Sei sulla pagina 1di 29

Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.

org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

Ludwig van Beethoven


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Ludwig van Beethoven ([beˈtɔven] o [beˈtoven][1]; in tedesco [ˈluːtvɪç fan ˈbeːthoːfn̩][2][3];


Bonn, 16 dicembre 1770[4] – Vienna, 26 marzo 1827) è stato un compositore, pianista e direttore
d'orchestra tedesco.

Figura cruciale della musica colta occidentale, fu l'ultimo rappresentante di rilievo del
classicismo viennese ed è considerato uno dei più grandi e influenti compositori di tutti i tempi.
Annoverato tra i massimi geni della storia della musica, nonostante la sordità (ipoacusia) che lo
colpì prima ancora di aver compiuto i trent'anni, egli continuò a comporre, dirigere e suonare,
lasciando una produzione musicale fondamentale, straordinaria per forza espressiva e per la
capacità di evocare emozioni.[5]

La sua influenza fu di vitale importanza per il linguaggio musicale del XIX secolo e per quelli
successivi, tanto da rappresentare un modello per molti compositori. Il mito del Beethoven
"artista eroico", capace di trasmettere attraverso la sua opera ogni sua emozione, esperienza
personale o sentimento, crebbe moltissimo nel periodo Romantico;[6] tuttavia, pur anticipando
molti aspetti del futuro Romanticismo,[7][8] la sua adesione alle regole dell'armonia nelle
Particolare del viso del ritratto di
modulazioni, il rigetto dei cromatismi nelle melodie, la cura dell'equilibrio formale dei brani lo
Beethoven mentre compone la
collocano nel solco della tradizione del classicismo.[9]
Missa Solemnis.
Nel catalogo delle composizioni beethoveniane hanno grande rilievo la sua produzione
orchestrale, quella pianistica e quella cameristica. Capolavori dei rispettivi generi rimangono
anche sue composizioni sacre, come la Missa Solemnis, e teatrali, come Fidelio.

Indice
Biografia
Infanzia e adolescenza
Il mecenatismo di Waldstein e l'incontro con Haydn
1792–1802: da Vienna a Heiligenstadt
I primi anni viennesi
Il primo virtuoso di Vienna
La scoperta della sordità
1802–1812: il periodo detto "eroico"
Dall'Eroica al Fidelio
L'indipendenza affermata
La maturità artistica
1813–1817: gli anni oscuri
L'amata immortale
L'incidente di Teplitz
La fama europea e i ritratti
1818–1827: l'ultimo Beethoven
L'addio al pianoforte, la religiosità e la messa in re
La nona sinfonia e gli ultimi quartetti
La malattia e la morte
Lo stile
Panoramica
Periodizzazione
Le innovazioni
La giovinezza a Bonn
L'influenza di Mozart
Le sonate per pianoforte di Clementi
Händel e gli antichi
L'influenza kantiana
Tematiche religiose nell'opera beethoveniana
Opere
Musica orchestrale

1 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

Sinfonie
Balletti
Ouverture
Composizioni varie per orchestra
Composizioni per banda
Concerti per strumento solista e orchestra
Cadenze
Musica per pianoforte
Sonate
Variazioni
Varia per pianoforte
Composizioni per pianoforte a 4 mani
Musica da camera
Quartetti per archi
Quintetti per archi
Altre composizioni per strumento ad arco
Composizioni per violino e pianoforte
Composizioni per violoncello e pianoforte
Trii per pianoforte, violino e violoncello
Composizioni per pianoforte e strumenti a fiato
Composizioni per strumenti a fiato
Composizioni da camera di vario genere
Composizioni per strumento meccanico
Musica vocale
Opera lirica
Oratorio
Messe
Musiche di scena
Cantate e composizioni corali con orchestra
Beethoven nei media
Beethoven e il cinema
Beethoven in altri contesti
Note
Bibliografia
Filmografia
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni
Argomenti generali
Argomenti specifici
Liste di opere
Testi e spartiti
Filmografia

Biografia

Infanzia e adolescenza

«Ludwig van Beethoven è un ragazzo di undici anni[10] dal talento molto promettente. Suona il pianoforte con molta bravura
e forza, legge molto bene a prima vista e, per farla breve, suona per la maggior parte il Clavicembalo ben temperato di
Bach che gli è stato messo in mano dal signor Neefe. Chi conosce questa raccolta di preludi e fughe in tutte le tonalità (che
si potrebbe quasi definire il non plus ultra) saprà cosa significhi. Il sig. Neefe l'ha avviato anche [...] al basso continuo. Ora
gli dà lezioni di composizione e per incoraggiarlo, ha fatto incidere[11] a Mannheim nove sue variazioni per pianoforte su un
tema di marcia.[12] Questo giovane genio meriterebbe un sussidio per permettergli di viaggiare.»

(Annuncio posto da Christian Gottlob Neefe sul Magazin der Musik di Carl Friedrich Cramer, 2 marzo 1783[13])

La famiglia di Beethoven, di umili origini, perpetuava una tradizione musicale da almeno due generazioni. Il nonno paterno, dal
quale prendeva il nome, Ludwig van Beethoven[14] (Malines, 1712 – Bonn, 1773) discendeva da una famiglia proveniente dalle

2 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

Fiandre (nel Belgio settentrionale) di contadini e umili lavoratori, originaria del Brabante. La
particella «van» non ha dunque (con ogni probabilità) origini nobiliari e il cognome «Beethoven»
deriva quasi certamente dal villaggio della foglia di Bettenhoven, presso Waremme, nella provincia
di Liegi. Intorno al 1500, il nome "van Beethoven" era scritto come "van Bettehoven".

Buon musicista, il nonno di Beethoven si era trasferito a Bonn nel 1732, diventando Kapellmeister
(maestro di cappella) del principe elettore di Colonia e sposando nel 1733 Maria Josepha Pall. Il
figlio di questi, Johann van Beethoven (1740 – 1792), padre di Beethoven, era musicista e tenore
alla corte del principe arcivescovo elettore di Colonia Clemente Augusto di Baviera. Uomo mediocre
e brutale, dedito all'alcool, educò i suoi bambini con grande durezza.

La madre, Maria Magdalena van Beethoven, nata col cognome Keverich (19 dicembre 1746 – 1787),
era nativa di Ehrenbreitstein, in Coblenza, ed era la figlia di un cuoco dell'elettore di Treviri. I suoi
antenati provenivano dalla Mosella, molto probabilmente da Köwerich, da cui deriverebbe il
cognome. All'età di diciassette anni, nel 1762 andò sposa a un servo e cameriere del principe
elettore di Treviri, chiamato Laym, e da lui ebbe un figlio che morì abbastanza presto. A soli
diciannove anni, nel 1764, rimase vedova. Tre anni più tardi, il 12 novembre 1767, contrasse un
secondo matrimonio, questa volta con Johann van Beethoven; il 2 aprile 1769 venne battezzato il
La Beethoven-Haus in loro primo figlio, Ludwig Maria van Beethoven, che morì dopo appena sei giorni. Il 17 dicembre
Bonngasse 20, casa natale di 1770 nella Remigiuskirche (Chiesa di San Remigio) di Bonn venne battezzato il suo terzo figlio, il
Beethoven a Bonn secondo del loro matrimonio. Nel libro di battesimo fu registrato con il nome di Ludovicus van
Beethoven. Non è possibile documentare con certezza la sua esatta data di nascita, che rimane
convenzionalmente accettata al 16 dicembre 1770 (all'epoca i bambini venivano solitamente
battezzati il giorno dopo la nascita effettiva, ma non esistono prove documentali che ciò sia
avvenuto nel caso di Beethoven). La sua casa natale, divenuta oggi il museo Beethoven-Haus, è a
Bonn, in Bonngasse 20.

L'amico d'infanzia Franz Gerhard Wegeler scrisse nelle sue


memorie: «Il nostro Ludwig era nato il 17 dicembre 1770».[15] Il
nipote Karl nei Quaderni di conversazione del 1823 scrisse: «Oggi
Johann van Beethoven
è il 15 dicembre, il tuo giorno di nascita, per quanto ne so; solo
(1740–1792) e Maria Magdalena non posso essere sicuro se fosse il 15 o il 17, perché non ci si può
Keverich (1746–1787), il padre e fidare dell'atto di battesimo».[16] Divenuto adulto, Beethoven
la madre di Ludwig credeva di essere nato nel 1772; al riguardo affermava che quello
battezzato nel 1770 era il fratello maggiore, Ludwig Maria. Alcuni
biografi asseriscono che il padre cercasse di farlo passare di età
più giovane di quella reale, per fare di lui un bambino prodigio simile a Mozart; questa tesi è stata
tuttavia molto discussa. Si sa che i suoi familiari e l'insegnante Johann Georg Albrechtsberger
celebravano il suo compleanno il 16 dicembre.
Franz Gerhard Wegeler
Dal secondo matrimonio, Maria Magdalena avrà altri cinque figli, dei quali soltanto due (1765–1848), medico e amico
raggiungeranno l'età adulta e avranno un ruolo importante nella vita di Beethoven: Kaspar Anton d'infanzia di Beethoven. «La
Karl (battezzato l'8 aprile 1774 – morto nel 1815) e Nikolaus Johann (battezzato il 2 ottobre 1776 – signora Breuning aveva il più
morto nel 1848). Ella è descritta come una donna di carattere dolce ma con frequenti cadute grande dominio su quel ragazzo
depressive. Legati alla madre nell'infanzia, i figli in seguito mantennero per lei solo un tiepido spesso stravagante e scontroso»
affetto.[17] Non passò molto tempo prima che Johann van Beethoven individuasse il dono musicale dirà di lui nelle sue memorie
del figlio e tentasse di coltivarne le doti eccezionali per trarne il maggior profitto possibile,
soprattutto economico.

Pensando a Mozart bambino, esibito dal padre in tournée concertistiche attraverso tutta Europa
una quindicina di anni prima, Johann avviò Ludwig allo studio della musica già dal 1775 e
notandone fin dall'inizio l'eccezionale predisposizione tentò nel 1778 di presentarlo come virtuoso
di pianoforte in un giro di concerti attraverso la Renania, da Bonn a Colonia e nel 1781 nei Paesi
Bassi.[18] Tuttavia, il tentativo di trasformare Ludwig in un bambino prodigio non ebbe l'esito
sperato dal padre.

Johann van Beethoven sembra essere stato capace solo di brutalità e di ostinata autorità: pare che
spesso, completamente ubriaco, costringesse Ludwig ad alzarsi da letto a tarda notte, ordinandogli
di suonare il pianoforte o il violino per intrattenere i suoi amici. Così come la sua educazione, anche
l'istruzione musicale del piccolo Ludwig fu burrascosa: il padre lo affidò inizialmente a tale Tobias
Pfeiffer, che si dimostrò altrettanto incline all'alcool e non un buon insegnante. Successivamente
Ludwig venne seguito dall'organista di corte Aegidius van der Aeden, poi dal violinista Franz Georg
L'arciduca Maximilian Franz
Rovantini, cugino della moglie Maria Magdalena, e in seguito dal francescano Willibald Koch. d'Asburgo (1756–1801), il primo
mecenate di Beethoven; nel
L'amicizia, iniziata sin dai tempi dell'infanzia, con il medico Franz Gerhard Wegeler (1765 – 1848)
1784 lo avrebbe così descritto:
gli schiuse le porte della casa della famiglia von Breuning, alla quale rimase legato per tutta la vita.
«Dimostra buone capacità, è
Hélène von Breuning era la vedova di un consigliere di corte e cercava un insegnante di pianoforte
ancora giovane, di condotta
per i propri figli. Ludwig, definito da Wegeler nelle sue memorie spesso stravagante e scontroso, discretamente buona e povero»
venne trattato come un componente della famiglia, si trovò perfettamente a proprio agio e si mosse
con disinvoltura in questo ambiente intellettuale, fine e cordiale, dove si discuteva di arte e
letteratura e dove la sua personalità ebbe modo di svilupparsi con pienezza. Il giovane Ludwig divenne inoltre allievo del musicista e
organista di corte Christian Gottlob Neefe e compose, tra il 1782 e il 1783, le sue prime opere per pianoforte: le nove variazioni su

3 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

una marcia di Dressler WoO 63, pubblicate a Mannheim[19] e le tre sonatine dette All'elettore.

Il mecenatismo di Waldstein e l'incontro con Haydn

«Caro Beethoven, Ella parte finalmente per Vienna per soddisfare un desiderio a lungo
vagheggiato. Il genio di Mozart è ancora in lutto e piange la morte del suo pupillo.
Presso il fecondissimo Haydn ha trovato rifugio, ma non occupazione; e per mezzo suo
desidererebbe incarnarsi di nuovo in qualcuno. Sia Lei a ricevere, in grazia di un lavoro
ininterrotto, lo spirito di Mozart dalle mani di Haydn.»

(Lettera del conte Ferdinand von Waldstein a Beethoven, 13 ottobre 1792, citata in CARL DAHLHAUS,
Beethoven e il suo tempo)

Nel 1784 venne nominato nuovo Principe elettore l'arciduca Maximilian Franz d'Asburgo,
fratello dell'Imperatore Giuseppe II e Gran Maestro dell'Ordine Teutonico che, dopo aver abolito
la tortura e promesso una riforma giudiziaria, si occupò della nomina del nuovo Konzertmeister.
Aumentò lo stipendio a Johann van Beethoven, nonostante questi avesse ormai perso quasi
completamente la voce, e nominò Ludwig secondo organista di corte con uno stipendio annuo di
Il primo ritratto autentico di un 150 fiorini. Nel 1789, Ludwig si iscrisse all'Università di Bonn, fondata tre anni prima. Egli venne
tredicenne Beethoven negli anni di notato dal conte Ferdinand von Waldstein, che portò Beethoven una prima volta a Vienna
Bonn, circa 1783; dipinto a olio di nell'aprile 1787; qui, il giovane compositore avrebbe avuto un incontro fugace con Mozart. [20]
autore ignoto
Tuttavia, è nel luglio 1792 che il conte Waldstein presentò Beethoven a Joseph Haydn, il quale,
appena reduce da una tournée in Inghilterra, si era stabilito a Bonn. Dopo un concerto tenuto in
suo onore, impressionato dalla lettura di una cantata composta da Beethoven (probabilmente
quella sulla morte di Giuseppe II WoO 87 o quella sull'arrivo di Leopoldo II) Haydn lo invitò a
proseguire gli studi a Vienna sotto la sua direzione. Cosciente di quanto rappresentasse a Vienna
l'insegnamento di un musicista della fama di Haydn, Beethoven accettò di proseguire i suoi studi
sotto la sua guida. Questa importante decisione fu presa di buon grado, ma non senza qualche
perplessità; Beethoven infatti era ora costretto ad allontanarsi dalla famiglia che risiedeva a Bonn
in condizioni sempre più precarie.

Lettera di Waldstein a
Intanto sua madre era morta di tubercolosi il 17 luglio 1787, seguita in settembre da quella della
Beethoven, ottobre 1792:
sorella di appena un anno e suo padre, devastato dall'alcolismo, era stato messo in pensione nel
1789 ed era incapace di garantire la sussistenza della famiglia; Beethoven di fatto si era assunto il
«Ricevete dalle mani di Haydn lo
spirito di Mozart» compito di essere a capo della famiglia a tutela dei fratelli Kaspar e Nikolaus. Dalla metà del 1789,
per mantenere la famiglia, lavorò come violista nelle orchestre del teatro e della cappella di
Bonn.[21] Suonava una viola austriaca, costruita da Sebastian Dallinger a Vienna intorno al 1780.
Quando il giovane musicista abbandonò il posto in orchestra lo strumento rimase al maestro, Franz Anton Ries, ed è ora conservato
presso la Beethoven-Haus a Bonn.[22]

Con il permesso dell'Elettore, che gli promise in ogni caso di conservargli il posto da organista e lo stipendio, e raccolti in un album
gli auguri degli amici – come quelli della ventenne allieva Leonore Breuning che gli dedicò i versi di Johann Gottfried Herder: «Che
l'amicizia con il bene cresca, come si allunga l'ombra della sera, finché sia spento il sole della vita» la mattina del 3 novembre 1792 –
Beethoven lasciò definitivamente Bonn e le rive del Reno, forse ignorando che mai più vi avrebbe fatto ritorno, portando con sé una
lettera di Waldstein ormai celebre, nella quale il conte gli profetizzava un ideale passaggio di consegne tramite Haydn dell'eredità
spirituale di Mozart.

1792–1802: da Vienna a Heiligenstadt

I primi anni viennesi

«Avete molto talento e ne acquisirete ancora di più, enormemente di più. Avete


un'abbondanza inesauribile d'ispirazione, avete pensieri che nessuno ha ancora avuto,
non sacrificherete mai il vostro pensiero a una norma tirannica, ma sacrificherete le norme
alle vostre immaginazioni: voi mi avete dato l'impressione di essere un uomo con molte
teste, molti cuori, molte anime.»

(Franz Joseph Haydn in una conversazione con Beethoven, circa 1793)

Alla fine del XVIII secolo, Vienna era la capitale incontrastata della musica occidentale e
rappresentava il luogo ideale per un musicista desideroso di fare carriera. Al suo arrivo, a soli
ventidue anni, aveva già composto un buon numero di opere minori, ma era ancora lontano dalla
Franz Joseph Haydn
sua maturità artistica; questo era il tratto che lo distingueva da Mozart, notoriamente divenuto il
(1732–1809) fu l'insegnante di
simbolo del genio precoce. Benché Beethoven fosse arrivato a Vienna meno di un anno dopo la
Beethoven dal 1792 al 1794 e
scomparsa del suo famoso predecessore, il mito del «passaggio di consegne» non poteva attendere
malgrado i loro rapporti fossero a
ancora a lungo, sebbene Beethoven volesse affermarsi più come pianista virtuoso che come volte tesi si confessavano una
compositore. grande stima reciproca

Quanto all'insegnamento di Haydn, per quanto prezioso e prestigioso, risultava procedere con

4 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

qualche difficoltà: Beethoven arrivò a temere che il suo insegnante potesse essere geloso del suo
talento e Haydn non tardò ad irritarsi dinanzi all'indisciplina e all'audacia musicale del suo allievo,
che forse iniziava a sentire soffocare il suo estro compositivo in quei rigidi metodi di insegnamento
a cui era sottoposto. Nonostante una stima reciproca più volte ricordata dagli storici, Haydn non
ebbe mai con Beethoven una relazione di profonda amicizia. Tuttavia, Haydn esercitò un'influenza
profonda e duratura sull'opera di Beethoven, che più tardi ebbe modo di riconoscere tutto ciò che
doveva al suo insegnante.

