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Trust: analisi e prospettive

Pignoramento eseguito nei confronti di un trust (e non del trustee) -


Illegittimit - Sussistenza - rilevabilit dufficio - Fondamento.
Il pignoramento di beni immobili eseguito nei confronti di un trust in
persona del trustee, e non di questultimo, illegittimo, in quanto il trust
un ente privo di personalit giuridica, costituendo un mero insieme di beni
e rapporti destinati ad un fine determinato, formalmente intestati al trustee,
il quale lunico soggetto che, nei rapporti con i terzi, titolare dei diritti con-
feriti nel patrimonio vincolato: ne deriva che il giudice dellesecuzione, nel-
lambito della verifica in ordine allesistenza delle condizioni dellazione ese-
cutiva, pu disporre dufficio la chiusura anticipata della procedura esecuti-
va. (Cod. civ. art. 2645 ter, c.p.c., art. 555, legge 16 ottobre 1989, n. 364) (*).
Cass. Sez. III, sentenza n. 2043 del 27 gennaio 2017; Pres. Roberta Vivaldi; Est. e Rel. F.
De Stefano; P.M. L. De Renzis.

(*) TrusT e trAScrIzIone: quello che lA cASSAzIone


hA Detto (e hA DAto) e quello che non hA Detto (e non
hA DAto) di Angelo Di Sapio e Daniele Muritano (**)
Sommario: 1. La sentenza, il principio di diritto, i fatti. - 2. E mo che succede? -
3. Le carte giocate dalla Cassazione. - 4. La Cassazione gioca tutte carte del me-
desimo seme. - 5. Le altre carte nel mazzo. - 6. Due carte di colore diverso rispet-
to a quello delle carte giocate dalla Cassazione. - 7. Una carta di identico colore,
ma di seme differente rispetto a quello delle carte giocate dalla Cassazione. - 8. Quel-
lo che in concreto la Cassazione non ci ha dato. - 9. Attraverso lo specchio. - 10.
Un crittotipo. - 11. Una questione di metabolizzazione.

(**) Angelo Di Sapio - Notaio in Saluzzo; Daniele muritano - Notaio in Empoli.


La nota frutto di un dialogo tra gli autori, entrambi convinti che bene sviluppare una teo-
ria sin quando, dinanzi a un rompicapo concreto, non presenta significative anomalie che rischia-
no di lanciarla sulliperuranio dei concetti e di farla sprofondare verso lalto. Le anomalie vanno
affrontate cercando di risolverle, eventualmente rifinendo, mitigando, modificando o anche supe-
rando le proprie posizioni di partenza. Solo cos, pare agli autori, potr dirsi che nulla v di pi
pratico di una buona teoria. Anche in ci, essi ritengono, sta la c.d. fattualit del diritto.
Questa composizione stata inizialmente pensata come una composizione per duo. Suo-
nandola insieme si progressivamente trasformata in una composizione a quattro mani, che ha
allargato e allungato le vedute degli autori. Entrambi hanno suonato, ognuno con il proprio sti-
le e la propria esperienza, tutte le scale e tutti i tasti, sicch qui poco importa dire chi sedeva a
destra e chi a sinistra della tastiera.

Vita Notarile n. 1 - Gennaio-Aprile 2017 1


1. La sentenza, il principio di diritto, i fatti
La Corte di cassazione, con la sentenza del 27 gennaio 2017, n. 2043, (1),
si pronuncia per la prima volta, sia pure in un contesto che potrebbe definir-
si quasi-processuale, in materia di pubblicit del trust immobiliare. Confer-
ma la sentenza del Tribunale di Reggio Emilia (2), che (in linea con il prov-
vedimento del Giudice dellesecuzione) aveva dichiarato improcedibile il pi-
gnoramento di un bene immobile in trust trascritto contro il trust e non
contro il trustee a causa dellinesistenza del debitore esecutato, ed enuncia
il seguente principio di diritto:
[P]oich legittimamente il giudice dellesecuzione verifica anche di uf-
ficio lesistenza del soggetto nei cui confronti intentata la procedura esecu-
tiva, va disposta la chiusura anticipata di una procedura seguita al pignora-
mento di beni immobili eseguito nei confronti di un trust in persona del tru-
stee, anzich nei confronti di questultimo, visto che il trust non un ente do-
tato di personalit giuridica, n di soggettivit, per quanto limitata od ai soli
fini della trascrizione, ma un mero insieme di beni e rapporti destinati ad un
fine determinato e formalmente intestati al trustee, che rimane lunico sog-
getto di riferimento nei rapporti con i terzi non quale legale rappresentante,
ma come colui che dispone del diritto; e neppure ostando a tale conclusione
la nota di trascrizione del negozio di dotazione del trust, che non fonderebbe
una valida continuit di trascrizioni con un soggetto inesistente.
Il caso. Il signor A.G., concessa ipoteca su un proprio bene immobile
a garanzia di un mutuo contratto da una societ, aveva successivamente sti-
pulato un trust c.d. autodichiarato, denominato Trust GJMA, vincolandovi
il bene immobile ipotecato. Latto era stato trascritto nei registri immobi-
liari contro A.G. e a favore del trust, che (anche) a tal fine era stato mu-
nito del codice fiscale (3). La banca creditrice, a seguito della risoluzione
del mutuo per inadempimento, notificava il precetto al debitore e al terzo
datore dipoteca, quindi, come si evince dalla narrativa della sentenza del
Giudice dellesecuzione (4), richiedeva il pignoramento nei confronti del
Trust GJMA, notificandolo al Trust GJMA in persona del trustee A.G. La
trascrizione del pignoramento era stata anchessa eseguita contro il Trust
GJMA (5). Dai registri immobiliari il Trust GJMA risultava infatti intesta-
tario del bene ipotecato (6). Infine, nellistanza di vendita, la banca credi-
trice aveva chiesto la vendita dei beni immobili pignorati in danno del ter-
zo proprietario (il Trust GJMA).

(1) Il presente contributo sar pubblicato anche in T&AF a cui era destinato ma dato lin-
teresse per i nostri lettori ...
(2) Trib. Reggio Emilia, 25 febbraio 2014, in T&AF, 2014, p. 433.
(3) La trascrizione reperibile nei registri immobiliari di Reggio Emilia: formalit del 17
giugno 2010, nn. 13531 reg. gen. e 8213 reg. part..
(4) Trib. Reggio Emilia, [ord.] 25 marzo 2013, in T&AF, 2013, p. 636.
(5) La trascrizione reperibile nei registri immobiliari di Reggio Emilia: formalit del 14
febbraio 2013, nn. 2912 reg. gen. e 1948 reg. part..
(6) Il rilievo non di poco conto e le ragioni verranno esposte in seguito nel testo. La
qualifica di trustee da parte del disponente risultava dal quadro D della nota di trascrizione,
nella quale erano indicate le sue generalit.

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La Corte, nellenunciare il principio di diritto sopra ricordato, implicita-
mente conferma quale unica modalit pubblicitaria valida per segnalare
lappartenenza di un bene immobile in trust la necessit di indicare il tru-
stee quale soggetto a favore del quale eseguire la trascrizione. Nulla per
la Corte dice sulle concrete modalit attuative della trascrizione e, in partico-
lare, sulle modalit attuative della trascrizione nel caso in cui un bene immo-
bile sia oggetto di un trust autodichiarato (o statico), comera nel caso di
specie.
noto infatti che, in ambito professionale (7), diffusa la prassi di tra-
scrivere (i) nel caso di trust dinamico latto dispositivo in favore del tru-
stee contro il disponente e a favore del trustee e (ii) nel caso di trust au-
todichiarato latto dichiarativo mediante una sola nota contro il trustee (8).
In entrambi i casi nel quadro D della nota di trascrizione si indicano tutti gli
elementi riguardanti il trust che si ritengono utili. Inoltre, nel caso di trust di-
namico, si esegue, generalmente, unulteriore trascrizione, contro il tru-
stee, al fine di segnalare ai terzi il vincolo gravante sui beni in trust (9): que-
sta seconda trascrizione considerata opportuna alla luce della (ritenuta) in-
sufficienza dellindicazione della qualit di trustee nel quadro D della [pri-
ma] nota di trascrizione, poich detto quadro di compilazione facoltativa,
secondo lorientamento prevalente non sarebbe idoneo a segnalare elemen-
ti dellatto che producano gli effetti tipici della trascrizione (10).

(7) Si tratta del sistema pi praticato, per quanto risulta a chi scrive.
(8) Gli artt. 2645-ter e 2447-bis c.c. costituiscono solidi referenti positivi della trascrizio-
ne eseguita, ai fini di cui allart. 2915 c.c., soltanto contro (a proposito della trascrizione ai
sensi dellart. 2645-ter c.c. v. pure la circolare dellallora Agenzia del territorio n. 5/2006). Un
precedente normativo dato dallart. 2647 c.c. in tema di trascrizione dellatto costitutivo di
fondo patrimoniale con riserva di propriet in capo al costituente.
(9) La trascrizione contro il trustee si ritiene eseguibile in forza dellart. 2915 c.c., nor-
ma che non disciplina le modalit di trascrizione del vincolo ma solo la risoluzione del con-
flitto tra pignoramento e atto costitutivo del vincolo di indisponibilit. Secondo un autore (F.
Gazzoni, La trascrizione dei trust e delle sentenze, nel Trattato della trascrizione diretto da E.
Gabrielli e F. Gazzoni, 1, Utet, 2012, p. 491 ss.), tuttavia, lart. 2915 c.c. non sarebbe comun-
que sufficiente in quanto norma secondaria, occorrendo quindi una norma speciale sui trust
(non solo per la trascrizione contro il trustee ma, pi in generale, per la trascrizione in s
considerata). Si condivisibilmente replicato (da l. Gatt, Il trust italiano, in AA.VV., Dal
trust allatto di destinazione patrimoniale. Il lungo cammino di unidea, Gruppo 24 Ore, 2013,
128, nt. 52) che la classificazione come norma secondaria appare del tutto incomprensibile,
per non dire arbitraria, dato che noto come un istituto la trascrizione nel caso in esame
non possa considerarsi disciplinato solo dalle norme presenti nel titolo a esso dedicato ma che
tali norme vadano rinvenute nella complessit del sistema. Trattandosi, poi, di norma codici-
stica, presente, tra laltro, nel medesimo Libro VI, non si vede come possa pensarsi a una su-
bordinazione di essa rispetto ad altre norme nella definizione del raggio operativo dellistitu-
to della trascrizione.
(10) G.A. Di Vita, Il valore delle indicazioni inseribili nel quadro D della nota di tra-
scrizione ai fini della opponibilit, in Il Notaro, 2007, p. 93.
Distinguere, ai fini dellopponibilit, tra i diversi quadri di cui composta la nota di tra-
scrizione appare operazione interpretativa forse da rimeditare, in considerazione anche del co-
stante orientamento di giurisprudenza che ritiene opponibile ai terzi la nota e non gli specifici
quadri di essa. Sulla base di questo principio, che potremmo definire di unitariet della nota di
trascrizione, potrebbe ragionevolmente concludersi circa la sufficienza di una sola (e unica)
trascrizione a favore del trustee, atteso che la lettura congiunta del quadro A e del quadro D
non dovrebbe indurre alcuna incertezza sul rapporto giuridico cui si riferisce latto, cos come
si ricava dallart. 2665 c.c. In altri termini, pare difficile sostenere, in presenza della sola nota

3
Affermare per, come si ricava dal principio di diritto della sentenza che
si annota, che il trust non un ente dotato di personalit giuridica, n di sog-
gettivit, per quanto limitata o ai soli fini della trascrizione produce conse-
guenze importantissime anche sul piano delle modalit attuative della trascri-
zione.
Una cosa certa: sulla base del principio di diritto enunciato, indicare
nel quadro C della nota, quale soggetto a favore, il trust giuridicamen-
te errato. Una nota di trascrizione che riportasse nel quadro C lindicazio-
ne del trust quale soggetto (a favore e/o contro) dovrebbe essere rifiu-
tata ai sensi dellart. 2674 c.c. in quanto non conterrebbe le indicazioni di
cui allart. 2659, comma 1, n. 1), c.c. (11) e, qualora eseguita, sarebbe in-
valida per violazione dellart. 2665 c.c. poich induce incertezza sulla per-
sona a cui si riferisce latto. Questo, in sostanza, quanto ci dicono i giu-
dici di legittimit.
Il ragionamento della Corte a prescindere dai nevralgici profili pro-
cessuali della vicenda (12) presenta una sua linearit. La Corte si sinto-
nizza sulla sua precedente giurisprudenza (definita gi consolidata) in or-
dine alla natura del trust e non ritiene vi siano validi motivi per discostar-
si. Il trust un semplice insieme di beni e rapporti destinati a un fine deter-
minato, nellinteresse di uno o pi beneficiar, formalmente intestati al tru-
stee (par. 15) (13); il trustee lunico legittimato nei rapporti con i terzi
(par. 16), il trustee lunica persona di riferimento e non un legale rap-
presentante (par. 17); i beni conferiti in trust devono essere pignorati nei
confronti del trustee, a prescindere dalla espressa spendita di tale qualit
(par. 18).
I provvedimenti giudiziari che hanno ammesso la trascrizione a favo-
re del trust potrebbero quindi, a seguito della sentenza in esame, ritenersi

di trascrizione in favore del trustee, che un creditore personale di costui possa liberamente
aggredire i beni in trust eccependo che il vincolo sui beni gli inopponibile per mancanza del-
la trascrizione contro il trustee. Il sistema della trascrizione non pu giungere a proteggere
un affidamento del terzo che sia stato gravemente negligente: il che, a nostro avviso, accade
proprio nel caso in parola, in cui la qualit di trustee, pur se non emerge dal quadro C della
nota di trascrizione, si ricava facilmente, appunto, dalla combinazione della lettura dei quadri
A e D.
(11) Lart. 2659, comma 1, n. 1), c.c. impone di indicare nella nota di trascrizione il co-
gnome e il nome, il luogo e data di nascita e il numero di codice fiscale delle parti, nonch il
regime patrimoniale delle stesse, se coniugate; la denominazione o la ragione sociale, la sede e
il numero di codice fiscale delle persone giuridiche, delle societ previste dai capi II, III e IV
del titolo V del libro quinto e delle associazioni non riconosciute, con lindicazione, per queste
ultime e per le societ semplici, anche delle generalit delle persone che le rappresentano se-
condo latto costitutivo. Per i condominii devono essere indicati leventuale denominazione,
lubicazione e il codice fiscale.
(12) Si prescinde in questa sede dallanalisi dei profili processuali, pur se decisivi ai fini
della soluzione della questione, trattandosi di stabilire se il potere di dichiarare limprocedibi-
lit della procedura di espropriazione immobiliare spetti al giudice dufficio oppure su istanza
di parte (la Corte ha seguito la prima opzione).
(13) La Corte richiama qui il suo robusto apparato di precedenti: Cass., 22 dicembre 2015,
n. 25800, in questa Rivista, 2015, p. 267; Cass., 18 dicembre 2015, n. 25478, in questa Rivista,
2016, p. 177; Cass., 20 febbraio 2015, n. 3456, allindirizzo www.ilcaso.it; Cass., 9 maggio
2014, n. 10105, in questa Rivista, 2014, p. 416. Alle argomentazioni sviluppate in questi pre-
cedenti la Corte si accoda (par. 17 della sentenza, in fine).

