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Diritto processuale civile

Processo di esecuzione e procedimenti speciali


IL PROCESSO ESECUTIVO
MODULO 1
LESECU!IO"E #OR!$T$ I" %E"ER$LE
U"IT& DID$TTIC$ 1' "$TUR$ %IURISDI!IO"$LE DELLESECU!IO"E
#OR!$T$
Quando al termine di un processo il giudice riconosce lesistenza di un diritto, la parte vittoriosa
spesso non vede comunque soddisfatta la sua pretesa perch il debitore non adempie
spontaneamente.
In questi casi occorre iniziare un secondo processo finalizzato alla soddisfazione coattiva del
creditore: un processo di esecuzione forzata.
Lesecuzione forzata si articola in due tipi di procedimenti: quelli di espropriazione forzata e
quelli di esecuzione forzata in forma specifica. Per entrambi necessario che il diritto fatto valere
sia contenuto in un documento tipico !per esempio una sentenza", definito titolo esecutivo.
#al momento che il processo esecutivo, a differenza di quello di cognizione, mira
$
allaggressione concreta dei beni del debitore e non allaccertamento di un diritto, si dubitato della
sua natura giurisdizionale.
%i sottolineava soprattutto come il processo di cognizione fosse la sede in cui accertare la
sussistenza e la fondatezza di un diritto sostanziale e dunque precedesse in ordine di tempo il
processo esecutivo, concepito come un insieme di attivit& pratiche ed operative giustificate da un
titolo esecutivo.
Le discussioni fatte in passato oggi sono state in larga parte superate: oltre alla considerazione
che non sempre la fase di cognizione precede quella esecutiva
$
, stato infatti chiarito che quello
esecutivo deve essere considerato a tutti gli effetti un processo, anche se indubbiamente si svolge in
maniera diversa.
'anto vero che anche qui si ritrovano le caratteristiche proprie dei procedimenti a carattere
giurisdizionale: vengono rispettate le fondamentali garanzie costituzionali !ad esempio lart. ()
*ost." ed i principi del processo civile !pensiamo al principio della domanda ed al principio del
contraddittorio", il giudice emana provvedimenti formali ai quali le parti si possono opporre,
insomma al pari del processo di cognizione anche quello di esecuzione realizza una funzione di
tutela giurisdizionale
(
.
Per quanto riguarda in particolare la garanzia del contraddittorio, lart. )+, c.p.c. prevede
espressamente che il giudice dellesecuzione provveda a sentire gli interessati in apposita udienza
qualora sia necessario, a dimostrazione dellapplicabilit& del principio fissato dallart. $-$ c.p.c.
anche in questo tipo di processo
.
.
Lart. )+, c.p.c. si riferisce alle parti e ad altri interessati: nel processo esecutivo si considerano
parti i creditori !sia il creditore pignorante o procedente, quello cio che d& inizio al processo
esecutivo, che gli altri intervenuti successivamente" ed il debitore, mentre sono ad esempio soggetti
interessati i comproprietari di un bene indiviso, il custode ed i creditori iscritti
)
non intervenuti.
/ ben vedere, poi, anche il giudice dellesecuzione esercita unattivit& di cognizione, tutte le
volte che bisogna accertare la sussistenza dei presupposti indispensabili allemanazione di un
determinato provvedimento esecutivo.
.
U"IT& DID$TTIC$ (' %LI OR%$"I DELLESECU!IO"E
Il processo di esecuzione forzata !o esecutivo" si svolge, al pari di quello di cognizione, sotto la
direzione di un giudice.
In questo senso, lart. )+) c.p.c. dispone: 0Lespropriazione diretta da un giudice.
La nomina del giudice dellesecuzione fatta dal presidente del tribunale, su presentazione a
cura del cancelliere del fascicolo entro due giorni dalla sua formazione.
$
*i1 accade per esempio quando il titolo esecutivo di formazione negoziale e non giudiziale: pensiamo ad una
cambiale, in forza della quale si pu1 direttamente iniziare unesecuzione forzata.
(
'ale anche lorientamento della *orte europea dei diritti dell2omo, la quale si pi3 volte pronunciata nel senso
che sia il processo di cognizione che il processo di esecuzione mirano alla realizzazione effettiva dei diritti ed hanno
carattere giurisdizionale.
.
/rt. )+, c.p.c.: 0Quando la legge richiede o il giudice ritiene necessario che le parti ed eventualmente altri interessati
siano sentiti, il giudice stesso fissa con decreto ludienza alla quale il creditore pignorante, i creditori intervenuti, il
debitore ed eventualmente gli altri interessati debbono comparire davanti a lui.
Il decreto comunicato dal cancelliere.
%e risulta o appare probabile che alcuna delle parti non sia comparsa per cause indipendenti dalla sua volont&, il
giudice dellesecuzione fissa una nuova udienza della quale il cancelliere d& comunicazione alla parte non comparsa4.
)
I creditori iscritti sono quelli assistiti da una causa legittima di prelazione !pegno, ipoteca, privilegio".
(
%i applicano al giudice dellesecuzione le disposizioni degli articoli $5) e $5,4
,
.
Il giudice dellesecuzione dunque lorgano preposto ad assicurare il regolare svolgimento della
procedura esecutiva6 esso non pu1 mai essere il giudice di pace, competente solo per i processi di
cognizione. 7ino alla designazione del giudice dellesecuzione, ogni istanza va proposta al
presidente del tribunale competente
8
.
Le domande e le istanze presentate al giudice dellesecuzione si propongono, salvo che la legge
disponga altrimenti, oralmente se in udienza, e con ricorso depositato in cancelleria negli altri casi
!art. )+8 c.p.c.".
Il giudice dellesecuzione, anche qui salvo che la legge disponga altrimenti, decide con
ordinanza, modificabile e revocabile finch non abbia avuto esecuzione !art. )+5 c.p.c."6 la norma
richiama in quanto applicabile la disciplina generale delle ordinanze.
/ltro organo dellesecuzione il cancelliere, che svolge tuttavia funzioni limitate: forma ad
esempio il fascicolo dellesecuzione !art. )++ c.p.c." e rilascia copie in forma esecutiva degli atti.
Il vero protagonista dei procedimenti di esecuzione forzata per1 lufficiale giudiziario:
soprattutto nei procedimenti di esecuzione forzata in forma specifica, infatti, se non richiesto
lintervento del giudice dellesecuzione lufficiale giudiziario a procedere. Inoltre egli, su richiesta
del creditore procedente, notifica titolo esecutivo e precetto e compie il pignoramento !latto con cui
inizia lespropriazione forzata".
U"IT& DID$TTIC$ )' IL TITOLO ESECUTIVO
Per esercitare lazione esecutiva assolutamente necessario che il diritto per cui si procede risulti
consacrato in un documento, il titolo esecutivo6 da esso si deduce che lazione esecutiva spetta al
soggetto identificato come creditore nel titolo stesso nei confronti di colui che dal documento risulta
essere il debitore, senza bisogno di ulteriori accertamenti.
Il primo comma dellart. )5) c.p.c. stabilisce che 0Lesecuzione forzata non pu1 avere luogo che
in virt3 di un titolo esecutivo per un diritto certo, liquido ed esigibile4. 9, questo, il principio della
nulla executio sine titulo: non si pu1 dunque procedere ad una esecuzione forzata se non si in
possesso di un titolo esecutivo.
:on basta: occorre anche che il diritto accertato nel documento sia certo !vale a dire non
controverso nella sua esistenza", li*uido !determinato nel suo ammontare" ed esi+i,ile !non
sottoposto cio a condizione sospensiva n a termine".
Il titolo esecutivo consente di svincolare lesercizio dellazione esecutiva dalla prova del fatto
che ha portato alla formazione del titolo stesso, a differenza di quello che accade nel processo di
cognizione, dove invece necessario provare il diritto per cui si agisce.
Il fatto di non dover dimostrare lattuale esistenza del proprio diritto consente di qualificare
lazione esecutiva come unazione astratta6 sar& il soggetto passivo dellesecuzione a dover provare
opponendosi allesecuzione eventuali fatti modificativi, impeditivi o estintivi del diritto che si siano
,
*ome sottolineano ;. <erde = >. *apponi, Profili del processo civile. 3. Processo di esecuzione e procedimenti
speciali, :apoli, ?ovene, $@@+, (-, nellambito dellesecuzione forzata solo lespropriazione organizzata come un
processo davanti ad un giudice articolato in diverse fasi. :ellesecuzione in forma specifica, invece, in particolare in
quella per consegna o rilascio, lintervento del giudice meramente eventuale !se sorgono contestazioni", potendo
seguire tutta la procedura lufficiale giudiziario.
8
Il foro competente per lesecuzione forzata determinato in base allart. (8 c.p.c.: per i beni mobili e immobili
competente il giudice del luogo in cui le cose si trovano6 per lespropriazione forzata di crediti competente il giudice
del luogo dove risiede il terzo debitore6 per lesecuzione forzata di obblighi di fare e non fare competente il giudice
del luogo dove lobbligo deve essere adempiuto. %i tratta in tutti i casi di una competenza per territorio inderogabile.
.
verificati in un momento successivo rispetto alla formazione del titolo.
Il titolo esecutivo rappresenta un atto preliminare rispetto allinstaurazione di un processo di
esecuzione forzata, anche se funzionale ad esso.
%ono titoli esecutivi idonei quelli previsti dal secondo comma dellart. )5) c.p.c., modificato
dalla legge n. (8.A(--,, nello specifico:
$" le sentenze, i provvedimenti e gli altri atti ai quali la legge attribuisce espressamente
efficacia esecutiva !cosiddetti titoli giudiziali"6
(" le scritture private autenticate
5
, relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in
esse contenute, le cambiali, nonch gli altri titoli di credito ai quali la legge attribuisce
espressamente la stessa efficacia !titoli stragiudiziali"6
." gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge a riceverli
!titoli stragiudiziali".
La legge n. (8.A(--, ha aggiunto un terzo comma allart. )5) c.p.c.: 0LBesecuzione forzata per
consegna o rilascio non pu1 aver luogo che in virt3 dei titoli esecutivi di cui ai numeri $" e ." del
secondo comma. Il precetto deve contenere trascrizione integrale, ai sensi dellBarticolo )+-, secondo
comma, delle scritture private autenticate di cui al numero (" del secondo comma4.
La disposizione chiarisce che per i titoli previsti dal n. ( del secondo comma dellart. )5) c.p.c.
sono possibili soltanto lespropriazione forzata e lesecuzione di obblighi di fare e non fare.
I titoli esecutivi si distinguono in due grandi categorie: giudiziali e stragiudiziali- entram,e non
omo+enee in *uanto comprendono atti di natura molto diversa tra loro.
I titoli +iudiziali sono *uelli c/e si 0ormano nel corso di un processo 1pensiamo alle sentenze
ed alle ordinanze decisorie2- *uelli stra+iudiziali invece /anno ori+ine al di 0uori e
indipendentemente da esso 1per esempio le cam,iali2
+
.
I titoli di formazione giudiziale e gli atti ricevuti da un notaio o da un pubblico ufficiale
necessitano, per valere come titoli esecutivi, dellapposizione della formula esecutiva
@
. /d essa fa
riferimento il primo comma dellart. )5, c.p.c.: 0Le sentenze e gli altri provvedimenti dellautorit&
giudiziaria e gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale, per valere come titolo per
lesecuzione forzata debbono essere muniti della formula esecutiva, salvo che la legge disponga
altrimenti4.
La formula esecutiva viene apposta dal cancelliere per i titoli giudiziali e dal notaio o pubblico
ufficiale per quelli stragiudiziali, non sulloriginale ma su una copia conforme dellatto. La sua
funzione quella di individuare quale tra le varie copie sar& utilizzata per lesecuzione forzata6 la
formula la seguente: 0*omandiamo a tutti gli ufficiali giudiziari che ne siano richiesti e a
chiunque spetti, di mettere a esecuzione il presente titolo, al pubblico ministero di darvi assistenza,
e a tutti gli ufficiali della forza pubblica di concorrervi, quando ne siano legalmente richiesti4 !art.
)5, c.p.c. ultimo comma".
2n titolo esecutivo non efficace soltanto contro il soggetto indicato nel documento, ma anche
5
La scrittura privata autenticata una dichiarazione per la quale un notaio oppure un pubblico ufficiale autorizzato
attesta che la sottoscrizione avvenuta in sua presenza previo accertamento dellidentit& della persona che sottoscrive.
+
#ata la disomogeneit& interna della categoria sia dei titoli giudiziali che stragiudiziali, il <erde propone una
ripartizione diversa fra titoli di formazione giudiziale, notarile ed amministrativa !la cui efficacia esecutiva
subordinata allapposizione della formula esecutiva", e titoli di formazione negoziale, che valgono come titoli esecutivi
senza bisogno dellapposizione della relativa formula. *fr. ;. <erde = >. *apponi, Profili del processo civile. 3.
Processo di esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, $@@+, )$.
@
La mancanza o lirre+olarit3 di tale 0ormula le+ittimano lopposizione a+li atti esecutivi.
)
nei confronti dei suoi eredi !successione dunque dal lato passivo". Il fenomeno regolato dallart.
)55 c.p.c.: 0Il titolo esecutivo contro il defunto ha efficacia contro gli eredi, ma si pu1 loro
notificare il precetto soltanto dopo dieci giorni dalla notificazione del titolo.
9ntro un anno dalla morte, la notificazione pu1 farsi agli eredi collettivamente e
impersonalmente nellultimo domicilio del defunto4.
La disposizione si applica qualora la morte sia avvenuta dopo la 0ormazione del titolo
esecutivo- e deve essere ri0erita non solo alle persone 0isic/e ma anc/e alle persone +iuridic/e.
In pratica lart. 455 c.p.c. amplia la portata so++ettiva del titolo esecutivo- consentendo di
esercitare lazione esecutiva contro +li eredi del de0unto.
Oltre ad una successione dal lato passivo- 6 altres7 possi,ile una successione dal lato attivo-
prevista dal secondo comma dellart. 458 c.p.c.9 viene *ui consentito c/e la spedizione in
0orma esecutiva avven+a a 0avore del successore del so++etto attivo indicato nel titolo.
U"IT& DID$TTIC$ 4' IL PRECETTO
/l pari del titolo esecutivo, anche il precetto costituisce un atto preliminare o prodromico
rispetto allinstaurazione di un processo di esecuzione forzata.
Lart. )+- c.p.c. stabilisce al primo comma: 0Il precetto consiste nellintimazione di adempiere
lobbligo risultante dal titolo esecutivo entro un termine non minore di dieci giorni, salva
lautorizzazione di cui allart. )+(, con lavvertimento che in mancanza si proceder& ad esecuzione
forzata4.
;i& da questa disposizione si ricava che il precetto sta al di fuori del processo esecutivo, infatti
contiene lavvertimento che in mancanza di adempimento nel termine previsto si proceder& !in un
momento successivo dunque" ad esecuzione forzata !a meno che non sia stata autorizzata
lesecuzione immediata"6 lomissione dellavvertimento non determina comunque nullit& del
precetto.
Lintimazione ad adempiere costituisce sicuramente lelemento pi3 importante dellatto di
precetto, ma non lunico.
%empre ai sensi dellart. )+- c.p.c., infatti, il precetto deve contenere anche:
$. a pena di nullit& lindicazione delle parti, della data di notificazione del titolo esecutivo se
questa fatta separatamente, o la trascrizione integrale del titolo stesso, quando richiesta
dalla legge
$-
6
(. la dichiarazione di residenza o lelezione di domicilio della parte istante nel comune in cui
ha sede il giudice competente per lesecuzione. In mancanza le opposizioni al precetto si
propongono davanti al giudice del luogo in cui stato notificato, e le notificazioni alla
parte istante si fanno presso la cancelleria del giudice stesso.