Dopo una nuova partenza di Haydn per Londra (gennaio 1794), Beethoven proseguì studi sporadici
fino all'inizio del 1795 con diversi altri professori fra cui il compositore Johann Schenk e ad altri
due prestigiosi protagonisti dell'epoca mozartiana: Johann Georg Albrechtsberger e Antonio
Salieri; il primo, in particolare, organista di corte e Kapellmeister nella cattedrale di Santo Stefano,
gli fornirà preziosi insegnamenti sulla costruzione del contrappunto polifonico. Nel suo studio
conobbe inoltre un altro allievo, Antonio Casimir Cartellieri, con il quale strinse rapporti di amicizia
che dureranno fino alla morte di quest'ultimo nel 1807. Terminato il suo apprendistato, Beethoven
si stabilì definitivamente a Vienna e poco dopo il suo arrivo fu raggiunto dalla notizia della morte Johann Georg Albrechtsberger
del padre, avvenuta per cirrosi epatica il 18 dicembre 1792; la fuga improvvisa del principe elettore (1736–1809) (ritratto di Leopold
Kupelwieser), definito
da Bonn, conquistata dall'esercito francese, gli fece perdere sia la pensione del padre che lo
ironicamente da Beethoven
stipendio di organista.
«espertissimo nell'arte di
Le lettere di presentazione di Waldstein e il suo talento di pianista lo avevano fatto conoscere e fabbricare scheletri musicali»
apprezzare alle personalità dell'aristocrazia viennese, appassionata di opera lirica, i cui nomi
restano ancora oggi citati nelle dediche di molte sue opere: il funzionario di corte, barone Nikolaus
Zmeskall, il principe Carl Lichnowsky, la contessa Maria Wilhelmina Thun, il conte Andrei Razumovsky, il principe Joseph Franz
von Lobkovitz e più tardi l'arciduca Rodolfo Giovanni d'Asburgo-Lorena, soltanto per citarne alcuni. Dopo aver pubblicato i suoi
primi tre Trii per piano, violino e violoncello sotto il numero di opus 1, e quindi le sue prime sonate per pianoforte, Beethoven diede
il suo primo concerto pubblico il 29 marzo 1795 per la creazione del suo concerto per pianoforte e orchestra n. 2, che sebbene
numerato come concerto n. 2 fu in realtà composto negli anni di Bonn, precedentemente al concerto per pianoforte e orchestra n. 1.

Il primo virtuoso di Vienna

«Lo stupefacente modo di suonare di Beethoven, così notevole per gli arditi sviluppi
della sua improvvisazione, mi toccò il cuore in modo insolito: mi sentii così
profondamente umiliato nel mio più intimo essere da non poter più toccare il pianoforte
per diversi giorni [...] Certo, ammirai il suo stile vigoroso e brillante, ma i suoi frequenti e
arditi salti da un tema all'altro non mi convinsero affatto; distruggevano l'unità organica e
lo sviluppo graduale delle idee [...] la stranezza e l'ineguaglianza sembravano essere
per lui lo scopo principale della composizione.»

(Testimonianza del compositore boemo Johann Wenzel Tomásek in un concerto di Beethoven del 1797)

Nel 1796 Beethoven intraprese un giro di concerti che lo condusse da Vienna a Berlino, passando
in particolare per Dresda, Lipsia, Norimberga e Praga. Se il pubblico lodò incondizionatamente il
suo virtuosismo e la sua ispirazione al pianoforte, l'entusiasmo popolare gli valse lo scetticismo
Beethoven in ritratto di C.T. Riedel dei critici più conservatori, perlopiù rimasti seguaci di Mozart, tra i quali si segnalano quelli
verso il 1800, quando il suo talento intransigenti come l'abate Maximilian Stadler, che definisce le sue opere «assolute assurdità» e
di improvvisazione musicale e i suoi quelli più ponderati come Giuseppe Carpani, che dimostrano quanto Beethoven già in queste
virtuosismi al piano lo rivelarono al prime prove si fosse allontanato dal modello tradizionale della forma sonata.
pubblico viennese
Beethoven si immerse nella lettura dei classici greci, di Shakespeare e dei fondatori dello Sturm
und Drang: Goethe e Schiller. Questi studi influenzarono notevolmente il suo temperamento
romantico, già acquisito agli ideali democratici degli illuministi e della rivoluzione francese che si diffondevano allora in Europa: nel
1798 Beethoven frequentò assiduamente l'ambasciata francese a Vienna, dove incontrò Bernadotte e il violinista Rodolphe Kreutzer,
al quale dedicherà nel 1803 la sonata per violino n. 9 che porta il suo nome.

Mentre la sua attività creatrice si intensificava (composizione delle sonate per piano n. 5 e n. 7, e delle prime sonate per violino e
pianoforte), il compositore partecipò almeno sino al 1800 a tenzoni musicali molto frequentate dalla buona società viennese, che lo
consacrarono come il primo virtuoso di Vienna. Pianisti apprezzati come Muzio Clementi, Johann Baptist Cramer, Josef Gelinek,
Johann Hummel e Daniel Steibelt ne fecero le spese.

A conclusione di questo periodo inizia la produzione dei primi capolavori quali: il concerto per pianoforte e orchestra n. 1 (1798), i
primi sei quartetti d'archi (1798-1800), il Settimino per archi e fiati (1799-1800), la sonata per pianoforte n. 8, detta Patetica
(1798-1799) e la prima sinfonia (1800). Benché l'influenza delle ultime sinfonie di Haydn fosse evidente, quest'ultima in particolare
era già impregnata dal carattere beethoveniano (in particolare nel terzo movimento, detto scherzo) e conteneva le premesse per le
grandi opere della piena maturità. Il primo concerto e la prima sinfonia vennero presentati con grande successo il 2 aprile 1800,
data della prima accademia di Beethoven, concerto organizzato dallo stesso musicista e dedicato esclusivamente alle sue opere.
Confortato dalle entrate finanziarie costantemente versate dai suoi mecenati, per Beethoven si aprivano le porte di un percorso
artistico glorioso e felice che cominciava a superare le frontiere dell'Austria.

La scoperta della sordità

5 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

«Sono poco soddisfatto dei miei lavori scritti sino ad oggi. Da oggi, voglio aprire un nuovo cammino.»

(Lettera di Beethoven all'amico Krumpholz, 1802)

L'anno 1796 segnò una svolta nella vita del compositore: Ludwig iniziava a prendere coscienza della
sordità e malgrado tentasse, in gran segreto, di arginarne il peggioramento con delle cure, la stessa
gradualmente divenne totale prima del 1820. La causa della sordità di Beethoven è rimasta
sconosciuta; le ipotesi di una labirintite cronica, di una otospongiosi e della malattia ossea di Paget
sono state ampiamente discusse ma nessuna è stata mai confermata. [23] In anni recenti è stata
avanzata l'ipotesi che Beethoven soffrisse di avvelenamento da piombo cronico.[24] Chiusosi in
isolamento per non rivelare in pubblico questa realtà vissuta in maniera drammatica, Beethoven si
fece una triste reputazione di misantropo, della quale soffrì, chiudendosi in rassegnato silenzio fino
al termine della sua vita.

Consapevole che quest'infermità avrebbe definitivamente distrutto la sua carriera pubblica di


pianista virtuoso quale fino ad allora si era dimostrato, dopo aver meditato per sua stessa
ammissione anche il suicidio, si dedicò con nuovo slancio alla composizione tentando di sfuggire ai
mali che tormentavano la sua anima. In una lettera indirizzata ai fratelli espresse tutta la sua
La prima pagina autografa del
tristezza e la fede nella sua arte (testamento di Heiligenstadt): testamento di Heiligenstadt,
redatto da Beethoven il 6 ottobre
1802; colpito dalla sua sordità
«O voi uomini che mi credete ostile, scontroso, misantropo o che mi fate passare per tale,
iniziale, vi esponeva allo stesso
come siete ingiusti con me! Non sapete la causa segreta di ciò che è soltanto
tempo la sua disperazione e la
un'apparenza [...] pensate solo che da sei anni sono colpito da un male inguaribile, che
sua volontà di continuare
medici incompetenti hanno peggiorato. Di anno in anno, deluso dalla speranza di un
miglioramento [...] ho dovuto isolarmi presto e vivere solitario, lontano dal mondo [...] se
leggete questo un giorno, allora pensate che non siete stati giusti con me, e che l'infelice si
consola trovando qualcuno che gli somiglia e che, nonostante tutti gli ostacoli della natura,
ha fatto di tutto per essere ammesso nel novero degli artisti e degli uomini di valore.»

(Beethoven, 6 ottobre 1802[25])

Nonostante il pessimismo, fu questo un periodo di fertile attività compositiva: dopo la sonata per violino n. 5 (1800) (conosciuta
popolarmente col titolo La primavera) e la sonata per pianoforte n. 14 (1801) (anch'essa conosciuta per un titolo spurio: Al chiaro
di luna), durante un periodo di crisi spirituale e umana compose la gioiosa seconda sinfonia (1801-1802) e il più scuro concerto per
pianoforte n. 3 (1800-1802). Queste due opere vennero accolte molto favorevolmente il 5 aprile 1803.

1802–1812: il periodo detto "eroico"

Dall'Eroica al Fidelio

«In questa sinfonia Beethoven si era proposto come argomento ispiratore Bonaparte, quando quest'ultimo era ancora primo
console. All'epoca Beethoven ne faceva un caso straordinario e vedeva in lui l'epigono dei grandi consoli romani.»

(Testimonianza di Ferdinand Ries sulla genesi della terza sinfonia)

La sinfonia n. 3 (detta «Eroica») inaugurò una serie di opere caratterizzate da una maggiore durata e una scrittura che ricercava
effetti di grandiosità, caratteristiche dello stile del secondo periodo di Beethoven, detto «stile eroico». Il compositore intendeva
inizialmente dedicare questa sinfonia al generale Napoleone Bonaparte, nel quale vedeva il paladino degli ideali della rivoluzione
francese. Non appena apprese la notizia della proclamazione del primo impero francese (maggio 1804), infuriato, cancellò la
dedica.[26]

Infine, al capolavoro fu data l'intestazione di «Grande sinfonia Eroica per celebrare il sovvenire di un grande uomo». La genesi
della sinfonia si estese dal 1802 al 1804 e la presentazione pubblica, avvenuta il 7 aprile 1807 smorzò gli entusiasmi e molti la
giudicarono troppo lunga. Beethoven, amareggiato, si ripromise di non comporre più nel futuro opere della durata superiore a
un'ora, intenzione a cui non mantenne fede.[27][28]

Anche nella scrittura pianistica del compositore lo stile andava evolvendosi: scritta immediatamente dopo la terza sinfonia negli
ultimi mesi del 1803,[21] la sonata per pianoforte n. 21 op. 53, dedicata al conte Waldstein, colpì per il virtuosismo, l'energia "eroica"
e l'utilizzo sinfonico dello strumento. Di simile impronta fu la sonata per pianoforte n. 23 detta Appassionata (1805), alla quale
seguì il triplo concerto per pianoforte, violino, violoncello e orchestra (1804). Nel luglio 1805 il compositore incontrò Luigi
Cherubini, al quale non nascose la sua ammirazione.

A trentacinque anni, Beethoven si cimentò nel genere operistico: nel 1801 si era entusiasmato per il libretto Léonore o l'amore
coniugale del francese Jean-Nicolas Bouilly e la composizione dell'opera Fidelio, che portava originariamente nel titolo il nome della
sua eroina, Léonore, venne iniziata già dal 1803. Questa opera fu accolta male al debutto (soltanto tre rappresentazioni nel 1805), al
punto che Beethoven si ritenne vittima di un complotto. Il Fidelio doveva nel suo futuro conoscere ancora non meno di tre versioni
(1805, 1806 e 1814) e soltanto l'ultima ebbe una buona accoglienza. Beethoven aveva composto un'opera oggi considerata
fondamentale del repertorio lirico; eppure questa esperienza non venne ripetuta a causa delle troppe amarezze subite, nonostante lo
studio di alcuni altri progetti tra cui un Macbeth ispirato all'opera di Shakespeare[29] e soprattutto un Faust da Goethe, verso la fine
della sua vita.

6 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

L'indipendenza affermata

«Principe, ciò che siete, lo siete in occasione della nascita. Ciò che sono, lo sono per
me. Principi ce n'è e ce ne saranno ancora migliaia. Di Beethoven ce n'è soltanto uno.»

(Biglietto di Beethoven al principe Lichnowsky, ottobre 1806)

Dopo il 1805, e malgrado il fallimento artistico del Fidelio, la situazione di Beethoven era tornata
favorevole. In pieno possesso della sua vitalità creatrice, sembrò adattarsi al suo udito difettoso e
trovare, almeno per qualche tempo, una vita sociale soddisfacente. Gli anni tra il 1806 e il 1808
furono quelli più fertili di capolavori: il solo anno 1806 vide la composizione del concerto per
pianoforte n. 4, dei tre quartetti per archi n. 7, n. 8 e n. 9 dedicati al conte Andrei Razumovsky,
della quarta sinfonia e del concerto per violino.

Nell'autunno di quell'anno Beethoven accompagnò il suo mecenate, il principe Carl Lichnowsky,


nel suo castello di Slesia e in occasione di questo soggiorno diede la dimostrazione più luminosa
della sua volontà di indipendenza. Poiché Lichnowsky aveva minacciato di mettere Beethoven
agli arresti se si fosse ostinato a rifiutare un'esibizione al piano per alcuni ufficiali francesi ospiti Beethoven verso il 1804, nell'epoca
del castello (la Slesia era in quel momento occupata dall'esercito napoleonico dopo Austerlitz), il della Sonata Appassionata e di
compositore lasciò il suo ospite dopo un violento litigio. Fece allora domanda di impiego alla Fidelio; risoluto ad «affrontare il suo
direzione dei teatri imperiali, dove si impegnò a consegnare annualmente un'opera e un'operetta destino alla gola», compose nel
richiedendo la somma di 2400 fiorini e una percentuale sugli incassi dalla terza periodo dal 1802 al 1812 una serie
rappresentazione di ciascun opera, ma la domanda non venne accolta. di opere brillanti ed energiche,
caratteristiche del suo stile
Perso il finanziamento e la protezione del suo principale mecenate, Beethoven riuscì ad cosiddetto «eroico»; ritratto di
affermarsi come artista indipendente e a liberarsi simbolicamente dal patronato aristocratico, Willibrord Joseph Maehler,
tant'è che ormai lo stile eroico poteva raggiungere il suo parossismo. Dando seguito al suo 1804–1805
desiderio di «affrontare il suo destino alla gola» espresso a Wegeler nel novembre 1801, [30]
Beethoven mise in cantiere la quinta sinfonia. Attraverso il suo celebre motivo ritmico di quattro
note esposto fin dal primo movimento, che irradia tutta l'opera, il musicista intendeva esprimere la lotta dell'uomo contro il destino,
e il trionfo finale su di esso. L'ouverture del Coriolano, con la quale condivide la tonalità in do minore, era della medesima epoca.

Composta contemporaneamente alla quinta, la sinfonia pastorale sembra quella più contrastata. Descritta da Michel Lecompte
come «la più serena, la più ridotta e la più melodica delle nove sinfonie» e nel medesimo tempo la più atipica, [31] è l'omaggio alla
natura di un compositore profondamente innamorato della campagna, nella quale ritrovava sempre la calma e la serenità propizie
alla sua ispirazione. Autentica anticipatrice del romanticismo musicale, la Pastorale porta come sottotitolo questa frase di Beethoven
«Espressione di sentimenti piuttosto che pittura» e ciascuno dei suoi movimenti porta un'indicazione descrittiva.

Il concerto dato da Beethoven il 22 dicembre 1808 fu certamente una delle più grandi accademie della storia (con quella del 7
maggio 1824). Furono eseguiti in prima assoluta la quinta e la sesta sinfonia pastorale, il concerto per pianoforte n. 4 (solista
Beethoven stesso, che eseguì anche un'improvvisazione), l'Aria per soprano e orchestra Ah! Perfido, due inni dalla Messa in do
maggiore composta per il principe Esterházy nel 1807 e la Fantasia corale per piano e orchestra (ancora con Beethoven solista al
pianoforte).[32] Dopo la morte di Haydn nel maggio 1809, benché gli restasse ancora qualche avversario in campo artistico, non si
poteva più contestare la posizione di Beethoven nel pantheon dei musicisti.

La maturità artistica

«Non avevo mai incontrato un artista così fortemente concentrato, così energico, così
interiore. [...] Il suo ingegno mi ha stupefatto; ma egli è purtroppo una personalità del tutto
sfrenata, che, se non ha certamente torto nel trovare detestabile il mondo, non si rende
così più gradevole a sé e agli altri. [...] Malauguratamente, è una personalità fortemente
indotta.»

(Giudizio di Goethe su Beethoven, 1812)

Nel 1808 Beethoven aveva ricevuto da Girolamo Bonaparte, posto dal fratello Napoleone sul trono
della Vestfalia, la proposta per un impiego di Kapellmeister (maestro di cappella) alla corte di
Kassel. Sembra che il compositore abbia per un momento pensato di accettare questo incarico
prestigioso che, se da un lato rimetteva in discussione la sua indipendenza fino a quel momento
difesa così strenuamente, dall'altro gli garantiva una situazione economica e sociale più serena. Fu
Beethoven non ricavò nulla di
allora che ebbe un ritorno patriottico e l'occasione di staccarsi dall'aristocrazia viennese (1809).
concreto dall'incontro avvenuto L'arciduca Rodolfo, il principe Kinsky e il principe Lobkowitz garantirono a Beethoven, qualora
nel 1812 con Goethe; ritratto di fosse restato a Vienna, un vitalizio di quattromila fiorini annui, una somma notevole per l'epoca. [33]
Johann Tischbein
Beethoven accettò, sperando di mettersi definitivamente al riparo dalle necessità, ma la ripresa
della guerra tra la Francia e l'Austria nella primavera del 1809 rimise tutto in discussione. La
famiglia imperiale fu costretta a lasciare Vienna occupata, la grave crisi economica che subì l'Austria dopo Wagram e il trattato di
Schönbrunn imposto da Napoleone rovinò economicamente l'aristocrazia viennese e rese insoddisfabile il contratto concluso da
Beethoven. Questi episodi segnarono duramente la sua vita, sempre combattuta tra il desiderio di indipendenza creativa e il bisogno
di condurre una vita economicamente dignitosa.

Nonostante questo, il catalogo delle sue opere continuava ad arricchirsi: gli anni 1809 e 1810 videro ancora la nascita di numerosi

7 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

capolavori, dal brillante concerto per pianoforte n. 5 alle musiche di scena per la tragedia Egmont di Goethe, passando per il
quartetto d'archi n. 10 detto «delle Arpe». È a causa della partenza improvvisa del suo allievo e amico, l'arciduca Rodolfo, che
Beethoven compose la sonata per pianoforte n. 26 detta «Les adieux» in tre movimenti programmatici (l'Addio, la Lontananza, il
Ritorno). Gli anni tra il 1811 e il 1812 videro il compositore raggiungere il punto massimo della sua creatività. Il trio per pianoforte n.
7 detto «All'arciduca» e la settima sinfonia rappresentano l'apogeo del periodo «eroico».

1813–1817: gli anni oscuri

L'amata immortale

«Non è l'attrazione dell'altro sesso che mi attira in lei, no, soltanto lei, tutta la sua
persona con tutte le sue qualità hanno incatenato il mio rispetto, i miei sentimenti tutti, la
mia sensibilità intera. Quando mi accostai a lei, mi ero formato la ferma decisione di non
lasciar germogliare neanche una scintilla d'amore. Ma lei mi ha sopraffatto [...] mi lasci
sperare che il suo cuore batterà a lungo per me. Di battere per lei, amata J., questo mio
cuore non cesserà se non quando non batterà più del tutto.»

(Lettera di Beethoven a Josephine von Brunswick, 1805)

Sul piano della vita sentimentale, Beethoven ha suscitato una notevole quantità di commenti da
parte dei suoi biografi. Il compositore ebbe tenui relazioni con numerose donne, generalmente
sposate, ma non conobbe mai quella felicità coniugale alla quale aspirava e della quale tesserà
un'apologia nel Fidelio. Nel maggio 1799 Beethoven divenne insegnante di pianoforte di due
figlie della contessa Anna von Seeberg, vedova Brunswick, la ventiquattrenne Therese o Thesi e
la ventenne Josephine o Pepi, oltre che di una cugina di queste, la sedicenne Giulietta Guicciardi
(1784-1856), dedicataria della sonata per pianoforte n. 14 detta Al chiar di luna. Quest'ultima si
fidanzò poi con il conte Wenzel Robert von Gallenberg e sposerà quest'ultimo il 30 ottobre 1803.

