocle da Agrigento
Epimenide imprese
all'

so-

sesso nelle piante;

uopo

lunghi viaggi e mise in voga l'uso della


crito scrisse sopra le piante tres intorno ai frutti

Scilla;

Demoal-

arboree e su l'erbe, ed

ed

ai

semi

di esse.
il

Dall'isola di Goos,

una

delle cicladi, verso

460 av:

G: G: dovea uscire

il

pi grande

medico

dell'antichit.

Ippocrate, che seppe riunire le particolari cognizioni di

botanica in un corpo di

dottrina

affin

di

dirigerne lo

studio con dotte regole. Egli nelle sue opere tuttavia esistenti,

essendo perite quelle degli


la

altri,

riporta

oltre

200 piante, delle quali svolge


ca
il

virt medicinale, indi-

modo
il

di raccoglierle e di adoperarle per

meglio con-

servare

loro vigore.

Aristotele filosofo

encicopledico die

nuovo impulso a
libro

questo movimento progressivo

con

il

De Plantis

14
secondato in ci dalle
felici

aspirazioni di Teofrasto de-

gno discepolo

di

ira tanto

maestro,
i

Circa T anno 324 av. G: C: questo dotto rivolse


studi su rorganografa botanica trascurata

suoi

sino
il

quel

tempo; distinse

le foglie

per

la

forma loro ed

margi-

ne; parl della natura del picciuolo, e separ le piante

che hanno semi nudi da quelle che


in

lo
,

tengono racchiuso
secondo
il

una

Cassola. Il tessuto cellulare

lui

una
di

polpa deposta tra le fibre del legno; e sotto

nome

Ines pare che accenni


la
ti

vasi spirali. Analizz con sagacia

natura del fusto nelle diverse piante, degl'integumencorticali

che

le

ricoprono, dei

fiori

femminei e dei

mascolini.

Dopo Teofrasto passarono quattro


tri

secoli senza

che
;

al-

sorgessero di

qualche merito nella botanica


Callimaco, Glauco, Nicandro,

ben-

ch

l'istoria ricordi
il

Antolo svol-

nio Musa,

suo fratello Euforbie) e Creteva. Su


si

gere dell'anno 68 dell'era volgare


ci Dioscoride,
il

rese celebre Pedail

quale,

dopo aver seguito

mestiera

delle armi, s'addisse alla conoscenza dei semplici.


le

ta-

scopo visit

l'Italia, la

Grecia, e

parte della
in

Gallia,
sei li-

dei quali viaggi


bri,

ne fa

frutto un'opera divisa


le piante

dove tratta di tutte

impiegate nella me-

dicina, e dei succhi,


I

gomme

e resine che se ne ricavano.

materiali riuniti in essa servirono di base, per lunagli studi dei

go tempo
e

cultori

delle

scienze

naturali:
le

da Teofrasto e Dioscoride principalmente trasse

materie Catone per la compilazione del trattato De Re


Rustica, apprezzato assai dai suoi contemporanei. Si ten-

nero eziandio in gran conto


libri

precetti sparsi nei dodici

su

1'

agricoltura, e

nel trattato su gli alberi di Lu-

lo
ci

Giunio

Moderato Columella. nei quali

fa

mostra

di

cognizioni estese, e di

buon

criterio.
fior

Cornelio Gelso. l'Ippocrate dei Latini, che


gusto, Tiberio e

sotto

Aupi
li-

Caligola

consacr

il

tempo

della
i

grande maturit della vita a questi


bri d' agricoltura

studi;

ma

suoi

sventuratamente non sono pervenuti

sino a noi. Ci rimane tuttavia superstite la


storia
storia

naturale

(Hi-

Mundi) divisa in 37
vecchio
, :

libri,
,

del veronese Caio Pliin cui

nio

il

opera immensa

sembra

al

dir

di Buffon

d'aver misurata la natura e d'averla trovata

troppo angusta in
rito.

rapporto all'estensione del suo spi-

N'attinse

materiali da pi di 2000 volumi greci,


critico

latini;

ma

poco

molto credulo non seppe


i

evitarne

gli errori,

e ne segu ciecamente

pregiudizi,

ed

superstiziosi

racconti

accreditati

in

quell'epoca.

Nei tempi degli ultimi Imperatori romani, e dei Principi Bisantini,

per 14

secoli, scrittori

inetti
le

limitaronsi

commentare

Plinio; e

seguendone
alle

goffe

credenze

accrebbero oscurit in mezzo


L'araba farmaceutica

tenebre del medio evo.


quasi

composta
gli

intieramente

di

pante

officinali

richiamarono

erboristi a questo stu-

dio, e gli scritti loro servirono di testo e di

modello ad
Razis.
il

Oribasio.

Paolo Egineta.

Serapione.
i

ad

Avicenna, a Mesue. ad Averroe,

quali con

dare no-

mi

diversi alle piante, accrescendone la


i

confusione, ne

ritardarono sempre pi

progressi. Infatti avanzavasi a

rilento la scienza per questa sorta di cultori: e dal tem-

po di Ebn- Baitar,

il

quale

fior

nel

secolo
fatta

XIII.
alle

sino

allanno 1532 una magra giunta venne


specie di piante gi conosciute dagli
ni

1400
lati-

autori

greci,

ed arabi.

16

Per

trarsi dall'impaccio di

tanti

ambagi, su

lo scorcio

del secolo
i

XV
;

si

bad a meglio conoscere ed esaminare


all'

vegetabili

ed

uopo cominciar onsi a pubblicare


figure
incise

le
Il

descrizioni accompagnate da

in

legno.

primo tentativo cbe

siasi fatto in

questa materia fa nel

1486 dal tedesco Cuba nel suo Ortus Sanitatis, in cui


inseri cattive figure, le quali
to dal

vennero migliorate alquana

Leoniceno, che riusc

correggere alcuni errori


ezi-

di Plinio. Brunfels, nato in

Magonza nell'adoperarsi
piante con disegno

andio a purgarla dalla farragine di migliaja di nomi vecchi,

barbari e ridicoli, incise

le

me-

no equivoco. Questi esemp furono seguiti con migliore


riuscita dai loro connazionali

Trago,

Fuchs e Dodoneo:

dai

francesi Clusio e Bellonio; e dal

Si distinse fra tutti l'italiano Mattioli

Fiammingo Lobel. nei Commentari sul


Venezia nel 1554;

libro

VI

di Dioscoride, pubblicati in
il

che dipoi Fabio Colonna per

primo, incise in rame con

buon
bri e

successo.
si

Sino a quest'epoca

era studiata la botanica su

li-

non su
tale

la natura;

quindi
il

le false idee,

che diffonal-

deva
le

metodo, ispirarono

pensiero d'attendere
istituendo

piante vegetanti su la madre-terra,

a tal

fine degli orti botanici. L'Italia


fiorire raccolte sotto
il

ebbe

la gloria di

veder
ra-

suo bel cielo piante di ogni

gione

indigene che esotiche; e mosso dal consiglio di


il

Musa Brassavolo,
vedere.

Duca

di
il

Ferrara Alfonso d'Este ne


il

fond parecchi dei quali

pi ricco venne detto

Bel-

Non

vi fu quindi in poi citt italiana di


il

qualche
delle

rinomanza che non volesse avere


piante.

suo

giardino
la

Padova

fin

dall'anno 1545,

merc

munificen-

za dei suoi Dogi Micheli e Cornaro, ne ebbe

una

ricca

17
raccolta; procur a

Genova sua

patria

il

Boria un

tale

mezzo

d'istruzione, e Cesi,
i

Borghese e Barbarmi arricloro giardini in


dotti
il

chirono di costose piante

Roma. Benefondata l'U-

merito
dici

si

rese della

simpatia dei
di Toscana,

Cosimo dei Me-

primo Granduca

quale,

niversit di Pisa, vi
rale

chiam a professore

di storia natu-

Luca Ghini, incaricandolo

di piantare

un
su

orto
le

bo-

tanico con assegnare

un

tratto di terreno

sponde

dell'Arno.
il

La

capitale dell'isola nostra ebbe

anche essa

suo orto botanico, bench conti la tarda data del 1779.


Dedicatisi
i

naturalisti sotto questa sicura scorta a stu,

diare le

piante con pi diligenza

progressi della bo-

tanica furono rapidi e sorprendenti. Corrado Genser da

Zurigo spese met della vita nel raccogliere materiali

per una storia generale delle piante e lavor di propria

mano

pi di 1500 disegni affin di illustrarle. Opere laquest'epo-

boriosissime ed universali comparvero verso

ca e le pi celebri furono quelle di Gerard, di Parkinson, di Turner, di Chiusio, dei

due Bauhin,

di

Taberne-

mont, di Delecampis, di Lobel e di

altri assai.

Andrea Cesalpino da Arezzo, medico


ciossi

di Sisto
il

slan-

su

le ali del

proprio genio oltre


fatti sfuggiti

secolo in cui

visse, e not

non pochi

ai suoi antecessori.

Imperciocch conobbe
dente per
v
la le radici,

la circolazione

della

linfa

ascentro-

messa in movimento dal calore;

provenienza delle foglie e conobbe la vera natura


;

del midollo

fece altre scoperte fisiologiche, in che avani

z di gran lunga

contemporanei.

L'invenzione del microscopio avvenuta circa quel tem-

po agevolando
f

lo

studio

deli' Organografia

botanica

ne

conoscere

tessuti

elementari

le

parti

organiche

18
pi semplici, per
lo

che

si

oper un salutare cangia-

mento in questa sezione


ta dei vasi spirali fatta

del regno vegetale.

La scoperi

da

Henshaw

nel 1661 ed

ritro-

vati sul tessuto cellulare pubblicati


le

da Hook eccitarono

menti sagaci del Malpighi e del

Grew per
la

compilare

le loro

opere veramente classiche; cio


del

Anatome plan-

tarum

primo e

la

The anatomy of the vegetables

hegun del secondo.


Mentre che questi uomini sommi dimostravano l'intima
struttura dei vegetabili, Morison, Ray,
altri

Mahon, Heister ed
si-

tentarono di ristorare la Tassonomia, o botanica


novello
nella
sotto

stematica, che dovea prendere slancio


ispirazioni del Tournefort nato

le

in

Aix

Provenza

l'anno 1656.

Il

giardino delle piante, stabilito in Mont-

p9ilier da -Errico
lui talenti.

IY

serv a mettere in pieno

lumei

di

Viaggi a tale scopo nel Deliinato, nella Savoja, nella

Linguadoca, nella Spagna, nel Portogallo, nell'Olanda e


nell'Inghilterra. Incaricato da Luigi

XIV

di visitare

1'

0-

riente

percorse per tre anni la Grecia, l'Asia Minore,


le

l'Armenia, e con
rio

piante raccolte compose


al

un erbua-

che lasci per testamento

Re,
di

la

quale raccolta

conservasi gelosamente nel


la

Museo

Parigi.

Commise
e la

pubblicazione delle sue opere all'abate Bignon,


il

pi interessante porta

titolo Institutiones rei


i

herbarUe.
i

In essa

le Glassi
i

sono fondate su

fiori

e su

frutti;

Generi su

caratteri secondari degli

organi istessi aci

compagnati da 451 figure rappresentanti


ri; lo

detti

Gene-

che produsse per

la scienza un'

innovazione im-

portante.

Nell'anno 1717 Dillenius gett

le

prime fondamenta

della

19
criptogamia, cio delle piante che hanno organi sessuali

poco apparenti, o nascosti, e ne descrisse un gran nudi questa specie dimenticato dai suoi predecessori,

mero

cui annesse delle

buone

incisioni nella sua Historia

Mu-

ssar urn stampata in Oxford nel 1741.

L'epoca del Linneo segna

il

punto culminante e pi lu-

minoso

dell'istoria naturale; questi dotato

d'animo fermo

ed intraprendente nel Sistema Naturm abbracci con


il

vasto suo ingegno

non

solo

vegetabili,

ma

tutti
il

corpi della natura, che acquistogii a


lo di Principe dei Naturalisti.

buon

dritto

tito-

Ancor

giovane

eletto

presidente

dell'Accademia

di

Stokholm e cavaliere

della stella polare,

promosso indi

a professore di botanica nell'Universit d*Upsal procur

arricchirne

il

giardino

di

nuove

piante.

siccome

il

Tournefort aveva perlustrato le parti

meridionali

delal-

l'Europa, Linneo diresse le sue erborazioni verso le


genti contrade del Nord.
landoli con
.il

Ne pubblic

risultati

intito-

nome
il

categorico di Flora; cos disse

Flo-

ra Svecia

il

libro

dove particolereggia

le piante svedesi;

Flora Zeylanica
lo

trattato in cui descrive quelle che

Pao-

Hermann avea

trovate nell'isola

di

Ceylan;

e Flora

Laponica l'opera pubblicata dopo l'escursione intrapresa


uell'anno 1732 per la Lapponia; arricchendo la botanica
di

536 piante non conosciute sino a quel tempo.


Riformatore del metodo di Tournefort n'estese uno

novello basato su
si,

il

sesso delle piante che divise in Glasr

suddivise in genere, e queste in ispecie.

Le

parti diffe-

renti della fruttificazione gli apprestarono le regole che

ha

seguito nel classificarlo; lo che

ha

fatto

con tanta aggiusi

statezza e discernimento che ciascuna pianta pare che

20
vada, per dir cos, a collocare da se stessa nella classe che
le si

conviene.

botanici

hanno riconosciuto dei vantaggi


entu

assai nel sistema linnejano, che fu accolto con vivo

siasmo quasi universalmente.


In queir epoca la nomenclatura botanica trovavasi tuttavia molto imperfetta;

avvegnach

il

nome

di ciascufrasi inu-

na specie esprime vasi con lungo


tili

strascico di

e spesso improprie, imbrogliate in tale


la scienza

modo da rendelle

dere

confusa e
i

difficile.

Or Linneo, meglio che


specie,

Tournefort,
diede

stabiliti

limiti dei

generi e

un nome

invariabile e conveniente a ciascun ge-

nere; questo

nome

appropri alle singole specie, cui ap-

pose, per distinguerle,

un

aggettivo particolare.

Merc un

tale ritrovato
il

quanto ingegnoso

altrettanto

semplice, egli trasse

linguaggio botanico dalla confucui


1'

sione e dal disordine in

avevano

lasciato

suoi
i

predecessori; ed oramai da pi di

un

secolo,

che

bo-

tanici riconoscenti sieguono a calcare senza


to notabile le

cangiamen-

orme luminose che questo gran maestro


dei semplici.
si

ha segnate nella scienza

Prova novella del suo esteso colpo d'occhio


la

ha nelil

opera Classes Plantarum in cui tent distribuire


si

regno vegetale in famiglie naturali. Vi


pari
il

accinse

del
la-

suo contemporaneo Adanson pubblicando


il

un
,

voro scientifico con

titolo

Familles des plantes

che

non ottenne
di

il

suffraggio di cui era degno:

ma Bernardo
ve,

Jussieu

meditava una disposizione naturale dei


Magnol,
di

getabili molto superiore a quella di

Heister e di quanti altri l'avevano

preceduto,

Ray di movendo

da principii pi

filosofici

soprattutto dall' importanza

relativa dei caratteri.

fi

L'anno 1699 segna l'epoca del nascimento

di

questo

uomo
la

singolare avvenuto in Lione; ed


gli

suoi talenti per


di

botanica

procurarono

la

carica
,

dimostratore

delle piante nel giardino del

Re

ed un posto nell'Accadi Jussieu

demia

delle

Scienze

di

Parigi.

La modestia
alle

era estrema e non


difficili

arrossiva

rispondere

quistioni

che

gli

si

proponevano Io non
i

lo so. Affabile e

comunicativo con
il

suoi alunni,

dava mostra

di

essere

vero amico della scienza. Eglino, per rendere palese

la sagacia del loro

maestro

gli

presentavano delle piante


i

mutilate espressamente per sformarne


che,
il

caratteri
di

ma
le

Jussieu non

mancava
il

di

conoscere

leggieri

nominandole, indicando

luogo della loro

origine e

propriet che le distinguevano.

Venuto in Francia
prova con

il

Linneo

assistendo

un giorno
che
lor

alle

erborizazzioni di Jussieu gli allievi di lui vollero tentare


l'istessa
il

botanico

svedese
il

disse

francamente:

Non

vi

ha che Dio ed
le

vostro

maestro

che sia capace di spiegare


Il

piante a questo modo.


assai

Jussieu

dopo essersi

affaticato

per lunghe

indagini e riflessioni, pose termine alla

sua

opera im-

mortale Genera Piantarmi;


di pubblicarla.

ma non

si

diede alcuna briga

Ci fece

dopo nove

anni

della
;

di

lui

morte, Antonio-Lorenzo di Jussieu suo

nipote

sul
il

merito di questo sublime lavoro basta ricordare che

metodo naturale lungamente ricercato invano dai botanici pi rinomati vi si

trova

compiutamente e solida-

mente

stabilito.
le

In questo frattempo
e di Jacquin
,

opere impareggiabili di Lamarck

quali

entrambi possedevano in grado


descrivere le piante rare e sco-

eminente

il

talento di

22
nosciute nei pi minuti particolari
,

diedero novello imdall'

pulso alla

botanica

descrittiva
le

accresciuto

ascen-

dente che prendevano

spedizioni eziandio fuori d'Eu-

ropa, destinate dai Governi per andare in traccia di piante

novelle.

Mentre

il

celebre

Adanson spingeva
lungo

le

sue erborizadel
il

zioni nell'Africa occidentale,


il

le rive

Senegal

successore

eli

Linneo Thunberg perlustrava

Capo

di

Buona Speranza
Swart
le Antille

e del Giappone; Loureiro la Goncincina,


,

Aublet
e

la
il

Gujana

Mutis
il

1'

America

equatoriale,
11

Peron

Ruiz

Per ed

Chili.

museo

di Parigi era

arricchito da

immense
,

colle-

zioni di

nuove piante inviate da Commerson


il

il

quale
vasto

aveva percorso quasi tutto


orto botanico
si

globo. In Calcutta
le

un

fondava con

piante somministrate da

Roxburgh, che protetto generosamente dalla Compagnia


delle Indie
i

perlustr

il

Bengal e rese

di pubblica ragione

suoi lavori sul regno vegetale di quella estesa contrada.

Sul cominciare del secolo presente

l'

interno dell' Al;

geria era visitato dal naturalista Desfontaines


Petit

ed

il

Du
ce-

Thouars

solo affrontava le coste inospitali del


il

mal-

sano Madagascar. Eseguivano in pari tempo

loro

lebre e periglioso viaggio nell'interno dell'America

Humil

bold e

Bonpland
Flora
dell'

ed

affin

di
il

raccogliere
naturalista

materiali

per

la

Australasia

Brown ed

pittore

Bauer fecero lunga dimora in quel paese.


celebri botanici siciliani, Francesco

Due

Cupani e Silvio

Boccone ponevano

la loro isola natia al livello delle altre

nazioni in ordine alle scienze naturali con le loro ricer-

che e no

coi molteplici viaggi. 11

primo nato in Mirto

l'an-

1657 scorse replicate volte

la Sicilia; e nell'indagare

23
le virt delle

piante f palesi

gli

errori invalsi per


le

l'i-

gnoranza del volgo, ne dimostr

vere propriet

igie-

niche ed arricch la Flora sicula di


piante; del che d ragione nelle
cate da lui: cos

un gran numero

di

opere diverse pubbli-

nel Catalogum

plantarum sicularum

noviter adinventarum ; siccome nel Sijllabus


Sicilia^

Plantarum

nper detectarum,
siciliani etc.

e finalmente nella Historiam

Naturale-m
Silvio

Boccone da Sciacca port pi lungi

le

sue scien,

tifiche peregrinazioni; al

qual'uopo recossi in Malta


,

nella

Corsica, nell'Italia continentale, nel Belgio

nella

Bret-

tagna, nell'Olanda, nella Francia, nella Germania ed in


altre provincie e

regni.
l'

grandi vantaggi arrecati alla

scienza gli ottennero

amicizia e gli encomii dei pi cele-

bri botanici contemporanei; onde fu salutato a


dal Presidente dell'Accademia

ragione

dei

Curiosi

della

Natura

in

Germania con

il

nome

di Plinio dei suoi tempi.

Pub,

blic pi di dieci opere su diverse materie botaniche


le

pi interessanti portano

il

titolo

Icones et Descriptiones

rariorum Plantarum, Museo


133 incise in rame

di piante rare della Sicilia

Malta, Corsica, Italia, Piemonte e Germania con figure


,

Osservazioni Naturali ove


e di
dall'

si

con-

tengono materie medico-fisiche


I

Botanica

ec.

perfezionamenti introdotti

Amici nella costruall'

zione del microscopio contribuirono non poco

avan-

zamento

della

botanica descrittiva merc gli importanti

ritrovati nell'anatomia delle piante e nei


loro funzioni. Imperciocch pi

fenomeni delle

non

si

dubita che lo stula


,

dio delle famiglie naturali

deve tenere per base

cono-

scenza degli organi e la relativa loro importanza


rilevano le affinit reciproche.

che ne

24

Ebbene

per procedere con metodo in

tale ricerca
la

di mestieri conoscere le leggi

che governano

forma

degli esseri organici; quindi la simmetria dei

medesimi

l'af-

divenuta nella botanica ci che nella chimica


finit,

massime dopo che


il

il

De

Canclolle

ne ha dimode
la

strato

bisogno nella sua

Thorie

lmentaire

botanique.

Merita pure d'essere ricordato


cente

come prezioso

re-

acquisto, l'applicazione della chimica organica alla

fisiologia vegetale;

ed in questo generale movimento


in pieno

si

affaticarono laboriosi botanici a metterla

lume
Moor

con nuove scoperte. Sono degne della fama che godono


le ricerche di

Martens sul colore delle piante

di

e Steudel su le graminacee; di
dei vegetali; di Talasne su
i

Magnus su

la

nutrizione

Fanghi, Licheni e Tartuffi.


estese

Svolgendo con vedute Soubeiran fece vedere

pi

questo

argomento

l'ufficio

dell'Humus e degli ingrassi

nell'alimentazione delle piante; Payer sparse nuovi lumi

su parecchi fenomeni della Organogenia, e Ruff sciolse


la quistione insorta dietro l'esperienze

di

Wartmann

Becquerel, che

le

piante comunicano elettricit negativa

all'aria e positiva al suolo.


Il

Ville combatt Boussingault, le cui

ricerche

stabi-

livano
sfera

come

l'azoto esistente

in istato libero neh' atmo-

non possa essere


lo

assimilato alle piante;

ma

che in-

vece

ricevano dai concimi, dall'ammoniaca, dai prin,

cipii organici
l'

recati loro dall'acqua delle piogge e dal-

aria ambiente.

fu punto trascurata la geografia botanica; concios-

siach vennero visitate le Alpi dal Tournefort e da altri


celebri botanici
,

ed

il

Duby

s'occup

ad

illustrare

la

25
Geografia montana della Spagna.
Picco
d'

monti del Tibet ed


investigatori
la

il

Himalaya ebbero

diligenti

nello

Strachey, nel

Madden

e nel

Thomson; siccome

catena

dell'Ande nell'Humboldt.
L'istoria naturale dei vegetali

fanerogami finalmente
nelle

ottenne nuova ed estesa

illustrazione

opere

del

Mayer, Turczaninow, Godet, Heer, Vilmorin, Germain.


Ulex, Ville ed
altri.

La botanica adunque

spinta innanzi dagli sforzi con-

centrati di tanti esperti naturalisti

non
,

pi

in

pre-

sente uno studio pratico di

soli

nomi
,

ma

bens
,

una
sue

vera scienza che ha

le

sue teorie

suoi

fatti

le

ipotesi e le sue leggi.

CAPO
.

IL

DELLE PARTI PRINCIPALI ED ACCESSORIE DELLE PIANTE

Oh pur
rabile

triste e

malinconica doveva apparir

la

terra

nella sua originaria aridit! "Era

non

rabbellita da fiore

come steppa immesualcuno, dove non germi-

nava un

sol filo d'erba.

Ma

qual magico spettacolo ora-

mai presenta

nel vederla adorna di

un numero
di
fiori

prodi-

gioso di piante tinte del colore che armonizza tanto con


la

potenza visiva, tapezzata riccamente


i

d'ogni

ragione,
zioni la

quali

profumando
a

l'aria

con olezzanti emana-

rendono sana e respirabile.


lo studio

Or dirigendo

questa

importante

sezione

del triregno della natura, dir

anzitutto che la pianta,

nel suo analitico svolgimento risulta da

un complesso

di

elementi solidi e
senso che cresce,
stanti e

fluidi
si

privo di
si

moto spontaneo e

di

propaga e

rinnova con leggi eos'

bene ordinate. Questo ordine eziandio

ammi-

ra nelle diverse specie, le quali, con limiti stabiliti pas-

sano insensibilmente dall'albero


all'erba.

al

frutice e

dal frutice

27

Vanno

classate sotto la

categoria

di

piante

erbacee

tutte quelle

non aventi

fusto e la cui sostanza

molle

carnosa, o membranacea.

Quando

poi partecipano dell'er-

baceo e del legnoso, che crescendo a piccola altezza for-

mano

cespuglio

diconsi

suffrutici.

Le piante
s'elevano

fruticose

sono dure

affatto, o legnose, le

quali

mag-

giore altezza emettendo dalla radice varii fusti di gros-

sezza diversa. Gli alberi infine, che sono la produzione

pi grande del regno vegetale, producono

un

tronco le-

gnoso diviso in rami adorni di gemme.

La
a

vita vegetativa delle piante pi


la

meno lunga
d'alto fusto
i

seconda

maggiore o minore
le

solidil delle parti orgli alberi

ganiche che

compongono. Cos

vivono dei secoli e diconsi perenni] quantunque


nici sotto questa classe vi

bota-

comprendano
al

tutte
l

le

piante

che protraggono resistenza loro


anzi
si

di

di

due anni
delle

jil

nome
il

di
,

perenni

quelle

ancora
la

quali perisce

fusto

ma

si

mantiene
altre che

viva

radice.
il

Piante biennali appellansi

le

estendono
e

loro

periodo vegetativo a due anni: nascono

crescono nel
i

primo, nel secondo fioriscono indi muoiono. Tutti


getabili finalmente

ve.

che nascono e periscono dentro l'anno

diconsi

annui

o annuali,

n mancano

di quei

che vivono

la

vita dell'effimera, ]a cui esistenza limitata


solo,

ad un giorno

come

le Muffe,

e certi Funghi.
l'anello

Questa potenza di vegetare

appunto che

lega la pianta al regno animale nella gran catena degli


esseri creati; e la deficienza assoluta della forza motrice

ne

costituisce

un ramo
dell'

scientifico

separato.

Per fermo
che nuoOrnitologia

sono oggetto

Ittiologia gli esseri viventi

tano e guizzano nel liquido

elemento

dell'

28
quelli che libransi leggieri par l'aria
e

rapidi

in

essa

sciolgono
gli

il

volo. Indrizza le sue indagini la Zoologia

su

animali che strisciano, camminano, corrono su

la su-

perfcie del tellurico globo.

La botanica per occupasi


,

esclusivamente su

1'

organismo dei corpi


fssi si

cui

e negato

ogni moto spontaneo, e


forza al suolo da

tengono attacati con tanta


il

non temere sovente

violento

sbuffo

dell'uragano e la forza sovvertitrice della bufera.


Il

Caudice discendente ossia

la

Radice, parte inferiore

della pianta, serve di base, ed acquista

una grandissima
distinguonsi

forza progressiva in ragion diretta del profondarsi che fa e

diramarsi

sotterra.
fttone

Or

nella

radice

due
al-

membri

il

o radice maestra, che scende in


le radicelle o

cune piante perpendicolarmente, e

barbe

che serpegiano d'ordinario per ogni verso.

Quando

le

piante

hanno

le radici loro

riposte dentro

terra diconsi terrestri] se le attaccano alle rocce, ai


ri

mu-

s'appellano

Sassatili

chiamansi acquatiche
le

allorch

nuotano immerse nell'acqua; e quelle che


nelle altre piante e vivono a scapito
distinte con
getali
il

insinuano

di

esse

vengono

nome
i

di parassite.

Vi hanno per dei vei

non aventi
sono

foglie

fusto,

quali

sembrano

tutti

radici, tali

Tartuff. Il colore delle radici vario

assai essendovene di bianche, di gialle, di brune, di rosse

e di quasi nere

Le

parti che si distinguono nelle

medesime sono tre:


ed
vitale

La superiore che
il

la parte interposta tra la radice

tronco, detta collare, colletto o

nodo

un

lieve

stringimento locale e la direzione delle fibre affatto propria lo fa conoscere. Desso


della pianta che le

come

il

cuore, o centro
vegetativa

d esistenza ed

attivit

29
e se
si

guasta per caso o

si
il

corrompe perisce

la pianta.

Costituisce la parte

media

corpo della radice, la quale

ha

solidit diversa e

forma
i

dissimile.

Le barbe
ne

infine de-

stinate
la

ad assorbire

succhi nutritivi

determinano

parte inferiore

La sua

struttura semplice, poco differente dal tronco;


la

avvegnach ha

propria corteccia che inviluppa le


la

fi-

bre legnose racchiudenti


o

polpa cellulare che

il

corpo

Rizomo

di essa.

Mistris Ibbetson pretende

che tutte
d'

queste parti siano composte quasi intieramente

Epi-

dermide divenuta compatta,


di

di

poca scorza esteriore e

molto legno.

Non

tutte le radici intanto sono della

medesima

strut-

tura e forma; anzi sotto questo riguardo sono classate in


quattro gruppi principali: cio Fibrose perch emettano

molte

sottili

barbe; Tuberose quando

nodi delle rami-

ficazioni sviluppano delle


te;

gemme

producenti nuove pianalla

Rotonde, ovvero ovate allorch s'accostano

forma

sferica,

oppure

alla ellittica; e
si

Fusiformi diconsi quelle


la

che allungansi e

stremano verso

punta.

Se

il

Gaudice discendente, profondandosi sotterra rifugge


,

la luce, l'ascendente

in contrario slanciasi in alto e con

avidit

va incontro

ai detto

imponderabile. Questa parte

superiore della pianta, che ha principio nel nodo vitale


e termine nella fruttificazione
,

vien chiamato Erba dal

Linneo

Cormo

dal

Wildenow;

ma

pi

comunemente

detto Fusto.

Vi sono cinque specie pi notabili


co
il

di fusti: cio

il

Tron-

cui fusto legnoso di

forma presso che conica innal-

zatosi a certa altezza si divide in

rami

e ramoscelli,
dell' albero.

il

cui complesso
Stipite

forma

la cos

detta cima

Lo

ha

il

fusto

squammeso quasi

cilndrico terminato

30
in

cima da un
Il

fascio di foglie,

come

nella

Palma

e nella

Iucca.

Culmo

vuoto nell'in terno rinforzato da nodi,

o ripieno di midollo con sottili foglie aguzze, che gli si


attortigliano intorno; lo che proprio delle graminacee;

se poi

il

fusto

manca

di nodi

distinguesi

allora

con

il

nome

di

Calamo,

le cui foglie

partono tutte dalla base e

propriamente dal ceppo della pianta; cos sviluppasi nei


giungili e nei ciperi.

Lo
bacee;

Stelo o Caule da ultimo proprio delle piante eril

quale bisogna distinguere dallo Scapo o

Gambo

dei fiori poich lo stelo ergesi

nudo
i

dal

Bulbo inghir-

landato di

essi:

ne pongono esempio

Narcisi e la Bella-

donna.
Arrestiamoci per poco a studiare
la

notomia comparata
,

delle -parti organiche dei cennati fusti

massime dei

le-

gnosi, ossia Tronchi.

Son questi

vestiti di fuori

da una

sostanza detta scorza, la quale ricoperta da


sottile, e

membrana

secca appellata Epidermide. L'inviluppo o strato

cellulare succede alla epidermide formata da materia spu-

gnosa, per lo pi di colore verde cupo. L'ufficio di tale


tessuto di lasciare libera la traspirazione della pianta,

umettare

la corteccia

ed impedire che

si

risecchi.

Indi le fibre longitudinali frastagliandosi con altre fibre


laterali

formano una rete


negli
strati

le cui
,

maglie sono pi grosse


pi
ftte

e pi rade

esterni

e pi sottili

negli interni.

Questi strati precisamente pi molli e

flessibili

forma-

no

il

Libro, o la parte interna della scorza.


si

Dalle parti della corteccia a contatto del Libro


fre

of-

come una spalmatura d'umore rappreso, ed


i

il

succo

nutritivo di tutti

tessuti, e materiali della pianta detto

Cambio.

31
Togliendosi
il

complesso corticale,

si

mette a nudo
il

la

parte pi solida o pi dura del tronco, ch'

legno, nel
,

quale

si

distingue Y Alburno parte

men

dura
,

men

pe-

sante, e

men

colorita del corpo legnoso

ovvero anima

del legno.

La
strati,
il

corteccia ed
i

il

legno crescono ogni anno di nuovi

quali

si

sovrappongono con andamento inverso,


il

legnoso dall' indentro al di fuori,

corticale dall' in-

fuori all'indentro, inguisach gli strati si

formano sem-

pre a contatto fra loro, e tanti strati vi hanno cos nella


corteccia

come nel

legno, quanti sono gli anni della pianta.


il

Nel centro del corpo legnoso sta riposto per ultimo

midollo ch' una massa amorfa composto di cellule della

medesima natura
differendo solo

della sostanza cellulare della corteccia,


il

per

suo colore bianco

lucente di una
legnoso. Nel
i

leggiera tinta verde a contatto

del cerchio
vi

tubo che

contiene

il

midollo
si

sono disposti in giro

vasi linfatici, nei quali


vitale

pretende che risegga

la forza

della pianta, perci dall' Ibbetson tale distribuzione

circolare di vasi fu detta Cerchio vitale. Intanto gli autori dell'et

nostra sono di accordo con

il

Decandolle nel

ritenere

il

midollo come

un

deposito di sostanza nutriil

tiva destinata

a somministrare
si

primo elemento

alle

gemme, dove
na
di queste

contengono

rudimenti di

tutti gli or-

gani che hanno a comparire sul fusto e sui rami. Ognu-

gemme prende
,

origine da

un

filo,

o bitorle

zoletto di tessuto cellulare


fibre

entro cui

si

organizzano

ed

vasi a spese dei materiali contenuti nelle celil

lule del midollo,

quale per rispetto agli organi nascenti

del fusto e dei rami fa l'officio dei Lobi, che racchiudono


la

piumetta, o radichetta del seme; cosicch

il

Decandolle

32

non

esit

chiamarlo

il

Cotiledone della
di midollo

gemma: ed
,

infatti

le piante le quali

mancano

mancano pure

di

rami.

Tutte

le descritte parti

non sono esclusivamente proeziandio delle piante erbacee;

prie dei fusti legnosi,

ma

avvegnach

d'
i

uopo tenere in mente che esse sono esvegetabili. Infatti


il

senziali a tutti
la Corteccia,
il

si

rinviene in esse

Corpo legnoso,

Midollo, che nel


il

Culmo

delle piante

graminacee tapezza

cavo interno del pro-

prio fusto.
I

tronchi, gli stipi di,

culmi, gli

steli, i

gambi del ve-

getale

non sorgono
hanno

dal suolo nudi e disadorni, anzi pa-

recchi

delle parti che

vengono considerate come


,

secondarie ed accessorie. Tal' la Stipola


cesse piccola
paglia, eh'

quasi

si

di-

una squamma
ali'

ed appendice

foliacea situata alla base, ovvero


foglie

inserzione delle vere

come pu vedersi nella Rosa, nella Passiflora, nel Pisello ecc. Quando la Stipola veste e circonda, sostiene e
nella
fortifica
il

Fusto

allora vien

detta

Guaina
,

cosi

Musa

Paradissiaca, nella Canna, nell'Orzo

nel Fi-

nocchio.

Se poi

l'

involucro non fesso come nella Guaina,

ma

chiuso a tubo, appellasi in tal caso Astuccio; di tale na-

tura nel Rabarbaro, nel Romice, nei Ciperi. Se le foglie


florali,
si

dette altrimenti Brattee appartenenti alla Stipula


,

riuniscono a guisa di pennacchio


di Ciuffo o

allora

prendono

il

nome

Corona; come
,

si

osserva nella Lavanil

dola, nella Frittellaria

nella

Vedovina con

Ciuffo. Si

appellano eziandio

le Stipole,
,

Mestole o Spate quando sono


,

conformate e mestola
Giunchiglia
,

a cucchiaio
,

a spata

cos

nella

nella

Cipolla

nel Narciso. Inoltre alcune

33
piante son provviste di
filetti

per

lo

pi avvolti a spira
,

affine di arrampicarsi negli oggetti circostanti

conosciuti

sotto

il

nome

di

Viticci,

Cirri o Capreoli. Questo acces-

sorio germoglio nella Smillace


,

ben

si

distingue nelle Viti, nella Zucca,


Viticci sono
il

nella Bignonia. I

composti

degli elementi stessi del Fusto; ed osserva

Du Hamel

che producono sovente dei


de nella Vite.

fiori

e dei frutti

come acca-

Le piante in ultimo posseggono delle armi a propria difesa, merc un corpo robusto, acuto e pungente detto
Aculeo. Questo prende
sce fortemente
al fusto
il

nome
si

di

Spina quando aderi-

pu staccare senza laceSusino,

rare e rompere le fibre legnose. Tali sono le spine che

difendono l'Arancio,
giolo.
Il

il

Melogranato,

il

il

Giug-

Pungiglione o Pruno non ha origine dalla parte

legnosa del fusto,


la pianta,

ma

dalla scorza, quindi senza lacerare


il

n offendere

legno sottostante

si

pu

togliere,
,

come esperimentasi

nella

Rosa

nel
il

Rovo Ido

nella

Robinia. Tanto avviene perch

Pungiglione prodotto

dal tessuto cellulare della corteccia ricoperto solamente

da poche fibre dei vasi corticali

dalla

Epidermide.
i

Per questo precisamente

si

differiscono dai Peli

quali

mancano di vasi, aventi solamente il tessuto cellulare. Il Pelo adunque una produzione membranacea dell' Epipermide molle e
ch simile
la Pilosella,

filiforme cui

s'

appose tale

nome

per-

al pelo degli animali.


il

Di Peli vanno coperti


possono
il

Malvone,

il

Tassobarbasso, l'Ortica.

Poich

le vicissitudini

meteorologiche

impegiovane

dire lo sviluppo della pianta, ed

avvizzirne

rampollo,

massime

nelle intemperie brumali, essa rac3

chiusa tra inviluppi scagliosi membranacei, o carnosi appellati dal

Linneo Svernatola

quali sono di

due specie
il
,

cio Bulbi e

Gemme.

Il

Bulbo prende comunemente


la

nome

di Cipolla,

avvegnach

pianta di tal

nome
il

e
di

le Gigliacee

ne vanno munite;

cos dicesi

la Cipolla

Narciso, di Giacinto, di Tulipano per esprimere


bulbo.

loro

La Gemma,

ossia Occhio lo Svernatolo attaccato


di

al fusto, o ai

rami coperto

squamine, come sul Ca-

stagno, sulla Quercia, sul Nocciolo.

Or secondo
gli

le osser-

vazioni del Bonnet pare incontrastabile che


toi

Sverna,

siano composti delle parti stesse della pianta

con-

ciossiach la contengono tutta raccorciata, e ristretta co-

me
ca

in miniatura.
;

In uno svolg mento

elementare di
la fogliazione

fotografa

botani-

non bisogna omettere


lo

che avviene su le
il

radici, sul fusto, e sui

rami del vegetale,

quale bril-

lante fregio

adorna e veste come da ricco paludasi

mento su

cui

stemperano tutte

le

tinte
dolci

del

vrde

dal pi forte e tagliente sino alle


tinte di esso.

pi

morbide

Le Or

foglie a dir

breve sono delle espansioni,

della sostanza corticale, le quali sviluppansi riunite in fascetti


fibrosi.

se questi fascetti subito


il

dilatansi
si

ve-

nuti fuori, ed avvolti tra

tessuto cellulare
il

stendoPic-

no in lamina, non
ciuolo; se poi
tale
il

si

produce,

cos detto

Gambo, o

rimangonsi

affasciati

prima

di espandersi,

prolungata riunione di fibre quella che costituisce

Gambo.
I

nervi o costule che scorrono


i

simmetricamente per
maglie sodi

la
li

lamina delle foglie sono


si

primi a formarsi, dalle qua-

dirama una rete di

fibre legnose le cui

no riempite d'un tessuto cellulare che ha nome

Pa-

35
renchima. Tutto
il

cennato apparecchio e protetto dalpori per la traspii

l'Epidermide, che ha dei vasi e dei

razione della pianta e per ricevere dall'atmosfera


nutritizii, la qual

gas

doppia destinazione rende osservabile

la differente struttura delle facce della detta foglia,

dappoi
liscia

che

la

superiore rivolta
l'

al

cielo pi forte
il

pi

e lucida che

inferiore riguardante

suolo la quale

pi scura, rugosa e vellutata.


dalle

Le

foglie,

che sbucciano,

gemme

nate all'ascella delle foglie vecchie, a breve

tratto soffrono

un interrompimento chiamato
si

articolazio-

ne; queste sul terminare dell'autunno

distaccano dalla
tali

pianta dette perci foglie caduche

quelle che

non
ne

sono vi rimangono attaccate ancorch appassite e disorganizzate, distinte con


il

nome
le

di foglie persistenti
le

danno esempio

le

Palme,

Zucche,

Gramigne.

d'uopo distinguere anzitutto la foglia semplice dalla

composta. La prima ha la sua lamina intera e ciascuna


delle sue divisioni

non

articolata sul Picciuolo.

La

for-

ma

pi schietta la lineare, cio quando la lunghezza


si

uguale da per tutto. Questa

cambia in bislunga

al-

lorch

il

Parenchima

si

allarga alquanto nel

mezzo; ed

allargandosi maggiormente costituisce la cosi detta foglia


Ellittica, e

che per l'espansione un p pi grande


la detta dilatazione

si tra-

sforma in Orbiculare. Se poi

avviene

insensibilmente da basso in su la foglia dicesi Ovata la


quale, tutte le volte che va assottigliandosi ed appuntandosi, si appella Lanciolata; e

Lesini/orme se

si

prolunga

in

una punta
Prende
la

assai
foglia

lunga e
il

sottile.

nome

di

Cuneiforme se larga
1'

verso l'apice e ristretta alla base: di Spatuiata quando

^la

cuneiforme appuntata verso

apice ed allungata

86
ristretta nella base a

di Spatula chirurgica.

La

si

ap-

Reniforpella Cordata o Cuoriforme, Saettiforme, Astata, secondo che presenta la forma di un cuore, di una

me,

saetta, di un'asta, di

un rene.
dell' istessa le si

In ordine

al

margine o bordo
cos

danno
pun-

nomenclature -diverse:
ta

quando

priva affatto di

stinguesi

chiamasi Ottusa: che se intaccata all'estremit dicon il nome di Smozzata, e se il seno alquanto
la si

profondo

nomina Smarginata,

la quale si cangia in

foglia Bifida, Bipartita a proporzione

che

la

smarginatura
pi fenditu-

va pi inoltrandosi nel Lembo;

ma se presenta

Triloba, re, dicesi Bifida, Quatrifida ecc., cosi Lobata,

Quin-

queloba, Spartita, Tripartita, Quinquepartita; ed allorch Frastagliata. le fenditure sono disuguali essa si chiama
Il

bordo delle foglie pu essere nudo o vestito di peli

ciliata spinosa. o rigido di spine, e dicesi allora la foglia Le si d il nome di Dentata, Crinita, Seghettata, quando le

punte sono disposte a guisa di denti, di crini, di denti si dice Fessa. di sega; che se molto vi si profondano Tenendo in considerazione la superfcie delle foglie questa

pu essere Liscia, Lucida, Glama, Rubescente,

Irta,

PaIspida, Feltrata, Cotenosa, Viscosa, Screziata, Pelosa,


pillosa, Scabra, Traforata.

La

sostanza

o polpa delle foglie

costituisce altre di,

versit; le principali sono la foglia

Membranacea

la

Co-

riacea, e la

Carnosa o Crassa.
i

Allorch

fascetti fibrosi nell'uscire

dal Picciuolo rifoglia

mangono
posta,

interrotti

in guisa

che

la

pu essere

spartita in pi pezzi senza lacerazione, essa si dice coni

quando anche costasse

di

due pezzi come nell'A


pezzi

rancio. Nella foglia composta

singoli

sono indi

37
cati

con

il

nome

di Foglioline',

ed

il

Gambo
si

dicesi

in

tal caso

Racchide.

Le

foglie,

composte

dividono

in
di-

Pennate o Palmate, secondo che


sposte sulla racchide

le foglioline

sono

come

le

barbe di una piuma, ovallora Ditate.


il

vero come

le dita della

mano, dette

Le

foglie

pennate son distiate ancora con

nome
,

di

Unijughe, bijughe, trijughe, quatrijughe, moltijughe

norma che costano d'una


la

sola coppia di foglioline, ovve-

ro di due, tre, quattro, o pi coppie. Accade inoltre che

Racchide prima di dare attacco

alle foglioline

si

di-

vida in rami due o pi volte, e se la divisione d luo-

go a una sola serie di fogloline


sta, se

la foglia dicesi

Compo-

ha due

serie Ricomposta, se

ha pi serie Arci-

composta.

Per
di

il

sito

che occupano prendono

altres

il

nome

Alterne quando son disposte a spirale; di Opposte quanall'altra, di Yerticellate o Stellate.

do son rimpetto l'ima

Se
nello.

vi aderiscono in linea orizzontale o in

forma di

ate-

Tutte

le

test

notate

nomenclature bisogna
i

nere in molto conto

avvegnach forniscono

necessari

elementi alla Rotanica descrittiva, e danno la primaria


caratteristica a fin di

distinguere le specie diverse delle

piante.

Rivolgo adesso
destinate le foglie

il

ragionamento

sulle funzioni cui

sono

esse appartengono agli

organi della

nutrizione e concorrono con le radici al mantenimento


della pianta.

Le

foglie

durante

il

giorno assorbono

il

gas

acido carbonico sparso nell'atmosfera, e sotto l'azione della

luce solare lo

decompongono
,

trattengono

il
1'

carbonio
ossigeno

che

si

fissa

nel parenchima

restituiscono

all'aria

ambiente.

38

Per fermo

necessario che la

pianta

si

assimili

il

carbonio conciossiach imo dei principii pi semplici di


cui
sto

componesi
elemento
,

la sostanza
il

immediata dei vegetali que-

quale non pu penetrare in essi nella


s

originaria sua purezza,

perch

tale

non

esiste in

natura

come ancora perch

in questo stato

non

solubile:

ma
as-

combinandosi con l'ossigeno passa

allo stato di

gas acido

carbonico, e che per conseguenza pu allora essere


sorbito dalle foglie.

Ricche e molteplici sorgenti possono somministrarlo


in copia e per verit le sostanze animali e vegetabili in

putrefazione

carboni metallici
i

decomposti in natura

dai solfuri e dai solfati, tutti

corpi che ardono, tutti gli

animali che respirano versano nell' atmosfera un' enorme


quantit di gas
nelle cellule del

acido carbonico.

Il

carbonio depositato

parenchima

si

combina coll'ossigeno e

con l'idrogeno, e d origine


olei esenziali,
atta.
il

alle

gomme,

alle resine, agli

Legnina, e ad un'altra sostanza particolor verde alle foglie.


il

colare che dona


Il

color primitivo di queste

bianco o leggermeli!

giallastro, e tali

rimangono

nell'oscurit perfetta;

ma

e-

sposte alla luce solare rinverdiscono, e di

un

color pi

vivo son quelle che ne sentono l'azione in tutta pienezza

meno
va
il

le altre

che

si

sviluppano

al

coperto,

come

osser-

Mustel. Havvi racchiusa nel parenchima delle

medella

desime una sostanza colorante, cui De Gandolle diede


il

nome

di

Cromula,
si

la

quale

messa in azione

luce solare

diffonde per la pianta e la colora; la

mag-

giore o minore quantit di questa


o

sostanza,
le

l'

azione pi

meno

diretta della luce

determinano

diverse grada-

zioni di verde

che presentano

le superfcie delle foglie.

S9
L'influenza della luce sui fenomeno della

colorazione

e ben constatata dalla esperienza, sia che provenga di-

rettamente dal
giorno, o di

sole, sia

che derivi dalla luce sparsa del


accesa.

una lampada
Nasturzio

Humboldt ha
di

fatto

rinverdire

il

(Lepidum sativum) esponendolo


aver
sei

al chiarore di

dato

il

una lampade. De Gandolle afferma colore verde alHstessa pianta per mezzo

di

lampade ardenti poste

alla distanza d tre decimetri.

Osserv ancora che questa materia colorante suppone


dei vasi proprii

chela contengono,

quali

ben

si

vedono
della

nelle foglie del Carcioff o, della Celidonia, e

massime
si

Aloe soccotrina, che tagliata orizzontalmente vi


Parechima. Che vi siano
per
la nutrizione

scorge

in tanti punti colorati sparsi nella sostanza muccosa del


i

vasi del succhio

manifesto

che in esse succede, e per l'invigorirsi


il

che fanno inaffandole, ovvero immergendone


lo

Picciuoaltro

neh" acqua,

lo

che

non potrebbe avvenire per

mezzo dei
costole

vasi infuori delle fibre legnose, diramati nelle

e nei nervi della foglia.

Vi

si

trovano

da

ultimo

tra

gl'interstizii reticolati

delle fibre delle lacune, ossia otricoli ripieni


si

di

aria

riscontrano chiaramente tagliando le foglie della Mozza


il

Sorda (Typha major),


ni.

Picciuolo della Zucca e dei Popo-

Per

le

diverse funzioni fisiologiche, cui sono destinate

le foglie a

ragione vengono considerate come tante

rale

dici aree;

dappoich

le foglie

sono

ai

rami,
nell' a

ci

che

barbe capellari

alla radice

trovando

tmosfera un

nutrimento abbondante, quindi tutto


tale

ci

che ho detto su
alle radici,

argomento applicabile in qualche modo

e che per evitare inutili ripetizioni ho differito

avvisa-

tamente ricordarlo in questo luogo.

CAPO

III.

FIORITURA, FRUTTIFICAZIONE E SEME DELLE PIANTE

Un

caro argomento

mi propongo

di svolgere nel pre-

sente capo; dir dei

fiori,

smagliante e delicato lavoro

della natura, su cui la luce


lanti colori del
I fiori

scompone

pi gai e bril-

suo prisma.

sono

la delizia delle

anime

sensibili, e spargo-

no un magico incanto su
stenza.
I fiori si

tutti gli stadi

dell'umana

esi-

sospendono
le roride
d'
i

alla culla del

neonato,
,

fiori in-

ghirlandano

tempia
,

dell'
fiori

innocenza

fiori

a-

dornano

il

talamo

Imene

profumano

le abita-

zioni domestiche,
li,

fiori
i

olezzano tra le

mense convivafiori.

fiori

allegrano

nostri d festivi, e sull'istesso fredsi

do

marmo

degli estinti

spargono dei

Quella produzione dei vegetabili generalmen te colorata e per lo pi odorosa,

che porta

gli
i

organi

della

ri-

produzione distinguesi con tale nome;


suali stanno riuniti sopra

quali organi ses-

un

ricettacolo

comune.

Chiamasi Stame l'organo sessuale maschio, e Pistillo

41
l'organo femmineo. Se
il

fiore

composto

di

un
il

solo
solo

di questi organi dicesi unissessuale;

maschio se ha
il

Stame; e femmineo allorch possiede

solo Pistillo.
,

Quando presenta
Stame
re;

poi

due
il

sessi riuniti

vale a dire

e Pistillo, gli si da

nome

di Ermafrodito.

Gli organi sessuali unicamente sono essenziali al fio-

ma non
,

pu

dirsi
,

completo se non munito


accessorie
,

d'i

al-

tre parti

le quali

bench
il

servono a difio-

fendere
rali,

lo

Stame ed

Pistillo: tali

sono gi'inviluppi

compresi sotto
il

il

nome
i

di

Pertanto o Perigonio,

vale a dire

Calice, e la Corolla.
florali

si

il

Calice

il

pi e-

sterno degl'invogli

quali

chiamano Sepali:
solo, o di

quindi

il

Calice,

secondo che compsto d'un

pi

pezzi detto Monosepolo, o Polisepalo.

L'invoglio interno diversamente coloratoci quale circon-

da immediatamente
Corolla, ed
i

gli

Stami

si

esprime con

il

nome

di

pezzi di cui composta


la

chiamansi Petali:

che

s'

formata

Corolla

d'un solo pezzo vien detta

Monopetala, e quando di pi pezzi Polipetala. Essa possiede grande variet di forme; avvegnach havvi la Rosea, la Papiglionacea, la Personata, la Labbiata, la
ta,

Tubula-

e la Cariofillaeea.
Il fiore

pu essere attaccato

in pi

modi

sul

fusto

sui rami; se vi cresce aderente senza parte

intermedia

distinto con

il

nome

di sessile

quando sorretto da
Pedunculato.

un prolungamento

particolare dicesi

I fiori di poi riuniti sulla

pianta rimangono disposti in

varie guise; cio a Spiga, a Pannocchia, a Tirso, a Co-

rimbo, a Cima, e ad Ombrella.

Succede non

di

rado che all'intorno dei


di foglie
affatto

fiori

trovasi
altre

un

certo

numero

differenti

dalle

42
nel contorno, nella
foglie dette
fiorali,

forma,

nella

consistenza.

Queste

Brattee non bisogna confondere colle foglie

le

quali differiscono dalle vere foglie, perch pi

piccole e

pi

ravvicinate al fiore

come
il

gi

ho

fatto

osservare.

Le Brattee che ricoprono

fiore

prima

di

sbocciare, chiamansi Spate le quali altro

non sono che


o pi fiori;

un
le

invoglio

membranaceo che avviluppa uno


lo

Palme,

gli

Ari, gli Agli ne sono provveduti.

Al dischiudersi degli inviluppi, che


osserva
lo

racchiudono,

si

Staine contornato dal Calice o dalla Corolla,


,

che componesi di filamenti terminati da un globetto

piccola borsa contenente la polvere fecondatrice; lo che

ben visibile nel Giglio, nel Papavero, nello Stramonio.

Lo

Starne

adunque

costa di tre parti cio del Filamento,


Il

della Antera, e del Polline.

Filamento un sostegno
,

filiforme che sorregge V Antera

il

quale in alcuni
in altri elastico

fiori

velloso,

come nel Tassobarbasso,


cui

come

nella Parietaria, in parecchi irritabile

come

nella Opunzia.
si

La maniera diversa con


o
si

il

filamento

attacca

inserisce nel Calice presenta delle variet


il

necessa-

rie a sapersi. Dicesi Ipoginio


al disotto nell'Ovario

filamento,
e

che

emerge
Graal-

come nei Ranuncoli

nelle

migne; Periginio quello che trovasi disposto intorno


l'Ovario sul

medesimo piano
Orchide, e

orizzontale, cos nel Pesco

e nella Rosa; Epiginio cio posto nell'Ovario, e ne offrono,

esempio

le

le Aristolochiee.

L'Antera simile ad una capsula membranacea occupa


la parte

superiore dello
di

Stame

costa

di
l'

ordinario di

due parti a guisa


per
il

borsette

appiccate

una

all'

altra

dorso

o per

un corpo intermedio che chiamasi

connettivo. Esse variano per la figura essendovene delle

43
Globose, delle Bislunghe, delle Saettiformi. Altre diversificano per la struttura, e diconsi Ritte quelle che sono

attaccate alla
le

cima del filamento per

la

base;

Girabili

altre

che muovono a giro sull'estremit del medesiBilicate allorch poggiano con

mo, come su d'un perno;


il

loro centro sulla punta del Filamento a


,

di bilan-

ce

cos

per

tal diversit di posizioni

son

dette Adese,

Nane, Gemelle, Serpeggianti, e Correnti. Le Antere si aprono ordinariamente per


guarda
il

il

verso che

Pistillo tanto nei

fiori

regolari
la

che negl'irre-

golari; di rado si

schiudono per

parte contraria; ed
il

all'Antere che presentano tale anomalia


il

Reichard d
il

nome
i

di Ext^orse.

Da

queste aperture versano

Pul-

viscolo, o Polline,
tissimi,

che un ammasso di globettini minusi

quali ingranditi dal microscopio

presentano

sotto

forma varia nelle diverse piante; son


d'

di colore giallo

internamente pieni
latile
,

un

fluido

olioso

cereo

assai vo-

che dicesi

Aura

e costituisce la

materia feconda-

trice.

In mezzo agli Stami e nel centro del fiore trovasi


Pistillo organo sessuale

il

femmineo

detto cos per la sua


;

forma simile ad un piccolo Pestello

esso

costa

di tre

membri; vale a dire dell'Ovario,

dello Stilo e dello Stim-

ma, L'Ovario
dette Logge,

la parte inferiore

pi grossa del

Pistillo,

che d ricetto agli Ovoli contenuti in una, o pi cavit

dove

si

racchiude in abozzo
1'

il

frutto ed

il

seme. Su di ci importa osservare se


riore, cio posato sopra
il

Ovario Supe-

Calice, o nel Ricettacolo; Infe-

riore ovvero
cettacolo;
le,

immerso nel

Calice, e nascosto sotto


il

il

Ri-

Gambettato se giace sopra

Ricettacolo,

il

qua-

se allungasi, vien detto Tecoforo.

44

Lo

Stilo la parte

intermedia del
pi o

Pistillo;

ha

la for-

ma

di

un

piccolo

filo

meno

lungo, che unisce, V 0-

vario allo

Stimma

e lo sostiene.

Lo

Stilo

Cilindrico

Filiforme, Capillare, Elevato ecc. a

norma

della

forma che
il

presenta; siccome per la durata distinguesi con

nome

di Persstente, tal nel Alisso bianco e nella Lunaria; di

Marcido come nel Cotogno, nell'Albicocco e nel Nespolo.

Lo Stimma
destinato a

un organo

di

forma diversa,
Stilo,

di

natura

ghiandolare posto alla sommit dello


ricevere la materia
,

e dell'Ovario,
;

fecondante
applicato

allorch

manca
che in
il

lo
tal

Stilo

lo

Stimma rimansi

all'

Ovario

caso detto sessile; ne somministra esempio

Papavero.
In ogni fiore di ordinario non havvi che un sol
Pistillo;

alle volte in

un

sol fiore se

ne contengono parecchi; per


Il Pistillo

esempio, nelle Peonie e nei Ranuncoli.

so-

vente attaccato ad un prolungamento particolare del Ricettacolo pi o

meno

fitto

e sporgente che chiamasi Ginose

foro. Oltre le gi descritte parti del fiore spesso

ne

incontrano altre dette dal Linneo Nettarli perch sono

per
cato

lo

pi destinate a separare un
insetti,

umore

dolce

ricer-

avidamente dagli

massime del. genere dei


non ha
tutte le sue parti

Ronzanti.
Il

fiore chiuso nella boccia

disposte in egual maniera dentro la

gemma

ed in or-

dine alla Corolla

il

bocciamento vien distinto dai bota-

nici in sei categorie.


1.

Si ch'iama bocciamento
si

EmbricMo

quando

le di-

visioni della Corolla


lato,

ricoprono a vicenda da un solo

come

nella Rosa, e nel Ciliegio; 2. Pieghettato al-

lorch piegata la Corolla parecchie volte sopra se stes-

45
sa,

come

nelle Convolvolacee e nelle Solanee; 3. Contor-

to se le divisione della

Corolla sono attortigliate a spira,

cos

nelle
i

Ossalidi e

nelle

Apocinee

4.

lagrinzato
gli

quando
su

Petali sono spiegazzati

irregolarmente

uni

gli altri
i

come nei Papaveri


si

e nei Gisti; 5.
si

Valvare-

quando

Petali

toccano al margine, e

aprono a gui-

sa delle valvole d'una capsula

come
i

nelle Araliacee; 6.
,

Scacchiere ed in questo caso


interni, e

Petali sono cinque


il

due

due esterni disposti in modo che

quinto da

uno dei

lati

ricuopre l'interno, e dall'altro rimane esso

istesso coperto dagli esterni

come nel Garofano.


Urticee

Gli Sta-

mi

poi
il

nelle Ombrellifere e nel

sono ripiegati
si

verso

centro del fiore, e


il

si

raddrizzano e

slanciano

con impeto contro

Pistillo tostoch la

fecondazione

imminente.
Il

complesso dei fenomeni che accompagnano


fioritura, la

lo sboc-

ciamento chiamasi Antesi o


tevoli

quale offre

no-

differenze

dipendenti

dalla

natura della pianta,


luce,

dall'influenza del calorico e

della
assai.

dalla

posizione
tutti

topografica e da altre jcause

Per fermo se

spiegassero la magnificenza delle loro tinte nella mede-

sima stagione sparirebbe dal nostro sguardo tanto magnifico e delizioso spettacolo

per una

lunga parte del-

l'anno.
L'istesso inverno

ha dei

fiori
il
,

che rompono

il

giaccio

per uscire nell'aria aperta;


nero
,

Galanto nivale, l'Elleboro


la

il
i

Gamedafne laureola

Soldanella

delle

Alpi

aprono

loro fiori al disotto della neve.


delle eccezioni
,

Son queste per


di zefiri della

avvegnach
gl'invogli,

tiepi-

primavera rallentando
li

che

li

racchiudono

dispiegano ruggiadosi in

quei

giorni

46
sereni in tutta la loro seducente bellezza.

N
di

le
i

rimaGigli,
il

nenti stagioni ne sono senza; nell'est fioriscono


i

Narcisi, le Viole, le Rose,


i

il

Gelsomino

Spagna,

Caracolo

Convolvoli ecc. ecc. ed in autunno le Tazzeti


i

te bianche, di

Taigeti maggiori, le Gonizze con le

foglie

Linaria

Ciclamini di Corf,

Colchici

la

Pul-

satilla

autunnale.
considerazione dell'epoca differente in cui le dii

Su

la

verse piante sviluppano

loro fiori

il

Linneo fond

il

suo Calendario di Flora; imperciocch veggonsi in gennaro fiorire


gli

Anemoni
il

i
1'

Ranuncoli

Narcisi

in feb-

braio la Dafne Mezereo,

Epatica a fiore rosso ferrugiil i

neo; in marzo
lipano,
il

Mandorlo e l'Albicocco; in aprile

TuGel;

Giacinto; in

maggio

la Siringa, le
1'

Peonie,
il

somini; in giugno le Malverose,


luglio la

Oleandro,

Lil

in

Centaurea minore,

la Lobelia Cardinale, le
;

Ma-

tricarie, le Maraviglie del


Scilla,
il

Per

in agosto le Dature, la
il

Fagiuolo incarnato; in settembre

Ciclamino,

Nastruzii; in ottobre

'Iperico della Cina, le Tazzette bian-

che

in

novembre

gli

Amaranti
il

affini

gli

Amorini

la

Vaniglia; in dicembre
sa, la

Dittamo,

la

Lavanda,

la Melis-

Maggiorana.
i

Di ordinario

fiori

spiegano

gli

splendidi Petali deldel giorno


;

la loro variopinta Corolla nel corso

ma

ve
tal

ne sono alcuni che

si

aprono solamente di notte; per


gli

modo
al

la

Bella di notte schiude

eleganti
il

suoi

fiori
fio-

giungere del crepuscolo serotino; ed


si

bellissimo

re del Cactus Crandflorus

apre soltanto

quando

le

tenebre

si

addensano sulla superficie della

terra; quindi

la distinzione dei fiori in

diurni e notturni.

La

disposizione naturale ben constatata in essi di aprir-

47
si

e di chiudersi in tempi

fissi

nel corso della giornata

sugger all'immaginosa mente del Linneo segnare le ore per questo mezzo, formandone
d Flora, con
il
il

cos detto Orologio


di piante difiori;

disporre

un

certo

numero
i

stribuite secondo

Tor in cui aprono

loro

e sic-

come

gli scrittori di floricoltura se

ne sono occupati di

proposito ometto di qui particolareggiare le singole piante.

Le meteorologiche
tener

vicissitudini atmosferiche
fiori di

sembra che
i

abbiano una influenza sui


si

certe piante
si

quali riinfatti
la pro-

possono come igrometri vegetali;


il

vede

che

la

Calendola Pluvialis chiude

fiore

quando

cella

imminente
aria
si

1'
;

Hibiseus Trionius fa ristesso alloril

ch

1'

oscura; ed

Sonchus, siblricus tralascia di


il

aprirsi tutte le volte ohe l'aria pregna di vapori ed


cielo sopraccarico di nubi.

Inoltre vi sono dei fiori che cangiano di colore nei di-

versi stadii del loro sviluppo; cos


verdicci da prima
si

fiori dell'

Ortensia.
in color

cangiano a

mano

mano
una

di rosa, ed avanti di appassire pigliano

tinta tur-

china pi o

meno

carica. Il fiore del

Convolvulus Ver-

sicolor tinto sullo richiudersi d'un leggiero colore rosaceo,


il

prende un vivo rosso del mezzo


il

d e nel toccare

sole

suo tramonto impallidisce e diviene pressoch

interamente bianco.

La durata
siti

dei fiori presenta pure notevoli differenze;


si

avvegnach alcuni

aprono

il

mattino e cadono appasgior-

prima che
i

si occulti sotto l'orizzonte l'astro del

no;

Cisti, la

Tradescantia virginica, alcuni Cactus: ecc.

offrono tale fenomeno. Altri per lo contrario brillano di


tutto
il

loro spendore per pi giorni, ed

anche per pi

settimane.

48
Nei
fiori,

seguita la fecondazione, cadono o marciscoi

no per

lo

pi
il

loro

inviluppi e scompaiono

gli

Stami

mentre

solo

Pistillo si ingrossa, e giunto al

suo ultimo
,

grado di maturazione diviene frutto.

Fu

cos detto

se-

condo Vairone a fruendo imperciocch esso cagiona go-

dimento involgendoci quasi in un aura dolce e deliziosa


che ricrea
i

sensi con
,

il

complesso delle sue

tinte,

dei

suoi profumi
liscia

e dei suoi squisiti sapori. Sulla

lucida e

scorza d'una Mela, sulla vellutata superfcie di

un
ri-

Albicocca pare che la luce scherzi rifrangendovisi e


flettendo tante gradazione di colori
s

freschi, dilicati e

leggiadri che

non vale

l'artista

a mescolarli sulla sua tasi

volozza, e che la scuola Fiaminga in vano

studia di

imitare da vicino.

Oh

come

ristora

il

senso olfattorio

l'odor soave delle bacche della Fragola; la grata fragranza

dei baccelli della Vaniglia

e se

il

colore e l'odore invi-

tano a farne uso,


trimento.

il

gusto v'incontra soddisfazione e nu-

Ponete mente come

frutti di

sapore acidulo maturai

no nei luoghi

caldi e nell'estate,

frutti in contrario di

dolce sapore vegetano in preferenza nei paesi pi tem-

perati

e nell'autunno mettonsi per cosi dire in armoi

nia con

climi, e

con

le stagioni.

Maturato

il

frutto la
il

parte del Pistillo che


di Pericarpio.
fetto

chiamasi Ovario

prende

nome

desso adunque la parte del frutlo per-

che

lo veste, lo

circonda e ne determina la forma,

contenente uno o pi

semi fecondati

il

quale ebbe
frutto,

tal

nome

dal Greco Peri cio d'intorno e


si
,

Carpos

Nel

Pericarpo

distinguono tre parti, vale a dire l'involuo Epicarpo;


il

cro esterno

tegumento interno, o Endo,

earpo\ e la sostanza

Parinchimatosa o Carnosa

che

49
fra le parte suddette chiamato Sarcocarpo o Mesocarpi).

Vi sono poi sette forme diverse di Pericarpi che


tuiscono altrettanti specie di frutti.
li

costi-

La Capsula
si

o Casella

forma pressoch

sferica,
i

il

cui involucro secco e

memIl
il

branaceo s'apre ed
e
si

semi in esso contenuti

staccano
Ila-

spandono in diversi modi, come nel Papavero.


o

cello

Legume che

varia molto di forma avente

Pe-

ricarpio Bivalve cio di

due

gusci,

i
i

quali

si

aprono da

una

delle

Suture cui sono attaccati

semi come nel Falungo che


le parti

giuolo e nel Pisello.


go: le sue valvole si

La Siliqua

frutto pi

lar-

chiudono da ambedue

sepaattacil

rate per
cati

un trammezzo membranaceo, dove sono


i

alternativamente

semi,

tali

sono

la

Lunaria ed

Cavolo.

La Drupa

composta

d'

una sostanza polposa

come

nella Ciliegia e

nella Mandorla racchiudendo uno

o pi corpi duri ed ossei detti Noci o Noccioli.

La Melonlde

o Frutto a granelli d'

una sostanza pi

dura e meno sugosa della Drupa che ha nel centro parecchi ovari trammezzati da diaframma cartilaginoso che

contengono

semi, cos nella

Mela e nel Cotogno. La


i

Bacca ha un Pericarpio sugoso, ed


tanti in

semi granellati nuo-

un

fluido gelatinoso involto in

una membrana

a guisa di borsa,
li

come

nell'Uva, nel Solano, e nel Ribes,


dalle
le

Cono o Strolohlo composto

squamine dell'amen-

to

divenute legnose ed applicate

une

nelle altre

ed

at-

taccate ad

un
i

contengono

comune per una estremit, le semi racchiusi in un nocciolo, come


asse

quali
lo so-

no nel Cipresso, nel Pino, ed in alcune Protacee.

Quando

il

frutto acquista la perfezione e grandezza di


il

cui capace, ed

seme

in esso contenuto
.

non ha bi-

sogno di ulteriore nutrimento

allora dicesi maturo: e se

50
il

Pericarpio carnoso e succolento, staccasi da se stes-

so dalla pianta d'unita al

seme che racchiude,

e quanli-

do arido, o cassulare
bero
il

si

apre per lasciarne uscire

seme.

Ogni frutto contiene in generale da 75 a 90 per 100


di acqua; la quale si

conserva quasi

costante

lungo

il

periodo di sua maturazione.


to costa di parti solubili,

La

sostanza solida del frutle

che sono quelle


del

quali fan-

no sugo con l'acqua naturale


insolubili che costituiscono le

frutto; e di

elementi
e

membrane

azotate

non
al-

azotate delle cellule.


le parti solubili e

La maturazione d incremento

riduce a

meno

le insolubili.

Le

parti

che divengono solubili sono V Amido,

la Peciosa,

ed Un

principio particolare detto Gommosa', dappoich in date

condizioni

si

converte in

gomma. Da
le

ci

1'

origine

del

sugo gommifero che trassuda da certi


asprissimi di gusto,
Il

frutti

dapprima

come
li

Prugne.
s

dolce sapore che

rende

grati al palato proviela

ne dallo zucchero

di cui

vanno arricchendosi durante


lo

maturazione. Diverse sorgenti

producono; imperciocch

s'ingenera dall'Amido quello dei frutti acerbi

come nei
lo

Pomi che

lo

contengono in abbondanza, e che poi

perdono acquistando zucchero allorch maturano. Dalla

Gommosa

e della

gomma

ancora devesi

altres

produrre

sostanza zuccherina.

Lo zucchero
e degli acidi;
i

eziandio

proviene

dal

Tannino, che

si

sdoppia e fornisce Olucoria sotto l'azione dei fermenti


quali sono decomposti per

un

fatto di ve-

ra combustione svolta lentamente dall'ossigeno dell'aria

avvegnach

frutti nel

maturarsi assorbiscono
in acido

1"

ossige-

no e

lo

rimandano combinato

carbonico; quin-

51
di
il
il

sapore

si

addolcisce

il

frutto riceve fragranza ed


al rosso, al

suo colore verde passa

al giallo,

bruno.
si

Ora attendendo

alle fasi diverse della

maturazione

vede bene che corrispondono


bustioni;

infatti a successive
il

compoi lo
allo-

dapprima rimane
acidi,

distrutto
lo

Tannino

sono
ra
il

gli

pi tardi scompare
il

zucchero, ed

frutto perde

sapore e diventa poco

gustoso

ed

anche insipido;

le quali

mutazioni provengono

dell'effi-

cacia dei fermenti.

Questa
inalterato

la

causa per cui


,

il

frutto

maturo non resta


a

per sempre
si

avvegnach
si

mano

mano
va a
,

esso s'imbruna,
dell'aria

ammollisce,

putrefa per l'ossigeno

che penetra nelle cellule del Pericarpio,


le

trasformare in fermenti alcoolici

sostanze

azotate

distruggere le cellule; ed incominciata una volta


struzione procede rapidamente
restarla. I
,

la di-

n havvi modo

di

ar-

semi costituiscono l'ultimo scopo della vege-

tazione, cio

un nuovo

essere che formasi sulla


il

madre
la

pianta e della quale

tira

nutrimento finch
la

forza

vitale vegetativa ricevuta

per

fecondazione

lo

rende

capace di germogliare.
Il

seme presenta due


il

parti, cio

tegumenti che sercon-*

vono a protegerlo; ed
tiene l'embrione.
I

nucleo ossia mandorlo che

tegumenti sono

primi ad essere formati. Guscio o


il

Coccio detto quello che lo veste esteriormente;


le

qua-

ha

la

sua origine dalla

primitiva

cuticola dell'Ovulo
c\e gli

ed acquista la sua consistenza dal succino

pervie*
il

ne per uno attaccagnuolo che mette in comunicazione

seme con
ombilicale.

il

pericarpio,

detto

Podospermo, o funicolo

La membrana interna che copre immediata-

niente

il

nucleo del seme

si

distingue

con

il

nome

di

Buccia; ossa assai sottile, composta nel- Fagiuolo, dice


il

Michel, da un tessuto cellulare traversato


si

per tutto da
vitale do-

ramificazioni di vasi che

dirigono al centro

ve anastormizzandosi formano una cicatrice colorata fatta


dal cordone omhelicalc nel portarsi
all'

Emhrione.
fecondato, la

L'emhrione

la

parte essenziale del


la
,

seme

quale sola produce


Cesai pino Cuoricino
il

nuova pianta che vien detta dal


avvegnach
il

risiede

in

esso

tutto

sistema vascolare, ed

principio della vita del vegeil

tale.

Da

altri

distinto con

nome

di

Piantola perch

di

una pianta

in miniatura fornita delle

medesime
parte

parti

una pianta
di

adulta; vale a dire dalla radicella, o ucc-

elltto

figura conica diretta

verso

la

esterna

del seme, che diviene la

vera radice

della

pianta nel

germogliamento. Dalla Pi umetta, o apice deir Emhrione che possiede V


il

attivit

di

produrre

il

Caule

superiore

Fusto, la parte
terra.

insomma
la

della pianta che vive fuori del-

la

Questa
il

prima

gemma

che
fiate

si

forma dal

vegetale dentro

seme; ina alcune


il

par che man-

chi perch chiusa dentro

fusticino detto dal

Gaertner
patente.

Immersa per
Vi sono
le
i

distinguerla dalla

Emersa (piando

Lobi finalmente, o Cotiledoni, che saranno


presente nel seme; e se

foglie delia pianta riposte di

havvi un solo Cotiledone esso vi rimane perfettamente


chiuso: se poi ve ne sono di
pi.

questi

nascono

tutti

da
I

un punto

opposti ovvero verticillati.

Cotiledoni

sono carnosi, o polposo-oliosi come nel


,

Rafano, nella Zucca

nelle Nocciole.

Polposo

farinacei

come
liacei
la

nelle Fave, e generalmente nelle leguminose. Fo-

verdi,

come

nella Bella di notte,

nella

Salso-

e nell'Acero.

53

Dapprima sono
racchiuso nella

piccoli

tubercoli nuotanti nel liquido

membrana

dell'Ovolo detto Aninio.


rete di vasi
le

Hanno un parenchima tramezzato da una


che vanno a terminare
alla

superfcie

di

esso;

cui

cellule son ripiene di olio fisso, o di sostanza

farinosa.

Nei Fatinoli sono ripiene d'una fcgola composta di piccoli

granelli tondi, bianchi e scmi-opachi, e lo stesso

si

ritrova

negli

attiri

Cotiledoni

carnosi

Questa sostanza
latte,

serve a nutrire

la

pianticella a guisa di

come
solo

il

torlo dell'uovo negli animali oviperi.

Diconsi Monocotiledoni

semi

forniti di

un

Lobo

come
I

nelle

Graminacee, nelle Ciperoidee.


i

e nelle Cepacee.

Dicotiledoni sono
i

semi racchiusi tra due Lobi, fra


la

mezzo

quali

si

trova
si

pinmetta; questi doppi Cotiledi


.

doni venuti fuori


l'orma e le

colorano
delle

verde e prendono

la

funzioni

foglie

bench diverse nella

figura delle vere foglie.

Policotiledoni s'appellano quei semi


visi

cui Jjobi son di-

in pi di

due

parti,

ed

in questi la

pinmetta sem-

pre nel centro dei Cotiledoni.


Acotiledoni da ultimo sono quei semi mancanti affatto di Lobi, o die
li

hanno

picciolissimi ed invisibili: tali

sono
gili,

le piante

dette Criptogame
le

dal Linneo; cio

Fun-

le

Alghe,

Conferve,

Licheni.
di vegetare

La struttura

la

maniera

essendo diversa

assai nelle piante delle quattro specie dei


lareggiati,

semi particonu-

ha reso importante l'esame

di essi, e sul

mero

o deficienza dei detti Cotiledoni sono stati fondati


Il

dei Sistemi.
ratteri di

Rajo fu
il

il

primo a considerarli come

ca-

Metodo,

Boerhaave ne segui l'esempio: indi


le famiglie delle

T'Adenson ne fece uso nel classare

pian

54
te
;

ed

il

Iussieu

nel Metodo naturale

li

pose a base

distinti in tre

grandi sezioni.

L'embrione del seme racchiuso nel Pericarpio sembra

dapprima una massa


di

di tessuto cellulare diafana, ripiena


il

umore

polposo, a cui
il

Malpighi ha dato

il

nome

di

Chorion,

quale in parte si liquefa apprestando nutrila

mento all'embrione. Questo apparisce dopo


zione

fecondanoi
cui

come un corpo opaco


si

e mucillaginoso,
il

centro

vede un punto bianco,

cui Rastello, o futu-

ra radice resta costantemente rivolta alla parte esteriore del seme.

Nelle successive fasi le


di liquido trasparente si
il

cellule

dell'embrione

ripiene

ingrandiscono gradatamente, ed
il

liquido del centro sparisce,

tessuto cellulare occupa

tutta la cavit; ed in ragione diretta del

nutrimento che
cellu-

riceve
le
,

il

seme,

la

sostanza nutritizia
si

si

depone nelle
pi densa
la
,

la

materia muccosa diafana

fa

opaca

e verde, che in seguito diviene bianca per

sostanza
i

amilacea ricevuta, e vi
Cotiledoni.

si

cominciano a

distinguere

L'embrione del seme cresce


si

di

volume e
11

le

coperte

fanno pi compatte; e quando

seme

divenuto dusi

ro e perfetto, ed capace di germogliare;

dice

allo-

ra ch' maturo.
I caratteri della

maturazione sono quando

il

seme

si

stacca da per se dal Pericarpio; le sue coperte prendo-

no un colore pi
dure e secche e
tiero
la

cupo e son divenute


la

pi

consistenti
l'in-

mandorla o nucleo riempie per


sue coperte. Tutto ci
,

cavit

delle

patente

nei semi delle Fave, dei Piselli

delle

Mandorle e del
ad occhio ar-

Grano. Questo dopo

la fioritura, osservato

DO
mato, presenta un ammasso di
vescichette

formate

da

una membrana
te

assai sottile ripiena di liquido trasparenil

muccoso; ed in questo stato

grano

dicesi

in latte.

Successivamente questo graminaceo prende una consistenza maggiore, la

membrana

s'ingrossa, ed

il

liquido

contenuto mostra una sfumatura di biancastro semi-tra-

sparente ed

il

grano vien detto in cera\ da ultimo


le

maturo quando
te

materie inorganiche in esso contenu-

passano

allo stato solido e concreto,


la silice

massime
gli
il
,

l'acido

fosforico e
principali.

che ne costituiscono

elementi

Ecco per quali stadi successivi


nel Pistillo fecondato formansi

Pericarpio
,

ed

il

Seme

crescono

si

perfezionano, e maturano.

CAPO

IV.

SU LA GEMINAZIONE DEI VEGETALI E LORO ACCRESCIMENTO.

