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PUBBLICAZIONI DEGLI ARCHIVI DI STATO

SAGGI 26
ITALIA]UDAICA
Gli ebrei nell'Italia unita
1870-1945
Atti del IV convegno internazionale
Siena 1z-1 giugno 1'b'
MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI
UFFICIO CENTRALE PER I BENI ARCHIVISTICI
I:
UFFICIO CENTRALE PER I BENI ARCHIVISTICI
DIVISIONE STUDI E PUBBLICAZIONI
Direttore generale per i beni archivistici: Salvatore Mastruzzi
Direttore dell divisione studi e pubblicazioni: Antonio Dentoni-Litta
Comitato per le pubblicazioni: Salvatore Mastruzzi, presidente, Giulia olo

na, Paoa Caruc


ci Antonio Dentoni-Litta, Cosimo Damiano Fonseca, Romualdo Gmffnda, LUClO Lume,
Erica Ormanni, Giuseppe Pansini, Claudio Pavone, Luigi Prosdocimi, Leopoldo Puncuh,
Isidoro Soffietti, Isabella Zanni Rosiello, Lucia Fauci Moro, segretara.
Cura redazionale: Liliana Mezzabotta
1993 Ministero per i beni culturali e ambientali
Ufficio centrale per i beni archivistici
ISBN 88-7125-059- 1
Vendita: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Libreria dello Stato
Piazza Verdi 10, 00198 Roma
Stampato nel mese di Settembre 199
3
dalla Ediprint Service srl di Citt di Castello (PG)
con i tipi della Tipolitografia SAT
COMITATO ORGANIZZATORE
COMMISSIONE MISTA PER LA STORIA
E LA CULTURA DEGLI EBREI IN ITALIA
VITTORE COLORNI Universit degli studi, Ferrara
FAUSTO PUSCEDDU Ministero per i beni culturali e ambientali, Roma
GIUSEPPE SERMONETA - The Hebrew University, Jerusalem
SHLOMO SIMONSOHN - Tel Aviv University
P R O G R AMMA
Lunedz 12 giugno
Indirizzi di saluto
C. Ghisalberti, Sulla condizione giu1'idica degli eb1'ei in Italia dall'emancipazione all
pe1'secuzione: spunti pe1' una 1'iflessione
The Jews legai condition in Italy fmm emancipation to pe1'secution: some points f01'
conside1'ation
F. Sofia, Emancipazione e autocoscienza ebraica nell'et liberale: dflessioni sul con
cetto di assimilazione
Jewish emancipation and selawa1eness in the liberai age: conside1'ations on the concept
of assimilation
S. Della Pergola, Tmsforazioni demografiche degli ebrei in Italia (1870-1945)
Demographic changes of the Jews in Italy (1870-1945)
S. Guetta Sadun, L'educazione ebraica: il Talmud Torah di Fi1'enze dal 1860 al 1922
Jewish education: the Talmud Torah of Florence 1860-1922
G. Sciloni, L'influenza degli ebrei nell letteratura italiana nel periodo dell'Unit e l
reciproca influenza tra saittori ebrei e non ebrei
Jewish influence in Italian literature in united Italy, and reciproca l influence of Jewish
and non Jewish w1'iters
6
Programma
E. Sabatello, Trasforazioni economiche e sociali degli ebrei italiani nel periodo del
l'emancipazione
Social and economic trasformation of Italian Jews during the emancipation
P. F. Fumagalli, Ebrei e cristiani in Italia dopo il 1870; antisemitismo e filosemitismo
Jews and Christians in Italy ater 1870; philosemitism and antisemitism
G. Tosatti, Comunit israelitica ed amministrazione pubblica nei documenti dell'Ar
chivio central dello Stato
The Jewish Community and the Public Administration in the State CentraI Archives
records
M. L. Barrovecchio, Documenti sugli ebrei nell'Archivio di Stato di Roma
Records on the Jews in the State Archives of Rome
A. Osimo, Documenti sugli ebrei nell'Archivio di Stato di Milano
Records on the Jews in the State Archives of Milno
Dibattito
Marted, 13 giugno
E. Capuzzo, Sull'ordinamento delle comunit ebriche dal Risorgimento al Fascismo
The Jewish Communities organization from the Risorgimento to the Fascism
S. Schwarzfuchs, Gli ebrei a Nizza tra Francia e Italia negli anni 1860-1870
The Jews of Nice between France and Italy 1860-1870
A. Cavaglion, Ebraismo e sionismo nella stampa socialista in Italia a fine secolo
Judaism and Zionism in the socialist press at the end of the nineteenth centur
P. Filippini, ceto mercantile ebraico di Livoro dall'Unit d'Italia alle legi razziali
del 1938
The Jewish mercantile class in Livoro from the Unification of Italy to the racial legi-
slation of 1938
M. Ronchetti Vitaloni, Fonti archivistiche sull'evoluzione demografica, economica e
culturale della comunit israelitica di Livoro dopo l'Unit d'Italia
Archival sources on the demographic, economic and cultural evofution of the Jewish
community of Livoro after Italy's Unification
G. Badini, carteggio ottocentesco nell'Archivio dell'Universit israelitica di Reggio
Emilia
19th centur correspondance in the Jewish University Archives of Reggio Emilia
Dibattito
Italia Judaica IV
7
Mercoled 14 giugno
S. Della Seta Torrefranca, Identit religiosa e identit nazionale nell'ebraismo italia
no del '900
.
Religious identity and national identity among the Jews in Italy in the twentieth
centur
. ~ .
L. Dbin, Creazione, naturale selezione e rzza, negli scritti di V. Castiglioni
Creatzon, natural selection and race, in the writings of V. Castiglioni
M. Toscano, Gli ebrei italiani e la prima guerra mondiale 1915-1918
The Jews of Italy and the first world war
S. Fineschi, La Comunit ebraica a Siena dall'Unit d'Italia ale leggi razziali
The Jewish Community in Siena from the Unification of Italy to the racial legislation
V. Stella, Mario Fubini: estetica e storografa
Mario Fubini: aesthetics and historiography
M. Mazzocchi Alemanni, Sonetti giudaico-romaneschi di Crescenzo Del Monte
Sonets in Jewish-Roman dialect, by Crescenzo Del Monte
S. I. Minerbi, Gli ebrei italiani alla vigilia della II guerra mondiale nele relzioni del
/esecutivo sionista
The Je

s of Italy on the eve of the Second World War in the reports of the Zionist
executzve
D. Mack Smith, L'idea fascista dell razza
The fascist idea of race
M. Sarfatti, Legislazione antiebraica (1938-1943)
Laws against Jews (1938-1943)
E. Milano, Forigini editore e la cultura ebraica
Formigini editor and Jewish culture
Dibattito
Giovedz 15 giugno
M. T. Pichetto, L'antisemitismo di mons. U. Benigni
The antisemitism of mons. U. Benigni
D. Carpi, L 'att

giamento delle autorit italiane nei confronti degli ebrei nelle zone
occupate (Croazza, Grecia, Francia, Tunisia)
The aptitude of the Italian authorities towards the Jews in the occupied zones (Croatia
Greece, France, Tunis)
,
F. Levi,
.
Per l

storia degli ebrei in Italia dal 1938 al 1943: tipologia delle fonti conser
vate al dz fuorz degli Archivi di Stato
8
Programma
On the histor of the Jews in Italy from 1938 to 1943: typolog of the records outside
the State Archives
.
B M l' M Procaccia La documentazione dell scuol media superiore ebrazca
. 19lau - . ,
di Roma del 1938
The records of the Jewish High School in Rome in 1938
F. Del Canuto, La soppressione dell stampa ebraica in Italia e l sua ripresa
(1938-1942)
.
The suppression of the Jewish press in Italy and zts renewal (1938-1942)
Dibattito
Venerd 16 giugno
L. Picciotto Fargion, Gli ebrei in Italia durante la Repubblica di Sal
The Jews in Italy during the Republic of Sal
D. Porat, Gli ebrei in Italia negli anni 1944-1945
The Jews of Italy 1944-1945
S. Mayda, Persecuzione e deportazione. Gli ebrei italiani soto Sal
,
Persecution and deportation of Italian Jews under the Republzc of Salo
M. G. Enardu, La aliyah bet dall'Italia (1945-1948)
Aliyah bet from Italy (1945-1948)
C. S. Capogreco, Ferramonti di Tarsia
Feramonti di Tarsia
Conclusioni
S O M M A R I O
Messagio del presidente del Senato, seno pro! Giovanni Spado
lini
Saluto del presidente dell'Unione delle comunit ebraiche italiane, pro!
Tullia Zevi
CARLO GHISALBERTI, Sulla condizione giuridica degli ebrei in Italia dall'e
mancipazione all persecuzione: spunti per una rconsiderazione
FRANCESCA SOFIA, Su assimilzione e autocoscienza ebraica nell'Italia libe
rale
SERGIO DELLA PERGOLA, Precursori, convergenti, emarginati: trasforazio
ni demografche degli ebrei in Italia, 1870-1945
SILVIA GUETTA SADUN, L'educazione ebraica: il Talmud Tor di Firenze
dal 1860 al 1922
GAIO SCILONI, Scrittori ebrei nell'Italia dell'Unit: reciproche influenze o
assimilazione? Un caso Pascoli-Orvieto
EITAN F. SABATELLO, Trasforazioni economiche e sociali degli ebreUn
I`
I
I
`2
+8
82
7
Italia nel perodo dell'emancipazione II+
PIER FRANCESCO FUMAGALLI, Ebrei e cristiani in Italia dopo il 1870: anti-
semitismo e filosemitismo I2
/GIOVANNA TOSATTI, Comunit israelitica ed amministazione pubblica nei
documenti dell'Archivio centrale dello Stato I+2
MARIA LUISA SAN MARTINI BARROVECCHIO, Documenti dell'Archivio di
Stato di Roma nel perodo dell persecuzione fascista (1939-1944) I2
ALBA OSIMO, Documenti sugli ebrei nell'Archivio di Stato di Milno I67
ESTER CAPUZZO, Sull'ordinamento delle comunit ebraiche dal Risorgimen-
to al Fascismo I86
I0 Sommario
SIMON SCHWARZFUCHS, Les Juifs de Nice entre l'Italie et l France
ALBERTO CAVAGLION, sionismo nell stampa socialista di fine Ottocento.
Osservazioni preliminari
JEAN PIERRE FILIPPINI, ceto mercantile ebraico di Livoro dall'Unit
d'Italia alle legi razziali del 1938
MIRELLA RONCHETTI VITALONI, Fonti archivistiche sull'evoluzione demo
grafica economica e culturale della comunit israelitica di Livoro tra
'800 e '900
GINO BADINI, carteggio ottocentesco dell'archivio dell'Universit israeliti-
206
22:
2:1
2+
ca di Reggio Emilia
26
SIMONETTA DELLA SETA
T
ORREFRANCA, Identit religiosa e identit nazio-
nale nell'ebraismo italiano del Novecento 26:
Lors C. DUBIN, The Reconciliation of Darwin and Torah in Pe'er ha-
adam of Vittorio Hayim Castiglion i 21:
MARIO
TOSCANO, Gli ebrei italiani e la prima guerra mondiale (1915-
1918): tra crisi religiosa e fremiti patriottici 28
VITTORIO STELLA, Critica e poesia di Mario Fubini :0:
MUZIO MAZZOCCHI
A
LEMANNI, I Sonetti giudaico-romaneschi di Crescen-
zo Del Monte :21
SERGIO MINERBI, I prodromi dell'antisemitismo fascista nei documenti del-
l'Archivio sionistico ::6
DENIS MACK SMITH, L'idea fascista dell razza :0
MICHELE SARFATTI, I censimento degli ebrei del 22 agosto 1938 nel quadro
dell'avvio della politica antiebraica di Mussolini :8
ERNESTO MILANO, Angelo Fortunato Formigini editore e la cultura ebraica +I+
MARIA
T
ERESA PICHETTO, L'antisemitismo di mons. Umberto Benigni e
l'accusa di omicidio rituale +: I
FABIO LEVI, Per la storia degli ebrei in Italia dal 1938 al 1943: tipologia
delle fonti conservate al di fuori degli Archivi di Stato ++
BICE MIGLIAU - MICAELA PROCACCIA, La documentazione della scuola me-
dia ebraica di Roma del 1938 +:
FRANCESCO DEL CANUTO, La soppressione dell stampa ebraica in Italia e
la sua ripresa (1938-1944) +6+
LILIANA PICCIOTTO FARGION, La ricerca del Centro di documentazione
ebraica contemporanea sugli ebrei deportati dall'Italia +1+
DINA PORAT, One Side of a Jewish Triangle in Italy: The Encounter of
Italia Judaica IV
It

la
.
n Jews with Holocaust Survivors and with Hebrew Soldiers and
Zzonzst Representatives in Italy, 1944-1946
MARIA GRAZIA ENARDU, L'aliyah bet nell politica estera italiana 1945-
1948 '
CAL? SPARTACO CAPOGECO, L interamento degl ebrei stranieri ed apo
lzdz dl 1940 al 1943: zl caso dz Feramonti-Tarsia
II
+81
I4
::
Caro Grspo,
grazie dell'invito ad interenire ai lvori del IV convegno interazionale Ita
lia judaica, organizzato dall'Uficio centrale per i beni archivistici, dal'Univer
sit di Tel Aviv e dall'Universit di Gersalemme.
Purtroppo i coincidenti, improrogabili impegni istituzionali legati a queste
ore difficili della vita politica italiana non mi consentono di essere fra voi per
le giorate di studio dedicate agli Ebrei nell'Italia unita da1 1870 al 1945.
Afido quindi a questo mio messagio l mia ideale adesione, non senza for
mulare i pi sinceri augur di piena riuscita di una manifestazione volta a sotto
lineare l'apporto del'ebraismo al consolidamento dello Stato italiano e all'a/
ferazione dei valori di libert, di toleranza e di civile convivenza sanciti dal
l Costituzione repubblicana che ha sugellato il ritoro del nostro Paese nel
consesso dele democrazie occidentali.
mio auspicio che dai vostri lvor possa emergere con chiarezza il senso
dei vincoli storci e del nesso profondo fra civilt ebraica e civilt italiana,
complementar mai contrapposte, intrecciate e non divise nel corso dei secoli.
Herzl e Mazzini: i legami fra i due rsorgimenti, italiano ed ebraico, ci tora
no alla mente mettendo in rsalto una sorrendente analogia, addirttura una
identit. Il sionismo sta al Risorgimento nazionale ebraico come il mazziniane
simo sta al Risorgimento nazionale italiano. sogno dell Gerusalemme ebrai
ca rflette i rtmi e le cadenze dela terza Roma di Mazzini.
Non a caso Roma e Gerusalemme si intitol il libro di uno dei profeti del
sionismo, Moses Hess, l'uomo che aveva contrbuito all'elaborazione del mani
festo dei comunisti, ma che, interprete di una vena di socialismo libertario, che
si contrapponeva all visione pi rigida e colettivista di Carlo Marx, l'avrebbe
poi abbandonato.
E, pi indietro ancora, penso ala presenza fortissima della civilt ebraica
nel Piemonte preunitaro, penso alla prima circoscrzione elettorale di Torno,
I Giovanni Spadolini
capitale del regno di Sardegna, quella di piazza Carlina, accanto al ghetto, i cui
abitanti uscivano per votare Camillo Cavour.
E rcordo l'incontro del gennaio 1904 fra Herzl - impegnato nel suo proget
to di Stato ebraico convivente con l'universalismo religioso di Gersalemme -
e Vittoro Emanuele III. L'Italia un paese senza discriminazioni razziali:
sottolineava il bisnipote di Carlo Alberto, cio del re Cargnano che aveva fir
mato nel 1848 l'editto liberale per gli ebrei, ma anche lo stesso sovrano che
avrebbe sottoscrtto, alcuni anni pi tardi, nel 1938, le infami leggi razziali.
Legi che stabilivano la completa emarginazione degli ebrei dall vita civil ita
liana, mentre Mussolini si avviava ad unirsi a Hitler nell'aggressione delle
democrazie europee.
L'abrogazione delle leggi razziali. la ricerca scientifica che il Servizio
studi del Senato, proprio nel cinquantenario delle leggi del '38, ha dedicato alla
politica legisltiva svolta dall'Italia, dopo la caduta del fascismo, per liberare
con pi di 80 nuove leggi il nostro ordinamento da tutte le nore che avevano
consumato il dramma dell'antisemitismo a partire dalla fne degli anni Trenta.
La rimozione di quelle leggi che avevano negato i principi stessi dello Stato
di dirtto ha contribuito a recuperare l'eredit risorgimentale nella nuova Ita
lia che usciva dalla drammatica esperienza dell dittatura.
Un ritoro a quel primo Risorgimento che non a caso aveva costituito per
Herzl un fondamentale punto di riferimento: verso una democrazia israelitica
che non sarebbe stata possibile senza la nostra democrazia risorgimentale: un
binomio inscindibile che tocca a noi raforzare contro le vecchie e nuove tole
ranze. Perch l'antisemitismo non tori pi a minacciare l civile convivenza
degli italiani.
Con un memore ed affettuoso pensiero ai convenuti tutti.
Giovanni Spadolini
Sono lieta di porgere il saluto dell'Unione delle comunit ebraiche italiane, e
di esprimere il pi vivo apprezzamento al Ministero per i beni culturali, e in
particolre all'Ufficio centrale per i beni archivistici e all'Archivio di Stato di
Siena, alle Universit di Tel Aviv e di Gerusalemme, ed a quanti altr hanno
operato per la realizzazione di questo convegno.
Tanto antica l'esistenza di nuclei ebraici nella penisola italica e nelle sue
isole da potersi raffrontare le nostre comunit di ogi, i loro ordinamenti ed i
loro rapporti con l'autorit civile, sia con i Collegia che ragrppavano gli ebrei
dell'antica Roma, quali emergono dalle epigrafi catacombali, sia con i rescritti
imperiali che ne rconoscevano e ne circoscrivevano i dirtti.
E tanto ininterotta la presenza degli ebrei in Italia da potere documentare
nelle cronache e negli archivi il vivere comunitario, e, tramite le grda, gli editti
e le bolle, gli atteggiamenti verso di essi delle autorit civili ed ecclesiastiche
lungo i secoli.
Secoli rtmati da fasi qltere di relativa libert o di confinamento nei ghetti,
di espulsioni e di riammissioni. Fino all'affrancamento nel perodo risorgimen
tale, fino al compirsi dell'emancipazione nell'epoca liberale, fno alle nore
sulle comunit israelitiche sancite nel 1930 con regio decreto, che riprendeva
sostanzialmente il modelo dell legge Rattazzi del 1857. Fino alle legi razziali
fasciste del 1938, che mettevano al bando gli ebrei e, da ultimo, l loro reinte
grazione nel'Italia democratica e repubblicana.
Una presenza, l nostra, che nel suo lungo divenire ha tracciato quell che si
potrebbe chiamare una via italiana all'ebraismo. Una via rcca di ferenti e
di roli, punto di incontro fra ebraismo sefardita ed ebraismo ashkenazita, luo
go di studio e di dialogo, vivace nelle aggregazioni e nei contrasti, ma sempre
capace di mediare conflitti ed evitare lcerazioni, ponte economico e culturale
fra nord e sud, fra est e ovest.
Una minoranza, la nostra, che, anche nei momenti di magiore emarginazio-
I6 Saluto del presidente dell'Unione delle comunit ebraiche itliane
ne, non ha mai cessato di dipanare in positivo il flo della propria storia, n di
avere un rapporto simbiotico e vitale con il resto dela popolzione, cui l'acco
muna uno spirito di sostanziale tolleranza.
Questo convegno mette a fuoco e si concentra su un arco di circa 80 anni:
dall'unit d'Italia all fine della seconda guerra mondiale. Un periodo che ha
visto consolidarsi l'emancipazione. Quel'emancipazione che, secondo illumini
sti e liberali, avrebbe dovuto rsolvere i problemi degli ebrei, ma che di fatto ne
aveva reso pi complessi e problematici i rapporti con l societ circostante.
La nascita dell nazioni-stto, l'insorgere dei nazionalismi, la rivoluzione
industrale avevano creato infatti situazioni e tensioni in cui nuove fore di
difdenza, di pregiudizio e di ostilit si sovrapponevano all antica matrce cr
stiana dell'antisemitismo, anche se in Itlia l ferente adesione degli ebrei al
Risorgimento ne aveva agevolato pi che altrove l'integrazione.
1870-1945. Molta acqua c passata sotto i ponti da quell'arco di tempo,
segnato nella sua parte terinale dall tragedia delo Schoa, del genocidio, e
dall catarsi dell Liberazione.
Molti fatti sono interenuti a lenire in parte l ferte. La nascita delo Stato
di Israele ha rdato una casa ed una speranza a superstiti e a fuggiaschi da tante
tere divenute per gli ebrei inospitali.
In Italia, l Costituzione repubblicana e le leggi abrogative e riparatorie della
legislzione razziale hanno relgato il fascismo nelle pieghe oscure dell storia.
Recentemente il Parlamento ha approvato l'intesa fra lo Stato e le nostre comu
nit, in attuazione dell'articolo 8 dell Costituzione. Intesa che, come quelle
ragiunte con tre confessioni evangeliche, riconosce la nostra specifca identit,
e tutela l libert e il dirtto delle minoranze religiose di essere all'un tempo
uguali nell diversit e diverse nell'uguaglianza, arricchendo in tal modo di
contenuti specifici l realt italiana.
Abbiamo ripreso a coniugare insieme ebraismo ed italianit, con fiducia,
malgrado non manchino motivi di preoccupazione, determinati dal riaforare
di antichi pregiudizi anche in concomitanza con la situazione interazionale, e
dall'insorgere di nuove manifestazioni di intolleranza e di razzismo specie con
tro neo-immigrati da paesi in via di sviluppo.
Questo convegno segue a breve distanza e riprende in parte i temi di recenti
iniziative volte a commemorare il cinquantesimo anniversario dell promulga
zione delle leggi razziali fasciste.
Testimonia anch'esso l'interesse e finanche l necessit diffusamente avvertita
di approfondire e di documentare il passato, di esprimere un comune impegno a
non dimenticare, a non consentire falsificazioni e rimozioni.
Nell'auspicio e nell speranza - fragile invero in questi tempi di violenza e
Itala Judaica IV
I7
di repressione in paesi vicini e lontani - che con le ari delo studio e della
memora gli eror e gli oror del passato possano essere rispariati ale genera
zioni future.
Concludo forulndo i miei frateri auguri di buon lavoro. Grazie.
Tula Zevi
CARLO GHISALBERTI
Sulla condizione giuridica degli ebrei in Italia dalZ' emancipazione ala
persecuzione: spunti per una riconsiderazione
Costretto a regolare unilateralmente i propri rapporti con la Chiesa cat
tolica per il totale rifiuto pontificio ad ogni soluzione di compromesso e di
avvio a una sia pur parziale e larvata conciliazione, lo Stato italiano, con la
legge delle guarentigie, offr, come noto, alla nazione ed al mondo una
prova di civilt e di coerenza ai principi che ne avevano guidato dal 1 848
in poi l'azione politica. Ispirate fondamentalmente dalla tesi cavouriana
della necessit per lo Stato di assicurare l'indipendenza alla Santa sede e
dalla opportunit di offrire la piena libert alla Chiesa cattolica in Italia,
dopo che l'unit nazionale fosse stata realizzata con l'eliminazione del
potere temporale dei papi, le Guarentigie sembravano realizzare sul piano
normativo i principi del separatismo. Il conflitto tra lo Stato, subalpino pri
ma italiano poi, sviluppatosi per un ventennio, dalle leggi Siccardi alla libe
razione di Roma, aveva di fatto implicato spesso il ricorso da parte del
governo italiano a misure dal contenuto giurisdizionalista o addirittura
regalista, giustificate, peraltro, data la veemenza dell'opposizione cattolica,
intransigentemente reazionaria, antiliberale e temporalista. Tuttavia, alla
fine del processo unitario, in ossequio ai principi liberali che ne ispiravano
l'azione politica, lo Stato nazionale si adoper per la realizzazione di uno
schema fondato sulla distinzione della sfera ecclesiastica da quella politica e
civile aderendo cos senza equivoci alla visione separatista della cosa pub
blica che tendeva a fare della religione, della appartenenza alla Chiesa e
della pratica confessionale essenzialmente un fatto di coscienza del tutto
irrilevante per la condotta dello Stato nei confronti dei suoi cittadini.
Questa distinzione tra le due sfere non era, per, facilmente costruibile,
anche per la presenza della norma statutaria che attribuiva alla religione
cattolica il carattere di religione di Stato, facendone una confessione reli-
20
Carlo Ghisalberti
giosa privilegiata con una sorta di crisma di officialit nell' ordinamento
giuridico, in pieno contrasto con la mentalit laica, secolarizzante e non
teologizzante del moderno liberalismo. Ed era proprio riflettendo tale men
talit che i costituzionalisti del tempo si erano sforzati di limitare con la
loro interpretazione la portata di tale norma sottolineando sia la parifica
zione di tutti i culti di fronte alla legge sulla base di un principio di egua
glianza sia il carattere meramente formale del disposto statutario al quale
proprio nel 1870 il Garelli attribuiva solo il valore della constatazione di
un fatto, quello, cio, della appartenenza della maggioranza della popola
zione dello Stato alla religione cattolica, escludendo con questo la possibili
t di evincerne ulteriori conseguenze di natura giuridico-istituzionale 1.
Punto d' arrivo questo sottolineato dal Garelli nel lento e graduale supe
ramento da parte della dottrina costituzionalistica dell' interpretazione let
terale dell' articolo 1 dello Statuto albertino che all' origine era stata ribadi
ta dai suoi primi esegeti ma che ben presto, e cio dal momento della rottu
ra operata col crollo delle illusioni neoguelfe e con la sconfitta delle speran
ze cattolico-liberali, era apparsa vieppi contrastante con il carattere libera
le del movimento risorgimentale. Non a caso, infatti, il Melegari, nelle sue
celebri Lezioni all' ateneo torinese, esprimendo un senso di disagio di fronte
a quella norma statutaria, dichiarava la parificazione dello status delle
diverse confessioni religiose derivare direttamente dall' applicazione del
principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Non accettava che
si potesse in alcun modo dubitare di questa conquista civile attuata nello
Stato subalpino, dato il sistema di guarentigie introdotte nell'ordinamento
piemontese a favore delle minoranze religiose e; quindi, a tutela della liber
t di tutti. Nella sua disamina dello Statuto, infatti, esistevano da questo
punto di vista guarentigie di carattere positivo e guarentigie di carattere
negativo. Erano di carattere negativo quelle fondate sull' applicazione del
principio di eguaglianza di fronte alla legge, ricavabili ad esempio dal famo
so decreto del 19 giugno 1848 che stabiliva come la differenza di culto
non forma eccezione al godimento dei diritti civili e politici ed all' ammissi
bilit nelle cariche civili e militari. Erano invece di carattere positivo quel
le che trovavano il loro fondamento nella norma statutaria che affermava i
culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi; poich la legge
non ammetteva eccezioni, deroghe o limitazioni alla libert individuale,
cos come non consentiva la violazione del principio di eguaglianza, il
l G. E. GARELLI, Il dirtto costituzionale italiano. Lezioni, Torino, s. r. , 1870, p. 96.
Italia Judaica IV 2I
Melegari sosteneva 1' opportunit di un trattamento per tutte le confessioni
religiose minoritarie analogo a quello riservato alla Chiesa cattolica. Nella
prospettiva interpretativa del Melegari anche questa delicatissima materia,
veramente qualificante per lo Stato liberale, andava considerata sulla scia
di quelle tesi che ritenevano lo Statuto nella lettera dei suoi disposti un
punto di partenza verso pi avanzati traguardi civili e politici e non un
limite invalicabile alla azione normativa del parlamento, sicuro e maggiore
interprete delle istanze progressive espresse dalla nazione 2.
Che questa interpretazione fosse largamente condivisa l o provava anche
il Castiglioni nel suo libro Dela monarchia parlmentare in cui giungeva a
sostenere come l' articolo 1 dello Statuto, che faceva della religione cattoli
ca una religione di Stato, dichiarando le altre confessioni semplicemente
tollerate, poteva spiegarsi solo con la diseducazione popolare del tempo in
cui venne redatto: ad un popolo non ancora educato alla libert, pieno
ancora delle superstiziose tradizioni del passato, difficile persuadere che
la libert religiosa un imprescrittibile diritto e che anche con essa la reli
gione della maggioranza garantita. Per tale ragione, nello sforzo di limi
tare la portata applicativa della norma statutaria, cos stridente con i postu
lati del liberalismo risorgimentale, considerava che questa, senza poter in
alcun modo contrastare con i principi di eguaglianza e di libert, doveva
essere interpretata restrittivamente nel senso esclusivo di religione del
governo, vincolato a partecipare, quando lo ritenesse opportuno, ad atti di
culto nel solo rito cattolico 3 . Si trattava qui di limitare chiaramente il
disposto statutario nella sua portata applicando entro limiti ben definiti
quei postulati separatisti che sembravano in certo senso qualificare la poli
tica subalpina nell'et cavouriana, politica condivisa ed appoggiata da quasi
tutti i costituzionalisti del tempo, con la sola eccezione, di un certo livello,
rappresentata da Vito D' Ondes Reggio, noto, peraltro, per le sue posizioni
clericaleggianti e conservative 4.
Tra i giuristi, comunque, era notevole l a ripugnanza nei confronti del-
2 Sunti delle lezioni di diritto costituzionale date dal sig. professore L.A. Melgar nell univer
sit di Torino l'anno scolstico 1858-1859 compilti da alcuni studenti per uso dei loro condisce
poli, anno I del corso, Litografia G. Landi, parte III, pp. 122 e seguenti.
3 P. CASTIGLIONI, Dell monarchia parlmentare e dei dirtti e dei doveri dei cittadini secondo
lo Statuto e le ultime leggi del Regno Sardo-Lombardo. Trattato popolre, I, Milano, Tip. Gu
glielmini, 1860, pp. 264-265.
4 V. D'ONDES REGGIO, Introduzione ai prncipi delle umane societ: oper da serire di Pro
legomeni al commento dello Statuto sardo, Genova, Lavagnino, 1857.
22 Carlo Ghisalberti
l' affermazione statutaria che faceva del cattolicesimo la religione ufficiale
dello Stato e che stabiliva un clima di mera tolleranza nei confronti degli
altri culti, israelitico compreso, come mostravano gli scritti del Casanova e
del Saredo, il primo ritenendo il principio separatistico connaturato al
costituzionalismo liberale, affermatosi dopo quindici secoli di intolleranza e
di predominio ecclesiastico nella vita civile, il secondo considerando estra
neo alla moderna civilt giuridica qualsiasi privilegio a vantaggio di una
qualunque confessione religiosa, dato che la libert di credere e di praticare
era un diritto naturale, per nulla derivante dalla volont dello Stato 5 .
Da questo punto di vista, quindi, in uno Stato liberale considerato per la
sua carica etica innovativa come la vera casa di tutti, il problema dello sta
tus o della condizione giuridica di una o di pi minoranze religiose partico
lari cessava di avere rilevanza. Sul piano dei principi, infatti, il concetto di
minoranza postulava necessariamente la visione di una maggioranza alla
quale dovevano essere riconosciuti diritti, prerogative o poteri speciali,
distinti, ed in parte differenti, da quelli riservati alla minoranza o alle
minoranze, specie se dichiarate tollerate 6. Ma ci contrastava nettamente
non solo con la visione laica della eticit dello Stato professata dalla parte
pi avanzata dell' ideologia politica risorgimentale, ed il pensiero corre
naturalmente agli hegeliani napoletani con alla loro testa i fratelli Spaventa,
ma anche, e, forse, soprattutto, con l' immagine egualitaria dei diritti indi
viduali che l' Ottocento liberale aveva ereditato dal giusnaturalismo, dall'il
luminismo e dalla rivoluzione francese, e che, in Italia, non era stata rinne
gata da transazioni o concordati con la Chiesa cattolica, vera nemica del
processo unitario ed indipendentistico, arroccata nella difesa delle sue posi
zioni intransigenti negatrici della libert religiosa. Transazioni e concordati
che, pur largamente diffusi in altri paesi, erano ritenuti dal liberalismo
risorgimentale in aperto contrasto con gli schemi ideologici caratterizzanti
il processo unitario ed indipendentistico del paese 7 .
'
5 L. CASANOVA, Del diritto costituzionale, Lezioni, I, Genova, Lavagnino, 1859, pp. 370-
371; G. SAREDO, Principi di dirtto costituzionale, I, Parma, 1862- 1863, pp. 1 1- 12.
6 Sulla pi generale condizione dei culti acattolici i n Italia l a letteratura era all' epoca ab
bastanza vasta: cfr. , per tutti, A. GALANTE, Manuale di diritto ecclesiastico, Milano, Societ
editrice libraria, 1914, pp. 563 e seguenti. Una sintesi recente in G. PEYROT, La legislazione
sulle confessioni religiose diverse dall cattolica, in Atti del congresso celebrativo del centenaro
delle leggi amministrative di unificazione, Firenze 10-12 ottobre 1965, VI, L'istruzione e il culto,
2, La legislzione ecclesiastica, a cura di P. A. D'AvACK, Vicenza, Neri Pozza, 1967, pp. 519 e
seguenti.
. .
7 Illuminanti, da questo punto di vista, restano le pagine di F. RUFFINI, Relaztont tra Stato
Italia Judaica IV 2:
L' intero problema della condizione giuridica degli appartenenti alle con
fessioni religiose diverse dalla cattolica maggioritaria e, quindi, anche degli
israeliti italiani, poteva essere rivisto e rimeditato. Perch se era vero che
l' editto carlo-albertino statuente fin dal 29 marzo 1 848 la loro emancipa
zione, ravvisata al momento soprattutto nel pieno godimento dei diritti
civili e nella facolt di conseguire i gradi accademici, pur pregevole nei suoi
contenuti umanitari e nelle sue finalit riparatrici di una delle pi rigorose
ed infami situazioni di inferiorit giuridica esistenti nella penisola italiana,
aveva rappresentato il punto terminale di un' aspirazione alla cessazione di
quel clima vessatorio di discriminazioni ereditato dalla tradizione antisemi
ta cattolica e mantenuto in vita alla restaurazione, era altres vero che l' ap
proccio giuridico all'emancipazione allora realizzata non appariva del tutto
in linea con l'ideologia liberale n in sintonia con gli schemi separatistici
destinati ad affermarsi nel corso del Risorgimento.
E ci perch nel clima opaco ed oppressivo della Restaurazione, durato
nei suoi atteggiamenti antiebraici fino al 1 848, le dottrine e le aspirazioni
liberatrici ed emancipatrici che pur tanta incidenza ebbero sulla formazione
dell'editto carlo-albertino, ancorch motivate, col Cattaneo, col Luzzatto
di Valperga e col Maffoni, col ricorso all' immagine delle risultanze econo
mico-sociali dell' auspicabile emancipazione, o fondate, con i fratelli Rober
to e Massimo d'Azeglio, con Cesare Balbo, con Niccol Tommaseo, con
Camillo di Cavour e con molti altri ancora, sul richiamo a principi etici
superiori, come la tolleranza religiosa, la giustizia per gli oppressi, la ripara
zione dei torti antichi compiuti dall' assolutismo, l' eguale diritto di manife
stare tutte le fedi e di professare tutti i culti, non si erano inquadrate in
una precisa ed organica visione di un articolato sistema normativo e costi
tuzionale sul quale dovevano essere poste le garanzie per le confessioni reli
giose e la tutela per . diversi credenti in esse. L' umanitarismo superiore ed
il sentimento di redenzione civile e di liberazione umana che le ispirava
apparivano spontanei ed immediati, tendenti, infatti, all' abolizione di
un' infamia ereditata da un passato oscurantista intessuto di dolori e soffe
renze, non per coordinate ad un fine consapevolmente meditato 8.
e Chiesa. Lineamenti storici e sistematici, a cura di F. MARGIOTTA BROGLIO, con premessa di
A.C. ]EMOLO, Bologna, il Mulino, 1974, passim.
8
Sulla pubblicistica in favore dell'emancipazione ebraica, vedi, tra gli altri, A.M. GHISAL
BERTI, Massimo e Roberto d'Azeglio per l'emancipazione degli israeliti in Piemonte, in La Ras
segna mensile di Israel, XLV ( 1979) , 8-9; C. GHISALBERTI, Riflessioni delle Interdizioni
2 Carlo Ghisalberti
N il coordinamento ad un simile fine poteva apparire in troppa eviden
za dalla lettera delle norme che seguirono l'editto di emancipazione in
quanto queste costituivano una legislazione piuttosto frammentaria caratte
rizzata almeno all'inizio solo dall'idea di adeguare lo status degli apparte
nenti alla minoranza religiosa ebraica viventi nel regno di Sardegna ai prin
cipi di eguaglianza civile e di libert politica sanciti espressamente o richia
mati implicitamente dallo Statuto. Cos, infatti, sin dall' emanazione della
fondamentale legge del 19 giugno 1848, n. 735, che nel suo articolo unico
affermava la differenza di culto non forma eccezione al godimento dei
diritti civili e politici ed all' ammissione alle cariche civili e militari 1' opi
nione liberale pi avanzata trasse il convincimento che, pur cadute le
discriminazioni e le restrizioni del passato e pur affermandosi come princi
pio d' ordine generale l' eguaglianza di tutti di fronte alla legge, continuava
a sussistere una certa contraddizione tra le disposizioni statutarie e legisla
tive formalmente privilegianti la religione e la Chiesa cattolica e l' assetto
normativo riservato agli altri culti. Contraddizione, peraltro, progressiva
mente attenuata dal completamento di tale assetto normativo, non mai,
per, del tutto caduta almeno sino alla promulgazione della legge delle gua
rentigie che, sostanzialmente, pareva realizzare l' auspicato principio separa
tistico. Ci si poteva evincere dallo stesso iter formativo di questa e, pi
esattamente, dalla caduta, decisa in sede parlamentare, del suo famoso tito
lo II, elaborato e contenuto nel contro-progetto Crispi e facente espresso
riferimento al tema Della libert di coscienza e di culto, ritenuto dalla
maggioranza liberale-moderata ormai del tutto superfluo perch largamente
conseguito nella prassi normativa, giurisprudenziale ed amministrativa.
Comunque, negli anni che seguirono il Quarantotto, le norme riguardanti
le minoranze religiose e, quindi, gli ebrei italiani, erano state molte e tutte
di ispirazione liberale: cos 1' art. 18 della legge generale sulla stampa del 26
marzo 1848, che puniva indistintamente l ' oltraggio a qualsiasi culto; l' art.
12 della legge 4 marzo 1848 che esonerava dal servizio nella Guardia nazio
nale i ministri di ogni religione diversa dalla cattolica; l ' art. 15 della legge
23 maggio 1851 che esentava dal pagamento delle imposte le case di abita
zicne di tutti i ministri di culto; le norme della legge Casati del 1859 che
dispensava gli alunni israeliti dall'insegnamento cattolico nelle scuole ele
mentari; l' art. 188 del codice penale sardo del 1859 posto a tutela dei culti
israelitiche di Cattaneo sulla seconda emancipazione degli ebrei d'Italia, in Studi Gualzzini, II,
Milano, Giuffr, 1982, pp. 233 e seguenti.
Italia Judaica IV 2
diversi da quello cattolico; e la decisione del 1855 del Consiglio di Stato di
Torino che, estendendo la validit della norma del 7 ottobre 1848 inclu
dente i cimiteri tra le spese obbligatorie dei comuni, ne rifer l' applicazione
anche alle aree cemeteriali ebraiche 9.
In questo complesso di norme vi era, per, frequente un'ispirazione giu
risdizionalista come spesso allora accdeva nella regolamentazione autorita-
tiva data dallo Stato alle materie chiesastiche e religiose. Era, infatti, piut
tosto difficile che, nel pieno della lotta tra lo Stato e la Chiesa per l'indi
pendenza nazionale e per la soluzione della questione romana il potere poli
tico potesse rinunciare all'uso delle armi giurisdizionalistiche in materie
qualificanti il processo risorgimentale della nazione. In un simile contesto
si poteva comprendere anche la regolamentazione dell' assetto delle univer
sit, o delle comunit, ebraiche nel regno di Sardegna sancito dalla legge
del 4 luglio 1857, di ispirazione rattazziana. A chi avrebbe infatti preferito
un assetto spontaneistico e volontaristico delle comunit, e tra questi erano
il Sineo ed il Farini, il Rattazzi, in armonia con la pi generale visione del
le materie religiose ed ecclesiastiche che lo dominava ispirandone il com
portamento, aveva opposto uno schema autoritativo, controllato in certa
misura dallo Stato, delle universit ebraiche: esse diventavano corpi mora
li aventi la finalit di provvedere all' esercizio del culto e dell'istruzione
religiosa e comprendenti obbligatoriamente tutte le famiglie e gli individui
di religione ebraica domiciliati nel comune sede dell'universit da oltre un
anno. Le universit, rette da un Consiglio di amministrazione elettivo dai
contribuenti maschi, godevano delle rendite patrimoniali e dei contributi
riscossi coattivamente con i privilegi fiscali. La tutela amministrativa sulla
loro attivit era attuata dalle autorit statali che, con decreto reale, udito il
Consiglio di Stato, e su istanza degli elettori, conservavano un largo potere
di intervento
10.
9 Su questo tema cfr. , oltre al classico L RIGNANO, Della eguaglianza civile e della libert
dei culti secondo il diritto pubblico del regno d'Italia, Livorno, Francesco Vigo editore, 1885,
G. LEVI, Le orgini storiche dell legge Rattazzi, Torino, 1917; G. FUBINI, La condizione giur
dica dell'ebraismo italiano. Dal perodo napoleonico alla Repubblica, Firenze, La Nuova Italia,
1974; S. FOA, Gli ebrei nel Risorgimento, Roma-Assisi, Carucci, 1978; A. M. CANEPA, Consi
derazioni sull seconda emancipazione e le sue consegujfe, in La Rassegna mensile di Israel,
XLVII ( 1981) , 1-6, pp. 45 ss. ; G. DISEGNI, Ebraz>rtlo e libert religiosa in Italia. Dal diritto al
l'eguaglianza al diritto alla diversit, Torino, Einaudi, 1 983. Una bella sintesi in F. SOFIA, L'e
mancipazione degli isreliti, in I Parlmento italiano: 1861-1988, I, 1861-1865. L'unificazione
nazionale, Milano, Nuova CEI Informatica, 1988, pp. 224 e seguenti.
lO
Sul tema, a parte i cenni, informati e quindi assai utili, contenuti in A. MILANO, Storia
26 Carlo Ghisalberti
vero, per, che la legge Rattazzi, pur posta come norma ad efficacia
generale, non trov applicazione nell'intero territorio nazionale ma soltanto
in talune delle province annesse, e cio a Modena, a Parma, nell' Emilia e
nelle Marche. Evidentemente il governo subalpino, alla vigilia dell'unifica
zione politica, non voleva modificare 1' assetto, diversamente disciplinato,
delle comunit israelitiche del Lombardo-Veneto e della Toscana, per tradi
zione fondato su principi al momento considerati pi liberali. Ed in questo
sussistere di forme differenti di normative sugli ordinamenti comunitari,
anche all'indomani della proclamazione del regno d' Italia, si poteva ravvi
sare, nell' incertezza dell' atteggiamento del potere politico al riguardo, quel
la maggiore propensione a ricercare soluzioni meno legate a schemi giurisdi
zionalistici che sar di L a poco provata dall' emanazione del codice civile
del 1865 chiaramente ispirato ad una visione liberale e separatista del dirit
to per quanto riguardava i rapporti giuridici in altra epoca oggetto di inter
venti di autorit religiose. L' introduzione, per tutti i cittadini, del matri
monio civile come unico mezzo per la costituzione di una famiglia legittima
toglieva, infatti, ogni dubbio al riguardo, dando un senso preciso e definito
alla politica dello Stato italiano nei confronti sia della Chiesa cattolica sia
delle altre confessioni religiose poste sullo stesso piano di essa.
Di pi la larghezza interpretativa dimostrata dalla magistratura civile, da
quella penale e da quella amministrativa nelle questioni di culto (il codice
Zanardelli user l' espressione culti ammessi riferendola a tutte le religio
ni professate nel Regno), mostrava assai chiaramente che il clima separati
stico introdotto dalla legge delle guarentigie nel paese aveva definitivamen
te cancellato quella identificazione della societ civile con la Chiesa cattoli
ca che per secoli aveva caratterizzato in Italia l' operato degli Stati e dei
loro ceti dirigenti penalizzando ed emarginando chi cattolico non era.
Si spesso distinto nell'interpretazione storiografica delle complesse e
difficili vicende dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa nell' Italia liberale il
periodo della Destra, caratterizzato dalla ricerca di soluzioni ispirate al
separatismo, da quello della Sinistra, qualificato dal ritorno ad una certa
forma di giurisdizionalismo. Tale contrapposizione tra due stili o modi di
governare, che ha trovato nell' interpretazione di Francesco Ruffini la sua
maggiore precisazione e la sua pi compiuta espressione, non sembra in
degli ebrei in Italia, Torino, Einaudi, 1963, pp. 468 ss. , cfr. soprattutto R. FRAU, Appunti sul
regime giuridico delle comunit israelitiche in Italia dallo Statuto sino al r.d. 30 ottobre 1930, n.
171, in Studi economico-giuridici dell'Universit di Cagliari, LVI (1969- 1970).
Italia Judaica IV 27
realt applicabile alla vicenda dell' ebraismo italiano nelle sue ormai piutto
sto agevoli relazioni col potere civile.
La tesi espressa dal Rignano, alla vigilia di Porta Pia, nello scritto, ormai
classico, Dell'eguaglianza civile e della lib. ert dei culti secondo il diritto pub
blico del regno d'Italia, che individuava nel separatismo la nota qualificante
dell' atteggiamento statale in materia, non poteva essere smentita dalla legi
slazione posta in essere dopo i1 1876 ed anzi, il discorso vale naturalmente
solo in relazione al rapporto tra Stato ed ebraismo, sembrava addirittura
ulteriormente convalidata. E ci perch i provvedimenti maggiori presi dal
lo Stato ed incidenti variamente la sfera religiosa, che pur assai sovente
sono interpretati in senso giurisdizionalistico per quanto atteneva la dina
mica dei rapporti con la Chiesa, dal punto di vista dell'ebraismo italiano
non potevano non essere considerati di natura separatistica per l' allarga
mento degli spazi di libert ad esso aperti fino dai tempi della Destra stori
ca ormai caduta.
Ne sono prove essenziali la legge 30 giugno 1876, n. 3184 sulla laicizza
zione del giuramento giudiziario, quella 15 luglio 1877, n. 3917 sull' aboli
zione dell'insegnamento religioso nelle scuole primarie, pur conservato
anche se facoltativamente fino a quel momento, gli articoli 140-142 del
codice penale del 1889 qualificanti la libert religiosa come diritto soggetti
vo, e la legge 17 luglio 1890, n. 6972 che, risolvendo 1' annoso e complesso
problema dell' ordinamento e delle finalit delle istituzioni pubbliche di
beneficenza, non accettava alcuna distinzione nell' opera di soccorso che
queste dovevano prestare verso gli indigenti precisando il loro obbligo di
operare senza distinzione di culto
1 1.
Come bene ha osservato il Fubini nell'Italia liberale, infatti, si era gra
dualmente realizzato il passaggio dall'eguaglianza dei cittadini all'eguaglian
za dei culti, trasformando insieme le comunit israelitiche in libere associa
zioni, almeno nella coscienza collettiva ormai ben riflessa nella giurispru
denza, secondo una logica etico-politica superiore che faceva delle credenze
e delle fedi un fatto individuale e dell' appartenenza del singolo ad un grup
po unito o qualificato a cagione della sua religione una manifestazione tipi
ca di associazionismo secondo i principi generali dell' ordinamento statale
liberale. Simile interpretazione, destinata naturalmente ad essere esaltata
da tutti gli storici ed i teorici della libert religiosa, e tra questi pi d' ogni
11 Una chiara sintesi in V. COLORNI, voce Israeliti, in Novissimo digesto italiano, IX, Tori
no, UTET, 1963, pp. 2 1 1 e seguenti.
28 Carlo Ghisalberti
altro va ricordato Francesco Ruffini, appariva largamente suffragata dalla
dottrina giuridica pi autorevole. Per l' Orlando dei Prncipi di dirtto costi
tuzionale, infatti, le lib

rt,di coscienza e di culto sono caratteristiche qua


lificanti di ogni Stato liberale moderno che deve astenersi dall'imporre o
raccomandare alcuna spciale confessione religiosa e dall'influire indiretta
mente sulla scelta di essa garantendo speciali privilegi a chi professi una
fede determinata, e deve, invece, favorire col suo intervento la reciproca
e pacifica coesistenza dei culti diversi, nelle loro legittime manifestazioni
esterne. Il che si era realizzato pienamente in Italia dopo la promulgazione
della legge delle guarentigie che nei fatti, attuando i principi separatistici,
ispiratori peraltro anche della successiva legislazione, ha posto in non cale
1 ' articolo 1 dello Statuto albertino, le cui affermazioni confessionalistiche
non avevano pi rispondenza nell' ordinamento giuridico 12. Simile anche la
posizione del Miceli che nei Principi fondamentali di dirtto costituzionale
generle affermava in astratto essere i rapporti tra gli Stati, la Chiesa ed i
culti dettati dalle diverse situazioni storiche, e cio dalla forza e dalla con
sistenza numerica delle diverse confessioni religiose, dalla tradizione e dalla
mentalit popolare, ma, di fronte alla concreta realt italiana, dichiarava
l' articolo 1 dello Statuto, che opponeva alla religione ufficiale la sola tolle
ranza dei culti esistenti al momento della sua promulgazione, di fatto supe
rato dall'interpretazione affermatasi in favore della libert dei culti intesa
nel senso pi ampio, comprensivo cio di ogni atteggiamento individuale e
collettivo in materia religiosa 13. Posizione peraltro ribadita anche nei Prn
cipi di dirtto costituzionale, dedicati all' analisi della realt statale italiana,
nei quali l' esaltazione di uno Stato indifferente in materia religiosa perch
solo questa posizione gli permette di accordare eguale tutela a tutti i culti,
accompagna un'esauriente indagine sullo svolgimento del diritto nazionale
muovendo dalla considerazione che la flessibilit dello Statuto albertino
aveva consentito il suo evolversi verso una forma non pi confessionale,
anzi laica e separatista, malgrado le premesse contrarie del suo articolo 1, e
che la legislazione ad esso successiva aveva dimostrato che lo Stato non ha'
una propria confessione religiosa e, quindi, un proprio culo da proteggere
e che perci ammette la piena libert dei culti. JaO considerazione lo por-
12
V. E. ORLANDO, Prncipi di diritto costituzional, Firenze, G. Barbera, 1920
5
, pp. 287 e
seguenti.
13 V. MrcELI, Principi fondamentali di dirtto costituzionale generl, Milano, Soceteditri
ce libraria, 1897, pp. 280 e seguenti.
Italia fudica IV 2
tava a considerare stOrlClstlcamente come la pOS1ZlOne numericamente e
tradizionalmente egemone nella societ della Chiesa abbia di fatto portato
a certi condizionamenti e a certi obblighi per lo ,St
q
to non ancora del tutto
superati e rimossi, ma che, per 1' avvenire, egli lo lasciava intendere in una
visione gradualistica, sarebbero stati definitivamente cancellati dai principi
del vincente liberalismo 14. Era qusta la sp
e
ranza, anzi la certezza, della ,
coscienza laica della nazione, che nel separatismo laico dei migliori si era
pienamente riflessa, alimentando un moto costante quasi inarrestabile ver
so l' inserimento nello Stato e nelle complesse articolazioni della societ
civile di coloro che, a motivo della diversa fede religiosa e del diverso cul
to, per troppo tempo, come gli ebrei italiani, ne erano stati esclusi. Il pen
siero di Luigi Luzzatti che, parafrasando la formula cavouriana, giungeva
ad esaltare col separatismo il principio delle religioni libere nello Stato
sovrano, a testimonianza del modo di essere di una coscienza insieme ita
liana ed ebraica degli israeliti della penisola, era al riguardo emblematico
perch rappresentativo del pensiero di molti, forse, ormai, dei pi tra i suoi
correligionari.
Per costoro, liberati dalle interdizioni e dalle discriminazioni, ormai si
poneva il problema della assimilazione, ossia della fusione totale dei singoli
e del gruppo con la collettivit, o dell'integrazione, ovvero dell' incontro
con questa nel mantenimento delle proprie peculiarit e delle proprie carat
teristiche, problema variamente affrontato non mai, per, del tutto supera
to dalla autocoscienza della minoranza ebraica. Questa, protetta adesso da
uno Stato laico e liberale, aveva conservato il diritto di continuare ad esse
re se stessa, crescendo culturalmente, socialmente e civilmente nella pi
completa libert e partecipando al destino collettivo della nazione italiana
della quale poteva condividere adesso legittimamente passioni ed idee nel
l' evolversi della storia.
E che ci non incontrasse ostacoli, ma fosse addirittura favorito dall' or
dinamento liberale, era riconosciuto persino da un giurista non sospetto
davvero di simpatie filosemite, come Santi Romano, autore allora de
dirtto pubblico italiano. A lui, infatti, pareva pienamente realizzato il carat-
14 ID. _ Principi di dirtto costituzionale, Milano, Societ editrice libraria, 1913
2
, pp. 983 e
seguenti. Sulla posizione di L. LUZZATTI, vedi Dio nell libert. Studi sulle relzioni tra lo Stato
e l Chiesa, Bologna, Zanichelli, 1926. Indagando infatti i principi costituzionali nella separa
zione dello Stato dalla Chiesa, egli individuava nell'assoluta separazione la tendenza di fondo
dell'ordinamento italiano (p. 36) ispirato al principio Religioni libere nello Stato sovrano
(p. 9) per il carattere assolutamente laico di questo.
:0 Carl Ghisalberti
te re laico di questo diritto quando poteva con sicurezza dedurre che, nel
l' attuale momento, lo Stato italiano consideri come estraneo ai suoi fini ed
alle sue funzioni il bisogno religioso, dato l' abbandono nei fatti e nella
prassi della confessionalit, ossia della qualificazione cattolica imposta ad
esso originariamente dal vieto articolo 1 dello Statuto. Deduzione questa
chiaramente di supporto a quanto veniva affermando in materia Giovanni
Giolitti che alla Camera sin dal 30 maggio 1904 aveva dichiarato in tema
di religione essere il suo governo puramente e semplicemente incompeten
te: non ha nulla da fare nulla da vedere: lascia libert assoluta ai cittadini
di fare ci che credono finch stanno entro i limiti della legge 15.
L'ingresso delle masse nella vita pubblica, sancito in et giolittiana dalla
concessione del suffragio universale e realizzato nei fatti dal coinvolgimen
to di tutto il popolo nella grande guerra, modificava, per, il modo di esse
re dello Stato, reso fatalmente diverso per l' immissione nell' arengo politico
anche di quelle vastissime moltitudini cattoliche che la ristrettezza del
diritto elettorale, 1' autoesclusione dettata dalla protesta clericale ed il carat
tere sostanzialmente elitario della classe dirigente avevano di fatto fino a
quel momento escluso. Di qui il recupero di valori tradizionali cattolici cari
a quelle moltitudini e, quindi, l' avvio negli anni che videro il crollo dello
Stato liberale e l' avvento del fascismo ad un superamento delle guarentigie
al pontefice nella ricerca di un accordo con la Chiesa cattolica che garantis
se al potere politico un pi vasto consenso. Superamento ed accordo realiz
zati con estrema spregiudicatezza dal regime fascista nel 1929 con quel
Concordato che di fatto, rinnegando il separatismo liberale, sanciva su un
punto qualificante un mutamento radicale della natura e del carattere dello
Stato italiano nato dal Risorgimento.
T aIe mutamento non sembrava incidere, per, che marginalmente sull' as
setto delle comunit israelitiche, sulla libert del culto da esse praticato e
sulla condizione giuridica degli ebrei italiani: ch, anzi, a molti, e forse
allora erano i pi, il decreto legge del 30 ottobre 1930, che insieme alle leg
gi del 24 settembre 1931 e del 19 novembre 1931 costitu il nuovo qrdina
mento delle comunit parve estremamente favorevole per u raccOrdO con la
pi generale legge del 24 giugno 1929 sui culti ammessi dallo Stato italia
no, dal contenuto estremamente rispettoso della coscienza e della fede dei
diversi credenti il cui status egualitario rispetto a quelo CCgL altr cittadini
15 S. ROMANO, I dirtto pubblico italiano, Milano, Giunro, 1989, o ouiodi S.
CASSESE, pp. 399 e seguenti.
Italia Judaica IV : I
non appariva alterato. Molti si rallegrarono per la razionalizzazione e per
l' uniformit che le nuove norme apportavano nell'ordinamento delle comu
nit delle quali avevano lamentato spesso fino a quel momento l'eccessiva
autonomia gestionale e la frequente anarchia organizzativa, approvando la
centralizzazione decisionale affidata con la rappresentanza degli ebrei
d' Italia all'Unione ed insieme il carattere sostanzialmente cogente imposto
alla adesione ad essa.
Non si rendevano conto della maggiore incidenza della tutela e della vigi
lanza pubbliche sulla loro vita, corrispondenti, peraltro, ai pi forti con
trolli esercitati dallo Stato autoritario sui cittadini, n lamentavano la fine
di quello spontaneismo associativo che invece era stato esaltato nell'et
liberale anche in materia di religione e di culto ma che tanto contrastava
con la mentalit e la vocazione totalizzante del regime. Forse si illudevano
che, in un ordinamento siffatto, reso pi omogeneo e compatto dai compiti
attribuiti per legge alle comunit, la peculiarit e la specificit dell'ebrai
smo, apparentemente difese dalla normativa concordataria ed insieme giuri
sdizionalista del regime mussoliniano, sarebbero state sottratte al pericolo
della totale assimilazione e, quindi, della scomparsa dell'identit comunita
ria
16.
Illusione, peraltro anche spiegabile, destinata, comunque, a presto svani
re col riemergere, sul finire degli anni Trenta dell' antisemitismo persecuto
rio delle leggi razziali.
16 Sul complesso problema dell'ebraismo italiano durante gli anni della dittatura mussoli
niana, cfr. , per tutti, R. DE FELICE, Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, Torino, Einau
di, 1988
4
; in particolare sulla regolamentazione delle comunit vedi, tra gli altri, R. FRU, La
forazione dell nuova legislzione italiana sulle comunit israelitiche (1930-1931), in Studi
economico-giuridici dell'Universit di Cagliari, XLVII ( 1971) , pp. 1-38, e A. CAL, La gene
si dell lege del 1930, in La Rassegna mensile di Israel, LI ( 1985), 3, pp. 334 e seguenti.
FRANCESCA SOFIA
Su assimilazione e autocoscienza ebraica nel'Italia liberale
Ad Alberto Mortara (1909-1990)
Rientra ormai nel novero delle constatazioni, non suscettibili di discus
sione alcuna, asserire che l'integrazione dell'ebraismo italiano nella compa
gine nazionale all' indomani dell'unificazione fu un' operazione riuscita,
costruita su solide fondamenta, priva infine di quei ripensamenti che carat
terizzarono viceversa altre esperienze di emancipazione nell'Europa occi
dentale. Ma dalla registrazione di questo, che un dato di fatto, la storio
grafia non pu fare a meno di presentarsi schierata su un ampio fronte di
posizioni quando si trova a spiegarne il perch. Tutta una serie di fattori,
volta a volta enunciati con diverso valore enfatico, sono stati posti all' at
tenzione: l'esiguit numerica della diaspora italiana, L suo insediamento
geograficamente circoscritto, la durata e la stabilit della sua permanenza
nella penisola - a sua volta non interessata da rilevanti flussi immigratori
nell'et moderna - o ancora le modalit specifiche di estensione della pari
t dei diritti e la relativa unanimit di vedute sulla questione in campo libe
rale l . L' insieme di queste diverse componenti quanto avrebbe impedito,
1 Sulle tematiche proprie alla seconda emancipazione italiana, oltre alla sintesi di A. MI
LANO, Stora degli ebrei in Italia, Torino, Einaudi, 1 963, pp. 358-390, si veda soprattutto
A. M. CANEPA, L'atteggiamento degli ebrei italiani davanti all loro seconda emancipazione: pre
messe ed analisi, in La Rassegna mensile di Israel, XLIII ( 1977), 9, pp. 419 ss. ; ID. , Consi
derzioni sull seconda emancipazione e le sue conseguenze, in La Rassegna mensile di Israel,
XLVII ( 1981) , 1-6, pp. 45 88. ; ID. , Emancipation and Jewish Response in Midnineteenth-Cen
tur in Italy, in European History Quarterly, XVI ( 1986) , 4, pp. 403-439; B. Dr PORTO,
Dopo il Risorgimento, al varco del '900. Gli ebrei e l'ebraismo in Italia, in La Rassegna mensi
le di Israel, XLVII ( 1981) , 1-6, pp. 1 9 ss. ; A. MOMIGLIANO, Gli ebrei d'Italia, ora in ID. , Pa-
Italia Judaica IV ::
fin dagli esordi del Risorgimento, il sorgere di uno specifico problema
ebraico nella cultura italiana.
Da parte mia ritengo per che nessuno al pari di Arnaldo Momigliano
abbia saputo impostare meglio i termini della questione. Mi riferisco, come
sa anche chi addentro solo in maniera superfidale al dibattito storiografi
co, alla celebre tesi relativa alla nazionalizzazione parallela che avrebbe
contraddistinto L moto risorgimentale. Con una chiarezza e una densit di
pensiero che a distanza di anni continua ad avvincere il lettore, Momiglia
no scriveva che
la formazione della coscienza nazionale italiana negli ebrei parallela alla forma
zione della coscienza nazionale nei piemontesi o nei napoletani o nei siciliani: un
momento dello stesso processo e vale a caratterizzarlo. Come dal XVIII al XIX
secolo, a prescindere dalle tracce anteriori, i piemontesi o i napoletani si sono fatti
italiani, cos nel medesimo tempo gli ebrei abitanti in Italia si sono fatti italiani. Il
che naturalmente non ha impedito che essi nella loro fondamentale italianit con
servassero in misura maggiore o minore peculiarit ebraiche, come ai piemontesi o
ai napoletani il diventare italiani non ha impedito di conservare caratteristiche
regionali ( . . . ). Questa lenta, ma infine risoluta conquista di una coscienza italiana,
facile a documentarsi, spiega che in tutto il Risorgimento gli ebrei siano stati all' a
vanguardia 2 .
Ho voluto riprodurre fedelmente queste felici osservazioni, non solo per
depurarle da un'incrostazione - vale a dire l' esegesi di Gramsci, per il
quale l' analisi di Momigliano equivaleva a provare l' assenza di antisemiti
smo nella cultura italiana 3, che problema diverso e insieme interpretazio
ne riduttiva - ma in quanto le brevi considerazioni che andr svolgendo
vorrebbero presentarsi come commento, e se possibile approfondimento, ai
diversi nuclei problematici individuati da Momigliano.
gine ebriche, a cura di S . BERTI, Torino, Einaudi, 1987, pp. 129- 142; R. DE FELICE, Storia
degli ebrei italiani sotto i lfascismo, Torino, Einaudi, 19884, pp. 5-55; e la ricca rassegna di
studi dedicata al problema da M. TOSCANO, Gli ebrei in Italia dall'emancipazione ale persecu
zioni, in Storia contemporanea, XVII ( 1986) , 5, pp. 905-954. Da ultimo, cfr. inoltre M.
LUZZATTI, Integrazione e assimilazione nella Livoro ebraica: proposte per una discussione, in ID.
(a cura di) , Ebrei di Livoro tra due censimenti (1841-1938). Memora familiare e identit, Li
vorno, Comune di Livorno - Belforte, 1 990, pp. 9- 19.
2 A. MOMIGLIANO, Recensione a C. ROTH, Gli ebrei in Venezia, trad. di D. LATTES, Roma,
Cremonese, 1933, apparsa originariamente sulla Nuova Italia del 20 aprile 1 933 ed ora ri
prodotta in A. MOMIGLIANO, Pagine ebraiche . . . cit . , pp. 237-239.
3 A. GRAMSCI, Il Risorgimento, Torino, Einaudi, 1 949, pp. 166-168.
: Francesca Sofa
Per farlo, sono costretta per ad allargare notevolmente il quadro pro
spettico della mia relazione e a soffermarmi di sfuggita sugli aspetti qualifi
canti del processo di unificazione nazionale, s eguendo le pi significative
acquisizioni della s toriografia 4. La formazione dello Stato unitario italiano,
per quanto contemporanea ad altre esperienze europee (penso soprattutto a
quella tedesca) se ne distanzia per una serie di profili, smaccatamente per
cepibili a livello sociologico, ma con perduranti effetti sul piano dell'ideolo
gia. La pi recente storiografia c' insegna infatti che formazione dello Stato
e formazione di una classe media in Italia pi che essere fenomeni conco
mitanti sono realt coincidenti. Lo specifico della borghesia italiana otto
centesca, in ritardo tanto con il processo di industrializzazione quanto con
l' unificazione in uno Stato nazionale, pare situarsi nell' esercizio di funzioni
di mediazione del sapere e di organizzazione della cosa pubblica, piuttosto
che in solide attivit imprenditoriali e industriali. insomma una borghe
sia <<umanistica, che affida la propria realizzazione sociale all' entrata nelle
professioni liberali, nell' amministrazione civile, nelle universit. Fin qui,
rispetto al modello tedesco, sembrano prevalere le analogie piuttosto che le
differenze: anche nella realt germanica L Bildungsbiirgertum (nel quale
s ' identificano la maggior parte delle lites ebraiche) che guida le rivoluzioni
nazionali prima, che viene a formare la classe media poi 5 . Ma il grande
4 Il tema dei rapporti tra borghesia e Stato nazionale in Italia, in un confronto problema
tico con la contemporanea esperienza del Sondereg tedesco, stato negli ultimi anni fre
quentemente dibattuto: cfr. almeno R. ROMANELLI, La bourgeoisie itlienne entre modemit et
tradition: ses rapports avec l'Eta t aprs l'unifcation e P. FRASCANI, Les professions bourgeoises en
Italie l'oque librale (1860-1920), ambedue in Mlanges de l'Ecole franaise de Rome.
Moyen Age - Temps modernes, XCVII ( 1985), 1, rispettivamente pp. 303-323 e 325-340;
M. MERIGGI, Borghesia italiana, borghesia tedesca tra societ e istituzioni: ipotesi per un confron
to, in Scienza e politica, 1989, 1 , pp. 75-83, e ID. , La borghesia italiana, in]. KOCKA (a cura
di), Borghesie europee dell'Ottocento, Venezia, Marsilio, 1 989, pp. 161-184.
5 Sul fenomeno della Bildung, come specifico soggettivo del processo di assimilazione del
l'ebraismo tedesco, al di l della partecipazione affatto irrilevante alle attivit economico-im
prenditoriali, peraltro gi tradizionali (sulle quali cfr. W. E. MOSSE, Gli ebrei e l'economia te
desca. Stora d'una lite economica (1820-1935), Bologna, il Mulino, 1990), si veda il denso
saggio di G. L. MOSSE, Geran Jews beyond Judaism, Bloomington - Cincinnati, University
Press, 1985. Sul punto, con un'angolazione pi socio-culturale, cfr. anche S. VOLKOV, Die
Verbiirgerlichung der Juden in Deutschlnd. Eigenart und Paradiga, in ]. KOCKA (a cura di),
Biirgertum im 19. Jahrhundert. Deutschland im europ'ische Vergleich, II, Miinchen, Deutscher
Tachenbuch Verlag, 1988, pp. 343 e seguenti. Che tale per tanti aspetti si presenti anche il
caso italiano sembra trovare conferma in quella esaltazione delle classi medie, lontane da una
vocazione produttiva modernamente intesa, racchiusa nelle pagine dell'ebreo toscano Leone
Italia Judaica IV :
divario tra le due esperienze s' apre riflettendo sulla collocazione rispettiva
dei relativi ceti medi all'interno della compagine statale. In Germania l' af
fermazione della borghesia e L suo successo sociale furono spesso pagati in
termini di sudditanza, culturale e politica, alle componenti aristocratico-au
toritative, nerbo del tessuto sociale e insieme puntello degli apparati stata
li 6. In Italia invece quella medesima borghesia umanistica si trov unica
e indiscussa protagonista del processo di costruzione dello Stato unitario,
venendo a istituire quella particolare forma di compagine statuale definita
dalla storiografia osmosi tra politica e amministrazione. Con formula sug
gestiva stato detto che L si trova una borghesia colonizzata, qui una
borghesia colonizzatrice 7 .
Per le lites dell' ebraismo italiano - non s i deve dimenticare infatti che
il Risorgimento fenomeno minoritario - tutto ci signific un sostanzia
le riconoscimento di paritarie opportunit offerte alla propria emancipazio
ne, se per emancipazione s' intende anche un fenomeno di promozione
sociale. Le loro aspirazioni si trovavano infatti non molto distanti dai pro
blemi che doveva affrontare l'esordiente ceto medio italiano, privo com'era
di addentellati economici o culturali con le marginali aristocrazie. Giacomo
Dina voleva forse esprimere questo concetto quando non esitava a qualifi
care il moto risorgimentale come l' emancipazione nazionale 8.
Ma soprattutt

sul piano dei valori che questo processo incise in
maniera significativa. A chi e a che cosa si chiedeva all'ebreo di assimilarsi?
Ad una nazione che puntando sull' artificialismo dello Stato e sulle compo
nenti culturali per affermarsi era portata naturalmente a riflettere questi
valori nella coscienza collettiva. Non da oggi la storiografia ha sottolineato
Carpi (L'Italia vivente. Aristocrazia di nascita e del denaro. Borghesia, clero, burocrazia. Studi so
ciali, Milano, Vallardi, 1 878), che la storiografia recente ha pi volte analizzato in funzione
modellistica nell' analisi del concetto di borghesia italiana, ma che possiede anche un innega
bile valore ermeneutico nei riguardi dell'assimilazione ebraica. Sul punto cfr. ancora A. Mo
MIGLIANO, Gli ebrei d'Italia . . . cit . , p. 138.
6 Per un quadro d'insieme delle problematiche accennate nel testo pi volte discusse al
!'interno della Neue Sozialgeschichte, cfr. J. KOCKA, Biirgertum und Birgerlichkeit als Probleme
der deutschen Geschichte vom sp'ten 18. zum friihen 20. Jahrhundert, in ID. (a cura di), Biirger
und Biirgerlichkeit im 19. Jahrhundert, Gottingen, Vandenkoeck und Ruprecht, 1987, pp. 21-
63 e ID. , Borghesia e societ borghese nel XIX secolo. Sviluppi europei e peculiarit tedesche, in
ID. (a cura di), Borghesie europee . . . cit. , pp. 3-68.
7 M. MERIGGI, Borghesia italiana, borghesia tedesca . . . cit. , p. 80.
S G. DINA, Le speranze d'Italia ( 1 859), ora in L. CHIALA, Giacomo Dina e l'opera sua nelle
vicende del Risorgimento italiano, I, Torino, Roux e Viarengo, 1896, p. 276.
:6 Francesca Sofia
il carattere volontaristico - personalmente preferisco chiamarlo elettivo -
che segna la versione italiana dell'idea di nazionalit 9. Per Mazzini, una
nazionalit comprende un pensiero comune, un diritto comune, un fine
comune: questi ne sono gli elementi essenziali. La nazione non un terri
torio da farsi pi forte aumentandone la vastit, n un agglomerato di
individui parlanti la stessa lingua,
ma un tutto organico per unit di intenti, di fine e di facolt (' . . ). Lingua, territo
rio, razza non sono che gli indizi della nazionalit, mal fermi quando non sono col
legati tutti e richiedenti in ogni modo conferma dalla tradizione storica
10.
Ma affidando al consenso e alla coscienza dei suoi fondatori, all' opera
quotidiana degli individui, al plebiscito di tutti i giorni, come dir poi
Renan, il significato dell'idea di nazione, una tale ideologia non poteva che
inglobare al suo interno i principi di autodeterminazione, di sovranit e
insieme di solidariet internazionale. Chi infatti fa appello alla libert delle
singole soggettivit politiche nella formazione di una coscienza nazionale si
trova costretto poi a riconoscere la libert di tutte le nazioni, e quindi a
non potere essere antinazionale. Questi concetti, per quanto espressi in
maniera puntuale unicamente nel testo costituzionale della provvisoria
Repubblica romana - La Repubblica riguarda tutti i popoli come fratelli,
rispetta ogni nazionalit, propugna l'italiana 11 - dovevano pur sempre
contare qualcosa nella vita dello Stato unitario, se Dante Lattes agli inizi
del secolo poteva espressamente rifarsi ad essi nell' auspicare un favorevole
accoglimento dell'idea sionista nell' ambiente italiano 12 .
Perch ho voluto dilungarmi su queste peculiari movenze che segnano il
9 Per tutti cfr. l'in superate lezioni di F. CHABOD, L'idea di nazione, Bari, Laterza, 1974
4
.
lO
Nazionalit - Qualhe idea sopra una costituzione nazionale, in G. MAZZINI, Scritti editi
ed inediti, ed. nazionale, Imola, P. Galeati, 1919, pp. 125-126.
I l La disposizione contenuta nel IV principio fondamentale preposto alla Costituzione
della Repubblica romana del 1848.
12
L'irridentismo fu il sionismo dell' Italia, come il sionismo l' irredentismo d'Israele; il
popolo italiano che ha creato la parola pi efficace per interpretare il desiderio d'integrazione
nazionale e d' unit spirituale e fisica delle sue genti, il pi adatto ad apprezzare l' analogia
corrente che pervade tutti i millenni ebraici (traggo la citazione di questo discorso di D.
Lattes, pronunciato 1' 8 dicembre 1918 al convegno della Pro Israele, associazione non ebrai
ca per la difesa dei diritti ebraici, da A. SEGRE, Luigi Luzzatti tra ebraismo e sionismo, in F.
DEL CANUTO (a cura di), Israel un decennio 1974-1984. Sagi sull'ebraismo italiano
,
Roma,
Carucci, 1984, p. 323) .
Italia Judaica IV : 7
farsi della nazione in Italia? Non certo per asserire che la nostra cultura
giuspubblicistica fosse disposta a riconoscere resistenza di un' individua
nazione ebraica all' interno dello Stato. Tutt' altro: !'individualismo dell' e
poca imponeva di considerare la parifiiazione giuridica degli ebrei, alla
stregua degli altri cittadini, come fatto personale. Ma esse riuscirono
comunque ad incidere sulla dinamica della nostra assimilazione. Ne risult
che la clausola contrattuale che ovunque in Europa sostanzia le emancipa
zioni - libert in cambio dell' estinzione della identit - assunse termini
pi ambigui e notevolmente sfumati. Infatti, eliminando un fondamento
biologico-naturalistico all'idea di nazione, riconoscendolo subordinato (e
compreso) a quello di umanit, senza gerarchie interne precostituite,
l'emancipazione degli ebrei italiani doveva - come infatti avvenuto -
procedere en masse, pi che en dtail 1 3 Ad un secondo livello poi questa
teoria elettiva incideva sui contenuti stessi dell' assimilazione. Non razza,
per le caratteristiche socio-economiche della penisola, il popolo italiano
sembrava in quel momento fare a meno del retaggio culturale della Chiesa
- si rammenti il nodo gordiano della questione romana. Se l ' ebraismo non
aveva la possibilit di decidere autonomamente a che cosa assimilarsi, gli si
13 Per riprendere la celebre e paradossale espressione di Wilhelm von Humboldt pronun
ciata nella lotta a favore della causa degli ebrei prussiani: lo amo davvero soltanto 1' ebreo en
masse; en dtail lo evito accuratamente ( Wilhelm von Humboldt und Karoline von Humboldt
in ihren Briefen, V, Berlin, E. S. Mittler und Sohn, 1 900, p. 236, che si cita da H. ARENDT,
The Moral of Histor ( 1946), ora in trad. itaI. in Ebrismo e moderit, Milano, Unicopli,
1986, p. 1 17). Che poi il progetto di un'emancipazione incondizionata, senza premesse di au
tomiglioramento n aspettative di assimilazione, si rivelasse alla fin fine perdente non pu es
sere attribuito ad un costitutivo antisemitismo insito nella stessa dottrina liberale (cfr. , per
un' estensione della categoria alla realt italiana, A. M. CANEPA, Cattolici ed ebrei nell'Italia li
berale (1870-1915), in Comunit, XXXII ( 1978), 179, pp. 43- 109, nonch ID., L'immagine
dell'ebreo nel folclore e nella letteratura del postrsorgimento, in La Rassegna mensile di
Israel, XLIV ( 1978) , 5-6, pp. 383-399) . A parte che, come ha ricordato A. CAVAGLION, Feli
ce Momigliano (1866-1924). Una biograia, Bologna, il Mulino, 1988, p. 195, le responsabilit
vanno semmai equamente ripartite, i primi anni della seconda emancipazione italiana stanno
proprio a dimostrare che un liberalismo non totalitario e per il quale l'estensione dei diritti
non si risolvesse in concessione di particolari privilegi a singoli individui era quanto promos
so soggettivamente dalla stessa diaspora ebraica. Alle posizione di un Giacomo Dina, e di un
Leone Carpi o del giovane avvocato livornese Isacco Rignano fanno eco le posizioni altret
tanto autorevoli di G. LEVI, Sull'israelitismo piemontese. Considerazioni e proposte, Biella, Tip.
sociale G. B. Ardizzoni e c. , 1858, specie pp. 23-37, e di L. OTTOLENGHI, Dialoghi religiosi
morali, Acqui, Tip. sociale, 1873, pp. 60-61 , quest'ultimo prono a sostenere un'integrazione
dell' ebraismo alla stregua di qualsiasi altra aggregazione di interessi presente nella societ ita
liana.
:8 Frncesca Sofia
offriva pur sempre la prospettiva di identificarsi con un insieme di valori,
che esaltavano al massimo il significato della modernit senza apparenti
contropartite.
Ora, se la modernit equivale all' assunzione problematica di un fascio di
concetti regolativi, tra i quali bisogna includere le libert individuali e col
lettive, l' autonomia del politico da qualsiasi istanza trascendente, l' assun
zione critica della propria identit, la difficile mediazione tra ci che tra
mandato e ci che nuovo per un' indefinita realizzazione libera dell'uni
versalit senza scontare le molte particolari diversit; se modernit tutto
questo, e in pi: responsabilit nella libert, rifiuto di ogni significato
numinoso nella storia, se non come cornice della modalit di svolgimento
degli eventi 14, allora ha ragione Emmanuel Lvinas quando individua negli
ebrei i soggetti pi disposti ad accettare questa terribile sfida, perch forti
della propria religione da adulti, nel cuore della quale pulsa <<una difficile
libert 15.
Questo non vuole essere un quadro agiografico n degli ebrei n degli
italiani. Le incomprensioni, i traumi, i rifiuti segnano anche la storia di
quest' esperienza di emancipazione. Ma vanno letti come infedelt a quelle
premesse che permisero invece un incontro soggettivamente maturo della
diaspora con il processo di unificazione nazionale. N questa lettura essen
zialmente etica dell'ebraismo deve apparire anticipatrice 16. Senza scomo
dare altri contesti culturali - basterebbe sfogliare i primi volumi delle
Archives israltes apparsi in quegli anni per rendersi conto come la soggetti
vit austera venga esaltata pi a titolo di vanto che a scopi cautelativi 17 -
14 Su questi temi il riferimento d' obbligo ]. HABERMAS, I discorso flosofico della moder
nit. Dodici lezioni, Bari-Roma, Laterza, 1987. Per una riconsiderazione storica con riferi
mento al tema qui preso in esame si veda Z. STERNHELL, La moderit e i suoi nemici: dalla ri
volta contro l'illuminismo all'indebolimento della democrazia, in Storia contemporanea, XXI
( 1990), 6, pp. 977-996.
15 Si veda soprattutto Une religion d'adultes, ora in E. LEVINAS, Difficile libert, Paris, Mi
chel, 1976
2
, pp. 24-46.
16 Anticipatrice rispetto alla riflessione filosofica di matrice espressamente ebraica matu
rata dopo l' Olocausto: cfr. per un ellittico panorama di queste prospettive i saggi raccolti in
Esprit, 1979, 5, Les juifs dans l modernit, e in Revue de mtaphisique et de morale, XC
( 1985), 3, Philosophies juives, ai quali vanno almeno aggiunte le importanti riflessioni di H.
]ONAS, Das Prinzip Verantvortung. Versuch einer Ethik fur die technologische Zivilisation,
Frankfurt a. M. , Insel - Verlag, 1979, e di R. DRAI, La sortie d'E[Ipte. L'invention de l liber
t, Paris, Fayard, 1986 e La traverse du dsert. L'invention de l responsabilit, Paris, Fayard,
1988.
17 Sulle Archives e sul suo animatore Isidore Cahen, cfr. gli accenni in A. KASPI, Note sur
Isidore Cahen, in Revue des tudes juives, CXXI ( 1962) , 3-4, pp. 417-425.
Italia Judaica IV `
il pensiero rabbinico dell'epoca ridonda di analoghi tentativi volti a dimo
strare un possibile accordo tra i sommi principi accolti dalla comunit
nazionale e l' etica ebraica. Giuseppe Levi , fondatore con Ezra Pontremoli
dellEducatore israelita (pubblicazione peraltro dove l' intento divulgativo si
appunta principalmente su temi di morale) 18 non dimostrava esitazione
alcuna a documentare nel suo studio sulla teocrazia mosaica come le paro
le del legislatore, piuttosto che approdare a qualsivoglia regime teocratico,
si rivelassero sanzione di tutte quelle libert, che sono il pi prezioso
acquisto e le pi potenti aspirazioni dell 'et moderna 19. Il rabbino di
Mantova, Marco Mortara, nell' atto in cui rivendicava una nazionalit reli
giosa e di lignaggio all' ebraismo, senza per questo sentirsi meno italiano,
ricordava testualmente che la Dichiarazione dei diritti dell'uomo all'origine
dell'idea di nazionalit politica (. . . ) nulla di nuovo apprese ai dotti delle
bibliche dottrine, che in essa videro soltanto un progresso generale verso
l' adozione di teorie da oltre trenta secoli ivi conservate 2
0
.
Che il rabbino Mortara scelga a modello prescrittivo del principio di
nazionalit la Dichiarazione dei dirtti mi sembra argomento convincente
contro la facile tentazione di indagare quali fossero le sue reali intenzioni.
Non era poi cos semplice mantenersi fedeli a quella nuova tavola della leg
ge, che imponeva insieme vigilanza dell' uomo e coscienza del cittadino.
Anzi - i fallimenti della storia lo ricordano - si pu dire che era vero il
contrario: si dimostrava tanto difficile quanto l ' idea che il rabbino si faceva
della propria religione, determinata dall' estensione esatta dell' eticit.
Questi principi vitali trovarono un' esposizione sistematica in Elia Bena
mozegh. Non conta in questo contesto che il grande esponente della tradi
zione cabbalistica sefardita verr rivalutato solo pi tardi ispirando (anche
tramite il suo allievo Dante Lattes) una diversa ripresa dell' autocoscienza
ebraica nella cultura italiana 2 1 , N che il suo apporto scientifico risulti
18 Sul periodico, edito dal 1853 fino alla morte di Giuseppe Levi avvenuta nel 1874 e poi
sostituito dall'esperienza assai meno edificante di Il Vessillo israelitico, cfr. A. MILANO,
Un secolo di stampa periodica ebraica in Italia, in La Rassegna mensile di Israel, XII ( 1937-
1938), 7- 9, Scritti in onore di Dante Lattes, pp. 105- 107.
19 G. LEVI, Cristiani ed ebrei nel Medio Evo. Quadro di costumi con un'appendice di rcordi e
legende giudaiche dell medesima epoca, Firenze, Le Monnier, 1866, p. VI, nonch ID. , Sull
teocrazia mosaica. Studio critico e storico, Firenze, Le Monnier, 1863.
20 M. MORTARA, Dell nazionalit e delle aspirazioni messianiche degli ebrei a proposito della
questione sollevata dall'onoro deputato Pasqualigo. Considerazioni, Roma, Tip. Cotta e C. ,
1873, pp. 1 0 e 14.
21 Su Benamozegh ( 1823- 1900) , cfr. essenzialmente la voce di R. DE FELICE, in Diziona-
0 Francesca Sofia
all' epoca sopraffatto dal peso del neo-ebraismo della scuola padovana
22
.
Conviene invece soffermarsi su alcuni aspetti della sua rivendica dell' eccel
lenza e insieme della universalit dell'ebraismo. Ci si riferisce naturalmente
ai suoi scritti Isral et humanit e Morale juive et morale chrtienne, entrambi
ristampati di recente in due diversi ambienti diasporici 23 quasi a riscoprir
ne 1' attualit. Per i suoi studi cab balistici Benamozegh qualche volta defi
nito un mistico: ma etichetta che va decisamente rimossa. In realt, gli
interpreti pi avvertiti hanno sottolineato come la sua Qabbalh sia larga
mente rivisitata al razionalismo talmudico e alla filosofia occidentale. Per
questo fu culturalmente solo: troppo razionalista per la scienza cabbalistica
tradizionale, troppo cabbalista per l' ebraismo italiano 24 . Eppure a me
parso significativo che il gruppo di studenti torinesi raccolti intorno a Mar
co Segre per celebrare il cinquantenario dell' emancipazione - al fine, cito
testualmente dall' editoriale, di promuovere quella fusione che si venne a
poco a poco arrestando, nell' ineluttabile bisogno di ricordare che le bar
riere non debbono essere risollevate 25 - inserissero alcuni frammenti di
Benamozegh, unico tra i rabbini italiani, all' interno della pubblicazione
commemorativa.
Elia Benamozegh era L a ricordare l'intimo accordo del messianesimo
colla patria attuale di ciascun israelita. La sua concezione progressiva della
ro biografco degli italiani, III, Roma, Istituto dell'enciclopedia italiana, 1966, pp. 169- 1 70 e
la relativa bibliografia. Per l'incidenza del suo insegnamento al Collegio rabbinico di Livor
no, cfr. A. S. TOAFF, I collegio rabbinico di Livoro, in La Rassegna mensile di Israel, XII
( 1937- 1938), 7-9, Scritti in onore di Dante Lattes, pp. 184- 195 ed E. TOAFF, La rnascita spiri
tuale degli ebrei italiani nei primi decenni del secolo, in La Rassegna mensile di Israel, XLVII
( 1981) , 7- 12, pp. 63 e seguenti.
22 In merito alla scuDa padovana e al suo grande maestro e animatore Samuel David Luz
zatto cfr. i saggi raccolti in La Rassegna mensile di Israel, XXXII ( 1966) , 9-10, Nel primo
centenario dell scomparsa di S. D. Luzzatto. Su Luzzatto si veda pure P. SLYMOVICS, Romantic
and Jewish Orthodox Influences in the Political Philosophy of S. D. Luzzatto, in Italia. Studi e
ricerche sulla storia, la cultura e la letteratura degli ebrei d' Italia, IV ( 1 985), 1, pp. 94-126.
23 Si veda E. BENAMOZEGH, Morale ebraica e moral cristiana, Assisi-Roma, Carucci, 1977
(prima trad. ital. dell' opera stampata a Parigi nel 1867 da Michel Levy) , e ID. , Israil et huma
nit, nouv. d. entirement rev. , Paris, Michel, 1961, ora in trad. ital . , Israele e umanit. Stu
dio sul problema dela religione universale, Genova, Marietti, 1990 (la prima edizione dell' ope
ra era stata stampata postuma nell'originale francese per le cure di Aime Paillire nel 1 914) .
24 A. GUETTA, Mistica e dialettica: Elia Benamozegh e la filosofia de11'80G, in La Rassegna
mensile di Israel, L ( 1984) , 5-8, pp. 182 e seguenti.
25 XXIX marzo. Numero unico a ricordo dell'emancipazione isrelitica, pubblicato per cura
di un comitato di studenti, Torino, 29 marzo 1898, p. 1 .
Italia Judaica IV I
storia una vera e propria parusia - insegnava la concordanza possibile
tra l' immutabilit del progresso, da un lato, e tra le patrie e Gerusalemme,
dall' altro. Il messia che non venuto, n verr ma che sta venendo,
come scriveva con espressione incisiva 2
6:
Il compito sacerdotale di Israele,
il suo essere strumento del piano provvidenziale di unificazione dell' umani-
t tuttavia doveva assumere come luogo di missione le singole e diverse

