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Chopin nasce in Polonia nel 1810 e muore nel 1849: studi, preludi, marzurke, notturi, per piano solo

(molti
brani in una raccolta). Polacco, ma vive a Parigi. Gli avevano insegnato il contrappunto, non l’armonia,
pensare in orizzontale. Melodie lunghe, ammiratore di Bellini. La sua scrittura è tesa e complicata per
quanto riguarda il ritmo e l’armonia, nonché anche dal punto di vista polifonico. Non ci sono titoli nella sua
musica. Chopin come virtuoso didatta e come autore di belle melodie. Il virtuosismo attraversa tutto l’800,
un po’ un paradosso. L’idea è che non sia un virtuosismo fine a sé stesso ma che ci sia comunque un
virtuosismo poetico.

Schumann 1810-1856, nasce e muore in Germania in un manicomio: dic che er matt. Il suo ispiratore era
Jean Paul. Scrive con lo pseudonimo di Florestano (la parte dionisiaca) e Eusebio (la parte apollinea,
riflessiva), si inserisce anche un altro personaggio, maestro Raro come moderatore delle due personalità. È
semplicemente una rappresentazione letteraria, non c’è mai un rapporto tra vita e arte, solo di
consolazione, cioè compromesso, semmai il ribaltamento della vita (compromessi di Freud). Sposa la
pianista più importante: Clara Vich, nonché figlia del suo insegnante. Perde l’uso del mignolo perché si
mette a studiare un meccanismo per suonare, e dic che perciò è matto. Ma forse aveva una malattia e
perciò gli si indebolivano le mani e si inventa il marchingegno. Chopin va a periodi: a volte solo piano, a
volte solo teatro, a volte solo orchestra ecc. però questo è influenzato ovviamente all’impiego pratico che
ha. Nella musica pianistica c’è molta musica con i titoli. Fantasia, sonate e musica sinfonica anche.

Berlioz, 1803-1869, è più grande di età, francese, abita già a Parigi. Non suonava il pianoforte, non aveva
un’elevata educazione musicale. Aveva un approccio letterario, soprattutto per il teatro, i suoi fari sono
Victor Hugo, Shakespeare, cioè il teatro dell’irrazionale, con poche regole. Berlioz rispecchiamento della
vita nell’arte in maniera letteraria. Nel 1830 vince il Prix De Rome, poi lo vincerà De Bussy. Berlioz
trascorrerà dunque un anno in Italia. Arriva in Italia nel 1830, poco dopo scrive la continuazione della
fantastica: l’Elio, voce recitante + accompagnamento di un’orchestra sinfonica, in Italia ha esperienza della
musica di Paganini. Nel 1834 compone l’Aroldo, sinfonia con una parte di viola solista su commissione di
Paganini per dargli un po’ di ossigeno economico. Era sempre in difficoltà economiche perché non
pubblicava le sue opere perché vuole averne l’uso esclusivo per un determinato periodo. Non era abituato
a comporre al pianoforte e poi orchestrare tutte le parti, ma parte direttamente da lì effetto timbrico, ecco
perché non le pubblica subito, ma ogni volta che le esegue cambia in base al contesto (luogo, musicisti
ecc.). scrive infatti anche un manuale di orchestrazione. Dà impulso all’utilizzo del sassofono. Compone
Grand Operà (Melodrammi).

Tramite per arrivare a Liszt (1811), perché ne fa una riduzione per pianoforte. Lui infatti creava molte
riduzioni per pianoforte. Si dedica anche alla fantasia per pianoforte, soprattutto di opere teatrali. Il genere
della fantasia con Liszt acquista una maggiore dignità perché rappresentano il suo punto di vista sulle
opere. (quella del Don Giovanni la più famosa, visto da Liszt). Maggior pianista del suo tempo. Essendo un
esecutore virtuoso fa più campagne di concerti. Concerto ora visto con molte varietà di forme e stili
musicali, del tutto pubblici e nei programmi ecc. sono più vicini al nostro concetto di concerto. Scrive due
volumi per le tournée “anni di pellegrinaggio”, dà una sorta di significato religioso alla vita itinerante da
esecutore. List si ispira quasi al misticismo, soprattutto nei suoi ultimi 20 anni di vita. 2 donne
fondamentalmente sempre presenti nella sua vita, la prima durante i suoi viaggi, la seconda nel 1848
quando accetta l’incarico come maestro di cappella a Weimar, dove resterà una decina di anni. Liszt decide
di rappresentare 2 opere di Wagner che non avranno successo e a seguito Liszt, in conflitto con la corte
lascia l’incarico. Anche perché Liszt convive con una contessa sposata. Nel 1860 List si trasferisce a Roma in
cerca di spiritualità dove prende anche gli ordini minori. L’ultima parte della sua produzione è legata alla
musica sacra. Muore nel 1886 a Bayreuth al teatro di Wagner.

