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Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei

Sistemi

Corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e


Sportive

Teoria dell’Allenamento

Matteo Romanazzi, PhD

La resistenza

Matteo Romanazzi

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Definizione

La resistenza è la capacità
psico-fisica di opporsi
all’affaticamento di
qualsiasi genere.
(Weineck, 2001)

Matteo Romanazzi

Classificazione

Esistono diversi tipi di fatica:

1. Psicologica (soluzione di un problema;


resilienza)
2. Sensoriale (stress analizzatori e/o
recettori)
3. Emozionale (condizioni emotive intense)
4. Organico (energetico, neuro-muscolare,
osteo-articolare)
Matteo Romanazzi

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Fatica ed esercizio
 Fatica = incapacità di mantenere una
determinata intensità di esercizio o
potenza meccanica
 Reversibile con recupero (riposo)
 Raramente si osservano condizioni di
complete affaticamento (minimo livello di
energia disponibile))
 Caratterizzata da riduzione di forza e/o velocità
ed un basso livello di eccitabilità della fibra
muscolare
 Effetto maggiore nei soggetti non allenati
rispetto ad allenati sia ad intensità di
sforzo relative che assolute.
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Tipologie di fatica

 Esistono due cause principali di fatica:


 Centrale – coinvolge il SNC. Fattori psicologici e
motivazione (la forza di contrazione ritorna a
livelli normali con stimolazioni esterne della
muscolatura), >BCCA, <citochine e ipertermia
possono essere le cause.
 Periferica- SNP e muscoli. Esaurimento scorte
energetiche (glicogeno, PC, ATP), accumolo di
metabolite (H+, Ca++, Pi), eccitamento/contrazione,
desensibilizzazione della giunzione
neuromuscolare.

Classificazione della resistenza

 Resistenza generale o di base


 riguarda la capacità di svolgere un compito motorio in cui è richiesto il
coinvolgimento di un gran numero di muscoli, dei sistemi cardiocircolatorio e
respiratorio (corsa di lunga durata, nuoto, canottaggio);

 Indipendente dalle abilità richieste dalla attività praticata

 Resistenza locale o speciale:


 è necessaria quando sono sollecitati solo alcuni gruppi muscolari (<1/6 del
totale) e il SNC (tiro con l’arco, esercizi con sovraccarichi);

 è specifica per un determinato sport o movimento

 Resistenza dinamica

 Resistenza statica

Matteo Romanazzi

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Resistenza e altre capacità
condizionali

Keul, 1975; Harre, 1976.


Matteo Romanazzi

Classificazione
(energia)
Resistenza aerobica

Quando viene utilizzato l'ossigeno nei meccanismi energetici muscolari. È


la forma più economica di lavoro di cui l'organismo umano dispone.
Durante attività di tipo aerobico, l'organismo raggiunge una condizione di
equilibrio tra la quantità di ossigeno assunto attraverso le vie respiratorie e
l'ossigeno consumato per la contrazione muscolare. Questa condizione di
equilibrio si chiama steady-state. La resistenza aerobica è caratterizza da
attività di lunga durata ad intensità modesta o moderata.

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Classificazione
(energia)

Resistenza anaerobica lattacida

Quando superiamo la condizione di equilibrio e cominciamo a consumare in


parte o del tutto l'ossigeno disponibile, per esempio in seguito a uno sforzo
improvviso, facciamo affidamento sulla resistenza anaerobica, cioè sulla
capacità di resistere alla fatica senza l'utilizzo dell'ossigeno nei meccanismi
energetici muscolari. Questo meccanismo produce energia, ma genera anche una
sostanza detta acido lattico che determina affaticamento e ci costringe a
fermarci per recuperare. La resistenza anaerobica è caratterizza quindi da
un’attività di media e breve durata con intensità elevata (corsa di mezzofondo).

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Classificazione
(energia)

Resistenza anaerobica alattacida

Per la realizzazione di attività fisiche di grande intensità e brevissima durata, e


nelle fasi iniziali di qualsiasi attività fisica intensa, si ricorre alla demolizione di
piccole quantità di ATP e di creatinfosfato (PC) disponibili nei muscoli.
Questo terzo meccanismo è detto anaerobico alattacido, in quanto non richiede
ossigeno e non produce acido lattico.

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Resistenza cardio-respiratoria
(resistenza generale)

Capacità dei sistemi cardio-circolatorio e


respiratorio di trasportare ossigeno ai vari
distretti corporei.

CONSUMO – TRASPORTO - OSSIDAZIONE


Non allenato Allenato

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Effetti fisiologici dell’allenamento
cardio-respiratorio
INCREMENTA: RIDUCE:
 Ilflusso muscolare e  Il VO2 miocardico
l’estrazione di O2
 La FC e la PA a riposo
 Il rilascio dell’ CO2 e durante sforzo
 La capacità  La produzione
aerobica muscolare di acido
lattico
 La soglia ischemica
 La trigliceridemia
 La capacità lavorativa
 L’aggregabilità
 Il colesterolo HDL piastrinica
 La produzione di
catecolamine

RISPOSTA FUNZIONALE

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RISPOSTA FUNZIONALE
5’ di esercizio

Matteo Romanazzi

STEADY STATE

EPOC

EPOC = Excess Postexercise Oxygen Consumption (Consumo di ossigeno in eccesso)


Matteo Romanazzi

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Steady state e potenza

Matteo Romanazzi

.
Massima Assunzione di Ossigeno
(VO2max)
w Limite massimo di assunzione
di ossigeno

w Buon indicatore della


potenza aerobica e livello
di allenamento e dello
stato di salute del sist.
Cardio-respiratorio

w Di solito espresso in O2
consumato per kg di peso
corporeo (ml/kg/min)

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UNITA’ DI MISURA

 VO2= volume ossigeno consumato


 lt/min
 ml/kg/min
 MET = equivalente metabolico
1 MET = 3,5 ml/kg/min = 1 Kcal/Kg/min
 Kcal = chilocaloria
1 ltO2/min = 5 Kcal
 W= watt
1 W = 0,0143 Kcal/min = 6 kgm

SOGLIA METABOLICA
In base all’intensità dell’esercizio possono essere
identificati due diversi “domini” AEROBICO E
ANAEROBICO e la transizione tra i due definita come
“soglia metabolica”. Il parametro identificativo è
rappresentato dalla produzione / accumulo di acido
lattico.

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OBLA =

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FREQUENZA CARDIACA
MASSIMA
Rilevazione diretta: FC max_reale

FC max_teorica
 220 – età (Cooper)
 208 – (0,7 x età) (Tanaka)

FC max_di riserva
(220 – età) – FC riposo (Karvonen)

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INTENSITA’
FREQUENZA CARDIACA ALLENANTE

• FCall = FCmax x %

• Fcall = (Fcmax ris x %) + Fcrip

SOGLIE D’INTENSITA’
ALLENANTI
FC

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Comparazione dei 3 metodi di
classificazione dell’intensità
Intensità relativa (%)

. Livello
VO2max o di sforzo
FCmax FC riserva percepito RPE intensità

< 35% < 30% <9 Molto legg.


35-59% 30-49% 10-11 Leggero
60-79% 50-74% 12-13 Medio
80-89% 75-84% 14-16 Pesante
 90%  85% > 16 Molto pes.
Adattato da Pollock and Wilmore (1990).

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