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Stati di tensione

Se si opera un taglio su di un corpo qualunque soggetto ad un sistema di sollecitazioni esterne, sappiamo già che i due elementi separati si scambiano azioni interne – in forma di forze e momenti risultanti

Se applichiamo questo concetto ad un cubetto elementare inserito in un medium soggetto a carichi, vediamo comparire, su ciascuna delle facce, dei vettori di sforzo, complessivamente equilibrati

σ

σ y y τ yx τ xy σ x x P O x τ xy
σ
y
y
τ
yx
τ
xy
σ
x
x
P
O
x
τ
xy
τ
yx
σ
y
P
P

Associando un sistema di riferimento e scomponendo secondo di esso i vettori di forze per ogni faccia

si determinano i tensori applicati al punto materiale P

questi sono valutati in termini di forze / unità area = Pressioni (Pa)

Le σ sono le tensioni ortogonali alla faccia, positive se ingenerano tensione (e non

compressione)

Le τ sono parallele alla faccia, dirette come l’altro asse di riferimento se l’asse della

normale uscente è diretta come l’asse coordinato corrispondente

σ

σ y y τ yx τ xy σ x x P O x τ xy
σ
y
y
τ
yx
τ
xy
σ
x
x
P
O
x
τ
xy
τ
yx
σ
y

Considerazioni sull’equilibrio dei momenti al

I ordine inducono a ritenere che risulti

τ

xy

=τ

yx

Pertanto i valori indipendenti sono solo 3 (nel piano)

In genere i valori sono ordinati mediante le matrici

Caso 2 D (3 valori indipendenti)

Caso 3 D (6 valori indipendenti)

σ

σ

τ

x

yx

τ

σ

xy

y

 

Se tagliamo il cubetto mediante un piano orientato dalla sua normale ν

Si ottiene, sulla faccia di taglio, una forza risultante

ν

T

Questa può essere scomposta secondo il sistema di riferimento già adottato, tenendo conto della giacitura

ν

(

ν i + ν

x

y

j + ν k

x

)

 σ τ τ  x xy xz   τ σ τ  yx
 σ
τ
τ
x
xy
xz
τ
σ
τ
yx
y
yz
τ
τ
σ
 
zx
zy
z
σ
z
y
τ zx
ν
τ zy
τ xz
P
σ
x
x
O
ν
τ
yz
T
ν :
τ xy
τ
z yx
σ y

Imponendo l’equilibrio alla traslazione in x,y,z si ottiene:

Equilibrio rispetto asse x:

Ricordando che:

ν

T

x

dS

dS

x

+

F

x

dS

= dS ν

x

h

3

− σ

( … idem per y e per z

x

)

dS

x

− τ

yx

dS

y

− τ

zx

dS

z

=

0

e che h = OP = infinitesimo

ν

T

x = σ

x

ν

T

y =

τ

y

x

ν

T

z = τ

zx

ν

x

+ τ

yx

ν

y

+ τ

zx

ν

z

ν

x

+ σ

y

ν

y

+ τ

z

y

ν

z

ν

x

+ τ

zy

ν

y

+ σ

z

ν

z

Relazioni di Cauchy

Con la notazione compatta e indice ripetuto: ν Ti = σ ν con i =
Con la notazione
compatta e indice
ripetuto:
ν
Ti = σ
ν
con
i = 1 … 3
ji
j

ν

T per ogni giacitura

σ 3 σ σ 1 2
σ
3
σ
σ
1
2

Luogo dei punti che racchiude la punta di

ELLISSOIDE DI LAME’ (La giacitura è la normale alla superficie)

DI LAME’ (La giacitura è la normale alla superficie) Gli assi dell’ellissoide forniscono le direzioni

Gli assi dell’ellissoide forniscono le direzioni principalila punta di ELLISSOIDE DI LAME’ (La giacitura è la normale alla superficie) Nelle direzioni principali

Nelle direzioni principali(La giacitura è la normale alla superficie) Gli assi dell’ellissoide forniscono le direzioni principali τ i

τ

i j

= 0

Le tensioni principali sono importanti per i seguenti motivi:

consentono di descrivere la matrice mediante l’utilizzo di soli 3 valori ( tutte ττττ = 0 )

Danno una immediata cognizione del tipo di stato di tensione presente

Consentono di applicare con facilità i criteri di rottura (criteri di equivalenza che

consentono di confrontare stati di tensione non in scala)

Le tensioni principali sono sempre ordinate algebricamente: σ 1 ≥ σ 2 ≥ σ 3

Se sono tutte positive lo stato di tensione risultante è chiaramente di trazione (espansione) Viceversa si ha compressione.