Faranno entrambi ritorno a Vienna nel 1821, dove il conte, oberato dai debiti, litigherà con il Ritratto di Antonia Brentano di
musicista, mentre sua moglie lo incontrerà un'ultima volta per ricordargli il loro passato e Joseph Karl Stieler (1808)
chiedere 500 fiorini in prestito. Anche Josephine von Brunswick (1779 – 1821), perennemente
sorvegliata dalla sorella Therese, ebbe una relazione con il musicista che fu la più duratura:
continuò dopo un primo matrimonio con il conte Joseph von Deym, dal quale ebbe tre figli, nel gennaio 1804 e anche dopo un
secondo matrimonio, avvenuto nel 1810 con il barone Christoph von Stackelberg, che l'abbandonerà due anni più tardi. Il 9 aprile
1813, con grande scandalo della famiglia, Josephine diede alla luce una bambina, Minona, affidata alla sorella. [34]

Un po' più fugaci furono gli incontri con la contessa Anna Maria von Erdödy (1779 – 1837) rimasta paralizzata a causa della perdita
del figlio, che rimase comunque sua intima confidente, vivrà in casa sua per qualche tempo nel 1808 e parteciperà alla ricerca di
ricchi mecenati per suo conto (le dedicherà le due sonate per violoncello n. 4 e 5), la cantante lirica berlinese Amalie Sebald (1787 –
1846), incontrata a Teplitz tra il 1811 e il 1812, e la contessa Almerie Ersterhazy (1789 – 1848). Nel 1810, con Thérese Malfatti (1792
– 1851), ispiratrice della celeberrima bagatella per pianoforte Per Elisa WoO 59, Beethoven progettò un matrimonio che non andrà
in porto, cosa che gli provocherà una delusione profonda.

Un altro evento importante nella vita sentimentale del musicista fu la scrittura della celeberrima lettera all'amata immortale,
redatta in tre riprese a Teplitz tra il 6 e il 7 luglio 1812. La destinataria resterà forse per sempre sconosciuta, anche se i nomi di
Josephine von Brunswick e soprattutto di Antonia Brentano Birkenstock (1780 – 1869), sposata al senatore di Francoforte Franz von
Brentano, che incontrò Beethoven a Vienna e a Karlsbad tra il 1809 e il 1812, sono quelli più accreditati negli studi biografici dei
coniugi Massin[35] e di Maynard Solomon[36].

L'incidente di Teplitz

«Noi, esseri limitati dallo spirito illimitato, siamo nati soltanto per la gioia e la sofferenza.
E si potrebbe quasi dire che i più eminenti afferrano la gioia attraverso la sofferenza.»

(Lettera di Beethoven alla contessa von Erdödy, 1815)

Il mese di luglio 1812, abbondantemente commentato dai biografi, segnò una nuova svolta nella
vita di Beethoven: mentre si sottoponeva alle cure termali nelle località di Teplitz e di Karlsbad
redasse l'enigmatica Lettera all'amata immortale e fece un incontro infruttuoso con Goethe con
la mediazione di Bettina Brentano von Arnim, giovane ed esuberante intellettuale, entusiasta di
Goethe, sorella di Clemens Brentano, cognata di Antonia Brentano e futura moglie del poeta
L'incidente di Teplitz (luglio 1812) Achim von Arnim. Fu questo l'inizio di un lungo periodo di scarsa ispirazione, che coincise anche
dipinto di Carl Rohling, 1887: con molti eventi drammatici che dovette superare in totale solitudine, avendo lasciato quasi tutti
Beethoven, accompagnato da i suoi amici a Vienna durante la guerra del 1809.
Goethe (a sinistra, in fondo), rifiuta
di inchinarsi davanti alla famiglia L'accoglienza molto favorevole riservata dal pubblico alla settima sinfonia e alla vivace
imperiale e prosegue nel suo composizione La vittoria di Wellington (dicembre 1813) e alla riproposta, ugualmente trionfale,
cammino del Fidelio nella sua versione definitiva (maggio 1814), coincisero con il congresso di Vienna del
1814, dove Beethoven venne esaltato come musicista nazionale e fu in questo periodo che
raggiunse l'apice della sua popolarità.[37] Nonostante la sua fama fosse sempre maggiore,

8 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

Beethoven prendeva coscienza che qualcosa nei gusti musicali della Vienna di quegli anni stava mutando e come il pubblico viennese
fosse sempre più sedotto dalla gaiezza della musica di Gioachino Rossini. Inoltre, lo spirito della restaurazione che ispirava
Metternich lo mise in una situazione difficile, essendo la polizia viennese da tempo al corrente delle convinzioni democratiche e
liberali del compositore. Sul piano personale, l'evento più importante fu la morte del fratello Kaspar Karl nel 1815, a quel tempo
cassiere alla Banca nazionale di Vienna.

Beethoven aveva promesso di seguire l'istruzione di suo figlio Karl e dovette far fronte a una serie interminabile di processi contro
sua moglie – Johanna Reis, figlia di un tappezziere, considerata di dubbia moralità – per ottenerne la tutela esclusiva, infine
guadagnata grazie a una sentenza del tribunale emessa l'8 aprile 1820.[38] Malgrado l'attaccamento e la buona volontà del
compositore, questo nipote diventerà per lui, fino alla vigilia della sua morte, una sorta di tormento. L'altro fratello, Nikolaus
Johann, che Ludwig non sopportava, è farmacista a Linz e sposerà dopo una lunga convivenza Therese Obermayer, la figlia di un
fornaio.

In questi anni difficili, nel corso dei quali la sordità divenne totale, Beethoven produsse alcuni capolavori: le due sonate per
violoncello n. 4 e 5 dedicate alla confidente Maria von Erdödy (1815) la sonata per pianoforte n. 28 (1816) e il ciclo pregnante di
Lieder An die ferne Geliebte, (1815-1816), tratto dai poemi di Alois Jeitteles. Mentre la sua situazione finanziaria diventava sempre
più preoccupante, Beethoven cadde gravemente malato tra il 1816 e il 1817 e la sordità peggiorava e sembrò vicino al suicidio.
Tuttavia, decise di non suicidarsi e sottomettere i suoi sentimenti facendone musica, come traspare dalle sue lettere: [39] sempre più
chiuso nell'introspezione e nella spiritualità, cominciò il suo ultimo periodo creativo.

La fama europea e i ritratti

«Nella sua apparenza esteriore tutto è possente, rude, in molti aspetti, come la struttura ossea
del viso, della fronte alta e spaziosa, del naso corto e diritto, con i suoi capelli arruffati e
raggruppati in grosse ciocche. Ma la bocca è graziosa e i suoi begli occhi parlanti riflettono in
ogni istante i suoi pensieri e le sue impressioni che mutano rapidamente, ora graziose,
amoroso–selvagge, ora minacciose, furenti, terribili.»

(Descrizione del viso di Beethoven del dottor Wilhelm Mueller, 1820)

«Trovai nell'uomo, che aveva la cattiva fama di essere persona selvatica e poco socievole,
l'artista più splendido, un animo d'oro, uno spirito grandioso e una piacevolezza bonaria. […]
Se non avessi saputo, grazie a prove irrefutabili, che Beethoven è il compositore tedesco più
grande, profondo e ricco, a me, completamente digiuno di cose musicali, ciò sarebbe apparso
in modo incontrovertibile al vedere la sua persona!» Ritratto di Beethoven
eseguito da Carl Jaeger
(Karl August Varnhagen von Ense, 1811[40])

Molti sono i ritratti del compositore realizzati quando era in vita, anche prima che conquistasse la fama a livello europeo. Diversi
pittori immortalarono il compositore: era già stato ritratto da Joseph Willibrord Maehler nel 1804-05 e da Johann Cristoph Heckel
nel 1815. Il berlinese August von Kloeber lo immortala nel 1818 dandogli quell'aspetto fra l'eroico e il demoniaco che ormai il mito
romantico pretendeva di attribuire alla sua figura. In particolare, i capelli spettinati erano piaciuti a Beethoven, che aveva dichiarato
di non amare essere ritratto "in ordine come se dovesse presentarsi a corte". [41]

Tra il 1819 e il 1820 l'ungherese Ferdinand Schimon, che aveva già ritratto Ludwig Spohr e Weber, ritrasse Beethoven: ne riprodusse
la fronte ampia, il volto pieno e il mento a conchiglia, migliorando la forma del naso e facendogli volgere lo sguardo scrutatore verso
spazi lontani e indeterminati (come già Kloeber). Il pittore di re e principesse Joseph Karl Stieler, forse intimidito dal famoso
modello, costrinse Beethoven a lunghe ore di posa, immobile, per svariati giorni. L'opera, terminata nell'aprile del 1820, lo
rappresenta con la Missa Solemnis. Uno degli ultimi ritratti fu eseguito nel 1823 da Ferdinand Georg Waldmüller, ma se ne è
perduto l'originale. Ne resta una copia.

1818–1827: l'ultimo Beethoven

L'addio al pianoforte, la religiosità e la messa in re

«Voglio dunque abbandonarmi con pazienza a tutte le vicissitudini e rimettere la mia


fiducia unicamente nella tua immutabile bontà, o Dio! [...] Sei la mia roccia, o Dio, sei la
mia luce, sei la mia assicurazione eterna!»

(Citazione religiosa di Christian Sturm copiata da Beethoven nei Quaderni di conversazione, 1818)

Beethoven tornò pienamente in forze nel 1817, anno in cui iniziò la scrittura di una nuova opera che
sarà la più vasta e complessa composta fino ad allora, la sonata per piano n. 29 op. 106 detta
Hammerklavier. La durata superiore ai quaranta minuti e l'esplorazione oltre ogni limite di tutte le Pagina manoscritta della sonata
possibilità dello strumento, lasciò perplessi i pianisti contemporanei di Beethoven che la per piano n. 30 op. 109 (1820)
giudicarono ineseguibile, ritenendo che la sordità del musicista gli rendeva impossibile una corretta
valutazione delle possibilità sonore. Con l'eccezione della nona sinfonia, lo stesso giudizio verrà
dato per tutte le restanti opere composte da Beethoven, la cui complessità e modernità di architettura sonora erano ben note allo
stesso Beethoven. Dolendosi un po' delle frequenti lamentele dei vari interpreti, nel 1819 dichiarò al suo editore: «Ecco una sonata
che darà filo da torcere ai pianisti, quando la eseguiranno tra cinquanta anni». [42]

9 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

A partire da allora, chiuso totalmente nella sua infermità, iniziò ad essere circondato da una
corte di allievi, ammiratori e servitori che lo adulavano e spesso lo irritavano. Per comunicare
con loro usò i quaderni di conversazione scritti direttamente dal musicista o trascritti dai suoi
collaboratori, i quali costituiscono un'eccezionale testimonianza dell'ultimo periodo di vita del
compositore. Pur non essendo un assiduo praticante, Beethoven era sempre stato credente. Il
suo avvicinarsi alla fede e al cristianesimo crebbe negli anni più duri della sua vita, come
testimoniano le numerose citazioni di carattere religioso che trascrisse nei suoi quaderni a
partire dal 1817.

È in questo periodo, precisamente nella primavera del 1818, che Beethoven decise di comporre
una grande opera religiosa che inizialmente prevedeva di utilizzare in occasione
dell'Incoronazione dell'arciduca Rodolfo, che anelava d'essere elevato a rango di arcivescovo di
Olmütz da lì a pochi mesi. Contrariamente alle previsioni, la colossale Missa Solemnis in re
maggiore richiese al musicista quattro anni di duro lavoro (1818-1822) e fu dedicata soltanto nel
1823. Beethoven aveva studiato a lungo le messe di Bach e l'oratorio Messiah di Händel prima di
cimentarsi nella composizione di questa importante opera, della quale nutriva grande Beethoven compone la Missa
considerazione, al punto di ritenere la composizione della Missa Solemnis come «la mia Solemnis, ritratto di Joseph Karl
migliore opera, il mio più grande lavoro». Stieler

Parallelamente a questo lavoro vennero composte le ultime sonate per pianoforte opere n. 30,
31, 32. Gli restava ancora da comporre l'ultimo capolavoro pianistico: l'editore Anton Diabelli aveva invitato nel 1822 tutti i
compositori del suo tempo a scrivere una variazione su un valzer molto semplice nella struttura musicale. Dopo aver inizialmente
accantonato il progetto,[43] Beethoven riprese e ampliò il lavoro arrivando a comporre trentatré variazioni sul tema iniziale. Il
risultato ottenuto è notevole: le Variazioni Diabelli sono infatti paragonate per grandezza solo alle famose Variazioni Goldberg,
composte da Bach ottanta anni prima.

La nona sinfonia e gli ultimi quartetti

«Il vostro genio ha superato i secoli e non vi sono forse uditori abbastanza illuminati per
gustare tutta la bellezza di questa musica; ma saranno i posteri che renderanno
omaggio e benediranno la vostra memoria molto più di quanto possano fare i
contemporanei.»

(Lettera del principe russo Boris Galitzin a Beethoven dopo la prima rappresentazione della Missa Solemnis,
1824)

L'inizio della composizione della nona sinfonia coincise con il completamento della Missa
Solemnis. Quest'opera ebbe una genesi estremamente complessa che si può fare risalire alla
gioventù di Beethoven e all'intenzione di mettere in musica l'ode Inno alla gioia (An die Freude)
di Schiller.[44] Attraverso l'indimenticabile finale che introduce il coro, l'innovazione nella
scrittura sinfonica della Nona sinfonia appare in linea alla Quinta, come l'evocazione musicale
del trionfo della gioia e della fraternità universale sulla disperazione e la guerra.
Beethoven nel 1823, all'epoca della
composizione delle Variazioni
Essa costituisce un messaggio umanista e universale: la sinfonia venne eseguita per la prima
volta davanti a un pubblico in delirio il 7 maggio 1824 e Beethoven ritrovò il grande successo. È
Diabelli e della nona sinfonia: nella
sua sordità diventata totale, in Prussia e in Inghilterra, dove la notorietà del musicista era da tempo commisurata alla
comunicava con il suo ambiente grandezza del suo genio, che la sinfonia ebbe l'accoglienza più folgorante. Più volte invitato a
soltanto tramite i quaderni di Londra, come Haydn, Beethoven ebbe la tentazione verso la fine della sua vita di stabilirsi in
conversazione; ritratto di F.G. Inghilterra, paese che ammirava per la sua vita culturale e per la sua democrazia, in
Waldmüller contrapposizione alla frivolezza della vita viennese[45], ma questo progetto non si realizzò e
Beethoven non conobbe mai il Paese del suo idolo Händel. L'influenza di quest'ultimo fu
particolarmente sensibile nel periodo tardo di Beethoven, che compose nel suo stile, tra il 1822 e
il 1823, l'ouverture Die Weihe des Hauses.

I cinque ultimi quartetti per archi (n. 12, 13, 14, 15 e 16) misero il sigillo finale alla produzione musicale di Beethoven. Con il loro
carattere immaginario, che si ricollega a forme vecchie (utilizzo del modo musicale lidio nel n. 15) segnarono la conclusione della
sperimentazione di Beethoven nel campo della musica da camera. I grandi movimenti lenti ad alto tasso drammatico (la cavatina del
n. 13 e il Canto di ringraziamento alla Divinità di un convalescente, in modo lidio del n. 15) annunciavano l'inizio del periodo
romantico. A questi cinque quartetti, composti nel periodo 1824-1826, occorre aggiungere ancora la grosse fughe in si bemolle
maggiore op. 133, che era in origine il movimento conclusivo del quartetto n. 13, ma che Beethoven separò in seguito su richiesta
dell'editore. Il 15 ottobre 1825 si trasferì nel suo ultimo appartamento viennese, al numero 15 della Schwarzspanierstrasse, in due
stanze che facevano parte di quello che era stato un convento degli "spagnoli neri", lungo le mura della capitale austriaca. [46]

Alla fine dell'estate 1826, mentre completava il suo ultimo quartetto n. 16, Beethoven progettava ancora numerose opere: [47] una
Decima sinfonia della quale sono giunti sino a noi alcuni schizzi, un'ouverture su temi di Bach, il Faust ispirato a Goethe, un oratorio
sul tema biblico di Saul e Davide, un altro sul tema degli elementi e un requiem. Il 30 luglio 1826 suo nipote Karl tentò il suicidio
sparandosi un colpo di pistola e rimanendo leggermente ferito, giustificando il gesto col fatto di non sopportare più i continui
rimproveri dello zio il quale, sconfortato, dopo aver rinunciato alla sua tutela in favore dell'amico Stephan Breuning, lo fece arruolare
in un reggimento di fanteria, comandato dal suo amico barone Joseph von Stutterheim. La storia fece scandalo e in attesa che Karl
partisse per la sua destinazione a Iglau, in Moravia, zio e nipote andarono a trascorrere una vacanza, ospiti, dietro pagamento, del
fratello Nikolaus Johann Beethoven, a Gneixendorf. Qui Beethoven compose la sua ultima opera, un allegro per sostituire la Große
Fuge come finale del quartetto n. 13.

10 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

La malattia e la morte

«Egli sa tutto, ma non possiamo ancora capire tutto e passerà ancora molta acqua
sotto i ponti del Danubio prima che tutto ciò che quell'uomo ha creato sia compreso
dal mondo.»

(Franz Schubert, 1827)

Ritornato a Vienna il 2 dicembre 1826 su un carro scoperto e in una notte di pioggia,


Beethoven contrasse una polmonite bilaterale da cui non poté più risollevarsi; gli ultimi
quattro mesi della sua vita furono segnati da un terribile logoramento fisico. La causa diretta Quadro di F. Stober, 1827; i funerali di
della morte del musicista, secondo le osservazioni del suo ultimo medico (il dottor Andras Beethoven, il 29 marzo 1827,
Wawruch) sembra essere la comparsa di una cirrosi epatica. Beethoven presentava radunarono molte migliaia di persone
un'epatomegalia, un'itterizia, un'ascite (allora chiamata «idropisia addominale») nei diversi
ordini dei membri inferiori, elementi di una sindrome cirrotica con ipertensione portale e,
costretto perennemente a letto, dovette sottoporsi a un'operazione per rimuovere l'acqua accumulata. [48]

Fino alla fine il compositore restò circondato dai suoi amici tra i quali Anton Schindler[49] e Stephan von Breuning, oltre alla moglie
del fratello Johann e al musicista Anselm Huttenbrenner, che fu l'ultima persona a vederlo in vita. Alcune settimane prima della
morte avrebbe ricevuto la visita di Franz Schubert,[50] che non conosceva e si rammaricava di avere scoperto così tardi. È al suo
amico, il compositore Ignaz Moscheles, promotore della sua musica a Londra, che invia la sua ultima lettera nella quale promette
nuovamente agli Inglesi di comporre, una volta guarito, una nuova sinfonia per ringraziarli del forte sostegno. [51] Tuttavia, era troppo
tardi.

Il 3 gennaio 1827 fa testamento, nominando il nipote Karl suo erede: il 23 marzo riceve l'estrema
unzione e il giorno dopo perde conoscenza. Il 26 marzo 1827 Ludwig van Beethoven muore all'età di
cinquantasei anni. Nonostante Vienna non si occupasse più della sua sorte da mesi, i suoi funerali,
svoltisi il 29 marzo, riunirono una processione impressionante di almeno ventimila persone. L'orazione
funebre venne pronunciata da Franz Grillparzer. Venne inizialmente sepolto nel cimitero di Wahring, a
ovest di Vienna. Nel 1863 il corpo di Beethoven venne riesumato, studiato e di nuovo sepolto.

