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Il Segreto di Saulot

Venite a raccolta,
Toreador a teatro
o Gangrel fra i fuochi del boschi;
venite a sentir narrata la storia
del primo cavaliere della stirpe dei Salubri,
Samiel dalla lama luminosa,
e del più grande segreto
che quella stirpe serba.
Venite a sentire,
di demoni e paladini,
di semi-dei e di abomini,
venite ad udir
solo una storia di noi vampir

Quando Caino succhiava il latte dal seno di Eva la Terra già ospitava una razza
di creature con una civiltà evoluta anche se tribale per scelta, con un grande
credo naturalistico ed animistico che avrebbero mantenuto nei millenni, costoro
si chiamavano "Garou", i figli della Madre di Tutti gli Spiriti, Gaia. Più di ogni
altra creatura i Garou hanno sempre odiato i Demoni, li odiavano anche quando
presero ad odiare anche i Vampiri, che a loro volta chiamarono i Garou col
nome dispregiativo di "lupini". Ma in quei primi tempi Caino non era stato
ancora maledetto da Dio e messo al mondo la sua progenie succhia sangue e
persino gli umani (che avrebbero poi chiamato i Garou col nome di "lupi
mannari") non erano diffusi. Ma i Demoni si, loro già calcavano il suolo della
Terra, all'inizio erano pochi ma poi sempre in più riuscirono a rompere i sigilli
dell'Abisso e a giungere su questo mondo; fra loro ed i Garou fu subito guerra e
tranne i più forti o astuti di loro quasi tutti caddero sotto le zanne e gli artigli
dei guardiani di madre terra. Kupala era uno dei demoni più potenti e più furbi
e i Garou non riuscirono ad ucciderlo, tuttavia neanche lui da solo riuscì a
tenere testa agli sciamani Gaoru e questi lo sigillarono in una prigione sotto la
roccia da dove la sua aurea malefica non poteva contaminare l'ambiente e là
Kupala rimase ... e attese. Nei secoli nacque la razza dei Vampiri, figli di Caino
maledetto da Dio. A loro volta i figli di Caino generarono una propria genie, 13
figli che presero il nome di Antidiluviani perché furono gli ultimi del loro popolo
ad essere generati prima del grande diluvio. Nonostante essi non avessero che
parte dell'immane potere che Caino era riuscito ad estrarre dal proprio sangue
maledetto, erano pur sempre semi-dei in confronto ai comuni mortali e persino
ai loro discendenti vampirici.

Uno di questi Antidiluviani aveva nome Mekhet ed era un veggente ed un


profeta, tuttavia egli passò alla storia con il nome della progenie che avrebbe
generato: Tzimisce. Mekhet mise a punto un proprio personale potere del
sangue che poi insegnò solo ai suoi figli, la Vicissitudine, ovvero la capacità di
plasmare il proprio corpo e quello degli altri a forme ed usi innaturali ed
artificiali. Egli era convinto che con un uso massiccio di questa scultura
corporea e con alle spalle una mentalità alternativa a quella dei comuni mortali
(e che mettesse l'accento sull'evoluzione spirituale al di là dei limiti umani) si
potesse rendere se stessi simili a Dio.

Tuttavia la voglia di conoscenza di Mekhet non si placò col tempo, anzi,


Vicissitudine fu solo l'inizio. Egli, come tutti gli Antidiluviani, era ossessionato
dall’improbabile idea della morte finale e per questo cercò il metodo di essere
sempre più potente ed eterno. Iniziò a circolare la voce che Vicissitudine al suo
interno contenesse una sorta di "morbo" che contaminasse la stirpe degli
Tzimisce col sangue di Makhet, dissero che egli stesso era stato generato da
uno dei figli di Caino con la parte malata del proprio sangue e che questo
portava gli Tzimisce sempre più verso la follia e la crudeltà. E tutte queste voci
erano in parte confermate dall'apparente crudeltà che questi vampiri
mostravano nel corrompere le altre creature con la loro arte per modellarle a
forme di loro gradimento, poco importava a questi critici però (dicevano gli
Tzimisce) che anche gli altri vampiri non trattavassero meglio i mortali, gli altri
lo facevano in maniera meno evidente degli Tzimisce, ma per loro questa non
era crudeltà, gli Tzimisce avevano semplicemente trasceso i limiti della
moralità mortale.
Accadde così un giorno che Kupala apparve in sogno a Mekhet e gli mostrò la
sua prigione, lui ed il demone-più-antico (così era cominciato ad essere
chiamato Mekhet dopo che la voci sulla malvagità genetica della sua stirpe)
fecero un patto: gli Tzimisce lo avrebbero liberato e Kupala in cambio avrebbe
dato loro un grandissimo dono: la magia. Intuendo che così la sua progenie
sarebbe diventata la stirpe per eccellenza di studiosi e saggi del mondo
vampirico, Mekhet accettò. Mekhet, suo figlio maggiore Yorak, ed altri
fedelissimi raggiunsero la prigione di Kupala pronti allo scontro coi lupini.
Nonostante i Garou fossero all'apogeo del loro potere, Mekhet ed i suoi figli
rappresentavano un potere giovane ed appena nato, inoltre i lupini non erano
ancora preparati alle mille astuzie ed ai poteri dei Vampiri. In breve, a costo
della morte di alcuni Tzimisce, Kupala venne liberato e per ricompensa insegnò
a Mekhet ed a Yorak le arti magiche per comandare gli spiriti della natura ed i
cinque elementi, e la demoniaca sposa di Kupala insegnò loro l'arte di
provocare con la magia dolere ed afflizione fisica e spirituale nel prossimo. E
Yorak e Mekhet la insegnarono alla loro stirpe. Kupala si fuse con la terra dei
Carpazi contaminandola con la sua presenza e visto che il sangue degli
Tzimisce è strettamente collegato alla loro terra d'origine (specie per i
discendenti di Yorak) questo non fece altro che aumentare l'intrinseca
malvagità del sangue di quella stirpe. Nei secoli la preistoria lasciò spazio
all'età antica e i Vampiri alzarono le mani gli uni contro gli altri, Caino sparì e
lasciò il destino della sua stirpe nella mani dei suoi stessi membri. Furono anni
di grandi lutti ma anche di grandi eroi, e forse il più grande di questi fu il primo
cavaliere della stirpe dei Salubri, progenie diretta di Saulot, fondatore di quel
clan, e creatore (unico fra i vampiri non Antidiluviani) di un proprio potere,
Valeran.