patrie. E se una patria doveva esistere, uno Stato aveva il diritto di vive
re, se la nazionalt non era parola vana 27, la morale ebraica si dimostrava
molto pi attrezzata di quella evangelica ad affrontarne la sfida. Il caratte-
re acerbamente polemico che contraddistingue tante pagine di Morale juive
va inserito in questa visione irenica della storia, dove il popolo eletto tale
perch eticamente migliore. Proprio perch pi attrezzato, proprio perch
la patria, i suoi diritti, i suoi bisogni, i limiti che [essa] pone talvolta alla carit uni
versale; la societ civile, la societ veramente umana, cio quella dei corpi e delle
anime insieme, i suoi propri diritti, le sue esigenze, i rapporti che ha creato tra i
suoi membri, le regole, le leggi che regolano questi rapporti 28
erano pane quotidiano per l' ebraismo, proprio perch quest' ultimo aveva
mutato lo sono l' Eterno in un terribile giuramento di rigorosa giustizia
contro tutti coloro che non avessero praticato il precetto in questione, biso
gnava affermare in maniera assoluta la validit di queste regole sub specie
judaeorum, se non si voleva rimanere assorbiti dall' umanesimo dilagante
della storia.
La sua polemica con il rabbino di Padova Samuel David Luzzatto volle
significare anche questo. Consapevole che bisognava guardare al popolo
ebraico per quello che era, per quello che non poteva fare a meno di essere
allora - vale a dire una societ, una chiesa - Elia Benamozegh avverti
va che bisognava elevare la pratica da mera esteriorit, dall'impulso cerimo
niale ad una necessit di ordine assoluto, ad un bisogno cosmico eterno
universale
2
9.
26 E. BENAMOZEGH, Intimo accordo del messianesimo colla patria attuale di ciascun israelita,
ibid. , p. 6.
27 E. BENAMOZEGH, Morale ebraica . . . cit . , p. lO.
28 Ibid. , pp. 108 e 1 16.
29 Cfr. E. BENAMOZEGH, Lettere a S. D. Luzzatto, Livorno, presso l' autore, 1890, pp. 57 e
seguenti. (Il passo col titolo Qabalah e mosaismo anche riprodotto in ID. , Scritti scelti, a cu
ra di A. S. TOAFF, Roma, La Rassegna mensile di Israel, 1955, pp. 262 S5. , dal quale si cita) .
2 Francesca Sofia
stato detto in maniera suggestiva che una tale rivendicazione del com
pito d' Israele faceva implicitamente da pendant a quella che Gioberti avan
zava per gli italiani, considerati nel loro primato morale e civile i leviti del
l' umanit 30. Ma si rifletta: solo alla luce dell'umanesimo liberale che il
cristiano pu abbandonare l' accusa di deicidio, l' ebreo scoprirsi suo fratello
senza il complesso del marrano. E quell'umanesimo liberale sembrava rea
lizzato davvero: nella morale laica, nella coscienza europea, di cui era parte
non solo di fatto, ma ideologicamente, la nazione italiana. Fu cos che il
processo di integrazione nazionale dell' ebraismo italiano si caratterizz per
la progressiva perdita di consistenza dell'identit religiosa ebraica, nel
momento stesso in cui, con l' apertura dei ghetti, la religione diventava
l' elemento caratterizzante della diversit 3 1 .
Attilio Milano, riflettendo sulla mancata accoglienza dei movimenti di
riforma del rito sinagogale in Italia, ha scritto che
in realt 1' ebreo italiano di queste generazioni si dimostrato sincero verso se stes
so e corretto verso i fratelli. Ha considerato la propria crisi religiosa come fenome
no personale: troppo profonda per essere sanata da una semplice riforma di culto,
e troppo transitoria per mettere a repentaglio, con dei ritocchi, la stabilit della
credenza e delle pratiche religiose dei propri fratelli di fede 32.
Forse si potrebbe aggiungere che l' ebreo italiano non sentiva alcuna
necessit di mimetizzarsi, e poteva pi liberamente assimilarsi a quei valori
di umanit e eticit, che la nuova patria sembrava incarnare in maniera cer
to non assoluta, ma infinitamente maggiore di altri popoli disposti da subi
to a costruirsi miti sostitutivi a favore della propria legittimit. L' esito
inconcludente della cosiddetta polemica Pasqualigo 33, il deputato veneto
Cfr. inoltre S. D. LuzzATTo, Epistolaro italiano, francese, latino . . . pubblicato da' suoi fgli,
Padova, Fratelli Salmin, 1890, pp. 1029-1036. In merito a tutta la polemica, derivata proprio
dalla pubblicazione di Morale ebraica e morale cristiana, cfr. inoltre Y. COLOMBO, La polemica
col Benamozegh, in La Rassegna mensile di Israel, XXXII ( 1966), 9-10, Nel primo centena
rio dela scomparsa di S. D. Luzzatto, pp. 179 e seguenti.
30 Cfr. Y. COLOMBO, La figura e il pensiero di Elia Benamozegh, in E. BENAMOZEGH, Scrtti
sceli . . . cit. , p. 15, e B. DI PORTO, Elia Benamozegh, un maestro dell'ebrismo nella nuova Ita
lia, in La Rassegna mensile di Israel, L ( 1984) , 5-8, p. 160.
31 M. TOSCANO, Gli ebrei in Italia . . . cit. , p. 1 13.
3 2 A. MILANO, Storia degli ebrei . . . cit. , p. 374. In merito s i vedano l e considerazioni svi
luppate da A. SEGRE, Memore di vita ebraica. Casale Monferrato - Roma - Gerusalemme, 1918-
1 960, Roma, Bonacci, 1979, p. 277.
.
33 In merito alla quale cfr. A. M. CANEPA, Emancipazione, integrazione e antisemitismo libe
rle in Italia. I caso Pasqualigo, in Comunit, XXIX ( 1975), 1 74, pp. 166 e seguenti.
Italia Judaica IV `
che pretese di rifiutare l' entrata al ministero a Isacco Pesaro-Maurogonato
in quanto ebreo, ne costituisce una conferma. Le argomentazioni del depu
tato attingevano infatti abbondantemente alla teoria biologica della nazio
ne, della natio quia nata, che per l' ebreo emancipato ha finito sempre per
ritorcersi nell' accusa di doppia nazionalit>. E non era solo una celia che
nel definire le caratteristiche del giudaismo Pasqualigo si rifacesse pari pari ,
alle affermazioni del rabbino Giuseppe Levi non fondersi, n isolarsi, ma
assimilarsi 34. Chi soffriva in questo momento di una crisi di identit era il
deputato veneto, non gi l' ebraismo italiano: era lui che rifiutava lo stesso
significato metafisica della libert, che non mai fedelt a due interessi
divergenti, ma generosa capacit di giocarsi nella storia la propria identit
particolare e universale 35, nella fiducia di riuscire comunque a rimanere
fedeli a se stessi e al mondo. D' altronde, questa fiducia che caratterizza
quella prigionia della speranza individuata da Stuart Hughes per altri
versi come tipica dell'intellettuale ebreo italiano, quando ha riconosciuto
che in Italia la smania di universale agiva da potente stimolo a conservare
la propria identit 36. Sicch per definire l ' assimilazione della diaspora ita
liana parlerei pi che di assunzione di valori sostitutivi di un ebraismo con
. un pensiero preso a prestito.
Ricercare le tracce di questa autocoscienza nel pensiero degli ebrei assi
milati senza cadere in annotazioni impressionistiche prive di reali fonda
menta impresa assai difficile da compiersi in questa sede, e forse in
maniera assoluta. Anche perch non tutti gli ebrei intesero allo stesso
modo il significato del migliorismo - l' espressione di Felice Momiglia
no 3 che doveva guidare la nuova vita emancipata: per molti ci non
34 Cfr. F. PASQUALIGO, Gli israeliti. Risposta . . . all'avv. Marco Diena colla lettera del prmo
al Diritto, Venezia, Tip. de La Stampa, 1873 (estratto da La Stampa, nn. 270 e 277). Lo
scritto a cui rimandava il deputato veneto era G. LEVI, N isolamento n fusione, in Educa
tore israelita, XVI ( 1868), 2, pp. 12- 17, 33-36.
35 Su questi temi, al centro del processo di modernizzazione dell'ebraismo diasporico, ac
canto all'ormai classico V. ]ANKLVITCH, Sources, Paris, Seuil, 1984, ora in parziale trad.
ital. col titolo La coscienza ebraica, Firenze, Giuntina, 1986, si veda anche M. CHAMLA, Figu
re ebraiche della modernit, in D. BmussA (a cura di), Ebrei moderi. Identit e stereo tipi cultu
rli, Torino, Bollati Boringhieri, 1989, pp. 1 12- 139.
36 H. S. HUGHEs, Prigionier dell speranza. All ricerca dell'identit ebraica nella letteratura
italiana contemporanea, Bologna, il Mulino, 1983, p. 184.
37 Si veda F. MOMIGLIANO, Migliorismo o pessimismo ebraico, i n Critica sociale, VII
( 1897), 14. Sull'occasione dello scritto, apparso in origine a puntate sulla rivista socialista, e
rivolto a contrastare la tesi del ostitutivo pessimismo degli ebrei affermata da G. FERRERa
44 Frncesca Sofia
signific altro che essere pi realisti del re, farsi assorbire dalla storia.
Eppure, non si pu dimenticare la connotazione dell'et della libert come
era del semitismo universale compiuta dal razionalista David Levi oppure
la sua sovrapposizione delle guerre di indipendenza a quella di Giuda 38.
Come troppo facile passare sotto silenzio l' ammirazione di Felice Momi
gliano per quell' orribile verso del nostro inno nazionale: Quando L popolo
si desta / Dio si pone alla sua testa / E la folgore gli d, che per lui signifi
cava invece unire in uno stesso culto amore per la patria e venerazione per
un Dio alleato alle pi nobili aspirazioni di giustizia 39. In questi casi si pu
parlare veramente di secolarizzazione della propria identit e di trasferi
mento del messianismo negli ideali patriottici e in campo sociale. Emma
nuel Lvinas ha giustamente ricordato come a partire dall' emancipazione
forse la presenza ebraica vada ricercata soprattutto qui, nella partecipazio
ne ai movimenti liberali e sociali - nella lotta per i diritti dell'uomo, per
una giustizia sociale attiva 40, in tutti coloro cio che appena inseriti nel
mondo circostante gli si ribellavano in nome di una giustizia assai meno
compromissoria.
Il che, si badi, non vuole affatto presentare l' ebraismo compattamente
schierato a sinistra: non si tratta di posizioni politiche, ma dell' impegno
etico profuso nel perseguimento di un ideale. questo forse il motivo per
cui gli uomini politici ebrei all' indomani dell'unificazione sedettero preferi
bilmente sui banchi della Destra, alla quale si dovevano sentire vicini per il
in L'Europa giovane, Studi e viaggi nei Paesi del Nord, Milano, Garzanti, 1946, cfr. A. CAVA
GUON, Felice Momigliano . . . cit. , pp. 62-66 (ma tutta la biografia costituisce una ricostruzio
ne esemplare di un capitolo importante del pensiero ebraico emancipato) .
38 Sul mazziniano David Levi, si veda L. BULFERETTI, Socialismo risorgimentale, Torino,
Einaudi, 1949, pp. 81- 103.
39 F. MOMIGUANO, Giuseppe Mazzini e le idealit modere, Milano, Ed. lombarde, 1905,
p. 66.
40 Cfr. E. LEVINAS, Ethique et esprit, ora in ID. , Difficile libert . . . cit. , pp. 13 ss. , specie
pp_ 16- 17. Ritrovo lo stesso concetto espresso in H. ARENDT, Rahel Varhagen. Storia di una
ebrea, Milano, Il Saggiatore, 1988, p. 229: Non c' assimilazione, se ci si limita a rifiutare
solo il proprio passato, e si ignora quello degli altri. In una societ, quasi interamente antise
mita - e questo vale, nel nostro secolo, per tutti i paesi in cui vivono gli ebrei - ci si pu
assimilare solo se ci si assimila anche all' antisemitismo (. . . ) . Se non lo si fa, si diventa - sen
za accorgersene - ribelli - "lo sono, in fondo, ribelle" - e si resta ebrei. Se ci si assimila
veramente accettando tutte le conseguenze, la negazione della propria origine, la fine della
solidariet con coloro che non sono, non sono ancora, parvenus, si diventa miserabili. Su
questo tema alcune suggestive analisi sono in M. L6wy, Remption et utopie. Le judaisme li
bertaire en Europe centrale. Une tude d'afnit lctive, Paris, Puf, 1988.
Italia fudica IV +
rigorismo morale. O ancora risiede qui l'origine di quel vero e proprio culto
professato a Mazzini, un giusto, pi che un giurista, come stato defini
to 41, che unisce tante memorie risorgimentali ebraiche, dagli Usiglio ai
Levi, dai Nathan ai Rosselli 4
2
.
Ci si pu chiedere pertanto che cosa significhi assimilarsi ad un sistema
di valori, piuttosto che ad un popolo, ad una nazione fisicamente costitui-
ta, ad una lingua. E ricordando proprio la rinascita culturale dell' ebraismo
italiano nei primi anni del Novecento, che Renzo De Felice ha ricondotto
anche alla crisi dei valori liberali 43 . Non a caso molti tra questi promotori
di una consapevole autocoscienza ebraica confluiranno poi nell' antifasci
smo, cos come non casuale che qualcuno abbia potuto leggere nella paro
la d' ordine di Giustizia e libert, Oggi in Spagna, domani in Italia, una
secolarizzazione dell' Hagaddah pasquale 44. Tuttavia, conviene sottolineare
al riguardo che quell' intonazione era gi risuonata nelle brigate garibaldine
della prima guerra mondiale: Oggi sulle Argonne, domani a Trento e Trie
ste. Il che ancora una volta ci riporta ai difficili rapporti integrazione/assi
milazione. La nazionalit non la pienezza dei tempi aveva asserito
infatti il rabbino Mortara all' indomani della raggiunta unit nazionale 45.
Ci che contava davvero era una responsabile libert.
Di queste movenze si potrebbe trovare anche testimonianza in alcune
particolarit del pensiero ebraico emancipato. Da parte mia, ho sempre
ritenuto sorprendente che l' adesione degli intellettuali ebrei al positivismo
si caratterizzi per una vena decisamente eretica e spiritualista. Accanto ad
41 Da P. UNGARI, La dialettica delle istituzioni, in Mazzini nella cultura italiana. Discussioni
e documenti, Roma, Ed. Voce repubblicana, [ 1966], p. 102.
42 Sulla sostanza di questi rapporti, cfr. A. MILANO, Storia degli ebrei . . . cit. , p. 359. Ma la
giustificazione pi pregnante di questo mazzinianesimo ebraico in termini di ossessione mo
noideistica data in una lettera di Felice Momigliano a Giovanni Gentile, s. d. , ma attribui
bile al 1904, riportata parzialmente in A. CAVAGLION, Felice Momigliano . . . cit. , p. 106.
43 Cfr. R. DE FELICE, Storia degli ebrei italiani . . . cit. , p. 27. Sul risveglio della coscienza
ebraica in Italia sono da vedere anche i contributi di M. TOSCANO: Fermenti culturali ed espe
rienze organizzative della giovent ebraica italiana (1911-1925), in Storia contemporanea,
XIII (1982) , 6, pp. 915-961 ; Ebrei ed ebraismo nell'Italia dell grande guerra. Note su un'in
chiesta del Comitato delle comunit israelitiche italiane del magio 1917, in F. DEL CANUTO (a
cura di), Israel . . . cit. , pp. 349-392, e da ultimo Gli ebrei italiani e l prima guera mondiale
(1915-1918): tra crisi religiosa e fremiti patriottici, in Clio, XXVI ( 1990), 1, pp. 79-97.
44 R. DE FELICE, Storia degli ebrei . . . cit. , p. 90; l'osservazione anche in Z. CIUFFOLETTI,
Nello Rosselli: uno storico sotto il fascismo, premesso a N. ROSSELLI, Uno storico sotto il fasci
smo. Lettere e scrtti var (1924-1937), Firenze, La Nuova Italia, 1979, p. XII.
45 M. MORTARA, Della nazionalit . . . cit. , p. 20.
46 Francesca Sofia
un Felice Momigliano, ad un Claudio Treves, ad un Ludovico Limentani,
anche l' economista Achille Loria, che del positivismo pi conseguente rap
presenta l' elemento di punta, non eliminava una prospettiva etica dalla sua
considerazione scientifica dei dati sociali. Egli scriveva:
La scienza che spiega i fenomeni della societ non comprime, ma illumina il sen
timento che li esalta o condanna; a quel modo che la fisica che riscopre le leggi del
l' uomo non soffoca ma feconda l'ammirazione per la divina natura 46.
Come a dire, che questi israeliti, ebrei senza mizwoth, non riuscivano ad
accettare un sistema totalizzante, fosse pure filosofico.
Sul punto vorrei ricordare infine una polemica oggi dimenticata tra Luigi
Luzzatti e Benedetto Croce, che pu illuminare quell'infelice esortazione
rivolta dal filosofo agli ebrei nel dopoguerra affinch eliminassero definiti
vamente le loro peculiarit 47. Recensendo nel 1909 sulla Critica La liber
t di coscienza e di scienza del senatore veneto, Croce avvertiva ch quel
libro, a dispetto dell' andamento cronologico degli eventi, non era affatto
storico. Non lo era perch assumeva la tolleranza e la libert di religione a
criterio estrinseco di valutazione dei fatti, e la coscienza del narratore a
giudice degli eventi 48
. Che le intenzioni soggettive valessero pi dell'effi
cacia delle parti rispetto al tutto lo ripeteva ancora nel 1945 il filosofo del
diritto Alessandro Levi, quando continuando la polemica con lo storicismo
assoluto, si esprimeva cos1:
46 Un pensiero di Achille Lora, in XXIX maro. Numero unico . . . cit., p. 7. Si veda di A.
LORIA anche Caro Darin e l'economia politica ( 1884), in ID. , La propriet fondiaria e la que
stione social. Studi, Verona, Druker, 1897, e la bella lettera ad Augusto Graziani dei primi
mesi del 1940 sulla questione dell' ignoramus, in A. ALLOCATI (a cura di), Cartegio Loria -
Graziani (1888-1943), Roma, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1990, pp. 329-330. Per
Treves cfr. A. CASALI, Socialismo e interazionalismo nell stora d'Italia. Cludio Treves 1869-
1933, Napoli, Guida, 1985, e ID. , Cludio Treves. Dall giovinezza tornese all guera di Libia,
Milano, Angeli, 1 989. Per Limentani, cfr. invece E. GARIN, La morale anarchica di Ludovi
co Limentani, in Filosofa e politica. Scritti dedicati a Cesare Luporini, Firenze, La Nuova Ita
lia, 1981, pp. 19-41 e M. FERRARI, Ricerche sul positivismo italiano. Le indagini etiche di Ludo
vico Limentani, in Rivista critica di storia della filosofia, XXXVIII ( 1983), 1 , pp. 50-80 .
47 L'esortazione di Croce del 1947 ora nei suoi Scritti e discorsi politici (1943-47), II, Ba
n, Laterza, 1963, p. 325. Per una sua rilettura condotta dall'interno dei rapporti con gli
ebrei e con la discriminazione razziale (da Croce intimamente sofferta) , si veda ora G. SASSO,
Per invigilre me stesso. I taccuini di lvoro di Benedetto Croce, Bologna, i Mulino, 1989, pp.
1 79 e seguenti.
48 La recensione riprodotta in appendice a L. LUZZATTI, Dio nell libert. Studi sulle rel
zioni tra lo Stato e le Chiese, Bologna, Zanichelli, 1926, pp. 576 e seguenti.
Italia Judaica IV
47
Il riconoscere che tutto quello che accade ha l a sua ragion d'essere, piaccia a noi
o non piaccia, non pu far affievolire la voce severa della nostra coscienza morale.
Anzi ( . . . ) la stessa giustificazione storica in linea di fatto, rafforza questa voce del
la coscienza, la quale ci ammonisce che la storia la fanno gli uomini, che anzi
come argutamente diceva, se pure ad altro proposito, u popolano del Pascarella
semo tutti nella storia 49
ciascuno responsabile di ci che stato per ci che ha fatto, e nella storia
nel suo divenire.
In tutti costoro che anteponendo la morale alla storia, unendo la cultura
alla giustizia, seppero rimanere liberi dagli eventi, e dalla loro logica
comunque fondata, sarei propensa a riconoscere un' esile, ma tenace,
memona storica: personalmente non esiterei a definirla autocoscienza
ebraica.
49 A. LEVI, Riflessioni nel problema dell giustizia, con introduzione e commento di G. GI
LARDONI, Padova, Cedam, 1972, p. 1 93.
SERGIO DELLA PERGOLA
Precursori, convergenti, emarginati
Trasforazioni demografche degli ebrei in Italia, 1 /U- 1
Il campo delle ricerche sulla demografia sociale dell' ebraismo italiano
vanta da diversi decenni una cospicua tradizione di studi altamente qualita
dvi l . Il quadro storico e analitico dello sviluppo della popolazione ebraica
in Italia stato chiarito assai bene dai lavori ormai classici di Gini
2
Uvi 3 , ,
Bachi 4, ed stato sviluppato e articolato ulteriormente attraverso i contri-
1 Cfr. la traccia bibliografica in S . DELLA PERGOLA, Demografia storica dei gruppi di popo
lzione: il contrbuto della demograia ebraica, in SIDES - Bollettino di demografia storica,
1986, 3, pp. 41-58; e una pi ampia bibliografia in ID. , Anatomia dell'ebraismo italiano: carat
teristiche demografiche, economiche, sociali, religiose e politiche di una minoranza, Assisi-Roma,
Carucci, 1976. Si vedano inoltre i sistematici repertori bibliografici nei volumi di A. LUZZAT
TO-M. MOLDAVI, Bibliotheca itala-ebrica. Bibliografia per la storia degli ebrei in Italia 1964-
1973, a cura di D. CARPI, Roma-Tel Aviv, Carucci - Tel Aviv University, 1982; A. LUZZAT
TO, Biblioteca itala-ebraica. Bibliografia per la storia degli ebrei in Italia 1974-1985, Milano-Tel
Aviv, Franco Angeli - Tel Aviv University, 1989.
2 C. GINI, Alune ricerche demografche sugli israeliti in Padova, in Atti e memorie della
R. accademia di scienze, lettere e arti in Padova, CCCLXXV ( 1915-16) , 32, pp. 467-485.
3 L. LIVI, Gli ebrei alla luce dell statistica, I, Firenze, Edizioni della voce, 1918; II, Firen
ze, Vallecchi, 1920.
4 R. BACHI, La demografa degli ebrei italiani negli ulimi cento anni, in C. GINI (a cura di),
Atti del Congresso interazionale per gli studi dell popolazione, Roma 7-10 settembre 1931, VI,
Roma, Comitato italiano per lo studio dei problemi della popolazione, 1 934; ID. , L'evoluzio
ne demografca degli ebrei italiani dal 1600 al 1937, Citt di Castello, 1939. Parti di quest'ope
ra apparvero in La Rassegna mensile di Israel, XII ( 1937-38), 7-9, Scritti in onore di Dante
Lattes, pp. 256-320, e 10-12, pp. 31 8-362; le bozze di stampa inedite dell'intero volume sono
disponibili presso l' Institute of Contemporary Jewry dell' Universit ebraica di Gerusalemme.
R
.
BACHI-S. DELLA PERGOLA, Gli ebrei italiani nel quadro dell demografa dell diaspora, in
Quaderni storici, 1984, 55, pp. 155- 191.
Italia Judaica IV
buti pi recenti di numerosi ricercatori, fra i quali Uvi Bacci 5, Sonnino 6 e
anche (ci sia consentito aggiungere) il presente autore 7 . Allo stato attuale
delle ricerche, sarebbe perfino lecito ipotizzare che non rimanga pi molto
spazio per radicali innovazioni o strabilianti sorprese.
D' altra parte, indubbiamente vero che i numerosi fondi di archivio esi
stenti aprono tuttora notevoli prospettive ad una ricerca sempre pi pun-
tuale e completa delle vicende demografiche e sociali degli ebrei italiani.
Esiste ancora una buona potenzialit di arricchimento e di approfondimen
to rispetto alle nostre conoscenze attuali. Tali nuovi contributi risulteranno
di tanto maggiore interesse quanto pi la lettura microdemografica degli
eventi relativi a popolazioni generalmente piuttosto piccole e delimitate
geograficamente sapr inserirsi in un quadro interpretativo che collochi
l'esperienza specifica di questo o quel gruppo locale in un contesto analiti
co pi ampio e complesso e quindi pi universale.
Un tale quadro analitico dovr tenere debito conto di una molteplicit di
fattori esplicativi, riconducibili fondamentalmente a tre tipi principali di
variabili:
- quelle intrinsecamente legate alla cultura del gruppo ebraico, ossia il
complesso di imperativi religiosi, di valori morali, di norme sociali, di tra
dizioni locali, di istituzioni peculiari alla vita della comunit ebraica che si
possono considerare relativamente invarianti nel lungo periodo;
- quelle attinenti ai modi di interazione fra comunit ebraiche e popo-
5 M. LIVI BACCI, Una comunit ebraica in ambiente rrale: la demografia degli ebrei di Piti
gliano nel XIX secolo, in Studi in memoria di Federigo Melis, V, Napoli, Giannini, 1978, pp.
99-137; ID. , Ebrei, aristocratid e cittadini: precursor del declino dell fecondit, in Quaderni
storici, 1983, 54, pp, 91 3- 939.
6 E. SONNINo-R. La peste dei 1656-57 a Roma: organizzazione sanitaria e mortalit,
in SOCIETA ITALIANi DI DEMOGRAFIA STORICA, La demografa storica delle citt italiane, Bolo
gna, Editrice CLUEB, 1982, pp. 433-452.
7 S. DELLA PERGOLA, The Demography ofItalan Jews, Ph. D. dissertation, Jerusalem, The
Hebrew University, 1972; ID. , Anatomia dell'ebraismo italiano . . . cit. ; ID. , La trasforazione
demograica della diaspora ebraica, Torino, Loescher, 1983; ID. , Changing Patters ofJewish
Demography in the Moder World, in Studia Rosenthaliana, The Netherlands and Jewish Mi
gration; The Problem of Migration and Jewish Identity, special issue published together
with XXIII, 2, 1989, pp. 154- 174; ID. , Cenni sull demograia degli ebrei di Roma: retrospetti
va, 1965-1985, e prospettiva, 1985-2015, in Annuario di studi ebraici, 1 988, pp. 327-346;
ID. , TrsfOlwazioni sociodemografiche degli ebrei a Treste e in Italia nord-orentale (XIX e XX
secolo), in G. TODESCHINI-P. C. IOLY ZORATTINI (a cura di), I mondo ebraico. Gli ebrei tra Ita
lia nord-orientale e Impero asburgico dal Medioevo all'Et contemporanea, Pordenone, Studio
Tesi, 1991, pp. 51 7-552.
0 Sergio Della Pergola
lazione e societ generale, spesso determinati in misura decisiva dalle mute
voli disposizioni giuridiche che regolavano in passato la vita delle stesse
comunit;
- quelle legate all' ambiente esterno, in particolare il complesso di fatto
ri economici, sociali, politici, intellettuali, tecnologici e anche climatici
comuni a ebrei e non ebrei in una certa situazione locale, ma assai variabili
attraverso il tempo e lo spazio.
Tenuto conto di queste premesse, lo scopo di questo s tudio non tanto
di innovare, o di sostituirsi all' ampia letteratura precedente (alla quale sen
z' altro rinviamo il lettore) , quanto di presentare una rassegna di alcune del
le tendenze pi salienti che hanno interessato la popolazione ebraica in Ita
lia nell'arco di tempo che intercorre fra la sua definitiva e completa eman
cipazione giuridica e la fine del tragico periodo della seconda guerra mon
diale. Cercheremo di ripercorrere e di chiarire, sia pure sinteticamente, le
lnee portanti del processo di trasformazione demografica degli ebrei in Ita
lia, in un contesto interdisciplinare rivolto soprattutto a cultori di scienze
storiche e archivistiche. Esamineremo gli aspetti centrali delle principali
tendenze, senza soffermarci sulla discussione dei numerosi e complessi pro
blemi metodo logici relativi alla ricerca demografica sulle sottopopolazioni
ebraiche in Italia o in generale, ma senza tuttavia rinunciare all'uso di ben
sperimentate tecniche di analisi quantitativa dei dati demografici. Ci sfor
zeremo di sottolineare soprattutto quelli che a nostro avviso sono i temi di
maggiore rilevanza non solo per il demografo, ma anche per il cultore di
studi storici e di studi ebraici in generale.
Limiti di tempo
I limiti di tempo che sono stati proposti al presente studio (1870-1945)
non mancano di rilevanza nel quadro di un esame storico-sociale delle
vicende degli ebrei d' Italia. La data iniziale ha grande significato per
l' ebraismo italiano in quanto segna l' entrata di Roma nel contesto politico
italiano moderno e contemporaneo, e la conseguente definitiva apertura del
ghetto che comporta, per gli ebrei romani, l' inizio di un tardivo ma irrever
sibile processo di emancipazione. La data terminale segna la fine della
seconda guerra mondiale, momento nel quale possibile tracciare un bilan
cio definitivo delle tragiche perdite subite dalla comunit ebraica in Italia
durante il periodo della Shoah (Olocausto) .
Nell' arco di questi settantacinque anni, si verificano all' interno dell'e-
Italia Judaica IV I
braismo italiano diverse trasformazioni socio-demografiche complessiva
mente assai coerenti, anche se gli ultimi anni del periodo considerato possa
no apparire come un' aberrazione estranea al corso evolutivo principale.
Assistiamo, in particolare, ad un'intensa mobilit geografica e sociale da
parte della maggioranza della comunit ebraica, e alla definitiva adozione
da parte sua di un modello di sviluppo demografico che tender nel corso ,
del tempo a divenire tipico della maggior parte della diaspora ebraica dei
paesi occidentali. D' altra parte, la distruzione quanto meno parziale della
comunit avvenuta negli ultimi anni del periodo qui studiato costituisce
una brusca e sconvolgente deviazione dai normali e graduali modelli evolu
tivi della sociodemografia ebraica 8.
Per quanto il periodo 1870-1945 offra ampia materia allo studio di alcu
ni dei processi pi importanti della lunga storia dell' ebraismo italiano, dob
biamo notare che i tempi necessari ad un esame approfondito delle trasfor
mazioni demografiche di una popolazione sono, in generale, pi estesi
rispetto a quelli della periodizzazione storica in senso stretto. Le vicende
sociali e demografiche sono sovente caratterizzate da processi di lungo
periodo, all'interno dei quali importante cercare di cogliere punti di svol
ta e tendenze a pi breve termine. Anche nel caso degli ebrei in Italia, le
diverse fasi della transizione demografica e le loro implicazioni a pi lungo
termine vanno sempre e comunque valutate in una cornice di tempo pi
vasta. per questo che la nostra analisi, pur concentrandosi soprattutto sul
periodo 1870-1945, prender le mosse da una sommaria descrizione delle
tendenze in corso gi fin dagli inizi del XIX secolo, e si estender fin quasi
ai giorni presenti. Qualche considerazione verr anche dedicata alle conse
guenze a pi lungo termine delle perturbazioni demografiche legate alle
vicende della persecuzione nazifascista e della seconda guerra mondiale.
Il contesto internazionale
Un' analisi equilibrata delle forze che hanno operato sullo sviluppo della
popolazione ebraica d' Italia non pu prescindere dalla presa in esame di un
contesto geografico e socio-demografico assai pi vasto. Per capire il signi-
8 ID. , The Demography . . . dt. ; E. F. SABATELLO, Social and Occupational Trends ofthe Jews
in Italy, 1870-1970, Ph. D. dissertation, Jerusalem, The Hebrew University, 1972; S. DELLA
PERGOLA, La trsforazione demografica . . . citata.
2 Sergio Della Pergola
ficato delle trasformazioni svoltesi in Italia, necessario collocarle in una
visione comparativa e sistematica della diaspora ebraica. Il caso italiano fa
parte di un pi vasto sistema di popolazioni e societ a livello europeo, o
anche mondiale. Una presa di conoscenza delle molte e complesse intercon
nessioni che esistono fra le diverse comunit ebraiche e, pi in generale,
fra le societ dei rispettivi paesi, potr aiutare ad arricchire se non a sov
vertire una certa visione - invero piuttosto diffusa - che tende a colloca
re lo specifico gruppo studiato al centro della nostra attenzione, mentre
viene ignorato quasi completamente tutto ci che avviene intorno ad esso.
A partire dall'inizio del XIX secolo, la popolazione ebraica in Italia si
sviluppata pi lentamente rispetto alla maggioranza delle comunit degli al
tri paesi del continente europeo. La tabella 1 (vedi p. 70) indica che fra il
1800 e il 1900 - periodo di espansione demografica rapidissima per
1' ebraismo mondiale - il numero totale degli ebrei in Europa aumentava
di oltre quattro volte, passando da 2 a oltre 8 . 7 milioni di persone. In
Europa occidentale il ritmo di accrescimento era un poco pi lento; ciono
nostante, la popolazione ebraica cresceva di oltre tre volte nel corso di cen
to anni. Per quanto riguarda la popolazione ebraica in Italia, entro i confini
attuali, essa passava da 34. 000 a 43. 000 persone, un aumento di poco supe
riore al 25%. Il peso complessivo della popolazione ebraica dei paesi del
l'Europa occidentale rispetto al numero totale degli ebrei nel mondo dimi
nuiva leggermente, dal 1 3% nel 1800 all' l 1 % nel 1900; nello stesso perio
do, la percentuale degli ebrei in Italia rispetto al totale in Europa occiden
tale diminuiva notevolmente, dal 10% nel 1800 a meno del 4% nel 1900.
Due distinti processi demografici, indipendenti l' uno dalI'altro seppure
in una certa misura collegati, stanno alla base di queste diverse dinamiche
demografiche. Da un lato, i ritmi dell' accrescimento naturale della popola
zione ebraica riflettono i diversi livelli della fecondit e della natalit fra gli
ebrei nei diversi paesi, in un contesto comunitario di precoce e assai diffu
sa riduzione della mortalit. I ritmi dell' accrescimento familiare iniziano a
diminuire fra gli ebrei occidentali, e in particolare in Italia, mentre essi
permangono assai robusti in Europa orientale. D' altra parte, le migrazioni
internazionali giocano un ruolo importante nella crescita differenziale delle
comunit ebraiche dei diversi paesi. Il movimento emigratorio ebraico, che
in Europa centrale si era gi messo in moto nei primi decenni dell' Ottocen
to, assume proporzioni assai maggiori in Europa orientale, soprattutto
dopo il 1 880. Quest'ultima massiccia emigrazione determinata da un
complesso di fattori economici, sociali e politici, fra cui occupa un ruolo
centrale il grave e progressivo impoverimento delle comunit ebraiche nel
Italia Judaica IV
:
contesto di violenta ostilit anti-ebraica tipico delle societ est-europee cir
costanti. Il rapido accrescimento naturale della popolazione ebraica in
Europa orientale, ora ricordato, svolge un ruolo non marginale nel suscitare
o nel rendere pi acuti questi problemi .
La grande massa dell' emigrazione ebraica dal 1880 in avanti si dirige in
massima parte verso i paesi d' oltre oceano, ma in parte minore si rivolge
anche verso i paesi dell' Europa occidentale. Occorre dunque verificare qua
le sia il ruolo dell'Italia in questo gioco di movimenti migratori internazio
nali, in primo luogo generali, e di riflesso, ebraici. Dal punto di vista dello
sviluppo economico generale, in confronto ad altri paesi europei, l' Italia nel
secolo XIX e agli inizi del XX un paese relativamente poco sviluppato 9.
Essa soffre di un' industrializzazione tardiva, peraltro limitata a relativa
mente pochi settori, ancora legata all' agricoltura, caratterizzata da lenta e
scarsa innovazione tecnologica, dipendente da altri paesi, come la Germa
nia, e abbastanza poco sostenuta da capacit imprenditoriali locali ad alto
livello. A ci si aggiungono i profondi dislivelli esistenti fra un Settentrione
in via di sviluppo relativamente rapido, e un Meridione estremamente
povero e sottosviluppato.
Mentre al volgere del secolo tende ad aumentare l' importanza delle
migrazioni internazionali nell' ambito dello sviluppo demografico complessi
vo, dall'Italia, soprattutto si emigra. Se, dunque, il ritmo di accrescimento
complessivo della popolazione totale italiana fra il 1800 e il 1860 (45%)
non molto differente da quello di altri paesi europei occidentali (37% in
Francia, 45% in Germania, 57% in Olanda, ma 120% in Gran Bretagna) ,
fra il 1 860 e il 19 10 la popolazione italiana cresce solamente del 30%,
rispetto al 77% in Gran Bretagna, e al 79% in Olanda e Germania. Dei
maggiori paesi europei occidentali, solo}a Francia, notoriamente poco pro
lifica, cresce pi lentamente dell' Italia. E sintomo rivelatore di questi anda
menti demografici il fatto che, sia pure nel quadro di un generale processo
di urbanizzazione e di crescita della popolazione delle maggiori citt italia
ne, esse perdono posizioni nella graduatoria dei maggiori centri urbani
europei: Napoli scende dal 40 posto in Europa nel 1800 al 1 30 nel 1910,
Milano passa dall' l l o al 15 0 , e Roma dal 1 30 al n 10.
9 L. CAFAGNA, Italy 1 830- 1914, in C. M. CIPOLLA, ed. , The Fontana Economie Histor 0/
Europe, IV, The Emergence 01 IndustriaI Societies, London, Collins-Fontana Books, 1973, part
1, pp. 279-328.
IO
B. R. MITCHELL, Statistical Appendix, 1 700- 1 914, ibid. , part 2, pp. 738-820.
Sergio Dell Pergola
In assoluta coerenza con queste tendenze generali, le ampie correnti
migratorie ebraiche che attraversano l' Europa del tardo Ottocento e del
primo Novecento preferiscono non puntare sull' Italia e si dirigono piutto
sto verso altri paesi, le cui risorse economiche generali offrono migliori pro
spettive di sistemazione ai migranti. Grosse agglomerazioni ebraiche si for
mano rapidamente, in particolare, nei maggiori centri urbani europei occi
dentali, come Berlino, Vienna, Parigi, Londra. Il ruolo estremamente mar
ginale dell' Italia in questa rapida trasformazione delle popolazioni ebraiche
europee dimostrato dal fatto che, secondo una nostra stima (sulla quale
torneremo nel prosieguo del presente studio, v. tab. 7) , fra il 1871 e il
1900 L saldo migratorio internazionale netto, relativamente agli ebrei in
Italia, si aggirerebbe attorno alle 4. 000 persone, provenienti in maggioran
za da paesi del Mediterraneo. Fra il 1901 e L 1 920, lo stesso saldo migrato
rio sarebbe di poco superiore alle 1 . 500 persone, di provenienze geografi
che pi eterogenee. Si tratta di cifre estremamente basse, se confrontate
con le stime relative al totale delle migrazioni ebraiche intercontinentali
(ad esclusione dunque dei migranti ebrei all'interno del continente euro
peo) nello stesso periodo: 770. 000 persone negli anni 1881- 1900, e
1 . 630. 000 persone negli anni 1901- 1914
1 1 .
Pu essere semmai interessante notare come la struttura socio-economica
della piccola minoranza ebraica sia in larga misura estranea a quelle caratte
ristiche socio-economiche della societ italiana che, sul finire dell' Ottocen
to, possono aver svolto funzione di deterrente all'immigrazione ebraica (e
non ebraica) proveniente da altri paesi. Gli ebrei sono quasi del tutto assenti
dal Meridione, dal quale erano stati espulsi nel corso del XVI secolo; essi
sono invece ben presenti, sia pure con un ruolo minoritario, in quegli strati
imprenditoriali ai quali si possono attribuire alcune delle maggiori iniziative
economiche e industriali del periodo, come lo sviluppo della rete ferroviaria
italiana dopo il 1 860, l' impulso dato alle compagnie di assicurazione, e la
formazione di un' azienda ad alta capacit industriale, come l' Olivetti.
Nella seconda met dell' Ottocento, il tasso di accrescimento annuo della
popolazione ebraica in Italia risulta, in ogni caso, essere il pi basso fra i
diversi paesi dell' Europa occidentale (tab. 1) . Aumenta invece rapidamen
te, in seguito alla robusta immigrazione dall'Europa orientale, il numero
degli ebrei in Inghilterra, in Austria (entro i confini attuali) , in Germania,
come in Francia e in qualche altro paese.
Il S. DELLA PERGOLA, La trasfOlmazione demografca citata.
Italia Judaica IV

Nel periodo fra le due guerre mondiali, e sino alla fine del 1938, l' icre
mento della popolazione ebraica in Italia continua ad essere modesto (Sl ve
da ancora la tabella 1), mentre soprattutto la Francia, ma anche altri paesi
europei continuano ad attirare una persstente immigrazione ebraica. La
crisi politica dell'Europa, che gi incide profondamente sull' andamento
della demografia ebraica all' inizio degli anni ' 30, raggiunger l' ebraismo
italiano solo verso la fine dello stesso decennio. Fino a quel momento, lo
sviluppo storico-demografico complessivo dell'ebraismo italiano aveva rive
lato una singolare lentezza, ma anche una stabilit che era mancata ad altre
comunit ebraiche europee. La successiva crisi del periodo della persecuzio
ne e della guerra avr conseguenze gravissime per la popolazione ebraica in
Italia, ma anche queste saranno in un certo senso meno estreme, rispetto
all' esperienza di altre comunit europee e dell' ebraismo continentale nel
suo complesso.
Una geografia in trasformazione
Profondi mutamenti nella distribuzione geografica interna segnano 1'evo
luzione della popolazione ebraica in Italia nel periodo qui esaminato
12 .
Questa trasformazione si compie lungo due assi principali, uno gerarchico,
1' altro interregionale. Il primo aspetto quello dell' abbandono graduale da
parte degli ebrei italiani della distribuzione geografica che era stata tipica
del periodo dei ghetti e delle interdizioni, e che consisteva in una itta rete
di comunit situate in piccole o piccolissime localit urbane o semi-urbane,
di importanza provinciale o al massimo regionale. A queste si sostituiscono
comunit ebraiche di maggiore consistenza numerica in un numero notevol
mente inferiore di localit urbane di importanza regionale o anche naziona
le. Il secondo tipo di trasformazione riguarda la redistribuzione interregio
naIe e nazionale della popolazione ebraica, che tende a portare la maggio
ranza degli ebrei a risiedere nelle aree regionali e urbane maggiormente svi
luppate nel paese, lungo le direttrici sud-nord e est-ovest (vedi su questi
aspetti 1' ulteriore discussione pi oltre) .
.
Una misura di questa trasformazione strutturale data dal fatto che 11
numero delle comunit israelitiche ufficialmente costituite come corpi giu-
12 S.
DELLA PERGOLA, The Geography 01 Italian Jews: Countrywide Pattems, in Annuario
di studi ebraici, 1 974, pp. 93-128.
6
Sergio Della Pergola
ridici si contraeva da 87 nel 1840 a 23 nel 193 1 (secondo i confini italiani
attuali) , e a 20 nel 1986. Il graduale processo di concentrazione della popo
lazione ebraica anche attestato dal fatto che la percentuale del totale
degli ebrei italiani residenti nelle otto maggiori comunit, che era deI 33%
nel 1 800, raggiungeva il 43% nel 1871, 1' 85% nel 1945, e 1 ' 88% nel 1986.
Una visione sufficientemente dettagliata, anche se parziale, della can
giante distribuzione geografica dell'ebraismo italiano, ci viene fornita dalla
tabella 2 (vedi p. 7 1) , nella quale i dati sulla popolazione ebraica vengono
presentati secondo le circoscrizioni territoriali delle comunit israelitiche
esistenti nel 1 965. Va notato che ogni circoscrizione include, assieme al
capoluogo, anche un certo numero di centri minori . I dati illustrano la
notevole diversit dei ritmi di accrescimento o di contrazione della popola
zione ebraica delle diverse citt italiane. La data iniziale di un declino pres
soch irreversibile si pu collocare per le comunit di Casale Monferrato,
Ferrara e Ancona fra il 1800 e il 1840; ad Alessandria, Mantova, Verona,
Modena e Livorno, fra il 1 840 e il 1871; a Vercelli, Parma, Venezia, Pado
va, Gorizia e Pisa, fra il 1871 e il 1901; a Torino, Trieste e Firenze, fra il
1901 e i1 193 1 ; a Genova, Merano e Napoli, fra i1 1 93 1 e i1 1938; a Bolo
gna, subito dopo la seconda guerra mondiale. Le comunit di Roma e di
Milano hanno invece continuato ad accrescersi praticamente fino ai giorni
nostri, la prima attraverso rapporto combinato del proprio incremento
naturale e di un saldo migratorio moderatamente positivo, la seconda gra
zie a ripetute correnti immigratorie provenienti soprattutto da paesi esteri.
Nell' esame d' insieme di queste trasformazioni geografiche occorre tener
conto dell'impatto ineguale della Shoah nelle diverse comunit. In comples
so, gli effetti demografici diretti e indiretti della persecuzione sono stati
relativamente pi gravi nei centri minori, le cui perdite hanno significato
spesso il definitivo collasso della comunit ebraica come organismo sociale,
culturale e religioso funzionante.
Le medesime tendenze vengono riproposte, in una particolare sintesi fra
tempo e spazio, nella figura 1 (vedi p. 77) . I dati della tabella 1 sono stati
innanzitutto trasformati in tassi annui di incremento o decremento della
popolazione ebraica per ognuno degli otto periodi di tempo desumibili dalla
stessa tabella 1 . Tali tassi annui di variazione sono stati poi rielaborati
mediante la tecnica di correlazione grafico-statistica dello spazio minimo
(Smallest Space Analysis) 1 3 . Nella figura 1 ciascuna delle serie di dati tem-
13 L. GUTTMAN, A GeneraI Nonmetric Technique for Finding the Smallest Coordinate Space
for a Configuration of Points, in Psychometrika, 1968, 33, pp. 469-506.
Italia Judaica IV 7
porali relative alla popolazione ebraica di ogni comunit fra il 1800 e L
1986 viene rappresentata da un punto. La prossimit o la lontananza fra i
diversi punti riflette la maggiore o minore correlazione fra le rispettive
serie di dati, ossia la maggiore o minore similitudine fra i ritmi di sviluppo
demografico nelle 23 comunit studiate nell' arco dei circa duecento anni
coperti dalla tabella 1 .
'
La distribuzione dei punti che rappresentano le diverse comunit nella
figura 1 rivela una tipologia latente, che abbiamo sottolineato graficamen
te, onde facilitarne la lettura. La tipologia riflette l' affinit o la diversit
degli sviluppi demografici, e dunque delle vicende storico-politiche, delle
situazioni socio-economiche, e si potrebbe supporre anche delle mentalit
locali.
Fra i maggiori tipi di comunit notiamo:
la posizione estremamente eccentrica di Livorno, illustre avamposto
della cultura sefardita in Italia, ancora nel 1 840 la pi numerosa comunit
ebraica nella penisola, poi in rapido declino;
1' assai compatto e omogeneo network (reticolo) padano, sede della
maggioranza assoluta della popolazione ebraica fin verso il 1 880, in seguito
in calo rapidissimo, che si estende dall' Oltrep piemontese, attraverso
Mantova, l' Emilia-Romagna, Venezia, la Venezia euganea e il Friuli, con
propaggini adriatiche fino ad Ancona;
fra queste comunit ebraiche, che definiremo di vecchio regime, alcu
ne (Vercelli, Casale Monferrato, Pisa) occupano posizioni tipo logiche un
poco devianti rispetto a quelle logicamente prevedibili;
la comunit di Ancona, se non proprio una succursale di Venezia,
appare per lo meno fortemente co-variante con essa;
il complesso delle comunit delle grandi aree metropolitane nazionali,
Bologna, Firenze, Trieste (notevole e suggestiva l' affinit fra gli andamenti
demografici di queste due ultime comunit) , Torino, Genova, Milano
(anch' esse accomunate da andamenti simili) , Roma e Napoli; si tratta di
comunit tutte complssivamente in crescita, anche se caratterizzate da un
ventaglio di comportamenti pi ampio e variato rispetto a quelli del vec
chio nucleo padano;
la complessiva marginalit degli ebrei di Roma rispetto alle linee di
sviluppo storico-demografico delle comunit delle altre grandi aree urbane
italiane;
la posizione non meno marginale della comunit di Napoli, anch' essa
caratterizzata da sviluppi storici particolari e da lontananza geografica dagli
altri centri ebraici;
8
Sergio Della Pergol
- infine, la posizione isolata della piccola comunit di Merano, che del
l' Italia fa parte solo tardivamente, e per ragioni pi di geografia politica
che di vera appartenenza culturale.
Da questa rilettura analitica della carta geografica dell' ebraismo italiano
pu prendere 1 ' avvio una valutazione del ruolo particolare assunto di volta
in volta dagli ebrei nel quadro dei maggiori processi di trasformazione
demografica sottintesi dalle tendenze complessive esaminate fin qui.
Ebrei precursori
Uno degli aspetti fondamentali della demografia degli ebrei in Italia e in
molti altri paesi, gi sottolineato da una vasta mole di ricerche, stato
quello dell' anticipo degli ebrei rispetto alla maggioranza della popolazione
attraverso le diverse fasi evolutive della transizione demografica. In parti
colare, !' inizio della riduzione dei tassi di mortalit e, in seguito, di natali
t, avvenuto fra gli ebrei italiani oltre cento anni prima rispetto alla
popolazione italiana totale 14 . In questo ruolo di precursori delle maggiori
trasformazioni demografiche, gli ebrei si sono mossi in modi simili ad altri
piccoli gruppi minoritari, come le lites aristocratiche e alcune altre seletti
ve fasce dei ceti urbani meglio istruiti 1 5. Gli ebrei, pur essendo all'inizio
del periodo transizionale ancora in una posizione di emarginazione e di
subordinazione giuridica rispetto al corpo principale della societ, si sono
trovati apparentati ad alcuni fra i gruppi sociali pi elevati e dotati di mag
giore influenza politica e socio-economica. La conformit di comportamenti
demografici, legata a fattori sociali e culturali in parte simili (come la pre
coce urbanizzazione) , in parte diversi (come le pratiche religiose), costitui
sce uno degli aspetti pi interessanti della trasformazione demografica della
societ italiana ed europea negli ultimi due secoli.
Il fattore di maggiore importanza, in questo quadro evolutivo differen
ziale, stato l' anticipo da parte ebraica nella riduzione della mortalit dai
livelli molto elevati e irregolari del passato verso livelli pi bassi e stabili.
14 Per lo sviluppo demografico della popolazione italiana, cfr. A. BELLETTINI, La popol
zione italiana: un profilo storco, Torino, Einaudi, 1987; L. DEL PANTA, Aspetti dell'evoluzione
demograica e del popolamento nell'Italia del XIX secolo, in SOCIET ITALIANA DI DEMOGRAFIA
STORICA, La popolazione italiana nell'Ottocento: continuit e mutamenti, Bologna, Editrice
CLUEB, 1985, pp. 3-44.
15 Cfr. M. LIVI BACCI, Ebrei, aristocratici e cittadini . . citata.
Italia Judaica IV
Per quanto riguarda l'Italia, e anche al di fuori di essa, si tratta di un feno
meno diffuso attraverso comunit e regioni caratterizzate da modelli assai
diversi di sviluppo socio-economico e culturale. La tabella 3 (vedi p. 72)
illustra il chiaro anticipo che per circa centocinquant' anni, a partire dall'i
nizio dell' Ottocento, ha favorito la durata della vita degli ebrei rispetto a
quella dei non ebrei. Nei primi de cerini del XIX secolo, l' ebreo viveva in ,
media anche 1 0- 15 anni di pi del suo vicino non ebreo, soprattutto grazie
a una minore mortalit infantile, ma anche come riflesso di una diversa
tipologia e incidenza di svariate altre cause di malattia e di morte. Queste
differenze riflettono in particolare un pi sano ambiente fisico e sociale
all' interno della famiglia e della comunit ebraica.
Nella figura 2 (vedi p. 78) , il confronto fra l' andamento storico della spe
ranza di vita alla nascita nella popolazione italiana totale con quella in una
selezione di comunit ebraiche permette di chiarire come gli ebrei abbiano
preceduto di circa 80 anni la popolazione totale italiana nel raggiungere un
livello di longevit media pari a circa 45 anni di vita. Il vantaggio relativo
della minore mortalit ebraica si poi gradualmente ridotto a circa 1 0-20
anni di anticipo nel conseguire un livello di longevit di circa 60-70 anni di
vita. Pi recentemente, nel quadro di una generale convergenza dei livelli
di mortalit in Italia, l' anticipo ebraico appare completamente riassorbito e
sembrerebbero perfino notarsi i primi sintomi di un leggero svantaggio
relativo. Ci vero soprattutto per la comunit di Roma che, del resto,
anche agli inizi del XX secolo presentava livelli di mortalit e di longevit
inferiori a quelli delle altre comunit ebraiche, e non troppo dissimili da
quelli della popolazione italiana totale.
Incontriamo nuovamente gli ebrei come precursori anche rispetto al
fenomeno corrispettivo della precoce riduzione della natalit. Nella nostra
analisi abbiamo cercato di distinguere le due componenti fondamentali dei
livelli di natalit, ossia le frequenze rispettive della nuzialit e della natalit
nell'ambito delle coppie coniugate. Nel caso della popolazione ebraica, la
natalit illegittima costituisce un fenomeno estremamente marginale, e
quindi trascurabile nella presente analisi. Anzich ricorrere all' abituale e
impreciso confronto fra i tassi di nuzialit e di natalit, abbiamo preferito
riferir ci qui a strumenti di indagine pi precisi, anche se basati su dati assai
meno completi. Si tratta dei noti indici della proporzione di coniugate (lm) ,
di fecondit legittima (I
g
) , e di fecondit generale (lf)
16.
Queste misure
16 La popolazione tipo utilizzata per questi confronti quella delle donne del gruppo re-
60 Sergio Dell Pergol
pongono a confronto una certa situazione reale, per esempio quella degli
ebrei in Italia, con quello che si pu ritenere un limite massimo osservato
nelle ricerche empiriche comparative a livello internazionale. Ognuno di
questi indici fornisce una misura dell' intensit, rispettivamente, della
nuzialit e della fecondit, al netto delle possibili distorsioni provocate dal
le diverse strutture secondo l' et nelle popolazioni osservate.
La tabella 4 (vedi p. 73) presenta una serie di rapporti percentuali fra gli
indici di nuzialit e di fecondit legittima e generale, osservati nella popo
lazione ebraica di un certo numero di comunit, e le popolazioni totali del
le rispettive province fra il 1 81 0 e il 1985. Le figure 3 , 4 e 5 (vedi pp.
79- 81) riproducono i valori effettivi dei medesimi indici riguardo alle popo
lazioni ebraiche qui esaminate, in confronto con gli indici corrispondenti
per la popolazione italiana totale. In generale, risulta che, come abbiamo
gi visto per la mortalit, gli ebrei hanno chiaramente preceduto la popola
zione totale nel ridurre i livelli della fecondit. Il valore mediano del rap
porto fra l' indice di fecondit generale (If) della popolazione ebraica e tota
le all' interno delle stesse province raggiunge il 76% (tab. 4) . Fatta eccezio
ne per la comunit di Roma, l' abbassamento dalla fecondit ebraica risulta
gi acquisito all' inizio del XIX secolo. Nel quadro di una generale flessione
della fecondit in Italia nel corso degli ultimi centocinquant' anni (vedi fig.
5) , l' entit dell' anticipo ebraico pu essere valutata a circa 85 anni rispetto
a un indice di fecondit generale (If) di 0, 3; 60 anni a un livello di 0, 2; e
15 anni a un livello, invero estremamente basso, di 0, 15.
Un fatto fondamentale che emerge da questi dati che la minore fecon
dit ebraica non deriva da differenze sostanziali nella frequenza della
nuzialit (o, meglio, della proporzione di coniugate) fra gli ebrei nei con
fronti della popolazione italiana circonvicina. Il valore mediano del rappor
to fra gli indici Im ebraici e totali riportati nella tabella 4 risulta infatti del
99% (vedi anche fig. 3) . Noteremo, semmai, che gli indici di nuzialit
osservati nella popolazione totale collocano l' Italia a un livello europeo
intermedio, se non tendenzialmente basso per quanto riguarda la propen
sione al matrimonio. Gli ebrei italiani seguono schemi di comportamento
ligioso degli Hutteriti, una piccola comunit rurale nord-americana caratterizzata da fecondi
t elevatissima (le misure massime corrispondono agli anni 1 921- 1930) . Cfr. M. LIVI BACCI,
Donna, fecondit e fgli: due secoli di stora demografica italiana, Bologna, i Mulino, 1980; A,J.
COALE-R. TREAD\AY, A Summary of Changing Distrbution of Overall Pertilit, MaritaI Perti
lity, and the Proportion Maried in the Pl'vinces of Europe, in A,J. COALE- S. C. WATKINS, The
Decline of Pertility in Europe, Princeton, Princeton University Press, 1986, pp. 3 1- 180.
Italia Judaica IV 61
matrimoniali non troppo dissimili da quelli della popolazione generale. Sia
mo dunque assai lontani dai modelli di nuzialit estremamente frequente
caratteristici in generale dei paesi dell' Europa orientale, e in misura ancora
pi accentuata, delle popolazioni ebraiche di quei medesimi paesi 1 7 .
. , invece, rispetto alla fecondit matrimoniale delle coppie che si osserva
in campo ebraico un comportamento notevolmente controllato e restrittivo,
e dunque atipico rispetto alla maggioranza degli italiani, anche quando si
provveda a neutralizzare gli effetti di fattori locali e regionali. Tale antici
po, ben evidenziato dalla figura 4, corrisponde a un lasso di tempo iniziale
di circa 100 anni, e forse anche di pi, che va gradualmente diminuendo,
senza peraltro scomparire anche negli anni pi recenti. Il valore mediano
del rapporto fra gli indici di fecondit legittima I
g
ebraici e totali nella
tabella 4 risulta dell' 82%.
In questo contesto di anticipi ebraici, sia pure non di fronte all'intera
gamma delle variabili relative alla dinamica demografica, va sottolineata
ancora una volta 1 ' esperienza diversa della comunit di Roma rispetto a tut
te, o quasi tutte, le altre comunit ebraiche in Italia. Condizioni particolar
mente svantaggio se hanno influenzato lo sviluppo demografico e sociale
della comunit ebraica romana, in particolare fra i1 1 775 e il 1870. Il risul
tato concreto di questa prolungata azione di emarginazione rispetto alla
maggioranza cattolica della societ che il nucleo ebraico romano divenu
to assai pi resistente e meno ricettivo di fronte ai fenomeni di mobilit
sociale, d' innovazione culturale e di modernizzazione che hanno invece
potuto evidenziarsi presso le comunit delle altre citt italiane. Il risvolto
profondamente paradossale di tale situazione (vedi, in particolare, fig. 5)
che, fra il XIX e il XX secolo, la demografia degli ebrei romani si discosta,
s, nettamente da quella degli altri ebrei italiani, ma tende a diventare mol
to simile a quella della popolazione totale di Roma, e pi in generale, d' Ita
lia, dalla quale li si era voluti discriminare.
Ebrei convergenti
L' andamento del movimento delle migrazioni interne degli ebrei in Italia
nel periodo fra l'Unit d' Italia e la seconda guerra mondiale contrasta sen-
17 Vedi, in proposito, una pi ampia discussione in R. BACHI-S. DELLA PERGOLA, Gli ebrei
italiani e e . citata.
62
Sergio Dell Pergol
sibilmente con quello, che abbiamo appena esaminato, del movimento
naturale della popolazione ebraica. Il modello di sviluppo che in questo
caso predomina non quello dell' anticipo della minoranza nei confronti
della maggioranza, ma semmai quello del graduale adeguamento, o della
convergenza, della popolazione ebraica rispetto al generale assetto geografi
co e socio-economico della societ italiana. Alla vigilia della loro emancipa
zione giuridico-politica, la distribuzione geografica degli ebrei italiani era
marginale e obsoleta, frutto di secoli di interdizioni giuridiche, della clau
sura nei ghetti e delle emigrazioni forzate causate dai passati decreti di
espulsione. Con la graduale emancipazione, emerge da parte della popola
zione ebraica il tentativo di adattare la propria distribuzione geografica al
sistema di opportunit economiche che va sviluppandosi pi o meno rapi
damente, e non sempre in modo equilibrato, nel quadro della nuova Italia
unita.
Abbiamo gi descritto pi sopra gli aspetti generali della redistribuzione
geografica della popolazione ebraica in Italia. La tabella 5 (vedi p. 74) ci
permette di cogliere con maggiore chiarezza e precisione gli aspetti princi
pali del movimento migratorio interregionale, al quale si accompagna un
intenso processo di urbanizzazione e di redistribuzione residenziale all'in
terno delle grandi citt. Essa riproduce la matrice dei saldi migratori inter
regionali relativi alla popolazione ebraica e totale italiana attraverso due
periodi di tempo che coincidono, approssimativamente, con gli anni
1900- 1930 e 1 930- 1960. L' esame limitato alle regioni italiane nelle quali
vi una sufficiente presenza ebraica, ed esclude quindi quasi completamen
te il Mezzogiorno e le isole.
Rispetto alle l l regioni qui considerate, e per ciascuno dei due periodi di
circa trent' anni, si sono confrontati i flussi migratori in entrata e in uscita
fra tutte le possibili coppie di regioni. I saldi positivi sono stati indicati
nella tabella 5 nella casella che contraddistingue 1' appropriata regione di
destinazione. Si inoltre indicato se il saldo migratorio relativo agli ebrei
sia nella stessa direzione, o in direzione opposta, rispetto al saldo delle
migrazioni totali. Data la scarsa entit della popolazione ebraica in diverse
regioni italiane, alcuni dei flussi migratori interregionali ebraici risultano
mancanti.
La tabella 6 (vedi p. 75) ripresenta in forma pi sintetica e facile all'ela
borazione i dati della tabella 5. Appare innanzitutto una significativa con
cordanza fra la classifica delle regioni italiane graduate secondo il numero
di saldi migra tori positivi, rispettivamente, ebraici e totali. L' indice di
co-graduazione fra le regioni calcolato sui dati della tabella 6 raggiunge il
Italia Judaica IV 6:
7 1 % per il primo periodo (circa 1900- 1930) , riducendosi a 59% nel secon
do periodo (circa 1930- 1960) . D' altra parte, diviene pi precisa nel corso
del tempo la corrispondenza fra le regioni preferite da ebrei e non ebrei nei
loro movimenti migratori: si tratta, in yntrambi i casi, delle tre regioni del
cosiddetto triangolo industriale (Piemonte, Liguria, Lombardia) e della
regione Lazio, sede di Roma capitale d' Italia.
Le principali divergenze fra le migrazioni interne ebraiche e totali,
riguardano, nel periodo fra il 1900 e L 1930, il persistere di una certa forza
di attrazione per gli ebrei da parte del Veneto, che invece, in generale,
regione di forte emigrazione, e la scarsa propensione ebraica ad insediarsi
in Friuli-Venezia Giulia nel periodo di forte impulso immigratorio generale
per questa regione, soprattutto immediatamente dopo la prima guerra mon
diale. Nel periodo fra il 1930 e il 1960, le maggiori discrepanze consistono
nella pressoch totale assenza di ebrei dal Trentino-Alto Adige, e in un cer
to movimento ebraico verso la Campania che , invece, tipica regione di
emigrazione per la popolazione totale.
Il confronto fra i saldi migratori interregionali ebraici e totali rivela,
inoltre, una chiara maggioranza di segni concordanti (fatta debita e
.
sclusi
.
o

ne per le correnti migratorie mancanti da parte ebraica) : il 69% d1 tuttI 1
flussi interregionali nel periodo anteriore, e il 74% nel periodo successivo
hanno il medesimo segno per ebrei e non ebrei. La generale concordanza
fra la direzione delle migrazioni interne ebraiche e generali indica chiara
mente che gli ebrei sono stati attratti o respinti da fattori simili a quelli che
hanno influenzato la natura dalle correnti migratorie interregionali degli
italiani in generale
1 8 .
Nel contempo, l a scelta delle localit d' insediamento dei migranti interni
ebrei si contraddistingue per certi tratti di originalit. I migranti ebrei, assai
pi di quanto ci non sia avvenuto nel caso della popolazione totale, si sono
concentrati in un numero minore di localit di grandi dimensioni. La popola
zione urbana ebraica ha mostrato cos, pi di altri gruppi, di essere sensibile
all' attrazione esercitata da parte del complesso dei fattori che maggiormente
caratterizzano la grande e dinamica area metropolitana: la notevole diversifi
cazione delle attivit economiche produttive, commerciali e finanziarie; l' al
ta capacit inventiva e tecnica delle attivit industriali; e la ricchezza delle
18 Cfr. per gli aspetti generali S. RICOSSA, Italy 1 920 1 970, in C. M. CIPOLLA, ed. , The
Fontana Economic . . . cit. , VI, Contemporar Economies, London, Collins-Fontana Books,
1976, part 1, pp. 266-322; A. TREVES, Le migrazioni intere nel'Italia fascista, Torino, Einau
di, 1976. Per gli aspetti ebraici, cfr. S. DELLA PERGOLA, The Geography . + . citata.
6 Sergio Della Pergol
attivit culturali disponibili localmente. L' indice di co-graduazione fra le
dimensioni demografiche delle nove maggiori comunit ebraiche e quelle del
le rispettive popolazioni urbane totali passava da 45% nel 1 871 a 53 % nel
1901 , a 72% nel 1 931 , e a 81 % nel 1965. Ci conferma la propensione della
popolazione ebraica a redistribuirsi in senso sostanzialmente convergente
rispetto alle tendenze generali della popolazione italiana totale, anche se non
va dimenticata la sostanziale modestia numerica della popolazione ebraica di
fronte al totale degli abitanti delle stesse citt.
Un altro importante aspetto del rapido processo di convergenza e di assi
milazione strutturale, per lo meno parziale, del piccolo gruppo ebraico nel
corpo della societ italiana maggioritaria dopo il 1 870 riguarda l' assimila
zione familiare. La frequenza dei matrimoni misti, che compendia significa
tivamente queste tendenze, risulta in forte aumento a partire dalla seconda
met del XIX secolo. A Trieste, una delle citt nelle quali il fenomeno del
l'assimilazione appare con maggiore precocit e intensit, la percentuale di
coppie eterogame rispetto al totale dei matrimoni con coniugi ebrei passava
dal 4% nel 1869-70, al 23% nel 1881-90, al 38% nel 1901- 10, e al 59%
nel 1921-27; a Milano, l a percentuale di coppie miste raggiungeva il 56%
nel 1934-36, i1 5 1 % nel 1956-65, e il 70% nel 197 1-75; nella pi tradizio
nale e compatta comunit di Roma, la percentuale di coppie miste raggiun
geva i modesti livelli dell ' 8% nel 1930-33, e del 12% nel 1956-65, per poi
salire a 40-45% fra il 1975 e il 1985 19.
Questi dati pi recenti indicano una trasformazione del processo di con
vergenza in una vera e propria forma, forse irreversibile, di erosione, cultu
rale prima, e poi demografica. A partire dagli anni successivi alla seconda
guerra mondiale, l' irrobustirsi di queste tendenze risulter in un sostanziale
indebolimento della capacit della popolazione ebraica di mantenere le pro
prie dimensioni numeriche complessive e, nel caso delle comunit pi pic
cole, metter in serio pericolo la loro capacit di sussistenza demografica.
Ebrei emarginati
Qualsiasi tentativo di redigere un bilancio complessivo della demografia
)9 Cfr. S. DELLA PERGOLA, Jewish and Mixed Marriages in Milan, 1 901-1968, ]erusalem,
The Hebrew University, 1972; ID. , Matrimoni ebrici e matrimoni misti nella comunit di Ro
ma, 1 926-1975, in Annuario di studi ebraici 1975 e 1976, 1977, pp. 121- 143; ID. , Cenni
sull demografia + . . citata.
Italia Judaica IV 6
degli ebrei in Italia fra il 1 870 e il 1945, deve affrontare L tragico e imba
razzante dato di una popolazione iniziale di 40. 370 persone che si trova
ridotta a sole 28. 470 persone al termine del periodo osservato. Si tratta di
un calo netto di 1 1 . 900 persone, pari al 29, 5% della popolazione ebraica
iniziale (vedi tab. 7, p. 76) . Lungo la maggior parte del periodo di 75 anni
qui osservato, l' azione delle variabili di trasformazione della popolazione,
ricostruita o stimata sulla base dei dati parziali disponibili, segue andamen
ti alquanto coerenti. Il saldo del movimento naturale della popolazione si
risolve generalmente in un eccedente del numero dei decessi rispetto al
numero delle nascite; il bilancio delle migrazioni internazionali general
mente attivo per la comunit ebraica, sia pure a livelli quantitativi relativa
mente modesti; il saldo delle conversioni e delle abiure , o per lo meno
pu essere congetturalmente ritenuto, tendenzialmente passivo.
Il periodo fra l ' agosto-settembre del 1938 e l' aprile-maggio del 1945
devia notevolmente da questi andamenti tutto sommato abbastanza stabili,
e riporta invece indietro la demografia ebraica a periodi e a tipi di sviluppo
che si potevano supporre abbandonati e dimenticati per sempre alla fine
del Medioevo, o al pi tardi, con la definitiva emancipazione della seconda
met del XIX secolo. La comunit ebraica in Italia si trova nuovamente a
dover affrontare le quattro classiche strategie usate storicamente nella lotta
senza quartiere all'ebreo: la ghettizzazione, la conversione forzosa, l' esilio,
la morte.
Una valutazione completa e definitiva dei risultati del tentativo di ster
minio degli ebrei non esiste ancora, 45 anni dopo la fine della seconda
guerra mondiale, ed forse impossibile ad ottenersi. possibile, tuttavia,
tracciare a grandi linee un profilo delle molteplici conseguenze della perse
cuzione che riguardano da vicino la demografia degli ebrei durante il perio
do bellico e a pi lunga scadenza 20. Beninteso, l' interpretazione dei dati
disponibili sulla composizione e sui movimenti della popolazione ebraica
nel periodo 1938-45 va soggetta a grande cautela e comporta la soluzione
di numerosi e complessi problemi di metodo relativi alla completezza e alla
qualit dei dati e dei documenti disponibili. Ci vale in particolare per i
20
ID. , Appunti sull demografa della persecuzione antiebrica in Italia, in La Rassegna
mensile di Israel, XLVII ( 1981) , 1-3, pp. 121- 137; E. F. SABATELLO, Le conseguenze sociali
ed economiche delle persecuzioni sugli ebrei d'Italia, in Le legislzioni antiebraiche in Itlia e in
Europa. Atti del convegno 1938-1988: a 50 anni dalle legi antiebraiche italiane, Roma 17-18
ottobre 1988, Roma, Presidenza della camera dei deputati, 1989, pp. 79-94.
66 Sergio Dell Pergola
dati del ensimento della razza del 1938, sia per la doverosa esitazione che
si accompagna all'utilizzazione a fini scientifici di un materiale raccolto per
ben altri scopi, sia per la problematicit delle definizioni adottate per deli
mitare la popolazione ebraica.
Sulla base delle risultanze disponibili, riteniamo si possa valutare a circa
7. 500 il numero dei deceduti nei campi di sterminio, se alle persone di
accertata provenienza italiana si aggiunga una stima delle persone di recen
te immigrazione per le quali la documentazione pu essere risultata pi
scarsa o del tutto assente. A questi si possono aggiungere i circa 300 ebrei
caduti in Italia nella lotta di liberazione
21.
Le conseguenze della persecuzione si estendono in varie altre direzioni,
forse meno tragiche sul piano umano, ma non meno significative su quello
demografico e socio-economico. Fra queste:
- le sofferenze fisiche e morali subite dai sopravvissuti hanno compor
tato per molti di essi un peggioramento delle condizioni psico-fisiche gene
rali, determinando gli strascichi di una aggravata morbilit e mortalit fino
ai giorni nostri;
- la minore nuzialit e natalit del periodo persecutorio hanno creato
un significativo incremento nel celibato definitivo e una forte diminuzione
dei livelli di fecondit fra le generazioni pi colpite;
- la perdita delle opportunit di studio, di attivit economica e di
avanzamento professionale, seppure a volte compensata negli anni successi
vi alla seconda guerra mondiale, stata per molti irreversibile e irrepa
rabile;
- 1' emigrazione temporanea o definitiva pu essere valutata a circa
1 8. 000 persone (in parte recentemente immigrate in Italia) fra il 1939 e la
fine del 1945, cifra parzialmente compensata da un afflusso stimato a circa
1 3. 000 persone immigrate o rimpatriate in Italia nello stesso periodo
22;
- le conversioni dall'ebraismo o comunque le dissociazioni dalle comu
nit israelitiche ammontano ufficialmente a 968 persone negli anni
1932-37, a 2. 23 1 persone nel 1 938, a 2. 364 nel biennio 1 939- 1940, e a
1. 210 nel quinquennio 1941- 1945.
21
Il pi esauriente repertorio delle vittime della persecuzione in Italia quello curato da
L. PICCIOTTO FARGION, I libro della memora. Ricerca del Centro di documentazione ebraica
contemporanea, Milano, Mursia, 199 1 . La cifra definitivamente accertata degli ebrei deporta
ti dall'Italia di 6. 746, dei quali 5. 916 non fecero ritorno.
22
Oltre alle fonti gi qui citate, cfr. M. SARFATTI, Dopo 1'8 settembre: gli ebrei e la rete
confinara italo-svizzera, in La Rassegna mensile di Israel, XLVII ( 1981) , 1-3, pp. 150- 1 73.
Italia Judaica IV
67
anche possibile ipotizzare quale sarebbe stato l' andamento demografi
co della popolazione ebraica in Italia se non vi fosse stata la Shoah. Una
proiezione secondo normali ipotesi di sviluppo della popolazione ebraica
censita nel 1938, e un confronto con i,dati realmente osservati nel 1965,
aiuta a chiarire quale sia stato il peso delle diverse conseguenze demografi
che dirette e indirette dell' Olocausto 23 . Un primo aspetto riguarda l' inci - ,
denza differenziata dei vuoti determinati dalla persecuzione nella popola
zione osservata, rispetto a quella prevista. L' ammontare complessivo delle
perdite numeriche causate dalle deportazioni, dall' emigrazione e dalle con
versioni del 41 %, ma aumenta al 49% fra le persone nate fra il 1915 e
L 1935 che, nel 1940, avevano fra 5 e 25 anni di et. Si tratta dunque di
un danno avvertibile soprattutto fra i bambini e i giovani adulti ebrei di
allora che, in condizioni normali, si sarebbero avviati qualche anno dopo a
costituire nuove famiglie e a dare vita a una nuova generazione. La man
cata costituzione di questa generazione sta alla base di un brusco invec
chiamento nella struttura secondo 1' et della popolazione ebraica. A sua
volta, il fenomeno dell' invecchiamento demografico genera tassi di natalit
decrescenti cui si accompagnano crescenti tassi di mortalit, e un comples
sivo bilancio in perdita nel movimento della popolazione ebraica.
Il risultato complessivo degli svariati fattori qui brevemente analizzati
una perdita quantitativa e qualitativa di incalcolabile portata, che si tradu
ce in un grave e profondo impoverimento demografico, socio-economico e
culturale della popolazione ebraica in Italia. Le conseguenze socio-demo
grafiche dell' emarginazione degli ebrei italiani nel periodo della persecu
zione nazifascista sono in gran parte irreversibili, e continueranno a opera
re a lunga scadenza.
Conclusione
Nel riesaminare gli aspetti essenziali della demografia ebraica in Italia
fra l' ultima parte del XIX e la prima met del XX secolo, abbiamo cerca
to di individuare le categorie essenziali dei diversi processi di trasforma
zione. Osservati attraverso una vasta anche se necessariamente selettiva
mole di dati, gli ebrei italiani ci sono, innanzitutto, apparsi come precur
sori rispetto a nuove tendenze sociali e demografiche destinate a diffon-
23 S. DELLA PERGOLA, Appunti sulla demografia . . . citata.
68 Sergio Dell Pergola
dersi solo molti decenni dopo in altri gruppi sociali o nella popolazione
italiana nel suo complesso; in seguito, convergenti in un moto di adatta
mento verso tendenze generali preesistenti e alle quali essi non avevano
potuto partecipare per una molteplicit di ragioni storiche, politiche e
sociali; e, infine, emarginati dal contesto sociale normale, e tragicamente
penalizzati nella propria vita personale e di comunit. doveroso notare
come questi tre tipi di sviluppo non si siano articolati in maniera del tutto
autonoma l'uno dall'altro, ma semmai con una certa ciclicit e reciproca
interdipendenza.
precisamente in una condizione di iniziale emarginazione, e forse in
parte a causa di essa, che nel tardo periodo delle interdizioni si sono messi
in moto i primi passi dell' anticipo ebraico nel processo di transizione
demografica da alta a bassa mortalit, prima, e natalit, poi. In questo
quadro di graduale modernizzazione, alcuni aspetti relativi alla centralit
della famiglia ebraica si sono modificati meno rapidamente, conservando
pi a lungo taluni tratti pi tradizionali. Le trasformazioni urbane e socia
li degli ebrei italiani hanno invece generalmente reagito adeguandosi ai
vincoli e agli incentivi offerti dalla societ italiana generale. Sotto questo
angolo, non sono mancati gli aspetti di originalit, di concentrazione o di
deviazione rispetto ai modelli socio-economici della societ di maggioran
za. Infine, il ritorno ad un sia pur breve, ma tragicamente intenso periodo
di emarginazione ha determinato una gamma di conseguenze demografiche
a breve e lungo termine, che pervadono la demografia presente dell' ebrai
smo italiano, e ne condizionano in misura non marginale il futuro.
Il termine di trasformazione, cui ci siamo spesso riferiti nel corso del
presente studio, sottintende sia una modifica pi o meno irreversibile del
la sostanza di una tendenza preesistente; sia una svolta formale, nell' ambi
to della quale i contenuti fondamentali della tendenza precedente vengano
conservati. Entrambi questi modi di trasformazione ricorrono nella demo
grafia degli ebrei italiani, determinando cos una persistente originalit di
questo piccolo gruppo minoritario rispetto alla maggioranza non ebraica
della popolazione italiana, pur attraverso i profondi cambiamenti che si
sono succeduti nel corso degli ultimi due secoli, e pi in particolare fra il
1870 e il 1945.
L' esperienza della popolazione ebraica d' Italia si colloca in un contesto
storico e socio-demografico assai pi vasto. Gli elementi e i processi prin
cipali che hanno determinato le trasformazioni demografiche degli ebrei
italiani possono essere ricondotti, tipologicamente, agli stessi fattori che
hanno operato anche altrove. Da un punto di vista interpretativo, questi
Italia Judaica IV
6
ultimi riguardano essenzialmente la maggiore . 0 minore
.
intensit
.
della
matrice culturale ebraica tradizionale; le carattenstiche soclO-economlche e
socio-culturali condivise o meno dagli ebrei con l' ambiente circostante; e L
particolare inquadramento legale, spesso ,discriminatorio,

ui C

tata sot

o
:
posta di volta in volta la minoranza ebraica. Quello che dI partIcolare VI e
stato in Italia C L dosaggio di questi elementi, e da esso emerge una ben
determinata specificit nel quadro pi vasto della trasformazione demogra-
fica della diaspora ebraica.
SILVIA GUETTA SADUN
L'educazione ebraica: il Talmud Tor di Firenze dal 1860 al 1922
Per analizzare la storia del Talmud Tor fiorentino, cio della scuola ele
mentare ebraica, negli anni che vanno dal 1 860 al 1 922, si considerano
essenzialmente tre aspetti: la trasformazione dell'indirizzo educativo l'or
ga

iz

azone

lastica e l'influenza delle idee sionistiche che, gi a ,artire


daI pnmI anm di questo secolo, determinarono cambiamenti all'interno del-
la scuola ebraica fiorentina.
-
Il Talmud Tor che incontriamo all'indomani dell'Italia unita una
s

uola ce inizia la sua storia nel 1646 1: in quell'anno un gruppo i ammi


mstraton comunitari invit i genitori a mandare i figli a scuola prometten
do lor

he maestri sufficientemente preparati avrebbero insegnato nel
nuovo Istituto. Questa scuola ebbe tuttavia la caratteristica di essere rivol
ta solamente ai maschi preparandoli prevalentemente allo studio di materie
ebraiche. Nell' evolversi dei tempi le materie studiate in questo corso ele

entare aumentarono e variarono; furono infatti inserite, a partire dalla


fIne del sec. XVIII, materie cosiddette civili come la calligrafia e la lettu
ra italiana. La presenza di queste nuove discipline mostra come la scuola
all'i

mani dea

i
:
oluzine francese e delle nuove idee da essa divulgate,
comInCIasse ad Ind1nzzare Il proprio scopo educativo verso la formazione di
buoni ebrei e, nel contempo, buoni cittadini.
I nu

vi indirizzi idatticche la scuola assunse, si rafforzarono ancor pi


dopo l apertura del ghetti, conseguenza quasi immediata dell'invasione
napoleonica in Italia. Al cambiamento della condizione degli ebrei nella
s

ciet ed ai primi accenni di emancipazione, la scuola rispose proponendo


l'Insegnamento di discipline che permettessero al giovane ebreo un pi faci-
l Cfr. S. H. MARGULIES, I Talmud Tor di Firenze, Firenze, Tip. Galletti e Cassuto, 1908.
Italia Judaica IV 83
le inserimento nella vita extra-comunitaria. Comparvero quindi, nei pnmI
anni del sec. XIX, oltre alla calligrafia ed alla lettura della lingua italiana,
anche la grammatica, la rettorica, e per gli alunni che ne avessero dimostra
to una particolare attitudine, il latino ed i francese.
Una svolta decisiva per quanto riguarda la fisionomia della scuola ebraica
fiorentina si ebbe tuttavia nel 1857. In quell'anno venne attuato un nuovo
Regolamento per le pubbliche scuole israelitiche di Firenze 2, che prevedeva il
riordino dei due istituti di educazione ed istruzione ebraica elementare,
maschile e femminile 3. Nel regolamento venivano indicati con attenta pre
cisione quali fossero le materie studiate, i compiti dei direttori, degli inse
gnanti, degli allievi e dei custodi, ed anche i premi e le punizioni.
Con questo regolamento scolastico la comunit ebraica fiorentina o,
come si chiamava allora, l'universit israelitica, mostr la capacit di far
propri i nuovi indirizzi pedagogici che si erano sviluppati e diffusi in
Toscana. Fin dal 1 852 nel granducato di Toscana 4 era stata approvata una
legge per la regolamentazione dell'insegnamento primario e secondario. In
questa legge venivano infatti previste le materie e gli insegnamenti ai quali
2 Regolamento per le pubbliche scuole israelitiche di Firenze, Firenze, Barbera Bianchi & C. ,
1857, consultato presso l' archivio della comunit ebraica di Firenze.
. .
3 I documenti presenti nell' archivio della comunit ebraica fiorentina, permettono dI fIS
sare la data di apertura della scuola ebraica femminile solo a partire dal 1860. Sembrerebbe,
tuttavia, da una lettera che un'insegnante invi nel 1864 al Consiglio dell'universit israeliti
ca, che fin dal 1842, esistesse una scuola preparatoria alle arti ed ai mestieri per le bambine
ebree.
4 Legge per l'insegnamento primario e secondario del granducato di Toscana ( 1852) . Noi
Leopoldo Secondo per la grazia di Dio Principe Imperiale d'Austria Principe Reale d'Unghe
ria e di Boemia Arciduca d'Austria Granduca di Toscana ecc. ecc. Volendo provvedere alla
mancanza di una Legge sull'insegnamento primario e secondario, regolato finora pi da con
suetudini antiche e da particolari disposizioni, che non da norme stabili e generali: Conside
rando essere della massima importanza che ai Nostri amatissimi Sudditi vengano aperte
Scuole di vario grado, ove, sul fondamento della Religione e della Morale Cattolica, possano
adornarsi di costumi, di virt, di Scienze e di Lettere: Visto il Progetto di Legge sul riordina
mento delle Scuole pubbliche, presentato dalla Commissione da Noi istituita col Motupro
prio del 28 Novembre 1846: Visti gli studi successivamente fatti allo stesso oggetto dal Con
siglio di Stato: Sentito il Nostro Consiglio dei Ministri: Abbiamo decretato e decretiamo
C . . ): art. 1 . Fine supremo della istruzione deve essere la educazione morale, fondata sopra i
dommi e le verit della Religione Cattolica; art. 2. La istruzione si comparte con l' insegna
mento pubblico e con l'insegnamento privato; ( . . . ) art. 4. I metodi dell' insegnamento saranno
uniformi, quanto possibile, in tutte le Scuole pubbliche, senza che resti inceppato il senno
dei Maestri, n i ragionevoli miglioramenti impediti. Cfr. al riguardo D. MARCHI, La scuol
e la pedagogia del Risorgimento, Torino, Loescher, 1985.
84
Silvia Guetta Sadun
le scuole pubbliche e private si sarebbero dovute uniformare. Con la nuova
organizzazione e con !'insegnamento delle discipline presenti nella scuola
pubblica granducale, la fisionomia del Talmud Tor non subir modifiche
neanche all'indomani dell'estensione della legge Casati del 1859 alle pro
vince annesse al nuovo regno d'Italia. Del resto la legge Casati, che per pri
ma stabil i criteri unificanti della scuola pubblica italiana, non apport
sostanziali modifiche all'ordinamento scolastico toscano.
Con il regolamento del 1 857 il Talmud Tor fiorentino si dimostr una
scuola elementare che sapeva individuare criteri nuovi e risposte adatte a
ci che i cambiamenti sociali richiedevano. La nuova scuola, per quanto
tenesse ancora molto allo studio delle materie ebraiche, tanto che di esse si
parla subito nel primo articolo del regolamento, sottolineava la necessit di
una approfondita conoscenza anche delle discipline civili. Infatti nei primi
due articoli del regolamento leggiamo: art. 1 . La scuola offre ai giovani
che vi sono accolti, 1'ammaestramento della Lingua, Letteratura e Calligra
fia ebraica e nei libri Rabbinici, non che nella conoscenza de' doveri della
Religione; art. 2. Saranno inoltre istruiti nella Calligrafia e Letteratura Ita
liana, nell'Aritmetica, Cosmografia ed Istoria 5.
Nel Talmud Tor venivano inoltre curate le inclinazioni degli allievi per
la preparazione e l'istruzione ai lavori che gli scolari avrebbero potuto svol
gere una volta conclusosi il corso di studi elementare. Negli artt. 3 e 4 del
regolamento veniva infatti indicata la possibilit di offrire insegnamenti
speciali ai giovani che poi si sarebbero dedicati alle professioni attinenti
alle pratiche di culto oppure a coloro che avrebbero preferito la strada del
commercio 6.
La preparazione a professioni da svolgersi fuori dall'ambiente ebraico
mostra quanto le necessit dettate dalla nuova condizione dell' ebraismo ita
liano, fossero particolarmente sentite nel mondo educativo. Si capiva in
pratica che non era pi pensabile formare il ragazzo solo per la sua vita
comunitaria, ma che anzi era necessario educarlo ebraicamente per poter
svolgere un'attivit ed una professione lontana dall'ambiente ebraico.
La progressiva emancipazione ebraica, che condusse gli ebrei italiani ad
5 Regolmento cit. , p. 3.
6 Ibid., p. 3, art. 3: Essa offre pure l' insegnamento speciale ai giovani, che s i propongono
l' esercizio d'una professione attenente alle pratiche del culto come Kazzanud, Scekit, Sofe
rd, ecc. ecc. ; art. 4: La Scuola provvede anche ad istruire gli Alunni, che intendono di de.
dicarsi pi particolarmente al Commercio, in alcune di quelle materie, la cui cognizione possa
nella pratica riuscir loro pi proficua.
Italia Judaica IV
85
un allontanamento fisico, psicologico e spirituale dai nuclei ebraici di
appartenenza per ricercare una integrazion

con la realtsociale
,
esterna,
ebbe quindi le sue ripercussioni anche nel Sistema scolastICO che e sempre
una cartina di tornasole di una certa realt sociale.
. .
La scelta di molte famiglie ebraiche di allontanarsi dall'ambiente comum
tario andando ad abitare, quando i mezzi lo permettevano, in zone pi bel
le lontane dalle mura del vecchio ghetto; la possibilit di far frequentare l
scola pubblica ai propri figli grazie a normative pi tolleranti verso gli
acattolici 7 ed infine il desiderio di conoscere ci che per secoli era stato
negato e di potersi subito confrontare con gli altri sentendosi

r <<ugu

li
agli altri, determinarono variazioni nel numero e nella composizlOne socIale
degli alunni delle istituzioni ebraiche.
. .
Mentre prima del periodo unitario la scuola ebraica vemva frequentata
quasi dalla totait ei bambi

i ebrei, propro in c
?
nsider,zioe
.
de'

1to
tasso di alfabetizzazlOne che Il gruppo ebraiCO regIstrava , gli iscnttI al
Talmud Tor fiorentino cominciarono, dopo l'apertura della scuola pubbli
ca, a non superare la quarantina nella scuola maschile e la
.
trentina in qell
.
a
femminile. Un numero, questo, notevolmente basso se SI pensa che l um
versit israelitica fiorentina contava in quegli anni pi di duemila anime.
La progressiva riduzione della presenza dei piccoli s
:
olari p
.
reocc

pava gl
interessati all'educazione ed all'istruzione ebraica dI quegli anm. Questi
infatti temevano che il continuo allontanamento delle famiglie dall'ambien
te dettato dalle nuove esigenze dei tempi, si ripercuotesse negativamente
n-ll'educazione alla vita, alla cultura ed alla tradizione israelitica delle nuo-
ve generazioni.
.
Inoltre il compiersi dell'emancipazione provoc anche un cambIamento
nella composizione sociale della popolazione scolastica del Talmud Tor.
Come abbiamo detto precedentemente le famiglie pi abbienti cercarono
un'abitazione distante da quella del ghetto in quartieri pi nuovi. Stando
lontani dall'unica scuola ebraica cittadina, i piccoli alunni di sette, otto,
nove anni avrebbero dovuto percorrere parecchia strada a piedi per rag
giungerla, e questo naturalmente creava notevoli difficolt per la possibile
frequenza. Pertanto si pu affermare che, dopo l'apertura della scuola pub-
7 Lege per l'insegnamnto . . . cit. , art. 9: Gli Acattolici che intervenissero nelle pubbliche
Scuole, non hanno l'obbligo di assistere all'insegnamento religioso.
. . +
8 Si escludono da questa frequenza solo quelli che invece potevano rIcevere II casa un ll
segnamento privato dato dal padre o da un giovane precettore.
86 Silvia Guetta Sadun
blica, gli alunni iscritti al Talmud Tor appartenevano in larga misura alle
classi sociali pi povere e quindi pi bisognose degli aiuti comunitari e sco
lastici. Perci, l'educazione del bambino alla vita ebraica non veniva, nella
maggior parte dei casi, dettata da una libera scelta dei genitori, quanto
piuttosto da un bisogno di ricevere aiuti e sussidi economici. Tutto ci
mette in luce anche il fatto che quanto insegnato a scuola non trovava una
corrispondenza ed una continuazione nell' educazione familiare e, questo
scarso rapporto scuola-famiglia, rendeva talvolta sterile la formazione del
giovane allievo. Stando cos le cose la scuola ebraica raggiunse con fatica
risultati pienamente positivi nella sua opera educativa, proprio per il fatto
che andava sempre pi assumendo un carattere prevalentemente filan
tropico.
Nonostante questa non soddisfacente situazione, il Talmud Tor fiorenti
no continu a tener fermo uno dei suoi scopi principali, e cio quello di
essere una scuola rivolta a tutti i bambini ebrei, bisognosi e non, dove si
istruiva e si formava il futuro giovane per adempiere i suoi compiti di
ebreo e di cittadino italiano ( in questo senso che deve essere inteso il suo
carattere di pubblica scuola cos come presente nell'intestazione del
regolamento del 1 857) .
Ci che in ultima analisi importante sottolineare, concludendo 1'argo
mento relativo al carattere educativo del Talmud Tor, che questo istitu
to, pur essendo rivolto ai soli bambini ebrei, non aveva le caratteristiche di
una scuola catechistica. Questa valutazione emerge dalla constatazione che
il Talmud Tor preparava, e non semplicemente indottrinava, il bambino
alle pratiche della vita ebraica: la vastit degli insegnamenti e le caratteri
stiche di certi comportamenti tipici della tradizione ebraica dimostrano che
la scuola non aveva solo il compito di istruire il giovane su ci che scritto
sui testi sacri, indirizzo questo specificamente catechistico, ma di educare i
giovani secondo un modello di pensiero e di vita dettati da una appartenen
za culturale e insieme di tradizione religiosa. Del resto, nell' ebraismo, i
rapporto tra osservanza religiosa e attivit pratica del tutto particolare:
non esiste infatti tra i due aspetti dualismo, quanto piuttosto integrazione.
La giornata dell' ebreo, in particolar modo se strettamente osservante
.

contmuamente legata ad una serie di comportamenti che gli ricordano l'ap-


partenenza ad un popolo, ad una cultura e ad una tradizione. D'altra parte
anche per il non osservante certi modi di pensare, certi comportamenti e
certi rapporti sociali lo richiamano continuamente alla propria identit
ebraica la cui formazione non pu essere fatta risalire al solo insegnamento
catechistico.
Italia Judaica IV
87
Analizziamo adesso i secondo punto di questa sintesi sul Talmud Tor
fiorentino, e cio quello relativo alla sua organizzazione ed alla sua
struttura.
Nel 1 860, come stato detto, esistevano a Firenze due scuole ebraiche
per la preparazione elementare dei piccoli scolari: que|lmaschile, p ro
priamente denominata Talmud Tor, e quella femmme. A grandI lmee
possiamo dire che l'organizzazione della scuola maschlle
.
era leggermente
pi complessa di quella femminile. Le due scuole
.
vemvano mantenute
direttamente dalla universit israelitica la quale stanzIava delle somme che
per venivano distribuite da una commissione speciale, incaricata del fun-
zionamento degli istituti.
In pratica, a controllare il regolare funzionento di quste scuoe il
Consiglio della comunit incaricava una commISSIOne deno nata SezlOne
d'istruzione, la quale deliberava sul funzionamento scolaStlco, sulle spese
da sostenere, sul reclutamento degli insegnanti e sulla disciplina e il com
portamento degli allievi. I componenti di questa ;ommissione venivano
chiamati direttori ed ognuno di loro si assumeva penodicamente la respon
sabilit di seguire uno di questi incarichi. I direttori o
.
ltre a
.
contr?llar
funzionamento della scuola, verificavano gli apprendImenti degl1 allievl
interrogandoli durante le udienze settimanali che si svolgevano nel gior
no del sabato dopo la funzione religiosa.
Gli insegnanti venivano direttamente nominati, soprattutto dopo l'inse-
rimento delle materie civili, dalla Sezione d'istruzione che ne accertava le
capacit, le referenze ed i titoli. Per quanto riguarda lpepaazione cultu
rale degli insegnanti, bisogna osservare che ben pochI dI eSSI, soprattuto
tra quelli ebrei, possedevano la patente per l'insegnamento. Tuttavla
questi insegnanti erano culturalmente preparati in quanto, pur non avendo
frequentato una Scuola Normale (l'attuale istituto magistrale), avev
.
ano
comunque proseguito gli studi soprattutto nel liceo e nella scuola supeIOre
rabbinica. Alcuni insegnanti erano quindi dei giovani rabbini appena dIplo
mati che, dopo qualche anno, lasciavano la scuola per andare a ricoprire la
cattedra rabbinica in qualche citt italiana.
Parlando dei maestri bisogna evidenziare che l'organizzazione del corpo
docente era piuttosto particolare e atipica per il modello di scuola elemen
tare che in quegli anni vigeva in Italia. A differenza di quanto avveniva
nella scuola pubblica, in quelle ebraiche non esisteva un unico insegnante
incaricato di far apprendere tutte le materie al piccolo scolaro, in quanto
ogni materia, o gruppo di queste, aveva un suo maestro speciico. Succede
va pertanto che in una classe potessero ruotare nella stessa gIornata
88 Silvia Guetta Sadun
tre o quattro insegnanti. Questa particolare situazione che gi in parte era
presente prima della diffusione della legge Casati, si determin dopo la
completa introduzione degli insegnamenti civili. Dopo i primi anni postuni
tari furono infatti assunti nella scuola maestri maggiormente preparati per
1'insegnamento dell' italiano, dell' aritmetica e delle altre materie previste
dai programmi. Il regolare insegnamento di queste discipline fu poi dettato
dalla necessit di adeguarsi alle nuove normative scolastiche, pena la non
approvazione e il mancato riconoscimento di istituto atto ad impartire
l'istruzione elementare ai bambini. La presenza dei maestri non ebrei per
l'insegnamento delle materie civili e in seguito anche per la ginnastica, sar
quasi sempre mantenuta all'interno delle due scuole ebraiche.
Per quanto riguarda l'organizzazione strutturale dei due istituti ebraici fio
rentini dobbiamo tener presente che entrambi avevano le tre classi elementa
ri, ma mentre la scuola femminile arrestava il suo corso di studi a questo livel
lo, offrendo per alle bambine la possibilit di seguire delle classi superiori
per apprendere meglio le materie ebraiche ed un mestiere (sarta, orlatrice,
ricamatrice, ecc. ), il Talmud Tor aggiungeva all'insegnamento elementare di
base le classi della quarta e della quinta. Questo livello superiore, di cui pur
troppo non abbiamo molte notizie, sembra avesse la caratteristica di essere
un corso che preparava i bambini alla frequenza del liceo. Il corso, diversa
mente da quello elementare, poteva essere frequentato sia ad orario completo
che parziale. I bambini potevano infatti tornare al Talmud Tor solo il pome
riggio, oppure seguire le lezioni mattutine e pomeridiane preparandosi a svol
gere poi un mestiere pi attinente alle necessit comunitarie.
Frequentare la scuola anche di pomeriggio era tutto sommato abbastanza
normale per i bambini che gi erano stati al corso elementare. Gli orari del
la scuola ebraica infatti, andavano oltre le quattro ore mattutine della scuo
la pubblica, risultando talvolta per i piccoli scolari, piuttosto pesanti. La
presenza di questo orario prolungato era necessaria per poter svolgere i
programmi governativi e quelli delle materie ebraiche. Il bambino trascor
reva cos a scuola sei ore giornaliere, quasi sempre per sei giorni la settima
na. In alcuni anni per, la domenica veniva svolto un orario ridotto facen
do lezione solo per met giornata. Le lezioni cominciavano la mattina alle
nove e si interrompevano a mezzogiorno; da mezzogiorno alle tredici i
bambini si recavano a casa per il pranzo 9, e ritornavano poi a scuola per
riprendere le lezioni fino alle ore sedici.
9 Al Talmud Tor la refezione venne organizzata per la prima volta solo nel 1900, mentre
nella scuola femminile le bambine cominciarono a ricevere un piatto caldo, nei mesi pi fred
d
i
dell'anno, gi negli anni Settanta.
Itlia Judaica IV
89
Questo orario si allungava allorquando i bamini, prima di recarsi
.
a
ola partecipavano alle orazioni mattutine che sI svolgevano al TempIO.
rate la funzione gli alunni venivano seguiti nell

l

ttura
.
da un maestr

che si interessava del regolare svolgimento della Te(lla (oraZlO

e
.
m
ni verso le nove, si dirigevano poi a scuola dove 11 attendeva l e o e
a.eva il compito di fare l'appello per verificarne la presenza ancor ptlma
dell'entrata in classe del maestro.
. . .
L'ubicazione della scuola, sia maschile che fe
:
nmImle,
.
l
.
a tro
::
a
:
n0 se

pre all'interno di palazzi, in grandi appartamentI, m


.
a mal m edIfiCI a
?
pOSI

tamente strutturati. Gli ambienti erano comunque, m base a
.

uan

o pO
.
sibile comprendere dai documenti d'archivio della comum
:
a e ra
:
ca l
Firenze sempre curati e mantenuti in ordine dal personale dI
.
cuStodl

c.

. '
he pull' zie ed imbiancature annue soprattutto m prosslmlta
orgamzzava anc
. .
h 11
della festa di Pesah (Pasqua). Particolare attenzl

ne vemva anc e posta a


salubrit dell' ambiente in considerazione proptlo
.
del|e molt

ore che g 1
scolari dovevano trascorrere stando fermi e S

Ut1

l banchI. Pertanto
.
le
prime sedi scolastiche poste in piazza Fraternlta almtern
,
o
,
del ghetto flO
rentino e ritenute non confacenti alle necessit del bamml,
.
venn
;
ro
,
ben
resto abbandonate per altre situate in via della Scala e m vIa ell Otlolo.
.n questi quartieri si stabilirono rispettivamente l scuola

as

tle quell
.
a
femminile. Nel corso degli anni la scuola maschile camblO
,
plU
,
vo te resl

denza in cerca di sistemazioni sempre pi idonee ale pro

e eSlge

ze
,
Gli
t dI' bI' tI' ad uso scolastico dovevano mfatti essere
P
lUttosto
appartamen l a
, ,
'
.
h il T l d T
vasti affinch vi potessero essere sistemati tuttI l ser
:
VIzl c

a m

o
richiedeva. Pur non essendoci una frequenza alta I alu

nl,
.
l
,
classI era
.
no
infatti composte in media da una decina di bamim" nell edIhclO

coast1co
ci dovevano essere locali per la segreteria e la dIrezlOne,
.
p

r la lb

teca,
che ormai faceva parte del Talmud Tor gi dagli ultImI

nnl e
.
sec
:
XVIII, per 1'appartamento di un maestro che aveva

nce
.
Ic

lto dI
bibliotecario e, in seguito, anche per la refezione e per l

ttlVlta

mm

a.
,
Le due scuole ebraiche fiorentine facevano largo uso dI matetlale dlda
,
tt1-
co che veniva periodicamente rinnovato, come attestano le n

meros

hste
d'acquisto che sono state rinvenute in archivio. La scuola fornlva
,
agh alun
ni il materiale necessario per 1'attivit scolastica, ed a quest
?
agglUng

va la
d
.
d ' arI' Il'bri' di testo che servivano per lo studIO delle dlVerse
onaZlOne l v
h
.
,
discipline. Questo genere di aiuti continuava ad es

ere dato

nc e
,
al glO

a-
ni che avevano lasciato la scuola ebraica e che seguIv

no alttl C
?
rSI

upetlo

ri presso le scuole pubbliche. Sostanziali sussidi venlvano dati agli
.
alunn

del Talmud Tor e della scuola femminile, attraverso la consegna d! alcum
90
Silvia Guetta Sadun
capi di abbigliamento. Questo avveniva
.
I''
deputazione dell'Al'T-
.
,
h
. ?
raZle a mteressamento della
Dascza c e SI occupava dI
r ff buire, soprattutto alle alunne della scuola f
ra

c?g Iere
?
.
erte e di distri-
genere come abiti scarpe e
.
emmmIle, abbIglIamento di ogni
.
'
cappottI.
Svanate donazioni venivano ' Et
1'anno scolastico che per l' prl'

e
d
ro e e
.
ttuate anche in denaro. Durante
,
mI ecenm post '
. .
lezioni neanche nel periodo esti r 11 '
.
umtan

on mter

ompeva le
denaro, con cadenza settimanale
vg a leVI percepIvano del premi in
meriti veniva data in base al r d
'.
ens e ed annuale. L'assegnazione dei
. . en lmento scolasti 1 f
ZIOm mattutine e sabbatich l
co, a a requenza alle ora-
la scuola, ed infine ma non
e
c
'
er
a
t
com
lt
?
ort

ment
?
mantenuto fuori e dentro
,
o u Imo m ordme di
.
Il''
.
personale. Verso la fine del secolo le re
. '.
.
lmpor

anza, a IgIene
nero tuttavia eliminate per l '
P
mlaZIOm settimanalI e mensili ven-
aSCIare posto a q ell l' h
.
per la festa di Hanucc con tant d'
.
u
.
e a

a 1 c e SI svolgevano
della direzione scolastic.
o 1 cenmoma e di dIscorso del rabbino e
Le verifiche dell'apprendimento de r Il"
.
diche come si visto a pro 't d
'
g 1 a leVI, che erano continue e perio-
pOSI o el compiti d
.
d' '
.
con prove finali che permett '1
.
el lretton, SI concludevano
conseguire la promozione i b
ev

o
.
l pass

ggIO da una classe all' altra. Per


materie sia civili che ebraiche
a

mI
.
artec
,
lpavano ad un esame su tutte le
quanto un ragazzo poteva essr`
q1 pero tra lor

n
.
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.
erano vincolate in
rimandato o bocciato in quell b
P
.
m
h
osso
.
nelle dlsClplme civili ed essere
e e ralC e e Vlcev r Gr
"
no generalmente a giugno ed i
.
e sa. 1 esamI SI svolgeva-
alcune materie nella sessione autu.e
l ano la possibili
:
di riparare
ve delle classi finali come previst d Il l
.
oveva s

perare mvece le pro


mi presso le strutture pubblich
o
Q
a e eggl governatIve, sosteneva gli esa
varsi di fronte ad una com
,
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mportava naturalmente il tro-


miSSIOne sconosCluta l l l senza tener conto della preparazion d I '
a qua e va

tava la prova
v dell' allievo. Questa situazione d

on
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:
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b
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ca perdurer per molti anni e solo ne1 1

r
e
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on
,
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la
.
pub
tato scuola mista, riuscir ad ottenere il
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.
o

a, ormaI dlven-
esami finali per i propri allievi.
permesso regIO dI essere sede di
Infine c' da evidenziare il f t h
1857 i bambini, sia maschi che
_
i


sem

re secondo il
.
regolamento del
dopo aver superato positivamente
'
ven
:
ano ammeSSI alla scuola solo

ndagare se il piccolo scolaro era in


un
r

ro

l
l esame ch

ave

o s

opo di
m ebraico.
g o l eggere e scnvere m italIano ed
Il bambino entrava quindi alI 1 l
non di sei come nella scuola p
a
b

o a _eme
d
ntare all'et di sette anni e
u lca. econ o quanto stato possibile
Italia Judaica IV 91
comprendere dai documenti, i bambini che frequentavano il giardino d'in
fanzia ebraico di Firenze, avevano modo di essere istruiti in questi insegna
menti. Tuttavia non sembra che all' asilo fiorentino venissero applicati
. metodi aportiani lO forzando precocemente il bambino ad imparare a legge
re ed a scrivere fin dall' et di tre anni. T ali insegnamenti cominciavano ad
essere impartiti a bambini e bambine indistintamente, solo negli ultimi due
anni di questa scuola preparatoria e cio all'et di cinque-sei anni. Poteva
tuttavia succedere che questo apprendimento avvenisse privatamente grazie
all'impegno di un genitore coadiuvato da un giovane rabbino. I risultati
che i bambini potevano ottenere all' esame di ammissione variavano dalla
bocciatura, accompagnata dall'invito a ripresentarsi alla sessione successiva,
alla possibilit di saltare anche una classe e d entrare direttamente in
seconda.
Le linee educative e didattiche tracciate dalle scuole ebraiche fiorentine
nella seconda met del sec. XIXsi mantennero inalterate fino agli inizi del
1900. Nei primi anni di questo secolo invece, cominciarono ad essere intro
dotti, soprattutto nel Talmud Tor, alcuni insegnamenti che si rifacevano
pienamente alle idee sionistiche che stavano prendendo debolmente corpo
anche in Italia. D'altra parte la scuola del capoluogo toscano non faceva
altro che riflettere un atteggiamento comunitario di risveglio culturale pi
vasto, che vedeva, nel rabbino Margulies
1 1
, uno dei promotori. L'opera del
rabbino fu sostenuta ed affiancata da molti suoi ex-allievi che lo avevano
conosciuto ed apprezzato fin dalle sue prime lezioni fiorentine, apprenden
do da lui profondi insegnamenti di vita e di cultura ebraica. Alcuni giovani
quindi, seguendo il programma di rav Margulies promossero uno stimolante
movimento di rinascita e di rivalutazione dell'ebraismo nel tentativo d fre
nare quel lento processo di allontanamento che gi era in atto da tre o
quattro generazioni. Tra i giovani, fiorentini e non, che maggiormente con
tribuirono a far rifiorire culturalmente la comunit, ricordiamo Umberto
Cassuto, David Prato, Elia S. Artom, Enzo Bonaventura, Carlo Alberto
Viterbo, Umberto Genazzani, Riccardo Pacifici, i fratelli Enzo e Mario
10 Per metodo aportiano intendiamo quello introdotto dal sacerdote Ferrante Aporti
( 1791- 1858) nelle sale di custodia che accoglievano bambini in et prescolastica; il metodo si
basava essenzialmente su un precoce avviamento alla lettura, alla scrittura ed al conteggio.
11 Il rabbino Shemuel Hirsh Margulies nato in Galizia nel 1858, ma cresciuto in Polonia,
dopo aver studiato all'universit ed al seminario rabbinico in Germania, venne chiamato a
Firenze nel 1890 dopo la scomparsa di rav David Maroni.
92
Silvia Guetta Sadun
Volterra, Aldo Neppi Modona e molti altri che spesso vengono nominati
nelle pagine della storia del sionismo italiano.
Le spinte di rinnovamento si fecero immediatamente sentire anche all'in
terno del sistema educativo comunitario soprattutto dopo l'arrivo a Firenze
da Livorno, nei

rimi anni del secolo, di un giovane rabbino, David Prato,


dal caratt

re decIso ed attento, che segner le pagine forse pi interessanti


della stona del Talmud Tor. Al giovane rabbino vennero subito affidati
nell'ann
?
s
:
olas

ico 1 903/ 1904, gli incarichi di insegnante di materie ebrai



ce e
.
di vIce
:
dIret
.
tore della scuola maschile. Dal 1907 coprir la carica
dIrettIVa, lasciata lIbera dopo la scomparsa dell' anziano direttore Angiolo
Passigli.
David Prato con 1'obiettivo di innalzare il livello culturale della scuola
ebraica fiorenti
.
na riorganizz il lavoro degli insegnanti esigendo in primo
luogo
.
un

r

,
lazIOne
.
scritta mensile di quanto svolto con gli allievi, stabilen
do cnten plU seven nel controllo della disciplina scolastica riscontrando in

rim
.
a persona i progressi degli alunni ed in particolare di uelli delle classi
fI
?
ah, c

oper

o con i genitori nel seguire i bambini particolarmente


dIsattentI, ed mfme studiando altre forme di intervento atte a migliorare la
qualit della scuola.
Molto
.
intensa fu la sua opera per cercare di riavvicinare le famiglie anda
te

d a
.
bltare
!
ont

no dal centro ebraico. Si adoper infatti per invitare i


g
.
en
.
lt

n,
:
ramlte r
:
petute lettere, incontri e colloqui, ad iscrivere i propri
figlI m eta scolastIca al Talmud Tor. Le sue pressioni e le sue insistenze
ottenevano talvolta successi inaspettati, ma spesso accadeva che nonostante
gli sforzi non riuscisse a riavvicinare genitori e bambini.
Pur non essendoci un'alta partecipazione di allievi al Talmud Tor fioren
tin

, il irettore cercava di curare sempre di pi l'organizzazione scolastica,


al fme
.
dl ottenere continui successi in campo didattico e l'approvazione del
pareggIamento con la scuola comunale. Tale pareggiamento insieme ad un
met

do
.
di insegnam

nto pi fficace e moderno avrebbe spinto le famiglie


abbIentI a mandare l loro figlI alla scuola della comunit [cos che si sareb

otuta ormare]

n
.
a vera e propria scuola pubblica ebraica, in luogo del
I lstltuto pIO avutoSi fm [allora] 12. Il direttore intendeva quindi far perde
re alla scuola quel carattere assistenziale e filantropico, che, se da un lato
aveva permesso alle famiglie meno abbienti di far studiare i propri figli in
oisorso dDavid Prato tenuto in occasione della distribuzione dei premi al Talmud
Tora d1 F1renze, In La Settimana israelitica, 16 dico 1 915, p. 4.
Italia Judaica IV 93
un ambiente sano ricevendo molti sussidi materiali, dall' altro aveva etichet
tato il Talmud Tor, come una scuola prevalentemente per poveri dove la
maggior parte delle famiglie di estrazione sociale pi elevata si guardava
bene dal mandare i figli. La scuola pubblca ebraica immaginata e voluta
dal direttore, dal rabbino Margulies e da altri uomini di spicco della comu
nit fiorentina come Artom, Cassuto, -Bonaventura, avrebbe dovuto avere
le caratteristiche di un istituto frequentato da bambini ebrei di ogni estra
zione sociale, sia poveri che ricchi, in quanto, secondo il loro parere, solo
questa realt avrebbe dato l'avvio alla formazione ebraica e civile del giova
ne scolaro.
L'assiduo interessamento per i problemi scolastici portava continuamente
il direttore a confrontare il proprio istituto con quelli cittadini per quanto
riguarda l'insegnamento delle materie civili e della
.
ginnasti

a, e co

le altre
scuole ebraiche italiane ed europee, per quanto nguarda mvece 1 msegna
mento delle materie ebraiche. Pertanto cercava sempre di tenersi informato
sui cambiamenti apportati nei vari istituti pubblici e non, e sulle manifesta
zioni ed incontri a cui questi partecipavano.
Per quanto varie e numerose fossero le iniziative promosse da David Pra
to ci che interessa analizzare in questa sede lo spazio dato nella scuola a
ce

ti temi ed idee sionistiche che si stavano divulgando nel primo decennio


del sec. XX.
L'innovazione didattica promossa dal Talmud Tor riguardante l'insegna
mento della lingua ebraica parlata rappresent indubbiamente, per l'am
biente giudaico italiano, una novit che, come tutte le novit, incontr opi
nioni discordanti. Tuttavia si faceva sempre pi evidente in quegli anni, il
bisogno di insegnare l'ebraico non solo come la lingua dei testi sacri,
.
ma
come lingua viva e parlata che si stava sempre pi evolvendo nel pnmo
decennio di questo secolo in Palestina. Il direttore intendeva basare l'inse
gnamento dell' ebraico parlato su quanto gi sperimentato in altri paesi
europei con i quali aveva tempestivamente stabilito stimolanti contatti
richiedndo e scambiando informazioni e opinioni su questa nuova attivit
didattica. In considerazione di questo David Prato, sostenuto e coadiuvato
dal rabbino Margulies, mise a punto una riforma circa l'insegnamento della
lingua parlata che rese la scuola fiorentina un modello per le altre scuole
ebraiche italiane. Dopo aver delineato il programma scolastico, nel quale
veniva mantenuto anche l'insegnamento della lingua ebraica cos come
possibile leggerla nei testi sacri, venne chi

mato per l' ann


?
scola

tico
1912/ 1913 il mor (maestro) Quitteur, provemente dalla Poloma austnaca.
Il mor Quitteur rimarr ad insegnare 1'ebraico parlato anche quando le
due scuole elementari, maschile e femminile, si uniranno nel 1915.
94 Silvia Guetta Sadun
Maggiore diffusioue a questo iuseguaneuto veuue tuttavia data dopo i
superaneutodee difficotecouonicheiucoutrateduraute iperiodo bei-
co. Subito dopoa graudeguerra veuue iufatti chianato a ricoprire a cat-
tedra di iuseguautediebraicoparato, uu giovaue mor proveuieutequesta
votadaaPaestiua. A mor Nathau Shaen ed a suanogiefurouo cos
affidatituttiicorsidiiuguasiascoasticicheconuuitari. Cou' eutratadei
uuovi iuseguauti e de uuovo netodo daoro adottato, o studio deaiu-
gua preuder subito uu uuovo iudirizzo, risutaudo stinoaute ed iuteres-
saute per i giovaui scoari. Iu reazioue a tae iuseguaneuto, veuivauo
effettuate dinostrazioui duraute e quai gi auuui preseutavauo piccoe
recitecoucauti,baiepoesieiuiuguaebraica, che avevauo uogoduraute
efesteorgauizzateiuoccasiouedeericorreuzeebraiche o durauteepre-
niaziouiauuuai.

Lapartecipazioue aavitaconuuitaria degiovaueiuseguaute eracouti-


uuaed assidua e uou si esauriva ueasoa attivitscoastica. Coutenpora-
uenetea'
.
iusguan
.
eutosvotoue Talmud Tor, veuuero aucheorgauiz-
zati dei corsi di ebraico parato sia per i banbiui che frequeutavauo e
scuoe pubbiche, chepergi aduti. Otre aquesto Nathau Shaen curava
iusine a David Prato, i gioruaiuo Israe dei ragazzi
1
3 , iuteressaudos.
particoarneute dea aegra e vivace rubrica riguardaute ' iuseguaneuto
de'ebraico.
Auches uostrettaneuteegatoaascuoafioreutiua, questoperiodico
per ragazzinerta uubreve acceuuo. Israe deiragazziveuiva diffuso iu
tut;a taia, prina cne suppeneuto de gioruae Israe, e poi cone
perodico aparte. Igioruae, auche seuou ueveuivaespressaneutedichia-
rata a firna, trovava iu David Prato ' orgauizzatore, e uei naestri ebrei
fore,tiui, i
.
p
.
i streti coaboratori. Iperiodico aveva o scopo di portare
siaaibanbimdeepiccoeconuuitche a queicheuoufrequeutavauoa
scuoa ebraica, uotizie riguardauti a vita ebraica itaiaua ed estera. Ma
soprattutto veuivauo riportate crouache sua vita uei Kibbutzim su fuu-
ziouaneutodee scuoe e suenaterie studiate dai coetauei iu aestiua.
Attraversoepagiuedeperiodico,veuivauoiuotreorgauizzatiiucoutritra
coetauei di diverse citt e veuiva stinoato uuo scanbio di opiuiouitra i
giovaui ebrei itaiaui couapubbicazioue dee oro ettere e deioro nes-
saggi.
. 13
.
Israel dei ragazzi, redatto e stampatd a Firenze, cominci ad uscire ogni quindici
gIOrm dal 1919.
Italia Judaica IV
9S
Graupartedee argoneutaziouidearivistaIsraedeiragazziveuuero
riprese uei testi scoastici che e iuseguauti Adriaua Geuazzaui e Giuia
CassutoArton scrissero ad uso dee scuoe eeneutariebraiche. Iuquesti
testi troviano, iufatti, uou tauto uu iuseguaneuto deenaterie ebraiche
cone a iugua e a storia, quauto piuttosto uu iusiene di raccouti ripresi
daa tradizioue nidrashica, innagiuidelefani,iee deavita ebraica iu
Itaiaediu atripaesieuropei. Neiibriperibanbiuipigraudiveuivauo
iutrodotte e carte geografiche deaPaestiuae veuivauo studiate ecarat-
teristichedeapopoazioueedeterritorio.
Lapreseuzadiquestogeuere ditestideuota chiaraneute ' iudirizzo sio-
uistico cheascuoafioreutiua ebbe adareasuo corso distudieeneutare.
Tae iudirizzo veuue auche sosteuuto daa orgauizzazioue di uua squadra
sportiva conuuitaria, i Maccabi, che avevaa sua sede ue'edificio scoa-
sticodeTalmud Tor.
Fiu da'iugresso di David Prato uea scuoa naschie, uuo spazio pi
anpio eduuiuteressenaggiore erauo statidati a' iuseguaneutodeagiu-
uastica. Ne'anbieute ebraico era iufatti diffusa ' opiuioue, secoudo a
quae, acuradecorpoedi suogiusto eregoareesercizioerauoinportau-
titautoquautoicoutiuuoesercizioneutae. Questa couviuziouefupera-
trorafforzatadaadinostraziouedeibuouirisutatiraggiuuti daascoare-
scaebraicafioreutiua, guidatadainaestri Lusettie Geuazzaui, aerappre-
seutaziouigiuuiche conuuitarieeconuuai.
Auche ' attivit giuuica riseutiva dee uuove idee siouistiche. Iunote
crouache de periodo apparse sue riviste cone testinouiauza dea vita
conuuitaria fioreutiua, veuiva pi vote ricordato che i ragazzi ue|!e oro
divise e uee oro attivit riportavauo parte dea uuova vita che si stava
couduceudo iuPaestiua. Questobrauo tratto dauuarivistade1912 pu
essere uuesenpio. Tuttiquestiiuteressautiuunerifurouosvoticoupre-
cisioue, atteuzioue e seriet tae daneritare spesso ' appauso deipreseuti
che anniravauo adisiuvoturadeinovineutidegiauuui, tutticonpresi
deasituazioue, strettiuee oronagiebiaucoazzurre, icooridevessio
siouista
1
4. Iu seguito' attivit giuuica si arricchir auche diuuvocaboa-
rio particoare quae queo ebraico. Cou ' arrivo de naestro Nathau Sha-
en veuuero fattiipriniteutativiperiuseguare i novineutie giesercizi
utiizzaudo iuvece che 'itaiauoaiuguaebraica. Auche questo fatto cone
de resto tutto 'iuseguaneuto de' ebraico noderuo, suscit iuteresse e
14 La Settimana israelitica, 17 mago 1912, p. 4.
96
Silvia Guetta Sadun
meraviglia agli occhi degli osservatori del funzionamento delle scuole ebrai
che italiane del periodo.
pertanto con questa vivacit ed entusiasmo che oltre a svolgere le
regolari lezioni di attivit ginnica nella scuola, venne formata la squadra
del Maccabi, rivolta ai soli maschi, i cui partecipanti presero il nome di
Maccabim. La creazione di questa squadra aveva tra i suoi scopi, oltre
quello di promuovere incontri, passeggiate ed escursioni, anche di avvicina
re all' ambiente ebraico coloro che per vari motivi non frequentavano la
scuola.
Molte notizie sui programmi di questo gruppo che si divideva in due
sezioni in base all' et dei partecipanti, vennero riportate sul periodico per i
giovani gi ricordato Israel dei ragazzi.
dalle pagine di questo giornale infatti che apprendiamo che nell' anno
scolastico 1920/1921 venne organizzata una vera e propria gita scolastica a
Roma per gli allievi del Talmud Tor fiorentino. A questa gita parteciparo
no le tre ultime classi maschili della scuola: la quarta, la quinta e la sesta.
Lo scopo della gita era quello di far incontrare alcuni Maccabim di Firenze
con i coetanei romani. La gita, che dur cinque giorni, ricevette il plauso
della scuola, dei genitori, degli allievi e della comunit tutta. L'incontro tra
le due scuole ebraiche, o semplicemente tra coetanei ebrei residenti in citt
diverse, aveva lo scopo come stato gi visto per la diffusione del giornale
lsrael dei ragazzi, di creare quel sentimento di affratellamento e di unio
ne tra gli ebrei di diverse comunit; tema questo che trova ampio spazio
all'interno delle idee sionistiche.
Per concludere si pu affermare che, nonostante le difficolt sorte a
seguito dell'emancipazione, la scuola ebraica fiorentina ha dato prova di
saper rinnovare nel proprio istituto la preparazione culturale delle giovani
generazioni. E proprio questa capacit di sottoporsi a continue modifiche e
trasformazioni, operando pur sempre nel solco della tradizione ebraica, ha
permesso al Talmud Tor fiorentino di avvicinare nel corso degli anni, quel
lo che pu essere definito 1'obiettivo ultimo della scuola ebraica nel mondo
contemporaneo, di formare cio il bambino, nel modo pi armonico possi
bile, affinch diventi al contempo un buon ebreo ed un buon cittadino.
GAIO SCILONI
Scrittori ebrei nell'Italia dell'Unit: reciproche influenze o assimilazio
ne? Un caso Pascoli-Orieto -<
L'onore di essere stato scelto come relatore nella sess
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iano.
98 Gaio Sci/ani
Si potrebbe duuque facineute coucudere ceebraudo, da uu ato, l' at-
teggianeuto assuutodaasocietitaiauaversoi suoiebrei, iutegraudoi
innediataneute iu tutte e sfere dea vita uaziouae ,iu accordo cou l ' at-
nosferadiarnouiasenpregeueraneuteesistitaiunotepartid' Itaiaver-
so igruppiebraici, auche - sepureiunauierareativa - ueiperiodipi
bui) , e, da'atroato, apporto datodaquegiebreiaacuturadeauuo-
va Itaia, coustataudo iufiue, uuavota di pi, a preseuza di uua conpo-
ueuteebraica1 ue'iufrastruttura - tautoconpessaenutiforne - dea
cuturaitaiaua.
Coustataziouepiacevoe,certo,naquautogiustificata
Chi cerca uuarisposta a taedonauda, deve chiarire prinadi tuttouua
questioue basiare. gi scrittori ebrei suddetti2 apportarouo davvero aa
cuturaitaiaua, operoneuoa certi circoi cuturai deapeuisoa, iufueu-
zecuturaiebraiche, o siassiniarouo, iuvece, facineute e fecoudaneute,
ueapianpiacuturaitaiauadeaoroepoca, traasciaudo, pernaucauza
dipreparazioueoperiuteuziouaeabbaudouo, iretaggiocuturaeebraico
Iu atri terniui. si deve chiarire se ' apporto dato dai suddetti scrittori
ebreiaacuturaitaiauasiinitaserviziooffertodaacuuidioro,quai
operatoridicutura, a aucio ,per usare uu'espressioued' oggi) dicerti
graudi scrittori itaiaui, o se, iuvece, gi scrittori ebrei qui cousiderati
iuserirouo fioui ebraici uea cutura itaiaua ,argoneuto, questo, che
pucertoiuteressaregistudiosiditaecuturaedeesueconpoueuti) .
l Non si intende certo trattare qui dell' appartenenza etnico-religiosa di certi scrittori (co
sa sempre opinabile, e poi tristemente legata a considerazioni razziali, bens delle compo
nenti culturali delle opere di quegli scrittori, e ci allo scopo di verificare se quelle opere ap
portarono un' influenza di cultura ebraica in certi circoli culturali italiani, o se quegli scrittori
ebrei italiani recepirono la cultura generale italiana in misura tale da far scomparire in essi
una possibile componente culturale ebraica o ancora se fra questi due opposti esisterono vie
di mezzo.
2 Chi parla, come per esempio l'americano H. S. HUGHES, nel suo Prgionier dell speran
za. All ricerca dell'identit ebraica nell letteratura italiana contemporanea, Bologna, i Mulino,
1983 (Prsoners of Hope, Harvard University Press, 1983), della presenza rilevante - sempre
relativamente all'esiguo numero della componente ebraica nella popolazione italiana - di
scrittori ebrei nella letteratura italiana odierna, non prende in considerazione la generazio
ne precedente, bens tratta - come fa Hughes studiando i cinquantennio 1924-1974 di
scrittori quali Bassani, i due Levi, la Ginzburg ed altri, anche se con accenni ad autori quali
Sve
,
o e Saba, non vedendo, per, gli antecedenti, senza i quali, forse, l' odierna presenza
ebralca nella letteratura italiana non sarebbe concepibile. In quale misura, poi, anche gli
o.ierni scrittori ebrei italiani siano ebrei in quanto cultura, cosa che esula dal tema qui
dISCUSSo, anche se ad esso intimamente e naturalmente legato.
Italia Judaica IV
99
Cone coutributo a teutativo di rispoudere aa donauda or ora propo-
sta, tratteggere qui uu aspetto deo scanbio cuturae
.
verificaositra+ue
espoueuti dea cutura itaiaua di fiue ' 800: Giovam Pasco

. e ,gio
Orvieto. Lo studio diuu' augoaturaderaportotraiduepoetipuomfatti
gettareuuaucesuaquestiouequitrattata.