La possibilit& di effettuare le notificazioni presso la cancelleria del giudice dellesecuzione
indica che la dichiarazione di residenza o lelezione di domicilio non sono previste a pena di nullit&.
Il precetto deve infine essere sottoscritto a norma dellart. $(, c.p.c. e notificato alla parte
personalmente a norma degli artt. $.5 e seguenti !ultimo comma dellart. )+- c.p.c.". La notifica del
precetto interrompe la prescrizione del diritto.
/ proposito della natura di questatto, possiamo dire innanzitutto che il precetto svolge una
fondamentale funzione di raccordo tra il titolo esecutivo !che ne rappresenta il presupposto" e il
processo di esecuzione forzata che eventualmente segue.
9sso individua loggetto della prestazione dovuta, ma lintimazione non pu1 superare in valore
$-
La trascrizione integrale del titolo ad esempio richiesta dalle leggi speciali sulla cambiale e sullassegno.
,
quanto gi& contenuto nel titolo esecutivo !se per esempio questultimo stabilisce che il debitore deve
pagare $--, il precetto potr& essere intimato per una somma inferiore, ma non per una superiore".
/bbiamo detto che il precetto un atto preliminare al processo esecutivo, perci1 sta al di fuori di
esso.
>ene, tale natura stragiudiziale stata molto discussa: infatti contro il precetto possibile
proporre lopposizione agli atti esecutivi, esperibile di regola quando lesecuzione gi& iniziata6 se
il precetto fosse un mero atto stragiudiziale dovrebbe essere soggetto esclusivamente alle
impugnative negoziali. *ome risolvere questa incongruenzaC
Lunico modo di considerare il precetto un atto che ha natura mista, dal momento che presenta
sia caratteristiche di un atto negoziale che aspetti propri di un atto processuale, pur non potendo
essere considerato atto introduttivo dellesecuzione forzata.
Lart. )+$ c.p.c. stabilisce che il precetto ha unefficacia di novanta giorni dalla notifica: se entro
tale termine non viene iniziata lesecuzione
$$
il precetto diviene appunto inefficace. Questo non
significa per1 che il creditore perda la possibilit& di instaurare il processo esecutivo6 il precetto
infatti pu1 essere rinnovato sulla base dello stesso titolo esecutivo utilizzato in precedenza
$(
.
Il termine acceleratorio di novanta giorni da un lato funge da stimolo per il creditore ad attivarsi
al pi3 presto, dallaltro garantisce al debitore di essere avvertito tempestivamente dellesecuzione,
senza che il creditore possa iniziare il processo esecutivo dopo mesi o magari anni dalla notifica del
precetto.
:on sempre occorre aspettare il termine indicato nel precetto !e in ogni caso dieci giorni dalla
sua notificazione" per poter iniziare lesecuzione forzata6 lart. )+( c.p.c., infatti, d& al giudice
dellesecuzione il potere di autorizzare, se vi pericolo nel ritardo, lesecuzione immediata, con
cauzione o senza
$.
.
Pensiamo per esempio allipotesi in cui lobbligazione del debitore abbia ad oggetto un bene
mobile !un televisore, un quadro di valore e cosD via": qui sarebbe molto facile per il debitore far
sparire loggetto dellobbligazione e pregiudicare cosD il diritto del creditore, ragion per cui lavente
diritto chieder& lautorizzazione a procedere con lesecuzione subito dopo la notifica del precetto.
/ seguito della notifica del precetto, il debitore potr& evitare lesecuzione forzata adempiendo
spontaneamente allobbligo accertato nel titolo, oppure potr& proporre opposizione a precetto.
'ale opposizione potr& riguardare ragioni di merito !e avremo allora unopposizione
allesecuzione, art. 8$, c.p.c.", oppure motivi formali !opposizione in questo caso agli atti esecutivi,
art. 8$5 c.p.c.".
U"IT$ DID$TTIC$ 8 : "OTI#IC$!IO"E DI TITOLO ESECUTIVO E
PRECETTO
Prima di iniziare un processo di esecuzione forzata indispensabile far notificare al soggetto
passivo dellesecuzione sia il titolo esecutivo che il precetto.
$$
Latto introduttivo di un processo di esecuzione forzata varia a seconda che si tratti di un procedimento di
espropriazione !pignoramento" oppure di esecuzione forzata in forma specifica.
$(
Lart. )+$ c.p.c. dispone anche che se contro il precetto viene proposta opposizione, il termine di novanta giorni
resta sospeso e riprende a decorrere a norma dellart. 8(5 c.p.c.
$.
Lautorizzazione data con decreto in calce al precetto e trascritto a cura dellufficiale giudiziario nella copia da
notificare al debitore.
8
'ale necessit& espressamente prevista dallart. )5@ c.p.c., modificato dalla legge n. +-A(--, e
dalla legge n. ,$A(--8: 0%e la legge non dispone altrimenti, lesecuzione forzata deve essere
preceduta dalla notificazione del titolo in forma esecutiva e del precetto.
La notificazione del titolo esecutivo deve essere fatta alla parte personalmente a norma degli artt.
$.5 ss.
Il precetto pu1 essere redatto di seguito al titolo esecutivo ed essere notificato insieme con
questo, purch la notificazione sia fatta alla parte personalmente4.
La nuova formulazione dellart. )5@ c.p.c. ha eliminato la possibilit& di notificare il titolo
esecutivo quando questo fosse costituito da una sentenza direttamente al procuratore costituito6
oggi, perci1, la notifica va sempre fatta alla parte personalmente.
'itolo esecutivo e precetto possono essere notificati insieme oppure separatamente: in questa
seconda ipotesi, per1, la notifica del titolo deve precedere di almeno dieci giorni quella del
precetto
$)
.
La funzione di tale notificazione duplice: da un lato si d& unultima possibilit& al debitore di
adempiere spontaneamente prima che si proceda con lesecuzione coattiva6 dallaltro si d& modo al
soggetto passivo di contestare lesecuzione prima ancora dellinizio del processo vero e proprio
!mediante opposizione allesecuzione"
$,
.
;I;LIO%R$#I$
MODULO 1' LESECU!IO"E #OR!$T$ I" %E"ER$LE
#9 %'97/:E 7., Il nuovo processo di esecuzione. Le novit della
riforma: L. 28 dicembre 2005 n. 2!3 L. 2" febbraio
200! n. 52, (F ed., 7irenze, Ipsoa, (--8.
G/:#HIELI *., #iritto processuale civile. ". L$esecuzione forzata. I
procedimenti speciali non co%nitori. Procedimenti
cautelari. &iurisdizione volontaria, 'orino,
;iappichelli, (--,.
GE:'9%/:E L. I /HI9'/ ;., #iritto processuale civile. III. L$esecu'
zione forzata. I procedimenti contenziosi sommari. Il rito
cautelare uniforme, 'orino, ;appichelli, (--$.
PHE'E PI%/:I /., Lezioni di diritto processuale civile, estratto, :apoli,
$)
Quando lesecuzione forzata fondata su cambiali o assegni bancari non si procede alla preventiva notifica del
titolo esecutivo bensD alla sua integrale trascrizione nellatto di precetto, in base al secondo comma dellart. )+- c.p.c.
$,
In realt& il debitore ha ancora modo di evitare lespropriazione dopo il pignoramento, versando nelle mani
dellufficiale giudiziario la somma per cui si procede e limporto delle spese, con lincarico di consegnarli al creditore.
5
?ovene, $@@@.
<9H#9 ;., La riforma dei libri III e I( del codice di procedura civile.
)ppendice di a%%iornamento al volume: &. (erde *.
+apponi Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, (--8.
<9H#9 ;., */PPE:I >., Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, $@@+.
MODULO (
LESPROPRI$!IO"E #OR!$T$
+
U"IT& DID$TTIC$ 1' IL PI%"OR$ME"TO
Il pignoramento latto con il quale ha inizio lespropriazione forzata, una delle due forme in cui
si articola lesecuzione forzata !laltra lesecuzione forzata in forma specifica".
9sso consiste in una serie di attivit& che, pur differenziandosi a seconda dello specifico
procedimento espropriativo di cui si tratta, hanno comunque in comune lingiunzione fatta
dallufficiale giudiziario !su istanza del creditore e previa esibizione del titolo esecutivo e del
precetto debitamente notificati".
Il pignoramento determina sui beni espropriati un vincolo di destinazione, nel senso che il bene
colpito sar& destinato da quel momento alla soddisfazione del creditore procedente e degli altri
creditori intervenuti
1<
.
Lart. )@$ c.p.c. espressamente dispone: 0%alva lipotesi prevista dellarticolo ,-(,
lespropriazione forzata si inizia col pignoramento4.
Per poter richiedere un pignoramento devono essere trascorsi almeno dieci giorni dalla notifica
del precetto !come si ricava dallart. )+- c.p.c.": un pignoramento effettuato prima di questo termine
sarebbe nullo.
:ormalmente a seguito del pignoramento occorre aspettare un ulteriore termine di dieci giorni
prima di fare istanza di assegnazione o di vendita dei beni pignorati !art. ,-$ c.p.c."6 tuttavia quando
si tratti di ,eni deteriora,ili, lassegnazione o la vendita possono essere disposte subito.
/i sensi dellart. ,-( c.p.c., poi, 0salve le disposizioni speciali del codice civile, per
lespropriazione delle cose date in pegno e dei mobili soggetti ad ipoteca
$5
si seguono le norme del
presente codice, ma lassegnazione o la vendita pu1 essere chiesta senza che sia stata preceduta da
pignoramento.
In tal caso il termine per listanza di assegnazione o di vendita decorre dalla notificazione del
precetto4.
;razie a questa disposizione, perci1, nel caso di beni gravati da pegno e di mobili soggetti ad
ipoteca non occorre effettuare il pignoramento, ma dopo dieci giorni dalla notifica del precetto si
pu1 fare direttamente listanza di assegnazione o di vendita.
:on solo: il creditore garantito da pegno pu1 scegliere, per la soddisfazione del suo credito, in
alternativa alla disciplina del codice di procedura civile quella speciale del codice civile, a
condizione per1 che non siano intervenuti altri creditori nella procedura
$+
.
<a infine ricordato che il debitore dispone di unultima occasione per sottrarsi allespropriazione
forzata: pu1 infatti evitare il pignoramento versando nelle mani dellufficiale giudiziario !quando
questi si presenta" la somma per cui si procede pi3 limporto delle spese, con lincarico di
consegnarli al creditore !art. )@) c.p.c. primo comma".
Il legislatore tende dunque a favorire in ogni modo ladempimento spontaneo del debitore,
considerando il processo esecutivo lextrema ratio.
Il pagamento estingue il debito, ma il debitore allatto del versamento pu1 fare riserva di ripetere
!cio di chiedere la restituzione" la somma versata !art. )@) c.p.c. secondo comma"
$@
.
Il terzo comma dellart. )@) c.p.c., poi, d& al debitore la possibilit& di evitare il pignoramento di
cose versando nelle mani dellufficiale giudiziario in sostituzione di esse una somma di denaro pari
allimporto dei crediti per cui si procede e delle spese, aumentato di due decimi. In questo caso lo
scopo non di evitare il pignoramento, bensD di sostituire ai beni una somma di denaro, che
diventer& oggetto di pignoramento.
$8
Il debitore rimane proprietario dei beni pignorati e potr& anche disporne !per esempio vendendoli a terzi", ma ogni
atto di disposizione successivo al pignoramento inopponibile ai creditori intervenuti nella procedura esecutiva.
$5
I mobili soggetti ad ipoteca sono i cosiddetti beni mobili registrati, ad esempio autoveicoli e navi.
$+
In questo caso va obbligatoriamente seguita la disciplina del codice di procedura civile.
$@
/nche in mancanza di espressa riserva, comunque, la ripetizione lo stesso ammissibile.
@

Per quanto riguarda la natura giuridica, il pignoramento viene considerato dalla dottrina
maggioritaria una fattispecie a formazione pro%ressiva, poich consta di una serie di attivit&
collegate.
La disciplina del pignoramento contenuta in parte nel codice di procedura civile !per laspetto
pi3 propriamente processuale", ed in parte nel codice civile !che disciplina i cosiddetti effetti
sostanziali del pignoramento".
/ seguito delle modifiche apportate da ultimo dalla legge n. ,(A(--8, lart. )@( c.p.c.
disciplinante la forma del pignoramento stato completamente rinnovato rispetto alla formulazione
precedente.
Himane come elemento comune a tutti i tipi di pignoramento, al di l& delle differenze tra i vari
procedimenti espropriativi, lin+iunzione !art. )@( c.p.c. primo comma": 0%alve le forme particolari
previste nei capi seguenti, il pignoramento consiste in una ingiunzione che lufficiale giudiziario fa
al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente
indicato i beni che si assoggettano alla espropriazione e i frutti di essi4.
/llo scopo di rendere il debitore maggiormente partecipe alla procedura esecutiva gi& prima di
uneventuale opposizione, oggi lufficiale giudiziario allatto del pignoramento deve compiere ai
sensi dellart. )@( c.p.c. una serie di attivit& alle quali prima della riforma non era tenuto. In
particolare egli deve:
$. invitare il debitore ad effettuare presso la cancelleria del giudice dellesecuzione la
dichiarazione di residenza o lelezione di domicilio in uno dei comuni del circondario in
cui ha sede il giudice competente per lesecuzione
(-
!in mancanza o anche in caso di
irreperibilit& presso la residenza dichiarata le notifiche e comunicazioni dirette al debitore
saranno effettuate presso la cancelleria del giudice dellesecuzione"6
(. nel pignoramento deve altresD essere contenuto lavvertimento al debitore della
possibilit& di chiedere la conversione del bene pignorato in denaro prima che sia disposta
la vendita o lassegnazione del bene stesso6
.. invitare il debitore, se i beni pignorati sono insufficienti o appare manifesta la lunga
durata della liquidazione, ad indicare altri beni utilmente pignorabili, i luoghi in cui si
trovano o le generalit& dei terzi debitori, avvertendolo della sanzione prevista per
lomessa o falsa dichiarazione. #i tale dichiarazione lufficiale giudiziario redige
processo verbale sottoscritto dal debitore
($
6
). in caso di mancanza o insufficienza dei beni pignorati, richiedere su istanza del creditore
procedente ai soggetti gestori dellanagrafe tributaria o di altra pubblica banca dati,
notizie sul patrimonio del debitore6
,. richiedere lassistenza della forza pubblica ove da lui ritenuto necessario6
8. se il debitore un imprenditore commerciale, invitarlo !su istanza del creditore
procedente e a sue spese" ad indicare il luogo in cui sono tenute le scritture contabili
nominando un esperto !commercialista, avvocato o notaio" che le esamini al fine di
individuare cose e crediti pignorabili.
Lart. )@( c.p.c. si conclude prevedendo che quando la legge richiede che lufficiale giudiziario
nel compiere il pignoramento sia munito del titolo esecutivo, il presidente del tribunale competente
per lesecuzione pu1 autorizzare il creditore a depositare invece delloriginale una copia autentica
del titolo esecutivo.
(-
'ale dichiarazione o elezione non determina comunque una formale costituzione in giudizio del debitore,
rafforzando lidea diffusa in dottrina che il processo esecutivo sia un processo sul bene.
