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Project Integratori

Capitolo 7

Gli integratori
per migliorare gli
ormoni sessuali e
la libido
7.1 Scopriamo il testosterone: quali sono le
sue funzioni
Cervello

Ipotalamo
GnRH
Ormone di rilascio delle gonadotropine

Ghiandola pituitaria

LH
Ormone luteinizzante
+
Cellule di Leydig FSH
Ormone follicolo-stimolante
Anche dette cellule
interstiziali di Leydig
Testicoli

OH

H
H

H
Testosterone
O

Figura 7.1  Regolazione della produzione di testosterone.

Il testosterone è un ormone steroideo prodotto dal nostro corpo a partire dal cole-
sterolo. La sua produzione, e quindi le sue concentrazioni, sono ben regolate da un
corpo in condizioni fisiologiche (cioè in un buono stato di salute). I segnali inviati dal
cervello alla ghiandola pituitaria alla base del cervello controllano la produzione di te-

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stosterone negli uomini; la ghiandola pituitaria trasmette quindi segnali ai testicoli per
produrre testosterone. Un “ciclo di feedback” regola da vicino la quantità di ormone
nel sangue. Quando i livelli di testosterone aumentano troppo, il cervello invia segnali
all’ipofisi per ridurre la produzione, Figura 7.1.
Il testosterone è il principale ormone sessuale nei maschi e svolge una serie di ruoli
importanti, non solo per quanto riguarda la sfera sessuale e tutto ciò che concerne la
riproduzione, ma anche per molti aspetti della salute generale; ad esempio, la crescita
e il buono stato dell’apparato scheletrico e la buona funzionalità e forza muscolare.
Meno conosciuti dal grande pubblico (e non ancora del tutto studiati dalla comunità
scientifica e clinica) sono gli effetti del testosterone sulle abilità cognitive, sulla salute
del cervello e sull’umore. In effetti, le differenze di genere nel riconoscimento spa-
ziale e il declino legato all’età nella cognizione e nell’umore indicano il testosterone
come un importante modulatore delle funzioni cerebrali. L’aumento del testosterone
migliora la cognizione spaziale negli uomini ipogonadici.  Inoltre, la riduzione del
testosterone è associata a disturbi depressivi. 

Il testosterone è importante anche per le donne

Il testosterone viene prodotto nelle ovaie e nella ghiandola surrenale. È uno dei nume-
rosi androgeni (ormoni sessuali maschili) nelle femmine. Si ritiene che questi ormoni
abbiano effetti importanti sulla funzione ovarica e sulla forza ossea, oltre che per il com-
portamento sessuale. Il corretto equilibrio tra testosterone (insieme ad altri androgeni)
ed estrogeni è importante affinché le ovaie funzionino normalmente. Sebbene le specifi-
che siano incerte, è possibile che gli androgeni svolgano anche un ruolo importante nel-
la normale funzione cerebrale (inclusi umore, desiderio sessuale e funzione cognitiva).

Cosa succede quando il testosterone è alto

I livelli ematici di testosterone variano notevolmente nel tempo e anche nel corso della
giornata. Inoltre, quello che può sembrare un sintomo di eccesso di testosterone (vedi
sotto) potrebbe in realtà non essere correlato a questo ormone. In effetti, la maggior par-
te di ciò che sappiamo sui livelli di testosterone anormalmente alti negli uomini provie-
ne da atleti che usano steroidi anabolizzanti, testosterone esogeno o ormoni correlati per
aumentare la massa muscolare e le prestazioni atletiche. Ad ogni modo, anche se raro,
i problemi associati a livelli di testosterone anormalmente alti negli uomini includono:

• Basso numero di spermatozoi, restringimento dei testicoli e impotenza (po-


trebbe sembrare controintuitivo, ma è così).
• Disturbi cardiaci e aumento del rischio di infarto.
• Ingrossamento della prostata con difficoltà a urinare.
• Malattie epatiche.
• Acne.
• Ritenzione di liquidi con gonfiore delle gambe e dei piedi.
• Aumento della fame e dell’appetito.
• Aumento di peso, forse correlato in parte all’aumento dell’appetito.

