Cei 23-31
Cei 23-31
Norma Italiana
CEI 23-31
Data Pubblicazione Edizione
1997-10 Prima
Classificazione Fascicolo
23-31 3764 C
Titolo
Sistemi di canali metallici e loro accessori ad uso portacavi
e portapparecchi
Title
Trunking metallic systems and related accessories, cable trunking
and carrying electrical appliances
NORMA TECNICA
COMITATO
ELETTROTECNICO CNR CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE • AEI ASSOCIAZIONE ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA ITALIANA
ITALIANO
SOMMARIO
La presente Norma si applica ai sistemi di canalizzazione metallici e loro accessori, installati generalmen-
te, direttamente o indirettamente, a soffitto o a parete, per la distribuzione con tensione nominale non
superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua.
La presente Norma costituisce la ristampa consolidata, secondo il nuovo progetto di veste editoriale, del-
la Norma pari numero ed edizione (Fascicolo 1286); essa incorpora la Variante pubblicata precedente-
mente in Fascicolo separato (Fascicolo 1902 V).
DESCRITTORI
Canali metallici; Sistemi di canali; Portacavi; Portapparecchi;
Europei
Internazionali
Legislativi
INFORMAZIONI EDITORIALI
Norma Italiana CEI 23-31 Pubblicazione Norma Tecnica Carattere Doc.
CDU
CAPITOLO
1 GENERALITÀ 2
SEZIONE
1 OGGETTO E SCOPO 2
SEZIONE
2 DEFINIZIONI 3
SEZIONE
3 CLASSIFICAZIONE 5
CAPITOLO
2 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE 5
SEZIONE
1 PRESCRIZIONI GENERALI 5
SEZIONE
2 PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE 6
CAPITOLO
3 DATI CARATTERISTICI E MARCATURA 8
CAPITOLO
4 CARATTERISTICHE MECCANICHE ED ELETTRICHE 10
SEZIONE
1 GENERALITÀ SULLE PROVE 10
SEZIONE
2 INVECCHIAMENTO ACCELERATO 10
SEZIONE
3 PROPRIETÀ MECCANICHE 10
Tab. 1 ............................................................................................................................................................................................................ 11
SEZIONE
4 RESISTENZA AL CALORE, AL CALORE ANORMALE
ED ALLA PROPAGAZIONE DELLA FIAMMA 15
SEZIONE
5 PROTEZIONE CONTRO LA PENETRAZIONE DEI CORPI SOLIDI, DELL’ACQUA E
L’ACCESSO A PARTI IN TENSIONE 17
SEZIONE
6 RESISTENZA A SOSTANZE CORROSIVE E INQUINANTI 17
SEZIONE
7 VERIFICHE ELETTRICHE 19
Fig. 1 Installazione a soffitto e sotto pavimento ............................................................................................................ 20
Fig. 2 Presa telefonica tripolare unificata (2.2.6) ........................................................................................................... 21
Fig. 3 Attrezzo usato per la verifica della resistenza agli urti a temperatura ambiente (4.3.4) .... 22
Fig. 4 Attrezzo usato per la verifica della resistenza agli urti a bassa temperatura (4.3.5) ............. 23
Fig. 5 Prova di flessione lineare (4.3.7) ................................................................................................................................ 24
Fig. 6 Attrezzo per la prova di resistenza al calore (4.4.2) .................................................................................... 24
Fig. 7 Dito di prova rigido (4.4.1) ............................................................................................................................................ 25
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina iii
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina iv
PREMESSA
1 OGGETTO E SCOPO
S E Z I O N E
1.1.1 Oggetto
La presente Norma si applica ai sistemi di canalizzazione metallici e loro acces-
sori, installati generalmente, direttamente o indirettamente, a soffitto o a parete,
per la distribuzione con tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente
alternata e a 1500 V in corrente continua.
Note: 1 La presente Norma si applica ai sistemi di canali destinati a contenere cavi per gli impianti
elettrici, conformi alle Norme CEI del CT 20, e cavi per servizi ausiliari (telefonici e trasmis-
sione dati).
2 Ai fini della presente Norma si intende per installazione a parete quella eseguita a partire
da 10 mm dal pavimento finito (a questo scopo non è considerato pavimento finito il piano
di calpestio del pavimento sopraelevato (Fig. 1)).
3 Ai fini della presente Norma si intende per installazione a soffitto anche quella realizzata
all’interno di un controsoffitto.
4 L’utilizzazione di tali sistemi e i requisiti di installazione sono regolati anche da altre
Norme in quanto esistenti.
