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Testi consigliati
Fisiologia degli Animali Domestici (Dukes, Ed.
Italiana curata da Prof. Chiesa, Idelson-Gnocchi,
2002)
Physiology of Domestic Animals (Sjaastad,
Hove, Sand, Scandinavian Veterinary Press,
2003)
Fisiologia Medica (Guyton & Hall, EdiSES)
Fisiologia degli Animali Domestici (Aguggini et
al., UTET)

Cosa intendiamo per studio della


Fisiologia?
E lo studio delle funzioni e delle attivit coordinate di
cellule, tessuti ed organi.

Concetto di OMEOSTASI

Il mantenimento di condizioni stabili, o


costanti, nel mezzo interno (Bernard, 1856)

Quale controllo per lomeostasi?


Il sistema nervoso (a rapido adattamento):
-sez.sensitiva
-sez. di integrazione
- sez.motoria

Centrale o
Autonomo

Sistema ormonale (a lento adattamento)


La riproduzione (?). Sistema di adattamento

di un gruppo

Come comunicano le cellule?


1) mediante messaggi chimici
2) mediante messaggi elettrici
I messaggi di natura chimica possono venire
inviati da una cellula a se stessa (comunicazione
autocrina) o alle cellule adiacenti (comunicazione
paracrina) per diffusione semplice, oppure
utilizzando sistemi di secrezione specializzati,
come le sinapsi (comunicazione nervosa), oppure
ancora
rilasciando
sostanze
nel
sangue
(comunicazione endocrina)

Comunicazione chimica
Endocrina

Paracrina

Epicrina
Autocrina
Neurocrina

Comunicazione elettrica
Sinapsi
elettriche

Sincizio
miocardico

La risposta di una cellula dipende


dai sui recettori (specifici e ad alta affinit)

Trasduzione del segnale

segnale

Calcio
Fosfolipasi C
Gprotein

IP3

Comunicazione tra cellule contigue

ADHESION
JUNCTION

TIGHT
JUNCTION
GAP
JUNCTION

La Cellula

Membrana
plasmatica

nucleo
citoplasma
Mammiferi:

100 miliardi
200 tipi diversi
Dimensioni
Forma
Struttura interna
Funzione

Costituenti base:
H2O 70-80%
Elettroliti
Proteine 10-20%
Lipidi 20%
Carboidrati 1%

La membrana plasmatica
Spessore=7-10 nm

La membrana plasmatica
proteine 55%
fosfolipidi 25%
colesterolo 13%
altri lipidi 4%
carboidrati 3%

Comunicazioni attraverso la membrana


cellulare:
1. Diffusione passiva
(gas respiratori,
sostanze lipofile ect)
2. Diffusione facilitata
(ioni)
3. Trasporto attivo
(glucosio, aminoacidi)

Le proteine di membrana
Soprattutto glicoproteine

Integrali (o intrinseche) anfipatiche 70% totale


Periferiche (o estrinseche) idrofile, deboli legami

Proteine canale (pori)


Proteine di trasporto (carrier)
Enzimi

I lipidi di membrana

doppio strato di fosfolipidi


Etanolammina
Serina
Colina
inositolo

Modello a Mosaico Fluido:


interazioni non covalentimolecole libere di muoversi (rari
flip-flop)
Diffusione laterale
flip-flop

flessione

colesterolo

rotazione

I carboidrati di membrana:
il glicocalice
90% glicoproteine
10% glicolipidi
Funzioni:
1) Carica elettrica negativa
2) Adesione tra cellule diverse
3) Recettori per altre molecole
4) Recettori per il riconoscimento
immunitario

Concentrazioni degli ioni in diversi tipi


cellulari:
Assone

Na+
K+
Ca++
ClSO4-Mg++

muscolo

eritrocita

int

est

int

est

int

est

65

460

13

110

19

155

344

10

138

2,5

136

3,5

10

90

540

90

78

112

25

10

53

14

5,5

2,2

Diffusione

Diffusione attraverso la membrana cellulare

Diffusione
semplice

Diffusione
facilitata

Diffusione attraverso la
membrana cellulare
1) Semplice
-liposolubili:
O2, N2, CO2,
alcool
-non liposolubili:
H2O, urea
2) Facilitata
fruttosio
Vitamine

Proteine canale
1) Selettivamente permeabili
2)Molte presentano porte
(gate)
Selettivit: legata a diametro, forma
e natura cariche elettriche
Ione Raggio anidro Raggio idrato Strato idrico
Angstrom

Na+
0,98
K+
1,33
NH4+ 1,45
1,8
Cl-

2,91
1,88
1,89
1,92

1,93
0,55
0,44
0,12

Il trasporto dellacqua
La quantit di acqua che si pu diffondere attraverso la
membrana cellulare elevatissima: per 1 min si diffonde un
volume pari a 100 volte il volume delleritrocita. Non chiaro il
perch:
un composto aggregato in alcune molecole (4) di dimensioni
piccolissime con energia cinetica in grado di penetrare come
proiettili i pori di membrana.
Rapporto tra diametro effettivo e permeabilit del doppio
strato lipidico:
sostanza

molecola di acqua

di urea
ione sodio idrat
ione potassio idrat
glucosio

diametro

0.3 nm
0.36 (20%>H2O)
0.512
0.396
0.86

permeabilita rel.

1
0.0006 (<1000)
0.0000000002
0.0000000006
0.000009

Apertura e chiusura delle porte:


1. Porte voltaggio-dipendenti (voltage gating)
2. Porte a controllo chimico (ligand gating)
3. Porte a controllo meccanico
1

Diffusione facilitata/attiva
Mediata da un trasportatore

fruttosio
Vitamine B
Aminoacidi
monosaccaridi
Insulina pu aumentare fino a 20 volte la
velocit di diffusione del glucosio

Trasporto attivo secondario


Co-trasporto
o
Simporto

Controtrasporto
o
Antiporto

Trasporto attivo primario


del calcio
Trasporto attivo primario
degli ioni idrogeno

Fattori che influenzano la velocit di


diffusione

Permeabilit della membrana

spessore della membrana


liposolubilit
numero di canali proteici
area della membrana
temperatura
peso molecolare
Differenza di concentrazione
Differenza di pressione transmembranaria*
Differenza di potenziale elettrico tra i 2 lati della membrana
in caso di ioni
* Somma delle forze complessive che vengono esercitate sulla membrana in 1 istante
(esempio nei capillari), un processo mediante il quale lH20 e i soluti permeabili sono
spinti attraverso una membrana da un gradiente di pressione idrostatica

H2O

NaCl
Pressione
osmotica
osmosi

Osmosi: il movimento netto di acqua per effetto di


una differenza di concentrazione tra i due lati della
membrana. Il flusso di acqua da una parte allaltra
legato direttamente alla concentrazione di gradiente.
La tendenza dellacqua a muoversi pu essere
bilanciata da una pressione detta

pressione osmotica (mmHg o atm)

La pressione osmotica
Pressione (Pa) = N/m2
(forza per unit darea)
Legge di Boile

P = nRT
V

n = numero di molecole
osmoticamente attive
Legge di Vant Hoff = iRTC
= pres. Osmotica
C = osmolalit (osm/kg)
i = coefficiente osmotico

Dipende dal numero delle particelle in soluzione


e non dalla massa.
Ogni particella esercita in media la stessa pressione
contro la membrana.
NaCl (Na+ Cl-)

1 Mole = 2 Osmoli

Osmolarit del plasma = 300 milliosmoli

soluzione

IPOTONICA
ISOTONICA
IPERTONICA

La quantit di particelle in una soluzione = osmoli per


litro (osmolarit) o per kg di solvente (osmolalit)
1 Osm = numero di particelle del peso molecolare di una
sostanza non ionizzata (glucosio = 180 g; urea = 60 g) o il
numero di particelle del peso molecolare di una sostanza
ionizzata divisa il numero di ioni liberi (NaCl= 58/2=29 g)

Pressione osmotica: 1 Osm/L a 38C di 19.3 mmHg,


se il plasma ha 300 mOsm = 0,3 x 19,3 = 5,790 mmHg

Perch la soluzione fisiologica (0,9% NaCl)


isotonica?

PM NaCl = 58
1M = 58 g/l
1Osm =29 g/l
290,3=8,7 g/l ~ 9 g/l

0,9 % NaCl

Principio di elettroneutralit
(effetto di Gibbs-Donnan)

Il prodotto delle concentrazioni degli ioni


diffusibili , ai lati della membrana, eguale a:
[Na+]1 x [Cl-]1 = [Na+]2 x [Cl-]2
[cationi]1=[anioni]1

[cationi]2=[anioni]2

[Na+]1 = [Cl-]1 + [P-]1 e [Na+]2= [Cl-]2


[Na+]1 > [Cl-]1

per la legge di Gibbs-Donnan:

[Na+]1 [Cl-]1 = [Na+]22


il valore minimo delle [ ] interne sar quando:
[Na+]1 = [Cl-]1 = [Na+]2 cio [Na+]1+ [Cl-]1= 2 [Na+]2
ma non possibile!
[Na+]1 + [Cl-]1 > [Na+]2 + [Cl-]2

n
Distribuzione ineguale degli ioni diffusibili!

Per la legge di Gibbs-Donnan:


[Na+]1 x [Cl-]1 = [Na+]2 x [Cl-]2

[Na+]1/[Na+]2=[Cl-]2/[Cl-]1
Nella fibra nervosa il rapporto tra K+ e Cl- di circa 20

se molti ioni negativi non diffusibili intracellulari vi


laumento degli ioni diffusibili di segno opposto: nelle
cellule molto K+ e poco Cl-

dalla differente concentrazione di uno ione diffusibile


ai lati di una membrana si instaura una differenza di
potenziale !!

Conseguenze:
1) Gli anioni proteici spostano gli anioni
diffusibili fuori dalla membrana e
trattengono ioni di segno opposto (K+ ma
anche ad es. H+)
2) La differente concentrazione degli ioni porta
ad instaurarsi una pressione osmotica
3) Lo spostamento degli ioni diffusibili provoca
un potenziale elettrico (equazione di Nerst)

Le cellule viventi contengono


un eccesso di anioni indiffusibili
Ne consegue:
1) Distribuzione ineguale tra cationi ed anioni
diffusibili anche in assenza di trasporto attivo
2) I cationi allinterno sono pi numerosi che
allesterno (pH)
3) Tendenza della cellula a rigonfiarsi per gli effetti
osmotici delle alte concentrazioni cellulari (trasporti
attivi)
4) Lo spostamento degli ioni determina un potenziale
elettrico

Trasporto attivo
Contro gradiente elettrochimico
Proteina
canale

Proteine
carrier
EN

Diff.
passiva

TRASPORTO
PASSIVO

A
L
T
A

ER

TRASPORTO
ATTIVO

GI
A

B
A
S
S
A

Lequilibrio di Donnan solo un punto di partenza


per analizzare i meccanismi di distribuzione degli
ioni tra cellula ed ambiente esterno

LA CELLULA DEVE ESSERE CONSIDERATA


UN SISTEMA DONNAN-SIMILE

Nella cellula il trasporto attivo gioca un ruolo determinante nella


distribuzione degli ioni
La membrana cellulare un complesso dinamico, non una
membrana semipermeabile perfetta
Il mezzo intracellulare non una soluzione acquosa omogenea
Nel modello gli ioni diffusibili sono supposti completamente
dissociati, ma nella cellula non cos

Trasporto attivo
Servono proteine trasportatrici
ed energia
PRIMARIO
ATP

SECONDARIO
Lenergia deriva da
un immagazzinamento
energeticorealizzato
in un T.A. primario

La pompa Na+/K+
Trasferisce ioni Na+ allesterno della cellula e fa affluire ioni K+
allinterno
E presente in tutte le cellule del corpo
E responsabile del mantenimento delle differenze di
concentrazione del Na+ e del K+ tra esterno ed interno
E responsabile del potenziale elettrico negativo allinterno
E alla base del processo di trasmissione dei segnali nel sistema
nervoso

La pompa Na+/K+

Funzioni:
1) Controllo del volume cellulare
2) Ruolo elettrogenico

Polpette in salsa di Peperoni dolci


Tempo 60 min.

Calorie

280 g.

Cani e gatti: n 4

Proteine

26 g.

Colesterolo 90 mg. Lipidi 12 g. Grassi 4 g.


Sodio

385 mg.

500 g
90 g
1
2 ctav
1 cte
2 ctav
1

di fesa di vitello tritata


di pane integrale grattugiato
cipolla piccola tritata
di prezzemolo tritato
di odori misti secchi
di olio vergine d'oliva
chiara d'uovo
pepe nero macinato di fresco
1
cipolla tritata
1
peperone rosso dolce piccolo a fettine
1
peperone verde dolce piccolo a fettine
3 coste
di sedano a fettine
2 cte
di paprika
2 cte
di conserva di pomodoro
30 cm
di brodo di vitello senza sale
1/4 cte
di sale

Da un punto di vista generale il sistema digestivo pu


essere considerato come complessa catena di lavoro in cui
molteplici funzioni debbono essere sincronizzate.
Le principali sono:
la secrezione, cio il rilascio di enzimi, di muco e
di ioni nel lume e di ormoni nel sangue.
lassorbimento, cio il trasporto di acqua, ioni e
nutrienti dal lume al sangue attraverso lepitelio.

la motilit, cio le contrazioni della muscolatura


liscia che rompono, mischiano e spingono in avanti il
contenuto gastrico o intestinale.

Proprio la complessit di questa catena di lavoro


richiede sistemi di controllo robusti in grado di
facilitare la comunicazione fra le differenti sezioni del
sistema digerente e fra il sistema digerente e il
cervello.
Il controllo della funzione digestiva regolato
attraverso una combinazione di messaggi elettrici e
ormonali che originano sia entro il sistema nervoso ed
endocrino enterico che dal SNC e dalle ghiandole
endocrine propriamente dette come le surrenali
Le differenti parti di questo sistema
costantemente in comunicazione fra di loro.

sono

Erbivori

Carnivori

Onnivori

Il sistema digestivo composto da un tubo alimentare e


da organi digestivi accessori:
bocca
esofago
stomaco
fegato
pancreas
piccolo intestino
grande intestino

La parete del tubo alimentare composta da 4 tuniche o strati:

tunica sierosa: esterna, nella maggior parte del tratto digestivo (stomaco e
intestino) costituita da un fine strato di connettivo lasso rivestita da cel.
mesoteliali (un tipo di cell. epiteliali squamose). Tale tunica viene anche
chiamata peritoneo viscerale.
tunica muscolare: controlla la motilit del sistema, costituito da 2 strati
(circolare e longitudinale).
tunica sottomucosa: costituita da tessuto connettivo sia lasso che denso,
ricco di vasi e terminazioni nervose, presente un plesso sottomucoso molto
importante per il controllo delle funzioni della mucosa
tunica mucosa: interna, varia per strutura e funzioni a seconda del tratto,
importante la lamina epiteliale che pu includere cellule secernenti,
assorbenti o produttrici di ormoni.

4 tipi di cellule epiteliali, lingrandimento identico

Sotto lepitelio, ma ancora nella tunica mucosa, esiste la lamina propria,


tessuto connettivo lasso ricco di vasi e terminazioni nervose per lo strato
epiteliale e di noduli linfatici importanti per la funzione immunitaria
dellapparato. Ancora pi sotto abbiamo la lamina detta muscolaris mucosa che
permette il movimento alla mucosa.

Il peritoneo una membrana molto fine che avvolge le cavit addominale e pelvica
e la maggor parte dei visceri addominali. E composta da un mesotelio supportato
da un fine strato connettivale. In particolare parliamo di un peritoneo parietale e
uno viscerale:
Il mesentere uno strato costituito da due foglietti di peritoneo parietali
che sospendono i visceri dalla parte dorsale. In alcune sezioni esiste il
mesentere ventrale per una unione ventrale dei due foglietti.
Il mesentere un termine generico, si specifica a
seconda
del
tratto
considerato:
mesodigiuno,
mesogastrio, mesometrio.

Un pasto pu essere composto da centinaia se non migliaia di molecole che per


essere utilizzate dallorganismo debbono essere ridotte in strutture pi
semplici, perfino una tavoletta di zucchero (saccarosio) deve essere ridotto
enzimaticamente in molecole semplici di glucosio e fruttosio.
La pi importante reazione enzimatica nella digestione lidrolisi, cio la rottura
di un legame chimico con lintroduzione di una molecola di acqua.

Proteine:

Le differenti proteine possono essere modificate per laggiunta di carboidrati


(glicoproteine) o di lipidi (lipoproteine). Le catene aminoacidiche lunghe da 3 a 10 aa
sono chiamati peptidi.

Lipidi:

Gli acidi grassi sono costituiti da una lunga catena di


atomi di carbonio (da 14 a 22) terminante con un
gruppo carbossilico. Le principali differenze
riguardano la lunghezza della catena carboniosa e la
posizione dei doppi legami per gli insaturi.

ac. grasso a 18 C, saturo


La categoria pi abbondante di grassi presente
negli alimenti quella dei grassi neutri o
trigliceridi composti da una molecola di glicerolo
che forma 3 legami esteri con ac. grassi. Questi
per essere assorbiti dovranno essere idrolizzati
da lipasi pancreatiche in 2-monogliceridi + 2
ac.grassi liberi; altre lipasi completeranno la
digestione in glicerolo e 3 ac. grassi liberi.

Carboidrati:
Monosaccardi:

Disaccaridi:

glucosio
galattosio
fruttosio

esosi

ribosio

pentoso

lattosio (galattosio + glucosio)


saccarosio (sucrosio) (fruttosio + glucosio)
maltosio (glucosio + glucosio)

Oligosaccaridi

legame glicosidico

Polisaccaridi:

Amido: 1) amilosio, cio lunghe catene di glucosio con legame 1 4


2) amilopectina, catene ramificate di glucosio
enzima di digestione

: amilasi

Cellulosa: (maggiore costituente della parete cellulare delle piante):


catene lineari di D-glucosio con legame 1 4
enzima di digestione

: cellulasi

Glicogeno: il polimero di glucosio che funge da riserva animale di


carboidrati

Controllo della funzione digestiva


Come gi ricordato i meccanismi di controllo del sistema digerente sono
complessi e molte malattie digestive sono legate al loro
malfunzionamento.
I principali aspetti di tale regolazione riguardano:
- il sistema nervoso enterico
- il sistema endocrino enterico
- la motilit e la muscolatura liscia gastrointestinale

Il sistema nervoso enterico:


Il sistema nervoso esercita uninfluenza fondamentale nello svolgimento della funzione digestiva
in particolare sul controllo della motilit, sul trasporto di ioni associato alla secrezione e
allassorbimento, sul controllo del flusso ematico gastrointestinale. Parte di tale controllo
legato alle connessioni tra sistema digerente e sistema nervoso centrale ma una parte
importantissima viene svolta dal SISTEMA NERVOSO ENTERICO contenente a livello locale
tanti neuroni quanti il midollo spinale!

I principali componenti di tale sistema sono i plessi o reti di neuroni che corrono lungo il
sistema gastrointestinale dallesofago allano:
plesso mienterico:

posto tra lo strato longitudinale e circolare della tunica


muscolare, controlla la motilit gastrointestinale

plesso sottomucoso: posto sotto lo strato sottomucoso, controlla principalmente


lambiente del lume, regola il flusso ematico gastrointestinale,
controlla lattivit secernente dellepitelio (in alcune zone puo
mancare come in esofago)

* Oltre a questi 2 principali plessi esistono sotto la sierosa, allinterno dello strato circolare e
dentro la mucosa dei plessi minori.
Allinterno dei plessi troviamo:
NEURONI SENSITIVI che ricevono informazione dai recettori della mucosa e dalle

fibre muscolari. Almeno 5 tipi di recettori inviano informazioni di tipo meccanico,


termico, osmotico e chimico. I chemiocettori sono sensibili a variazioni di acidit (H+),
glucosio, aminoacidi. I recettori tattili avvertono la situazione di tensione e stiramento
delle pareti.

MOTONEURONI, presenti allinterno del plesso controllano la motilit e la secrezione e,

talvolta, lassorbimento. Nello svolgimento della loro funzione agiscono su un numero


di cellule effettrici molto grande: cel. muscolari lisce, cel. secretrici (oxintiche,
peptiche, mucose, enterociti, pancreatiche esogene) e cel. endocrine secernenti.

INTERNEURONI, responsabili dellintegrazione delle informazioni tra i due neuroni

precedenti.

Neurotrasmettitori: sono molti, i pi importanti


acetilcolina, eccitatante sia sulla secrezione che sulla motilit
norepinefrina, inibente

Il sistema nervoso enterico puo agire indipendentemente dal SNC o in collegamento:


in particolare il X paio di nervi cranici, n. vago, riveste un ruolo di primo piano in questi
collegamenti. Se il sist. nervoso enterico pu fornire informazioni in loco al SNC questi
pu fornire al sist. nervoso enterico informazioni dallesterno tramite la vista, lodore, il
suono.
In generale il sist. parasimpatico eccitatore e il sist. simpatico inibitore delle funzioni
digestive. alcune di queste connessioni sono chiamate propriamente riflessi, tipo:
riflesso gastrocolico e riflesso enterogastrico

Fisiologia della peristalsi


La peristalsi un caratteristico andamento delle contrazioni della muscolatura liscia che
permette la propulsione dallesofago al retto del materiale alimentare presente nel tubo
digerente. Gia nel 1899 fu descritta come un particolare movimento muscolare con una
contrazione a monte e un rilasciamento a valle del bolo permetteva la progressione (Bayliss and
Starling (J Physio (Lond) 24:99-143, 1899).
La peristalsi non influenzata da alcun grado di vagotomia o simpatectomia indicando il
controllo pieno del controllo nervoso enterico.
La peristalsi viene prodotta da i due maggiori riflessi che sono presenti allinterno del sist.
nervoso enterico attivati dalla presenza del bolo: la distensione meccanica e, forse, lirritazione
della mucosa. Tali stimoli vengono tradotti nei plessi da neuroni sensitivi che sinaptano 2
gruppi di interneuroni colinergici che attivano due differenti risposte:
un gruppo di neuroni attiva dei motoneuroni eccitatori sopra il bolo, contenenti
acetilcolina e sostanza P che inducono a monte la contrazione della muscolatura liscia
un secondo gruppo di interneuroni attiva dei motoneuroni inibitori che rilasciano le
fibre muscolari sotto il bolo, i neurotrasmettitori sono NO, VIP, ATP.

Motilit gastrointestinale e muscolatura liscia


I due fondamentali movimenti muscolari sono:
la propulsione: cio lo scorrimento del materiale digerito
lungo il tubo digerente
il rimescolamento: cio la possibilit di far venire a contatto
con gli enzimi digestivi e con gli epiteli deputati allassorbimento
tutte le sostanze presenti nel tubo. Avviene tramite i movimenti di
segmentazione, cio anelli di contrazione della muscolatura
circolare che segmentano e mischiano il contenuto (piccolo
intestino). Alternativamente vi sono delle contrazioni della
muscolatura longitudinale unite alle precedenti (austrazioni, grande
intestino, cavallo).

La muscolatura del tubo digerente a parte alcune parti dellesofago in alcuni animali (vedi
lucido) e le parti terminali del retto costituita da muscolatura liscia.
Le cellule sono strutturate in sincizio, cio fuse insieme in fascetti di fibre muscolari,
connesse tramite delle strutture chiamate gap junction che permettono loro di essere
elettricamente accoppiate.
Limportanza di questo accoppiamento elettrico che quando una zona della muscolatura
liscia viene depolarizzata, la depolarizzazione si diffonde in tutte le altre zone adiacenti
risultando in un coordinato movimento delle cellule muscolari lisce (esempio un anello di
contrazione).
Senza la presenza di queste gap junction la depolarizzazione interesserebbe solo porzioni
molto limitate della muscolatura con una resa nei movimenti di propulsione e di
segmentazione del contenuto intestinale molto bassa.

Elettrofisiologia del muscolo liscio gastrointestinale


Il potenziale di membrana delle cellule muscolari lisce intorno a -50, -60 mV ma ha la
caratteristica di fluttuare continuamente di 5-15 mV. Poich le cellule sono elettricamente connesse,
queste continue depolarizzazioni prendono il nome di onde lente (slow waves). Queste parziali
depolarizzazioni scorrono lungo il tubo gastroenterico.
La frequenza di tali onde dipende dalla sezione di tubo gastroenterico in esame: nel piccolo
intestino variano da 10 a 20 al min, nello stomaco da 3 a 8 al min. Tali onde di depolarizzazione
appaiono dipendenti dallattivit intrinseca della cellula muscolare liscia e non dallattivit del
sistema nervoso.
Tali onde NON riescono ad indurre alcuna contrazione muscolare fino a quando non raggiungono il
potenziale soglia (-40/-45 mV), a quel punto si instaura un secondo tipo di evento elettrico chiamato
potenziale a punta (spikes). Ad ogni potenziale a punta corrisponde un evento meccanico
(contrazione).
Loccasione di uno spikes viene determinata dal passaggio delle onde lente in una zona dove sono
stati rilasciati dei neurotrasmettitori dal sist. nervoso enterico che favoriscono la necessaria ulteriore
depolarizzazione. Gli stimoli che favoriscono il rilascio sono molti, tra i pi comuni e gi ricordati,
la distensione meccanica delle pareti.
Le onde lente quindi hanno una funzione di coordinamento e sincronizzazione degli spikes.

spikes

potenziale di

-45 mV

potenziale soglia

membrana (mV)
-60 mV

tensione
muscolare

onde lente

Sistema endocrino enterico


E il secondo sistema che controlla la funzione digestiva tramite la
secrezione di ormoni che attraverso il trasporto ematico arrivano alle
cellule bersaglio dove trovato dei recettori specifici attraverso cui
modificano la fisiologia delle cellule stesse.
Sono quasi tutti prodotti allinterno del tubo gastroenterico anche se
molti ormoni prodotti dalle ghiandole endocrine classiche influenzano i
processi digestivi.
Tra gli ormoni gastrointestinali pi importanti abbiamo:
gastrina, secreta dallo stomaco, importante nella secrezione
gastrica acida
colecistochinina, piccolo ormone intestinale che controlla la
secrezione della bile e degli enzimi pancreatici
secretina, altro ormone del piccolo intestino che stimola le
secrezioni alcaline e fluide del pancreas e della bile

Esempio di controllo ormonale della funzione digestiva:


stomaco
pancreas

* stop secrezione
secretina

secr. acida (HCL)


secr. basica (HCO3-)
pH neutro

piccolo intestino

secretina secreta
e immessa nel
torrente
circolatorio

Erbivori
Circa il 50% del carbonio presente in legami
che possono dare energia forma la cellulosa.
Questa rappresenta una grande risorsa di
energia che gli erbibori hanno imparato a
sfruttare meglio degli onnivori con una tecnica
raffinata: ospitano nel migliore dei modi dei
microrganismi che scindono per loro tale
composto in prodotti ricchi di energia (ac.
grassi volatili).

Funzioni
(ciecali)

Digestori craniali

Digestori caudali

digestione cellulosa

si

si

utilizzo zuccheri della dieta

no

si

utilizzo proteine microbiche

si

no

Fermentazione microbica
In tutti gli animali 2 sono i processi che accadono per la flora batterica del
grande intestino:
digestione e fermentazione dei carboidrati non digeriti nel piccolo
intestino
sintesi di vit. K e di vit. gruppo B
Attraverso la produzione di cellulasi avviene la digestione della cellulosa con la
produzione relativa di ac. grassi volatili, ac. lattico, metano, CO2, idrogeno.
Gli ac. grassi volatili possono essere assorbiti per diffusione nel colon.
* La produzione di vit. K, importante per i processi coagulativi, da parte di
questi batteri non pu essere recuperata ma alcune specie (coniglio, alcuni
roditori) hanno sviluppato il comportamento di nutrirsi delle proprie feci
(coprofagia mattutina) per il recupero di elettroliti e , appunto, vit. K.

Anatomia
lato destro del rumine

cellette reticolari

Esistono dei ruminanti a 3


stomaci per un omaso molto
rudimentale (camelidi, lama,
alpaca) e un reticolo con
aree di cellule ghiandolari.
Lepitelio
delle
papille
ruminali

squamoso
stratificato ma altamente
capace di assorbire, a pH
acido gli acidi volatili

papille ruminali

lamine omasali

1/3 dellarea dei prestomaci

Fisiologia del rumine


Al rumine arrivano alimento, saliva, acqua: il
materiale pesante (pietre, chiodi, pellet
grossi) passano direttamente nel reticolo
mentre il materiale leggero (erba) rimane nel
rumine. Notevoli quantit di gas sono
prodotti durante la fermentazine e occupano
la parte dorsale del rumine.
La saliva prodotta (100-150 litri) aiuta la
fermentazione aumentando la parte liquida e
tampone con HCO3- lacidit degli AGV.
Il materiale passa il sistema reticolo ruminale dopo aver raggiunto una certa
dimensione e una certa densit. La funzione dellomaso poco capita, la velocit
di transito alta permette un assorbimento poco significatico di ACV e di acqua, la
struttura a libro crea comunque una specie di filtro per il materiale ancora
grossolano da fermentare.
Labomaso svolge le funzioni delo stomaco degli altri animali con una specifica
secrezione di lisozimi: enzimi che catalizzano la reazione di scissione del legame
glicosidico dei mucopolisaccaridi che formano la parete batterica.

Fermentazione microbica

Ogni ml di succo ruminale contiene


10-50 miliardi di batteri, 1 milione
di protozoi ciliati e quantit minori
di funghi e lieviti.
I batteri sono tutti anaerobi, o
anaerobi facoltativi:

* la popolazione microbica varia con la


dieta
** la variazione di pH (normalmente in
un range di 6-7) altera la composizione
della flora

Cellulolitici
Emicellulolitici
Amilolitici
Proteolitici
Utilizzatori di zuccheri (mono e
disaccaridi)
Utilizzatori di ac. lattico, malico,
succinico
Produttori di ammoniaca
Sintetizzatori di vitamine
Produttori di metano

Fermentazione ruminale
Attraverso tale processo si ottiene:
una produzione di proteine microbiche ad alta qualit
nutritiva
una sintesi di prodotti azotati (proteine) partendo da N
non proteico (bioureto, urea)
sintesi di vitamine del gruppo B
Substrati della fermentazione:
cellulosa
emicellulosa
polimeri fenolici (lignina e carboidrati complessi)

Prodotti della fermentazione


ac. acetico 70%
ac. propionico 20%
ac. butirrico 10%

* Anche le proteine introdotte con la dieta possono essere deaminate ed


entrare nel metabolismo dei carboidrati e quindi essere substrato per i
prodotti di fermentazione (AGV).

Utilizzo degli AGV


La produzione di ac. acetico, propionico e butirrico
da parte delle fermentazioni ruminali deve essere
continuamente rimossa per evitare una eccessiva
acidificazione del rumine e quindi una morte dei
batteri fermentativi stessi.
Le papille ruminali hanno una specifica capacit di
assorbire gli AGV (addirittuta gli AGV stimolano la
proliferazione e il mantenimento delle papille
stesse), una specie di feedback positivo!
Gli AGV passano per diffusione, con lac. butirrico
che in parte rimane nellepitelio ruminale
trasformandosi in un chetone (-idrossibutirrico)
per rifornire di energia lepitelio stesso.

ac. acetico:

utilizzato poco dal fegato mentre viene


utilizzato da tutti i tessuti del corpo per produrre ATP. Unaltra
importante funzione dellacetato la produzione di acetil-CoA per
la sintesi dei lipidi.

ac. propionico:

utilizzato in massima parte dal fegato dove


come propionato costituisce la massima riserva per la produzione
di glucosio (gluconeogenesi). Questo assolutamente critico nei
bovini dove NON esiste riserva alimentare di glucosio!

ac. butirrico:

energia

ossidato in molti tessuti per la produzione di

I bovini hanno 10 geni che codificano per i lisozimi, di cui 4 sono


espressi nello stomaco con caratteristiche particolari:

sono attivi a pH acido al contrario degli altri e di quelli


di altre specie attivi a pH neutro e basico
sono insolitamente resistenti allazione della pepsina

Gas intestinale
Una produzione notevole di gas intestinale (detta flatus) prodotta nel
grande intestino degli uomini e dei loro animali (che comporta spesso
imbarazzi e lamentele...) costituita al 99% da: N2, O2, CO2, H2, metano.
Lodore non viene dato da questi gas ma da piccole quantit di indolo,
scatolo, H2S. La produzione varia a seconda dellindividuo anche se la
percentuale pi alta sempre quella di N2. Nelluomo la produzione varia da
200 ml a 2000ml.
* I terribili effetti di alcuni legumi sono dovuti ad oligosaccaridi molto
poco digeriti nel duodeno (stachiosio, raffinosio) che arrivando nel grande
intestino danno luogo a massiccie fermentazioni da parte dei batteri (A. N.Y.
Acad. Sci., 1968).
Gas nello stomaco: parecchi ml di gas sono introdotti con il bolo alimentare
e vengono eliminati tramite leruttazione.
Gas prodotti nel piccolo intestino: principalmente CO2 e H2, per
linterazione H+ e HCO3- derivati dallacidit gastrica e dai succhi
pancreatici e biliari.

Produzione di gas:
Dai processi fermentativi una bovina produce
circa 30-50 litri/ ora di gas mentre una pecora
ne produce 5.
Come gi detto la contrazione secondaria la
principale responsabile delleruttazione, il gas
passa attraverso lesofago alla velocit di 160225 cm/min.
Una porzione consistente del gas viene
assorbito dai polmoni invece di uscire dalla
bocca, questo pu dare luogo a inconvenienti
per una aromatizzazione del latte: infatti
alcuni odori lipofili e volatili (odori di aglio,
porro, cipolla) possono passare dal rumine ai
polmoni, da qui al sangue ed infine in mammella.

Controllo del ciclo del sistema reticolo ruminale


contrazione primaria (1-3 al min)
contrazione secondaria
I prestomaci possiedono un ricco sist.nervoso enterico ma le contrazioni
coordinate richiedono un controllo centrale. Le vie efferenti vagali

controllano sia la forza che la velocit delle contrazioni, la


resezione delle vie vagali elimina la coordinazione delle contrazioni.
Le vie afferenti ricevono stimoli da impulsi di tipo tensocettivo e
chemiocettivo.
Il contenuto del rumine pu influenzare la motilit: una dieta con
alta contenuto di fieno aumenta il ritmo mentre un alto contenuto
di concentrati lo diminuisce.

Movimenti dei prestomaci


Facilitano la macerazione meccanica dellalimento
Determinano una uniforme distribuzione dei
microrganismi nella massa ruminale
Provocano il rimescolamento del conteuto prestomacale
con la saliva
Agevolano la mobilizzazione degli acidi grassi volatili
Provvedono alleliminazione dei gas

Contrazione secondaria per levacuazione del gas


prodotto nella fermentazione

Situazioni che impediscono


il riflesso delleruttazione

Ruminazione
Fase di regurgito:
F. aspiratoria
F. espulsiva

Fase di rimasticazione
Fase di risalivazione
Fase di ingoiamento

Contrazione primaria reticolo-ruminale

Contrazione primaria solo considerando il rumine

Riflesso della doccia


esofagea o reticolare

Doccia esofagea o reticolare


Riflesso stimiolato dalla suzione o dal liquido
ingerito
Inibizione della motilit reticolo-ruminale e
omasale
Rilassamento del fondo dello stomaco
Scorrimento del latte dallesofago direttamente
in abomaso

In 305 giorni di lattazione, una pecora di 70


kg ha prodotto in condizioni sperimentali
1500 kg di latte:
il suo latte costituito da
4 % lattosio
3.5 % proteine
3.6 % grasso
Questo significa che per produrre solo il
latte ogni giorno lanimale deve sintetizzare:
250 gr di lattosio (tutto il glucosio
necessario proviene dallac. propionico)
180 gr di proteine
185 gr di grasso sintetizzato dallacetico del
rumine

Controllo della motilit ruminale


a) Zone reflossogene periferiche (cavit orale,
prestomaci, stomaco) per stimoli meccanici
e chimici
b) Via afferente: II e III branca del V paio di
n. cranici; X paio di nervi cranici
c) Centro integratore: porzione craniale del
nucleo dorsale del vago (bulbo)
d) Vie efferenti: X paio di nervi cranici

Distribuzione delle fibre


vagali nei prestomaci

Sistema digestivo del cavallo


Ha un grande intestino particolarmente
sviluppato:
in particolare il colon pu riconoscere
colon ascendente (grande colon)
c. ventrale destro
c. ventrale sinistro
c. dorsale destro
c. dorsale sinistro
colon trasverso
colon discendente (piccolo colon)

Il cieco e il colon ascendente


hanno una struttura muscolare
longitudinale particolare (taniae)
che causa le austrazioni

I movimenti peristaltici, di segmentazione


e le austrazioni nel colon ascendente aiutano
lassorbimento di acqua, elettroliti e AGV
che vengono a formarsi per le fermentazioni
che si formano nel cieco e nel grande colon
(il materiale intestinale impiega 2-3 giorni a
passare dal colon trasverso).
Nel piccolo colon i movimenti predominanti
sono di tipo peristaltico e di segmentazione
che alla fine determinano la caratteristica
forma delle feci equine (scibale).

