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Biologia molecolare

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La determinazione della struttura chimica del DNA da parte di James Watson e Francis
Crick nel 1953 è stata la scoperta alla base della nascita della biologia molecolare.

La biologia molecolare è una branca della biologia che studia gli esseri viventi a livello
dei meccanismi molecolari alla base della loro fisiologia, concentrandosi in particolare
sulle interazioni tra le macromolecole, ovvero proteine e acidi nucleici (DNA e RNA).
Per biologia molecolare si intendono spesso una serie di tecniche che consentono la
rilevazione, l'analisi, la manipolazione, l'amplificazione (PCR) e la copia (clonaggio)
degli acidi nucleici.
Indice
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1 Relazione con altre discipline
2 Storia
3 Tecniche della biologia molecolare
3.1 Clonaggio di espressione
3.2 Reazione a catena della polimerasi (Polymerase chain
reaction PCR)
3.3 Elettroforesi su gel
3.4 Southern blot
3.5 Northern blot
3.6 Western blot
4 Il dogma centrale
5 Altri progetti
6 Collegamenti esterni
Relazione con altre discipline [modifica]

Relazione tra biologia molecolare, genetica e biochimica in un'accezione classica dei


relativi campi di studio.

Il confine tra la biologia molecolare e le discipline affini, come la genetica e la


biochimica era inizialmente molto chiaro, mentre oggi non è più ben definito. Una
definizione classica vedeva infatti la biologia molecolare come lo studio dei processi
molecolari di replicazione, trascrizione, splicing e traduzione del materiale genetico. La
genetica classica si occupa invece dello studio dell'ereditarietà dei caratteri,
servendosi per esempio dei mutanti: la genetica molecolare utilizza tecniche e nozioni
della biologia molecolare al fine di studiare l'ereditarietà, fornendo un ponte tra queste
due discipline. La biochimica è lo studio delle sostanze chimiche e del metabolismo
degli esseri viventi. Le molecole oggetto di studio della biologia molecolare sono
tuttavia anche sostanze chimiche: inoltre lo studio approfondito del metabolismo non
può esimersi dall'investigare i processi molecolari che lo controllano a livello genico,
entrando quindi in un campo comune con la genetica e la biologia molecolare. Anche
altri campi della biologia sfruttano le tecniche della biologia molecolare e concentrano
la propria attenzione al livello di interazioni molecolari, in modo diretto, come la
biologia cellulare e la biologia dello sviluppo, oppure indiretto, come l'evoluzionistica,
la biologia di popolazioni e la filogenetica.

Il campo della biologia molecolare si interseca anche con altre discipline non
biologiche: per esempio con l'informatica per l'elaborazione dell'enorme mole di dati
che vengono prodotti con tecniche ad high throughput o con la fisica nello studio delle
biomolecole a livello di struttura tridimensionale (biologia strutturale).

Storia [modifica]

Il termine biologia molecolare risale al 1938, coniato da Warren Weaver, direttore


della fondazione Rockefeller, che credeva in uno sviluppo della biologia a livello
molecolare, grazie ad avanzamenti significativi di discipline quali la cristallografia a
raggi X.

Alcuni esperimenti negli anni trenta e quaranta fornirono le basi su cui la disciplina
sarebbe poi nata: nel 1935 si collegò per la prima volta l'ereditarietà ai cromosomi. Il
trasferimento di tratti somatici tra ceppi batteri fu correlato al DNA nel 1943
nell'esperimento di Avery (a sua volta basato sul risultato del famoso esperimento di
Griffith). Infine nell'esperimento di Hershey-Chase del 1953 fu dimostrato che il DNA è
il materiale genetico.

La nascita della biologia molecolare si può però far risalire alla scoperta della struttura
del DNA da parte di James Watson e Francis Crick. L'esperimento di Meselson-Stahl nel
1958 dimostrò il meccanismo di replicazione del DNA. Poco dopo il codice genetico fu
decodificato dal gruppo di Crick.

Tecniche della biologia molecolare [modifica]

Sin dai primi anni 1960, i biologi molecolari hanno scoperto come caratterizzare,
isolare e manipolare le componenti molecolari delle cellule e degli organismi. Tra
queste componenti citiamo il DNA, il depositario dell'informazione genetica; l'RNA, che
funge da copia temporanea operativa di DNA e può svolgere funzione strutturale e
catalitica nell'apparato deputato alla traduzione; le proteine, che ricoprono ruoli
strutturali ed enzimatici nelle cellule.

Clonaggio di espressione [modifica]

Una delle tecniche di base della biologia molecolare per lo studio della funzione delle
proteine è il clonaggio di espressione. In questa tecnica, il DNA codificante una
proteina di interesse è clonato (tramite PCR e/o enzimi di restrizione) in un plasmide
(noto come vettore di espressione). Questo plasmide può avere promotori speciali che
portino alla produzione della proteina di interesse, e generalmente portano anche un
marcatore (ad esempio, la resistenza ad un antibiotico) per facilitare lo studio delle
dinamiche del plasmide.
Il plasmide può essere inserito in cellule batteriche o animali: nel primo caso si parla di
trasformazione, e può essere effettuata sfruttando diverse tecniche, tra cui
elettroporazione, microiniezione, assunzione passiva o coniugazione. L'introduzione di
DNA in cellule eucariotiche, ad esempio cellule animali, viene chiamata trasfezione:
sono disponibili all'uopo diverse tecniche, tra cui la trasfezione con calcio fosfato o con
liposomi. Il DNA può essere introdotto nelle cellule anche usando come vettori virus o
batteri patogeni: in questo caso, la tecnica viene definita trasduzione virale (o
batterica).
In ogni caso, quando il DNA codificante la proteina di interesse è all'interno della
cellula, la proteina può essere espressa - per facilitare l'espressione ad alti livelli sono
disponibili diversi sistemi, quali promotori inducibili e fattori specifici di cell-signaling -
ed essere indagata.

