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PROGETTAZIONE

Peculiarit dei dimensionamenti in corrente continua


per la tipologia del sistema di alimentazione
e comportamento dei dispositivi di protezione

DIMENSIONAMENTI
IN CORRENTE CONTINUA
32

di Sebastian Piras

l progetto di un impianto elettrico prevede


numerosi calcoli, tra i quali quelli relativi al
dimensionamento delle condutture previste
per alimentare le utenze elettriche in bassa tensione.
Nei criteri di dimensionamento adottati deve essere considerato il tipo desercizio delle linee,
ovvero luso del cavo che sar fatto durante il
suo ciclo di vita in relazione al tipo e al servizio
dellutenza servita, nonch alle condizioni ambientali in cui il cavo dovr operare.
Il cavo, tuttavia, non pu essere considerato
unentit indipendente dal resto dellimpianto,
scelto solamente in base alle caratteristiche dellutenza alimentata. La sua scelta vincolata allintero sistema: fonte di alimentazione/dispositivo di protezione/cavo-utenza. Ecco che assume
rilevanza il tipo di alimentazione dellutenza cui
il cavo deve provvedere. Oltre alle utenze pi
frequenti alimentate in bassa tensione con tensione alternata (AC), ad esempio 400/230 VAC 50/60 Hz, vi sono particolari applicazioni di sistemi in corrente continua (DC)(1) tra cui:

ELETTRIFICAZIONE

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servizi demergenza (ad esempio, sistemi dilluminazione, sistemi dallarme, sistemi delaborazione dati, apparecchiature mediche);
servizi ausiliari di centrali elettriche ed impianti
industriali (ad esempio, sistemi di protezione
e di misura, circuiti di comando);
utenze di strumentazione (ad esempio, trasmettitori);
servizi industriali (ad esempio, motori in continua, elettrovalvole, processi chimici, petrolchimici, metallurgici, minerari);
impianti fotovoltaici nella parte dellimpianto
denominata campo fotovoltaico.
Vi sono, inoltre, diffusissime applicazioni nei sistemi di trazione elettrica, la cui trattazione non
obiettivo del presente articolo.
Le problematiche che si incontrano nei dimensionamenti in DC sono simili a quelle che si trovano in alternata, tuttavia bisogna tener conto,

oltre che delle caratteristiche dellalimentazione, anche del comportamento diverso dei dispositivi di protezione.
Senza addentrarci nelle teorie sullestinzione
dellarco elettrico che si presenta tra i contatti
del dispositivo di protezione, il comportamento
diverso di tali dispositivi connesso al processo
dinterruzione, pi problematico in DC, in cui
non si ha lestinzione spontanea dellarco in occasione del passaggio per lo zero della corrente
ogni mezzo periodo.
In corrente continua si ha, inoltre, maggiore esigenza di salvaguardare funzionamenti anomali
delle fonti di alimentazione. Infatti, in DC, le fonti di alimentazione sono costituite principalmente
da raddrizzatori e batterie di accumulatori che,
in occasione di sovracorrenti, si surriscaldano pericolosamente, potendo divenire causa di incendi ed esplosioni, oltre che di irreparabili danneggiamenti. I costruttori delle apparecchiature
tutelano, quindi, i loro dispositivi facendo intervenire le protezioni interne che, in caso di anomalie, limitano le tensioni e le correnti di uscita
oppure provvedono al distacco. Considerata limportanza dei circuiti alimentati, subentra quindi
la necessit di garantirne il funzionamento attuando la protezione selettiva, risolvendo puntualmente le situazioni di guasto.

CARATTERISTICHE
DELLALIMENTAZIONE
Lalimentazione delle utenze in continua fornita in genere da convertitori (AC/DC) e sistemi
alimentati da batterie di accumulatori. Fondamentale conoscere la configurazione del sistema previsto, in quanto questo influisce in termini di tensione applicata e correnti assorbite ai
morsetti di alimentazione. Il sistema di alimentazione considerato nel presente articolo uninstallazione fissa composta di un raddrizzatore a
ponte trifase in AC e un banco di batterie di accumulatori(2) stazionarie. Inoltre, per ridurre le
oscillazioni della tensione duscita, i costruttori
dei raddrizzatori pongono, in genere immedia-

tamente a valle del ponte raddrizzatore, un condensatore di filtro. Il sistema descritto illustrato in figura 1.
I costruttori di sistemi di continuit forniscono
una documentazione tecnica in cui compaiono
una serie di informazioni tra cui, potenza nominale PDC , tensione dingresso VAC , tensione di
uscita VDC , capacit di sovraccarico, ecc., ma
spesso non compaiono direttamente i valori delle correnti di cortocircuito, che necessitano, quindi, di opportuni calcoli.