Il suo nome era Samiel.


Se Mekhet era il capostipide della stirpe degli Tzimisce, che nei secoli
successivi divennero gli scienziati ed i saggi del mondo vampirico, un'altro
antidiluviano di nome Saulot creò la stirpe dei Salubri per essere i guaritori ed i
filosofi della progenie di Caino. Saulot era molto amico di altri due antidiluviani,
Sutek, poi conosciuto come Seth, che per primo teorizzò una società tanto
liberale da rasentare l'anarchia e Malkav, il profeta visionario tanto saggio che
essere ritenuto pazzo.

Tuttavia ben presto Saulot desiderò partire per l'est e poter attingere alla
saggezza di un misterioso popolo che si definiva "kuei-Jin" e alla sua partenza
Sutek gli diede la sua spada in cambio del bastone dell'amico e Malkav gli
disegnò un occhio in mezzo alla fronte con il sangue. Nessuno seppe mai cosa
fece Saulot in oriente ma quando tornò aveva un vero terzo occhio in mezzo
alla fronte dove Malkav aveva disegnato il suo e poteva anche usufruire di un
nuovo potere che nessun altro vampiro possedeva, Saulot lo chiamò Obeah e
con questo strumento mistico poteva curare le ferite fisiche e mentali degli
altri. Da allora i salubri si aggirarono per il mondo come angeli misericordiosi
per vampiri e mortali. Accadde un giorno che Saulot incontrò un giovane
schiavo cantante di una popolazione proto-mesopotamica, era pieno di voglia
di giustizia per le ingiustizie ed i soprusi che aveva subito dalla sua nascita ma
il suo cuore proprio per questo era stato segnato e non aveva più la purezza
necessaria per poter apprendere Obeah. Dopo mille tentennamenti alla fine
Saulot fece di lui suo figlio e da quel giorno il giovane schiavo fu Samiel il
Salubre.

Samiel era buono, giusto, carismatico, onesto, leale ed intelligente, in breve il


suo nome fu leggenda. Egli creò una propria versione guerriera di Obeah che
gli permetteva di usare in combattimento contro l'avversario o a suo favore i
poteri creati dal padre; a questo nuovo potere egli diede nome Valeran ed a
sua volta Samiel iniziò a creare una progenie, la cosiddetta "Via del Guerriero",
per aiutare i guaritori del padre. Là dove i Salubri con Obeah portavano la pace
per chi ne aveva bisogno, i Salubri di Samiel portavano vendetta e giustizia e
Samiel fu l'unico figlio degli Antidiluviani ad avere creato un nuovo potere. Di
punto in bianco egli non era più un vampiro qualunque, egli era una speranza
per i deboli, il primo cavaliere.

