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IL CODICE MOROSINI

Il mondo visto da Venezia (1094-1433)

Edizione critica, introduzione,


indice e altri apparati
di ANDREA NANETTI

TOMO PRIMO

Introduzione
e Cronaca-Diario dal 1094 al 1413
(fino a tutto il dogado di Michele Steno)

FONDAZIONE
CENTRO ITALIANO DI STUDI SULLALTO MEDIOEVO
SPOLETO
2010
INDICE

DEDICA .................................................................. pag. IX

PREFAZIONE ............................................................. XI

TABULA GRATULATORIA .............................................. XXI

INTRODUZIONE AL CODICE MANOSCRITTO ......................... XXV


1 - Collocazione e provenienza ......................... XXV
2 - Legatura ..................................................... XXVII
3 - Supporto scrittorio Architettura della pagi-
na Fabbricazione del codice .................... XXIX
4 - Qualificazione e aspetto generale della scrit-
tura ........................................................... XXXV
5 - La fortuna del manoscritto tra Sette e Nove-
cento ......................................................... XXXVI
6 - Criteri adottati per ledizione ...................... XLIII
6.1 Considerazioni per una critica testuale di un ori-
ginale autografo ......................................... XLIII
6.2 Criteri grafici di trascrizione ........................ XLV
6.3 Interventi in diversa grafia .......................... LVI

INDICE DELLE FIGURE PRESENTI NELLINTRODUZIONE ........... LXI


VI INDICE

IL CODICE MOROSINI
edizione critica

Valore dei segni diacritici utilizzati nelledizione del


testo ................................................................ pag. 2
Sigle dei libri biblici citati ..................................... 2
Sigle utilizzate nelle note al testo ........................... 2

32. Vitale Falier (1084 1095 o 1096) ................... 3


33. Vitale I Michiel (1095 o 1096 1101 o 1102) ..... 4
34. Ordelaffo Falier (1101 o 1102 ex. 1116 o in.
1117) ............................................................... 5
41. Enrico Dandolo (1192 1205) ......................... 5
42. Pietro Ziani (1205 1229) ............................... 11
43. Iacopo Tiepolo (1229 1249) .......................... 20
44. Marino Morosini (1249 1253) ........................ 24
45. Renier Zen (1253 1268) ................................ 26
46. Lorenzo Tiepolo (1268 1275) ........................ 37
47. Iacopo Contarini (1275 1280) ........................ 38
48. Giovanni Dandolo (1280 1289) ...................... 38
49. Pietro Gradenigo (1289 1311) ........................ 42
50. Marino Zorzi (1311 1312) ............................. 51
51. Giovanni Soranzo (1312 1328) ...................... 52
52. Francesco Dandolo (1329 1339) .................... 54
53. Bartolomeo Gradenigo (1339 1342) ............... 58
54. Andrea Dandolo (1343 1354) ........................ 59
55. Marino Falier (1354 1355) ............................ 83
56. Giovanni Gradenigo (1355 1356) ................... 85
57. Giovanni Dolfin (1356 1361) ......................... 89
58. Lorenzo Celsi (1361 1365) ............................ 94
59. Marco Corner (1365 1368) ............................ 100
60. Andrea Contarini (1368 1382) ....................... 102
61. Michele Morosini (10.VI 5.X.1382) ................. 167
62. Antonio Venier (1382 1400) .......................... 169
63. Michele Steno (1400 1413) ........................... 200
64. Tommaso Mocenigo (1414 1423) .................. 531
65. Francesco Foscari (1423 1457) ...................... 946
INDICE VII

