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STORIA DELLA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE

Il Patrimonio culturale del mondo antico


Valore speciale che si attribuisce a oggetti, luoghi, pietre, formazioni naturali o umane collegato
alla civiltà di un gruppo sociale o di un’etnia. Rituale del trionfo in particolare a Roma: corteo dei
generali vittoriosi con al seguito i capi vinti e i simboli della popolazione domata. I tesori d’arte,
dopo il trionfo, erano sistemati in luoghi pubblici come portici, atrii o piazze destinati al godimento
di tutti.

Il Patrimonio culturale a Roma


Prime disposizioni per tutelare gli oggetti e gli edifici, trasformazione monumentale di Augusto,
ristrutturazione e rifacimento di santuari e regolamentazione dell’altezza degli edifici.
Si afferma allora la concezione di proprietà pubblica delle cose d’arte, riferita sia ai bottini di
guerra che ai monumenti eretti in onore di personaggi illustri. Concezione di grande importanza
per l’evoluzione del collezionismo e della protezione del patrimonio artistico.
↳ Agrippa fa disporre davanti alle sue terme un capolavoro di Lisippo → quando Tiberio lo fa
portare nel suo palazzo il popolo lo reclamò

Due Istituti:
-Dicatio Ad Patriam: proprietario volontariamente pone un suo bene a disposizione della
collettività
-Deputatio Ad Cultum: destinazione di un edificio a scopo religioso con conseguente cerimonia di
benedizione o consacrazione.

Disposizioni per tutelare i monumenti: istituzione degli Aediles (compito di custodire gli archivi,
sovrintendere ai templi e alla manutenzione degli edifici) e dei Comites Nitentium Rerum (si
occupano di conservazione degli edifici pubblici e privati e dei relativi ornamenti).

Leggi: Abbattimento degli edifici privati fatti in luoghi pubblici contro l’ornato e il decoro della città
(Valentiniano, Valente e Graziano), divieto di guastare lo splendore degli ornamenti costruendo
edifici a contatto dei monumenti pubblici (Teodosio), divieto di staccare dagli edifici pubblici e
privati marmi e colonne per venderli (Vespasiano e Adriano), taglio delle mani a chi attenta agli
antichi monumenti (Maiorano e Leone), rifatto il catalogo dei monumenti cittadini vietando di
trasportare ornamenti monumentali da una città all’altra (Costantino).
Anche con le invasioni barbariche si tenta di preservare la cultura limitandosi alla manutenzione
degli edifici, la conservazione di arredi artistici e di culto e alla copia dei libri antichi.
Nel Medioevo la distruzione del patrimonio artistico arriva al saccheggio: Roberto D’Angiò
trasporta Napoli marmi e statue e con i materiali del Colosseo e dei monumenti più antichi si
costruiscono chiese e palazzi. Lettere di Petrarca a Cola di Rienzo e ai pontefici Benedetto XII e
Urbano V per esortarli a tornar a Roma da Avignone.

Prime disposizioni di tutela nel 400 e 500


Emanate dai pontefici al ritorno da Avignone (1378)  progetti urbanistici e di restauro
↳contribuisce nel 1300 la proclamazione del Giubileo ogni 50 anni-grande numero di pellegrini

Niccolò V- Primo progetto di riorganizzazione della città e delle rovine


I pontefici sono i primi, tra i governatori preunitari, ad occuparsi della tutela e conservazione dei
monumenti antichi e delle cose d’arte.
Martino V
-1425 Bolla Etsi de Cunctarum: condanna l’offesa agli edifici pubblici, civili o religiosi definita
sacrilega
-Nomina Magistri Viarium: incaricati di sorvegliare la manutenzione degli edifici e l’ordine delle
città (Come gli Aediles romani)r
-Demolizione delle costruzioni addossate alle antiche fabbriche
-Esorta cittadini a riedificare o ristrutturare case
 Consente però di spogliare di ornamenti le chiese non più officiate

Pio II
-1462 Bolla Cum Almam Nostrum Urbem: vieta demolizioni e spoliazioni degli edifici antichi e l’uso
di pietre antiche e frammenti classici nelle nuove costruzioni

Sisto IV (Restaurator Urbis)


 Donazione 1471: Dona gruppo di bronzi antichi, conservati in Laterano, al Campidoglio 
forte valore simbolico, Campidoglio sede del comune quindi donati al popolo romano avvio
del nucleo del primo museo pubblico: Museo Capitolino.
↳ Nella donazione presenti anche Lupa Capitolina e Testa di Costantino,
emblematiche della grandezza di Roma. Viene recuperato il principio, presente
nel Diritto Romano, della libera accessibilità delle raccolte con il corrispondente
diritto inalienabile del popolo di godere del proprio patrimonio.
 1474 bolla Cum Provida: proibisce l’alienazione (vendita) delle opere d’arte custodite nelle
chiese e dei marmi antichi colorati
 1477 Nomina Bartolomeo Sacchi prefetto della Biblioteca Vaticana (che attorno metà del 400
acquista particolare importanza per la presenza dell’archivio vaticano). La scelta di Sacchi,
personaggio eminente, dimostra attenzione per il valore storico/artistico del materiale
contenuto.
 1478 Fonda accademia di San Luca per riunire gli artisti da lui protetti.
 Creazione del complesso del vaticano → cortile del Belvedere ospitava le statue più importanti,
intervallate con allori ed aranci, diventa collezione privata del pontefice.
↳ perdevano connotazione pagana e conservavano solo l’ideale di bellezza antica e
diventavano emblemi di vira e sentimenti universali

Il collezionismo e la nascita del museo


Periodo in cui si creano prime collezioni  studioli e Wunderkammer. Il concetto di interesse
pubblico non è l’interesse del singolo soggetto (proprietario o possessore) verso una cosa ma è
l’interesse di un gruppo, è alla base di questi primi musei/collezioni aperte al pubblico.