.
Perconpreudere per pi profoudaneutei coutestouequaeirappor-
to Pascoi-Orvieto si iusetisce, uecessario descrivere, auzitutto, acuue
dee coudizioui storico-anbieutai uee quai detto rapporto siforne e si
svose.
* * '
Uua dee coustataziouipreiniuariche si effettuauo esegueudoiudagiui
sutenaqui trattato, iuereute aeocaitiucuigiscrittoriebreiitaiaui
apparvero duraute gi utini auui de Risorgineuto e sop;ttutto
.
ue
noneutode'Uuiteiuqueoadessainnediataneuteequasiinnediata-
neute successivo. Aberto Cautoui, odato da Piraudeo ,vediper esenpio
isuo saggioL'umorismo), visseed oper aPonpouesco, pressoMautova,
beu couosciano ' attivit cuturae degi ebrei di questo ducato duraute il
Riuascineuto. I Cautoui ( 1841- 1904) deve s a sua fana ad opere di
anpiorespiro 3, iucuiaquestioueebraicauou trattata, nascrisseepub-
bic auche due uovee, neuo couosciute, di cui'uua si occupa - auche
seuzadirechiaraneuteaparoaebreo - deaquestioue denatrinouio
nisto,quiportata fiuo a'estrenosacrificiodi s, i

ttoo de'atr, Israee


italiano, dice gi tutto, e iufatti giustaneute seguao i Bacchelh essere i
Cautouiuuebreo uouperitosoedissinuato4.
Eurico Casteuuovo,Fireuze 1839 Veuezia 1915) visseescrisse, descri-
veudoaucheanbieuteebraico5, aVeuezia, atracittiucuigiebreipote-
rouoquasisenpresvogereattivitcuturai,naerafioreutiuodiuascita6.
3 Principali opere di A. CANTONI: I demonio dello stile, 1887; Un re umorista, 1891; Pietro
e Paolo, 1897; Humour classico e modero, 1 899; Scaricalasino, 1901; L'ilustrissimo, postu-
mo, 1906. .
d
4 R. BACCHELLI (a cura di) , Cantoni, Milano, Garzanti, 1953, dove A. Cantonl etto
un caratteristico italo-ebreo (p. XIV), e anche ebreo, e non perito so e dissimulato, anzi . . .
dichiarato con ferma e chiara coscienza e dignit (p. IX) .
5 Principali opere di E. CASTELNUOVO: I professar Romualo, 1878; I fallo di una donna
onesta, 1891; I Moncalvo, 1908.
. . + . . . . . .
6 Per conoscenza, cito qui, in ordine casuale, altrl nomI dI scntton ebreI ltahanl che ope-
100 Gaio Sci Ioni
E fioreutiui - euousoo natione - erauoi due fratei Orvieto, ipoe-
taAugiooeipubbicistaAdofo,dicuiAbertoCautouierazionateruo.
Irapporto, direttooiudiretto, cou Fireuze, giocaduuqueuuasuaparte
suapossibiitcoucessaaquegiscrittoriitao-ebreidiiuserirsiueacu-
tura itaiaua Si pu acceuuare qui, iu breve, che daa storia degi ebrei
fioreutiuiappreudianoioro coiuvogineuto, gidaprinoRiuascineuto,
ueavitacuturae cittadiua,receutiritrovatidinostrauocheacosauousi
iuterruppe ueppure duraute aRestaurazioue. Dapuutodivistasocioogi-
cosicoustatachegiebreifioreutiuivissero, aucheue'epocapre-Uuit,iu
diretto coutatto cou a popoazioue uou ebraica ,uua cospicua parte dea
uazioue ebrea viveva ue Fuorighetto) 7; da puuto di vista cuturae,
operarouo iu Fireuze e iu atre citt de grauducato stanperie ebraiche o
coudotteiusienedaebreieuonebrei.
Ritoruaudo aa Fireuze de post-Uuit e ai due fratei Orvieto, uati
anbedueue' Itaiagidetuttoo quasidetuttouuita ,Augiooue 1 869,
Adofo ue 187 1) , aorooperapipertiueute a coutestoquitrattatofua
pubbicaziouedearivistaIMarzocco8. Fu, questa, uuarivistacuturae
squisitaneute italiana; sue sue pagiue, per, a ato di opere di scrittori
quaiPiraudeo,D'Auuuuzio, Pascoi, Novei, Garogio, Neucioui, Zucco-
i, O}etti, Corradiui, Pastouchi, Neera, Aerano, Marradi, Cardarei,
Capuaua, Cecchi, e tautiatri, apparveroauche receusiouidioperesiouisti-
che evariarticoisu tenidiebraisno ,peresenpio, chiarineutodicoucet-
ti tanudicieoro difesacoutro certeaccuse, spiegaziouidiquestiouicoe-
gate aa cabbaa, coutesto cone vedreno, strettaneute couuesso aa
uostra discussioue odierua, peressere statotrattato, otre che danaestro
diAugioo Orvieto, Davide Castei, aucheda' Orvieto stesso) . Lapubbi-
cazioue di tai scrittiiuuua rivista cositaliana, pernise a soggettoiu essi
rarono nell'epoca trattata: E. D. Colonna; Amalia, detta Amelia, Rosselli Pincherle; Hayde
Finzi; Guido Treves; Annie Vivanti; Emilia Errera; Laura Orvieto Cantoni (moglie di An
giolo); Sabatino Lopez; Guglielmo Lattes; Guido Verona; e - naturalmente, ma essi esulano
dal relativamente ristretto campo della scrittura ebraica - Italo Svevo e Umberto Saba.
7 Per un maggiore approfondimento della questione, v. il mio Noterelle sul Fuorghetto:
un aspetto dell vita degli ebrei di Firenze nell'ultimo periodo della loro reclusione nel ghetto, in
Italia. Studi e ricerche sulla storia, la cultura e la letteratura degli ebrei d'Italia, VIII
( 1989), 1-2, pp. 63 -76.
8 Per un' ampia documentazione su Il Marzocco, vedi soprattutto I Marzocco - Cartegi
e cronache (1887- 1913), catalogo, a cura di C. DEL VIVO e M. ASSIRELLI, della mostra tenutasi
a Firenze dal 19 nov. 1983 al 14 gen. 1 984. Nel catalogo, anche documentazioni bio-biblio
grafiche sui due Orvieto.
Italia Judaica IV
101
toccatodiraggiuugere certianbieuticuturaiitaiaui. Datopoiche del'e-
braisnotrattarouosuIMarzoccoscrittoriebrei, i soggettitoccatierauo
espostidapuuti divistaebraici iuterui, e uou es

erui, cone av

eui

quaudodiebraisnoparavauo, conesuccedevauoud.rado,uouebrei. S.e


noto discussodeauoveadiPiraudeo 1n gaj 9: seuou certo dinostra-
biecheauoveafu scritta sotto a direttaiufueuzadeitestidiargoneu-
to ebraico apparsisuIMarzocco, tuttavia l'epocaiu cui essa fu scritta,
a stessa epoca iu cui Piraudeo pubbicava note sue cose sua rivista
degi Orvieto e iutratteueva stretti rapporti couidue frateie soprattutto
couAugioo,pudirequacosasuaquestioue.
RapportiaucorapistrettiiutratteuuecouAugiooOrvieto,aque'epo-
ca, GiovauuiPascoi,ed appuutoue'anbito diquestirapportichedob-
bianoiuquadrarel' episodiodicuivogiotrattarequi.
Tra i tauti e tauti fogi dea corrispoudeuza purieuuae teuutasi tra
Orvieto e Pascoil0, si trova auche uua ettera, - o forse uu abbozzo di
ettera, visto cheAugioo Orvietousava senprescrivere brutte copiede-
e sueettere - uoudatata, nacertoscritta, secoudo riievivari, caigrafi-
ci cartacei di uogo di ritrovaneuto, di riferineuto, ecc , verso i 1887.
, ,
Nou horitrovatoiucasaPascoi aBargaaetteraorigiuae, per 'iucarta-
neutoOrvieto-Pascoicouservatopreseutanoteacuue, euouvi sitro-
vauessuu'atra etteradiAugioo Orvietovergataiuquegiauui. Nea et-
tera si trova uu'espressioue che, a prina vista, pare noto euignatica.
Riportoquiidocuneutoiutero, sottoiueaudo ,ue' origiuae uou sottoi-
ueata)uuafrase.
Caro Pascoli,
O felice, felice! felice te, Pascoli, che vai giusto e sereno fra i sogni tuoi, fra i
sogni della tua cara sorellina! felice te che hai l'ingegno alto e l' anima pura, felice
te cui non rodono vermi il bel cuore! lo, invece, soffro, soffro come un dannato e
oggi pi del solito, per il confronto, forse, che ho fatto di me con te. lo non trovo
9 In L. PIRANDELLO, Novelle per un anno, I, Milano, Mondadori, 1969 ( 1956), pp. 506-
5 1 l .
lO
V. il catalogo di cui a nota 8; la corrispondenza Pascoli-Orvieto, inedita, custodita, in
maggioranza, a Firenze, nel Fondo Orvieto curato da Caterina Del Vivo nell' Archivio A.
Bonsanti, e in parte (con molte lacune) in casa Pascoli, a Barga.
102 Gaio Sciloni
pace, non ho requie, . . . io che per entro i labirinti di una coscienza troppo compli
cata vado perdendo il sentimento istintivo del bene e del male.
Pascoli beato . . . Comprendi tu l' immenso desiderio che io avrei della tua pace,
della tua casetta? O come quell' aria mi cullava . . .
Addio, Pascoli, non mi amare perch il carbone tinge. lo ti amer, in silenzio, solo
Angiolo 1 1
A prina vista, a ettera di un poeta a un anico poeta, a ettera diun
poeta tornentato daaricercadi una sua via e di una sua norait, a un
atro poeta, che in una sua nisticaconoscenza delbene e de nae ha tro-
vato apace.
Ma aora, cosa significa que!a preghiera di nonessere anato perchi
carbonetingeL' Orvietoconsiderasestesso, forse, unesserenoranente
inferiore, negativo, rispetto a Pascoi Si considera un essere capace di
infuenzareinnaeunanico,disporcaro, diinsozzaro
Vedrenopiavantiiperchdeascetadiquest' utinaconnotazione.
Seper a spiegazionede'espressione io non trovo pace siricercain
ci cheAngioo Orvieto stessodice in certi suoi versi, si pu conprende-
re che uno dei fattori che creano a sua coscienza troppo conpicata
i suo ebraisno. Si eggano, per esenpio, questi versi de suo I vento di
Sion
1 2:
Chi mi dar l a pace? Chi m'insegna
a ricomporre in unit serena
l' anima mia che, in due divisa, geme?
Chi la far delle due luci degna,
s che, redenta alfin dalla sua pena,
le possa, unite, contemplare insieme?
dove ' anina che cerca pace divisa fra' ebraisno e ' itaianit, fra
' appartenenza a tenpo stessoaFirenzee a Sion,e' aspirazione depoeta
aceratodipoterunireinsieneedueuci.
Tuttoiibro suddetto perfuso di questo vento che scuoteipoeta
cone una pana orientae e cone un cipresso toscano tra ' anore per
Firenze e ' aneito a'unicasperanza di veravita ebraica, in Sion. Cosin
11
ARCHIVIO BONSANTI, Fondo Orvieto, cassetta 224.
12
A. ORVIETO, I vento di Sion, Firenze, Israel, 1928, p. 61 .
Italia Judaica IV 103
Cuore diviso 13, cosin Palma al vento 1 4, cosneisonettideaserieNostal
gia delle palme e dell'Aro
1
5 e in noti atri versi. In paraeo a notivo
deaacerazionefraidue anori, ricorre neI vento di Sion unsecondoleit
motiv, queo de' aspirazione aa conciiazione trai due anori, neo spiri-
to de neopatonisno, e ci soprattuttoin una serie di sonetti intitoata
Aneliti al Pico ed al Ficino 16 incui, in spirito davveronirandoiano, sicer-
cadiunificareFirenzeeGerusaenne.
Unatrosegnoindicativo dedesideriode!' Orvietodiseguiree ornedi
Pico, datodafattochei suoI vento di Sion, portai sottotitoo Canzo
niere d'un ebreo fiorentino del Cinquecento, conefosseunaraccotadi versi
scritti da un certo Dattio da Montono vissuto a Firenze appunto ne
' 500. Orvieto, pur spiegando che i suo Dattio un poeta creato daa
fantasia diun atro poeta17, o descrive quasigi tornassero aa nenoria
e nobii figure di Marsiio Ficino e di Pico dea Mirandoa C . ) con
' innagine paternadiEia deMedigo18 . Anche se Orvieto nono ricor-
dain questa sua Avvertenza anteposta aIl vento di Sion, darannentare
chePicostessodichiar. AudivitDactyunhebraeun19.
Quisifarcerto unaprinaobiezione. Traasciandounnonentoaque-
stione derapporto Orvieto-Pico, sucuiritornereno, ci sidonander. seI
vento di Sion de 1 926, conepossonoeparoediquestoibro testinonia-
re sua quait di rapporti avuti da suo autore co Pascoi quasi quaran-
t' anniprina
Laverit che I vento di Sion un rifacinento fiorentinizzatodiuna
seriedipoesie cheAngioo Orvietoavevaconpostoanni prina, coocando
e vicende descritte non a Firenze, na a Ponponesco, ne'anbiente de!o
zio Cantoni Orvieto conpi queste poesie ne corso di noti anni, e ne
13 Ibid. , p. 87.
1
4 Ibid. , p. 88.
IS Ibid. , pp. 34-61 .
16 Ibid. , pp. 73-84.
1
7 Ibid. , p. 7.
18 Ibid. , p. 8. Per quanto riguarda i rapporti tra Pico e Elia del Medigo, che fu il suo pri
mo maestro d'ebraico, v. fra l'altro, U. CASSUTO, Gli ebrei a Firenze nell'et del Rinascimento,
Firenze, Tip. Galletti e Cocci, 1918.
19 PICO DELLA MIRANDOLA, De hominis dignitate, a cura di B. CICOGNANI, Firenze, Le
Monnier, 1942, p. 90. Si pensava che Pico avesse avuto un maestro ebreo chiamato Dattilo:
v. U. CASSUTO, Gli ebrei a Firenze . . . cit. , p. 3 17; ai giorni odierni tale supposizione confu
tata. V. nota in margine alla mia traduzione ebraica del D. H. D. , Neum 'al kevod ha'adam,
con introduzione e note di M. IDEL, Gerusalemme, Carmel, 1990.
104 Gaio Sciloni
raccose e nunerosissine varianti verso a fine degi anni ' lO 20. Ladeci-
sionedinutarei PoinArnofu, aquanto pare, infuenzataancheda' ap-
parizione de' opera di U. Cassuto, Gli ebrei a Firenze nell'et del Rinasci
mento 21 .
Abbiano dunque chiarito quae potesseessereanaturadeacoscienza
troppoconpicatadiAngiooOrvieto, equaepaceegi andassecercan-
do. Pernegiodefiniree basisucuitaededuzionesiappoggia, eperchia-
rire ancor pi quae fosse i suo atteggianento aspirante a una possibie
conciiazione fraedue cuture epertae suo atteggianentosisentattrat-
todaafiguradiPicodeaMirandoa,quaeuiavedeva)convienenotare
anche che ' Orvieto, se si consider senpre e soprattutto itaiano e, cone
ebreo, un assiniato, si descrisse per, in certi suoi versi, buon sangue
senita22. Intardissinaetnorne 1 967, quasicentenario) , dopoeper-
secuzionirazziai, espresse susionisnoconcezionipositiveconcretee non
sooideaistichee esitanti. Per, anchene' epocaincui siconsideravaun
itaiano di origine senita, ' Orvieto abbozz, senza naiportare a terni-
ne, due opere - un ronanzo epistoare e unaconnedia - su' argonento
de natrinonio nisto, frutto, certo, di unaaceranteesperienzapersonae,
quando, perrispettoaavoontdeigenitori, sisepardaasuaanata, na
non ebrea, Anbroisine23. In seguito egi scrisse poeni ebraici, sia di
argonentobibicoesiasufattideastoriadegiebreidiFirenze24.
Quae puessere, per, areazione tra' ebraisnodiAngiooOrvieto,a
sua aspirazione aa conciiazione fra e due cuture aspirazione che o fa
esserecosferventeseguacediPicodeaMirandoa) , equesuodefinirsi,
neaetteraaPascoi, uncarbonechetinge
20 manoscritti si trovano ne
ll
' ARCHIVIO BONSANTI, Fondo Orvieto, cassetta 237.
21
E degno di nota segna
l
are che ne
ll
a cassetta 237 de
l
Fondo Orvieto del
l
' ARCHIVIO BON
SANTI si trovano annotazioni de
l
Cassuto e correzioni di vocabo
l
i ed espressioni ebraiche ri
correnti
.
ne I vento di Sion; e sappiamo per comunicazione diretta de
ll
a fig
l
ia de
l
Cassuto,
dotto MI
l
ka Cassuto Sa
l
zman, che Orvieto preg Cassuto di aiutar
l
o ne
ll
a tras
l
itterazione dei
vocabo
l
i ebraici, e ne segu i corsi d'ebraico tenuti in queg
l
i anni a
ll
'Universit di Firenze.
Ino
l
tre, Angio
l
o Orvieto stesso, ne
ll
a Avvertenza a chi vuoI capir bene, apposta in apertura a I
vento di Sion, ci par
l
a di una de
ll
e due opere fondamenta
l
i che attestano che
l
e circo
stanze finte ne
l l
ibro sono rigorosamente storiche, e
1
' opera in questione que
ll
a de
l
Cas
suto (p. 7) .
22 ARCHIVIO BONSANTI, Fondo Orieto, cassetta 238.
23 L'episto
l
ario con Ambroisine e g
l
i incartamenti riguardanti
1
' episodio si trovano ibid. ,
cassetta 82.
2
4 Ibid. , cassette varie.
Italia Judaica IV
105
La spiegazione a tae quesito si pu trovare in un abbozzo di poesia,
databie, secondo indizi caigrafici e di ritrovanento, circa ne 1 942.
Riportoquii brano cone'hotrovato25 :
Perla
No, cacciato non m'hanno dai terreni
che tu mi desti . . .
Son io che son fuggito, io che non posso
vivere in mia citt fatto straniero
d sua vita e ai suoi palpiti rimosso;
e lei perla non gi, ma carbon nero,
che se talun di maneggiarlo ardisce
carbon l'insozza con sue tetre strisce.
Essendogiappuntide 1942, ocirca, eciodegiannideeeggirazziai
in Itaia, gi anni in cui Orvieto asci voontarianente, non cacciato,
Firenze, per essere stato rinosso daa sua vita e ai suoi papiti,
chiarochecon' epitetocarbone, egivuoe significaregiebrei.
Sonodanotareinparticoarnodo i senicarbonechericorreduevo-
te) e nero Quando a'aggettivazione, nero riecheggia in un paraei-
sno cotetreattribuitoastrisce evedrenoin seguitoacorrisponden
zadiquestosenanegiscrittidiPascoieasuaconnotazione) Icarbone,
poi, connotato con insozza, anche sei contesto invita a cogiere 'iro
niaanaraditaeconnotazione.
Arrivati a questo punto, dobbiano chiederci. da dove attinse Angioo
Orvieto iconcettodecarbone cone s inboo de'ebraisno
Laspiegazione daricercarsi, forse, inreniniscenzedistudicabbaistici
certo non approfonditi, na che affascinarono i giovane Orvieto -
conpiuti co naestro Davide Castei26. Angioo pubbic ne I Marzoc-
coun articoo intitoato Cabala 27 uno scritto che riveaquae fosse a
25 Ibid. , cassetta 239.
26 V. i
l
necro
l
ogio di Davide Caste
ll
i pubb
l
icato da Ado
l
fo e Angio
l
o Orvieto s u I
l
Mar
zocco, 20 gen. 1901, e
l
' abbozzo di necro
l
ogio di A. Orvieto in morte di D. Caste
ll
i, per
Rivista d'Ita
l
ia, in ARCHIVIO BONSANTI, Fondo Orvieto, cassetta 250. V. anche I
l
Marzoc
co, 7
l
ug. 1901 , e A. ORVIETO, Stora di Angiolo e Laura (manoscritto inedito), p. 35, in AR.
CHIVIO BONSANTI, Fondo Orvieto.
27 I
l
Marzocco, 26 apro 1920.
106
Gaio Sci Ioni
nisuradea conoscenza e deaconprensionedeacabba daparte deo
scrittore. E con ci ritorniano a Pico dea Mirandoa. attraverso i suoi
scritti o cone rifesso daquei, Orvieto aveva recepito, in gran parte, ci
che sapevadeadottrinanisticaebraica
Pico vistoda' Orvietocone unnaestrodicabba. La seriedisonetti
gi citataAneliti al Pico ed al Ficino siapreconunsautoa granibrode
Pico [ subine di scienza cabbaistica, in cui Mos con Patone fatto
aico, nentre poi ricordato, tragi atridottideascuoaneopatonica,
EiadeMedigo. Atteggianento senpicistico, certo, daparte de poeta. si
pensisooagiscrittidiPicodettigranibro , . . . ) subinedi scienzacabba-
istica. Ci checonta, per, ne contesto danoi qui studiato, ' atteggia-
nento pichiano adottato da' Orvieto verso acabba Ed questo ega-
ne trao studio che Picodedic aacabbae' espressione usata da' Or-
vietocheproponeunaspiegazionedeconcettodecarbone.
Cerchianodunque,prinaditutto, dicapirequaepossaessere,neitesti
originai e nea concezionediPico,areazionefraicarbonecone rap-
presentanteeforzede'ebraisno, che a'apparenzatingononainreat
sonocapacidisprigionarefiannate,eacabba
NeSefer Yetsir ,Librodeacreazione) di RabbiYehudBarceoni ,ea
tradizionevuoeche siastatoriveatoadAdano) , sieggono in 80, 47, tra
' atro,questeparoe.
Dieci Sephiroth C . . ) la loro fine infissa nel loro principio come la fiamma
legata al tizzo e tutto ha un solo Signore . . .
NeSefer Yetsir col commento dello pseudo Sa'adia, siegge, acap. : , 1 :
Dieci Sephiroth C . . ) e la loro misura fatta che non ha fine, la loro fine infis
sa nel loro principio e il loro principio nella loro fine fiamma legata al tizzo
28.
Finqui,per,noncarbone,natizzo,obraceardente
Aquestopunto sidevericordaredaquaifontiOrvietoha attinto, ane-
no in parte, e sue conoscenze dea cabba. Se da scritti di Pico dea
Mirandoa, necessario notare che icabbaistacristianononesse nono-
stante a sua conoscenzade' ebraico, tutti i testinea nuova stesurorigi
28 Per il Sefer Yetsir e anche per il commento dello pseudo Sa' adia, v. in italiano G.
SCHOLEM, La Kabbalah e il suo simbolismo, trad. di A. SOLMI, Torino, Einaudi, 1980, pp.
212-227, 2. 1-2.8, 242-245, 247.
Italia Judaica IV 107
nae,bensspessoinversioniatinepreparateperuiA' iniziostudipresso
EiadeMedigo, poi, quando voe approfondire o studiodea cabba si
prese un nuovo naestro, chianato Favio Mitridate - a quanto pare, un
ebreoconvertitoacristianesino - acuichieseditradurgiinatinogiscrit
tideicabbaisti, nentregiinsegnava' ebraico e ' aranaico perchpotesse
studiareitestioriginaiPitardiPicostudianchecon|ochananAenanno,
nainogninodo sipu dedurre davari suoi scrittie dacerti passi deDe
hominis dignitate, cherecepacabbaanchedatraduzioniatine29.
Edeccoperesenpio, coneuntestoatino, Kabbal denudata 30, traduce
gaheleth ,inostrotizzo,obrace) .
gaheleth C . . ) Pruna vocatur ' .
epiavanti.
29 Sugli studi cabbalistici di Pico, vedi in U. CASSUTO, Gli ebrei a Firenze . . . cit. , parte III,
cap . .. Vedi anche la lunghissima nota 84 del Cicognani in PICO DELLA MIRANDOLA, De ho mi
nis dignitate . . . cit . , pp. 124- 1.2, in particolare p. 127, in cui si riportano asserzioni secondo le
quali Pico, non avendo potuto copiam latine factam recuperare eos [i libri cabbalistici] per
praefatum Judaeum [e si intende Mitridate] ex Hebraicis fontis, quos habebat, in Latinum
sermonem denu transferri curavit. Quanto a Mitridate, v. anche U. CASSUTO, Wer war der
Orientalist Mithrdates? in Zeitschrifts f die Gesichte des Juden in Deutschlnd, 19.4, pp. 2. 30-
2.6, citato in PICO DELLA MIRANDOLA, De hominis dignitate . . . cit . , p. 128, accanto ad altre
testimonianze. In verit, Pico e altri testimoni dell'epoca parlano solo di traduzioni dei
LXX librorum de quibus IV Esdra XnII c. mentio agitur e mai del Sefer Yetsir; per il
Gaffarel, nel suo indice dei codici pichiani in suo possesso (in WOLF, Bibliotheca hebraica,
Hamburgi et Lipsiae, MDCCXC, pp. 9- 10, riportato in PICO DELLA MIRANDOLA, De hominis
dignitate . . . cit . , p. 1.0) dice anche, tra l' altro, di una traduzione latina del commento di Me
nahem da Recanati (Menahem rekanatensis vel de Recineto) al Pentateuco (opera stampata a
Venezia nel 152., a Basilea nel 1581, e poi a Lublino) . Pico se ne serv ampiamente nelle sue
Conclusiones, e l' opera figura nell'inventario della sua biblioteca, quale fornitagli da Elia del
Medigo (ibidem) .
Testi fondamentali per l' approfondimento della questione Pico-Cabbal sono gli scritti di
C. WIRSZUVSY, tra cui, ultimamente apparso, il suo Pico dell Mirandola 's Encounter with Je
wish Mysticism, Cambridge Ma. , 1989; chi sa l'ebraico pu vedere i suoi Un cabbalista cristia
no lege la Tor e Tre studi sull cabbal cristiana.
Per quanto riguarda la diffusione degli studi cabbalistici in Italia nel ' 500, v. M. IDEL,
Major currents in italian Kabbalh between 1560-1 660, in Italia Judaica, Atti del II Convegno in
terazionale, Genova 1 0- 15 giugno 1 984, Roma, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1986,
pp. 24.-262; vari sono i riferimenti a Alemanno e a del Medigo; a Pico, p. 260; molto impor
tante, la nota 9 a p. 244.
30 Kabbal denudata - Sohar, 1974, rip. fotost. del testo del 1 677. V. anche Kabbala denu
data, Liber Sohar restitutus, Sulzbach, 1648, citato, per altre questioni relative al Sefer Yetsir,
da G. SCHOLEM La Kabbalh . . . cit. , p. 2.., nota 4.
108
Gaio Sciloni
. . . Malchuth vocatur Pruna . . .
Sicut enim pruna e potentie su educit flammam . . .
!alhuth, si sa, '
.
inferioredee dieciSephiroth, nane ancheabase

e il concetto ea fianna - identificata ne suddetto testo atino co


Hokh
n
ah o Ttphe
:
eth coegata conprna pu spiegare iperch' Orvie-
toabbiaadottatocncettodecarboneene abbiascrittoaPascoi.
Perconcudere
.
i.iscors,suapossibieoriginecab baisticadeconcetto
crone erei m Orvito, riporto qui acuniversi di questo poeta, in
cu sieprne i suo atte
.
ggian
.
ento verso 'ideacabbaistica deeSehiroth
- ,ers,che
.
n
.
on

furonomcusineI vento di Sione che hotrovato, con


varaati qu mdicate fra parentesi) nea prina stesura de ibro ,queo
descrventePonponescoenonFirenze) 3 1 :
Sephiroth
Accogliete anche me nel pio convegno
che [fonde] (lega) Cristiani con Giudei
intenti insieme a quel beato segno
'
pel quale ogni altro bene io pur darei.
([Idi] Versate in me, dal vostro arcano ingegno)
MI concedete alfin, maestri miei
(raggio che schiari i tenebrosi miei)
un raggio sol di vostro arcano ingegno
( e per vostra virt fatemi)
fatemi, deh, per vostra grazia, degno
ch'io pur del pane angelico mi bei.
Raggino i Sephiroth nel mio pensiero,
come irraggian di luce il nostro mondo
e l 'en soph sovra tutti in alto splenda.
'
La poesia si riconcili al vero
illuminati insieme dal profodo,
e 1' uno e 1' altra in me da voi s' accenda.
(Nel sacrario [del] di vostro arcano ingegno
supremo raggio schiarisca i tenebrori miei
mi faccia, per la vostra grazia, degno) .
ARCHIVIO BONSANTI, Fondo Orieto, cassetta 237.
Italia Judaica IV 109
Ho cercato di chiarire i significato ebraico de' espressione carbone
con a quae Angioo Orvieto denonina se stesso rivogendosi a Giovanni
Pascoi giunto i nonento diverificare inquaenisurai Pascoirecep
inessaggio.
TeresaFerri, chehaconpiutoun' indagine quantitativadee ricerche di
enni e seni nee opere di Giovanni Pascoi32, non indica che vi ricorra
mai ivocaboocarbone. PerfuocoaFerrinota lO ricorrenze. Ifuo
co in Pascoi, secondo a Ferri, sinboo de'unit fanigiare, fonte di
caorecheraccogieattornoaesuefiannetuttiinenbrideafanigia -
accezione positiva
CercandonegiscrittidePascoispieinguistichechepossanoindicare
unrecepinentodenessaggio inviatogi, inqueaettera, da' Orvieto33, e
non trovandovi i carbone, ho vouto basarni su atri seni che figurano
neasuddettaetteraOrvieto 34 .
Quanto a pace, ecco, per esenpio, ad ogni nodo, pace35; ecco, in
uno scritto poitico, a'incirca de' epoca di quea ettera di Orvieto, . . .
na una pace torbida, inquieta, piena di uui soffocati36. De nedesino
periodo un accenno di sinpatia per ' ebraisno, nea descrizione dea
nessaperi caduti di Dogai , doveunufficiae ebreo sautaconaspada, e
Pascoi dice. Io vorrei essere pi ontano daa fede ne Cristo, che que
32 T. FERRI, I labirinto del segno, Roma, Bolzoni, 1976, pp. 27-29.
Come ho gi accennato, la lettera dell' Orvieto qui citata non si trova nell' archivio di
casa Pascoli a Barga. Essa era dunque solo un abbozzo di lettera che poi non fu scritta defini
tivamente e inviata? Un appunto di lettera che l'Orvieto non scrisse? Nel carteggio Pascoli
Orvieto custodito a Barga ci sono per diverse lacune, una delle quali riguarda proprio il pe
riodo in cui Orvieto, evidentemente, scrisse quelle parole. Le ipotesi avanzate, anche dal cu
ratore di casa Pascoli, sulle ragioni di tale lacuna sono diverse. Si pensa ad una possibile sot
trazione di carteggi durante il periodo delle leggi antisemite, per allontanare cos dal poeta di
Barga, agli occhi fascisti, ogni sospetto di filo-ebraismo. Si pensa alla perdita delle carte do
vute a una possibile manipolazione dell' archivio, al tempo dell'occupazione alleata, nel 1945,
da parte di qualche studioso, che poi tralasci l'indagine. Si pensa anche ad una possibile sot
trazione di carte Orvieto da parte del compagno della figlia di Angiolo, e infatti ancora oggi
certi documenti vengono restituiti all' Archivio Bonsanti dai famigliari di quest'uomo, dece
duto negli Stati Uniti.
.PASCOLI, Tutte le opere, Prose, I, Milano, Mondadori, 1971 ( 1946).
35 Ibid. , p. 18.
36 Ibid. , p. 229.
1 10 Gaio Sciloni
naggioreebreo abbassataa spada] , per esistere conpi significazione . . .
nentrepoicidicedeipreti chefasanoifaegnanediNazareth37.
'
HovoutopoiindividuarenegiscrittidePascoi,de'epocadeascrittu-
radeaetteraOrvietooadessasusseguente,aricorrenzadesenanero
adefinizione,cio,decoorestanpatodacarbonechetinge,ecosfacen
dohofinanentetrovato,conevedreno,unaricorrenzadicarbone)38.
Ma, prinaditutto, i nero. Eccoatonbanera ,depadre) e 'uo-
nochedaquenerohaoscurataavita. . . 39. Ecco, inI gioro dei morti
sotto e nere sibianti acque40. In La cucitrice: L'aba nea va
nera41 . InMorte e sole: Fissa a norte. costeazione ugubre che in un
cieo nero bria42 . In Tra il dolore e l gioia: nubi nere 43 . In Fides:
notte nera44 . In La civetta: neri a une dea una gi erti cipressi C . )
co
'
e u

nero coonnato45 . In Il miracolo: . . . a buio, accanto ai grandi


ettiner,[dornono nereepiccoeecue46. Inero dunque - natu-
ranente - accezioneestrenanentenegativa, e' unicasperanzadiapertu-
rda
.
core nera, nefuoco. inI lampo eccoche cone un occhio C . .)
s apr, sichmse,nea notta nera47; inI fuoco Eneanottaneraconei
nua48, dove nero " nua, nentrein Campane a sera c' una speranzadi
rottura de nero. pare che attenda nea via tranquia ,.. . ) uno dai neri
nontisucuibria[porporaeoro49.
Ed ecco i carbone, coegato, in contrasto collegativo, a nero. inI
carrettiere 50
o carrettiere che dai neri monti
3 7 Ibid. , pp. 266-267: datato 14 mago 1905.
38 G. PASCOLI, Tutte le opere, Poesie, I, Milano, Mondadori, 1971 ( 1939).
39 Ibid., Prefazione, in data marzo 1894.
40 Ibid. , p. 7.
41 Ibid. , p. 21 .
42 Ibid. , p. 38.
43 Ibid. , p. 40.
44 Ibid. , p. 43.
45 Ibid. , p. 46.
46 Ibid. , p. 66.
47 Ibid. , p. 1 19.
4 8 Ibidem.
49 Ibid. , p. 66.
50 Ibid. , p. 58.
Italia Judaica IV
ma tu dormivi sopra il tuo carbone
ma tu sognavi ch'era di Natale;
sentivi i suoni d' una cennamella
1 1 1
dove i doppio na sinboo di rovescianento, e dunque i carbone
diviene un'antitesi, in certo nodo positiva, de nero. Infatti scritto.
nasidornesucarbone,idorniresucarbonesavadunquedater-
rore de nero e pernette di sognarea festa. I carbone abituanente
consideratoun' essenzaunie, inferiore, pernetteper a'uonodiriposarci
sopra,esognare) .
Isatodacarboneafuocobreve,epassaperabrace.siricordi
a gaheleth cabbaistica. In Al fuoco: i ceppo, occhi di brace5 1 . In I
castagno: O fianna aegra52. InLa bollitura: i paioo C . + ) brontoa su
fuoco53 . E sei fuoco sidinostra iusorio, cone inI focolre 54, eccoa
speranza di fuoco venire da' ato, in I due alberi: E i cieo spende sua
terranera55, o inLa grande aspirazione: . . . traiceppideaterranera[e
araggiante ibert de soe56 dove ceppi puessere anbivaente, sia
conecateneesiaconeegnaafuoco,brace,tizzi,gaheleth.
Possiano dunque concudere questo excursus tra carboni e fianne de
Pascoicone paroe stessedepoetadiBarga. . . . nonvedreioracosbe-
o, seginon avessivedutocosnero57. Eevazione, dunque, danero "
carbone a fuoco, na a pace tanto annirata e invidiata, presso i
Pascoi, da' Orvieto, stataraggiuntapassandoperinero.
Inotivo ritorna anche inpoesiediepocapi tarda58, in I ciocco: . . .
gran ciocco di quercia [ sopra a brace59, e i soitari carbonai su 'A-
pe60, nentre inLa canzone del girarrosto sieragidetto. . . . abragequa
copre, desta61 .
51 Ibid. , p. 1 18.
52 Ibid. , p. 242.
53 Ibid. , p. 25 1 .
5 4 Ibid. , pp. 290-293 .
55 Ibid. , p. 460.
56 Ibid. , p. 272.
57 I canti di Castelvecchio, 1903- 1912, ibid. , pp. 545 e seguenti .
58 Ibidem.
59 Ibid. , p. 549.
60 Ibid. , p. 607.
61 Ibid. , p. 59.
1 12 Gaio Sciloni
Unapossibieinfuenzadi Angioo OrvietoL'intinaaniciziatra Pascoi
e Orvieto accertata Dee Myrcae dice iPascoi62: devoe poesioe
che facevo, acari anici, traiquaiprincipaissinoAngiooOrvieto, chee
stanpavanea sua Vita Nuova prina e poi ne suo Marzocco NeaVita
Nuovade I0 VIII I890conparvero9diqueste
Se, basandoci sui riferinenti succitati a carbone, aa brace, aa
fiannae a fuocoche appaiononegi scrittidePascoi, non possiano
affernare ' esistenza di un' infuenzadirettaproprio diqueacertaettera
diAngioo Orvietoquipubbicata, ettera acuinon statarinvenutaacu-
na risposta,restaper indubbio i fatto che fu a rivista Orvieto a diffon-
dere aprina poesia pascoiana Maria Pascoio conferna63, parando di
scritti defrateo apparsisuVita Nuova,che poidivenne IMarzocco)
negianniI 88- I889, ecitandoparoediGiovannidirettea Gaio ,pseu-
donino di Adofo Orvieto), chianato in esse, ne febbraio I90, fina-
nenteuncuore anico euninteettoibero64.
Quanto a' atteggianento tenuto da Pascoi verso ' ebraisno, otre aa
considerazione nistico-bibicarispecchiata nei suoi scritti, cone ipoetaa
vedeva attraverso i prisna dea fede - de suo credopecuiare - ,
opportuno rappresentare qui, cone pertinente a contesto trattato, un
aspetto de suo parare di ebraisnocon Angioo Orvieto ,un aspetto che
pudircinotode nodoin cuiidueanicicerto sitrovaronoaconversare
deaquestione)
Angioo Orvietopubbic ne I9suIPonte65 unaetterache aveva
ricevuto da Pascoi noti anni prina. Cos nea pubbicazione de' Or-
vieto.
Ti mando un poemettino che a te . , . non piacer? Si tratta di queI Buon Ges al
quale facesti gi queI brutto scherzo di consegnarlo a Pilato dalle belle mani.
Nonho trovato tracciade suddetto poenettino, naho trovato, inve-
ce, ' originaedeaetteradePascoiaAngioo Orvieto, datata 26 setten-
bre I900 Aatodeaconstatazionedeoscherzosoecertobenevoonodo
di rivogersi da parte di un cristiano a un ebreo ,que brutto scherzo,
ecc ) , confrontando ' originae cona trascrizione stanpata da' Orvieto in
62
M. PASCOLI, Lungo la vita di Giovanni Pascoli, Milano, Mondadori, 196 1 .
63 Ibid. , p. 295 .
64 Ibid. , p. 839.
65 ARCHIVIO BONSANTI, Fondo Orieto, cassetta 122.
Italia Judaica IV
1 13
I Ponte si nota che ne'originale ' aggettivazione di Ges buon,
con a [bj ninuscoa, nea trascrizione in stanpa de' Orvieto troviano
Buon,conajBjnaiuscoa
Quigiunti, possianotrarre acuneconcusioni.
I) Giscrittoriebrei sortiinItaiasubitodopo'Unit, rappresentatiin
questosaggiodaunorocaratteristicoesponente,ipoetafiorentinoAngio-
o Orvieto, dettero un apporto cuturae ebraico aneno indiretto aa cu-
turadeanuovaItaia
2) Gi scrittori suddetti furono ebrei italiani, na ciononostante senpre
ebrei, da punto di vista dea appartenenza a radici cuturai profonde,
anchesenonsenpresviuppateeevidenziate
3) L' opera degi scrittori suddetti condusse a un riavvicinanento tra
uoninidicuturaebreienonebrei
4) Dae concusioni I) , 2) e 3) sipudedurreche' operadegi scrittori
ebreiitaianiquistudiatiabbiacondottoadun'apertura,anchesenon sen-
precosciente, dicerticentricuturaiitaianiaacuturaebraica,reaizzan-
do cos non soo ' aspirazione di quei banchieri ebrei che desideravano
usare,s, anedesinaradicediusura) idenaroguadagnatoperopera-
reconessocutura,naancheque'aspirazioneaun'ecetticaunitspiri-
tuae e cuturae che anin uonini quai Pico dea Mirandoa o - tanti
secoi dopo, nanea nedesina Firenze - Angioo Orvieto, ' aspirazione
chepapitava - sonoparoede'Orvieto - inque!a
anima . . , che in s raduna
la virt delle due nobili essenze
e le vorrebbe concentrare in una 66.
Enon questa anche' aspirazionedeconvegnoItalia Judaica?
66 A. ORVIETO, I vento . . . cit . , p. 20.
EITAN F SABATELLO
Trasforazioni economiche e sociali degli ebrei in Italia nel periodo del
l'emancipazione
In uno studio ornai cassico di Sinon Kuznets 1 , prenio Nobe per
' econonia, e condizioniecononichedegiebreidiasporicinecorso de'e-
nancipazione sono state chiaranente definite e quaificate Kuznets con-
stata prina di tutto i fatto che giebrei diasporici costituiscono ovunque
una piccoa ninoranza di soito neno de 3% dea popoazione totae),
inotre questa condizione pernanente, datee dinensioni denografiche
deepopoazioniebraiche
Unapiccoaninoranza quaificata tae sesussistono i seguentieenen
ti. tendenza aa coesione tra i nenbri de gruppo, voont di distinzione
cuturae)rispetto adatrigruppiunaniedaanaggioranza, entratareati-
vanente recente dea ninoranza ne'assettoecononico ornai gi struttu-
ratodepaese ospite Quasiovunquegiebrei diasporici rispondono, cone
gruppi, a questi criteri Anche ove a oro presenza data da secoi, a oro
entratane sistena econonicogenerae sovente avvenutainritardocone
peresenpioa Rona, dopo' aperturadeghetto)
Questi eenenti pasnano una struttura econonica dea piccoa nino-
ranza che necessarianente differente da queadea naggioranza Anzi,
afferna quasi paradossanente i Kuznets, se a struttura econonica de
paese nornae, a struttura econonica dea piccoa ninoranza deve
essere anornae Questa infatti, dato i suo ridotto nunero di nenbri,
non ingrado diriprodurre, nennenoin nodo approssinativo, agrande
varietdeeoccupazionisvotenesistenaecononicogenerae
1 S. KUZNETS, Economie Structure and Li/e ojthe Jews, in The Jews, New York, L. Finkel
stein, 1960.
Italia Judaica IV 1 1S
Ladiversit trastruttureecononichedeapiccoaninoranzaedeapopo-
azionetotae accentuatadaavoontdicoesionedegiappartenenti aa
piccoaninoranza,datocheessaconportaanecessitdistrettirapportieco
nonici, diconcentrazioneinacunisettorid' attivitodicasse,edivicinan-
zageografica Idesideriodicoesionesocioecononica,avoontd' apparte-
nere aungruppodistinto, e ne contenpo aspeciaizzazione professionae
che ne deriva, rendono necessario - quando non esistano artificiai divieti
- vivereingrandicentriurbani,oenigrareversodiessi,quaoraoccorra
FinquiiKuznets, inunriassuntosiapureschenatico
Caratteristiche dell' economia del ghetto
Motedee caratteristiche strutturaidegiebreiin Itaia, incuse quee
econoniche, si sono deterninate durante ' epoca dei ghetti I governi dei
vari Stati itaiani da XVI secoo in poi, spessoispirati daa poitica dea
Santa sede, non soo inpedirono in diversi nodi ' accesso degi ebrei in
specifici nunerosi settori de'econonia, na intenzionanente crearono e
condizioni per indeboire a oro potenziait nee attivit econoniche. gi
ostacoi e e initazioni postidavanti agi ebrei anche in quei pochi settori
nei quai eraoro concesso d' operare, contribuironoa oro inpoverinento
ed aa oro degradazione sociae I risutato pratico di tae poitica, da
acunidenoninata sfruttanento funzionae2, fu queo d' operare un tra-
sferinentodiguadagnida settore ebraico aqueononebraico
Vedianoquaenefosseineccanisno
Ighetto ebraico fuspesso sinoninodinercatod' occasione, ovenercan-
ziadibassaquaitvenivavendutaaprezzinodiciedacientiappartenen-
tiae categorie pi nodeste Neo stesso tenpo, i prezzi vigenti erano a
di sotto di quei di nercato, per effetto de' inferiorit egae, sociae ed
econonica a cui i connercianti ebrei erano soggetti L' inferiorit de'e-
breodeghetto eranecontenpo fattoree causadea suaristrettezzaeco
nonica. isuo stato sociogiuridico era sovente queo di suddito toerato,
per i quae quindi non vigeva necessarianente ' eguagianza davanti aa
egge, riguardo per esenpio a'osservanza dei contratti L' ebreo poteva
trovarsicostretto adaccettarepera suanercanziaunprezzo pi bassode
2 Ric. BACHI, Israele disperso e ricostrito: pagine di storia e di economia, Roma, La Rasse
gna mensile di Israel, 1952.
1 1 6 Eitan F Sabatello
dovuto, poich i suo stato giuridico non gi consentiva di trattare con i
gentie dapari apari, e d' atra partei suo stato d'indigenza gi inponeva
di non attendere un nigioranento dee condizioni di nercato, che gi
avrebbero,forse, fatto spuntareprezzinigiori .
Infine e condizioni di nercato ne ghetto rendevano assai viva a con
correnza, dato che i nunerosiconnercianti ebreierano costretti a specia
izzarsi in nercanzie assai sinii. cos i prezzi dovevano rinanere bassi,
senzachei connercianteebreopotessecanbiarnestiere senonne'an
bito dee poche ed affoate occupazioni toerate) o trasferirsi incercadi
nercatipiadeguati.
Tuttaviaesisteun secondovoto di questa situazione. I bassoiveo dei
prezzi conportava, vero, profitti pi nodesti de dovuto per ciascuna
unit venduta, nafavorivai girod' affari conpessivo deisingoioperato
ri, anche a concorrenza forzata tra i nunerosipiccoi connerciantiebrei
deghettosidovettetrasfornareinunincentivoperricercaresurrogatiaa
coattainnobiitgeograficaeprofessionae. percigioperatoriebrei s' in
gegnarono aridurre e spese fisse, avariareagannadiprodottisiniied
adifferenziarneiprezzi. Insonna sitrovarono a precorrere, pernecessit,
enodernetecnichedinarketing.
L' economia del' emancipazione
Questa era a situazione econonica di noti degi ebrei in Itaia, cone
atrovein Europa, aavigiiadeaoro enancipazione. Le quaificazionie
ecapacitsviuppate per necessitdagi ebrei durante ' epocadeacausu
ranei ghetti e dea discrininazione, sirivearono assai adatte a favorirne
' integrazione nea nascente econonia capitaistica, tra e cui conponenti
spiccarono, tra ' atro, ' espansionedinoderni serviziconnerciaieosvi-
uppodiadeguatetecnichedinercato.
Uncoroario inportantedeanotevoe concentrazioneebraicaneicon
nerci, sia pure cos nodesti, cone quei sopra descritti, obbig gi ebrei
adacquisireanenoirudinentideeggere, scrivereefardiconto, certoin
proporzione superiore che nea popoazione circostante. Annesso che i
processod' afabetizzazionee d' istruzionesisviuppiovunque innodogra
duae, i vantaggio acquisito da un gruppo destinato a nantenersi per
parecchi decenni. Ci quanto indicano i dati di vari Stati preunitari3 e
3 R. LIVI, Gli ebrei all luce della statistica (Evoluzione demogrfca, economica e social),
Firenze, Vallecchi, 1920.
Italia Judica IV
1 1 7
decensinentoitaianode I 90I 4 tab. I) Tragiaduticircaanetdea
popoazioneaoracensitanoneraingradodieggereescrivere,inconfronto
a %degiebrei.Anchetrairagazziinetscoasticaedifferenzetrai tota-
e degi itaiani e i nenbri dea piccoa ninoranza ebraica pernanevano
notevoi. otre +0% di anafabeti in confronto a neno de2%, rispettiva
nente. Nbastaronoiquasi+0annisuccessiviperconareedifferenze.ne
I98S, quasiI00annidopo'iniziode'enancipazionedegiebreiinItaia,
siosservavachecontro' 8%digiovaniebreiiscrittiaescuoesecondarie,
senetrovavanotraigiovaniitaianinenodeI2%tab.2) .
Tabella 1 Percentuali di alabetiper gruppi di et e sesso, Itlia, 1 901.
Popolazione
di cui:
Italiana
Ebrei
Et
Maschi

Femmine Maschi

Femmine
6 - 14 anni
59, 7 56,6 99,4 97,6
15 + anni
43, 0 57,4 97, 0 92,5
Fonte: E. F. SABATELLO, Socialand Occupational Trends ojthelews in Italy, 1870-1970, Ph. D. thesis, Jeru
salem, The HebrewUniversity, 1972.
Tabella 2 Percentuali d'iscrtti alle scuol secondarie (giovani di 1 1- 18 anni) per sesso, Italia, 1936, 1 938.
Popolazione
di cui:
Sesso
Italiana
"razza ebraica
7
Entrambi
1 1 , 7 86,6
Maschi
14, 3 95,2
Femmine
9, 1 77,6
Fonte: E. F. SABATELLO, Social and Occupational Trends . . . citata.
4 E. RASERI, La popolazione israelitica in Italia, in Atti della Societ romana di antropolo
gia, X ( 1904), 1-3.
5 E.F. SABATELLO_ I censimento degli ebrei del 1 938 (note metodo logiche sull sua prepara-
zione, l sua realizzazione, i suoi rsultati) , in La Rassegna mensile di Israel, XLII ( 1976), 1-
2, pp. 3-33.
1 1 8 Eitan F. Sabatello
Conseguita a parit di diritto e decadute e antiche restrizioni di novi-
nento, gi ebrei parteciparono attivanente ae nigrazioni interne dea
popoazione itaiana, forse anche anticipandone i tenpi. i novinenti
nigratori interni costituirono un nuovo fattore d' ascesa socio-econonica.
Cone per i concittadini cattoici, anchepergi ebrei e nigrazionifurono
soecitate da decadere dei nercatiocai, daetrasfornazioniecononiche
derivanti da' unificazione de' Itaia, daa rapida industriaizzazione di
acune citt. questi nunerosi fattori hanno tuttavia avuto peso differente
per gi ebrei itaiani e per i oro concittadini, ci che per ha conferito
pecuiaritaenigrazioniebraiche statoi fatto chedopounungoperio-
do d' innobiisno forzato, gi israeiti . . . ) - per dira co Bachi - si
sono trovati na distribuiti geograficanente ed in nodo che presunibi-
nente contrastava con quea che sarebbe stata a distribuzione naturae
per persone aventi una conposizione professionae cone a oro6: anche
da questo punto di vista va vautata a notevoe intensit reativa dee
nigrazioni interne degi ebrei, pero neno durante i prini decenni de' e-
nancipazione.
Lenigrazioniinternedegiebreid' Itaiahannoquindiseguitoduediret-
trici, ' unaconpenentarede'atratab ) .
I esodo da queipiccoi centri seni-rurai nei quai erano stati costretti
durante ' epoca dei ghetti, a nigrazione risponde a'esigenza di trovare,
finanente,pivastisbocchiaeattivitconnerciaiinespansione.
2. nigrazioniverso i centriurbanipisviuppati, aiveo regionaepri-
na, e poi nazionae, ove a donandaperi serviziconnerciai eprofessio-
nai erapi adeguataaastrutturadee attivitecononichedegiebreied
aaororipartizioneeducazionae.
La crescente presenza di ebrei nei centri urbani pi sviuppati e pi
popoatiincoraggi a suavota ' aunento in quantit e in quaitdeioro
connerci, uteriornente favoritidaapresenza di nunerosi nuovi cienti
potenziai. In breveascaa dee attivit si trov trasfornata, per esenpio
con i passaggio da connercio degi stracci e de'usato a queo dee
tappezzeriee de'abbigianento, da' usura ae inpresebancarieedassicu-
rative. Di sirese possibie i graduae accessodegiebreiaeprofessioni
iberai e ae pubbiche anninistrazioni, dae quai erano stati escusi per
generazioni7. In atre paroe, con e nigrazioni interne e e conconitanti
6 Rob. BACHI, L'evoluzione demografca degli ebrei italiani dal 1 600 al 1 937, Citt di Ca
stello, 1939, (non pubblicato, in bozze) .
7 E. F. SABATELLO, Le conseguenze sociali ed economiche delle persecuzioni sugli ebrei d'Ita
lia, in Le legislazioni antiebraiche in Italia e in Europa. Atti del convegno 1938-1 988: a 50 anni
Italia Judaica IV
1 19
Tabella 3 Distribuzione per ramo economico della popolazione italiana nelleprovince sede di comunit ebrai
ca secondo lo sviluppo dellloropopolzione ebraica durante il periodo d'alta migrazione interna, 1 840-1931.

Sviluppo della
popolazione ebraica I Totale
I
Professioni
e provincia I
I
I
1. Forte decremento
Alessandria 100, 0 1 ,6
Mantova 100, 0 0, 7
Padova 100, 0 1, 3
Verona 100, 0 0, 9
Ferrara 100,0 0, 7
Modena 100, 0 0, 9
Parma 100, 0 1, 2
Piacenza 100, 0 1, 0
Reggio Emilia 100,0 1, 2
Pisa
100,0 1, 0
Ancona 100, 0 1 ,2
2. Incremento o decremento moderato
Torino 100, 0 2, 0
Genova 100, 0 2, 3
Trieste 100, 0 1, 4
Venezia 100, 0 1,5
Bologna 100, 0 1,5
Firenze 100, 0 2, 4
Livorno 100, 0 1 , 1
Napoli 100, 0 2, 4
3. Forte incremento
Milano 100, 0 1, 9
Roma 100 ,0 4, 1

Industria
CommercIo T
t' . ~ _-raspor I
8,3 3 1,6
8, 0 25,5
9, 1 28, 1
9, 2 29,5
6,3 19,7
12, 5 41,9
7, 8 24, 8
7, 3 27, 8
6, 7 22, 4
7, 2 32, 0
6, 0 27,4
1 1 ,2 53, 1
14, 4 53, 6
15, 0 51, 3
10, 1 35, 3
9, 6 33, 7
10, 8 40,0
10,6 49,4
12, 5 41, 9
12, 5 61,4
1 1 ,8 37,9
Fonte: E. F. SABATELLO, Social and Occupational Trends .. citata.

Agricoltura i

52,2
60, 1
53, 0
51 ,6
67,0
30,6
58, 6
56, 8
63,8
5 1,8
57, 8
22, 0
14, 8
14,9
41 ,9
45,0
35,9
27,6
30, 6
1 1,6
21 ,2
Altro
6, 3
5, 7
8, 5
8, 8
6, 3
14, 1
7,6
7, 1
5, 9
8, 0
7,6
1 1, 7
14,9
17, 4
1 1 ,2
10, 2
10, 9
I l ,3
12, 6
12, 6
25,0
trasfornazioniecononiche, professionaie sociai durante iquasi I00 anni
de'enancipazione, i nenbri dea coettivitebraicainItai
.
sitrvaro,o
asperinentareunprocesso sinie aquoch,e
.
anp+ identifcazio-
ne segnavai passaggioda' essereebreiadefmirsi israehti .
dalle legi antiebraiche italiane, Roma 1 7- 18 ottobre 1 988, Roma, Presidenza della camera dei
deputati, 1989.
. +
8 L. FIORENTINO, L'ebreo senza qualit, Genova, Manettl, 1989.
120 Eitan F. Sabatello
A' inizio de XX secoo noti degi ebrei d' Itaia costituivano ornai a
seconda generazione di cittadini conpetanente enancipati La ritrovata
ibertfu usatapervaorizzareariacquisitacapacitecononicae trasferir-
ne gi effetti anche a iveo sociae. L' ascesa econonica e cuturae degi
ebrei durante ' enancipazionefucertanentepiintensadiqueadegiita-
iani in generae, i quai erano ancora in gran parteunpopoodi contadini
incanpagnepovereesottosviuppate.
Infine un' atrainportante concausad' ascesasocio-econonicadegi ebrei
d' Itaiane periodoconsiderato daricercarsineoro sviuppodenografi-
co - bendifferenziatodaqueogenerae - eneastrutturadipopoazio-
nechenederiv
Un precoce ereativanente efficiente controo dee nascite deternin,
gi quasi I 00 anni fa, una strutturadipopoazioneperetpinatura, na
ancoranon troppo invecchiata, diqueagenerae. un effetto econonico di
taeconposizionedenograficafuunpifavorevoerapportodidipenden-
za tra ragazzi e vecchi da nantenere ed aduti in et avorativa) per gi
ebreichepergiitaianiingeneraetab.+)
Tabella 4 - Rapporti di dipendenza (1) in Italia, 1 901- 1938.
I
Popolazione
totale
1901 1 . 125
1921 935
1922-28
1936 968
1938
(1) 1. 000 persone d'et (0-19) + (60 + )/persone d' et (20-59).
Fonte: E. F. SABATELLO, 50cialand OccupationaI Trnds . . . citata.
Popolazione
ebraica
840
766
790
Ancheapopoazioneneaforzadiavorodegiebreierapiconcentrata
nee et a naggior reddito econonico, nentre tra gi itaiani in generae
prevaevanoecassiassaigiovani, equindinenoquaificateepagate
Le specifiche caratteristiche scoastiche e professionai degi ebreiagiro-
no da notipicatore econonico dea struttura denografica. ci sia grazie
a pi eevato iveo di guadagni e sia aa pi proungata vita avorativa
Italia Judaica IV
1 21
degi operatoriindipendenti a cuil anaggioran

a de

ren

a forzadi
avoroappartenevano,inconfrontoaanassadisaaratiitaham
A differenza degi atri ebrei d' Itaia, quei di Rona furono, cone
noto 9 enancipati con quache decennio ci ritardo, ed in condizioni che
resero
'
neno attiviche atrove ifattoridinobiitedascesasociai. Perci
a' iniziodiquesto secooiiveoeducazionae esociaedegiebreironani
eraancoraben inferiore aqueodearinanenteconunitebraicaitaiana.
Ifattod' essersitrovati, con' enancipazione, giconcentratineacapitae
dePaese,eproprio nesuocentro storico-connerciae, snorzaneces
.
sit
diognisignificativacorrenteenigratoria, essitrovaronoioro approprato
contestoecononicoproprioaccantoacasa - peratroinnotevoeaderenza
aipostuatidenodeokuznetsianodeapicco

nin

za
lO.
Conviene soffernarsibrevenente su due atr specifici aspettideacon-
dizioneecononicadeapiccoaninoranzaebraicainItaiadurante' epoca
deasuaenancipazione L' unoriguardaadifferenzadeastrutturaecono-
nico-professionaetraebreieditaianiingenerae. L'eenentareindice

1 1
deatabea indicadaunato anettatendenzaaduna decrescentediffe-
renziazione dea distribuzione per rano econonico dei due gruppi tra i
I90Iedi I98. da2% a I %, eda'atroipernanerediunadifferenza
conunquenotevoedeadetta distribuzionedeiduegruppi.
Tabella 5 - Diferenze strutturali (indice ) () in Itala per ramo economico, 1 901-1938.
Tra popolazione totale ed ebrei
1901
191 1
1936/38
Ebrei
PopoI. totale
72,4
60,3
50, 7
Tra 1901 e 1936/38
20, 8
10, 8
(1) Semisomma delle differenze tra i valori assoluti delle distribuzioni percentuali. L'indice esprime le
proporzioni dei lavoratori di un gruppo che occorrerebbe spostare di categoria economica per ottenere
l' identit delle distribuzioni percentuali.
Fonte: E.F. SABATELLO, 50cial and Occupational Trends . . citata.
9 A. MILANO, Il ghetto di Roma, Roma, Staderini, 1964.
10 E. F. SABATELLO, Social and Occupational Trends 01 the Jews in Italy, 1870- 1 970, Ph. D.
thesis, Jerusalem, The Hebrew University, 1 972, ( in ebraico, con sommrio in ingl
.
ee).
. .
11 O.D. DUNCAN B. DUNCAN, Residential Distrbution and Occupatzonal Stratiltcatzon, m
AmericanJournal of Sociology, 1955, 50.
122
Eitan F Sabatello
ancheinportantenotarecone ne quarantenniopresoinconsiderazio-
ne

ia

o statigiebrei, enong'itaianiingenerae, aconpiereanaggiore


vari

zion

deaoro struttura perrano econonico ,tab. ) Inogninodo,


negianniTren

a,
.
tutteeconunititaiane,ecertanentequelepinune-
rose,eranoassaidiversedapuntodivistadeastratificazioneprofessionae
daacittadinanzane cui seno sitrovavano. adifferenzanininasiriscon-
t

ava

Liv

rno,ove' indice8 nonerainferiorea8%, nentrequeenas-


sinesiraggiungevanoaTorinoedaGenova,otrei0%,tab. 6) .
Ne ventennio successivo a dopoguerra tai differenze sono tornate ad
aunentare.
Tabella 6 " Diferenze strutturali (indice () () per strato professionaledel capofamiglia trapopolazione totale ed
ebraica in alune citt, 1 931.
Citt I
Indice ( (I )

Genova
5 1 ,8
Torino
50, 1
Milano
47,2
Venezia
45,4
Trieste
42,6
Roma
42,2
Firenze
38, 7
Livorno
37,6
(l) Vedi nota (l) nella tabella 5 .
Fonte: E. F. SABATELLO, 50cial and Occupational Trends . . . citata.
L' atro aspetto concernea pretesadoninanza degi ebrei incerti settori
econonici. Lo stesso Kuznets osserva ne suo studio che anche se tae
doninanza ci fosse ci significherebbe che gi ebrei si troverebbero ad
occupa
.
r

si

.
epoche

osizioniaverticedesettore,siaebenpinunero-
se p

izioni
.
internedie e precarie ,e na renunerate) di questo. Fra gi
e.reiinItaiavaosservatochein ognunodei2I gruppiprofessionaiincui
s

c
.
oncen

ravanone I90Ie ne I98, essi noncostituivanocheunapicco-


issinaninoranza
,
avote adisopraedavoteadisottodiquea' attesa'
in base a

consistenza totae dea conunit, na conunque senpre de


t

tto
.
narginaetab
,
).
.
So

o for

edegne dinota neatab. eproporzio-


ni deiprofessoriuniversitariebrei ,nenode +% decorpoinsegnanteuni-
Italia Judaica IV 123
versitarione I90I e neno de 9% ne I98) e queodeinegozianti ebrei
, I%ne I90I , 0,%nel I98, econunque siapochenigiaiadinegozianti
rispetto a ben otre un niione di bottegai in Itaia) . Perfino a Rona e
aziende ebraiche ne I98 - utino annode'erad' enancipazioneiniziata
ne Risorginento - noncostituivano ce i +% dee aziendeconnerciai
deaprovincia, eforsesooneeconIezioni,neitessutieneprecario con-
nercio anbuante gi operatori ebrei erano vicini a controare a naggio
ranzadiqueisettori
12 .
Tabella 7 " Ebrei in Italia secondo grppi professionali (tassi per 1 . 000 impiegati in ogni professione),
1901- 1938.
Totale
Infermiere
Ristoratori e simili
Addetti ai servizi
Operai
Gruppi professionali
Agenti commerciali salariati
Commessi
Insegnanti
Contadini
Poliziotti, pompieri e simili
Ufficiali delle FF .AA.
Impiegati delle PP.AA.
Insegnanti universitari
Fisici, chimici, ecc.
Avvocati
Ingegneri, architetti
Negozianti
Venditori ambulanti
Agenti commerciali indipendenti
Scrittori, artisti e simili
Imprenditori
Ufficiali di culto
Fonte: E. F. SABATELLO, 50cial and Occupational Trends . . - citata.

1901
1, 0
1 , 3
0,9
0,6
0,5
12,4
16,0
5,7
0,0
0,8
5,4
2, 1
38,5
9,4
10, 8
1 1, 7
1 1, 0
18, 6
38,3
0,9
5,0
1, 0

1938
0, 9
0,5
0,7
0,4
0, 2
1 1 ,6
8,8
4,6
0,0
0,8
29, 1
3, 0
87,6
1 5, 1
1 8, 1
1 7, 3
5, 1
7,2
6,4
0,5
3 ,0
0, 8
1 2
E. F. SABATELLO, Aspetti economici ed ecologici dell'ebraismo romano prima, durante e
dopo le leggi razziali (1928- 1965) , in D. CARPI A. MILANO U. NAHON (a cura di) , Scritti in
memoria di Enzo Sereni. Sagi sull'ebraismo romano, Milano-Gerusalemme, Fond. Sally Ma-
yer, 1970, pp. 254-292.
124
Eitan F. Sabatello
Leinninentidiscrininazioni econonico-sociaieepersecuzionifisiche
seguite a'enanazione de Manifestodea razzadeugio I98, avrebber
per
.
t

rbato n

tevone

tee tendenze socio-econoniche qui descritte anche


adia de periodo beico. na queste sono state oggetto di anaisi in atra
sede 13 .
1 3 Vedi supra, nota 7.
PIERFRANCESCOFUMAGALLI
Ebrei e cristiani in Italia dopo il 1870: antisemitismo e filosemitismo
I rapporti tra ebreiecristianiin Itaia neperiodo conpresotraiconpi-
nento de' unit nazionae e a seconda guerra nondiae possono essere
considerati entro prospettive notepici e conpesse. La nuova situazione,
in cui ebrei e cristiani si trovarono dopo i I 80, conportava nutanenti
profondirispettoapassato, tuttaviaessavapureconsideratanepianpio
contesto dee reazioni secoari fra Chiesa e Sinagoga, ao scopo di con-
prendere negio anche ' evouzione successiva dei rapporti ebraico-cristia-
ni,divenutipiintensiepositiviaigiorninostri.
Nea prospettiva dea recente storia d' Itaia, i periodo in questione,
iniziato con a raggiunta unit sotto a nonarchia sabauda, concude aa
Costituzione repubbicana, aprendosi, dopo esperienze taora tragiche, ae
dinensionidea storiaeuropeae nondiaecontenporanea. Ricordiano, tra
questi eventi deterninanti, e inprese cooniai, e due guerre con e crisi
sociaiedecononiche,adittaturafascistaea guerracivie, naricordiano
pure a acerante questione romana e a souzione dea controversia con a
Chiesa,concusasiconaRiconciiazione
Dapuntodivistadeastoriade' ebraisnoitaianoe, inparticoare, per
abinienariaconunitebraicaronana, anovitprincipae, ne I80, a
finedea segregazioneneghettodiRona, 'utino ancora arestarechiuso
dopoaprogressivaunificazione. Daquenonento,apartecipazionedegi
ebrei aa vita sociae e civie in Itaia, in tutti i suoi aspetti, fu conpeta,
finoaaprocanazionedeeeggirazziaide I 98 Aora,conqueaserie
dibarbariprovvedinenti, iniziarono i sette annipi doorosi pergi ebrei
itaiani, attiratiinfine, insiene aiorofratei d' Europa, ne disunanogor-
go deaEndlosung nazista, nei canpi di sterninio1 . In quegi stessi anni,
l Cfr. La Rassegna mensile di Israel, UV (1988) , 1-2, 1 938. Le legi contro gli ebrei, Nu
mero speciale in occasione del cinquantennale della legislazione antiebraica fascista. Si veda
126 Pier Francesco Fumagalli
tuttavia, i novinento sionista, ricevendo anche i vaido apporto de'e-
braisnoitaiano,proseguivapiattivanenteisuoprogranna,che' avreb-
beportato aa neta de' indipendenza nazionae deo Stato di Israee I4
naggio I948) .
La Chiesa cattoica, da parte sua, era percorsa da fecondi novinenti di
rinnovanento, quai i novinento iturgico, queo bibico e queo ecune-
nico In tae atnosfera, sin da Conciio vaticano I si stava prendendo in
considerazione a necessit di riconoscere una posizione eninente agi
ebrei nea Chiesa2 . L' evouzionediquestatendenza, che giunse aespres-
sioneautorevoeneidocunentideConciiovaticanoII,continuatuttora3;
conviene per notare cheunatae corrente diaperturacordiae edidiaogo
con' ebraisnofuundatopersistente, enonsenpreninoritario, anchene-
a cutura e nea teoogia cristiana ungo i secoi4 . Cone questa corrente
anche l' opera di S . ZUCCOTTI, The Italians and the Holocaust, New York, Basic Books, 1987,
trad. ita!. L'olocausto in Italia, Milano, Mondadori, 1988.
Per una panoramica pi ampia sull' argomento delle persecuzioni degli ebrei in Europa,
cfr. i tre volumi di contributi preliminari alla conferenza internazionale di Oxford Remembe
ring for the Future, Oxford, Pergamon Press, 1988, e inoltre il numero speciale di Istina,
XXXVI ( 1991) , 3, Aprs l Shoa, Juifs et Chrtiens s'intergent.
2 Renzo Fabris ricorda il progetto di dichiarazione dei fratelli Joseph ed Augustin L
mann del clero diocesano di Lione del gennaio 1870, da sottoporre al Concilio vaticano I, cir
ca la necessit di riconoscere una posizione eminente agli ebrei nella Chiesa (Il cammino da
Seelisberg ala Nostra aetate e oltre, in Vita monastica, XL (1986) , 166- 167, p. 29) . Cfr.
La cause des restes d'Isra', introduite au Concile Oecumnique du Vatican sous l bndiction
de S.S. le Pape Pie IX. Entreprse et rcit des deux frres Joseph et Augustin Lmann, Lyon-Paris,
Vitte-Lecoffre, 19 12.
Per una valutazione complessiva del dialogo ebraico-cristiano e dell'evoluzione dei rap
porti reciproci si veda la raccolta di saggi: AA.VV. , Fitteen Years ofCatholic-Jewish Dialogue
( 1970-1 985) , Roma - Citt del Vaticano, Libreria editrice lateranense - Libreria vatican a,
1988; Le Chiese cristiane e l'ebraismo (1947-1 982). Raccolta di documenti a cura di G. Cereti e
L. Sestier, Casale Monferrato, Marietti, 1983; Die Kirchen und das Judentum: Dokumente von
1 945 bis 1985, hrsg. R. RENTDORFF u. H. H. HENRIX, Paderborn-Mlinchen, Bonifatius-Kai
ser, 1988; J. WILLEBRANDS, Church and Jewish People, New Considerations, Mahwah, Paulist
Press, 1992 (in stampa); P. F. FUMAGALLI, Chiesa e popolo ebrico venticinque anni dopo il
Concilio vaticano I, in Rassegna di teologia XXXII ( 1991) , 4, pp. 369-388.
4 Per una introduzione generale sugli ebraisti cristiani e sulla letteratura pro e antiebraica,
si pu vedere A. MILANO, Stora degli ebrei in Italia, Torino, Einaudi, 1963 , pp. 679-692. In
prospettiva teologica, pu risultare utile il riferimento a C. THOMA, Christliche Theologie des
Judentums, 1978, trad. ita!. Teologia cristiana dell'ebrismo, con introduzione di D. FLSSER,
Casale Monferrato, Marietti, 1983; cfr. anche P. F. FUMAGALLI, I trattati medievali Adversus
Judeos, il Pugio fideb, ed il suo influsso sull concezione cristiana dell'ebraismo, in La Scuola
cattolica, CXIII ( 1985), 6, pp. 522-545.
Italia Judaica IV
127
and affernandosi con pi chiarezzainItaia apartire da ' utino scorcio
desecooXIX,purtraostacoidiognisorta, vedrenoora
I padri conciiari, convenuti a Rona ne I 80, accosero in genere con
favoreiprogetto diunadichiarazione sugiebrei, se vero, conericorda
iFabrisnegicitatoarticoo, che I0 padrisu I08aderirono a'iniziati-
vaproposta
Lo scioginentode'assiseconciiare, dopoapresadiRona,reseinpos-
sibie sia avotazione di questo progetto, che a preparazione de previsto
docunentofondanentae De Ecclesia 5 . Nonostante ci, a teoogiacattoi-
ca e inagistero stavano, pur entanente, naturandoneaconsapevoezza
diunrapportoprofondoepositivotraChiesaedebrei
Ma a situazione sociae, poitica ed econonica in Europa non favoriva
certanente idiffondersidi atteggianenti favorevoi versogiebrei, dopoi
fainento dea rivouzione poacca I86)e ' assassinio deo zar I 88I) si
diffusero a partire daa Russia ibei antigiudaici, tra i quai i Protocolli
degli anziani di Sion. InItaia, in particoare,icattoicisivedevanoprecusa
a partecipazione aa vita pubbica, a causa de non expedit, e ci poteva
generare naanino, tensione o sospetto verso gi israeiti che a contrario
entravano con inpegno nea vita dea nazione e nee strutture statai
Inconprensionireigiosee pregiudizi secoaricontribuivano anch'essiaina
sprire gi anini, cone accadde ne I88 a causa de battesino, contro la
volont dei genitori, de binbo ebreo Edgardo Mortara, successivanente
strappato aafanigia ed educato nea fede cattoica Questo fatto provo-
c daparteebraica unaforteopposizione, cui fece seguitoin anbienticat-
toiciun'acrepoenicaantigiudaica6 .
Ne I89 un giornaista tedesco, Wihen Marr, coni i nuovo ternine
di antisemitismo, neoogisno che si diffuse rapidanente ne senso di odio
pregiudiziae verso gi ebrei, spregiativanente coocati a gradopi infino
tra gi appartenenti aa 'razza dei seniti L' antisenitisno apparve sin
5 Entrambi gli argomenti, quello ecclesiologico e quello del rapporto tra Chiesa ed ebrei,
come noto, furono riproposti come temi importanti, e tra loro connessi, durante il Concilio
vaticano II ( 1962- 1965), e si giunse cos ai due documenti, di fondamentale importanza per il
nostro tema: la Costituzione dogmatica sulla Chiesa (Lumen gentium: cfr. in particolare i nn.
9 e 16) e la Dichiarazione sulle religioni non cristiane (Nostra aetate, in particolare il n. 4 su
ebrei ed ebraismo) .
6 Cfr. E. H. FLANNERY, The Anguish ofthe Jews, New York, Macmillan, 1 965, trad. frane.
L'angoisse des juifs, Tours, Mame, 1969, pp. 195-196.
128 Pier Francesco Fumagalli
da' inizio ai pi acuti osservatori cone un fenoneno conpesso. Bernard
Lazare ne I 89+ vi riconosceva varie cause nazionai, reigiose, poitiche
ed econoniche7 n va sottovautata a conponente razziae, ritenuta
scientificanentefondatasuprincpibioogiciefiosofici
Risuta perci spesso difficie distinguere conponenti tanto eterogenee,
eppure avote tra oro strettanenteintrecciate, checonfuisconone' anti-
senitisno. Daparteniaintendopresentarequiunaseriedieenenti, trat-
tiprevaentenente daaetteratura reigiosadique periodo, neafiducia
dicontribuirecos aunavautazioneconpessivadefenoneno.
Sipuanzituttonotareche,circagi ebreiingenerae, gianbientivati-
cani e i papa si espressero, su finire de ' Ottocento, in nodi taora assai
diversi. L' autorevoe rivista La Civit catto!ica, ad esenpio, negi anni
I88I- I 882, rinnov e accuse di infanticidio rituae 8, e ne contesto di
opposizione a sionisno quaificava gi ebrei cone a razza deicida9 .
D' atra parte, un fatto positivo, interpretato cone reazione noderata di
7 B. LAZARE, L'antismitisme, son histoire et ses causes, 1894, nuova ed. , Paris, Editions de
la Diffrence, 1982, p. 190. Franois Delpech, lo storico francese prematuramente scompar
so, notava che nella seconda met del secolo XIX gli episodi di odio contro gli ebrei assumo
no un carattere nuovo, meno religioso, pi politico e in particolare razziale (F. DELPECH,
Sur les Juifs, Presses Universitaires de Lyon, 1983, p. 136). Su questa materia sono debitore
agli argomenti esposti dal cardinale J. WILLEBRANDS, The Church Facing Modem anti-Semiti
sm, in Christian Jewish Relations, XXII ( 1989), 1, pp. 5- 7. Del medesimo autore si veda Is
Christianit Antisemitic?, in Christian Jewish Relations, XVIII ( 1985) , 2, pp. 8-20. Sulla
componente religiosa nell'antisemitismo, cfr. anche M. ZIMMERMANN, Nathan der Schwache
und Michel der Starke, Juden und Christen im Wandel der Zeit, in Christen und Juden in Ge
sprich: Bilnz nach 40 Jahren Staat Israel, Regensburg, Manfred Gorg . . . , Pustet, 1989, pp.
30-3 1 .
8 I n una serie di articoli, non firmati, di Cronaca contemporanea, fu pubblicato il resocon
to del processo in tentato agli ebrei accusati dell' assassinio del piccolo Simonino di Trento:
La Civilt cattolica, XXXII ( 1881) , 8, pp. 225-23 1 , 344-352, 476-483, 598-606, 730-738;
XXXIII ( 1882), 9, pp. 107- 113, 219-225, 353-362, ecc. Contro l' accusa agli ebrei di infanti
cidio rituale sono noti i ripetuti pronunciamenti pontifici (di papa Innocenzo IV nel 1247, di
Gregorio X nel 1272, di Paolo III nel 1540). Quanto al caso di Simonino di Trento, l' accura
to studio scientifico di W. P. ECKERT, I beato Simonino degli Atti del processo di Trento con
tro gli ebrei, in Studi trentini di scienze storiche, XLIV ( 1965), 3, pp. 193-221, aveva di
mostrato l'infondatezza storica delle accuse agli ebrei.
9 La Civilt cattolica, L ( 1899) , 7, p. 749, cito da S. L MINERBI, I Vaticano, l Terra san
ta e il sionismo, Milano, Bompiani, 1988, p. 147. Sulla dimensione politica dell'antiebraismo
si veda anche L. CREMONESI, Le origini del sionismo e la nascita del Kibbutz (1 881- 1 920), Fi
renze, Giuntina, 1 985, pp. 24-25 e p. 195, nota 14.
Italia Judaica IV 129
papa Leone XIII vota a contrastare eccessi antiseniti, costituito daa
etterapubbica depontefice ne I 892, con cui invitava tuttigiuoninidi
buona voont in Francia, incusi protestanti ed ebrei, a unirsi contro i
nenicideareigioneedeasociet10. Perconprenderequaefosseacon-
cezione de'antisemitismo diffusa negi anbienti pi vicini a papa, pu
essereutieancheconsiderarei!giudizioespressodacardinaesegretariodi
statodiLeone XIII, Mariano Ranpoa deTindaro, ne I 89+, aproposito
deprogrannadepartitocrstiano-sociale inAustria. i cardinae suggeriva
che non sidovessedare acuna caratteristica antisenita a progranna, che
si ispirava a'encicica sociae Rerm novarm
1 1 . Quantoa'accusa dianti-
senitisno, soevata contro i nedesino partito, i I+ narzo I89 ne fu
nuovanente trattato in Rona durante a Congregazione particoare dea
Sacracongregazioneper gi affari eccesiasticistraordinari. Seneconcude-
va che. Tae accusa fu riconosciuta inconsistente, e non appare atro che
unartefizio deioro avversariper screditari, essendospiegatoneprogran-
nadepartito sociaeecononico sic. economico una svista deninutan-
te, sieggacristiano] conequestononodiigliebreicone tai, nasoo con-
battai sistenaecononico oppressivodepopoo, a quae sistenagi ebrei
sogionobentroppodedicarsi
12 .
Pio X, nea ettera a'episcopato poacco dea regione appartenente
a'Inpero russo, i dicenbre I90 si rifer espicitanente aepublicae
iudeorum caedes (ogrom) , ricordando che aeggeevangeica detestaecon-
danna tai innense nefandezze. . connota pebs et obcaecata eo saepe
exceditvioentiae ac furoris .. . ) turbis quiden faventibus atque inpunita-
ten audendi praebentibus, pessini quique, quibus divina hunanaque
niscere fasac decorunvidetur, innania faciunt fagitia, quaevebarbarae
nationes horruerint, quaia nuper, ut aiquid indicenus, pubicae fuerunt
iudaeoruncaedes, quas equidenEvangeiiex, quae onnes proniscuedii-
gendosiubet, detestaturacreprobat13 .
Daquestibrevicenni senbra rievabie una dupice tendenza. di fiducia
lO
Cfr. M. HAY, The Roots of Christian Antisemitism, New York, Anti-Defamation League
of B'nai B' rith and Alice Ivy Hay, 1981, p. 207.
1 1 La lettera del cardinale segretario di stato, in italiano, fu pubblicata in traduzione tede
sca da F. FUNDER, Vom Gestem ins Heute. Aus dem Kaisereich in die Republik, 1952, pp.
138- 141; Wien-Miinchen, Herold, 197 1 3, pp. 108- 1 1 1 .
1 2
ARCHIVIO VATICANO, Sacra congregazione per gli afar ecclesiastici straordinari, Minute,
1895.
13 In Pii x Pontificis Maximi acta, II, Romae, ex typographia vaticana, 1907, p. 199.
130 Pier Francesco Fumagall
verso gi ebrei e di opposizione a'antisenitisno, da parte de papa e dei
suoi pi diretti coaboratori, di preconcetti teoogici i deicidio) e norai
,infanticidirituai) intrecciatiapregiudizirazziaiedecononici, dapartedi
atrinenbrideacuriaedi acunicircoironani.
Durantegi stessi anni, nea cutura cattoicaitaiana, questo tenade
' antisenitisnoeravivoedibattutoCertanentes Traisacerdotisensibi
i e aperti ae questioni sociai e civii, ai nuovi probeni de nondo
noderno, a punto daessereintaunicasicoinvotine'accusadinoderni
sno, c' eraipadre barnabitaGiovanni Seneria Egiviveva in S Caro ai
Catinari, dove sirespirava' atnosfera ecunenica e di studibibicidi atri
barnabiti. i padre Tondini, i padre Verceone, ebraista, i padre Manzi
ni14 . Ne I89tenne dei corsi a Genova, nea Scuoa superioredireigio
ne costituita in que'anno, e pubbic i testi dee ezioni acuni annipi
tardi, ne I904e ne I90 15. In varie occasioni, durante e sue ezioni, i
Seneria trattavadirettanente di argonenti riguardanti gi ebrei. A propo
sito dea responsabiit nea norte di Ges egi, evitando i ternine e i
concetto di deicidio, cos si esprine, con considerazioni ora giuridiche
oraevangeiche.
- Pietro, ne suo secondo discorso agi ebrei (Atti :, I- I 8) , espone e
attenuanti inorofavore, ispirato dacaritveranentecristiana,
- Ne suo indugente giudizio, conprendente anche i capi, nosso
daprincipioNemo presumitur reus nisi probetur.
- negio tornare a' evangeico. nolte iudicare et non iudicabimi 16.
Pur non toccando espicitanente ' antisenitisno, inpicitanente nain
nodo sostanziae giSeneria espone concetti ad esso opposti, che ripren
der in scritti posteriori Accogie ' opinione di Le Canus. La razza di
Senhaun' irresistibie propensione pere cose de'anina e di Dio Essa
fatta per contenpare e pregare17 e riconosce ne pensiero e ne cuto
nonoteistadegiudaisno un' intina beezza
1
8. Neo stesso senso, rifiu-
14 La ricca biblioteca ebraica del padre Vercellone attende tuttora di essere catalogata; il
padre Manzini fu confessore del cardinale Confalonieri, che pare abbia influito sulla decisio
ne di papa Giovanni XXIII di eliminare l' aggettivo perfidi dalla liturgia del venerd santo.
15 G. SEMERIA, Venticinque anni di storia del cristianesimo nascente, 2a ed. , riveduta e cor
retta, Roma, Pustet, 1905 (la prima del 1904). Nelle citazioni seguenti, mi riferisco alla 2a
edizione.
16 Ibid. , pp. 81-83 .
17 Ibid. , p. 143.
18 Ibid. , p. 277.
Italia Judaica IV 1 31
t a atesi di un fiero antigiudaisno in San Paoo 19, e ricorda che tra i
fariseibisogna, coTanudecoVangeo, distingueredue categorie profon
danente tra oro diverse. quea dei farisei tinti, e quea dei sinceri 20.
Sinii affernazioni si inseriscono inun contesto pi anpio, di apprezza
nentopositivo neiconfrontidei vaori presentineereigioniantiche21 , e
nei confronti dea rifessione e cutura unane
in vista de'evangeizzazio
ne22. Viceversa, iSeneria siopponeaospirito dicertirazionaisti,cone
G. Negri, nei cui scritti riaffiorava un neo-paganesino tendenzianente
antigiudaicoeinsieneanticristiano23 .
Diantisemitismo i Seneriatratt invece espicitanente ne'opera I pri
mo sangue crstiano, editaaRonanel I90I24
:
Questomoto antisenitan'
statoen' ancoranotoantipatico; essononnisenbrannodernoncri
stiano Laprinacondizioneinfattiperchun notoguadagnianostra sin
patia questa, ch'esso siaprofondanente sincero Invece ' antisenitisno
un noto in fondo econonico con una etichetta etnico-reigiosa Si grida
addosso a giudeo, na in sostanza si odia i ricco C ) Non so pi chi ha
detto, edettobene, che' antisenitisno i sociaisno degi sciocchi25. A
queste affernazioni diprincipio, chiare e inequivocabii, seguono innedia
tanente due serie di considerazioni, una socio-giuridica, ' atra reigiosa e
spirituae. Anzitutto i Seneria nega che per difendersi da veri o presunti
tortidiebrei, siaegittinoricorrereaavioenzao aeggispeciai. Questi
tortiquando nisifacciano vedere, e ci sono, io idetesto evogio sicon
battano, nanon conavioenza. Perchne nondo nodernoeggedi vita
nisenbraaibert Usarecontro unacassedipersoneunregineeccezio
naeodifavoreopeggiodivioenza cosaacuianostracoscienzasociae
oranaiinesorabinenteripugna unavit - conevit ne'uono abu
sare dea sua forza contro a donna e i fanciuo - vit ed barba
rie26. Insecondouogo,conun' argonentazionechenira a'interocutore
cristiano, egi ricorda a egge de perdono, i priviegi che Paoo riconosce
19 Ibid. , p. 330.
20
Ibid. , p. 100.
21 Ibid. , pp. 385- 387, dove cita, in sintonia con il pensiero stoico, i Padri, per arrivare fi-
no a Newton, Carducci e Bonomelli.
22
Ibid. , pp. 396-397.
2
3 Ibid. , pp. 413- 414.
2
4 ID. , I primo sangue cristiano, Roma, Pustet, 1901.
25 Ibid. , p. 43.
26
Ibid. , pp. 43-44.
132 Pier Francesco Fumagalli
agi ebrei (Romani 9, 4-) , ' insegnanento dea storia dea Chiesa. Per
notiche sieno statiitortidegiebreiversoicristianesino, noncidnno,
secristiani, i diritto diodiari - voisapetechepernoieggei perdono
Iquaenoncidiverrcheagevoe, serifetterenodiquantoagiebreisia-
no debitori I vecchio panegirico che ne tesseva Paoo ne!a ettera ai
ronaninonhacessato e non cessad' esservero. 'Ad essi appartiene ' ado-
zione difigi, agoria, itestanento, aegge eepronesse, daoro secon-
doacarne uscito i Cristo,Diobenedettopei secoli Perci attraversoi
secoi cristiani corre unsoffiodi sinpatia versodioro, perciagiodbru-
taideepebi vediano pivote farriparoacaritdeiponteficiedeisan
ti27 .
Nea nedesina opera i ncui condanna ' antisenitisno i Seneria pone
un principio ancora pi radicae, che gi avrebbe procurato, acuni anni
dopo, notivo di gravi accuse. egi infatti non siinita a opporsi a'antise-
nitisno, na introduce audacenente i concetto di senitisno a'interno
stesso dea riveazione cristiana. I soffio cristiano un soffio senita,
Ges natoecresciuto!uorideenuoveideee de' nuoviaffettiches' ea-
boravano nea coscienzapagana C ) Anche Paoo fu un senita, senita di
spirito e da buon senita educato28. Lo stesso dicasi per a norae. La
noraecristianaviensunobie epuradiperse stessa, sgorgadaacoscien-
zadi Ges, e qui, nonch i pensiero, a veste rinane strettanente seniti-
ca29.
In queo stesso anno I90I , in cui pubbica I primo sangue cristiano,
Seneria fu inviato da' Opera nazionae di assistenza per ' enigrazione
tenporanea inEuropa, presiedutadapadre Gerenia Bononeieda sena-
tore Lanpertico, per unaseriediconferenzenissionarieinGranBretagna
Raccose poi quee ezioni ne'opera I pensiero di Paolo nella Lettera ai
romani 30, neaquaeconnenta sooiprini: capitoide'epistoa A pro-
posito de' ebraisno, riconosce che ' ebraico ipigranpensieroreigio-
so de'antichit3\ pur vedendo ' ebraisno cone nazionae e provviso-
rio32 rispettoacristianesino QuantoaaChiesa, gipiacericordareche.
a costituiscono idodici C . ) sono, rannentateo, tutti giudei, natie cre-
27 Ibid. , pp. 4445.
28 Ibid. , p. 331 .
29 Ibid. , p. 269.
30 ID. , I pensiero di Paolo nella Lettera ai romani, Roma, Pustet, 1903.
3 1 Ibid. , p. 10.
32 Ibid. , p. 67.
Italia Judaica IV 133
sciutineavenerazionepiprofondadiMos e dea suaegge, deiprofeti
e deioro scritti, anzi proprio per nezzo di Mos e deiprofetiche sono
arrivatiaGes C ) Esseregiudeoo cristiano nonappaionooro conedue
ternini contraddittori, quai poi diventeranno, quai sono oggi per noi
. 3 3 . Quanto aicosiddettidifettigiudaici, evidenteneNostroaten-
denzaaspogiaridiognipresuntarad

ceteoog

ca,riducendoiaaconune
radice dea deboezzaunana34. Laposizionede Seneriarinasecostante,
anziegia approfond in variatrisuoi studi, nonostantee accusenosse-
gi, fino a suo utino scritto, Filosemitismo negli Inni sacri di A. Manzoni,
inScuoaitaiananoderna,pubbicatoi I+ narzo I9: I , i giornoinnan-
ziasuanorte35.
Necontestode'accesapoenicaantinodernistachepercorrevaiprino
decennio de Novecento, queste tesipro-senite de Seneria furono inpu-
gnate in vario nodo dagi avversari Ne I90 i padre gesuita Giuseppe
Barbiericontrobattevaiconcettodianima semita, nediante un' interpreta-
zione apparentenente rigorosa dee affernazioni seneriane, na in reat
pi anpiarispetto apensierooriginariode' autore, cone appareinquesto
brano tratto dae Osserazioni di un uomo semplice: L' avere o stesso
padreSeneriaappiccicatoiquaificativodisemita a' aninaunanadiN. S.
GesCristo stato anche peggio. Attesa aegenonia deVerbo che sussi-
steedoperain tuttaquea naturaunanaassunta, tuttee azionidi quea
natura unana gi sono inputabii36. I pregiudizio sfavorevoe a'ebreo
rispuntaper subito dopo, aorch ' autore cos prosegue. Ma, aqueche
sivide senpre eche sivede anche ora, 1'anima semita tiraa quattrino anzi
che no, e s' avrebbe che anche ' anina di Cristo pure sarebbe quattrina}a,
perch senita Si noter a differenza frai senso fiosofico-teoogico,
secondo a tradizione scoastica di anima nea prina frase, e i senso, che
ontoogico certo non potrebbe essere, di anima senita e quattrina}a,
neasecondasentenza,conevidenteforzaturadepensieroseneriano
I Barbieri tratta anche ' argonento de' antisenitisno. i ternine, egi
sostiene, indeterninato, e siriferisceper s soo a'opposizionedi razza,
33 Ibid. , p. 62.
34 Cfr. per es. , ibid. , p. 121, nota 3.
3 5 Cfr. A. BOLDORINI, Padre Semeria e i l fascismo, i n Renovatio, XXIII ( 1988), 4, p.
617, nota 18.
36 G. BARBIERI, Attraverso gli scritti del padre Giovanni Semeria. Osservazioni di un uomo
semplice, 2 a ed. ritoccata dall' autore, Modena, Tip. pontificia ed arcivescovile, 1907, p. 1 1 .
37 Ibid. , pp. 1 1 12.
134 Pier Francesco Fumagall
incudendo per anche atre opposizioni, tracui quea reigiosa ed econo-
nica. Ne caso de' antisenitisno inteso cone ottareigiosa o econonica,
esso norae, ecito e buono. racchiudendosiin questa otta antisenitica
anche ' opposizione a difesa deareigione cristiana e quea eziandio con-
tro a sopraffazione econonica, due opposizioni e ecite e buone quanto
naidirsipossa38. Pertanto ' autoreapprova' antisenitisnodeicristiani
sociai diViennae a Seneriache aveva scritto. Usare contro una casse
di persone un regine eccezionae C . .) una vit, ribatte. Eppure,
rispondo, questa vit 'ha connessa a Chiesa che ha, nei tenpi passati,
stabiitounregineeccezionaepergiebreieonantienetuttavia39.
Napoenica sispense, anzi siaccentu negi anni seguenti. NeaPri
ma sintesi degli error semeriani, de I908, acuni puntide ' eenco riguar-
dano l'anima semita di Cristo e ideicidio: viene giudicata erronea ' affer-
nazione cheicristianesinoha ricevuto da 'anina senita sic] di Cristo,
anuovariveazionede'uonodinanziaDio. ossiaapaternitdi Dio ,n.
I9d) 40. Quanto aa copadideicidio, essa riaffernatanediante a con-
dannade'errore seneriano ,n. 2, secondaparte) . Cos igiudeinon sono
copevoidedeicidio, esonoinnocentiancheicapidepopoo41 .
La controversia si andava estendendo, e quae esenpio si pu ancora
citareaLettera circolare dell'episcopato delle provincie di Vercel e di Torino
, I I febbraio I909) , che criticava a pericoosa affernazione chei soffio
cristiano un soffio snita42, o ' opera de padre Arturo Coetti, profes-
sore neseninarioarcivescovie di Spoeto, pubbicata ne I9I2 I Coetti
identifica e tesi de Seneria con quee deirazionaisti negatorideadivi-
nitdeCristo. ICristodeirazionaistiunprodottode' anbiente C . . )e
questo insegna ip. Seneria. perui Ges Cristo senitae cos fatanente
subisce' anbiente,incuivive, danonpoterseneiberare43 .
Un atro apostoo de Vangeo, i pio e coto padre Gerenia Bononei,
divenuto poivescovodi Crenona, fu, cone giho accennato, in rapporto
coni Seneria, e necondiviseprofondanente i pensiero. Dopo unviaggio
38 Ibid. , pp. 15- 16.
39 Ibid. , p. 20.
40 A. GENTILI-A. ZAMBARBIERI ( a cura di) , I caso Semeria (1900- 1 91 2), in Centro studi
per la storia del modernismo. Fonti e documenti, 1975, 4: p. 5 18.
41 Ibid. , p. 519.
42 Cito da A. COLETTI, La divinit di Ges Cristo impugnata dal modernismo, nei libr del p.
Giovanni Semeria, Spoleto, Tip. dell'Umbria, 1912, pp. 45-46.
43 Ibid. , p. 44.
Italia Judaica IV 135
ditrenesiinEuropa, esposeeproprieconcusionisu' antisenitisno, spe-
cianente queo che avevaconosciuto in Austria44. Egi anzitutto defini-
sce l'antisemitismo oantiebraismo, cone aguerracontrogiebrei,equai-
fica questiutini cone popoo neravigioso C ) popoo nisterioso' Due
sono e cause de'antisenitisno,secondoiBononei.
, I) apotenza finanziaria, che trae seco ogninanierad'infuenzapoi-
tica, sociae,ecc , e
2) adifferenzaetnico-reigiosa, sono cio un'atra razza, e sononemi
ci dei crstiani.
A questo punto, egi si pone a donanda. questi due capi d' accusa, si
possono annettere Gi antiseniti sono essi i diensori e i vindici de
diritto.
Circa' accusadi nonopoio econonico, sociae, poitico, ecc. , Bononei
sostiene che bisogna guardare ai nezzi con cui a ricchezza accunuata.
Se frutto diusura C . ) una naedizione Mase frutto dea propria
inteigenza, dea propria attivit e tavota anche di fortunate condizioni
C . ) frutto egittino C . ) se potete, initatei. In particoare, riguardo
' accusadiusura, afferna. LosiproviC . . ) nanon sianaiche siinsutino,
si naedicano, si bandisca contro di oro a guerra con accuse generiche,
vaghe, sua voce popoare, creatada giornaisno o dapartiti. Dopo aver
quindi citato acune espressionide Seneria, i Bononei fa notare, perdi
pi, che i cristiani hanno, nepassato, contribuito a sviuppare' attitudine
degi ebreinegi affari. Per noti secoi, fino, possiandire, ai nostri ten-
pi, inacunesocietciviicristiane, giebreieranoeganenteescusida' e-
sercizio di parecchie professioni iberai e privati dediritto di possedere
beni innobii. Questa escusione dadiritto conune i obbigava avogere
a oro attivit a connercio ninuto e a naneggio decapitae nobie. E
di nuovo i Bononeiconcudequestaprina serie dirifessionidicarattere
storico, econonico, sociae e giuridico, condannando ogni egisazione
discrininatoria antiebraica, perch certe accuse possono toccare tutti,
ebrei, cristiani, cattoici. Siapure fondata' accusa controgiebrei. avete
e eggi, appicatee Nonbastanofatenedee atre, nagiuste,noninodio
a 'ebreo.
IBononeipassapoiatrattarea secondacausade'antisenitisno,con
' accusa corrispondente, fondata su considerazioni etniche o reigiose, che
44 G. BONOMELLI, Tre mesi al di l delle Alpi, 3 a ed. riveduta dall' autore, Milano, Coglia
ti, 1909, pp. 413-426.
136 Pier Francesco Fumagalli
espone distinguendoe con precisione Egi afferna anzitutto che ' odio di
razza assurdo per aragione, e contrario aa fede. Questo odio, questa
guerra,pera soaragionedi razza, inconcepibie, assurdainuonini,in
cristiani, cheprofessano cone verit razionae, edogna difede 'unitde
genere unano, perci l'antisemitismo presoin sestesso, ne suo spirito,o
dicoatanente. noncristiano
A questi due notivi convergenti, uno diragione, fiosofico e ' atro di
fede, fondato sua riveazione bibica e su dogna teoogico, Bononei
aggiunge pagine di straordinaria beezza e di reigiosa benevoenza nei
riguardi specifici degi ebrei e de'ebraisno, che neritano di essere citate
anpianente, cone precorritrici dea dichiarazione de Conciio vaticano
II, nezzo secoo prina Egi sviuppa, cos, i concetti gi brevenente na
chiaranente espostidapadreSeneria,che sieraispirato apensiero di S
Paoo nea Lettera ai romani: Aorch io ni veggo innanzi un ebreo,
chiunque egi sia, io penso che uono, eguae a ne, fattura deo stesso
Creatore, nio frateo per natura, portante anche egi a istessa innagine
naturaediDio,cheioporto Penso che figio diAbrano edeipatriarchi
ch'io venero. penso ai profeti, ai santi s iustri che furono ebrei. penso
agi apostoi, fondatoridea chiesa, che furono tutti ebrei. penso a'apo-
stoo per ecceenza, igrande Paoo, che sionorava d' essere ebreo. penso
aiprini nartiri dea nostra Chiesa chefurono ebrei. penso aa Vergine,
che uscdaafanigiadi Davide . penso a Ges Cristo, 'Uono-Dio, figio
dea Vergine progenie di Abrano e di Davide Penso ae paroe di San
Paoo. 'Ad essi cio agi ebrei] appartiene ' adozione di figi, a goria, i
testanento, a egge, e pronesse. daoro secondoacarne uscito Cristo,
Diobenedettoneisecoi(Romani 9, 4-) . Quasituttii ibri santichecon-
tengono a paroa di Dio, sono scritti da ebrei divinanente ispirati. a
nostrafedegernogiadatroncoebraicodeasinagoga, ' ebraisno' abe-
ro buono, su quae, giusta a frase de'apostoo, noi gentii siano stati
innestati, noi sinii a rano sevatico e resi partecipi de succo vitae
vero. i figi d' Israee si sono staccati, ribeati, na sono senpre figi dei
profeti, dei patriarchi, e verr tenpo ne quae saranno nuovanente inne-
stati ne proprio uivo (Romani I I ,2 e seguenti) . Tutto questo io penso
aorch vedo un figio diIsraee e non posso non sentireun rispetto pro-
fondoversodiuiinvistade' suoipadri,deaVergineMadreesoprattutto
diGes Cristo, conuneRedentore
'Sonoebrei' sono figidi cooro che uccisero GesCristo, perseguitaro-
nogiapostoieaChiesanascente'
E per questo s i devono perseguitare Ges Cristo da'ato dea croce
Italia Judaica IV
137
perdon aisuoi crocifissori, e preg per essi, nentre insutavano aa sua
agonia. e noicristiani, rifiuterenodifare atrettantocoitardifigidiquei
grandicopevoi Qua confronto tra queie questiQuesti non hanno col
pa alcuna: hanno soo copa d' essere figi di quei oro padri, che vissero
diciannove secoisono Pernoi,uoniniecristiani,acopa senpreperso
naeeriputianosonnaingiustiziapuuireifigi,i nipoti,itardinipoti,per
i deitti dei oro avi Perch coi soi ebrei vogiano usare una nisura s
apertanenteingiusta
S Pietro, pochi giorni dopo a norte di Ges Cristo, in Gerusaenne
diceva agi ebrei. 'Fratei' io so che avete ucciso i Principe dea vita
Ges Cristo) per ignoranza, cone anche i vostri reggitori Ani , I) ,
ecc. , SePietro scusavade'orrendodeittodedeicidiogiebreiegistessi
capicea Sinagoga e i accusavaper' ignoranza, precisanenteconeGes,
coneicristianiporterannorancorecontrogiebreidegiornod' oggi
Dopoquestie siniiconnossiragionanenti, iBononei nondinentica
neppure' accusade' infanticidiorituae attribuito agi ebrei, e cosaespo-
ne eacontrobatte. 'Enon sapete, sidice, ' usooronefandodinischia-
reisanguecristianoneioroenpisacrifici
Poniano che acuni di questi fatti orribii daoro siano stati conpiuti.
prendete i copevoi e punitei arigore, a tutto rigore di giustizia. na non
attribuitenaiaarazza tuttad' Israee tantainfania
Edinfineriassuneasuaungadigressione su'antisenitisnointrepun-
ticoncusivi.
d. Non da uonini ragionevoi e noto neno da cristiani odiare gi
ebrei ed agitare ed aizzare 'opinione pubbica contro di oro perch sono
ebrei. pernoiuoniniecristianinoncisonorazzechesipossanonetterea
bando degenere unano 2 Per noicristiani aprogenied' Israee ha titoi
particoari, indinenticabii, aa nostra sinpatia ed aa nostra gratitudine
Segiebrei sonocopevoidiqueideitti, deiquaisiaccusano, sifaccia
a uce. si sceverino i copevoi, si convincano e sopra di oro cada pure i
peso dea egge. na ne biasino e nea condanna non si invogano rei ed
innocentie tuttaarazza. non sia naiche ci rendianocopevoidisenor-
ne ingiustizia e che in nezzoagispendorideanostra civitcristianasi
possaripetereigrido,che' aninasdegnosadi Tertuianogettavainfaccia
aa societpagana. unnonedeitto Nomen crimen. Laeggedeveessere
eguae per tutti, per tutti i diritto conune. non priviegi, na nenneno
ostracisni
Le idee espresse CO!, . antaforzadaBononei trovarono corrispondenza
138 Pier Francesco Fumagalli
in opere anaoghe di atri autori europei, cone ci hanno ricordato, tra gi
atri, i Fabris e i cardinae Wiebrands negi studi recentiginenzionati
Benchqueste anaisidebbano, credo, essere ancoraestesee approfondite,
si pu tuttavia notare che anche ' atteggianento ufficiae dea Chiesa e
queo degi anbienti vaticani fu, negi anni seguenti, di aperta condanna
de'antisenitisno, riprendendotaorafinne'espressioneverbaeiternini
eiconcetticheabbianooracitati
Ci sufficiente qui accennare soo aifattiprincipai. acostituzionede-
' associazioneAniciIsrae , I926- I928) , i suo scioginento e, contenpora-
neanente, a condanna de' antisenitisno da parte dea sede apostoica
, I928) , e' affernazione - di sapore seneriano - depapa Pio XI. Nous
sonnesspiritueenentdessnites, I98)
I progranna de'associazione Anici Israe, esposto ne'opuscoo Pax
super Israel, incudeva. I . a nodificadea preghieraPro peiidis Judaeis de
venerd santo, 2 i rigetto de' accusa di deicidio, . a soppressione dee
ceebrazioni iturgiche reative ae accuse di crinini rituai45. Nonostante
i grande e rapido sviuppo de ' associazione, cui aderirono I9 cardinai,
essafu soppressa dopo soo due anni, ne I928, con decreto de Sant' uffi-
cio datato i 2 narzo, decreto che contenporaneanente condannava ne
nodo piespicito (<reprobat, ita vel maxime damnaf) ' antisenitisno,defi-
nito odium adversus populum olim a Deo electum 46. Si noticoneidecre-
to procede. esordisce riconoscendo che i profondo spirito originario de-
' associazione era odevoe, e in questo spirito viene perci condannato
' antisenitisno, tuttavia concude dichiarando che ' associazione si svi-
uppata in nodo non corrispondente a senso deaChiesa, a pensiero dei
Padrieaatradizioneiturgica,quindidev' essereaboita
Pure interessante i Commento anonino a questo decreto, apparso ne
La Civit cattoica47 . L' autore sostiene di voer tenere i giusto nezzo
fra antiseniti e seniti, ternine quest' utino che senbra chiaranente
audere a senitisno o fiosenitisno di autori quai Seneria o Bono-
nei
Viene ribadito, daunaparte, che ' anore pergi ebreiincudepreghiere
e iniziative per a oro conversione, e da ' atra, che a condanna specifica
45 Cfr. R. FABRIS, I cammino . . , cit . , p. 29.
46 Acta apostolicae sedis, XX ( 1928), pp. 103-104; La Civilt cattolica, LXXIX
( 1928) , 2, p. 1 7I .
4 7 I pericolo giudaico e gli Amici d'Israele, ibid. , pp. 335344.
Italia Judaica IV 139
de'antisenitisnovaintesainsensoproprioepieno,contrarianentea'in-
terpretazionedicerti antiseniti, o piuttosto anticristiani, iquai cercavano
diridurreaportataeivaoredeacondannadeSant'ufficio
Iconnentoprosegue affernando cheopere antisenite,quaiiProtocolli
dei saggi di Sion, non sono n certe n autentiche, aa pari di atri sinii
docunentifantastici, nostrainvece di approvare e opere serie e scienti-
fichechecontrastano'antisenitisno
Dopo questa prinaparte, ' editoriaeprosegueconuna seconda parte, in
cuidescrivei pericoogiudaico, chesarebbeevocatodadecretode San-
t' ufficio Inreatsitratta, pichediun connentoadecreto,diunpara-
grafo nuovo ed autonono, teso a giustificare invece a inea tradizionae
dea rivista apropositodiebreiedebraisno Accanto aaconvinzioneche
ipericoo giudaico ninacciainondointero,in partevisitrovano ragio-
nanenti anaoghiaqueiseneriani, nadove i Seneriaeggevapositiva-
nente i modero negi avveninenti sociai, poitici ed econonici, qui tra-
spare ' opposto giudizio negativo e di condanna degierrori deasociet
modera edeavitamodera.
I initi sostanziai di questo connento, che saranno superati in nodo
ufficiae sooquasiquarant'annipitardidaConciiovaticano II, eranoin
reat gi stati vaicati anpianente, cone abbiano visto, da pensatori
attentiquaii Bononei Manonostantequestiinitiacondannade'an-
tisenitisnofu intesachiaranente,e daRona sidiffusee infusuanen-
taitdeicattoicieuropeinedecennio precedente a secondaguerranon-
diae
possibie parare di senitisno o fiosenitisno anche ne'atteggia-
nento e nee opere diAchieRatti , I 8- I99) , eetto a sonno pontifi-
catone I922, einchesenso
Purtroppo non disponiano finora di studi specifici sugi interessi e e
anicizie ebraiche de Ratti, e ' utina opera dedicata in nodo esauriente
aa vita e a'opera sua una raccota di saggi de I96948. In essa Mario
Panizza ricorda tra' atro cheegifuprofessorediebraiconeseninario di
Mianoda I90a I9I0, e inqueafunzioneorganizzancheavisitaaa
sinagoga dea citt, perch gi studenti potessero ascotare a ettura de
rabbino49. peratro noto cheiRatti, per unghi anni , I 888- I9I2)dotto-
48 AA.VV. , Pio XI nel trentesimo della morte (1939-1 969). Raccolta di studi e di memorie,
Milano, Opera diocesana per la preservazione e diffusione della fede, 1969 (con accurata bi
bliografia a cura di A. RIMOLDI, pp. 3- 19) .
49 M. PANIZZA, Achille Ratti e i seminari milanesi, in AA.VV. , Pio XI . . . cit . , pp. 99- 100.
140 Pier Francesco Fumagalli
re equindiprefettode'AnbrosianaaMiano, cotivanpiinteressiscien-
tifici e cuturaiparticoarnente ne canpo storico e iturgico, quando poi
autorevoi personait cattoiche furono accusate di nodernisno, egi si
adoper per s norzare e poeniche e conporre ' arnonia nea Chiesa I
rabbinocapodiMiano,AessandroDaFano,chefrequentavaaBibioteca
anbrosianaper consutare nanoscritti ebraici, ebbe buone reazioni con i
prefettoRatti, e fu poiricevutocordianentein udienzada ponteficei20
novenbre I9 I ` Nonsorprende perci ritrovare ne pontificato diPio
XI acuni chiari eenenti di affinit o continuitcona correnteioseni-
ta, dicuierano esponentii nodernista Seneriae Bononei, incoeren-
za con a posizione ufficiae dea Chiesa che condannava ' antisenitisno
Per s, i condannare ' antisenitisno, cone abbiano vistoper esenpione
connentode LaCivitcattoica,potevaanchenoninpicareacondivi-
sionedituttigiargonentideifioseniti Conunquefosse, sappianoche
Pio XI, cheera stato soecitato fin da I9 ,da Edith Stein) apubbicare
un'encicica contro ' antisenitisno, affid'incarico di redigere un proget-
todietteracontroirazzisnoe ' antisenitisnoagesuitap. La Farge, ne
giugnode I98` ' , dopo che' Itaiaaveva strettodefinitivanenteiegane
con a Gernania, ed erano coninciate e prine pubbicazioni dichi

