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ANALISI Patetica

Il documento analizza la struttura formale della prima parte della Sonata Patetica di Beethoven, descrivendo le sezioni tematiche, le modulazioni tonali e i passaggi di collegamento tra le varie parti.

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Luigi Cecchinato
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ANALISI del primo tempo della Patetica:

> b. 3 Continuazione (non codetta) che porta, in capo a due bb. , verso il relativo maggiore (Mi
bemolle maggiore)

> C'è una cadenza d'inganno a b. 9 (V-VI già indicato)

> La ripetizione a b. 20 non è del primo gruppo tem. nella sua interezza ma della prima frase di P e
fa comunque parte della presentazione del Satz.

> L'accordo di Sib maggiore che inizia a b. 43 e che viene prolungato fino all'inizio di S NON è un I
di Sib ma è già un V di Mib (Beethoven poi all'inizio di S deciderà di virare sul mib minore, che
non è altro che il parallelo del relativo (variante espressivamente connotata del contrasto tonale
atteso)). È giusto quindi quello che ha scritto in nota; semplicemente suggerirei di togliere il numero
romano I a b. 49.

> Il Satz di 1S ha la sua fase di continuazione+cadenza che si estende da bb. 66 a 88 (con


un'anticipazione già a b. 63, quando il I di mib minore viene reinterpretato come II di Reb Maggiore
(e quindi si abbandona momentaneamente la tonalità di mib minore)). È questo momento che
tecnicamente potrebbe essere definito un 'piccolo sviluppo' (interno a 1S).

> 2S a bb. 89 e sgg. non è invece un piccolo sviluppo del tema precedente, con cui ha ben pochi
contatti bensì, piuttosto, un'espansione del momento cadenzale – potremmo quindi inquadrare le bb.
66-88 come una prima continuazione+cadenza e 2S come una seconda e più enfatica
continuazione+cadenza (più una espansione del momento cadenzale che una continuazione di 1S in
effetti).

> A b. 195 (inizio della Ripresa) sostituisca 1S con P

> A b. 207 inizia uno Sviluppo secondario (che sta al posto di T), basato su una progressione che
porta sul V di fa minore (IV di do)

> 1S comincia in fa minore (che va interpretato come IV di do minore); in effetti poi Beethoven per
ritornare in do minore non fa altro che realizzare la seguente successione: IV (ambientazione tonale
della prima presentazione di 1S)-IV6 (b. 231), V7 (b. 233)-I (bb. 237-sgg.).

> Poi tutto è come nell'Esposizione (ma nel tono d'impianto).

> La Coda (appendice del gruppo conclusivo non riscontrabile nell'esposizione) comincia a b. 295
con una nuova citazione dal Grave introduttivo (sospensione drammatica) per poi riprendere
brevemente 1P e concludere in modo violento ed enfatico in perfetto stile beethoveniano.

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