La Tutela nel Rinascimento


Rinascimento periodo di rivalutazione dell’antico e di crescita della consapevolezza del valore del
patrimonio  Lettera di Raffaello a Leone X del 1519: nel 1515 era stato nominato prefetto della
fabbrica di San Pietro e ispettore delle belle arti= è un tecnico, carattere che diventa
imprescindibile per le cariche pubbliche correlate alla tutela del patrimonio artistico.
↳Amore per l’antico ma rapporto problematico. I materiali antichi erano stati riutilizzati,
strappati o distrutti per edificare le nuove costruzioni. Raffaello: indica l’antico non solo
come modello da imitare ma anche da difendere e conservare dall’azione distruttiva del
tempo e degli uomini. Spetta al papato mettere fine alla distruzione dei monumenti classici
e intraprenderne uno studio sistematico. Fa propria la preoccupazione di Leone X riguardo
ai materiali utilizzati nella fabbrica vaticana e lamenta lo scempio compiuto ai danni dei
marmi antichi per la costruzione dei nuovi edifici.

Nasce il movimento del protezionismo Culturale→ permette allo stato di controllare l’attività dei
singoli proprietari delle cose, mobili e immobili, che hanno un valore storico-artistico-archeologico.

1534 Paolo III nomina Giovenale Manetti commissario delle antichità con il compito di vigliare sulla
conservazione degli edifici antichi (Non possono essere demoliti, alienati o usati per cave e tenuti
sgombri da vegetazione e muri) e di impedire l’esportazione degli oggetti antichi da Roma

Controriforma 1530 – si ribadisce continuità con chiesa delle origini- si fanno ricerche su
catacombe dal 1578

Gregorio XIII
1574- Pone vincolo anche sulle cose di proprietà privata che avessero un valore pubblico→
afferma il principio dell’interesse pubblico sull’interesse privato

1571 nel granducato di Toscana viene emanata legge contro chi rimuovesse o violasse le memorie
di edifici pubblici o privati
↳Maggioranza della popolazione analfabeta per cui sugli edifici venivano posti affreschi,
statue o memorie per identificarli→ durante le lotte cittadine spesso venivano cancellate le
memorie delle parti sconfitte
Questa disposizione è sopravvissuta e la ritroviamo nell’articolo 11 del codice dei beni culturali

Il divieto di “estrazione” nel Granducato di Toscana


Molti dei provvedimenti degli stati preunitari restano senza effetto e la tutela rimane
frammentaria→ Dalla raccolta di leggi, bandi e provvedimenti preunitari di Andrea Emiliani
emerge che un tema fondamentale è quello dell’ESTRAZIONE cioè l’esportazione di oggetti d’arte
fuori dai confini degli stati, processo che si cerca di ostacolare con divieti e sanzioni.

 1597- Primo provvedimento del granducato= Divieto di estrazione di pietre mischie e dure→
Due pene: Sanzione in denaro di 25 scudi o dal sequestro delle bestie che trasportavano le
pietre.
↳Disposizione si collega alla lavorazione di mosaici ed altri oggetti in pietre dure o tenere e
marmi per cui la Toscana divenne in quel periodo famosa.

 1602- Divieto di estrazione delle opere di 18 artisti famosi deceduti (Raffaello, Michelangelo,
Bronzino, Leonardo ecc.) a meno che non si ottenga la licenza del Luogotenente
dell’Accademia di Disegno (=direttore dell’accademia delle belle arti) →Sono eccettuati i
ritratti, i paesaggi e quadretti piccoli. Tutti i pittori viventi sono esentati da questo
provvedimento.
↳Resta quindi libera la circolazione di opere ritenute di minore importanza.

La tutela archeologica e artistica nello Stato Pontificio


 1642 Editto del cardinale camerlengo Aldobrandini→ primo provvedimento significativo
sull’estrazione nello stato pontificio. Proibita l’estrazione di materiali archeologici cioè statue,
ornamenti e lavori sia antichi che moderni (cioè restaurati) senza licenza → Pena di 500 scudi+
confisca dei materiali+ pene corporali a discrezione del cardinale.
Prevede inoltre la disciplina dei ritrovamenti archeologici imponendo una licenza di scavo e la
segnalazione dei ritrovamenti entro 24h (rimasta tutt’oggi)

 1646 editto del Cardinale Sforza→ ampliato il catalogo delle cose protette dall’estrazione
(intagli, iscrizioni ecc.) e il numero di soggetti che possono essere ritenuti responsabili di
agevolare l’estrazione (falegnami, operai, marinai, facchini ecc) punibili con pene corporali e
500 ducati d’oro
↳Disciplina si fa più specifica e determinata, vengono puniti anche compratori e venditori
delle opere estratte senza licenza. Gli scavi, le ricerche e i ritrovamenti sono sottoposti al
controllo del Commissario delle Antichità ed il commercio deve essere scrupolosamente
notificato per evitare vuoti di tutela.

 1704 Secondo editto cardinale Spinola (editto del 1701 ribadisce divieti precedenti) → estende
ad oggetti non provenienti da scavi (Libri manoscritti, iscrizioni ecc), per la prima volta insieme
di beni culturali e documenti + obbligo di Licenza per il commercio di antichità ed opere d’arte.
↳Inizio 700 molta attenzione per la carta, bene prezioso utile ad avvolgere e trasportare le
merci e per la cartapesta→ Per preservarla si ordina agli artigiani di segnalare tutta la carta
di cui erano in possesso imponendo anche una licenza.

