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N O R M A I T A L I A N A CEI

Norma Italiana

CEI 23-31
Data Pubblicazione Edizione
1997-10 Prima
Classificazione Fascicolo
23-31 3764 C
Titolo
Sistemi di canali metallici e loro accessori ad uso portacavi
e portapparecchi

Title
Trunking metallic systems and related accessories, cable trunking
and carrying electrical appliances

CAVI E APPARECCHIATURE PER DISTRIBUZIONE

NORMA TECNICA

COMITATO
ELETTROTECNICO CNR CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE • AEI ASSOCIAZIONE ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA ITALIANA
ITALIANO
SOMMARIO
La presente Norma si applica ai sistemi di canalizzazione metallici e loro accessori, installati generalmen-
te, direttamente o indirettamente, a soffitto o a parete, per la distribuzione con tensione nominale non
superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua.
La presente Norma costituisce la ristampa consolidata, secondo il nuovo progetto di veste editoriale, del-
la Norma pari numero ed edizione (Fascicolo 1286); essa incorpora la Variante pubblicata precedente-
mente in Fascicolo separato (Fascicolo 1902 V).

DESCRITTORI
Canali metallici; Sistemi di canali; Portacavi; Portapparecchi;

COLLEGAMENTI/RELAZIONI TRA DOCUMENTI


Nazionali

Europei

Internazionali

Legislativi

INFORMAZIONI EDITORIALI
Norma Italiana CEI 23-31 Pubblicazione Norma Tecnica Carattere Doc.

Stato Edizione In vigore Data validità 1990-3-1 Ambito validità Nazionale


Varianti Nessuna
Ed. Prec. Fasc. Nessuna

Comitato Tecnico 23-Apparecchiatura a bassa tensione


Approvata dal Presidente del CEI in Data 1989-10-20
in Data

Sottoposta a inchiesta pubblica come Progetto C. 244 Chiusa in data 1988-2-15

Gruppo Abb. 4 Sezioni Abb. A


ICS

CDU

© CEI - Milano 1997. Riproduzione vietata.


Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente Documento può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi senza il consenso scritto del CEI.
Le Norme CEI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione sia di nuove edizioni sia di varianti.
È importante pertanto che gli utenti delle stesse si accertino di essere in possesso dell’ultima edizione o variante.
INDICE GENERALE
Rif. Argomento Pag.

CAPITOLO
1 GENERALITÀ 2

SEZIONE
1 OGGETTO E SCOPO 2

SEZIONE
2 DEFINIZIONI 3

SEZIONE
3 CLASSIFICAZIONE 5

CAPITOLO
2 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE 5

SEZIONE
1 PRESCRIZIONI GENERALI 5

SEZIONE
2 PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE 6

CAPITOLO
3 DATI CARATTERISTICI E MARCATURA 8

CAPITOLO
4 CARATTERISTICHE MECCANICHE ED ELETTRICHE 10

SEZIONE
1 GENERALITÀ SULLE PROVE 10

SEZIONE
2 INVECCHIAMENTO ACCELERATO 10

SEZIONE
3 PROPRIETÀ MECCANICHE 10
Tab. 1 ............................................................................................................................................................................................................ 11

SEZIONE
4 RESISTENZA AL CALORE, AL CALORE ANORMALE
ED ALLA PROPAGAZIONE DELLA FIAMMA 15

SEZIONE
5 PROTEZIONE CONTRO LA PENETRAZIONE DEI CORPI SOLIDI, DELL’ACQUA E
L’ACCESSO A PARTI IN TENSIONE 17

SEZIONE
6 RESISTENZA A SOSTANZE CORROSIVE E INQUINANTI 17

SEZIONE
7 VERIFICHE ELETTRICHE 19
Fig. 1 Installazione a soffitto e sotto pavimento ............................................................................................................ 20
Fig. 2 Presa telefonica tripolare unificata (2.2.6) ........................................................................................................... 21
Fig. 3 Attrezzo usato per la verifica della resistenza agli urti a temperatura ambiente (4.3.4) .... 22
Fig. 4 Attrezzo usato per la verifica della resistenza agli urti a bassa temperatura (4.3.5) ............. 23
Fig. 5 Prova di flessione lineare (4.3.7) ................................................................................................................................ 24
Fig. 6 Attrezzo per la prova di resistenza al calore (4.4.2) .................................................................................... 24
Fig. 7 Dito di prova rigido (4.4.1) ............................................................................................................................................ 25

NORMA TECNICA
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Pagina iii
NORMA TECNICA
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Pagina iv
PREMESSA

La presente Norma ha lo scopo di fornire prescrizioni riguardanti la realizzazio-


ne di sistemi di canalizzazione intesi come un insieme di canali metallici e rela-
tivi accessori destinati alla posa e alla protezione meccanica dei cavi elettrici, nel-
la realizzazione di impianti, nell’ambito di sistemi di tensione di categoria 0
(zero) e di I categoria.
Per le prescrizioni di alcune modalità di prova ci si è basati sulle Pubblicazioni
IEC 614-1 e 614.2.1 riguardanti problemi di corrosione.
Nell’elaborazione della presente Norma si è tenuto conto delle analogie con le
canalizzazioni in tubo metallico e delle prescrizioni impiantistiche del CT 64.

CEI 23-31:1997-10 NORMA TECNICA


30 CEI 23-31:1997-10
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1 GENERALITÀ
CAPITOLO

1 OGGETTO E SCOPO
S E Z I O N E

1.1.1 Oggetto
La presente Norma si applica ai sistemi di canalizzazione metallici e loro acces-
sori, installati generalmente, direttamente o indirettamente, a soffitto o a parete,
per la distribuzione con tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente
alternata e a 1500 V in corrente continua.
Note: 1 La presente Norma si applica ai sistemi di canali destinati a contenere cavi per gli impianti
elettrici, conformi alle Norme CEI del CT 20, e cavi per servizi ausiliari (telefonici e trasmis-
sione dati).
2 Ai fini della presente Norma si intende per installazione a parete quella eseguita a partire
da 10 mm dal pavimento finito (a questo scopo non è considerato pavimento finito il piano
di calpestio del pavimento sopraelevato (Fig. 1)).
3 Ai fini della presente Norma si intende per installazione a soffitto anche quella realizzata
all’interno di un controsoffitto.
4 L’utilizzazione di tali sistemi e i requisiti di installazione sono regolati anche da altre
Norme in quanto esistenti.

Tali sistemi di canalizzazione sono destinati a garantire prevalentemente la pro-


tezione meccanica dei materiali elettrici in essi contenuti.
Sono altresì esclusi:
n canali ad uso battiscopa;
n canali per uso incassato o semincassato o integrati in pareti prefabbricate;
n costruzioni nelle quali i conduttori sono parte integrante della canalizzazione;
n canali per uso promiscuo (elettricità e fluidi);
n canali destinati a sopportare sollecitazioni meccaniche diverse da quelle pre-
viste al Cap. 4 e/o vibrazioni;
n canali per sistemi di passerelle, con o senza coperchio, ventilate o non;
n canali per sistemi di canalizzazione aventi grado di protezione inferiore a IP 2X.

