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1.

Di cosa si occupa il diritto privato


Il diritto privato si occupa di :
1) Organizzazioni : sono create per realizzare obiettivi, comuni a più persone, che un individuo da
solo non è in grado di realizzare; il diritto privato considera sia i rapporti interni
all’organizzazione, sia i rapporti tra organizzazione ed il mondo esterno.
2) Beni : il diritto privato si occupa del loro uso ovvero da chi, come ed in che limiti possono
essere usati.
3) Debiti e crediti : il diritto privato considera i rapporti tra creditore e debitore, cioè tra chi è
obbligato a dare/fare qualcosa nell’interesse di un altro e chi può pretendere quel qualcosa da lui.
4) Contratti : sono il principale strumento legale.
5) Danni : quando qualcuno subisce l’aggressione ad un suo bene, il diritto privato stabilisce se la
perdita è a carico del danneggiato o di qualcun altro.
6) Attività economiche organizzate : sono svolte da operatori professionali che producono beni e
servizi e li scambiano sul mercato.
7) Famiglia : il diritto privato si occupa dei rapporti tra marito e moglie e tra genitori e figli.
8) Successioni per causa di morte : il diritto privato stabilisce cosa accade a beni, crediti e debiti
di una persona dopo la sua morte.

2. La funzione del diritto privato : interessi e conflitti


L’interesse è la tensione dell’uomo verso qualcosa che serve a soddisfare i suoi bisogni. Il diritto
privato da una sistemazione all’interesse; questa sistemazione può essere :
- favorevole per un soggetto X
- sfavorevole per un soggetto X ma favorevole per un soggetto Y
Esempio :
X ha bisogno di un luogo dove abitare e tale bisogno può essere soddisfatto da una certa casa; egli
ha un interesse verso quella casa che vuole usare come propria abitazione. Il diritto privato
considera quest’interesse dando una sistemazione.
Sistemazione favorevole : il diritto privato stabilisce che X ha la possibilità di abitare in quella
casa perché ne ha la proprietà o l’usufrutto oppure perché l’ha presa in locazione.
Sistemazione sfavorevole : il diritto privato stabilisce che X non ha la possibilità di abitarci perché
questa possibilità spetta ad un altro.
Se X ed Y vogliono usare la stessa casa, nasce un conflitto che si risolve stabilendo che prevale X
perché la proprietà della casa spetta a lui o perché ha preso la casa in locazione da Y che è il
proprietario. Se, in quest’ultimo caso, X non paga regolarmente l’affitto ad Y allora quest’ultimo
prevale.
Nell’ultimo caso, l’interesse di X è incompatibile con l’interesse di Y e da qui nasce un conflitto.
Esso viene risolto dal diritto privato che ha le funzioni di :
1) risoluzione dei conflitti
2) prevenire i conflitti
Esempio :
Se non ci fosse il diritto a stabilire che X deve lasciare la casa ad Y, è probabile che si arriverebbe
alla violenza tra i due.
Se X sa che se non lascia la casa allora il diritto privato lo costringerà a farlo, è probabile che X lo
faccia spontaneamente non facendo nascere un conflitto.
Entrambe le funzioni assicurano la pace sociale perché evitano che i cittadini si facciano gioustizia
da soli.
Il diritto privato si occupa di interessi di tipo :
- morale
- economico – materiale
Esempio :
Se il pubblico amministratore A ha interesse a non essere offeso in pubblico ma il giornalista B ha
interesse a scrivere articoli dove A appare disonesto e corrotto, il diritto privato stabilisce se
prevale l’interesse di A o di B.

3. Diritto oggettivo e diritti soggettivi


Il diritto si può dividere in :
- Oggettivo : è un sistema di norme giuridiche.
- Soggettivo : è il potere di azione o pretesa che uno ha verso qualcun altro.
Diritti soggettivi :
- Diritto di proprietà : è il potere del proprietario di usare liberamente le sue cose.
- Diritto di credito : è la pretesa del creditore di ottenere il pagamento dal debitore.
Sono collegati tra loro perché il diritto oggettivo stabilisce quali sono, a chi spettano ed in cosa
consistono i diritti soggettivi.