 1726 Editto Cardinale Albani→ Vieta a scalpellini, cavatori ecc di scavare in prossimità degli
edifici e delle mura antiche+ vieta manomissione di qualunque edificio o fabbrica antica.

 1750 Editto Cardinale Valenti→ Riunisce editti precedenti e li riordina dal punto di vista
giuridico+ oltre allo scavo e alla manomissione vieta anche la vendita degli oggetti falsificati
agli stranieri+ Allarga l’editto Albani anche alle strade antiche
↳È sia punto di arrivo che di partenza/spartiacque→ periodo dell’illuminismo porta a
visione moderna e scientifica

Si viene a creare l’amministrazione del settore Antichità e Belle Arti, gruppo di persone che
affiancano l’emanatore dell’editto nella realizzazione.
- A capo il Cardinale Camerlengo→ Sostituisce il papa nella sede vacante prima del conclave+
il suo dicastero è quello della Camera Apostolica (l’insieme dei beni mobili ed immobili
della chiesa)
- Commissario Delle Antichità (Come Winckelmann) → ha compiti tecnici + è affiancato da
tre assessori con funzioni ausiliarie

La protezione archeologica nel Granducato di Toscana


Scoperta di tombe etrusche 1731 da inizio a fervore di scavi, commercio fino alla creazione di
falsi→ lo spirito illuministico crea interesse enorme per questa civiltà

 1744 Istituita a Volterra una Deputazione per evitare che in futuro i monumenti vengano
alterati e pe far si che non vengano commesse frodi → Regolamentazione più semplice e
moderna: Per fare scavi necessaria licenza della commissione in cui sono indicati un luogo e un
tempo specifici + va presentato inventario di tutti gli oggetti ritrovati
Per vendere i reperti bisognava seguire un iter preciso:
- Diritto di prelazione del museo civico di Volterra esercitabile entro un mese.
↳Prima volta che si stabilisce diritto di prelazione (oggi lo stato è primo acquirente)
- Se il museo non esercita diritto di prelazione allora può farlo qualsiasi cittadino di Volterra
- Se nessun cittadino lo fa allora il bene può essere venduto a chiunque
Molte acquisizioni di privati che però donano al museo.

 1780 Clima illuministico/liberista Granduca Leopoldo 1 di Toscana liberalizza il settore →


Ricerca archeologica non sottoposta a nessuna licenza, rimane solo l’obbligo di comunicazione
delle scoperte al direttore della Reale Galleria che può acquistare i beni ad un prezzo rigoroso.
(corrispondente alla rarità e alla bellezza dei monumenti che si acquisteranno)

La tutela archeologica nel Regno di Napoli


1734 Carlo di Borbone conquista il regno di Napoli
1738 Ercolano e 1748 Pompei attraggono studiosi e commercianti
Politica di Carlo di risollevare il Regno costruendo nuovi palazzi e ammodernandolo, includendo
anche il patrimonio culturale essendo uno status simbol → fa trasferire la collezione dei Farnese
da Parma e Roma trasferendola nei nuovi edifici napoletani (Capodimonte)
A Napoli non erano ancora presenti tutele archeologiche per cui Carlo nomina dei collaboratori: lo
statuario e scultore Joseph Canart (che già dal 1751 aveva sollecitato il Re ad emanare una legge
sulla regolarizzazione degli scavi e sul divieto di esportazione), il pittore Giuseppe Bonito e
l’erudito Alessio Mazzocchi.

 1755 Carlo emana due leggi prammatiche per tutelare tutti i siti in cui si facevano scoperte
archeologiche → pone pene della stessa durata ma di diversa intensità per i vari ceti sociali
(Galera per gli Ignobili/Relegazione per i Nobili)
↳La salvaguardia dell’identità storica e patrimoniale del Regno assume la dimensione di
idea Nazionale quindi di assoluta di preminenza. Il rilascio delle licenze di scavo è
subordinato ai tre periti (Canart, Bonito, Mazzocchi).

 1755 Viene istituita la Reale Accademia Ercolanense in cui si documenta tutto quello che viene
ritrovato → aveva il monopolio sulla ricerca archeologica (divieto di copiare le antichità) + tutti
i reperti ritrovati venivano portati nella regia di Portici.

Due categorie particolari di reperti dalle città vesuviane:


- istrumenti → utensili della vita quotidiana
- Pitture tagliate dai muri → Affreschi rimossi dagli ambienti originali.

1759 Carlo Lascia Napoli per divenire Re di Spagna ma non porta con sé nessuno dei beni ritrovati,
neanche l’anello rinvenuto da lui negli scavi di Pompei, considerandoli beni dello stato.

Il Settecento, il Grand Tour e i musei


Metà del settecento trionfa il Neoclassicismo con la relativa riscoperta delle antichità → Italia
diventa metà principale del grand tour. Winckelmann prefetto delle antichità.
Aumentano viaggiatori stranieri interessati alle cose d’arte e con essi il commercio non
autorizzato. → Montesquieu e Goethe si indignano.
Aggravarsi della crisi economica+ declino del collezionismo pubblico e privato→ spinge famiglie
nobili a vendere intere collezioni a privati e sovrani stranieri.
 I Pontefici reagiscono a difesa dell’eredità del passato con l’acquisto di opere o intere
collezioni che vengono trasferite nei musei pubblici Capitolini e Vaticani.
↳Istituzione di questi musei comporta che le opere sono inalienabili e non possono essere
vendute→ i Papi fanno capire che le opere più importanti devono rimanere a Roma

 Per gli scavi archeologici un terzo dei reperti deve essere affidato allo stato + ha il diritto di
impedire l’esportazione di opere ritenute di grande valore

 1731 Clemente XII autorizza gioco del lotto il cui ricavato viene destinato alla creazione di beni
culturali (Fontana di trevi, facciata di S Giovanni ecc.)