Sistema digestivo degli uccelli


Gli uccelli sono dal punto di vista alimentare carnivori, insettivori, mangiatori
di semi o cose simili. Pertanto i comportamenti alimentari e gli adattamenti
del sistema digestivo possono essere molto differenti. Detto questo possiamo
individuare alcuni elementi comuni.
gizzard = ventriglio
proventriculus = stomaco
ghiandolare

Sistema pregastrico:

non avendo una dentatura la rottura


meccanica dellalimento data dal becco stesso e dal ventriglio o stomaco
muscolare. Lesofago ha un diametro piuttosto significativo specie negli
uccelli che ingeriscono alimento grossolano. Prima di arrivare nello stomaco
alcune specie hanno una dilatazione che funge da magazzino per il cibo
prima di arrivare nello stomaco. Onde peristaltiche ed una estensione del
collo facilitano lo scorrimento nello stomaco dellalimento ingerito.

Stomaco:

vi sono due tipi differenti di stomaco, uno ghiandolare


(proventricolo) simile a quello dei mammiferi per il tipo di attivit
funzionale ed uno muscolare (ventriglio), di forma appiattita e discoidale,
contiene anche delle pietroline per aumentare lefficienza frantumativa.
Questo stomaco riceve il materiale dallo stomaco ghiandolare e lo riversa
nel duodeno.

Piccolo intestino: simile alla struttura degli altri animali domestici.


Grande intestino: il grande intestino formato da un paio di ciechi
e un colon piccolo e corto, piccoli villi sono riscontrati nel colon
(differente dai mammiferi).

La cloaca una struttura espansa, tubulare che serve come apertura sia
per il sistema digestivo che per quello urinario e riproduttivo.
Lassorbimento di acqua ed elettroliti rimane una importante funzione
anche negli uccelli, i quali sfruttano i movimenti antiperistaltici del colon
che arrivano al cieco e permettono lassorbimento di acqua dallurina
prodotta.
Il cieco risulta essere per alcune specie poco importante ( possibile
rimuoverlo senza significative modificazioni), in altre il luogo per la
digestione della cellulosa al pari di un coniglio o di un cavallo!

Lo stomaco
4 funzioni base:
1) serbatoio per conservare gli alimenti per un breve periodo
2) digestione chimica ed enzimatica degli alimenti
3) azione meccanica potente per la liquefazione del cibo ingerito
(chimo), condizione essenziale per lattivit del piccolo intestino
4) rilascio controllato del materiale nellintestino (pompa
peristaltica)

Struttura
La struttura macroscopica simile a quella gi
descritta, in pi ce una struttura muscolare
obliqua. La mucosa e la sottomucosa si
costituiscono in rugae o pliche quando vuoto.
Il cambio del tipo di epitelio avviene in
prossimit del cardias ma in alcune specie
ad un livello inferiore, oltre il fondo e gi nel
corpo dello stomaco (cavallo, roditori).
Se si guarda la mucosa con una lente si
scopriranno numerosi piccoli buchi: le
aperture delle ghiandole gastriche sia
semplici che ramificate

I 4 maggiori componenti dellepitelio gastrico sono:


cellule mucose del colletto secernenti muco alcalino
cellule parietali secernenti ac. cloridrico
cellule principali secernenti pepsinogeno
cellule G secernenti gastrina

Secrezioni gastriche
Il muco prodotto in modo abbondante sia
dalle cellule superficiali dellepitelio che
dalle cellule del colletto serve per la
protezione da traumi e dallacidit
gastrica.
LHCl secreto dalle ghiandole denatura le
proteine, attiva il pepsinogeno e inattiva
una gran parte di batteri introdotti con
gli alimenti
Le proteasi, pepsina, secreta in forma
inattiva come pepsinogeno, e chimosina
(o rennina)
Gli ormoni: il pi importante la gastrina
sia per la secrezione che per la motilit
gastrica.

Secreti minori:
lipasi, gelatinasi e fattore
intrinseco:
prodotto dalle cellule parietali
nelluomo e dalle pricipali nei
roditori. Protegge la Vit. B12 dalla
digestione pancreatic e ne favorisce
lassorbimento
attraverso
dei
recettori ileari.

Gastrina
Prodotta dalle cellule G, specie nella regione pilorica, trova i recettori
sulle cellule parietali e sulle cellule enterocramaffine-simili.
Struttura: secreta come prepro-ormone,
poi viene modificata e forma diverse
molecole, la pi importante la big-gastrin
(34aa) ma anche presenti ed efficaci la
17aa e la 14aa. Importanti per lattivit gli
ultimi 5aa al C-terminale, uguali, tra laltro
a quelli della colecistochinina per cui si
spiegano gli effetti a volte sovrapponenti
Viene stimolata da alcuni peptidi, aa e Ca++.(componenti non identificati nel caff
sono potenti stimolatori di gastrina). Un pH molto basso (<3) blocca la secrezione
di gastrina.
La cellula parietale ha circa 44000 rec per la gastrina ma anche le cel.
enterocronaffini-simili hanno i recettori e recentemente si ipotizzato che
questi siano pi importanti: tramite essi la gastrina provoca la secrezione di
istamina.

Oltre a questi effetti la gastrina stimola la secrezione pancreatica acinosa (rec


CCK), e lattivit delle cellule muscolari liscie (trattamenti farmacologici
influenzano anche la motilit gastrica). La gastrina stimola inoltre lo sviluppo
della mucosa gastrica:> di RNA, DNA e sintesi proteica.

Alterazioni: leccessiva secrezione di gastrina determina nelluomo e nel cane la


sindrome di Zollinger-Ellison con ulcere duodenali ed aumento dellacidit
gastrica.
Comunemente una ipergastrinemia associata a tumori delle cellule secernenti
con sviluppi poi nel pancreas o nel duodeno.

Meccanismo di secrezione delle cellule parietali


Quando stimolate le cellule parietali, allinterno delle ghiandole, nei canalicoli
che poi trovano sbocco nel lume gastrico, secernono HCl alla concentrazione
di 160 mM ed a un pH di 0.8 (un cane secerne 1 L di succo in 3 ore, un cavallo
fino a 30 L in 24 ore).
Leccessiva secrezione acida causa molti problemi specie nelluomo e molti
farmaci sono stati sviluppati per combatterla, prima di elencarli vediamo
quali sono i fattori coinvolti e il meccanismo di azione.
Tre tipi di recettori si trovano sulla cellula parietale per:
acetilcolina (rec. muscarinici)
gastrina
istamina (rec. H2)
E importante anche la presenza di Ca++ extracellulare: il legame dellacetilcolina e
gastrina aumenta il Ca++ intracellulare mentre listamina aumenta ladenilato
ciclasi e di conseguenza lAMPc intracellulare.

Leffetto di tali fattori additivo.


Vi sono numerose sostanze che possono intervenire aumentando
la secrezione agendo su uno di questi tre agenti: Ca++ e
bombesina aumentano il rilascio di gastrina, lencefalina aumenta
la secrezione con recettori presenti sulla cel. parietale.
Altre sostanze riducono la secrezione come: PGE2, secretina,
GIP, glucagone, somatostatina.

Meccanismo di azione della produzione di acido cloridrico:


La concentrazione di H+ secreti dalle cel. parietali circa 3 milioni di volte pi
alta rispetto a quella del sangue e Cl- viene secreto contro un gradiente di
concentrazione ed elettrico.
La chiave una pompa ATPasi dipendente che scambia H+/K+, dipendente da Mg
e non bloccata da ouabaina
Modello attuale:
1) H+ generato dalla dissociazione dellacqua e tramite lanidrasi carbonica si
associa alla CO2 per formare HCO3- e H+.
2) HCO3- trasportato alla membrana basolaterale dove scambiato con Cl- dal
sangue (marea alcalina post-prandiale) e controllo del pH intracellulare.
3) K+ e Cl- sono trasportati nel lume tramite canali di conduttanza
4) H+ pompato fuori dalla cellula scambiato con K+
5) Per gradiente osmotico lacqua viene attirata nei canalicoli generando succo
gastrico: 155 mM HCl, 15 mM KCl e piccole quantit di NaCl.

Terapie contro leccessiva secrezione acida dello stomaco


Antagonisti i rec. H2:

Inibitori della pompa H+:

cimetidina

sono i farmaci che


secrezione di H+, come

ranitidina
famotidina
nizatidina

bloccano

acetazolamide(blocca anidrasi carbonica)


omeprazolo
lansoprazolo
pantoprazolo

bloccano ATPasi

la

Pepsina e pepsinogeni
Vi sono 8 isoforme differenti, la proteasi di 325 aa, secreto in forma di
pre-proenzima; il pepsinogeno quando scende sotto il valore di 4 viene
attivato a pepsina, che ha un range di attivit tra 1.8 e 3.5 di pH.
Viene stimolato da:
secretina, VIP, epinefrina ed elevate [ ] di Ca++ intracellulare elevato
dai peptidi della famiglia gastrina/colecistochinina e dallacetilcolina
* Da ricordare la presenza di catepsine, proteasi con un range di azione
pi alto (4.5-5.5 )

** Ancora nellabomaso dei ruminanti 4 delle 10 isoforme di lisozima in


grado di rompere la parete batterica.

Rennina o chimosina
E una proteasi molto importante, specie nei giovani animali, converte il
latte liquido in una sostanza semisolida, denaturando e facendo
precipitare in presenza di Ca++ la caseina. E secreta come pro-rennina ed
attivata dallacidit.
Le caseine sono di 4 tipi: as1, as2, beta e kappa. Quella che necessita
della rennina per poter essere denaturata e precipitare in presenza di
Ca++ la kappa che tagliata e inattivata forma la para-kappa-caseina, la
quale non riesce a stabilizzare pi le micelle del latte che precipitano
formando il coagulo.

Fasi della secrezione gastrica


Cefalica
Gastrica
intestinale

Barriera gastrica
Secrezione mucosa
Secrezione alcalina
Giunzioni strette

Svuotamento gastrico
E ostacolato dalla resistenza del piloro e promosso dalle
onde peristaltiche dellantro
POMPA PILORICA: una serie di intense onde peristaltiche
che arrivano al piloro (20% delle onde totali, pi potenti di 6-7 volte)
Segnali dello svuotamento:
-A livello gastrico: nervosi (distensione dello stomaco)
umorali (gastrina)
-A livello duodenale: nervosi (riflessi enterogastrici)
umorali (enterogastroni: VIP, GIP, somatostatina)

Il complesso motore migrante


E una attivit elettrica particolare che succede nella muscolatura
liscia gastrointestinale nel periodo di interpasto. E una attivit di
controllo e pulizia dello stomaco. Si verifica ogni 1.5-2 ore e si
compone di 4 fasi:
1) periodo di riposo della muscolatura liscia di 45-60 min, senza PdA
o contrazioni
2) periodo in cui la frequenza dellattivit elettrica aumenta ed onde
peristaltiche, iniziando dallo stomaco, proseguono lungo tutto il
piccolo intestino.
3) periodo di 5-15 min con contrazioni spastiche violente a piloro
beante che lascia passare il materiale indigerito
4) un periodo di transizione fino alla fase iniziale di stasi

In associazione al complesso migrante avvengono altre attivit quali un


aumento dellattivit gastrica, biliare e pancreatica, i cui secreti aiutano la
pulizia operata dallattivit motoria.
Il SNC controlla lattivit del complesso migrante attraverso un ormone
enterico ad attivit nervosa: la motilina, di 22 aa, secreta nei tratti
prossimali dellintestino tenue. Viene secreta nel periodo di interpasto circa
ogni 100 min, entrando in circolo arriva al SNC dove attiva una risposta
riflessa motoria.
* Leritromicina aumenta lattivit motoria intestinale in quanto agonista non
peptidico della motilina, quindi aumenta lattivit del complesso motorio migrante.

Potenzialit terapeutiche e sociali:


1) le concentrazioni ematiche dei farmaci possono variare a seconda dello
svuotamento gastrico, se durante o lontano dai pasti.
2) i caratteristici brontolii che mettono in crisi durante le riunioni hanno
una risposta .

Abbiamo visto che il chimo esce dal piloro in forma semiliquida, a spruzzi causati
dalla pompa pilorica.
Ma al materiale solido che non riesce ad essere degradato (esempio un osso, una
moneta, una pietra..) cosa accade? Pu generare una ostruzione intestinale o
generare il riflesso del vomito: un evento che segue altri due effetti, la nausea
(sensazione psichica che accade nelluomo e negli animali, probabilmente, in cui si
ha una inibizione della secrezione gastrica, un aumento della secrezione intestinale
e un inizio di movimenti antiperistaltici) e i conati di vomito (movimenti respiratori
spasmodici a glottide chiusa).
Il vomito pu essere descritto secondo questi passaggi:
- un profondo respiro a glottide chiusa, con la laringe alzata, lo sfintere esofageo
superiore aperto e il palato molle alzato per chiudere le cloane nasali
- la contrazione del diaframma verso il basso per creare una pressione negativa
intratoracica che facilita la dilatazione dellesofago e lapertura dello sfintere
distale
- una contrazione dei muscoli addominali che spreme i visceri e, con il piloro chiuso,
spinge il materiale gastrico ad uscire.

Controllo del vomito:


I centri bilaterali del vomito, posti nella
zona reticolare del midollo allungato,
rispondono a stimoli centrali (CTZ) che
periferici
provenienti
dal
sistema
gastroenterico,
(in
particolare
la
distensione dello stomaco e irritazione
della mucosa), dalle vie biliari (ostruzione
da calcoli), dal peritoneo, dal cuore.
Oppure
afferenze
cerebrali
extramidolari
causate
da
odori
nauseabondi, traumi cerebrali, disturbi
vestibolari (mal dauto).
Il CTZ, posto in prossimit del IV ventricolo, non induce il vomito se
stimolato elettricamente ma presenta dei chemocettori che inducono il
vomito. Per cosa? i farmaci emetici agiscono su questi recettori (apomorfina,
morfina, dopamina). Molte anomalie chimiche (uremia, ipossia, chetoacidosi
diabetica) eccitano questi recettori che a loro volta eccitano i centri
bilaterali.

Fegato
E
la pi
grande
ghiandola del corpo,
molteplici le funzioni:
1) funzioni vascolari;
2) metaboliche;

Il tessuto connettivo della capsula si


3) secretorie ed escretorie invagina e forma i setti che formano i lobuli,
unit strutturale del fegato

Il lobulo epatico di forma esagonale con al


centro la vena centrolobulare e gli epatociti a
raggiera.

Al vertice del lobulo la triade portale: dotto


epatico, vena portale e arteria portale.

Funzioni metaboliche del fegato


Metabolismo dei carboidrati: il suo ruolo quello di mantenere sotto
controllo la concentrazione ematica di glucosio: glicogenesi dopo un pasto,
glicogenolisi dopo un periodo di digiuno; gluconeogenesi dopo un lungo periodo
di digiuno.
Metabolismo dei grassi: ossidazione dei trigliceridi per la produzione di
energia. Nel fegato si degradano molti ac. grassi con produzione di
acetoacetato che viene poi utilizzato come fonte di energia dai vari tessuti,
trasportato dal sangue, sintesi di lipoproteine, trasformazione di proteine e
carboidrati in ac. grassi trasportati poi nel tessuto adiposo; sintesi di
colesterolo e fosfolipidi.
Metabolismo delle proteine: deaminazione e transaminazione degli aa seguita
dalla trasformazione delle parti non azotate in glucosio o lipidi (molti enzimi che

intervengono in tali processi come lalanina- e aspartato- aminotransferasi sono utilizzati come test
per verificare dei danni epatici); rimozione dellammoniaca e trasformazione in urea

sintesi di aminoacidi non essenziali; sintesi


della maggior parte delle proteine ematiche (albumine, globuline, proteine della
(encefalopatia epatica nei cani e nei gatti);

coagulazione)

Funzioni del fegato

Metabolica
Deposito
Escretoria
Detossificante
protettiva

Epatociti

glicogeno

dopo una notte di digiuno

2 ore dopo il pasto (PAS)

(micr. elettronica)

Sistema epatico vascolare


E un sistema particolare, diverso da quello di
altri organi, dove il 75% del sangue venoso,
proveniente dal sistema portale (intestino,
pancreas, stomaco). Il 25% , invece, arterioso.
I rami terminali delle arteriole e venule
riversano insieme il loro contenuto nei
sinusoidi eil plasma, tramite gli endoteli
fenestrati, arriva a bagnare le
membrane degli epatociti. Il plasma
raccolto nello spazio di Disse pu essere
convogliato in gran parte nei capillari
linfatici.
Il sangue che esce dai sinusoidi si raccoglie nella vena centrolobulare.
Le vene centrolobulari si uniscono nelle vene epatiche e lasciano il fegato
riversandosi nella vena cava.

Fisiologia del sistema epatico vascolare


Il fegato un organo molto vascolarizzato che puo
fungere da serbatoio di sangue e rilasciarlo nei
momenti di bisogno (emorragie), oppure aumentare
il volume per contenere rapidi aumenti di volume
ematico (infusioni). In condizioni normali il 10-15%
del sangue totale nel fegato, di cui il 60% nei
sinusoidi.
Circa il 50% della linfa presente nel corpo prodotta dal fegato. La linfa
prodotta negli spazi di Disse viene convogliata nei capillari linfatici presenti a
livello di triade (non viene chiamata tetrade perch non possibile individuarli
nei comuni preparati istologici) e da l nel sistema linfatico sistemico.
Il sistema macrofagico epatico costituito
dalle cellule di Kupffer che rappresentano il
principale mezzo di rimozione di particelle e
microbi dalla circolazione. La localizzazione a
valle del sistema portale permette la rimozione
di eventuali agenti tossici prima di una loro
azione sistemica.

sinusoidi
I sinusoidi sono canali vascolari con bassissima pressione che ricevono il sangue
dalle dalle arteriole e venule e lo riversano nella vena centro lobulare
Tra le filiere di epatociti e le cellule
endoteliali sinusoidali fenestrate si forma lo
spazio di Disse: questo comporta che (1) gli
epatociti sono a stretto contatto con il plasma
ricco di nutrienti assorbiti nellintestino; (2) il
plasma che si raccoglie fluisce verso i tratti
portali e raccolto nei vasi linfatici e forma la
parte pi importante della linfa del corpo.

I sinusoidi ospitano unimportante popolazione di


macrofagi, le cellule di Kupffer ad attivit
fagocitaria.

Il sistema biliare
Il sistema biliare una rete di canalicoli e duttuli che convoglia la bile, il
prodotto della secrezione epatica, dal fegato al piccolo intestino.
Un canalicolo biliare pi che un dotto uno
spazio intercellulare tra due filiere di
epatociti adiacenti. Gli epatociti secernono la
bile nei canalicoli con un flusso parallelo ma
opposto a quello nei sinusoidi riversandosi nei
dotti biliari che sono posti cosi in prossimit
delle branchie terminale della vena porta e
dellarteria epatica: ecco la triade portale!
I piccoli dotti si riversano in dotti sempre pi
grandi fino a terminare nel dotto comune
biliare e questi nel duodeno.
Negli animali in cui presente, la bile prima di
riversarsi nel duodeno di raccoglie e si
concentra nella cistifellea.

Funzioni della bile


Digestione dei grassi
Trasporto e assorbimento dei grassi
Trasporto di prodotti che vengono rimossi
dal sangue ed escreti dalla bile (bilirubina,
colesterolo, farmaci, xenobiotici)

Animali senza cistifellea:


1. Cavallo
2. Elefante
3. Cervo
4. Daino
5. Cammello alce
6. Ratto
7. Piccione

Fasi di secrezione
1. Secrezione primaria: ac. biliari e
colesterolo nei canalicoli
2. Secrezione secondaria ricca di HCO3- nei
dotto terminali e nel dotto epatico

Produzione di bile continua


Secrezione :

intermittente

(monogastrici, cane, cavallo)

Continua
(ruminanti)

Coleretici:
Sali biliari
stimolazione parasimpatica
istamina
Colagoghi:
CCK
Gastrina
peristalsi intestinale e rilascio sfintere di
Oddi

Acidi biliari
Derivano dal colesterolo prodotto dagli epatociti o
derivante dalla dieta. Questo viene convertito in ac.
colico o chenodesossicolico coniugati con glicina o
taurina quindi secreti nei canalicoli biliari.
Sono anfipatici, cio contengono una parte lipofila e
una idrofila.
In questo modo possono:
emulsionare i globuli di grasso
trasportare in fase acquosa i
nellintestino sottoforma di micelle

grassi

Sali biliari
Abbassamento della tensione superficiale ed emulsione
dei grassi
Mantenimento in soluzione delle sostanze steroidee
Azione favorente lassorbimento delle vitamine liposolubili
Stimolo della peristalsi
Effetto coleretico
Assorbimento dei grassi
Azione batteriostatica

Calcoli biliari
Sono concrezioni che si formano nelle vie biliari, solitamente nella cistifellea
(frequenti nelluomo, meno animali, carnivori).
Sono di 2 tipi: 1) calcoli di colesterolo 90%, 2) calcoli di pigmenti biliari 10%.
1) 5-25 mm, una precipitazione di colesterolo non esterificato per una
alterazione del rapporto tra ac. biliari e colesterolo stesso dovuta a:
ipersecrezione di colesterolo per obesit, alimentazione ipercalorica,
dieta cronica di grassi polinsaturi, steroidi contraccettivi, gravidanza,
diabete mellito, ipercolesterolemia familiare.
iposecrezione dei sali biliari o anomalie nel loro riassorbimento ileare
ipofunzionamento della cistifellea con stasi biliare (gravidanza,
contraccettivi steroidei, pazienti alimentati per via parenterale
2) Precipitazione di bilirubina per emolisi cronica, infezioni batteriche
(aumentano la glucoronidasi e quindi i pigmenti coniugati che precipitano con Ca++.

Ruolo degli ac. biliari nellomeostasi del colesterolo


Il destino pi importante del colesterolo la
produzione giornaliera di ac. biliari, circa 500 mg di
colesterolo vengono convertiti in ac. biliari ed eliminati
con la bile.

Ruolo degli ac. biliari come ormoni

Recentemente (Science, 1999) stato dimostrato che


funzionano come ormoni, aventi dei recettori nucleari per la
trascrizione di proteine coinvolte nellomeostasi del colesterolo.
Attraverso diversi orphan receptor possono funzionare come
ormoni steroidei:
negli epatociti stessi funzionano da feedback negativo per
la loro stessa produzione (inibizione della 7alfa-idrossilasi)
stimolano la trascrizione della proteina ileare che
favorisce il loro riassorbimento (IBAT gene)
Quindi unelevata [ ] di bile porta ad un controllo sulla produzione di
nuova e sul riutilizzo della presente.

Controllo della secrezione biliare


Nella maggior parte degli animali la secrezione ridotta durante il digiuno e
deviata nella cistifellea dove si concentra.
Allarrivo del chimo avviene una regolazione ormonale ad opera della CCK e
della secretina.

Analisi delle vie biliari: un paziente ha ricevuto una dose di un composto


marcato con Technetium Tc 99m, un radionuclide a breve vita che mette
raggi , che viene rapidamente metabolizzato a livello epatico e quindi
stoccato durante il digiuno a livello di cistifellea. Con una iniezione di CCK
possiamo vedere una fase dello svuotamento.

Eliminazione biliari dei prodotti catabolizzati


Il fegato elimina tramite la bile una serie di tossine e
prodotti catabolici dellorganismo, come sterodi, Ca++,
antibiotici, farmaci metabolizzati. Parte dei prodotti
escreti vengono riassorbiti nelintestino ed eliminati dal
rene.
Una delle pi importanti sostanze, anche da un punto di
vista clinico, che vengono eliminate attraverso questo
meccanismo comune.
Ogni 5 sec circa 20 milioni di gl. rossi vengono catabolizzati
con circa 5 x 1015 molecole di emoglobina, questi vengono
digeriti dai fagociti (incluse le cel. di Kuppfer), il Fe++ viene
recuperato, la globina viene degradata come proteina
mentre il gruppo porfirino vien trasformato in bilirubina:
trasporto al fegato tramite albumina
coniugazione negli epatociti con ac. glicuronico o solfato
escrezione nel piccolo intestino dove viene deconiugato e
riassorbito o eliminato con le feci (stercobilina)

ittero

Rigenerazione del fegato


Il fegato mostra una notevole capacit di rigenerazione dopo un trauma:
dopo epatectomia parziale di 2/3 del tessuto epatico in una settimana si
verifica la ricostituzione.

Stimoli per la rigenerazione epatica


Fattori mitogenetici come epatocyte growth factor (EGF), TNFa, IL6,
epidermal growth factor (EGF), norepinefrina, insulina.
Fattori inibenti: TGF1

Pancreas
E una ghiandola allungata bianca, rosastra,
posta in prossimit del duodeno, rivestita di
una capsula fine connettivale che si invagina
in setti delimitando aree pancreatiche dette
lobuli.
La parte pi grande del pancreas formata
da cellule esocrine e duttuli, pi un milione
circa di cluster di cellule endocrine, le
isole di Langerhans secernenti insulina,
glucagone. Qui a lato sezione istologica di
pancreas equino con isola di Langerhans.
La parte esocrina formata da una struttura acinosa che riversa
il secreto nel lume dellacino e poi nei dotti intralobulari, infine
nel dotto pancreatico e nel duodeno.
In alcune specie vi sono 2 dotti pancreatici, in altre il dotto si
fonde con quello biliare.

Divisione dei setti in lobuli

Dotto intercalato

Sezione di acino con lume centrale

Dotto intralobulare

Dotti interlobulari

Dotti interlobulare e intralobulare

cel. = insulina - cel.=glucagone

cavallo

scimmia

Succo pancreatico
Acini: enzimi digestivi (2%), Na+, K+,
Ca++, Mg++, inibitore della tripsina
Duttuli e dotti: HCO3- e Na+ (98%)

Funzioni
Tampone
Protezione della mucosa
Digestione
Fermentazione nel grosso
intestino (cavallo, maiale)

Enzimi proteolitici

Enzimi
amilolitici

Enzimi lipolitici

Tripsina

amilasi

lipasi

Chimotripsina

colesteroloesterasi

Carbossipeptidasi A B
:
Elastasi

fosfolipasi

Ribonucleasi
Desossiribonucleasi

Meccanismo di azione della secrezione di bicarbonato:


1. Trasporto di HCO3- attivo
2. Richiamo per gradiente elettrico di Na+
3. H2O per richiamo osmotico
4. Simporto attivo di H+ e Na+

Controllo della secrezione pancreatica


Il controllo ormonale della secrezione pancreatica si basa su fattori gi
incontrati:

CCK
gastrina
secretina
Questi ormoni vengono rilasciati per stimoli fisici e chimici da parte del
chimo gastrico (gastrina) e intestinale (CCK e secretina)
Agenti minori:
GIP, enteroglucagone, VIP = secretina
Chimodenina = (stimolazione del chimitripsimogeno-tripsinogeno)

Fasi della secrezione


Cefalica
Gastrica
intestinale

Piccolo Intestino
Nella maggior parte degli animali
grande circa 3.5 volte la lunghezza
del corpo; in un cane di grossa taglia
di circa 6 metri.

duodeno, sezione corta in cui sboccano i dotti pancreatici e biliari.


digiuno, sezione di circa il 40% del piccolo intestino nelluomo e circa il 90 %
negli animali

ileo, sezione di circa il 60% nelluomo ma gli anatomici veterinari lo considerano


una sezione molto piccola negli animali domestici

Tre tipi cellulari principali:


Enterociti
Cel. enteroendocrine (secretina, gastrina, CCK)
Cel. di Goblet

La secrezione di muco da parte di queste cellule dovuta a fattori irritativi.


Hanno una secrezione basale ed una dopo stimolazione. E un muco denso,
che si espande rapidamente dopo la secrezione (anche 500 volte in 20 msec,
tipo schiuma da barba ..)

Ciclo cellulare degli enterociti


La mucosa dellintestino appare come vellutata al tatto
per la presenza dei villi, proiezioni di circa 1 mm della
mucosa allinterno del lume.
Gli enterociti che ricoprono i villi hanno un ciclo di
pochi giorni (3-5) poi muoiono e vengono digeriti.
Le cripte di Lieberkuhn sono invaginazioni tubulari
accanto ai villi sono responsabili della secrezione. Alla
base delle cripte ci sono le cellule staminali sia per gli
enterociti che per le cripte. Da queste si differenziano
4 tipi cellulari: enterociti, cel. di Goblet, cel. di Paneth,
cel. enteroendocrine.
cel. staminali

Secrezione nel piccolo intestino


Grandi sono le quantit di acqua che vengono
secrete ed assorbite nellintestino a seconda del
gradiente osmotico a cui sono sottoposte.
Il chimo che arriva nellintestino non esercita
una grandissima pressione osmotica ma le
macromolecole presenti provocano un gradiente
osmotico significativo (lamido per esempio non
genera intero alcuna pressione osmotica ma, digerito,
le molecole di glucosio inducono una grande gradiente).

In questo modo si crea un flusso di secrezione delle molecole verso il lume che
diminuisce mano a mano le singole molecole vengono riassorbite.
Anche la base delle cripte secerne ioni utilizzando una pompa per Cl-AMPc
dipendente (CFTR= una sua mutazione genica porta alla fibrosi cistica).
Molti milioni di persone muoiono per alterazioni di questo canale; anche molti
batteri producono tossine che alterano il funzionamento (vibrio colerae, ETEC,
salmonella), con manifestazioni diarroiche spesso mortali.

Principi generali dellassorbimento

La pompa Na+/K+ ATPasi dipendente trasporta 3 ioni Na+


fuori contro 2 di K+ posta sulla membrana basolaterale
(150.00 pompe per enterocita) e trasporta 4.5 miliardi di ioni
al min.
Molte molecole dipendono da questo gradiente formato dalle
pompe: amionoacidi acidi, basici, neutri, glucosio, galattosio

Assorbimento dellacqua
Luomo introduce con la dieta circa 1-2 litri di acqua al giorno, circa 7-8
litri arrivano nell'intestino con le varie secrezioni salivari, biliari e
pancreatiche. Circa l80% di questi liquidi viene riassorbito. Losmosi, come
gi detto, la principale forza che regola i flussi e lassorbimento
dellacqua strettamente legata allassorbimento dei soluti e, seguendo il
modello precedente, fluisce per diffusione a seconda del gradiente
osmotico.
Tuttavia lacqua viene assorbita anche in presenza di [ ] di ioni
particolarmente alte anche nel lume: teoria dei 3 comparti
Lepitelio sarebbe suddiviso in 3 parti
separate da due membrane di diversa
permeabilit. In questa situazione lacqua si
muove da A a C contro gradiente per 2
condizioni:
membr. 1 = basolat. enterocita

losmolarit di B > di A

membr. 2 = membr basale o


capillare

la permeabilit della membrana 1 < di


membr. 2

Assorbimento dei lipidi

dopo pochi secondi laggiunta della lipasi la


superficie delle goccioline diventa ruvida
per la digestione dei trigliceridi di
superficie (causate dallinterfaccia lipoidrofila) (2). Tale digestione altera la
tensione superficiale della gocciolina e la
parte non digerita di grasso sguscia
fuori (3). Il processo continua fino alla
riduzione in goccioline sempre pi piccole
fino alla completa digestione.

Gli ac. grassi e monogliceridi digeriti


formano con gli ac. biliari, colesterolo
e fosfolipidi delle strutture micelle
che vengono a contatto con la
membrana dellenterocita e si fondono
riversando allinterno di esso il
contenuto.

Assorbimento dei lipidi nel sangue


I lipidi una volta entrati nellenterocita,
vengono ristrutturati in trigliceridi nel reticolo
endoplasmatico rugoso e poi, nellapparato di
Golgi in chilomicroni, strutture di colesterolo,
lipoproteine e grassi. Questi vengono estrusi in
vescicole che si portano nella membrana
basolaterale degli enterociti.
Qui si fondono nella membrana ed escono negli
spazi extracellulari (vedi foto) e poi nei vasi
linfatici. Da qui tramite il dotto toracico ci
riverseranno nel sangue.
Esperimento: dopo aver mangiato un sacchetto
di patatine, aspettate 30 min e prelevatevi un
campione di sangue, dopo la separazione il
plasma sar lattiginoso per la presenza di
miliardi di chilomicroni (lipemia), dopo ancora
15 min, 2 prelievo e il plasma sar di nuovo
chiaro per il passaggio nei tessuti (fattore
chiarificante).

Grande intestino
Recupero di acqua ed elettroliti (Na+ e Cl-), circa il
90% viene recuperato nel grosso intestino
Formazione e stoccaggio delle feci (il materiale
indigerito viene mischiato a muco e batteri)
Fermentazione microbica con la produzione di enzimi
da parte dei batteri che possono scindere parti del
materiale indigerito (cellulosa)

Struttura:
cieco a forma di sacco cieco
colon

formato da una parte ascendente, una trasversa ed una discendente

retto sezione corta che termina nel canale rettale


La dimensione varia a seconda della dieta: gli erbivori hanno un grande
intestino molto sviluppato, gli onnivori abbastanza sviluppato, i carnivori
piccolo e semplice.
Struttura istologica: non vi sono villi ma profonde cripte
che si aprono nel lume. Le cel. staminali sono sia sul fondo
che a met delle critpte e si differenziano in cellule della
supeficie e cellule delle critpte.
Sono presenti molte cellule di Goblet.

goblet

Assorbimento:
acqua, sodio, cloro tramite il meccanismo gi illustrato per il piccolo intestino
con una efficienza ancora maggiore (colon)
scambio di Cl- con HCO3- per tamponare lacidit creata dalle fermentazioni
microbiche del colon
secrezione di muco (cel . di Goblet) indotta da stimoli tattili o provenienti dal
parasimpatico dei nervi pelvici
Le feci prodotte sono normalmente costituite da un 75% di acqua e un 25% di
mat. solido, il colore dato dallurobilina e stercobilina derivate dal catabolismo
dei pigmenti biliari, lodore dato dalle fermentazioni batteriche del colon che
producono scatolo, H2S, mercaptano.

Motilit del grande intestino


movimenti di segmentazioni e austrazioni
contrazioni antiperistaltiche che arrivano allileo

che ritardano il
passaggio del chimo, permettono la formazione delle feci e un migliore
assorbimento di elettroliti e acqua

movimento di massa,

cio unintensa contrazione peristaltica, che


libera una parte ampia dellintestino dal suo contenuto
Riflessi gastrocolico e duodeno colico
I movimenti di massa indotti dai riflessi accumulano nel retto,
solitamente vuoto, il materiale fecale che, distendendo lintestino, induce
il riflesso di defecazione. E un riflesso spinale controllato dai nervi pelvici
che induce prima il rilassamento dello sfintere interno e poi il volontario
rilassamento dello sfintere esterno. Negli animali di casa possibile
insegnare il controllo di tale riflesso.

The endocrine portion of the pancreas takes the


form of many small clusters of cells called islets
of Langerhans
Pancreatic islets house three major cell types,
each of which produces a different endocrine
product:
Alpha cells (A cells) secrete the hormone
glucagon.
Beta cells (B cells) produce insulin and are the
most abundant of the islet cells
Delta cells (D cells) secrete the hormone
somatostatin which is also produced by a
number of other endocrine cells in the body.

Interestingly, the different cell types within an islet are not randomly
distributed:
beta cells occupy the central portion of the islet and are surrounded by a
"rind" of alpha and delta cells.
Islets are richly vascularized, allowing their secreted hormones ready
access to the circulation. Although islets comprise only 1-2% of the mass of
the pancreas, they receive about 10 to 15% of the pancreatic blood flow.
They are innervated by parasympathetic and sympathetic neurons, and
nervous signals clearly modulate secretion of insulin and glucagon.

Biosynthesis of Insulin
Insulin is synthesized in significant quantities only
in B cells in the pancreas. The insulin mRNA is
translated as a single chain precursor called
preproinsulin, and removal of its signal peptide
during insertion into the endoplasmic reticulum
generates proinsulin.
Proinsulin consists of three domains: an aminoterminal B chain, a carboxy-terminal A chain and a
connecting peptide in the middle known as the C
peptide. Within the endoplasmic reticulum,
proinsulin is exposed to several specific
endopeptidases which excise the C peptide,
thereby generating the mature form of insulin.
Insulin and free C peptide are packaged in the Golgi
into secretory granules which accumulate in the
cytoplasm.
When the B cell is appropriately stimulated, insulin
is secreted from the cell by exocytosis and diffuses
into islet capillary blood. C peptide is also secreted
into blood, but has no known biological activity.

Control of Insulin Secretion


Insulin is secreted in primarily in response to elevated blood concentrations of
glucose. This makes sense because insulin is "in charge" of facilitating glucose
entry into cells. Some neural stimuli (e.g. site and taste of food) and increased
blood concentrations of other fuel molecules, including amino acids and fatty acids,
also promote insulin secretion.
Glucose is transported into the B cell by facilitated diffusion through a
glucose transporter; elevated concentrations of glucose in extracellular fluid
lead to elevated concentrations of glucose within the B cell.
Elevated concentrations of glucose within the B cell ultimately leads to
membrane depolarization and an influx of extracellular calcium. The resulting
increase in intracellular calcium is thought to be one of the primary
triggers for exocytosis of insulin-containing secretory granules.
Increased levels of glucose within B cells also appears to activate calciumindependent pathways that participate in insulin secretion.

Stimulation of insulin release is readily observed in whole animals or people.


The normal fasting blood glucose concentration in humans and most mammals is 80
to 90 mg per 100 ml, associated with very low levels of insulin secretion.
The figure to the right depicts the effects on insulin secretion when enough
glucose is infused to maintain blood levels two to three times the fasting level for
an hour.
Almost immediately after the infusion
begins, plasma insulin levels increase
dramatically. This initial increase is
due to secretion of preformed insulin,
which is soon significantly depleted.
The secondary rise in insulin reflects
the considerable amount of newly
synthesized insulin that is released
immediately. Clearly, elevated glucose
not only simulates insulin secretion,
but also transcription of the insulin
gene and translation of its mRNA.