Il suo teschio venne acquisito dal medico austriaco Romeo Seligmann per ricavare un modello, tuttora
conservato al Center for Beethoven Studies presso l'università statale di San Jose in California, mentre I
suoi resti vennero sepolti nel Zentralfriedhof nel 1888. Il suo segretario e primo biografo Anton Felix
Schindler,[52] nominato custode dei beni del musicista, dopo la sua morte distruggerà una grandissima
parte dei Quaderni di conversazione e in quelli rimasti aggiungerà arbitrariamente frasi scritte di sua
mano. La distruzione venne giustificata con il fatto che molte frasi erano attacchi grossolani e sfrenati ai
La tomba di Beethoven al membri della famiglia imperiale, contro l'imperatore e anche contro il principe ereditario, diventato
Zentralfriedhof di Vienna anch'egli imperatore e con il quale aveva mantenuto rapporti stretti di amicizia, nonostante per gran
parte della sua vita Beethoven fosse stato in costante rivolta contro le autorità costituite, le norme e le
leggi.

Negli anni che seguirono la sua morte furono formulate diverse ipotesi riguardanti una malattia di cui
Beethoven avrebbe sofferto durante tutto l'arco dell'esistenza – indipendentemente dalla sordità, il
compositore lamentava continui dolori addominali e disordini alla vista – e attualmente tendono a
stabilirsi al livello di un saturnismo cronico o intossicazione severa da piombo.[53] Il 17 ottobre 2000,
dopo quasi 200 anni dalla morte del compositore, fu il dottor William J. Walsh, direttore del progetto
di ricerca su Beethoven (Beethoven Research Project), a rivelare questa ipotesi come causa probabile
del decesso. Beethoven, grande degustatore del vino del Reno, aveva l'abitudine di bere da una coppa
di cristallo di piombo, oltre ad aggiungere un sale piomboso per rendere il vino più dolce.

Dai risultati delle analisi sui suoi capelli furono riscontrati importanti quantità di piombo e questi
risultati sono stati confermati dall'Argonne National Laboratory, nei pressi di Chicago, grazie a
ulteriori analisi di frammenti del cranio, identificati grazie al DNA. La quantità di piombo rilevata era
effettivamente il segnale di un'esposizione prolungata.[54] Questa intossicazione di piombo fu la causa
dei perpetui dolori al ventre che segnarono la vita di Beethoven, nonché dei suoi numerosi e repentini
sbalzi d'umore e, forse, anche della sua sordità. Non ci sono comunque legami formali stabiliti e Nello spazio e nel tempo,
provati tra la sordità di Beethoven e la sua intossicazione da piombo; in seguito all'autopsia, eseguita il ritratto di Beethoven del
giorno dopo la sua morte, risultò che il nervo acustico del musicista era completamente atrofizzato, 1974, dipinto da William
pertanto nessuna cura dell'epoca poteva essere efficace. Girometti

Il 30 agosto 2007 il patologo, ricercatore e medico legale viennese Christian Reiter rese pubblica la
scoperta delle sue ricerche su due capelli del musicista. Secondo Reiter, Beethoven venne ucciso involontariamente dal suo medico
Andras Wawruch durante uno dei quattro drenaggi ai quali fu sottoposto; venne ferito con un bisturi e per curare al meglio la ferita il
medico usò un unguento al piombo, che veniva usato nell'Ottocento come antibatterico. [55]

Lo stile
I cataloghi delle opere
Panoramica

Beethoven è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi compositori

11 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

della musica occidentale. Egli rimase aderente alle forme e ai modelli del
classicismo, tuttavia il suo stile, molto variegato e complesso, ebbe grande
influenza sulla musica romantica. Haydn trovandosi a discorrere della sua
personalità di compositore, ebbe a dirgli:

«Voi mi avete dato l'impressione di essere un uomo con molte teste,


molti cuori, molte anime.[56]»

Beethoven ha scritto opere in molti generi musicali e per una grande varietà di
combinazioni di strumenti. Le sue opere per orchestra sinfonica includono nove
Frontespizio originale con dedica
sinfonie (con un coro nella nona), circa una dozzina di altre composizioni e il
della prima edizione dello spartito
balletto Le creature di Prometeo. Ha scritto sette concerti per uno o più solisti e
della Sonata per pianoforte n. 32
orchestra, due romanze per violino e orchestra, un rondò per pianoforte e
opus 111
orchestra e una fantasia per pianoforte, soli, coro e orchestra.
Le opere di Beethoven sono conosciute sotto
La sua unica opera lirica è il Fidelio; altri lavori vocali con accompagnamento
varie designazioni:
strumentale annoverano, fra le varie composizioni, due messe, l'oratorio Cristo
sul Monte degli Ulivi e varie musiche di scena.
con il numero di Opus che il compositore
stesso ha assegnato alle sue opere (dall'op. 1
Moltissime le composizioni per pianoforte, di cui trentadue sonate per pianoforte
all'op. 138);
e numerosi arrangiamenti (per pianoforte solo o a quattro mani) di altre sue
composizioni. L'accompagnamento pianistico è previsto in 10 sonate per violino, con il numero di catalogo assegnato a
posteriori dai musicologi alle opere senza
5 sonate per violoncello e una sonata per corno francese, insieme a numerosi
numero, il cosiddetto WoO (Werke ohne
lieder.
Opuszahl, dal WoO 1 al WoO 205);
Beethoven ha scritto anche una quantità rilevante di musica da camera. Oltre a 16 con il numero di catalogo assegnato come
quartetti per archi, scrisse 5 composizioni per quintetto d'archi, sette per trio con appendice (Anhang, contratto nella sigla Anh)
pianoforte, cinque per trio d'archi e più di una dozzina di lavori per vari gruppi di per quei lavori dubbi o erroneamente attribuiti
al compositore (dall'Anh 2 all'Anh 6 restano
strumenti a fiato.
ancora da attribuire, mentre l'Anh 1 e dall'Anh
7 all'Anh 18 sono opere non scritte da
Dal punto di vista della forma musicale, l'opera di Beethoven influenzò
Beethoven e a lui erroneamente attribuite);
profondamente l'evoluzione del modello della forma-sonata, in particolare per
quello che riguarda lo sviluppo tematico nel primo movimento. È stato uno dei con il numero assegnato alle opere non
primi compositori a fare uso sistematico e consistente del collegamento di comprese nella vecchia edizione completa
ottocentesca (la Gesamtausgabe della
dispositivi tematici, o "motivi in germe" (germ-motives), per realizzare l'unità di
Breitkopf & Härtel), e ad opere incompiute,
un movimento nelle composizioni maggiori. Ugualmente notevole è l'uso di
trascrizioni, abbozzi continuativi,
"motivi base" (source-motives) che ricorrono in molte composizioni e che danno principalmente nei cataloghi di Willy Hess
una certa unitarietà alla sua opera. Nelle sue opere sia cameristiche sia (Catalogo Hess, 1957) e di Giovanni Biamonti
orchestrali, spesso sostituì il minuetto con lo scherzo. Complessivamente la sua (Catalogo Biamonti, 1968).
figura è di transizione: la sua opera contiene elementi sia romantici sia
tipicamente classicisti.[7][8] Altri musicologi hanno inoltre catalogato l'opera
di Beethoven:
Periodizzazione Gustav Nottebohm (1851-1868)
Adolf Bernhard Marx (1859, in ordine
Wilhem von Lenz propose una ripartizione stilistica ancora in uso della carriera cronologico)
di compositore di Beethoven in tre "periodi" creativi:
Alexander Wheelock Thayer (1865)
il primo (Early, 1770-1802) Sir George Groove (1911, che ha seguito i
numeri di opus fino al 138 e poi ha aggiunto i
il mediano (Middle, 1803-1814) WoO numerandoli fino al 256)
il tardo (Late, 1815-1827) Antonio Bruers (1950, ha ampliato i WoO di
Groove arrivando fino al 350)
Benché possa risultare alquanto problematico distinguere nettamente i confini
Georg Kinsky e Hans Halm (Catalogo
tra un periodo e l'altro, la tripartizione è accolta da molti studiosi. Nel primo
Kinsky/Halm, 1955).
periodo, subì l'influenza di Haydn e Mozart, come spiegato nella sezione Le
influenze. Il periodo mediano cominciò subito dopo la crisi personale del (Consulta i cataloghi)
compositore centrata intorno allo sviluppo della progressiva sordità. Infine il
periodo tardo è caratterizzato da lavori che mostravano profondità intellettuale,
un'alta e intensa personalità espressiva, e innovazioni formali.

Decisamente contrario a tale divisione dell'opera beethoveniana fu il filosofo e musicologo Theodor Wiesengrund Adorno: esistono
aspetti armonici, ritmici e melodici comuni ai tre cosiddetti periodi perfino in opere definite minori o di apprendistato. Per esempio,
l'inizio della seconda sinfonia che anticipa il famoso incipit della nona, nel materiale tematico e, più profondamente, nel colore.
Inoltre, Adorno dimostrò come il contrappunto, anima delle ultime definitive opere, sia la profonda caratteristica del pensiero
compositivo beethoveniano fin dall'opus 1; per questo questa suddivisione rischia di falsare l'intera opera beethoveniana. Si può
dividere la produzione del compositore in tre periodi solamente considerando i caratteri e gli atteggiamenti psicologici e non quelli
musicali, secondo Adorno.

Le innovazioni

12 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

Nella storia musicale, l'opera di Beethoven rappresenta un momento di transizione: se le sue prime opere sono influenzate da Haydn
o Mozart, le opere mature sono ricche di innovazioni e hanno aperto la strada ai musicisti del secondo Romanticismo, quali Brahms,
Wagner e Bruckner ma anche Mahler e Janacek, quest'ultimi appartenenti al periodo "decadente":

L'incipit della sua quinta sinfonia (1807) espone un breve, violento motivo che è riutilizzato durante tutti i quattro movimenti. La
transizione tra lo scherzo e l'allegro finale avviene senza interruzione, mediante un "attacca".
La nona sinfonia (1824) è la prima sinfonia a introdurre un coro, al quarto movimento. L'insieme di questa elaborazione
orchestrale rappresenta una vera innovazione.

Sul piano della tecnica compositiva, l'impiego di motivi che alimentino interi movimenti è considerato un apporto fondamentale. Di
essenza squisitamente ritmica – cosa che costituisce una grande novità – questi motivi si modificano e si moltiplicano. Tra i più
famosi:

Primo movimento del quarto concerto per piano (presente sin dalle prime battute);
Primo movimento della quinta sinfonia (idem);
Secondo movimento della settima sinfonia (dal ritmo dattilico): il turbinio sempre rinnovato che ne risulta è estremamente
avvincente.

Beethoven dedicò gran cura all'orchestrazione. Negli sviluppi alcune associazioni cangianti di strumenti, specialmente al livello dei
legni, permettono d'illuminare in maniera singolare i ritorni tematici, talvolta anche leggermente modificati sul piano armonico. Le
variazioni di tono e di colore rinnovano il discorso musicale, sempre conservando il riferimento ai temi nella forma originaria. Le
opere di Beethoven vennero apprezzate in particolare in virtù della loro forza emozionale, che verrà fatta propria dal Romanticismo.

La giovinezza a Bonn

Le prime influenze musicali esercitate sul giovane Beethoven non furono tanto quelle di Haydn e di
Mozart – dei quali, eccettuate poche partiture[57] non scoprì davvero la musica fin quando non giunse a
Vienna – quanto lo stile galante della seconda metà del XVIII secolo e dei compositori della scuola di
Mannheim, di cui poté ascoltare le opere a Bonn, alla corte del principe elettore Maximilian Franz
d'Asburgo. Le opere di questo periodo che ci sono pervenute (nessuna delle quali appariva nel catalogo
opus), composte fra il 1782 e il 1792, testimoniano già una rimarchevole padronanza della
composizione; ma sono assenti i caratteri peculiari di Beethoven che troviamo nel periodo viennese.

Nelle sonate all'elettore WoO 47 (1783), nel concerto per pianoforte WoO 4 (1784) o ancora nei
quartetti con pianoforte WoO 36 (1785), si svela soprattutto una forte influenza dello stile galante di
compositori come Johann Christian Bach. Due altri membri della famiglia Bach costituiscono
d'altronde lo zoccolo della cultura musicale del giovane Beethoven: Carl Philipp Emanuel, di cui eseguì
le sonate e Johann Sebastian, di cui imparò a memoria le due raccolte de Il clavicembalo ben
Johann Sebastian Bach: fu
temperato.
alla corte del principe
Maximilian Franz
L'influenza di Mozart d'Asburgo, mecenate di
Beethoven a Bonn dal 1784
Occorre distinguere nell'influenza di Mozart su Beethoven un aspetto estetico e un aspetto formale: al 1792, dove fece la
conoscenza decisiva della
l'estetica mozartiana si manifesta principalmente nelle opere del "primo periodo", ma musica di Bach e dei suoi
superficialmente, poiché l'influenza del maestro si riduce il più delle volte a prestiti di formule figli, e anche dei
stereotipate. Fin circa al 1800 la musica di Beethoven si iscrive più che altro ora nello stile post- compositori della scuola di
classico ora nel preromantico, all'epoca rappresentato da compositori come Clementi e Hummel: Mannheim
uno stile che imita Mozart soltanto in superficie e che si potrebbe qualificare come
"classicheggiante" piuttosto che veramente "classico" (secondo l'espressione di Rosen);
l'aspetto formale dell'influenza di Mozart si manifesta quasi esclusivamente a partire dalle opere del
"secondo periodo". Nella scrittura di concerti, il modello di Mozart sembra più presente: nel primo
movimento del concerto per pianoforte n. 4, l'abbandono della doppia esposizione della sonata
(orchestra e solista in successione) a vantaggio di un'unica esposizione (orchestra e solista
simultanei) riprende in qualche modo l'idea mozartiana di fondere la presentazione statica del tema
(orchestra) nella sua presentazione dinamica (solista). Più in generale, si può notare che
Beethoven, nella sua propensione ad amplificare le code fino a trasformarle in elementi tematici a
tutti gli effetti, si pone più sulla scia di Mozart che in quella di Haydn, nel quale invece le code si
distinguono assai meno dalla ripresa.

Dal 1800 l'influenza di


Le sonate per pianoforte di Clementi
Mozart su Beethoven
appare più formale che
Nell'ambito della musica per pianoforte, è soprattutto l'influenza di Muzio Clementi a esercitarsi
estetica
rapidamente su Beethoven, dal 1795, e a permettere alla sua personalità di affermarsi e fiorire
autenticamente. Se tale influenza non è stata altrettanto profonda di quella delle opere di Haydn, la
portata delle sonate per pianoforte del celebre editore non appare meno immensa nell'evoluzione
stilistica di Beethoven, che le giudicava del resto superiori a quelle dello stesso Mozart. Alcune di esse, per la loro audacia, la loro
potenza emozionale e l'innovativa concezione dello strumento, ispirano qualcuno dei primi capolavori di Beethoven; gli elementi
che, per primi, distinguono lo stile pianistico del genio bonnese provengono per buona parte da Clementi.

13 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

Infatti, dagli anni 1780, Clementi sperimenta un nuovo impiego di accordi fino ad allora inusitati: le ottave, le seste e le terze
parallele (che il compositore italiano aveva a sua volta ripreso dalle sonate di Domenico Scarlatti, artista a sua volta conosciuto ed
apprezzato da Beethoven). Clementi arricchisce anche sensibilmente la scrittura pianistica, dotando lo strumento di una potenza
sonora inedita, che deve aver certamente impressionato il giovane Beethoven: egli infatti, dopo le prime tre sonate, integrerà presto
il procedimento di Clementi nel proprio stile. Inoltre, l'uso delle indicazioni dinamiche, nelle sonate di Clementi, si estende:
pianissimo e fortissimo divengono frequenti e la loro funzione espressiva assume un'importanza considerevole. Anche in questo caso
Beethoven coglie al volo le possibilità dischiuse da queste innovazioni e, dalla Patetica, questi principi appaiono definitivamente
incorporati nel suo stile.

Un altro punto in comune fra le prime sonate di Beethoven e quelle, contemporanee o anteriori, di Clementi è la loro estensione,
piuttosto significativa per l'epoca: i lavori che ispirano il giovane musicista sono in effetti opere di vasto respiro, spesso formate da
ampi movimenti. Vi si trovano le premesse di una nuova visione dell'opera musicale, ormai concepita per essere unica. Le sonate per
pianoforte di Beethoven sono note per essere state in qualche modo il suo «laboratorio sperimentale», quello dal quale traeva le
nuove idee che estendeva in seguito ad altre forme musicali, come la sinfonia: infatti, come rimarca Marc Vignal,[58] si trovano ad
esempio importanti influenze delle sonate op. 13 n. 6 e op. 34 n. 2 di Clementi nell'Eroica.

Händel e gli antichi

Assimilate le influenze «eroiche», intrapreso davvero un «nuovo cammino» [59] nel quale sperava di
impegnarsi, affermata definitivamente la propria personalità attraverso le realizzazioni di un
periodo creativo che va dall'Eroica alla settima, Beethoven smise di interessarsi alle opere dei
contemporanei, e di conseguenza cessarono le loro influenze.

Fra i contemporanei solo Cherubini e Schubert lo incantavano ancora; ma in nessun modo pensava
di imitarli. Sprezzando l'intera opera italiana e disapprovando fermamente il nascente
Romanticismo, Beethoven sentì allora il bisogno di volgersi ai «pilastri» storici della musica: Bach,
Händel e Palestrina. Fra queste influenze, il posto di Händel è privilegiato: questi non ebbe
indubbiamente mai ammiratore più fervido di Beethoven, che (riferendosi alla sua intera opera, che
aveva appena ricevuto) esclamò «Ecco la verità!», e che, al termine della vita, dichiarò di volersi
«inginocchiare sulla sua tomba».

Dall'opera di Händel, la musica dell'ultimo Beethoven prende spesso un aspetto grandioso e Beethoven riteneva Händel
generoso, tramite l'utilizzo di ritmi puntati – come nel caso dell'introduzione della sonata per (1685–1759) il più grande
pianoforte n. 32, nel primo movimento della nona sinfonia o ancora nella seconda variazione su compositore della storia; se ne
un tema di Diabelli – o anche per un certo senso dell'armonia, così come mostrano le prime misure ispirò in molte delle sue ultime
del secondo movimento della sonata per pianoforte n. 30, interamente armonizzata nello stile opere, fra cui la Missa Solemnis
händeliano più puro. e la sonata per pianoforte n. 32

Allo stesso modo è l'inesauribile vitalità che caratterizza la musica di Händel ad affascinare
Beethoven, che può essere ritrovata anche nel fugato corale in «Freude, schöner Götterfunken», che segue il celebre «Seid
umschlungen, Millionen», nel finale della nona sinfonia: il tema che appare qui, bilanciato da un forte ritmo ternario, è sostenuto da
una semplicità e una vivacità tipicamente Händeliana, perfino nei suoi gravi contorni melodici. Un nuovo passo viene fatto con la
Missa Solemnis, dove l'impronta delle grandi opere corali di Händel si fa sentire più che mai. Beethoven è così assorbito
dall'universo del Messiah da ritrascrivere, nota per nota, uno dei più celebri motivi dell'Halleluja nel Gloria. In altre opere si ritrova
il nervosismo che riveste i ritmi puntati di Händel perfettamente integrato allo stile di Beethoven, come nell'effervescente Große
Fuge o ancora nel secondo movimento della sonata per pianoforte n. 32, dove questa influenza si vede poco a poco trasfigurata.

L'influenza kantiana

Il compositore aggiunse alla sua musica una formazione culturale di impronta illuministica, kantiana in particolare.[60] Dal filosofo,
Beethoven trasse la concezione dell'esistenza, nella coscienza individuale, di una legge morale, espressa nella forma dell'imperativo
categorico. Egli mise allora il risultato della propria essenziale attività, la musica, al centro della morale, inserendovi valori ideali,
arricchendola di una forza emotiva che esprimesse il movimento dei sentimenti e i conflitti interiori. Dallo stesso autore dei
Fondamenti metafisici della scienza della natura annotò questo passo: «Nell'anima, come nel mondo fisico, agiscono due forze,
egualmente grandi, ugualmente semplici, desunte da uno stesso principio generale: la forza di attrazione e quella di repulsione»
che lo portarono a individuare per analogia il Widerstrebende Prinzip e il Bittende Prinzip, ossia il "principio di opposizione" e il
"principio implorante", principi che nella sua opera divengono temi musicali in conflitto reciproco, il primo robustamente
caratterizzato da energia ritmica e precisa determinazione tonale, l'altro piano, melodico e modulante.