 1743 Anna Maria Ludovica Medici, ultima erede della famiglia, lascia allo stato di Toscana tutte
le collezioni medicee, site non solo a Firenze ma anche a Roma e nei palazzi di famiglia, a
condizione che non vengano rimosse da Firenze e che rimangano a beneficio del pubblico di
tutte le nazioni

La conservazione nel Lombardo Veneto e nella Repubblica di Venezia


 1745 A Milano e nel Lombardo Veneto decreto di Maria Teresa D’Austria
- vieta a chiunque di disfare o ritoccare pitture o sculture, antiche o moderne, pubbliche
senza che prima siano visitate dall’Accademia → Pena 25 scudi.
- I pittori stranieri non di grido non possono eseguire opere pubbliche a Milano senza prima
essere riconosciuti e approvati dall’Accademia come virtuosi.
- Necessaria licenza dell'Accademia per fare negozio di quadri in pubblico e in privato.
- Divieto di tenere per terra (“Esposte all’ingiurie del fango e dei cani”) le immagini sacre e
dei principi.

 Venezia nel 6/700 mantiene ruolo di esportatrice di quadri per i collezionisti stranieri.
Storico dell’arte Anton Maria Zanetti scrive al Consiglio Dei Dieci lettera dove critica la facilità di
vendita delle opere ai forestieri e consiglia la redazione di un catalogo.
↳1733 la Repubblica incarica Zanetti di redigere il catalogo di tutti i quadri opera di artisti
celebri e rinomati e lo nomina Ispettore generale → redige ogni opera affidando ai rispettivi
Superiori, Parroci, Direttori e Guardiani delle chiese il compito di custodirle, conservarle e
rendersi responsabili di qualunque asporto o mancanza → moderno concetto di tutela.

Le spoliazioni napoleoniche e il chirografo di Pio VII


 1796 Campagna d’Italia di Napoleone → 1798 occupazione di Roma
Trattati di pace di Campoformio e di Tolentino 1797→ pretesa di opere d’arte come risarcimento
dei danni di guerra → Grandi perdite dei beni artistici Italiani, in particolare dello stato Pontificio.
↳Fa confluire a Parigi i capolavori confiscati in Italia, Belgio e Egitto → fonda il Musée Central
des Arts per l’arte mondiale e il Musée Révolutionnaire per le raccolte reali.

 1802 Pio VII emana chirografo in cui richiama tutte le disposizioni dei suoi predecessori sulla
protezione e il controllo del patrimonio storico-artistico →Strumento di reazione alle spoliazioni
napoleoniche e contro le “vendite di bassa macelleria”.
- Ispiratori del documento sono Carlo Fea (commissario delle antichità per 35 anni), Canova
e lo storico dell’arte Antoine de Quincy.
- Ragioni sia di ordine estetico/culturale che pratico/economico → opere accrescono la
celebrità di Roma richiamandovi stranieri, contribuendo alla formazione di artisti e
alimentando la produzione e il commercio di opere.
- Rifacendosi a Leone X, che aveva chiamato Raffaello a occuparsi delle antichità di Roma,
Pio VII nomina Canova ispettore Generale delle Belle Arti.
- Rinnovando le precedenti disposizioni estende la tutela a tutto il patrimonio mobile,
asportabile e esportabile, sia pubblico che privato →Nessuna antichità può essere estratta
dallo Stato Pontificio senza una licenza.
- Elenco dettagliato di tutte le opere che non possono essere asportate e alienate (vendute)
a partire da quelle conservate nelle chiese → Nessun quadro di chiesa può essere
asportato, alienato e neanche restaurato senza il consenso dell’Ispettore delle belle Arti e
del Commissario delle Antichità.
- È libera la vendita e l’esportazione di opere di artisti viventi, sempre sotto licenza, per
animare “Le Arti e i loro Cultori”.
- Somma annuale devoluta a gli acquisti dei musei Vaticani e Capitolini → diventano così
frequenti da rendere necessaria l’apertura di un nuovo museo dedicato a Pio VII (1807)
- Varate misure rigorose per impedire il danneggiamento dei monumenti antichi.
- Criterio di protezione preventiva fondato sulla compilazione di elenchi.
- Per chi viola le disposizioni sono previste, oltre alla perdita degli oggetti, severe pene
pecuniarie e corporali.
- Spartiacque tra il vecchio e il nuovo modo di concepire l’intervento dello stato sui beni
artistici. Si affrontano i problemi del controllo sui beni privati e dell’esigenza di una
struttura amministrativa funzionale.
Nuova occupazione francese del 1807 → accelerazione degli interventi di recupero e di
restauro dei monumenti antichi.

