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N O R M A I T A L I A N A CEI

Norma Italiana

CEI 9-7
Data Pubblicazione Edizione
1997-10 Seconda
Classificazione Fascicolo
9-7 3715 H
Titolo
Relè neutri a corrente continua per impianti fissi di segnalamento
e di sicurezza di ferrovie, tranvie e metropolitane

Title
Direct current neutral relays for signalling and safety fixed installations of railways,
tramways and undergrounds

APPARECCHIATURE ELETTRICHE PER SISTEMI DI ENERGIA E PER TRAZIONE

NORMA TECNICA

COMITATO
ELETTROTECNICO CNR CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE • AEI ASSOCIAZIONE ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA ITALIANA
ITALIANO
SOMMARIO
Elaborata in collaborazione con l’UNIFER, riguarda i relè neutri a corrente continua destinati ad impianti
fissi di segnalamento di ferrovie, tranvie e metropolitane e utilizzati in circuiti che interessano la marcia
dei convogli.
La presente Norma costituisce la ristampa con modifiche editoriali, secondo il nuovo progetto di veste
editoriale, della Norma pari numero ed edizione (Fascicolo 1072).

DESCRITTORI
Relè ; Relè neutri a corrente continua; Ferrovie, tranvie e metropolitane; Impianti fissi segnalamento e
sicurezza ;

COLLEGAMENTI/RELAZIONI TRA DOCUMENTI


Nazionali

Europei

Internazionali

Legislativi

INFORMAZIONI EDITORIALI
Norma Italiana CEI 9-7 Pubblicazione Norma Tecnica Carattere Doc.

Stato Edizione In vigore Data validità 1988-3-1 Ambito validità Nazionale


Varianti Nessuna
Ed. Prec. Fasc. 116:1957

Comitato Tecnico 9-Trazione


Approvata dal Presidente del CEI in Data 1987-9-8
in Data

Sottoposta a inchiesta pubblica come Progetto C. 205 Chiusa in data 1987-7-31

Gruppo Abb. 3 Sezioni Abb. B


ICS

CDU

© CEI - Milano 1997. Riproduzione vietata.


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Le Norme CEI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione sia di nuove edizioni sia di varianti.
È importante pertanto che gli utenti delle stesse si accertino di essere in possesso dell’ultima edizione o variante.
INDICE GENERALE
Rif. Argomento Pag.

CAPITOLO
1 GENERALITÀ 1

SEZIONE
1 OGGETTO E SCOPO DELLA NORMA 1

SEZIONE
2 DEFINIZIONI 1

CAPITOLO
2 PRESCRIZIONI TECNICHE 2

SEZIONE
1 GENERALITÀ 2

SEZIONE
2 PRESCRIZIONI MECCANICHE 3

SEZIONE
3 PRESCRIZIONI ELETTRICHE 8

CAPITOLO
3 PROVE 10

SEZIONE
1 GENERALITÀ 10

SEZIONE
2 PROVE DI ACCETTAZIONE INDIVIDUALI E LORO MODALITÀ 10

SEZIONE
3 PROVE DI ACCETTAZIONE PER CAMPIONE E LORO MODALITÀ 12

SEZIONE
4 PROVE DI TIPO 14

CAPITOLO
4 DATI DI MASSIMA PER LE OFFERTE E LE ORDINAZIONI 14

NORMA TECNICA
CEI 9-7:1997-10
Pagina iii
NORMA TECNICA
CEI 9-7:1997-10
Pagina iv
1 GENERALITÀ
CAPITOLO

1 OGGETTO E SCOPO DELLA NORMA


S E Z I O N E

1.1.01 Oggetto
La presente Norma riguarda i relè neutri a corrente continua definiti in 1.2.01 e
1.2.02, destinati ad impianti fissi di segnalamento di ferrovie, tramvie e metropo-
litane e utilizzati in circuiti che interessano la marcia dei convogli.

1.1.02 Scopo
La presente Norma ha lo scopo di fissare i requisiti minimi fondamentali di carat-
tere elettrico e meccanico ai quali devono soddisfare i relè neutri a corrente con-
tinua di cui all’oggetto.
La presente Norma si intende valida per le nuove installazioni e per i casi di rin-
novamento degli impianti esistenti.

2 DEFINIZIONI
S E Z I O N E

1.2.01 Relè neutro a corrente continua


Sotto la denominazione di relè neutro a corrente continua si intende un dispositi-
vo che, per azione di una corrente continua che circola nei suoi avvolgimenti,
maggiore di un determinato valore, indipendente dal senso della corrente stessa,
interrompe determinati contatti sul diseccitato (contatti bassi) e ne stabilisce degli
altri sull’eccitato (contatti alti). Quando detta corrente diviene minore di un deter-
minato valore, i contatti che erano stati stabiliti sull’eccitato vengono interrotti e
successivamente vengono stabiliti i contatti sul diseccitato; ciò per effetto delle
forze di richiamo al diseccitato.

1.2.02 Relè neutri a corrente continua per impianti fissi di segnalamento


Sono relè che, in virtù di elevate tecniche di costruzione e di un’idonea scelta dei
materiali componenti, posseggono un livello di affidabilità molto alto.
Si distinguono i seguenti tipi di relè neutri a corrente continua per impianti di
segnalamento:
n tipo N (relè non controllato): relè che soddisfano a tutte le condizioni di si-
curezza senza il controllo del loro funzionamento nei circuiti.
n tipo C (relè controllato): relè le cui condizioni di sicurezza sono garantite da
un controllo del loro funzionamento nei circuiti.