La presente Norma non riguarda eventuali dispositivi ed apparecchi complemen-


tari al sistema, quali ad esempio dispositivi di connessione, apparecchi di illumi-
nazione, di diffusione sonora ecc., per i quali si rimanda alle Norme appropriate
esistenti.
Nota Tali sistemi possono essere integrati a sistemi battiscopa o a sistemi di altro tipo.
La corretta applicazione della presente Norma richiede la limitazione del coefficiente di riem-
pimento dei canali al 50%.
Questo valore si applica solamente agli scomparti destinati ad ospitare cavi per energia.

1.1.2 Scopo
La presente Norma ha lo scopo di stabilire:
n le definizioni che si applicano ai componenti che costituiscono i sistemi di
canalizzazione di cui in 1.1.1;
n le caratteristiche costruttive dei componenti stessi;

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n le prescrizioni per le caratteristiche:
a) meccaniche;
b) di resistenza al calore;
c) di resistenza al calore anormale ed alla propagazione della fiamma;
d) di grado di protezione IP;
e) di isolamento;
f) equipotenzialità delle masse;
g) di impiego della canalizzazione come conduttore di protezione;
n la marcatura;
n le prove destinate ad accertare la rispondenza alle prescrizioni sopra indicate.
Nota È da tenere presente che la sicurezza delle persone e la salvaguardia dell’ambiente non dipen-
dono esclusivamente dall’osservanza della presente Norma, ma anche dalla corretta scelta, in-
stallazione ed utilizzazione dei componenti in oggetto.

2 DEFINIZIONI
S E Z I O N E

1.2.1 Sistema di canalizzazione


Per sistema di canalizzazione si intende l’insieme, come definito da costruttore,
del canale e degli accessori necessari per effettuare la congiunzione di tratti di
canali disposti in tutti i modi previsti dal costruttore.

1.2.2 Canale portacavi


Canale costituito da un corpo destinato a contenere i cavi e da un coperchio di
chiusura a protezione dei cavi stessi.

[Link] Canale portacavi semplice


Canale portacavi destinato ad usi generici, come semplice via per i cavi.

[Link] Canale portapparecchi


Particolare canale portacavi realizzato per consentire, attraverso l’uso di compo-
nenti appositi, l’applicazione all’interno o all’esterno dello stesso di apparecchi
quali ad es. prese a spina, apparecchi di comando, dispositivi di connessione,
corpi illuminanti, ecc.

1.2.3 Accessori
Componenti metallici destinati al completamento dell’intero sistema. Gli accessori
più comuni sono:
a) giunzione: accessorio destinato ad assicurare la continuità della protezione
meccanica dei cavi nei punti di discontinuità del canale.
Si distinguono tra le giunzioni:
n deviazione: particolare giunzione di due tratti di canale aventi asse di sim-
metria diverso (es. deviazione a L);
n derivazione: particolare giunzione di più di due tratti di canale (es. T, X);
n giunzione lineare: particolare giunzione di due tratti di canale aventi lo
stesso asse;
b) testata: componente destinato alla chiusura del canale al termine del suo per-
corso;

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c) raccordo: particolare tipo di giunzione che consente il collegamento fra canali
di sezione differente, fra canali e derivazioni di utenza o fra canali e altri
sistemi di canalizzazione;
d) elementi per trattenere i cavi all’interno del canale;
e) elementi di fissaggio: componenti destinati a fissare direttamente il canale alle
pareti o al soffitto (es. tasselli);
f) elementi di sospensione: componenti utilizzati per sostenere i canali alle
pareti o al soffitto in punti specifici (es. mensole, barre di sospensione);
g) elemento di fissaggio per dispositivi o apparecchi complementari non inclusi
nel sistema (es. corpi illuminanti, segnalazioni acustiche, diffusione sonora,
apparecchi di comando): accessori destinati a fissare al canale in modo sicuro
i componenti o le apparecchiature di cui sopra;
h) elemento per connessione elettrica: componente destinato a garantire la con-
tinuità elettrica fra parti metalliche del canale e degli accessori.

1.2.4 Accessori complementari


Componenti destinati a completare la protezione meccanica assicurata dal siste-
ma, ad esempio:
n membrane;
n elementi di chiusura per apertura pre-tranciata;
n diaframmi separatori;
n derivazione d’utenza: componente o insieme di componenti destinati a colle-
gare il canale tramite raccordo con un punto terminale di utilizzazione (es.
macchina operatrice).

1.2.5 Elemento di fissaggio


Componente destinato a fissare direttamente il canale alla parete o al soffitto (es.
tasselli).

1.2.6 Elemento di sospensione


Componente destinato a sostenere i canali alle pareti o al soffitto in punti specifi-
ci (es. mensole, barre di sospensione).

1.2.7 Elemento di fissaggio per dispositivi o apparecchi complementari


Accessorio destinato a fissare all’interno o all’esterno dei canali in modo sicuro
tali componenti.

1.2.8 Sezione geometrica


Sezione delimitata dalle pareti interne del canale, che caratterizza la massima
quantità di cavi installabile nel canale stesso.

1.2.9 Sezione utile


Sezione geometrica ridotta mediante un coefficiente di riempimento definito.

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3 CLASSIFICAZIONE
S E Z I O N E

1.3.1 Secondo il grado di protezione


I sistemi di canalizzazione possono essere classificati secondo il grado di
protezione fornito ai cavi e alle parti attive installate con i sistemi stessi (Norma
CEI 70-1, conforme alla Pubblicazione IEC 529):
a) contro la penetrazione di corpi solidi, per cui il grado minimo richiesto è IP 2X;
b) contro la penetrazione di acqua;
Nota I gradi di protezione preferenziali sono: IP 20; IP 40; IP 41; IP 44.
c) protezione addizionale contro l’accesso a parti in tensione:
n filo di diametro 2,5 mm (lettera C);
n filo di diametro 1 mm (lettera D).

1.3.2 Secondo il tipo di posa


I sistemi di canalizzazione possono essere caratterizzati dal metodo di installazio-
ne proposto:
n a parete;
n a soffitto;
n sospesa;
n combinata.

1.3.3 Secondo la smontabilità dei coperchi


I sistemi di canalizzazione possono classificarsi secondo la smontabilità dei co-
perchi dei canali e degli accessori:
n smontabili con attrezzo;
n smontabili senza attrezzo.
Nota Per le corrispondenti misure di protezione vedere sez. 3 del Cap. V della Norma CEI 64-8.