L’editto del Cardinale Pacca


 1814 Cardinale Pacca ottiene carica di Camerlengo e pro-segretario di stato → prosegue
attività di recupero e restauro monumentale
 1815 Caduta di Napoleone. Beni artistici vengono restituiti con la condizione che rimangano di
pubblica utilità → molti entrano nella Pinacoteca Vaticana.
 1819 Circolare vieta qualsiasi intervento di restauro senza direzione personale dell’Ispettore e
il permesso del Camerlengo
 1819 Editto del Cardinale (Su sollecitazione di Carlo Fea) per la salvaguardia di carte, scritture e
libri manoscritti→ vietata la vendita senza il controllo del Prefetto degli Archivi Segreti
Vaticani+ garantito diritto di Prelazione allo stato, alle pubbliche biblioteche e ai Privati
interessati sull’acquisto di “tutte le carte rilevanti”.
 1820 Editto Pacca sopra le antichità e gli scavi, modellato sul chirografo di Pio VII → più
completo, organico e moderno testo normativo sulla protezione del patrimonio
storico/artistico:
- Struttura amministrativa decentrata su modello francese→ Accanto alla commissione
romana di Belle Arti istituite Commissioni Ausiliari Provinciali nelle delegazioni attraverso
cui il Legato Apostolico è investito della responsabilità dei beni→ Ad esse raccomanda il
rispetto delle tradizioni popolari
- -Catalogazione strumento principale per la tutela
- -Commissioni devono visitare generalmente presso i Proprietari per apporre i vincoli a
quelli considerati “di singolare e famoso pregio” →Beni vincolati sono sottoposti a rigido
controllo (analogo a quello attuale) e i proprietari in caso di alienazione sono obbligati a
denunciare l’atto sotto la pena della perdita degli oggetti.
- Si ripropone legislazione relativa all’estrazione, agli scavi, alla demolizione, manomissione,
modificazione o rimozione di edifici antichi → proprietari delle terre su cui sorgono
monumenti responsabili di essi
- Tassa doganale del 20% per sfavorire l’esportazione
- Pene precedenti mitigate e rese più realistiche

 Editto preso come modello di riferimento per le legislazioni degli stati preunitari e successivi: lo
imitano il Regno di Napoli, Il Granducato di Toscana e Modena

L’eccezione liberista sabauda


Solo nel 1832 Giunta di antichità e belle arti con il compito di promuovere la ricerca e assicurare la
conservazione senza comunque ledere il diritto di proprietà

L’unità d’Italia e i fedecommessi


Unità d’Italia guidata dal regno sabaudo basato ancora sui principi del liberismo che si
ripercuotono in tutte le leggi emanate.

FEDECOMMESSO: Disposizione testamentaria, viene dal diritto romano→ Vincola l’erede a


conservare e trasmettere l’eredità a una persona designata.
↳Con Giustiniano limitato a 4 generazioni mentre nel Medioevo senza limitazioni, ad
infinitum. Strumento efficace per evitare la dispersione di collezioni. Molto importante
nella Roma del 500, Nel 600 viene disciplinato.
 1631 Urbano VIII istituisce archivio urbano dove vengono registrati i Fedecommessi.
 1678 Cardinale Francesco Barberini primo esempio di fedecommesso artistico→ stabilisce
l’inalienabilità e indivisibilità di tutta la sua collezione artistica e della sua biblioteca, data in
eredità al suo primo erede.
 Il fedecommesso è stato criticato dagli illuministi, in base alle idee di libertà, rispetto del
diritto di proprietà e libera circolazione dei beni→ Abolito dalle leggi Rivoluzionarie e
Napoleoniche, ritorna con la Restaurazione.
↘︎Nello stato pontificio reintrodotto da Pio VII nel 1816 ma limitato a
palazzi, collezioni d’arte e d’antichità e biblioteche + commissione di
esperti deve valutare se sono di valore per porre il vincolo
 1848-9 Repubblica Romana ri abolisce il Fedcom aprendo un vasto dibattito tra i diritti
inalienabili della proprietà privata e dell’uso pubblico delle raccolte artistiche
 1865 Codice Civile Unitario abolisce l’Istituto del Fedecommesso
 1870 Annessione di Roma al Regno d’Italia → dovrebbe entrare in vigore il codice civile
unitario ma regio decreto sospende l’abolizione del fedecommesso a Roma e provincia.
 1871 Entra in vigore il CCI tranne per le collezioni e biblioteche gravate da fedecommesso
che devono rimanere indivisibili e inalienabili→ Malcontento dei Nobili Romani privati della
loro maggiore ricchezza (la vendita di opere agli altri paesi).
 1883 principe Tommaso Corsini vuole vendere palazzo allo stato e donargli la collezione ma
è impedito dalla disposizione del 71→ emana legge: le collezioni fedecommissariate
possono essere vendute allo stato, ai comuni, alle province e agli enti morali laici che ne
garantiscano la conservazione e l’indivisibilità.
↘︎Nel corso del decennio quasi tutte le collezioni fedecommissariate vengono acquistate
dallo stato (tranne Doria, Colonna e Torlonia)
L’espropriazione del patrimonio ecclesiastico
Questione dell’espropriazione dei beni degli enti ecclesiastici → più che espropriazione è una
liquidazione
↘︎quando si costituisce il Regno di Italia il territorio è vasto ma ci sono molti problemi: economici,
culturali (→analfabetismo), disomogeneità nell’organizzazione dei territori.
↘︎per ottenere ricchezze e fondi lo stato si appropria dei beni degli enti ecclesiastici (terreni,
edifici e beni mobili) →erano diffusissimi e c’erano molti privilegi degli ecclesiastici
• 1855 leggi Siccardi-Rattazzi (nel regno di Sardegna) → limitano privilegi e iniziano le
appropriazioni. Si distinguono gli scopi perseguiti dagli ecclesiastici (culto, istruzione, assistenza
sanitaria): si stabiliva che gli edifici adibiti a questi scopi rimanevano agli ecclesiastici (con tutti i
beni mobili che contenevano), mentre tutti gli altri beni immobili di proprietà ma non rivolti a
questi scopi venivano acquisiti dallo Stato.
→queste stesse disposizioni vengono applicate su tutto il territorio
• 1861 Morelli e Cavalcaselle stilano il primo catalogo di beni incamerati dallo stato
• 1866-67 emanate due nuove leggi che ricalcano la legge Siccardi-Rattazzi: lo stato riunisce tutti
questi beni immobili (terreni ed edifici) nel Fondo per il Culto (equivale all’attuale demanio)
→molti edifici servono allo Stato per esercitare le sue funzioni. Tutti i beni mobili vengono
donati agli enti locali → unica eccezione sono i Monumenti Nazionali
- Grandi complessi unitari come abbazie devono rimanere indivisibili - non vengono separate i
mobili dagli immobili (es. Montecassino, Monreale, Certosa di Pavia). Lo stato paga le spese di
manutenzione ma vengono gestite dagli ecclesiastici che li occupavano.
Nel 1864 la capitale era stata spostata a Firenze provvisoriamente →né Torino né Firenze erano
adeguate ad essere una capitale moderna (es rivoluzione urbana di Parigi o Vienna). Tutto questo
cambia la fisionomia dell’Italia.
Roma era una città piccola (200.000 abitanti) ed era stata per secoli sede del papato che era uno
stato molto conservatore →aveva bisogno di risorse economiche per diventare una vera e propria
capitale.