($
%e il debitore ha indicato cose mobili, queste sintendono pignorate dal momento della dichiarazione, e lufficiale
giudiziario o si reca sul luogo in cui si trovano per provvedere alla loro custodia !se si rimane nellambito dello stesso
circondario", oppure se il luogo compreso in un altro circondario trasmette copia del verbale allufficiale giudiziario
territorialmente competente.
$-
9 stato giustamente osservato
((
che la maggior parte delle disposizioni contenute nellart. )@(
c.p.c. nuova formulazione risulta applicabile solo allespropriazione di beni mobili e non anche a
quelle immobiliare e presso terzi.
/i sensi dellart. )@5 c.p.c. se entro novanta giorni dal pignoramento non stata chiesta
lassegnazione o la vendita, il pignoramento stesso diventa inefficace6 di conseguenza i beni
pignorati vengono liberati. La decorrenza del termine varia a seconda del procedimento
espropriativo di cui si tratta, poich il momento in cui il pignoramento si perfeziona diverso per
ciascuno.
Il pignoramento produce non solo effetti processuali ma anche sostanziali, regolati dal codice
civile !artt. (@$( = (@$+".
Il principio cardine che latto di disposizione successivo al pignoramento, in s valido ed
efficace, non ha effetto nei confronti del creditore pignorante e degli altri creditori intervenuti6
inoltre il processo prosegue contro il debitore originario.
Pi3 in dettaglio, lart. (@$( c.c. stabilisce che il vincolo esecutivo si estende automaticamente ad
accessori, pertinenze e frutti della cosa pignorata, comprese le accessioni successive al
pignoramento.
Lart. (@$. c.c., invece, dispone che 0non hanno effetto in pregiudizio del creditore pignorante e
dei creditori che intervengono nellesecuzione gli atti di alienazione dei beni sottoposti a
pignoramento, salvi gli effetti del possesso di buona fede per i mobili non iscritti in pubblici
registri4. /nche se la norma si riferisce espressamente solo agli atti di alienazione, non c dubbio
che linefficacia si estenda anche a quegli atti diversi dallalienazione che comunque comportano
unalterazione nella consistenza dei beni pignorati !per esempio la costituzione di un diritto reale di
godimento come lusufrutto oppure di un diritto di garanzia come lipoteca".
Linefficacia opera automaticamente: ci1 vuol dire che il processo esecutivo continua sul bene
pignorato come se questo non fosse mai uscito dal patrimonio del debitore, che dunque rimane il
soggetto passivo
(.
.
/d ogni modo vengono fatti salvi gli effetti del possesso di buona fede per i mobili non iscritti in
pubblici registri: qui il legislatore ha voluto dare prevalenza al principio di buona fede !art. $$,.
c.c." ed alla tutela dellaffidamento del terzo rispetto alle esigenze del processo esecutivo.
%ono altresD inefficaci nei confronti del creditore pignorante e degli altri creditori intervenuti
nella procedura anche se anteriori al pignoramento, come disposto dallart. (@$) c.c.:
a" le alienazioni di beni immobili e di mobili iscritti in pubblici registri che siano state
trascritte dopo la trascrizione del pignoramento6
b" le cessioni di crediti notificate al debitore ceduto o da lui accettate successivamente al
pignoramento6
c" le alienazioni di universalit& di beni mobili che non abbiano data certa6
d" le alienazioni di beni mobili di cui non sia stato trasmesso il possesso anteriormente al
pignoramento, salvo che risultino da atto avente data certa.
((
*fr. ;. <erde, La riforma dei libri III e I( del codice di procedura civile. )ppendice di a%%iornamento al volume:
&. (erde *. +apponi Profili del processo civile. 3. Processo di esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene,
(--8, 5.

(.
#al momento per1 che latto di disposizione valido anche se inefficace, se il vincolo di destinazione venisse meno
ad esempio perch il pignoramento diventa inefficace, lo stesso bene non potrebbe essere colpito da un altro
pignoramento, in quanto entrato a far parte del patrimonio di un altro soggetto.
$$
Lart. (@$, c.c. primo comma riguarda invece gli atti che comportano vincoli di indisponibilit&
su un bene !il bene potrebbe essere ad esempio indisponibile perch in comunione": anchessi sono
inefficaci nei confronti del creditore pignorante e degli altri creditori intervenuti nella procedura
quando abbiano ad oggetto beni immobili e beni mobili registrati !salvo che gli atti stessi siano stati
trascritti prima del pignoramento" o, trattandosi di altri beni, se non abbiano data certa anteriore al
pignoramento.
Il secondo comma dellart. (@$, c.c. sancisce poi linefficacia !sempre con riguardo al creditore
pignorante e agli altri creditori intervenuti" degli atti e delle domande per la cui efficacia rispetto a
terzi acquirenti la legge richiede la trascrizione, se questa avvenuta dopo il pignoramento
!pensiamo ad una domanda giudiziale".
Geritano infine un cenno lart. (@$8 c.c., secondo il quale nella distribuzione del ricavato fra i
creditori non si tiene conto delle ipoteche e dei privilegi iscritti dopo il pignoramento nonch dei
privilegi per crediti sorti dopo il pignoramento, e il (@$5 c.c., che considera inefficace nei confronti
del creditore pignorante e degli altri creditori intervenuti nella procedura lestinzione del credito
pignorato per cause verificatesi dopo il pignoramento.

U"IT$ DID$TTIC$ ( : LE VICE"DE DEL PI%"OR$ME"TO. CO"VERSIO"E
E RIDU!IO"E DEL PI%"OR$ME"TO
Il pignoramento, atto iniziale dellespropriazione forzata, pu1 essere soggetto ad alcune vicende
particolari, in primo luogo quella prevista dallart. )@. c.p.c., cio il pignoramento su istanza di pi3
creditori.
La disposizione prevede in realt& due ipotesi: la prima !cosiddetto pignoramento cumulativo"
non molto frequente, e si ha quando pi3 creditori con un solo pignoramento colpiscono il
medesimo bene, quindi il concorso di pi3 azioni esecutive si ha fin dallinizio !primo comma art.
)@. c.p.c.".
'ale previsione va integrata con lipotesi contemplata nellart. ,(. c.p.c., riguardante lunione di
pignoramenti nellespropriazione di beni mobili.
:ella seconda, che al contrario si verifica pi3 spesso !secondo comma art. )@. c.p.c., cosiddetto
pignoramento successivo", abbiamo un concorso successivo di azioni esecutive, poich uno stesso
bene viene colpito da due distinti pignoramenti.
Listanza congiunta riguarda in ogni caso solo latto di pignoramento: infatti ciascun creditore
conserva unautonoma azione esecutiva e potr& dare impulso agli ulteriori atti esecutivi
indipendentemente dagli altri creditori concorrenti. /l riguardo lultimo comma dellart. )@. c.p.c.
stabilisce: 0Egni pignoramento ha effetto indipendente, anche se unito ad altri in unico processo4.
%i tratta di una previsione importante, soprattutto perch lindipendenza sostanziale tra i vari
pignoramenti fa sD che se uno viene meno !ad esempio per inefficacia" gli altri conservano la propria
validit&.
/ltro istituto da considerare lestensione del pignoramento, originariamente previsto per la sola
espropriazione mobiliare ed oggi generalizzato con la riforma del (--8 !art. )@@ c.p.c. quarto
comma".
Il creditore pignorante ha facolt& di indicare ai creditori chirografari
()
intervenuti
tempestivamente, con atto notificato oppure alludienza in cui disposta lassegnazione o la
vendita, lesistenza di altri beni del debitore utilmente pignorabili. *i1 per invitare i creditori stessi
()
I creditori chirografari sono quelli non assistiti da cause legittime di prelazione !pegno, ipoteca o privilegio".

$(
ad estendere il pignoramento se sono muniti di titolo esecutivo, oppure ad anticipare le spese
dellestensione se non hanno un titolo esecutivo !in questo caso infatti al pignoramento dei beni
ulteriori dovr& procedere il creditore pignorante".
%e i creditori intervenuti non si avvalgono dellinvito entro trenta giorni senza un giusto motivo,
il creditore pignorante ha diritto di essere loro preferito in sede di distribuzione del ricavato.
%iamo in presenza di una causa di prelazione speciale, di origine processuale, che va ad
aggiungersi a quelle previste dal legislatore !pegno, ipoteca e privilegio".
Lo scopo della disposizione di evitare che i beni fatti pignorare dal creditore procedente
divengano insufficienti a soddisfarlo a seguito dellintervento di altri creditori nel processo
esecutivo da lui instaurato.
Passiamo alla conversione del pignoramento, istituto disciplinato dallart. )@, c.p.c. ora
modificato dalla legge n. ,$A(--8.
Prima che sia disposta la vendita o lassegnazione
(,
, il debitore pu1 chiedere di sostituire alle
cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari, oltre che alle spese dellesecuzione,
allimporto dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti, comprensivo del capitale, degli
interessi e delle spese !primo comma dellart. )@, c.p.c.".
/ pena di inammissibilit&, il debitore deve depositare presso la cancelleria del giudice
dellesecuzione unitamente allistanza una somma non inferiore ad un quinto dellimporto del
credito per cui stato eseguito il pignoramento e dei crediti dei creditori intervenuti !dedotti i
versamenti gi& effettuati di cui va data prova documentale".
Listanza di conversione pu1 essere avanzata esclusivamente dal debitore e per una volta sola a
pena di inammissibilit& !cosiddetto principio dellunicit& dellistanza di conversione".
/ stabilire lammontare della somma da sostituire al bene pignorato il giudice dellesecuzione
con ordinanza, dopo aver sentito le parti in udienza entro trenta giorni dal deposito dellistanza di
conversione.
%e il bene pignorato un immobile e sussistono giustificati motivi, il giudice nellordinanza di
conversione pu1 concedere al debitore il beneficio della rateizzazione: in tal caso, il debitore
verser& la somma stabilita !pi3 gli interessi" in rate mensili entro il termine massimo di diciotto
mesi. %e invece la cosa originariamente pignorata era un bene mobile, la somma da pagare in
sostituzione deve essere versata in ununica soluzione.
Qualora il debitore ometta il versamento dellintero importo !trattandosi di un bene mobile"
ovvero ometta o ritardi di oltre quindici giorni il versamento anche di una sola rata !se invece il
bene pignorato era un immobile", perde il beneficio della conversione e le somme gi& versate vanno
a far parte dei beni pignorati !art. )@, c.p.c. quinto comma". / questo punto, su richiesta del
creditore procedente o di un creditore intervenuto munito di titolo esecutivo, il giudice
dellesecuzione dispone senza indugio la vendita dei beni.
*on lordinanza di conversione !contro la quale proponibile lopposizione agli atti esecutivi", il
giudice dispone che le cose pignorate siano liberate dal pignoramento e che vi sia sottoposta in
sostituzione la somma da lui stabilita6 tuttavia i beni immobili si considerano liberati solo quando
stata pagata lintera somma.
In dottrina si molto discusso sulla natura esecutiva o di accertamento dellordinanza che
ammette la conversione
(8
: bene, la soluzione pi3 accettabile la seconda, dal momento che prima di
stabilire quale somma sostituire alle cose o ai crediti pignorati il giudice dellesecuzione dovr&
compiere un accertamento !anche se parziale e incompleto".
(,
*on la riforma del (--8 sono stati risolti i problemi di interpretazione legati alla formulazione precedente, in base
alla quale listanza di conversione poteva essere presentata 0in qualsiasi momento anteriore alla vendita4. Il dies a ,uo,
invece, costituito dal momento in cui si perfezionato il pignoramento.
(8
<edi sul punto ;. <erde = >. *apponi, Profili del processo civile. 3. Processo di esecuzione e procedimenti
speciali, :apoli, ?ovene, $@@+, $-@.
$.
Gentre la conversione del pignoramento pu1 essere chiesta solo dal debitore, la riduzione del
pignoramento !art. )@8 c.p.c." si pu1 disporre anche dufficio. *i1 a causa della finalit& dellistituto,
che quella di porre rimedio ad un abuso dello strumento espropriativo da parte del creditore.
Lart. )@8 c.p.c. stabilisce: 0%u istanza del debitore o anche dufficio, quando il valore dei beni
pignorati superiore allimporto delle spese e dei crediti del creditore pignorante e degli altri
creditori intervenuti, il giudice, sentiti il creditore pignorante ed i creditori intervenuti, pu1 disporre
la riduzione del pignoramento4.
Il provvedimento di riduzione unordinanza !contro la quale proponibile lopposizione agli
atti esecutivi", emanata dal giudice dellesecuzione a seguito di una valutazione discrezionale e che
pu1 essere modificata e revocata finch non abbia avuto esecuzione.
2n altro rimedio contro labuso dello strumento espropriativo si ritrova nellart. )+. c.p.c.,
disciplinante il cumulo dei mezzi di espropriazione.
9 vero che la norma mira ad offrire una piena tutela al creditore, dandogli la possibilit& di
avvalersi cumulativamente dei diversi mezzi di espropriazione forzata previsti
(5
6 ma dallaltro lato
su opposizione
(+
del debitore il giudice dellesecuzione, con ordinanza non impugnabile, limita
lespropriazione al mezzo che il creditore sceglie o, in mancanza, a quello che lui stesso determina.
*i1 innanzitutto in quanto lesecuzione va effettuata per far conseguire ai creditori concorrenti
solo quanto gli dovuto6 inoltre, alla base della disposizione c limpossibilit& di riunire
espropriazioni di tipo diverso.
:e consegue che lart. )+. c.p.c. trover& applicazione quando ci sia concorso di espropriazioni
dello stesso tipo davanti a giudici diversi e contemporaneamente limpossibilit& di riunirle !per
esempio pi3 espropriazioni mobiliari in luoghi appartenenti al debitore ma situati in circoscrizioni
diverse".
/nche se lordinanza eJ art. )+. c.p.c. definita non impugnabile, si ritiene che contro di essa
sia proponibile lopposizione agli atti esecutivi.
U"IT$ DID$TTIC$ ) : LI"TERVE"TO DEI CREDITORI
2no dei principi fondamentali del processo esecutivo quello della par condicio creditorum:
ciascun creditore, salvo cause legittime di prelazione, ha diritto di soddisfarsi sui beni del debitore a
parit& di condizioni con gli altri creditori !art. (5)$ c.c."
(@
.
Questo principio si collega a quello fissato nellart. (5)- c.c., per il quale il debitore risponde
delladempimento delle sue obbligazioni con tutti i beni del suo patrimonio, presenti e futuri.
Il codice di procedura civile disciplina listituto dellintervento dei creditori agli articoli )@+ =
,--, modificati dalle leggi n. (8.A(--, e n. ,$A(--8.
:el sistema in vigore fino al $ marzo (--8 potevano intervenire nella procedura esecutiva i
creditori chirografari, mentre quelli privilegiati erano invitati ad intervenire6 si distingueva poi fra
interventi tempestivi e tardivi e fra creditori muniti o privi di titolo esecutivo.
La pecca maggiore di questa disciplina era costituita dal fatto che non erano previsti controlli
(5
Questo significa che il creditore potrebbe per esempio iniziare contro il suo debitore contemporaneamente sia
unespropriazione mobiliare che immobiliare.
(+
:on si tratta di unopposizione in senso tecnico !ad esempio allesecuzione o agli atti esecutivi", ma di una semplice
contestazione informale proposta dal debitore direttamente in udienza oppure con ricorso depositato in cancelleria.
(@
La dottrina pi3 recente sostiene per1 che il principio in esame costituisca una semplice direttiva, destinata a cedere
di fronte ad esigenze ritenute dal legislatore meritevoli di maggiore tutela. <edi sul punto ;. <erde = >. *apponi,
Profili del processo civile. 3. Processo di esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, $@@+, $(. s.