Insulin is a key player in the control of intermediary metabolism. It has


profound effects on both carbohydrate and lipid metabolism, and significant
influences on protein and mineral metabolism. Consequently, derangements in insulin
signalling have widespread and devastating effects on many organs and tissues.
The Insulin Receptor and Mechanism of Action
Like the receptors for other protein hormones, the receptor for insulin is embedded
in the plasma membrane:
The insulin receptor is composed of two alpha subunits and two beta subunits
linked by disulfide bonds. The alpha chains are entirely extracellular and house
insulin binding domains, while the linked beta chains penetrate through the plasma
membrane.
The insulin receptor is a tyrosine kinase: it functions
as an enzyme that transfers phosphate groups from
ATP to tyrosine residues on intracellular target
proteins.
Binding of insulin to the alpha subunits causes the beta
subunits
to
phosphorylate
themselves
(autophosphorylation), thus activating the catalytic
activity of the receptor. The activated receptor then
phosphorylates a number of intracellular proteins, which
in turn alters their activity, thereby generating a
biological response.

Several intracellular proteins have been


identified as phosphorylation substrates for
the insulin receptor, the best-studied of
which is insulin receptor substrate 1 or IRS1.
When IRS-1 is activated by phosphorylation, it
starts a recruitment and activation of other
enzymes that ultimately mediate insulin's
effects.

Insulin and Carbohydrate Metabolism


Glucose is liberated from dietary carbohydrate such as starch or sucrose by
hydrolysis within the small intestine, and is then absorbed into the blood.
Elevated concentrations of glucose in blood stimulate release of insulin, and
insulin acts on cells thoughout the body to stimulate uptake, utilization and
storage of glucose.
The effects of insulin on glucose metabolism vary depending on the target
tissue. Two important effects are:

1-

Insulin facilitates entry of glucose into muscle, adipose and several


other tissues. The only mechanism by which cells can take up glucose is by
facilitated diffusion through a family of hexoses transporters. In many tissues
- muscle being a prime example - the major transporter used for uptake of
glucose (called GLUT4) is made available in the plasma membrane through the
action of insulin

In the absense of insulin, GLUT4 glucose transporters are present in


cytoplasmic vesicles, where they useless for transporting glucose. Binding of
insulin to receptors on such cells leads rapidly to fusion of those vesicles with
the plasma membrane and insertion of the glucose transporters, thereby giving
the cell an ability to efficiently take up glucose.
When blood levels of insulin decrease and insulin receptors are no longer
occupied, the glucose transporters are recycled back into the cytoplasm.

It should be noted here that there are some tissues that do not require
insulin for efficient uptake of glucose: important examples are brain and
the liver.
This is because these cells don't use GLUT4 for importing glucose, but rather,
another transporter that is not insulin-dependent.

2-Insulin stimulates the liver to store glucose in the form of glycogen.


A large fraction of glucose absorbed from the small intestine is immediately
taken up by hepatocytes, which convert it into the storage polymer glycogen.
Insulin has several effects in liver which stimulate glycogen synthesis.
First, it activates the enzyme hexokinase, which phosphorylates glucose,
trapping it within the cell. Coincidently, insulin acts to inhibit the activity of
glucose-6-phosphatase. Insulin also activates several of the enzymes that
are directly involved in glycogen synthesis, including phosphofructokinase
and glycogen synthase.

A well-known effect of insulin is to decrease the concentration of


glucose in blood,
Another important consideration is that, as blood glucose concentrations fall,
insulin secretion ceases.
In the absense of insulin, a bulk of the cells in the body become unable to
take up glucose, and begin a switch to using alternative fuels like fatty acids
for energy.
Neurons, however, require a constant supply of glucose, which in the short
term, is provided from glycogen reserves.
In the absense of insulin, glycogen synthesis in the liver ceases and
enzymes responsible for breakdown of glycogen become active.
Glycogen breakdown is stimulated not only by the absense of insulin but by
the presence of glucagon, which is secreted when blood glucose levels fall
below the normal range

Insulin also has important effects on lipid metabolism.


Notable effects of insulin on lipid metabolism include the
following:
Insulin promotes synthesis of fatty acids in the liver.
As discussed above, insulin is stimulatory to synthesis of
glycogen in the liver. However, as glycogen accumulates to
high levels (roughly 5% of liver mass), further synthesis is
strongly suppressed.
When the liver is saturated with glycogen, any additional
glucose taken up by hepatocytes is shunted into pathways
leading to synthesis of fatty acids, which are exported
from the liver as lipoproteins. The lipoproteins are ripped
apart in the circulation, providing free fatty acids for use
in other tissues, including adipocytes, which use them to
synthesize triglyceride.

Insulin inhibits breakdown of fat in adipose tissue by


inhibiting the intracellular lipase that hydrolyzes
triglycerides to release fatty acids.
Insulin facilitates entry of glucose into adipocytes, and within
those cells, glucose can be used to synthesize glycerol. This
glycerol, along with the fatty acids delivered from the liver,
are used to synthesize triglyceride within the adipocyte. By
these mechanisms, insulin is involved in further accumulation
of triglyceride in fat cells.

Other Notable Effects of Insulin


In addition to insulin's effect on entry of glucose into cells, it also
stimulates the uptake of amino acids, again contributing to its overall
anabolic effect. When insulin levels are low, as in the fasting state, the balance
is pushed toward intracellular protein degradation.
Insulin also increases the permeability of many cells to potassium,
magnesium and phosphate ions. The effect on potassium is clinically important.
Insulin activates sodium-potassium ATPases in many cells, causing a flux of
potassium into cells. Under certain circumstances, injection of insulin can kill
patients because of its ability to acutely suppress plasma potassium
concentrations.

Insulin Deficiency and Excess Diseases


Diabetes mellitus, arguably the most important metabolic disease of man,
is an insulin deficiency state. It also is a significant cause of disease in dogs
and cats. Two principal forms of this disease are recognized:
Type I or insulin-dependent diabetes mellitus is the result of a frank
deficiency of insulin. The onset of this disease typically is in childhood. It
is due to destruction pancreatic B cells, most likely the result of
autoimmunity to one or more components of those cells. Many of the acute
effects of this disease can be controlled by insulin replacement therapy,
but inevitably, there are long-term adverse effects on blood vessels,
nerves and other organ systems.
Type II or non-insulin-dependent diabetes mellitus begins as a
syndrome of insulin resistance. That is, target tissues fail to respond
appropriately to insulin. Typically, the onset of this disease is in
adulthood. Because there is not, at least initially, an inability to secrete
adequate amounts of insulin, insulin injections are not useful for therapy.
Rather the disease is controlled through dietary therapy and
hypoglycemic agents.

Hyperinsulinemia or excessive insulin secretion is usually


the result of an insulin-secreting tumor. This condition is
much less common than diabetes mellitus. The high levels
of insulin resulting from this condition or from an
overdose of insulin causes a precipitious drop in blood
glucose concentrations. The brain becomes starved for
energy, leading to the syndrome of insulin shock, which is
acutely life-threatening.

Controllo dellassunzione dellalimento e peso corporeo


Il corpo vive un continuo stato di fame interrotto in modo intermittente
dallassunzione di cibo. Il perpetuo bisogno di nutrirsi interrotto da alcuni
stimoli inibitori come la presenza di cibo nel tubo gastrointestinale, la
presenza di alcuni fattori nutritivi nel sangue. Quando questi fattori
scompaiono si rimanifesta la sensazione di fame.
Perch importante capire il controllo dellassunzione del cibo?
lobesit un problema di primaria importanza sia nelluomo che negli
animali da compagnia
le necessit metaboliche nellanimale aumentano con malattie e traumi,
associati spesso ad anoressia (che porta a digiuno)
ma come possibile che:
durante la vita si mantenga un peso costante?
con il freddo di mangia di pi?
i piccoli mantengono un equilibrio energetico costante nonostante la
variabilit del cibo ingerito per pasto?

1) Controllo del sistema nervoso


Vi sono 2 centri nellipotalamo:
il centro della fame (ipotalamo laterale), le cui lesioni portano ad anoressia e perdita
di peso
il centro della saziet (ipotalamo venteromediale), le cui lesioni portano ad obesit

2) Fattori pregastrici (di tipo ambientale, esterno)


la presentazione dei cibo (soprattutto luomo)
il gusto e lodore del cibo
labitudine o lavversione a certi tipi di cibo (uomo ed animali da compagnia)
fattori psicologici (stati mentali come la paura, le interazioni sociali, la
depressione)

A volte gli impedimenti allassunzione di cibo sono


molto particolari!

3) Fattori gastrointestinali e post-assorbimento:


il grado di riempimento dello stomaco e dellintestino
la colecistochinina rilasciata nel sangue
glucagone ed insulina

4) Controllo a lungo termine dellassunzione del cibo

gli animali adulti tendono a far rimanere costante nel tempo il peso, mangiando
di pi dopo un periodo di digiuno e di meno se nutriti a pi riprese in un breve
lasso di tempo.

Quando si inizia a digiunare anche il metabolismo diminuisce la sua


attivit, per questo motivo difficile perdere peso con la dieta!

Come avete potuto intuire il controllo della prensione del cibo un complesso
meccanismo di interazione di fattori nervosi, comportamentali, ormonali,
metabolici. Ma ce un fattore di feedback che controlla direttamente il centro
della saziet?
A questa domanda ora si puo rispondere!
ob-ob topi
db-db topi

tipi obesi

In esperimenti di parabiosi: ob/ob perdevano peso con


topi normali, mentre i db/db no, se questi veniva
iperalimentato quello normale perdeva peso.

Quale era questo fattore


misterioso?
Leptina (ob/ob)
Suo recettore (db/db)

La teoria lipostatica:
- la leptina prodotta dagli adipociti, un po dallo stomaco e placenta (16 kDa)
- i recettori della leptina soprattutto nellipotalamo e un po nei linfociti T e
cel. endoteliali vascolari

La leptina indica lo stato nutrizionale allanimale: pi grasso pi leptina, meno


grasso meno leptina
Agisce sui centri che controllano lassunzione di cibo e la sensazione della
fame, la temperatura corporea e lutilizzo di energia
La diminuzione dellassunzione di cibo
avviene per il suo effetto inibitorio sul
neuropeptide Y
lutilizzo di energia tramite consumo di
ossigeno, aumento della temperatura
corporea e perdita di tessuto adiposo

Stato di malattia: nelluomo obeso si osserva una


insensibilit allazione della leptina piuttosto che
ad una sua alterazione o carenza (ob/ob e db/db
sono rari ma molto vistosi). Legati anche a
diabete, immunodepressione, infertilit.
Effetto sulla funzione riproduttiva: pubert.

Altri fattori coinvolti nel controllo dellassunzione del cibo:


Neuropeptide Y: gi ricordato, presente in molte aree del cervello, stimola
lassunzione del cibo, inibito dalla leptina, (della famiglia del polipeptide
pancreatico, peptide YY, seminalplasmina).
Melanocortina: la mancanza del recettore 4 della melanocortina associato a
obesit.
Carbossipeptidasi E: (fat gene), lenzima che attiva la proinsulina e altri ormoni
(neuropeptide Y?). Gli animali obesi per questo sviluppano iperglicemia che viene
bloccata da trattamenti con insulina.
Proteine mitocondriali disaccoppiate: trovate nel grasso e nelle cellule muscolari,
alterano la produzione di ATP.
Recettori -adrenergici: trovati nel grasso marrone e bianco, attivati da
norepinefrina, attivano lutilizzo di acidi grassi per la produzione di calore

La fisiologia del gusto


Cosa il gusto?
E una sensazione rilevata da alcuni gruppi di cellule, dette papille, che
campionano le concentrazioni di un grande numero di molecole e riportano
tale informazione a livello centrale. Inoltre la sensazione del gusto
enormemente influenzata dalla sensazione dellodore (come cambia il gusto
quando si ha un grosso raffreddore!).
La sensazione del gusto attivata dalla presenza in tali cellule di recettori
chimici per Na, K, adenosina, glutammato, Cl ed altri. Ma possibile
raggruppare i recettori in 4 gruppi a seconda se riconoscono il: salato,
acido, amaro, dolce.
Per gli animali forse non possibile definire questi gruppi (sensazioni umane),
forse per loro sarebbe pi giusto definirli come piacevole, non piacevole,
indifferente.

soglia della sensazione


salato

NaCl

0.01 M

acido

HCl

0.0009 M

amaro

chinino

0.000008 M

dolce

saccarosio

0.01 M

Le papille gustative sono formate da


circa 40 cellule epiteliali cilindriche
legate lungo il loro asse pi lungo,
formanti un poro gustativo centrale da
cui si estandono microvilli possedenti
2-3 recettori principali. Ogni gruppo di
papille connesso da una rete di
dendriti di neuroni sensitivi. Quando il
recettore viene attivato, la cellula si
depolarizza e questa depolarizzazione
attiva un PdA nel neurone che lo
comunica al cervello.

* Differenze di specie:

nel cane poste sulla parte


anteriore della lingua, nel
bovino sulla parte posteriore.

Quando i neuroni sensitivi arrivano al cervello numerose fibre efferenti sono


attivate per le funzioni digestive: per es., aumento della secrezione salivare e
bassi livelli di secrezione acida a livello di stomaco.
Quale il significato del gusto per levoluzione? certamente si sviluppa nelluomo
e negli animali unabitudine alimentare legata allesperienze del gusto. Una
funzione protettiva potrebbe esere stata quella dellassociazione della
sensazione dellamaro ai veleni naturali, spesso amari.
Le preferenze gustative possono cambiare a seconda delle esigenze del corpo:
la rimozione delle surrenali, con la mancanza di mineralcorticoidi e
quindi perdite massive di Na induce gli animali a preferire acqua salata
piuttosto che acqua pura. (Na/K nella saliva per analizzare lo stato di salute

dellanimale).

la rimozione delle paratiroidi, con la perdita di Ca++, lanimale tende a


bere acqua con CaCl2 invece che acqua pura.
somministrazioni eccessive di insulina, con ipoglicemia, lanimale tende a
mangiare sostanze dolci.

Il senso del gusto negli animali


Valutato in studi di preferenzagli animali possono scegliere
liberamente tra diversi cibi a cui sono state aggiunte varie sostanze
Marcate differenze di specie.
Rattigusti simili alluomo
Ruminanti, suini e cani preferiscono il sapore dolce sottoforma di
zucchero: i dolcificanti artificiali,percepiti come molto dolci dalluomo,
vengono rifiutati da questi animali.
I gatti sono indifferenti al gusto dolce e sono gli unici che mostrano
una chiara preferenza per il gusto degli aminoacidi.
I polli non mostrano chiare preferenze di gusto.

Ghiandole salivari
Parotide: produzione sierosa
Mandibolare o (sottomascellare): produzione mista
Sottolinguale: produzione mucosa
Dorsobuccale (palatina), mediabuccale, ventrobuccale, labiale
Nasolabiale

Composizione: acqua, elettroliti, muco, enzimi.

Funzioni
1. lubrificazione e assemblaggio del bolo;
2. solubilizzazione del cibo per gustarlo
3. igiene orale (per la secrezione continua,
ridotta di notte, e lisozima)
4. iniziale digestione dellamido (poco nei
carnivori e bovini)
5. fluido alcalino tampone
6. controllo raffreddamento (cani e gatti).

Riflesso salivatorio
Zone riflesse: superficie interna della guance, del palato
duro, delle gengive (tensiocettori afferenze trigemino
V); base della lingua, palato molle, faringe (tensiocettori e
chemocettori gustativi- afferenze glossofaringee IX);
esofago(tensiocettori), prestomaci, abomaso. Tenue
(tensiocettori e chemiocettori afferenze vagali X)ale
Centro integratore: pavimento del IV ventricolo
Efferenze: glossofaringeo (g. otico per parotide); facciale
(g. Sottomandibolare per sottomandibolare e
sottolinguale)

Controllo riflesso
Risposte riflesse incondizionate
Risposte riflesse condizionate

Masticazione
Zone reflessogene: area anteriore del cavo orale
Afferenze: V paio di n. cranici (trigemino)
Centro integratore: pavimento del IV ventricolo
Efferenze: trigemino, ipoglosso (XII), facciale VII
per m. pellicciai e labbra

Durante la masticazione possono insorgere problemi (di grande interesse


per alcuni veterinari) per la insufficiente formazione dentale che limita la
masticazione e quindi la digestione. Un problema diffuso tra i cavalli la
formazione di punte nei molari:

Come possibile constatare


queste
causano
profonde
lacerazioni nei tessuti molli.

Deglutizione
Una serie coordinata di eventi motori che interessano la bocca, la
faringe, lesofago.
Sequenza:
1) Chiusura della bocca: la lingua punta sul palato duro e col dorso
spinge il bolo verso la faringe
Atto volontario
Atto involontario
2) Sospensione della respirazione
sollevamento del velo pendulo
movimento di propulsione della laringe per spostamento dello
ioide (lepiglottide chiude la rima della glottide)
rapida contrazione peristaltica della faringe

Deglutizione
Zone reflessogene: palato molle, base della
lingua e faringe
Afferenze: glossofaringeo IX, trigemino,
faringeo superiore
Centro integratore: pavimento del IV ventricolo
Efferenze: ipoglosso XII, trigemino V (m.
miloioideo, peristafilini); glossofaringeo (m.
costrittore della faringe), vago (esofago) e
centri respiratori per sospensione della
respirazione

Lesofago
E la parte meno complessa dellintero tubo gastroenterico, raccorda la faringe allo
stomaco.
Una differenza la presenza di muscolatura striata: nella pecora, nel bovino, nel
cane avvolge lesofago per tutta la sua lunghezza mentre nel gatto, nelluomo e nel
cavallo presente solo nel tratto prossimale.

Per
sopportare
i
traumi
dovuti
allo
sfregamento di frammenti di ossa, di fibra o
lignina lepitelio stratificato e squamoso.
Non avviene nessun assorbimento, esistono
piccole gh. mucose per una certa lubrificazione

esofago di gatto

Mo v i m e nt i

FIG. 1 - Posizione degli organi toracici ed addominali in un bovino adulto dopo l'asportazione del polmone e l'apertura
del reticolo e del rumine; lato sinistro.
A: 4a costa - B: 13a costa - C: sterno - D: arco costale - E: tuberosit iliaca - F: legamento cervico-dorsale - G: muscoli spinale e semispinale del dorso
e del capo - H: muscolo lunghissimo del dorso - J: muscolo lungo del collo - K: pilastro sinistro del diaframma - L: muscolo trasverso del torace.
a: cuore - b: pericardio aperto - c: tronco brachio-cefalico comune - d: aorta - e: vena azigos sinistra - f: trachea - g: radice del polmone con bronchi e
vasi - h: linfonodo mediastinico caudale (lunghissimo) - i: nervo frenico destro - k: mediastino, anteriore - 1: mediastino posteriore - m: parte del lobo
polmonare destro - n: esofago - o: reticolo - p: rumine - q: abomaso - r: lobo sinistro del fegato - s: milza, sua sezione - t: tessuto adiposo.
1: doccia esofagea (parte reticolare) - 1': suoi labbri - 2,2: plica rumino-reticolare - 3,18: rumine - 3: atrio del rumine o parte craniale del sacco dorsale - 3': la sua insenatura ventrale - 4: sacco dorsale del rumine - 5: parte caudale del sacco dorsale - 6: parte craniale del sacco ventrale - 7: sacco ventrale del rumine - 8: parte caudale del sacco ventrale - 9: pilastro craniale - 10: pilastro longitudinale destro - 10': suo pilastro ausiliario - 11: isola del
rumine - 12: pilastro caudale - 13: pilastro coronario dorsale incompleto - 14: pilastro coronario ventrale - 15: solco trasversale craniale - 16: solco trasversale caudale - 17: sporgenza determinata dall'omaso - 18: sporgenza determinata dall'abomaso - 19,19: arterie e vene intercostali. (Questa figura,
come pure le figg. 13, 14, 18, 19, 20 e 21 sono riprodotte, per cortese concessione dell'editore Paul Prey, Berlino-Amburgo, dal trattato di NICKELSCHUMMER-SEIFERLE "Lehrbuch der Anatomie der Haustiere ", Bd. II, e disegnate da G. Kapitzke di Hannover).

FIG. 2 - Topografia addominale del bovino; lato sinistro.


1: rumine - 2: reticolo - 3: abomaso (parte anteriore del fondo cieco craniale) - 4: milza - 5: polmone - 6: convessit del diaframma - la linea punteggiata corrisponde alle inserzioni del diaframma, (da FLORENTIN)

FIG. 3 - Linee di proiezione degli stomaci e della milza.


1: sacco dorsale del rumine - 2: sacco ventrale del rumine - 3: sacco cieco caudale dorsale - 4: sacco cieco caudale ventrale - 5: atrio del rumine (sacco
cieco craniale dorsale) - 6: solco longitudinale sinistro - 7: solco craniale - 8: solco caudale - 9: solco rumino-reticolare - 10: reticolo - 11: milza.
(da FABISCH)

FIG. 4 - Rappresentazione schematica e cronologica nel bovino del ciclo motorio semplice degli stomaci e della direzione
che viene impressa al contenuto alimentare.
A: 1 tempo - stomaci in fase di riposo; sfintere omasale rilassato, perci risulta beante l'orifizio reticolo-omasale.
B: 2 tempo - prima contrazione dello sfintere omasale che porti alla chiusura del corrispondente orifizio; - contrazione parziale del reticolo che invia lo strato superiore e grossolano del suo contenuto nel sacco dorsale del rumine; - contrazione dell'omaso piuttosto lenta ma cospicua (BALCH, KELLY & HEIM).
C: 3 tempo - rilassamento dello sfintere omasale con conseguente apertura dell'orifizio; - contrazione totale del reticolo che manda il materiale poltaceo e raffinato dello strato inferiore nell'omaso e nell'abomaso ; - decontrazioni e distensioni dell'omaso e dell'abomaso onde facilitare il defluire del contenuto reticolare.
D: 4 tempo - seconda ed energica contrazione dello sfintere omasale e chiusura del relativo orifizio; pertanto viene impedito sia il passaggio nell'omaso
dei residui grossolani del contenuto del reticolo, sia il reflusso del contenuto omasale verso il reticolo temporaneamente rilassato;- contrazione della parte
craniale del sacco dorsale del rumine (atrio) ed invio del materiale nella sua parte caudale e nel sacco ventrale; - contrazione della plica rumino-reticolare
(p), che asseconda il precedente movimento; - contrazione principale e rilassamento dell'omaso; - contrazione e rilassamento dell'abomaso.
E: 5 tempo - sfintere omasale semi-contratto con relativa apertura dell'orifizio; - contrazione della parte caudale del sacco dorsale con passaggio del materiale nel sacco ventrale, nella parte craniale del sacco dorsale e nel reticolo; - contrazioni secondarie e rilassamenti dell'omaso; - contrazioni e rilassamenti (preludio ai movimenti peristaltici) dell'abomaso; il contenuto defluisce verso la regione pilorica,
F: 6 tempo - sfintere omasale rilassato, perci orifizio reticolo-omasale beante; - contrazione del sacco ventrale che determina il rinvio del materiale solido in quello dorsale e fa passare quello fluido al di sopra della plica rumine-reticolare facendolo pervenire nel reticolo (PHELLIPSON ); - continuano i
movimenti peristaltici della porzione pilorica dell'abomaso che facilitano il passaggio del contenuto nell'intestino.

A:

B:

C:
FIG. 5 - La sequenza dei movimenti nella eruttazione, (da CLARK R.)
A: il rumine a riposo. Si noti che il gas libero rimane al di sopra del cardia.
B: contrazione della parte caudale del sacco dorsale per spingere il gas all'esterno.
C: rilassamento del reticolo e apertura del cardia.

A:

B:

FIG. 6 - Influenza del grado di riempimento del rumine sulla eruttazione, secondo Weiss (da BRUNAUD).
A : livello normale del contenuto alimentare nel settore reticolo-rumine. Il cardia leggermente sommerso dagli alimenti ed uno strato gassoso occupa la parte superiore del rumine: a meccanismi eruttativi efficienti si compie facilmente l'eruttazione.
B : il rumine molto pieno, perci il gas raggiunger il cardia con difficolt, quindi viene inibita la eruttazione.

A:

B:

C:
FIG. 8 - Diagramma che mostra gli effetti della posizione dell animale sulla disposizione del gas libero e del cardia. (da WEISS)
A: animale in stazione quadrupedale su terreno piano: leruttazione avviene regolarmente;
B : treno posteriore pi elevato dell'anteriore: l'eruttazione diventa impossibile;
C: treno anteriore pi elevato del posteriore: la raccolta di gas si avvicina al cardia, perci l'eruttazione viene facilitata.

Valutazione del succo ruminale


La valutazione del succo ruminale viene condotta su succo ruminale fresco in modo
da non alterare la composizione microbiologica della flora e della fauna ruminale.
Il campione di liquido ruminale da poco estratto da un bovino alimentato al pascolo
ha colore verde, con sedimento di infusori ben evidente ; il succo ruminale di un
bovino alimentato in stalla avr un colore marrone, oliva.
Parametri :
valutazione del colore e sedimentazione (dopo circa 8 min)
misurazione del pH
prova di fermentazione del glucosio
prova di digestione della cellulosa
prova dei nitriti
prova del potenziale di ossido-riduzione

Colore
varia a seconda dellalimento da grigio verde a verde oliva o verde bruno ; al pascolo
di netto colore verde, con impiego di trinciato di bietola grigio ; bruno o giallastro
quando prevale la somministrazione di mais insilato o di paglia.
Il colore nettamente lattiginoso e opaco (acidosi) o nero verdastro (stasi prolungata o
putrefazione dellalimento nei prestomaci) patologico.

Consistenza
Lievemente viscosa in animali sani , il liquido acquoso inattivo ; considerare la
presenza o meno di schiuma ; in soggetti con vischiosit accentuata possibile una
presenza eccessiva nel campione di saliva.

Odore
Solitamente aromatico (non ripugnante !) se sano ; ricorda i componenti del cibo
ingerito (fieno, erba, bietole, cavoli, insilato, ecc). Un odore ripugnante di muffa
(putrefazione proteica) ed acido penetrante (formazione di acido lattico a seguito di
ingestione eccessiva di carboidrati poco digeribili) patologico cos come un odore
indifferente (liquido ruminale inattivo) od analogo al contenuto dellabomaso
(disturbi del passaggio del piloro).

Valore del pH
Possibilmente misurato con intervalli corti (0.2). Il valore oscilla tra 5.5 e 7 a
seconda dellalimentazione. Attenzione al campione ricco di saliva che, tamponando,
pu alterare la misurazione. La valutazione del pH dipende anche dal momento della
foraggiata :

Razione ricca di fibra : con una ruminazione prolungata (45-70 min per kg) e prod. di
12-14 l. di saliva : un pH di 6-6.8.
Razione ricca di concentrati : con una ruminazione breve (35-40 min per kg) e una
prod. di saliva di 10-12 l. : un pH di 6-5.4 che porta ad un assorbimento pi rapido di
ac. grassi e un ambiente pi favorevole per i germi che attaccano lamido.
Il pH pu raggiungere valori alcalini, fino a 8.5, in caso di digiuno da oltre 24 ore o
per morte della flora da diverse cause, per avvelenamenti da urea o per processi
putrefattivi (alcalosi ruminale, putrefazione del rumine).
Valori decisamente bassi (<4), per acidosi ruminale in seguito a fermentazione lattica,
si registrano per eccessi alimentari con carboidrati facilmente digeribili (grano
frantumato, bietole da zucchero) o per reflusso abomasale.

Sedimentazione e flottazione
Nel liquido ruminale inattivo, acquoso (semplice inattivit per fame, alimenti non
nutrimenti, inappetenza, congelamento campione) si ha una sedimentazione rapida
con flottazione ritardata o assente.
Nel liquido ruminale putrefatto, con fermentazione schiumosa, si ha una flottazione
molto rapida.
Fermentazione del glucosio
La capacit della microflora di fermentare il glucosio viene misurata indirettamente
in base alla formazione del gas : in circa 10 ml di liquido ruminale vengono posti 0.5
ml di una soluzione al 16% di glucosio in un saccarometro da fermentazione a 39C
con 2 letture a 30 e 60 min.
Solitamente si formano 1-2 ml di gas, in caso di inattivit microbica si forma poco o
niente di gas ; in caso di fermentazione schiumosa se ne forma di pi con presenza
anche di schiuma.
Digestione della cellulosa
Per controllare lattivit cellulosolitica della microflora del rumine si utilizza un filo
di puro cotone a cui si attacca un peso (piombino). Lo si introduce in una provetta
contenente 10 ml di liquido ruminale e 0.3 ml di una soluzione glucosata al 16%.
Ponendo il campione in termostato a 39C, il filo viene digerito in condizioni normali
entro 48-54 ore. In caso di ridotta attivit cellulosolitica il filo si rompe pi
tardivamente o rimane integro.

Riduzione dei nitriti


Indica lattivit dei microbi interessati alla sintesi o demolizione di composti azotati.
Tre provette vengono riempite ciascuna con 1 ml di liquido ruminale addizionato con
80, 200 e 280 l di nitriti di sodio 3 mM e conservate a 39 c. Ogni 5 min su un
vetrino si pongono assieme 60 l di ciascuna provetta con 60 l del reagente 1( 6 ml
acido fosforico 85% + 1 g sulfamilamide in 100 ml di acqua dist.) e 60 l del
reagente 2 (100 mg di naphthylethylenedianina in 100 ml di acqua dist.). Una
colorazione rosata compare fintanto che il campione ha nitriti.
Nel caso di succo ruminale di animali alimentati con razione mista la colorazione
scompare dopo 5-10 min nella provetta 1 e nei minuti successivi nelle provette 2 e 3.
In caso di alimentazione verde, meteorismo o putrefazione la riduzione pi veloce.
In caso di carenza alimentare o inappetenza pi lenta.

Potenziale ossido-riduttivo
Nel liquido ruminale si sviluppa in condizioni di anaerobiosi un potenziale ossidoriduttivo da cui si pu avere una certa indicazione dellattivit microbica.
Si aggiunge un 1ml di blu di metilene al 0.03% con 20 ml di liquido ruminale e si
paragona lintensit del colore fino al completo recupero del colore iniziale. In
condizioni normali occorrono circa 3 min, in caso di alimentazione ricca di
concentrati circa 1 min. In caso di una dieta povera di alimenti il tempo impiegato
supera i 15 min.

Scheda di valutazione
Nome e Cognome: .
Colore:

..

Odore:

......

Consistenza:

..............

pH:

..

Sedimentazione:

...

Schiuma:

Fermentazione del glucosio

ml/30 minml/60 min

Digestione della cellulosa


Potenziale ossido riduttivo (riduzione del blu di metilene)
Rapporto gram +/gram
Contenuto infusori:

piccoli
medi
grandi

Motilit degli infusori:

piccoli
medi
grandi

Alcuni dei protozoi ciliati presenti nel rumine

Entodinium Caudatum

Eu
Ep
En
D
O
El

Eudiplodinium
Epidinium
Entodinium
Daystrichia
Ostracodiniuim
Enoplastron

Ophryoscolex caudatus tricoronatus

Isotricha prostoma

Dasytricha ruminantium

Isotricha intestinalis

ESERCITAZIONI DI FISIOLOGIA DEGLI ANIMALI DOMESTICI C.I. 5.1


Obiettivi dell'esercitazione
Al termine dell'esercitazione lo studente dovr essere in grado di:
1) Preparare siero e plasma
2) Elencare il materiale necessario per il conteggio manuale degli eritrociti e leucociti
3) Illustrare nelle sue linee fondamentali il conteggio manuale di eritrociti e leucociti
4) Scrivere l'equazione generale per calcolare i conteggi manuali delle predette cellule
5) Definire la "policitemia" e la "anemia"
6) Descrivere la metodica per la valutazione della velocit di eritrosedimentazione
7) Descrivere la procedura necessaria per determinare l'ematocrito
8) Descrivere il principio e la procedura generale del test di fragilit osmotica dei globuli rossi

Parte I: Conteggio degli eritrociti e leucociti


Conta dei Globuli Rossi
Metodica:
Utilizzare una pipetta automatica, un vetrino coprioggetto e una camera di conteggio. La camera di
Burker presenta delle celle che hanno una profondit di 1/10 di mm ed il piano di ogni cella risulta
diviso in 9 quadrati di 1 mm di lato. Ciascuno dei quadrati comprende:
16 quadrati grandi A della superficie di 1/25 di mm2 ; ogni quadrato A suddiviso in 9 quadrati
piccoli B della superficie di 1/400 mm2 e 24 rettangoli C della superficie di 1/100 mm2 ;
Ricordarsi di:
Agitare gentilmente la provetta prima della pipettata
Condizionare la punta prima della pipettata
Cambiare la punta della pipetta dopo ogni operazione
Prelevare il sangue e versarlo in una provetta con anticoagulante (EDTA).
Diluizione: Agitare delicatamente la provetta con il sangue. Prelevare l00l di sangue e diluirli in
900l di soluzione fisiologica (diluizione di 1:10). Da questa soluzione diluita 1:10 prelevare 50l
e diluirli in 950l di soluzione fisiologica. Si avr cos una diluizione finale di 1:200.
Prelevare con la pipetta una certa aliquota della soluzione finale. Appoggiare la punta della pipetta
sul margine del vetrino coprioggetto e per capillarit riempire tutta l'area di conta della camera del
Burker.
Calcolare la media dei globuli rossi presenti in 20 quadratini B (figura 1) e moltiplicare il valore
ottenuto x 200 (fattore di diluizione) x 10 (1/10 di millimetro lo spazio tra la camera del Burker
ed il vetrino coprioggetto) x 400 (un quadratino B 1/400 di mm2 (Figura 1).
Lo studente dovr ripetere l'operazione preparando ed utilizzando una diluizione di 1:20.000

Conta dei Globuli Bianchi


Preparare una soluzione al 2% di acido acetico (per Usare le membrane delle cellule e quindi eliminare i globuli rossi; dei globuli bianchi rimarranno i nuclei). Aggiungere 1% di violetto di genziana (soluzione A) (Attenzione tale soluzione causa delle macchie difficili da eliminare).
Metodica:
Diluizione: Agitare delicatamente la provetta con il sangue. Prelevare 50l di sangue e diluirli in
950l di soluzione A cos da avere una diluizione finale di 1:20. Per le fasi successive procedere
come per i globuli rossi. Calcolare la media dei globuli bianchi presenti in 5 quadrati di lmm di lato
(figura 1) e moltiplicare il valore ottenuto x 20 (fattore di diluizione) x 10 (1/10 di millimetro lo
spazio tra la camera del Burker ed il vetrino coprioggetto).

Parte II : valutazione di diversi parametri del sangue


Velocit di eritrosedimentazione (VES);
Versare del sangue reso incoagulabile in una provetta . I globuli rossi tenderanno a depositarsi sul
fondo. Trascorsi 60 minuti (20 per gli equini) si legge il livello raggiunto dalla cima della colonna
degli eritrociti. Nel cane gli eritrociti sedimentano ad una velocit di circa 3 mm/ora; nel cavallo
la VES molto rapida (2-10mm/10 min).
Ematocrito (Packed Cell Volume PCV)
Rappresenta il rapporto esistente tra il volume degli eritrociti e quello plasmatico totale: viene espresso come valore percentuale sul volume totale del sangue. Trasferire il sangue, reso incoagulabile, in
una provetta graduata da 1-100 (provetta di Wintrobe). Centrifugare a 5000 giri per 30 minuti. Si
registra il livello raggiunto dalle emazie sedimentate facendo riferimento alla scala graduata.
Fragilit eritrocitaria
Saranno utilizzate delle provette riempite con soluzione fisiologica tamponata in concentrazione
scalare progressiva. La concentrazione di NaCl varia dallo 0,85%, in condizione di isotonicit per
gli eritrociti, allo 0%, ipotonicit assoluta. Nelle soluzioni ipotoniche i globuli rossi assorbono acqua
ed infine scoppiano. Le cellule cos lisate liberano emoglobina nella soluzione facendone variare il
colore. Lo studente dovr valutare la fragilit corpuscolare minima (solo alcuni eritrociti si sono
lisati), massima (tutti gli eritrociti si sono lisati) e media (valore intermedio ai primi due).

