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Caratterizzazione meccanica dei materiali

Esiste notevole numero di prove meccaniche atte alla caratterizzazione del


comportamento strutturale dei materiali /trazione, compressione, fatica, frattura,

Lo scopo di ciascuna definire, in ciascun ambito, i limiti di utilizzabilit di ogni materiale

Le prove devono rispondere a normative stringenti per essere affidabili e ripetibili

Per ogni tipologia di materiale esistono prove pi o meno atte a metterne in risalto
prestazioni e caratteristiche specifiche

Metalli: trazione, fatica, Compositi: delaminazione, urto,

Alcune tipologie di prove sono dette tecnologiche in quanto sono applicate a strutture
semilavorate e ne mettono in evidenza un insieme di caratteristiche

Prove di piegatura di piastre, prove trazione su funi, prove di corrosione,

PROVA DI TRAZIONE
Parametri essenziali da controllare

Velocit di deformazione
Temperatura
La prova pu essere condotta in controllo di carico o in controllo di deformazione
La differenza sta se si incrementa monotonicamente il carico o lo spostamento imposto

Sezione rigidamente costante provino

Fattori determinanti Raccordo delle teste di afferraggio sufficientemente graduale

Centraggio accurato del provino

Avanzamento traversa
Misure tipiche
Forza istantanea
(Misure geometriche e Misura estensimetrica (deform.locale)
morfologiche a fine prova)

P
EP Scostamento dalla proporzionalit
Areainiziale
E Fine recupero elastico completo
S Tensione di snervamento

Acciaio fragile U Tensione al momento rottura


Acciaio duttile
R Tensione massima misurata
A parte gli acciai, altri metalli esibiscono curve di trazione-deformazione simili

P Si osserva, dopo linizio della plasticit,


Acciai duri (fragili)
linsorgere di fenomeni di incrudimento
Acciai dolci (duttili) (aumento del carico supportabile con
lallungamento)

Rame o alluminio ricotto A partire dalla curva carico-spostamento,


occorre determinare quella di tensione-
deformazione, che caratterizza il
Dl materiale di prova

Tensioni e deformazioni ingegneristiche si calcolano considerando le dimensioni iniziali del


provino (in termini di sezione resistente e lunghezza di riferimento)

P DL
ing ing
S0 L0

Li Li 1 dL L
t i
L
Occorre riferirsi alle grandezze vere al limite t ln
(true) per grandi deformazioni Li 1 L0 L
L0

Ogni incremento di allungamento viene cio rapportato alla lunghezza gi raggiunta


DL L
Ricordando che ing 1 t ln 1 ing
L0 L0

ing vera
0.01 0.00995 La formula precedente consente il passaggio tra tensioni
0.05 0.04879 ingegneristiche (misurate) e vere (ricavate).
0.10 0.09532 Come si vede dalla tabella, esse differiscono poco tra loro,
0.20 0.18232 finch non si sia in presenza di deformazioni rilevanti
0.30 0.26236

Per quanto riguarda le tensioni vere, occorre aggiornare la sezione resistente (che si
contrae durante lallungamento).
La contrazione trascurabile allinizio, ma diventa rilevante in plasticit

In plasticit si ipotizza che il materiale fluisca senza apprezzabili variazioni di volume,


per cui si calcola la tensione vera imponendo la costanza del volume

ing 1 ing
P PL
S0 L0 SL t
S S0 L0

Se ora si costruisce la curva tensione deformazione


vere ci si accorge che risulta sempre (o quasi) crescente

La curva Tens-Def vere quella che bisogna utilizzare


nel calcolo elasto-plastico agli elementi finiti
In plasticit il materiale fluisce come incompressibile Coefficiente Poisson -0.5

a a b c
a ln ; b ln ; c ln
b a0 b0 c0
c V V0 a 0 b 0 c0 a b c

si misura dal rapporto tra


lallungamento in direzione del

V a 0 b 0 c0 e a e b e c a b c 0
carico e quello trasversale

Posto che b c a 1 2 0 0.5


Strizione - Calcolo condizioni di rottura (finale)
Quando la curva ingegneristica decresce si ha in genere il
fenomeno della strizione, caratterizzato dal fatto che una
sezione si restringe, concentrando su di essa le massime
tensioni e deformazioni TRATTO DE

Oltre il punto D non si possono pi utilizzare le espressioni


precedenti per il calcolo dei valori veri. Tuttavia, lesame della
sezione di rottura consente di ricavare il punto finale E

Si pu cercare di determinare lultimo punto, f e f

S0 = Sezione iniziale / Sf = Sezione finale b c b 0 c 0 e b e c 0.5


S
a
e2 b e2 a e a
b S0
c
S0 Fult
f a ln f
S Sf
Il tratto dallinizio della strizione al punto f e f si f
ottiene in genere estrapolando i dati
Valori per alcuni metalli strutturali elementi tipici

E (MPa) G (MPa)
Acciai 206.000 0.3 80.700
Ghise (80.000 170.000) 0.25 (83.000 68.000)
Leghe rame 120.000 0.35 44.500
Leghe alluminio 70.000 0.33 26.300

Non privo di interesse rilevare come tutti gli acciai Ci che invece varia molto la parte
presentino una scarsa variazione parametri elastici plastica, fino alla rottura

Lintera curva tensione-deformazione vere viene spesso espressa in forma analitica


attraverso due parametri, nella forma detta di Ramsberg Osgood

1/ n
Lincrudimento degli acciai spesso una forma di
tot el pl garanzia strutturale in quanto fornisce una riserva
E K di carico che evita la rottura quando venga
superato lo snervamento
Acciai
K= 1000 2000 MPa
Progettare senza tenere conto della plasticit,
n = 0.1 0.2
oltre che semplificare notevolmente i calcoli, va,
in questo senso, a favore di sicurezza
Uno dei parametri chimici che pi influenzano il
comportamento strutturale degli acciai il tenore di
carbonio, aumentandolo lacciaio diventa pi duro. (si
alza la tensione di snervamento e diminuisce il
rapporto snervamento / rottura)

La velocit di deformazione rende gli acciai pi resistenti ma


anche pi fragili Qualche cosa di simile si ha anche per
effetto dellabbassamento della temperatura

Deformare a freddo un acciaio dolce equivale a renderlo pi


resistente in regime elastico ma diminuisce sensibilmente
la sua riserva plastica
Lo si fa negli acciai per molle / nello stampaggio delle
lamiere / nei fili che costituiscono i trefoli delle funi