APPARATI

PER UNO STUDIO DELLOPERA STORIOGRAFICA .................... pag. 1721


1 - Tempi e modalit di stesura del codice mano-
scritto ........................................................ 1721
2 - Notizie biografiche sullautore: Antonio di
Marco Morosini (ca.1368-post 1433) .......... 1729
3 - Le fonti narrative fino al 1400. Aspetti e pro-
blemi presentati dalla tradizione cronachisti-
ca veneziana e in particolare dalla cronaca
di Enrico Dandolo e dalle cronache della
Famiglia B ................................................. 1733
4 - Dalla cronaca al diario (1400-1433) nel filo-
ne della storiografia veneziana in volgare tre
e quattrocentesca ....................................... 1735

APPENDICE I - PER UNA CRONOLOGIA DEI DOGI DI VENEZIA 1749

APPENDICE II - PER UN REPERTORIO DELLE EDIZIONI A


STAMPA DI CRONACHE VENEZIANE ............................. 1759

BIBLIOGRAFIA ........................................................... 1815


1 - Fonti documentarie ..................................... 1815
2 - Fonti narrative ............................................ 1819
3 - Fonti a penna ............................................. 1827
4 - Codicologia, paleografia, ecdotica, lessico-
grafia e linguistica veneta ........................... 1828
5 - Inventari, cataloghi e saggi per codici di ma-
teria veneta ................................................ 1833
6 - Storiografia veneziana ................................. 1836
7 - Altre opere utilizzate per la stesura dellindice 1841

INDICE DEI NOMI DI PERSONA, DI LUOGO E DELLE COSE NO-


TEVOLI FINO A TUTTO IL DOGADO DI TOMMASO MOCENI-
GO, 4.IV.1423 .................................................... 1853
PREFAZIONE

Lautore stesso definisce il carattere di ordinato componimento


storiografico della sua opera connotandola pi volte nel corso della
narrazione con le espressioni questa cronica, questo libro, questa
scrittura 1; in particolare alla carta 435[b] (II, 113r; qui 65.397)
la definisce questa scritura over cronicha de Veniexia. Cionono-
stante, per quanto verr qui di seguito illustrato analizzando i tempi
e i modi della stesura del codice manoscritto, si pu ben dire che
questa opera, pur traendo le mosse dalla tradizione cronachistica
veneta trecentesca in volgare, si trasforma a poco a poco in un vero
e proprio diario, lasciando unopera aperta che verr continuata per
tutto il Quattrocento a cominciare da Giorgio Dolfin (1433/4-1457)
fino a Girolamo Priuli (1494-1512) e a Marin Sanudo il giovane
(1496-1533).
Il valore storico delle fonti diaristiche venete noto e apprezza-
to per luso fattone come miniera dinformazioni dalle storiografie
nazionali europee e dagli storici del Rinascimento sin dalla pubbli-
cazione a stampa dei Diarii di Marin Sanudo il giovane tra 1879 e
1903. Luso intensivo dei Diarii dovuto alla ricchezza dinforma-
zioni di prima mano in materia politica ed economica tanto interna
quanto internazionale proveniente da citt di tutta Europa, dellA-
frica del Nord e dellAsia occidentale. Ma la loro importanza com-
plessiva sembra essere meglio comprensibile oggi di quanto non lo

1
Confrontare ad esempio le carte 77[a], 110[b], 136, 138[b], 152[a], 191[a],
224[b], 265[b], 268[b], 273[a], 282[a], 510[a], 574[a], 593[a], 594[a], 599[a], 602[b].
XII PREFAZIONE