CALCOLO DELLE CORRENTI


DI CORTOCIRCUITO AI MORSETTI
DELLALIMENTAZIONE
Un metodo di calcolo delle correnti di cortocircuito in DC che consente di ottenere risultati sufficientemente precisi, descritto nella Norma
CEI EN 61660-1, tramite il quale possibile arrivare a determinare landamento temporale delle
correnti nel punto del cortocircuito. Tale andamento, rappresentato dalla Funzione di approssimazione normale (figura 2), caratterizzato da
due andamenti esponenziali di cui i1(t) crescente con costante di tempo 1, valido fino al tempo
tp per raggiungere il valore della corrente di cresta ip , ed i2(t) con costante di tempo 2.
Le costanti di tempo dipendono dalle resistenze
e induttanze interne del sistema di alimentazione e dalle caratteristiche della rete di alimentazione AC.
Possono essere considerati i seguenti valori di riferimento(3) per 1:

1) corrente di cortocircuito massima(5): tale valore necessario per la scelta corretta delle
caratteristiche dei dispositivi di protezione,
principalmente il potere di interruzione e
chiusura e la tenuta elettrodinamica dei punti critici dellimpianto;
2) corrente di cortocircuito minima: tale valore
necessario, oltre che per la scelta delle caratteristiche dintervento e le regolazioni dei rel
di protezione, per la tenuta termica dei cavi.

PROGETTAZIONE

Q Figura 1:
Sistema di
alimentazione
in corrente
continua

33

Le correnti di cortocircuito sono sostenute da


tutte le sorgenti di alimentazione applicate, cosicch la corrente totale nel punto di guasto
data dalla somma di tali contributi.
Altro fattore determinante la tipologia di guasto su cui devono intervenire i dispositivi di protezione e, conseguentemente, lanalisi delle
condizioni di guasto in funzione dalla tipologia
della rete di alimentazione che sostiene tale
guasto.

Corrente di cortocircuito massima


La determinazione della corrente di cortocircuito massima comporta la determinazione dei singoli contributi delle singole fonti di alimentazione (raddrizzatore, banco batterie, condensatore di filtro).
Il calcolo semplificato proposto permette di ricavare un valore cautelativo, ottenuto sotto lipotesi che le singole correnti di cortocircuito
raggiungano il valore di cresta Ip nello stesso istante, ovvero eseguendo la semplice somma

5 ms, cortocircuito veloce;


15 ms, valore standardizzato secondo la Norma CEI EN 60947-2;
30 ms, cortocircuito lento.

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H Figura 2: Funzione di approssimazione normale

ELETTRIFICAZIONE

La costante di tempo di discesa 2 assume valori superiori(4).


Per lapplicazione di tale metodo, e quindi per
la determinazione dellandamento temporale
della corrente di cortocircuito, sono necessari
tutti i parametri della rete di alimentazione lato
AC e lato DC.
Tali parametri non sono tutti a disposizione in
fase di progettazione, cosicch necessario ricorrere a delle approssimazioni, che consentano di ricavare dei valori utili per la scelta opportuna dei dispositivi di protezione ed effettuare i dimensionamenti dei cavi di alimentazione.
In particolare, necessario arrivare ad ottenere
due valori di corrente di cortocircuito:

PROGETTAZIONE
34

ELETTRIFICAZIONE

6/08

algebrica dei singoli contributi in luogo della


sovrapposizione delle funzioni di tempo. Si ha,
quindi:

IPMAX = IpR + IpB + IpC


La corrente di cortocircuito ai morsetti del raddrizzatore (IpR) limitata dalle resistenze e protezioni interne. Spesso il costruttore dichiara la
potenza massima duscita PLmax, limitando cio
la corrente di cortocircuito al valore corrispondente a tale potenza ILmax. Il valore di corrente
, quindi, limitato a tale valore: IpR = ILmax. Inoltre, le protezioni interne sono tali da proteggere i componenti elettronici di commutazione
con cui realizzato il raddrizzatore (ad esempio, tiristori, mosfet, SCR). Spesso tali protezioni sono realizzate tramite fusibili scelti in funzione della corrente nominale e dellenergia
specifica I 2t sopportabile dal componente nelle
condizioni di temperatura pi gravosa, ad esempio in modo che lI 2t passante sia inferiore
di circa il 2030% di quella sopportabile dal
dispositivo.
Il contributo alla corrente di cortocircuito dovuto al banco accumulatori (IpB) ricavabile dal
valore della tensione massima di scarica (a vuoto, con batterie completamente cariche) VSM e
dalla resistenza interna Ri del banco batterie.
Il valore della corrente di cortocircuito:

La tensione VSM dipende dal numero di elementi (n) posti in serie e dalla loro tensione di
circuito aperto (EBH): VSM = n EBH (V). La tensione EBH indicata spesso come High rate voltage oppure No-load voltage. Se tale valore non
noto, si pu utilizzare EBH = 1,05 UnB(5), con
UnB tensione nominale dellelemento(6).
La resistenza Ri dipende dalle resistenze interne
degli elementi carichi RB e dalle resistenze dei
cablaggi interni RBL. Trascurando la resistenza
dei cablaggi interni, la resistenza interna Ri ricavabile considerando la resistenza interna del
singolo elemento (RB): Ri = n RB (). Per la resistenza RB, nella documentazione tecnica alcune volte indicato direttamente il valore in funzione del tipo di elemento scelto (in m), altre
volte tale valore espresso in funzione della capacit nominale Cn (in m Ah).
I valori delle resistenze interne sono strettamente legati al prodotto, ed i campi di variabilit sono piuttosto ampi:
batterie Ni-Cd: 0,52,25 m per 100 Ah;
batterie Pb: 1,53,5 m per 100 Ah.
Alcuni costruttori di UPS e di batterie suggeriscono direttamente valori di corrente di cortocircuito in funzione del tipo e della capacit nominale delle batterie di accumulatori Cn (Ah),
ad esempio(7):

IpB = 10 Cn: batterie al Ni-Cd;


IpB = 15 Cn: batterie al piombo.
Nel calcolo della corrente di cortocircuito massima bisogna, inoltre, considerare il contributo
aggiuntivo dovuto alla corrente di scarica del
condensatore di filtro (IpC), che dipende dalla
capacit C (8) ed limitata dalla propria resistenza equivalente serie.
Trascurando la resistenza e linduttanza dei cablaggi(6):

In cui:
Ec tensione del condensatore prima del cortocircuito: coincide con la tensione di uscita VDC;
RES resistenza equivalente serie(9). riportata nella documentazione tecnica del costruttore dei
condensatori: valori di riferimento per condensatori per elettronica di potenza con dielettrico
in polipropilene sono 611 m (UDC 450 V)

Corrente di cortocircuito minima


Nel calcolo della corrente di cortocircuito minima bisogner considerare il solo contributo del
banco batterie, in quanto il guasto si ipotizza in
assenza di alimentazione esterna, quindi con il
raddrizzatore non alimentato. Ipotesi aggiuntiva
cautelativa il condensatore di filtro scarico.
La corrente di cortocircuito minima , quindi,
ricavabile dal valore della tensione finale di scarica VSm e dalla resistenza interna Ri del banco
batterie:

La tensione VSm dipende dal numero di elementi (n) posti in serie e dalla tensione di scarica nominale (EBL): VSm = n EBL (V).
Se tale valore non noto, si pu utilizzare:
EBL = 0,9 UnB(5) (UnB tensione nominale batteria).
La resistenza Ri dipende dalle resistenze interne
degli elementi scarichi RBS e dalle resistenze dei
cablaggi interni RBL:

Ri = n RBS + RBL ()
Se non noto il valore la resistenza degli elementi scarichi, si pu considerare il valore di resistenza dellelemento carico (RB): RBS = 1,7 RB (5).
Le batterie di accumulatori sono organizzate in
rack dedicati ed i cablaggi sono in genere effettuati tramite connessioni tra un elemento e laltro e tramite cavi per i collegamenti nello stesso
rack. Tuttavia, spesso non si in possesso di tali
dati(10). In prima approssimazione si pu considerare la resistenza delle connessioni pari a 0,1
Ri, mentre la resistenza dei cavi (Rcoll) ricavabile dai cataloghi dei costruttori (ad esempio, cavi