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• Alta pressione sanguigna e colesterolo.


• Insonnia.
• Aumento della massa muscolare.
• Aumento del rischio di coaguli di sangue.
• Sbalzi d’umore.

Tra le donne, forse la causa più comune di un alto livello di testosterone è la sindro-
me dell’ovaio policistico (PCOS). Questa malattia è comune: colpisce dal 6% al 10% delle
donne in premenopausa. Le ovaie delle donne con PCOS contengono più cisti. I sintomi
includono cicli irregolari, ridotta fertilità, peluria eccessiva o ispida su viso, estremità,
tronco e area pubica, calvizie di tipo maschile, pelle ispessita e scurita, aumento di peso,
depressione e ansia. Ad ogni modo di PCOS parlerò più esaurientemente in seguito.
Le donne con alti livelli di testosterone, a causa di malattie o uso di droghe, possono
sperimentare una riduzione delle dimensioni del seno e un cambiamento del timbro
della voce, oltre a molti dei problemi che gli uomini possono avere.

Cosa succede quando il testosterone è troppo basso?

Man mano che gli uomini invecchiano, i livelli di testosterone diminuiscono molto gra-
dualmente, dall’1% al 2% circa ogni anno, a differenza del calo relativamente rapido degli
estrogeni che causa la menopausa nelle donne. I testicoli producono meno testosterone, ci
sono meno segnali dall’ipofisi che dicono ai testicoli di produrre testosterone, e una protei-
na (chiamata globulina legante gli ormoni sessuali o SHBG) aumenta con l’avanzare dell’età
(dunque aumenta il testosterone legato e diminuisce il testosterone libero).
Più di un terzo degli uomini di età superiore ai 45 anni può avere livelli di testoste-
rone ridotti rispetto a quelli che potrebbero essere considerati normali (sebbene, come
vedremo, definire i livelli ottimali di testosterone sia complicato e alquanto controver-
so). I sintomi della carenza di testosterone negli uomini includono:

• Scarsa peluria sul corpo e sul viso (barba).


• Perdita di massa muscolare.
• Bassa libido, impotenza, testicoli piccoli, numero ridotto di spermatozoi e sterilità.
• Vampate di calore.
• Sbalzi d’umore.
• Ossa fragili e aumento del rischio di fratture.

Per quanto sorprendente possa essere, anche le donne possono avere problemi
e sintomi dovuti alla carenza di testosterone: possono manifestare bassa libido, ridotta
massa ossea e forza muscolare, scarsa capacità di concentrazione e sbalzi d’umore.

7.2 Migliorare i livelli di testosterone


Poche persone sono consapevoli del ruolo svolto dal testosterone nella libido delle
donne, nell’umore, nel guadagno muscolare e nella perdita di grasso, così che le don-

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ne non pensano mai ai loro livelli. Al contrario, alcuni uomini sono ossessionati dallo
stato del loro testosterone. I ragazzi hanno ragione a preoccuparsi del loro testostero-
ne (T), perché in effetti parliamo di un ormone molto importante. 
Gli studi hanno dimostrato che la  terapia sostitutiva con testosterone  (TRT) può
migliorare la cognizione, l’umore, la libido, la massa muscolare, la densità minerale
ossea e la produzione di globuli rossi, con l’unico svantaggio degno di nota che è un
incerto (ma probabilmente nullo) effetto sul cancro alla prostata.
Il testosterone fu sintetizzato artificialmente per la prima volta nel 1935. Poco dopo,
iniziò ad essere utilizzato come potenziale terapia negli studi clinici, con risultati pro-
mettenti. E poi arrivarono alcune brutte notizie: all’inizio degli anni ‘40, fu stabilito
un legame tra testosterone e cancro alla prostata, con uno dei ricercatori che vinse il
premio Nobel per aver scoperto connessioni tra ormoni e cancro.
Per diversi decenni, questa scoperta ha gettato ombra sull’uso terapeutico del T.
Ma gli studi più recenti suggeriscono che “l’ipotesi degli androgeni” è fuorviante: alti
livelli di testosterone non sembrano causare il cancro alla prostata; piuttosto, livelli di
testosterone molto bassi consentono la regressione del cancro alla prostata (motivo
per cui agli uomini con cancro alla prostata vengono spesso somministrati farmaci
che abbassano drasticamente i livelli di testosterone).