Tematiche religiose nell'opera beethoveniana

Il ruolo svolto dalla religione nell'opera del compositore Ludwig van Beethoven è materia di discussione tra gli studiosi. Beethoven
nacque, crebbe e morì cattolico e compose molti lavori sacri cattolici, tra cui la messa in do e la Missa Solemnis. I riferimenti lirici
nella sua nona sinfonia sono sia deistici (Cherubino, Dio) sia pagano-mitologici (Eliseo). È anche documentato che Beethoven non
andava abitualmente in chiesa e che non avesse una buona opinione dei preti. Il suo maestro, Franz Joseph Haydn, disse di
considerare Beethoven un ateo, mentre il suo amico e biografo Anton Felix Schindler riteneva che avesse una certa tendenza al
deismo. Si sa anche che fu affascinato dal Panteismo descritto da Goethe e da Schiller (come è evidente nella Nona Sinfonia). Di
Goethe, Beethoven ha detto: «Egli è vivo, e vuole che tutti noi viviamo con lui. Questo è il motivo per cui può esser messo in musica».

La fede di Beethoven in Dio, sperimentato attraverso l'arte, è un tema ricorrente nei quaderni di conversazione, e la sua convinzione
che l'arte è di per sé una forza, e che "Dio è più vicino a me che a molti altri che praticano la mia arte", lo guidò nella sua ricerca di

14 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

redenzione attraverso la musica e dentro di essa. Questa visione sembra compatibile con il Panteismo, ma il riferimento a un unico
Dio, oltre alla convinzione di un destino buono per la sua vita, al di là delle prove (come emerge dal testamento di Heiligenstadt), la
rende avvicinabile anche al cristianesimo. Quando Beethoven si trovava nel suo letto, a poche ore dalla morte, i suoi amici lo
convinsero a permettere che un prete gli amministrasse gli ultimi riti; probabilmente protestò, ma alla fine acconsentì. Quando il
prete, terminati i riti, stava lasciando la stanza, Beethoven disse: «Plaudite, amici, comoedia finita est» (applaudite, amici, la
commedia è finita), ma non è chiaro se si riferisse ai riti o alla sua vita. Non è neanche certo che questo episodio sia accaduto
davvero.

Si racconta inoltre che le sue ultime parole, «Non ancora! Ho bisogno di più tempo», furono dette indicando con la mano il cielo
tempestoso.[61] Secondo alcuni, Beethoven si interessò anche all'Induismo. Come si legge nel sito A Tribute to Hinduism, «Il primo a
fargli conoscere la letteratura indiana fu l'orientalista austriaco Joseph von Hammer-Purgstall (1774 – 1856), che fondò una rivista
per la divulgazione della sapienza orientale in Europa nel gennaio 1809».[62] I frammenti di testi religiosi indiani che sono stati
scoperti nel diario di Beethoven Tagebuch sono in parte traduzioni e in parte adattamenti delle Upaniṣad e del Bhagavadgītā.

Opere
La produzione di Beethoven, e specialmente quella sinfonica, seguì il criterio dell'assoluta qualità rispetto alla quantità, e ciò ne ha
determinata l'esigua estensione, se rapportata a quella di compositori a lui precedenti: ad esempio, Haydn ha composto più di cento
sinfonie, Mozart più di quaranta. Rispetto a questi, Beethoven non è stato altrettanto prolifico, componendo solo nove sinfonie e
lasciando alcuni abbozzi per una decima sinfonia mai realizzata; tra l'altro, tra l'ottava e la nona sinfonia passarono quasi dodici
anni, circa il triplo del tempo occorso ad Haydn per comporre le sole sinfonie londinesi. A riprova di questa considerazione basta
prendere in esame l'intera produzione compositiva di Beethoven raffrontandola a quelle di altri compositori: ad esempio, la
produzione complessiva di Mozart consta di oltre seicento opere (il Catalogo Köchel giunge fino all'opera K 626), il Catalogo
Hoboken di Haydn ne conta oltre 750, Johann Sebastian Bach superò abbondantemente le mille composizioni anche solo contando
quelle conservate; dal canto suo Beethoven, seppur vissuto oltre vent'anni più di Mozart e solo una dozzina d'anni meno di Bach, ha
lasciato un catalogo di opere che arriva fino al numero 139 (Catalogo Kinsky/Halm).

Al di là della produzione sinfonica, Beethoven si cimentò nelle ouvertures, nelle romanze e in varie tipologie di musica orchestrale,
come minuetti e danze; compose sette concerti e numerose cadenze per concerti propri e altrui, scrisse musica per banda e
sperimentò l'inclusione dei cori nella musica orchestrale, prima con la Fantasia corale op. 80, poi con il celeberrimo finale della
Sinfonia n. 9. A lato Beethoven, prodigioso pianista sin da bambino, compose e pubblicò numerose sonate, variazioni e musica varia
per pianoforte, oltre a musica da camera, un oratorio, due messe e un'opera lirica.

Musica orchestrale

Le nove sinfonie di Beethoven quindi, pur non essendo molte, hanno però ognuna una
propria forza distintiva e nel loro insieme formano un corpus di opere dalla forza
espressiva difficilmente eguagliabile. È cosa nota che, curiosamente, diversi compositori
succeduti a Beethoven, romantici o post-romantici, abbiano completato l'insieme delle
proprie sinfonie fermandosi alla nona; a seguito di questi avvenimenti è nato il mito della
"maledizione della nona", che avrebbe investito compositori come Bruckner, Dvořák,
Mahler, Schubert, ma anche Ralph Vaughan Williams.[63][64]

Le prime due sinfonie di Beethoven sono d'ispirazione e d'impostazione classica.


Diversamente da queste prime due, La terza sinfonia, detta «Eroica», segnerà invece un
grande cambiamento nella composizione sinfonica. L'Eroica si caratterizza per
l'ampiezza dei suoi movimenti e per l'orchestrazione. Il primo movimento era già da solo
più lungo di una intera sinfonia scritta fino a quel momento. Quest'opera monumentale,
in partenza scritta per Napoleone, prima che fosse incoronato imperatore, ci mostra un
Beethoven simile ad un grande "architetto musicale" e rimarrà come esempio per il
Romanticismo musicale. Nell'intenzione dell'autore l'opera non è semplicemente il
ritratto di Napoleone o di un qualsivoglia eroe, ma in essa Beethoven voleva
rappresentare l'immortalità delle gesta compiute dai grandi uomini; questi suoi pensieri Copertina di un'edizione originale della
ci sono giunti dalle lettere scritte di suo pugno.[65] quinta sinfonia

Vengono poi la quinta sinfonia e la sesta sinfonia che possono avvicinarsi alla terza per il
loro aspetto monumentale. Della quinta è noto il suo famoso motivo a quattro note,
spesso detto «del destino» (il compositore avrebbe detto, parlando di questo celebre tema, che rappresenta «il destino che bussa alla
porta») utilizzato ripetutamente con variazioni in quasi tutta la sinfonia. La sesta sinfonia detta «Pastorale» evoca perfettamente
l'idea della natura di Beethoven. Ha un carattere quasi impressionistico: oltre a momenti sereni e trasognati, la sinfonia possiede un
movimento in cui la musica cerca di rappresentare una tempesta. La settima sinfonia è caratterizzata dal suo aspetto gioioso e dal
ritmo frenetico del suo finale, per questo giudicata da Richard Wagner come «apoteosi della danza». [66]

La sinfonia successiva, brillante e spirituale, ritorna ad una forma più classica. Infine, la nona sinfonia è l'ultima sinfonia compiuta.
Lunga più di un'ora, è una sinfonia corale in quattro movimenti. All'ultimo movimento Beethoven aggiunge un coro e un quartetto
vocale che cantano l'Inno alla gioia, dall'ode omonima (An die Freude) di Friedrich Schiller. Quest'opera richiama all'amore e alla
fratellanza tra tutti gli uomini e fa ora parte del patrimonio mondiale dell'UNESCO. L'Inno alla gioia è inoltre stato scelto come inno
ufficiale dell'Unione europea.

Sinfonie

15 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

Sinfonia n. 1 in Do maggiore, op. 21 (1800)


Sinfonia n. 2 in Re maggiore, op. 36 (1802)
Sinfonia n. 3 in Mi bemolle maggiore, op. 55 "Eroica" (1804)
Sinfonia n. 4 in Si bemolle maggiore, op. 60 (1806)
Sinfonia n. 5 in do minore, op. 67 (1808)
Sinfonia n. 6 in Fa maggiore, op. 68 "Pastorale" (1808)
Sinfonia n. 7 in La maggiore, op. 92 (1812)
Sinfonia n. 8 in Fa maggiore, op. 93 (1813)
Sinfonia n. 9 in re minore, op. 125 "Corale" (1824)

Balletti
Musik zum einem Ritterballett (8 pezzi) anche con versione per pianoforte WoO n.1 (1790-91)
Die Geschöpfe des Prometheus (balletto di Salvatore Viganò, Ouverture, Introduzione e 16 pezzi) op.43 anche con versione per
pianoforte (1800-01)

Ouverture

Ouverture Die Geschöpfe des Prometheus (Le creature di Prometeo), op. 43 (1801)
Ouverture Leonore II (I vers.), op. 72a (1805)
Ouverture Leonore III (II vers.), op. 72b (1806)
Ouverture Leonore I (III vers.), op. 138 (1807)
Ouverture Coriolan (Coriolano), op. 62 (1807)
Ouverture Egmont (1810)
Ouverture Die Ruinen von Athen (Le rovine di Atene), op. 113 (1811)
Ouverture König Stephan (Re Stefano), op. 117 (1811)
Ouverture Fidelio, op. 72 (1814)
Ouverture Zur Namensfeier (Per l'onomastico), op. 115 (1815)
Ouverture Die Weihe des Hauses (La consacrazione della casa), op. 124 (1822)

Composizioni varie per orchestra

Romanza per violino n. 1, op. 40, in Sol Maggiore (1802)


Romanza per violino n. 2, op. 50, in Fa Maggiore (1802)
Fantasia per pianoforte, soli, coro e orchestra, op. 80 (1808)
La vittoria di Wellington, op. 91, in Mi bemolle Maggiore (1813)
12 Minuetti (WoO n.7 (1795)
12 Danze tedesche WoO n.8 (1795)
6 Minuetti WoO n.9 (1795?)
12 Minuetti WoO n.12 (1799)
12 Danze tedesche WoO n.13 (ca.1800)
12 Contraddanze WoO n.14 (1800-02)
6 Ländlerische Tänze WoO n.15 (1802)
Marcia trionfale in do magg. per Tarpeja di Christoph Kuffner WoO n.2a (1813)
Intermezzo in Re magg. forse per Tarpeja di Christoph Kuffner WoO n.2b (1813)
11 Mödlinger Tänze WoO n.17 (1819)
Gratulations-Menuett WoO n.3 (1822)

Composizioni per banda

Marcia militare in Fa magg. WoO n.18, 3 versioni:


(1 ver.) Marcia per la Guardia Nazionale Boema (1809)
(2 ver.) n.1 delle Due marce per il carosello dell'imperatrice Maria Ludovica (1810)
(3 ver.) Ritirata n.1, con piccolo trio in Si bemolle maggiore (1822)
Marcia militare in Fa magg. WoO n.19, 3 versioni:
(1 ver.) marcia per l'arciduca Antonio (1810)
(2 ver.) n.2 delle Due marce per il carosello dell'imperatrice Maria Ludovica (1810)
(3 ver.) Ritirata n.3, con piccolo trio in Fa min. (1822)
Ritirata n.2 in Do magg.WoO n.20 (1810)
Polonese in Re magg. WoO n.21 (1810)
Scozzese in Re magg. WoO n.22 (1810)

16 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

Scozzese in Sol magg. WoO n.2 (ca.1810) (perduta, ma ne rimane una versione per pianoforte)
Marsch zur grossen Watchparade in Re magg. WoO n.24 (1816)

Concerti per strumento solista e orchestra

Concerto n. 1 in Do maggiore, op. 15 (1798)


Concerto n. 2 in Si bemolle maggiore, op. 19 (1795, 1 vers. perduta) (1798, 2ª vers.)
Concerto n. 3 in do minore, op. 37 (1802)
Concerto n. 4 in Sol maggiore, op. 58 (1806)
Concerto n. 5 in Mi bemolle maggiore, op. 73 "Imperatore" (1809)
Triplo concerto per pianoforte, violino, violoncello e orchestra in Do maggiore, op. 56 (1804)
Concerto per violino e orchestra in Re maggiore, op. 61 (1806) anche trascrizione per pianoforte

Cadenze
2 Cadenze per il Concerto per pianoforte e orchestra in re min. K.466 di W.A.Mozart (I e III mov.) (WoO n.58) (1802-05)
3 Cadenze per il Concerto N.1 op. 15 per pianoforte e orchestra (per il I mov.) (1807-09)
Cadenza per il Concerto N.2 op.19 per pianoforte e orchestra (ca.1809)
Cadenza per il Concerto N.3 op.37 per pianoforte e orchestra (ca.1809)
3 Cadenze per il Concerto N.4 op. 58 per pianoforte e orchestra (2 per il I mov. e 1 per il III mov.) (ca.1809)
2 Cadenze per il Concerto per violino nella versione col pianoforte op. 61 (per il I mov. e il III mov.) (ca.1809)
altre 2 Cadenze per il Concerto per violino nella versione col pianoforte op. 61 (transizione al III, e III mov.) (ca.1809)
altre 3 Cadenze per il Concerto N.4 op. 58 per pianoforte e orchestra (per il I mov., transizione al III, e III mov.) (ca.1809)

Musica per pianoforte

Sonate

Beethoven fu uno dei più importanti compositori per il pianoforte; al di là della qualità delle sue sonate, la sua scrittura prende
origine dai modelli mozartiani e haydniani per poi elaborare una forma originale di grande libertà creativa. Il compositore si
interessò attentamente, nel corso della sua esistenza, a tutti gli sviluppi tecnici dello strumento al fine di sfruttarne tutte le
possibilità.

Beethoven ha pubblicato trentadue sonate per pianoforte; a queste bisognerebbe aggiungere la sonata incompleta woO 51, le tre
sonate WoO 47, composte probabilmente nel 1783 e dette sonate all'elettore (Kurfürstensonaten) in quanto dedicate al principe
elettore Maximilian Friedrich von Königsegg-Rothenfels. Per quanto riguarda le trentadue sonate con numero d'opera, la loro
composizione avviene nell'arco di circa vent'anni. Questo corpus compositivo, in modo più evidente rispetto alle sinfonie, evidenzia
l'evoluzione dello stile del compositore nel corso degli anni. Le sonate nel corso degli anni si affrancano sempre più dai dettami
classici previsti dalla forma sonata; gradualmente le composizioni guadagnano sempre più libertà di scrittura e diventano sempre
più complesse.

Si possono citare fra le più celebri l'Appassionata e la Waldstein (1804) o Gli addii (1810). Nella celebre Hammerklavier (1819),
lunghezza e difficoltà tecniche raggiungono livelli del tutto inusitati. Essa fa parte delle cinque ultime sonate, nelle quali l'autore
utilizza per i movimenti conclusivi tipologie più consone al quartetto d'archi che della sonata per piano come la fuga (finale opp. 101,
106 e 110) e la variazione (finale opp. 109 e 111); in questi ultimi due brani, in particolare, al dinamismo tipico del periodo "eroico"
subentra una calma estatica e apparentemente atemporale.

2 Sonatine (prob. di Beethoven) in Sol e Fa (WoO n. A 5)


3 Sonate in Mi bem., in fa e in Re (WoO n.47) (1782-83)
Sonatina in Fa (allegro e allegretto) (WoO n.50) (1788-90)
Sonata Facile in Do (allegro e adagio) quest'ultimo terminato da Ferdinand Ries (WoO n.51) (1791-92)
3 Sonate op. 2 (n. 1 in fa minore, n. 2 in La maggiore, n. 3 in Do maggiore) (1795)
Sonata n. 4 in Mi bemolle Maggiore, op. 7 (1797)
3 Sonate op. 10 (n. 5 in do minore op. 10,1, n. 6 in Fa maggiore op.10,2, n. 7 in Re maggiore op. 10,3) (1798)
Sonata n. 8 in do minore op. 13 "Patetica" (1799)
2 sonate op. 14 (n. 9 in Mi maggiore op. 14, 1, n. 10 in Sol maggiore op. 14,2 (1799)
Sonata n. 11 in Si bemolle maggiore op. 22 (1800)
Sonata n. 12 in La bemolle maggiore op. 26 (1801)[67]
2 sonate op. 27 (n. 13 in Mi bemolle maggiore op. 27, 1[68], n. 14 in do diesis minore op. 27,2 "Chiaro di luna"[68]) (1801)
Sonata n. 15 in Re maggiore op. 28 "Pastorale"[69] (1801)
3 Sonate op. 31 (n. 16 in Sol maggiore op. 31,1, n. 17 in re minore op. 31,2 "la Tempesta", n. 18 op.31,3 in Mi bemolle maggiore
"la caccia" (1802)
2 Sonate[70] op. 49 (n. 19 in sol minore op. 49,1, n. 20 in Sol maggiore op. 49,2 (1798)
Sonata n. 21 in Do maggiore op. 53 "Aurora" (1803)

17 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

Sonata n. 22 in Fa maggiore op. 54 (1804)


Sonata n. 23 in fa minore op. 57 "Appassionata" (1805)
Sonata n. 24 in Fa diesis maggiore op. 78 (1809)
Sonata n. 25 in Sol maggiore op. 79 (1808)
Sonata n. 26 in Mi bemolle maggiore op. 81a "gli Addii" (1810)
Sonata n. 27 in mi minore op. 90 (1814)
Sonata n. 28 in La maggiore op. 101 (1816)
Sonata n. 29 in Si bemolle maggiore op. 106 "Hammerklavier" (1818)
Sonata n. 30 in Mi maggiore op. 109 (1820)
Sonata n. 31 in La bemolle maggiore op. 110 (1821)
Sonata n. 32 in do minore op. 111 (1822)

Variazioni

Beethoven scrisse otto serie di variazioni per pianoforte di varia importanza, di cui quattro furono pubblicate: 6 variazioni su di un
tema originale in fa maggiore Op.34 (variazioni su Le rovine di Atene), le 15 variazioni e fuga sul tema di un movimento dell'op. 43
(utilizzato e rielaborato nel finale dell'Eroica) in mi bemolle maggiore, Op. 35, le 6 variazioni su di un tema originale in re maggiore
Op. 76 e le variazioni Diabelli. Nel 1822, l'editore e compositore Anton Diabelli ebbe l'idea di pubblicare una raccolta di variazioni di
alcuni dei compositori maggiori della sua epoca intorno ad un tema musicale di sua composizione. Beethoven, che non aveva scritto
per piano da tempo, sollecitato, stette al gioco, e invece di scrivere una variazione, ne scrisse trentatré, che furono pubblicate in un
fascicolo a parte e oggi sono conosciute come variazioni Diabelli.