$)
preventivi sullammissibilit& dei singoli interventi6 qualsiasi contestazione sullesistenza o
lammontare dei crediti doveva essere rimandata al momento della distribuzione del ricavato !art.
,$( c.p.c.".
Per questa ragione il legislatore ha completamente riscritto lart. )@@ c.p.c.6 rimasto invece
invariato lart. )@+ c.p.c., che sancisce al primo comma la necessit& di avvertire dellespropriazione
i cosiddetti creditori iscritti o privilegiati, quelli cio che vantano sui beni pignorati un diritto di
prelazione risultante da pubblici registri !ad esempio unipoteca su un immobile o un privilegio".
Il motivo per cui a questi creditori deve essere notificato un avviso dellespropriazione va
ricercato nel cosiddetto effetto purgativo della vendita forzata: con la vendita, infatti, si perdono i
diritti da chiunque vantati sul bene pignorato, per cui il compratore lo acquista libero da vincoli e
pesi di qualsiasi natura.
Lavviso va notificato a cura del creditore pignorante entro cinque giorni dal pignoramento
!anche se il termine non perentorio", e deve contenere lindicazione del creditore pignorante, del
credito per il quale si procede, del titolo e delle cose pignorate !art. )@+ c.p.c. secondo comma".
In mancanza di prova dellavvenuta notificazione dellavviso, il giudice non pu1 provvedere
sullistanza di assegnazione o di vendita !art. )@+ c.p.c. ultimo comma"6 si verifica in pratica una
temporanea improcedibilit& della vendita o dellassegnazione.
Lart. )@@ c.p.c. nella nuova formulazione dispone al comma $ che possono intervenire
nellesecuzione i creditori che:
a" hanno nei confronti del debitore un credito fondato su titolo esecutivo6
b" avevano eseguito al momento del pignoramento un sequestro sui beni pignorati !il
riferimento al sequestro conservativo"6
c" avevano sui beni pignorati un diritto di pegno o un diritto di prelazione risultante da pubblici
registri
.-
6
d" erano titolari di un credito di somma di denaro risultante dalle scritture contabili di cui
allart. (($) c.c.
La legittimazione ad intervenire non spetta dunque a qualsiasi creditore6 anche se
tendenzialmente il legislatore ha voluto favorire chi fosse in possesso di un titolo esecutivo,
comunque, non sono state completamente escluse ipotesi di interventi di creditori non titolati.
La forma dellintervento quella del ricorso al giudice dellesecuzione.
/i sensi del secondo comma dellart. )@@ c.p.c., tale ricorso deve essere depositato in cancelleria
prima che si svolga ludienza in cui disposta la vendita o lassegnazione, e deve contenere:
I lindicazione del credito e del relativo titolo6
I la domanda per partecipare alla distribuzione della somma ricavata6
I la dichiarazione di residenza o lelezione di domicilio nel comune in cui ha sede il giudice
competente per lesecuzione
.$
.
Il ricorso va solo depositato in cancelleria, tuttavia il terzo comma dellart. )@@ c.p.c. dispone:
0Il creditore privo di titolo esecutivo che interviene nellesecuzione deve notificare al debitore,
entro i dieci giorni successivi al deposito, copia del ricorso nonch copia dellestratto autentico
notarile attestante il credito se lintervento nellesecuzione ha luogo in forza di essa4.
Questa previsione va collegata a quelle del quinto e del sesto comma: 0*on lordinanza con cui
disposta la vendita o lassegnazione il giudice fissa altresD udienza di comparizione davanti a s del
debitore e dei creditori intervenuti privi di titolo esecutivo, disponendone la notifica a cura di una
.-
/ questi creditori va notificato lavviso di cui allart. )@+ c.p.c.
.$
%e lintervento ha luogo per un credito di somma di denaro risultante dalle scritture contabili di cui allart. (($) c.c.,
a pena di inammissibilit& bisogna allegare al ricorso lestratto autentico notarile delle stesse.
$,
delle parti. 'ra la data dellordinanza e la data fissata per ludienza non possono decorrere pi3 di
sessanta giorni4.
'ale udienza dunque riservata al debitore ed ai soli creditori non muniti di titolo esecutivo. %e
il debitore non compare, i crediti si intendono riconosciuti e i creditori vengono a trovarsi nella
stessa posizione di quelli muniti di titolo esecutivo.
%e invece il debitore compare e riconosce, in tutto o in parte, i crediti dei creditori intervenuti,
questi ultimi partecipano alla distribuzione della somma ricavata per intero o limitatamente alla
parte riconosciuta.
%e viceversa il debitore ha disconosciuto dei crediti, i rispettivi creditori hanno diritto
allaccantonamento delle somme che spetterebbero loro, sempre che ne facciano istanza e
dimostrino di aver proposto, nei trenta giorni successivi alludienza, lazione necessaria per potersi
munire di titolo esecutivo.
Hesta da esaminare il quarto comma dellart. )@@ c.p.c., che ha generalizzato listituto
dellestensione del pignoramento, previsto originariamente per la sola espropriazione mobiliare
presso il debitore dallart. ,(5 c.p.c. oggi abrogato.
Il creditore pignorante ha facolt& di indicare ai creditori chirografari intervenuti
tempestivamente, con atto notificato oppure alludienza in cui disposta lassegnazione o la
vendita, lesistenza di altri beni del debitore utilmente pignorabili. *i1 per invitare i creditori stessi
ad estendere il pignoramento se sono muniti di titolo esecutivo, oppure ad anticipare le spese
dellestensione se non hanno un titolo esecutivo !in questo caso infatti al pignoramento dei beni
ulteriori dovr& procedere il creditore pignorante".
%e i creditori intervenuti non si avvalgono dellinvito entro trenta giorni senza un giusto motivo,
il creditore pignorante ha diritto di essere loro preferito in sede di distribuzione del ricavato.
%iamo in presenza di una causa di prelazione speciale, di origine processuale, che va ad
aggiungersi a quelle previste dal legislatore !pegno, ipoteca e privilegio".
Lo scopo della disposizione di evitare che i beni fatti pignorare dal creditore procedente
divengano insufficienti a soddisfarlo a seguito dellintervento di altri creditori nel processo
esecutivo da lui instaurato.
Lart. ,-- c.p.c., anchesso modificato dalla riforma del (--8, stabilisce che in armonia con
quanto disposto per i singoli procedimenti di espropriazione, lintervento d& diritto a partecipare alla
distribuzione della somma ricavata, a partecipare allespropriazione del bene pignorato ed a
provocarne i singoli atti.
'ali prerogative spettano esclusivamente ai creditori interventi tempestivamente: infatti i
creditori intervenuti tardivamente possono soltanto partecipare alla distribuzione di quanto residua
dopo che siano stati soddisfatti il creditore procedente e quelli tempestivamente intervenuti.
Ga come fare per sapere se un intervento tempestivo oppure tardivoC
La soluzione diversa a seconda del procedimento di cui si tratta6 pi3 specificamente:
I nellespropriazione mobiliare lintervento tempestivo quando avviene non oltre la prima
udienza fissata per lautorizzazione della vendita o per lassegnazione !art. ,(, c.p.c.".
Quando per1 il valore dei beni pignorati non superi i ventimila euro, lintervento si considera
tempestivo se effettuato non oltre la data di presentazione del ricorso contenente listanza di
assegnazione o di vendita6
I nellespropriazione presso terzi lintervento tempestivo quando avviene non oltre la prima
udienza di comparizione delle parti !art. ,,$ c.p.c."6
I nellespropriazione immobiliare lintervento tempestivo quando avviene non oltre la prima
udienza fissata per lautorizzazione della vendita o per lassegnazione.

$8

U"IT$ DID$TTIC$ 4 : L$ VE"DIT$ E L$SSE%"$!IO"E
Quando viene espropriato un bene concreto, occorre generalmente trasformarlo in denaro cosD
che i creditori intervenuti nella procedura esecutiva possano soddisfarsi sul ricavato !in alternativa
possibile chiedere lassegnazione forzata".
'uttavia questa fase del processo espropriativo puramente eventuale: infatti essa non si ritrova
se il pignoramento ha avuto ad oggetto denaro contante n se c stata conversione del
pignoramento ai sensi dellart. )@, c.p.c. In queste ipotesi, infatti, si passa direttamente alla
distribuzione fra gli aventi diritto.
La fase liquidativa disciplinata dagli artt. ,-$ = ,-+ c.p.c.6 listanza di assegnazione o di
vendita pu1 essere formulata dal creditore pignorante o !in armonia con le disposizioni dei singoli
procedimenti espropriativi" da un creditore munito di titolo esecutivo che sia intervenuto
tempestivamente. Per proporre listanza bisogna aspettare dieci giorni dal pignoramento, a meno
che non si tratti di beni deteriorabili, e non andare oltre i novanta giorni di efficacia del
pignoramento stesso.
La vendita forzata, secondo il disposto dellart. ,-. c.p.c., pu1 avvenire con incanto !cio
allasta" oppure senza incanto !a mezzo di commissionario".
9ssa, quando venga fatta in pi3 volte o in pi3 lotti, deve cessare una volta raggiunto limporto
delle spese e dei crediti per i quali si procede !art. ,-) c.p.c.".
La vendita forzata, della quale va esclusa la natura negoziale a favore della coattivit& del
trasferimento
.(
, produce alcuni importanti effetti:
I effetto traslativo della propriet& !art. (@$@ c.c."6
I effetto purgativo, in quanto il bene viene trasmesso allacquirente libero da vincoli !quali
pegni, ipoteche e privilegi"6
I retrodatazione degli effetti della vendita forzata, per cui il bene viene venduto nella
situazione giuridica e di fatto sussistente al momento del pignoramento.
In alternativa alla vendita pu1 essere disposta lassegnazione forzata
..
6 dispone lart. ,-, c.p.c.:
0Il creditore pignorante pu1 chiedere lassegnazione dei beni pignorati, nei limiti e secondo le
regole contenute nei capi seguenti.
%e sono intervenuti altri creditori, lassegnazione pu1 essere chiesta a vantaggio di uno solo o
pi3, daccordo fra tutti4.
Lassegnazione consiste nellattribuzione diretta del bene pignorato al creditore6 anche qui, al
pari della vendita forzata, siamo in presenza di un trasferimento coattivo.
Il codice di procedura civile disciplina due tipi di assegnazione: quella satisfattiva o in solutum
!art. ,-, c.p.c." e la cosiddetta assegnazioneIvendita !art. ,-8 c.p.c. comma $". La prima comporta
anche il soddisfacimento della pretesa dellassegnatario, la seconda no.
:el caso di assegnazione satisfattiva, il bene pignorato viene conferito al creditore assegnatario
senza che questi debba pagare nulla6 soltanto se il valore del bene assegnato supera il credito
dellassegnatario occorrer& versare a titolo di conguaglio la differenza !cosiddetta assegnazione
.(
*i1 alla luce del fatto che chi vende non il proprietario !debitore", bensD lo %tato attraverso un organo
giurisdizionale. In ogni caso, lacquisto avviene a titolo derivativo e non originario.
..
9sistono tuttavia beni che possono essere assegnati subito, senza cio un previo tentativo di vendita: il caso dei
titoli di credito e delle cose il cui valore risulti da un listino di borsa o di mercato e dei crediti presi in considerazione
dal primo comma dellart. ,,. c.p.c.
$5
mista".
*on riferimento allassegnazioneIvendita, invece, lart. ,-8 c.p.c. stabilisce: 0Lassegnazione
pu1 essere fatta soltanto per un valore non inferiore alle spese di esecuzione e ai crediti aventi
diritto a prelazione anteriore a quello dellofferente.
%e il valore superiore
.)
, sulleccedenza concorrono lofferente e gli altri creditori, osservate le
cause di prelazione che li assistono4.
:ellassegnazione vendita, dunque, il creditore assegnatario deve versare a favore della massa un
prezzo non inferiore alle spese di esecuzione e ai crediti aventi diritto a prelazione anteriore a quello
dellofferente.
/i sensi dellart. ,-5 c.p.c., lassegnazione disposta dal giudice dellesecuzione con ordinanza,
contenente lindicazione dellassegnatario, del creditore pignorante, di quelli intervenuti, del
debitore ed eventualmente del terzo proprietario, del bene assegnato e del prezzo di assegnazione.
%i molto discusso sulla natura dellordinanza di assegnazione
.,
, poich la legge non la definisce
espressamente titolo esecutivo6 la giurisprudenza comunque orientata in questo senso,
equiparando lordinanza in esame ad una sentenza di condanna.
/nche se immediatamente esecutiva, lordinanza di assegnazione non ricorribile in *assazione6
pu1 tuttavia essere impugnata con lopposizione agli atti esecutivi.
'anto la vendita forzata che lassegnazione sono sottoposte al regime di stabilit& previsto
dallart. (@(@ c.c. 9sso consiste nel fatto che la nullit& degli atti esecutivi che hanno preceduto la
vendita e lassegnazione non ha effetto nei confronti dellacquirente o assegnatario, salvo il caso di
collusione di questi ultimi con il creditore procedente.
U"IT$ DID$TTC$ 8 : L$ DISTRI;U!IO"E DEL RIC$V$TO
Lultima fase del processo di espropriazione forzata quella cosiddetta satisfattiva o distributiva
!artt. ,-@ = ,$( c.p.c.".
In primo luogo bisogna considerare che cosa va a comporre la somma da distribuire. / questa
domanda risponde lart. ,-@ c.p.c.: 0La somma da distribuire formata da quanto proviene a titolo
di prezzo o conguaglio
.8
delle cose vendute o assegnate, di rendita o provento delle cose pignorate,
di multa e risarcimento del danno
.5
da parte dellaggiudicatario4.
Le modalit& della distribuzione variano a seconda che alla procedura esecutiva partecipi il solo
creditore pignorante o al contrario anche altri creditori.
#ella prima ipotesi si occupa il primo comma dellart. ,$- c.p.c., modificato dalla legge n.
.)
Questo caso si pu1 verificare per esempio qualora vi siano state pi3 domande di assegnazione ed il giudice abbia
disposto una gara sullofferta pi3 alta. %ulleccedenza, infatti, concorrono lassegnatario e gli altri creditori concorrenti.
.,
<edi sul punto ;. <erde = >. *apponi, Profili del processo civile. 3. Processo di esecuzione e procedimenti
speciali, :apoli, ?ovene, $@@+, $,. s.
.8
Il conguaglio il prezzo che lassegnatario deve pagare quando il valore del bene assegnato sia superiore al credito
da lui vantato, dando luogo alla cosiddetta assegnazione mista.
.5
La multa la cauzione versata da chi concorre allincanto nellespropriazione immobiliare quando risulti
aggiudicatario e non paghi il prezzo nel termine stabilito dal giudice. In tal caso, infatti, la cauzione stessa viene
trattenuta a titolo di multa.
Il risarcimento del danno quello dovuto dallaggiudicatario che non versi il prezzo6 in questo caso si proceder&
infatti ad un nuovo incanto, e se il prezzo ricavato inferiore laggiudicatario stesso dovr& pagare la differenza !art. ,+5
c.p.c.".
$+
(8.A(--,. La disposizione in esame prevede: 0%e vi un solo creditore pignorante senza intervento
di altri creditori, il giudice dellesecuzione, sentito il debitore, dispone a favore del creditore
pignorante il pagamento di quanto gli spetta per capitale, interessi e spese4.