Johannes Brahms, compositore e direttore d'orchestra tedesco, nacque ad Amburgo il 7 maggio 1833.
Suo padre era musicista popolare e suonava diversi strumenti e fu lui a dare al figlio le prime lezioni di
musica. Precocemente attirato da tutti gli strumenti, Brahms rivelò un talento musicale naturale, suonando
in orchestrine locali ad Amburgo e, più avanti, dando lezioni di piano.
Inizialmente dedicato alla professione di direttore d'orchestra, nel tempo Brahmas andò approfondendo lo
studio della composizione sotto la guida di E. Marxsen.
Fondamentali furono per Brahms gli incontri avvenuti nel 1853 con Joachim e Schumann. Il primo,
incontrato a Gottinga durante una tournè e già affermato violinista, lo introdusse nei più influenti circoli
musicali tedeschi. Schumann lo considerò, immediatamente e senza riserve, un genio, e lo indicò sul suo
giornale musicale "Neue Zeitschrift fà¼r Musik" come il musicista del futuro, mentre Brahms da parte sua
considerò Schumann il suo vero maestro restandogli vicino con devozione fino alla morte.
Nel 1857 Brahms tornò ad Amburgo, dove creò e diresse per tre anni un coro femminile; questa attività con
il coro, che continuò alla corte di Detmold e alla Singakademie di Vienna, fu importante per la sua attività di
compositore, che non scrisse mai musica per opere, ma solo per voce e strumenti.
Nel 1862 Brahms soggiornò a Vienna dove fu assai apprezzato, vi strinse amicizie e vi si stabilì
definitivamente dal 1878. Fu lì che avvenne il suo unico incontro con Wagner. L'attività concertistica di
Brahms continuò fino agli anni '70, spesso insieme a Joachim, parallelamente alla composizione e alla
direzione. Brahms fu assai lento nello scrivere e soprattutto nel pubblicare ed eseguire le proprie opere,
perlomeno quelle che considerava "importanti".
La sua "Prima sinfonia ebbe la prima esecuzione solo nel 1876.
Sono da collocare fra il 1877 ed il 1897 i lavori per orchestra, le altre tre sinfonie, il Concerto per violino, il
Concerto n. 2 per pianoforte ed i magistrali capolavori cameristici.
Brahms non si sposò mai, ma ebbe un forte legame con Clara Wieck, moglie di Schumann, durato fino alla
morte di. L'estetica di Brahms, ciò che fa di lui uno dei grandissimi musicisti dell'800, si fonda su uno
straordinario mix tra l'utilizzo di forme classiche rigorose, fondate su una grande sapienza contrappuntistica
e polifonica, ed uno spirito profondamente romantico, che si manifesta nel magnifico colore musicale,
nell'inventiva melodica e nel sovrapporsi sorprendente dei ritmi. Muore nel 1897.