9 variazioni su una marcia di Ernst Christoph Dressler, WoO 63 (1782);


6 Variazioni, in fa maggiore, per pianoforte od arpa su un canto svizzero, WoO 64 (1793);
24 Variazioni, in re maggiore, per pianoforte sul tema "Venni Amore" di Vincenzo Righini WoO 65;
13 Variazioni, in la maggiore, per pianoforte sul tema "Es war einmal ein alter Mann" di Ditters von Dittersdorf WoO 66;
12 Variazioni, in do maggiore, per pianoforte sul tema del "Menuett à la Vigano" di J. Haibel WoO 68;
9 Variazioni, in la maggiore, sul duetto "Quant'è bello" di Giovanni Paisiello WoO 69;
6 Variazioni, in sol maggiore, sul duetto "Nel cor più non mi sento" dall'opera La molinara di Giovanni Paisiello WoO 70 (1795);
12 Variazioni, in la maggiore, su una danza russa di Paul Wranitzky WoO 71;
8 Variazioni, in do maggiore, sul tema de "Une fièvre brûlante" di André Grétry WoO 72;
10 Variazioni, in si bemolle maggiore, sul tema de "La stessa, la stessissima " di Antonio Salieri WoO 73;
7 Variazioni, in fa maggiore, sul tema "Kind willst du ruhig schlafen" di Peter Winter WoO 75;
8 Variazioni, in fa maggiore, sul tema "Tandeln und Scherzen" di Franz Süssmayr WoO 76;
6 Variazioni, in sol maggiore, su tema originale WoO 77;
6 Variazioni sopra un tema originale in fa maggiore op. 34 (1802);
15 Variazioni e una fuga in mi bemolle maggiore op. 35 «Eroica» (1802);
7 Variazioni sopra God Save the King in do maggiore WoO 78 (1803);
5 Variazioni sopra Rule, Britannia! in re maggiore WoO 79 (1803);
Variazioni in mi bemolle maggiore Op. 44 (1804) le altre 12 sono con violino e violoncello;
32 Variazioni sopra un tema originale in do minore WoO 80 (1806);
6 Variazioni, in re maggiore, su tema originale Op. 76;
33 variazioni sopra un valzer di Diabelli in do maggiore op. 120 (1823);
8 Variazioni, in si bemolle maggiore, sul tema "Ich hab' ein Kleines nur" Anhang 10;

Varia per pianoforte

Praeludium in fa min. (completamente rielaborato nel ?1803) WoO n.55 (1787);


Kaplied di Ch. F.D.Schubart riduzione per pianoforte di Beethoven (18o Magg. e do min. WoO n.54 (1790);
2 Esercizi (Do Magg. e Si bemolle Magg.) (1792-93);
Andante in Do Magg. (1792-93);
Minuetto in Fa Magg.(ca.1794);
Drei kleine Nachahmungssätze (Fa Magg.; Fa Magg.; Do Magg.)(ca.1794);
Fuga a 3 voci in Do Magg. (ca.1794);
Minuetto in Do Magg. (1794-95);
Rondò e Capriccio in Sol Magg. "alla ungherese" op.129 (1795-98);
6 Minuetti (versione per orchestra perduta) WoO n.10 (ca.1795);
Rondò in Do Magg. op.51 n.1 (1796-97);
Allegretto in do min. (ca.1797);
Bagatella in do min. (destinata alla Sonata op.10 n.1) (1797);
Allegretto in do min. (in 2 versioni) WoO n.53 (1796-98);
7 Ländlerische Tänze (prob. per 2 vl. e vlc.) riduzione per pianoforte WoO n.11 (1797-98);

18 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

Allemanda in La Magg. WoO n.81 (ca.1800);


Anglaise in Re Magg. (ca.1800);
Rondò in Sol Magg. op.51 n.2 (1798-1800);
2 Bagatelle in Do Magg. e Mi bemolle Magg. (1800);
Canone a 2 voci in Sol Magg. (1802-03);
Sette bagatelle, op. 33 (1802);
Walzer (Ländler) in do min. (1803);
Canone a 2 voci in La bemolle Magg. (ca.1803);
Minuetto in Mi bemolle Magg. WoO n.82 (1803);
Tema con variazione (incompleta) in La Magg. (1803);
Andante in Fa Magg. (Andante Favori, originariamente movimento centrale della sonata op.53) WoO n.57 (1803-1804);
Bagatella in Do Magg. "n.5" WoO n.56 (1804);
6 Scozzesi WoO n.83 (1806);
Fantasia in sol min. op.77 (1809);
Bagatella «Per Elisa», in La minore, WoO 59 (1810);
2 Deutsche (Fa Magg. e fa min.) (1811-12);
Polonaise in Do Magg. op. 89 (1814);
O Hoffnung, tema per variazioni scritto per l'arciduca Rodolfo (1818);
Klavierstück in Si bemolle Maggiore WoO 60 (1818);
Kleines Konzertfinale, dal Presto del finale del concerto in do min. op.37 (1820);
Klavierstück (allegretto) in si min. WoO 61 (1821);
Undici bagatelle, op. 119 (1822);
Bagatella in Do Magg. (1824);
Sei bagatelle, op. 126 (1824);
Walzer in Mi Bemolle Maggiore WoO 84 (1824);
Klavierstück (bagatella) in sol min. WoO 61a (1825);
Walzer in Re Maggiore WoO 85 (1825);
Scozzese in Mi Bemolle Maggiore WoO 86a (1825);

Composizioni per pianoforte a 4 mani

8 Variazioni in Do Magg. su un tema del conte Waldstein WoO 67 (1791-1792);


Sonata in Re Magg. op.6 (1796-1797);
Lied (Ich denke dein) con 6 Variazioni in Re Magg. WoO 74 (1799-1804);
3 Marce (Do Magg.; Mi bemolle Magg.; Re magg.) op. 45 (1802-03);
Fuga in Si bemolle Maggiore (trascrizione della fuga per quartetto d'archi op.133) op.134 (1826);

Musica da camera

Quartetti per archi

6 Quartetti per archi op. 18 (in Fa maggiore, Sol maggiore, Re maggiore, Do minore, La maggiore, Si bemolle maggiore)
(1798-1800)
3 Quartetti per archi op. 59 "Razumovsky" (in Fa maggiore, Mi minore, Do maggiore) (1806)
Quartetto per archi in Mi bemolle maggiore op. 74 "delle Arpe" (1809)
Quartetto per archi in Fa minore op. 95 "Serioso" (1810)
Quartetto per archi in Mi bemolle maggiore op. 127 (1824)
Quartetto per archi in Si bemolle maggiore op. 130 (1825)
Quartetto per archi in Do diesis minore op. 131 (1826)
Quartetto per archi in La minore op. 132 (1825)
Quartetto per archi in Fa maggiore op. 135 (1826)
Grande fuga in Si bemolle maggiore op. 133 per quartetto per archi (1825)
Minuetto e Trio in la bemolle maggiore (ca.1794)
Preludio e Fuga in fa maggiore (ca.1794-95)
Preludio e Fuga in do maggiore (ca.1794-95)
Preludio in re minore frammento (ca.1794-95)
Quartetto in fa maggiore (trascrizione della Sonata op.14 n.1 per pianoforte) (1801-02)

Quintetti per archi

Quintetto d'archi in Mi bemolle maggiore op. 4 (1796)

19 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

Quintetto d'archi in Do maggiore op. 29 (1801)


Quintetto d'archi in Do minore op. 104 (1817)
Quintetto in re min. Frammento (Adagio e Allegro, Preludio e fuga) (1817)
Trascrizione della fuga in si min. del I libro del Clavicembalo ben temperato di J.S.Bach per 2 vni. vla e 2 vlc.
Fuga in re maggiore op. 137

Altre composizioni per strumento ad arco

Trio d'archi in Mi bemolle maggiore op. 3 (1792)


Serenata in re maggiore per violino, viola e violoncello (1796-97)
3 trii d'archi op. 9 (in Sol maggiore, Re maggiore e Do minore) (1798)
altro Trio per lo Scherzo per Op.9 n.1 (1798-1800)
Duo in mi bemolle maggiore per violino e violoncello, frammento (1786-99)
Preludio e fuga in mi minore per 2 violini e violoncello (WoO n.29) (ca.1794-95)
Duetto in mi bemolle maggiore per viola e violoncello 2 mov. il secondo è frammentario (WoO n.32) (1795-98)
Keines Stück (Allegro) in la maggiore per 2 violini in canone (WoO n.34) (1822)
Keines Stück (Allegro) in la maggiore probabilmente per 2 violini in canone (WoO n.35) (1825)

Composizioni per violino e pianoforte

A fianco dei quartetti, Beethoven scrisse delle sonate per violino e pianoforte, le prime delle quali sono retaggio immediato di
Mozart, mentre le ultime se ne discostano per apparire in puro stile beethoveniano: specialmente la Sonata a Kreutzer, quasi un
concerto per pianoforte e violino. L'ultima sonata della serie (la Sonata per violino n. 10) riveste un carattere più introspettivo delle
precedenti, prefigurando in tal senso gli ultimi quartetti d'archi.

3 sonate op. 12 (in Re maggiore, La maggiore e Mi bemolle maggiore) (1798)


Sonata in La minore op. 23 (1801)
Sonata in Fa maggiore op. 24 "la Primavera" (1801)
3 sonate op. 30 (In La maggiore, Do minore e Sol maggiore) (1802)
Sonata per pianoforte e violino n. 9 op. 47 "A Kreutzer" (1803)
Sonata in Sol maggiore op. 96 (1812)
Sonata in la maggiore, frammento (1783)
12 variazioni in fa maggiore sopra "Se vuol ballare..." da "Le nozze di Figaro" di W.A.Mozart (WoO n.40) (1792-93)
Rondò in sol maggiore (WoO n.41) (1793-94)
6 Allemande (WoO n.42) (1795-96)

Composizioni per violoncello e pianoforte

Due sonate op. 5 (in Fa maggiore e sol minore) (1796)


12 Variazioni in fa maggiore sopra "Ein Mädchen oder Weibchen" da "Il flauto magico" di W.A.Mozart op.66 (1798)
Sonata in La maggiore op. 69 (1808)
Due sonate op. 102 (in Do maggiore e Re maggiore) (1815)
12 Variazioni in sol maggiore sopra un tema da "Giuda Maccabeo" di G.F.Handel (WoO n.45) (1796)
7 Variazioni in mi bemolle maggiore sopra "Bei Mändern, welche Liebe fühlen" da "Il flauto magico" di W.A.Mozart (WoO n.46)
(1801)

Trii per pianoforte, violino e violoncello

3 Trii op. 1 (in Mi bemolle maggiore, in Sol maggiore e Do minore) (1794)


Trio per clarinetto (o violino, violoncello e pianoforte in Si bemolle maggiore op. 11 (1798)
2 Trii op. 70 (in Re maggiore "degli Spettri" e in Mi bemolle maggiore) (1808)
Trio in Si bemolle maggiore op. 97 "Arciduca" (1811)
Trio in mi bemolle maggiore, frammento (solo I mov. e 13 mis. del II) (1783)
Trio in mi bemolle maggiore, (WoO n.38) (1790-91)
14 Variazioni su un tema originale in mi bemolle maggiore op.44 (ca.1800)
Trio in mi bemolle maggiore op.38 (dal settimino op. 20) (1802-03)
Trio in re maggiore (Trascrizione dalla Seconda SInfonia) (1805)
Trio in si bemolle maggiore, I mov.(WoO n.39)
10 Variazioni in sol min. sul Lied "Ich bin der Schneider Kakadu" dall'opera "Die Schwestern von Prag" di Wenzel Müller op.121a
(1816?)
Elaborazione del Trio per archi op.3 (solo il I mov. e frammento del II mov. 43 misure) (ca.1816-17)
Allegretto

20 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

Composizioni per pianoforte e strumenti a fiato


Sonata per flauto e pianoforte in si bemolle maggiore (opera dubbia) (WoO n. A 4)
Sonata per corno e pianoforte in Fa maggiore op.17 (1800)
Trio per pianoforte, flauto e fagotto in sol maggiore (WoO n.37) (1786-90)
Trio per pianoforte, clarinetto e violoncello in si bemolle maggiore op.11 (1798)
Quintetto in mi bemolle maggiore per pianoforte, oboe, clarinetto, corno e fagotto op.16 (1794-97)
Trio per pianoforte, clarinetto e violoncello in si bemolle maggiore op.38 (dal Settimino op.20) (1802-03)
Serenata in re maggiore per flauto (o violino) e pianoforte op.41 (dalla serenata op.25) (1803)
6 Temi variati per flauto (o violino) e pianoforte op.105 (1817-18)
10 Temi variati per flauto (o violino) e pianoforte op.107 (1817-18)

Composizioni per strumenti a fiato

Duetto per 2 flauti in sol maggiore (WoO n.26) (1792)


3 Duetti per clarinetto e fagotto (WoO n.27) (1792)
Ottetto in mi bemolle maggiore per 2 ob., 2 cl., 2 cor.,e 2 fag. op.103 (1792)
Rondino in mi bemolle maggiore per 2 ob., 2 cl., 2 cor.,e 2 fag. (WoO n.25) (1792)
Trio in do maggiore per 2 oboi e corno inglese op.87 (1794 opp. 1797)
Quintetto in mi bemolle maggiore per oboe, 3 corni e fagotto (incompiuto) (1796)
Sestetto in mi bemolle maggiore per 2 cl., 2 cor. e 2 fag. op.71 (1796)
8 variazioni in do maggiore su "La ci darem la mano" dal "Don Giovanni" di W.A. Mozart per 2 ob. e oboe in Fa (WoO n.28)
(1796-97)
Marcia in si bemolle maggiore per 2 cl., 2 cor., e 2 fag. (WoO n.28) (1807) ne esiste una versione per pianoforte
3 Equali per 4 tromboni (WoO n.30) (1812) il I e il II furono eseguiti al funerale di Beethoven adattandolo a 4 voci maschili su
testo del miserere
Adagio in mi bemolle maggiore per 3 corni (1815)

Composizioni da camera di vario genere

Fuga in re maggiore per 2 violini e organo (WoO.31) (1783)


3 Quartetti per pianoforte, violino, viola e violoncello (mi bem. magg.; re magg.; do magg.) (WoO.36) (1785)
Sestetto in mi bemolle maggiore per 2 corni e quartetto d'archi op.81b (1794-95)
Serenata in re maggiore per flauto, violino e viola op.25 (1795-96)
Adagio in mi bemolle maggiore per mandolino e clavicembalo (2 versioni)(WoO.43,2 e WoO.43,3) (1796)
Sonatina (adagio) in do minore per mandolino e clavicembalo (WoO.43,1) (1796)
Sonatina (allegro) in do maggiore per mandolino e clavicembalo (WoO.44,1) (1796)
Andante con variazioni in re maggiore per mandolino e clavicembalo (WoO.44,2) (1796)
"Quintetto" (seconda versione per Quartetto) in mi bemolle maggiore per pianoforte, violino, viola e violoncello op.16 (1796-97)
Settimino per clarinetto, corno, fagotto, violino, viola, violoncello e contrabbasso in Mi bemolle maggiore op. 20 (1800)
Notturno in re maggiore per viola e pianoforte (elaborazione dell'op. 8, non di Beethoven ma da lui corretta) op.42 (1804)

Composizioni per strumento meccanico

3 Pezzi per Spieluhr (WoO.33 nn.1,2,3) (1794)


Allegro non molto per Spieluhr o pianoforte (WoO.33 n.4) (1799)
Allegretto (minuetto) (WoO.33 n.5) (1799)
Marcia dei granatieri in fa maggiore per Spieluhr (le prime 20 misure di Joseph Haydn) (1819)

Musica vocale

Opera lirica

Beethoven è l'autore di un'unica opera, il Fidelio, composizione alla quale terrà particolarmente e forse quella che più di ogni altra gli
costò sforzi. In effetti quest'opera è costruita sulla base di un primo tentativo che ha per titolo Leonore, opera che non riscosse molto
successo nel pubblico. Ne rimangono comunque le tre versioni d'ouverture di Leonore, essendo spesso la terza interpretata prima del
finale di Fidelio. L’opera è anche oggetto di grande interesse da parte dei critici, oltre per la partitura, anche per essere stata la
rivelazione fondamentale nella vita del più grande ammiratore di Beethoven, Richard Wagner, il quale raccontò nella sua biografia di
aver compreso che sarebbe divenuto compositore dopo averla ascoltata, lasciando la vocazione di scrittore in secondo piano.

Fidelio, op. 72 (3 versioni) (1805-1814)

Oratorio

21 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

Cristo sul Monte degli Ulivi, op. 85 (1801)

Messe

Messa in do maggiore, op. 86 (1807)


Missa Solemnis, in re maggiore, op. 123 (1818-1822)

Musiche di scena

2 Arie per il singspiel "Die schöne Schusterin" per tenore e soprano di Ignaz Umlauf WoO 91 (1796)
Egmont (per il dramma omonimo di Goethe) ouverture e 9 pezzi per soprano op.84 (1809-10)
Le rovine di Atene (testo Anton von Kotzebue) ouverture e 8 pezzi per soprano, basso e coro op.113 (1811-12)
Re Stefano, primo benefattore dell'Ungheria (testo Anton von Kotzebue) ouverture e 9 pezzi per coro op.117 (1811)
Germania's Wiedergeburt (la rinascita della Germania) per Die gute Nachricht di G.F.Treitschke per basso e coro WoO 94 (1814)
4 Pezzi per Leonore Prohaska di Fr. Duncker (l'ultimo è tratto dalla marcia funebre per la sonata op.26 per pf.) per soprano, 2
tenori e 2 bassi WoO 96 (1815)
Es ist vollbracht per Die Ehrenpforten di G.F.Treitschke per basso e coro WoO 97 (1815)
Die Weihe des Hauses (la consacrazione della casa) ouverture e 9 pezzi tratti da "Le rovine di Atene" ma 3 sono di nuova
composizione (1811 e 1822)
Marcia e Coro in Mi bemolle Magg. (elaborazione da "Le rovine di Atene") op.114 (1822)
Wo sich die Pulse (dove gli impulsi) per soprano e coro WoO 98 (1822)

Cantate e composizioni corali con orchestra


Cantata per la morte dell'imperatore Giuseppe II, testo di S. A. Averdonk WoO 87 (1790)
Cantata alla dignità imperiale del matrimonio di Leopoldo II, testo di S. A. Averdonk WoO 88 (1790)
Elegischer Gesang (Canto elegiaco), testo di I. F. Castelli op.118 (1814)
Chor auf die verbündeten Fürsten (Coro per i principi alleati), testo di K. Bernard WoO 95 (1814)
Der glorreiche Augenblick (Il momento glorioso), testo di A. Weissnbach e K. Bernard op.136 (1814)
Meeresstille und glückliche Fahrt (Mare calmo e viaggio fortunato), testo di W. Goethe op.112 (1814-15)
Opferlied (Canto del sacrificio) versione 3 e 4, testo Fr.von Matthisson versione 3 (1822) e 4 op.121b (1824)
Bundeslied, testo di W.Goethe op.122 (1822-23)
Melodie
Adelaide, op. 46 (1796)
Sei Lieder su poesie di Goethe, op. 75 (1809)
Tre lieder su poesie di Goethe, op. 83 (1810)
A la speranza, lied, op. 94 (1813)
A l'adorata lontana, ciclo di Lieder, op. 98 (1816)

Beethoven nei media

Beethoven e il cinema

La filmografia su Beethoven si può agevolmente dividere in due parti distinte. La prima riguarda le colonne sonore dei film che
utilizzano musiche del compositore, la seconda riguarda il personaggio di Beethoven e la sua vita (o parti di essa) trasposta in
maniera più o meno romanzata. Per quanto riguarda le colonne sonore, sono oltre duecentosettanta le pellicole che hanno utilizzato
la sua musica.