RAPPRESENTAZIONE DELLA CAMERA DEL BURKER

a) mescolatore di Potain
per la diluizione dei leucociti

c) reticolo della camera di Burker

b) camera di Burker
come appare in sezione

d) rappresentazione schematica
di un quadrato delia camera di Burker

Differenze tra cellule muscolari

Caratteristiche comuni tra i vari tipi di cellule muscolari:


m. liscio
anatomiche

nucleo centrale

m. cardiaco

m. striato

striatura trasversale, forma


cilindrica

Caratteristiche comuni tra i vari tipi di cellule muscolari:


m. liscio
funzionali

m. cardiaco

Autoeccitabilit
Ritmicit
Trasmissione intercellulare
delleccitamento
Controllo da parte del SNA
PdA

m. striato

curva tensione- lunghezza


durata della contrazione

Fibre muscolari striate: fibre cilindriche,


singole
con nuclei periferici
ogni fibra circondata da una lamina basale esterna

Struttura del muscolo:


Il tessuto connettivo (TC) circonda a vari livelli il tessuto muscolare:

Endomisio fibre connettivali reticolari che


circondano ogni fibra e lamina basale
Perimisio TC che avvolge gruppi di fibre
dividendo il muscolo in fascetti
Epimisio TC che circonda lintero muscolo

Endomisio

Epimisio

Perimisio

Attivazione del muscolo


scheletrico:
- limpulso nervoso rilascia acetilcolina
nella placca neuromuscolare
- lattivazione postsinaptica dei recettori
acetilcolinici porta alla depolarizzazione
del sarcolemma
- la depolarizzazione viaggia lungo la
fibra tramite i tubuli a T
- La depolarizzazione porta al rilascio di
calcio dal reticolo sarcoplasmatico che
attiva lo scivolamento dei filamenti
actino- miosinici

La contrazione permessa dal raggiungimento


della depolarizzazione in tutte le regioni del
muscolo tramite i tubuli a T

I tubuli a T corrono adiacenti le cisterne


terminali del reticolo sarcoplasmatico

Larrivo nelle cisterne terminali del PdA


porta alla liberazione di Ca++ da parte del
reticolo sarcoplasmatico

Struttura contrattile nel m. scheletrico e


cardiaco:

Lunit detta sarcomero:


- le linee Z costituite da -actina e desmina costituiscono
i bordi del sarcomero
- le linee Z sono contenute nelle bande I di actina
- tra due bande I di actina si inserische la banda A di
miosina
- allinterno della banda A di vede (solo con la
microscopia elettronica) la banda H

Durante la contrazione il sarcomero si accorcia, le linee Z si avvicinano con la


riduzione delle bande I (e H) mentre la banda A rimane della stessa dimensione

Muscolo cardiaco:
Molte caratteristiche simili al m.scheletrico
Fibre cilindriche, di 100 um circa, con
nucleo centrale, molti mitocondri,
vascolarizzate, capaci di ipertrofia ma
non iperplasia

Vi
sono
anche
striature
trasversali
dette
dischi
intercalari: membrane cellulari che
separano le singole cellule muscolari,
disposte in serie. La resistenza dei
dischi intercalari 1/400 rispetto alle
membrane esterne per la presenza di
gap junctions che portano alla
formazione di un

sincizio funzionale

Differenze nella contrazione tra m. scheletrico e


cardiaco:
1)

Il sistema dei tubuli a T simile anche se nel miocardio scorre a livello


di linee Z e non a quello di bande A o I

2)

Non vi sono cisterne terminali e i tubuli T sono 5 volte > con un


volume complessivo 20 volte maggiore per struttura muscolare di
dimensioni simili

3)

I tubuli T sono rivestiti internamente di mucopolisaccaridi a carica


elettrica negativa per facilitare il passaggio degli ioni positivi

4)

Le gap junction regolano la contrazione di fibre muscolari contigue

Tipi di cellule cardiache


f. atriali e ventricolari: la contrazione simile a quella delle f. scheletriche
ma pi prolungata
f. autoeccitabili: posseggono una propria ritmicit con diverse velocit di
conduzione

Il muscolo cardiaco presenta in definitiva 3 tipi di


tessuti:
1) t. nodale: fibre muscolari capaci di autoeccitarsi
2) t. di conduzione: trasmette al sistema contrattile gli
impulsi che nascono ritmicamente nel tessuto nodale
3) t. contrattile: risponde con effetti meccanici agli ordini che
provengono dal sistema nodale

Potenziali di azione del miocardio a riposo: -85, -95mV


Potenziali delle f. di conduzione (f.purkinje): -90, -100 mV
Il PdA di una cellula cardiaca di 105
mV con una overshoot di 20 mV.

mv
+20

N.B. Dopo lo spike la membrana resta


depolarizzata per 0.2 sec (atrio) e
0.3 sec (ventricolo) con un plateau
seguito
da
una
brusca
ripolarizzazione: Cause?
a)

Apertura dei canali rapidi del Na


con loro chiusura dopo pochi
decimillisecondi. La apertura e la
chiusura dei canali lenti Ca-Na
ritardata(0.2-0.3 sec) inducendo -90
la fase di plateau.

b)

La permeabilit agli ioni K


diminuisce di 5 volte dopo
linsorgenza del PdA, al contrario
del m. scheletrico. Ritorno alla
normalit alla fine del plateau.

400

tempo (msec)

Periodo di refrattariet:

Assoluto: fino alla fine del plateau


Relativo: ripolarizzazione definitiva

Ventricolo
assoluto 0.25-0.30 sec
relativo 0.05 sec (nei casi di extrasistole)
Atrio
extrasistole
extrastimolo

assoluto 0.15 sec (la frequenza atriale >)


relativo 0.03 sec

extradiastole

ciclo cardiaco

Extradiastole: il tempo di un ciclo completo poich limpulso del nodo del seno trova il
muscolo in un periodo refrattario assoluto

Ritmicit con automaticit decrescente (c. dominanti)


(frequenza cardiaca = 70)
Nodo del seno:

70-80 depolarizzazioni/min

Nodo A-V:

40-60

Fascio di His

20-40

Fascio del Purkinje

20-40

-40

c. dominanti

-50

mV

-60
-70
-80
-90

c. gregarie

Distribuzione delle cellule dominanti nel cuore:

f. purkinje

Sistema di
conduzione:

Nodo seno- atriale, SA (il pacemaker):


lorigine del battito cardiaco (70-90 dep/min)
Un piccolo ammasso di cellule (3x15x1 mm) nella parte laterale atrio dx
Inizia la depolarizzazione atriale
Nodo atrio-ventricolare (A-V):
Connesso al SA tramite le vie internodali
Posto sul pavimento dellatrio dx
Ritardo del nodo A-V
40-60 dep/min capacit intrinseca

Fascio di His:
Breve tratto di connessione posto nel setto interatriale
Unica connessione elettrica tra latrio e il ventricolo
20-40 dep/min capacit intrinseca
Fasci di branca:
Il fascio di His si divide in due rami destro e sinistro che corrono lungo il setto
interventricolare fino allapice

Fibre di Purkinje:
Originano dai fasci di branca
eccitano le cellule del setto e dei muscoli papillari
Penetrano nellapice
Corrono indietro superiormente lungo i muri ventricolari
Muscolo ventricolare:
La depolarizzazione si diffonde dallendocardio fino alle parti pi esterne dei
muscoli ventricolari

Conducibilit
Nodo seno atriale

0.05 m/sec

parete atriale

0.3-1 m/sec

Nodo A-V

0.8 m/sec

Tessuto di Purkinje

4 m/sec

Parete ventricolare

0.2 m/sec

Visualizzazione dei tempi di conduzione del PdA nei vari distretti


miocardici, si noti il tempo ritardato tra il tessuto atriale e ventricolare

Controllo della eccitazione e della conduzione nel cuore


Se limpulso non parte dal nodo S-A, da dove pu partire?
nodo A-V (frequenza 40-60)
fibre di Purkinje (frequenza 15-40)*

Pacemaker secondari (ectopici)

* Blocco atrio-ventricolare: in caso di blocco improvviso, il sist. di Purkinje rimane

depresso per 5-30 sec (soppresione da overdrive), blocco della pompa ventricolare,
dopo 4-5 sec ischemia cerebrale sindrome di Morgagni-Adams-Stokes, se il ritardo
si allunga si arriva alla morte.

Il sist. nervoso parasimpatico innerva il nodo del S-A e il nodo A-V, poco la
muscolatura ventricolare al contrario del sist. nervoso simpatico che innerva
abbondantemente tutto il tessuto miocardico.
Stimolazione vagale:
- diminuzione della frequenza (effetto cronotropo, bradicardia)
- diminuzione della eccitabilit delle fibre di transizione (effetto batmotropo)
Una eccessiva stimolazione porta al blocco completo della conduzione dello stimolo a
livello atriale, dopo 4-10 sec insorge un ritmo autonomo a livello di di f. di Purkinje
(fenomeno di fuga dal vago).
Il meccanismo di azione del vago una iperpolarizazione della membrana miocardica
Stimolazione del simpatico:
- aumento della frequenza (effetto cronotropo, tachicardia)
- aumento della eccitabilit delle fibre di transizione (effetto batmotropo)
- aumento della velocit di conduzione delle fibre (effetto dromotropo)
- aumento della forza contrattile delle fibre (aumento inotropo)
Il meccanismo di azione del simpatico una depolarizzazione della membrana
miocardica

Effetto di adrenalina e noradrenalina sul miocardio:


azione sui rec. 1
aumento di AMPc che a sua volta porta ad un aumento della
fosforillazione dei canali al Ca2+
RISULTATO: contrazione pi forte !
Alla fine della contrazione il Ca2+ torna nel reticolo sarcoplasmatico
mediante una pompa
I 2 neurotrasmettitori aumentano la fosforillazione di un proteina
regolatrice questa funzione, il fosfolambano
RISULTATO: diminuzione del tempo di contrazione!

Caso clinico:
La digitale (Digitalis purpurea) noto cardiotonico per soggetti che
hanno avuto una deficienza cardiaca perch aumenta la
concentrazione di Ca++ intracellulare
In caso di avvelenamento da digitale che avviene soprattutto nei
cavalli il battito cardiaco diviene cos poderoso da essere udibile da
molti metri di distanza dallanimale

Il ciclo cardiaco
Il periodo intercorrente tra linizio di una contrazione cardiaca completa e linizio della
successiva, costituito quindi da tutti quei fenomeni che avvengono tra dallinizio di un
battito allinizio del successivo
Si gi avuto modo di parlare del ritardo (0.1 sec) del sistema di conduzione tra atrii e
ventricoli che permette agli atri di contrarsi e di pompare sangue nei ventricoli prima
che in essi si verifichi la contrazione: funzione di pompa di innesco degli atri per i
ventricoli la cui contrazione fornisce la forza per la propagazione del sangue nei
distretti periferici
Sistole, la contrazione
Diastole, il rilascio e il riempimento
delle camere cardiache

Azione di pompa del cuore


Circa il 75% del sangue fluisce direttamente per caduta dagli atri ai ventricoli,
mentre lultimo 25% provocato dalla contrazione atriale:
1/3 riempimento rapido
1/3 riempimento lento o diastasi
1/3 contrazione atriale

Diastole atriale
Sistole atriale

Non indispensabile il lavoro della contrazione atriale: sufficiente il 75% di


sangue! (condizioni di lavoro normali)
Durante la sistole ventricolare una certa quantit di sangue si accumula negli
atri (valvole A-V chiuse). Alla diastole ventricolare laumento moderato della
pressione atriale apre le valvole e il sangue passa rapidamente nei ventricoli.

Azione di pompa del cuore (2)


Contrazione ventricolare: i due ventricoli si diversificano, anatomicamente
sono molto differenti anche se la gittata (quantit di sangue espulsa
dal cuore per contrazione) simile. Il V. S. nella contrazione subisce
una riduzione dei diametri trasversi, il V.D., invece si contrae per
(1) contrazione dei diametri longitudinali
(2) per una azione di soffietto che attrae la parete destra verso il setto
interventricolare
(3) la pressione del sinistro per una riduzione del volume del destro
sospinto verso il setto: aiuto ventricolare sinistro (per cui anche in
blocco destro esiste una spinta parziale verso larteria polmonare)

Particolare della valvola mitrale:

Fasi del ciclo cardiaco:


1a fase Riempimento o diastole ventricolare o perisistole
pressione intraventricolare inferiore a quella atriale
apertura valvole A-V
riempimento ventricolare
contrazione atriale
chiusura valvole atrioventricolari

2a fase Contrazione isovolumetrica dei ventricoli


valvole A-V e arteriose chiuse
contrazione ventricolare isovolumetrica

Fasi del ciclo cardiaco (2):


3a fase Eiezione o contrazione isotonica ventricolare
apertura valvole arteriose
espulsione del sangue
caduta della pressione intraventricolare
chiusura valvole arteriose per vortici reflui

4a fase Rilasciamento isovolumetrico


rilasciamento ventricolare
pressione ventricolare inferiore a quella atriale
apertura valvole atrio ventricolari

Frequenza cardiaca
Specie

Frequenza(cicli/min) Sistole %

Diastole %

Durata (sec)

Uomo
Cavallo
Vacca
Suino
Cane
Gatto
pecora
ratto

65-70

45

55

35

30

70

1.8

60

45

55

95

50

50

0.9

100

60

40

0.7

120

60

40

0.5

75

45

55

500

>70

<30

0.1

Alcune caratteristiche del ciclo cardiaco


FREQUENZA

SISTOLE (%)

DIASTOLE (%)

60

45

55

80

54

46

100

58

42

120

64

36

140

70

30

Laumento della frequenza < la durata del ciclo cardiaco


e modifica il rapporto sistole/diastole

Fattori che modificano la frequenza cardiaca

taglia dellanimale (> mole < frequenza)


et
lavoro muscolare
gravidanza
temperatura

Portata: gittata x frequenza


Gittata
(ml)

Frequenza Portata
(cicli/min) (l/min)

uomo

70

70

4.9

Cavallo

850

30-35

30

Bovino

550-600

60

35

Cane

14

100

1.5

Montone

53

75

Lavoro cardiaco

Il lavoro definito come il prodotto della forza per la distanza.


Lunit della forza Newton e il lavoro come Newton/metro (Nm)
chiamato anche joule (J).
Nel cuore quando le fibre miocardiche si contraggono e si genera una
forza che sviluppa un lavoro:
Il lavoro consiste in un trasferimento di energia in forma di pressione
nel sangue nei ventricoli.
Questa energia necessaria per vincere la pressione nelle arterie
durante la gittata.
Laccorciamento delle fibre muscolari trasferisce anche lenergia
cinetica al sangue che viene eiettato

Lavoro del cuore: quantit di energia trasformata


in lavoro per ogni battito cardiaco (lavoro cardiaco
al minuto = lavoro di 1 sistole per la frequenza)
1- Lavoro esterno: il lavoro speso per spingere il
sangue dalla basse pressioni alle alte pressioni
arteriose
2- Lavoro come energia cinetica del flusso
sanguigno: accelerazione del sangue durante
leiezione (di norma 1%)

Il lavoro svolto (W) trasferendo una data pressione


(P) ad un dato volume (V) il prodotto del volume per
la pressione
W=PxV
Durante la sistole la pressione ventricolare sinistra
simile a quella aortica, per cui il lavoro :
W = media pressione aortica X volume di gittata
La pressione nella arteria polmonare circa 1/5 della
pressione aortica e il lavoro del ventricolo destro
perci 1/5 del lavoro del ventricolo sinistro

Relazione tra volume ventricolare e pressione


intraventricolare durante la sistole e la diastole
1)

Se il volume < 150 ml la p. diastolica non aumenta, perci il sangue passa liberamente dallatrio
al ventricolo

2)

Se il volume > 150 ml la p. diastolica aumenta velocemente

3)

Se il volume < 150 ml la p. sistolica aumenta velocemente

4)

Se il volume > 150 ml la p. sistolica NON aumenta ma diminuisce (curva tensione-lunghezza)

p. sistolica

p. intraventricolare (mmHg)

300

Pressione max ventr sx: 250-300 mmHg


250

Pressione max ventr dx: 60-80 mmHg


rilasciamento
isovolumetrico

200
150

eiezione
III

100
50

EW = lavoro netto

IV

EW

Contrazione
II isovolumetrica

I
50
eiezione

100

150

200

250

300

Volume ventricolare (ml)

350

p. diastolica

Portata del ventricolo sinistro = portata ventricolo destro!


Se la gittata del ventricolo destro fosse maggiore di quella del ventricolo sinistro
anche solo di 1.5 ml:
in 10 min circa un litro di sangue passerebbe dal circolo sistemico al circolo
polmonare
9 congestione polmonare
9 edema
9 impedimento degli scambi gassosi

Lorganismo si protegge in questo modo:


Pi sangue giunge al circolo polmonare:

allatrio sinistro

al ventricolo sinistro che porta ad un aumento della forza di


contrazione del ventricolo sinistro aumento della gittata del ventricolo sinistro
Pi sangue nella portata del ventricolo sinistro:
Pi sangue nel circolo sistemico

nellatrio destro

nel ventricolo destro aumento della forza di contrazione del


ventricolo destro ed aumento della sua gittata:
legge di MAESTRINI-STARLING

Regolazione della funzione cardiaca:


1. Autoregolazione intrinseca in risposta alle modificazioni di
volume del sangue che affluisce al cuore
2. Controllo del SNA
3. Influenza di elettroliti e temperatura
1)
2)

Legge di Maestrini-Frank-Starling (forza di contrazione in

relazione allo stiramento entro limiti fisiologici)

Effetto eccitatorio del simpatico e depressorio del


parasimpatico

3) Iperpotassiemia o ipocalcemia (dilatazione e flacidit del cuore)


Ipercalcemia (contrazioni spastiche del cuore)
Ipotermia (rallentamento), ipertermia (eccitazione): permeabilit ioni

Manifestazioni esterne del ciclo


cardiaco
Itto cardiaco
Toni cardiaci
Elettrocardiogramma

Itto cardiaco
Una torsione in senso orario e secondo lasse verticale
(base-apice) dei ventricoli durante la contrazione che
viene ad urtare contro la parete toracica

Toni o rumori cardiaci


I rumori hanno:
Una componente valvolare
Una componente di flusso
Una componente muscolare

Toni cardiaci
1)

Chiusura delle valvole atrio-ventricolari

2)

Chiusura delle valvole semilunari

3)

Rapido riempimento ventricolare

4)

Contrazione atriale

* Murmuri = suoni aggiuntivi, il 60% dei cavalli purosangue li ha fisiologicamente (leggera asincronia tra le due
sistoli)

Il nostro orecchio pu avvertire frequenze tra i 20 e i 16000 Hz (normalmente tra i 1000 e i


2000 Hz). I componenti dei toni vanno da 30 a 250 Hz, i primi due da 60 a 100 Hz, i secondi 2
sotto i 40 Hz.
I primi due formano il caratteristico lub-dub: il primo pi lungo e basso, il secondo pi corto
e acuto (per una maggiore pressione con cui si chiudono le semilunari)
Il terzo, di bassa intensit, pu essere udito in diastole iniziale per i movimenti di sangue
refluo negli atri e dei muscoli ventricolari a valvole aperte
Il quarto, basse vibrazioni, dovuto alle oscillazioni del sangue e delle camere cardiache
durante le contrazioni atriali.

Soffi: rumori dovuti a turbolenze


Stenosi aortica: soffio udibile in sistole (piuttosto evidente)
Insufficienza aortica: soffio udibile in diastole
Stenosi mitralica: soffio udibile in diastole
debole)

(rumore molto

Insufficienza mitralica: soffio udibile in sistole (evidente)

Elettrografia
Registrazione di voltaggio
tra 2 elettrodi posti sulla
superficie di una membrana
eccitabile
durante
il
fenomeno di depolarizzazione
e ripolarizzazione

Schematica rappresentazione di un dipolo:


Quando un dipolo in una soluzione che conduce corrente elettrica
crea una flusso elettrico a forma ellissoidale. C una differenza di
potenziale tra A e B ma non tra C e D poich hanno la stessa
posizione rispetto agli elettrodi. La freccia il vettore che indica
la dimensione e la direzione del dipolo.

Dipolo equivalente
Londa di depolarizzazione non invade contemporaneamente tutte le cellule
cardiache, esiste una asincronia della depolarizzazione.
Durante lattivazione il centro di cariche + non coincide con quello
+ e durante lattivazione costituiscono un dipolo elettrico che dipende
da:
Grandezza delle cariche
Distanza tra i due centri di carica
Direzione dellasse elettrico
Leffetto complessivo di un certo numero di cariche esistenti in
punti differenti uguale a quello che si avrebbe se fossero tutte
concentrate nel loro centro di carica.

La somma dei vettori con direzioni opposte di possono annullare, per cui
il cuore, sottoposto a depolarizzazioni e ripolarizzazioni, ha sempre un
vettore somma variabile.
A: la direzione del vettore durante la maggior parte della depolarizzazione;
B: lultima parte della depolarizzazione del ventricolo sinistro ha un vettore
differente

Cuore come dipolo


Lattivit elettrica globale del cuore (la somma algebrica dei potenziali di riposo o di
azione delle cellule miocardiche) pu propagarsi attraverso i fluidi corporei, buoni
conduttori, ed essere registrata tramite elettrodi.
Il cuore un dipolo immerso in un ambiente conduttore: unonda elettrica positiva
registrata quando le cariche si dirigono in direzione del polo positivo e negativa al
contrario. Lelettrodo positivo posto alla sinistra del cuore e il negativo sul corpo dalla
parte destra.
Onda P: depolarizzazione dellatrio destro e, poi, sinistro (* nel cavallo il ritardo del
passaggio provoca unonda bifida)
complesso QRS: depolarizzazione dei due fasci di branca (destro e sinistro) e
ventricoli dallendocardio al pericardio partendo dallapice
Onda T: ripolarizzazione ventricolare che inizia dallepicardio verso lendocardio

Depolarizzazione dei
ventricoli:
quando la porzione endocardica
depolarizzata, lepicardio ancora
polarizzato e si formano le correnti
ad andamento ellittico, la direzione e
lintensit
del
vettore
cambia
continuamente

ECG: registrazioni bipolari


Carta millimetrata:
10 mm/1mV, 0.1 mV = 1 mm
25 mm/sec = 1 mm/0.04 sec

Derivazioni:
I - Bipolare, tra (braccio)
arto Dx (-) e Sx (+)
II - tra arto Dx ant. (-) e
arto Sx post. (+)
III tra arto Sx inf (+) e
arto Sx sup. (-)

Loscilloscopio registra una


positivit quando il secondo
elettrodo, chiamato elettrodo
positivo,

positivo
relativamente
al
primo
elettrodo.
Per esempio: la registrazione
positiva, nella der. I, quando
larto sinistro positivo
rispetto al destro.
Per convenzione la direzione
dellasse delle derivate si
sposta di 60, pr cui la der.
II a 60 dalla der. I e la
der. III a 120.
In una semplificazione il cuore
al centro di un triangolo
equilatero
(triangolo
di
Einthoven)

I
60

II

III

Onda P

attivazione degli atri

0.1 sec 0.2 mV

Complesso QRS attivazione dei ventricoli 0.08-0.1 sec 1 mV


Tratto S-T indice del danno miocardico, parziali depol. 0.3 sec
Onda T

0.2 sec 0.2-0.3 mV


(differente velocit di ripolarizzazione tra ventricolo dx e sx)

Intervallo PR

0.2 sec

(indice della velocit del sistema di conduzione)


Intervallo QT

0.4 sec

(durata della depolarizzazione e ripolarizzazione ventricolare)

Parallelo toni e ECG


Toni
Riempimento ventricolare

Depolarizzazione atriale
contrazione atriale
Chiusura valvole A-V
Depolarizzazione
ventricolare, contrazione
ventricolare
Chiusura valvole aortica e
polmonare

ECG

III
tono
IV tono Onda P
I tono
Complesso QRS
II tono Onda T

I Tono: chiusura delle valvole


atrio ventricolari, poco prima dell
onda R
II Tono: chiusura aortica e
polmonare, subito dopo londa T

murmure

III Tono: ingresso di sangue


dagli atri ai ventricoli, tra londa
T e la successiva onda P
IV Tono: contrazione atriale, tra
P e QRS, vicina a P

Derivate unipolari (o precordiali):


la somma dei potenziali dei 3 elettrodi (connessi al terminale
negativo dellelettrocardiografo) posti agli angoli del triangolo
equilatero normalmente uguale a 0 (i 3 elettrodi connessi tra
loro sono chiamati elettrodo indifferente), durante una
registrazione unipolare si registrano le differenze di voltaggio
tra lelettrodo indifferente e lelettrodo esploratore (connesso
al terminale positivo) posto sul petto (3 posizioni negli animali e e
6 nelluomo).
In questo modo si raccolgono informazioni sulle differenze di
voltaggio tra punti posti vicini tra loro e in prossimit del cuore.
Inoltre in una registrazione unipolare viene tenuta in
considerazione lo sviluppo tridimensionale del torace che in
qualche modo agisce sulle deflessioni delle derivate.

Asse elettrico del cuore: la direzione del vettore risultante almeno di 2


derivate.
Cane: 100; gatto: tra 0 e 160
Cambiamenti dellasse: ipertrofia dx o sx, danno al tessuto di conduzione

Derivate unipolari alle estremit:


(pi usata in Medicina Veterinaria)

Lelettrodo indifferente la media di due delle


derivate alle estremit
Si misura la differenza con la terza derivata

Cenni diagnostici
Ampiezza onda P: aumento degli atri, nei cani normale per tono
vagale

Intervallo PR: il suo allungamento indice del rallentamento della


velocit di conduzione attraverso il nodo AV (1 di blocco cardiaco), nei
cani piccoli rallentamenti sono normali
Complesso QRS: la deflessione R normalmente positiva (verso la sx del
petto il vettore). Se ipertrofia ventricolare per insufficienza valvolare
o stenosi semilunare, questa aumenta! Ipertrofia ventricolare sx per
stenosi aortica, ipertrofia ventricolare dx per stenosi polmonare (QRS
diventa negativo)
Insufficienza cardiaca: QRS aumenta per dilatazione ventricolare e
riduzione della caduta di voltaggio tra cuore e petto.
QRS piccolo: accumulo di liquido in pericardio, shunt degli elettroliti con
meno corrente
Allungamento di QRS: ipertrofia, dilatazione, danno alle fibre di Purkinje
Intervallo ST: danno miocardico completa o parziale depolarizzazione
continua, alla fine della ripolarizzazione, la parte danneggiata produce
uno shift tra PR e ST, a livelli differenti: Shift del segmento ST

Distribuzione del volume di sangue

Aree delle sezioni:

Aorta
Piccole arterie
Arteriole
Capillari
Venule
Piccole vene
Vene cave

cm2

2.5
20
40
2500
250
80
8

Siccome lo stesso volume di sangue fluisce


per min attraverso le sezioni in esame, la
velocit del flusso inversamente
proporzionale allarea della sua sezione:
Aorta 33 cm/sec
Capillari 0.3 mm/sec

Pressioni nelle varie sezioni della circolazione:

Relazione tra pressione, flusso e resistenza:


Il flusso nel vaso sanguigno determinato da due fattori:
1)

La differenza di pressione tra le due estremit (gradiente pressorio)

2)

Limpedimento che trova il sangue al passaggio (resistenza vascolare)


Q=

P
R

Legge di Ohm

Q = gittata cardiaca, cio la quantit di sangue pompata dal cuore in unit di tempo

E di tipo laminare: cosa vuol dire?

Muscolatura dei vasi


Multiunitaria: sotto il controllo del SNA, fibre longitudinali di 2-4 strati
Miogenica automatica: fibre circolari, non innervate, sensibili a variazioni di metaboliti,
pH, pressioni parziali dei gas

Flusso di sangue nei capillari


1.

Capillari continui

soluzione di continuo solo a livello delle giunzioni


intercellulari (20 di calibro)

2.

Capillari fenestrati

aperture intracellulari (glomeruli


renali, villi intestinali)

3.

Capillari discontinui

ampie fenestrature tra i ponti di giunzione delle cellule


endoteliali (midollo osseo, milza, fegato) passaggio
di grosse molecole proteiche ed eritrociti

Sostanze umorali vasodilatatorie:

Sostanze umorali vasocostrittrici:

Adenosina

Noradrenalina

CO2

Adrenalina

Riduzione di O2

Angiotensina

Ac.lattico

Vasopressina

Istamina

Endotelina

K+
H+
Fosfati
Bradichinina
Serotonina
PGE

Cause di edema
aumento pressione di filtrazione (>40-45 mmHg)
aumento pressione venosa (insufficienza valvolare semilunare)
costrizione venulare
dilatazione arteriolare
Diminuita pressione colloidosmotica
aumentata permeabilit vasale (istamina, chinina, PGE2)
inadeguatezza del flusso linfatico

Ritorno venoso
gradiente pressorio
tono
valvole a nido di rondine
lavoro muscolare
pressione intratoracica che aumenta il diametro della vena cava
Torchio diaframmatico

La lunghezza dei capillari porta ad una rete di 100-120 km, un modo per evitare
il passaggio lungo questo percorso sono le anastomosi arterio-venulare, create
dalla vasocostrizione degli sfinteri precapillari.

Lattivit muscolare facilit la propulsione del sangue nelle vene

Sangue
7 % del peso corporeo

uomo

circa

bovino
cavallo
pecora
cane

5l
35 l
30 l
3l
1l

Distribuite nel sistema circolatorio:


64%

4%

circolo sistemico

cuore

32%
circolo polmonare

20-30 %

arterie

5-10%
60-70 %

capillari
vene

cervello
15%

Rene
25%

muscolo
15%
cute
10%

coronarie
10%
Fegato
15%

Distribuzione del volume di sangue

Aree delle sezioni:

Aorta
Piccole arterie
Arteriole
Capillari
Venule
Piccole vene
Vene cave

cm2

2.5
20
40
2500
250
80
8

Siccome lo stesso volume di sangue fluisce


per min attraverso le sezioni in esame, la
velocit del flusso inversamente
proporzionale allarea della sua sezione:
Aorta 33 cm/sec
Capillari 0.3 mm/sec

Pressioni nelle varie sezioni della circolazione:

Relazione tra pressione, flusso e resistenza:


Il flusso nel vaso sanguigno determinato da due fattori:
1)

La differenza di pressione tra le due estremit (gradiente pressorio)

2)

Limpedimento che trova il sangue al passaggio (resistenza vascolare)


Q=

P
R

Legge di Ohm

Q = gittata cardiaca, cio la quantit di sangue pompata dal cuore in unit di tempo

E di tipo laminare: cosa vuol dire?

Muscolatura dei vasi


Multiunitaria: sotto il controllo del SNA, fibre longitudinali di 2-4 strati
Miogenica automatica: fibre circolari, non innervate, sensibili a variazioni di metaboliti,
pH, pressioni parziali dei gas

Flusso di sangue nei capillari


1.

Capillari continui

soluzione di continuo solo a livello delle giunzioni


intercellulari (20 di calibro)

2.

Capillari fenestrati

aperture intracellulari (glomeruli


renali, villi intestinali)

3.

Capillari discontinui

ampie fenestrature tra i ponti di giunzione delle cellule


endoteliali (midollo osseo, milza, fegato) passaggio
di grosse molecole proteiche ed eritrociti

Ipotesi di Starling

Variazioni
pressorie
idrostatiche

mm Hg
40-45
mm Hg
25-30
mm Hg
5-7

mm Hg
mm Hg
25-30
40-45
mm Hg
5-7

Sfintere
precapillare

circolazione
Ramo
arteriolare

+45

+10

-25

-25

-5 =

-5 =

+15 mmHg

-20mmHg

Ramo
venulare

* Sfinteri
precapillari:
controbilanciano
la pressione
idrostatica della
colonna di
liquido dal cuore
alle varie altezze
inferiori

Sostanze umorali vasodilatatorie:

Sostanze umorali vasocostrittrici:

Adenosina

Noradrenalina

CO2

Adrenalina

Riduzione di O2

Angiotensina

Ac.lattico

Vasopressina

Istamina

Endotelina

K+
H+
Fosfati
Bradichinina
Serotonina
PGE

Cause di edema
aumento pressione di filtrazione (>40-45 mmHg)
aumento pressione venosa (insufficienza valvolare semilunare)
costrizione venulare
dilatazione arteriolare
Diminuita pressione colloidosmotica
aumentata permeabilit vasale (istamina, chinina, PGE2)
inadeguatezza del flusso linfatico

Ritorno venoso
gradiente pressorio
tono
valvole a nido di rondine
lavoro muscolare
pressione intratoracica che aumenta il diametro della vena cava
Torchio diaframmatico

Cause di aumento del liquido interstiziale e di edema


Aumentata pressione di filtrazione
aumento della pressione venosa
(ostruzione venosa effetto della gravit insufficienza cardiaca
insufficienze valvolari)
costrizione venulare
dilatazione arteriorale

Diminuito gradiente di pressione osmotica attraverso la parete


dei capillari
Diminuzione delle proteine plasmatiche
Accumulo nello spazio interstiziale di sostanze osmoticamente attive

Aumentata permeabilit dei capillari


istamina
Inadeguatezza del flusso linfatico

Patogenesi dellinsufficienza cardiaca congestizia


Anormalit

Causa

Edema parti distali degli arti

insufficienza del ventricolo dx


aumento della pressione venosa
trasudazione di liquido

Congestione polmonare

insufficienza ventricolo sx
aumento pressione venosa polmonare
trasudazione di liquido negli spazi aerei

Dispnea da sforzo

insufficiente aumento della gettata sx


durante il lavoro muscolare
aumento della pressione venosa polmonar

Incapacit al lavoro fisico

gettata inadeguata allirrorazione dei


muscoli e sua incapacit di aumentare nel
lavoro

Dilatazione cardiaca

aumento della quantit di sangue che


rimane nei ventricoli alla fine della
diastole

Innervazione arterie
Grosse arterie:

prive di fibre muscolari


ricche di fibre elastiche e collagene

Arteriole:

ricche di fibre elastiche

Meccanocettori
(distensione)

Barocettori
(var.pressione)

Chemiocettori
(pH CO2)

Via afferente:
IX e X

Centro vasomotore e cardioinibitore


Via efferente:
simpatica e
parasimpatica

Attivit cardiaca

Vasocostrizione (simpatica)
Vasodilatazione (parasimpatico)

genitali
esterni
g.salivari

Centro vasomotore: (aree non ben identificate anatomicamente)

1. pressoria
2. depressoria
Afferenze:

Barorecettori

Chemiocettori (pO2, pCO2, pH)

Recettori fuori dal sistema cardiovascolare

Fibre dolorifiche
Stimolazione di fibre somatiche o viscerali addominali

la stimolazione di fibre nocicettive amieliniche produce ipertensione e tachicardia


il dolore profondo (trazione degli organi addominali, traumi testicolari, distorsioni alle
articolazioni) produce bradicardia e ipotensione

Fibre del tatto e della pressione


Scarse risposte cardiovascolari (effetto indiretto)

Cause di sostenuta ipertensione negli animali

Ignote (ipertensione essenziale)


Malattie della corticale del surrene
Ipersecrezione di aldosterone (sindrome di Conn)
Ipersecrezione di glicocorticoidi (Cushing)

Tumori della midollare del surrene o di tessuto di origine


paragangliare (feocromocitomi)
Restringimenti di una o di entrambe le arterie renali
Restringimento dellaorta
Malattie renali
Contraccettivi per via orale
Tumori delle cellule iuxtaglomerulari (angiotensina)

Lavoro muscolare
-Aumento della frequenza respiratoria
-Aumento frequenza cardiaca
-Dilatazione vasi muscolari
Pompa muscolare

Depressione intrapleurica

Torchio addominale

Aumento ritorno venoso


Aumento pressione nellatrio destro
Pi sangue nel ventricolo destro
(maggiore riempimento diastolico
aumento del volume telediastolico)
Aumento della forza di contrazione
(legge di Maestrini-Starling)
Diminuzione del volume
telesistolico
Aumento della gittata sistolica
Aumento della pressione arteriosa

Risposte ad un aumento di pressione


Cuore
1) Diminuzione della frequenza cardiaca
2) Diminuzione della velocit di conduzione nel miocardio
3) Diminuzione della contrattilit del miocardio
4) Diminuzione della gittata cardiaca

Vasi
5) Vasodilatazione delle arteriole sistemiche e perci
diminuzione della pressione arteriosa sistemica media
Vasodilatazione preminente nei musacoli schelettrici; la
vascolarizzazione renale quella che subisce lalterazione
minima
6) Diminuzione della pressione arteriosa sistemica media
dovuta pi alla diminuzione della resistenza vascolare che a
quella della gittata cardiaca
7) venodilatazione sistemica dovuta alla diminuzione degli
impulsi simpatici adrenergici

Risposte ad una diminuzione di pressione


-aggiustamenti circolatori che indirettamente inducono variazioni della portata
cardiaca e quindi della pressione sistemica (legge di Maestrini-Starling)
- aumento della produzione di catecolamine
- aggiustamenti evocati a livello renale (sistema renina-angiotensina)

Vasodilatazione
-Inibizione del tono vasocostrittore esistente
- Attivazione di fibre vasodilatatrici simpatiche colinergiche (presenti
solo nei vasi muscolari)
- Attivazione di fibre dilatatrici parasimpatiche (gh. Salivari e genitali
esterni, vescica, grosso intestino)
- Liberazione di istamina
-Liberazione di bradichinina
- Diminuzione di pO2
- Aumento di pCO2
- Diminuzione di pH
-Aumento della temperatura locale
-Prostaglandine (PGA-PGE)
Mediatore chimico: acetilcolina genitali esterni
bradichinina gh. Salivari
VIP grosso intestino

Fattori che influenzano il calibro dei vasi


Vasocostrizione
-liberazione locale di noradrenalina o di adrenalina alle terminazioni
dei nervi simpatici
- liberazione di adrenalina o noradrenalina da parte della midollare
del surrene
- Noradrenalina esclusivamente vasocostrittrice recettori
- adrenalina vasocostrittrice per i vasi della cute e dei reni
vasodilatatoria per i vasi muscolari, epatici e
coronarici e recettori
-liberazione di serotonina
- liberazione di angiotensina II
-Liberazione d prostaglandine PGF-PGB
-Abbassamento della temperatura locale

Chemistry
They can be secreted by one of two pathways:
Regulated secretion: The cell stores hormone
in secretory granules and releases them in
"bursts" when stimulated. This is the most
commonly used pathway and allows cells to
secrete a large amount of hormone over a
short period of time.
Constitutive secretion: The cell does not
store hormone, but secretes it from secretory
vesicles as it is synthesized.
Most peptide hormones circulate unbound to other
proteins, but exceptions exist; for example, insulinlike growth factor-1 binds to one of several binding
proteins. In general, the halflife of circulating
peptide hormones is only a few minutes.