In questo caso piuttosto che di distribuzione pi3 corretto parlare di assegnazione o attribuzione
delle somme.
%e invece nel processo esecutivo sono intervenuti anche altri creditori, ai sensi del secondo
comma dellart. ,$- c.p.c. 0la somma ricavata dal giudice distribuita tra i creditori a norma delle
disposizioni contenute nei capi seguenti, con riguardo alle cause legittime di prelazione e previo
accantonamento delle somme che spetterebbero ai creditori intervenuti privi di titolo esecutivo i cui
crediti non siano stati in tutto o in parte riconosciuti dal debitore
.+
4.
'ale accantonamento !terzo comma art. ,$- c.p.c." viene disposto per il tempo necessario a
munirsi di un titolo esecutivo e in ogni caso per non pi3 di tre anni, decorsi i quali anche dufficio il
giudice d& luogo alla distribuzione dopo aver disposto la comparizione delle parti !esclusi i creditori
gi& integralmente soddisfatti".
Lultimo comma dellart. ,$- c.p.c. stabilisce infine che leventuale residuo della somma
ricavata, dopo lulteriore distribuzione di cui al terzo comma oppure dopo che sia decorso il termine
per laccantonamento, viene consegnato al debitore o al terzo che ha subito lespropriazione.
Quando vi siano pi3 creditori concorrenti, in generale la distribuzione del ricavato pu1 essere
giudiziale oppure concordata, quando gli stessi creditori si siano accordati secondo un piano di
riparto che deve essere poi approvato dal giudice.
/d ogni modo, dalla cosiddetta massa attiva vanno innanzitutto sottratte le spese del
procedimento6 quindi si passa alla soddisfazione dei creditori, seguendo questordine:
$. creditore pignorante e creditori con diritto di prelazione6
(. creditori chirografari intervenuti tempestivamente6
.. creditori chirografari intervenuti tardivamente.
Leventuale residuo viene consegnato al debitore o al terzo che ha subito lespropriazione.
Lart. ,$$ c.p.c. disciplina listituto della cosiddetta domanda di sostituzione esecutiva o
subcollocazione: 0I creditori di un creditore avente diritto alla distribuzione possono chiedere di
essere a lui sostituiti, proponendo domanda a norma dellart. )@@ secondo comma.
Il giudice dellesecuzione provvede alla distribuzione anche nei loro confronti, ma le
contestazioni relative alle loro domande non possono ritardare la distribuzione tra gli altri creditori
concorrenti4.
Il primo requisito essenziale che il creditore al quale si subentra risulti utilmente collocato nella
distribuzione, dunque abbia diritto ad una quota del ricavato, mentre non occorre essere in possesso
di un titolo esecutivo.
%econdo la dottrina, la domanda di sostituzione non costituisce esercizio di unazione esecutiva,
introducendo al contrario un procedimento cognitivo sommario
.@
, e pu1 essere proposta anche
prima della fase distributiva !ma pur sempre allinterno del processo esecutivo".
<i sono contrasti anche con riguardo ai poteri del creditore subcollocato: mentre la dottrina
prevalente gli riconosce infatti soltanto il potere di partecipare alla distribuzione del ricavato, la
giurisprudenza ritiene che la sostituzione operi anche per il compimento di atti di impulso del
processo esecutivo.
.+
Linnovazione dellart. ,$- c.p.c. impone dunque al giudice dellesecuzione di accantonare le somme che
spetterebbero ai creditori intervenuti privi di titolo esecutivo i cui crediti non siano stati in tutto o in parte riconosciuti
dal debitore.
.@
Parti di questo procedimento sono il creditore che chiede la sostituzione ed il creditoreIdebitore utilmente collocato
nel progetto di distribuzione. *fr. ;. <erde = >. *apponi, Profili del processo civile. 3. Processo di esecuzione e
procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, $@@+, $+,.
$@
Importanti novit& sono state apportate dalla legge n. +-A(--, allart. ,$( c.p.c., riguardante le
controversie che sorgono in fase distributiva.
Lattuale formulazione della norma questa: 0%e, in sede di distribuzione, sorge controversia tra
i creditori concorrenti o tra creditore e debitore o terzo assoggettato allespropriazione, circa la
sussistenza o lammontare di uno o pi3 crediti o circa la sussistenza di diritti di prelazione, il
giudice dellesecuzione, sentite le parti e compiuti i necessari accertamenti, provvede con
ordinanza, impugnabile nelle forme e nei termini di cui allart. 8$5, secondo comma.
Il giudice pu1, anche con lordinanza di cui al primo comma, sospendere, in tutto o in parte, la
distribuzione della somma ricavata4.
/ttivamente legittimati a proporre opposizione ex art. ,$( c.p.c. sono il debitore o il terzo che
abbiano subito lespropriazione, i creditori concorrenti quando la massa attiva risulti insufficiente, il
creditor creditoris che abbia proposto domanda di sostituzione per ci1 che concerne la collocazione
del sostituto.
Le controversie considerate dallart. ,$( c.p.c. possono avere ad oggetto la sussistenza o
lammontare di uno o pi3 crediti oppure la sussistenza di diritti di prelazione6 restano escluse le
controversie di cui al secondo comma dellart. ,$$ c.p.c. tra creditor creditoris e creditoreIdebitore,
sebbene la disciplina processuale sia la stessa.
#iversamente dalla precedente disciplina, il giudice dellesecuzione sempre competente a
decidere sulle controversie distributive6 la decisione ha forma di ordinanza, impugnabile con
lopposizione agli atti esecutivi.
/ltra novit& di rilievo che oggi la sospensione della distribuzione della somma ricavata
facoltativa e non pi3 obbligatoria come in passato6 dunque il giudice effettuer& in proposito una
valutazione discrezionale.
2no dei problemi pi3 dibattuti in dottrina quello della cosiddetta stabilit dei risultati della
distribuzione. ;li orientamenti sullargomento sono sostanzialmente due: quello cognitivo, secondo
il quale nella fase distributiva si ritrovano caratteri propri del processo di cognizione ordinaria, e
quello esecutivo, che vede nella distribuzione del ricavato unattivit& puramente liquidatoria
svincolata da qualsiasi esame di tipo sostanziale sui presupposti e sul contenuto delle domande.
*onseguenza del secondo approccio sarebbe la possibilit& per il debitore di chiedere, una volta
chiuso il processo esecutivo, la restituzione di quanto attribuito ai creditori sforniti di titolo
esecutivo !possibilit& fra laltro esclusa dalla *orte di cassazione".
>isogna dunque ritenere in armonia con lorientamento cognitivo che i risultati del riparto siano
irrevocabili e restino fermi6 ci1 al fine di salvaguardare la realizzazione concreta del principio della
par condicio creditorum.
U"IT$ DID$TTIC$ < : LESPROPRI$!IO"E MO;ILI$RE PRESSO IL
DE;ITORE
Il pignoramento di beni mobili disciplinato dagli artt. ,$. = ,)( c.p.c.6 qualora scelga questo
tipo di procedimento, il creditore esibisce titolo esecutivo e precetto debitamente notificati
allufficiale giudiziario, il quale si reca presso la casa del debitore o in altri luoghi a lui appartenenti
per cercare le cose da pignorare.
Qualora sia necessario, lufficiale giudiziario pu1 avvalersi dellassistenza della forza pubblica
!art. ,$. c.p.c. secondo comma".
(-
:egli artt. ,$) e ,$, c.p.c., modificati dalla legge n. ,(A(--8, sono individuate rispettivamente le
cose mobili assolutamente e relativamente impignorabili.
Limpignorabilit& assoluta di determinati beni !ad esempio lanello nuziale o la biancheria" si
giustifica con lesigenza di tutelare bisogni essenziali del debitore, in quanto si tratta di cose che ne
garantiscono il sostentamento ! il caso di frigorifero e fornelli da cucina" o che hanno per lui un
particolare valore !cose sacre o che servono allesercizio del culto".
9 stato abrogato il n. ) dellart. ,$) c.p.c., che si riferiva agli oggetti ed ai libri indispensabili
per lesercizio dellarte o professione del debitore6 il relativo riferimento stato attualmente
aggiunto allart. ,$, c.p.c. riguardante i beni mobili relativamente impignorabili. Eggi questo tipo
di cose pu1 essere pignorato nei limiti di un quinto quando il presumibile valore di realizzo degli
altri beni rinvenuti dallufficiale giudiziario o indicati dal debitore non appaia sufficiente alla
soddisfazione del credito
)-
.
Limpignorabilit& relativa !art. ,$, c.p.c." invece dettata da mere ragioni di opportunit&: poich
oggetto di pignoramento sono gli attrezzi da lavoro e non il fondo, il legislatore vuole evitare che si
verifichi un pregiudizio a causa dellimpossibilit& di coltivare il fondo stesso.
Per questo il primo comma dellart. ,$, c.p.c. dispone: 0Le cose, che il proprietario di un fondo
vi tiene per il servizio e la coltivazione del medesimo, possono essere pignorate separatamente
dallimmobile soltanto in mancanza di altri mobili6 tuttavia il giudice dellesecuzione, su istanza del
debitore e sentito il creditore, pu1 escludere dal pignoramento, con ordinanza non impugnabile,
quelle tra le cose suindicate che sono di uso necessario per la coltura del fondo, o pu1 anche
permetterne luso, sebbene pignorate, con le opportune cautele per la loro conservazione e
ricostituzione4.
'anto limpignorabilit& assoluta che quella relativa non sono rilevabili dufficio, ma possono
essere fatte valere soltanto dal debitore esecutato mediante opposizione allesecuzione.
0Il pignoramento deve essere eseguito sulle cose che lufficiale giudiziario ritiene di pi3 facile e
pronta liquidazione, nel limite di un presumibile valore di realizzo pari allimporto del credito
precettato aumentato della met&.
In ogni caso lufficiale giudiziario deve preferire il denaro contante, gli oggetti preziosi e i titoli
di credito e ogni altro bene che appaia di sicura realizzazione4.
La legge n. ,(A(--8 ha modificato in questo modo lart. ,$5 c.p.c.6 rispetto alla precedente
disciplina, stato attribuito pi3 potere allufficiale giudiziario, che non deve pi3 attenersi nella
scelta delle cose da pignorare alle indicazioni del debitore.
La legge n. ,(A(--8 ha notevolmente modificato anche lart. ,$+ c.p.c., riguardante la forma del
pignoramento.
Lufficiale giudiziario redige il verbale delle operazioni, e quando sorgono difficolt& nella stima
delle cose pignorabili pu1 differire fino ad un massimo di trenta giorni, dopo aver redatto un primo
verbale di pignoramento, lindividuazione dei beni da assoggettare a pignoramento !sulla base delle
indicazioni dellesperto scelto per la stima".
%e il debitore non presente, lingiunzione viene rivolta ad una persona di famiglia oppure
addetta alla casa, allufficio o allazienda6 il processo verbale, unitamente al titolo esecutivo e al
precetto, vengono depositati in cancelleria entro ventiquattro ore dal compimento delle operazioni.
)-
Il terzo comma dellart. ,$, c.p.c., aggiunto dalla legge n. ,(A(--8, stabilisce anche che il limite di un quinto non si
applica ai debitori costituiti in forma societaria e in ogni caso se nelle attivit& del debitore risulti una prevalenza del
capitale investito sul lavoro. La formulazione della norma non appare chiara e d& luogo a problemi interpretativi, come
sottolinea ;. <erde, La riforma dei libri III e I( del codice di procedura civile. )ppendice di a%%iornamento al volume:
&. (erde *. +apponi Profili del processo civile. 3. Processo di esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene,
(--8, $$.

($
Lultimo comma dellart. ,$+ c.p.c. prevede infine che il giudice, su istanza del creditore da
depositare non oltre il termine per il deposito dellistanza di vendita, ordini lintegrazione del
pignoramento ove ritenga che il presumibile valore di realizzo dei beni pignorati sia inferiore a
quello determinato dallufficiale giudiziario in base al primo comma della stessa norma. In tal caso
lufficiale giudiziario riprende senza indugio le operazioni di ricerca dei beni.
Il codice di procedura civile descrive dettagliatamente le regole per la custodia dei beni
pignorati: denaro, titoli di credito e oggetti preziosi sono consegnati al cancelliere !art. ,(- c.p.c.
primo comma", mentre per la conservazione delle altre cose lufficiale giudiziario provvede
trasportandole in un luogo di pubblico deposito !se il creditore ne fa richiesta" oppure affidandole
ad un custode diverso dal debitore. ;li obblighi e leventuale compenso del custode sono
disciplinati dagli artt.,($ !modificato dalla legge n. ,(A(--8" e ,(( c.p.c.
;li artt. ,(. e ,() c.p.c. disciplinano rispettivamente lunione di pignoramenti e il pignoramento
successivo.
Lipotesi prevista dallart. ,(. c.p.c. si differenzia da quella dellart. )@. c.p.c. in quanto mentre
in questultima si fa riferimento ad un unico pignoramento posto in essere da pi3 creditori, qui
vengono considerati due pignoramenti distinti che proseguono insieme.
/i sensi dellart. ,() c.p.c., invece, lufficiale giudiziario che trova un pignoramento gi&
compiuto ne d& atto nel processo verbale, descrivendo i mobili precedentemente pignorati, e poi
procede al pignoramento degli altri beni o fa constare nel processo verbale che non ve ne sono.
%e il pignoramento successivo compiuto anteriormente alla prima udienza fissata per
lautorizzazione della vendita o per lassegnazione o, quando il valore dei beni pignorati non supera
i ventimila euro, anteriormente alla presentazione del ricorso per lassegnazione o la vendita, il
processo verbale viene inserito nel fascicolo formato in base al primo pignoramento e lesecuzione
si svolge in un unico processo.
Eltre questi termini, il pignoramento successivo ha con riguardo ai beni colpiti dal primo
pignoramento gli effetti di un intervento tardivo6 se invece sono stati colpiti altri beni, per questi
ultimi si svolge un processo separato.
La fase dellintervento regolata dagli artt. ,(, = ,(+ c.p.c..
:ellespropriazione mobiliare presso il debitore lintervento si considera tempestivo se avviene
non oltre la prima udienza fissata per lautorizzazione della vendita o per lassegnazione !art. ,(,
c.p.c.". Quando per1 il valore dei beni pignorati non superi i ventimila euro, lintervento
tempestivo se viene effettuato non oltre la data di presentazione del ricorso contenente listanza di
assegnazione o di vendita.
Lintervento tempestivo consente, oltre che di partecipare alla distribuzione del ricavato, di
provocare i singoli atti dellespropriazione !art. ,(8 c.p.c." qualora i creditori siano muniti di titolo
esecutivo.
#a sottolineare che in base al secondo comma dellart. ,(+ c.p.c., i creditori che vantano un
diritto di prelazione sulle cose pignorate concorrono alla distribuzione del ricavato in base ai loro
diritti di prelazione anche se intervengono tardivamente, non subendo cosD alcun pregiudizio in caso
di intervento non tempestivo.
Per quanto riguarda la vendita e lassegnazione, sullistanza proposta ai sensi dellart. ,(@ c.p.c.
il giudice dellesecuzione fissa ludienza per laudizione delle parti e poi decide con ordinanza
!salvo pronunciare sentenza sulle eventuali opposizioni".
%e per1 il valore dei beni pignorati non supera i ventimila euro e fino al momento della
presentazione del ricorso non sono intervenuti altri creditori, il giudice dellesecuzione dispone
lassegnazione o la vendita con decreto6 qualora invece vi siano stati degli interventi si procede nel
((
modo ordinario, ma verranno ascoltati esclusivamente i creditori intervenuti tempestivamente.