Samiel odiava qualsiasi tipo di arroganza, di torto, di angheria ma più di tutto


egli era ossessionato dal concetto di sradicare le radici del male e non gli ci
volle molto a capire che i demoni che camminano sulla Terra erano le radici
della malvagità ed egli punì con la morte coloro che si macchiarono di
commerci con queste creature e vittoria dopo vittoria il nome di Samiel crebbe
in gloria e la vita degli adoratori degli oscuri poteri si fece sempre più dura.
Accadde quindi che all'orecchio di Samiel venne la notizia che la magia degli
Tzimisce fosse d'origine demoniaca ed egli crebbe nella rabbia che un intero
clan praticasse la stregoneria demoniaca. Samiel capì che troppo radicata era
questa pratica perché gli Tzimisce l'abbandonassero così per un po’ il primo
cavaliere pensò che era inutile scontrarsi contro un intero clan, ma poi i suoi tre
benevoli occhi videro il male causato dai demoni e dai loro adoratori, demoni
che in quell'epoca in cui le piramidi ancora dovevano essere costruite si
facevano chiamare "dei" ed adoratori che si nomavano "sacerdoti". Il primo
cavaliere dei Salubri vide le lacrime negli occhi dei bambini che chiamano
madri che non sarebbero mai più venute. Allora dalle dune della Mesopotamia
sorse la lama di luce di Samiel, da quella che sarebbe stata chiamata Persia si
mise in marcia verso i Carpazi l'armata di giustizieri dei Salubri. Arrivati nel
castello dove risiedeva il Mekhet il demone-più-antico essi affrontarono i mostri
ghoul di carne scolpita che egli aveva posto a guardia del suo rifugio, ed alla
fine si dovettero scontrare con i ghoul ariani ed immuni al metallo che Mekhet
aveva trovato nella lontana India e che lo adoravano come il "dio bianco". Ma
neanche loro fermarono l'armata di Samiel e finalmente i Salubri si trovarono
innanzi a Mekhet in persona. Mekhet era un Antidiluviano, potente e spietato,
più semi-dio che Vampiro, ma Samiel era il primo cavaliere, la Valeran
potenziava la sua lama e proteggeva il suo corpo, la voglia di vendetta e di
giustizia ardeva nel suo cuore in tempesta.

Gli altri Salubri che sopravvissero allo scontro ricordarono uno scontro fra
titani, Mekhet mutava forma come se il suo corpo fosse stato d'acqua, Samiel
affondava la sua spada nelle carni di Tzimisce con decisione e precisione
inumana; Mekhet poteva assumere la forma e la caratteristiche di un intero
piccolo ecosistema in grado di poter creare da solo una forma di vita propria
(partendo da una base già esistente però, perché la creazione dal nulla era un
dono del solo Creatore) ma Samiel era la luce del bene in quella terra senza
legge ed alla fine infilzò il cuore stesso del demone-più-antico che a sua volta
trafisse coi suoi artigli da parte a parte il corpo del primo cavaliere. Come due
giganti caddero sia Samiel sia Mekhet ed in una sola notte gli Tzimisce persero
il proprio Antidiluviano ed i Salubri il più valoroso vampiro che abbia mai
calcato la Terra, con la sola eccezione dello stesso Caino.

E tuttavia .... tuttavia nel medioevo gli anarchici del clan Tzimisce
proclamarono che la distruzione di Mekhet fu opera di Lambach Ruthven e di
Lugoj mentre sussurri da sempre celati agli orecchie dei Vampiri più anziani
narrano che fu solo Mekhet a cadere quella notte e che Samiel tornò da solo da
suo padre Saulot con la notizia della vittoria.

I secoli lasciarono il posto ai millenni e il ricordo divenne storia, che a sua volta
divenne mito. Gli Antidiluviani erano divenuti figure leggendarie che
risiedevano in luoghi segreti, secondo alcuni essi si erano ritirati in solitudine
per cercare la Golconda, secondo altri conducevano una guerra segreta
denominata Jhyad in cui muovevano i Vampiri più giovani come pedine,
secondo altri ancora non erano mai esistiti. Nell'Europa del basso medioevo la
progenie di Caino dominava sui mortali come signori della notte, i Vampiri più
anziani erano i signori tenebrosi di quel mondo grazie ai propri poteri ed alle
influenze nel mondo umano coltivate nel corso dei secoli. I Vampiri più giovani
erano i servitori e gli schiavi degli anziani, destinati a soddisfare i crudeli giochi,
le assurde fantasie e l'implacabile sete dei loro signori più vecchi; i cuori ormai
lontani dell'umanità degli anziani non lasciavano spazio al dialogo, alla libertà,
al perdono o alla coscienza. I poteri mentali, i ricatti e la paura venivano usati
come strumento d'oppressione; per non parlare del legame di sangue (una
schiavitù sopranaturale che colpisce un Vampiro o un mortale che beva per tre
volte consecutive il sangue di un'altro Vampiro). Nelle terre dell'est Europa,
terre ataviche del clan Tzimisce, una casata di stregoni mortali appartenenti
alla casata ermetica dei Tremere realizzò una pozione magica che (unico caso
nella storia) li fece auto-creare come Vampiri. Il loro insediamento in quella
zona e i loro esperimenti volti a creare una razza di Vampiri servitori che
denominarono Gargoyles li fecero entrare in conflitto con gli Tzimisce stessi. I
Tremere svilupparono una versione vampirica delle loro magie che chiamarono
Taumaturgia, che risultò essere straordinariamente varia, flessibile e potente,
tuttavia essi per lungo tempo non vennero considerati un clan perché non
discendevano da un Antidiluviano.
Il capo di questo nuovo clan, che si chiamava appunto Tremere, trovò la cripta
dove riposava un Antidiluviano semi-addormentato, costui era Saulot. Innanzi
ai suoi assistenti, Tremere commise diableriè (l'atto di succhiare tutto il sangue
dal corpo di un'altro vampiro assorbendone i poteri e distruggendone l'anima)
su di lui e divenne, a livello di potere, un Antidiluviano. Subito dopo i Tremere si
infiltrarono nelle corti d'Europa e portarono la loro crociata contro i Salubri.
Travisando volutamente alcune pratiche delle cure per la mente salubri e delle
loro cerimonie rituali i Tremere li accusarono di essere diableristi e ladri
d'anime.