rata-
nenteantiseniteispiratedareginefascista` Tre settinanedopoavisi-
tadiHiteraRona,ipapaprotestpubbicanentecontro ' antisenitisno
in due occasioni, i I e i 28 ugio I98, na a stanpa fascista reag
coninciando acitaretestiantigiudaicide LaCivitcattoica53.
Leprine tre eggi antiebraiche itaiane recano adata de settenbre
I98. igiorno successivo, 6 settenbre, PioXIricevendo ungruppodipe-
egrini begi ebbe espressioni connosse di soidariet con gi ebrei, con
accenti personai e spontanei, in ternini assai sinii a quei de Seneria.
L' antisenitisno C ) un movimento antipatico, un novinento a quae
noi cristiani non possiano avere acuna parte C ) Attraverso Cristo e in
Cristo, noisiano dea discendenzaspirituae diAbrano No, non possi-
bie ai cristianiparteciparea'antisenitisno Noiriconosciano achiunque
50 Cfr. H. SCHLESINGER- P. H. PORTO, 05 Papas e 05 Judeus, Petropolis, Vozes, 1973, pp.
235 e 266.
51 Cfr. ]. H. NOTA, Edith Stein und der Entwur fur eine Enzyklika gegen Rassismus und An
tisemitismus, in Freiburger Rundbrief, XXVI ( 1974), pp. 35-41 .
5 2 Cfr. A. MORTARA, In attesa di miracoli. Gli ebrei in Italia dal 1 938 al 1 940, i n La Rasse
gna mensile di Israel, UV ( 1988), 1-2, pp. 38-39.
53 Cfr. H. SCHLESINGER-P. H. PORTO, 05 Papas . . . cit . , p. 234.
Italia Judaica IV
141
i diritto di difendersi, di prendere i nezzidi proteggersicontro tutto ci
che ninaccia ipropriinteressiegittini Ma' antisenitisno inannissibi-
e Noisianospirtualmente semiti `
54 Ibid. , pp. 236-237; il testo francese dell' allocuzione fu pubblicato dapprima nel giornale
La Libre Belgique il 14 settembre 1938, e riportato in La documentation catholique,
XXXIX (1938), col. 1460; successivamente, con lievi varianti, che qui seguo, sembrandomi
pi corrette, si trova in ]. M. OESTERREICHER, Racisme - Antismitisme - Antichristianisme.
Documents et critique, Prface de ]. MARITAIN, New York, Editions de la Maison franaise,
1943, pp. 104- 106.
GIOVANNATOSATTI
Comunit israelitica ed amministrazione pubblica nei documenti del
l'Archivio centrale dello Stato
Se sinettonoaconfrontoabibiografiaper astoriadegi ebreiinItaia
curtadaDaniee Carpi, cheabbracciaiperiodo I964-: 1 e, pergi stessi
anni, quea de'Archivio centrae deo Stato2, nea quae sono eencatii
titoi nonografie, articoi, biografie . ) pera cuipubbicazione' autore si
siagiovatodeadocunentazione de'Archivio centrae deo Stato sinota
un divario notevoe Infatti, se nea bibiografia ebraica sono eunerati
pi di trecento titoi reativi a'et contenporanea, ne corrispondente
decenniopertreopere sotantorisutaaconsutazione difondiarchivistici
de'Archivio centrae deo Stato. La spiegazione potrebbe risiedere ne
fatto che sotanto da I960'Archivio centrae deo Statofu separato da
' Archiviodi StatodiRona, edebbeinizioasuavitaautononanea sede
attuae, con a possibiit di increnentare i versanenti di nateriae docu
nentarioanchereativanenterecenteedi incentivare' attivitistituziona
e di conservazione e vaorizzazione. Se si prosegue a ricerca per gi anni
successivi a I9:, consutando o schedario degi studiosi de'Archivio
centrae deo Stato, si pu osservare che a proporzione anche se enta
nente, coninciaora a nutare, circa una ventina di ricerhe su'ebraisno
in Itaia sono state effettuate presso ' Archivio ne periodo I94-86.
Attuanente gi studi coninciano a diversificarsi anche inreazione a'og-
. 1 A. LUZZATTO - M. MOLDAVI, Bibliotheca itala-ebrica. Bibliografa per la storia degli ebrei
in Italza 1964- 73, a cura di D. CARPI, Roma-TeI Aviv, Carucci-TeI Aviv University, 1982. Un
excursus sulla pi recente storiografia in M. TOSCANO, Gli ebrei in Italia dall'emancipazione
alle persecuzioni, in Storia contemporanea, XVII (1986) , 5, pp. 905-954.
2
Bibliografia dell'Archivio centrale dello Stato (1953- 1 978), Roma, Ufficio centrale per i
beni archivistici, 1986.
Italia Judaica IV 143
getto,nasiano ancoranotoontanidaa ricchezzadeabibiografiasua
presenza ebraica ne' Itaia unita che, cone dinostraabibiografia itao-e
braica aa quae continuo a far riferinento, ha toccato gi, anche se non
senpreao stessoiveodi approfondinento, gi aspetti pi diversi. ipro
beni denografici, de' assiniazione e de' enigrazione, i rapporticon a
Chiesa cattoica, ' ordinanento e l'attivit dee conunit israeitiche, i
ruoo degiebreineacuturaitaianaarte,etteratura, scienza, nusica), o
stato giuridico, a stanpa, apresenza degi ebrei ne Risorginento, ne' e
sercitoitaiano, ne'antifascisno enearesistenza, iprobenide'istruzio
ne, e ovvianentei periodo deapersecuzione fascista Ciascuno di questi
argonenti potrebbe uteriornente essere approfondito con i ricorso ae
fonti docunentarie de'Archivio centrae deo Stato, che ' istituto dee
gatoistituzionanenteaaconservazione deecartedi interesse storicodei
ninisteriediatriorganicentraideo Stato, ossiaaPresidenzadeconsi
giodeininistri, aCortedeicontiea Corte dicassazione, iConsigio di
Stato3 da nonento de'unificazione, ed inotre uogo di raccota di una
cospicuaseriediarchiviprivati
Non senpre tuttavia a docunentazione di facie reperinento. in un
archivio infatti, necessarioricercare none naterie, nae istituzioni4 .
Di conseguenza, per prina cosa occorre porsi i probena di individuare
' anninistrazione conpetente su particoare aspetto che interessa. ad
esenpio i Ministero dea pubbica istruzione per a scuoa, i Ministero
de' interno per a vigianza sue opere di assistenza e beneficenza, o sui
cuticattoicio acattoici, pergi aspettiegatiacontroodipoizia, ecos
via Considerando ' interconnessione di conpetenze tra pi ninisteri che
spesso si verifica nea trattazione di un nedesino affare, ogni oggetto di
ricerca potr essere individuato anche in pi fondi archivistici, ai fini di
una visione pi anpiadeprobena5 . Misenbrainpicito inquanto detto
cheicontributochepuveniredaostudiodeadocunentazionede'Ar
chivio centraedeoStato reativoquasiescusivanente arapportointer-
3 Soltanto gli organi legislativi, i ministeri militari e il Ministero degli esteri hanno ciascu
no un proprio archivio storico e non versano la loro documentazione all' Archivio centrale
dello Stato.
4 L'espressione, di Franco Bonaini, era in una reIazione deI 186 7, ripresa da L ZANNI Ro
SIELLO, Archivi e memora storica, Bologna, il Mulino, 1987, p. 43, nota 1.
5 Per una panoramica completa della documentazione conservata nelI'Archivio centrale
dello Stato, cfr. MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI, UFFICIO CENTRALE PER I BENI
ARCHIVISTICI, Guida generale degli Archivi di Stato italiani, I, Roma, 1981, pp. 33-295.
144 Giovanna Tosatti
veuuto tra la conuuit israelitica o i siugolo ebreo e l' anniuistrazioue
ceutraledelloStatoiuteressatadivoltaiuvolta.
Uudiscorso aparte sipufareperilperiododellapersecuziouefascista.
iufatti uegli auui I98-4 iu nolti niuisteri furouo creati uffici appositi
per la trattazioue del problena ebraico, ed iu questo caso - laddove sia
couservata - la docuneutazioue di specifico iuteresse per la storia degli
ebreiiuItalia, prodottadaquestiuffici, sitroverraccoltauelsuoiusiene
il caso, beuuoto, della Direziouegeuerale denografiae razza e, uelsuo
anbito, dell'Ufficio speciale ebreiistituito uel I942, dell' Ufficio iuteruati
della Direzioue geuerale dellapubblica sicurezza6, delle particolariconp
teuze attribuite all' Ufficio studi legislativi del Miuistero delle fiuauze
delle Connissiouiperiprofessiouistidirazza ebraicadelMiuistero digra-
ziae giustizia, dell'UfficiostudiepropagaudasullarazzadelMiuisterodel-
la cultura popolare. Esiste poi auche il caso di serie archivistiche uate per
raccoglierefascicolidiargoneuto esclusivaneuteebraico,conelacategoria
AI6sugliebrei strauierieifascicolisul razzisno uellacategoriaCI euelle
Massime della Direzione generale della pubblica sicurezza, lacategoria480/R
sugli ebrei del Carteggio riservato della Segreteria particolre del duce, sulla
qualeritoruerenopiavauti.
Nel noneuto iu cui ho iuiziato a riflettere suquali potessero essere le
foutidell'Archivio ceutraledelloStatorelativeallapreseuza e alruolodel-
l' ebraisno uella storia dell' Italia uuita, e la netodologia della ricerca pi
appropriata, ui si innediataneute preseutata uua difficolt. Certo uou
perch siadifficile iudividuarele seriearchivistichechepossouocouteuere
6 A questo proposito, cfr. G. TOSATTI, Gli interati civili in Italia 1 940-44, in Atti del con
vegno Una storia di tutti. Prigionieri, interati, deportati italiani nella seconda guerra mondiale,
Torino 2-4 novembre 1 987, Milano, Angeli, 1989, pp. 35-50.
7 Con la circolare n. 6611 del ministro delle Finanze emanata il 14 aprile 1939 fu attribui
ta all'Ufficio di coordinamento tributario e di studi legislativi la competenza a trattare le pra
tiche concernenti i provvedimenti per la difesa della razza, relativamente ai patrimoni immo
biliari e alle aziende industriali e commerciali; questo ufficio fu poi assorbito dalla Direzione
generale del coordinamento tributario, affari generali e del personale. Cfr. ARCHIVIO CENTRA.
LE DELLO STATO [ACS] , Ministero dele finanze, Direzione generale del coordinamento, afari ge
nerali e del personal, Servizio beni ebraici, elenco n. 5. Su questa materia, relativamente alle
autorizzazioni di polizia, v. ACS, Ministero dell'intero, Direzione generale dell pubblica sicu
rezza, Divisione polizia amministrativa e sociale, Archivio generale 1 938- 61, cat. 12982, bb. 3-
4. Questa documentazione stata ampiamente utilizzata da S. CAVIGLIA, Un aspetto scono
sciuto dell persecuzione: l'antisemitismo amministrativo del Ministero dell'intero, in La
Rassegna mensile di Israel, LIV ( 1988) , 1-2, pp. 233-279.
Italia Judaica IV 145
uotizie sugli ebreioleanniuistraziouipubblichechehauuo avuto edhau-
uo conpeteuze tali da iuteressare iu qualche nodo la conuuit israelitica.
Ilproblena, iurealt, staa noute, ed costituito dall' ideutificazioue del-
l' oggettodella ricerca, dalla cousapevolezzadidoverricercaredauulatole
testinouiauze della sopravviveuzadi uua particolarit ebraica, dall'altro
ilcoutributoportatoall'evoluziouedellasocietitaliauadaquestaniuorau-
za etuica che, uella situazioue assolutaneute uuova creata dall' enaucipa-
zioue, teudevase uou a perdere, alneuo anitigare la suaspecificitcultu-
raleereligiosa.
Per quauto riguarda l' Archivio ceutrale dello Stato, nisenbra che per
tuttaladocuneutazioueprodottaauteriorneuteal I98e successivaneute
al I94 sipossautilizzare uua doppia chiave di accesso. Uuprino approc-
cio, ilpi senplice dalpuuto di vista netodologico, pu teudere all'iudivi-
duaziouedelle forne orgauizzative attraversole qualilaconuuitisraeliti-
cacoutiuu asalvaguardarelapropriaideutitstorico-culturale,uouostaute
la rapidit e facilit del processo di iutegrazioue uella societ italiaua. iu
questo settore, vorrei segualare iu particolare alcuui foudi archivistici che
souostatifiuorapocoo uullautilizzati. Nell'archivio dellaDirezione genera
le deg
l
i
a
ffari di culto, dipeudeute prinadalMiuisterodigraziaegiustiziae
successivaneute dal Miuistero dell'iuteruo, souo couservati i fascicoli di
nolte uuiversit israelitiche ,Veuezia, Fireuze, Napoli, Livoruo, Pisa, Piti-
gliauo, Sieua, Alessaudria, Rona, Rovigo) 8 : uevieuefuoriuuapauoranica
suiprobleni couuessi alpassaggiodalleanniuistraziouipreuuitarieaquel-
lauuitaria, sullauecessitdellasostituziouedeivecchiregolaneuti ,iunol-
ti fascicoli souocouservatistatutiorgauici eregolaneutiastanpa) , talvolta
auche sui coutrasti iuterui alle conuuit. Fascicoli sulle conuuitisraeliti-
che sitrovauo aucheuell'archivio dellaSegretera particolare del duce euella
categoriaGI dellaDi
r
e
z
ione generale della pubblica sicurezza, che conpreu
de la docuneutazioue sulle associaziouiiu Italia e all' estero per il periodo
I9I2-4 ,questo uu esenpio della iutercouuessioue di conpeteuze fra
vari orgaui dell' anniuistrazioue, a cui prina acceuuavano) . Quest' ultina
categoria particolarneute ricca didocuneutazioue siaper le associazioui
di esteusioueuaziouale cheperquelle di carattere locale, e, a partei fasci-
coli gi citati sulle conuuit israelitiche, che couteugouo, per il periodo
della persecuzioue, gli eleuchi degli iscritti e quelli delle dichiarazioui di
8 ACS, Ministero dell'intero, Direzione generale degli affari di culto, fasce. 390-393, 396,
405, 531.
146 Giovanna T osatti
abiura, coui successivi aggioruaneuti, pu essereutile, adesenpio, perlo
studio sull'attivit dell'Associazioue delle douue ebree iu Italia, della
DELASEM ,Delegazioueper' assisteuzaaglienigrauti) , di alcuue associa-
ziouisiouistiche9, ecc Perquautoriguardailnoudodellacultura, laserie
piiuteressautecertaneutequelladelMinistero della cultura popolare, cou
i suoi fascicolisulla propagaudarazziale, na soprattutto sui gioruali ebrei
,srael
:
, L' Idea siouistica, La Nostra baudiera) e sui probleni del
proseguineutodell'attivit,dopoleleggirazziali, daparte di scrittori, pro-
fessiouisti, giorualisti
: :

Uu altro terreuo aucora tutto dadissodare quello dell'attivit assisteu-


zialeebraica,laseriedellaDivisione per l'assistenza e la beneficenza pubblica
delMinistero dell'intero, la cui docuneutazioue, divisaperproviuce, copre
uu prino periodo I86I- I8 e successivaneute ripreude iu coutiuuit
orgauicapertuttol' arcoditenpoconpresotrail I904eil I9 ,sesicou
sideraauchela seriedelleIstituzioni di assistenza e beneficenza pubblica ver
satareceuteneute) , stataschedataaualiticaneutefiuoallafiuedegliauui
Treuta, ed ora iu corso l'iufornatizzazioue della schedatura al fiue di
pernettere sia uu uso seriale dei dati, sia la possibilit di iucrociarli per
noltiplicarelaserie dielaborazioui. Lecartecouteuuteueifascicoli,riguar
dauti di solito il ricouoscineuto giuridico dell ' eute o l' approvazioue dello
statuto, o l' accettazioue di lasciti e doui, fauuo spesso riferineuto auche
alle origiui, pi o neuo renote, dell'eute stesso e ai suoi rapporti cou la
conuuitisraeliticalocale,uelleseriesouopreseutiauchefascicolidicarat-
teregeuerale,couquadririassuutivi, adesenpio,dilascitiedouazioui
Aquestifascicolisidevouopoiaggiuugerequellisullefoudazioui,lebor-
9 Cfr. ACS, Ministero dell'intero, Direzione generale della pubblica sicurezza, Divisione af
far generali e riserati, cat. G1 (Associazioni), fase. 360 Unione sionistica revisionista; fase.
164 Comitati di assistenza per gli ebrei; fase. 172 Comunit israelitiche; fase. 37 Asso
ciazione donne ebree d' Italia. Sull' attivit della DELASEM, cfr. anche ibid. , cat. A5G (I
guera mondiale), fase. 3 Attivit degli ebrei.
10 A proposito dell'interruzione e la successiva ripresa delle pubblicazioni di Israel nel
1929, v. una lettera di Filippo Turati ad Angelo Sacerdoti, in ACS, Ministero dell'intero, Di
rezione generale dell pubblica sicurezza, Divisione polizia politica, Fascicoli personali, fase.
Angelo Sacerdoti. Cfr. anche ACS, Ministero dell'intero, Direzione generale dell pubblica
sicurezza, Divisione affar generali e riservati, cat. F1 (Stampa), fase. 66 Torino, s. fase. 247
Israel.
11 Cfr. in particolare ACS, Ministero dell cultura popolare, Gabinetto, fase. 12073 Propa
ganda razziale; fase. 1260 Unione delle comunit israelitiche; fase. Propaganda razziale
in Italia; fase. Collaboratori ufficio razza.
Italia Judaica IV 147
sedistudio, ilascitiriservatiastudeutiebrei, conpresiiualcuueseriedel-
la Direzione generale dell'istruzione superiore del Ministero dell pubblica
istruzione.
La secouda chiave di accessopassaattraversoiuonidegliuoniuipoliti-
ci, professori uuiversitari, bauchieri ed operatori ecouonici, letterati e
giorualisti, alti nagistratio fuuziouaridello Stato, fascistied autifascisti a
cui iutestata uua parte cospicua dei fascicoli dell'Archivio ceutrale dello
Stato, ci che caratterizza questi fascicoli, che essicostituiscouo latesti-
nouiauza dell' iutegrazioue uella societ italiaua, del coutributo dato dagli
ebrei alla costruziouedello Stato uuitario, della societe della cultura del-
l' Italia post-risorgineutale Quello che appare problenatico il riuscire a
ricouoscere, uell'attivit di tutti questi persouaggi, laloro specificitebrai-
ca, uu nodo particolare di porsi uei coufrouti della societ e dello Stato
Percitare qualche esenpio, ricordoifascicoliiutitolati a professoriuuiver-
sitariconeDouato Ottoleughi, Cesare Sacerdoti, SalvatorePiucherle',la
serieIndustrie banche e societ delMinistero dell'Agrcoltura industria e com
mercio coufascicoliiutestatiabauche, societiudustrialiedicreditorela-
tive al.' Ottoceuto, i fascicolidi graudifiguredell'autifascisno cone Carlo
e Nello Rosselli, Leoue Giuzburg, EnauueleArton, Claudio Treves, Siou
Segre, Giuseppe Enauuele Modigliaui uelle serie della Direzione generale
della pubblica sicurezza del Ministero dell'intero. Nell'autifascisno uua
figura enblenatica diebreolaicofuquelladiCarlo Levi,nedicopittore
scrittore sul qualel' Archivio ceutraledello Statoha receuteneute allestito
uuanostraiu occasiouedelritrovaneuto, iu uusuo fascicolopersouale, di
alcuui disegui eseguiti cou nezzi di fortuua duraute la deteuzioue' A
proposito della docuneutazioue dellaDirezione generale della pubblica sicu
rezza, opportuuo sottoliueare cone essa si seguali iu particolare per la
tracciachecouservadelreticolodirapportiiutessutitralevarieconpoueu-
tielediversefiguredell'autifascisnoepossaquiudiaiutare aconpreudere
ilruolo svolto dagliebreiuellalottadi opposizioue alregine e uell' anbito
del fuoruscitisno e poi della resisteuza, uou solo iudividualneute e iu
12 ACS, Ministero dell pubblica istrzione, Direzione generale dell'istruzione superiore, Divi
sione prma, Fascicoli personali dei professori universitari ordinari, (1 929-45), poso 23.
13 MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI, UFFICIO CENTRALE PER I BENI ARCHIVISTI
CI ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO, Carlo Levi. Disegni dal carcere 1 934. Materiali per una
stria, Roma, De Luca, 1983; su ebraismo e antifascismo cfr. , in particolare, alcune riflessio
ni di S. SEGRE AMAR, Testimonianza, ibid. , pp. 43-47.
148 Giovanna Tosatti
quauto italiaui, na forse auche cone apparteueuti ad uuaconuuitporta-
tricediidealidilibertedigiustizia14 .
Il uone l achiave di accesso privilegiata aucheper gli archivi di fani-
glie e di persoue, la cui docuneutazioue costituita prevaleuteneute da
appuuti, carteggi, raccolte di nateriale a stanpa, nauoscritti. La ricerca
uegliarchiviprivati pu seguire uu duplice biuario. dauu lato ci souo gli
archividipersoualit ebraiche, fraiquali si segualauole carte di Giuseppe
Enauuale Modigliaui, Luigi Luzzatti, Siduey Souuiuo, Salvatore Barzilai,
che si distiusero iu settori diversidellavitapoliticaedecouonicaitaliaua,
pi iu geuerale, si possouo cercare riferineuti agli ebrei e all' ebraisno iu
tutti gli archivi privati dell'Archivio ceutrale dello Stato. uelle carte Nitti,
ad esenpio, uunerosiarticolisegualauo fiu dal I 92 i pericoli dell' autise-
nitisnoe l'assurditdelpregiudiziorazziale`,lecarteBadoglio couteugo-
uo alcuue istauze iu favore di ebrei preseutate uel breve periodo dei 4
giorui 16, uelle carte |enolo si trovauo uunerose testinouiauze della sua
atteuziouealproblenaebraico Perquautocoucerueicarteggicouteuutiiu
questi archivi, il settore troppo ricco e anpio perch si possauo portare
esenpisufficieuteneutesiguificativi
Per il periodo della persecuzioue, la testinouiauzadelle carte coutrad-
dittoria. se iufatti uou nauca il riscoutro degli effetti dei provvedineuti
rivolti ad isolare gliebreidalcoutesto sociale, coutenporaueaneutele car-
terivelauochele istituzioui di assisteuzaisraelitica coutiuuavauo afuuzio-
uare17 e che orfaui ebrei}ugoslavi potevauo trovare assisteuzaiu Italia 18;
talvolta uei fascicoli souopreseuti auche nateriali iuusitati, cone uel caso
14 La serie pi cospicua di fascicoli personali (ne contiene circa 152. 000) quella dei sov
versivi del Casellrio politico centrale, per la quale stata costituita una base-dati informatica
con i dati biografici essenziali,
1
' appartenenza politica, il mestiere, la residenza, rilevati dalla
copertina dei fascicoli. Cfr. , a questo proposito, M. SERIO-G. CRISTALDI, Esperienze in via di
realizzazione presso l'Archivio centrale dello Stato. Il Casellrio politico centrale, in Inforatica e
archivi. Atti del convegno, Torino 1 7- 1 9 giugno 1 985, Roma, Ufficio centrale per i beni archi
vistici, 1986, pp. 73-83 .
15 ACS, Archivio Francesco Saverio Nitti, se. 56, fase. 196 Promemoria sulla guerra e lo
stato maggiore bancario israelita; gli articoli sono raccolti nelle bb. 68-69, fase. 223, s . fascc.
18 e 23.
16 ACS, Archivio Pietro Badoglio, fase. 5302 Sereni Emilio; fase. 5618.
1 7 ACS, Ministero dell'intero, Direzione generale dell amministrzione civile, Divisione as
sistenza e beneficenza pubblica, 1 940-42, cat. 25274.
18 ACS, Ministero dell'intero, Direzione generale della pubblica sicurezza, Divisione affari
generali e rservati, 1 943, cat. Cl (Razzismo), fase. Spalato.
Italia Judaica IV 149
delfilatterio ,uu ciliudretto couteneute braui dipreghiere scritti supiccole
perganeue, portato sulbraccio e sulcapo dagliebreidurautelapreghiera) ,
sequestrato da uu ageute di pubblica sicurezzache lo riteueva uua specie
dinessaggio scritto iuliuguaebraica19 . Accadeva addiritturachele auto-
rit di pubblica sicurezza preudessero le difese degli ebrei attaccati cou
nauifestazioui autisenitiche di vario geuere,ed auche l' iuteruaneuto dei
civili, previsto duraute la guerra per gli ebrei italiaui e strauieri, di fatto
veuueattuatoueicoufroutidegliitaliauiiunisurapiuttostoleggerafiuoal
I94, sesipeusachesucirca9. 000ebreiitaliauiresideutiuelReguo, uel
I940 ue risultauo iuteruati iu tutto circa 0, uel giuguo I94I I8e uel
I942 220. Assolutaneuteiucousisteuteladocuneutazioue sulla deporta-
zioueiu Gernauia, linitata ad eleuchidiebreiiuteruatiuei canpiproviu-
ciali e successivaneute prelevati dal conaudo tedesco e avviati al lavoro
iuGernauia21 .
Per terniuare questa rapida pauoranica, vorrei ricordare cone presso
' Archivio ceutrale dello Stato stiauo auneutaudo le acquisizioui di docu-
neutazioue del secoudo dopoguerra, gi parzialneute cousultabile auche
fiuo ad auui receuti, soprattutto i foudi della Presidenza del consiglio dei
ministri edelMinistero dell'intero couseutouodi seguire lauornalizzazioue
deirapportitraconuuitisraeliticaed anniuistrazioue pubblica,laripara-
ziouedeidauui subiti, lareiutegrazioue uella societitaliaua, ilritoruodei
profughiiupatriaol' enigrazioueiuPalestiua.
Vorreiiufiuededicarel'ultina partedelnio iuterveutoal raccoutodelle
viceude di uua piccola serie archivistica del periodo fascista, perch credo
cheauchelastoriadiuuarchivioeduualetturafilologicadelle carte, alle
quali di solito prestauo atteuzioue soltauto gli archivisti, possauo portare
uu piccolo coutributo per la ricostruzioue delle tappe della persecuzioue
autisenitica iu Italia. Questa serie docuneutaria22 fa parte del Carteggio
19 Ibid. , 1 941 , cat. Cl (Razzismo), fase. Trieste.
20
Ibid., cat. A5G (II guerra mondiale), fase. 32/175 Statistica degli internati. La docu
mentazione pi ricca per tutti gli aspetti del problema ebraico ed anche per numerosi casi
particolari, a partire dal 1934 fino al 1944, quella del Gabinetto della Presidenza del consi
glio dei ministri. Fra i vari censimenti di ebrei contenuti
n
elle carte dei ministeri conservate
nell' Archivio centrale dello Stato, si cita a titolo di esempio quello della serie della Direzione
generale accademie e biblioteche, del Ministero dell pubblica istrzione, relativo non solo agli
impiegati di quella amministrazione, ma anche ai membri di tutte le accademie italiane.
21 Ibid. , fase. 32/1, inss. 9, lO e l I .
22
Per una informazione pi completa, v. l' introduzione all'inventario delle categorie 168/
150 Giovanna Tosatti
riservato dellaSegreteria particolare del duce, uel qualeveuivacouservatatut-
tala corrispoudeuza relativa a persoue o probleni diparticolare iuteresse
perMussoliui, neutreilCartegio ordinario conpreudevaifascicoliiutesta-
ti a chiuuque scrivesse cou fiualitdiverse a Mussoliui. Dal noneuto che
quasituttelepraticheveuivauo trattatedaluipersoualneute, risultanolto
utileuualetturaatteutadelleauuotaziouiappostesullecarteperuuacouo-
sceuza uou nediata dell' effettivo atteggianeuto di Mussoliui, talvolta
auchecoutraddittorio, aldildellesuepresediposizioueufficiali.
Laprina categoria, la I69[R, beupi vastaiu origiue rispetto a ci che
ue rinasto, cousta di I I fascicoli iutestati a conuuit israelitiche o
riguardauti conuuque la questioue razziale, la secouda la 480[R, ricca di
402 fascicoli, hacone argoneuto gli ebrei. Gli I I fascicoli dellacategoria
I69[R hauuo tutti cone terniue crouologico il I98, dopo questa data la
docuneutazioue relativaagliebrei coufluita uella categoria 480[R. Ed
su questa che occorre focalizzare ' atteuzioue, essa raccoglieva i fascicoli
iutestati adebreichesirivolgevauo aMussoliui,geueralneuteperotteuere
la discriniuazioue o il pernesso di soggioruo se ebrei strauieri o l' autoriz-
zazioueafrequeutare scuoleouuiversitstatali.
Nouostaute che fiu dal I98 fosse stato enauato uu ordiue di servizio
della Segreteria particolare del duce23 iu cui si dispoueva che tutte le
istauze dirette aMussoliui da ebrei fosserodestiuate al Gabiuettoiuterui
,precisaneute coufluivauo uella Direzioue geuerale delladenografia e raz-
za) , Mussoliui era solito esaniuarepersoualneutelacorrispoudeuza relati-
va agli ebrei e coucedere talvolta la discriniuazioue richiesta. iu questo
caso egliappouevadisuopuguo sullaletteralapostillaGRUPPO A, che
costituiva - cone specificato dalcapo della Divisioue razza - uuseguo
couveuzioualedel duceper far saperechebisoguavatrattarelapraticacou
particolare riguardo, ora uovenbre I94I] il duce usa solo SI o NO24 .
L' osservauzadell' ordiue di servizio citato del I 98diveuue per effettiva
soltauto dal I94I, quaudo, iu ottenperauza ad esso, le istauze degli ebrei
coniuciarouo ad esseretrasnesse alMiuistero dell'iuteruo seuza ilprelini-
uare esane daparte diMussoliui, uella rubrica relativa aquestacorrispou-
deuza la prina istauza trasnessa direttaneute al Miuistero dell'iuteruo
R, 169/R e 480/R del Cartegio riservato della Segreteria particolare del duce presso l'Archivio
centrale dello Stato.
23 ACS, Segreteria particolre del duce, Carteggio riservato, 1 922-43, cat. 480/R, fase. 1/2/l .
24 ACS, Segreteria particolare del duce, Cartegio ordinario, 1 922-43, fase. 521738.
Italia Judaica IV 1 51
registrata alla data del 2 geuuaio I94I, l ' ultina i I0febbraio I942. Uu
ulteriore ordiuediserviziodel6 ottobre I 942dispouevache perle prati-
che relative a coufiuati e per quelle relative ad ebrei uou deve nai essere
svolto iuteressaneuto25. Iu effetti quasi tutti i fascicoli della categoria
480[R hauuo cone terniue crouologico fiuale il I94I ,trauue rarissine
eccezioui) . si pu duuque peusare che iu quel periodo la corrispoudeuza
sull'argoneuto abbia cessato di essere oggetto dell'iuteressaneuto di Mus-
soliui e di cousegueuza sia stata stralciatadal Carteggio riservato per essere
iuseritauel Carteggio ordinario, iusiene alquale stata riuveuuta. Questa
couclusiouevieue a coiucidere coul' opiuioue diReuzo DeFelice, ilquale
sostieue che uell'applicazioue dei provvedineuti autisenitici bisogua
distiuguere duediversefasi, daideutificare laprinauegliauui I98-4I, la
secoudauelbieuuio I942-426.
Nou probabilneuteuucasocheesattaneuteuello stessoperiodo, ossia
uel nese di geuuaio del I94I, a testinouiauza di uu iuasprineuto delle
nisure restrittive epersecutorie ueicoufroutidegliebrei, siastataenauata
dal sottosegretario al Miuistero dell'iuteruo Buffariui Guidi uua circolare
telegrafica diretta ai prefetti del segueute teuore. Noupochi ebrei hauuo
aucora uua volta dinostrato la loro pi ottusa iuconpreusioue di froute
aglieveutipoliticie storiciiu corso, rivelaudosicostituzioualneute avversi
adoguiseutineutouaziouale. Occorre pertauto chelapoliticarazzialecou-
trogliebreiveugasenprepieuergicaneuteperseguita. Esaniuatepertau-
to l' opportuuit di iuviare ai canpi di couceutraneuto gli eleneuti locali
ebraici che pi dauuo luogo a sospetti cou i loro seutineutie laloro cou-
dotta27.
Couquestaaccusa, tautopi assurdasesipeusaal valore delcoutributo
datodall' ebraisno, iututtii settori, allacostruziouedello Stato uuitario, la
sorte degli ebrei iu seguata e la situazioue coniuci a precipitare verso la
tragedia
2S Ibid. , fase. 500026/2.
26 R. DE FELICE, Storia degli ebrei italiani sotto ilfascismo, Torino, Einaudi, 1988
4
, p. 357.
27 ACS, Ministero dell'interno, Direzione generale della pubblica sicurezza, Divisione afari
generali e riservati, cat. Massime R9 (Razzismo), fase. 6.
MARIALUISASANMARTINIBARROVECCHIO
Documenti dell'Archivio di Stato di Roma nel periodo della persecuzio
ne fascista (1939- 1944)
La prefetturadi Rona ne I96I vers a' Archivio di Statoi docunenti
riguardantigi affarireativiagiebrei neperiododea persecuzione fasci-
sta 1 . Maquestidocunenti, essendo consideratidicarattere riservato, non
sono iberanente consutabii, nao diventano 0 anni dopo a oro data,
secondo quanto disposto da' art. 2I de d. p. r. 0 settenbre I96, n.
I4092 . Per questo notivo essicostituiscono ancora oggi un archivio non
consutabieeneppureconpetanenteordinatoeinventariato
Questoconvegno offreunafeiceoccasione perfornire notizie suquesto
f_,atrinentidifficinenteaccessibie.
. ,,, . .,
Anzituttodiciano ingenerae che si conservano. i fascicoide Gabinet-
to di prefettura reativi agiebrei categoria 4[6 de titoario) , raccoti in
8 pacchi e corredatidi due rubricheafabetichepergi atti da'iniziode
I99 a giugno I94I ' una, da ugio I94I aa fine de I94 ' atra, uno
schedario degiebreidea conunit di Rona de I98, i fascicoi deicon-
nissariatidipubbicasicurezzaintitoatiadebreineperiodo I98- I944
Inostro naggioreinteresse sirivoge principanente aidocunentidea
prefettura, autoritresponsabiede'attuazione deenorneneaprovincia
1 I documenti furono consegnati prima del normale termine di 40 anni previsto per la
consegna dei documenti statali agli Archivi di Stato in virt di precisi accordi tendenti alla
loro salvaguardia. Cfr. F. PUSCEDDU, Archivi italiani e fonti documentarie, in Italia Judica, At
ti del I convegno interazionale, Bar 18-22 magio 1981, Roma, Ufficio centrale per i beni ar
chivistici, 1983, p. 231.
2 Lo stesso art. 21 , recepito dall'art. 3 del d. p. r. 854/1975, prevede anche che i Ministe
ro dell'interno, in determinati casi di studio, possa sollevare il vincolo di riservatezza, udito
il parere del Ministero per i beni culturali.
Itlia Judaica IV 153
e tranite necessario fra gi organi centrai deo Stato e gi organi ede

ti
periferici.Fra' atrosiconservauncospicuoascic

ogeneraeconecir-
coariaiprefettieirapportioriginaidequestored

Rona.
. .
I grosso dea docunentazione costituito
.
dag

cicoh di docu-
nentiriguardanti ' attuazionedee norneantiebratce e pm +ee atre de
r. d. . I novenbre I98, n. I28 n difesa dea razza arana. Qu

i
sono i docunenti da considerare riservati. Perci ne dareno dee notizie
sonnarieperpoisoffernarcisufascicoogenerae.
. . . .
Tai docunenti riguardano in arga parte a preparazio

e dee ecisi

m
dea Direzione generae denografia e razza Denorazza)
.
in natera

ntie

braica. Essi sono raccoti per ettera iniziae di cognon

in

acchi cos

ripartiti. i prini I8 sono grossi pacchi con docune

ti ni

ti
.
rguarda

ti
accertanento razza, deterninazione razza, ebrei stramer e va

ie

variazioni acensinentoecanbianentidicognone) , seguono20 pacchidi


discrininazioni senpici, I di discrininazioni per benenerenze ecc

-
zionai, I9 di donesticiariani a serviziodegi ebrei, I dinatrinom
con stranieri. A' interno deipacchi ogni singoa pratica haunnuneroc
corrisponde aqueo riportatoinrubrica. eduerubriche sono dunqueutih
per aricercadegi atti, na poich esse riportano anche '

getto accerta-
nento razza, discrininazione, ecc. ) , potrebbero essere utihzzate per una
ricercaquantitativapertipidiatti.
Per'accertanentorazzasifornava' istruttoriaquando a Denorazza
chiedevaaaprefetturainfornazioniedocunentisupersone che, schedat
.
e
cone ebree, non avevano denunciatoaoro appartenenzaaa razza ebrai
caai sensi de' art. 9der. d. . I novenbre I98, n. I28
Traniteaquestura, e personevenivanoprinainvitate adichiararsi. Se
sidichiaravano arianeedireigionecattoica, dovevanoprodurredocunen-
tazioneautenticatacongiattidistatocivieereigioso. Perquantoriguar-
da i docunenti reigiosi, era richiesta a copia integrae vidinata daa
curia, non essendo sufficiente i senpice certificato. Vi si pu notare i
rigore con cui venivano richiesti questi certificati, do

uto certnente
.
a
fatto che - cone noto - gi ebrei trovarono appoggi pressogheccesia-
sticiperacertificazione.
.

Venivano svote poi indagini per accertare che non esistevano elenenti
che inducessero i sospetto di appartenenza aa conunit ebraica cone
partecipazione apratichereigioseopaganentoditasseaaconunt) .
Per a deterninazione dea razzaaprocedurae a docunentazione era-
no e stesse a differenza era che ne caso dea deterninazione si trattava
diun atto+ichiarativo sudonandade' interessato, contro' attoconosciti-
vod' ufficioin casodiaccertanento.
154
Mara Luisa San Martini Barrovecchio
Per l' esito delle decisioui, si fatto uu piccolo soudaggio a titolo di
esenpiosuifascicolirelativiadaccertaneutifrail I99eil I94Ieattiueu-
ti apersoue dal coguone cheiuiziavacoulaletteraP. su I20casi diaccer-
taneutoiu 6 casifuaccertatala razzaebraicaeiu 84 la razzaariaua
pari al 42% di accertati ebrei. Vi souo docuneutati casi di uou ricouosci
neuto della razza ariaua a causa del natrinouio cattolico fra ariauo ed
ebreo che uouera stato trascritto ueiregistridi stato civile, coneprescrit-
to dallalegge. Ildivietodi trascrivere ilnatrinouio coucordatario cou uu
ebreo, coneuoto,fucausa diattriticoulaSauta sede.
Perlaprefetturapassavauo auche, percouosceuza, le conuuicaziouidel-
la polizia dirette alla Direzioue geuerale della pubblica sicurezza e per
couosceuza auche alla Denorazza, uotizie relative ai trasferineuti degli
ebrei all'iuteruo della citt, da uua citt all'altra e auche verso l' estero e
viceversa, sulleuascite, suinatrinouienorti, destiuateagli aggioruaneuti
dell schedario3 . Auhe queste carte souo testinouiauza dell'esodo degli
ebrei uou solo ronatii, naauche di strauieri dinorauti per breve tenpo a
Rona, verso leAneriche.
Pr gli ebrei straieri souo preseuti fascicoli riguardauti il pernesso di
soggioruo. Essovetiiva coucesso solo raraneute. Sisouo uotatiebreitede-
schi chechiedevauodiconpletarel'uuiversite iuparticolarelafacoltdi
nediciua. Perquestigeueralneutel'esitodelladonaudaerapositivo.
Nunerosi souoi fascicoliriguardautiladiscriniuazioue, raccoltiiu 4
pacchi. Riguardauo l' istruttoria sulle donaude alla Denorazza di essere
discriniuati dalle cousegueuze che derivavauo dall'apparteueuza alla
razzaebraica. Le cousegueuze erauo quelle d' ordiue ecouonico e sociale
reist d
.
agli articoli I0 e I della legge I 28 e che riguardavauo forti
hnitaziotiiallapropriet eallapossibilit dilavoro. Ladiscriniuazioueera
previstadall'art. I 4della stessaleggeeveuivacoucessadallaDenorazzasu
docuneutataistauzadegliiuteressati. Ladiscriniuaziouesenpliceveuiva
coucssaai
.
fanigliarideicadutiuellaguerranoudiale, etiopicaedi Spagua
e dei caduti perla causa fascista. Sipotevaiuoltreessere discriniuatiper
beuenereuze ecceziouali. Le beuenereuze dovevauo essere di carattere
nilitare e politico. Esse veuivauo valutate da uua connissioue costituita
presso il Miuistero dell'iuteruo e conpostadal sottosegretario all' Iuteruo,
.
3 Le note ?i vriazione al censimento erano inviate alla Divisione affari generali e riserva
ti della pubb
h
ca SIcurezza, che era il destinatario principale, e per conoscenza alla Demorazza
e alla prefettura. Quelle pervenute alla prefettura sono poco meno di duemila.
Italia Judaica IV
155
presideute, dauuvice-segretariodelPartitouazioualefascistaedalcapodi
statonaggiore dellaMilizia voloutariasicurezzauaziouale. Alle richieste si
acconpaguauo quiudi varie uotizie riguardauti la partecipazioue alle guer-
re, ledecoraziouinilitari, le valutaziouidelpartitoeaucheattivitbeuefi-
chechepotevauoesserecousideratepatriottiche.
Nornalneute si couserva auche la conuuicazioue relativa alla discrini
uazioue o al suo diuiego. La discriniuazioue siesteudeva uornalneute ai
figlie ai geuitorideldiscriniuato. Essadoveva essere conuuicata all'iute-
ressato cou laracconaudazioue di evitare la diffusioue a nezzo stanpa e
veuiva auuotata sugli atti di stato civile a donauda dell'iuteressato. La
conuuicazioueveuiva estesaauche acolorochepotevauoaverueiuteresse.
ildatoredilavoro, l' Eutediliquidazioueinnobiliare, laDireziouegeuera-
leperilcoordiuaneutotributario,chefuistituitaperbrevetenpo.
Elevato aucheiluunerodelledonaudeperotteuere' autorizzazioue a
couservare persouale donestico ariauo, iu liuea di priucipio vietato dal-
l' art. I2 dellalegge I 28 uoto checicausgraviteusioui, perchpriv
di lavoro persoue di servizio auche auziaue4 e della uecessaria assisteuza
donesticagliauziauielepersoueiuvalide. Lauecessitveuivaricouosciuta
e l' autorizzazioue coucessa uel caso di totale asseuza di douue uella fani-
glia, oppure uelcasodi douueiuvalide per et o pergraveeprovatanalat-
tia ,peresenpio, uou esseudo sufficieuteperuua douua avere deibanbiui
piccolida accudire ed aver subito uua receute operazioue) . L' autorizzazio-
ue erasenpre tenporauea. Iuutiledire chevi sitrovauouotizie ,riservate)
relative a inportautifaniglie e apersouaggi fanosi. Per quauto riguarda i
fascicoli iutitolati ai natrinoui cou strauieri, essiuouriguardauogli ebrei
seuouiu nodo uegativo. uelseusocio chel' italiauoariauoperotteuere
l' autorizzazioue a sposare uuo strauiero, dovevadinostrare auzitutto5 che
questi uou era ebreo. La donauda perci era acconpaguata dadocuneuti
auagraficiereligiosidegliiuteressati. L' istruttoriadellaDenorazzasibasa-
vasuquestie sulle iufornazioui foruitedallaquesturasullacoudottacivile
e politica sia del richiedeute che del fidauzato. La prefettura iuviava il
4 Cfr. R. DE FELICE, Storia degli ebrei italiani sotto ilfascismo, Torino, Einaudi, 1988
4
, p.
363 .
5 Il cittadino italiano che desiderava sposare uno straniero doveva documentare l' apparte
nenza sua e del fidanzato alla razza ariana e alla religione cattolica; la questura era poi incari
cata di svolgere indagini sulla condotta morale e politica degli interessati. La domanda veniva
respinta quando il fidanzato straniero era suddito di un paese nemico, oppure era ebreo; op
pure per condotta ritenuta riprovevole o sospetta e per atteggiamento contrario al partito.
156 Maria Luisa San Martini Barrovecchio
fascicolo alla Denorazza, la quale si prouuuciava, udito il parere di uua
appositaconnissioue
Pertauto uou senbra che questidocuneuti possauo coutribuire a docu-
neutarei uoto vulnus alnatrinouio coucordatario, sennai traspare l' at-
trito cou gli ecclesiastici riguardo alle certificazioui religiose, attraverso i
rigore cou cui queste erauo richieste e coutrollate ,si visto addirittura
chiederel' attodibattesinodeiuouui diuuauugherese, uu po' difficileda
otteuereiuqueitenpidiguerra' )
Di nolto iuferiori di uunero souo i fascicoli riguardauti i canbianeuti
dicoguone. Iufatti persostituire il coguone ebreo cou uu altro ariauo
uornalneutequellodellanadre - occorrevarieutrare ueicasiprevistidal-
lalegge I :luglio I9:9, u. I0, la quale prevedeva sostauzialneute che i
uouebreioquelliuoucousideratitaliperdiscriniuaziouepotesserootteue-
redalMiuisterodell' iuteruoilricouoscineutodelcoguoneariauo.
Il fascicolo geuerale costituito di circa ceuto sottofascicoli di diversa
eutit ealorovoltaraccoltiperdata, peruon

mvieperargoneuto.
Vi si trovauo le circolari del Miuistero dell' iuteruo ai prefetti, prove-
uieutidallaDireziouegeueraledenografiae razzaedallaDireziouegeuera-
le della pubblica sicurezza e i rapportiorigiuali del questore Palna che il
prefettoPrestigiravaalniuisterocouleproprievalutazioui.
Per quauto riguardale circolari, da uotare che esse uou riguardauole
leggi razziali iu prina applicazioue, beus si tratta di quelle successive,
firnate dal Buffariui Guidi e dal Bocchiui, a partiredall' aprile I9:9 fiuo
alla loro abrogazioue uel I944 sotto il goveruo Badoglio. Esse souo uua
chiara testinouiauza dell'iuasprirsi della persecuzioue iu coiucideuza cou
l' eutratadell' Italiaiuguerra,attraversouu'applicaziouedelleuorneiuseu-
sosenprepiesteusivo6.
Lecircolari, quasi tutte telegrafiche ei ucifra, souo acconpaguate dalle
conuuicaziouidellaprefetturaallaquestura, aiconuui, ead altriorgauisni
periferici e dalla relativa risposta di ritoruo al niuistero. Vi souo sicura-
neute delle lacuue. D' altra parte logico peusare che uou tutto veuisse
nesso agli atti, specialneute per quauto riguarda le lettere riserva-
tissine
6 Per le circolari che si conservano presso l'Archivio centrale dello Stato, cfr. M. SARFAT.
TI, Documenti dell legislazione antiebraica. Le circolari, in La Rassegna mensile di Israel,
UV ( 1988) , 1 -2, pp. 169- 198; per quelle conservate nell'archivio della prefettura, serie
Ebrei, vedi Appendice qui di seguito.
Italia Judaica IV 157
La prina circolare, del aprile I9:9, dalla Direzioue geuerale della
pubblicasicurezzadiretta aiprefetti, alquestorediRonaeaiconnissaria-
ti di coufiue e riguarda gli ebrei strauieri. vi si ordiua che essi veugauo
nuuiti di foglio diviaobbligatorio ed avviatialla froutiera affiuch aloro
rischio e pericolo abbaudouiuo il territorio uaziouale. Per le altre circolari
direno che il :0 giuguo sisollecitauo i prefetti a conuuicare quauti ebrei
hauuo lasciato l' Italia, quauti souo rinasti e perch, i : I dicenbre si
conuuica che, su sollecitazioue degli Stati Uuiti d'Anerica, il duce ha
accordato il pernesso di passaggio di froutiera ai sudditiebrei del Reich,
cecoslovacchiconpresi, peril loro avviouegliUSAo altrove, dell' 8otto-
bre I940l' ordiuedifacilitare al nassinol ' uscitadalreguodegliebreistra-
uieri couseuteudo loro di coutattare i cousolati esteri, le delegazioui per
l' enigrazioue degli ebrei, i parenti e couosceuti per i passaportie gli altri
docuneutiutili per il loro esododall'Italia, altre circolari dell'agosto I942
riguardauo gli ebrei tedeschiiu Italia ai quali il Reich aveva ritirato lacit-
tadiuauza. a coloro che volevauolasciare l ' Italiasidovevarilasciarelo spe-
ciale passaporto detto Nansen; tutti gli ebrei strauieri dovevauo essere di
uuovo schedati sul uuovo nodello 2:-Siutriplice copia. uuaperlaDeno-
razza, uuaperlo schedarioceutralestrauieri, uu'altraperloschedariopro-
viuciale. Senpredel I942 souo duecircolarichesollecitauola sorvegliauza
delle froutiere, perinpedirel' iugressoabusivoiuItaliadiebreiproveuieu-
tidall' Europaorieutale. Iufattida iufornaziouiriservatesieraappresoche
ilCeutrosiouistadi Giuevra avevaorgauizzatol' espatrio diebreiuughere-
si attraverso Croazia-Italia-Spagua-Portogalloe diretti, si diceva, iu Argeu-
tiua, na si sospettava che la reale destiuazioue fosse la Palestiua. Si era
appreso iuoltre, senpre da iufornazioui riservate, che a Graz era stato
orgauizzatouuespatrioclaudestiuodiebreiaustriaciedialtripaesisogget-
ti alReichattraversolafroutieradiLubiaua. Sisollecitavauoperciicon-
nissariatidifroutieraallavigilauza.
Lepiuunerosesouolecircolariegliordiuidelniuisteroperl' attuazio-
ue dei divietichecolpirouo gli ebreiparticolarneute iu canpoecouonico
Erauo nosseilpi delle volte da segualazioui particolari proveuieuti dal
PNF, il quale riceveva deuuuce dai suoi iscritti e faceva iudagiui per pro-
prio couto Evideute l' esteusioue deidivieti uel canpo dell' autorizzazio-
ue di poliziaperl' esercizio di attivit ecouoniche. divieto agestire alber-
ghi per douue couiugate cou ebrei, per il couiuge ariauo di subeutrare al
couiuge ebreouelconnercio di oggettipreziosi, di oggetti d' artee autichi-
t, poi aucora di esercitare il connercio di pelletterie all'iuteruo degli
alberghi, di coufeziouare oggetti preziosi e di collaborare al connercio di
158 Mara Luisa San Martini Barovecchio
essi. Nunerosii divieti di attivit riteuute pericoloseper ilregine. ildivie-
to di porto d' arni, di esercitare l' arte fotografica e quella tipografica, di
gestiredepositidi carburo dicalcio. Altrecircolaririguardauo ilconnercio
anbulauteeilconnerciodioggettiacquistatidagliebreialleastegiudizia-
rie, linitazioui uegli inpieghi assicurativi e dei produttori di connercio
che avevauocoutatticouilpubblicoocouufficipubblici, divietodigestire
autopubblichedipiazzaediesserueaziouisti.
Altridivietiriguardavauo attivitculturali.l' esclusiouedegliebreiauche
dallebiblioteche deglieutiausiliariiu aualogiacoul' esclusiouedallebiblio-
teche pubbliche, il divieto di far parte di sodalizi cone quello dellaprote-
zioueauinaliiuaualogiacoualtreistituzioui, viperfiuoildivietodiero-
garepreniistituitidaebreiuell'anbitodiaccadenieeistitutidicultura.
Altri docuneuti riguardauo le linitazioui per gli ebrei a frequeutare i
luoghidivilleggiaturaedicure ternali. Siconiucia ,agosto I940) coul' al-
loutauaregliebreidaglialberghi e daaltriluoghidiritrovoperpoivietare
iu nodo assoluto le localit cousiderate di lusso ,il questore di Rona
dichiar localit di lusso la sola Fregeue) e a pernettere il soggioruo uelle
abitazioui di villeggiatura solo per provati notivi di salute e di cura. Era
conuuquevietatoiltrasferineutoperiprecettabiliallavoro, I942) .
Uu fascicolo a parte iutitolato Trasfornazioui fittizie di azieude ebrai-
che iu ariaue, testinouiauza delle vessazioui del regine sul connercio
degliebrei cos fioreute aRonaeparteiutegrautedell' ecouoniacittadiua.
Essoconpreuderapportidel questore suinportauti ditte connerciali per
ordiue del niuistero e segualazioue del Fascio. Le iuchieste erauo iuviate
allaprefettura,laqualeriuviavaalniuistero couleproprievalutazioui
La prina iuchiestaqui docuneutata si svolse uel I99per ordiue della
Denorazzasulle ditte ebreeche inpiegavauo pi di I00dipeudeuticoutra-
rianeute alleuorne iu difesa della razza ariaua. Iuparticolare sivoleva
che si iudagasse sueveutualiveuditee suglieveutualiacquireuti. L'iudagi-
ue, che si svolse sulle pi graudi ditte, rivel che questeveuivauo trasfor-
nate iu societ auouine cou anniuistratori ariaui. Fu chiesto auche di
iudagare se, cone si sospettava, vi fosse iu corso uua trasfornazioue delle
azioui uoniuative iu azioui al portatore. Su questo la questura rispose di
uoupoter accertare, auche se era uoto che gli ex proprietari ebrei restava-
uoinaggioriaziouistidelleditte.
Uu'altra iuchiesta della questura fu eseguita uel I940 coutro i conner-
ciautidelsettoretessileedi abbiglianeuto sudeuuuciadelpartito. Iupar-
ticolare la segreteriapolitica del PNF chiedeva uu prouto iuterveuto che
evitasse la veudita fittizia di alcuue azieude a prestauoni ariaui Alcuue
Italia Judaica IV 159
deuuuce erauo partite dall'Uuioue connerciauti. La questura allarg l'iu-
chiesta adaltredittedelsettore, erifer suqualiditteerauorinastecerta
neuteiunauiebreeesuqualivierasoloilsospetto.
Altre iuchieste furouo svolte su siugole ditte o attivit connerciali e i
relativi fascicoli facevauo origiuarianeute parte della categoria 22 dell'ar-
chiviodiGabiuetto.
Uuodi questi fascicoli, del I940, riguarda i settoredeirottanidi ferro,
per il quale esisteva l' esclusiva del Cousorzio approvvigiouaneuti naterie
prine per fouderie-ghisa, secoudo le direttive +el Connssariato
.
geuerale
perle fabbricaziouidiguerra. partuua deuuucia coutro cmqueditteebree
operautiuelsettore,al!equalifu ritiratalaliceuza.
Uu cospicuo fascicolo riguarda la precettazioue civile a scopo di lavoro
perlaqualefu istituitauel I942uuaseziouespecialediMobilitaziouecivi-
le e avvianeuto al lavoro, diretta dal prefetto, na costituita iu seuo al
Cousiglio proviuciale delle corporazioui, la cui opera era affiaucata da

ua
cousultaconpostadirappreseutautidelfederale, delquestoreedalnedico
proviuciale.
Ilprino telegranna circolare aiprefetti del 6 naggio conuuica ' ordiue
diprecettaziouepergliebrei ascopodilavoro. Cou il secoudo del I2 nag-
gio il sottosegretario di Stato Buffariui Guidi inpartisce le direttive. I`)
Tuttigli ebrei, auche s ediscriniuati, di ettrai I 8e i auuiconpresi,
devouo deuuuciare al prefetto della proviucia uella quale si trovauo, alla
data da questo fissata, le proprie geueralit, l' et, le coudizioui fisiche e
faniliari, le proprie capacitlavorative, leloro occupaziouie resideuzaabi-
tuale, 2`) sulla scorta di tali dati, opportuuaneute coutrollati ed iutegrati
coi nezzi a disposizioue dei prefetti stessi, sarauuo conpilati gli eleuchi
degli ebrei precettati e predisposti i piaui di nobilitazioue degli ebrei da
avviare al lavoro . . . Egli iudicaiufiue i criteridi ordiue politico cui ci si
doveva uuifornare, cousisteuti uella separazioue fra ebrei e ariaui, uella
superiorit di questi su quelli e il giusto rigore cou cui dovevauo essere
attuateledisposizioui
Iuuudocuneutosouoespresselepreoccupaziouiperlaquautitdiprov-
vedineutichelaprefetturadovevapreudere. occorreval'ordiuauzapertut-
ti gli ebrei di autodeuuuciarsi, peril goveruatorato e i conuui 'ordiue di
provvederearaccoglierele dichiaraziouidegli ebrei eiuviareirelativieleu-
chi all'Ufficio nobilitazioue civile-sezioue speciale, il prefetto doveva pre-
disporre i piaui di nobilitazioue degli ebrei avviaudoli ai diversi lavori
sceglieudoli iu base alla capacit lavorativa, all'occupazioue attuale, all' et,
allecoudiziouifisiche, allecoudiziouidifaniglia. Alneuoquestosipeusa-
vaall' iuizioiu seuoallaprefettura.
160 Mara Luisa San Martini Barrovecchio
Il 20 naggio part ' ordiuauza del prefetto per i conuui, che dava il I0
giuguo cone terniue per l eautodeuuuce degli ebrei e il I giuguo cone
terniue per l' iuvio deglieleuchi iu duplice copia all'Ufficio nobilitazioue
civile
Esseudo stato deciso di adibire gli ebrei a lavori di iuteresse pubblico,
dalMiuisterodellecorporaziouigiuusel' ordiuediprecettareuuprinocou-
tiugeutedi0ebreiperilavoriall'idroscalodellaMagliauaeainuraglio-
uidelTevere Coutattatol'iugeguerecapodell' Ufficio Teveree agrorona
uo,risultche ilfabbisoguodinauodoperaebreaeradi I60 terrazierida
adibire alla ripulitura deipiedidei nuraglioui del Tevere, allo svaso delle
goleue del Tevere uella tratta S Paolo-poute alla Magliaua e di quelle di
AciliaiulocalitMoutecuguo Erauo specificataneuterichiestiipigiova-
ui e a prefereuza bracciauti, facchiui, e stracciveudoli Sulla base di uu
eleuco predisposto di 8 fra disoccupati, veuditori anbulauti, facchiui,
connessi, bracciauti e altri, fu precettato uu prino coutiugeute di I60
ebrei,29naggio) chedovevauorecarsicounezziproprieisolataneutealle
ore , 0sulpostodilavoro. Perquelli destiuatiaMoutecuguo era previsto
coneluogo diraccoltalastaziouediAcilia Daiufornaziouidellaquestura
e del Geuiocivilerisult che al lavoroquelgioruo sierauo preseutati I4
operai. i rinaueuti sedici erauo parte asseutiper nalattie, parte iugiustifi-
cati. Seguouo carte relative a iudagiui effettuate sugli asseutie alle richie-
stedieseuzioue
Il I giuguoilMiuisterodellecorporaziouiiuvil' ordiuediprecettareil
rinaueute dei 0ebreie dipreudere accordi cou il Geuio civile per l' in-
piego Fuquiudi conpilatouusecoudoeleuco,chepur sicouserva, dialtri
ebrei nobilitati,tuttiadibitiailavori delTevere
LaDenorazzacoutiuuavaanaudarecircolaripersaperequautiuoniuie
quaute douue erauo stati precettatieadordiuarechefossero adibitisoloai
lavorinauuali. Ilfattoche iuuuprino noneutofosseropresisolouoniui
della classe pi povera provoc qualche riseutineuto e deuuucia auouina
perch uou si colpivauo ebrei connerciauti, rappreseutauti, affaristi e
strozziui Dal luglio coniuciarouo aperveuire uotizie divessazioui subite
dagli ebrei ai lavori di precettazioue. la ditta che lavorava ad Acilia uou
foruiva i suppleneuti di paue e pasta e, cosa nolto pi grave, abbass i
salari. L' ordiue niuisteriale era che ci si doveva atteuere ai salari coutrat-
tuali La conuuit ebraica deuuuci la ditta, la quale aveva ricouosciuto
iuizialneuteagli operailatariffadiL 2 8orarie, nadall'I I lugliol' aveva
abbassatadipropria iuiziativa a L. 0 6all' oraperglioperaiiugaggiatiil
giuguo e L 0, 46per gli altriiugaggiatidal I ` luglio. Lasituazioueeragra-
Italia fudica IV 161
ve,perchsi trattavadiuullateueutiche dovevauoviveredelpropriolavo-
ro, neutrelapagagiorualierauouerasufficieuteueppureacoprirelespese
del viaggio da Rona ad Acilia Nel settenbre ci furouo disordiui causati
dalnalcouteutogeuerale,accresciutodalrifiutodifarcelebrareilcapodau-
uoelafestadelKippur. Il2I settenbrescoppilaprotestaiututtiicanpi
di lavoro forzato Ilcousegueute rapporto dellaquesturarivel chele pro-
testedeglioperaiavveuuteil 2I settenbre, gioruodeldigiuuoebraico,ave-
vauoportatoaucheall'arrestodi setteoperai, cheeraverocheilreudineu-
toerascarso,naaucheil salario cosbassououveuivacorrispostoperiute-
ro, na per accouti Il questore propose che i sette ebrei fossero rilasciati
previa diffida Le decisioui cousegueuti a questi fatti furouo prese dal
Miuisterodellecorporaziouid' iutesacoulaDenorazza Nelsottofascicolo
iutitolatoI 942 Festivitebraichesicouservauo, oltrealladeuuuciadella
conuuitisraeliticaafirna del suo presideute Di Seguie al rapportodella
questura, il diuiego di festa dei sottosegretari Buffariui e Lonbrassa che
coufernavauol' obbligodipreseutarsiallavoro
Dei 0 ebrei precettati, il 29 aprile I94 lavoravauo presso le stesse
ditte28operai
Pochi souo i docuneutiche riguardauo altrilavori, cone l' aeroporto di
Littorioe lo sgonbero di naceriee altri lavoriderivati dall'energeuzadei
bonbardaneuti Il20giuguo I94 dal Cousiglio deiniuistriarriv l' ordi
ue di nobilitazioue totale degli ebrei, uoniui e douue, discriniuati, stra-
uieriedauche apparteueutiallefaniglienistedai I 8ai 0 auui Perveuue-
role uotizierelativeallequautitdiebreidanobilitare suddivisiperclassi
di et,laclasse dei diciotteuuieraconpostadi I I4 ragazzie I I ragazze,
dicuitrecouiugate)
Si era iu uu periodo di careuza di lavoratori, specialneute uella canpa-
guaacausadellaguerrae si cercavapersouale specializzato Il2I giuguoil
Miuistero dell'iuteruo, afirnadel sottosegretarioAlbiui, chiese diiuviare
separataneuteaucheiluunero dirabbiui, nedici, iugegueri, tecuici, agri
coli, uouch sotto qualsiasi forna partecipauti alla produzioue agricola
coneproprietari, couduttoriesinili dauotarechea froute dellanobi-
litazioue totale, iuvece il Grau cousiglio teudeva a snobilitare la nauodo-
peraebrea, riteuutasovrabboudautee troppo costosarispetto al reudineu-
to e, nau nauo che fiuivauo ilavori al Tevere, netteva adisposizioue gli
operai ebrei Ci avveuue uel luglio Fra il 2 e il 6 settenbre I94 essi
furouosnobilitati
Tra i uunerosi altri fascicoli preseuti nel fascicolo geuerale, citiano
aucoraquello relativo all' iuteruaneuto degli ebrei, a partire dall' iuizio del
162 Mara Luisa San Martini Barovecchio
I94Iper gliebrei riteuuti pericolosidalregine, fiuo aldicenbre I94per
tuttigliebreiuou discriniuatie al 0giuguo I944coul' ordiuedisciogli-
neuto della conuuit ebraica e il sequestro dei suoi beui, quello relativo
alle radio, cio aipernessi a teuere radio riceveuti. esse erauo coucesse
solo agli auziaui e agli iuvalidi e solo per enitteutilocali, quello relativo
alla uoniua dei nenbri delle connissioui distrettuali per l' esercizio delle
professiouipericittadiuidi razza ebraica coule seguaaziouideinenbri
dauoniuaredapartedeisiudacatidicategoria.
Lo schedariosiconpoue di I raccoglitoridaschede eriguardai ceusi-
neutoelaboratouel I98sullabasedegli eleuchi foruiti dalgoveruatorato
e dai conuui. Sedici raccoglitori conpreudouo le schede relative a ebrei
ronaui, il diciassettesino riguarda i cittadiui ebrei delle sottoconuuit,
conpresiquellidelleproviucediPerugia,TeruieCagliari, egliirreperibili.
Leschederiportauo.
- idatiauagraficiedistatocivile,
- la coudizioue ,connerciaute, casaliuga, professore uuiversitario e
sinili) ,
- la proveuieuza ,proveuieute da. per es. . dalla uascita, oppure
dalceusineuto I 82, o dalceusineuto I 882) ,
- iluunerodelfogliodifaniglia,couservatoallaDenorazza) ,
- ilnatrinouioreligioso, lareligiouedelcouiuge elareligioue deifigli
,queste vocisououornalneutelasciateiubiauco) .
Le schede uou riportauo gli aggioruaneuti successivi al ' 8, particolar-
neuteuuneroseuegliauui I 940-4I .
Nou si couservauo iu questo archivio docuneuti preparatori del ceusi-
neuto,tuttaviasiiudottiacoucordarecouquautihauuo suppostochegli
eleuchi furouo conpilati a orecchio7 . Ci per due ordiui di notivi. la
voce della scheda iudicaute laproveuieuza, predispostaperchvisiiudi-
casse' origiue che giustificavaladeterniuazioue dirazza, ilpidelle volte
lasciataiubiauco. cicouseutel' ipotesicheiconpilatoriiuserisserouegli
eleuchiicoguonitradizioualneuteebraici, aucheiuasseuzadidatiobietti-
vi, questaipotesi ni senbra suffragatadalla preseuzadelleuuneroseprati-
che di accertaneuto razzae variaziouidel ceusineuto, uellequalisitrova-
uorichiestedi caucellaziouedalloschedariodapartedipersoue dalcoguo-
netradizioualneuteusatodaebrei.
Quaute souo le schede e qual il uunero esatto degli schedati cone
7 R. DE FELICE, Storia degli ebrei . + . cit . , p. 13.
Italia Judaica IV 163
ebrei Per saperlo occorre fare uu luugo couteggio, perch le schede uou
hauuouuauunerazioueprogressiva, nasououunerate ablocchidiuune-
ri. Occorre sonnarli opportuuaneute e sottrarre le schede di riuvio Si
fatto ilcouteggiodialcuuischedari. Peresenpio, leschededelprino sche-
dario, da Abbiua a Astrologo, hauuo questi uuneri. I-44I , 200I-246,
I00- I009 per uu totale di 80I schede. Coutaudo auche le schede di
altri quattro schedari, ricaviano uuanedia di 800 schede per raccoglitore
Moltiplicaudo per i sedici schedati relativi a Rona ,il diciassettesino
noltopipiccolo) , sihauutotale di I2. 800schedeperRona,pialtrecir-
ca 400 dall'ultino schedario,peruutotaledi I . 200 schede, conpreudeuti
per auche ebrei fuoriproviucia. Si giuuge cio a dativiciui aquellouoto
di I2. 99perlaproviuciadiRona8 .
Per quauto riguarda i fascicolicoutrasseguaticone Questura-Ebrei, si
trattaiu realt di docuneuti fornatisi presso i connissariati di Rona, iu
cousegueuzadell'attivit di vigilauza sugli ebrei. sorvegliauza sualberghie
peusioui, sui trasferineuti all'iuteruo della citt, da e fuori Rona e auche
all'estero, conuuicaziouiper le variazioui al ceusineuto ,uascite, natrino-
ui, norti) , iudagiuilegateall ' attuaziouedelleuorneautiebraiche.
Souo attidacousiderareriservati, uouaucoraschedati,uordiuati
Il quadro che risulta da questi docuneuti, uecessarianeute parziale e
linitato al canpo di azioue della prefettura e della questura, quello di
uua popolazioue ebraica cos beu iuserita uel coutesto cittadiuo da creare
seri probleni alle autorit che dovevauo applicare le leggi. I naggioridei
qualiderivauodalgraudeuunero di faniglie niste, o la cuiorigiueerada
accertare, e dalla largafettadel connercio ronauooccupata dagli ebrei,
che eradifficile dasnautellare, siaperlasolidarietdellapopolazioue, che
perledifficoltdicoutrollouelsettorebaucario.
Per quauto riguarda l' atteggianeuto delle autorit locali verso gli ebrei,
sicoglieuuniglioraneutonaunauochecisialloutauadallasferapolitica.
dapartedelquestorePalna pichedelprefettoPresti, auchesequest' ulti-
no dinostra uua certa voloutdi applicare le leggi da buou anniuistrato-
re, rispettoallapersecuziouevolutadalPartitofascista.
8 Ibid. , p. 10.
164 Maria Luisa San Martini Barovecchio
APPENDICE
Circolari contenute nel fondo Prefettura, fascicolo generale della serie Ebrei,
1939- 1944, b. 1415
Direzione generale della pubblica sicurezza [DGPS]
62298/443, 5 apro 1939,
66382/443, 30 giu. 1939,
67147/10, 24 dico 1939,
52846/10, 25 otto 1939,
21 mar. 1940,
213 15/442, 30 mar. 1940,
25285/10, 15 apro 1 940,
1 apro 1940,
54300/10, 30 set. 1940,
63 192/10, lO set. 1940,
17 set. 1940,
66100/10, 23 set. 1940,
8 1 1 18/443, 8 otto 1940,
72762/10, 20 otto 1 940,
75914/10, 2 nov. 1940,
64138/442, 14 set. 1 94O,
67540/442, 2 otto 1940,
ebrei stranieri
e brei stranieri
ebrei stranieri
divieto di licenza per affittacamere ebrei
divieto di commercio ambulante
reati commessi da ebrei
divieto di detenzione di armi a ebrei non discri
minati
divieto di licenza bar e spaccio bevande alcooliche
id. estensione al coniuge ariano
divieto di impiego a contatto col pubblico in azien
de turistiche
divieto di commercio di oggetti antichi e d' arte
divieto di licenza ad ebrei stranieri per l' esercizio
dell' arte fotografica
ebrei stranieri
divieto di esercizio di mediatorato
divieto di licenza di porto d' armi uso caccia
autorizzazione a spedire libri di preghiere a interna
ti per le ricorrenze autunnali
idem
Direzione generale dell' amministrazione civile
26000/D 83, 20 mago 1940, sulle fondazioni costituite da ebrei presso le accade
mie di cultura
DGPS
10214/10,
1021 8/10,
52239/51 ,
15 gen. 1941,
20 gen. 1941,
22 mar. 1941,
divieto di far parte di sodalizi per l a protezione
animali
divieto di licenza per scuola di ballo
Apolidi di razza ebraica con istruzioni per favo
rirne 1' espatrio definitivo
15 apro 1941,
13589/10, l mago 1941,
1 1 1642/443, 5 mar. 1942,
126820/443, 7 mago 1942,
82960/443, 1 1 mago 1942,
20953/442, 19 1ug. 1942,
135290/443 , 1 ago. 1942,
123808/446, 12 otto 1942,
10369/10, 25 gen. 1 942,
1 1 813/10, 1 apro 1942,
14476/10, 4 gen. 1942,
16702/10, 25 nov. 1942,
1940- 1943 ,
Italia Judaica IV 165
sospensione del rilascio di nuovi esercizi pubblici in
attesa delle nuove norme
divieto di detenzione di armi. Le armi confiscate
devono esser consegnate alla Direzione artiglieria
ordine di vigilare su eventuale passaggio clandestino
di ebrei del Reich per il valico di Lubiana
ebrei stranieri residenti nel regno
ebrei tedeschi - obbligo di munirsi di lasciapassare
per recarsi in localit militarmente importanti
studenti italiani ebrei residenti in Svizzera
ebrei stranieri-accertamento razza
schedario centrale stranieri
divieto di raccolta di armi antiche e rare
divieto di spaccio di bevande alcooliche anche per
gli ariani coniugati con ebrei; divieto di licenza per
il commercio ambulante; id. di oggetti usati (libri)
divieto di commercio di stracci anche non di lana
istruzioni sull'interpretazione delle norme riguardo
alle autorizzazioni di polizia ad ariani coniugati con
ebrei
vigilanza sugli ebrei nei luoghi di cura e turismo e
sulle limitazioni
Sottosegretariato di Stato alle Fabbricazioni di guerra
DGPS
49128/10,
12982/10,
19 apro 1942,
1941-43,
13 ago. 1943,
9 mar. 1943,
DGPS-affari riservati
divieto di assunzione negli stabilimenti ausiliari
eliminazione dei nominatIvI ebraici dagli elenchi
telefonici (4 circolari)
apparecchi radio-restituzione
il divieto di partecipazione alle aste dei pegni viene
esteso anche al semplice accesso ai locali delle aste
12994/442, 12 giu. 1943, ordine di sorvegliare la DELASEM
121719/449, 30 ago. 1943, rimpatrio di ebrei italiani naturalizzati francesi
gen. -mar. 1944, sull'internamento nei campi di concentramento e
scioglimento delle comunit israelitiche (3 circolari)
166
DGPS
50836/10,
Maria Luisa San Martini Barrovecchio
9 giu. 1944, abolizione dell'obbligo di indicare la razza nell' an
notare i nomi degli ospiti di alberghi e pensioni in
applicazione del r. d. l. 20 gen. 1944
Prefetto di Roma a sindaci e sotto prefetti
14841 ,
3 nov. 1944, riassunzione in servizio dei dipendenti estromessi
dalle disposizioni razziali ed elevazione dei limiti di
et per i concorrenti gi colpiti dalle leggi razziste.
ALBAOSIMO
Documenti sugli ebrei nell'Archivio di Stato di Milno
Ladocunentazionedane esaninata, reativa atenaEbreine' Archi
viodiStatodiMiano I80- I9+)raccotainquestifondi.
- Prefettura-Gabinetto I90I- I9) Si tratta di nateriae inventariato,
predisposto secondo quarantanove categorie, ordinato in I I2 cartee.
Questonateriaeinconsutazione.
- Prefettura. Sotto questavoceconservatonateriaereativoaeeggi
razziai I98-I9+) . Taenateriae, noninventariato enoninconsutazio-
ne, suddiviso in. Questura di Varese I9+- I9+) , + cartee, Provvidenze
generali reltive agli ebrei I98- I9+) , cartee, Fascicoli personali ebrei
I98- I9++) , 2cartee, Confsche beni ebraici I9++- I9+) , I9cartee.
Prefettura - Gabinetto I90I- I9)
Inquestofondohoesaninatonateriaereativo adiversecategorie.
Cittadinanza (cat. 1 9). Si tratta di nateriae in nerito a cinquanta noni
nativi circa, di ebrei stranieri, che donandano a cittadinanza negi anni
I9+- I9 negata a tutti, anchequandoadocunentazionesupportata
daracconandazioniatoocate,trannecheinsoiduecasi.
Ebrei (cat. 25). Trattasi di docunenti reativi a. Circoo sionistico
I928-29) , Associazione Giovane Israee I9I) , I Vessio israeitico
I9I) , Conitatoperacuracinaticae narinadeibanbinipoveriisraeiti
diMiano I9I+) , AssociazioneConvegnoebraico I9) , Conunitisraei-
dca diMiano I9) , Associazione Donne ebree d' Itaia I9) , Sionisti
revisionisti,aggruppanentoitaiano I9) .
Enti locali (cat. 6). Vi docunentazione reativa ad anninistratori di
opere pie e aareigione daoro professata I9+) Conpare tragiatrii
nonede'onorevoeLuzzati,direigioneebraica
168 Alba Osimo
Onorficenze (cat. 38). Si trattadinateriale, iuordiuealfabetico, coucer-
ueute gli auui I9 I2-, relativo alle segueuti ouorificeuze. ordiue della
corouad'Italia e dei ss Maurizioe Lazzaro, ouorificeuze strauiere a citta-
diui italiaui, ouorificeuze italiaue a cittadiui strauieri, ordiue equestre del
sauto sepolcrodiGerusalenne,ouorificeuzedellarepubblicadiS Mariuo,
cavalierialneritodellavoro,stellaalneritorurale
Personalit varie (cat. 41). Iu uu' uuica cartella, senpre relativa agli auui
I 9I2-, vi souo fascicoli persouali, disposti iu ordiue alfabetico Iusiene
aiuonidiVittorio Ciui, Agostiuo De Pretis, Feltriuelli, Mariuetti,|euuer
Mataloui, AdaNegri,LuigiPiraudelo,Pirelli, Giacono Pranpoliui, e altri
aucora, conpaiouo i uonidi Giorgio Eurico Falck, Federico|arach, Mar-
gherita Sarfatti
Categoria 4. divisaiuvarievoci Ilnaterialechehoesaniuato, relativo
agli auui Treuta, riguarda le voci Professoriuuiversitarie Iufornazioui
perliberadoceuza
Laprina voce, Professori uuiversitari - Associazioue uaziouale profes-
soriuuiversitari fascisti, riguardadocuneutidispostiiu ordiue alfabetico,
accauto a uoni, qualequello di Aniutore Faufaui, ci souo Bassaui, Fiuzi,
Fo, Levi, Luzzato, Solni
Lasecoudavoce, Iufornaziouiperlaliberadoceuza, raccogliefascicoli
iu ordiue alfabetico Souo eleucati tra gli altri Oscar Cautoui, Guido
Colonbo, Piero Sacerdoti, Paolo Treves Per quest' ultino uoniuativo, iu
iuveutario, conpare la uota uegata la libera doceuza] perch socialista e
figliodelfuoriuscitoexou. Claudio,vedi appeudice I) .
Mi senbraopportuuorilevare che fiuo a tuttoil I9e auche peri pri-
ninesidel I98tuttequestepersoue conpaiouoiuquautocittadiuiitalia-
ui, didiverse professioui, di diverse idee politiche, alcuuideiqualidireli-
gioueebraica
Le lororichiestesouoaccolteo uegate, conepertuttigliitaliauidiallo-
ra, iu quauto fascistioiuquauto socialisti, euou iu quauto ariaui, cio uou
ebrei,oebrei
inniueute uu ulteriore versaneuto della Prefettura - Gabiuetto,
relativoagliauui I98- I949l.
1 Nel dicembre 1989 sono state versate, all'Archivio di Stato di Milano, l e carte del Gabi
netto di prefettura per gli anni 1938- 1949, la cui consistenza di 502 cartelle ( 1938-1949);
47 registri ( 1938- 1949); 13 rubriche ( 1938- 1949); 1 scadenziario (193 1- 1945). Il materiale
suddiviso in 56 categorie, corredato da un elenco di versamento, in consultazione, con l'ec
cezione di talune cartelle e/o fascicoli, ai sensi del d. p. r. 30 settembre 1963, n. 1409.
Italia Judaica IV 169
Pertauto uou opportuuo trarre couclusioui defiuitive sul capitolo di
docuneutazioue relativa al Gabiuetto di prefettura, iu quauto potrebbe
esserearricchitoeconpletatodaquestoversaneuto
Prefettura - Questura di Varese
Preuder oraiuesaneilnateriale relativoalperiododelleleggirazziali,
iuiziaudocoulecartelledellaQuestura di Varese.
Questo nateriale, disposto iu fascicoli uoniuativi, riguardaebreiper lo
pi di area lonbarda e pienoutese, sfollati iu questa zoua perch rinasti
seuza casaiucittiu seguitoaibonbardaneuti, operchpossessoridiabi-
taziouiuellazouadiVarese
Nunerosisouoaucheicasidipersoueche siportauoversoilcoufiue per
arrischiarei passaggioiu Svizzera. nolti, iufatti,allesuccessivericercheda
partedelleautorit, risultauoirreperibili
Citerconuuqueuucaso alietofiue NellacittdiVarese sidocumeuta
l' esisteuza di uua casa di cura i cui proprietario e direttore nedico e uua
parte del persouale souo cittadiui svizzeri Parecchi risultauo essere gli
ebrei l ricoverati, alcuuiper sfuggire alle ricerche, iu cerca di uua certa
qualprotezioue, alcuuiperchannalati,altri, ricoveraticoudiaguosigeue-
riche, senbrauoiuattesadiespatrio
ilcasodiuuufficiale nedico ebreoche, reclanato dalle autorit, vieue
dichiarato uou idoueo al canpo di couceutraneuto Dopo uu ulteriore
tergiversare, la polizia irronpe uella casa di cura, na ' ebreo iu questioue
riesce a fuggire e a passare il coufiue cou la Svizzera Iu questa viceuda
iutervieue auche il cousolato svizzero protestaudo per l' iuterveuto della
polizia all'iuteruodellacasadicura eperilferno, successivaneuterevoca-
to, deicittadiuisvizzeri, ciodeiproprietaridellacliuica
Coutiuuaudo uell' esanedelle carte, risultauo essere uunerosii fascicoli
relativi aebrei, uouitaliaui, fuggitidaicanpi di couceutraneuto di Servi-
gliauo, Fossoli, Carsoli, Ferranouti iu seguito a bonbardaneuti avveuuti
uelnaggio ' 44.
Neifascicoli sitrovauo perlopi fouogranniiudirizzati alle varieque-
sture di coufiue. Poute Tresa, Cono, Luiuo, Chiasso, Porto Ceresio Si
trattadisegualaziouidiuoniuatividiebreiperi quali previstol' arresto.
alloutauatosidalcanpodicouceutraneutodiServigliauolauottedel
correute , ) iguota destiuazioue , ) ricercatoper arrestoe traduzioue uel
canpo, peri disceudeuti danatrinouio nisto e pergliultrasettauteuui
previstasoltautolavigilauza ,vediappeudice)
170 Alba Osimo
Prefettura - Provvidenze generali
I treutadue fascicoli, couteuuti uelle tre cartelle di Provvidenze generali,
che conpaiouo sotto il titolo Problena razziale - Applicazioue r. d. l. del
Iuov. I98, u. I 28, trattauo di questi argoneuti. disposizioui, rileva-
zioui, deuuuzie al procuratore del re , I98-42) , rilevazioue statistica uei
conuui dellaproviuciaesclusaMilauo , I9 8) , segualaziouidaaltreproviu-
cie , I98) , ceusineuto nilitari, segualazioui , I98) , ceusineuto ebrei,
schede, casellario ebrei, variazioui , I98-4), ciuesi, nougoli, ecc. , I98) ,
situazioue razziale, rapporti al niuistero , I99-40), cariche pubbliche
, I 98) , ebreiiscrittiaglialbiprofessiouali, certificati, I98) , natrinoui tra
persoue di razza italiaua e persoue apparteueuti ad altre razze, divieto
, I98-9), niuisteriali, quesiti vari , I98-40) , donestici, uutrici, iufernie-
redirazza ariaua, I98-40) , revoca cittadiuauzaapersouedirazzaebraica,
eleucocoucessiouicittadiuauzae accertaneutidirazza, I98-40), discrini-
uazioue , I98) , ageuti di assicurazioue , I98) , dispeusa dal servizio di
dipeudeuti di razza ebraica dagli euti locali, quesiti vari , I98-9), ceusi-
neuto persouale iuservizio presso i cousorzi dibouificaper accertaneuto
di razza , I9 8-9), ceusineuto ufficiali iu cougedo di razza ebraica
, I98-9), figlidigeuitoriiguoti, I99), ceusineuto arruolatilevadinare
apparteueutirazzaebraica, I 99) , proprietinnobiliare ebraica, I99-42) ,
iufornaziouisulcoutodidirigeutie anniuistratoridieutiprivatiedidit-
te , I99-42) , cousoliouorariesteriuelReguodirazzaebraica , I99) , uffi-
cio uotizie perlefanigliedinilitari richianati alle arni, accertaneutoraz-
za , I99) , peusiouati di razza ebraica gi dipeudeuti dal Miuistero delle
conuuicazioui , I99) , scuole e istituti iutitolati apersoue dirazzaebraica
, I99) , rilascio carte d' ideutit a israeliti , I99) , persouale esattoriale di
razza ebraica , I99-40), rubrica ebrei , I94I) , iuvalidi di guerra di razza
ebraica, I98-40) ,vediappeudice) .
Prefettura - Fascicoli personali
I Fascicoli personali ebrei raccolgouo uu nateriale couteuuto iu ciuquau-
tadue cartelle , I98- I94) ,vedi appeudice) Tale nateriale, suddiviso iu
fascicoli,chesisuccedouoiuordiue alfabetico,coucerueisegueutiteni.
revisiouedelceusineutoebreidel I98
pernessodiresideuzaiuItalia
accertaneutoedeterniuaziouedirazza
Itala Judaica IV 1 71
- richiestedi derogaperpersoualedi servizio
- donaudedidiscriniuazioue.
Iuprinoluogopreudoiuesanelarevisione del censimento ebrei del 1 938,
avveuutauegliauui I940- I942.
Surichiesta del Miuistero degli iuterui vieue verificata la situazioue di
ebrei, perlopistrauieri, iscritti uouallaconuuitisraeliticadiMilauo,
poich, aquautosileggeuellacircolare, uourisultacheipredettiabbiauo `
prodottola deuuucia di apparteueuza allarazzaebraicaai seusidell' art. 9,
r. d. l. I uovenbre I98.
Successivaneute si richiedouo al conuue iufornazioui sulla posizioue
razziale di questi cittadiui. Energe cos, dall'esane dei fascicoli, che la
stragraude naggiorauza diloro, tra il dicenbre del ' 8e i prini nesi del
' 9, halasciatol' ItaliadirettaiuIughilterra,Fraucia, StatiUuiti, Argeuti-
ua, Brasile, alcuuisouopartitiperCuba,altriperlaPalestiua
ScrivevaVictorEskeuazi. Eveuueilgioruocheaucheuoidecidenno
dipartire. Miassillavailpeusieroche

siergevauoiutoruo auoi, senprepi


alti, i nuri di uua prigioue dalla quale uou avrenno avuto pi scanpo
Lascianno l' Italia per l' Iughilterra, parteudo da Milauo iu treuo. Faceva
aucorafreddoiuquellanattiuadinaggiodel' 92 .
Per quauto riguarda il peresso di soggioro souc decisaneute pochi i
fascicoli ,e tutti datati iutoruo al ' 9) riguardauti ebrei strauieri, uoniui e
douue, couiugaticou ariaua o ariauo, che fauuorichiestadi potere rinaue-
reiuItalia.
Daquauto sieviuce dall'uuica uota iufornativadella questurapreseute,
a queste donaude si rispoude quasi senpre couparere favorevole. Quasi
senpre,nacisouoauchedeiuo.
Parerecoutrario, adesenpio, ottieuelarichiestadipernaueuzaiuItalia
diuu ebreo cecoslovacco abitaute iu corso Veuezia Vieue respiutaperch
riteuuto di cattiva coudotta norale, dedito al gioco e perch uou svolge
alcuuaattivitlavorativa.
Aucora V. Eskeuazi. Quasi tutti i giorui sipreseutavauo allaporta del
nio uegozio iu via Mouteuapoleoue, al di sopra della quale il nio uone
uou lasciava alcuu dubbio sulla nia origiue, esuli ebrei, uoniui e douue
C . ) . Veuivauo dalla Gernauia C . . ) chiedevauo aiuto C ) sifacevaditutto
perproluugareilloropernessotenporaueodisoggioruoiuItalia3 .
2 V. ESKENAZI, Grazie per la gita in calesse, Torino, Allemandi, 1986, p. 106.
3 Ibid. , p. 104.
1 72 Alba Osimo
Preuder ora iuesaneidocuneutiche trattauodell'accertamento e deter
minazione di razza, dove si stabilisce cio l' apparteueuza o la uou apparte-
ueuza alla razza ebraica, apparteuzaper se stessi, e[o per i figli. Molte di
queste pratiche souoseuza esito, spesso aucheperladifficoltdireperire,
iutenpibrevi,ladocuneutaziouerichiestaiucopiaagliiuteressati
Iuuuapraticadi accertaneutodirazza, uellauotadellaquesturadell' ot-
tobre ' 4:, si legge. Nou stato possibile accertare se i soprascritti siauo
statio siauo tuttoraiscrittiallalocale conuuitisraelitica, perchgliuffici
della conuuit stessasouo daqualche tenpo chiusi e gli inpiegati senbra
sisiauoalloutauatiperiguotadestiuazioue
Dalla docuneutazioue esaniuata energe uu' applicazioue procedurale,
burocratica e routiuaria delle disposizioui riguardauti i disceudeuti di
natrinoui nisti, sulla base delle disposizioui fissate dalla legge del :0
uovenbre I9:8. Nou energouo variauti particolari. I docuneuti richiesti
souo. copia iutegrale dell'atto di battesino, certificati di uascita e cittadi-
uauza, situaziouedifanigliaecertificatodinatrinouio.
Vi poilaparte riguardaute le richiestedipersonale ariano al serviziodi
faniglieebree
Dall'aualisideidocuneutienergechequestadonauda avauzata, uella
quasi totalitdeicasi, per notivi di salute daparte del richiedeute. notivi
supportati e docuneutatidacertificato nedico Iuquasituttii casi l' auto-
rit esprineparere favorevole Se la derogauouvieuecoucessa soloper-
chlacertificaziouenedicageuericaeiuiuflueute. il caso diuuasiguo
rache,dopoilsuoterzoparto, preseutacertificatodiveuevaricose
Vieue iuvece accordato il pernesso a due fratelli, di razza e religioue
ebraica, dinauteuere al loro serviziouua donesticaariauache sipreuder
cura, oltrechediloro, auchedellalorovecchiabalia, quasicieca, ottauteu-
ueedebrea
Ci souo auche richieste per potere coutiuuare a teuere pi persoue di
servizio Le richiesteriguardauo, uella naggiorauzadeicasi, espoueutidel
noudo dell'iudustria e del connercio, e geueralneute souo giustificate
adduceudo uu teuore di vita e di rappreseutauza sociale deterniuaute
aucheaifiuidell' innagiueuaziouale
il caso diuu richiedeute, autorizzato a teuere al suo servizio, oltre ai
due donesticie auuabanbiuaia,periqualihagi otteuuto parerefavore-
vole) , auche uua cuoca. Date le sue caricheiu societ che anniuistra , . )
cou doveri diospitalitche loobbligauo ad avere soveuteospitiiudustriali
epersoualititaliaue edestere, ) percuioccorreadeguatopersouale.
Perfiuire, senpreiutenadipersouale diservizio, ci souocasidirichie-
Itala Judaica IV
1 73
deuti cheadducouonerito fascistaequalchecasodicouiugi ebreichealle-
gauo alla loro richiesta uua lettera della o del dipeudeute che chiede di
poterecouservarei postodilavoropressolafaniglia,vediappeudice)
Prina di preudere iu cousiderazioue i tena riguardaute le donaude di
discriniuazioue, vorreiprecisare che iucniuatividelle persoue che fauuo
richiestadipersoualediserviziosouo spessogli stessicheconpaiouoauche
uei fascicoli di discriniuazioue. L' esito, favorevole o uegativo, delle due
pratiche,deiduefascicoli, uousenprecorrelato
Ladiscriminazione l' ultinoargoneuto chefapartedelladocuneutazio-
uecouteuutauelleciuquautaduecartelleEbrei di Milno.
Tutta la docuneutazioue di cui ho precedeuteneute parlato sipreseuta
couuuiucedere,uuaudaneutodacarteggiodiufficio anniuistrativo,per-
ch la viceuda delle persoue di cui si tratta , per cos dire, sfunata, iu
secoudo piauo, perch ci di cui siparla souo uone, coguone, iudirizzo e
alcuuicertificati.
Molto diverso iuvece tutto questo carteggio sulla discriniuazioue.
Souo ifatti,le scelte divitadei siugoli che devouo essere nostrati, dino-
strati, verificatidaquestura, prefettura, carabiuieri, per diveutare, iufiue,
oggettodivalutaziouedapartediuuaconnissioue diburocrati, costituita
ad hoc, chedevedeciderese questifattie le scelte abbiauoo uou abbiauo
valoreaifiuidellacoucessiouedidiscriniuazioue
Le uunerose domande di discriminazione veugouo preseutate faceudo
riferineuto all' art I 4dellaleggedel I9:8chedefiuivaicasiiucuiilcitta-
diuo di razza ebraica poteva otteuere appuuto la discriniuazioue. Da uu
Eleuco uoniuativi donaude di discriniuazioue si possouo trarre alcuui
dati uunerici Le donaude, al I 8 aprile I9:9, souo conplessivaneute
I . :62, delle quali. I . 02 riportauo a nargiue la uota parere coutrario,
hauuoparerefavorevole9, hauuol euoteuullasi oppoue2I8, beue-
volacousiderazioue I , sirinetteilparerealniuistro I I , uousitrova
uellecoudiziouiprevistedallalegge, neriti,particolarecousiderazioue
2.
La casistica geuerale testinouia che per otteuerela discriniuazioue uou
cousiderato fattore siguificativo uua geuerica partecipazioue alla guerra,
naiuvecel' avere otteuutolacroceal nerito, uoubasta uuageuericaiscri-
zioue alPartitouaziouale fascista nasolouuaadesiouesiguificativacou-
siderata titolo di nerito. L' essersiiscritti al PNFuegliauui' :0uouhadi
per salcuuvalore, naueppure - iuasseuzadisiguificative nauifestazio-
ui di adesioue - l' essersiiscritti prina e cio uegli auui I9 I9- I922 e uel
secoudo senestredel' 24.
1 74 Alba Osimo
Farei alcuuiesenpiiuproposito. iuuuauotaiufornativadellaprefettura
silegge. . . . Si iscrisse alpartitouel ' 20, nadal ' 2al ' 2uoucurlariu-
uovaziouedell'iscrizioue ,. . . ) . Ilsuddettouousitrovaiu uessuuadellecou-
diziouiprevistedallaleggepercui, cousideratoaucheil suo asseuteisnouei
riguardidelregine,peruouessersicuratodiriuuovarel' iscrizioue alparti
to, auche duraute il periodo natteottiauo, esprino parere coutrario. Il
secoudocaso. . . . Siiscrissealpartitouel' 2I, napersuccessiveiuterruzio
ui l' auziauit data al ' 2 ( . . . ) . decorato della croce al nerito di guerra
,. . . ) . Si trovaiuuuadellecoudiziouiprevistedallalegge ,. . . ) occorre tutta
via teuere preseute che uou cur lariuuovazioue della tessera, rinaueudo
cos asseute duraute ilperiodo natteottiauo. Esprinopertautoparerecou-
trario. Uu terzo

caso. si tratta di uu ebreo che preseuta la donauda di


discriniuazioue. E decorato di crocealneritodiguerra, iscritto al PNF
dal '2I al' 2 . Nouhapiriuuovatolatesseraseuzagiustificazioui. Dal
le uote iufornative i carabiuieri esprinouo parerefavorevole, prefetturae
questuraparerecoutrario per asseuteisno verso i regine. Ladiscriniua-
ziouevieueconuuquecoucessa.
Perquauto coucerue i neriti diguerra possouo essere vautati uou solo
neriti persouali, na auche di faniglia. ad esenpio la noglie, auche se
vedova, per i ner