La vendita !art. ,.( c.p.c. come modificato dalla legge n. ,(A(--8", pu1 avvenire senza incanto,
allincanto o tramite commissionario
)$
. :ellart. ,.) bis c.p.c. stata inoltre prevista la possibilit& di
delegare le operazioni di vendita, anche senza incanto, a notai, avvocati e commercialisti.
Quando la vendita avviene a mezzo di commissionario, esistono una serie di obblighi che questi
deve rispettare ai sensi dellart. ,.. c.p.c.
In particolare, la vendita pu1 avvenire solo per contanti e le operazioni devono essere
debitamente documentate. %e entro un mese dal provvedimento di autorizzazione la vendita non c
stata, il commissionario, salvo proroga su istanza di tutti i creditori intervenuti, deve riconsegnare i
beni affinch vengano venduti allincanto.
Per la vendita allincanto si seguono le disposizioni degli artt. ,.) ss. c.p.c.6 il prezzo base
dellincanto stabilito dal giudice dellesecuzione sentito, se occorre, uno stimatore, e la vendita si
fa per contanti.
La legge n. ,(A(--8 ha modificato lart. ,.+ c.p.c., per cui oggi se una cosa messa allincanto
resta invenduta, il soggetto al quale sono state affidate le operazioni fissa un nuovo incanto ad un
prezzo base inferiore di un quinto rispetto a quello precedente.
%e il prezzo non pagato, si procede immediatamente ad un nuovo incanto a spese e sotto la
responsabilit& dellaggiudicatario inadempiente !cosiddetta rivendita forzata, art. ,)- c.p.c.".
La fase distributiva regolata dagli artt. ,)$ e ,)( c.p.c.
La distribuzione pu1 avvenire in base ad un piano concordato dagli stessi creditori concorrenti
!cosiddetta distribuzione amichevole", nel qual caso il giudice dellesecuzione, sentito il debitore,
provvede in conformit&6 oppure si pu1 avere una distribuzione giudiziale. Questultima ricorre
quando i creditori non abbiano trovato un accordo o se il giudice dellesecuzione non abbia
approvato il piano di riparto.
.
U"IT$ DID$TTIC$ 5 : LESPROPRI$!IO"E PRESSO TER!I
Quando lespropriazione riguarda somme di denaro dovute al debitore esecutato da un terzo,
ovvero cose mobili di propriet& del debitore ma momentaneamente in possesso di un terzo,
lesecuzione forzata deve necessariamente avvenire con la collaborazione o comunque il
coinvolgimento del terzo
)(
.
Lespropriazione presso terzi regolata dagli artt. ,). = ,,) c.p.c.
Lart. ,). c.p.c. primo comma dispone: 0Il pignoramento di crediti del debitore verso terzi o di
cose del debitore che sono in possesso di terzi, si esegue mediante atto notificato personalmente al
terzo e al debitore a norma degli artt. $.5 ss.4.
La norma prosegue stabilendo che latto deve contenere:
I lingiunzione di cui allart. )@( c.p.c.6
I lindicazione del credito per il quale si procede, del titolo esecutivo e del precetto6
)$
Il commissionario un ausiliario del giudice6 pu1 essere ad esempio un agente di borsa, un istituto autorizzato alle
operazioni di borsa e comunque un professioni sta qualificato.
)(
9 necessario che il debitore non abbia la disponibilit& diretta del bene, altrimenti bisognerebbe procedere con
lespropriazione mobiliare presso il debitore.
(.
I lindicazione, almeno generica, delle cose o delle somme dovute e lintimazione al terzo di
non disporne senza ordine del giudice6
I la dichiarazione di residenza o lelezione di domicilio nel comune in cui ha sede il tribunale
competente6
I la citazione del terzo e del debitore a comparire davanti al giudice del luogo di residenza del
terzo affinch questi dichiari se e quali somme debba al debitore o quali mobili di propriet&
del debitore detenga. In seguito alla legge n. ,(A(--8, linvito a comparire viene esteso al
terzo solo quando si tratta di crediti di lavoro6 negli altri casi il terzo pu1 comunicare la
dichiarazione di cui allart. ,)5 c.p.c. al creditore procedente entro dieci giorni a mezzo
raccomandata.
/nche se il terzo risulta essere debitore dellesecutato non in alcun modo soggetto passivo
dellespropriazione, pur partecipando ad alcune fasi del procedimento. Prova di tale estraneit& che
titolo esecutivo e precetto vanno notificati soltanto al debitore e non anche al terzo.
Lart. ,), c.p.c. contiene unelencazione tassativa dei crediti impignorabili, mentre lart. ,)8
dedicato agli obblighi posti a carico del terzo.
Questultima norma stata radicalmente innovata dalla legge n. +-A(--,, che ha aggiunto fra
laltro un secondo comma alla disposizione: 0#al giorno in cui gli notificato latto previsto
nellart. ,). il terzo soggetto, relativamente alle cose e alle somme da lui dovute e nei limiti
dellimporto del credito precettato aumentato della met&, agli obblighi che la legge impone al
custode.
:el caso di pignoramento eseguito presso pi3 terzi, il debitore pu1 chiedere la riduzione
proporzionale dei singoli pignoramenti a norma dellart. )@8 ovvero la dichiarazione di inefficacia
di taluno di essi6 il giudice dellesecuzione, convocate le parti, provvede con ordinanza
).
non oltre
venti giorni dallistanza4.
;razie allaggiunta delle parole -nei limiti dell$importo del credito precettato aumentato della
met., stato posto un limite alla responsabilit& personale del terzo nei confronti del creditore
pignorante6 in passato, invece, anche per crediti di modesta entit& potevano essere pignorati crediti
di importo maggiore !in tal modo il creditore pignorante si assicurava il pagamento integrale nel
caso intervenissero altri creditori e lunico rimedio era un provvedimento di riduzione ex art. )@8
c.p.c.".
: il creditore pignorante potrebbe eludere la nuova disciplina eseguendo pi3 pignoramenti
presso terzi: il debitore, infatti, avvalendosi del secondo comma dellart. ,)8 c.p.c., potrebbe
chiedere la riduzione proporzionale dei pignoramenti oppure la dichiarazione di inefficacia di taluno
di essi.
2na delle fasi pi3 importanti del procedimento di espropriazione presso terzi costituita dalla
dichiarazione che il terzo deve rendere alludienza di cui allart. ,)5 c.p.c., anchesso modificato
dalla legge n. ,(A(--8.
La disposizione, nella sua attuale formulazione, recita: 0*on dichiarazione alludienza o, nei casi
previsti, a mezzo raccomandata inviata al creditore procedente, il terzo, personalmente o a mezzo di
procuratore speciale o del difensore munito di procura speciale, deve specificare di quali cose o di
quali somme debitore o si trova in possesso e quando ne deve eseguire il pagamento o la
consegna.
#eve altresD specificare i sequestri precedentemente eseguiti presso di lui e le cessioni che gli
sono state notificate o che ha accettato.
Il creditore pignorante deve chiamare nel processo il sequestrante nel termine perentorio fissato
).
'ale ordinanza impugnabile con lopposizione agli atti esecutivi, oltre che revocabile e modificabile ai sensi
dellart. $55 c.p.c.
()
dal giudice4.
/vendo la funzione di accertare o lesistenza del credito, precisandone anche lentit&, o
lappartenenza del bene pignorato al patrimonio del debitore, la dichiarazione del terzo lelemento
che perfeziona il pignoramento presso terzi.
/lludienza fissata per la dichiarazione
))
possono verificarsi diverse ipotesi:
$. il terzo compare e rende la dichiarazione dovuta, con le precisazioni di cui allart. ,)5
c.p.c. !cosiddetta dichiarazione positiva". 9gli deve inoltre specificare se sono gi& stati
eseguiti pignoramenti presso di lui !art. ,,- c.p.c.", nel qual caso si applicher& lart. ,()
c.p.c. sul pignoramento successivo6
(. il terzo non compare alludienza, o comparendo rifiuta di rendere la dichiarazione, o
ancora rende una dichiarazione intorno alla quale sorgono contestazioni. Per questi casi,
lart. ,)+ c.p.c. stabilisce che il giudice su istanza di parte
),
provvede allistruzione della
causa6 si apre un vero e proprio giudizio di cognizione, e se nemmeno nel corso del
giudizio di primo grado il terzo rende la dichiarazione, il giudice pu1 ritenere ammesso il
debito del terzo. Qui il pignoramento si perfeziona con la sentenza di accertamento.
%e la sentenza !si tratta di una sentenza di mero accertamento" che chiude il processo di
cognizione accerta lesistenza del diritto del debitore nei confronti del terzo, il giudice fissa alle
parti un termine perentorio per la prosecuzione del processo esecutivo !art. ,)@ c.p.c.".
%e al contrario viene accertata linesistenza dellobbligo del terzo, il pignoramento avr& esito
negativo e verranno meno gli effetti preliminari dellatto, fra i quali il vincolo di destinazione sui
beni.
Lintervento dei creditori nellespropriazione presso terzi regolato dalle norme
sullespropriazione mobiliare presso il debitore !artt. ,(, ss c.p.c."6 lart. ,,$ c.p.c. precisa inoltre
che per poter essere considerato tempestivo occorre che lintervento non venga esperito oltre la
prima udienza di comparizione delle parti !che per la maggioranza della dottrina ludienza fissata
affinch il terzo renda la dichiarazione di cui allart. ,)5 c.p.c.".
%e il terzo si dichiara o dichiarato con la sentenza che chiude il giudizio di cognizione
possessore di cose appartenenti al debitore, il giudice dellesecuzione sentite le parti dispone
lassegnazione o la vendita delle cose mobili secondo le norme sullespropriazione mobiliare presso
il debitore !art. ,,( c.p.c.".
Per i crediti, invece, se si tratta di somme esigibili subito o comunque entro novanta giorni, il
giudice dellesecuzione le assegna in pagamento ai creditori concorrenti salvo esazione
)8
. Per i
crediti esigibili in un termine pi3 lungo e quelli relativi a censi o rendite perpetue o temporanee,
viceversa, se i creditori non ne chiedono daccordo fra loro lassegnazione, si procede alla vendita
in base agli artt. ,(@ ss. c.p.c.
U"IT$ DID$TTIC$ = : LESPROPRI$!IO"E IMMO;ILI$RE
Lespropriazione immobiliare il procedimento esecutivo avente ad oggetto la propriet& o altri
diritti reali su beni immobili del debitore.
))
Ludienza non pu1 svolgersi prima che siano trascorsi dieci giorni dal pignoramento6 il terzo non ha lobbligo di
comparire.
),
Legittimati alla proposizione dellistanza sono il creditore procedente, il debitore esecutato e, secondo lopinione
prevalente, solo i creditori intervenuti muniti di titolo esecutivo.
)8
*i1 vuol dire che se il terzo inadempiente, il creditore assegnatario potr& di nuovo rivolgere la sua pretesa al
debitore esecutato.
(,
La complessit& di questa procedura dipende innanzitutto dal fatto che la scelta dei beni da
pignorare rimessa al creditore e non allufficiale giudiziario, e poi dalla necessit& di trascrivere
latto di pignoramento.
/i sensi dellart. ,,, c.p.c., infatti, 0Il pignoramento immobiliare si esegue mediante
notificazione al debitore e successiva trascrizione di un atto nel quale gli si indicano esattamente,
con gli estremi del codice civile per lindividuazione dellimmobile ipotecato, i beni e i diritti
immobiliari che si intendono sottoporre a esecuzione, e gli si fa lingiunzione prevista nellart. )@(.
Immediatamente dopo la notificazione lufficiale giudiziario consegna copia autentica dellatto
con le note di trascrizione al competente conservatore dei registri immobiliari che trascrive latto e
gli restituisce una delle note.
Le attivit& previste nel coma precedente possono essere compiute anche dal creditore pignorante,
al quale lufficiale giudiziario, se richiesto, deve consegnare gli atti di cui sopra4.
:el pignoramento immobiliare sono dunque identificabili due momenti distinti: la notifica
dellatto di pignoramento !contenente lesatta descrizione dellimmobile che si intende assoggettare
al vincolo" e la sua successiva trascrizione nei registri immobiliari, che pu1 essere curata
personalmente dal creditore procedente.
:ei confronti del debitore il pignoramento si perfeziona al momento della notifica6 la
trascrizione, invece, rende il vincolo efficace nei confronti dei terzi.
%econdo la giurisprudenza, il termine di novanta giorni per lefficacia del pignoramento decorre
dalla notifica, mentre la dottrina ritiene che si debba fare riferimento alla trascrizione.
/i sensi dellart. ,,5 c.p.c., lufficiale giudiziario che ha eseguito il pignoramento deve
depositare immediatamente nella cancelleria del tribunale competente per lesecuzione latto di
pignoramento e, appena possibile, la nota di trascrizione restituitagli dal conservatore dei registri
immobiliari.
Il creditore pignorante a sua volta deve depositare entro dieci giorni dal pignoramento titolo
esecutivo e precetto, e qualora abbia provveduto personalmente alla trascrizione anche la relativa
nota.
Il termine di dieci giorni, elevato rispetto ai cinque della precedente disciplina dalla legge n.
+-A(--,, si considera ordinatorio6 il deposito oltre il termine, quindi, non comporta nullit& del
pignoramento.
*ol pignoramento il debitore costituito custode dei beni pignorati e di tutti gli accessori
!comprese pertinenze e frutti", senza diritto a compenso !art. ,,@ c.p.c.".
La legge n. +-A(--, ha previsto che se limmobile non occupato dal debitore deve essere
nominato custode una persona diversa6 nel caso in cui limmobile sia occupato dal debitore
nominato custode, poi, il giudice deve comunque sostituirlo con la persona o listituto incaricati
della vendita al momento della pronuncia della relativa ordinanza.
Qualora il pignoramento divenga inefficace per il decorso del termine di cui allart. )@5 c.p.c., in
base allart. ,8( c.p.c. il giudice dellesecuzione con lordinanza di estinzione del processo dovr&
altresD disporre la cancellazione della trascrizione del pignoramento.
*on riguardo allintervento dei creditori, prima della riforma del (--8 lart. ,8. c.p.c. ora
abrogato consentiva lintervento anche dei creditori a termine o sotto condizione, e lintervento si
considerava tardivo se fosse successivo alla prima udienza fissata per lautorizzazione della vendita.
In seguito allabrogazione, il dies ad ,uem per lintervento tempestivo rimasto invariato ma
previsto dallart. ,8) c.p.c., il quale dispone pure che i creditori intervenuti tempestivamente e
muniti di titolo esecutivo possono provocare i singoli atti dellespropriazione.
I creditori chirografari che intervengono oltre la prima udienza fissata per lautorizzazione della
vendita ma prima delludienza per la formazione del progetto di distribuzione, concorrono alla
distribuzione di quella parte della somma ricavata che sopravanza dopo che siano stati soddisfatti i
(8
diritti del creditore pignorante e di quelli intervenuti tempestivamente e a norma dellart. ,88
c.p.c.
)5
!art. ,8, c.p.c.".
:umerose modifiche sono state apportate alla disciplina della vendita e dellassegnazione !artt.
,85 ss. c.p.c." dalla legge n. (8.A(--,.
Il creditore pignorante o il creditore munito di titolo esecutivo che propone listanza di vendita,
deve produrre la documentazione ipocatastale necessaria per procedere alla vendita !o in
sostituzione unidonea certificazione notarile". Il termine per il deposito attualmente di centoventi
giorni, prorogabile una sola volta dal giudice dellesecuzione di altri centoventi giorni su istanza dei
creditori o dellesecutato e per giusti motivi6 la proroga pu1 essere concessa anche se il giudice
ritiene che la documentazione debba essere completata.