sia stato nel secolo scorso. Infatti i Diarii sono una fonte primaria
non solo per lo studio della storia di singole citt o nazioni ma
principalmente per investigare come le interazioni reciproche di
queste citt e nazioni hanno determinato la storia globale nel
contesto geopolitico mondiale del secolo XV (diciamo, per Vene-
zia, dalla battaglia di Ankara nel 1402 alla battaglia di Agnadello
nel 1509). Possiamo infatti guardare a questo processo storico attra-
verso la rete informativa di una repubblica estremamente potente,
le cui decisioni potevano determinare eventi e conseguenze di lun-
ga durata anche in regioni molto lontane dalla sua citt capitale
Venezia.
Per il Morosini la chomunitade de la Dogal Signoria (63.105),
cio Venezia individuata nellorgano direttivo del potere esecutivo,
teneva a massimo bene comune, che tutti gli altri in definitiva pola-
rizzava, in quanto riconosciuto come necessit vitale, la prosperit
del mercato rialtino, il cuore della huniversitade de tuta la tera de
Veniexia (63.135). In termini macroeconomici, difendere la conti-
nuit di questo luogo privilegiato di scambi tra lEuropa continen-
tale e il Mediterraneo orientale, significava assicurarsi la circolazio-
ne tendenzialmente monopolistica di quellamplissimo spettro mer-
ceologico, che va dal sale ai pellegrini; insistendo, a seconda delle
epoche e della congiuntura, sulle materie prime come legname e
ferro, sulle spezie che vegniva de cavo del mondo (65.993), sui
prodotti dellartigianato di lusso come sete, perle, gioielli e codici
manoscritti, sul settore tessile o sulle derrate alimentari.
Morosini evidenzia come Venezia debbe perseguire una politica
sia interna sia internazionale costantemente attente nel verificare
lefficacia delle barriere poste allentrata della propria rete commer-
ciale, adeguandone le strutture in modo tempestivo ma sempre, co-
mera consuetudine, in via sperimentale e con decisioni collegiali,
in relazione ai mutamenti degli assetti politici sociali ed economici,
che occorrevano non solo nelle aree geografiche, in cui erano pre-
senti i suoi mercanti, ma anche in tutte quelle regioni, talvolta lon-
tanissime, che potevano in qualche modo influenzare lafflusso del-
la marchadantia nei punti di scambio direttamente frequentati dai
mercanti stessi, oppure il deflusso delle merci da Venezia.
La rete delle vie di comunicazione era linfrastruttura, cio lin-
sieme dimpianti, che condizionava il bem de la salude de la citade
de Veniexia (63.234 e 409). E questo non era solo il punto di vi-
PREFAZIONE XIII

sta della tradizione storiografia veneziana come stigmatizzata dal


noto passo del cancellier grande Raffaino Caresini (1390) sulla
politica del doge Andrea Contarini (1368-1382): ducalis excellentia
prudentissima meditatione considerans proprium Venetiarum esse
mare colere, terramque postergare; hinc enim divitijs et honoribus
abundat, inde saepe sibi proveniunt scandale et errores... (cfr. Ca-
resinis, ed. 1923, p. 58). Ma questa era la politica del secolo XIV.
Durante i dogadi di Michele Steno e di Tommaso Mocenigo sapri-
vano le porte a nuove politiche che il Morosini vide consolidarsi
durante il primo decennio del dogado di Francesco Foscari. Nei te-
sti latini e greci dellalta cultura medievale, a cominciare da Cas-
siodoro, era viva e caratterizzante la consapevolezza che lesistenza
della comunit dei venetici, e non solo lattivit economica dei suoi
abitanti, pur insistendo sulle vie endolagunari tra Aquileia/Grado e
Ravenna/Classe e sulle vie fluviali dellItalia settentrionale dal Del-
ta del Po alla Langobardia, dipendeva in realt dallessere parte in-
tegrante di quel mondo cosmopolita, che trovava nelle rotte medi-
terranee il suo tradizionale e principale sistema di collegamenti; il
mondo in cui nasce Venezia come comunit politica e sinecismo
urbano, in quel sistema codificato di rapporti che chiamiamo citt.
La circolazione delle merci e delle informazioni, con cui far
crescere e prosperare il mercato rialtino, poggiava sulla capacit
politica della societ veneta di assicurarsi e garantirsi la praticabili-
t delle vie di comunicazione, attraverso formule sperimentali sem-
pre nuove, che, nonostante il variare del numero e del valore dei
fattori, dessero ogni volta il medesimo risultato: far la marchadan-
tia pacifichamente (63.316). Una realt questa, sentita e vissuta in
modo tuttaltro che semplicistico, nella consapevolezza che tutti i
soggetti del discorso commerciale, pur auspicando sempre la pace,
si erano formati grazie alle guerre e con quelle modellavano i pro-
pri instabili confini e risolvevano molte delle proprie incertezza
interne.
In questo quadro il Morosini segue levolversi della politica ve-
neziana, come un luogo storiografico privilegiato dosservazione e
di riflessione su un tema centrale per la storia di Venezia: la ferma
volont di perpetuare la propria infrastruttura sociale, cos come era
venuta concretizzandosi tra XII e XIII secolo nella costituzione co-
munale e nelle istituzioni coloniali dei possedimenti da mare, attra-
verso un continuo ripensare a come influenzare diplomaticamente
XIV PREFAZIONE

