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Premessa

Lospedalizzazione per il bambino e i suoi


familiari rappresenta unesperienza alquanto
complessa, che assume significati diversificati
e toni emotivi intensi in relazione alla fase
evolutiva entro cui si manifesta nonch alla
qualit delle relazioni familiari. Dimprovviso
il calore dellambiente domestico, la sicurezza
della quotidianit e la continuit delle relazioni interpersonali si sospendono per lasciare
spazio ad uno scenario, quello ospedaliero,
abitato da ritmi alterati, personaggi pericolosi ed estranei, luoghi anonimi privi di privacy.
Il bambino impara ad associare al tempo
della salute ricordi e vissuti di piacere, tenerezza e amore e al momento della degenza in
ospedale emozioni contrastanti di paura, diffidenza e impotenza. Solitamente, nel corso
dellet prescolare, qualsiasi condizione di malattia, anche se banale e di breve durata, pu
scombussolare i ritmi biologici del bambino
(sonno- veglia, alimentazione) e di fatto pu
perturbare la relazione di attaccamento, creando ansie e preoccupazione nei genitori con
leffetto di interferire con i processi di crescita
psicologica del bambino. Diversi studi hanno

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sottolineato le possibili involuzioni nello sviluppo raggiunto poich nel bambino la dimensione emotiva e quella cognitiva si influenzano
fortemente. Le conoscenze sulle problematiche
associate allospedalizzazione del bambino
sono ampiamente diffuse e condivise. Le
normative nazionali e regionali richiamano a
gran voce la necessit di adeguare lassistenza alle esigenze psicofisiche peculiari del bambino.
Per comprendere come il bambino interpreta
la sua malattia, come la vive e quali risorse
attiver per fronteggiarla necessario considerare lo stadio di sviluppo raggiunto (corporeo, cognitivo, affettivo, sociale) . I piccoli degenti hanno unidea limitata di ci che succede in ospedale, per questo le procedure assistenziali sono percepite come aggressioni gratuite di fronte alle quali il bambino si sente impotente.
Nei lattanti la percezione della malattia risulta fortemente condizionata dallatteggiamento materno, che trasmette al neonato la
propria modalit affettiva e comportamentale
reattiva a tale situazione. Possono verificarsi
comunque perturbazioni o turbe della relazione di attaccamento , che in condizioni di sicu-

Documentazione

Codifica del linguaggio infermieristico

Guida alla formulazione


della diagnosi infermieristica

Introduzione
Quando si ha a che fare con un bambino,
assai importante la collaborazione dello stesso e dei suoi genitori, per questo necessario
un approccio assistenziale con un metodo disciplinare.
Il processo di assistenza infermieristica
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strutturato in due momenti fondamentali: il processo diagnostico e la pianificazione. Il processo diagnostico ha la principale finalit di
orientare linfermiere nella sistematizzazione
delle informazioni raccolte, nella formulazione
della diagnosi infermieristica e nellidentificazione
dei bisogni di assistenza infermieristica. La pianificazione orienta linfermiere nella scelta dei
mezzi necessari ad assicurare prestazioni
infermieristiche in un percorso che abbia come
finalit il recupero della risposta autonoma ai
propri bisogni da parte della persona.
Il processo diagnostico e la pianificazione
sono costantemente sottoposti a procedure di
verifica e di valutazione, che pertanto non rappresentano singole o particolari fasi, ma sono
concepite come una dimensione continua e trasversale del processo di assistenza
infermieristica: lapplicazione del metodo nella prassi invita costantemente linfermiere alla
sua continua integrazione e, se necessario, alla
ripercorrenza di tali fasi secondo una logica
che tipica dei percorsi reticolari e non lineari.
Lottica quindi, con cui guardiamo alluomo bisognoso di assistenza diventa molto pi
vasta e completa se consideriamo il paziente
pediatrico.
Compito dellassistenza infermieristica
pediatrica quello di osservare e valutare la
condizione del piccolo paziente riguardo al suo
stato di salute o malattia, alle sue forze e debolezze e ai suoi meccanismi di reazione e di intervenire per favorire il conseguimento, il mantenimento ed il miglioramento della salute.
Questo approccio, relativamente nuovo nel
nostro sistema sanitario, richiede la perfetta
conoscenza delle condizioni assistenziali del
paziente, del supporto familiare, dei servizi disponibili.
In virt di questi elementi, in questi anni lattenzione si concentrata sulla individuazione
di percorsi ad hoc per il paziente, nella messa
a punto di modelli organizzativi pi consoni
alle mutate esigenze del cittadino, nella realizzazione di una pi completa documentazione
infermieristica e nella individuazione di indicatori che possono valutare lassistenza
infermieristica ed i suoi risultati.
Motivazione del documento di indirizzo
LAgenzia Regionale Sanitaria (A.Re.S.) con
delibera n. 125 del 25 novembre 2004, in attuazione delle disposizioni di cui allart. 14 del
D.L.vo 502/92 e successive modifiche e

rezza e conforto tendono a regredire. Anche


per i fanciulli e gli adolescenti, lospedalizzazione e lesperienza di malattia e
lospedalizzazione, assume il significato di ostacolo dellautonomia e dellespressione personale, interferendo con i processi di costruzione
di un solido sentimento di Identit personale.
Al fine di favorire un buon adattamento alla
malattia e allospedalizzazione importante che
gli operatori sanitari stabiliscano una relazione terapeutica centrata sullascolto del bambino e dei suoi familiari e, rispettosa dei bisogni
di cura tipici dellinfanzia. In questottica, unassistenza coordinata tra gli operatori coinvolti,
rappresenta una condizione da garantire come
risposta al bisogno di integrazione che il bambino sperimenta durante lospedalizzazione.
Allo scopo di promuovere unassistenza
ospedaliera a misura di bambino, in maniera uniforme ed omogenea, su tutto il territorio regionale, lAgenzia Regionale Sanitaria ha
adottato uno specifico programma, denominato Ospedaliamo: i diritti dei bambini in
movimento che, attraverso la costituzione di
una rete di referenti (un dirigente medico e un
infermiere professionale) trasversale a tutte le
pediatrie previste dal Riordino della rete
Ospedaliera in Puglia, sta attuando strategie
diversificate per implementare i diritti dei
bambini in ospedale. Sono state previste
sinergie con la rete nazionale degli ospedali
pediatrici, con le Istituzioni scolastiche regionali, le societ scientifiche e le associazioni di
volontariato accreditate, sono stati costituiti
gruppi di lavoro su problematiche assistenziali
specifiche per dare velocit ad una strategia
ritenuta prioritaria per la politica sanitaria
pugliese.