Verso l’organizzazione amministrativa e la legge di tutela del patrimonio artistico


Dopo unità d’Italia necessario emanare una legge unitaria che superi il particolarismo degli stati
preunitari. Le due correnti (protezionista e liberista) continuano a combattersi.
Il settore dei beni culturali era parte integrante del Ministero della Pubblica Istruzione:
 1875 Ruggero Bonghi istituisce la Direzione Generale degli Scavi e dei Musei + Biblioteca
Nazionale Centrale e Museo Etnografico
 1881 Rinominata Direzione Generale dell’Antichità e delle Belle Arti → Vari cambiamenti, non
si riesce a trovare accordo per emanare legge di tutela
↘︎Codice Civile Unitario del 71 aveva stabilito che in attesa di una
legge unitaria rimanevano in vigore le leggi precedenti (a Roma
Editto Pacca)
 1902 Legge Nasi sulla conservazione dei monumenti e degli oggetti di antichità e d’arte→
frutto di compromesso tra le due correnti=insoddisfacente + carente per quanto riguarda
l’esportazione
 1903 Legge che completa la Nasi stabilendo che è vietata l’esportazione degli oggetti di sommo
pregio e già inseriti nel catalogo.
 1907 Vengono istituite le Soprintendenze → uffici dipendenti dalla direzione generale e spasi
sul territorio, si occupano dell’amministrazione.
 1909 Legge Rosadi (parlamentare toscano appassionato di belle arti, sottosegretario del
ministro Rava) sostituisce la legge Nasi e costituisce l’ossatura delle leggi future→ Sottopone a
protezione le cose di interesse storico/artistico/archeologico, escluse quelle fatte da autori
viventi o eseguite da meno di 50 anni.

La protezione del paesaggio e delle bellezze naturali


Dalla seconda metà dell’800 il territorio italiano conosce un rapido cambiamento per effetto della
rivoluzione industriale. Cambia il rapporto tra città e campagna → necessità di ridisegnare l’assetto
urbano.
 1905 Legge Rava: prima legge sulla tutela del paesaggio → Riguarda solo la pineta di Ravenna
(Classe), da sempre importante sul piano paesaggistico e già difesa nel 500 da Sisto V,
celebrata da artisti e letterati e luogo della morte di Anita Garibaldi, eroina rinascimentale→
Vincolata la porzione di territorio Intangibile (non può essere alterata) e Inalienabile.
 Legge Rava viene approvata contemporaneamente all’istituzione della commissione per
riformare la legge Nasi→ Ne è a capo Rosadi determinato a inserire nei beni anche i
monumenti naturali che abbiano un interesse storico/artistico.
↘︎non accettato dal Senato, composto da grandi proprietari terrieri preoccupati che
le loro proprietà venissero vincolate.
 1912 legge di emergenza, che va a completare la legge Rosadi, per tutelare le Ville Storiche:
beni immobili messi a rischio dal fervore edilizio dell’epoca → Si vincolano le ville storiche, con
i loro parchi e giardini, che abbiano interesse storico-artistico. Viene salvata Villa Aldobrandini
a Frascati minacciata da forti pressioni.

-Prima guerra mondiale 15-18→ Danni dei bombardamenti limitati nella parte nord dell’adriatico

 1920 Benedetto Croce ministro della pubblica istruzione e Rosadi sottosegretario


↳ Gli viene rivolto appello dal sindaco di Capri Edwin Cerio per salvaguardare la bellezza e la
specificità dell’isola invocando l’applicazione della legge sulla tutela del paesaggio.
Vengono invitati tutti i comuni italiani a mandare una scheda che elencasse tutte le bellezze
naturi
 1922 Emanata Legge Croce per la tutela delle bellezze naturali e dei luoghi di particolare
interesse storico.
 Istituiti i primi parchi nazionale: 1922 Gran Paradiso 1923 D’Abruzzo + 1931 A Firenze mostra
del Giardino Storico

Sia la Legge Rosadi (1909) che la Legge Croce (1922) sostituite dalla legge Bottai nel 1939

Il Ministro Bottai e l’”Azione per l’Arte”