Wagner 22/05/1813-13/02/1883. Carriera in sordina, riscontro di successo con il Rienzi, sorta di grand
opera, scritto a Parigi, ma viene rappresentato a Dresda negli anni 40 dell’800, qui viene rappresentato
anche L’Olandese Volante, con mitologia nordica. A Dresda Wagner lavorava come direttore artistico e
come direttore d’orchestra come o+ ggi lo intendiamo, scrive anche un manuale sulla direzione d’orchestra
e contemporaneamente scrive anche saggi, per esempio ripropone la IX di Beethoven e quindi scrive un
saggio sulla sinfonia. Scrive molti saggi tipo “opera e dramma”, testi comunque abbastanza interessanti. A
Dresda comincia a concepire LA MORTE DI SIGFRIDO che sarà una giornata della tetralogia Wagneriana:
l’Anello del Mibelungo, un prologo e 3 giornate: l’oro del Reno, la Valchiria, il Sigfrido e il crepuscolo degli
dei. Fuggirà da Dresda e Liszt lo accoglierà finanziariamente e fugge a Zurigo. Continuerà a scrivere la morte
di Sigfrido, usando sempre i miti della tradizione mitologica germanica. Wagner scriveva personalmente i
libretti, così come la sua autobiografia in cui si evince la sua fissa per tenere tutto sotto controllo e preciso.
Dopo aver steso il libretto si dedica alla stesura della musica, in due peridi, dal 53 al 57, dal 69 al 74 nel
frattempo scrive Tristano e Isotta e I maestri cantori di Norimberga. Dal 1864 comincia il rapporto con il re
di baviera, Luigi II che gli costruisce un teatro a Bayreuth, struttura particolare, come se si stesse ad una
celebrazione religiosa. Teatro ad anfiteatro greco. Con l’orchestra in buca non ci sono ostacoli tra la platea
e la scena “golfo mistico”. L’idea di Wagner è quella di abbattere ogni distanza, al contrario dell’ideale del
1700. Per esempio ora si spengono le luci in sala, orchestra nel golfo mistico, religioso silenzio e
immedesimazione in quello che avviene. Concetti chiave per Wagner: a pag.156 del manuale. Opera d’arte
totale che non vuol dire solo l’interrelazione tra parole, musica e scena, il problema è su quali dei tre cade
l’accento, per Wagner tutto è finalizzato alla rappresentazione che curava nei minimi dettagli. Concetto di
Melodia infinita: che per lui vuol dire melodia che è sempre continua e significativa, senza le cadenze
sostanzialmente. Il motivo conduttore, una tecnica non inventata da lui, già presente negli operà comique e
singlespilen tedeschi; tutto il tessuto di Wagner è intriso da questa caratteristica come legatura tra passato,
presente e futuro. Possono indicare concetti concreti oppure astratti. Diventa un intreccio strettissimo di
motivi, continuamente ripetuti in orchestra. Armonia molto allargata che sfugge all’ascoltatore, al contrario
della caratteristica precedente, che dà senso di orientamento all’ascoltatore. La ripetizione serve a
controbilanciare la scrittura fortemente cromatica.

DeBussy pag.47 del manuale. 1862-1918. Primo paragrafo di Salvetti “i due volti di Debussy”. 2 periodi
della produzione e la concezione dei contemporanei. Compositore affine alla corrente impressionistica della
pittura. Riprodurre in musica impressione attraverso i timbri, la dinamica. Mai si sarebbe definito un
impressionista, non amava le etichette. Influenzato dalla musica di Wagner. Debussy può essere associato
al simbolismo in letteratura perché frequentava poeti simbolisti a cui sono ispirate alcune sue composizioni.
L’opera in musica “Pelleas et Melisande” unica opera in musica. La sua carriera comincia come pianista
accompagnatore della baronessa Fommech. Come Berlioz vince il Premio di Roma e quindi ha la possibilità
di stare a Roma per 2 anni. Esposizione universale di Parigi 1889, qui ha modo di conoscere musica di vari
paesi, come la musica giavanese, con l’orchestra Gamelan Sunda orchestre di percussioni principalmente.
Uso allargato della tonalità. Recupero di forme del passato come le sonate a 3, come le sonate di Corelli.
Come il poeta Verlaine recupera il 700. Nelle composizioni ci sono possibili intrecci con pezzi antichi di
musica francese. I titoli sono alla fine tra parentesi tonde e con i punti sospensivi. Preludio più celebre “La
cattedrale sommersa”, breve trama: cattedrale che spunta dall’acqua per poi essere di nuovo sommersa,
simbolo del peccato dell’uomo. Il brano però segue logiche totalmente musicali, il titolo è posto alla fine,
come detto prima. Capitoletto 15 “superamento del simbolismo”: simbolista per le ragioni di prima, per le
riunioni a casa di Mallarmè di martedì. Ricordate di “Je”, un balletto commissionato nel 1913 per un
balletto russo. Uno dei legami tra l’ultima produzione di Debussy e la prima di Stravinskji, entrambi scritti a
Parigi e collaborarono entrambi per la stessa compagnia russa. Per quanto riguarda le scene abbiamo come
collaboratore Picasso. Negli ultimi 30 anni la storiografia ha rivisto il punto di vista sul compositore, visto
come iniziatore del 1900 insieme a Mahler in Germania.