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mente uno strumento cartaceo in quanto ci


che la caratterizza non tanto la sua grafica o
la sua composizione, ma lapplicazione dei
contenuti mentali che hanno portato linfermiere a ragionare sui fatti, a porsi un programma, a realizzarlo e a valutarlo.
Oggi levoluzione dellassistenza, il riconoscimento di una maggiore centralit della persona nel percorso di cura e laffermazione del
nursing come disciplina autonoma fa s che
sempre pi linfermiere sia consapevole del
ragionamento diagnostico che lo porta ad
identificare i problemi della persona o a formulare le diagnosi infermieristiche, ad
ipotizzarne un percorso di risoluzione e, quindi, ad avvertire la necessit di uno strumento
nuovo e pi completo.
Storia del concetto di diagnosi
Il contesto in cui si sviluppato lapproccio
diagnostico infermieristico quello americano;
in tempi relativamente pi recenti il dibattito si
allargato al contesto europeo e, da circa quindici-ventanni anche nel contesto italiano.
Il termine diagnosi infermieristica stato
introdotto da Virginia Fry in un articolo apparso nel 1953 su una rivista specializzata, per
descrivere un passaggio necessario allo sviluppo del piano di assistenza. Il concetto tard
ad affermarsi soprattutto perch si riteneva che
la diagnosi fosse attivit peculiare della professione medica.
Nei ventanni successivi i riferimenti alla diagnosi infermieristica comparsi nella letteratura
professionale sono stati sporadici (Carpenito,
1996).
Nel 1973, lANA (American Nurses
Association) adott, e quindi legittim, le componenti del processo di assistenza
infermieristica, tra le quali compariva la diagnosi infermieristica, definendole in termini di
standard della pratica professionale (Tab. 2).
Gli standard previsti dall ANA consistono in
otto specifiche attivit infermieristiche che descrivono il processo di assistenza infer-mieristica. Tuttavia, durante gli anni Settanta, per molti infermieri insegnanti il processo di assistenza
infermieristica era composto soltanto da quattro fasi; nello stesso periodo diversi infermieri
descrivevano le diagnosi infermieristiche come
una fase separata da quella dellaccertamento
e della pianificazione. Altri autori, infine, associavano alla fase dellaccertamento la raccolta
di informazioni, lanalisi e la diagnosi.

integrazioni ha adottato un Programma Regionale di Umanizzazione delle Pediatrie


Ospedaliere, nonch la Carta dei Diritti del
Bambino. Obiettivo del Programma Regionale quello di sostenere le buone pratiche nonch lomogenea diffusione di unassistenza
pediatrica rispettosa dei bisogni psicofisici peculiari dellinfanzia e delladolescenza. Per la
promozione di Ospedale a misura di Bambino, lAgenzia Regionale Sanitaria ha individuato, tra le azioni strategiche prioritarie, ladozione della cartella infermieristica pediatrica.
La scelta di tale obiettivo stata guidata
dalla considerazione di promuovere un processo di adeguamento dei sistemi di raccolta e
trasmissione delle informazioni inerenti lassistenza infermieristica pediatrica a standard strutturali adeguati alla specificit della domanda di
salute e dei correlati bisogni assistenziali.
LA.Re.S. con la collaborazione dei referenti
infermieristici ha voluto verificare lo stato dessere della cartella infermieristica pediatrica nella
Regione.
I referenti sono stati convocati il giorno 16
febbraio 2006, h.10.00, presso lAula Papadia
dellOspedale Giovanni XXIII Azienda
Ospedaliera Policlinico, per avviare una indagine conoscitiva sui sistemi/modelli di documentazione infermieristica pediatrica attraverso un Questionario di rilevazione della documentazione sanitaria infermieristica in uso nelle
realt pediatriche in Puglia.
I dati sintetici delle domande del questionario sono riportati graficamente in tabella 1,
per una facile lettura con una discussione ed
approfondimento degli stessi.
Dalla indagine stato evidenziato come
ladozione della Cartella infermieristica
pediatrica nella Regione Puglia non ha ancora riscosso una totale adesione e si presenta
a macchia di leopardo. I dati rilevati dallindagine effettuata sono da considerarsi indubbiamente positivi, in riferimento alla partecipazione dei colleghi e agli obiettivi.
Durante lincontro emerso che una delle
difficolt maggiori nella adozione della cartella infermieristica quella della formulazione della diagnosi infermieristica e quindi
la conseguente identificazione degli obiettivi assistenziali; per cui, al termine dellincontro si
costituito un gruppo di lavoro che provveder
alla strutturazione di una Guida alla formulazione della diagnosi infermieristica e sosterr
il processo di adozione della cartella.
La cartella infermieristica non semplice-

Tab. 1 Dati sintetici Questionario di rilevazione della documentazione sanitaria infermieristica in uso nelle
realt pediatriche in Puglia
Legenda: * n.2 U.O. sono servizi (Pronto soccorso ed ambulatorio di oculistica), n.1 U.O. ha strutturato la
cartella infermieristica pediatrica ma non stata ancora utilizzata
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Tab . 2. Standards of nursing practice,ANA, 1973

Nei primi anni Settanta un gruppo di infermiere diede impulso a un lavoro di classificazione delle diagnosi infermieristiche; Gebbie e
Lavin erano alla testa del movimento e organizzarono la Prima Conferenza Nazionale del
gruppo sulla classificazione delle diagnosi
infermieristiche, svoltasi a S.Louis nellottobre
1973 (Yura, Walsh, 1992).
A partire dal 1975, gran parte degli stati
americani approntarono delle revisioni alle leggi sullesercizio professionale, per adattarle ai
cambiamenti occorsi nella pratica dellassistenza infermieristica. Nel 1982 venne rivisto anche il National Council State Board of
Examination; da allora gli esami di abilitazione si basano su cinque fasi del processo di
assistenza infermieristica. Lo studio delle componenti del processo di assistenza infermieristica
spesso sviluppato in modo frammentario, in
quanto diversi istituti di formazione hanno riconosciuto fasi diverse del processo stesso. Alcuni infermieri hanno approfondito gli aspetti riProgetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

levanti e i fattori importanti da considerare nellaccertamento infermieristico; successivamente a queste riflessioni sono stati elaborati numerosi strumenti per valutare la situazione del
cliente, della famiglia e della comunit. La
quantit di informazioni registrate disponibili
ha cos conosciuto un aumento considerevole.
A partire dai primi anni Ottanta le diagnosi
infermieristiche si sono evolute come fase separata del processo di assistenza infermieristica.
Il Gruppo di lavoro sulla classificazione delle diagnosi infermieristiche si ritrov di nuovo
nel 1975, nel 1982, nel 1984 e, pi di recente, nel 1990. Durante la seconda conferenza
vennero approvati 37 titoli diagnostici. Ulteriori diagnosi vennero aggiunte nelle conferenze successive.
Nel 1982, il Gruppo per la classificazione
delle diagnosi infermieristiche si trasform nel
North American Nursing Diagnosis
Association (NANDA)
(NANDA).
La lista delle diagnosi infermieristiche approvate dalla NANDA descrive i fenomeni che
gli infermieri trattano e propone un linguaggio
comune per aiutare la pratica infermieristica;
secondo gli infermieri americani queste diagnosi distinguono lassistenza infermieristica
dalla medicina e costituiscono il quadro entro
il quale si svilupper, in futuro, la ricerca
infermieristica.
Nel 1987 lANA ha riconosciuto ufficialmente la NANDA come lorganizzazione deputata
a controllare lo sviluppo di un sistema di classificazione delle diagnosi infermieristiche; questo tempestivo e importante intervento dellANA
ha agevolato la creazione di un sistema di classificazione uniforme per la professione
infermieristica.
Dal 1990 oltre 160 diagnosi infermieristiche
appaiono nella lista approvata dalla NANDA
e, a partire dal marzo dello stesso anno, lassociazione ha iniziato la pubblicazione di
Nursing Diagnosis, la rivista ufficiale dellassociazione, con lo scopo di promuovere lo sviluppo, il perfezionamento e lapplicazione delle diagnosi infermieristiche e di offrire una tribuna per il dibattito sulla tassonomia proposta (Carpenito, 1996).
Dal 1980 le conferenze della NANDA si
sono svolte ogni due anni e ulteriori revisioni
vengono via via adottate relativamente allelenco delle diagnosi approvate.
Le diagnosi infermieristiche riconosciute dalla NANDA sono, come gi detto, aumentate
nel tempo; il processo alla base dellapprova-