RBL = 0,1 Ri + Rcoll ()

ANALISI
DELLE CONDIZIONI
DI GUASTO
A seconda della tipologia di rete, possono presentarsi diversi guasti che vanno presi in considerazione.
I costruttori dei dispositivi di protezione, in funzione della tipologia di rete, guidano la scelta
dei loro dispositivi e la loro modalit di connessione.
Di seguito verranno analizzate le tipologie di
guasto che possono verificarsi considerando le
seguenti tipologie di rete:
reti collegate a terra: un polo dellalimentazione oppure un punto di alimentazione intermedia collegato a terra;
reti isolate da terra; entrambe le polarit sono
isolate da terra (nessun punto a terra).

1) guasto a terra della polarit non connessa a


terra(11) (guasto a)
La corrente di guasto (Id) limitata dalla resistenza del conduttore della linea a terra (Rc) e
dalla resistenza del conduttore di protezione
RPE. Si ha, quindi, a cortocircuito stabilizzato(12):

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2) guasto tra i due conduttori di polarit opposta (guasto c)


La corrente di guasto limitata dalle resistenze dei due conduttori Rc:

I guasti presi in considerazione si ipotizzano dovuti a cortocircuito franco ed in fondo alla linea
di alimentazione. In questo modo si considereranno le correnti di guasto minime in base alle
quali deve essere previsto lintervento dei dispositivi di protezione.

Lintervento dei dispositivi di protezione dovr


essere verificato in base alle correnti di guasto Id
e ISC2, in modo da assicurare la protezione, rispettivamente, dai contatti indiretti e dal cortocircuito. Nel caso in cui la rete sia connessa a
terra da un punto di alimentazione intermedia,
nel guasto a terra la tensione di alimentazione
da considerare sar pari a VSm/2. Si osserva, inoltre, che in tal caso la corrente di guasto Id si
verifica nel caso di guasto a terra di entrambe le
polarit. Nel guasto tra i due conduttori dovr
essere, invece, considerata la piena tensione VS.

Reti collegate a terra

Reti isolate da terra

Sono da prendere in considerazione i seguenti


tipi di guasto (figura 3):

Sono da prendere in considerazione i seguenti


tipi di guasto (figura 4):
Q Figura 4:
Schema di
rete isolata
da terra

6/08

ELETTRIFICAZIONE

isolati in EPR, 50 mm2, 0,49 /km, in DC a 90


C). Si ha, quindi:

PROGETTAZIONE

Q Figura 3:
Schema
di rete
collegata
a terra

PROGETTAZIONE

R Figura 5:
Esempi di
schemi di
collegamento
di poli
connessi in
serie/parallelo

stivamente risolto mediante lintervento dei


dispositivi di protezione opportunamente
scelti e regolati;
3) guasto tra i due conduttori di polarit opposta (guasto c)
Entrambe le polarit sono interessate e la corrente di guasto limitata dalle resistenze dei
due conduttori Rc:

SCELTA DEI DISPOSITIVI


DI PROTEZIONE

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1) guasto a terra di una polarit (guasto a oppure guasto b)


Il sistema viene messo a terra e, quindi, la rete passa da isolata a collegata a terra senza
conseguenze per il funzionamento. Per ci
che riguarda la protezione contro i contatti indiretti, la corrente di guasto (Id) non assume in
genere valori significativi, conseguentemente
non si verifica una tensione di guasto pericolosa, cosicch risultano soddisfatte le prescrizioni della Norma 64-8/4 Art. 413.1.5.2. Linterruzione dellalimentazione sul primo guasto non , quindi, in genere necessaria e limpianto pu rimanere in servizio.
Il primo guasto a terra, pur non compromettente per la funzionalit del sistema, dovr comunque essere opportunamente segnalato mediante dispositivo di controllo dellisolamento
ed eliminato in modo da evitare che questo
degeneri in un secondo guasto a terra(13).
I Controllori permanenti disolamento (CPI)
in commercio sono in grado di rivelare la
presenza di un eventuale guasto, misurando
con continuit il livello disolamento dellimpianto, ed individuare e segnalare il circuito
guasto con limpianto in tensione;
2) doppio guasto a terra (guasto a e guasto b)
Il secondo guasto a terra si pu presentare se
non stato risolto il primo. Lipotesi di due
guasti a terra simultanei remota.
La corrente di guasto calcolabile mediante
la relazione(14):

