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CONTINUAZIONE BERIO. TERZO MOVIMENTO PRIME PAGINE.

LE PRIME battute si rifanno a Mahler con


l’inizio della quarte, con le quinte vuote e l’acciaccature comune anche alla seconda sinfonia, così come
anche nel testo stesso dopo viene detto (vedi freccia). Rosa pallido è una citazione dei 5 pezzi per orchestra
di Schumberg e si intitola PERIPEZIA, è il quarto. Infatti le voci dicono il titolo del pezzo. Dopo c’è una
citazione a l’amere di debussie in giallo (tema dell’acqua). A una battuta prima di A inizia con la figura di
semicrome che appartiene ancora all’introduzione di Mahler, così come le acciaccature e il movimento dei
fagotti e il movimento dei timpani. Dopo c’è l’inizio del tema principale tra quarta e seconda sinfonia. Da
qui si riconosce il tema dell’acqua in Mahler, viene mantenuta la melodia e anche la struttura armonica del
motivo. Il solfeggio delle voci è sempre sul motivo di Mahler. Il colore rosa è quello di Schumberg con
Peripezia di nuovo, invece il viola è la musica da camera di Indmit, viene citata ma non proprio l’inizio. Alla
pagina successiva il testo dice “niente di più riposante della musica da camera”. Abbiamo di nuvo Mahler,
poi la musica da camera di nuovo, Mahler, Debussie, indemit e l’accompagnamento sempre della seconda
di Mahler, anche con la cadenza frigia Reb-Do, con il secondo grado abbassato. Poi si alternano sempre.
Fino a B dove aggiunge i Cluster. Ogni volta che usa nel testo Keep going continua Mahler. All’inizio c’è il
concerto per violino di Berg e di Brahms. FINEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

L’OPERA DELL’800

Due forme in particolare, che nel tardo settecento prenderanno il nome di NUMERO. Sono parti chiuse,
numerate in partiture, perciò questo nome. Esempi sono l’aria, duetti, terzetti, quartetti ecc. fino a numeri
di personaggi più ampi, di solito all’inizio come introduzione oppure alla fine di un atto, come FINALE
appunto, ma non va confuso con la conclusione, è un termine tecnico che ha caratteristiche precise. Oltre
alla numerazione dei brani chiusi, anche i recitativi accompagnati venivano numerati. Il recitativo è
composto da versi sciolti, senza strofe né rime e sono brani aperti dal punto di vista della poesia, alternanza
di endecasillabi e settenari. Grado congiunto, senza abbellimenti, ripetizioni, neanche di parole.
L’accompagnamento può essere di due tipi: RECITATIVO SEMPLICE con il basso continuo degli strumenti.
RECITATIVO OBBLIGATO O ACCOMPAGNATO è di solito numerato e appunto l’orchestra declama il testo
degli attori. Verso la fine del 700, inizi 800 le grandi arie sono organizzate in 2 parti, una lenta e una veloce.
Il passaggio da una all’altre è dato dalla presenza di un avversativo. O slittamento di avvenimento oppure
un avvenimento opposto va a delineare il passaggio dalla parte lenta a quella veloce. La forma che
caratterizza ciò è il Rondò in due tempi. Ha una struttura in 2 parti, una lenta in ABA, quella veloce ha una
melodia di ritornello alternata ad episodi.

CHERUBINI 1760-1842: operà comique a salvataggio Lodoiska. SECONDO ATTO. Contiene appunto il dialogo
parlato tra il protagonista e la dama di compagnia e l’inserto musicale. Abbiamo il recitativo accompagnato
dall’orchestra con un commento per mettere in rilievo ciò che viene detto, con passaggi, accordi o anche
tremoli. Segue l’aria che comincia con un larghetto, la struttura è ABA e poi si passa all’allegro con diversa
orchestrazione e diversa tonalità. È soltanto un cambiamento psicologico e il sintomo di ciò è l’uso
dell’avversativo “MA”. Appunto di salvataggio perché il protagonista riesce dopo molte avversità a salvare.
Come nel Siderio di Beethoven, hanno molti tratti in comune. Lei è prigioniera e quindi non si torva in uno
stato pacifico e questo è il motivo per cui cambia andamento ecc. però alla fine l’amante riesce a salvare
l’amata. Lentamente resta sempre la parte lenta e veloce, ma il motivo di passaggio inizia ad essere un
colpo di scena esterno tra le due parti. Può essere un personaggio, una marcia, qualsiasi cosa. Questo
nell’800. Recitativo prende il nome di scena o tempo di attacco, cantabile è la parte lenta dell’aria, sezione
di mezzo oppure tempo di mezzo (quando c’è l’imprevisto) e poi c’è la Cabaletta che è la parte più veloce
dell’aria. Nel 700 l’entrata era l’entrata nelle quinte e l’uscita appunto uscire sul palcoscenico.
Nell’ottocento è come per noi oggi. “Scena” è l’apparato scenico, l’unità in cui si dividono gli atti, di solito
erano 2 o 3. Ciascun atto è suddiviso in scene che serve a chiarire il testo, quando cambia scena cambiano i
personaggi sul palcoscenico.