Reazione a catena della polimerasi (Polymerase chain reaction PCR) [modifica]

La reazione a catena della polimerasi o PCR è una tecnica estremamente versatile per
copiare il DNA. In breve, la PCR consente la copia o l'alterazione in un modo
predeterminato (milioni di volte) di una sequenza di DNA singola. Ad esempio, la PCR
può essere usata per introdurre siti di restrizione o mutare particolari basi azotate
della sequenza del DNA. La PCR può anche essere usata per determinare se un
particolare frammento di DNA si trova in una library di cDNA. La PCR presenta molte
variazioni.

Elettroforesi su gel [modifica]

L'elettroforesi su gel è una delle metodologie principali della biologia molecolare. Il


principio base sta nella possibilità di separare DNA, RNA e proteine sfruttando un
campo elettrico. Con l'elettroforesi su gel di agarosio, si possono separare acidi
nucleici in base alle dimensioni. Le proteine possono essere separate in base alle
dimensioni o in base alla carica elettrica (in quest'ultimo caso si parla di gel
isoelettrico) usando un gel di poliacrilammide (eventualmente in presenza di sodio
dodecilsolfato).

Southern blot [modifica]

Questo metodo serve a sondare la presenza di specifiche sequenze di DNA in un


campione di DNA: i campioni, prima e dopo una digestione con enzimi di restrizione
sono separati tramite elettroforesi su gel e dunque trasferiti su una membrana
sfruttando la capillarità. La membrana può dunque essere indagata usando una sonda
di DNA marcata complementare alla sequenza di interesse (i protocolli originariamente
prevedevano maracatura con isotopi radioattivi, ora sono disponibili marcature non
radioattive). Il Southern blot è una tecnica ora meno usata, considerata la capacità
della PCR di individuare specifiche sequenze di DNA da un campione, ma il Southern
blot può essere usato per altre applicazioni, quali la conta del numero di copie di un
transgene in un topo transgenico o l'ingegnerizzazione di geni knockout in linee di
cellule staminali embrionali.

Northern blot [modifica]

Il Northern blot è usato per studiare l'espressione di specifiche molecole di RNA da


specifici campioni in comparazioni relative. Sostanzialmente è una combinazione di
elettroforesi su gel di RNA denaturato e di un blotting. In questo processo, l'RNA è
separato in base alle dimensioni ed è poi trasferito ad una membrana che viene
sondata con una sequenza complementare marcata alla sequenza di interesse. I
risultati possono essere visualizzati in modi diversi a seconda della marcatura
utilizzata: in generale, si rivelano bande la cui intensità è correlata alla quantità
dell'RNA di interesse nel campione indagato. La procedura è comunemente usata per
studiare quando e quanto il gene viene espresso.

Western blot [modifica]

Sono stati sintetizzati anticorpi contro molte proteine iniettando una piccola quantità
della proteina in un animale quale topo, coniglio, pecora o asino (anticorpi policlonali).
Questi anticorpi possono essere usati per diverse tecniche analitiche o preparative.
Nel Western blot le proteine sono separate in base alle dimensioni tramite SDS-PAGE e
trasferite su una membrana di supporto, generalmente di nitrocellulosa o nylon. La
membrana può essere sondata con soluzioni di anticorpi. Gli anticorpi che legano
specificamente la proteina di interesse possono essere visualizzate con tecniche
diverse, tra cui prodotti colorati, chemioluminescenza o autoradiografia. Metodi
analoghi al Western blot possono essere usati per colorare specifiche proteine in
sezioni di tessuto o in cellule. Queste tecniche (si parla di immunostaining sono
tipicamente utilizzate in biologia cellulare. I termini "Western" e "Northern" sono frutto
di un gioco di parole: i primi blots erano effettuati con il DNA ed erano noti come
"Southerns" in onore al loro inventore, Ed Southern. Il blot seguente, inventato da
Patricia Thomas, divenne noto come "Northern". Per portare avanti il gioco di parole, si
possono trovare riferimenti in letteratura a "Southwestern blots" (che indagano le
interazioni proteina-DNA) e "Farwestern blots" (per interazioni proteina-proteina).

Il dogma centrale [modifica]

Per approfondire, vedi la voce dogma centrale della biologia molecolare.

Rappresentazione grafica del dogma centrale della biologia molecolare

Il cosiddetto dogma centrale della biologia molecolare, enunciato da Francis Crick nel
1957, prevede che l'informazione fluisca dagli acidi nucleici alle proteine e non
viceversa. In effetti il flusso di informazione procede normalmente soltanto in una
direzione: dal DNA all'RNA alle proteine. Sono tuttavia note alcune eccezioni a questo
comportamento: i retrovirus hanno il proprio patrimonio genetico sotto forma di RNA
che viene retrotrascritto nel DNA nella cellula ospite; i prioni sono proteine che
replicano la propria conformazione in altre proteine, con un trasferimento laterale di
informazione.

Altri progetti [modifica]


Wikimedia Commons contiene file multimediali su Biologia molecolare

Collegamenti esterni [modifica]

Biologia molecolare su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento


pertinente all'argomento "Biologia molecolare")

Portale Biologia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biologia

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Biologia_molecolare"

Categoria: Biologia molecolare | [altre]

Categorie nascoste: Voci mancanti di fonti - biologia | Voci mancanti di fonti - febbraio
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Ultima modifica per la pagina: 19:27, 8 lug 2010.

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