1.3.4 Secondo il rapporto con altri componenti l’impianto elettrico


I sistemi di canalizzazione possono essere previsti per:
n ospitare cavi (sistemi di canali portacavi semplici);
n ospitare cavi e apparecchi (sistemi di canali portapparecchi).

1.3.5 Secondo le caratteristiche elettriche


Le canalizzazioni possono essere previste per:
a) essere usate come conduttore di protezione;
b) non essere usate come conduttore di protezione.

2 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE
CAPITOLO

1 PRESCRIZIONI GENERALI
S E Z I O N E

2.1.1 Composizione del sistema di canalizzazione


Al fine di costituire un sistema di canalizzazione minimo, devono essere previsti
alcuni componenti che svolgono le funzioni di seguito descritte.

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[Link] Sistemi di canale portacavi semplice (a parete o a soffitto)
a) canale;
b) testata;
c) giunzione piana lineare (quando la funzione non è realizzata direttamente dal
canale stesso);
d) deviazione (per tutti i modi di installazione previsti dal costruttore);
e) derivazioni (T) o (X);
f) accessori complementari quando necessari ai fini della protezione;
g) elementi di sospensione (solo per sistemi sospesi);
h) elementi di continuità elettrica (nei casi di utilizzo previsti nei punti a) e b) di
1.3.5).

[Link] Sistemi di canale portapparecchi (a parete o a soffitto)


Gli stessi componenti previsti per il canale portacavi semplice e inoltre:
i) componenti portapparecchi (prese a spina, interruttori, ecc.);
l) componenti per prese telefoniche tripolari unificate;
m) componenti che possono ospitare dispositivi di protezione per serie modulari.

2 PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE
S E Z I O N E

2.2.1 Smontaggio dei coperchi dei canali e degli accessori del sistema

[Link] Coperchi smontabili con attrezzi


Per i sistemi dichiarati dal costruttore come smontabili con attrezzi di cui ai punti
a), b) e c) di 1.2.3, i coperchi dei canali e degli accessori principali dovranno es-
sere smontabili solo con l’aiuto di un attrezzo (es. cacciavite).
La conformità è verificata come in [Link].

[Link] Coperchi smontabili senza attrezzi


I sistemi dichiarati dal costruttore come smontabili senza attrezzi saranno tali se
anche solo uno dei coperchi dei canali e degli accessori principali di cui ai punti
a), b) e c) di 1.2.3 potrà essere smontato senza l’uso di un attrezzo.
La conformità è verificata come in [Link].

2.2.2 Asperità e spigoli


All’interno di tutti i componenti, in corrispondenza degli spazi destinati a conte-
nere i cavi, non devono trovarsi asperità e spigoli vivi che possano danneggiare i
cavi stessi.
La conformità è verificata con esame a vista su un campione di tutti i componenti.

2.2.3 Grado di protezione


I componenti del sistema devono essere progettati e realizzati in modo tale che,
se installati come prescritto dal costruttore, realizzino il grado di protezione pre-
visto.
La conformità è verificata con le prove di cui in 4.5.1, 4.5.2, 4.5.3.

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2.2.4 Fissaggio di componenti o di apparecchiature non incluse nel sistema
Il costruttore deve dichiarare, nelle specifiche informazioni tecniche, quali tipi di
dispositivi e di apparecchiature sono previste per essere associati al sistema, ed il
criterio del loro fissaggio.
I sistemi di fissaggio devono essere tali da garantire l’affidabilità del fissaggio
stesso.
Tale affidabilità, in particolare per dispositivi e apparecchi che possono staccarsi
dai componenti del sistema, deve essere verificata con la prova di cui in 4.3.2.

2.2.5 Resistenza a varie condizioni d’uso


I componenti del sistema di materiale isolante aventi funzione di protezione mec-
canica devono presentare una sufficiente resistenza agli urti sia a temperatura
ambiente sia alle basse temperature, una sufficiente resistenza sia al calore nor-
male sia al calore anormale e una sufficiente resistenza alla propagazione della
fiamma.
Per il coperchio del canale la rispondenza è effettuata con le prove di 4.3.5, 4.3.4,
4.4.2 e 4.4.3.
Per gli accessori complementari la rispondenza è verificata con le prove di 4.4.1 e
4.4.4.
Per gli altri accessori la rispondenza è verificata con le prove di 4.4.4.

2.2.6 Scatole per prese telefoniche


Nel caso in cui siano presenti nel sistema scatole per prese telefoniche tripolari
unificate (Fig. 2), tali scatole non devono poter ospitare contemporaneamente
anche altre apparecchiature elettriche.
La verifica viene eseguita con esame a vista.
Nota Si ricorda che nelle installazioni l’asse centrale della presa telefonica deve risultare ad almeno 120
mm dal pavimento finito. Si ricorda inoltre che nel caso di scatole per apparecchi elettrici l’asse
orizzontale della presa deve risultare ad una altezza di almeno 70 mm dal pavimento finito.

2.2.7 Continuità elettrica


Deve essere garantita la continuità elettrica dei vari componenti del sistema:
a) le masse delle canalizzazioni non previste per essere usate come conduttore
di protezione devono poter essere affidabilmente connesse al conduttore di
protezione stesso e, se necessario, devono essere previsti gli opportuni dispo-
sitivi per la connessione; le canalizzazioni devono avere un’adeguata protezi-
one contro il danneggiamento chimico ed elettrochimico e devono presentare
il contrassegno ;
b) i componenti delle canalizzazioni previste per poter essere usate come con-
duttore di protezione devono soddisfare le seguenti condizioni:
n sia assicurata la protezione contro il danneggiamento meccanico, chimico
e elettrochimico;
n sia possibile la connessione, ove necessario con opportuni dispositivi di
connessione di altri conduttori di protezione per eventuali derivazioni e
sia presente il simbolo normalizzato ;
n siano note la natura del materiale e la sezione utilizzabile come condut-
tore di protezione.
Nota Per l’applicazione di queste prescrizioni, vedere anche 9.6.3 della Norma CEI 64-8.

La conformità è verificata con l’esame a vista, con le misure e con le prove (vede-
re da 2.2.8 a 2.2.11, 4.7.1 e 4.7.2).

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2.2.8 Resistenza meccanica delle viti
Le viti per ogni funzione di tipo elettrico o meccanico devono avere un’adeguata
resistenza meccanica ed essere provviste di un dispositivo di antiallentamento.
I dispositivi di connessione destinati ad assicurare il collegamento del conduttore
di protezione devono essere contrassegnati con il simbolo normalizzato .
La conformità è verificata con esame a vista e con le prove di cui in 4.3.1.

2.2.9 Viti per la continuità elettrica


Le viti per i dispositivi di connessione destinati ad assicurare la continuità elettri-
ca e la connessione del conduttore di protezione non devono essere di tipo auto-
maschiante (ad asportazione di materiale).
La conformità è verificata con esame a vista.