ELETTRIFICAZIONE

6/08

dove Rs la resistenza, in ohm, dellanello di


guasto comprendente il conduttore attivo e il
conduttore di protezione interessati. Tale resistenza moltiplicata per due in modo da tener conto delleventualit che i due guasti si
possano manifestare in circuiti differenti.
Il doppio guasto a terra dovr essere tempe-

Particolare attenzione dovr essere riposta nella


scelta dei dispositivi di protezione. Alcuni costruttori di apparecchiature prevedono una linea
di dispositivi specifici per la corrente continua,
altri indicano le modalit di utilizzo in DC di
apparecchi previsti per il funzionamento in AC
in cui bisogner tener conto del diverso comportamento rispetto a quello che si ha in alternata.

Interruttori magnetotermici
Oltre ai fattori di scelta quali la corrente nominale (In), il potere di interruzione (Pdi), la tensione nominale dimpiego (Ue), la caratteristica
di intervento, ecc., bisogner considerare i seguenti fattori:
a) la tensione nominale del sistema influenza lo
schema di collegamento dei poli dellinterruttore. Ripartendo la tensione della rete in
pi poli collegati in serie e, quindi, tra i contatti, si facilita linterruzione. Come specificato in tabella 1, in funzione della tensione
massima del sistema, dovranno essere previsti i poli, collegati in serie, che dovranno partecipare allinterruzione.
A tal numero dei poli corrisponder, la corrente nominale dellinterruttore, la tensione
nominale della rete ripartita sul numero di
poli, il potere dinterruzione corrispondente;
b) la portata di corrente da garantire interviene
nella scelta del numero di poli da collegare
in parallelo. Compatibilmente con la possibilit di cablaggio, la connessione dei poli in
parallelo permette di dividere la corrente passante per il numero di poli, incrementando,
quindi, la portata di corrente.
I costruttori dei dispositivi stabiliscono un fattore di incremento della portata di corrente
per poli in parallelo, ad esempio 1,8 per 2
poli in parallelo. La tensione su ciascun polo
in parallelo sar quella di rete, che dovr essere, quindi, inferiore alla tensione di tenuta
per polo. In questo modo si possono ottenere
elevate portate a tensioni ridotte, come spesso richiesto in DC.
Come illustrato in figura 5, secondo la configurazione richiesta potrebbero essere quindi necessari interruttori tripolari oppure quadripolari,

Potere di interruzione [kA] (L/R 0,015 s)


(tra parentesi il numero di poli che devono
partecipare allinterruzione)
24/48 V

60 V

125 V

125 V

250 V

Protezione
Coefficiente
contro
di surclassamento
i sovraccarichi
delle soglie
magnetiche
500 V

C32H-DC

140

20 (1P)

10 (1P)

20 (2P)

10 (2P)

speciale DC

speciale CC

C60a

640

10 (1P)

10 (2P)

20 (3P)

25 (4P)

idem AC

1,38

C60N

0,563

15 (1P)

20 (2P)

30 (3P)

40 (4P)

idem AC

1,38

C60H

0,563

20 (1P)

25 (2P)

40 (3P)

50 (4P)

idem AC

1,38

C60L

0,563

25 (1P)

30 (2P)

50 (3P)

60 (4P)

idem AC

1,38

C60LMA

1,640

30 (2P)

50 (3P)

1,38

C120N

80125

NG125a

10 (1P)

10 (1P)

10 (2P)

idem AC

1,40

80125

16 (1P)

16 (2P)

idem AC

1,42

NG125N

10125

25 (1P) 25 (1P)

25 (2P) 25 (4P)

idem AC

1,42

NG125L

1063

50 (1P) 50 (1P)

50 (2P) 50 (4P)

idem AC

1,42

NG125LMA

463

50 (1P)

1,42

Reflex XC40

1040

15 (1P) 15 (1P) 20 (2P)

idem AC

1,43

45 (3P)

50 (4P)

in cui alcuni poli sono messi in serie o in parallelo oppure serie e parallelo contemporaneamente. Alcuni costruttori offrono soluzioni precablate per effettuare tali connessioni serie/parallelo.