Dopo che
ca:

la pianta

ha maturato

il

seme, par che


la

di-

Ho

soddisfatto al

mio compito, ecco adempita


e

mia

missione;
la cio

ma
tal

no, altra legge imperiosa l'astringe

quelil

di

moltiplicarsi,

crescere

merc

il

seme,

quale per

motivo, secondo Golumella, dal Latino se-

vere ehhe questo

nome.
terreno
il

Impercioch caduto esso in

opportuno non
sia

tarda a germogliare: e quantunque

Iung

stato

il

primo a dire che


tempi
dell'

la

pianta venga dal seme, pure


si

Un

dai
il

Agrigentino Empedocle

conosceva che

seme posto
opera
fuori
il

sotto terra nello stato. di sua incuhazione ed

lo
il

sviluppo della pianticella, nato dei


il

come dall'uovo

esce

volatili

rompendo a suo tempo, con

becco,

guscio
la

Davvero che
gnach
di

prodigiosa fecondit dei vegetali scomdella

piglia l'imaginazione degli studiosi


,

natura;
sol

avvepiede

se vogliamo prestar fede al

Ray, un

Mais porta fino a 2000 semi; un piede d'Inola ne pr-

57

duce 3000; uno di Elianto 4000; uno

di

Papavero 3-2000:
360000.

uno

di

Tifa

40000;
il

uno

di

Tabacco

Ebbene,
i

supponendo con
producibili di

Dodart che germogliassero


la

tutti

semi
e

un Olmo durante
dopo

sua vita secolare,

supponendo ancora che ciascun seme desse origine ad


altro albero fecondo,
il

corso di alcuni centinaia di

anni

la

superficie dei globo sarebbe insudiciente per con-

tenere gl'individui discesi dal primo Olmo,

Ed
In

osservate con quale profusa variet questa mistedelia

riosa legge

propagazione

si

svolge

si

compie!
di

un

piccolo tratto di terreno dell'estensione


si

mille
fili

passi appellarvi

sono numerati sino a 100000

di

erba, ed in

un piede quadrato pi

di 10(30 specie tutte fra

loro differenti. Eh! se

non

fossero nella maggior parte

esse impiegate per

bisogni dell'uomo, o divorate dagli

animali erbivori, e distrutte dal gelo, dalle piogge, dalle

intemperie delle stagioni, e dalle

vicissitudini

atmo-

sferiche la vasla estensione della tellurica suuerlcie sa-

rebbe da gran tempo scomparsa sotto

la loro rigogliosa

vegetazione. Per fermo dove gli uomini son rari, o

non

curanti di porre

un

equilibrio a tanta potenza di propa-

gazione

vegetabili coprono vastissime contrade; e ne


le

apprestano una prova

immense

foreste

vergini

del

l'America e della Nuova Olanda.


Altre maraviglie
ci

attendono se passiamo ad

esamiil

nare da vicino

la

maniera sorprendente con cui va


in luoghi acconci afln di
i

seme
nuove
cenda

collocarsi

dar vita a

piante. Se

semi cadessero a piedi della pianta


contrasterebbero a via tutti

madre, per
il

la loro multiplicit si

succhio vitale,

elio insufficiente

non var-

rebbero a spuntare dal suolo, o marcirebbero in erba.

58

Non

temete,

il

seme appronta

mezzi per lontane

migrazioni e fecondato appena corre a dar vita a nuove


generazioni, ed a formare per cos dire nuove
I

colonie.

venti apprestano loro le


facile
il

ali;

la

picciolezza

di

alcuni

rendono

trasporto a questi fedeli messaggieri; e

quelli che sono di

maggior volume sostengonsi


,

nell'aria

per mezzo del loro Pappo

Corona

Goda
li

presti ad
li

ubbidire ad ogni aura leggiera, che via


sporti, e
li

meni,

tra-

sparga per

campi a grandi distanze. Parecpericar-

chi semi sono vibrati dalle valve elastiche dei


pi,

come

nella
il il

Momordica Elaterio
Dittamo
lo fa dalle

nella Impaziente
i

Balsamina;
Silique,

Caselle,

Legumi

dalle

ed

Geranio Pratense dagli


gli

Arilli,

Gli uncini e

ami

dei quali

sono provvisti

non

pochi semi, come quelli della Carota, del Bidente, della


Cinoglossa servono loro qual mezzo di trasporto, con attaccarsi al vello degli

animali

ai

recipienti

dove

son

racchiusi, alle vesti di chi


le

ne

fa

ricerca; quindi la

ma-

avvertita sorpresa di

non pochi nel vedere vegetare

nei nostri climi piante esotiche senza che alcuno vi abbia sparso
il

seme.
tali;
li i

Quando
massime
alle dette
i

questi son privi di mezzi


volatili

quadrupedi, e

con
,

il

cibarsene

rendono acconci
semi non ricevoil

migrazioni

conciossiach

no alterazione
vo, e

di sorta nel passare

per

tubo digestial-

che emessi per secesso germinano su luoghi


i

pestri e su le piante arboree. Cos su

crepacci di vec,

chie muraglie
il

vediamo crescere
su
le

il
i

Fico

il

Ginepro ed
il

Carrubio

Querce e su

Peri

il

Visco, e tra

fimo cavallino eziandio l'Avena.

L'ammirabile metamorfosi del seme in pianta dipende

59
principalmente dalla forza vegetativa insita nell'Embrione, la quale vi rimane in istato di torpore, finch

uno

stimolo dia moto

ai

teneri

organi del seme,


attiva

e quindi

incominci ad avere una esistenza


gli

ad operare
sti-

sviluppi lo che costituisce

il

germogliamento. Lo

molo che d energia


tazione ed acci

alla ]forza vegetativa la


si

fermen-

questa

attui necessario

un deteril

minato grado
su cui
i

di

umidit e di calore: quindi se


il

terreno

si

sparso

seme, troppo umido o troppo caldo


guasti,

Cotiledoni

ne

rimangono corrosi e

esso non

sbuccia.
Il

concorso dell'aria atmosferica indispensabile; dapil

poich
to dal

gas ossigeno, uno dei suoi elementi, assorbiIl

seme nei germogliare.


di

Senebier e THuber spe-

rimentarono che un seme

Lattuga assorbiva un volu-

me

del detto gas

uguale a 26

milligrammi di acqua.
fa
la

Questa sostanza aeriforme, oltre che

funzione
il

di

forza operosa nella vegetazione toglie al

seme

carbonio

sovrabbondante, che avea ammassato nel maturamente.

Or perch

il

seme

si

spogli

del

carbonio

questo

passi a combinarsi coll'ossigeno fa di mestieri che dalle

sostanze amilacee, gommose,- resinose che ne sono sature sia

messo a nudo per


il

la

scomposizione

di

esse,

vada a formare

gas acido carbonico, che vagola libe-

ro neir atmosfera,

come

lo

ha bene constatato
il

il

Sausal-

sure. Tanto avviene, secondo Iluber ed

Senebier,

lorch le dette sostanze prendono

un sapore zuccherino
cosi dire

nel quale stato divenute solubili, e quindi disciolte dal-

l'acqua apprestano
il

il

primo nutrimento per

latte alla

tenera piantolina tuttavia racchiusa nell'em-

brione. Fatta per tal

mezzo pi vigorosa

la forza

vege-

00
tativa nel cuoricino

rompe

le

proprie
clic
all'

membrane

ed esce

fuori con
li

il

becchetto del germe,

oramai capace

assorbire T

umore che

trovasi

intorno. Tramutasi

allora in radice e cerca d'internarsi nel terreno per da-

re sviluppo alla piumetta

clic

emerge

fuori
la

del

suolo

adorna delle due ioglioline seminali che


in

racchiudono
di

mezzo

in
il

forma

di

un punto verde. Accade non


sparso sul terreno in
la

rado che

seme
il

sia

modo

inver-

so cio con
so.

becchetto in su e con

piumetta in bassi

Ebbene non importa, questa anormale posizione


il

cambia appena cominciato


l'esperimento del

germogliamento.
quale racchiuse

Curioso
il

Hunter,

il

seme
si

nel centro d' un

globo di

terra

umida per

far

che

germogliasse, tenendolo con una macchina in moto continuo circolatorio.

Dopo un

certo

tempo osserv che

la

radicella erasi avvoltolata intorno al seme, e ch'era perita

finalmente quando non pot pi allungarsi.


poi la nascente pianticella cominci a suc-

Quantunque

chiare l'alimento con la radicetta, ha pure tuttavia biso-

gno d'un nutrimento adatto

alla delicatezza dei suoi or-

gani, e di essere, quasi direi allattata dalle foglie seminali nei primi giorni di

sua

vita,

merc

il

succo

som-

ministato da loro ed

principi gassosi assorbiti dall' at-

mosfera.

Quando dopo non lungo indugio

la

piumetta ha spiele

gate le vere foglie, n le sono pi necessarie


seminali, queste cadono appassite, o
si

foglie

seccano, ed allogli

ra la pianta assorbe per le vere foglie assimilandosi

elementi omogenei

affatto necessari

per perfezionarsi, e
le

merc

la

doppia funizione di assorbire ci che


le

neo

cessario, e di esalare quello che

riesce

superlluo

nocivo, prende

un accrescimento rapido

e vigoroso.

61

Giunta oramai

la

pianta a tale grado energico di sviil

luppo segue ad alzare


te

suo fusticcino perpendicolarmen-

per godere dell'influsso benefico della luce e dell'aria


la

ed a profondare sempre pi

sua radice per

riceverdel-

ne alimento analogo ed abbondante. Le sperienze


l'

Ilales

provano

la forza

con cui

lo

assorbe per tale via:

avvegnach questo naturalista avendo scoperta una radice


di Pero,
clic

ne introdusse
il

in

un tubo

di

vetro

l'estremit

comunicava con

tronco: ve lo ferm con mastice


,

e lo riempi di acqua. Indi l'immerse nel mercurio

ed

osserv che la radice in sei minuti aveva assorbita tanta quantit di


il

acqua e con tanta forza da fare

salire

mercurio nella canna dell'apparecchio

all'altezza di 8

pollici,

elevazione eguale alla pressione esercitata da 16

metri e 106 millimetri di acqua.

La pianta crescente allunga

il

Fusto che
i

mano

mano

getta dei rami vestiti

di

foglie

quali

riescono

nuovi organi assorbenti


rimentasi nei
fiori

al pari delle radici;


si

come especonservano
di

che svelti dalla pianta

freschi alcuni giorni

immersi iu vasi colmi

acqua,

anche posti a rovescio.

La quantit dell'umido
del

assorbito

in

ragion

diretta

numero

delle foglie, ed per tale causa che l'umial sole

do succhiato maggiore

che

all'

ombra

pi di

giorno che di notte; avvegnach vi contribuisce la temperie dell'aria, e l'azione della luce.

Bene avvisatemente
ai

osserv

il

Bonnet che

le foglie

sono
le

rami

ci clie le

barbe capillari

alla radice, e

che

foglie

pescano nel-

l'atmosfera elementi assai, e concorrono efficacemente alle


successivi fasi dell'accrescimento.

Questo

si

esegue per due maniere: cio in lungo ed

62
in largo;
il

primo

effettuasi per

due contrarie direzioni

nelle radici da alto in basso, e da gi in su nei Fusti.

L'accrescimento in larghezza vien prodotto

dalle

nuove

annue apposizioni
dei vegetali

di strati

che

la

nutrizione

aggiunge

nella parte esteriore dei Fusti legnosi.


si

La parte organica
reticolari,

compone da

infinite

lamine

mas-

sime nel Libro.


L'elasticit di cui son dotate le allarga e le allontana
le

une

dalle altre permettendovi V introduzione di


dall'affinit.

nuove
le

molecole rattenuta unite

Per

tal

modo

lamine resesi compatte


e vi
si

si

attaccano al

legno sottoposto

assimilano.

Lo

strato gelantinoso interno sottopola scorza aderisce

sto al
al

Libro che annualmente depone

legno e ne diviene parte;


alla

ma

altro simile strato s'agal di fuori lacera


la su-

giunge

medesima, che compresso

l'epidermide e

rompe

il

parenchima rendendone

perficie scabra, solcata, o

squammosa.
la

La lamina che cresce ed indurisce


la

prima

si

quel-

che pi sta a contatto con

il

midollo; la quale cir-

condata da una seconda che

si

estende maggiormente
,

perch pi
per
to,
il

sottile

ed erbacea; questa da una terza

che

tardo

consolidarsi prende maggiore accrescimenle

dappoi una quarta, indi una quinta cos via via,


stratificazioni

quali

stremandosi presso

la

cima forma-

no una

serie di coni inscritti


la

uno dentro

l'altro d'

onde
fusti

proviene

forma pi o meno sfusata dei rami e dei

delle piante.

Pretende
gnosi
si

il

Mirbcl che l'accrescimento degli strati

le-

faccia dalle fibre del

Libro quando l'albero


micro-

in sugo. In tal
scopici globetti

tempo

delle linee capillari e dei


il

prendono

luogo del liquido viscoso rac-

63
chiuso tra la
in vasi

scorza ed
globettini

il

legno:
cellule

le
,

linee

trasinutansi

ed
la

in

e
si

ristabilendo
dilatano
,

enin-

trambi

continuazione del tessuto


il

si

grandiscono ed aumentano
Il

volume

della pianta.
i

Petit Thouars, nel suo Saggio su


di

vegetabili s'imle

pegna

provare che tanto

si

effettui

per

fibre

di-

scendenti delle

gemme,

le

quali sviluppano e distendono


viscorite-

gli strati legnosi nutriti

dal test connato liquido


I

so detto propriamente Cambio.

piccoli globettini

nuti vengono da lui


la scorza e^che

come

altrettanti punti vitali siti


il

fra

vanno a formare
base delle

parenchima. L'accresci-

mento

dei tronchi avviene per lo sviluppo dei detti punti

vitali riposti nella

gemme. Questi adunque sono


il

la

causa organizzante, che riducono in fibre legnose e cor-

ticali il
i

Cambio deposto
con

tra la scorza ed

legno.

Ora

punti vitali tendono da


l'aria e
la luce,

un canto

a stare in contatto

con

che

al di fuori

vanno a formare

rami e

le foglie;

dall'altro ricercano

l'umido e

la oscurit

che nel discendere dentro

le radici fibrose

prendono

ac-

crescimento dal Cambio ed emettono barbe novelle.


Gli strati che successivamente allargano le dimensioni dei tronchi racchiudono nel centro
to anch'esso
la
il

midollo

circonda-

da molti cerchi concentrici distinguibili per


il

durezza e per

colore; e quest'ultimo pi carico nel

centro va sbiadendo a gradi nell'avvicinarsi alla circonferenza, che diviene bianco sotto la scorza, dal quale al-

bore

gli

venne dato
di poi

il

nome

di

Alburno.
tutta la densi-

L'Alburno
t che gli si

quando ha acqistato
il

compete diviene legno,


si

quale considerasi
si

come parte morta, coneiossiach


vuota
il

macera,

caria, e si

tronco senza che

la

pianta ne risenta

notabile

detrimento

04
Dalle nozioni svolte possiamo dedurre che
il

fenome-

no

dello accrescimento dei vegetali presentasi in ultima

analisi,
si

quale funzione organica dipendente dall'appropriar-

ch'essi fanno
sia

d'una quantit maggiore di alimento


necessario
alla nutrizione,
tal
il

di

quello che

quale ag-

giungono
le

ai

propri organi; ed per

mezzo che dilatando

dimensioni delle loro parti

non troppo indurite ne

sviluppano delle altre successivamente.


Tutte queste funzioni
sorprendente;
le
si

eseguiscono con una energia


piante

radici infatti delle

legnose

son

dotate nel crescere di tale forza espansiva che le rende

capaci di slamare massi pesanti dagli strati dei monti, dilatarne


i

crepacci, fendere e

spezzare grosse muraglie,

tutte le volte

che pervengono ad insinuar visi.


i

Induritisi e divenuti legnosi

circoli concentrici par-

rebbe

clic

dovesse perire

la

pianta;

ma

poich

il

midollo

ha

la

propriet di estendersi largamente, vive e cresce

quella finch
si

non

sia

questo affatto distrutto.


il

ritener

deve quale eccezione


tronco
e perci

vedere annose piante, cave


di

nel

mancanti
il

midollo;

avvegnach

questo trovasi nei rami;


le riceve
il

quale dalla sostanza cortica-

succo nutritizio. Volete far perire la pianta?

Togliete orizzontalmente, la corteccia a

modo

di anello e

cos interdicendo ogni principio di vitalit, questa cessa di crescere, marcisce e

muore.
secche dalla base del pezio-

Anche
lo,

le foglie staccansi

quando

l'azione vegetativa impedita dalla ostruzione

dei canali; allora gli

umori ristagnanti ne alterano


il

il

parenchima, perdono

verde loro

colorito

e passano

gradatamente
Cadute

al giallo, al rosso, all'oscuro.

le foglie

Tallero resta nudo tronco;

ma non

65
rimansi
dall'

assorbire

gli

alcali

minerali

e gli ossidi
le

metallici per le radici e

prendere dall'aria

sostanze

gassose affin di provvedere all'incremento delle


ie

gomme

quali alla primavera

si

sviluppano, e l'albero ricomin-

cia le fasi crescenti di sua vegetazione.

Riguardando l'accrescimento
porto fisiologico
li
,

delle piante sotto

il

rap-

esso risulta da tre propriet inerite vo-

di

qualche attenzione; cio dall'estensibilit, dalla elasovratutto dall' igroscopiche. Tutti


i

sticit e

tessuti or-

ganici possono dilatarsi ed estendersi, e l'estensibilit

tanto in loro pi pronunziata quanto minore la copia


dei principi eterogenei che sono
stizi di essi;

depositati negli inter-

ed in proporzioni dell'accumularsi di questi

materiali, cresce la solidit del tessuto, e finalmente ces-

sa ad

un dato

stadio della sua esistenza.

L'estensibilit
la del

ha dunque un termine,
si

cos la cutico-

ramo crescente
il

dilata, si

estende sino ad un
al-

certo punto; oltre


lo

quale,

non potendo tener dietro


si

sviluppo delle parti sottostanti


crescere

lacera; e

se
ai

veil

getabili paiono

indefmitivamente, lo
si

per

motivo che nuovi organi


novelle cellule e
finch
il

sovrappongono
sviluppansi

vecchi,

novelli

vasi

senza

posa

legno e la corteccia perdano intieramente

la

facolt di estendersi.

La perdita

assoluta

d'estensibilit

pu ritenersi come l'epoca della morte


no, talmentech sotto questo
rispetto

di ciascun

orgapo-

l'estensibilit

trebbesi annoverare fra le propriet cos dette vitali.


L'elasticit quella potenza del tessuto

per

cui

cia-

scuna membrana tende a riprendere


ch cessa
tendenza
la
fa

il

suo posto allor-

repressione.
di

Per rendere operosa questa

mestiere un certo grado di rigidezza dal5

la

parte del tessuto, ed perci che riesce sensibile apsi

pena, quando questo non


ficato;

ancora abbastanza solidila

ina allorch

ha preso

convenevole consistenza
materie
liquide

prestasi acconcio a ricevere le

deposte

nei vasi, o cellule di esso.


Destinate queste ad apprestare
veicolo
al

alimento,

divenire

crescente sviluppo
1'

della

pianta

vi ristagne-

rebbero inerti se

elasticit
al

non

fosse la

causa fisicol'azione

chimica da determinarle

movimento merc
i

reagente del suo elaterio. Tutti sanno che

vegetabili

sono dotati di questa propriet per averne prova basta scompigliare a bella posta
glia,

un ramo

tenero,

una

fo-

che non tardano a pigliare spontaneamente

la loro

direzione primitiva.
Quest'elastici

movimenti paiono determinati qualche

volta da certi speciali atteggiamenti degli organi stessi,


i

quali scompigliati

non possono pi rinnovarsi.


i

Osser-

vatelo nei quattro stami della Parietaria,


i

quali

hanno

loro

filetti

piegati per
il

met verso

la

parte interna prieffetto del loro

ma

che

si

apra

fiore;

ma

tosto che

per

allungamento non possono pi rimanere in questa posizione, si sviluppano con impeto, e liberi si

ergono e lan-

ciano via dall'antera

il

polline.

Dall' elasticit di cui

son dotati

vegetabili

eziandio

provengono
daco,
il

movimenti che presetano

la corolla del In-

frutto Ossiano, le cocche delle Euforbie, la cas-

sida della

Balsamina

e che sono

il

risultamento di una

disposizione organica particolare governata dalle forze vitali della pianta.

Le sostanze
picu:

vegetali posseggono in ultimo


lo

la

igrosco-

come bene

dimostra l'esperienza; anzi parecchie

6*7

offrono in grado eminente la propriet d'impadronirsi del-

l'umido che trovasi all'intorno senza che


tessuto.

si alteri il

loro

Questo

si

appresta pi

acconcio

ad assorbire
eterogenee

l'umidit quanto
cos le

meno

carico di materie

membrane
le

scariose,
,

perch formate di materia


1'

pressoch

omogenea

succhiano
,

umido esterno avidai

mente;

barbe dei Geranei

le

reste delle gramigne,

denti del Peristoma dei Muschi, la coda dei semi delle

Apocinee sono organi e viden temete igroscopici.


11

Sennebier fra

tutti

fisiologici quello
gli effetti prodotti

che abbia
dall' igro-

maggiormente

insistito

su

scopiche dei tessuti,

la cui forza ritiene

quale principale
del

potenza dinamica dei fenomeni pi


sviluppo dei vegetali.
scopicit

attivi

crescente

De

Gandolle di avviso che l'igrodalla capillarit

non

differisca

essenzialmente

e considera l'ima e l'altra siccome gradi differenti d'uno


stesso

fenomeno.
le radici, l'attraeffetti

Quindi l'assorbimento dei liquidi per

zione dei fluidi aereformi per le fogli sono reputa

dipendenti soprattutto da questa propriet igroscopica. Discusse oramai con accurata analisi le forze principali da
cui son governati
i

vegetabili negli stadi

successivi del
le

loro graduale accrescimento,

rimane a studiare
il

funzioni

che compiono
to-

diversi organi riguardanti

mantenimen-

dell'

individuo, lo che

mi propongo

trattare con qual-

che larghezza nel capo seguente.

CAPO

V.

SULLA NUTRIZIONE E SUGLI ATTI CHE LA COMPIONO

Bench
lit

s'ignori in

che consista precisamente


di controversia,

la vita-

delle piante,

pure fuori
tutto quel

ch'esse
i

ne siano dotate per

tempo che
cui

vi si

operano

fenomeni
le

della vegetazione;
i

prendendo

dalle sostanze che

stanno a contatto

principi di

abbisognano per
alle

provvedere all'accrescimento dei tessuti ed


cui

perdite

vanno soggette.
vien
detta

Tale funzione nei vegetali

nutrizione, la

quale

si

compie

di tre atti. 1.

Per l'introduzione in essa


greggio

dei materiali provenienti dal di fuori allo stato

governata dalle
mento.
terno
,

forze

fisiche

sotto

il

nome

di assorbinell' in-

2.

Per certe modificazioni che subiscono


quali

dipendono da nuove e pi complicate combinazioni dei loro elementi spiegabili fino ad un certo punto con le dottrine chimiche. 3. Con il prendere ciascuna pianta dai materiali elaborati quel tanto che con
le

facente alla propria natura ed agli

offici

particolari fissan
e

dolo e comunicandogli le propriet ch'essa possiede, vale

69
cHre assimilandola a se stessa.

Ora

in

questa assimila-

zione consiste appunto

il

segreto

della vita regolata da

quella legge sconosciuta che chiamasi forza vitale.

Tra
dono

le funzioni

adunque

della nutrizione che provve-

al

mantenimento individuale
prima parte

della pianta anzi tutto


radici son quelle

duopo annoverare

V Assorbimento. Le

che compiono

la

della funzione espressa con


i

questo nome, succhiando dalla terra


contenuti;
il

liquidi che vi sono

quale atto

si

opera per l'estremit di esse

cio per le pi

minute ramificazioni dette propriamente

barbe. Queste ancorch formate di cellule affatto chiuse,


si

lasciano tuttavia compenetrare dai liquidi


si

merc una

forza che

esercita su le pareti delle cellule dimostrate

per primo dalle osservazioni e dagli esperimenti di Dutrochet


,

che vi appose

il

nome

di

Endosmosi. Hales avendo

scoperta una radice di Pero

la recise

ed introdusse in
il

un tubo

di vetro l'estremit

che comunicava con

tronco,

indi ferm

n tubo con mastice

e lo riemp di acqua;
la

im-

merso questo nel mercurio osserv che


mercurio

radice in sei

minuti avea assorbita tanta acqua e con tanta forza da far


salire
il

all'altezza di 8 pollici, altezza


di

uguale

ad una pressione perpendicolare


limetri di acqua.

18 metri e 106 milcalcol


il

La quale

forza,

come

l'Hale.<.

cinque volte maggiore di quella che spinge

sangue

nella pi grossa arteria d'un cavallo.


I

materiali contenuti nella terra

non possono penetrare


nell'acqua, quindi an-

nelle radici, se

non sono

solubili

corch ridotti in polvere impalpabile

vengono respinte

dalle radici; anzi tra le stesse sostanze disciolte nell'acqua


le radici

danno passaggio

di preferenza a quella

che gosperi-

de di maggiore solubilit, siccome dimostrano

gli

menti del Saussure.

70
Questi liquidi principi assorbiti dalle radici non rista-

gnano in
il

esso,
i

ma
di

a traverso

il

nodo

vitale

passano per

Fusto, per
il

rami sino

alle

ultime cime, e prendono

allora

nome

Linfa ascendente.
con quali forze
la

Si tratta di sapere intanto

Linfa

potr percorrere uno spazio cos lungo ed elevarsi a tanta


altezza.

La prima

di queste forze quella

che costringe

li-

quidi della terra ad entrare nelle radici, vale a dire V En-

dosmosi, la quale continua ad esercitarsi lungo la radice


e le altre parti della pianta. Imperciocch mestieri ri-

cordare che una delle condizioni necessarie per

il

comsi

pimento

dell' Endosmosi,

come avverte
liquidi,

il

Dutrochet,

appunto l'incontro di due


sit diversa.

che siano dotati di den-

Or

gli

umori contennti nelle

cellule della radice

del

Fusto, e dei

Rami sono

tanto pi densi del liquido prosi

veniente dalla terra, quanto pi

allontanano dalla estre-

mit della radice, ed occupano un luogo pi elevato nella


pianta; quindi
il

movimento

della Linfa ascendente condel-

tinuasi di cellula in cellula per tutta la lunghezza


l'albero,

talmentech V albero intiero potrebbe parago-

narsi ad

un apparato Endosmosico. Un'altra


al

forza

che

contribuisce assai

movi mento

della Linfa

ascendente

la capillarit; e Tournefort credeva infatti che la Linfa


fosse dalle fibre vegetali attratta,

come

l'olio

succhiato

dal lucignolo.

Per fermo

le

piante non sono composte d

cellule soltanto,

ma

in gran parte di vasi che scorrono


il

in direzione parallela all'asse lungo le radici,

Fusto

ed

Rami.

Codesti vasi sono,

come

tubi capillari, dotati

d'una

71
attrazione detta in fisica affinit ovvero attrazione a piccola distanza, la quale si esercita dalle pareti; e che ob-

bliga

liquidi

ad ascendere nella cavit di

essi.

N l'Endosmosi
mettono in moto
andio
il

e la capillarit sono le sole forze che

la

Linfa ascendete;

ma

vi

concorre ezile

calore efficacemente.
di

noto che

piante sono

munite

gemme,

le

quali si

rimangono

inerti ed assoil

pite nella stagione invernale;

appena per

calore dei
si

bei giorni di primavera le riscalda, le

Gemme
il

aprono

e le foglie

si

sviluppano in grazia degli umori che in

esse affluiscono.

Da

ci s'intende

come

calore eserciti

su tutta la pianta una sorte di attrazione, che propagasi

n distanza e contribuisce non poco a ravvivare


vimento ascendente della Linfa.
L'ascensione non
si

il

mo-

opera gi per

gli strati

corticali,

ma

bens per la parte legnosa negli alberi giovani,

negli alberi avanzati in et per l'alburno. Tagliando in


effetto un'arboscello nei

primi giorni di primavera

si

trova

che

la corteccia

quasi asciutta;

e nei vecchi tronchi


legnosi

in contrario l'umore scaturisce dagli strati


esterni.

pi

La Linfa ascendente
trati e disciolti nel

resa ricca per

materiali incon-

suo cammino, penetra essa nelle foa

glie

dove trovasi

contatto

con V aria, che


i

le

dona

libero passaggio nel


circola nelle

parenchima mediante

pori e quindi

lacune e nei meati intercellulari.

Che

la

Linfa discendente segua

un cammino perfettamente

op-

posto a quello dell'ascendente vale a dire che


alto a basso se

passi da

ne ha una prova nel seguente esperimento.


una legatura lungo
si

Nell'est sviluppate le foglie facciasi


il

Fusto o

Ramo

d'

un albero

ovvero

tolga

un

anello

72
di corteccia;

dopo qualche intervallo comparisce


fatta recisione

al di so-

pra della legatura o della

un rigonfiamenil

to circolare formato dalla Linfa che

non trovando pi
le fibre

passaggio libero obbligata arrestarsi. Questo

cammino
cor-

discendente s'opera per la corteccia lungo


ticali

del Libro
il

una parte penetra nei


di Latice vitale o

vasi laticferi e

prende
si

nome

sugo proprio; V altra

versa in serbatoi particolari della corteccia e d ori-

gine alle resine e ad altri principi immediati di cui le


corteccie sono generalmente provvedute.

Questi due movimenti di transazione


retrogradi ed opposti, per cui
il

in certa guisa

succhio portasi dalla raestremit alle radici

dice all'apice della pianta, e dalla


costituisce ci
getabili
,

che dicesi circolazione del succo nei vedall'

la

quale stata conosciuta

antico Ippocrate

(de natura pueri) molti secoli avanti che fosse scoverta dall' Harvei, e

ridotta ad evidenza la circolazione del

sangue negli animali. La circolazione del succhio nei vegetali trovata

analoga a quella

degli

animali ebbe dei

valorosi sostenitori in Mariot e Perrault che la credettero

propria a nutrire le diverse parti della pianta. Altri la

impugnarono,

fra

quali Dodart e Magnol; sui qual punto


il

non

si

volle decidere

Malpigli

ti

Hales ed ammisero

solo l'assorbimento dell'acqua per le radici.

L'abate Corti scoperse una nuova specie di circolazione


parziale in alcune piante acquatiche specialmente nelle

Chare,

la

quale p^r

ripetuti esperimenti del Bonnet,

non

altro che

un moto

rotatorio prodotto da

un

certo

numero

di granellini

diversamente colorati dal liquido in cui nuo-

tano racchiusi in alcune cellule cilindriche appiccate le

une

alle altre. I detti granellini disposti in linea parallela

78
ascendono lungo
il

tramezzo e discendono per la parte

opposta per ascendere di nuovo, e cosi via via.


circolazione parziale appose
il

questa
di ro-

nome
si

di

movimento

tazione
solo

Cielosi

la

quale

scoperta dappoi non


tutti
i

nelle piante

acquatiche,

ma

generalmente in

vegetabili.

Passando

di presente alle modificazioni

che subisce la

Linfa nell'interno per le nuove e pi complicate combinazioni degli elementi, osserver dapprima che la Linfa

discendente affatto diversa dalla ascendente per le sue


propriet fisiche e chimiche. Infatti la discendente pi

densa ed ordinariamente pi
di principi

colorita, inoltre
;

va fornita
la

molto

attivi

ed energici

mentre

Linfa

ascendente inerte e pressoch insipida. Se ne ha una

prova nella Linfa discendente o succo proprio eYEuphorbia Canariensis,


la

quale esercita una forza venefica

energica assai su l'economia animale;

mentre

la

Linfa

ascendente di essa
Canarie ne tagliano
i

affatto

innocua

e gli abitanti delle

fusti

per succhiarla e dissetarsi nei

primi giorni di primavera.

Per doppia via

si

fanno strada

nuovi materiali per

elaborare e perfezionare la Linfa ascendente affin di servire alla nutrizione della pianta; cio per la respirazione
e per l'evaporazione.

Le
in

piante,

come ho

fatto avvertire,

vivono colle barbe

un mezzo umido

nella terre; e con le foglie in

un mezzo
i

asciutto nell'atmosfera,
veicoli nei quali si

V acqua
i

l'aria

adunque sono
nutritizi

sciolgono

principi

delle

piante ritenendo e fissando ci ch' necessario a tale funzione, e riggettando


Il
il

superfluo per la respirazione.

carbonio, uno degli elementi che costituisce in gran

74
parte
il

corpo dei vegetali, vi s'introduce per questo mezzo,

e siccome

una sostanza

insolubile

fa

d'uopo

che

si

combini con

altri principi acci

esso rimanga disciolto.

noto che Paria atmosferica


d'azoto
cui
si

un miscuglio

di

due

gas,

di ossigeno e

sopraggiunge una piccola

quantit di acido carbonico. Di questi tre gas quello che

serve pi di tutti

ai

bisogni delle piante, ed ha la parte

principale nella respirazione l'acido carbonico.

la

pochissima quantit relativa l'impedisce, ovvero


a rendersi adatto
all'

lo ritarda

uopo, stantech l'immensa estensio-

ne ed altezza dell'atmosfera sopravvanza di gran lunga


il

peso di

tutti

vegetabili

riuniti

assieme

essendosi
bilioni di

calcolato che essa racchiude ad

un dipresso 150

chilogrammi

di carbonio.

Pongasi a vegetare una pianta sotto una campana pie-

na d'aria disposta in modo che

l'aria esterna
si

non

vi possa

entrare: dopo qualche intervallo sa nel recipiente,


si

analizzi l'aria racchiu-

trover ch'essa ha perduto una pic-

cola quantit di carbonio, ed acquistato dell'ossigeno. Cotesti

cangiamenti avvenuti nella composizione dell'aria

sono per fermo un'effetto della respirazione della pianta.

Le quantit
lato

del carbonio assorbito e dell' ossigeno esa-

trovansi nelle
:

proporzioni richieste

per comporsi

l'acido carbonico

intanto la pianta nell' atto che respira


il

scompone

il

detto gas ritenendo

carbonio chf1 vi
e

si fissa

e si solidifica con insieme


il

un poco d'ossigeno

svolge

rimanente di questo ultimo gas divenuto


Questi sono
i

libero.

fenomeni, che accadono nelle parti verdi


;

della pianta durante la luce solare del giorno

ma

nella

notte soprattutto nel buio perfetto la cosa

succede in

modo

affatto contrario.

Durante

tal

tempo,

le parti verdi

75

tramandano gas acido carbonico e tolgono l'ossigeno

dal-

l'atmosfera: quindi avviene che le piante cresciute nell' oscurit,


castre,

ovvero in luoghi molto ombrosi sono molli e bian-

appunto perch

il

gas acido carbonico

non

vi si

pu sprigionare per mancanza


sistenza che le appartengono.

di luce solare e depositarsi


il

nei tessuti dalla pianta aftn di darle

colore e la con-

Oltre

il

carbonio e Y ossigeno
vapori

le

piante prendono e-

ziandio Y idrogeno dai


l'atmosfera.
Il

acquosi galleggianti nel-

Boussingault dichiar

di
il

avere scoperto

dell'azoto

nell'interno dei vegetabili,


tersi dai vapori
si nell'aria.

quale gas non deve ripealcali volatili spar-

ammoniacali e dagli

L'azoto intanto rinviensi in parecchi vegetabili


tutti;

ma non
il

mica in

cos le

leguminose,

il

Trifoglio ed

Pisello ne contengono

una quantit
il

notabile;

alcuni

cereali al contrario,
privi.

come
che

grano e l'avena, ne sono

un
sfera
i

fatto singolare

le

piante prendono dall'atmo-

quattro gas cennati da sostanze che trovansi come


all'aria,

per accidente frammisti


bonico,
i

come

lo

sono l'acido car-

vapori acquosi e l'ammoniaca.


il

Ma
te

di tutti gli elementi test cennati,


il

pi importan-

carbonio,

il

quale fissandosi nel parenchima delle

foglie e delle altre parti molli

produce una sostanza partiil

colare detta Cromolina da cui dipendono

color verde

delle foglie e le diverse tinte dei fiori, che depositandosi

su le parti legnose concilia loro consistenza e durezza.

Un'

altro

fenomeno

si

compie in

tutte le parti

delle

piante esposte all'aria, vale a dire, l'evaporazione ed esalazione acquosa, la quale concorre a mettere in

moto

76
la Linfa

ascendente
sono

canali che
i

danno passaggio airemeati che introducono


ai vasi

vaporazione

gli

Stromi o

l'aria nella pianta,

da alcuni falsamente attribuita

tracheali; ed in effetto la
sibile

medesima

riesce

appena senil

dove mancano
si

gli

Stromi; ed avviene

contrario

dove questi

trovano in gran quantici. L'evaporazione


la

governata in modo che trovasi d'accordo con


di

quan-

tit
dici.

acqua introdotta nelle piante per mezzo delle rase talvolta diviene eccessiva, cio se la pianta

Che

svapora pi di quello che assorbe, allora sopraffatta da

una sorta

di languore,

il

quale

si

manifesta per l'abbasfoglie e

samento ed aftievolimento
giovani.

delle

dei

rami pi

assimilazione, che

mi son proposto
il

di svolgere

da

ultimo, costituisce quasi intieramente

segreto della vita,

la cui forza presiede a tutte le funzioni del vegetale,

che

cessano di effettuarsi e di succedere

le

une

alle

altre dal

momento

in cui essa viene a mancare.

dipoi

ben

costatato dall'analisi chimica, che tutte le

parti delle piante son composte delle quattro sostanze e-

lementari test particolareggiate, vale a dire, di carbonio,


di ossigeno
,

d'

idrogeno e d'azoto. Vero che altre so-

stanze minerali possono introdursi e fissarsi nel vegetale,

ma

la

presenza loro incostante ed accidentale

si

sa a quale officio siano destinate, paiono di poca importanza: e

quantunque

si

trovino nel vegetale, dice Jussieu,


di esso.

non sono per proprie


I

suddetti elementi danno origine ad

un numero

assai

grande di corpi composti; con combinarsi


verse
i

fra loro in di-

proporzioni

raggruppandosi in varia forma con

loro atomi o particelle indivisibili. I corpi bruti o mi-

oerali possono essere

formati da un elemento

di due.

o di pi combinazioni assieme;

ma
i

le

sostanze

vegetali

sono di natura pi complicata ed

loro componenti venalti.

gono rappresentati da numeri pi


Infatti la

Cellulosa che forma per cos dire l'ossatura


,

della pianta

ossia le pareti delle cellule

delle fibre e

dei vasi, risulta dalle indagini di Pjen che sia composta


di

24 molecole

di carbonio.

20 d'idrogeno e 10 d'ossicontiensi nelle


stessi

geno.

L'Amido*

o Fecola amilacea, che


di granelli
.

cellule sotto

forma

composta dagli

elementi combinati nella medesima proporzione. La Destrina, ancorch composta dei detti tre elementi combinati nell' istessa proporzione

pure

di

natura diversa.
si

Ecco tre sostanze che nella loro composizione chimica

accordano perfettamente e tuttavia vanno fornite di propriet differenti.

Egli

adunque evidente che. potranno facilmente


le

tra-

sformassi

une nelle

altre

per un semplice aggruppamen-

to diverso delle loro molecole: o

rimanersene

allo stato grala loro

nelloso nei tessuti, in cui


solidit

si

formano, conservando

ed insolubilit; perdere questa propriet e can-

giarsi in

una

sorta di sciroppo disciolto dalla Linfa e tra;

sportato in circolazione per tutte le parti della pianta

distendersi e solidificarsi per formare le pareti delle cellule novelle


,

o per tapezzare sotto forma di strati con-

centrici le cavit delle cellule gi esistenti.

Un'altra sostanza sparsa abbondantemente nell'interno


dei vegetabili lo zucchero
\

di cui

havvi pi sorta;

le

pi importanti a conoscersi sono due; vale a dire


chero di canna, e
sto di
lo

lo zuc-

zucchero di uva.

Il

primo compod'ossi-

24 atomi

di carbonio,

22 d'idrogeno e 11

78
geno;
il

secondo di 24 atomi di carbonio, 28 d'idrogeno

e 14 d'ossigeno. Paragonando questa composizione delle


tre sostanze
test

menzionate

ben

si

vede che vi ha

poca differenza; e che basta aggiungere pochi atomi d'i-

drogeno e

di ossigeno

per convertirlo in zucchero di entrasformazioni

trambi queste
nella Linfa di
alla

specie: le quali

accadono
radici

mano

in

mano che ascende

dalle

sommit

della pianta.
altre sostanze

Passiamo ora ad
1

formate da quattro e-

omenti, cio d'ossigeno, di carbonio, d' idrogeno e di a-

zoto; tali

sono

la

Fibrina, Y

Albumina

e la Cascina,

la

cui composizione chimica lascia tuttavia qualche dubbio,

stante la difficolt di ottenerla allo stato di purezza.

Ma

qual' l'agente che nella pianta trasforma queste


le

sostanze

une nelle

altre,

modificandone
di pochi

la

composizio-

ne primitiva mediante l'addizione


geno e d'ossigeno, vale a

atomi d'idro-

dire, di alcune particelle d'ac-

qua

La maggior
effetto

parte di questi fenomeni sembrano a.

vere

per via di forze lente

che agiscono sopra


verificarsi

un

tratto di

grande estenzione
isolati.

non possono

sopra punti

Rechiamone un esempio
Persoz -hanno scoperto

a proposito

della trasformazione dell'amido in Destrina.


Il

Payen, ed

il

che dell'ami-

do accumulato nei semi di alcuni cereali, nel momento


in cui questi germogliano
lasciare
il
.

una porzione scompare per


disgregare

posto ad

una sostanza novella che chiamarola propriet di

no Diastasi, sostanza che ha


i

granelli della Fecola e trasformarli

prima in Destrina

r quindi, se l'azione continua, in zucchero.

La Diastasi per tanto

l'agente

potentissimo che
alla

la

scienza chimica- ha saputo involare

natura per

ri-

79
shiarare di nuova luce
i

Problemi della trasformazione

delle sostanze che sono nei vegetabili.

Le particolareggiate sostanze son quelle che


trano nei vegetali,
elaborate
o
le

s'incon-

quali servono di base ad altre pi


si

combinazioni che

formano con l'accrescere,

diminuire di uno o pi elementi di carbonio, o d'idn


le

geno, d'azoto, o d'ossigeno. Cos accrescendosi


zioni del carbonio e

propor-

dell'idrogeno dassi

luogo alla forla

mazione della Lignina confusa per lungo con


losa:
la

Cellu-

avvegnach questa sostanza

si

ritrova che incrosta

membrana

delle cellule. Accrescendosi in

maggior

co-

pia l'ossigeno e V idrogeno unitamente ad

una quantit
Cremula.
Cera.
il

ancor pi grande di carbonio formansi

la

Sugo proprio,

le

Resine,

gli Ol essenziali, e la

Non
al-

faccio parola degli Ol fissi perch

non

si

trovano sparsi

generalmente per tutto cune parti


dei semi.
Gli Ol
fssi

il

vegetale,

ma

solamente in

di esso, vale a dire, nel frutto, e nel

mandorlo

sono corpi insolubili nell'aria,


inetti

fluidi nella

temperatura ordinaria, ed

volatilizzarsi

senza

mporsi. Le Cere non differiscono dagli Ol se non in


ci,

che sono solide

alla

temperatura ordinaria. Gli


quanto che

Ol

volatili differiscono dagli Ol fissi in

danno

dor pi o meno
l'acqua, e

forte,

sono leggermente solubili nel-

godono in

oltre della propriet di volatilizzarsi

senza cangiare di natura. Le Resine finalmente sono corpi secchi, fragili solubili
peli,'

Alcool e pi o

meno

algli

terabili all'azione del calore.


Ol,
tali.

Queste sostanze, eccetto

sono sparse generalmente nella corteccia dei vege-

Non

vi

ha dubbio

ciie la

luce solare influisca assai


fatti

nella formazione di questi corpi. In

abbiamo

osscr-

80
vato innanzi che le piante, le quali vegetano nell'oscurit

sono biancastre e

floscie

per mancanza di Cremulina

e di Lignina; la stessa cosa essenziali al

ha luogo rispetto
Resine
ecc. ecc. e

agli Ol

Sugo proprio

alle

siccome
pianta

queste sostanze sono quelle

che conciliano

alla

un sapore pi
vivo, si

meno

forte,
le

ed uno odore pi o meno


piante che vegetano
nel-

comprende perch

l'oscurit riescono insipide, abbondanti di

umore acquoso

e d'acido carbonico, generalmente prive di odore.

Nelle cellule altres della corteccia formansi altre combinazioni quaternarie designate sotto
il

nome

di Alcaloidi.
gli

perch hanno
alla
la

la

propriet di combinarsi

con

acidi

maniera degli

Alcali. Si distinguono in generale

per

desinenza ina: cos chiamatisi Chinina, Morfina, Stricgli

nina
loidi

Alcaloidi della China, dell'Oppio ec. Gli Alcai

formano

principi pi attivi dei vegetali, e quelli

or da

me

accennati, formano medicamenti energici assai,

o gagliardi veleni.

Le sostanze numerate

si

formano per sottrazione d'os-

sigeno. Se in contrario accade che la quantit dell'ossige-

no s'aumenti generasi un'altra maniera


consi acidi. Questi acidi,
di assai dai
il

di corpi

che

di-

cui

numero venne
s'

accresciuto
allo

Chimici moderni, di rado


,

incontrano

stato libero nei tessuti vegetali

avvegnach sono com-

binati o con gli Alcaloidi, o con altre sostanze inorgani-

che introdotte nella pianta della Linfa ascendente.

11

pi

notevole l'acido ossalico, composto da 3 d'ossigeno, e

2 di carbonio. Altri di tre elementi:


cetico,
il

tali

sono l'acido a-

malico,

il

tartarico ec.

Altri finalmente presentano

una composizione quater-

naria in cui l'azoto entra in gran copia,

come

nell'acido

81
Aspartico ec. Quanto all'acido Idroceanico lungi dall'essere annoverato fra le sostanze sopra assegnate non contiene punto d' ossigeno; esso composto d'

una quantit
Idrogeno

enorme
e forma

d'azoto combinato con

il

carbonio, con cui forma


1'

una base

detta Ciatiogene, che combinasi con

un Idracido velenosissimo
il

volgarmente cono-

sciuto sotto

nome

di acido
il

Prussico o Idrocenico.
vegetale assorbe dal mezzo

Analizzate le sostanze che

asciutto, vale a dire, dell'atmosfera,

passiamo

di

presente

a particolareggiare

principi

nutritizi

che esso succhia

per le radici dal mezzo umido cio dalla terra. Alcune


di

queste sostanze mescolate e frammiste

di
,

sostanze
e

vegetali ed animali sono insolubili nell' acqua

ben-

ch attratte dalle radici non vi

si

possono introdurre.

Quelle in contrario che sono solubili vi rimangono assorbite

unitamente

agli

altri

principi

ch'esse

contengono.

In ordine

alle sostanze

che sono attratte dalle radici sen-

za potervisi introdurre meritano di essere ricordate l'Argilla, e la Silice sotto la

forma

di sabbia; la loro influ-

enza sulla vegetazione

sta in ci,

che

l'argilla trattiene
il

l'acqua e la Silice le apre liberamente

passaggio.

Un
Lo

terreno troppo argilloso non permette che l'aria e l'acqua

rechino
stesso

principi nutritizi al contatto


dirsi di

delle

radici.

deve

un terreno

sabbioso di molto, perch

l'acqua allargandosi liberamente lascerebbe le radici all'asciutto,

trasportandone via
i

principi nutritivi adun-

que evidente che

terreni confacenti ad

una prospera
il

vegetazione sono appunto quei che tengono


i

mezzo

fra

due precedenti.

Le materie minerali
co e l'ammoniaca in

capaci di fissare l'acido carbonisi

un terreno

raccolgono all'intor6

82
no del vegetale formandovi un deposito da cui
potr via via procacciarsi
i

la pianta

principi dei quali abbisogna*


il

Da ci
i

proviene

il

vantaggio che recano ai vegetali

Gesso

Sali ferruginosi, gli Ossidi di Ferro, di


1!

Allumina; poice for-

ch queste sostanze traggono a se

Ammoniaca

mano con

essa

un composto

solido che vien disciolto dalle


radici.

acque piovane ed assorbito dalle

Accenniamo adesso

le sotanze

minerali solubili nell'ac-

qua, che trapassano nella pianta e fanno corpo con essa.

Or queste sostanze possono mantenersi


per l'incontro degli
sali

allo stato li-

quido, o solidificarsi, sia per l'evaporazione dell'acqua che


le tiene disciolte, sia
si

acidi,

con

quali

combinano producendo dei


si

che rimangono

fssi

nel

luogo, in cui

formano.
vegetabili
Galee, la
il

Le sostanze minerali che s'incontrano nei


pi di frequente sono
la Potassa, la

Soda, la
il

Magnesia,

la

Selce, e talvolta l'Allumina,

Ferro, ed

Manganese.
I/ultima funzione che compie
delle piante consiste in ci, che
l'atto

della

nutrizione
i

dopo

avere ritenuto

principi immediati

puramente

nutritizi

respingono

il

ri-

manente

al di fuori;

ed quest'atto che chiamasi promaterie rigettate diconsi escre-

priamente

escrezione', e le

mentizie; e che ora conservano la composizione che ave-

vano nell'interno della pianta, ora cangiano


in seguito a

di

natura
le dette

nuove combinazioni. Distinguonsi


classi.
si

materie in tre

Nella prima classe

contengono quelle che

si

depon-

gono

alla superfcie della pianta e


gli effetti dell'

paiono destinate a moi

derare

umidit esterna sopra

tessuti e

d'impedirne

la

soverchia evaporazione.

83
Queste materie ancorch rigettate
vegetale
alla

superfcie del

non

se

ne separano

affatto, e

continuano a sersono
le so-

vire in certa guisa ai bisogni di esso. Tali

stanze resinose e la cera che sotto forme di vernice o di

polvere

si

depongono
,

alla superfcie della corteccia

delle

gemme

e dei frutti

e rendono queste
infatti,

parti

pressoch

impermeabili. In alcune piante

come nel Ceroxysi

lon Andirola

la

cera forma uno strato cos denso che

pu raccogliere ed impiegare negli usi domestici. Cera


altres quella polvere di colore bianco oscuro detta vol-

garmente Flore che copre

la pelle di molti frutti,

come

del Susino (Pruns domestica) e le foglie dei cavoli (Brassica oleracia).

In parecchie contrade del

Chili, nelle

Ande

del

Per

gli alberi
il

sono coverti di sostanze resinose che


i

ne spalmano

fusto,

rami e

le foglie,

ed impediscono

cos l'evaporazione, che nei paesi molto caldi e per lungo

tempo

asciutti

non potrebbe a meno

di riuscire

danno-

sa alla pianta. All'officio istesso paiono destinate l'escrezioni vischiose che si osservano alla superficie di parec-

chie nostre piante


nella

per esempio nella Silene


,

viscciria

Lychnis viscaria

nel Dictamus fraxinella.

Le

piante acquatiche dipoi son provvedute d'uno strato particolare di natura

mucillaginosa per cui resistono

alla

forza

macerante dell'acqua; questa sostanza, secondo Ugo


quella stessa che serve internamente a collega-

Mohl

re le cellule e quindi trasuda alla superficie condenzan^


dosi a foggia di

membrana.
comprende certe materie
con quelle che
si

La seconda

classe

rigettate
all'in-

al di fuori identiche

conservano

terno, o per meglio dire

non sono che una parte

di que-

ste materie stravasate alla superficie

della- corteccia.

84

adunque chiaro che propriamente non

si

possono chiatrovano in

mare escrementizie, e che forse perch troppo quantit rompono la corteccia e


al di fuori.

vi si
si

fanno strada

Questa soprahbondanza

infatti coincide di or,

dinario con la perfetta integrit della pianta


talvolta sia indizio d'

ancorch

uno sconcerto avvenuto nelle funfrequenti esemp di


tali

zioni di essa.

Ne abbiamo

escrei

zioni nel Ciliegio, nel Susino, e nei Larici che versano

loro sughi dalla fenditure della corteccia, cio la


la resina
ec.

Gomma,
si

Alcune di queste materie sgorgano dalla


indurano. Altre, come

corteccia allo stato liquido e che al contatto dell'aria

contensano e
passano

s'

gli

Ol essenziali

allo stato

aeriforme aprendosi una via attraverso

le pareti delle cellule dei vasi.

Terza classe

tra

le

materie

rigettate

dalla

pianta

quelle che riescono affatto inutili alla vegetazione di essa

sono

le sole

che propriamente meritano


sia difficile
il

il

nome

di escre-

menti bench
siano

determinare quali

questi lo
dalle
la-

precisamente. Gli

stessi

materiali separati

ghiandole sotto forma di umori e di fluido aeriforme

sciano qualche dubbio; imperciocch potrebbero essere in

parte riassorbiti e riportati nella massa del fluido nutritivo

ed in parte eliminati.

Ma

allorch la pianta ha tratto


assimilabili,
le

dalle sostanze

alimentari tutti le particelle

per qual mezzo potr sgravarsi di quelle che


contrarie o per lo

riescono

meno

superflue ?

Parecchi autori son di avviso che a questo bisogno

provvedono

le radici.

mit dalle barbe del

Brungmans ha creduto che l'estreLolum perenne tramandano alcu-

ne goccie

viscose, le quali levate si riDroducono di nuovo.

Questo stesso globetto, o turbercolo fu osservato anche

85
da
II rll

nel Elleboro e dal signor Lavezzari nel Triticum


si

turgidum; e

vede manifestamente che

si

accumulano

nella terra ambiente, perch tinta d'un colore pi cupo.

Osserver di volo che


civi

tali

umori escrementizi sono noescono e per altre vicine,


si

per

le piante dalle quali

perci molte piante


stesso

non vivono se

pongono nel luogo

dove ha vissuto un'altra della medesima specie.

Quidi l'agricoltore che


danti
ri colte si

ama

trarre dai suoi campi abbon-

appiglia a diversi generi di coltura, ed


lVtltra riesce

alternando l'ima con


fondi

ad ottenere dai suoi

una rendita senza esaurire

la

massa dei principi

nutritivi.

L'avvicendamento, ossia rotazione agraria non

che una applicazione delle dottrine cerniate.


Il

De

Gandolle ed

altri botanici
gli

riducono alla classe delle


i

materie escrementizie

effluvi odorosi,
si

quali possono
al

emanare
l'

dalle piante e

che

manifestano

senso del-

olfatto in varie guise difficili a distinguersi


;

ed a nomi:

narsi

ma

che

il

Linneo

li

divise nel

modo seguente
Tetri,

cio in
Virosi.

Aromatici, in Alleaci, in Ircosi ed in

Osserver finalmente che

materiali particolareggiati,

prodotti nel nascosto laboratorio e negli organi della pianta viva altri forniscono le sostanze

immediate

alla

parte
li-

organica del vegetale,

altri si

trasformano in cellule,
lo scheletro o

bre o vasi da costituirne come


ganica di essa.
I

parte inor-

primi sono l'ossigeno, l'idrogeno,


la Potassa, la Calce,

l'azoto,

il

carbonio;
la Si-

le

seconde sono

V Allumina,
il

lice,

l'acido fosforico, l'acido solforico,

Cloro, gli ossidi


il

di ferro e di
ciso delle

manganese. Quale adunqe

numero
nei

preve-

sostanze

nutritive che si riscontrano

getali?

86
I

chimici ne annoverano 31 che

Thomson

classa

in

quattro categorie.
solubili

La prima

di esse abbraccia le sostanze


lo

generalmente, o che

divengono per qualche


;

circostanza, e sono poco combustibili

tali

sono

1.

gli
;

cidi; 2. lo Zucchero; 3. la Sarcocolla; 4. la Sparagina


5.

la

Gomma;

6.

la

Gelata;

7.
il

l'Ulmina;

8. la

Inulina;

9.

l'Amido; 10. l'Indaco; 11.


il

Glutine; 12. l'Albumine;


il

13.

Fibrino; 14. la Gelatina, lo. la Piera; 16.


17. l'Estrattivo; 18.
il

Con-

cino;

Narcotico.

La seconda racchiude
l'acqua,

le

sostanze fluide sotto l'azione

del calore, o che bruciano

come

gli olei insolubili

nelfisso;
il

ma

che

lo

sono nell'Alcool; cos 19. l'Olio

20. la Cera; 21. l'Olio volatile; 22. la Canfora; 23.


scoso; 24. le Resine; 25.
le
il

Vi-

Guajato; 26.

Balsami; 27.

Gomme
La

resine; 28. la

Gomma
,

elastica.

terza categoria abbraccia le sostanze

non

solubili
,

neh" acqua, n nell'Alcool

e neppure neh' Etere

delle
il

quali la- tessitura fibrosa, o legnosa; e sono 29.


tone; 30.
il

Co-

Sughero; 31.
categoria

il

Legno.
considera
i

Nella quarta

egli

come materie
i

estranee

gli Alcali, le

Terre,

Metalli, tra
il

quali pare

che

vi

comprenda

lo Zolfo

ed

Fosforo.

CAPO

VI.

CLASSAZIOXE DELLE PIANTE


Svolto oramai l'organismo delle piante
parti che le
ci

analizzate le

compongono, e spiegata
la

la fisiologia vegetale

rimane ad occuparci su

metodica distribuzione delle

medesime.
Imperciocch questo ramo di storia naturale ha presentato nuove piante ai nostri esami in proporzione degli studii

delle

moltiplicate
il

ricerche

che ne hanno

aumentato prodigiosamente

numero. Nel vecchio Con-

tinente di secolo in secolo laboriosi botanici

hanno

rin-

venuto vegetali novelli; e dopo segnato da Vasquez de

Gama un nuovo
Colombo

passaggio all'Indie orientale; dopo sco-

perto, con audace impresa,


la botanica si

un nuovo mondo da Cristoforo resa ricca di un numero stra-

grande di piante.

Le medesime
prirsi di
ficie

si

accrebbero progressivamente allo sco-

nuove

terre, di

nuove

isole sparse sulla superal

dell'Oceano ed all'imprendersi nuovi viaggi,


il

mol-

tiplicarsi le spedizioni scientifiche,

catalogo delle piante

88

ha preso
colo

s
,

estese proporzioni che sul declinare del sedelle sole

XVII

variet se

ne contavano pi

di

12000

specie.
si

Or bene, finch non


di piante di esse,
.

conobbe che un
punto
alla

ristretto

numero

non

si attese

metodica ordinazione
il

avvegnach tornava

facile

rinvenirle ancorch
alla rinfusa.
i

semplicemente accennate o descritte

Ma quando
il

se

ne accrebbe
il

il

numero

cultori

delie

scienze naturali sentirono

bisogno d'un ordinamento;

quale stabilirono

per sopra accidenti estranei alla

conformazione degli organi indottivi dagli usi a cui servi-

vano nella economia domestica, nelle

arti e nella

medicina.
piante in

Teofrasto infatti divise la sua storia delle


tre parti:

comprese nella prima l'erbe che

si

cuocono
fa-

per

gli

usi della tavola; nella

seconda l'erbe di seme


utili

rinaceo atte a panizzarsi; nella terza l'erbe

nella

medicina e nelle

arti.

Anche Dioscoride

distribu le piante

in quattro sezioni; in Aromatiche, Alimentarie, Medicinali

ed

atte a far vino.

Fu dopo
che
si

il

risorgimento delle scienze e delle lettere


la necessit di

conobbe generalmente
i

comprendere

in distinte classi
dati su
caratteri

vegetali,

merc segni

invariabili fondegli

dedotti

dalla

struttura

organi.

Andrea Cesalpino da Arezzo professore


l'Universit di Pisa,
si

di botanica nel-

prov per

il

primo a proporre
cui die per

un metodo

atto a farli distinguere

base

il

frutto prodotto da essi.

Jungio, nella Isagoge in


alla considerazione degli
al

Rem herbuaream

si

rivolse
fiori

stami e alla struttura dei

quale uopo ne
il

fiss le leggi;

Ri vino consider

la

forma

ed

numero

dei Petali nel suo metodo;

Magnol formolo

89
il

proprio sistema sul calice dei

fiori,

e tent di stabilire

le famiglie naturali delle piante.

ben
nica
Il

di ragione tributare

omaggi

di riconoscenza a
la bota-

Giuseppe Pitton di Tournefort per avere elevato


al

rango delle altre scienze.

suo metodo fondato su quella parte del fiore che


la

lo

rende vago assai e determina

nostra innocente pas-

sione per questa amabile produzione del regno vegetale.

Le

colorite fogliuoline
il il

che

si

ergono sul calice distinte


di Petali fu
il

da Fabio Colonna con


partenza da cui mosse

nome

punto di

Tournefort, per dare svolgile

mento
ed

filosofico al

suo Sistema. Ordin

piante distril'erbe

buendole in 22
i

classi; delle quali 1 7


i

comprendono

suffrutici, e 5

frutici e gli alberi; la cui caratte-

ristica

nomenclatura presa dalla forma della Corolla

e dal

numero

dei Petali. Suddivise le Classi in

122

se-

zioni ovvero Ordini avuto riguardo


fruttificazione, cio se l'Ovario

esclusivamente alla
il

sopra
il

Ricettacolo, o

sotto di esso, in altri termini se

Pistillo passa in frutto

oppure no;

gli

Ordini ancora furono divisi in 6961 Gefiori

neri costituiti dal sesso dei

e dalla

natura

dalla

forma e

dalla grandezza del frutto.


si
i

Sul metodo di questo gran maestro

affaticarono varii

botanici per renderlo pi preciso; fra


lievo Vaillant,
quali,
il
i

quali
il

il

suo

ali

Dillenio,

il

Potendera, ed

Michele,

malgrado

loro sforzi

non produssero alcuno

ri-

lardo allo studio delle

piante tracciato

da Tournefort
lo

che fu insegnato dalle cattedre pi celebri, e


tuttavia se

sarebbe

non

fosse sorto l'uomo prodigioso


il

il

pi gran-

de botanico del secolo XVIII;


tale finche vi

cui

nome

vi vera

immor-

saranno cultori delle scienze naturali.

90

SISTEMA DI LINNEO
Carlo Linneo svedese, bench nato nel 1707 nel pi
gelido Settentrione, con ardimento superiore
all'

et di

appena SO anni

pubblic in Leyda,

il

Sy stema natura
gli
il

fondato sui sesso delle piante, vale a dire su


<e

stami

su

Pistilli.

Nel suo piano

di svolgimento

Linneo

pare che abbia dato realt e vita

ai segreti e misteriosi

amori

di Zefiro

con Flora

fondandolo

su

gli

sponsali

delle piante, le quali consider in sei diversi aspetti, che


divise in

XXIV

Glassi.
i

Nelle prime

XI racchiuse
il

fiori

semplici Ermafroditi;
dal Greco.
degli

a ciascuna

di esse diede

proprio

nome preso
il

Nelle cerniate

XI

categorie

considera

numero

stami con l'ordine che siegue.


Classe
I.

MONANDRIA

cio di

un

solo marito, espri-

mente che contiene fiori con un come la Canna, la Salicornia ec.


Clas.

solo maschio, o

Stame

IL

DIANDRIA
il

con due mariti


ec.

ossia

con due

Stami; YOliva
Clas. III. Clas.

Gelsomino

TRIANDRIA con tre Stami, IV. TETRANDIA con quattro


ec.

Viride V Avena ec.


;

il

Corniolo

la

Pianiagim
Clas. V.

PENTANDRIA
IIEXANDRIA

con cinque;

lo

Stramonio,

il

Tabacco

ec.

Clas. VI.

con

sei;

il

Giglio

il

Narcisso

ec.

Clas. VII.
Clas.

Clas. Clas.
Clas.

HEPTANDRIA con sette; YEsguIo ec. Vili. OCTANDRIA con otto; V Enotera ec. IX. ENNEANDRIA con nove; il Bheo ec. X. DECANDRIA con dieci; la Ruta ec. XI. DODECANDRIA con dodici, bench il

nu-

91

mero

degli Stami
ec.

non

sempre preciso, Y Agrimonia


con venti; la Rosa con molti
;

la

Reseda

Clas. XII.

ICOSANDRIA
ec.

il

Cactus

ec.
,

Glas. XIII.

POLIANDRIA

il

Rammento
dal

Y Anemone

Le

Glassi

secondarie prendono
i

il

nome

numero

dei Pistilli con

greci vocabili di

Monogynia, Diggnia,
ha dato
il

Trigynia, Tetragynia, Decagynia, e Polyqynia.

Finora
il

il

numero

degli Stami e dei

Pistilli

carattere delle Glassi; quindi innanzi

non pi

nu-

mero,

ma

la

proporzione dell'altezza di essi segner la

nota delle
Clas.

XIV. DIDYNAMIA, che ha due Stami pi


la

alti

due pi bassi per

quale subordinazione di potenza fu

detta cos dal Greco Dinamis, forza; questa Glasse divisa in

due Ordini uno dei quali ha quattro semi nudi


d
il

che

le

nome

di

Gimnosperma

cos

il

Teucro

il

Cisso ec.

XV. TETRADYNAMIA, con quattro Stami pi alti ed altnettanti pi bassi aventi un Pericarpio che cuocome pre i semi che prende il nome d' Angiosperma YAntirrino la Digitale. Anche questa classe divisa in
Glas.
,

due Ordini riguardo

al frutto,

che

s'

uguale in lunghezza

e larghezza dicesi Silicula: se poi pi lungo che largo

chiamasi Siliqua;

la Coclearia, la

Lunaria; e Taftro

di

Siliquosa; Y Erisimo, la Brassica.

Della decimasesta Glasse fino alla vigesima


fiori

si

bada nei

Ermafroditi se hanno

gli

Stami riuniti in qualche

parte, la quale unione dicesi fratellanza, in


Clas.

Greco Adelphos.

XVI.

MONADELPHIA
solo fascetto; la

fiori

d'una sola fratellanza

riuniti in

un

Malva, Y Ibisco.

99
Clas.
il

XVII.

DIADELPHIA

di

due furtti

il

PweJfo,

Lati rio.
Clas.

XVIII.

POLYADELPfflA
trovansi
il

di molti fascetti:

il

Ci-

fro.

T Ipperico.
fiori
le

In molti

Antere attaccate insieme in


la
.

forma
Clas.

di cilindro,

quale carattere costituisce


suddivisa in sei
cio molte nozze

XIX.

SYXGEXESIA
Poh/gamia,

Ordini
nel

il

titolo di

essi

mede-

simo talamo, ossia molti

fiori sul

medesimo
i

Ricettacolo.

Queste pluralit di maritaggi portano


1.

nomi seguenti.
sono Er-

Poligamia eguale, quando


il

tutti

fiorellini

mafroditi; la Chiaria,
2.

Cardo.
i

Poligamia superflua quando


.

soli

fiori del

centro

sono ermafroditi
la

e quelli del contorno sono


ec.
i

femminei:

Matr icario,
3.

la Bellide

Poligamia frustanca allorch

fiori

del centro sono

ermafroditi, e quelli del contorno sono sterili.


4.

Poligamia

iecessaria tutte le volte che

fiori

del

centro sono

sterili, e quelli della

circonferenza sono- femil

minei fecondati da quelli del


o.

disco:

Silfo, la
fiori

Calendula.
il

Poligamia segreta che porta dei

aventi

pro-

prio calice,
6.

come

la

Spina bianca,
fiori

e lo Sferanto indico.

Monogamia con

semplici

ermafroditi

le

cui

antene sono
Clas.

affaseiate insieme, la

Viola la Lobelia.
e femina, ci vale

XX.GYXANDRIA,
ed in alcuni
fiori,

cio

maschio

che

gli

stami non hanno origine dal Ricettacolo,

ma

dal

Pistillo

formano quasi un corpo

solo:

YOrch ide, .Avistolich ia.


Clas.

XXI. MOXAECIA.
in cui sul

cio d'una sola casa, tali sono


si

quei

fiori

medesimo individuo
il

trovano

fiori

starnine], e pistilliferi:

Ricino, la Zucca.

93
Clas.

XXII. DIOEGIA,
,

di

dne case producenti

fiori sta;

mine! in un individuo
Mercurella, la Canape.

e fiori Pistelliferi nell'altro

la

Vi sono dei vegetabili pi lussureggianti, che non contenti dei fiori ermafroditi
invidilo, ora

producano ora sui medesimo


fiori

su due e su tre ancora dei

masculini

e femminili.
Clas. XXIII.

POLYGAMIA

fu cesi detta per tale ab;

bondanza
il

di fiori e

nozze di ogni sorta

la

Parie tana

Fico.

Le numerate

Classi

hanno

le

parti

sessuali
fiori

ma

le

piante racchiuse nella seguente hanno


frutto poco visibile
le

e producono

ad occhio nudo come se celebrassero

nozze secretamente.
Clas.

XXIV. CRYPTOGAMIA
le Felci,
i

cio

Crgptos

occul-

tus

Gamos. sponsale; questa

classe si divide in quattro


le

Ordini e sono

Muschi,

Alghe ed

Funghi.

Dopo pubblicato questo metodico prospetto


te
,

delle piani

vide

il

Linneo

la necessit di

riformare e fissare

caratteri generici delle

medesime

e d'individuarne ezian-

dio le specie.

tal fine die in

luce lo scientifico lavoro


l'altra

che ha per

titolo

Genera plantari' m, e
plantarum.
le

opera con

l'epigrafe Species

Nel

fissare

Generi e

Specie vi

pervenne per

la

via pi

facile e pi breve,
gli

avvegnach all'uopo basta cola pianta

noscere
di cui

organi vegetativi, cos per esempio, se


il

si

desidera conoscere

nome

fornita d'un solo

Stame
in l

e d'un solo Pistillo; n' mestieri di cercare pi

per conchiudere
all'

che

appartiene alla Classe Mo-

nandria ed
formolare

Ordine Monagynia. Restavagli in ultimo


botanico dando alle pian-

un nuovo linguaggio

94
te

una nomenclatura propria


il

affine di distinguere ciascu-

na come per

proprio

nome

e cognome.
si

Ne

palese

l'importanza nella Critica Botanica vi

accinse alacre-

mente e

vi riusci; lo

che produsse una

facilit

maggiore

nella conoscenza delle piante senza ricorrere a chi

in-

segnasse, risparmi le lunghe descrizioni su le

medesime
quel Caos

che lasciano sempre delle dubbiezze e


sparso dagli antichi per
i

tolse

nomi

diversi dati alle piante.

Or questo linguaggio
che bisogna usare
per

introdotto
farsi

dal Linneo
dai

il

solo

intendere

botanici di

qualunque nazione.

METODO
Il

DI JUSSIEU
anomalie che

sistema del Linneo per le frequenti

vi s'incontrano,

non procede uniforme all'andamento del,

la natura, sente assai d'artificiale

e quasi direi d*
)

amche

manierato. Egli stesso

si

avvide (phyl: Boi: Lin:

un metodo naturale
dasse,

tuttavia

mancava

il

quale ranno-

come

in gruppi, o famiglie, le piante

ben

distri-

buite da rendere quasi insensibili le gradazioni e le dif-

ferenze che
Il

si

trovano nei Generi.


il

primo ad occuparsene fu

Magnol botanico

di

Mont-

pellier, in seguito

Gerard ne diede qualche abozzo. Nel


le

1763 Adanson pubblic


se in 58 le quali

famiglie delle piante che divipart

comprendono 1615 Generi. Egli

dal principio cie gli organi delle piante, e le affinit tra


loro esistenti dovessero distinguere
il

Numero

nei Siste-

mi; e che a

norma
vizio

dei termini di confronto fosse d'uopo

costituire le Glassi.

Havvi un

molto grave in queso Sistema

di altri-

do
buire importanza uguale a tutti
gli

organi delle piante,

che servono a collegare

Generi in famiglia; non teneni

do mente che

gli

Stami ed

Pistilli,

a cagion di esem-

pio, indispensabili a

compiere la fecondazione, forniscodella Corolla e del

no

caratteri superiori assai a quelli


i

Calice,

quali altro

non fanno che

ajutare questo atto e

proteggerlo. Del resto la scienza gi possedeva

un metodo
il

veramente naturale

ed era quello con cui


le

botanico

Lionese Bernardo di Jussieu aveva ordinato


giardino di Trianon sotto Luigi

piante nel

XV.
norma a quemente
di

Questa preziosa suppellettile sarebbe irremissibilmente


perita, se
sto
i

principi che avevano servito di


si

ordinamento non

fossero

scolpiti nella

Antonio-Lorenzo di Jusseu suo nipote che dipoi ridusse


in pratica nel Giardino delle piante di Parigi,
stavasi
il

quale

formando in queir epoca, cui invidiossi


popolato per
il

il

vanto

d' essere stato

primo

di piante

disposte

in famiglie secondo gli ordini naturali dall'autore istesso


di questo

metodo.

Egli, per lo spazio di venti anni, con assidue ricerche

e meditazioni s'applic a studiare

rapporti dei Generi

che
il

conoscere nell'opora immortale, alla quale diede

titolo di

Genera plantarum secundum ordines

natiie-

rales disposila pubblicata nel

1804 da Des-Fontaines

m erito
Il

professore di Botanica.
delle piante costituisce
i
il

seme

nucleo di questo Me-

todo naturale, ed

Lobi dell'Embrione detti Cotiledoni

in rapporto alla loro esistenza, mancanza, o

numero

di-

vidono

le piante in tre

grandi categorie, o trib, cio in A-

cotiledoni, Monocotiledoni, e Dicotiledoni.

L'organismo ve-

getativo, la posizione degli stami, la presenza della Corolla

96
partiscono l'intiero metodo in 15 classi le quali son suddivise in

102 famiglie con l'ordine seguente.

CLASSE
Le ACOTILEDONI
fiori ignoti,
,

I.

Embrioni senza Lobi ovvero occulti, dette dal Liuno piante Criptogame ; compren,

dono cinque famiglie.


1.

FUNGHI.
i

2.

Le

3.

ALGHE, cio Fuchi come la Le EPATICHE


,

le

Conferve,

Licheni.

Marchanlia, le Junger-

mannie.
4. I
5.

MUSCHI.

Le FELCI.

CLASSE
Le MONOCOTILEDONI, con un
inseriti sotto
il

IL
solo Lobo, e con gli

Stami

Pistillo,

o Ipogini, occupano altre cinque fa-

miglie.
6.
7.

8.

Le NAIADI. Le AROIDEE, come YAro, VAcoro. Le TIFACEE, la Tifa.


Le CIPERACEE,
il

9.

Carice,
il

il

Cipero,

il

Papiro.
la

10.

Le GRAMINACEE,
il

Frumento, Y Avena,
il

Segala,

YOrzo,

Riso, la Gramigna, la Canna,

Panico.

CLASSE

III.

Unico Cotiledone/ Stami Perigini, cio attaccati vi si racchiudono otto famiglie.


il.

al calice,

Le PALME,
Mughetto,

il

Cocco,

il

Dattero, la Cicade,
il

il

Sag

12.

Le ASPARAGINEE, Y Asparago,
il
il

Lauro alessan-

drino,

Profumino,

la Salsapariglia.

97
13. 14.

Le SMIfcLACEE

di

Ventenant.
il

la
il

Smillace,
il

il

Rusco,

Le JUNCAGINEE,

Veratro,

Colchico,

Giungo.

15.

Le ALISMOIDEE,

il

Botamo, V Alisma,

e la Sag-

ginarla.
16.
ort#,

Le GIGLTAGEE,
V Agave,
il

il

Tuberoso,
il

il

Giglio, la
la

Fr?7^/-

Giacinto,
la

Tulipano,

Cipolla,

VA-

gito.

V Asfodelo,

Zucca.
la

17.

Le NARC1SSEE.
Y Ananasso,
il

Bromelia,

il

Narciso, Y

Ama-

rillide,

Galanto, la Giunchiglia.

18.

Le IRIDEE,

17rte, la Tigridia, lo Zafferano, Ylssia.

CLASSE

IV.

Questa, classe di Monocotiledoni, con Stami epigini, ossili,

sopra

il

Pistillo,

ha quattro

famiglie.

19.

Le MUSAGEE,
il

la J/wsa,
(

il

Banano.
la

20.

Le DRIMIRRIZE
Costo.

Canne

di Jussien )

Canna

Amomo,
21.

Le ORCHIDEE,

la

Vaniglia, Y Orchide,

il

Safm
,

YOfride, YElleborina, la Farfara.


22.

Le IDROCHARIDEE,
di

l'

Idrocare

la

Vallisneria

A^ra
Lfi

Chiana,

il

Nenufar, o Ninfea.
tutte le classi seguenti

Dicotiledoni che occupano


fiori

possono avere

Apetali, Monopetali, e Polipetali; esse

danno

caratteri per le famiglie qui soggiunte.

CLASSE
La prima
mi
miglia.
dei semi a

V.
fiori apetali

due Lobi, ha

con

gli

Stafa-

Epigini, cio attaccati al Pistillo,

comprende una sola


Y Aristolocha
7

28.
Citino,

Le ARISTOLOCHIEE, Y Asaro
Y Jpocistide.

il

98

CLASSE

VI.

Questa classe di Dicotiledoni con fiori senza Petali e con Stami Periginii estendesi a sei famiglie.
24.

25.

Le ELEAGNEE, Y Eleagno, l'Osiride, V lpofe. Le TIMELEE, la Dafne gentile, o Mizereo, la PasLe PROTEE; Le
la Proteo.
,

serina.
26.
27.

LAURINEE
la

il

Lauro

la

Cannella

la

Noce

moseada,
28.
il

Canfora.
la

Le POLIGONEE, Le ATRIPLIGEE,

Persicaria,

il

Romice,

il

lieo,

Rabarbaro, YAcitossella,
29.
il

la ^Correggiola.

Chenopodio, V Atriplice, la S/-

#/(/, la

Sj)inace.\a Barbabietola, la Bolride, la Yulraria.

CLASSE
Comprende quatto
sul Pistillo,

VII.

famiglie con fiori senza Petali e Stami

30.

Le

AMARANTACEE,
Cresta di a/fo.
la

l>4maftHil0,

la

Ceiosia,

il

Y?//fo. la

31.
il

Le PLANTAGINEE,
la

Piantaggine, YAmoglossa

Coronopo.

%% Le NICTAGINEE,
33.

Mirabile o ite//
la

wo/fc.

Le

PLUMBAGINEE.

Piombaggine,

la fl&rtfe.

GLASSE

Vili.

Succedono alle precedenti classi apetali d Dicotiledoni le piante Monopetale con corolla Ipogina, cio sotto il Pistillo; tali sono le 18 Famiglie che seguono,
34.

Le LISIMACHIE,

PRIMULAGEE,

la

Lisimala

chia, YAnagallide, la Primula, la Globularia,


ria,

Lina-

Y Orecchio d'orso,

35.

Le OROBANCHIEE, YOrobanche.

36'
nica.
37.

Le RINANTEE,

il

Rinanto, la Poligaa,

la

Vero-

Le AGANTAGEE, V Acanto,
il

la Ruellia, la

Bramar-

sna,
38.

Melianto.
la Siringa, la
il

Le SIRINGHEE,

Fontanesia.
,

W< Le GELSOMINEE,
Ligustro, l'Olivo
40.
il

Gelsomino

il

Frassino,

il

Lil.
il

Le VITICEE,

ViHce, la

Lantana,

la

Verbena,

V Aloisia.
41.
fcdj

Le LABBIATE,
il

il

Rosmarino,
il

la Salvia,

il ifa.s/-

r Origano,
il

Sermolino,

fimo,

la

Menta,

la Melissa.
il

la Bettonica,

Camedrio, YIsopo,

il

Lamio,

Marru-

bio,

la

Monarda.

42.

Le SGROFULAREE,

la Scrofularia,

YAntirrino,

la

Digitale.
43.

Le SOLANEE,
il

la

Mandragora,
la

la 2te//
il

donna,
il

il

Pomidoro,
perone,
44.
45.
il

Petronciano,
la

Patata,

Tabacco,

Pe-

Giusqiamo,

Circeo , la Dulcamara.
la

Le CORDICEE,

la tard/^, la

Turneforzia,
la

Le BORRAGINEE,
il

Barramine,

terrfo,

il

Cinoglosso,

Miosotide, VEliotropio, la Bitpula, la


la

</#>?-

s^wfa maggiore,

Viperina.

100
46.

47.
48.
Jone.

Le COxNVOLVULACEE, il Vilucchio, Vlpoma. Le POLEMONEE, il Polemonio, il Phlox. Le BIGNONEE, la Bignonia, la Martinia, il CheLe GENZIANEE,
la

49.

Genziana,

il

Menkmto
il

la

Clara, l'Eritrea.
50.
la

Le APOGINEE, Le SAPOTEE,

la

Vinca, Y Apocino,

Cinanco,

Pervincia, Y Oleandro, la Peripi oca, YAsclepia.


51.
1*-cfthtt,

GLASSE
Le famiglie Monopetale
la attaccata al calice

IX.

della classe

nona aventi

la

Corol-

sono quattro, cio


,

52.
1'

Le
Le

GUAIAGANEE
lo

EBENAGEE
il

il

Biospiro

Ebano,
53.

St trace.

RODODENDEREE,

Rododendro)!.
Corbezzolo,
il
il

54.
55.
//#,
il

Le RICINE, Pirica, Le CAMPANULAGEE,


Raperonzolo.

il

Vaccinio.

la

Campanula,

T/w/w-

CLASSE

X.
fio-

Racchiude questa classe di Cotiledoni tre famiglie con ri ad una corolla, Petalo attaccato al Pistillo.
56.

Le CICORIACEE,
il

la

Lattuga,

la Cicoria,

la

Scor-

sonera,
57.

Tarassaco.
il

Le CINAROCEFALI,
il

Carciofo,
il

il

Cardo,

il

JBo-

m//s0,

Calcatreppolo, Y Assenzio,

Cartamo,

la

Ce-

taurea. la Bardana.
58.

