Sei sulla pagina 1di 10

STUDI E RICERCHE DELLAREA PISANA

Pisa e la sua storia

TIFFANY GETI

C APITOLO 1

Pisa e la sua storia tra terra e mare

Nel presente capitolo si racconter della citt di Pisa, nota nella storia quale repubblica marinara, in origine situata sul mare, citt che con la sua piazza dei Miracoli oggi famosa in tutto il mondo e parte del Patrimonio UNESCO.

D ALLE ORIGINI ALL EPOCA MODERNA

Larea territoriale di Pisa: evoluzione territoriale e dei suoi strumenti urbanistici

mondo, i piani della mobilit urbana pedonale che prevedono il potenziamento dei collegamenti con laeroporto Galileo Galilei con il nuovo ed avveneristico people moover, i centri di ricerca del CNR e del Polo tecnologico di Navacchio, le proposte di navigabilit dellArno, del Canale dei Navicelli e molto altro ancora, mettono Pisa al centro di una complessa serie di interventi e piani urbanistici quali PIUSS e PIT a valenza regionale per quanto il master plan dei porti toscani e master plan aeroportiuale della Toscana.

La citt di Pisa, sorge a pochi chilometri dal mare, anche se numerose testimonianze provano che la citt sorgesse in origine proprio sul mare, non a caso la citt faceva parte delle quattro Repubbliche Marinare. La citt che nasce dallevoluzione di un piccolo nucleo urbano dalle origini etrusche, oggi si presenta quale nodo principale della Regione Toscana e anche per il bacino dutenza dellItalia centro settentrionale, configurandosi quale centro direzionale e multifunzionale in cui possibile ritrovare tutti i settori scientifico-tecnologico e disciplinare che fanno della citt punto dinteresse regionale, nazionale ed internazionale. Il nuovo porto alla foce dellArno, gli interventi di riqualificazione e recupero dellantico ospedale Santa Chiara posto in prossimit della famosa Piazza dei Miracoli, nota in tutto il
ii

S EZIONE 1 - D ALLE ORIGINI ALL EPOCA MODERNA

Il porto pisano

G ALLERIA 1.1

Portus Pisanum o porto pisano, rappresent la fonte di sviluppo economico della antica citt di Pisa. Oggi non vi traccia della originaria collocazione del porto, anche se alcuni lo collocano a Sud-Sudovest della citt in corrispondenza dellattuale porto industriale della citt di Livorno, altri invece lo collocano in prossimit degli arsenali medicei, tuttoggi visibili e visitabili, collocati proprio alle porte della citt.

Nel collocare il porto in prossimit della attuale cittadina di Livorno, molti non concordano sulla collocazione precisa, infatti alcuni lo individuano nella zona denominata Stagno, altri invece nella zona di Santo Stefano ai Lupi. Tra le discordanti collocazioni, c chi lo individua alla foce dellArno o persino a San Piero a Grado definendo addirittura lantica torre dalla Fortezza Vecchia di Livorno quale torre dellantico frammentato borgo Triturrita.

Rappresentazione cartografica della zona pisana-livornese risalente alla seconda met del XVII secolo. In essa sono rappresentati il litorale tirrenico dalla foce del Serchio alla fortezza di Livorno; la citt di Pisa; quanto restava del Sinus Pisanus ovvero le quattro plaghe palustri ove quella pi meridionale, indicata con il nome di Stagno, era loriginaria aera di collocazione del Porto Pisano; il Fosso da Pisa a Livorno comunicante con lArno in tre differenti punti tra Pisa e San Piero a Grado.

A seguito di alcuni ritrovamenti di navi storiche, antiche rappresentazioni ecc, possibile affermare che Pisa in origine avesse addirittura 3 porti, nello specifico: un porto a San Piero a Grado; il porto urbano individuato con il Porto alle Conche
3

ed infine il Porto Pisano geograficamente individuato a nord della citt di Livorno. Questultimo il porto di cui si hanno pi notizie e secondo un noto geografo del Settecento nominato Repetti, esso era cos descritto: seno di mare interrato nel luogo attualmente occupato dalla Paduletta di Livorno, fra la fonte di S. Stefano ai Lupi, la foce di Calambrone e la fortezza vecchia di Livorno, nel popolo di S. Lucia fuori della barriera fiorentina nella Com. Giur. E appena a un miglio a maestr. Di Livorno. Dioc. medesima.

G ALLERIA 1.2

Riproduzione di una antica stampa raffigurante il Porto Pisano e le sue torri. Il bacino portuale risulta affollato da navi di ogni tipo.