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superati (14), cos come lanalogo indirizzo dottrinale e la prassi professio-
nale che li hanno accreditati (15).

2. E mo che succede?

La Corte di cassazione, si appena detto, svolge un ragionamento che


presenta una sua linearit, fondato sul richiamo dei suoi precedenti: il trust
non un soggetto giuridico; il pignoramento stato notificato e trascritto nei
confronti di nessuno; ergo la procedura esecutiva non pu proseguire.
Il tema della validit della trascrizione del pignoramento nonch dellat-
to istitutivo del trust autodichiarato apparentemente non sembra avere rilie-
vo, tanto che la stessa sentenza verbalizza che da tale questione si pu del tut-
to prescindere, poich dirimente il fatto che il soggetto nei cui confronti
lazione esecutiva stata promossa (scil. il trust) inesistente e quindi la pro-
cedura non pu proseguire (par. 28).
Il tema della validit della trascrizione, in realt, tuttaltro che privo di
rilievo, anche perch, se cos fosse, non avremmo motivo di occuparcene in
questa sede.
E che tale tema non sia privo di rilievo ma, al contrario, rilevantissimo,
si ricava dallo stesso principio di diritto. Afferma infatti la Corte, nelle ulti-
me tre righe del principio di diritto, che [l]a nota di trascrizione del negozio
di dotazione del trust [ma era un trust autodichiarato, in verit, n.d.r.], non
fonderebbe una valida continuit di trascrizioni con un soggetto inesistente,
il che val quanto dire, per lappunto, che tale trascrizione nulla.
La Corte si riferisce a uninterminabile serie di problemi che scaturireb-
bero a carico dellaggiudicatario dalla prosecuzione della procedura (16). Tut-
tavia, assumendo che il principio di diritto espresso dalla Cassazione sulle
modalit di trascrizione di tali atti sia non solo corretto, ma anche lunico cor-
retto, ne discendono conseguenze altrettanto rilevanti.
Insomma, la Cassazione ha scalato il lato di una piramide portando con
s la pallina della validit della sola trascrizione a nome del trustee, il che ci
stimola a vedere che succede quando si lascia rotolare la pallina dal lato op-
posto.

(14) I provvedimenti che hanno ammesso la trascrizione a favore del trust sono Trib.
Torino, [decr.] 10 febbraio 2011, in T&AF, 2011, p. 627 e in Notariato, 2011, p. 408 (nota A.
Stefani); Trib. Torino, [decr.] 10 marzo 2014, in T&AF, 2014, p. 430. Hanno invece negato la
legittimit della trascrizione favore del trust Trib. Reggio Emilia, [decr.] 25 febbraio 2014, in
T&AF, 2014, p. 433 e Trib. Udine, [ord.] 4 novembre 2013, in T&AF, 2014, p. 437. Per un com-
mento si rinvia a D. muritano, Conflitti giurisprudenziali in tema di trascrizione del trust, in
T&AF, 2014, p. 361.
(15) D. Parisi, Trascrizione a favore del trust: luovo di Colombo?, in questa Rivista,
2011, p. 608; Id., Un caso di manutenzione del trust: la sostituzione del trustee, in questa Rivi-
sta, 2010, p. 438. Contra D. muritano, Conflitti giurisprudenziali [supra, nota 14] e, in ordi-
ne alle specifiche tematiche che si aprono con riferimento alle domande giudiziali, F. corsini,
Il trustee nel processo di cognizione, Giappichelli, 2012, p. 75 ss. e 174 ss.
(16) La Corte tuttavia non indica quali siano tali problemi. Pi oltre nel testo segnalere-
mo i principali.

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Vediamo quindi quali sono le conseguenze, i problemi da mettere sul
piatto della discussione e da risolvere.
Anzitutto, i notai che hanno eseguito la trascrizione potrebbero ripresen-
tare una nuova nota a favore del trustee (o contro il trustee nel caso di
trust autodichiarato) (17).
La nuova trascrizione, chiaramente, non pregiudica i diritti dei terzi ri-
sultanti da atti precedentemente trascritti. E allora si pone una prima questio-
ne. Data linesistenza del soggetto a favore (il trust), potrebbe ben dirsi che
qualunque diritto acquistato da un terzo contro il trust non sia salvo. Si pen-
si a chi ha acquistato un bene immobile con atto trascritto contro il trust e
a suo favore o alla banca che ha iscritto ipoteca (volontaria o giudiziale) con-
tro il trust. Queste trascrizioni, sulla base del principio di diritto declamato
in sentenza, sarebbero invalide per violazione dellart. 2665 c.c..
A cascata (ecco la pallina che rotola e prende velocit), la regola di con-
tinuit delle trascrizioni, di cui allart. 2650 c.c., non sarebbe rispettata. Ce lo
dice la stessa sentenza in commento (par. 27 e principio di diritto, ultime tre
righe). E non sicuro che gli acquisti dei terzi possano essere salvi per effet-
to della c.d. pubblicit sanante di cui allart. 2652, n. 6), c.c.. Si ritiene infat-
ti che, a fronte di una formalit invalida, non avrebbe alcuna giustificazione
logica la salvezza dei diritti dei terzi consentita in presenza dei presupposti
richiesti dal secondo capoverso del n. 6) dellart. 2652 c.c. (18).
I problemi non finiscono qui. Se pur vero, infatti, che linvalidit del-
la trascrizione eseguita a nome del trust va dichiarata dal giudice, non me-
no vero che rispetto a tale segnalazione pubblicitaria potrebbero esservi inte-
ressi confliggenti. Taluni (ad esempio i creditori del disponente) potrebbero
avere interesse a far accertare dal giudice linvalidit della trascrizione e quin-
di linopponibilit nei loro confronti del trasferimento del bene dal disponen-

(17) Eventualmente aggiungendo la seconda nota contro nel caso di trust dinamico
oppure ritrascrivendo la sola nota contro il trustee nel caso di trust autodichiarato.
Si qualifichi tale nota come nota in rettifica, nota in ripetizione o nota in conferma
un altro paio di maniche. Sulla rettifica non tutti la pensano allo stesso modo e v., s.v., A.
Di Sapio, Trust e modalit di esecuzione della pubblicit immobiliare, in questa Rivista, 2015,
p. 217 (parte prima) e p. 695 (parte seconda), segn. p. 712 (nt. 121): in ordine alla differenza
tra trascrizione in ripetizione e trascrizione in conferma si leggono con interesse le pagine
di D. rubino, Lipoteca immobiliare e mobiliare, nel Trattato di diritto civile e commerciale
Cicu - Messineo, Giuffr, 1956, p. 336 e di A. chianale, Lipoteca, nel Trattato di diritto civi-
le diretto da R. Sacco, Utet, 2005, p. 273 s., dedicate alla iscrizione ipotecaria ma utili anche
per chiarirsi le idee in tema di trascrizione.
(18) r. triola, La trascrizione2, nel Trattato di diritto privato diretto da M. Bessone,
Giappichelli, 2004, p. 222. La questione dibattuta, ritenendosi da altri (G. Baralis e G. me-
titieri, Pubblicit sanante, leggi speciali e responsabilit notarile, in Riv. dir. civ., 1991, II, 363,
a p. 372 ss.) che linvalidit della trascrizione non avrebbe alcun effetto nei confronti dellac-
quisto del terzo subacquirente, a meno che allinvalidit della trascrizione si aggiunga linva-
lidit del titolo, fermo restando, per, che linvalidit della trascrizione fa certamente venire
meno la continuit delle trascrizioni, per cui il subacquirente dovr curare che essa sia nuova-
mente eseguita in modo valido, per potersi giovare degli effetti di cui allart. 2650 c.c..
Qui fa capolino la questione se la presunzione di legittimit degli atti della pubblica am-
ministrazione sia o meno idonea a fondare un affidamento tutelato dei terzi. Per una prima pre-
sa di contatto con il tema v. G. Gabrielli, La pubblicit immobiliare, nel Trattato di diritto ci-
vile diretto da R. Sacco, Utet, 2012, p. 24 s., ove ragguagli.

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te al trustee ovvero del vincolo apposto sul bene nel caso di trust autodichia-
rato. Altri (ad esempio i creditori o aventi causa dal trustee) potrebbero ave-
re interesse a far accertare dal giudice che la propriet del bene del trustee
o che esso vincolato in trust a seguito della stipula di un trust autodichiara-
to ovvero (in particolare gli aventi causa) a ottenere una nuova esecuzione
della formalit in modo corretto (19).
Ancora (per non farci mancare nulla). Com noto, innumerevoli atti tra-
slativi di beni in favore di un trustee ovvero atti istitutivi di trust autodichia-
rati sono stati oggetto di impugnazione da parte dei creditori del disponente
al fine di farli dichiarare inefficaci in quanto stipulati a loro danno (20).
questa una delle ragioni per cui il legislatore ha introdotto nel codice civile
lart. 2929-bis, il quale prevede la c.d. revocatoria semplificata (o pignora-
mento revocatorio che dir si voglia) (21) e consente al creditore che sia pre-
giudicato da un atto del debitore di costituzione di vincolo di indisponibilit
o di alienazione, che ha per oggetto beni immobili o mobili iscritti in pubbli-
ci registri, compiuto a titolo gratuito successivamente al sorgere del credito,
di procedere, munito di titolo esecutivo, a esecuzione forzata, ancorch non
abbia preventivamente ottenuto sentenza dichiarativa di inefficacia, se tra-
scrive il pignoramento nel termine di un anno dalla data in cui latto stato
trascritto.
Dunque, il termine di un anno ex art. 2929-bis c.c. decorrerebbe forse
dalla nuova trascrizione a favore del trustee, per cui il creditore minuto di
titolo esecutivo, entro un anno dalla nuova trascrizione potrebbe procedere a
esecuzione forzata trascrivendo il pignoramento direttamente nei confronti
del trustee?

(19) Cosa potrebbero fare i creditori del trust? Trascrivere il pignoramento contro il
trustee? Cos era avvenuto nella controversia incardinata presso il Trib. Torino nel 2009 di cui
ci d notizia A. Stefani, Trascrizione a favore del trust: una nuova frontiera?, nota a Trib. To-
rino, [decr.] 10 febbraio 2011, in Notariato, 2011, 410, a p. 417: la trascrizione originaria era
stata eseguita proprio in favore del trust, con menzione nel quadro D del vincolo gestorio e
dellidentit del trustee e tale menzione stata ritenuta sufficiente per desumere la qualit del
trustee (cui il pignoramento era stato ritualmente notificato) e, quindi, di titolare dei beni con-
feriti in trust. Sennonch, se seguiamo limpostazione della Cassazione, la soluzione dubbia
perch la trascrizione a favore del trust non produce comunque effetto. Avrebbe allora il cre-
ditore procedente dovuto proporre una diversa domanda volta a far dichiarare linvalidit del-
la trascrizione a favore del trust (chiedendo la trascrizione di questa domanda ex art. 2652,
n. 6), c.c.), cercando di ottenere, nel frattempo, il sequestro dei beni? Sono questioni delicate e
pensose. Un punto fuori discussione: per chiedere la nullit di un atto giuridico occorre aver-
ne interesse; i creditori del disponente hanno evidentemente interesse a far valere la nullit, ma
i creditori funzionali hanno interesse contrario; in nessun caso la formalit pu essere ritenuta
invalida per alcuni creditori e valida per altri creditori, meno uguali dei primi, che labic del-
la pubblicit immobiliare e v., a proposito dellart. 2841 c.c., D. rubino, Lipoteca [supra, no-
ta 17], p. 331 (testo e nt. 111).
(20) Le sentenze in materia sono ormai cos numerose che questa stessa Rivista ha deci-
so di pubblicare solo le massime e non pi i testi integrali.
(21) Sullo scaffale, tra altri, G. oberto, La revocatoria degli atti a titolo gratuito ex art.
2929-bis c.c., Giappichelli, 2015; D. muritano, Il nuovo art. 2929-bis c.c.: quale futuro per la
protezione del patrimonio familiare, in Riv. dir. banc., www.dirittobancario.it, 2015, p. 25; A.
Di Sapio, Lart. 2929-bis c.c. dalla prospettiva della tutela dellaffidamento dei terzi, in Dir.
ed economia dellimpresa, 2016, p. 289; m. leo, Il pignoramento revocatorio, in Riv. not.,
2016, p. 981 ss..

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Stesso interrogativo potrebbe porsi con riferimento allazione revocato-
ria ordinaria, qualora si aderisca allopinione giurisprudenziale (additiva) se-
condo cui la decorrenza del termine di prescrizione dellazione, nel caso in
cui latto di disposizione abbia a oggetto beni immobili, non decorre come
dice lart. 2903 c.c. dalla data dellatto, ma dalla data della sua trascrizio-
ne, che necessaria affinch esso sia reso conoscibile ai terzi e a loro oppo-
nibile (22).
Dunque, il termine di cinque anni ex art. 2903 c.c. decorrerebbe forse
dalla nuova trascrizione a favore del trustee?