1. La raccolta dati sullo stato di salute


del paziente/utente sistematica e continua.
I dati devono essere accessibili, comunicabili
e registrabili.
2. La diagnosi infermieristica deve essere ricavata dai dati raccolti sullo stato di salute del paziente/utente
3. Il piano di assistenza infermieristica
deve comprendere obiettivi che derivano
dalla diagnosi infermieristica
4. Il piano di assistenza infermieristica
deve comprendere le priorit e gli interventi
infermieristici per conseguire gli obiettivi derivanti dalla diagnosi infermieristica
5. Lintervento infermieristico deve offrire
al paziente/utente la possibilit di partecipare alla promozione, al mantenimento e
al ripristino della salute
6. Lintervento infermieristico aiuta il paziente/utente a trarre il massimo beneficio
dalle sue capacit di gestire la salute
7. Il raggiungimento o il mancato
raggiungimento di un obiettivo determinato dal paziente/utente e dallinfermiere
8. Il raggiungimento o il mantenimento
di un obiettivo porta a unulteriore raccolta
dati e definizione delle priorit, allindividuazione di nuovi obiettivi e alla revisione del
piano di assistenza

La diagnosi infermieristica:
scopi e definizioni
La diagnosi infermieristica la seconda
fase del processo infermieristico; ma che cosa
vuol dire diagnosi
diagnosi?
Dalla consultazione del dizionario emergono pi definizioni, tra cui:
definizione di una malattia attraverso
lanamnesi, i segni e i sintomi, gli esami di
laboratorio e quelli strumentali
esame critico dei sintomi per individuare
malattie
valutazione di un fenomeno, dopo aver
considerato ogni aspetto
analisi dello stato di funzionamento di un
sistema con individuazione degli eventuali
problemi
In definitiva, la diagnosi laccurato
studio critico di qualcosa allo scopo di
determinarne la natura
natura.
Dallanalisi della letteratura infermieristica
emergono almeno quattro definizioni:
1. Una funzione infermieristica indipendente;
una valutazione delle risposte personali del
cliente alle sue esperienze umane attraverso il
cicli dellesistenza, siano esse crisi di sviluppo
o accidentali, malattie, avversit o altri stress
(Bircher, 1975)
2. Problemi di salute attuali o potenziali che
gli infermieri, in virt delle loro preparazione
ed esperienza, sono capaci di trattare ed abilitati a farlo (Gordon, 1982)
3. Un giudizio clinico riguardante una persona, una famiglia o una comunit al quali si
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giunge mediante un processo deliberato e sistematico di raccolta ed analisi dei dati. Esso
costituisce la base per la prescrizione di trattamenti risolutivi di cui linfermiere responsabile (NANDA).
4. Unaffermazione che descrive una risposta umana di una persona o di un gruppo,
che linfermiere abilitato a riconoscere e per
la quale pu prescrivere interventi risolutivi che
mirano a mantenere lo stato di salute o a ridurre, eliminare o prevenire le alterazioni
(Carpenito, 1988).
Il modello assistenziale elaborato da Linda
J. Carpenito utilizza la tassonomia NANDA per
la definizione delle diagnosi infermieristiche e
rappresenta uno sviluppo delle teorie di M.
Gordon, che ha elaborato i modelli funzionali
di salute e rientra tra gli autori di teorie
infermieristiche olistiche e sistemiche, in cui luomo viene percepito come sistema in costante
interazione con altri sistemi, che esercitano
unimportante influenza sulla sua salute.
L utilizzo della tassonomia NANDA permette
di identificare e classificare uniformemente i
fenomeni specifici che fanno parte dellattivit
quotidiana in ambito infermieristico, facilitando un linguaggio analitico e sistematico universale.
Carpenito, nel suo modello assistenziale,
identifica due aspetti infermieristici peculiari:
- il primo la diagnosi infermieristica, che si
riferisce allambito autonomo e decisionale del
ruolo dellinfermiere in quanto professionista;
- il secondo il problema collaborativo (o complicanza potenziale) in cui la figura infermieristica
collabora con altri professionisti della salute.
Lutilizzo di una cartella infermieristica realizzata riferendosi a tali elementi, permette in
primis una visione olistica e sistemica dellutente,
che spesso nellattivit ospedaliera di ogni giorno rischia di venir meno per lazione di fattori
organizzativi problematici (lassenza di modelli
di riferimento, i carichi di lavoro pesanti, ritmi
lavorativi rapidi, ecc.), minando fortemente la
presa in carico del paziente in favore
dellerogazione di un tipo di assistenza
infermieristica minimale.
Nel marzo del 1990, nel corso della nona
conferenza della North American Nursing
Diagnosis Association (NANDA), lassemblea
generale ha approvato una definizione ufficiale della diagnosi infermieristica, partendo
dalla convinzione che essa costituisce la base
sulla quale scegliere gli interventi infermieristici
volti a raggiungere dei risultati di cui linfer-

zione di un titolo diagnostico, che allinizio era


semplicemente rappresentato dalla votazione
a maggioranza dei partecipanti alle conferenze dellassociazione (convocati a invito), dal
1982 aperto al mondo infermieristico in generale ed basato su linee guida di validazione
che prevedono unanalisi sistematica dei nuovi
titoli diagnostici proposti.
necessario sottolineare che il lavoro della
NANDA ha stimolato la nascita di associazioni
europee nate con lintento di studiare una
tassonomia europea delle diagnosi
infermieristiche, quali lAFED (Associazione
francofona europea di diagnosi infermieristica),
lENDA (Associazione europea per le diagnosi
infermieristiche, fondata nel 1993 a
Copenaghen) e lACENDIO (Associazione europea per la diagnosi infermieristica, lattivit
e i risultati, fondata a Bruxelles nel 1995).