La conformazione del Portus Pisanus vedeva lapertura del suo bacino nella parte meridionale interno del sinus pisanus, ovvero un ampio golfo dal carattere lagunare che a seguito dei costanti cambiamenti nel tempo ha visto sempre pi un suo restringimento, occupando lattuale area tra Pisa e Boccadarno da un lato e tra il Monte Pisano e Livorno dallaltro. Numerosi sono gli scrittori che nel tempo hanno illustrato la grandezza del porto pisano e la sua notevole importanza per i traffici commerciali, soprattutto in epoca medievale in cui il porto non soltanto era il luogo in cui si concentravano i traffici dei prodotti derivanti dalla intera regione Toscana, (quali sete, drappi doro e grana tessuti nelle zone di Lucca), ma era anche la porta di accesso ai traffici derivanti dallOriente e dallOccidente che faceva della Repubblica Pisana una fonte di ampi guadagni; tale importanza ha permesso fin dalle epoche antiche di classificare il porto pisano quale primo scalo dellAlto Tirreno e che per conseguenza ha visto lo sviluppo di fortificazioni difensive sia del porto che della citt di Pisa. In particolare il sistema di torri che da terra, in luoghi alti e di vedetta, che dal mare rappresentavano il sistema difensivo principale e tra queste si cita la Torre della Meloria, situata nella zona delle omonime Secche, che fu eretta nel 1156 ad una distanza di 5 miglia marine sullo Scoglio della Meloria, caratterizzata dalla presenza di un faro e con funzione guardiana, interamente distrutta durante la battaglia della Meloria che vide pisani contro genovesi nel 1284, torre che fu successivamente ricostruita nel 1303, questa volta di fronte la citt di Livorno. Il sistema torrificato era inoltre integrato con un sistema di catene che si estendeva dalla Torre del Vermiglia alla Torre della Torretta,
4

definite torri di catena e le torri al loro interno erano dette torri interne. Altra torre di notevole importanza, era la Torre del Magnale caratterizzata da una robustezza della sua struttura interamente difesa da una palizzata e che costituiva probabilmente il punto centrale del porto pisano, nel cui circondario vantava lesistenza di edificazioni che costituivano un baluardo difensivo. Tra le principali costruzioni del porto vi erano: la Dogana (Degazia), lArsenale (Ternaja), la Domus Magna o Magnum Fondacum, risalente al 1163 ovvero un grande edificio nel quale si custodivano attrezzi, corredi, mercanzie provenienti dalle navi, il Palazzetto o Palazzotto in cui risiedevano i magistrati marittimi o consoli del mare, inoltre vi era il sistema degli acquedotti, che portavano acqua potabile al porto, pozzi e fonti. Altra caratteristica, postuma del porto pisano, fu la distinzione di due bacini, uno riservato per le navi da guerra e laltro per le navi mercantili. Per quanto la competenza della gestione del porto, essa spettava inizialmente al Console, ovvero un magistrato che si occupava di governare anche sui comuni fino al Medio Evo; successivamente pass al Podest e dal XIII secolo spett al Console del Mare. Il lento declino del porto pisano e della sua importanza commerciale, fu determinato non soltanto dalle lunghe ed estenuanti battaglie che si ebbero nel corso dei secoli, ma anche dalla egemonia fiorentina che sfrutt il porto fino al 1356, anno in cui vennero abolite le speciali franchigie di cui avevano

fino ad allora goduto. Cos facendo il Portus Pisanus, vide decadere la sua importanza cedendo il passo ai porti di Motrone, Piombino, Talamone, fino al 1406. Lultima torre di fortificazione fu la Torre Nuova, poi nominata del Marzocco, che fu edificata tra il 1421-1439 credendo che il porto potesse ancora avere una certa importanza, avvalorato dal fatto che nel 1363, Genova usc sconfitta in battaglia da Pisa a qual tempo sotto legemonia Fiorentina. La particolare situazione geografica, litologica e naturale in cui si collocava il portus Pisanus, un ambiente palustre, alla foce di corsi dacqua, vide gi nei primi anni del Seicento, interventi di insabbiamento dellarea in cui sorgeva il porto difficilmente utilizzabile. Il trasporto di sedimenti sabbiosi dovuto alle correnti marine, linterramento del Sinus Pisanus per via dellintorbidimento delle acque del Calambrone e di torrenti minori, le distruzioni delle edificazioni e delle navi da guerra per opera dei popoli rivali alla citt di Pisa, contribuirono ad accelerare il decadimento del porto pisano. Il non pi interesse inoltre dei Fiorentini che prima avevano preso possesso del porto pisano e la mancanza di fondi economici per risanare la situazione del porto e le edificazioni distrutte, ha visto labbandono definitivo del porto pisano a favore di una nuova collocazione geografica che sembrava essere pi sicura e promettente: larea di Livorno.