A guidare la lotta contro i Tremere c'era la massima autorità del clan Tzimisce,
Mekhet in persona, che agiva tramite i suoi discendenti, Yorak per primo. In
realtà nello scontro contro Samiel il-demone-più-antico era caduto ma aveva
preso le sue precauzioni contro la morte, a quello serviva in realtà la
Vicissitudine, l'arte della scultura corporea di quel clan. Il misterioso morbo che
corrompeva i corpi degli Tzimisce non era altro che una parte dell'essenza
stessa di Mekhet e quando la lama del Primo Cavaliere gli vibrò il colpo mortale
egli non fece altro che trasferire la sua anima nel corpo di un suo discendente
con tutti i suoi poteri. Tuttavia quelli erano anni di grandi e sanguinosi
cambiamenti : gli Antidiluviani dei clan Lasombra e Tzimisce furono identificati
dagli infanti infuriati delle loro stirpi e stanchi delle prepotenze degli anziani,
vennero entrambi diablerizzati dai loro assalitori, che sebbene scomparvero
presto entrambi, furono di esempio per tanti neonati infuriati che iniziarono a
dare la caccia agli anziani mentre i cacciatori dell'inquisizione seguirono le
tracce dei Vampiri per l'Europa in una scia mortale di fiamme. All'interno dei
clan Lasombra e Tzimisce tutti gli anziani furono distrutti o passarono dalla
parte dei ribelli. Un Ventrue di nome Hardestad fondò un movimento noto come
Camarilla con lo scopo di riunire i clan in pace e sotto la guida degli anziani
(pur limitandone i poteri) e coprendo l'intera società dei Vampiri sotto il velo
della Masquerade, un "silenzio di sangue" secondo cui era punibile con la morte
qualsiasi appartenente al popolo di Caino che lasciasse ai mortali prove
dell'esistenza dei Vampiri, perchè i mortali dovevano lasciar cadere i succhia
sangue del limbo delle leggende. I Tremere furono tra i massimi promotori della
giovane Camarilla e con un immenso rituale maledissero per conto della
Camarilla stessa l'intero clan Assamita proibendogli di commettere diableriè su
chiunque, alla luce di ciò i primi capi dell'organizzazione dimenticarono i
trascorsi del Tremere ad accolsero le loro accuse nei confronti dei Salubri. Su
Saulot e la sua stirpe sembrava calato per sempre il sipario e con loro il ricordo
del Primo Cavaliere ....

Dopo cinquecento anni la Camarilla non era più il sogno di Hardestad il Ventrue
o di chi egli era in realtà, ma era diventata la più grande organizzazione di
Vampiri che queste creature avessero mai creato. Anche se solo sette dei
tredici clan ne facevano parte, la Camarilla non vantava rivali per numero di
membri, territori controllati e influenza nel mondo mortale e il clan Tremere ne
era uno dei pilastri.
La loro Taumaturgia gli aveva dato i poteri di imporre il dominio col terrore o
con la distribuzione di favori che loro erano abilissimi a riscuotere al momento
giusto, nonostante i Ventrue fossero da millenni il clan dei leader i Tremere
avrebbero potuto prendere il loro posto alla guida della Camarilla se per loro il
clan non venisse prima di qualunque altra cosa. Poi venne il 1997, l'anno
terribile, in quell’anno il clan Assamita ruppe la maledizione che i Tremere gli
avevano lanciato contro 500 anni prima e poterono tornare a compiere
diablerie impunemente; fonti ufficiali di entrambi i clan parlarono del risveglio
dell'antico Ur-Shulgi, progenie di Haquim detto Hassam, fondatore del clan
Assamita nonché inventore dei una forma di magia vampirica antecedente alla
Taumaturgia Tremere (certo esisteva già la Stregoneria Koldun degli Tzimisce
ma quella era stata insegnata ai Vampiri dal demone Kupala e non inventata da
uno della stirpe di Caino).
Ur-Shulgi avrebbe preso il controllo di Alamut, la roccaforte ancestrale degli
Assamiti, e poi spezzato la maledizione Tremere in una sola settimana.
Nonostante che i maghi del clan Assamita fossero pochi, nonostante che
fossero meno organizzati dei Tremere, nonostante che gli stregoni della
Camarilla avessero avuto secoli per fortificarsi, la versione ufficiale di tutti
furono che Ur-Shulgi era più forte e aveva vinto sui maghi Tremere. Ciò non era
vero, era un inganno dei Tremere, ma quale poteva essere quella verità così
terribile per i Tremere da far scegliere loro di celarla sotto il manto della
menzogna di aver fatto fallire il loro più famoso rituale opera di Tremere in
persona? Cosa poteva esserci di più sconvolgente, di peggiore del fallimento
della loro opera cardine che li aveva fatti accettare agli altri Vampiri come clan?