2.2.10 Dispositivo di connessione terminale di terra


I dispositivi di connessione terminali di terra devono essere tali che non esista
alcun rischio di corrosione che possa risultare dal contatto elettrico tra questi e
il rame del conduttore di protezione o altri metalli che siano a contatto con gli
stessi.
Il corpo del dispositivo di connessione di terra deve essere di ottone o di altro
materiale di equivalente resistenza alla corrosione se non fa parte della struttura
dei componenti del sistema.
Se il corpo del dispositivo di connessione di terra che fa parte della struttura è in
lega di alluminio, devono essere prese precauzioni per evitare il rischio di corro-
sione risultante dal contatto tra il rame e l’alluminio o sue leghe.
La conformità è verificata mediante esame a vista.
Le viti di connessione meccanica non possono essere considerate come dispositi-
vo di connessione di terra.
Nota Le viti o i dadi di acciaio trattato per resistere alla corrosione sono considerati come metallo
non meno resistente alla corrosione dell’ottone.

2.2.11 Uso della canalizzazione come conduttore di protezione


Nelle canalizzazioni previste per poter essere usate come conduttore di protezio-
ne, i mezzi destinati ad assicurarne la continuità elettrica devono essere protetti
contro l’allentamento.
La conformità è verificata con esame a vista.
Rondelle elastiche ed organi analoghi, come ad esempio viti con la testa flangiata
e zigrinata, possono costituire un mezzo sufficiente.
I dispositivi di connessione, sia integrali con i canali sia come accessori separati,
devono riportare il contrassegno normalizzato .

3 DATI CARATTERISTICI E MARCATURA


CAPITOLO

3.1.1 Dati caratteristici


Il costruttore deve fornire le seguenti informazioni:
1) la sezione geometrica del canale, espressa in cm2;
2) nel caso di scatole portapparecchi incorporabili nei canali, la diminuzione
percentuale della sezione geometrica del canale, per individuare la quantità
di cavi installabile;

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3) il raggio massimo di curvatura compatibile per ogni accessorio del sistema
che imponga al cavo una deviazione di percorso considerando la sezione
geometrica del canale;
4) gli elementi di sostegno previsti e il carico massimo applicabile sia distribuito
sia concentrato;
5) i dispositivi e gli apparecchi complementari previsti;
6) le condizioni di installazione e fissaggio;
7) distanza D fra gli elementi di appoggio o di sospensione;
8) materiali impiegati e relativi trattamenti superficiali;
9) sezione della canalizzazione intesa come conduttore di protezione espressa in
mm2 (vedi Nota di 2.2.7);
10) resistenza per metro della canalizzazione, espressa in mW/m alla temperatura
ambiente di 20 °C ± 2 °C;
11) resistenza della connessione elettrica fra due componenti del sistema (es. ca-
nale-canale, canale-giunzione) alla temperatura ambiente di 20 °C ± 2 °C,
espressa in mW.

3.1.2 Marcatura
I componenti costituenti il sistema devono riportare in maniera chiaramente leg-
gibile ed indelebile le seguenti indicazioni:
a) contrassegno o nome del fabbricante;
b) identificazione del modello del fabbricante;
c) grado di protezione IP;
d) tipo di posa (in particolare, nel caso di apparecchi o prese telefoniche, pre-
cisare l’altezza minima rispetto al pavimento, in accordo alle Norme impianti
del caso);
e) sistemi di canale portacavi, semplice o portapparecchi;
f) smontabilità con o senza uso di attrezzi;
g) caratteristiche elettriche.

L’informazione specificata in a) deve essere riportata sui coperchi.


Le informazioni specificate in a) e b) devono essere riportate sull’imballo, sul ca-
nale, sul corpo delle giunzioni e dei raccordi e sulle testate.
Le rimanenti informazioni devono essere riportate almeno sui cataloghi e sulle
informazioni tecniche.
La leggibilità viene verificata con esame a vista.
L’indelebilità della marcatura si verifica con esame a vista e con strofinamento a
mano per 15 s con un pezzo di stoffa imbevuto d’acqua, successivamente per 15 s
con un pezzo di stoffa imbevuto di benzina.

3.1.3 Dati per l’ordinazione e l’offerta


Allo studio.

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4 CARATTERISTICHE MECCANICHE ED ELETTRICHE
CAPITOLO

1 GENERALITÀ SULLE PROVE


S E Z I O N E

4.1.1 Prove
Le prove considerate sono prove di tipo.

4.1.2 Temperatura di prova


Se non diversamente specificato, le prove vanno eseguite ad una temperatura
ambiente di 20 °C ± 5 °C.

4.1.3 Provini da utilizzare


Se non diversamente specificato, ciascuna prova va eseguita su 3 provini nuovi di
spessore e dimensioni minima, media e massima scelti nella gamma completa. I
provini devono essere ricavati da differenti esemplari.

4.1.4 Conformità del sistema


Il sistema è giudicato conforme se, nel rispetto di quanto stabilito in 2.1.1, ha su-
perato positivamente in ogni sua parte le verifiche e prove previste.

4.1.5 Condizioni di montaggio


Le prove devono essere eseguite nelle condizioni di installazione e fissaggio dei
canali previste per il sistema.
Tali condizioni sono quelle dichiarate allo scopo dal costruttore.

2 INVECCHIAMENTO ACCELERATO
S E Z I O N E

4.2.1 Invecchiamento accelerato dei provini di materiale isolante


Prima di essere provati, i provini vengono sottoposti ad invecchiamento accelera-
to all’interno di un forno ad aria calda con circolazione di aria esterna, rispettan-
do le normali condizioni di montaggio previste dal costruttore, e vi rimangono
per 168 h (7 giorni) alla temperatura di 60 °C ± 2 °C.
Nota Per provini si intendono quelli prelevati tra i vari componenti del sistema (per es.: separatori,
guarnizioni, tappi ecc.)

3 PROPRIETÀ MECCANICHE
S E Z I O N E

4.3.1 Viti e connessioni


Le connessioni meccaniche ed elettriche devono resistere agli sforzi meccanici
che si riscontrano nell’uso ordinario.

[Link] Per le viti e i dadi di metallo che vengono manovrati durante l’installazione dei
componenti, esclusi gli elementi di fissaggio, la conformità viene verificata con la
seguente prova.
Le viti sono serrate ed allentate:

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n 10 volte per le viti che si impegnano in un filetto di materiale isolante;
n 5 volte in tutti gli altri casi.

Le viti ed i dadi che si impegnano in una filettatura di materiale isolante sono


completamente tolti e reinseriti ogni volta. La prova viene eseguita per mezzo di
un appropriato cacciavite o chiave, applicando una coppia come specificato nella
Tab. 1; durante la prova non si deve constatare alcun danno che impedisca l’ulte-
riore uso della connessione a vite, quale ad esempio rottura dei filetti o danneg-
giamento dell’intaglio delle viti, delle rondelle o delle piastrine.
La forma della lama del cacciavite di prova deve essere adatta alla testa della vite
da provare. Le viti ed i dadi onon devono essere serrati a strappi.