Riorganizzazione dell’amministrazione statale nel ventennio fascista
 Giuseppe Bottai, intellettuale fascista→ Ministro della pubblica Istruzione dal 36 al 43
↳Azione Per L’Arte:
-Creazione istituto centrale del restauro e del Libro
-Riorganizzazione delle sovrintendenze
-Creazione dell’ufficio per l’arte contemporanea
-Creazione sovrintendenza per l’arte contemporanea

 Giugno 1939 Leggi Bottai:


-L.1089 sulla tutela delle cose di interesse storico-artistico
-L.1497 sulle bellezze naturali
Elaborate da due commissioni diverse che seguivano stesse direttive: formate da importanti
giuristi, giovani storici dell’arte (Gca), artisti e architetti → individuano e riconoscono i beni, li
sottopongono a tutela, si occupano della conservazione, della circolazione e delle sanzioni
previste per la violazione→ sottopongono a tutela tutte le cose di interesse storico-artistico-
archeologico e le bellezze naturali individuali o di insieme
↳ Vigenti per i successivi 60 anni e alla base della legislazione attuale

 Legge 1150 del 42 riguarda urbanistica e edilizia→ non rientrano più nel settore della cultura
 Legge del 2%→ diventa legge nel 42 ma prevista già dagli anni trenta→ nasce da una prassi che
era in voga negli 20 anni: quando si realizzava opera pubblica il 2% dell’importo generale
veniva stanziato per l’abbellimento/decorazione dell’opera stessa

L’art. 9 della Costituzione e la Ricostruzione


Dopo la fine della seconda guerra mondiale Italia distrutta:
-Infrastrutture danneggiate o distrutte, patrimonio edilizio danneggiato dai bombardamenti o
dall’abbandono
-Precauzioni per proteggere il patrimonio storico-artistico durante la guerra ma troppo ampio
↳Legge 1150 del 42 (edilizia urbanistica) troppo vincolante (licenze, autorizzazioni, ecc.) per
ricostruire le infrastrutture e gli e alloggi
1945 Emanati piani di ricostruzione con finanziamenti → rinviati e prorogati fino al 58→ minor
controllo sull’urbanistica porta ad uno sviluppo edilizio negativo

1955 creata l’associazione Italia Nostra→ intellettuali che reagiscono contro la distruzione del
territorio

1960 creata Associazione Nazionale dei Centri Storico Artistici (ANCSA) → ricostruzione aveva
interessato soprattutto le periferie mentre i centri storici avevano subito danneggiamenti ma non
erano stati recuperati→ trovare un modo di intervenire che fosse coerente ed adeguato alle
caratteristiche della città antica→ Risanamento Conservativo
↳Consolidare e restaurare le parti preesistenti e dotarle di standard moderni→ es. Bologna
fine anni 60 recuperata nel suo centro integralmente

Costituzione→ legge fondamentale, prevede e detta i principi fondamentali


46-47 lavori dell’assemblea costituente→ entra in vigore 1° gennaio 1948

Primi dodici articoli sono i principi fondamentali


 Articolo 9 espresso in due commi→ principi generali che regolano il settore della cultura.
- La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica
- Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione
La Repubblica→ è l’insieme di tutti gli enti che compongono l’amministrazione Italiana= non
solo lo Stato ma anche tutti gli enti locali
Promuove→ ha accezione dinamica. Si supera concezione statica della tutela in favore di una
concezione dinamica/propulsiva. Collegando i due commi non semplice promozione ma azione
diretta per favorire lo sviluppo culturale del paese.
↘︎La Repubblica, in quanto “Stato di Cultura”, promuove ed eleva la
cultura, la spiritualità e la personalità dei cittadini in armonia con l’art. 3
(principio di uguaglianza)
Non si parla più di “bellezze naturali”, che aveva un’accezione troppo superficiale, si ritorna ai
termini di inizio 900 (es. 1912). Patrimonio= accezione di insieme di cose

 Articolo 33 va letto insieme all’art. 9


- L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento
- La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli
ordini e gradi
- Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituiti di educazione, senza oneri per lo Stato
- La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve
assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello
degli alunni di scuole statali
- È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la
conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale
- Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti nei
limiti stabiliti dalle leggi dello stato