1.1.2 Scopo
La presente Norma ha lo scopo di stabilire:
n le definizioni che si applicano ai componenti che costituiscono i sistemi di
canalizzazione di cui in 1.1.1;
n le caratteristiche costruttive dei componenti stessi;
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 2 di 26
n le prescrizioni per le caratteristiche:
a) meccaniche;
b) di resistenza al calore;
c) di resistenza al calore anormale ed alla propagazione della fiamma;
d) di grado di protezione IP;
e) di isolamento;
f) equipotenzialità delle masse;
g) di impiego della canalizzazione come conduttore di protezione;
n la marcatura;
n le prove destinate ad accertare la rispondenza alle prescrizioni sopra indicate.
Nota È da tenere presente che la sicurezza delle persone e la salvaguardia dell’ambiente non dipen-
dono esclusivamente dall’osservanza della presente Norma, ma anche dalla corretta scelta, in-
stallazione ed utilizzazione dei componenti in oggetto.
2 DEFINIZIONI
S E Z I O N E
1.2.3 Accessori
Componenti metallici destinati al completamento dell’intero sistema. Gli accessori
più comuni sono:
a) giunzione: accessorio destinato ad assicurare la continuità della protezione
meccanica dei cavi nei punti di discontinuità del canale.
Si distinguono tra le giunzioni:
n deviazione: particolare giunzione di due tratti di canale aventi asse di sim-
metria diverso (es. deviazione a L);
n derivazione: particolare giunzione di più di due tratti di canale (es. T, X);
n giunzione lineare: particolare giunzione di due tratti di canale aventi lo
stesso asse;
b) testata: componente destinato alla chiusura del canale al termine del suo per-
corso;
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 3 di 26
c) raccordo: particolare tipo di giunzione che consente il collegamento fra canali
di sezione differente, fra canali e derivazioni di utenza o fra canali e altri
sistemi di canalizzazione;
d) elementi per trattenere i cavi all’interno del canale;
e) elementi di fissaggio: componenti destinati a fissare direttamente il canale alle
pareti o al soffitto (es. tasselli);
f) elementi di sospensione: componenti utilizzati per sostenere i canali alle
pareti o al soffitto in punti specifici (es. mensole, barre di sospensione);
g) elemento di fissaggio per dispositivi o apparecchi complementari non inclusi
nel sistema (es. corpi illuminanti, segnalazioni acustiche, diffusione sonora,
apparecchi di comando): accessori destinati a fissare al canale in modo sicuro
i componenti o le apparecchiature di cui sopra;
h) elemento per connessione elettrica: componente destinato a garantire la con-
tinuità elettrica fra parti metalliche del canale e degli accessori.
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 4 di 26
3 CLASSIFICAZIONE
S E Z I O N E
2 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE
CAPITOLO
1 PRESCRIZIONI GENERALI
S E Z I O N E
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 5 di 26
[Link] Sistemi di canale portacavi semplice (a parete o a soffitto)
a) canale;
b) testata;
c) giunzione piana lineare (quando la funzione non è realizzata direttamente dal
canale stesso);
d) deviazione (per tutti i modi di installazione previsti dal costruttore);
e) derivazioni (T) o (X);
f) accessori complementari quando necessari ai fini della protezione;
g) elementi di sospensione (solo per sistemi sospesi);
h) elementi di continuità elettrica (nei casi di utilizzo previsti nei punti a) e b) di
1.3.5).
2 PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE
S E Z I O N E
2.2.1 Smontaggio dei coperchi dei canali e degli accessori del sistema
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 6 di 26
2.2.4 Fissaggio di componenti o di apparecchiature non incluse nel sistema
Il costruttore deve dichiarare, nelle specifiche informazioni tecniche, quali tipi di
dispositivi e di apparecchiature sono previste per essere associati al sistema, ed il
criterio del loro fissaggio.
I sistemi di fissaggio devono essere tali da garantire l’affidabilità del fissaggio
stesso.
Tale affidabilità, in particolare per dispositivi e apparecchi che possono staccarsi
dai componenti del sistema, deve essere verificata con la prova di cui in 4.3.2.
La conformità è verificata con l’esame a vista, con le misure e con le prove (vede-
re da 2.2.8 a 2.2.11, 4.7.1 e 4.7.2).
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 7 di 26
2.2.8 Resistenza meccanica delle viti
Le viti per ogni funzione di tipo elettrico o meccanico devono avere un’adeguata
resistenza meccanica ed essere provviste di un dispositivo di antiallentamento.
I dispositivi di connessione destinati ad assicurare il collegamento del conduttore
di protezione devono essere contrassegnati con il simbolo normalizzato .
