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Robinson Crusoe Daniel Defoe Analisi dell'opera In unora Dio sa quanto malaugurata del primo settembre 1651 io mimbarcai

ai per una nave che salpava per Londra. E mai, io credo, le disgrazie di un giovane cominciarono presto e durarono a lungo quanto le mie. Il creatore di Robinson, Daniel Defoe, fu, proprio come il protagonista del suo romanzo, un uomo dal carattere molto particolare. La sua passione era il giornalismo politico: gli piaceva polemizzare ferocemente con gli avversari facendo uso del suo giornale e delle sue opere. A causa di un suo scritto anticonformista ( contrario alla dottrina della Chiesa dInghilterra), egli fu condannato alla gogna (era questa infatti la pena riservata agli scrittori dalla penna troppo audace). Questa punizione, che sarebbe dovuta essere una terribile umiliazione, si rivel invece una vera e propria pubblicit. Defoe non cess mai di cercare nuove vie di successo e di guadagno, con nuovi argomenti che potessero interessare al pubblico. Tutta lInghilterra si era appassionata, a quel tempo, alla storia del marinaio olandese Alexander Selkirk che era vissuto per quattro anni e mezzo in unisola selvaggia, a San Juan Fernandez. Defoe afferr al volo questo spunto e pubblic allora lo straordinario racconto di un naufrago, Robinson Crusoe, vissuto addirittura ventotto anni in unisola deserta, fingendo che questo fosse un resoconto veritiero scritto dallo stesso protagonista. La storia pu essere divisa in tre parti. Nella prima parte lautore ci parla brevemente della giovinezza di Robinson, della classe media a cui apparteneva, e di come egli abbia preferito fuggire via per mare piuttosto che accettare la vita di comodit che il padre gli aveva promesso se volesse restarsene a casa, quel ragazzo sarebbe felice, ma se invece se ne andr, sar il pi infelice, il pi sventurato degli uomini. Dopo una serie di avventure e disgrazie, Robinson si trova in Brasile, dove diventa il proprietario di una piantagione di cotone, una professione che non lo appassiona, ma che potrebbe portarlo in breve tempo alla ricchezza. Da qui parte per lAfrica con altri proprietari di piantagioni per procurarsi degli schiavi. questo il viaggio che lo porta al naufragio in unisola deserta, unico superstite di una tempesta. La seconda parte del libro scritta sotto forma di diario di viaggio nel quale Robinson scrive della sua vita nellisola e di come sia riuscito, grazie alla sua forza e intelligenza, a superare in qualche modo le difficolt della sua situazione, compreso il ben noto incontro con i cannibali. Dopo

aver attraversato i vari stadi delleconomia umana tra cui caccia, raccolta, agricoltura, allevamento e artigianato, egli riesce addirittura a procurarsi un servo che chiamer Venerd. La terza e ultima parte del libro narra della fuga dallisola e del ritorno di Robinson in Inghilterra insieme al suo fido Venerd. Al suo riavvicinamento alla civilt Robinson si ritrova molto pi ricco di quando era partito, ma decide di continuare la sua vita senza ricchezze, e, ritrovatosi solo alla morte della moglie, si rimette in viaggio sulla nave del nipote. Il protagonista del romanzo Robinson Crusoe, personaggio intelligente, ostinato, amante dellavventura e dotato di buona inventiva e senso pratico. Il suo carattere non esplicitato, ma si pu intuire dagli atteggiamenti e dal comportamento, attraverso una narrazione che non si allontana mai dal protagonista e ne delinea ogni suo gesto. Dopo il suo arrivo sullisola, Robinson subisce una vera e propria evoluzione. Inizia a soddisfare i suoi bisogni grazie a vari stratagemmi dettati dalla sua intelligenza, e riesce a sopravvivere riuscendo a trovare anche la comodit. Se prima il protagonista piangeva stoltamente la sua condizione, dopo arriver a ringraziare Dio per averlo salvato dalla morte certa a cui sono andati incontro tutti gli altri marinai, e riconosce che la sua condizione derivata solo