Tab. 1

Coppia di torsione (Nm)


1 2 3
Diametro
nominale
della
filettatura
(mm)

fino a 2,8 incluso 0,2 0,4 0,4


oltre 2,8 fino a 3,0 incluso 0,25 0,5 0,5
oltre 3,0 fino a 3,2 incluso 0,3 0,6 0,6
oltre 3,2 fino a 3,6 incluso 0,4 0,8 0,8
oltre 3,6 fino a 4,1 incluso 0,7 1,2 1,2
oltre 4,1 fino a 4,7 incluso 0,8 1,8 1,8
oltre 4,7 fino a 5,3 incluso 0,8 2,0 2,0
oltre 5,3 fino a 6,0 incluso 1,2 2,5 3,0
oltre 6,0 fino a 8,0 incluso 2,5 3,5 6,0
oltre 8,0 fino a 10,0 incluso — 4,0 10,0

La colonna 1 si applica alle viti senza testa, che non risultano sporgenti dalla sede
una volta serrata, ed alle altre viti che non possono essere serrate con un caccia-
vite che abbia una lama più larga del diametro delle viti stesse.
La colonna 2 si applica alle altre viti che vengono serrate mediante un cacciavite.
La colonna 3 si applica a viti e dadi che vengono serrati con mezzi diversi dal
cacciavite.
Quando una vite ha testa esagonale con intaglio ed i valori delle colonne 2 e 3
sono diversi, la prova viene effettuata due volte, prima su un gruppo di esem-
plari applicando alla testa esagonale della vite, con una chiave, la coppia di tor-
sione specificata nella colonna 3 poi, su un nuovo gruppo di esemplari, appli-
cando con un cacciavite la coppia di torsione specificata nella colonna 2. Se i
valori delle due colonne sono identici viene effettuata solo la prova con il caccia-
vite.

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[Link] Le viti e/o i dadi che trasmettono la pressione di contatto devono avvitarsi in fi-
lettature metalliche. La conformità è verificata mediante esame a vista.

4.3.2 Fissaggio di dispositivi o di apparecchi complementari

[Link] I mezzi di fissaggio di cui sopra devono essere adatti a sostenere il carico previsto
nell’uso ordinario.
Tale requisito può essere verificato mediante calcolo o applicando per 15 min un
carico doppio di quello previsto nell’uso ordinario.
In quest’ultimo caso la prova è positiva se non si verificano apprezzabili defor-
mazioni nei mezzi di fissaggio.

4.3.3 Smontabilità dei coperchi dei canali e degli accessori del sistema

[Link] Smontabilità con un attrezzo


Un coperchio definito smontabile con un attrezzo risulta conforme quando su-
pera la seguente prova. In tal caso anche gli accessori devono garantire un pari
grado di sicurezza.
La conformità è verificata su un campione di tutti gli accessori principali di cui ai
punti a), b) e c) di 1.2.3, installati secondo le istruzioni del costruttore, in partico-
lare su spezzoni di canale di lunghezza di 1 m.
La prova di smontaggio dei coperchi va eseguita in corrispondenza della parte
centrale di ogni spezzone di canale e nei punti ritenuti critici degli accessori di
cui sopra.

[Link] Smontabilità senza attrezzo


La verifica viene effettuata provando la smontabilità con il semplice uso delle
mani di un campione montato come in [Link]. Comunque i coperchi del sistema
devono risultare autoreggenti in qualsiasi condizione di posa.
Per questa prescrizione sono allo studio le modalità di prova.

4.3.4 Resistenza agli urti a temperatura ambiente


Il canale, le giunzioni, le testate e i raccordi devono essere in grado di resistere
agli urti a cui potrebbero essere sottoposti nell’uso ordinario.
Se gli esemplari in prova sono di materiale isolante, la conformità è verificata a
temperatura ambiente dopo l’invecchiamento di cui in 4.2.1.
L’apparecchio utilizzato per le prove di conformità è mostrato in Fig. 3.
L’apparecchio consiste in tre parti principali, il corpo, il percussore e il cono di
scatto armato da una molla.
Il corpo comprende l’alloggiamento, la guida del percussore, il meccanismo di
sgancio e tutte le parti rigidamente fissate ad esso. La massa di questo complesso
è di 1250 g.
Il percussore è costituito dalla testa battente, dall’asta e dal bottone di riarmo. La
massa dell’insieme è di 250 g.
La testa battente ha forma emisferica con un raggio di 10 mm ed è in poliammide
con durezza Rockwell R = 100; essa è fissata all’asta del percussore in modo che la
distanza tra la sua sommità e il piano frontale del cono venga ad essere di 20 mm,
quando il percussore sta per essere sganciato.
Il cono ha la massa di 60 g e la molla del cono è tale da esercitare una forza di 20 N
nel momento in cui le ganasce di armamento sono sul punto di liberare l’asta del
percussore.

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La molla del percussore è regolata in modo che il prodotto della compressione,
in millimetri, per la forza esercitata, in newton, sia uguale a 1000, con la com-
pressione di circa 20 mm. Questa regolazione corrisponde ad una energia d’urto
di 0,5 Nm ± 0,05 Nm.
Le molle del meccanismo di sgancio sono regolate in modo da esercitare una
pressione appena sufficiente per mantenere le ganasce di armamento nella po-
sizione di aggancio.
L’apparecchio si arma tirando indietro il bottone fino a quando le ganasce di arma-
mento impegnano il dente dell’asta del percussore.
Il canale e gli accessori sono provati applicando 4 colpi nella zona centrale di
ogni esemplare montato secondo le indicazioni del costruttore, con l’attrezzatura
descritta in precedenza.
Il supporto su cui verranno montati gli esemplari sarà tale da assicurare la neces-
saria rigidità, per non contribuire ad assorbire l’energia d’impatto.
L’attrezzatura è regolata in modo tale da applicare una energia d’urto di 1 J.
I colpi devono essere distribuiti lungo l’asse trasversale del canale e degli acces-
sori.
Dopo la prova, l’involucro deve ancora assicurare i gradi di protezione verificati
in 4.5.1, 4.5.2 e 4.5.3.