%e la proroga non stata chiesta o concessa, oppure se la documentazione non stata integrata
nel termine assegnato, il giudice dellesecuzione anche dufficio dichiara con ordinanza linefficacia
del pignoramento relativamente allimmobile per il quale non stata depositata la documentazione.
%e non vi sono altri beni pignorati viene altresD dichiarata lestinzione del processo esecutivo.
Presentata listanza di vendita, entro trenta giorni dal deposito della documentazione il giudice
nomina lesperto cui affidare le operazioni !e lo convoca affinch questi presti giuramento" e fissa
ludienza per la comparizione delle parti e dei creditori iscritti che non siano intervenuti.
'ale udienza rappresenta il termine ultimo per la presentazione delle opposizioni agli atti
esecutivi che non siano state gi& proposte.
%e non vi sono opposizioni o comunque su di esse si raggiunge un accordo, il giudice
dellesecuzione dispone con ordinanza la vendita fissando un termine non inferiore a novanta giorni
e non superiore a centoventi per proporre offerte dacquisto !in base allart. ,5$ c.p.c. tutti, tranne il
debitore, sono ammessi a fare offerte per lacquisto dellimmobile pignorato".
In caso di opposizioni, il tribunale decide su di esse con sentenza e poi il giudice dellesecuzione
ordina la vendita.
/i sensi dellart. ,@$ bis c.p.c., il giudice anzich procedere personalmente pu1 delegare le
operazioni di vendita anche senza incanto ad un notaio o ad un professionista. :el primo caso la
vendita allasta si avr& solo in caso di esito negativo di quella senza incanto6 nellipotesi di delega,
al contrario, non occorre rispettare questordine.
La vendita senza incanto regolata dagli artt. ,5- = ,5, c.p.c..
Il cancelliere d& pubblico avviso dellordinanza di vendita6 lofferta inefficace !art. ,5$ c.p.c."
se:
I giunge oltre il termine stabilito6
I inferiore al prezzo determinato6
I lofferente non presta cauzione !nella misura di un decimo dellofferta".
Lofferta, che va depositata in busta chiusa e quindi anonima, irrevocabile, a meno che:
$. il giudice disponga la gara tra gli offerenti6
(. il giudice ordini lincanto6
.. siano trascorsi centoventi giorni dalla presentazione dellofferta e questa non sia stata
accolta.
In base al disposto dellart. ,5( c.p.c., il giudice decide sullofferta sentiti le parti e i creditori
iscritti non intervenuti6 lofferta viene sicuramente accolta quando supera il valore dellimmobile
)5
%i tratta dei creditori iscritti e privilegiati, che non subiscono pregiudizio anche se intervengono oltre il termine
previsto, ma comunque prima delludienza per la formazione del progetto di distribuzione.
(5
aumentato di un quinto, mentre se inferiore il giudice non procede alla vendita quando vi sia il
dissenso del creditore procedente oppure se il giudice stesso ritenga che vi sia seria possibilit& di
una vendita migliore allincanto.
Lart. ,5) c.p.c. dispone che il giudice dellesecuzione quando fa luogo alla vendita dispone con
decreto le modalit& ed il termine di versamento del prezzo6 avvenuto il versamento, viene
pronunciato il decreto di trasferimento della propriet& del bene espropriato allaggiudicatario.
Passiamo alla vendita allasta o con incanto !artt. ,58 = ,+5 c.p.c.".
Lordinanza che dispone la vendita contiene le indicazioni di cui allart. ,58 c.p.c. !tra di essi il
prezzo base dellincanto, giorno e ora dellasta, lammontare della cauzione e la misura minima
dellaumento da apportarsi alle offerte".
La legge n. +- A(--, ha inserito nel secondo comma dellart. ,+- c.p.c. una disposizione
sanzionatoria per lofferente che non abbia partecipato allincanto, anche a mezzo di procuratore
speciale, senza documentato e giustificato motivo. Qualora egli non risulti aggiudicatario, infatti,
non gli viene restituita tutta la cauzione versata ma solo i nove decimi, trattenendo il decimo
restante che andr& a far parte della somma da distribuire.
/vvenuto lincanto, ancora possibile fare offerte dacquisto per dieci giorni !art. ,+) c.p.c.",
ma per essere efficaci devono superare di un quinto il prezzo raggiunto nellincanto.
Questa disposizione ha la finalit& di ottimizzare il risultato della vendita6 da essa si ricava che la
prima aggiudicazione dellimmobile non definitiva.
Le offerte vanno fatte in forma anonima e la cauzione deve essere pari al doppio di quella
prestata in base allart. ,+- c.p.c.
Il giudice indice una nuova gara, di cui va avvertito laggiudicatario, fissando il termine
perentorio per le ulteriori offerte. /lla gara possono partecipare coloro che hanno fatto lofferta in
aumento, laggiudicatario e gli offerenti al precedente incanto.
%e nessuno degli offerenti in aumento partecipa alla gara, laggiudicazione diviene definitiva e si
applica la sanzione prevista dallart. ,+- c.p.c.
Importante modifica quella che ha interessato lart. ,+, c.p.c., al quale stato aggiunto un terzo
comma che consente a chi compra allasta di farsi finanziare da un istituto di credito !che iscrive
ipoteca sullimmobile". In questo caso, nel decreto di trasferimento il giudice si riferir& al contratto
di finanziamento e il conservatore dei registri immobiliari potr& effettuare la trascrizione solo
unitamente alliscrizione ipotecaria.
/nche in questo caso il trasferimento della propriet& non avviene con laggiudicazione bensD con
il decreto di trasferimento di cui allart. ,+8 c.p.c., che contiene anche lingiunzione al debitore o al
custode di rilasciare limmobile venduto.
Il giudice ordina contemporaneamente la cancellazione delle trascrizioni dei pignoramenti e delle
iscrizioni ipotecarie sia anteriori che successive alla trascrizione del pignoramento stesso.
%e laggiudicatario inadempiente, il giudice dellesecuzione con decreto ne dichiara la
decadenza, pronuncia la perdita della cauzione a titolo di multa e quindi dispone un nuovo incanto.
%e il prezzo ricavato, unitamente alla cauzione, risulta inferiore a quello dellincanto precedente,
laggiudicatario inadempiente tenuto al pagamento della differenza !art. ,+5 c.p.c.".
Per quanto riguarda lassegnazione, essa si presenta come sussidiaria per il caso in cui la vendita
non sia andata a buon fine.
Lart. ,++ c.p.c. come modificato dalla legge n. +-A(--, dispone: 0Egni creditore, nel termine di
(+
dieci giorni prima della data dellincanto, pu1 presentare istanza di assegnazione a norma
dellarticolo ,+@ per il caso in cui la vendita allincanto non abbia luogo per mancanza di offerte4.
In virt3 dellart. ,+@ c.p.c., poi, fermo che il prezzo dellassegnazione non pu1 essere inferiore
alla somma necessaria per pagare le spese dellesecuzione e i creditori aventi un diritto di
prelazione e al prezzo determinato a norma dellart. ,8+ c.p.c., qualora non siano intervenuti altri
creditori quello procedente pu1 offrire di pagare un prezzo pari alla differenza fra il suo credito in
linea capitale !dunque esclusi gli accessori" e il prezzo che intende offrire, oltre alle spese.
%e vi sono pi3 domande di assegnazione !art. ,@- c.p.c.", il giudice provvede su di esse fissando
il termine entro il quale lassegnatario deve versare leventuale conguaglio6 avvenuto il versamento,
si pronuncia il decreto di trasferimento.
%e invece non vengono presentate domande di assegnazione oppure si decide di non accoglierle
!art. ,@$ c.p.c. come modificato dalla legge n. (8.A(--,", il giudice dellesecuzione pu1 disporre
lamministrazione giudiziaria o procedere ad un nuovo incanto per un prezzo base inferiore di un
quarto a quello precedente.
/nche la fase distributiva ha subito qualche piccola modifica, relativa al fatto che le operazioni
di distribuzione oggi possono essere delegate al notaio o al professionista.
*aratteristica dellespropriazione immobiliare che liniziativa per il riparto sempre del
giudice o del professionista delegato.
9ntro trenta giorni dal versamento del prezzo !art. ,+8 c.p.c.", si provvede a formare un progetto
di distribuzione che viene depositato in cancelleria affinch i creditori e il debitore lo consultino,
fissando anche ludienza per la loro audizione
)+
.
%e il progetto approvato !lapprovazione si ha anche in caso di mancata comparizione
alludienza" o si raggiunge un accordo fra tutte le parti, ex art. ,@+ c.p.c. se ne d& atto nel processo
verbale e si ordina il pagamento delle singole quote
)@
6 altrimenti si avr& una controversia
distributiva con conseguente applicazione dellart. ,$( c.p.c.
U"IT$ DID$TTIC$ > : LESPROPRI$!IO"E DI ;E"I I"DIVISI
*apita spesso che un diritto di propriet& o di godimento su un bene spetti a pi3 di un soggetto
!pensiamo per esempio ad un appartamento di propriet& di cinque persone". Era, se questo bene
viene espropriato bisogna seguire la procedura descritta dagli artt. ,@@ = 8-$ c.p.c., cio
lespropriazione di beni indivisi.
Pi3 specificamente, il creditore si avvale di questo procedimento non solo quando il bene in
comunione, ma anche quando non tutti i contitolari sono obbligati verso di lui !o pur essendolo egli
non intenda comunque agire contro tutti".
Lart. ,@@ c.p.c. dispone: 0Possono essere pignorati i beni indivisi anche quando non tutti i
comproprietari sono obbligati verso il creditore.
In tal caso del pignoramento notificato avviso, a cura del creditore pignorante, anche agli altri
comproprietari, ai quali fatto divieto di lasciare separare dal debitore la sua parte delle cose
comuni senza ordine di giudice4.
La notificazione dellavviso svolge una funzione di tutela per il creditore, perch da un lato
previene eventuali collusioni fra il debitore e gli altri contitolari in danno del creditore stesso !si
potrebbe attuare una divisione del bene tale per cui al debitore spetti una parte minima", dallaltro
)+
%e non sono intervenuti altri creditori si applica il primo comma dellart. ,$- c.p.c.
)@
;. <erde, La riforma dei libri III e I( del codice di procedura civile. )ppendice di a%%iornamento al volume: &.
(erde *. +apponi Profili del processo civile. 3. Processo di esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, (--8,
.. s., nota come forse il legislatore si sia spinto troppo oltre dando la possibilit& ad un privato !qual il notaio o un
professionista" di tenere udienza e disporre il pagamento delle quote.
(@
consente laudizione di tutti gli interessati.
Lavviso deve contenere lindicazione del creditore pignorante, del bene pignorato, della data
dellatto di pignoramento
,-
!e della sua trascrizione se si tratta di un bene immobile", e inoltre
lingiunzione di non lasciar separare dal debitore la quota di sua spettanza.
Il pignoramento, che pu1 essere sia mobiliare che immobiliare, colpisce esclusivamente la quota
spettante allesecutato, anche se tutto il bene viene coinvolto nelle attivit& esecutive6 gli altri
contitolari non diventano soggetti passivi dellespropriazione.
/ norma dellart. 8-- c.p.c., 0Il giudice dellesecuzione, su istanza del creditore pignorante
,$
o
dei comproprietari e sentiti tutti gli interessati, provvede, quando possibile, alla separazione della
quota in natura spettante al debitore.
%e la separazione in natura non chiesta o non possibile, il giudice dispone che si proceda alla
divisione a norma del codice civile, salvo che ritenga probabile la vendita della quota indivisa ad un
prezzo pari o superiore al valore della stessa, determinato a norma dellart. ,8+4.
Il secondo comma dellart. 8-- c.p.c. stato cosD modificato dalla legge n. +-A(--,6 a seguito
della riforma il potere discrezionale del giudice dellesecuzione stato notevolmente limitato, in
quanto va seguito lordine previsto dal legislatore !separazione in natura del bene, vendita, divisione
a norma del codice civile".
Qualora sia necessario procedere alla divisione, lesecuzione sospesa fino a che non venga
raggiunto un accordo fra le parti o pronunciata una sentenza che abbia i requisiti dellart. 8(5 c.p.c.
!art. 8-$ c.p.c.".
2na volta avvenuta la divisione, si seguono le normali disposizioni per la vendita o
lassegnazione in base alla natura del bene.
U"IT$ DID$TTIC$ 1? : LESPROPRI$!IO"E CO"TRO IL TER!O
PROPRIET$RIO
;li artt. 8-( = 8-) c.p.c. disciplinano lespropriazione contro il terzo proprietario, procedimento
di espropriazione caratterizzato dal fatto che lesecuzione promossa contro il debitore aggredisce
beni di propriet& di un terzo che sono stati vincolati a garanzia dellobbligazione, pur mancando una
responsabilit& diretta del terzo.
%i parla al riguardo di responsabilit& senza debito, poich lespropriazione investe il bene e non il
suo proprietario.
Lart. 8-( c.p.c. stabilisce: 0Quando oggetto dellespropriazione un bene gravato da pegno o da
ipoteca per un debito altrui, oppure un bene la cui alienazione da parte del debitore stata revocata
per frode, si applicano le disposizioni contenute nei capi precedenti, in quanto non siano modificate
dagli articoli che seguono4.
In pratica il terzo si obbliga a garantire un debito altrui, dunque soggetto passivo
dellespropriazione.
%i discusso se in concreto soggetto passivo dellesecuzione sia solo il terzo o anche il debitore6
in realt& entrambi sono assoggettati allespropriazione, anche se a titolo diverso: il debitore in
,-
#a ci1 si deduce che il pignoramento non si perfeziona con la notifica dellavviso bensD prima.
,$
/l creditore pignorante vanno aggiunti i creditori intervenuti muniti di titolo esecutivo.
.-
quanto tale, il terzo perch proprietario del bene aggredito.
Lart. 8-( c.p.c. individua le ipotesi in cui specificamente si realizza la fattispecie in esame !e
dunque la responsabilit& senza debito":
I pegno per debito altrui6
I ipoteca per debito altrui6
I alienazione di un bene da parte del debitore revocata per frode.
#al momento che pegno e ipoteca rappresentano le forme di garanzia reale, bisogna escludere
che sia compresa nella previsione la fideiussione, che una garanzia personale6 inoltre si ha
responsabilit& senza debito anche ad esempio nel caso del terzo proprietario di un bene gravato da
privilegio.
Le particolarit& di questo tipo di espropriazione, che si attua nelle forme ordinarie a seconda
della natura del bene, consistono innanzitutto nel fatto che titolo esecutivo e precetto devono essere
notificati sia al debitore che al terzo, menzionando nel precetto il bene del terzo che si intende
espropriare !art. 8-. c.p.c.".
/ncora, tutte le volte che deve essere sentito il debitore va ascoltato anche il terzo6 al terzo si
applicano tutte le disposizioni relative al debitore tranne il divieto di fare offerte allincanto !art.
8-) c.p.c.".
Il legislatore garantisce in questo modo al terzo gli stessi strumenti di difesa che sono a
disposizione del debitore.

.$
;I;LIO%R$#I$
MODULO ( ' LESPROPRI$!IO"E #OR!$T$
#9 %'97/:E 7., Il nuovo processo di esecuzione. Le novit della
riforma: L. 28 dicembre 2005 n. 2!3 L. 2" febbraio
200! n. 52, (F ed., 7irenze, Ipsoa, (--8.
