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Edizioni di Chopin: o edizioni autografe o copie sorvegliate da lui.

Negli anni 32 e 48 i lavori di Chopin


vengono pubblicati da 3 editori. Più avanti ci descrivono queste fonti: schizzi, copie in pulito, autografi,
frammenti di lavori completi che lascia in album per amici, conoscenti ecc. dopo vengono descritte le copie
non manoscritte da lui e poi le stampe inglesi, francesi e tedeschi. I Preludi, op.28, confronto tra le varie
fonti, solo quella tedesca è diversa delle altre. Questa variante viene rifiutata dalla critica perché
considerata non originale. Vedi prima partitura. 24 Preludi, op.28. Bach li organizza per tonalità parallele,
stessa tonica per maggiore e minore, e poi procede per scala cromatica. Chopin non copia Bach, rielabora,
DoM e poi Lam, relativa minore e poi procede lungo il circolo delle quinte. I preludi sono singoli brani, non
tutti insieme (vedi diapositiva 01). L’inizio dei preludi ci aspettiamo che iniziasse in modo simile. Il “c’era
una volta” è la struttura spezzata per accordi di Bach. Divisione in 3 sezioni perché a battuta 9 e a battuta
25 riprende come l’inizio. Ciascuna battuta ha una tensione nell’arpeggio ascendente mentre la risoluzioine
nell’arpeggio discendente. La melodia è raddoppiata all’ottava superiore e l’ultimo sedicesimo è ribattuto.
Fino a battuta 28 ciò. Gli arpeggi si alternano in accordi maggiori e minori. Il climax corrisponde al
crescendo, le parti interne salgono gradualmente le note di una scala cromatica. Tra bb.12 e bb.20 prepara
il climax che arriva a bb.20 che corrisponde al crescendo e poi allo stretto. Bb 18 si mantiene la sincope
senza mutarlo nella quintina che viene messa come lezione alternativa, a differenza delle altre edizioni. Nel
momento in cui si avvicina alla chiusura si semplifica il modello e mantiene la tonica con sovrapposto il IV
grado, la sottodominante, il Fa ritardo di Mi e La è un ritardo del Sol. La nota superiore MI dell’ultimo
accordo viene ripresa all’inizio del secondo Preludio. Nel primo il MI è il III grado, mentre nel secondo sarà il
V grado.

II PRELUDIO: Tonalità di Lam, anche se c’è la cromaticità delle parti interne che Chopin usa per creare
irregolarità metrico-ritmiche delle parti interne. L’accompagnamento per crome ad un certo punto si
vanifica, con le pause, verso la fine e intervengono le semiminime. “slendando”. Alla fine c’è una cadenza
quasi scolastico che va a rompere gli equilibri, fino ad ora 3+3+3 battute, mentre ora alla fine si raggiunge,
in un contesto di instabilità armonica si mette una cadenza perfetta scolastica. Il brano si basa su una
piccola melodia variata, ripetuta 3 volte: la prima alla V superiore, la seconda sulla IV superiore. La seconda
volta la figura metrico ritmica è contratta, mentre la terza volta viene di nuovo allungata. Trasportando alla
quarta superiore modifica lievemente gli intervalli della melodia e la rielabora in modo da ripetere le note
che troviamo all’interno della seconda ripetizione della melodia. Oltre alle 3 ripetizioni della melodia,
abbiamo un’eco della melodia per concludere.

Abbiamo un saggio in risposta a Fizner che oltre ad essere una risposta di tipo metodologica ovvero si deve
analizzare la musica, oltre a questo problema Berg mostra cosa può aiutarci a comprendere un’analisi di
sogno e quindi analizza questa pagina di musica. Il modo in cui è scritta questa analisi è lucida e chiara,
questo senso della forma non solo in Berg compositore ma anche in Berg in analisi. La posizione di sogno
nella raccolta: è al centro delle scene infantili. La tonalità è la prima delle scene infantili che usa tonalità con
Bemolli in chiavi e vi è un solo un altro brano così che è quello successivo al sogno, per il resto abbiamo
tonalità con Diesis in chiave. Poi procede con la forma che è come lui dice l’aspetto meno interessante di
sogno in quanto è una semplice forma bipartita, come se fosse un LIIDT AAB (ma i che ne so) e alla fine
della parte B abbiamo una ripresa della prima parta: forma bipartita circolare perché alla fine della seconda
parte riprende la prima. Potremmo anche dire che è ciclico perché usa poche idee che sono continuamente
variate, non c’è contrasto tra le due prime ma è come se fosse una A e una A’. dopodichè prosegue ad
analizzare la composizione secondo tutti i parametri: melodia, ritmo, ritmo armonico, armonia con cui
chiude.

LA MELODIA

Per Berg l’invenzione di questa melodia è … l’uso della nota di volta e quindi girare intorno al fa consente a

E ovviamente il gioco sugli intervalli e il ritorno su essi:


….

Quando il motivo si ripete ampia, riusa la nota di volta ma modifica gli intervalli.

… se arriviamo alla fine, la ripresa è simile (le prime quattro identiche, le ultime quattro no perché la prima
parte finisce sulla dominante e alla fine dobbiamo rientrare alla tonica) ciò che continua a corrispondere è
la nota di volta,… alla fine abbiamo però prima il modo congiunto e poi per la prima e unica volta un moto
disgiunto e le quattro crome non vengono riprese in progressione discendente ma vengono riprese uguali:
non sol e fa ma sol e sol. Stesse quattro note, cambia l’armonizzazione ed avendo sempre sentito quelle
quattro note prima su un tono e poi sulla posizione discendente, alla fine fa un grande effetto.

NON OCCORRE SPARARE CANNONATE CHI LO FA NON è UN COMPOSITORE.

RITMO

Il massimo effetto è tratto dal raggiungimento del colmo melodico attraverso la sincome. Possiamo vedere
anche in quale posizione metrico ritmica pone le cadenza: qui ad esempio siamo sul do nel secondo tempo
della battuta, qui sul terzo tempo della battuta o il secondo ottavo del terzo tempo della battuta (batt 12) e
a battuta 16 addirittura sull’ultimo ottavo dell’ultimo quarto della battuta perché di nuovo abbiamo il
ritardo del si che viene risolto con il do.

RITMO ARMONICO

Contribuisce anch’esso all’irregolarità della melodia che sembra pacifica ma non lo è. A battuta 2 abbiamo
un accordo fermo per 5/4, qui per 3/4 poi abbiamo ¼ e 2/4 poi sulle due crome 1/8 e 1/8 e poi ¼ forse.

ARMONIZZAZIONE

Terza battuta accordo perfetto, sesta battuta accordo di settima, battuta 10 accordo di nona (nona minore
quindi accordo dominantico e non così dissonantico e tra l’altro il miB è preparato), l’ultimo è sulla 22esima
battuta abbiamo la nona maggiore e c’è pure la corona. L’ultima è quella maggiormente dissonante e quindi
di più impatto.