1.2.03 Corrente di eccitazione (IE)


Minimo valore della corrente che percorre gli avvolgimenti del relè che, fatta
crescere a partire dal valore zero, è capace di provocare lo stabilirsi, anche con
pressione minima, di tutti i contatti sull’eccitato.

1.2.04 Corrente di compressione (IC)


Minimo valore della corrente circolante negli avvolgimenti del relè che, fatta
crescere a partire dal valore zero, è capace di portare l’armatura contro l’arresto
che ne limita la corsa, provocando con ciò la compressione di tutti i contatti
sull’eccitato.

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1.2.05 Corrente di diseccitazione (ID)
È il massimo valore della corrente circolante negli avvolgimenti del relè che, fatta
descrescere a partire da un valore non minore della corrente di compressione,
provoca, con la caduta dell’armatura mobile, l’apertura di tutti i contatti sull’ecci-
tato e lo stabilirsi di tutti i contatti sul diseccitato.

1.2.06 Rapporto di diseccitazione (K)


Rapporto tra la corrente di diseccitazione ID e la corrente di compressione IC.

1.2.07 Tensioni di eccitazione, di compressione e di diseccitazione


Tensioni risultanti rispettivamente dal prodotto delle correnti di eccitazione, di
compressione e di diseccitazione per la resistenza degli avvolgimenti, riportata
alla temperatura di 20 °C.

1.2.08 Tensione nominale di alimentazione


Tensione alla quale viene ordinariamente effettuata l’alimentazione del relè. Det-
ta tensione deve essere maggiore di quella di compressione, di cui in 1.2.07.
Qualora la tensione nominale di alimentazione sia maggiore di 24 V, ma in ogni
caso non ecceda i 200 V, è ammesso l’impiego di resistenze addizionali in serie al
relè.

1.2.09 Potenza assorbita alla compressione


Potenza espressa in watt assorbita dal relè allorché vi è applicata la corrente di
compressione di cui in 1.2.04 riferendo la resistenza degli avvolgimenti alla tem-
peratura di 20 °C.

2 PRESCRIZIONI TECNICHE
CAPITOLO

1 GENERALITÀ
S E Z I O N E

2.1.01 Generalità
Nel seguito si descrivono le caratteristiche essenziali dei relè e della loro costruzi-
one mentre è lasciata al costruttore la scelta della forma, della disposizione, del
comando dei contatti, nonché di quella parte dei materiali per i quali non è ri-
chiesto il rispetto delle particolari norme o prescrizioni tecniche indicate nel se-
guito.

2.1.02 Contatti mobili


I relè sono caratterizzati da un collegamento diretto dell’armatura e dei contatti
mobili, che sono resi solidali tra loro (un azionamento indiretto, ad es. mediante
altre molle di contatto, non è ammesso).

2.1.03 Relè di tipo N

2.1.03.1 Sono caratterizzati dalla caduta sicura dell’armatura, e quindi dal distacco dei
contatti alti, per effetto della forza di gravità, al momento in cui la corrente negli
avvolgimenti si riduce raggiungendo un valore eguale o minore di ID.

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2.1.03.2 Sono altresì caratterizzati dalla proprietà dell’insaldabilità dei contatti alti, ottenu-
ta preferibilmente in virtù dell’adozione di materiali appropriati o, eventual-
mente, di particolari accorgimenti costruttivi.
In alternativa, potranno ammettersi provvedimenti circuitali tali da garantire la
limitazione della corrente circolante attraverso i contatti stessi.

2.1.03.3 Inoltre deve essere impedita la chiusura dei contatti alti se un contatto basso res-
ta stabilito indebitamente.

2.1.04 Relè di tipo C

2.1.04.1 Sono caratterizzati dal ritorno a riposo dell’armatura al momento in cui la cor-
rente negli avvolgimenti si riduce raggiungendo un valore uguale o minore di ID,
per effetto o della gravità o di azione elastica comunque ottenuta ovvero di en-
trambe, e inoltre da un controllo circuitale dello stabilirsi dei contatti bassi.

2.1.04.2 Inoltre deve essere impedita la chiusura dei contatti bassi se un contatto alto res-
ta stabilito indebitamente e viceversa.

2.1.05 Qualità dei materiali e forma costruttiva delle parti componenti


Le qualità dei materiali e la forma costruttiva delle diverse parti componenti il
relè devono essere tali che, nelle condizioni normali d’impiego e di trasporto,
non sia possibile, per effetto di sollecitazioni meccaniche o di invecchiamento
dei materiali, il verificarsi di deformazioni capaci di impedirne il regolare fun-
zionamento.

2.1.06 Viti di collegamento ed assemblaggio


È opportuno che nella realizzazione del meccanismo vengano eliminate il più
possibile le viti di collegamento dei diversi elementi, affinché per effetto di sol-
lecitazioni anche esterne non si determinino condizioni pericolose. Le viti indi-
spensabili in ogni caso dovranno essere bloccate con accorgimenti efficaci.

2.1.07 Immobilizzazione dell’equipaggio mobile


Qualora si ritenga necessario che, durante il trasporto, l’equipaggio mobile del
relè venga immobilizzato, tale immobilizzazione deve essere fatta nella posizione
neutra e in modo che nell’applicare o nel togliere il dispositivo di immobilizza-
zione, non si provochino danni che possano compromettere le caratteristiche di
funzionamento del relè o deformazioni tali da impedirne l’impiego.