Da cosa dipende una bassa concentrazione di testosterone?

Il testosterone gioca un ruolo centrale nel benessere e nella vitalità. Negli uomini, il


T basso è collegato in particolare a infiammazione, aumento di peso e problemi car-
diovascolari. Per quasi il 40% degli uomini di età superiore ai 45 anni che potrebbero
avere un basso T, questa è una cattiva notizia. Ma se si ha un T basso, cosa significa? I
livelli di T possono essere naturalmente/fisiologicamente inferiori alla media? È nor-
male declino correlato all’età o c’è qualcosa che non va? E se c’è, qual è il colpevole o,
più probabilmente, quali sono i colpevoli? 
In primis, cerchiamo di capire quali sono realmente gli intervalli di concentrazione
considerati normali. I livelli di T nei maschi sembrano essere diminuiti nel corso degli
ultimi decenni, sia per quanto riguarda il T totale che il T libero. Il T totale indica tutto
il testosterone che circola nel sangue. Ha tre componenti:

1. Testosterone strettamente legato. Circa due terzi del testosterone nel san-


gue è legato alla globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG). Il testosterone
strettamente legato non può essere utilizzato.
2. Testosterone lievemente legato. Circa un terzo del testosterone nel sangue è le-
gato all’albumina. Il corpo può usarlo, in determinati casi, con una certa difficoltà.
3. Testosterone libero. Una piccola percentuale di testosterone nel sangue (1-
4%, di regola) circola liberamente.  È il testosterone che può essere pronta-
mente utilizzato dal corpo.

Insieme, il T leggermente legato e il T libero compongono quello che è noto come


“testosterone biodisponibile”, che ha un impatto maggiore sulla salute rispetto al  T
totale. Per questo motivo, SHBG viene spesso testato contemporaneamente al T totale
(maggiore è SHBG, minore è il T biodisponibile). Fare eccessivo affidamento ai numeri

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è comunque un errore.
Uno dei motivi è che i livelli normali di T possono differire notevolmente tra un in-
dividuo e l’altro. Se una persona si sente di cattivo umore o con bassi livelli di energia,
decide di analizzare le sue concentrazioni di testosterone e quest’ultimo si presenta
a livelli medio-bassi, allora verrà automatico e istintivo pensare che il problema sia il
testosterone. Tuttavia, le cose potrebbero essere più complesse.
Nessuno ci dice che i livelli non fossero già bassi quando ci si sentiva perfettamente
bene; in altre parole, i livelli testati potevano essere inferiori alla media ma non bassi per
quell’individuo, che infatti prima stava bene! Se, ad esempio, i recettori degli androgeni
sono più sensibili della media, il corpo dovrebbe produrre meno T rispetto alla media
della popolazione. La sensibilità dei recettori degli androgeni è strettamente individuale.
Un altro motivo per evitare di fare troppo affidamento sui numeri è che l’intervallo
normale per la T totale può variare notevolmente da laboratorio a laboratorio: da 160
a 300 ng/dl al fondo dell’intervallo, e da 726 a 1.130 ng/dl in range più generosi. Come
faccio a dire che ho buoni o cattivi livelli di testosterone?
Se viene misurata una concentrazione di 280 ng/dl, a seconda del laboratorio, posso
dire di avere testosterone normale o basso!

È diverso per tutti Non paragonarsi ad altri

345 ng/dl 345 ng/dl Se i tuoi alti livelli sono


precipitati, la tua situazione è
Si sente letargico Corre mezze
diversa da quella di chi ha
e depresso, non maratone, felice.
sempre avuto livelli bassi.
perde peso.
Non c’è un livello migliore.