Nei casi misti è opportuno riferirsi al valore medio che prende il nome di sforzo idrostatico

al valore medio che prende il nome di sforzo idrostatico Si ribadisce il concetto che lo

Si ribadisce il concetto che lo stato di sforzo è una caratteristica fisica del sistema, e quindi non dipendente dal sistema di riferimento adottato – pertanto cambiando l’orientazione degli assi di riferimento si muterà la matrice del tensore delle tensioni – anche se rappresenterà sempre la stessa condizione fisica

anche se rappresenterà sempre la stessa condizione fisica È necessario stabilire quando due tensori rappresentano la

È necessario stabilire quando due tensori rappresentano la stessa sollecitazione fisica

INVARIANTI DEL TENSORE

Θ + σ 1 = σ x y + σ Θ 2 = σ τ

Θ + σ

1

= σ

x

y

+ σ

Θ

2

=

σ

τ

y

zy

τ

yz

σ

z

+

Θ

3

= Det

σ

z

σ

τ

x

zx

τ

xz

σ

z

+

σ

x

τ

yx

τ

xy

σ

y

Minore complementare diagonale principale
Minore complementare
diagonale principale

Gli invarianti non mutano quando si calcola il tensore delle tensioni in altro sistema di riferimento

Pertanto si può affermare che due stati di tensione sono equivalenti se i tre invarianti sono uguali

Per mutare sistema di riferimento, basta utilizzare la matrice T dei coseni direttori tra gli assi del vecchio e nuovo sistema di riferimento e operare la trasformazione di base matriciale

σ

′ =

T

T

σ

T

=

l

m

n

x

x

x

l

m

n

y

y

y

l

m

n

z

z

z

 

σ

 

x

τ

τ

yx

zx

τ

σ

τ

xy

y

zy

τ

τ

xz

yz

σ

z

 

l

l

l

x

y

z

T

=

m

m

m

x

y

z

l

l

l

x

y

z

n

n

n

m

m

m

x

y

z

x

y

z

n

n

n

x

y

z

 

Esempio:

σ

Si calcolano i 3 invarianti:

σ

 

x

τ

τ

yx

zx

i 3 invarianti: σ     x τ τ yx zx Θ = σ
Θ = σ + σ 1 x y σ τ y yz Θ = 2
Θ = σ
+ σ
1
x
y
σ
τ
y
yz
Θ =
2
τ
σ
zy
z
Θ = Det
σ
3

+ σ

= −

z

12

+

+

σ

x

τ

xz

+

τ

zx

σ

z

55

σ

x

τ

yx

= -266562

+

τ

σ

τ

xy

y

zy

90

τ

σ

xy

y

=

=

τ

τ

xz

yz

σ

z

 

=

− 12

 

5

60

133

3030

4890

5

55

32

685

=

Si vuole ora calcolare il nuovo tensore di tensione se si ha una rotazione nel piano x-y, con un angolo θ = 25°.

 −

cos 25

)

(

)

(

sin 25

cos(25)

0

(

sin 25

0

)

Gli invarianti risultano:

0

0

1

−





 

12

5

60

0 0 1 −     12 5 − 60 − 5 55 32

5

55

32

60

32

90







 

(

cos 25

)

(

sin 25

)

0

(

sin 25

)

cos(25)

0

Θ

1

= 3.7968 + 39.2032 + 90 = 133

0

0

1

60

32

 

90

[

MPa

]

2545

T

=

cos 25

(

)

(

sin 25

0

)

sin 25

(

)

cos(25)

0

0

0

1

 

=

3.7968

- 28.8764

40.8547

- 28.8764

39.2032

54.3589

40.8547

54.3589

90.0000

Θ

2

= −2545

Θ

3 = -266562

Tensore di deformazione (adimensionale)

In modo analogo al tensore della tensione si definisce un tensore di deformazione che definisce il modo in cui si deforma un corpo attorno ad un suo punto P