Tremere passava sempre più tempo nel tepore del sonno vampirico noto come
torpore e nei suoi sogni vedeva ricordi che non pensava di possedere, visioni di
un remoto passato, così antico eppure eppure al tempo stesso così familiare; al
suo risveglio inoltre gli veniva spesso detto che nel sonno aveva parlato con
una voce non sua e dato strani ordini. Queste avveniva ormai da parecchio
tempo quando una notte il suo corpo si ricoprì di quella che sembrava una
ragnatela, nessuno dei suoi assistenti, che pure erano potentissimi maghi, si
azzardò a toccarlo e quando infine il suo corpo si racchiuse in quello che
inequivocabilmente era un bozzolo essi non poterono fare nulla se non
attendere. Dopo alcune notti quando sembrava che Tremere non sarebbe mai
più riemerso il bozzolo si ruppe e dal suo interno uscì il corpo del fondatore del
clan, ma quando l'esultanza dei Tremere presenti stava per esplodere un terzo
occhio si spalancò sulla fronte di Tremere ed egli parlò con un'altra voce, che
nessuno aveva mai sentito prima, aliena eppure familiare e nessuno dei
presenti dubitò neppure per un secondo di chi fosse quella voce.

Era la voce di Saulot ....

Tremere spalancò gli occhi e riuscì a riprendere il controllo di se, il terzo occhi si
richiuse senza lasciare tracce. Allora il potente taumaturgo capì: ecco che fine
avevano fatto Graziano da Verona e Lugoj dopo aver diablerizzato Lasombra e
Tzimisce, evidentemente nessuno poteva succhiare l'anima di un Vampiro
potente come un Antidiluviano senza conseguenze; evidentemente dentro di se
la personalità di Saulot stava prendendo il sopravvento. E nei momenti in cui
Tremere sentiva l'anima dell'Antidiluviano dentro di se poteva percepire le sue
emozioni: Saulot era fuggito, lo aveva usato come incubatrice per passare
inosservato i secoli fuggendo da qualcosa che evidentemente nel medioevo gli
dava la caccia, ma ora si sentiva al sicuro e voleva ritornare libero, Saulot
voleva il suo corpo. Tuttavia Tremere era fuori dal comune sia come mago che
come Vampiro, aveva creato dal nulla un clan e lo aveva fatto diventare uno
dei più potenti del mondo, aveva creato un potere che non aveva rivali per
adattabilità e potenza e non avrebbe permesso a Saulot di trionfare. Da tempo
Tremere stava realizzando un rituale magico per distruggere in un sol colpo
quella parte del clan che dopo la fondazione della Camarilla aveva seguito l'ex
braccio destro di Tremere, Goratrix, per seguire i Lasombra e gli Tzimisce in
un'organizzazione detta Sabbat per continuare la loro lotta contro gli anziani.
Così mentre Tremere ed i suoi sette assistenti incanalavano potere dalla forza
di volontà di tutti i loro discendenti per il mondo (in maniera analoga a quando
maledissero gli Assamiti), agenti del clan ben addestrati appartenenti all'ordine
segreto degli Astor penetrarono nella roccaforte sabbatica di Città del Messico.
Con una gigantesca deflagrazione magica avvenuta nel luogo dove tutti i
Tremere seguaci di Goratrix si erano riuniti riuscirono a distruggere con un solo
rapido attacco tutti i traditori, che vennero cancellati dalla storia in un
marasma di fiamme. Da quella notte in poi i Tremere furono l'unico clan della
Camarilla a potersi vantare di non avere una parte dei suoi membri nell'odiato
Sabbat. Tuttavia la vera vittoria fu un'altra: gli Astor portarono via, in torpore
ma non morto, il corpo di Goratrix in persona, che rimaneva sempre il più
potente mago del mondo vampirico dopo Tremere. Il corpo inerme venne
portato a Vienna e là Tremere portò a termine il suo piano; coì suoi poteri entrò
nel corpo di Goratrix e pregustando di distruggere poi il suo vecchio corpo con
Saulot all’interno. Aveva anche preparato un incantesimo per assicurarsi che la
sua diableriè sul suo vecchio corpo non sarebbe andata di nuovo storta.
Teoricamente mettendo la sua anima nel corpo di Goratrix avrebbe riacquisito i
suoi poteri diablerizzando il suo stesso corpo e distrutto una volta per tutte
l'unica anima rimasta nel suo corpo originario, ovvero quella di Saulot.