iti del narito, i figli, auche nel caso siauo orfaui, per i
neriti del padre. E il caso diuu ebreo che preseutadonaudaperotteuere
la discriniuazioue. Dalle solite uote iufornative risulta essere iscritto al
PNFdal '2, essere sposato couebrea,figliadidecoratodicroce alnerito
di guerra. Meutrelaprefetturae i carabiuieri esprinouo parere coutrario
per naucauza di requisiti, la questura esprine parere coutrario per il
richiedeute,favorevoleperla noglieeifigliperle beuenereuzedelpadre
di lei. Pu senbrare curioso il fatto che tra i requisiti vautati conpaia,
couuuacertafrequeuza,uupadreouuuouuovoloutariogaribaldiuo, ed
alcoutenpoiuteressauteuotare, cone siauouunerosi, tragliauteuatidelle
faniglieebreenilauesi,ivoloutarigaribaldiui.
Uuesenpio. Si trattadiuufascicolo didiscriniuazioue, cou parere cou-
trario di carabiuieri e prefettura e parere favorevole della questura. Nella
uotadelMiuisterodell'iuteruodelgiuguo ' 40, silegge. Conuuicare all'e-
breo ,. . . ) che, aifiuidellapropriadiscriniuazioue,sarebbesufficieutel 'esi-
biziouediuudocuneutoidoueo aconprovarecheiluouuonateruoprese
parte,davoloutario, alleguerred'iudipeudeuzad' Italia.
Uu' altrabreveuotazioue. senbrauououaverevaloreaifiuidellacouces-
sioue di discriniuazioue i neriti, uaziouali o iuteruaziouali, di carattere
sociale, culturale, scieutifico.
Italia Judaica IV 175
Traiuunerosi,ilcasodiuuiudustriale chevautabeuenereuzeuelcan
po dell'iudustria della carta. Prefettura, questura e carabiuieri esprinouo
parerecoutrario, iu quautolebeuenereuzevautateuourivestouoilcarat-
teredieccezioualit.
Moltidei uoni, preseutiuell'eleucodei doceutiuuiversitarisospesi ,cfr.
appeudice)conpaiououelledonaudeperladiscriniuazioue. Gliiuteressati
propougouo i loro neriti culturali, a ragioue della donauda. Iu geuerale
questi titoli uouveugouofattirieutrareueineritieccezioualie pertauto
ledonaude souo respiute. Altrettauto accadeperledonaudechesibasauo
sulleouorificeuze ,es. Cavalieredellacorouae dell' ordiuedei ss. Maurizio
eLazzaro) .
Aucora sulladiscriniuaziouevorreifareuu' ultina uotazioue. preudeudo
iu esane le uote iufornative delle tre autorit coiuvolte, energe il fatto
che questura e prefettura agiscouo prevaleuteneute secoudo uuaiuterpre
taziouerestrittivadelleuorne, rispettoalleuotepreseutatedaicarabiuieri.
Iufatti, ueicasi di pratiche coutroverse, sihaquasi senpreuuparerefavo
revole, positivo dei carabiuieri coutro uu parere uegativo espressodaque
sturaeprefettura.
Iuoltreicarabiuieriuellapreseutaziouedelleuoteiufornativenauteugo
uouuatteggianeuto descrittivo, neutrequesturaeprefetturaacconpagua
uo uuavalutazioue di nerito. Nei casi di discriniuazioue coucessa, dove
esista il parere favorevole dei carabiuieri, uu parere favorevole della que
sturaodellaprefettura, ilMiuistero dell'iuteruo sirivolgeaquellodeidue
euti che ha espresso parere uegativo, chiedeudo di ripreudere iu esane la
pratica. Iu questi casi la risposta al niuistero ha uu fornulario senpre
ideutico. Uu esenpio di quauto detto. i Miuistero dell'iuteruo iuvia uua
uota uel narzo ' 9 all prefettura. Iu relazioue alla lettera ,. . . ) pregasi
volereesprinereuuovonotivatoparere.
Laprefetturarispoude. Cone hogiriferito ,. . . ) Ovetalerequisito, sia
dallaConnissioueriteuuto sufficieute ,. . . ) uullasioppoue.
IlPNFgeueralneute, edesistouopocheeccezioui, uouesprineparereiu
nerito alladonaudadidiscriniuazioue, silinitaadiuviare allaprefettura,
suuufornulariocheappareprestanpato, ladatadiiscrizioue,auuo, nese,
gioruo)ela segueuteuota. GiiscrittoalPartitodal,. . . ) Puruouesseudo
enersi uei suoi coufrouti rilievi sfavorevoli, uou ni risulta aLbia dato al
Partitoalcuuaattivit. Auuebreo, cheuouvautaudoneritipersoualiuti
li per otteuere la discriniuazioue, vorrebbe proporre, quale requisito,
l' iscrizioue al PNF delpadre, iudirizzatala segueute risposta delpartito
dell'ottobre '40. Il Direttorio uaziouale del PNF, ,. . . ) ni iuforna che
176 Alba Osimo
possibile rilasciare solo i certificati riguardauti le persoue che si trovauo
iscrittealPartitodal I 9I9 al I922equelle che sisouoiscritte uel secoudo
senestredel I 924.
Prefettura - Confische beni ebraici
L' ultino argoneutoche tratter quelloriguardaute il tena delleconf
sche dei beni ebraici. I docuneuti esaniuati souo conpresi iu diciauuove
cartelle , I944- I94) . Si tratta di fascicoli uoniuativi di cittadiui dirazza
ebraicaaiqualiveugouocoufiscatituttiilorobeui.
Lacoufiscaavvieue sudeuuuciadaparte dellebauchedicouticorreuti,
librettidirisparnio, cassette disicurezzaaloroiutestati, sudeuuuciadegli
anniuistratori di innobili, su deuuucia di siugoli cittadiui siuistrati, che
nirauoaotteuereappartaneutidiproprietario locataridirazzaebraica.
Tuttii beui innobili veugouo trasferiti all' EGELI, ,Eute digestioue e
liquidazioue innobiliare) , creato uel febbraio I99 . Questo eute enette
iucanbiodegliinnobilidicuigliebreiuoupossouoesserepiproprietari,
certificatispecialiuoniuativial 4%, talicertificatisouopoicoufiscaticou
decretoleggedelducedel4geuuaio I944, u. 2.
Per quauto coucerue i beui nobili, veugouo datii ugestioue al Credito
foudiariodellaCassadirisparnio, cousuccessividecretidelcapodellaPro
viucia.
Iuquestecartellerelativeal tenadellecoufische, siiucoutrauouoniua-
tiviche souogi apparsiuelleprecedeuticartellerelativeaifascicoliperso-
ualieuellecartellediVarese.
Molte di queste pratiche couteugouo iucartaneuti relativi auche al!a
revocadellacoufisca.
Sebbeueuellanaggiorauzadei casi si tratti di uu iter che preude avvio
dopolaLiberazioue, nipareiutetessaute segualareuucerto uunerodicasi
iucui1' iter di dissequestro, perdirettoricorsodegliiuteressatiche solleva-
uo il problena della cittadiuauza, preude avvio e si couclude uegli auui
I944-4, prinadel!aLiberazioue.
Faccio riferineuto all' obbligo delle bauche, uel febbraio del ' 4, dipre-
seutareeleuchidiclieutiebreiopresuutitalialcapodellaProviucia.
4 Gli enti inutili C . . ) attraversarono indenni gli anni 1943-48. L' EGELI, ad esempio,
l' ente che amministrava i beni confiscati agli ebrei italiani, era ancora in vita nel 1950. Cfr.
P. GINSBORG, Storia d'Italia dal dopoguera a oggi, Torino, Einaudi, 1989, p. 203.
Italia Judaica IV 177
Lesedidi Milauo del Credito italiauo, delBaucodi Rona, della Bauca
delnoute, del!aBaucad'Anericaed' Italia, preseutauorichiestedicaucel-
lazioue e revoca del sequestro riguardaute clieuti che hauuo dinostrato la
loro uou apparteueuza alla razza ebraica. Dai docuneuti risulta che la
caucellaziouedelnarzo'44.
uuostillicidiodirichiestediclient!, dalcoguoneiudubbianeuteebrai-

co, che avvieue trail narzo ' 44e il narzo ' 4, le richieste souo corredate
dacertificatodicittadiuauzaitaliaua. Iupochissinicasi,ad abundantiam,
allegato auche il certificato di uascita. Il Bauco di Rona, ad esenpio, uel
geuuaiodel ' 4provvede, iuprinapersoua,adiufornarsipressol' auagrafe
delconuuedi Milauodella cittadiuauza italiauadeipropriclieuti, econu-
uicaalcapodellaProviuciauuuutritoeleucodiuoniuativi dadepeuuare.
Tutte queste coufische veugouo revocateproutaneute, senbra seuzaulte
rioriiudagiuio coutrolli, dato il brevissino lasso di tenpo che iutercorre
tralarichiestaelarevocadellacoufisca.
Iuquesticasile bauchesenbrauoteuereuu nedesino conportaneuto.
Quaudo iufattiavvieue che per la prina volta si preseuti uuclieute, cou
certificatodicittadiuauzaitaliaua, lebauche chiedouoistruziouiiunerito
al capo della Proviucia, il quale dispoue per l'innediata revoca. Per gli
aualoghicasi successivi,lebauche silinitauo aiuviare alcapodellaProviu-
cia i uoniuativi da depeuuare e loro stesse sbloccauo autouonaneute i
coutideiloroclieutichericorrouo.
Aucheaicittadiui strauiericherisiedouoiuItalia,perotteuerelarevoca
dellacoufiscadeilorobeui, richiestodidocuneutarelalorouazioualit.
Qualcheesenpioiu proposito. il prino relativo a duecittadiui turchi
di razza ebraicachechiedouo e otteugouo dalprefetto, uelgeuuaio ' 44, la
revocadellacoufisca dei loro beui. Preseutauo coutestualneute certificato
dicittadiuauzaturcae adichiaraziouedellostessocousolato turcouelqua-
le siaffernachein Turchiauou esistouoleggirazzialiiu odioagliebrei.
lavoltadiuucittadiuo svizzerochepossiedeaziouiperottoniliouieuu
coutocorreutepernezzoniliouedilire, presso laBaucapopolarediNova-
ra. Questi beui veugouo bloccati il 22 luglio ' 44. souo innediataneute
sbloccatidalcapodellaProviuciasuprecisarichiestadelcousolatosvizzero
che attesta cheil cittadiuo svizzero. A uua siguora resideute iu Svizzera
dal ' souocoufiscatiibeuicoudecretoiudata I8giuguo' 44, ilprocura-
tore della siguora dichiara che questa cittadiua turca, cosa coufernata
auchedalcousolato svizzero. Il geuuaio ' 4ildecretorevocato.
Nessuuacoufiscaperilcittadiuo. . . ] nalgradolarichiestadel I2naggio
' 4 delconaudo gernauico delle SS, cuisirispoudecheI' iuteressatocit-
tadiuospaguolo.
1 78 Alba Osimo
Tre sono i casiin cui viene sospeso direttanente i decreto di confisca,
perchgliinteressatirisultanoesserecittadiniegiziani,svizzeri,turchi.
Unultinocaso in cuiilconsolatod' Ungheriadichiarache . . . ] cittadi
no ungherese, di religione cattolica e perci non appartenente alla razza
ebraica,quindiperleggeilsequestrorevocatol' I febbraio ' 44.
Per concluderepropongooradueesenpi, tralorocontraddittori, riguar
dantiirapportitraleistituzioniitalianeeleSS.
Il 9 agosto ' 44 il cassiere delle SSs i presenta alla sede della Banca del
nontee pretende l' estinzionedelcontocorrentediunebreo arrestatoela
consegnadelsaldo incontante. Ilcassieredelle SS vieneaccontentato ela
direzione dellabanca inforna dell'accaduto il capo della Provincia. Vice-
versail ottobre ' 44ilconandogernanicoinviainprefetturaillibrettodi
risparniodi una ebrea evacuata ,inviata cio in canpo diconcentranen
to) . Si pretende di incassare i soldi. Poich all' anagrafe la signora in que
stione non risulta essere di razza ebraica, il capo dellaProvinciarifiutae
conunica alconandotedescoche trattiene invecei libretto, adisposizione
della proprietaria. L' I I luglio ' 4, e cio dopo la Liberazione, conpare i
decretodirevocadellaconfisca.
Vorreiaquestopuntotrarreunaconclusione.
Su questo tena, nei docunenti dell'Archivio di Stato di Milano, gli
ebrei e la voce ebrei conpaiono, in quanto tali, solo quando prendono
fornaleggirestrittiveneiloroconfronti, cioleleggirazziali.
La conclusione si allarga ad altre esperienze di lavoro di ricerca da ne
condotte sudocunentazione di archivio, in occasione di altrilavorinono
grafici. Ho verificato, cio, che spesso difficile trovare nei docunenti
l' evidenza di alcuni fenoneni, di alcune vicende. Molto pi di frequente,
tali fenoneni prendono corpo, invece, attraverso una espressionediforna
negativa, chetendecioalinitarelaportata, l' esistenzadeifenonenistes
si. Sono quindi le disposizioni di divieto, o conunque restrittive, enesse
dall'autorit che pernettono di desunere l' esistenza del fenoneno che si
vieta. Tornando alle vicende degli ebrei tra il I80 e il I94, negli anni
precedenti le leggi razziali, nolto raro e difficile trovare docunenti che
identifichino gli ebrei in quanto tali. I Treves, i Finzi, gli Ottolenghi, i
Levi sono cittadini cone gli altri . Cos,perscoprirequantinilanesidi ori
gine ebraica abbiano antenati tra i volontari garibaldini che presero parte
alle battaglie per l' unit d' Italia, bisogna arrivare ad una legge che li
costringaadaredinostrazionediitalianit.
Altrinenti, nell'Archivio di Stato, quei garibaldini conparirebbero solo
conegaribaldini.
Italia Judaica IV 1 79
APPENDICE
AS MI, Prefettura, cat. 4, Corriere della sera, 13 ottobre 1 938, anno XVI, La
diesa dell razza. I professor universitari ebrei che lsceranno l'insegnamento
Roma 12 ottobre
Vita universitaria, organo uficiale dell'Universit di Roma, pubblica l'elenco dei
'
professori universitari che dovranno lsciare l'insegnamento col prossimo 1
6
ottobre a
termine del r.d. !. 5 settembre XVI, n. 1390.
BARI
Bruno Fo, ord. di economia politica corporativa.
BOLOGNA
Tullio Ascarelli, ord. di diritto commerciale; Mario Camis, ord. di fisiologia uma
na; Gustavo Del Vecchio, ord. di economia politico-corporativa; Emanuele Fo,
ord. di fisica tecnica; Arturo Guido Hor, ord. di astronomia; Beppo Levi, ord. di
analisi matematica (algebrica e infinitesimale); Rodolo Mondolo, ord. di storia
della filosofia; Maurizio Pincherle, ord. di clinica pediatrica; Beniamino Segre, ord.
di geometria analitica con elementi di proiettiva e geometria descrittiva con dise
gno; Giulio Supino, ord. di costruzioni idrauliche; Edoardo Voltera, ord. di istitu
zioni di diritto romano.
CAGLIARI
Teodoro Levi, str. di archeologia e storia dell' arte antica; Alberto Pincherle, str.
di storia; Camillo Viterbo, str. di diritto commerciale.
FERRARA
Angelo Piero Sereni, str. di diritto internazionale.
FIRENZE
Federco Cammeo, ord. di diritto amministrativo; Enrico Finzi, ord. di istituzioni
di diritto privato; Pacifico Giorgio De Semo, ord. di diritto commerciale; Ludovico
Limentani, ord. di filosofia morale.
Reale Istituto C. Alfieri: Attilio Momigliano, ord. di letteratura italiana; Renzo
Rav, str. di legislazione del lavoro.
GENOVA
Roberto Bachi, ord. di statistica; Nino Levi, ord. di diritto e procedura penale;
Ugo Lombroso, ord. di fisiologia umana; Rugero Luzzatto, ord. di diritto civile;
Angelo Rabbeno, ord. di farmacologia; Amedeo Volta detto Dalla Volta, ord. di
medicina legale e delle assicurazioni.
180 Alba Osimo
MILANO
Alberto Ascoli, ord. di patologia generale e anatomia patologica veterinaria; Gui
do Ascoli, ord. di analisi matematica; Paolo D'Ancona, ord. di storia dell' arte;
Mario Donati, ord. di clinica chirurgica; Maro Falo, ord. di diritto ecclesiastico;
Carlo Fo, ord. di fisiologia umana; Mario Attilio Levi, str. di storia romana; Gior
gio Mortara, ord. di statistica; Aron Teracini, ord. di glottologia.
Regio Politecnico di Milano: Mario Giacomo Levi, ord. di chimica industriale.
MODENA
Benvenuto Donati, ord. di filosofia del diritto; Marcello Finzi, ord. di diritto e
procedura penale; Leone Maurizio Padoa, ord. di chimica generale ed inorganica;
Ettore Ravenna, ord. di anatomia e istologia patologica.
NAPOLI
Anna Fo, ord. di bachicoltura e apicoltura; Ugo Forti, ord. di diritto ammini
strativo; Ezio Levi, ord. di filologia romanza; Alessandro Graziani, ord. di diritto
marittimo pubblico e privato e di diritto aereo.
PADOVA
Donato Donati, ord. di diritto costituzionale; Marco Fano, ord. di economia poli
tica corporativa; Adolo Rav, ord. di filosofia del diritto; Brno Rossi, ord. di
Fisica sperimentale; Tullio Teri, ord. di anatomia umana normale.
PALERMO
Camillo Artom, ord. di fisiologia umana; Maurizio Ascoli, ord. di clinica medica
generale e terapia medica; Alberto Dina, ord. di elettrotecnica; Mario Fubini, str.
di letteratura italiana; Emilio Segr, str. di fisica sperimentale.
PARMA
Walter Bigiavi, ord. di diritto commerciale; Alessandro Levi, ord. di filosofia del
diritto; Tulio Enrico Liebman, ord. di diritto processuale civile; Guido Melli, ord.
di clinica medica generale.
PAVIA
Leone Lattes, ord. di medicina legale e delle assicurazioni; Adolo Levi, ord. dl
storia della filosofia; Renato Giorgio Levi, ord. di chimica generale ed inorganica;
Arturo Maroni, ord. di geometria analitica con elementi di proiettiva e geometria
descrittiva con disegno; Vittore Zamorani, ord. di clinica pediatrica.
PERUGIA
Gino De Rossi, ord. di microbiologia agraria; Cesare Finzi, ord. di chimica far
maceutica; Giorgio Todesco, str. di fisica.
Italia Judaica IV 1 81
PISA
Emilio Enrico Franco, ord. di anatomia e istologia patologica; Attilio Gentili,
ord. di clinica ostetrica e ginecologica; Giulio Racah, str. di fisica teorica; Ciro
Ravenna, ord. di chimica agraria; Cesare Sacerdoti, ord. di patologia generale.
ROMA
Roberto Almagi, ord. di geografia; Gino Arias, ord. di economia politica corpo
rativa; Riccardo Bachi, ord. di politica economica e finanziaria; Umberto Cassuto,
ord. di ebraico e lingue semitiche comparate; Alessandro Dell Seta, ord. di archeo
logia italica; Giorgio Del Vecchio, ord. di filosofia del diritto; Federigo Enrques,
ord. di geometria superiore; Tullio Levi Civita, ord. di meccanica razionale.
SASSARI
Michelngelo Ottolenghi, ord. di anatomia degli animali domestici.
SIENA
Guido Tedeschi, str. di diritto civile.
TORINO
Santorre Zaccaria Debenedetti, ord. di filologia romanza; Giorgio Falco, ord. di
storia medievale; Gino Fano, ord. di geometria analitica con elementi di proiettiva
e geometria descrittiva con disegno; Amedeo Herlitzka, ord. di fisiologia umana;
Giuseppe Levi, ord. di anatomia umana normale; Araldo Momigliano, str. di storia
romana con esercitazioni di epigrafia romana; Giuseppe Ottolenghi, ord. di diritto
internazionale; Alessandro Teracini, ord. di geometria analitica con elementi di
proiettiva e geometria descrittiva con disegno; Cino Vitta, ord. di diritto ammini
strativo; Guido Fuvini Ghiron, ord. di analisi matematica.
TRIESTE
Ettore Del Vecchio, str. di matematica generale e finanziaria; Renzo Fubini, ord.
di economia politica corporativa; Maro Pugliese, str. di scienza delle finanze e
diritto finanziario; Angelo Segr, ord. di storia economica.
VENEZIA
Gino Luzzatto, ord. di storia economica.
Pubblicando 1' elenco Vita universitaria osserva: Il nostro elenco il solo che
possa far fede su questo argomento: dovr pur tuttavia essere integrato da alcuni
nominativi per i quali sono in corso ulteriori accertamenti.
* * *
AS MI, Provvidenze generali, Questura di Varese, telegramma della Regia prefettura
di Milano ai capi Province.
1 82 Alba Osimo
Capi province non occupate
In applicazione recenti disposizioni virgola ebrei stranieri devono essere asse
gnati tutti at campi concentramento Punto Uguale provvedimento deve essere
adottato per ebrei italiani Virgola esclusi malati gravi et vecchi et anni 70 Punto
Sono per ora esclusi i misti et le famiglie miste salvo adeguate misure vigilanza
Punto.
Capo polizia Tamburini
AS MI, Provvidenze generali, Quesiti, lettera del Ministero dell'interno al prefetto
di Milano, 4 apro 1939, anno XVII.
Il Comune di Milano con nota n. 16038/618/38 R. S. C. del 14 febbraio 1939 si
rivolto a questo Ministero prospettando il quesito seguente:
se il figlio di due genitori italiani di cui uno ebreo, il quale figlio sia stato bat
tezzato posteriormente al 1 ottobre 1938, perch nato dopo il i ottobre 1 938, debba
essere considerato ebreo oppure possa essere considerato ariano.
Omissis
In proposito si prega voler comunicare a codesta Amministrazione comunale che
la soluzione di tale quesito tuttora allo studio.
Pel Ministro
AS MI, Provvidenze generali, Quesiti, lettera del console generale di Svizzera In
Milano al capo Provincia di Milano, 1 dico 1943.
Raccomandata espresso
Eccellenza,
Il Vostro Segretario Vi ha riferito sulla questione che avrei tanto desiderato
poterVi delucidare a viva voce stamane, e mi spiace, fra l' altro, di non aver potuto
in tal modo rinnovar Vi anche i miei migliori ossequi.
L' ordinanza di polizia diramata a tutti i Capi delle Provincie per l' immediata
esecuzione, e che prevede l' arresto di tutti gli ebrei, a qualunque nazione appar
tengano, residenti nel territorio nazionale, di tale portata da destare le pi vive
preoccupazioni da parte del Governo Federale Svizzero.
La Svizzera, che non conosce distinzioni razziali, mette tutti i suoi concittadini
sullo stesso piano ed a tutti accorda con la stessa intensit, la sua protezione.
L' arresto di un cittadino svizzero, di razza ebraica, domiciliato nel territorio
. nazionale, rappresenterebbe quindi null' altro che l' arresto di un cittadino svizzero.
Ora, se siffatto arresto non dovuto a infrazioni contro le leggi, da parte sviz
zera senz' altro ritenuto ingiustificato.
Italia Judaica IV 183
Nel caso concernente i miei concittadini di qualsiasi razza, la nazionalit quin
di determinante, e di conseguenza non ci possono essere diverse misure di tratta
mento nei confronti di cittadini elvetici.
Se una discriminazione verso i miei compatrioti non fosse ammessa, la sola cosa
che potrebbe in un certo qual senso apparire giustificata, sarebbe l ' allontanamento
dei cittadini svizzeri, di razza ebraica, dal territorio nazionale. In tal caso per gio
va ancora osservare che la propriet dei predetti cittadini posta sotto la diretta '
tutela del Governo Federale e dei suoi rappresentanti e quindi non passibile di
requisizione, o quanto meno di appropriazione.
In conformit alle istruzioni avute dalle mie superiori Autorit, sono quindi
costretto a fare le pi ampie riserve circa l' applicazione delle misure suaccennate
nei confronti dei miei concittadini, pregando Vi di voler sottoporre il caso alle
Autorit Centrali Italiane, perch lo abbiano ad esaminare e risolvere con quella
benevolenza che sempre stata usata e seguita nei rapporti amichevoli che corrono
fra l 'Italia e la Svizzera.
Oso quindi sperare, Eccellenza, che prima di procedere all' applicazione dell' or
dinanza in questione, Voi vorrete adire le Vostre superiori Autorit, soprasseden
do ad ogni misura sino a liquidazione della questione.
Nella speranza di vedere accolta questa mia istanza, mi grato porgerVi, Eccel
lenza, l' espressione del mio pi alto ossequio.
S. E. il Capo della Provincia di Milano,
Milano
Il Console Generale di Svizzera
AS MI, Provvidenze generali, lettera del Ministero dell' interno al prefetto di Mila
no, 16 mar. 1939, anno XVII.
Milano
Si richiama l' attenzione dell' E. V. su una comunicazione telefonica intercettata
dall' apparecchio nO [ . + . ] tra due signore non identificate vertente sull' argomento
delle domestiche ariane al servizio di famiglie ebraiche.
La prima interlocutrice lamentava di trovarsi senza domestica e pregava la sua
amica di trovargliene qualcuna ed affermava di aver sentito dire che gli ebrei per
avere una cuoca si mettono d' accordo con le famiglie cristiane che l' assumono
per proprio conto e poi la cedono, magari dietro compenso, alle famiglie israelite.
La seconda interlocutrice ha chiuso la conversazione ripromettendo di trattare la
questione a voce .
Si da comunicazione di quanto sopra con preghiera di effettuare severa opera di
controllo e di riferirne a questo Ministero.
Pel Ministro
184 Alba Osimo
AS MI, Prefettura, Fascicoli personali, telegramma del Ministero dell'interno ai pre
fetti del Regno, 17 ago. 1938, anno XVI.
N 3 1 105 Gab. punto In applicazione superiori direttive circa politica della raz
za resta fermo che appartenenza razza italiana est requisito essenziale ed inderoga
bile per potere coprire cariche pubbliche alt Non devono pertanto essere fatte
nomine aut avanzare proposte se non previo accertamento detto requisito alt In
armonia tale criterio disporrete anche sollecite indagini per accertare se persone
che ricoprono in atto eventuali cariche presso Enti dipendenti da questa Ammini
strazione siano razza italiana et provvederete successivamente et con quella gra
dualit che ravviserete opportuna sostituzione coloro che risultino altra razza alt
Est altres opportuno che i Prefetti sorveglino at che inviti per conferenze di carat
tere scientifico aut culturale, discorsi, commemorazioni, etc . . . . , non siano rivolti
da parte dei dir1genti locali at persone di razza non italiana alt
Pel Ministro Interno - Buffarini
AS MI, Prefettura, Fascicoli personali, telegramma del Ministero dell'interno ai pre
fetti del Regno, 26 giu. 1939, anno XVII.
Prefetti Regno
N. 30716 Gab. alt Riservato alt L' applicazione rigorosa delle leggi razziali,
come era nelle direttive del Gran Consiglio, conduce ad una inevitabile conseguen
za: separare quanto pi possibile gli italiani dall' esiguo gruppo di appartenenti
alla razza ebraica che, se anche in parte discriminati, restano pur sempre soggetti
ad un regime di restrizione et di limitazione dei diritti civile e politici. Occorre
pertanto che i Prefetti favoriscano nei modi pi idonei et pi opportuni questo
processo di lenta ma inesorabile separazione anche materiale. Richiamo su queste
direttive la Vostra personale attenzione et Vi prego di far conoscere a questo Mini
stero al momento opportuno le iniziative che saranno prese al riguardo et i risultati
ottenuti.
Pel Ministro Interno Buffarini
AS MI, Prefettura, Fascicoli personali, Richieste deroga personale di servizio.
A S. E. il Prefetto di Milano
Il sottoscritto [ . . . ] , titolare del [. . .] , in via [ . . . ] che gestisce in collaborazione
della consorte [ . . . ] , meco convivente in [. . . ] prego Vostra Eccellenza perch voglia
considerare la particolare mia condizione, a parziale deroga al Decreto Legge
19. 1 1. 38. XVII sul licenziamento del personale di servizio da parte degli ebrei.
lo sono germanico ed ebreo, e dovr perci abbandonare il paese entro il 12 marzo
Itala Judaica IV 185
p. v. Prima di quel termine dovr procedere alla sistemazione di ogni mia pendenza
professionale inerente alle varie pratiche che da varii anni svolgo in collaborazione di
professionisti italiani; e non potr rinunciare all' ausilio indispensabile di mia moglie
che la mia unica collaboratrice, in ufficio. Essa dovr perci rimanere costantemen
te in ufficio e sar nella impossibilit di accudire alla casa, affidata alla unica dome
stica [ . . . ] g n saprei come sostituirla per questi pochi mesi che ancora mi rimangono
,
di soggiorno in Italia mentre mi occupo a liquidare le pratiche in corso, essendo gi
partita per la Svizzera l'unica nostra figlia. Anche la domestica sarebbe lieta di rima
nere qualche tempo, perch preoccupata di trovarsi un pronto collocamento.
Porgo i pi vivi ringraziamenti anticipati.
Milano l 5 Dicembre 1938 XVII
[. . . ]
A S. E. il Prefetto di Milano
La sottoscritta [. . . ] di [ . . . ] e fu [ . . . ] , nata a [ . . . ] (Udine) il giorno 8-8-1900, mi
permetto chiedere che, in deroga al Decreto Legge lOj1 1j38-XVII mi sia concesso
di continuare il servizio presso la famiglia [ . . . ] fino all' 1 1 Marzo p. v.
Ho assoluta necessit di guadagnare anche modestamente per poter andar in
aiuto alla famiglia, rimasta al paese quasi priva di risorse e per contro bisognosa di
assistenza. Il padre di 75 anni non in condizioni di svolgere lavoro proficuo e per
di pi si trova a suo carico una mia sorella ammalata di Cosite tubercolare.
Lo scorso aprile abbandonando il servizio di casa [. . . ] rientrai a [. . . ] , sperando
di entrare al Poligono per la fabbricazione di materiale bellico, la cui Direzione mi
lasciava sperare di essere assunta, in considerazione anche dell'infortunio che cost
la vita ad un mio fratello per lo scoppio verificato si nel 1929. Ma purtroppo non
mi fu possibile e in Agosto ripresi il servizio presso la famiglia [ . . . ] da cui nel frat
tempo ero stata generosamente aiutata.
Perdendo il posto presso la famiglia [. . . ] mi troverei a dover superare l 'intollera
bile disagio dei prossimi mesi invernali, priva di mezzi e nell'impossibilit di por
gere soccorso qualsiasi alla mia famiglia, mentre un nuovo posto cos remunerativo
sarebbe purtroppo molto difficile ed incerto a trovarsi.
Con profonda riconoscenza.
Milano l 5 Dicembre 1938 XVII
[ . . . ]
ESTERCAPUZZO
Sull'ordinamento delle comunit ebraiche dal Risorgimento al Fascismo
Lagraduale evoluzioueiu seuso liberale che aveva trasfornato uelcorso
dell' Ottoceutolo Statogiurisdizioualistaiu Statolaico, uelreguodi Sarde-
guaprinaediuquellod' Italiapoi, dauureginedineratollerauzadeicul-
ti acattolici ad uu ordiuaneuto foudato per tutti sull' eguale diritto alla
libertreligiosa, iutesaueldupliceaspettodilibertdicoscieuzaediculto,
ebbe uelprogressivosuperaneutodelcaratterecoufessiouistico-cattolico
saucito dall'articolo I dello Statuto 1 , uelveuir neuodellacoutrapposizio-
ue dualistica trareligioueufficialee culti tolleratieuellarealizzazioue
di uu regine separatista sauziouato dalla legge delle Guareutigie, le sue
tappepisiguificative,favoreudoilsorgereuellapartepievolutadell'opi-
uioue pubblica di uua seusibilit specifica verso i probleni delleniuorau-
ze, iuparticolarediquellaebraica
Sebbeue l' aetrai di Carlo Alberto uou avesse saucito l' uguagliauza di
diritu pergli ebrei del Pienoute e della Liguria, i diversi provvedineuti
che si susseguirouo uel corso del I8482 resero effettivo quel processo di
l F. RUFFINI, La libert religiosa come diritto pubblico 5ubiettivo, Torino, 1924, p. 132. Sul
l' articolo 1 dello Statuto v. , tra gli altri, F. RACIOPPI - L BRUNELU, Commento allo Statuto del
Regno, con prefazione di L. LUZZATTI, I, Torino, UTET, 1909, pp. 73-77; A. C. ]EMOLO, La
natura e l portata dell'art. 1 dello Statuto, in Rivista di diritto pubblico e della pubblica am
ministrazione in Italia, V ( 1913) , 3 , pp. 249-263; D. ]AHIER, I prmo articolo dello Statuto e
l libert religiosa in Italia, Torino-Genova, Lattes, 1925; E_ CROSA, La libert religiosa nello
Statuto albertino, in Archivio giuridico, XCI ( 1955), pp. 69-82. Pi recentemente v. G. DI
SEGNI, Ebraismo e libert religiosa in Italia. Dal diritto all'uguaglianza al dirtto alla diversit,
Torino, Einaudi, 1983, pp. 21-36, con relativa bibliografia; v. inoltre per una classica inter
pretazione l'inedito ora pubblicato di S. ROMANO, I diritto pubblico italiano, a cura di S.
CASSESE, Milano, Giuffr, 1988, p. 401 .
2
Sulle modalit della seconda emancipazione degli israeliti, oltre all'ormai classico A. MI-
Italia Judaica IV 187
enaucipazioue delle niuorauze religiose preseuti uel reguo subalpiuo, iui-
ziatouelfebbraiodellostessoauuocoul' edittosuivaldesi3.
Coulatotale uguagliauza giuridica, iudipeudeuteneute dalcultoprofes-
sato, ecouilricouoscineutoagliebrei,:oneiudividui,dellapieuaeiucou-
trovertibile diguit di cittadiui, priucpi questi che, se uou espressi uello
Statuto, erauo, per, caratterizzauti l' atnosfera iudividualistica e liberale

del tenpo agiudizio di nolti, il vigeute regine delle uuiversitisraelitiche


appariva, iudubbianeute, auacrouistico e superato. L' orgauizzazioue di
queste, iufatti, uoupirispoudeuteai tenpi, senbrava uelreguo diSarde-
guailportatodiuu'epocapassata,caratterizzatadauuaparticolarefisiouo-
niaassociativa edispirataauecessitedesigeuzeche sceltedipoliticareli-
giosa ed iuveterate abitudiui di vita avevauo deterniuato e nauteuuto iu
vigore alla Restaurazioue dopo il veuir neuodelle riforne uapoleouiche4 .
Situazioue questa che era resa aucor pi conplessa, da uu lato, dall'iuesi-
steuza di uu'orgauizzazioue ceutrale che coordiuasse l' attivit delle varie
conuuit, garauteudoue uu' azioue uuitaria ed uuiforne e, dall'altro, dalle
LANO, Storia degli ebrei in Italia, Torino, Einaudi, 1963, pp. 361-362, v. V. COLORNI, voce
Israeliti, in Novissimo digesto italiano, IX, Torino, UTET, 1963, pp. 210-21 1 ; G. FUBINI, La
condizione giuridica dell'ebraismo italiano. Dal periodo napoleonico all Repubblica, con pre
sentazione di A. C. ]EMOLO, Firenze, La Nuova Italia, 1974, pp. 18- 19; A. M. CANEPA, L'at
teggiamento degli ebrei italiani davanti alla loro seconda emancipazione, in La Rassegna mensi
le di Israel, XLIII ( 1977), 9, pp. 419-436; ID. , Considerazioni sulla seconda emancipazione e
le sue conseguenze, in La Rassegna mensile di Israel, XLVII ( 1981) , 1-6, pp. 45-69; F. So
FIA, L'emancipazione degli israeliti, in I Parlmento italiano 1 861- 1 988, I, 1 861-1 865. L'unifi
cazione nazionale, Milano, Nuova CEI Informatica, 1988, pp. 224-225, con relativa biblio
grafia.
3 Sull'emancipazione dei valdesi del 18 febbraio 1848 v., tra gli altri, G. PEYROT, La legi
slazione sulle confessioni religiose diverse dalla cattolica, in Atti del congresso celebrativo del cen
tenario delle legi amministrative di unifcazione, Firenze 1 0- 12 ottobre 1965, VI, L'istruzione e
il culto, 2, La legislzione ecclesiastica, a cura di P. A. D' AvACK, Vicenza, Neri Pozza, 1967,
pp. 523-524; F. SOFIA, L'emancipazione dei valdesi, in I Parlamento italiano . . . cit . , pp. 223-
224, con relativa bibliografia.
4 Sulle riforme istituzionali compiute in et napoleonica, v. L. VIGNA - V. AUBERTI, voce
Ebrei, in Dizionario di diritto amministrativo, III, Torino, Tip. Fratelli Fevale, 1846, pp. 385-
387; G. BACHI, I regime giuridico delle comunit isrelitiche dal 1 848 ai giori nostri, in La
Rassegna mensile di Israel, XII ( 1937- 38), 7-9, Scritti in onore di Dante Lattes, pp. 197- 198;
G. FUBINI, Lo statuto intero dell'ebraismo italiano dal sistema napoleonico al r. decreto 30 otto
bre 1 930, n. 1 731 , in Rivista amministrativa della Repubblica italiana, CXIV ( 1963), 6,
parte I, pp. 395-396; A. MILANO, Stora degli ebrei . . . cit. , pp. 468-470. Sulle origini del feno
meno emancipatorio in Francia, cfr. ora R. BADINTER, Libres et gaux. L 'mancipation des
Juifs 1 759- 1 791, Paris, Fayard, 1989.
188 Ester Capuzzo
forti opposiziouie rivalit autouonisticheche auinavauo allora leuuiversi-
tisraelitichepienoutesi5 .
Iuoltre particolari difficoltdi carattere orgauizzativo e anniuistrativo,
sorteiuseuoadalcuueconuuitiuordiueall'applicaziouedelleuornesuc-
cessive e cousegueutial dettato statutario6, avevauoulteriorneute seusibi-
lizzatoilgoveruosubalpiuosullauecessitdidareuuovavesteistituziouale
allestruttureorgauizzativeeall'ordiuaneutoiuteruodellecoufessiouiniuo-
ritarie creaudoiu talnodoleprenesseperilloro riordiuaneuto. Cos, siu
dalI 8+8, periuiziativagoveruativa,erastatodatoiucaricoallaConnissioue
israeliticadiToriuodipreparareuuprogettodiregolaneutoecouonicoed
anniuistrativopergliebrei deiregiStati, delqualeera statoilpriucipale
arteficeilrabbiuonaggioredell' uuiversittoriuese, LelioCautoui7. Ildise-
guodiriordiuaneutoelaboratodallaconnissioueedispiratoallaleggefrau-
cesedel2luglioI 844, sicaratterizzavaperlaripresadiquelsistenadiparti-
neutale che, iutrodotto iu Pienoute gi uel periodo uapoleouico, ripartiva
l' iuteraorgauizzazioue delleuuiversitisraelitiche ueicoucistoridivisiouali
rispettivaneutedelPoeSturaediMouferratosubordiuaudoliauucoucisto-
roceutralecousedeaTotiuo,conpostodalrabbiuonaggioreedaduenen-
brilaiciiurappreseutauzadiciascuuodeidueorgauisniperiferici8. L' istitu-
ziouediuuorgauouuitario,iuvestitodifuuziouiditutelaedirappreseutan-
zadegliiuteressidell' ebraisnosubalpiuoerifletteuteuu'esigeuzadiceutra-
lizzaziouevoltaacouferireuuifornitedonogeueitdiiudirizzoall'attivit
deglieuticonuuitariebraici,suscitlaforteopposiziouedellenaggioriuui-
versitproviuciali, proute adifeuderelapropria categoriadiiuteressiparti-
colaristicielapropria autouoniafuuzioualeegestiouale. Vivaavversioueal
progettonauifestarouoleconuuitdiCasale,Alessaudriae Nizzaravvisau-
doiuessoilpaleseteutativodell'uuiversitdiToriuodiaffernareilprinato
el' egenouiasututteleconuuitebraichedelreguosardo. Allecriticheche
5 R. FRAU, Appunti sul regime giuridico delle comunit israelitiche in Italia dalo Statuto sino
al r.d. 30 ottobre 1 930, n. 1 731 , in Studi economico-giuridici dell'Universit di Cagliari,
XLVI ( 1969- 1970), p. 8.
6 G. PEYROT, La legislazione . . . cit. , p. 538.
7 Su questo progetto elaborato da L. CANTONI, Nuovo ordinamento del culto israelitico nei
regi Stati, Torino, 1848, v. , inoltre, M. FALCO, Lo spirito della nuova lege sule comunit israe
litiche italiane, in La Rassegna mensile di Israel, VI (193 1- 1932), 1-2, p. 14; G. BACHI, Il
regime giuridico . . . cit. , p. 200; G. PEYROT, La legislzione . . . cit . , p. 540; R. FRAU, Appunti
sul regime giurdico . . . cit . , pp. 9-10; A. MILANO, Stora degli ebrei . . . cit. , p. 470.
8 G. BACHI, Il regime giuridico . . . cit . , p. 200.
Italia Judaica IV 189
preudevauofornadatalenotivaziouesiaffiaucaval'opposizioue,cheiuve-
stiva, iuvece, ilpiauoneraneutereligioso, origiuatadaltinorecheuelcou-
cistoroceutrale, lacuiconposizioueprevedevaconesi vistoduenenbri
laici,sarebberoeutratiiutalnodoauchenenbriprivideltitolorabbiuicoe,
quiudi, iuconpeteuti a giudicare iu nateria di fede9 . La resisteuza cos
nauifestataalprogettodellaconnissiouefeces chequestouougiuugesse
ad effettiva realizzazioue e che si spezzasse quel filo ideale di coutiuuit
orgauizzativacheperuunoneutosierapeusatodinauteuerecouilrichia-
noall'esperieuzafrauco-uapoleouica.
L' alteruativa acceutraneuto-deceutraneuto doniu uuovaneute i suc-
cessiviteutativicheveuueroavauzatisullabase diuu'opzioueceutralistica
fiuo all'enauazioue dellaleggedel I8. Le esigeuze esseuziali diuurior-
diuaneuto delle strutture istituziouali delle coufessioui niuoritarie, ornai
inprorogabile dopo l' enauazioue delle uorne che ue avevauo saucito
l' enaucipazioue, senbravauo trovare pieua rispoudeuza uelle teudeuze
ceutralizzatrici che, espresse cou particolare vigore dalrabbiuo Lelio Cau-
toui,erauonauifestatedallo stessogoveruosubalpiuo
Questo, iufatti, iu vistadel riordiuaneuto dell' orgauizzaziouedegli euti
conuuitaridei duecultiacattolici, israeliticoevaldese, attribuivauel I 8+9
al niuistro dell'Iuteruo, Piuelli, l' iucarico di uoniuare uua connissioue
che, avvaleudosi del siguificativo apporto di iusigui espoueuti delle due
coufessioui, traiqualiil pastore deivaldesidiToriuo e lo stesso Cautoui,
tracciasse le liuee foudaneutali dei uuovi ordiuaneuti IO. Opposizioui e
resisteuze, nauifestate aucheiu Parlaneuto1 1 , seguarouoaucorauuavolta
ilritardoueilavoridellaconnissioue Solaneuteuel I84fupossibilepre-
seutare uu uuovo progetto di legge sostauzialneute ispirato a quei cauoui
uuitari e ceutralistici che avevauo caratterizzato il progetto del I84812
,
Ricouosciuto alle uuiversit israelitiche il carattere di corpi norali, si
9 M. FALCO, Lo spirito dell nuova legge . . . cit . , p. 14.
10 Per il progetto Ollicio del Ministero dell'intero del 13 settembre 1849, pubblicato in G.
SAREDO, Codice del diritto pubblico ecclesiastico del regno d'Italia, III, Torino, Unione tipogra-
fico-editrice, 1888, p. 1041, v. , oltre a M. FALCO, Lo spirito della nuova legge . . . cit . , p. 13,
G. PEYROT, La legislazione . . . cit . , p. 538; R. FRAU, Appunti sul regime giuridico . + . cit . , p. lO.
1 1 Cfr. , per tutti, ibid. , p. lO.
1 2 Per il disegno di legge presentato dalla commissione presieduta dal ministro Ponza di
San Martino il 3 gennaio 1854, in Atti del Parlmento subalpino, Camera dei deputati, V legi
slatura, sessione 1 853-1854, Documenti, I, pp. 737-739, v. sempre R. FRAU, Appunti sul regi
me giuridico . . . cit . , pp. 1 1-12, nota 16.
190 Ester Capuzzo
voleva abolire la distiuzioue tra uuiversit naggiori e niuori ,art 9) e
riproporre di uuovo ' istituzioue di uu'assenblea geuerale che avrebbe
dovuto riuuirsioguitre auui, dotatadifuuziouideliberativeepotestdeci-
siouale sulle nateriediiuteresse conuue, lacui uatura parevariecheggiare
' auticocoucistorodinarcauapoleouica 13.
Auche tale progetto, per, rinase letteranortaperlariuuovata opposi
zioue all'opzioue ceutralistica che cou esso era stata uuovaneute avauza-
ta14.
L' esigeuzadiuuarifornacheriusaldasseileganitralediverseconuuit
euerappreseutasse sulpiauogeueraleiconuuiiuteressirienersediuuovo
all' iuiziodel I 86alcougressodiVercelli,ovelanaggiorpartedeidelegati
delle uuiversit pienoutesi, escluse quelle di Casale, Alessaudria e Nizza,
redasse uu uuovo progetto, auch' esso iuceutrato sull'istituzioue di uu'as
senblea geuerale priva, per, di quella facolt decisiouale cogeute per le
siugole conuuit che la proposta del niuistro Pouza di Sau Martiuo le
avrebbe voluto attribuire 1 5.
Riflessodella posizioue giurisdizioualistica assuutadallo Stato subalpiuo
uei coufrouti delfeuoneuoreligioso, la regolaneutazioue dell'assettodelle
uuiversitisraelitiche pienoutesi veuue resapossibile solaneute coul' ena-
uaziouedellalegge4luglioI816. Suicouteuutidellauuovauornativa,cou
13 Ritirato il progetto del ministero per la chiusura della sessione, vani furono i tentativi
compiuti dalla comunit di Torino di ricomporre il dissidio che aveva frantumato sulla que
stione dell'ordinamento comunitario la coesione interna delle universit israelitiche piemon
tesi; v. ibid. , p. 12, nota 17.
14 V. D. OTTOLENGHI, L'israelitismo piemontese e i l progetto di lege sull riorganizzazione
dele comunit nei regi Stati, Alessandria, 1856; M. FALCO, Lo spirito della nuova legge . . . cit . ,
p. 15; G. BACHI, Il regime giurdico . . . cit . , p. 20l .
15 R. FRAU, Appunti sul regime giuridico . . . cit . , pp. 1 1 e seguenti.
16 Sulla legge 4 luglio 1857, n. 2325, oltre alla relazione con la quale il Rattazzi il 9 gen
naio 1857 present il progetto, in Atti del Parlmento subalpino, Camera dei deputati, V legi
slatura, sessione 1857, Documenti, I, pp. 36-40, v. , tra gli altri: F. BUFALINI, voce Ebrei,
israeliti, giudei, in Enciclopedia giuridica italiana, V, Milano, s. d. , pp. 1- 10; I. RIGNANO, Del
l'uguaglianza civile e della libert dei culti secondo il dirtto pubblico del regno d'Italia, Livorno,
Francesco Vigo editore, 1885, pp. 167- 168; P. PERRAU, Per l storia dell comunit israelitiche
in Italia e dell loro emancipazione, in Il Corriere israelitico, XXV ( 1886-1887), pp. 225-
277; G. SAREDO, Codice del dirtto pubblico . . . cit . , III, pp. 1044-1049; E. FRIEDBERG, Tratta
to del diritto ecclesiastico cattolico ed evangelico, ed. ita!. di F. RUFFINI, Torino, Bocca, 1893;
A. BRUNIALTI, voce Ebrei, in Digesto italiano, X, Torino, UTET, 1895- 1898, pp. 9- 1 1; C. CA
LISSE, voce Chiesa, in Digesto italiano, VII, Torino, UTET, 1896, pp. 909-910; P. G. STROP
PA, voce Universit israelitiche, in Digesto italiano, XXIV, Torino, UTET, 1914, pp. 50-52;
Itala Judaica IV 1 91
laqualele conuuitebraichedelreguodiSardeguaotteuuerouuadiscipliua
dellaloro orgauizzazioue iuterua, acarattere uuiforne e uouceutralizzata,
ebbeuupesodeterniuautelareieziouediquelloschenaacceutratoredinar-
ca frauco-uepoleouica che era apparso lesivodellasfera autouonistica rag-
giuutadallenaggioriuuiversitdelReguo.LostessoRattazziuelpreseutare
alla Canera il relativodiseguo di1egge, che accoglieva sostauzialneute le
proposte scaturite dalcougresso diVercelli dell'auuo precedeute, sifaceva
pronotorediuunodelloorgauizzativouuitario,privo,per, diquell'orgauo
rappreseutativo che, agiudizio dialcuui, cone il Fariui, appariva cone uu
eleneutouecessarioperregolarelerelaziouifralo Statoeuuculto annes-
so e che sicuraneute, aldi l dei disseusi e delle poleniche, costituiva
' aspetto pi avauzato di quella stessaorgauizzazioue 17. Il dibattito parla-
neutare, acconpaguatodavivacicoutrastisull'adoziouediuuafornavolou-
taristicaodiuunodellocoattivosoggettoacoutrollostatale, nostrdifatto
l' inpreparaziouedelgoveruoedellaclassedirigeutesubalpiuaadiscipliuare
struttureedistituti,sostauzialneuteestraueiepococouosciuti,lacuiregola
neutazioue uoupoteva, ovvianeute, presciuderedallapigeuerale visioue
dellenateriereligiosechesieraveuutaaffernaudo
Le conuuit, regolate secoudo questalegge, furouo cousiderate corpora
ziouiautouone, acarattereterritoriale, rette daorgauielettivi econposte
obbligatorianeute da tutti gli israeliti doniciliati da oltre uu auuo uel
conuue sede dell'uuiversit, defiuizioue questa che qualificaudo cone
uecessaria' apparteueuzadeisiugoliallaconuuitdeterniuavailsorgere
diuuaquestiouedestiuataapesarealuugo. Soggetteallavigilauzaealcou-
trollo degli orgaui statali, ai quali era attribuita uu'anpia facolt d' iuter
A. C. ]EMOLO, L'amministrzione ecclesiastica, in Primo trattato di diritto amministrativo italia
no, a cura di V. E. ORLANDO, X, 2, Milano, Societ editrice libraria, 1915, pp. 387-391; G.
LEVI, Lege e regolamento 4 luglio 1 857 sule universit israelitiche. Note di giurisprdenza e qua
dri di raffonto, Torino, 1917; M. FALCO, Lo spirito della nuova lege . . . cit. , pp. 352-364; G.
BACHI, I regime giuridico . . , cit. , pp. 20 1-202; M. FALCO, voce Comunit israelitiche, in Nuo
vo digesto italiano, III, Torino, UTET, 1937, p. 569; A. BEFTOLA - A. C. ]EMOLO, Codice ec
clesiastico, Padova, Cedam, 1937, pp. 717- 719; M. FALCO - A. BERTOLA, voce Comunit
isrelitiche, in Novissimo digesto italiano, III, Torino, UTET, 1959, p. 913; G. FUBINI, Lo sta
tuto intero del'ebraismo . . . cit. , pp. 398-399; A. MILANO, Storia degli ebrei . . . cit . , pp. 470-
471; R. FRAU, Appunti sul regime giuridico . . . cit . , pp. 13-19; C. MIRABELLI, voce Israeliti, in
Enciclopedia del diritto, XXII, Milano, Giuffr, 1972, p. 970; G. FUBINI, La condizione giuri
dica dell'ebrismo . . . cit. , p. 3 l .
17 Relazione del deputato Farini sul progetto di legge per la riforma degli ordinamenti
amministrativi ed economici del culto israelitico, in Atti del Parlamento subalpino, Camera
dei deputati, V legislatura, sessione 1857, Documenti, I, pp. 40-47, contenuta anche in L RI
GNANO, Dell'uguaglianza civile . . . cit . , documento 15.
192 Ester Capuzzo
veuto18, e dotate di potere inpositivo sui propri nenbri e di facolt di
riscossioue coattiva dei coutributi, provvedevauo ai bisogui del culto, del
l' istruzioue religiosa e, iu taluui casi, svolgevauo attivit filautropiche.
Esenplata sullo schena dellalegge conuuale del ottobre I 848, lauuova
uornativaricouosceva adesselauaturadi eutididirittopubblico e, stabi-
leudo all' art 29l' enauaziouediuuregolaneuto redatto subasi aualoghe
a quelli vigeuti per le anniuistrazioui conuuali, equiparava la loro posi-
zioueaquelladeiconuui.
Se la qualificazioue delle uuiversit israelitiche veuue nodellata sulla
legislazioue conuuale coula cousegueuzache, cone hasottoliueato i Fal-
co, il coucetto diconuuitche sitraedalle uorne dellalegge uoupotr
uouesserecossonigliaute alcoucettodelconuuedauoudoversicollocare
uella categoria dove questo accolto edellaqualeauzi ilprototipo19, la
discipliuadi queste strutture iuternedie, cousideratecorpinoraliaccau-
toallaChiesa, aiconuui, aipubblicistabilineuti,allesociet autorizzate
dalre ,cone recitava' art 2 delcodiceciviledel I8alqualeriuviava
l' art. I della legge) , couferiva ad esse pieua soggettivit giuridica ricouo-
sceudole, appuuto, alla stregua di altre strutture cultuali, euti di diritto
pubblico20.
1
8 Sulla vigilanza operata dagli organi statali, non circoscritta unicamente al momento for
mativo su questi organismi (creazione, fusione, modificazione circoscrizionale o soppressio
ne) ma estesa anche a quello funzionale (controllo esercitato dall'intendente della provincia,
poi dal prefetto: sulla formazione delle liste e sulle operazioni elettorali, anche per la nomina
dei rabbini; sulle deliberazioni adottate dal Consiglio di amministrazione, sulla gestione fi
nanziaria e suoi ruoli d'imposta. Autorizzazione a stare in giudizio attribuita al Consiglio
d'intendenza generale e pi tardi demandata al Consiglio di prefettura; scioglimento del
Consiglio di amministrazione nell'interesse dell'universit o per motivi di ordine pubblico e
nomina di un amministratore interinale di competenza del ministro dell'Interno devolute pi
tardi con r. d. 16 ottobre 1861 , n. 275 al ministro di Grazia e giustizia e dei culti) v. , oltre ad
R. FRAU, Appunti sul regime giuridico . . . cit . , pp. 17- 18, anche C. MIRABELLI, voce Isreliti . . .
cit . , p. 971.
1 9 M. FALCO, La natura giuridica delle comunit israelitiche italiane, i n Studi i n onore di
Francesco Scaduto, I, Firenze, Casa editrice poligrafica universitaria, 1936, p. 306.
20 Sulla qualificazione pubblicistica delle comunit israelitiche adottata nel periodo postu
nitario, v. G. SCADUTO, I diritto ecclesiastico in Italia, II, Torino, Unione tipografico-editri
ce, 1887, pp. 949 ss. ; E. FRIEDBERG, Trattato di diritto ecclesiastico . . . cit . , p. 168, nota 23.
Per una classificazione delle comunit israelitiche come enti cultuali dotati di personalit giu
ridica, costituite per volont dello Stato ma prive di finalit pubbliche che giustificano la loro
ragione di essere nell' ordinamento civile con fine di interesse e di carattere collettivo larga
mente diffuso, cfr. A. C. ]EMOLO, L'amministrazione ecclesiastica . . . cit . , p. 288; ID. , Gli enti
ecclesiastici nel dirtto pubblico, in Rivista di diritto pubblico e della pubblica amministrazio
ne in Italia, VII ( 1915), 1, pp. 437-446. Per un quadro riassuntivo del problema cfr. M.
Italia Judaica IV 193
Aboleudo la distiuzioue trauuiversit naggiori e niuoriveuiva annes-
sa, iuoltre, la possibilit di crearue di uuove nediaute decreto reale e su
istauza della naggiorauza degli israeliti elettori doniciliati da oltre uu
auuouelconuueo ueiconuui ai quali debbaesteudersila uuiversit eri-
geuda ,art 4) , ideutica procedura veuue adottata auche perla fusioue di
preesisteuticonuuitoperlenodif.c!ecircoscriziouali,neutreperlasop-
pressioue diveuiva uecessaria l'istauza di alneuo due terzi deglielettori
,art )
Fallito ilteutativodiuuifornarelauornativasulle conuuitisraelitiche
all'atto dell' uuificazioue legislativadel I86 per la naucata esteusioue alla
Lonbardia, allaToscaua, alVeueto, all'Unbria, alleproviuceuapoletauee
alla Sicilia della legge sarda del I821 , gi applicata all'epocadeigoverui
provvisori iu Enilia, uelle Marche, a Modeua e Parna22, eterogeuea si
FALCO, La natura giuridica, . . . cit. , p. 301; G. OLIVIERO, Gli enti ecclesiastici secolari e regola
ri, in Atti del congresso celebrativo . . . cit . , in particolare pp. 409-410; R. FRAU, Appunti sul re
gime giurdico . . . cit. , pp. 15 ss. ; G. ROSSI, Enti pubblici associativi, Napoli, ]ovene, 1979, pp.
186- 187.
21 Un progetto di legge venne presentato il 9 marzo 1865 alla Camera dei deputati dal mi
nistro di Grazia e giustizia e dei culti, Vacca, per
1
'estensione della legge Rattazzi all' intero
territorio nazionale, in Atti del Parlmento italiano, Camera dei deputati, sessione 1863-
1864, Documenti, VI, pp. 4285 ss. , n. 323. La relazione sull'articolo unico del progetto tenu
ta dal deputato Davide Levi il 24 marzo riprendeva le istanze avanzate da varie comunit, tra
le quali capeggiava quella di Livorno, per una riforma della stessa legge. Si veda in ARCHIVIO
CENTRALE DELLO STATO [ACS], Ministero dell'intero, Direzione generale degli affari di culto, b.
165, fasc. 393, un Progetto di regolamento particolare della universit israelitica di Livor
no redatto dalla cancelleria della comunit il 12 dicembre 1859. Da sempre contrarie ad
un' applicazione integrale della legge sarda del 1857 (erano state, infatti, gi nel 1859 invitate
a proporre quei provvedimenti che meglio garantissero e regolassero
1
'esercizio del loro cul
to, la pienezza dei loro diritti civili e politici e la libert di coscienza) le universit israeliti
che toscane elaborarono nel medesimo anno un Progetto di legge organica che, contem
plando tra le finalit di questi organismi anche la beneficenza, sottolineava la necessit di un
regolamento speciale per ciascuna di esse che tenesse conto delle loro tradizioni amministrati
ve e corrispondesse al diverso grado delle loro condizioni economiche e al diverso numero dei
contribuenti, segnatamente per il sistema che in linea di principio veniva rifiutato dalle co
munit toscane perch lesivo dell'uguaglianza civile e considerato come un'indebita ingeren
za della podest civile nella coscienza dei singoli: Anche questo progetto conservato presso
1
'ACS, Ministero dell'intero, Direzione generale degli affar di culto, b. 165, fasc. 393. Sulle
istanze riformatrici prodotte dalle universit israelitiche toscane, v. 1. RIGNANO, Del'ugua
glianza civile . . . cit, parte II, pp. 209- 215; C. MAGNI, I carattere distintivo dell'attuale ordina
mento delle comunit israelitiche in Italia, in Rivista di diritto pubblico e della pubblica am
ministrazione in Italia, XXVI ( 1933) , 1, pp. 266-275 .
22 Nelle province modenesi e parmensi e in Emilia in forza dei decreti Farini rispettiva-
194
Ester Capuzzo
preseutava a oro coudizioue uee varie regioui. Rifetteudo, sostauzia-
neute, ' atteggianeuto pi geuerae che o Stato aveva assuuto uei cou-
fromi de feuoneuo reigioso, cousiderato cone uu fatto di coscieuza
socianeuteirrievaute, iperpetuarsiditaediffornitsenbravacoucretiz-
zare, cone stato evideuziato da Faco, uua coudizioue giuridica para-
dossae, aneuosesiannetteche siauuparadossocheo Stato assunauu
atteggianeuto diverso di froute ae conuuit israeitiche dee diverse
regiouiedauchedifrouteaeconuuitdeastessaregioue, echeicittadi-
uiebrei abbiauo, aoro vota, siapure sotto deterniuati aspetti, uuo stato
giuridico diverso a secouda de uogo dove risiedauo23. Ne'atnosfera
iberaedetenpo, caratterizzatadauugarautisnoiudividuaisticovotoad
assicurareo svogersididirittisubiettivie,duuque, dioguinauifestazioue
esterua di ibert, auche di quea reigiosa, cone era stato espresso daa
dichiarazioue votata aa Canera i I8 narzo I 8I che aveva affernato a
voout deo Stato diuouiugerirsiue'eserciziodiquauuquecutoprofes-
sato ue Reguo, ogui uteriore teutativo di carattere egisativo teso ad
onoogare o status dee uuiversit israeitiche itaiaue veuue vauificato e
cousiderato, difatto, uoucoereuteaseparatisnodoniuaute.
Gi ' operato dei goverui provvisori a 'atto de'iuserineuto deevarie
proviuceuereguodiSardeguaprinaeiuqueod' Itaiapoisieranauteuuto
suquestaiueadispoueudocheuuasarebbestatoiuuovatoperquautoatte-
uevaaedisposiziouiregoauti' eserciziodecutonosaicoericouosceudo,
iu ta nodo, avigeuzadei precedeutiordiuaneutiper quauto coucerueva
' orgauizzazioueconuuitariaueapieuaibertoragarautitaagiebrei.
Cosaccautoaconuuitisraeitiche forteneutesoggetteacoutroode-
' autorit statae, cone prevedeva aegge 4 ugio I8, u. 22 ereativo
regoaneuto r. d. 4 ugio I 8, u. 226, erauo ricouosciute conuuit,
varianeutedeuoniuateuuiversit, conuuiouio coufrateruite, che,regoate
auch'esse da uorne statai cone corporazioui pubbiche uecessarie e
dotatedi potere inpositivo, erauo,per, autouone supiauo orgauizzativo
iuteruo e, quiudi, iu grado di enauare atti, aveuti vaore uornativo iu
nerito a proprio ordiuaneuto e cogeuti per i propri apparteueuti. Couti-
uuaudo a fruire di quea toerauza che a poitica di Giuseppe II aveva
avviato siu daa fiue de Setteceuto attraverso uu graduae aarganeuto
dei diritti ecouonici, civii e poitici, secoudo uu nodeo stataista-iuni-
uato dienaucipazioueeche erastatoestesoauche ae aree itaiaue sogget-
mente del 3 ottobre 1859 e del 13 marzo 1860 venne pubblicata la legge sarda del 1857, nelle
Marche il decreto Valerio del 27 ottobre 1860.
23 M. FALCO, Lo spirito dell nuova legge . . cit . , p. 3a.
Italia Judaica IV 1 95
te a' iufueuzaaustriaca, econuuitdeaLonbardia, deVeueto, dea
Toscauaee atre che veuuero auuesse a' Itaia dopo i I9I8`nauteuue
ro iuaterata a propria autouonia fuuziouae e gestiouae, uteriorneute
aargata per e conuuit di Trieste e di Fiune da'utina uornativa
austriaca enauatarispettivaneuteue I 890e ue I 89 . Caratteri fouda-
neutaneute diversicouuotavauo, !uvece, queeuuiversitche, ricouduci
bii aa coudizioue di associaziouivooutarie, pi o neuo foruite diperso- `
ualit giuridica, erauo sorrette da spoutauee obazioui dei nenbri e pote
vauo essere iutegrate da foudazioui cou specifiche fiuait di cuto e di
beueficeuza,acuianpiadiffusiouerappreseutuuateudeuzacostauteue-
a secouda net de' Ottoceuto Cos iu acuue regioui, auche iu quee
24 Cfr. A. M. CANEPA, Considerazioni . . . cit. , p. 86; P. c. IOLY ZORATTINI (a cura di), Gli
ebrei a Gorizia e a Trieste tra ancien rgime ed emancipazione, Udine, Del Bianco, 1984; F.
SALIMBENI, Gli ebrei nel Litorale austraco- Venezia Giulia tra interdizione ed emancipazione, in
troduzione a M. MORPURGO, Valdirose, memorie della comunit ebraica di Gorizia, Udine, Del
Bianco, 1986; G. COZZI (a cura di) , Gli ebrei e Venezia, secoli XIV-XVIII, Milano, Comunit,
1987; M. DEL BIANCO COTROZZI, Tolleranza giuseppina ed illuminismo ebraico. I caso dele
unite prncipesche contee di Gorizia e Grdisca, in Nuova rivista storica, LXXII ( 1989) , 5-6,
pp. 689-726.
25 Sulle comunit israelitiche nei territori italiani soggetti all' Austria, cfr. R. FRAU, Ap
punti sul regime giurdico . . . cit . , pp. 19-24. Tra queste la Fraterna generale israelitica di Ve
nezia conserv anche dopo l' Unit la sua peculiare fisionomia, retta da uno statuto approvato
in base alla legge 3 agosto 1862, n. 753 sulle opere pie, che ne sanzionava il carattere misto
di ente di culto e di beneficenza; v. ACS, Opere pie, 1904-1906, b. 180, fase. 46. Cfr. al ri
guardo R. CALIMANI, Storia del ghetto di Venezia, Milano, Rusconi, 1985.
26 Bollettino delle leggi dell'impero per i regni e i paesi rappresentati nel Consiglio del
l'impero [BLI], Legge 21 mar. 1890, n. 57 e legge ungherese XLII del 1895, che riguardava
no unicamente i rapporti delle diverse comunit con lo Stato. Sulle comunit della Venezia
Giulia v. , tra gli altri, M. STOCK, Nel segno di Geremia. Storia della comunit israelitica di Trie
ste dal 1200, Udine, Del Bianco, 1979; M. F. MATERNINI ZOTTA, L'ente comunitaro ebraico.
La legislzione negli ultimi due secoli, Milano, Giuffr, 1983; P. C. IoLY ZORATTINI - G. TA.
MANI - A. VIVIANI, Judaica Forojuliensia. Studi e rcerche sull'ebraismo del Fruli-Venezia Giu
lia, Udine, Del Bianco, 1984; Q. PRINCIPE (a cura di), Ebrei e Mitteleuropa, Brescia, Shake
speare and Company, 1984; O. ALTIERI, La comunit ebraica di Gorzia: cartteristiche demo
grafiche, economiche e sociali (1778-1 900), Udine, Del Bianco, 1985; A. ARA, Gli ebrei a Tre
ste 1 850- 1918, in Rivista storica italiana, CII ( 1988), 1, pp. 53-86; E. RICHETTI, Presenza
ebrica a Treste, in Lineamenti di una citt, parte II, La comunit umana e l'esperenza religio
sa, Trieste, Edizioni Lint, 1989, pp. 561-569; G. TODESCHINI - P. c. IOLY ZORATTINI (a cura
di) , I mondo ebraico. Gli ebrei tra Italia nordorientale e Impero asburgico, Pordenone, Studio
Tesi, 1991. Sulla comunit fiumana, v. T. MORGAGNI, Ebrei di Fiume e di Abbazia (1441-
1 945), Roma, Carucci, 1979.
27 Sulla trasformazione delle comunit in associazioni volontarie, v. per tutti R. FRAU,
Appunti sul regime giuridico + . . cit . , passim. Accanto ai succitati modelli di organizzazione co-
196 Ester Capuzzo
ove era in vigore a egge sarda cone in Eniia, per a scarsa consistenza
nunericadegiisraeiti, a nancanzadiunapreesistente strutturaconuni-
taria, acarenzadi istituzionicaritative sorsero, vanificando queprincipio
aggregativo che a egge Rattazzi aveva sancito per a fusione dei nucei
ebraici dispersi con a conunit viciniore28, associazioni voontarie cone
quee di Boogna, di Parna29, di Miano, di Napoi3
0
e di Rona3 1 . A
munitaria sussistevano, inoltre, come si visto, talune comunit riconosciute come enti misti
di beneficenza e di culto quali l' universit israelitica di Napoli e la Fraterna di Venezia.
28 Nel fervore dell' associazionismo comunitario Bologna rappresent un caso particolare.
Qui il gruppo israelitico locale non giunse mai per mancanza di coesione interna a dar vita ad
un vero e proprio organismo comunitario, tanto che, come riporta il Falco, al primo conve
gno israelitico italiano tenuto a Ferrara nel maggio 1863, contro la richiesta del decano bolo
gnese Lazzaro Carpi di un provvedimento legislativo che costituisse obbligatoriamente le
comunit dove esistesse un certo numero di ebrei insorsero alcuni israeliti della citt emilia
na avversi a qualunque forma di organizzazione comunitaria. La comunit bolognese si costi
tuir in universit ai sensi di legge soltanto nel 1928. V. M. FALCO, Lo spirto dell nuova leg
ge . . , cit . , pp. 4-5; G. BACHI, Il regime giuridico . . . cit . , p. 205; A. MILANO, Stora degli ebrei
. . . cit. , pp. 471-472; R. FRAU, Appunti sul regime giurdico . . . cit . , p. 27.
29 Nel 1866 venne costituita l a comunit di Parma formata dall'unione di comunit pree
sistenti ed organizzata come associazione volontaria da parte degli israeliti residenti nel terri
torio che con oblazioni spontanee sopperivano alle necessit finanziarie dei servizi svolti dal
la comunit. Richiesto il riconoscimento statale, fu eretta in universit ed anche ad essa ven
ne applicata la legge Rattazzi; cfr. G. BACHI, I regime giuridico . . . cit . , p. 205.
30 Sulla comunit di Napoli che aveva nel 1864 richiesto l' estensione del regolamento an
nesso alla legge del 1857 (ACS, Ministero dell'intero, Direzione generale degli afari di culto, b.
165, fase. 392) e che venne riconosciuta con decreto reale 28 ottobre 1900 come ente di be
neficenza secondo le tipiche forme dell'associazione volontaria, v. G. GIORGI, La dottrna
delle persone giuridiche o cori morali esposta con speciale considerazione del diritto modero ita
liano, VI, Firenze, Cammelli, 1897, p. 306; G. BACHI, I regime giurdico . . . cit . , p. 233; M.
FALCO - A. BERTOLA, voce Comunit israelitiche . . . cit. , p. 912; R. FRAU, Appunti sul regime
giurdico . . . cit. , p. 471.
3 1 Particolare fu l a situazione in cui si trov l a comunit di Roma dopo la liberazione della
citt: per essa non venne riconosciuta la vigenza dei precedenti ordinamenti n ad essa venne
estesa la legge sarda del 1857. Svolgendo la sua attivit come associazione volontaria di fatto
venne riorganizzandosi dopo un periodo di crisi e di disgregazione interna: nel novembre
1880 fu approvato dal Consiglio dell'universit israelitica un progetto di ricostruzione e nel
1881 una commissione composta da R. Costantini, E. Cohen, R. Prato, C. Alatri, M. Asca
relli, S. Coen, P. Pacifico, P. Pontecorvo, B. Scala, S. Toscano e G. Alatri redasse un proget
to di statuto. Con decreto reale del 27 settembre 1883 venne riconosciuta l'universit israeli
tica di Roma e fu confermato il carattere volontario della partecipazione degli israeliti resi
denti nella sua circoscrizione, organizzazione che fu mantenuta sino al nuovo ordinamento
del 1930. Per le vicende statutarie di questa comunit, v. la documentazione conservata pres
so l'ACS, Ministero dell'intero, Direzione generale degli afari di culto, b. 198, fase. 531, oltre
Italia Judaica IV 197
quest' utinedotatedi personaitgiuridicaeranoriconosciutecapacitcon-
cernenti' escusivoanbitoprivatisticoeprive,quindi,diqueirequisitiche
e differenziavano daeconunit soggette aaeggede I 8, iconsorzio
israeiticodiMianonantenne,invece, senpreafornadiassociazionepri-
vadipubbico riconoscinento e contrassegnatadacaratterevoontaristico
deapartecipazionedeisuoinenbri, maafiancodiquestastrutturavenne
eevata ad ente norae ' Opera de tenpio israeitico, avente a contrario
caratteredifondazione32 .
Atrove cone in Toscana33 o a Mantova34 e preesistenti conunit e
a G. GIORGI, La dottrna delle persone giuridiche . . . cit . , pp. 305-306; P. G. STROPPA, voce
Universit israelitiche . . . cit . , p. 54; G. BACHI, I regime giurdico + . . cit. , pp. 230-232; M. FAL
co - A. BERTOLA, voce Comunit israelitiche . . . cit . , p. 913; A. MILANO, Stora degli ebrei . . .
cit. , p. 425; R. FRAU, Appunti sul regime giurdico . . . cit . , pp. 25-26; per i testo dello statuto
v. G. SAREDO, Codice del dirtto pubblico . . . cit . , III, pp. 1096 e seguenti.
32 Il consorzio israelitico di Milano formatosi nel 1840, associazione priva di riconosci
mento, si reggeva con offerte volontarie provvedendo ai servizi comunitari e alla pubblica
sottoscrizione dei fondi per la creazione del tempio. Decisa il 24 aprile 1887 la formazione
dell'Opera del tempio israelitico, questa venne eretta in ente morale con decreto reale 12 lu
glio 1888 che ne approvava il relativo statuto organico. Sulla costituzione dell'Opera che
mantenne sempre il carattere partecipativo volontario degli aderenti, v. il parere del Consi
glio di Stato 2 giugno 1888, in G. SAREDO, Codice del diritto pubblico . . . cit. , IV, Torino,
Unione tipografico-editrice, 1891, pp. 342-343. Sul consorzio israelitico milanese, v. G. BA
CHI, I regime giurdico . . . cit . , p. 232.
33 All' atto dell' annessione, le cinque comunit israelitiche toscane di Firenze, Livorno,
Siena, Pisa e Pitigliano videro riconosciuta dall'ordinanza del governatore generale per la To
scana del 7 maggio 1860 la vigenza dei precedenti ordinamenti granducali: il motu propro 1 7
dicembre 1 81 4 e i l regolamento del 24 dicembre dello stesso anno, che attribuivano a tali or
ganismi il carattere di corporazioni pubbliche necessarie e la facolt impositiva e che rimette
vano agli statuti delle singole comunit il regolamento per la loro organizzazione e la sfera
delle loro attribuzioni alla stregua della legislazione austriaca ed ungherese. Sul diverso ordi
namento delle comunit israelitiche toscane, cfr. G. GIORGI, La dottrina delle persone giuridi
che . . . cit . , pp. 302-305; G. BACHI, I regime giuridico . . . cit . , pp. 205-214; M. FALCO-A. BER.
TOLA, voce Comunit israelitiche . . . cit . , p. 912; R. FRAU, Appunti sul regime giurdico . . . cit . ,
pp. 29-3 1. Per il testo degli statuti, v. G. SAREDO, Codice del dirtto pubblico . . . cit . , III, pp.
1075 e seguenti. Si veda, inoltre, per le diverse modificazioni apportate ai regolamenti delle
singole universit israelitiche la documentazione conservata presso l'ACS, Ministero dell'in
tero, Direzione generale per gli afar di culto, b. 165, fasce. 392-393; b. 166, fase. 398, rispet
tivamente per Siena, Firenze, Livorno, Pisa e Pitigliano.
34 Costituita in corporazione necessaria in base allo statuto del 13 settembre 1819 si tra
sform nel 1868 in associazione volontaria comprendente, secondo l'art. 1 dello statuto del
1901, tutti gli israeliti tanto maschi che femmine domiciliati e residenti in Mantova, asso
ciati per i bisogni del culto, dell'istruzione religiosa, della beneficenza e per la decorosa con
servazione del cimitero israelitico. Nel caso in cui le oblazioni volontarie non avessero sop-
198 Ester Capuzzo
quee di uuova istituzioueuerichiedere ricouoscineutogiuridico a'auto-
rit statae cercarouo diiuuovareapropriacostituziouee di nodificare a
uaturadeacoutribuziouedovutadai siugoiconpoueutiche daobbigato-
ria si tranutava iu obazioue vooutaria35. Esenpificativo i caso dea
conuuit di Fireuze che, abbaudouaudo ' appicazioue dee uornareativa
ae inposte, risaeute a periodo grauducae, ricorse aa coutribuzioue
vooutaria36 o queadiPisache, assuuto coneproprioregoaneutoqueo
dettato per e uuiversitisraeitiche daa egge Rattazzi, dispose ueo sta-
tuto che ae spese di cuto si provvedesse, auzich nediaute ' esazioue
coattaditasse,couofferteibereevooutarie37.
perito alle necessit delle esigenze finanziarie comunitarie, l'art. 5 di quello statuto prevede
va il ricorso alle autorit governative per l'estensione alla comunit mantovana della legge e
del regolamento del 1857 . Un nuovo statuto del 1904, approvato con decreto reale del 16 ot
tobre dello stesso anno, cassava il citato articolo. Per le trasformazioni della comunit di
Mantova, v. M. FALCO, Lo spirito della nuova legge . . . cit . , p. 5; G. BACHI, I regime giuridico
. . . cit. , pp. 215-216; R. FRAU, Appunti sul regime giuridico . . . cit., pp. 23-24.
3S Sui tributi delle comunit israelitiche nel regno d'Italia come diritto di imposizione
concesso ad esse per disposizione di legge e, quindi, affatto in contrasto con l' art. 30 dello
Statuto albertino riguardante i tributi erariali, v. , tra gli altri, C. OLMO, Le universit israeliti
che e la mano regia, in Il Diritto ecclesiastico, III ( 1892- 1893) , pp. 625-633; A. MODIGLIA
NI, La tassa per il culto e la libert di coscienza, Firenze, 1897; M. FINZI, Le universit isreliti
che e l libert di coscienza, Firenze, 1898; P. G. STRaPPA, voce Universit israelitiche . . . cit. ,
p. 56; M. PIACENTINI, La natur delle imposizioni coattive a carico dei membri delle universit
israelitiche, in Giurisprudenza italiana, LXIX ( 19 17), p. IV, collo 65-70; P. GISMONDI,
L'autonomia delle confessioni acattoliche, in Raccolta di scritti in onore di A. C. Jemolo, Milano,
Giuffr, 1963, pp. 638-639; R. FRAU, Appunti sul regime giuridico . . . cit. , pp. 33-35. I tributi
ripartiti su base progressiva per le comunit soggette alla legge sarda del 1857 erano regolati
dagli articoli 17-25 della stessa.
36 Nel 1868 la comunit fiorentina rinunci al privilegio dell'imposizione coattiva per ac
cogliere quello delle oblazioni spontanee. Lo statuto del 17 maggio 1883 che le riconobbe il
carattere di associazione volontaria prevedeva, per, solamente in caso di estrema necessit,
l' imposizione di una tassa. Pi tardi, un regolamento approvato con r. d. 17 marzo 1898 isti
tuiva la tassazione obbligatoria per gli israeliti aventi reddito superiore a duemila lire annue.
Per la forte opposizione manifestata contro questo provvedimento si pervenne ad una solu
zione compromissoria che mitigava l' obbligatoriet della tassazione con l' ammissione della
facolt di dissociarsi mediante semplice dichiarazione di non voler far pi parte della comuni
t; V. G. BACHI, I regime giuridico . . . cit . , pp. 210-21 1 . Accanto all'universit fiorentina, uni
ca tra tutte le comunit ebraiche del regno d' Italia ad adottare questo sistema, anche quella
senese nello statuto del 30 gennaio 1890 aveva riconosciuto l' appartenenza dei suoi membri
solamente a seguito di spontanea dichiarazione e della volontaria assunzione del pagamento
del contributo annuale, v. sempre ibid. , p. 214.
37 L'universit israelitica di Pisa, adottata l a legge sarda del 1857 dopo l'unificazione, si
Italia Judaica IV 199
La euta e iuarrestabie trasfornazioue dee conuuit israeitiche da
corporazioui di diritto pubbico ad associazioui ibere e vooutarie, a
carattere prevaeuteneute privatistico e foudate su uu'adesioue spoutauea
e uou viucoistica per ragioui di uascita e di disceudeuza, paraeaneute
corrispoudeute aa progressivacouuotazioue separatisticaeaicadeo Sta-
toiberaeeasuofavoreversooguiassociaziouisnospoutaueistico38, pre-
ciso effetto dea ibert di coscieuzaornaigarautita, creava i conpesso
probena dea defiuizioue de' apparteueuza ae stesse conuuit39. Que-
st'apparteueuza notivata su priucipio deaibert reigiosa, veuiva preci-
sata ueinedesinidecretidi approvaziouedeiuuovistatuticonuuitariche
se da uu ato stabiivauo a partecipazioue autonatica aa conuuit uou
sotauto dicouichedichiaravaespressaneute avooutdifaruepartena
auche dei conpoueuti de suo uuceo faniiare, da'atro annettevauo
' obbigatoriet de' apparteueuza, scevra da paganeuto coutributivo, per
tuttigiisraeitidiuotoria eprovata povertiuessaresideuti, quasiche,
conehasottoiueatoi Faco, aibertdi coscieuzapotesseessereuupriu-
cipio rispettabieuuicaneute per cooro che possedevauo uureddito inpo-
uibie40.
Coutiuuava, per, uea sussisteuza diuuauornasua fanigiadecou-
tribueutequautodiqueasugiiudigeuti, a sopravvivereacousapevoezza
de'iusopprinibie carattere uaturae dea conuuit ebraica, foudata su
priucipio dea disceudeuza e dea uascita che a tradizioue nosaica aveva
trasform sulla base del regolamento del 1 9 febbraio 1905 in un' associazione volontaria, ri
conoscendo 1' appartenenza obbligatoria di tutti gli israeliti di notoria povert residenti nella
sua giurisdizione (art. 4) , V. ibid. , pp. 210 e seguenti.
38 Sull'associazionismo spontaneistico manifestato dagli ebrei nel periodo liberale v. , tra
gli altri, i brevi cenni di G. SACERDOTI, Ebraismo e Costituzione. Prospettive di intesa tra comu
nit israelitiche e Stato, in La Rassegna mensile di Israel, XLIII ( 1977) , 7-8, pp. 334-336.
39 Sul concetto di appartenenza come espressione della volont della persona di aderire ad
un ordinamento confessionale secondo precise regole distinta dalla semplice adesione, V. C.
MIRABELLI, L'appartenenza confessionale. Contributo allo studio delle persone fisiche nel diritto
ecclesiastico italiano, Padova, Cedam, 1975, pp. 232-233. Sull' appartenenza al giudaismo, V.
M. FALCO, Lo spirito della nuova legge . . . cit., pp. 1 1- 12; A. PIZZORUSSO, Limitazioni della li
bert religiosa derivanti dall'incerto regime giuridico del'appartenenza alle diverse confessioni, in
Individuo, gruppi, confessioni religiose nello Stato democrtico. Atti del convegno nazionale di di
ritto ecclesiastico, Siena 30 nov. - 2 dico 1 97, Milano, Giuffr, 1973, pp. 1239 sS. ; C. MIRA
BELLI, L'appartenenza confessionale . . . cit. , p. 243; G. FUBINI, Rilevanza della qualificazione di
ebreo nel diritto italiano contemporaneo, in Il Diritto ecclesiastico e rassegna di diritto matri
moniale, XCII ( 1981) , 1, pp. 66-70.
40 M. FALCO, Lo spirito della nuova legge . . . cit., p. 6.
200 Ester Capuzzo
perpetuato uei secoli41 . Se lo spoutaueisno, proprio dell'associazioue
voloutaria, appariva alla naggior parte degli ebrei italiaui cone il nezzo
privilegiato peraffernarelavoloutdel soggetto elalibertiudividuale di
scelta auche sulpiauo spirituale, uou naucarouo, per, perplessite oppo-
siziouiauche autorevoli. chi cousiderava, iufatti, l'oblazioue spoutauea iu
coutrastocouilprecettobiblicocouteuutouelDeuteronomio 42 e, quiudi,il
criterio voloutaristico cone uu eleneuto volto a niuare quella coesioue
uaturale che uel tenpo aveva caratterizzato le conuuit ebraiche couser-
vaudouelapeculiareideutitauchedifroute alle plurisecolariiuterdizioui
civiliepolitiche, eraatale sistenaavverso43 .
La situazioue era resa pi conplessaper la naucauza di qualsiasiuorna
che regolasse le nodalit di dissociazioue dalla conuuit di apparteueuza
che lalegge sarda del I 8avevalasciato seuzadefiuiziouee che, iuvece,
lo statuto fioreutiuo, uuico tra tutti i regolaneutiiuteruialloraapprovati,
prevedeva iu nodo esplicito e coucreto annetteudo la possibilit di sepa-
rarsi dalla conuuit e, duuque, di sottrarsi all'obbligo coutributivo44.
L' agitataquestiouedel see coneuuiudividuo uatoebreopotesseesinersi
dalpaganeuto delcoutributoinpostodall'uuiversitd' apparteueuza, dau-
do adito a iucertezze ed oscillazioui gravauti sulla vitapraticadelleconu-
uit,perchovvianeuteladissociazioueinplicavalaperditadelgodineuto
didirittie servizi daesse offerti aipropri nenbri, fuvarianeuteiuterpre-
tatadallagiurisprudeuzauelcorsodeltenpo45.
Iuizialneute prevalsel' iudirizzotracciatodalla fanosa seuteuzaPescato-
reperlaquale ladissociazioueuou sirealizzavasolaneutecouuu'esplicita
dichiarazioue di uou voler pi apparteuere al culto nosaico na auche cou
la uecessariaprovadi aver aderito ad altra coufessioue religiosa46, iudiriz-
41 Sul concetto di comunit ebraica, v. A. MILANO, Storia degli ebrei < cit. , p. 469, e le si
gnificative pagine di Dante Lattes concepite nel periodo delle atrocit razziali in La Comuni
t ebraica, ora in La Rassegna mensile di Israel, XLIV ( 1978), 1 1- 12, pp. 673-678, nonch
G. DISEGNI, Considerazioni sull storia e l natura giurdica delle comunit ebraiche, in La
Rassegna mensile di Israel, LI ( 1985), 3 , pp. 625-639.
4
2
Deuteronomio, 16, 17.
43 Sull' opposizione alla creazione o alla trasformazione delle comunit israelitiche in asso
ciazioni volontarie pi fortemente manifestata da elementi religiosi, v. M. MOMIGLIANO, Au
tobiografia di un rabbino, Palermo, Sellerio, 1986, p. 28.
44 R. d. 17 mar. 1898, art. 4.
45 Per una rassegna della giurisprudenza in materia cfr. , tra gli altri, G. FUBINI, La condi
zione giuridica . . . cit. , pp. 32-36; R. FRAU, Appunti sul regime giuridico . . + cit. , pp. 36-38.
46 Casso di Torino, 14 set. 1872, in Giurisprudenza italiana, XXIV ( 1872), p. I, colI.
584-587.
Italia Judaica IV 201
zo questo secoudo il Frau, provocato pure dall' esigeuza pratica di uou
svuotare +eltutto ilcouteuuto dell'obbligo dicoutribuzioue47; pi tardisi
giuuse, uella conpreusioue che la libert di coscieuza porta che uou solo
uu cittadiuo sia libero di professare uu culto piuttosto che uu altro, na
auche diuou averue alcuuo48, ad annetterelafacoltdipoter abbaudo-
uareuucredo religioso seuzadoverueuecessarianeute adottareuualtro49.
Tale affernazioue, uou del tutto estrauea ai priucipi costituziouali del
reguo, aveva gi trovato pieua applicazioue uell' inpero austro-uugaico,
ove colui che si dichiarava di froute all'autorit-statale seuza coufessioue
religiosaresciudevaautonaticaneutei suoileganicoul' uuiversitd' appar-
teueuza sottraeudosiagliobblighi ad essa iuereuti50. Uuteutativo diado-
zioue di uu sinile sistena avauzato dal Crispi per tutte le coufessioui
all'attodellafornaziouedellaleggedelleGuareutigie uouebbepersegui-
to. Iutal nodolaquestiouedell' apparteueuzao neuo aduu' eutitreligio
sae delle nodalit di dissociazioue rinaueva apertaper gliebrei, iuparti-
colare per quelli resideuti uelle proviuce uelle quali era applicata la legge
del I851 .
Nello Statoliberale, acausadelladiffideuzauornativaversole colletti-
vitparticolarie iuternedie, che uou siricouoscouo derivate e riconprese
anniuistrativaneute uellestruttureorgauizzative dello Stato52, le conu-
uit israelitiche subirouo uu profoudo processo di sfaldaneuto iuteruo a
carattere ceutrifugo acceutuato dall'affernarsi, verso fiue secolo, di quel
coucettodilibert religiosafoudatasuuua scelta puraneutepersouale che,
47 R. FRAU, Appunti sul regime giuridico . . . cit. , p. 36.
48 D. SCHIAPPOLI, Manuale di dirtto ecclesiastico, I, Torino, Unione tipografico-editrice,
1902, pp. 254-255.
49 R. FRAU, Appunti sul regime giurdico . . . cit. , p. 37.
50 BLI, Legge 25 mago 1868, n. 49. Tale legge oltre a disporre i l diritto all'educazione del
la prole secondo i proprio credo religioso, tutelava la libert di scelta idiiduale nel <;pas
,
sag-
gio da una Chiesa o comunione religiosa ad un' altra dopo Il quattordIcesImo anno l eta; a
riguardo V. M. F. MATERNINI ZOTTA, L'ente comunitaro . . . cit. , pp. 109- 10. Apphata nel
territori italiani soggetti all' Austria vi rimase in vigore sino alla loro anneSSlOne dopo i 1918.
Cospicua l a documentazione conservata presso l'ARCHIVIO DI STATO DI TRIETE, Com
m
is
:
a
riato civile per l citt di Treste e Terrtoro (1 919- 1 922), contenente anche attI del Conslghe
rato di luogotenenza austriaco: v. Registr dei cambiamenti di confessione religiosa e degli scon
fessionamenti, 80 ( 1871- 1897); 81 ( 1897- 1909); 82 ( 1909- 1924) e Rubrca alabetica 167 per
gli anni 1871- 1924.
51 M. FALCO, Lo spirito dell nuova legge . . . cit. , p. lO.
5
2
M. F. MATERNINI ZTTA, L'ente comunitario . . . cit. , p. 65.
202 Ester Capuzzo
ue' equiparazioue diogui iudividuodifroute aa eggeiudipeudeuteneute
dacutoprofessato, producevacousequeuzianeuteuuaprogressivaassini-
azioue degi ebrei a'anbieute esteruo53 . Discipiuate iu nodo siniare
agi atri euti di cuto, queste strutture, operauti ue canpo dee fiuait
pubbiche, particoarneute su piauo dea beueficeuza e de'assisteuza, e
assiniate di nassina daa egisazioue crispiua sue opere pie , I890) ae
diverse orgauizzazioui cattoiche, veuuero private dee oro specificit
esseuziai e deioro caratteri distiutivi54. Aauuova uornativa si adegua-
53 Sul problema dell' assimilazione e dell'integrazione v. , tra gli altri, A. M. CANEPA,
Emancipazione, integrazione e antisemitismo liberle in Italia. I caso Pasqualigo, in Comuni
t, XIX (1975) , 174, pp. 185-196; ID. , Cattolici ed ebrei nell'Italia liberale (1 8O- 1915), in
Comunit, XXII ( 1978), 179, pp. 43- 109; ID. , L'atteggiamento degli ebrei . . . cit . , pp. 419-
436; ID. , L'immagine dell'ebreo nel folclore e nella lettertura del postrisorgimento, in La Ras
segna mensile di Israel, XLIV ( 1978) , 5-6, pp. 383-399; R. FINZI, Gli ebrei nella societ ita
liana dall'unit alfascismo, in Il Ponte, XX (1978), 4, pp. 1372- 1411; A. M. CANEPA, Consi
derazioni . . . cit. , pp. 87 sS. ; M. TOSCANO, Ebrei ed ebraismo in Italia nella grnde guerra. Note
su un'inchiesta del Comitato delle comunit israelitiche italiane del maggio 1 91 , in F. DEL CA
NUTO (a cura di), Israel un decennio 1 94-1 984. Saggi sull'ebraismo italiano, Roma, Carucci,
1984, pp. 349-392; ID. , Gli ebrei in Italia dall'emancipazione alle persecuzioni, in Storia con
temporanea, XVII (1986), 5, pp. 905- 916; A. M. CANEPA, Emancipation and Jewish Response
in Midnineteenth Century in Italy, in European History Quarterly, XVI ( 1986) , 4, pp. 403-
439; R. DE FELICE, Storia degli ebrei italiani sotto ilfascismo, Torino, Einaudi, 19884, pp. 15 e
seguenti.
54 M. F. MATERNINI ZOTTA, L'ente comunitario ebraico . . . cit . , p. 134. Sulle opere pie
ebraiche cfr. Cenni storici e amministrativi delle comunit israelitiche italiane, a cura del COMI
TATO DELLE COMUNIT ISRAELITICHE ITALIANE, Roma, s. e. , 1914, nonch A. C. ]EMOLO, L'am
ministrazione ecclesiastica . . . cit . , pp. 306-307; A. MILANO, Le confraterite pie del ghetto di
Roma, in La Rassegna mensile di Israel, XXIV ( 1958), 3-4, pp. 107- 120, 166-180, poi in I
ghetto di Roma, Roma, Carucci, 1988, pp. 235-255; N. PAVONCELLO, La pia confraterita
ebraica Chesed we-Emet a Roma, in Lunario romano 1 982: Ottocento nel Lazio, Roma,
1982, pp. 485-498; A. PIPERNO (a cura di), Curiosando . . . nei verbali dell deputazione dal
1 886 al 1 953, con introduzione di R. DI SEGNI, Firenze, La Giuntina, 1991 . Accanto alle
opere pie di beneficenza israelitiche erano comprese dall' art. 91 della legge 17 luglio 1890 le
opere pie di culto, le congreghe, i legati di culto e i lasciti per il mantenimento delle lampade
nelle sinagoghe, per il suffragio dei defunti, per l' ornamento del tempio. Questi istituti erano
qualificati come persona giuridica di diritto privato differenziandosi cos anche sotto quest' a
spetto dalle confraternite e dai lasciti cattolici. Con la legge cri spina del 1890 molte confra
ternite furono incorporate dal demanio mentre altre continuarono ad assolvere quei compiti
che le comunit ebraiche richiedevano; cfr. G. FO, Beneicenza e comunit isrelitiche, rela
zione letta al IV convegno sionistico italiano in Milano 20-2 1 marzo 1904, pubblicato a cura
dell'associazione sionistica modenese Carlo Conigliani, Modena, 1904, nonch A. MILANO,
Storia degli ebrei . . . cit. , pp. 509-510. Cos, ad esempio, sugli istituti di beneficenza romani
( Talmud Torh, 'Ozer Dallim, Ghemild Chasadim, Shomr Emunzn, oltre agli oratori e alle
Italia Judaica IV 203
rouo quee uuiversit israeitiche, cone adesenpio Booguache ue I 9I I
veuuecostituitaiu Operadetenpio israeitico ederettaiueutenorae55,
quaudo acquisirouo i requisiti per assovere e soddisfare a bisogui edesi-
geuzetuteatiediscipiuatidaaegge.
La variegata articoazioue degi euti conuuitari ebraici iuseriti eutro
scheni predisposti da'ordiuaneuto

statua, riverberaute que carattere ,


ueutrae ed iudiffereute che o Stato aveva assuuto uei coufrouti dea
feuoneuoogia reigiosa, uou nauc di suscitare, per, ' atteuzioue sia dei
cougressideeconuuitisraeitichechesisusseguirouosiatavotadePar-
aneuto56. Cos' esigeuza, cheuetenposirese senpreneuoprocrastiua-
bie, di uua riorgauizzazioue e di uua onoogazioue de' iutero sistena
conuuitario ebraico,veuueavauzatasiudaprinocougresso israeitico ita-
iauoteuutosiaFerraraue I8657.
Leresisteuzeiuterue auu'azioueiveatricetrovarouo, iuvece,espressio-
ue uesuccessivocougresso diFireuzede I 86che siattest su posizioui
sostauzianeute oppostedeiberaudoche fosse uecessario diuouprovoca-
re ' esteusioue u nigioraneuti aa egge 4 ugio I8, di difeudere e
eggiesisteutioveveuisseroniuacciate
La egge sarda diveuue oggetto di reiterate iuterrogazioui paraneutari
conequeaavauzata daBadaouiue I 89vota aporreiu uce' auorna-
it dea facot inpositiva ricouosciuta ae uuiversit israeitiche58.
Appoggiaudo pieuaneute ' affernazioue de deputato, Gioitti, nosso da
confraternite aventi finalit miste di beneficenza e di culto) cfr. ACS, Ministero dell'intero,
Direzione generale per gli affari di culto, b. 1 98, fase. 531. La documentazione delle confrater
nite ebraiche romane riordinate tra il 1882 e il 1885 (cfr. Statuti dell'universit israelitica di
Roma e delle sue opere di beneficenza, Roma, s. e. , 1885) e sottoposte alla vigilanza della De
putazione di carit conservata presso l' Archivio storico della comunit israelitica di Roma e
di essa ha curato lo spoglio L. FIORANI, Storiografia e archivi delle confraterite romane, in Ri
cerche per la storia religiosa di Roma, 1985, 6, pp. 210-21 3. Per gli istituti della comunit
di Firenze cfr. ACS, Opere pie, 1904- 1906, b. 1 13, fase. 1 1 ; per quella di Alessandria cfr.
ACS, Opere pie, 1916- 1918, b. 1, fase. 2 e per quella di Padova ibid. , b. 78 bis. Sulla comuni
t di Padova, v. anche D. CARPI, Le premesse giuridiche e l'ordinamento amministrtivo dell
comunione israelitica di Padova nel XIX secolo, in La Rassegna mensile di Israel, XXVIII
( 1962), 5, pp. 47-60.
55 Cfr. per tutti R. FRAU, Appunti sul regime giuridico . . . cito p. 34.
56 G. FUBINI, La condizione dell'ebraismo . . . cit . , pp. 34 e seguenti.
57 Y
.
COLOMBO, I Congresso di Ferrara del 1 863 con una lettera inedita di Elia Benamozegh,
in La Rassegna mensile di Israel, XXXVI ( 1970), 7- 9, Scrtti in memoria di Attilio Milano,
pp. 75-108.
58 Cfr. per tutti G. FUBINI, La condizione giuridica dell'ebraismo . . . cit. , p. 34.
204 Ester Capuzzo
que sostanziae indifferentismo reigioso ormai quaificante i separatismo
iberae deo Stato itaiano, riteneva che dovesse respingersi ' ipotesi di
un' estensione dea egge sarda de I 8 poich gi interessati neaoro
quasitotaitnon muovono contro di essa acunrecamoe siassoggettano
voontariamente apagamentodeitributidegientiacui appartengono, a
contempo, si definiva contrario ad arrecare significative modificazioni aa
stessa, inquele aree dove questanormativa era appicata59. Ne I 9I0 ne-
' ottica di un garantisno voto a tuteare a ibera sceta de'individuo
anche supianoreigioso,'interrogazionedeModigianiaaCamerapone-
vainevidenzaquantoospiritodiqueaegge, dinaturaargamentegiuri-
sdizionaista, fosse anacronistico e superato e in antitesi profonda con i
principiodiibertdicoscienza, affermatoda separatismoormaipenetrato
a fondo nea mentait di un'epoca. Non a caso ne medesimo torno di
anni i Luzzatti veniva esatando i modeo americano di organizzazione
comunitaria, connaturatopidiogniatro aregime separatistaquaificante
' ordinamentoiberae
60.
L' esigenza, mai sopita, diuncoordinamento trae varie comunit chea
egge Rattazzi avevacercato di concretaredisponendoa'art. 2 aforma-
zionediconsorzideeuniversitisraeitiche fondatisu adesionivoontarie
e che gi i succitato congresso di Ferrara aveva manifestato, cominci a
tradursiin effettiva reat soamenteneprimo decennio deNovecento
61
.
Motivazioni diverse, come stato spessomessoin riievo, sottesero a que-
sto rinnovato bisogno diraccordodegiorganismicomunitariebraici. moti-
vazioni che si rievano, a di dea poiedrica organizzazione di queste
formazionisociai,neanecessitdigarantiregiinteressicomuni,nebiso-
gno di definire 'identit de' ebraismo itaiano, ne' esigenza di garantirsi
controi manifestarsidiqueeformedi antisemitismo troppo spesso ricor-
rentie,forse, anche, neaprecisaconsapevoezza, difronte a iveamento
che a egisazione aveva operato, dea specificit dea tradizione ebraica
59 Ibid. , p. 34.
60
Per le sue posizioni V. il suo scritto Dio nell libert. Studi sulle relazioni tra Stato e Chie
sa, Bologna, Zanichelli, 1926.
61
Quegli stessi anni furono caratterizzati da un risveglio culturale e religioso in seno all' e
braismo italiano; cfr. A. MILANO, Gli Enti culturali ebraici in Italia nell'ultimo trentennio
(1907-1 937), in La Rassegna mensile di Israel, XII (1937- 38) , 6, pp. 253-269; pi recente
mente M. TOSCANO, Prme note sui fermenti culturali e le esperienze organizzative dei giovani
ebrei italiani tra il 1 91 1 e il 1 925, in La Rassegna mensile di Israel, XLVII ( 1981) , 7-12, At
ti del convegno Risveglio di vita e cultura ebraica in Italia agli inizi del Novecento, Firenze 24-
25 magio 1 981, pp. 136- 142, poi rielaborato con il titolo Ferenti culturali ed esperenze orga
nizzative dell giovent ebraica, in Storia contemporanea, XIII ( 1982) , 6, pp. 915-961 .
Italia Judaica IV
205
chediqueeformazionierarifessoedespressione. Cossudeiberadecon-
gressodeecomunitisraeiticheitaianetenutosi aMianone I909venne
due annipitardiformatounComitatodeeuniversitisraeiticheitaiane
acaratterevoontario
62
. Conr. d. 4maggio I920, n. 6 I I vennericonosciuta
a tae istituzione, denominata aora 'Consorzio', personait giuridica63.
Siconcudeva in tamodo a ungafase dei tentativiperacreazionediun
organismo unitario di vertice de' ebraismo itaiano64. L' et iberae cos
finiva. I mutamento di cima poitico e di regime seguito aa marcia su
Romae a'avventodeadittaturafascistaera destinato adaterareprofon
damentetuttiiterminiderapportotragiisraeitiitaianieo Stato65.
62
Cfr. per tutti R. FRAU, Appunti sul regime giuridico . . . cit. , pp. 41-42.
63 Ibid. , p. 42.
64 Cfr. , per una trattazione complessiva dell' organizzazione centralistica dell' ebraismo
italiano, A. SEGRE (a cura di), I congressi israelitici italiani, relazione ciclostilata dall'Unione
delle comunit israelitiche in occasione del VI congresso ( 1961) .
65
Sulla nuova organizzazione comunitaria sancita dal r. d. 30 ottobre 1930, n. 1731 e dal
r. d. 19 novembre 193 1, n. 1561 che, riprendendo nelle linee essenziali il modello della legge
sarda del 1857, conformemente alle preferenze espresse da parte ebraica e alla volont cen
tralizzatrice e statalistica del fascismo, davano vita ad un ordinamento comunitario su base
nazionale, cfr. tra gli altri: M. FALCO, I nuovo decreto sui culti ammessi, in Israel, 25 apro
1930, pp. 9- 10; ID. , La nuova legge sulle comunit israelitiche italiane, in Rivista di diritto
pubblico e della pubblica amministrazione in Italia, XXIV ( 193 1), 1, pp. 512-530; ID. , Lo
spirito dell nuova lege . . . cit. , pp. 9- 10; C. MAGNI, Intorno al nuovo diritto dei culti acattolici
ammessi in Italia. Concetto e sistema del nuovo dirtto dei culti acattolici e condizione giuridica
dei ministr ed enti dei culti medesimi, in Studi sassaresi, XIX ( 193 1) , 1, pp. 58-72; A. C. JE
MOLO Alcune considerazioni sul r.d. 30 ottobre 1 930, n. 1 731 sule comunit israelitiche, in Il
Dirit.o ecclesiastico, XXII (193 1) , 2, pp. 73- 81; M. FALCO, I decreto legislativo 30 ottobre
1 930 sulle comunit e sull'unione delle comunit, in Israel, 14-21 gen. 1932, pp. 3- 10; ID. , I
regolmento per l'esecuzione delle leggi sulle comunit israelitiche italiane, in La Rassegna men
sile di Israel, VII ( 1932), 4, pp. 1 - 10; C. MAGNI, I carattere distintivo . . . cit. , pp. 266-275;
M. FALCO, voce Comunit israelitiche . . . cit. , pp. 570-574; ID. , La natura giuridica . . . cit. , pp.
301-320; ID. , La classificazione delle comunit israelitiche italiane e dell'unione delle comunit,
in La Rassegna mensile di Israel, X ( 1936), 6-7, pp. 455-467; G. TABET, voce Comunit
israelitiche, in Enciclopedia forense, II, Milano, ILTE, 1958, pp. 373- 378; M. FALCO - A.
BERTOLA, voce Comunit israelitiche . . . cit. , pp. 914-918; A. MILANO, Storia degli ebrei . . . cit. ,
pp. 472-475; R. FRAU, La formazione della nuova legislzione italiana sulle comunit israelitiche
(1930-1 931), in Studi economico-giuridici dell'Universit di Cagliari, XLVII (197 1), pp. 1-
38; G. FUBINI, La condizione giuridica . . . cit. , pp. 48-56; ID. , voce Comunit israelitiche, in
Novissimo digesto italiano. Appendice, II, Torino, UTET, 1981, pp. 206-212; A. CAL, La ge
nesi della lege del 1 930, in La Rassegna mensile di Israel, LI ( 1985) , 10-12, pp. 334-439;
G. DISEGNI, Considerazioni sulla storia . . . cit. , pp. 625 sS. ; G. SACERDOTI, voce Comunit
israelitiche, in Enciclopedia giurdica, VII, Roma, Istituto della enciclopedia italiana, 1988,
pp. 2-7; R. DE FELICE, Storia degli ebrei . . . cit. , pp. 101- 108.
SIMONSCHW ARZFUCHS
Les Juifs de Nice entre l'talie et la France
La connuuaut israite de Nice est a seue qui ait t agregee tee
quee a graude orgauisatiou du }udasne frauais du I9me sice. i
s' agissait d' uue orgauisatiou ceutraise, tabie etargeneut coutre par
' Etat Coutraireneutauxconnuuauts}uivesd' Agrie, quifureutcousis-
toriaisespartirde I84, eeuefutpas coouiaise,naisiuvite iut-
grerecadrecousistoriaquitaitcoutraiguautpourtouteseconnuuauts
}uives de Frauce, depuisanise eupace des rfornes uapoouieuues Ce
cas uuique nrite douc uue atteutou particuire, d' autaut pus qu'i ue
senbe pas que cette iutgratiou se soit faite saus na. ee a douu ieu
des ractious, voire uue rvote, qui sout saus pareies daus ' histoire
noderuedu}udasnefrauais1 .
Oupourrait sedenauders i aconnuuaut|uive deNicetaitorgauise
au dbut du sice sur e node des connuuauts }uives de Frauce Nice
tait eu effet frauaise depuis I 92 et auraitdoucpu subireur iufueuce
Le naire deNicequi avait tiuterrog ce su}etpareprfetdesApes
Maritines,uirpoudaite fvrierI8082;
Il existe Nice, sous l' ancien titre d' Universit des Jui/s 3 , une corporation reli
gieuse de cette secte, dont les Massari, soit les dputs, ont 1' administration des
1 Pour l' histoire de la communaut juive de Nice, voir ]. DECOURCELLE, La condition des
Juifs de Nice aux XVIIe et XVIIIe sicles, Paris, 1923; V. EMANUEL, Les Juifs Nice, 1 400-
1 860, Nice, 1905; H. MEISS, A trvers le ghetto. Coup d'oeil rtrospectif sur l' Universit isralite
de Nice (1648-1 860), Nice, 1922.
2 ARCHIVES DEPARTEMENTALES DES ALPES MARITIMES [ADAM], Nice, V 91.
3 Traduction du terme traditionnel italien universit qui fut remplac par celui de commu
naut aprs 1860.
Italia Judaica IV 207
revenus et aumnes, auxquels tous les individus de la religion juive domicilis
Nice, ou Juifs trangers y participant, sont tenus de contribuer pour les besoins
spirituels, et meme pour la police intrieure de ces sectaires.
Le tarif, le mode de perception et l' emploi de ces revenus et aumnes, sont
rgls par des capitulations 4 dresses par cette Universit le 27 avril 1785, en ver
tu des Lettres Patentes de S. M. le Roi de Sardaigne, du 28 fvrier 1783 et homo-
logues par 1'Ancien Snat le 23 juillet 1 785, fin de les rendre excutoires 5 .
'
Il n'est pas sans exemple que 1' autorit civile et territoriale est intervenue dans
1' examen des comptes des Massari, soit des dputs chargs de 1' administration de
ces revenus assez considrables.
Ces dputs, ou Massari, peuvent sous plusieurs rapports et re assimils au
,
fabri
ciens ou marguilliers des Eglises catholiques, et ils devraient com me ceUX-C1 rendre
compte l' autorit civile de 1' emploi des revenus et aumnes qu'ils peroivent, et
qui, comme les aumnes et les revenus des Eglises catholiques, mritent d' etre sur
veills par l' autorit tutlaire du gouvernement, d'une manire approximative
celle tablie par lui 1' gard de la gestion des fabriciens et des marguilliers . . .
I s' agissait, saus ' onbre d' uu doute, d' uue connuuaut de type ita
ieu6 querieuue rattachait uueorgauisatiou}uiveceutrae, situatiouque
devait reuforcer souretour sous ' autorit sarde eu I8I4 Sou eutre daus
'orgauisatiou ceutraise du }udasne frauais rsuta douc de ' auuexiou
de Nice a Frauce, etuoude quequevooutd' assiniatiou cette con
nuuaut Eeuesefitpassausheurts
Ds e nois de }auvier I86I, Sinou Boch, e rdacteur eu chef de
L'Uuivers israite, e }ourua des priucipes couservateurs du }udasne,
crivait daus sa revue des vueneuts reatifs au }udasne eu I860, es
iguessuivautes7:
Nous ignorons s' il a t pris de mesures administratives en vue de l' annexion de
la communaut de Nice au judaisme de l' Empire. Nous apprenons que cette com
munaut manifeste le singulier dsir de rester indpendante. On a dit oui pour
devenir citoyen franais, mais non isralite franais. Nouvelle question italienne.
C' est ' histoire de cette uouvee questiou itaieuue que uous teuterous
deretracerici
4 Il s' agit bien entendu des capitoli ou statuts.
5 Cf. J. DECOURCELLE, La condition des Juifs . - . cit . , pp. 241 et suivantes.
6 Pour la disparition des confrences des communauts italiennes, cf. S. W. BARON, The
Jewish Community, Philadelphie, 1948, I, pp. 321-322, et III, pp. 89-91 .
7 L'Univers isralite, XVI ( 1861) , 5, p. 203 .
208 Simon Schwarfuchs
Redeveuue sarde eu I8I+, aprs a chute de ' Enpire, a connuuaut
uioise u' avait pas pour autaut retrouv e cane. Saus doute s' tait ee
ibre deatutee duCousistoire de Marseie auque ee avait t ratta-
che, et tait ee redeveuue iudpeudaute aprs 2 auues d' occupatiou
frauaise, nais ee u' avait pas perdu e souveuir de a ibert dout ee
avait }oui aieurs, et de sa participatiou aux travaux de ' Assenbe des
uotabes etdu SauhedriudeNapoou, O eeavaittreprseuteparuu
de sesuotabes, Isaac SanueAvigdor8, foudateurd' uuefanie bieucou-
uue daus ' histoire du }udasne noderue, surtout eu Augeterre, et qui
avaitt secrtairede'Assenbedesuotabes. Eeacceptana avoout
de ' Etat sarde de faire reveuir daus e ghetto uiois ceux qui ' avaieut
quitt, etseseffortspoureufairesortires chrtieusquis' ytaieut tablis.
Lertabisseneutdes aucieuuescoustitutiousduroyaunedeSardaiguequi
fut procane 2I nai I 8I+ douua e siguad' uu conbatqui ue prit vrai-
neut fiu qu'eu I 8+8, avec e cousidrabe progrs que coustituapour eux
e privige accord e 2 septenbre I 8+8 par Chares Ennauue ses
Etats.
C' est aiusi qu'is s' taieutvussonnere Ier
nai I 8I 6deveudre daus
uudaideciuqaus es naisous qu'isavaieutacquises audehors dughet-
to. Par a suite ce dai fut prooug }usqu' au Ier
}auvier I 82+. Pus tard
d' autres daiseur fureut couseutis, caris avaieut sutirer arguneutdea
rsideucedefanieschrtieuuesdausesinitesdughettopourdenauder
edroitdeogeraieurs . Cequitaituuetoraucedeviutbieuttuudroit
pourcertaiusd' eutreeux, puisquecesderuiers avaieut obteuu trsofficie-
eneute droit deogeraudehors dughetto. Eruest Mardoche Crnieux
y fut autoris eu I 82, es poux Saiut Pau eu I 82+, Avigdor, cousu de
Prusse eu I82etEphrain Couqui eu I828. Eu I8, e niuistrede' Iu-
trieur devrait d'aieurs narquer sou touueneu t de ce que es |uifs
taieut tou}ours disperssdausevie' Aavritouvoitna conneut ou
auraitpuescoutraiudre riutgrereghetto. eueffetNice,vietouristi-
que, u' aurait pas puinposer aux uonbreux - etriches - |uifs traugers
devigiaturer dausequartierdestiu eurs corigiouuaires ducru' Eu
fiu de conpte e statut de I 8+8devait cousacrer uue situatiou de fait eu
accordauttouses|uifsdeNiceaibertd' tabisseneut9 .
8 Il est l' ancetre des Avigdor-Goldsmid anglais.
9 Cf. H. MEIss, A travers le ghetto . . . cit . , pp. 74-80 et lA. GALLOIS-MoNTBRUN, Etude sur
l'tablissement et la rsidence des Ismlites en la vile de Nice, dans Annales de la Socit des
lettres, sciences et arts des Alpes Maritimes, III (1875), pp. 9- 19.