ε

ε y y ε yx ε xy ε x ε xy ε yx ε
ε
y
y
ε yx
ε xy
ε
x
ε xy
ε yx
ε

y

x

x

ε

z y ε zx Tensore di Cauchy ε zy ε  ε ε ε 
z
y
ε
zx
Tensore di Cauchy
ε
zy
ε
 ε
ε
ε
xz
x
xy
xz
ε
x
x
ε
ε
ε
yx
y
yz
ε
ε
yz
xy
ε
ε
ε
ε
zx
zy
z
 
z
yx
ε
y

Il significato fisico dei termini del tensore εεεε va legato a forme differenziali degli spostamenti di un corpo:

y

x u δ u u + δ x
x
u
δ u
u
+ δ x
degli spostamenti di un corpo: y x u δ u u + δ x δ v

δ v

+ δ y

v

y

y v x

v

x

δ v ε y = δ y
δ v
ε
y = δ y

Le precedenti espressioni sono scritte trascurando infinitesimi superiori al I ordine - PICCOLE DEFORMAZIONI

Vediamo invece, in 2 D, il significato fisico dei termini misti del tipo

v

y T’ S’ β S T dy P’ R’ P dx R α x
y
T’
S’
β
S
T
dy
P’
R’
P
dx R
α
x

u

v y T’ S’ β S T dy P’ R’ P dx R α x u

α ≈

tan

α =

v +

v

x

dx

v

dx

=

v

x

α + β =

u

y

1  δ u δ v  ε = + xy 2 δ y δ
1  δ
u
δ
v 
ε
=
+
xy
2
δ
y
δ
x
 
 
ε 1  δ
u
δ
w 
=
+
xz
2
 
δ
z
δ
x
 
1  δ
v
δ
w 
ε
 
=
+
yz
2
δ
z
δ
y

+

v

x

=

β ≈

2

ε

xy

tan

β =

= γ

xy

u +

u

y

dy

u

dy

+ inf

esimi

sup

+ inf

esimi

sup

+ inf

esimi

sup

=

u

y

In pratica il termine misto misura la distorsione dell’angolo RPS

Analogamente per gli altri termini yz

e

xz

Il tensore εεεε ammette deformazioni principali e invarianti come il precedente σσσσ

Legame tensione deformazione

Questo legame si esprime in modo semplice nel caso di:

1. comportamento lineare del materiale

2. Ambito di piccoli spostamenti

3. Ambito di piccole deformazioni

4. Corpo omogeneo (proprietà indipendenti dal punto)

5. Isotropia (proprietà indipendenti dall’orientazione del Sistema Riferimento )

In tali ipotesi valgono le equazioni di Navier, per quanto concerne i valori sulla diagonale principale e al di fuori da essa

i valori sulla diagonale principale e al di fuori da essa 1 E 1 E 1

1

E

1

E

1

E

[

[

[

(

(

(

ε − ν σ

xx

=

σ

x

y

x

ε − ν σ

yy

=

σ

y

x

ε − ν σ

zz

=

σ

z

+

+

σ

σ

z

z

+ σ

y

)]

)]

)]

y x ε − ν σ zz = σ z + + σ σ z z
y x ε − ν σ zz = σ z + + σ σ z z

γ xy

γ

xz

γ yz

=

=

=

τ

xy

G

τ

xz

G

τ yz

G

γ ij ε = ij 2
γ ij
ε
=
ij
2

Come si vede il legame è definito in base a 3 costanti (del materiale) che si riducono a 2 indipendenti considerando la relazione

G =

E

2

(1

+ ν

)

E

= modulo di Young /

(Pressione)

=

Pa = N/m 2

MPa = N/mm 2

G

= modulo elasticità trasversale /

(Pressione)

=

Pa = N/m2

MPa = N/mm2

ν = coefficiente di contrazione laterale

(Adimensionale)

Si hanno stati di tensione piano quando tutti i termini del tensore delle tensioni su una riga (e la corrispondente colonna) sono nulli.

Ad esempio se si tratta III riga (z):

σ

z

= τ

xz

= τ

yz

= 0

esempio se si tratta III riga (z): σ z = τ xz = τ yz =
≠ 0 ε zz
≠ 0
ε zz

Questo caso si realizza ad esempio nelle sollecitazioni di lastre (sollecitate membranalmente)

o

Notare che tensioni

piastre (sollecitate flessionalmente) sottili iane corris ondono a deformazioni tridimensionali

p

p

Si hanno stati di deformazione piana quando tutti i termini del tensore delle deformazioni su una riga (e la corrispondente colonna) sono nulli.