La conformità è verificata con esame a vista e con le prove di cui in 4.3.1.
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 8 di 26
3) il raggio massimo di curvatura compatibile per ogni accessorio del sistema
che imponga al cavo una deviazione di percorso considerando la sezione
geometrica del canale;
4) gli elementi di sostegno previsti e il carico massimo applicabile sia distribuito
sia concentrato;
5) i dispositivi e gli apparecchi complementari previsti;
6) le condizioni di installazione e fissaggio;
7) distanza D fra gli elementi di appoggio o di sospensione;
8) materiali impiegati e relativi trattamenti superficiali;
9) sezione della canalizzazione intesa come conduttore di protezione espressa in
mm2 (vedi Nota di 2.2.7);
10) resistenza per metro della canalizzazione, espressa in mW/m alla temperatura
ambiente di 20 °C ± 2 °C;
11) resistenza della connessione elettrica fra due componenti del sistema (es. ca-
nale-canale, canale-giunzione) alla temperatura ambiente di 20 °C ± 2 °C,
espressa in mW.
3.1.2 Marcatura
I componenti costituenti il sistema devono riportare in maniera chiaramente leg-
gibile ed indelebile le seguenti indicazioni:
a) contrassegno o nome del fabbricante;
b) identificazione del modello del fabbricante;
c) grado di protezione IP;
d) tipo di posa (in particolare, nel caso di apparecchi o prese telefoniche, pre-
cisare l’altezza minima rispetto al pavimento, in accordo alle Norme impianti
del caso);
e) sistemi di canale portacavi, semplice o portapparecchi;
f) smontabilità con o senza uso di attrezzi;
g) caratteristiche elettriche.
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 9 di 26
4 CARATTERISTICHE MECCANICHE ED ELETTRICHE
CAPITOLO
4.1.1 Prove
Le prove considerate sono prove di tipo.
2 INVECCHIAMENTO ACCELERATO
S E Z I O N E
3 PROPRIETÀ MECCANICHE
S E Z I O N E
[Link] Per le viti e i dadi di metallo che vengono manovrati durante l’installazione dei
componenti, esclusi gli elementi di fissaggio, la conformità viene verificata con la
seguente prova.
Le viti sono serrate ed allentate:
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 10 di 26
n 10 volte per le viti che si impegnano in un filetto di materiale isolante;
n 5 volte in tutti gli altri casi.
Tab. 1
La colonna 1 si applica alle viti senza testa, che non risultano sporgenti dalla sede
una volta serrata, ed alle altre viti che non possono essere serrate con un caccia-
vite che abbia una lama più larga del diametro delle viti stesse.
La colonna 2 si applica alle altre viti che vengono serrate mediante un cacciavite.
La colonna 3 si applica a viti e dadi che vengono serrati con mezzi diversi dal
cacciavite.
Quando una vite ha testa esagonale con intaglio ed i valori delle colonne 2 e 3
sono diversi, la prova viene effettuata due volte, prima su un gruppo di esem-
plari applicando alla testa esagonale della vite, con una chiave, la coppia di tor-
sione specificata nella colonna 3 poi, su un nuovo gruppo di esemplari, appli-
cando con un cacciavite la coppia di torsione specificata nella colonna 2. Se i
valori delle due colonne sono identici viene effettuata solo la prova con il caccia-
vite.
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 11 di 26
[Link] Le viti e/o i dadi che trasmettono la pressione di contatto devono avvitarsi in fi-
lettature metalliche. La conformità è verificata mediante esame a vista.
[Link] I mezzi di fissaggio di cui sopra devono essere adatti a sostenere il carico previsto
nell’uso ordinario.
Tale requisito può essere verificato mediante calcolo o applicando per 15 min un
carico doppio di quello previsto nell’uso ordinario.
In quest’ultimo caso la prova è positiva se non si verificano apprezzabili defor-
mazioni nei mezzi di fissaggio.
4.3.3 Smontabilità dei coperchi dei canali e degli accessori del sistema
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 12 di 26
La molla del percussore è regolata in modo che il prodotto della compressione,
in millimetri, per la forza esercitata, in newton, sia uguale a 1000, con la com-
pressione di circa 20 mm. Questa regolazione corrisponde ad una energia d’urto
di 0,5 Nm ± 0,05 Nm.
Le molle del meccanismo di sgancio sono regolate in modo da esercitare una
pressione appena sufficiente per mantenere le ganasce di armamento nella po-
sizione di aggancio.
L’apparecchio si arma tirando indietro il bottone fino a quando le ganasce di arma-
mento impegnano il dente dell’asta del percussore.