MAHLER 1860 - 1911: conosciuto come direttore d’orchestra prima che per compositore. Per lui non
doveva essere presente un testo che andasse a descrivere la composizione insieme alle note. L’esecuzione
della prima sinfonia fa molto scalpore. La rivede due volte, poema sinfonico in due parti in 2 movimenti, la
seconda volta per Amburgo la modifica, ma restano i 5 movimenti “Titan”. A Berlino poi la intitola Sinfonia
e la riduce a 4 movimenti. Lui inizialmente lo fa perché la sua musica non era facile di ascolto. Esordisce
con un poema sinfonico più che sinfonia. nel 1896 quando decide il nome di Sinfonia.

Come fonti abbiamo una lettera in cui spiega la prima sinfonia, i motivi per cui scrive inizialmente un
programma ecc. Ispira il terzo movimento della prima ad una fiaba per bambini. Usa la melodia di Fra
Martino Campanaro in minore, le campane suonano a morto, il sonno di fra martino campanaro è quello
della morte. Tratto questo dalla storia per bambini del III movimento: minuetto e trio. Il trio rielabora
musica preesistente di Mahler, tratto da un Lied da “I canti di un giramondo”. Compone raccolte di Leader e
compone 9 sinfonie+ il movimento lento della 10. La 1,5,6,7,9 sinfonia sono strumentali. 2,3,4,8 prevede la
voce, che sia solista o solista+coro. Nella 4 c’è solo la solista. Presenza o no dell’introduzione lenta e se c’è
vedere il rapporto con il primo movimento. Corregge più volte i propri materiali autografi per quanto
riguarda la posizione dello scherzo, se in seconda o terza posizione. Il movimento finale è di scioglimento in
teoria. Il movimento di peso è il primo.

Schoenberg 1874-1951 nel volume di Salvetti cap.22 a pag.168. e avanguardie pittorico-teatrali.


Espressionismo in arte. Attorno a 1910-1911 Schoenberg dipinge pure, ma solo per due anni circa. Meglio
nel capitolo 34.3 in cui parla di due composizioni teatrali, senza intrecci del 600 e 700. Teatro
espressionista-esistenzialista. Attesa e La mano felice sono le due composizioni teatrali. Ha un unico
personaggio. Nasce nel 1874 e muore nel 1951, nasca a Vienna e vive tra Vienna e Berlino, si sposta a
Berlino perché è città più aperta. Inizialmente autodidatta, poi studia con Zenliskji. A Berlino fa musica
raffinata con attori-cantanti nei saloni in più insegna per tutta la vita. Per cui nasce il Manuale di Armonia
come studio di esempi passati. Un approccio storico all’armonica, non un insieme di regola ma come
bagaglio di opportunità. L’insegnamento sarà un filo conduttore della sua carriera, sia in scuole pubbliche
che private. Anche alla Scuola di Vienna. Non c’è un vero e proprio ruolo di importanza in scuole
importanti. I più importanti saranno rivestiti da lui quando si trasferirà negli stati uniti a causa del nazismo.
Continuerà la sua attività di saggista: “I fondamenti di composizione musicale” in inglese. Oltre a interi
volumi abbiamo saggi “Brahms il progressivo”, conferenze e interviste alla radio. Questo affianca l’attività
come compositore. Inizia nel tardo romanticismo. Nel solco di una tonalità molto allargata, già come
armatura di chiave. Dimensioni gigantesche, organico enorme, grande cantata per orchestra, coro e voce
recitante. Una grande cantata “I Gurre Lieder”, storia medievale di amori e tradimenti. Comincia a scrivere
nei primi anni del 1900, poi la riprende con alcuni cambiamenti e finisce l’orchestrazione nel 1911. Nel 1906
aveva cominciato ad imboccare altre strade, con la Sinfonia da camera Op.9. 10 fiati e 5 strumenti ad arco.
Fase DODECAFONICA. Capitolo 37. Il compositore parla della dodecafonia o della serialità come metodo.
Alla base di questo metodo c’è la scala cromatica, i 12 semitoni, che da sempre erano usati organizzandoli
nella tonalità. La base del linguaggio è la stessa e non viene messa in discussione. Cambia il metodo della
distribuzione. Viene meno la tonalità. Tutti i 12 semitoni vengono utilizzati e tutti vengono considerati
uguali, senza nessun suono che domina sugli altri. Nessun suono possa essere ripetuto prima che non si
siano sentiti tutti gli altri. Se non c’è scelta dei suoni, resta la scelta del tempo, ma sceglie gli intervalli tra i
vari suoni. Non conta se un suono viene scritto con il bemolle o il diesis, conta la distanza tra toni e
semitoni. 2 segmenti di 3 suoni, o di 4 o 3 segmenti di due suoni, più raramente, tutto a seconda di come
vengono disposti gli intervalli. La serie vale sia orizzontale che verticale. La serie ha 4 forme: originale che si
legge da sinistra a destra; il retrogrado con il percorso inverso; l’inversione con gli intervalli invertiti, se
prima si saliva di terza mo si scende; il retrogrado dell’inversione. 4 forme: 12 semitoni: 48 forme della serie
in totale, non tutte venivano utilizzate, anche perché molte sono equivalenti. La serie può essere un
modello di scala, trasposta su tutti i semitoni, mantenendo gli intervalli originali.