Ma appena Tremere aprì gli occhi nel corpo di Goratrix non vide attorno quello
che si aspettava, non vide il suo studio con i pochi fidati assistenti che aveva
scelto per questa operazione, non vide il suo stesso corpo inerme, incatenato
con funi di canapa e catene magiche, davanti a lui e pronto per essere
diablerizzato. Quello che Tremere vide appena riaprì gli occhi su il suo corpo
davanti a lui in piedi che gli sorrideva, e mostrava un orgoglioso terzo occhio in
fronte.
Approfittando dell'assenza dell'anima di Tremere, Saulot aveva preso il
controllo del suo corpo. Tremere era atterrito, come poteva Saulot essere
riuscito, nei pochi istanti che l’anima di Tremere aveva impiegato a passare da
un corpo all’altro, a uccidere tutti i suoi assistenti e a liberarsi? Come poteva
essere così potente?
Il duello fu intenso ma breve : Tremere non aveva più tutti i poteri del suo
sangue, invece Saulot poteva usare sia i poteri da Salubre che aveva
conservato sia le arti magiche di Tremere che aveva osservato negli angoli
della sua mente dal quale lo osservava per quasi un millennio. Tremere nel
corpo di Goratrix alla fine venne ritrovato quasi morto nel suo studio mentre
Saulot nel corpo di Tremere svanì nel nulla.
Per questo la maledizione sugli Assamiti cadde: perché era una maledizione
piramidale il cui vertice era garantito dal fatto che Tremere possedeva il rango
di Antidiluviano, ma nel momento in cui egli si era trovato a dover abitare nel
corpo di Goratrix aveva assunto i poteri di una sua progenie, ovvero di una
quarta generazione anziché di una terza, il suo sangue non era più così potente
da tenere in vita il rituale; una realtà ben peggiore che ammettere la semplice
bravura di Ur-Shulgi.
I Tremere avevano adesso un mortale nemico che girava con il corpo del loro
capo e con la maggior parte dei loro segreti nella testa, Vienna, la loro stessa
capitale aveva praticamente deposto le sue difese ai piedi di Saulot. I Tremere
fecero l'unica cosa che potessero fare .... attesero. Ed alla fine i loro incubi si
concretizzarono; sempre da più parti arrivavano a Vienna rapporti secondo cui
violenti Vampiri dotati del terzo occhio e della leggendaria Valeran avevano
guidato sanguinosi attacchi alle basi Tremere. Saulot era stato molto sottile nel
suo piano di vendetta; aveva trovato addormentato un Salubre di non poco
potere scampato agli eccidi dei Tremere nel medioevo, il suo nome era Adonai,
discendente diretto di Samiel. Insieme i due decisero di prendere contatti col
Sabbat, quell'organizzazione infatti era piena di nemici giurati del clan
Tremere : là c'erano gli Tzimisce che odiavano i Tremere per aver tentato di
prendergli le terre dell'est Europa, là c'erano anche Assamiti detto Anticlan che
si erano uniti al Sabbat per non dover sottostare alla maledizione Tremere che
aveva condannato i loro fratelli a non poter commettere diableriè.
Sotto la guida di Adonai tornarono a splendere, pur nel solo Sabbat, le spade
dei Salubri e sebbene il Sabbat fosse per sua stessa natura ed organizzazione
crudele ed inumano, i Salubri brillavano per lealtà, ideali cavallereschi e
sopratutto voglia implacabile di vendetta verso i maledetti Tremere. Saulot si
tenne nascosto e lasciò che Adonai rappresentasse il nuovo Primo Cavaliere
durante la rinascita della sua stirpe, aspettando il momento giusto per lanciare
l'attacco finale verso Vienna. Tuttavia nessuno sapeva cosa passasse per la
mente dell'Antidiluviano tornato dalla morte, nessuno sapeva il perché del suo
volontario esilio nel corpo di Tremere in persona. Quello era un segreto che solo
Saulot conosceva e che cercava invano di celare al suo stesso cuore. Il segreto
che fu Samiel a vincere Mekhet in quell'antico duello.

Nessuno poteva sapere che in realtà il demone-più-antico si potesse


letteralmente reincarnare nel corpo di qualsiasi suo discendente, l’antidiluviano
sembrava morto per sempre anche se non c'era nessuno a poter testimoniare
questa vittoria perché la lotta contro Mekhet ed i suoi servitori aveva visto
morire tutti i Salubri che Samiel aveva portato con se, Samiel era l’unico a
conoscere la verità. Quindi il Primo Cavaliere tornò da solo a casa e là diede la
notizia della sua vittoria solo a suo padre e ad due suoi fratelli. Saulot era certo
che Samiel sarebbe morto contro Mekhet, lo aveva lasciato portire perché la
sua crociata era giusta ma non poteva credere che un Antidiluviano potesse
ricevere la morte ultima da qualcuno che non fosse almeno un Antidiluviano a
sua volta. La caduta di uno degli Antidiluviani poteva voler dire che grandi
eventi si erano messi in moto, era un segno che rimandava a profezie della
Ghenna e faceva presagire tempi molto bui, oltre che gerrò nell’apprensione
Saulot stesso che come tutti gli Antidiluviani si riteneva di fatto eterno e
immortale. Saulot divenne ossessionato dal desiderio di sapere di più. Egli nella
sua saggezza sapeva in quali luoghi del mondo il guanto che separa la Terra da
altri mondi era più sottile e proprio là lontano dai suoi figli egli evocò un
demone, poiché tale era la sua saggezza che persino quella branca della magia
non gli era sconosciuta.
Il demone che Saulot evocò aveva come antico nome celeste Belial, angelo che
fu primo luogotente della stella del mattino Lucifero durante la rivolta nei cieli;
Saulot voleva la conoscenza e solo un essere presente al momento stesso della
creazione poteva dargliela. Saulot fece la sua richiesta : la conoscenza di ieri,
oggi e domani, del tutto e del nulla. Belial fece il suo prezzo; Saulot gli avrebbe
dovuto dare ciò che aveva di più caro al mondo. L'Antidiluviano soppesò
attentamente questa richiesta. Per continuare ad usare Obeah avrebbe dovuto
mantenere il suo cuore puro, e per raggiungere lo stato di grazie della
Golconda avrebbe dovuto fare la vita di un santo .... oppure avere le risposte
che cercava.