Diverse labs list con diversissimi range


Uomo Donna
0 41,61 nmol/L 0 5,2 nmol/L
5,5 10,40 25,16 39,18 0,5 0,7 2,08 2,4

160 300 726 1130 15 20 60 70


0 Range Range Range Range
1200 ng/dL 0 150 ng/dL
basso alto basso alto

300 Se risulta sotto 300 ng/dL e ci sono 70 Se risulta sotto 70 ng/dL e ci sono
sintomi, prendi seriamente i valori: chiedi sintomi, discuti con un medico.
delle soluzioni e fai altri controlli. 150 Livelli oltre 150 indicano che è
richiesto un controllo medico urgente.

Figura 7.2  Quali dovrebbero essere i miei livelli di testosterone?

L’età è solo un numero ... tranne quando si tratta di testosterone

Gli uomini iniziano a sperimentare un calo annuale del T totale (0,4-2,0%) e del T
biodisponibile (2-3%) dopo i 30 anni. Ma questo calo è causato interamente dal proces-
so di invecchiamento stesso, o potrebbe anche essere riscontrato negli uomini che si

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allenano molto meno e mangiano molto peggio quando si avvicinano alla mezza età?
Come per la massa muscolare, nessuno sa veramente che aspetto abbia un declino
“naturale” del testosterone nella specie umana.  Sappiamo di perdere massa musco-
lare con l’avanzare dell’età, ma quanta di questa perdita è attribuibile al processo di
invecchiamento stesso (calo del testosterone incluso) e quanto al fatto che gli uomini
di mezza età trascorrono meno tempo in palestra e più tempo a casa?
Il calo (o il crollo) del testosterone che si sperimenta invecchiando può certamente
peggiorare l’aumento di grasso e la perdita muscolare, ma non tanto quanto i cambia-
menti delle abitudini.  Gli anziani, in particolare le femmine, hanno sostanzialmente
meno probabilità di soddisfare i livelli di attività fisica raccomandati rispetto ad altri adulti.
Che gli anziani abbiano meno probabilità di fare abbastanza esercizio rispetto agli
altri adulti non significa, ahimè, che l’adulto medio di mezza età si alleni abbastan-
za. Tra orari di lavoro prolungati e altre responsabilità, come l’educazione dei figli, è
fin troppo facile trascurare la dieta e l’esercizio fisico.
Una dieta più sana nella mezza età si traduce in meno problemi di salute nella
vecchiaia. E più esercizio nella mezza età si traduce in meno sarcopenia (perdita mu-
scolare legata all’età) nella vecchiaia.
Inoltre, anche se all’inizio ho detto che quasi il 40% degli uomini di età superiore ai
45 anni potrebbe avere un basso T, sembra che solo circa il 10% degli uomini presen-
ta sintomi di bassi livelli di T.

10%
Stima uomini con sintomi
di testosterone basso.

40%
Stima uomini con
testosterone basso.

Figura 7.3  Testosterone negli uomini sopra i 45 anni.

Quindi c’è una discrepanza: alcuni uomini con bassi livelli di T hanno sintomi, mentre
altri si sentono bene o addirittura super in forma. Inoltre, quando si prescrive testosterone
a uomini anziani con livelli di T bassi-normali, i loro sintomi spesso non cambiano. Ciò
conferma un’osservazione precedente che abbiamo fatto, ovvero che ci si può sentire fuori
forma e avere un T basso senza che i due fattori siano legati in modo causale.

18 anni 30 anni 40 anni 65 anni


Picco di testosterone Testosterone in declino Molti uomini iniziano Molto più della metà degli
di 1-2% all’anno a preoccuparsi uomini ha livelli bassi di
testosterone

Figura 7.4  Il testosterone diminuisce con l’età.

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Come aumentare i livelli di testosterone?