L'esempio più celebre con ogni probabilità lo si trova in Arancia meccanica di Stanley Kubrick (1971) dove Alex DeLarge, il
protagonista, violento e asociale e grande appassionato di Beethoven (conclude le sue serate "brave" con l'ascolto del secondo
movimento della nona sinfonia) viene sottoposto alla "Cura Ludovico", ossia la visione ininterrotta di filmati raffiguranti scene
raccapriccianti e violente, attraverso le quali, con l'aiuto di un condizionamento chimico, il protagonista riuscirà a redimere i suoi
impulsi, provando disgusto per la violenza. Uno dei filmati, ambientati in un campo di concentramento, porta come
accompagnamento musicale il quarto movimento della nona sinfonia (l'Inno alla Gioia) che in seguito non riuscirà più ad ascoltare
senza poter evitare che questi provochi in lui nausea e panico.

Un altro celebre esempio lo si trova nei film d'animazione Fantasia (1940) di Walt Disney dove viene utilizzata la sinfonia n. 6
Pastorale per rappresentare un'idilliaca scena mitologica, e in Fantasia 2000, dove il celeberrimo primo movimento della Sinfonia n.
5 fa da sfondo alla eterna battaglia fra bene e male, qui rappresentati da farfalle rosse e nere. Inoltre, nel film commedia di grande
successo Beethoven (1992) di Brian Levant il protagonista, un cane di razza San Bernardo adottato da una famiglia statunitense e al
centro di numerose avventure, viene chiamato con il cognome del compositore. Nel film, quando per il cane viene scelto il nome di
Beethoven, partono le prime note della quinta sinfonia insieme ad un'immagine di Beethoven che fa da sfondo.

Alcuni altri esempi di colonne sonore sono:

22 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

Elephant (Gus van Sant, Palma d'oro a Cannes nel 2003) è una pellicola composta da pochi dialoghi con soltanto due pezzi
come accompagnamento sonoro, Per Elisa e Sonata al chiaro di luna. La stessa Per Elisa compare anche nel film Rosemary's
Baby di Roman Polanski;
Equilibrium di Kurt Wimmer, che utilizza le note del primo movimento della nona sinfonia di Beethoven, che hanno lo scopo di
trasmettere un'emozione forte in contrasto con una pellicola basata sull'assenza di emozioni;
in V per Vendetta di James McTeigue, si può notare il primo movimento della quinta sinfonia di Beethoven ad un momento della
pellicola.
nell'episodio 24 di Neon Genesis Evangelion, intitolato L'ultimo messaggero sacrificale, è possibile udire la corale della nona
sinfonia.
nel film La febbre del sabato sera viene proposta una rielaborazione in stile disco della quinta sinfonia.
Il 2° movimento (Allegretto) della Settima Sinfonia è il tema principale della colonna sonora del film di fantascienza del 1974
Zardoz, inoltre viene utilizzato nel discorso finale di re Giorgio VI nel film del 2010 Il discorso del re e nelle scene iniziali e finali
del film di fantascienza del 2009 Segnali dal futuro.

La vita di Beethoven ha ispirato una trentina di film a partire dal periodo muto (dal 1918): tra questi sono da citare:

Un grand amour de Beethoven (Un grande amore di Beethoven) film francese diretto da Abel Gance (1936) (edito in dvd in Italia
da DNA Srl con il contributo dello studioso di Storia del Cinema Riccardo Cusin. Questa versione è disponibile anche in
streaming su alcune piattaforme).
Eroica, film austriaco del 1949 diretto da Walter Kolm-Veltée, con Ewald Balser nella parte del compositore;
Sinfonia del destino, diretto da Georg Dressler nel 1962;
Beethoven lives upstairs, diretto da Barbara Nichol e Scott Cameron nel 1989;
Rossini! Rossini!, diretto da Mario Monicelli nel 1990, parte che in seguito sarà tagliata nel montaggio definitivo;
Immortal Beloved, distribuito in Italia con il titolo Amata immortale e in Francia con il titolo Ludwig van B. diretto da Bernard Rose
nel 1994;
Musikanten, diretto da Franco Battiato nel 2005, dove il compositore è interpretato dal regista Alejandro Jodorowsky;
Copying Beethoven, diretto da Agnieszka Holland nel 2006 e distribuito in Italia con il titolo Io e Beethoven, storia del
compositore (Ed Harris) e della sua passione amorosa per la sua assistente copista Anna Holtz (Diane Kruger).
Lezione ventuno, film del 2008 diretto da Alessandro Baricco, nel quale viene messa in discussione l'artisticità della nona
sinfonia.

Beethoven in altri contesti


Beethoven ha lasciato un Trattato d'armonia e di composizione[71] che è stato tradotto da Fétis nel 1833. Si può leggere
integralmente il Trattato di armonia e composizione nonché ascoltare gli esempi musicali dello stesso in formato Midi - Mp3 nelle
pagine a lui dedicate (http://www.lvbeethoven.it/articoli-trattato-di-armonia-e-composizione-introduzione/).
Il dramma teatrale di Moisés Kaufman 33 Variations (2007) racconta la storia della composizione delle Variazioni Diabelli.
A Beethoven è stato intitolato il cratere Beethoven, sulla superficie di Mercurio.
Roberto Diem Tigani è l'autore delle nuove elaborazioni critiche dell'incompiuto concerto per violino e orchestra WoO 5 e del
concerto per pianoforte e orchestra WoO 4.[72] Lo stesso autore ha promosso e avviato, nel 1999, un progetto di ricerca sugli
inediti beethoveniani.
Il personaggio dei fumetti Schroeder, dei Peanuts, ha una profonda venerazione per Beethoven di cui immancabilmente, il 16
dicembre di ogni anno, festeggia l'anniversario della nascita.
Beethoven appare come personaggio del videogioco Dragon's Lair II: Time Warp.
Gli Eurythmics hanno dedicato al compositore la canzone intitolata appunto Beethoven.
Beethoven appare come uno dei personaggi principali nell’anime giapponese ClassicaLoid.

Note
1. ^ Luciano Canepari, Beethoven, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
Intenzionale [beˈto fen]; da evitare [beeˈtɔven].
2. ^ Duden Aussprachewörterbuch, 6ª ed., Mannheim, Bibliographisches Institut & F.A. Brockhaus AG, 2006. La particella van, di
origine neerlandese e corrispondente al tedesco von, si può pronunciare sia [van] sia [fan].
3. ^ La pronuncia fiamminga del nome del nonno del compositore, Lodewijk van Beethoven, da cui Ludwig prende il nome è
[ˈloːdəwɛik vɑn ˈbeːtˌhoːvn̩].
4. ^ Non è nota con certezza la data di nascita. Poiché era uso battezzare i bambini il giorno dopo la nascita, tradizionalmente si
ipotizza che Beethoven sia nato il 16 dicembre, anche se non esistono prove certe a sostegno di tale tesi. Alcune testimonianze
indirette dell'epoca riportano tale data, tra le quali un testo di Johann Georg Albrechtsberger del 1796, un necrologio del 1827 e
la biografia redatta da Schlosser nello stesso anno. Cfr. Barry Cooper, Beethoven, Oxford University Press, 2000, p. 3,
ISBN 978-0-19-159270-6.
5. ^ Barry Cooper, Beethoven, Oxford University Press, 2008, ISBN 0-19-531331-3, p. 395.

23 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

6. ^ Molti si sono espressi sull'opera dell'artista in questo senso, giungendo a celebrarlo, come Romain Rolland, scrittore e Premio
Nobel, che nei primi anni del XX secolo scrisse:

«Egli è molto avanti al primo dei musicisti. È la forza più eroica dell'arte moderna.»

(Romain Rolland, Vita di Beethoven, Parigi, 1903)


La celebrazione di Beethoven avvenne già in vita e molto nota al riguardo è l'orazione tenuta da Franz Grillparzer al suo
funerale:

«Dal tubare della colomba allo scrosciare della tempesta, dall'impiego sottile dei sagaci artifici al tremendo limite in cui la
cultura si perde nel tumultuante caos della natura, egli ovunque è passato, tutto ha sentito.

Chi verrà dopo di lui non continuerà, dovrà ricominciare, perché questo precursore ha condotto l'opera sua fino agli
estremi confini dell'arte.»

(Franz Grillparzer, orazione funebre, 29 marzo 1827)

7. Maynard Solomon, Beethoven essays, Cambridge, Mass., Harvard University Press, 1988, p. IX-X, ISBN 978-0-674-06379-2.
8. Charles Rosen, The classical style: Haydn, Mozart, Beethoven, New York, W. W. Norton, 1997, p. 329-330, ISBN 0-393-31712-9.
9. ^ Giorgio Pestelli, L'età di Mozart e Beethoven, Torino, edt, 1987, pp. 238-269.
10. ^ All'epoca dello scritto preso in esame in realtà aveva dodici anni.
11. ^ "Incidere" ha in questo contesto il significato di "pubblicare", dal momento che la composizione delle pagine degli spartiti
musicali era fatta tramite la tecnica dell'incisione su rame.
12. ^ Il tema era composto da Ernst Christoph Dressler
13. ^ Carl Dahlhaus, Beethoven e il suo tempo, Torino, EDT, 1990, p. 2
14. ^ Spesso nominato anche come Louis o Lodewijk in lingua olandese.
15. ^ Franz Gerhard Wegeler e Ferdinand Ries, Biogr. Notizen über Ludwig van Beethoven, Coblenza, 1838
16. ^ (DE) K.-H. Köhler, G. Herre, D. Beck et al. (a cura di), Ludwig van Beethovens Konversationhefte, voll. 1-10, Lipsia, 1968-1993.
17. ^ Massin J. e B., Ludwig van Beethoven, Fayard, 1967, pp. 6-8
18. ^ radiofrance.fr (http://www.radiofrance.fr/francemusique/bio/fiche.php?numero=31) Archiviato (https://web.archive.org/web/2007
1016192400/http://www.radiofrance.fr/francemusique/bio/fiche.php?numero=31) il 16 ottobre 2007 in Internet Archive. – Reperti
biografici
19. ^ Musica: Copia archiviata (MP3), su lvbeethoven-music.it. URL consultato il 29 settembre 2012 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre
2013)., le Variazioni Dressler
20. ^ Contrariamente a un'idea diffusa, Beethoven non riprese la lezione di Mozart. Una volta che ebbe avuto modo di ascoltare i
suoi virtuosismi al pianoforte, Mozart ebbe a confidare: «fate attenzione a costui, farà parlare di sé in tutto il mondo» –
Accademia di Digione (http://www.ac-dijon.fr/pedago/music/bac2002/mozart/annee87.html)
21. Kerman et al., grove.
22. ^ Digital archives of the Beethoven-Haus Bonn, su beethoven-haus-bonn.de. URL consultato il 13 dicembre 2013.
23. ^ I compositori e la storia della medicina (http://books.google.it/books?id=_rnI4f00-swC&printsec=frontcover)
24. ^ Vedere la sezione Ludwig van Beethoven#La malattia e la morte
25. ^ Estratto dal testamento di Heiligenstadt di Beethoven, in Lecompte M., Guide illustré de la musique symphonique de
Beethoven, Fayard, 1995, pag. 319
26. ^ «Non è dunque nulla di più che un uomo ordinario! Ora calpesterà i diritti umani, non obbedirà soltanto alla sua ambizione;
vorrà elevarsi al di sopra di tutti gli altri, diventerà un tiranno!» — Reazione di Beethoven alla notizia che Napoleone si era
proclamato imperatore, riportata da Ferdinand Ries, in: Massin J et B, Ludwig van Beethoven, Fayard, 1967, pag. 128
27. ^ Massin J. e B., Ludwig van Beethoven, Fayard, 1967, p. 639
28. ^ Al poeta Christophe Kuffner il quale domandava quale fosse la sinfonia da lui preferita, Beethoven rispose: «L'Eroica! — Avrei
creduto quella in do minore — No, no! L'Eroica!» in: Orange (http://perso.orange.fr/l.vanbeethoven/symphoniesI.htm)
29. ^ Beethoven aveva scritto un'ouverture per quest'opera ipotetica. Willem Holsbergen ha tentato di ricostruire l'ouverture, che è
pubblicata sotto il numero 454 del catalogo Biamonti.
30. ^ (EN) Ludwig van Beethoven, Brief an Franz Gerhard Wegeler in Bonn, Wien (Lettera di Beethoven a Franz Gerhard Wegeler),
su Beethoven-Haus Bonn, 16 novembre 1801. URL consultato il 6 ottobre 2018.
31. ^ Lecompte M, Guide illustré de la musique symphonique de Beethoven, Fayard, 1995, p. 131
32. ^ Dalle testimonianza emerge che, nonostante la sua fama, questo concerto non ebbe il successo sperato probabilmente perché
l'orchestra prescelta non aveva avuto il tempo necessario per le prove.
33. ^ beethoven-haus-bonn.de (http://www.beethoven-haus-bonn.de/sixcms_upload/media/85/kurzf_hrer_geld_franz._doc_1.pdf#se
arch=%22beethoven%204000%20florins%22) – Beethoven e il denaro
34. ^ L'ipotesi che Beethoven fosse il padre di quella bambina è stata variamente discussa dai biografi e rafforzata dallo studio dei
coniugi Massin del 1967.
35. ^ Massin J. e B., Ludwig van Beethoven, Fayard, 1967, pp. 232-244.
36. ^ Solomon 2010, pp. 172-208.
37. ^ (FR) Ludwig van Beethoven: Biographie, su Musica organo Québec, 2018. URL consultato il 6 ottobre 2018.
38. ^ Rolland R, Vie de Beethoven, Paris, 1903 – musicologie.org (http://www.musicologie.org/theses/vie_de_beethoven.html)
39. ^ Barry Cooper, p.129.
40. ^ Saglietti B., Beethoven, ritratti e immagini, EDT-De Sono, 2010, p. 55.

24 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

41. ^ Saglietti B., Beethoven, ritratti e immagini, EDT-De Sono, 2010, p. 80.
42. ^ altamusica.com (http://www.altamusica.com/concerts/document.php?action=MoreDocument&DossierRef=2298&DocRef=258
5)
43. ^ (EN) Ludwig van Beethoven, 33 variazioni sopra un valzer di Anton Diabelli in do maggiore op. 120, su Beethoven-Haus Bonn,
1º aprile 1823. URL consultato il 6 ottobre 2018.
44. ^ Per la storia della Nona sinfonia si rimanda all'analisi molto completa dei coniugi Massin, in: Massin J et B, Ludwig van
Beethoven, Fayard, 1967, pp. 699-712
45. ^ «L'Inghilterra tiene una situazione alta di civiltà. A Londra, tutto il mondo sa qualcosa e lo sa bene, ma i viennesi parlano
solamente di mangiare e bere; canta e raschia della musica insignificante, o la fabbrica lui stesso.» – Beethoven in una lettera a
Johann Stumpff, in: Massin J et B, Ludwig van Beethoven, Fayard, 1967, p. 428
46. ^ Nel corso della sua vita viennese, Beethoven aveva cambiato trenta appartamenti.
47. ^ Massin J. e B., Ludwig van Beethoven, Fayard, 1967, pp. 449-50
48. ^ musicologie.org (http://www.musicologie.org/theses/vie_de_beethoven.html)
49. ^ Anton Schindler e la teoria dei due metronomi di Beethoven, su beethovenautentico.com.
50. ^ Questa ipotesi, largamente ripresa, è stata contestata da alcuni biografi del compositore come Maynard Solomon.
51. ^ (EN) Ludwig van Beethoven, Brief an Ignaz Moscheles in London (ultima lettera di Beethoven), su Beethoven-Haus Bonn, 14
marzo 1827. URL consultato il 6 ottobre 2018.
52. ^ Gli studi recenti, e in particolare quello di Maynard Solomon, hanno sostanzialmente demolito la sua attendibilità.
53. ^ (EN) Health Research Institute: conferenza stampa del dottor William J. Walsh, 17 ottobre 2000 (http://www.hriptc.org/Beethove
n.html) Archiviato (https://web.archive.org/web/20080306071933/http://hriptc.org/Beethoven.html) il 6 marzo 2008 in Internet
Archive.
54. ^ (FR) Science et Vie, n. 1061, p. 20, febbraio 2006.
55. ^ Beethoven fu vittima di una medicazione letale con una pomata al piombo (http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=7997&se
z=HOME_SPETTACOLO) Archiviato (https://web.archive.org/web/20070904115416/http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=7
997&sez=HOME_SPETTACOLO) il 4 settembre 2007 in Internet Archive. – Il Messaggero, 30 agosto 2007.
56. ^ J. e B. Massin, Ludwig van Beethoven, Fayard, 1967, p. 45.
Frase di Haydn ripresa da un estratto di una conversazione con Beethoven attorno al 1793, tramandata dal flautista Louis Drouet
57. ^ (DE) A. Sandberger, Die Inventare der Bonner Hofkapelle (in Sandberger, Ausgewählte Aufsätze zur Musikgeschichte, II,
Monaco di Baviera, Drei Masken, 1924, p.109-130); S. Brandenburg, Die kurfürstliche Musikbibliothek in Bonn und ihre Bestände
im 18. Jahrhundert, BJ, II serie, VIII (1975), p. 7-47; entrambi citati da Solomon in Beethoven, Fayard, 2003, p. 80.
58. ^ M. Vignal, Muzio Clementi, Fayard/Mirare, 2003, pp. 35 e 63
59. ^ Scritto da Beethoven all'amico Krumpholz, 1802, v. ramifications.be (http://www.ramifications.be/Best/lewis_beethoven.htm)
Archiviato (https://web.archive.org/web/20070909091630/http://www.ramifications.be/Best/lewis_beethoven.htm) il 9 settembre
2007 in Internet Archive.
60. ^ Barry Cooper, p. 296-7.
61. ^ Ludwig van Beethoven, PediaPress, p. 52.
62. ^ David Huckvale, The Occult Arts of Music: An Esoteric Survey from Pythagoras to Pop Culture, McFarland, 2013, p. 37,
ISBN 978-0-7864-7324-3.
63. ^ Ethan Mordden, A Guide to Orchestral Music: The Handbook for Non-Musicians, New York, Oxford University Press, 1980,
p. 312, ISBN 9780198020301.
64. ^ Di questi, Gustav Mahler era ossessionato dalla "maledizione" al punto che rifiutò di catalogare Das Lied von der Erde come
sinfonia (sarebbe stata la sua nona), cosa che tecnicamente sarebbe; Mahler in seguito compose una nona sinfonia, e morì
mentre lavorava alla decima. Anche Bruckner temeva la "maledizione", ma morì durante la composizione di quella che sarebbe
stata la sua nona sinfonia; tra l'altro, non solo le superstizioni di Bruckner erano legate non al numero d'opera in sé, ma al fatto
che la sua nona sarebbe stata nella stessa tonalità di quella di Beethoven, ma il conto dei lavori sinfonici effettivamente
completati da lui è di otto, oppure dieci se si contano le sue giovanili Sinfonia in Fa minore e Sinfonia n. 0. Schubert non
completò nove sinfonie, bensì sette (la sua "nona" era all'epoca nota come n. 7); la decima rimase un abbozzo, così come la
"incompiuta" (la n. 8) non fu, appunto, mai completata, e nemmeno la "settima". Quella che oggi è nota come Sinfonia n. 9 di
Dvořák era in realtà la quinta, perché egli aveva completato altre quattro sinfonie che non pubblicò mai, tra cui la giovanile
Sinfonia n. 1 che egli riteneva perduta. Tra i casi più recenti, è curioso quello di Philip Glass che, per timore della maledizione,
dopo aver composto la propria nona sinfonia, ne compose anche una decima prima del debutto della nona.
65. ^ Barry Cooper, p. 141.
66. ^ Barry Cooper, p. 223.
67. ^ Anche conosciuta come "Marcia Funebre", anche se il titolo non proviene dall'autore
68. Il titolo originale dell'autore è «Sonata Quasi una Fantasia»
69. ^ Originariamente, l'autore non indica a questa Sonata nessun titolo
70. ^ indicate da Beethoven come "Leichte Sonate", ovvero "Sonata Facile"
71. ^ Beethoven, L. (2003) Trattato d'armonia e di composizione, Bologna, Forni Editore (ristampa anastatica, Milano, 1855), ISBN
978-88-271-2010-1
72. ^ Ludwig van Beethoven, Concerto per pianoforte e orchestra in mi bem. maggiore WoO 4, revisione critica di Roberto Diem
Tigani, Nuova Edizione, Roma, 2010, ISMN 979-0-705044-00-3 (partitura), ISMN 979-0-705044-01-0 (parti).