2 PRESCRIZIONI MECCANICHE
S E Z I O N E

2.2.01 Assemblaggio del relè


Il relè deve essere assemblato nel pieno rispetto dei disegni costruttivi. Deve es-
sere posta la massima cura al fine di evitare che eventuali corpi estranei (apparte-
nenti o meno al relè) siano presenti indebitamente nel suo interno e che il relè
stesso risulti mancante di uno o più particolari.
Non sono ammessi inoltre, nel corso dell’assemblaggio dei componenti, operazi-
oni correttive consistenti in forzature o deformazioni degli stessi volte a correg-
gere eventuali difetti di costruzione.

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2.2.02 Codice
Il relè deve essere munito di un codice, cioè di un idoneo accorgimento costrutti-
vo che impedisca eventuali errori di inserzione che possano compromettere la si-
curezza di funzionamento dell’impianto.

2.2.03 Distanza minima fra parti fisse e mobili


Ad eccezione dei contatti, dei perni e degli arresti che limitano normalmente i
movimenti dell’armatura, le parti fisse e quelle mobili devono essere distanziate
fra loro di almeno 1,5 mm nelle condizioni più sfavorevoli.

2.2.04 Custodia
Tutte le parti costituenti il corpo del relè devono essere racchiuse in una custodia
di materiale isolante, trasparente, indeformabile, non fragile, con grado di au-
toestinguenza almeno 94 V-2 secondo norma UL 94 e in ogni caso tale che la
temperatura di inflessione secondo Norma UNI 5641 sia maggiore di 120 °C. Inol-
tre, con adatti accorgimenti a scelta del costruttore, si deve far si che detta custo-
dia sia applicata in maniera tale da evitare la possibile infiltrazione della polvere
e di gocce d’acqua, assicurando verso l’interno del relè un grado di protezione
almeno IP 51 secondo Norma CEI EN 60529 (707).
Il franco fra le pareti interne della custodia e le parti mobili del relè deve essere
tale da non intralciare il suo funzionamento (UIC 736i) e comunque non minore
di 3 mm.
La custodia del relè, una volta applicata, deve essere opportunamente sigillata e
deve impedire che si possa accedere all’interno con mezzi capaci di alterare le
condizioni di funzionamento del relè.

2.2.05 Piastra di base e terminali


La piastra di base, alla quale fanno capi i terminali di collegamento con gli av-
volgimenti e i contatti del relè, deve essere costruita da materiali con grado di au-
toestinguenza almeno 94 V-2 secondo Norma UL 94 e temperatura di inflessione
maggiore di 120 °C secondo Norma UNI 5641, che devono mantenere inalterata
la proprietà di isolamento tra i terminali, possedere una resistenza minima alle
correnti superficiali CTI = 100 secondo Pubblicazione IEC 112, oltre alla caratter-
istica di indeformabilità in ambiente con temperatura compresa fra –30 e 100 °C e
con umidità relativa fino ad 80% alla temperatura massima prevista per l’impiego
in esercizio.
I terminali devono risultare bloccati nelle rispettive sedi della piastra di base. Essi
devono essere spaziati fra loro in modo che la distanza in aria e superficiale fra le
loro parti metalliche non sia minore di 2,5 mm. La sezione dei terminali (a vite o
ad innesto) deve essere sufficientemente proporzionata in modo da offrire una
buona garanzia agli effetti delle sollecitazioni meccaniche e, qualora detti termi-
nali facciano capo ai contatti del relè, da poter sopportare con continuità una
corrente di 5 A.
I terminali non devono poter essere rimossi dall’eventuale morsetto di accoppia-
mento senza aver prima tolto i sigilli al relè.

2.2.06 Materiali isolanti costituenti le parti interne al relè


I materiali isolanti costituenti le parti interne al relè devono essere non fragili,
possedere un grado di autoestinguenza almeno 94 V-2 secondo Norma UL 94 e
temperatura di inflessione maggiore di 120 °C secondo Norma UNI 5641. Inoltre
essi devono possedere una resistenza minima alle correnti superficiali CTI = 100
secondo la Norma CEI 15-18.

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2.2.07 Protezione delle parti metalliche
Le parti metalliche devono essere ben protette contro la corrosione con nichela-
tura o trattamento equivalente, ad eccezione del caso in cui dette parti siano per
loro natura resistenti alla corrosione o quando tale protezione possa ostacolare il
regolare funzionamento del relè. Il cadmio non deve essere usato in nessun caso
nella costruzione del relè. Il materiale impiegato per la protezione contro la cor-
rosione deve avere intima aderenza con il corpo di base e comunque non alterar-
si nelle normali condizioni di esercizio tra i limiti di temperatura di –30 e 100 °C;
inoltre deve presentarsi distribuito uniformemente sulle superfici che protegge.

2.2.08 Supporti dell’equipaggio mobile


Quando i supporti dell’equipaggio mobile sono realizzati mediante perni e cu-
scinetti, questi devono essere opportunamente dimensionati e montati in modo
da non esercitare alcun apprezzabile impedimento al libero movimento dell’equi-
paggio mobile.
Essi devono essere di materiale inossidabile, duro e non fragile.
I perni devono essere liberi di scorrere rispetto alle sedi di appoggio nella
direzione dell’asse di rotazione; tale scorrimento deve essere contenuto en-
tro ± 0,25 mm e garantito da opportuni arresti.