sere dichiarato dal costruttore in quanto non tutti gli elementi di sgancio permettono tale impiego, ad esempio sganciatori elettronici con funzionamento non specifico per DC, oppure a bimetallo con riscaldamento indiretto tipo TA.

c) caratteristica tempo/corrente, t-I, modificata rispetto al comportamento in alternata. Lintervento magnetico legato agli effetti elettrodinamici della corrente, cosicch lelemento di
sgancio sensibile al valore di picco della corrente. Nei dispositivi appositamente studiati
per la continua, viene indicata direttamente la
soglia di intervento effettiva in DC.
Considerando dispositivi utilizzabili sia in
AC, sia in DC, il valore di targa indicato il
valore efficace della corrente, cosicch nellimpiego in continua il valore della soglia di
intervento sar teoricamente 2 volte il valore della corrente di taratura in AC.
Per tener conto di tale fattore, i costruttori, introducono un coefficiente di surclassamento
delle soglie magnetiche (Km) (tabella 1), dipendente dal tipo di configurazione adottato.
La soglia di intervento magnetica sar, quindi, pi alta di Km:

Fusibili

ImDC = Im Km (A)
Lintervento al sovraccarico, essendo legato
ad effetti termici, quindi proporzionali al valore efficace della corrente, non modificato
rispetto al caso in alternata. Cosicch la caratteristica termica non risulta alterata.
Il funzionamento in DC dei dispositivi deve es-

Anche per i fusibili, i valori nominali di tensione e corrente devono essere riferiti alla corrente
continua. In AC, infatti, tali valori corrispondono al valore efficace della grandezza.
Le caratteristiche tempo/corrente, t-I, e le curve
di limitazione rappresentano rispettivamente il
tempo virtuale di pre-arco tvs(15) e il valore di
picco della corrente limitata Ic in funzione della
corrente di cortocircuito presunta Ip, che in AC
il valore efficace della componente simmetrica della corrente di cortocircuito presunta,
mentre in DC il valore di corrente atteso dopo
la fusione, quando il fusibile pu essere considerato sostituito da un elemento ad impedenza
trascurabile(16). Tali curve sono le stesse di quelle rappresentate in AC.
Per ci che riguarda le curve caratteristiche I 2t,
bisogna considerare il fatto che esse possono essere riferite alla fase di pre-arco (identica a quello in AC) e a quella dinterruzione(17), comprensiva quindi anche della fase darco di durata
maggiore in continua(18). I costruttori di fusibili
DC riportano in genere le curve riferite al tempo di pre-arco, utili quindi per la scelta. Altri costruttori riportano, invece, la caratteristica riferita allintera fase dinterruzione e indicano la
tensione limitata in DC corrispondente al valore in AC, che consente di ottenere una sollecitazione termica equivalente.

PROGETTAZIONE

IN (A)

37

6/08

ELETTRIFICAZIONE

Tipo

Tabella 1

Coefficienti di surclassamento delle soglie magnetiche di interruttori in corrente continua


Schneider Electric

PROGETTAZIONE

DIMENSIONAMENTO DEL CAVO


IN CORRENTE CONTINUA
In accordo alle Norme di riferimento, in corrente continua, come in alternata, i dimensionamenti devono essere eseguiti tenendo conto
delle condizioni ambientali, del tipo di cavo e
del tipo di posa. Tali dimensionamenti dovranno
essere effettuati secondo i seguenti aspetti:
criterio di dimensionamento termico;
criterio di dimensionamento elettrico;
protezione contro i contatti indiretti.

Criterio di dimensionamento termico

38

I cavi dovranno essere dimensionati considerando la condizione desercizio normale, la condizione di sovraccarico e la condizione di cortocircuito. Per soddisfare la condizione desercizio normale, la sezione (S) del cavo dovr essere scelta in modo che sia verificata la:

Ib Iz
con:
Iz la portata corrispondente alla sezione S,
dipendente dalle condizioni di posa, secondo
la relazione: Iz = Io Kt, in cui:
Io portata del singolo cavo nelle condizioni
di posa previste e nelle condizioni standard(19);
Kt fattore correttivo della portata totale, composto di tutti i fattori e condizioni che influiscono nella portata Io;
Ib corrente dimpiego, dipendente dalla potenza del carico da alimentare. Tale corrente
definita per il servizio ordinario(20).
Per soddisfare la condizione di sovraccarico, la
protezione dovr essere tale da verificare le note relazioni(21):

Ib In Iz
If 1,45 Iz
dove:
In corrente nominale del dispositivo di protezione;
Iz portata della conduttura;
If corrente convenzionale di funzionamento
del dispositivo di protezione.