4. Le norme giuridiche
L’elemento base del diritto oggettivo è la norma del diritto/norma giuridica. Il diritto deve influire
sui comportamenti umani e la norma giuridica è lo strumento fondamentale per questo fine.
La norma giuridica funziona attraverso la combinazione di due elementi fondamentali :
1) Regola : è una regola di condotta indirizzata agli uomini per orientarne il comportamento nel
senso desiderato.
Esempio di regola : pagare i debiti, non fare danno agli altri, ecc..
Vi sono 2 tipi di regole :
- Regole che impongono o vietano comportamenti.
- Regole diverse che dispongono determinati effetti legali in dipendenza del verificarsi di certe
situazioni.
Esempio di regole diverse : la regola per cui la proprietà della cosa venduta passa al compratore
nel momento in cui si firma il contratto di vendita. Lo schema è sempre “se (a), allora (b)” dove
(a) è una situazione verificata mentre (b) è la conseguenza legale della situazione verificata.
2) Sanzione : è la conseguenza che la norma giuridica fa derivare dalla violazione della regola,
ovvero dalla lesione dell’interesse che, con quella regola, il diritto vuole affermare e proteggere;
la sanzione serve a ripristinare l’interesse leso.
Esempio di sanzione : se è violata la regola sul pagamento dei debiti, la sanzione consiste nel
prelevare forzosamente dal patrimonio del debitore la somma dovuta che viene data al creditore;
se è violata la regola che vieta di danneggiare gli altri, la sanzione consiste nel responsabile della
violazione che deve pagare un risarcimento al danneggiato.
Essa ha 4 ruoli :
- Ruolo satisfattivo : soddisfa in modo diretto e pieno l’interesse leso.
- Ruolo compensativo : compensa la vittima della violazione con qualcosa che non ripristina
l’interesse leso ma lo sostituisce con un surrogato di valore economico equivalente.
- Ruolo punitivo : punta a colpire un comportamento riprovevole.
- Ruolo deterrente/preventivo : è presente in tutte le sanzioni perché molti danni si evitano
perché i potenziali danneggiatori stanno attenti a non causarli per non esporsi all’obbligo di
risarcire.
Vi sono delle espressioni che sono sinonimi di diritto oggettivo :
- Sistema giuridico/ordinamento giuridico : indica l’insieme delle norme giuridiche che
organizzano la vita di una determinata società.
- Istituto giuridico : indica l’insieme delle norme giuridiche che regolano qualche importante
fenomeno della vita sociale.
Esempio di istituto giuridico : l’istituto del matrimonio è l’insieme delle norme che regolano
l’unione tra i coniugi; l’istituto della proprietà è l’insieme delle norme che disciplinano l’uso delle
cose; ecc..

5. L’applicazione delle norme giuridiche : la fattispecie


Le norme giuridiche hanno 2 caratteristiche :
- Generalità : vuol dire che si indirizzano ad una moltitudine indeterminata di destinatari.
- Astrattezza : vuol dire che risultano applicabili ad un numero indeterminato di situazioni
concrete.
Bisogna applicare la norma per capire se quella particolare situazione concreta rientra o meno
nella previsione generale e astratta della norma.
Esempio di situazione concreta che rientra nella previsione generale e astratta della norma : vi è
un tamponamento per colpa di X da cui l’auto di Y esce semidistrutta. Si applica la norma che dice
“non fare danno ad altri e se lo fai, risarcisci”. Questa norma è stata fatta per vietare a chiunque
di tamponare chiunque altro, non per vietare proprio a X di tamponare proprio Y.
La fattispecie è la descrizione di un fatto e significa immagine del fatto. Vi sono 2 tipi di
fattispecie :
1) astratta : quando la norma contiene la descrizione di un fatto che può adattarsi ad una
moltitudine di eventi storici
Esempio di fattispecie astratta : la norma sul risarcimento del danno (art. 2043) “qualunque fatto
doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto”.
2) concreta : quando la norma contiene la descrizione di un fatto che corrisponde ad un
particolare evento accaduto
Esempio di fattispecie concreta : X tampona Y e semi-distrugge la sua auto.
Ci può essere una corrispondenza tra i 2 tipi di fattispecie ed è chiamata qualificazione della
fattispecie ed è l’operazione logica con cui si verifica che una fattispecie concreta corrisponde ad
una fattispecie astratta.
Per regolare situazioni particolari e circoscritte possono essere fatte norme che non sono né
generali e né astratte ma sono norme speciali, eccezionali o singolari.