Il prossimo è Berg, il Wozzeck, che è un’opera di teatro tedesca. Una delle poche opere teatrali del
novecento che si mette in scena anche oggi. Poi vediamo anche le caratteristiche del concerto per violino.
Nasce e muore 1885-1935 a Vienna. Medio-alta borghesia, ma il padre muore quando lui era piccolo e
quindi perde i soldi. Non ha i soldi per le lezioni private e quindi Schoenberg gli dà lezioni a titolo gratuito. Il
suo maestro diceva che l’orchestrazione era un punto debole per Berg, poi diventerà un punto di forza.
Composizioni principali: Wozzeck. Il concerto per orchestra di strumenti a fiato e solisti violino e pianoforte,
da camera in 3 movimenti. La lirice suite (come successione di brani), quartetto d’archi. Der vain (il vino),
aria da concerto. Un altro progetto teatrale La Lulu, che resta incompiuto. Termina le indicazioni per canto
e pianoforte, termina i primi due atti, il terzo resta incompiuto dal punto di vista dell’orchestrazione. Dopo
la morte di Berg, la moglie offre ai due suoi insegnanti di completare l’opera ma ci rinunciano. L’opera
venne eseguita così com’era recitando la conclusione. Ebbe successo e la vedova decise di mantenerla così
com’era. Lei istituì una fondazione dove finì tutta la biblioteca del marito e non era accessibile a nessuno
fino alla morte della vedova 1969. Solo dopo sono iniziati gli studi sulle partiture. Muore a causa di
un’infezione di una puntura d’insetto. In setticemia, non aveva soldi per permettersi buoni medici e quindi
schiatta. Inizialmente riesce ad avere un po’ di successo con la prima opera, ma a causa del nazismo le sue
opere non vengono messe più in scena, perché considerate strane.

STRAVINSKIJ sul libro Salvetti da pag.85. Scrive tra il 1910 e 1913 l’Uccello di fuoco, Petruska e la Sagra
della primavera. Sempre per la compagnia dei Balletti russi scrive anche Il Pulcinella intorno al 1920. La
compagnia era di avanguardia. Le scene per il Pulcinella ad esempio erano di Picasso. Tra gli anni 20 e 50
stile compositivo neoclassico, si riappropria del passato. A pag.96 delle righe del Pulcinella. Fu presa musica
del 700 di Pergolesi, ma non tutta era di Pergolesi. Le musiche originali si riconoscono perfettamente. Il
balletto poi viene trascritto in suite per orchestra. Non c’è una deformazione con l’originale. Da ricordare
anche testi teatrali neoclassici con La Carriera di un libertino 1951. Nelle composizioni successive agli anni
50 inizia ad usare schemi dodecafonici. A pag.100 vedere “treni” composizione dodecafonica. Dopo Parigi
vive in Svizzera, negli anni 30 ha diversi lutti familiari a causa della tubercolosi, anche lui finisce in un
sanatorio, poi va a Boston e a Beverly Hills dove si fermerà.
TRADIZIONE FRANCESE: Messiaen nasce nel 1908 e muore nel 1992, compositore, organista e ornitologo.
Insegna composizione al conservatorio di Parigi ma continuerà sempre a fare l’organista. Il metodo di come
teneva le scale e le altezze dei suoni di Messiaen. I modi a trasposizione limitata, cioè usa un numero di
scale possibili, con una successione definita di intervalli, questo interessa il seminario di Danstach nel 1949.
Scrisse un trattato sulla percezione dei tempi musicali, pubblicato insieme al quartetto “Fine dei tempi”.
TEMPI appunto che mette in discussione il cambiamento dei tempi musicali del tempo. Lo scrive nel campo
di concentramento: clarinettista, pianoforte, violino e violoncello. Viene eseguito per la prima volta nel
campo di lavoro.