Aumentare il testosterone  può  cambiare le regole del  gioco per alcune persone
(maschi  e  femmine).  Ma dovremmo prima chiederci: perché il  testosterone è bas-
so? Cos’altro potrebbe succedere?
Dieta e testosterone sono collegati in molti modi, ma principalmente in due aspetti.
In primo luogo, le diete molto povere di calorie riducono il testosterone nel tempo. C’è
anche una relazione tra assunzione di grassi e testosterone, anche se è molto più im-
portante l’apporto calorico. In secondo luogo, essere sovrappeso o avere elevati livelli
di grasso addominale può portare a un circolo vizioso:

1. Il grasso corporeo extra porta a un peggioramento della salute metabolica, ed


entrambe queste condizioni portano a un abbassamento del testosterone.
2. Se il tuo livello di testosterone più basso ti fa sentire fuori forma, hai maggiori
probabilità di mangiare, di essere sotto stress, e meno probabilità di fare eser-
cizio fisico (o di allenarti bene).
3. Più stress, più cibo e meno esercizio fisico sono una ricetta per l’aumento di
peso, che ci riporta al punto 1 e così a un circolo vizioso.

Il testosterone può anche ridursi se non si dorme abbastanza, se si è troppo stres-


sati, o anche se ci si allena troppo (in realtà non è “l’eccesso di allenamento” in sé il
problema, ma la combo che si viene a creare in persone che si allenano tanto e non re-
cuperano abbastanza, perché magari dormono poco e perché mangiano troppo poco).
Altri fattori negativi vanno dall’alcol al bisfenolo A (BPA, una sostanza chimica che
si trova nelle bottiglie d’acqua e in alcuni oggetti da cucina). Nel corso dei millenni,
molti materiali diversi sono stati utilizzati per contenere bevande e cibi. Vetro o me-
tallo, legno o pelle di animale: ogni materiale ha i suoi pro ma anche i suoi svantaggi,
dall’essere fragile all’essere suscettibile di alterare il gusto di ciò che tocca.
Per decenni, a partire dagli anni ‘60, la plastica prodotta con bisfenolo A (BPA) è stata
considerata il materiale ideale: leggero, resistente e con meno probabilità di altre pla-
stiche di assorbire gli odori e diventare maleodorante. Da allora, tuttavia, è stato dimo-
strato che il BPA interagisce con i recettori degli estrogeni e quindi potenzialmente cau-
sa una pletora di effetti avversi in feti, neonati, bambini e adulti (di entrambi i sessi).
Allenamento eccessivo

Aumento Testosterone
Alimentazione cortisolo più basso
O OH

Esercizio
HO OH
H

H H
O

Non abbastanza esercizio


Eccesso Eccesso di Testosterone
di grasso estrogeno basso
Esercizio OH

Alimentazione
H

H H
HO

Figura 7.5  Effetti del volume di allenamento e dell’apporto calorico sui livelli di
testosterone.

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Mangiare cibi in scatola (come zuppe o frutta in scatola) può esporci al BPA. E men-
tre il BPA è usato raramente ora per fare bottiglie di plastica, molte bottiglie di plastica
pubblicizzate come prive di BPA possono ancora rilasciare sostanze chimiche estroge-
niche. Queste esposizioni non aumenteranno necessariamente i livelli di testosterone,
ma esistono diverse alternative, come bottiglie di vetro o di metallo, e usare meno
plastica è generalmente una buona idea.

Pesticidi, fertilizzanti
BPA Possibile ma non c’è abbastanza ricerca
Effetto definito
Sostanze chimiche nella carne
Possibile ma non c’è abbastanza ricerca
Ftalati
Sostanze chimiche in acqua
Effetto definito
Possibile ma non c’è abbastanza ricerca

Figura 7.6  Fattori ambientali.

Non bisogna pensare di dover prendere il testosterone su prescrizione per sentirsi


meglio. Per alcuni uomini, sì, questa sarà l’unica opzione che funziona realmente; ma
per molti altri, un cambiamento nelle abitudini causerà l’effetto desiderato. E per altri
ancora, il testosterone non è nemmeno la causa per come si sentono. Ci sono molti
motivi – non correlata ai livelli di testosterone – per cui una persona potrebbe sentirsi
affaticata, o avere una libido bassa.