4.3.5 Resistenza agli urti a bassa temperatura


Questa prova viene eseguita solo sui canali con coperchio montato, di materiale
plastico, per determinare la resistenza nelle condizioni di trasporto, immagazzi-
namento in cantiere, posa in opera, ecc.
Non è previsto il precondizionamento di cui in 4.2.1.
La prova è eseguita su tre provini di lunghezza 250 mm, che vengono messi in
una camera refrigerata per 2 h alla temperatura di -5 °C ± 1 °C.
La prova è effettuata per mezzo dell’apparecchio di cui in Fig. 4 posto sopra un
tampone di spugna di gomma spesso 4 cm.
Ciascun provino va poi posto in posizione sulla base d’acciaio come mostrato in Fig. 2
ed un martello della massa di 1 kg è lasciato cadere da una altezza di 100 mm.
La prova deve essere eseguita all’esterno della camera refrigerata, dopo 30 s al
massimo dall’estrazione dell’elemento. Dopo la prova i provini non devono mo-
strare fratture e screpolature visibili ad occhio nudo.

4.3.6 Prova di deformazione dei coperchi di canali fissati direttamente a parete


o a soffitto
La prova deve essere eseguita su tre provini lunghi 2 m. Per canali aventi ele-
menti di separazione e/o coperchi di materiale plastico, la prova deve essere es-
eguita in stufa ad una temperatura di 60 °C ± 2 °C su elementi lunghi 600 mm.
Gli accessori per la trattenuta dei conduttori, se esistono, saranno fissati in accor-
do con le prescrizioni del costruttore. Ogni provino sarà, in sequenza, fissato ad
un supporto rigido con viti e rondelle e installato in accordo con il tipo di mon-
taggio previsto.
Per canali con dimensione della base minore o uguale a 100 mm il fissaggio sarà
eseguito lungo la linea mediana del canale ad intervalli di 400 mm in modo sim-
metrico rispetto alla sezione centrale del canale.
Per canali con dimensione della base maggiore di 100 mm il fissaggio sarà ese-
guito lungo due linee simmetriche rispetto alla mediana, ad una distanza tra le
due linee di circa 2/3 della dimensione della base.

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Per ogni metro lineare di canale si distribuisce poi uniformemente all’interno un
carico di 0,13 kg/cm2 di sezione utile del canale.
Il carico è realizzato con cavi in rame di sezione nominale 6 mm2 oppure funi di
acciaio tipo UNI 7307 o catene e deve essere applicato per 10 min per canali
completamente metallici e per 2 h per canali aventi elementi di separazione e/o
coperchi in materiale isolante.
Per la prova degli eventuali separatori per canali fissati direttamente a parete il
carico viene definito in funzione della sezione utile dello scompartimento
sovrastante.
La prova è positiva se durante il tempo di applicazione del carico il coperchio
non si è sganciato e, nel caso dei separatori, se la freccia massima, al termine del-
la prova, misurata senza rimuovere il carico, è inferiore al 10% dell’altezza del
separatore stesso.

4.3.7 Prova di flessione lineare


I canali e le giunzioni appoggiate sugli elementi di sospensione, forniti dal co-
struttore, devono resistere alle sollecitazioni statiche che si riscontrano nell’uso
ordinario.
La conformità è verificata su canali in combinazione lineare e con coperchio in
posizione superiore orizzontale.
Le prove con coperchio in posizione verticale sono allo studio.
Per gli elementi di appoggio si devono utilizzare, per la prova, gli stessi elementi
indicati dal costruttore.
Il montaggio dei componenti delle canalizzazioni deve essere effettuato secondo
le prescrizioni fornite dal costruttore.
La distanza (D) tra gli elementi di appoggio, misurata lungo il percorso della
canalizzazione, è quella massima definita dal costruttore.
La lunghezza (L) della canalizzazione di prova (canali e giunzione) deve essere
1,5 volte la distanza (D) tra gli elementi d’appoggio e la giunzione deve essere
centrale (Fig. 5).
All’interno della canalizzazione deve essere applicato un carico di 0,13 kg/cm 2 di
sezione utile del canale su un metro di lunghezza, uniformemente distribuito
realizzato con spezzoni di cavi, funi o catene come in 4.3.6.
Se la canalizzazione è prevista per sostenere componenti o apparecchi non inclu-
si nel sistema, si applica inoltre un carico concentrato pari al peso previsto
nell’uso ordinario del componente o dell’apparecchio sospeso al canale, con uno
dei relativi elementi di fissaggio ad una distanza da un elemento di appoggio del
canale pari a 1/4 D.
La prova è positiva se dopo 10 min dall’applicazione del carico la massima frec-
cia misurata lungo il canale è inferiore o uguale a 0,2% della distanza tra gli ele-
menti di appoggio.

4.3.8 Prova di resistenza meccanica per derivazioni d’utenza


La prova è allo studio.

4.3.9 Resistenza agli urti per derivazioni d’utenza


La prova è allo studio.

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4 RESISTENZA AL CALORE, AL CALORE ANORMALE
ED ALLA PROPAGAZIONE DELLA FIAMMA
S E Z I O N E

4.4.1 Prescrizioni per membrane e tappi di chiusura di materiale isolante


nelle aperture per passaggio e raccordo accessori
Le membrane ed i tappi devono essere fissati in maniera sicura e non devono de-
formarsi per effetto degli sforzi meccanici e termici che si producono nell’uso or-
dinario.
La conformità si verifica con la seguente prova: le membrane ed i tappi sono pro-
vati montati nel canale, dopo che sono stati sottoposti al trattamento di cui in
4.2.1.
Porzioni di canali corredati di tappi e membrane sono quindi posti per 2 h in una
stufa come descritto in 4.2.1 con la temperatura mantenuta a 40 °C ± 2 °C.
Immediatamente dopo l’estrazione dal forno si applica una forza di 30 N per 5 s
alle varie parti delle membrane e dei tappi per mezzo dell’estremità del dito di
prova di Fig. 7.
Durante questa prova le membrane ed i tappi non devono deformarsi in modo
tale che l’interno del canale diventi accessibile.
Per le membrane ed i tappi che possono essere sottoposti a trazione assiale du-
rante l’uso ordinario, si applica uno sforzo assiale di 30 N per 5 s.
Durante questa prova le membrane ed i tappi non devono staccarsi.

4.4.2 Resistenza al calore


Il coperchio e la testata, se di materiale isolante devono presentare una adeguata
resistenza al calore. La conformità si verifica mediante la prova descritta nel se-
guito.
La prova è eseguita su una porzione di coperchio preventivamente sottoposto ad
invecchiamento accelerato come descritto in 4.2.1. Da esemplare devono essere rita-
gliati provini di dimensioni tali da poter essere sottoposti alla prova seguente: i
provini e la sfera di prova sono posti in una stufa a una temperatura di 60 °C ± 2 °C,
posati su un piano di acciaio come mostrato in Fig. 6. Quando il supporto, il provi-
no e la sfera hanno raggiunto la temperatura specificata, sulla superficie del provino
è pressata la sfera d’acciaio di 5 mm di diametro con una forza di 20 N.
Dopo 1 h la sfera è rimossa e il provino è estratto dal forno e immerso in acqua
fredda per evitare il rinvenimento.
Quando il provino ha raggiunto la temperatura ambiente, viene misurato il diametro
dell’impronta della sfera sulla superficie; questo diametro non deve superare 2 mm.
La prova deve essere eseguita solo sulle parti piane degli esemplari.
I provini utilizzati in questa prova possono essere ricavati da esemplari integri già
utilizzati per le prove d’urto.