ed economicamente, ma anche militaremente, il sempre mutevole


assetto del governo globale della penisola italica, del mondo me-
diterraneo e delle monarchie atlantiche.
Il Morosini ha la consapevolezza e ci fornisce le prove dei le-
gami profondi che collegavano eventi politici ed economici interna-
zionali ai cammini della marcadantia. Ad esempio tra la fine del
1418 e linizio del 1419 si sottolineano chiaramente i collegamenti
tra il rapimento degli ambasciatori veneti Roberto Morosini e Fan-
tin Michiel di ritorno da Norimberga, i rapporti con lUngheria, il
viaggio di Soria delle cocche da mercato, lattacco di Aleppo avve-
nuto poco prima, il problema dei pirati, la guerra tra Francia e In-
ghilterra, lelezione del nuovo papa, ecc. La cronaca-diario del Mo-
rosini una fonte primaria per lo studio della gestione dellinfor-
mazione nella Venezia del primo Quattrocento.
Lautore registra fino al 1433 tutte le informazioni che influen-
zarono in qualche modo la previsione economica sullandamento
del commercio nel mercato di Rialto, il cuore della Veneta Repub-
blica. Le sue principali fonti furono le lettere dei mercanti, i di-
spacci degli ambasciatori veneti, e tanta parte della documentazione
che giungeva alle autorit publiche veneziane per via ufficiale e at-
traverso i privati. Lambito geografico copre tutto il Mediterraneo
spaziando a nord fino a Londra e a Bruges, come ad est fino al
Mar Nero, alle regioni russe e caucasiche, alla Siria ed al Golfo
dArabia; i confini sono assimilabili culturalmente a quelli del-
limpero romano ai tempi di Traiano ovvero alle terre in cui le vie
di comunicazione diffusero la Peste Nera attorno al 1348.
Per dar modo allo specialista e al lettore preparato di entrare
subito nel vivo della natura storiografica del testo della cronaca-
diario di Antonio di Marco Morosini, propongo di prestare atten-
zione al collegamento di alcune emergenze contenutistiche con i
corrispondenti settori della storiografia tradizionale europea, riman-
dando alle relative voci dellIndice per i paragrafi della cronaca-
diario e alla prima parte dellIntroduzione per i riferimenti biblio-
grafici. Il filo conduttore sar il rapporto tra documento darchivio
e testi cronachistici. Leccezionalit e il valore di questopera risul-
teranno cos effettualmente e immediatamente chiare, a cominicare
dalle notizie contemporanee su Timur leng prima della battaglia di
Ankara (1402), sulle rotte della Tana (Azov, Russia) nei primi due
decenni del secolo XV, su Giovanna dArco, su diverse battaglie
PREFAZIONE XV