Italia Judaica IV 209


Au civage socia qui avait t rv par a diffreute ocaisatiou des
rsideucess' a} outaieutdesprobnessurepaurabbiuique. Nice,quitait
uuepetite connuuaut, devait se couteuter de rabbius d'inportatiou. Eu
I 809, c' tait uuorigiuairedeRhodes, Raphae|uda Israe, qui renpissait
cette fouctiou. Eu I82I Victor Ennauue avait inpos aux|uifs conne
successeur uu rabbiu uonn Abra

an bu Chaon Beas Nachkar


,Lachkar) , origiuaire de Tuuis, qui devait se dcrire conne suit daus uu
ouvragequ' ipubiaLoudreseuI 8++
1
0
:
The author who filled the office of Treasurer of the Bey of Tunis, and after
wards that of Chief Rabbi of Nice, now resides in London, and is attached to the
college called The Tree of life of the Spanish and Portuguese Congregation of
London.
|uif de Cour du Bey, rabbiu de Nice, i avait douc terniu sa carrire
conneDayauLoudres.
Ou ue sait trop pourquoi i avait t inpos a connuuaut uioise.
Ousaitparcoutre quecee-cieufuttrs ncouteute et qu' ee fit de sou
nieuxpourereudresestudes . Le26dcenbre I826, eeuigarautita
sonne de +000 fraucs pour qu'i reuouce au rabbiuat de Nice, et e roi
douua sou accord cette couveutiou que e rabbiu avait approuve par
crite I9 dcenbreprcdeut. Que s' taitipassLes dtaisnauqueut,
siuou que e niuistre conpteut avait }ug utie d' iuterdire d' iusuter e
dit rabbiu, soit par des gestes, sigues ou propos, et que a connuuaut
avait nis ' espoir que a dpeuse couseutie pernettrait de raneuer a
trauquiit daus e ieu de prires et daus e seiu nne de uos fanies
. . . 1 1 . Ceu'estqu'eu I8qu' EiseoGraziadioPoutrenoi, quisetrouvait
depuis prs de 20 aus Chieri, fut u rabbiu de Nice 12. Quoiqu' itaieu
d' origiue, i eut gaeneut naie partir aveces dirigeauts dea connu-
uaut, aiusiqu' ouput s' eu apercevoir ors de a mise au poiut duuouveau
rgeneut deaCompagnia dell beneficenza deNice13 quiduradu2 octo-
bre I88 au I }uiet I 8+0 - prs de deux aus ' - et douua ieu uue
10
Introduction de son Sefer Perach Shushan (cit par H. MEISS, A tmvers le ghetto . . . cit. , p.
70) .
11 H. MEISS, A travers le ghetto . . . cit. , pp. 67-7 1.
1 2 ARCHIVES COMMUNALES DE NICE, 3 P 1.
13 Voir le texte imprim (italien) de ces statuts et les pices jointes, ADAM, 3 V 333. L'e
xemplaire de la Bibliothque nationale et universitaire de Jerusalem est incompleto
210 Simon Schwarzfuchs
coutroverseet desdbats auxques prireutpart es nenbresdea socit
,is taieutviugtciuqsiguataires) , ' avocat gura, e Suat royade Nice,
erabbiuet' avocat fisca. Eervaituueoppositioufoudaneutae eutre
erabbiuete syudicde' Uuiversit - aconnuuaut}uive - quisoute-
uaitau uon decette deruire es rdacteurs du uouveaurgeneut. Abra-
hanCassiuet|oabViterbo. Lerabbiu,quirenpissaitgaeneutes fouc-
tious de chauceier de ' Uuiversit, se paiguait d' avoir t iguor I pr-
seutadoucsesobservatious au Suatetiusistaparticuireneut surespr-
rogatives durabbiuat. I affirnaitqueuul rgeneut ou statutiuhreutau
cute ou areigiou, uepouvait se passer ducouseuteneut et de ' appro-
batioudurabbiu. Iuiaparteuaitdoucd' iuterveuir, etdeuepasadnettre
que aHebra soit e donaiuerserv, voire hrditaire, dequeques fani-
es . Eusaquait dediretore delle anime, i devait coufesseres noribouds
et veier a bouue excutiou des usages traditiouues . I fiuit par avoir
gaiudecauseeti fut couveuuqu' iseraitnenbre dedroitdeaHebraet
auraituuevoixcousutativedaustoutesesdibratiousde souCousei. I
futdcideu outre que des oraisous fuubres ue pourraieut tre prouou-
cese sanedioues}ours de fte Uuefois cesnodificatiousaccepteses
statutsfureuteutrius. Iavaitfauuudbatproougpourque' autorit
et es droits du rabbiu soieut recouuus. I est probabe que a coutroverse
u' avaitpasaissquedeboussouveuirscertaiusdesesprotagouistes.
Eu I360, es|uifs deNice ueparaisseutpass' tre diffreucis deeurs
coucitoyeus . Lorsduvotedes I et I6 avri, iyavaiteu Nice63I0votes
pourerattacheneutaFrauce,ouzecoutreet2absteutious.Iparaitfor-
teneutinprobabe quees|uifsaieuttuonbreuxparnices deruiers. Is
avaieutcertaiueneut t aussipro-frauais que eurs coucitoyeus, d' autaut
pus quees origiuairesde Frauce taieut assez uonbreux parni eux. Iest
d' aieursrenarquabedecoustaterquesieursstatutstaieutrdigseuita
ieu,eurregistrededibratioutaitteuueufrauaisdepuisI 33'
L' iutgratiou adniuistrative fut rapide. Ds e 9 nars I36I, e niuistre
des Cutes crivait au prfet et ui denaudait sou avis sur a denaude du
Cousistoire ceutra de rattacher a connuuaut de Nice au Cousistoire de
Marseie. Sur sou avis favorabedu I2 nars, uudcretinpriaordouuae
Ier avri e rattacheneut denaud. Sur quoi D. Lattes, secrtaire euchef
de ' uuiversit israite de Nice denauda des iustructious sur a nauire
de procder ' ectioud' uueconnissiouadniuistrative. Cee cifut rapi-
deneutueetconposesconne suit. echevaier SeptineAvigdor, prsi-
deut 14, C Baquis, AbrahanCoonbo, M. Mayrargue,|. Viterbo, D Mo-
14 Il tait le petit fils d' Isaac Samuel Avigdor.
Italia Judaica IV 21 1
se et D. Latts, secrtaire Ee s' adressa sur e chanp au prfet pour
denauderque tous es coutribuabes au cute soieut igibes aux diguits
connuuautaires. Le prsideutcrivait.
L' annexion de Nice la France, vnement duquel personne plus que nous n' a
eu se rjouir, a cr cependant, momentanment je l' espre, quelques diffrences ,
de nationalits qui, si elles avaient pour effet d' enlever aux personnes auxquelles
elles se rapportent la qualit d'lecteur ligible, rduiraient considrablement les
ressources dj restreintes de notre communaut . . 15 .
Ou peut se denauder si cette requte avait t dicte par e naiutieu
Nice de|uifs pinoutais qui avaieut dcid de couserver eur uatiouait,
oupara prseuce devigiaturistes}uifs uonbreux, naisi estdifficiede
traucher.
Ds ' auue suivaute, aconnuuaut denauda a cratiou d'uuposte de
rabbiu Nice. Le dcs de Poutrenoi avait aiss e poste vacaut et a
connuuaut u' enpoyait qu'uu niuistre officiaut ors de ' auuexiou. La
popuatiou}uiveconptaitseueneut23nes, naisiyavaitieudeteuir
conpte de sou goufeneut peudaut ' hiver. Laviede Nice, e Cousistoire
deMarseie et e prfet ayaut douu eur avis favorabe, uu poste de rab-
biu connuua Nice fut cr paruudcret inpria e 4 aot I362, avec
uutraiteneut de I00fraucs
La connuua

t avait souhait a uoniuatiou d' uu rabbiu detaeut qui


serait nne de servir aussi bieu es habitauts de Nice que es fanies
riches qui taieut depuseuplusuonbreusesypasser' hiver. Oupeut se
denauder sia dsiguatioudurabbiu Netter - i fut uonn e2 uoven-
bre I 362 - rpoudaitce voeu. iavaiteueffet trvoque 29 }auvier
prcdeutde sesfouctiousderabbiudeCoustautiue, sur ' avisuuauinedu
Cousistoirede Coustautiue, duCousistoireagrieu, du Cousistoireceutra
etduGouverueurgurade'Agrie
:
'
C' est ' appui de sa denaude decratiou d' uu poste rabbiuique que a
connuuaut avait }oiut uu tat uoniuatif des|uifs deavie eu I362. ils
taieut douc 23rpartis eu 4 fanies . Oupeut se denauderqueecou-
fiauceifautaccordercetteiste. Eueffetuutatdes ecteurstabipar
e Cousistoire de Marseie eu I36I conpte 63 ecteurs. i y nauque I0
1 5 ADAM, 3 V 330. La lettre est date du 14 juin 1861 et transmet le procs verbal de la
commission administrative du 1 1 juin.
16 Cf. ADAM, 3 V 330, et ARCHIVES NATIONALES [AN], Paris, p
19
11001 et p
19
1 1020.
212 Simon Schwarzluchs
nons de a iste de I 862, nais i y figure I6 nons qui n' y se retrouvent
pas ' Le nne Consistoire y dnonbre 80 ecteurs en I 862, et 90 en
I 864' ' ' L' ononastique procure de prcieuxrenseignenents sureur origi
ne Laconnunaut}uive de Nice tait certes trs ancienne, naiseeres-
tait conposite Seon ' tat de I 862, une quarantaine de fanies taient
d' origineitao-nioise,unedizained' originecontadine, septouhuit achke
nazes, deux nord-africaines et e reste indternin' Les contribuabes es
pusriches appartenaient surtout ' nentitaien L' nenttouristique,
surequeondevaitfonder tantd' espoirs, ne senbe avoir}ou aucunre
dans cette connunaut' Edouard Muscat, e prsident de a socit de
bienfaisanceocae, crivaiten I 86quesies|uifsdeNicerecevaientcor-
diaenent tous es Israites qui venaient passer ' hiver Nice, is regret-
taient cependant den' en voir }anais aucun au Tenpe' Tout au pus pou
vaitonesrecontrerorsd' un dcs, orsquee probnede asputurese
posait
18.
Le cane rgna un certain tenps dans a connunaut, nais i apparut
bientt qu'ee tait rfractaire au centraisne consistoria, aors nne
qu' ee prenait une part active a vie poitique du pays Ds e nois de
novenbre I 860, deux|uifs de Nice, Dsir Poonais ,Poacco) et Henry
Avigdor faisaient acte de candidature aux ections gisatives, sans ' on-
bre d' une arrire pense pro-itaienne Poonais devait se retirer, nais
Avigdor, qui naintint sacandidature, obtint 28% des voix I avait eu e
soutiendecertains nentsde ' Egise, encourags sans doute par sacon
version' approcheduscrutin19.
La connunaut avait donc t rtabie et avait re}oint 'organisation
consistoriae Ee avaitun rabbin, etsenbaitavoirtrouvsapacedansa
vienationae. Lefeucouvaitcependant
D} ors de a cbration de a fte de Kippour en I864, un incident
avait cat avec es dirigeants de ' ancienne Socit de bienfaisance ou
Hebra auxques on avait refus a rcitation traditionnee d' une Hachka
bah ,prire pour e repos de 'ne) pour es adninistrateurs dcds
C' tait ' adninistrateur de a synagogue, A. Coonbo, qui portait a res-
ponsabiitdecet affront20 . Lasituation ne s' tantpas aniore, e Con-
17 AN, F
19
1 1020 et F
1 9
1 1051.
18 Archives isralites de France, XXVII ( 1865), 2, pp. 68-69.
19 Cf. J. BASSO, Les lections lgislatives dans le dpartement des Alpes Maritimes de 1 860
1 939, Paris, 1968, p. 12.
20
ADAM, 3 V 333.
Italia Judaica IV 213
sistoire de Marseie, usant de son pouvoir quasi absou, dcida de dp-
cher Nice son prsident et son grand rabbin qui y arrivrent e nai
I 86. Is consutrent, dcidrent dedissoudreaconnissionadninistrati
ve etdeprovoquer denouvees ectionsquieurent ieu es I2 et I9 nai
Furent us. Septine Avigdor, Ben,anin Cassin, Constant Mayrargues,
|onathanPugetetAaronPontrenoi Avigdorfut dsignconneeurpr-
sident21 . Les nouveaux us reprsentaient ' nent rtif a discipine
consistoriae et appartenaient tous au vieux fonds itao-contadin Is dci-
drent de nettre ' tude a construction d' une nouvee synagogue Le
Consistoire deMarseieavaitprisonbragedeeursveitsd' indpendan-
ceetavaitdcidde dissoudreunefoisdepusaconnissionadninistrati
veocae Lesdnissionnssepaignirentdes agissenents duConsistoire
de Marseie auprsdu Consistoire centraet ceui-cidenandades expica
tions I senbebien qu'i ne prit pas' incident au srieux, et qu'i secon-
tentadenonnerunenouveeconnission adninistrative
Les dnissionns setrouvrent dans e pus grand enbarras Is ne vou-
aient pas reconnaitre ' autorit du Consistoire de Marseie, et restaient
attachs au principe dea connunaut }uive itaienne indpendante Pour
chappercedienne, is inventrent une soution originae Sansdoutea
presse}uivede' poque, es Archives israitesconneL'Universisrai-
te, enfutee' inspiratriceinnocente. eeeuravaitrvesdivisionset
es schisnes du }uda:sne aenand qui avaient abouti a fornation de
nouvees connunautsibraes Isdcidrentdoncd' chapper ' enpri-
se consistoriae en crant une connunaut rforne, qui ne pouvait qu'-
treindpendante22 .
Is avaient d} obtenu e }uin I 86' autorisationde faireeurs prires
au donicie de Septine Avigdor Le succs aidant is s' adressrent e 26
septenbre suivant au prfet et ui annoncrent qu' is avaient forn une
association pour a cration Nice d' un tenpe consacr au cute israite
rforn Cetteassociation, enrespectantafoidenospres etesdognes
21 L'Univers isralite, XXII ( 1867), pp. 467-468.
22 ARCHIVES DU CONSISTOIRE CENTRAL [ACC], Paris, lC 1 1 , registre de correspondance,
pp. 123- 125 (Microfilm 1067
c
les Archives centrales d' histoire du peuple juif, ]erusalem). Il
s' agit d'un rapport sur les incidents de Nice que le Consistoire centraI adressa au ministre
des Cultes le 19 dcembre 1867. Il en ressort que le prsident
c
les dissidents, pressenti par le
grand rabbin lsidor, lui avait adress une rponse ngative. Phyllis Albert signale, sans plus,
1
' existence de cette communaut rforme ( The modemization alFrench Jewr: Consistor and
Community in the nineteenth centur, Hanover, 1978, pp. 197-198).
214 Simon Schwarfuchs
de uos ivres saiuts, a pour but de nettre uotre cute eu rapport avec es
ides de progrs que uotre sice a cousacres sous toutes es fornes. Is
souhaitaieut suppriner certaiues prires et initer e re du rcitatif. Is
vouaieut aiusi sepasserdu tout cerg,et,senbe-t-i,des servicesdurab-
biu Netter. Is euteudaieut gaeneut cousacrer tous eurs efforts ' ius-
tructiouet ' ducatiou Vu eur succs - isprteudaieut avoir recueii
' adhsioudeagraude na}oritdes|uifs de Nice - , is denaudaieut' au-
torisatiou de se servir d' uu oca pus inportaut. La ptitiou avait t
sigue par SeptineAvigdor, B. C. Mayrargues, |. Puget, Beu}aniu Cassiu
etIsraeV Latts,autreneutditparquatredesciuqdnissiouus23 .
L' autorisatiouprfectorae fut accordee I4septenbre I 86. Leprfet
u' avaitpuarefuser'honne au su}etduqueiavaitcrite2I }uiupr-
cdeut. Par sapositiou norae et sapositiou defortuue, M. Avigdorest
uu des honnes es pus cousidrabes de a vie chef ieu du dparte-
neut24. Le schisne tait eutr daus es faits. Le Cousistoire ceutra qui
u'iguorait pas es daugers d' uue tee situatiou qui aurait pu faire tche
d' huie, avait rsouneut pris e parti du Cousistoire de Marseie. Ds e
I9dcenbre I 86, i s' adressait au niuistre des Cutes pour uidenauder
de re}eter a denaude des dissideuts, car oiu de rsuter d' uu schisne,
eeu'a tiuspirequeparuuregrettabe espritdersistauce' autorit
du Cousistoire dparteneuta de Marseie dout is vouaieut s' affrau-
chir25 . Le niuistre ayaut fait tarder sa rpouse, e Cousistoire ceutra
reviut a charge e 0 }uiet I 86826. Ee devait parveuir au dbut de
uovenbre ete Cousistoire ceutraatrausnit au CousistoiredeMarseie.
I regrettait que e niuistre u' ait pas}ug ucessaire d' adoptere poiut de
vue des Cousistoires, et reconnaudait d' apaiser es dissideuts par que-
ques sages trausactious et d' enpoyer a voie de a couciiatiou pour es
raneuerdauseseiudeaconnuuaut27 .
Maadresse du Cousistoire de Marseie oueutneut des dissideuts, rieu
u' yfit ete schisne secoufirna Aupriutenps I 869, acoutroversereprit
avecuueuouveevioeuceproposducinetireisraite de Nice. Iparait
qu' ' occasioude' iuhunatioud' uunenbredeaconnuuautdissideute,
uuiucideut dsagrabeavaiteuieuafiudunoisdenars ou audbut
23 ADAM, 3 V 333, 17.
24 Ibid. , 16, 17, 18, 23, 24, etc.
25 Cf. le registre mentionn la note 22.
26 ACC, lC 1 1 , pp. 171- 172, n. 10785.
27 Ibid. , p. 190, n. 10951 . La lettre du ministre n'y est pas reproduite.
Italia Judaica IV
215
d' avri Nous ue savous pas exacteneut ce qui s' tait pass aors. Cepeu-
daute Cousistoire ceutraquiavaittsaiside' affaire,crivaite I2 avril
I869 a connissiou adniuistrative uioise pour ui reconnauder apru-
deuce et a nodratiou, car a situatiou est trs grave. Le Cousistoire
ceutra redoutait i ' exteusiou du ua) Tou}ours est i qu'i auuouait a
prochevisite Nice' uue dgatiouconposeugraud

abb
,
iud

eFruce .
Isidor et de sou coegue Louis Hapheu, qui sefforcerait dy retabhr a
paixetacoucorde28.
. . ' . g o
Les deuxnissaires arrivreut Nice eunai I 869, visitereutesheuxet
es honnes, procdreut des cousutatious et fireut queques proposi-
tious. De retour Paris, is prparreut uu rapport qu' is prseutreut au
Cousistoire ceutra daus sasauce du Ier }uiu I86929. Isdcrivaieut ' tat
de a connuuaut ,euvirou 0 fanies) , et coustataieut que a situatiou
s' tait eucore aggrave puisque ' coe }uive ee-nne avait cat et que
esdissideutsavaieutouvertuue coe defies et uuecoe degarousavec
22veseutout'
Is attribuaieut ces divisious des questious persouuees, des tracasse-
ries depetitevie, et desraisous ocaesdetouteuature,naisu' ou.iai

ut
pas deneutiouuer des noeurs traugres. Is regrettaieuteur situatiou
d' autau. Is taieut ibres aors - disaieut is - et is faisaieut ce qu' is
vouaieut ,.. . ) Is procaneut et pubieut bieu haut qu'is out vouu eu se
sparaut de a connuuaut s' affrauchir du }oug cousistoria, surtout du
}ougduCousistoirede Marseiequieurpse toutparticuirene
'
t. Et

e
graudrabbiu Isidor affirnait. |e dois a vrit dedire quee titre qu' is
out douu eur syuagogue, eu ' appeaut rforme, estuue fausse eus

i-
gue, is u' out absouneutrieuchaug, uirieunodifi, c' estuue ruse q

' is
out enpoye daus l' espird'obteuirpus facieneut avecce uouveau titre,
' autorisatioud' exis.er
Les dgues du Cousistoire ceutra avaieut propos es coucessious es
pus arges aux rforns, nais saus aucuu succs. Uue iuterveutio
'
auprs
du naire et du prfet, auxques es dissideuts avaieut souveut fait a

pe,
avaitpernis de es couvaiucre de souteuir dsornais es efforts c

usisto-
riaux Eu fiu de conpte, e refus des dissideuts es avait coutramts de
preudreepartide aconnissiouadniuistrative, naisis avaieutrsoude
28 Ibid. , p. 221 , n. 1 1058.
29 ACC, B5, registre des dlibrations, pp. 4 15-420 (Microfilm 1065 des Archives centra-
les d'histoire du peuple juif) . Voir la pice jointe.
2 16 Simon Schwarfuchs
proposerlauoniuatioud'uueuouvelleconnissiouplus nnedertablir
la paix des esprits . Ils avaieut galeneut dcid de uonner uue connis-
siouspcialequiseraitchargedeveillerl' dificatioud'uuuouveauTen-
pl

, au seiu duquel, espraieut ils, les deux canps opposs se reucoutre-


raieut. Ileufutaiusifait,etouatteuditlasuitedesvueneuts.
Lesdissideutspersistreutcepeudaut, etlalutte coutiuuaaveclesortho-
doxes . Le 0 }

uvier I 884 ces deruiers avaieut crit au prfet pour lui


d

nauderdefairesuppriner l' iuscriptiou. naisoudeprire, quisurnou-


taitaportedu :enp
.
le

rforn,

tquisenblaitiudiquerqueceu' taitpas
uusinpleoratoireprve. Les dissideutsrpoudireutle fvrierpourrfu-
t

rles
,

rg

neutsde
.
le

rs

adv

r
.
sairesetaffirnerquel'iuscriptioueuques-
tiou uetait pas destmee a facihterleur propagaude religieuse30. Nous ue
savous quelle suite fut douue la dnarche des uns et la rpouse des
a

res. Cepeuda

t, au nois de}uiu I888, les dissideuts tou}ours aussi opi-

iat

esde

auaieutleur recouuaissauced' utilitpublique, aiusique' auto-


rsati

u dou
.
vrr uue salle deculteplusgraude. L couseilnuuicipal avait
douue uu avis favorable, auquel le prfet ueseralliapas . Il leur connuui-

ua
.
le aot I90

la rpouse dfavorable du niuistre qui s ' appuyait sur


lavis, tout aussi defavorable, du Cousistoire ceutra. A l' appui de eur
denaude,
.
les rforns avaieut fourui uue liste de leurs nenbres, qui
conpreut 2 uons qui reprseutaieut saus doute treute deux fanilles
apparteuaut toutes l' lneut aucieudelaconnuuaut3 1 .
'
Ce u' est qu' la vei|e de la sparatiou de l' Eglise et de l' Etat, uu peu
avaut I90, que la px fut faite et que toute la connuuaut couseutit
eufiuseregrouperautourd' uueseulesyuagogue32.
Aussidoucl arvoltedel aconnuuautrforne avaitelle durplusde
quaraute aus, et a

ait ellepris fiu prcisneut lorsque la sparatiou iuter-


veuue eu I90 ui pernettait d' tablir sur des bases sres sou existeuce
iudpeuaute, t

ut conne veuait de le faire l 'Uuiou librale parisieuue,


eufm debarrassee de la tutelle cousistoriale. Cette volutiou coufirnait
l' apprciatiou des dlgus duCousistoire ceutraveuus Niceeu I 869 et
qui avaieut estin que ' tiquette rforne tait tout au plus uuprtete.
Il reste cepeudaut que la rvolte de Nice coustitue uu cas uuique daus
30 ADAM, 3 V 333, 69.
31 DM, V 332. La liste est signe par A. Baquis qui prsidait le comit au sein du
quel slegealent egalement Pontremoli, Mayrargues, ]. Latts et ]. Debenedetti.
32 V. EMANUEL, Les Juifs . . . cit . , p. 15, n. 1 .
Italia Judaica IV
21 7
l' histoire del aconnuuaut }uive de Frauce d' avaut I90. I l est synpto-
natique qu'elle se soit produite prcisneut Nice, c'est dire daus la
seule connuuaut qui ait t auuexe eu bloc au }udaIsne frauais. Le
re}et du lourd appareil cousistorial et de sou enprise dictatoriale rsultait
directeneutdel' espritd' iudpeudaucequiu' avaitcessd' auineruuebou-
ue partie des nenbres de cette conmuuaut, qui taieut rests attachs
aux traditious et aux habitudes des connuuauts italieuues, qui taieut
tou}ours dceutralises. Leur rvolte u' avait rieu d' autifrauais, nais elle
coustitua uue facette oublie de ce particularisne uiois qui rsista loug-
tenps l' auuexiou. C' estdiretitrequ'ellenritaitd' tresiguale.
APPENDICE
Sance du 1 juin 1869. Prsidence de M. Franck;
Membres prsents: MM. Franck, vice prsident
Isidor, grand rabbin
Attias
Bdarrides
Albert Cohen
J. Cohen
Louis Halphen
. . . M. le grand rabbin Isidor a la parole pour rendre compte des rsultats de la
mission qu'il a remplie avec M. Louis Halphen auprs des isralites de Nice. Il
s' exprime dans les termes suivants:
Messieurs,
Vous nous avez confi, M. Halphen et moi, la mission de nous rendre
Nice, pour y ramener au milieu de nos frres depuis si longtemps diviss, la paix et
la concorde. Je remplis aujourd'hui un devoir en venant vous rendre compte du
rsultat de no tre voyage.
La communaut de Nice se compose de 70 mnages; toutes les familles sont
leur aise, quelques-unes mme jouissent d' une grande fortune, et il y a l, si l'on
finit par s' entendre, de vritables lments de succs et d' avenir. Les isralites
sont assez bien considrs; cependant, on y re spire encore tant soit peu, 1' air de
1' ancienne oppression, et les sentiments, sinon d'hostilit, du moins d' indiffrence
et de ddain pour les isralites, ne sont pas encore, aprs une libert de quelques
annes, compltement effacs.
218 Simon Schwarfuchs
I1s ont une vieille synagogue qui remonte des sicles, et qui est place dans le
ghetto: dire un ghetto, c'est dire une rue sale et infecte. Le tempIe est au 2e tage,
1' intrieur n'est pas trop mal, c' est vrai, et c' est leur proprit. Mais la rue qui y
conduit, les trois escaliers qu'il faut franchir pour arriver l' enceinte rserve aux
hommes, les quatre pour arriver celle rserve aux femmes, et surtout les ides
modernes de propret et d'esthtique qui ont pntr partout, Nice surtout o
arrivent des hommes de toutes les nations, commandent imprieusement 1' abandon
de l' ancienne synagogue et la construction d'une nouvelle. I1s sont tous d' accord
sur ce point et, mon avis, c' est l le terrain o les isralites Niois se rencontre
ront un jour, et o se fera plus tard la rconciliation.
J' arrive ainsi naturellement la division qui spare les isralites de Nice, aux
luttes qui se produisent au milieu d' eux, et je vous dirai ensuite que si nous som
mes parvenus peut etre apaiser les esprits, calmer les passions, il nous a t
impossible de ramener immdiatement la paix, de faire disparaitre l' antagonisme
et l'hostilit, et malgr mes efforts, malgr les concessions que je voulais faire au
parti de 1' opposition surtout, je n' ai pu obtenir, pendant ma prsence, la fusion des
deux partis. Celui de l' ordre eut consenti tout, mais l' autre refusait tout.
La divison rgne dans cette communaut depuis un temps immmorial, et dj
l' poque italienne, les Niois taient sans cesse en guerre entre eux. I1s se dispu
taient tantt avec leurs rabbins, qui remplissaient les fonctions de Chazan, d'insti
tuteur et de prdicateur, et tantt avec les administrations du tempIe. I1s taient
libres alors, disaient ils, et n' taient soumis aucune autorit religeuse suprieure,
personne ne s' occupait d' eux, et ils faisaient ce qu' ils voulaient; ils regrettent cette
indpendance, regrets qui me faisaient l' effet, leur ai je dit, de ceux qui manifes
taient les juifs pour les [ . . . ] d' Egypte, malgr la libert qu'ils voyaient devant eux;
Hs proclament et publient bien haut qu'ils ont voulu en se sparant de la commu
naut, s' affranchir du joug consistorial, surtout du joug du Consistoire de Marseil
le qui leur pse tout particulirement.
Les vritables causes de ces discussions et de ces divisions sont les questions
personnelles, les antipathies d'homme homme, les tracasseries de petite ville, les
moeurs trangres, les raisons locales de toute nature qui disparatront avec le
temps, mais ave c lesquelles il est impossible de ne pas compter aujourd'hui. La lut
te, mon avis, tait difficile viter, et meme, sans l' incident de la malencontreu
se lection, elle eut clat galement et elle se serait produite, peut etre moins
nergique, dans le camp qui appartient aujourd' hui l' ordre, si l' lection des oppo
sants avait t ratifie et maintenue.
La communaut est divise en deux parties gales, il y a autant de membres
d' un ct que de 1' autre, avec cette diffrence cependant qu'il y a plus de force,
d' nergie, plus de violence chez les uns que chez les autres.
La sparation a eu lieu le jour o l' lection de la nouvelle commission avait t
annule. Les opposants ont mis leur tete une commission de cinq membres: MM.
Avigdor, Puget, Pontremolli, Mayrargues et Latts qui dirigent leurs affaires avec
un vritable zle qu'il faudrait louer s' il n' tait pas inspir par des motifs que nous
Italia Judaica IV
21 9
rprouvons. I1s ont lou une trs belle salle qu'ils ont transforme en tempIe, et les
offices y sont clbrs tous les jours.
A ct du tempIe et dans la meme maison, ils ont fond deux coles, de garons
et de filles, frquentes par 22 enfants.
Je dois la vrit de dire que le titre qu'ils ont donn leur synagogue, en l'ap
pelant rfore, est une fausse enseigne; ils n'ont absolument rien chang, ni rien
modifi, c' est une ruse qu'ils ont employe dans l' espoir d' obtenir plus facilement
avec ce nouveau titre 1' autorisation d' exster.
Le parti orthodoxe, comme on l ' appelle l bas, a fond gaIement deux coles,
frquentes aussi par 20 22 enfants. Ces coles juxtaposes coutent prs de
10. 000 frs. par an pour 45 enfants qui les frquentent; une seule suffirait et au
del aux besoins de la communaut. Cet antagonisme a produit, il faut le dire, un
rveil religieux de part et d' autre, inspir des sacrifices qu'il eut t difficile d' ob
tenir en temps de paix, et tel qui autrefois ne donnait que quelques francs et avec
peine, pour le service de la communaut, dpense aujourd'hui des centaines de
francs pour soutenr des nstitutions spares. Il faut esprer que ce rveil se per
ptuera, et que toutes les ressources provoques aujourd'hui par des ides de ve n
geance et appliques au maintien de la sparation, pourront etre appliques un jour
au bien etre et au dveloppement de la communaut tout entire.
Ds mon arrive j ' ai convoqu sparment les deux partis: j ' en ai vu individuel
lement et diverses reprises les hommes les plus influents, et j ' ai essay par tous
les moyens possibles de les ramener des sentiments d'union. J' ai propos la
Commssion rformiste les concessions les plus larges, j 'ai parl au coeur et l ri
san, mais rien n' a pu dterminer ces hommes cder. Sur ma proposition de nom
mer une commission compose de deux lments, et meme de leur lment en
majorit, ils ont rpondu que l' ancien parti, le parti consistorial, devait se fondre
dans le leur, qu'il devait disparaitre compltement pour laisser eux seuls la direc
tion et les renes de la communaut.
Ce n' tait pas acceptable. C' eut t cder la pression de la rvolte, donner
tort ceux qui agissaient d' aprs les ordres du Consistoire de Marseille et certes,
vous n' eussez pas accept cet arrangement. En le faisant meme, nous n' aurions
obtenu aucun rsultat, nous aurions dplac l' opposition et rien de plus. Les con
servateurs auraient fait le lendemain ce que les autres avaient fait la veille; ils se
seraient spars leur tour.
M. Halphen a assist deux runions, il a joint ses raisons et ses instances aux
miennes, et comme moi il a acquis la conviction que la fusion n' tait pas possible
pour le momento
J' avais form le projet de convoquer ensemble les uns et les autres au TempIe,
mais les opposants ont dclar qu'ils ne remettaient plus jamais les pieds dans le
Ghetto. C' tait un parti pris, et rien n' eut pu produire un changement dans leur
rsolution.
En nous quittant, ils nous ont exprim leurs regrets de ne pas pouvoir rpondre
nos dsirs, et accepter nos propositions, ajoutant qu'ils taient trop avancs, et
220 Simon Schwaruchs
trop engags pour le moment, mais que plus tard, si la Commission tait renouve
le, si les affaires du tempIe marchaient mieux, et surtout, si une nouvelle synago
gue venait etre construite, ils cesseraient leur opposition et rentreraient dans la
communaut.
J' ai d renoncer mes dernires esprances et je leur ai dit que si nous ne cher
chons pas fermer leur tempIe, ce qui ne serait pas aussi difficile qu'ils ont l' air de
le croire, c' est que nous voulons respecter meme dans ses carts, cette libert reli
gieuse qui nous a si longtemps t refuse, pour laquelle nous avons si longtemps
combattu, et dont ils se servent pour diviser ce qui devrait etre uni, mais que
dsormais nous tions forcs de les considrer comme s' ils n' existaient pas, et d' ac
corder toute notre protection au parti de l' ordre, au parti qui se soumet no tre
autorit. l' ai ajout que si nous ne permettons pas, quoi qu'il arrive, la commu
naut existante d' exercer le moindre acte d'intolrance ou d' oppression, que si
nous nous sommes opposs nergiquement l' ide d'une dmarcation dans le
cimetire, nous nous attendons au meme calme, aux memes convenances de leur
cot, et que nous rprimerions immdiatement toute opposition qui se traduirait
par des faits de malveillance ou de mchancet.
Ils taient calms , apaiss, et je ne dsespre pas de les voir venir dans un temps
plus ou moins rapproch des sentiments de paix. Ce qu'il y a de mieux faire
pour le moment, c' est de les abandonner eux memes et de ne plus nous en
occuper.
M. Halphen a vu le Maire et le Prfet, il leur a expo s notre pense et no tre
dsir, et je crois qu'ils nous soutiendront dsormais ave c plus de vigueur, toutes les
fois que nous aurons recourir leur intervention.
D' ailleurs nous connaissons aujourd'hui plus intimement les hommes et les cho
ses, notre prsence et notre voyage ont produit sur tous une excellente impression;
nous pouvons plus facilement agir de loin, et correspondre tantot avec les uns, tan
tot avec les autres, pour leur pader tous de leurs devoirs et pour les maintenir
dans les limites voulues.
Je suis revenu au parti modr, consistorial, qu'il s' agissait de relever et de con
solider; le dsordre et le dcouragement taient entrs dans ce parti, et la dissolu
tion tait craindre.
Je les ai convoqus au TempIe, je leur ai parl de nos dmarches, de nos inten
tions, de la situation O Hs se trouvaient et qui leur imposait le devoir de serrer
leurs rangs, et d' agir de manire ramener les dissidents par la prudence, le calme
et la dignit. Ils ont applaudi mes paroles, et promis de suivre mes conseils.
Par tout ce que fai vu et entendu, fai acquis la conviction qu' il tait utile, pour
arriver un rsultat, de reconstituer l' ancienne Commission, que cette mesure
tait dsire par tous, publiquement rclame par quelques uns, et l' intret de la
communaut en faisait une ncessit indispensable. La Commission, telle qu' elle
est, n' a plus ni assez de vigueur, ni assez d' autorit, et des personnes importantes
et des mieux intentionnes nous ont galement conseill de la remplacer. Elle est
incomplte d' ailleurs et compltement disloque, d' anciens membres l'ont quitte
Italia Judaica IV 221
et elle n'est plus compose que de trois hommes, dont l'un, M. Muscat, m' a remis
en sance sa dmission par crit, dont 1' autre, M. Viterbo, est un vieillard, sans
aucun crdit, et dispos se retirer, et dont le troisime, M. Colombo, homme des
plus honorables, des plus dvous, n' a plus assez de sympathies, ni assez de pou
voir pour continuer ses fonctions. Je crois que, malgr l 'estime qu'il mrite, malgr
le dsir que j ' aurais de le maintenir, il est indispensable de le remplacer. Cepen
dant, pour lui donner une preuve de reconnaissance pour ses longs services, je
demanderais qu'il ft nomm Prsident honoraire de la nouvelle Commission avec
voix consultative et avec la mission de l'installer et de la diriger par ses conseils.
Voici Messieurs les noms de la nouvelle Commission dont j ' ai l'honneur de
, ,
vous proposer la cration:
MM. Colombo, prsident honoraire, Messiah, Eugne Baquis, David MOlse,
Daniel Cohen et Emile Latts.
Il va sans dire que cette nomination devra etre faite par l e Consistoire de Mar
seille, qui la notifiera Nice, et engagera M. Colombo procder 1'installation.
Quant la question du cimetire qui nous avait vivement proccups lors de
son apparition, elle est rsolue. L' administration du cimetire, je l' ai proclam et
rpt diffrentes reprises, appartienent la Commission consistoriale et nul
autre. Le Maire et le Prfet sont prvenus, et j ' ai lieu d' esprer qu'il n'y aura plus
de difficults de ce cot l. Les autorits s' abstiendront dsormais de vouloir impo
ser des rgles exceptionnelles des isralites quelque parti qu'ils appartient et les
rforms sauront qu' ils n' auront pas le droit d' avoir une clef eux, ni de faire des
inhumations l' insu de l' autorit constitue.
Il a surgi la fin de mon sjour Nice une difficult qui pourra devenir grave si
elle n'est pas, ds le premier moment, traite et aplanie avec vigueur. La Socit
de bienfaisance, la Hebra, compose d' hommes appartenant aux deux partis, et
par l meme tiraille en tous sens, est devenue une cause de discussions et de lut
teso Par ses rglements, elle est indpendante de la communaut, et elle veut se
soustraire au contrale de 1' administration, afin de pouvoir attirer elle, au dtri
ment du TempIe, des souscriptions et des dons. Il faut esprer que la nouvelle
Commission trouvera les moyens de prvenir une collision de ce cot. Dans tous
les cas, la Hebra, quelle qu'elle soit, relve de l' administration et n' a pas le droit
de s' immiscer dans les affaires de la communaut, ni de se soustraire au contrale
qui est indiqu par la loi. N' anticipons pas sur les difficults venir, tant dj
assez tourments de celles qui existent, et quand elles se prsenteront, nous aurons
le temps de nous en occuper pour les carter.
J' ai l' honneur aussi, Messieurs, de vous faire une seconde proposition. Il n' y a
d'union possible Nice qu' avec un nouveau tempIe. Cette construction est dsire
indistinctement par tous, et tous y contribueront. J' ai dj engag par diffrentes
personnes faire nommer une Commission ad hoc, charge exclusivement, et en
dehors de la Commission administrative, des voies et moyens pour amener ce pro
jet bonne fin. Ce sera l, j ' en ai la conviction, le terrain de la conciliation. Il est
temps en effet que le Ghetto et tout ce qui le rappelle disparaisse, et que la maison
222 Simon Schwarzfuchs
du Dieu d' Israel, Nice surtout O il y a tant d' trangers, soit convenable et de
nature inspirer tous le respect pour no tre foi.
Je vous propose donc de faire nommer immdiatement cette commission, en
l' engageant travailler srieusement. Les fonds ne manqueront pas; des personnes,
mme trangres la communaut, ont promis leurs concours.
Voici les personnes qui devront composer cette commission: MM. Abraham
Colombo, Dsir Pollonais, MOlse Mayrargues, Jules Altaras, Dalsme, Emile Lat
ts et Galula.
Voil, Messieurs, tout ce que nous avions vous dire relativement la mission
que vous nous aviez donne. Notre voyage n' a pas eu tout le rsultat que nous en
esprions, mais il n' a pas t inutile. Nous n' avons pas, pour le moment, ramen la
paix dans la communaut, mais nous sommes certains d' en avoir prpar la voie et
surtout d' avoir calm les esprits. N ous connaissons maintenant le terrain, les uns
et les autres savent que nous avons les yeux sur eux, et nous n' avons pas regret
ter, bien loin de l, ce qui a t fait.
Le Consistoire vote des remerciements M. le grand rabbin Isidor et M.
Louis Halphen, et les flicite des heureux rsultats de leur mission.
Le Consistoire dlibre ensuite sur les mesures proposes par M. le grand rabbin
Isidor, comme devant contribuer dans un avenir prochain, au rtablissement de la
paix dans la communaut de Nice.
Ces propositions sont adoptes 1' exception de celle relative la nomination de
M. Colombo comme prsident honoraire, qui n' est pas appuye.
En consquence on dcide qu' on recommandera au Consistoire de Marseille
1' excution des mesures suivantes.
1 Dissolution de 1' ancienne Commission administrative de la communaut de
Nice et nomination de cinq membres conformment l' artide 2 1 de l' ordonnance
du 25 mai 1844.
2 Nomination d'une Commission spciale charge exc1usivement, et en dehors
de la Commission administrative ci-dessus dsigne, de prparer les voies et Ies
moyens pour la construction d'une nouvelle synagogue Nice.
ACC, B5, pp. 415-420 [l'erreur de numrotation a t rtabliel (Microfilm 1067 des
Archives centrales d' histoire du peuple juif) .
ALBERTOCAVAGLION
I sionismo nella stampa socialista di fine Ottocento. Osservazioni preli
mznarz.
Le quattro corrispoudeuze daBasiea, che quii

tegran

tesipubbica-
uo, uourappreseutauouuunicum uea stanpa s

oci

is
.
tadifme

Ot
.
toce

to
I sorgere de siouisno, idibattito suscitatodaiprni cougressidiBasiea
furouo registrati uou soo su' orgauo departito, ' Avauti
,
na auc-

su
periodici a carattere regiouae e poi, couuua certa
.
regoarta, s

a rvista
diTurati Critica sociae Perafreschezza cou cuiveuuero scrtte, eper
avariet.deiprobeniposti, equattrocorrispoudeuzediEudenoue, usc

i-
te fra i 2 e i settenbre I 898 su'Avauti ' , si caratterizzauo tuttavia
cone e pi rappreseutative ed

senpari. ;anpate, c

u uua certa

uasi,
iu prina pagiua, esse seguauo i puuto piu ato
.
de mter

sse s

ci

ista.
Atri iuviati seguirauuo iu futuro, per i partito, 1 cougresside siotiisno,
atre corrispoudeuzeverrauo iuvi

te, naa

essuu

verr

ris

erv

atoos

ess

trattaneutoriservatoaquesto prnosostetiitorediuuaviaitaiauaasioui-
snosociaista.
EudenoueeraatraduziouegrecadiFeice, pseudouinoscetodaFeice
Monigiauo pera sua coaborazioue aigioruaidipartito

Edcou
.
'ctti-
nisno di questo battagiero nom de plume ce Feice Mo
'
ighan

, I 866- I92+) auuuucia aiconpaguidi partito auascitadea uuovaideahta


noderua. I uascituro secoo XX, cone se poveretto uou ue avesse abba-
stauzadeiprobenidarisovere, staperriceverueuuatro. il sionismo l .
1 Per ulteriori informazioni s u Eudemone, anche in relazione alle sue posizioni intorno al
sionismo rinvio al mio libro F. Momigliano (1866-1 924). Una biograia, Napoli-Bologna, Isti
tuto italino per gli studi storici - il Mulino, 1988, da leggersi adesso insieme lle puntali os
servazioni, importanti anche per la storia del sionismo in Italia, di M. MUSTE, Una bzografza
di Felice Momigliano, in La Cultura, 1991, 29, pp. 288-302.
224 Alberto Cavaglion
difficie resistereaatentazionedirieggerequestiquattroarticoisen-
zapensare a'oggi, senzadi continuonisurare' esattezzao anonesattez-
za dee previsioni fatte a cado da giovane giornaista ,un giornaista
ancora ae prine arni, da poco entrato nea redazione de Grido de
popooe subito affernatosi, a Torino, coneunodeipipronettentinea
stagione de prino sociaisno dea scapigiatura e dei professori, di De
Anicis, diCorrado Corradino, diGugieno Ferrero) . Maoccorrerestitui-
re questi testi a nonento esatto incuivennero scritti. E cio apochissini
anni daa creazione di un partito sociaista itaiano e a'indonani di un
accesodibattito sua questione ebraica. I tena de sionisno, su caare
degi anni Novanta, viene infatti ad inserirsi in una discussione gi abba-
stanza anpiasu'antisenitisno, suanevrosiebraicae, piin generae, sui
doveri de aico nei confronti dea reigione in una societ, cone quea
post-unitaria, che cercava affannosanente di svincoarsi da'ortodossia
inseguendo i successi ,quei verie queipresunti) deascienzapositivisti-
ca. In proposito sar opportuno fissare acune date esenpificative. ne
I 894 esce a Torino, ed ottiene un buon nunero di recensioni2, a prina
autorevoesintesidedicataaaquestioneebraica,L'antisemitismo e le scien
ze modere di Cesare Lonbroso. Neo stesso giro di anni giungono anche
in Itaia gi echi de processo Dreyfus. connenti sdegnati escononon soo
sua stanpa sociaista, naun po' in tutta quantaa stanpa denocraticae
radicae. Iegane diretto che viene ad instaurarsifrai sociaisno itaiano
equeotedescofaciitainsecondouogoacircoazionedinotizieediidee
provenienti da una reat cone quea centro-europea dove a questione
ebraica stava inponendosi cone probena essenziae , di questo stesso
girodianniiprino reportage di Gugieno Ferrero, L'Europa giovane, con
varie pagine interessanti sugi ebrei in Gernania) . Per ci che concerne,
infine,acuturadeneonatopartitosociaista, sonoquestigianniincuici
siinterrogasuipatriarchidesociaisnoe sidiscuteconunacertaingenuit
su Ges sociaista o, negio, su Ges cone utino dei profeti ebraici e
prino profeta de' Et nuova. L' onbra di Renan si prounga anche nea
cutura sociaistaitaianadifinesecoo3 .
inquestocontestoche s' introducei probenadesionisnointerpreta-
2 Fra le tante recensioni a Lombroso va ricordata quella di C. TREvEs, in "Critica socia
b, IV ( 1894), 5, pp. 72-74.
3 Un primo tentativo di sistemazione del vasto materiale su Dreyfus e la realt italiana si
trova nel saggio di G. TORTORELLI, L'affare Dreyfus e i socialisti italiani, in "Societ e storia ,
IX ( 1986), 3 1, pp. 105- 132.
Italia Judaica IV 225
toinchiavediprogressounano esociae, conebatta

iad' avanguardiaper
adifesadiunanuovaprogenie direiettie diparia. E connotevoe abiit
che Feice Monigiano riesce a captare ' inportanza dea questione e a
rendera accettabie e verosinie a pubbico increduo dei suoi ettori abi-
tuatiadareper scontataa tesi diun'ejuazione ebraisno-borghesia. Eude-
none spiegainvece assaibenea opposta tesideproetariatoebraico. Ma .
seigrandi nababbidedenaro siinpongonoinoccidente, nonnenovero
che in Poonia, in Runenia, in Gaizia, in Erzegovina, cio in quei paesi
che sono i senenzaio de giudaisno, gi ebrei costituiscono un'orda spa-
ventosadiproetari. E se verocheicontrastifrasionisnoborghesee
sionisno sociaista ,Landau controMendestan) sono subito, congrande
chiarezza nessiin uce dacorrispondentede'Avanti' atrettantovero
che' autorediqueeinee aveva pienaconsapevoezzadetipodipubbico
che o ascotava. Di quiderivaquacheeggerafornadicaptatio benevolen
tiae: facinentepercettibie, peresenpio, ne'articoosufenninisno, che
non s ' intende apieno senono sicoegaconicoevointeresseperaque-
stione fenninie in Itaia ,i cosiddetto suffragisno. donde si dinostra,
daunpuntodivistastoriografico, ' intuito di unastudiosadiriievo cone
aPieroniBortootti, cheperprinaaveva nesso inevidenzaicontattoche
esiste neacuturaitaianadifineOttocento, fraquestioneebraicaeque-
,
stione fenninie) 4.
Atri sono ipuntidinaggiore interessediquestecorrispondenze. inpri-
no uogo i carattere fortenente etterario che esse assunono, in inea de
resto conacuturadeprino sociaisno rifornistaitaiano. Querisoino
nanzoniano ,nea prina corrispondenza) a proposito degi appausi per i
rabbini ortodossi senbra essere stato scritto da Eudenone appositanente
perpiacere a Turati e a Treves e cos i finai dee corrispondenze cedono
spesso e voentieri ai tradizionai clichs dea propaganda de soe de'av-
venire ,non soo in senso netaforico, cone si evince daa ronantica con-
cusionedeterzoarticoo) 5 .
Resta, in concusione, daprecisare - per anordi conpetezza - che i
viaggio aBasiea di Eudenoneebbe un seguito. I cico, cone si vede, ter-
4 Si veda almeno F. PIERONI BORTOLOTTI, La donna, la pace, l'Europa, Milano, Angeli,
1985, pp. 234-235, dove vengono ricordati altri articoli di Momigliano sul sionismo usciti
sulla "Vita internazionale di E. T. Moneta.
5 Per un inquadramento generale di questi articoli nel clima culturale del primo socialismo
italiano si veda il recente studio di R. PISANO, I paradiso socialista. La propaganda socialista in
Italia all fine dell'Ottocento, Milano, Angeli, 1986.
226 Alberto Cavaglion
niua cou uu'iutervista a Lazare e a Nordau. Cou Nordau evideuteneute
Monigiauo prese coutatto e diveuueanico se vero, cone vero, cheiu
queo stesso I898, uua paroa risoutrice di Nordau fu da Monigiauo
richiesta a terniue di uua poenica gioruaistica cou Achie Loria. Loria
aveva pubbicato suquiudiciuae sociaistaGerniuauu saggio iutitoato
Le basi economiche del'antisemitismo; uu saggio che, preudeudo spuutoda
ibroonbrosiauo, siaargavapoiaduu' iuterpretaziouerigorosaneuteeco-
uonicistica de feuoneuo.
_
a rivait de capitae battezzato coutro i
capitaecircouciso, chehasuscitate, ue'etdi nezzo, epersecuziouicou-
trogiebrei,ioro ostracisnodaaproprietfoudiaria,dalediguit, dagi
ouori. , de pari, arivaitdeicapitaistiedeiproprietaricristiauicoutro
icoucorreutiisraeiti, ches' agitaoggidperristaurareeproscriziouibarba-
riche d' atri tenpi. Nea repica, Feice Monigiauo aveva avuto buou
giocoaribatterecheetesidiLoriaerauotroppocoudiziouatedauuasorta
di socioogisno senpificatore. Monigiauo poi coucudeva sperauzoso
diceudocheisociaisnoavrebbespeutopersenpre' autisenitisno. E ue
chiudereapoenicaMaxNordau, acceutuaudoivaoreiberatoriodesio-
uisno ,'uuico rinedio a'autisenitisno ue ritoruo dea notitudiue
ebreaiuPaestiuadoveuousarebbepiuuaniuorauza,nauuanaggiorau-
za) , sooiupartedavaragioue aEudenoueetorto assouto aLoria6.
L' avveuire giace sue giuocchia di Zeus, scrive a terniue dea sua
nissioue Feice-Eudenoue. E uou potrebbe coucudere pi efficaceneute
couuuacitazioue cassica, che atteuuai proronpeute ottinisno narxiauo
,Onbra diCaro Marx, raegrati. Ci souo aucoradiqueiapparteueutia
tuopopooche ti conpreudouo) . Ceuto auuidi storiadesociaisno ede
siouisno uou hauuo fatto perdere uua aa vivacit di questi pezzi, na
hauuo riservato per tutti atroci doori e deusioui coceuti. Da uuato uou
si avverato i soguo sociaista de'iuteruaziouaisno che sorge dae
viscere deagraudeiudustria, cone,iupura ideoogianarxiaua, auspica-
va Eudenoue. D' atro ato pur vero che uou si avverato uenneuo i
soguo deipiouieri siouisti secoudo iquai uu novineuto uaziouae ebraico
avrebbe potuto essereibaciofecoudatore de'iuteruaziouaisno,|esou
haitequee siouisne soiteberceaude'iuteruatiouaisne) .
I secoo uuovo stavaperportare cous,conedouitauto terribiiquauto
iuattesi, i uaziouaisno prina, i regini totaitari poi. Sue giuocchia di
Zeus, a spesedeo stessoEudenoue, uou ' iuteruaziouaisno, nai uazio-
6 I tre interventi di Loria, Momigliano e Nordau si leggono in Germinab, I ( 1898), 5- 7.
Italia Judaica IV 227
uaisno saridoniuatore iucoutrastatodeNoveceuto europeo. Iprezzo
pagatodagiebreipervedereavverarsiisoguo diBasiea ,Si puiucerte
orepeudereverso ' ottinisnoe vedereeviediGerusaennebruicautidi
geute uuova, attiva, iutrapreudeute e civineute goveruata) stato uu
prezzo atissino, per e vite unaueeiniuate da uazisno e per ' utopia
uegata, capestata daacrudeeezioue inpartita daa reat dea Storia.
Per o storico dioggi questo uuo diqueitipici casi iucui difficie, se
uou inpossibie, disceruere frai sereuo, ed auche aegraneute speusiera-
to, seuuodiaorada'iuquietauteeopprineuteseuuodepoi.
APPENDICE
Avanti! , 2 settembre 1898, I Congresso sionistico di Basilea. Le basi economiche
del sionismo (nostra corrispondenza)
Basilea, 30 agosto
(Eudemone) - Il nascituro secolo XX, come se poveretto non ne avesse abbastan
za dei problemi da risolvere, sta per riceverne un altro: il sionismo.
In questi giorni se ne fa un gran discorrere; oltre cento giornalisti nella sala del
Casino di Basilea diffondono il nuovo verbo per tutta l' Europa. Che cos' dunque
questo movimento?
Giova che un giornale che ha per iscopo la difesa e la tutela del proletariato
sfrondi questo movimento di tutta la superstruttura religiosa e nazionale e ne riveli
la vera forza originale che eminentemente, prevalentemente, per non dire esclusi-
\
vamente, economica.
Chiacchierando coi sionisti, qui convenuti da tutte le parti d' Europa, e dal
Transvaal e da Chicago, la mia convinzione fu ribadita da nuove prove.
I sionisti possono classificarsi in tre categorie: alla prima, alla meno numerosa,
appartengono coloro che nel sionismo non vedono altro che la risurrezione della
religione, delle tradizioni ebraiche, il risveglio della fede che l'eguaglianza civile
concessa agli ebrei minacciava di distruggere. Questi vetusti rappresentanti del
Vecchio Testamento sono in massima parte, rabbini polacchi attaccati tenacemente
al talmudismo, eredi di quel farisaismo che fior in Gerusalemme nei primi secoli
avanti l' era volgare.
Costoro, nel congresso, non usano altra lingua all'infuori dell' ebraica che, sulle
loro labbra, si atteggia a tutte le sfumature del pensiero moderno. Bisognava senti
re un rovente ebreo di Varsavia scagliarsi, nell' idioma d' Isaia e di Ezechiello, con-
228 Alberto Cavaglion
tro l' alta banca ebraica che si mostra indifferente al sionismo, e proclamare con
frasi tolte a prestito dal kohelet di Salomone i dissidio fra i grassi gasirm (ricconi)
e i proletari ebrei della Polonia e della Galizia. Mio Dio! La Bibbia che eccita
all'odio fra le classi sociali! Fortunatamente gli italiani sono cattolici e non la
leggono.
Questi ortodossi sono ascoltati volentieri e anche applauditi, ma . . . con un riso
lino manzoniano. Si lasciano cantare ma non si prendono troppo sul serio: si utiliz
zano, ecco tutto.
Pi numerosa la seconda teoria composta di quelli che ritengono il sionismo
come un movimento politico e giurano nel verbo del judenstaat del dottor Herz1.
Sono cugini primi degli ortodossi, perch il sentimento nazionale in Israele non si
disgiunge mai dal sentimento patriottico.
Questa categoria consta di elementi eterogenei. Molti ortodossi che ripetono
nelle loro solennit, con impeto di desiderio e con la faccia rivolta all'Oriente, i
versetto L' anno prossimo a Gerusalemme non possono immaginare la risurrezio
ne della fede senza la nazionalit.
Il culto ebraico, mi diceva un rabbino di Varsavia, riposa nella certezza del
ritorno di Israele nella terra promessa. Sempre, in tutte le nostre preghiere, noi
imploriamo la liberazione di Sionne, la riunione delle trib nella loro patria
antica.
Giuda Levita il pi grande dei poeti ebrei che trasform in stupende elegie il
gemito accorato d' Israele anelante al riscatto dalla schiavit, diceva fin dal secolo
XIII: Il mio corpo in Occidente, ma il mio spirito in Oriente. Che cosa per
me la Spagna col suo cielo azzurro e la sua fama straordinaria, in confronto di un
poco di polvere delle ruine del Tempio?.
Il grande poeta suggellava la sua fede morendo in vista della sua adorata Sionne;
ma la pi parte dei giovani sionisti patrioti che ho conosciuti al congresso sono rus
si e polacchi anelanti di esplicare il loro fervido ingegno e la loro ambizione, e che
soffrono di essere esclusi, sulla terra ove sono nati, dalla vita intellettuale e dalla
vita pubblica.
Anche si sentono moralmente avviliti per la guerra continua implacabile a cui
sono fatti segno; vogliono anch' essi un asilo, la vera liberazione, come essi dicono
con frase biblica. Solo allora sperano di essere rispettati. Costoro saranno i futuri
deputati, ministri, letterati della . . . platonica repubblica. Per dire tutto in una
parola sono gli impazienti della nuova crociata a cui gli ebrei si accingono con gran
de energia.
Ma se il sionismo infiamma le idee religiose di un popolo che per secoli sent
pungente la nostalgia della terra ove trionf il suo culto e dormono i suoi antenati,
se ha rinfocolato il sentimento patriottico a coloro che sono considerati come stra
nieri nel loro paese, ha origini meno ideali: esso scaturisce direttamente dalle con
dizioni economiche di cinque milioni di ebrei. Negli Stati occidentali siamo avvez-
Italia Judaica IV 229
zi a considerare gli ebrei come una piccola minoranza inquieta, attiva, intrapren
dente, invadente, sfruttatrice mirabile di questa civilt capitalista industriale, nata
apposta, per esprimermi come Saccard dell' Argent di Zola, per trionfare con la
banca e con le speculazioni finanziarie.
Ma se i grandi nababbi del denaro si impongono in occidente, non men vero
che in Polonia, in Rumenia, in Galizia, - in Erzegovina, cio in quei paesi che sono
il semenzaio del giudaismo, gli ebrei costituiscono un' orda spaventosa di proletari.
Da statistiche che ho sott' occhio il 75 per cento di costoro condannato all'inedia,
alla miseria pi squallida resa pi insopportabile dal fatto che la santa Russia li
respinge e i paesi vicini, la Germania e l' Austria, fanno il viso dell' arme a questi
affamati, press' a poco come gli operai delle altre nazioni civili ai nostri lavoratori.
Costoro formano i grosso dell'esercito sionistico. Sono essi che seguono con trepi
dazione lo svolgersi del congresso, attendono anelanti i responsi e si preparano ad
emigrare. I pi intelligenti e i pi spregiudicati dei rappresentanti (delegirten) rico
noscono questa base fondamentale del sionismo, e nelle sedute di domani faranno
sentire la voce del proletariato ebraico in mezzo a questa maggioranza di borghesi
che (diciamolo a quattr' occhi) ha una paura maledetta di affrontare l' aspetto socia
le del problema.
Il giornale viennese Der Jidische Arbeiter, diretto dal dotto Landau, pubblica nel
l' ultimo numero una nobile lettera di Bernard Lazare in cui si fanno voti perch i
lavoratori ebrei conquistati dall' ideale si uniscano sotto la bandiera del sionismo.
Si pu giurare che coloro che abbandoneranno l' Europa per ritornare in Terra
Santa saranno gli ebrei pi poveri, pi miserabili, pi spregiati. I Rothschild, gli
Openheim preferiranno le rive della Senna e della Sprea a quelle del Giordano.
Non importa. L'avvenire giace sulle ginocchia di Giove e se i sionisti, come cerca
no e come sperano, riusciranno ad ottenere la protezione di qualche potenza per
modo che le colonie possano tranquille e sicure vivere e svolgersi, chiss che fra
quelle accolte di reietti non si maturi il germe di un regime economico meno molo
chiano di quello che aduggia i tempi nostri. Alla storia tutto possibile . . . special
mente l'assurdo. Forsech nelle vene del Lassalle e del Marx non correva lo stesso
sangue che nelle vene dei Rothschild e dei Rosenthal?
Avanti! , 3 settembre 1898, I Congresso sionistico. Le donne sioniste e il femmini
smo (nostra corrispondenza)
Basilea, 3 1 agosto
(Eudemone) Gli ortodossi sono . . . enfoncs. Anche questa toccava di vedere ai
rabbini di Polonia: la donna considerata nel congresso pari all'uomo, con diritto di
rappresentanza, di voto e di altre simili monellerie! La Bibbia e il Talmud prote
starono invano: la civilt occidentale li ha sopraffatti. Siamo giusti: i fremiti d
ribellione dei rabanim erano scusabili. I libri sacri degli ebrei non sono troppo . . .
cavalieri con le signore.
230 Alberto Cavaglion
I patriarchi le trattavano con molta disinvoltura; Mos o chi per esso . . . compo
se il Pentateuco che permette che la moglie o le mogli possano essere per futilissi
mi motivi messe alla porta; quel valente uomo di Salomone a cui (Dio lo benedica! )
bastarono i lombi per un mnage con parecchie migliaia tra moabite, egiziane ed
ebree, dedicate dieci righe di elogi alla donna saggia nei Proverbi, come un croni
queur parigino si diverte con molto spirito a mettere in rilievo le debolezze delle
donne nell' Ecclesiaste; il Talmud infine rincara la dose e mostra dritta dritta la via
dell' inferno a chi s' impiglia fra le gonnelle femminili. Ma les dieux s'en vont e l' au
torit della tradizione dovette battere in ritirata di fronte alla fermezza dell'eterno
femminino; le barbe bianche dei rabbini polacchi . . . illividirono e i femminismo
oramai avvezzo ai successi scrive anche questo e s' allegra.
Badate che gi nel congresso dell' anno passato la questione era stata agitata, ma
il femminismo ebbe la peggio, i mandati affidati alle Rebecche e alle Racheli non
furono riconosciuti. Ma durante i 1898 il sionismo aveva guadagnato molte stu
dentesse israelite russe sparse per tutta la Svizzera. Ebree e cristiane assorellate
dal sionismo si diedero convegno a Basilea parecchi giorni prima dell' apertura del
congresso e sfringuellarono infaticabilmente . . . permodoch l' officio direttivo del
congresso deliber che fossero riconosciute le ebree rappresentanti i gruppi che le
avevano elette, che avessero facolt di voto come gli uomini e che insomma fossero
nel congresso con diritti eguali a quelli degli uomini .
L' appetito vien mangiando e le bollenti sioniste non sono sazie ancora.
Nelle conferenze tenute durante gli intermezzi del congresso, si deliber di insi
stere perch cinque donne siano ammesse a far parte del comitato esecutivo che ha
la sua sede a Vienna. Il comitato promise di prendere in considerazione la doman
da e la partecipazione della donna . . . al governo provvisorio oramai assicurata.
Ho avvicinato parecchie di queste delegierten (rappresentanti) : la pi parte sono
russe sparpagliate per le universit svizzere e tedesche ove attendono agli studi,
specialmente a quelli di medicina. Per quanto ho potuto capire sono indifferenti
alla religione ma si vantano di essere ebree e sioniste.
Mi ricordo con quale fermezza mista di una punta di orgoglio mi rispose una
giovane di Varsavia, studentessa a Ginevra, alla mia dimanda:
- Est-ce que vous etes israelite?
- Dites juive; je suis juive et sioniste; c' est mon titre de gIoire.
In generale applaudono quando si discute nel congresso di organizzazione eco
nomica e politica, ma non mostrano grande entusiasmo pel risorgimento della fede
e della cultura ebraica. La civilt occidentale ha snidato dal loro cervello il talmu
dismo. Sono coltissime; parlano speditamente l' ebraico, il russo, il tedesco ed il
francese.
Di bello non hanno che gli occhi vellutati da quell' ombra di mestizia e di miste
ro propria delle donne ebree.
Quanto all' organizzazione politica si rivelano democratiche . . . nel senso buono
della parola.
Italia Judica IV 23 1
Gli impazienti socialisti democratici che si trovano al congresso costituiscono
una minoranza; ma io vidi con quali ostinati battimani femminili furono accolte le
parole di Bernard Lazare auguranti che la Banca coloniale non diventi una impresa
capitalistica; perch inutile ed male fondare nuovi stati quando in essi si voglio
no introdurre i vizi degli stati vecchi.
In Svizzera, lo sapete bene, si pu parlare-cos senza che nessuno vi interrompa . . .
La voce femminile risuon nella sala del congresso.
Parl in inglese la signora Gottheil rappresentante di 70 societ sioniste maschili
e dieci femminili di Nuova York.
Dovete sapere che la capitale degli Stati Uniti consta oltre a 100 mila ebrei; di
cui 50 mila almeno proletari russi.
La Rumania ha mandato la signora Jetty Kitzes, la Bulgaria la signora Herbsz di
Sofia infaticabile propagandista.
Ma il fiore del sionismo degno di ispirare una seconda edizione . . . pi o meno
ide.lizzata del Cantico dei Cantici, la signorina Margherita Vonnser di Basilea.
E tutta bella, questa magnifica creatura soavemente bionda, dagli occhi azzurri
come le acque del Reno, dal sorriso fresco come un mattino di maggio su questi la
ghi. Si meravigliati della sua bellezza ma pi di saperla ebrea.
Il suo aspetto non la rivela cugina . . . neppure in quarto grado della Sulamita;
pare una ondina del Reno emergente rosea e lieta da una poesia di Heine . . .
. . . so schone, so reich, so rein ' "
Essa parla del sionismo con accento dolce e convinto.
Ha fondato a Basilea una societ di donne israelite per iniziarle e convertirle al
suo ideale.
Mentre scrivo, la sala delle conferenze, attigua a quella della stampa, risuona di
hoch! hoch! prorompenti da labbruzzi di donne. Si applaude a una grassa e bruna . . .
ma non formosa sionista di Belgrado che propone la fondazione di una societ uni
versale femminista allo scopo di secondare con tutti i mezzi il movimento sionista.
Dopo ci non vi meraviglierete che la signora Clara Delsy redattrice del giornale
femminista la Fronde raggiante di gioia che diffonde col suo bel risolino per tutte
le sale del congresso, dice a chi la capisce ed a chi non la capisce: j'ai confiance
dans le mouvement sioniste: les femmes en sont ! .
La signora Delsy sionista e protestante.
Nessuna gioia completa a questo mondo, neppure la sua, poverina! Mi confes
sava che le dispiaceva di non vedere al congresso nessuna sionista italiana.
Mi son ben guardato dal dirle che non dividevo il suo dolore!
Avanti! , 4 settembre 1898, I congresso sionistico di Basilea. Sionisti borghesi e sio
nisti socialisti. Filosofia spicciola (nostra corrispondenza particolare)
Basilea, 3 1 agosto
(Eudemone) C' da scommettere. Quando riceverete questa mia lettera la Stefa-
232 Alberto Cavaglion
ni con la solita benevolenza ed amabilit per tutti quelli che guardano all' avvenire
avr gi comunicato a tutti i giornali di Europa che le scene tumultuose scoppiate
nelle ultime ore del congresso sono da attribuirsi ai socialisti.
Giova mettere le cose a posto. - Il congresso se Dio vuole finito. Sono le 5
di mattina e la seduta durava dalle 8 di ieri sera. E poi vengano gli antropologi . . .
da strapazzo a parlare della debolezza fisica degli ebrei! V' assicuro che in questi
quattro giorni non si risparmiata dell' energia nervosa.
I pi irrequieti parlamenti latini sono celle di cenobiti in confronto della passio
nalit di questi quattrocento rappresentanti di gruppi sionisti. Mettete fra costoro
una trentina di apostole coltissime, ardenti come il sole della Palestina, sorelle in
apostolato di S. Paolo, e soffiate in costoro questa brezzolina svizzera che tien
desti gli istinti di battaglie e capirete che le carich formidabili . . . di Ruhe, Ruhe
(calma) dovettero essere frequenti se non sempre efficaci.
Giova notare subito che se per quanto riguarda il problema religioso, il congres
so si mostr moderno nel senso progressista della parola, per quanto riguarda l' or
ganizzazione economica si rivel molto . . . arcaico.
Comprendo che fino a un certo punto rgionevole per ora non parlare n di
forma di governo, n di Stato.
Del resto chi conosce gli studenti ebrei russi - pensate che nel paese dello czar
ci sono 4. 000. 000 di ebrei che costituiscono il grosso delle reclute sioniste - di
ambo i sessi, nonch la maggioranza di quelli tedeschi, non ha da dubitare che cer
te forme vecchie ed immorali di amministrazione non prevarranno. Di questo non
c' da dubitare e rimando chi vuole maggiori dilucidazioni di queste mie parole a
quanto scrive dell' antisemitismo il nostro Ferrero nell' Europa giovane.
La questione economica fu l' alfa e l' omega delle discussioni del congresso.
Del proletariato ebraico si fatto un gran discorrere dal dotto Motzkin relatore
dello stato attuale della colonizzazione, dal dottore W olfsohn di Colonia a proposi
to della Banca agricola e da parecchi altri.
Sta il fatto che 1' elemento economico propulsore del sionismo costituito dai
lavoratori ebrei maltrattati negli Stati Uniti, in Algeri, in Galizia, per le stesse
ragioni a quel che pare per cui il proletariato svizzero, francese ed americano vede
di mal occhio gli operai italiani.
Ma ovunque il guardo io giro non vedo che professori, dottori, avvocati e
l' esercito vero che, anche a detta degli interventi, deve muovere alla conquista del
le nuove terre non c' .
melanconico tutto questo, bench un fenomeno analogo succedesse in Italia
pochi anni or sono nei congressi socialisti. Non temete non far delle considerazio
ni filosofiche, mi fermo a tempo e continuo ad esporre.
Comunque non mancarono parecchi oratori non indegni di appartenere a quel
popolo che ha dato alla causa dell' emancipazione operaia due titani: Lassalle e
Marx.
Durante il dibattito sull' organizzazione economica, due partiti, quello dei rap-
Italia Judaica IV 233
presentanti dei veri interessi del proletariato ebraico e quello dei borghesi che spe
rano e confidano nella filantropia capitalista . . . premiata da buone speculazioni, si
trovarono di fronte. La lotta scoppi quando il dotto Wolfsohn parl della fonda
zione della Banca coloniale ebraica.
Senza denari non si fa all' amore - disse il relatore - e non si fondano colo
nie. Appena la idea di una banca coloniale Iu lanciata, in poco tempo 32. 000 ebrei
hanno sottoscritte delle azioni per una somma di quattro milioni di lire.
Sono pochi. Prima di iniziare grandi lavori in Palestina, prima di tentare di tra
sformare quel paese in una plaga commerciale e industriale dall' aspetto europeo
occorrono non meno di cinquanta milioni.
Dopo di lui il Budescheimer legge un progetto di statuto della nuova banca . . . a
base di economia capitalistica.
Il gruppo sionistico-socialista scatta come un sol uomo. Sale alla tribuna il dotto
Sirkim un russo pieno d' ingegno e di cultura, conoscitore di tutte le lingue d' Euro
pa e in mezzo ad un putiferio indiavolato riesce a farsi applaudire a queste parole:
Noi vogliamo che il sionismo fin dalle sue origini sia fondato sul principio coo
perativo a beneficio del proletariato (diess ware eine Wohlthat fiir das Proletariat) .
Questo principio non rispettato nel progetto presentato: rimandiamo ad un altro
anno la discussione quando sia maturo il progetto della banca cooperativa.
Il dottor Landau di Vienna, 1 ' autore di un pregevole libro unter JUdischen Pro
letarien e Bernard Lazare puntellano invano di nuovi argomenti la domanda del
rinvio; il congresso applaude al paradosso, secondo me non dei pi spiritosi, di
Max Nordau che il rinvio della discussione equivale alla perdita irreparabile di un
tempo prezioso e 1' economia borghese . . . trionfa.
La fondazione immediata della banca per azioni approvata.
Una signorina socialista russa la cui vicinanza, la cui conversazione concorrono a
farmi sopportare con relativa tranquillit le sedute del congresso anche nei momenti
che diventano pi . . . ragionevoli, si rivolge a me con accento accorato ed esclama:
Altro che del Lassallismo, hanno paura perfino del nostro Schulze Delitsch;
c' est degoutant! Ed esce dalla sala, indignata.
Le due tendenze, la borghese e la socialista si trovano di nuovo l ' una contro 1' al
tra armate quando si discute dell' organizzazione. Il dottor Landau, 1' enfant terri
ble del congresso sostiene che il sionismo essenzialmente una questione di lavo
ratori e perci propone che si fondi una societ generale sionista di lavoratori ebrei
per guadagnare al sionismo 1' elemento operaio dei grandi centri .
La proposta n a me n a voi, lettori carissimi, appare degna della ghigliottina.
Suscita invece un uragano che dura parecchi minuti.
Fra questo scatenarsi di elementi tuona la voce del dottor Mandelstam, un pez
zo grosso della scienza, e della finanza russa, e un' autorit del sionismo:
. Propongo che si deliberi di escludere tutti i socialisti dal congresso! (Alle socia
listen von Kongresse ausgeschlossen werden)>.
Un no formidabile, m' affretto a dirlo ad onore dei congressisti, risponde a quel
degno suddito dello Czar.
234 Alberto Cavaglion
Il dottor Herzl che non perde mai la calma anche nei momenti pi critici prega
l ' assemblea di dimenticare le disgraziate parole del Mandelstam dichiarando che la
proposta non sar presa in considerazione (Diesen Antrag werde ich selbstverstan
dlich nicht herucksichtigen) .
Benone, ma la proposta del dottor Landau messa a dormire.
In un'ultima lettera cercher di darvi un concetto sintetico di questo fenomeno
sociologico, sine ira et studio.
L' Aurora tinge di rosa le azzurre onde del Reno: lo spuntare del sole per chi
in attesa di quello ' " dell' avvenire spettacolo troppo simbolicamente bello perch
io vi rinunzi.
Avanti! , 5 settembre 1898, Intervista con Max Nordau e Berard Lazare. Le conse
guenze e l'avvenire del sionismo (nostra corrispondenza)
Basilea, 3 1 agosto
(Eudemone) Mi trovo in un bell' impiccio . . .
Sono in debito di un articolo riassuntivo sul sionismo, sul suo passato, sul suo
presente e sul suo avvenire, e come tutti i debitori insolvibili sono molto imbaraz
zato. Proviamo almeno a dare un acconto.
Dalle mie corrispondenze, voi avete capito quale amalgama di vecchio e di nuo
vo, quali aspirazioni disparate, quali princip cozzanti fra di loro fermentino nel
l' immensa pentola internazionale del sionismo.
La questione veramente poliedrica: sociale e politica, religiosa e nazionale. Si
direbbe che i residui atavici che parevano oramai distrutti dell'orientalismo si ven
gano ad urtare coi nuovi princip della civilt occidentale.
In religione avete tutte le sfumature: dal talmudismo ortodosso intransigente e
gretto al panteismo di Filone e di Spinosa, al positivismo ed al naturalismo moder
no. Nel congresso, malgrado dei bollenti discorsi dei rabbini polacchi prevalse il
concetto che il sionismo non implichi nessun vincolo di fede religiosa, che qualun
que opinione dogmatica o metafisica ha diritto al medesimo rispetto.
In politica si va - appena - dall'internazionalismo marxista al chauvinisme
patriottico francese trasportato in Palestina.
In economia - il punctum saliens - dalle societ di produzione secondo il pro
gramma del Lassalle, al principio cooperativo di Schulze-Delitsch, ed all'economia
borghese a base di speculazione bancaria.
Come vedete, non vi sar scarsezza di partiti nello stato futuro e non invidio il
presidente della Camera . . . Se il liberalismo . . . illuminato prevalse per ci che
riguarda il problema religioso ed il problema politico fu sconfitto per quanto con
cerne l' organizzazione economica.
Capisco che la filantropia borghese e la speculazione bancaria giovano meglio a
risolvere le questioni diplomatiche, ed a non suscitare diffidenze nel presente
momento storico ma il sionismo, a me osservatore . . . di corta vista, ma freddo e
spregiudicato, appare come un fenomeno economico.
Sono i poveri che sperano e che aspettano, sono le migliaia di ebrei della galleria
Italia Judaica IV 235
precipitati negli abissi del proletariato dallo sviluppo della borghesia, gli operai rus
si degli Stati Uniti odiati dai loro compagni di lavoro che muoveranno alla conqui
sta di terre meno matrigne; e sarebbe stato esempio grande e bello e degno di un
popolo che ha dato alla causa dell'umanit i profeti e Ges e i patriarchi del socia
lismo moderno vedere il suo proletariato cingersi i lombi di forza - per valermi
d'una frase biblica - e lavorare da s con le proprie forze alla propria emancipa
zwne.
Invece, con mia grande meraviglia, anche gli spiriti pi saturi di modernit che
sono tra i capi del movimento, quali Max Nordau e Bernard Lazare, non conside
rano il sionismo soltanto come una questione economica, ma come questione
nazionale.
Pur concordando che l' antisemitismo il vero padre del sionismo, essi non
ammettono che l'ebreo, anche nei paesi ove la libert non gli contrastata, si sia
assimilato o si possa assimilare.
Nei brevi e tumultuosi intermezzi tra una seduta e l' altra ho avvicinato l' autore
dei Paradossi, la cui bella testa, dalla fronte ampia e serena, dalla barba candida,
ricorda la fisionomia simpatica e suggestiva di Carlo Marx.
- Capisco: voi siete dell'opinione del Renan che ammette tipi ebraici e non il
tipo ebraico, e siete in errore: noi siamo una razza, anzi una nazione. Vedrete che
si dovr per forza passare pel sionismo se si vuole risolvere la questione semitica!
Non ebbi tempo a rispondere perch un'ondata di sionisti si disputava l' oratore,
l'enfant gdt, del congresso; ma trovatomi di fronte a Bernard Lazare, l' impavido e
coraggioso difensore del Dreyfus, l' interpellai bruscamente:
- Come mai voi, socialista convinto, potete dedicare la vostra attivit ed il
vostro ingegno per un movimento esclusivamente nazionale?
- lo credo, mi rispose con accento calmo, che un giorno l'umanit sar costi
tuita da una confederazione di popoli liberi e non organizzati secondo l' attuale
sistema capitalista. In questi gruppi liberi la distribuzione del lavoro e della ric
chezza sar fatta in modo molto diverso da quello di oggid. Ma bisogna permette
re a questi gruppi di costituirsi e di formarsi.
Perch l' ebreo non ne sarebbe uno? Je ne vois rien qui s' oppose et c'est dans le
dveloppement du nationalisme juif que je vois la solution de la question juive.
- Come considerate voi questo nazionalismo?
- Per me come credo anche per voi l'espressione della libert collettiva e la
condizione della libert individuale.
Lo zuccherino era troppo dolce al mio palato perch'io potessi fargli obiezioni,
ma il silenzio non vilt tantopi che quello che non ho detto lo scrivo e il Lazare
lo legger.
lo non credo che il sionismo, ammesso pure che riesca a raccogliere nelle sue
reti moltissima parte degli ebrei, sia il rimedio dell' antisemitismo. C' l' antisemiti
smo orientale e l' antisemitismo occidentale. Non bisogna confondere Parigi con
Odessa n Vienna con Kolomea. Il proletariato ebraico brulicante nella Galizia,
nella V olinia e nella Russia meridionale sar guadagnato dal sionismo perch
236 Alberto Cavaglion
rimasto immune dalle blandizie della civilt occidentale ed attaccato alle tradizio
ni. Ma l' antisemitismo occidentale eminentemente economico e maturante i germi
di rivendicazioni socialiste durer finch le gemme non saranno fiori e dal pigro
inverno capitalista si scioglier la primavera nuova. I capitalisti ebrei occidentali
non abbandoneranno le rive della Senna, per quelle del Giordano. Neppure - io
credo - muoveranno nel paese dei loro padri le forze intellettuali ebree.
Gli ebrei colti sono avidi di modernit; sono compenetrati della civilit occiden
tale, la comprendono, la criticano magari . . . come quel monello di genio di Heine,
ma l' amano, si sentono contemporanei del Renan, dello Spencer, di Tolstoi e non
si gloriano gran fatto n di Ester n di Salomone.
Sicch le cause dell' antisemitismo occidentale non verranno sradicate perch
l' esodo degli ebrei alla terra promessa avverr dalla terra di schiavit dello czar,
non certo dalle banche e dalle universit di Berlino e Parigi.
L' avvenire giace sulle ginocchia di Giove.
Roma, la superba Roma era in origine un covo di pastori ladroni e chiuse nella
cerchia delle mura di Servio Tullio il rifiuto di popoli italici. Questi miserabili pro
letari che moveranno a Sionne porteranno col nuovi germi di idee. Non ignoro
che in Inghilterra gli operai ebrei russi pubblicano in ebraico quattro o cinque gior
nali - organi di Trade-Unions - i cui articoli farebbero condannare a diecine di
anni di reclusione i collaboratori, nella terra wo die citronen bluhen; nello stato
stesso dell' autocratismo i pi attivi, i pi ardenti fautori delle rivendicazioni ope
raie sono circoncisi.
Senza credere troppo al messianismo ed alla missione dei popoli, si pu in certe
ore pendere verso 1 ' ottimismo e vedere le vie di Gerusalemme brulicanti di gente
nova, attiva, intraprendente e civilmente governata.
Ho finito. Per darvi un' idea dei contrari come direbbe un hegeliano - di cui il
sionismo la sintesi vi riporto due pensieri dall' album ove i sionisti alla fine del
congresso furono invitati a scrivere.
Questo di un polacco:
- Hebraeus sum et hebraei nihil me alienum puto (sono ebreo e mi tocca tutto
quanto riguarda l' ebreo).
Pi sotto un altro:
- Je souhaite que le sionisme soit le berceau de 1' internationalisme!
La studentessa russa lesse questa frase e rivolta a me con sorriso malignetto mi
disse:
- Ci credete voi? lo, assai poco. L' internazionalismo proromper dalle viscere
della grande industria.
Ombra di Carlo Marx, rallegrati. Ci sono ancora di quelli appartenenti al tuo
popolo che ti comprendono!
|EAN PIERRE FILIPPINI
I ceto mercantile ebraico di Livoro dall'Unit d'Italia alle legi razziali
del 1938
Studiare ' evouzioue de ceto nercautie dea conuuit israeitica di
Livoruououuu'inpresafacieperchidocuneutichesouostatiutiizzati
perquesta reaziouee che souo diorigiue fiscae uou souo onogeuei euou
costituiscouo serie coutiuue Di cousegueuza, i breve saggio preseutato
oggisoouuprinoapproccioaduuavorodiuugorespiro suuucetoche
ha svotouuruoo digraudeinportauzaue'attivitdeportotoscauoper
pisecoi
Aavigiliade'Uuit, ue I 801, iceto nercautie deaconuuitisrae-
iticadiLivoruoassonigiaforteneuteaqueodeauazioueebreade'iui-
zio de secoo. Iufatti, a struttura a stessa. Ci souo prina i uegoziauti,
poii seusai e iufiuea nassadei piccoi connerciauti. I uegoziauti, biso-
gua ricordaro, souo' aristocraziadenoudo nercautie, poichsioccu-
pauo sotauto di affari nercautii aiveo iuteruaziouae. Ne I80, souo
uupo' pi di |iregistrifiscaiiudicauo uonifrai quaicisouoditte
coupiuegoziauti) . Souoquiudipiuunerosidiqueide I 809,cheerauo
6 . C' dauotarecheicetodeiuegoziautiebreisipocoriuuovatouea
prina net de' Ottoceuto coutrarianeute a que che era successo uea
1 ARCHIVIO DI STATO DI LIVORNO [AS LI], Comunit, reg. 1618 Dazzaiolo della tassa
straordinaria, 1850.
2 Recenti accertamenti mi hanno consentito di verificare che nel 1809, i negozianti ebrei
non sono 68, come stato scritto (. P. FILIPPINI, La comunit israelitica di Livoro durante il
periodo napoleonico, in Rivista italiana di studi napoleonici, XIX ( 1982), 1-2, p. 53), bens
67, poich Giuseppe Ronno, fratello di Gabriello (J. P. FILIPPINI, Jui/s migrs et immigrs dans
le port de Livoure pendant l prode napolonienne in East and Maghreb IV, Universit di
Bar-Ilan, 1981 , p. 46) non un negoziante ebreo ma un negoziante damasceno cristiano.
238 Jean Piere Filippini
secouda net de Setteceuto. Cos, 2 ragioui sociai o uegoziauti su
,cio pi de 9%) souo di fanigie gi stabiite a Livoruo da' iuizio de
secoo ed auche iu acuui casi da Seiceuto. Treutaciuque di questi uego-
ziautisouofigio uipotidiuegoziautiche hauuoesercitatoioronestiere
ue portoabrouico a'iuizio de secoo e a vote prina, ue secoo prece-
deute. Si deve osservare che uuuegoziaute, a cui fanigia stabiita a
Livoruo da quasi 80auui, Isachfigiodi Rainoudo Frauchetti, che pagaa
tassapifortefraiuegoziautiebrei,2200ire) .
Naturaneute, questiuegoziautiuouhauuogistessiredditi. Acuuigua-
daguauo a quauto pare quauto uuconnerciaute quauuque. Iufatti, basau-
dosisuidatiforuiticidaatassastraordiuariade I 80cisiaccorgecheesi-
stouoquattro categoriediuegoziauti. ipiccoi, chepagauotraO e I00 ire,
inedi,da I0Ia20ire,igraudi, da2I a 600 ireediuegoziautiinpor-
tauti, da60Ia2200ire. Trovianoueaprinacategoria I uegoziautiche
hauuopagato conpessivaneute I090ire, uea secouda, I I cou2200ire,
ueaterza, 9chehauuo dato I . 800ire e ueaquarta, iufiue, I I , acui
coutribuzioue stata di I+ +00 ire. Cos, e utine due categorie, cio i
due terzi de ceto, hauuo pagato quasi i 90% dea sonna versata dai
uegoziautiebrei ei I2%diquestiuegoziauti ha dato pide terzo dique-
sta sonna. Abbianouua coufernadiquesto fatto ue rapporto che icou-
soe di Fraucia a Livoruo nauda a niuistro fraucese degi Esteri, ue
dicenbre I803. Iufatti, icousoestinachecisouosetteditte}uivesita-
lieuues fra es priucipaes naisous taut toscaues qu' traugres casses
par uatiouaits. Abrahan et Isach Frauchetti, Augeo Uziei, Saonou
Abuderan, SanueAatri, Arbib, Cavae Boudi, DeaTorre, aggiuugeudo,
vero. et pusieurs autres. I conneuto che vieue fatto a proposito di
queste ditte noto utie per diversi aspetti. Dauuaparte, cicouseute di
scoprireauaturade'attivitdiqueste graudi ditte ebree, e da'atracifa
scoprire i quadro ecouonico uequae si sviuppaquest' attivit. Iufatti, i
cousoe scrive. La naisou Frauchettipossde uucapitainneuse et s' oc-
cupe de bauque. La naisou Uzziei fait aussi abauque avec succs. M
Arbib possde uu nagasiu d'ob}ets prcieux, d' autiquits, de produits du
Levaut, qui est fortreuonnetauuegraudevaeur. Sanue Aatri, Cava
e Boudi, Dea Torre s ' occupeut aiusique d' autres naisous }uives des pro-
duits nauufacturs augais. Ees acheteut ces produits auprixdefabrique
euAugeterre etes ivreut trs bounarchacousonnatiou. Iuteres-
3 MINISTERE DES AFFAIRES ETRANGERES, Paris, Livoume, reg. 80, c. 3 18.
Italia Judaica IV 239
saute auche ' utina frase. dI eu rsute uugraud pr}udice ici pour es
naisous augaises et frauaises, e fait nrite d' tre sigua parce que a
teudauce des|uifs s' enparerde cette brauche deconnerce estde}oureu
}our pus graude, perch prova che esisteva uu certo cina di ostiit da
partedeiuegoziautifraucesieforseiugesiversoicoucorreutiebreitroppo
iutrapreudeuti. Iuotre questo conmeuto duu quadro abbastauza tradi-
ziouae de connercio per uuo studioso de Setteceuto. Cos, a ditta pi
inportaute, a ditta Frauchettis' occupe de bauque, cone succedeva ue
Setteceuto per e naggiori ditte nercautii di Livoruo. Scopriano poiche
e ditte ebraiche coutiuuauo ad avere reazioui cou i Levaute ,ed auche
cou ' Africa de Nord dineuticata da cousoe) e ' Iughiterra, daudo cos
uucoutributo inportaute a'attivit de porto di deposito, che iudirizzai
prodottiinportativerso' Itaiaceutrae,' AfricadeNordeiLevaute.
Questo rapporto haauche ivautaggio di suggerirequae potesse essere
' inportauza reativa dei uegoziauti ebrei ue'attivit de porto toscauo a
netsecoo. Iufatti, i cousoefa sapereaniuistrochee ditte piinpor-
tauti, otreaeditteebraichegiranneutate, souododicitoscaue, seigre-
che, che sioccupauo escusivaneute deconnerciode grauo, ottoiugesi,
dieci svizzereetedescheae quai seueaggiuugouodueo trefraucesi,che
svogouo uu ruoo neuo inportaute di quee dee coucorreuti ivoruesi.
Ma se a netsecoo acuue ditteebraiche sitrovauofra e pi inportauti
di Livoruo, auche vero che conpessivaneute aoro inportauza reativa
uou cresciutanadiniuuitadurauteaprinanetde' Ottoceuto,cone
possiano vedere attraverso i dati foruiticidai docuneuti fiscai. Iufatti, i
uegoziautiebreipagauo, ue I809, uu po' pi de2%deapateuteche
grava su tuttii uegoziauti ivoruesi. Ne I80, i oro coutributo aatassa
straordiuaria iuquauto uegoziauti soode26%. Bisoguaaggiuugereche
neutre, ue I809, a coutribuzioue nediadiquesti uegoziauti era egger-
neute superiore aa nedia dea professioue ,92, frauchi iuvece di
9I , 2frauchi) , ue I80dinoto iuferiore ,+68, 0ireiuvecedi+8, 68
ire) . Probabineute duraute a prina net de' Ottoceuto, ' attivit dei
uegoziauti ebrei si sviuppata neuo di quea dei coucorreuti ivoruesi,
tauto pi che hauuo perso uuaparte de connercio cou 'Africa de Nord
dopogiauuiTreuta.
Tuttavia, perqueche riguardaa oro strategiadegi affari, essa uou
diversadaqueadeioropredecessoriedeicoeghiivoruesi. Leoroditte
souo societiu uonepersouae coucapitai peranaggiorparte di origiue
faniiare, cone erauo pure uesecooprecedeute. Souo struttureinpreudi-
toriaiadatteaduunercatoche uou tauto canbiato uecorsodiuuseco
240 Jean Pier Filppini
o, nagrado ' iutroduzioue di uu uuovo nezzo di trasporto, i piroscafo,
che ha abbreviato a uughezza dei viaggi e ha reso gi scai iuutii. Ma
Livoruorinaueue Mediterraueo uuporto utie tauto pi che uuiuter-
nediario iudispeusabie iu uu' Itaia senprepoiticaneute divisa. Cone ue
secoo precedeute, ' abiit, a capacit d' iutrapreudere, a rete di corri-
spoudeuti e di pareuti dei uegoziauti ebrei conpeusauo a nodestia dei
orocapitai.
La sopravviveuza e o sviuppo dee autiche strutture connerciai souo
dinostrati auche da notipicarsi dei seusai. Iorouunero passa da 3
ue I 309 a I90ue I 30. C' dauotare che i oro uunero crescepropor-
ziouaneutenotodipidiqueodeatotaitdeiseusaiivoruesi.no-
tipicato per tra i I 309 e i I 30, neutre ue I 30 i seusai ivoruesi
souo auneutati circa dea net rispetto a I 309. Coutenporaueaneute i
oro coutributo nedio aa tassade I 30pi forte diqueode'iusiene
deaprofessioue , I 0, 2ireiuvecedi I0, I ire) . Iufatti seioronodo
di avorare uou diverso da quelo dei oro coeghi, souo sia seusai di
canbio sia seusai di nercauzie, couoscouo seuzadubbio negio di oro i
nercato ivoruese e i nercato nediterraueo, che , cone abbiano gi
visto,rinastonototradiziouae.
Utina categoria. i connerciauti. Bisoguerebbe poter distiuguere tra
connerciauti a dettagio e grossisti, se i registri fiscai o couseutissero,
nauouicaso. Souo, ue I 30, 33, cioquasianetdiqueide I 309.
Probabineute aripartizioue dea tassa straordiuaria de I30 fas che
uua buoua parte di oro uou si trovi fra a geute sottoposta aa tassa su
connercio na fra quea sottoposta aa tassa su'iudustria, reativa ae
professiouicheutiizzauo'iudustriade' iudividuo.
Dopo gi auui ' 0 e soprattutto dopo 'Uuit d' Itaia canbia a reat
ecouonica. L'uuit d'Itaia favorisce seuza acuu dubbio i porto di Geuo-
va, tauto pi che Livoruo coegatanae a' Itaiaceutraedaarete fer-
roviaria, neutre i porto toscauo perde a naggiore parte de nercato
evautiuoe uordafricauo avautaggiodeegraudi poteuze nercautii. Cos,
Livoruo couosceruuacrisichedurerfiuoa'iudonauideaprinaguerra
noudiae4 .
4 M. BARUCHELLO, Livoro e i l suo porto. Orgini, cartterstiche e vicende dei traffci livor
nesi, Livorno, Soc. ano editrice riviste tecniche, 1932, pp. 633 ss. ; G. MORI, Linee e momenti
dello sviluppo dell citt, del porto e dei traffici di Livoro, in La Regione, III ( 1956), 12, pp.
17 e seguenti.
Italia Judaica IV 241
Difroutea'aggravarsidea situazioueconnerciaediLivoruo, cheuou
vieue conpeusato dao sviuppo nodesto deeiudustrie ivoruesi che gio-
vauopoco aeinportaziouie aeesportazioui, i cetonercautieivoruese
teutadi adattarsi aauuovareatecouonica. Taeicasodeiuegoziauti
edeinercautiebreidiLivoruo.Laprinasouziouediasciareuuapiazza
che offre pochepossibiitpergi aflari. Giuoniuid' affariivoruesi souo
.
partiti, prina de'Uuit e soprattutto dopo, verso atri porti pi attivi di
Livoruo o verso nercati pi inportauti de porto abrouico. quasi certo
cheicetonercautiedeaconuuitisraeiticahapersoueasecoudanet
de' Ottoceuto siaicapitaisiai taeuti. Quest' enorragianotoseusibie
ue I 369, a'iudonaui de' aboizioue de porto frauco di Livoruo, cone
provauoiregistridea tassa suaricchezzanobie5. Nou soocanbia' /i-
te di questi uegoziauti na auche i oro uunero caa seusibineute. Ne
I369, souo soo 4 pur coutaudovi i bauchiere Augioo de fu Raffaee
Akaiche. LapreseuzaaLivoruodiAkaiche,che appartieue auuafanigia
annessaisecooprecedeute ueauazioue eche ritorua ue' Ottoceutoue
porto toscauo, uousiguificauuriuuovo de ceto nercautie ivoruese, poi-
ch gi atri graudi uegoziauti ,Giacono Euriquez, Giacono q= Saonou
Racah, Edno Fraucia) souo tutti di autiche fanigie ivoruesi. Coutenpo-
raueaneutecouvieueuotareche iuunerodeiseusaidiniuuiscevertigiuo-
saneute. da I90ue I30a I ue I369. Questofattodinostrachiaraneu-
teacrisichecopisceiportoabrouico.
Si deve uotare auche i uunero piuttosto cospicuo di coutribueuti ,)
per i quai uou vieue iudicata a professioue o chesouo quaificati cone
beuestauti o cone possideuti e che hauuo redditi abbastauza eevati,
poich acuui souo forteneute tassati. seguo iudubitabie di uu reiuvesti-
neutodeicapitaliiuat:ivitneuopericoosedeconnercio.
Que che certo e che aa fiue de secoo gi uoniui d' affari trovavauo
aucoradainpeguare utineute i orocapitaiueportotoscauo,coneiudi-
cauo i registri de'inposta sui redditi di ricchezza nobie degi auui
I 396- I 396. Iufatti, sotto avoce Bauchieri, bauche e bauchi, escusi gi
istitutiee societ de'art. I deaegge, troviano seiditteebraicheche
fauuo operazioui di bauca. Cesare Gerbi e c. , Augeo G. di Viuceuzo
5 AS LI, Comune, Sez. postunitaria, Imposta sull ricchezza mobil, reg. 43. Ringrazio vi
vamente il dotto Castignoli che ha avuto la grande cortesia di farmi conoscere questi registri
fiscali versati da poco all' Archivio di Stato di Livorno.
6 Ibid. , reg. 93.
242 Jean Pierre Filippini
Rignano, Angioo Rossei, Saude fuDavid Sanon
'
Moisee Cesare de
fuVentura Tedesco e Nissin Senana e C. Queste seidittehannounred-
dito conpessivovautatoa I. 000ire, ossiai 9%deredditodee I4
ditteivornesi chefanno operazionibancarie. Aggiungiano che etreditte
chehanno iredditipiinportantiinquestocanpo sonoqueedibanchie-
riebrei. SauSanon0. 000ire,neostesso tenpointeressatoa' arna-
nento di navi, conunreddito di22. 000ire), AngeoG. Rignano 0. 000
ire) e Angioo Rossei I8. 000 ire) 7. Angeo Rignano faceva parte, ne
I8, de Consigio di anninistrazione dea Banca di Livorno con atri
sei uonini d' affari ebrei. Moise Bondi, Teofio Levi, Raffaeo Soria, Raf-
faeo Rossei, Benianino Racah e Giuseppe Funaro) i cuivicepresidente
eraAngeoUziei8.
Accantoaquestibanchieritrovianouncanbistaeidirigentidi seiagen-
zied' affari e diprestito che hanno cognoni ben noti ai ivornesi Disegni,
Ferro, Misu, Pesaroe Servi) . Neo stesso nodo, 22agentidicanbio, sen-
sai e connissionari su 26 appartengono a vecchie fanigie ivornesi per
esenpio, Augusto di Savatore Tagiuri, Giacono Sacuto, Caro Racah e
CesarediMoise Ancona) . Sipudunquepensare che, per un certo nunero
difanigieivornesitradizionanentedediteagiaffari, quest'attivitinter-
nedia tra i grande connercio internazionae e ' attivit nercantie egata
anercatoocaesiastatainodonigiorediutiizzareunsaperenercanti-
e aquistato spesso in et giovanie, tae da conpensare a ristrettezza dei
capitai e pernettere di avere dei redditi non trascurabii cfr. , per esen-
pio, ireddito deadittaSaononOrefice di . 800ire, superiore aqueo
diacuneditte che sioccupanodibanca) .
Per quanto si pu giudicare dai registri fiscai, si sono create societ in
acconandita senpice o in none coettivo per svogere ' attivit di ban-
chiere, diagentedicanbio, disensaeo diconnissionario, cone succes-
sopereditteRignano, SanonoOrefice.
Inotre acuni uonini d' affari ebrei si sono speciaizzatiinacuni canpi
neiquaigiebreihannotradizionanente avutounruoo inportante. Cos
peri connercioeitrattanentodeaana treebrei, conunreddito diun
terzodiqueo gobaedeaprofessione, su I0ditte) , peri cuoioeipea-
7 Questi dati vengono confermati da quelli ricavati dai registri degli anni 189091 . Ibid. ,
reg. 91 .
8 BIBLIOTECA LABRONICA, Livorno, Banca di Livoro, b. 8, Assemblea generale ordinaria
degli azionisti, 30 mar. 1875.
Italia Judaica IV 243
ni,6 ditte ebraiche su 8, conunredditodi I[detotae) eper' oio
su I, co2%deredditototae) .
Atrisvogonoun'attivitinuncanpo ignoratofinoadaoradagiebrei,
cone i connercio a'ingrosso de egno per vari usi e de carbone ditta
FrateiAghib, acui fanigia sierastabiitaaLivornodadue secoieave-
vasvoto un ruoo notevoe ne counercio ccLevante, e ditta Sadun) , a
venditadinateriaedacostruzioneo' estrazionedenarnoedeapietra.
Per avere un'idea pi conpeta ancora dea partecipazione degi ebrei
agiaffaribisogna tenere conto degiagenti, deiconnessiedegiinpiegati
unadiecina) .
Maaparte piinportantedeceto nercantie queadeiconnercianti
a'ingrosso e a dettagio, egata a' esistenza di un nercato urbano abba-
stanza inportante. L' attivit di acuni di oro direttanente egata aa
presenza dea conunit israeitica. Cos troviano 4 naceai, un pizzica-
gnoo, duepoaioie due pasticceri. I connercianti ebrei svogono aoro
attivit principanente in tre canpi. a vendita dei tessuti, a noda e a
confezione 40 connercianti), a gioieeria 9 connercianti) e i nobii
connercianti) . Ma se ' attivit di questi nercanti neno prestigiosa di
queadegiuoninid' affari, ioro redditi sono spessopi ati, cone sipu
vedereconsutandoiregistri fiscai.
Insonnaaafinedesecoo, unapartedecetonercantiedeaconuni-
tivornese ancoracapacedisvogereun ruooinportante ne'attivit se
nondeporto, anenodeapiazzafinanziariadiLivorno.
Maasituazionedeporto diLivornocontinuaadegradarsifino a'indo-
nani dea prina guerra nondiae e i novinento di esodo degi uonini
d' affari si accentuato probabinente ne prino decennio deNovecento,
nentreunaparte dee fanigie tradizionanente dediteagiaffari cercava
atriinvestinenti, soprattutto innobiiario fondiari, o canbiava indirizzo
spingendoifigiversoeprofessioniiberaidi avvocati, notaionedici.
I censinento che segue e eggi razziai de ' 89 non fornisce nessun
dato suiredditideepersone censite nadun'idea abbastanzachiarade
iveo raggiunto da ceto nercantie dea conunit israeitica. Pochissini
uonini d' affari son rinasti a Livorno. Due di oro si occupano di banca.
Costituiscono con gi I I industriai fra i quai tre fratei sono soci dea
stessaditta che sioccupa de trattanento e dea vendita dea ana) ' /ite
9 AS LI, Questura, reg. 5 1 1 Censimento degli ebrei del comune di Livorno al 22 agosto
1938.
244
diquestocetonercautie. Trauueciuqueassicuratori,uuanniuistratoredi
beui, tre ageutidiconnercio,veutidue viaggiatoridiconnercio e rappre-
seutauti, anaggiorpartedecetonercautievieuecostituito daiconner
ciauti, dei quai si pu peusare uou abbiauo gi stessi redditi e uou siauo
tuttideo stessoiveo sociae. Souo conpessivaneute settautasette, frai
quai uu connerciaute a' iugrossodiaterizi, uuconnerciaute che veude
' oio ,probabineute a'iugrosso) , quattro connerciautidiaua e uucon
nerciautea'iugrossodicarboue.
Per quauto si pu giudicare ,perch ' attivit esatta dei connerciauti
iudicatasooper 48 dioro) , doniuauo iconnerciautiche hauuo uegozidi
abbigianeuto o di attivit couuesse. veudouo nerceria, 2 tessuti, I
cappei, I canicie. Poi, ci souo quei che si occupauo de'arredaneuto, 4
uegoziauti veudouo nobii, uuo veudevetri, ai quai si pu aggiuugere uu
autiquario.
Mai fatto checopisceanassadiveuditorianbuauti, 46, chedino
stra ueo stessotenpo anediocrit denercatoeinezziinitati deceto
nercautiedeaconuuitivoruese
Iusonna da'Uuit d' Itaia, i ceto nercautie dea conuuitisraeitica
ha perso senprepia suavitait. L' lite di questo cetoche siera sviup-
pata ue quadro de connercio nediterraueo tradiziouae e di uu graude
porto dideposito ha notosoffertodeacoucorreuzad' uoniuid' affariche
potevauo coutare su nezzi fiuauziari pi inportauti e che trafficavauo iu
porti couuuhinterland pi anpio di queo di Livoruo. Ne ' 8, uou rina-
ue uua di uupassato prestigioso. Ne canpo degi affari, ' ariauizzazio
uegiuufattoconpiuto.
MIRELLARONCUETTIVITALONI
Fonti archivistiche sull'evoluzione demogrica economica e culturale
della comunit israelitica di Livoro tra '800 e '900
La conuuit ebraica di Livoruo a conuuit che pu vautare a piu
auticatradiziouediibertfratuttequeeesisteutisuterritorioitaiauo 1 .
Aa fiue de Ciuqueceuto, di froute atauteporteche siaudavano irre-
nissibineute spraugaudo iu facciaagiebreie ad atre cheuerinauevauo
appeua socchiuse, ve ue fu uua che si apr a' inprovviso per nauo dei
Medicidi Toscaua2; , iufatti, verso a fiue de XVI secoo che troviano
iprinocousisteuteuuceodiebreiueuogochevedr sorgere esviuppar
si i porto destiuato a diveutare uuo dei naggiori scai de Mediterraueo.
Tae sviuppo avverr cougiuutaneute a'iucreneuto e acousoidaneuto
deapreseuzadeaconuuit ebraica, reso possibie dapriviegi, innuuit
euorne particoaricheiMediciprina, iLoreuapoieargirouo aLivoruoe
aasuapopoazioue3 .
I uparticoarea conuuit ebraica, chefiuo a I 860s i erachianatauffi-
cianeute uazioue, godeva di uunerosi priviegi, quai ' assouta ibert
1 G. FUBINI, Livoro e l nazione ebrea, in La Rassegna mensile di Israel, L ( 1984) , 9-
12, pp. 407-408.
2 A. MILANO, Storia degli ebrei in Italia, Torino, Einaudi, 1963, pp. 322328.
3 E. FASANO GUARINI, Esenzioni e immigrazione a Livoro fra sedicesimo e diciassettesimo
secolo, in Atti del convegno Livoro e il Mediterraneo nell'et medicea, Livoro 23-25 settem
bre 1 977, Livorno, Bastogi, 1978, pp. 56-75; B. DI PORTO, La nazione ebrea, in Livoro pro
getto e stora di una citt tra 1500 e 1 600, Pisa, Pacini, 1980, pp. 237-250; E. LOEVINSON, Le
basi giuridiche della comunit israelitica di Livoro (1539-1 787), in Bollettino storico livorne
se, I ( 1937), 2, pp. 203208.
4 A. BECCANI, Sagio storico-linguistico sugli ebrei a Livoro, in Bollettino storico livorne
se, V ( 1941) , 4, pp. 269-277; A. MILANO, Storia degli ebrei . . . cit. , p. 459 e seguenti.
246 Mirell Ronchetti Vitaloni
reigiosa, ' esouero daportare i seguo distiutivo, aibertdi commercio,
' eseuzioue da tasse, a facot di possedere beui immobii5 e, ecceziouai
pera uovit, i diritto aa baottazioue6 e ' autouomia giurisdiziouae.
da sottoiueare che a Livoruo uou veuue mai costituito uu ghetto ue
seuso proprio de termiue, ma esisteva uu quartiere ebraico iu uu'area cit-
tadiua dove gi ebrei veuuero couceutrati . e case, i uegozi e i magazziui
erauoocaizzatiiugrauparteiuqueazouadeacitt.
Durautetuttoi' 600 ei ' 00iuumero degiisraeiti audgradatameu-
te aumeutaudo iucoucomitauza aiprogressiedaaprosperitcresceutedi
Livoruo.
AafiuedeXVIII secoo Livoruo isecoudoportodeMediterraueoe
gi ebrei coutribuirouoiu mauiera siguificativa a progressoecouomico de-
a piccoa Gerusaemme7. Cou aoro mutiforme attivit, covivissimo
spirito mercautie che i coutraddistiugueva, importarouo uuove iudustrie,
uuovicapitai, uuoveeuergie, e,grazieaemotepicireaziouicheavevauo
iu vari Stati, speciameute iu Orieute ,Turchia europea e asiatica, Egitto,
AgeriaeMarocco), aprirououuovisbocchiacommercioivoruese8 .
Gi avveuimeuti che caratterizzarouo i periodo I90- I 8I4 portarouo
aacrisidecommercioueportoabrouico,uouchacaodeapopoazio-
ue, e sfortuue ecouomiche e e viceudepoitiche dea citt iufuirouo iu
modo cousisteute auche sua comuuit ebraica che eradeditaspeciameute
atrafficocommerciaemarittimo9 .
5 L. FRATTARELLI FISCHER, Propriet e insediamento ebraici a Livoro dall fine del Cinque
cento alla seconda met del Settecento, in Quaderni storici, 1983, 54, pp. 879-896; ID. , Ti
pologia abitativa degli ebrei a Livorno nel Seicento, in La Rassegna mensile di Israel, L
( 1984), 9- 12, pp. 583-605 .
6 Il diritto di ballottazione permetteva a chi entrava a far parte della comunit di Livorno
di acquistare la cittadinanza toscana. Cfr. L RIGNANO, Della naturalizzazione acquistata in To
scana col mezzo dell ballottazione e dei suoi efetti sotto la legislazione italiana, in Archivio
giuridico, XLIV ( 1890), 4-5; R. TOAFF, La giursdizione autonoma degli ebrei in Toscana in
base ai privilegi del 1593, in La Rassegna mensile di Israel, XXXIV ( 1968) , 1, pp. 15-27; A.
MILANO, La costituzione Livorina del 1593, in La Rassegna mensile di Israeb, XXXIV
( 1968), 7, pp. 394-410.
7 ID. , Storia degli ebrei . . . cit, p. 373.
8 G. SONNINO, Storia della tipografia ebraica i n Livoro, estratto da Il Vessillo israelitico,
Torino, Tip. Giuseppe Lavagno, 1912; A. S. TOAFF, Cenni storici sulla comunit ebraica e sulla
sinagoga di Livoro, in La Rassegna mensile di Israel, XXI ( 1955), 9, pp. 362 e seguenti.
9 Durante la dominazione francese la comunit era costituita da circa 5. 000 persone su un
totale di 40. 000 abitanti della citt; in quel momento era la comunit pi numerosa di tutta
Italia e fra le pi importanti d' Europa. J. P. FILIPPINI, Ebrei emigrati ed immigrti nel porto di
Italia Judaica IV 247
FusoocouaRestauraziouecheacomuuit, comederestotuttaacit-
t ebbe uua discreta ripresa, ma uou siverificarouopiqueecoudizioui
c|e avevauo favorito ' ecouomia dea fiue de Setteceuto e i primi auui
de' Ottoceuto. Duraute i periodo fraucese gi ebrei avevauo assaporato
' ebrezzadeaprimaparificazioue', macoi ritoruoagiautichiordi-
uameutiveuueroripristiuateeimitaziouiaequaigierauostatisottopo-
stiprimade I90. eraoroprecuso' eserciziodiacuueprofessiouiibera-
iedepubbicoimpiego.
Ma ' esigeuza di uua competa emaucipazioue civie e poitica era ormai
seutita iu modo determiuaute. L' universit israeita uea euuesima richie-
sta preseutata a Leopodo II uel'ottobre I84 ricordava. che parteudosi
daidatistoriciaToscauafiuodasecooXVIerao Stato iucuiagiisrae-
itiaccordavausimaggioridiritti,cheversoametdesecooutimodecor-
soa soaOaudarepubbicauaasuperavasutae rapporto1 1 echeeraor-
maigiuuto i momeuto di coucedere a competa iutegrazioue degi ebrei
uea vita dea citt. Fiuameute ue'articoo 2 deo Statuto toscauo, ac-
cordato daLeopodoII i Ifebbraio I848, siegge.d toscaui, quauuque
sia i cuto che esercitauo souo tutti eguai a cospetto dea egge, coutri-
buiscouoiudistiutameuteagiaggravideo Stato, iuproporzioueagiaveri,
e souotuttieguameuteammissibiiagiimpieghiciviiemiitari
12 .
Livoro durante il perodo napoleonico, in La Rassegna mensile di Israel, XLVIII ( 1982) , 1-
6, pp. 45- 101; L. BORTOLOTTI, Livoro dal 1 748 al 1 958, Firenze, Olschki, p. 45; G. SONN
NO Gli ebrei a Livoro nell'ultimo decennio del secolo XVIII, estratto da La Rassegna menSI
le .i Israel, XII ( 1937-38), 1-2, pp. 1-36; S. LOPEZ, Livoro ebraica al tempo dei granduchi
(1 750-1 848), in La Rassegna mensile di Israel, XXXVI ( 1970), 7-9, Volume speciale in me
moria di Attilio Milano, pp. 233-243.
lO
A. MILANO, Storia degli ebrei . . . cit. , p. 342; R. DE FELICE, Per una storia del problema
ebraico in Italia alla fine del XVII secolo e all'inizio del XIX. La prma emancipazione, in ID. ,
Italia giacobina, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 1965; L RIGNANO, Sull'attuale posizio
ne degli israeliti in Toscana. Brevi cenni, Firenze, Cecchi, 1847.
.
1 1 ARCHIVIO COMUNIT ISRAELITICA DI LIVORNO [ACI LI], b. 58. A causa delle dIstruzlOnI
provocate dall'ultimo conflitto la maggior parte della documentazion