6. L’interpretazione delle norme giuridiche


Applicare la norma significa stabilire se la fattispecie concreta corrisponde alla fattispecie
astratta descritta dalla norma. Prima di applicare una norma bisogna interpretarla.
L’interpretazione delle norme giuridiche è l’attività finalizzata ad identificare il giusto significato
delle parole e dei loro collegamenti sintattici che la norma usa per descrivere la fattispecie
astratta. L’interpretazione può avere un problema che nasce quando le parole delle norme sono
ambigue ovvero esprimono significati diversi e contrastanti tra loro.
Esempio parole ambigue delle norme : la parola famiglia.
Costituzione (art. 30, c. 3) si dice che i figli naturali nati da genitori non sposati fra loro, sono
tutelati solo con i diritti dei membri della famiglia legittima e qui il concetto di famiglia è limitato
al nucleo composto da genitori e figli.
Codice civile (art. 230-bis) regola il lavoro prestato nella famiglia e qui famiglia comprende anche
familiari più lontani.
Vi sono 2 tipi di interpretazione :
1) Restrittiva : da alle norme un significato più limitato rispetto ad altri possibili.
2) Estensiva : individua un significato più ampio rispetto ad altri possibili.
Dai diversi tipi di interpretazione, ricaviamo diversi significati di norma :
- Norma come testo : ovvero come l’insieme delle formule linguistiche con cui la norma è espressa
dalla sua fonte.
- Norma come precetto : corrisponde al preciso significato da attribuire al testo e definisce la
regola imposta ai destinatari della norma.

7. Criteri, limiti e spazi dell’interpretazione


Chi interpreta la norma deve seguire i criteri fissati dalle norme giuridiche che regolano
l’interpretazione (art. 12 prel.).
L’interprete deve attribuire alle norme il senso indicato dal significato proprio delle parole
secondo la connessione di esse e dall’intenzione del legislatore. Da qui emergono i fondamentali
criteri dell’interpretazione :
1) Criterio letterale : le norme vanno interpretate secondo il comune significato univoco che le
parole e le frasi del testo hanno nella lingua italiana.
2) Criterio logico : porta a prescegliere fra i vari significati quello che meglio corrisponde
all’intenzione del legislatore.
L’intenzione del legislatore può essere intesa in :
- Senso soggettivo : si riferisce alle opinioni e agli intenti concretamente manifestati da coloro che
hanno formulato la norma e al riguardo si può parlare di criterio psicologico, per la cui
applicazione è importante l’esame dei lavori preparatori.
Esempi di chi formula la norma : membri del Parlamento che hanno approvato una legge.
Esempi di lavori preparatori : le discussioni svolte in Parlamento, le modifiche subite dal testo
durante l’approvazione della legge.
- Senso oggettivo : è lo scopo che la norma mira a realizzare a prescindere da ciò che volevano i
suoi autori materiali e al riguardo si può parlare di criterio teleologico.
Questi criteri vincolano gli interpreti che non sono liberi di applicare criteri diversi. C’è una
divisione di ruoli fra chi fa le norme e chi le interpreta, infatti il giudice non deve pretendere di
trasformarsi in legislatore (art. 101, c. 2, C).
L’interprete ha dei margini di libertà, discrezionalità e autonomia entro cui può scegliere fra
interpretazioni diverse. Il grado di autonomia dell’interprete dipende dalla formulazione delle
norme, ovvero è minore quando le norme sono formulate in modo analitico e puntuale mentre è
maggiore quando le norme si basano su concetti ampi ed elastici chiamati clausole generali.
Le clausole generali sono il buon costume, buona fede, correttezza e l’ingiustizia; esse ricevono
significato dal contesto in cui devono essere applicate e, per questo motivo, l’interprete deve fare
da mediatore fra il testo normativo ed il contesto che muta nel tempo cambiando anche i
significati da attribuire al testo.
Da qui, ci leghiamo alla certezza del diritto che significa possibilità di prevedere razionalmente
quali conseguenze deriveranno, in base al diritto, da un determinato comportamento o fatto. La
certezza del diritto è utile perché mette la gente in condizione di organizzarsi, fare scelte,
prendere iniziative in modo sensato. Grazie ad essa, l’interpretazione non è affidata al capriccio o
al buon senso dell’interprete perché egli deve obbedire a criteri fissati dalle norme.