Le CORIMBIFERE,

il

Crisantemo, Y Achillea,

il

f-

rasole, la Da'fa, l'^tro,

il

Garofano indiano,

la

C/e#-

101
dola, la Margheritina, la Camomilla.
ca,
il

V Arnica, In Coni-

Doronico, V Elenio, Y Inula,

il

Millefoglie.

CLASSE
I

XI.

semi
le

due con

Lobi,

compresi sotto questa categoria hanno sono ad ima corolla Monopetala Epiginia antere distinte, tali sono le tre famiglie qui soggiunte*
delle piante
i

fiori

59.

Le DIPSACEE,

il

Uipsaco, la Scabiosa, la
Gallio,

Yale-

riana.
60.

Le RUBIACEE, YAsperula,
il

il

la

Robbia,

la Chinarhina,

Caff,

V Ipecacuana.
il

61.
il

Le CAPRIFOGLIACEE,
il

Caprifoglio,
il

il

Viburno.

Sambuco,

Corniolo, V Filer,

Vischio, YOrtesia.

CLASSE

XII.

In questa classe e nelle seguenti

sii

particolareggiano

le

piante a

fiori Polipetali

con stami attaccati

al Pistillo, le oui

famiglie sono due.


62.

63.

Le ARALICEE, YAralia. Le OMBRELLIFERE, il Critamo,


il

la

Pastinaca,

V Angelica, Y Anice,
il

Prezzemolo,

il

Cerfoglio, la Carota,
il

Finocchio, la Cicuta, la Bisnaca,

Cornino^ la

Femia.

il

Coriandro, YEffemerina,

la

Lappola, la Podagraria.
XIII
classe vigesima terza sono
di pi Petali,

CLASSE
Le famiglie compresa
ventuno;
-esse
T*eTla

lianno

fiori

ad una corolla
il

con stami

Ipogini, cio inseriti sotto

Pistillo.

61 Le RANUXCULACEE,

la

Clematide,

Y Anemone.

102
il

Ranunculo, V Elleboro, V Aquilegia,

il

Delfinio, la Peo-

nia, la Calcatrppa, YAcotino, la Nigella, la Passiflora.


65.

66.
07.

Le MGNOLIACEE, il Liriodendron, Le ANONEE, ribMA.

la

Magnolia.

MENISPERMEE, il Menispermo. 68. Le BERBERIEE, il Crespino, il Berbero. Le PAPAVERACEE, il Papavero, Y Argentone,


70.

il

Ciancio, la Fumaria, la Celidonia.

Le CROCIFERE,
il

la /ta/wr, la
il

Violacciocca

V Alisil

so giallo,

Cavolo,

il il

Navone,

Crescione, la Colza, la
il

Senape,
et#/0, il

la

Lunaria,

Rafanello,
la

Cherianto,

Le-

Nastrimo.
iteaeda.

70.

Le RESEDAGEE,

71.
72.

Le CAPPAREE, il Chiapper, il Cleome. Le SAPINDEE, il Cardiospermo, il Sapinto.

73. 74.
75.

Le MALPIGHEE, YEscuio, Le IPERICEE, Ylperim.

la

Malpighkt, Y Acero.

76.

Le GUTTIFERE, la Gommagutta la Cambogia. Le AURANZJACEE, il Cedro, il i/twwe, l^famco.


,

76.
77. 78. 79.

Le TEACEE,

la

Camelia,
jtfe/a,
il

il

2Bb.

Le MELIEB, la Le VINIFERE,
il

Sicomero-Falso.
il

AMPELIDEE,
la
la

Cso,
\\

la TVfc.
il

Le GERANICEE, Le MALVACEE,
il

Gfippttccina,

Gemmo,

Pelargonio,
80.

Tropeal, Y Ossale,,
il

Scmguinela.

Co/owe, la Moto, l'Auto, Pj*-

dansonia,
81. 82.
//^ta,

Cacao.

Le TIGLIAGEE, la fifom*, il 2%2&. Le GISTEE, ii C/sto, YEliantemo, la J7o/a


ed a
/re colori.
il

J/rtw-

83. 84.

Le RUTAGEE,

Dittamo,
il

la

Frassinella,
la

la

itafo.

Le CAROFFILLEE,

Garofano,
il

Saponaria,

V Arenaria, la Silene, YAlchemlla,

Lwo.

103

GLASSE XIV.
Questa penultina classe di Dicotiledoni ha i fiori Polipetali e gli stami attaccati al Calice, si estende a tredici famiglie.
85.

Le PORCELLANEE.

la Portulaca, Ylberide,

il

Ta-

maro.

il

Le FIGOIDEE, il Mesembr lanterna. 87. Le SUCGULENTIE, o SEMPREVIVI la Crassula, Perpetuino, la Barba di Giove, la Fabaria, Y Ombelico
86.
,

di

Venere.
88.
89.

Le SASSIFRAGHEE,
Le OPUNZIAGEE,
il

la Saffi/roga,

il

Ribes.

Catto,

il

Nopalo, YOpunzia.

90.
91. 92. 93.

94.

La Le Le Le Le
il

MELASTOMEE,
SALIGAREE,
il

la

Melastoma.

Litro.
la

ONAGREE,

V Enotera, YEpilobio,

Gaara.

MIRTEE, il Melogranato, il Mirto, il Filadelfo ROSACEE, il Pero, il Pesco, la Rosa, V AgriPomo,


il

monia,

l'Albicocco,

il

Ciliegio, la Fragola,
il

il

Mandorlo,
fo#/i0,
il

Pruno, V Argentina,
il

Cinque foglio,

il

Co-

#60,

Lampone,

il

Nespolo.

95.
il

Le

LEGUMINOSE,
Bonagra,

il

Fagiuolo
,

la

Lenticchia,

Trifoglio, la Medicagine,

V Acacia
il

la Cassia, la
il

&w

la Liquirizia, la

Carrubio,

s/0,

V Ernia-

ria, la

Galega, la Ginestra.

96.

Le TEREBINTAGEE, l\4^anfeo,
la iVoee,
il

il

Pistacchio.

X Elianto, V Acagi,
il

Banano,

la

Balsamina,

Falso-Pepe,
97.

il

Ijcntisco.
,

Le RAMNEE, V Agrifoglio
il

la

Fusaginc

il

fo-

giuolo, lo Zisifo,

Ranno.

104

GLASSE XV.
Le Piante Dicotiledoni con
fiori distinti di

sesso che

non

somministrano dei caratteri in ordine all'Origine ed inserzioni degli stami fuorno racchiuse dal Jussieu in quest'ultima classe detta Declina. Comprende essa cinque famiglie.
98.

Le EUFORBIAGEE,
il

la

Menomila,
Zucca,

il

Bosso, l'Eu-

forbia,

Ricino,

il

Titimalo.
la
il

99.

Le GUCURBITACEE,
la

Mellone,

il

Co-

comero,
100.

Momordica,
il

la

Brionia.

Le URTIGEE,
il

Fico, la Parietaria, YUrtica, il

Pepe albero,
101.

Gelso,

il

Luppolo,

la
il

Canape.

Le

AMENTAGEE,
il

YOlmo,
il

Sake,

il il
il

Pioppo,
Frassino,

il

Carpine, la Quercia, Y Ontano,

Platano,

il

Castagno,
#6,
il

Faggio, Y Avellano, la Betula,

Cerro, TA7-

Fiocco di Cardinale.

102. Le
il

CONIFERE,
Larice,
il

il

Cipresso,

il

P**,

il

Ginepro,

Ttao,

il

Cedro, Y Abete.

poi fuori lo scopo che

mi son

prefisso

svolgere

le

modificazioni apposte a

questo

Metodo dal De Candolle,


e dali'istcsso

dal Lindley, dal Brongniart, dal Ndlicher,

Adriano

di Jussieu.

Dall'esposto fin qui rilevasi che questi

due sistemi ap-

prestano largo conpenso per agevolare lo studio vasto e


svariato dei vegetabili.
Il

Sistema sessuale del Linneo


al facile

con
gli

il

suo procedere analitico guida

esame de-

organi vegetativi delle piante, da questi alla cognizione

della Glasse cui appartengono, dalle Classi all'Ordine, dal-

l'Ordine

al

Genere, e dal Genere sar agevole individuarle


la

per nome; quindi per

sua precisione

vastit

esso

\om\c abbracciato generalmente. N meno indispensabile

105
la conoscenza del

Metodo delle famiglie oramai messo maggior numero degli Or-

in pratica nella partizione del


ti

botanici dell'Italia e della Francia.


Neil'

ampia aera

del ricchissimo Giardino delle pianvi

te di Parigi gli individui

furono spartiti

in

Generi
Jusi

ed in Ordini a norma
sieu

di

questo Metodo

dall' istesso
si

come abbiamo

detto, dove tuttora

ammirano

superbi Cedri trasportati dal Monte Libano dal suo zo

Bernardo, e ch'ebbe
i

il

piacere di vederli crescere sotto


dei

propri occhi, ed elevare le loro cime al di sopra

pi grandi alberi.

La preferenza
gli

ottenuta da questo

Me-

todo sul Sistema sessuale


il

ben dovuta, malgrado che


acquistata

cammino ne

sia

pi lungo ed intralciato; conciossiach


sola

la

conoscienza d'una

specie

per questa

via equivale a quella d'un intiero Gruppo, ossia ordine

composto
cie.

di centinaja

ed anche di pi migliaja di speall'istes-

questo tutto. Le piante appartenenti


le

so

Ordine posseggono presso a poco,

propriet medeli

sime; quindi l'istessa qualit dei succhi, che


utili nella
ti,

rendono

economia<domestica, nella terapeutica, nelle ar-

e nell'industria. Ci tanto vero, che data


il

una pianta
?e

sconosciuta,

botanico

potr

stabilirne

senza altro

propriet, tutte le volte che gli sia noto l'Ordine a cui


spetta.

difatti il

Fuorstr avendo scoperto nelle Isole del

Sud un erba
utili

della famiglia delle Crocifere, riconosciute

nello Scorbuto, se

ne valse a pr dei suoi compa-

gni di viaggio travagliati da questa malattia.


Il

Labillardiere parimente nel suo giro attorno

il

Glo-

bo, venutigli
to nel

meno

gli

alimenti vegetali non esit pun-

proporne una nuova pianta dalla Famiglia dolio

Ombrellifere, a caso venutagli sotto occhio, poich sape-

106

va che appartengono a questa Famiglia


stinaca,
il

la

Carota, la Pa-

Finocchio ed altre piante alimentarie.

Lo
del

studio

daunque dei

vegetabili,

seguendo

principi

Metodo naturale, per l'accordo incontrastabile delle


le propriet dei principi

forme degli Organi con


diati nei

imme-

Generi d'ima stessa famiglia torna in ultima


il

analisi

incomparabilmente
il

pi

utile,

il

pi

soddisfa-

cente, ed eziandio

pi razionale.

QUADRO SINOTTICO
DEL SISTEMA

MU

Mi
le

Tutte

piante hanno

<3

FIORI.

SPECCHIETTO ANTOLOGICO
DEL METODO

Tutte

le

piante sono
CLASSI

Acoliledoni.
Ipogini; sul ricettacolo 2
i

con

3 Epiginii; sul pistillo. 4


.

Periginii; sul calice

J2
-r-

-a

"^

o a
~
3
1

j?

Epiginii Periginii Ipoginii

6
7

3 bC O O
od

co

ed

Ipoginia Periginia

....

8 9

con Antere
riunite

10

.2

0>

Epiginia

o ^
OD

con Antere
distinte

o
i^

( j

li

Dicotiledoni.

O
C3 fi

Epiginii Ipoginii Periginii


.

12 13 14

Dicline.

PARTE SECONDA

AVVERTIMENTO
Di
tutte le

piante che sono particolareggiate in questa


i

Sfronda Parte se ne fissano


nerici a

Caratteri
del

Classici e Ge-

norma

del Sistema

sessuale
il

Linneo. Cosi

per esempio

dell' Am&riii&e

che

nome

vola are di que-

sta pianta, si

aggiunge Classe IV Hexandria Monogynia.

Nel rannodarla dipoi al Metodo naturale del Jussieu

ugnasi

solo

il

Gruppo

nel (piale va classata; cio Fa-

miglia delle Narcisee.

Chi volesse schiarimenti pi espliciti


lo

sii

di ci consulti

svolgimento

test

dato

ili

questi due accreditati metodi

BOTANICA PARTICOLARE
1.

ABETE Nome
abies. Classe

siciliano

Abitu

Nome

botanico Pi-

nus

XXI Monoecia Monodelphia Famiglia

delle Conifere.

Etimologia. L'alto elevarsi di quest'albero di grande


fusto sino alla vert'cale

dimensione
,

di

25 metri
abeo

lo

distinguere con tale

nome

dal

latino

andar

via.

Per

la

cennata propriet dagli Araldisti posto l'abete nei

Blasoni qual simbolo d'un animo nobile


sublimi slanci di gloria.
Origine.

che ispirasi a

albero indigeno della nordica Europa e se


il

ne conoscono due specie principali, cio


rosso.
Il

bianco ed

il

rosso vegeta vigoroso

nei

boschi pi vicini

al

Polo; ed incontrasi raro nella Borgogna, la quale

sembra

segnare
pellato
solo

il

limite del suo clima; quindi che viene apIl

Germanico.

bianco detto eziandio

Gallico

il

che prospera nei monti settentrionali della

Sicilia

bench vi sia non troppo frequente. Dagli Abeti, al pari


del Pino, ricavasi la resina, la trementina, la pece greca,

114
il

catrame

ec. I loro frutti freschi e le

tenere punte peste

ed infuse
la

nell'

acqua, danno un liquore spiritoso merc


il

fermentazione. Attesta
le sottili

Linneo che

Lapponi

utiliz-

zano

barbe delle loro radici per fame corde ed


il

intesserne ceste. In ordine alle arti

suo dritto fusto api

presta la materia all'alberatura delle navi; perci

poeti

con graziosa

sineddoche

sostituiscono

il

suo

nome per

esprimere un legno da navigare spinto da vele.


2.

ACACIA Nom.
Clas.

sic,

Acacia, Noni, bot, Cercis siliquadelle

strum
minose.

Decandria Monogynia Famig.

Legu-

Etim,

rami suoi pieghevoli adattati a formar ceril

chiate e piramidi le fecero dare

nome

di Cercis; e sic-

come
il

un albero innocuo,
,

se

si

tolgano le spine, dice

Mattioli

per

tal

motivo fu detto Acacia che tanto e-

sprim nell'idioma greco.


Org.

Le specie

di quest'albero

sono nel maggior nu-

mero provenienti

dalle

due Indie;

ma

quella di cui te-

rnani parola indigena dell' Egitto. Prospera a maraviglia nel nostro clima, e disposta in linee parallele
i

lungo

viali

ed

passeggi, difende assai


estivi. I fiori

bene con

la

sua om-

bra benefica dai caldi


in mazzetti,
i

sono rossi aggruppati

quali sbucciano nell'aprile- prima delle foglie;


la

ed allora bello vedere

pianta inchiomata di
veste di verde
allo

un vivo
sviluppo

corallino, che in seguito si

delle

nuove

foglie. Il

suo legno venato di verde, e di nero,


;

prende buon polimento

fiori

acconci nell' aceto


i

sono
fa-

mangiati da alcuni bench alquanto duri, ed


rinosi riescono nutritivi

semi

quanto quelli degli


,

altri

legumi.

Ilavvi inoltre l'Acacia, o Falsa-Gagga

albero di gela

nere diverso, per

dell'istesso

nome, che non ostante

115
sua esotica origine vive bene nella nostra
isola.

Essa ha
lo

due

variet, l'ima

armata da grandi spine, per


n' senza
,

pi

con tre punte, V altra

la

quale cresce assai

grande, e che non deva confondersi con la Robinia; della

quale parler a suo luogo. Le altre specie di Acacie son


piccoli arbusti: tali
dcs,\a. Nilotica, la

sono

la

Mimosa Leucocefala,
la
il

la

Scan-

Senegal e

Farne stana,
primo

cos appel-

lata dal Cardinal

Farnese, che

la coltiv nel S.
il

suo

giardino

cui semi gli furono portati da

Domingo.

Questa pianta esotica esala un grato olezzo,


servano
siti.
i

quale con-

suoi fiori eziandio

quando son secchi ed appas-

Le due

Sensitive finalmente appartengono ancora a

questo genere.
3.

ACERO

Noni.

sic.

Aciro Noni.

hot.

Acer Pseudo-Piadelle

tanus
pighee.

Gas XXIII Polyganiia Monoecia Famig.


la

Mal

Etim. L'asprezza della corteccia e


seghettate a dente l'hanno meritato
Orig.
il

forma delle

foglie

una

tale appellazione.

indigeno questo bell'albero dei nostri monti, ed


lo

suo legno bianco venato

rende adatto

ai

lavori da

sti

pettaio. I

Romani,
i

al

dir di Plinio

ne costruivano

delle

mense per
re,
il

loro Triclinii, arricchite d'intagli e di cesellatu-

cui pregio pareggiava le famose tavole da pranzo dette


11

cedrine.

citato scrittore riferisce,

che Cicerone ne comla

pr una del valore di 1000 sesterzii.

qual
Il

somma

e-

quivale a 127,500 lire di moneta italiana.

succo del-

l'Acero zuccherino; e ve n' una specie indigena della


Virginia, la quale ben
inciso
il

s'

acclima nella isola nostra, che


zucchero.
specie
anti-

tronco

geme un vero
Il

Virt medicinale.

succo della prima

scorbutico, nutritivo ed espettorante.

116
4.

ACETOSA

Noni.

sic.

Acitusa Noni. bot.Rumex acedelle Poligonee.

tosa Clas.

VI Hexandria Trigynia. Famlg.


,

Etim. Questa pianta

e le sue

congeneri

contengono

un succo che ha
masi
altres

delle propriet decise purgative e dal To-

rnire prodotto nel hasso

ventre fu detta Romice


il

chia-

Acetosa per

sapore acidulo che eccita nel

palato.

Orig.

pianta indigena, la quale viene coltivata negli

orti affin di adoperarla in salsa

per condizionare

le vi-

vande.
Vir.

Med.

Ha

credito di rinfrescante, antiputrida e de-

tersiva, efficace perci nello scorbuto e nelle


liose.

febbri bi-

La

radice ed

il

seme hanno propriet contrarie a

quelle delle foglie; avvegnach sono riscaldanti ed astringenti


,

sono raccomandati non per tanto come aperitivi.

L'Acetosa pianta perenne.


5.

ACETOSELLA
bot.
.

Noni.

sic.

Trifogghiu acltusu caniClas.

pagnolo Noni.

Oxalis alleluia
delle Poligonee.
fiorisce

Decandria

Pentagynia Famlg

Etim. Piantolina che

verso Pasqua,

cui fiori

e foglie s'inclinano ogni sera, che ai primi raggi del sole

paiono destarsi distendendosi di nuovo

come per

espri-

mere
luia.

la loro gioia,

per la quale propriet fu detta alle-

debitrice dipoi del suo

nome

generico alla voce

greca oxis acido perch tale sapore eccita nel gustarla.


Orig. Nasce in Sicilia da per tutto, specialmente lungo
le strade e nei

campi non

dissodati.

Dal sugo depurato

dell'Acetosella lasciato cristallizare s'ottiene l'ossolato aci-

dulo di Potassa. Le foglie posseggono delle

propriet

i-

drometiche con

il

distendersi nei tempi umidi e tenersi

pendenti nei secchi.

117
Yir.
sa.

Med. Ha

le istesse qualit

terapeutiche dell'Aceto-

pianta annua.

6.

ACONITO

Noni.

sic.

Aconitu Noni.

hot.

Aconitum

Lycoctonum. Clas. XXIII Polyandria Trigynia Famig.


delle Ranuncitlacee.

Eftm. Dal
dato

sito

che prediligge questo vegetabile


Plinio.
le

gli

fu

un

tale

nome come opina


barbe su
Latini.
i

Imperciocch l'A,

conito stende le sue

nude pietre

le

quali

aconi chiamavano

Orig. In tutte le parti del

mondo
:

conosciuto sono spar-

se le molteplici

specie di esso

il

Giappone

n'

ha una

specie propria, un'altra n' ha l'America, e nella Siberia


se

ne incontrano parecchie. Per

la rigogliosa
i

sua vege-

tazione presso l'antro Acherusio

Greci favoleggiarono,
il

che Ercole trascinando seco


sto cosperse

dall' Averno

Cerbero, quelo

V Aconito con

la

sua bava che

rese

un

efficacissimo veleno. Gli Aconiti generalmente

sono pi

meno

virolenti; acre,

ed amaro n'

il

sapore, e le sue
la pelle.
il

foglie applicate esteriormente


Nell'Italia se
il

infiammano

ne conoscono tre specie cio

Lycoctonum,
vette delle

quale incontrasi sebben di rado su


tal

le algide

Madonie. Esso ebbe

nome, che suona

nell'italico idioli

ma

uccide lupi, dappoich ridotto in polvere


i

avvelena.

L'altra specie, che cresce su le Alpi e su

Pirenei vien

detto Anthora: e finalmente

il

Napello, che vegeta su disi

versi monti della nostra Penisola; e


il

pretende che con


,

succo del Napello

gli

antichi avvelenassero le frecce

quando anelavano
Vir.

alla guerra.

Med. Lo Stork adoper con prosperi

risultati l'e-

stratto di questa pianta


rie malattie ribelli.

amministrato internamente in va-

perenne

118
7.

AGAVE

Noni.

sic.

Alai americana Noni.

boi.

Agave

americana. Clas. VI Hexandria Monagynia. Fani, delle


Liliacee.

Etim.
per
il

Il

suo

nome esprime

Mirabile e fa

detta cosi
cui

rapido suo crescere, e per

gli usi svariati in

viene impiegata.
Orig.

proveniente

dall'

America, e quei popoli

sel-

vaggi armano le punte delle loro frecce con l'aculeo delle


foglie di questa pianta.

Con

il

suo dolci gno succo alquanto

addetto ne preparano un liquore fermentato. Le foglie


disseccate servono da embrici su le loro capanne; le lun-

ghe

fibre dell'agave sottoposte alla


;

macerazione son buone


adoperate per

a farne tessuti

ed anche appo noi sono

trine ed altri lavori,

come

si fa

del refe.

La epidermide
a sottile
fa

o cuticola delle dette foglie d

una carta simile

carta pecora.
effetto

Questa pianta coltivata nei vasi

buono

su

le

porte dei giardini, su le colonnette dei viali,

e su

dorsali dei sedili.

Yirt.

Med. La sua radice stata sperimentata non ha


la

guari,
8.

come valevole contro


Noni.
sic.

lue celtica.

pianta perenne.

AGLIO
Clas.

Agghiu. Noni.

boi.

Allumi

sati-

vum

VI Hexandria Monoggna Faniig.


le
si

delle Liliaceele

Etim. L'aglio da che fu visto prosperare lungo


de del fiume Allia nel Lazio
diede
tal

sponsicco-

nome;

me una
umano,

delle sue specie, cio

YAllium coepa fu
forma
al

detta

cipolla dal greco cefas perch simile nella


di cui

capo

havvene
il

delle bianche e delle rosse.

Orig. L'Africa

paese natio di tale genere d'ortaggi

e perci avviene, che nelle regioni meridionali riescono

pi dolci e pi carnosi

ed ecco
le

la

ragione per

cui gli

Ebrei pregiavano tanto

cipolle di Egitto. I Porri alla

119
loro volta,

ne sono una terza specie,

detti cos dal greco

Piron incendo; avvegnach sperimentansi


bene, niente spiega meglio
dell'

caldi assai.

Or

Aglio

la differenza dei

gusti delle diverse nazioni; dappoich gli Egizii gli presta-

vano onori

divini, e

mentre
i

Greci avevano deciso ab-

borrimento per esso,

soldati

romani ne facevano
i

il

loro

ordinario nutrimento. Nel tempo delle messi

villici

del

Lazio se ne cibavano volentieri; quindi quella risposta di

Vespasiano diretta ad un giovane che

gli

domandava un
avverso
a

governo. Vorrei piuttosto che tu putissi d'aglio, che odorassi

di

profumi.

Il

poeta Orazio

era tanto

questa pianta che insinuava di bevere piuttosto la Cicuta

che mangiar dell'Aglio. Per vero


s

il

suo ingrato odore


la traspirazione
,

penetrante, che infetta

l'alito

ed anche

di chi se

ne

ciba. Il

Re

Alfonso di Castiglia
l'Aglio, istitu

che avea
cavali

ripugnanza estrema per


leresco,
lieri,
i

un Ordine

cui statuti prescrivevano che quei, tra


aglio, o cipolla,

cava-

che avessero mangiato

non potessero

presentarsi alla Corte, n comunicare con altri Cavalieri

per

lo spazio

d'un msse.
antisterici, vermifugi,

Viri.

Med. Gli Agli sono

ed an-

tipestilenziali.

Le

cipolle

hanno

credito di diuretiche, ed apil

plicate alle scottature,


totti

ne mitigano

dolore. Gli Otten-

applicano la cipolla pesta mista al sangue della Tari

taruga sopra
veleno.
9.

morsi dei serpenti velenosi, qual contro-

Sono perenni
Noni.
Clas.
sic.

ACRIMONIA

Acrimonia Nom.

hot. Acri-

monia Eupatoria
delle Rosacee'

XI Dodecandria Digijnia Famig.


le

Etim.
e dal

11

suo sapore astringente

diede

il

primo nome

Re Eupatore, come

scrive Plinio, fu detta Eupatoria.

20
Oriff.

Si vuole indigena di Paflagonia


.

bench

sia in

presente propagata dovunque

massime nei luoghi om-

brosi lunghesso le ripe dei campi. Ravvi inoltre l'Acri-

monia odorosa a cagione


foglie fregandole.

della fraganza che

emanano

le

Viri Med. Sono riputate


nali per
te lodate
i

le

Acrimonie piante

offici-

principi benefici posseduti da loro, specialmen-

per

le

febbri

infiammatorie e per V

itterizia.

Sono perenni.
10.

ALBICOCCO Som.
Clas.

sic.

Tarcocu Som.

hot.

Prunus

Armeniaca
RosaceeEtiii.

Xll Ieosaiidria Monogynia Famig. delle

La sua bacca bianca


Bench

di

forma simile
il

al cocco ot-

tenne

s al frutto

che alla pianta

nome
.

d'Albicocco.

Orig.

d'esotica provenienza

sono oramai tracolti-

scorsi da circa mille anni, che l'Albicocco stato

vato tra noi. In occasione delle guerre

mitridatiche so-

stenute da Siila e da altri generali romani, questa pianta benefica fu

per

la

prima
Il

volta

portata dall'

Armenia

e trapiantata nell'Italia.
to lo

sapore subacido-dolce del frute poich

rende rinfrescante;

viene a maturarsi in
calori

primavera ed in Est, riesce un rimedio nei


stagione.
Tir.
li.

della

Med. S'adopera in medicina come purgante.

ALGA Som.

sic.

Altea

Som.

hot.

Zostera oceanica
delle Alghe.
il

Clas.

VI Hexandria Monogynia Famig.


localit

Etim. Dalla

dove vegeta questa erba prese

suo

nome
e

poich alicos. voce greca, vale ?narinus in latino:

dal greco

parimente Zoster. Zona fu appellata Zostera.


provenienza dal veder
le

Orig.

facile rilevarne la

sue

Hi
foglie in

forma

di nastri

ammassate

e gettate in

copia
i

sui

Udo

dai flutti del mare.


a

Utilizzasi

per concimare
;

campi dopo messa

marcire nelle

stalle

serve ancora
di

ad impagliare alcune merci frangibili tome vetri, vasi


porcellana
altre,
.

quindi che fu distinta questa specie


di

dalle

con l'appellazione

Alga da vetrai.
ri-

Viri.

Med

Viene adoperata in medicina come un


allo

medio risolvente applicato

sterno.

Le

palle

marine

ebbero credito, un tempo, d'antelmintiche usate esterna-

mente
sferica.

le

quali altro

non sono

che
s'

le

fibre

macerate

delie foglie, che rotolate dai flutti

infeltrano in forma

13.

ALISSO

piallo

Xom.

sic.

Alissu

Xom.

hot.

Ah/ssum
dette

saxatile Clas.
croci/ere.

XV

Tetradynamia silicuosa Famig.

Ktim. La generica nomenclatura da


alfa privativa e

dell'

Alisso composta
pretesa sua virt
di

Lyssa riabies per


il

la

contro questo morbo,


il

nome

specifico

poi

accenna

luogo dove germina e cresce in preferenza.


Orig. Si pretende indigeno delle rocciose bricche del-

l'isola
i

di Creta: e tra noi fa

d'uopo cercarlo su

le

rup

ciglioni delle colline.


fiv>ri

Forma un
.

bel cespuglio con

foglie argentine e

dorati

quali visti al sole bril-

lano con lucidi riflessi, appellato perci minestro d'oro.


Viri.

dai

giardinieri

Med. Ha servito in ogni tempo a calmare

il

ter-

ribile
il

morbo

dell'Idrofoba; anzi Plinio credeva che

con

solo guardarlo guarisse dai morsi dei cani arrabbiati.

Dioscoride ne
nei ed
il

commenta
tal

la

terapeuta virt: ed
lo

il

Dodo-

Lobel per

motivo

distinsero con

il

nome

botanico di Aysson Dioscoridis.

pianta annua.

122
13.
liata
liacee.

ALOE Nom.
Clas.

sic.

Zabbara Nom. hot Aloe per/oL-

VI Hexandria Monogynia Famg. delle


succo di questa pianta
il

Etim, Poich

il

amarissimo

e nauseoso le fu dato

nome

d'

Aloe dalla greca voce

che esprime asprezza.


Org.

La

specie test cennata originaria della


le coste

Bar-

bada,

ma

vegeta bene nei climi caldi;

meridio-

nali della Sicilia infatti presentano l'aspetto di

una selva

coperta d'Aloe massime quando sono

fioriti.

Gli Aloi ge-

neralmente nascono spontanei nelle contrade dell'Africa

quantunque in presente s'incontrano in


del vecchio Continente.
cibo con le foglie di
I

tutti

caldi paesi

Goncincinesi preparano
;

un

grato

una specie d'Aloe

gli Ottantotti

armano
Le
ilio

loro turcassi con gli steli di un'altra specie.

foglie

carnose di questa pianta somministrano


il

un
in-

fortissimo con

quale
i

gli

Indiani della Gujana

tessono delle tele; ed

Portoghesi ne fanno delle calze

e dei guanti. L'utilit maggiore vien ritratta dal liquore

che s'estrae da questo vegetabile.

Per

tale

operazione

nei vari paesi sono praticati processi diversi. Gli Ottantotti

tagliano l'estremit delle foglie e ne raccolgono


stilla

il li-

quore che

da esse. Nell'isola di Soccotara vengono

strappate le foglie soggettandole a leggiera pressione, e


nella Giamaica

nelle
si

altre

isole

dell'
fette.

America dopo
Il

sdradicata

la

pianta

taglia

in

succo conqualit
;

denzato Vendesi in commercio ed di tre


occotrno che
il

il-

migliore, trasportato nell'Italia dalla


ci

Soccotera; V Epatico

perviene dalla Barbada, ed

il

Capre-

ballino somministrato alle bestie dai maniscalchi

si

para

nell'Italia,

ed in Spagna.

123
Vri.

Med. L'Aloe purgativo, emetico ed anelmintico


gli

usato nelle costipazioni, per

individui

specialmente

che menano vita sedentaria, e nelle affezioni emorroidali


e verminose. S'adopera di poi esternamente nelle ulceri
asteniche, nelle carie.
14.

pianta perenne.
hot.

ALLORO

nobilis Clas.

Addauru Noni. IX Enneandria Monogynia


Noni.
sic.

Laurus
delle

Fanig.

Laurinee.

Etimi La parola lauro deriva dal latino

laus

avvei

gnach dei suoi rami

si

sono coronati in

ogni tempo

personaggi, sotto qualunque rispetto, degni di lode.


Orig.

Un

tale albero fronzuto


,

vegeta bene nelle temItalia


,

perature elevate

e cresce

spontaneo neh"
lo

nella

Spagna, e nella Grecia. Questi popoli


Apollo
,

consacrarono ad

perch con

il

suo

verde perenne simboleggia

l'imberbe giovent del detto falso

Nume, intorno

al cui

tempio eranvi piantati dei boschetti di lauro olezzanti.


I

poeti se

ne formavano

delle corone in onore del

Dio

dal quale erano ispirati; ed innanzi


degli Imperatori e presso
il

all'atrio dei palazzi

vestibolo delle abitazioni dei


1'

Pontefici

Sommi

verdeggiava

alloro per far le veci di

portinari, secondo la frase adoperata

dal

Plinio.

Giulio

Cesare, per coprire la calvizie della sua testa solea portare

una corona

di questa pianta,

il

qual

costume imiil

tato dai suoi successori la f divenire in seguito

simdi

bolo dell'autorit sovrana.


alloro
la fronte degli

popoli moderni
si

cingono
distinti

uomini che
letterari,

son

nei

diversi rami scientifici e


il

donde
grandi

ne provenne
nostri
poeti

nome

di laurea e di laureato. I

furono stimati degni di


Ariosto n'ebbero

tanto
la

premio;
fronte
,

Dante,

Tasso.

redimita

tacer

come

d24
l'ultimo,

merc

suoi canti allusivi sul lauro, abbia accrea

sciuta

celebrit
gli usi

questo
,

albero
gli

poetico.

Per quanto
l'

riguarda

da cucina

antichi

Romani

impie-

gavano per condimento del cignale, e noi l'adoperiamo


nel preparare
Viri mcc:
i

diversi arrosti.
del lauro sono diuretiche ed
dello

Le bacche

em-

menagoghe: s"usano nelle malattie


pate, della milza, e della vescica.
olio detto laurino,

stomaco, dell'eestratto

Ne viene

un

che carminativo e tonico. Le dette


possono applicarsi esternamente, come

bacche e

le foglie

rimedio fortificante e risolutivo.


15.

AMARANTO
Amarantacee.

Noni: sic: Amaranta. Noni: hot: AClas:

maranthus Blitum
delle

XXI Monoecia Pentandria

Fani,

Etim: Amaranto in greco esprime immortale.


Orig;

pianta indigena e con


i

il

suo colore vellutato

adorna in autunno

nostri giardini. I Greci

ne [coronaCri-

vano
trono

loro idoli, quale

emblema

dell'Immortalit.

stina di Svezia, che voleva immortalarsi

rinunziando al
l'ordine dei

per attendere alla letteratura

istitu

cavalieri dell' Amaranto. N'era la decorazione


glia d'oro

una meda-

avente in mezzo un fiore smaltato di questa


il

pianta ed all'esergo

motto Dolce nella memoria. Al-

tra variet di essa originaria dal

Per

si

suole piantare

nei nostri giardini dove


il

si

moltiplica prodigiosamente;

ma

pi bello di questa specie l'amaranto tricolore, detto


di

eziandio Gelosia, o maraviglia

Spagna. Dessa una

delle piante di cui s'ignorano le virt medicinali', e ben-

ch reputata buona per uso nutritivo, avverte che spesso produce annua.

il

Mattioli

vomito

dolori

colici

pianta

125
16.

AMARILLIDE

Noni:

sic:

Gigghiu russtt Nom:

hot:

Amoryllis Formosissima Clas: VI Hexandria Monogynia


Fani, delle Narcissee.

Etim. La voce greca di amarillide suona nel nostro

idioma splendore; e per vero

il

suo fiore d'un vivo cre-

misino irradiato dal sole pare che splenda come cosperso d'aurata polvere. I petali
si

elevano in

modo

regolale

re' distesi a guisa delle braccia


si

d'una croce, donde


di

dato

il

volgare

nome

di Croce

Calatrava,

di

Giglio di S. Giacomo.
Orig. Perch pianta indigena vegeta rigogliosa tra noi,

ed una delle pi belle da proporsi

ai

nostri

Antofili

per

il

suo fiore estivo, e per la bizzaria della struttura.


le

Quasi tutte

Amarillidi hanno bellissimi


la

fiori,

come

la

Longifoglia o giglio africano,


se, la

Bella donna, la Sarnien-

Vittata,

YAtamasco,

la

Regina, l'Equestre, YUndu-

lata, ecc. ecc.

Sono piante perenni.


sic:

17.

ANAGALLIDE Nom:

Cugghiandreddu Noni:

boi. Atiagallis Aivensis

Clas.

V Pentandria Monogynia
significa
,

Fani: delle Primulacee.

Etim: Anago. che in greco


il

cavar fuori diede


fin

nome

questa pianta:

dappoich

dai

tempi
il

di

Dioscoride fu adoperata per estrarre dalle piaghe


dei dardi, le spine ecc.

ferro

Orig. S'asserisce indigena della Fenicia,

ma

da tempo
su

immemerabile
appuntamenti.
cerulio,

gli

uccelli

gorgheggiano
il

lietamente

questa pianta favorita che sembra


I piccoli

convegno dei loro


di

suoi fiorellini sono

un

grato

bench

n'esista altra specie che

ha

fiori rossicci.

Vir: med:

Le

qualit

vulnerarie ben constatate la ree dai

sero pregivole

presso

gli antichi,

moderni

stata

126

commendata come
perenne.
18.

rimedio

per

Y idrofobia.

pianta

ANEMONE

Noni:

sic:

Anemuli Noni,

boi:

Anemo-

ne coronaria Clas. XIII Polyandria Poligynia Fani, delle

Banunculacee. Etim: La meteora atmosferica che noi chiamiamo venGreci dicono anemos ha dato
i

to e che
sto

il

nome

a que-

vago vegetabile; conciossiach

suoi

fiori

sbucciano

allo spirare dei

primi venti della bella stagione.


sia

Orig;

Quantunque

pianta

indigena dell'Asia

si

talmente naturalizzata Ira noi che vegeta bene su


line, le quali

le col-

smalta con

fiori

pavonazzi, rossi e bianchii

coltivata nei giardini s'addoppia.

Ve ne sono
fa

altre tre specie cio

V Anemone epatica,

la

Pulsatilla, e V Ortense, la quale per la sua lunga fioritura

buon
Tir:

effetto negli spartimenti.

Med. L' Epatica

proposta

quale

anidoto nelle

dissenterie e nella emottisi.


to di febbrifuga,

La

Pulsatilla

ha avuto credi-

ma

n' pericoloso l'impiego.

Sono pian-

perenni.
19.

ANETO

Noni.

sic.

FinoccJiiu Anita, No?n. hot Se-

Unum

Anethiim Clas.

Pentandria Digynia Fani, delle

Ombrellifere.

Etim: L'Aneto fu cos appellato dalla greca voce che

esprime crescere rapidamente; avvegnach


priet che lo distingue.
Orig. Nasce abbondante nella

tale la pro-

Spagna, nel Portogallo


fi-

e nella Sicilia.

Le sue

foglie

sono simili a quelle del


il

nocchio,

ma

pi piccole e

meno morbide,

suo sapore

acre e pungente.
Tir.

Med. Sperimentasi carminativa ed antemetica.

127

Le
20.
boi.

foglie

ed

semi sono adoperati nei cataplasmi

ri-

solventi.

pianta perenne. ANGELICA Nom. sic.

Angelica acquatica Nom.

Angelica sylvestris

Clas:

Pentandria Digynia

Fani, delle Ombrellifere.

Etim. Gli antichi l'appellarono cos per


ravigliose

le

virt

mane-

che raccordavano, servendosene altres

gl'incantesimi. Orig.

proveniente delle regioni settentrionali


i

ed

molto ricercata, e pretendono

Lapponi che cingendose-

ne

le

tempia destino

l'estro
cibi.

poetico; l'adoperano altres

per condimento dei

Coltivata cresce in cespugli che


e grato assai.

diffondono largamente

un odore acuto

E-

minentemente stomatica

se ne fanno sciroppi, confezioni

e rosoli pregiatissimi. In deficienza di questa specie na-

sce nelle sponde dei fiumi siculi e presso

margini delle

fosse l'angelica silvestre o acquatica, che adoperata in-

vece delle precedente avendone


in grado pi rimesso.
Tir.

le istesse propriet;

ma

mad. L'angelica commendata come

cordiale, car-

minativa,

emmenagoga, ed
le

anti verminosa;

quando

masticata fortifica
21.

gengive.

pianta perenne.

ANICE Noni, sic. Anasu Noni. hot. Apium Anisum Clas. V Pentandria Digynia Fani, delle Ombrellifere.

Etim.

Greci

la

chiamarono Anison perch rende


essendo giovevole a dissipare

li-

bera

la

respirazione,

le

flatulenze dello stomaco.

Orig.

Ama

climi caldi e nel Levante

ed in

Sicilia
al-

prospera a maraviglia.
trove

coltivata nella
i

Romagna ed

come ramo

di

commercio; ed

suoi

semi verdo-

128
gnoli e scanalati servono

per lavori di credenza e


il

di

profumeria;
Vir.

il

cui odore grato ed

sapore aromatico.
digestivi, dai
olio essenziale
il

med.

I detti

semi sono stomatici e

quali

merc

la distillazione se

ne cava un

energico

assai.

Nel Nord sono impastati con


i

pane

per aromatizzarlo; ed appo noi,


i

confettieri

ne coprono

semi con

lo

zucchero e formano cos dei piccoli confetti

saporitissimi.

22.
bot.

pianta annua. AQUILEGIA Nom. sic. Pinnagghi

di

Rigina

Nom

Acquilegia vulgaris Clas. XIII. Poliandria Penta-

gnia Fani, delle Ranunculacee.

Etim. Dove essa vegeta ritiensi come indizio sicuro


di

acque sotterranee

quindi fu

detta

cos

abaquis

le-

gendls.
Orig.

Bench nasca spontanea nel


suoi

siculo

clima,

pure

coltivata nei giardini aftn d'ottenerne le molteplici variet dei


fiori
,

tanto belli cos in ordine alla


al colore;

pie-

nezza dei petali, come ancora in rapporto

av-

vegnach ne sbucciano dei bianchi, dei


di rosa, dei violetti e dei brizzolati.
Vir.

gialli,

di

colore

med. Questa pianta era adoperata un tempo per


per l'ostruzioni, per
il

l'itterizia,

la facile

eruzione del va-

iolo,

e per

lattime; bisogna

non

di
il

meno amministarLinneo che ha


vi-

la
sti

con precauzione, dappoich narra

morire dei bambini dopo somministrato con poca cauil

tela

seme

dell'Aquilegia.
sic.

pianta perenne.
bot.

23.

ARANCIO Nom.
Clas.

Arancia Nom.

CUrus

Aurantium
Etim.
tale
Il

XVIII Polydelphia lcosandria Fam.


dare un

delie Auranziacee.

colore rancio del suo frutto

gli

nome.

129
Orlg. Quest'albero di tanta utilit indigeno dell'Asia

meridionale; e nei Mogor ed a Galicut ne adoperano


cre per

l'a-

Mancare

le tele.

Sul principio

del

secolo

XV

dalla Gina fu desso trasportato in Lisbona dai Portoghesi

che posto nel giardino del conte di


sper assai bene.

S.

Lorenzo, vi pro-

Da

questa madre-pianta son provenute


belle

tutte le altre, che arricchiscono le

piantagioni

di

agrumi dell'Europa, dond' che appellasi Portogallo una


delle sue variet. Queste poi sono quasi infinite, che pos-

sono ridursi in ultima analisi a due specie, cio alle


dolci,

racchiuse sotto la generale nomenclatura di Citrus

aurantium oramai descritto, ed alle acri, Citrus medica che comprende il cedro, il Limone ecc.
Vir.

med. L'acqua
il

distillata

con

il

cedro adoperata, co-

me

cordiale;

succo del Limone,

come refrigerante;

la

polpa degli aranci dolci, come ristorativa, la scorza

dei

medesimi, come corroborante ed emmenagoga; la quale


candita nello zucchero, nel siroppo, nei rosolio conforta
lo

stomaco; le foglie sono aromatiche.


24.

ARGENTINA Nom.

sic.

Anzerina Nom.

boi.

Po-

tentina Anserina Gas. XII Icosandria Polygynia


delle Rosacee.

Famig

Etim. La parte inferiore delle sue


co argenteo,
s
il

foglie
la

d'un biandi

quale colore le procur


della

gloria

un

bel

nome; a causa poi

forma delle dette

foglie

vien detta ancora Pie d'Oca, e Pie di Gallo.


Orig.

pianta europei che produce su


il

suoi gambetti

un

fiore giallo,

quale esala
la

un

grato olezzo. Al gene-

re medesimo appartiene

Tormentilla, secondo la cas-

sazione dello Scopoli e dello Schreber.


Vir.

med. Le radici di queste piante hanno riputazio9

430

ne

eli

astringenti e balsamiche, proposte nelle ulceri del-

la bocca e nelle

Febbri intermittenti.

Sono piante pe-

renni.
25.

tana

RNICA Nom. sic. Arnica Noni. boi. Amica monClas. XIX Syngenesia Polygamia Superflua Famg.
nome
preso dal

delle Corimbi/ere.
timi. Il suo

greco

Amos

che

si-

gnifica agnello,

perch questi animali ne sono

ghiotti.
,

Orig.

Ama
ed

di vegetare nei

monti della Germania


ci

e
e

nei paesi settentrionali d'onde


le foglie;
gli

son portati
s'

fiori,

io

ne

fo

menzione poich

rfnvenuta daScrive
il

erbuari in varie contrade della


i

Sicilia.

Lin-

neo, che

montanari della Smollandia


,

la

prendono in

polvere nel tabacco per sternotare

la

fumano

pari-

mente.
Yir.

med. L'arnica stata celebrata come vulneraria

ed astringente,

come emmenagoga ed
le

antifebbrile. 11 suo

maggior credito per


le contusioni interne

viene dalla virt di risolvere

ed esterne da meritarsi l'enfatico


le

nome
ne

di

Panacea per

percosse. Inoltre

ha riputazio
paralisi:

di antiepilettica,

utile

nei

reumi e nelle

s'asserisce che abbia guarita la gottaserena,

ma

bisogna

esser
26.

cautelati nelle

pianta perenne, ARNOGLOSSA Nom. sic. Aricchia di Lebbru


dosi.

Nom.

bot.

Plantago Lanciolata Clas. IV Tetrandria Modelle Planlaginee.

nogenia Famg.

Etim. Le sue foglie distendonsi a guisa della pianta


di

un

piede, per tal simiglianza le fu dato

il

nome

di

Piantaginc; siccome appellassi arnoglossa ovvero orecchio


di lepre

perch s'allungano
di

le dette foglie

biancastre nella
simil-

frma dell'orecchio

questo quadrupede coperte

mente da lanugine.

131
Org.

pianta indigena e se ne distinguono tre specie

cio la maggiore, la

media e

la

minore.
faccio

Riserbandomi
cenno in pre-

di parlare altrove delle

prime due,

sente della Lanciolata che la minore.


Viri.

med. Le

foglie

sono un rimedio per

le ferite,
il

spe-

cialmente quelle della Piantagine


astringente
perci

maggiore,
nel!'

succo

raccomandato

emorrogie e

nel

flusso del ventre. Il decotto

della

medesima s'usa per


distilla-

gargarismo nella schinanzia catarrale. L'acqua


la

da essa ha riputazione d'oftalmica.


27.

pianta perenne.

ARO

Noni.

sic.

Ansarli. Noni. hot.

Arum Macudelle

latimi Clas.
roidee.

XXI Monoecia Polyandria Famg.

A-

Etini L'Aro fu cos appellato dalla voce greca airo che


vale togliere, per la ragione che
i

villici

la

sdradicano

credendo che
Org.

isterilisca

il

terreno.

pianta nostrale, ed una delle sue specie det-

ta italica

perch originaria

di

questa penisola. La radice

ha un sapore bruciantissimo malgrado che Dioscoride asserisca che questo si perda, merc la cottura, e per
tal

modo

riesce mangiabile.

La medesima
le

ridotta in pasta
di

serve nel Poitou ed altrove a far

veci

sapone per

imbiancare
gata

pannilini.

La

detta pasta, nell'Italia impiele

come cosmetica per lavar

mani
fisici,

e togliere le

macfeno-

chie della pelle. Questa pianta dipoi presenta

un

meno degno

della attenzione dei

cio che nel

tem-

po della perfetta fioritura svolge, per parechie ore, calorico s notabile, che fa alzare
il

mercurio nella canna

del termometro.
Yir.

med. La radice
,

bollita e

mista con

il

mele

an-

tiasmatica

macerata nell'aceto riesce antiscorbutica. Da

132
essa se n'estrae

un amido,

detto fecola d'aro, che

si

a-

dopera nelle

clorosi, nella cachessia, nell'asma pituitosa,

nei mali di testa periodici, ed in altre malattie, le quali

hanno per principio

l'atonia delle fibre.

pianta pe-

renne.
28.

ASFODILLO Nom.

sic.

Gamfu

Noni. hot. Asphodel-

delus luteus Clcs. VI Hexandria


le

Monogynia Famg.

Liliacee.

Etim. Lo stelo di questa pianta sorge alto pi

d'

un

metro a guisa

di

una verga o bastone,


nome,
d'asfodillo.

lo

che viene e-

spresso dal greco suo

Orig. Esso indigeno dell'Italia, e vegeta


nell'isola nostra.
I

bene assai
le

Greci lo piantavano presso


tradizione,

tombe
tem-

a causa della mitologica

che negli

Elisii le

ombre errassero
po
gli

in

un

vasto prato di Asfodillo.


radici,

Un

uomini nutrivansi delle sue

ed alcuni se

ne fanno cibo
cillaginosa

tuttavia. Nelle carestie la sua sostanza


la

mu-

venne mescolata con

farina di grano per

accrescerne la massa. Tutte


tagliate

le parti della

pianta ferite, o

La sua durata perenne. 29. ASPARAGO Nom. sic. Sparaciu Nom. bot. Asparag us Officinalis Clas. VI Hexandria Monogynia Famg.

gemono un succo

giallo.

delle

Asparaginee.
i

Etim. Osserva Ateneo che


quelli

pi belli .asparagi
gli si

sono

che nascono spontanei, perci

diede tale no-

me

che in greco esprime non seminato.

Orig.
specie,

E
il

pianta

comune

tra noi, la quale presenta


il

due

domestico ossia Vortensis ed


i

selvatico, detto

Acutifolius',

cui teneri polloni apprestano

un

cibo

in-

gordo sulle nostre mense.


Tir.

med. La virt diuretica che posseggono

li

faceva

entrare nelle cinque radici aperitivo.

Dal fetido odore,

che comunicano

alle

orine fa chiaro vedere che portansi


il

principalmente alle vie originarie;

quale incomodo o-

lczzo si cangia in odore di viola versandovi dell'essenza


di

trementina.

Il

succo degli asparagi adoperato nella

dieta dei malati ascitici, asmatici ecc. perch

ha un'azio-

ne deprimente.
30.

pianta perenne.
sic.

ASPERELLO Nom.
Clas.

Cuda cavaddina Nom.

hot.

Equisetum Hyemale
le Felci.

XXIV Cryptogama Famg.

del-

Etini.
Grig.

L' Equiseto fu cos appellato dalle

due voci

la-

tine che esprimono crine di cavallo.

vegetabile europeo, che nasce in

copia masi

sime
teneri

nell'Italia,

ed un tempo

il

popolo ne mangiava
gli

germogli preparati come

asparagi; inoltre

gli

antichi facevano bere l'infusione per tre giorni a coloro

che dovevano fare lunghe corse pedestri; avvegnach cre-

devano che impedisse l'enfiagione della milza. L' asperello


assai nocivo ad alcuni animali, dice
cettuate le capre
il
,

il

Boerhaave
Infatti

ec-

cavalli e le

Renne.

osserva

Linneo

che
i

nella Lapponia queste se ne cibano con

piacere. Forse

dannosi
alla

effetti prodotti negli

altri

quala

drupedi son dovuti


quale tanta, che

scabrosit delle sue foglie,

gli ebanisti

l'usano per lisciare

loro

lavori. L'equiseto arvense. che vegeta negli acquitrini e nei

campi umidi, stende

molteplici

suoi filamenti per ogni


di fiorita

parte da formare su le acque

come un fodero
reputate

verzura.

Vir med. Queste piante vengono

diuretiche

ed astringenti. Sono perenni.


81.

ASPERULA Nom.

sic.

Aspireddu Nom.

hot.

Aspe-

134
rida Tineloria Clas.
delle Iubiacee.

IV Tetrandria Monogynia Famig.


son ruvide ed aspre
e

Etim. Tutte

le parti di essa

quindi dalla voce latina asper ottenne tale nomenclatura.


Orig. Tre specie di Asperule
ci

sono note, tutte

ori-

ginarie dell'

Europa e

dell'Asia; cio
la

Y Odorata,

cos detta

per l'odore che tramanda;

Tinctoria,

nome

appestole

dal Linneo, poich bollendone nell'aceto la radice tinge

in rosso la lana, adoperata


bia; finalmente la

come succedonea

della

Rob-

Cynanchica creduta buona per

la squi-

nanzia.
Viri.

Med. La prima specie astringente

tonica

a-

peritiva, utile nell'itterizia e nell'ostruzione del fegato,

e secondo alcuni, anche per l'idrofobia.


cie

Le cennate spe-

sono perenni.

32.

ASSENZIO

Noni.

sic.

Erua Manca Nom. hot Ar.Syigenesia

feniisla

absinlhium

Clas.

XIX

Polyr/amia

Superflua Famig. delle Succulente. Etim.


I

Greci
il

1'

appellarono senza dolcezza

lo

che c-

spressero con

cennato

nome

ma

Ippocrate la vuole
,

detta cos da Artemis cio

Diana Levatrice

dappoich
I

ritenevasi la stessa quale specifico in quest' incomodi.

Cinesi ed altri popoli dell'Asia


tali circostanze.

1'

adoperano

tutt'

ora in

Orig Le specie dell'artemisia sono molte, come l'Abrotano detta eziandio Citronella, ed Erba Limonea, la Vul~
gare, la Goenilcscens, o Marina,
digene.

non

tutte per sono in-

Non

io

sono

infatti la

Giudaica detta nel linguag-

gio fannaeoponico

Semcn contra vermes perch credula


la

specifico in tali malattie;

Persiana che vegeta spondi

tanea nella

Garamania e nel regno

Boutan

al setten-

135
trione del Mogol:
della Tartaria.
Virt.
rica,
il

Dracunculus nativa

della Siberia e

Med. L'Artemisia assenzio emmenagoga, antistosi


il

antipasmodica e splenica. Per uso esterno

ritiene

vulneraria e detersiva; l'Haller di avviso che

Moxa

dei Cinesi e dei Giapponesi sia preparato dalla peluria,

o dal midollo di questa pianta, che adoperano su coloro,

che sono^ attaccati dalla gotta,


parte addolorata.

facendolo bruciare su la

Si crede che lavandosi la testa


i

con

il

decotto dell'Abrotano, faccia ritornare


disca che cadano.
33.

capelli,

ed impe-

Le Artemisie sono perenni.


sic,

ASTRO

Noni,

Rosella Noni. hot. Aster Amel-

lus Ctas.

XIX Syngenesia Polygama Superflua Famig.


11

dalle Corimbi/ere.

Et>m.
tali

disco giallo di questo bel fiore, ed

suoi pe-

raggianti d'un chiaro azzurro lo fecero paragone alle


appellato pel
tal

stelle;

motivo Astro,
,

Orig. Si vuole che sia pianta indigena dell' Attica

che di essa faccia parola Virgilio, sotto


nella quarta delle sue Georgiche.
tre specie esotiche,

il

nome

d'Amelio,
inoltre al-

Ve ne sono

come

quella originaria dall'America

settentrionale; cio V Aster argentate, cos detto dal Mi-

chaux

per

le

sue foglie
il

argentine

e delicate
i
1'

al

pari

della seta, avente

calice candido,

ed

petali listati di

raggi blu. Appartiene al genere istesso

Aster grandi,

florus

anche esso indigeno

dell'

America

che produce

un bellissimo cespuglio

di fiori celestini. L'

Astro della

Nuova
teme
ci
il

Inghilterra

si

veste di fiori vaghi in autunno; n

freddo

dell'

Inverno

per

il

rigido clima donde

fu portato, Fiorisce in agosto per tutto ottobre l'Astro

originario della Cina, appellato dai francesi Regina

Mar-

136
gherita, brillante

ornamento dei
bianchi
,

giardini, a cagione della

variet dei suoi raggi


doppii.
Yirt.

turchini, rossi

misti e

Med. L'Amelio ha credito


i

di vulnerario; e l'ac-

qua, ottenuta con distillarne

fiori

s'amministra come

ri-

medio nel mal caduco


34.

e nell'angina. Gli astri sono perenni.


sic.

ASTULA REGGIA Nom.


delle
Liliacee.

Purrazza Nom.

boi.

Asphodelus Bamosus Clas.

VI Hexandria Monagynia

Famig.
ch

Etim. L'Asfodillo di questa specie dicesi Ramoso peril

Caule

liscio

e lucente

si

partisce in molti rami.

Orig. L'Astula reggia cresce spontanea nella Corniola

e nella Spagna
di terreni

nella Sicilia poi copre vaste estenzioni


dissodali. I contadini

non

credono che

1'

ab-

bondanza delie sue bacche


Gli animali

sia indizio di

buon

raccolto.

e le
stico

immondi ne scavano le radici con il grugno mangiano volentieri: per fermo togliendone il caul'ebbollizione appresterebbero
agli

umore con

nocuo anche
re altres
35.

uomini. Con tale mezzo se

uu cibo inne pu ottene-

un ottimo amido.
sic.

pianta perenne.

ATRIPLTCE Nom.

Spinaci sarvaggia

Nom.

boi-

Atriplex hortensis Clas


inig: delle Atriplicee

XXIII Poligama Monoecia Fa-

Etim. Asserisce Pitagora che cibandosi di questa pianta


disponga
all'

idrope ed all'epilessia, quindi

dall' atro

co-

lore che produce su la pelle

ebbe

tal

nome.

Orig. L'Atriplice ortense indigena dell'Asia, la Si-

berica per nasce negli algidi paesi del Nord. Era Coltivata l'ortense

per mangiarla in erba in luogo della Spi-

nace,

ma

adesso non pi serve a tale uso, e s'incontra


Il

soltanto a caso in qualche luogo.

suo colore varia dal

biancastro al rosso.

137
Viri.

med. La semenza buona contro

il

travasamen-

to della bile, e delle ostruzioni


il

del fegato.

Ammollisce

ventre e guarisce

la giallura

prodotta

dall'ostruzione

del fegato. 36.

pianta annua.

ATROPA

Noni. sic.Tabaccu sarvaggiu Noni. hot.


Clas.

Atropa Bella donna


delle Solanee.

V Pentandria Monogenia Famg.


si

Etlm. Con
le

il

suo succo

preparava un'acqua con cui


per rendere bianca
di Bella
la pelle,

donne

si

lavavano

la faccia
il

dal qual'uso le

provenne
le

nome

donna. Fu detta

Atropa eziandio per

sue qualit veneQche da Atropo


la mitologia presiede-

una
vano

delle tre

Parche che secondo

alla vita dell'uomo,

Orig. L'Atropa pianta indigena dell 'Europa,

ama

luoghi ombreggiati, ed umidi. Riesce


tico
,

un potente narcoodore basta a

quando

nella fioritura

il

solo

produrre male di capo e stordimenti. Molti casi funesti

ne regista
pi
di

l'istoria;

ed

sintomi del suo veleno sono scopviolenti


,

riso

gesticolazioni

indi vera

mania

stupidit

grossolana simile ad ebbrezza congiunta a fula

rore

finalmente succede

morte. Alcuni fanciulli

al-

lettati dal colore delle

bacche, che sembrano piccole ci-

liegie;

mangiandole imprudentamente rimasero vittima

della loro ghiottoneria. I rimedi adoperati contro questo

narcotico sono gli acidi vegetali

e l'emetico

La Manda

dragora, su cui

si

narrano tante favole,

autorizzate

Dioscoride e da Plinio, appartiene a questo genere.


V'ir.

med.

Il

Rimaro professore
1'

di

medicina in

Am-

burgo avvedutosi che


to nell'acqua

estratto di Belladonna,
gli

stempra-

ed applicato su

occhi
in

produce va una
estraordinario

paralisi

momentanea, dilattando

modo

138
la pupilla
,

1'

ha proposto qual mezzo preparatorio


caterratta.
Il

alla

operazione

della

Munck somministando,

la in polvere

ha guarite manie

ed apoplessie

il

Gre-

ding attesta che con tale mezzo riuscito a diminuire


i

parossismi

epilettici.

Inoltre

si

prescrive con successo

nell'idrofobia, nel cancro,

nello scirro, e negli affetti di

umore
37.

srufoloso.

pianta perenne.

AVELLANO

Noni.

sic.

Nueidda Noni.

hot.

Corydel-

lus Avellana Glas.


le

XXI Monoecia Poliandria Famg.


il

Amentacee.
Etim. Questo albero fruttifero ebbe

nome

dalla cit-

t d'Avellino
la,

detta Abella da Virgilio, e da Silio Avel-

dove

il

medesimo prosper mirabilmente.


Noce
politica; esso

Orig. L'Avellano o Nocciola indigeno dei Ponto, per cui fu detto dai Latini

ama

boschi

ed

ruscelli. Il frutto

d'un dolce piacevole


I

nutritivo

ed mangiato fresco e secco.

Penestrini assediati da
di

Annibale s'alimentarono

unicamente

questo

cibo. I

Romani
canti
i

se ne faceano gran

consumo vendendo nei mei*

noccioli crudi, ovvero abbrustoliti pratica che duIl

ra tuttavia appo noi.


tichi,
il

suo legno era riputato dagli andi riconciliazione; infatti

quale simbolo di pace e


di

Caduceo

Mercurio compone vasi di un bastone di


ali

Avellano adorno di due


s'attribuiva ancora
te divinatorie

circondate da serpenti.
le

Gli

una virt magica; quindi

bacchet-

erano formate dei suoi rami. In presente


uso migliore avvegnach per
la loro pie-

per se ne

fa

ghevolezza impiegatisi in cerchi, sporte e cose simili.


Vr.Med. Dal frutto viene estratto un'olio dolce, che
rinfrescante; ed
dicesi
il

sapore acidissimo delle sue

squamme

che sia Febbrifugo.

139
38.

AVENA Nom.
l

sic.

Jina Noni.

hot.

Avena saliva
Graminacee-

Clas. Ili Triandria Digijnia

Famg.

delle

Eiim. Era

'avena ritenuta dagli antichi botanici qual


il

frumento abortivo, dacch


turit, le

suo frutto non veniva a ma-

diedero perci questo

nome da

Alfa privativa e

vento.
Orig.
Il

Riedse

la

crede originaria

dell' isola

nostra,
al

ma

l'Anso n la trov eziandio neh' isola Fernandez


il

Sud
della

dell'America presso

Chili. Altre volte

il

popolo

Germania

se

ne serviva in vece del grano, ed anche in


il

presente forma
alcuni paesi del

nutrimento degli abitanti poveri di

Nord dell'Europa.

coltivata principalli

mente per biada


Vir. mecl. pi attiva

dei cavalli che d vigore e

sostiene

nei gravosi lavori.

pianta rinfrescante, la

quale rendesi vi
Il

con l'aggiungervi un p di nitro.

decollo

sperimentasi utile nelle febbri etiche, nella raucedine,


nella tosse, nelle esulcerazioni della gola e delle
fauci.

Questo graminaceo annuo.

39.

BALSAMINA NomClas.

Uens Balsamina

Garana Nom. hot. ImpaV Pentandrui Monogynia Famg.


sic.

delle Terebintacee.

Etim. Nell'antica farmaceutica questa pianta entrava


nella composizione di

un

cerio balsamo per


si

il

quale im-

piego fu detta Balsamina. La

chiama eziandio Noliimperciocch

me tangere per
le

la

sua

grande
al

irritabilit;

cassule

mature romponsi

pi lieve contatto lancii

ando lontano quasi con impazienza,

semi racchiusi.

140
Orig, Ci fa portata dalle Indie orientali, e sul
della stagione
estiva
costituisce
finire

l'ornamento principale

dei giardini con la variet dei suoi fiori bianchi porpurei e rossi.
Vir.

med. Si ritiene da
diuretico.

alcuni pratici

un

efficace ri-

medio
40.

pianta annua.
sic.

BARBA

DI GIOVE Noni.

Buttuneddu (foni

Noni. hot. Semprevivum Tectorum Clas. XI Dodecandria

Polygynia Famg.

delle Succulente.
di

Etlm. questa specie

Sempreviva che conserva peil

renne

il

verde suo fogliame, prese

nome
i

dai luoghi

dove suole d'ordinario vegetare.


Orig.
i

indigena e bisogna ricercarla su


le

tetti e

su

muri umidi, dove con


fiori

foglie

carnose formanti cesti

adorni di
fetto,

bianco-porporini, produce

un grazioso

ef-

molto pi se viene trapiantata nelle rocce dei giar-

dini inglesi.
Tir.
1'

med.

Il

succo di essa s'adopera qual rimedio nel-

epilessia, la pianta pesta unita al latte applicata

su

le

bruciature e

le

infiammazioni; mista con


l'afte;

il

mele spe-

rimentasi utile per

le

foglie

finalmente vengono

soprapposte
41.

ai calli

per ammollirli.
Noni.
Clas:
sic.

pianta perenne.
Bietta, Gira,

BARBABIETOLA
delle Atriplicee.
I

Salica,

Noni. hot. Beta vulgaris

Pentandria Bigynia

Famg.

Etlm.

Romani ritenevano questo


altri

ortaggio
autori

come

vile

ed insipido, per cui Marziale ed

gli

davano

l'epiteto di fatuo, quindi a ragione Pesto cred aver sortita la

sua nomenclatura dal greco Blax cio inutile; a


il

tanto alludeva

cinico

Diogene chiamando

bietoli gli

uo

mini da nulla.

141
Orig. Vi sono delle Bietole che

hanno

la radice

ed

pedicciuoli bianchi, altre che sono colorate in rosso per


tutte le loro parti.

La seconda

variet, cio la rossa ci fu

portata dalla

da

tale

Romagna, dove coltivasi in preferenza, detta localit, bietola Romana. La bianca indigena del
di

Portogallo, contiene nella radice gran quantit

zuclibbra

chero, ed

un

cibo

nutritivo

assai.

Una mezza

della sua radice seccata e

messa a digerire

nell'alcool

il

peso di due grossi e mezzo di zucchero ed anche

di pi.
Virt.

Med. Preparata come

si

pratica in Lituania, cio

ridotta in

polpa e fattala fermentare un preservativo


Il

per

lo

scorbuto e per le febbri putride.


costipazioni
,

decotto
ori-

buono nelle

e calma

gli

ardori delle

ne, riputata generalmente

come rinfrescante
Bardana Nom.

e lassativa.

pianta perenne.
42.

BARDANA
Clus.

Noni.

sic.

hot.

Arctium

Lappa

XIX Syngenesla Polygamia

Aequalis Famg.

delle Cinarocefali.

Etim.

semi della Bardana attacansi con tenacit


greco

alle

vesti di chi le si fa vicino quindi dai verbo


vale, prendere, fu detta

che

Lappa nel linguaggio botanico.


rossastri.

Orig. Nasce nei luoghi freschi del nostro clima, ed in

Giugno s'adorna
Cappellaccio.

di

fiori
il

Ha

le

foglie

molto

grandi che l'ottennero

nome
,

volgare

di

Lappolone e

La sua grossa
ai Cinesi

radice ripiena di polpa cari

nosa serve di cibo


grumoli,
Vir.

quali

mangiano

teneri

come med. La

fassi

da noi degli asparagi.

detta radice

ha credito

di

rimedio diaforeti-

co modificativo, ed prescritta invece della salsapariglia

pianta biennale.

142
43.

BASILICO

Noni.

sic.

Basilico Noni. hot.

Ocymum

Basilicum Clas.
delle Labbiate.
Etini.

XIY Didynamia Gymnosperma Famg.


fa

Varrone

derivare

il

nome

generico d'Ocimo

dal greco Ocis veloce, a cagione del precoce suo nasci-

mento, cui
silico,

le

s'aggiunse la specifica appellazione di Bail

cio pianta principe per


il

grato ed aromatico o-

dore che emana,


e della canella.
Orig. Essa

qnale s'accosta a quello del garofano

ci fu

portata dalle

Indie

dal

Giappone
il

e se ne conoscono due variet l'Oeimo

maggiore ed

mezzano; ed anche
Quest'ultimo
sposti
il

il

minimo che
,

n'

per altra specie.

pi bello

che piantato entro vasi di,

su

veroni degli

appartamerti
Il

va a formare

una
glio

sfera delicata di verzura.

Basilico adoperasi

mi-

per condimento da cucina che qual pianta

officinale.

Vir.

Med. Ci non per tanto,

le foglie

peste prese in
i

infusione,

come

il

Th, sono utilissime per

dolori del

capo e per le flussioni del cervello.


44.

pianta

perenne.
tri

BELLA. DI GIORNO Noni,


delle

sic,

Campanedda a

culuri Noni. boi. Gonvolvulus Tricolor Clas.

Pentan-

dria

Monogynia Famg.

Violacee^.

Etim. Lo
il

stelo inerpicante di questa pianta le f dare

nome
Orig.

di Convolvolo, e per la triplice variet del colo-

rito del fiore fu detto Tricolore.

Bench

il

Portogallo sia

il

luogo natio della Bel-

la di

Giorno, pure, in presente

s'

bene acclimata tra

noi. Il suo fiore tutto grazia e poesia apresi a

mano
Il
il

mano
do

sotto

dorati raggi dell'astro del giorno.

bordo
fon-

del petalo di
giallo;

un

bel ceruleo,

il

mezzo

bianco,

essa spiega nell' Est la magnificanza di tutte

143
queste svariate tinte sul mattino ed alle dieci, o undici
a.

m. ripiega

le foglie, e

chiude

suoi

fiori.

rata di questi forse la cagione che la

La breve dupianta non sia


di notti,

apprezzata quanto meriterebbe.


45.

pianta annua

BELLA

DI

NOTTE Nom.

sic.

Gesiminu

Nora Nom. boi. Mirabilis Jalapa Clas. V Pentandria Monogenia Famg. delle Nictajinee. Etim. La molteplice variet elei suoi fiori le hanno
o Socera e

maritato

il

nome

di

ammirabile; e per

la

Sciarappa da

essa ottenuta fu detta Jalapa.


Orifj.

La Bella

di notte

indigena del Per;

ma

l'al-

tra specie detta Mirabilis Parvi flora V del Messico; en-

trambe queste piante schiudono


pi vive sensazioni,

loro

petali al

crepu-

scolo vespertino ed in quell'ora che dispone l'animo alle le


il

belle

variet

dei

suoi

fiori

spandono d'ogni intorno


Vir.t.

loro notturno profumo.


,

Med. La radice possiede virt purgativa

ed

semi sono reputati cosmetici, dai quali se n'estrae una


sostanza amidosa, che alle donne del Giappone fa le veci

di belletto.

Quantunque

nelle Indie sia perenne, pres-

so noi a causa della diversit del clima, pianta annua.

46.

ca

BETTONICA Nom. sic. Bittornea Nom. hot Betoniofficinalis Clas. XIV Dydinamia Gymnosperma Famg.
Fu
detta cos dai Betoni antichi popoli della
volta.

delle Labbiate.

Etim.
sitania,

Lu-

dove fu rinvenuta la prima

Orig. Malgrado la sua esotica origine

comunissima

nei nostri campi; e basta volgere

lo
i

sguardo nei luoghi


cespugli

umidi ed ombrosi per incontrarne


fiori

adorni

di

rossi verticellati disposti a spica interrotta.

Viri

Med. Le sue propriet medicinali furono un tem-

144
p celebrati per
sono emetiche;
tare, adoperate
l'artritide
le foglie

per
il

l'epilessia.

Le

radici

hanno

merito di far sternu-

da alcune quale succedaneo del tabacco.


Betula Noni.

pianta perenne.
47;

BETULA

Noni.

sic.

hot.

Betula Aldelle

ba Clas.
iacee.

XXI Monoecia Polyandria Famg.


I fasci

AmenConscri-

Etim.
soli

che

Littori portavano innanzi ai

erano composti dei rami di quest'albero, come


i

ve Plinio; e siccome con essi battevansi

rei,

a batuen-

do fu

la pianta detta

Battila dalla quale parola, con lieil

ve mutazione, ne deriv
Orig.

nome

di Betula.

d'origine esotica, e gli antichi

Romani

dalla

Gallia la trapiantarono nell'Italia. Nella


delle pi utili piante
,

Lappouia una
scorza difendo-

dappoich con

la

no

loro rustici abituri, e se stessi facendosene

una speed

cie di tabarro.

Perch resinosa selve di


notti.

torcia per diraI

dare

le

tenebre di quelle lunghe


le

Piussi

Norvegi l'usano per conciar


tagliano in piccole fette e la

pelli e nei

Kamchatka
il

la

mangiano con

caviale.

La scorza
gio. Il

ricercata per la tintoria dando una tinta rosi

sa capace d'avvivare

colori del verzino e del


i

campagdi

legno bianco e leggiero buono per

lavori

tornio.
Vir.
co, e

Med.

Il

succo che dolcigno,


altri diuretico
sic.

si

reputa cosmeti-

secondo

ed antelmintico.

48 BIGNONIA Noni.
Bgnonia radicans

Clas.

Gesuminu innianu Nom: bot. XIV Didinamia kngiosperma


la

Famg.

delle

Bgnonee:
radice,

Etim. La Bignonia propagasi per

e
di

per

nodi del fusto, quindi da questo doppio


gliare le s'appropri

modo

germo-

un

tal

nome

quasi bis nata.

145
Orig. Vive bene nella temperata aria

nostra

bench

indigena dell'America sette ai-rionale, ed impiegata dai


giardinieri a coprire pergole e

muri

al

pari della
gialli, la

Mara-

tgnia.
li

La Bignonia capitolata ha
quando

fiori

Catalpa

ha bianco-purpurei. Questo albero


fiorito,

di

bellissimo
sia

spetto

e malgrado che

nativo

dal

Giappone

e della Carolina

non teme

nostri inverni con-

servandosi sempre verde.


Vir.

Med.

Giapponesi usano

il

decotto delle sue

si-

lique per l'asma, ed applicano le foglie alle parti dolenti.

Tutte

le

Bignonie sono perenni,


Noni.
sic.

49

BISNAGA

Yastunachedda Noni.

boi.

A-

pkirn Visnaga Clas.


Ombrellfere.

V
il

Pentandria Digynia Famg. delle

Etim. Visnaga

nome

corrotto

di

Pastinaca

cosi

chiamata a motivo della somiglianza del fogliame con questo ortaggio.

Orig

pianta europea, e nella Sicilia la s'incontra ih


i

tanta copia che

Megaresi nello stabilire una loro colole

nia su

la costa

bagnata del mare africo

diedero

il

no-

me

di Selinunte

perch ne videro

il

terreno ingombro
nella

di diverse specie di questo

vegetabile detto

loro

lingua Selinon.
brelle

Il

suo caule diviso e suddiviso in omle quali

ed ombrellette,

hanno capo

in

un

ricet-

tacolo carnoso, che nel seccarsi si ritira e riunisce tutti


i

raggi in forma cilindrica chiudente dentro


utilit ricavata

semi.

La

poca

da essa limitasi in questo che secla

ca pu servire da stuzzica denti, e tutta

pianta per

combustbile.
50.

perenne. BLITO Nom. sic.

Aricchia di

Gadda Noni,

hot-

Amaranthus Blikim Clas. XXI Monoecia Pentandria io Fa mg. delle Ani ara n tacce.

146

Etm.
iica

Il

nome

di Blito

preso dal greco che signi-

pianta volgare di nessun pregio.


vegetabile
la

Orig. Questo
tutto,

indigeno

nasce

da per

che rendesi per

sua abbondanza incomodo as-

sai negli orti.


ri

Le

foglie

hanno un colore
gli

triste,

ed

fio-

sono quasi vestiti a duolo, quindi

antichi

fra

le

piante che erano sacre agli estinti v'avevano inclusa questa specie

d'Amaranto. Nelle Feste funebri portavano un


di lutto
,

ramoscello di Blito in segno


nei loro sepolcreti.

lo

piantavano
le

Quantunque alcuni ne mangino


i

tenere foglie meglio astenersene per

cattivi

sintomi

che risvegliano non


51.

di

rado.
sic.

pianta annua.
hot.

BOXAGRA

Noni.

Resta voi Noni,

Ononis

Arvensis Clas.XYll Diadelphia Decandria Famg. delle

Leguminose.
Etm. Ebbe
tal

nome questa

pianta dal greco


efficace

Onemi

juvo perch ritenuta qual


affezioni

panacea

per molte

morbose.

Orig. Vegeta rigogliosa nei luoghi discoscesi, e lungo


le

sponde dei fiumi;

le cui radici

abbarbicandosi profonall'arafiori ro-

damente nel terreno oppongono salda resistenza


tro: perci

detta dai Francesi arrte-bouf.

Ha

sei papiglionacei sovrastati

da fino aculeo

giallastro.

Vir.

med. Le radici sono annoverate

fra le

cinque ra-

dici aperienti.
ri

che da Dioscoride e dei medici posterioil

furono ritenute come diuretiche. Ebbero altres

cre-

dito d'essere

buone per

l'itterizia, e

per

calcoli. Il

Ber-

gius ed altri l'hanno

sperimentate

efficaci

nell' iscuria

nell'idrocele, e neU'idrosarcocele.

pianta perenne.
hot.

52.

BORRAGINE

Noni.

sic.

Yurrana Nom.

Bor-

rago offieimlis Clas.


delle Borraginee.

Pentandria Monogenia Famg.

J47

Etim.

Da Bora

voce greca, che esprime pabulo o

ci-

bo, questa edula pianta fu cosi nominata.

Orig. Tutte le sue specie sono provenienti

dalle

In-

die e dal Levante. Si ih presente naturalizzata fra noi

che viene coltivata negli

orti,

trovandosi

eziandio
i

alla

campagna nei luoghi


alle

incolti e sassosi;

Ha

fiori

celesti,

volte

bianchi o

leggermente

porporini.

Le

foglie

quando sono tenere sono mangiate in


fritte

insalata, bollite o

coperte di pasta.

Viri:

Med.

11

Margraff ha

ottenuto

dalle

Borragini
fosti-

molto nitro, per cui ritiensi come rinfrescante. Le


glie

sono diuretiche ed espettoranti.


cordiali.

I fiori

vengono

mati
53.

pianta annua.
sic.

BOSSO

Noni.

Vusciu Noni.

hot.

Buxus
Famg.

senidelle

permrens

Clas.

XXI Monoecia

Tetrandria

Eitforbiacee.

Etim: La sua etimologia greca che significa non poroso; la quale propriet lo
fa

esente

dalla

carie,

e
vi

lo
si

rende

cos pesante

che

immerso nell'acqua non

sostiene a galla.
Orig.
delle

pianta che

bene vegeta nel nostro clima,


Questa forma

due variet conosciute, l'ima cresce


le

in albero, l'al-

tra rimansi fruticosa.

spalliere

gli

spartimenti dei giardini, perch sempre


le cesoje. Il

verde e soffre
assai
fiato,

suo legno giallo viene


si

adoperato

dai
e vi

stipettaj
si

da esso

costruiscono

gli

strumenti da

scolpiscono le incisioni da stampa.


Yir. Med. L'acido pirelignico distillato dal Bosso

un

rimedio per
54.

mali dei denti.


Noni.
sic.

BOTRIDE

Erva Th

siciliana Noni. hot.

Chenopodiiim Ambrosioides Clas.

Pentandria Bigynia

Famg.

delle AtripUcee.

148

Elim. La Botride ha
l'oca, lo

le

sue foglie simili

al

piede deldal greco

che viene espresso dal

nome composto

di Chenopodio.

Orig.

Quantunque

sia descritta

per pianta del Messii

co essa vegeta spontanea nell'Europa australe su

terfiori

reni aridi e sabbiosi. Fiorisce in Maggio, ed


disposti a grappoli,

suoi

emanano un
e

forte

odore aromatico

che leggermente
fetido.

fluitato

piacevole,

ma

poi

diviene

Vir. Mecl.
tistorica,

lodata questa specie

come
e

stomatica, an-

buona per l'asma convulsiva

per l'emottisi.
mali pren-

Gli ipocondriaci trovano

un

sollievo ai

loro

dendone un'infusione ogni mattina. Giova pure nelle coliche ventose, e nell'anoressa.
55.
hot,

pianta annua.

BRANCORSINA
delle Acantacee.

Noni.
Clas.

sic.

Bianca russimi

JVo/w.

Acanthus Molis

XIV Didynama

Agiospermxt

Famg.

Elim. La mitologica finzione d'essere stato trasformato in questa pianta


priossi alla
il

giovanetto Acanto
istcsso

che approil

medesima Y

nome:
il

e poich

foglia-

me ha
ta

qualche somiglianza con

piede dell'orso fu det-

Brancorsina.
Orig.