2.2.09 Traferri
Un traferro minimo di 0,25 mm deve essere garantito mediante grani di regola-
zione e di arresto di bronzo duro trafilato o spine entrambi di diametro non mi-
nore di 3 mm. La posizione con riferimento ai nuclei deve esser scelta e fissata in
modo che l’arresto o gli arresti impegnino o il nucleo o l’armatura in corrispon-
denza del bordo più lontano dal fulcro e, quando è usato un singolo arresto, fis-
sata centralmente sul bordo più lontano. Devono essere previsti grani di arresto
di sicurezza non regolabili, sporgenti di almeno 0,20 mm dalla superficie dell’ar-
matura, e posizionati in modo da evitare che l’armatura si avvicini più di 0,20 mm
alle superfici del nucleo in qualsiasi punto, a meno che i grani di regolazione del
traferro garantiscano essi stessi detta condizione.
Durante tutta la vita prescritta del relè il traferro non deve comunque, in posiz-
ione di eccitato del relè stesso, essere minore di 0,1 mm al fine di non favorire
l’incollamento dell’armatura per magnetismo residuo.

2.2.10 Avvolgimenti
Gli avvolgimenti devono essere solidamente collegati alla struttura di sostegno in
modo da impedire, durante l’utilizzazione del relè, eventuali dannosi spostamenti
dovuti a vibrazioni; essi devono essere costituiti in modo da poter essere facil-
mente sostituiti possibilmente senza dover ricorrere allo smontaggio del comples-
so meccanico del relè stesso e a una nuova regolazione.
Il filo usato per l’avvolgimento deve essere isolato mediante smaltatura con bi-
spessore semplice (secondo tabella CEI-UNEL 01726).
Lo smalto deve essere di tipo saldabile secondo le Norme CEI della serie 55-2 ed
il filo smaltato deve superare le prove prescritte dalla Norma CEI 55-1 (1)
È ammessa l’interposizione tra gli strati dell’avvolgimento di filo di cotone o altro
materiale isolante purché chimicamente neutro.
Durante la bobinatura si deve far si che la crescita dell’avvolgimento avvenga in
modo uniforme. Non sono ammesse saldature nel filo costituente il singolo av-
volgimento.

(1) Attualmente norme CEI della serie 55-8.

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L’intero avvolgimento deve essere adeguatamente protetto esternamente con una
nastratura isolante non igroscopica e/o con un cannotto isolante che eviti ogni
danneggiamento per cause esterne. Tutti i materiali di supporto e di protezione
devono possedere caratteristiche di autoestinguenza almeno 94 V-2 secondo Nor-
ma UL 94 e non essere corrosivi (massimo grado di corrosione consentito: A/B
per la polarità positiva e 1,2 per quella negativa secondo Pubblicazione IEC 426).
Sugli avvolgimenti può essere indicato il valore della resistenza, riportato a 20 °C;
a tale scopo non si devono usare targhette metalliche.

2.2.11 Conduttori di collegamento degli avvolgimenti ai terminali della piastra


Detti conduttori devono essere costituiti da treccia formata da fili di rame di sezi-
one non minore di 0,5 mm2 e protetti con isolamento adeguato alle tensioni di
prova. Ove esigenze di filatura lo richiedano, sono tollerate tuttavia sezioni mi-
nori sempreché rispondenti alle esigenze di progetto, sia di ordine elettrico sia di
ordine meccanico per scongiurare rotture durante la filatura.

2.2.12 Contatti
I contatti dei relè, sia di tipo N sia di tipo C possono comportare:
n una semplice interruzione a pasticca semplice (un solo punto di contatto);
n una semplice interruzione a pasticche doppie (due punti di contatto in paral-
lelo);
n una doppia interruzione (due punti di contatto in serie).
Secondo la loro utilizzazione le pasticche di contatto sono di norma d’argento, o
di una lega d’argento o di una combinazione carbone-argento. Si possono utiliz-
zare anche altri materiali purché essi soddisfino le condizioni d’impiego.
Quando esiste un conduttore flessibile che connette la parte mobile di un contat-
to con il corrispondente terminale fissato alla piastra del relè, il conduttore stesso
deve essere foggiato e collegato in modo da offrire la minima resistenza al libero
movimento dell’equipaggio mobile e deve avere una sezione atta a sopportare
con continuità la corrente di 5 A.
I diversi contatti di uno stesso relè devono interrompersi e stabilirsi contempora-
neamente. Per ciascuna serie di contatti è ammesso uno scarto massimo di corsa
di 0,15 mm fra il punto in cui si stabiliscono o interrompono tutti i contatti della
serie. Nei relè con contatti per correnti forti tale scarto massimo è di 0,2 mm.
Fra le due parti costituenti un contatto si deve verificare, durante la fase di com-
pressione, uno strisciamento (autopulitura) non minore di 0,2 mm per i relè di
tipo N e di 0,1 mm per i relè di tipo C (nel caso di contatti a doppia interruzione
si considera sufficiente una corsa d’autopulitura minore).
Per i due tipi i relè N e C devono inoltre essere rispettate le seguenti aperture
minime dei contatti:
n relè di tipo N:
a) quando una serie di contatti è totalmente compressa, l’apertura minima
dell’altra serie non deve essere minore di 1,2 mm per relè con contatti in-
saldabili e di 2,5 mm per relè con contatti di altra natura;
b) quando invece una serie di contatti comincia a stabilirsi, l’apertura minima
dell’altra serie non deve essere minore di 0,5 mm per relè con contatti in-
saldabili e di 1 mm per relè con contatti di altra natura;
n relè di tipo C:
le precedenti aperture minime nei due casi a) e b) devono risultare rispettiva-
mente non minori di 1,3 mm e di 0,5 mm.