Stile di vita, dieta e testosterone

La mancanza di sonno causa numerosi problemi di salute. In particolare, può dimi-


nuire la produzione di testosterone e facilitare l’aumento del grasso corporeo (e l’au-
mento di grasso stesso può compromettere la produzione di testosterone). Avere un
sonno di qualità sufficiente aiuterà a sostenere livelli di testosterone sani.
L’allenamento con i pesi può aumentare temporaneamente i livelli di testosterone
per 15-30 minuti dopo l’esercizio, ma questo è solo un effetto in acuto, e poco signi-
ficativo. L’esercizio fisico può però migliorare indirettamente i livelli di testosterone,
in quanto può favorire la produzione di testosterone a lungo termine migliorando la
composizione corporea e riducendo la resistenza all’insulina.
L’aumento di grasso e l’aumento associato del rischio di malattie croniche, come le
malattie cardiovascolari e il diabete di tipo 2, sono fortemente legati alla diminuzione
del testosterone, in particolare negli uomini di mezza età e negli anziani. Se si aumen-
ta di peso (grasso), la produzione di testosterone diminuisce. Fortunatamente, se si
perde peso, la produzione di testosterone torna ad aumentare.
Una metanalisi di 24 RCT ha esaminato la perdita di peso causata dalla dieta o dalla
chirurgia bariatrica. Negli studi sulla dieta, la perdita di peso media del 9,8% era col-
legata a un aumento del testosterone di 2,9 nmol/l (84 ng/dl). Negli studi di chirurgia
bariatrica, la perdita di peso media del 32% è stata collegata a un aumento del testo-
sterone di 8,7 nmol/l (251 ng/dl). Non è necessario perdere enormi quantità di peso

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per vedere un aumento dei livelli di testosterone: una perdita di peso del 5% può già
aumentare il testosterone totale di 2 nmol/l (58 ng/dl).
14
Aumento totale di testosterone nmol/L

12

10

0
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45

Perdita del peso % del totale

Figura 7.7  Effetto della perdita di peso sui livelli di testosterone.

I dati scientifici attualmente disponibili riconoscono che l’apporto di grassi, sebbe-


ne di secondaria importanza rispetto all’apporto calorico totale, ha un’influenza rile-
vante sulle concentrazioni di alcuni ormoni anabolici che possono essere importanti
per il mantenimento di una buona composizione corporea (e una buona salute), come
il testosterone.
Nello specifico, la riduzione della percentuale di grassi in due diete isocaloriche, dal
40% al 20% circa, ha portato a riduzioni significative, seppur modeste, dei livelli di te-
stosterone. Nel caso di individui sportivi che sono sottoposti a una restrizione calorica
tale da non poter mantenere un apporto raccomandato di grassi (0,8-1,5 g/kg di peso
corporeo o circa 30% dell’apporto calorico totale, quando parliamo di dieta normoca-
lorica), potrebbe essere un’alternativa attenuare il calo del testosterone aumentando il
consumo di grassi saturi.
Permettetemi di chiarire tale suggerimento: in questo caso, l’assunzione di qualche
grammo in più di grassi saturi trova validità perché trova contesto in una dieta ipo-
calorica, per soggetti fisicamente attivi, che tra l’altro assumono una quantità ridotta
di grassi con la dieta. Per questo motivo, un aumento modesto dei grassi saturi non
risulta dannoso né pericoloso, come invece potrebbe essere (e si raccomanda di te-
nere sotto controllo) nei casi di diete normocaloriche o ipercaloriche che prevedono
un apporto di circa il 30% di grassi saturi, peraltro per la popolazione generale che è
diffusamente sovrappeso e/o sedentaria.
Ad ogni modo, come già detto, la composizione corporea di base e la restrizione ca-

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lorica generalmente svolgono un ruolo maggiore nell’influenzare i livelli di testostero-


ne rispetto alla sola assunzione di grassi. Infatti, sappiamo che durante la restrizione
calorica (o periodi di digiuno) vi è una fisiologica riduzione dei livelli di testosterone.
Come se non bastasse, la perdita di peso stessa ha un ruolo nell’influenzare le con-
centrazioni di testosterone, e questo a prescindere dall’assunzione di grassi (maggiore
o minore).