3. Le carte giocate dalla Cassazione

Immaginiamo adesso di giocare a carte e proviamo a verificare che tipo


di carte la Corte ha giocato.
Limpressione che i giudici di legittimit abbiano giocato delle carte
tutte del medesimo colore. Anzi, del medesimo seme. Ma i semi nelle carte,
lo sappiamo, sono quattro.
Verifichiamo quindi se e in che misura questa impressione pu diventa-
re una convinzione.
Scandagliamo, palmo a palmo, i passaggi argomentativi della sentenza
in commento. Sono essenzialmente due: il primo logico, il secondo teleolo-
gico (23).
Primo passaggio, il passaggio logico.
Premessa maggiore: lespropriazione di beni gravati da ipoteca per de-
bito altrui si esegue mediante notifica del titolo e del precetto sia al debitore,
sia al terzo proprietario; il pignoramento e in genere gli atti despropriazione
si compiono nei confronti del terzo (artt. 602 ss. c.p.c.).
Premessa minore: il trust non un ente dotato di personalit giuridi-
ca, ma un semplice insieme di beni e rapporti destinati ad un fine determi-
nato, nellinteresse di uno o pi beneficiar, formalmente intestati al trustee
(par. 15); conseguentemente il trustee lunica persona di riferimento con
i terzi e non quale legale rappresentante, ma quale soggetto che dispone del
diritto (par. 17).
Conclusione: qualora oggetto dellespropriazione siano beni immo-
bili facenti parte di un trust fund, essi devono essere pignorati nei con-
fronti del trustee (par. 18); viceversa un pignoramento che colpisca be-
ni che si prospettano nella formale e separata titolarit di un trust pro-

(22) In questi termini Cass., [ord.] 27 maggio 2014, n. 11815, in Foro it. Rep., 2014, vo-
ce Revocatoria (azione), n. 18. Contra Cass., 15 febbraio 2007, n. 3379, in Giust. civ., 2008,
I, p. 1281.
(23) I passaggi, in realt, risultano invertiti nella motivazione di Cass., 7 gennaio 2017,
n. 2043, che, letta tutta dun fiato, sembrerebbe muoversi su un registro argomentativo marca-
tamente consequenzialista: un ottimo affresco su questa grammatica argomentativa in l. men-
goni, [1994] Largomentazione orientata alle conseguenze, ora in Id., Ermeneutica e dogma-
tica giuridica, Giuffr, 1996, 91.

8
spetta una fattispecie giuridicamente impossibile secondo il vigente ordi-
namento interno e, quindi, insanabilmente nulla per impossibilit di iden-
tificare un soggetto esecutato giuridicamente possibile, siccome inesisten-
te e quindi insuscettibile tanto di essere titolare di diritti che soprattut-
to e per quanto rileva ai fini della proseguibilit del relativo processo ese-
cutivo di subire espropriazioni (cio coattivi trasferimenti) dei medesi-
mi (par. 19).
Secondo passaggio, il passaggio teleologico.
La particolare struttura del processo esecutivo si caratterizza per listi-
tuzionale carenza di contraddittorio in senso tecnico per lassenza di contro-
versie in punto di diritto [], in uno alla altrettanto istituzionale soggezione
processuale di uno dei due soggetti necessari e cio del debitore allaltro,
cui riconosciuto il potere di impulso e cio al creditore. Queste due pecu-
liari caratteristiche della struttura del processo esecutivo devono [] esse-
re compensate da una pi intensa potest [giudiziale] di verifica anche for-
male della sussistenza di condizioni e presupposti per la corrispondenza del
processo stesso alla sua funzione (par. 10). Sta qui la ragione per cui [r]ien-
tra [] nei poteri ufficiosi del giudice dellesecuzione il riscontro delle im-
prescindibili condizioni dellazione esecutiva e presupposti del processo ese-
cutivo, quelli cio in mancanza [] dei quali questultimo non pu con ogni
evidenza proseguire o raggiungere alcuno dei suoi fini istituzionali e va chiu-
so anticipatamente, al di l e a prescindere di ogni espressa previsione nor-
mativa di estinzione (par. 9).
Il giudice dellesecuzione ha dunque un accentuato ruolo di controllo,
che funzionale almeno al superiore interesse della regolarit delle opera-
zioni dellufficio giurisdizionale, dal quale gli estranei sollecitati a coinvol-
gersi nel processo come i potenziali aggiudicatari, peraltro indispensabili
affinch lespropriazione si completi con la liquidazione del bene del debito-
re al fine del soddisfacimento almeno parziale dei crediti azionati devono
potersi attendere affidabilit ed attendibilit, sia per unopzione ricostruttiva
di valenza assiologica assoluta che per la convenienza anche esclusivamen-
te utilitaristica di garantire la massima funzionalit possibile del meccanismo
in s considerato (par. 11). quindi doveroso per il giudice [dellesecuzio-
ne] rilevare, quando essa risulti ictu oculi, la carenza radicale di quelle con-
dizioni dellazione o presupposti processuali, tra cui rientra certamente la giu-
ridica inesistenza del soggetto nei cui confronti stato eseguito il pignora-
mento (par. 12).
Conclusione: la vendita forzata promossa nei confronti di un trust, da
ritenersi [in omaggio al primo argomento] come un soggetto giuridico ine-
sistente, sarebbe ab origine caduca, tale da riversare sul potenziale incol-
pevole aggiudicatario uninterminabile serie di problemi particolarmente
complessi, per fare fronte ai quali obiettivamente aleatoria la garanzia
per evizione pure incombente al creditore, sicch si vanificherebbe lesi-
genza di tutela dellaffidamento sulla ritualit del trasferimento, che una
vendita comunque proposta e gestita da un ufficio pubblico particolarmen-
te qualificato, quale il giudice delle esecuzioni, normalmente suscitereb-
be (par. 13).

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4. La Cassazione gioca tutte carte del medesimo seme

Lo vedete? Sono tutte carte del medesimo seme. Il seme questo, mes-
so in mostra dagli stessi giudici di Cassazione: leffetto proprio del trust non
quello di dare vita ad un nuovo soggetto di diritto, ma quello di istituire un
patrimonio destinato ad un fine prestabilito (par. 17). La pubblicit immo-
biliare va inquadrata in chiave soggettiva e, conseguentemente, la continui-
t delle trascrizioni presuppone comunque lesistenza dei soggetti (e dei be-
ni) cui esse si riferiscono, tanto che, in difetto di corrette generalit identifi-
cative, non si producono effetti nei confronti dei terzi ed a favore di chi la for-
malit esegue (par. 27).
In filigrana. Il nostro sistema giuridico farebbe integralmente leva sul
criterio di imputazione dei rapporti giuridici, un criterio che necessita, onto-
logicamente, dellindividuazione di un soggetto giuridico, sia in campo so-
stanziale, sia in campo processuale, sia nellesecuzione delle relative forma-
lit pubblicitarie. Di qui ladagiarsi nella comoda nicchia della inesistenza
giuridica dellente trust.

5. Le altre carte nel mazzo

Notava efficacemente Riccardo Orestano che, fissati i concetti in un da-


to modo, opera vana cercare di farvi rientrare a forza, dopo, ci che noi
medesimi abbiamo escluso da essi, prima, nel costruirli. Con un esempio un
po banale, ma evidente, potremmo dire che come definire il triangolo e
poi meravigliarsi che non comportando quattro angoli e quattro lati il suo con-
cetto non sia idoneo a rappresentare anche le figure quadrate. Purtroppo mol-
ti ragionamenti e molte discussioni che si sono fatte [] non hanno maggior
senso e valore di quelli che si volessero fare sullammissibilit o meno di un
triangolo a quattro lati. Il che per non significa affatto che nel mondo del
reale non ci siano anche i quadrati e che non sia compito della scienza darne
conto (24).
Vediamo allora quali sono le altre carte nel mazzo. Proviamo a girarne
insieme qualcuna. Bastano tre: due di colore diverso e una di seme differen-
te (ma di identico colore) rispetto a quello delle carte giocate dalla Corte.

6. Due carte di colore diverso rispetto a quello delle carte giocate dalla
Cassazione

(i) Prima carta.


Non dubbio che il trust indichi un insieme di rapporti giuridici. Ce lo
dice pure la Convenzione de LAja: lart. 2 fa la O col bicchiere, [p]er trust

(24) r. orestano, Diritti Soggettivi e diritti senza soggetto, in Jus, 1960, 149, a p. 196
(cors. nel testo).

10
sintendono i rapporti giuridici istituiti da una persona, il costituente con at-
to tra vivi o mortis causa qualora dei beni siano stati posti sotto il control-
lo di un trustee nellinteresse di un beneficiario o per un fine specifico. Ma
questo, a ben riflettere, non un argomento sufficiente per negare la trascri-
zione in favore del trust. Questo un predicato generale. Noi siamo alla
ricerca di un predicato differenziale.
Un esempio ci sar daiuto. Luomo non si distingue dal cavallo perch
un animale. Si distingue dal cavallo per la sua capacit di ridere (25), men-
tre riguardo alla aristotelica razionalit, di questi tempi, si pu nutrire qual-
che dubbio.
Ora. Anche con la locuzione societ per azioni noi indichiamo un in-
sieme di rapporti giuridici. Ci che marca la differenza la natura angelica
che riconosciamo pacificamente alla societ per azioni, mentre per i trust ten-
diamo a escluderla tout court.
Laccennata differenza dei trust rispetto alle societ di capitali, ma pure
rispetto agli altri centri di imputazione giuridica, stata spiegata sul calco
di altro indirizzo di legittimit relativo ai fondi di investimento immobiliare
chiusi osservando che nei trust si registra lassenza di una struttura orga-
nizzativa minima, di rilevanza anche esterna (26).
In realt potrebbe scavarsi pi a fondo. Potrebbe analizzarsi largomen-
to dal punto di vista gius-economico, e non soltanto dal punto di vista giuri-
dico-concettuale (27). Non sarebbe poi male se ci mettessimo prima daccor-
do su cosa intendiamo per struttura organizzativa minima, di rilevanza an-
che esterna, giusto per accrescere un po la nostra duttilit e scongiurare lin-
versione delle dimostrazioni (peraltro spesso pi annunciate che sviluppate)
con le nostre conclusioni (28).
Non questa la sede per intrattenerci su argomento di tale ampiezza, ma
un dato almeno un dato va registrato, magari cos evitiamo di scoprire co-
se gi note da molto tempo (29).
Nel medioevo molte faccende sono state spiegate con la succosa meta-
fora dei due corpi del Re: il corpo naturale, mortale e soggetto a tutte le ca-

(25) u. eco, di cui Lantiporfirio, in G. Vattimo e P.A. rovatti [cur.], Il pensiero debo-
le, Feltrinelli, 1983, p. 52, segn. p. 62 e poi [1983] Il nome della rosa, Postille, Bompiani, 1986,
p. 507.
(26) Cass., 15 luglio 2010, n. 16605, in Foro it., 2011, I, p. 1853 (nota S. Pellagatta), nel
cui filone siscrive, pi di recente, Cass., 20 maggio 2013, n. 12817, in Riv. not., 2013, p. 744.
(27) P. Ferro-luzzi, Un problema di metodo: la natura giuridica dei fondi comuni di
investimento (a proposito di Cass. 15 luglio 2010, n. 16605), in Riv. soc., 2012, p. 751, in part.
p. 752 ss. e 755.
(28) Il discorso fatto nel testo un po rozzo. Il filosofo ne discorre in modo raffinato: D.
Davidson, [1974] Sullidea stessa di schema concettuale, ora in Id., Verit e interpretazione,
(trad. it. R. Briati), Il Mulino, s.d., ma 1998, p. 263, con introduzione di E. Picardi. Bene ha fat-
to questultima A., ivi, p. 9, a ricordarci la risposta che Kant diede alla domanda [c]os la ve-
rit?: ecco [a] questa domanda si pu rispondere soltanto con regole che gi presuppongono
che si sappia distinguere il vero dal falso. Appunto, attraverso regole che presuppongono un
accordo di massima sulle credenze, e qui il discorso ovviamente quello di D. Davidson [su-
pra, in questa nota], p. 280.
(29) l.-J. constantinesco, [1974] Il metodo comparativo, ed. it. di A. Procida Mirabel-
li di Lauro, (trad. it. Id. e R. Favale), Giappichelli, 2000, p. 175.

11
ducit naturali e accidentali; il corpo politico, etereo e invisibile, che non pu
morire e che non soggetto a modificazione. Le membra del corpo politico
erano i sudditi [ quando si dice corpo elettorale]. Il Re e i suoi sudditi
formavano, guarda un po, la corporation. Il Re era il capo dei suoi sudditi e
governava su di essi. Ci siamo: fu proprio la separazione dei corpi a chiarire
perch, morto il Re, il governo dei sudditi proseguiva senza soluzione di con-
tinuit e senza che nulla si modificasse. La morte non produceva altro effet-
to che lo spostamento del corpo politico da un corpo naturale a un altro (30).
Puntiamo adesso il nostro focus sulla continuit nei rapporti giuridici, te-
nendo aperti gli occhi sui due corpi del Re. Bene, tanto per le societ per azio-
ni, quanto per i trust, nulla si modifica in caso di morte degli amministratori
e del trustee; nulla si modifica in caso di morte dei sindaci e del guardiano.
Appunto, the King, as King, never dies. Il che ci d contezza del perch la
dottrina comparatistica, poco accondiscendente agli incantesimi e alle presti-
digitazioni del positivismo cerebrale, ci ricorda, a buon motivo, limportan-
za di questa concezione: si badi, non solo con riferimento alle societ per azio-
ni (31), ma anche ed ecco il punto dapprodo con riferimento ai trust (32).
Il cerchio si chiude. Tutto sta nel set di regole al cospetto delle quali noi
ravvisiamo una organizzazione di rilevanza anche esterna e, prima ancora,
nel packaging concettuale che ce ne rende digeribile lesistenza. Non si trat-
ta pertanto dei misteri del Re, ma della decantazione dei nostri modelli di ri-
ferimento e della percezione che abbiamo di essi.
Qui sta la cifra della tematica in esame: molti nostri discorsi pagano da-
zio a convinzioni dogmatiche che declinano i trust sul modello proprietario.
Le forme di governo della ricchezza sono tuttavia varie. Possono s essere
forme semplici e statiche, ma possono essere anche forme complesse e dina-
miche: per queste ultime il passaggio al modello organizzativo ineludibile
(33). Le radici della resistenza (se non ostilit) a passare da un modello al-
laltro affondano nella storia, e neppure nelle pagine pi belle (34).

(ii) Seconda carta.