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Universalit delle diagnosi


mieristiche e loro utilizzo

infer-

Un importante documento dellAssociazione Professionale The American NursesAssociation Social Policy Statement, (1980) definisce linfermieristica come :la diagnosi e il trattamento delle risposte umane a problemi di
salute reali o potenziali.
Anche se da anni gli infermieri diagnosticano i problemi dei pazienti, il termine di diagnosi infermieristica relativamente recente.
Nel passato limpegno diagnostico stato ostacolato dalla mancanza di un lessico specifico
per i problemi infermieristici.
Lutilizzo delle diagnosi infermieristiche presenta alcuni vantaggi (Bemareggi, Colleoni,
Pe- di rispa rom, 1997, modificato):
facilita la comunicazione tra gli infermieri attraverso lutilizzo di un linguaggio comune;
facilita la collaborazione;
stimola lapprofondimento della conoscenza del cliente;
permette un incremento dello spazio di autonomia e di responsabilit professionale;
facilita lacquisizione del metodo diagnostico da parte degli studenti; facilita la ricerca
infermieristica.
Gli svantaggi e i limiti risultanti dallutilizzo delle diagnosi infermieristiche risultano invece essere:
la complessit dellapproccio diagnostico;
la possibile incongruenza/incompatibilit tra
modello concettuale infermieristico e diagnosi
dellinfermieristiche;
la modalit di validazione di tipo prevalentemente induttivo;
il riferimento a una tassonomia che ha avuto
origine in unaltra cultura, con riferimenti professionali e legislativi diversi;
lesistenza di una pluralit di tassonomie che,
se da un lato rappresentano una ricchezza,
dallaltro rischiano di allontanare la prospettiva di un linguaggio disciplinare comune;
il rischio di limitare la loro finalit alla collocazione del cliente in categorie.
Modello bifocale: diagnosi infermieristiche e problemi collaborativi
La discussione sulle diagnosi infermieristiche
ha sollevato il dibattito su quali siano gli ambiti di autonomia degli infermieri e su come si
possano definire quegli ambiti in cui i medesimi agiscono in collaborazione con altre figu-

miere responsabile.
La formulazione della diagnosi infermieristica
il logico ampliamento della raccolta dati relativi allaccertamento, attraverso:
Analisi dei dati
Interpretazione dei dati raccolti
Individuazione del problema
Formulazione degli obiettivi.
Per diagnosi infermieristica, la NANDA intende un giudizio clinico sulle risposte
date dallindividuo, dalla famiglia o dalla societ ai problemi di salute e ai processi vitali, reali o potenziali. La diagnosi infermieristica fornisce le basi per
effettuare una scelta degli interventi assistenziali infermieristici che porteranno
al conseguimento degli obiettivi dei quali
responsabile linfermiere.
La struttura della diagnosi infermieristica si compone di elementi utili essenzialmente per ladozione di un linguaggio
infermieristico condiviso.
Per ogni diagnosi vengono identificate attualmente delle componenti fondamentali, che
sono: il titolo, la definizione, le caratteristiche
definenti, i fattori correlati, i fattori di rischio.
Gli elementi componenti sono:
titolo
titolo: deve qualificare la tipologia del
problema;
definizione
definizione: ci permette di comprendere in
modo chiaro e preciso il significato della diagnosi, contribuendo cos a differenziarla da
quelle che le assomigliano;
caratteristiche definenti
definenti: si articolano in
maggiori (presenti nell80-100% dei casi) e
minori (presenti nel 50-70% dei casi), sono
lequivalente dei segni e dei sintomi soggettivi e oggettivi presenti in relazione a una determinata diagnosi;
fattori correlati
correlati: sono i fattori eziologici che
determinano una certa situazione, raggruppati in quattro categorie:
fisiopatologici (biologici o psichici),
situazionali (ambientali, sociali, personali),
fasi maturative (legati allet),
trattamenti (terapie, interventi).
fattori di rischio: sono fattori ambientali ed
elementi che aumentano la vulnerabilit di
una persona nei confronti di un evento che
pu danneggiare la salute.
Nella tabella 3 si illustra schematicamente
il significato di ciascuna componente fondamentale e si esemplificano, attraverso la diagnosi infermieristica difficolt di adattamento, le diverse componenti.

Tab . 3. Componenti fondamentali delle diagnosi infermieristiche NANDA, loro descrizione ed esemplificazione.

re, in particolare sanitarie, nello specifico mediche. In tutto il mondo una parte dellesercizio
professionale infermieristico connotato dalleffettuazione di attivit che prevedono la prescrizione medica e dalla necessit di integrare
lanalisi e la gestione dei problemi la cui risposta chiama in campo competenze multi-disciplinari o, meglio, multiprofessionali.
In Italia, da qualche anno, esistono delle
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pubblicazioni che parlano di problemi collaborativi


laborativi, cio di certe complicazioni che
gli infermieri controllano per individuarne la
comparsa o una modificazione; gli infermieri
gestiscono i problemi collaborativi con interventi di prescrizione medica o infermieristica volti
a ridurre al minimo le complicazioni di tali
eventi (Carpenito, 1996).
Anche Bizier parla di problemi di assistenza

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anche la terminologia utilizzata non pu che


essere quella delle diagnosi mediche, se quello il campo di analisi; ancor pi complessa
si articola la riflessione sullesaustivit dellelenco dei problemi collaborativi previsti da
Carpenito, e su quale possa essere la modalit di definizione, anche terminologica, di ulteriori problemi non previsti.
Lutilizzo di terminologia medica comporta
la possibilit di confusione relativamente alloggetto e al soggetto dellassistenza
infermieristica.
Carpenito propone inoltre che gli obiettivi
relativi ai problemi collaborativi non vengano
centrati sul cliente, proprio perch i risultati non
dipendono solo dallattivit degli infermieri, e
suggerisce di centrare la loro formulazione sugli infermieri, che sapranno gestire o ridurre al
minimo tali complicanze.
Evidentemente gli obiettivi cos formulati rischiano di valutare la performance degli infermieri e questo risulta essere un aspetto critico e
non idoneo ai fini della pianificazione assistenziale.
Rimanendo questo un aspetto da approfondire a livello sia internazionale sia nazionale, interessante notare che lautrice sottolinea
come sia la cultura professionale presente in
ciascun paese a influenzare la distinzione dei
problemi che sono di diagnosi infermieristica
dai problemi collaborativi; tale distinzione
peraltro in evoluzione in ciascun paese, parimenti allevoluzione delle competenze
infermieristiche.
Tutto ci avr i suoi riflessi nella documentazione assistenziale che tender a includere in
s, in misura sempre maggiore, le registrazioni
di pi professionisti, principalmente gli infermieri e i medici, anche al fine di avere un bagaglio di dati, o ancor meglio di informazioni,
che faciliti lintegrazione, la continuit e la
globalit della presa in carico, senza rinunciare alla chiara definizione, anche documentale, delle diverse competenze professionali in
gioco e delle relative responsabilit.
La struttura dei modelli funzionale di
Marjory Gordon
Laccertamento infermieristico consiste nella raccolta e classificazione dei dati e conduce
alla fase successiva che la formulazione della diagnosi. In seguito linfermiere stabilisce il
piano di assistenza, seguito dallesecuzione (o
intervento). La valutazione dei risultati lulti-