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Lo sforzo di compressione (forza di contatto) fra le due parti di ciascun contatto
non deve essere minore di 0,147 N (15 g) nel caso di contatti Ag/Ag e di 0,245 N
(25 g) nel caso di contatti carbone-argento. Tale forza di contatto si deve mi-
surare nelle due posizioni estreme dell’armatura e cioè nella posizione di com-
pressione e in quella che l’armatura stessa assume quando gli avvolgimenti non
sono alimentati.
Il rilievo della forza di contatto deve essere eseguito con dinamometro nella po-
sizione più opportuna in vicinanza della parte di contatto interessata, ma il suo
valore deve essere poi corretto, riportandolo al centro del punto di contatto re-
ale.
Per i contatti a doppia pastiglia, è sufficiente per ogni punto di contatto la metà
dello sforzo di compressione. Per i contatti a doppia interruzione è necessario
l’intero sforzo per ciascun punto di contatto.

2.2.12.1 Allorché un contatto di una serie, per una ragione qualsiasi, rimanga bloccato,
non devono potersi stabilire contatti dell’altra serie. In particolare se un contatto
basso rimane indebitamente stabilito, nessun contatto alto deve stabilirsi nem-
meno eccitando il relè con 2 volte la sua corrente di compressione.

2.2.13 Vibrazioni del relè


Un relè, posto nella sua posizione di installazione, deve funzionare regolarmente
allorché venga sottoposto a vibrazioni sinusoidali applicate sia nella direzione
dello spostamento dell’armatura sia nella direzione dello spostamento dei contat-
ti, le cui oscillazioni presentino el seguenti caratteristiche (avendo indicato con
Am l’ampiezza massima a metà di App, ampiezza picco-picco):
a) per i contatti stabiliti sull’eccitato:
campo di frequenza ampiezza Am accelerazione
5 ¸ 20 Hz 1 mm –
20 ¸ 50 Hz – 2 g (1)
b) per i contatti stabiliti sul diseccitato:
5 ¸ 15 Hz 1 mm –
Per l’effettuazione delle prove di vibrazione si deve fare in modo che la varia-
zione della frequenza avvenga gradualmente e uniformemente in un tempo non
inferiore a 15 min.
Durante le prove i contatti stabiliti non devono mai interrompersi e quelli aperti
non devono mai stabilirsi sia nella posizione di eccitato sia di diseccitato.
Quando è necessario è prescritto l’uso di idonei supporti in grado di smorzare le
oscillazioni.

2.2.14 Rimbalzo dei contatti


All’atto dello stabilirsi o dell’interrompersi dei contatti, nelle fasi di eccitazione e
diseccitazione, sono ammesse le seguenti durate massime di rimbalzo dei contat-
ti:
n 20 ms per i relè di tipo N;
n 10 ms per i relè di tipo C.
Per la durata del rimbalzo si intende il tempo che intercorre tra l’istante in cui il
contatto si stabilisce o si interrompe per la prima volta e l’istante in cui il circuito
è definitivamente chiuso o aperto.

(1) Si pone in evidenza che tra il valore dell’accelerazione (a) espressa in numero di g e l’ampiezza picco-picco dello spostamento
(App) espressa in m, sussiste la relazione: a = 2,014 Appf 2.

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2.2.15 Targa
Ogni relè deve portare in posizione ben visibile un’apposita targa dalla quale
risultino gli elementi che caratterizzano il funzionamento del relè stesso. In parti-
colare devono essere riportati i seguenti dati:
a) nome del costruttore;
b) tipo e numero di matricola del relè;
c) codice di disposizione dei contatti (A, B, C) essendo:
A - numero dei contatti indipendenti stabiliti sull’eccitato;
B - numero dei contatti indipendenti stabiliti sul diseccitato;
C - numero dei contatti di scambio o di commutazione.
d) resistenza ohmica effettiva degli avvolgimenti riportata a 2O °C;
e) tensione nominale di alimentazione;
f) valori limiti delle correnti sia di compressione sia di diseccitazione;
g) data del collaudo, firma o sigla del collaudatore.

3 PRESCRIZIONI ELETTRICHE
S E Z I O N E

2.3.01 Resistenza degli avvolgimenti


La misura della resistenza degli avvolgimenti va effettuata dopo che questi si tro-
vino almeno da 24 h in un locale a temperatura praticamente costante, dove vi-
ene eseguita la misura.
La resistenza degli avvolgimenti, riportata alla temperatura di 20 °C, non deve dif-
ferire da quella nominale di oltre ± 4%.
La resistenza degli avvolgimenti di rame viene riportata dalla temperatura t° alla
temperatura di 20 °C mediante la formula:

245 ,5
R 20 °C = ---------------------- R t
234 ,5 + t

2.3.02 Sovratemperatura ammessa


Con corrente pari a 1,2 volte la corrente massima di compressione, la temperatu-
ra di regime degli avvolgimenti non deve superare di oltre 25 °C la temperatura
ambiente.
La variazione della temperatura deve essere rilevata con il metodo della varia-
zione di resistenza.