dalle sue colpe. Anche la sua religione cambier quando, in un momento di malattia, Robinson inizier a pregare e a leggere le Bibbia. Alla fine del romanzo tuttavia ancora una volta prevarranno quegli istinti giovanili che la prima volta avevano fatto scappare Robinson di casa: il protagonista, dopo essere riuscito a tornare in patria, a sposarsi e ad avere dei figli, decide ancora una volta di tornare in mare, dimostrando di non essere cambiato e di non avere imparato nulla dalle sue disavventure. Il suo aspetto fisico viene descritto da lui stesso dopo alcuni anni di permanenza sullisola, fatto che lo render particolarmente spaventoso e sgradevole alla vista. Mi fermavo sovente a guardarmi, e non potevo esimermi dal sorridere allidea di circolare per le strade dello Yorkshire vestito ed equipaggiato in quella maniera se una persona qualsiasi, in Inghilterra, avesse mai incontrato un uomo del mio aspetto, o ne sarebbe stato impaurito, o si sarebbe sbellicato dalle risa. Di Robinson emergono anche alcune caratteristiche dovute allabitudine: non si dimentica mai, per esempio, neppure nelle circostanze pi drammatiche, di tenere in ordine i propri conti, elaborando sovente tabelle per valutare i pro e i contro della sua situazione. Spesso non appare neppure come un eroe, perch lui stesso che confessa di avere

paura: egli solo un uomo comune, un marinaio tenace alle prese con i bisogni elementari della vita in una situazione di completo isolamento dal mondo civile. Sono molto importanti i mutamenti psicologici che si vanno maturando nellintimo di Robinson, a contatto di tante disavventure e in una circostanza cos favorevole alla meditazione Che cosa sono questa terra, questo mare di cui ho visto tanta parte? Da dove nata? E chi sono io? Che cosa sono tutti gli altri esseri viventi, selvaggi e domestici, umani e bestiali? Da dove veniamo? Certo tutti noi siamo frutto di qualche arcano Potere, che ha creato la terra e il mare, l'aria e il cielo. E chi mai questo Potere. Nasce in lui un nuovo senso della vita, un pi profondo significato del destino in rapporto a ci che temporaneo e ci che eterno. Solo in quel momento fui indotto a meditare seriamente sul passo che avevo compiuto e sulla giustizia celeste che si abbatteva su di me per aver con tanta scelleratezza abbandonato la casa paterna e trascurato il mio dovere. la personificazione di tutti i ragazzi che amano costruirsi una capanna, scegliersi un rifugio gelosamente personale, la loro isola deserta, di cui si sentono, proprio come Robinson, i padroni assoluti (sicuramente questo il motivo per cui Robinson ha avuto tanto successo anche tra i giovani). Durante il suo soggiorno sullisola, una delle privazioni di cui Robinson soffre maggiormente, quella della compagnia dei suoi simili. Questo problema felicemente risolto dalla comparsa del buon selvaggio Venerd, che dal momento in cui viene salvato dal protagonista, si pone sotto la sua protezione divenendo suo fedele allievo e servitore. Era un uomo aitante, di bellaspetto e membra robuste e perfezionate a mio parere doveva avere circa ventisei anni. La sua espressione non era torva e feroce, ma al contrario appariva bonaria; e nondimeno il suo volto appariva marcatamente virile, pur recando in s una fisionomia dolce e mite, soprattutto quando sorrideva. Per dare risalto a questo personaggio lautore lo descrive in un modo diverso da tutti gli altri, quasi a rendere evidente la funzione di punto di svolta che questi determina nei confronti della vita di Robinson. Infatti Defoe si allontana dal suo stile descrittivo e dona a Venerd ampie capacit riflessive, facendolo diventare il simbolo della religione, della sorte, della curiosit, e degli effetti che questi elementi hanno sulluomo. Il personaggio diventa essenziale a far riemergere alcuni valori che stavano scomparendo nella societ del tempo, come la religione e laffetto per la propria patria e per la famiglia. Mai un uomo ebbe un servo fedele, schietto e affezionato quanto lo fu Venerd per