Steroids are derivatives of cholesterol:


sex steroids such as testosterone
adrenal steroids such as cortisol
The first and rate-limiting step in the sinthesis of all steroids is conversion of
cholesterol to pregnenolone,
Pregnenolone is formed on the inner membrane of mitochondria then shuttled back
to the endoplasmic reticulum
Newly synthesized steroid hormones are rapidly secreted from the cell, with
little if any storage.
- Increases in secretion reflect accelerated rates of synthesis.
- Following secretion, all steroids bind to some extent to plasma proteins. This
binding is often low affinity and non-specific (e.g. to albumin), but some steroids are
transported by specific binding proteins, which clearly affects their halflife and
rate of elimination.
-Steroid hormones are typically eliminated by inactivating metabolic
transformations and excretion in urine or bile.

There are two groups of hormones derived from the amino acid tyrosine:
Thyroid hormones are basically a "double" tyrosine with the critical
incorporation of 3 or 4 iodine atoms.
Catecholamines include epinephrine and norepinephrine, which are used as both
hormones and neurotransmitters.

The circulating halflife of thyroid hormones is on the order of a few days:


- Thyroid hormones are inactivated primarily by intracellular deiodinases
- Catecholamines are rapidly degraded, with circulating halflives of only a few
minutes.
Two other amino acids are used for synthesis of hormones:
Tryptophan is the precursor to serotonin and the pineal hormone melatonin
Glutamic acid is converted to histamine

Fatty Acid Derivatives - Eicosanoids

A large group of molecules derived from polyunsaturated fatty acids.


The principal groups of hormones are prostaglandins, prostacyclins, leukotrienes
and thromboxanes.
Arachadonic acid is the most abundant precursor for these hormones.
Stores of arachadonic acid are present in membrane lipids and released through the
action of various lipases.
The specific eicosanoids synthesized by a cell are dictated by the battery of
processing enzymes expressed in that cell.
These hormones are rapidly inactivated by being metabolized, and are typically active
for only a few seconds.

The physiologic effects of hormones depend largely on their concentration


in blood and extracellular fluid.
Disease results when hormone concentrations are either too high or too low,
and precise control over circulating concentrations of hormones is therefore
crucial.
The concentration of hormone is determined by three factors:
Rate of production: Synthesis and secretion of hormones are the most
highly regulated aspect of endocrine control. Such control is mediated by
positive and negative feedback circuits
Rate of delivery: An example of this effect is blood flow to a target
organ or group of target cells - high blood flow delivers more hormone
than low blood flow.
Rate of degradation and elimination: Hormones, like all biomolecules,
have characteristic rates of decay, and are metabolized and excreted
from the body through several routes. Shutting off secretion of a
hormone that has a very short halflife causes circulating hormone
concentration to plummet, but if a hormone's biological halflife is long,
effective concentrations persist for some time after secretion ceases.

Feedback Control of Hormone Production


Feedback circuits are at the root of most control
mechanisms in physiology, and are particularly prominent
in the endocrine system.
.
Negative feedback is seen when the output of a pathway
inhibits inputs to the pathway
Feedback loops are used extensively to regulate
secretion of hormones in the hypothalamic-pituitary axis
An important example of a negative feedback loop is seen in
control of thyroid hormone secretion. The thyroid hormones
thyroxine and triiodothyronine ("T4 and T3") are
synthesized and secreted by thyroid glands and affect
metabolism throughout the body
Neurons

in the hypothalamus secrete thyroid releasing hormone (TRH), which


stimulates cells in the anterior pituitary to secrete thyroid-stimulating hormone (TSH)
TSH binds to receptors on epithelial cells in the thyroid gland, stimulating synthesis
and secretion of thyroid hormones, which affect all cells in the body
When blood concentrations of thyroid hormones increase above a certain threshold,
TRH-secreting neurons in the hypothalamus are inhibited and stop secreting TRH.

This is an example of "negative feedback"

The hypothalamus is a region located in the


middle of the base of the brain, and
encapsulates the ventral portion of the third
ventricle.
The pituitary gland is a roundish organ that
lies immediately beneath the hypothalamus,
resting in a depression of the base of the skull
called the sella turcica ("Turkish saddle").

Hypothalamus

Pituitary gland

The anterior pituitary (adenohypophysis) is a classical gland


composed predominantly of cells that secrete protein
hormones.
The posterior pituitary (neurohypophysis) is not really an
organ, but an extension of the hypothalamus. It is composed
largely of the axons of hypothalamic neurons which extend
downward as a large bundle behind the anterior pituitary. It
also forms the so-called pituitary stalk, which appears to
suspend the anterior gland from the hypothalamus.

A key to understanding the endocrine relationship between hypothalamus and


anterior pituitary is to appreciate the vascular connections between these organs:
secretion of hormones from the anterior pituitary is under strict control by
hypothalamic hormones. These hypothalamic hormones reach the anterior pituitary
through the following route:
A branch of the hypophyseal artery ramifies into a capillary bed in the lower
hypothalamus, and hypothalmic hormones destined for the anterior pituitary are
secreted into that capillary blood.
Blood from those capillaries drains
into hypothalamic-hypophyseal portal
veins. Portal veins are defined as veins
between two capillary beds; the
hypothalamic-hypophyseal portal veins
branch again into another series of
capillaries
within
the
anterior
pituitary.
Capillaries
within the
anterior
pituitary, which carry hormones
secreted by that gland, coalesce into
veins that drain into the systemic
venous blood. Those veins also collect
capillary blood from the posterior
pituitary gland.

Growth hormone, also known as somatotropin, is a


protein hormone of about 190 amino acids that is
synthesized
and
secreted
by
cells
called
somatotrophs in the anterior pituitary.
It is a major participant in control of several complex
physiologic
processes,
including
growth
and
metabolism. Growth hormone is also of considerable
interest as a drug used in both humans and animals.

Physiologic Effects of Growth Hormone:


Direct effects are the result of growth hormone binding
its receptor on target cells. Fat cells (adipocytes), for
example, have growth hormone receptors, and growth
hormone stimulates them to break down triglyceride and
supresses their ability to take up and accumulate circulating
lipids.
Indirect effects are mediated primarily by a insulin-like
growth factor-1 (IGF-1), a hormone that is secreted from
the liver and other tissues in response to growth hormone. A
majority of the growth promoting effects of growth
hormone is actually due to IGF-1 acting on its target cells.

Ghrelin was discovered as the peptide hormone that potently stimulates release
of growth hormone from the anterior pituitary. It was subsequently determined
that ghrelin, along with several other hormones, has significant effects on
appetite and energy balance. The predominant source of ghrelin is epithelial
cells in the stomach.
Structure of Ghrelin and Its Receptor
Ghrelin is synthesized as a preprohormone, then proteolytically processed to
yield a 28-amino acid peptide
Synthesis of ghrelin occurs predominantly in epithelial cells lining the fundus of the
stomach, with smaller amounts produced in the placenta, kidney, pituitary and
hypothalamus.
The ghrelin receptor was known well before ghrelin was discovered. Cells within the
anterior pituitary bear a receptor that, when activated, potently stimulates
secretion of growth hormone - that receptor was named the growth hormone
secretagoue receptor (GHS-R). The natural ligand for the GHS-R was announced in
1999 as ghrelin, and ghrelin was named for its ability to provoke growth hormone
secretion
Ghrelin receptors are present on the cells in the pituitary that secrete growth
hormone, and also have been identified in the hypothalamus, heart and adipose
tissue.

Control and Physiologic Effects of Ghrelin


At least two major biologic activites have been ascribed to ghrelin:
Stimulation of growth hormone secretion: Ghrelin, as the ligand for the growth
hormone secretagogue receptor, potently stimulates secretion of growth
hormone. The ghrelin signal is integrated with that of growth hormone releasing
hormone and somatostatin to control the timing and the magnitude of growth
hormone secretion
Regulation of energy balance: ghrelin functions to increase hunger though its
action on hypothalamic feeding centers. This makes sense relative to increasing
plasma ghrelin concentrations observed during fasting (see below). Additionally,
humans injected with ghrelin reported sensations of intense hunger.
Ghrelin also appears to suppress fat utilization in adipose tissue, which is
somewhat paradoxical considering that growth hormone has the opposite effect.
Overall, ghrelin seems to be one of several hormonal signals that communicates
the state of energy balance in the body to the brain.
Other effects of ghrelin include stimulating gastric emptying and having a
variety of positive effects on cardiovascular function (e.g. increased cardiac
output). It is not totally clear whether the cardiovascular effects are a direct
effect of ghrelin or represent an indirect effect of ghrelin's ability to
stimulate growth hormone secretion.

Blood concentrations of ghrelin are


lowest shortly after consumption of
a meal, then rise during the fast
just prior to the next meal. The
figure to the right shows this pattern
based on assays of plasma ghrelin in 10
humans during the course of a day.

Disease States
Ghrelin concentrations in blood are reduced in obese humans compared to lean control
subjects, but whether this is cause or effect is not defined. Patients with anorexia nervosa
have higher than normal plasma ghrelin levels, which decrease if weight gain occurs.
Prader-Willi syndrome is another disorder relevant to ghrelin science. Affected patients
develop extreme obesity associated with uncontrollable and voracious appetite. The plasma
ghrelin levels are exceptionally high in comparison to patients similarly obese due to other
causes. Prader-Willi syndrome is clearly a complex disease with many defects; it may be that
excessive ghrelin production contributes to the appetite and obesity components.

Thyroid-stimulating hormone, also known as


thyrotropin, is secreted from cells in the
anterior pituitary called thyrotrophs, finds
its receptors on epithelial cells in the thyroid
gland, and stimulates that gland to
synthesize and release thyroid hormones.

TSH is a glycoprotein hormone composed of two subunits


which are non-covalently bound to one another. The alpha
subunit of TSH is also present in two other pituitary
glycoprotein hormones, FSH and LH, and, in primates, in
the placental hormone chorionic gonadotropin.
Each of these hormones also has a unique beta subunit,
which provides receptor specificity. In other words, TSH
is composed of alpha subunit bound to the TSH beta
subunit, and TSH associates only with its own receptor.
Free alpha and beta subunits have essentially no biological
activity.

Adrenocorticotropic hormone, as its name implies,


stimulates the adrenal cortex. More specifically, it
stimulates secretion of glucocorticoids such as cortisol,
and has little control over secretion of aldosterone, the
other major steroid hormone from the adrenal cortex.
Another name for ACTH is corticotropin

Prolactin is a single-chain protein hormone


closely related to growth hormone. It is
secreted by so-called lactotrophs in the anterior
pituitary. It is also synthesized and secreted by a
broad range of other cells in the body, most
prominently various immune cells, the brain and the
decidua of the pregnant uterus.
Prolactin is synthesized as a prohormone. Following
cleavage of the signal peptide, the length of the
mature hormone is between 194 and 199 amino
acids, depending on species.
Physiologic Effects of Prolactin
The conventional view of prolactin is that its major target organ is the mammary gland,
and stimulating mammary gland development and milk production pretty well define its
functions,
but be carefull to many other functions!!!!!!!!!
It is difficult to point to a tissue that does not express prolactin receptors, and
although the anterior pituitary is the major source of prolactin, the hormone is
synthesized and secreted in many other tissues.

Mammary Gland Development, Milk Production and Reproduction

In the 1920's it was found that extracts of the pituitary gland, when injected into
virgin rabbits, induced milk production. Subsequent research demonstrated that
prolactin has two major roles in milk production:
Prolactin induces lobuloalveolar growth of the mammary gland.
Prolactin stimulates lactogenesis or milk production after giving birth.
Prolactin, along with cortisol and insulin, act together to stimulate transcription
of the genes that encode milk proteins

The critical role of prolactin in lactation has been


confirmed in mice with targeted deletions in the
prolactin gene. Female mice that are heterozygous for the

deleted prolactin gene (and produce roughly half the normal


amount of prolactin) show failure to lactate after their first
pregnancy.

Prolactin also appears important in several nonlactational aspects of reproduction. In some species
(rodents, dogs, skunks), prolactin is necessary for
maintainance of corpora lutea (ovarian structures that
secrete progesterone, the "hormone of pregnancy").
Mice that are homozygous for an inactivated prolactin
gene and thus incapable of secreting prolactin are
infertile due to defects in ovulation, fertilization,
preimplantation development and implantation.
Finally, prolactin appears to have stimulatory effects in
some species on reproductive or maternal behaviors
such as nest building

Effects on Immune Function


The prolactin receptor is widely expressed by immune cells, and some types of
lymphocytes synthesize and secrete prolactin. Prolactin may act as an autocrine or
paracrine modulator of immune activity. Interestingly, mice with homozygous deletions of
the prolactin gene fail to show significant abnormalities in immune responses. It has a
modulatory role in several aspects of immune function, but is not strictly required for
these responses.

Control of Prolactin Secretion


The hypothalamus tonically suppresses prolactin secretion from the pituitary: there is
usually a hypothalamic "brake" set on the lactotroph, and prolactin is secreted only when
the brake is released. If the pituitary stalk is cut, prolactin secretion increases, while
secretion of all the other pituitary hormones fall dramatically due to loss of hypothalamic
releasing hormones.
Dopamine serves as the major prolactin-inhibiting factor or brake on prolactin
secretion. Dopamine is secreted into portal blood by hypothalamic neurons, binds to
receptors on lactotrophs, and inhibits both the synthesis and secretion of prolactin.
Agents and drugs that interfere with dopamine secretion or receptor binding lead to
enhanced secretion of prolactin.
In addition to tonic inhibition by dopamine, prolactin
secretion is positively regulated by several hormones,
including TRH, GnRH and VIP. Stimulation of the nipples and
mammary gland, as occurs during nursing, leads to
prolactin release. This effect appears to be due to a spinal
reflex arc that causes release of prolactin-stimulating
hormones from the hypothalamus.
Estrogens provide a well-studied positive control over
prolactin synthesis and secretion. The increasing blood
concentrations of estrogen during late pregnancy appear
responsible for the elevated levels of prolactin that are
necessary to prepare the mammary gland for lactation at the
end of gestation.

Disease States
Excessive secretion of prolactin - hyperprolactinemia - is a relative
common disorder in humans. This condition has numerous causes,
including prolactin-secreting tumors and therapy with certain drugs.
Common manifestations of hyperprolactinemia in women include
amenorrhea (lack of menstrural cycles) and galactorrhea (excessive or
spontaneous secretion of milk). Men with hyperprolactinemia typically
show hypogonadism, with decreased sex drive, decreased sperm
production and impotence.
Such men also often show breast enlargement (gynecomastia), but very
rarely produce milk.

Luteinizing Hormone
In both sexes, LH stimulates secretion of sex steroids from
the gonads:
In the testes, LH binds to receptors on Leydig cells, stimulating
synthesis and secretion of testosterone.
Theca cells in the ovary respond to LH stimulation by secretion of
testosterone, which is converted into estrogen by adjacent
granulosa cells.

In females, ovulation of mature follicles on the ovary is induced by a large


burst of LH secretion known as the preovulatory LH surge.
Residual cells within ovulated follicles proliferate to form corpora lutea, which
secrete the steroid hormones progesterone and estradiol.
Progesterone is necessary for maintenance of pregnancy, and, in most mammals,
LH is required for continued development and function of corpora lutea.

Follicle-Stimulating Hormone
FSH stimulates the maturation of ovarian follicles:
Administration of FSH to humans and animals induces "superovulation", or
development of more than the usual number of mature follicles and hence, an
increased number of mature gametes.
FSH is also critical for sperm production. It supports the function of
Sertoli cells, which in turn support many aspects of sperm cell maturation.

Control of Gonadotropin Secretion


The principle regulator of LH and FSH secretion is gonadotropin-releasing hormone or
GnRH
GnRH is a ten amino acid peptide that is synthesized and secreted from hypothalamic
neurons and binds to receptors on gonadotrophs
GnRH stimultes secretion of LH, which in turn stimulates gonadal secretion of the
sex steroids testosterone, estrogen and progesterone.
In a classical negative feedback loop, sex steroids inhibit secretion of GnRH
and also appear to have direct negative effects on gonadotrophs.
This regulatory loop leads to pulsatile secretion of LH
and, to a much lesser extent, FSH. The number of pulses
of GnRH and LH varies from a few per day to one or more
per hour. In females, pulse frequency is clearly related to
stage of the cycle.
Numerous hormones influence GnRH secretion: the gonads
secrete at least two additional hormones - inhibin and
activin - which selectively inhibit and activate FSH
secretion from the pituitary.

Disease States
Diminished secretion of LH or FSH can result in failure of gonadal
function (hypogonadism). This condition is typically manifest in males as failure
in production of normal numbers of sperm. In females, cessation of
reproductive cycles is commonly observed.
Elevated blood levels of gonadotropins usually reflect lack of steroid
negative feedback. Removal of the gonads from either males or females, as is
commonly done to animals, leads to persistent elevation in LH and FSH.

Pharmacologic Manipulation of Gonadotropin Secretion


Normal patterns of gonadotropin secretion are absolutely required for
reproduction, and interfering particularly with LH secretion is a widelyused strategy for contraception. Oral contraceptive pills contain a progestin
(progesterone-mimicking compound), usually combined with an estrogen. As
discussed above, progesterone and estrogen inhibit LH secretion, and oral
contraceptives are effective because they inhibit the LH surge that
induces ovulation.
Another route to suppressing gonadotropin secretion is to block the GnRH
receptor. GnRH receptor antagonists have potent contraceptive effects in
both males and females, but have not been widely deployed for that purpose.

Roughly 60% of the mass of the body is water, and despite wide
variation in the amount of water taken in each day, body water
content remains incredibly stable. Such precise control of body water
and solute concentrations is a function of several hormones acting on both
the kidneys and vascular system, but there is no doubt that antidiuretic
hormone is a key player in this process.
Antidiuretic hormone, also known as vasopressin, is a nine amino acid
peptide secreted from the posterior pituitary. Within hypothalamic
neurons, the hormone is packaged in secretory vesicles with a carrier
protein called neurophysin, and both are released upon hormone secretion.

Effects on the Kidney


The single most important effect of antidiuretic hormone is to conserve body water
by reducing the output of urine.
A diuretic is an agent that increases the rate of urine formation. Injection of small
amounts of antidiuretic hormone into a person or animal results in antidiuresis or
decreased formation of urine

Antidiuretic hormone binds to receptors in the distal or collecting tubules of the


kidney and promotes reabsorbtion of water back into the circulation. In the
absense of antidiuretic hormone, the kidney tubules are virtually impermiable to
water, and it flows out as urine.
Antidiuretic hormone stimulates water reabsorbtion by stimulating insertion of
"water channels" or aquaporins into the membranes of kidney tubules. These channels
transport solute-free water through tubular cells and back into blood, leading to a
decrease in plasma osmolarity and an increase osmolarity of urine.

Effects on the Vascular System


In many species, high concentrations of antidiuretic hormone cause constriction
of arterioles, which leads to increased arterial pressure
It was for this effect that the name vasopressin was coined. In healthy humans,
antidiuretic hormone has minimal pressor effects.

Control of Antidiuretic Hormone Secretion


The most important variable regulating antidiuretic hormone secretion is plasma
osmolarity, or the concentration of solutes in blood. Osmolarity is sensed in the
hypothalamus by neurons known as an osmoreceptors, and those neurons, in turn,
stimulate secretion from the neurons that produce antidiuretic hormone.
When plasma osmolarity is below a certain threshold, the osmoreceptors are not
activated and antidiuretic hormone secretion is suppressed.
When osmolarity increases above the threshold, the ever-alert osmoreceptors
recognize this and stimulate the neurons that secrete antidiuretic hormone. ADH
concentrations rise steeply and linearly with increasing plasma osmolarity.

There is an interesting parallel between


antidiuretic hormone secretion and thirst. Both
phenomena
appear
to be stimulated by
hypothalamic osmoreceptors, although probably
not the same ones. The osmotic threshold for
antidiuretic hormone secretion is considerably
lower than for thirst, as if the hypothalamus is
saying "Let's not bother him by invoking thirst
unless the situation is bad enough that antidiuretic
hormone cannot handle it alone.
Secretion of antidiuretic hormone is also
stimulated by decreases in blood pressure and
volume, conditions sensed by stretch receptors in
the heart and large arteries. Changes in blood
pressure and volume are not nearly as sensitive a
stimulator as increased osmolarity, but are
nonetheless potent in severe conditions. For
example, Loss of 15 or 20% of blood volume by
hemorrhage results in massive secretion of
antidiuretic hormone.
Another potent stimulus of antidiuretic hormone is
nausea and vomiting,

Disease States
The most common disease of man and animals related to antidiuretic
hormone is diabetes insipidus. This condition can arise from either of two
situations:
Hypothalamic ("central") diabetes insipidus results from a
deficiency in secretion of antidiuretic hormone from the posterior
pituitary. Causes of this disease include head trauma, and infections or
tumors involving the hypothalamus.
Nephrogenic diabetes insipidus occurs when the kidney is unable to
respond to antidiuretic hormone. Most commonly, this results from
some type of renal disease, but mutations in the ADH receptor gene or
in the gene encoding aquaporin-2 have also been demonstrated in
affected humans.
The major sign of either type of diabetes insipidus is excessive urine
production. Some human patients produce as much as 16 liters of urine per
day! If adequate water is available for consumption, the disease is rarely
life-threatening, but withholding water can be very dangerous.
Hypothalamic diabetes insipidus can be treated with exogenous antidiuretic
hormone.

Oxytocin in a nine amino acid peptide that is


synthesized in hypothalamic neurons and transported
down axons of the posterior pituitary for secretion into
blood
Oxytocin is also secreted within the brain and from a few
other tissues, including the ovaries and testes.
Oxytocin differs from ADH in two of the nine amino acids
Both hormones are packaged into granules and secreted
along with carrier proteins called neurophysins.

Physiological roles
Stimulation of milk ejection: milk is initially secreted into small sacs within
the mammary gland called alveoli, from which it must be ejected for
consumption or harvesting. Mammary alveoli are surrounded by smooth
muscle (myoepithelial) cells which are a prominant target cell for oxytocin.
Oxytocin stimulates contraction of myoepithelial cells, causing milk to
be ejected into the ducts and cisterns.
Stimulation of uterine smooth muscle contraction at birth: At the end of
gestation, the uterus must contract vigorously and for a prolonged period
of time in order to deliver the fetus. During the later stages of gestation,
there is an increase in abundance of oxytocin receptors on uterine smooth
muscle cells, which is associated with increased "irritability" of the uterus
Oxytocin is released during labor when the fetus stimulates the cervix
and vagina, and it enhances contraction of uterine smooth muscle to
facilitate parturition or birth.
In cases where uterine contractions are not sufficient to complete
delivery, physicians and veterinarians sometimes administer oxytocin
("pitocin") to further stimulate uterine contractions - great care must be
exercised in such situations to assure that the fetus can indeed be
delivered and to avoid rupture of the uterus.

Establishment of maternal behavior: Successful reproduction in mammals


demands that mothers become attached to and nourish their offspring
immediately after birth.
It is also important that non-lactating females do not manifest such nurturing
behavior. The same events that affect the uterus and mammary gland at the
time of birth also affect the brain. During parturition, there is an increase in
concentration of oxytocin in cerebrospinal fluid, and oxytocin acting within
the brain plays a major role in establishing maternal behavior.
Evidence for this role of oxytocin come from two types of experiments:
1- infusion of oxytocin into the ventricles of the brain of virgin rats or nonpregnant sheep rapidly induces maternal behavior
2- administration into the brain of antibodies that neutralize oxytocin or of
oxytocin antagonists will prevent mother rats from accepting their pups

While there is no doubt that oxytocin stimulates all of the


effects described above, doubt has recently been cast on its
necessity in parturition and maternal behavior
Mice that are unable to secrete oxytocin due to targeted
disruptions of the oxytocin gene will mate, deliver their pups
without apparent difficulty and display normal maternal behavior.
However, they do show deficits in milk ejection and have subtle
derangements in social behavior. It may be best to view oxytocin
as a major facilitator of parturition and maternal behavior rather
than a necessary component of these processes.
Both sexes secrete oxytocin - what about its role in males?
Males synthesize oxytocin in the same regions of the hypothalamus
as in females, and also within the testes and perhaps other
reproductive tissues. Pulses of oxytocin can be detected during
ejaculation. Current evidence suggests that oxytocin is involved in
facilitating sperm transport within the male reproductive system
and perhaps also in the female, due to its presence in seminal fluid.

Control of Oxytocin Secretion


The most important stimulus for release of hypothalamic oxytocin is initiated by
physical stimulation of the nipples or teats.
The act of nursing or suckling is relayed within a few milliseconds to the brain via a spinal
reflex arc. These signals impinge on oxytocin-secreting neurons, leading to release of
oxytocin.
If you want to obtain anything other than trivial amounts of milk from animals like dairy
cattle, you have to stimulate oxytocin release because something like 80% of the milk is
available only after ejection, and milk ejection requires oxytocin. Watch someone milk a
cow, even with a machine, and what you'll see is that prior to milking, the teats and lower
udder are washed gently - this tactile stimulation leads to oxytocin release and milk
ejection.
A number of factors can inhibit oxytocin release, among them acute stress.
Oxytocin neurons are repressed by catecolamine which are released in response to many
types of stress, including fright. As a practical endocrine tip - don't wear a gorilla costume
into a milking parlor full of cows or set off firecrackers around a mother nursing her
baby!!!!!
Both the production of oxytocin and response to oxytocin are modulated by circulating
levels of sex steroids. The burst of oxytocin released at birth seems to be triggered in
part by cervical and vaginal stimulation by the fetus, but also because of abruptly declining
concentrations of progesterone. Another well-studied effect of steroid hormones is the
marked increase in synthesis of uterine (myometrial) oxytocin receptors late in gestation,
resulting from increasing concentrations of circulating estrogen.

The thyroid gland is located in the neck, in


close approximation to the first part of the
trachea. In humans, the thyroid gland has a
"butterfly" shape, with two lateral lobes that are
connected by a narrow section called the isthmus.
Most animals, however, have two separate glands
on either side of the trachea. Thyroid glands are
brownish-red in color.
Close examination of a thyroid gland will reveal
one or more small, light-colored nodules on or
protruding from its surface - these are
parathyroid glands

dog

The microscopic structure of the thyroid is


quite distinctive. Thyroid epithelial cells the cells responsible for synthesis of
thyroid hormones - are arranged in
spheres called thyroid follicles. Follicles
are filled with colloid, a proteinaceous
depot of thyroid hormone precursor.

In the low (left) and high-magnification (right)


images of a cat thyroid, follicles are cut in cross
section at different levels, appearing as roughly
circular forms of varying size.

In addition to thyroid epithelial cells, the thyroid gland houses one other
important endocrine cell. Nestled in spaces between thyroid follicles are
parafollicular or C cells, which secrete the hormone calcitonin.
The structure of a parathyroid gland is distinctly different from a thyroid
gland. The cells that synthesize and secrete parathyroid hormone are arranged
in rather dense cords or nests around abundant capillaries. The image below

shows a section of a feline parathyroid gland on the left, associated with thyroid
gland (note the follicles) on the right

Thyroid hormones are derivatives of the the amino acid tyrosine


bound covalently to iodine. The two principal thyroid hormones are:
thyroxine (known affectionately as T4 or -tetraiodothyronine)

triiodotyronine (T3 or triiodothyronine)


Thyroid hormones are basically two tyrosines linked together with
the critical addition of iodine at three or four positions on the
aromatic rings. The number and position of the iodines is important.
Several other iodinated molecules are generated that have little or no
biological activity; so called "reverse T3" (3,3',5'-T3) is such an
example.

A large majority of the thyroid hormone secreted from the thyroid


gland is T4, but T3 is the considerably more active hormone. Although
some T3 is also secreted, the bulk of the T3 is derived by deiodination of
T4 in peripheral tissues, especially liver and kidney. Deiodination of T4 also
yields reverse T3, a molecule with no known metabolic activity.
Thyroid hormones are poorly soluble in water, and more than 99% of
the T3 and T4 circulating in blood is bound to carrier proteins. The
principle carrier of thyroid hormones is thyroxine-binding globulin, a
glycoprotein synthesized in the liver. Two other carriers of import are
transthyrein and albumin. Carrier proteins allow maintenance of a stable
pool of thyroid hormones from which the active, free hormones are
released for uptake by target cells.

Thyroid hormones are synthesized by mechanisms fundamentally different from what is


seen in other endocrine systems:
Constructing Thyroid Hormones
The entire synthetic process occurs in three major steps:
Production and accumulation of the raw materials
Fabrication or synthesis of the hormones on a backbone of precursor
Release of the free hormones from the scaffold and secretion into blood
The recipe for making thyroid hormones calls for two principle raw materials:
Tyrosines are provided from a large glycoprotein scaffold called thyroglobulin, which
is synthesized by thyroid epithelial cells and secreted into the lumen of the follicle colloid is essentially a pool of thyroglobulin. A molecule of thyroglobulin contains 134
tyrosines, although only a part of these are actually used to synthesize T4 and T3.
Iodine, or more accurately iodide (I-), is avidly taken up from blood by thyroid
epithelial cells, which have on their outer plasma membrane a sodium-iodide symporter
or "iodine trap". Once inside the cell, iodide is transported into the lumen of the follicle
along with thyroglobulin.

Fabrication of thyroid hormones is conducted by the enzyme thyroid


peroxidase, an integral membrane protein present in the apical (colloidfacing) plasma membrane of thyroid epithelial cells. Thyroid peroxidase
catalyzes two sequential reactions:
1.

Iodination of tyrosines on thyroglobulin (also known as "organification of


iodide")

2.

Synthesis of thyroxine (or triiodothyronine) from two iodotyrosines

Through the action of thyroid peroxidase, thyroid hormones accumulate in


colloid, on the surface of thyroid epithelial cells

Thyroid hormones are excised from their thyroglobulin scaffold by digestion in


lysosomes of thyroid epithelial cells.
This final act in thyroid hormone synthesis proceeds in the following steps:
Thyroid epithelial cells ingest colloid by
endocytosis from their apical borders - that
colloid contains thyroglobulin decorated with
thyroid hormone
Colloid-laden endosomes fuse with lysosomes,
which contain hydrolytic enzymes that digest
thyroglobluin, thereby liberating free thyroid
hormones.
Finally, free thyroid hormones apparently
diffuse out of lysosomes, through the basal
plasma membrane of the cell, and into blood
where they quickly bind to carrier proteins for
transport to target cells.

Control of Thyroid Hormone Synthesis and Secretion


Each of the processes described above appears to be stimulated by thyroidstimulating hormone from the anterior pituitary gland. Binding of TSH to its
receptors on thyroid epithelial cells stimulates synthesis of the iodine
transporter, thyroid peroxidase and thyroglobulin.
The magnitude of the TSH signal also sets the rate of endocytosis of colloid
- high concentrations of TSH lead to faster rates of endocytosis, and hence,
thyroid hormone release into the circulation. Conversely, when TSH levels
are low, rates of thyroid hormone synthesis and release diminish.

Thyroid Hormone Receptors and Mechanism of Action


Receptors for thyroid hormones are intracellular DNA-binding proteins
that function as hormone-responsive transcription factors, very similar
conceptually to the receptors for steroid hormones
Despite being derived from an amino acid, thyroid hormones are hydrophobic in
character and appear to enter cells and nuclei by diffusion through cell
membranes. Once inside the nucleus, the hormone binds its receptor, and the
hormone-receptor complex interacts with specific sequences of DNA in the
promoters of responsive genes. The effect of receptor binding to DNA is
to modulate gene expression, either by stimulating or inhibiting transcription
of specific genes.

For example, cardiac contractility depends, in part, on the relative ratio of


different types of myosin proteins in cardiac muscle. Transcription of some
myosin genes is stimulated by thyroid hormones, while transcription of others
in inhibited. The net effect is to alter the ratio toward increased contractility.

Physiologic Effects of Thyroid Hormones


It is likely that all cells in the body are targets for thyroid hormones.
While not strictly necessary for life, thyroid hormones have profound effects
on many "big time" physiologic processes, such as development, growth and
metabolism

Metabolism: thyroid hormones stimulate diverse metabolic activities most

tissues, leading to an increase in basal metabolic rate. One consequence of


this activity is to increase body heat production, which seems to result, at
least in part, from increased oxygen consumption and rates of ATP hydrolysis.
A few examples of specific metabolic effects of thyroid hormones include:
Lipid metabolism: Increased thyroid hormone levels stimulate fat
mobilization, leading to increased concentrations of fatty acids in plasma.
They also enhance oxidation of fatty acids in many tissues. Finally, plasma
concentrations of cholesterol and triglglycerides are inversely correlated
with thyroid hormone levels - one diagnostic indiction of hypothyroidism is
increased blood cholesterol concentrations
Carbohydrate metabolism: Thyroid hormones stimulate almost all
aspects of carbohydrate metabolism, including enhancement of insulindependent entry of glucose into cells and increased gluconeogenesis and
glycogenolysis to generate free glucose

Growth: Thyroid hormones are clearly necessary for normal growth in

children and young animals, as evidenced by the growth-retardation


observed in thyroid deficiency. Not surprisingly, the growth-promoting
effect of thyroid hormones is intimately intertwined with that of growth
hormone, a clear indiction that complex physiologic processes like growth
depend upon multiple endocrine controls.

Development: normal levels of thyroid hormone are essential to the

development of the fetal and neonatal brain.

Other Effects:
Cardiovascular system: Thyroid hormones increases heart rate,
cardiac contractility and cardiac output. They also promote
vasodilation, which leads to enhanced blood flow to many organs.
Central nervous system: Both decreased and increased
concentrations of thyroid hormones lead to alterations in mental state.
Too little thyroid hormone, and the individual tends to feel mentally
sluggish, while too much induces anxiety and nervousness.
Reproductive system: Normal reproductive behavior and physiology
is dependent on having essentially normal levels of thyroid hormone.
Hypothyroidism in particular is commonly associated with infertility.

Thyroid Disease States


Disease is associated with both inadequate production and overproduction of
thyroid hormones. Both types of disease are relatively common afflictions of man
and animals.

Hypothyroidism is the result from any condition that results in thyroid hormone
deficiency. Two well-known examples include:

Iodine deficiency: Iodide is absolutely necessary for production of thyroid


hormones; without adequate iodine intake, thyroid hormones cannot be
synthesized. Historically, this problem was seen particularly in areas with
iodine-deficient soils, and frank iodine deficiency has been virtually
eliminated by iodine supplementation of salt
Primary thyroid disease: Inflammatory diseases of the thyroid that
destroy parts of the gland are clearly an important cause of hypothyroidism.
Common symptoms of hypothyroidism arising after early childhood include
lethargy, fatigue, cold-intolerance, weakness, hair loss and reproductive failure.
If these signs are severe, the clinical condition is called myxedema. In the case
of iodide deficiency, the thyroid becomes inordinantly large and is called a
goiter.

The most severe and devestating form of hypothyroidism is seen in young


children with congenital thyroid deficiency.
If that condition is not corrected by supplemental therapy soon after birth,
the child will suffer from cretinism, a form of irreversible growth and mental
retardation.
Most cases of hypothyroidism are readily treated by oral administration of
synthetic thyroid hormone. In times past, consumption of dessicated animal
thyroid gland was used for the same purpose.

Hyperthyroidism results from secretion of thyroid hormones. In most species,

this condition is less common than hypothyroidism. In humans the most common
form of hyperthyroidism is Graves disease, an immune disease in which
autoantibodies bind to and activate the thyroid-stimulating hormone receptor,
leading to continual stimulation of thyroid hormone synthesis.
Common signs of hyperthyroidism are basically the opposite of those seen in
hypothyroidism, and include nervousness, insomnia, high heart rate, eye disease
and anxiety.

The thyroid gland is part of the hypothalamicpituitary-thyroid axis, and control of thyroid hormone
secretion is exerted by classical negative feedback, as
depicted in the diagram:

A number of other factors have been shown to influence


thyroid hormone secretion. In rodents, sheep, goats and
young children, exposure to a cold environment triggers
TRH secretion, leading to enhanced thyroid hormone
release. This makes sense considering the known ability of
thyroid hormones to spark body heat production.

Calcitonin is a hormone known to participate in calcium and phosphorus


metabolism. In mammals, the major source of calcitonin is from the
parafollicular or C cells in the thyroid gland, but it is also synthesized
in a wide variety of other tissues, including the lung and intestinal tract.
In birds, fish and amphibians, calcitonin is secreted from the
ultimobrachial glands.
Calcitonin is a 32 amino acid peptide cleaved from a larger prohormone.
Alternative splicing of the calcitonin pre-mRNA can yield a mRNA
encoding calcitonin gene-related peptide: that peptide appears to
function in the nervous and vascular systems.
The calcitonin receptor has been cloned and shown to be a member of
the seven-transmembrane, G protein-coupled receptor family

Physiologic Effects of Calcitonin


Calcitonin plays a role in calcium and phosphorus metabolism. In particular,
calcitonin has the ability to decrease blood calcium levels at least in part by
effects on two well-studied target organs:
Bone: Calcitonin suppresses resorption of bone by inhibiting the activity
of osteoclasts
Kidney: Calcium and phosphorus are prevented from being lost in urine by
reabsorption in the kidney tubules. Calcitonin inhibits tubular reabsorption
of these two ions, leading to increased rates of their loss in urine.
It seems clear that there are species differences in the importance of
calcitonin as a factor affecting calcium homeostasis. In fish, rodents and some
domestic animals (dog, cat), calcitonin appears to play a significant role in
calcium homeostais.
In humans, calcitonin has a minor role in regulating blood concentrations of
calcium. One interesting piece of evidence to support this statement is that
humans with chronically increased (medullary thyroid cancer) or decreased
(surgical removal of the thyroid gland) levels of calcitonin in blood do not show
alterations from normal in serum calcium concentration.