infermieristica, o diagnosi infermieristica, e di


problemi che saranno trattati in collaborazione con altre figure (1992); Holloway propone
dei piani assistenziali centrati essenzialmente
sulla patologia del cliente, prevede i problemi
collaborativi ma non ne precisa, in modo approfondito, gli aspetti concettuali.
Carpenito che cerca di affrontare la questione da un punto di vista concettuale, senza
peraltro riuscire a risolvere alcuni problemi di
fondo che probabilmente richiedono ancora
anni di evoluzione a diversi livelli.
Il modello bifocale dellattivit clinica viene proposto da Carpenito sostiene che considerati congiuntamente, le diagnosi infermieristiche e i problemi collaborativi comprendono
la gamma di risposte che linfermiere abilitato
a trattare, definendo cos la natura unica dellassistenza infermieristica (1996),
In particolare, se Holloway ha previsto la
possibilit che tali tipi di problemi possano essere sia potenziali sia reali, Carpenito, sostiene
che essi possono essere solo potenziali.
Nelle esperienze di formazione infermieristica di base, ove il modello bifocale viene utilizzato, riscontrabile che i problemi collaborativi non possono essere intesi solo come
potenziali, in quanto essi si presentano come
problemi che richiedono collaborazione anche
quando sono reali.
Ulteriori aspetti problematici sono rappresentati dalle modalit di identificazione e di
denominazione dei problemi collaborativi nonch dalle tipologie di obiettivi e di criteri di risultati utilizzabili.
La modalit di identificazione dei problemi
collaborativi basata sulla possibilit o meno,
da parte dellinfermiere, di prescrivere gli interventi principali in vista dellobiettivo
(Carpenito,1996); ci sta a indicare che il
tipo di abilitazione allesercizio professionale
che porta alla distinzione dei problemi che
confluiscono nelle diagnosi infermieristiche da
quelli che costituiscono problemi collaborativi.
Se per lanalisi della situazione della persona assistita (raccolta dati) viene effettuata con
unottica disciplinare, vuol dire che loggetto di
attenzione degli infermieri non esaustivo, oppure che serve una raccolta dati parallela, di ordine biofisiopatologico, che permetta di inquadrare meglio questi problemi di natura clinica.
Ma chiaro che questo porta a una valutazione fisiopatologica delle diverse disfunzioni, peraltro gi oggetto di approfondita analisi da parte dei medici; quindi evidente che

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La struttura dei modelli funzionali di Gordon


ha carattere olistico e si applica alla persona
in considerazione del fatto che le entit distinte
vanno ricollegate allunicit e complessit della persona.
I modelli funzionali (fisiologici) specificati da Gordon includono
includono:
percezione e gestione della salute
nutrizione e metabolismo
eliminazione
attivit e esercizio fisico
riposo e sonno
cognitivo e percettivo
sessualit e riproduzione
ruolo e relazioni
percezione e concetto di s
adattamento e tolleranza allo stress
valori e convinzioni
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Percezione e gestione della salute


Si focalizza sulla percezione e la concezione di salute che la persona ha di s; i parametri dellaccertamento indagano sullo stato
di salute del paziente e sui suoi comportamenti
sanitari abituali, come per esempio labitudine al fumo, ladesione a pratiche di prevenzione riguardanti la salute mentale o fisica e
alla volont di seguire le prescrizioni mediche
e infermieristiche. In base allindagine di questo modello potrebbero rendersi necessari opportuni interventi infermieristici di educazione
alla salute.
La raccolta dati intende quindi verificare:
lo stato di salute e di benessere percepito
dalla persona;
il comportamento generale nei confronti
della salute (come gestisce la salute);
stato di salute in rapporto alla formulazione di piani per il futuro.
Modello percezione/gestione della salute: diagnosi infermieristiche
Alterazioni nel mantenimento dello stato
di salute
Gestione inefficace del regime terapeutico
Non conformit alla terapia
Alterazione dei processi protettivi
Alto rischio di infezioni
Alto rischio di lesioni
Alto rischio di trauma
Alto rischio di avvelenamento
Alto rischio di asfissia
Comportamenti specifici volti al mantenimento della salute
Nutrizione e metabolismo
Evidenzia le abitudini alimentari del paziente, valuta il consumo di cibo e di liquidi in relazione ai bisogni metabolici; i parametri dellaccertamento comprendono quindi le abitudini alimentari come cadenza, tipo e quantit
dei pasti; laumento o la perdita di peso, lappetito, le preferenze riguardo al cibo, luso o
meno di integratori vitaminici o nutritivi.
Infine sono compresi le condizioni della
pelle, delle mucose delle unghie, dei capelli
dei denti, la misurazione della temperatura
corporea, del peso e dellaltezza.
La raccolta dati intende quindi verificare:
consumo di alimenti e bevande in relazione al fabbisogno metabolico;
tipi, quantit e preferenze di alimenti e di

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ma fase del processo assistenziale e conduce


non solo ad unulteriore raccolta di dati, ma
anche ad una ridefinizione dei problemi del
paziente e alla pianificazione di nuovi interventi.
La raccolta e la classificazione dei dati sono
guidate dai concetti fondamentali della disciplina infermieristica e sono finalizzate ad ottenere informazioni relative al paziente, considerando i fattori fisici, psicologici, socioculturali
ed emotivi che possono influenzare il suo stato
di salute.
Laccertamento serve inoltre a indagare il
grado di autonomia dellindividuo nel
soddisfacimento del bisogno, al fine di poter
esprimere un giudizio infermieristico clinico e
pianificare cos azioni che siano di sostegno,
guida, compensazione o sostituzione.
La raccolta dei dati avviene durante ogni
interazione tra infermiere e paziente e tramite
la consultazione delle altre fonti disponibili.
I dati dellaccertamento devono essere raccolti e ordinati in modo da prevenire lomissione di informazioni utili per la formulazione
della fase successiva del processo di nursing e
cio la diagnosi.
Per organizzare i dati si possono usare dei
modelli di riferimento tra cui il modello dellaccertamento fisiologico sviluppato da
Gordon.
Gordon propone che linfermiere ripartisca i
dati raccolti in 11 diverse aree e poi le valuti per
determinare se larea o il modello sia funzionale o non funzionale per un particolare utente.

Modello nutrizione/metabolismo: diagnosi infermieristiche

urinaria
Incontinenza funzionale
Incontinenza riflessa
Incontinenza da sforzo
Incontinenza impellente
Incontinenza totale
Ritenzione urinaria
Attivit ed esercizio fisico

lterazioni della nutrizione: Alto rischio di


assunzione di quantit superiori al
fabbisogno dellorganismo
Interruzione dellallattamento al seno
Allattamento al seno inefficace
Alimentazione inefficace del bambino
Allattamento al seno efficace
Alto rischio di aspirazione
Deficit della deglutizione
Alterazione della mucosa del cavo orale
Alto rischio di carenza di liquidi
Carenza di liquidi causata dal mancato
funzionamento dei meccanismi regolatori
Carenza di liquidi conseguente a perdita
attiva dellorganismo
Eccesso di liquidi
Alto rischio di danneggiamento dellintegrit cutanea
Danneggiamento dellintegrit cutanea
Alto rischio di alterazione della temperatura corporea
Termoregolazione inefficace
Ipertermia
Ipotermia
Eliminazione
Interessa la funzione escretoria di intestino,
vescica e pelle; i parametri dellaccertamento
indagano le abitudini di eliminazione intestinale e urinaria (uso di lassativi, diuretici o sostanze che controllano lescrezione) e le funzioni escretorie della pelle, come per esempio leccessiva traspirazione.
La raccolta dati intende verificare:
modelli di funzione escretoria;
abitudini e mezzi che la persona adotta.
Modello
eliminazione:
infermieristiche

diagnosi

Stipsi
Sensazione di stipsi
Diarrea
Incontinenza intestinale
Alterazione del ciclo delleliminazione
Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

