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Istituzioni di diritto privato 14-10-2021

Gli elementi incidentali sono termini, condizioni e modus (modo).


Esistono degli elementi essenziali, che non incidono sull’efficacia del contratto, ma
sulla sua validità, se mancano questi il contratto sarà nullo.
Gli elementi essenziali, previsti dall’art. 1325 del cv. sono il consenso, l’oggetto, la
causa e la forma.
Se noi parliamo di contratto nullo, svolgiamo un giudizio di validità su un contratto
che esiste ed è concluso.
E’ vero che se manca il consenso, il contratto non si perfeziona, non possiamo quindi
sottoporre a giudizio la fattispecie.
Ogni contratto ha un rapporto economico (rapporto economico sottostante) senza il
cui un contratto non avrebbe senso.
Es.
Vi è una comunione tra 3 soggetti, che sono comproprietari di una casa.
I 3 comunisti, vogliono vendere ognuno la propria quota, a fronte di essi vi è
l’acquirente che vuole comprare tutta la quota.
Viene redatto il contratto e l’acquirente vuole comprare l’intero e l’acquirente
l’intero.
Due dei fratelli firmano il contratto senza il terzo, da un punto di vista struttrale,
esiste il contratto perché abbiamo proposta, accettazione e consensualità.
Però il fatto che solo 2 fratelli su 3 abbiano firmato, il contratto non è idoneo.
Perché avendo di fatto solo il consenso di 2, non abbiamo il consenso idoneo e manca
quel consenso che permette al contratto di attuare la fattispecie.
In questa maniera, il contratto esiste ma è nullo.
Se manca completamente il consenso, il contratto non è perfetto, se il consenso non è
di per sé idoneo a realizzare il fattore economico il contratto è perfetto ma senza
consenso, quindi nullo.
Se un contratto non permette la realizazzione economica, è un vincolo giuridico a
vuoto, che nel nostro sistema giuridico è INAMMISSIBILE.
Oggetto del contratto.
L’oggetto materiale del contratto è facilmente individuabile se si tratta di una “res” o
di una cosa generica (io vendo 10 kg di grano e 1l di vino).
Sia quando ci riferiamo al bene generale, sia al bene specifico.
Anche il servizio è un oggetto materiale, è un credito che si ha per il pagamento del
corrispettivo.
Quindi oggetto come bene materiale o come servizio nel contratto.
L’oggetto può avere due significati, il regolamento, l’insieme delle disposizioni
contrattuali (le clausole) che stabiliscono la disciplina del contratto.
Oppure da intendersi come sostanziale, ovvero la disciplina che condiziona il
comportamento delle parti.
Oggetto come oggetto materiale, regolamento formale o regolamento sostanziale.
Un contratto senza oggetto è nullo.
Ad esempio, vendere una cosa che non esiste e non esisterà (non è il caso ad esempio,
della vendita di cose che arriveranno in futuro es. Vitelli, puledri, raccolti ecc.)
Un soggetto che stipula un contratto ha una responsabilità verso l’altro contraente con
l’autoresponsabilizazzione.
Il contratto non può creare un vincolo a vuoto, quando manca l’oggetto il contratto è
nullo (l’oggetto però non deve esistere non esisterà mai ne nel presente ne nel futuro,
oppure è indeterminato).
La causa del contratto, è la ragione del contratto, ogni vincolo deve avere una sua
giustificazione, un vincolo o un sacrificio o un arrichimento a vuoto non è
giustificato.
Io vendo un mio bene generalmente per avere un’altra ricchezza.
Vendo la mia auto per avere dei soldi o do i soldi per avere l’auto.
La circolazione di richezza è data dal fatto che da un sacrificio ricavo un utilità.
Quando abbiamo un contratto di questo caso, abbiamo una causa sinallarmantica.
Quando vendo una cosa, compio un sacrificio dal punto di vista patrimoniale.
Qual è la ragione di questo contratto?
Lo scambio di richezza.
Se io vendo una macchina o vendo senza prezzo (non donando, quella è la causa di
liberalità), quel contratto è ingiustificato, quindi nullo.
La forma, il contratto ha sempre la sua forma, perché un consenso, una volontà
comune MANIFESTATA.
Solitamente avviene tramite la lingua parlata, scritta o con un comportamento
concludente univoco.
La forma può andare da compoprtamento pubblico univoco sino all’atto pubblico.
La forma è solitamente libera, con la sottoscrizione determinata in generale.
In questo caso, la legge ammette una qualsiasi forma di manifestazione volontà, ma
in determinati casi però può essere solo la forma prevista dalla legge (solitamente
scritta) per avere una sorta di certezza, “ad sustanziam”.
Non è che il diritto crea certezza, in verità il diritto vive sull’incertezza, quindi la
situazione psicologica è sempre quella del dubbio.
Ma visto che, una società non può vivere sul dubbio e si cerca di convenzionalizzare
una certezza.
Se noi vogliamo avere la certezza di proprietà e circolazione di un bene immobile,
come abbiamo la certezza relativa?
Con un atto pubblico.
Ad esempio, il contratto di compreavendita immobiliare (anche preliminare) deve
avere una forma scritta, altrimenti è nullo.
Se il contratto da più incertezza che certezza, allora è nullo.
La nullità per mancanza di una delle sopracitate è una nullità struttrale, che rientra
nella nullità testuale, vale a dire, una delle ipotesi contemplate dalla legge.