Il canale e gli accessori sono provati applicando 4 colpi nella zona centrale di
ogni esemplare montato secondo le indicazioni del costruttore, con l’attrezzatura
descritta in precedenza.
Il supporto su cui verranno montati gli esemplari sarà tale da assicurare la neces-
saria rigidità, per non contribuire ad assorbire l’energia d’impatto.
L’attrezzatura è regolata in modo tale da applicare una energia d’urto di 1 J.
I colpi devono essere distribuiti lungo l’asse trasversale del canale e degli acces-
sori.
Dopo la prova, l’involucro deve ancora assicurare i gradi di protezione verificati
in 4.5.1, 4.5.2 e 4.5.3.
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 13 di 26
Per ogni metro lineare di canale si distribuisce poi uniformemente all’interno un
carico di 0,13 kg/cm2 di sezione utile del canale.
Il carico è realizzato con cavi in rame di sezione nominale 6 mm2 oppure funi di
acciaio tipo UNI 7307 o catene e deve essere applicato per 10 min per canali
completamente metallici e per 2 h per canali aventi elementi di separazione e/o
coperchi in materiale isolante.
Per la prova degli eventuali separatori per canali fissati direttamente a parete il
carico viene definito in funzione della sezione utile dello scompartimento
sovrastante.
La prova è positiva se durante il tempo di applicazione del carico il coperchio
non si è sganciato e, nel caso dei separatori, se la freccia massima, al termine del-
la prova, misurata senza rimuovere il carico, è inferiore al 10% dell’altezza del
separatore stesso.
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 14 di 26
4 RESISTENZA AL CALORE, AL CALORE ANORMALE
ED ALLA PROPAGAZIONE DELLA FIAMMA
S E Z I O N E
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 15 di 26
La prova si effettua su 3 elementi di lunghezza pari a 600 mm, più eventuali ac-
cessori ferma-cavo, tutti sottoposti ad invecchiamento accelerato come descritto
in 4.2.1 e montati sul corpo del canale.
La prova va effettuata in aria calma, con un becco Bunsen avente un imbocco di
diametro interno di 9 mm.
Il gas utilizzato per questa prova deve essere tale che, con le dimensioni specifi-
cate della fiamma, la potenza prodotta dal bruciatore sia di 775 Kcal/h ± 25
Kcal/h.
Mentre il becco è in posizione verticale, la fiamma viene regolata ad una lun-
ghezza totale di 15 cm e con la lunghezza del cono blu interno di 5 cm.
Successivamente il becco viene inclinato in modo che il suo asse formi un angolo
di 45° con la verticale.
L’esemplare va tenuto verticalmente in posizione tale che la punta del cono inter-
no della fiamma tocchi la superficie dell’esemplare ad una distanza approssimati-
va di 10 cm dalla sua estremità inferiore.
L’esemplare va tenuto alla fiamma per 1 min. Se l’esemplare brucia, la combustio-
ne deve essere lenta e non deve propagarsi apprezzabilmente; l’eventuale fiam-
ma deve spegnersi in meno di 30 s dopo la rimozione del becco.
Al fine di verificare che la fiamma abbia la temperatura necessaria per l’esecuzio-
ne di questa prova, un filo nudo di rame di 0,7 mm di diametro e della lunghezza
di almeno 10 cm è tenuto orizzontalmente in modo che esso attraversi il centro
della fiamma 5 cm al di sopra della sommità del becco e la sua estremità libera
sia sulla verticale al di sopra del bordo del becco.
Il filo deve fondere in meno di 6 s.
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 16 di 26
5 PROTEZIONE CONTRO LA PENETRAZIONE DEI CORPI SOLIDI,
DELL’ACQUA E L’ACCESSO A PARTI IN TENSIONE
S E Z I O N E
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 17 di 26
4.6.2 Prova alla corrosione in presenza di protezione esterna e interna medie
Gli elementi lunghi 25 cm sono puliti con un tampone d’ovatta imbevuto di ben-
zolo e poi asciugati.
Ciascun elemento è immerso in una soluzione acquosa contenente 0,75% di ferri-
cianuro di potassio [K3 Fe (CN6)] e 0,25% di persolfato d’ammonio [(NH4)2 S2 O8];
una quantità di circa 0,1% d’un agente bagnante, per esempio un sale di sodio
d’un acido alkylnaphtalene etilsolfonico è aggiunta a questa soluzione.
La soluzione e gli elementi sono mantenuti ad una temperatura di 20 °C ± 1 °C.