Riguarda le abitudini del paziente circa attivit, svaghi e pratiche ricreative; i parametri
dellaccertamento esplorano la mobilit, le attivit abituali di lavoro (lavoro, fare la spesa,
curare la casa, provvedere alligiene personale, ecc.), le attivit sportive e ricreative.
Comprende il riconoscere i fattori che influiscono con il modello desiderato per quella
persona (deficit neuromuscolari, dispnea, angina, ecc.).
La raccolta dati intende verificare:
esercizio fisico, attivit fisiche, tempo libero;
attivit di vita quotidiana;
sport;
fattori che interferiscono con lattivit fisica.
Modello esercizio/attivit fisica: diagnosi
infermieristiche
Alterazioni della crescita e dello sviluppo
Affaticamento
Carenza di autocura riguardo alligiene
personale
Carenza di attivit ricreative
Alto rischio di intolleranza allattivit
Intolleranza allattivit
Deficit motorio
Alto rischio di sindrome da disuso
Disriflessia
Clearance inefficace delle vie aeree
Attivit respiratoria inefficace
Alterazione dello scambio dei gas
Incapacit di sostenere la respirazione
spontanea
Risposta non funzionale allo svezzamento
dal respiratore artificiale
Riduzione della gittata cardiaca
Alto rischio di disfunzione neurovascolare
periferica
Alterazione della perfusione dei tessuti:
renale, cerebrale, cardiopolmonare,
gastrointestinale, periferici

bevande;
lesioni cutanee e capacit di cicatrizzazione;
indicatori dello strato nutrizionale (quali
le condizioni dei capelli, cute e unghie).

13

Descrive i modelli di riposo, sonno, rilassamento; i parametri dellaccertamento comprendono la percezione che la persona ha della
quantit e della qualit di sonno e di riposo e
del suo livello di energia. Vi sono incluse poi le
abitudini notturne e gli eventuali ausili utilizzati
per dormire, come farmaci.
La raccolta dati intende verificare:
modello di sonno, riposo e rilassamento;
percezione della quantit e qualit del
proprio riposo;
aiuti e problemi relativi al sonno.
Modello riposo/sonno: diagnosi infermieristiche
Disturbi del sonno
Cognitivo e percettivo
Analizza le funzioni cognitive come lorientamento, il linguaggio, la memoria, il ragionamento, e le abilit sensoriali/percettive come
ludito, le vista, lolfatto, il gusto e il tatto. I parametri dellaccertamento sondano le funzioni
cognitive (perdita di memoria), la presenza del
dolore e di altre sensazioni.
La raccolta dati intende verificare:
adeguatezza delle funzioni sensoriali;
percezione e trattamento del dolore;
capacit funzionali nellambito cognitivo.
Modello cognizione/percezione: diagnosi infermieristiche
Dolore
Dolore cronico
Alterazioni sensoriali percettive (visive, uditive, cinestesiche, gustative, tattili, olfattive)
Negligenza monolaterale
Alterazione dei processi cognitivi
Carenza di conoscenze
Sessualit e riproduzione
Valuta lespressione sessuale del paziente
in relazione al suo stadio di sviluppo, alla sua
soddisfazione e al modello riproduttivo; i parametri per laccertamento comprendono la
percezione da parte del paziente del proprio
ruolo e della propria salute sessuale, lo stadio
riproduttivo della donna (pre-post menopausa), e in rapporto ad esso gli eventuali probleProgetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

mi percepiti.
La raccolta dati intende verificare:
soddisfazione o disturbi nel campo della
sessualit;
fase relativa alla riproduzione (pubert,
menopausa, ecc.);
modello riproduttivo (desiderio di avere
figli, uso di contraccettivi, ecc.).
Modello sessualit/riproduzione: diagnosi infermieristiche
Disfunzione sessuale
Alterazione dei modelli sessuali
Ruolo e relazioni
Descrive il modello degli impegni legati ai
ruoli e il tipo di relazioni con gli altri. I parametri dellaccertamento indagano la percezione
che la persona ha dei propri ruoli e delle proprie responsabilit nella situazione di vita attuale. Sono comprese gratificazioni e problemi in famiglia, nelle relazioni sociali e nel lavoro con le responsabilit correlate a tali ruoli.
La raccolta dati intende verificare:
impegni di ruolo (famigliari, professionali, sociali);
percezione delle proprie responsabilit.
Modello ruolo/relazione:
infermieristiche

diagnosi

Alterazione della comunicazione verbale


Isolamento sociale
Difficolt di interazione sociale
Alto rischio di violenza contro se stessi o
gli altri
Alto rischio di alterazione del rapporto
genitori-figli
Alterazione del rapporto genitori-figli
Percezione e concetto di s
Si focalizza sui sentimenti riferiti al valore di
s e alla propria immagine corporea; i parametri dellaccertamento indagano gli atteggiamenti della persona nei confronti di se stessa,
la percezione che essa ha delle proprie capacit (cognitive, affettive, fisiche), della propria
identit, del valore di se stessa e del suo grado di partecipazione emozionale in genere.
La raccolta dati intende verificare:
atteggiamenti verso se stessi;
percezione delle proprie capacit;

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Riposo e sonno

Modello percezione/concezione di s:
diagnosi infermieristiche
Paura
Ansia
Disperazione
Impotenza
Alterazione dellimmagine corporea
Alterazione dellidentit personale
Alterazione dellautostima
Bassa stima di s cronica
Bassa stima di s situazionale
Alto rischio di autolesionismo
Adattamento e tolleranza allo stress
Si concentra sui modelli di stress e di adattamento del paziente; i parametri si focalizzano
sulle capacit di sostenere le sfide dellintegrit del s, sulla percezione che la persona ha
delle proprie capacit di controllare e gestire
le situazioni, sul sostegno che riceve da altre
risorse (familiari o di altro tipo), e sulle modalit per affrontare lo stress.
La raccolta dati intende verificare:
modo generale di affrontare le situazioni
e sua efficacia;
capacit percepita di gestire le situazioni;
capacit e risorse personali su cui poter
sempre contare.
Modello affronto/tolleranza allo stress:
diagnosi infermieristiche
Affronto difensivo
Negazione inefficace
Incapacit di adattamento
Risposta post-traumatica
Valori e convinzioni
Analizza i valori e le credenze che guidano
la persona nella vita: i parametri per laccertamento valutano le convinzioni, le aspettative e
gli eventuali conflitti correlati alla salute; inoltre
comprendono lorientamento del paziente nella
ricerca di persone significative per il sostegno
e la pratica religiosa.
La raccolta dati intende verificare:
valori, scopi, credenze che guidano le
scelte;
Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

conflitti relativi allo stato di salute.


