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Hildegard E.

PEPLAU
Biografia | home |

Nasce a Reading, in Pennsylvania nel 1909. Si diploma infermiera nel | nursing |


1931. Nel 1943 ottiene un Bachelor in Psicologia, svolge nel 1947 un
Master in Nursing Psichiatrico alla columbia University e nel 1953 | teorie del nursing |
consegue un Dottorato in Pedagogia.
Svolge attività privata e ospedaliera, esercita la ricerca infermieristica. Per
molti anni insegna Nursing Psichiatrico nelle università.

Opere

Interpersonal Relation in Nursing (1952); Basic Principles of Patients


Counseling

Per Hildegard Peplau l'infermieristica è un processo interpersonale e sia il


paziente che l'infermiera hanno un ruolo ugualmente impoortante
nell'interazione terapeutica.
La stessa Peplau nella sua opera principale, Interpersonal Relation in
Nursing, definisce il Nursing "un significativo processo terapeutico
interpersonale", inoltre un "rapporto umano fra un individuo malato o
bisognoso di servizi sanitari ed un'infermiera professionalmente preparata
a riconoscere tali bisogni e rispondere con l'aiuto adeguato al paziente".

Le fasi della relazione infermiera-paziente prevedono: l'orientamento, cioè


la fase di definizione del problema, l'identificazione, vale a dire la selezione
della appropriata assistenza professionale, l'utilizzazione, cioè l'uso
dell'assistenza professionale per le alternative atte a risolvere il problema, la
risoluzione o conclusione del rapporto professionale.

L'elaborazione teorica della Peplau, in cui molti hanno visto delle analogie
con le fasi del processo di nursing, risente dell'influenza della teoria dei
bisogni di Maslow, delle idee di Erich Fromm, delle teorie della psichiatria
interpersonale di H. S. Sullivan, della teoria dello stress di Selye.

La variabile società è presa scarsamente in considerazione dalla Peplau che


pone invece l'accento su quello che avviene "all'interno della persona".

Costituisce inoltre un modello difficilmente applicabile nei casi di relazione


fra l'infermiera e il paziente non cosciente o totalmente alienato.

Pagina aggiornata il 12.11.05


Copyright 2000-2005 Valentino Sossella

Domanda
Sono un laureando di Scienze Infermieristiche e devo svolgere una tesi su Hildegarde Peplau: potete darmi
una mano consigliandomi dei siti web o dei link?
Risposta
Gentile Daniele,
il modello "nursing psicodinamico" è una delle teorie infermieristiche più interessanti: elaborata nel 1952 da
Hildegarde Peplau, la quale, prendendo spunto dallo studio delle scienze comportamentali e usando come
fonti del suo studio Sullivan, Miller, Maslow, Freud e Fromm, ha elaborato la sua teoria basata sulle relazioni
interpersonali.

Il modello della Peplau, infatti si può definire modello psicologico proprio perchè permette all'infermiere di
allontanarsi dalla malattia fisica in sè per sè, ed avvicinarsi al significato psicologfico dei sentimenti, dei
comportamamenti.

Il nursing psicodinamico, come lo definisce la Peplau consiste "nell'essere in grado di capire il proprio
comportamento per aiutare gli altri ad identificare le difficoltà avvertite e ad applicare i principi delle relazioni
umane ai problemi che nascono a tutti i livelli dell'esperienza. Secondo la Peplau, il tipo di persona che
l'infermiere diventa determinerà ciò che il paziente apprenderà durante l'assistenza infermieristica. Viene
considerato il ruolo particolare dell'infermiere come componenete essenziale nella relazione del pazienete:
entrambi sono entità separate e individuali in una situazione in cui il paziente prova determinati bisogni.

L'assistenza infermieristica è percepita come atto mirato, un servizio che identifica la salute come obiettivo
primario, che si effettua ogni volta che una persona è malata o ha bisogno e l'infermiere iterviene, stabilendo
una relazione interpersonale.