Ad esempio se si tratta III riga (z):

ε

zz

= ε

xz

= ε

yz

= 0

se si tratta III riga (z): ε zz = ε xz = ε yz = 0
σ z ≠ 0
σ
z ≠ 0

Questo caso si realizza ad esempio nelle sollecitazioni di lastre (sollecitate membranalmente)

o piastre (sollecitate flessionalmente) spesse e intagliate (concentrazione tensione) Notare che deformazioni piane corrispondono a tensioni tridimensionali

Per una lastra in pratica una deformazione piana indica che non si ha sotto carico una variazione di spessore

E s e m p i o : Riprendendo il caso precedente, si calcolano le

Esempio:

Riprendendo il caso precedente, si calcolano le deformazioni per un acciaio

E = 2.06 10 11

Pa

ν = 0.3

G= 7.92 10 10

ε

xx

ε

ε

yy

zz

=

1

2.06 10

11

 

12

10

=

=

1

2.06 10

1

11

2.06 10

11

 

55 10

6

 

90 10

6

6

0.3

(

55 10

6

0.3

(

12

10

+

90 10

6

6

+

90 10

)

6

 

)

= −

2.69 10

 

=

1.53 10

0.3

(

12

10

6

+

55 10

6

)

 

=

3.74 10

4

4

4

10 6 + 55 ⋅ 10 6 )   = 3.74 ⋅ 10 − −

γ

γ

γ

xy

xz

yz

=

=

=

5 10

6

7.92 10

60 10

6

10

7.92

32

10

10

10

6

7.92

10

10

=

6.31

=

7.57

=

4.04

10

5

10

10

4

4

Appare evidente che se il sistema di riferimento prevede σσσσ principali (τ = 0) - termini fuori diagonale nulli - esso rende anche il tensore εεεε principale (γ = 0)

Ma come si determinano i valori delle tensioni/deformazione principali e le loro direzioni?

Prima vediamo il caso 2D e poi quello 3D

CIRCONFERENZE DI MOHR (2D)

La circonferenza di Mohr descrive lo stato di tensione rispetto ad un fascio di piani avente per sostegno un asse che coincide con una direzione principale (se 2D una direzione principale è ortogonale al piano )

Nella figura risulta τ xz = τ yz =0

σ

σ y y τ yx τ xy σ x x P x τ xy τ
σ
y
y
τ
yx
τ
xy
σ
x
x
P
x
τ
xy
τ
yx
σ
y
y y τ yx τ xy σ x x P x τ xy τ yx σ

Tale rappresentazione non è utile se non è nota almeno una delle direzioni principali

y S τ α σ α x τ xy x P R τ yx σ
y
S
τ
α
σ
α
x
τ
xy
x
P
R
τ
yx
σ
y
2
σ(α) = σ
x cos
2 α + σ
sen
α + 2τ
y

Si assume che τ τ τ τ > 0 se la rotazione è antioraria In tal modo rotazioni ττττ > 0 se la rotazione è antioraria In tal modo rotazioni nel riferimento geometrico e nel piano di Mohr (piano τ-σ) con τ verso basso hanno lo stesso verso

PS = RS cos α

PR = RS sen α

xy

sen α cos α =

Si impone l’equilibrio delle risultanti nella direzione di α:

=

τ

xy

+

sen 2 α +

1

2

σ

x

cos

2

α

+

1

2

σ

y

sen

2

α

+

1

2

σ

x

cos

2

α

+

1

2

σ sen

y

2

α

1

2

σ

x

sen

2

α

1

2

σ

x

sen

2

α

+

1

2

σ

y

cos

2

α

1

2

2

σ

y

cos

α

+

 2 σ x sen 2 α − 1 2 σ x sen 2 α 
) σ (α) = 1 (σ 2 + σ + − σ )cos 2α +
)
σ (α) =
1 (σ
2
+ σ
+
− σ
)cos 2α +
τ
sen 2α
x
y
1 (σ
2
x
y
xy

Ora si impone l’equilibrio in direzione ortogonale rispetto ad α:

τ

(

α

)

=

-

σ

x

2 sen α cos α + σ sen α cos α − τ sen α
2
sen
α
cos
α
+
σ
sen
α
cos
α
τ
sen
α
+
τ
cos
y
yx
xy
τ
(
α
)
=
τ
c
os 2
α
σ
− σ
)
s
en 2
α
xy
x
y
1 2 (

2

α

y S τ σ α σ α x τ xy x P R τ yx
y
S
τ
σ
α
σ
α
x
τ
xy
x
P
R
τ
yx
σ
y

Se riferimento x-y è principale (τ xy = 0) risultano le equazioni parametriche di una circonferenza

0) risultano le equazioni parametriche di una circonferenza 1 2 1 2 ( σ 1 +

1

2

1

2

(σ

1

+ σ

2

)

(σ

2

)cos2α

Infatti posto

δ

ρ

=

=

1

(

σ

1

σ =

+

1

− σ

+ σ

2 2

1

(

σ

− σ

2 2

1

(

σ

- δ

τ = - 1 ) ( σ − σ s en2 α 1 2 2
τ =
-
1 )
(
σ
− σ
s
en2
α
1
2
2
σ
-
δ
=
ρ
cos2
α
τ
=
-
ρ
sen 2
α

Quadrando e sommando

)

)

)

2

(shift origine)

(raggio)

+

τ

2

= ρ

2

σ - δ = ρ cos2 α ( 2 2 2 σ - δ )
σ
-
δ
=
ρ
cos2
α
(
2
2
2
σ
- δ
)
+
τ
= ρ
τ
=
-
ρ
sen 2
α
σ
2
−τ
max
σ
y
τ
yx
τ
xy
Dir. Princ. 1
σ
σ
2 α
σ
σ
x
2
1
α
Dir. Princ. 1
τ
xy
σ
σ
1
τ
y
yx
τ
max
Le rotazioni mantengono lo stesso verso
ρ
δ
τ

Note le due tensioni principali e le loro direzioni (ortogonali nel piano fisico – su un diametro nel piano di Mohr) si possono determinare geometricamente le σ e τ per ogni rotazione α del sistema di riferimento

Ad esempio se

σ =150

σ

1

2 =-100

Si vuole sapere lo stato tensionale dopo rotazione oraria di 40°

σ

σ

τ

x

y

xy

=

=

= −ρ

δ + ρ δ −ρ

cos2

cos2

α =

α =

sen 2

α = −

25

25

125sin 80

+

125 cos 80 125 cos 80

(

(

°

)

= −

(

=

° =

°

)

)

46.7

3.3

123.1

125 cos 80 125 cos 80 ( ( ° ) = − ( = ° =

 

46.7

123.1

123.1

3.3

IL passaggio inverso (dalla matrice che rappresenta il tensore alle tensioni principali) si attua applicando il teorema di Pitagora

σ

1, 2

 

σ

x

+ σ

±

σ

x

− σ

=

 

2

y

2

y

2

+ τ

2

xy

Mentre la direzione nel piano fisico su cui si appoggia la tensione principale σ 1 si ricava annullando la τ

 2 τ 1 τ 2   xy xy tan 2 α = α
2
τ
1 τ
2
xy
xy
tan 2 α =
α =
ar tan
σ
− σ
σ
− σ
2 x
σ 1 ≥ σ 2 ≥ σ 3
y
x
y
La costruzione di Mohr si può rifare appoggiandosi alle
tre direzioni principali, si ottengono così 3 circonferenze
σ
σ
σ
σ
3
2
1
τ

Se invece una delle tensioni principali è nulla – stato di tensione piano – possiamo distinguere 3 casi

σ σ σ 3 2 τ
σ
σ
σ
3
2
τ

σ

1

Solo trazione

σ σ 3 2 τ
σ
σ
3
2
τ

σ

σ

1

Solo compressione

3 casi σ σ σ 3 2 τ σ 1 Solo trazione σ σ 3 2
σ σ σ 3 2 1
σ
σ
σ
3
2
1

σ

τ

Mista

≡ σ σ σ 2 3 1 σ τ Monodimensionale - trazione
≡ σ
σ
σ 2
3
1
σ
τ
Monodimensionale - trazione

σ

3

σ σ σ 2 3 1 σ τ Monodimensionale - trazione σ 3 σ 1 ≡

σ 1

≡ σ

2

σ τ Monodimensionale - trazione σ 3 σ 1 ≡ σ 2 τ σ Monodimensionale -

τ

σ

Monodimensionale - compressione

σ σ σ 3 2 1 τ
σ
σ
σ
3
2
1
τ

Si può dimostrare che appoggiandosi ad una direzione non principale, i punti nel piano di Mohr che corrispondono a valori di σ- τ si posizionano nell’area tratteggiata

σ

σ 1 ≥ σ 2 ≥ σ 3

Tensione idrostatica - Le circonferenze degenerano in un unico punto

I cerchi di Mohr si possono costruire anche per il tensore deformazione

Ricerca delle tensioni principali 3D (valori e direzioni appoggio)

Ripartendo dalle relazioni di Cauchy, in termini matematici, ricercare le direzioni principali equivale a dire cercare quelle direzioni nell’ellissoide di Lamé per le quali la normale alla superficie coincide con la direzione stessa.

ν
ν
ν T

ν

T

ν T i = σ ν con i = 1 3 ji j
ν
T
i = σ
ν
con
i = 1 3
ji
j
 

ν

Es

T

non // a

ν

- direzione non principale

La condizione di parallelismo equivale ad un rapporto costante tra le componenti dei vettori

ν

T

i = λ ν

i

costante tra le componenti dei vettori ν T i = λ ν i σ ji ν

σ ji

ν

j

− λ ν

i

Che può scriversi nella forma:

=

0

(

σ

ji

i =

− λ δ

1,2,3

ji

)

ν

j

=

0

i =

1,2,3

Ne risulta un classico problema agli autovalori

Il problema della ricerca degli autovalori riguarda la ricerca di soluzioni non banali di un sistema di equazioni algebrico omogeneo – in pratica si cercano quei λ che annullano il determinante della matrice dei coefficienti

Det

σ

x

− λ

τ

xy

τ σ

yx

y

− λ

τ zy

zx

τ

σ

τ

τ

z

xz

yz

− λ

=

0

In alternativa, si può ricorrere agli invarianti del tensore:

alternativa, si può ricorrere agli invarianti del tensore: Θ 1 = σ x Θ = 2
alternativa, si può ricorrere agli invarianti del tensore: Θ 1 = σ x Θ = 2

Θ

1

= σ

x

Θ =

2

σ

τ

y

zy

+ σ

y

+ σ

τ

yz

σ

z

+

Θ

3 = Det

σ

z

σ

τ

x

zx

τ

xz

σ

z

 

Minori complementari diagonale principale

   

σ

x

τ

xy

 

τ

yx

σ

y

 

σ

3

− Θ

1

σ

2

+ Θ

2

σ − Θ

3

= 0

+

Θ 1 σ 2 + Θ 2 σ − Θ 3 = 0 + Trovati i

Trovati i tre λ i si ottengono i 3 ν e con Cauchy le 3 σ λ i si ottengono i 3 ν e con Cauchy le 3 σ

principali

Le tensioni principali sono ordinate algebricamente: σ 1 ≥ σ 2 ≥ σ 3 σ 1 ≥ σ 2 ≥ σ 3

L’assenza di alcune di esse dà stati tensione piano, monodimensionaleordinate algebricamente: σ 1 ≥ σ 2 ≥ σ 3 Se Θ 3 = 0 Tensione

Se Θ 3 = 0 Θ 3 = 0

di esse dà stati tensione piano, monodimensionale Se Θ 3 = 0 Tensione piana Se anche

Tensione piana

di esse dà stati tensione piano, monodimensionale Se Θ 3 = 0 Tensione piana Se anche

Se anche Θ 2 = 0

di esse dà stati tensione piano, monodimensionale Se Θ 3 = 0 Tensione piana Se anche

Tens. Monod.le

Esempio:

Consideriamo il seguente tensore di tensione

88.4889

6.9427

-59.9154

6.9427

103.5721

-3.2374

-59.9154

-3.2374

-12.0610

 

Si vogliono determinare le tensioni principali e le direzioni di appoggio nel sistema di riferimento con il quale è stato scritto il tensore su riportato

Innanzitutto si determinano gli invarianti

su riportato Innanzitutto si determinano gli invarianti Θ Θ Θ L’equazione di III grado che, risolta,
su riportato Innanzitutto si determinano gli invarianti Θ Θ Θ L’equazione di III grado che, risolta,

Θ

Θ

Θ

L’equazione di III grado che, risolta, fornisce i tensori principali e’:

1 + σ

= σ

x

+ σ

y

z

=

σ

y

zy

=

2 τ

τ

yz

σ

z

+

σ

τ

x

zx

180.0

τ

xz

σ

z

3 = Det

σ

= −

4.8 10

5

+

σ

x

τ

yx

σ

3

− Θ

1

2

σ

+ Θ

2

σ − Θ

3

τ

σ

xy

y

=

= 0

3.2 10

3

Non è banale risolvere una equazione di III grado, la cosa più semplice è isolare un termine e risolvere per tentativi – ciò è abbastanza veloce

σ

3

180 σ

tentativi – ciò è abbastanza veloce σ 3 − 180 σ 2 3 + 3.2 ⋅

2

3

+ 3.2 10 Θ

2 σ + 4.8 10

5

σ Pr

=

3
3

Θ

1

σ

2

− Θ

2

σ + Θ

3

= 0

La soluzione la cerchiamo per tentativi, ricordando che se

La soluzione la cerchiamo per tentativi, ricordando che se   σ Pr >>>> 3 Θ σ
 

σ Pr

>>>>

3

Θ

σ

2

− Θ

σ

 

+ Θ

 

1

Pr

2

Pr

3

σ Pr

<<<<

2 3 Θ σ − Θ σ + Θ 1 Pr 2 Pr 3
2
3
Θ
σ
− Θ
σ
+ Θ
1
Pr
2
Pr
3
 

sx

dx

   

scarto

 

400

300.1481

   

99.8519

Diminuire

200

182.5161

17.4839

Diminuire

140

137 5069

2 4931

 
 

.

 

.

Diminuire

110

110.4117

   

-0.4117

 

Aumentare

115

115.2923

-0.2923

Aumentare

120

 

120

   

0

 

Occorre diminuire il valore tentativo

Occorre aumentare il valore tentativo

N.B. se si “saltano” delle soluzioni, le inversioni di segno possono essere differenti

. perché ci basta determinare una qualunque delle tensioni principali Conviene utilizzare come I tentativo “trace(σ)”

da

uelle indicate Non ha

q

erò im ortanza

p

p

Le altre due rimanenti si determinano abbassando di grado il polinomio di III grado

 

1

I

1

 

2

I

2

   

I

3

3

2

σ

pr

σ

pr

σ

pr

I σ

1

pr

 

I

2

σ

pr

+ σ

pr

I

1

σ

pr

 

1

σ

 

I

1

I

2

+ σ

2

I

σ

   

//

 
 

1

   

pr

 

pr

 

pr

 

a

b

   

c

1     pr   pr   pr   a b     c σ =

σ =

2 −b ± b − 4 c 2
2
−b ±
b
4 c
2

Nell’esempio in esame si ha:

b = −60

Una volta riordinate si ottiene:

− 60 ± 3600 + 4 4000 ⋅ c = −4000 σ = 2 =
60 ±
3600
+
4 4000
c = −4000
σ =
2
= 120
σ
= 100
σ
= −40
σ 1
2
3

= −

60

±

140

Per la direzione di appoggio, si risolve il sistema a meno di un coefficiente ( ν x =1 )

σ ν + τ ν + τ ν − σ ν = 0 x x
σ
ν
+ τ
ν
+ τ
ν
− σ ν
= 0
x
x
yx
y
zx
z
1
x
ν
− λ ν
=
0
i =
1,2,3
τ
ν
+ σ
ν
+ τ
ν
− σ ν
= 0
σ ji
j
i
yx
x
y
y
yz
z
1
y
τ + τ
ν
ν
+ σ
ν
− σ ν
= 0
 zx
x
zy
y
z
z
1
z
88.4889
6.9427
-59.9154
6.9427
103.5721
-3.2374
Abbiamo annullato il determinante quindi 2 sole
equazioni (e.g. le prime due) sono indipendenti
-59.9154
-3.2374
-12.0610
 
88.4889
+
6.9427
ν
59.9154
ν
= σ
y
z
1
6.9427
+
103.5721
ν
3.2374
ν
= σ ν
y
z
1
y
ν = 0.5372
6.9427
ν
59.9154
ν
=
(
88.4889
+
120
)
y
y
z
Soluzione:
ν = -0.4637
(
103.5721
− 120
)
ν
3.2374
ν
=
0
z
y
z
ν = 0.8155
x
(norm)
2
2
2
ν
= ν
ν
+ ν
+ ν
Si normalizza versore direzione:
ν = 0.4381
i
i
x
y
z
y
ν = − 0.3762
z