Che il sistema della pubblicit immobiliare a base soggettiva un da-
to che ha molti riscontri positivi, operazionali e storici (35). Non per un

(30) e.h. Kantorowicz, [1957] I due corpi del re, (trad. it. G. Rizzoni), Einaudi, 1989,
passim, spec. p. 7 e 12.
(31) P.G. monateri, La natura angelica della corporation, in Riv. dir. civ., 1997, II, p. 121.
(32) m. lupoi, Si fa presto a dire trust, 11, in corso di pubblicazione su Riv. trim. dir.
proc. civ., 2017 (avamprima consultata per la cortesia dellA.).
(33) In arg. v., senzaltro, A. Gambaro, Il diritto di propriet, nel Trattato di diritto ci-
vile e commerciale Cicu - Messineo, Giuffr, 1995, p. 628 ss. e u. mattei, La propriet, nel
Trattato di diritto civile diretto da R. Sacco, Utet, 2003, p. 76 ss. Fa ricca vendemmia di questi
discorsi e della nexus of contracts theory la stimolante analisi di A. Gallarati, Il trust come or-
ganizzazione complessa, Giuff, 2010, passim, in part. p. 11 ss., p. 211 ss., p. 301 ss. e p. 351 s..
(34) Magistrale, anche qui, il disvelamento offerto da P. Grossi, di cui, proxime, Scienza
giuridica italiana, Giuffr, 2000, p. 190 ss..
(35) indubbiamente corretto quanto afferma l. Bullo, Separazioni patrimoniali e tra-
scrizione, Cedam, 2012, p. 6, 12 ss., 21 s., 58, 107 s., 122 e 133 s.: limpalcatura del nostro si-
stema pubblicitario stata storicamente avvitata su una relazione biunivoca soggetto-oggetto
in forza della quale a ogni soggetto corrisponde[va] un unico patrimonio. Ma per dirla con

12
totem. Sono infatti registrabili alcune feconde indicazioni che puntano in una
direzione differente (36). Pensiamo, ad esempio, alla trascrizione della ven-
dita da parte del curatore delleredit giacente o da parte del curatore falli-
mentare, alla trascrizione delle servit e alla trascrizione in favore del con-
dominio, messa in bella mostra dallart. 2659, comma 1, n. 1), c.c., nella sua
formulazione rinnovellata nel 2012.
Ora, se ricuciamo le indicazioni appena segnalate, sembrano aprirsi al-
cuni spiragli per intendere la trascrizione in un modo alternativo: un siste-
ma legale di informazione e conoscibilit non solo a base soggettiva, incar-
dinata, il pi delle volte, sul criterio di imputazione, ma, talvolta, anche, di-
ciamo cos, a base oggettiva, incardinata sul criterio di organizzazione. In-
somma, il nostro ordinamento sembra prevedere casi nei quali la trascrizio-
ne il mezzo di pubblicit per segnalare ai terzi, non gi la persona cui spet-
ta la propriet o la legittimazione, ma piuttosto il particolare statuto di de-
terminati beni (37).
Montato il discorso su questi cardini, ed escluso cos che la trascrizione
esige sempre una soggettivizzazione ex art. 2659, comma 1, n. 1), c.c. (38),
la trascrizione a favore del trust non si raggomitola pi in alcuna entifica-
zione o ipostatizzazione del trust a fini pubblicitari nella duplice declinazio-
ne di soggetto di diritto e di centro autonomo dinteressi giuridici. Ci che
con la trascrizione si segnala un mutamento giuridico relativo allo statuto
di gestione e circolazione dei beni, non gi una vicenda relativa ai soggetti.

(iii) Guardiamo a questo punto entrambe le carte che abbiamo appena


girato dal mazzo. Sono carte dello stesso seme.
Il dialogo delle modalit attuative della trascrizione con lapparato dei con-
cetti tradizionali non esclusivo. Al tavolo siedono anche altre ricostruzioni.

R. Sacco, voce Circolazione e mutazione dei modelli giuridici per il Dig. Disc. Priv., Sez. Civ.,
II, Torino, s.d., ma 1988, 365 il diritto non statico, varia senza interruzione. Anche la
pubblicit immobiliare non ha portata metastorica. Pure per il sistema pubblicitario per dir-
la ora con m. Graziadei, Diritti nellinteresse altrui, in Universit degli studi di Trento, 1995,
p. 499 oltre alla regola, vale la sua rappresentazione.
(36) Una rigogliosa analisi comparatistica delle diverse forme organizzative dei sistemi
pubblicitari, a base personale (o indiretta) e a base reale (o diretta), in S. Pugliatti, La trascri-
zione. Lorganizzazione e lattuazione della pubblicit patrimoniale, cur. e agg. da G. Giacob-
be e M.E. La Torre, nel Trattato di diritto civile e commerciale Cicu - Messineo, Giuffr, 1989,
p. 123 ss., rilevando che dal punto di vista giuridico si tratta sempre della tutela di determina-
ti interessi (patrimoniali) pertinenti a determinate persone rispetto a determinati beni (cors.
nel testo).
Indicazioni preziose possono trarsi anche dalla storia dei registri commerciali e v. la lu-
cidissima analisi di G. ragusa maggiore, Il registro delle imprese3, in Il codice civile. Com-
mentario diretto da P. Schlesinger, Giuffr, 2002, p. 5 ss..
(37) Per lapprofondimento della tematica v., s.v., A. Di Sapio, Trust e modalit di ese-
cuzione della pubblicit [supra, nota 17], p. 701 ss., ove i necessari ragguagli.
(38) Non stupisce che fu proprio il dogma della personalit giuridica a polarizzare intor-
no a s il discorso sulla trascrizione a favore delle associazioni non riconosciute anteriormen-
te alla riforma del 1985 e che, come osservato da l. mengoni, Largomentazione orientata al-
le conseguenze [supra, nota 23], p. 114, a questo dogma, legato allidentificazione della fonte
della capacit di diritti con la sovranit statale, si sostitu un concetto dogmatico pi ampio di
soggetto di diritti.

13
Una prima parentela con il passaggio, avvertitamente messo in risalto
dalla dottrina comparatistica, dalle res al fund e, dunque, dalle cose alla ric-
chezza (39). I tempi sono maturi per una revisione dei rapporti tra propriet
e credito (40) e per unaggiornata messa a punto della tradizionale dissocia-
zione fra diritto soggettivo e interesse, che ha portato a far ricorso a figure
come quella dellufficio di diritto privato per spiegare la cura e il governo del-
linteresse altrui (41), compreso il trust (42), quando invece la nozione di
diritto soggettivo sintetizza lidea dellinteresse protetto e del diritto alla pro-
tezione (43).
Una seconda parentela con il passaggio dal sistema a soggetto al si-
stema ad attivit approfondito in Italia sin dagli anni Settanta del secolo scor-
so (44). Un passaggio che ci riguarda da vicino (45). Lazione del trustee
infatti attivit, non compimento di singoli atti (46) e risponde allo statuto or-
ganizzativo delineato dal programma istitutivo. proprio dal programma, e
in funzione della sua attuazione, che, nei trust di modello internazionale, con-
segue lincomunicabilit delle sfere patrimoniali.
Da questangolo visuale la trascrizione a favore del trustee e la trascri-
zione a favore del trust si prestano a essere inquadrate diversamente.
La trascrizione a favore del trustee una modalit attuativa in conti-
nuit con limpianto ricostruttivo tradizionale a soggetto del nostro siste-
ma pubblicitario. Essa, appunto, pone al centro della pubblicit un soggetto
(il trustee) e porta a conoscenza dei terzi chi il dominus o meglio chi ha la
legittimazione attiva e passiva su determinati beni (sempre il trustee). Si rac-
corda alla logica tradizionale di imputazione dei rapporti giuridici. Ci dice
chi risponde per cosa.

(39) m. Graziadei e B. rudden, Il diritto inglese dei beni e il trust: dalle res al fund, in
Quadrimestre, 1992, p. 458.
(40) Ferma il punto A. Gambaro, voce Trust, in Dig. Disc. Priv., Sez. Civ., XIX, Utet,
s.d., ma 1999, p. 449.
(41) Illuminanti considerazioni in m. Graziadei, Diritto positivo, potere, interesse, in G.
Alpa, m. Graziadei, A. Guarnieri, u. mattei, P.G. monateri e r. Sacco, La parte generale
del diritto civile, 2, Il diritto soggettivo, nel Trattato di diritto civile diretto da R. Sacco, Utet,
2001, 3, segn. p. 52.
(42) Lidea del trustee come titolare di un ufficio di diritto privato salutata con favore
anche della giurisprudenza: Cass., 13 giugno 2008, n. 16022, in T&AF, 2008, p. 522.
(43) r. Sacco, La diversit nel diritto, in Riv. dir. civ., 2000, I, 15, a p. 25.
(44) Il riferimento a P. Ferro-luzzi, I contratti associativi, Giuffr, 1976, passim, il
quale, con argomentazioni sorvegliate, ha condotto una penetrante e raffinata revisione critica
della congettura tradizionale che assumendo a caposaldo la teoria della fattispecie pone lin-
dividuo al centro del sistema, su cui, per tutti, R. Nicol, voce Diritto civile, in Enc. dir., XII,
Giuffr, s.d., ma 1964, 904, a p. 910.
(45) Amplius, s.v., A. Di Sapio, Gli strumenti contrattuali di cura e di protezione dei mi-
nori portatori di handicap, nel Trattato di diritto di famiglia2 diretto da P. Zatti, vol. VI a cura
di L. Lenti, Giuffr, 2012, p. 573, passim, in part. p. 579 (ivi, nt. 11, pi ampi riferimenti), p. 592
s., 599, 611, 613 s., 625, 630 e 672. Sulla questione di metodo cfr. m. libertini, Diritto civile
e diritto commerciale, in Riv. soc., 2013, 1 e la replica di A. Di Sapio, Trust e modalit di ese-
cuzione della pubblicit [supra, nota 37], p. 704 s. (testo e nt. 95).
(46) Apprezzabile, sotto questo frangente, Cass., 13 giugno 2008, n. 16022 [supra, nota
42], per cui loperato del trustee non si sostanzia ed esaurisce nel compimento di un singolo
atto giuridico (come nel mandato), bens in una attivit multiforme e continua che devessere
sempre improntata a principi di correttezza e diligenza.

14
La trascrizione a favore del trust una modalit attuativa in continui-
t con una lettura a oggetto dellimpianto del nostro sistema pubblicitario.
Essa, appunto, pone al centro della pubblicit i beni e porta a conoscenza dei
terzi il loro particolare statuto di gestione e circolazione. Si raccorda alla lo-
gica di organizzazione dei rapporti giuridici. Ci dice cosa risponde per co-
sa. Che a questo punto dovrebbe essere chiaro un mondo lontanissimo
dalla entificazione dei trust, pur solo a fini della trascrizione.
In questo arco di lettura le modalit attuative della pubblicit in esame
non sono pi a somma zero.
La trascrizione a favore del trustee e la trascrizione a favore del trust
possono ritenersi parimenti valide e compatibili rispetto allordinamento ita-
liano (47). Daltronde lart. 12 della Convenzione depone proprio in questo
senso quando afferma che [i]l trustee che desidera registrare i beni mobili e
immobili, o i documenti attinenti, avr facolt di richiedere la iscrizione nel-
la sua qualit di trustee o in qualsiasi altro modo che riveli lesistenza del
trust, a meno che ci non sia vietato o sia incompatibile a norma della legi-
slazione dello Stato nel quale la registrazione deve aver luogo (48).
In sintesi. La trascrizione a favore del trustee e la trascrizione a fa-
vore del trust esibiscono soltanto vantaggi e svantaggi diversi, da calibrare
in concreto secondo le specifiche circostanze del caso di specie (49).
Intendiamoci, per. Questo discorso regge a una condizione: che non
venga intaccata la trasparenza e la chiarezza dellinformazione ricavabile dai
registri pubblicitari. Insomma, deve comunque trattarsi di una modalit at-
tuativa della pubblicit adeguata e pur sempre riconducibile alle regole di leg-
ge e di diritto che sovraintendono la pubblicit nei registri immobiliari (50).
In definitiva, di una modalit attuativa plausibile.

7. Una carta di identico colore, ma di seme differente rispetto a quello del-


le carte giocate dalla Cassazione

Siamo cos alla terza e ultima tipologia di carte rimaste nel mazzo: le car-
te dello stesso colore ma di seme differente rispetto a quelle giocate dalla Cas-
sazione.

(47) Il primo a proporre una ragionata apertura in questo senso stato, ancora una volta
in anticipo su tutti, m. lupoi, Trusts2, Giuffr, 2001, p. 589 (testo e nt. 116).
(48) Cors. agg. Nella stessa latitudine si muove la lettura combinata dellart. 2, comma 2,
con lart. 12 della Convenzione, per cui la prima disposizione si riferisce ai profili dominicali,
mentre la seconda, che presenta una propria struttura e logica interna, si riferisce ai profili pub-
blicitari: per maggiori notizie v., s.v., A. Di Sapio, Trust e modalit di esecuzione della pubbli-
cit [supra, nota 17], p. 222.
(49) Una guide line interpretativa ci offerta dallart. 1 della legge 7 agosto 1990, n. 241,
sul procedimento amministrativo, per cui [l]attivit amministrativa [] retta da criteri di
economicit e di efficacia. Questo andamento, se valido per la pubblica amministrazione,
pare a fortiori ratione valido per il privato. Taglia lo stesso traguardo G. Baralis, La pubblici-
t immobiliare fra eccezionalit e specialit, Cedam, 2010, p. 67 s..
(50) Mostra apprezzabile familiarit con la necessaria adeguatezza delle informazioni
pubblicitarie l. Gatt, Dal trust al trust2, Editoriale scientifica, 2010, p. 306 ss..