4.4.3 Resistenza al calore anormale ed alla propagazione della fiamma


La prova riguarda gli elementi longitudinali di materiale isolante, e l’eventuale
rivestimento superficiale.
Questi devono presentare un’adeguata resistenza alla propagazione della fiam-
ma.
Nota Sono allo studio prove per guarnizioni o materiali simili.

La rispondenza è verificata con la prova descritta qui di seguito.

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La prova si effettua su 3 elementi di lunghezza pari a 600 mm, più eventuali ac-
cessori ferma-cavo, tutti sottoposti ad invecchiamento accelerato come descritto
in 4.2.1 e montati sul corpo del canale.
La prova va effettuata in aria calma, con un becco Bunsen avente un imbocco di
diametro interno di 9 mm.
Il gas utilizzato per questa prova deve essere tale che, con le dimensioni specifi-
cate della fiamma, la potenza prodotta dal bruciatore sia di 775 Kcal/h ± 25
Kcal/h.
Mentre il becco è in posizione verticale, la fiamma viene regolata ad una lun-
ghezza totale di 15 cm e con la lunghezza del cono blu interno di 5 cm.
Successivamente il becco viene inclinato in modo che il suo asse formi un angolo
di 45° con la verticale.
L’esemplare va tenuto verticalmente in posizione tale che la punta del cono inter-
no della fiamma tocchi la superficie dell’esemplare ad una distanza approssimati-
va di 10 cm dalla sua estremità inferiore.
L’esemplare va tenuto alla fiamma per 1 min. Se l’esemplare brucia, la combustio-
ne deve essere lenta e non deve propagarsi apprezzabilmente; l’eventuale fiam-
ma deve spegnersi in meno di 30 s dopo la rimozione del becco.
Al fine di verificare che la fiamma abbia la temperatura necessaria per l’esecuzio-
ne di questa prova, un filo nudo di rame di 0,7 mm di diametro e della lunghezza
di almeno 10 cm è tenuto orizzontalmente in modo che esso attraversi il centro
della fiamma 5 cm al di sopra della sommità del becco e la sua estremità libera
sia sulla verticale al di sopra del bordo del becco.
Il filo deve fondere in meno di 6 s.

4.4.4 Resistenza degli accessori al calore anormale ed al fuoco


Gli accessori (compresi i complementari) non devono essere successivamente
danneggiati dal calore anormale e dal fuoco quando montati come previsto dal
costruttore.
La verifica è effettuata con la prova che segue.
La prova deve essere eseguita, se possibile, su un esemplare completo oppure su
una parte conveniente ricavata da esso. La prova è fatta su un solo esemplare; in
caso di dubbio, la prova deve essere ripetuta su due ulteriori esemplari.
Gli esemplari devono essere mantenuti per 24 h prima della prova in ambiente a
condizioni atmosferiche normalizzate, secondo la Norma CEI 15-12.
La prova viene eseguita secondo le modalità definite dalla Norma CEI 50-11 per il
filo incandescente ad una temperatura di 650 °C.
Si considera che l’esemplare abbia superato la prova del filo incandescente se:
n non c’è alcuna fiamma visibile o incandescenza prolungata o;
n la fiamma o l’incandescenza dell’esemplare e della carta sottostante si estin-
guono entro 30 s dopo la rimozione del filo incandescente e la carta sot-
tostante non è bruciata completamente.

La carta non deve infiammarsi, né la tavola bruciacchiarsi.

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5 PROTEZIONE CONTRO LA PENETRAZIONE DEI CORPI SOLIDI,
DELL’ACQUA E L’ACCESSO A PARTI IN TENSIONE
S E Z I O N E

4.5.1 Protezione contro la penetrazione dei corpi solidi


Si applica la Tab. 1 della Norma CEI 70-1.

4.5.2 Protezione contro la penetrazione di acqua


Si applica la Tab. 2 della Norma CEI 70-1.

4.5.3 Protezioni addizionali contro l’accesso a parti in tensione


Esse sono:
n IP 2XC: prova con filo rigido di diametro 2,5 mm. La prova è soddisfatta se un
filo diritto e rigido del diametro di 2,5 mm, spinto in tutte le direzioni con una
forza di 3 N, non penetra nel delimitato spazio, previsto dal costruttore per
ospitare parti nude in tensione, situato all’interno del canale.
n IP 2XD: prova con filo rigido di diametro di 1 mm. La prova è superata se un
filo diritto e rigido del diametro di 1 mm, spinto in tutte le direzioni con una
forza pari a 1 N, non penetra nel delimitato spazio, previsto dal costruttore
per ospitare parti nude in tensione, situato all’interno del canale.
Agli effetti della presente Norma il grado di protezione minimo richiesto con-
tro l’accesso a parti in tensione è IP 2X.
Nota Per le canalizzazioni previste per installazioni in zone a portata di mano le superfici orizzon-
tali superiori di tali canalizzazioni devono avere grado di protezione contro l’accesso a parti
in tensione almeno uguale a IP 2XD.

Il costruttore dovrà fornire le indicazioni riguardanti le zone che possono ospi-


tare parti in tensione (per esempio: morsetti, giunti).

6 RESISTENZA A SOSTANZE CORROSIVE E INQUINANTI


S E Z I O N E

4.6.1 Prescrizioni per la prova


Le canalizzazioni metalliche e i loro accessori metallici devono presentare una
protezione appropriata contro la corrosione.
La verifica è effettuata con le prove di cui in 4.6.2 e 4.6.3 secondo la Tab. se-
guente.
Per prodotti zincati o zinco-alluminati il costruttore dichiarerà se la verifica dovrà
essere effettuata secondo 4.6.2 oppure secondo 4.6.3.
Per piccole parti (es. viti, dadi, bulloni, molle e simili) la verifica è effettuata con
la prova di 4.6.4.