Le specie

degli Acanti si sono moltiplicate a sedi

conda
per

lo scoprirsi
ci

nuovi paesi;
di

il

maggior numero
e

furono portate del Capo

Buona Sperenza,
la

delle Indie. Gli antichi

ne conoscevano due specie enBrancorsina detta

trambi originarie dell'Europa; c'o

Molle, e l'Acanto Aculeato ossia spinoso. Questo indigeno


della Grecia, ed al

medesimo

gli

architetti sono debitori

dell'ordine corintio. Narra Virruvio che Callimaco citta-

dino di Corinto passando a caso presso una tomba vide

149

un acanto sn
effetto,

cui era posato

un

cesto. Colpito dal bello

che quel fogliame

le facea

intorno, ide adornare


altri

in simil foggia

un

capitello

ed aggiungendovi
a

mem-

bri architettonici diede origine

quest'ordine elegante
della simpatia

e grazioso.

Greci ed

Romani avevano

con

le

gaje sue foglie, le quali facevano cesellare e dipini

gere su
i

vasi ed in altri utensili.

La Brancorsina ama

luoghi umidi, ed abbonda assai nella Sicilia.


Vir.

Med. Le

foglie

sono risolutive ed emollienti; anle stesse virt.


sic.

che

la

sua radice ha

pianta perenne.
boi:

5G.

BUGLOSSA Nom.

Lingua burina Noni,

Atichusa Italica Clas. V Pentandria Monogynia Fa mg.


delle Borragince.

Etim.

Il

nome

botanico di Ancusa esprime soffocante

perch

tal' la

propriet di questa pianta,

come

scrive Diola

scoride, e dalla

somiglianza delle sue foglie con

lin-

gua del bue

fu detta Blugossa.
1

Orig. Vegeta rigogliosa nell Europa; e nei paesi nordici

servono

di

cibo le sue foglie tenere, e le

prepara-

no come noi faciamo delle Borragini.


Vir.

Med. La pianta s'adopera come


entrano fra
i

mollificati va.

ed

suoi

fiori

cordiali, la radice astringente.

pianta perenne.
57.

BUGULA Nom.

sic.

Badaneu

Erra

di S.

Fran-

tiseli

Nom. boi. Ajuca Reptans Clas. XIV Didgnamia Ggmnosperma Famg. delle Borragince.
Etim. La perenne freschezza di questa pianta dai tracle

ci striscianti

dare un tale

Orig. Essa nativa di Sicilia


giati e freschi. Il

nome che tanto esprime. ed ama i luoghi ombreggli

suo colorito verde carico vicn reso pi


angoli del fusto

intenso dal rosso cupo che prendono

ed

il

bordo delle

foglie.

150
Tir.
la

Med. Le propriet medicinali che essa possiede


le foglie applicate

fanno ricercare; e poich


le cicatrizzano
,

su

le pia-

ghe

fn

detta

ancora

Consolida Media

affin di distinguerla dalla

Maggiore
la virt

e dalla

Minore. Per

fermo non
solidante.

le

si

pu negare

astringente e con-

pianta perenne.

CALCATREPPOLO Som. sic. Panicaidu Xom. hot. Eryncium Campestre Clas V Pentandria Bigtjnia Famg.
58.
delle Cinarocefali.

Etim. Poich

spesso

le

capre

lasciano

nel

pascere,

parte del loro vello aderente alle spine di essa da tale


circostanza, dice Dioscoride,
sort
il

nome

di

Eringio,

che in Greco significa pelo di Capra.


Orig.

La medesima
si

indigena d'Europa, che fiorisce

nei Maggio e
la

secca in Autunno, restando la radice su

quale nascono dei funghi del genere agaricus. La ra-

dice,

che ha l'odore del finocchio, buono a mangiarsi.

Tir.

Med. La medesima viene reputata diuretica, emafrodisiaca, la quale consideravasi,come

menagoga ed

una
Ca-

delle cinque radici aperienti minori.

pianta perenne.
hot:

59.

CALENDULA
Famg.

Noni,

sic.

Calamuia. Noni,

lendula Arvensis Clas.


cessaria

XIX Syngenesia Poh/gamia


smalta
i

Ne-

delle Corimbi/ere.

Etim.

una

graziosa piantoli na che

campi

con la perenne sua fioritura, quindi a ragione l'appella-

rono

Romani

il

fiore delle

Calende, cio di

tutti

mesi.
ter-

Orig. Incontrasi tra noi di frequente

massime nei
il

reni sterili e su le colline. Infatti tutti conoscono

suo

151
fiore dorato si
lo al croceo. le

pieno e spesso doppio che varia dal gialsi

Questo

rimane schiuso dalle 9

a.

m.

al-

3 p. m. rivolto

al

sole;

e nei mesi di Luglio e di Apiccole


scintille

gosto, in

tempo

di notte, scarica

lumi-

nose. Tali propriet le possiede,


la

in

grado pi spiccato

Calendula Pluviale, che pu ritenersi quale

baromei

tro vegetale

avvegnach se non apre o chiude

petali

prima

dell'ora soprindicata si

pu

star certo che piove-

r in quel giorno.
Vir.
li

Med.

Il fiore

dell'Arvense aveva credito per

ma-

oftalmici e per l'itterizia.

Sono piante perenni.


Lenitami Nom.
bot.

60.

GAMARA

Noni.

sic.

Lanterna
del-

Camara Clas. XIV Bidijnamia Angiosperma Famg. le Y itici.


Etim. Alcuni stimano che
le sia stato

apposta tale no-

menclatura dalla voce greca che vale


i

lateo;

imperciocch

suoi fiori quasi restano occultati tra le sue acute spine.


Orig. Questo frutice
,

malgrado

la

sua origine amerii

cana, viene coltivato nei nostri giardini per


rosi di cui si carica in ogni stagione. I

fiori

odo-

medesimi, essen-

do

gialli
i

dapprima, divengono rossi invecchiando, e modetti

strano
Vir,

due

colori nell'istesso mazzetto.


utile nei

Med. La Lantana stata esperimentata

pianta perenne. 61. CAMEDRIO Nom. sic. Cirsudda Nom. hot Teucrium Camaednjs Clas. XIV Didynamia Ggmnospevma
mali di petto.

Famg.

delle Labbiate.

Etim.
lo

Da Teucro
alle

principe trojano. cui se r attribuisce


cos,

scoprimento fu detta

ma

il

suo

nome

specifico

lo

deve

due greche parole, che significano Quercia

erbacea.

152
Orig. L'Europa del Mezzod la patria di questo vegetabile,

sebbene incontrasi non

di

rado su

poggi aridi

della

Germania.
Med. Tutta
la

l'ir.

pianta ha

un odore aromatico, ed

un sapore amaro. Vien reputata stomatica, vermifuga ed emmenagoga; adoperasi contro le febbri intermittenti e
contro la gotta.

pianta perenne.
sic.

62

CAMELIA

Noni:

Camelia Noni.

hot.

Camellia
del-

laponica Clas.
le

XVI Monade!p/iia Polyandria Famg.


la

Teacee.

Etim. Verso

met

del secolo scorso,


i

il

P. Camelli

missionario delle Indie orientali arrich


di questo fiore tutto

nostri giardini

eleganza e freschezza,

che da

lui

prese

il

nome.

Orig.

originario della Cina


la

e gli

stessi

Cinesi

ne
lo

fanno grande stima per


dipingerlo nelle
,

sua bellezza, e nV prova


nelle
stoffe.

loro

carte e

Fu

desiderio
tra

d'un celebre botanico vederne


noi,

propagata

la

pianta
il

dappoich non ricerca grande coltura, ed


si

clima

ben
zassi

presta al suo pieno sviluppo. Questo voto realizi

pur troppo, e pochi sono


Sicilia,

giardini nell'Italia ed

anche nella
la

dove

la

Camelia non spieghi tutta

maga dei suoi

colori.

Nel ricchissimo Giardino delle

Piante in Parigi ne ho trovato di semplici, d'indoppiate,


e di colore vario, bianchi rosse ecc.
Il

suo fiore

s'

reso
si
,

caro assai al bel sesso; e son poche quelle

dame che

presentano nei brillanti

convegni delle grandi societ

non adorni
63.

di

Camelia.

pianta perenne.
sic.

CAMUMILLA

Noni.

Cannimidda Noni.

hot.

3Iatr icario Cliamomilla Clas.

XIX Syngenesia

Polyga-

m'm Superflua Famg.

delle Cori mbifere.

153
Etimi
le

questo genere di piante sono attribuite delin

propriet terapeutiche
,

alcune affezioni

morbose
la

della matrice

d'onde fu appellata matricaria;

parola

Camomilla, di poi in greco vale


Orig.

pomo

di terra.

pianta indigena che prospera bene nei cam-

pi dissodati.
Tir.

Med. La decozione del

fiore

un antidoto

effica-

ce nei dolori del basso ventre, avendo credito di carminativa, uterina, discussiva, anodina, antipasmotica, e feb-

brifuga. Nella
ta

Finlanda adoperata nella

tisi.

pian-

annua.
64.

CANAPE

Noni.

sic.

Cannami Noni.

hot.

Cannabis
delle Or-

Saliva Clas.
tiche.

XXII Diodecia Pentandria Famg.


secondo alcuni
fu
,

Etim. La canape

cosi

appellata

dalla simiglianza che

ha

il

gambo

alto

dritto

vuoto

con

il

fusto della canna.

Orig.
la

pianta esotica dei paesi meridionali dell'Asia


nell'Italia, anzi in tutte

quale fu conosciuta e coltivata Continente da

le parti dell'antico

tempi

immemorabili.
fbbre
della
I

troppo nota

l'

utilit

che

si

ritrae

dalle

sua scorza filamentosa per farne corde, tele e ecc.


nesi,
i

Ci-

Persiani, gli Arabi usano delle foglie di essa co-

me

esilaranti,

essendo ricoperte di una materia resinosa

di virt narcotica.

Ne preparano
le

dei decotti per rinvigo-

rire le forze

le

masticano e
l'

fumano a guisa
e

di

ta-

bacco, che spesso

inebbria rendendoli furiosi


i

quasi

maniaci.

Russi ed
li

Polacchi ne mescolano

semi in

alcuni cibi, e
tra noi

esperimentano nutritivi e

spiritosi.

Anche

mangiansi questi semi leggermente


ai

abrustoliti;

ma

d'ordinario servono di cibo

Fringuelli e ad altri uc-

5 4
affiti

celli

da canto

di renderli pi canori e salaci.

L'olio
la

cavato dal detto seme impiegato principalmente per


pittura.
Tir.

Med. La radice cotta nell'acqua addolcisce l'irriarticolazioni, mitiga le infiammazioni e


Il

tamento delle
scioglie le

ne

enfiagioni.

Mattioli

propone
,

la e

decozione

delle foglie nei flussi di ventre dei bovi

dei cavalli

e la crede utile contro

vermi.

pianta annua.
bot,

65.

CANNA Som.

si-c.

Canna Nm,

Har lindo Do-

na*
sto

Clas. Ili

Tnandria Dlgijnia Famig.

delle Drimirrizc.

Etim. Due propriet avevano notato


graminaceo, cio

gli

antichi in que-

la facilit a tagliarsi, e la

sua elai

sticit e
tini

pieghevolezza. Espressero la prima qualit


il

La-

nome di Harundo; e per significare la seconda appellarono Donax voce greca che vale agito perch
con
Orig. Si vuole indigena di Cipro, bench conosciuta e

facilmente viene agitata dal vento.

coltivata

generalmente per

la

sua grande

utilit.

Plinio

dice che ai suoi tempi era preziosa

una specie

di

canna

eccellente per fare delle freccie


sia la Tiberina:

ed alcuni credono che

ma

altri

con pi ragione pretendono d'ac-

cennarsi

la

Mauritanica; la quale non pi grossa del dito


all'altezza di

mignolo cresce
tilizzano la
soffitte,

cinque cubiti.

moderni u%

canna per

usi svariati,

come

in panieri, stoje

in diversi strumenti per filare e tessere la lana,

la seta, te

massime

poi per sorreggere le viti ed altre pian da tacersi, che la musica istrumen-

rampicanti.

tale

da

fiato

ebbe origine dalla canna.

Pan prhnus
2:

ca-

lamos cera coniungere plures lnsttuiU Virg. Egl.


eziandio in presente le
gli

ed

zampogne

delle

cornamuse

p de-

Oboe

ecc.

sono di canna. Havvi inoltre altra grazio-

155
sa variet coltivata in qualche giardino, detta

Laconica

con figlie

listate di

giallo e

verde a guisa di nastro; ed

altre ancora che per brevit tralascio.


Yir.

Mdi La radice della canna purgativa ed em-

nenagoga.

pianta perenne.
sic.

66
hot.

CAPELVENERE Nom.

Capiddu venneru Nom.

Adiantum Capili us Yeneris Clas. XXIV Cryptogamia Famg. delle Felci. Et'un. Le foglie lisce e come vernicate di essa si coni

servano asciutte, ed
dandole
il

Greci espressero questa propriet


li

nome

d'Adianto, cio non bagnato;


fini,

pedic-

ciuoli dipoi
li

che sono

lisci

e bruni a guisa di capel-

la fecero

appellare Capelvenere.

Orig. Nasce spontanea nel mezzod dell'Europa, ed a-

ma
qua,

luoghi umidi ed ombreggiati

dove zampilla V ac-

come

nelle grotte e nelle gole dei pozzi.

Vir.

Ned.

la

prima dell'erbe
di

capillari,

ed

al pari delle

altre

ha credito

splenica e diuretica. Se

ne

fa

uno

sciroppo

che adoperato come refrigerante.

hot.

pianta

perenne.
67.

CAPPERO Nom.
Capparidee.

sic.

Chiapparci

Nom.

Cap-

paris Spinosa Clas. XIII Poly indria Monogenia Famg.


delle

Etim. La greca etimologia del suo nome, che esprime

infiammare,
riscaldanti.

la

fu

cosi distinguere

per

le

sue propriet

Orig. Si vuole indigena di Cipro,

ma

di

presente vee nelle


a.

geta da ogni dove, specialmente su

muri vecchi,
mangia

rocce esposte al mare. Tutta la pianta ha

un sapore
bollita

maro

disgustoso, pur

non

di

meno

si

confettata in aceto; per tal

mezzo perde quell'amaro

spia-

156
cevole ed
in boccio ed
ti

un ottimo condimento per


i

alcuni cibi.

I fiori

teneri frutti sono quelli che sono raccol-

a tale uso.
Tir.

Med. Nell'antica farmaceutica riputavasi


i

il

Chiap-

per uno specifico per

mali di Milza: ed

il

suo olio e-

ra adoperato per fregazione nei dolori reumatici. Questa


pianta sempre verde perenne.
68.

CARACO'

Noni,

sic.

Garagoln Noni,

hot. Pliaseo-

lus Cara-calla Clas.


delle Conrolcolacee.

XVII

Dladelp/iia Decandria Famig.

Etim. Per

il

suo fiore a chiocciola, che

molta

l'avvi,

cina alla forma del fagiuolo, fu detto faseolo, che specilicossi dal

Linneo con

il

nomo

di

Giracalla per

il

fusto

pieghevole e rampicante.
Orig.
si

desso proveniente dalle Indie donde appellos-

eziandio fagiuolo delle Indie.


i

coltivato nelle nostre


fiori,

Flore per

suoi bizzarri ed odorosi

che sbucciano
sa-

abbondanti, tutte le volte che abbia


lire;
sti

un sostegno per

quindi acconcio per coprire pergole e berceaux. Onecarnosi


si

fiori

friggono da alcuni e ne tanno pasto.

rla
li

pianta perenne.
69.

CARCIOFO

Noni.

sic.

Cacocciula Noni, hot.

Ciglia-

Scolgmus

Clas.

XIX

Sytijenesia Pobjgamia Acqua-

Famig. delle

Ciiiarocefali.
gli

Etim. Entrambi questi nomi che


botanici sou prosi
e Scollino
c'al

furono

dati

dai

Greco; cio Cinera che vale. Cardo,

che significa lacerare, a causa delle spine di cui


la pianta,

armata

come opinano Dioscoride

Plinio.

Orig. Dalle coste della Barberia e del


si

Sud dell'Europa
le

propag tra noi. Quello che s'imbandisce su

il

nostre
te-

mense non

pericarpio,

ma

il

calice

immaturo, e

157

nero

tuttavia, che detto Girello.

Questo serve
,

di

cibo

come

del pari la base delle

squamine

che sono alquan11

to nutrienti;

ma

cagionano stitichezza.
fiori

succo massime
nella

quello estrai to dai

coagulante,
il

Tartaria
il

se ne fa uso per rappigliare

latte,

e manipolare

for-

maggio.
Tir. 3fed.

Le

radici sono diuretiche.


sic.

pianta perenne.

70.

CARDO Ncm.
Cinarocefali.

Cardimi

Nem

hot.

Carduvs Yul-

garis Clas.
delle

XIX Syngenesia Poligamia


di

Aequalis Famig.

Etim. Il calice chiuso

questo vegetabile ha
Cardo,

la for-

ma

di

un cuore, quindi
i

fu detto

dappoich con

fister parola
Orig.'l suo

Greci esprimono tale organo vitale.


d'ottanta

genere comprende pi

specie

che vegetano sparse per ogni parte del


Gli abitanti di
gli e

mondo
i

conosciuto.

Samolant ne mangiano
che

giovani germo-

le

radici
il

sono ugualmente nutritive. Pronospecie


il

sticano
di

rigore del verno dall'altezza di questa


il

Cardo su cui
17/\

Cureulione Antiodontalgico

fa

nido.

med. La

si

reputa dotata di virt sudorifera. Feb-

brifuga ed aperitiva.
71.
hot.

pianta biennale.
sic.

CARDO STELLATO Xom.

Aprocclnu Nom.

Calcitrapa rulgaris Clas.

XIX

Singenesia Poliga-

mia Frustranea Fam.

delle Cinarocefali.
la

Etim. La Calcitrapa deve

sua etimologia a una pa-

rola ibrida composta dal latino Calx calcagno e dalla vo-

ce greca che sigrifica volgere; ed ebbe tale


il

nome perch
assai

suo calice spinoso e simile ad una ruota dentata.


Orig.

indigena dell'Europa Australe, e nasce

di frequente nei luoghi incolti

lungo

le vie.

Asseriscono

parecchi, che questa sia la pianta prescritta agli

Ebrei

158
per condire
lasciano
l'

Agnello Pasquale;
tuttavia

gli

Arabi

infatti

non

tra-

d'adoperarla
i

per tale

uso.

Gli

Egizi

mangiano

teneri germogli, ed anche tra noi se ne ciinsalata.

bano alcuni preparandoli in


Viri

med.

Il

cardo stellato aperitivo, diuretico, e Febi

brifugo; la scorza della radice, ed


dati alln di prevenire
fritiche.
i

semi sono raccoman-

nuovi accessi delle coliche neu-

pianta annua.
sic.

72.

CARLINA Nomi
Clas. XIX.

Mesticogiia

Nom.

hot.

Carli-

na Acaulis
Famig.
Etim: Le
dappoich
ai

Sgngenesia Polygamia Aequalis

delle Cinarocefal.
si

diede

il

nome

di Carlina

da Carlo Magno,

tempi di questo Imperatore essa era ritela peste.

nuta quale specifico contro

Orig. Nasce spontanea nell'Europa e nell'Africa:

ma

nell'Asia e nell'America

non

se

ne conosce specie alcu-

na. Gli abitanti dell' Alvernia, dei Pirenei, e della Sviz-

zera mangiano
ciofoli; e vi

il

ricettacolo,

come

noi facciamo dei car-

sperimentano un gusto particolare per l'odotramanda. La specie di cui mi occupo


vegetale; poich

re resinoso che

un igrometro
le

ha

la

propriet di chiu-

dere

squamme

del calice all'umido ed aprirle al sole.


.

Tir.

Med. La radice viene riputata alessifarmaca

diaforetica; ed era

uno dei

tre ingredienti della teriaca.

pianta annua.
73.

CARLINA LANATA

Noni.

sic.

Affiuca patri

Nom.

hot. Carlina

caulescens Clas.

XIX Sgngenesia Polygamia


il

Aequalis Famig. delle Cinarocefal.


Etim.

differenza della Acuale ha questa


il

gambo,
fiore

per cui ebbe

nome

di caulescens cio
,

con

fusto.

Orig. Nasce nei nostri monti

dove produce un

. .

159
grande con raggio bianco. La credea
plice variet delle altre Carline;
la
il

Linneo una sem-

ma

botanici posteriori

stimano specie distinta.


Yir.

Med. La radice ha luogo fra

medicinali per

il

suo odore aromatico nauseoso e per

il

sapore pungente,

pianta annua.
74.

CAROTA Carota Clas. V


brellifere.

Noni. sk. Carotala Noni. bot. Cancelli*

Pentandria Digynia Famig. delle

Ome-

EU m.

Secondo Dioscorido
cos

la

greea voce

Caucalis

sprime bruciare, detta

per

la qualit riscaldante dei


il

suoi semi. Dalla Caria poi, dove indigena, prese

no-

me
tutti

di Carota,

come

scrive Plinio.
in

Orig.
i

La selvaggia nasce spontanea nei campi, ed


s'

luoghi erbosi dove


fiore scarlatto

adorna nel mese di giugno

di

un

che sta nel centro delle ombrelle,

coltivata

negli orti la Carota per

mangiarne

le

radici

delle quali ve

ne sono

gialle,

bianche, e rosse, tutte di

buon sapore e

nutritive. Contiene la pianta quantit no-

tabile di sostanza zuccherosa, che inspessita al fuoco se

n'estrae zucchero, e fermentandola produce alcool.


Vir.

Med.

semi sono
i

stati

usati

come

diuretici e

li-

tontrittici,

e messi tra

quattro semi caldi minori.

La

riputazione istessa ha la radice, la cui decozione riesce


utile agli idropici. Il

suo siroppo prescritto nella tosse


i

nelle infiammazioni della gola, e contro


ta

vermi.

pian-

annua.
75.
bot.

CARPINO Noni, sic. Carpami Noni. Betuhis Clas. XXI Monoecia Poliandria
Amentacee.
Etim.
Il

Carpinus
delle

Famig.

Carpino

uno

dei legni cedui dei nostri bo-

160
sebi,

quindi al latino Carpo cio

s vello

deve

il

medesi-

mo

la

sua etimologia.

Orig.

Bench non raro adesso

fra noi
Il

pure

ci

fu por-

tato dalle fredde regioni settentrionali.

suo durissimo
ruote da
c'attesta,

legno molto acconcio

alla

costruzione delle

molino e

di

altre

macchine economiche. Plinio


la

che

ai suoi

tempi

maggior parte degli arnesi rustica-

ni facevansi di Carpino. Nel Nord, dice l'Haller, si coltiva questo albero


schetti; e tra noi

unicamente per
forma
il

le siepi

per

bo-

pi bello ornamenta dei parutili

chi, dei giardini a dei

campi. Le foglie sono

per

pascolo, e la scorza viene adoperata per tingere in giallo.

76

CARRUB10

Noni.

sic.

Carrubba Noni, hot Cerato-

nia Siliqua Clas. XXIII Poligamia Dioecia Faniig. delle

Leguminose.
*

Etim. La forma cornicolare del suo frutto

gli

ottenne

il

nome

di Geratonia,

viene

volgarmente detto Carche

rubio da una parola composta d'Araba provenienza,

esprime succo denso.

Infatti

questi

popoli

gl'Indiani

ricavano un estratto melato dalle sue silique.


Orig.
s Il

verdeggiante Garrubio d'origine esotica vegeta

rigoglioso nella Sicilia che alcuni botanici lo classano

fra le piante indigene di questa isola. Cresce a notabile

grandezza e somministra un legno duro e pesante. Le


silique,

che produce, contengono una polpa gialla dlcialla

gna che serve di cibo

gente povera nell'Inverno;


cavalli. Il

s'a-

dopera eziandio per biada dei


specifico di sei

seme

del peso
dell'

grana ha dato origine a quello

oro

detto carato.
Tir.
tiva; e

Med. La polpa mangiata in certa dose purgaper


il

suo sapore dolce viene proposta

come

e-

spettorante.

161
77.

CASSIA Nom.

na Clas
minose.

Nom. hot. Cassia SenDecandria Monogynia Famig. delle Legusic.

Cassia

Etim. La Cassia
detta cos perch
i

che in greco esprime bruciare


delle sue specie
lo

fu

una

ha semi

caustici,

quali posti nel

bulbo dell'occhio

fanno lagrimare,

rimedio adoperato dagli Egizi nelle oftalmie. Le s'appose


inoltre la specifica nomenclatura di

Senna o Sena dal

numero
Orig.

senario delle foglie, riunite al

ram^ a

tre, ov-

vero a sei coppie.

Le

Cassie son tutte piante esotiche; cos V Alesla

sandrina, la Cinese,

Malabarica, e

la Marilandica.
,

Nella Sicilia la Cassia Senna vegeta bene

fiorisce
,

ed

anche

fruttifica

la

Cinese vive allo scoperto

ma
la
,

negli

inverni rigidi perisce.

Non

cos la

Marilandica

quale

non teme

il

freddo e

cresce a guisa di fruttice


i

che

piantata nei giardini per

molti suoi
antichi

fiori

gialli, delicati

ed odorosi. Con questi

gli

intessevano

corone
altres

delle quali Virgilio fa menzione; e n' estraevano

un odoroso unguento. Vir. med. Le foglie


78.

della

Senna sono adoperate come


ventre
t

purganti che spesso producono dolori nel basso

CASTAGNO Nom.
Clas.

sic.

Castagnu Nom.

hot.

Castadelle

nea Vesca
Amentacee.

XXI Monoecia Polyandria Famig.

Etim. Nella Magnesia provincia della Tessaglia eravi

una

citt appellata

Castana

e siccome quest'albero
le si

frut-

tifero
trio

da

fu trapiantato nell' Italia

diede tale pa-

nome.

Orig. Fin dall'epoche fiorenti della


il

Romana Repubblica
nostri campi
i

Castagno stende largamente su

suoi

ii

162
fronzuti rami.
altri lavori
Il

legno impiegato per botti

porte ed
Il

che devono essere esposti all'umido.

frutto

farinaceo e nutritivo, sta racchiuso dentro

una scorza ruali-

vida e pungente, che pure costituisce quasi l'unico

mento

dei montanari italiani. Esso contiene abbondante

sostanza zuccherosa da cui s'estrae e raffina uno zucchero bellissimo.


79.

CAVOLO Nom.

sic.

Cavulu Noni.

hot.

Brasslca odelle

leracea Glas.
Croci/ere.

XV

Tetradynamia Slliquosa Famig.

Etim. Varrone crede che fu detto Brassica a secando


brachila,

perch

le foglie,

le

quali sono

come

le

braccia

della pianta, tagliate dal caule e risecate in

minuto ser-

vono

di cibo.
i

Orig. Tutti

popoli dell'

Europa conoscono da tempo


lo

immemorabile questo ortaggio indigeno; non

sono per

tutte le sue specie; poich tre o quattro di esse trovansi

nell'Africa
cipali

ed una vegeta nella Gina. Le variet prinil


il

sono

Cavolo cappuccio ed
Verzotto di Savoja,
il

il

Broccolo

originari

dell'Italia,
1

Cavolo fiore di Cipro,


i

Cavolo rapa o Torso del Slam,

cui

grumuli ossia
il

broccoli di rapa apprestano grato cibo ai Napoletani,

Cavolo cTAnjeu, ed

altri assai

che per brevit tralascio.


s

Esso offre grandi mezzi che per


gli

di

nutrimento
i

per

gli

uomini

animali; in effetto
loro

Tedeschi ne preparano

una vivanda chiamata da


altro che
il

Sanrkraut
la

la

quale non

Cavolo reso acido con


I

fermentazione
i

cui aggiungono aromi, e carne.


italiani
li

cavoli ed

broccoli gli
altri

mangiano

bolliti,

fritti,

stufati e cotti in
difficili

modi; bench sieno ventosi, ed un p


Vlr.

a digerisi.
anti-

med.

Il

cavolo, specialmente

il

cappuccio

163
scorbutico
;

ed

il

Capitano Cook con


il

questo mezzo pre-

serv da tale morbo pernicioso

suo

equipaggio comtriennale
libero
il

posto di centonovanta persone durante la sua

navigazione attorno

il

Globo.

Il

decotto

tiene

ventre e

si

prescrive nella tosse, nella raucedine e nelle

costipazione.

Le

foglie

sono detergenti ed

semi buoni a

guarire
80.
Clas.

fanciulli dai vermi.


sic. Cicirii

Sono piante biennali.

GEGE Nom>
XVII

Nom.

hot. Cicer

Arietinum

Dictdelphia Decandria Fani, delle Leguminose.


gli anti-

Etm. Sorprender per fermo nel sapere che


chi popoli diedero
sto

un

tal

nome, che vale robur a quedella

legume destinato ad alimentare l'ordine infimo

societ.

Orig.

Or bene

prima che

le

mense romane

fossero

coverte di lingue di Pappagalli, e di cervella di Finocotteri,

quei sobrii repubblicani facevano consistere

loro

pasti in legumi, che coltivavano d'ordinario con le pro-

prie braccia.

Mentre che nei Gomizii


badava solerte

s'

legeva a Con-

sole Cincinnato, egli

alla coltura del

suo

piccolo campo; e gli ambasciatori di Pirro trovarono Fa*


brizio tutto intento a far bollire la sua pentola di legu-

mi. Molte delle loro famiglie presero


li

il

cognome da quel,

che eran loro pi graditi


i

cos

Fabii dalle fave


i

Lentuli dalle lenti,


ceroni.
Il

Pisoni dai piselli e dai ceci

Ci-

cece aretico, creduto indigeno delle

campagne
quale
si

d'Arezzo, fu sempre coltivato in Italia ed altrove


pianta utile e necessaria dappoich
il

suo prodotto

fre-

sco che secco serve di cibo preparato in varie marnerei


I ceci

neri abbrustoliti

e macinati possono
caff.
i

servire da

bevanda qual succedaneo del


Vi'r.

med. Discoride credette

ceci diuretici e litontrit-

164
tici,

e la loro farina

una

delle risolventi.

pianta annua.
boi.

CETR1UOLO Noni. sic. Citrolu Noni. sativus Clas. XXI Monoecia Monodelphia
81.

Cucums

Famig. delle

Cocurbitacee.

Etim. Dalla forma curva del frutto


di di

le fu

dato
il

il

nome

Gucumero
Vairone,
Orig,

quasi curvimerus

secondo

sentimento

infatti Virgilio lo

chiama tortum cucumerem.


,

Grecia,

Ve ne sono due variet l'una originaria della comunemente conosciuta con il nome di cedriuolo
sua polpa,
l'altra indi-

per

la consistenza cetrigna della


dell' Egitto,

gena

che dicesi Cocomero. Sono coltivate enil

trambi queste piante per

frutto

il

quale bench sia


di-

insipido pure mangiasi acerbo nell' insalata, o cotto

versamente; alquanto
Vir.

difficile

a digerirsi.

med.

semi vengono riputati rinfrescanti, perci


i

nell'antica farmaceutica erano classati fra

cinque semi

freddi maggiori

prescritti

per

1'

emulsioni da darsi agli

ammalati.
82.

pianta CELIDONIA

annua.
Nora.
sic.

Celidonia Noni. bot. Cheli-

donium maius
Etim.
Il

Clas. XIII

Polyandria Monogynia Famig.

delle Papaveracee.

nome

di

questa pianta vuol dire Rondine,


,

la

quale fu cos appellata perch avea scritto Plinio


il

che
li-

detto volatile guarisse gli occhi ammalati dei suoi

gli

con

il

succo della celidonia.


indigena dell'

Orig.
i

La medesima
,

Europa, cresce su
assai te-

vecchi muri

e lunghesso le siepi. Perch


facile

nera e molle riesce

a spezzarsi spandendo allora

un succo
Vir.

giallo

abbondante.

med. Que.sto succo acrimonioso adoperato per


le

distruggere

varruche e giova nelle volatiche; un tem-

165
p se ne distillava un'acqua
occhi.
utile

per

le malattie

degli

Le

foglie agiscono

come

vescicatorie: la pianta vie-

ne ripetuta di virt diuretica ed


83.

CEXTAUREA

Noi*,

sic.

perenne. Biunnuliddu Nom. hot.


aperitiva.

Centara Centaurium Clas.

XIX Sgngenesia Pohjgamia


ritennero che
il

Frustaiia Famig. delle Cinarocefali.

Etim. Teofrasto ed
essa ebbe tale

altri antichi botanici

nome
con

dal Centauro

durone,

quale guari

una sua
Orig.

ferita
Il

il

succo di questa pianta.


delle Gentauree
s'

paese natio

estende per

una zona che abbraccia V Europa del Sud,


le coste
i

il

Levante, e

dell'Africa bagnate dal Mediterraneo. Nasce su


Il

monti e nei boschi alpigui.

fiore difeso

da squam-

me
ti

bislunghe, ed ha foglie pennate, e foglioline scorren-

a sega
Viri

med. Essa

si

reputa vulnerarea, antidissenterica'


g'

deostruente, massime per

infarcimenti del mesenterio.

pianta perenne.
S.

CEREO DEL PER' Nom,


hot.

sic.

Gerito peruviani!

Xom.

Cactus pera ria mts Clas. XII Icosandria Modelle Opunziacee.

nogijnia Famig.

Etim. Le diverse specie del Cacti nel maggior numero


sono armate, di difese pungenti
:

esse son dette Cacti dal

^reco catto, bruciare perch pungendo abbruciano.


Orig. Tutti
i

Cacti sono
il

oriundi

dall'

America meriforma del


,

dionale e prendono
Caule: cosi
il

nome

specifico

dalla

cili/idrico

che ergesi a colonna


rilevati,

il

Tetra-

gora dai quattro angoli


Questo Cerco
si
il

Y Eptagono n'ha sette.

carica di

fiori

imbutiformi
,

quali

schiudono dopo

tramonto del sole

e sono bianchi al

di dentro, verdi e rossi-bruni al

di fuori. Il

Peruviano

166
s'adorna in Primavera di
chio.
fiori rossi

a guisa di pennac-

Havvi

il

Cactus Grandiflorus, che in Est produce lunghi un palmo

su

la sera dei fiori


,

con

le

squamine

al di fuori gialle

bianche interiormente. Questi traodore, simile al


si

mandano un gratissimo
Vaniglia,

Sandalo ed

alla

ma

la

mattina

chiudono e danno termine

alla loro effimera durata.

Tutte le specie dei Cacti sono

perenni.
85.

CERFOGLIO Xom.

sic.

Cirifogghiu \om. bot.chac-

roplujllum Cerefolium Gas.

Pentandria Diggnia Fa-

mig. delie Ombrellifere.

Etim. La parola Chaerophyllum


Allegra-foglia
.

in

Greco

significa
la

e la pianta

ebbe

tale

nome per

bel-

lezza del suo fogliame.


Orig. Essa vegeta spontanea

su

le

montangne

della

Svizzera e nella Palestina;

si coltiva

nei nostri orti


.

ed

ha un odore ed un sapore aromatico


salata con altre erbe, e serve di

mescasi nell'incibi

condimento a varii
sono
le

per facilitarne
Cerfoglio,

la
il

digestione. Molte

specie

del
i

come
ecc.

Muse/dato,

il

Silvestre, Y Aromatico

Palustre
Yir.

Med. La pianta ha virt incisiva, diuretica,

ri-

solvente; se

ne prescrive

il

succo nelle vertigini


della
.

nelle
Slesia

ostruzioni e nelle febbri lente. Gli abitanti

mangiano

le

radici del Cerfoglio Muschiato

ma

quelle

del Silvestre contengono principii venefici.

Le specie del
Grinta

Cerfoglio alcune sono


S6.

annue
sic.

altre perenni.
hot.

CERINTA

JSom.

Sudameli Xom.

Major Gas
raginee.

Pentandria Monoggnia Famig. delle Bor-

Etim. Le api volano verso questa pianta

e si

crede

167
elio

somministri loro

la sostanza
la

per far la cera; e cera

precisamente esprime
Orig.

voce greca Cernito.

Bench

la detta pianta vegeti rachitica nella Si-

beria
foglie

la patria di

essa l'Europa meridionale.


il

Ha

le

bianche ricurve, ed

fiore giallo, e tinto di rosso

pieno di materia melata.


Vir.

Ned.

Il

succo, che contiene nitro puro, lo rende

rinfrescante bechico ed espettorante


87.
Clas.

pianta perenne.

CERRO Nom.
,

sic.

Cerni Noia.

hot.

Quercia Cerris

XXI Monoecia Polyandria Famig.


a quest' albero forestale avente
#

delle

Amentacce
,

Etim. Cerro

che esprime ciocca di capelli


il

diede

il

nome

calice del frutto

come adorno da
menti quercia
Orig.
Il

capelli, l'intiera

pianta

appellasi

altri-

crinita.

Cerro detto ancora

quercia

di

Borgogna

dappoich sembra indigena dei suoi monti. Scrive Plinio che della sua ghianda pascendo
i

neri,
i

ne rende

la

carne

ben

solida e compatta.

Greci ed
tazze;

Romani

di legno di

Cerro formavano
la cenere,

le loro

ma
di

adesso se n'adopera
miglior qualit, alle
esso

che ne somministra

fabbriche di Potassa.

La fiamma prodotta da
assai,

nella

combustione deosa

che cagiona dolori di


la

capo

per l'acido carbonico che svolge; ed questa per cui non adoperato
studiata avvertenza ed
i

ragione

il

carbone

nei
di

camini.

Bene
asfitici

non

rari casi

morti

per

il

potere delaterio del detto gas rende necessario di

reclamare contro questo abuso. L'Imperatore Gioviniano


per aver dormito in una tenda dove era acceso del car-

bone fu trovato cadavere l'indimani.

FIORALISO Nom. sic. Cianu Nom. hot. Canus Segelum Clas. XIX Syngenesia Polygamia fru88.

CIANO

stanea Famig. delle Cinaroeefali.

168
Etim.
il

Il

Giano,

come

scrive Plinio, fu detto cosi

per

colore ceruleo del suo fiore, che in Greco esprimesi

con tale voce.


Orig.

pianta indigena la quale nei mesi estivi

fioil

risce su terreni messi a coltura fra le biade.

Ricorda
i

Linneo nella Flora


tabacco;

svetica, l'uso di
all'
,

mescolarne

fiori

nel

ma

del succo unito

allume se n'ottiene un
scrivere
e

bel colore

azzurro per miniare

tingere

lo

zucchero.
Vir.

Med.
,

Il

fioraliso

ebbe credito appo


i

gli antichi, di

esilarante

indicato rimedio per

mali

degli

occhi.

pianta annua.
89.

CICERCHIA Nom.
Clas.

sic.

Cicerchia

Nom.

hot.

Lathy-

ras sativus
delle

XVIII Diadelphia Decantino, Famig.


questo gedi Latiro

Leguminose.
di

Etim. Le propriet riscaldanti del frutto

nere fecero apporre

alla

madre pianta
la,

il

nome

composto dalle voci greche


volgare nomenclatura di

valde, fero cale/acio.

La
dal

essa trae

sua etimologia

latino cicercula piccola cece.

Orig.

La

cicerchia,

bench indigena

dell'Egitto,

col-

tivata con successo nell'Italia meridionale; nella Francia

e particolarmente in Narbona. Prospera la

medesima su

terreni magri ed mangiata in minestra ed in insalata

ma

l'abuso produce

tristi

conseguenze causando debolezza


la

e stroppio nelle

gambe;
il

quale malattia era conosciuta


di

da Ippocrate sotto

nome

crucimi impotentia.
,

Due
cio

altre specie di Cicerchie si coltivano nei giardini

Vodorata detta Pisello odoroso per


la

la

sua bellezza e per


il

fraganza che emana; ed


di

il

Latifoglio

quale nei pri-

mi

Giugno s'adorna

di

vaghi
il

fiori rossi.

La Cicerchia

sativa e l'odorata sono annue,

Latifoglio perenne.

169
90.

CICORIA

Noni.

sic.

Cicoria Noni. hot. Cichorium

Intybus Clas

XIX Sygenesia Palygamia


facile raccogliere

Acqualis Faniig.

delle Cicoriacee.

Etim. Riesce

la Cicoria

da per tutto
dare que-

per
sto

la

sua abbondanza e tale circostanza

le f

nome, che in Greco

significa rinvenire.

Orig. Nell'Europa

donde essa indigena nasce spone


la

tanea nello stato selvaggio

coltivazione
il

v'ha pro-

dotto notabili miglioramenti con

renderla pi

sugosa

meno amara.

un

altra specie

che abbraccia due

variet, cio la Scariola detta cos dalla


glie tagliate a scaglione, e
1'

forma
la

delle fo-

Endivia cui
il

greca voce
diviene

Endo
sta

ossia

piantata

diede

nome;

la

quale

bianca privandola della luce. La Cicoria ortense appre-

un alimento

sanissino, ed di grande uso nelle no-

stre

mense. Havvi non per tanto una pianta venefica

similissima alla Cicoria appellata in botanico Greps Lacera,

volgarmente Lattucaccio selvaggio, che mangiata

per equivoco ha dato morte a varie persone. Delle istesse cicorie selvaggie bisogna astenersi da quelle,
le

cui

radici Tignose s'abbarbicano tra

sassi su le

prode dei

monti

calcari; e

per precauzione pria di farsene cibo


di

sarebbe bene gustare un pezzetto

radice, per distin-

guerne

le virolenti

propriet dal bruciore eccitato nella

lingua e su le labbra.
Vir.

Ned. La Cicoria specialmente

la selvaggia stoil

matica, aperitiva ed adattata a purificare

sangue.

Se

ne beve

il

succo nelle ostruzioni, massime in quelle del


il

fegato, nelle febbri ostinate, e nell'ipocondria:


to siroppo di Niccole

cos det-

composto

di Cicoria unita al rab-

barbaro. Alcuni

hanno preteso

sostituire la radice di es-

170
sa al caff,

ma
si

se vi si sperimenta
il

l'amarume non mi-

ca per vi
91.

sente

gusto
sic.

pianta biennale.
bot.

CICUTA

Noni.

kddurmisci scocchi Noni.

Conum Maculatimi
delle Ombrellifere.

Clas.

Pentandria Bigynia Famig.

Etim. Gli antichi botanici distinsero con questo

no-

me

la Cicuta,

per

la vertigine violenta
il

cagionata in cogreco,
il

loro che

ne bevono

succo dal verbo

quale

esprime in

latino vertere.

Orig. Essa cresce in copia nei luoghi secchi ed incolti

dell'

Europa; ed un tempo

il

nome

di

Cicuta
Ci

davasi

generalmente a tutte
te

le piante velenose.
il

non ostan-

opinione

ammessa che

Conio Maculato adoperaai rei

vasi in

Atene per l'ultimo Simplicio

dannati dal-

l'Areopago; e la morte di Socrate e di Focione rendette questo virolento vegetabile


storia.

per sempre celebre


di Stork,

nell'i-

La

Cicuta,

dopo l'esperienze

ha acqui-

stato

nuova

celebrit

quantunque

di

genere diverso.
a

Tir.

Med. Essa ridotta in estratto ed amministrata

piccole dosi vien prescritta nei cancri, nei tumori scirrosi, nei

tumori freddi, nella

gotta, nei

reumatismi, nelle
sifilide.

catarratte nascenti, nelle scrofole


sto

nella

Quecon

rimedio

attivo

deve essere adoperato intanto


il

molta prudenza; ed in caso d'avvelenamento,

succo di

limone e
perenne.
92.

gli

altri

acidi

ne calmano

gli effetti.

hot,

pianta

CICUTARIA

Noni.

sic.

Cicutaria

Nom.

Cime-

rofillum Silvestre Clas.


delle Ombrellifere.

Pentandria Digynia Famig.

Etim. Bene

si

appose un tale

nome

a questa pianta;

dappoich assomigliasi nel fogliame


eziandio le propriet venefiche.

alla Cicuta,

e n' ha

171
Orig.

La sua indigena provenienza

la

rende assai fre-

quente nei terreni freschi e grassi. Fiorisce nella primavera, e le umbrelle tingono in giallo, siccome
il

fusto

con

le foglie in

verde.

La

radice mangiata ha prodotti

allarmanti e micidiali
93.

effetti.

pianta perenne.
hot.

CILIEGIO Noni.

sic.

Clrasa Noni.

Prnus

ce-

rasus Clas. XII Icosandria Monogynia Famig delle Rosacee.

Etim. Questo bello albero fruttifero prese


Cerasunta
nell'agro
citt della Persia;

il

nome da

e di l Lucullo lo trapiant

romano.

Orig. Vegeta in presente nell'

Europa e moltissime

so-

no

le

sue variet.

Ha

fiori

a mazzetto che producono dei

frutti del colore del rubino, di

sapore subacido-dolce adatIl

tato alla stagione in cui


cio riesce acconcio

maturano.

legno, che rossic-

per certe costruzioni.

Tir.

Mtd.

Il frutto

mangiato in dose avanzata purvariet, confettate

gante.

Le Amarene che ne sono una

ritengonsi stomatiche; dalla corteccia ne

geme una gom-

ma, che astringente.


94.

CINOGLOSSO Nom.
delle Borraginee.

sic.

Lingua

di cani Noni. hot.

Oinogassum Famig.

officinale Clas.

Pentandria Monogynia

Etim. Esso ha foglie ovali oblungate ed acute


alla lingua dei cani,

simili

per cui

gli fu dato,

secondo Diosco-

ride questo

nome che

tanto significa in greco.


sotto
tutti
i

Orig.

Il

Ginoglosso allargasi sfogato

cli-

mi

dell'

Europa, ed emana un fetido odore come di

to-

po. Mangiato innavvertitamente produce vomito, stupore,

sonno per quaranta ore ed eziandio


Tir.

la

morte.
la

Med.

Il

suo succo addensato in estratto forma

172

base

delle pillole di Cinoglosse*

riputate

anodine;

delle

quali se ne fa uso nella tosse polmonale, nella diarrea,

e nella gonorrea.
95.
hot.

pianta perenne. CINQUEFOGLIO Nom. sic. Cincuditedda


della Rosacee.

Noni,

Polentina Beptans Clas. XII Isocandra Polygynia

Famig
avidit

Etim. La vivace e serpeggiante Potentilla succhia con

Tumore
la

del terreno,

su cui stende

numerosi
propriet

suoi
i

steli;

e per esprimere precisamente

tale

Greci

chiamarono con questo nome da potes cio


d'uopo ricercare
Ginquefoglio nei luoghi ri-

potace.

Orig.

il

parati dei nostri boschi e per le fosse. Fiorisce nei pri-

mi
gli

giorni della bella Stagione

e le sue foglie

qui nate
si
i

hanno meritato simii nome. Nei temporali questi

riuniscono in forma d'ombrello,


fiori.

come per proteggere

Tir.

Med. La radice ha virt astringente e balsamica,

proposta nelle ulcere della bocca, usata eziandio per le


febbri intermittenti.
96.
boi.

CIPERO

pianta perenne. DOLCICHINO Nom. sic.


Ili

Cabbasisa Noni,

Cyperus esclulentus Clas.

Triandria Monogynia

Famig. della Ciperoidee.


Etim.
Il

suo

nome esprime
i

finire ugualmente, imper-

ciocch immette
li

culmi triangolari non conici,

ma

ugua-

in tutta la loro lunghezza.


Orig.

pianta africana coltivata in Sicilia con succesI piccoli

so,

massime nei terreni umidi.

tuberi di essa,

contenenti una sostanza dolce,


dai quali se n' estrae

son

buoni a mangiarsi,
di

un

olio

migliore

quello

delle

mandorle

dolci,

ed

il

latte ottenuto adattatissimo

per

173
emulsioni.
Il

Cipero rotondo, proveniente dalle

Indie e

dall'Egitto, n'

un

altra specie
il

che serve per l'istesso

uso; siccome parimente

Cipero lungo ovvero la Cunzia

odorata.
Tir.
le

Med.

Ciperi,

massime

la

Cunzia, ritengonsi qua-

medicina aromatica, stomatica ed emmenagoga, usata


affin di cor-

da chi ha ulceri nella bocca, o denti guasti


roborare
le

gengive e correggere

il

cattivo odore.

Sono
Cu-

piante perenni.
97.

CIPRESSO Nom.
delle Conifere.

sic.

Nuci persicu Nom.

hot.

pressus Pyramldalis Clas.

XXI Monoecia Monadelphia

Famig.

Etim. Dalla greca voce composta, che esprime parto


gemello fu quest' albero appellato Ciparisso o Cipresso,

dappoich esso produce, in pari tempo


Orig.
Il

rami ed

frutti.

suo natio suolo

la

Grecia e V
il

Italia,

e due

sono

le specie principali,

cio

maschio, e la

Femmi-

na. Teofrasto
i

chiam

il

Cipresso l'albero della vita,

ma

Romani

lo

riguardarono quale pianta lugubre simbolo

dei lutto e triste


le case
so; e

compagno

delle funere
si

pompe. Innanzi

dove giaceva un cadavero vi


la

poneva

il

Cipres-

con

mesta e nociva ombra proteggeva

l'ara e la

pira mortuaria. Festo lo crede sacro a

Plutone ed agli

Dei Mani perch una volta reciso non ripullula mai pi.
Il

suo legno odoroso fu sempre impiegato in opere destila

nate a lunga durazione, e s'asserisce che


tua
di

famosa
di

sta-

Giove Capitolino

fosse formata

di legno

Ci-

presso.
Vir.
tili

Med. Le Coccole di esso, ancor giovani, sono ule dissenterie,

per

l'ernie,

le

morroidi a motivo

delle qualit balsamiche che possiedono.

174
98.

G1RGEA Nom:

sic,

caea Lutetiana Clas.


delle Solarne.

II

Maghi Nom. boi. CirDiandrici Monogynia Famig.


Erva
di

Etim.

I fautori

degl'incantesimi

ed

necromanti

le
il

attribuiscono

un potere

prestigioso; essa perci porta

nome
ficossi

della pi celebre

maga

della mitologia.

Orig. Si vuole originaria della Francia per cui speci-

con

la

nomenclatura di Lutetiana.

di mestiere

cercarla nei luoghi deserti dove cresce


polcri nei cimiteri.

ali.

ombra

dei se-

Ha

il

fiori di

colore rosaceo,

che per

l'ermo poco armonizza con tale malinconia localit.


Tir.

Med. Applicata quest'erba all'esterno agisce come


il

risolvente; ed

suo impiastro lodato per le morroidi

da Ghomel.
99.

perenne.
sic.

CITISO Nom.

Alastra

Nom.

boi. Cytisus

Can-

dicans Clas. XVII Diadelphia Decandria Famig. delle

Leguminose.
Etim, Plinio dice, che questo frutice fu
ta la

prima

vol-

rinvenuto in Gitno, piccola Isola dell'arcipelago greco

illustre patria del pittore


il

Timante, della quale ha preso

proprio nome.
Orig.

Da

pass nelle altre Gicladi e nel Continente

vicino; in presente vegeta tra noi, e mantiensi

sempre

verde, non oltrepassando l'altezza d'un metro. Aristomaco l'ha

commendato

assai,

come

eccellente pascolo del gregdi latte. Sta

ge

minuto cui suol dare gran copia

bene
fiori

in cespuglio, ed a chiudere siepi


gialli e di bacelli pelosi.

adorno dei suoi

La

vita vegetale della medesi-

ma non
100.

oltrepassa

quattro o cinque anni.


sic.

CLEMATIDE Nom
Viticella^ Clas.

Yiticedda

Nom.

bot. Cle-

matis
delle

XIII Polyandria Poligymia Famig.

Eanunculacee.

175
Etim. La
facile frangibilit dei suoi tralci, la f chia-

mare Clematide
Orig.

dal greco ciao frango.


di essa

La regione propria
la

l'Europa del Nord

massime

Germania,

la

Svizer e la Francia. Neil' E-

st si veste di fiori pavonazzi; ed

avvegnach
le

pianta

rampicante fa bella mostra impiegata a vestire


siepi dei parterri. L'

basse

congenere

la

Clamatide Vitalba

che svescica

la

cute e produce delle piaghe superficiali.

Con essa
li

il

Glopin Trouillefou creava delle ulcere orribi-

allo

sguardo per muovere a compassione e scroccare

delle elemosine; perci

chiamata volgarmente

Erba

dei

poveri. Tutte le specie delle Clematidi sono perenni.

101.

COCOMERO ASININO

Noni.

sic.

Cucummareddu

Noni. hot.

Momordica Elatriim
Cocomero asinino ha

Clas.

XXI Monoecia
vibrare

Monadelphia Famig.
Etim.
Il

delle Cucurbitacee.
la propriet di
i

con forza dalle pareti elatiche del frutto

lubrici
Il

semi
d'E-

in esse contenuti, distaccandosi dal gambo.

nome

laterium

si

deve attribuire a questo singolare

effetto; sic-

come

quello di

Momordica

al

sapore

acre

mordente

del frutto.
Orig.
i

pianta indigena che incontrasi facilmente fra

calcinacci e nei terreni incolti.


V'ir.

Med. Se ne preparava un tempo dell'estratto ama-

rissimo creduto utile nelle ostruzioni viscerali,

ma

adesso

non
cuni

pi in uso.

perenne.
sic.

102.

COLCHICO

Noni,

Castagnola Noni.

hot. Colchi-

Autumnale

Clas.

VI Hexandria Trigynia Famig.


questo vegetabile

delle Colchicee.

Etim, L' appellazione generica

di

presa dalla Mengrelia, detta in antico Colchide suo paese


natio.

176
Orig. Adesso fiorisce nei nostri prati in

Autunno sen-

za foglie, le

quali nella

Primavera compariscono fuori


nell'est.

con

il

frutto,

che matura

Vi chi crede
che produce

il

bulbo buono a mangiarsi,

ma

gli

effetti

lo

danno a vedere velenoso; l'emetico ed


scono di contro veleno.
Vir.

il

latte caldo rie-

Med. Facendo macerare

la

raschiatura

del Col-

chico nell'aceto e nel miele s'ottiene l'ossimele-Golchico


di Storck, che riesce diuretico, o vomitivo a secondo la

dose, rimedio prezioso nell'idropisia e nell'asma


pillole

le

sue

hanno virt

attiva assai per le ostruzioni.

pian-

ta

perenne.
103.

Noni,

GOLOGASIA Noni, sic. Pampino, di Paraddisu hot. Arum Colocasia Clas XXI Monoecia PolianFu
cos detta la Colocasia dalla greca frase

dria Famig. delle Aroidee.

Etim.

che

vale riempire HI ventre, perch cibavansi gli Egizii della

sua radice, detta altrimenti Fava egiziana.


Orig. Sotto
nell' isola
il

caldo clima dell' Egitto

nella
,

Siria

di

Candia vi germina spontanea

donde

s'

sparsa dappoi in altre regioni meridionali. Si moltiplica

per

le barbatelle

della

radice

la

quale contiene gran

quantit di sostanza, farinosa che perde l'agrezza, merc


la cottura; anzi nelle Indie si

mangia cruda, e pi spesso


cenere. Scrive
il

in allesso ovvero abbrustolita sotto la


Miller, che

un

piccolo

campo

di Colocasia basta a nutrire

una numerosa

famiglia. Essa si fa vegetare da noi den-

tro vasche zambillanti su le cui larghe foglie


gli

scorrono

spruzzi a guisa di globettini di

Mercurio.

pianta

perenne.
104.

COMINO Nom.

sic.

Cimimi Noni.

hot.

Ligusti-

177

cum Cominum
Ombrellifere,

Clas.

Pentandria Digynia Famlg. delle

Etimi

II

Cornino dagli antichi era numerato fra


le

quat-

tro semi caldi maggiori per

sue riscaldanti propriet;

quindi dal greco

Calma che

tanto esprime, riconosce la

propria etimologia.
Orig. Esso prospera molto bene nella Sicilia quantun-

que

sia indigeno dell'Egitto e dell'Etiopia. Gli


i

Olandesi

fanno entrare
gi,

semi di questa pianta nei loro formagi

ed

Tedeschi nel pane. Sono

detti

semi

di

un

sa-

pore aromatico, acre ed un p amaro: hanno un odore


penetrante
Vir.
assai.

Med. Vengono

essi

adoperati in medicina
pianta annua.

come

stomatici, e carminativi.

105.

va

CONFERVA Nom. sic. Lippu Nom. hot. Conferrivularis Clas. XXIV Cryptogamia Famig. delle

Alghe.

Etim. Plinio attribuivi virt speciale osteocopa a questa acquatica pianta, quindi fu detta

Conferva a confer-

ruminando perch sana


le

le confratture delle ossa.

Orig. Stendesi la medesima,

come

velo gallegiante su

acque dei nostri fiumi e

ruscelli; e
il

quantunque

il

co-

lore ordinario delle Conferve sia

verde-mare, pure ve
tal

ne sono alcune pi o meno

gialle tendenti al verde;

la Conferva Lutescens. Oltre questa havvene altre specie;

come

la

Quinina,

la

Setiforme, la Porticale, la Stella

lina, la Cruciata, la Pettinata,

Genuflessa, la Ser-

pentina,

l'

Inflata, e

1'

Annulina; descritta dal Roth, che


specie
di
tale

una
106.

delle

singolari

genere.

pianta

annua.

CONIZA Nom.

sic.

Erva

di maisi

Nom.

hot.
il

Co-

178

nyza Sauarrosa

Clas.

XIX

Syngenesia Poliff amia Sh-

perflva Famig. delle Corimbi/ere.


Sfinii Gli antichi empirici

usavano
ci
le

di

questa pianta
la

per guarire

la scabbia;

e da

provenne

greca

sua nomenclatura che esprime rogna.


Orig. Essa indigena d' Europa,
e cresce

ama

terreni
le siepi.

aridi

neh" estremit dei boschi, lungo


si

Tir.
tiva,

Med. La Goniza
e si

sperimenta aromatica, carminaclorosi.


j

emmenagoga
tenere

d nella
i

Possiede altres

la virt di

lontani

pulci

le

zanzare con

il

forte suo odore

107.

pianta biennale. CONSOLIDA MAGGIORE Nom.


boi.

sic.

Aricchia

fRaww Nom.

Symphitum officinale Clas. iandria Monogynia Famg. delle Borraginee.


Etim. Le due voci greche
di

V
la

Pol-

cui

composta

paro-

la

Symphitum,
il

significano unire, consolidare, d'onde n'

derivato

nome

volgare di Consolida, avvegnach cre-

duta vulneraria.
Orig. Vegeta nei prati umidi dell'Europa, e dalla sua

radice glutinosa viene estratta

la

materia colorante della

gomma-lacca,
Yir.

Med.

Il

decotto della Consolida adoperato con-

tro gli sputi di

sangue e

la

dissenteria.

Le

foglie peste,

ovvero

il

succo impiegansi esternamente nelle

fratture,

nell'ernie, per sanare le piaghe, e


1

fermare l'emorrogic.

fiori

calmano

la tosse.

pianta perenne.

108-

rallina

CORALLINA Nom sic. qfficinalis Clas. XXIV

Curaddina Nom,

hot.

Co-

Cryptogamia Famg.

delle

Alghe.

Ftim. Questo vegetabile marino ebbe


somiglianza che ba con
torno.
il

tale

nome

dalla
at-

corallo cui nasce

sempre

179
Org. Producesi negli scogli del Mediterraneo,

ed in
perci

preferenza nei fondi algosi della Corsica,

detta

nei linguaggio farmaceutico Corallina di Corsica. Cresce


la

medesima
Vir.

piccola e folta al pari del Musco.


la

Med. La Corallina per

sua ben constatata virt


sotto
il

antelmintica

conosciuta generalmente
i

nome
Ar*

antonomastico di semenza per


109.

vermi.

pianta perenne.
hot.

CORBEZZOLO

Noni.

s'w.

Mbracula Nom.

butus [Jnedo Clas.


le

Becandria Monogenia Famig. del-

Ericinee.

Etim. Le specie diverse del Corbezzolo tutte sono piccoli arbusti,

quindi fu dato loro

il

nome

d'Arbuto.

frutti prodotti dal

medesimo,

simili alle fragole,

sono a-

spri e di difficile digestione, e

d'uopo perci mangiarne


appunto
(Jnedo.
la patria

pochissimi, e quasi uno; dalla parola

unum

e-

dere ne for molarono


Orig.
Il

Latini

il

nome

bel cielo dell'

Europa meridionale
e

di questo arbusto

grazioso;

bench

gli

antichi
in

poco
parec-

usassero del suo frutto, pure Vendesi


chi mercati d'Italia di Spagna.
Il

adesso

legno era adoperato


,

per fare graticce, vagli

e feretri mortuari

come
Le

leg-

giamo

in Virgilio; ed a

motivo del colore rossiccio di


i

esso riesce assai acconcio per


glie nell'Italia e nella
le pelli.

lavori di tornio.
la

fo-

Spagna servono per


di

concia del-

Dal frutto ottiensi una specie

acquavite;, ed fan-

eziandio dello zucchero.

Deve

ritenersi

come mera

donia

la

pretesa di potersi da esso spremere del mosto;

malgrado che un impostore die a saggiare un ottimo


vino,
il

quale asseriva averlo estratto


nella

dalle

corbezzole;

ma

partito costui fu trovata

botte

gran quantit

d'uva ammostata.

180
Vir.

Med. La

foglia e la

scorza

del

corbezzolo

sono

astringenti; le bacche per dell'altra specie detta

Uva d or-

so riescono

un rimedio

prezioso contro

il

calcolo.

110.

CORIANDRO

Noni, sw. Cugghiannaru Noni. hot.


Cas.

Coriandrum Sativum
delle Ombrellifere.

V Pentandria

Digynia Famig.

Etm. L'etimologia di questa pianta prende

il

suo

si-

gnificato dal greco Koris.cimex, dappoich essa,

quando

fresca, ha

il

fetido odore del cennalo schifoso insetto.


dell'Italia,
;

Orig

II

coriandro indigeno
al

cui fiori so-

no bianchi tendenti

porporino

ed

il

seme

disseccato

cambiasi in isquisito profumo prendendo un odore aromatico. Si mesce nel formaggio e nella birra: ed
fettieri lo
fetti
i

con-

coprono
lavori

di

zucchero e ne fanno piccoli conI

ed

altri

da credenza.

cuochi

l'adoperano

polverizzato per condimento di molti cibi, e

ne compon-

gono

degl'intingoli.

Vir.

Med. Ha credito
dissipa
i

il

medesimo
conforta
lo

di carminativo, e

stomatico,

flati,

stomaco e rende

buono

pianta annua. HI. CORNIOLO Noni. sic. Prugnulu


il

fiato.

Noni. hot. Cordel-

nus Mascula
le

Clas.

IV Tetrandia Monogynia Famig.

Capri/ogliacee.

Etim. Plinio
tura dal latino
legno.
Orig.

fa

derivare questa etimologica nomencladetto cos per la durezza

comu

del suo

pianta italica che vive dei secoli,

ma

cresce as-

sai tarda,

giungendo appena

all'altezza di dieci metri; fiorii

sce in

Primavera e matura
Greci l'avevano

frutti,

che sono rossi, nel-

in verno. I

consagrato

ad Apollo, ed

Romani facevano

frecce e lance del suo legno,

ad imi-

181
Iasione del loro fondatore Romolo. Questi, dopo segnato
il

perimetro della
il

citt nascente, lanci sul


il

monte PalaSe ne conocolore

tino

giavellotto di Corniolo,

quale prese radice, crebfece albero.


il

be, produsse

rami e

fiori

si

sce un' altra specie, detta Sanguine per

rosso

che acquistano
re perch con
militare.
Vir.

rami

dalla parte esposta al sole;


la

oppu-

le

sue verghe praticavasi

bacchetta

Med. Le bacche del Corniolo sono ammessi nella

farmaceutica perch possiedono virt refrigerante.


112.

CORONOPO
Coronopus

Noni.
Clas.

sic.

Erva stidda Noni.

hot.

Piantalo

IV Tetrandria Monogenia

Faniig. delle Piantaginee.

Etim. Dioscoride ne
glianza che hanno
nacchia.
Orig. Scrive inoltre
le

fa

derivare

il

nome
il

dalla

somi-

sue foglie con

piede

della cor-

il

citato autore,

che
le

le

foglie,

ai

suoi tempi, servivano di cibo,

cotte con

altre

erbe.

Ama
est.

questa pianta

terreni sterili e renosi, fiorisce in

Tir.

Med. Al pari delle altre Piantagini; ha delle pro-

priet astringenti.

pianta annua.
sic.

113,

CORREGIOLA Nom.
Clas.

Centunodia Noni,

hot

Polygonum Aviculare
Feniig. delle Poligonee.

Vili

Octandria Tngynia

Etim.
tri,

suoi steli erbacei lunghi da 50 a 70 centimesi

spesso

ripiegano ad angoli nei molteplici loro nofu apposto


il

di,

per cui

le

nome

di

Poligono, e di Ceu-

tonodio.
Orig.

La Corrigiuola
i

una

delle piante molteplici che

formano

primi

strati di terra vegetabile,

su cui ricevo-

no alimento

e vita tutte le altre.

182
Yir.
to,

Med, Si prescrive come


altri

specifico nei mali di pet-

ed in molti

morbi, per cui fu detta ancora Cen-

timorbia;

ma

per vero non ha altra propriet di quella


in

infuori di essere astringente, e presa


utile sul finire delle dissenterie.

decotto riesce

pianta perenne.
bot.

114.

COTOGNO Nom.

sic.

Cutugnu Noni.

Pyrus

Cydonia Clas. XII Icosandria Pentagynia Famig. delle


Rosacee.

Etim. Da Gidone

citt

principale dell'isola di Creta, oggi


il

detta Candia quest'albero fruttifero ebbe

nome.

Org. Esso trapiantato in Italia

si

propag nelle tem-

perate regioni dell'Europa. Catone nel Libro de


stica

Re rued

ne

fece meglio conoscere


il

il

pregio del frutto;

alcuni ritengono che

nome

di

Cotogno

sia

una corru-

zione di quello di Catone.


Vir.

Med.

11

frutto, di

sapore aspro, unito allo zucchela

ro forma la cos detta cotognata, proposta per


lezza di stomaco.

debo-

115.

COTONE Nom.
Clas.

sic.

Cattimi Nom.

bot.

Gossipium
Famig.

herbacium

XVI

Moiiodelphia Polyandria

delle Malvaeee.

Etim.
il

Greci appellarono Gossipio questo frutice per

suo gambo legnoso; e dalla forma esterna delle Caselin cui Plinio ravvisava

le,

qualche somiglinnza con

il

pericarpio del Cotogno, fu detto volgarmente Cotone.


Orig.
asiatici.

Eran noie due specie

di

Cotone presso
alcuni

popoli

La prima che ritengono


di

quale

semplice

variet, era nativa della Cina, ed quella che produce


la
si

bambagia

colore camoscio, da cui s'intessono le codelle

dette tele di Nanckin. L'altra specie originaria

Indie conosciuta e

meglio apprezzata

comunemente

fu

183
portata dal Capo di
sci

Buona Speranza,
il

la
i

quale cresce in

mesi e matura

frutto. Gli
il

Arabi

primi l'introdus-

sero in Sicilia, spargendone

seme successivamente nei


Scoverta l'America
l si
i

campi dei paesi occupati da

loro.
il

rinvenne una terza specie, cio

Cotone verde, perch

semi

liberati dalla peluria


si

hanno un colore verde oscuro,


cotone arboreo natio della Marnell'
arti,
Italia.

dalla quale

ritrae la migliore e pi bianca qualit di


il

cotone.
tinica

Havvi eziandio

ma

poco coltivato

Son

noti gli usi

quasi infiniti di esso nelle

e negli usi

economici.

In

Amboina mangiano

semi cuocendoli in minestra; e

l'olio

che se ne ricava viene impiegato dai Giapponesi


i

per la cucina e per


Tir.

lumi.
rie-

Med.

Il

midollo del seme, quando fresco,


e

sce utile assai per la tosse

per

altri

mali di petto.
il

L'Alpino, dice che

gli Egizi,
i

bruciando lentamente

coto-

ne sopra

la pelle,

aprono

cauteri.

Le specie

cerniate,

che

sono biennali nei propri climi, riescono annue appo noi.


116.

CRESPINO

Noni,

sic.

Berberi Noni.

boi.

Berbedel-

ris vulgaris Clas.


le Berberiee.

VI Hexandria Monogynia Famig.

Etim. Tutto in questo arboscello dinota asprezza, don-

de prende
i

il

nome;

tale si offre

per

l'irritabilit dei fiori,

quali rimpiegansi intorno al Pistillo al


del pari per
1'

menomo
;

contatto;
la

come

acerbit del frutto

per

for-

midabile armatura del Caule.


Ortg.

frutice europeo, che

tra

noi

incontrasi
la

fre-

quente nelle fessure delle rocce, massime su


delle Madonie, e sull'ignivomo Etna.

catena

Ha

fiori

a racemi del

colore del corallo; la scorza serve a tingere in giallo le


lane,
il filo,
i

cuoi;

il

legno adoperasi in lavoro da torno.

184
Vir.

Med.

I frutti

sono lodati nelle febbri biliose e neFdella

le diarree. L'infusione

scorza

purgante.

pe-

renne.
117.

CRESTA DI GALLO Nom.


boi.

sic.

Cricchia di gad-

du Nom.

Jhmantus Crista galli

Clas.

XIV Didyna-

mia Angiosperma Farmg. delle Amarantacee. Etim. Le ottennero questa nomenclatura i semi orlati da larga membrana, ed il fiore conformato a guisa di
cimiero.
Orig.

pianta indigena, fiorisce in


i

Maggio nei luoin

ghi erbosi, e tra

fiori.

La sua
sterile

rapidit

propagarsi
il

spaventa

gli

agricoltori;
lo

avvegnach invade
inaridendo
il

terreno
le

dove vegeta e

rende

le

erbe e

piante circostanti.
foraggio
lo

Anche
attesta

secco

Caule mescolato nel


bestie
si

fa

trovar

cattivo
il

alle

domestiche.

Nella Gotia,

come

Linneo,
e

ritiene

come

in-

dizio della mietitura del fieno

fassene

prova

con lo
i

scuotere la casetta di questa pianta e sentire se

semi

risuonano dentro di essa.


118.

annua.
sic.

CRISANTEMO Nom.

duri

di

Maju Nom. hot


Singenesia Po-

Chrysanthemum coronarum
lygamia superflua Famig.

Clas.

XIX

delle Corimbi/ere.

Etim. Questa pianta che tanto abbonda nelle nostre


praterie, fu detta

Crisantemo dalle due greche parole


oro.
la

che significano

fiori di

Orig. Questi in esso sono gialli nel centro e

loro
altra

Corolla anche

dell'istesso

colore.

Ve ne
fiorire
la

un

specie chiamata Bellidi (Bellis perennis Lin.) che ha giallo


il

centro, bianca la Corolla.


;

Il

suo

annunzia

la

Primavera
sole,

ed

fiori

voltano

sempre

loro

faccia al

sepaiendonne

la direzione.

185
Tir.

Med. Entrambe queste specie sono stimate espet-

toranti, vulnerarie, detersive, astringenti;

ma

queste vir-

t sono debolissime. Perenni.

119
clihi

GRITAMO

Noni.

sic.

Erra

di lu pitittu

o flnocClas.

marinu Nom. bot. Crithmum mariti niun Pentandria dgynm Famig. delle Ombrellifere.

Etini.

Questa pianta commestibile venne


che significa Orzo.
nostri

cos appella-

ta dalla greca voce

Orig. Nasce spontanea nei


sul lido del
rini.

climi

specialmente
ai

mare, e fra
foglie

gli

scogli esposti
il

venti

mafi-

Le sue
si

carnose che hanno

sapore

del

nocchio,

mangiano acconce neh' Aceto per stimolare

l'appetito.

Yir. Med.

aperitiva e diuretica. Perenne.

120 DELFINIO Nom.

sic.

Palummedda Nom. bot. Delphi-

nium

Aiacis Clas. XIII Poliandria Trgynia Famig. delle

Ranunculacee.
Etim. Sorti questo

nome

fatidico

perch nel suo net-

tario vi sono certe macchie,

come

se vi fosse scritto Aia-

ce, cui allude Virgilio nell'Egloga. 3. die

quibus in

ter-

ris inscritti

nomina regum nasenntur

flores.

Orig. Vegeta spontaneo nei climi

freddi

come

nella

Svizzera, ed coltivato in luoghi ombrati nei nostri giardini. Si

adorna in Maggio di

fiori

spesso doppi che vaal rosso


j

riano assai nel colore dal

turchino

o bianco.

Le

altre

due specie

di Delfinio sono la Stafisagria e la

Consolida regale.
Tir. Meri.

Quest'ultima fu cos appellata

perch ere-

136

duU buona
ci

a guarire le piaghe siccome;

semi caustiinsetti

della Staisagria sono impiegati per

gli

cuta-

nei,

per

la

rogna, e per

mali di denti.

Sono

tutte

tre annue.

121.
lis

DIGITALE Nom. sie. Digitali Xom. hot. Digitapurpurea Clas. XIV Didynamia Angiosperma Famig.
fiori

delle Scrofalaree.

Etim. Questa pianta produce dei

simili nella foril

ma

ad un ditale da cucire

e siccome rosso n*

co-

lore perci fu appellata Digitale

purpurea.

Orig.

pianta nativa dell'Inghilterra, della Germania,

e della Grecia; e
cilia
,

bench non
nei

si

trovi spontanea

in Si-

era assai
il

comune
l'

nostri

giardini

nel

secolo

passato per

suo colore di porpora; in presente se

divenuta una Droga.


Yir.

appunto per

la

sua rarit.

Med. La Digitale purpurea emetica, e vulnera-

ria

in Inghilterra si usa
effetti

come potente

diuretico: produ-

ce dei buoni
122.

nelle malattie scrofolose.

biennale.

DITTAMO Nom.

sk. Dittamu eretica


r

Som.

hot.

Origanum dictamus
nia

Clas.

XlV Didynamia Gymnosper-

Famig.

delle Rutacee.

Etim. Questa pianta nasce copiosa sul Diete che

un

monte

dell' isola

di Greta, quindi le fu apposto

il

nome,

secondo Cicerone, di Dittamo eretico.


Orig. IV esotica sua origine
tivi

non impedisce che


su

si col-

appo noi con buon successo, purch abbiasi


fittili

la prele
fi-

cauzione di farla vegetare in vasi


nestre o balconi
I

sottili

amando poca acqua


di

non molto
di

sole.

Greci

coronavano

Dittamo

le

statue

Giunone
i

Lucina, come Simbolo di perenne giovinezza per


ti

tan-

servizi che

rende

alla

egra umanit colla sua terapeu-

ticha efficacia.

487
T7/\

Med.

Il

dittamo entra nella Teriaca, nel Diascorlatri,

dio, nell'

Aceto dei quattro

nel Potpurr. nei pro-

fami, e guancialetti.
123.

itiewn

perenne. DORONICO Som. sic. Doronicu Som. hot. Do-roPardalumcies. Clas. XIX Syngenesia Polygama

superflua Famig. delle Corimbi/ere.

Elim. Le pretese virt medicinali attribuite alla

me-

desima dagli antichi


lo

la

fecero riputare qual dono del ciesi

per qual motivo

le

appropri

tal

nome

dalla greca

voce Doron.

Donum.
spontanea nei nostri boschi ed ha
fiori

Orig. Nasce

grandi: la radice di forma conica e nodosa simile


l'

al-

Abdome
Tir.

dello scorpione, quindi fu altres contradisti n-

ta coli'

appellazione specifica di

Doronicum radice scorpiL


terapeutica
1'

Med. In presente

la

sua virt

si

resa problematica; avvegnach alcuni


benefica, altri innocua, le si

hanno creduta

accorda per altro qualche,

grado
le

di attivit anzi si

reputa qual droga specifica nel-

vertigini.

perenne.

Som. sic. Urcamara yom. bri. solarium Dulcamara Clas. V Pentandria Monogynia Fainiff.
124.
delle

DURCAMARA

Solane ee.

Etim.

Fu

detta questa specie dei Solanei

Dulcamara a
le

causa del sapore dispiacevole delle sue .bacche;

quali

sono venefiche specialmente per


Orig.
ni

cani.

pianta Europea

comune

in Sicilia nei terre-

umidi e paludosi. L' odore


si

di questa pianta fruticosa


i

attrae le volpi, epper


si

suole mettere tra

lacci

che

tendono a questi animali.


Yir.

Med, Gli

steli di

essa

sono diuretici^ sudoriferi,


Vestifalia

depurativi, e spettoranti. Nella

ne

bevono

il

188
decotto
,

come

antiscorbutico; ora

si

usa

come

antisiflico.

perenne.

125.

EBANO Nom.
Clas.

sic.

Ebdnu

Noni.

hot.

Diospyros
delle

Ebanum

XXIII Poligamia Dioecla Famig.

Guaiacanee.
Etim. Siccome questo legno
l'

si

bruciava innanzi
fragranza
detto

al-

altare

dei

falsi

numi per V odorosa

che

tramanda nella combustione, perci fu


dalle

Diospyros

voci Greche Dios Giove, e piros. bruciare.

La vo-

ce

Ebano

parimente di greca etimologia; da beros cio

dardo, mentre dagli Indiani, a

motivo del suo peso e


altres

ne facevano
tue e

delle frecce.

Di Ebano

erano

le

sta-

gli scettri

reali nelle Indie; e questo popolo grosle

solano credeva che

tazze formate del suo


il

legno avesle malie.

sero un' efficacia segreta contro


Orig.

veleno e

La

terra natia di questa pianta Y India, onde

cant Virgilio Sola ndia nigrum fert ebanum. Gli Ebrei conoscevano
il

vero

Ebano nero portato


primo che
dagli

loro

con

altre merci, dalle navi Tirie, dall'isola di Geylan.

Pom-

peo, nel trionfo Mitridatico, fu

il

lo

port in

Roma, dove
noi,

fu molto apprezzato
la

antichi

Romani.
fra

L'impiegavano per

mobilia
i

domestica;

ed

anche

non

molto, che
Il

lavori di questo legno furono in

gran moda.
pi

suo legno duro compatto, specificamente


si

grave dell'acqua; quindi vi


lo

immerge
fini

qualit

che
gli

rende suscettibile

di politura nei

lavori de-

ebanisti.
Vir.

Med. Aezio credeva che fosse

utile nelle malattie


si

degli occhi;

ma

nella

medicina moderna

usa come

189
ingrediente nei preparati contro l'idrofobia.
sto quest'albero

Ho

qui po-

indubitatamente esotico, perch coltivato


i

in alcuni luoghi dell' Italia meridionale, e su


Sicilia,

monti

della

quantunque

il

suo legno non sia


si

duro e nero co-

me

quello dell' India, pure

adopera in alcuni lavori.


sic.

126,

EFFEMERINA Nom.
delle Ombrellfere.

Effemerina Nom.

hot.

Tradescansia Virginica Clas. VI Jlexandria Monogynia

Famig.

Etim. La breve durata dei suoi

fiori

che avvizziscono

a capo di poche ore le f apporre tale nomenclatura.

Da qual regione ci sia stata portata suo nome specifico; esso vive allo scoperto nei
Orig.
e la

lo

rileva

il

nostri climi,
i

rendono degno

delle cure dei giardinieri


di colore celeste o

fiori

nu-

merosi dei suoi tre petali


che
si

paonazzo,

succedono l'un

l'altro

per molto tempo. Perenne.

127.

ELLEBORO Nom.

sic.

Elleboru Nom.

hot.

Hel-

leborus

niger Clas. XIII Poliandria Poligynia Famig.

delle Ranuncitlacee.

Etim. Bench Dioscoride e Plinio dicono, che


di Elleboro sia di oscura etimologia
,

il

nome

il

medesimo sem-

bra un composto delle due Greche voci Etein perimo e

Bora esca: appunto perch con mangiadone produce la morte.


Orig. L' Elleboro nero

le

sue qualit venefiche

una pianta indigena dell'Eu-

ropa; pure assai raro fra noi

non crescendo spontaneo,

che su

le

Alpi nei luoghi pietrosi dell'Austria. Colti-

vasi in alcuni giardini

non

solo per la bellezza dei fiori,

ma mo

altres

per l'epoca della sua fioritura.


spiegando
la

desso

il

prifi-

fiore dell'anno

sua vaga corolla sul


creduta

nire di Gennaro. Questa

specie fu

per

molto

tempo esser quella

celebre presso

gli antichi:

ma

Tour-

190
nefort
,

Lamark ed
1'

altri

autori

hanno

fatto

vedere

che

^adoperato dai Greci e dai Romani per guarire


zia era
si

la paz-

Elleboro Orientale. Anticera Citt della Focide

rese famosa per la gran copia che

ne produceva.
di

Si

favoleggia che le figlie di Proteo

Re

Argo divenute

maniache per
riti

essersi invanite di lor bellezza, furono guail

da Melampo con

succo di questa pianta dalla loro

furiosa malattia. Orazio e


tori consigliavano

Demostene ed

altri antichi
coli'

au-

ironicamente purgarsi

Elleboro co-

loro

che volevano trattare da pazzi.

fif.

Med. Questa
;

pianta di

cattiva indole

un

vio-

lento purgante

pure stata adoperata nella

mania

nelle febbri intermittenti.

perenne.
Noni. hot. Eedera

128.

Hellx

ELLERA Noni. sic. Areddara Clas. V Petandria Monogyiiia


si

Famig.

delle

Ca-

prifogliacee.

