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Bonomi Claudia 4F

2) Analizza e commenta una novella a scelta fra quelle lette del Decameron
di Boccaccio delineandone personaggi, tematiche e tecniche narattive.

La novella di Tancredi e Ghismunda la prima novella narrata nella quarta


giornata, il cui tema sono gli amori infelici: Tancredi infatti, principe di
Salerno, uccide Guiscardo, l'amante dell'amata figlia Ghismunda, la quale,
stremata dal dolore, non pu fare altro che uccidersi a sua volta. La trama
potrebbe apparire quindi semplice, pochi i personaggi, non certo nuova la
vicenda narrata: cosa la rende invece una delle novelle pi importanti e
meglio riuscite dell'intero Decameron? Innanzitutto la complessit dei pochi
personaggi, in particolare quella di Ghismunda. La storia ambientata in un
antico feudalesimo, Tancredi rappresenta il tipico padre e principe dell'epoca,
che si dice molto affezionato alla figlia ( Boccaccio stesso a dircelo, ma alla
fine della vicenda, personalmente, considero questa affermazione quasi in
chiave ironica), ma in realt pi legato alla formalit, al buon nome della
famiglia. Tancredi incoerente nelle sue scelte (vuole molto bene alla figlia
ma sar lui, indirettamente, ad ucciderla), incapace di gestire e sostenere un
discorso, l'antagonista vero e proprio del racconto. A mio parere per, se
nella novella la figura della donna non fosse come quella di Ghismunda,
l'unico tratto negativo di Tancredi verrebbe considerato l'omicidio di
Guiscardo: il principe di Salerno risulta inferiore di molto, se paragonato alla
figlia. Tanto tipico il personaggio di Tancredi quanto poco lo quello di
Ghismunda, seconda donna della letteratura occidentale dopo la Francesca
dell'Inferno dantesco, con la quale tanto simile quanto diversa. Le due
donne potrebbero sicuramente essere paragonate per la grande abilit
retorica, che si evince dai rispettivi monologhi, nei quali Dante e Boccaccio si
superano in elevatezza stilistica, per il loro spirito di iniziativa, per la loro
grinta, decisione, e capacit di muoversi e gestire la realt: scelgono in
completa autonomia chi amare. La loro diversit sta nelle differenti
conseguenze che subiranno dopo la morte dalla quale vengono travolte, che
derivano delle diverse concezioni dell'amore di Dante e Boccaccio: essendo il
sentimento amoroso per Dante qualcosa di puramente spirituale, ed essendo
la lussuria un peccato, Francesca condannata, da Dante ma soprattutto da
Dio, a scontare le pene dell'inferno, mentre Ghismunda, secondo la
concezione naturalistica dell'amore di Bocaccio, non viene per nulla
condannata. Al di l del paragone con Francesca, Ghismunda non rappresenta
esclusivamente la vittoria dell'amore in senso naturalistico, ma quel tipo di
individuo " perfetto" nella concezione boccacciana, ossia una figura dinamica,
indipendente, con grandi capacit retoriche, ma soprattutto nobile d'animo,

quindi veramente nobile. E' questo della vera nobilt uno dei temi pi cari a
Boccaccio, che impregna totalmente questa novella ma del quale si parla
esplicitamente nel dialogo fra Ghismunda e Tancredi, punto cardine dell'intero
racconto. All'inizio del dialogo Tancredi fortemente convinto di avere in
pugno la situazione, per questo rimprovera la figlia non tanto di aver avuto
un amante, quanto di aver scelto come amante un "giovane di vilissima
condizione". Sono stata personalmente colpita dal fatto che sia il padre,
uomo e soprattutto non vittima della situazione, a piangere, mentre sia
Ghismunda, pur essendosi resa conto della morte di Guiscardo e pur avendo
deciso di morire con lui, a trattenere le lacrime. La scena del pianto
capovolge l'intera situazione, e anticipa il dialogo vero e proprio, dove
Ghismunda ribatte e smonta ogni singola affermazione del padre:
abbandonarsi al sentimento d'amore fisico lecito ed un bisogno naturale,
non un peccato; stato Tancredi stesso, non trovandole un marito, una volta
rimasta vedova, ad obbligarla a scegliere un amante; Guiscardo veramente
nobile perch la sua nobilt una nobilt d'animo ( Ghismunda ricorda anche
al padre come lui stesso elogiasse le buone qualilt di Guiscardo), la sua la
vera nobilt, non quella di stirpe ( Ghismunda paragona l'amante agli altri
uomini a servizio del padre, ma il paragone con Tancredi stesso viene
spontaneo). Alla fine del dialogo, la donna chiede esplicitamente a Tancredi,
che chiama per nome durante tutta la conversazione, a simboleggiare la
propria superiorit, di riservarle lo stesso destino che riserver a Guiscardo. A
questo punto ci si aspetterebbe, se non un lieto fine, uno stupore da parte di
Tancredi, il quale non solo pensa che le parole della figlia siano, appunto,
soltanto tali, ma sembra ancora pi deciso ad uccidere l'amante di
Ghismunda, come volendo dimostrare, con i fatti, la superiorit che invece la
figlia ha dimostrato a parole: per questo le fa recapitare il cuore di Guiscardo
in una coppa dorata. Ma per la donna quel gesto non rappresenta un affronto,
bens la degna collocazione del cuore dell'amato, e le lacrime alle quali cede
non sono lacrime di tristezza o finte lacrime, come quelle del padre, ma
lavano il cuore di Guiscardo. Nonostante la tragica vicenda, Ghismunda, con
la morte, a vincere. Tancredi si pente solamente alla fine del racconto, e non
pu fare altro che dare agli amanti una degna sepoltura. I personaggi del
racconto possono sicuramente essere definiti dinamici, nonostante Tancredi
sia, a mio parere, pi che dinamico, statico nella sua incoerenza. Guiscardo, il
cui ruolo fondamentale, subordinato a Ghismunda: tutto ci che sappiamo
di lui filtrato dalla concezione della donna che lo ama. Come gi espresso,
la novella, in particolare il discorso di Ghismunda, rappresenta una delle pi
alte vette stilistiche raggiunte da Boccaccio all'interno del Decameron.
Nonostante l'elevatezza stilistica, Boccaccio non si lascia sfuggire piccoli
commenti ironici, pronunciati da Ghismunda e rivolti ovviamente al padre,
come ad esempio l'incitamento di " andare a piangere con le donnette". La
struttura del testo semplice, non ci sono cambiamenti di tempo o di luogo,
e potremmo dividere la novella in quattro parti: l'inizio del racconto, dove

vengono riassuntivamente introdotti i due personaggi, l'episodio


fondamentale, quindi la scelta dell'amante e la scoperta da parte di Tancredi,
il dialogo fra Tancredi e Ghismunda, e il finale, quindi il suicidio di Ghismunda,
volutamente espresso con lentezza per aumentare la tragicit dell'episodio.
La tematica fondamentale della novella quindi l'amore,che,seppure in modo
tragico,unisce i due amanti, ma anche la nobilt e il ruolo della donna sono
tematiche presenti nella novella. E' presente inoltre il riferimento al mondo
cortese, molto amato da Boccaccio, soprattutto nel finale della vicenda, ossia
nel modo in cui Ghismunda decide di togliersi la vita.