2.3.03 Resistenza dei contatti


Il valore iniziale della resistenza di contatto, che è comprensiva della resistenza
dei collegamenti fino ai terminali, quando i contatti stessi siano puliti, non deve
essere maggiore dei valori appresso indicati.
1) Per i contatti alti quando il relè è eccitato con la corrente lc:
a) Metallo contro metallo 0,03 W
b) Metallo contro carbone impregnato con metallo 0,09 W
c) Carbone impregnato con metallo contro carbone impregnato
con metallo 0,20 W
2) Per i contatti bassi quando il relè è diseccitato:
a) Metallo contro metallo 0,03 W
b) Metallo contro carbone impregnato con metallo 0,18 W

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c) Carbone impregnato con metallo contro carbone impregnato con
metallo 0,40 W
I valori delle tensioni e correnti indicati nel seguito del presente articolo e nel
successivo si intendono in corrente continua.
I valori di resistenza devono essere determinati a contatti completamente com-
pressi, nelle due posizioni definite di eccitazione e di diseccitazione, con il
metodo della caduta di tensione, quando nel contatto circoli una corrente di 2 A;
la caduta di tensione va misurata fra i blocchetti della piastra di base del relè.

2.3.04 Portata e durata dei contatti


I contatti, sia sull’eccitato sia sul diseccitato, devono poter sopportare in modo
continuativo una corrente di 5 A, senza che la resistenza misurata come sopra ab-
bia a superare il triplo del valore iniziale.
Essi devono inoltre poter interrompere in un circuito non induttivo una corrente
di 3 A alla tensione di 30 V, oppure una corrente di 0,6 A in un circuito non in-
duttivo alla tensione di 150 V.
Dopo 2 × 106 interruzioni con 0,6 A e 150 V, o dopo 2 × 106 interruzioni con 3 A e
30 V, effettuate tanto nell’un caso che nell’altro con un ritmo di 10 interruzioni al
minuto, le resistenze dei contatti devono risultare non maggiori del triplo dei val-
ori iniziali prescritti ai punti 1) e 2) di 2.3.03.
Le misure saranno effettuate ad intervalli di 50000 interruzioni. In occasione delle
singole rilevazioni, essendo la resistenza di contatto soggetta a variare per cause
accidentali, è opportuno che per ciascun contatto vengano effettuate almeno 10
misure, così da poterne dedurre un valore medio attendibile.

2.3.05 Valori elettrici di funzionamento


La scelta dei materiali e la costruzione deve essenzialmente permettere di garan-
tire, in caso di relè nuovi:
n che la corrente ci compressione non superi un dato valore e che la corrente
di diseccitazione non scenda la disotto di un dato valore;
n che il rapporto di diseccitazione K, definito in 1.2.06, di tutti i relè nuovi d’un
dato tipo vari tutt’al più del +20% rispetto a quello ottenuto facendo il quo-
ziente dei valori fissati per la corrente minima di diseccitazione e quella
massima di compressione.
Nel corso della vita meccanica minima (10 × 106 operazioni di eccitazione e disec-
citazione), invece si ammettono le seguenti variazioni rispetto al valore iniziale:
a) un aumento dell’8% al massimo della corrente di compressione;
b) una diminuzione del 14% al massimo della corrente di diseccitazione;
c) una diminuzione del 20% al massimo del rapporto K.
Per i relè la cui diseccitazione sia determinata dall’interruzione nel circuito di ali-
mentazione il valore iniziale del rapporto di diseccitazione K non deve risultare
minore di 0,4.
Per i relè la cui diseccitazione sia invece determinata per shunt, il valore iniziale
del rapporto di diseccitazione K non deve risultare minore di 0,6.
I predetti valori di K s’intendono come minimi assoluti.
Per applicazioni in cui ciò interessi potranno essere richiesti valori minimi iniziali
del rapporto K più elevati.

2.3.06 Resistenza di isolamento


I relè devono presentare, alla temperatura ambiente con il 65% di umidità relati-
va, una resistenza di isolamento, misurata tra gli avvolgimenti e i diversi contatti

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fissi e mobili collegati tra loro e la massa, non minore di 50 MW (rilevata con ten-
sione di 500 V in corrente continua). La misura va effettuata dopo almeno 5 s
dall’applicazione della tensione.
Anche la resistenza d’isolamento misurata fra due morsetti che risultino collegati
da un contatto stabilito e tutti gli altri collegati tra loro e la massa, come pure
quella tra tutti i morsetti dei contatti e degli avvolgimenti collegati fra loro e la
massa deve risultare non minore di tale valore.

2.3.07 Prova di tensione applicata


I relè devono inoltre poter sopportare per la durata di un minuto nelle stesse
condizioni d’ambiente suddette, una tensione alternata di valore efficace non mi-
nore di 2000 V alla frequenza di 50 Hz tra:
n la massa del relè e tutti i morsetti e blocchetti facenti capo ai terminali degli
avvolgimenti e ai contatti collegati metallicamente fra loro;
n i singoli contatti;
n i singoli avvolgimenti delle bobine.

3 PROVE
CAPITOLO

1 GENERALITÀ
S E Z I O N E

3.1.01 Ambiente per le prove


Le prove devono essere eseguite in locali a temperatura compresa fra 10 e 30 °C.

3.1.02 Strumenti di misura


Tutti gli strumenti di misura devono essere conformi alle Norme CEI, CEI-UNEL e
UNI. Tutti gli strumenti devono essere di classe eguale o migliore di 0,5 e con-
trollati periodicamente (almeno ogni sei mesi) mediante strumenti campione di
classe uguale o migliore di 0,2 controllati questi ultimi ogni 2 anni da un labora-
torio metrologico riconosciuto.

3.1.03 Classificazione delle prove


Le prove si distinguono in:
a) prove di accettazione individuali, da eseguire su tutti i relè costituenti la forni-
tura;
b) prove di accettazione per campione, da eseguire sull’1‰ (uno per mille) del-
la intera fornitura con un minimo di 5 esemplari per tipo di relè;
c) prove di tipo da eseguire su campioni dei relè di nuova costruzione.