terrestri e navali, sui rapporti veneto-ungheresi, sui viaggi delle ga-


lee di mercato e delle cocche, sullespansione portoghese nei porti
delle coste atlantiche e mediterranee dellAfrica nord-occidentale,
ecc. Il tutto espresso in modo semplice e diretto senza falsi pudo-
ri in unopera che pervasa da una profonda piet religiosa. Luo-
mo, per come lo sente e lo vede Morosini, a la mercede de Dio
(63.270), di quel Dio glorioso dal qual tute gracie prociede
(63.318) che sempre si ringrazia tanto nella buona sorte (hogni
cosa prospera chon gracie referando a Dio, 60.98) quanto in
caso di sventure, e per la cui grazia spesso sinvoca pi linterces-
sione di S. Marco che quella della Madre. Lattivit delluomo
buona e giusta quando va a honor de lonipotente Dio glorioxo e
del protetor nostro misier sam Marcho e de tuta la chorte de vita
eterna da la qual prociede senpre tute gracie (63.192). La vittoria
e il successo sono i segni dellapprovazione divina (a gloria sia del
nostro signor Dio e a onor e stado del Comun de Veniexia,
64.1046) e i nemici sono chontra Dio e la replubicha, chontra la
chomunitade de Veniexia (63.756).
Veniamo allesemplificazione. Confrontando i passi relativi a
Zeta/Montenegro con i Monumenta serbica editi da Miklosich e
con gli Acta Albaniae Veneta dallanno 1396 in poi, si hanno
esempi di come i documenti darchivio offrano molti pi dettagli
rispetto ai passi cronachistici che trattano degli stessi eventi, ma al-
lo stesso tempo di come la cronaca entri maggiormente nel vivo
degli avvenimenti con narrazioni puntuali di elementi che vanno ol-
tre quanto riportato nei documenti. E questo a maggior ragione se
si pensa che per la dinastia dei Balsha la fonte narrativa contempo-
ranea/pi antica il Morosini e se si nota che la storiografia di set-
tore lo ha fino ad ora utilizzato senza saperlo e solo indirettamente
attraverso altre cronache posteriori, come testimonia Rozman
(1998, p. 264): The dynasty of the Balshids has not found a chro-
nicler of its own. Thus our narrative sources are resctricted to Ve-
nice, and in specific cases Ragusa [cfr. Resti, Chronica Ragusina ...
usque 1451, Zagreb 1893] and Serbia [but none of the them relates
specific information on conflicts with Venice, p. 265]. All of the
major Venetian chronicles on the early fifteenth century deal with
Balsha III, but it is three chronicles in particular who include im-
portant and original material [all of them derives from the Morosini
chronicle]: the Cronaca Dolfina [Giorgio Dolfin, Venezia, Bibliote-
XVI PREFAZIONE

ca Marciana, VII 794 (8503)] is, as Jorga has already noted, the
most valuable source on the Balsha war by far. It contains detailed
accounts of, for example, the fall of the fortress of Drievasto in
1419 (ff. 744 e 749, cfr. Iorga, I, p. 294), which are evidently ba-
sed on information from eye-witnesses; the Cronaca Contarina
[Donato Contarini, Venezia, Biblioteca Marciana, VII 95 (8610)]
contains in particular an account on a legation of Balsha in 1420 to
Venice (cfr. Iorga, I, p. 307). It is the Lives of the Doges by Mari-
no Sanudo the younger (ed. 1733; see Cozzi, in Pertusi, La storio-
grafia cit. pp. 333-358), which uses the greater part of the accessi-
ble earlier Venetian material and is thus, as the only chronicle pu-
blished as yet, the main narrative source. It covers the major events
from 1403 to 1421. Sanudo uses the Dolfina [or the Morosini?]; he
shortly retells the story of the fall of Drievasto and reports on a
battle in July 1420, which can be quoted as a typical example (Sa-
nudo, coll. 935E-936A) .
Quando possibile un confronto con altre tradizioni cronachi-
stiche, anche lontane, linformazione contenuta nel Morosini non
solo confermata ma risulta anche essere di altissimo livello, come
ad esempio per le intricate successioni del sultanato burgita del
Cairo nel decennio che precedette Barsbay Ibn Abd-Allh
(1422.IV.3-1437), che trovano perfetta corrispondenza nelle notizie
fornite dalla cronaca mamelucca usata da Darrag (1961). Un meto-
do esemplare di comparazione del Morosini con altre tradizioni
cronachistiche ci dato per la battaglia dAzincourt, dal Pontalis
(II, pp. 74-85), che lo mette a confronto con Sanudo (coll. 898-
899), con la quattrocentesca Cronaca di Venezia dal 703 al 1446
conservata nel Codex Parisinus 318 (ff. 3r-150v, uno dei derivati
dal Morosini pi usati dalla storiografia) e altre fonti inglesi e
francesi.
A volte la cronaca lunico testimone di eventi anche lontani
da Venezia. Si possono confrontare a campione le notizie sui terre-
moti riportate nella cronaca-diario del Morosini e quelle del Cata-
logue of earthquakes and tsunamis in the Mediterranean area from
the 11th to the 15th century dellIstituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia (2005).
Per alcuni eventi la cronaca del Morosini la conferma dellu-
nica fonte fino ad ora nota. Si pu citare lepisodio in cui nel 1409
lemiro/bey turco Tekeoglu Otman elebi signore dAntalya (1402-
PREFAZIONE XVII