Riepilogando, sebbene la raccomandazione generale per l’assunzione


ottimale di grassi per gli sportivi sia di circa il 30% delle calorie (range
15-30%), così da ottimizzare i livelli di testosterone, in alcuni casi questa
assunzione potrebbe non essere possibile nel contesto della restrizione
calorica senza compromettere l’assunzione adeguata di proteine ​​o
carboidrati. Pertanto, in questi casi, un apporto di grassi che si situa intorno
all’estremo inferiore del range (15-20%) che è stato precedentemente
raccomandato specificamente per i culturisti professionisti, può essere un
compromesso.

Integrazione

Integratori principali

Vitamina D Zinco

Vitamina D

Poiché la vitamina D gioca un ruolo nella regolazione della produzione di testoste-


rone (T), sembra logico che il mantenimento di adeguati livelli di D possa aiutare a ga-
rantire adeguati livelli di T. Tuttavia, l’effetto sembra essere abbastanza modesto. Di-
versi studi su maschi con livelli di vitamina D insufficienti (<20 ng/ml/<50 nmol/l)
hanno mostrato che una dose giornaliera media di 3.000 UI (75 μg) supplementare di
D3 non ha aumentato i livelli di T o, al massimo, li ha aumentati di 1,15 nmol/l (33,17
ng/dl). Allo stesso modo, l’integrazione di D3  ha  avuto un effetto minimo o nullo
sul testosterone libero e sulla globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG) nelle perso-
ne con livelli di vitamina D insufficienti.
La maggior parte delle donne con  sindrome dell’ovaio policistico  (PCOS) ha livelli
elevati di ormoni androgeni, tra cui testosterone (T), testosterone libero, deidroepian-
drosterone  (DHEA) e DHEA solfato (DHEAS). Questi livelli elevati possono causare la
crescita dei peli del corpo, riacutizzazioni dell’acne e un tipo di perdita di capelli più

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coerente con la perdita di capelli di tipo maschile rispetto a quella di tipo femminile.
Come per i maschi, la vitamina D svolge un ruolo nella regolazione del testostero-
ne anche nelle femmine. I livelli di T delle femmine adulte variano normalmente tra
0,7 e 2,08 nmol/l (20-60 ng/dl), con i livelli più bassi tipicamente osservati durante la
fase follicolare del ciclo ovarico. I livelli al di sopra di questo intervallo sono un indi-
catore di PCOS.
0 5,2 nmol/L
0,5 0,7 2,08 2,4
Donna
15 20 60 70
Range Range
0 150 ng/dL
basso alto

70 Se risulta sotto 70ng/dL e ci sono 150 Livelli oltre 150 indicano che è
sintomi, discuti con un medico. richiesto un controllo medico urgente.

Figura 7.8  Valutare i livelli di testosterone nelle donne.

In diversi studi randomizzati su donne con PCOS, l’effetto medio della supplemen-


tazione di D3 è stato moderato, con la diminuzione complessiva del testosterone che
va da 0,26 a 0,62 nmol/l (da 7,59 a 17,85 ng/dl in meno). L’effetto è stato maggiore nei
partecipanti che hanno assunto D3 con ulteriori trattamenti farmacologici per la PCOS.

• Farmaci per PCOS + vitamina D: riduzione da  0,29 a 0,76 nmol/l (da 8,36
a 21,92 ng/dl in meno).
• Vitamina D da sola: riduzione da  0,00 a 0,52 nmol/l (da 0,09 a 15,00 ng/dl
in meno).

Inoltre, l’effetto dipende dallo stato iniziale della vitamina D. Le femmine con livelli
basali di vitamina D insufficienti (<20 ng/ml/<50 nmol/l) hanno riscontrato miglio-
ramenti maggiori.