2 PROVE DI ACCETTAZIONE INDIVIDUALI E LORO MODALITÀ


S E Z I O N E

3.2.01 Suddivisione delle prove


Le prove si suddividono in:
a) prove elettriche;
b) prove meccaniche.

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3.2.02 Elenco delle prove elettriche:
a) misura della corrente di diseccitazione;
b) misura della corrente di eccitazione;
c) misura della corrente di compressione;
d) prova di tensione applicata;
e) misura di isolamento.

3.2.02.1 Modalità generali per il rilievo delle correnti di diseccitazione, eccitazione e


compressione
Le misure devono effettuarsi dopo aver sottoposto il ferro, costituente il circuito
magnetico, a un ciclo di neutralizzazione. Il ciclo di neutralizzazione deve pre-
sentare una punta massima positiva e una negativa non minore di 4 volte la cor-
rente di eccitazione del relè.

3.2.02.2 Modalità particolari per il rilievo della corrente di diseccitazione


Il rilievo della corrente di diseccitazione deve effettuarsi dopo la neutralizzazione
di cui in 3.2.02.1 e dopo aver sovralimentato il relè in modo che assorba una cor-
rente pari a 1,4 volte quella massima garantita per la compressione.
Si assume come valore della corrente di diseccitazione quello in corrispondenza
del quale, per lento decremento, si verifica l’inizio del movimento dell’armatura.
Con tale valore, senza che si debba provocare una diminuzione della corrente
negli avvolgimenti, l’armatura del relè deve distaccare tutti i contatti stabiliti
sull’eccitato e stabilire tutti i contatti sul diseccitato.

3.2.02.3 Modalità particolari per il rilievo della corrente di eccitazione


Eseguita la prova di cui in 3.2.02.2 la corrente applicata deve essere fatta de-
crescere fino a zero e poi aumentata lentamente e con continuità fino a che il
relè non stabilisca tutti i contatti sull’eccitato, senza comprimerli. L’aumento del-
la corrente deve cessare al momento dell’apertura dell’ultimo contatto sul disec-
citato.

3.2.02.4 Modalità particolari per il rilievo della corrente di compressione


A partire dal valore della corrente di eccitazione, la corrente deve essere fatta
crescere ulteriormente fino a portare l’armatura contro l’arresto di traferro mini-
mo. (I due valori di corrente di compressione e di eccitazione possono coin-
cidere nei relè che effettuano l’intera corsa senza soluzione di continuità anche
per accrescimento lento della corrente).

3.2.02.5 Modalità per l’esecuzione della prova di tensione applicata


Queste modalità sono descritte in 2.3.07.

3.2.02.6 Modalità per l’esecuzione della misura della resistenza di isolamento


Si deve eseguire la misura della resistenza di isolamento come descritta in 2.3.06.

3.2.03 Elenco delle prove meccaniche:


a) verifica del corretto assemblaggio dei componenti;
b) verifica del traferro;
c) verifica delle aperture dei contatti (corse), della pressione dei contatti in com-
pressione e della contemporaneità;
d) verifica della corretta applicazione del codice;

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e) verifica della regolare compilazione della targa;
f) verifica dell’immobilizzazione, ove prevista, dell’equipaggio mobile e della
sigillatura del relè.

3.2.03.1 Controllo del corretto assemblaggio dei componenti


Deve essere verificato, con esame a vista, che il relè sia completo in ogni sua
parte, esente da corpi estranei al suo interno ad assemblato secondo quanto sta-
bilito in 2.2.01.

3.2.03.2 Verifica del traferro


Deve essere verificato che il valore minimo del traferro sia conforme a quanto
specificato in 2.2.09.

3.2.03.3 Verifica delle aperture dei contatti (corse), della pressione dei contatti in
compressione e della contemporaneità
Si deve verificare che i valori relativi alla contemporaneità, allo strisciamento (au-
topulitura), alle aperture ed agli sforzi di compressione dei contatti e le modalità
per il loro rilevamento siano conformi a quanto prescritto in 2.2.12.

3.2.03.4 Verifica della corretta applicazione del codice


Deve essere verificato che su ogni relè sia stato applicato il rispettivo codice sta-
bilito in sede di ordinazione.

3.2.03.5 Verifica della regolare compilazione della targa


La targa applicata sul relè deve essere completata in ogni sua parte in conformità
a quanto stabilito in 2.2.15.

3.2.03.6 Verifica dell’immobilizzazione, ove prevista, dell’equipaggio mobile e della


sigillatura del relè
Nei relè dove è prevista l’immobilizzazione dell’equipaggio mobile deve essere
verificato quanto prescritto in 2.1.07 nonché l’applicazione del sigillo di chiusura
come prescritto in 2.2.04.

3 PROVE DI ACCETTAZIONE PER CAMPIONE E LORO MODALITÀ


S E Z I O N E

3.3.01 Suddivisione delle prove


Le prove si distinguono in:
a) prove elettriche;
b) prove meccaniche.

3.3.02 Elenco delle prove elettriche:


a) misura della resistenza dei contatti;
b) prove su relè completi in condizioni normali.

3.3.02.1 Misura della resistenza dei contatti


Il valore della resistenza deve risultare minore di quello indicato per ciascun tipo
di contatto e determinato secondo quanto prescritto in 2.3.03.