1415) scrive in greco al bailo veneto in Costantinopoli per chiedere


a Venezia di accettare la nomina a suo erede e di mandargli un ret-
tore; per questa richiesta Flemming (1964, pp. 114-115, n. 5) cita
le Vite de duchi del Sanudo (840E-841), che per questo passo ri-
prende il Morosini. Notevole anche la conferma contemporanea
agli eventi (VI-VIII.1422) dellaccusa di tradimento rivolta a Theolo-
gos Korax Kosmidion/Qeolgov o Krax testimoniata poi dal Du-
cas (Ducae, Historia Turcobyzantina, XXII 7-8, XXIII 4, XXVIII
1-5, nelledizione del 1958, pp. 161-163, 173, 229-235, traduzione
inglese in Magoulias 1975, pp. 125-127, 132, 160-164). Per lepi-
sodio, Barker (1969, pp. xxxiv, 360 n. 108, 361-363 n. 111) e Ne-
cipoglu (1990, pp. 224-233 e 327-330) citano Thiriet, Rgestes, II,
n. 1688 a p. 163 e Iorga, Notes, I, p. 276 e 324 n.1, fonti che fanno
entrambe riferimento a testi cronachistici derivati dal Morosini.
Linteresse per lopera va ricercato tanto nel valore attribuitole co-
me fonte storica, con dati di prima mano relativi a tutto il mondo allo-
ra conosciuto, quanto per la sua natura storiografica, come evidenziava
gi Collodo nel 1967. La cronaca di Antonio Morosini ... il primo
esempio riuscito di diaristica storica in volgare e, attraverso il Morosi-
ni che punto darrivo per la produzione trecentesca e modello per
quella del secolo successivo fino al Sanudo , il volgare si afferma de-
finitivamente nella produzione storiografica, mantenendosi anche in
pieno Rinascimento, nonostante la rinascita del latino come strumento
pi adatto alla storiografia celebrativa ufficiale 2.
Un indice enciclopedico su piattaforma web del diario Morosini
(1400-1433) sar la base per la costruzione di un network enciclo-
pedico aperto sul Quattrocento finalizzato allo studio delle modali-
t di gestione politica dellinformazione e della memoria storica su
scala internazionale/globale. Oggi, infatti, in questambito la sfida
pi avvincente sperimentare modelli mutuati dalla matematica,
dalla fisica e dalla biologia per lo studio della relazione storica tra
evento e cronaca. Le problematiche delle memorie storiche trovano
infatti molte similitudini con quelle presentate dallo studio dei si-
stemi highly cross linked.
Come XXI volume della collana Atti dellAssociazione per Imola
Storico-Artistica, ha pubblicato nel 2008 i lineamenti sperimentali del