Modello valori/convinzioni: diagnosi
infermieristiche
Afflizione spirituale (Afflizione dello spirito umano)
Diagnosi infermieristiche: esempi
Assistenza infermieristica al bambino con
patologie dellapparato respiratorio
Liberazione inefficace delle vie aeree
Modello di respirazione inefficace
Alterazione degli scambi gassosi
Rischio elevato di deficit di volume dei
liquidi e conseguente squilibrio elettrolitico
Disturbo del modello di sonno
Nutrizione alterata (inferiore del
fabbisogno)
Rischio di intolleranza allattivit
Ricerca di comportamenti che promuovono lo stato di salute cio prevenzione
degli attacchi di asma ed infezioni secondari dellapparato respiratorio
Alterazione dei processi familiari
Alterazione della temperatura corporea
Ansia/paura per il bambino e dei genitori
Affaticamento
Mancanza di conoscenze/informazione
Assistenza infermieristica al bambino con
epiglottite
Liberazione inefficace delle vie aeree
Compromissione della deglutizione
Modello di respirazione inefficace
Rischio elevato di deficit di volume dei
liquidi e conseguente squilibrio
elettrolitico
Alterazione della temperatura corporea
Ansia
Rischio elevato di soffocamento
Deficit di conoscenze
Assistenza infermieristica al bambino con
laringotracheobronchite
Liberazione inefficace delle vie aeree
Modello di respirazione inefficace
Rischio elevato di deficit di volume dei
liquidi
Disturbo del modello di sonno
Ansia
Affaticamento

immagine corporea, identit, modello


emozionale generale;
modello di postura e di linguaggio.

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Assistenza infermieristica al bambino con


infezione urinaria (ivu)
Alterazione della temperatura corporea
Rischio elevato di deficit di volume dei
liquidi e conseguente squilibrio elettrolitico
Deficit di conoscenze
Assistenza infermieristica al bambino con
diarrea
Diarrea
Nutrizione alterata (inferiore al fabbisogno)
Rischio elevato di deficit di volume dei
liquidi e conseguente squilibrio
elettrolitico
Alterazione della temperatura corporea
Compromissione dellintegrit cutanea
Alterazione del comfort
Dolore
Assistenza infermieristica al bambino con
nausea e vomito
Rischio elevato di deficit di volume dei
liquidi e conseguente squilibrio
elettrolitico
Nutrizione alterata (inferiore al fabbisogno)
Rischio elevato di alterazione della mucosa del cavo orale
Assistenza infermieristica al bambino con
disidratazione
Rischio elevato di deficit di volume dei
liquidi e conseguente squilibrio elettrolitico
Rischio elevato di alterazione della mucosa del cavo orale
Assistenza infermieristica al bambino con
problemi di alimentazione
Nutrizione alterata (inferiore al fabbisogno), correalata ad aumentato fabbisogno calorico; non assunzione/assorbimento di sufficienti calorie; diminuito desiderio di mangiare, secondario a
(specificare).
Nutrizione alterata (superiore al fabbisoProgetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

gno), correlata ad alterazione del modello di saziet; diminuizione del


fabbisogno metabolico, secondario a
(specificare).
Assistenza infermieristica al bambino con
alterazioni della temperatura corporea
Rischio di alterazione della temperatura
corporea (ipotermia, ipertermia, termoregolazione inefficace), correlato a:
Compromissione della termoregolazione,
secondaria a presenza di fattori
fisiopatologici (specificare);
Trattamenti freddi: applicazioni fredde, infusione di soluzioni parenterali o enterali
fredde;
Fattori ambientali, comportamentali o costituzionali: esposizione al freddo, calore, eccessiva o ridotta umidit, abbigliamento inappropriato, sottopeso/
soprappeso, disidratazione/malnutrizione, fluttuazione della temperatura ambientale, uso di oggetti freddi o bagnati (abiti,
culla, etc.), superficie corporea bagnata;
Inefficacia della termoregolazione in relazione allet;
Limitata regolazione metabolica
compensatoria in relazione allet.
Rischio di deficit del volume di liquidi,
correlato a febbre.
Ansia dei genitori, correlata a deficit di
conoscenze circa leziologia dellipertermia e la gestione del bambino febbrile.
Assistenza infermieristica al bambino con
dolore
Dolore acuto/dolore cronico, correlato a:
Trauma tessutale e spasmi muscolari
riflessi secondari a disturbi muscoloscheletrici (fratture, contratture, alterazioni del midollo spinale, infiammazioni tendinee e articolari, intervento chirurgico, incidente, ustioni), disturbi
viscerali (intestinali, pancreatici),
neoplasie, infiammazioni;
Procedure invasive diagnostico terapeutiche.
Ansia dei genitori, correlata a deficit di
conoscenze circa la causa dl dolor, sofferenza del figlio, effetti collaterali al trattamento algido, modalit di misurazione del dolore.
Alterazioni del comfort, correlata agli ef-

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Deficit di conoscenza

Assistenza infermieristica al bambino con


patologia traumatica da parto
Dolore acuto, correlato al trauma da parto
(frattura, ematoma, lesioni al capo, tumefazioni).
Assistenza infermieristica al neonato
dopo il parto
Rischio di lesione (soffocamento, aspirazione).
Rischio di infezione.
Rischio di ipotermia.
Rischio di deficit del volume dei liquidi.
Rischio di alterato attaccamento madre
bambino.
Assistenza infermieristica al bambino
portatore di anomalie cromosomiche
Alterazione dei processi familiari, correlata
allesigenza di adattarsi alla situazione.
Rischio di isolamento sociale, (del bambino/della famiglia) correlato a disabilit
o a particolari esigenze familiari.
Rischio di alterazione del ruolo gemitoriale, correlato ad abuso, repulsione,
iperprotezione secondari ad inadeguatezza delle risorse o dei meccanismi di
coping.
Deficit nella cura di s, correlato a limitazioni imposte dalla disabilit o dai ricoveri in ospedale.
Rischio di alterazione dellaccrescimento
e dello sviluppo, correlato a compromessa capacit di svolgere i compiti legati
alla fase di maturazione.
Tensione nel ruolo di assistente, correlata a
molteplici e continui bisogni assistenziali secondari a restrizioni imposte dalla malattia, dalla disabilit o dai trattamenti.
Assistenza infermieristica al bambino sottoposto a fototerapia
Rischio di compromissione dellintegrit
del tessuto corneale, correlato a esposizione alla luce per fototerapia e a necessit di tenere continuamente un
bendaggio oculare.
Rischio di compromissione dellintegrit
Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

cutanea, correlato a diarrea, escrezione


urinaria di bilirubina ed esposizione alla
luce per fototerapia.
Assistenza infermieristica al bambino figlio di madre tossicodipendente sindrome di astinenza
Rischio di compromissione dellintegrit
cutanea, correlato a sudorazione profusa e rigidit marcata.
Diarrea, correlata ad aumento della
peristalsi secondaria a iperirritabilit.
Disturbo del modello dl sonno, correlato
a iperirratabilit.
Rischio di lesione, correlato al succhiarsi i
pugni in modo frenetico; a tremori o movimenti tonico-clonici incontrollati.
Alterazioni sensoriali percettive, correlate
a ipersensibilit agli stimoli ambientali.
Modello inefficace di alimentazione del
bambino, correlato a letargia.
Assistenza infermieristica al neonato
pretermine
Comportamento disorganizzato del bambino, correlato a immaturit del sistema
nervoso centrale e stimolazione eccessiva.
Rischio di aspirazione, correlato a immobilit e aumento delle secrezioni.
Rischio di infezione, correlato a vulnerabilit del bambino, mancanza di una normale flora commensale, pericoli ambientali e ferita aperta (cordone ombelicale) e accessi vascolari.
Rischio di compromissione dellintegrit cutanea, correlata a suscettibilit alle
infezioni nosocomiali, secondaria a
mancanza di una normale flora
cutanea.
Termoregolazione inefficace, correlata a
passaggio del neonato allambiente
extrauterino.
Modello inefficace di alimentazione del
bambino correlato a debolezza secondaria a immaturit.
Alterazione dei processi familiari, correlata
agli effetti di una ospedalizzazione prolungata sulla famiglia.
Ansia (dei genitori), correlata a prognosi
imprevedibile.
Rischio di alterazione del ruolo
genitoriale, correlato a legame inade-

fetti collaterali dei farmaci che si manifesta con nausea e vomito.