prima cosa gli spiegai che il suo nome sarebbe stato Venerd, perch Venerd era appunto il giorno in cui gli avevo salvato la vita. Loccasione di poter istruire ed educare alla religione Cristiana un umile selvaggio motivo di una nuova intima riflessione e soddisfazione per Robinson: egli riuscir a fargli quasi dimenticare il cannibalismo e la sua vecchia religione, e a trasmettergli una nuova cultura. Altri personaggi secondari sono Xury, il padre di Robinson, il capitano Inglese e il capitano portoghese che salv il protagonista durante il suo primo naufragio. I luoghi in cui si trova Robinson nel corso delle sue avventure sono sempre citati, dalle citt inglesi di Hull e Londra, ai luoghi pi lontani come il Brasile, il Marocco e la Guinea. La storia ambientata principalmente sullisola deserta in cui vive il protagonista per circa ventotto anni, che pu essere vista simbolicamente come un luogo in cui, lontani da ogni comodit (e anche da ogni difetto) della societ, bisogna adattarsi a vivere solo con le proprie forze. Sono presenti nel romanzo anche numerosi passaggi descrittivi, soprattutto nel momento in cui Robinson, ritrovatosi solo in unisola sconosciuta, inizia ad esplorarla e cerca di capire com fatta sia via mare sia via terra, riportando minuziosamente ogni particolare nel suo diario. Lambiente sociale di Robinson quello della middle class o classe media, qui presentata come classe migliore a cui un uomo di quel tempo potrebbe appartenere, non essendo esposta alle miserie e alle difficolt delle classi inferiori, e allo stesso tempo essendo distante dai vizi dellaristocrazia, come la superbia e la vita di lusso. Le amicizie e tutti gli svaghi e i piaceri desiderabili erano i doni celesti riservati alla condizione media della vita. Robinson decide di partire alla ricerca della sua identit, e per questo rifiuta la vita promessagli dal padre. Questa volont, alla fine, culminer con lisolamento totale del protagonista, e al suo rientro in Inghilterra, col ritorno alla classe media da lui precedentemente rifiutata ahim! non era certo il caso di stupirsi di un mio sbaglio, posto che non avevo mai fatto niente di giusto in vita mia. Dovevo tirare avanti, non c'era altra scelta; mi ero cacciato in un'impresa idiosincratica alla mia natura, totalmente all'opposto del genere di vita che mi attraeva e per il quale avevo abbandonato la casa di mio padre, incurante dei suoi buoni consigli; anzi, mi stavo portando a livello di quella societ media, lo strato superiore del ceto inferiore, che mio padre mi aveva additato; tanto valeva che

fossi rimasto a casa senza affannarmi in giro per il mondo come avevo fatto. E spesso ero indotto a pensare che avrei potuto fare lo stesso lavoro in Inghilterra, tranquillamente, circondato dai miei amici, senza andarmene a cinquemila miglia di distanza, fra stranieri e selvaggi, in una terra desolata, cos lontano da non poter ricevere la minima notizia da qualsiasi luogo di questo mondo in cui si conservasse un pallido ricordo di me. Il periodo storico esplicitato fin dallinizio della storia e fa riferimento alla seconda met del 1600 Io nacqui nel 1632 nella citt di York. Anche quando sullisola Robinson tiene il conto dei giorni e degli anni, mediante delle tacche che soleva fare in un asse di legno. Egli nota anche delle strane coincidenze nelle date importanti della sua storia, come il giorno del suo naufragio e quello della sua liberazione: questo un abile stratagemma adottato da Defoe per introdurre largomento della predestinazione, legato al tema religioso. Sono presenti anche alcuni cenni storici riguardanti lepoca di Robinson: il cannibalismo, il commercio degli schiavi e lacquisizione di importanza del settore mercantile allinterno della societ seicentesca. La parola cannibale la corruzione di un popolo dellamerica meridionale, i Caribi o Cannibi, che viene citato da Venerd. Questa popolazione era dedita ai