Ciascun elemento è provato separatamente in una soluzione fresca. Dopo 5 min
di immersione gli elementi sono tolti dalla soluzione e lasciati asciugare in aria
alla temperatura ambiente.
Dopo questa prova gli elementi non devono presentare più di due macchie blu
per centimetro quadrato di superficie e nessuna macchia deve avere una dimen-
sione superiore a 1,5 mm.
Le tracce di ruggine sugli spigoli e sulle filettature, come pure le patine giallastre
che scompaiono per semplice sfregamento non sono prese in considerazione.
Non si tiene conto del comportamento dei tratti prossimi alle estremità per una
lunghezza di 5 mm.
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 18 di 26
4.6.4 Prova alla corrosione di piccole parti metalliche
Piccole parti (es. viti, dadi, bulloni, molle e simili) devono essere adeguatamente
protette contro la ruggine.
La conformità si verifica mediante la prova che segue.
Si asportano tutte le tracce di grasso dalle parti da provare mediante immersione
per 10 min in tetracloruro di carbonio.
Le parti vengono poi immerse per 10 min in una soluzione acquosa al 10% di
cloruro d’ammonio alla temperatura di 20 °C ± 5 °C.
Senza asciugare, ma dopo aver scosso via le eventuali gocce, le parti vengono
sospese per 10 min in una camera contenente aria satura di umidità ad una tem-
peratura di 20 °C ± 5 °C.
Le parti, dopo essere state essicate per 10 min in una stufa ad una temperatura di
100 °C ± 5 °C, non devono mostrare alcun segno di ruggine.
Tracce sugli spigoli e la pellicola giallastra che si può asportare per sfregamento
non vanno prese in considerazione.
7 VERIFICHE ELETTRICHE
S E Z I O N E
4.7.1 Continuità elettrica delle parti conduttrici che possono essere toccate (masse)
La verifica viene effettuata facendo passare fra le parti metalliche accessibili e la
parte destinata ad essere connessa al conduttore di protezione una corrente alter-
nata di 25 A, ad una frequenza di 50 Hz e con una tensione non superiore a 12 V.
Si misura la caduta di tensione immediatamente a cavallo della giunzione; la re-
sistenza calcolata in base alla corrente e alla caduta di tensione non deve essere
superiore a 0,05 W (è allo studio la revisione di questo valore).
Per giunzioni effettuate tramite viti, bulloni, dadi, questi sono serrati con una
coppia pari ai 2/3 di quella di cui in Tab. 1.
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 19 di 26
Fig. 1 Installazione a soffitto e sotto pavimento
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 20 di 26
Fig. 2 Presa telefonica tripolare unificata (2.2.6)
54,8
R= 67,4
54,8 COPERCHIO
53,6
4,5
R= 72,0
60,0
30
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 21 di 26
Fig. 3 Attrezzo usato per la verifica della resistenza agli urti a temperatura ambiente (4.3.4)
a Nasello di guida del percussore
b Molla del nasello
c Testa del martello
d Asta di sgancio
e Molla del percussore
f Molla del meccanismo di sgancio
g Asta del percussore
h Bottone di riarmo
i Meccanismo di sgancio
a f
d i
b
c e g h
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 22 di 26
Fig. 4 Attrezzo usato per la verifica della resistenza agli urti a bassa temperatura (4.3.5)
a Martello
b Bronzo intermedio di acciaio 100 g
c Provino
d Acciaio 10 kg
e Altezza di caduta
f Angoli leggermente arrotondati
Ø10,5
a
A B
e
b
0
30
R=
d Ø20 40
8,6 8,6
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 23 di 26
Fig. 5 Prova di flessione lineare (4.3.7)
a Zona di giunzione
L = 1,5 D
b c
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 24 di 26
Fig. 7 Dito di prova rigido (4.4.1)
a Cilindro
b Sferico
80
20
2
R=
Ø50
Ø12
10 a
4
10
R=
b
Dimensione in mm
Fine Documento
NORMA TECNICA
CEI 23-31:1997-10
Pagina 25 di 26
La presente Norma è stata compilata dal Comitato Elettrotecnico Italiano
e beneficia del riconoscimento di cui alla legge 1º Marzo 1968, n. 186.
Editore CEI, Comitato Elettrotecnico Italiano, Milano - Stampa in proprio
Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 4093 del 24 luglio 1956
Responsabile: Ing. E. Camagni
Lire 42.000
NORMA TECNICA Sede del Punto di Vendita e di Consultazione
CEI 23-31:1997-10 20126 Milano - Viale Monza, 261
Totale Pagine 30 tel. 02/25773.1 • fax 02/25773.222 • E-MAIL cei@[Link]