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EBRO DI LUNA dal Pierrot Luneire. È il primo dei brani che incontriamo nella raccolta, la prima poesia.

Questo per i motivi musicali, un motivo infatti risulta ciclico. Poi per il fatto che all’inizio della terza strofa
abbiamo l’emergere del poeta, probabilmente Pierrot lunaire. Un ulteriore motivo musicale può essere
l’organizzazione chiara dell’intonazione rispetto al testo. Fedele alla forma originaria al rondello della
poesia. Rende chiara la presenza di un ritornello, abbiamo battute strumentali che servono da articolazioni
tra le strofe, 3 strofe. Chiaro è anche il passaggio tra i versi e la strofa e viceversa. È la poesia che più si
adatta ad iniziare la raccolta. Per il compositore i diesis coincidono con i bemolli. Gli sarà rimproverato di
essere troppo conservatore. Modifica il parametro delle altezze. I legami con la tradizione sono molto forti
nella musica di Vienna. C’è l’uso di forme antiche rielaborate, come la passacaglia in Nacht.

Dal punto di vista del testo, il quarto verso è più breve degli altri. Si presenta il tema di Pierrot.

Il numero 6 si intitola Madonna, fanno riferimento alle sofferenze di Maria, che di solito nella tradizione
erano 7.

Ritorna ogni volta che il testo ripete il tema iniziale e alla fine dove ritorna il verso di ritornello e nel
postludio. Passa tra vari strumenti, in particolare pianoforte e flauto. Alcune battute strumentali sono in
mezzo tra le strofe. Alternanza di metro quando inizia il canto, 2/4 e 3/4 che si alternano, per allargare,
funziona per la conclusione del secondo verso, e quindi del ritornello, anche attraverso la dinamica. Il
raporto testo-musica è molto stretto. Il verso più breve (di tre piedi) viene allungato in musica, non si nota
la differenza con gli altri, con la nota lunga sulla parola STILLEN in ¾. Quand il testo dice “attraversano
innumerevoli onde”. L’effetto del passare sotto le onde e il riemergere è messo in musica nel prima l’uso di
figurazioni discendenti per poi presentare figure ascendenti. Poi c’è il passaggio dei primi 2 versi della
seconda strofa agli altri 2 che sono il ritornello. Si comincia con il ¾ finito in 2/4, non viene ripetuta la
figurazione allargata su voghen. Analizzare dal punto di vista visivo la partitura.

La conclusione della poesia viene intonata. C’è un cortocircuito tra il terzultimo e il penultimo verso.

Fase DODECAFONICA. Capitolo 37. Il compositore parla della dodecafonia o della serialità come metodo.
Alla base di questo metodo c’è la scala cromatica, i 12 semitoni, che da sempre erano usati organizzandoli
nella tonalità. La base del linguaggio è la stessa e non viene messa in discussione. Cambia il metodo della
distribuzione. Viene meno la tonalità. Tutti i 12 semitoni vengono utilizzati e tutti vengono considerati
uguali, senza nessun suono che domina sugli altri. Nessun suono possa essere ripetuto prima che non si
siano sentiti tutti gli altri. Se non c’è scelta dei suoni, resta la scelta del tempo, ma sceglie gli intervalli tra i
vari suoni. Non conta se un suono viene scritto con il bemolle o il diesis, conta la distanza tra toni e
semitoni. 2 segmenti di 3 suoni, o di 4 o 3 segmenti di due suoni, più raramente, tutto a seconda di come
vengono disposti gli intervalli. La serie vale sia orizzontale che verticale. La serie ha 4 forme: originale che si
legge da sinistra a destra; il retrogrado con il percorso inverso; l’inversione con gli intervalli invertiti, se
prima si saliva di terza mo si scende; il retrogrado dell’inversione. 4 forme: 12 semitoni: 48 forme della serie
in totale, non tutte venivano utilizzate, anche perché molte sono equivalenti. La serie può essere un
modello di scala, trasposta su tutti i semitoni, mantenendo gli intervalli originali.

STRUTTURA VARIAZIONI OPERA 31:

Introduzione

Tema

9 variazioni

Finale

Scritte in forme circolari. A(1-2) B (3-4-5-6-7) A(8-9); anche il finale è costruito in una sorta di struttura ad
anello che riporterà all’introduzione.
Si concentra sulla costruzione del tema e la suddivisione in frasi irregolari del tema e sulle figure ritmiche
che lo costituiscono. Poi si concentra sulla valenza del finale, mentre la variazione degli antichi era una
successione di varie variazioni, con la ripetizione alla fine dell’inizio per chiudere; le sue variazioni invece sul
finale raffigurano un panorama che può essere facilmente colto. L’idea di una variazione in sviluppo logico
del discorso musicale nel tempo. In contraddizione con l’uso della struttura ABA ciclica.