Bartok 1881-1945, ungherese, muore a New York. scrive opere ad esempio “Il castello di Barbablu”,
concerti per diversi strumenti, usa anche la Celesta (archi, celesta e percussioni); quartetti per archi,
mikrokosmos 5 volumi di studi progressivi per pianoforte, balletti pure; inventore dell’etnomusicologia,
studia le musiche popolari insieme a Codali. Si recava presso queste popolazioni e ne studiava i canti
popolari, utilizzava un fonografo, registrava i canti più di una volta e ne faceva anche una trascrizione al
momento, poi ristudiava e trascriveva ciò che aveva registrato, tenendo anche conto di tutti i fattori come
l’occasione in cui venivano cantati ecc. Gli scritti di Bartok sono pubblicati e tradotti anche in italiano.

Berio 1925-2003: scrisse anche un finale della Turandot di Puccini. Ha un rapporto con la musica del
passato. Dopo la seconda guerra mondiale studia con Ghedini a MILANO, uno fissato per l’orchestrazione.
Al conservatorio di Milano fa l’accompagnatore al pianoforte delle classi di canto, dove incontra la sua
prima moglie, Berberian. Per lei scrive molta musica come “La sequenza per voce” ad esempio, scrive per
lei delle canzoni armene, per le sue origini. Aveva una voce parzialmente lirica, c’è una sua incisione
dell’Incoronazione di Poppea. Altra esperienza nel 1954 la Fondazione di istituto di fonologia della Rai con
Bruno Maderna. Qui il lavoro con gli strumenti elettronici e il nastro magnetico, vi collabora anche Umberto
Eco. Nascerà anche una composizione: Tema omaggio a Joyce, verrà usato il canto delle sirene dell’Ulisse di
Joyce, che è un punto di riferimento nelle composizioni di Berio per la stratificazione dei fonemi l’uno
sull’altro. Sinfonia è un lavoro del 1969, la prima pubblicazione a stampa nel 1972 che sostituisce
l’autografo precedente, infatti qui introduce varianti e corregge errori. L’organico è notevole, 4 parti per
ciascuna famiglia. 3 flauti+1 ottavino, 4 clarinetti, 3 sib e uno mib ecc. c’è anche il SASSOFONO ALTO E
TENORE. Ecc. usa come gruppi di cantanti i suingol singer, non si deve cantare in vibrato. Voleva far uscire
fuori un suono solo tra voci e strumenti. È in 5 movimenti, in origine 4, però il quarto sarebbe stata una fine
a spegnersi in piano, poi ci ripensa e scrive un quinto movimento, che è una ricapitolazione di tutta la
Sinfonia. Stratificazione dei materiali propria della sua personalità di composizione. Il quarto movimento
doveva essere l’epilogo sommesso, i primi 3 rappresentano 3 progetti legati alle tematiche dell’acqua e la
morte. Il primo progetto si ispira ad un volume di Levi Stross un antropologo, “il cotto e il crudo” sui miti del
fuoco e l’acqua, per Berio quello dell’acqua. Il secondo movimento è una rielaborazione di una
composizione da camera scritta in precedenza da lui intitolata “Oh king” che fa riferimento all’assassinio di
Martin Luter King nel 1967, nel 1968 viene ucciso e quindi viene rielaborato per la sinfonia come tema della
morte. Il nome di Martin Luter King viene diviso nei vari fonemi e solo alla fine viene pronunciato per
intero. Viene scelta una serie di valori ritmici e ripetizioni delle serie delle altezze, che prende mano a mano
valori diversi. Stratificazione dei materiali. Il terzo movimento legato alla seconda sinfonia, terzo
movimento di Mahler, quello che parla con i pesci Sant’Antonio, legato al tema della morte e dell’acqua.
Questo è il nucleo della sinfonia, in più c’è materiale nuovo e quello già usato. Il filo conduttore è quello
dell’acqua. I motivi principali sono fondamentalmente scale cromatiche. Berio amplifica quello che è di
Mahler e aggiunge i Cluster che sono invenzioni di Berio.