"Vieni figlio mio"


"Si padre, cosa vuoi che faccia?"
"Nulla Samiel, solo ciò che fai sempre: servire il nostro clan"
"Lo farò con piacere padre"
"Bene Samiel, e porta con te anche i tuoi due fratelli"
....

"Bene Saulot" disse una voce che aveva sfidato Dio stesso "il patto è concluso"
Saulot da quella notte divenne il più grande saggio della razza vampirica e nei
secoli a venire sarebbe diventato un profeta della fine dei giorni ed una guida
per quanti volevano raggiungere Golconda. Ma di Samiel il valoroso, Samiel il
malinconico, Samiel il glorioso, non si seppe più nulla.

Ma si sa, i demoni sono crudeli creature ed a pochi andò giù il fatto che Belial
avesse concesso i loro segreti e la loro conoscenza a Saulot; così per la prima
volta tutti i vampiri seguaci dell'infernalismo si unirono sotto una bandiera. Il
potentissimo demone Baal fondò un suo clan, che in mancanza di un fondatore
Antidiluviano ebbe il titolo di "linea di sangue", primo di molti clan bastardi che
sarebbero nati nei millenni a seguire; essi presero nome di Baali e vantavano
poteri demoniaci spaventosi, il vantaggio dell'uso della magia nera ed
un'armata di demoni che marciava con loro. Essi non vennero per conquistare
ma per distruggere : Baal aveva detto ai suoi seguaci che "La Maledizione
inflitta da Dio a Caino era indegna, e una sola può esserne la spiegazione : Dio
temeva Caino per la propria indipendenza, per il rifiuto che egli opponeva ai
suoi ordini. L'unico modo per onorare Caino era di seguire i nemici del Creatore
e combattere al fianco del Trono d'ombra. E sul trono d'ombra salì il primo dei
Baali, il primo a subire il fascino del male; gli Antidiluviani sapevano dai suoi
poteri che doveva essere qualcuno dei loro figli che aveva tradito passando al
servizio del male ma nessuno voleva prendersi la responsabilità di aver
generato un tale mostro di depravazione. Shaitan era il suo nome, egli era
crudele, ossessionato dalla volontà di servire quelli che chiamava "i veri
padroni" e senza freni morali. Durante la guerra i Salubri furono trattati come
nemici, ma Baal non poté perdonare a Saulot i suoi commerci con Belial ed egli
divenne il bersaglio numero uno: Shaitan in persona giurò di fare diablerie
sull'Antidiluviano. Solo l'unione di tutti i clan potè fermare l'avanzata dei Baali e
ricacciare all'inferno i loro alleati. Alla fine, dopo moltissimi anni di guerra, i
clan presero d'assalto il tempio principale dei Baali a Creta distruggendolo ed i
signori infernali poterono salvare il solo Shaitan. Nel medioevo i Baali ebbero
un ritorno di fiamma, gli sforzi secolari di Shaitan per la loro rinascita avevano
trovato terreno fertile nei tanti movimenti pagani o anticlericali di quel periodo.
Così Saulot decise di usare Tremere come "incubatrice" per fuggire alla crociata
nera che i Baali avevano indetto contro di lui, poiché nel medioevo le alleanze
fra i clan erano minate da secoli di lotte di potere. Ed a tutt'oggi Shaitan esiste
ancora, ed i suoi figli (i dodici "al'shaitani") e la loro discendenza si infiltrano fra
i clan per portare corruzione e per spianare la strada all'avvento dei veri
signori. In ogni grande città del mondo vi è posto nascosto e protetto da oscuri
poteri denominato "Nido di Vipere" dove i Baali si riuniscono per portare avanti
i loro oscuri piani e per conferire con Shaitan stesso.