S EZIONE 2 - D ALLE ORIGINI ALL EPOCA MODERNA

I collegamenti navigabili tra Pisa e Livorno

per sboccare infine nel porto. Nel corso dei decenni, il tracciato del canale dei Navicelli fu raddrizzato a causa dei costanti interventi di cui necessitava per liberare il tracciato dallintorbidimento delle acque che derivavano dalle canalizzazioni che in esso confluivano e nel 1786, venne realizzato, su disegno di Leonardo da Vinci il sostegno o sostegnatura, ovvero una conca a gradini che permetteva il passaggio dei natanti navicelli tra il canale stesso ed il fiume Arno. La nuova imboccatura del canale dei Navicelli fu spostata a 3 km sud-ovest ed entrava direttamente nel porto di Livorno, in corrispondenza del canale industriale, aveva una lunghezza di 22,75 km dalla Dogana dacqua alla sostegnatura di Pisa e lungo il tracciato. Venne collocata una pietra miliare ogni chilometro del percorso per segnalare la distanza dai punti di partenza ed arrivo; la larghezza del corso dacqua variava da 10 a 15 m e la profondit ridotta variava solo da 1 a 1,5 m. Le sponde erano costeggiate da vie alzaie e lungo lintero tragitto si incontravano 3 ponti stradali e 4 ponti ferroviari delle linee Pisa-La Spezia, due della linea Pisa-Livorno e lultimo ponte in ferro impiegato per il collegamento diretto con il porto di Livorno, tutti con luce variabile da 5,40 m a 6,00 m. Dal profilo dei traffici merci, con la messa in funzione del tronco ferroviario Pisa-Livorno nel 1844, il canale dei Navicelli perse parte della sua importanza, anche se intorno allultimo ventennio dellOttocento, si considerava addirittura un trasporto di circa 13.000 tonnellate lanno di prodotti di cui 8.000 tonnellate di laterizi. Grazie allavvento di nuovi natanti dalle dimensioni maggiori, di circa 12,83m in lunghezza e 3,64 m in
6

Nel Cinquecento, quando Pisa e Livorno erano sotto il controllo dei fiorentini, essi idearono un sistema di canalizzazioni per collegare rispettivamente Pisa, Livorno e Firenze attraverso luso di vie navigabili. Da questo desiderio, venne creato il canale artificiale navigabile detto dei Navicelli. In origine esisteva gi una via di collegamento tra Pisa ed il suo porto, attraverso un sistema di canalizzazioni che assolvevano la funzione di deflusso delle acque palustri verso il mare.Tra il porto pisano e la stessa Pisa, i traffici avvenivano anche via mare fino a bocca dArno e da qui risalendo il fiume. I lavori per la realizzazione del Canale dei Navicelli iniziarono nel 1540 circa e furono completati solo nel 1606. Il tracciato originario era pi articolato in quanto era caratterizzato da 11 rettifili legati tra loro da tracciati curvilinei, cercando di utilizzare i corsi dacqua esistenti fino allincontro con il fosso del Calambrone. Proseguendo il suo tracciato, il canale arrivava fino alla citt di Livorno immettendosi nella Fortezza Vecchia nel fosso Reale e successivamente nei fossi del quartiere denominato Venezia Nuova

larghezza, capaci di trasportare merci fino a 20 tonnellate di carico per ciascuna imbarcazione, i traffici fluviali crebbero fino a 213.931 tonnellate lanno nel decennio 1901-1910. Nonostante il canale rappresentasse una notevole via di trasporto, esso gi dalla fine dellOttocento perse linteresse delle autorit che favorirono sempre pi lidea di potenziamento del porto di Livorno, tanto che esso, se nel 1867 con DM n. 3598 venne classificato quale canale navigabile di 1 categoria, solo successivamente, con DM 10.10.1903, si trov nuovamente al centro dellattenzione a seguito della promozione di studi e provvedimenti atti a promuovere la navigazione interna e a fornire idonee proposte sia di carattere tecnico che finanziario. Qualche anno dopo, con DR 11.07.1913 n.959, il canale dei Navicelli venne declassato a via navigabile di 2 classe. Il nuovo canale, aveva: lunghezza: 17, 205km contro i 22,75 km larghezza di superficie: 31,60 mt larghezza di profondit: 3,00 mt ponti: 3 ferroviari e 2 stradali tutti mobili contro i 4 originari inizio del canale: Darsena pisana ( o porto di Pisa, loc. San Giovanni al Gatano) darsena: ampio bacino di evoluzione di 200x70 m interamente banchinata, con arredi ed impianti portuali e collegamento ferroviario, fabbricati per servizi tra cui uffici, magazzini, e 60.000 mq di piazzali da utilizzare.