Come integrare la vitamina D

Carente * Inadeguato Adeguato Alto Sconosciuto**

Dose iniziale 50.000 UI 800-2.000 UI - - -


(1.250 μg) (20-50 μg)

1 volta/week finché i livelli


6-8 weeks non sono
adeguati

Dose di 400-1.000 UI 400-1.000 UI 400-600 UI - 400 UI


mantenimento (20-25 μg) (20-25 μg) (10-15 μg) (10 μg)

1 volta/giorno 1 volta/giorno 1 volta/giorno 1 volta/giorno

Tabella 7.1   Riepilogo delle raccomandazioni di dosaggio della vitamina D.

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Zinco

Lo zinco, un minerale importante per la salute generale e presente in molti alimenti,


è spesso commercializzato come stimolante del testosterone. Come con il magnesio,
tuttavia, l’integrazione di zinco può aiutare solo quando bassi livelli di testosterone
sono collegati a una carenza di zinco. Se il corpo ha abbastanza zinco, prenderne di
più non gioverà a nulla.
Al contrario, nel tempo, alte dosi di zinco possono irritare il tratto gastrointestina-
le. Possono anche causare una carenza di rame, poiché lo zinco avvia il processo di
creazione della metallotioneina, una proteina che lega lo zinco ma anche altri metalli,
in particolare il rame; i metalli legati poi lasciano il corpo come prodotti di scarto. Inol-
tre, dosi più elevate di zinco possono danneggiare il fegato e i reni, quindi le dosi che
indicherò (fino a 40 mg al giorno) considerano anche la protezione da questi rischi.

Intake basso Intake adeguato Intake alto


Testosterone basso, Testosterone normale, Disturbi gastrointestinali,
funzione immunitaria funzione immunitaria danni al fegato, danno ai
alterata, diarrea. normale, crescita normale. reni, carenza di rame.

Figura 7.9  Effetti dei livelli di zinco bassi, adeguati e alti.

Come integrare lo zinco

In caso di carenza o grave carenza, sarà necessario un intervento sotto supervisione


medica. Non iniziare ad assumere integratori senza prima parlarne con il medico. Gli
interventi medici comuni includono l’assunzione di una dose orale a breve termine di
1-2 mg/kg/die di zinco elementare; per una grave carenza, può essere utilizzata una
dose orale a breve termine di 3 mg/kg/die. 
In caso di lieve carenza, 30-40 mg al giorno di zinco elementare per 2-4 settimane pos-
sono portare i livelli di zinco alla normalità, a quel punto 10-20 mg/die possono essere
sufficienti per il mantenimento. Nelle persone all’estremità inferiore del range norma-
le (12,9-16,7 µmoI/l, 84-109 mcg/dL), 5-20 mg/die di zinco elementare possono aiutare
a mantenere livelli normali. Nelle persone all’estremità superiore del range normale (18,6-
24,3 µmoI/l, 121,5-159 mcg/dL), potrebbe non essere necessario un supplemento di zinco,
ma assumere 5 mg/die di zinco elementare può aiutare a mantenere livelli normali.
In caso di intossicazione (che può causare gravi effetti avversi), non integrare con
lo zinco, interrompere l’uso di eventuali integratori contenenti zinco e consultare il
proprio medico. Effetti maggiori sono più probabili quando i livelli basali di zinco
e testosterone sono più bassi. Il solfato e il gluconato di zinco  sono le forme di integra-
zione orale più ricercate e preferite. Il citrato di zinco sembra avere un assorbimento
paragonabile al gluconato, mentre l’ossido di zinco è assorbito meno bene.
Lo zinco picolinato e il bis-glicinato possono avere tassi di assorbimento maggiori
del gluconato, ma sono necessarie ulteriori ricerche. L’assorbimento di zinco può es-
sere ridotto se consumato con cibi ricchi di fitati, ovvero cereali, legumi, semi e frutta
secca. Se si hanno sintomi gastrointestinali nell’assumere zinco a stomaco vuoto, allo-
ra è bene integrarlo con cibi a basso contenuto di fitati.

380 | Capitolo 7

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