Etim. Siccome questa pianta

attacca ai corpi avvol-

gendosi intorno, perci dalla parola latina aderere fu detta


Ellera
;

e dal

Greco Helix che vale avvolgere

ebbe

il

nome

specifico di Elice.

Ovlg.

La medesima
gli antichi

di origine

Europea era

celebratis-

sima presso

Greci; e l'ara d'

Imene era

circon-

data di Ellera, e se ne presentava

un ramo

agli sposi
I

come

simbolo

dell' indissolubilit

del

nodo conjugale,

popoli
il

della Tracia l'avevano consagrata al Dio dei vino ed

vecchio Sileno e Bacco istesso ne erano

incoronati.
1*

Le

Baccanti ne ornavano
si

loro tirsi.

Fra noi con


ne vestono

Ellera

tapezzano

muri dei giardini


il

e se

le grotte.

Un tempo con
e di ritenere

suo legno che porosissimo forma vansi

dei vasi, cui attribuivasi la propriet di filtrare l'acqua


il

vino quando vi

si

versavano mescolati

insieme.

491
Vir.

med. Le

foglie

che sono detergenti


si

si

adoperano

in decozione in varie malattie cutanee;

vuole che la

detta decozione distrugga

g' insetti

del capo, ed anneri-

sca

capelli.

La radice

ridotta in polvere utile contro

la tenia.

Le bacche sono purgative ed emetiche. La gom.

ma

che geme era creduta una volta balsamica

emmeun den-

nagoga ed antesodontalgica; introdotta nel cavo


te guasto

di

ne scema

il

dolore.

perenne,
boi.

129.

ELG Nom.
Il
i

sic. Ilici

Nom.

Quercus Jlex Clas.


Amentacee.

XXI Monoecia Polyandria Famig.


Etim.
di usare

delle

primo cibo che

si

scelsero gli uomini,


le

prima

graminacei furono

ghiande

di quest'albero.
la

che dal latino eligo fu detta Elee. Pretende Gelio che

corona Civica che

si

dava dai Romani a coloro che

sal-

vavano un cittadino dalla morte era formata


Orig. Questo albero

di Elee.

sempre verde piantasi nei boschi


si

per

il

suo apprezzabile legno; e

coltiva

nei

giardini

per verzura e per ornamento. Molti lavori di macchine,


le

ruote dentate dei molini, e tutte

insomma

quelle

o-

pere che esiggono forza e


sto legno.

stabilit si costruiscono di

que-

L'anima

di Leccio, ossia la

sua parte centrale


schioppi da cac-

s'impiega a costruire bacchette per


cia a

gli

motivo del suo peso.

130.

ELENIO Nom.

sic.

Enula Campana Noin.

hot.

Inula Helenium Clas.


Etim. La

XIX Syngenesia Polygamia

super-

flua Famig. delle Corimbi/ere


si

credeva nata dalle lagrime di Elena, quin-

di le fu dato questo

nome

mitologico.

Orig.

pianta indigena della Virginia e dalla


si

GermaEssa
si

nia Meridionale; nel Napoletano pure

rinviene, e ben-

ch di rado su alcuni monti di

Sicilia

ancora.

adorna in autunno

di fiori gialli simiglianti a piccoli soli.

192
Tir.

Med. La radice aromatica amara adoperata nelnell'asma umerale; riesce utile nella scabbia
nelle

la tosse e

si

mette

tinture

stomatiche e nel Vermut.

perenne.
131.
tia

EPATICA

Noni.

sic.

Epatica Noni.

hot.

Marchandelle

Polymorpha Clas XXIV Cryptogatna Famig.


al

Epatiche.

Etm. Le fronde di questa specie sono


colore del fegato rosso-cupo

di sotto di

d'onde fu detta Fegatella.

Da

ci

ne derivata

la

sua pretesa virt splenica deoil

struente che merit a tutto

genere

il

nome

di epati-

che da epar, fegato.


Orig. Pianta di tutti
i

climi,

ama

luoghi

umidi ed

ombrosi, nasce sotto

gli stillicidi delle

gronde, differisce

dalla Targionia Hypophylla, detta Fegatellina

nera

li-

chen petreus, dacch vegeta sulle pietre fra


pari dall' Anthoceras e della Blasia. Vi

Licheni

al

sono inoltre

le

epatiche dette Nic-ee, la Glauca di color verdognolo, che

nasce nelle viottole dei giardini e hfluitans la quale trovasi nelle acque che

hanno poca corrente;


cio la

si

arrampi-

cano sugli alberi


la

la

Jungermannie;
di

Complanata e
,

Tanarsci

la

prima

un

giallo

verdognolo
il

1'

al-

tra di

un

rosso-scuro; esse ne rivestono


fogliose e
il

tronco con le
I

loro

squamme
si

ne coronano

le

cime.

pastori

talvolta
il

pongono

fuoco a questo singolare vestimento;


al

quale

accende innalzando

cielo

una fiamma

leg-

giera che crepita all'istante, e

tosto

svanisce.

Le

epati-

che sono perenni.


132.

ERBA BENEDETTA Nom.


G uni urbanum
Clas.

sic.

Erva Biniditta

Nom.

hot.

XII Icosandria Poligynia

Famig.

delle Rosacee.

193
Etlm.

Fu

appellata

Geo

dalla

Greca voce che

signifi-

ca generare a motivo delie molte virt mediche che


si

le

attibuivano

e per la ragion

medesima

fu detta

Erba
d

Benedetta.
Orig.

pianta nostrale, ed infusa nella

birra

le

buon gusto ed impedisce che inacidisca. Vir. med. La radice che aromatico-astringente
febbrifuga,

si

usa

nei mali dei denti e nello scorbuto. Boerhave la stimava

133.

ma non ha corrisposto alle prove. ERNIARIA Nom. sic.Erva Turca Nom.

perenne.
hot.

Her-

niaria Glabra Clas.


le

Pentandria Digynia Famig. del

Leguminose.
Etlm. Questa pianta erbacea ebbe
il

nome

dalla

sua

virt,

poco fondata, di guarire

1'

ernie.

Orig. Ci fu portata dai caldi climi dell'Africa, e fa


stieri

meag-

ricercarla

nei terreni erbosi e secchi. Vien detta


fiori

Gentograna e millegrana a cagione dei molti


gruppati insieme, di cui
134.
si

copre sull'est.
hot.

annua.

ERUGA Nom.

sic.

Ruca Nom.

Brassica Edelle

ruca Clas.
Crocifere.

XV

Tetradynamia siliquosa Famig.

Etim. Dal latino uro cio bruciare ebbe


sta pianta a ragione del suo caustico

il

nome que-

sapore piccante.

Orig. Essa indigena d'Europa, e nella

Spagna cre-

sce spontanea; coltivata negli orti per mescolarla nelle insalate,

dappoich eccita l'appetito ed ajuta

la

dige-

stione.
Vir.

med'

semi erano creduti stimolanti come attesi

stano Ovidio e Marziale;

reputa eziandio

afrodisiaca,

antiscorbutica, e detergente.

annua.
13

194

135.

FABARIA Nom.

sic.

Erra

di

Caddi Nom.

hot.

Sedimi Thelephium Clas.


delle Succolente.

Decandria Pentagynia Famig.

Etim.
fu detta

pianta sedativa e calmante, quindi a sedando


di Misia fu
le si
il

Sedum. Telefo Re
la virt

primo che ne

speriment
cifico.

per cui

diede tale

nome

spe-

Oric/.

il

indigena di Europa e suole fiorire verso


di
S.

il

so-

lstizio estivo all'avvicinarsi della festa

Giovanni,

perci
Tir.

volgo la chiama erba di S. Giovanni.

Med.
i

adoperata per

le

ernie, per le scottature,

e per

calli.

perenne.

136.
Clas.

FAGGIO Nom. sic. Fan Nom. hot. Fagus silvatca XXI Monoecia Poliandria Famig. delle Amentacee.
le

Etim. Perch
l'

sue ghiande,

al

pari
,

di

quelle

del-

Elee

furono mangiate dagli uomini


gli

fu cos appella-

to dal greco fagus, mangiare; tra

alberi

consagrati

a Giove
Orig.

il

faggio vi era annoverato.

di

indigeno; e sul

monte Esquilio ne torreggia-

va uno

enorme grossezza presso un tempio dedicato


la

a questo

Nume, per
I

qual circostanza appellavasi Gio-

ve Fagutale.
delle tazze:

Romani ne impiegavano il legno, a far come si legge nell'Egloga 3. di Virgilio e


,

nei Fasti

d'

Ovidio Terra rubens

crater

pocula fagus

erat 5, 522.

Anche

in presente se

ne fanno vasi di o-

gni genere e molteplici lavori di torno. Inoltre, perch


elastico

formarsene
ecc.

scatole, stecche, bacchette

da ombrel-

le, sedie,

vero che soggetto

al tarlo,

ma

Halri-

ler avverte

che tenuto nell'acqua per qualche tempo

195

mane
le

libero da questo difetto,


alte

ama

esso di vegetare su
11

cime pi

dei

nostri

monti.

suo frutto, detto

Faggia che dolce, sarebbe buono a mangiarsi;

ma

sic-

come produce
utile per
gliore,

vertigine

stato

riserbato

qual

pingue
un'
olio

pasto alle bestie. Se ne pu eziandio


i

estrarre

Lumi;

le foglie, in

mancanza

di pascolo

mi-

hanno

servito per foraggio ai cavalli. Finalmente

ve ne una variet con foglie di colore rosso-cupo che


fa ottimo effetto nei boschetti all'inglese.

137.

FAGIOLO

Noni.

sic.

Fasola Nom.

boi.

Phaseohts

vulgaris Clas. XVII Diadelphia Decandria Famg. delle

Leguminose.
Etm. Dalla somiglianza, che ha
il

suo frutto con

li-

na specie

di naviglio dagli antichi detto

Faselo da Facos

selide Citt della


pellato.

Panfilia

fu

questo

legume

ap-

Orig. I Fagiuoli sono originari del Levante e

a colticot-

vazione
ti

li

ha introdotti fra noi

quali

si

mangiano

in erba o maturi. Variano nel colore e nella grandez-

za,

essendovene dei bianchi,

detti

romani che sono


che

pi

stimati; dei rossi a carac chiamati

anche spagnuoli: dei


i

verdi

detti pelosi; dei fagiuoli Indiani,

turchi chiaezian-

mano Mongli

eglino ne fanno molto uso dandoli

dio per biada ai cavalli. Diversificano inoltre per la gran-

dezza essendovene alcuni lunghi pochi


baccelli sono lunghi
i

pollici, altri

cui

un

braccio.

Generalmente poi sono

fagiuoli nutritivi assai,

ma

flatulenti.
sic,

Sono annui.
hot. Schi-

138.

FALSO PEPE Nom.


Clas.

Spezdu Nom.
Dioecia.

nus molle
Film.

XXIII Poli/gamia

Famg.

delle

Terebintiacee.
I

Greci davano

il

nome

di

Schino a quelle pian

196
te
il

cui legno bianco imitava

il

candor della neve

men-

tre

ScJmn
La

nel loro idioma vale neve.


specie di cui scrivo indigena del Per;
di
il

Orig.

ma
alto
le-

non ostante cresce nel nostro clima in albero


fusto.

Erano

usi gli antichi pulirsi

denti con
li

suo

gno; dappoich credevano che questo


chi. Gli effeminati

rendesse

bian-

damerini, della quale gena in ogni


,

et

non ne

fu penuria

ne andavano

forniti ai pubblici
i

passeggi per bizzarria,


di questi tali

come
detti

fra noi usansi

sigari,

quin-

vennero

Schinotrogi.

L' odore

ed

il

sapore delle foglie simile a quello del Pepe, ed ecco


la
I

ragione della appostagli nomenclatura di Falso-Pepe.


frutti

che sono a grappoli, pestati e

lasciati

fermenta-

re danno 139.
r/o

un

liquore che diviene acetoso.

FARFARA
Clas.

Noni,

sic.

Farfara Noni,

hot, Tussilla-

Farfara

XIX

Syngenesia Poli/gama superflua

Faniig. delle Orchidee.

Etim. Questa pianta, giacch sperimentossi giovevole


nei catarri polmonari,
gine.
le si

appose

il

nome

di Tussilla-

Orig. Basta ricercarla nei terreni

argillosi
,

ed umidi
alza

per incontrarla ad ogni pie sospinto

essa

si

poco

da terra e

manda

fuori

prima

il

gambo che

le foglie, e

per detta da alcuni scrittori

Filius ante patrem. Reca

poi meraviglia che malgrado d'essere stata


te conosciuta ln dai

comunemen-

tempi

di Plinio l'altra specie ossia la

Tussillaggine odorifera fosse vissuta lunga pezza ignorata


alla

base del monte Pilato nel Napoletano.

Un

botanico

francese attirato dalle sue fraganze ne scopr le pregevoli qualit;


altri
fiori

avvegnach in una stagione in cui

tutti gli

sono scomparsi, l'odorifera viene nei primi di

197

Dicembre

profumare

gli

appartamenti con

il

grato o-

dore di Vaniglia per cui fu detta Vaniglia d'inverno.


Tir. Mecl. L'infusione, o decotto dei fiori della

Farfara

praticato nell'asma e nelle tossi. Cullen e Fuller l'han-

no prescritto con vantaggio nelle scrofole


nelle resipole.

sulle piaghe

perenne.
sic.

140.

FAVA

Noni.

Fava Noni.
del

hot.

Vida Faa
di

Clas.

XVII DladelpJna Decandria Famig.


Etlm.
L' etimologia

delle Legunuiose.

nome

generico

Vici a

lo

dar parlando della Veccia; Faba poi fu detta dal

nome

che

gli

danno

Greci fagein che suona mangiare.


si

Orig.

Le

fave

coltivano in Italia da tempi assai reci

moti. Terenzio Scauro

assicura che

Felisci
le

antichi

popoli dell' Etruria conoscevano e

coltivavano

Fave,

esse prosperano principalmente nei climi temperati. Dioscoride, Plinio, Colomella tutti
si
Il

accordano nei dare


solo
ai

alle

Fave

il

primato fra

legumi.

Pitagora
suoi

non ne

voleva mangiare, che anzi proibiva


farne uso. Sia questo

discepoli di

mi

divieto allegorico, di astenersi


i

cio dai pubblici impieghi


le fave,
li,
'

cui snffraggi si

davano con

sia piuttosto
facili

perch ingombra

le facolt

menta-

essendo poco

a digerirsi. Molti credono che ci

facesse in conseguenza della sua prediletta dottrina della

Metempsicosi, dappoich vive e

si

annicchia nei Cotiledoni

delle fave quel gorgoglione dell'Ordine degli Emmitteri;

quindi
fave.

era

inevitabile
il

la

sua morte nel

cibarsi

delle
a-

Ebbene,

pietoso Pitagora

temeva che qualche


per

nima

dei suoi antenati fosse passata

avventura

in

quegli insetti, quindi 'comandava astenersene,


che Orazio con graziosa ironia

e perci

chiamava

le

fave con-

sanguinee

di questo filosofo

Faba Pgtagorae cognata. Non

198
ostante per
il

Pitagorico

divieto

la

Fava mangiasi da

tutti e fresca,

e secca, e cruda, e cotta.

Dai semi secchi

se ne fa farina che si

mangia

cotta nel forno mescolata

con

il

pane. Questa farina e adoperata nel Giappone per

lavare le tele tinte per


cali del

non

alterarsi

il

colore con gli al-

sapone. Variano
il

le fave

per

la

grandezza

ma

pi per

colore del

seme essendovene

delle biancastre,

delle verdi, delle rossastre, delle pavoazze e delle nere.


I fusti delle

fave servono per pastura delle bestie e sole

no un eccellente concime per

terre.

Questo legume

intanto pi che in Pitagora ha un potente nemico nel

Succiamele (Orobanche major) che in

Sicilia

chiamasi

Lupa. Le

caselle di questa pianta parassita sono ripieni

di minutissimi semi,
si

che

si

mantengono molti anni spar-

nel terreno, e

non vegetano finch non trovino ad


Il

impiantarsi nelle radici di qualche pianta baccellina.

miglior

mezzo per

annichilirli

di

sbarbicarli
i

prima

della fioritura ed impedire cosi che ricadano

detti semi.

La fava

in erba di grato odore,

bench in alcuni produca

l'itterizzia;

dessa non

manca

di virt igieniche.

Vlr.

mecl.

La

farina

una

delle

cinque

medicinali

dette risolventi.

La sua

vita annua.
hot.

141
lina

FELCE Noni. sic. Filici Noni. Glas. XXIV Cryptogama Famig.


II

Pters Aqui-

delle Felci.
ala
,

Etim
per

suo

nome
uccelli.

in

Greco esprime

cosi

detta

le foglie

minutamente
la radice si

tagliuzzate e distese a

guisa
le
fi-

delle ali degli

Tagliando

poi

obliquamente

fronde verso

scorgono nel taglio alcune

bre disposte in forma di aquila imperiale; venne perci


significata

con
cosi

la specificazione di aquilina.

Orig.

comune nei luoghi

incolti

nei

boschi

199
che
i

nostri montanari usano coprirne le ricotte,

donde
3. ci

Felce da ricotte chiamata. Virgilio neh' Egloga


ricorda l'antico costume di metterla a marcire

sotto
il

le

bestie per accrescere lo stabio, e per impedire che

fred-

do pavimento nuoca

alle

medesime. Perch contiene molta

sostanza alcalina, potrebbe utilizzarsi per le vetriere, e per


le fabbriche di saponi. Nelle isole

Canarie delle radici se


cotte,

ne
le

fa

pane, e nel Giappone


foglie.

si

mangiano

come

altres

tenere

Questa Felce detta femmina per diil

stinguerla dalla mascolina conosciuta in botanica sotto

nome

di

Polypodium vulgare,
,

la

quale parimente pianta

boscareccia

siccome ancora

il

Dryopteris. Di queste due

specie di Polypodii in fuori, tutte le altre sono esotiche


cosi r Aurea originaria dei paesi caldi dell'

America
il

la

Calar/ itala, la cui radice ci portata

dal Per,

Quer-

ci/oglio del quale si servono gli Indiani per la pesca.


Vir.

Med. La radice delle specie cennate


la

si

reputano
e

purganti ed antelmintiche proposte per

rachitide

come
142

espettoranti.

Sono perenni.

FEROLA Nom. sic. Feria JSom. hot. Ferula conimunis Clas. V Pentandria Digynia Famig. delle Ombrellifere.

Etim.

Da

ferire o percuotere
i

venne appellata Ferola


gli steli di

perch castigavansi
Orig,

fanciulli

con

questa pianta*
e

Abbonda
;

la

medesima

nelle nostre campagne,

nel Levante

ma
i

Tournefort pretende che qnest' ultima

sia di diversa specie. 1 Greci

V usavano per bastone di

appoggio, ed

Sacerdoti di Bacco

non ne potevono usa-

re di altra sorte. Si dice che questo Dio ordin ai primi

uomini che bevvero vino

di

non portare per sostegno che


si

Ferole perch spesso, nel ferore del vino

spezzano

la

200
testa con forti bastoni. L'interno dello stelo serve

da esca,
il

ed Esiodo racconta che avendo rubato Prometeo


nel cielo, lo rec
seco in
il

fuoco

uno

stelo di

Ferola. Diodoro

Siculo fa conoscere che

vero senso di questa favola

che Prometeo fu inventore del fucile di acciaro e che accolse le scintille nel

midollo

di questa

pianta. Plutarco

e Strabone scrivono che se ne formavano delle cassette;

ed Alessandro Magno serbava

le

opere di
e

Omero

in

una
for-

di queste. In presente nella Grecia

nella

Sicilia

matisi dei scabclli, ed in questa ultima anche degli al-

veari per le api uso che


di Plinio.

ci

fu trasmesso fin dai

tempi
ferola

interessante poi l'altra

specie detta

assa-fetida pianta indigena della

Persia che fu cos chia-

mata

a cagione dell'odor fetido che

tramanda somiglianagli Asiatici

te all'aglio corrotto.

Ai Persiani ed
il

non

rie-

sce

dispiacevole l'odore, ed

sapore di questa sostanla

za, anzi la

trovano deliziosa, se ne cibano e


la

chiama-

no cibo degli Dei. Gli indiani


to nelle loro

mettono per condimenmotivo hanno una pes-

vivande, e per

tal

sima traspirazione, ed un
Vir.

alito fetido assai.

Med una
FICO Noni.
suo

delle sostanze

antisteriche carmina-

tive antelmintiche lodata nella timpanitide.

perenne.

143.
Cas.

sic.

Ficu Nom.

hot.

Ficus carica
Urticee.
al-

XXIII Polygamia Dioecia Famig.


il

delie

Etimi Trae

nome

dal greco Sichee; perch

bero di

facile

incremento.

Orig. Questa pianta di cui se ne distingono molte variata originaria della Siria e

propriamente della Caria don-

de ebbe

il

nome

di Carica. Sino al

tempo

del

primo triun-

virato vedeasi essa poco moltiplicata in Italia; dappoich


se

ne portava tuttavia

il

frutto dall'Asia.

Cicerone rac-

201
conta che mentre
i

soldati

di Grasso

s'

imbarcavano in

Brindisi per la spedizione della Persia

l si

vendevano dei
i

Fichi freschi venuti dalla Caria dei quali

Romani

era-

no

ghiotti.

Cesare Augusto, secondo racconta Svetonio, se

ne cibava volentieri prima della cena. Questa pianta ha


distinti
i

sessi;

il

maschio chiamato Caprifico, d'onde ne


o fecondazione artificiale delle

venuta

la caprificazione,

medesime;

la

quale era conosciuta dai Fenici, come scriIl

vono Teofrasto e Plinio.


ferisca

Fico in qualunque luogo

si

geme un

latte

bruciante che produce delle pustole;

e
lo

mangiando dei Fichi immaturi cagionano sconcerti nelstomaco.


Vir.

Med. Plinio dice che ammolliscono


nei reumatismi
,

lo

stomaco e
nelle

sono

utili

nei mali di vescica e

asme. Sono ancora uno specifico nelle affezioni morbose


dei reni
,

del fegato e della milza. Nelle

farmacie sono

prescritte
i

come

spettoranti e

s'

impiegano per comporre

senapismi.
144.

FICOIDE CRISTALLINA Nom.


boi.

sic.

Cristallina
Clas.

Nom.

Mesembrianthemiim Crystallinum

XII

Icosandria Pentaqynia Famig. delle Ficoidee.

Etini.
Orig.

La sua Greca nomenclatura

significa pianta

me-

ridionale.

Per fermo che essa vegeta rigogliosa nella Gre-

cia e nelle contrade dell' Africa.

Le

foglie

singolari

di

questa pianta sono coperte di vescichette trasparenti pie-

ne d'acqua
lizzata e

la

quale sotto

raggi del sole sembra cristalpiccoli


il

brilla a
il

guisa di
Noctifloro
il

diamanti.

Le

specie

principali sono

quale

tramandami grato
,

odore su la sera;

Deltoide, Y Ispido
di

il

Dolabriforme,
eli

Y Acinaciforme

Y Edule

sapore dolcigno
il

cui

si

ci-

bano

gli Ottentotti,

e finalmente

Linguiforme.

202
Tir.

Med.

Il

succo della Ficoide stato


gii

sperimentato

utile, dal

Morvin, per sedare

ardori nella difficolt di

orinare. Questa pianta annua.

145.

FILADELFIO Nom.

sic.

Gesiminu della Madonna

Noi. hot.

Philadelphius coronarius Gas. XII Icosandria


delle Mirtee.

Monogynia Famig.
Etim.
Il

nme esprime corona


i

della

amicizia fra-

terna, avvegnach
te

suoi rami intrecciati scambievolmen-

pare che

si

stringano con fraterno abbraccio.

Orig. Questo frutice simile al Mirto indigeno dell'Eu-

ropa Meridionale,
fiori

il

quale produce sui primi di Maggio,


dell'

bianchi di odore grato pari a quello

arancio

ma

troppo forte fiutato da vicino. Havvene una seconda

specie originaria della Carolina, la quale bench inodora

cresce pi alta e
bi

si

adorna di

fiori

pi grandi. Entram-

sono perenni.
146.

FINOCCHIO Nom.

sic.

Finocchiu Nom.

hot L-

gusticum foeniculum Clas.


delle Ombrellifere.

V Pentandria Digynia
dalla voce

Famig.

Etim.

Ha

il

nome composto

acuire ed oculum voce

latina che si

Greca f cio prende metonimica-

mente per

vista.

Orig. Esso vegeta copioso nei

paesi meridionali delil

l'Europa massime nella Liguria, d' onde

suo.

nome

di
fi-

Ligusticum; ed perci che

pi grossi
i

si

chiamano

nocchi di Bologna. Nella Grecia

gladiatori rinvigorivanei* cibi; e


1'

no

le loro forze

mescendo questa pianta

at-

leta vincitore

veniva coronato di una ghirlanda di Finoccos


il

chio.
stico

Appo come

noi servono ad uso di cucina


il

dome-

selvaggio
la

Vir.

Med. Questa pianta specialmente

selvaggia

203
carminativa, stomatica, antelmintica. Plinio Dioscoride

pretendono che
147.

il

suo succo acuisca la vista.

FIOCCO DI CARDINALE Noni. sic. Cardinali Nom. hot. Lobelia Cardinali s. Clas. XVI. Monadelpliia Pentandria Famig. delle

perenne. Giwnmu di

Amarantacet

Etim. Ottenne

tal

nome per

suoi fiori sfiocati a pen-

nacchio con campanelle di vivo scarlatto; e per essersi


coltivato nel giardino nel cardinale Barberini in

Roma,

Orig. Questa magnifica pianta ci fu portata dal Messico.

Dai primi di Agosto per tutta


fiori;

la

stagione autunnale

resta adorna dei suoi


le

siccome

la Sipkylitica la

qua-

ne
Vir.

fa eziandio dei bellissimi di colore celeste.

Med.

Il

decotto

delle

radici

di

questa pianta

praticato in

bevanda nelle malattie

sifilitiche d'

onde pre-

se

il

proprio nome. Entrambi sono perenni.

148.

FITOLACCA Nom.

sic.

Racinedda Turca Nom.

hot.

Phytolacca Decandria Clas

Decandria Pentagynia Fa-

mig. delle Atriplicee.

Etim. Fitolacca vale pianta


co significa pianta
;

di Lacca,

perch fite in Gresi

ed

il

colore delle bacche che


le

ap-

prossima a quello della Lacca


specifico.

ha

fatto

dare

il

nome

Orig.

Quantunque

sia dessa

comune

fra noi

pure o-

riginaria dell'America.
si

Kalm

dice che nella Pensilvania

cibano delle prime foglie tenere cotte, dopo aver get-

tato via la

prima

bollitura,

ma

fuso che noi ne facciai

mo

si

restringe a tingere in rosso le confetture,

sirop-

pi ed altri lavori Vir.

da credenza.
le foglie
]

Med.

creduta emetico-catartica;
il

adulte

sono purganti,

dottor Miller attribuisce questa propriei

t alle radici e loda la pianta per

cancri.

perenne

ma

nei climi alquanto freddi annua.

204
149.

FRAGOLA Nom.

sic.

Fraula Noni.

hot.

Frugarla

Vesca Clas. XII lcosandria Poligynia Famig. delle Rosacee.

Elm.

pianta coltivata nei giardini e nasce eziandio


delicato
sortire
di

spontanea nei boschi producendo un frutto


grato sapore odoroso. Per verit

non potea

nome

migliore che quello della fraganza.


Orig.

indigena;

ma

la

seconda specie detta Ariana-

ssa
la

lo del Chili

che fa un frutto pi grosso. La frago-

comune

incontrasi di frequente nei boschi e trapian-

tata serpeggia

umile nei nostri

orti e giardini elevata

appe-

na due

dita

da terra. Ci

offre in copia le
il

sue rosse bac-

che che ricreano


li

la vista,

gusto e l'odorato dei qua-

compongonsi esquisiti
migliori mense.
Vlr.

gelati e

formano

la delizia del-

le

Med.

nutriente, rinfrescante, ed
si

il

frutto

della
Il

nostra fragola

ritiene quale specifico per la gotta.


di essere rimasto libero

Linneo asserisce
le

da questo ma-

col farne grand' uso.

perenne.
sic.

150.

FRASSINELLA Nom.
Clas.

Frassinedda Nom.

hot.

Dictamus albus
delle Rutacee.

X
lo

Decandria Monogynia Famig.

Etm.

Il

suo

nome

deve

alle foglie

pennate simili

a quelle del Frassino.


Orig. Questa pianta Meridionale produce
effetto al

un superbo
fregando

tempo

della fioritura.

Persoon ne distingue due


le

variet

una a

fior bianco,

l'altra a fior rosso:

foglie della
sti

prima tramandano un odore

di limone. I fu-

e tutte le parti del fiore sono coperte da glandolettc


volatile.

balsamiche di forte odore


rato dalla pianta presenta

Questo umore traspise

un grato fenomeno;

nella

205
sera dei giorni caldi e secchi
si

avvicini
di

un lume

al

suo

piede

il

vapore

esalato

divampa
le

repente, ed invi-

luppandola intieramente non


Y?\
fiori si

reca nocumento veruno.

Med. La radice vulneraria ed antelmintica: dai


distilla

un' acqua odorosa adoperata

come cosmeFra-

tica.

perenne.

151.

FRASSINO

Noni.

sic.

Frasclnu Nom.

hot..

xinus excelslor

clas.

XXIII Polygamia Dioecia Famig.

delle Gelsominee.

Etim.

Il

suo legno duro e molto frangibile e per-

ci dal latino

frango fu detto Frassino.


i

Orig. Cose assai


tale albero

poeti ed

naturalisti
i

han

detto su
il

comunissimo in

Sicilia;

primi, che

basto-

ne

di

comando

fosse formato di questo legno presso gli


i

antichi e che

Euro l'impugnasse nell'imperare su


tenesse all'ombra di
le

venti.

Gli Scaldi della Scandinavia insegnavano che la corte dei loro dei
loso,
il

si

un

frassino miracola

quale copriva con

sue froncli

superfcie del

Globo. Plinio grossamente credeva che l'ombra del Frassino sia molto abborrita dai serpenti e
la
si

che per fuggirdi

gettino spaventati sul fuoco.


il

Al tempo

Virgilio

adopera vasi

legno per farne aste militare e cerchi, e

noi oltre questi usi l'impieghiamo in lavori di tornio.


corteccia adatta per la concia del vitellino.

La

Le

foglie

verdi e secche sono buone per pastura delle bestie,*che

anche ne rodono
erbaggio.

la

corteccia
foglie si

in

mancanza

di

migliore

Su queste

trovano le cantarelle
le

che

impiegansi nei vescicatoi. Passando sotto silenzio


te variet

mol-

di quest'albero,

non tacer

dell'altra

specie
stillano

detta Orno, o Avorno.

Entrambi queste specie

o spontaneamente o per incisione, la cos detta

manna

206
a motivo del suo sapore dolce. Questa derrata

un

ca-

po

di

commercio per

la Sicilia

dove abbonda in maggior

quantit.
Tir.

Med. La manna un purgante


per
i

lenitivo.

La

cor-

teccia del Frassino lodata

vermi e per

le feb-

bri intermittenti; ed inoltre deostruente ed antisifilitica.

come purgante; a dir breve Frassino avesse almeno la met delle tante virt
Il

seme

adoperato

se

il

attri-

buite ad esso specialmente dagli antichi medici, quest'al-

bero solo equivalerebbe ad un'intiera farmacia.


152.

FRITILLARIA

Noni.

sic.

Cruna lmpiriali Nom.

bot. Fritillaria

Imperialis Clas. VI Hexandria Monogy-

?a Famig. delle Liliacee.

Etim. Per

la distribuzione

dei

suoi fiori

disposti
si

in

giro, terminati

da un

ciuffo di foglie

che molto

avvi-

cina ad

una corona

le si

diede

un

tal

nome,
dalla

Orig. Nell'anno

1750 questa pianta fu portata


coltivasi

Persia in Europa ed in presente

nei giardini
di questi,

per

suoi bellissimi

fiori.

Tra

le

molte variet

avvenne dei
gentei
;

doppii, altri color di oro striati, ovvero arfiori


gialli.
;

ve ne sono a
totalmente

grandi ed aperti, come anco-

ra a

fiori

La

radice solida bulbosa ha


attesta
il

delle qualit venefiche


ti

ci

non ostante

Bryan-

che adoperata da alcuni per condimneto delle zuppe.


153.

FRUMENTO Nom. sic. Furmentu Nom.


satwum
Il

bot. Tri-

ticum
le

Clas. Ili Triandria

Digynia Famig.

del-

Graminacee.
Etim.
suo ilare

nome esprime abbondanza


dai latini.
di

gioja
tritu-

dal latino fruges,

oppure a fruendo, siccome dal

rarsi nella Aja si appellava triticum

Orig.

Accade dei paesi nati delle piante

prima u-

207
Ulta
se

come

delle patrie degli

uomini straordinari, che vari

ne contendano
altri

l'onore. Alcuni credevano che la Sicilia,

chiamata in

tempi

il

granajo dell'Italia fosse la patria

del frumento, e lo storico Fazzello dice, che in essa nasca spontaneo. Erodoto pretende che la
sia la

Mesopo-

tamia dove vegeta

rigoglioso che ivi la sua foglia udi

guaglia le dimensioni

quelle della canna. Altri

che

sia indigeno della Persia; e

Marco Polo

dice,

che nella

Buccaria cresce senza coltura. L' Egitto s'arroga l'onore


di essere stato
il

primo a conoscerne

1'

utilit,

infatti

fu ivi che

una donna industre

lo tritur tra pietre,

megli

scol dell'acqua nella sua farina, e lo cosse in piccoli for-

ni costruiti d'argilla. Utile invenzione

che richiam
si

uomini

alla

vita

sociale

dai boschi dove

cibavano

di ghiande, perci detti Balanofagi. Questi volendosi

modi-

strare grati verso

una persona tanto benefica


di Iside; ed

si

resero

empi; dappoich l'eressero altari e l'adorarono qual


vinit sotto
la
il

nome

Greci ed

Romani
sia
il

invocarono sotto quello di Cerere.


la le

Qualunque

natal paese del frumento,

Provvidenza ha

disposto

che esso vegeti sotto tutte


le algenti

temperature, e cresca nel-

contrade del Settentrione, come, nei cocenti

climi dei tropici.

La sua prodigiosa

fecondit corrispon-

de all'indispensabile bisogno che ne abbiamo. Plinio racconta, elio fu inviata ad

Augusto dall'Africa una pianto-

lina di grano, la quale avea quattrocento culmi. Il fru-

mento va pertanto soggetto a diverse


le muffe, gli insetti

malattie; le nebbie,
lo fan-

ed altre cagioni l'alterano e


di

no deperire. Far cenno solamente


detta di carbone, o di caria; la quale

quella

malattia
origine

trae

sua

da una pianta parassita della famiglia dei funghi cono-

208
sciuta sotto
il

nome

di riticolaria,

che

si

attacca al gra-

no e
acqua

lo

carbonizza.

E un

rimedio a prevenire questo maforte liscivia alcalina, o in


celeste. sia
Il

lore lavar la

semenza in una

di calce, e

meglio di pietra
,

grano
difeso

si

conserva per lunghissimi anni


topi,

purch

dai Gli

dalle tignuole e dalla voracit di altri

insetti.

Arabi abitanti nelle coste Africane per porre in sicuro


s

preziosa derrata dal dispotismo

musulmano
si

la

nasco-

sero in pozzi profondi, e vedendo che

coservava per
paesi da loil

lunghi anni introdussero quest'uso in

altri

ro occupati. Nelle coste meridionali della Sicilia


si

grano

conserva nelle dette fosse che


il

gli

Arabi appellavano

Motomore. Seguir

Linneo nella nomenclatura delle

specie diverse dei grani.


cio

Son desse

il

Tritcum aestivum
il

grano grosso; VHybernum o grano gentile;


o

Turgl-

dum

grano duro.
alle

Vir. 31 ed-. In ordine

virt medicinali

di
il

questo

graminaceo esso dolcificante e deostruente;


cotto e la

suo denelle
delle

bevanda ordinaria nelle febbri ardenti e


eziandio

malattie steniche. L'acqua panata

una

bevande migliori nelle malattie acute.

pianta annua.

FUGO Nom. sic. Fucu Nom. hot. Fucus vesiculosus Clas. XXIV Cryptogamia Famig. delle Alghe.
154
Etim. Per
la

prodigiosa

abbondanza con cui questa


tal

pianta propagasi tra le acque marine ebbe

nome
che

dal

greco che vale facile a nascere.


Orig. Trovasi nell'Oceano

in

tanta

quantit

ne
per

riempie

bassi fondi ed
i

seni; vien

essa raccolta
i

ingrassare

campi in alcuni paesi presso

Tropici, e per

ritrarne, bruciandola, la soda tanto utile nelle arti, co-

me

altres

il

Jodio sostanza riputata efficace antidoto nel-

209
le affezioni

scrufolose.
il

Vi sono dei Fuchi buoni a mandetto volgarmente per tal


gli

giarsi,

come

Fucus natans

ragione Uva Marina di cui ne sono ghiotti

Spagnuol i

dopo averla confettata nell'aceto.

Il

Fucus sanguineus
marine
attaccate

che di un vivissimo color roseo s'impiega in quei' paesaggi e

rabeschi composti

di

piante

sulla carta.
Vir.

Med. Nell'America

1'

adoperano come febbrifugo,


officinale

ma
cia

il

vesciculosus detto nel linguggio


se

Quer-

marina

ne

ritrae

YEtiope vegetabile adoperato

invece della spugna bruciata. Si reputa risolvente mas-

sime nei morbi


to

scrofolosi.

Nei tempi di Plinio era lodail

per

la gotta; nel

Ghanschatka usano

decotto

nella

diarrea.

155.

FUMARIA

Noni.

sic.

Pedi di Gaddina Nora.

bot.

Fumaria
Famig.

officinalis

Clas.

XVII Diadelphia Hexandria


gli

delle Papaveracee.
il

Etim. Poich

succo di questa pianta produce su


il

occhi l'istesso effetto che

fumo, fu per questo, come


.

opina Plinio, che venne cos appellata.


Orig. Essendo essa comunissima nei nostri campi

non

ammette dubbio alcuno


re

sulla sua origine.

senza odo-

ma

ha un sapore amarissimo ed ingratissimo.

U in-

fusione delle foglie, che secondo


sasi

Woodw
per
della

cosmetica u-

per rendere

liscia la pelle e

le lentigini.

Vir.

Med.

Il

succo e l'estratto

Fumaria
ed

sti-

mato

antibiliario,

deostruente, antiscorbutico,

utile

ancora nelle febbri intermittenti


156.

annua.
bot.

FUNGO
Il

Noni.

sic.

Funcia Noni.

Fungus Arla

vensie Clas.

XXIV
nome

Criptogamia Famig. dei Funghi.


di

Etim.

fungo viene

funere perch

210
maggior parte
contengono
succhi velenosi
,

e la

natu-

ra rilegandoli in luoghi

oscuri

ed

umidi

li

ha voluto
rari
i

nascondere

alla voracit dell'uomo.


gli

Non sono

ri-

chiami della istoria su


vollero ciharsene. I

avvelenamenti di coloro

che

figli

di Euripide,

Tiberio. Claudio,

Clemente Settimo e l'Imperatore Carlo Sesto perirono


per aver mangiato dei Funghi. Basta aver cennato queste vittime illustri
,

non pretendendo

di intessere

il

Mar-

tirologio di questo vegetabile.


te

Le osservazioni pi
il

atten-

non possono

far conoscere qual sia


il

Fungo innocuo

dal velenoso. L'odore,


zi

gusto,
fatte

il

sapore non sono indile cipolle, coll'aglio

che bastano; e

le

prove

con

con l'argento ingannano ugualmente.


la

E una buona
al

rego-

per chi volesse ostinatamente mangiarne farlo

pranse

zo e
l'orti

non mai a cna all'avvicinarsi


dolori

della

notte, e

tormentano

il

basso ventre una ragione

pi che probabile che ne sia rimasto avvelenato. L'esperienza ha dimostrato che


lo spirito
si;
i

rimedi spiritosi come l'etere


i

di vino, ec. neutralizzino

loro principi veleno-

perci dopo aver ricorso a qualche

emetico bisogna
l'acqua;

bere dell'acquavite o ammoniaca allungata con

ma

se.il
Il

male ha progredito, ogni rimedio vano.


fungo cosmopolita riconoscendo per paese na-

Org.

tivo l'estinzione del Globo.

Nasce in

tutti

luoghi nelle vi-

scere della terra/negli antri oscuri, nelle radici dei vegetabili


,

su

tronchi degli alberi,


le

si

vede in mezzo
degli
estinti.

alle aIl

mene modo

praterie, e presso
di riprodursi

tombe

suo

non meno maraviglioso. Alcuni, a


il

guisa degl'insetti effmeri, nascono con

giorno
I

si

fe-

condano e muoiono con


d sono dei veri vulcani

il

declinare del sole.

Licoper-

vegetali.

Al tempo della loro

211

maturazione diventano da carnosi, molli,


vertice a guisa di

si

fendono

al

un

cratere, e lanciano
il

una nubbe

di

polvere che

s'

innalza in forma di fumo,

quale diffondesi

nell' atmosfera. L'

Elvella

coronata

di

un cappello

ta-

gliato in
la

cima a modo

di mitra, l'agita per disseminare

sua polvere fecondatrice. Le Pezize sono dotate altre-

s di

un movimento
di loro

di

elasticit
il

che manifestano

nel

tempo

maturazione;
il

Clatro scarica un' acqua


della sua

infetta la quale contiene


posterit;
il

germe

numerosa
alla

germe

della Clavaria si appicca

ninfa

di

una
ci

cicala di
il

America, ed incontinente vi

si

sviluppa.

Da
le
fosi

paradosso che nell'America vi fosse un'anima-

che

si

trasformava in pianta. Questa pretesa metamoripotesi

non era che una conseguenza dell'assurda


si

che questo vegetale


l'rasto,

producesse dalla putrefazione. Teue


tutti
gli

Dioscoride,
i

Plinio

antichi

erano di

questo avviso;

moderni del medio Evo non poterono


1'

rettificare questo errore; e

istesso Tournefort
il

non ne
che
i

and

affatto

esente. L' Ecluse annunzi

primo

funghi riproduconsi per semi come tutte

le altre piante

ed in presente non vi botanico che non conosca questa verit.

Siccome per
il

gli
l

organi fecondanti rimangono

occulti perci

Linneo

appell Criptogami e Jussieu

piante Decline le disse.

per questo appunto


fanghi
si

che

la

propagazione
nefort ne

artificiale dei

rende

difficile.

Touriti

ha

fatto

germinare in quantit sotterando

aprile delle pallottole dello sterco di cavallo della gros-

sezza di

un pugno; Ruel ottenne

il

medesimo

effetto

bru-

ciando delle macchie spinose e irrigando le loro ceneri

ancor calde con acque naturali. Dioscoride dice che


corteccie del Pioppo poste sotterra

le

producono dei funghi.

211

Una
caff.

esperienza

moderna

ci

assicura che
la

nascono

degli

ottimi funghi odorosi ponendo sotterra

posatura del

La famiglia

dei funghi,
di specie

composta secondo alcuni

da pareccie centinaja

pu dividersi nelle due

se-

zioni cio degli eduli, e dei velenosi: parler

principallatino
tu-

mente

dei primi.
i

Il

Tartufo detto Tuber dal

rnere per

turbecoli, che lo ricoprono,

ima pianta eccon


avidit

cezionale, laddove gli altri vegetali cercano


la luce,

questo la fugge e

si

sviluppa, e viene nascosto

nel terreno. Sfrggerebbe la voracit dell'uomo, se l'odore

non

lo scovrisse.

Si avvezzano a quest'uopo dei cani

di fino odorato, specialmente della specie dei Barboni, che

fiutando e raspando la terra

li

discoprono.

Il

Licoperdon

ossia vescica di lupo nasce a fior di terra nei luoghi er-

bosi e
di
te
si

non

solo

buono a mangiarsi,
altri
cibi.

ma

seccato serve

condimento ad
che arriva
dalla
al

Vi

il

Canariense. o gigan-

peso di 25 libre. La Clavaria detta codi

forma allungata a guisa

una clava, anch'esso

commestibile, mangiasi cotta con burro e formaggio. L'Agarico originario dalla Agria o Agaria paese dei Sarmati

da dove

si

soleva portare in Grecia per farne smercio,

di varie specie,

ma

merita attenzione

il

Prugnolo uno
assai per l'odore

dei pi piccoli funghi eduli,


e sapore

commendati

che d

ai cibi,

h' Ovolo altres di ottimo satal

pore cui ben


il

gli si

conviene

nome. Quando chiuso ha

colorito dell'albumine dell'uovo,

ma quando
il

comincia ad
torlo. Il

aprirsi

sembra un'uovo

rotto che presenta

Bo-

leto cosi appellato dal

Greco Belos che

significa

glebba

perch nasce fra


lo

cespugli; tra le cui specie


il

disti nguonsi

Spugnolo,

il

Porcino ed

fungo dell'esca che cresce


i

a considerabile grandezza; nasce su

Faggi,

s'i

Cerri e

213
su
gli

Albeti

e tagliato in
il

fette

ed imbevuto

eli

nitro

serve per accendere


zare con
il

fuoco. I

Lapponi scacciano

le

Zan-

suo fumo. Nella Calabria Ultro-prima trovasi

una pietra nericcia agglutinata da una sostanza fungosa


bianca che coverta di terra ed
innaffiata

produce

dei

funghi di questo genere.

Il

Mercati l'appella lapis pliryi

gius fungos ferens quantunque

funghi che descive siai

no

Lamellati ossia Agarici, e non

boleti.

Nel passa-

re alla numerazione delle principali specie venefiche ri-

corder anzitutto di esservene di quelle che stillano un

umore
vi

acre che una goccia sola

messa

sulla

lingua

produce un escara. Alcuni popoli della Siberia componveleni


tal'
il

gono con L' Helvus, che vale erba minuta, dei


cos potenti

che danno

la

morte in dodeci ore,

liquore ottenuto dallo Agaricus muscarius.

La Fistolina
la

anch'essa velenosa cosi detta dal fistoloso suo gambo:

auricularia avente la forma dell'orecchio; accreditata un

tempo

la polvere

come

specifico alla

sordit.

Velenose

sono eziandio

le Divelle, la
il

Pezise cio sostenuta da un

piede a causa che

loro cappello sorretto da

un gamsua
i

bo

la

Tremella ebbe tale


;

nome per

il

suo

agitarsi ed

ogni piccolo zefiro

il

Clatro che vale grata per la


;

sostanza disposta a rete


tronchi imputriditi
pelli di
;

UIpposillo che vegetata su


greco Triz.
la

la Trichia dal
;

cio ca-

forma filamentasa
per
i

finalmente

Muffa

che fu

cos appellata

la

sua natura mucosa, la quale nasce


ed
altri

sul pane, su
ci

frutti

commestibili; bisogna peri

aver diligente cura di pulirne

cibi

essendo

le

muf-

fe piccolissime funghi nocivi.

Vir. Med. Malgrado le qualit venefiche di questa forniglia alcune specie

servono

di antidoto in

parecchie

ma-

214
latte.
Il

Boletus purgans ha riputazione di spettorante

antelmintico e purgativo era uno degli ingredienti della

Teriaca

si

adopera come astringente massime nelle emor-

rogie del naso.

Anche con

il

Boleto da Esca

si

sono ferla

mati

forti

emorrogie applicando questa sostanza sopra


la virt di
la

ferita.

VAmidita Muscaria ha

guarir

le pia-

ghe invecchiate aspergendole con


vere del Bo vista amministrata
dalla diarrea.

sua polvere. La pol-

in

piccola dose guarisce

457.

FUSAGGINE Nom,

sic.

Fusaria o Birritta parriClas.

Nom. hot. Evonimus Enropmus Monogynia Famig. delle Jamnee.


nisca

Pentandria

Elim. Le propriet emetiche

le quali essa

possiede le
di
il

danno

la
le

sua appellazione botanica,

ma

il

nome

Fusuo

saggine

proviene dai fusi che

si

fabbricano con

legno leggiero.
Orig. Nelle nostre siepi, e nelle ragnaic cresce in
cespuglio,
so,
il

ftto

quale appresta un legno giallo simile

al

Bos-

ma

pi tenero, quindi adoperato dai torniatori per

diversi lavori delicati.

Matura

il

frutto in

autunno

di

un

bel colore roseo,


Vir.

Med, Questo appunto preso internamente ha vir-

t di far vomitare, perci ritenuto qual farmaco efficace


della medicina purgativa.

perenne.

158,
ifuis

GALANTO Nom.

sic.

Galanti*

Nom.

hot.

Galan-

Nivalis Clas. VI Hexandria Monogynia Famig. delle

Nar cissoidi.
Etim. Per
to
il

colore latteo del suo fiore

venne

distin-

con tale nome.

215
Orig.

pianta Europea

la

quale

si

rende pregiata
o,

per

la

sua fioritura che avviene in Febbraj

quando
il

la

terra per ordinario coverta di neve, d'onde

suo no-

me
la

volgare di

Buca

neve.

Il

fiore

eburneo a campanel-

segnato da

un

leggiero

punto verde sembra essere

foriero dei prossimi bei giorni di primavera,

perenne.
bot.

139.

GALEGA Nom.
officinali* Clas.

sic.

Anita

di

crapi

Noni.

Galega
delle

VII Diadelpliia Decandria Famig.

Leguminose.
bianco

Etim. Questa pianta, per l'umor vischioso e che esce dai suoi ramicini ottenne
tal

nome

dal Greco

Gala

cio latte.

Orig. Nasce spontanea nei nostri

campi e lungo l'Arno


semina a

s'incontra frequente, forse per

semi trasportati dalle


si

acque del Valdarno


Med.

di sopra,

dove

fine di

impiegarsi per sovescio ed ingrasso dei terreni.


Vir.
I

periti nell'arte di Esculapio l'hanno spei

rimentata efficace nel calmare


ricondurre
160.
boi. alla

trasporti del cervello e

sana ragione
sic.

mentecatti.

perenne.

GALLIO Nom.

Quagghiu

o crea surfina

Nom

Gallimi verum.
delle Robbiacee.
il

Clas.

IV Tetrandria Monogenia

Famig.

Etim. Ebbe
t

nome

di Gallio o Caglio dalla proprieil

che ha
Orig.

di rapigliarc o cagliare

latte.

pianta indigena quindi facile incontrarla nei


I

luoghi erbosi.

pastori si servono
i

della

pannocchia

di

essa per tingere di giallo


rosso la lana

formaggi.
Il

La

radice colora di

come

la

Robbia.

Gallium Molligo
le

VA-

perim ne sono
tinta rossa.
Vir.

altri

due specie

quali

danno

altres

Med. Si narrano guarigioni

di epilettici ottenute

210
con l'uso della prima specie; anche
la

Mollago
la

fu
il

cre-

duta buona per questa malattia e per

podagra;

su-

go finalmente della Aparina lodato per l'erpeti e per


le affezioni cutanee. Dioscoride l'usava in
le scrofole.

unguento per

Questa annua,

le

altre

due specie sono peDian-

renni.

161.

GAROFANO Nom.
Ciati.

sic.

Calofaru Noni.

hot.

thus
delle

CaryopJiyllus
Cario/ilice.

Decandra Digynia Famif/.

Elim. Le emanazioni odorose


ottennero
il

di

questo

bel

fiore

le

nome perch

simili le sue fraganzc all'aro-

matico arboscello delle Isole Molucche appellato nel lin-

guaggio Rotanico Caryopltyllus aromaticus.


Orifj.

pianta indigena

di

Europa
in

coltivata

da

per

tutto per la bellezza e fraganza dei fiori


li:

sempre durevoSe,

avvegnach schiudono questi

tutto l'anno.
pejr

ne

conoscono infinite variet dai

fioristi

la

grandezza,

per
s
il

la

pienezza dei

fiori,

p:r
il

la

diversit dei colori; coil

garofano di Maone,

Cinese, V Annerivo,
il

Mino-

re,
lo
il

il

Pennino,
il

il

Bianco,

C tallo,

il

Jioseo. lo Screzia-

ed

Rosso. Renato di Angi fu

il

primo

a coltivare

garofano Rosso dal quale provennero dippoi tante bel-

lissime variet.

E perenne. \(\i. GELSO Nom. sic. Ceusa Nom. hot. Monta nigra Clas. XXI Monoecia Tetrandriq Famig. delle Urticee.
Etim. Gelso, secondo Celso voce barbara
elso

che vale
dello sue

sublime detto Moro dal colore morato

bacche, ovvero dal latino


Orifj.
1

mora perdio

tardo a fiorir,
si

Romani che V avevano


frutti

recato dalla Persia


dolci.
la
11

cibavano dei suoi

che sono grossi e

Gelso
volta

bianco indigeno della Cina fu trapiantato

prima

217
in Sicilia dui Saraceni ai

tempi dell Imperatore Giustile

niano. Pianta utilissima con


i

cui

faglie si

alimentano
si

filugelli
la

piali

si

incrisalidano in

un

boccio d'ondo

estrae

seta.

Due monaci
i

filantropici

ne portarono dalla

Cina in Costantinopoli
ciate passate
all' Italia

semi; ed in occasione delle Cro-

resero necessaria la larga molti-

plicazione dei Colsi bianchi.

La gloria poi

di

avere

inal-

trodotta in Sicilia l'arte d'intessere le stolte si lieve


l'

Imperatore Federico
primi
Yir.
telai

II

che lece costruire


lui nel

in

Palermo

collocati

da

suo real Palazzo.


il

Med, Dalle bacche del Celso nero se ne cava

rubo utilissimo nelle diarree e nelle dissoni erte.


163,

(JKLSOMINO Xom.
(officinale

sic.

Cesiimitiu

Nom.

hot.

Ja-

aminum
delle

Clas. Il

Diandria Monoo.'/fiia Famifj.

(iclsofince.

Etim. L'etimologi!
nazionali ne

di

tale
la

nome

Araba mentre
1'

(pici

specificano

pianta con

appellazione di

Jascininon.
Orifj.
i

Il

Mattioli scriveva
stati

che non era gran tempo che


dalle Indie; in
tatti

Gelsomini erano

portati

nel

1560
scana

dai navigatori Spaglinoli


;

vennero introdotti in Totu


s

quel

Cran Duca ne
sol

geloso
Il

che viet di

regalarne un

gambo, un

sol fiore.
di

Giardiniere non

seppe resistere
lui,
la

alle

premure

una

fanciulla
si

amata da
diffuse a

(piale lo trapiant in

sua casa e cosi


In

mano
frutice
liziosi

mano

in

altri

paesi.

presente questo
l'aria

docile

rampicante nel profumare


effluvi

ambiento con dei

viene arrotondato in pergolati, merco


si

suoi

delibili rami,

stende a spalliera, forma cespugli, abI

bellisce Serre ed Aranciere.

fiori
,

servono per dare


rosoli
,

l'o-

dore

alle

pomate

alle

acque

ai

allo

zucchero.

218
al tabacco.

Sono sue variet

il

Gelsomino azorico ed
;

il

Catalogno ossia gelsomino di Spagna


della Virginia,
Vir.
il

cos

il

gelsomino

giallo,

il

rosso dell' India.


di sapore astrin-

Med.

fiori di

Gelsomino perch

gente, sono proposte in polvere per le diarree.

perenne.

164.

liana

GENZIANA Nom. sic. Genziana Nom. hot. Lutea Clas. V Pentandria Digynia Famig.

Gendette

Genzianee;

Etim. Pianta che molto abbonda nelle montagne dell'

Illirico;

la

quale secondo Dioscoride, ebbe


il

tal

nome da

Genzio Re di quella Nazione che fu

primo a scoprirsu

ne

le propriet terapeutiche.

Orig
le alte

Essa vegeta

spontanea negli Appennini

cime dei monti Siculi incontrasi ancora bench

rara. L'amarezza la qualit pi

comune

a tutte le gen-

ziane specialmende nelle radici. Nel Tirolo distillano queste radici e cotto

ne ottengono uno

spirito ardente. Il suo de-

ha

la

propriet di arrestare la putrefazione.

Si

Unmerso nel medesimo un pezzo


Med. Le radici secche
fin

di carne che si con-

servato fresco per lo spazio di due mesi.


Vir.
di

questa pianta furono a-

doperate in medicina

da tempi remotissimi; e sono


languori di stoma-

buone per
co,

le febbri intermittenti, nei

neh'

ittarizia,

nelle diarree ostinate e nei mali cuta-

nei.

perenne.

165.
hot.

GERANIO Nom.

sic.

Marvetta di Francia Noni,


Clas.

Pelargonium odoratissimum

XVI Monadelphia
il

Heptandria Famig.

delle Geranoidi.

Etim. Dalla voce greca geranos, cio grue prese

no-

me

generico questa pianta

avvegnach una delie sue


i

specie detta

Pelargonium zonale ha

semi conformati a

guisa di becco di Grue.

219

Or ir/. Vi sono per


ni,
il

lo

meno duecento
il

variet di Geralo

come

il

bicolore,

V elegante,

fulgido,

scarlatto,

triste, il

roseo ecc. tutti per provenienti dalle calde


Il

regioni dell'Africa.
fiori

Geranio di cui teniam parola ha

gialli verdicci

picchettati di

macchie nericcie

il

quale tramanda
la sera,
la

un soave odore

di garofano,

ma

soltanto

per qual motivo chiamasi tra noi noctuolens.


foglie e soavit dell'odore

Per

forma delle
il

merita essere
il

preferito
il

Geranio roseo, come del pari


per
la

Zonale per
fo-

colore

di scarlatto rosso, e
il

vaghezza delle
il

glie aventi

bordo

giallo,

ovvero bianco ed

centro

verde.
Yir.

Med. Dal Pelargonium cucullatum


al

ci

narra

il

Thumberg che
to

Capo

di

per impiastro emolliente.

Buona Speranza l'adoperano L'Hermanno dice aver prescrit-

con

vantaggio

il

decotto delle foglie per clistere nelle

coliche.

166.
Iris

E perenne. GHIAGGIUOLO

Noni.

sic.

Spatulidda Nom. hot.

Germanica

Clas. Ili Triandria

Monogynia Famig.
si-

delle Ir idee.

Etini.
mile
al

La vaghezza

del colorito di questa famiglia

vivido colore dell'Iride le ha fatto sortire questo

n ome.
Orig. L'Iride di cui
della

m' occupo

in presente originaria
coltivati.

Germania, comunissima nei nostri campi

La

radice

mondata e seccata

si

vende per

il

suo olezzo

simile alle viole

mammole. Adoperasi per rendere odosi

rosa la polvere di Cipro, e

mescola tra

le

biancherie

per

l'istesso fine.

T7/\
te,

Med. Una volta

l'Iride

avea credito di espettorandelle


pastiglie.

a quaPuopo se ne

facevano

utile

no
per
le carie delle ossa e

per

le ulceri. Il

succo delle ra-

dici purgante; e gli antichi empirici

ne hanno celebrane
ri-

to l'uso nell'idropisia. Nelle malattie dei fanciulli

lassa

il

ventre, ne calma

dolori, e dissipa

loro

ter-

rori notturni.

perenne.
sic.

167.

GIACINTO Nom.
Cas.

Jacintu

Nom.

bot.Hyacint-

hus Orientalis
delle Liliacee.

VI Uexandra Monogama Famig.

Etim.

suoi fiori odorosissimi sbucciano sul finire del

verno ed in principio di primavera e perci dai Greci


fu appellato Jacinto, cio pianta che fiorisce dopo che la

terra stata bagnata dalle pioggia vernali.


Orig. Tutte le variet del Giacinto che
si

vagamente

adornano
Il

giardini sono indigeni dell'Asia e dell'Africa,

colore ordinario del fiore turchino pi o

meno

ca-

rico,
ni.

ma

spesso se ne trovano dei bianchi, o incarnatisi

questa specie
Il

riducono

Giacinti doppi e

Gransuo

brettagna.

Giacinto giallo o muschino greco {mascari


di grata fragranza cos detto
il

moschatwn)
perenne.
168.

per

il

odore di muschio,

quale partecipa

dei

Garofano.

GIGLIO Nom.
Clas.

sic.

Gigghiu Nom.

hot.

Lilium
delle

candidum
Liliacee.

VI Hexandria Monogynia Famig.

Etim. La corolla che adorna

il

suo fiore con sei cancos

did e morbidi

petali lo

hanno

fatto

appellare

dai

Greci da teion cio levigato,


Orig.
Il

liscio.

giglio bianco originario della Siria,

quindi

che lo

vediamo celebrato nelle Sacre Carte;


Gigli. I
le

e l'altare

stesso del Tabernacolo coronavasi di francesi,

Monarchi,
loro

dopo

S.

Luigi ne

fregiarono

gloriose

221
bandiere; fiorisce in Giugno perci detto ancora giglio
di
S.

Antonio; che tramanda in copia grati

effluvii di

odore narcotico. Havvenne eziandio delle altre

variet,

come
di

il

Giglio croceo,\\ rosso, ed

il

Martagon indigene
il

Germania
il

e dalla Svizzera cui possono aggiungersi

Superbo ed
Vir.

Pomponio.
bulbo, cotto sotto la cenere raccomani

Med.

Il

dato come anodino per le scottature e per

panerecci-

Con

fiori

si

prepara

dell'olio

odoroso, creduto anch'es-

so anodino, e se ne distilla un'acqua che passa per co-

smetica.

169.

perenne. GINEPRO Nom.


Clas.

sic.

Jiniparu Nom.

bot.

Juni-

perus comunis

XXII

Dioecia,

Monadelphia Famig.

delle Corimbifere.

Elim.
sort
il

Dalle due voci latine Junos o iuvenis e parlo

nome; avvegnach molta precoce

la sua

frut-

tificazione.

Orig. Dal tronco di questa


cos detta
ci;

pianta indigena
la

geme

la

Sandracca che forma

base di alcune vernifi-

ma

dal Ginepro Fenicio stilla l'incenso impiegato

no da tempi immemorabili presso


fumare
il

tutte le nazioni a pro-

gli altari.

Racconta Quinto Curzio che Alessandro


dell'in-

Grande

tuttavia fanciullo, invitato a spargere


riti

cenzo sul fuoco sacro in occasione di alcuni


si lo

religio-

fece con tanta profusione che Leonida suo

ajo

le

disse a bassa voce, che si serbasse tanta generosit al-

lorquando avesse conquistata l'Arabia. Gli mantenne

la

parola, divenuto padrone di quasi tutta l'Asia f carica-

re molti cammelli di preziosi profumi e gliel'invi ricor-

dandogli che non bisogna esser avaro con

gli
,

Dei.

Dal

legno di un'altra specie di Ginepro finalmente

origina-

222
rio della Virginia,

sono formati

lapis inglesi nei quali

incassata la piombaggine, e la matita.


Vir.
ti,

Med. Le foglie del Ginepro nostrale sono purgan-

e dalle sue bacche se ne

compone un'estratto molto

giovevole nelle cacchessia, nelle oppilazioni, e nelle debolezze di stomaco. Si bruciavano le foglie per profumare
o piuttosto affumigare le

camere degli ammalati, uso che

con Comune vantaggio


in voga.

di questi e dei sani

non pi

170.

GINESTRA Nom.
Clas.

sic.

finestra

Nom. hot Genista


delle

jungea

XVII Diadelphia Decandria Famig.

Leguminose.
Etim. Dalla voce latina gemi fu detta Ginestra o perch
flessibile

come

il

ginocchio, oppure perch opportu-

no rimedio

alle malattie di

questo membro.

Orig. I fiori di tale pianta indigena che tapezzano le

nostre campagne, quasi per tutta l'est


si

son

quelli

che

spargono per terra in occasione di sacre solennit. In

alcuni paesi conservati neh" aceto servono


peri per condimento.
I

come

cap-

suoi rami pieghevoli utilizzatisi al


le viti e le altre piante

par dei Giungili per legare

ramil

picanti. Macerati a guisa delia


cos detto

canape tessuti danno


quale
si

panno ginestrino;

il

pu ridurre a

fi-

nezza maggiore. Al tempo del Granduca Ferdinandonel

II.

Museo

della Universit di Pisa si conservano alcuni

tovagliuolini intessuti di Ginestra. Questo frutice

pe-

renne,
171.
ila

GINESTRA DEI CARBONAI Nom.


hot.

sic.

Sdipan-

Nom.

Genista scoparla.

Clas.

XVII Diadelphia
Italia

Decandria Famig. delle Leguminose.


Etim. Dicesi Ginestra di Carbonai perch in

223
viene impiegata per chiudere
i

sacchi ripieni di
le

carbo-

ne

si

adopera ancora per nettare

aje

servendosene

a guisa di granata d'onde questa specie fu detta scoparia.


Orig.

comunissima nei terreni ghiarosi ed Halles


i

dice clic riesce bene per la concia delle pelli e che

te-

neri rami servono

come

Luppoli per

la birra.

Del seme

tostato s ir fatto
Tir.
ri si

un succedaneo
si

al caff.

Med. Questi sono riputati diuretici e dalle ceneprescrive neir idropisia.

estrae quel sale che

perenne
172.

GEORGINA Nom.
Clas.

sic.

Giurgina Nom.

boi.

Bah-

Ha purpurea

XIX Syngenesia Polygamia

super-

flua Famig. delle Corimbi/ere.

Etim. La Georgia appartenente agli Stati Uniti di A-

merica
Orig.

la terra natale di

questa calamistrata pianta.

Siamo pertanto

debitori al Messico* di essersi ge-

neralizzata tra noi la Georgina da

mezzo secolo
,

in qua.
i

Questa pianta ha subito trasformazioni assai


pazienti tentativi dei fioristi;

merc

laonde oltre

la

purpurea
di ogni

havvi

la gialla, la

bianca

la screziata

insomma

colore, di ogni foggia, e

per

tutti

gusti.

perenne.
Helianfrusta-

173.

thus

GIRASOLE Nom. sic. Girasuli Nom. bot. annuus Clas. XIX Syngenesia Polygamia
delle

nea Famig.

CorimbiferL
al

Etim. La greca voce Elianto equivale

nome

volga-

re di Girasole che noi diamo a questa pianta a cagione

che

il

suo fiore alquanto inclinato

sta

rivolto

verso

il

corso del sole,


Orig. Nel

Per dov'

indigena veniva onorata

come

immagine

del grande astro del giorno, e le sacerdotesse

del Sole nelle feste religiose portavano una corona di o-

224
ro rappresentante questo
si

fiore.

Esso

il

pi grande che

conosca in questa classe allargandosi

il

diametro

del

disco sino a

mezzo piede. L'Elianto

moltfloro. o girasole

doppio fa migliore

effetto tra le aiuole dei giardini,

per-

ch

fiori

copiosi sono di color pi pallido e facilmente

divengono doppi e durano molto tempo.


Vir.

Med. L'olio che

si

estrae dai

semi della prima

specie reputasi espettorante.

annuo.

174.

GIUNCHIGLIA Nom.

sic.

Giunchiggiu Nom.

bot.

Narcssus jonguilla Clas. VI Hexandria Monogynia Famig. delle Narcissoidi.


Etim. Essa debitrice del

nome

specifico

al

colore

giallo violaceo del fiore dal greco

jon

cio viola.

Orlg.

Sono

le

Giunchiglie originarie della Spagna e nei


i

Marzo ed Aprile, tempo in cui schiudono


tramandano odore
la testa
:

loro

fiori,

acuto da offendere o

far

vacillare

esse sono scempie e doppi. Vi sono ancora le


le

Giunchiglie bianche dette Narcisi Tazzette,

quali so-

no gradite per
ste piante

la loro

precoce fioritura. Entrambe que-

sono perenni.

175.

GIUNGO Nom.

tus Clas.

Juncu Nom. bot. Juncns acitVI Hexandria Monogynia Famig. delle Jun~
sic,

caginee.

Etim. L'etimologia di Giungo deriva dal Ialino jungere perche adoperasi ad unire e legare
cose.

insieme diverse

Orig.

pianta nostrale

ama

siti

paludosi, ed

con-

tadini la raccolgono

non

solo per legare le altre piante

ma

per intesserla in forma di graticola per servire da


rappreso che dicesi perci
altri

feltro al latte

Giuncata.
,

Se

ne fanno delle sporte ed

utensili

rusticani

onde

22o
Virgilio cant

Viminibus mollique paras detexere j urico.


dai Cinesi l'uso delle stitoje composte
alle finestre

Abbiamo appreso
di

Giunco per sospenderle

ed

ai

balconi delle

nostre abitazioni, affine di ripararci dai cocenti raggi del


sole.

perenne.

176.
hot.

GIUSQUIAMO
delle Solarne.

Noni.

sic.

Erva grassudda Noni.


Pentandria Monogynia

Hyusquyamns

niger Gas.

Famig.

Etim. Giusquiamo vale in greco fava forse perch

la

capsula, nella forma esterna, somiglia a quella di questo

legume.
Orig. Il

Giusquiamo nero trovasi in Europa


vie,

sull'estre-

mit delle

ed lanuginoso e

manda un'odore

forte

ed ingrato. Merc alcune esperienze nessuna pianta ha


pi nocevole influenza sull'aria atmosferica massime nell'est. 11 solo

odore basta per cagionare

lo

stupore ed

il

delirio,

uno narcotico potentissimo. La radice confusa


della Pastinaca,

con quella

mangiata ha prodotto funeper equifollia

stissimi effetti; siccome le teneri foglie prese

voco per Cicoria produssero letargia, accessi di


forti convulsioni.

L'emetico, l'aceto e

gli altri acidi

vege-

tabili

calmano

gli effetti di

questo veleno

potentissimo.

Ci

non

ostante gli

Arabi ne fanno una preparazione

che chiamano Benje e bench inebbriante e soporifera


l'abitudine la rende loro s necessaria che astenendose-

ne perdono subito
l'usano
getti

1'

appetito.

Intanto tutti

quelli

che

hanno

nervi irritabilissimi, tremano, vanno sogil

a terrori panici, hanno gonfio

viso, e

diventano

leucoflemmatici.
Tir.

Med. Se ne prescrive

l'estratto nelle malattie spa-

smodiche; amministrato esternamente

calma

le

infiam15

226
inazioni ed
i

dolori

violenti

e facendosene

fregazioni

nella spina dorsale


le

ha giovato nella chorea

S. Viti e nel-

convulsioni agendo

come controstimolante.
Noni.

pianta

biennale.

177.
boi.

GLOBULARI A

sic.

Erva

di hi

Rimitu Nom.

Globularia alypum Clas. IV Tetrandria Monogynia

Famig. delle Primidacee.


Etim. La forma dell'ovario e della disposizione
lori a

dei

globo

le f

dare

il

nome

di Globularia.

Orig.

di origine

Europea, e siccome nasce nei luosi

ghi ermi e pietrosi volgarmente la


mita.
Vir. ned.

appella

erba ro-

Un tempo

si

teneva per detersiva ed esila-

rtante,

Greci perci

la

chiamavano opylon

cio esente

di afflizione, in presente

non pi

in uso.

pianta pe-

renne.
178.

GRAMIGNA Nom.

sic.

Gramigna Noni,

hot.

Pa-

nicum dactylon
le

Clas. \\l Triandria

Digynia Famig. del-

Graminacee.
Etim. La spica di questa pianta erbacea composta
rade glume che

di semplici e

la

rendono come
dal

articolata,

simile alle dita della


digitus le fu dato
di
il

mano, quindi

greco dactilos
Dell'etimologia

suo specifico nome.

Panico se ne parler a suo luogo.


Orig.

pianta nostrale e trovasi da per tutto massi-

me
tili

rei

prati sterili; essa

mette molte radici lunghe sot-

e serpeggianti che si stendono assai nel terreno. Si


i

raccoglie per ingrassare


Vir.

cayajli.
si

med. La medesima

vende per uso

di

medicina

avendo

crediitq di possedere molte virt terapeutiche.

pe renne.

227
179.
hot.

GRANO SELVAGGIO Nom sic.


delle

Saraciniscu Noni,

Aegylops ovata Clas. XXIII Polygamia Monoecia


Graminacee.
le

Famig.
rici e

Etim. Suole formarsi ima sorte di ascesso tra

na-

l'angolo grande dell'occhio delle capre, qual


il

mor-

bo chiamasi con

nome

greco di Egilopo che significa


la

sguardo di capra; e siccome questa pianta ha


di guarirlo,

virt

come

attesta Plinio, fu perci


la

chiamato
tale

E~
la

gilopo. Vi

si

aggiunge
spiga.

voce ovata perch

forma della sua

Orig. Perch indigena incontrasi da per tutto

special^

mente

sui luoghi secchi e sterili.

Il

seme

simile a queldi

lo del grano,

ma

pi piccolo, ed in tempo
di pane.

carestia

ha servito invece
180.
hot.

perenne.

GRANONE Nom.
Glas.

Zea nieys

Farmentu filmila Noni' XXI Momoecia Tr iantina Famig.


sic.

delle

Graminacee.

Etim. Gli Americani l'appellano Maiz,


ci

ma

dai botani-

gli stato

apposto

il

nome

greco di Zea che vale vita

essendo nutritivo

assai.
nell'

Orig. I primi Europei che approdarono

America

ne introdussero

il

seme nell'Antico Continente che divenr


i

ne una nuova risorsa per


ca;

popoli dell'Asia e dell'Afri-

e siccome da quest'ultimo paese pass in Sicilia per-

ci

che

si

appella

comunemente grano

turco. Neil'

A-

merica meridionale questo graminaceo era coltivato da

tempi remotissimi specialmente presso


Peruviani. Asseriscono
i

Messicani ed

viaggiatori che l'acino di Mais

faceva le veci di moneta. Motte ne sono le variet; Mattius


lo,

ne distingue quattro:
il

il

bianco o di Filadelfia,

il

gial-

rosso, ed

il

nero;

il

pi

Comune

fra noi

il

gial-

228
lo.

Si ottiene dal

medesimo una bevanda


pane

spiritosa, spe-

cie di

birra che gl'Indiani bevono


fa inoltre

come cosa

prelibata.

Se ne
so

della sua farina che gialla. L'uai

non conviene che

temperamenti robusti essendo


che

pesante ed indigesto; falso


malattie cutanee.

produca ostruzione e
di pascolo

Le sue Glune riescono


Campioni ha

nu-

tritivo alle bestie e

sono adoperate per empire cassoni


il

da

letto.

Dalle foglie

tratto

una carta

so-

migliante alla pergamena. Dai filamenti rossi che svilup-

pano

le

pannocchie se ne ottiene un cartoncino

marmo-

rizzato pari alla lumachella.


Vir.
tie

Med.

Messicani fanno uso del Mais nelle malatdell'orzo.

acute

come noi

Si

trovato

vantaggioso

per

le tisi

181.

annuo. GRAZIOLA. Nom.

sic.Stancacavaddu
II

Gratiola officinale Clas.


delle Rinantee.

Nom. bot. Dlandria Monogynia Famig.


le virt sa-

Etim. Ben pensatamente fu detta cos per


nitarie da essa possedute.

Orig.

pianta nostrale, la quale vegeta nei prati u-

midi ed ombrati.
stico.

Ha

sapore amarissimo nauseante e cau-

Vir.

Med.

purgativa drastica, emetica, e vermifuga,

lodata quindi per le febbri intermittenti,

massime per

le

quartane ostinate. Pu essere avvalorata e corretta dalla

Valeriana

perenne.

182 IBERIDE Nom.


per florens Clas.
delle Portuacee.

sic.

Iberide

Nom.

bot. Iberis

sem-

XV

Tetradynamia Sliculosa Famig.

229
Etim.
Quintiliano
e

Plinio

ci

assicurano che

questo

genere di piante fu
dalla

cos

chiamato perch proveniente

Spagna che

in antico dicevasi Iberia.

Orig.
cilia,

La

specie di cui scrivo nasce spontanea nella Si-

la

quale fiorisce sullo scorcio di Settembre e contitutto l'inverno a presentare


il

nua per
de, ed
i

suo fogliame ver-

suoi corimbi bianchi ed

inodori.

perenne

giunta alla decrepitezza conservasi qual'era nella prima


et.

188.

IBISCO Noni.

sic.

Rosa lnniana Nom.

boi. Hibi-

scus mutabilis Clas.


delle Malracec.

XVI Monadelphia Poliandria Famig.

Etim. Questa pianta malvacea detta anche malvavisco


prese
il

suo significato dalla forza con cui


il

si

tiene attacal ros-

cata al suolo e perch

fiore

cambia dal bianco


il

so pallido, ai porporino gli fu apposto


bile dal Linneo.

nome

di

muta-

Orig.
sotica

Le pi

belle specie di Ibisco sono di origine ei

come

l'indicano

loro

nomi

di Ibisco Cinese

mes-

so per bouquet su le tavole in occasione di feste, d' onde


il

nome

dotale da
il

Rumfio
adorna

di flos festalis; cosi di


il

ancora
fiori

il

Siriaco

quale

si

vaghi e numerosi
bizzarro Trionio
i

in

stagione assai protratta, ed


ri

cui fio-

effimeri

non durano pi

di tre o quattro ore.

Vir
nativo

Med

L'ibisco bel Moschus detto anche ambretta,


Indie, dell' Egitto
di
,

delle

della

Sicilia

nostra

tramanda un grato odore


rientali

muschio, creduto dagli


dal

0-

qual

mezzo per difendersi

contagio.

Sono

perenni

INULA Nom. sic. Ncinzalora Nom. bot. Inula dissenterica Clas. XIX Syngenesia Polygamia superflua
184.

Famig.

delle Corimbi/ere.

230
Etim.
le nelle

Essa

ebbe

tal

nome perch sperimentata

uti-

dissenterie epidemiche.

Orig. Indigena della


ta

Germania
Giugno

e dell'Inghilterra, vege-

spontanea lungo

le riviere dei

fiumi e nei luoghi asuoi


fiori

prici.

Verso

la

met

di

campaniforsulle

mi

di

un

violetto leggerissimo, ricadono con grazia

foglie cuoriformi

ondate e quasi vellutate.

Viti

Med

Si reputa astringente utile per l'efflusso san-

guigno di ventre.
185.

perenne.
sic.

IPERICO
hot.

Nom..

Pirico o erva di S. GiovanClas.

ni Noni.

Hypericum perforatimi

XVIII Pch/a-

delphia Poliandria Famig. delle Ipericee.

Etim.

Il

nome perforatimi
hanno

la traduzione della voce

greca Hypericum detto cos perch le foglie guardate contro lume,

dei punti trasparenti,

come

se

fossero

traforate da spille. Nei detti punti si contiene un'olio volatile;

ed altra sostanza balsamica

si
i

racchiude parimencalici

te in certi globettini

che tapezzano

ed

bordi

dei petali.

La pianta

strofinata fortemente

tra
il

tinge in rosso, ed perci che le fa

dato

mani nome di
le

antioscemus cio sangue umano.


Orig. Indigena di

Europa abbonda
si

in Sicilia, ed

ama

vegetare in luoghi magri. Gli Svizzeri

servono di essa per che


sciogliesi negli

dare

il

colore all'acquavite

di birra

olei e nello spirito.

Vir.

Med. Ha gran credito


i

di

vulneraria

di

balsadivie-

mica:

contadini l'infondono nell'olio

comune che
i

ne
per

rosso, e l'usano per le ferite. Si reputa


i

utile altres

vermi, per

le dissenterie e

per

dolori

di denti.

perenne.
186.

IPOCISTIDE Nom.

sic.

Lupa

Rassedda Nom.

231
hot.

Gytinus Hypocistis Clan.


delle rstolochiee.
Il

XXI Monoecia Monodelphia

Famig.
Etim.

suo fiore simile a quello del melogranato che


l'ha
fatto

dicesi Citino

appellare

con questo nome.


cisti

li-

pianta parassita, la quale cresce sulle radici dei


gnei) perci questa specie, che unica,

nomasi

Ipocisto.

Orig. Nella Barbaria, nella Spagna, nella Sicilia ed in


altri paesi caldi

comune.
ven-

Vir.

Med.

Il

succo di essa acido e molto astringenil

te

il

quale viene usato in medicina a restringere

tre ed arrestare l'cmorrogie.

perenne.

187.
hot.

IPOMEA Nom.

sic.

Campaneddi turchini Noni,

Ipomaea Coccinea

Clas.

Pcntandra Monogynia

Famig.

delle Convolvolacee.

Etim. Dal bisogno che ha di avvolgersi ad un soste-

gno

affine di sorregere

suoi leggieri steli

venne detta

Ipomea,
Orig. Nativa dell'Isola di S.

Domengo
di

e della Caroli-

na fu
no.

fatta

conoscere ed introdotta in Italia dal Cesalpi-

Diversifica

questa

classe

piante

la

variet

dei

colori;

poich oltre la Coccinea, havvi la cos detta qua-

moclit di
ciato,
i

un

brillante cremisino, l'Ipomea di color


i

raninsie-

rampichini indiani ecc.

quali combinati

me hanno mo effetto
dini.

dei fiori cerulei e bianchi, che fanno bellissi-

nel vestire le cupole e le spalliere dei


pianta annua.

giar-

L'Ipomea coccinea

188.
Iris,

IRIDE Nomi

sic.

Spatulidda dijardinu Nom. hot.