Control of Calcitonin Secretion


The most prominent factor controlling calcitonin secretion is the
extracellular concentration of ionized calcium. Elevated blood calcium levels
strongly stimulate calcitonin secretion, and secretion is suppressed when
calcium concentration falls below normal.
Disease States
A large number of diseases are associated with abnormally increased or
decreased levels of calcitonin, but pathologic effects of abnormal calcitonin
secretion per se are not generally recognized.
There are several therapeutic uses for calcitonin. It is used to treat
hypercalcemia resulting from a number of causes, and has been a valuable
therapy for Paget disease, which is a disorder in bone remodeling. Calcitonin
also appears to be a valuable aid in the management of certain types of
osteoporosis.

Parathyroid hormone is the most important endocrine regulator


of calcium and phosphorus concentration in extracellular fluid.
This hormone is secreted from cells of the parathyroid glands and
finds its major target cells in bone and kidney. Another hormone,
parathyroid hormone-related protein, binds to the same receptor
as parathyroid hormone and has major effects on development.
Like most other protein hormones, parathyroid hormone is
synthesized as a preprohormone. After intracellular processing,
the mature hormone is packaged within the Golgi into secretory
vesicles, the secreted into blood by exocytosis. Parathyroid
hormone is secreted as a linear protein of 84 amino acids.

Physiologic Effects of Parathyroid Hormone


If calcium ion concentrations in extracellular fluid fall below normal, bring
them back within the normal range. In conjunction with increasing calcium
concentration, the concentration of phosphate ion in blood is reduced.
At least three mechanisms:
Mobilization of calcium from bone: Although the mechanisms remain
obscure, parathyroid hormone stimulates osteoclasts to reabsorb bone
mineral, liberating calcium into blood
Enhancing absorption of calcium from the small intestine: Parathyroid
hormone stimulates this process, but indirectly by stimulating production
of the active form of vitamin D in the kidney. Vitamin D induces synthesis
of a calcium-binding protein in intestinal epithelial cells that facilitates
efficient absorption of calcium into blood.
Suppression of calcium loss in urine: parathyroid hormone reduces the
excretion of calcium in urine, thus conserving calcium in blood. This effect
is mediated by stimulating tubular reabsorption of calcium. Another effect
of parathyroid hormone on the kidney is to stimulate loss of phosphate
ions in urine.

Parathyroid hormone is released in response to low extracellular


concentrations of free calcium. Changes in blood phosphate concentration
can be associated with changes in parathyroid hormone secretion, but this
appears to be an indirect effect and phosphate per se is not a significant
regulator of this hormone.
When calcium concentrations fall below the normal range, there is a steep
increase in secretion of parathyroid hormone. Low levels of the hormone
are secreted even when blood calcium levels are high.

Disease States
Both increased and decreased secretion of parathyroid hormone are
recognized as causes of serious disease in man and animals.
Excessive secretion of parathyroid hormone is seen in two forms:
Primary hyperparathyroidism is the result of parathyroid gland disease,
most commonly due to a parathyroid tumor (adenoma) which secretes the
hormone without proper regulation. Common manifestations of this
disorder are chronic elevations of blood calcium concentration
(hypercalcemia),
kidney
stones
and
decalcification
of
bone.
Secondary hyperparathyroidism is the situation where disease outside of
the parathyroid gland leads to excessive secretion of parathyroid
hormone. A common cause of this disorder is kidney disease - if the
kidneys are unable to reabsorb calcium, blood calcium levels will fall,
stimulating continual secretion of parathyroid hormone to maintain normal
calcium levels in blood. Secondary hyperparathyroidism can also result
from inadequate nutrition - for example, diets that are deficient in
calcium or vitamin D, or which contain excessive phosphorus (e.g. all meat
diets for carnivores).

There is no doubt that chronic secretion or continuous infusion of


parathyroid hormone leads to decalcification of bone and loss of bone mass
However, in certain situations, treatment with parathyroid hormone can
actually stimulate an increase in bone mass and bone strength:
this seemingly paradoxical effect occurs when the hormone is administered
in pulses (e.g. by once daily injection), and such treatment appears to be an
effective therapy for diseases such as osteoporosis.
Inadequate production of parathyroid hormone - hypoparathyroidism typically results in decreased concentrations of calcium and increased
concentrations of phosphorus in blood:
common causes of this disorder include surgical removal of the parathyroid
glands and disease processes that lead to destruction of parathyroid glands.
The resulting hypocalcemia often leads to tetany and convulsions.
Treatment focuses on restoring normal blood calcium concentrations by
calcium infusions, oral calcium supplements and vitamin D therapy.

The two adrenal glands are located


immediately anterior to the kidneys,
encased in a connective tissue capsule and
usually partially buried in an island of fat.
Like the kidneys, the adrenal glands lie
beneath the peritoneum (i.e. they are
retroperitoneal).

Inspection of a mammalian adrenal gland that has been sectioned reveals


two distinct regions, as demonstrated to the right with a sheep adrenal:
An inner medulla, which is a source of the catecholamines epinephrine and
norepinephrine. The chromaffin cell is the principle cell type. The medulla is
richly innervated by preganglionic sympathetic fibers and is, in essence, an
extension of the sympathetic nervous system.
An outer cortex, which secretes several classes of steroid hormones
(glucocorticoids, mineralocorticoids, sex steroids). Histological examination of
the cortex reveals three concentric zones of cells that differ in the major
steroid hormones they secrete.

Cells in the adrenal medulla synthesize and secrete norepinephrine and


epinephrine. The ratio of these two catecholamines differs considerably
among species: in humans, cats and chickens, roughly 80, 60 and 30% of the
catecholamine output is epinephrine.
These hormones bind adrenergic receptors on target cells, where they
induce essentially the same effects as direct sympathetic nervous
stimulation.
Synthesis and Secretion of Catecholamines
Synthesis of catecholamines begins with the amino acid tyrosine, which is
taken up by chromaffin cells in the medulla and converted to norepinephrine
and epinephrine through the following steps:

Secretion of these hormones is stimulated by acetylcholine release from


preganglionic sympathetic fibers innervating the medulla. Many types of
"stresses" stimulate such secretion, including exercise, hypoglycemia and
trauma. Following secretion into blood, the catecholamines bind loosely to and
are carried in the circulation by albumin and perhaps other serum proteins

The physiologic effects of epinephrine and norepinephrine are initiated by their


binding to adrenergic receptors on the surface of target cells. These receptors
are prototypical examples of seven-pass transmembrane proteins that are coupled
to G proteins which stimulate or inhibit intracellular signalling pathways.
Complex physiologic responses result from adrenal medullary stimulation
because there are multiple receptor types which are differentially expressed in
different tissues and cells. The alpha and beta adrenergic receptors and their
subtypes were originally defined by differential binding of various agonists and
antagnonists

Receptor

Effectively Binds

Effect of Ligand Binding

Alpha1

Epinephrine, Norepinphrine

Increased free calcium

Alpha2

Epinephrine, Norepinphrine

Decreased cyclic AMP

Beta1

Epinephrine, Norepinphrine

Increased cyclic AMP

Beta2

Epinephrine

Increased cyclic AMP

Physiologic Effects of Medullary Hormones


In general, circulating epinephrine and norepinephrine released from the adrenal
medulla have the same but longer effects on target organs as direct stimulation by
sympathetic nerves,
Increased rate and force of contraction of the heart muscle: this is
predominantly an effect of epinephrine acting through beta receptors.
Constriction of blood vessels: norepinephrine, in particular, causes widespread
vasoconstriction, resulting in increased resistance and hence arterial blood pressure.
Dilation of bronchioles: assists in pulmonary ventilation.
Stimulation of lipolysis in fat cells: this provides fatty acids for energy production
in many tissues and aids in conservation of dwindling reserves of blood glucose.

Increased metabolic rate: oxygen consumption and heat production


increase throughout the body in response to epinephrine. Medullary hormones
also promote breakdown of glycogen in skeletal muscle to provide glucose for
energy production.
Dilation of the pupils: particularly important in situations where you are
surrounded by velociraptors under conditions of low ambient light.
Inhibition of certain "non-essential" processes: an example is inhibition of
gastrointestinal secretion and motor activity.
Common stimuli for secretion of adrenomedullary hormones include exercise,
hypoglycemia, hemorrhage and emotional distress.

The adrenal cortex is a factory for steroid hormones:


in total, at least two to three dozen different steroids are synthesized and secreted
from this tissue, but two classes are of particular importance:

Class of Steroid

Major
Representative

Physiologic Effects

Mineralocorticoid

Aldosterone

Na+, K+ and water homeostasis

Cortisol

Glucose homeostasis and many


others

Glucocorticoids

Additionally, the adrenal cortex produces some sex steroids,


particularly androgens, a talent of considerable importance in such
diseases as congenital adreanal hyperplasia

Synthesis of the different steroids is not uniformly distributed through the cortex.
The outermost group of cells (zona glomerulosa) synthesizes aldosterone, but essentially
no cortisol or androgens because those cells do not express the enzyme 17-alphahydroxylase which is necessary for synthesis of 17-hydroxypregnenolone and 17hydroxyprogesterone.
That enzyme is present in cells of the inner zones of the cortex (zonae fasciculata and
reticularis), which are the major sites of cortisol production.
Although the physiologic effects of these two steroid hormones are distinctly
different, their receptors are quite similar and, most interestingly, they bind to the
same consensus response element in DNA!

Removal of the adrenal glands leads to death within just a


few days.
Observation of such a unfortunate subject would reveal several
key derangements:
the concentration of potassium in extracelluar fluid
becomes dramatically elevated
urinary excretion of sodium is high and the concentration
of sodium in extracellular fluid decreases significantly
volume of extracellular fluid and blood decrease
the heart begins to function poorly, cardiac output
declines and shock ensues
These phenomena are a direct result of loss of
mineralocorticoid activity, and can largely be prevented by
replacement of salts and mineralocorticoids.

Clearly mineralocorticoids are acutely critical for maintenance


of life!

The principal steroid with mineralocorticoid activity is


aldosterone.
Cortisol, the major glucocorticoid in non-rodent species, is said to have "weak mineralocorticoid
activity", which is of some importance because cortisol is secreted very much more abundantly
than aldosterone. Another way to state this is that a small fraction of the mineralocorticoid
response in the body is due to cortisol rather than aldosterone.

The mineralocorticoid receptor binds both aldosterone and cortisol with equal
affinity. Moreover, the same DNA sequence serves as a hormone response element
for the activated (steroid-bound) forms of both mineralocorticoid and
glucocorticoid receptors.
In aldosterone-responsive cells, cortisol is effectively destroyed, allowing
aldosterone to bind its receptor without competition. Target cells for
aldosterone express the enzyme 11-beta-hydroxysteroid dehydrogenase, which
has no effect on aldosterone, but converts cortisol to cortisone, which has only a
very weak affinity for the mineralocorticoid receptor. In essence, this enzyme
"protects" the cell from cortisol and allows aldosterone to act appropriately.
Some tissues (e.g. hippocampus) express abundant mineralocorticoid receptors
but not 11-beta HSD - they therefore do not show responses to aldosterone
because aldosterone is not present in quantities sufficient to compete with
cortisol.

Physiologic Effects of Mineralocorticoids


Mineralocorticoids play a critical role in regulating concentrations of minerals particularly sodium and potassium - in extracellular fluids.
The major target of aldosterone is the distal tubule of the kidney, where it
stimulates exchange of sodium and potassium.
Three primary physiologic effects result:
Increased resorption of sodium: sodium loss in urine is decreased under aldosterone
stimulation.
Increased resorption of water, with consequent expansion of extracellular fluid
volume. This is an osmotic effect directly related to increased resorption of sodium
Increased renal excretion of potassium.
Aldosterone stimulates transcription of the gene encoding the sodium-potassium
ATPase, leading to increased numbers of sodium pumps" in the basolateral membranes
of tubular epithelial cells. Aldosterone also stimulates expression of a sodium channel
which facilitates uptake of sodium from the tubular lumen.

Aldosterone has effects on sweat glands, salivary glands and the colon which are
essentially identical to those seen in the distal tubule of the kidney. The major net
effect is again to conserve body sodium by stimulating its resorption or, in the case of
the colon, absorption from the intestinal lumen. Conservation of water follows
conservation of sodium.

Control of Aldosterone Secretion

Control over aldosterone secretion is truly multifactorial and tied into a spider web of
other factors which regulate fluid and electrolyte composition and blood pressure.
The two most significant regulators of aldosterone secretion are:
Concentrations of potassium ion in extracellular fluid: Small increases in
blood levels of potassium strongly stimulate aldosterone secretion.
Angiotensin II: Activation of the renin-angiotensin system as a result of
decreased renal blood flow (usually due to decreased vascular volume) results in
release of angiotensin II, which stimulates aldosterone secretion.
Other factors which stimulate : ACTH and sodium deficiency.
Factors which suppress : high sodium concentration and potassium deficiency.

Disease States
A deficiency in aldosterone can occur by itself or, more commonly, in conjunction
with a glucocorticoid deficiency, and is known as hypoadrenocorticism or Addison's
disease. Without treatment by mineralocorticoid replacement therapy, aldosterone
deficiency is lethal, due to electrolyte imbalances and resulting hypotension and
cardiac failure.

In contrast to loss of mineralocorticoids, failure to produce


glucocorticoids is not acutely life-threatening!
Nevertheless, loss or profound diminishment of glucocorticoid
secretion leads to a state of deranged metabolism and an
inability to deal with stressors which, if untreated, is fatal.
In addition to their physiologic importance, glucocorticoids are
also among the most frequently used drugs, and often
prescribed for their anti-inflammatory and immunosuppressive
properties.
Cortisol and Glucocorticoid Receptors
The vast majority of glucocorticoid activity in most mammals is from cortisol,
also known as hydrocortisone. Corticosterone, the major glucocorticoid in rodents, is
another glucocorticoid.
Cortisol binds to the glucocorticoid receptor in the cytoplasm and the hormonereceptor complex is then translocated into the nucleus, where it binds to its DNA
response elements and modulates transcription from a battery of genes,
Only about 10% of circulating cortisol is free. The remaining majority circulates
bound
to
plasma
proteins,
particularly
corticosteroid-binding
globulin
(transcortin). This protein binding likely decreases the metabolic clearance rate of
glucocorticoids and, because the bound steroid is not biologically active, tends to act as a buffer

Physiologic Effects of Glucocorticoids


Effects on Metabolism
The name glucocorticoid derives from early observations that these hormones
were involved in glucose metabolism. In the fasted state, cortisol stimulates
several processes that collectively serve to increase and maintain normal
concentrations of glucose in blood. These effects include:
Stimulation of gluconeogenesis, particularly in the liver: This pathway
results in the synthesis of glucose from non-hexose substrates such as amino
acids and lipids and is particularly important in carnivores.
Enhancing the expression of enzymes involved in gluconeogenesis is probably
the best known metabolic function of glucocorticoids.
Mobilization of amino acids from extrahepatic tissues: These serve as
substrates for gluconeogenesis.
Inhibition of glucose uptake in muscle and adipose tissue: A mechanism to
conserve glucose.

Stimulation of fat breakdown in adipose tissue: The fatty acids released


by lipolysis are used for production of energy in tissues like muscle, and the
released glycerol provide another substrate for gluconeogenesis.

Effects on Inflammation and Immune Function


Glucocorticoids
have
potent
anti-inflammatory
and
immunosuppressive
properties. This is particularly evident when they administered at pharmacologic
doses, but also is important in normal immune responses. As a consequence,
glucocorticoids are widely used as drugs to treat inflammatory conditions such as
arthritis or dermatitis, and as adjunction therapy for conditions such as autoimmune
diseases

Other Effects of Glucocorticoids


Glucocorticoids have multiple effects on fetal development. An important example is
their role in promoting maturation of the lung and production of the surfactant
necessary for extrauterine lung function. Mice with homozygous disruptions in the
corticotropin-releasing hormone gene (see below) die at birth due to pulmonary
immaturity.
Excessive glucocorticoid levels resulting from administration as a drug or
hyperadrenocorticism have effects on many systems. Some examples include
inhibition of bone formation, suppression of calcium absorption and delayed wound
healing

Control of Cortisol Secretion


Cortisol and other glucocorticoids are secreted in response
to a single stimulator: adrenocorticotropic hormone (ACTH)
from the anterior pituitary. ACTH is itself secreted under
control of the hypothalamic peptide corticotropin-releasing
hormone (CRH). The central nervous system is thus the
commander and chief of glucocorticoid responses,
Virtually any type of physical or mental stress results in
elevation of cortisol concentrations in blood due to enhanced
secretion of CRH in the hypothalamus. This fact sometimes
makes it very difficult to assess glucocorticoid levels,
particularly in animals.
Cortisol secretion
feedback loops.

is

suppressed

by

classical

negative

The combination of positive and negative control on CRH


secretion results in pulsatile secretion of cortisol. Typically,
pulse amplitude and frequency are highest in the morning and
lowest at night.

Disease States
The most prevalent disorder involving glucocorticoids in man and
animals is Cushings disease or hyperadrenocorticism.
Excessive levels of glucocorticoids are seen in two situations:
Excessive endogenous production of cortisol, which can
result from a primary adrenal defect (ACTH-independent)
or from excessive secretion of ACTH (ACTH-dependent)
Administration of glucocorticoids for theraputic purposes.
This is a common side-effect of these widely-used drugs.

Cushing's disease has widespread effects on metabolism


and organ function, including hypertension, apparent obesity,
thin skin, and metabolic aberrations such as diabetes.
Insufficient production of cortisol, often accompanied by an
aldosterone deficiency, is called Addison's disease or
hypoadrenocorticism. Most commonly, this disease is a
result of infectious disease (e.g. tuberculosis in humans) or
autoimmune destruction of the adrenal cortex. As with
Cushing's disease, numerous diverse clinical signs accompany
Addison's disease, including cardiovascular disease,
lethargy, diarrhea, and weakness.

Sistema Nervoso Centrale


Cervello e midollo spinale

Sistema
sensoriale

Sistema
somatico
motore

Sistema
autonomo

simpatico
parasimpatico
Attivato
durante
situazioni
critiche

Attivato a
riposo

Sistema Nervoso Periferico

SNC = parte in giallo


SNP = parte in viola

Un motoneurone in contatto con cellule


muscolari scheletriche.
Alcune terminazioni nervose di altri
neuroni formano sinapsi con il corpo
pirenoforo e i dendriti

Conduzione dei PdA

Neurone non mielinizzato: formazione di correnti locali


dal punto della membrana in quel momento depolarizzata
per entrata di Na+. Verso destra si potr giungere al
valore soglia; verso sinistra questo non sar raggiunto
per la presenza del periodo refrattario.

Neurone mielinizzato: questo riduce la dispersione di


carica lungo la membrana e aumenta il raggio di azione
delle correnti locali che possono passare da un nodo di
Ranvier allaltro: conduzione saltatoria dellimpulso

Difetti di mielinizzazione
Tossine
Malnutrizione durante lo
sviluppo post-natale
Sclerosi multipla (uomo)

che
porta alla degradazione della mielina
in parte del midollo spinale ed
encefalo con problemi sia motori che
sensoriali che portano a paralisi

Sinapsi
Cruciali per il SN:
Capacit di elaborare una risposta
Interpretare le informazioni dal
sistema sensoriale
Controllare lattivit muscolare
Memoria e apprendimento sono
basati su modifiche permanenti a
livello sinaptico

Sinapsi elettriche
Sinapsi chimiche

Sinapsi elettriche

Meccanismo dazione della


sinapsi chimica
1-sinapsi a riposo
2-arrivo del potenziale dazione
3-liberazione del mediatore
4-interazione mediatore-recettore
5-rimozione e disattivazione del
mediatore

Sinapsi
neuromuscolari

Un neurone contatta molte cellule muscolari


Una cellula muscolare contatta solo un neurone
Canali al Ca++ voltaggio- dipendenti nel bottone
presinaptico
Recettore per Acetilcolina: canali per il Na+
Lacetilcolinesterasi in pochi msec inattiva
lacetilcolina (colina e acetato)

Alterazioni della
trasmissione neuromuscolare
Sostanze che inibiscono il rilascio di
acetilcolina:
tossina botulinica (clostridium botulinum), morte
per paralisi respiratoria (ruminanti). Piuttosto
resistenti il cane e il gatto.

Sostanze che competono con lacetilcolina:


Antagonisti recettoriali come la tossina del cobra
o il curaro. Morte per paralisi respiratoria.
Utilizzato il certe pratiche chirurgiche per il
rilassamento totale dei muscoli scheletrici.

Inibitori dellacetilcolinesterasi:
Organofosfati (insetticidi) e gas nervini che
portano a spasmi tetanici fino alla morte per
asfissia.
In malattie autoimmuni come la miastenia gravis si
producono
anticorpi
contro
il
recettore
dellacetilcolina. (cane, gatto e cavallo ma casi
rari). Situazioni di grande debolezza muscolare,
possono essere risolte con la somministrazione di
edrofonio
cloridrato
(che
blocca
lazione
dellaceticolinesterasi)

Recettori per lacetilcolina


- i recettori possono essere attivati anche da
sostanze come la succinilcolina e la nicotina,
con conseguente transitoria attivazione del
muscolo; in questo caso viene bloccato il legame
con lacetilcolina
- elevate concentrazioni endocellulari di Ca++
riducono la produzione di recettori
- la formazione di recettori invece stimolata
da un peptide (CGRP: Calcitonin Gene Related
Peptide)

Recettori acetilcolinici
Nicotinici (muscolo scheletrico e gangli)
Agonisti: ACh, nicotina (tabacco)
Antagonisti: d-tubocurarina o curaro

Muscarinici (cuore, muscolo liscio e SNC)


Agonisti: ACh, muscarina
(veleno di un fungo)
Antagonisti: atropina
(alcaloide dellatropa Belladonna)

Agonisti ed antagonisti colinergici


Fonte

AGONISTI

Effetto

Nicotina

Alcaloide presente
nel tabacco

Attiva i recettori
nicotinici

Muscarina

Alcaloide prodotto
dal fungo Amanita

Attiva i recettori
muscarinici

Proteina prodotta
dal ragno Vedova

Induce un massivo
rilascio di Ach
favorendo
lingresso di Ca++

Atropina

Alcaloide prodotto
dalla Belladonna

Blocca leffetto
dellAch sui
recettori
muscarinici

Tossina Botulinica

Proteina prodotta
dal Clostridium

Inibisce il rilascio
dellAch

Proteina prodotta
dal serpente

Previene lapertura
del canale del
recettore dellAch

Muscaria

-Latrotossina

nera

ANTAGONISTI

botulinum
-Bungarotossina

Bungarus
d-Tubocurarina

Principio attivo del Previene lapertura


curaro
del canale del recettore dellAch
nella plac.motrice

1) Sinapsi eccitatorie
2) Sinapsi inibitorie
Sinapsi eccitatorie = porpora
Sinapsi inibitoria = verde

Singoli neuroni hanno sinapsi con molti


altri neuroni, questi hanno differenti
neurotrasmettitori e la loro azione
contemporanea pu risultare in una
somma di attivit depolarizzante o
iperpolarizzante

Il potenziale postsinaptico eccitatorio


(PPSE)

Arriva il potenziale dazione la


membrana presinaptica si depolarizza

Entra il calcio
Le vescicole vengono liberate
Il neurotrasmettitore eccitatorio si lega al recettore e apre i
canali

Neurone a riposo

Neurone eccitato
Stato eccitatorio

Ingresso di Na+

Il pda insorge qui


poich qui i canali di
Na+ sono + numerosi
Segmento iniziale
dellassone
Propagazione del
potenziale dazione

Il potenziale postsinaptico inibitorio


(PPSI)

Neurone a riposo

Neurone inibito
Ingresso di ClStato inibitorio
Uscita di K+

A e B = eccitatorie
C = inibitoria

Se 2 pulse A si sommano :
superato il valore soglia

Se 2 pulse A e B
contemporaneamente :
superato il valore soglia
Se 3 pulse A, B e C
contemporaneamente :
non si supera il valore
soglia

Sommazione spaziale
L eccitazione di una sola terminazione presinaptica
provoca un PPSE di 0,5-1 mV.
Per raggiungere la soglia di eccitazione necessaria
lattivazione di numerose sinapsi.
Anche se le sinapsi sono sparse su ampie aree del
neurone, grazie alla elevata conduttivit elettrica
possibile la sommazione degli impulsi fino alla genesi
del pda a livello del segmento iniziale dellassone.
Potenziali postsinaptici eccitatori ed inibitori possono
sommarsi tra di loro.

Fenomeno della facilitazione


Spesso il PPS di natura eccitatoria ma non
sufficiente per raggiungere la soglia. Il potenziale di
membrana sar per pi vicino alla soglia ed il neurone
sar facilitato alleccitazione allarrivo di un successivo
impulso.

Sommazione temporale
Quando si attiva una terminazione, il neurotrasmettitore fa aprire i canali per circa 1 msec.
Il PPS persiste fino a 15 msec, quindi una seconda
apertura dei canali pu far salire il PPS ad un livello maggiore.
In questo modo i PPS originati a livello di una singola
terminazione possono sommarsi tra di loro

Inibizione senza generazione di PPSI:


corto circuito della membrana
In alcuni casi la differenza di concentrazione degli ioni
cloro tra i due lati della membrana tale che il
potenziale di Nernst per questo ione pari al potenziale
di riposo
Quando si aprono i canali inibitori non si genera un
flusso netto di ioni cloro.
Quando si attivano sinapsi eccitatorie ed entrano ioni
Na+, si genera un PPSE molto minore. Infatti, lingresso
di Na+ allontana il potenziale di membrana dal valore del
potenziale di Nernst per il Cl- e si verifica un flusso di
ioni Cl- verso linterno che tende ad annullare
lelettropositivit indotta dal Na+.
Perci, la quantit di ioni Na+ richiesta per
determinare eccitazione da 5 a 20 volte maggiore
di quella consueta.

Classi di neurotrasmettitori

Neurotrasmettitori

Piccole molecole: 20,

sintetizzate nei
terminali nervosi. Recuperati per endocitosi ed
impacchetati in vescicole per essere riutilizzati

Neuropeptidi: pi di 100,

3-40 aa
sintetizzati nei pirenofori. Una volta rilasciati
subiscono una degradazione enzimatica.

Neuropeptidi
Sintesi: avviene sui ribosomi del soma
neuronale. Nel reticolo endoplasmatico
vengono
modificati
e
nel
Golgi
impacchettati in vescicole. Mediante il
flusso
assonale
arrivano
alla
terminazione.
Fino a 1000 volte pi potenti dei
neurotrasmettitori a basso PM e perci
liberati in quantit molto minori.
Provocano effetti pi duraturi (giorni,
mesi, addirittura anni) rispetto ai
neurotrasmettitori a basso PM.

Le Catecolamine

Sono anche prodotte dalla midollare del surrene


Esercitano numerosi effetti metabolici
Sono molto importanti per i meccanismi di risposta
allo stress

Le catecolamine
Esercitano i loro effetti legandosi a due
classi di recettori:

(1 e 2)
(1 e 2)
Recettore a serpentina

Effettori

AMPc
GMPc
Canali Ca++
K+

Catabolismo
Due enzimi agiscono in sequenza:
COMT (catecol-o-metiltransferasi)
MAO (monoaminaossidasi)

Inibizione presinaptica

Si attivano sinapsi inibitorie localizzate sulla terminazione presinaptica.


Il neurotrasmettitore inibitorio rilasciato spesso
il GABA.
Il GABA produce lapertura dei canali del Cl-.
Le cariche negative portate dal Cl- tendono
ad annullare leffetto eccitatorio prodotto dal Na+.
Si ha una riduzione del potenziale dazione a livello
pre-sinaptico ed una conseguente riduzione del grado
di eccitazione del neurone post-sinaptico.

Funzione dei DENDRITI


nelleccitazione neuronale
I dendriti si estendono in tutte le direzioni per una distanza
di 0,5-1 mm a partire dal somaricevono segnali da unarea
molto estesa e offrono ampie opportunit di sommazione
dei segnali.
I dendriti possono sommare PPS eccitatori e inibitori.
Molti dendriti non sono in grado di trasmettere pda perch
posseggono canali del sodio voltaggio-dipendenti in quantit
scarsa. Per a questo livello si propagano correnti elettrotoniche dirette dai dendriti al soma.
Una gran parte del PPSE per si perde prima di raggiungere il somaconduzione con decremento.
Le sinapsi situate in prossimit del soma hanno un effetto
eccitatorio o inibitorio maggiore.

Propriet particolari della trasmissione


sinaptica
FATICA
Quando le sinapsi vengono stimolate ad elevata frequenza,
allinizio il numero di impulsi generati molto elevato, ma
poi lattivit di scarica diminuisce progressivamente.
E un meccanismo protettivo contro uniperattivit neuronale (epilessia).
E dovuta principalmente allesaurimento del neurotrasmettitore immagazzinato.

FACILITAZIONE POST-TETANICA
Quando una sinapsi viene stimolata per un certo tempo con
una scarica ripetitiva di impulsi ad elevata frequenza e poi
rimane a riposo, la risposta del neurone postsinaptico ad una
successiva stimolazione risulta maggiore della norma per alcuni secondi o minuti.
Responsabile laccumulo di Ca++ nella terminazione presinaptica.

EFFETTO DI ACIDOSI ED ALCALOSI


I neuroni sono molto sensibili a variazioni di pH del
liquido interstiziale

Propriet particolari della trasmissione


sinaptica
EFFETTO DELLIPOSSIA
Una carenza di O2 pu provocare una completa ineccitabilit.

EFFETTO DI SOSTANZE CHIMICHE


Sostanze che aumentano leccitabilit dei neuroni: caffeina,
teofillina, teobromina, stricnina.
Sostanze che riducono leccitabilit dei neuroni: anestetici.

RITARDO SINAPTICO
Dovuto alla durata dei processi connessi alla trasmissione
1) Liberazione mediatore
2) Sua diffusione fino alla membrana postsinaptica
3) Legame al recettore
4) Aumento permeabilit di membrana
5) Movimento ionico
Tempo minimo: 0,5 msec.

Propriet delle sinapsi


trasmissione unidirezionale
ritardo sinaptico
amplificazione del messaggio (placca
neuromuscolare es)
integrazione del messaggio (sommazione
spaziale e temporale)
vulnerabilit (anestetici, ischemia)
affaticamento
inibizione

Sistema Nervoso Autonomo


SIMPATICO localizzazione toraco-lombare
PARASIMPATICO
PARASIMPATICO localizzazione cranio-sacrale

VIA EFFERENTE:
EFFERENTE due neuroni con il soma del
primo neurone nel SNC e quelli del secondo in
gangli disposti in prossimit del midollo (gangli
paravertebrali, simpatico) o in prossimit
delleffettore, parasimpatico.

ECCEZIONE:
ECCEZIONE fibre simpatiche che
innervano la midollare del surrene (sistema
con un unico neurone)
Neuroni pre-gangliari (lunghi nel
parasimpatico, brevi nel simpatico):
sempre MIELINIZZATI
Neuroni post-gangliari: AMIELINICI

Organizzazione del simpatico

Visceri innervati dal parasimpatico

SIMPATICO:
divisione TORACO-LOMBARE
NEURONI PRE-GANGLIARI (mielinici) colonna grigia
intermedio-laterale del midollo
Le fibre corrispondenti fuoriescono con la RADICE
VENTRALE DEL NERVO SPINALE che lasciano subito
per entrare nel tronco simpatico paravertebrale
(RAMO COMUNICANTE) che si estende dalla regione
cervicale alle ultime vertebre sacrali-prima coccigea.

La FIBRA PRE-GANGLIARE pu:


terminare su neuroni gangliari nel punto di entrata
irradiarsi a livello di altri segmenti (a monte ed a
valle)
attraversare il tronco simpatico e contrarre sinapsi
a livello di un ganglio prevertebrale (mesenterici,
celiaco).
Ogni NEURONE PRE-GANGLIARE contrae sinapsi con
numerosi (anche 25-30) neuroni post-gangliari
(DIVERGENZA).
Le FIBRE POST-GANGLIARI (di solito amieliniche)
ritornano ai nervi spinali, che seguono per poi innervare
follicoli piliferi, ghiandole e vasi cutanei, vasi del
muscolo scheletrico)

Componente afferente: penetra nel


midollo assieme alle fibre somatiche
della radice dorsale spinale
Componente efferente: attraverso il
ramo comunicante bianco instaura
diversi
rapporti
con
i
gangli
paravertebrali o prevertebrali
Attraverso il ramo comunicante grigio
le fibre postgangliari, originate dai
neuroni della catena del simpatico si
riuniscono
a
quelle
somatiche
efferenti nei nervi spinali e vanno agli
organi effettori.

Organizzazione
dellortosimpatico

PARASIMPATICO:
divisione craniale
Assoni del III (OCULOMOTORE), VII (FACCIALE),
IX (GLOSSOFARINGEO), X (VAGO):
N.OCULOMOTORE: ganglio ciliare e muscoli
costrittori della pupilla (miosi, accomodazione per
la visione da vicino)

N.FACCIALE: ganglio sfenopalatino


(gh.lacrimali, nasali, buccali e relativa
muscolatura liscia) e le ghiandole salivari
sottolinguali e sottomandibolari)
N.GLOSSOFARINGEO: ganglio otico- le fibre
post-gangliari si proiettano sulla parotide
N.VAGO (origina principalmente dal nucleo
efferente dorsale del bulbo):
Sist. digerente dalla faringe al colon, visceri
toracici (cuore ed app. respiratorio); fibre pregangliari sinapsi con neuroni localizzati nella
parete delleffettore o che si ramificano sulla
superficie dellorgano formando plessi

PARASIMPATICO:
divisione sacrale
Si diparte dal MIDOLLO SPINALE
(radici ventrali dei nervi sacrali)
FIBRE PARASIMPATICHE al plesso
pelvico
ALCUNE contraggono sinapsi con
neuroni post-gangliari,
ALTRE proseguono e formano sinapsi
nelle pareti degli organi pelvici

COINVOLTE NELLA FUNZIONALITA DI


ATTIVITA RIFLESSE,MINZIONE,
DEFECAZIONE, ATTIVITA SESSUALE

EFFETTI DEL SNA


Il SNA INNERVA LA MUSCOLATURA LISCIA E CARDIACA
E LE CELLULE GHIANDOLARI
Quando sono presenti entrambi i tipi di
fibre, gli effetti sono antagonisti. La sola
innervazione simpatica pu garantire una
innervazione reciproca tramite i
recettori (eccitatori) e (inibitori)
* A livello miocardico lopposto!
Il risultato finale dipende dalla DENSITA
relativa dei recettori e dal GRADO DI
STIMOLAZIONE del surrene
Nei vasi della musculatura scheletrica:
fibre simpatiche vasocostrizione
aumento delle catecolamine circolanti
vasodilatazione (stimolazione dei rec. 2)

Effetti del SNA sui visceri della testa

Simpatico

Parasimpatico

Gh. lacrimali

vasocostr.

vasodilataz.
secrezione

Musc. iride

midriasi

Musc. ciliare

contrazione

pres. dubbia

M. nittitante

retrazione

pres. dubbia

Gh. salivari

vasocostr.

vasodilataz.
secrezione

miosi

Effetti del SNA sui visceri toracici


addominali e pelvici
Simpatico
cuore

stimolaz.

vasi cardiaci

rec. : costriz.
rec. 2: dilataz.

polmone

rec. 2: broncodilatazione

Parasimpatico
inibizione

broncoco
strizione

vasi polmonari
costrizione
esofago
musc. liscia del
rilasciam.
tratto gastroent.

dilatazione
st. peristalsi
contrazione

secr. ghiandolare inibizione


musc. vescicale
inibizione
sfint. vescicale
stimolaz.
ed anale

stimolaz.
stimolaz.
inibizione

vasi cutanei
musc. liscia
ghiandole sud.

costrizione
contrazione
secrezione

MEDIATORI CHIMICI
ACETILCOLINA neurone pre-gangliare
(sia simpatico che parasimpatico) e
neurone post-gangliare parasimpatico
(,) e NORADRENALINA ()
neuroni post-gangliari simpatici
ADRENALINA

Recettori:

(1, 2)
(1, 2)

ALTRI NEUROTRASMETTITORI
(per lo piu presenti nel SN enterico)
CCK
BRADICHININA
VIP
BOMBESINA
NO

SEROTONINA
ACIDO -AMINOBUTIRRICO
SOSTANZA P
SOMATOSTATINA

Peptidi solitamente INIBITORI e ad AZIONE


PROLUNGATA

Fenomeni elettrici che interessano


la cellula
In quasi tutte le cellule dellorganismo si generano
potenziali elettrici a livello della membrana cellulare
Alcune cellule, come quelle nervose e muscolari sono
inoltre eccitabili, cio sono capaci di generare
impulsi elettrochimici a livello delle loro membrane e
di utilizzarli per trasmettere segnali
In altri tipi di cellule, come le cellule ghiandolari i
macrofagi e le cellule ciliate, le variazioni del
potenziale di membrana sono importanti per il
controllo di molte funzioni cellulari

Il potenziale di membrana

E dovuto a:
1) composizione ionica
differente fra lesterno
e linterno
2) membrana tra i due
comparti selettivamente
permeabile ai singoli ioni

Il metodo del patch-clamp


Registrazione del flusso di corrente ionica attraverso singoli canali

In alternativa si pratica il blocco chimico


TETRODOTOSSINA blocca canali di Na+
TETRAETILAMMONIOblocca canali di K+

Concentrazioni ioniche approssimative


in cellule muscolari di mammiferi e nel
liquido interstiziale (mM)
LIQUIDO
INTRACELLULARE

LIQUIDO
EXTRACELLULARE

CATIONI

167

154

Na+
K+
Altri
ANIONI

12
155

145
4,4
5
154

ClHCO3AAltri
H+
1310-5
pH

167
4
8
155

120
27
7
3,810-5

6,9 -7,2

7,4

Quasi tutte le cellule posseggono un voltaggio


(differenza di potenziale elettrico) attraverso
la membrana plasmatica, che negativo nella
parte citosolica in paragone alla parte del
versante extracellulare
I valori assoluti possono essere differenti ma i
valori tipici relativi alla differenza di potenziale
tra le due parti per le cellule non eccitabili o
eccitabili a riposo sono nellintervallo tra 60
e 90 mV
* Alcuni tipi cellulari hanno un valore pi basso come i globuli
rossi

Come nasce il potenziale


di membrana?