ELETTRIFICAZIONE

6/08

Ricordiamo che la protezione da sovraccarico


pu essere omessa nei limiti prescritti dalle Norma CEI 64-8/4 Art.473.1, in alcuni casi che rientrano nelle applicazioni in DC.
La condizione di cortocircuito sar verificata
tramite opportuna protezione, realizzata in modo che siano verificate le seguenti relazioni(22):

IPmax Pdi
I 2t K 2 S 2

dove:
IPmax corrente di cortocircuito massima (presunta) nel punto di installazione;
Pdi, potere di interruzione dellapparecchiatura di protezione, considerando il valore corrispondente al numero dei poli che dovranno
partecipare allinterruzione;
I 2t energia specifica lasciata passare dal dispositivo di protezione riportata nella documentazione tecnica dei costruttori;
K 2 S 2 energia specifica passante sopportata
dalla conduttura (K = 115 per cavi isolati in
PVC, K = 143 per cavi isolati in gomma etilenpropilenica e polietilene reticolato);
S sezione della conduttura. La condizione sullenergia specifica passante comporta la verifica dei tempi di intervento t in funzione delle correnti di cortocircuito massime e minime.

Criterio di dimensionamento
elettrico
Le sezioni dei cavi dovranno essere tali che la
tensione di alimentazione delle apparecchiature
non sia inferiore alla tensione minima prescritta
e riportata nella documentazione tecnica(23).
Per verificare tale condizione si dovr calcolare
la caduta di tensione lungo la linea di alimentazione mediante la relazione:
V = 2 x Ib x L x Rl

(V)

dove:
Rl resistenza, alla temperatura di regime, della linea (/m);
L lunghezza della linea (m).

Protezione contro i contatti indiretti


La protezione contro i contatti indiretti per la
protezione delle persone dovr essere eseguita
in accordo alla Norma CEI 64-8/4, Art.413. Nel
coordinamento dispositivo di protezione/cavo
bisogner tener conto del fatto che tale protezione sia realizzata o meno mediante interruzione automatica dellalimentazione. Tale misura richiede, infatti, il coordinamento delle caratteristiche dei conduttori di protezione e dei dispositivi di protezione con il modo di collegamento a terra del sistema(24).
Per le reti connesse a terra dovr essere: Ia Id
Per le reti isolate da terra dovr essere: Ia I2d
in cui: Ia, corrente di intervento del dispositivo di
protezione che provoca linterruzione automatica del circuito (valore rilevato dalla curva I-t della protezione) entro i tempi indicati nella Norma
CEI 64-8/4, Art. 413.1.3.3. Come specificato negli Art.413.1.3.6 e Art. 413.1.5.5, CEI 64-8/4. Se
tali condizioni non possono essere soddisfatte, si
dovr realizzare un collegamento equipotenziale
locale connesso a terra.
Osserviamo, inoltre, che linterruzione dellali-

CONCLUSIONI
Limpiego di carichi in DC comporta complicazioni nella scelta dei dispositivi di protezione e
nei dimensionamenti dei cavi. necessario eseguire scelte appropriate del numero dei poli
degli interruttori, tener conto delle soglie magnetiche pi elevate, ecc. Quindi, il coordinamento dispositivo di protezione/cavo, tenendo
conto di tutti i fattori descritti, porta, a parit di
correnti di impiego e lunghezza delle linee, a
sezione di cavi maggiori in DC rispetto a quelle che si otterrebbero in AC.