Susiana

Clas. Ili Triandria

Monogynia Famig. del-

ie Iridee.

Etim, DaU'emulare
de
il

vivi colori dell'arco baleno pren-

nome

generico questa pianta, come l'abbiam detto,

232
cos la specie appellata Susiana lo riceve dal paese che
l'ha fatto conoscere, perci
di Susa.
i

Francesi la chiamano Iride

Orlg.

Generalmente essa abbonda nei climi temperati

della Asia; e per la bellezza dei suoi grandi fiori bian-

chi pighettati di rosso pavonazzo cupo, vedesi


in alcuni giardini. Vi si incontrano del pari la

coltivata

Graminiturchini

nea

dallo odor di susina, che si veste


giallo; l'Iride inglese

di

fiori

macchiati di

ovvero

di

Spagna che
famiglia

bellissima e d in
delle

Marzo

fiori

cerulei. Della

iridiformi ve
si

ne sono

altre specie assai

vaghe

le

quali

tralasciano per brevit.

Vir.

Med. La radice dell'Iride Pseudoacorus proposta


nell'idropisia, adoperata per a

come purgante idragoga


dosi fratte assai perch

caustica al

sommo. perenne.

189.
cinalis

ISOPO Nom. sic. Isopu Nom. hot. Hyssopus offiClas. XIV Didynamia Gimnosperma Famig. delle
11

Labbiate.

Etim.
tale
gli

nome

di Isopo deriva

da una parola orien-

per l'uso che se ne faceva nelle sacre funzioni daEbrei e dai Gentili servendosene per aspersorio nelle

lustrazioni.

Orig.

un

suffrutice

sempre verde che

alligna nelle

parti meridionali dell'Europa.

Ha

il

fiore

che varia dal

rosso al bianco
ta in

ma

il

pi

comune

il

turchino, che vege-

abbondanza nel Levante; malgrado che alcuni predegli


antichi.

tendono non esser questo FIsopo


distillazione se n'estrae

Con

la

un

olio essenziale

ed un'acqua
succe-

odorosissima; che usasi ancora in infusione guai

daneo del Th.


Vir.

Med. In Svezia stato sperimentato qual' efficace

233
rimedio per espellere
i

vermi.

Ha

inoltre grande stima

di vulnerario e di risolvente nelle contusioni;

ed altres

cordiale, cefalico, espettorante, incisivo

stomatico.

perenne.
190. ISSL\
Ili

Nom.

sic.

Issia Noni. boi. Ixia crocetta Clas.

Triandria Monogenia Famig. delle Irldee.


delle foglie

Etim. La forma

spatiformi e dei

fiori

di

questa pianta bulbosa richiama alla mente la


Issione che le diede
Orig.
il

ruota di

nome.

Fra

le

tante Issie pervenuteci dal Capo di


la

Buona
,

Speranza degna di attenzione


la

cennata specie
nel

per

sua corolla

cerulea trasparente

fondo e

come

composta

di talco. L'Issia

Cinese detta in Botanica


fiori

Mora
sera

Chinensis produce in est bellissimi


giati di rosso
i

gialli

punteg-

quali

si

aprono l'uno dopo

l'altro la
Il

si

chiudono
i

la

mattina avvoltandosi in spira.

Bryant

dice che

popoli Asiatici ne

mangiano

le

radici cotte

come
191
Clas.

le patate.

Sono entrambi perenni.


sic.

JUCCA Nom.
la

jucca Nom.

hot.

Yucca Aloifolia
delle Liliacee.
i

VI Hexandria Monogynia Famig.

Etim. Per
le

somiglianza che ha con l'Aloe

nazionali

apposero questo nome.


Orig.

Bench pianta dell'Equatore


,

ci

fu portata

dalla

Giammaica
soffrono
ili

ma
il

la cos
il

detta

Jucca gloriosa riconosce


esotiche

per terra natale

Canada. Queste due piante


e
in

bene

freddo dei nostri inverni


disposti

producono
pannocchia

est abbondanti fiori bianchi

piramidale.
Vir.

med. Pochi
i

frutti
si

maturano nell'autunno

di sapore

dolciastro

quali

sperimentano purgativi. Queste due

specie di piante sono perenni.

234

192.

LAGRIMA DI GIOBBE
bot.

Noni.

sic.

Lagrima

di

Giobbe Noni.

Croix lachryma Clas.

XXI Monoeca
questa pianta
si

Triandria Famig. delle Graminacee.

Etim

duri, lucidi e rotondi

semi

di

somigliano a grosse lacrime, simile alle quali

suppone

che abbia versato Giobbe nei suoi acerbi dolori, quindi


le

fu appropriato tale

nome.
coltivata

Orig. Pianta Europea, la quale vien

presso

noi perch
rosarii.

suoi duri semi sono impiegati a far corone e


i

Rumfio racconta che


si

detti

semi tenuti nell'acqua


brillati

per una notte


riso si

ammolliscono; e battuti e
di

come

il

cuocono per cibo nell'Isola

d'Amboina annua
bot.

nel nostro clima. 193.

LAMIO

Noni.

sic.

Ardicula morta Noni.

la-

mium

ornala Clas.

XIV Ddynamia Ggmnosperma Famig.


alla ortica

delle Labbiate

Etim. Questa pianta simile

non punge nel


si

toccarla; per tale sua innocua propriet le


tal

attribu

un

nome

dal Greco lamio cio

morsu

carens.

Orig. Nasce spontanea nell'Italia e vive bene nei luoghi


incoti

ed umbrosi. Sul principio di

marzo

si

veste di

fiori rossi

assai grandi, a differenza del


fiori

lamium album
scrofole, per
il

che produce dei


Vir.

bianchi ed in maggior numero.


i

Med. Son lodati

Lamii per

le

il

fluore albo e per la diarrea.


si

Le

loro foglie, dice

Linneo

mangiano in Uplandia,
194.

cotte

come

le altre

erbe di pri-

mavera. Sono perenni.

LAMPONE

Noni.

sic.

Ruvettu Nom.

bot.

Rubus
Ro-

Jdoeus Clas. XII lcosandria


sacee.

PoUgyala Famig.

delle

235
Etim. Lo stelo ed
il

frutto di color rosso

hanno

fatto

appellare questo frutice


Orig. Pare originario

Rovo dal latino ruber. dal monte Ida dove principalmasquali


di

mente abbonda;
sime nella
tutte e tre

diffuso in presente per ogni parte,

Sicilia.

Ve ne sono

tre

specie

le

dicesi

amano i luoghi Moro di macchia, e


Med. Sp ne compone

incolti e boscosi. Il frutto

che

dai Siciliani

amureddu

del

grato sapore della fragola, cui stato paragonato,


Vir.
il

cos detto

Dlamoron molto
ancora per
le

usato per le tossi e mali di gola; adoperato eziandio dai


credenzieri per farne [conserve.
febbri.
Il

Lodato

Rovo

perenne.
Noi. sic.

195.

LAPPOLA

impiccicalora

Nom.

hot.

Xan.

thium
delle

str umar iurrClas

XXI Monoecia Pentandria Famig;

Ombrellifere
e fu cosi

Etim. La voce santio vale in greco, rosso

chiamata, secondo Dioscorride pech adopera vasi per tin-

gere
fa

capelli di giallo biondo.

Per questa operazione


si

si

uso specialmente dei semi che previamente


il

bagnano

con

nitro.

Orig
sassosi

pianta indigena ed

ama

in preferenza

luoghi

Vir Med. Le foglie


lattie

si

reputano uno specifico nelle ma-

scrofolose; ed perci che questa specie fu detta

strumaria.

annua. 196 LAPSANA. Nom.


Lapsana communis
I

sic.

Razzi, o Mazzareddi Nom.

boi.

Clas.

XIX Sgngenesia

Poliga-

mia acqualis Famig.


Etim.
greci che

delle Croci/ere.
si

cibavano volentieri di questo ve,

getabile lo chiamarono lapsana dal verbo lapsonte

cio

sima.

236
Orig.
tica.

pianta indigena tranne una

sola

specie
;

eso-

Mangiasi fra noi cotta in diverse maniere

ma

in

Costantinopoli la conciano cruda in insalata.


Tir.

Med.

detersiva e viene raccomadata contro le

affezioni cutanee.

Annua.
sic.

197.

LATTUGA Nom.

Lattuca Nom.

boi.

Lactnca

sativa Clas.

XIX Syngenesia Polygamia

acqualis Famg.

delle Cicoriacee.

Etm.

Il

color latteo del succo le f dare questo

nome.
tra gli

Orig. In ogni
ortaggi; ed
voriti,
i

tempo essa tenne

il

primo luogo

Romani ne facevano uno dei loro cibi faFamiglie nobilissime, come la Valeria presero Fa-

gnome di LaUticinie perch ne mangiavano con piacere. La pi antica delie sue variet che ha foglie allungate,
rotonde sul vertice, ristrette
contro le altre senza serrarsi
alla
,

base

disposte

le
,

une
1

vieti

detta

romana

quale

si

vuole originaria di

Sicilia.
ci

La seconda

variet

che dicesi capitata, o cappuccia


nia. Tutte le variet

provenne dalla Laco-

della Lattuga si fanno ascendere a

150; quindi omesse le altre dico solo della lattuga virosa


la
il

quale ha un succo amarissimo, un'odore nauseoso, ed


succo ispessito che pu far
le

veci

di

Oppio.

una
lattigi-

erba innoccente purch facciasi diluire l'umore noso da essa contenuto* che
Yir. Med.
cotta
la

renderebbe amara e caustica.


delle

La

lattuga
di

una

comuni

insalate
il

ha credito

emolliente

lubricante

ventre.

Possiede virt narcotica; e mangiata la sera infine della

cena concilia

il

sonno. Dicesi, che Cesare Augusto fu cu-

rato da Antonio

Musa da una
i

ostinata

ippocondria

di-

pendente da ostruzione con l'uso


generale esso buono per
busti.

di questo ortaggio.

In

temperamenti

biliosi e ro-

annno.

237
198.
boi.

LATTUGA MARINA Nom.


XXIV

Ulva Lattuga Clas.

Arca virdi Nom. Cryptogamia Famig. delle


sic.

Alghe.

Etim. Questa pianta verde e cresputa come


di Lattuga, le

le foglie

conviene perci
si

il

nome

di Lattuga

marina

Orig

Bench nasca e

raccolga abbondante lungo le


nostri mari; infatti u-

e oste della Scozia


sasi di porla

non rara nei

su la recente pescagione, affine di conseril

varla fresca; per

quale motivo vien detta Alga verde

da coprire

pesci. Cos questa,

come ancora

la

Ulva

e-

dulie di colore rosso e verde oliva sono mangiate dagli


Scozzesi e dagli Olandesi, se ne d ancora ai cavalli per
foraggio.

Se ne tralasciano

le altre specie di

Ulve, delle

quali le principali sono Ylnestimabilis, la Saccharata, e


la

Palmata.
Tir.

Med. Le Ulve sono riputati antiscorbutiche.

LARICE Nom. sic. Zappimi Nom. boi. Pinus Larix Clas. XXI Monoecia Monadelphia Famig. delle
199.
Conifere.

Etim. Dal Lago Lario, in presente Lago di


detto Larice.

Como

fu

Orig. Quest'albero gigantesco che sorge nei luoghi pi


eccelsi indigeno dell'Europa; e nell'Italia vegeta rigo-

glioso nelle

campagne Comasche
boschi

e Padovane,

bench

ai

tempi

di Plinio s'incontrasse di
folti

rado in

altri luoghi;

ma
in-

adesso forma

sulle Alpi
i

coverti da eterna
all'

neve.

Il

suo legno ottimo per

lavori esposti

giurie dell'aria. Crede V Halles che le famose pitture di


Raffaello

d'Urbino fossero eseguite su tavole


stilla

di Larice.

La trementina

dalle
1'

incisioni

praticate

nella

sua
nelle

scorza, su cui nasce

Agarico bianco manipolato

farmacie a motivo delle sue virt medicinali.

2S8
200.

LAURO ALESSANDRINO

Noni.

sic.

Sparaciu

di trono, Noni. boi.

Ruscus hypoglossum

Clas.

XXII Dio-

decia Monadelpkia Famig. delle Asparaginee.

Etim. L'asprezza e rusticit


di

di

questo frutice, ornato


il

squamme

e di spine l'ha fatto sortire

nome

di ru-

sco o di brusco.
Orig. Chiamasi Alessandrino a motivo della

sua pro-

venienza. Se ne conoscono tre specie, cio la Aeuleatus,

T Jpoglosswn

cio bislungo ed

il

Racemosus. Tutte e tre


di

sono sempre verdi e

vengono

impiegate
i

ordinario

negli spartimenti e nei viali dei giardini,


li

nuovi rampol-

spuntano a guisa di asparagi, e son buoni a mangiarI frutti del'Aculeatus si

si.

mangiano eziandio dai ragaznoccioli

zi Siciliani;

ed alcuni

si

avvalgono dei suoi

farne
Vir.

un

caff indigeno,

Med. La radice del Racemosus

si

adopera

come

dieretica ed era

numerata

fra le cinque radici aperitive


il

maggiori;

il

Lauro Alessandrino pel contrario aveva


si

credito di astringente dell' Aeuleatus


la

ne d in decotto
addominale,

radice,

come deprimente
Noni.

nella

fisconia

nell'itterizia

con diatesi stcnica.

perenne.

501.

LAZZERUOLO

sic.

Azzaruola Nom. hot

Mespilus azeruolus Clas. XII Icosandria Pentaggnia Famig. delle Rosacee,

Etim.

Non

tutti

convengono su
al

la

sua etimologia,

al-

cuni l'attribuiscono
alla

suo sapore lazzo


di

ed aspro;
se
si

altri

corruzione del

nome

Lazio

come

dicesse

piccolo arbusto del Lazio.

Orig. In effetto originario di questo paese; ed ai tempi di


Vir.
il

Varrone era comunissimo nei campi Romani.


Med.
Il

suo frutto perch acridolce rinfrescante,

quale confutato un ottimo stomatico.

239
202.

LENTAGGINE Nom.
timi 8 Clas.

sic.

Lentaggine Nom.

boi.

Yiburnnm

Pcntandria Trigynia Faraig.

delle Caprifogliacee.

Etim. L'etimologia di Viburno la

dar a suo luogo:

ebbe

il

nome
Non

specifico di

Tino dalla parola corrotta di

Timo; ed
Orig.

infatti si appella

volgarmente Lauro-Timo.

ostante che sia indigeno di Europa

teme

il

freddo e non cresce spontaneo che nel mezzo giorno della


Francia, nella Spagna e nell'Italia,

uno

dei

migliori

ornamenti dei giardini e dei boschetti


verde
i

inglesi.

Sempre
medesi-

fiorisce

due volte l'anno in est e nel Verno, ed


I

fiori si

mantengono per lunghissimo tempo.


rossi al di fuori e secchi

mi sono spesso
chi che misti a

divengono bian-

bacche cerulee

lo

rendono grazioso e

vago

assai.

La forma

lenticolare del frutto l'ha fatto ap-

pellare Lentaggine.
Vir.

Med. Le bacche della lentaggine sono purgative.

20S.

LENTE Nom.

sic.

Lenticchia

Nom.

hot.

Ervum
delle

Lens. Clas. XVII. Diadelphia Decandria Fwnig.

Leguminose.
Etim. Ebbe
tal
al

nome

o perch lene

al

tatto,

ovvero
dalla

perch tarda

crescere. Essa sveltesi

facilmente

terra, quindi dal latino

eruo fu detta Ervo. da tempi immemorabili


nell'I-

Orig.

Bench

coltivata

talia ritiensi

indigena dell'Egitto, dove erano in rinomansi

za le Lenti di Pelusio. I suoi semi

mangiavano

cotti

come

le altre civaje; e gli antichi lo

facevano con mol-

to gusto.

noto che Esa vend la primogenitura per

un

piatto di questo legume.


Vir.

Med. Da alcuni

si

crede che

il

suo decotto ajuti


in

l'eruzione del vajuclo, ed perci che se ne fa uso


detta malattia.

pianta annua.

240
204.

LENTISGO Nom.

sic.

Stincu

Nom.

hot.

Plstacea

Lentiscus Clas. XXII Dioecia


Terebintacee.

Pentandria Famig. delle

Etim.

il

legno di

quest'albero
s

stimato

buono per
i

fortificare le

gengive onde

gli

antichi

che

moderni
il

l'usavano e l'usano per steccadenti, e da ci venuto

nome

di dentisco

ed in seguito quello di Lentisco. Per


generico vedi la parola Pistacchio.

l'etimologia del

nome

Orig.

originario dell'Isola di Scio;

quantunque adesne
la-

so sia frequente nell'Italia e nella Sicilia. Odoroso


il

legno, e la radice che scherziata


il

si

adopera nei

vori d'intarsio. Gola dal tronco

cosi detto mastice.


la

Nel

Veneziano impiegansi
Dai

le foglie
s'

per

concia dei

cuoj.

piccoli odorosi frutti

esprime un'olio che facendolo

ardere nelle lucerne sparge un grato odore; se .ne for-

mano
no
Tir*
olio,

altres saponi odorosi;

quali secondo Plinio han-

la propriet di tingere in

biondo

capelli.
il

Med. Le

foglie

sono astringenti,

sopraddetto

come

scrive Dioscoride diostruttivo.


sic.

205.

LEUCOJO Nom.

Baku Nom.

hot.

Cheirantus
del-

incanus. Clas.
Crocifere.

XV

Tetrandinamia siliquosa Famig.

Etim. Perch questa pianta delle prime a

fiorire in

Primavera, allorch
nido
gli

le

rondini ritornano al loro

antico

apposero

Greci tale nomenclatura,

dappoich

chelidon suona in latino rondinella.


Orlg.

pianta indigena, e quantunque inpiegasi nel con-

tornare
fiorire

gli

spartimenti dei giardini, vedesi non pertanto


tutto; gl'Inglesi perci la

da per

chiamano

viola

delle muraglie.

Per vero ama vegetare nei crepacci dei


vede sulle
tettoje delle

vecchi muri;

la si

capanne, sulle

241
tombe, sulle torri rovinose dei medio evo.
I

Menestrelli
di que-

ed

Trovatori di quell'epoca portavano

un ramo

sta pianta

come emblema
fiori rossi

d' un'affetto
Il

che resiste

al

tempo

e sopravvive alla sventura.

Cherianto incano porta di

ordinario dei
te,

cremisini;

ma

varia infinitamen-

sbucciandone dei pavonazzi, dei rosei, degli screziati

e dei doppi di tutti questi colori.


bianchi e dei
Vir. Med,
spezierie
le
I

Ve ne sono

eziandio dei

gialli.

petali di quest'ultimo si adoperano

nelle

per infonderli

nell'olio, detto perci olio di vio-

gialle.

Sono annue,
sic.

206.

LICHENE. Nom.
il

Lippu Nom.

hot.

Leprarla

antiquitatis Clas.

XXIV Cryptogama
proprio

Famig. delle Alghe.


vale

Etim. Prende

nome da Leichen che

lepra, o scabrosit della cute; poich questa

pianta pa-

rassita si distende e cresce a foggia di tale malattia quindi


la botanica

nomenclatura

di Lepraria.

Orig. Si manifesta da per ogni dove sulle pietre e sulle

vecchie mura.

di color

nero a guisa di macchia


alle statue

d'inchiostro; ed attaccasi ai

marmi ed

marmo1'

ree rodendone lentamente la superficie.

Hoffman

os-

serv con la lente e

la

vide composta di varruche

come
le

picciolissimi funghi. Riuscirebbe fastidioso

numerarne
Postulata,

specie, mentre di quelle sole che vegetano su le rocce

havvi la Leeidea rupensis

la

Petrea

la

la

Verrucaria, la Schraderi, VEndocarpon miniatum, YEur*


colarla calcarea, la quale nasce in preferenza su le tegole dei /etti.

Nascon poi su
la

la corteccia degli alberi,

mas-

sime dei Faggi

Variolaria faginea e su le scorze dei


,

Lecci YOpegrapfia scipla


il

e su le corteccie semi putride


si
i

Calicium clavicolare. Dalla Partner la Parelio


la

pre-

para

Lacca muffa, o Tournesol.

242
Vir.

Med. Tralasciando

le

altre specie

che sono molte

ricorder la

Cetraria, conosciuta meglio nel linguaggio


il

farmaceutico sotto

nome

di

Lichene

Islantico.

Bench

abbondi su
fra noi.

freddi monti

del

Nord

pure

s'

incontra,

Fu chiamato
,

ancora Lichene Catartico, perch ha


,

virt purgativa

reputasi inoltre pettorale

utile

per le
vul-

tossi convulsive e

per

le tisi;

da

altri si

loda

come

nerario, consolidante ed ulile nell'emottisi. I Licheni sono

perenni.
207,

LIQUIRIZIA Nom.
Famig.

Il

sic.

Rigulzzia

Nom. hot

Li-

quiritia officinalis

delle

Leguminose.
di

Etm.

suo

nome

un composto

due voci greche

che significano dolce radice.


Orig. Teofrasto vuole che sia originaria della Licia;

ma
Il

oggi abbonda nel Levante, nella Sicilia e nella Russia.

succo della radice condensato, merc la bollitura, forma


la cos detta Ligorizza.

Vi*.

Med.

pettorale, e si adopera per la raucedine

e per le toss.

208.

perenne. LIGUSTRO Nom. sic.

Levisticu

strimi vulgare Clas. II Diandrici,

Nom. bot. LiguMonogyna Famig. delle


frutice
i

Gelsominee.

Etm.
a
li

Fu

apposta tale nomenclatura a questo


la flessibilit dei suoi teneri le siepi.

Ligando per

rami,

qua-

servono ad ingrossare
Orig.

pianta Europea e trovasi in

abbondanza in-

torno Firenze.
gio; nei quali

La
mesi

fioritura
si

avverasi in Aprile e

Mag-

adorna

di fiori bianchissimi a cosi

rolla inbutiforme.

Le sue nere bacche


sono
di

maturano in
le api

autunno, e se
le

fiori

grande alimento per


uccelli.

bacche sono manciate dadi

Le coccole miste

248
con l'allume danno una tinta verde per
lana; con
Tir.
il

la seta e

per la

solfato di ferro se n'ottiene dell' inchiostro.


foglie, le quali
i

Med. La decozione delle

contengodi gola,

no del Concino viene raccomandata per


per
le

mali
le

ulcere della bocca e per consolidare

gengive

nelle affezioni scorbutiche.

perenne.

209.

LIL

Noni.

garis Clas.

Nom. bot. Si/ring a vulDiandria Monogynia Famig. delle Gelsosic.

Violetta

minacce.

Etim.

rami

di questa pianta

sono concavi
fiato
i

al di

den-

tro simili alle

canne degli strumenti da


il

detti dai

Greci Siringhe, da ci ha preso


fatti si

nome; ed

turchi in-

servono dei suoi virgulti per tubi da pipa.

Orig.

indigena della Persia e rendono assai galante


la

questo frutice

flessibilit degli steli,

il

verde delicato
aggruppati a

delle foglie, la copia

abbondante dei

fiori

pannocchia. Questi variano dal color turchino tendente


al rosso, e

ve ne sono dei bianchi ancora,


,

quali

for-

mano un

delicato complesso di profumi

di grazia e di

delicatezza.

Vir. Med. Distillati


file

fiori

danno

in prodotto olio vola-

dell'odore di legno Rodio che reputasi antiepilettico.

perenne.
210.

LINGUA CERVINA Nom.


delle Felci.
le

sic.

Lingua Cervina

Nom.

bot.

Asplenium scolopendinm

Clas.

XXIV
le

Crypto-

gama Famig.
Etim. Per

sue virt medicinali contro

affezioni

morbose
vellost

della milza fu detta Asplenio; siccome dalla sua

che

la

rende simile

al

verme

detto Scolopentes

ebbe

la specifica

appellazione di Scolopendia.

Orig.

pianta indigena ed

ama

luoghi ombrosi.

244
Vir.
si

Med. Vien classata tra

le

cinque erbe capillari e

crede utile per la rachitide, adoperata altres come

deostruente e splenica.
211.

perenne,

LINO Nom. sic. Linu Nom. hot. Linum usitaiissimimm Clas. V Pentandria Pentangynia Famig. delle
Linacee,

Etim. Lino fa sosi

detto

dal

greco Lejos cio lene,


filo

morbido, a motivo della qualit del


dalla scorza.

che se n'estrae

Orig. Si crede originario dell'Egitto ed incontrastabile che ivi


si

cominci a macerare nell'acqua e

ad e-

strarne
ta si

il

filo

e tesserlo in tela. L'utilit di questa pianalla

rende chiara con richiamare


di questo

mente come

gli

uomini prima
di bestie.

tempo andavano
l'

vestiti di pelle

Ebbene, mettete a confronto

elegante vestire

delle nostre citt con quello delle orde selvagge delle Indie, dell'America, e delle Isole

Oceaniche coverte appe-

na da

foglie,

o da scorza di albero, ovvero da

piume
cui

di
si

volatili;

e tutto ci in seguito dei molteplici

usi

appresta quest'utile vegetabile.


dai semi utile per le arti.
cora,

Anche

l'olio

che

si

estrae

Ve ne sono

altre specie an-

come
dia

il

lino indigeno della Siberia, e

quantunque

non

un

filo

molto fino

si
il

rende apprezzabile per esCatartico ossia


il

sere perenne. Evvi altres

selvati-

co che fu cos appellato dall'effetto purgativo che produce.


Vir.

Med. Quest'ultima specie diuretica ed


dell'olio della

utile nei

reumi. L'uso

prima specie prescritto cosemi pe-

me

pettorale; la mucellazione che si ricava dai


bolliti

stati e

proposta per

le dissenterie.

La prima ed
hot.

ultima specie sono annue.


212.

LINO DEI MURI Nom.

sic.

Linaria Nom.

245
Antirrhinum. Linaria Clas

XIV Dklynamia
dei

Angiosper-

ma

Famig.

delle Personate.

Etim. La propriet caratteristica

suoi

fiori

che

sono formati a guisa delle narici, ha


sta pianta antirrino,

fatto appellare

que-

che tanto esprimono


il

le

due greche

voci

di cui

componesi

suo nome,

Orig.
fosse, e

pianta indigena che nasce lungo le ripe delie

dei poderi. Yedesi fiorita di Maggio, e alle volte


fiori

di

autunno con

di

un

giallo canarino a spica.

Con-

tiene

qualche principio venefico perch nella Smolandia

infusa nel latte recente serve per

ammazzare

le

mosche

che vanno a succhiarlo.


Vir.

Med.

stimata diuretica, antelmintica. L'unguensi

to preparato

con essa

loda

come

utile

nelle

ernie e

nell'emorroidi.

213.

perenne. LISIMACHIA Nom.


Clas.

sic.

Lisimachia Noni. boi.

Lysimachia vulgaris

Pentandria Monogynia Fa-

mig. delle Primulacee.


Etim. Racconta Plinio che essendone stato inventore

Lisimaco Re
tale

di Tracia

fu distinta in conseguenza

con

nome.

Orig.

Bench rinvenuta dapprima nei paesi


i

asiatici

s'incontra lungo
schi. Si

luoghi scoscesi ed umidi dei nostri bofiori polipetali gialli.

adorna in est di
i

Piantata
bel vede-

nei vasi

suoi Cauli

pendono

fuori e fanno

un

re in tempo della loro fioritura.


Vir.

Med. Le

si

attributscono

qualit

astringenti

ed

ebbe credito

di vulneraria proposta
sia fuori di uso.
sic.

per

lo scorbuto,

ben-

ch di presente
214.

Perenne.

LOTO Nom.

stralis Clas.

Caccamu Nom. hot. Celtis mXIII Polygamia Momoecia Famig. delle Le-

guminose.

246
Etim. Dal verbo greco che esprime volere ebbe
il

suo

nome perch
Orig.

si

pretende che

il

frutto abbia

un'efficace

influenza su l'umana volont.

indigeno dell'Africa e racconta Plinio che quasi

lunque forestiere
patria ed

cibava dei suo frutto dimenticava la


il

suoi pi cari. D'onde ebbe origine

prover-

bio Loton gustasti Gli Africani l'appellavano anche Gelte


dal paese in cui abbonda.

Una sua

variet

si

appartiene

alla famiglia delle Najadi; la

quale vegeta nelle

acque

del Nilo e che produce dei frutti a guisa delle fave, di eui
si

cibano

gli abitanti

panizzandoli. Teofrasto ed
il

pi

accreditati autori credono che questo sia


le
i

Loto del qua-

popoli aborigeni

si

cibavano detti perci Lotofagi.


lasci scritto

Vir.

Med. L'istesso autore


si

che dal succo


e corroboran-

del frutto
te; il

ottiene

un liquore stomatico
Borlssa Nom.

quale dopo due o tre giorni diviene acido.

215.

LUNARIA Nom.
Clas.

sic.

hot.

Lunaria

annua

XV

Tetradgnamia Siliculosa Famig. delle


cui tramezzo argentile

Crocifere.

Etim. Le Siiiquette rotonde


no e splendente della forma
fatto

il

di

una luna piena

hanno

dare

il

nomo

di lunaria.

Orig.

indigena

della

Germania

e della Svizzera
di

ma
ter-

che vegeta pure nella

Sicilia; e sui

primi

Aprile
a

si

ador-

na

di fiori porporini, brizzolati o bianchi

ciocca

minale.

La Lunaria
d' affetto

nella scienza dei

sinboli

allude

ad

incostanza

ed a dimenticanza. Dicesi che


e

Re-

nato Duca di

Bar

Lorena rimasto prigioniero nella

battaglia di Tulongeon,

mand
ai

dipinto di propria

mano
pi

un ramoscello

di

Lunaria

suoi parenti per rimproveliberarlo.

rarli della loro negligenza

L'

ancora

247
celebre presso gli Alchimisti, che
fissare
il

la

credettero capace di

mercurio in argento, da
1'

essi

chiamato

Luna,

epper dissero lunarie


colo tentativo.

erbe adoperate in questo ridi-

216.

LUPINO
.

annua.
Noni.
sic.

Luppina Nom.

hot.

Lupinus
delle Le-

Albus

Clas.

XVII Diadelphla Decandria Famig.

guminose

Etim. Questo vegetabile attrae con voracit dalla terra


il il

succo per la quale ingorda propriet, che ha


lupo, fu detto lupino.

comune con
Con-

Orig.

indigeno

dei paesi settentrionali dell'Antico

tinente; dov' coltivato per sovescio, e per ingrasso dei

ftampi. I semi che sono

ammarissimi

fin

dai tempi di

Galeno e di Plinio

si

riducevano mangiabili cocendoli e


fusti
s'

macerandoli nelle acque alcaline. La buccia dei


stata impiegata per far la carta, la parte legnosa

im-

piega per
Vir.

zolfanelli.

M ed.
;

La farina

del

Lupino una delle cinque


la scabbia

ri-

solventi

ed adoperata per lavare

ed altre

malattie cutanee.

annua.
sw. Lupalu

217.

LUPPOLO Nom.

Nom.

boi.

Humulus

lupulus Clas. XXII Dioecia Pentandria Famig. delle Urti cee.

Etim.

Fu

detto cos perch abbrancasi a guisa di lu-

po

ai fusti degli alberi vicini; e


i

merc

la

sua rapida ve-

getazione divora

succhi nutritivi del suolo che in bre-

ve inaridisce.
Orig. Questa pianta
si

Europea ama
che sono

climi freddi dove

rende necessaria
i

alla fabbricazione delle birre


fiori

per

la
e-

quale s'impiegano

disposti

nappa;

dopo averli

seccati all'ombra si infondono nella birra

per

248
correggerne
la viscosit

con

la loro

amarezza e renderla
i

cos pi gustosa.

Alcuni mangiano

teneri germogli co-

me

gli asparagi.

Vir.

Med.

Il

decotto ha la propriet di sciogliere o di


si

impedire almeno che

formino dei

calcoli.

Si osser-

vato che nell'Inghilterra vi siano


si
i

meno

calcolosi

dacch

mescola

il

luppolo nella birra. Nella Yestrogozia usano

semi nella costipazione del ventre. Questo rampicante

perenne.

218.
boi.

MADRE SELVA Nom.


delle Caprifogliacee.

sic.

Lupa

di voscu

Nom.

Lonicera caprifolium Clas.

Pentandia Monogynia

Famig.

Elim. Dicesi Lonicera dal greco Loos che significa Agosto; perch questa pianta suol fiorire in est.

Orig. Cresce spontanea nelle

conkade meridionali
,

di

Europa.

I fiori

sono

grandi

belli

ed odorosi special-

mente

nella sera. Riescono

uno

dei pi bei

ornamenti dei

giardini; se

ne fanno pergolati e se ne tapezzano muri.


;

Le bacche sono purganti


tersiva.

la

decozione delle foglie de-

Perenne.

219.

MAGGIORANA Nom.
Clas.
delle Labbiate.
il

sic.

Majurana Nom.

hot.

Origanum majorana

XIV Didynamia Gymnospernome da un monte


del

ma

Famig.

Etim. Questa pianta trae

Ponto, dove cresce spontanea.


Orig.

indigena

della

Grecia e quantunque vegeti


le
foglie

bene
.cos

nell' Egitto,

pure secondo Plinio non ha

grandi, e belle

come quella

della Grecia

dell'A-

249
sia

Minore. Coltivasi negli orti essendo una delle erbe

aromatiche da cucina.
Vir.

Med. Una volta era molto usata in medicina, masaffezioni cerebrali, in presente si reputa car-

sime nelle
minativa.
220.

perenne.
sic.

MAGNOLIA Nom.

Magnolia Nom.

hot.

Ma-

gnolia grandiflora Clas. Xltl Polyandria Poligynia Fa-

miglia delle Magnoliacee.

Etim. Venne cos detta dal botanico di Montpellier Pietro Magnol che fu
Orig.
il

primo a

farla conoscere in
il

Europa.
T

albero indigeno dell'America,

quale

acclima

mirabilmente nelle regioni Europee; bench cresca assai


tardi.

Ha
i

foglie lucenti,

sempre verdi, e
forma

fiori

bianchi car-

nosi,

cui petali s'inclinano in

di

pigna.
la

Se ne

conoscono in presente altre due variet; cio


che schiude dei
si

Bicolore

fiori

bianco-rosei; e la Precoce la quale


fiori
sic.

adorna di bellissimi
221.

prima

di vestirsi di foglie.
boi.

MALVA Nom

Marra Nom.

Malva Syl~
delie

restris Clas.

XVI Monadelphia Polyandria Famig.


dall'effetto

} Tal cacce.

Etim.

pianta emolliente e

che produce

fu detta Malva dal greco Malachen cio emollio. Essa

indigena ed assai comune nei terreni


vasi cruda

sterili

mangiavolta

cotta
si

in insalata

dagli

Egizii.
il filo

Una
il

nella Brettagna
Virt.

ordivano delle tele con

della malva.
fiore.

Med. Si usa come emolliente, specialmente

perenne.
222.

MALVACCIONE Nom.
offlcinalis

sic.

Marvuni Nom.

boi.

Althaea

Clas.

XVI Monodelphia Polyandria

Famig.

delle Malvacee.

Etim. Dal greco Altcenein che significa mederi fu detta

Altea per

le

sue virt medicinali:

250
Orig.
tosa

pianta nostrale.

La sua
ed

seorza, che filamen-

buona a farne

carta,

altres

ad intesserne

tele,

massime
noscono

di quella specie detta


l'altea rosea;

cann abina. Tutti poi cos'

ed

bei fiori di cui


ci

adorna

la

resero pregevole fra noi, la quale

fu recata dalla Gi-

na o meglio dalla
Vir.
gli usi

Siria al

tempo

delle Crociate.

Med.

una

delle cinque erbe emollienti,


le radici.

e per

medici sogliansi preferire

Sperimentasi

pettorale, e se

ne fanno

delle paste utili per le tossi e

per

la

raucedine. Sono perenni.

223.

MANDORLO Nom.

sic.

Mennula

Noi. hot.

Amyg-

dalus communis Clas. XXII Icosandria Monogynia Famig. delle Rosacee.


Etim.

Da una
il

citt della

Peonia della Amydia prese

quest'albero

nome.

Orig. L'incontrastabile origine sua Greca fece dare alle

sue drupe

il

nome

di noci-greclie. Molteplici

ne sono
alle dol-

le variet, le quali
ci,

possono ridursi a due, cio


Sicilia

ed

alle

amare. In
spacciatisi

sono una delle principali deril

rate che

in

commercio, o con

nocciolo, o

senza; dette in tal caso intrite.


Vir.

Med.

Il

frutto impiegasi a far delle orzate che sono

rinfrescanti. L'olio

espresso dalle mandorle massime dal-

l'amare adoperato in vari usi


prussico
,

medecinali per l'acido

o idrocianico che

contengono. Plutarco narra


il

di un gran bevitore di vino,

quale facendo uso delle


dalla

mandorle amare non era preso


224.

ubbriachezza.

MARO
Cals.

Maro

Nom. sic. Marucortusu Nom. hot. Teucrium XIV Didynamia Gymnosperma Famig. delle

Labbiate

Etim. Per l'etimologia di questo

nome

vedi Camedrio.

251
Orig.

un
il

suffrutice clic nasce spontaneo nel nostro


fa sternutare.

clima ed

suo odore che piccante


i

Reca
ol-

meraviglia che
fatto

gatti

quali son dotati di delicato


vi si

ne ricercano l'odore;

fregano,

lo

masticano,

vi lasciano la loro bava.

Vir.

Med.

indicato nelle malattie flemmatiche e nella

idropisia

come

stimolante. Inoltre psorico, quindi gio-

vevole nelle malattie esantematiche.

perenne.

225.
hot.

MARGHERITINA Nom.

sic.

Margharilina

Nom

Lyclmis flos cuculi Clas.

XIX Syngenesia
le

Poli/ga-

mia superflua Famig.


di

delle Corimbi-fere.

Etim. Questa pianta graziosa smalta

tenere erbette

primavera con

vivi colori dei suoi fiorellini a guisa

di piccoli lucidi rubini

da

ci

il

doppio nome, di Marnel

garitina, e di Linchide; e poich fiorisce

tempo
le si

in

cui

il

Cucolo

fa

sentire

il

mesto suo ululato

diede

la specifica

denominazione da quest'uccello.

Orig. Dicesi indigena della Russia

ma

di

presente s'in-

contra in copia nelle nostre campagne. La Linchide doppia coltivasi negli orti, le cui rosse pannocchie
dette vellutini

vengono
la Bellis

garofalini di Spagna.
di

Anche
,

perenni* piantolina
dio Margaritina.
le

genere diverso

appellasi

ezianil

Il fiore

coronasi di risso dorato,


di

qua-

adorno da laminette

argento

abbellite

da dolci

sfumature porporine.
Vir.

med. Questa Margaritina stimata risolvente e

pettorale.

perenne.
sic.

226.

MARROBRIO Nom.
Clas.

Morrobio Nom.

boi.

Mar-

ntbium vulgate

XIV Bidynamia Gimnosperma Fa-

mig. delle Labbiate.

Etim. La parola marrubium di origne ebraica che


significa succo

amaro.

252
Orig.

pianta indigena cresce spontanea lungo le

strade ed

luoghi incolti,

il

suo odore forte


j

ed

aro-

matico,
Yir.

il

sapore acre ed amaro,

Med.

una

delle migliori piante officinali


Il

ed

antica la sua riputazione di deostruente.


r

Linneo gua-

con l'infusione del Marobbio un'ostinata salivazione

prodotta da male amministrato mercurio. Ritiensi eziandio per incisivo,

emmenagogo, stomatico, vermifugo, e de-

tergente. Perenne.

227.

MEDIGAGGINE Nom.

sic.

Erra medica Noni, hot

Medicago. sativa Clas. XVII Diadelphia Decandria Fa-

mig. della Leguminose

Etim Ebbe
tribuite alla

il

nome

dalle

molte virt medicinali

at-

medesima.
indigena molto appetita
dalle

Orig. Questa pianta

vacche che se

si

lasciassero mangiarla a piacimento

morpoco
il

rebbero avventrinate.
Vir.

Med. Non ostante

il

suo

nome

officinale

usata nella farmaceutica, e solo

se n'estrae

dell'olio

quale giova
228.

al

tremor dei nervi.


Nani.

sic.

perenne.

MELOGRANATO.
-

Granatu Nom.

hot.

Punica
Famg.

Granatimi Clas. XXII lcosandria Monogynia

delie Mirtee.
si

Etim. Siccome dall'apposta specifica nomenclatura


rileva la

forma granosa del

frutto, cos dal

nome gene-

rico la sua punica provenienza.

Orig. Questa pianta africana fu trapiantata in Siria e


dalla Siria
Yir.

pervenne
si

nell'Italia.

Med La

adopera in medicina come astringente

con

il
i

nome, di Malicorio;
del melogranato

ma

pi comunemente

si

usa-

no

fiori

selvatico

che diconsi Baiau-

253
sti.

La

corteccia di questa variet


tenia.

ha

la

virt di espel-

lere la

Tacer della vaga fioritura che l'adorna


fiori
il

nell'est.

Ha

corallini brillantissimi alla cui perfetta

bellezza

manca

solo olezzo, la scorza del frutto di co-

lore giallo

rossiccio

ha sapore fortemente aspro ed

impiegata per
229.

le tinte nere.

MELLONE. Nom. sic. Muluni Nom. bot.Cucumis Melo Clas. XXI Monoecia Monadelphia Famig. delle Cucurbitacee.

Etim. La sua forma onoida, come di mela, e

la gros-

sezza Thanno fatto appellare Mellone, quasi grossa mela.


Orig. Questa pianta originaria della Persia.

Le sue
poll'altra

variet, le quali sono quelle di scorza reticolata a

pa

gialla

che noi chiamiamo melloni di tavola, e


,

dei Melloni cos detti d' acqua


lizioso e rinfrescante.

sono un cibo assai

de-

Ve ne ha una

terza che usasi piut-

tosto per odore che per cibo, cio

il

Poponcmo indiano

ed della grandezza di una Mela assai olezzante.


Vir.

Med.

melloni sono generalmente stimati nutrienti

e calmanti. Si

danno

agli infermi

per temperare

la sete

gli

ardori febbrili. Sono annui.

230.

MELIANTO Nom.

Meliantus major Clas.


mig. delle Acantacee.

duri di meli Nom. boi. XIV Didynamia Angiosperma Fasic.

Etim.

Il

nome

di questa pianta

esprime nella greca

favella fiore di miele.

Orig.

indigena del Capo di Buona Spranza; essa con-

tiene in quantit nel nettario

un liquore scuro melato


si

che gocciola di continuo. Sul Maggio


di bella apparenza;

veste di

un

fiore

ma quando
come

toccata la pianta tra-

manda un'odor

fetido

di ricotta fradicia.

perenne.

254

MELISSA Noni. sic. Citnmella Noni. hot. Melissa officinais Clas. XIV Bidynamia Gimnosperma Famig.
231.
delle Labbiate.

Etim. Perch da questa pianta succhiano


l''

le

api del-

ottimo miele

Greci le apposero

un

tale

nome.
i

Orig. Nasce spontanea sul nostro clima lungo

fossi

e sui luoghi freschi.

Ha un

odore di cedro perci detta,

volgarmente Cedronella.
Vir.
t

Med. L'acqua che se ne


Si pretende che
i i

distilla in

uso come an-

isterica.

religiosi del
;

Monte Carmelo

siano stati

primi a farla conoscere

quindi fu detta in

origine Nettare dei Carmelitani adatta a richiamare con


la

salute,

il

buon'umore
Noni.
sic.

e l'allegria.

perenne.

232.
Clas.

MELO

Pumu

Noni. boi.

Pyrus malus

XII Jcosandria Pentagynia Famig. delle Rosacee.

Etm. Quest'albero fruttifero fu cosi appellato dal greco

melea per
ga nel

la copia del

miele che n'estraggono


la sollecitudini
il

le

api, o

da Melon ossia Cura per


coltivarlo.

che

vi s'impiedi

Varrone vuole che

nome

Pomo
essere

derivi da Potamo, irriguo perch


inaffiato a fine di prosperare. Il

ha bisogno
di

di

nome

Pomo
i

altron-

de generale a

tutti

frutti

che sono coverti di scorza


frutti di

molle, siccome quello di noce lo a tutti


scio osseo.

gu-

Orig. Plinio, Colommella e Varrone tutti convengono

che esso ricordi grandi memorie; essendo stato in ogni

tempo tema
il

d'invidia e di discordia.

La

Mitologia piant

pomo

nel giardino delle Esperidi, la greca istoria

ram-

menta quello che Venere ottenne da Paride,


il

e la Bibbia

Pomo

dell'Eden che f prevaricare la nostra


in Italia

comune

madre Eva. La mela abbonda

da

tempi assai

233
remoti; e molte sono le sue variet; carne la Mela
la Calvella, la
frutti aspri
le coltivate

Appia
dei

Rosa,

ecc.

Le

salvatiche producono
dolori
di

che mangiati producono


sono ottime
al

s4omaco T

gusto purch mature.


i

Tir. Medi.

Per

siroppi ed

decotti s preferiscono le
dalle quali si estrae
il

mele Appiole usate per


succo con cui fassi

le tossi;

la tintura di

Marte.
usata

La

corteccia della

mela tinge in
233.
boi.

giallo

ed stata

qual succedanea

della China-china.

MENIANTO Nom.

sic.

Trifoghiu di acqua

Nom,

Menyanthus

trifoliata Clas.

Poliandria Monoga-

ma Famig. delle Etini. pianta


cielo senza
il

Genzianee
che per isbucciare ha bisogno di un
le si

nubi rischiarato dalla luna, quindi

diede

nome
Orig.

di

Menianto composto dalle due voci greche Me-

ne ed antos.

indigena di Europa, la quale su terreni palu-

dosi apre in

Giugno dei

fiori

a grappoli bianchi al par

della neve, tinti nel rovescio di


Vir.

un

leggiero color roseo.

Med. L'infusione
i

di essi assai

amara, come

il

decotto e la polvere

quali

sono

efficaci

antelmintici.

Nelle malattie cutanee del genere delle scrofolose

ven-

gono lodate
234.

assai dal Gullen.


sic.

perenne.

MENTA Nom.

ridis Clas.

Amenta Nom. bot. Mentita viXIV Didynamia Gymnosperma Famig. delle

Labbiate.

Etim. Perch

ama

luoghi concimati fu detta menta

dal greco Minte cio stercus; ovvero da Menos, cio ro-

bur stimandosi corroborante.


Orig.

indigena dell'Inghilterra quantunque sia col-

tivata nella Italia e

massime nel Lazio d'onde

il

nome

di

256

Menta romana. Essa

gitta

molte radici e moltiplicasi as-

sai presto, e si suole mettere nelle insalate dette di

me-

scolanza. Molte sono le sue variet, cio la salvatica detta

anche Mentastro, ed in Barberia ne mescolano i semi con il pane che gli danno un sapore aromatico di Anice.
Vi ancora
la

Menta Piperita con

cui se
il

ne preparano
olio la

delle deliziose pastiglie; fregandosi con

suo

parte

di sotto alla palpebra inferiore rischiara la vista; pi la

menta acquatica,
ed
la

la

balsamica,
il

il

Pulegio, cos chiamata


le pulci

dagli antichi perch


il

suo odore mette in fuga

fumo
si

le

ammazza. Havvi eziandio quella del Ceylan


la

quale

reputa utile per

sordit; e
i

che

gli abitanti

di Gi va la
Vir.

mangiano per calmare

dolori

di

ventre.

Med. Le Mente sono stomatiche, toniche, cefaliche,

antiemetiche, carminative, emmenagoghe, diuretiche, risolventi, febbrifughe


;

calmano

le

coliche ventose e

rista-

biliscono l'appetito.

Sono perenni.
Noni,
sic,

235.

MENTASTRO
si

Menta Puleju. Su
Mercuredda Nom.

tale

pianta
236.

consulti

il

numero precedente.
sic.

MERCURELLA Nom.
annua
Clas.

bot.

Mercurialis

XXII Dioecia Enneandria Fa-

mig. delle Euforbiacee.

Etim. Plinio dice che questa pianta fu detta Mercuriale

perch scoperta da Mercurio.


Orig. Nasce

ovunque nel nostro clima, trovandosi in


edifici.

preferenza tra le rovine di vecchi


Vir.

Med. Fu usata in medicina come emolliente,


purgante ed ante venerea;

las-

sativa,

ma

si

adopera ben di

rado perch ha delle qualit venefiche.


237.

annua.

MILLEFOGLIE Nom.

sic.

Millifogghi

Nom.

bot.

Achillaeja mUlefolium. Clis.

IX Syigenesia Poligamia

superflua Famig. delle Corimbi/ere.

257
Etitn. Questa pianta

ha

foglie

con incisioni numerosis-

sime, lineari ed assai

sottili

che la fanno parere ornata


le foglie

da ricco fogliame, e siccome Achille ne adoper

per guarire

la ferita di Telefo perci fu detta Achillea.


si

Orig. Nasce spontanea e

incontra frequente nelle

nostre campagne;

si coltiva

anche nei giardini per abbel-

limento degli spartimenti.


Vir.

Med.
i

celebrata

come astringente ed
fattisi

antiartitica
i

l'usano

carpentieri per le ferite

con

ferri della

loro professione; perci chiamata pure


pentieri.

erba dei carquella a-

La

variet, che

ha

fiori

porporini

doperata in medicina.
238.
hot.

perenne.
sic.

MIOSOTIDE Nom.
delle Borraginee.
Il

Arlcchia di Surci

Nom.

Myosotis scorpioides Clas.

V Pertandria Monogynia

Famig.
Etim.

suo

nome

in Greco vale orecchio di topo apfoglie langiolate ottuse.

pellata cos per la

forma delle sue


ti

Vien detta ancora Non


tosa leggenda che
clatura.

scordar di

me

ed ecco

la pie-

ha dato luogo a questa nuova nomensulle

Due amanti passeggiavano


di

sponde del Da-

nubio, quando la giovanetta vide venire gi per le onde

un

bel fiorellino che minacciava

esserne sommerso.

Essa mostr desiderio


tosto
si

di possederlo;

ed

il

suo fidanzato
il

precipit nel fiume. Riusc a prendere

fiore

ma

travolto ed inghiottito dalla impetuosa corrente ane-

lante esclam

Amami non

ti

scordar di me.
del

Orig. Questa pianta originaria

Giappone e

della

Cina
le rive

facile rinvenirla presso le

acque stagnanti e su

dei ruscelli. Essa produce

un

fiorellino

cilestre

giallo nel centro

adorno di

stellette

bianche.

Ve ne ha

un'altra specie che sbuccia fiori pi grandi e foglie velluttae.

Sono perenni.

258
239.

MIRTILLO

Noni.

sic.

Racinedda Noni.

hot.

Vac-

cinium. myrtillus Clas.


delle Ericinee.

V Decantino, Monogynia
le fu dato

Famig.

Etm. Simile a piccolo Mirto

questo

nome

diminutivo; deve poi la sua generica nomenclatura alle

bacche

le quali

contengono un succo rosso-oscuro adopei

rato in alcuni paesi per tingere

vini in rosso.

Orig. Nasce abbondante nella Grecia e fra noi

non

raro incontrarlo su le sponde del

mare

in luoghi

ombrosi
sonagli
delle

ed umidi.
-a cui

Ha

graziosi fiori bianchi in

forma

di

succedono bacche nere di sapore acro-dolce


e
si

quali se ne fanno conserve

candiscono in

diverse

maniere.
\ir. Med. Queste
si

praticano nelle diarree e le foglie

pure sono un forte astringente somministrate eziandio


in decozione.

240.

perenne. MIRTO Noni. sic.


Clas'

communis
Mrtee.

Myrtus XII lcosandria Monogynia Famig. delle


hot.

Murtidda Notn.

Etini.

Plinio fa menzione di

una piccola
il

Isola del

mare

Egeo chiamata Mirtea d'onde trasse

nome

questa pianta.

Orig. Dessa comunissima nella Grecia, pianta sacra


alla

Dea Venere, ed

boschetti di Citer e di Gnido eI

rano composti di Mirto.

Romani dopo

il

ratto delle Sa-

bine incoronavansi di Mirto in onore di Venere vittoriosa.

La corona

di Mirto

adornava

la fronte di

quei generali

cui erasi decretato l'onore del piccolo trionfo detto Ovazione. L'avo del secondo Scipione

che

vinse

Corsi

si

presentava

ai

giuoghi pubblici con una corona intessuta dei


arbusto. Plinio racconta che con le sue
il

rami

di questo

teneri foglie tritate e concotte con

musto

se

ne faceva

259

un vino chiamato
condimento dei

Mirtino. Delle bacche servivansi per

cibi e
alle

specialmente del cignale. Preferiessenze pi preziose, e dalle foglie

vano

il

suo odore

distillavano un'acqua che versavano nei loro bagni.


Vir.

Med. Si

fa

uso di quest'acqua in medicina per

fomenti e bagniuoli nelle contusioni ed ernie.


241.

MONARDA

Noni.

da Punctata
Labbiate.

Clas. II

Monarda Noni. bot. MonarDiandrici Monogynia Famig. delle


sic.

Etim. Per essersi rinvenuta questa pianta isolata e solitaria nei

luoghi alpigni ed ardui della Virginia ottenne

tale

nomenclatura.

Orig.

Bench indigena dell'America Settentrionale


aperta nel
nostro clima.

vi-

ve

all'aria

Havvene

altra spe-

cie detta
sini e

Monarda Fistulosa; questa produce fiori cremifoglie che olezzano di Menta. La Puntata ha fiomacchiettini rossi e le brattee che dal
al rosso

ri gialli sparsi di

verde passano
Vir.

ed

al violetto.

Med. Entrambe queste specie hanno eredito di

febbrifughe. Sono perenni.

242.
bot.

MUGHETTO Nom.
delle sparaginee.
la

sic.

Convallaria majalis Clas.

Salamuni Noni, XI Hexandria Monogynia


S'igillu di

Famig.

Etim. Per

fragranza che spargono


fiori

leggiadri
tal

ra-

moscelli vestiti di

eburnei

le

meritarono un
le fu

no-

me; e

dalle valli

dove ama germogliare

data la ge-

nerica appellazione di convallaria.


Orig.
il

pianta indigena dei paesi settentrionali, pure


fiorisce in Aprile, e nelle stufe

mughetto del Giappone

anche in Gennajo e Febbrajo. Queste due specie manten*


gono
di
le foglie

sempre verdi nell'inverno

cui frutti tinti

un bel ceruleo sembrano

globi di lapislazzoli

260
Vir.

Med. Sono riputati

fiori

purganti, sternutator

emmollienti e risolventi. Sono perenni.


243.

MUSA Nom.

siaca Clas.
sacee.

Musa ParadiXXIII Polygamia Monoecia Famig. della Music.

Musa Nom.

boi.

Etim. Per
si

molteplici usi economici ed alimentari cui


si

presta questa benefica pianta


il

andato a ricercar-

ne

doppio suo

nome

tra la teologia e la mitologia.

Orig. Nativa dell'Indie e dei pi caldi climi ne faccia-

mo

qui menzione; avvegnach l'abbiamo incontrata

non

solo in

Palermo

ma

in molti orti botanici dell'Italia.

Ha

lo stelo arboreo, le foglie


i

grandissime, verdastre e lucide;


i

fiori disposti in

un lungo Amento,
di

frutti gialli di di-

mensione, palmare,

sapore acro-dolce chiamati volgar-

mente

fichi

Banani. Questo quasi l'unico cibo di molti


;

Indiani ed Americani

e di esso

dice

il

Rumfio

si

ali-

mentano

bambini divezzati nell'isola Amboina prima


il

di passare al riso, o a cibi pi solidi. Scrive

Linneo

che delle foglie disseccate sf n^ per involtare


il

servono per carta, e

tabacco ed altre merci di simili natura.

Le

fibre delle Trachee, delle Foglie e delle


filarsi

Guaine pos-

sono

e tessersi

come

il

cotone.

La Musa Goccinea
suoi
fiori

considerata nell'Enciclopedia, come variet della Paradisiaca nativa della Gina bella a vedersi per
di color vivo scarlatto e gialli.
Vir.
affetti
il
i

Med. Tra

le

sue fresche foglie

si

avvolgono

gli

da vajuolo e sperimentano che viene a mitigarsi

cocente dolore delle pustole. Perenne.


244.
sic.

MUSCO Nom. pillacius Clas. XXIV

Musai Nom.

boi.

Muscus

ca-

Cryptogamia Famig. dei Muschi.

Etim. Dall'odore moscoso che tramandano alcune piante


di questa specie fu detto Muschio.

261
Orig. Questo vegetabile mondiale offre
il

suo verde smei

raldo in tutte le

stagioni, in tutti
i

luoghi ed in tutti
,

climi. Nell'inverno in cui

fiori

sono gi scomparsi
di

il

Musco d

ai

campi un piacevole aspetto

freschezza

giovanile; nell'est esso estendesi a guisa di verde tap-

peto all'ombra dei boschi

nei luoghi aridi ed incolti


le

si

cambia via via in terra feconda; e


sforma in ridenti praterie
carbonio che corrompono
,

paludi putride tral'

assorbendo
aria,

idrogeno ed
1'

il

1'

svolgendo invece
I

os-

sigeno che la rende respirabile.

Lapponi dormono nei

boschi sul Musco ammassato a pi strati; le

Renne non
,

conoscono altro cibo di questo in fuori;

gli orsi
,

ghiri
i

ed alcuni
loro nidi.

uccelli lo raccolgono
Il

per

loro covili

e per

Musco

capillaceo, o
rilutta,

me

siccome YEdvvdgia
il

gymnostomum pyroforlo sphagnum Inter medium


i

e specialmente

Phascum sublatum sono

pi piccoli

Muschi che
sono
il

si

conoscono. Accenniamo

le altre specie

che

Tetraphis, lo

Spachnum, V Encalypta, l^Grimoil

nia

il

Doranhtm,

Trichostomum,

la

Tortola; la Nele

ckera

la Furiarla, la Lesekea, la

Barthramia,
il

molte-

plici variet del

Bryum

e del
,

Hypnnm,

Fontinalk aPohjtriclunn.
il

cquatico,

la.

Bruxbaumia

e finalmente

il

Tutti

questi ed altri Muschi


di

vengono conosciuti con


i

nome
rati

Borraccine con

quali

giardinieri coprono le

radici delle piante per

mantenerle fresche. Sono adopele

ancora per riempire

pelli degli

animali custoditi
clastici e leggieri

nei

Musei

di

storia

naturale perch

non

soggetti a tarlare.

Tir.

Med.

Muschi reputansi espettoranti

al

pari delle

erbe capillari. Sono perenni.

262
Baffi

245.

NARCISO

Noni.

sic.

Narcissu Noni.

hot.

Narci-

sus poeticus Clas. VI Hexandria Monogenia Famig. delle

Nar'cissoidi
Etim. Secondo Plinio l'odor grave del
fiore

che cagio-

na

effetti narcotici lo f

cos

chiamare dal greco Narce

sopor. e perci detto ancora Giracapo.


Orig.

indigeno dei nostri climi, e sul


di oro nel centro di

principio

di
fio-

Maggio esso coronasi

un

largo
giallo

re variante nel lembo del nettario dal


croceo,
rio.
Il
i

colore

ai

cui petali per sono

sempre bianchi come avo,

Pseudonarciso coltivato dagli Olandesi

acquista

nuovo pregio

se diviene doppio e supera di molto la belil

ezza del comune;


il

doppio conosciuto in botanica con


le variet

nome
246.

di

Narcisus incomparabilis. Tutte

dei

Narcisi son perenni.

NASTRUZIO
Clas.

Noni.

sic.

Mastrozzu Nom.

hot.

Le-

pidum sativum
delle Crocifere.

XV

Tetradinamia Siliquosa Famg.

Etim. La mordacit del suo succo


sternutare; quindi ebbe
il

titillica il

naso e

fa

nome come
cio

dice Plinio di na;

strimo
poi

quasi nasi sternutationem provocans


,

fu detto

lepidum dal greco lepidas


le

macchia perch,

contra

empitigini.

Orig. Questa pianta che

ama
ne

climi caldi
coltiva

nasce

nel

mezzo giorno dell'Europa,

e se

una

delle sue va-

riet negli orti per mescolarsi nelle

insalate, alle quali


dell' olio

d grazia e sapore. Dai semi

si

pu estrarre
ossia
si
il

buono per condimento. L'erba Pepe


tifolium
n'

lepidum lac-

una variet che anche

mangia;

ma

la

263
sua infusione ha delle virt emetiche.
la terza variet
Il

Crescione n'
ruscelli.

che nasce nei fonti e nei


,

Serve

di

condimento del pollame

e della altre carni arrostite,

eccita l'appetito e fortifica lo stomaco.


Vir.

Med

11

succo

si

adopera contro

allo

scorbuto e

nelle malattie cutanee; si masticano le foglie per fortifi-

care le gingive. Gli

antichi

credevano che purgasse

il,

cervello ed eccitasse le facolt mentali; ed perci che


agli

uomini infingardi e sonnolenti

si

diceva per proverdel Nastruzio.

bio che avevano

bisogno di mangiare

annuo ma
247.

il

latifoglio

perenne.
sic.

NESPOLO Nom.

Nespula Nom.

bot.

Mespilus
delle

Germanica Clas XII lcosandria Pentagynia Fam.g.


Rosacee.

Etim.

Greci composero

il

suo

nome

delle

due voci
delle

mesos met e

pilos, corona perch coronato a

met

divisione del calice.


Orig.

originario dell'

Europa settentrionale
fruttifero

ed ai

tempi di Catone quest'albero


coltivato neh" Italia. I

non era tuttavia


sotto gl'Im-

Romani posteriormente

peratori successori di Augusto, in occasione delle guerre

Germaniche
frutti si

lo

trapiantarono nelle nostre contrade.

mangiano allorch cominciano a putrefarsi come

le Sorbe.

Ve ne

una variet che proviene dal Giappone

e che

si

appella Nespola giapponica.


foglie,
i

un

albero bellisi

simo con lunghe

fiori

sono odorosi, ed

frutti

ottimi a mangiarsi.

248.

NIGELLA Nom.
Clas. XIII

sic.

Nigella

Nom.

bot.

Nigella

Damascena
le

Polyandria Pentagynia Famig. del-

Ranunculacee.
Etim.

Ha

il

seme nero ed

fiori

di un'azzurro palli-

264
do che
negretto.
le

resero proprio

tal

nome

dal

latino nigellus

Orig. L'Asiatica sua provenienza

non impedisce che


i

smalti con

suoi grandi fiori in


se

Giugno

nostri campi.

Nella

Romagna

ne

coltiva la cos detta Nigella sativa


il

da entrambe queste piante se ne raccoglie


olezza di Fragola e di cedrato
,

seme che
l'o-

impiegato per dare

dore

ai sorbetti.

Vir.

Med. La Damascena trovasi proposta per

le ter-

zane e per promuovere V espettorazioni e


razioni.

le altre

sepa-

Sono annue,

249.
hot.

NINFEA

NENUFAR Nom.

sic.

Ninfea Noni,

Nynphma

lutea Clas.

XIII Polyandria Monogynia

Famig. delle Rari une ulacee.


Etim. Perch essa vegeta esclusivamente nelle acque
impaludate piacque contraddistinguerla con questa appellazione da ninfe, acqua.
Orig. Incontrasi abbondante
nella

nostra Italia dove

nasce senza coltura, e viene ammessa volentieri nelle vasche e peschiere dei giardini. Se ne coltivano due variet
la

Ninfea lutea e

1'

alba

ed havvene eziandio una terve-

za originaria dell'Egitto della Ninfea Loto. Belle a

dersi sono le foglie cuoriformi galleggianti sulle acque,

non che
al al

fiori,

quali

si

chiudono e tuffansi nel fondo


i

cader del sole; ed emergono distendendo


sorgere di questo astro suPorizzonte.
Vir.

loro petali

Med. Questi

fiori

massime

della bianca

trovansi

usati in infusione teiforme per le tossi ostinate.

AmbeClas.

due sono perenni.


250

NOCE Nom.

sic.

Nuci Nom.

boi.

Juglans Regia

XXI Monoecia Polyandria Famig.

delle Terebintacce.

265
Etim. Perch fra
le

ghiande
gli
il

la

pi esquisita

al

gusto

perci la chiamavano

antichi Regia. L'avevano

con-

sagrata a Giove perci

nome

di Juglans, quasi Jovls

Glans.
Orig. I Latini l'ebbero dalla Persia e che l'appellarono

Noce

nocendo

avvegnach mangiata in eccesso caaltri


il

giona dolore di capo ed


volto in vari tegumenti,

malori.

11

suo frutto inil

primo

dicesi Mallo,
si

secondo
appella

Guscio,

il

terzo che quello che

mangia,

si

Ganglio. Le variet delle noci sono molte, come quelle


di Egitto, di Giudea, la Maldiva, la Metella ecc.

Vir.

Med. Se n'estrae u n'olio abbondante dal Ganglio


;

ed buono per condimento quando fresco


rancido
si

ma

allodio

adopera per

la

pittura.

Il

Mallo

distillato

d un'acqua aromatica trovata utile nelle terzane.

Le

noci immature condite nello sciroppo, o nel rosolio sono

molto appetite dai nostri Apici.

251.

OFRIDE ARAGNE Nom.sk. Furmicuni

duri

di taranPfla Noni. hot. Ophrjs Arachnites Clas.

XX

Gy-

nandria Diandria Famig. delle Orchidee.


Etim. Questo fiore somiglia all'insetto d'onde trae
il

nome.
Orig.
titi

pianta Europea che trovasi nei luoghi appra-

dei boschi. I bizzarri fiori di questa specie e dell'al-

tra detta

Myodes variano rassomigliandosi ora


mosca,
al

ai ragni,

ovvero

alla

calabrone ed a simili

insetti.

Sono

perenni.
252.

OLEANDRO Nom.

sic.

Lannaru Nom.

hot.

Ne-

266

rium oleander
delle Apocinee.

Clas.

Pentandria Monogynia Famig.

Etim. Nasce questa pianta sulle rive delle acque correnti; perci
i

Greci l'appellarono Nerione che significa

umido. La specie di cui teniam parola, fu caratterizzata


con
il

nome

di

Oleandro dalle due voci greche Oleo cio

perdere uccidere ed Andros uomo; perch presa interna-

mente,

al dir di Galeno,

un

veleno.

Orig. Originaria delle Indie;


talia Settentrionale
cilia

ama

climi caldi; nell'I-

non vive che

nelle stufe;
i

ma

in Siestivi

cresce a pien terreno.


la

Allorquando

caldi

consumano

verdura bello vederla vegetare vigorosa


i

e lucente adornando con

suoi superbi colori le sponde

dei ruscelli e dei fiumi. Guai per agli animali che lusingati da s belle apparenze se

ne cibano. Provano an-

goscie crudeli gli

si

gonfia
i

il

ventre, ed

una infiammadi

zione universale attacca


l'olio

loro visceri.

Servono

rimedio
di

d'oliva ed

dolcificanti.
la

Gli Arabi dai carbone

questa pianta fanno


Vir.

polvere da cannone.

Med. Le

foglie dell'

Oleandro sono sternutatone,

detergenti, risolutive, purganti e drastiche. Queste foglie

seccate ed impastate con unguento sono buone

per

la

scabbia ed
253.

altri

mali cutanei.
sic.

perenne.
bot.

OLIVO Nom.

Aliva Noni.

Olea Europaea

Clas. Il Diandrici

Monogynia Famig.

delle

Gelsominee.
meglio non

Etim. La preziosa pianta da cui estraesi

l'olio

poteasi caratterizzare, che con la greca voce di lejos cio

pianta di felice augurio.


Orig.

indigena dell'Asia e nei paesi meridionali della

Siria nasce spontanea.

Le campagne presso Atene venifoglie.

vano ombreggiate dal verde perenne delle sue

Di

267
olivo erano formati
i

boschetti di Minerva loro dea tu-

telare, cui era sacro quest'albero; di

rami

d'

olivo era-

no

intrecciate le corone dei vincitori dei Giuochi Olime perch dai pi rimoti
i

pici;

tempi fu l'emblema della


Costituisce poi

pace se ne incoronavano

novelli sposi.

una sorgente inesausta


rittimi d'Italia
Sicilia

di ricchezza

per molti paesi ma-

dove non induggiossi a trapiantarla. Nella


al
,

per sino

secolo

IX non
i

vi si

vedeva vegetare
i

quest' utile pianta

e furono

Saraceni

primi a

colti-

varla nei siculi campi.

Le sue

variet bench molte,

si

pos-

sono classare in due grandi sezioni; cio in selvatici, ed


in domestici.
Vir.

Med. L'olio emmolliente,


i

dolcificante, lassativo

e risolvente. Calma
dissenteria.

dolori della colica,

quelli

della

utilissimo negli avvelenamenti dell'arsenico

e degli altri corrussivi. Gli antichi per conservar fresca e morbida la pelle se n'ungevano
il

corpo all'uscire dai


in lizza

bagno

ed

ai lottatori

prima

di entrare

se

ne

membra per renderle sdrucciolevoli. 254. OLMO Nom. sic. Urmu Nom. hot. Ulmus campestrs Clas. V Pentandria Digynia Famig. delte Amenimpiastricciavano le
tacee.

Elim. Quest'albero di
e dal latino uligo cio

alto fusto

ama

terreni

umidi

umore

fu detto

Ulimo ovvero Olmo.


ai

Orlg.
pi dei

La sua coltura
;

nell'Italia

rimonta

primi tem-

delle

Romani come viti


,

quali se

ne servivano per sostegno


,

attestano Virgilio
le

Columella ed

altri.
i

Con
servi
nell'

il
,

legno di esso facevansi

verghe per battere


,

ch'essendo duro e resistente

con uso migliore

epoche moderne adoperato per fare macchine e

simili lavori.

Le

foglie si

danno in alimento

agli

anima-

268
li

domestici; ed in

tempo

di carestia la corteccia

maci-

nata stata mista al pane.


Vir.

Med.

Il

decotto della scorza dei giovani

rami

si

adopera nelle malattie erpetiche.


255.
lideu

OMBELICO DI VENERE Nom.


Nom.
boi.

sic.

Aricchia d

Cotyledon umbilicus Clas.

Decandria

Pentangynia Famig. dei Succulenti.


Etim. Le sue foglie radicali, concave e scudiformi
fecero caratterizzare con questi due nomi.
Orig.
ri la

pianta Europea ed incontrasi pensile su


i

mu-

umidi e su
Vir.

tetti.

Med. Le
i

foglie

carnose applicansi come la Fabainfiam-

ria

su

calli

e sono stimati refrigeranti nelle

mazioni flebonose.
256.

perenne.
sic.

ONTANO Nom.

Arvanu Nom.

hot.

Ahius
delle

glutinosa Clas.

XXI Monoecim
i

Tetrandria Famig.

Amentacee.
Etim. Nasce lungo
et

fiumi e dalle due voce latine Alo,

amnis

se n' composta la parola Alno.

Orig. Si vuole originario dell'India, ed Aristotele attesta dei suoi

tempi che nella sola Isola di Greta vegetala favola,

va quest'albero, in cui secondo


tate le sorelle di Fetonte.

furono trasmu-

Non

vi miglior

mezzo per

rendere salubre
vi l'Ontano,
il

l'aria dei

campi pantanosi che piantar-

quale agevola altres a prosciugarli seconlegno che resiste alla putrefazione immer-

do Virgilio.

Il

so nell'acqua s'impiegava dai


della loro Triremi
,

Romani

nella costruzione

e da noi per

canali

condotti

da

fontane. Adoperasi ancora

per lavori d'intaglio perch


e se

prestasi facile sotto lo scarpello

ne fanno

altres

zoccoli e tacche da scarpe ed altri utensili e vasi. I suoi

269

rami servono per ceste e cerchi

di botte.

La

scorza imdai

piegata dai Lapponi nel tingere le loro


pellari e dai tintori s'adopera per dar
il

vesti;

cap-

colore alle loro

opere.

257.

OPUNZIA Nom.

sic.

Ficudinnia Nom.

hot.

Ca-

ctus opuntia Clas.


delle

XII lsocandria Monogynia Famig.

Opunziacee

Etim. Fu cos chiamata questa pianta da Opunzio Citt


dei Locresi, dove al dir di Plinio, nasceva

una pianta

si-

mile a questa.
Orig.

Le

specie che attualmente

abbiamo sono

tutte

originarie dalle Indie Occidentali, cio dall'America


ridionale. Varie sono le specie dell'Opunzie;

me-

ma

noi ne

conosciamo tre variet vale a dire quella di mucillagi-

ne

rossa, la gialla, e la bianca. Coltivasi in


Sicilia,
il

America ed
il

anche in
cus Cacti

Cactus cochinillifer su cui vive

Coc-

la cui larva conoscesi

con

il

nome

di Cocci-

niglia. I frutti si

mangiano

e tingono in rosso le orine.


la

Vir.

Med. Sono astringenti e nutritivi per

parte

zuccherina che contengono. Dalle medesime se n' estratto


dello zucchero,

ma

con poca riuscita in rapporto

al ra-

mo

economico.

258.

ORECCHIO DI ORSO Nom.


hot.

sic. Aricchia,

di

ursu

Nom.

Primula auricula

Clas.

Penlandria Mono-

gynia Famig.
Etim.

delle Lisimachee.

questa una delle prime


il

piante

fiorire

in

primavera perci

nome

di

Primula; siccome dalla for-

ma

del suo fiore fu detta Auricula.

Orig.

Trovasi frequente nelle terre argillose dell'Eu-

ropa e sulle coste dell'Africa: coltivata nei giardini per


gli

splendidi colori dei suoi

fiori gialli,

o porporini dispo-

270
sti

ad ombrella. Si usano questi per rinforzare


il

il

vino

e per

delizioso olezzo che

tramandano; e

le radici al

che

sono odorose del pari s'infondono nella birra

medeliquore
il

simo oggetto. Nella Svezia


con
i

si

prepara un grato

fiori

della

Primula facendoli fermentare con

miele.
Tir.

Med.

medesimi sono aatispasmodici,


contro le vertigini,
i

la loro infu-

sione

un rimedio

dolori d testa

ed

reumatismi.

perenne.
sic.

259.

ORIGANO Nom.
Clas.

Riganti Noni.

hot.

Origa-

num vulgare

XIV Didijnamia Gymnosperma Famig.


significa gioja delle

delle Labbiate.

Etim. Origano in greco


Org. Infatti questa

montagne.

pianta
i

comunissima

nell'

Europa

incontrasi di ordinano su

luoghi montuosi. Si raccoglie


cibi

per condimento
ossia acciughe
Il
,

di alcuni

specialmente

delle alici

e perci erba di acciughe suol chiamarsi.

Linneo dice che nella Vestrogozia adoperato per beil

vanda come

Th; e che

si

unisce alla birra per ren-

derla pi inebbriante.
Tir.

Med. L'origano cordiale,


incisivo.

cefalico, tonico,

emme-

nagogo ed
stico si

D un
i

olio volatile,

ed essendo cauperenne.

adopera per

denti cariati.
sic.

260.
bot.

ORNITOGALO Nom.

Latti di gaddina

Ornithogallnm umbellaium Clas.


delle Corimbi/ere.

Nom. VI Hexandria Mo-

nogynia Famig.
Etim.
Org.
Il

suo

nome suona

latte di uccello.

pianta indigena, la quale trovasi da per tutto

nei campi e negli orti. Fiorisce su lo scorcio di

Marzo
stellati

innalzando una lunga spiga piramidale di

fiori

candidissimi nello interno, e verdi al di fuori.

La radice

271
produce numerosi bulbetti che moltiplicano prodigiosamente. Questi dice
crudi e
261.
cotti.
il

Mattiolo

sono buoni a mangiarsi

perenne. ORTENSIA Nom. sic.

Ortensia Noni. hot. Orten-

sia speciosa Clas.

Decandria Trigynia Famig. delle

Caprifogliacee.

Etim. Avuta qual'ornamento principale degli orti nell'Indie orientali ritenne

appo noi

il

nome

di pianta

Or-

tense.

Orig.

Fu

portata dal Giappone, da


si

non guari

in

Eu-

ropa dove
gevoli
i

naturalizzata a meraviglia.
fiori,

Rendono premetamorfosi

corimbi dei suoi

le

bizzarre

che presentano successivamente. Sono dapprima di color

verde sbiadato, passano indi dal bianco roseo ed


alle volte al violetto.
le

al rosso

Le Ortensie veggonsi
appartamenti, su
della
forosetta
la
;

riposte

lungo

gradinate
,

degli

davansali
a

dei balconi

su

la

finestra

preferita

tutte le altre piante

perch conserva

sua fioritura per

perenne. 262. ORTICA Nom. sic. Ardicula Nom. hot. arens Clas. XXI Monoecia Tetrandria Famig. delle
lungo tempo.
dore che produce sulla cute toccandola.
st'effetto

Urtica
urttcee.

Elim. Dal latino uro fu detta ortica a motivo dell'ar-

prodotto que-

da un umore acre e mordente contenuto in una


i

escrescenza glandolosa da cui portano

suoi peli, che es-

sendo

forati

internamente

lo

scaricano mentre pungono.


si

Orig.

pianta indigena, e nella Sicilia

fatiga assai

nell'estirparla dai luoghi coltivati. Gli antichi

Romani ne
.

mangiavano

le

tenere foglie

cotte o crude
gli

in insalata

ed anche oggid se ne cibano


abuso scioglie
il

Svedesi;

ma

facendone

ventre. Nei nostri paesi tritata ed unita

272
alla

crusca

si

al

pollame specialmente
filo,

alle galline di

Faraone. La scorza serve per


carta.
Vir.

Schreber ne ha

fatto

Med.

Il

succo

si

adopera nelle emorrogie inter-

ne, e nelle emottisi.

perenne.
Oriti Noni. hot.

263.

ORZO
Ili

Noni.

sic.

Hordeum

vul-

gare Clas.
minacee.

Triandria

Trigynia Famig. delle

Gra-

Etim. Alcuni pretendono che ebbe


celeritate

tal

nome ab
di

oriendi

perch matura

il

frutto

prima

ogni altro

graminaceo.
Orig. Nella Russia e nella Tartaria nasce senza coltura.

impiegato

di ordinario

per nutrimento delle bestie,

specialmente di ordine cavallino. Negli annali delle istorie sicule si ritiene indizio di

grande

carestia,

tutte
,

le

volte che

il

popolo

si

cibato di

pane

di orzo
d'

e nella
,

disciplina militare

dei

Romani era pena


il

ignominia

come
dati

attestano Polibio e Tito Livio,


Il

distribuirsi ai sol-

pane ordaceo.

Sigonio raccconta che a tal pena

furono condannate alcune Coorti eh' avevano perdute in


battaglia le loro insegne. Varie
oltre
vi
il
il

ne sono

le

specie

ed
,

selvatico

che chiamasi in botanica


osservabile per
il

Murimim

Burbosum

suo bulbo articolato;


il

il

Disticon detto altres Orzo di Siberia; e finalmente

Zeucriton ossia orzo di Germania. Gli


i

Olandesi furono

primi che prepararono V orzo periato. Arrotano que-

st'ultima specie fra

due ruvide pietre e


le

gli

fanno per-

dere cosi la corteccia e

punte, e divenendo di ovale


perla.

rotondo assume la forma di una piccola


si

Questo

prepara in minestra a guisa dei

riso;

ma

la

maggior

quantit s'impiega per far la birra,

273
Tir.
lienti;

Med. Dell'orzo se ne fanno


con
il

decotti, e tisane

emolrin-

periato apprestasi

una bevanda molto

frescante.

annuo. 264. ORZO SELVAGGIO Noni. sk. Spicalora Noni, hot. Hordeum murinum Clas. Ili Triandria Digijnia
Famig.
delle Graminacee.
il

Etim. Vedi
questa pianta
,

Numero antecedente per


la

l'etimologia di

quale dicesi Murina dal luogo dove

suole principalmente germogliare.


Orig.
si

indigena nasce lungo

le

strade

e quando

trova nei fieni d un cattivo foraggio per le bestie perle

ch

sue spighe contornate di Reste scabre s'insinua-

no

fra le gingive, e sotto la lingua di quelle che se

ne

cibano.

annua.

265.

PALMA Nom.

sic.

Parma

Noni.

hot.

Phoenix
delle

dactylifera Clas.

XXII Dioecia Hexandria Famig.

Palme.
Etim. Ebbe
tal

nome

dalla

Fenicia dove abbonda

questa pianta, o dal favoloso

uccello

che rinasce dalle

proprie ceneri. Gli antichi esprimevano cos ad

un temi

po

la

sua vita secolare lunga quanto quella di molte ge-

nerazioni insieme e la facolt di riprodursi con


polli

ram-

che nascono dalla sua radice.


la similitudine
si
i

Latini la chiamavail

no Palma per

che ha con

braccio

li:

mano

su

cui

stende

aperta la palma della


si

mano

d'onde che
in greco

suoi frutti
dito.

dissero datteri, quale voce

suona

Orig.

Le palme sono

originarie dei climi caldi dell'Asia


i8

274
e dell'Africa. Nella Siria e nella Persia crescono sponta-

nee

ma

sono

meno

grandi delle coltivate; ed

loro frutti

sono asprigni. Nell'Arabia stata coltivata da tempi im-

memorabili da dove

si

e sparsa nel Levante, nelle Indie

orientali, nell'America, nella


cilia
,

Spagna,
Il

nell'Italia, nella Si-

e fino nella Provenza.