8. Le lacune del diritto e l’analogia


Se nessuna norma prevede la fattispecie concreta di cui sta cercando la disciplina, allora c’è una
lacuna del diritto. Tutti gli aspetti della realtà devono essere regolati dal diritto quindi
l’ordinamento giuridico deve contenere uno strumento che permetta di arrivare comunque a
questo risultato, anche in mancanza di una norma direttamente applicabile al caso concreto. Lo
strumento che serve a questo scopo è l’analogia che consiste nell’applicare al caso, non
direttamente previso da nessuna norma, una norma che regola un caso simile o una materia
analoga.
Esempio del perché si usa l’analogia : il contratto di leasing non ha una disciplina legislativa e
siccome nessuna norma prevede cosa accade quando il contratto si scioglie perché l’utilizzatore
non paga regolarmente i canoni, allora i giudici affermano che alla fattispecie si applica per
analogia quanto previsto dall’art. 1526 per la vendita a rate con riserva della proprietà che non si
identifica con il leasing ma è simile.
L’analogia ha dei limiti ed il suo divieto vale per (art. 14 prel.) :
- Norme penali : il cui campo di applicazione, per la gravità delle sanzioni previste, deve essere
delimitato in modo preciso e rigoroso.
- Norme eccezionali/speciali : derogano ad una qualche regola generale in nome di esigenze
particolari e circoscritte.
L’analogia può essere impossibile da applicare in alcuni casi ed al suo posto vanno applicati i
principi generali dell’ordinamento giuridico (art. 12, c 2, prel.) che corrispondono ai criteri ed alle
regole che stanno alla base della nostra organizzazione giuridica, sociale e politica. Essi si
ricavano da complessi di norme che si ispirano a qualche obiettivo comune e, soprattutto, dalla
costituzione.
Esempi di norme che si ispirano a qualche obiettivo comune : le norme sui rapporti contrattuali fra
inquilini e locatori, fra consumatori e imprese, fra lavoratori e datori di lavoro da cui si ricava il
principio della tutela del contraente più debole; dalla costituzione si ricavano il principio di
solidarietà fra gli uomini (art. 2 C.) e l’obiettivo di superare le disuguaglianze (art. 3, c. 2, C).

9. Gli interpreti delle norme e la giurisprudenza


Per quanto riguarda l’interprete delle norme, tutti hanno il diritto di interpretarle però alcune
persone hanno una posizione qualificata così che l’interpretazione data da esse assume uno
speciale rilievo. Sulla base di chi svolge l’interpretazione, si distinguono vari tipi di essa :
1) Interpretazione autentica : è fatta da un’altra norma interpretativa, con efficacia retroattiva,
di grado pari o superiore a quello della norma interpretata.
Regola della non retroattività : le nuove norme producono effetti solo per il futuro.
Regola della retroattività : è la capacità di un atto, in genere di natura normativa, di estendere la
sua efficacia anche al tempo precedente a quello della sua emanazione o della sua entrata in
vigore.
2) Interpretazione giudiziale : è fatta dai giudici e giurisprudenza è il termine per designare le
interpretazioni che i giudici danno delle norme.
3) Interpretazione amministrativa : è fatta dagli organi della pubblica amministrazione.
4) Interpretazione dottrinale : è fatta dagli studiosi del diritto.
Tra le varie interpretazioni, solo quella autentica vincola tutti gli altri interpreti perché gli altri
tipi di interpretazione non sono vincolanti.
Diversamente da quello italiano, nei sistemi giuridici inglese e statunitense, chiamati common law,
vale il principio del precedente vincolante; ciò vuol dire che le interpretazioni delle norme date
dai giudici di grado superiore, vincolano i giudici di grado inferiore. In questi sistemi, le decisioni
giudiziarie sono fonti del diritto, infatti si parla di judge made law ovvero diritto fatto dai giudici.
In ogni caso, gli orientamenti dei giudici circa l’interpretazione delle norme hanno una
grandissima influenza.
Esempio : se il testo di una norma può avere in teoria 2 significati (X e Y) ma la gran parte della
giurisprudenza interpreta la norma nel senso X, ciò vuol dire che quella norma significa X e non Y.
E’ possibile che la giurisprudenza cambi idea e finisca per preferire l’interpretazione Y. A quel
punto, la norma significherà Y e non X.
La conoscenza del diritto è impossibile se non si conosce la giurisprudenza e per conoscerla
esistono degli strumenti :
- Riviste di giurisprudenza : in esse vengono pubblicate le decisioni dei giudici per esteso e
commentate; questo sviluppo completo si chiama motivazione.
- Repertori di giurisprudenza : contengono l’indicazione sintetica delle decisioni giudiziali;
quest’indicazione sintetica si chiama massima.