2
Cfr. COLLODO, Cronachistica veneziana in volgare cit., p. 128.
XVIII PREFAZIONE

metodo con cui propongo il trasferimento di patrimoni memoriali di


natura cronachistica in un sistema informativo polidimensionale di dati
storici. Lipotesi di lavoro, basata sullindagine codicologica, empiri-
ca e propone di applicare allattivit del cronista laccezione economi-
ca del concetto dingegnerizzare, in questo caso il passato: le materie
prime sono le testimonianze degli eventi, il metodo la mentali-
t/ideologia/azione selettiva dellautore, e i prodotti finiti sono le sin-
gole cronache. Questo esemplifica un insieme di elementi locali. I
dati forniti dalla diaristica veneta ci offrono il lato globale della stes-
sa medaglia: la gestione dellinformazione intesa come testimonian-
za/memoria deventi nei rapporti reciproci e complessi tra molteplici
soggetti locali interagenti fra loro.
Pensando alla Teoria dei Giochi, alla Teoria della Complessit
e a quella delle Reti, lobiettivo di costituire una base di dati uti-
lizzabile per lo studio delle possibilit di matematizzare lo stesso
processo dingegnerizzazione, cio la relazione tra evento e cronaca
su scala tanto locale quanto globale.
La malia quella di poter applicare sperimentalmente allo studio
degli elementi storiografici di base/atomi dinformazione, di una deter-
minata tradizione cronachistica e/o diaristica, il concetto di spazio del-
le fasi, che nella Teoria qualitativa dei sistemi dinamici definisce lin-
sieme di tutti i possibili vettori di stato necessari per simulare una si-
tuazione reale, come presentato nellarticolo Invito a: Sistemi dinamici
e caos deterministico pubblicato da Gian-Italo Bischi, Rosa Carini,
Laura Gardini e Paolo Tenti nel 2003 nella rivista trimestrale del
P.RI.ST.EM. (Progetto Ricerche Storiche e Metodologiche), una sezio-
ne del Centro ELEUSI (Elaborazione Logica e Utilizzazione Sistema-
tica dellInformazione) dellUniversit Bocconi di Milano 3.
Di grande interesse anche lapproccio multidisciplinare della
Systems biology, che nello studio dei fenomeni biologici integra
tecniche di ricerca e metodologie provenienti da biologia, chimica,
fisica, ingegneria, matematica e scienze informatiche. La memoria
storica, intesa come sistema complesso, trova tra gli oggetti delle
scienze naturali il parallelo pi calzante nel cervello umano stesso.
Qui come in tutti i sistemi complessi, gli sviluppi non sono preve-

3
Cfr. Lettera Matematica, 47 (2003), pp. 15-26; consultabile on-line in http://ma-
tematica.unibocconi.it/caos/home.htm
PREFAZIONE XIX

dibili unicamente a mezzo della conoscenza dei loro elementi costi-


tutivi. Lo studio approfondito di tali sistemi offre infatti talora vere
e proprie sorprese che, mutuando il linguaggio dei matematici, an-
che i biologi chiamano propriet emergenti. Gerald Edelman per
giungere a una teoria globale della coscienza, la Teoria della Sele-
zione dei Gruppi Neuronali, ha proposto il trasferimento dei con-
cetti elaborati durante i suoi studi del sistema immunitario a quello
dello sviluppo del cervello, nel tentativo di costruire un modello
dettagliato delle strutture e dei processi che sono alla base delle no-
stre facolt cognitive (coscienza, memoria e linguaggio). Esempi
pi recenti sono quelli pubblicati da Ruben Mondaini e Panos Par-
dalos in Mathematical Modelling of Biosystems, Springer Verlag
2008. Ma non questa la sede dapprofondimenti teorici. Bastano
qui questi pochi cenni per introdurre la praticabilit della sperimen-
tazione.