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Assistenza infermieristica al neonato


post-termine
Rischio di compromissione dellintegrit
cutanea, correlato ad assenza di vernice
protettiva e prolungata esposizione al liquido amniotico (neonato grande per et
gestazionale).
Modello inefficace di alimentazione del
bambino, correlato a letargia.
Assistenza infermieristica al bambino
ospedalizzato
Deficit di attivit diversive correlata a:
Difficolt di accedere o partecipare alle
attivit consuete, secondaria a dolore, isolamento, immobilit, diminuita percezione sensoriale (uditiva o visiva)
Assenza di coetanei o amici
Monotonia dellambiente
Ricovero in ospedale per lunghi periodi
Mancanza di motivazione, secondaria a
incertezze per il futuro
Mancanza di stimolazione appropriata.
Disturbo del concetto di s,
Disturbo
correlato a:
Variazioni dellaspetto, stile di vita, secondario a malattia cronica, perdita dellintegrit fisica, perdita di una o pi funzioni,
dolore
Mancanza di stimoli e di vicinanza emotiva (autostima cronicamente scarsa)
Supporto genitoriale scarso
Perdita del gruppo dei pari, secondario a
isolamento
Perdita di indipendenza e di autonomia,
secondari a malattia cronica, invalidit
Compromissione delladattamento,
Compromissione
correlato a ricovero ospedaliero e
modificazioni dello stile di vita e
della routine, allintroduzione di
nuove regole e convivenza con persone sconosciute.
Coping inefficace (del bambino),
correlato a:
Alterazione dellintegrit corporea, secondaria a perdita di una parte del corpo, a
effetti collaterali, malattia cronica
Alterazioni emotive e del carattere, secondarie a reazioni organiche, neoplasia (cerebrale), terapia steroidea, ritardo mentale
Rottura di legami affettivi, secondaria a lun-

Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

go ricovero e separazione dalla famiglia


Sistema di supporto insufficiente.
Ansia, correlata a:
Minaccia reale o percepita dellintegrit fisica, secondaria a malattia
Minaccia reale o presunta dellimmagine
di s, e allidentit
Cambiamento ambientale ospedalizzazione e conseguente separazione dalle
figure di riferimento
Ansia dei genitori.
aura, correlata a:
PPaura,
Conseguenza della perdita di una parte del
corpo, di una funzione organica, di una
malattia invalidante, terminale
Perdita di controllo e imprevedibilit dei risultati secondarie a: ricovero, intervento
chirurgico/trapianto e suo esito, procedure invasive
Separazione dai genitori e/o coetanei.
Processi familiari alterati, correlati a:
Impatto con la malattia del figlio
Modificazioni delle capacit funzionali del
figlio malato
Grave alterazione della routine familiare
secondaria ai trattamenti assistenziali per
il figlio che richiedono tempo (dialisi
domiciliare, ripetuti controlli settimanali per
follow-up)
Modificazioni fisiche provocate dal trattamento terapeutico del figlio malato
Modificazioni emozionali di tutta la famiglia provocate dal trattamento terapeutico
del figlio malato
Onere finanziario per il trattamento
terapeutico/assistenziale del figlio malato
Ricovero in ospedale dl figlio e continua
assistenza
Disagio economico.
Tensione nel ruolo di assistente, cor
T
cor-relata a:
Esigenze di unassistenza continua e complessa del figlio
Problemi personali dellassistente e/o disfunzioni familiari
Aspettative non realistiche nei confronti dellassistente da parte degli altri membri della famiglia
Durata dellassistenza richiesta, pause di
riposo insufficienti, carenza di svago,
indisponibilit di una sostituzione.
Lutto anticipatorio del genitore, correlato a perdita percepita, associata
a diagnosi di malattia a prognosi
infausta, debilitante, correlata a
malattia cronico-degenerativa del
figlio.
Lutto patologico, correlato agli effet
effet-ti negativi e alla perdita reale, secondario alla morte del bambino.

18

guato secondario a separazione del


bambino dalla madre o incapacit di
questa di accettare un bambino con
compromissioni.

Coordinamento scientifico organizzativo


Ambrogio Aquilino - A.Re.S- PUGLIA - Area Qualit Accreditamento e Formazione
Maria Grazia FFoschino
oschino Barbaro - SIPSOT - Servizio di Psicologia Ospedaliera - Osp. Giovanni XXIII
Carmela Marseglia - Ufficio Qualit Accreditamento - Azenda Policlinico Bari
Francesca Avolio - A.Re.S Puglia - Area Qualit Accreditamento e Formazione
Gruppo di esperti infermieri professionali
afaschieri - Direzione Sanitaria - Azienda Policlinico Bari
Rafaschieri
Vincenza R
Antonia Cancelliere Direzione Sanitaria - FG3 Lucera
Emanuella Gazzillo - U.O. Cardiologa - Giovanni XXIII Bari
Antonella Regina La Bianca - Direzione Medica - Giovanni XXIII Bari
Patrizia Moretti Direzione Sanitaria - BA4 San Paolo
Luigi Sparapano - U.O. Ortopedia - Giovanni XXIII Bari
Margherita Zatton - U.O. Malattie Metaboliche - Giovanni XXIII Bari
Gruppo di esperti psicologi
Rossella Lippolis - Servizio di Psicologia Ospedaliera- Ospedale Giovanni XXIII
Giovanna Miagola - Servizio di Psicologia Ospedaliera- Ospedale Giovanni XXIII
Rosa TTedone
edone - Servizio di Psicologia Ospedaliera- Ospedale Giovanni XXIII

Legenda: Cartella infermieristica pediatrica sezione relativa alladattamento al contesto del ricovero
Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

Gruppo di lavoro progetto


La cartella infermieristica pediatrica nella Regione Puglia

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Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

Per stress familiari e personali si segnalano le seguenti situazione:


Maltrattamento fisico
Abuso sessuale
Maltrattamento emotivo
Adozione
Nascita di un fratello
Affidamento familiare
Ospedalizzazione
Perdita di un genitore
Perdita di un altro adulto significativo
Malattia fisica
Trasferimento
Malattia fisica del genitore
Malattia psichiatrica del genitore
Povert
Inserimento allasilo nido o alla scuola materna
Separazione dal genitore per motivi di lavoro o per altri motivi
Una persona cara subisce un trauma
Ambiente circostante violento

Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

Eventuali stress familiari/personali

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Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

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Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

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Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

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Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno