Effetto di carichi distribuiti
In alcune applicazioni non si pu pi considerare carichi applicati mediante forze concentrate
per la determinazione delle azioni interne.
Si pensi al peso proprio (solai, bracci telescopici di gru, ) , ai serbatoi in pressione, ai solai
Tuttavia lutilizzo della risultante comodo nella determinazione delle reazioni vincolari
Inoltre lo schema che fa uso delle risultanti pu essere mantenuto quando si esaminano le
azioni interne di parti di struttura ove non sono applicate forze distribuite
Risultante di carichi concentrati
Le forze sono tutte parallele fra loro e quindi
sufficiente sommarne il modulo
Per determinare il punto di applicazione (la
posizione della retta R) basta imporre
luguaglianza del suo momento con quello di
tutte le forze presenti rispetto ad un polo
qualsiasi
n
n x F
R Fi
i i In pratica la posizione della risultante data dalla media
xR i 1
dei carichi pesata con il braccio di ciascuno
i 1 R
Carico uniformemente distribuito
Il carico distribuito p0 risulta essere un carico per unit di
lunghezza (N/m, kN/m , )
Per il calcolo della risultante baster considerare che la
sommatoria diviene un integrale e sommare i contributi
elementari
l
P p0dx p0l Ugualmente la media pesata
0 diventa un integrale
xp
0
xp0dx
l2
2 l
l La risultante in mezzeria
0
p0dx l 2
x Carico con distribuzione lineare
p x p0
l
l x p0 l 2 1
1
P p0 dx p0l Area sottesa
2
l 0 l l 2 2
x l
0 l dx
l
xp l
xp0
0
x 2dx
2
l Baricentro area
x l
x sottesa
0 p0 l dx xdx 3
0
2
x
p x p0
Carico con distribuzione parabolica
l
l x2 p0 l 3 1
P p0 2 dx 2 p0l Area sottesa
0 l l 3 3
l x2
0 xp0 l 2 dx
l
xp
0
x 3dx
3
l Baricentro area x
2 l
l x 4 sottesa
0 0 l 2 dx
2
p x dx
0
Ugualmente si possono determinare risultante e punto di applicazione del carico per
distribuzioni potenze di x/l od anche polinomiali
n
x
p x p0
In generale:
l
P p x dx
l
0
n n 1
l x p0 l 1
P p0 dx p0l
ln ln n 1 n 1
x p x dx
l
0
xp 0
p x dx
n l
l x
0 l n dx
l
xp
xp0
0
x n 1dx
n 1
l
0
xn l
Se il sistema di riferimento ha
n 2
l
0 p0 l n dx
n
x dx
0 lorigine allinizio dela trave
Azioni interne in presenza di carichi distribuiti ortogonali
In presenza di carichi distribuiti non si pu determinare la
sollecitazione in una qualunque sezione utilizzando le
sole risultanti
Metodo diretto (eq. destra o sinistra)
Si esegue un taglio ideale della struttura e si impone lequilibrio con le azioni interne N,T,M
Equilibrio verticale sn:
T F p x dx
l
Eq. Momenti sn (polo sezione di taglio)
M W Fc p x c x dx
c
0
x Metodo dellequilibrio differenziale
Si effettua lequilibrio di un elementino fermandosi ai
termini dei I ordine
Eq. Verticale:
dT dT
p x
p x dx T T dx 0
dx dx
Quindi la derivata del taglio coincide con lintensit carico
distribuito, per il segno dipende dalla convenzione di T
Eq. Momento Infinitesimo ord. superiore
dM
dx
M T x dx p x dx M
dM
dx 0 T x
2 dx
dx
La derivata del momento flettente risulta pari al allazione del taglio T, il segno risulta dalle
convezioni adottate
Assenza carico distribuito: taglio costante, momento
Derivando la II e ricordando la I: variabile linearmente
Carico distribuito costante: taglio lineare, momento
d M dT x
2
variabile quadraticamente
p x
dx 2 dx Carico distribuito potenza n: taglio potenza n+1,
momento potenza n+2
Esempio 1
Si determinano immediatamente
le reazioni vincolari
l
M A 0 RBl pl 2
l
RA RB p
2
Utilizzando il metodo diretto, si impone equilibrio parte sinistra
l x2
T x p px l
M x p x p
2 2 2
Taglio massimo agli appoggi
Momento flettente massimo al centro
Esempio 2 vincoli
pl 3 3
M A 0 RBl 2 4
l RB
8
pl
pl 1
Fvert 0 RA RB 2
RA
8
pl
Per il calcolo conviene prendere x da destra.
x Per il tratto 0 xl 2
2 Il momento flettente risulta somma del contributo lineare dovuto
3 x
M x plx p al vincolo (concentrato) e quello parabolico dovuto al carico
8 2 distribuito
Nella parte sinistra il momento generato
dal solo taglio e quindi varia linearmente
fino a zero sulla cerniera
Il massimo del momento
M x 3 3 3 9
si determina annullando pl px 0 x l; M max l pl 2
la derivata prima dx 8 8 8 128
Si calcola anche landamento del taglio a ds e a sn
3 1
T x pl px T x pl
8 8
0 xl 2 l 2 xl
3
Si nota che il taglio si annulla per x l
8
Che giustamente corrisponde alla posizione del massimo del momento flettente
dM
T x
dx
Strutture reticolari
Sia che si tratti di collegamenti
angolari, sia che mediante perni,
queste strutture vengono
schematizzate mediante cerniere in
quanto sotto carico le giunzioni si
comportano come cerniere plastiche
Per il calcolo dei GdL, risulta pi agevole considerare le cerniere come corpi rigidi e le aste
(non si ha mai momento flettente se i carichi sono applicati solo alle cerniere) come vincoli
che sottraggono 1 GdL.
GdL 2 numero di cerniere GdV numero aste vincoli a terra
La struttura sar iperstatica se GdV > GdL, isostatica se GdV = Gdl, ipostatica GdV < GdL
39 cerniere = 78 GdL
75 aste + 3 vincoli = 78 GdV
La struttura isostatica e non labile in
quanto composta da tanti anelli chiusi
isostatici e ben vincolata a terra
Se si stacca unasta in corrispondenza di un
nodo i, lequilibrio alla rotazione in j impone
che sia nulla la componente ortogonale Ti
Pertanto gli elementi si comportano come bielle (se rettilinee
aste) essendo possibili solo carichi congiungenti i perni di
trazione (tiranti) o compressione (puntoni)
Data questa caratteristica le strutture reticolari sono
particolarmente interessanti perch carichi di
trazione/compressione utilizzano pienamente le sezioni resistenti
Risoluzione mediante il metodo dellequilibrio dei nodi - Esempio
Il primo passo sempre quello di risolvere i vincoli esterni
M 1 0 4 R5 2 P
R1v P
1
R5 P P
2 R1o
2
+
A ogni nodo si compongono vettorialmente le
forze esterne e quelle delle aste e si risolve per
una cerniera alla volta
Cern. E
P
N 6 cos 0 N6 sin N7 0
4 2 4
2 P
N6 P ; N7
2 2
Si possono gi risolvere le aste 6 e 7, che subiscono azioni contrarie rispetto a N6 e N7, e
pertanto lasta 6 in compressione e la 7 in trazione.
Cern. C scelta perch sia minimo il numero di incognite
N 5 N 4 cos 0 N 4 sin N 7 0
4 4
P 2 Considerando i versi impostati per N5 e N4
N5 ; N4 P
2 2 lasta 5 compressa, la 4 tesa
Cern. D
N 2 cos N5 N6 cos 0 N 2 sin N3 N6 sin P 0
4 4 4 4
2 P 2 2 2 2 2
N2 P 0 2P N3 P P0
2 2 2 2 2 2 2
P
N2 2P N3
2
Considerando i versi impostati per N2 e N3, entrambe le aste 2 e 3 sono in compressione
Cern. B P Cern. A
N1
2 Lultima cerniera non ha incognite e pu
essere utilizzata per verifica
Lultima asta 1 si
trova in trazione
Con P = 1 kN
Esempio 3
La struttura isostatica a terra, si calcolano le
reazioni vincolari al terreno
5 5
D
M 0 3l RA pl
2
l RA
6
pl
F
1
vert 0 RA RD pl RDv pl RDo 0
6
Si elimina il vincolo interno in B sostituendolo
con azione-reazione, e si impone equilibrio
momenti in C dellelemento CEA
3 1
C
M 0 2l RA pl
2
l l RB RB
6
pl
Ugualmente si elimina il vincolo in C, dallequilibrio verticale:
Fvert 0 RA RB pl RC
1
RCv pl RCo 0
3
Ora si possono tracciare i diagrammi degli sforzi presenti sugli elementi
Tutte le forze applicate sui due elementi
Sforzo normale
Un elemento in trazione laltro in compressione
Momento flettente
Taglio
5
Per la parte AB: T x pl px
6
5 x2
M x T x dx pl x p
x
A 6 2
Esempio 4
Equilibri vari
(globali e locali)
Sforzo normale Taglio
Momento flettente
Si noti lequilibrio allo snodo centrale, dove vanno a sommarsi i
tre momenti flettenti derivanti dagli altrettanti tratti convergenti
Esempio 5
In questo caso i vincoli a terra sono 4 e
quindi non si possono risolvere senza
aprire la struttura
Tuttavia su BC non agiscono forze
orizzontali, quindi risulta che RCo = 0
3
RCv pl
4
l
M A 0 2l RCv pl 2 pl 2
RAo pl
3
RAv pl
4
Sollecitazioni applicate
Sforzo normale
Momento flettente
Taglio
Nel tratto verticale si ha: T x p l x
3 2 x2 3 2 l2 1 2
M x M 0 T x dx pl pl x p M l pl pl p pl
2
4 2 4 2 4
Esempio 6
Vi un anello chiuso isostatico (tre cerniere) ben vincolato a
terra. Allinterno dellanello inserito un elemento (ben vincolato)
F vert 0 RAv 2 pl RAv 2 pl
1
M A 0 2 pl pl RD 2l
2 2
RD
2
pl
1
RA RD pl
2
Si pu ora esplorare lelemento interno,
che non ha applicate forze verticali o
orizzontali
Lunica azione presente su di esso un
momento flettente nel tratto FE
Il passo successivo consiste nellapertura dellanello
interno, ad esempio in B, tutte le cerniere non
trasmettono momento flettente
1
M AB
A 0 pl RBv 2l
2
RBv
2
pl
1 1
M DDCB 0 2 pl 2 2
pl 2l RBo 2l RBo
2
pl
1 3
Eq. traslazioni: RDo pl RDv pl
2 2
Si possono ora tracciare i diagrammi degli sforzi interni
Taglio
Sforzo normale
x
Momento flettente
3
Nel tratto DC si ha: T x pl px
2
3 x2
M x T x dx plx p M 2l pl 2
2 2
Il valore massimo del momento si ha annullando la T:
3 9 2
x l M max pl
2 8
Strutture tridimensionali
Naturalmente non tutte le strutture meccaniche presentano uno sviluppo descrivibile in un
piano. In tal caso il calcolo si presenta pi complesso e si pu anche ricorrere a strumenti
automatici mediante lutilizzo di appositi software di calcolo.
Un esempio semplice rappresentato da una struttura a
sviluppo piano, ma caricata con una forza normale - al di fuori
del piano di sviluppo
Lo schema a travi ne indica lo
studio schematico, identificando
lasse o gli assi della struttura
Studio del tratto BA La forza a sbalzo F genera un momento flettente che cresce
linearmente
Studio del tratto AO
Il momento flettente diviene torcente per questo tratto e rimane
costante su tutto AO
Si viene a generare altres un momento flettente variabile
linearmente nel piano verticale dovuto alla forza F (spostata in A)
e di braccio crescente linearmente verso O
Andamento delle sollecitazioni
Esempio 1 Si considera un albero che trasmette una coppia con
ingresso attraverso una ruota dentata a denti elicoidali
La ruota dentata elicoidale fornisce una spinta radiale, assiale e tangenziale
Il cuscinetto in A provvede a scaricare spinte radiali e assiali, mentre quello in B
solo radiali, il sistema dappoggio dunque isostatico
Tutte le forze sono ricondotte allasse trasportandole.
Spostare la Ft genera un momento torcente Mt.
b a
RAxy Ft RBxy Ft
ab ab
ab
Momento flettente massimo:
xy
M max Ft
ab
Il taglio costante a tratti visto che non ci
sono forze distribuite applicate
Il momento torcente agisce nel tratto di albero
interessato dalla trasmissione della potenza
Piano x-y
Lo spostamento della Fa genera un momento flettente
concentrato nel punto di ancoraggio della ruota dentata.
Per il calcolo del momento occorre considerare anche M
b F D a F D
R Fr
xz
a RBxz Fr a
A
ab 2 ab ab 2 ab
Il taglio costante a tratti visto che non ci
sono forze distribuite applicate
Vi una sollecitazione di trazione nel tratto tra
la ruota dentata e il cuscinetto assiale
Piano x-z
Le sollecitazioni di momento (e di taglio), nei due piani
ortogonali, si possono comporre col teorema di Pitagora
direzione risultante
M tot M M
xy 2
f
xz 2
f