archi
.
vistica
,
della
.
c

munit andata perduta; si sono cos venute a creare delle lacune che, ! ognI caso, e pOSSIbI
le colmare estendendo le ricerche ai fondi conservati presso gli Archivi di Stato di Pisa, Fi
renze, Livorno. Le carte superstiti sono di notevole interesse e costituiscono una fonte essen-
ziale alla quale rivolgersi per tracciare la storia della comunit.
. . , =
Dal personale dell' Archivio di Stato di Livorno stata effettuata una pnma ncognIZlOne
della documentazione ed stato steso un elaborato inventariale che a disposizione degli stu
diosi; da questo risulta che i pezzi archivistici sono 41 6 fra registri, filze e buste ( 1593-1955) .
12
ARCHIVIO DI STATO DI LIVORNO [AS LI], Leggi e bandi, cod. 55, n. LXV.
248 Mirell Ronchetti Vitaloni
L' equiparazione degi ebrei, confernatasi con ' Unit d' Itaia, apport
unaprofonda trasfornazioneneaconunitivornese. LeeggideoStato
unitarioavevanoesteso atuttigiebreiitaianiqueochefinoadaoraera
statoescusivo dei soiebrei ivornesi,inotre Livorno da I gennaio I868
avevapersoireginediporto-franco che era stato sancito fin da'II nar-
zo I 661 3. Tutto questo aveva favorito a crisi dei traffici egati a con-
nercio dideposito ,edea successivariesportazione) eprovocatoaacitt
una situazione sfavorevoe 14. Subito, frotte di ebrei ivornesi si sparpa-
giaronopertuttaItaiao sitrasferironoinTunisiaoneLevante, dovegi
inprecedenzaavevanocostituitoproprieagenziediaffario avevanoegani
di parentea 1 5. L'enigrazione, di fatto, erainiziata gi da quache decen-
nio Lentanente, naprogressivanente i nunerodegiebrei andavadini-
nuendoconaperditade'inportanzache avevacaratterizzatoiportofino
a' Ottocento, equeapartediebreiinpegnatanee attivitportuaiasci
Livorno per dirigersi verso sedi ancora in grado di garantire un successo
econonicone' anbitodeconnercionarittino.
I novinento enigratorio docunentato da acuni registri, reativi agi
anni I 824-I86, che si trovano presso |archivio dea conunit israeiti-
ca16 . In essi, in ordine afabetico e cronologico, sono puntuanente regi-
strate e partenze. 2 novenbre I 828. Modiano Saononper Costantino-
poi naturaizzato toscano per effetto di baottazione, 20 naggio I 80
Acoque Raffae di |acob di Tunisi naturaizzato toscano doniciiato a
Livorno con sua consorte per Aessandria. Iprino apartire di soito i
capofanigiai quae, unavota sistenato, vieneraggiuntodaisuoifaniia-
ri. 2settenbre I 88. CanneoCenentina diLivorno, conduefigiEnrico
di anni , Anna , per Aessandria d' Egitto per riunirsi a di ei narito
13 G. GUARNIERI, Livoro marnat, Livorno, Camera di commercio, industria e agricoltu
ra, 1962, pp. 602-603.
14 L. BORTOLOTTI, Livoro cit. , pp. 177 ss. ; D. NAVACCO, L'abolizione del porto-franco
di Livoro, in La Toscana nell'Italia unita, Firenze, Caparcini, 1962, pp. 475-482. L' abolizio
ne del porto-franco colpiva in particolare le piccole industrie che lavoravano per il Levante,
importando, senza pagare dazio, le materie prime e riesportando prodotti finiti: confezioni di
abiti e copricapi di foggia levantina, cedri canditi, lavorazione del corallo, mobili di legno e
ferro; nonch altre industrie del tutto specifiche della citt: la cernita di stracci, la scelta di
gomme e resine. La crisi di queste industrie era tanto pi grave, in quanto esse venivano
esercitate in buona parte da greci, dalmati e levantini israeliti, che al cambiare della situazio
ne si affrettarono ad abbandonare la citt.
1
5 A. MILANO, Stora degli ebrei . . . cit. , p. 373.
16
ACI LI, reggo 200-204.
Italia Judaica IV 249
aventestabiinento connerciae ecasaaperta, 6gennaio I 860. Lanbro-
so Giuseppe di Tunisi figio di suddito toscano per Tunisi di professione
studenteperriunirsiaafanigiacostabiitacontraffico.
InovinentoenigratorioerasoprattuttoindirezionediTunisi,Aessan-
driad' Egitto, Tripoi, Tangerie Snirne, portiquestiche offrivano traffici
suscaainternazionae.
.
Particoarnente interessanteperuno studio sua strutturadeaconuni-
t ebraicadi Livorno i censinento noninativo de I84Iconservato ne-
' archiviodea conunit 17 . L' anaiside registro ciconsente diaccederead
una notevoe quantit di dati, poich a registrazione ninuziosa e non
traascia nessuna indicazione dei caratteri individuai. otre a cognone,
none, et, uogo dinascita, condizione donestica, professione riportato
ancheigradodiistruzione. Inreazione aquest' utino datorisutache su
4. Iebrei2. 6I6sannoeggeree scrivere, 69sannoeggere.
Da' esanede uogo di abitazione si evince che a naggiorpartedegi
ebreiabitavaneazonacentraedeacitt, ipiagiatirisiedevano inacu-
neviedeaperiferia, pochineisobborghi.
I censinento,inotre, nette in uce una struttura socio-econonicapiut-
tosto conpessa, i quadro generae caratterizzato da una popoazione
poicronae poivaente. Gi ebrei svogono e oro attivitin ognisettore,
daqueotessie aqueode'abbigianento,cazoai,sarti,avorantidiber-
retti, dipennacchi, ricanatrici, nodiste) , a queo deegno,ebanisti,bot-
tai, egnaioi, puinentatori) , a queo ainentare ,bucceatai, confetturie-
ri) , aa stanpa ,correttori di stanpa, stanpatori) , a queo de'ediizia
,inbianchini, narnisti) , a queo dea gioieeria ,argentieri, avoratori di
corao,orefici, coraai) e ad atriancoraconeegatoridiibri,vetrai, fab-
bricantidicera, aqueodeconnercioainentareedinanufatti, aeatti-
vit creditizie, finanziarie e di internedi azioni connerciai, ai trasporti,
a' inpiegatizio, aeibereprofessioni,chirurghi, nedici, scritturai, farna-
cisti, evatrici) , a'insegnanento, a queo artistico ,pittori, cantanti) e a
queo dei servizi donestici,canerieri, cuochi, donestici, governanti) . Non
nancava chi vivevadi rendita e chi era indicato cone benestante o pro
prietario18.
17 ACI LI, reg. 60; cfr. ARCHIVIO DI STATO DI FIRENZE, Stato civile toscano, reg. 12. 130.
18
I dati del censimento sono ampiamente illustrati da A. SERCIA, La comunit ebraica di
Livorno nel XIX secolo: caratteristiche demografiche, economiche e sociali, Tesi di laurea, Uni
versit di Pisa, Facolt di lettere e filosofia, 1984-1985.
250 Mirella Ronchetti Vitaloni
I docuneuti de'Archivio di Stato di Livoruo hauuo couseutito di cou-
durre studi specificiuee diverse epoche, ' approfoudineuto edigradodi
orgauicit variauo iu rapporto agi argoneuti tenporai e a fiue dee
ricerche
Da ricordare, fra gi atri, i avori di| Pierre Fiippiui e di Paoo Casti-
guoi19; quest' utino iuparticoarehacoudotto uuaiudagiueuegiarchivi
ocaisue foutipera storia degiebrei a Livoruo, assuneudoconeinite
crouoogico i periodouapoeouico
Le ricerche docuneutarie effettuate pernotivi di studio, saggi-articoi-
tesi, si arrestauo quasi tutte a'Uuit d' Itaia ed i notivi souo beu uoti.
couo statouuitariououesistepiuuaquestioueebraica, nasiugoiepi-
sodiesiugoicasi20 .
I foudicouservatipresso'Archivio di StatodiLivoruo, puruoupreseu-
taudocaratteridi specificit per uuo studiosuaconuuitisraeitica dopo
' Uuit d' Itaia, pernettouo, effettuaudo uua ricerca netodoogica cou o
spogio dee varie serie, di riuveuire uotizie iuteressauti ed iuedite a cui
fare riferineuto peruua couosceuza su'evouziouedenografica, cuturae
edecouonicadegiebrei
Iconpessodocuneutarioaquae cisipuprevaeuteneuterivogere
costituito dai segueuti archivi. Cousigio proviuciae scoastico, Ufficio
eva, Ufficio inposte dirette, Conuue di Livoruo, Prefettura, Catasto
toscauopoiitaiauo,Questura21 .
L' archivio de Cousigio proviuciae scoastico, che era presieduto da
19 J. P. FILIPPINI, La ballottazione a Livoro nel Settecento, in La Rassegna mensile di
Israel, IL (1983) , 1-4, pp. 200-268; ID. , La comunit israelitica di Livorno durnte il periodo
napoleonico, in Rivista italiana di studi napoleonici, XIX ( 1982) , 1-2, pp. 23- 113; ID. , I
posto dei negozianti ebrei nel commercio di Livoro nel Settecento, in La Rassegna mensile di
Israel, L ( 1984) , 9- 12, pp. 634-649; ID. , Livoro e gli ebrei dell'Afrca del Nord nel Settecento,
in Gli ebrei in Toscana dal Medioevo al Risorgimento, Firenze, Olschki, 1980, pp. 21-32; P.
CASTIGNOLI, Fonti per la stora degli ebrei a Livoro. Gli archivi locali, in Italia Judaica, Atti del
III convegno interazionale, Tel Aviv 15-20 giugno 1 986, Roma, Ufficio centrale per i beni ar
chivistici, 1989, pp. 183- 190.
20 R. DE FELICE, Storia degli ebrei italiani sotto ilfascismo, Torino, Einaudi, 1961, pp. 16 e
seguenti.
21
Notizie relative ai singoli fondi sono reperibili alla voce Archivio di Stato di Livoro, in
MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI, UFFICIO CENTRALE PER I BENI ARCHIVISTICI, Gui
da generle degli Archivi di Stato italiani, II, Roma, 1983, pp. 529-566.
Italia Judaica IV
25 1
prefettoed aveva avigiauza sue scuoe
P
ri
'
arie e seoudare, cico

te di reperire uotizie iuereuti aa partecipazioue degi ebrei aa attivita


scoasticadea citt2.
Nee carte de foudo souo couservate le donaude di annissioue agi
esani per couseguire a pateute di caigrafia, a pateute
.
dee iugu

strauiere o per essere annessi ae pratiche per otteuere i dipona di


naestro conuuae uee scuoe o per far tirociuio iu attesa de' esane
per i couseguineuto dea pateute iuferiore Fra gi atri docuneuti di
corredo aa donauda doveva essere preseutata a fede di uascita per
attestare ' et,uouneuodi I8 auuipere douue, di20pergiuoniui Gi
ebreiuoupreseutavauo, conegi atri coucorreuti afededi uascitaria-
sciata da'archivio dea Cattedrae, nauu docuneuto riasciato da'Uffi-
cio di stato civie, dove siegge cone cousta dai registri dei uatidicu;o
uou cattoico A questo proposito va ricordato che fiuo a I geuuaio
I866idatireativiaeuascite, ainatrinouie aenortiveuivauoriportati
suiregistriparrocchiaiesuccessivaneutetrascrittiueiregistride'archivio
deaCattedrae Leregistraziouicoucerueutiicittadiuidi cuto uoucatto-
icoveuivauo effettuate, iuvece, iu appositiregistridirettaneutedagiuffi-
ciconuuai23 .
L' archivio dea prefetturaoffre iuprevaeuza uotizie attiueuti a'attivi-
t svota dae opere piegestitedaauuiversitisraeitica24. Ladocuneuta-
zioue si trova couceutrata iu questo foudo poich, ai seusi dea egge
agosto I 862, i biauci dee opere pie dovevauo essere approvate da

Deputazioue proviuciae, presideute dea quae era i prefetto eutre


'
regoaneuti d' anniuistrazioue veuivauo approvati daa Deputazioue, gi
statutiorgauici, e reative nodifiche erifornedovevauo iuvece essere sot-
to
|
osteaasovrauasauzioue
a
E possibie couosceree fiuait dee opere pie foudate dagh ebret hvor-
22
AS LI, Ufficio provinciale scolstico, ff. e reggo 1-243 ( 1871- 1917) .
. -
23 ARCHIVIO STORICO DEL COMUNE DI LIVORNO, Stato civile francese ( 1808- 1814); Stato czvtle
toscano. Registr degli acattolici ( 1818- 1865); S. DELLA PERGOLA, Demografa storca dei gruppi
di popolazione: il contributo dell demografia ebraica, in SIDES - Bollettino di demografia
storica, 1986, 3, pp. 41-49 e Traccia bibliografica, ibid. , pp. 50-58; L. DEL PANTA
:
Lo
:
tato
civile toscano: una fonte per lo studio della mobilit temporanea, in SIDES - Bollettmo d! de
mografia storica, 1985, 2, pp. 51-57.
24 AS LI, Prefettura, bb. 1-263 ( 1861- 1890); L RIGNANO, L'universit israelitica di Livomo
e le opere pie da essa amministrate. Cenni storici - Legislazione - Amministrazione, Livorno, Bel
forte, 1890; G. LARAS, L'istruzione ebraica a Livoro nell'800, in La Canaviglia, III (1978),
3, pp. 100- 1 12.
252 Mirell Ronchetti Vita Ioni
uesi ,uouch i capitai gestiti) grazie a resocouto norae su biaucio
iuviato ogui auuo da I860 a I890, dagi anniuistratori aa prefettura.
espicavauo uu conpesso di fuuzioui assisteuziai sia abeueficio dei nen-
bripoverie naati dea conuuit, sia a favore de'istruzioueciviee rei-
giosa,ede'iuseguaneutodi artienestieri.
Ne I 89e opereanniuistratesouo4 couuueserciziofiuauziario,per
' auuo I 88, di L. 22, 62. 4 iueutrataediL. 20, I . 0iuuscita, cou
uuavauzopositivodiL. 2I , 86I . 40 ` .
Otre ae opere pieanniuistrate da' uuiversit ,4 ue I 880)veueera-
uoiu attivit atresorteiuseguito aascitidibeuefattori. i casode'o-
peraMoarAbetuot, foudataue I644 dacoufratei cou capitai propri
cou i segueuti scopi. distribuzioue di doti auuuai per naritar douzee,
sovveuziouiordiuarieestraordiuarieaifrateiiudigeuti enauteuineutodi
uu istituto per ' istruzioue civie e reigiosa, a quae souo annessi figi e
pareuti dei coufratei e gi estrauei se ci souo postiiberi. I patrinouio
cousisteva iu oudi iugesi, obbigazioui denauiai, fitti d' innobii, cou-
tributideeopereMorriseFrauco, prestitouaziouae.
L' opera Mabis Haruniu, foudata ue I64 da acuui beuefattori che,
succedeudosiperdisceudeuza, fornarououuacoufrateruita, avevao scopo
di aiutare gi israeitipoveri cou particoare riguardo per gi auuui dee
scuoereigiose. Tuttoquestocouferna' atteuziouecouaquae aconuui-
tseguivaavitareigiosaecuturaedeisuoinenbri.
Daseguaarechequesto foudo facineute cousutabiegrazieaaserie
Indice e protocolli del cartegio
26.
I nateriae docuneutario reativo aconuue di Livoruo pu essere uti-
izzato proficuaneute ai fiuidiuua ricercadi quauuque iudirizzo essasia.
Fra e atre fouti, i Ceusineuto euunerativo dea popoazioue dea
conuuit di Livoruo , I8I- I86) foruisce dati sua perceutuae dea
popoazioue ebrea preseute uee parrocchie dea cittda I 84I a I 86 .
Daessorisutache. inaggiorecouceutraneutodiebrei ueaparrocchia
dea Cattedrae, i uunero dee douue rester costauteneute superiore a
queo degi uoniui, i totae dea popoazioue raggiuuger i suo nassino
ue I82 ,4. 4 iudividui) e i suo niuino ue I86 ,400I uuit) , neutre
25 AS LI, Prefettura, bb. 174, 177 e 179.
26
Ibid. , reggo 350-47 1 ( 1861- 1890) .
2 AS LI, Comune di Livoro, Censimenti dell comunit di Livoro ( 18 15- 1865), reg.
1 7 10. Vedasi inoltre il censimento del 1861 suddiviso per parrocchie, ibid. , reggo 1 7 10
bis- 1718.
Italia Judaica IV 253
per gi atri auui a differeuza iu positivo o iuuegativo pocorievaute.
Cousutaudo i registro di Innatricoazioue dei nedici e farnacisti de
conuuediLivoruodegiauui I 8- I849, possibiecoustatareche auche
iu questo canpo si ha uua siguificativa preseuza di ebrei aureati a'Uui-
versitdiPisaodiFireuze

.
Uu uteriore coutributo per deiueare a fisicuonia sociae degi ebrei ci
vieuedatodaaserieImposte veicoli e domestici , I 86- I9 I) . Neiregistri
souo eeucatiiu ordiue afabetico i possessoridivettureprivate e pubbi-
cheedeidonestici. Sivieuecosacouosceuzache, peresenpio, ' avvoca-
toDario
_
assuto, caudidatoaeeeziouide I892, ueI88Iavevasoodue
donestici e nessuua vettura, Cassuto Raffaeo, uegoziaute di nauufatti,
aveva ciuque donestici, di cui uuo iu ivrea e beu quattro vetture ,uua
chiusa, uu oudau, uua carrozza, uu victoria) , i dottor Augioo Sanoui
aveva quattro donestici e due vetture ,uua chiusa e uua tipo biga) , David
Boudi connerciaute di nauifatture, aveva otto donestici, di cui due iu
ivreaeciuquevetture.
possibie risaire aa situazioue ecouonica di parte dea conuuit
uegiutinideceuuide' Ottoceutocousutaudo acuuebustediMiscellnea
dove souoriportateuotiziechereudouoevideutecone, afroutediuuali
te priviegiata, vi fosse uu'ata perceutuae di iudividui iudigeuti. Nea
bustau. 2I 2 de I 892sitrovauo, iufatti, edonaudedisussidiopreseuta-
te dai reducideecanpaguedi guerra itaiaue, fra e atre, e richiestedi
Mois Tedeschi, di Pace Dea Ricca, di Mois Sistri. Quest' utino uea
donaudaprecisache feceisuo dovere ueecanpague per' iudipeudeuza
d' Itaiaconbatteudo sottoagoriosabaudiera degraure, particoarneute
uea gioruata di Custoza, ue I866, faceudo parte ,ed esseudo ora qui iu
Livoruo ' uuico superstite) de reggineuto grauatieri, conaudato da
vaorosoUnbertoI, aorageuerae30 ,
Le iste eettorai souo fra e fouti archivistiche quee neuo utiizzate,
attraverso i oro studio sipu perarrivare ad avere iquadro dei gruppi
sociai costitueutiitessutodeacitt. Da I86Ia I882 i sistenaeettora-
e era basato uuicaneute su criterio ceusitario, a questo, da I882 fiuo a
I9I2, veuue aggiuuta a quaito titoopersouae. Poich accautoaidati
auagraficide'eettorevieueiudicataaprofessioue o' attivit svota, scor-
2
8
Ibid. , reg. 1 751 .
29 AS LI, Comune di Livoro, Sez. postunitaria, Imposte veicoli e domestici.
30 AS LI, Comune di Livoro, b. 2 172 ( 1 862-1892).
254 Mirell Ronchetti Vitaloni
reudo e iste possibie uou soo iudividuare quauti e quai souogi ebrei
che facevauo parte de corpo eettorae, na auche a quae gruppo sociae
apparteuevauo Le categorie pi rappreseutative risutauo essere quee
degi inpiegati civii, dei iberi professiouisti, dei nedici e farnacisti, dei
connerciauti, deiuegoziautiedeinezzaui3 1 .
Uuriievodetuttoparticoare assune' archivio deaquesturadi Livor-
uoiu quauto, seppuracuuoso, copreuuperiodo che vada I 86 a I9 I .
uuafoutegeuerosadiuotiziedaequaipossibietrarreuuquadroiue-
dito su notepici argoneuti, auche se per raggiuugere quache risutato
uecessariauuaricercasistenaticaavoteuou privadidifficot
Conegisottoiueato, dopo' Uuitd' Itaiauouesiste piuuaquestioue
ebraica, fiuo aquaudo ue I96- e, pi nassiccianeute, ue I98-4, i
fascisno auci a poitica dea razza e voe dare uua coscieuza razziae
agiitaiaui32. Prinadiquestoperiodoperriuveuiredeeuotizieueces-
sariocouoscere icoguonede siugoo caso Beu Siou Hana diveutauu
casoueugiode I 9I I quaudoiuviauuteegrannadicoudogiauze aa
casaSavoia Scattauoeiufornaziouipersapereiperchde suo gestoe
sivieue asapereche uato aGerusaenneue I88eche, proveuieuteda
Saouicco, vive a Livoruo da I 899 prestaudoa sua operacone iuterprete
iuteruaziouae e connerciaudo iu corao. Le iufornazioui souo niuuziose
e siesteudouo auche aasuafanigia. ipadre rabbiuo apparteueute aa
siuagoga di Gerusaenne e, iu circostauze ecceziouai, vieue chianato a
teuere fuuziouiuetenpiodiLivoruo33.
Da I98eiufornaziouiassunouocouuotatibeuprecisi, giebreidevo-
uo sottostare a uunerose disposizioui particoari e graveneute esive dei
diritti e dea diguit di cooro ai quai puutuaneute veuiva applicata a
egisazioue autiariaua34.
Per i caratteri specifici che couteugouo, souo da seguaare, a busta u
3 1 AS LI, Comune di Livoro, Sez. postunitaria, Elezioni politiche ( 1860- 1 897) ; A. BRUNI,
Gli elettor politici del primo collegio di Livoro attraverso le liste elettorali degli anni 1 872,
1 874, 1 878, 1 889 e 1 881, Tesi di laurea, Universit di Pisa, Facolt di lettere e filosofia,
1987- 1988. Cfr. anche AS LI, Comune di Livoro, Sez. postunitaria, Imposte ricchezza mobile
e Imposte terreni ( 1 866- 1918) .
3 2 R. DE FELICE Storia degli ebrei . . . cit. , pp. 30 ss. ; cfr. anche La Rassegna mensile di
Israel, LIV ( 1988), 1-2, 1 938. Le leggi contro gli ebrei, Numero speciale in occasione del cin
quantennale della legislazione antiebraica fascista; A. MILANO, Storia degli ebrei + + cit . , pp.
396 e seguenti.
33 AS LI, Questura, b 4 ( 19 1 1) .
3 4 Ibid. , bb. 631, 636, 834, 841, 851, 1219, 1227, 1237, 1239, 1240.
Italia Judaica IV 255
46Iufornazioui sugi ebreie ilCeusineuto ebreide22 agosto I98
Eeucodeepersoueceusite.
NeaprinasitrovauoiteegranniiuviatiaaquesturadiLivoruo dae
atre questure, couteueutie iufornazioui a uornadee disposiziouiniui-
steriaide 24 ottobre I98u 44[990e de 24 uovenbreu 00[64
Le disposizioui riguardavauo e nodait di iscrizioue degi ebrei uea
Rubrica speciae ebrei strauieri e e variazioui da apportare ue caso iu
cui quacuuo degi iscrittiveuisse discriniuato o si dichiarasse di reigioue
cattoica
I secoudo ci foruisce i coutributo pi iuteressaute per questo periodo
perchcipernettedideiuearee caratteristiche sociaidegiebreiivorue-
si35. I resideuti a Livoruo souo 2 2ed i uuceopi cousisteute costi-
tuito dagi inpiegati ,pubbici, iudustriai, connerciauti) , seguito dagi
operai iudustriai, veuditori anbuauti, connerciauti a dettagio, iberi
professiouisti, proprietari e beuestauti, artigiaui, iudustriai, connerciauti
a'iugrosso, dirigeuti pubbici, privati e reigiosi e da atri saariati Le
casaiughe souo96, gi studeuti I0eipeusiouati4436.
I Ceusineuto ebreidiLivoruo uupuuto diriferineuto diuotevoe
iuteressestorico a cuici sideve uecessarianeuterivogere per ogui succes-
sivo studio suaconuuitaavigiiadiuu noneuto digravecrisi causato
daepersecuziouiuazi-fasciste.
35 Ibid. , reg. 5 1 1; P. L. ORSI, Le legi antisemite in Toscana e le vicende dell comunit israe
litica di Livoro, relazione inedita tenuta al convegno La Toscana nella I guera mondiale,
svoltosi a Firenze nel gennaio 1985.
36 BIBLIOTECA LABRONICA, Livorno, Annuario Meozzi della citt di Livorno, Livorno, Tip.
Sardi; la raccolta comprende i volumi degli anni: 1865- 1867, 1872- 1881, 1 896, 1903- 1904,
1 912- 1913, 1918- 1919, 1935. BIBLIOTECA LABRONICA, Livorno, Guida di Livoro e provincia.
Rassegna schematica di vita economico-sociale dell provincia lbronica, redattore e proprietario
B. Parigi, grafica P. Ortalli, Livorno, 1928-1929. I volumi possono essere utilizzati come
supporto per una ricerca sulla vita economica e sociale della citt per gli anni 1865- 1935.
GINOBADINI
I cartegio ottocentesco dell'archivio dell' Universit israelitica di Regio
Emilia
I provvidenziae deposito di queste carte ne'Archivio di Statodi Reg-
gioEniia, avvenutone I 909, hasavatodireiunapartefondanentaede-
anenoriadocunentariache siriferisceaevicende degiebreinea citt
eniiana.
Cone ho avuto nodo di iustrare durante i convegno di Te Aviv, i
conpesso archivistico suddiviso in due sezioni. ' archivio Bassani e ' ar-
chiviodettonuovo.
L' archivioBassani,coschianatoconriferinentoanonederiordinato-
redeSettecento,venneristrutturatopernaterie, e cospervenutofinoa
noi. L' archivionuovohanantenuto'ordinanento originario evienetut-
tora conservato ne rispetto dei criteriche furono adottati ne corso dea
sua fornazione. In questa sede intendo soffernarni specificatanente sui
docunentiprodotti da' universitreggianadegiisraeitine corso de' Ot-
tocento.
Va subito sottoineato che a nonento dedeposito furono correttanen-
te trattenute da'ente versantequeecarte chepotevano essere ancorauti-
inedisbrigodegiaffaricorrenti. Diconseguenzasegi attieidocunenti
deperiodopianticofuronoverosininenteconsegnatineaquasitotait
a'Archivio di Stato, queiinvece fornatisi nea seconda net de' Otto-
cento vennero in gran parte trattenuti da'anninistrazione produttrice.
Quindi acune serie archivistiche si interronpono ad una certa data che
precede i versanento, atre forse nancano totanente. A tutto ci deve
aggiungersi, cone accennerpi avanti, una ninor produzionedinateriae
docunentario connesso ad un affievoinento dee attivit svote da'an-
ninistrazionein conseguenzadeadininuitapresenzadeisuoinenbri.
Paravo a' inizio de deposito provvidenziae, pensando ae successive
Italia Judaica IV 257
vicende che segnaronoinnodo drannaticoaccnunit ebraicadiReggio
Eniiaechedeterninarono, perquanto dato sapere,adispersione, forse
irreparabie, de patrinonio docunentario che non era stato versato, na
anche di queo prodotto dopo i versanento. Otre a queste fonti, che
avrebbero certanenteconcorsoadeinearenegio acuniaspettiinportanti
de'utino periodo dea presenza ebraica a Re,gio Eniia, si deve anche
anentare a sconparsa de'archivio dea conunit di Scandiano, conse-
gnato negi anniVenti agi israeitireggiani e a cui sorte segu queIa de
conpessodocunentariocuiera stato aggregato,depauperato daisaccheggi
neIperiodo repubbichinoe, inparte, a seguito debonbardanentodiReg-
giode-8gennaio I9++.
I prini decenni diquesto secoo segnarono adefinitiva sconparsa non
soodea conunit scandianese, naanche diatrigruppi che sieranoinse-
diatidaungotenponeterritorioprovinciae. Questoprocesso siconcuse
poi con i trasferinento da Reggio a Modena dea sede anninistrativa
degi israeiti reggiani, ornai ridotti ,aIa vigiIia dea secondaguerra non-
diae) a I29in tuttaaprovincia,dicui6necapouogo.
A proposito dea dininuita consistenza nunerica degi ebrei reggiani,
tra Sette e Novecento, basti citare acuni dati significativi che siriferisco-
no ad un'epoca durante a quae si registra, in nodo curioso, un costante
aunentodenograficointuttaItaia, nonescusaaprovinciareggiana.
Se ne'anno I89giebreideacitteniianaeranopoco nenodiotto-
cento, con un decrenento di circa 80 unit rispetto ad un secoo prina,
cio a nonentodea istituzione deghetto, ne I 8+9a presenzaisraeiti-
ca si era uteriornente affievoita, cone risuta dao stato di popoazione
conservato nefondodocunentario dicui trattasi. Varicordato,tra' atro,
che durantea doninazione estense i canceiere israeitaeraobbigato ad
inviareogniannoquestadocunentazioneanagraficaapodestcittadino.
Lo stato d popoazione de'anno I 8+9 registra non soo gi aventi
doniciio stabie a Reggio, e ne indica a consistenza conpessiva in 69+
persone, na annota, in ottenperanza ae norne prescritte dagoverno oi
Modena, quei che nativi di Reggio hanno atrove doniciio, senza ' as-
senza continuatadiun decennio. Sihaquindi apossibiit diconstatare
che negi anni precedenti diverse fanigie e persone si erano trasferite in
atrecitte,inparticoare, aFirenze,Ancona, ModenaeParna,ove,vero-
sininente, cone si deduce dae dininuzioni rievatedai censinenti suc-
cessivi,preseropoiaresidenzadefinitiva.
Ne frattenpo a popoazione conpessiva dea citt di Reggio Eniia,
entro e fuori e nura, era aunentata dai 6 nia abitanti de I 89 ai ++
258 Gino Badini
niade I 849, e sarebbeauneutatauteriorneute uegiauui I86Ie I8 I a
otre 0 nia,quaudoornaigiisraeitierauoridottiapoco pidi600.
Aa serie archivisticadegistatidipopoazioue, conpiati da' uuiversit
degiebreiprinade'uuitd' Itaia,vauuoaggiuutee schededeceusineu-
tochefureaizzatodauuovogoveruouaziouae, schedeche,reativaneute
aacittdiReggioEniia, souopoicoufuiteueocaeArchiviodiStato.
Da ouesta foute otre aa cousisteuza uunerica, si deducouo diversi
atri eneuti, tra ui ' afabetizzazioue e ' attivit professiouae. Sotto i
prino aspetto, a couferna di quauto vieue esaurieuteneute iustrato da
professor Sabateo, rievabie, ue'anbito dea conuuit israeitica, a
conpetaafabetizzazioue, neutre tra gi atrireggiauiera aucoraabbastau-
zadiffuso' auafabetisno.
Neeattivitprofessiouairieviano, dauuaprinaerapidaricoguizioue
effettuata suceusineutopostuuitario, uu iucreneuto degi addetti adatti-
vit connerciai e, coutestuaneute, uua diniuuzioue di cooro che ueo
statodipopoaziouedeperiodoesteuseveuivauodefiuitiiudustriauti.
Ne'auuo I 849, iufatti, su 694 israeiti troviano pi di 90 uegoziauti,
2 iudustriauti, nediatori, I4 artigiaui, 44 avoratori subordiuati, I0
iberi professiouisti, I iuseguauti, rabbiui e diversibauchieri , I) . Essi
vivevauo a'iuteruo de'autico reciuto, naauche in atre coutrade, dove
erastato couseutito di risiedereiu seguito adecretodeducaaustro-esteu-
se de 28 agosto I 8I4, che tuttavia poueva precise coudizioui. Auche se
couaRestaurazioueuouerauo statiiustaatiiportouideghetto, bruciati
ideaneute sotto ' abero dea ibert, cou ' arrivo dei fraucesi ue I 96,
tuttavia a uornativa ducae aveva inposto agi ebrei che si trovavauo a
pigioue fuoridaperinetroadessiasseguatoueSeiceuto, di rieutrarvi ao
scadere de'auuo di affitto iu corso. I decreto pernetteva soaneute ai
possessoridi case fuorighetto egittinaneute acquistate, dicoutiuuare ad
abitare cou' escusiouediquauuqueproniscuit d' abitaziouefracristiaui
edebreiauchedoveuouesistevai ghetto. Eperreudere senpreneuofre-
queuti i rapporti cou i cristiaui, uua uotificazioue de I 8I6, ripreudeudo
vecchie disposizioui, vietava ai cristiaui di svogere stabineute servizio
pressogiebrei.
Nea docuneutazioue de'archivio cosiddetto uuovo troviano atri
riferineuti ae disposizioui inpartite da goveruo esteuse ae conuuit
israeiticheiugeuerae eaqueadiReggioiuparticoare.
Couiritoruodeducauousooerastatoenauatoidecretogiricorda-
to che stabiiva ' obbigo dea resideuza, na veuue uuovaneute inposto
uu auticobazeo, aacui esosite aacuiiugiustiziasiriferiscououune-
Italia Judaica IV 259
roseettere e diversi verbai dea Cougregazioue geuerae degi ebrei reg-
giaui. Lasuddivisiouede coutributo auuuo di 20 niaire fu causa auche
dicoutrasti cou aconuuit israeitica di Modeuaedi diatribeiuterue per
a ripartizioue dea spesa. E questa inposizioue uou fu uu caso isoato,
perchiducarieutraudoueoStato esteuse dopoinotide I8 I , appic
uuagravosa peuapecuuiariaagiisraeiti.
Iprovvedineutoducaecriticavaacoudottateuutadagiebreiuebre-
vetenpodeaduratade'utinarivouzioue - cosdicevatestuaneutei
decreto - da uu' iufane cougiura ordita e prodotta, di cousegueuza si
riteueva opportuuo uu trattaneuto pi severo. Iutauto si ripristiuavauo e
eggiiu vigore prina deperiodo uapoeouico, poi, si inpoueva uuovaneu-
te i paganeuto de tributo auuuo di veutinia ire aboito da goveruo
provvisorio atrineuti - sosteueva i decreto - uou verr coucesso ad
acuu ebreo o ebrea di conparire fuori da ghetto che cou uu vestito, e
seguae, che ci riserviano di deterniuare, oud'essere da tutti per tai rico-
uosciuti. IufiueFraucescoIVpreteudevaipaganeuto eutrouuauuode-
a sonna di 600 niaire, e poich erauo state ripristiuate e disposizioui
che inpedivauo agi ebrei di avere beui innobii fuori da ghetto, queste
propriet veuuero gravate daipoteca o garauziadepaganeutodea nuta
irrogatadaduca.
Magradoquestevessazioui,uegiauuisuccessivisiverific ueReggiauo
uuafavorevoe cougiuutura ecouonicache aconuuit israeitica coutribu
a reaizzare, daudo' avvio aafornazioue digrossipatrinouifanigiari. A
questo periodo deve farsi risaire, conerisutadaecarted' archivio, auche
' istituzioue di uu ospedae israeitico per a cura dei coerosi, chiuso poi
ue I 86, aseguitode' estiuguerside' epideniach'ebbeanaggiorpropa-
gaziouecircauuauuoprina.
I rapporti co goveruo ducae peggiorarouo uuovaneutedopoi notide
I848. I duca az i prezzo dea peua ad uu niioue di ire, inpoueudoa
questavotasotto fornadiprestitoforzoso. Pocodopo, Fraucesco Viutro-
duceva a coscrizioue cone iutegrativa de recutaneuto vooutario usato
fiuo ad aora, ed enauava disposizioui che uniiavauo gi israeiti, escu-
deudoi da coutiugeute perch uou si dovevauo aggregare ai corpi dee
truppe degi stati esteusi iudividui che professavauo uua reigioue diversa
daa doniuaute e, a naggior offesa, tassava a conuuit degi ebrei di
I00ireperoguiescusodaacoscrizioue.
A uua vaseroeprotesteperquee iuique disposizioui, u, successiva-
neute,peratrecheriducevauoidirittidegiisraeiti. sopravvivevaatassa
dee 20 niaire, uoupotevauo essere esercitateprofessiouiiberai, rina-
260
Gino Badini
uevaiuvigore'edittode2 ottobre I8Icheiuiueageuerae avevapeg-
giorato a coudiziouegiuridicadegiebrei, auche seavevacoufernato'uso
deorodirittonatrinouiaee dedivorzio, uouveuivaaboitaatassasu-
a eva, che eracousideratadai destiuatari per oro espressa dichiarazioue.
uuavergoguosaprestazioue acuierauoobbigati atitooditolerauza, ei
addooravaconeuunarchio d' avviineutoiufacciaaiorocoucittadiui.
Lasituazioueuousubsostauziainutaneutifiuoa'auuo I 89, aorch
iConitatogoveruativodiReggioprocanavaaboite tutteeeggieccezio-
uairiguardautigiisraeiti.
Dai carteggi de'uuiversitreggiaua degi ebrei siappreude che uuo dei
prini atti de uuovo regine fu ' aboizioue dea cosiddetta tassa di toe-
rauzapoiticaereigiosaearestituziouedeequotereativeaterzotrine-
stre de I 89. A questo attodovutodigiustizia, vaideaneutecoegata, a
nio avviso, ' iuiziativapresa' auuodopo dae conuuitisraeitichedisoc-
correreicristiaui narouitidea Siria assaiti dai nusunaui drusi. Iuque-
sto riuuovato cina di reciproco rispetto, gi ebrei reggiani voero dino-
strare a oro voout dipacifica couviveuza offreudo, questa vota vera-
neute iu nodo spoutaueo, a sonnadi 628 ire. Uugestoche trovavauu
precedeute ueadistribuzioue depaue aipoveridi Reggio coua coabo-
razioue deiparroci, duraute abreveesperieuzadegoveruo rivouziouario
de I 848.
Dopo 'Uuit, cone ho gi ricordato, audarouo sconpareudo i uucei
ebraici iusediatidauugotenpo ueiconuuideaproviuciareggiaua.
Secoudo uu receute studio, che trova riscoutri testuai uee serie docu-
neutarie degi Archivi di Stato di Reggio, Modeua e Parna, tra i secoi
XVe XVII siveuuero fornaudo iu questo territorioeniiauobeu I4 pic-
coeconuuit, che sistabiirouo peranaggiorpartetraacittcapouogo
ei Po, ueapartepiaueggiautedeaproviucia.
Due rievaneuti effettuati ue periodo esteuse da Roucagia e dopo
'Uuit da prefetto Scesi, cioffrouo acuuidati che coufernauo iu iuea
geuerae quauto energe daa docuneutazioue de' archivio israeitico. Ne
I 84 risiedevauo uea proviucia reggiaua I244 ebrei neutre veut' auui
dopo questa preseuza si riduceva a poco pi di nie uuit. Neo stesso
periodo a popoazioue proviuciae auneutava conpessivaneute da 200
niaa240niapersoue.
Ne I8 I a Guastaagiabitautidireigioue ebraicaerauo ornai 40 ,ue
I 84erauo i doppio) e uouerapi fuuziouaute a siuagoga, dove tra' a-
tro ue I 8I 6siera tratteuuta a uugo Maria Luigia, aa quae erauo stati
nostratiacuuipreziosipeutateuchiiuperganeua,custoditiue'arca.
Italia Judaica IV 261
Agi iuizi di questo secoo risiedevauo aucora ue Guastaese acuui
ebrei, cone coufernato da Loeviusou, iquae ue I9scriveva che a
preseuza era testinouiata da uu tenpio dI pregio artistico uou conuue.
Nea viciua Bresceo, auch'essa sue rive de Po, gi ebrei, che ue I 96
erauo poche deciue, ue corso de ' Ottoceuto erauo defiuitivaneute scon-
parsi.
Uu'atracousisteuteconuuitisraeitica sieraiusediatafiuda Quattro-
ceuto aNoveara, cherappreseutavauuinportautepuutodipassaggio tra
Reggio e i Mautovauo. Ne I 8I questa conuuit coutava aucora I I0
ebrei, neutre ue I 9I eraconpetaneuteestiuta, cone siappreudedauu
articoo pubbicato su La Settinauaisraeitica. Iuquesto articooiufatti,
siiufornache aNovearaeranorto' utinoebreoiviresideute, cheteue-
vadapiauuiiucustodiaipiccootenpioocae.
NounotodistautedaNoveara, audavaspegueudosiaucheaconuuit
ebraicadi Correggio, doveue I 824giisraeiti erauo 228 a froutedi uua
popoazioueconpessivafornatadaotredueniapersouea'iuteruodee
autiche nura. Aucora uei prini auui dopo 'Uuit, se si deve credere a
rievaneuto ordiuato da prefetto Scesi, gi ebrei correggesi erauo circa
dueceuto. Poi ebbe iuizioi oro trasferineuto verso ceutri naggiori cone
Miauo, Geuova, Booguae Modeua. Essidiniuuirouo tauto diuuneroda
provocare ue' auuo I92I a fornae soppressioue de'autouonia anniui-
strativa. Duraute a Repubbica di Sa risiedevauo aucora a Correggio
poche fanigie, i cui nenbri riuscirouo per aquasi totait a sfuggire aa
persecuzioue.
Iutoruo a I90 veuiva snauteata ' aua dea siuagoga, costruita uei
prinideceuuide' Ottoceuto, e'ercn fupoitrasferitoiuIsraee.
Auche 'Uuiversit israeitica di Scaudiauo, e cui origiui risaivauo a
Quattroceuto, segu e sorti degi atri piccoi ceutri reggiaui, e, pi iu
geuerae, itaiaui. Acuui nenbri dea conuuit avevauo preso parte ai
noti de I8 I , che provocarouo a vioeuta reazioue di Fraucesco IV e,
cone si visto, epesauti sauziouipecuuiarie coutro gi israeiti. Nouper
questogiebreireggiaui riuuuciarouo a conpiere ioro doverediitaiaui,
pertecipaudo ae guerre di iudipeudeuza e, iu diversi casi, pagaudo ' ato
prezzodeavitaperareaizzaziouediconuuiideai.
La conuuit diScaudiauo siestiuseconpetaneuteueaprina net de
Noveceuto e isuo tenpio, ridotto ornai ae soe strutture esterue, veuue
denoitoue I960.
Assai scarse souoeuotizie desunibii da'archivio uuovoiutena di
conuuit ebraiche operauti ueaproviucia reggiaua, aucheseinotividea
262
Gino Badini
oro progressiva estiuzioue potrebbero essere approfouditi cou ' ausiio di
atre serie docuneutarie couservate iu parte ue' istituto reggiauo di cou-
ceutrazioue archivistica, iu parte iu sedi diverse. Mi riferisco, a titoo
esenpificativo, agiarchividea prefetturadi Reggioedea sottoprefettu-
ra di Guastaa, a cui conpeteuza territoriae, da'epoca uapoeouica agi
iuizidegiauuiVeuti, siesteudevasudiversiconuuitraReggio e i fiune
Po. Mi riferisco aucora a'Archivio ceutrae deo Stato, na auche agi
archividegi euti pubbici, ae serie auagrafiche, agistatidipopoaziouee
viaeuuneraudo.
Atritenidiricercapossouoiuvecetrovareriscoutripidirettiueecar-
te de'Uuiversit israeitica. cone i tena reativo aa struttura giuridico-
anniuistrativa discipiuata dai regoaneuti, e verificabie, sotto i profio
fuuziouae, uei carteggi e, iu particoare, uei verbai dee cougregazioui,
oppureitenache siriferisceaacostruziouedetenpionaggioree a'in-
peguo profuso daa conuuit per a pubbica istruzioue e per e scuoe
israeitiche ,e, a questo proposito, assai iuteressauti risutauo essere sotto
' aspettoconparativoecousideraziouisvotedaadottoressaGuetta) .
Certo, si tratta diuuadocuneutazioueche supera dipochiustri ' auuo
I 89, tuttavia ni auguro che apubbicazioue de' iuveutario possanegio
defiuirueapoteuziaitstorico-cuturae.
SIMONETTADELLASETATORREFRANCA
Identit religiosa e identit nazionale nell'ebraismo italano del Nove
cento
Esisteuuaviaitaiauaa'ebraisno easiouisno
QuaudoChainWeiznauu, aoracapode' esecutivo siouistaepitardi
prino presideute d' Israee, visit a conuuit itaiaua ue I920, auuot
questeosservaziouicircaacuuideipiattivitragiebreiitaiaui.
Essi uou si fernarouo a net strada. si nisero a parare ' ebraico,
coniuciarouo aprepararsiperavitaiuPaestiua,notidiorodiveutarouo
rigorosaneute ortodossi. Nunericaneute iusiguificauti - scrive aucora
Weiznauu - essi rappreseutavauo uuagraude forzanoraeperaprofou-
ditdea oro couviuziouee aoro assouta siucerit. E sebbeueaconu-
uit ue suo iusiene teudesse a reagire uegativaneute verso di oro, essi
furouocospieuiditattoe atenpostessocoscristaiuaneuteouestiue-
aoro fede, che auchedegi autisiouisticouviutiarrivarouofiuoacouside-
rari cone quacosadi sinie a degi 'apostoi' dea riuascita ebraicae a
rispettari auche se uouerauo iu grado di capiri. Ne conpesso - cou-
cude i capo siouista - a conuuit itaiaua senbrava uua conuuit di
sujets d'lite. E l ' lite diquestaconuuit,abituataagodereiuItaiadiogui
beuenateriaeesociaecheuuuono possa desiderare,vogevaisuoiocchi
verso a Paestiua. Io uou riuscii a spiegarnia cosa - coufessa Weiz-
nauu - Poteisooriugraziareicieo 1 .
A chis i riferiva i capo de novineuto siouista Chi erauo questi apo-
stoi, questi sujets d'lite, questograppoo diuoniuicapaci uou soo di
l A. PACIFICI, Dershath Zion, in La Rassegna mensile di Israel, XVI ( 1950) , 6-8, Scritti
in onore di Riccardo Bachi, p. 50. Cfr. anche C. WEIZMANN, Trial and Errar - Memoirs 0/a
President 0/Israel, Gerusalemme, 1963 - 1982.
264
Simonett Della Seta Torrefranca
guardare aa terrad' Israee seuzaesservi spiutidaragiouicoutiugeuti, na
auche dirigeuerareaconuuititaiaua cou uua riuascitaebraicaspirituae
ereigiosa
QueocheWeiznauuiucoutrueI920 aRona,e soprattutto a Fireu-
ze, uoufucertouunovineuto diquadri. Neeparoediuuo deiprotago-
uisti, sitratt diuunovineutocoutraddistiutodaogui atro , ) proprio
da questo carattere. esso autouono, uato per geuerazioue spoutauea,
trae soo da suo iuteruo i proprio aineuto, uou o riceve, cone avvieue
uegiatripaesi,o direttaneuteda'operadigraudi istituti dicuturaeda
e uaturainauifestaziouideavita ebraica, o iudirettaneute,iuviadirea-
zioue, da periodiche oudate di autisenitisno, esso siaineutadas, nau
caudogi, a cos dire, uucorpo, uu'ossatura, esso tutto nateriato dipas-
sioue2. I rappreseutautidiquestacorreutede' ebraisnoitaiauo sisareb
beropitardidefiuitiuunovineutoiberodiiberecoscieuze, uucoutat-
to d' auine, iu uuo spirito ecceziouae di fiducia seuzainiti, di dedizioue
reciproca che, ue pi dei casi, sopravvisse auche agi urti dee idee,
_
gi
aoutauaneutiue tenpo eueo spazio3 .
L' avvocato fioreutiuo Afouso Pacifici, che scrisse queste righe rispetti-
vaneute ue I 9I I , e poiue I9, ue teutativo diricostruire a storiadi
taenovineuto,' iutinitdeepassiouieaveritdeefedi, fuprobabi-
neute i rappreseutaute pi siugoare e a persouait pi carisnatica de
gruppo. Fu coui che couiug per prino iu nodo spirituae, ideae na
auche etico, ideutit reigiosa e ideutit uaziouae ebraica vedeudovi uu
uuiconododiessere.uuebraisnoiutegrae.
Pacificiscoprpersepredicagiatri'ideanadre,' ideade'assouta
uuit diIsraee. IDEA aacui esseuzauessuu uone si attauagia, u rei
gioue, u uazioue, u atro Israee 'uuico - o Israel Segul cone egi
chian quest' idea - duuque uu ritoruo conpeto a' ebraisno, ritoruo
iutegrae, attivo, coscieute e travogeute aavitaiuteradea Tor, tranite
isuo studio, ' attuaziouedeisuoiprecettieiritoruoa Siou4 .
Queadi Pacifici uou fu duuque uuua sceta raziouaistica o poitica,
cone quee di noti ebrei siouisti europei uegi stessi auui, u uua sceta
puraneutereigiosa.
2 A. PACIFICI, Israele l'unico: ricerca di una definizione integrale dell'ebraismo, Firenze, Tip.
Giuntina, 1912, p. 152.
3 ID. , Israel Segull, I, La nostr sintesi - Programma, Gerusalemme, 1957, p. 14.
4 Ibid. , p. 25.
Italia Judaica IV 265
Nenoneutoiucuii siouistipoiticiriscattavauocouiritoruoaaterra
di Israe uua uornaizzazioue dea oro ideutit ebraica ,diveutare uu
popoo cone gi atri) , o i siouisti reigiosi ,peusiano a gruppo Mizrachi
iu Europa) praticavauo aoro ascesaa Sioucone uuavviciuaneuto a' era
nessiauica, uea nicroscopica conuuit ebraica itaiaua ,uu niesino di
quea noudiae) giovaui ebrei borgh

si e s

uza probeni coutiugeuti di


iutegrazioue, furouoavviuti dauuascetapreguadinisticisnoedipassio-
ue iu cui scoprirououu nodoiutegrodirecuperaree rafforzareapropria
ideutitebraica.
Iuquesto novineuto, fornatosi apartire dagi auui 'I 0deNoveceuto,
fupreseuteaucheuuaconpoueuteestetica. PacificidefiuIsraeechevive
secoudoaLeggecone aduu tenpo ' arteficedi s stessoe 'operad' ar-
te, neravigiosa, di s stesso5 . A proposito degi iuizi de novineuto
Paciicidescrisseuutenpo feice iucui si facevauo dee uughissine pas
seggiateperecanpague, supere coiue, avoteparaudo ecautaudo tut-
to iu ebraico, coucerte teliloth preghiere] dettesuecine, couuuacon-
nozioue che a ricordara, dopo tauti auui serra aucora a goa. Mi pare
inpossibie - scrive aucoraPacifici - chediquiuousiauatoidesiderio
di avere
.
inodo di stareiusiene uousoo perepoche orediuuagita, na
peregioruate e e settinaue6. Paroequesteiu cui' ideae divitaprefi-
gurato senbrafornarsiper' azioued' uuaspiuta estetica edetica a tenpo
stesso
Deresto,inovineutoebbeisuoceutro aFireuze, iuquegi auui cro-
giuoo dei pi viviferneuticuturaie etterari itaiaui, cua di teudeuze
ideaistiche e vooutaristiche veuate di forte uaziouaisno e destiuate a
asciare uu' inprouta duratura uea societ itaiaua ,si peusi a riviste quai
La Voce e a uoniui quai Prezzoiui e Papiui) La teusioue ad uua vita
diversa, ideae etico ed estetico a tenpo stesso, perneava a cutura dea
citt eiugeuerae diqueiprinideceuuidesecoo.
Ci detto, va aggiuuto che i gruppo di giovaui ebreiiu questioue uou
avevaper ae spae uu graude retaggio ebraico. L' ebraisno itaiauo era
uunericaneute esiguo, e iu Itaia, per usare e paroe de siouista Ciro
Gass,uouhavvi autisenitisnoeacousouauzadepeusieroedeseuti-
neuto fra e due razze ebrei e itaiaui] perfetta Le stesse ideait, e
stesse aspirazioui, o stessonartirio uehauuopurificato ' auino scevroda
5 Ibidem.
6 A. PACIFICI, I campeggio, in Israel, 27 ago. 193 1 .
266
Simonetta Della Seta Torrefranca
fauste passioui7. Tuttoquesto, per, uou aveva aucoraportatoaduu'assi-
ni!aziouerapidaetotae.
La coscieuza e ' ideutit ebraica erauo state nauteuute vive iu varie
conuuitdauu' iuterageuerazioue dirabbiui fornatisi, uea secoudanet
de XIX secoo, ae due scuoe di Sanue David Luzzatto ,Shadda) e di
Eia Beuanozegh. iprino tradiziouaista e raziouaista a tenpo stesso, a
queste due diverse teudeuzeinproutipriucipide'iuseguaneutorabbiui-
coacoegio diPadova, i secoudo, nistico e cutore dea cabaa, oper a
Livoruo 8. Shadda e Beuanozegherauo stati duuque iuseguautidiversissi-
nied auche iu poenica fra oro. acconuuati, tuttavia, da sado attacca-
neuto aipriucipideatradizioue, daforte seuso deaparticoarite dea
nissioue d' Israe, da'anore per a iugua e a cutura ebraica, e daa
vooutdicoufroutarsicoua sfida portatadaa scienza noderuaauche iu
canpi quaio studio dei testi sacriedeatradiziouerabbiuica. I rabbiui
che uscirouo da queste scuoe nauteuuero iu quache nodo vivo, uee
conuuit iu cui operarouo, i seuso di uua pecuiarit ebraica. istiarouo
'ideadiuu'eezioued' Israee, couiugaudo spessovaoripropridepatrino-
uioebraicocoupriucipiunauisticidiinproutapischiettaneuteitaiauae
risorgineutae, e feceroprobabineute scheiuItaia uou preudessero pie-
deteudeuzerifornistiche,assaidiffuse, ad esenpio, iuGernauia
10
.
7 ARCHIVIO DEL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE EBRAICA CONTEMPORANEA, Milano, Fondo
Ravenna, b. 7, fase. 5/A, lettera di Ciro Glass a Felice Ravenna, 27 dico 1 91 8.
8 Su Shaddal, cfr. : D. RUDAVSKY, S.D. Luzzatto's Jewish Nationalism, i n Herzl Year
Booh, VI ( 1964-65) , p. 923; J. KLAUSNER, I carattere, le credenze, le idee, in La Rassegna
mensile di Israel, XXXII ( 1966), 9- 10, Nel primo centenario della scomparsa di Samuel David
Luz
z
atto, pp. 64-102; I. GARTI, I carteggio Ascoli-Luzzatto conserato nell biblioteca dell Ac
cademia dei Lincei, in Italia, I ( 1976), 1, pp. 70-88; P. SLYMOVICS, Romantic and Jewish Or
thodox Influences in the Political Philosophy ofS.D. Luzzatto, in Italia, IV ( 1985), 1, pp. 94-
126. Su Benamozegh, cfr. : E. BENAMOZEGH, Scrtti scelti, a cura di A.S. TOAFF, Roma, La
Rassegna mensile di Israel, 1955; Y. COLOMBO, I concetto di religione in Benamozegh, in La
Rassegna mensile di Israel, XII ( 193738), 7-9, Scritti in onore di Dante Lattes, pp. 58-64;
ID. , I congresso di Ferara del 1 863, in La Rassegna mensile di Israel, XXXVI ( 1970), 7-9,
Scritti in memoria di Attilio Milano, pp. 75-108. Per un raffronto fra i due rabbini, cfr. E.
TOAFF, Shaddal e Benamozegh, maestri dell'ebraismo italiano, Roma, 1982.
9 Sulla polemica tra Shaddal e Benamozegh, cfr. : Y. COLOMBO, La polemica col Benamo
zegh, in La Rassegna mensile di Israel, XXXII ( 1966), 9-10, Nel prmo centenario della
scomparsa di Samuel David Luzzatto, pp. 179-204.
lO
Sul collegio rabbinico di Padova ed i rabbini che vi studiarono, cfr. : A. RAVENNA, La
scuola rabbinica di Padova e il Risorgimento italiano, in La Rassegna mensile di Israel,
XXIII ( 1957) , 7, pp. 3 15-3 16; G. CASTELBOLOGNESI, I collegio rabbinico di Padova al tempo
Italia Judica IV 267
AFireuze,iuvece,' inpusovivificatorefudatoiuparticoareda'arrivo
di uu rabbiuo strauiero. Shnue Zvi Marguies , studiosogaiziauodigrau-
deasceudeutee vastacutura, fu chianatoaaguidadeaconuuitfioreu
tiua ue I899, e l orgauizz subito gruppi di studio e di avoro, partecip
aeprineattivitsiouiste, epronosseiututtiinodipossibiiariuascitae
a diffusioue deacutura ebraica iu Itaia. Marguies, coadiuvatoperqua-
cheauuodagiovaue rabbiuo Hirsch Perez Chajes, cotiv iuparticoarea

fornazioue di lites capaci a oro vota di iufueuzare durevoneute a


societebraicaitaiaua
1 1 .
Fudaquesticircoipiristretticheuscirouoper-
souaitebraiche quai Mosh Unberto Cassuto, Caro AbertoViterbo e
o stessoAfousoPacifici.
Negistessiauui, acuuiebreiitaiauierauogistati attrattida siouisno
poiticosuo stanpo diqueocouiatoaVieuuadaTheodor Herz. Uoniui
quai Feice Raveuua di Ferrara, Augeo Suan diVeuezia, Augeo Douati
di Aucoua, furouo i prini ad orgauizzare uee proprie citt veri e propri
circoisiouisti, afoudareaFederaziouesiouistaitaiaua, ateuereicoutatti
couaceutraesiouistaedisuoipiinportautiespoueuti12 . Votiaduu'o-
perafattadipazieutie conpesse tessiture poitiche edorgauizzative, que-
stiprini siouistiitaiauiuouvedevauoueritoruo aaterrad' Israeeuu' a-
teruativa vaida per sstessie per gi atri ebrei dea peuisoa. i siouisno
rappreseutava uua souzioue per quautivivevauo ue' oppressioue nateria-
e,poiticaereigiosade'Europaorieutae 1 3 .
Agi ebrei itaiaui, i novineuto herzeiauo offriva 'occasioue per nau
di S. D. Luzzatto, in La Rassegna mensile di Israel, XXXII ( 1966) , 9-10, Nel prmo centena
rio dell scomparsa di Samuel David Luzzatto pp. 205-212. Sul collegio rabbinico di Livorno e
i suoi allievi, cfr. : A. S. TOAFF, I collegio rabbinico di Livorno, in La Rassegna mensile di
Israel, XII ( 1937- 1938) , 7-9, Scritti in onore di Dante Lattes; Y
.
COLOMBO, I congresso di Fer
rar . . . citata.
11 Cfr. i discorsi pubblicati dello stesso Margulies: All giovent, Firenze, Tip. Galletti e
Cassuto, 1901 ; La speranza d'Israele, Firenze, Tip. Galletti e Cassuto, 1902; Teodoro Herl e
il sionismo, Firenze, Tip. Galletti e Cassuto, 1904. Su Hirsch Perez Chajes ( 1876- 1927) , ni
pote del rabbino Zvi Hirsch Chajes di Brody, cfr. i suoi stessi discorsi pubblicati nel Mes
saggero israelitico di Trieste.
12 Sulla nascita e lo sviluppo del movimento sionista in Italia in fase di stesura la tesi di
dottorato di Simonetta Della Seta presso l'Universit ebraica di Gerusalemme. Su Felice Ra
venna, cfr. S. DELLA SETA, Dalla tradizione ad un mondo pi modero: un ebreo autentico in
un'epoca di passagio. Note per un profilo di Felice di Leone Ravenna, in La Rassegna mensile
di Israel, LIII ( 1987) , 3, pp. LXXI-LXXVII.
13 Cfr. alcuni passi del pubblico intervento con il quale Felice Ravenna rispose nel 1905 ad
un articolo del senatore Gabba, riportati in S. DELLA SETA, Dall tradizione , . . cit. , p. LXXIV.
268 Simonetta Dell Seta Torefranca
tenere vivo i senso d' appartenenza a popoo d' Israee, e, nea generae
nodernizzazionede'econoniaedea societitaiane, un canaeecceente
per vivere a propria personae nodernizzazione vogendosi attivanente
aa pi nuova fra e correnti poitiche ed ideai sorte in anbito ebraico,
queachepredicavaunanornaizzazionenazionaed' Israee a passo coni
tenpi. Si trattava, per, diun novinento esiguo ein un certo sensofragi-
e, privo con'era di notivazioni forti, nateriai o ideai Non a caso, ne
I 9I I , in piena guerra di Libia, a Federazione sionista itaiana ebbe una
forte crisiinterna e decisedi sospendereepubbicazionideproprio orga-
no, L' Idea sionista I notivo. evitare quaunque accusa di doppiezza
nazionae14.
Lestrutturefondatedaquestiprinisionisti, quaiaFSI, tuttorainatti-
vit, durarono ne tenpo. na fu soprattutto grazie a'attivit de gruppo
fiorentino di Pacifici, aasua tensione nistica e asuoideaediintegrait
ebraica, nazionae, eticaereigiosa,cheunpivivo senso diidentitnazio-
naeebraicasidiffusefragiebreiitaiani
I gruppo fiorentino non era per 'unico a nuoversi ungo a direttrice
de'ebraisno integrae, inteso quae riappropriazione di ingua, cutura,
identit, nodo di vitae, nonutino, diterra Negistessianni DanteLat-
tes, rabbinoe aievoprediettodiBenanozegh, diffondevadaepaginede
I Corriere israeitico di Trieste, e poi de La Settinana israeitica di
Firenze, idee, discussioni e poeniche che agitavano inovinentosionista
europeoe, atenpo stesso, sifacevapropugnatore deritornoa Sionquae
ritorno adunafornapienadiebraisno 1 5.
Proprio una citazione diDante Lattes diquesto tenore I sionisno
' ebraisnointegrae) conparein aperturadiunprocanade I 9I2 deCir-
coo sionistico di Rona. Si tratta di un interessante docunento su
L' ebraisno e i suo avvenire. fucrode'ebraisno a fede nonoteistica
e ' anore di Dio, e a sua nissione a diffusione di questo ideae e di
quei, conseguenti, digiustiziae unanit, che dovranno divenire patrino-
niouniversaedituttee genti. Tuttavia, secondoidocunento, pergiun-
gere a tanto evento necessario che buona parte degi ebrei, e anigiore
si intende, ritorni ne sacro suoo dea Paestina e riattivi ' agricotura
14 Cfr. ibidem.
15 Su Dante Lattes, cfr. i due volumi di La Rassegna mensile di Israel, XII ( 1937-38),
7-9, Scrtti in onore di Dante Lattes, e XLII ( 1976), 9-10, Nel prmo centenario dell nascita di
Dante Lattes; cfr. anche R. MEGHNAGI, Dante Lattes. Bibliografia, Roma, 1982.
Italia Judaica IV 269
razionae, e industrie utii finora conosciute, riprenda e eggisante date
daDioepredicate dainostrigrandiprofeti Inunaparoa - proseguei
testo - i sionisno o spirito o concetto nessianico, che deve irradiare
daGerusaenne, dondepartirungrandenunerodi apostoiperapredi-
cazionee' attuazionedeapaceuniversae
16.
Iritorno aSion,asuacoonizzazioneproduttiva, quae nezzopervive-
reunebraisno pieno, prenessaperunapaingenesiuniversaechecostitui-
rebbeifineutinodegiudaisno. Paroe eprogrannaespicitanentenes-
sianici,dovesiconiuganoideainazionai, reigiosiesociai.
Un atro gruppo ronano, denoninato 'Avodh Lavoro) e sotto i deter-
ninanteinfussodiDanteLattes,diacunistudentiebreipaestinesiedea
oroguidaMoshBeiinson, fornua'inizidegianni ' 20unprogranna
concretodiritornoaaterradiIsraeeediinpegnoneasuarivitaizzazio-
ne econonica 17. Ciascuno deipartecipanti si assunevainprinapersonai
conpito di trasferirsi in Paestina ed attuarvi i propositi de gruppo
significativo che iprogtannaprevedesse innanzitutto, per ci cheriguar-
davaapreparazionedeisingoi, ostudiodeastoriaedeainguaebraica,
un punto, questo, ritenuto diparticoareinportanzaanchedaMarguies e
Pacificiafinedirisvegiareunacoscienzaebraica
Unadeefiguredinaggiorspiccodi 'Avodh fu Enzo Sereni,prinoita-
iano a trasferirsiinterrad' Israeene I922 perunachiarascetapionieri-
stico-sociaista18. SerenifuprotagonistadiunavivacepoenicaconPacifi-
ci a congresso giovanie ebraico di Livorno de I924, quando rivendic,
per' ebraisno itaianoedin particoare per igiovaniborghesi,uninpegno
a rienpire fisicanente i ranghi dee cassi avoratrici ebraiche paestinesi,
ronpendo cos de tutto con i proprio passato e con una vita diasporica
chenonpotevaessere forieradinessunrinnovanento, spirituae,poiticoo
nateriae 19. Intenti apparentenente diversissini da quei spirituai di
Pacifici.pure, adistanzafraidueeraninorediquantonon sicreda Non
soo perch, cone ricorda a nogie, Ada Sereni, Enzo era, per natura,
16 CENTRAL ZIONIST ARCHIVES, Gerusalemme, Z3/822.
17 Archivio Enzo Sereni, Kibbutz Ghiv'ath Brenner, Programma del gruppo 'Avodh. Il
programma riportato in parte da C. CASTEL, Enzo Sereni, in U. NAHON ( a cura di), Per non
morire. Enzo Sereni. Vita, scrtti, testimonianze, Milano, Federazione sionistica italiana, 1973,
p. 19.
1 8 Cfr. i vari scritti su e di Enzo Sereni raccolti i n U. NAHON, Per non morre . . . citata.
19 Cfr. E. SERENI, La Palestina e noi, discorso tenuto al congresso giovanile ebraico di Li
vorno del 1924, ibid. , pp. 62-65.
270 Simonetta Della Seta Torre/ranca
reigioso20, o perchi suo obiettivodipaingenesisociaedeaborghesia
ebraica europea ne' opera di ricostruzione nazionae d' Israee presentava
forticaratteri nessianici, naancheperch egisosteneva, incertanisura,
' inscindibiitdeidiversifattori,nazionae,reigiosoecuturae,ne'ebrai-
sno Scriveva infatti Sereni ne I922. Per noi occidentai i sionisno
stato appunto questo senso, prina confuso, poi distinto, che ' ebraisno
non sotanto un fatto reigioso, na anche, principanente, nazionae
Per capire negio i fatto ebraico - proseguiva Sereni - io penso che
sarbeneseguire ancheecosiddettepratiche reigiose2 1 .
L'ideaediunritornointegrae a'ebraisnopropugnatodaPacificitrov
espressioni nuove ne corso degi anni ' 0. Leo Levi, principae aninatore
dei canpeggi giovanii ebraici di que periodo, sifece pronotore ne I9
diungruppoi cuiprogrannasnbraunaperfettasinteside'insegnanen-
todiPacificie deipropositi de'Avodh ediEnzoSereni.
I haj-hajehem vita dea oro vita] - questo i none de gruppo -
sono un nuceo digiovani peri quai' ebraisno non uno sporto unpas-
satenpo, na a ragione dea oro vita, cui subordinato ogni atro senti-
nentoo attivit Essiaspirano aaali 'saita', ritornoaaterrad' Israe-
e]coneapiatoideae Ihaj-hajehem - prosegueLevi - considera-
no a Tor eenento essenziae deavita d' Israeene+diasporae in terra
d' Israee. Essi considerano a reaizzazione di una santit nea totaitaria
discipina tradizionae dea Tor nezzo a'attuazione integranente ebrai-
ca e, inquanto sintesi deprincipio innanente de'Uno, ragionespirituae
d' Israee trai popoi Ihaj-hajehem consideranoaanornae distribuzio-
ne professionae de popoo ebraico nea diaspora causa principae dee
sventure d' Israee, ostacoo a'adenpinento dee funzioni d' Israee tra i
popoi Orientanento verso funzioni produttive, trasfornazione sociae
devono essere a base pera costruzione in terra d' Israee, per una societ
ebraicanornanentecostituita.
I haj-hajehem - concudeLevi - vedonone' ideahauzisticapionie-
ristica] di aboizionedicassiediredenzione sociaenonun adattanento o
un'assiniazione a ideoogie straniere o di ebrei assiniati, na attuazione
nodernadegiantichiideaiprofeticidigiustiziasociae22.
20 A. SERENI, I nostri anni del liceo, in U. NAHON_ Per non morire . . . cit. , p. 48.
21 Per non morre, articolo apparso sul settimanale lsrael, 7 set. 1922, raccolto in U. NA
HON, Per non morire - . . cit. , p. 59.
22 Da una lettera di Leo Levi del 1935, citata da M. SAVALDI nel suo saggio I campegi
ebraici (1 931- 1939), in Storia contemporanea, XIX ( 1988), 6, pp. 1 142 e seguenti.
Italia Judaica IV 271
A novinento deihaj-hajehem non aderirono pidi due o tre persone
Ma a questi ideai furono fornati i vari canpeggi giovanii ebraici che
ebberouogo in Itaiainocaitnontane, d' estateed' inverno, frai I9 I
edi I99. Anche qui, dinuovo, cone neprino gruppo fiorentino diPaci-
fici, troviano giovaniborghesiprividiprobeninateriai od' integrazione,
provenienti per o pi da anbienti assinilati, sensibii aa conponente
estetica dee scete e dee concezioni ideai, aninati da un forte sancio
indirizzatoadunafornadiebraisnointegrae Quest'utinodovevaporta-
re anchead ebraicizzarea stessavitaecononica e sociae23 . Tae accen-
tuazione defattore sociae ed econonico eradetutto assente neaeabo-
razionedeprino gruppofiorentino, eccstitu invece uno deitrattidistin-
tivide'esperienza deicanpeggi giovanii, ove siforn un gruppodifede-
i, partecipidiquestafornasociaisticade' integraisnodiPacifici24 .
Dopo 'enanazione dee eggi razziai ne I98, quasi tutti i fedei de
canpeggio conpirono l'alyh, ovverosaironoin Terrad' Israee Orien
tati a cotivare a terra in kibbutz, e a vivervi ne' osservanza dei precetti
reigiosi naa difuorid' ogni fornadibigottisno, questigiovani sitrova-
ronoinizianente disorientatidifronte aaradicaitdee scetedaopera-
reinPaestina. Laoropropensioneadunebraisnototae, chesirinnovae
ritrova i proprio conpito ne' osservanza dei precetti, ne ritorno a Sion,
neavoro agricoo e neacostruzionediunasocietsociaistica,nontrov
acun riscontro nea reat di aora25 . De resto, essi provenivano da un
ebraisnode tutto unico eparticoare ne contestoeuropeo ScrivevaEnzo
SereniadAfonsoPacificine I928. InItaia. . ) accaddecheinovinen-
to sionista non ebbe affatto ) carattere vioentenente anti-tradizionali
sta

E a ragione di questa differenza era senpice. nentre nei paesi di


orienteatradizione organizzata era veranenteun ostacoo arinnovanen
to de giudaisno, da noi essa non esisteva quasi Perci i novinento di
'riattivazione' de'ebraisnoungidatrovara coneuninpedinento con-
sideratradizioneconeunodegioggettidarinnovare, unadeecoseda
ricostruire, favoritaincianche dafattocheducespirituae dearinascita
fuunrabbinotradizionaistaconeiMarguies . Siforna suadiPacifici]
23 Da una lettera di Leo Levi riportata ibid. , p. 1 145.
24 Sui campeggi degli anni ' 30, cfr. ancora M. SAVALDI, I campegi ebraici . . . cit. , pp.
1 121 - 1 152.
25 Sull'aliyh dei fedeli del campeggio in Palestina e le loro esperienze, cfr. ibid. , pp.
1 149 e seguenti.
272
Simonetta Della Seta Torrefranca
ideoogia de' integraisno ebraico, dea necessit dea rinascita di tutto
' ebraisno, di unritorno, nondiunfarsiinnanzi
26.
In effetti, sipotrebbe dire che i sionisno fu, per gi ebrei de' Europa
orientae, un nezzo periberarsidepropriogiudaisno senzarinnegare a
propria identit. una sceta dettata daa propria situazione di ninoranza
distinta, nazionae prina ancora che reigiosa, perseguitata e discrininata
in tuttigi aspetti deavitapubbica Mentre per giebreiitaiani, i sioni-
sno intesoquaerichianototae a Sion rappresent essenzianenteil nodo
di recuperare a propria ebraicit, coorandoa difortivenature nistiche e
nessianiche.
26 CENTRAL ARCHIVES FOR THE HISTORY OF THEJEWISH PEOPLE, Gerusalemme, Fondo Paci
fici, lettera di Enzo Sereni ad Alfonso Pacifici datata Rehovot 28 gennaio 1928.
LOISC DUBIN
The Reconciliation oJDarwin and Torah in Pe'er ha-adam oJ Vittorio
Hayim Castigliani ,"
The revoutionwrought in Westernthought byCharesDarwin' stheory
of evoution through natura seection cannot be exaggerated. On the
Origin ol Species by Means 01 Natural Selection , I 89) and Descent 01 Man
, I8I) proposed a new view of the origins of ife onearth whichradicay
chaenged the Bibica account of creation, and aunched a new batte in
the internittentwarfarebetweenscience and reigion. Whie the inpactof
DarwinonChristianityhasoftenbeentreatedbyschoars, itsinpactupon
|udaisnand|ewishthoughthas notyetreceiveditsschoarydue l . Inthis
paperIpresenta nodestcontributiontothissub}ectbyfocussinguponthe
efforts of the Itaian rabbi, schoar, and educator Vittorio Hayin Casti-
gioni , I 840- I 9I I ) tor

concieDarwin andtheTorah inhispanphetPe'er


" It is my pleasure to thank Professors David Fishman, David Kohn, Hille! Levine, Ira
Robinson, David Ruderman, and Michae! Stanislawski for their bibliographical suggestions.
l For a valuable contribution, see N. W. COHEN, The Challenges ofDmwinism and Biblical
Criticism to American Judaism, in Modern Judaism, IV ( 1984), 2, pp. 121 - 157.
Many sources can be found in the following treatments of evolution and Judaism from
Orthodow Jewish perspectives: A. CARMELL-C. DOME, ed. , Challenge: Torah views on science
and its problems, London-Jerusalem, 1976, pp. 124-285; S. B. ULMAN, Mad'ei hateva' u-veriat
ha-'olam, Te! Aviv [1943-44], and Creation and the Theory of Evolution, in M. M. KASHER,
Torah Shelemah. Encyclopedia ofBiblical Interretation, Genesis, I, New York, 1953, pp. 221-
244; M. M. KASHER, Torat ha-beriah ve-shitat hahitathut, in Talpioth, VI ( 1953), 1- 2, pp.
205-225, and Torat ha. beriah u-mishnat ha-hitathut be-midreshei Hazal, in S. BERNSTEIN-G. A.
CHURGIN, ed. , Sefer yovel likhvod Shmuel Kalman Mirsky, New York, 1958, pp. 256-284; ID. ,
Zeh sefer toledot adam, in Sinai, XLVIII ( 1 960- 61) , 1, pp. 2 1-33; A. KORMAN, Evolutziyah
ve-yahadut, Te! Aviv, 1970; and O. WOLFSEERG, The Theory of Evolution and the Faith of the
Jew, in L. JUNG, ed. , The Jewish Librar, London-New York, 1968, pp. 145- 170.
274 Lois C. Dubin
ha-adam ,The Gory of Mau) - a Hebrew work which appeared iu I892
beariugtheinpriutofTriesteaudCracow2 .
Castigiouiwastheuserviugas ateacheraud assistautrabbii uhisuative
Trieste. A decade or so ater, iu I904, he becane chief rabbi iu Rone.
Castigiouiwasaproificwriterouavarietyofsub}ects. historyofthe|ews
of Trieste, pedagogy, Hebrew poetry, aud the Mishuah, which he traus-
ated iuto Itaiau. Geueray he was we aware of noderu curreuts of
thought, audhisviewsweredecidedy ibera oucertaiunattersof|ewish
aw, the nost uotabe exanpe beiug his positive view of crenatiou, for
others, audiudeedforhinsef3 .
The proper reatiou betweeu |udaisn aud scieuce, the couceru of
CastigiouiiuPe'er ha'adam, wasofcourse auodproben, asub-speciesof
the nore fuudaneuta questiou ofreasouaudreveatiou, sobeovedby
nedieva|ewish phiosophers. Throughtheyearsnauy|ewshadgrapped
with various scieutific theories, such as those of Aristote, Ptoeny, aud
Coperuicus, striviug to deterniue their reatiou to|ewish texts aud doc-
triues4 . Such efforts uecessariy raised questious about the egitinacy of
2 Y. H. (Vittorio) CASTIGLIONI, Pe'er ha-adam. Mehkarim 'al beriat ha-adam ve-'al yishuv
ha-aretz, leji sipurei ha-Torah u-Iei de'ot hakhmei ha-teva' (The Glory of Man: Studies on the
Creation of Man and on his Dispersal on Earth, according to the Narratives of the Torah
and the Views of Natural Scientists), Trieste-Cracow, 1892; henceforth referred to as PA.
For short contemporary notices, see Il Corriere israelitico, 1892, 3 1, pp. 83-84, and Il
Vessillo israelitico, 1 892, 40, pp. 262-263. In Pe'er ha-adam Castiglioni did not mention
Darwin by name, but it is evident that it is Darwinian theories that Castiglioni had in mind.
3 On Castiglioni see P. S. COLBI, Vittorio Castiglioni, un dotto rabbino italiano esponente di
un'epoca di transizione, in La Rassegna mensile di Israel, XLIII ( 1977) , 9, pp. 478-488; Y.
COLOMBO, I pensiero pedagogico di Vittorio Castiglioni, in D. CARPI - A. MILANO - U. NAHON,
ed. , Scritti in memoria di Enzo Sereni. Saggi sull'ebraismo romano, Jerusalem, 1970, pp. 197-
21 5; UNIVERSIT ISRAELITICA DI ROMA - S. COLOMBO, Alla memoria del suo ecc.mo Rabbino
magiore pro! Vittoro Castiglioni, Leghorn, 1 91 1 , (I thank prof. Jonathan Sarna for kindly
sending me a photocopy of this work) ; Dizionario biografico degli italiani, XXII, Roma, 1979,
pp. 176- 178.
4 MAIMONIDES , Guide oj the Perplexed, II: 25, is a classic treatment of the problem. For
some examples of Jewish receptivity to Copernican science, see H. LEVINE, Paradise Not Sur
rendered: Jewish Reactions to Copericus and the Growth oj Moder Science, in R. COHEN- M.
WARTKOWSKY, ed. , Epistemolog, Methodology, and the Social Sciences, Dordrecht, Holland,
1983, pp. 203-225; A. NEHER, Jewish Thought and the Scientijic Revolution oj the Sixteenth
Century. David Gans (1541- 1 613) and His Times, Oxford - New York, 1986; and D. B. RUDER
MAN, The Receptivit oj Jewish Thought to the New Astronomy oj the Sixteenth and Seventeenth
Centures: The Case oj Abraham b. Hananiah Yagel, in Jews in Italy: Studies Dedicated to the
Memory oj U. Cassuto On the l OOth Anniversar oj his Birth, Jerusalem, 1988, pp. 73-93 .
Italia Judaica IV
275
sub}ectiug reveatiou to the scrutiuy of iudepeudeut critica reasou the
vaidity of Geutie sources ofkuowedge, aud the easticity of|ewis.text
iuterpretatiou. Iu Pe'er ha-adam, Castigioui addressed these questious as
weasDarwiuiautheories.
Castigioui opeuedhis essay bystarky posiug thebasic questiou. was it
acceptabe to God for|ews to cousider Bibica uarratives iu theight of
noderu scieuce, history, aud phiosophy, or was it obigatory to cast

noderu scieuce aside aud to beieve biudy iu the Torah Castigioui


auswereduuequivocay. |ewish traditiou sauctious the use of the iuteect
aud

ratioua iuvestigatiou, aud pernits the streugtheuiug of faith by auy


avaiabe neaus, whether |ewish or Geutie iu origiu5 . Reasou certaiuy
has acoustructiveroe topay. Furthernorenoderuscieuce shoud uotbe
iguored wheu its theories are proveu irrefutaby. For|ews to deuy such
evideuce ou the basis ofthe Torah aoue woud eave then vuuerabe to
Geutie ridicue, audhardy nakebeiefiutheTorah auynore secure. Iu
theface of proveu scieutific facts,|ews shoud resort touou-itera iuter-
pretatiou ofthe uarrative portious ofthe Torahwhich touch ou scieutific
natters . But siuce the utinate purpose of ratioua iuvestigatiou was to
streugtheu faith, it shoud be coustraiued by certaiu inits , uaney those
setbythebasicpriucipes of|udaisn - beiefiuthe uuity audeteruaity
of God, iu the biudiug character of al of|ewish aw, aud iu reward aud
puuishneut iu the world tocone. Thus a|ew coud hodfasttoboth sci-
euce aud Torah - Castigioui' s avowed iuteutiou - becauseinits coud
besettothereachofscieuce6 .
Tobuttress his cain that noderu scieuce posed uo norta dauger to
|udaisn, CastigiouidiscussedboththeBibica textaudDiviuedesiguof
the uuiverse. First, Castigioui enpoyed a radica approch to the Bibica
text iu order to deuy Diviue respousibiity for scieutific errors withiu it.
Drawiugupouthe views ofhis nasters SanueDavid Luzzatto audMoses
Isaac Tedeschibutgoiugwebeyoudthen7, Castigioui statedbodythat
uoouebeievesauynorethattheeutireTorahwasgiveu toMosesbyGod
word by word. He theu distiuguished betweeu two conpoueuts of the
Torah. , I) the aw, reigious truths, aud ethics coutaiued thereiu which
5 PA, pp. 5, 19-20.
6 Ibid. , pp. 5 and 22.
7 S. D. LUZZATTO. I Pentateuco volgarizzato e commentato . . . I, Genesi, Padua, 1871, pp.
2-3; M. I. TEDESCHI, Ho ' il Moshe . . . , Livorno, 1880-81 , pp. 5-6.
276 Lois C. Dubin
were iudeed diviuey reveaed aud conprise the eteru

y vaid fuuda-
neutas of|udaisn, aud,2) the uarratives aboutpre-Mosaiceveuts, sucas
the begiuuiug of the word, which ref

ed the

fteu

rrou

ous b

fs
prevaiiugiu Moses' tine,ratherthauDivi

eteachmg. Sm

edirectdivme
authorship was uot ascribed to these uarratives, aud

oses kuow

dge

f
scieutific natters was seeu iu historica aud reativist terns, scieuunc
errors iu the Bibica uarratives coud be easiy re}ected or corrected
throughuou-iteraliuterpretatiouofthetext.
Most inportauty, God's purpose iu reveaiug the Torah was uot to
teach scieutific facts, but rather to inpart reigious audnoral truths, aud
thesetruths renaiuedvalidirrespectiveofauy Bibicalerrors o

u natters of
scieuce. Thus iuterpretiug Geuesis iu the ight of noderu scieuce shoud
uot inpugu the fouudatious of|ewish faith, t.e hoiu

essofthe Torah, or
thereiabiityofMoses' accouutofeveutsofhis
'
wu
.
t

in

80
Secoudy, Castigioui argued that accurate scieuuuc

fmdmgs po

ed uo
threatto|udaisnbecauseitwasGodafterawhohaddesiguedtheuuiverse.
. . athe aws ofuaturewere aready kuowu to their Creator whe

He
reveaedHisconnaudneutsaudawstonau,auditisinpossibeforHinto
sayorconnaudsonethiugwhichtineorcircunstauces

oudcoutrovert9 .
Wheu noderu scieuce discoversthereatruths oftheuuiverse, these areby
defiuitiouthetruthsorigiuaycreatedorinpautedbyGod,audthetruthsof
God's creatioucauuotdisprovefaithwhichisgrouudediuthosetruths As
Castigiouiputit coudGodgiveHiscreaturestheabiitytofiudnathe- ,
d h d H .
10
naticalaudenpiricaproofsthatwoudea

t ento

euy in.