15
Il passaggio dei giudici di legittimit sulla necessaria tutela dellaffida-
mento dei terzi presenta grande appeal. Prendiamo a campione questa carta.
Cerchiamo la carta corrispondente dello stesso colore, ma di diverso seme.
Sfogliamo insieme le carte non distribuite. Eccola.
Dunque. I giudici di legittimit lo abbiamo visto argomentano la ne-
cessaria trascrizione in favore del trustee dall esigenza di tutela dellaf-
fidamento sulla ritualit del trasferimento, che una vendita comunque propo-
sta e gestita da un ufficio pubblico particolarmente qualificato, quale il giu-
dice delle esecuzioni, normalmente susciterebbe (par. 13).
Il tema del legittimo affidamento dei terzi sicuramente centrale. Anzi,
da un certo punto di vista, lautentico punto focale della nostra tematica.
Evitiamo fraintendimenti. Non qui in discussione che la vendita forza-
ta debba essere disposta dal giudice in modo tale che non si apra alcuna pro-
blematica di evizione. Qui si discute, invece, se, promossa correttamente lese-
cuzione, la trascrizione della vendita forzata eseguita contro il trust (in con-
tinuit con loriginaria trascrizione eseguita a favore dello stesso) si pon-
ga, in s, in contrasto con la regola di continuit delle trascrizioni scolpita dal-
lart. 2650 c.c.. I giudici di piazza Cavour ci dicono di s. Tagliano corto. Si
riallacciano al loro sillogismo di partenza e affermano che la procedura ese-
cutiva va promossa nei confronti del trustee e, dunque, la vendita devessere
disposta e la sua trascrizione devessere eseguita contro il trustee. Punto.
In realt il tema della tutela dellaffidamento dei terzi pu essere esami-
nato in modo pi strutturato o almeno meno sbrigativo. La questione della
trascrizione della vendita forzata era s importante nel caso di specie, ma, in
chiave pi generale, potrebbe risultare per certi versi cadetta.
I terzi radicano la loro fiducia non solo sulla affidabilit ed attendibili-
t del titolo di acquisto, che, detto en passant, dovrebbe essere la medesima
sia che il trasferimento avvenga per provvedimento dal giudice, sia che av-
venga per ministero notarile. Gi, i terzi radicano la loro fiducia anche sulle
risultanze dei registri immobiliari.
Il nostro ordinamento certamente ha in massima considerazione la tutela
dellaffidamento si badi: degli aventi causa radicato sul provvedimento del
giudice o sullintervento del notaio. Ma, parimenti, ha in massima considerazio-
ne la tutela dellaffidamento si badi: degli aventi causa e dei creditori sulle
risultanze dei registri immobiliari. La tutela dellaffidamento sulle risultanze dei
registri immobiliari si riannoda alla certezza e alla sicurezza dei rapporti giuri-
dici ed solidamente ancorata ai princip costituzionali di correttezza del traffi-
co giuridico e di solidariet sociale scolpiti dagli artt. 41 e 2 Cost. (51). inoltre
in piena sintonia con la Convenzione de LAja: lart. 15, comma 1, lett. f), ci di-
ce, in buona sostanza, che n le disposizioni della Convenzione, n le norme che
gli interpreti vogliono trarne in via ermeneutica possono derogare alle regole im-
perative della lex fori sulla protezione dei terzi che agiscono in buona fede.

(51) Convergono, ancorch in altro ambito, in motivazione, Cass., S.U., 12 giugno 2006,
n. 13523, in Riv. giur. edilizia, 2007, p. 1016 e Cass., 5 dicembre 2003, n. 18619, in Foro it.,
2005, I, p. 3465.

16
Eccoci servita la nostra terza carta: se i terzi sono comunque messi a co-
noscenza del trust o della alienazione dei beni del trust fund, allora il loro in-
teresse soddisfatto. La trascrizione ha raggiunto il suo scopo e non pu es-
sere (reputata) invalida (52).
Le norme di diritto sono mezzi per raggiungere uno scopo e vanno interpre-
tate funzionalmente, a maggior ragione se si tratta di norme in tema di tutela dei
diritti, norme s civilistiche, ma con immediata ricaduta sul piano processuale.
Ora. Lart. 2665 c.c. regola i vizi intrinseci al procedimento di trascrizio-
ne e prevede che [l]omissione o linesattezza di alcuna delle indicazioni ri-
chieste nelle note menzionate negli articoli 2659 e 2660 non nuoce alla vali-
dit della trascrizione, eccetto che induca incertezza sulle persone, sul bene
o sul rapporto giuridico a cui si riferisce latto o, rispettivamente, la senten-
za o la domanda. Lart. 2841 c.c. contiene una disposizione (ai nostri fini)
analoga in tema discrizione ipotecaria. Gli artt. 2665 e 2841 c.c. presentano
una matrice sistematica comune.
Bene. Lasciamo che lanalisi dogmatica ceda il passo a unanalisi funzio-
nale. Queste disposizioni ci dicono che, per giudicare sulla validit della trascri-
zione o delliscrizione ipotecaria, occorre verificare se il mutamento giuridico
segnalato nei registri immobiliari stato reso conoscibile ai terzi (53). La ratio
degli artt. 2665 e 2841 c.c. proprio la tutela dellaffidamento dei terzi sulle ri-
sultanze dei registri immobiliari (54). Ai terzi chiesto lutilizzo dellordinaria
diligenza in sede di consultazione dei registri (55). Scatta qui per usare un fra-
sario risalente ma tuttora diffuso la regola di autoresponsabilit relativa alla
propria ignoranza (56). Dunque: la responsabilit di chi esamina la nota non pu
essere esternalizzata allocandola su chi ha curato ed eseguito la trascrizione.
In questa prospettiva non pare decisivo richiamare, come fanno i giudi-
ci di legittimit nel provvedimento in commento, la regola per cui, in difet-
to di corrette generalit identificative, non si producono effetti nei confronti
dei terzi ed a favore di chi la formalit esegue (par. 27). Noi stiamo discu-
tendo per dirla con ampio grado di approssimazione del chi inserito
come soggetto a favore o contro nel quadro C del modello ministeriale
delle note di trascrizione e di iscrizione ipotecaria, non del come inseri-
to. Noi stiamo discutendo per dirla con maggior precisione della possibi-
lit di reperire la nota, non dellidentit, n del nominativo dei soggetti a fa-
vore dei o contro i quali eseguita la pubblicit.

(52) Cfr., per linvalidit, Trib Reggio Emilia, [ord.] 25 marzo 2013 [supra, nota 4], con
decisione confermata dallo stesso giudice, 10 giugno 2013, in T&AF, 2013, p. 629 e in Giur.
it., 2014, p. 1913 (nota F. Corsini), partendo dalla scoperta congettura (che fa laltalena tra il
naturalismo e il positivismo) per cui la trascrizione [] non pu determinare leffetto di far
nascere un soggetto in rerum natura (melius, nellordinamento giuridico).
(53) V. pure, in una prospettiva tradizionale, G. mariconda, La trascrizione2, nel Trat-
tato di diritto privato diretto da P. Rescigno, vol. 19, Utet, 1997, 71, a p. 74 s..
(54) In questordine didee gi D. rubino, Lipoteca [supra, nota 17], p. 330 ss..
(55) La situazione ben illustrata da A. ravazzoni, Le ipoteche, nel Trattato di diritto
civile e commerciale Cicu - Messineo, Giuffr, 2006, p. 348 s. e A. chianale, Lipoteca [su-
pra, nota 17], p. 272 s..
(56) S. Pugliatti, La trascrizione. La pubblicit in generale, nel Trattato di diritto civile
e commerciale Cicu - Messineo, Giuffr, 1957, p. 383 s. e 416.

17
Ormai possiamo intuire la conclusione. Chiunque faccia una visura per no-
minativo sul disponente trover una trascrizione contro il medesimo. Quindi,
trover la nota, che il punto su cui il faro degli artt. 2665 e 2841 c.c. proietta
la propria luce (57). Ecco la diversit di seme delle carte a confronto: che la tra-
scrizione sia eseguita a favore del trustee o a favore del trust, nella prospet-
tiva alternativa qui proposta, non pare che determini equivoci o incertezza sul
fatto che il disponente ha disposto e/o ha vincolato determinati suoi beni. In-
somma, pur volendo ritenere errata luna o laltra modalit esecutiva della pub-
blicit, i terzi sono comunque in grado didentificare il mutamento giuridico se-
gnalato nei registri immobiliari, senza che ai medesimi sia chiesto n lesame
del (contenuto del) titolo, n il compimento di ulteriori indagini o il ricorso a
fonti di conoscenza ulteriori rispetto alla nota (58). La conoscibilit del muta-
mento giuridico segnalato raggiunta; linteresse dei terzi soddisfatto.
Ecco la conclusione cui sarebbe potuto sfociare il discorso sullaffida-
mento. La conclusione che il baricentro del nostro sistema pubblicitario si
colloca sulla tutela dei terzi e le modalit attuative della pubblicit degli atti
relativi ai trust devono essere esaminate in concreto. Quindi verificate o fal-
sificate, caso per caso, in funzione della protezione dellaffidamento dei ter-
zi, a salvaguardia della certezza e della sicurezza dei traffici giuridici.
Dunque primo. Laffidamento dei terzi non pu essere tradito da trascri-
zioni o iscrizioni omesse o inesatte: questo ce lo dicono limpidamente gli artt.
2665 e 2841 c.c. La trascrizione a favore del trust non nuoce, in s, allaf-
fidamento dei terzi e, per ci, potrebbe essere ritenuta valida e compatibile
con il nostro ordinamento.
Dunque secondo. Laffidamento dei terzi sulle risultanze pubblicitarie non
pu essere affidato ad alcun dogma oggettivo, n pu essere avviluppato nel
concettualismo di schemi puramente interpositivi: questo consegue, anzitutto,
da un elementare principio di ragionevolezza giuridica. Alle categorie giuridi-
che, fissate a tavolino da un certo numero di interpreti (ma non da tutti), non
pu essere riconosciuta una valenza a tal punto totalizzante da far prigioniere
le ragionevoli aspettative di coloro che consultano i registri immobiliari, i qua-
li necessitano invece solo di sicurezza e fluidit nelle trattative (59). Non di-
mentichiamolo: il diritto vita, non scritto sulle nuvole ma sulla pelle degli
uomini; il diritto, isolato dalla vita, pu diventare una aberrazione (60).
Si opti per la trascrizione a favore del trustee o per la trascrizione a
favore del trust, il discorso sempre lo stesso: le notizie ricavabili dai regi-

(57) Cattura questo snodo argomentativo r. triola, La trascrizione2 [supra, nota 18],
p. 279 s..
(58) questo quanto richiede la stessa giurisprudenza di legittimit quando ci dice che la
trascrizione, essendo una forma di pubblicit legale, non ammette deroghe o equipollenti: v., da
ultimo, Cass., 9 marzo 2005, n. 5168, in Foro it. Rep., 2005, voce Esecuzione in genere, n. 34.
(59) Si accosta G. Baralis, La pubblicit [supra, nota 49], p. 99 ss..
(60) Queste illuminanti parole sono state pronunciate, in tempi non sospetti, non da un
giurista figlio dei fiori in lite con i concetti giuridici, ma dallattuale Presidente della Corte co-
stituzione: P. Grossi, [1996] Il punto e la linea (Limpatto degli studi storici nella formazione
del giurista), ora in Alpa [cur.], Paolo Grossi, Laterza, 2011, 9, a p. 13 (da cui il primo virgo-
lettato nel testo) e Interpretazione ed esegesi (Polacco versus Simoncelli), in Riv. dir. civ., 1989,
I, 197, a p. 217 (da cui il secondo virgolettato nel testo).

18
stri immobiliari devono essere comunque complete e ordinate. Tanto basta
per fertilizzare la stabilit, trasparenza e speditezza del traffico giuridico. Per-
ch questa la posta in palio.
La tara: se la trascrizione ha comunque raggiunto il suo scopo potrebbe
risultare quantomeno dubbio che sia nulla. La pietra angolare nella soluzio-
ne delle questioni di diritto e forse non solo di queste sta nella proporzio-
nalit dei risultati. Che detto senza drappeggi verbali il tema di cui si di-
scute nel backstage della tematica in esame: quello della adeguatezza delle
soluzioni giuridiche proposte rispetto alle esigenze pratiche interessate.

8. Quello che in concreto la Cassazione non ci ha dato


Les jeux sont faits. Rien ne va plus!
Dallimpianto argomentativo della decisione in commento rimane fuori
la centralit della tutela del legittimo affidamento dei terzi riposto sulle risul-
tanze dei registri immobiliari. Ecco quello che, in concreto, la Cassazione ha
lasciato in ombra e non ci ha dato.
Al nocciolo, tutto il ragionamento dei giudici di legittimit si innerva sul
topos, verbalizzato a bella posta nel principio di diritto, per cui il trust non
un ente dotato di personalit giuridica, n di soggettivit, per quanto limi-
tata od ai soli fini della trascrizione, ma un mero insieme di beni e rapporti
destinati ad un fine determinato e formalmente intestati al trustee, che rima-
ne lunico soggetto di riferimento nei rapporti con i terzi (par. 30).
I giudici di legittimit paiono cos fissare il loro ponte levatoio sulle ca-
tegorie giuridiche, le quali, tuttavia, hanno portata principalmente ordinante.
Sono un a posteriori, non un a priori rispetto alle regole di legge e di diritto.
Stanno dentro, non sopra le regole.
probabile che i giudici di legittimit abbiano avuto ben presente lesi-
genza, sempre maggiormente avvertita, di unapplicazione il pi possibile uni-
forme delle regole che governano i negozi destinatori, in una prospettiva an-
che di maggior prevedibilit delle decisioni giudiziarie (61). E qui, da un cer-
to punto di vista, la sentenza in commento si fa apprezzare per i suoi (implici-
ti, ma chiari) intenti rassicuranti. Non una pronuncia a Sezioni Unite, ma,
per il futuro, prevedibile che essa contribuir (se non a evitare, quanto me-
no) a rallentare lottovolante del federalismo pubblicitario cui si assistito in
tempi recenti. Una rondine non fa primavera, ma difficile che sia autunno.
Rimane in agguato il dubbio che il discorso sulle modalit attuative del-
la pubblicit possa essere eventualmente piegato a vantaggio di pronuncia-
menti precompresi e non richiesti che almanaccano sulla nullit dei sin-

(61) La denuncia di l. Gatt, La destinazione patrimoniale di fonte negoziale tra restri-


zioni interpretative e limitazioni legislative, in Foro it., 2016, V, p. 338, con puntuale richiamo
a J. Jrgensen, A treatise of formal logic, (trad. ingl. W. Worster), Levin & Munksgaard: Ox-
ford University Press, 1931, acconcia e centrata. La chiromanzia non proprio larte che si
addice di pi al giurista e per qualche ulteriore spunto di riflessione v. A. Barak, [1989] La di-
screzionalit del giudice, (trad. it., I. Mattei), Giuffr, 1995 ed eventualmente A. Di Sapio, Au-
tosufficienza del verbale e automatismo valutativo (: il ritorno di Abelardo?), in Dir. fall., 2000,
II, 1216, spec. p. 1231 s..