Materiale Trattamento Riferimento per la prova


Zincatura 4.6.2 e
o zinco-alluminatura 4.6.3
Acciaio
Verniciatura 4.6.3
Ramatura 4.6.2
Anodizzazione 4.6.3
Alluminio
Verniciatura 4.6.3

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4.6.2 Prova alla corrosione in presenza di protezione esterna e interna medie
Gli elementi lunghi 25 cm sono puliti con un tampone d’ovatta imbevuto di ben-
zolo e poi asciugati.
Ciascun elemento è immerso in una soluzione acquosa contenente 0,75% di ferri-
cianuro di potassio [K3 Fe (CN6)] e 0,25% di persolfato d’ammonio [(NH4)2 S2 O8];
una quantità di circa 0,1% d’un agente bagnante, per esempio un sale di sodio
d’un acido alkylnaphtalene etilsolfonico è aggiunta a questa soluzione.
La soluzione e gli elementi sono mantenuti ad una temperatura di 20 °C ± 1 °C.
Ciascun elemento è provato separatamente in una soluzione fresca. Dopo 5 min
di immersione gli elementi sono tolti dalla soluzione e lasciati asciugare in aria
alla temperatura ambiente.
Dopo questa prova gli elementi non devono presentare più di due macchie blu
per centimetro quadrato di superficie e nessuna macchia deve avere una dimen-
sione superiore a 1,5 mm.
Le tracce di ruggine sugli spigoli e sulle filettature, come pure le patine giallastre
che scompaiono per semplice sfregamento non sono prese in considerazione.
Non si tiene conto del comportamento dei tratti prossimi alle estremità per una
lunghezza di 5 mm.

4.6.3 Prova alla corrosione in presenza di protezione esterna e interna elevate


Gli elementi sono sgrassati per immersione in tetracloruro di carbonio per 10 min
e asciugati con un pezzo di tessuto morbido e pulito.
Essi sono in seguito immersi per 15 s in una soluzione acquosa al 2% di acido
solforico (H2 SO4), risciacquati completamente con acqua corrente, poi nuova-
mente asciugati con un pezzo di tessuto morbido e pulito.
Essi sono in seguito immersi in una soluzione di solfato di rame (CuSO4, 5H2O)
in acqua distillata avente una massa volumica di 1,186 kg/dm3 a 20 °C.
La soluzione e gli elementi sono mantenuti alla temperatura di 20 °C ± 1 °C senza
agitare.
La soluzione è realizzata sciogliendo 360 g di solfato di rame cristallizzato
(CuSO4, 5H2O) per dm3 d’acqua distillata con neutralizzazione al carbonato di
rame o all’ossido di rame (circa 1 g/dm3).
La massa volumica è allora controllata e regolata, se necessario.
Il recipiente utilizzato non deve reagire con la soluzione; le sue dimensioni de-
vono permettere di lasciare uno spazio libero di almeno 25 mm tra le sue pareti
e l’elemento.
Ogni elemento è immerso quattro volte di seguito nella stessa soluzione, ogni
volta per un minuto, usando per ogni elemento una soluzione fresca.
Dopo ogni immersione, l’elemento è subito risciacquato con acqua corrente e
spazzolato per togliere tutti i depositi neri.
L’elemento è in seguito asciugato a secco con un pezzo di tessuto morbido e pu-
lito e viene immediatamente rimesso nella soluzione tranne dopo la quarta im-
mersione.
Occorre prendere cura di pulire tutti i buchi e le screpolature. Dopo la prova,
non si deve osservare alcuna presenza di rame metallico che non si possa
togliere strofinando sotto acqua corrente se necessario dopo immersione in una
soluzione acquosa con 10% d’acido cloridrico (HCl) per 15 s.
Le tracce di rame metallico sulle filettature e sui tratti prossimi alle estremità per
una lunghezza di 5 mm non sono prese in considerazione.

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4.6.4 Prova alla corrosione di piccole parti metalliche
Piccole parti (es. viti, dadi, bulloni, molle e simili) devono essere adeguatamente
protette contro la ruggine.
La conformità si verifica mediante la prova che segue.
Si asportano tutte le tracce di grasso dalle parti da provare mediante immersione
per 10 min in tetracloruro di carbonio.
Le parti vengono poi immerse per 10 min in una soluzione acquosa al 10% di
cloruro d’ammonio alla temperatura di 20 °C ± 5 °C.
Senza asciugare, ma dopo aver scosso via le eventuali gocce, le parti vengono
sospese per 10 min in una camera contenente aria satura di umidità ad una tem-
peratura di 20 °C ± 5 °C.
Le parti, dopo essere state essicate per 10 min in una stufa ad una temperatura di
100 °C ± 5 °C, non devono mostrare alcun segno di ruggine.
Tracce sugli spigoli e la pellicola giallastra che si può asportare per sfregamento
non vanno prese in considerazione.

7 VERIFICHE ELETTRICHE
S E Z I O N E

4.7.1 Continuità elettrica delle parti conduttrici che possono essere toccate (masse)
La verifica viene effettuata facendo passare fra le parti metalliche accessibili e la
parte destinata ad essere connessa al conduttore di protezione una corrente alter-
nata di 25 A, ad una frequenza di 50 Hz e con una tensione non superiore a 12 V.
Si misura la caduta di tensione immediatamente a cavallo della giunzione; la re-
sistenza calcolata in base alla corrente e alla caduta di tensione non deve essere
superiore a 0,05 W (è allo studio la revisione di questo valore).
Per giunzioni effettuate tramite viti, bulloni, dadi, questi sono serrati con una
coppia pari ai 2/3 di quella di cui in Tab. 1.

4.7.2 Impiego della canalizzazione come conduttore di protezione


Le prove si effettuano su tutti gli accessori che, uniti al canale, compongono la
canalizzazione adatta ad essere usata come conduttore di protezione.

[Link] Prova di continuità elettrica


Allo studio.

[Link] Tenuta al corto circuito


Allo studio.

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Fig. 1 Installazione a soffitto e sotto pavimento

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Fig. 2 Presa telefonica tripolare unificata (2.2.6)

54,8

R= 67,4
54,8 COPERCHIO

53,6

4,5

64,0 53,8 CORPO

R= 72,0

60,0

30

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Fig. 3 Attrezzo usato per la verifica della resistenza agli urti a temperatura ambiente (4.3.4)
a Nasello di guida del percussore
b Molla del nasello
c Testa del martello
d Asta di sgancio
e Molla del percussore
f Molla del meccanismo di sgancio
g Asta del percussore
h Bottone di riarmo
i Meccanismo di sgancio

a f

d i
b

c e g h

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Fig. 4 Attrezzo usato per la verifica della resistenza agli urti a bassa temperatura (4.3.5)
a Martello
b Bronzo intermedio di acciaio 100 g
c Provino
d Acciaio 10 kg
e Altezza di caduta
f Angoli leggermente arrotondati

Ø10,5
a

A B
e

b
0
30
R=

d Ø20 40

Sez. A-B 8,6


Dimensione in millimetri

8,6 8,6

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Fig. 5 Prova di flessione lineare (4.3.7)
a Zona di giunzione

L = 1,5 D

Fig. 6 Attrezzo per la prova di resistenza al calore (4.4.2)


a Punta sferica R = 2,5 mm
b Provino
c Supporto di acciaio

b c

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Fig. 7 Dito di prova rigido (4.4.1)
a Cilindro
b Sferico

80
20

2
R=
Ø50

Ø12
10 a

4
10

R=
b
Dimensione in mm

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