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Lei afferma di Guiscardo per motivi:

amare questi

Le accuse mosse dal padre verso Ghismonda sono tre e lei risponde Alle accuse relative alla con altrettante mancanza di nobilt di argomentazioni Guiscardo lei rispose: suddividibili in pi punti

Tancredi afferma infine di non sapere che fare e pensare di lei, se seguire lamore paterno che vorrebbe perdonarla o lo sdegno per il peccato commesso

A causa del padre che non si preoccupa troppo di cercarle un marito tra i suoi nobili amici. A causa della forte spinta degli istinti della giovinezza, essendo fatta anche lei di carne ha dei desideri sessuali. Afferma inoltre di essersi opposta con tutte le sue forze al peccato e al disonore, ma avendo trovato un mezzo per peccare di nascosto cedette. Lamante non stato scelto a caso come fanno molte donne (a suo avviso) ma stato il frutto di una scelta ben precisa. Gli rimprovera il fatto che Tancredi fosse pi turbato del fatto che Lei abbia scelto una persona non nobile piuttosto del fatto che abbia peccato. Afferma inoltre che la nobilt non la si acquisisce con la nascita, ma, al contrario, la nobilt data dal comportamento e dal cuore delle persone. Dicendo che la povert non influenza la nobilt, che invece influenzata dalla ricchezza. Conclude affermando che la maggior parte dei nobili amici del padre sono vili e villani e che Tancredi ha pi volte lodato Guiscardo con i suoi nobili compagni. Ghismonda ribatte consigliando di sfogare il suo sdegno verso di lei, minacciando il suicidio nel qual caso avrebbe avuto notizia che il suo amato sarebbe morto. Afferma infine che lei non disposta a pregarlo, implorarlo per il perdono, ne tanto meno per il rammarico, di un peccato, sempre che peccato sia, la cui colpa solo quella del padre.

TANCREDI E GHISMUNDA La quarta giornata vede come re Filostrato, il quale sceglie come tema "coloro li cui amori ebbero infelice fine"; la prima novella vede come protagonisti due personaggi inventati, ovvero Tancredi, principe di Salerno, e sua figlia Ghismonda. Costui fu un sovrano umano e di buon carattere, che durante la propria vita rivolse tutto il suo amore all'unica figlia, la quale, a sua volta molto legata al padre, aspett a lungo a trovare marito, e quando ci avvenne capit che nel giro di un anno restasse vedova, e fu perci costretta a tornare dal padre. Non considerando opportuno chiedere al padre di maritarsi nuovamente, decise di trovarsi un valente amante, e in breve tempo s'innamor ardentemente di un valletto che serviva per il padre; i due, appresi i reciproci sentimenti, diedero inizio ad un'intensa e segreta storia d'amore. Fortuna per, invidiosa della gioia che questo sentimento infondeva nei due amanti, fece s che Tancredi, com'era solito fare, si addormentasse nella camera della figlia, e che questa desse inizio ai suoi sollazzi amorosi in compagnia dell'amante senza avvedersi della presenza del padre. L'uomo, per limitare l'imbarazzo e lo scandalo non si fece vedere dai due, e il giorno seguente fece catturare Guiscardo, l'amante della figlia, e avendolo dinanzi a s gli chiese perch gli avesse fatto cos grande oltraggio dopo che tanto aveva fatto per lui; il ragazzo rispose solo che "Amor pu troppo pi che n voi n io possiamo". Tancredi allora si rivolse alla figlia, dicendole che pur avendo gi deciso la sorte di Guiscardo, non sapeva che fare di lei, e Ghismonda, pensando che il padre avesse gi ucciso il suo amante, gli disse che lo amava e che lo avrebbe sempre amato, e che se lei aveva agito in quel modo era solo colpa del padre che, essendo ormai vecchio, non aveva pensato ai desideri che prova una giovane essendo anch'essa fatta di carne, e non si era preoccupato di maritarla nuovamente. La ragazza cerc poi di difendere in ogni modo l'amato, sostenendo che era pi nobile d'animo lui di tutti i "nobili" che frequentavano la corte del padre, e avvisando il Tancredi che qualsiasi cosa avesse voluto fare a Guiscardo, lo facesse piuttosto a lei, oppure avrebbe provveduto lei stessa ad infliggersi la stessa sorte dell'amante. Il padre, colpito dalle parole della figlia, ma sicuro che ella non avrebbe mai fatto ci che diceva, sperando di poter cos placare la rabbia per il tradimento che era stato arrecato al proprio amore per Ghismonda, ordino che Guiscardo fosse strangolato e che gli fosse portato il suo cuore. Il giorno seguente Tancredi fece portare alla figlia una coppa d'oro con dentro il cuore del ragazzo, con l'augurio che si potesse consolare con il cuore di colui che aveva amato di pi, allo stesso modo in cui Guiscardo si era procurato gioia con il cuore del suo pi grande amore, cio sua figlia. La ragazza che aveva previsto ci, per farsi beffa del padre un'ultima volta, gli fece portare i propri ringraziamenti per aver seppellito il cuore di cos nobile persona, nella maniera che pi si addiceva, vale a dire nell'oro della coppa, e dopo aver salutato il cuore dell'amante si avvelen. Tancredi, appena fu informato, si precipit nella camera della figlia, dove fece in tempo solo a sentire le sue ultime parole, con le quali lo preg di non versare lacrime per lei che non le desiderava, dato che il suo gesto era stato voluto dal padre, e gli chiese, se solo il padre l'amava ancora un po', d'esser sepolta insieme a Guiscardo. Dopo aver a lungo pianto, Tancredi, con grandi onori, li fece infine seppellire insieme.