19
goli trust per immeritevolezza degli interessi perseguiti, quando doman-
dato di giudicare sulla bont delle eseguite trascrizioni o iscrizioni ipoteca-
rie (62). E, per converso ma specularmente, aleggia il dubbio che il discor-
so sulle modalit attuative della pubblicit possa distogliere lattenzione dal-
la ineludibile verifica della liceit dei singoli atti istitutivi in relazione
alle regole imperative fissate dalla legge regolatrice e dal diritto interno, che
un dubbio alimentato dal caso in esame.
Infatti. La Corte di cassazione ormai ritrito fonda il suo ragionamen-
to volto a negare che il trust sia soggetto di diritto sulla circostanza per cui es-
so, come dice lart. 2 della Convenzione, un rapporto giuridico che, inne-
scato dal disponente, viene a intercorrere tra trustee e beneficiar nei cui con-
fronti egli assume obblighi fiduciari. Analogo ragionamento avevano fatto il
Giudice dellesecuzione e il Tribunale. Il ragionamento, tuttavia, sembra incar-
dinato sul tacito convincimento che nel caso in questione tale rapporto giuri-
dico esistesse, cio che quello istituito dal disponente fosse davvero un trust.
Ma quello sottoposto al vaglio giurisprudenziale era davvero un trust ri-
spettoso dellart. 2 della Convenzione de LAja? Perch se questo trust in-
ciampava nellart. 2 cit., allora lesecuzione sarebbe dovuta essere dichiara-
ta improcedibile per altre ragioni. Vediamo.
Si afferma in sentenza che non compete al giudice dellesecuzione risol-
vere controversie ed espletare indagini particolari, essendo le une e le altre
del giudizio di cognizione nel rispetto del principio del contraddittorio. Tut-
tavia, aggiunge la sentenza, doveroso per il giudice rilevare, quando risul-
ti ictu oculi, la carenza radicale delle condizioni dellazione o dei presuppo-
sti processuali (par. 12).
Nel caso di specie, a ben vedere, potrebbero in effetti proiettarsi delle per-
plessit sullesistenza di una struttura negoziale qualificabile come trust e quin-
di sul rapporto giuridico posto concettualmente a base del fraseggio della
Corte e, in thesi, sufficiente per negare che il trust sia un soggetto giuridico.
Non abbiamo letto latto di trust, tuttavia ampi stralci del suo contenuto
sono reperibili dalla nota di trascrizione, che consultabile da chiunque. Il
quadro D ci racconta tante cose.

(62) Si legga, ad esempio, la motivazione (dal sillabario circolare) di Trib. Udine, [decr.]
4 novembre 2013 [supra, nota 14], anchessa relativa a un trust autodichiarato.
Ammesso, chiaramente, che i trust, come piace ritenere alla giurisprudenza, siano sottopo-
sti a un controllo di meritevolezza ex art. 1322 c.c. Contra, con stringente argomentazione, A.
Gambaro, voce Trust [supra, nota 40], p. 466. Un controllo, beninteso, che, a tutto concedere,
di competenza del giudice. Non del notaio: ce lo conferma ora, a proposito di una questione di-
sciplinare, App. Milano 30 gennaio 2017, Rg. 3990/2015, inedita ma reperibile nel sito web www.il-
trust-in-italia.it (area riservata). Precisa la Corte, infatti, che il giudizio di meritevolezza che
si pu pretendere dallufficiale rogante non pu andare oltre il controllo di legittimit, tendendo
esso ad accertare che linteresse dichiarato non sia contrario a norme imperative, allordine pub-
blico, al buon costume, cos come impone lart. 28, n. 1, l. not., che vieta al notaio di ricevere o
autenticare atti espressamente proibiti dalla legge o manifestamente contrari al buon costume o
allordine pubblico. Al notaio, al pi, compete esclusivamente un controllo di non manifesta im-
meritevolezza e v., s.v., A. Di Sapio, Patrimoni segregati ed evoluzione normativa, in Dir. fam.
pers., 2007, 1257, a p. 1295 e, pi di recente, G. oberto, Le destinazioni patrimoniali nellintrec-
cio dei rapporti familiari, in r. calvo e A. ciatti (cur.), I contratti di destinazione patrimoniale,
nel Trattato dei contratti diretto da P. Rescigno ed E. Gabrielli, Utet, 2014, 140, a p. 180.

20
Primo. Il trust era autodichiarato, e la stessa Corte afferma che, soprat-
tutto per questi trust, occorre il riscontro della meritevolezza dellinteresse
perseguito (par. 22).
Secondo. Il trust, regolato dalla Trusts (Jersey) Law, era stato istituito a fa-
vore dei figli del disponente per far fronte ai loro bisogni presenti e futuri, spe-
cie in considerazione della circostanza della separazione giudiziale a cui erano
addivenuti i genitori dei medesimi. Tale finalit potrebbe considerarsi in astrat-
to meritevole di tutela, sennonch il trust era () anche revocabile in ogni mo-
mento da parte del disponente e questo dato rende incerta la seriet dellinten-
to del disponente chiss? forse solo preoccupato di porre al riparo i suoi beni
da (ulteriori) pretese creditizie (63). La revocabilit ad nutum non appare inol-
tre del tutto coerente con la destinazione dei beni per il soddisfacimento dei bi-
sogni dei figli legittimi del disponente per la durata di quarantanni (64).
Terzo. Al trustee era attribuito (recte: il trustee si era auto-attribuito) il po-
tere di modificare in ogni momento le disposizioni del trust senza limite alcuno.
La discrezionalit del trustee in merito al soddisfacimento dei bisogni dei bene-
ficiar (i propr figli) era ed assoluta. I poteri di gestione dei beni in trust sono
amplissimi: basti notare che il trustee non ha neppure lobbligo di diversificare
gli eventuali investimenti delle risorse economiche facenti parte del trust fund.
Insomma, una lettura in controluce (ma, poi, mica tanto in controluce)
delle disposizioni del trust in esame fa emergere, con sufficiente nitidezza,
che, pur dopo la stipula del trust, nulla cambiato nel rapporto tra il dispo-
nente e i beni in trust. Il disponente, autodesignatosi trustee, continua ad ave-
re, sui beni in trust, la pi libera e assoluta disponibilit.
Last but not least, del tutto inspiegabile e di oscuro significato poi la
disposizione dellatto di trust per cui [q]ualora il trustee venga a mancare
per morte, i beneficiar in parti uguali saranno i figli. Se si ritenesse che uno
dei possibili significati di questa clausola che la morte del trustee determi-
na leffetto estintivo del trust si avrebbe la singolare situazione gi segna-
lata in dottrina (65) di un programma negoziale la cui attuazione dipende
dallalea della sopravvivenza del trustee, il che la dice lunga sulla seriet del-
lintento del disponente.
Ecco come, on the field, stavano le cose (66).

(63) Sui rapporti tra lart. 2 delle Convenzione e lart. 9A della Trust (Jersey) Law non
mancano le buone letture: m. lupoi, Jersey e il modello internazionale, introduzione a E. Bar-
la de Guglielmi, P. Panico e F. Pighi, La legge di Jersey sul trust, Ipsoa, 2007, 3, segn. p. 10; in
un orizzonte pi allargato, v., sempre di m. lupoi, Viaggio nella prassi professionale fra vir-
tuosismi, errori, fatti e misfatti, in questa Rivista, 2009, p. 279 e, pi di recente, Presentazione
alle Istituzioni del diritto dei trust negli ordinamenti di origine e in Italia3, Padova, 2016, VII.
(64) Senza considerare che, dal punto di vista tributario, i trust revocabili sono considerati
dallAgenzia delle entrate soggetti interposti, quindi fiscalmente irrilevanti (circolari n. 43/2009
e n. 61/2010).
(65) m. lupoi, Vicende riguardanti il trustee e cessazione del trust, in questa Rivista,
2012, p. 611.
(66) Quanto poi riferito dai quotidiani di cronaca sugli attori della vicenda altro paio di
maniche. Ma, per un felice wash out di come a noi giuristi piace trattare certi fenomeni di gran-
de rilevanza sociale, i curiosi potrebbero sbirciare sin dora r. orestano, Il metabolismo dei
giuristi, in Foro it., 1981, V, 81, spec. c. 86.

21
9. Attraverso lo specchio

giunta lora di far passare tutto questo bel discorsetto attraverso lo spec-
chio per vedere cosa c al di l di esso.
Lo specchio riflette le diverse reazioni degli interpreti davanti a ununi-
ca comune preoccupazione, che consiste nella necessit di individuare il tru-
stee e dunque, per usare le parole della Corte (par. 17), il soggetto che di-
spone del diritto (67).
Questa preoccupazione (che potremmo definire notarile) si radica sul-
lart. 54 del regolamento notarile, per cui [i] notari non possono rogare con-
tratti nei quali intervengano persone che non siano assistite o autorizzate in
quel modo che dalla legge espressamente stabilito, affinch esse possano in
nome proprio od in quello dei loro rappresentanti giuridicamente obbligarsi.
vero che il trustee proprietario dei beni, seppur nellinteresse altrui
e, dunque, non dovrebbero applicarsi le norme previste in tema di procura o
mandato e cos pure la regola dellart. 54 cit. (68).
Se ci vero in linea di principio, nondimeno vero che lart. 54 cit.
norma che costituisce un punto di riferimento generale per tutte le ipotesi in
cui siano coinvolte questioni di legittimazione a disporre (69).
Pertanto, di l dei casi in cui un soggetto interviene nellatto notarile sen-
za disvelare la sua qualit di trustee, negli altri casi, qualora cio tale sogget-
to si presenti di fronte al notaio quale trustee di uno specifico trust, potrebbe
trovare applicazione lart. 54 cit., con conseguente obbligo del notaio, a ga-
ranzia della peace of mind dei contraenti, di verificare che chi interviene in
atto sia, appunto, il trustee di quello specifico trust e abbia i poteri per com-
piere loperazione economica programmata (70).

(67) La questione, estranea per ovvie ragioni al giudizio di legittimit conclusosi con
la sentenza in commento, stata affrontata da Trib. Torino, 20 febbraio 2011, in questa Rivista,
2011, p. 627.
In caso di mutamento del trustee, afferma il Tribunale piemontese (aderendo alla tesi del
notaio reclamante), non occorrerebbe richiedere una nuova trascrizione. In tal caso sarebbe suf-
ficiente lannotazione alla originaria trascrizione; e tale modalit presenterebbe un evidente
vantaggio pratico nel caso in cui il vecchio trustee revocato oppure gli eredi del trustee defun-
to non siano collaborativi e disponibili a intervenire nellatto con il quale il soggetto titolare del
relativo potere nomina il nuovo trustee. Per ottenere una trascrizione contro un soggetto, in
mancanza di un atto da cui risulti il suo consenso, occorrerebbe un provvedimento giudiziale,
invece, per il semplice compimento dellannotazione alla trascrizione originaria non sarebbe
necessaria la partecipazione allatto del vecchio trustee, contro il quale non viene effettuata
alcuna trascrizione, essendo lannotazione compiuta a favore e contro i soggetti indicati
nella trascrizione cui essa fa riferimento. Per una analisi critica di questo indirizzo v., s.v., D. mu-
ritano, Conflitti giurisprudenziali [supra, nota 14].
(68) m. lupoi, Istituzioni del diritto dei trust3 [supra, nota 63], p. 344.
(69) Su questo sentiero v. l.F. risso e D. muritano, Il trust: diritto interno e Convenzio-
ne de LAja. Ruolo e responsabilit del notaio, in questa Rivista, 2006, p. 459; S. tondo, Am-
bientazione del trust nel nostro ordinamento e controllo notarile sul trustee, in AA.VV., I trusts,
in Italia oggi, Giuffr, 1996, p. 198; S. Bartoli, Il trust, Giuffr, 2001, p. 783 ss.; G. casu, Fun-
zione notarile e controllo di legalit, in Riv. not., 1998, p. 561; B. Franceschini, Ruolo e re-
sponsabilit del notaio, in m. monegat, G. lepore e I. Valas, Trust2, vol. I, Giappichelli, 2010,
101, a p. 116 s..
(70) Il che non significa che, in caso di esito negativo di tale verifica, latto non sia sti-
pulabile. Significa, invece, che il notaio dovr informare i contraenti degli esiti della propria

22
Qui germoglia il rompicapo della nostra questione: che succede in caso
di sostituzione del trustee?
I sostenitori della tesi favorevole alla trascrizione a favore del trust
ipotizzano la necessit di una annotazione (a margine della trascrizione del-
latto traslativo o di apposizione del vincolo sui beni) dellatto di nomina del
nuovo trustee, annotazione che, tuttavia, andrebbe eseguita in relazione a tut-
ti gli atti. In presenza di un trust fund composto di una pluralit di beni situa-
ti in luoghi serviti dalla medesima conservatoria dei registri immobiliari oc-
correrebbero tante annotazioni per quanti sono gli atti di acquisto. Se, poi, il
trust fund fosse composto da immobili situati in luoghi serviti da conserva-
torie dei registri immobiliari differenti, occorrerebbero ulteriori annotazioni
per segnalare il mutamento del trustee.
Il problema (pratico) si aggrava nel caso in cui, come certo possibile,
il trust fund sia amministrato da un board di trustee (71). Per ogni mutamen-
to dei trustee si dovrebbe procedere allannotazione a margine delle singole
trascrizioni e alla cancellazione della precedente annotazione.
Uguale problema pratico si pone qualora si segua la tesi della Corte di
cassazione.
Vero che, per i beni situati in luoghi serviti dalla medesima conservatoria
dei registri immobiliari il mutamento del trustee potrebbe essere segnato me-
diante lesecuzione di ununica nota di trascrizione riguardante tutti i beni. Ma
non meno vero che il trustee potrebbe essere titolare di beni situati in luoghi
serviti da conservatorie differenti, con conseguente moltiplicazione delle for-
malit. Analoga situazione si verificherebbe in presenza di un board di trustee.
Ogni mutamento dei trustee richiederebbe una nuova trascrizione.
evidente che un sistema di questo tipo altamente farraginoso, oltre
che estremamente oneroso.
Se si ritiene plausibile, come si cercato di dimostrare, anche la trascri-
zione a favore del trust, e si ritiene che con essa si segnala un mutamento
giuridico relativo allo statuto di gestione e circolazione dei beni, non gi una
vicenda relativa ai soggetti, ne consegue che lopponibilit del mutamento
del trustee non condizionata alla sua segnalazione nei registri immobiliari.
Un parallelismo con le societ pu darci una mano. Se cambia lammi-
nistratore della societ (o uno degli amministratori) occorre segnalare la vi-
cenda anche nei registri immobiliari? Ovviamente no. Stesso discorso, allo-
ra, potrebbe essere in buona misura spendibile nel caso in cui si trascriva a
favore del trust.

verifica e dei rischi giuridici dellatto: per una informata panoramica v. P.G. monateri, La re-
sponsabilit civile, nel Trattato di diritto civile diretto da R. Sacco, Utet, 2003, p. 778 ss. e A.
natucci, Lart. 28 della legge notarile e la stipulazione di atti annullabili, commento a Cass.,
19 febbraio 1998, n. 1766, in Riv. dir. civ., 1999, II, p. 589.
(71) Il British Museum non solo un imponente fabbricato settecentesco in Great Rus-
sell Street, a Londra. anche uno dei pi importanti musei al mondo ricchissimo di meravi-
gliose e rarissime opere darte gestite da un board di 25 trustee (maggiori informazioni allin-
dirizzo www.britishmuseum.org). Sarebbe forse pensabile, mutatis mutandis, che la segnalazio-
ne di ogni singolo cambiamento avvenuto nel board di trustee di 25 membri (per morte, rinun-
zia, etc.) debba essere segnalato nei registri immobiliari?