Tosunnarize.Castigiouisawaharnouiousreatioubetweeunodr

ci-
euceaud|udaisn. Proveucoucusiousofnoderu scieuce wereb

denuit

ou
thetruthsofGod' suuiverse audshoudbeusedtocorrecterrorsmuarranve
portiousoftheTorahwhic|refectedthebeie

fs

fM

ses' tines1 1 0 We

au
uowturutoCastigioui'sappicatiouoftheseprucipesmthecaseofDarwm.
8 PA, pp, 6- 10,
9 Ibid" p. 1 1 .
. . .
11
' IO
Ibid. , p, 19. Castiglioni' s statement on p. 18, that h

ly fa
:
th
.
ls h1gher :hn creatlOs
of human intellect and investigation, is to be understood ln thlS lIght. CastlglIonl s

rely Id
not mean thereby to devalue the work of the human intellect, for his approvai of ratlonal ln-
vestigation is at the core of Pe'er ha-adam,
.
11 In asserting that non-literal interpretation based on modern SClence should be emplo
yed to correct errors in the text, Castiglioni went further than his teachers Luzzatto anTe
deschi. For example, for Luzzatto, the fact that God did no intend to teach natural SClence
in the Torah meant that there was no need to try to harmonlze the two fundamentally sepa
rate spheres of science and Torah.
Italia Judaica IV
277
Pe'er ha-adam treatstwo topics. the creatiouororigiuofnau12 , audthe
dispersa of hunau beiugs throughout the earth

Ou each sub}ect Castig-


ioui briefy stated Darwiu' s ceutra idea, appareuty presupposiug the
reader's faniiarity with these uotious 1 3, aud theu exaniued whether it
doesiudeedcoutradicttheTorah.
Castigioui sunarized the scieutific view ofhunau origius thus. A i-
viug creatures cone iuto existeuce by way of uatura seectiou oue fron
the other, the nore deveopedoue fron theprecediug which issiniarto
it but iuferior, uuti the poiut that nau cones fron the noukeys140
BeforediscussiugCastigioui ' s treatneutofthisview,etusquickyreview
its na}or divergeuces fron the Bibica accouut. The scieutific view
postuaed. , I) uatura processes versus Diviue creatiou aud goveruauce of
the word, ,2) sow aud graduaprocesses versus spoutaueous aud innedi-
ate actsofcreatiou, ,) anuchougerhistoryforthewordaud the earth,
niiousofyears ratherthau afew thousaud, ,4) iuterreated species ofiv-
iug beiugs nodified over tine versus distiuct species fixed at the iuitia
noneut of creatiou, ,) the desceut of nau fron other orgauic beiugs,
either noukeys or a progeuitor connou to noukeys aud nau, versus au
iudepeudeut aud superiorbeiug creatediutheDiviue inage byGodHin-
sef. Of these issues it was the first aud fifth - uaney, Diviue Ageucy
aud the uature aud status ofhunaukiud - which nost eugaged Castig-
ioui ' satteutiou Castigioui did uot cousider the evoutiouaryviewirrefut-
abyproveu - hediduotesoneofitsuuresovedscieutific questious 15 _
12 Not surprisingly designation of the issue differs in the Hebrew and Latin subtitles on
the title page, The Hebrew states beriat ha-adam, The full Latin title reads: Peer aadam, sive
de hominis praestantia commentatio qua ex libris divinis et rerum natura exponitur quomodo ge
nus humanum exstiterit ac per orbem terrarm difusum sit, It is also interesting to note the ten
tativeness oi the Hebrew de'ot hakhmei ha-tev'a - the views or opinions of natural scientists
- compared to the Latin rerm natura - science,
13 Castiglioni refers the reader to no literature on evolution or Darwin, and cites only a
handiul of ]ewish sources - some Biblical verses, a couple of midrashic statements, and one
exegetical comment of his teacher Tedeschi, On the whole the essays read smoothly, as if
they might have been delivered initially as lectures, probably in shorter form. Castiglioni de
dicated the work to Rabbi Mordecai Marco Mortara of Mantua upon the fiftieth anniversary
of his appointment as rabbi in that community. Might Castiglioni have delivered a shorter
version of this work at a ceremony held in Mortara's honor?
14 PA, p. 12, For natural selection, Castiglioni uses the Hebrew term 'atzilut; in parenthe
ses he supplies teora della selezione, Selectionslehre oder Lehre del natiirlichen Ziichtung,
15 Ibid" pp, 13- 14.
278 Lois C. Dubin
buthe wasprepared to cousiderit as geueray pausibe, aud iudeed con-
patibe withtheTorah, iftheprobenatic issues couceruiug Godaudnau
wereresoved.
LikenauyaChristiauwoud-beharnouizerofscieuceaudreigiouiuthe
ate uiueteeuth ceutury, Castigioui arrived at a positiou of theistic evo-
utiou. evoutiou was acceptabe as oug as God was seeu as its utinate
author
16
. Natura seectiouworkedbecause Godhaddesiguedit. Godcre-
ated natter aud inparted to it the capacity to chauge aud assune uew
forns.
. . . "in the beginning God created the heavens and the earth" ( Genesis, 1 : 1) .
The meaning of the text is that the matter was created from which there came to
be in the course of time the heavens and the earth and their creatures, and this
matter was changed many times, that is, parts of it sometimes joined together and
sometimes separated one from the other, and through such processes there came
into being all the creatures now living on the earth C . .). Creation itself is but the
changes undergone by matter as a result of the capacity placed within it to take on
new forms C ). There is no reason to assume that the new forms, that is the new
beings, underwent their changes all of a sudden, but rather through the course of
thousands of years, since the word day in the story of creation does not mean a
period of twenty-four continuous hours, as our rabbis have already taught 1 7.
Thus Castigioui sought to recoucie Diviue creatiou with uatura see-
ctiou aud evoutiouary processes. Because he uuderstood the six days of
the Bibica creatiou story netaphoricay as aeous, chrouoogy was uot a
proben for hin. Furthernore, he coud accept a nuch ouger history for
naukiud thau the approxinate five thousaud of the|ewish couut byrea-
tiug, asdidhis teacherTedeschi,thetwo creatiou stories iuGeuesistodif-
fereut epochs . thus the nau created ou the sixth day (Genesis, 1 : 26-2)
16 Cfr. ]. R. MOORE, The Post-Darwinian Controversies: A study ojthe Protestant strgle to
come to ters with Darin in Great Britain and America 1870-1 900, CambridgeLondon-New
York-Melbourne, 1979, especially chapters lO and 1 1, pp. 2 17-298; and D. C. LINDBERG -
R. L. NUMBERS, ed. , God and Nature: Historical Essays on the Encounter between Chrstianit
and Science, Berkeley-Los Angeles-London, 1986, especially the essays by ]. R. MOORE, Geo
logists and Interreters ojGenesis in the Nineteenth Century, and F. GREGORY, The Impact oj
Darinian Evolution on Protestant Theology in the Nineteenth Centur.
17 PA, p. 14; see also p. 8 on each day in the Biblical account of creation being an aeon.
Castiglioni probably had in mind Psalms, 90: 4 and Genesis Rabbah, 19: 8 which refer to a
thousand years as but a day in the divine perspective.
Italia Judaica IV 279
was pre-Adanite prehistoric nau, whie that neutioued ou the seveuth
day (Genesis, 2. ) was Adan, the nuch nore deveoped nau of historic
tines. Accordiug to Castigioui, the|ewish caeudarreays tarts its couut
fron the appearauce ofAdanou the seveuth day, aud thegreat autiquity
whichscieutistscainfornauouthebasisofthefossievideuce isaccouu-
tedforbythecreatiouofprehistoricn:auoutbesixthday
18
.
Nor did Castigioui have difficuty with the uotiou of the nodificatiou
of species over tine. Iudeed he eveu partiay accepted the priucipe of
hunaudesceutfronnoukeys . Physicay therenayuothavebeeunuchto
distiuguishthe fisthunaubeiugsfronnoukeys.
. . . One of our sages thought that the first man at the time of his creation re
sembled the animals so much that he had even a tail. Now let us ask: if we
imagine a man of the forest, lowly, devoid of intellect, naked, and with a tail,
uttering natural sounds but not speaking, his nails long and his hair and beard
wild and woolly, eating grass to satisfy himself, what difference is there physically
between a man like this and the monkeys 19?
ForCastigioui, theassunptiou of physica siniarity betweeuprinitive
nau aud noukeys coud nake seuse accordiug to reasou, accordiug to
experieuce ,he neutiouedpeope who renaiuisoatediu the wids foroug
periods of tine), aud accordiug to|ewish traditiou, as expressed both iu
the Bibe aud nidrash. But that siniarity does uot exteud to nau' s
spirituaquaities,thatis, his innortasoul aud iuteect which are ike a
ray of Diviue ight withiu us20. If nau is iudeed desceuded fron a
noukey, Castigioui posited that it nust have beeu frcnoue superior spe
cies of noukeywhichhad inpauted withiu it the capacity fordevecpiug
iuto thatuuique creature - ratioua nau. Becausehesawavastdiffereuce
betweeu the nost j.:nitive hunaubeiug aud eveuthe nost iuteigeutor
traiued auina, he coud uot inagiue the desceut of nau otherwise. Thus
Castigioui acceptedtheDarwiuiaupriucipe ofevoutiou,buthenodified
it so as to retaiu beief iu the onuipoteut Diviue Creator aud iu the
spirituaaudiuteectua uuiqueuessofhunaukiud. Toputitsucciucty,he
affirned uaturaseectiouwhich is diviuey orgauized, aud the desceut of
hunaubeiugsfronauuiquespeciesofnoukeys .
18 PA, pp. 8, 1 5. For Tedeschi, see Ho 'il Moshe . . . cit. , p. 6 and Il Corriere israelitico,
1870, 9, pp. 9596.
19 PA, pp. 14- 15. For the tail, see Genesis Rabbah, 14: 12.
20
PA, p. 18. See also pp. 12- 13, 17, 19.
280 Lois C. Dubin
Iuthe secoudpartofhis essay Castigioui addressedthe questiouofthe
dispersa of hunau beiugs upou the earth - whether a were desceuded
fronthefirstpairAdanaud Eve, orwhether, as fossievideucesuggests,
hunaubeiugs appearediu differeutocatious outheearthat nore oress
thesanetine. Ou this questiou Castigioui fouud the scieutific evideuce
irrefutabe. Therefore he iutertwiued scieutific theory aud Bibica verses
to arrive at the foowiug sceuario. hunauife did origiuate iu oue pace
with Adan aud Eve, fossi renaius date fron the tine before the food
wheu the coutiueuts were sti }oiued iu oue aud nass, Adan's
desceudauts spread out to sette iu distaut paces ou thataud nass, the
coutiueuts separated about oue huudred years after the food duriug the
tineofPeeg (Genesis, 10: 25) , whoseuaneaccordiugtoCastigioui' s uove
iuterpretatiou referred precsey to the separatiou of the coutiueuts
:
.
Thereafter hunau beiugs begau to differ as they ad}usted to the varyiug
couditious iu their uow far-fuug ocatious. Thus the differeut races ener
ged iurespouse to euvirouneuta factors such ascinate. Ou theissuesof
dispersa, Castigioui fet that sceuce aud reigiou conpeneuted each
other, aud iudeed that scieuce shed ight ou a difficut verse iu the
Torah .
But nost urgeut for Castigioui was the noral essou of this story,
uaney the uuity ofthehunau species Towards the eud ofPe'er ha'adam
Castigioui ' stouerosedranticay ashestressedwhat wastohin ,as ithad
beeuforSanueDavidLuzzatto) theverycoruerstoueof|ewishethics.
. . . for we are all the children of one mano This is the source of love and
brotherhood and peace among all men, the near and the far, the white and black,
the civilized and the primitive, for they are equal to each other both physically
and in respect of their spiritual qualities and their deve10pmental potential
Castigiouiworriedpresceuty about the oppositebeief. what if sceuce
were iuvoked to cain the superiority of oue race to auother Might uot
the nore deveoped theu try to eusave the ess deveoped which it cou-
sidered iuferior, thereby destroyiug the very fouudatious of hunau
21 Ibid. , pp. 22-26. Needless to say, this is a much more recent separation than Darwin or
other modern scientists would accept; see C. DARWIN, On the Origin ojSpecies. A Facsimile oj
the First Edition, Cambridge, Ma. -London, 1964, p. 357.
22 PA, p. 28.
23 Ibidem.
Italia fudaica IV 281
socety Castigioui did uot inpute the doctriue ofraca superiority to
auy particuar sceutist - iudeedit woud uothave beeu accurate for hin
to attribute it to Darwiu` - but he ceary was aware of the darker
poteutial of the theory of surviva of the fittest wheu aied to ate uiue-
teeuth-ceutury couceptious of race aud inperiaisn. Castigioui euded his
panphetbydeuouuciugthe fase creedofraciasuperiority, audreniu- ,
diug his readers that |udaisn has aways stood for the uuity of God, the
uuityofthehunaurace,audtheuuityoftruth audnoraity.
Who was Castigioui seekiug to address iu Pe'er ha-adam? He nay we
have sought to couviuce traditioualistsouthe oue haud that scieuce coud
besafeyexpored, audnoderuistsouthe other thatthe Bibe aud|udaisn
did uot have to be abaudoued if oue accepted evoutiou. Iudeed iu the
very nouths aud years precediug the pubicatiou of Pe'er ha-adam, both
traditiouaists audnoderuistswereairiug theirviewsoutheseissuesiuthe
Itaiau|ewishpressouthepagesofICorriereisraeiticoaudIVessio
israeitico. They rau the ganut fron harnouizatiou of Darwiu aud the
Bibe, to deuia of the possibiity of harnouizatiou aud the choice of oue
to theexcusiouofthe other, totheassertiouthatharnouizatiouwas sin-
py uotinportaut because the two spheres are sodiffereut. Butacou
veyedaseuseofurgeucy, theueedtoneetthepressiugchaeuge.
I thiuk that Castigioui was nost coucerued to secure the |ewish
oyaties of those whose receut iutoxicatiou with evoutiou night tenpt
thentodiscard|ewishbeiefs. HiswritiugiuHebrew suggests thathe set
his sightsbeyoud Itay toCeutra aud Easteru Europe, toyouugmaskilim
such as the historiau SinouDubuow, whose readiug of Darwiucoutribut-
ed to his oss of reigious beief. The core of Castigioui's nessage was
that both scieuce aud Torah have siguificaut roes to pay iu the noderu
word. scieuce yieds nuch uew iufornatiou ou the uature aud history of
theuuiverse, but it does uot therebyreuder|udaisnobsoeteor auachro-
24 Ibid. , p. 29.
25 See Descent ojMan, eh. 7: On the Races ojMan, and eh. 21 : General Summar and Con
clusion.
2
6
Il Corriere israelitico, 1870, 9, pp. 95-96, and 1 887-88, 26, pp. 1 47- 149, 1 70- 173,
196-198. Il Vessillo israelitico, 1891, 39, pp. 38-41, 69-7 1 ; 1892, 40, pp. 25, 46-5 1, 69-73,
107- 1 10, 136; 1896, 44, pp. 366-369, 402-404; 1897, 45, pp. 1 10- 1 1 1, 138- 139.
27 S. DUBNOW, Sejer ha-hayim, Tel Aviv, 1936, pp. 86, 1 10. Indeed Pe'el' ha-adam was pu
blished in Cracow. It was cited by the Russian secularist maskil Joseph Klausner only a few
years later; see note 3 1 below.
282 Lois C. Dubin
mstic. For the religious and moral truths which |udaism teaches - the
unity andprovidenceofGodtheCreator, andtheuniquenessandunityof
mankind - areeternatruths, andtheirrelevancenever greater thannow.
ForCastiglioni, thesetruthswereneededtotempertheexcessesofscence
and to correct misguided doctrines such as racal superiority that some
caimedtobescentificalybased
Castiglioni's reconciliation of Darwin and Genesis was cautious and
moderate As he scrutinized the faith in the light of evolution, he also
defended the faith from it 28. He believed that the concept of evolution
couldbeharmonizedwithreligiousdoctrine, andbesides, thatitdidafford
somepositive insightinto thenatureofGod' srelationtotheworld29. Yet
he did not turnevolution into an all-embracng or underlying principle of
|udaism, asdidthe American Reformrabbi|osephKrauskopfinhis I 88
ectures Evolution and Judaism 30, nor did he consider it his mission to
spreadthegospelofDarwin, asdidthePolish|ewNaftaliLevywhobegan
toproselytizeinhis I 8workToledot adam ,TheGenerations ofMan)31 .
Sogreat was Levy' s enthusiasm that he wrote directlyt oDarwin, addres-
sing him as the Lord, the Prince, who 'stands for an ensign of the
people' (Isaiah, I I . I0), theInvestigatorofthegeneration, the 'bright son
of the morning' (Isaiah, I4. I2), he wanted to pay his respects and to
announce his own efforts to help |ews realize that by thy Darwin' s]
Torah ,instruction ortheory) thou has thrown light upon their Torah ,the
28 I owe this formulation to ]. R. MooRE, Post-Dmwinian Controversies . . . cit. , p. 242.
29 For this formulation, see F. GREGORY, Impact ofDarinian Evolution . . . cit. , p. 382.
30 ]. KRAUSKOPF, Evolution and Judaism, Kansas City, 1887. See N. W. COHEN, Challenges
. . . cit. , on the attractions of evolution for Reform Judaism.
3 1 N. LEVY, Toledot adam, Vienna, 1875. The work was first published in Ha-Shahar,
1875, 6. Later works designed to introduce modern evolutionary theories to the Hebrew-rea
ding public were ]. KLAUSNER, HaAdam ha-kadmon. Yesodot ha-antropologiyah (The First
Man. Foundations of Anthropology), Warsaw, 1900, and S. RUBIN, Hidot ha-'olm (Riddies
of the Universe), Cracow, 1901 . The secularist KIausner distanced himself from the efforts
of Levy and Castiglioni to reconcile Torah and Darwin because he considered them two uIti
mately irreconciliabie reaIms, yet he recognized in their works the great ability of Judaism
to change according to the spirit of the times, to adopt new forms, like any thing in which
there is the spirit of true life. ]. KLAUSNER, Ha-Adam ha-kadmon . . . cit . , p. 176.
Many Eastern European Jews could of course read some of Darwin' s works in German
and Russian translation, but the first Yiddish transiations of Darwin I have found date from
the 1920s and the first Hebrew from 1960: M. N. MAYZEL, tr. , Opshtamungfun menshen; un,
Der opklyb beshaykhes tsu geshlekt, New York, 1921; reprint 1923 and 1926, and S. ADLER,
tr. , Motza ha-minim, ]erusaIem, 1960.
Italia Judaica IV 283
Law)32. Castiglioni' s cautious approach seems more akin to that of the
Stettin rabbi, Abraham Treuenfels, whoin theearly I80shadconsidered
Darwin' s theories in relation to religion in genera and |udaism in par-
ticular33.
Ofcourse I 892 - thedate ofCastiglioni' s Pe'er ha-adam - was abit
late for spreading the word of Darwin among Italian |ews, after al the
first Italian translations ofOn the Origin ojSpecies beganto appear in the
mid- I 860s3 4 . And indeed, it is among Italian figures that Castiglioni' s
pronouncements on evolution sound most familiar. The unique nature of
manhadbeenstressedbythezoologistFilippoDeFilippi,oneofDarwin's
first Italian champions, who in his famous lecture of I 864 L'uomo e le
scimmie ,Man and monkeys) had modified Darwin' s theories even as he
accaimedthem, andbythenovelistAntonioFogazzaro, whointhe I 890s,
mostnotablyinhisAscensioni umane ,HumanAscent) ofI 898, presenteda
spiritualistandvitalistversionofDarwin35 .
32 Naftali Lewy to Charles Darwin, Nisan 5636 (March-Aprii 1876), Cambridge Univer
sity Library, Charles Darwin Collection, letter n 10430, in F. BURKHARDT - S. SMITH, A Ca
lendar of the Con-spondence ofCharles Darin 1 821- 1 882, New York - London, 1985. I quote
from the English translation which was appended to the originaI Hebrew letter. According
to Levy's second letter to Darwin, 14 May 1878, written in German (Calendar, no. 11509),
he had received a reply from Darwin. See aiso Calendar, nos. 10447 and 1 1694. I thank Ira
Robinson and David Kohn for kindly bringing the Levy Ietters to my attention, and Peter
Gautrey of Cambridge University Library for making them available to me.
33 A. TREUENFELS, Die Darin'sche Theorie in ihrem Verhiltniss zur Religion, Magdeburg,
1872. There are differences to be sure in the approaches of Castiglioni and Treuenfels. I
thank J onathan Sarna for providing me with a photocopy of this work.
34 The first partiai translation, Sull'origine delle specie, was pubIished by Zanichelli, Mo
dena, in 1864, and the first complete translation by Giovanni Canestrini and Luigi Salimbe
ni appeared in 1865 (Modena-Turin, Zanichelli-Bocca). Michele Lessona's translation of De
scent ofMan appeared in 1872. See P. CORSI, Recent Studies on Italian Reactions to Darwin, in
D. KOHN, ed. , The Darinian Hertage, Princeton, 1985, p. 715.
3S De Filippi' s L'uomo e le scimmie, Milan, 1864, has been reprint ed i n G. GIACOBINI
G. L. PANATTONI, ed., I Darwinismo in Italia: testi di Filippo De Filippi, Michele Lessona, Pao
lo Mantegazza, Giovanni Canestrini, Turin, 1983 . Fogazzaro' s Ascensioni umane, Milan, 1898,
is now availabie as P. ROSSI, ed. , Ascensioni umane: teora dell'evoluzione e filosofa cristiana,
Milan, 1977. See also P. CORSI, Recent Studies . . . cito ,pp. 714, 723; G. LANDUCCI, Darwini
smo a Firenze. Tra scienza e ideologia (1 860-1 900), Studi e documenti, 13, Biblioteca di storia
toscana moderna e contemporanea, Florence, 1977; G. PANCALDI, Charls Darin: stora ed
economia dell natur, Dimensioni 44, Florence, 1977, pp. 161-206; and H. W. PAUL, Reli
gion and Darinism: Vareties of Catholic Reaction, in T. F. GUCK, The Comparative Reception
ofDarwinism, Austin-London, 1972, pp. 408-413.
284 Lois C. Dubin
Finay we shoud note the affinities of Castigioni not ony with his
Itaian Gentie contenporaries but also with his Itaian |ewish forbears .
For Castigioniwas ago odate-nineteenth century spokesnanfor a cassic
traditionofItaian|ewishcuture. Heisreniniscentofanunberofearier
Itaian|ews, for exanpe, Azariah deiRossi, who in the sixteenth century
used Gentie sources toquestionrabbinicchronoogies 36; heisreniniscent
ofthenorthern Itaian rabbiswhoresponded totheBerin.askaah ew-
ishEnightennent) inthe I80sbyaccaning itsbroadcuturaideas but
bydissentingfronitsbuntdichotonybetweenTorahandhunancuture,
between tradition and nodernity37; and he is reniniscent of Benedetto
Frizzi who in the ate eighteenth and eary nineteenth centuries tried to
harnonizethegospeofthe Enightennentwithrabbinic aggadah 38. Thus
Castigioni represented one characteristic Itaian |ewish tradition in its
effort to deveop a creative yet critica synthesis of |udaisn with con-
tenporary science and cuture. And his Pe'er ha-adam serves as an exce-
ent iustration ofAhad Ha- 'An' s connent on the|ewish interpretation
ofsacredtexts.
The book remains unchanged forever; the content changes ceaselessly with the
progress of life and culture. What is there that men have not found in our sacred
books (. . . ) some pious scholars have even found in them Copernicus and Darwin.
AH these men sought in Scripture only the truth-each one his own truth - and alI
found that which they sought. They found it because they had to find it: because
if they had not found it, then truth would not have been truth, or the Scriptures
would not have been holy 39.
36 See for ex ampIe S. W. BARON, Azariah de' Rossi: A Biographical Sketch, Azariah de Ros
si's Attitude to Life, and Azariah de' Rossi 's Historcal Method, in History and Jewish Histo
rians: Essays and Addresses, Philadelphia, 1964, pp. 167-239.
37 See my Trieste and Berlin: The Italian Role in the Cultural Politics of Haskalh, in ].
KATZ, ed. , Toward Modemity: The European Jewish Model, New Brunswck, N.]. - Oxford,
1987, pp. 189-224.
38 See B. DINABURG (Dinur) , B. Z. Rafael ha-Kohen Prizzi ve-sifro Petah enayim: (Li-de
mutah shel 'ha-haskalah' be-Italyah) , in Tarbiz, 1949, 10, pp. 241-264 (shorter Italian ver
sion in La Rassegna mensile di Israel, XVI ( 1950) , pp. 121- 129, and my The Sages as Phi
losophes: Enlightenment and "Aggadah" in Northem Italy, in H. BLUMBERG et al. , ed. , Open
Thon My Eyes. Essays on Aggadah and Judaica Presented to Rabbi William G. Braude on His
Eightieth Birthday and Published in His Memory, Hoboken, N. ]. , 1992 in presso
39 Sacred and Profane ( 1892) , in L. SIMON, tr. and ed. , Selected Essays ofAhad Ha- 'Am,
New York, 1970, pp. 43-44.
MARIOTOSCANO
Gli ebrei italiani e la prima guerra mondiale (1915-1918): tra crisi reli
giosa e fremiti patriottici -
Ne I9 I , unapubbicazione connenorativadecontributo de Gli ebrei
di Firenze per la pi grande Italia 1 915- 1 922 esordivasottoineandoche
Gli Ebrei morti per l'Italia vivono una immortalit coronata di commozione e di
esaltazione.
Essi documentano con la sublime eloquenza del sacrificio la Loro dedizione, la
Nostra Riconoscenza per la Gran Madre adottiva che non fu mai matrigna.
Essi proclamano che non soltanto nell' industria e nei commerci, nelle banche,
nelle aule universitarie, l' Ebreo serve il paese che ospit i suoi padri e che gli diede
i natali, ma che sul campo di battaglia, su tutti i campi di tutte le battaglie, si
stretto fra l'Italia e i suoi figli ebrei un patto d amore che per essere cruento ricor
da il patto tra Dio e il Popolo eletto cementato dal sacrificio di Isacco . . . 1 .
Sarebbero stati necessari soo sette anni ancora perch questo patto di
anore venisseuniateranente infranto daregine fascista con apronu-
gazionedeeeggi razziai, na a di dea retorica patriottica, dee con-
venienze e dee opzioni poitiche contingenti, quee paroe esprinevano
incisivanente i senso profondo e catartico che a partecipazione aa gran-
deguerraavevarivestito per astragrande naggioranza degiebreiitaiani,
26Ideiquaierano caduti suicanpidibattagia, e che avevano neritato2
nedagied' oro,20d' argento,28dibronzo, 28 enconi soenni2.
1, Una anticipazione del presente testo apparsa i n Clio, XXVI ( 1990) , 1 .
1 P. LEVI, Premessa a Gli ebrei di Pirenze per la pi grande Italia 1 915- 1922, Firenze, 193 1.
2 Cfr. al riguardo, F. TEDESCHI ( a cura di) , Gli israeliti italiani nell guerra 1 915- 1918, To
rino, F. Servi, 1921 ; R. DE FELICE, Storia degli ebrei italiani sotto ilfascismo, Torino, Einau-
286
Maro Toscano
Tuttavia, a questioue dee viceude e degi orieutaneuti de'ebraisno
itaiauouegiauuideagraudeguerra, schiacciatasotto ipeso storicaneu-
te dironpeute e unauaneute prepouderaute de nito trioufae dela pi
rapidaeriuscitaenaucipaziouediuuaconuuitde' Europaoccideutaeda
uuato, daaacerauteesperieuzadeeeggirazziaiepoideedeportazio
uidal' atro, uou hariscossopraticaneute uessuua atteuzioue daparte de-
a storiografia su'ebraisno itaiauo coutenporaueo, ed rinasta a uugo
uuepisodiotragi atrideprocessodiiutegrazioue uaziouae degiebreiiu
Itaia, che duraute i coufitto si conportarouo esattaneute cone gi
atri3.
Uu'affernaziouequestacertaneuteuoudiscutibieegi di perssiguifi-
cativa, na ripercorreudo e foutie e testinouiauzedispouibii, aargaudo
icoutestoeaprospettivastoricaiucuiquestaviceuda siiuserisce, iqua-
droapparecertaneutepinosso,variegato, probenatico.
I prini risutati diuua iudagiue sue forne dea partecipazioue degi
ebrei itaiaui ae viceude poitiche e niitari de paese iu quegi auui, su
dibattito apertosi a'iuteruo circa a propria coudizioue di itaiaui e di
ebrei, su proprio ruoo e sua propria ideutit cone gruppo a'iuteruo di
uuanoderuasocietdinassa,basatasuordiuaneutiiberai, quisiutetica-
neute riferiti, evideuziauo che e viceude e gi orieutaneuti diffusi a' iu-
teruode'ebraisno itaiauo uegi auuideaprinaguerranoudiae rappre-
seutauo uu iuteressaute noneuto di verifica de rapporto tra i caratteri
deaoro iutegrazioueuaziouae e il liveo deaoro assiniazioue, e cou-
feriscouo uuavaeuzaparticoare agiauuideaguerra, forseuterioreee-
neuto periodizzaute uea storia dea coudizioue ebraica iu Itaia tra e
sperauzerisorgineutaieitraunide'autisenitisnofascista.
Prinadi affroutare gi specificiaspettideerispostepoitiche, dedibat-
tito iuteruo, dea crisi reigiosa dea conpagiue israeitica dea peuisoa
uegi auui dea guerra, uecessario richianare breveneute acuue fouda-
neutai osservaziouigeueraiscaturitedaa ricerca storica. seAttiio Mia-
uo, iuuube saggio apparsoaavigiiadee eggi razziaidipiugevadigri-
gio i suo affresco de'ebraisno itaiauo enaucipato, pidi receute questo
periodo statovautato coneastoriadeaoro progressiva autoestiuzio-
ueetuicae cuturae, auche se uoureigiosa, nasoouua sporadicaatteu-
di, 1988
4
, p. 16. Secondo il censimento del 1 91 1 ammontavano a 32. 825 coloro che avevano
dichiarato di professare il culto israelitico.
3 A. MILANO, Storia degli ebrei in Italia, Torino, Einaudi, 1963, p. 390.
Italia Judaica IV 287
zioue stataprestataaiuunerosi probenireativi aa diaetticatraiute-
grazioueeassiniazioue, ateutativodidefiuiziouedelaororeigiosit, ad
uuapuutuae iudagiue de rapporto degi ebrei itaiaui couaorotradizio-
ue reigiosa e cuturae da uua parte, cou ' Itaia patria e nadre da'a-
tra4.
A cibisoguaaggiuugere cheiprinoveuteuuio deNoveceutocostitui-
sce uua fase particoarneute ricca di questa viceuda. rispetto ala grave
caduta deiveodea ideutificazioue ebraica deperiodo innediataneute
precedeute, esso fu seguatoda siutoni e nauifestaziouidi risvegio, egate
aafuuzioue noderuizzatrice deacuturaebraica itaiaua svota dasioui-
sno, ariuuovaneuto deastanpaebraica, aa fuuziouepedagogico-poiti-
casvota aFireuze daCoegio rabbiuicoe danagistero diMarguies, che
trovarouoaoropicanorosanauifestazioueueicouveguigiovauiisvo-
tisi tra i I `I I e i I `I4 `. A'iuteruo de' ebraisno itaiauo, per, questi
feuoneui, purquaitativaneuteinportautissini, rinauevauoassoutaneute
niuoritari e uou effettivaneute espressivi degi orieutaneuti sociai, rei-
giosi e poitici deanassade' ebraisnoitaiauo, che assistevaiuerte aa
disgregazioue dea propria ideutit e uou giuugeva a defiuire iu terniui
atrettauto chiariepereutorideigiovauiiproprioruooueasocietitaia-
uade tenpo. I processo di accuturazioue aa societ di naggiorauza, a
riduziouede'ebraicita neroterreuoreigiosocoutribuivauoareuderea
cuturatradiziouaeebraicasubateruarispettoaaideutituaziouaeitaia-
uae favorivauo ' iudeboirsi coutiuuo e cresceute dea vita ebraica, e cui
pratiche reigiose teudevauo a diveuire rito iuerte praticato a'iuteruo di
siuagoghe-cattedrai nouuneutai e senivuote, a cui vita orgauizzativa
rinauevaaucorataaestrutturearcaicheprecedeutia'enaucipazioue6.
Sua base di acuue receuti acquisizioui storiografiche, che foruiscouo
iudicazioui aucora sparse e iusufficieuti, na certaneute uou trascurabii,
aa vigiia dea prina guerra noudiae questo processo stava eutraudo iu
4 ID. , Gli Enti culturali ebraici in Italia nell'ultimo trentennio (1907-1 937), in La Rassegna
mensile di Israel, XII ( 1937-38), 6, pp. 253254; A- M. CANEPA, Emancipazione, integrazione
e antisemitismo liberale in Italia. I caso Pasqua ligo , in Comunit, XXIX ( 1975), 174, p.
191.
5 Cfr. al riguardo, A. MILANO, Gli Enti . . . cit. , e M. TOSCANO, Ferenti culturali ed espe.
rienze organizzative dela giovent ebraica italiana (1 911- 1925), in Storia contemporanea,
XIII ( 1982), 6, pp. 915961.
6 Cfr. M. TOSCANO, Gli ebrei in Itlia dll'emancipazione alle persecuzioni, in Storia con
temporanea, XVII ( 1986), 5, pp. 9 1 1 , 9 13-914, e la bibliografia ivi citata.
288 Mario Toscano
uua fase decisiva. a senpre pi attiva partecipazioue degi ebrei aa vita
pubbica depaese stava iufattironpeudo gi argiuidesuperstitetradizio-
uaisnocheainitaziouedeavitasociae a'anbitofaniiareeafuuzio-
uesvotadaareted strutturepareutaie conuuitarieavevauocoutribuito
afarsopravvivereaneuoiutauuefornedeavitaquotidiaua7 .
La drannatica, scouvogeute irruzioue dea guerra iu questo iucerto
paesaggio unauo coutribuiva a nettere a fuoco e probenatiche dea sua
crisireigiosae cuturae, acerava' anpio e purabie coufiue tra orieuta-
neuti fiautropici e ideait siouiste, e, soprattutto, acceerava i processo
diaccuturaziouede' ebraisnoitaiauo eareaizzazioue dee suescetedi
uaziouaizzazioueitaiaua, iu uuaprospettiva che faceva frequeuteneute
esiguificativaneute appeoaatradiziouerisorgineutae
L' auaisi di questeprobenatiche resa ardua daa scarsezza dei nate-
riai docuneutari e dea etteratura storica su'argoneuto, na gi stessi
riferineuti aa reazioue politicadegiebreiitaiaui ao scoppiode cou-
fittoepoia' iugressodepaese iuguerra, nauifestauoivaorietico-poiti-
cidoniuautiue gruppo, o, aneuo,conei suoiorgauidi stanpariteuuero
giustoesprineri
Sviuppaudo coereuteneute apropriaprecedeuteiuea,iperiodiciporta-
voce dei gruppi giovauii, dei uuovirabbiui, deigiovauiiuteettuai ebrei
iutegrai si sforzavauodisottoiueare, ueatragediageuerae arrecatadaa
guerra, a tragedia particoare degi ebrei europei, fratei-uenici, sodati
eai ed ebrei straziati, rievocaudo i vaori di pace, anore, unauit de' e-
braisno. siutonaticaneute, i agosto I 9I4, La Settinaua israeitica
iutitoavaipropriofoudoNell'ora della nostra tragedia duecentomil ebrei in
campo gli uni contro gli altri; quache nese pi tardi i Giovaue Israee
paravadi Guerra Civile. Irisvegio dea coscieuzaebraica stinoato uegi
auuiprecedeutidaadiffusioue desiouisno facevaaucora avvertireipro-
priechieipropririfessi,presto, per,tuttiiudistiutaneutegiebreiitaia-
7 L. ALLEGR, La comunit ebraica di Torino attraverso gli archivi di famiglia, in Ebrei a To
rno. Ricerche per il centenario dell sinagoga 1 884-1984, Torino, Umberto AHemandi & c. ,
1984, pp. 34-36; A. BORLEVI, Angiolo Orvieto, Il Marzocco, l societ colta ebraica, i n C.
DEL VIVO ( a cura di) , Il Marzocco. Atti del seminario di studi, Firenze, Olschki, 1985, pp.
223-224; M. MINIATI, Tra emancipazione ebraica ed emancipazione femminile: il dibattito dell
stampa ebraica dall' Unit alla grande guerra, in Storia contemporanea, XX( 1989), 1 , pp. 73 e
seguenti. Per una esemplificazione del dibattito prebellico su italianit ed ebraismo, cfr. S.
COLOMBO, La nostra Patria, in II Vessillo israelitico, 3 1 mar. 1914, 6, pp. 150-158, e l a cor
rispondenza da Pisa in Il Vessillo israelitico, 30 apr. 1914, 8, pp. 224-225.
Italia Judaica IV 289
uiavrebberofattoeaneuteeouestaneuteipropriodoveredicittadiui. I
28naggio I9I, o stesso gruppo de Giovaue Israee di Miauovotava
uuordiuedegioruo di eutusiasticaadesioue aaottaiutrapresa da'Ita-
ia per asuauuit poiticae norae, e fornuava' auspicio chei popoo
itaiauo uou facesse naucare i suo appoggio aa causa dea ibert degi
ebrei aucora oppressi, acceuti che giustapponevauo ' obbigo de dovere
civie, i conpito ebraico di predicare e anare a pace, ' inpeguo a uou
dineuticare i propri doveri di ebrei, auinavauo iu queo stesso gioruo i
conneuto de La Settinaua israeitica a'iugressode' Itaiaiuguerra, i
cui titoo, L'ora della prova, racchiudeva iucousapevoneute iu s i uodi
foudaneutai dea storia preseute e futura di uua conuuit sospesa tra
ebraiciteitaiauit8. Certoiuquenoneuto eraiuinnagiuabieicoute-
sto iu cui sarebbe avveuuta a riedizioue attesiaua di que titoo su'I-
sraede' 8settenbre I98, usiputrascurare ifattocheanaggiorau-
zadegiebrei itaiaui dava a que'idea di prova uu siguificato beudiverso
daqueoattribuitoedasettinauae fioreutiuo. Rispetto aaiueasiouista
de La Settinauaisraeiticaepoide'Israe, iufatti,gieditoriaide I
Vessio israeitico, espressioue degi itaiaui di coufessioue nosaica, e
soprattutto e uunerose ettere e testinouiauze patriottiche pubbicate 9,
portavauo aa uce ' atra faccia, quea naggioritaria, de'ebraisno itaia-
uo, i suoi vaori, i suoi probeni e atteggianeuti, che riveavauo uu siguifi-
cativo grado di ideutificazioue tra i vaori iudividuai deicittadiui ebrei e
queideanediaborghesiauaziouae, su touipatriottici, cheavevauoper
ue caso ebraico quache cosa di pi, cone beue esprineva ' editoriae de
I Vessio de I naggio I 9I. cou ' iugresso de paese iu guerra, era
giuuto i noneuto iu cui Tutto ' Itaia ha diritto di preteudere dauoi e
tutto uoi e dareno, uuicavooutesseudo cheabaudieraitaiaua sveu-
toi sue terre irredeute, che casa Savoia si ciuga di uu uuovo serto di
goria, perch era' oradidinostrarecheiseutineutodi gratitudiue iu
uoiprofoudaneuteradicato. .
8 Cfr. rispettivamente La Settimana israelitica, 7 ago. 1914 e 28 mago 1915; F. MOMI
GUANO, Guerra Civile, in Giovane Israele, 19 nov. 1914. Per un inquadramento generale,
cfr. M. TOSCANO, Ebrei ed ebraismo nell'Italia dell grande guera: note su una inchiesta del Co
mitato delle comunit israelitiche italiane del magio 1 91 7, in F. DEL CANUTO (a cura di) , Israel
un decennio 1 974-1 984. Sagi sull'ebraismo italiano, Roma, Carucci, 1984, pp. 349-392, cui
si fa continuo e costante riferimento.
9 Cfr. , ad es. , Guerra, in Il Vessillo israelitico, 3 1 mago 1915, 10, p. 261; G. LATTES,
Guera, in Il Vessillo israelitico, 15 giu. 1915, I l , p. 293; ID. , Gli isreliti e il conflitto euro
peo, in Il Vessillo israelitico, 15-30 nov. 1916, 21-22, pp. 533-535.
290
Mario Toscano
Gli ebrei italiaui, uella loro naggiorauza, rispoudevauo all' iugresso del
paese iu guerra cou freniti di traboccaute patriottisno
,
spiegabile cu
' aspirazioue a suggellare col saugueilrapportocoulaparianadre
,
Itah
.
a
e coucasaSavoia dispeusatricedellalorouguagliauzaelberta, coulaueli-
to a dinostrare
,
avveuuta loro iutegrazioue uel tessuto uuitario faticosa-
neute cucitouegliultiniciuquaut'auui, cousacraudola attraversouuapro-
vanilitarechediveuivauuasortadiesanedelgradodiiutegrazioueuazio-
uale dell'ebraisno italiauo. Meutre la pattuglia giovauile apparivapolitica-
neuteenargiuata all'iuteruo delnoudoebraicoerelegataiuuuaposizioue
d' attesa, tra i notiviricorreutidellapubblicistica ebraicavi era laprecisa
coscieuzadelsoldatoebreo, rispettoaglistessisuoiconnilitoui, delvalore
dellapropriaaziouebellica. Essiiufatti, scrivevaIlVessillo
Domandati degli scopi della nostra guerra, saprebbero rispondere: noi lotiamo
strenuamente, insieme coi nostri fratelli, per la salvezza e per la grandezza d1 que
sta terra benedetta da Dio; per compiere 1'opera dei nostri grandi, per affermare le
ragioni della giustizia sulla terra, contro la violenza e la sopraffazione 10.
Lavolout di fare ilproprio dovere d' italiauo e di soldato auinava
tauti giovaui ebrei italiaui caduti sui canpi di battaglia. solo per fare uu
esenpio, iuuuaraccoltadiLetere e scriti di caduti per la patria, sprattutto
studeuti, pubblicata uel 1 926, tra 1 66 giovaui ricordati conparivauo beu
ciuque ebrei, tutti auinati

dalla

dedizioue
.
all'ide
,
ale d

lla patria,

olo uu

di essi, Cesare Anar, dedicava i suo scritto alesperieuza del gioruo di


Simchat Torah vissutoiutriuceae siabbaudouavaallauostalgiadellasfilata
deiSefarim edelcautodell'Ha-tikw uelsuotenpio
1 1 .
La guerra nobilitava le euergie nateriali e norali dell'ebraisno italiauo
ilcuizelo patriottico inpoueva la uecessitdieliniuare ogui sospetto sulla
purezza deipropri seutineuti, e auche lapreseuzadiuu rabbiuo austriaco
uellaconuuitdiAucouadiveuivafoutedipoleniche12 .
l
O
G. LATTES, Gli israeliti . . . citata.
11 M. DE BENEDETTI (a cura di), Lettere e scritti di caduti per la patria, Roma, Treves,
1926, in particolare pp. 67 (Emilio Vitta Zelman) , 70-7 1 (Luciano Coen), 186-187 (Augusto
Della Seta), 265-267 (Roberto Sarfatti), 232-233 (Alberto Esdra) , 280-28 1 (Cesare :mr) .
12 Cfr. Il Vessillo israelitico, 15 giu. 1915, 1 1 , pp. 308-309, e p. 3 1 1 , ove SI dIceva:
Una prima conseguenza della guerra stata la partenza dall'Iala dellec. mo Rosemberg, al
quale vennero concessi sei mesi di congedo. Speriamo che egh SIa sostituIto da un buon rab
bino italiano. Cfr. inoltre Il Vessillo israelitico, 15 otto 1915, 19, pp. 549-550.
Italia Judaica IV 291
Certaneuteiuquestifraugeuti aucheilruolodeirabbiui, inpeguatiuel-
' assisteuzaspirituale ai nilitari e uellaguidanorale delleloro conuuit, e
colpitiproprio uellesettinaueprecedeutiallaguerradauunerosecritiche e
rilievi uegativi, stava diveutaudo particolarneute delicato 13 . Lo scoppio
dellaguerrafiuivapercoiuvolgereauch'essi ueldibattito supatriottisno<
religiositeper porlidi froute auuovigraviuesitie inpegui norali, uella
loro azioue coufluivauo le suggestioui coutrastauti che agitavauo iu quei
nesiil paese e adessispettavail delicato conpitodifoudereiusiene, sulla
basedellapropriafornazioueeseusibilit, eallalucedellacougiuuturasto-
rica dell'ebraisno italiauo, i valori norali della tradizioue ebraica cou le
ausiepatriotticheeuazioualistichediffuseiupartedellapopolazioue.
Nou certo questalasedeperuuadettagliataaualisidiuuproblenacos
conplesso edelicato, sar sufficieutericordare solopochepresediposizio-
ue, docuneuti enblenatici della situazioue. Il prinogioruo di Pesach del
1915, ilrabbiuoCaneriuiprouuuciavauelTenpiodiParnauudiscorsoiu
cui annouiva alla ebraicapiet per il uenico caduto, iucitava a guardare
seuza ipocrisie e seuza veli l' orrore treneudo della guerra e, al coutenpo,
esortavaaconpieredavalorosi - iuquautoebreieiuquautoitaliaui - il
proprio dovere di soldatiiu vista del probabile iugressodell' Italiaiuguer-
ra, pochi nesi pi tardi, Margulies conpoueva uuapreghiera per i soldati
iutrisadiuu seusouuiversalediunauiteinplorauteilperdouodelSiguo-
re per l' uso delle arni coutro altre creature unaue, uu uso inposto dal
dovereversolapatria, uuapatria, per, geuerica, inprecisata, uu auuo pi
tardi, Sanuele Colonbo pubblicava suLa Rifornaitaliauauuluugo arti-
colo iu cui siutetizzavanirabilneute tutte le diverse conpoueuti ideologi-
che dell'ebraisnoitaliauodifroute alla guerra. Enblenatico coudeusatodi
slaucio patriottico uaziouale italiauo, di giustificatoria esaltazioue dello
sforzo nilitare del paese, questo articolo uou trascurava u prospettive
pacifiste, u aspirazioui uuiversalistiche, u, tauto neuo, ' aspirazioue del
popolo ebraico ad affernare ed iuseguare la pace uella Terra dei padri e
uelleTerredeipopoli14.
13 Cfr. ad esempio l a sintesi, riproposta da Il Vessillo israelitico, 15 mar. 1915, 5, p.
123, dell' articolo sugli ebrei d' Italia pubblicato da E. D. COLONNA nel Das Judische Echo,
5 feb. 1915, e la lettera di U. COEN pubblicata in Il Vessillo israelitico, 15 apro 1915, 7,
pp. 186- 187.
1
4 Cfr. rispettivamente: D. CAMERINI, Pasqua triste, i n Il Vessillo israelitico, 15 giu.
1915, 1 1 , pp. 296-300; Il Vessillo israelitico, 3 1 Iug. - 15 ago. 1915, 14- 15, pp. 386-387; S.
COLOMBO, La guerra d'Italia e l'ebraismo, in La Riforma italiana, 15 nov. 1916.
292
Mario Toscano
Questa difficile ricerca di uu equilibrio tra valori noralie doveri civii
talvoltatraloro coutrastautitraducevaefficaceneutelareaziouedel' ebrai
snoitaliauoallaguerrae siriauuodavaueisuoicouteuutieuellesuenoti-
vaziouiall' esperieuzastoricadelprocessodiiutegrazioueuazioualedelgiu-
daisnodellapeuisola
Seuua spiutaenotivaerarappreseutatadall' aspirazioue anostrar
.
e cou
cretaneute lapropriagratitudiue e ilproprio attaccaneuto allapatrasco
pertadapoco, allaterrageuerosafattasiuutricediquestisuoifiglitroppo
.
a
luugo reietti, uou casuale appare la reiterata iuterpretazioue della parteci-
pazioue italiaua al couflitto sulla base
.
dinodulirisorgneuta
,
lie iredeti
stici, iuuuo sforzo che dovevaassorbire tutte le euergie dellebraisnoita-
liauo Iuquesto couseusoperqueache eravissutacone la quartaguerra
dell' iudipeudeuza italiaua, si realizzava uu siguificativo siucretisno tra
fede patriottica eidealereligiosoebraico, che, pur trasfi,urato uell aspi;a-
zioueallapaceeallacoucordiadeipopoli, sifacevauoudineuoebraicagiu-
stificaziouedellacausaitaliaua.
I problenipostidalla guerra spiugevauo quiudi, direttaneute o iudiret-
taneute, a teutareuuaridefiuiziouedellacoudizioueesisteuziale dell'ebrai-
sno italiauo. La forza del suo processo di acculturazioue, la debole peue-
trazioue del siouisno, ilcrolodellavecchiainnagiuedi squaleparte di
uupopolo strauieroeesiliato, iuducevauoa sostituia
.
llafuaiu ava,i
.
d,
uua patria nitica la realt di uua patria europea , iu cu la specificita
ebraicasiriduceva aduuasenprepiesiledineusiouereligiosa, debolneu
te sorrettadauuaadeguatacouosceuzadellapropriaculturatradiziouale E
proprio i conportaneuti religiosi e le problenatiche culturali energeuti
uegliauuidellaguerranauifestavauoledifficoltche travagliavauo' ebrai-
snoitaliauo
Secoudo quauto afferna Attilio Milauo
16
, il riucrudirsi dela guerra
avrebbe deterniuato uua ripresa del seutineuto religioso degli ebreiitalia-
ui, fruttodiuubisoguodifede e dicertezze superioriaicoutiugeutidesti
uidegliesercitisuicanpidibattagliaeallalabilitdellavitaunaua
Loscoppiodella guerraprovocavauuaaffollatapartecipazioueallesacr
ufficiature del Rosh ha-shana e del Kippur 5676 ,settenbre 1 915), ove si
iuvocava il Siguoredicoucedereallauostra anatapatriaproutaegloriosa
15 Cfr. sull' argomento J. EISENBERG, Une histoire du peuple juij, Paris, Fayard, 1974, p.
462.
16 A. MILANO, Gli Enti . . . cit. , p. 260.
Italia Judaica IV 293
vittoria, na si trattava di uu effetto di breve durata Nel giro di pochi
nesi i tenplitoruavauo ad essere deserti, frequeutati soprattutto dadou-
ue,poveri,geutedelpopolo 17.
Sebbeue la frequeuza delle siuagoghe uou possa costituire uu valido
nisuratore del grado di religiosit, di ideutificazioue ebraica dei siugoli, le
testinouiauze del 1916- 1 91 7 accreditauo iu nodo coucorde uuainnagiue
degi ebrei quai Kipur-juden, itaiaui seuza fede e seuzareligioue, iu uu
pauoranadivitaebraicadoniuatodall'asseuteisno,dall' iudiffereuza,dallo
scetticisno
18
. La guerra uou senbrava duuque provocare uu auteutico,
cousisteuterisvegliodel seutineutoreligioso, traidiversifeuoneuideuuu-
ciati dalla stanpa ebraica, conuuque, uou appare grave tauto il naucato
auneuto della frequeuza delle siuagoghe rispetto al periodo prebellico,
quauto il feuoneuo di ninetizzazioue daparte di soldati ebrei. Questi,
iufatti, secoudo quauto scriveva Leoue Raveuua, allorquaudo si trovauo
fra i connilitoui si asteugouo daqualsiasi atto o parolache possarivelare
apparteuereessiaduuareligioue diversadaquelladellanaggiorauza, feriti
o nalatiuousicurauo, euoudirado auche serichiestirifiutauo, divedere
irabbiuichevisitauogliospedalioveessisitrovauo . . 19.
Paure, couveuieuze coutiugeuti, travestineuto della propria ideutit
affiuch uou fosse iuterpretata cone uu voloutario seguo di distiuzioue,
distacco dalla religioue cone reazioue ai disunaui sacrifici della guerra,
appaiouotuttenotivaziouiplausibiidelconportaneutodegliebreiitaliaui
uelpaeseealfroute, questifeuoneui, per, erauo auchel' espressiouedella
crisi dell'ideutit religiosa e culturale che colpiva iu quegliauuil' ebraisno
italiauo. Tra il 1916 e il 1 91 7, iufatti, la stanpa ebraica portava allaluce
noziouie aualisidiverse, conuuqueiudicativedegli atteggianeuticorreuti
tragli ebrei d' Italia. Dietro nolte di queste posizioui, cheaffernavauola
uecessit di abbaudouare nolte pratiche della vita israelitica riteuute
17 Cfr. Il Vessillo israelitico, 30 setto 1915, 18, p. 521, corrispondenza da Bologna, e p.
524, nota da Roma; 15 otto 1915, 19, p. 555; 15- 30 setto 1916, 17- 18, pp. 477-478, corri
spondenza da Ancona; A. COLOMBO, Facciamo le ebree, in Il Vessillo israelitico, 15-3 1 otto
1 916, 19-20, p. 508; ID. , Facciamo gl ebrei, in dI Vessillo israelitico, 15-3 1 dico 1917, 23-
24, p. 571 ; ID. , Le sinagoghe deserte, in Israel, 2 mar. 1916.
18
F. MOMIGLIANO, I giudaismo di ieri e di domani, in Bilychnis, lug. 1916, p. 8; E. D.
COLONNA, Rimedi supremi, i n Il Vessillo israelitico, 3 1 Iug. - 15 ago. 1916, 14- 15, p. 386; A.
COLOMBO, Facciamo gli ebrei, in lI Vessillo israelitico, 15-30 set. 1916, 17- 18, p. 471.
19 L. RAVENNA, Guerra e Religione, in Il Vessillo israelitico, 15-30 nov. 1916, 21-22, p.
543; lI Vessillo israelitico, 15 nov. 1915, 21, p. 610, corrispondenza da Roma; A. COLOM
BO, I rabbini militari, in Il Vessillo israelitico, 30 apr. - 15 mago 1916, 8-9, pp. 210-213.
294 Mario Toscano
iucouciiabiicouavita sociae, ' iusoddisfazioueper ariduttivaaccezioue
reigiosacuierareegato' ebraisno, ' inpuso aguardare aiferneutipoiti-
ci e ae suggestioui iuteettuaidea societ circostaute, ' obbigo di aua-
izzaree cause deaosteutazioueaica, disgregatricedeafanigiaebrai-
ca di acuue douue e deo suobisno areigioso dea gioveut studiosa
israeitica,adifficotdiproporreuuaopzioue siouistachetravaicassea
dineusioue fiautropica20, uou poteva uou riseutirsi ' eco di quauto La
Settinauaisraeiticaavevanessoiuucegida 1 91 1 : auecessitdifarsI
che gi ebrei itaiaui fossero nessi uea coudizioue di seutirsi uua forza
viva, uou uuauacrouisno, uuavirtattiva, uou uu pregiudizio2 1 . Mae
attivit di studio, i dibattiti, i progettidi riuuovaneuto deavita ebraica
itaiaua avauzati dai giovaui uegi auui prebeici uou erauo riusciti a
suscitareueanaggiorauzadegiisraeiti itaiauiuuacoscieuzaprecisadee
ragioui, degi aspetti, dee possibii souzioui dea oro crisi e dee oro
difficot, o scoppio deaguerra, poi, assorbeudo' atteuzioue ee euergie
di tutti ai fiui deo sforzo beico depaese, coutribuiva a boccare o svi-
uppo di questo processo di riuuovaneuto che soo dieci auui pi tardi
avrebbecouseguitouuadeesuetappepiinportauti
Irisutatopievideutedeprocessodienaucipaziouedegiebreiitaiaui
cone si deiueava uegi auui de prino coufitto noudiae era iufatti pro-
prioiuquestadifficot,trovatauuapatriaitaiaua,ditrovareuuaideutifi-
cazioue ebraica adeguata che, pur ridotta ai niuini terniui, couseutissedi
uou dineuticare a storia conuue de popoo ebraico, pur uee sue outa
uauze storiche e geografiche, di riutracciare pieuaneute i seuso di uu'ap-
parteueuzaaduu' ideutitstoricacoettiva
La uecessit di procedere ad uua noderuizzazioue e raziouaizzazioue
dea vita e dea cutura ebraica, secoudo ricorreuti accuse fornuatedaa
stanpa, eraostacoata auche daaristrettezzadivedute deicousigi conu-
uitari, sosteuitori de prinato de'anniuistrazioue su'ebraicit, daa
arretratezzadesistenadiistruzioue, daa naucauzadi uua buoua produ-
zioue editoriae, uouostaute a preseuza di ebrei tra gi editori pi iu
20 Cfr. al riguardo gli articoli e gli interventi di A. COLOMBO, gi citati, tutti apparsi in dI
Vessillo israelitico, 15-30 setto 1916, 17- 18, pp. 47 1-472 e 15-30 nov. 1916, 21-22, p. 508;
E. D. COLONNA, Rimedi . . . cit. , pp. 385-392; le lettere a firma D. C. e D. BACHI apparse ri
spettivamente in lI Vessillo israelitico, 15- 31 dico 1916, 23-24, pp. 61 8-619, e 15-30 nov.
1916, 21-22, pp. 566-569.
21 I Convegno giovanile, in La Settimana israelitica, 28 lug. 1911.
Italia Judaica IV
295
voga, tinorosi di 'pregiudicare' ioro connercio cou produzioui che
riveerebberoanoudoaoro origiue senitica
.
Lucoucretoriscoutrodea scoufortaute situazioue energeutedadibat-
t

todea stanpa

raforuito dai risutati diuu' iuchiestapronossauenag-


gio 1 91 7 daC
.
onitatodee conuuit

israeitiche itaiaue22, che, parteudo


d

aco

stata

ioue
.
derisvegiodea coscieuza ebraica suscitato daigrau-
dia
`
vemneuti russiedaqueiuouneuograudiosiedecisivichesisvogo-
uo m F--i,.-/-
,
e d

a
.
coutenporauea crisi reigiosa e cuturae inper-
ver

aute

bra

snoitaiauo, auuuuciavaasuadecisiouediattuareprov-
vedineuti attiarsolevaro. Ledifficotfrappostedaecoutiugeuzebei-
chei
}
nita

auo' iuiziativa, rispetto aiprogettipi anbiziosi, a'iuviodiuu


questiouaro ue quae si richiedevauo dati e iufornazioui sue coudizioui
de'iuseguaneutoreigiosoueidiversiceutriebraici, uotiziecheiustrasse-
ro esattaneute o statoodieruodee siugoe conuuit iurapporto a' os-
servauzadee priucipaipratichedi cuto, dati suibeui cuturai ebraici e
suasituaziouedeeopere pieisraeitiche

Lo sforzo operato da Conitato cou questa iuchiesta si preauuuuciava


mt

ssautee or

igiuae, perch avrebbe potuto couseutire, quaora sifosse


'
erfic

ta uua
.
r

spoudeuza da parte dee conuuit, di disporre di uua


innagme sufucieuteneute articoatadee coudizioui de'ebraisno itaia-
uo, s

uassat

daa guerra ue suo fragie assetto orgauizzativo, provocato


d

istauzemtegraistedeigiovaui, costretto adassunereuuoverespousa-


biita
,
pur

cou
.
stru
.
tture e isioonia arcaiche, di froute ai graudi avveui-
neu

iuaziouahedmteruaziouah chestavauosvogeudosionaturaudo.
Difatto, i nateriae raccoto, purpreseutaudo vistose acuue iufornati-
veeuuacertaeterogeueitquaitativadeidatiforuiti, costituisce,uedeso-
aute quadr

docuneu

ario conpessivo su' ebraisno itaiauo de tenpo,


uua
.
foute di uot

voe

uteresse. a stessa evideutediscrepauzatra' inpo-


stazioue d

a amdagme daa circoare di acconpaguaneuto, uea quae

ra
'
o sufucie

teneuterec

pti gi eeneuti diuovit, edi tipo dirisposte


mviatedae smgoeconumta, noduatesuuuaiuterpretazioueneraneute
reigiosa de'ebraicit, gi costituisce uua iudicazioue vaida e stinoaute.
Iuotre, se certaneute uou possibie ricavare da questadocuneutazioue
.
22
a circolar
:
inviata alle comunit e i questionari disponibili compilati sono conservati
rISpettlVamente ! ARCHIVIO UNIONE DELLE COMUNIT EBRAICHE ITALIANE b 90a f C
I
. , . , asc. H-
co an
.
117, e b. 61/:0, fase. 66 Questionari, maggio 1917. Per una dettagliata analisi dei
materIah documentarI, cfr. M. TOSCANO, Ebrei ed ebraismo . . . cit . , pp. 374-389.
296
Mario Toscano
degi iudicatori precisi de grado direigiosit de tpo dideutificaziue
ebraica prevaeute iu Itaia, uoudineuo questi questiouar offrouo vaide
iufornazioui su conportaneuto reigioso degi ebrei itaiaui uea pratica
deaorovita sociae, suaautiquatastrutturaorgauizzativaesuastratifi-
cazioue sociae dee conuuit, sugi irrisoti probeni dea cutura, de' i-
struzioue e dea scuoa ebraica ciuque auui dopo ' accurata iuchiesta pre-
seutatadaArtonacouveguogiovauiediToriuo, suibisoguiegiorieuta-
neutide'ebraisnoitaiauoiuuuauuocruciaedeagraudeguerra, econ-
pougouo uu quadro iutegrativo di queo foruito daa stanpa. Auce a
canpiouaturaoffertadaiquestiouaridispouibii,pur esseudo beuuugida
rappreseutare uua docuneutazioue conpeta, appare distribuita iuna

iera
sufficieuteneute atteudibie, traconuuit divaria tradizioue, coocazioue
geografica,cousisteuzauunerica.
Duefatti risutavauocouevideuzadae risposte iuviate dae conuuit.
ascarsissinaosservauzadeeprescriziouiaineutarieisostauziaerispet-
to deacircoucisioue, siguificativaneute iconpiatore de questiouariodi
Mautova uotava. Perquauto uounauchiseutineutoebraicopureeprati-
chediritoecutosouoaquautotrascurate,forueudouuavautaziouepro-
babineuteenbenaticadeasituaziouedinoteconuuititaiaue.
L' affueuzaae siuagogheerageueraneute scarsa,taora, aadisaffezio-
uedepubbico, siaggiuugevaa nodestacousisteuzauunericadeeconu-
uit che costriugeva a ceebraziouiprivate o aarichiesta diniuiauisti
esteui per e priucipai ricorreuze. Quauto a probena dei natrinoui
nisti chepureera stato aceutrodeepreoccupaziouideConitato,ique-
stiouri foruivauo scarsissine iudicazioui. sotauto da Miauo siiufornava
che uea graude naggiorauzaacerinouiareigiosa eseguita. Dranna-
ticierauopoiidatireativiaasituazioueorgauizzativae a'efficieuzacu-
turae deescuoe ebraiche. Secoudo gi scarui datiforuitidaiquestiouari,
ue 1917, cone ue 1912, a naggiorauza degi auuui era conposta da
banbiuidee fanigiepovere, acuispiutauoueraidesiderio diricevere
uu' istruzioue ebraica, na i peusiero dei nodesti vautaggi che potevauo
otteueredaquestafrequeuza23.
Noudestaneravigia, pertauto,ifattocheefanigiepiagiateequee
dea nedia epiccoaborghesia avviate sua stradadiuua senprepi con-
petaiutegrazioue,deaquaea scuoarappreseutavauunezzoeduufiue,
23 E. S. ARTOM, La scuola ebraica in Italia. Relzione letta a1 2 Convegno giovanile ebraico
(Torino, 24 dicembre 1 912), Firenze, 1913, p. 13.
Italia Judaica IV 297
teudesseroadasteuersida'iuviareiproprifigiiuscuoe ebraiche chebeu
di rado apparivauo iu grado di foruire uua istruzioue civie adeguata, e
dove e uozioui diebraisno erauo inpartite ueapoco affasciuaute forna
didognaticadottriuareigiosa.
I probena dea scuoa diveuivandicativc de grado di disfacineuto
deavitaebraicaiu Itaia, dove' ebraisno sipreseutava coneuufeuone-
uo passivaneute vissuto e ' assiniazioue sicoufiguravapi che cone uua
sceta cousapevoneute operata, cone uuo sbocco probabie decousoida-
neuto de' ideutificazioueuaziouae itaiaua deisiugoi e de gruppo, favo-
ritadaanodestiaedaainitatezzadeavitacuturaeesociaeebraica.
Neconpesso, uouostautei suocaratterefranneutarioeuouorgauico,
inateriaeoffertodaiquestiouarisuestruttureeiprobenide'ebraisno
itaiauo uegi auui dea guerra, aiuta a iudividuare i initi e i couuotati
ideoogicie sociaideaideutitdegiebreiitaiauiquaesieraveuutadefi-
ueudo iu pochideceuuidivitaibera e enaucipata, seguatapiche dauu
espicito rifiuto de'ebraisno daateudeuza a reegaroiu uuadineusioue
strettaneute privata iu ossequio a uua uornativa sociae e a uuatenperie
cuturae che o svaorizzavauo iu rapporto aa cutura aica e raziouaista,
' esitodi questopassivo adattaneuto aareatsociae erairidineusioua
neuto ,se uou a perdita) dea propria nenoria storica, aggravato dae
careuze de tipo di ideutificazioue reigiosa ebraica dispouibie. La sgiu
daizzazioue de'ebraisno itaiauo uou si avveuturava24 iu riforne e
annoderuaneutiistituziouai, na,perdutoivaore sociaee fideistico de
a pratica reigiosa e ridotto ' autico codice di conportaneuti cuturai
specificiaforna, o auornetipiche di tenpi autichieuoupraticabiiuea
reat coeva, e asciava cadereseuzadiscussiouee seuza approfoudineuto,
perch iuutii e desuete, pur couservaudo a circoucisioue quae narchio
distiutivo, nenoriaresiduaediuupatto autico.
Questo tipo di adattaneuto dei codici tradiziouai di conportaneuto
de' ebraisnoitaiauodetenposenbravarappreseutareapossibiitprati-
ca di adattaneuto de giudaisno, i vuoto di cutura ebraica creatosi, a
perditadea coscieuza storica di s, i rigetto deenenoriedeterioride
ghetto, siesprinevauo ue'obio de'autica dineusioue diuazioueebrai-
ca, resopievideutedaacriside'ideutitreigiosa, a steuto rienergeute
puruea coutiugeuzabeica, i bisoguo di fedeediapparteueuzacreato-
siiuquestovuotosiadeguavaainoduideasocietdinassacou' adesio-
24 Cfr., al riguardo, A. MILANO, Storia degli ebrei + . + cit . , p. 374.
298 Maro Toscano
ue spoutauea alla uazioue ,o alla paliugeuesidei novineuti socialisti) , che
couseutivalareiucaruaziouedeinitiarcaicidellaconuuitelarealizzazio-
ue delle esigeuze di fede e di certezza, iu tal nodo la suazioualizzazioue
ebraicasitranutavaiuuazioualizzaziouedegliebrei
Iu questo anbito, neutre l' operazioue politico-culturale avviata dai
novineutigiovauili sieranoneutaueaneute arrestatadifroute allediffi-
colt della guerra, che aveva orieutato la naggiorauza delle euergie degli
ebrei italiaui verso ilcouseguineutodegliobiettivipolitici, nilitari e terri-
torialidelpaese,l' iuchiestapronossadalConitatoassunevauusiguificato
che oltrepassava il nero teutativo di raccogliere iufornazioui sullo stato
delleconuuitebraicheiuItalia.
Questa iuiziativa, per le sue notivazioui, che guardavauo alla precaria
realt dell'ebraisno italiauo iuuuperiodo iu cui stavauoverificaudosifat-
ti uuovi iu Europa e iu Erez Israel, era siguificativa auche e soprattutto
per questa sua capacit di cogliere gli eleneuti di uovit che stavauo
energeudo e di porgerli all'atteuzioue di uua societ israelitica atteuta
specialneute a problenatiche uou ebraiche. Essa era certaneute l' espres
sioue di uua fascia niuoritaria del noudo ebraico italiauo, na proprio
cone tale va sottoliueata iu questo pauorana piuttosto critico. Certaneu-
te, iu uu quadro aucora da approfoudire, uou pu essere arbitrarianeute
fissato il peso di uua correute o il valore di uua iuiziativa, na dopo aver
deliueato i liniti della peuetrazioue dei gruppi giovauili siouistici e iute-
gralisti, gli eutusiasni patriottici e lacrisi religiosae culturale che caratte-
rizzavauo larga parte della conpagiue Israelitica italiaua iu quegli auui di
guerra, uou devouo essere trascurati, auche se deboli o niuoritari, quei
siutoni e quelle nauifestazioui di vitalit che, uouostaute tutto, coutiuua-
vauo apercorrere il corpo dell' ebraisno italiauo, o, alneuo, parte di esso,
dietro i quali sicelavauo idee e persoue che ue avrebberoguidato, nagari
uou ufficialneute, e iuflueuzato la storia uegli auui difficili che sarebbero
giuutipi tardi.
Iuquestocoutesto, pertauto, uoupu essere dineuticato uu altro aspet-
todellareaziouepoliticadegliebreiitaliaui aiproblenipostidallo scop-
pio delcouflittoiu Europa. lanobilitazioue iu favoredeifratelli oppressi,
che gi sul fiuire del 1 91 4 coniuciava a deliuearsie si allargava a poco a
poco dauua dineusioue puraneute filautropica ad uua politica, restituiva
peso e vigore a quel novineuto siouista voloutarianeute addorneutato-
siiu occasiouedellaguerra di Libia, foruivanotividi dibattitoe dicoiu-
volgineuto aiutellettuali, politici, settori dell'opiuiouepubblicauaziouale
Le iuiziative attuate dopo lo scoppio della guerra iu seuo all' ebraisno ita-
Italia Judaica IV 299
liauo per la difesa dei diritti dei correligiouari oppressi costituiscouo uu
tena conplesso e ricco di inplicazioui, acceuuato iu questo coutesto al
solo fiue di allargare il quadro docuneutario dei conportaneuti e delle
reazioui politiche dell' ebraisno italiauo, o alneuo, di parte di esso, iu
questi auui
Certaneute, cone hanessoiuevid.uza Sergio Miuerbi25, alleorigiuidi
questa attivit va postal' azioue svolta iu Italia da Piuchas Ruteuberg, uu
ebreo russogiuuto esule iu Italia dopo larivoluziouedel 1905 , alle sue sol-
lecitazioui, si affiaucavaper innediataneute l' azioue del Conitato delle
conuuit israelitiche italiaue, che subito dopo lo scoppio del couflitto iu
Europasi adoperavaperpronuovereuucouveguo iu Svizzerafrairappre-
seutauti dei conitati sorti uei paesi ueutrali per sosteuere la conpleta
enaucipazioue degli ebreioppressie il ricouoscineuto dell'autouoniapoli
ticadegliebreidella Palestiua, puutiprogrannatici che potevauo e dove
vauo essere perseguiti, pur seuza inprudeuze e iutenperauze, auche
dopol' iugressodell'Italiaiuguerra26 .
Riveudicazioui aualoghe, pur cou diversit di toui e di acceutuazioui
erauopatrinouio dialtre orgauizzaziouiche sorgevauoiuquellestesseset
tinaue su iuiziativa ebraicanacouuuadecisae siguificativa ricercadi ade-
siouie coutributi esterui. il4 geuuaio 1 915 sicostituivaaMilauouuComi
tato pro causa ebraica cuipartecipavauo tragli altriMarco Bolaffio, Sabati
uo Lopez, Eucardio Monigliauo, Giuseppe Ottoleughi, cou l' obiettivo di
couseguire, se uou , ) la patria soguata dalle tradizioui, alneuo , ) la
libertper tuttigli ebrei, qualche settinaua pi tardi, uuaiuiziativadella
sezioue fioreutiua della Federazioue giovauile ebraica d' Italia per seusibi
lizzare l' opiuioue pubblica sulla questioue ebraica otteueva l' adesioue di
siguificative persoualit politiche e iutellettuali ,Mazzoui Pieracciui Gril
li) , e sfociava uelgiuguo uella costituzioue delComitato ,orentino prebrei
oppressi 27. Si trattavadi iuiziative spoutauee e uou coordiuate, la cui azio
ue sigiustappouevaerischiavataloradiiutraciarsi28, nache, uouostaute
tutti i suoi liniti, rivestiva uua inportauza foudaneutale. i ferneuti che
avevauo auinato uegli auuiprecedeutialcuuigruppi dell'ebraisno italiauo
uscivauo allo scoperto, teutavauo di diveuire argoneuto di iuteressegeue-
2
5 S. I. MINEREI, L'Italie et la Palestine 1 914- 1920, Paris, Presse universitaire de France,
1970, p. 40, nota 5.
26 Cfr. lI Vessillo israelitico, 3 1 ago. 1915, 16, pp. 434-435 e 442.
2
7 Per questi dati, cfr. La Settimana israelitica, 22 gen. e 25 feb. 1915; 15 1ug. 1915.
28 La Settimana israelitica, 22 1ug. 1915.
300 Mario Toscano
rae, euee uasceutidiscussiouisua sistenazioueiuteruaziouaededopo-
guerraaucheaquestioueebraica, ueasuadineusioueumauitaria,giuridi-
cae poipoitica, coniuciava a diveuire oggetto di pubbico dibattito, pro-
benadaiuserire traqueideeuaziouaitoppresse. Laricercadiadesio-
uidiespoueutidenoudopoiticoecuturaeitaiauodiveuivaipresuppo-
stoperpronuovereuu'adeguataeiucisivaoperadiseusibiizzaziouede'o-
piuiouepubbica su tenatiche ebraiche, iuquesto anbito siiuseriva auche
' iuiziativa assuuta da I Vessio su fiuire de 1915 di pronuovere uu
refereuduntradeputatie seuatori deReguo suaquestioue ebraica, ecui
testinouiauzeveuivauoraccoteuuauuopitardiiuuu vounettoponpo-
saneute iutitoatoIl Parlamento italiano e la questione ebraica 29. Iuquesto
cina, si costituiva a Miauo, ue 1 916, a Pro-Israele - Associazione non
isrelitica per la difesa dei diritti ebraici 30, sautatada!'Israecouconpia-
cineutoperisuocarattereuouebraicoecou' auspiciocheriuscisseapas-
saredaanerapetiziouede'uguagiauzadeidirittipergiebreioppressia
ricouoscineuto dearievauza deaquestioue paestiuese, peraquaeuua
souzioueebraicapotevapreseutareinportauti risvotiperapoiticanedi-
terraueade' Itaia3 1 .
I uquegi stessiauuii ucuia naggiorauzadegi ebrei itaiaui cousacrava
cosacrificiodeavitaapropriaiutegrazioueueo Statouaziouae, sidei-
ueavauo feuoneui poitici variegati e discoutiuui, na esenpificativi dea
vivacit di acuui settori de' ebraisno itaiauo e de'iuteresse che coniu-
ciavauo araccogiere iu anbieutidiversieprobenatiche ebraiche e sioui-
ste, ' azioue di questiorgauisnidifettavadicoutiuuite forse dieffettivo
pesopoitico32; uecorso de 1 918, su' oudadeadichiarazioueBafour,a
poiticaitaiauaconiuciavaper anauifestareuuuuovo iuteresseueicou-
froutideeconuuitebraichedeMediterraueo e desiouisno 33, aPro-I
sraele accrescevae proprie attivite raccogieva' adesioue di eutie perso-
uaggiuuovi, conpresitauuichepochinesidopoavrebbero abbracciatoe
29 Per i nostr frateli, in lI Vessillo israelitico, 3 1 dico 1915, 24, pp. 697-700, e 31 ago.
1916, 16, pp. 433-435; I Parlmento italiano e l questione ebraica, Milano, s. d. , p. 24.
30 M. MICHAELIS, Gli ebrei italiani sotto il regime fascista dala marcia su Roma all caduta
del fascismo (1922-1 945). VII . Dall'aferarsi del fascismo alla legislzione razziale (1 91 9-
1 938). Fascismo e sionismo: lo sfondo storico (I, in La Rassegna mensile di Israel, XXX
( 1964), 6-7, pp. 247 e seguenti.
3 1 lsrael, 20-27 lug. 1916.
32
S. I. MINERBI, L'Italie . . cit . , p. 52; Israel, 4 gen. e 22 mar. 1917.
33 S. I. MINERBI, L'Italie . . . cit. , pp. 66, 70-7 1.
Italia Judica IV 301
pi vioeute posizicui autisenitiche3 4 . Erauo conuuque segui evideuti de
uuovoriievocheaquestioueebraicaei siouisno stavauo assuneudoue-
apoiticanediterraueade ' Itaia, grazie auche agi sforzi di quei ristretti
uucei di ebrei itaiaui che da diversi auui stavauo teutaudo di couiugare
a'iuteruodenoudoisraeiticoiproriseutineutidiitaiauitcoueidea-
iteivaorideatradizioueederiuuovaneutoebraico.
Coneeraavveuutoprinadeaguerrapericouveguigiovauii,eiuiziati-
ve de Conitato o dei uucei pro causa ebraica sorti a Miauo, Fireuze e
Napoi duraute a guerra rinauevauo circoscritti aduuanbito eitario, na
testinouiavauo conuuque a capacit de'ebraisno itaiauo di cogiere gi
spuutienergeuti da coutesto iuteruaziouae e diriutracciare i gerni dea
sua sopita vitait, costrueudo cos i puuti di riferineuto per a sua vita
futura.
Sotto uu profio conpessivo, quiudi, auche se aguerra uou senbrava
produrre rievauti effetti circa uu risvegio reigioso degi ebrei itaiaui e
coudiziouava uegativaneute o sviuppo de novineuto avviato uegi auui
prebeicidagiiuteettuaifioreutiui,daiuuoviorgauideastanpaebraica,
daipersouaggigravitautiattoruoaicouveguigiovauii, uoudineuogiavve-
uineutiiuteruaziouaioperavauograduaneute,aneuosuipicousapevoi,
esoprattuttonodificavauoicoutestoiucuisisarebberoveuutiatrovaree
a vivere, seuou a operare ebraicaneute, gi ebrei itaiaui. Soo acuui auui
pitardi35, sarebbeapparsauuaucidarifessiouesuquestauuova situazio-
ue, nagisufiuiredeaguerraerapossibieiudividuarueiprinisiutoni.
Gi uedicenbre 1917, A. Coonbo, scriveudo su I Vessio, traeva
spuuto36 daadichiarazioue Bafour per abbaudouaree passate cautee e
riveudicare a uecessit di couiugare i seutineuto uaziouae e a osser-
vauzareigiosa, acuui nesipi tardi37 avviciuaudosiafiuedel!aguerra,
esprinevacouchiarezzairicouoscineuto checouadichiarazioue Bafour
siera prodotta uuasvota aucheper' ebraisnoitaiauo e a cresceute cou-
sapevoezza che a graude guerra rappreseutava uu feuoneuo di portata
34 M. MICHAELIS, Gli ebrei italiani . cit . , pp. 254-258; sulla manifestazione organizzata
al Teatro nazionale di Roma, 1' 8 dicembre 1918, dalla Pro-Israele, cfr. Israel, 16 dico 1918
e Il Vessillo israelitico, 15-30 nov. 1918, 21-22, pp. 414-416.
35 In particolare nel convegno di Livorno del novembre 1924; cfr. al riguardo M. TOSCA~
NO, Ferenti culturali . . . cit . , pp. 949 e seguenti.
36 A. COLOMBO, Facciamo gli ebrei . . . cit . , p. 569.
37 ID. , Facciamo gli ebrei. I problema dell scuola, in Il Vessillo israelitico , 15-3 1 otto
1918, 19-20, p. 387.
302 Mario Toscano
graudiosa auche per gi ebrei itaiaui, perch rappreseutava ' avveuto di
uuareat, uaziouae eiuteruaziouae, poitica, sociae, cuturae, conpeta-
neutediversa, coucuidovevauo uecessarianeutecoufroutarsi, conecitta-
diuieconeebrei.
Lapiccoacoettivitisraeiticaitaiaua, pur sospesa tra crisi reigiosa e
freniti patriottici coutiuuava a ottare per a sua faticosa sopravviveuza,
riusceudo auche a trarredae viceudeiuterue e iuteruaziouaide 1914- 18
spuutidiriuuovaneuto e a cogiere ' accresciutaconpessitdea posizio-
ueebraicaueasocietdinassacoutenporauea. Certo, frannezzo aigio-
vaui siouisti, ai poveri reigiosi, ai sosteuitori di uu abbaudouo conpeto
de' ebraisno, aconpoueutedoniuaute coutiuuavaad essere queanas-
saebraicaneutepassivachea'autoinnagiue depopoo strauieroeesiia-
to poteva defiuitivaneute sostituire a propria uaziouaizzazioueitaiauae
nauteuere uu ebraisno superficianeute tradiziouae, auinato da uua
pigrizia cuturaepichedauuavooutariadiuanica assiniaziouista.
Coneirestodeapopoazioue,giebreiitaiauiaccogievauoafiuede-
aguerra counauifestaziouidi soievoe digiubio38, e couuuveodiiue-
vitabie tristezza che uou sniuuiva i seutineuti patriottici e egittinava
uteriorneute acousapevoezzadesiguificativoruoogiocato. attraverso i
saugue versato, iufatti, gi ebrei itaiaui riteuevauo di aver sauziouato su
piauo eticoenateriaeapropriaapparteueuzaitaiaua, di averconpetato
i processo dea oro iutegrazioue uaziouae, di aver sadato i debito di
gratitudiue verso quea terra e quee geuti che i avevauo ricouosciuti
coneeguaitraeguai, iberidi espicareeproprietradiziouiedicotivare
iproprioretaggio.
Negiro dipochiauui, posti difrouteaapossibiitdiprocedere aduu
recupero dea propria ideutit ebraica cuturae e reigiosa, e aa sceta
ideoogicadesiouisno, notidiessiavrebberopriviegiato sceteautifasci-
ste iudividuai o a cousacrazioue dea propria uaziouaizzazioue itaiaua
attraverso ' adesioue a fascisno e ' oblio dea coscieuza ebraica rispetto
aaitaiauit, assecoudaudouuasperauzadiiutegraziouedestiuataacroa-
re ue 1938, nache aiuta acapire cone e perch a naggiorauza di cooro
cheavevauoriteuutogiustoe doveroso offrireeproprievite a' Itaiaibe-
raee sabauda ue 1 915- 1918, rinauesseattouitadifrouteaeeggirazziai
eaerazzieuazifasciste.
38 Cfr. al riguardo UNIVERSIT ISRAELITICA DI LIVORNO, Per la celebrazione della vittoria
dell'Italia e dele nazioni alleate, 20 nov. 1918, p. 16; Il Vessillo israelitico, 15-3 1 otto 1918,
19-20, pp. 373-375; 15-3 1 dico 1918, 23-24, pp. 461-462; 15-3 1 gen. 1919, 1-2, pp. 3-4.
VITTORIO STELLA
Critica e poesia di Mario Fubini
NousipurievocareafiguradiMarioFubiuiseuzaricordareauobit
peusosacoucuiegiseppecouteuere ue raffrouto eueanenoria storica,
pur iudugeudo aaveste oratoria che e circostauze cousigiavauo, o sde-
guo suscitato dae tragiche coudizioui iu cui a guerra aveva precipitato
' Itaia e ' Europa. Loespresse, queo sdeguo, ue 1944 connenoraudo i
ceuteuario vichiauo ai niitari itaiaui iuteruati a Miirreu, iu Svizzera.
Quaudovedianoeroviuepreseuti,quaudovedianoauostraItaiaauco-
rauuavota'acera,spogia,corsa', cosconedasecoiuoueraaucorapi
stata, quaudo, pi aucora, rivogiano i peusiero ae iufiuite distruzioui
norai tauto pi gravi dee nateriai senbra ad oguuuo di uoi di seutire
uua donauda severa sinie a queache i Boua
@
arterivogevaagiuoniui
deDirettorio e purtroppo beupigiustificata. E questa ' Itaiapercuigi
uoniuideRisorgineutohauuopeusato,ottato, sofferto Cos statacou-
cusa' operadipididuesecoi, operaeutaepazieute, acuihauuocoope-
ratoiusiene cougiiustri, gi oscuri, cougieroied i nartiri giuoniui
de'assiduo, nodestoavorodioguigioruo, coipoiticiipoetiedipeusato-
ri, e che ha i suoi priucipi renoti uei giorui outaui di Giau Battista
Vico. Avviaudosi a coucudere que discorso, ribadiva per cone auche
ue' esperieuza tragica di questi utini tenpi, quaudo era veuuto neuo
aduutrattooguiviucoo,privatadiquasiasiprestigio ogui autorit,epre-
sa parveuza di autorit da uu potere nostruoso e grottesco, avevauo
potutosnauifestarsigiistiutipibrutaiepivii, naaucheepiauco-
rasierariveatoquefoudodiequiibrio, diunauit,diboutcheuessu-
uatirauuidehapotutocorronpereuepopoouostrol .
1 M. FUBINI, Umanesimo e umanit nell'opera di Giambattista Vico, in ID. , Stile e umanit
di Giambattista Vico, Bari, Laterza, 1946, pp. 208 e 230.
304
Vittoro Stell
Supianodeaconsiderazionededooreindividuae, che epersecuzioni
antiebraiche avevano concorso per tanta parte a deterninare, atrettanto
atae consonante apagina chericorda e traversie e i patinenti sofferti
da Attiio Monigiano. . Sopra tutto a sua forza ben o soccorse,

e si
rive negio agi atri, nee prove tragiche che ebbe a subire negiutini
anni, da' aontananentodaa cattedraaepersecuzioniC . ) . Quandoatri
sarebbe stato tentato di opporre ingiustizia a ingiustizia, disprezzo a
disprezzo, o a chiudersi in uno sterie inpotente rancore, egi connosso
senprepichedaanavagito daavitatrui,daognisegnodiaffetto
edigentiezza di aninochegi sidinostrasse, e consapevoe finda!' inizio
che apersecuzione dicuieravittina, nonera senonunpreannuncio oun
aspettodipivastaetrenendatragedia,prosegune suo avoro, noncone
chi cerca una distrazione o un quasiasi nezzo per vivere, na cone chi
adenpie sino aafine a propria vocazione, con ' anino suo diunavota,
sepurpirattristatoperunatristezzafattapigravee pifondanon:an-
todaasuasventuraquantodaprogressivodisunanarsideitenpi. Paroe
pervase di un sentinento fraterno che sa conprendere con quae anino i
pianzianonaestroecoegacontinuasseaavorare,tuttosnarrito, sono
paroe deo stesso Monigiano, per a grande angoscia sofferta, quando
dopoaiberazioneriebbeacattedraeacasaeiibri2 .
Qui per intendo soffernarni su'aspetto che costituisce a pecuiarit
pi rievante dea personait fubiniana di critico che rifette a fondo sui
concetticheadopera
La critica cone netodoogia dea storia e conoscenza vautativa dea
poesia assove pertantonecontestodiscorsivodeo studioso una funzione
fondanentae che si avverte senpre ne'interpretazione dee personait
artistiche non initandosi certo ae pagine di argonento, quasi per oro
statuto, teorico. E un carattere chedistingue Fubinidagi atricriticipro-
benaticidesuo tenpo, e non sotanto desuo, che' innanentee non
nascosta istanza teoretica quasi nai agisce in nodo da inpacciare di
sovrannesseastrattezze' inteigenzadei testi odaappannareostiedea
trattazione Che' esigenzadeprobenanon sia inuiisupportodognati-
co di un arido deduttivisno e tanto neno i pretesto per aggiunte non
necessarie, na concorra a fornare a sostanza de' operazione critica nea
suaintegritcosdaesserneinseparabie,cicheFubiniribadiscedifatto
2 Questa citazione e la precedente da M. FUBINI, Commemorazione di Attilio Momigliano
( 1952), ora in Crtica e poesia, Roma, Bonacci, 1973, pp. 355-368, cito da p. 367.
Italia Judica IV 305
inCritica e poesia 3, iibro ove siaccogieisuopi espicitoinpegno su-
' esteticaesuastoriografiaetteraria.
Cos, in quearapida sintesiche La mia prospettiva estetica 4, i risato
datoaaconprensioneevautazionediunaindividuaitodiunasituazio-
ne tradottain opera, cheiconpitoe' obiettivocentraedecritico, non
naidascanbiareperunrifiutode
[
a teore

icit, anzirappresentainet-
tersiinattodiungiudiziodove sipuconstatareavanificazionedee sco-
astiche separazioni tra fiosofia e critica, tra fiosofiae storia. Che cosa
dunque ho appreso daa nia esperienza di critico. che i giudizio su di
un' opera dipoesia non deducibie daun concetto preesistente dea be-
azza, e che conseguentenente' esteticapiraffinatae scatritanongiova
dipersafarciintendere' operachecistadinanzi,ncioffrefornueche
3 La prima edizione di Critica e poesia, Bari, Laterza, 1956, comprendeva anche l' artico
lo recensione sulla Stora della lingua italiana, e lo studio di L. RONGA, I gener nell critica
musicale, non riprodotto nella 3 a edizione (Roma, Bonacci, 1973) del libro di cui parliamo,
perch venuto a far parte del bel volume di Ronga, critico musicale fra i pi vicini al pensiero
di Croce e di Fubini, dal titolo L'esperenza storica della musica, Bari, Laterza, 1960. Nell' edi
zione definitiva Critica e poesia raccoglie cos, con qualche diversit di disposizione rispetto
alle due precedenti, questi saggi: I Critica e poesia ( 1950), pp. 1-24, con un corredo di note e
discussioni del 1955-56, cio Giudizio del crtico e giudizio del poeta e del lettore, pp. 75-28;
Critica dello stile: le sentenze della Commedia, pp. 29-33; Crtica dello stile e critica linguisti
ca: questioni ed esempi, pp. 34-45; A proposito di una vecchia questione: lo studio delle onti,
pp. 46-55; Crtica dele varanti, pp. 56-60; II Stile dell crtica ( 1946), pp. 61-70; III Legitti
mit e limiti di una critica stilistica ( 1946), pp. 71-87, con una Nota aggiuntiva, pp. 87-90; IV
Ragioni storiche e rgioni teoriche della critica stilistica ( 1956), pp. 91- 108, con due appendici,
una su Critica stilistica e storia del linguagio di Leo Spitzer ( 1965), pp. 109- 1 13, l' altra su La
crtica di Domenico Petrni, pp. 1 14-120; V Genesi e storia dei generi letterari ( 1948, 1951,
1955), comprendente I diritto e i l torto dei gener letterari, pp. 121- 144 e Stora dei generi lette
rar, pp. 133-21 1 e seguita dalle Note: I generi letterari in aluni critici tedeschi, pp. 202-206;
Obiezioni alla teoria crociana dei gener, pp. 207-208; Due pagine di Giorgio Pasquali e di Am
rigo Castro, pp. 208-209; I generi e le arti, pp. 209-21 1; VI Compito pedagogico o momento sim
bolico della critica? ( 1955), pp. 212-218; VII Arte, linguagio, letteratura (A proposito dell'E
stetica di Guido Calogero) ( 1948), pp. 219-256; VIII La mia prospettiva estetica (1953), pp.
257-270; IX Poesia e linguagio ( 1956) , pp. 271-278; X Sulla traduzione ( 1962) , pp. 279-306;
XI Ricordo di Benedetto Croce (1952), pp. 307-332 e Poscrtto ( 1952), pp. 333-336; XII Ap
punti sul Croce crtico ( 1963-64), pp. 337-354; nonch l'Appendice con le due bellissime com
memorazioni di Attilio Momigliano ( 1952), pp. 355-368 e di Luigi Russo ( 1963), pp. 369-
380. Sulla complessiva personalit di Fubini, mi sia consentito i rinvio al mio Estetica, poesia
e stora in M. Fubini, in L'intelligenza dell poesia, Roma, Bonacci, 1990, pp. 87-179 e alla bi
bliografia ivi citata, soprattutto i saggi di Bigi, Bonora, Pozzi.
4 La mia prospettiva estetica, in Critica .. cit . , p. 258 (dapprima nel volume dallo stesso ti
tolo, a cura e con presentazione di L. STEFANINI, Brescia, Morcelliana, 1953) .
306 Vittorio Stell
pernettano di giudicara con sicurezza5 . Questa risouta quaifica dea
propria consapevoezza di storicista ' approdo de pensiero fubiniano.
Ae fornuazioni, per cos dire, 'gnoseoogiche' Fubini giunge per una
vigie rineditazioneche incessantenente sicoaudainciascunoggetto de
proprioesane,e noneude davveroqueiteni chestinoano ecoinvogono
donande apertanente fiosofiche . E quando Fubini prendeedistanze dai
concettipreesistenti, daintendereche' indeducibiitdegiudiziocritico
deapoesiadaunconcettopreesistentedibeezzacheoffra sicurefornue
a giudizio non significa affatto i rifiuto de concetto di poesia, ossianon
opresuneinfondato, naviceversavuoldireche i concetto cheatriassu-
ne cone preesistente siripropone perennenentevivone'individuae giu-
dizio coquae neaconcretaeffettuait s ' identifica. Tanto vae affernare
che e categorie si distinguono ne' atto stesso deorocostituirsine'unit
spirituae enongiconededuzionedaunaunit staticanentedata. L' uni-
teesueforne, inatriternini, geminae oruntur.
Benatrinentidunquedadoversieggere cone ananifestazionediuna
progressivadivergenzada'estetica crociana, ' attivitdiFubinine rappre-
senta una inea di interpretativo proseguinento nea quae vengono in
risato priviegiato e infessioni che tutti sappiano essersi prodotte sua
unga strada diquepensiero trovando forna inparticoare dai Nuovi saggi
di estetica aLa poesia. Questoi sicuropercorsoche e interrogativerifes-
sioni seguono iberanente neo spirito di un' adesione rivota anzitutto ad
eininare aduait di concetto ed esperienza pensati cone ' essere a sdi
unprus ediunposterius e,inquestonodo,coneunoiato. Acontrario, i
farsideconcettoede'esperienza per Fubinia oro diaetticacoinciden-
za, reciproca e soidae, che ci fa pensare insussistente ' uno senza ' atra,
' unoche non siinverinedivenirede'atra. Inisus fubiniano queodi
canceare dagiudizio i sospetto diunasouzione netafisicache interven-
gaquasi a sancireunacondizionediestraneit. Ineffetto, iconcettode-
a poesia deve essere di vota in vota ritrovato e negio definito sotto o
stinoo di una particoare esperienza poetica, affine s ad atre, na pur
senpre per quache aspetto nuova e perci bisognosa di quache nuovo
chiarinento, diquache nuovo approfondinento. Cos ogni giudizio critico
viene aessereinquachenaniera unanuovadefinizione deapoesia ,.. . ) e
rappresenta un'acquisizione de pensiero estetico che giova a uneggiare
anche atre opere invitando a considerare sotto nuovi aspetti6. Ci -
5 Ibid. , p. 258.
6 Ibid. , pp. 258-259.
Italia Judaica IV 307
ripetiano - significa che non vi pensiero estetico che nonabbia a suo
oggetto un atto de'esperienza estetica a quae senza di esso resterebbe
i

conprensibie, nache'individuaitde'atto sucuiipensiero sieser-


cit

adareconcretezzaaateoreticitdelgiudizio.
E coerentecon questo risatoconferitoa nessodiconcettoediesperien-
za e aa identificazione di universait e individuait ne giudizio che
Fubini, ne noto dipensiero suscitato da' incontro con ' individua reaiz-
zazione dea poesia, non veda un inpoverinento dea concettuait na
unapiprecisae riccaconfigurazione, un increnentodeanaturafiosofi-
c

de

roces

o cri

ico.
.
in ta nodo che icarattere fiosofico de,iudi-
ziocrt
.
ico
.
vienerco

osciutone nonento stessoincuisirespingeh, sua


s

bordmazione aunsistena, peraquae sirisoverebbein unaripetizione


di fornue, na si riconosce anche pi chiaranente ,.. . ) a perenne novit
deapoesia, che nessuna definizione concettuaepu esaurire, echeinpo-
ne un
.
avo

o senpre rinnovato de pensiero. Ognivoce nuova di poesia


una rveazione nuova de concetto di beezza. quanto pi schietta a
v

cazone de critico ,.. ) tanto pi vivanente egi avvertir questaindefi-


mta

rcchezza dea poesia, a sua vitait, nanifestazione pi evidente di


ogm atradea creativit deo spirito7 . Ae infinitanente varie offerte
deapoesiacorrisponde ' aperturade pensiero che e identifica e e giudi-
ca, severocheogniinnagine, ogninotodifantasia unindictum prius.
I nocciooogicodiquestopassonon stadunqueneriferinento, invero
aquanto distratto, che vi si fa, per escudera, aa subordinazione a un
sistena. Sistena, vogiano dire, nonparoadicui sia consentitoun uso
anodino in un contesto criticanente pensato. Magrado a retorica antisi-
stenatica chene' utino nezzo secoo ,e tuttavia' antisistenatisno ben
P
i antico' ) ne ha fasato e snarrito i significato, i sistena, ne essico
mtrinseco a'ideaino storicistico, non quacosa di aieno che sottonet-
tendo a s areat a renda astratta, na i coordinanento operoso de
p

nsierovivente che sidunite faconsistere ituttoperchrespiranea


vita de tutto e e intrinseco. Per questo notivo piuttosto che ne'inci-
7 In Arte, linguagio, letteratura, che precedente ( 1948), la letteratura viene concisamen
te
.
definita come consapevolezza dell'aspetto estetico dell'opera nostra e pi distesamente
spIegata come . . . la stessa attivit estetica nella forma che le concessa dal predominio di un
altro
.
fi

e, e la convenienza che la sua legge, l' aspetto che in questi casi assume la legge della
poeSIa, Imponendo la rinuncia a modi pi apertamente poetici perch sia conservata l'intera
ar
:
n
,
onia dediscorso (in Critica . . cit. , p. 247). una considerazione che trova la sua legitti
mIta teoretlca nella concezione della concomitanza.
308 Vittoro Stell
deutale e uu po' stauca dichiarazioue di rifiuto della siutassi speculativa
uella quale talvolta Fubiui trascorre uou seuza coutraddirsi, ravvisiano
quel uucleo coguitivo uell' acceuto poggiato sulla rivelazioue uuova del
coucetto di bellezza che oguivoce uuova di poesia fa seutire. Talerive
lazioueuou altro chela coucreta nauifestazioue dellacoscieuzacreativa.
Cos cousiderato il carattere rivelativo, pereuueneute uuovo della parola
poetica, vocenaiprinauditauellasuairripetibilegeuesi, uoucoutrasta -
adiffereuzadi quauto iupropositopeusailnaturoFubiui - coulauatura
categoriale dell'ascrizioue di uu deterniuato conpouineuto alla poesia,
auziriafferna questasua apparteueuzauell'atto stessoiu cuiilpatrinouio
- se ci couseutita uua sinile netafora - della categoria si veuuto
nodificaudo iu uu ulteriore approfoudineuto. questo, ni senbra, il
nodo corretto d' iuteuderelaproposizioue fubiuiaua seuzafarla scadere iu
uua iucougrua obiezioue enpirica. Letta passivaneute cone uegazioue o
iutacco relativistico della categoria, quella proposizioue coutrasterebbe, iu
uunododacuiFubiui alieuo, icouviucineuti taute voltedaluiespressi
uoucouneuteiuerte,naproprioiucouvergeuzacoulaprospezioueideali-
sticadellastrutturatrasceudeutaleo, chelostesso,categoriale.
Uuadifficoltcousisteviceversa,oalneuocosritieue ilcritico, uell'in-
possibilit di circoscrivere la uozioue di letteratura tauto ueiterniuidella
prassi ecouonica quauto iu quelli dell' esteticit auche se qui Fubiui pro-
peude decisaneute verso la pertiueuza estetica della letteratura laddove
l' esito dell'argoneutazioue crociaua su tale problena fa della letteratura
uu'attivitesseuzialneutepratica. Ilcriticolaiuteudeconecousapevolez-
zadella innaueuza della poesia iu tuttalavitauostra, o pi precisaneute
cone uua desiguazioue per quelle opere iu cui quella cousapevolezza ha
uou solo la possibilit na il dovere di nauifestarsi seuza che per questo
esseattiugauo labellezzaassolutadeicapolavoripoetici8. Talecousapevo-
lezzaiutroduceuueleneutoriflessivo chenal siconpoue coulacoucezio-
ue crociauadellaideutitcategoriale dellapoesia. Pu dirsiperquestoche
essarieutriuellauoziouecrociauadelpeusiero iuquauto tale Noziouiche
uella prospettiva crociaua risultauo reciprocaneute assinilabili per la loro
irrequietezza e oscillauti fra uua uatura conposita - ossia pseudocoucet-
tuale - euuaforteistauzadiuuit, - ossiacostitueutiuu'autouonafuu-
zioue - qualilapolitica,lareligioue, ilnito, souo iu nodo corrispoudeute
riteuutedaalcuuiiuterpreticoutraddistiutedauucarattereiutercategoriale
8 Questa citazione e la precedente da Critica + + + cit. , p. 260.
Itlia Judaica IV 309
che vieue a trovarsi iucouflitto coula uetta articolazioue delle fuuzioui
L' aporia cos rappreseutata uou ni pare iusuperabile dall'iuteruo. La
riconposizioue e iuterpretabilit delle aree coucettuali iuternedie uell'ar-
nouiadella sistenazioue - iuternedietcui, appuutoperch tale, Croce
uegail caratteredinoneuto 'autouono' - iurealtpotrebbeverificarsi
ricorreudo alla cousiderazioue che la dialettica della siutassi speculativa
crociauauella sua coufiguraziouepi natura sorretta propriodauu deli-
berato acceutuarsi della foudativa relazioue delle forne all'uuit Rifluisce
difattoiuquellaconpreseuzaecouconitauzachecaratterizzaladiuanici-
t della vita spirituale pronuoveudo ' articolarsi delle forne stesse uella
loroprocessuale e orgauica successioue. couconitauzasucuisieratorneu
tatoilpeusierodelfilosofofiudagliauuidellacostruziouedelsistena, cou
lauoziouegeuericaneutepratica di seutineuto. Per coutro, sipotrobiet-
tare che il problena iuterpretativo rinaue aperto, reso tale dal fatto che
quegli aggregati o siuergie coucettuali preseutauo iu Croce quasi dei
noneuti sconpouibili ciascuuo dei quali ricade uell'anbito di uua e uua
solapertiueuzacategoriale,quellapropria, cosicchallafiueprevalel'istau-
zapercui siristabilisceladialettica tetradica, soloiuappareuza scossa. Uu
nargiue dinobilitdi queste uozioui , iusonna, iuuegabile. Maiucliue
renno a riteuere che Croce se ue avvalesseiu pieua cousapevolezza uella
decliuaziouediuanicadelsuopeusiero.
uaturalechedellaricoguiziouedelcoucettodiletteraturafacciaparte,
uella conpeudiosa siuossi fubiuiaua della propria prospettiva estetica, il
bisoguodi argoneutarelacoufernadellafusiouedicouteuutoefornache
siattuauellapoesia,nauousiattuauellaletteratura, dellaqualeilrivesti-
neuto o abbellineuto, cone per l' appuuto qualcosa di sovrannesso alla
sostauzasenautica, uueleneutocaratterizzaute. Maci che Fubiuideri-
vadallasuaesperieuzadicritico echetrovapieuososteguo sulterreuoteo-
rico l' avvertire cone la siutesi estetica dicouteuuto e fornauouinplica
affatto cheildiscorsocritico,uelcuiliuguaggio tale siutesi uourigorosa-
neuteuecessariaeche uoupuconuuquepresciuderedalnoneutodell' a-
ualisi, escluda l' iudagiue sul couteuuto e sulla forna. Auzi coudizioue del
ricouoscineuto, da parte della ricerca storico-estetica, dell'avveuuta fusio-
uelirica proprioche ilprocessogiudicativosiservaabitualneutedi quei
coucetti, ossia della iutelligeuza del couteuuto, per chiarire cone questo
veugaplasnato uell' ideale sinultaueit che ue fauua sola cosa coula for-
na. talericercachedischiudelapossibilitdiqualificarelasiutesiforna-
le giuugeudoallacaratterizzaziouedel seutineuto auche cou l' ausilio della
critica stilistica. Quelli che Croce deuoniua pseudocoucetti enpirici souo
3 10 Vittorio Stell
uecessari aa crtica cone a quasiasi atra esigeuza iuguistica. Forna e
couteuutociappaiouoduuque struneutiuecessarideacritica, cheperessi
giuuge auuapichiaracousapevoezzade'operadipoesiaepuparineuti
ricouoscerue, se vi souo, e nauchevoezze. Nea rifessioue sua poesia
fornaecouteuutocostituiscouo duuqueuuduaisnosenprepostoe sen-
presuperato9, uoudiversaneute, adesenpio,daduaisnodicaratteristi-
co e beo e di atri sinii duaisni origiuatisi ue'estetica setteceutesca e
iutaccati soo di rado ,uea raffigurazioue dea cassicitdi Hege, o, uou
seuza iucertezze, soprattuto uea critica in re di De Sauctis) e naiiutera-
neute dissotisi ue secoo segueute. L' operadeacritica sideterniua per-
tauto nediaute uua coutiuua sconposizioue e riconposizioue, cou uu
uso senpre pi raffiuato dicoucettiparziai e conpeneutari, di cui uou
dobbiano nai dineuticare ' uuiaterait e i carattere struneutae, per
negio conpreuderueesuperarueeautitesi. . 10. FraquesteutineFubi-
ui auuovera ' iucousisteute dienna di extrastoricit e storicit dea
poesia.
Su questo puuto, uou neuo che su atri, ' accusa di coutraddittoriet
nossadaparecchiapeusierodi Crocesinostrasuperficiae. Noudivergo-
uo per da que peusiero e rifessioui di Fubiui che costituiscouo, auzi,
uuo svogineuto espicativo dee posiziouidea Poesia. L' affernato essere
astorico dea iberazioue fautastica, ossia a totait o cosnicit, catartica
perch sparticoarizzaute, uouuega - sarebbe assurdo - che siauueveu
to storico auascita diuu'operapoetica. couquestauuiversaizzazioue iu
arnouia, ad outa de'appareuza paradossae, auche a cousapevoezza di
que che tae veuire iu essere conporta iu reazioue a noneuto iu cui si
verificae a' efficaciadesuoiuserineuto ueaiuterezzadereae. Perch
a poesia uou siesaurisce uea pagiuaiu cui scritta, na vive ( . . . ) per ora
virm, uou ueeparoesotauto depoeta, naueeinnagiui che uehauuo
siapur vaghe e sciabe cooro che uou' hauuo couosciutadirettaneute, iu
nodieforne deiuguaggio cheperessasi souo diffusi, iu tutta uuatradi-
zioueetterariaeiuguistica che daeideriva, ueeparafrasieuee tradu-
ziouicheperquautoiuadeguatepursenpreseue teutauo e uousipossouo
uouteutare1 1 . La storicit uou duuque uupuutuaizzarsiirreato, nai
9 Ibid., p. 261
10 Ibidem.
I l Arte, linguaggio, lettertura (A proposito dell'Estetica di Guido Calogero), ibid. , pp. 2 19-
256. Originariamente in Belfagor, III ( 1948) , 3, pp. 269-288 e 4, pp. 3 96-413.
Italia Judaica IV 3 1 1
seguo de' iufiuitizzarsi. ' appareute paradosso cousiste, per questo verso,
ueacoiucideuzadistoriciteastoricit. ossiaueapoesiacheforever.
Arte, lnguaggio, lettertura uua rigorosa difesa de' estetica crociaua,
ueaquaeuou siputrascuraredirievareaucheuuanauifestaziouedea
probit iuteettuae e dea austera seusibiit norae di Fubiui auzitutto
pera schiettezza coucui egiavverteicurioso atteggianeutodepur tau-
to diaetticaneute agguerrito Guido Caogero, fiosofo anico di i di
pochi auui pi giovaue. Caogero, neutre de peusiero estetico di Croce
rifiutavatuttio quasiiteoreni assoutaneutecostitutivi, taiche seuzadi
essiuousisaprebbe cosaque' esteticapossanaiessere, dichiaravapregiu-
dizianeute cou siucero caore uua geuerica accettazioue di que' orieuta-
neuto couoscitivo aneuo iu ci che coucerue i probeni de'estetica Ci
sipotrebbe chiedere, scriveiufattiFubiui, ,e uouhoiudicatotuttiipuu
ti di disseuso) cone si coucii cou queste tesi ' accettazioue, da parte di
Caogero,depeusiero de Croce, ricordato uee suepag+ue uou soocou
graude ouore, naauchecouparoediespicitocouseuso.perchcosarina-
ue dopo quea sistenatica uegazioue dei suoi coucetti foudaneutai12.
Quai siauo questi coucetti, di cui respiuge 'iuvaidazioue caogeriaua cou
argoneutinotoappropriati, Fubiuiohaprenesso
Nou dubbio cheacoutrastivadiscussioue che auinaEstetica, semanti
ca, istorica 13 di Caogero quaifica i peusiero de'autore iu ragioue di ci
percuisiadoperaasovvertire'orgauicit dediscorso specuativocrociauo
iu acuuidegi aspetti che negio ' iudividuauo. Cos vuoricouvaidare a
verosinigiauzacone criterio estetico, distiugueuu'esperieuzaesteticafou-
daneutae da'esperieuza propriadegi artisti ,esseudo qui da attribuire a
terniue di arte i siguificato dicreativitesteticache si coufigura iuopere,
cio que siguificato negio rispoudeute, uouostaute a reativa ibert de
essicocrociauo,aadineusioueassioogicadeapoesia) , uegaateoreticit
de'arte e a sua ideu