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Sinfonia numero 4 Mahler: Ervin Stain curatore dell’edizione dell’opera tenendo presente anche le

modifiche apportate in seguito dal compositore.

In 4 movimenti, prima 6 poi ridotti a 4, come una sinfonia classica insomma. Il secondo movimento ha lo
scherzo, doppio scherzo con doppio trio con inserzioni di scherzo e trio tra loro che va controcorrente. La
maggior particolarità del secondo movimento è la presenza del violino solista in più accordato un tono
sopra. Il terzo movimento è il movimento lento, nella forma della variazione alternata. 2 temi AB alternati
con le loro variazioni: A,B,A1,B1,A. elemento di discontinuità è che ciascun tema è già variato, una specie di
variazione della variazione. L’ultimo movimento “Vita celeste”, Lied del corno magico del fanciullo,
movimento breve per dimensioni. Contiene in parte materiale proprio e in parte materiale utilizzato negli
altri movimenti. Ultimo movimento è ovviamente strofico perché deriva dal Lied. Il primo movimento
invece possiamo rintracciare i principi della forma sonata, ovviamente rielaborata. Sinfonia più classica di
Mahler per dimensione, non per stile ovviamente. La costruzione formale del brano guarda alle proporzioni
classiche. Troviamo come novità i sonagli e per 24 volte il ribattuto e l’acciaccature del flauto. Dal punto
ritmico ribattendo gli ottavi per 24 volte in 3 battute troviamo la suddivisione in pratica sempre nei flauti.
Sul levare di battuta 4 con un allargando comincia il motivo principale ai violini, l’inizio fa pensare al Sim, ma
il tema è chiaramente in SOLM, con la cadenza I II V con ritardo di 4 e 6 V I. la misura è regolare, di 3
battute. Dal punto di vista ritmico l’uso di semicroma e pausa di semicroma e poi la sincope. Questa può
essere una A del tema, prima sezione. I violini poi sviluppano l’ottavo puntato e semicroma negli archi gravi.
Bb.10 si rifà ad esempio a 4 e 5. Continua questo tema B con questa figurazione. ABB insomma. Il tema si
chiude a battuta 17 e viene ripetuto a partire dal levare di battuta 18. A bb.32 abbiamo il materiale di
transizione costituito da ulteriore materiale tematico: il tema di marcia. Fino a battuta 37 sulla dominante
di SolM. Cadenza bifocale, perché si può sia modulare alla dominante sia tornare indietro e restare nella
stessa tonalità. Comincia l’aria della dominante con nuovo materiale tematico. Ai violoncelli, poi ripreso
dagli oboi per poi tornare agli archi e ai violoncelli viene affidato di nuovo il resto dei temi. A bb72 ripresa
del materiale iniziale. Fino a quasi numero 18 grande è lo sviluppo del primo movimento. Nuovo tema ai
flauti in DoM ai flauti con note lunghe. Come se lo sviluppo fosse reinterpretato come parte centrale a bb
126 comincia il tema in LaM e a 134 abbiamo il conseguente. Riprende poi le note ribattute e ne cambia il
carattere, passa dai clarinetti agli archi gravi e poi si ripete. Al numero 16 arriva il DoM con la revisione del
tema di fanfara precedentemente ascoltato al numero 2 della partitura. La ricapitolazione è velata in
quanto i motivi precedenti sono già stati ripresi, dunque nella ricapitolazione vengono esposti
diversamente ed è appunto meno evidente come processo. Di nuovo cadenza bifocale ma stavolta si sposta
sul tono della tonica ecc. la bb. In cui comincia la coda è 340-341