10. Diritto privato e diritto pubblico


L’ordinamento giuridico è composto da :
- norme di diritto pubblico
- norme di diritto privato
Il diritto privato si ispira ai principi dell’autonomia delle persone e della parità tra loro. Esso si
basa sull’autonomia delle persone, che lascia libere di scegliere e agire nel proprio interesse ed
inoltre si ispira all’idea che le persone stiano su un piano di uguaglianza reciproca. Esso è diritto
comune perché può applicarsi sia a persone private che agiscono per fini privati, sia ad apparati
pubblici che agiscono per fini pubblici.
Esempio nel campo del diritto privato : il Comune ha bisogno di un terreno per costruire un’opera
pubblica ma questo terreno appartiene ad A. Il Comune può comprare il terreno da A facendo con
lui un contratto di compravendita però deve chiedere ad A se è disposto a vendere. In questo caso,
il contratto si fa solo se A ed il Comune sono entrambi d’accordo di vendere e rispettivamente
comprare e anche sul prezzo. In questo caso, il Comune non può imporre la sua volontà ad A.
Il diritto pubblico si ispira al principio di soggezione e subordinazione di qualcuno a qualcun altro.
Esso è il complesso delle norme che attribuiscono ad una pubblica autorità, il potere di incidere
sulle posizioni delle persone, anche senza e anche contro la volontà di queste.
Esempio nel campo del diritto pubblico : se un Comune ha bisogno di un terreno per costruire
un’opera pubblica ma questo terreno appartiene ad A, il diritto da al Comune uno strumento
(espropriazione) per ottenere quel terreno anche contro la volontà del proprietario A. Il
proprietario perde la proprietà in favore del Comune anche se non è d’accordo; egli è, infatti, in
una posizione di soggezione e deve subire decisioni altrui.
Espropriazione : il Comune avrà la proprietà che gli serve ed in cambio dovrà versare ad A una
somma di denaro (indennità di esproprio) fissata in base a criteri di legge.
Del diritto pubblico fanno parte le norme che regolano l’organizzazione, il funzionamento ed i
rapporti reciproci delle pubbliche autorità.
Norme di diritto pubblico : norme che regolano il funzionamento, l’organizzazione ed i rapporti
reciproci delle pubbliche autorità; come funziona il Governo, quali sono i suoi rapporti con il
Parlamento, ecc.

11. Diritto privato e diritto pubblico, dallo Stato liberale allo Stato sociale
Vi è il fenomeno per cui una stessa situazione può essere regolata, al tempo stesso, da norme di
diritto privato e da norme di diritto pubblico.
Proprietà : è il potere di usare le cose nel proprio interesse ed è un istituto del diritto privato ma
è influenzata dall’esercizio dei poteri di autorità pubbliche, regolati dal diritto pubblico.
Il contratto è un istituto del diritto privato ma la sua validità dipende da provvedimenti previsti
dal diritto pubblico.
Oggi, fra i due campi dell’ordinamento giuridico esistono connessioni e interferenze continue; in
passato, diritto privato e diritto pubblico erano distinti e separati.
In passato, nella società civile, i privati operavano liberamente e lo Stato si limitava a vegliare
sulla società; questo era il diritto privato dello Stato liberale.
Successivamente, allo Stato liberale si sostituisce lo Stato sociale in cui lo Stato controlla l’azione
e limita la libertà delle persone usando strumenti del diritto pubblico.
Nasce così l’intreccio ed il condizionamento reciproco tra strumenti del diritto privato e strumenti
del diritto pubblico.

12. Le principali aree del diritto privato


Il diritto privato è costituito da 5 aree :
1) Diritto civile : è l’area più corposa e antica e si occupa di rapporti di famiglia, successioni
ereditarie, proprietà, uso dei beni, crediti e debiti, danni e risarcimenti, associazioni e
organizzazioni.
2) Diritto commerciale : si occupa dell’esercizio professionale delle imprese, ovvero attività
economiche, e delle società, ovvero organizzazioni create a questo fine.
3) Diritto industriale : è una sotto-partizione del diritto commerciale e si occupa della concorrenza
fra le imprese.
4) Diritto del lavoro : si occupa dei rapporti tra datori di lavoro e lavoratori.
5) Diritto della navigazione : si occupa delle attività di trasporto aereo, marittimo e per acque
interne.

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