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Wozzeck invenzione su una nota SCENA SECONDA DEL TERZO ATTO: il SI che proviene dalla scena

precedente e sulla nota Si conclude anche il secondo atto, sarà in rilievo nella quarta scena del terzo atto, e
nella quarta scena del secondo atto il si è tenuto a lungo per risolvere sul do. Questo è elementi di ciclicità
del ritorno di motivi nell’opera. La nota Siattraversa tutti i timbri e i registri. La troviamo all’inizio
all’estremo più grave dell’orchestra. A b.80 passa allo stremo superiore e rimane come pedale superiore.
Poi passa in un registro più centrale e si mantiene. Poi ripassa in un registro più grave a b.85 viene
riproposta in glissando e in vari registri e timbri e abbiamo un piccolo commento strumentale in riferimento
alle parole del Wozzeck. Poi attraversa tutti i registri e si ferma poi di nuovo in un registro acuto a b.90, poi
scende a b.91 in un registro intermedio. Ritroviamo anche le lettere H per voce principale N per voce
secondaria. A b.96 il testo dice “la luna sale, sorge”. La nota si di nuovo in un registro acuto e il modo in cui
sorge la luna è rappresentato secondo una tradizione da una linea ascendente, riordinando le note che
questo profilo tocca si arriva ad una scala cromatica. Confronto con Handel della sinfonia di ARIODANTE,
anche se non pens che Berg sapev a Handel. Anche qua il sorgere della luna e il levarsi del sipario viene
rappresentato con una linea ascendente fino al mi sovracuto. Berg continua ad usare il pedale superiore e
Maria lo dice anche a parole comunque sia il significato in orchestra insomm. Maria appunto dice che è di
colore rosso, Wozzeck dice “come il sangue” e si arriva al momento in cui la uccide. Quando lei grida “Hilfe”
è il momento in cui le mette il coltello in gola, rappresentato appunto dalla nota SI. Berg diceva ai registi
che bastava un colpo di coltello, non 6 come nel fatto di cronaca realmente accaduto. Sulla morte in scena
c’erano stati problemi a lungo di decoro, per il fatto del sangue in scena, già era scandalosa, almeno sul
piano della vista si sparagnava qualcosa, ma comunque viene uccisa in scena. Quello che segue è soltanto
un interludio strumentale che accompagnano la morte di Maria fino alla fine in pratica, la musica
accompagna i vari movimenti della morte, fino al momento culminante. In quegli istanti passano avanti agli
occhi di Maria i momenti principali della sua vita. Scorrono le immagini attraverso le reminiscenze musicali.
Come la figura lamentosa che contraddistingue Maria nella terza scena del primo anno. Terza discendente
con semitono discendente. Bb.105. in mezzo, alla bb.104 abbiamo ai legni un ritmo di siciliana con la nota
di volta. Poi c’è il motivo dei gioielli, nella prima scena del secondo atto, quando Maria si specchia con gli
orecchini del TamburMaggiore. Ci portava a questo momento culminante il si ribattuto delle percussioni,
fino alla morte di Maria, su un intervallo di quinta vuota che è sia legata all’idea dell’accordatura sia all’idea
della morte. Lo scheletro che suona il violino, come nel racconto di Wagner. Nella terza scena del primo
atto Maria si perde nei suoi pensieri dopo essersi presa cura del bambino, in questi momenti c’è
l’intervento strumentale che può durare anche minuti. Predizione di morte, per la presenza della quinta
vuota, legando il primo al terzo atto dal punto di vista dei motivi musicali. Si mantiene la nota SI, cade la
tela e abbiamo una notevole enfasi sulla nota si, dal pianissimo al forte di tutta l’orchestra tranne che le
percussioni. Un accordo di 6 note, un ritmo come voce principale e dopo una pausa troviamo la ripresa ecc.
per sfociare sulla nota DO nella scena successiva, come avviene nella quarta scena del secondo atto. La
morte di Maria attraverso a questo punto è collegata alla morte di Wozzeck, che è una variazione sullo
stesso accordo di 6 note. Appunto il ritmo citato prima è lo stesso che troviamo nella scena successiva,
l’invenzione sul ritmo appunto. Ponte tra scena tre e scena quarta in pratica.

