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Mantova La Stampa Del 8/12/2008 Sezione: Cultura Pag.

33 A Palazzo Ducale statu BONACOLSI L'ANTICO MANTOVA Il Castello gonzaghesco di Mantova ospita nelle stanze restaurate di Isabella dEste in Corte Vecchia la mostra di Pier Jacopo Alari detto l'Antico(1460 ca.-1528), a cura di Filippo Trevisani e Davide Gasparotto con catalogo Electa. Il raffinatissimo bronzista mantovano prende le mosse dal Mantegna nel corteo marino sul fondo del grande vaso siglato AF con gli emblemi di Gianfrancesco, primo dei Gonzaga di Bozzolo e Sabbioneta, e di Antonia del Balzo e nei superbi tondi delle Fatiche d'Ercole del Bargello di Firenze, del Kunsthistorisches Museum di Vienna e del Victoria and Albert di Londra, cesellati in bronzo patinato bruno e in oro, materiali costanti nei suoi prodotti. Dopo questi esordi sotto la triplice committenza gonzaghesca di Gianfrancesco, del vescovo eletto di Mantova Ludovico e del marchese Francesco con la moglie Isabella d'Este e dopo i viaggi a Roma nel 1495 e nel 1497 a comprar marmi antichi per i suoi signori, il figlio del macellaio Antonio Alari si cre la specialit dei bronzetti copie ridotte e stilizzate dei grandi marmi e bronzi antichi, che l'umanesimo quattrocentesco aveva da poco elevato al vertice dei mirabilia Urbis. Di questi fondamentali passaggi romani rimane una singolarissima traccia: la firma in lettere capitali Anticus Mantuanus R(efecit) sul plinto di sostegno sotto il ventre di uno dei cavalli dei Dioscuri sul Quirinale. Il cavallo il medesimo, segnato (dallo stesso Antico?) Opus Praxitelis, che due decenni dopo sar disegnato a sanguigna e misurato da Raffaello. LAntico fu anche fulmineo nel farne tesoro per la sua specialit: nell'inventario in morte di Gianfrancesco Gonzaga del 1496 gi compaiono i bronzetti dei Dioscuri. In mostra si susseguono il Meleagro del Belvedere Vaticano, poi finito agli Uffizi e perduto nel 1762, ma documentato da incisioni, e le altre celebrit del Belvedere, lApollo, la Venus Felix, Ercole e Caco in due versioni, orgogli delle collezioni dei Gonzaga finiti nei secoli nella Galleria Estense di Modena, a Vienna, al Victoria and Albert di Londra. Li affiancano le invenzioni originali, lErcole della Collezione Frick di New York, l Ercole con la clava di Vienna, la Venere accosciata della collezione Thyssen, messa a confronto con un marmo romano gi Ludovisi del Museo Nazionale di Roma. Altra straordinaria creazione sono gli 8 busti cosiddetti dei Cesari per il vescovo Ludovico, quattro di bronzo con occhi di argento e pupille di rame esemplati dallAntico su modelli romani, quattro marmi romani restaurati e integrati con gesso dall'artista, tutti innestati su busti allantica in gesso su cui sono rimaste tracce dell'originaria doratura. MANTOVA, PALAZZO DUCALE FINO AL 6 GENNAIO

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