Nullità virtuale, non espressivamente espressa dalla norma, la norma detta una
condizione generale che se contemplata, rende nullo il contratto.
Altre cause di nullità che riscontriamo anche mantenendo l’attenzione sui tratti
essenziali di un contratto , nel nostro ordinamento sono:
-Quando l’oggetto manca o è indeterminato o indeterminabile o è un oggetto illecito
(es. vendita di bene extracommercium, un bene non commerciabile giuridicamente,
perché la sua commerciabilità contrastano con la commerciabilità del bene).
Se il privato fosse proprietario di un “bronzetto” non potrebbe venderlo.
-Quando la causa è illecita, ovvero quando è diretta a conseguire un risultato che
l’ordinamento giuridico non intende riconoscere.
Se io do un contratto di mandato, per fare in modo che il contarente uccida o lesioni
una persona, è un contratto illecito, perché va contro le norme imperative.
La norma non dice quando e se il contratto vada contro le leggi imperative, ma in
generale quando il contratto sia nullo.
Alla base c’è sempre la ratio di salvaguardare gli interessi pubblici, salvaguardia del
benessere pubblico, dei beni archeologici e artistici o salvaguardia delle norme
imperative.
Quando il contratto contrasta questi casi, il contratto è nullo.
Se il contratto serve a violare la legge (mandato a estorcere, uccidere ecc.), oppure se
lo strumento è il contratto (truffa), se non è diversamente previsto dalla legge, è nullo.
La dove mediante il contratto, si giunga alla violazione di una norma penale il
contratto ha carattere nullo, salvo che non sia diversamente disposto dalla legge.
Il contratto tramite il quale viene consumata una truffa è annullabile.
Nella compravendita di reperti archeologici, la parte debole è lo stato.
La nuova figura della nullità, è la nullità di protezione.
La nullità generalmente assoluta può essere intrapresa chi ne ha interessa, oppure da
uno dei contraenti.
Nella nullità di protezione si ha quando abbiamo un soggetto debole ha una
protezione conferita dallo stato.
In questo caso, la parte può impugnare la nullità di protezione, non perdendo le
posizioni di vantaggio avute col contratto, se talemente debole, lo stesso giudice può
impugnare la nullità, riduce quindi il potere della banca (o chi per esso) nei confronti
del soggetto debole.
I contratti bancari, stipulati fra cliente e banca, dal 93, ha affievolito i vantaggi della
banca.
Il contratto bancario deve essere semplice, altrimenti si rientra nella protezione di
nullità.
Poniamo che il contratto abbia interessi alti convenzionali al 12, se il contratto è nullo
per la forma, si arriverà ai concenzionali all’1.
Quindi il cliente acquisirà un vantaggio.
Nella nullità non di protezione, ha sia vantaggi che svantaggi.
Nullità selettiva, molto criticata come modello e idea, che è un tipo di nullità parziale,
quindi non di tutto il contratto di alcune clausole, che quindi parte come nullità totale
fino a ridursi ad una nullità parziale selettiva.
Oltre alla nullità totale, abbiamo anche la nullità parziale (di una parte del contratto,
anche se in analisi giuridica non fa capire la modalità di funzionamento o l’intervento
sul contratto)
La nullità parziale, è la nullità di alcune delle clausole del contratto.
La nullità parziale, come parte della nullità del contratto, posto che la nullità parziale
può estendersi a tutto il contratto, posto che la clausola è essenziale, senza la quale il
contratto non si sarebbe chiuso, quindi se caratterizza il rapporto economico, che
ricordiamo, se non esiste il contratto è nullo se esso non è un contratto di donazione.
Quando si verifica una nullità parziale, il contratto può rimanere anche senza clausola
nulla.
Se la legge stabilisce che un pagamento venga effettuato entro 10 giorni e il contratto
15, il giudice può stapìbilire che la clausola è nulla, ma che non incida sul fattore
economico del contratto.
Oppure, se crea un sacrificio non sostenibile, quella clausola può essere definità
nulla.
A volte è la legge stessa a definire la clausola economica non annullabile.
La sostituibilità della clausola nulla, art. 1139, stabilisce la sostituzione automatica
delle norme imperative imposte.
Ad esempio, nei contratti imposti, venivano imposti prezzi, durata dei contratti, salari
minimi, se la clausola viola il prezzo o il premio stabilito dalla legge, questa viene
automaticamente sostituito.
Alcune volte era la legge stessa ad imporlo, altre volte ci pensava l’articolo 1139.
Rispetto alla clausola essenziale, il giudice non può effettuare un giudizio di
essenzialità.
Questo è un caso di contrattualità gogente, dove fra la volontà delle parti e la volontà
della legge, la volontà della legge è superiore.
Se la violazione della clausola imperativa, riguarda una clausola di diritto, il giudice
non può fare niente per causa dell’articolo 1139.
Altra cosa, ipotesi del contratto nullo, il contratto non si estingue completamente, ma
si può entro certi limiti salvaguardare, non è una sanatoria del contratto nullo.
Il contratto nullo non si può sanare se non previsto dalla legge.

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