,

frutto

in
,

Italia

non

si

matura

nella

Spagna aspro

al gusto

nei climi caldi

dolcissimo.

Questa differenza proviene dalla mancanza

del maschio detto Palmizio. Si legge nel

Linneo che un

individuo femmina a Berlino stenle da parecchi anni fu

renduto

fertile

merc dei

fiori di

un palmizio che
Teofrasto

tro-

vavasi a Lipsia. Tale fenomeno dell'artificiale fecondazio-

ne antichissimo

e trovasi descritto da

da
la

Plinio e da Qlaudiano, ed a questo albero

dobbiamo
si

conoscenza dei sessi delle piante. Nell'Africa

destina-

no

gli

schiavi a tale operazione. Cinque maschi bastano


fiori raccolti

per cento femmine. Questi

in istagione pro-

pria ed accuratamente seccati all'ombra conservano per

lunghissimo tempo
casuale
ci istruisce

la loro

virt

fecondatrice.

Un

fatto
i

su questo

proposito,

imperciocch

Persiani venuti nel 1770 ad assediare Bassora per affa-

mare

il

paese distrussero
i

tutti

dattiliferi

maschi. Per

ovviare alla fame

proprietari comprarono a prezzo al-

tissimo dei fiori maschi;

ma

parecchi abitanti che

li

a-

vcvano conservati dall'anno precedente ne fecero uso, e


la fruttificazione riusc tanto

bene come quella che

si

era fatta con


sa sotto
i

fiori freschi.

La palma che

cresce rigoglio-

cocenti raggi del sole Africano; e che nell'iminfocate arene dei deserti vegeta
in
deliziosi

mense ed
Oasis
il

cibo che la Provvidenza appresta loro. Gli

A-

ra-m starnuti su le vive del Tigri, dell'Eufrate e del Golfo

273
Persico ne fanno
il

loro ordinario nutrimento.


il

Gli abi-

tanti dei Gonfiai dell'Atlante riducono

frutto in farina

che mangiano sciolta in un poco di acqua, e senza altra


provigione attraversano le
tili

immense
la

loro solitudini.! dat-

gli

somministrano eziandio

bevanda. Fatti fermendi vino

tare con l'acqua se ne trae


stillata

una specie

che di-

da un'acqua-vite molto gustosa chiamata nettare


i

dei datteri, di cui bevono


cisione sul tronco traesi

principi del Congo.

Per

l'in-

un succo
palma

dolce di color latteo,


di

e perci chiamasi latte della


assai. Dalle foglie se

un sapore piacevole
economia domestica.

ne fabbricano

tappeti, panieri, corde,

sporte, ed altri lavori necessari alla


Il

tronco e le foglie sono

soli

materiali adoperati alla

costruzione delle abitazioni. Se ne servono per legna da

ardere

il

cui carbone

svolge

molto calore. Un' albero

di tanta utilit a giusto titolo merit la

fama che god


alla

in tutti

tempi.

I poeti lo

consagrarono agli eroi ed

vittoria; fu

l'emblema della

sanit, della fecondit e della

conservazione degl'Imperi.
Yir. lied In medicina adoperato

come

risolvente; e

come

nutritivo; quindi utile nella raucedine, nella tosse,

nel dimagramento, e nelle strangurie.


266.
o

PALMA A VENTAGLIO Nom.


boi,

sic.

Cafagghiuni
Clas.

Giummara Nom.
Etim.
Il

Chamaerops humilis
delle

XXIII

Polygamia Dioecia Famig.

Palme.
Greco
significa basso

nome
a!

di

Camerope

in

di stelo; ed in effetto questa pianta, di ordinario s'innal-

za due piedi

pi dal suolo;
si

ma

l'arborea

si

eleva fino
dell'

a trenta piedi come

osserva in alcune isole

0-

ceanica; ed anche nella Sicilia.


Orig. Nelle parti meridionali di essa vi s'incontra fre-

276
quelite,

come ancora

nella Spagna. Mangiasi la parte ine

feriore del giovane tronco

propriamente

il

midollo
il

che

Greci chiamano Cephalion d'onde deriva

nome
frutti

Siciliano di Ciafagghiuni. I fiori tuttavia inviluppati nelle

spate
si

hanno un sapore alquanto aspro. Anche


,

mangiano

ma

il

lor

gusto ben lontano da quello

dei dattili. Dalle foglie di questa pianta ricavansi utilit

maggiore poich se ne fanno granate, corde,


belli ecc.

stoje, cor-

perenne,
sic.

267.

PALEO Nom.
Ili

Oriu sarvaggiu Noni.

hot.

Bro-

mus

mollis Clas.

Triandria Digynia Famig. delle

Graminacee.
Etim. Siccome questa pianta e
le altre

sue specie so-

no

classate tra
si

1'

erbe da fieno dal greco Bromos cio


il

clbus le
Orig.
le cui

appose

nome.
;

si

pianta indigena ed abbonda nei prati erbosi


il

spighe presto maturano e ricadendo

seme ne

segarla
Italia

risemina da per
i

se.

Appellasi

Forasacco in

perch

semi rimasti coperti dalla loppa scabra


;

con

la resta

penetrano nelle pareti dei sacchi

quindi
in

che si sega con le altre erbe da pastura

quando

erba, poich secca nuoce ai cavalli arrestandosi all'esofago.

annua.

268.

PANICO Nom.
Clas.
Ili

sw. Migghiu

Nom.

hot.

Panicum
delle

niiliaceum

Triandria

Digynia Famig.

Graminacee.

Etim. Questo

graminaceo spesso

si

mesce nel pane


semi fu detto pa-

ed a causa

della multiplicit dei suoi

nico miliacio.
Orig.

indigeno delle Indie Orientali; ed


si

ai

tempi

di

Plinio

non

era introdotto in Italia che da dieci anni. Si

277
usa principalmente per alimentare
dell'ordine galline
gli

uccelli

domestici
utilizzasi

quantunque non
degli
si

di

rado

eziandio per cibo

uomini.

Si

panizza

unito

al

grano; pi spesso
gluma.

usa in minestra
di

spogliato
;

dalla

Ha

la

propriet

conservare

le frutta

imperarri-

ciocch racchiuse in

casse ripiene

di miglio

sono

vati freschissimi fichi,

uve, ed

altre produzioni delicate


il

in paesi assai lontani. I suoi congeneri sono

panicmn
Yerti-

jumentorum

detto

comunemente erba da Guinea, peril

ch nativo da quel paese,

Panicum

viride,

il

cellatum detto in Siciliano appizzalora, perch

le reste

sono dentate

all'indietro e

che perci passeggiando fra

l'erba si attacca alle calze; finalmente Yltalicum che coltivasi

per alimentare

volatili

dell'ordine

Passeres.

pianta annua.
269.
hot.

PANNOCCHINA Nom

sic.

Affuca cavaddi Noni,

Cynodon daetylon

Clas. Ili Triandria

Digynia Fa-

mig. delle Graminacee.

Etim. Ginodon in greco significa dente di cane detto


cos a

motivo delle sue radici

striscianti,
le

le

quali

si

e-

stendono molto nel terreno; e perch


tate, la fecero

spighe sono di-

chiamare dattilon cio

dito.
le vie

Orig

Comunissimo graminaceo presso

ed

camin
i

pi di Sicilia di cui

non

se ne fa uso alcuno, bench


le radici

qualche
cavalli.

luogo

si

raccolgano

per ingrassare

Vir.

Med, Delle dette radici se ne

fa

uso in

medi-

cina e credesi da molti che posseggano molte

virt.

perenne.
270.

PAPAVERO
delle

Noni.

sic.

Papalina Nom.

hot,

Pa-

paver somniferum Clas. XIII, Polyandria Monogenia Famig.


Papaveracee.

278
Etim. Si crede che derivi
tal

nome

dalla parola
i

pap-

pa nome che
ni;

dassi al cibo con cui nutrisconsi


si

bambi-

e siccome vi
ci prese
il

solcano mescolare dei


di

semi di essa

da

nome

Papavero.
,

Orig. I papaveri crescono spontanei nell'Europa

nel
sia

Levante e nella Siberia. Non

vi

persona cui non

nota questa pianta massime V Erratica dal capo roseo e

fiammante che

fa risaltare

il

biondo colore delle messi.


la risposta

Or

alla

sua vista chi non ricorda


il

misteriosa

che Tarquinio
figlio Sesto,
il

Superbo diede

agli ambasciatori di
i

suo

quale essendo tra

Gabbi voleva regnarvi

dispoticamente? Li condusse nel suo giardino e dopo aver


abbattuto con
li
il

bastone

il

capo
le

dei pi
parti
di
i

alti

Papaveri

licenzi in silenzio.

Tutte
i

questa pianta

sono narcotiche tranne

semi.

Hanno

medesimi un

sapor dolce oleoso e farinaceo; se ne mangiano assai nel

Nord
erano

di

Europa

ridotte in focaccie; ed
n' estrae

anche

Romani ne
olio

ghiotti.

Se

un' olio
eli

che dicesi
si

di
so-

garofano, che niente avendo


stituire all'olio di olivo

narcotico
i

pu ben

per condire

cibi

L'utilit

mag-

giore

si

ritrae con l'ottenere dell'oppio dalle altre parti

della pianta specialmente dalla testa. Nei

climi

ardenti
si

dell'Asia e dell'Africa, dove

le

propriet

narcotiche

sviluppano pi energiche, vengono seminati nei


a guisa di frumento. Allorquando
il

campi

Pistillo

comincia ad
la-

ingrossare

le

si

fanno parecchie incisioni dalle quale

grima

il

liquore lattiginoso che addensato in piccoli pa-

ni forma l'oppio bianco che di prima qualit. L'oppio

Tebaico

il

quale Vendesi in commercio

il

sugo espresso
si

e condensato dal detto Pistillo. Quell'oppio poi che


tiene

ot-

merc

la

pressione

dei

papaveri

che

hanno

gi

279
(lato l'oppio

bianco diccsi oppio Meconio


le diverse dosi

Gli effetti che


si

produce sono a seconda

con cui

pren-

de; inducendo idee piacevoli ed allegria, o rendendo furiosi e

cagionando letargo ed anche


vi
si

la

morte
a

ci

non

ostante

suole

abituare

mano

mano

sino a
1

prenderne notabile quantit senza restarne avvelenati.


popoli
delle Indie Orientali

hanno una vera passione


le

peiToppio

malgrado che
i

leggi

Cinesi

condannano
,

ad essere bruciati
se

vascelli

che

lo

trasportano

pure
nota-

ne

fa

un grandissimo consumo. Questo


,

pi
,

bile a Malacca

a Borneo

nelle Mollicene

in Giava
arci-

in Sumatra, ed in tutte le Isole di quell'immenso

pelago.

Lo fumano con
furiosi

il

tabacco

ed

inebbriati

dal

fumo divenendo
cit. I

commettono abbominevoli atrobevono una


si

Turchi pretendono che l'oppio infonda coraggio e


ire

nel prepararsi alle battaglie


Yir. led.

forte dose.

La

infusione delle capsule


il

adopera con-

tro

dolori, l'infiammazione,

vomito,

le coliche, la tos-

se, e la dissenteria;
il

generalmente parlando sperimentasi

papavero narcotico ed antipasmodico.


271.

annuo.
boi,

PAPIRO

Noni.

sic.

Papiru Nom.

Cyperus

papyrus Gas.
Ciperacee.

Ili

Triandria Monogynia Famig. delle

Etim. Presso
di

gli antichi

serviva

il

midollo

del

fusto

questa pianta di lucignoli per le torce dei funerali, e


le

per

lampadi, quindi fu detta papiro dalle voci greche

Pao

e pir perch alimentava la fiamma.

Orig. Nasce presso le rive del Nilo e nelle lagune di


Sicilia.

Le sponde

dell' Anapo in

Siracusa ne abbondano

e l'abbiam visto intorno la fontana Aretusa stendere rigoglioso l'elastico triangolare suo fusto, avente
il

culmo

280
adornato da graziosi
tili

fiorellini dorati

con

quali
l'uso
,

gen-

coronavano
gli

loro

Numi. Grande era

che

ne

facevano
stoje.

Egizi costruendone barchette


,

e tessendone

L'adoperavano per vele


,

ne formavano
lo rese

coperte,

corde

e cappelli

ma

ci

che

famoso l'aver
i

servito per carta da scrivere, cos presso

Greci,

come

presso
172.

perenne. PARIETARIA Nom. sic. Erva di


Romani.

vento Noni, hot

Parietaria officinalis Clas. XXIII


Famitj. delle Urticee,

Polygamia Monoecia

Etim. Nasce di ordinario su


appose
Orig.
il

le

muraglie, quindi

le si

nome

di Parietaria.

pianta assai

comune

le cui foglie
;

sono vestite
si

di peli terminati

da picciolissimi uncini
il

perci la
1'

a-

doper per pulire

cristallame e tal'uso

ha

fatto api

pellare erba vitriola.

Sparsa per

granai

distrugge

punteruoli, e contiene gran quantit di nitro.


tir.

Med. Questa sostanza

la

rende rinfrescante

si

sperimenta eziandio emmolliente, diuretica, ed antinefritica.

Perenne.
273.

PASSIFLORA
delle

Noni.

sic.

Granadigghia Nom.

hot.

Passiflora Coerulea Clas.

XVI Monadelphia Pentandria


gli

Famig.
Etim.

Ranunculacee.
cos detta

Fu

perch

stami, le antere

ed

nettari imitano vari istrumenti della


Cristo.

Passione

di

Ges

Orig. Tutte le specie di essa sono esotiche,

ma

alcune
par-

vivono benissimo nel nostro clima. La specie


lo

di cui

nasce spontanea su

le

rive del fiume delle Amazzoni;


il

e quegli abitanti ne succhiano


agretto.

sugo dei

frutti

che

La

Passiflora incarnata nasce nella Virginia; ed

281

anche vegeta

tra noi allo scoperto.

Le

altre specie

come

YOloretica, la Alata, la Coccinea, la Per/oliata

non gerSe-

mogliano che nelle


274.

stufe.

Perenni.
sic:

PASTINACA Nom.
Clas.

Vastunaca Nom.

bot.

limim Pastinaca

Pentandria Digynia Famig.

delle Ombrellifere.

Etim. Pastinaca, secondo Tournefort, deriva da pastus

perch
Orig.

la radice

serve di nutrimento.
Si

indigena dei paesi caldi di Europa.

man-

gia cruda e cotta.

dolce zuccherina,

ma un

p ventosa.

In Irlanda la fanno fermentare e ne cavano un liquore


spiritoso,
f
s

ama
il

luoghi freschi ed erbosi, localit che le


di Selina, cio palustre.

apporre
la

nome

Evvi

altre-

Pastinaca Opoponaca non buona a mangiarsi.

Vir.

Med.

Geme

da questa una

gomma
le

resinosa che

stimata vulneraria ed ostruente, ed ha


altre

propriet delle
[aromatica
atti

gomme

resine.

La Pastinaca Ortense
si

e nutritiva; esternamente

adopera nei rimedi

a gua-

rire la scabbia e le impetigini.

biennale.

PATATA Nom. sic. Patata Nom. bot. Solarium tuberosum Clas. V Pentandria Monogynia Famig. delle
275. Solarne.

Etim. Solarium

al dir di Plinio

parola formata da

solari che significa consolare

per

le virt

calmanti
Il

attri-

buite ad alcune piante di questo genere.

nome

poi di

Patata deriva dall'americano papas.


Orig.
la

Siamo debitori

al

Per

di questa pianta
le

che con

sua fecola succolenta alimenta


il

masse proletarie e
i

solletica

gusto delicato degli opulenti. Gl'Inglesi


si

pri-

mi

la

portarono nel loro paese. Essa

rese nota in al-

tre regioni

europee dopo

la scoverta della Virginia. L'il-

282
lustre Parmentier la fece conoscere ai popoli Brittanici

e di l propagossi nelle Fiandre. In occasione delle guer-

re di Luigi XIV, con questa nazione fu


Francia. Si conobbe nell'Italia
al

coltivata

nella

tempo

del

Gran Duca

Ferdinando

II.

Cosimo

III,

ne mangi e

la fece coltivare

nei suoi giardini. Indi fu imitato dalle classi agiate, lo che serv a togliere il pregiudizio popolare che Ja me-

desima fosse venefica;

ma

le carestie

pi che l'esempio
sola si
i

finirono di persuaderne Fuso.

La radice che
,

manfrutti

gia un' alimento sanissimo

gli

steli

per ed

hanno

delle propriet poco salubri. Gli abitanti della Vir-

ginia la

mangiano panizzata

e n' estraggono
inacidire.

una

fecola

amido che non soggetto ad


276.

perenne.

PEONIA

Nora.

sic.

Pionieri

Nom.

hot.

Paeonica
delle

officinalis

Clan. XIII

Poliandria Digynia Famig.

Ranunculacee.

Etim

II

nome

di questa pianta lo
il

si

deve a Peone
il

celebre medico della Grecia

quale fu

primo a

farla

conoscere ed a scovrirne
Orig.
Svizzera,

le

propriet medicinali.

La Peonia

raccogliesi

abbondante sui monti della


germoglia nelle

ma

l'altra specie detta corallina

contrade meridionali dell'Europa. Coltivasi nei giardini

ma
tali

pi
di

comunemente
un rosso

la

prima perch pi
il

ricca di pe-

vivacissimo;

quale colore spesso varia,

e del cremisino passa al roseo ed al bianco ancora.


Vir.

Med. Le radici e l'acqua che


l'epilessia.

si

distilla dai fiori

ebbero gran credito per


277.

PEPERONE Nom. sic. Pipi Nom. hot. Capsicum annuum Clas. V Pentandna Monogynia Famig. delle Solarne.

FJim.

Il

nome

di Gapsico

latino che vale capsola. o

283
scatoline)

perch

il

frutto di questa pianta vuoto


il
il

ma
Ubo

di

Greca etimologia

nome

di

Pepe

da Pipo

eccitando la sete con


Ori//.

suo bruciante sapore.


ci fu
il

pianta esotica che


variet; cio

portata

dalle

Indie.

Ve ne sono due

Peperone

dolce,

perch

alquanto insipido e non molto bruciante; e

l'altro le cui

bacche sono di un rosso vivissimo. Si confettano


ceto le quali mangiatisi per dare

in a-

stimolo

allo

stomaco

ed aguzzare

l'appetito.

incredibile l'uso smoderato che


tutte le
la

ne fanno gl'Indiani usandoli in

vivande beven-

done
in

la

decozione come stomatica;


di

mescolano eziandio
piacere.
nell'i-

una specie
Tir. Aled. Si

pane del quale


far

si

cibano con

pu

uso della seconda variet

dropisia e nelle oftalmie cagionate da rilassamento della

tunica dell'occhio. Nella Goncincina e nell'Indie

si

usa-

no per vincere

le

terzane ostinate. Alcuni indigeni deli

l'America meridionale pungono


tisici

lombi ed

il

ventre dei

con spine

bagnate nel succo estratto dalle sue bac-

che.

annuo.

278.

PERO

Noni.

sic.

Firn Noni.

hot.

Pynis cornimidelle

nis Clas. XII kosandria Pentaggnia Faniig.


sacee.

Ro-

Etim. Dalla forma piramidale del frutto prende

il

no-

me
lo

questa pianta.

Orig.

La

Siria ci ha dato

il

Pero quantunque alcuni

dicano indigeno dell'Italia perch d molli anni natu-

ralizzato fra noi. Plinio

numera molte
i

specie di Peri co,

nosciuti dai
i

Romani; come

Cucnrbitini

decumani
a

Tiberini, cos appellati questi perch molto appetiti dal-

l'Imperatore Tiberio. Tutti per possono

ridursi

due
dove

specie, cio al selvatico ed al domestico. Nei paesi

284
molto abbondano
tazione
i

selvatici, se n'estrae

con

la

fermen-

una specie

di liquore spiritoso, detto Sidro.


sic.

279.

PERPETUINO Nom.
orientale Clas.

Amarantulini Nom.

boi.

Gnaphalium

XIX Syngenesia

Poli/gamia

superflua Famig. delle Succulente.

Ehm.
Orig.

Il

suo

nome

significa fiocco di lana

perch del

Gnaphalium Sthoecas
Il

se

ne

fa la corda.

Perpetuino orientale

indigeno

dell' Africa,

coltivasi nei vasi


il
l'

ed

suoi fiori gialli dorati conservano

colore e la lucentezza anche

quando son

secchi. Dal-

Helichrysum fulgidum, bench


il

di specie diversa, sbuclo

cia

suo brillante fiore color di oro che


fiori

mantiene

parimente eziandio inaridito. Nei

del

Xeranthemum

annuum
280.

si

avvertono poche alterazioni, epper Perpetui-

ni sori chiamate anche queste due specie. Sono perenni.

PERSIGARIA Nom.
Persicaria
delle Poligonee.

sic.

Pipi di acqua
Octandria

Nom.

hot,

Polygonum
Famig.

Clas. Vili

Trigynia

Etim. Le foglie di questo arbusto


quelle del Pesco, quindi che gli
Orig.
si

si

assomigliano a

diede

un

tal

nome.

originario del Levante, e trovasi tra noi lungo


Si

le fosse e nei viali avvallati.

adorna sul cominciare


color di rosa in ispighe

dell'est di

numerosissimi

fiori

serrate.
Vir.

Med.

Il

suo dectto proposto per l'Idropisia e


e

per

l'itterizia;

come detersivo

delle vecchie piaghe. Il


i

Polygonum aviculare
Sono perenni
281.

credesi specifico per


il

mali di petto

e per molti altri mali, d'onde

nome

di Centimorbia.

PESCO Nom.

Persica Clas.
Rosacee.

Nom. bot. Amgydalus XII Icosandria Monogynia Famig. delle


sic.

Persicu

285
Etim.

Fu

detto Persico o Pesco perch portatoci dap;

prima dalla Persia


l'Italia.

il

quale

coltivossi

assai

tardi

nel-

Orig. Plinio
frutto

racconta che

in

Roma

vi

si

portava

il

da lontane regioni; e siccome


si

facile a putrefarsi

era assai raro e

comprava a prezzi esagerati, sino a


medesimi

trecento denari per ciascuno. In tempi posteriori caddero


in discredito stimandosi nocivi; e per vero dai
si

estrae

un veleno

potentissimo, l'acido prussico. Ciban-

dosene, non per tanto quando sono ben maturi riescono


sanissimi e deliziosi; con cui
Vir.
si

fanno

le

famose persicate.
si

Med.

Il

siroppo di
fiori

fiori di
si

Pesco

fa

con

l'

in-

fusione dei suoi


foglie

che

adopera come purgante. Le

sono vermifughe

PETRONCIANA Nom. sic. Milingana Noni. hot. Solarium Insanum Clas. V Pentandra Monogynia Famig.
282.
delle Solarne.

Etim.

Fu

detta cosi da

Mala insana quasi melo poco


immatura pu nuocere
i

salubre; perch mangiandola

assai.

Per evitare questo inconveniente anche


mendoli
Orig.

frutti

maturi

debbonsi aprire, salare e dopo un'ora farne uscire sprela

parte acquosa.
originaria
delle

La Petronciana

Indie
;

nel
nelle

Nord
ed
la

coltivasi dai curiosi qual pianta esotica

ma

Provincie merionali dell' Europa* un'ortaggio


il

comune

frutto

somministra un'eccellente condimento. Se ne

uso per tutto l'Oriente, e principalmente dai Musulal loro Profeta.


Il

mani, perch fu molto caro

pi cono-

mune produce un
uovo,
il

frutto pavonazzo.

La
il

variet pi

tabile quella che si conosce sotto

nome

di pianta

ad

cui frutto di

forma rotonda in principio

giallo

che poi diviene bianco.

286
Vir.
si

Med. Le

foglie ritengonsi

anodine e risolutive; e

adoperano in cataplasme.
283.

pianta perenne.
sic.

PETTINE DI VENERE Som.


hot. Scaiidix

AuggMuola

Nom.

pecten Clas.

Pentandria Digyna

Famig.

delle Ombrellifere.
i

Etim. Detta cos per

lunghi e

sottili

suoi frutti pale

ragonati ai pettine che portano in testa


Orig.

donne.

pianta volgare nella Sicilia, la quale nasce nei


ste-

prati e nei luoghi coltivati. I fiori del centro sono


rili

ed

frutti

crescono presto. Nel pulire

grani

rac-

colgonsi con le altre erbe per pastura del bestiame.

annua.

284 PIANTAGGINE!

AGGIORE Nom.

sic.

Centunervi

Nom.

boi.

Plantago major Clas. IV Tetrandria Monodelle Plantaginee.


si

gena Famig.

Etim. L'etimologia di questa pianta


rola Arnoglossa.

data alla pa-

Orig. Essa nasce lungo le vie e nei cigli dei fossi. Fiorisce in Maggio.
Vir.

Med.

Le

virt terapeutiche

sono

le

stesse

che

quelle delle altre Piantaggini.

perenne.

285.

PIE DI

LEONE Nom.

sic.

ArcMmilla Nom.

boi.

Alchemilla vulgaris Clas. IV Pentandria Digyna Famig.


delle Cariofillee.

Etim. Alchemilla, secondo alcuni, deriva dal


rabo Alchech, che vale Lince, perch
la
il

nome

a-

suo fiore imita


o piuttosto

forma dell'occhio

di questo

animale
stella

per

la somiglianza che

ha ad una

d'onde appellasi an-

cora Stellaria.
Orig.

pianta Europea, nasce nei prati montuosi, ed


a ciocche, che potrebbero impiegarsi p'jr

ha

fiori piccoli

la concia delle pelli.

287
Tir.

Med. Si reputa astringente ed perci stimata


;

vulneraria

in

Smolandia

e nella Gotia

V usano come

antipasmodica.
286.

perenne.

PILOSELLA Nom. sic. Pilusedda Nom. hot. Heracium pilosella Clas. XIX Syngenesia Poligamia aequalis Famig. delle Cicoriacee.

Etim. Scrive Plinio che


fregandosi
gli

lo

sparviero previene la cecit

occhi con

il

succo di questa pianta; e sicsparviero Jeracio, perci Dio-

come

Greci chiamano

lo

scoride diede a questo vegetabile tale nomenclatura.


Orig.

questa specie di Pilosella indigena del Giap-

pone
e

e della Gina, trovasi di frequente nei luoghi secchi fu


il

Simon Pauli
il

primo a scrivere che

alle
tinta.

sue ra-

dici trovasi

Coccus Polonkus usato per

Vir.

Med.

stimata pianta astringente utile per


1'

1'

e-

morrogie del naso e per

ernie.

Si pretende

che in-

fusa nel vino bianco guarisca le febbri terzane.

perenne.

287.
Clas.

PINO Nom. sic. Pignulu Nom. boi. Pinus pinea XXI Monoecia Monadelphia Famig. delle Conifere.
si

Etim. Dalla corteccia incisa di questo gigante dei boschi si ottiene quella resina crassa da cui

forma

la

pece

detta in greco Pitta da cui prese la sua nomenclatura. Orig.

il

pi colossale per le sue dimensioni di tutti


boschivi che vegetano nei nostri climi ed

gli altri alberi

originario dei paesi settentrionali;


assai lontane veste con la sua

ma

pure da epoche
le

fronda perenne

cime

nevose dei nostri monti. Delle tre sue specie principali


il

Pino Tarentino, come l'appella Plinio


i

quello

che
i

produce

frutti pi grossi

che diconsi Pinocchi. Con


i

teneri suoi rami si coronavano

vincitori dei Giuochi

Mi-

mici. Dalla sua resina per distillazione se ne cava l'acqua

288
di raggia, l'essenza di Terebinto, la pece greca, o Colofonia. I

Lapponi preparano

la

sua scorza interna di ma-

niera da farne focaccie e ne estraggono altres


dolce per mezzo del fuoco
,

un succo
le

come nota
del

il

Linneo nella
notti

sua Flora Lapponica. In quei rigidi climi dove

sono di parecchi mesi

si

servono

suo legno

quali

faci a rischiarare le tenebre.

Vir.

Med

pinocchi sono stimati nutritivi assai ed a-

frodisiaci.

288.

PIOPPO Nom.

sic.

Chiuppu Noni.

bot.

Populus

Alba
iacee.

Clas.

XXII Dioecia Pentandria Famig.

delle

Amen-

Etim. Perch quest'albero altissimo coperto di corteccia argentea popola


i

boschi merc la sua facilit in pro-

pagarsi da ci fu detto Pioppo dal latino populus.


Orig.

indigeno e con esso difendiamo

le

nostre pasfoglie

seggiate dagli estivi raggi del sole.

Le sue

bru-

ne

al di sopra,

bianche

al di sotto

sono in continua ail

gitazione, ed questa la ragione per cui

Pioppo Li-

bico che possiede tale propriet in grado eminente, eb-

be

il

nome

di

Tremula.

I lavori

da fallegname

si

for-

mano ordinariamente
alimento dei Castori,
qualit
il

di questo legno. Gli Svizzeri l'adoil

perano per zoccoli e pantofole. La scorza


il

primario
d'

quale mancando riesce

infima

castoro

medicinale.

Dai tintori s'impiega la


i

medesima per
campeggio.
Vir.

colorire in giallo e per fissare

colori del

Med. Le

gemme

del pioppo unite

al

lardo forma-

no l'unguento populeo
289.

detto volgarmente Manteca', utile


far crescere
i

per l'emorroidi ed usata eziandio a

capelli.

PISELLO Nom.

sic.

Pisedda Nom.boL Pisum sa'

289

tivum

Clas.

XVII Diadelphia Decandria Famig.


il

delle

Leguminose.
Etim. Dal verbo latino piso, che secondo
gnifica decorticare, o sgusciare
il

Budeo
il

si-

Pisello

ebbe

nome.

noto che tale operazione


l'Aja che

fassi

subire ai graminacei nelil

anche in presente viene espressa con

nome

di pisare.

Orig. Plinio scrive che

il

Pisello

ama

climi caldi ed

impazientissimo del freddo; conciossiach originario


del bel clima d'Italia e dell'Asia meridionale.
ti

Son

coltivacotti.

negli orti per

mangiarne
fa

semi in erba crudi e

Poco uso se ne
soggetti al tarlo;

quando sono secchi perch troppo


tal stato,

pur nondimeno in

quasi

af.

fatto vuoti di polpa,

germogliano assai bene seminati

pianta annua.
290.

PISTACCHIO

Noni.

sic.

Fastuca Nom.

hot.

Pi-

stacea Vera Clas.


Terebintinacee.

XXII Dioecia Tetrandria Famig.

delle

Etim.
resinoso.

Pistacchi furono cos appellati da Pistis cio

Orig. Teofrasto e Dioscoride


l'India al di

li

vogliono originari del-

qua del Gance, quindi l'appellarono Tere-

binto Indico; ci

non ostante

se ne vedono larghe pian-

tagioni presso Alessandria di Egitto.

In Berea di Siria

ed anche nella
la

Sicilia si

coltivano
i

con successo.
sessi.

Come
del

Palma ed

il

Fico ha distinti
il

La buccia

frutto rossa, verde


di credenza fanno
Vir.

color del seme, quindi nei lavori

un

bel ornamento.
,

Med. Le virt accordate loro di balsamiche

ec-

citanti, afrodisiache, corroboranti,

massime

nelle affezio-

ni epatiche, sono messe in dubbio dai moderni, e sola-

mente ritengonsi come

nutritivi.

i$

290
291.

PLATANO Nom.

sic.

Piatami Nom.

hot.

Piata-

nus

orientalis Clas.

XXI Monoecla Polyandria Famig.


fa

delle Aiientacee.

Etim. Dall'estendere ch'esso

molto in largo

suoi

rami appellossi Platano dal greco platus che


ampio,
lato.

significa

Orig. L'Asia meridionale n' la patria; e siccome in

quel clima ardente molto

si

ama

1'

ombra che proteg-

ge dai raggi solari vibrati quasi perpendicolarmente, perci piantavasi


s
il

Platano non solo nei campi


citt;

ma

altre-

nelle piazze delle loro


assai densa ed

spandendo quest'albero
i

un'ombra

ampia per

larghi rami e folto


si

fogliame. Sotto la sua


i

ombra
i

poteggitrice

ultimavano

contratti, si

tenevano

mercati; e spesso ancora vi si

amministrava
triarcale
i

la giustizia.

Forse per questo costume pa-

Re

di

Persia lo fecero innalzare sui loro pre-

ziosi troni a guisa di

baldacchino

d'

oro che

gli storici

ricordano come una delle principali prove del lusso asiatico. Plinio

racconta in qual guisa questa pianta orien-

tale sia passata in


zioni. Il

Europa segnandone

le successive

migra-

famoso Diomede essendo scomparso in una delle


che sono
di fronte al

due
glia,

isolette
i

monte Gargano nella Pu-

soci addolorati gli eressero

una tomba e
la

vi pianI Si-

tarono un Platano per difenderla con


ciliani in

sua ombra.

progresso lo trapiantarono nella loro Ialso d'onItalia,

de pass in

e nelle ultime contrade conosciute in


l'isto-

quel tempo, cio nel Belgio e nell'Olanda. Ricorda


ria che
il

Portico di Atene era circondato di lunghi viali

di Platano

dove Platone dava


che
i

le

sue lezioni. Ci fa sapei

re Virgilio

Romani emulando

costumi
i

asiatici

sotto la sua qinbra si

adunavano sovente:

filosofi,

per

291
disputarvi, la giovent brigosa per sollazzarsi atque mi-

nistrantem Platanum potantibus

umbram Egl. 4. Pur nondi

dimeno quest'albero magnifico s'incontra


stri

rado nei no-

campi; quantunque potrebbe essere


le

utile assai
Il

per

meriggiare

maadre
tutti
i

nelle grandi praterie.

suo bel

legno atto a

lavori da fallegname. Dalla Virgi-

nia ce ne fu portata un'altra specie molto simile al Pla-

tano che ha

il

vantaggio di

crescere pi

presto

pi

dritto dell'orientale.

292.
hot.

PODAGRARIA Nom.
delle Ombrellifere.
gli

sic.

Pedi di

Capra Nom.

Ligusticum podagraria Glas.

Pentandria Dlgyna

Famig.

Etim. Siccome

antichi la credevano

uno
coti

specifico

per guarire la gotta l'appellarono perci


Orig.

tal

nome.

indigena di Europa ed abbonda nei monti del


il

Genovesato quindi

nome
ed
si
il

di Ligustico.

Prospera pian-

tato in luoghi freschi;

suo odore simile a quello

dell'Angelica. Nel

Nord

mangia come pianta ortense


Poligala

perenne.
293.

POLIGALA Nom.

sic,

Nom.

boi.

Poly*

gala Vulgaris Clas. XVII Diadelphia Hexandria Famg.


delle Rinantee.

Etim.
latte

Il

suo

nome esprime

nella lingua ellenica molto


latte

perch essa ebbe credito di produrre

assai

nel bestiame d'onde ne dedussero di aumentarlo eziandio


nelle nutrici.
Orig. Questa Poligala detta volgare

indigena a

dif-

ferenza della Senega che


Virginia.

ci

portata qual

droga dalla
conserva
co?-

Non

sorge oltre ad

un pipde,

stantemente
si
i

le foglie simili a quelle del Bosso.


i

Per quafiori,

tutta l'est smalta

prati montuosi con

suoi

quali variano dal giallo al rosso, al turchino, al bianco.

292
Vir.
to

Med. Si considera come sudorifera bechica, alquanIl

emetica e purgante.
le

Linneo credette che

la radice

possedesse

virt della Poligala Virginiana e che fosse

uno

specifico

per

morsi velenosi..
sic.

perenne.

294.

POMIDORO Nom.
delle Solanee.
il

Solanum lycopersicum
Famig.
Etim. Per

Clas.

Pumu d'amuri Nom. hot. V Pentandria Monogynia


LuLieo-

colore ranciato del frutto simile al


gli

pino detto in greco lycos


persico.

s'appose

il

nome

di

Orig.

pianta dell'America meridionale la quale pas-

s a coltivarsi nella

Spagna

e da questa Nazione

intro-

dotta nell'Italia divenuta comunissima; avvegnach ser-

ve

di

condimento a molte vivande. Alcuni


delle

la credettero

venefica perch della famiglia

Solanee capaci

di

produrre apoplessie,

ma

l'uso che se

ne

fa

smentisce que-

sto allarmante supposto.

Merc

la cottura

perde

ci

che

potesse avere di deleterio e resta un'acido assai gustoso.

La
si

pianta fresca ha un'odore nojoso

pure in Amboina
il

mangiano
Vir.

le foglie

crude insieme con


foglie pestate
il

pesce.
alla pelle

Med. Le dette

ed applicate

infiammata ne mitigano
295.

dolore.
sic.

annuo.
hot.

PORCELLANA Nom.

Purciddana Nom.

Portulaca oleracea Clas. XI Dodecandria Monogynia Famig. delle Portulacee.


Etim,. Vegetabile molto appetito dai porci

e per tale

circostanza fu detto Portulaca quasi latte o erba da porci.


Orig.

Ama

climi caldi

come

il

nostro e nasce spon-

taneo lungo
strade.

le viottole degli orti e

presso

cigli

delle

pianta crassa e le sue foglie hanno la proprie-

t di aprirsi al sole e

chiudersi

la

sera;

ed in tempi

293
burrascosi
i

fiori

eziandio rimangono aperti dalle undici

a mezzogiorno. Si

mangia mista con

l'insalata

ed

sti-

mata emolliente.
Tir.

Med.

Il

succo utile nell'emottisi e


i

nelle

legu-

corree. I semi erano classati fra

quattro

semi freddi

minori.
296.

annua. PREZZEMOLO Nom.


Clas.

sic.

Pitrusinu

Noni,

boi

Apium Petroselinum
delle Ombrellifere.

V Pentandria Digynia

Famig.

Etim.

Greci

la

chiamarono Petroselino quasi Selino da


i

pietra perch
pietre; detta

nasce tra
altri

crepacci

dei

monti e tra le

da

Macedonico essendo originaria della

Macedouia.
Orig. Questa pianta

Europea prospera

massime nella

Sardegna

ed coltivata con

successo nell' Italia conti-

nentale, nella Francia ed altrove. Spande un'odore gratissimo;


i

cuochi

si

servono delle foglie per condimento:

l'uso per abituale del

Prezzemolo nocivo

alle

persone

soggette all'oftalmia.
Tir.

Med. L'intiera pianta aperitiva; e


i

le radici

sono
atte-

diaforetiche; le foglie dissolventi; ed

semi acri ed

nuanti.

annua.
sic.

PRIMULA Nom. mula officinalis Clas. V


297.
delle Primulacee.

Primavera Nom.

boi.

Pri-

Pentandria Monogynia Famig.

Etim. Le

gialle

pannocchie della Primula

ci

annunziano
i

l'epoca dell'anno in cui all'inverno succedono

tiepidi

giorni di primavera detta perci dal Mattioli fior di pri-

mavera.
Orig.

pianta indigena, quantunque alcuni la vogliono


dalla

originaria

Germania

e dalla

Francia. La Primula

293
Eatior che n' altra specie incontrasi pi di frequente
nei giardini, per
i

suoi fiori gialli nel centro e sanguii

gni nel contorno. Coltivasi eziandio Yacnalis

cui fiori

variano dal giallo pallido dorato con


lino e rossiccio.

il

contorno gridel-

Se ne omettono
e la

le altre specie;

come

la

Primula Palinuri:

Primula Auricula detta volgarho tenuto parola innanzi.


la

mente orecchio
Tir.

di Orso, di cui

Med. L'Officinale ebhe credito contro

paralisi,

e la radice reputata antiodontalgica.

E annua.
Atrlgnu Nom.

198
bot.

PRUGNOLO SELVAGGIO Nom. sic.


Clas.

Prunus spinosa

XII lcosandria Monogynia

Famiff. delle Rosacee.

Etim. Vedi
Orig.

la parola

Susino.
il

indigeno dell'Europa;

qual frutice produce

picciolissimi frutti a guisa di acini di

uva

di

sapore a-

spro che pure

si

mangiano. Le lettere
il

scritte sulle bian-

cherie e sui pannilani con


si

succo di questi frutti non

cancellano nel passarli a bucato.


Yir. Med.
Il

medesimo

utile per le diarree, le foglie


al

tenere

si

possono sostituire

Th.

la corteccia alla

Chi-

na come febbrifuga.
~299.

perenne.
sic,

PSORALEA Nom.
Leguminose.

Caprinedda Nom.

boi,

Psa-

raea bituminosa Clas. XVII Diade!phia Dcca/idria Famirj. delie

Etim. Le foglie di questa pianta fruticosa vennero


tenute

ri-

come rimedio
di

antisporico; e poich le
le
si

medesime
data tale

hanno un'odore

bitume o di Asfalto

doppia nomenclatura.
Orig. Nasce spontanea nei rivaggi

marittimi

del

no-

stro clima; ed in tanta quantit che viene impiegata qual

combustibile.

293
Yir.

Med. Dioscoride

la credette antiepilettica

ed an-

tistorica,

litontrittica, alessiofarmica.

ma

poco adoperata

in presente.

perenne.

300.

robur

QUERCIA Noni, sic. Ruvulu Nom. hot. Quercus Clas. XXI Monoecia Poliandria Famig. delle A1

mentacee.
Etitn. Festo vuole che dall

antico latino

Querquerwn
cui

cio grave e resistente tragga la sua etimologia. Tali in


effetto

sono

le qualit di

questa pianta,

il

legno

duro e pesante che rendesi ancor dippi s' tenuto per


qualche tempo immerso nell'acqua.
Orig. Cresce in grandi dimensioni
il

tronco, ed

suoi

rebusti rami sfidano


stagioni.

furori aquilonari e le ingiurie delle


nelle Sacre Carte
le

Son celebrate
i

querce di

Basan; ed

popoli della Grecia l'avevano

consagrata a
il

Giove. Boschi impenetrabili di quercia ombreggiavano

luogo natale di questo falso


l'Arcadia.

nume
si

sul

monte Liceo nelpari delle famoi

Le querce

di

Dodona

favoleggia che fosseal

ro parlanti e pronunziassero Oracoli


se colombe dell'Epiro. Nelle
dei Druidi;
spitalit.
i

Gallie

coprivano

misteri
dell'o-

Celti la

veneravano come emblema


dai

La corona

di quercia stimavasi

Greci

pi

onorifica di quella d' oro.

Con

rami

di

questa pianta

intessevasi dai

Romani

la

corona civica premio destinato

a chi avesse salvata la vita ad


pi di battaglia.

un commilitone

sui

cam-

Se ne impiega

il

legno in lavori di durata


il

e di forza
gli

le
,

sue ghiande furono

primo alimento degregge

uomini

ed in

presente lo apprestano alle

296
porcine: le foglie sono

buona pastura

alle alte bestie.

Da
la

una
folti,

specie d'insetto detto dai naturalisti Cynips quereli

con

il

pungere che

fa le

dette

foglie si

forma

Galla che entra qual base principale nella composizione


dell'inchiostro.

La

scorza impiegata perle tinture nere.

801.

RADICHELLA

Noni.

sic.

Radicchia Nom.

hot

Crepis Vesicaria Clas.


lis

XIX Syngenesia Polygama Acquavolte si

Famig.

delle Cicoriacee.

Quest'erba simile alla cicoria, con cui alle

confonde che riesce nociva nel cibarsene per


lit

le

sue quain in-

venefiche; bench in Costantinopoli

si

mangi

salata.

302.

RAFANELLO Nom.
sativus Clas.

sic Radice

Nom.

boi.

Ra-

phanus

XV

Tetradynamia Silicuosa Famig.

delle Croci/ere..

Etim. Raphanus cos chiamato dai Greci perch cresce

rapidamente secondo l'opinione di Teufrasto e di Plinio.


Orig.

La Gina

la patria di questo vegetale dove se


se n' estrae dell' o-

ne
lio.

coltiva

una variet dal cui seme


che
si

Le

altre variet

coltivano in

Europa
della
i

diversiI

ficano per la grandezza, figura e colore

radice.

bianchi sono stimati pi forti;

rossi

ed

lunghi sono

pi dolci. Si mangiano crudi con la carne, o per pospasto

ed hanno un sapore vivo e piccante.


Vir.

Med Sono

rimedio buonissimo nell'asma, e nello

scorbuto. Sono annui.

303.
hot,

RAFANO RUSTICANO Nom. Cochlearia Armoracea Clas. XV

sic.

Coclearia

Kom,
Sili-

Tetradynamia

cuosa Famig. delle Croci/ere.

297
Etlm. Per
sue foglie
la

forma sinuata e fusiforme delle grandi


apposto questo

gli si

nome da Codia
esser coltivata
altre

cio

Umax

o lumaca.

Orig.

pianta Europea

ma ama

nei

luoghi freschi ed ombrosi.


la

Ve ne sono

due

specie,

Baiava e
Tir.

la

Glastifolia.

Med. La radice dell'Armoracea pestata ed appliserve di epispastico.

cata alia cute

giovevole nelle pa-

ralisi e nell'idropisia. L'infusione fatta


il

con l'acqua eccita

vomito;

ma

fatta

con
la

il

latte caldo agisce

come cosme-

tico.

La Baiava

Glastifolia

sono antiscorbutiche.

La prima
biennale.
304.

specie perenne, la seconda annua, la terza

RANNO

Noni.
Clas.

sic.

Spina Santa Noni.

boi.

Lyti-

um Europmtm
delle

Pentandria Monogenia Famig.

Ramnee.
;

Etlm. Pianta originaria dalla Licia


Dioscoride prese
Orig.
noi;
il

da cui

secondo

nome.
dell'Asia fruttifica benissimo tra
si

Bench indigena
i

con

cui

rami spinosi
il

formano delle
biancastro

siepi; si di-

stingue facilmente per

colore

delle foglie.

Questo frutice perenne.


305.
d'orli

RANUNCULO Nom.
hot.

sic.

Musetta o butteneddu
Clas.

Nom.

Ranunculus asiaticus
le

XIII

Po-

liandria Poligynia Famig. delle Ranunculacee.

Etlm. Havvi tra


detto Aquatilis,
il

diverse specie dei Ranunculi

il

cosi

quale vegeta nelle acque impaludate, e

quando in
che dopo ci

fioritura
li

mette
al

fiori

galla

dell'acqua

riconduce

fondo. Questa propriet gli

d dell'analogia con V abitudine delle rane per cui fu


dato a tutti
i

Ranunculi questo nome generico.

298
Orig.
Il

Ranunculo

dei giardini ci fu portato dalle re-

gioni calde dell'Asia e della Mauritania. Nessun'altra pianta pi di questa, presenta variet cos spiccate, ed aspetto tanto bello

per

suoi fiori lucenti, pomposi di mille


petali.

colori, e

per la pienezza dei

Ve ne

sono a

fiori

doppio rosso, detti Giganti, ed a

fior

croceo che diconsi


acris, ossia
il

Gran

Galli.
;

Vi ancora
il

il

Ranunculus
bene

Bot-

tone d'oro
i

cui fiorellino riveste

terreno
e le

con

suoi rami e dura molto tempo.

Le

foglie

radici

contengono un succo corrusivo

al pari

delle

Cantarelle.

perenne.
306.

pa

RAPA Noni. sic. Rapa Noni. hot. Brassica RaClas. XV Didinamia silicuosa Famig. delle Croci/ere.

detta

Etim.

Rapa da Rapaccione,
in
Italia

o Navone, cui que-

sta pianta assai affine.

Orig.

comunissima
si

quantunque indigena
principal-

dell'Inghilterra e della Fiandra.

La radice che
il

mente

mangia ha
,

delle variet per

colore e la forIl

ma

or depressa

or

rotonda

or allungata.

colore

bianco,

ma

ve ne sono altres di colore giallo che sono

molto gentili a cuocersi. Le rape sono cibo nutritivo per


gli

uomini e per

le bestie
si

ed

teneri germogli

detti

broccoli di
Il

rapa

mangiano con

avidit nel napoletano.

succo espresso dalle rape somministra fermentato spi-

rito

ardente merc

la distillazione.

l'ir.

Med.

pettorale, incisiva, diuretica, antiscorbuti-

ca e ridotta in cataplasma risolvente.

Annua

e biennale.

S07.
ta Clas.

RESEDA Nani. sic.


Fu
cos detta
,

Cacicia Noni. hot. Reseda odoradelle Resedacee.

XI Dodecandria Trigynia Famig.

Etim.

secondo Plinio a resedo perch

riputata dagli antichi pianta officinale sedativa,

299
Orlg.

nativa dell'Egitto

e nel nostro clima


viottole

riesce

bene messa in terreno arenoso. Nelle


dini
si

dei giari

coltiva

per V odore di Pesco che tramandano

suoi mille fiorellini. Questa grata fragranza vien paragonata


dal Linneo a quella dell'ambrosia; la quale diffondesi prin-

cipalmente

al

sorgere ed

al

tramontare del

sole.

Incon-

trasi un' altra specie di

Reseda dette Luteola che som-

ministra una bellissima tinta gialla impiegata a colorire


tele, lane, seta, e cotone.

Annue.
Ribbes Nom,
bot.

308.
Clas.

RIBES Nom.

sin.

Ribes

Rubrum

Pentandria Monogynia Famig. delle Sassifraghe.

Minti.

Perch indigeno questo frutice dei freddi climi

fu cos detto da Rigos cio frigus.

Orig. Nasce su le Alpi e coltivasi appo noi con


colt nei luoghi

diffiil

ombrosi e

fresili

soffrendo assai

per

caldo;
le

produce grappoletti di bacche rosse, nere, e


la specie alla

gial-

secondo

quale

appartiene.

Son queste

di

mi
Vie.

acido piacevole e servono a fare delle conserve e

dei geli.

Ned. Han credito

di rinfrescanti, quindi

proposte
Svezia

nelle malattie infiammatorie per bevanda. Nella

ne adoperano
le

la

conserva nelle angine, e l'infusione delle febbri

tenere punte per


309.

esantematiche. Perenne.

RICINO Nom. sic. Erva Carvana Nom. bot. Ricinus commnnis Clas. XXI Momoecia Momodelphia Fani q. delle

Euforbiacee.
il

Etim. Siccome
dell'ordine dei

suo seme ha la forma di un'insetto Ricino

parassiti appellato
,

comunemente
il

mosca canina
nome.
Orig.

per tale somiglianza che ha preso

Bench nativa

delle

due Indie pure vive bene

300
e fruttifica nel nostro clima.
)'

utile

principalmente per

olio

che se n' estrae. Fin dai tempi di Dioscoride era


il

noto quest' olio con

nome
un

di Olio di

Ricino.

Si

pu
o-

usare per lumi,

ma

dice Plinio che d


cattivo olezzo

una fiamma

scura e che tramanda


la balena.

come quello

deldi

Rumfio narra che


olio

gli abitanti di

Giava e

Malacca mescolano quest'


per catramare
le

con calce viva e l'usano

navi, costruire dei pavimenti, per

im-

battumare
Vir.

le cisterne e

per

altri lavori esposti all'umido.

Med. Quest'olio purgativo e pu

sostituirsi a

quello delle mandorle dolci senza timore che susciti ar-

denza e dolore.
l'emorroidi, per

1'

lodato per le piaghe della testa, per


otalgia.

Preso internamente opera coadopera


si

me

catartico e vermifugo. Si

per espellere la
applicano
le foglie

tenia.

Al Capo

di

Buona Speranza

alla testa

come calmanti. perenne.


hot.

310.
Clas.

RISO Nom. sic. Risii Noni. VI Hexandria Digynia Famig.


i

Or//za saliva
Graminacee.
pianta

delle

Etim. Gli Arabi ed


il

Caldei davano a
tolta la

questa

nome

di Orisa

da cui

prima
il

lettera appellossi

Riso fra noi. Ai tempi di Teofrasto


regrina
,

Riso era pianta peci

venuta dalle Indie e che Plinio

attesta es.

sersi resa

comunissima in

Italia in

pochissimo tempo.

Orig. Alcuni pretendono che sia originaria dell'Etiopia. Il

Riso per

gli Orientali

ci

che

il

frumento

per

popoli del Sud. Nei climi ardenti


;

un nutrimento
ne fanno

sano, facile a digerirsi

e le nazioni Indiane

quasi

il

loro unico cibo. Trasportato fra noi fu per fermo

un
al

prezioso acquisto.

La Spagna,

il

Piemonte,

la Sicilia

lo coltivano

ed derrata principale del loro commercio


altri

quale oggetto lo spediscono alla Russia e ad

p-

SOI
poli del Nord. Il Riso

non vegeta che


di maturit la

in terreni

umidi

e paludosi epper la vicinanza delle risaie assai malsana.


Vir.

Med. Nello stato

medicina ne

sa

trarre partito, facendone un'eccellente tisana per le


lattie

mapre-

acute massime nella tabe, nel dimagramento, nelle


si

diarree e nelle dissenterie. Nella dieta medica


scrive

come

nutritivo e facile a digerirsi.


sic.

annuo.
tin-

311.

ROBBIA Nom.

Rabbia Noni, bot Rabbia

ctorum Clas. VI Tetrandria Uonogynia Famig.


Rabacee.

delle

Etim. Dal latino Rubere riconosce


questo vegetale perch la radice
in rosso.
Orig.
si

la

sua

etimologia

adopera per tingere

La Robbia che comprende


Capo
di

circa dieci specie cre-

sce spontanea per tutta l'Europa; nel Levante, nella Barberia, e nei

Bona Speranza. La Tissoncajanna


Hundusou che usano per tingere non che la nostra Robbia. La

rossa degli abitanti di


la pelle in rosso altro

propriet tintoria di questa pianta era nota a Dioscoride


appellata da lui Erithrodanon.

Anche

le ossa degli ani,

mali che se ne cibano rimangono tinte in rosso


il

come

Mizaldo scopr

il

primo.

Il latte

eziandio delle vacche

che la mangiano ne rimane arrosato. Per questo fine


principale viene coltivata facendosene gran
tintori di lana. Delle

consumo

dai

due sue variet

cio della selvatica

e della sativa, se ne ricava maggior quantit di succo


dalle radici di quest'ultima. Nella Zelanda
la

Robbia
il

si

secca nelle stufe perch cos

si

conserva meglio

colore;

ma

fresca d

due

terzi pi di tinta

che

la secca.

Vir.

Med. La radice della Robbia aperitiva, diuretica


che fosse giovevole nella

e purificante. Si sospettato

302
rachitide vedendo che s'insinua nelle ossa degli animali

ma

questa supposta virt smentita dall'esperienza; avle

vegnach

bestie che se ne
tisici.

nutriscono dimagrano, e

muojono quasi
312

perenne.
sic.

ROBINIA

Noni.

Rubbinia Nom. boi Robinia

pseudoacacia Clas. XVII Diadelphiu Decandria Famig.


delle

Leguminose.
il

Etim. Questa pianta ebbe

nome

dal

caricarsi

in

primavera
Orig.

di fiori

racemosi del colore del rubino.


della Virginia

Bench indigena

pure sviluppasi
e cresce rapitre

rigogliosa nel nostro clima e moltiplicasi

damente; ed

palloni che spuntano

dalle radici in

anni possono tagliarsi per farne pali ed anche cerchi.


Il

Du Hamel

loda la bellezza del suo legno giallo venato,

lucente e duro atto alle mobilie di lusso.

Le

foglie

sono

un sano

foraggio ai cavalli, allo bestiame e specialmente

alle pecore. I fiori

danno un buono odore


Il
,

allo

sciroppo
fa tra

che rendono pi grato.


di ombreggiare
all'
i

solo uso che se

ne

noi

viali

e di ornare qualche

giardino

inglese con la sua fresca verzura.

313.
Clas.

ROSA Nom.

sic.

Rosa Nom.

boi.

Rosa Gallica
dalla

XII Jcosandria Polgynia Fani, delle Rosacee.

Etim. Le grate fraganze che emanano copiose

Rosa vengono espresse

dalle

due voci greche ra ed ozo

quasi spirante facile odore.


Orig.

Bench

il

suo

nome

specifico

la

dica

indigena
svi-

della Francia, pure la

vediamo vegetare in pieno

luppo in

tutti

climi temperati di
fatti

Europa e dell'Antico
presso
i

Continente. Erano celebri in

Palestini

le
;

Rose
ed
i

di

Gerico siccome nella Lucania quelle di Pesto


il

poeti Greci, per

leggiadro complesso delle tinte e

803
soavit dell'olezzo la sacrarono
alla

dea della bellezza.

Questa Regina dei

fiori si

frammischia, per cos dire alle

nostre feste ed alle nostre gioje.


se

La gioconda giovinezza
ci ri-

ne

fa corona,
il

ed

il

dolce incarnatino dei petali

corda
essa

casto pudore; essa

l'emblema

dell'

innocenza

il

premio della

virt.

Per

tale

ragione Clemenza

Isaura istitutrice dei Giuochi Floreali, la destin a deco-

rare
toria.

laboriosi studii dell'eloquenza poetica e dell' ora-

Numerosissime sono

le

variet della Rosa, ed

un

illustre antofilo di nostra

conoscenza V ha fatto

ascenricor-

pere merc nuove combinazioni a pi di 800.

A
la

darne qualcuna; havvi


la

la

Rosa Rossa,

la

Bianca, la Gialla,

Rosa Cannella,
,

la

Cappuccina, la Carbonara,
,

Doppia
,

Centofoglie

la Multiflora

la

Muscosa

il

Muschetto

la

Tea, quella di Bengala, la Damascena.


Vir.

Med.

I fiori tuttavia

in boccio

si

adoperano come

astringenti e carminativi. Dai petali si distilla l'acqua e


l'essenza di Rose, la conserva
,

l'aceto

il

siroppo

ed

il

mele

rosato. Tutte le sudette variet sono perenni.

314.

ROSMARINO Nom.

sic.

Rosa marina Noni.

hot.

Rosmarinus

officinalis Clas. II Diandrici

Monogynia Fa-

mig. delle Labbiate.

Etim. Rosmarino, ossia rugiada del mare fu cos detto

perch ama

luoghi esposti alle aure marine.

Orig. Nelle

campagne presso Narbona nasce da


il

se

iti

tanta copia che

legno di questo arbusto aromatico seril

ve per alimentare

fuoco. Prospera nella Spagna, nella


i

Svizzera; e nell'Italia coltivato in tutti

giardini. Dai
cibi; e

cuochi s'impiega per condimento di alcuni

se

ne
il

prepara con

la

distillazione

un' acqua

celebre

sotto

nome

di

acqua della Regina di Ungheria.

304
Vip.
tigini,

Med.

quest'acqua ottima per

mali nervosi, ver-

e deliqui.

La pianta
sic.

si

reputa, tonica, cordiale, e

cefalica.

Perenne.

315.

RUSCO Nom.

Spina Pulci Nom.

hot.

Ruscus

Aculeatus Clas. XXII Dioecia Monadelphia Famig. delle


Smillacee.

Etim. L'asprezza delle


e pungenti
le

foglie di
il

questo frutice acute


di

ha

fatto

dare

nome

Brusco o Rusco.
a difendere

Dicesi eziandio puncitopo perch impiegato


dai topi
i

commestibili.

Orig.

indigeno dei nostri paesi meridionali; e nella


frequente nei luoghi incolti e
sterili.

Sicilia s'incontra

Non mai
scus

si

spoglia delle sue verdi fronde ed

adornasi

di fiori in marzo. I frutti sono rossi,

ma

quelli del

Ru-

Racemosus sono gialli di ordinario. Tir. Med. Il Ruscus Hypoglassum ebbe

credito

di a-

stringente;
dici

ma

in presente

non

se ne fa pi uso; le rain medicina

per

dell' Aculeato

hanno luogo

come

diuretiche e sono delle cinque radici aperitive

maggiori.

Sono perenni.
316.
ens

RUTA Nom. sic. Avuta Nom. hot. Ruta GvaveoClas. X Decandria Monogynia Famig. delle Rutacee.
cio serbo fu cos appel-

Etim Dalla voce greca Ruo


lata dagli antiche

per

le molteplici virt

ad essa

attri-

buite.

Orig.

pianta indigena resa celebre dalla muliebre

superstizione. Qual amuleto la


ciulli

pongono indosso

ai fan-

per allontanare certe fantastiche malattie. TrasciPlinio

nato dall'opinione dei volgo ha scritto anche


di questo vegetale pi da

su

Romanziere che da

naturalista.
tutti
i

Dice che sia un rimedio efficacissimo contro

ve-

305
leni e le infezioni, e che la

Donnola prima
la ruta.

di

combattere

con

il

serpente

si
il

premunisca con

Tir.

Med. Per

suo fetido odore reputasi antisterica

creduta eziandio vermifuga, e carminativa.

perenne.

317.

SALGE

Noni.

sic.

Salice

Noni.

hot.

Salix Ba-

bylonica Clas. XXII Dloecia Dicandria Famig. delle A-

mentacee:

Etim. La
borea
le

somma

facilit di salire di
il

questa pianta ar-

ha meritato

nome

di Salice.

Orig.
tale,

La

specie di cui tengo parola di origine orien-

le rive del

fiume Eufrate presso Babilonia [erano


di

ombrate dalla sua lunga chioma


stamente chinata.
sospendevano

un verde

pallido

me-

questa pianta lugubre

gli esuli

Ebrei

le loro arpe,

mutoli struggendosi in amaro


soliti

pianto ripensando ai Sacri Cantici


recinto del

echeggiare nel
al-

Tempio

di

Gerusalemme. N' forse un'


legare,

lusione l'appellarsi questa specie Salcio Piangente. Alcuni scrissero che


i

medesimi siano buoni per


;

mera
e

c la loro flessibilit e pieghevolezza


tanto
tal
il
;

ma

evvi nonperdestinasi

Salice indigeno detto Viminale che

uso

dei cui

rami se ne intessono

ceste,

panieri

gabbie. Si piantano lungo le sponde dei fiumi per servire da fascia boscosa a fin d'impedirne lo straripamento,

ed

il

ristagno.

Tir.

Med. La corteccia del Salcio Bianco o Viminale

era creduta febbrifuga,


neffcace.

ma

Bergius l'ha sperimentata

i-

318.

SALSAPARIGLIA
si

Noni.

sic.

Salsaparigghia. Su
so

buesta pianta

consulti la parola Smillace.

306
319.

SALVIA

Noni.

sic.

Suvvia Noni.

boi.

Salvia
delle

affi-

cinalis Clas. II Diandrici


brate.

Monogynia Famig.

Lab-

Etim. Per

le

molte qualit salutari attribuite a questo

frutice aromatico da Plinio e

da Dioscoride fu distinta
salvare.
antico,

con

tal

nome

dalla voce latina serbare ossia

Orig. Cresce in tutte le parti del

mondo
piccoli

ma

quella della Spagna di perfetta qualit. Si adopera dai

cuochi per

gli

arrosti degli
uccelli.

uccelli

perci chia-

mata Salvia da

Ha

sapore aromatico, amaro, ed


tutta la raccolta

un p

acre. Gli Olandesi

comprano quasi
Giapponesi

di quella che cresce sulle coste della

Provenza per porla

tarla alla Cina.

Cinesi ed

pregiano tanto
di

che per una cassa


e si maravigliano
altre piante
Vii*.

di Salvia

ne danno quattro

Th

come

si

vada

cos lontano in cerca di

possedendone una tanto preziosa.

Med.
a

tonica, cordiale, stomatica, sternutatoria:


di tabacco

si

fuma
320.

modo

per scaricare
il

il

cerebro; e

si

prende in infusione come

Th. Perenne.

cus

SAMBUCO Noni, sic Savucu Nom. boi. Sambungra Clas. V Pentandria Trigynia Famig. delle

Caprifogliacee.
Etim. La parola Sambuco Araba e significa purgare.
Orig. Questo vegetabile

indigeno

dell'

Europa cresce

spontaneo nel Giappone; ed una delle piante che ser-

vono ad usi molteplici. Nella


e se ne prepara
le

fioritura olezza soavissimo

un vino
lo

esquisito

facendo fermentare

sue bacche con


Yir. Med.

zucchero, Zenzevero e Garofano.


i

Le

foglie,

teneri germogli ed

fiori

pur-

gano energicamente. L'infusione dei fiori secchi promuovono abbondante traspirazione. Le foglie ed i fiori in

307
cataplasma guariscono
le

rlsipole

reumantismi,

le

infiammazioni. Le bacche sono


le dissenterie;
i

diuretiche

ed arrestano

semi che posseggono virt purgativa

danno
321.

un'olio risolvente per uso esterno.

perenne.
bot,

SANGUINELLA Nom.
Clas.

sic.

Sanguinarla Nom.

Geranium Sanguineum

XY1 Decandria Monodella


il

pha Famig. delle Geranicee.


Etim. Geranio in greco esprime Grue perch
glia di questo vegetale
fo-

ha qualche somiglianza con

pi

di tale rapace volatile.

Orig.

pianta nostrale ed
il

il

color rosso del suo grandi Sanguinella

de

fiore l'ha meritato

nome
sic.

Yir.Med.
322.

Ha

qualit astringenti.

perenne.
boi.

SANTOLINA Nom,

Ganfara bianca Noni,

Santolina Chanwcyparissus Clas.

XIX

Syngenesia Po-

lygamia cequalis Famig.

delle Labbiate.
le foglie simili al cipresso

Etim
nome.

II

suo stelo fruticoso,


di

e l'olezzo

Sandalo ch'emana

le

fecero

apporre tale

Orig. Indigena dei

climi
i

temperati dell'Europa vive

bene nella

Sicilia.

Su

primi di Giugno vedesi rivestita


sue foglie

di fiori gialli tra le lineari e piccole


di

adorne

punte che

la

rendono simile a

certi

vermi o bruchi

detto per tal motivo vermicularc.


Vir.

Med. Possiede propriet balsamiche adoperata co-

me

antelmintica. Perenne.

333.

SANTOREGGIA
montana
Clas.
delle Labbiate.

Noni,

sic.

Satareddu Nom.

hot.

Satoreja

XIV Didynamia Gymnosperma


parola Satur esprimono la mag;

Famig.

Etim. Gli Arabi con

la

gior parte delle Labbiate

ed e perci che

la

Satureia

308
appartenente a questa famiglia ebbe
tal

nome.

Altri

lo

fanno derivare da salax per


attribuite.

le

propriet salaci ad essa

Orig. Quasi tutte le specie delle Santoregge vegetano

nell'Europa. Gli antichi

medici

la

consideravano come

stimolante; e Dioscoride la proponeva per farne uso nelle

vivande.
Tir.

Med.

Si

ha

la

Santoreggia come disinfettante ed

in tempo di epidemie se ne

profumano
,

le abitazioni;

quando regnano

le

Epizootie

anche

le stalle.

stoma-

tica, attenuante, diuretica,

emmenagoga, ed
Ddisa Nom.

afrodisiaca.

perenne.
324,

SARAGGHIO Nom.

sic.

boi.

Arandelle

do Apelodesmos
Graminacee..
Etim.
Il

Clas. Ili Triandria

Digynia Famig.

nome

di

Apelodesmo vale in greco legame

da

vite.

Orig. Nelle spiagge della Sicilia impiegasi in fatti per

legarne
tato

tralci
il

sarmentacei uso che troviamo

rammen-

da Plinio

naturalista. Altri vantaggi ricavansi dal

Saracchio; avvegnach se ne fanno corde, se ne copro-

no capanne, se ne intessono
sta pianta perenne.

stoje

ed

altri utensili.

Que-

325.

SASSIFRIGA Nom.

sic.

Rumppetra Nom.

hot.

Tragopogon PorrifoUum

Clas.

XIX Syngenesia Poligabarba

mia Famig.
Etim.
Il

delle Sassifraghe.

suo

nome

botanico in greco significa


i

di becco] e dal nascere fra

sassi trasse la

sua volgare

nomenclatura.
Orig. Questa pianta

erbacea

comune nei

prati

di

montagna. Ha

fiori

azzurri solitari terminanti.

Le barbe

309
ed
i

teneri polloni

cotti

si

mangiano apparecchiate

in

diverse maniere.
326.

SCABBIOSA

biennale.

Noni.

sic.

Erra cavalera Noni.

hot.

Scabiosa arvensis Clas. IV Tetrandria Monogenia Famig.


delle Dispacee.

Etim. Fu detta scabbiosa perch creduta buona a guarire la scabbia.

Orig. Si reputa originaria dell'India, la quale acclimatasi

da gran tempo nei nostri campi,


suo
fiore violetto screziato.

li

adorna in est
le

col

Alcuni se ne mangiano

foglie tenere in

primavera.
la

Vir.

Med. Oltre di essere un rimedio per

rogna,

aperitiva ed espettorante;

ma

presentemente

poco u-

sata in medicina. Perenne.

327.

SCAGLIOLA

Noni.

sic.

Scagghiuola Noni.

hot.

Phalaris canariensis Clas.


delle

Ili

Triandria Bigynia Famig.

Graminacee.
il

Etim. Per

color biancastro di questo

Graminaceo

gli

fu apposto tal Orig.


fra noi.

nome.
delle Isole Canarie vegeta

Bench indigeno
Del suo seme
si

bene
con-

nutriscono

passeri suoi

nazionali; ed a tale scopo principalmente coltivata;

ma

nelle Canarie se ne fa ancora


Vir.

una specie

di pane.

Med.

Il

Linneo V ammette come nutritiva nella

sua Materia Medica. Tale pianta annua.


328.

SCILLA

Noni.

sic.

Cipaddazzu Noni.

hot.

Scilla

marittima Clas. VI Hexandria Monogynia Famig. delle


Liliacee.

Etim. Dal greco scio esprimente ombra ebbe


perch
le

il

nome,
span-

sue foglie grosse e lunghe un piede

la

dono largamente.

310
Orig. Questa pianta condurlissima,
di marittimi

massime presso
che arriva
al

li-

ha un bulbo grosso

assai

pe-

so di alquante libbre.

Le sue

esalazioni, e la Scilla stessa

polverizzata messa a contatto della pelle produce pustule

ripiene di

umore

caustico

che rompendonsi ne causano ed aere-amaro

altre nojosissime. Il succo irrita gl'occhi

nauseante.
Tir.

Med. La medicina moderna

lo

considera

come un
usa
,

deprimente energico che abbassa


nelle malattie di petto
,

la pulsazione; e si

nel

tifo

neli'idropisteniche

si

pretende che
329.

sia

ancora antiasmatico.
sic.

SCOLIMO. Noni.
Clas.

Scodili

perenne. Nom. hot. Scolimus


wqualis

Hyspanicus
Famig.

XIX Syngenesia Poligamia

delle Cinarocefali.

Etim. Scolimus deriva dalla greca voce lacero a causa


delle spine da cui la pianta armata.

Orig.

La sua provenienza

l'indica

il

nome

specifico.

Questo, quando tenero, buono a mangiarsi. Compren-

de tre specie l'una annua,

l'altra

biennale, e la terza

ha

radici perenni.

330.

SCOPA

ERICA Mom.

sic.

Scupa Nom.

hot.

E-

rica Scoparla Clas. Vili Octandria


delle Erlclnee.

Monogynia Famlg.
questo
suffrutice

Etim. Gli antichi supponevano che


avesse la virt di rompere
il

calcolo della vescica lo che

esprime
Orig.

la

greca vece Erico.

su di

Le Eriche vegetauo per tutte le parti del globo una zona che dal polo Nord s'estende all' Australe;
arresta alle frontiere delle due Indie. L'Erica sco-

ma
ai

si

parla indigena del mezzogiorno di Europa e riesce utile

quadrupedi che se ne pascono.

Il

Coniglio

si

nasconde

Sii
fra le sue foglie, alcuni uccelli nutrisconsi dei suoi

semi

e le Api raccolgono miele abbondante dai


delle contrade dove V Erica
il

fiori.

Vi sono

solo

combustibile che
la

apprestano

campi. Nel Nord


le

si

mescola con
;

scorza

della Quercia per conciare

pelli

e di

con

il

Luppolo
se

nella preparazione della birra;

ma

ordinario

ne

fanno granate.
Tir.
tiche.

Med. Ha propriet aperitive, diuretiche e diafore-

perenne. 331. SCROFULARIA


delle Lobulate.

Noni.

sic.

Scrofularia Noni. hot.

Scophularia nodosa Clas.

XIV Bidynamia Angosperma


per risolvere
le scrosi

Famig.

Etim. La virt che


fole l'ha fatto

le si attribuisce

dare un
i

tal

nome. Di simile virt


di Clodoveo, e si

cre-

devano

dotati

Re

di

Francia che V ebbero miracolosa-

mente trasmessa
col

dal

tempo
della

narra che
coloro

semplice tocco
affetti.

mano

liberassero

che

n'erano

Orig. Questa pianta europea

ama

luoghi umidi e pa-

ludosi
Vir.

Med. Per guarire

le scrofule si preferisce la

sua

radice che adoperasi per altri mali cutanei. L'infusione


delle foglie nella Svezia
rifera. I veterinarii
si
il

d nelle angine come sudodecotto per curare la scabbia

usano

degli animali.
332.

perenne.
sic.

SGORSONERA Nom.
Clas.

Sciirsunem Noni.

hot.

Scorsonera Hispanica

XIX Syngenesia Poligamia

JEqualis Famig. delle Qicoriacee.


Etim. Dalla parola Catalana scorso che significa vipera
fu appellata scorsonera.
Orig.

indigena della Spagna, bench ve ne sia un'al-

312
tra specie originaria della

Boemia. Le radici sono quelle

che somministrano un'alimeneto salubre e piacevole. Esse

sono ricoperte da una buccia nera, bianche internamente


della grossezza di

un

dito.

Contengono un succo dolce e

nutritivo di facile digestione, che candite nello zucchero

sperimentansi stomatiche.
Tir.

Med. Sono prescritte in medicina come sudori-

fere e mundificative.

Entrambe queste specie sono perenni.


sic.

333.

SEDANO Nom.

Accia Nom.

bot.

Apium

gra-

veolens Clas.
brellifere

Pentandria Bigynia Famig. delle

Oman-

Etim. Dalle foglie di questa pianta intessevano


tichi le

gli

corone per

Giuochi Nemei, e perch ne coro-

ronavano

l'apice del capo dei vincitori fu perci


i

che

si

appell Appio, e pretendono

Greci che Ercole


Il

gliene

abbia dato

il

primo esempio.

nome

di

Sedano una
umidi

corruzione della greca voce di Selino.


Orig. Questa pianta cresce spontanea nei terreni
e paludosi dell'Europa, e

nella

Sicilia

comunissima.
I

Si

mangia cruda

e cotta in diverse maniere.

Latini la

chiamavano Celeri* dal suo rapido crescere

d'

onde

il

nome

Italico di Sellare.

Virt.

Med. Le sue

foglie

son credute diuretiche ed anIl

tiscorbutiche e le radici afrodisiache.

succo ha talvolta
di
sei

troncato

le

febbri intermittenti
al

nella

dose

once

prendendolo
il

sopraggiungere del brivido. Promuove


le

sudore e deterge

ulceri scorbutiche della bocca.

biennale.

334.

SEGALA Nom.

sic.

Secala

Nom.

bot.

Secala Ce-

reale Clas. Ili Triandrki Bigynia


nacee.

Famig.

delle

Grami-

313
Etim. Le
si

dato questo

nome perch ha

bordi

delle foglie dentellati a guisa di sega.

Orig. Si vuole originaria dell'Isola di Greta e dei paesi


settentrionali.

Come seme
alla pasta.

panizzabile coltivasi nei nostri

campi; ed

contadini la mescolano nel pane di

Granone

per dar lega

La Segala forma

il

nutrimento

principale dei popoli del Nord.


Yirt. Mecl.

Questo grauiinaceo
annuo.
Noni.
Clas.
sic.

si

trovato vantaggioso

per

le tisi.

335.

SEMPREVIVA

Semprevivo Noni, hot

Sempervivum arboreum

XI Duodecandria Poligyfoglie

nia Famig. delle Succulente.


Etim. Lo stelo sempre fresco e
di essa le
le

carnose di

danno un'aspetto
il

di

perenne giovanezza e di
di

viva vegetazione; da ci
Orig.

nome

Sempreviva.
meridionale
fiorire:
;

pianta

indigena

dell'Europa

quindi che nelle freddi regioni non


in Sicilia produce dei
fiori

suol

ma
fo-

pedunculati alquanto

gialli

disposte a pannocchia terminante. Dai


glie invecchiate se

rami e

dalle

n'estraggono delle libbre filiformi che


usi.

s'impiegano in varii
336.

perenne.

SENAPE

Noni.

sic.

Sinapa Noni.

hot.

Sinapis

nigra Clas.
Croci/ere.

XV

Tetradinamia Siliquosa Famig. delle

Etim. Ippocrate ne

fa

derivare

il

nome da due
la

parole

greche che significano nocivo agli occhi per


acrimonia.
Orig. Delle sue
dell'

sua grande

venti

variet

nove sono originarie

Europa,

le altre

della Gina e dell'Africa. Si coltiva

negli orti per condire le insalate. Nel

come

il

Cavolo. Nell'Inghilterra

si

fa

Nord si mangia un grand' uso del

314

seme macinato
il

e mescolato con

il

mosto cotto che prende

nome

di

mostarda

aftn di servire di salsa nelle


ci fa

mense.

Un
gl'

lusso irragionevole

comprare a caro prezzo da-

Inglesi la detta farina da servire all'indicato uso,

men-

tre questi

comprano da noi

semi di senapa. Se n'estrae

un'olio utile per condimento e che al

Giappone ado-

perato per ardere nelle lucerne.


Vrt.

Med.

semi presi internamente sono antiscor-

butici e febbrifughi; adoperati in polvere

come

il

tabacco
;

sono sternuta tori

masticati
gli

promuovono

la salivazione

se ne compongono

epispastici, o senapismi.

annua.

337.
hot.

SENEGIO Nom.

sic

Rapudda

o Cardidduni Noni,

Senecio vulgaris Clas.

XIX Syngenesia

Poli/gamia

superflua Famig. delle Cinarocefali.

Etim.

Ha

il

seme coperto da bianca lanugine


fu perci detto

a guisa
la-

del capo di
tino senesco.

un vecchio,

Senecio dal

Orig.

pianta Europea ricordata da Plinio nel Lib. 26

incontrasi facilmente nei nostri campi. Si


nel'insalata e
si

mangia tenera

raccoglie per pastura delle bestie. I semi

sono appetiti dagli uccelli massime dai calderini (Fringilla Carduelis)


i

che ne impiegano

pappi per costruire

loro nidi; quindi appellata altres erba Calderugia o Cal-

derina, ve ne sono altre tre specie; cio la Pseudochina,


la

Boria e
Virt.

la Jaeobea.
la

Med. Tournefort e Boerhaave riguardavano

volgare

come emolliente
si

scrive

il

Linneo che neli

THelisngor
agevolarne

pratica applicandola sopra

furunculi per

la

supporazione. Le foglie della Doria pon-

gonsi su le piaghe

come

detersive.

La Jaeobea finalmente
impiastro per

ha riputazione

di vulneraria proposta in

315
i

dolori di ventre prodotti dalle dissenterie

per

le

f-

stole e
le altre

per l'angina. Quest'uttima specie perenne tutte

sono annue.

338.

SENSITIVA Nom.
Clas.

sic.

Nolimetangere Nom.

hot.

Mimosa pudica
delle

XXIII Pol/gamia Monoecia Famig.


di scuotersi e piegare
al

Leguminose.
mini-

Etim Dalla porpriet

mo
ma
sto

tocco le sue irritabili foglie

ebbe

tal

doppio nome.

Orig. Si ritiene
Plinio

come pianta
egli parla

originaria di

America

ci attesta che agli antichi

non era ignoto que-

fenomeno. Forse

della

Mimosa Asperata,
le cui foglie
,

detta nell'Enciclopedia

Mimosa Pigra,

sono

anche

irritabili e si

serrano nel toccarle

ma

pi len-

tamente. Si coltiva nei vasi ed incontrasi in molti giardini


alla

come pianta

singolare; dappoich

sembra
si

sottrarsi

mano che
il

vuol toccarla. Le foglioline

applicano

le

une su

le altre e ricopronsi

con

la
la

supeficie superio-

re; indi

Pezziuolo

si

abbassa e se

pianta non alta

va a toccare
339.

la terra.

annua.

SESAMO Nom.
Clas.

sic.

Giuggiulena Nom.

bot.

Sesa-

mum

Indicum

XIV Bidijnamia Angiosperma Fala

mig. delle Bignoniacee. Etim. Secondo Dioscoride


parola

Sesamon

di o-

rigine Indiana che significa perfetto. Si chiama Giuggiu-

lena dal color di Giuggiolo del seme.


Orig. Nelle Indie e specialmente nel Malabar, nell'Egitto ed

anche in
il

Sicilia si coltiva
il

questa pianta per rac-

coglierne

seme;

quale

si

mescola dagli Orientali e

dagli Ebrei in certe paste; e presso noi cuopresi la superficie del

pane e del

biscotto.

L'olio

che

se

n'estrae

serve di condimento.

816
Tir.

Med. Questo

si

adopera in medicina come emolfassene impiastro per le

liente; delle foglie nell'Egitto

oftalmie.

Annuo.
sic.

340.

SICOMERO FALSO Nom.


hot.