riti basati su veri e propri banchetti di carne umana, che contrariamente a quanto si crede, non erano dovuti a necessit alimentari, ma era spesso legata a cerimonie religiose o magiche ispirate alla credenza di poter acquistare, mangiandone la carne, anche le qualit dellindividuo defunto. non riuscirei mai ad eprimere lorrore della mia mente nel vedere la spiaggia cosparsa di teschi, di ossa di mani e di piedi e di altre parti del corpo umanoGli chiesi se le persone del suo popolo andassero in qualche luogo, dopo morte. Rispose di s, che andavano da Benamuchi. E allora domandai se ci andavano anche quelle che venivano mangiate. E di nuovo mi rispose affermativamente. Per quanto riguarda il commercio degli schiavi, nel libro citato per la prima volta quando Robinson viene catturato dai turchi e portato a Sal. Nel 1600 il commercio degli schiavi non era reputato importante in Inghilterra, ma acquis rilievo solo nel 1700, quando venne accettato come economicamente indispensabile. Le piantagioni di cotone delle colonie generavano enormi ricchezze e grande progresso economico per la Madre Patria. Gli schiavi africani in particolare divennero molto importanti quando gli inglesi realizzarono che potevano rispondere alla richiesta di manodopera del Nuovo Mondo. Le deboli voci contro lo sfruttamento degli schiavi

neri rimasero casi isolati fino alla fine del XIII secolo, a causa del fenomeno divenuto ormai insostituibile. Defoe pu essere considerato un portavoce pro schiavismo: Robinson non si pone scrupoli nel partecipare a un viaggio per portare schiavi neri dallAfrica al Brasile. Espressero la loro intenzione per un viaggio alla Guinea, che tutti al pari di me erano proprietari di piantagioni e di nulla avevano urgente bisogno quanto di servitanto valeva compiere un unico viaggio, trasportare abusivamente i negri in Brasile e spartirseli tra le varie piantagioni. Inoltre egli crede sicuramente nellinferiorit culturale delle popolazioni tribali e nei loro legami infantili con i superiori europei, che devono chiamare padroni ( questa infatti la prima parola che Robinson insegna a Venerd). Il ritmo della narrazione non n incalzante, n eccessivamente lento, tuttavia a volte lautore ripete pi volte le stesse cose, rallentando o addirittura bloccando la narrazione in alcuni punti. La narrazione presenta un susseguirsi di sequenze narrative e riflessive, con frequenti sommari ed ellissi. Le digressioni sono poco frequenti, perch tutta la storia vista con gli occhi del protagonista, e raramente si allontana dalla sua figura. Il narratore chiaramente interno e si impersona nello stesso Robinson Crusoe, che racconta le sue avventure talvolta intervenendo con commenti e giudizi. importante notare che il punto di vista del protagonista coincide con quello dellautore, che senza temere le critiche si fatto rappresentante di una nuova classe sociale emergente che voleva vedersi ritratta nella letteratura: lambiziosa classe media. Il linguaggio utilizzato si adatta proprio a questa classe media, alle volte spingendosi alla terminologia tecnica soprattutto della navigazione. Le descrizioni si concentrano nelle qualit primarie degli oggetti, specialmente la resistenza, il numero, lutilit, piuttosto che su quelle secondarie quali il colore e la bellezza. A volte sono presenti alcune imprecisioni, per esempio linspiegabile comparsa delle foche, decisamente impossibile considerata la latitudine in cui si trova Robinson mi hanno sorpreso e quasi spaventato due o tre foche, che si sono tuffate in mare senza capire bene di che razza di animali si trattasse. Sono state date numerose interpretazioni riguardo al messaggio che lautore ha voluto trasmettere, probabilmente non ne prevale uno in particolare, ma un insieme complesso ed articolato. Il primo messaggio e forse il pi evidente quello religioso, poich lautore racconta delle usanze tipiche del puritanesimo: Robinson dunque diventa un saggio sulla via della redenzione dal peccato e