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3.3.02.2 Prove su relè completi in condizioni normali
Si devono effettuare tutte le prove rappresentate schematicamente nelle varie fasi
del diagramma allegato, verificando che tra le correnti o eventualmente tra le ten-
sioni corrispondenti risultino le relazioni seguenti:

l D4 l C2
------- £ 1 ,06 ------- £ 1 ,06
l D1 l C1

l E2 + l E3 l D2 Ð l D3
-------------------- £ 1 ,05 ----------------------------------- £ 0 ,03
2l E6 0 ,5 ( l D2 + l D3 )

l E4 Ð l E5
--------------------------------- £ 0 ,02
0 ,5 ( l E4 + l E5 )

I cicli di neutralizzazione vengono eseguiti mantenendo bloccata in posizione di


eccitazione l’armatura del relè.

3.3.03 Elenco delle prove meccaniche


a) verifica dei materiali, delle dimensioni e dei trattamenti superficiali di protezi-
one;
b) verifica del grado di protezione alla infiltrazione della polvere e delle gocce
d’acqua;
c) verifica delle distanze minime fra le parti fisse e mobili e del franco fra custo-
dia e parti mobili;
d) verifica del blocco di un contatto.

3.3.03.1 Verifica dei materiali, delle dimensioni e dei trattamenti superficiali di protezione
Tutti i particolari costituenti il relè devono essere rispondenti per forma, dimen-
sioni, materiali e trattamenti superficiali ai disegni costruttivi.
Le verifiche devono essere effettuate in conformità a quanto prescritto dalla nor-
mativa vigente (Norme CEI, CEI-UNEL, UNI ecc.) secondo gli accordi intercorsi
fra committente e costruttore.

3.3.03.2 Verifica del grado di protezione


Dovrà essere verificato che l’applicazione della custodia sulla piastra di base del
relè assicuri una protezione di grado almeno uguale a IP 51 secondo quanto pre-
scritto dalla Norma CEI 70-1.

3.3.03.3 Verifica delle distanze minime fra parti fisse e mobili e del franco fra custodia e parti
mobili
Le distanze minime fra parti fisse e mobili nonché il franco fra le pareti interne
della custodia e le parti mobili del relè dovranno essere conformi a quanto pre-
scritto in 2.2.03 e 2.2.04.

3.3.03.4 Verifica del blocco di un contatto stabilito


Dopo aver bloccato, non necessariamente mediante saldatura, in posizione di
stabilito un contatto alto si dovrà verificare il comportamento degli altri contatti
secondo quanto prescritto in 2.2.12.1.
La prova dovrà essere ripetuta dopo aver bloccato invece un contatto basso.

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4 PROVE DI TIPO
S E Z I O N E

3.4.01 Elenco delle prove


Le prove sono le seguenti:
a) tutte le prove previste dalla Sez. 2;
b) tutte le prove previste dalla Sez. 3 estese a tutti gli esemplari presentati;
c) prove di durata dei contatti sotto il carico prescritto secondo 2.3.04;
d) prove di vibrazione del relè secondo 2.2.13;
e) prove di rimbalzo dei contatti secondo 2.2.14;
f) prove di durata meccanica secondo 2.3.05;
g) prove di diseccitazione del relé quando agisca la sola azione di gravità secon-
do 3.4.02;
h) prove climatiche secondo le modalità indicate nel capitolato di fornitura.

3.4.02 Prove di diseccitazione del relè quando agisca la sola azione di gravità
Portata l’armatura nelle condizioni di traferro minimo e annullata oppor-
tunamente qualsiasi azione di richiamo dovuta a molle, comprese quelle dei con-
tatti, il relè deve essere sovralimentato fino a che assorba una corrente quadrupla
di quella di eccitazione. Facendo poi decrescere tale corrente fino a provocare la
caduta dell’armatura, il rapporto tra tale corrente e quella di eccitazione non deve
risultare minore di 0,1.

4 DATI DI MASSIMA PER LE OFFERTE E LE ORDINAZIONI


CAPITOLO

4.1.01 Dati da indicare nelle richieste di offerta:


a) tipo del relè (N o C);
b) numero dei contatti indipendenti stabiliti sull’eccitato;
c) numero dei contatti indipendenti stabiliti sul diseccitato;
d) numero dei contatti di scambio o di commutazione;
e) numero degli avvolgimenti e modalità di connessione degli stessi;
f) tensione nominale del circuito nel quale il relè deve essere impiegato e sue
possibili variazioni;
g) valore minimo del rapporto di diseccitazione;
h) resistenza alle vibrazioni;
i) impiego del relè e sue condizioni normali di funzionamento.
Ulteriori dati da indicare nelle richieste di offerta se ritenuto necessario:
l) tempi di commutazione del relè;
m) prove climatiche.

4.1.02 Dati da indicare nelle offerte e nelle ordinazioni, oltre a quanto richiesto in
4.1.01:
a) valore massimo garantito della corrente di compressione;
b) valore minimo garantito dalla corrente di diseccitazione;
c) valore nominale della resistenza degli avvolgimenti riportata a 20 °C;
d) per i relè di tipo N ed eventualmente per quelli di tipo C il valore del momen-
to di richiamo al diseccitato per effetto della gravità, inteso come prodotto del
peso dell’armatura per la distanza del suo baricentro dell’asse di rotazione;

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e) disegni di insieme, dai quali risultino le modalità di montaggio del relè e la
disposizione e numerazione dei terminali degli avvolgimenti e dei contatti.

Diagramma di prova per la determinazione delle caratteristiche di funzionamento


di un relè neutro a corrente continua

Fine Documento

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e beneficia del riconoscimento di cui alla legge 1º Marzo 1968, n. 186.
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Responsabile: Ing. E. Camagni

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