La Peplau descrive 4 fasi della relazione, queste sono separate ma si sovrappongono e si verificano nel corso
della relazione:
1. Orientamento: il paziente ha un bisogno sentito e l'infermiere aiuta il paziente a riconoscerlo.
2. Identificazione: il paziente si identifica con coloro che possono aiutarlo, l'infermiere, quindi, può
rinforzare i fattori positivi della sua personalità.
3. Utilizzazzione: il paziente cerca di trarre la massima utilità da ciò che gli viene offerto dall'infermiere.
4. Risoluzione:il paziente si libera dall'identificazione con l'infermiere e formula nuovi obiettivi.

In linea molto generale e sintetica, questo è il modello proposto da Hildegarde Peplau, per approfondire il
tema

Nursing e counseling
A mio modesto parere la prima promotrice del counseling in ambito infermieristico fu Hildegard E.
Peplau, statunitense, teorica del nursing psichiatrico, che pubblicò molti articoli e testi sulle
relazioni interpersonali in ambito infermieristico. Ci ha trasmesso concetti fondamentali quali:
1 • • il ruolo educativo dell’infermiere in ambito di cura
2 • • la relazione interpersonale (se opportunamente organizzata ed orientata) puo’ divenire
"terapia"
3 • • l’infermiere valida l’esperienza soggettiva del paziente e attraverso la relazione attua un
processo maturante degli eventi psichici (accettazione validazione e simbolizzazione
dell’esperienza consapevolezza ed infine nuova rappresentazione di Sè)
4 • • promozione del processo di apprendimento nel paziente
5 • • promozione di una nuova cultura negli infermieri: sviluppo di competenze e abilità
relazionali promotrici della salutogenesi e della valorizzazione delle risorse del paziente

Apprendere il counseling può aiutare l’infermiere a offrire risposte adattive alle proprie richieste
interne ed esterne in ambito lavorativo.
Approdare ad una consulenza di counseling può aiutare l’infermiere ad attraversare momenti
difficili del suo percorso personale e professionale, quindi apprendere modalità di risposte
alternative alle difficoltà che incontra per se, e di conseguenza, per gli utenti a cui si rivolge.
Nel tradizionale orientamento centrato sul cliente, condiviso dalla maggior parte delle professioni
socio sanitarie, il focus è quasi del tutto centrato sul cliente, senza che si ponga sufficientemente
attenzione agli stress cui va incontro l’operatore. All’interno di questo quadro di riferimento
l’operatore è visto come un mero fornitore di prestazioni, il cui ruolo – il servizio, l’aiuto , la
comprensione, il sostegno – è definito dalla presenza dell’utente e dei suoi bisogni. Ma gli stress
sperimentati dall’operatore sono reali, e nei casi estremi possono risolversi nell’esperienza del
burnout.
Mi chiedo se questa trascuratezza nei confronti del benessere lavorativo degli operatori non
nasconda una qualche ambivalenza verso di loro.
C’è un breve racconto che puo’ illustrare questa ipotesi:
durante un viaggio interplanetario, l’astronave del protagonista subisce un’avaria e il pilota, unica
persona a bordo del veicolo, compie un atterraggio di fortuna sul classico pianeta alieno. Gli
abitanti si mostrano accoglienti e solidali: si prendono cura di lui e riparano la navicella, in cambio
chiedono di portare con se nello spazio dei rifiuti. Una volta decollato gli alieni invitano il pilota a
non far piu’ ritorno perché con il trasporto dei rifiuto si era contaminato ed il suo ritorno poteva
causare un danno al pianeta.
Mi domando in altri termini se la disattenzione verso i bisogni degli operatori al di la del formale
apprezzamento del loro lavoro non nasconda la nostra difficoltà ad entrare in rapporto con la
vecchiaia, la povertà, la follia, la malattia, l’ignoranza, la morte la menomazione, la diversità e
tutte quelle realtà umane a un tempo oggetto di rifiuto per ciascuno di noi e per questa società nel
suo complesso e oggetto di lavoro per gli operatori dei servizi. (Del Rio)
Imparare le abilità del counseling può rappresentare un valido aiuto per "gestire" le proprie ed
altrui difficoltà all’interno di un contesto così impegnativo come quello psioco-sociale sanitario ed
educativo, prevenire esaurimenti emotivi e spersonalizzazioni, promuove il benessere globale di
Sé in ambito professionale ed oltre.
Bibliografia consigliata:
"Abilità di counseling" di M. Hough ed. Erikson
"Apprendere il counseling" di R. Mucchielli ed. Erikson
"Counseling" di M. Danon ed. Red