23
Sar quindi cura di chi contratta con il trustee accertarsi, con tutti gli stru-
menti a sua disposizione (72), della sua qualit, in applicazione del principio di
autoresponsabilit di cui si detto sopra. Trova applicazione analogica la rego-
la dellart. 1393 c.c.: il terzo pu sempre esigere che il trustee giustifichi i suoi
poteri (73). Ora, anche aderendo allindirizzo prevalente, supportato da una nu-
trita giurisprudenza, per cui lart. 1393 c.c. fissa una facolt e non un obbligo
(74), non dubbio che, esercitando linterpello, il terzo contraente si precosti-
tuisce un efficace titolo con cui dimostrare la propria buona fede (75) e, come
tale, sar protetto (art. 15, comma 1, lett. f), della Convenzione de LAja) (76).

(72) In questa prospettiva un ruolo rilevante potrebbe essere svolto dallart. 21, commi 3
e 4, dello schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2015/849 in ma-
teria di antiriciclaggio (c.d. IV Direttiva antiriciclaggio).
Il comma 3 prevede che [i] trust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali, se-
condo quanto disposto dallart. 73 del decreto del Presidente della Repubblica del 22 gennaio
1986, n. 917, sono tenuti alliscrizione in apposita sezione speciale del registro delle imprese.
Le informazioni di cui allart. 22, comma 5, relative alla titolarit effettiva dei medesimi trust
sono comunicate, a cura del fiduciario o dei fiduciari ovvero di altra persona per conto del fi-
duciario, per via esclusivamente telematica e in esenzione da imposta di bollo, al registro del-
le imprese, ai fini della relativa conservazione. Lomessa comunicazione delle informazioni sul
titolare effettivo punita con la medesima sanzione di cui allart. 2630 c.c..
Il comma 4 prevede che [l]accesso alla sezione di cui al comma 3 consentito: a) alle
autorit di cui al comma 2, lett. a), e alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, sen-
za alcuna restrizione; b) ai soggetti obbligati, a supporto degli adempimenti prescritti in occa-
sione delladeguata verifica, previo accreditamento e dietro pagamento dei diritti di segreteria
di cui allart. 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580.
A prescindere dalluso (non del tutto corretto) del termine fiduciario anzich del termi-
ne trustee, le due disposizioni si inseriscono nellormai usuale trend verso la trasparenza del-
le operazioni economiche e dei soggetti a esse interessati. Esse, pur se dettate ai soli fini anti-
riciclaggio, tanto che la loro violazione di per s non dovrebbe impedire il compimento di atti
negoziali (salvi i doveri di segnalazione a carico dei soggetti obbligati alladeguata verifica del
cliente) dovrebbero quindi consentire ai notai, attraverso la consultazione del registro delle im-
prese, di avere contezza dellidentit del trustee. E, con ogni probabilit, nella medesima sezio-
ne del registro delle imprese dovranno essere pubblicati anche i relativi mutamenti. Se cos fos-
se (ma occorrer attendere, oltre che lapprovazione del d.lgs., anche lemanazione del prov-
vedimento attuativo previsto dal comma 4), ne risulterebbe confermata la superfluit della se-
gnalazione dei medesimi nei registri immobiliari, divenendo il trust, da questo punto di vista,
istituto assimilabile alle societ.
in ogni caso da osservare che la norma si applica solo ai trust produttivi di effetti giu-
ridici rilevanti a fini fiscali, secondo quanto disposto dallart. 73 del decreto del Presidente del-
la Repubblica del 22 gennaio 1986, n. 917.
(73) Concorda M. Lupoi, di cui v. Istituzioni del diritto dei trust3 [supra, nota 63], p. 329
e, con riflessioni di pi ampio respiro, Trusts2 [supra, nota 47], p. 612 ss..
(74) Cfr., nel primo senso, G. De nova, La rappresentanza, in r. Sacco e G. De nova,
Il contratto4, Utet, 2016, 1115, a p. 1122 (testo e nt. 35) e A. chianale, La rappresentanza, in
e. Gabrielli [cur.], I contratti in generale2, Utet, 2006, tomo 2, p. 1267, a p. 1276 (testo e nt.
42) e 1290; nel secondo senso V. roppo, Il contratto, nel Trattato di diritto privato a cura di
G. Iudica e P. Zatti, Giuffr, 2001, p. 302 s..
(75) In terminis, Cass., 20 dicembre 1951, n. 2868, in Foro pad., 1952, p. 661, che, co-
gliendo un profilo centrale della tematica, precisa trattarsi di titolo di buona fede a discolpa
dellaffidamento che [il terzo] abbia riposto nella qualit dei poteri del rappresentante.
(76) Affermare che chi contrae con il trustee pu sempre esigere che costui giustifichi i
suoi poteri non ci dice per molto sul piano della documentazione che il terzo potr concreta-
mente pretendere, tenuto pure conto del dovere di riservatezza gravante sul trustee. Sar suffi-
ciente la mera documentazione probatoria della qualit di trustee, alla luce dellart. 11 della
Convenzione, per cui il trustee di un trust ha la capacit di comparire in qualit di trustee da-
vanti a un notaio o altra persona che rappresenti unautorit pubblica? Oppure si potr preten-
dere lesibizione anche dellatto istitutivo del trust, al fine di verificare, ad esempio, se latto

24
Sar quindi quanto mai opportuna, per i trust che danno vita a una orga-
nizzazione complessa e dinamica, la previsione di un adeguato meccanismo
affinch i terzi possano accertare chi il trustee (ed il guardiano se v ne-
cessit di un suo parere preventivo (77)), e tal la previsione tipica del no-
stro diritto interno, ma sconosciuta dagli ordinamenti di origine del c.d. li-
bro degli eventi (vidimato con data certa contestualmente allatto istitutivo di
trust) con obbligo per il trustee di custodirlo e tenerlo diligentemente aggior-
nato (78).
In definitiva, una volta incamminatici sulla via della trascrizione a fa-
vore del trust, non pi necessario che le generalit e i poteri del trustee ri-
sultino dai registri immobiliari. La nota potrebbe far rinvio, nel quadro D, al-
le notizie ricavabili dal libro degli eventi: rinvio, peraltro, opportuno, ma a
rigore neppure necessario. Ecco il cambio di paradigma.
Guardiamo per un attimo lorizzonte. Gli interpreti sono un po a disa-
gio allorch devono confrontare il proprio strumentario relativo alle forme
organizzative per le quali non prevista una pubblicit con il loro strumen-
tario relativo alla circolazione degli immobili. Si staglia una contrapposizio-
ne tra (i) la libert di forma (artt. 36 e 2251 c.c.) o la necessit di una sempli-
ce forma scritta a fini esclusivamente probatori (art. 3 Convenzione de LAja)
e (ii) la rigidit delle forme dellatto pubblico, della scrittura privata autenti-
cata o accertata giudizialmente e della sentenza necessarie ai fini della pub-
blicit nei registri immobiliari (art. 2657 c.c.).
Dopo anni di bluff a carte scoperte, si tentato di risolvere questo con-
trasto che, beninteso, un contrasto che riguarda la certezza e sicurezza dei

che il trustee intende compiere coerente rispetto al programma negoziale in esso previsto? At-
tribuire per al notaio il potere-dovere di compiere tale tipo di valutazione sembra eccessivo,
non solo perch non spetta certo al notaio indagare sulle motivazioni dellatto, ma pure perch
non da escludere che un atto che prima facie appare incoerente rispetto al programma nego-
ziale stabilito nel trust sia invece coerente sulla base di un giudizio ex post. Tuttal pi si po-
trebbe argomentare un dovere del notaio di rifiutare la stipula nelle ipotesi in cui latto sia ma-
nifestamente contrario al programma del trust: si pensi ad esempio e sempre che il notaio sia
a conoscenza di tale circostanza al trustee che stipula un finanziamento ipotecario al fine di
versare le somme ottenute a vantaggio di soggetti del tutto estranei al trust.
(77) Che il mutamento del guardiano (o dei guardiani) non possa essere oggetto di segna-
lazione nei registri immobiliari ci sembra pacifico.
(78) In questa ipotesi, lo standard di condotta esigibile dal notaio dunque di verificare
adeguatamente le risultanze non solo dei registri immobiliari, ma anche del libro degli eventi.
Non invece quello di dare incarico a unagenzia investigativa.
Il libro degli eventi, va riconosciuto, invalso nella prassi italiana, ma, a differenza di
quanto previsto dalla legge di San Marino del 1 marzo 2010, n. 42 (art. 28), non obbligato-
rio (che una ovviet dal momento che non abbiamo una legge interna sui trust). In assenza di
tale libro potr farsi capo a un atto di notoriet: per questa soluzione, con riferimento alle asso-
ciazioni non riconosciute, v. gi F. Galgano, Associazioni non riconosciute. Comitati2, nel Com-
mentario del codice civile Scialoja - Branca, Zanichelli: Foro it., 1976, p. 206 s. e l. carota,
Gli acquisti immobiliari delle associazioni non riconosciute e delle societ di persone, in Con-
tratto e impresa, 1985, 840, segn. p. 855; il tema imparentato con quello, posto al vaglio di
Cass., 15 marzo 1980, n. 1741, in Foro it., I, 1, p. 2519 e di Cass. 4 febbraio 2010, n. 2653, in
Giur. it., 2011, I, p. 75, dei requisiti necessari per ritenere salvo lacquisto dallerede apparen-
te e, a proposito della valenza dellatto notorio, v. Cass., 7 gennaio 1966, n. 126, in Giust. civ.,
1966, I, p. 909 e 20 dicembre 1967, n. 2984, in CED ItalGiureWeb, ma cfr., per la sua portata
meramente indiziaria, Cass., 11 marzo 1974, n. 644 e 18 febbraio 1977, n. 737, entrambe in
CED ItalGiureWeb.

25
rapporti giuridici, e non solo la forbice tra atti a struttura debole e atti a
struttura forte attribuendo ai registri immobiliari una funzione suppletiva.
Il caso delle associazioni non riconosciute sotto i nostri occhi. Con la leg-
ge 27 febbraio 1985, n. 52, si cercato di dare una risposta al tema, modifi-
cando lart. 2659, comma 1, n. 1), c.c.: nelle note di trascrizione degli atti im-
mobiliari delle associazioni non riconosciute devono essere indicate le ge-
neralit delle persone che le rappresentano secondo latto costitutivo (79).
Idem per le note discrizione dipoteca: art. 2839, comma 2, n. 1), c.c..
Come si not allindomani della novella del 1985, questa fu (ed ) una
soluzione di compromesso (80). Una soluzione fortemente criticata (81). Una
soluzione peraltro altamente inefficiente, dal momento che le generalit dei
rappresentanti dellassociazione non riconosciuta compaiono necessariamen-
te dal quadro D della nota (82), che, di l dalla valenza che gli si vuol ricono-
scere, non accessibile autonomamente (83).
Il proverbio dice che piuttosto che niente, meglio piuttosto. Gli
appassionati del piuttosto potrebbero quindi proporre di accontentarsi
replicando nel nostro caso il diagramma codicistico: trascrizione a favo-
re del trust con indicazione delle generalit del trustee nel quadro D del-
la nota (84).
La proposta accennata finirebbe, tuttavia, per creare pi problemi di quan-
ti risolve, cos come, daltronde, accaduto con riguardo alle associazioni

(79) Analoga regola fissata per le societ semplici, ma per queste il discorso oggi un
po diverso essendo data facolt di procedere alla loro iscrizione in una sezione speciale del re-
gistro delle imprese, pur sempre con limitata funzione di certificazione anagrafica e di pubbli-
cit notizia (art. 8, commi 4 e 5, legge 29 dicembre 1993, n. 580).
(80) G. tassoni, Associazioni non riconosciute e pubblicit immobiliare, in Rass. dir. civ.,
1987, 989, spec. p. 992 (nt. 12) e 1002 ss.
(81) l. Ferri e P. zanelli, Della trascrizione [immobiliare]3, nel Commentario del codi-
ce civile Scialoja - Branca, Zanichelli: Foro it., 1995, p. 400 ss. e V. colapietro, La trascrizio-
ne degli acquisti immobiliari da parte di associazioni non riconosciute dopo la legge n. 52 del
27 febbraio 1985, in Riv. not., 1986, p. 1032, ove un interessante accenno alla questione che
si pone anche per i trust del trasferimento di sede, indicazione curiosamente tenuta ferma per
gli enti, a differenza di quanto previsto per il domicilio o la residenza delle persone fisiche, in-
dicazioni queste ultime che, in thesi, sarebbero, esse soltanto, spesso mutevoli.
(82) l.A. miserocchi, Nuova meccanizzazione dei registri immobiliari e invalidit
della trascrizione per vizi della nota, in Riv. dir. priv., 1997, p. 296.
(83) V. pure le circolari del Ministero delle Finanze n. 128/1995 e n. 55/1986. In dottri-
na, per tutti, P. Boero, Le ipoteche2, nella Giur. sist. dir. civ. fondata da W. Bigiavi, Utet, 1999,
p. 670.
(84) Il parallelismo tra la trascrizione relativa ai trust e quella relativa alle associazioni
non riconosciute era stato gi preso in considerazione da A. Busato, La figura del trust negli
ordinamenti di common law e di diritto continentale, in Riv. dir. civ., 1992, II, 309, a p. 348 s.
e P. Piccoli, Possibilit operative del trust nellordinamento italiano, in Riv. not., 1995, 37, a
p. 65.
Una ingegnosa modalit di trascrizione mista stata proposta da B. Franceschini, Tra-
scrizione degli atti di conferimento di immobili in trust, in T&AF, 2014, 385, a p. 386 e 389:
nella sezione C della nota di trascrizione andrebbero indicati sia il trust, sia il trustee, in via ana-
logica con quanto previsto dallart. 2659, comma 1, n. 1), c.c.. Il punto che nel nostro caso
lanalogia con lart. 2659, comma 1, n. 1), c.c. riguarda solo il dato di partenza, non le modali-
t esecutive della pubblicit. Rimane inoltre da saggiare lefficienza di questa proposta in caso
di sostituzione del trustee: pi diffusamente v., s.v., A. Di Sapio, Trust e modalit di esecuzio-
ne della pubblicit [supra, nota 17], p. 713 (testo e nt. 123).