La Commissione Franceschini e La nascita del Ministero


Questione della dizione Bene Culturale→ non è un termine usato nella prima parte del 900 (cose
di interesse artistico o patrimonio storico artistico e archeologico)
 1954 si crea commissione inter-alleata a Berlino per occuparsi degli aspetti più immediati e
urgenti (sorta di protezione civile). Per la prima volta si usa il termine Bene Culturale.
 1954 Convezione UNESCO dell’Aja → protezione del patrimonio culturale in caso di conflitto
armato. Riprende il termine.
 1954 Commissione Europea a Parigi “Per lo studio della storia, della lingua e della civiltà dei
paesi aderenti. Estende il termine Bene culturale anche al patrimonio e alle attività culturali.
↳Il termine trova delle resistenze in Italia
↘︎
 1964-69 Commissione Franceschini Istituita commissione parlamentaria di inchiesta sul
patrimonio culturale chiamato però “cose di interesse storico artistico, archeologico e del
paesaggio”
↳Presieduta da Francesco Franceschini con il compito di:
- Indagare sulla condizione attuale
- Lavorare ad una proposta di aggiornamento
Pubblicati i risultati della ricerca: 84 dichiarazioni e 9 Raccomandazioni in cui viene data una
definizione di bene culturale: “testimonianza materiale avente volere di civiltà” e si propone di
separare il settore dei beni culturali dalla pubblica istruzione.
↘︎Non vengono accettate tutte le proposte→ Istituite altre due commissioni presiedute da
Antonino Papaldo nel 1968 e nel 1971= Elaborano un disegno legge con un ministero
autonomo. → Neanche questo viene accettato. Commissioni non danno risultati immediati
ma aumentano consapevolezza.
 1974 Giovanni Spadolini propone di istituire nuovo ministero→ Ministero per i Beni Culturali
e Ambientali→ attraverso Decreto Legge (Convertito in legge nel gennaio 75)
↳ Dopo aver sottolineato l’inscindibilità tra bene culturale e ambientale, Spadolini precisa
anche il legame tra tutela e valorizzazione. Durante la discussione in parlamento viene portato
all’interno del ministero il settore degli archivi, precedentemente nel ministero degli interni.
↘︎Strana nascita di un ministero da una situazione di Emergenza, con un
decreto legge e destinato a rimanere di scarso peso politico e nel bilancio
generale.
Legge= Atto normativo dopo la discussione di un decreto legge davanti alle due camere, firma del
presidente della Repubblica, pubblicato nella gazzetta ufficiale.
↳ In Casi di Emergenza il governo ha la possibilità di emanare degli atti normativi:
Decreto Legge= Atto Normativo emanato dal governo in casi straordinari di necessità ed urgenza
ed entra in vigore subito, deve essere presentato al parlamento e alle camere subito così che ne
possano discutere entro 60 giorni. È un atto avente forza di Legge.
Decreto Legislativo= Atto Normativo emanato dal governo, non in caso di straordinaria urgenza,
ma per determinare materie o situazioni che richiedono una determinata ponderazione. Il
parlamento emana legge delega con cui autorizza il governo ad emanare un decreto legislativo ma
entro un determinato tempo e secondo le direttive che la legge delega decreta

Il decentramento e le leggi di fine Novecento


 1971 Legge Pieraccini sulla falsificazione di opere d’arte
 1982 Legge su agevolazioni fiscali in campo culturale
 1984 Legge Galasso= Completa la seconda legge Bottai (1497/39) nel campo dell’ecologia e
dell’ambiente. Legge di tutela ambientale di determinate tipologie ambientali es rive del mare
entro 300 metri, cime delle montagne ecc. → Le regioni devono individuare praticamente
queste tipologie

Fenomeno del Decentramento→ è il contrario rispetto all’accentramento post-unitario


↳passaggio di funzioni e competenze dallo stato centrale agli enti locali

Nella Costituzione c’è una parte dedicata agli enti→ vengono istituite le regioni, divise in statuto
speciale e ordinario. Quelle a statuto speciale hanno avuto ordinamento diverso e hanno
cominciato a funzionare subito mentre quelle ordinarie sono entrate in vigore in pratica dagli anni
70: lo stato non aveva concesso delle materie alle regioni, come l’urbanistica, i musei o le
biblioteche degli enti locali.
↳Alla fine degli anni 80/inizio 90 le regioni rivendicano maggiori autonomie:
 1997 Legge Bassanini 59/97→ avviene nuovo decentramento attraverso un decreto legislativo:
indica quali erano i settori che dovevano rimanere statali e quali passavano alle regioni (es
sanità e istruzione)
- Nei Beni Culturali la Tutela restava allo stato mentre la Valorizzazione alle regioni

 1998 Decreto Legislativo 112/98→ riprende distinzione tutela-valorizzazione e da delle nuove


definizioni di bene culturale: Testimonianza avente valore di civiltà→ Cade l’aggettivo
“materiali” = si comincia a parlare di beni culturali immateriali.

 Decreto legislativo 368/98→ Riguarda l’amministrazione del ministero che cambia


denominazione= Ministero per i Beni e le Attività Culturali

 1997 Legge Veltroni 352/97→ Sia ministro dei beni culturali che vicepresidente del consiglio,
peso politico maggiore

- Art. 1 è contenuta una delega al governo per riunire e coordinare tutte le disposizioni
legislativa in materia culturale e ambientali: è quindi una legge delega per l’emanazione di un
testo unico. → Operazione fatta in vari settori in concomitanza con il secondo decentramento
- Direttive erano molto sintetiche e coincise→ 1 Nominare commissione che riunisse e
coordinasse tutte le disposizioni, le collegasse fra loro (rivedendo i termini) e le armonizzasse
con dei principi che erano stati dettati dalla legge 241/90 sul procedimento amministrativo→
Dava indicazioni chiare a tutela del cittadino sui principi amministrativi, principio di
trasparenza.
Procedimento Amministrativo è una serie di atti che vengono compiuti dalla pubblica
amministrazione in una certa materia per ottenere un certo risultato

Alla fine del 99 viene emanato il Testo Unico n.490 che riunisce e coordina tutte le disposizioni in
materia di beni culturali e ambientali, apportando solo le modifiche necessarie al riordino e alla
semplificazione

La riforma costituzionale e il codice dei beni culturali e del paesaggio


Decentramento dava luogo a difficoltà di comprensione per cui si è deciso di intervenire a livello
superiore
 2001- Riforma del Titolo V della costituzione
- Enti locali trasformati in Enti Territoriali
- Introduzione della città metropolitana come nuovo ente territoriale
- Ribadisce le scelte della legge Bassanini, distinguendo le materie dello stato e delle
regioni ma con deli aggiustamenti
 Nel 2002 si è emanata una nuova legge delega per un decreto legislativo per emanare codice
dei beni culturali e del paesaggio
 22 Gennaio 2004 decreto legislativo 42/2002 emana il codice

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