CONCERTO PER VIOLINO BERG: composizione dodecafonica. Dal concerto per violino composto per
Schumberg scrive composizioni dodecafoniche. Anche l’Alulu come opera teatrale è dodecafonica. Mentre
il Wozzeck non è un’opera a numeri, è atonale. Il concerto per violino viene commissionato da un
famosissimo violinista. Krassner, inizialmente Berg è restio, ma per i soldi questo ed altro. 4 movimento,
divisi in 1 e 2 e poi 3 e 4. I movimenti centrali sono più veloci, i movimenti estremi sono più lenti. Berg ha
l’esempio di alcune sinfonie di Mahler. Così anche il fatto di porre i movimenti veloci al centro e i lenti agli
estremi è preso dalla nona di Mahler. È una composizione seriale, la serie su cui si basa fu rimproverata a
Berg perché tiene insieme sia il linguaggio tonale che quello atonale. VEDI DIAPOSITIVE. Triadi di accordi
maggiori e minori, sulle note delle corde del violino. È tutto voluto. Ha un concetto della forma ferreo,
figurati se fa errori formali. Non c’è mai un rifiuto della tradizione, ma qui viene creata una sintesi dal punto
di vista delle altezze tra metodo seriale e tonale. Il dedicatario del concerto per violino è una giovane figlia
di Alva Mahler e del suo secondo matrimonio. Morì con la poliomelite a 19 anni. Vista l’amicizia tra Berg e
la vedova e quindi nella descrizione la dedica alla giovane scomparsa prematuramente. Gli studiosi ne
hanno visti un Requiem per sè stesso perché poco tempo dopo morì anche lui. L’ultima opera di un autore
viene considerato proprio Requiem, come aneddoto. Come quello di Mozart lo stesso. In realtà fu Cherubini
a scrivere un requiem per sé stesso. Tiene insieme i due linguaggi, questo può essere un’idea di sintesi del
passato e presente oppure può essere legato appunto al passaggio dalla vita alla morte e quindi la fusione
delle 2 tradizioni. Si rifà a Bach con il tritono che l’inizio di una cantata di Bach in una composizione che
parla proprio del passaggio dalla vita alla morte. Quello di Bach è un linguaggio tonale e quindi si arriva a
una sintesi tra un linguaggio tonale e seriale. Il tritono per Bach probabilmente significava il passaggio tra la
vita terrena e la vita eterna, nel corale conclusivo della composizione di Bach. (vedi diapositive). La serie
viene presentata fin da subito nel primo movimento che è in forma A B A’, A’ è una sorta di retrogrado. La
sezione A e B sono strofiche. 4 strofe legate tra 1 e 3 e poi 2 e 4. Poiché la serie è fondata sulle corde del
violino abbiamo all’inizio la presentazione delle quinte vuote che la compongono. C’è il dubbio all’inizio se
stessero accordando oppure suonando già il concerto. Nel momento in cui comincia il primo movimento
vero e proprio, abbiamo la serie presentata in verticale e poi presentata in orizzontale dal violino solista. La
stessa cosa fa per l’inversione della serie, prima in verticale dall’orchestra e poi in orizzontale dal violino
solista. Nell’ultimo movimento succede che in partitura abbiamo un’indicazione diversa con le lettere C e H;
C sta per corale, abbiamo il corale di Bach trasportate, ma con la stessa tessitura armonica. La melodia è
quella, che viene prima presentata dal violino solista e poi vengono presentati dai clarinetti e Berg scrive
nell’armonizzazione di Bach. In una scrittura dodecafonica abbiamo l’innesto del corale tonale così come
l’aveva pensato Bach, i clarinetti dovevano corrispondere al suono dell’organo. Questo appunto è il
principio della sintesi tra vita terrena e vita eterna. In più ci sono le due variazioni classiche di Bach nei
corali, anch’esse presenti in questo concerto.