26
non riconosciute (85). Gi. Il core della nostra tematica lo abbiamo gi vi-
sto sta nelle vicende successive alla istituzione del trust. Lavvicendamen-
to dei trustee implicherebbe una annotazione per segnalare delle notizie non
ricavabili dai quadri A, B e C della formalit precedente. E, oltretutto, sareb-
be una annotazione non obbligatoria e comunque irrilevante ai fini dellop-
ponibilit delle modificazioni soggettive intervenute, cos come, daltronde,
nessuno ha mai messo in discussione con riferimento allanaloga tematica
che si pone per le associazioni non riconosciute (86).
Il vero che stiamo assistendo, sotto pi fronti, alla perdita di monopo-
lio delle piattaforme documentali amministrative (87).
Il vero che un problema non si risolve con un altro problema, ma con
una soluzione. Una soluzione, anche efficiente, c: quella del libro degli
eventi (88).

(85) Puntuali osservazioni in l. Ferri e P. zanelli, Della trascrizione3 [supra, nota 81],
p. 404, che definiscono la possibile non corrispondenza dei dati derivante dalle successive vi-
cende dellassociazione come inspiegabile e comunque incontrollabile.
(86) Non un caso che, proprio per questo motivo, si detto che lindicazione di cui al-
lart. 2659, comma 1, n. 1), c.c. non presenta alcuna utilit: G. mariconda, La trascrizione2
[supra, nota 53], p. 171. Anzi, solo un impiccio per il Conservatore dei registri immobiliari,
che, secondo una chiave di lettura, sarebbe pure tenuto a rifiutare la trascrizione ex art. 18 del-
la legge 27 febbraio 1985, n. 52, allorch la nota faccia difetto della predetta indicazione: A.
ettorre e S. Iudica, La pubblicit immobiliare3, Giuffr, 2007, p. 133.
(87) Feconde notazioni in m. cian, Registro delle imprese e altri strumenti pubblicitari,
in Nuove leggi civ. comm., 2016, p. 793.
Potrebbe essere interessante notare, in chiave comparatistica, che le nostre discussioni sulla
pubblicit immobiliare sono del tutto ignote nei sistemi inglese e nordamericano: per una recente
panoramica v. F. corsini, Il trustee nel processo di cognizione [supra, nota 15], p. 176 s., ove rag-
guagli, cui adde, in pi ampio orizzonte, m. Graziadei, Il modello di common law, la pubblicit
e le forme di ricchezza moderna, in AA.VV., Pubblicit degli atti e delle attivit, Esi, 2014, p. 481
(88) A questo punto ci si potrebbe domandare se alla medesima soluzione possa giunger-
si pure nel caso in cui la trascrizione del trasferimento immobiliare dal disponente al trustee
avvenuta a nome del trustee.
Un percorso interpretativo interlocutorio questo. La sostituzione del trustee produce
(per il trustee sostituto) la perdita di poteri e (per il nuovo trustee) la nuova investitura di pote-
ri, e cos lavvicendamento nella legittimazione a disporre (la stessa sentenza in commento, lo
si gi sottolineato, definisce il trustee come soggetto che dispone del diritto: par. 17). Per i
terzi essenziale sapere che mutata la persona che deve attuare il programma: si chiami Ti-
zio o Caio, questa persona non sentit commodum, e su questultimo passaggio v. m. lupoi, Co-
municazione e flussi giuridici, in AA.VV., Due iceberg a confronto: le derive di common law
e civil law, Giuffr, 2009, p. 83, segn. p. 87.
Allinvestitura di poteri si accompagna, ex lege, linvestitura nella titolarit dei beni, che,
non trascuriamolo, sono il mezzo per attuare il programma. In caso di sostituzione del trustee,
pertanto, la pubblicit nei registri immobiliari avrebbe tuttal pi natura ricognitiva di una vi-
cenda traslativa gi compiutasi.
Questa ossatura fa scricchiolare la stessa necessit della segnalazione nei registri immo-
biliari della sostituzione del trustee. Infatti, la pubblicit ha la funzione di segnalareai terzi un
mutamento giuridico relativo allo statuto di gestione e alla circolazione dei beni, di cui, nel no-
stro caso, non pare esservi traccia.
Risulta cos palpabile la simmetria del nostro caso con quello relativo alla pubblicit del-
le vicende relative a immobili che passano per le mani di persone titolari di un ufficio di dirit-
to privato (pensiamo allesecutore testamentario). Certo, il trustee ha la propriet dei beni, ma,
lo abbiamo appena ricordato, comunque una propriet funzionale nellinteresse altrui, e non
una propriet piena nellinteresse proprio. Su questo solco, il passo pare breve per escludere
lapplicabilit dellart. 2650 c.c. in difetto della trascrizione contro il trustee sostituto e a fa-
vore del nuovo trustee.
solo una finestra (col davanzale).

27
10. Un crittotipo

Dinanzi allo scenario illustrato, bussa alla porta una riflessione perfor-
mativa che il comparatista coltiva da tempo: per loperatore giuridico pi
difficile liberarsi da un crittotipo che non da una regola di cui abbia piena con-
sapevolezza (89).
Eggi: anche sul fondale della tematica analizzata in questo lavoro sem-
bra muoversi un crittotipo, quello del sistema a soggetto. con le sue re-
gole che, il pi delle volte, si marcia quando si parla di necessaria trascrizio-
ne in favore del trustee.
I giudici di legittimit diciamolo ci danno pi regole di quante ne di-
mostrino. E questo, da un certo punto di vista, pu essere considerato un van-
taggio, almeno nellobiettivo di rendere pi sicuro (o almeno meno incerto)
il traffico giuridico, fissando, cos, dei paletti su cui in estrema sintesi pu
ritenersi oggi validamente radicato laffidamento dei terzi, compresi i credi-
tori (del trust e del disponente).
Certo che limpianto argomentativo della Corte invero assai sempli-
ce nel suo nucleo centrale, il trust non un ente dotato di personalit giuri-
dica, n di soggettivit, perch qui che si cristallizza lintero intrigo nar-
rativo pu lasciare margini di insoddisfazione non valorizzando le recenti
evoluzioni del nostro sistema, sia in chiave di organizzazione dei rapporti giu-
ridici, sia in chiave pubblicitaria.
I giudici di legittimit preferiscono muoversi sulla dicotomia modalit
di trascrizione valida vs modalit di trascrizione nulla. La dicotomia non
fa palpitare. Da qualche tempo esiste unaltra proposta che attende conside-
razione giurisprudenziale: quella di verificare, in concreto, il tipo e il grado
di affidamento che la specifica modalit di esecuzione della trascrizione e del-
liscrizione ipotecaria ha ingenerato nei terzi, ponendo cos a confronto le di-
verse tecniche per i loro specifici profili di efficienza e inefficienza, e non per
la loro pretesa astratta validit o invalidit (90). ai terzi e a loro soltanto
che si dirigono le informazioni pubblicitarie. Ecco perch ci si sarebbe aspet-
tato dalla Corte pur nei limiti processuali consentiti dalla controversia una
analisi del nostro tema in questa prospettiva di pi ampio raggio. Ma non im-
porta, magari sar per la prossima volta.

(89) r. Sacco, voce Crittotipo, in Dig. Disc. Priv., Sez. Civ., V, Utet, s.d., ma 1989,
p. 39.
(90) A. Di Sapio, Trust e modalit di esecuzione della pubblicit [supra, nota 17], pas-
sim, in part. 232 ss. e 697 ss.. V. pure, con ramificata argomentazione in chiave di analisi
economica del diritto, A. Gallarati, La pubblicit del diritto del trustee, Giappichelli, 2012,
p. 106 ss., 109 ss., 123 ss. e 193 s., del quale, proxime, SGR e Trustee. Convergenze e di-
vergenze rispetto alle modalit di esecuzione della pubblicit immobiliare, in Riv. dir. banc.,
www.dirittobancario.it, giugno 2016. Manifesta benevolenza m. lupoi, Istituzioni del di-
ritto dei trust3 [supra, nota 63], p. 303 s., riprendendo, in raccordo, uno stimolante discor-
so sullart. 11, commi 1 e 2, lett. b), della Convenzione, gi proposto in Trusts2, cit., p. 533,
600 ss. e 613 s..

28
11. Una questione di metabolizzazione

il momento di concludere.
Dice bene Maurizio Lupoi quando afferma che i trust sono certamente
un flusso giuridico che presenta una particolarit sotto il profilo compara-
tistico: allorigine del flusso una legge, quella che ha autorizzato la ratifica
della Convenzione de LAja del 1 luglio 1985 (91). In effetti, i flussi, nor-
malmente, non si formano per partenogenesi dal diritto positivo. I flussi emer-
gono spontaneamente nella realt fattuale: sgorgano da un bisogno reale e da
questo sono chiamati. Non basta: affinch il bisogno (naturale o preso in con-
siderazione da una legge) sia soddisfatto (o almeno non sia frustrato) occor-
re che sia percepito (92).
la percezione della fame che spinge i bambini a mangiare volentieri,
non la tavola inghirlandata o la liturgia della cena. Se i bambini percepisco-
no autonomamente il loro appetito sono i primi a sedersi a tavola facendo suo-
nare il bicchiere con la forchetta. Allo stesso modo succede per i flussi, che
sono dati di esperienza di un determinato sistema giuridico percepiti in un al-
tro sistema giuridico.
I flussi, per definizione, creano scompiglio. Scompaginano le carte.
Lequilibrio del sistema, come si notato, garantito o dal rigetto o dalla me-
tabolizzazione dei nuovi dati (93).
In the matter. Lingresso nel nostro sistema giuridico interno dei trust
un dato ormai definitivamente acquisito. La legge 22 giugno 2016, n. 112 (c.d.
legge sul dopo di noi) ha spazzato via ogni (pretestuoso) residuo equivoco.
Dobbiamo per capirci bene su cosa intendiamo per metabolizzazione
dei trust. Perch se vero che, di regola, il dato straniero dingresso subisce
modificazioni e non recepito nelle sue sembianze originarie, forse altrettan-
to vero che, a seguito dellingresso del nuovo dato, pure il sistema ospitante su-
bisce delle modificazioni e non pi lo stesso di prima. La relazione tra il da-
to dingresso e il sistema ospitante biunivoca. Gi, il bambino che percepisce
il suo appetito sa che non pu ingurgitare lintera michetta. Spezzetta dunque
il pane con le mani e ne mangia, con gusto, singoli bocconi, senza che, appa-
rentemente, nulla succeda; epper, appena comincia la digestione, il suo sto-
maco si dilata elasticamente. (Con let, lo sappiamo, il discorso si fa diverso).
Ecco di cosa abbiamo parlato in queste pagine: di un altro step del pro-
cesso di metabolizzazione dei trust. Dopo anni di resistenza in fase dingres-
so dei trust nel nostro sistema, era prevedibile che assistessimo ad altrettan-
te resistenze in fase di risistemazione delle nostre regole in action e on the
books, che esattamente quanto sta accadendo.

(91) m. lupoi, Perch i trust in Italia, in M. Dogliotti e A. Braun, [cur.], Il trust nel di-
ritto delle persone e della famiglia, Ipsoa, 2003, 19, a p. 20.
(92) Qui sta il nocciolo della teoria dei flussi di cui, non pu essere disconosciuto, M. Lu-
poi matre penser: v.ne Sistemi giuridici comparati, ESI, 2001, p. 60 ss. e Comunicazione
e flussi giuridici [supra, nota 88], p. 83 ss..
(93) Anche qui la comparazione preziosa per capire noi stessi, non solo per capire
gli altri: m. lupoi, Comunicazione e flussi giuridici [supra, nota 88], p. 89.

29
La metabolizzazione, come si osservato, potr dirsi compiuta con la ri-
composizione dellequilibrio, che avviene non solo trasformando il flusso re-
cepito, ma anche passando dalla percezione allazione, ossia, modificando,
anche tramite le fonti sostanziali del diritto, la realt effettuale del sistema nel
quale la percezione stata avvertita (94).
Il richiamo alle fonti sostanziali appropriatissimo. Ma, lo aveva gi ot-
timamente registrato Riccardo Orestano, il metabolismo dei giuristi un me-
tabolismo assai particolare, e tanto dipende dalle loro nourriture (95).

(94) m. lupoi, Sistemi giuridici comparati [supra, nota 92], p. 61 e 143 s. Analogamen-
te, a proposto della circolazione e mutazione dei modelli giuridici, R. Sacco, alla relativa voce
per il Dig. Disc. Priv., Sez. Civ. [supra, nota 35], p. 367.
(95) r. orestano, Il metabolismo dei giuristi [supra, nota 66], c. 87 e 103 s..

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