Bibliografia
(EN) Peter Clive, Beethoven and His World: A Biographical Dictionary, New York, Oxford University Press, 2001,
ISBN 0-19-816672-9.

25 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

(EN) Barry Cooper, Beethoven, Oxford University Press US, 2008, ISBN 978-0-19-531331-4.
(EN) Milton Cross, Ewen, David, The Milton Cross New Encyclopedia of the Great Composers and Their Music, Garden City, NJ,
Doubleday, 1953, OCLC 17791083.
(EN) Joseph Kerman, Alan Tyson, Scott G. Burnham, Beethoven, Ludwig van, in Stanley Sadie e John Tyrrell (a cura di), The
New Grove Dictionary of Music and Musicians, 2ª ed., Oxford University Press, 2001, ISBN 978-0195170672.
(EN) Howard Chandler Robbins Landon, Beethoven: a documentary study, Macmillan, 1970, OCLC 87180.
(EN) Lewis Lockwood, Beethoven: The Music And The Life, W. W. Norton, 2005, ISBN 978-0-393-32638-3.
(EN) Harvey Sachs, The Ninth: Beethoven and the World in 1824, London, Faber, 2010. ISBN 978-0-571-22145-5
(EN) Maynard Solomon, Beethoven, 2nd revised, New York, Schirmer Books, 2001, ISBN 0-8256-7268-6.
(EN) Glenn (a cura di) Stanley, The Cambridge Companion to Beethoven, Cambridge, Cambridge University Press, 2000,
ISBN 0-521-58074-9.
(EN) A. W. Thayer, Krehbiel, Henry Edward (ed, trans); Deiters, Hermann; Riemann, Hugo, The Life of Ludwig Van Beethoven,
Vol 1, The Beethoven Association, 1921, OCLC 422583.
Th. W. Adorno, Beethoven. Filosofia della musica, Torino, Einaudi, 2001, ISBN 978-88-06-13745-8
Annalisa Bini - Roberto Grisley, van Beethoven. Le Sinfonie e i Concerti per pianoforte, Milano, 2001
G. Biamonti, Beethoven, esposizioni, commenti, critiche: i Quartetti, Roma, 1948
G. von Breuning, Ludwig van Beethoven nei miei ricordi giovanili, Milano 1995, ISBN 88-7710-163-6
P. Buscaroli, Beethoven, Milano, 2004, ISBN 88-17-87064-1
Giovanni Carli Ballola, Beethoven, Milano, 1967
G. Cogni, Wagner e Beethoven, 1960
C. Dahlhaus, Beethoven e il suo tempo, Torino, EDT, 1990, ISBN 88-7063-074-9
Luigi Della Croce – Sieghard Brandenburg, Ludwig van Beethoven. Epistolario

Vol. I, (1783 - 1807), Milano 1999, ISBN 88-8118-426-5


Vol. II, (1808 – 1813), Milano 2000, ISBN 88-8118-609-8
Vol. III, (1814 – 1816), Milano 2001, ISBN 88-8118-907-0
Vol. IV, (1817 – 1822), Milano 2002, ISBN 88-8491-292-X
Vol. V, (1823 – 1824), Milano 1999, ISBN 88-8491-501-5
Vol. VI, (1825 - 1827), Milano 2007, ISBN 88-8491-969-X

Luigi Della Croce, Ludwig van Beethoven. Le nove Sinfonie e le altre opere per orchestra, Pordenone, Studio Tesi, 1986, ISBN
88-7692-135-4
Luigi Della Croce, Ludwig van Beethoven, L'Epos, Palermo, 2005, ISBN 88-8302-280-7
Luigi Della Croce, Ludwig van Beethoven: la musica sinfonica e teatrale, Palermo, L'Epos, 2005, ISBN 88-8302-280-7 / ISBN
978-88-8302-280-7
Luigi Della Croce, Ludwig van Beethoven: la musica pianistica e da camera, Palermo, L'Epos, 2008, ISBN 978-88-8302-373-6
Fabrizio Della Seta, Beethoven: Sinfonia Eroica. Una guida, Carocci, Roma, 2004, ISBN 88-430-3039-6
James Green, Il nuovo catalogo Hess delle opere di Beethoven, traduzione dall'inglese di Cristoforo Prodan, Zecchini Editore,
Varese, 2006, ISBN 88-87203-50-4
Georg Kinsky - Hans Halm, Thematisch-Bibliographisches Verzeichnis aller vollendeten Werke Ludwig van Beethoven, G. Henle
Verlag, Monaco di Baviera, 1955
Klaus Kropfinger, Beethoven, traduzione di G. Taglietti, Ricordi/BMG Publications, Milano, 2006, ISBN 88-7592-815-0
Luigi Magnani, Beethoven nei suoi Quaderni di conversazione, Torino, 1975
Silvio Paolini Merlo, Il pensiero compositivo dell'ultimo Beethoven, in Id., Estetica esistenziale, Milano-Udine, Mimesis, 2010,
pp. 103–139
Silvio Paolini Merlo, Viganò e Beethoven nell'evoluzione del teatro musicale moderno, in J. Sasportes, P. Veroli (a cura di),
Ritorno a Viganò, Roma, Aracne, 2017, pp. 165–195
Giorgio Pestelli (a cura di), Beethoven, Il Mulino, Bologna, 1988, ISBN 88-15-01949-9
Giuseppe Pugliese, Il pianoforte di Beethoven, Treviso, 1991
P. Rattalino, Le sonate per pianoforte di Beethoven, Torino, 1970 (1989), ISBN 88-7663-165-8
Benedetta Saglietti, Beethoven, ritratti e immagini. Uno studio sull'iconografia, EDT-De Sono, Torino, 2010, ISBN 88-6040-362-6
Nino Salvaneschi, La vita eroica di Beethoven, Dall'Oglio, Milano 1947. ISBN non esistente
Gaspare Scuderi: Beethoven, le sonate per pianoforte, (prima ed. Milano, Sonzogno, 1933, rist. 1951), Franco Muzzio Editore,
Padova, 1985, ISBN 88-7021-278-5
Maynard Solomon, Beethoven. La vita, l'opera, il romanzo familiare, a cura di Giorgio Pestelli, traduzione di Nicoletta Polo,
Venezia, Marsilio, 2010 [1986], ISBN 978-88-317-6346-2.
Beethoven: Die Seyfried Papiere. BoD, Norderstedt, 2019. ISBN 978-3-748-16746-4.
Maynard Solomon, Il diario di Beethoven, Milano, 1992, ISBN 88-425-1354-7
Howard Chandler Robbins Landon, Beethoven, la sua vita ed il suo mondo in documenti e immagini d'epoca, Milano 1997
Charles Rosen, Le sonate per pianoforte di Beethoven, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini, Roma, 2008
Louis Philippe Joseph Girod de Vienney, Una visita a Beethoven, a cura di Benedetta Saglietti, trad. it. di Bruno Nacci, La scuola
di Pitagora editrice, Napoli, 2014, ISBN 978-88-6542-342-4
Franz Gerhard Wegeler e Ferdinand Ries, Beethoven. Appunti biografici dal vivo, Bergamo, 1993, ISBN 88-7186-039-X
Alessandro Zignani, Ludwig van Beethoven. Una nuova interpretazione della vita e delle Opere, pp. XII+320, Zecchini Editore,

26 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

Varese, 2020, ISBN 978-88-6540-254-2.

Filmografia
Amata immortale, film del 1994 diretto da Bernard Rose, basato sulla vita del compositore e pianista tedesco interpretato da
Gary Oldman.
Eroica, film del 2003, regia di Simon Cellan Jones, che narra della prima esecuzione privata nel palazzo del principe Lobkowitz
della Sinfonia n.3, dedicata inizialmente a Bonaparte.
Musikanten, film del 2005 diretto da Franco Battiato con Alejandro Jodorowsky nel ruolo di Beethoven.
Io e Beethoven, film del 2006 diretto da Agnieszka Holland, che racconta in modo romanzato gli ultimi anni di vita del
compositore tedesco, dal 1824 al 1827.
Lezione ventuno, film del 2008, scritto e diretto da Alessandro Baricco, al suo esordio nella regia cinematografica, che parla
della famosa nona sinfonia.

Voci correlate
Composizioni di Ludwig van Beethoven
Quaderni di conversazione
Testamento di Heiligenstadt
Lettera all'amata immortale
Inno alla Gioia (Beethoven)
Sinfonie di Beethoven (Liszt)
Vaterländischer Künstlerverein

Altri progetti
Wikisource contiene una pagina dedicata a Ludwig van Beethoven
Wikisource contiene una pagina in lingua tedesca dedicata a Ludwig van Beethoven
Wikiquote contiene citazioni di o su Ludwig van Beethoven
Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/wiki/?uselang=it) contiene immagini o altri file su Ludwig van
Beethoven (https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Ludwig_van_Beethoven?uselang=it)

Collegamenti esterni

Ludwig van Beethoven - Topic (canale), su YouTube.


Ludwig van Beethoven, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
Ludwig van Beethoven, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
(EN) Ludwig van Beethoven, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
(DE) Ludwig van Beethoven (XML), in Dizionario biografico austriaco 1815-1950.
Opere di Ludwig van Beethoven, su Liber Liber.
Opere di Ludwig van Beethoven, su openMLOL, Horizons Unlimited srl.
(EN) Opere di Ludwig van Beethoven, su Open Library, Internet Archive.
(EN) Opere di Ludwig van Beethoven, su Progetto Gutenberg.
(EN) Audiolibri di Ludwig van Beethoven, su LibriVox.
(EN) Ludwig van Beethoven, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
(EN) Ludwig van Beethoven, su MobyGames, Blue Flame Labs.
(EN) Ludwig van Beethoven (musica per videogiochi e anime), su VGMdb.net.
Ludwig van Beethoven, su Last.fm, CBS Interactive.
(EN) Spartiti o libretti di Ludwig van Beethoven, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
(EN) Ludwig van Beethoven, su AllMusic, All Media Network.
(EN) Ludwig van Beethoven, su Discogs, Zink Media.
(EN) Ludwig van Beethoven, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
(EN) Ludwig van Beethoven, su WhoSampled.
(EN) Ludwig van Beethoven, su Anime News Network.
(EN) Ludwig van Beethoven, su MyAnimeList.
(EN) Ludwig van Beethoven, su Internet Movie Database, IMDb.com.
(EN) Ludwig van Beethoven, su AllMovie, All Media Network.
(EN) Ludwig van Beethoven, su Internet Broadway Database, The Broadway League.
(DE, EN) Ludwig van Beethoven, su filmportal.de.

27 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

Argomenti generali
Beethoven-Haus Bonn (http://www.beethoven-haus-bonn.de/sixcms/detail.php//portal_en) Archiviato (https://web.archive.org/we
b/20170412091048/http://www.beethoven-haus-bonn.de/sixcms/detail.php//portal_en) il 12 aprile 2017 in Internet Archive.. Sito
ufficiale della Beethoven-Haus di Bonn. Links all'archivio digitale, libreria, il museo (inclusa la "visita virtuale") il Beethoven-
Archiv (Centro di Ricerca), e informazioni sulle pubblicazioni di Beethoven per una visione generale o interesse specializzato.
Include inoltre una larga collezione delle composizioni di Beethoven e documenti manoscritti, con file sonori.
L'ultimo appartamento viennese di Beethoven (https://web.archive.org/web/20080603121124/http://www.marcus-frings.de/beeth
oven/index-en.htm), ricostruito digitalmente nel 2004, su un CD-ROM multimediale edito dalla Beethoven-Haus di Bonn
Cronologia della vita di Beethoven, su madaboutbeethoven.com. URL consultato il 30 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 10 maggio
2008).
Biografia di Beethoven su Encyclopedia channel (https://web.archive.org/web/20070629033942/http://enc-tv.com/) (230 film
biografici attorno a personalità storiche).
Beethoven Depot (http://www.edepot.com/beethoven.html). Contiene tutti i suoi lavori in formato midi.
Beethoven: The Immortal (https://web.archive.org/web/20080513140739/http://lucare.com/immortal/). Introduzione e racconto
dettagliato della vita del compositore. Gli articoli includono le sue malattie, la routine quotidiana, storia medica, gli ultimi giorni, e
le lettere.
Raptus Association for Music Appreciation, su raptusassociation.org. URL consultato il 30 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 9 maggio
2008).
One Stop Beethoven Resource (http://classicalmusic.about.com/od/onestopbeethoven/) - articoli e fatti su Beethoven a cura di
Aaron Green, guida alla musica classica su About.com.
Analisi sulla musica e la vita di Beethoven (http://www.all-about-beethoven.com/symphony9.html) sulla All About Ludwig van
Beethoven (http://www.all-about-beethoven.com) Pagina.
Il Concerto per violino op. 61 di Beethoven: un punto di vista attuale, su beststudentviolins.com.
Keeping Score: La Sinfonia n. 3 (https://web.archive.org/web/20080501195439/http://www.keepingscore.org/flash/beethoven/ind
ex.html) Ricco sito web multimediale che esplora la creazione e la storia della Sinfonia Eroica di Beethoven, presentata da
Michael Tilson Thomas e la San Francisco Symphony Orchestra
L. V. Beethoven, quartetto n. 1 op.18 (http://quinteparallele.net/2016/05/31/shakespeare-in-musica-il-quartetto-op-18-n-1-di-beet
hoven/) Archiviato (https://web.archive.org/web/20170924224903/http://quinteparallele.net/2016/05/31/shakespeare-in-musica-il-
quartetto-op-18-n-1-di-beethoven/) il 24 settembre 2017 in Internet Archive.
L. V. Beethoven, quartetto op. 135 (http://quinteparallele.net/2017/03/26/mus-es-sein-es-mus-sein/)

Argomenti specifici
Manoscritti di Beethoven alla British Library, su bl.uk.
Recensioni contemporanee ai lavori di Beethoven, su raptusassociation.org. URL consultato il 30 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il
13 maggio 2008).
B. Saglietti, Ripensare l'iconografia beethoveniana oggi (http://sineris.es/iconografia_beethoveniana_it.html). Breve storia di una
disciplina bistrattata.
I capelli di Beethoven (https://web.archive.org/web/20190218210520/http://www.beethovenshair.ca/) - studio sulle tracce dei
capelli del compositore dopo la morte.
Für Elise (https://web.archive.org/web/20160414070210/http://www.forelise.com/) - e altre risorse su Beethoven.
Guida alla discografia di Beethoven (https://web.archive.org/web/20101130210352/http://www.labasite.net/musicadarte/) -
contiene anche una lista di opere in ordine cronologico.
Sui capelli di Beethoven - The Guevara Lock of Beethoven's Hair (http://www2.sjsu.edu/depts/beethoven/hair/hair.html), dal The
Ira F. Brilliant Center for Beethoven Studies.
Sulla presunta morte per avvelenamento, Hair analysis says Beethoven died of lead poisoning (http://www.cbc.ca/health/story/20
00/10/18/beethoven001018.html). Articolo della CBC News, 18 ottobre 2000.
Beethoven Dead From Lead? (http://sciencenow.sciencemag.org/cgi/content/full/2007/828/1) Articolo di ScienceNOW Daily del
28 agosto 2007 sulle ipotesi della morte di Beethoven

Liste di opere
(FR) Università del Quebec (http://alambix.uquebec.ca/musique//catal/beethoven/beelv.html) Contiene link alle opere secondo
diversi criteri, con concordanze intorno ai vari cataloghi.
(EN) Lista delle opere secondo il numero di opus, i WoO (catalogo Kinsky), i cataloghi di Hess e di Biamonti, su
lvbeethoven.com.
Lista delle opere secondo il numero di opus, i WoO (catalogo Kinsky), Anhang, i cataloghi di Hess, Hess Anhang e di Biamonti,
con le note aggiunte, su lvbeethoven.it.

Testi e spartiti
www.mutopiaproject.org (http://www.mutopiaproject.org/cgibin/make-table.cgi?Composer=BeethovenLv) Spartiti liberi di
Beethoven
(EN) Spartiti liberi di Ludwig van Beethoven, in Choral Public Domain Library (ChoralWiki).
Scores4free (http://www.scores4free.com/beethoven/beethoven.html) Spartiti liberi di Beethoven con file audio in formato midi

28 di 29 23/05/2021, 22:40
Ludwig van Beethoven - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven

The Lied and Art Song Texts Page created and mantained from Emily Ezust (https://web.archive.org/web/20100717052140/htt
p://www.recmusic.org/lieder/b/beethoven.html) - Testi originali dei Lieder di Beethoven con traduzioni in varie lingue.
www.musicamedia.it (https://web.archive.org/web/20060615094222/http://www.musicamedia.it/34innoallagioia.htm) L'Inno alla
Gioia di Friedrich von Schiller con note e testi in tre lingue
Kunst der Fuge (http://www.kunstderfuge.com/beethoven.htm) File Midi delle opere di Beethoven
lvbeethoven.it (http://www.lvbeethoven.it) File Midi, Mp3, Pdf delle opere di Beethoven, con Bibliografia in lingua italiana.

Filmografia
(EN) Ludwig van Beethoven, su Internet Movie Database, IMDb.com. Filmografia riguardante le colonne sonore che utilizzano
musica del compositore
Filmografia (https://www.imdb.com/character/ch0019922/) dall'Internet Movie Database riguardante il personaggio
VIAF (EN) 32182557 (https://viaf.org/viaf/32182557) · ISNI (EN) 0000 0001 2126 8987 (http://isni.org/isni/000000012
1268987) · SBN IT\ICCU\CFIV\005324 (https://opac.sbn.it/opacsbn/opac/iccu/scheda_authority.jsp?bid=IT\ICCU\C
FIV\005324) · Europeana agent/base/146880 (https://data.europeana.eu/agent/base/146880) · LCCN
(EN) n79107741 (http://id.loc.gov/authorities/names/n79107741) · GND (DE) 118508288 (https://d-nb.info/gnd/11850
8288) · BNF (FR) cb138912954 (https://catalogue.bnf.fr/ark:/12148/cb138912954) (data) (https://data.bnf.fr/ark:/121
Controllo di autorità 48/cb138912954) · BNE (ES) XX826607 (http://catalogo.bne.es/uhtbin/authoritybrowse.cgi?action=display&authority
_id=XX826607) (data) (http://datos.bne.es/resource/XX826607) · ULAN (EN) 500339269 (https://www.getty.edu/vow
/ULANFullDisplay?find=&role=&nation=&subjectid=500339269) · NLA (EN) 35016586 (https://nla.gov.au/anbd.aut-a
n35016586) · BAV (EN) 495/98205 (https://opac.vatlib.it/auth/detail/495_98205) · CERL cnp01259683 (https://thesa
urus.cerl.org/record/cnp01259683) · NDL (EN, JA) 00432740 (https://id.ndl.go.jp/auth/ndlna/00432740) · WorldCat
Identities (EN) lccn-n79107741 (https://www.worldcat.org/identities/lccn-n79107741)

Estratto da "https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ludwig_van_Beethoven&oldid=120766284"

Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 20 mag 2021 alle 16:00.

Il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo; possono applicarsi condizioni ulteriori. Vedi le condizioni
d'uso per i dettagli.

29 di 29 23/05/2021, 22:40