sulla predestinazione. La visione puritana molto semplice in quanto per questa dottrina luomo deve salvarsi dal peccato originale sulla Terra, riguadagnando il paradiso attraverso il suo lavoro, lautostima, e la pratica privata. Lisola i cui Robinson ha fatto naufragio inizialmente vista come lisola della Disperazione. N vedevo di fronte a me alcuna prospettiva se non quella di morire di fame o di morire sbranato dalle belve feroci. Ma gradualmente, attraverso la sua intelligenza e il duro lavoro, il protagonista a trasforma passo a passo in un Paradiso in cui proprio egli il capo. Come nella credenza puritana, inoltre, la religione di Robinson molto diversa da quella della Chiesa Romana: egli non chiede a Dio la salvezza, ma cerca di ottenerla solo col suo lavoro. Leroe infatti, legge la Bibbia ogni giorno per trovare conforto e approvazione, e scrive le sue esperienze in ordine su un diario, credendo fermamente che ogni cosa che gli accade sia volont divina: Dio la prima causa di tutto, e lui non pu fare niente se non attenersi a ci che lui vuole. In tutto il racconto presente il pentimento di Robinson per le sue azioni e i suoi peccati. Una mattina che ero molto triste, aprii la Bibbia a queste parole: Io non ti lascer e non ti abbandoner mai; subito pensai che quelle parole erano per me Ebbene, mi dissi, se Dio non mi abbandona, che male pu farmi e che importa che tutto il mondo mi abbandoni, visto che, daltra parte, se possedessi tutto il mondo e perdessi il favore e la grazia di Dio non ci sarebbe confronto nella perdita?. Robinson crede profondamente a queste parole, e nei suoi momenti difficili si stringe ad esse, come se gli venissero ogni volta sussurrate allorecchio, e le adatta alla sua situazione trasformandole sempre in un messaggio di Dio che lo invita ad andare avanti con tenacia, con la quale pu rimediare alle azioni imprudenti compiute nel suo passato Mi guardai bene dal dolermi della mia condizione vedendo in essa un castigo del Cielo, o il segno della mano di Dio levata contro di me. La credenza nella Provvidenza senza dubbio la pi cara a Robinson Crusoe. La storia raccontata con accenti sobri e sereni,e con lintendimento religioso di sfruttare le circostanze cos come gli uomini savi se ne servono sempre, sempre cio per istruire gli altri mediante questo esempio, e per giustificare ed esaltare la saggezza della Provvidenza nelle pi svariate congiunture della vita, comunque possano verificarsi La Providenza il destino, il fato, contro il quale luomo non pu porre rimedio: il protagonista crede che questa sia infallibile, come le misteriose mani di Dio che gestiscono come vogliono le vite degli uomini Invero, noi non valutiamo mai la

realt della nostra condizione fino al momento in cui ci viene illustrata da una congiuntura diametralmente opposta, n sappiamo valutare i beni di cui godiamo fino a quando ci vengono a mancare. Nel romanzo compaiono numerosissimi richiami alla provvidenza, per esempio quando, svariate volte, Robinson riceve avvertimenti e profezie che lo portano sempre nelle peggiori situazioni. Questultima parte del discorso si sarebbe rivelata profetica pi di quando mio padre stesso, immagino, non avesse mai pensato. Un altro messaggio molto evidente quello politico-economico. Crusoe il perfetto modello di un colonialista: infatti, egli non crea nellisola una societ alternativa, ma una societ molto simile al grande stato coloniale che al tempo era lInghilterra. Inoltre egli crede anche nellinferiorit culturale e sociale dei nativi, e si dimostra largamente superiore a Venerd, per esempio quando gli dimostra la falsit della sua religione e lo educa al Cristianesimo, ritenuta migliore di tutte le altre. In seguito Robinson assume il controllo totale dellisola e di ogni persona che incontra, in modo che tutto quello che succede nel suo regno converga su di lui. Nemmeno tanti anni lontano dallisola gli toglieranno questo diritto di propriet: il personaggio narra che al suo ritorno alla colonia affida agli europei che aveva lasciato l alcuni appezzamenti di terre, che per rimarranno per sempre sua propriet. Nella storia compaiono anche alcuni tratti tipici del capitalismo, caratteristica che la rende una evidente allegoria economica. Robinson infatti considera ogni cosa (o persona) che trova sullisola oggetto di sua unica propriet. Egli tende sempre ad accumulare i beni anche quando sa che non gli serviranno a niente Di conseguenza, da quel denaro non traevo il minimo vantaggio, e se ne stava in un cassetto ad ammuffire, a causa dell'umidit che stagnava nella grotta durante la stagione delle piogge, e se quel cassetto fosse stato pieno di diamanti, sarebbe stata la stessa cosa, perch non avrebbero rivestito alcun valore per me, non sarebbero serviti a nulla. Quando incontra Venerd inoltre lo impiega subito come schiavo, nella sua casa, anchessa dotata di una muraglia di legno per tenere lontano gli estranei che potrebbero appropriarsene. Quando egli si trova solo sullisola, senza relazioni n con gli altri n con la sua famiglia, inizia a riflettere sulla natura del capitalismo, che si basa principalmente sullinteresse individuale. Altri elementi importanti del capitalismo sono le relazioni contrattuali stipulate dal protagonista prima di partire e anche al momento del suo ritorno allisola (in questo modo egli assicura a s il ritorno di tutte le sue propriet), la rilevanza del

motivo economico, la tendenza ad accumulare ogni cosa, la partenza alla ricerca di migliori opportunit economiche, lutilitarismo, e il valore che Robinson d al denaro, anche se sa che non lo utilizzer. Il capitalismo anche il peccato di Robinson e ci che lo porter alle pi grandi disgrazie: proprio questa continua tendenza a migliorarsi che lo spinge a fuggire di casa, a tentare nuove imprese e ad affrontare rischi molto alti. Robinson Crusoe di Defoe di gran lunga lopera pi rappresentativa di quella serena tradizionale fiducia inglese nei lumi della ragione, in quanto lo stesso Robinson parte sempre dallosservazione della sua situazione, proseguendo poi nellelaborazione di una lista di tutte le possibili soluzioni, in modo da poter scegliere sempre lalternativa migliore. Tutte le sventure vanno giudicate insieme col poco bene che recano in s, e con i mali peggiori che le circondano. Sia questo dunque l'insegnamento che si pu trarre dall'aver sperimentato la pi infelice condizione del mondo: che noi possiamo sempre cogliervi qualcosa cui attingere conforto, e che, nel bilancio del bene e del male, abbiamo il dovere di metterlo all'attivo del conto. Questo procedimento perfettamente razionale tuttavia a volte viene a mancare mostrando anche i limiti dellilluminismo, in particolare quando il personaggio si sente invincibile dopo aver conseguito un certo numero di successi, ed spinto allora a compiere anche i gesti pi irresponsabili con disinvolta sicurezza, Con laccrescersi della mia attivit e della mia ricchezza, la mia testa cominci a riempirsi di progetti e di ipotetiche imprese superiori alle mie possibilit: di quelli che non di rado portano alla catastrofe i pi avveduti commerciantie una volta di pi io sarei stato lo strumento volontario della mia rovina dimenticandosi magari delle conseguenze delle sue azioni. Luomo, cio, non si vergogna di peccare, ma si vergogna di pentirsi; non si vergogna di commettere unazione per la quale, e giustamente, verr giudicato uno sprovveduto, ma si vergogna di recedere, comportandosi nellunico modo idoneo a conferirgli reputazione di saggezza. Il libro diventa quindi un saggio ricco di messaggi per i lettori, senza perdere comunque il suo valore di racconto di avventura, forse il pi famoso nella letteratura inglese. Gli eventi straordinari della vita di quest'uomo superano, a suo avviso, tutto ci di cui si sia avuta mai notizia, ed quasi impossibile che la vita di un singolo individuo possa presentare maggior variet.