Arvulu

di giacen-

za Nom.

Melia Azedavach Clas.


delle Melie.
al

Decandria

Mono-

nogynia Famig.
me; e ben
sgustoso
-,

Etim. Perch simile


gli si

Sicomero Egiziano ebbe


il

tal

conviene per
,

suo frutto fetido, e dila

mentre

secondo Dioscoride

voce Sicomero

esprime Fico Fatuo.


Orig.
la

originario delle Indie

ma

vegeta bene

sotto
sta-

temperatura della nostra atmosfera. Nella calda


si

gione

adorna

di

fiori

bianchi misti di

turchino

di

violetto a grappoli ascellari.

Dai suoi noccioli che hanno


dell'olio

cinque costole all'esterno, se ne cava

come
boi.

dai

Rhus succedanea
341.

SILENE Nom.

sic.

duri

di notti

Nom.

Si-

lene fruticosa Clas.


Carioflllee.

Decandria Triggnia Famig. delle

Etim.. Le

si

appose

tal

nome

dal greco Seloe

lima

avvegnach
schiude
i

al

chiarore di questo notturno pianeta, esso


fiori

suoi

graziosi.

Orig. Nasce spontaneo nella Svizzera e nella Francia

ma
agli

si

naturalizzata fra
le

noi

da tempo

assai.

Bench

molte siano

Silene le quali occultino la loro bellezza

sguardi del sole e degli uomini, come la Conica e


la

V Armeria, merita
342. SIO
ra.

preferenza, la Fruticosa, la quale

cresce in forma di cespuglio sempre verde.

annua.

Nom.

sic.

Scavimi Nom.
si

hot.

Cicuta nodiflo-

Su questa pianta

consulti la parola Nastruzio.


sic.

343.

SMILLAGE Nom.

Salsa siciliana Nom.

hot.

317

Smillax aspera Clas. XXII Dioecia Hexandri Famig. delle

Asparaginee.
Etim. Tutto esprime asprezza in questa pianta,
il
il

fu-

sto pungiglionato, le foglie acute e dentate, quindi

no-

me

di

Smillace dal greco Smile cio scalprum.


nei

Orig. Nasce spontanea in Sicilia lungo le siepi e

dirupi dove fiorisce in autunno, e sparge

un

grato odore.

Anche
le

fra noi si

coltiva con successo la

Smillace Sal-

saparilla, pianta nativa delle Indie e dell'America, la qua-

ha
Vir.

fiori piccoli

a grappoli ascellari.
striate, fari-

Med. Entrambe hanno radici lunghe

nose e quelle della Smillace aspera sono adoperate co-

me

antiartitriche.

Con miglior successo s'impiegano quele celtiche.

le della
lattie

Salsaparilla ritenute efficaci eziandio nelle 'ma,

reumatiche, erpetiche, scrofolose

Sono

piante rampicanti perenni,


344.

Uva

SODA Noni. sic. Spineddu Nom. hot, Salsola saClas. V Penlandria Digynia Famig. delle Atriplicee.
le salsole

Etim. Tutte
diede un
tal

amano

siti

marittimi
il

e le si
;

nome perch

alcalino

lor

sapore

il

quale perdono tutte le volte che sono trapiantate in luoghi mediterranei.


Orig.

La

Salsola Sativa indigena della

Spagna

ci

non pertanto varie specie crescono spontanee lungo le rive dei mari meridionali dell'Europa. Le specie principali sono: la

Salsula Soda, la Tragus,

la Kali,

e questa

buona a mangiarsi in varie maniere. Gli alcali minerali

che contengono

le

fanno coltivare fra noi; ritraendosi

questo sale in abbondanza dalle sue ceneri. Inoltre


scolata con la Silice se
Vir.

me-

ne compone

il

vetro.

Med. Le Salsole sono aperitive e diuretiche e se

318 ne
fa

uso internamente ed esternamente. Sono perenni.

345.

SOMMAGGO

Noni.

sic.

Summaccu

Noni, hot.

Rhus
Te-

coriaria Clas,
rebintacee.

V Peutandrin Bigynia Famig.


i

delle

Etim.

semi a grappoli,

rami, le foglie vicine a ca-

dere prendono un colore rosso vivo in alcune specie co-

me

in quella

della Virginia, per la qual tinta

fu detto

Rhus che
Araba,

in greco vale Tubescente.

La parola summak
frutice.

nome che

nei Levante dassi a questo


,

Orig. Si vuole originario della Siria

quantunque in

presente sia coltivata nella Gina, nell'America, nell'Eu-

ropa meridionale
derrata

e nella Sicilia

dove costituisce una


attivo.

lucrosa del suo

commercio

Gli

antichi

usavano dei suoi semi, che sono acidissimi, qual condi-

mento
uso;

di alcuni cibi;
I

d'onde

gli

davano

il

nome
il

absoniorum.

Turchi

tuttavia
si

ne fanno

Rhus medesimo
di

ma

l'utilit

maggiore

ritrae dalle foglie

che poldelle sue

verizzate servono alla concia del cuoiame.

Una

specie

il

bero del

Rhus Toxicodendron chiamato volgarmente alveleno; da cui geme un succo lattiginoso che
evaporazione

diviene nero; e che con la sola


di suscitare pustule resipolose.
Yir.

capace

Med. Gi non ostante quest' ultima specie con-

siderata

come controstimolante,

e le foglie sono state pro-

poste nell'idrope, nelle paralisi e nelle febbri infiammatorie,

d'uopo per usar precauzione nella dose

e nel

perenne. 346. SONGO. Noni, sic. Cardedda Nom, hot. Soncus oleraceus Mas. XIX Sngenesia Polygamia Famig. delle
maneggiarla
Succulente.

Etim. Pianta che ha

lo

stelo

cavo detta perci Sonco

perch tanto esprime in greco questa parola.

319
Orig. Indigena dell'Europa nasce spontanea

non
le

solo

nei luoghi
si

fertili,

ma

altres in siti incolti; e


l'est.

su

mura,

osserva pensile fiorita per tutta

Questa pianta

si
si

amara ed abbonda
mangia cruda

di tra succo lattiginoso.

Nel Nord

mangia ancora tenera

in insalata; e fra noi


d'
si

non

solo

ma

cotta eziandio

unita

ai

giovani

germogli.

La carne

dei conigli che

sono nutriti di que-

sto vegetale
Vir.

ha un sapore grato

assai.

Med.

ape riti va e rinfrescante e viene raccoman-

data nelle ostruzioni. 247.


Clas.

annua.

SORBO
Il

Noni.

sic.

Zorba Noni, hot Pirus sorbus

XII Icosandria Pentagynia Famig. delle Rosacee.


frutto di questa pianta riesce grato al gusto
lo

Etini.

allorquando putrescente,

che

si fa

sorbendolo perci

fu detta Sorba. Negli altri stadi di sua

maturazione ha

un sapore aspro ed

austero.

Orig. Essa originaria della


cia coltivata nell'Italia

Germania e

della

Fran-

da tempi assai remoti. Cresce len-

tamente e porta

il

frutto

dopo aver acquistata tutta

la

forza; lo si raccoglie nella stagione vernale.


tir.

Med. Si adopera per fermare

le

diarree
cant,

virt

Romani e Marziale sumlmus molles nimium durantia


conosciuta dai

infatti

Sorba

ventres.

348.
ria

SPERGOLA
Clas.

Noni. Anzaredda Noni, boi

Arena-

Rubra

Decandria Trigijnia Famig. delle Ca~

riofillee.

Etim.

Fu

detta cos perch

nasce in preferenza nei

luoghi arenosi;
Orig. Questa pianta indigena
Sicilia

abbonda nei
cauli
la

littorali della

dove stende

suoi rossi

giacenti

ricoperti

da

foglie filiformi carnose.

Ha

notevole

propriet di

320
schiudere
i

fiori

a mezzogiorno da servire per meridia-

na

nell'orologio di flora.

Perenne.
Spicaddossu Noni, hot Lavan-

349.

SPIGO Noni.

sic.

daia spica Clas.


delle Labbiatc.

XIV Didynamia Gimnosperma Famig.


loro ba-

Etim'

Romani facevano gran consumo nei


il

gni di questa pianta per renderne l'acqua odorosa; d'on-

de

le

venne

nome

di

Lavandula dal latino lavare.


,

Orig. L'Africa Settentrionale


arricchito da tempi

e la

Spagna

ci

hanno

immemorabili
la

della spica Nardo.

Ap-

partengono a questo genere


Spica di Francia,

Lavandula dentata detta

e la Sthoecas o Stecade pervenutaci

questa dell'Arabia. La parte superiore del


sa

Gambo

di es-

sempre verde

s'innalza a

forma

di spica tutta piena

di fiorellini violetti e cerulei di grato odore, che conser-

vano per lungo tempo, quindi


profumeria.
Vir.

si

usa metterla tra

la

biannella

cheria. L'olio volatile che se ne distilla impiegasi

Med. Le spiche della Stecade hanno riputazione

di cefaliche e di vulnerarie.

Sono perenni.
sic.

350.

SPINA BIANCA

Noni.

Saittuni

Noni,

hot

Echinops Spherocephalus Clas.

XIX Poligamia

segreta

Famig.

delle Cinarocefali.

Etim. Ebbe tale

nome per

la

forma globosa del suo

capo, e per le spine da cui armata.


Orig.

pianta indigena

comunissima in

Sicilia

che

s'adorna di fiorellini bianchi e turchini disposti in globo.

Non

bisogna per confonderla con

l'altra

pianta frutico-

sa del l'istesso

nome,
la
le

detta in botanica

Mespinus oxya-

cantka che

traduzione greca di albo spino. In Atetede di questo legno su l'ara d'Imeneo;

ne ardevansi

321
ed in

Roma

se ne portavano dei fascetti negli sponsali,


i

sospendendone

rami

alla culla dei neonati.


il

La sua

e-

burnea
L'utilit

fioritura

annunzia

ritorno della bella stagione.


di

che se ne ricava
le

formarne delle siepi vive


l'

che con

sue spine ne impediscono

accesso.

Ambedue

sono perenni.
351.

SPINACE Nom.

sic.

Spinaci JSom.

hot. Spinacio,

oleracea Clas.
Atriplicee.

XXII Dioecia Pentandria Famig.


il

delle

Etim. Dall'avere
questa pianta, ebbe
Orig.

seme

spinoso,

una

delle variet di

tal

nome.
originaria della Si-

La spinace

seme spinoso
liscio ci fu

beria e quella a

seme

portata dall'Olanda.

un'ortaggio che
si

si coltiva

presso noi, buono a mangiar-

preparato in diverse maniere.


ascellari.

Ha

fiori

erbacei, sessili

a grappoli
Vir.

Med. Pu adoperarsi come emolliente e detersiva.


lavativa.

La decozione
cotto

Le

foglie si

preparano in de-

ed in cataplasma.

annua
sic.

352.

SPIREA Nom.
Clas.

Spirea Nom.

hot. Spirala ai-

maria

XII lcosandria Pentagynia Famig. delle


pennate delle quali servivansi per coro-

Gelsuminee.

Etim. Le

foglie

ne l'hanno
Orig.

latto cos appellare.

pianta indigena di Europa ed

moltiplici suoi

fiori rossi in

corimbo composto che l'adornano in Giugno


il

la

rendono assai vaga da meritarsi

nome

di

Regina

dei prati.
la

Le

altre specie di Spirea sono;

YHypericifoUa.

Opulifolia, la Filipendula, la Lobata.


Vir.

Med. Non

si

discoperta
la

nell'ulmaria

virt

al-

cuna terapeutica;

ma

Filipendula possiede non equi21

voche qualit astringenti. Sono perenni.

353.
boi.

SPLENDA Nom.

sic,

Trticum spelta Clas.

Furmentu sarvaggiu Nom. Ili Triandria Digynia Fanny


iti

delle

Graminacee.
detta

Etm. Dalla greca voce che significa seminare


Spelcla.

Orig.

pianta nostrale,

come

tutte le altre di questa

famiglia da cui differisce per la sua spiga cos dissarticolata che ad ogni piccolo urto se

ne separano

semi.

Si

mangia
354.

in minestra ed molto nutriva.

Annua.

STATICA Nom. sic. Statica Nom. hot. Statice Limonium Clas. V Pentandria Pentagynia Famig. delle
Piombaginee.
Etm. Viene cos appellata dal greco Statos ch'espri-

me tutto
Orig.

ci

che ha

la

potenza di fermare, unire e ritenere.


,

pianta

comune nei luoghi paludosi


una specie

massime
na-

su

le

rive del mare, dove forma

di diga

turale a tener salde le arene con le sue


dici.

numerose ravolti

In est schiude numerosi fiorellini

al

cielo

formanti pannocchie di un grato violetto.


specie esotica:

Ve no sono

di

come YAlmeria
i

dai fiori gridellini, la Tardi bianchi fiori a


i

tarica che intralcia


sferica, la

rami carichi

forma

Sinuata pianta graziosa per


i

fiori

cangianti,

e la

Mucrunata che adorna


fiori

suoi fusti crespi di verde

cupo con
Vir.

color di rosa.

Med. La radice della Limonia ha qualit astrin-

genti,

V Armeria creduta vulneraria. Queste due specie

sono perenni.
355.

STEGADE Nom,

sic,

Erva

di

Palermu Nom.

boi.

Lavandula Storchas Gas. XIV Bidynamia Ggmnosperma


Famig. delle Labbiate,
Etm,

pianta pervenutaci dalle

Stecadi isole

poste

323
di rincontro a Marsiglia; l'etimologia di Lavandula l'ab-

bian data alla parola Spica.


Orig.
la

Ama

luoghi montani e vegeta nel Levante, nella

Francia, e nell'Italia. Tutta

pianta diffonde

un gra-

to odore aromatico.
Yir.
cisive,
ti

Med. Le sue spighe sono

cordiali

cefaliche

in-

ed emmenagoghe; esse entravano tra gl'ingredien-

della teriaca.

336.

frutice perenne. STRAMONIO Nom. sic. Stramoniu

Noni. bot.

Da-

tura Stramonium Clas.


delle Solarne,

Pentandria Monogena Famig.

Etlrn.

Turchi appellano Datura

lo

Stramonio dal gresi

co Stemonion che significa stame quasi

dicesse pianta

staminacea.
Orig.

Bench indigena dell'America


si

e del

Malabar da Nasce lungo

lungo tempo
i

naturalizzata nell'Europa.

fossi

ed

il

suo fetido odore di topo, o di pelo bruciato

la fa

riconoscere facilmente. Gli animali domestici la fugl'aria infetta dalle


il

gono ed pericoloso respirare


salazioni.

sue e^

un

veleno che coagula

sangue, e cagiona

vomiti,

follia,

letargo, sudori freddi, convulsioni e morte.


,

L'uso dei

sali volatili

della Teriaca
il

degli emetici ecc.

ne sono

il

rimedio. L'Agosta ed

Garretti

dicono

che

le cortigiane

ed

latroni

del

Malabar e delle Canarie


dei semi di questa, pian-

fan prendere
ta agli infelici

un mezzo grosso
i

quali cadono nelle loro mani, che proaffine di rubarli facilmente.

duce loro alienazione mentale

Le larghe
nevale:
Yir.

foglie dello

Stramonio servirono
il

agli

antichi

da larva per covrirsi


.

volto negli allegri giorni di car.


.

rjd
I

-..,..
e
da.

Med.

semi ritenevansi da Teofrasto

Pio-

324
scoride

come

narcotici e stupefacienti.

Il

celebre

Stork

dopo una serie

di esperimenti fatti sopra se stesso, con-

chiuse che questa pianta pu adoperarsi con successo nella

mania

nelle vertigini

nell'epilessia e nelle

inveterate

malattie nervose. Vuol essere intanto amministrata con


cautela eccessiva; desta grande appetito e sete;
testa,
colosi:

va

alla

rende

polsi piccoli, e cagiona altri sintomi peri-

le foglie

peste calmano

dolori delle scottature e

delle emorroidi.

annua.
sic.

357.

SUGHERO Nom.

Suvaru Nom.

hot.

Quercus
delle

suber. Clas.

XXI Monoecia Polyawlria Famig.


al

A-

mentacee.

Etim. Gli antichi per addestrarsi


toporre
al

nuoto soleano sot-

petto la corteccia di quest'albero affn di an-

dare a

galla;

quindi dai latino subesse

vogliono

alcuni

che

sia stato detto Suber.

Orig.

Ama

luoghi caldi, e sembra indigeno dei no-

stri paesi

meridionali. Si rende utile per la sua scorza

che staccandola dal tronco in tempo proprio l'albero non

ne risente notabile detrimento. Molteplici poi sono


si

gli li-

di essa: se

ne formano dei

turaccioli, e dal

modo

di-

verso di tagliarli riescono di migliore condizione.

Biso-

gna

farlo in linea orizzontale dei pori


il

perch facendolo
i

perpendicolarmente,

liquore trapela a traverso

mesi

desimi, anzi lo succhiano.

questo

il

motivo per cui

preferiscono

turaccioli d'Inghilterra,
I

bench formati del

sughero nostrale.

pescatori adoperano questa scorza per


le reti

sostenere a perpendicolo
a tenere asciutti
i

ed impiegata altres

piedi mettendola sotto le suole delle


utilit

scarpe

ma

di

maggiore

riesce

nella

concia del

cojame.

325
Vir. Med. Si vuole che l'acqua dove rimasta infusa

abbia delle qualit febbrifughe,


358.

SULLA Nom.
Clas.

sic.

Snoda Nom.

bot.

Hedysarum

coronarium
delle

XVII Diadelphia
di

Decandria Famig.

Leguminose.
Il

Etim.

nome

Edisaro vale in greco purgare dolla Sulla


fa bello

cemente; avvegnach
Orig.

possiede tale propriet.

indigena e
i

ornamento nelle nostre praottimo foraggio

terie con

suoi fiori

cremesini. Riesce
si

per
o
si

le bestie;

quindi che

lascia crescere spontaneo,

semina a bello studio per quest'oggetto.

perenne.

359.

SUSINO Nom.

sic,

Prunu Nom.

hot.

Prunits dodelle

mestica Clas. XII


Rosacee.

Icosandria Monogynia Famig.

Etim.

Il

nome

di

Pruno

generico a tutte le piante

spinose; e

quantunque nel pruno domestico queste manferentes Geog 4


a
.

cano, nel selvaggio vi abbondano, quindi scrisse Virgilio


et spinos

jam prima

Si appella Susi-

no in nostra

favella dal color giallo di

ambra

del frutto.

Orig. Dalla Siria venne a noi questa pianta; e moltissime

ne sono

le

variet; tutte per gradite al gusto per

il

loro

acidolo dolce adattato alla stagione in cui


Vir.

maturano.

Med, Le prugna sono prescritte nella dieta me-

dica e dalla polpa delle susine

damascene

si

compone una

confezione purgante,

360.
fia.

TABACCO Nom.
Clas.

sic,

Tabacca Nom.

hot. Nicotia-

Tabacum.

Pentandria Monogynia Fanig.

delle Solanee.

Etim. ed Orig. Quantunque una specie di Tabacco ere-

326
sca nella Cina e nel

Capo

di

Buona Speranza, pure


dopo
loro

il

genere di Nicoziana coltivato fra noi originario dell'America. Quei popoli selvaggi
,

brevi

lavori
ta-

riempivano delle grosse pepe chiamate Columbell di


bacco e passavano
le intiere

giornate
gli

fumarlo
fssi al

assisi

su le rive dei loro fiumi tenendo

occhi

lento
i-

scorrere delle acque. Affiggevano a questa pianta un'

dea

religiosa.

Un

selvaggio che di notte ricoveravasi in


al

qualche capanna, se assiso vicino


il

domestico fecolare,
il

padrone dell'abituro
il
i

gli

dava a pipare
in sicuro. Gli

suo

Colum-

bell,

nuovo arrivato era

Spagnuoli fu-

rono

primi che nel 1520 importarono questa pianta in


citt della

Europa da Tabasco
Tabacco.

Nuova Spagna nel Golfo


il

Messico; e per tale provenienza ebbe tra noi

nome

di

Quaranta anni dappoi Giovanni Nicot ministro


la

Francese presso
Francia dove
gli

Corte di Portogallo lo introdusse


il

in Sir

fu apposto

nome

di

Nicoziana.

Walter Releigh
Tabacco
dotto
lusso.
si

lo diffuse

neir Inghilterra e cos l'uso del

rese

comune

in Europa.
,

Dapprima

fu intro-

come

sternutatorio
celebrit fu

adesso divenuto articolo di

La sua
i

argomento
,

di violentissime diar
i

tribe fra

dotti

non

solo

ma

altres fra

poco saputi
l'opinioutili,

che presero parte a

siffatte

questioni.

A seconda
le

ne che

si

adottava se ne esageravano

propriet

o nocive.

Le menti

esaltate a poco a poco si acqietaro-

no, e la
parti del

moda e mondo
si

l'abitudine

accreditarono

per tutte le

conosciuto fuso del Tabacco. Dalle classi


il

agiate all'infima plebaglia

Tabacco da ambi

sessi si

mastica,

fuma

in foglie e pi particolarmente s'introle

duce in polvere per


i

narici. Gli

Arabi

Persiani ed

Cinesi ne fanno strano abuso fino a restarne inebbria-

327
ti.

I
il

migliori Tabacchi crescono

nel

Nord

dell'

America
il

ed

primo posto

lo

tengono quelli della Virginia,

seSi-

condo quelli del Maryland. Son celebri eziandio


viglia di
Vir.

la

Spagna, la Lecce di puglia

ecc. ecc.

Med. Questa pianta acre e caustica sperimentasi

detersiva, vulneraria, anodina, purgante, emetica; presa

per internamente un vero veleno pi o


a seconda la dose.
Il

meno

attivo

fumo
moto
vita

indicato per le flussioni di

denti richiamando la saliva. Introdotto negl'intestini per


clisteri

ne ravviva

il

e l'irritabilit. Si adopera pergli


asftici

ci nel richiamare in

specialmente

gli

annegati. Questa pianta perenne.

361.

TAGETE Nom.

sic.

Galofaru lnnianu Nom.

hot.

Tagetes creda Clas.

XIX

Syngenesia Polygamia super-

flua Famig. delle Corimbi/ere.

Etim.

Il

color rancio del fiore di essa l'ha

fatto

cos

appellare dal greco Tagos cio ranciclus. Per tal cagione

viene adoperato per fare ghirlande


ra fiore di morto.
Orig.

ai

morti, detto anco-

proveniente dall'Africa e dall'India.

Ve ne

so-

no

altre

due

specie: cio la Pattila, e la Lucida. Fioriil

scono in Agosto e bench

colore sia vivacissimo, l'odore

fetido assai, quindi son dette Puzzole. Sono annue.

362.

TAMARO
Clas.

communis

Nom. sic. Tamaru Nom. hot. Tamus XXII Dioecia Hexandria Famig. delle

Porcellanee.

Etim. Ebbe
to tra l'Indo

tal
il

nome

dal paese di sua provenienza si-

ed

Gange.

Orig. Nella Barberia questa pianta dagli steli rampicanti

comune.

Ama

luoghi umidi

ed ombrosi,

dove

si

attacca agli alberi vicini su cui innalzandosi lascia rica-

32
derc
i

deboli ramoscelli a festoni

producendo

un'effetto
ci

pittoresco con le sue bacche rosse. Dioscoride

attesta

che

ai

tempi suoi
i

si

mangiavano
gli

teneri pulloni; ed an-

che in presente
insalata.
Vir.

Turchi e

Arabi se ne cibano in

Med. La radice stimata pari in virt


citato

alla Brio-

nia, e dal

Dioscoride ritenevasi

come

diuretica.

perenne.
363.
sic.

TAMARINDO Nom. Tamarindus Indica Clas. V


delle

Tamarinnu Noni.

hot.

Pentandria Trigynia Famig.

Leguminose.
Il

Etm.

suo

nome

si

risolve nelle

due voci Tamerix


dal

Indus: dappoich la detta pianta arborea classata

Linneo tra
Orig.

le

diverse specie delle Tamerici.

indigena dell'Indie e dell'Egitto.

Ha

fiori rossi

papiglionacei di un'odore piacevole a grappoli terminanti.


Vir.

Med. La polpa nera del suo frutto adoperasi

in

medicina come sostanza acidola rinfrescante.


364.

perenne.

TAMERICE Nom.

sic.

Vruca Nom.

hot.

Tamerix

Gallica Clas.
tulacee.

Pentandria Trigynia Famig. delle Por-

Etim. Chiamasi Tamerice dal greco

nome che

vale

unguento perch una


Orig.
nelle
lei

di questa specie pianta aromatica.

originaria della Francia e cresce specialmente


altres

campagne Narbonesi. Abbonda

lungo

le rive

nostri fiumi e nei luoghi paludosi dove

sono delle

acque salse e clima dolce. Contiene del solfato di soda


ed in Danimarca
fare la birra,
T

si

usa qual succedaneo dei Luppoli nel

. Med.

Il

legno e la corteccia
,

del

Tamerice sono
.

prepsti per V itterizia


malattie esantematiche.

per

mali

epilettici

per

le

perenne.

329
365.

TANACETO

Noni.

sic.

Erva
Clas.

di Cimici o fitenti

Nom.

bot.

Tanecetum vulgate

XIX Syngenesia Pole

lygamia superflua

Famig.

delle Corimbi/ere.

Etim. Dall'essersi raccolta questa pianta lungo


de del Tanai sort
Orig.
tal

spon-

nome.
nella

Bench nasca spontanea


coltivata in tutti

Lapponia

nella

Finlandia e nei paesi settentrionali dell'Europa

si

trova

non pertanto

nostri giardini

special-

mente
il

il

Tanaceto a foglia crespa e


le foglie

fiore doppio. Scrive


le

Reuss che
pulci
,

ed

il

seme scaccino

cimici ed

per fu detta erba da cimice.


d'

di sapore aro-

matico e
Tir.

odore per alcuni grato, per

altri

nauseante.

Med. Lodasi negli sterismi e per

vermi. Perenne.

336.

TARASSAGO Nom.
Clas.

sic.

Denti di

Lumi Nom.

boi.

Leontodon Taraxacum

XIX

Singenesia Polygamia

JEqualis Famig. delle Cicoriacee.


Etim. Tarassacco era
Cicoria;
il

nome che Avicenna dava

alla

Leotondon dippoi voce greca che

significa dente

di Leone.
Orig. Questa pianta mondiale vegeta
sotto l'equatore; alle rive sotto
il

polo

delle

acque e su

gli sterili di-

rupi; svolge

dovunque

suoi cespi di verzura ricoperti

di fiori gialli o di globettini leggieri e trasparenti. Ser-

vono

suoi fiori di orologio al solitario montanaro; avsi

vegnach
i

aprono

ai

a.

m. e

si

chiudono
,

alle 3 p. m.:
.

cui fiocchi piumati gli predicono


la bonaccia.

quali barometri

il

temporale e

Quando

la

pianta tenera

si

mangiano
dosene
pare
di

rampolli da alcuni; ed opinione che ciban-

la sera

operino come diuretici; quindi

il

nome
le

vol-

pi sciai etto.

Tir.

Med.

il

Tarassaco possiede eminentemente

pr-

330
priet delle Cicorie: amaro, aperitivo, dioretieo, e febbrifugo.
Il

succo proposto nelle ostruzioni, nell'itterizia,

nell'idropisia,' nelle febbri intermittenti ribelli,

negl'imba-

razzi del

polmone, e nelle malattie cutannee.


Noni.
sic.

perenne.

367.

TASSO

Tassu Noni.

boi.

Taxus Bacdelle Co-

chetta Clas.

XXII Dioecia Monadelphia Famig.

nifere.

Etim. Dal latino Tangere fu detto Tasso a causa delle


sue virolenti qualit. Le foglie fanno perire
gli
;

animali
1'

che se ne cibano

il

succo nocivo all'uomo

ombra
terra

dormendovi

sotto

desta forti dolori di

capo

la

istessa che l'alimenta

ne resta sfruttata ed

isterilita;

quindi
della

fu appellato a

ragione Tasso mortifero

albero

morte.
Orig.

indigeno di Europa e nei climi caldi sviluppa


le

pi energiche

sue qualit

venefiche.

Tutti

gli

altri

veleni da questa pianta presero l'antonomastico


Tassici,
sici.

nome

di

che poi con piccola mutazione furono detti tosl'ombra sua ricordava
il

Un tempo

la

morte, piantato

nei cimiteri; ed

legno la guerra facendosene lance ed


i

archi al qual'uso lo serbavano

Greci ed

Galli. Nella

Svizzera

si

ha in venerazione, ed proibito spogliarlo


si

dei rami, dappoich l'arco di Guglielmo Thell

pretensi

de che era formato

di Tasso.

Del legno connato

pos-

sono fare bellissimi lavori essendo venato di rosso scuro; e


Vir.

prendendo inoltre ottimo pulimento perch duro.

Med Se

vogliamo credere a Svetonio


il

il

succo del

Tasso uno specifico contro


368.
hot.

morso

della vipera.

TASSO BARBASSO
delle Solarne

Noni.

sic.

Vertaseli Norn.

Verbascum Thapsus

Clas.

Pentandria Monogyna

Famig.

331
Etim. Pianta tutta
cuni botanici
si

villosa;

ed perci che secondo al-

dato a questo

genere

il

nome

di bar*

bascum
Orig.

verbascum ne un'alter azione. Per

l'etimolo-

logia del suo

nome

specifico vedi Tasso.

pianta

chi e sabbiosi.
fiori

comune in Europa ed ama i luoghi secLe foglie hanno un sapore salato ed i


;

quando son

freschi

tramandano un odore spiacevole


secchi. I

ina abbastanza grato

quando son

semi ubbria-

cano

pesci e gettati in

una peschiera questi vengono


il

a galla, ed cosa agevole


T'ir.

prenderli.
il

Med,

fiori

sono spettoranti ed

decotto delle

oglie che riputato emolliente si adopera nel

tenesmo

per

le

dissenterie e per le emorroidi.

biennale,
boi.

369.

TEREBINTO Nom.
Therebinthus
delle

sic.

Scornabbeccu Noni.

Pistacea

Clas

XXII Bioecia Pentandra

Famig.
Etim.

Terebintacee,

Ha

quest'albero una valida radice che spingesi


trivella,

molto in gi a guisa di

per cui dal latino

teil

rebra fu detto Terebinto. Conforme questa etimologia

nome
altro

di

Terminto con cui

Greci

lo

solevano appellare

non vale che robusta


Il

radice.

Orig.

Terebinto, quantunque nativo del Levante e

delle Isole del


cilia dal

Greco Arcipelago, vegeta bene nella


,

Si-

cui pedale

dai

rami

stilla

un liquore
i

detto
si

trementina. Scrive
salano e
peri.
si

il

Mattioli che nel

Levante

germi
i

confettano in aceto per mangiarli

come

cap-

Vir.

Med. Fra

le

droghe medicinali trovasi

il

legno di

Terebinto, e la terebintina di Scio che usansi come vulnerarie, balsamiche, ed alessiterie.

370.
Clas.

TIFA Nom. sic. Buda Nom. bot. Typha lati/olia XXI Monoecia Triandria Famig. delle Tifacee.

832
Etim. Perch

ama

questa pianta

le

terre acquose eb-

be

tal

nome, che in greco vale palude.

Orig. sa di
licati
si

indigena e produce un fusto terminante a guiclava, formata da infiniti

una

semi adorni da desorda perch

Pappi. Chiamasi volgarmente Mezza

crede che entrando nell'orecchio detti pappi cagionino Marziale


ci

la sordit.

assicura

che

proletari

romani

se

ne servivano a riempire materassi e

cuscini, e nell'I-

talia tuttavia si

serba a tal'uso da alcuni. Questa peluria

stata filata da Lebreton unendovi

un

terzo

di cotone

che n'ha

fatto guanti, calzi e berretti;


il

mescolata poi in

simile proporzione con


cappelli.
al

pelo di lepre se ne sono feltrati


lo

Le

foglie
si

che secondo

Screber, sono nocive

bestiame

utilizzano nel guernire scranne, a formare

stuoje e ad altri usi domestici e rusticani.

perenne.
Tllla

371. TIGLIO. Noni.


ro-paea Clas.
Tigliacee.

sic.

Tigghiu Nom.

hot,

Eu-

XIII Polyandria Monogynia Famg. delie

Etim. Tra
cate

la corteccia

ed

il

legno trovansi delle deli-

membrane che possono condo Plinio prese il nome


ne formavano
liste

ridursi in tela, e da ci sedi Tilia.


i

Orig. Dalla epidermide di quest'albero indigeno


ci

Gre.

di carta

come
Le

quella del

papiro

ed in presente nella Russia e nella Polonia se ne fanno


stoje, ceste, corde,

e cappelli.

foglie

possono fornire

nell'inverno
I

un
il

discreto pascolo agli

animali domestici.

fiori

di cui si carica

prodigano alle api un mele fra-

grante. Inciso

tronco

geme

nella primavera
Il

un succo
intaglio.

da cui

si

estrae dello Zucchero.

legno che leggiero

prestasi acconcio ai vari lavori di Tornio e di

Le sue

elastiche tavole

si

tagliano in bacchette per uni-

333
brelle, in istecche

per busto di donne. Narra Giulio Cadi alta sta-

pitolino che

Antonino Pio essendo vecchio e


si

tura per non incurvarsi


di Tiglio.
si

fasciava

il

petto con stecche


le

Nei giuochi pubblici di

Roma

corone

che
di

distribuivano al popolo erano intrecciate dei rami


il

questa pianta e Grasso fu

primo che

vi sostitu delle

corone di oro e di argento.


Vir.

Med. L'infusione dei

fiori

adoperata

come

spet-

torante,

372.

TIGRIDIA. Nom.
Clas.

sic.

Trigridia

Nom.

hot. Tigri-

dia Pavonia
delle
Ir idee.

XVI Monodelphia
il

Triandria Famig.

Etim. Questa pianta trasse

nome

dalla razza Felina

a motivo delle macchie da cui picchettata la


rolla,

sua co-

a guisa della pelle della tigre.

Orig.

indigena delle Indie e meriterebbe di essere


il

pi conosciuta e coltivata nei nostri giardini, per


lore rosso di cinabro sopra
il

co-

giallo

con

il

quale mac-

chiato

il

fiore

che

lo

rendono pregiabilissimo. Fiorisce

in Agosto ed perenne.

273.

TIMELEA Nom.

sic.

Zasa Noni.

hot.

Daphne

Thymcelea Clas. Vili Octandria Monogynia Famig. delle


Timelee.

Etim.

Greci chiamavano Dafne l'alloro

siccome
pianta

questo Genere ha molta analogia con

l'indicata

perci fu appellata con tale nome; siccome dai


detta timelea.

Timo

fu

Orig

pianta Europea che ha le istesse propriet del

Mezzereon, bench di specie diversa, entrambi nascono


nei luoghi boscosi. Le bacche del Mezzereon hanno dap-

prima un sapore dolce;

ma

poi lasciano

nella

gola

un

834
senso di bruciore; sono un violento emetico; e sei bac-

che bastano a

far

morire un lupo.
dodici
la

Il

Durante nella sua


bacche fecero

crbuaria racconta che

di

queste
le

morire una giovinetta cui

madre

avea indicate qual

rimedio per una ostinata quartana.


Vir.

Med. Alcune osservazioui sembrano provare che


ribelli,

possono usarsi nelle empetigini

e che la decozione
si

delie radici giovi nella sifilitide. Nella Svezia della sua scorza contro
il

fa

uso

morso

della vipera.

pianta

perenne.
374.
Clas.

TIMO Nom. sic. Timu Noni. boi. Thymas vulgaris XIV Didinamia Gymnosperma Famig. delle LabI

Male.

Etlm.

Greci riguardavano

il

Timo come pianta


favella

arole

matica che ridona energia, elasticit e vigore, perci


diedero questo

nome che

nella lor

esprime co-

raggio e vigore d'animo.


Orig.

indigena di Europa e cresce eziandio nel

ri-

gido clima della Siberia. Coltivasi negli orti pel suo grato

odore ed entra nel condimento di alcune vivande. Si

accompagna sempre con

funghi

specialmente quella
d'Italia,

variet detta Nepitella, da Napi citt

appellata
si

per tal'uso erba da funghi. Anche


tiene al
si

il

Serpillo

appar-

medesimo genere;
Med.

e la cos detta essenza di

Timo

estrae da questa pianta.


Vir:

cordiale, stomatica, incisiva,

astringente,

raccomandata assai come emmenagoga ed


renne.
375.

antistorica. Pe-

TITIMALO Nom.
Helioscopia
delle.

sic.

Camarruni Nom.

boi.

Ev-

phorbia

Clas.

XI Buodecandria

Trigynia

Famtg.

Euforbacee.

335
Etim. Plinio dice che Giuba Re di Mauritania
pose questo
fratello del
gl'ini-

nome

in

onore del suo medico Euforbio

celebre Antonio Musa; fu detta poi Elioscopio


la

ossia

mira sole per indicare


il

propriet che ha di vol-

tare la sua ombrella verso

sole.

Orig. Questa specie nostrale, e


caustico e corrussivo

geme un

latte assai

come

tutte le altre sue congeneri.


clic

Ci malgrado scrive Forskal


dell'Euforbia serve

nell'

Asia una specie


i

come

di biada

per

camelli.

La pedopo

stano e ridotla in palle la lasciano fermentare sotterra,

ed indi l'usano all'oggetto indicato.

nostri pescatori
i

triturata l'adoperano per avvelenare

pesci

special-

mente
essa
Tir.

le

anguille che asfissiate dalla forza delateria di


galla.

vengono a
Med.
Il

latte dell'euforbio applicato

sui

porri

li

consuma;

le foglie

peste messe sulla cute fanno le veci


picciolissima

di vescicanti e prese in pallottole in

dose

servono di purgante violento.


376.
hot.

annua.

TRIBOLO

Noni.

sic.

Trivuliddu o Melilotu Noni,

Melilotus qfficinalis Clas.

XVII Diadelphia Decan-

dria Famig. delle Leguminose.

Etim. La parola Melilotus composta da Loto di cui

ne ho dato
dolce loto.
Orig.

gi l'etimologia, e da Mele-, quasi

si

dicesse

Abbonda

nella ^Sicilia

nella

Campania.

Gli
ca-

antichi se ne coronavano

come

attesta Plinio, ed a

gione della sua origine


I

la

chiamavano corona Campana.

contadini l'hanno in uggia perch diffondesi largamente

e riesce difficile ad estirparsi.

Fu da

ci

che venne detta


cavalli.

Tribolo. In Inghilterra

si

semina per pastura dei

Se ne

distilla

una acqua odorosa che s'impiega

princi-

336
palmente per
nell'Olanda
si

la concia del tabacco.

Il

Linneo dice che


il

mette fra

le vesti

per impedire

guasto

delle tigniuole.
Vrt.

Med. Fin dai tempi di Galeno


i

si

faceva l'impia-

stro di Meliloto per

tumori e per

le gonfiezze: trovasi

proposto generalmente come emolliente e risolvente.

perenne.
377.

TRIBOLO CAVALLINO Nom.

sic.

Treu Noni,

hot Lotus comiculatus Clas.

XVII Diadelphia Decandria

^Famig. delle Leguminose.

Etim. Dalla forma cilindrica dei suoi legumi disposti


a raggi fu detta cornicolata. Orig. Questa specie indigena, nasce nei nostri, colli

che adorna con

gialli suoi fiori

quali

nel

seccarsi

prendono

il

colore verde.

molto appetita dalle bestie

e riesce di ottima pastura.


Vir.

Med.

Il

Loto Irsuto, che ne altra specie, stato

adoperato con successo nell'epilessia. Sono perenni.

TRIFOGLIO. Nom. sic. Trifogghiu Nom. hot. pholium Pratense Clas. XVII Diadelphia Decandria
378.

TriFcl~

mig. delle Leguminose.

Etim.

Il

Trifoglio fu cos detto perch

ha

le foglie

u-

nite a tre sul caule.

Orig. Questa pianta indigena comunissima nelle nostre praterie e si

vede

fiorita in

Aprile

ed in Maggio.

Nella Svezia

si

servono di questo fiore per tingere in


s

verde ottimo foraggio

fresco che secco; ed in

tempo

di carestia stato ridotto in farina quale ingrediente nel

pane.

perenne. 379. TRIFOGLIOLINO Nom.


delle

sic.

Vasa pedi Nom.

hot.

Tripholium Repens Clas. XVII Diadelphia

Decandria

Famig.

Leguminose.

337
Etim.
Il

suo fusto strisciante

gli f

dare

il

nome

di

Repens.
Orlg. Nell'Inghilterra si stima di ottima

qualit

quel

terreno dove abbonda questa pianta nostrale. Plinio os-

serv che
pioggia.
Il

le foglie di essa si

alzano quando vicina la


si

Linneo scrive che da alcuni

usano

le dette

foglie quali succedanei del


fogli

Th. Al pari degli

altri Tri-

un

eccellente foraggio per lo bestiame.

perenne.
hot.

380.

TUBEROSA

Nora.

sic.

Tuberosa Noni.

>Po-

Iganthes Tuberosa Clas. VI Hexandria


delle Liliaeee.

Monogynia Famig.
presentata

Etim. Allorch

la

prima volta fu

questa
di

pianta superba ai celebre Carlo Linneo sorpreso


bellezza le volle apposto
il

sua

nome

di Poliante cio fiore


,

degno

delle citt, e poich la radice e grossa

rotonda

e carnosa ottenne la specifica denominazione di Tuberosa.


Orig.
Il

P. Minuti

dopo aver soggiornato lungamente

nella Persia reduce in

Europa

vi

port

questa

pianta

che allora era semplice. Per l'industre cura di un giardiniere di Leida furono raddoppiati
i

suoi Petali, ed in

breve venne ricercata per ogni dove con grande premura. Fiorisce in est verso la sera,

ma

bisogna coltivarla

dentro vasi per averne

le belle

pannocchie bianche don-

dolate dal soffio dei venti su di


le quali

uno

stelo alto e svelto,

diffondono un'odore acuto ed inebbriante.

pe-

renne.
381.

TULIPANO

Noni.

sic.

Tulipani* Noni, hot, Tu-

lipa Gesneriana Clas.


delle Liliaeee:

VI Hexandria Monogynia Famig.


forma

Etim.

Il

fiore di

questa pianta ha

la

di

un go-

mitolo di lana, quindi dalla voce greca Tolipe, che tanto

seprime, trasse la sua etimologia.

S2

338
Orig.
la

Su

le rive

dei Bosforo e nei


i

campi

di Bisanzio

natura

lo fa

crescere con

suoi Petali di fuoco. Propain specie

gatosi tra noi fu in tal voga che gli Olandesi


si

rovinarono ed arricchirono con una pianta


il

di

Tulipano.

Moltiplicatensi le variet con

miscuglio dei Pulviscoli

non

si

finisce di
i

ammirarne

le screziate tinte
1

che

tutti

imitano

brillanti colori dell

Arco Baleno. Tanto

queri-

sta specie

che

la silvestre o

Narbonese fioriscono sul


si

torno della Primavera; ed appunto in questa epoca


lebra nel Serraglio del
Tulipani.
Il

ce-

Gran Signore

la

magica

festa dei

bulbo solido ed mangiato da alcuni.

pe-

renne,

382.

VALERIANA Nom.
Ili

sic.

Valeriana Nom.

Ut

Va-

leriana Rubra Clas.


delle

Triandria Monogynia

Famig.

Di space e.

Elim. Dalla voce latina valere fu detta Valeriana per


le

molte virt terapeutiche attribuite alia medesima.


Orig. Nella Svizzera e nell'Italia del

Nord

indigena;

ma
pali
fiori

il

suo brillante aspetto ne

ha

fatto

uno dei princi-

adornamenti dei nostri giardini. Produce in Maggio


rossi in

corimbi racemosi che continua a mantene-

re nell'autunno.

Le

altre specie di Valeriana sono

YOU~
Nar-

toria che nasce fra le biade; la Celtica detta ancora

do Alpino',

me

di

Ph creduta vulneraria che ottenne il noConsolida; ma la pi accreditata l'officinale che


la
(

presso noi Droga.


T'ir.

Med.

portata alle nostre Spezierie

la

radice di

essa la quale cilindrica schiacciata, adorna- di molti anelli,

ed ha molte radice Ite per

la

parte di sotto.

Ha

o-

339
dor aromatico nauseante, sapore amaro piccante e disgustoso; essa

raccomandata come antiepilettica e contro


for-

la

maggior parte delle malattie nervose; in infusione


la

tifica

vista,

ravviva

gli spiriti

e scaccia la malinconia.

La Valeriana
no perenni.
383.

Olitoria annua, tutte le altre specie so-

VANIGLIA Noni. sic. Vmugghia Noni, hot Heliotropium Peramanum Glas. V. PenLvidria Monogenia
Famig.
delle Orchidee.
il

Etim. Erborizzava un giorno


gliere

Jussieu sulle

Cordi-

quando
si

sentissi

come inebbriato da

delizioso profu-

mo

che

avvide emanare

da un'arboscello adorno di

spiche

di

colore celestre pallido, le quali volgevansi molil

lemente verso
de
il

sole. Colpito

da tale disposizione

gli die-

nome

di Eliotropio cio

mi volgo

al sole; e perch

simile nell'odore alle Baccelletti del frutice

parassito

che nasce nelle Indie Occidenlaii, detta Vaniglia, riten-

ne

tal
Oriff.

nome
Il

nel volgare linguaggio.

cennato botanico Francese trovatala sparsa in

copia nelle vaste contrade del Per, affrettossi raccoglier-

ne

semi e spedirli in Europa, dove prosperarono mi-

rabilmente. Havvi un'altra specie di Eliotropio indigeno


in Europa che produce in Maggio delle spighe con
fiori

bianchi inodori ed
i

ama

vegetare nei luoghi

sterili e fra

sassi.

Tir.

Med. Questa specie ha avuto credito

di

purgante

drastica ed

emmenagoga. annua.
Noni.
sic.

334.

VECCIA

Veccia

Nom.

boi.

Vida

sa-

tira Clas.

XVII Diadelphia Decandria Famig.

delle Le-

guminose.
Etim. Questa pianta ha delle appendici e
dei. sostegni

340

merc

quali

si

avviticchia e

si

attacca alle

piante vi-

cine quasi legandoli, ed a vinciendo fu detta Vi eia.


Orig. Dai paesi Settentrionali di

Europa

dove nasce
fa-

spontanea fu portata fra noi. La Narbonese perci o

va selvatica indica con


I

il

suo

nome

la

sua provenienza.

contadini italiani

si

servono delle Vecce qual' ingrediensi

te nel loro
tres

pane che chiamano pane vecciato;


ai

al-

per alimento

volatili
si

granivori.

Nell'Inghilterra

e nella Scandinavia

semina per somministrarla fresca

qual pastura

pianta annua. 385. VELLUTINI ROSSi Nom. sic. Villutini Russi Nom. bot. Poterium Sangusoi ba Clas. XXI Monoecin
ai

cavalli.

Poliandria Famig. delle Ombrellifere.

Et itn. Creduto

efficace

il

suo potere terapeutico a va-

rie infermit fu cos detta,

siccome ebbe
e

il

nome

di

Sanaspro

gui-sorba dal suo colore sanguigno


simile al Sorbo.

dal

sapore

Orig. Nativa dei luoghi sterili e montuosi dell'Europa

meridionale stata proposta per


vi

prati artificiali perch


il

produce per tre anni molta erba ed ha

vantaggio

di essere verde e cresciuta nel Febbraio

ed anche prii

ma. Riesce
per biada
Vir.

di
ai

buona pastura per


cavalli.

bestiami ed

semi

Med. Si trova lodata per


dissenteria.

gli

sputi

di

sangue e

per

la

perenne.
sic.

386.

VERBENA Nom.

Birmina Nom.

boi.

Verbe-

na

offlcinalis Clas.
Vili ci.
Il

XIV Didynamia Angiosperma Famig.


Verbena
dice
il

delle

Etim.
fu

nome
cos

di
,

significa

Veneris vena
i

appellata

Ventenant dacch

maghi

l'adoperavano a ridestare l'amore quasi estinto. Altri vo-

341
gliono che derivi dal latino verrere o scopare, perch
i

Sacerdoti di Giove con questa erba spazzavano


altari.

di lui

Orig. Questa pianta Europea dai fiorellini cilestri bianchi o violetti fu consagrata ai misteri dei culti e degl'in-

cantesimi; tra
liare
1

le altre
I

le

si

attribuiva la virt di riconci-

nemici.

Romani

tutte le volte

che spedivano
la

oro Feciali a recare alle Nazioni la pace, o

guerra vi
col-

si

presentavano con

la fronte cinta di
riti

Verbena. La
1'

tivavano nel Campidoglio e nei

religiosi

adopera-

vano per ispargere l'acqua


sacrificato alla

lustrale. I Druidi

dopo aver

Terra
di

la

raccoglievano su lo spuntare del


l'avvenire
i

giorno; ed affine

predire

la

mescolavano
nell'

con
il

il

sacro vischio. Nella Caldea

Maghi
di
i

adorare

sole,

tenevano in mano ramoscelli

Verbena. Nelle
pastori la raccol-

Provincie settentrionali della Francia

gono

ne spremono
i

il

succo in certe fasi della luna per


I

guarentire

loro gregi dalle malie.

Negromanti

si

fan-

no temere spacciando che con questo mezzo possono recare dei mali
i

fisici

ed eccitare ree passioni massime tra


ordinario lungo le vie in vicinanza
tal

giovani. Nasce

di

delle abitazioni,
ffioja

detta per
gli

motivo dagli Inglesi erba

avvertendo
abitati.

erbuar smarriti che sono prossimi

a luoghi
Vir.

Med. La Verbena vulneraria, astringente, e feb,

brifuga. Applicata in impiastro e risolvente


ostruzioni, nelle itterizzie
ecl

utile nelle

anche neiremincrania. e nei

reumatismi.
387.
bot.

annua. VIBURNO Noni.

sic.

Viburno o Lenitemi Noni,

Yiburnum Lanterna

Clas. V.

Poliandria Trigynia

Famig.

delle Caprifogliacee.

342
Etim.
I

giovani rampolli del Viburno sono

flessibili al

pari del Vinco da potersi adoperare per legami, quindi


dal latino vincio ebbe tal

nome,

Orig. Questo leggiadro arboscello originario di

Spagna

forma l'ornamento dei boschetti d'inverno ed allorquando


le altre

piante ne sono prive esso fa


fiori

pompa

di ver-

zure e di vaghi

ad ombrella. La cos detta rosa di


dalsfe-

Gueldria ed
l'agricoltura,

il
i

Viburno opulus sono variet prodotte cui fiori prendono la forma di grosse
il

re di una bianchezza risplendente, d'onde

nome

vol-

gare di Palla di neve.


rati

rami del Viburno sono adope-

per legare, ed in Ungheria ne fanno canne da pipa, dalle bacche se n'estrae una specie di pania; e con i frutti
se ne
Vir.

compone

dell' inchiostro,
;

Med. La scorza interna vescicatoria

le

bacche

sono astringenti.
388.

VILUCCHIO

Noni.

sic.

Vrachi di cucca Nom. boL

Convolvulus Sepiam Clas.


mig. delle Convolvulacee,

Pentandria Monogynia Fa-

Etim. Dal ravvolgersi che essa

fa

da destra a sinistra

intorno alle piante vicine fu detta Convolvolo. Orig. Ha fiori a campenella ed in Europa, dov' indigena, sono questi di color bianco, nell'America Settentrionale di color rosso pallido. Dioscoride avvert

che pu

essere bene impiegata a vestir cupole, e pergole da far

ombra
Vir.

nella stagione estiva.

Med.

purgativa

vulneraria

detersiva

pu

tener luogo dell'esotica Scamonea. Perenne.


389.
Clas.

VINCA Nom.

sic

Vinca Nom.

boi.

Vinca Rosea

V Pentandria Monogynia Famig. delle Apocinee. Etim, La medesima ebbe il nome di Vinca dal lati-

343
no vincere perch sempre conserva
la

verde freschezza

delle foglie e vince la inclemenza eziandio della pi ri-

gida stagione.
Orlg. Indigena del
dalla
ri di

Madagascar fu portata

nell'Italia
fio-

Germauia e

dalla Francia.

Produce in est dei


i

un

bel colore rosso sfumato,

quali fanno

un gra-

to effetto fra le foglie lucenti di

un verde

carico.

Ve ne

un'altra variet a fiore bianco.


dipoi queste piante con la

Non bisogna confonder


e

Vnca Major o Pervincea che


siepi

incontrasi in Provenza fra le

nei

boschi dove
il

prodiga

le ricchezze dei suoi piccoli fiori turchini,

quail

le colore ritenevasi

da Gian Giacomo Rousseau come

simbolo della vera amicizia.


Vir.

Med. Per
,

il

suo sapore astringente adoperata


,

nelle dissenterie

nelle emorrogie

nelle

ferite e nelle

piaghe come vulneraria.


393.

perenne.
Noni.
sic.

VIOLA MAMMOLA
delle Ci s tee.

Viola

Mammula

ISom. hot. Viola Odorata Clas.N Pentandria Monogynia

Famig.

Etim. Perch incontrasi questa pianta lungo


presso
le vie dei

le ripe e

campi ottenne

il

nome

di Viola.

Orig. Tutte le variet delle viole, le quali sono molte

vegetano spontanee nel

nostro

clima

havvene quelle

dal fiore porporino cupo, celeste, bianco giallo, porporino

senza odore, e delle doppie.


Vir.

Med. Dalle scempie o selvagge se

n' estrae

un
usa
ri-

siroppo detto tintura di viola

Mammola,

il

quale
pfr

si

per

le tossi. L'infusione dei fiori

proposta

le

nelle, la radice emetica purgante.

perenne.
hot.

391.

VIPERINA Nom.

sic.

Ecchiu Norn.

Echium

vulgare Clas.

Pentandria Monogynia Famig. delle

Borraginee.

344
Etm. Essa deve
il

nome

alla

somiglianza

dei

semi

con

la testa

della vipera, dal greco

Echion che tanto e-

sprime.
Orig. Trovasi da pertutto nei luoghi incolti
i

cui sta-

mi sorgono
sul vertice.

a pennoncello rubicondo con palline azzurre

Per
i

sistemi

di

simpatia

stata

creduta

buona per
T7/\

morsi della vipera.


al

Md. Si trova proposta come emolliente


i

pari

della Buglossa. ed

fiori

sono classati fra

cordiali.

Al-

bienne.

mi. VISCHIO Xam. sic. Yiscu Noni. hot. Tiscum bum Clas. XXII Diodecia Tetrandria Famig. delle
prij agliacee.

Ca-

Etim. Ebbe

tal

nome
al

dal suo

viscido

succo raccolto

per formare
Orig.

la
le

pania

pari di quello dell'agrifoglio.

Fra

dodici specie

che comprende

questa di
na-

cui parlo cresce in Europa.

pianta parassita che

sce sulle Querci. sugli Aceri, sui Tigli, sui Peri ecc. Gli

antichi naturalisti la credevano

una produzione spontanea,

originata dallo stravaso del succo nutritivo degli alberi.


I

primi ad annunziare che producevasi per semi furono

Teofrasto e Plinio: errarono

per nel darsi a credere


lo sto-

che pria di svilupparsi fosse d'uopo passare per

maco

degli uccelli.

Moderne esperienze provano che merc


di

un mediocre grado
volmente:

umidit

il

Vischio germina agevivi.


gli

ma non

prospera mai che sopra vegetabili

Questa parassito era in grande


antichi. I Druidi

venerazione
il

presso

avevano sacro

Vischio, e la Quercia

che

lo

portava.

Lo raccoglievano nei boschi in modo so-

lenne e religioso.

Uno

di essi vestito di bianco,


il

montava
una

su l'albero misterioso e ne tagliava

Vischio con

345
piccola falce di oro. Indi si

immolavano vittime
distribu vasi al popolo

nel

primo giorno

del

nuovo anno

come

reliquia sacra gridando Al vischio l'anno

nuovo ed era
adoperava

un'augurio della celeste benedizione.


Tir.

Med. Da Dioscoride

da

Galeno

si

per

l'epilessia;

ed anche di presente entra nelle compo-

sizioni antiepilettiche.

Le bacche prese internamente purri-

gano con violenza ed applicate esternamente sono


solutive.

un

pregiudizio
i

superstizioso
veleni.

il

crederlo

un

preservativo contro tutti


393.
Clas.

perenne.
boi.

VITE

Noni.

sic.

Viti

Xom.

Yitis

Vinifera

Pentandria Monogenia Famig.

delle

Ampulidet.
cos,

Etim. Pretende Yarrone che ab invitando fu detta

avvegnach par che

inviti

raccoglierne

il

frutto: altri
si

per ne traggono l'etimologia da viendo quasi


strada con
i

faccia

suoi tralci attraverso sii altri vegetabili.

Orig. Si vuole indigena del


coltura; da
l

Caspio ove

cresce senza

fu trapiantata nella Grecia da dove pass

nella Sicilia, ed in altri luoghi dell'Italia.


della guerra Gallica
i

In

occasione
nella

Romani
i

la fecero

coltivare

Francia.

Ama

in preferenza

climi caldi e nella

Pale-

stina fruttificava con tanta vigoria che Giosu

e Caleb

per mostrare 1'ubert


ai loro

di quel terreno
di

ne trasportarono

connazionali

un grappolo
al

mostruose dimenzioni.
11

Era sacra questa pianta


raccoglieva nella
cantici
di
ilarit.

dio Bacco.
tra
feste

suo fruttto
di
la
s'

si

vendemmia
I

gioja

con
dei o

pampani adornavano
in

fronte

Baccanti

intessuti

corona;

questi

incidevano
Il

cesellavano in vasi fusi in metalli preziosi.


cio era
il

suo

tral-

distintivo del Centurione

romano, ch'essendo
invigilare

in funzione

sempre

Io

tenga in

mano per

su

346
la disciplina militare. Il frutto fresco

un grato

e deli-

zioso cibo e
le

l'

anco passo. Sono state sempre celebri


il

uve passe

di Corinto. Il succo fermentato, ossia

vino
i

noto abbastanza; quindi

inutile

particolare ggiare
Il

benefici e funesti effetti ch'esso cagiona.


storico che

personaggio
gli effetti fu

sprem

il

vino e ne speriment
al

No; che

Greci attribuirono

loro mitologico

Bacco;

ed

Romani

credettero che Saturno lo f conoscore loro

trasportandolo dall'Isola di Creta nel Lazio. Le loro leggi

vietavano severamente alle donne di bere dei vino. L'uso

moderato

di

questo liquore un' eccellente

stomatico

e generalmente
dice

agendo come stimolante rende


ilare

la vita,

Brovvn pi

ma
di

pi breve.

Il

Cambers

scrive

che in Londra prima

generalizzarsi l'uso del vino ne

moriva un quarto meno

della sua

numerosa popolazione.

un mezzo

igienico allungarlo con l'acqua, uso che Plinio

attribuisce a Statilio, ed

Ateneo ad Amfezione Re

di

Atene.

differenza della Birra, del Sidro e di altri liquori feril

mentati

vino ha

il

vantaggio di potersi conservare per

lunghi anni e rendersi per questo mezzo esquisito. Plinio


dice,

che

si

sono conservati dei vini per 200 anni e che


la

allora

prendevano
di

consistenza

dei

miele. Raccontasi
delle anfore
il

che nello scavo

Pompei furono rinvenute


secoli. I

contenenti del vino conservatosi eccellente dietro


scorrere di

lungo
i

XVIII

Romani molto pregiavano


della

vecchi vini e solevano segnare l'epoca


chit scrivendo sulle anfore
il

loro

anti-

nome

del Console che goi

vernava allora

la

Repubblica.
il

A
si

seconda

costumi varii

delle diverse nazioni

vino

conservava in vasi di
il

pietra

o di creta

e Lucio

Opimio Console fu
legno.

primo
e-

che

lo

ripose dentro botte formate di

Per un'

347
sperienza bene constatata
si

sa che quanto pi grandi so-

no

vasi che lo contengono meglio e pi


il

lungamente

si

conserva

vino.

nota

la

mostruosa botte di Eidelber-

ga

fatta costruire dall'Elettore Carlo Palatino ripiena di

squisito vino del Reno. Si dice che contenea da tre mila


barili

da

sei secchie di

misura Veneziana. Era

alta

da

circa cinquanta piedi, lunga e larga in proporzione.

Una
botte

nobile scala conduceva nella

galleria

posta

sulla

fregiata intorno con colonnette dorate e con balaustri. Il

fronte della botte aveva intagliata per insegna


ta,

una

civet-

una scimia, un leone e dei


ed iscrizioni.

satiri

oltre

altri

gero-

glifici

Tir.

Med. L'uva nei veri stadi di vegetazione seml'a-

pre medicinale. Tal' l'uva passa che espettorante;


gresta sperimentata rinfrescante:
il

vino conosciuto bene


i

come corroborante;

l'aceto,

il

tartaro e la potassa,
Il

cui

molteplici usi sono noti nella farmaceutica.

succo dei

pampini antriputrido ed antiscorbutico. Perenne.


894.

VITICE Nom.
Clas.

sic.

Lgnu

castu.

Nom.

hot.

Viter

agnus castns
delle
Yiticee.

XIV Didynamia Angiosperma Famig.


il

Etim. Dal latino vincere vuole


vato
il

Budeo che

sia deri-

nome

a questa pianta

per

la flessibilit dei suoi

rami.
Orig. Questo alberetto odoroso del Levante vegeta
fra noi:
letti
i

bene

cui

rami

si

adornano

di belle

spiche di

fiori vio-

e bianchi disposti in linee


letti

rette.
le

Le matrone Ateper coricarvisi.

niesi formavansi dei

con

foglie

Cosi praticavano pure le sacerdotesse di Cerere e di Iside durante la celebrazione dei loro misteri, riguardan-

do

le foglie della vitice

quale palladio del pudore e della

348
castit.

Questa supposta virt trov credito nelle nostre

antiche farmacie essendosene distillate acque ed essenze


dette di castit: adesso sconosciute.
Vir.

Med. Le sue drupe


i

si

considerano come incisive

e diuretiche; le foglio ed

fiori
sic.

sono

risolutivi.

Perenne.
hot.

395.

VULVARIA Nom.

Erva

fitenti

Noni.

Chenopodium Vulvare
mig. delle Atriplicee.

Clas.

Peutandria Bigj/nia Fa-

Etim. Alla parola Botrde trovasi data l'etimologia di


Chenopodio; questa specie intanto fu detta vulvare per-

ch

si

ritiene

come

antisterica,
dell'

Orig.

pianta indigena

Europa che incontrasi da

per

tutto.

Le sue

foglie

sono cosperse di una polvere

luccicante: le quali pestate

mandano un'odore
si

cosi forte

e puzzolente che d nel capo. Vir. Med. Queste in infusione

adoperano esterna-

mente per
spasimi

cristeri

cataplasme.

Internamente
le dita

negli

isterici;

ed anche fregate fra


i

ed introdotte

nelle narici

ne arrestano

sintomi.

annua.

396,

ZAFFERANO Nom.
Ili

cus sativas Clas.


Iridee

Zafaranci Nom. boi. CroTriandria Monogynia Famig. delle


sic.

Etim.

Da un monte

della Gilicia

detto
il

Corico

dove

nasce perfetto questo vegetale riceve

nome

di Croco:

ma

il

nome

italiano di Zafferano l'ebbe da Zaffo cio tu-

berculo a motivo di una pianta parassita che assorbe la


sostanza di questa pianta ancor tenera.
Orig.

Quantunque

la

coltura dello Zafferano sia antichis-

349
sima pure indigeno del Levante; e Plinio
dei paesi che ai suoi tempi lo
lo fecero

fa

menzione

coltivavano.

Le Crociate

trapiantare nell'Italia ed in altri luoghi ed attualcoltivato nella Sicilia, nelle

mente
durante

Spagna ed

altrove.

Il

suo fiore ha
il

la propriet di aprirsi la notte e chiudersi


Il

giorno.

colore pavonazzo, gli stami gialli

ed

il

pistillo giallo rosso.

Questo
filetti

pistillo e gli
si

stami rac-

colti e seccati

sono quei

che

conoscono in com-

mercio con

il

nome

di Zafferano. Gli antichi

ne amavae negli

no

assai l'odore e l'adoperavano nei

profumi

un-

guenti. Dalle

donne Trojane

si

soleva versare per terra

del vino odorato di Croco nelle cerimonie religiose. Sve-

tonio dice che

Romani

lo

spargevano per

le vie

nel

trionfo e ad Ippocrate era si caro questo odore che dor-

miva su
dire

origlieri

profumati di Croco, come racconta Plu-

tarco. I popoli del


i

Nord ne fanno gran consumo per conpertanto


dell' istesso

loro cibi.

L' abuso

cagiona
la

gra vedine di capo, sonno, riso convulsivo, ed anche

morte.

Polacchi per l'abitudine che ne hanno prendo-

no senza notabile nocumento un'oncia di Zafferano nei


loro cibi,
Vir.

malgrado che

tre grossi bastino a dar la morte.


la medicina.

Med. Questa sostanza preziosa per


fegato,

Toglie le ostruzioni del


nella tisichezza.

indicata nell'asma

carminativa, cefalica, vermifuga; gio-

va nella tosse e nel vomito; entra nei collidi per preservare


gli

occhi dalle conseguenze del vajuolo.

Il

suo prin-

cipio aromatico

anodino ed anche narcotico.

peren-

ne bulboso.
397.
boi.

ZAPPANIA Nom.
delle

sic.

Birbi ria

trifogghiu

Nom.

Aloysia Citriodora Clas.


Viticee.

XIV Didynamia Angio-

sperma Famig.

350
Etlm. Dal sapore amaro che
l'infusione le
le

foglie

prendono con
;

ha

fatto

dare

il

nome

botanico

detta

e-

ziandio Cetriodora, dall'odor di


le dette foglie.

cedro

che tramandano

Orig. Nel 1787, Lorenzo Ginori la port da Napoli in

Firenze; d'onde

si

sparse per tutta


i

l'Italia centrale.

Cre-

sce in alberetto ed
vino;

fiori

pannocchiuti terni olezzano di

ma

le foglie

sono stimate perch partecipano della

fragranza del cedro e della Cannella.


Yirt.

Med.

Il

succo estratto dalle foglie ritiensi

come

diaforetico, tonico e stimolante.

398.

ZINNIA Nom.

sic.

Zinnia Noni.

hot.

Zinnia Mal-

tiflora Clas.

XIX Sgngenesia Poligamia

supelftua Fa-

mig. delle Corimbi/ere.

Etim.
le

suoi fiori disposti ad anello


la

intorno al fusto
dalla

danno

forma mammellata

di

un capezzolo
la

quale simiglianza fu detta Zinnia.


Orig.

originaria del Messico

che malgrado

sua
ran-

semplicit coltivata nei giardini a causa dei


ciati in rosso,

fiori

ovvero in

giallo,

dei quali essa si adorna

dai finire dell'est per tutto l'autunno.

La

Verticillata

ha

il

raggio del fiore doppio: la Violacea di poi la pi

bella delle precedenti ed

anche

la

pi grande

detta

perci Zinnia elegante dai francesi. Sono annue.

399.

ZIZZANIA Nom.

sic.

Giogghlu Nom.

hot,

Lol-

Uum Temulenium
delle

Clas. Ili Trandria

Diggnia Famig.

Graminacee.
I

Etlm.

Tedeschi appellano questo Graminaceo con

il

nome

di Liileh d

onde venuto a noi

il

nome

di

Lolio;

dagli effetti spasmodici che produce mangiandosi fu detto

Temulento.

Oi!| do

Orig.
si

indigeno dei paesi settentrionali

quantunque

sia reso
il

comune

fra noi.

La Zizzania nasce spontanea


biade; ha delle propriet

fra

grano, l'avena e

le altre

stupefacenti ed inebbrianti note eziandio agli antichi Ro-

mani come

rilevasi

da Ovidio. Produce vertigini e nuoce

alla vista. Mescolato

incautamente nel pane ha cagionato

degli sconcerti funesti.

Anche

gli

animali,

come

cavalli

e le galline ne risentono pari sintomi. Si crede che ci

dipenda da un acido che contiene riposto nei semi maturi,

ed perci che raccolto in erba


i

le bestie lo

man-

giano impunemente. Nei paesi Nordici

fabbricatori della

birra lo mescolano con Forzo per renderla pi forte ed

inebbriante. Gli acidi possono correggere


di

cattivi, effetti

questo graminaceo, che malaugurosamente perenne.


400.

ZIZZIFO Noni.

sic.

Nzinznla

Noni,, hot.

Zlzyphus

vulgaris Clas.

Pentandrla Monogynia Famig. delle


nomenclatura da una

Bamnee.
Etim. La medesima ebbe
dell'Africa dell'istesso
la
citt

nome; conquistata all'Impero Ro-

mano da

Cornelio Balbo.

d'uopo distinguere lo Zizzifo

volgare dal Gappadocico detto olivo di Boemia, olivagno,

ovvero oliva speciosa che spande un odore balsamico nauseante, Orig.


gli
il

quale

si

stende a grande

distanza.

Lo

zizzifo

pianta africana portata in Italia ne-

ultimi

tempi della Repubblica all'epoca di Ottaviano


il

Augusto. Matura
sito

frutto in

Autunno

quando

appasIl

cambia

il

sapore agro-dolce in un

dolce viscoso.

legno rosso, duro, e pesante piglia buona pulitura per


i

lavori
Viri.

di tornio.

Med.

suoi frutti seccati


di espettoranti.

si

usano

per

le

tossi

avendo credito

352

ZUCCA Noni. sic. Cucuzza Noni. hot. Cucurbita Pepo Clas. XXI Monoecia Monodelphia Famig. delle Cu401.
curbitacee.

Etim. La curvit del suo frutto


lia fatto

al

par del cocomero

le

sortire

un

tale

nome.
sia

Orig.

Quantunque da tempi immemorabili,

stata

coltivata tra noi;


tiche. Cos la

pure molte delle sue variet sono eso-

Zucca di Spagna portataci dagli Spagnoli


si

originaria delle Indie dove


frutto

coltiva je

si

mangia

il

non perfettamente maturo. Dalla sua

corteccia che

legnosa e leggiera se ne fanno dei vasi e delle fiaschette

da polvere e da tabacco ed

altri

vasi ancora. I Negri


di

ne costruiscono uno strumento musicale a guisa


se

tromba

che da un suono rauco e baritono. Dalla polpa di essa

ne

fa in Sicilia la cos detta

Cucuzzata. La seconda vaci

riet detta
se.

Cucumis Turcicus

perviene da questo paedella


Sicilia.

La Cucurbita Clypeiformis

indigena

La Cucurbita Verrucosa pianta modo ci sono pervenute le altre


Virt.

della Barberia, in pari

specie.
i

Med.

semi della Zucca sono adoperati fra

se-

mi

freddi maggiori per V emulsioni, la polpa poi e nu-

tritiva.

Annua.

FINE.

INDICE
DEI CAPI IN CUI DIVISA.

I.

LA PRIMA PARTE

CAPO
Schizzo storico su
la

I.
.

Botanica

Pag. 11

CAPO

II.

26.

Delle parti principali ed accessorie delle piante

CAPO
Fioritura, fruttificazione e

III.

seme
IV.

delle piante

40

CAPO
Su
la

germinazione dei vegetali e loro accresci

mento

56

CAPO

V.

Della nutrizione, e su gli atti che la compiono.

68

CAPO
Classazione delle piante

.,..:

TI.

87

INDICE
Il

II.

DELLA BOTANICA PARTICOLARE, NOME DELLE PIANTE

numero corrisponde

alla pianta

non alla pagina

356
Bella di notte

Bettonica Betula
.

Bignonia Bisnaca
Blito

45 46 47 48 49 50
51

Cicuta
Ciliegio

Cicutaria
.

Bonagra
Bor,ragine

Bosso
Botride

Brancorsina Buglossa

Bugula

52 53 54 55 56 57

Cinoglossa Cinquefoglie Cipero Cipresso Circea


.

Citiso

Clematide

Cocomero asinino
Colchico Colocasia Cornino

Calcatreppolo

Calendula

Camara
Camedrio Camelia Camomilla Canape

58 59 60
61

Conferva Conizza
Consolida maggiore Corallina Corbezzolo
.

Canna

Capelvenere Cappero Carac


Carciofo

Cardo Cardo

62 63 64 65 66 67 6S 69 70
71

Coriandro Corniolo

Coronopo
Correggiola
.

Cotogno Cotone

stellato

Crespino Cresta di gallo Crisantemo Critamo


.

Carlina Carlina lanati Carota Carpino Carrubio Cassia


.

72 73 74 75 76

Delfinio Digitale

a
78 79

Dittamo Doronico

Castagno Cavolo Cece


..

Dulcamara

80
81

Gedriolo Celidonia

Ebano

.
.

Centauria Cereo del Pera


Cerfoglio

Cernita

Cerro Ciano
Cicerchia Cicoria
.

82 83 84 85 86 87 88 89 90

Effemerina
,

Elleboro Ellera Elee Elenio Epatica Erba benedetta Erniaria


.

Eruca

357
Graziola
181

Fabaria Faggio

Fagiolo Falso pepe Farfara


.

Fava
Felce

Ferula Fico

Ficoide cristallina Filadelfio

Finocchio Fiocco di cardinale


Fitolacca

Fragola
Frassinella

135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150
151

Iberide Ibisco

Inula
Iperico. Ipocistide

Ipomea
Iride

Isopo
Issia

Jucca

182 183 184 185 186 187 188 189 190 191

Lagrima Lamio

di

Giobbe

Frassino
Fritillaria

Lampone
Lappola

Frumento Fuco Fumaria Fungo


.

Fusaggine
Galanto

152 153 154 155 156 157

Lapsana
Lattuga Lattuga mariaa Larice Lauro Alessandrino
.

192 193 194 195 196 197 198 199 200


201 202 203 204 205 206 207 208 209 210
211

Lazzari! olo
158 159 160
1(51

Lentaggine Lente
Lentisco

Galega
Gallio

Garofano
Gelso

Leucojo Lichene
Liquirizia

Gelsomino Gensiana Geranio


Ghiaggiuolo Giacinto
Giglio
.

Ginepro Ginestra Ginestra dei carbonai Georgina


Girasole Giunchiglia

162 163 164 165 160 167 168 169 170


171

Ligustro
Lil

Lingua cervina Lino Lino dei muri


Lisimachia Loto Lunaria

Giungo Giusquiamo
Globularia

Gramigna Grano selvaggio Granone

172 173 174 175 176 177 178


17!)

Lupino Lupppolo

212 213 214 215 216 217

M
Madreselva Maggiorana
Magnolia.
218 219 220 221
vi-

Malva

ISO

Malvaccione Mandorlo.

..

358

Maro

....
. . .

Margheritina.

Marrobio
Mecllcagine

.
.

, . .

Melogranato Mellone
Melianto Melissa
.

Melo

.... ....
.

224 225 226 227 228 229 230


231 232

Paleo Panico

Pannocchina
Papavero. Papiro
.

267 268 269 270


271

Parietaria Passiflora

Menianto.

. . . .

233

Menta

,234
.
.

Pastinaca Patata . Peonia Peperone.

Mentastro Mercurella
Millefoglio

. .
.

.
.

Miosotide.
Mirtillo

Mirto

Monarda

.... ....
.

235 236 237 238 239 240


241 242 243

Pero
Perpetuino
Persicaria

272 273 274 275 276 277 278 279 280


281

Pesco
Petronciana
Pettine di Venere

,
.

Mughetto.

Piantaggine Maggiore Pie di Leone


Pilosello.

Musa
Musco
Narciso
.

.244
245 246 247

Pino.

Pioppo

.
.

Nastruzio.

Nespolo
Nigella

Ninfea Noce.

.... .... ....


.

Pisello

Pistacchio

282 283 284 285 280 287 288 289 290


291

Platano Podagraria
.

.248
249

Poligala

Pomidoro
Porcellana

.250
251

Ofride Olivo

.
.

.
.

Oleandro

Olmo

Ombelico Ontano Opunzia. Orecchio Origano.


Ortensia. Ortica

.... ....
. .

di

Venere
.

di

Orso.
.
.
.

252 253 254 255 256 257 258 259


261 262 263

Prezzemolo Primula. Prungnolo selvaggio Psoralea


Quercia

292 293 294 295 296 297 298 299

300

R
Radichella

Ornitogalo

.260
.

Orzo Orzo Selvaggio

....
.

264

Palma Palma a

....
ventaglio.
.

265 266

359
Robinia
.

312

Rosa Rosmarino Rusco Ruta


Salce Salsapariglia Salvia
.

Sambuco
Sanguinella Santolina Santoreggia Saraccho Sassifraga Scabbiosa Scagliuola
Scilla
.

Scolimo Scopa o Erica


Scofularia

Scorsonera

Sedano
Segala

Sempreviva Senape
.

Senecio

Sensitiva

Sesamo

Sicomero
Silene . Sio. Smillace.

falso

Soda

Sommacco
Sonco Sorbo
.

Spergola Spigo Spina bianca. Spinace Spirea Splenda


.

Statica Stecacle

Stramonio Sughero
Sulla

INDICE

III.

DEI NOMI SICILIANI


con gli equivalenti nomi italiani

Abita

Nome

362

Amenta Anasu Anemulu


Angelica Anitu Finocchiu

Nome

Italiano

Menta
Anice

Anemone
Angelica

Anzaru Anzareddu
Anzerina Aparia Aprocchiu Aranciu
Archimilla Ardicula Ardicula morta

Aneto Aro
Spergola Argentina
Ofride

Cardo stellato Arancio Pie di Leone


Ortica

Lamio
Ellera

Areddara
Aricchia di asinu Aricchia di gaddu Aricchia di judeu Aricchia di Lepru Aricchia di Surci Aricchia di Ursu

Consolida maggiore
Blito

Ombelico di Venere Arnoglossa


Miosotide Orecchio di Orso

Arnica

Arnica

Arvanu
Arvulu di pacenza Aruta Aruta di e rapi Aspireddu Atrignu
Azzalora

Ontano Sicomero falso Ruta Galega Asperula Prugnolo selvaggie


Lazzaruolo

0
Badaneu Barcu Bardana
Basilico

Bugula
Leucojo

Bardana
Basilico

Berberi Betula Biancarussna Birbina Birbina trifogghia


Birritta

Crespino Betula

pamnisca

Balsamina Verbena Zappania Fusaggine


Bettonica

Bittonica

Biunnulidda
Bietta

Centaure
Barbabietola

Borissa

Lunaria
Tifa
eli

Burda
Buttuneddu
oru

Ranuncolo

363

cs
Cabbasisi

Nome

364

Nome Itatiano Crisantemo Ciuri di maju Melianto Ciuri di meli o pappameli Silene Ciuri di notti
Coclearia Cricchia di
Cristallina

Rafano rusticano
Cresta di gallo Ficoide
Fritillaria

Gaddu

Cruna mperiali Cucumareddu Cucuzza Cuda cavaddina Cugghiannaru


Cugghiannireddu Curaddina Cutugnu
Cuttuni

Cocomero asinino Zucca


Asparello Coriandro Anagallide Corallina

Cotogno Cotone

Ddisa

3G5

Erva Th siciliani! Erva turca Erva di venta

Nome

Hai'/ano Botride

Erniaria Parietaria

a*
Farfara Fascia Fastuca

Fau Fava
Feria Ficu Ficudinnia
Filici

Finocchiu Fioccu di cardinali Fragula Frascinedda Frascinu di manna Fu cu

Funcia

Furmentu Furmentu d'Innia Furmentu sarvaggiu

360
Grana! igghia Granata Grassudda

Nome

Italiano Passiflora

Melogranato Giusquiamo

a
Jacintu Jina
.Ilici

Jm pici cai ora


Jnestra
J ni paro

Jssia

Jssopu

Jucca Juncu

3G7
Marvetta
di

Francia

Nome

368
Pinagghi
di

Rigina

369
Saittuni
Salici

Nome

Saraciniscu
Salsapariglia

Italiano Spina bianca Sale e Grano selvaggio Salsapariglia

Sarsa siciliana Sarvia Satareddu

Smillace Salvia Santoreggia

Savucu
Scagghiola

Sambuco
Scaglinola Sio

Scavimi
Scoddi

Scolimo
Terebinto Scofularia Scopa o Erica Ginestra dei carbonai

Scornabeccu
Scrufularia

Scupa
Scuparina Scursunera
Secala

Scorsonera Segala

Sempreviva Sigillu di Salamuni Sinapa Socea e nora


Sparaciu Sparaciu di tronu Spatulidda Spatulidda di jardinu
Spezzili

Sempreviva Mughetto Senape


Viola a tre colori

Asparago Lauro Alessandrino


Gioggiuolo
Iride

Spicaddossu
Spicalora Spinapuei Spina santa Spinaci Spinaci sarvaggia

Falso pepe Spigo Orzo Selvaggio

Rusco

Ranno
Spinace
Atriplice

Spineddu
Spirea

Soda
Spirea Graziola
Statice

Stanca cavadclu
Statici

Stincu

Lentisco

Stramonio Sucameli Sudda

Stramonio
Cerinta
Sulla

Summaccu
Snvaru

Sommacco
Sughero

370

Tassu
Tigghiu

Nome

Italiano Tasso

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