CELLULA

140 mmol

K+

A-

LIQUIDO EXTRACELLULARE

4 mmol

Allinterno accumulo di

cariche - dovute alla


permanenza di A-

Allesterno accumulo di

K+
A-

cariche + dovute alluscita di


K+ per gradiente di
concentrazione;

Si crea cos un GRADIENTE ELETTRICO (INTERNO -;


ESTERNO +) che si oppone alluscita di K+
Esiste un POTENZIALE DI EQUILIBRIO (EK) per il
quale il gradiente elettrico fa equilibrio al gradiente
chimico. In quel momento il flusso di K+ che esce
dalle cellule uguaglia quello che vi entra.
Il suo valore si ricava dalla

Equazione di Nernst

Ek= RT/zF ln [K est]/[K int]


mV= 60 Log 4/140 = 60 x log10 1/35= -90
In una cellula nervosa: Ek= -90 mV
Ma il potenziale di membrana pari a -70 mV
nALTRI IONI SONO COINVOLTI
o K+ TENDE AD USCIRE PER RAGGIUNGERE
IL SUO POTENZIALE DI EQUILIBRIO

Potenziale di riposo del sodio


Il fluido corporeo extracellulare ha 140 mmol di Na+ mentre
quello intracellulare circa 4 mmol

Equazione di Nerst
mV = 60 log10 140/14 = 60 x log10 10 = 60 mV

Potenziali di membrana da diffusione

Lequazione di Nerst definisce il


rapporto
tra
potenziale
elettrico
e
differenza
di
concentrazione

Equazione di
Goldman-Hodgkin-Katz
membrana permeabile a vari ioni
E

n segno di carica di ogni specie ionica


opermeabilit della membrana (P) per ogni
specie ionica

conc. delle singole specie ioniche allint. e


allest.

Equazione di Goldman-Hodgkin-Katz
Considerazioni:
1) Na+, K+, Cl- sono gli ioni maggiormente coinvolti
nella genesi dei potenziali di membrana: il loro
gradiente di concentrazione concorre a determinare
il voltaggio
2) Carica ionica : se uno ione positivo si muove verso
lesterno (per gradiente di concentrazione) si crea
elettronegativit allinterno (gli anioni proteici carichi
negativamente non possono uscire)

Differenza di potenziale:
variazione transitoria del potenziale di membrana
A- situazione in equilibrio
B- gli ioni K+ escono dalla
cellula seguendo il proprio
gradiente
di
concentrazione
C- rientro dei K+ per
attrazione elettrica
D- quando i due flussi
sono
allequilibrio
il
potenziale di membrana
corrisponde al potenziale
di equilibrio per K+

MEMBRANA=CONDENSATORE

Le cariche positive e negative rimangono


perfettamente in equilibrio tranne che a
ridosso della membrana cellulare.
naltrimenti si genererebbero forti potenziali elettrici
oper mantenere il potenziale di membrana deve essere trasferito
un numero piccolissimo di ioni (1/5000000 1/100000000). Basta
creare la coppia di dipoli a cavallo di membrana
pper cambiare il potenziale devono muoversi pochissimi ioni

Eccitabilit modificazione

transitoria delle propriet della


membrana (permeabilit ionica e
potenziale transmembranario) in
seguito allazione di uno stimolo.
E un fenomeno molto rilevante
nelle cellule e nelle fibre nervose,
ma anche nelle cellule muscolari.

Il neurone

Cellule di
Schwann

Dendriti

Nodo di
Ranvier

Assone

Guaina Mielinica

Soma

Il potenziale dazione
nelle cellule nervose
I segnali nervosi si trasmettono
mediante i potenziali dazione rapide
variazioni del potenziale di membrana.
Inizia con una rapidissima variazione
del potenziale di membrana che passa
dal norma le valore negativo ad un
valore positivo; termina con una
variazione quasi altrettanto rapida che
ripristina il potenziale negativo.
Il potenziale dazione si propaga lungo
la fibra nervosa fino alla sua estremit,
conducendo cos il segnale nervoso.

Canale Na+
Canale K+
Pompa Na+/K+

Funzionamento dei canali Na+ e K+ voltaggio-dipendenti:


A- canale chiuso
B- canale aperto per
modifica di potenziale
C- dopo un certo tempo si
chiude il canale

Lapertura del canale al K+:


1.

esclusivamente
voltaggio

legata

al

2. pi lenta rispetto al canale


Na+

Il potenziale di azione

Variazione dei movimenti ionici e modificazioni


dei canali durante il PdA

Legge del tutto o nulla


Comportamento a cascata per ottenere la
depolarizzazione della membrana
Il potenziale necessita di uno stimolo adeguato per
scaturire, cio in grado di depolarizzare la
membrana fino al limite soglia
Lintensit dello stimolo non varia lampiezza del
potenziale ma viene misurato dalla frequenza

Periodo refrattario assoluto e relativo

Propagazione del potenziale di azione


Assone a riposo

Assone
attivato

Conduzione saltatoria

I recettori sensoriali
Recettori

Strutture di natura
proteica poste sulla
membrana o nel citoplasma

Cellule specializzate per


la trasduzione di stimoli
di varia natura in segnali
elettrici
Vista

Sensi
speciali

Udito,
equilibrio
Olfatto
Gusto

Sensi
somatici

Tatto,Dolore,
Temperatura
Posizione
del corpo

Proprio
cettiva

Recettore:
struttura
specializzata
stimolata da modificazioni ambientali
esogene ed endogene
E in grado di trasformare diversi tipi di energia in impulsi nervosi che
vengono inviati al Sistema Nervoso
Centrale
Linformazione viene qui decodificata
ed
analizzata,
determinando
la
sensazione
Stimolo adeguato: variazione ambientale
che, con minima incidenza energetica
specifica, genera limpulso nel recettore

Meccanismi di codificazione
dello stimolo
Codificazione della qualit e della
posizione
dello stimolo: ogni modalit
sensoriale possiede una via specifica (via
privata)
sia nel midollo spinale che
nellencefalo (densit recettoriale)
Codificazione dellintensit dello stimolo:
modificazione della frequenza di scarica
e della popolazione di recettori attivati

Sintonizzazione delle frequenze: gli


inputs sensoriali sono proiettati in pi
aree encefaliche

Trasduzione dello stimolo


in impulsi nervosi
La stimolazione del recettore determina
lapertura dei canali del Na+ e del K+ (potenziale
recettoriale graduato); quando il potenziale
recettoriale raggiunge il valore soglia (potenziale
generatore) si ingenera il potenziale dazione. Se
lo stimolo sotto-liminale, levento elettrico non si
propaga ma influenza elettrotonicamente le
regioni vicine

Relazione stimolo-risposta: la maggior parte dei


recettori funziona entro un ampio range di intensit
di
stimolazione.
Lentit
della
risposta

proporzionale al logaritmo dellintensit della


stimolazione

Trasmissione degli inputs sensoriali


Fibre nervose: A,B,C (diverse per e
velocit di conduzione)

-Propriocettori e recettori tattili: fibre di tipo A


-dolore acuto: fibre A;
-dolore persistente: fibre C

Recettori tattili: fibre A

(Stimolazioni pressorie grossolane fibre C)

Afferenze cinestesiche (capsule articolari

e legamenti): fibre A

Afferenze termiche: terminazioni nervose

libere non mielinizzate. Il numero di recettori


scarso; sono pertanto necessari notevoli
fenomeni di sommazione spaziale

Arco riflesso
Interneurone
(a livello spinale o encefalico)

Neurone afferente

Neurone efferente

Struttura recettoriale

Effettore

Circuiti nervosi presenti


nei mammiferi
Divergente: un neurone influenza
molti altri neuroni
Convergente: un neurone riceve
informazioni da unampia gamma
di altri neuroni
Parallelo: un singolo impulso pu
avviare una serie di impulsi in
altri neuroni

Esempi di recettori sensoriali

strutture specializzate osservabili a a livello


superficiale (cute,sottocute) o in profondit
(muscoli, articolazioni,tendini, visceri) con
propriet di trasformare differenti tipi di

energia in impulsi elettrici

Classificazione dei recettori

in base al tipo di stimolo a cui sono sensibili


Segnalano deformazioni
meccaniche del recettore
o delle cellule adiacenti al
recettore stesso

Meccanocettori

Termocettori

Nocicettori

Segnalano variazioni della


temperatura (alcuni sensibili al freddo e altri al caldo)
Segnalano un danno tissutale
sia di natura fisica che chimica
(recettori dolorifici)

Recettori elettromagnetici
Chemocettori

Segnalano stimoli luminosi a livello della retina

Segnalano stimoli di natura


chimica (gustativi, olfattivi,
pO2 e pCO2, osmolarit
dei liquidi corporei).

Meccanocettori
Sensibilit tattile della cute
Terminazioni nervose libere
Terminazioni ad estremit espansa
Dischi di Merkel
Terminazioni arboriformi
Corpuscoli di Ruffini
Terminazioni capsulate
Corpuscoli di Meissner
Terminazioni nervose annesse ai peli

Sensibilit profonde
Terminazioni nervose libere
Terminazioni ad estremit espansa
Terminazioni arboriformi
Corpuscoli di Ruffini
Terminazioni capsulate
Corpuscoli di Pacini
Terminazioni muscolari
Fusi neuromuscolari
Organi tendinei del Golgi

Udito

Recettori cocleari

Equilibrio
Recettori vestibolari

Pressione arteriosa
Barocettori dei seni carotidei e aortici

Sensibilit tattile della cute


Sensibilit profonde

Sensibilit profonde

Fuso
neuromuscolare

Organo tendineo di Golgi

Udito

Equilibrio

Pressione arteriosa

Termocettori
Rispondono alla temperatura
FRIGOCETTORI
CALOCETTORI
Dubbi sulla identit anatomica:
Corpuscoli di Krause (freddo)
Terminazioni libere (caldo)
Temperatura di attivazione:
FREDDO tra 12 e 37C (max 32). Poi riprendono a scaricare tra 45 e 50C
Freddo paradosso: immersi in una vasca con acqua
a 42C, se viene messa acqua a 47C si avverte
un freddo intenso

CALDO tra 20 e 47C (max tra 38 e 43C)


Sensazioni trasportate da fibre A e C (lente)
Se si tocca un oggetto freddo e
lo si allontana rimane la sensazione
di freddo
La percezione della temp.
influenzata da quella della cute

Nocicettori
Terminazioni nervose libere
Nella cute sono suddivisi in due classi:
MECCANONOCICETTORI rispondono solo a
stimoli meccanici
NOCICETTORI PLURIMODALI rispondono a
stimoli dolorifici di varia natura (termici, chimici ecc.)
Sono in grado di generare un
incremento della risposta quando
lo stimolo viene prolungato nel
tempo iperalgesia

Chemocettori
Gusto
Gemme gustative

Olfatto
Recettori dellepitelio olfattivo

Concentrazione di O2 e CO2 nel sangue


Osmolarit dei liquidi organici

Classificazione dei recettori


in base alla localizzazione

Propriocettori

Esterocettori

Enterocettori

Si trovano nei muscoli, tendini,


articolazioni e danno luogo ad
informazioni che riguardano i
movimenti e la posizione
del corpo nello spazio.
Sono rappresentati da tutti i recettori cutanei (tattili, dolorifici,
termici) e danno informazione dei
cambiamenti che avvengono nelle
immediate vicinanze della cute.
Inoltre, a questo gruppo appartengono anche i recettori specifici
della retina, dellorecchio interno,
della mucosa nasale: essi percepiscono a distanza le variazioni
dellambiente lontano dallanimale.

Trasmettono impulsi originati dagli


organi interni (visceri cavi, cuore,
ecc.).

Attivazione dei recettori sensoriali


Si ha in seguito allincontro con uno stimolo
specifico detto stimolo adeguato: questo
caratteristica unica di ogni recettore.
Es: fotorecettoriluce
recettori auditivionde sonore
In realt in alcuni casi il recettore pu essere attivato
anche da stimoli non specifici ma la risposta non funzionale. Es: forte compressione sul globo oculare crea una
sensazione luminosa.

Come fanno tipi differenti di recettori


a rilevare tipi differenti di stimoli?
stimoli
La specificit del recettore dovuta a
- caratteristiche molecolari della membrana
- struttura del recettore
- particolare organizzazione del recettore
con altre cellule accessorie

Ognuno dei principali tipi di sensazioni di cui


possiamo avere esperienza (dolore, tatto,
visione, suoni ecc.) si definisce

MODALITA SENSORIALE
ma le fibre nervose trasportano solo

impulsi elettrici

come possibile che vengano

trasmesse differenti modalit


sensoriali?

Ciascuna via nervosa afferente va a terminare in unarea specifica del S.N.C e il tipo
di sensazione che viene avvertita deter-

minato da quella particolare area del


S.N.C alla quale giunge la via nervosa

Fantaipotesi: facendo terminare il nervo ottico dove


termina lacustico e viceversa si potrebbe vedere il
tuono e sentire il fulmine.

Relazione tra intensit dello stimolo e


potenziale recettoriale

Lampiezza aumenta rapidamente allinizio, ma


successivamente, a pi alte intensit di stimolo,
aumenta progressivamente sempre meno.
Uno stimolo molto debole di solito riesce a generare almeno qualche impulso, mentre una stimola
zione molto intensa causa incrementi progressivamente minori della frequenza dei potenziali
dazione

Il recettore in grado di discriminare le variazioni di intensit di stimoli deboli assai meglio


di quelle di stimoli molto forti.
Ci permette al recettore di avere un campo

di intensit di risposta estremamente


ampio a livelli molto bassi

Meccanismi di insorgenza dei


potenziali recettoriali

c Deformazione meccanica del recettore

d Azione di una sostanza chimica sulla membrana

e Modificazioni di temperatura della membrana

Effetti di radiazioni elettromagnetiche

Modificano le caratteristiche della


membrana del recettore e permettono il
flusso di ioni attraverso i suoi canali

Corpuscolo di Pacini
E situato prevalentemente sotto la cute.
E formato da una terminazione nervosa amielinica
incapsulata da diversi stra
ti di tessuto connettivo
(tipo cipolla).
La terminazione appartiene ad una fibra nervosa
mielinica.
Lo stimolo adeguato per il corpuscolo di Pacini
costitutito da pressioni profonde applicate alla
cute.
Queste pressioni agiscono sulla capsula di tessuto
connettivo e quindi sulla terminazione nervosa determinando nella membrana di questultima lapertura di canali del sodio.

Il conseguente ingresso di ioni Na+ depolarizza la


membrana stessa e produce il potenziale gene-

ratore.

Se questo di sufficiente ampiezza, potr depolarizzare la membrana del primo, pi vicino nodo di
Ranvier sino alla soglia dando inizio ad un poten-

ziale dazione.

Lintensit dello stimolo codificata


come frequenza di scarica dei
potenziali dazione
CODICE DI FREQUENZA DELLINTENSITA DELLO STIMOLO

Il numero dei potenziali


dazione insorgenti nella
unit di tempo funzione
dellintensit della pressione (aumenta il numero
dei canali Na+ aperti).
Altro meccanismo:
CODICE DI POPOLAZIONE

Laumento di pressione
determina lattivazione
di un maggior numero di
corpuscoli di Pacini, in
quanto laumento di pressione va ad interessare
un area cutanea pi vasta.

Il sistema nervoso risponde a


stimoli ripetitivi con
meccanismi di adattamento
Spesso quando uno stimolo viene applicato in
modo continuo, lencefalo gradatamente ne
perde coscienza.
Ci avviene ad esempio a fronte di un rumore
di fondo (ticchettio di un orologio): dopo un
certo tempo non lo si avverte pi.
Questo fenomeno denominato adattamento sensoriale e pu avvenire sia con un meccanismo cerebrale che con variazioni insorgenti a livello recettoriale.
Esistono:
RECETTORI A RAPIDO ADATTAMENTO
Esempio: Corpuscolo di Pacini

RECETTORI A LENTO ADATTAMENTO


Esempio: Fuso e recettori articolari

Come si spiega lesistenza di recettori


a lento e a rapido adattamento?
Occorre ammettere che i recettori a lento
adattamento siano in grado di mantenere
costante,
per
tutta
la
durata
dellapplicazione dello stimolo un certo
grado di depolarizzazione, mentre nei
recettori
a
rapido
adattamento
il
potenziale precipita rapidamente.
Lintimo
meccanismo
che
porta
alladattamento
sembra
legato
alle
specifiche propriet dei recettori, ma il
problema per il momento non pu dirsi
risolto.

Le modalit di adattamento sono caratteristiche


specifiche di ciascun tipo di recettore.
Tra i meccanocettori, quello meglio studiato il

corpuscolo di Pacini.

Quando si applica una forza deformante questa viene


trasmessa ed evoca il potenziale recettoriale.

Dopo pochi centesimi di secondo il liquido extracel-

lulare allinterno del corpuscolo (struttura viscoelastica)


si ridistribuisce e la pressione risulta dissipata per
cui il potenziale recettoriale non viene pi generato, nonostante la compressione continui.

Quando la forza deformante viene rimossa si producono


eventi opposti.

Il corpuscolo di Pacini genera segnali allinizio e


alla fine della compressione

Il tatto
La pelle particolarmente sensibile a ogni
forma di contatto.
Possono essere distinte sensazioni tattili
di diversa natura, come il caldo, il freddo,
la pressione e il dolore grazie ai vari tipi di
recettori
Nella fisiologia classica il tatto viene annoverato tra i sensi minori.
In realt questa una semplificazione
erronea:
ciascun movimento, soprattutto lafferrare e
il tenere in mano gli oggetti, si realizza grazie
alla collaborazione finemente coordinata di
sensibilit e motilit

Cellule di Merkel: sono i pi semplici sensori di tatto.


Sono localizzati nello strato basale della epidermide.
Trasmettono gli impulsi che ricevono ad una
singola fibra nervosa (sensori proporzionali).
Registrano la pressione esercitata sulla cute.
Fondamentali per la sensibilit fine.
Esempio: discriminazione lettere in rilievo
Corpuscoli di Meissner:Al confine tra epidermide e
derma. Costituiti da una decina di cellule incolonnate tra le quali decorre una fibra afferente. Non
reagiscono a pressione persistente ma solo a variazioni (sensori differenziali).

Corpuscoli di Ruffini: Nel derma. Ammassi cellulari appiattiti, contengono un fitto groviglio di fibre nervose
dotate di numerose giunzioni. Somigliano agli organi del
Golgi e anchessi misurano la tensione del tessuto. Reagiscono maggiormente agli stimoli veloci rispetto a quelli lenti ma non si adattano mai
completamente (sensori proporzionali-differenziali).
Corpuscoli di Pacini: Ancora pi in profondit.
Ciascun corpuscolo composto da un guscio che
contiene fino a 60 strati di cellule appiattite
che circondano una grossa terminazione nervosa centrale. Essa scarica solo allinizio e al termine di una sollecitazione, per tale ragione i corpuscoli
sono particolarmente sensibili alle vibrazioni, in cui
direzione e velocit dello stimolo variano continuamente.

Terminazioni nervose annesse ai peli. Molti mammiferi


possiedono, vicino agli occhi e alla bocca, peli
particolarmente sviluppati (vibrisse ) che possiedono
funzione sensoriale. Molto sviluppati negli animali
notturni e in quelli che vivono in tunnel sotterranei

Su ogni centimetro quadrato di pelle mediamente circa 130 recettori tattili

Fusi neuro-muscolari
Presentano 2-10 fibre intrafusali (in
parallelo con le fibre extrafusali) ancorate
ad unestremit allendomisio di questultime
ed innervate da motoneuroni A. La
distensione
delle
fibre
extrafusali
determina la deformazione della zona
equatoriale
e
la
stimolazione
delle
terminazioni anulospirali (fibre A) che
attivano i motoneuroni per le fibre
extrafusali (lunghezza statica)
Ai lati delle anulospirali possono essere presenti le terminazioni a fiorame (fibre A)
con soglia di attivazione pi elevata;
stimolano i motoneuroni dei flessori ed
inibiscono i motoneuroni degli estensori
ipsilaterali. Leffetto opposto sullarto
controlaterale (lunghezza dinamica).

Fuso neuro-muscolare

Innervazione motrice e sensitiva


del fuso-neuromuscolare

Organo tendineo del Golgi


e fuso neuro-muscolare

Organi muscolo-tendinei del Golgi


Terminazioni nervose situate fra le
lacinie del tendine e pertanto in serie
rispetto alle fibre muscolari
Mediante fibre sensitive Ib inviano
inputs ad un interneurone inibitorio che
sinapta con il motoneurone per lo stesso
muscolo, inibendolo; anche presente la
stimolazione dei motoneuroni per i
muscoli antagonisti
Vengono stimolati sia dallo stiramento
passivo
del
muscolo
(anche
se
scarsamente) che,soprattutto, dalla sua
contrazione, durante la quale scaricano
continuamente al fine
di evitare la
lacerazione delle fibre muscolari

LOLFATTO
Molecole odorose nellaria
inalata (sostanze volatili
gassose)

EPITELIO OLFATTORIO

Feromoni (sostanze disciolte in un mezzo liquido:

secrezioni vaginali, urine)


ORGANO VOMERONASALE (un ruolo fondamentale nel
comportamento riproduttivo)

Lolfatto
S.OLFATTORIO PRINCIPALE:
Recettori situati nella parte
dorsocaudale della cavita nasale

S.OLFATTORIO ACCESSORIO:
Organo di Jacobson
(vomeronasale)

Olfatto e comportamento
sociale
I SISTEMI OLFATTORI PRINCIPALE ED ACCESSORIO
HANNO UN RUOLO FONDAMENTALE NELLA REGOLAZIONE
DELLA RIPRODUZIONE E IN ALTRI COMPORTAMENTI
SOCIALI QUALI:
Riconoscimento individuale
Mantenimento del legame madre-figlio
Scatenamento dellaggressivita
Comportamento territoriale (comp. di marcatura)
IMPORTANZA DEI FEROMONI: fonti di segnali olfattivi
gh.cutanee, urina, saliva, feci, secrezioni vaginali

Variabilita di specie
SUPERFICIE EP. OLFATTIVO
12 cm2

2,5 cm2

NUMERO CELLULE
EPITELIO OLFATTIVO
5 milioni

125 milioni

150 cm2
147 milioni
Animali molto sensibili agli odori
(cane):MACROSMATICI
Animali meno sensibili (alcune specie
di uccelli):MICROSMATICI
Animali privi di ep.olfattivo
(delfini,balene):ANOSMICI

220 milioni

Lolfatto nel cane


Che uno strumento possa mai soppiantare il naso di un cane mi
sembra improbabile. Il fatto e che un apparecchio meccanico deve
essere mirato, calibrato per un obbiettivo preciso. Il raggio di
azione di un cane invece e ben piu ampio: riesce a percepire lodore
ovunque esso sia, e reagisce di conseguenza. La meta delle volte i
cani scoprono cose che noi non cercavamo neppure.(Carl Newcombe,
gia Direttore del Canine Enforcement Training Center of the
Customs Service (National Geographic, gennaio 2004)

I cani sono in grado di:


9 Individuare ac. alifatici in concentrazioni di 1/100
rispetto a quelle individuate dalluomo
9 Distinguere gli odori di gemelli identici
9 Rilevare le impronte digitali sino a 6 settimane dopo
che queste sono state lasciate su un vetro

Il passaggio di aria attraverso le cavit nasali in un cane


attraverso la respirazione
a)

Durante la respirazione lenta


laria passa attraverso e sotto
lo scambiatore di calore ed
solo leggermente in contatto
con la mucosa olfattoria

b)

Durante lannusamento laria


scorre sopra lo scambiatore di
calore raggiungendo la mucosa
olfattoria prima di uscire dal
nasofaringe. Inoltre quando
annusa il cane porta anche ad
un moto turbolento dellaria
che aumenta il contatto tra
laria e lepitelio olfattorio.

c)

Durante lespirazione laria


passa essenzialmente sotto lo
scambiatore di calore

Recettori olfattivi
Cellule nervose bipolari
I dendriti reggono ciglia
olfattive (10-20) e
contengono gli elementi
recettoriali veri e propri
Gli assoni costituiscono
le fibre nervose olfattorie
che raggiungono il bulbo
olfattivo dove sinaptano
con le cellule mitrali (1
cellula mitrale x 1000
assoni)

1) 1000-2000 geni (2% del genoma) 2) specificit recettoriale relativa

Trasduzione del segnale nelle cellule olfattive

Sistema olfattorio accessorio

(Solo molecole sciolte in un liquido, non dissolte nellaria)

LOVN e pervio allestremita nasale


mentre forma un sacco cieco allaltra
estremita
I recettori sono simili a quelli del s.
olfattorio principale, ma dotati di
microvilli e sprovvisti di ciglia

nella vipera
La particolare conformazione dellOVN fa s che le molecole
osmoticamente attive vengano aspirate da una specie di sistema
di pompaggio (flehmen)

I recettori dellOVN proiettano direttamente al bulbo


olfattorio accessorio

Il flehmen

Ludito
ONDE SONORE
1) Convogliate dal canale uditivo
dellorecchio esterno
2) Colpiscono la membrana timpanica
3) Le vibrazioni vengono trasmesse
attraverso lorecchio medio
mediante la catena degli ossicini
(martello, incudine,staffa)
4) Gli ossicini amplificano le vibrazioni
Lorecchio medio contiene aria ed collegato allesterno
mediante la tuba di Eustachio, che si apre nel nasofaringe

Udito e comportamento
Funzioni primarie delludito:
Captazione suoni ambientali
Comunicazione intraspecifica
9 mantenimento contatto genitori-neonato
9 comunicazione sessuale
9 reazione di allerta e segnali di minaccia di avversari
9 delimitazione e difesa del territorio

Suono
Qualunque vibrazione in un mezzo
elastico (aria o acqua) genera un
suono
Le vibrazioni causano compressione
e rarefazione del mezzo creando
aree ad alta e a bassa pressione.

La pi piccola distanza tra aree a massima (o minima) pressione la


lunghezza donda.
Frequenza: numero di oscillazioni per secondo. Si misura in Hertz
I cambiamenti di pressione = pressione del suono o volume del
suono (1/1000 a 1/10 000 000 000 della pressione atmosferica)

Differenti tipologie di suono espresse come variazioni di pressione


nel tempo
Spesso la pressione del suono viene misurata in decibel: scala log
basata sul rapporto tra la p del suono ed una p di riferimento
dB=20log (p/p0) (la pi bassa pressione del suono avvertibile normalmente
da un uomo 2 x 10-5 N/m2)

La sensibilit dellanimale al suono legata alla frequenza,


ma la percezione dellintensit del suono soggettiva ed
in funzione della pressione e della frequenza

Audiogrammi di alcuni animali: gli andamenti mostrano le


soglie uditive per toni a differenti frequenze. I valori in
decibel per suoni conosciuti sono elencati a destra

UOMO 20-20000 Hz

Sotto i 20 Hz infrasuoni
Sopra i 20000 Hz ultrasuoni
Dopo i 20 anni si riduce la capacit di udire le frequenza pi
alteA 60 anni fino a 10000Hz

CAVALLO, BOVINO, CANE fino a 40000 Hz


GATTO fino a 80000 Hz
TOPO, RATTO possono arrivare fino a 100000 Hz
PIPISTRELLO, BALENA anche frequenze superiori

ONDE SONORE
Convogliate dal canale
uditivo dellorecchio esterno
Colpiscono la membrana
timpanica
Le vibrazioni vengono
trasmesse attraverso
lorecchio medio mediante la
catena degli ossicini
(martello, incudine,staffa)
Gli ossicini amplificano
le vibrazioni

Lorecchio interno

Parte acustica:

COCLEA

Parte non acustica: SISTEMA


VESTIBOLARE (vestibolo
e canali semicircolari)

La coclea

Avvolgimento a spirale di un tubicino


ripieno di liquido attorno ad un asse
(modiolo)
3 compartimenti:
Scala vestibolare (perilinfa)

apice

f.ovale-

Scala media (endolinfa)


Scala timpanica (perilinfa) apicef.rotonda

PERILINFA: composizione simile a quella del liquido cerebrospinale


(molto Na+, poco K+)
ENDOLINFA: composizione simile al liquido intracellulare
(poco Na+, molto K+)
POTENZIALE ELETTRICO ENDOCOCLEARE (80 mV) CHE CONSENTE
LA DEPOLARIZZAZIONE DEI RECETTORI ENDOCOCLEARI IN
PRESENZA DI STIMOLI ACUSTICI ADEGUATI

I recettori acustici
(cellule ciliate)
trasducono lenergia meccanica in
impulsi elettrici
c.ciliate ESTERNE
c.cicliate INTERNE

15000

1. Le vibrazioni della m.basilare det.innalzamento dellorgano del Corti


2. Le cilia vengono piegate dalla m.tettoria
3. Questa deformazione meccanica fa variare la resistenza elettrica
dei recettori
4. Insorgenza di PdA e rilascio di neurotrasmettitore
5. Nellasse della coclea ganglio delle fibre afferenti (VIII, vestibolo-

cocleare)

Stimolazione dei recettori acustici


Onde generate a livello del timpano
Trasmesse meccanicamente
mediante gli ossicini
Le vibrazioni della staffa
vengono trasmesse attraverso la
finestra ovale (membrana flessibile)

Si generano onde nella perilinfa che provocano un movimento


sussultorio della m.basilare
Deformazione delle cilia e variazione della permeabilit di
membrana con rilascio di neurotrasmettitore nella parte basale
dove il recettore e in rapporto sinaptico con le fibre del n.acustico

Trasduzione nelle ciglia vibratili


I filamenti fini legano i canali ionici
sensibili allo stiramento con le punte
delle ciglia sensitive pi lunghe
Quando il fascio di cellule sensoriali
si piega nella direzione che allunga
le ciglia vibratili, i legamenti si
tendono e aprono i canali.

La depolarizzazione delle ciglia


vibratili apre i canali voltaggio
dipendenti al Ca++ con esocitosi di un
trasmettitore
che
aumenta
la
frequenza degli impulsi nelle fibre
sensoriali

La parte iniziale della m.basilare(vicina alla finestra ovale)


molto pi rigida di quella apicale: suoni a BASSA frequenza fanno
vibrare solo lapice, mentre quelli ad ALTA frequenza fanno
vibrare anche lestremit basale LOCALIZZAZIONE TONOTOPICA

Possibilita di identificare la fonte sonora

MOMENTO DI ARRIVO DEL SUONO


e DIFFERENZE DI INTENSITA tra le due orecchie

Equilibrio

Lesecuzione di movimenti coordinati richiede informazioni


provenienti dagli organi dellequilibrio collocati nellorecchio interno

SACCULO
UTRICOLO

OTOLITI

CANALI
SEMICIRCOLARI

La struttura e la funzione di questi organi sono simili in tutti i


vertebrati

Canali semicircolari

Sono 3 canali riempiti di fluido

Ciascun canale possiede unampolla a livello della quale sono


localizzate le cellule sensoriali che protrudono in una massa
gelatinosa, la cupola.
I movimenti del capo producono uno spostamento dellendolinfa e
determinano innalzamento o abbassamento della cupola, attivando
le cellule sensoriali

Cupola
Cellule ciliate

I canali semicircolari sono posti su 3 piani perpendicolari


tra di loro.
Ciascun canale pi sensibile alle rotazioni del suo asse

Sacculo e utricolo

Otoliti
Cellule ciliate

Dilatazioni membranose riempite da endolinfa; lepitelio sensoriale


ricoperto in entrambi i casi da una massa gelatinosa che contiene gli
otoliti, cristalli di carbonato di calcio
La massa gelatinosa ha densit doppia rispetto alla endolinfa e offre
notevole inerzia

Lepitelio sensoriale dellutricolo


(macula) giace prevalentemente
sul piano orizzontale ed informa
sullorientamento della testa
quando il soggetto in piedi
La macula del sacculo si trova in
posizione
verticale
ed

importante per il mantenimento


dellequilibrio quando il soggetto
sdraiato

Quando il capo viene piegato o sottoposto ad


accelerazione lineare, la massa gelatinosa si
muove in direzione opposta producendo una
inclinazione delle cilia

Testa piegata

Le cellule sono orientate nelle diverse


direzioni, per cui al variare della posizione
del capo vengono stimolate cellule ciliate
differenti

La vista
9 Fornisce le informazioni relative al mondo esterno.

9 Pi del 70% delle cellule sensoriali nelluomo sono


collocate nellocchio.
9 Luomo e le scimmie superano tutti gli altri mammiferi in
termini di acuit visiva, di abilit a vedere con chiarezza a
varie distanze e di capacit di distinguere diversi colori

In assoluto comunque le capacit visive migliori


appartengono agli uccelli

Struttura dellocchio

9La luce visibile rappresenta una piccola porzione dello spettro


elettromagnetico
9La luce infrarossa ha lunghezza donda maggiore della luce rossa e
non possiede energia sufficiente per attivare i fotorecettori: viene
avvertita solamente come sensazione di calore sulla pelle
9La luce ultravioletto e le radiazioni a lunghezza donda minore sono
pericolose per gli organismi viventi (danni DNA). Filtrate da ozono.

Come una macchina fotografica, locchio possiede un sistema di lenti che


focalizzano la luce proveniente dagli oggetti sulla retina, dove sono poste
le cellule sensoriali.
Limmagine che si forma sulla retina viene trasmessa allencefalo tramite il
nervo ottico.
A questo livello linformazione viene interpretata ed integrata

Diametro pupillare

Nelliride 2 tipi di fibre muscolari lisce:

CIRCOLARI -la loro contrazione determina MIOSI


Innervazione parasimpatica
RADIALI- la loro contrazione determina MIDRIASI
Innervazione simpatica

9 Nella maggior parte delle specie le


pupilla dilatata rotonda e mantiene
questa forma anche quando si contrae
9 Nel bovino e nel cavallo diventa una
fessura orizzontale, nel gatto verticale
9 In questo modo viene regolata la
quantit di luce che entra

Posteriormente alliride si trova il muscolo ciliare, il cristallino


trattenuto da fibre e divide la camera anteriore ripiena di umor
acqueo (ottenuto dalla filtrazione del plasma ) da quella posteriore
che contiene lumor vitreo. Lumor acqueo rientra nel circolo
attraverso il canale di Schlem.

Formazione dellimmagine
Locchio mette a fuoco le immagini
modificando la forma del cristallino
M. ciliare rilassato
cristallino appiattito
in senso A-P (max.
lunghezza focale) immagine
di oggetti lontani
M. ciliare si contrae cristallino
assume una forma piu sferica
immagine di oggetti vicini

La retina

Nella retina vi sono


due classi di fotorecettori:
i coni, responsabili della visione
diurna e i bastoncelli, che
agiscono principalmente in
visione notturna.
Nei vertebrati sono presenti
coni sensibili specificamente
alle diverse lunghezze donda
VISIONE A COLORI
Il rapporto tra numero di coni e
di bastoncelli varia notevolmente
nelle diverse specie.
UOMO 12 milioni bastoncelli e 6
milioni coni.
Animali notturni quasi solo
bastoncelli.

Coni e bastoncelli sono collocati nella


parte della retina pi lontana
dallumor vitreo.
Pi vicino allumor vitreo sono poste le
cellule gangliari (1 milione/occhio
umano) : le fibre nervose che partono
formano il nervo ottico.
Tra le cellule sensoriali e quelle
gangliari ci sono le cellule bipolari.

La retina nei vertebrati

Limmagine viene focalizzata nella


fovea. Locchio e la testa vengono
mossi in modo che questo possa
accadere.
Nelluomo la fovea contiene solo coni.
A livello della fovea presente una
depressione (mancano i neuroni
presenti negli altri punti della retina)
e la luce raggiunge direttamente i
coni.

In molte specie tra cui il bovino e il cavallo manca una specifica


area centrale: non perci necessario che limmagine venga
focalizzata in un area specifica.

Fotorecettori: coni e bastoncelli

I BASTONCELLI contengono il pigmento visivo RODOPSINA e sono piu


adatti alla visione notturna (alcuni animali notturni possiedono soltanto
bastoncelli) maggiore sensibilita, scarsa definizione dellimmagine
I CONI contengono altri pigmenti strutturalmente simili alla
rodopsina e sono piu adatti alla visione diurna minore sensibilit, migliore
definizione dellimmagine

Le vie ottiche
Gli assoni delle cellule gangliari della
retina formano il nervo ottico.
I due nervi ottici si incrociano a
livello del chiasma ottico: le fibre
provenienti dalle due met nasali si
incrociano mentre quelle provenienti
dalle due met laterali proseguono
omolateralmente.
Le fibre raggiungono i corpi genicolati
laterali che fanno parte dei nuclei
talamici.
Qui le fibre nervose fanno sinapsi con
i neuroni che trasmettono
informazioni alla corteccia visiva
posta nel lobo occipitale di ciascun
emisfero.