Sfortunatamente, a causa delle distruzioni belliche, il canale fu reso inutilizzabile, anche se parte della struttura fu recuperata esclusivamente per esigenze militari, in particolare a servizio della base NATO di Camp Darby, sita nella zona di Tombolo, qui fu costruita una banchina dalla lunghezza di 170 m AMMO Dock collegata direttamente alla base militare. Nonostante i costanti declini e riprese del canale dei Navicelli, esso con larrivo della River Sea e della Cooperativa Darsena Pisa, che si dotarono di opportune attrezzature per la movimentazione di merci, riuscirono a promuovere i traffici tra Pisa e i porti della Sardegna e persino con il Nord Africa e numerosi altri paesi europei, cos da consentire laccesso alla darsena pisana a navi fluvio-marittime provenienti da tutto il mondo e battendo bandiera della Germania, dellOlanda, Ungheria. I traffici merci diminuirono vertiginosamente dalle 46 navi con l1.734 tonnellate lanno rilevate nel 1969, negli anno 197081 circa 7.931 tonnellate a causa del fallimento della ditta Mediterranea, per aumentare nuovamente a 134 navi nel 1980 con un media annuale di circa 26.234 tonnellate. Si valut che il canale poteva ospitare in traffico merci fino a 250.000-300.000 tonnellate di merci lanno e per normare i traffici fluvio marittimi, il Ministero dei Trasporti e il Ministero dei Lavori Pubblici emanarono il DM. 22.11.1974 contenente Norme speciali per la disciplina della navigazione lungo il canale navigabile Pisa-Livorno che tra i contenuti:

- vietava la navigazione lungo il canale dei Navicelli per tutti quei natanti di dimensioni eccedenti i 90,00 m di lunghezza, 10,60 m di larghezza massima e 2,80 m di immersione massima; - i mezzi eccedenti i 60,00m fuori tutto, 10,00m di larghezza massima e 2,50 m di immersione massima, possono navigare lungo il canale rispettando determinate norme tra cui velocit massima, obbligatoriet di assistenza da uno o due rimorchiatori, attraversamento dei passaggi dei ponti mobili, modalit di effettuazione di ormeggi o operazioni di carico e scarico. Inizialmente spett alle Regioni e al Ministero dei Trasporti la competenza delle funzioni amministrative concernenti la navigazione sui canali e sui fiumi; con legge della regione Toscana 22.05.1982 n. 37 tali funzioni vennero delegate al Comune di Pisa e nel 1982 si fond la Navicelli di Pisa spa che era responsabile amministrativa del complesso idroviario e tra i principali compiti si annoverano la sovrintendenza alla tutela tecnica dellidrovia nonch i compiti di elaborazione e proposizione di pini triennali di lavori d sottoporre allapprovazione comunale ai fini di finanziamenti regionali. Il traffico delle merci cess in maniera definitiva nel 1994, quando i trasporti merci con navi fu sostituito da convogli composti da un rimorchiatore trainante una chiatta atta al trasporto di materiale da carpenteria navale e metallica prodotta dai cantieri navali situati oggi lungo il canale e dai cantieri vicini di Viareggio.

Oggi il nome del Canale dei Navicelli principalmente legato alla attivit cantieristica per la realizzazione di navi e barche da diporto realizzate dai Cantieri Navali di Pisa che insistono sul territorio dal 1956 la cui fama anche dovuta allo styling dellarchitetto Pier Luigi Spadolini; inoltre il cantiere vanta una produzione di oltre 300 imbarcazioni lanno realizzate con vari materiali tra cui anche il legno impiegato sia per gli scafi che per gli interni.

G ALLERIA 1.3

Riproduzione cartografica dell'area pisana e livornese con individuazione degli antichi tracciati fluviali. Nella cartografia, le antiche linee di costa che si protendono verso il mare nel corso dei secoli a seguito delle opere di bonifica ed insabbiamento dellarea.

S EZIONE 3 - D ALLE ORIGINI ALL EPOCA MODERNA

Bibliografia

- Adriano Betti Carboncini, Porti della Toscana. Antichi approdi, marine, scali commerciali e industriali. Dal tempo degli etruschi ai giorni nostri, grafiche CALOSCI, Cortona 2001; - Maurizio Bettini, Storia del porto di Livorno, 19491994, Edizioni Erasmo, Livorno, Novembre 2004; - Dario Matteoni, Citt nella storia dItalia. LIVORNO, Editori Laterza, Roma-Bari, Aprile; - Giampaolo Trotta, Lantico Porto Pisano e la Torre del Marzocco a Livorno, Autorit portuale di Livorno, Livorno, Febbraio 2005. - www.it.wikipedia.org