Parliamo di: Hildegarde Peplau


Hildegarde Peplau descriveva l’assistenza come un processo interpersonale terapeutico e
significativo che ha il compito di concorrere alla salute della collettività e dei singoli. Questo
processo, attraverso l’esperienza della malattia, può contribuire allo sviluppo della personalità
del paziente.
Durante l’esercizio della propria professione, l’infermiere, può capire la varietà e l’intensità
dei problemi della persona che si assiste e cercare una soluzione insieme ad essa.
La Peplau riconosce quattro fasi nella relazione infermiere - paziente:
  Fase dell’orientamento: il paziente o un suo familiare avverte un bisogno e cerca
un aiuto professionale per risolverlo. In questa fase l’infermiere e il paziente si
incontrano. Il primo intervento dell’infermiere è quello di aiutare alla definizione precisa
del problema, con la partecipazione attiva dell’interessato, che porta ad una
diminuzione della tensione, dell’ansia e della paura da parte del paziente.
  Fase dell’identificazione: il paziente e l’infermiere chiariscono le rispettive
percezioni ed aspettative: su questo influiscono il loro atteggiamento reciproco iniziale
e le precedenti esperienze di entrambi. In questa fase il paziente inizia a prendere
coscienza di contare qualcosa nell’affrontare il proprio problema sentendosi meno
isolato e non privo di speranza.
  Fase del trarre profitto: il paziente utilizza completamente tutti i servizi che ha a
disposizione, secondo i suoi interessi e bisogni. Egli si sente parte integrante
dell’ambiente che lo assiste, e sente di poter acquisire un certo controllo della
situazione ottenendo il massimo beneficio dai servizi che gli sono offerti. Gli infermieri
devono mantenere con il paziente una relazione di accettazione, interesse e fiducia,
creando un’atmosfera nella quale il paziente sia in grado di riconoscere la propria
debolezza, possa usare correttamente le proprie potenzialità ed accettare l’aiuto dagli
altri.
  Fase della risoluzione: dopo aver soddisfatto i bisogni del paziente, la relazione
terapeutica deve cessare e si devono sciogliere i legami tra i due protagonisti.
Alla fine del processo se tutte le fasi sono state vissute correttamente, paziente ed infermiere
sono diventate persone più mature.
Nel processo interpersonale con il paziente, l’infermiere ricopre una serie di ruoli così
sintetizzati:
  Ruolo di persona estranea che implica:
a) a) l’accettazione del paziente così com’è;
b) b) il trattarlo come persona sana sul piano emozionale;
c) c) l’entrare in rapporto con lui.
  Ruolo della persona risorsa: fornisce risposte specifiche a determinate richieste
del paziente.
  Ruolo di educatore: aiuta il paziente a trarre giovamento dall’esperienza che sta
vivendo.
  Ruolo di capo: da svolgere democraticamente nel gruppo di lavoro, o in varie
situazioni in rapporto al paziente.
  Ruolo di sostituto: l’infermiere viene spinto inconsciamente dal paziente a svolgere
attività che potrebbe eseguire da solo.
  Ruolo di consigliere: che promuove esperienze capaci di favorire il benessere fisico
e morale di coloro che assiste.
La Peplau sostiene che l’infermiere può aiutare a volte il paziente a completare alcuni aspetti
del proprio sviluppo psicologico avvenuto nell’infanzia. Se correttamente assistito il paziente
può imparare a:
  Saper contare sugli altri;
  saper aspettare il momento giusto per soddisfare i propri bisogni;
  acquisire un’identità ed accettarsi;
  sviluppare la capacità di partecipare.
La teoria qui presentata prevede un’assistenza infermieristica non di routine, ma basata sulle
esigenze psicologiche di ciascun paziente, la relazione infermiere - paziente è fondata sulla
professionalità e la competenza. Questi aspetti sono da ritenere senza ombra di dubbio
positivi, mentre alcuni limiti sono evidenti in quanto l’autrice non si occupa del contesto socio-
ambientale in cui si svolge il rapporto infermiere - paziente.
La concezione della Peplau presuppone una relazione fra i due che duri nel tempo, di difficile
applicazione nelle degenze ospedaliere di breve durata.