NOTE

1) Oltre a sistemi in alternata alimentati a frequenze


particolari, ad esempio 400 Hz e 16 2/3 Hz.
2) Cfr. Norma CEI EN 50272-2:2002-08.
3) Cfr. Catalogo Schneider 20072008: Interruttori
BT in corrente continua da 16 a 4.000 A.
4) Se il sistema fosse costituito dalle sole batterie 2 =
100 ms (Cfr. CEI EN 61660-1:1999-04).
5) Cfr. Norma CEI EN 61660-1.
6) In caso di mancanza di informazioni si pu utilizzare 2,0 V/cell per le batterie al piombo, 1,2 V/cell
per le batterie Ni-Cd.
7) Valori ricorrenti riportati nelle documentazioni tecniche di alcuni costruttori di batterie.
8) Il dimensionamento di C in genere effettuato
considerando una corrente di scarica costante e pari
alla corrente massima duscita ILmax e che il condensatore si carichi istantaneamente nel picco della
semionda:
C = ILmax t/VRPP (F) t = 1/2 f(s) (f frequenza di rete
50/60 Hz), VRPP ampiezza massima del ripple accettabile (0,10,5 V).
9) RES = RS + (tg/2 f C) (RS resistenza serie dovuta alla resistivit degli elettrodi e delle connessioni interne, tg fattore di dissipazione del dielettrico).
10) Come riportato nella Norma CEI EN 616601:1999-04, la resistenza del circuito chiuso per unit
di lunghezza pu essere calcolata considerando la relazione R = 2/A (/m). Mentre la resistenza dei
giunti bullonati, tramite la relazione Rjoin = 14d/A ()
(A sezione trasversale in mm2, d spessore trasversale
del giunto rettangolare in m, resistivit del materiale conduttore alla temperatura di cortocircuito).

12) La corrente Icc(t) ha andamento esponenziale crescente con costante di tempo = L/R (L, R induttanza
e resistenza complessiva del circuito in cortocircuito). La corrente di cortocircuito raggiunge il 95% del
valore di regime dopo un intervallo pari a 3.

PROGETTAZIONE

11) Il guasto a terra della polarit connessa a terra lato alimentazione (guasto b) non comporta conseguenze.

13) Cfr. CEI 64-8 Art.413.1.5.3.


14) Tale relazione riprende la formula riportata nella
Norma CEI 64-8/4, art.413.1.5.4.
15) Cfr. CEI EN 60269-1:2007-11.
16) La corrente di cortocircuito continua a circolare
nellelemento fuso finch lelemento non smette di
condurre.
17) Si parla in tal caso di Integrale di Joule di funzionamento.

39

18) Nel tempo darco, larco viene definitivamente estinto: questo in AC accadeva in occasione del passaggio per lo zero della corrente. Poich questo in
DC non avviene, tale periodo si allunga.
19) Per i valori da attribuire ad Io bisogna far riferimento alle Norme CEI-UNEL 35026 per la posa interrata e CEI-UNEL 35024 per la posa in aria.
20) Dettagliati approfondimenti sullutilizzo razionale dei cavi e sul problema termico dei componenti
degli impianti elettrici sono contenuti nel volume di
Giorgio Valdes: Il dimensionamento termico degli
impianti elettrici, Editoriale Delfino, Milano, 2007.
21) Cfr. CEI 64-8/4, Art. 433.2.
22) Cfr. CEI 64-8/4, Art. 434.3.
23) La Norma CEI 64-8, Art. 525, prescrive cadute di
tensione massime del 4%.
24) Cfr. Art. 413.1, Nota 2, Norma CEI 64-8/4.
25) Cfr. Art. 413.1.1.1, Norma CEI 64-8/4. Tensioni di
contatto limite inferiori sono prescritte per alcuni ambienti ed applicazioni particolari, per i quali bisogna
far riferimento alla Norma CEI 84-8/7 come, ad esempio, Locali ad uso medico, per i quali dovr essere UL 25 V.

AUTORE

ing. Sebastian Piras


Ingegnere elettrico
Progettista elettrico della Societ APS Engineering Co.
S.p.A.

6/08

ELETTRIFICAZIONE

mentazione per la protezione contro i contatti


indiretti non talvolta necessaria, in particolare,
quando la tensione di alimentazione inferiore
al valore delle tensioni di contatto limite convenzionali pari a 120 V in DC(25). Bisogner, tuttavia, verificare che tale valore sia sempre al di
sotto di tale limite anche durante la carica a fondo delle batterie. Durante tale condizione si
pu presentare, in caso di mancata stabilizzazione, un incremento di tensione, anche del
3040%, cosicch anche in presenza di tensioni nominali inferiori a 120 VDC potrebbe esserci
il superamento di tale limite.