Visione a colori
Se un oggetto non una sorgente di
luce, locchio viene stimolato dalla luce
riflessa.
Il colore di un oggetto determinato da quali vengono
riflesse
Un oggetto bianco riflette tutte le , uno nero le assorbe
tutte.
Esistono diversi tipi di coni, con diversa sensibilit alla luce
di diverse

Gli animali vedono a colori?


Nelluomo i coni contengono 3
diversi pigmenti
Il grado di visione policromatica
varia invece nelle diverse specie di
interesse veterinario

Adattamento alla luce ed al buio


I fotopigmenti, clivati dalla luce, vengono
attraverso una serie di reazioni enzimatiche.

risintetizzati

Se una persona passa da una stanza molto luminosa ad una


piuttosto buia allinizio non vede niente. Pian piano la nuova
sintesi si completa e la visione e di nuovo possibile. Coni
adattamento rapido (5); bastoncelli (20-30).
Ladattamento alla luce pi rapido. Passando dalla luce al buio
allinizio si accecati ma solo per meno di 1.
Anche le variazioni di diametro della pupilla contribuiscono.

Sviluppo e Struttura del


Sistema Nervoso Centrale
Forebrain = prosencefalo
Midbrain = mesencefalo
Hindbrain = romboencefalo

In un successivo sviluppo:
-Divisione del prosencefalo in 2 lobi che a
sviluppo ultimato sono gli emisferi cerebrali
(telencefalo) + parte posteriore: diencefalo
- il mesencefalo e il romboencefalo costituiranno
il brain stem o troncoencefalo
-Il romboencefalo: metencefalo e mielencefalo

Completo SNC in un cane:


Funzionalmente diviso in:
Sistema sensoriale
Sistema motorio
Sistema motivazionale (comportamenti basati su emozioni o valutazioni)

Vie attraverso cui giungono e partono informazioni al cervello:


Nervi cranici:

Nervi spinali:

I n. olfattori ( cavit nasale -rinoencefalo)

A seconda delle specie ci


sono circa 30-40 paia di
nervi spinali

II n. ottici (occhi- talamo)


Gli altri 10 nervi entrano ed escono dalla zona
troco encefalica e portano le informazioni da e
per gli organi
* X n.Vago: il pi complesso perch controlla
molti organi nel torace e nelladdome

prosencefalo

mesencefalo

romboencefalo

TELENCEFALO DIENCEFALO MESENCEFALO METENCEFALO MIELENCEFALO

Corteccia

Talamo

Gangli
della base

Ipotalamo

Lamina
quadrigemina
Peduncoli
cerebrali

Ponte
Cervelletto

Bulbo

Maturazione del cervello


mitosi/apoptosi
Nelluomo: da 350 g a 1400 g (2% del peso), topo
(10%), suino, elefante e balena (0.1%)
Periodi sensibili
Periodi critici (visione binoculare, canto degli uccelli,
sviluppo di anomali comportamenti sociali)

Meningi craniali e spinali

- Dura madre

- Pia madre

- Seni venosi

- Spazio subarachinoideo (liquido


cerebrospinale)

- Spazio epidurale (meningi spinale)


- Arachinoide

Liquido cerebrospinale: prodotto nella pia madre dei ventricoli (plesso


coroideo) da una combinazione di filtrazione di plasma e secrezione attiva
di componenti plasmatiche (ormoni?). Generalmente senza cellule o proteine
ma aminoacidi e glucosio (meno rispetto al plasma). Concentrazione ionica
molto stabile (K+ meno presente)

I liquido cefalorachidiano prodotto nei ventricoli e scorre nello


spazio subarachinoideo passando dal IV ventricolo. Il liquido
viene drenato nel sistema venoso attraverso il sistema dei villi
arachinoidei che protundono nei seni venosi del cervello

- Nelluomo 20-25 ml di liquido cerebrospinale nei ventricoli


-125 ml nello spazio subarachinoideo
-Circa 500 ml al giorno di produzione
- Funzioni:
1) Assorbe traumi
2) Sistema tampone
* Idrocefalo: accumulo di liquido nei ventricoli
** La bassa % di aminoacidi rispetto al plasma
deve essere messa in relazione allattivit di
neurotrasmettitori di molti aminoacidi

Midollo e nervi spinali


Sezione del midollo spinale

Sezione toracica

Sezione lombare

* Notare la differente situazione dello spazio epidurale


(cisterna lombare)

Ogni segmento spinale porta un paio di nervi che innervano muscoli


e pelle in aree particolari del corpo dermatomi, i miotomi sono i
muscoli corrispondenti innervati.
diaframma

Durante lo sviluppo fetale certi


muscoli possono migrare ma
mantengono sempre la stessa
innervazione: es. il diaframma
migra dalla zona del collo fino
alla posizione finale
tra il
torace e laddome: il nervo che
lo regola rimane il C4

Struttura del midollo spinale

Tre tipi di assoni nei nervi spinali:


- Fibre sensoriali
- Fibre motorie
- Fibre del Sistema Autonomo
Le fibre sensoriali derivano da neuroni pseudo-unipolari che hanno
il pirenoforo fuori dal midollo, nei gangli spinali
Le fibre motorie nelle corna ventrali
Le fibre autonome nel corno laterale, a met fra le corna ventrali
e dorsali.
I corni formano in pratica delle colonne di pirenofori, i corni
laterali sono trovati solo dove le fibre autonome originano

Arco riflesso
Un riflesso un meccanismo che automaticamente regola
una funzione del corpo, lattivit di muscoli e di ghiandole, in
modo INVOLONTARIO!
Vi sono una serie di elementi che devono sempre essere presenti in un
riflesso (pena la sua assenza) e che nel loro insieme costituiscono un arco

riflesso:

recettore o sistema sensoriale


via afferente
stazione di controllo
via efferente
organo effettore (muscolo o ghiandola)

Riflessi autonomi e somatici


-I riflessi autonomi saranno considerati durante lo
studio di alcuni apparati (digerente,
cardiocircolatorio)
-I riflessi somatici:
r. di stiramento
r. tendineo
r. flessorio
r. di grattamento
r. di deambulazione

Nervi spinali e riflessi


Il sistema sensoriale
dei muscoli scheletrici
e dei tendini:
-I

Fibre muscolari
intrafusali
Fibre nervose
sensoriali

fusi muscolari sono


localizzati
parallelamente
alle
fibre
extrafusaliFibre nervose
muscolari e rispondono ay motorie
cambiamenti nella lunghezza
del muscolo
- Lapparato

tendineo del
Golgi localizzato in serie con
le fibre extrafusali regola la
tensione del muscolo

Fibre nervose
alpha motorie
muscolo

Fibre
muscolari
extrafusali
Fibre nervosa
sensoriale

Fibre di
collagene
Fuso
muscolare

tendine

Apparato
tendineo
del Golgi

Fuso neuro-muscolare

Riflesso di stiramento
Serve per controllare la lunghezza dei
muscoli scheletrici nei movimenti, per
assicurare movimenti controllati del corpo
e delle estremit, per mantenere le
posizioni di postura.
1)

Le fibre sensorie sono poste nella regione


centrale delle fibre intrafusali (un singolo
muscolo contiene molte fibre intrafusali)

2)

Durante lo stiramento del muscolo le


terminazioni delle fibre sensorie cambiano
forma e ci porta allinsorgenza di PdA.

3)

Nel midollo queste formano sinapsi eccitatorie


con motoneuroni che innervano lo stesso
muscolo (riflesso monosinaptico)

4)

Simultaneamente tramite gli interneuroni sono


inibiti i motoneuroni degli antagonisti

5)

Il riflesso quindi porta a contrazione del


muscolo fino alla sua lunghezza iniziale e
rilassamento dellantagonista

Riflesso di stiramento (2)


I muscoli scheletrici cambiano frequentemente la
loro lunghezza statica in relazione alla postura
1)

Se viene accorciato, le fibre intrafusali sono inibite. Il fuso


quindi sembra non dare risposta allo stiramento del muscolo
accorciato.

2)

Tuttavia il riflesso avviene perch la modifica della


lunghezza del muscolo porta a cambiamenti nella sensibilit
del fuso.

3)

Le terminazioni delle fibre intrafusali sono contrattili e


innervate dai gamma-motoneuroni: quando il muscolo si
accorcia queste fibre sono attive e portano alla contrazione
delle f. intrafusali

4)

In questo modo la parte centrale delle fibre tesa e la


sensibilit mantenuta

Organo tendineo del Golgi


e fuso neuro-muscolare

Riflesso tendineo
Serve per prevenire la rottura dellattacco del
tendine al muscolo in seguito ad una contrazione
1)

Lapparato tendineo del Golgi avvolge le fibre di collagene e


cambiano forma dopo una tensione in seguito ad una
contrazione muscolare

2)

I PdA che insorgono vengono portati ad interneuroni inibitori


nel midollo spinale

3)

Questi interneuroni sinaptano con motoneuroni che innervano


il muscolo del tendine in questione

4)

Il muscolo rilasciato riduce la tensione del tendine

5)

Normalmente durante un uso normale questo riflesso non


importante, fisiologicamente serve per dare informazioni
costanti al SNC sulla tensione muscolare

RIFLESSO PATELLARE

Numero dei differenti


neuroni motori e
sensoriali che partono e
arrivano al muscolo
soleo di gatto

Apparato tendineo del Golgi: informa sulla tensione del muscolo


Fuso neuromuscolare: informa sulla lunghezza del muscolo

RIFLESSO MIOTATICO
Stiramento
muscolare

Fibre intrafusali

Neuroni
afferenti

motoneuroni

motoneuroni

Interneuroni
eccitatori

CONTRAZIONE DEL MUSCOLO OMONIMO

RIFLESSO MIOTATICO INVERSO


(INVERSO DA STIRAMENTO)
Contrazione
muscolare

motoneuroni

Attivazione degli
organi tendinei
del Golgi

Neuroni
afferenti

Interneuroni
inibitori

RILASCIAMENTO DEI MUSCOLI OMONIMI

Riflesso flessorio
Se una parte del corpo tocca qualcosa
che causa dolore, questa parte subito si
retrae
1)

Sulla cute il nocicettore avverte lo stimolo


doloroso

2)

Le fibre afferenti hanno una sinapsi


eccitatoria con interneuroni nelle corna
dorsali del midollo

3)

Questi stimolano i motoneuroni dei muscoli


posteriori della parte

4)

La loro contrazione distanzia la parte dallo


stimolo doloroso

5)

Simultaneamente i muscoli antagonisti


vengono inibiti da interneuroni inibitori
Per questa azione duplice neuronale
lagente del dolore causer la retrazione
della parte prima che lanimale abbia
consapevolezza del dolore stesso!

Durante unanestesia profonda per una


operazione chirurgica:
Viene provato pizzicando il cuscinetto plantare dellanimale o pungendolo con
un ago: lanimale non sufficientemente anestetizzato!

Il dolore rapido evoca


limmediata flessione dellarto,
mentre il dolore profondo e
duraturo determina irradiazione
e prolungamento della riposta

Riflesso di grattamento
Il cane cerca di reagire ad una mosca irritante
grattando con il cuscinetto plantare della zampa
posteriore la spalla
1)

Presente in animale spinalizzato

2)

Indipendente dallattivit cerebrale

3)

Il midollo conosce il punto dellazione irritante e li dirige la zampa

4)

Ci sono 19 differenti muscoli della zampa posteriori interessati

5)

Se la mosca vola dallaltra parte del corpo, lanimale si ferma e poi


inizia con laltra zampa dallaltra parte

Riflesso di deambulazione
(della corsa, del nuoto, del volo)
1)

E una continua attivit di fasi


alternate di contatto con il terreno e
di volo, con movimenti alternati di
muscoli estensori e flessori

2)

Oltre ai movimenti del singolo arto, vi


sono i movimenti sincroni dei 4 arti

3)

Presente in animale spinalizzato a


livello toracico

4)

Indipendente
dalla
informazione
sensoriale anche se questa
importante per dare precisione ai
movimenti

5)

Il troncoencefalo importante per


lequilibrio (corteccia, gangli basali,
cervelletto)

ALTRI RIFLESSI SPINALI


Riflessi tendinei: sopracarpale, sopratarsale
Riflessi cutanei: del garrese, del pellicciaio,
dorsale (cavallo, bovino), caudale, mammario,
scrotale, anale, cremasterico
Centri riflessi delle funzioni viscerali:
Riflessi della minzione, defecazione, erezione

RIFLESSI CONDIZIONATI
Cane di Pavlov

Il cervello
I riflessi spinali descritti mostrano che i comportamenti
sono regolati in modo automatico da archi riflessi.
In questo modo dopo la nascita i movimenti sono regolati dal
midollo e dal troncoencefalo.
In seguito allo sviluppo del SN, i tratti nervosi originali
rimangono uguali ma iniziano ad esserci dei collegamenti con
il telencefalo: per cui un comportamento non pu pi essere
associato ad una singola parte del cervello mentre varie
zone anche dei centri superiori cooperano insieme.

Zona troncoencefalica (brain stem)

E una zona di comunicazione tra midollo e centri superiori


Il ponte il collegamento tra cervelletto e telencefalo e
diencefalo

ENCEFALO SEGMENTARIO
formazioni di sostanza grigia presenti
nel bulbo, nel ponte e nel mesencefalo
che svolgono funzioni simili a quelle del
midollo

ENCEFALO SOPRASEGMENTARIO
strutture grigie nel bulbo-ponte-mesencefalo
e superiori (telencefalo e diencefalo) che
partecipano alla regolazione dellattivit del
midollo e dellencefalo segmentario

I n. olfattorio (cavit
nasale bulbi olfattori)
II n. ottico (occhi-talamo)

I 10 n. craniali posteriori (III-XII) partono dal troncoencefalo dove sono


presenti diversi nuclei regolatori di molte funzioni corporee:
Le fibre sensorie hanno i pirenofori in gangli esterni al SNC mentre i n.
motori li hanno nella zona troncoencefalica
Midollo allungato: attivit cardiaca, pressione arteriosa, respirazione (ponte)
e funzioni digestive
Nel troncoencefalo: movimento degli occhi e postura

CENTRI INTEGRATORI NEL TRONCO ENCEFALICO


Controllo del RESPIRO, attivit CARDIOVASCOLARE, MINZIONE,
VOMITO
Centri vegetativi per:
riflesso della suzione
riflesso della salivazione
riflesso di chiusura della doccia esofagea, eruttazione,
ruminazione e motilit prestomacale (POLIGASTRICI)
riflesso della deglutizione
riflesso corneale (oculo-palpebrale)
riflesso fotomotore (miotico)

SOSTANZA GRIGIA BULBO-PONTO-MESENCEFALICA:


MESENCEFALICA aggregati di
neuroni sensitivi e motori (significato funzionale analogo a quello della
sostanza grigia spinale)

Da questi NUCLEI partono o arrivano


le fibre che fanno parte dei NERVI
CRANICI,
CRANICI analoghi ai nervi spinali
(manca la componente simpatica)
I nuclei motori dei nervi cranici
ricevono collaterali dalle vie lunghe
discendenti;
dai nuclei sensitivi partono vie
ascendenti che vengono proiettate
sul talamo e quindi sulla corteccia
sensitiva

Mesencefalo
Poco sviluppato nei mammiferi e coperto
dagli emisferi cerebrali
Negli uccelli forma due lobi dorsali che sono
chiamati tectum
Inferiormente allacquedotto forma la parte
dettategumentum che include la
substantia nigra che interviene nel
controllo dei muscoli scheletrici
Nella parte dorsale:

superior colliculus

(centro che riceve linformazione


visiva e controlla il movimento degli occhi per focalizzare
limmagine al centro della retina)

inferior culliculus

(centro che riceve linformazione


acustica e coordina il riflesso che fa voltare bruscamente la
testa per larrivo di un forte suono non familiare da quella
parte)

Sostanza reticolare
E un plesso diffuso di interneuroni lungo tutta la
zona troncoencefalica:
Riceve informazioni da n. sensitivi e motori e media
le informazioni ai centri corticali
La transizione da uno stato di incoscienza e sonno
ad uno di coscienza dipende dalla capacit della
sostanza reticolare di attivare i centri superiori

Stato di coscienza e sonno


EEG = elettroencefalogramma, registra le differenze di
potenziali elettrici tra le diverse aree
Il passaggio da uno stato di sonno a uno stato
di veglia dovuto allattivit della formazione
reticolare nel troncoencefalo. Qui i neuroni
ricevono informazioni da organi sensoriali e
da muscoli scheletrici. Da qui partono molte
fibre alla corteccia, bombardata da molte
PdA al momento del risveglio.
Si cade nel sonno quando si riduce al minimo
questo bombardamento.
Molti anestetici sono
questa zona reticolare:

progettati

contro

agonisti 2 (noradrenalina): xilazina (Rompun,


Narcoxyl), medetomidin (Domitor), romifidin
(Sedivet)

Differenze di specie:
I predatori hanno un sonno profondo pi lungo rispetto alle
prede:
Un coniglio dorme circa 7 ore mentre una volpe anche 14
Un cavallo o una pecora hanno il sonno pi corto: 5-8 ore
I ruminanti durante il sonno REM bloccano la motilit ruminale
Le balene e i delfini, come alcuni uccelli, hanno un meccanismo che
permette solo ad un emisfero di essere in veglia ed uno ad essere in
sonno

Controllo del movimento oculare e


della posizione
Gli organi di equilibrio dellorecchio interno sono sensibili ai
movimenti della testa e alla sua posizione relativamente allasse
verticale
Queste informazioni giungono da questi organi alla testa tramite
lVIII paio di n. cranici (n.vestibolo-cocleare)
Le fibre sensitive incontrano sinapsi nel nucleo vestibolare del
midollo allungato e del ponte
Questi nuclei sono le stazioni di controllo e comunicano con il
cervelletto e corteccia

Il riflesso vestibolo-oculare regola limmagine nella


retina durante rapide rotazioni della testa:
- Attraverso un movimento contemporaneo e
opposto al movimento della testa dei muscoli oculari
esterni che regolano i globi oculari

La posizione viene regolata da 3 principali riflessi:


-Riflesso vestibolare
-Riflesso tonico del collo
-Riflesso di correzione

1) R. Vestibolare

2) R. Tonico del collo

Riflesso di correzione
Organi sensori che intervengono:
1) Organo di equilibrio nellorecchio
2) Fusi muscolari del collo
3) Pressocettori cutanei
a) Regolazione della testa secondo il
campo gravitazionale
b) Regolazione del corpo rispetto alla
testa
c) Gli otoliti dellorecchio rilevano anche
laccelerazione del gatto verso il
terreno e questo porta ad un riflesso di
estensione degli arti per latterraggio

Il cervelletto

PALEOCEREBELLO

NEOCEREBELLO

ARCHICEREBELLO

STRUTTURA DI
INTEGRAZIONE
DELLENCEFALO
SEGMENTARIO
CONNESSO CON LE
STRUTTURE
SOPRASEGMENTARIE
(cortec. mot.piramidale ed
extrapiramidale)
RUOLO CRUCIALE NEL
COORDINAMENTO DEI
COMANDI MOTORI

Strato esterno di sost. grigia (CORTECCIA)


Strato piu interno di sost.bianca (assoni da e per la corteccia)
3 paia di nuclei profondi seppelliti nella sost.bianca

FUNZIONI CEREBELLARI
VESTIBOLOCEREBELLO Connessioni principalinuclei vestibolari
Controllo dellequilibrio, coordinazione
(archicerebello)
dei movimenti della testa e dellocchio

CEREBROCEREBELLO
(neocerebello)

SPINOCEREBELLO
(paleocerebello)

Afferenze aree cortico-cerebrali


extrapiramidali e fibre dalle vie piram.
Efferenze ai nuclei talamici e quindi
alla corteccia motoria e pre-motoria
Regolazione del movimento volontario

Afferenze principali dal midollo spinale


Efferenze principali sistema extrapiram.
Controllo sullesecuzione dei movimenti e

regolazione del tono muscolare

Efferenze cerebellari:

Attraverso queste il cervelletto manda


continui segnali correttivi alle parti
corticali che controllano i movimenti
muscolari, via talamo

Gli organi di senso che inviano informazioni al cervelletto


(fusi muscolari, organo di equilibrio nellorecchio, apparato
tendineo del Golgi) regolano le informazioni sui movimenti
attuati rispetto a quelli voluti, progettati (informazioni
queste derivanti da collaterali delle vie piramidali in ogni
istante)
La pi importante funzione proprio quella di
minimizzare le differenze tra il movimento voluto e
realizzato
Questo riesce per i segnali che il cervelletto manda via
talamo alla corteccia e ai nuclei ventrali motori del midollo.
Il risultato un movimento preciso e coordinato!
* In caso di movimenti molto rapidi e/o complessi (particolari abilit)
lefficienza di specifiche sinapsi aumentano con luso. Gradatamente le
sinapsi pi frequentemente usate acquistano un effetto dominante (nei
predatori il gioco dei piccoli un allenamento per il perfezionamento di
abilit motorie)

FUNZIONI CEREBELLARI
Ablazione
dellorgano
in toto

Alterazioni dellequilibrio ed aumento dei riflessi


estensori (atassia, ipermetria, astasia )
Nel cane e nel gatto opistotono estensorio, riflesso
patellare esagerato)

Asportazione dello
paleocerebello

CEREBROCEREBELLO
(neocerebello)

Alterazioni dellequilibrio, passo da


ubriaco (atassia del tronco)
Manca il tremore muscolare

Alterazioni dei movimenti volontari


(errori di esecuzione dei movimenti fini;
mancano forza e velocit)

Dismetria
Un trauma al cervelletto pu rendere difficile
seguire con precisione un tracciato e i
movimenti dellarto possono essere pi corti o
pi lunghi di quelli necessari per seguire la
linea tracciata

Diencefalo
Talamo
Ipotalamo
Neuroipofisi
III ventricolo

Sezione frontale e sagittale di diencefalo


di cane

FUNZIONI DEL TALAMO


Il sistema di proiezione specifico proietta sulla corteccia tutti
gli inputs sensitivi; la corteccia, a sua volta, gli invia impulsi
discendenti che aumentano o inibiscono le afferenze alla
corteccia: le connessioni cortico-talamiche esaltano o
deprimono la recettivit del talamo
Il sistema di proiezione aspecifico genera risposte corticali
generalizzate; svolge un ruolo importante nella regolazione del
livello generale dellattivit corticale (sonno e veglia)

Il talamo un centro di integrazione della


sensibilit
generale
e
pu
operare
anche
indipendentemente dalla corteccia; ci tanto pi
vero quanto pi si scende nella scala zoologica

NUCLEI TALAMICI
3 gruppi funzionali:
1) NUCLEI CON FUNZIONE DI RELE
PER LA CORTECCIA- proiettano inputs
dai grandi sistemi sensitivi su aree ben
definite della corteccia sensitiva:
n.arcuato =VPM e VPL, corpi genicolati,
VL, anteriori.
Costituiscono il sistema
di proiezione specifico
2) NUCLEI ASSOCIATIVI (con connessioni intraencefaliche e con
proiezioni corticali aspecifiche): danno luogo a risposte corticali
generalizzate. Costituiscono il sistema di proiezione aspecifico
3) NUCLEI CON CONNESSIONI SOTTOCORTICALI (non
subiscono degenerazione retrograda in seguito ad asportazione della
corteccia, in rapporto con il corpo striato)

Talamo: sistema specifico


E il pi importante ganglio sensitivo del troncoencefalico
I nuclei ricevono afferenze da specifiche zone sensoriali
e proiettano in aree della corteccia sensitiva.

Vie di proiezione specifica


N.GENICOLATO LATERALE: nervo otticoCORTECCIA OCCIPITALE
N. GENICOLATO MEDIALE: coclea CORTECCIA temporale
N.VPL e VPM: via spinotalamica e trigeminaleCORTECCIA somatosensitiva
N. VENTROLATERALE: cervelletto CORTECCIA MOTORIA

Sistema di proiezione aspecifico o diffuso


(alcuni nuclei del sistema limbico e alcuni nuclei mediali)

In seguito a stimolazione elettrica induce


unattivazione diffusa della corteccia,
con importanti fenomeni di reclutamento e di
sommazione
COINVOLTO NELLA GENESI DEGLI STATI
DI VEGLIA RILASSATA E DEL SONNO

Funzioni dellipotalamo
Lipotalamo il centro di integrazione di molte funzioni
viscerali; nella regolazione di alcune di esse coadiuvato
dal sistema limbico.
Responsabile del mantenimento dellomeostasi
dellorganismo:
la temperatura corporea
il ricambio idrico
lattivit ipofisaria
il comportamento alimentare
le manifestazioni comportamentali (comportamento
sessuale, ricerca del cibo e del partner sessuale,
stati emozionali che accompagnano la lotta,
laggressione e la fuga); in questo interviene
anche la corteccia limbica

Sistema portale ipotalamo-ipofisario

Rapporti ipotalamo-ipofisari

I centri superiori

1) Dimensione relativa del rinencefalo


2) Formazione dei giri e circonvoluzioni

cm2 nelluomo)

(83 cm2 nel gatto, 2400

Telencefalo
Emisferi cerebrali: archipallio, paleopallio (meno evoluti ed
in rapporto con le vie olfattive; costituiscono il rinencefalo)
neopallio (molto sviluppato negli animali evoluti e nelluomo)
La corteccia riceve continue informazioni che analizza,
cataloga e memorizza per poi attivare strutture motrici
corticali che danno luogo a risposte riflesse coordinate.
Non sembra di importanza vitale ma permette lintervento
della volont nella coordinazione dei diversi fenomeni
riflessi; nelluomo, a livello corticale si realizzano il
sentimento, la parola, il pensiero, lidea creativa, etc.

gangli basali

Lattivit elettrica dei neuroni motori il risultato di un


equilibrio tra input inibitori e eccitatori che arrivano per
numerose sinapsi.
I neuroni che influenzano i neuroni motori originano nella
corteccia di associazione o nel talamo, che svolge un regolazione
delle informazioni che arrivano dai gangli basali del cervello o del
cervelletto.
I gangli della base formano il corpo striato

Nuclei della base o corpo striato:


n. caudato, globo pallido e putamen
Sono interconnessi fra loro e con tutti i nuclei motori del tronco
dellencefalo (substantia nigra): costituiscono lunit funzionale
nella progettazione di movimenti complessi volontari, ricevendo
informazioni da diverse parti del cervello e funzionano da
collegamento tra reazioni emozionali, motivazionali e movimento
del corpo. Svolgono un ruolo anche nei movimenti involontari
appresi e lattivit tonica muscolare
La loro importanza tanto maggiore quanto pi si scendono i
gradini della scala zoologica (maggior parte dei comportamenti
riflessi negli uccelli)
Nelluomo contengono elevate quantit di DOPAMINA
nel morbo di Parkinson (causato probabilmente da
lesioni a carico del corpo striato) questa e invece
scarsamente presente

Lobi della corteccia delluomo

Mappa delle aree primarie


corticali (quelle in bianco,
corteccia di associazione
hanno funzioni ancora
parzialmente sconosciute)

Sezione cerebrale che


indica la rappresentazione delle varie parti
del corpo sulla corteccia
somatosensitiva
e
somatomotoria nelluomo

Rappresentazione delle parti del corpo sulla corteccia


somatosensitiva del coniglio e del gatto

Mappa delle aree sensoriale e motorie in alcuni animali: la


corteccia associata domina nelluomo ma non negli animali
(topo < gatto < scimpanz < uomo)

Attraverso il corpo calloso (fascio nervoso di 200 milioni di


fibre per 4 miliardi di impulsi al sec) la parte destra del corpo
regolata dalle aree somatosensoriali e motori dellemisfero
sinistro (e contrario):
Non c una facile spiegazione per questo: i due emisferi
collaborano per un solo comportamento che risulta essere
quindi un risultato integrato di due elaborazioni in parallelo

Somatestesia: piano organizzativo


1) I potenziali dazione che partono dai recettori pervengono
alle radici dorsali del midollo spinale o ai nuclei dei nervi
cranici nel tronco dellencefalo (1 neurone)
2) La fibra afferente fa quindi sinapsi con un 2
neurone che giunge al talamo
3) Dal talamo un 3 neurone proietta linput sensoriale
sulla corteccia sensitiva

I potenziali provenienti dai recettori possono inoltre evocare


lattivit riflessa connettendosi, direttamente o indirettamente,
con i motoneuroni

Percezione consapevole dalla pelle o


dal sistema muscolo-scheletrico
Neuroni sensoriali:
corna dorsali del midollo o n. craniali con possibilit
di un riflesso
Ma linformazione arriva alla corteccia:
colonne dorsali (informazioni dalla cute per
pressocettori o recettori tattili e di tensione dai
muscoli o dalle articolazioni)
fascio spino-talamici (temperatura, dolore,
eccessiva stimolazione meccanica della cute)
Entrambi i sistemi prevedono 3 neuroni coinvolti e 2 sinapsi
(vedi figura precedente)

La distribuzione della sostanza grigia bulbo-ponto-mesencefalica


influenzata dalla decussazione dei fasci ascendenti (di Goll e
Burdach, gracile e cuneato) e discendenti (vie piramidali)

Colonna dorsale della sostanza bianca


Afferenze tattili e pressorie (ad elevata capacit di
discriminazione spaziale)
Sensazioni propriocettive (contrazione muscolare e
stiramento dei tendini)
Fascicolo gracile (mediale): dai metameri sacrali, lombari e
toracici post
Fascicolo cuneato (laterale): dai metameri toracici anteriori e
cervicali

N.gracile e cuneato
(N.VPL e VPM)

Lemnisco mediale
Corteccia sensitiva

Talamo

Fasci spino-talamici
Afferenze tattili, pressorie, termiche: tratto spinocervicale
Afferenze nocicettive/termiche: tratto spinotalamico laterale
Afferenze tattili/articolazioni: tratto spinotalamico ventrale
Informazione su posizione e movimenti degli arti
tratto spinoreticolare

N. reticolare laterale e cervelletto


Afferenze muscolari: tratto spinovestibolare e nuclei vestibolari
Afferenze dai fusi e dagli organi del Golgi: tratti spinocerebellari
dorsali per il lobo anteriore e paramediano del cervelletto
Queste afferenze ricevono importanti componenti dalle vie
motorie (dalla corteccia e dal nucleo rosso) che modulano
lattivit di scarica al cervelletto

Controllo volontario dei muscoli scheletrici


Due principali vie tra la corteccia e le corna ventrali del midollo:
1) Via piramidali
2) Vie extrapiramidali
1) Sono vie dirette, senza sinapsi, attraversano il midollo
allungato a livello ventrale in una regione a forma di piramide
sezionata (da l il nome)
2) Attraversano il midollo allungato allesterno le piramidi
ventrali e incontrano sinapsi nei nuclei troncoencefalici.
Queste sinapsi possono anche influenzare i segnali che vanno
alle corna ventrali anche tramite imputs provenienti dal
cervelletto.

Nelluomo le vie piramidali importanti per lattivazione di


movimenti di precisione che richiedono consapevolezza e
concentrazione, uso delle dita e delle mani
Le vie extrapiramidali controllano il movimento di grandi
gruppi muscolari (postura, equilibrio, movimenti precisi
durante il movimento)
Negli animali domestici le vie piramidali sono poco sviluppate!
(principalmente i muscoli del muso, delle labbra)

SISTEMA PIRAMIDALE
Controllo dei movimenti volontari complessi ed altamente
coordinati (solo nei mammiferi)
Nei nostri animali (a differenza delluomo), la loro
interruzione non provoca danni irreversibili ed il recupero
funzionale rapido e notevole
Tratto CORTICOSPINALE: cellule piramidali corticali decussazione
delle piramidi (nel bulbo) fascio piramidale laterale sinapsi con
i motoneuroni delle corna ventrali del midollo controlaterale
Tratto CORTICOBULBARE
Tratto CORTICO-PONTO-CEREBELLARE: a livello del ponte sinapsi
con un secondo neurone che termina nella corteccia cerebellare
controlaterale

Nel tratto CORTICOSPINALE il 90% degli assoni decussano a livello


bulbare (via corticospinale LATERALE), il 10% no (via corticospinale
VENTRALE)

SISTEMA EXTRAPIRAMIDALE
VIA RETICOLOSPINALE: dalla SOSTANZA RETICOLARE
ai motoneuroni inferiori dei muscoli estensori antigravitari
Regola gli aggiustamenti posturali durante il movimento
VIA RUBROSPINALE: dal NUCLEO ROSSOdecussaz. (si
diparte anche un fascio rubro-reticolare) ai motoneuroni
inferiori dei muscoli flessori ed estensori
Coinvolta nel controllo di stazione, corsa, nuoto, salto e
tutti i movimenti altamente coordinati
VIA VESTIBOLOSPINALE: dai NUCLEI VESTIBOLARI
laterale (ipsilaterale) e mediale (controlaterale) ai
motoneuroni per gli estensori ipsilaterali
Regola il mantenimento dellequilibrio
VIA TETTOSPINALE: dai quadrigemelli (mesencefalo) con
fibre controlaterali che arrivano fino al 4metamero
cervicale
Regola i movimenti posturali riflessi di occhi, testa e corpo

Le zone pi scure sono coinvolte nella progettazione e


programmazione dei movimenti
Le zone pi chiare sono responsabili dellesecuzione dei
movimenti

Regolazione del tono muscolare


Tono muscolare: resistenza che il muscolo oppone
allo stiramento
I riflessi tonici sono di origine MIDOLLARE, ma la
REGOLAZIONE del tono dipende da STRUTTURE
ENCEFALICHE DI INTEGRAZIONE (animale spinale)

Lazione
tonigena
riflessa
del
midollo
spinale
dipende
dallinformazione propriocettiva proveniente da strutture sensitive
muscolo-tendinee ORGANO MUSCOLO-TENDINEO DEL GOLGI
e FUSO NEUROMUSCOLARE

REGOLAZIONE DELLATTIVITA MOTORIA


Movimenti volontari, in gran parte appresi (soprattutto m.
flessori)
Tono muscolare e mantenimento della postura (m.
estensori)
Gli MOTONEURONI rappresentano LA VIA FINALE COMUNE
mediante la quale LE STRUTTURE ENCEFALICHE SUPERIORI
controllano la contrazione delle fibre extrafusali (MOVIMENTI
VOLONTARI, TONO MUSCOLARE E POSTURA)
MOTONEURONI INFERIORI:
INFERIORI motoneuroni
MOTONEURONI SUPERIORI: sistemi multineuronali di origine
encefalica in grado di influenzare lattivita dei motoneuroni
inferiori (sistema piramidale, sistema extrapiramidale, cervelletto)

PATOLOGIE DEI

MOTONEURONI INFERIORI

Segni clinici:
PARALISI FLACCIDA
ATROFIA MUSCOLARE
PERDITA DEI RIFLESSI SEGMENTALI
PATOLOGIE DEI

MOTONEURONI SUPERIORI

Segni clinici:
MOVIMENTI INAPPROPRIATI
9Debolezza (patologie del midollo spinale)
9Convulsioni, rigidita, movimenti di maneggio, deficit propriocettivi
(patologie encefaliche)
RIFLESSI SEGMENTALI CONSERVATI
ASSENZA DI ATROFIA MUSCOLARE

ANIMALE SPINALE
La spinalizzazione permette di evidenziare il grado di
indipendenza del midollo dalle strutture encefaliche
La sezione a monte del 5-7 segmento cervicale determina la
morte dellanimale, se la sezione viene effettuata caudalmente
allemergenza del nervo frenico viene mantenuta lattivit
respiratoria
Shock spinale: stato di flaccidita ed ariflessia, la sua
durata e proporzionale al grado di encefalizzazione
I riflessi ricompaiono dopo ore o giorni: prima i riflessi
somatici, poi quelli viscerali:
AUTONOMIA FUNZIONALE NOTEVOLE DEL MIDOLLO
INTEGRAZIONE DEGLI STIMOLI

Il linguaggio ed emisfero dominante


Nel 90% della popolazione lem. sinistro dominante (destrorsi), pi
difficile stabilirlo negli animali anche se sembra possibile una simile
situazione.
Nel 97% della popolazione la corteccia sinistra responsabile
dellorganizzazione della parola
Lemisfero destro pi specializzato nella comprensione delle
caratteristiche spaziali dellambiente e dellorientamento degli oggetti.
Inoltre dominante per la creazione di suoni musicali (non linguaggio)

Emozioni
Aree della corteccia cerebrale
coinvolte (sistema limbico):
1) Giro cingolato a livello dorsale
2) Giro paraippocampale a livello
ventrale
3) Amigdala
4) Ippocampo (corpo mamillare)
5) Sistema olfattivo

Il sistema limbico modula lattivit del sistema autonomo


Lipotalamo il centro integratore tra sistema autonomo e
sistema limbico

Memoria e apprendimento
Memoria = la conservazione delle informazioni e il loro
recupero quando necessario
Apprendimento = i cambiamenti nel comportamento in seguito a
esperienze precedenti
Memoria a breve termine: conserva linformazione per secondi, ore (n.
di telefoni), attivit elettrica dei networks neuronali
Memoria a lungo termine: conserva linformazione per mesi, anni (n. di
telefono personale), modificazioni fisiche e chimiche cellulari
Memoria operante: la memoria che utilizza informazioni per decisioni
e soluzione di problemi, ha elementi della memoria breve e lunga

2 tipi di memoria lunga: procedurale (cervelletto) e


dichiarativa (corteccia).

Come si passa da una memoria a breve


termine ad una a lungo termine?

Come linformazione immagazzinata passa


alla memoria operativa (di nuovo analizzata
come attivit elettrica)?