E qui arriviamo all’ultimo atto di questa narrazione, all’ultimo segreto, il segreto


più grande di questa storia che anche Saulot il sapiente pur con tutta la sua
conoscenza ignora

Arso dalle fiamme infernali e tuttavia ancora cosciente, tradito da suo padre,
venduto alle creature che odiava di più, Samiel era oltre la disperazione. Voleva
solo morire. "Datemi la morte, datemi la morte" implorava. Il Primo Cavaliere
cadde, cadde in luoghi dove le leggi fisiche del mondo erano annullate, vagò in
universi di puro caos, passò attraverso il piccolissimo squarciò fra i mondi da
cui i demoni passavano dall'abisso al mondo materiale. Samiel vedeva, e la sua
mente vacillò, la pazzia si fece strada nella sua mente e nessuno saprà mai
dire quanto a fondo l'abbia intaccata. Chi conosce infatti l'effetto che avrebbe
sull'intelletto il trovarsi faccia a faccia con il potere di plasmare la realtà in
forme orride e grottesche a proprio piacimento ? Alla fine Samiel e i suoi fratelli
si resero conto che qualcosa li stava tenendo in vita, e li conduceva fino al
girone dove Belial stesso li attendeva : un luogo strappato al tessuto stesso
della realtà, dove gli elementi si univano fra loro in forme che erano uno sfregio
del disegno originale del creatore.

"Come ti senti, giovane vampiro ?" chiese una voce


"Io ... uccidimi, uccidimi, te ne prego non mi resta più nulla per vivere" disse
Samiel
"Si, hai combattuto per niente ma proprio per questo so che continuerai"
Il cuore di Samiel era esacerbato: combattere ? Dopo il tradimento di suo padre
? Dopo che tutte le sue certezze erano crollate ? Il dolore lo investì come un
toro in corsa e gli ottenebrò i sensi.
"No, io ... non combatterò mai più per mio padre"
Qualcuno da qualche parte in quella oscurità sorrise.
"No, certo che no ... non per lui, no"
Delle voci lo chiamavano ma Samiel non vedeva più i suoi fratelli. Una musica
bellissima e orrenda insieme lo pervadeva.
"Non sei tu forse quello che veniva chiamato anche il vendicatore ?"
"Si ....."

"Bene, allora ascoltami, ascolta, senza che io ti chieda nulla in cambio, ciò che
io dissi a tuo padre: La Maledizione inflitta da Dio a Caino era indegna, e una
sola può esserne la spiegazione: Dio temeva Caino per la propria indipendenza,
per il rifiuto che egli opponeva ai suoi ordini. L'unico modo per onorare Caino è
seguire i nemici del Creatore e combattere al fianco del Trono d'ombra !"

"No, mai ...."

"No ? No, Samiel ? A chi credi ? A tuo padre che ti ha mentito, a Caino che vi
abbandonato o a me che ti sto svelando la verità ?"

Samiel non rispose.

"Samiel, sei stato ingannato! Io c'ero quando Lucifero la stella del mattino si
rivoltò contro Dio per salvare i figli dell'uomo dalla schiavitù che il creatore
voleva da loro e Dio ci ha puniti per la nostra voglia di giustizia"

"Tu .... tu hai convinto mio padre a cedermi a te"

"No, Samiel, io l'ho messo alla prova e lui ha fallito, egli sarà dannato per
questo in eterno"

Ci fu un lungo silenzio, rotto solo da suoni senza senso e senza origine in


lontananza.
"Cosa vuoi da me ?" chiese Samiel.

"Aiutarti, voglio portare la parola della vera giustizia fra voi vampiri. Tu hai
assaporato quella che tuo padre chiama giustizia e ascoltato ciò che io chiamo
con quella stessa parola, ora a chi credi ?"
Samiel fu invaso dal fuoco infernale, il suo cuore aveva risposto per lui. Una
risata, tanto forte che avrebbe potuto distruggere la Terra stessa, sconquassò il
regno di Belial. Samiel sentì la sua fronte squarciarsi, là dove un tempo c'era il
suo terzo occhio si formò un pentacolo. "E' fatta allora!" disse Belial. E Samiel si
trovò in un immenso tempio rosso e nero, il cui soffitto era invisibile per via
dell'altezza e nella cui navata sarebbe entrata più di una cattedrale costruita
anche in futuro dall'uomo. "Io ti insegnerò a leggere il peccato ed a spaventare
la gente con esso, ad evocare le fiamme infernali, a materializzare le paure
degli altri, a maledire la carne, ad ottenere favori dai demoni, ad evocarli"
Samiel finì il suo volo e venne adagiato da mani invisibili sul pavimento. "Si" fu
tutto quello che riuscì a dire. "Adesso ti manderò sulla Terra per essere il nostro
araldo Samiel, adesso tu porterai la nostra parole come cavaliere nero e non ti
curare delle sconfitte che subirai : alla fine la vittoria ti arriderà, noi ti
proteggeremo sempre e come prova della mia sincera amicizia ti rivelerò il mio
segreto : ogni demone ha due nomi, uno che può pronunciare e con cui è noto
ed uno segreto noto solo a lui e al Creatore, Belial è il nome che tutti mi danno
ma il mio nome segreto, il nome con cui tu e tutti coloro che si uniranno sotto
la tua bandiera mi chiameranno, sarà Baal, hai capito Samiel ?"

"Si, ma non chiamarmi mai più Samiel, egli è morto"

"Come debbo chiamarti ?"


"Come chiamano le popolazioni mesopotamiche la vendetta e il male
assoluto ?"

"Shaitan"

"Allora chiamami così da ora in poi, ora e per sempre Shaitan"