G/:#HIELI *., #iritto processuale civile. ". L$esecuzione forzata. I
procedimenti speciali non co%nitori. Procedimenti
cautelari. &iurisdizione volontaria, 'orino,
;iappichelli, (--,.
GIEKKE /., '/72HE <., La nuova espropriazione forzata, Piacenza,
La 'ribuna, (--8.
GE:'9%/:E L. I /HI9'/ ;., #iritto processuale civile. III. L$esecu'
zione forzata. I procedimenti contenziosi sommari. Il
rito cautelare uniforme, 'orino, ;appichelli, (--$.
PHE'E PI%/:I /., Lezioni di diritto processuale civile, estratto,
:apoli, ?ovene, $@@@.
<9H#9 ;., La riforma dei libri III e I( del codice di procedura civile.
)ppendice di a%%iornamento al volume: &. (erde *.
+apponi Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, (--8.
<9H#9 ;., */PPE:I >., Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, $@@+.
.(
MODULO )
LESECU!IO"E #OR!$T$ I" #ORM$ SPECI#IC$
U"IT& DID$TTIC$ 1' LESECU!IO"E #OR!$T$ PER CO"SE%"$ O
RIL$SCIO
/nche se generalmente si parla di esecuzione forzata in forma specifica per indicare la categoria
dellesecuzione forzata comprendente lesecuzione forzata per consegna o rilascio e lesecuzione
forzata di obblighi di fare e non fare, il codice di procedura civile non utilizza mai questa
espressione, occupandosi direttamente dei singoli procedimenti.
*aratteristica di queste procedure che si tende a realizzare il diritto del creditore su un bene
determinato !mobile o immobile" oppure ad ottenere una specifica prestazione fungibile di facere o
di non facere.
Lesecuzione in forma specifica mira a far nuovamente ottenere al proprietario la disponibilit&
dei suoi beni !nel caso della consegna e del rilascio", ovvero a garantirgli la costruzione o
distruzione di unopera determinata.
Per questa ragione nellesecuzione forzata in forma specifica non si pone il problema del
concorso dei creditori, al massimo potranno esserci pi3 legittimati.
/ differenza di quanto accade nellespropriazione forzata, dove titoli esecutivi idonei possono
essere sia di formazione giudiziale che stragiudiziale, lesecuzione forzata in forma specifica pu1
essere introdotta soltanto da titoli del primo tipo.
;li artt. 8-,I8$$ c.p.c. disciplinano lesecuzione forzata per consegna di cose mobili o rilascio di
beni immobili6 si parla al riguardo di esecuzione diretta, perch attraverso di essa il creditore non
mira alla trasformazione del bene in denaro bensD ad ottenere il possesso della cosa stessa.
/nche qui occorre notificare titolo esecutivo e precetto, ma questultimo deve contenere, oltre
alle indicazioni di cui allart. )+-, anche la descrizione sommaria dei beni stessi !art. 8-, c.p.c.".
%e il titolo esecutivo dispone circa il termine della consegna o del rilascio, lintimazione va
fatta con riferimento a tale termine.
*on riferimento al modo della consegna, lart. 8-8 c.p.c. dispone: 0#ecorso il termine indicato
..
nel precetto, lufficiale giudiziario, munito del titolo esecutivo e del precetto, si reca sul luogo in cui
le cose si trovano e le ricerca a norma dellart. ,$.6 quindi ne fa consegna alla parte istante o a
persona da lei designata4.
Laccesso dellufficiale giudiziario segna linizio dellesecuzione per consegna6 nella prassi la
consegna avviene spesso allufficiale giudiziario senza che sia presente il creditore o un suo
delegato.
Per lipotesi in cui le cose da consegnare siano gi& state pignorate, lart. 8-5 c.p.c. prevede che la
parte istante faccia valere le sue ragioni mediante opposizione di terzo allesecuzione.
In pratica il creditore dovr& in tale ipotesi provare linvalidit& del pignoramento perch eseguito
su di un bene proprio e non del debitore.
#elle operazioni si redige processo verbale.
Lesecuzione per rilascio, a seguito della modifica dellart. 8-+ c.p.c. ad opera della legge n.
+-A(--,, inizia con la notifica dellavviso con il quale lufficiale giudiziario comunica almeno dieci
giorni prima alla parte tenuta a rilasciare limmobile il giorno e lora in cui proceder&.
%i posto cosD fine ad un lungo dibattito dottrinale circa il momento iniziale di questa procedura6
il preavviso non invece richiesto nellesecuzione per consegna di beni mobili a causa della facilit&
con cui il debitore potrebbe sottrarre la cosa allesecuzione.
Hispetto ai tre giorni previsti dalla precedente disciplina, oggi il termine dilatorio tra la
notificazione dellavviso e laccesso dellufficiale giudiziario di dieci giorni. In tal modo vengono
meglio tutelate le esigenze di difesa del debitore, che potr& proporre opposizione agli atti esecutivi
ex art. 8$5 c.p.c. gi& dopo la notifica del preavviso.
Lufficiale giudiziario, munito di titolo esecutivo e precetto, deve recarsi nel giorno e nellora
stabiliti sul luogo dellesecuzione6 avvalendosi se occorre dei poteri di cui allart. ,$. c.p.c. egli
immette la parte istante o una persona appositamente designata nel possesso dellimmobile, di cui
consegna le chiavi ingiungendo anche agli eventuali detentori di riconoscere il nuovo possessore.
#elle operazioni si redige processo verbale.
La legge n. +-A(--, ha aggiunto un art. 8-+ bis, a norma del quale lesecuzione per consegna o
rilascio si estingue se la parte istante, prima della consegna o del rilascio, rinuncia mediante atto
notificato alla parte esecutata e consegnato allufficiale giudiziario procedente.
/ttraverso lintroduzione di unespressa ipotesi di estinzione dellesecuzione per consegna o
rilascio, il legislatore ha voluto risolvere un problema pratico, in quanto si ritiene generalmente che
le norme sullestinzione del processo esecutivo !artt. 8(@ = 8.( c.p.c." trovino applicazione
esclusivamente per i procedimenti di espropriazione forzata.
*i1 in ragione del fatto che lesecuzione per consegna o rilascio non prevede un processo retto
da un giudice, con apposite udienze, ma rimessa completamente allufficiale giudiziario, salvo
linsorgere di difficolt& nel corso dellesecuzione.
In questo caso, infatti, si applica lart. 8$- c.p.c.: 0%e nel corso dellesecuzione sorgono
difficolt& che non ammettono dilazione, ciascuna parte
,(
pu1 chiedere al giudice dellesecuzione,
anche verbalmente, i provvedimenti temporanei occorrenti4.
Le difficolt& alle quali fa riferimento la norma devono riguardare lopportunit& o le modalit&
dellesecuzione, perch le contestazioni giuridiche sulla legittimit& dellesecuzione si fanno valere
con le specifiche opposizioni !allesecuzione, agli atti esecutivi e di terzo".
,(
%i ritiene che sia legittimato anche il detentore della cosa da consegnare o rilasciare.
.)
Il giudice dellesecuzione decide con decreto che sempre modificabile e revocabile in quanto
non ha contenuto decisorio.
/nche lart. 8$$ c.p.c. stato modificato dalla legge n. +-A(--,: 0:el processo verbale
lufficiale giudiziario specifica tutte le spese anticipate dalla parte istante.
La liquidazione delle spese fatta dal giudice dellesecuzione a norma degli articoli @$ e
seguenti con decreto che costituisce titolo esecutivo4.
Lintroduzione dellinciso -a norma de%li articoli /0 e se%uenti. estende anche al processo
esecutivo la disciplina generale in materia di spese processuali, per cui oggi possibile ottenere il
ristoro di tutte le spese sopportate.
U"IT$ DID$TTIC$ ( : LESECU!IO"E #OR!$T$ DI O;;LI%@I DI #$RE
E DI "O" #$RE
Gentre nellesecuzione per consegna o rilascio lintervento del giudice dellesecuzione
meramente eventuale, nellesecuzione forzata di obblighi di fare e di non fare proprio il giudice a
stabilire le modalit& concrete dellesecuzione.
Il procedimento disciplinato dagli artt. 8$( = 8$) c.p.c., ed inizia con la presentazione al
giudice dellesecuzione del ricorso in cui gli si chiede di stabilire le modalit& dellesecuzione.
Lart. 8$( c.p.c. dispone: 0*hi intende ottenere lesecuzione forzata di una sentenza di condanna
per violazione di un obbligo di fare o di non fare, dopo la notificazione del precetto, deve chiedere
con ricorso al giudice dellesecuzione che siano determinate le modalit& dellesecuzione.
Il giudice dellesecuzione provvede sentita la parte obbligata. :ella sua ordinanza designa
lufficiale giudiziario che deve procedere allesecuzione e le persone che debbono provvedere al
compimento dellopera non eseguita o alla distruzione di quella compiuta4.
La prestazione dellobbligato pu1 consistere non solo in un obbligo o in un divieto di fare, ma
anche in un obbligo di disfare quanto illegittimamente compiuto !pensiamo per esempio alla
demolizione di un muro".
*ondizione essenziale dellesecuzione ex art. 8$( c.p.c. la fungibilit& della prestazione, nel
senso che questa deve poter essere effettuata da un terzo !a spese del debitore" qualora lobbligato
non adempia.
Presupposto della procedura lesistenza di una sentenza di condanna, che in pratica contiene il
risultato da raggiungere nei modi determinati nellordinanza del giudice.
/nche se contro tale provvedimento sono proponibili lopposizione allesecuzione e
lopposizione agli atti esecutivi, a causa della natura decisoria dellordinanza la giurisprudenza ne
ammette limpugnazione mediante appello.
%e nel corso dellesecuzione insorgono difficolt&, lufficiale giudiziario oltre a farsi assistere
dalla forza pubblica deve chiedere al giudice dellesecuzione, che decide con decreto, le
disposizioni opportune !art. 8$. c.p.c.".
/nche nel silenzio della disposizione, bisogna ritenere che il potere di rivolgersi al giudice spetti
altresD alle parti.
/l termine o nel corso dellesecuzione, la parte istante presenta al giudice dellesecuzione la nota
delle spese anticipate vistata dallufficiale giudiziario, con domanda di decreto ingiuntivo, che il
.,
giudice concede ove ritenga le spese stesse giustificate !art. 8$) c.p.c.".
;I;LIO%R$#I$
MODULO )' LESECU!IO"E #OR!$T$ I" #ORM$ SPECI#IC$
#9 %'97/:E 7., Il nuovo processo di esecuzione. Le novit della
riforma: L. 28 dicembre 2005 n. 2!3 L. 2" febbraio
200! n. 52, (F ed., 7irenze, Ipsoa, (--8.
G/:#HIELI *., #iritto processuale civile. ". L$esecuzione forzata. I
procedimenti speciali non co%nitori. Procedimenti
cautelari. &iurisdizione volontaria, 'orino,
;iappichelli, (--,.
GE:'9%/:E L. I /HI9'/ ;., #iritto processuale civile. III. L$esecu'
zione forzata. I procedimenti contenziosi sommari. Il
rito cautelare uniforme, 'orino, ;appichelli, (--$.
PHE'E PI%/:I /., Lezioni di diritto processuale civile, estratto,
:apoli, ?ovene, $@@@.
<9H#9 ;., La riforma dei libri III e I( del codice di procedura civile.
)ppendice di a%%iornamento al volume: &. (erde *.
.8
+apponi Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, (--8.
<9H#9 ;., */PPE:I >., Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, $@@+.
MODULO 4
LE OPPOSI!IO"I. SOSPE"SIO"E ED ESTI"!IO"E DEL
PROCESSO ESECUTIVO
U"IT& DID$TTIC$ 1' "$TUR$ DELLE OPPOSI!IO"I. LOPPOSI!IO"E
$LLESECU!IO"E
'utte le volte che unesecuzione viene ritenuta illegittima, sia il debitore che un terzo possono
proporre unopposizione, specifica a seconda del vizio fatto valere: opposizione allesecuzione,
opposizione agli atti esecutivi ed opposizione di terzo allesecuzione
,.
.
Quando viene proposta unopposizione si apre un ordinario giudizio di cognizione allinterno del
processo esecutivo, finalizzato a decidere a seguito di un autonomo accertamento quella
determinata contestazione.
In dottrina viene fatta una distinzione generale fra opposizioni di merito e opposizioni formali6
attraverso le prime si contesta lan dellesecuzione, la sua fondatezza, mentre con le seconde si
mette in dubbio la regolarit& ed opportunit& di un singolo atto esecutivo !cosiddetto ,uomodo
,.
9siste inoltre unopposizione particolare, costituita dalle controversie nascenti in sede di distribuzione !art. ,$(
c.p.c.". Lart. 8$+ bis c.p.c., poi, riguarda le opposizioni in materia di lavoro, previdenza e assistenza.
.5
dellesecuzione".
Epposizioni di merito sono quelle di cui agli artt. 8$,, 8$@ e ,$( c.p.c.
,)
, viceversa opposizione
formale quella ex art. 8$5 c.p.c. !opposizione agli atti esecutivi".
Lopposizione allesecuzione prevista dallart. 8$, c.p.c., modificato dalla legge n. +-A(--,:
0Quando si contesta il diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata e questa non
ancora iniziata, si pu1 proporre opposizione al precetto con citazione davanti al giudice competente
per materia o valore e per territorio a norma dellart. (5. Il giudice, concorrendo gravi motivi,
sospende su istanza di parte lefficacia esecutiva del titolo.
Quando iniziata lesecuzione, lopposizione di cui al comma precedente e quella che riguarda
la pignorabilit& dei beni si propongono con ricorso al giudice dellesecuzione stessa. Questi fissa
con decreto ludienza di comparizione delle parti davanti a s e il termine perentorio per la
notificazione del ricorso e del decreto4.
Lopposizione allesecuzione pu1 essere esperita per contestare il diritto di procedere
allesecuzione forzata oppure, dopo che il processo sia iniziato, la pignorabilit& dei beni.
%e il rimedio proposto prima dellinizio della procedura, assume la forma dellopposizione a
precetto, mediante atto di citazione davanti al giudice competente6 se lesecuzione gi& iniziata,
invece, sar& presentato ricorso al giudice dellesecuzione !tribunale in composizione monocratica".
Quando la contestazione ha ad oggetto un titolo giudiziale, ovviamente non possono essere fatti
valere i vizi opponibili nel giudizio di cognizione, ma solo quelli verificatisi dopo la formazione del
titolo !pensiamo ad un fatto impeditivo o estintivo".
Per i titoli stragiudiziali, al contrario, non ci sono limiti in ordine alle contestazioni proponibili
!ad esempio per una cambiale sar& ammissibile sia un vizio formale come lirregolarit& del bollo
sia un vizio attinente al rapporto sottostante".
Legittimati attivi sono il debitore esecutato e, nel caso di espropriazione contro il terzo
proprietario, anche il terzo6 legittimati passivi sono il creditore procedente e, secondo la
giurisprudenza prevalente, ognuno dei creditori intervenuti muniti di titolo esecutivo.
%otto il vigore della precedente disciplina, quando lopposizione fosse proposta prima dellinizio
del processo esecutivo il giudice adito non aveva il potere sospensivo, poich si riteneva
impossibile sospendere unesecuzione di fatto ancora inesistente.
Il legislatore del (--, ha perci1 modificato il primo comma dellart. 8$, c.p.c., dando al giudice
la facolt& di sospendere su istanza di parte lefficacia esecutiva del titolo se sussistono gravi motivi.
/i sensi dellart. 8$8 c.p.c. come modificato dalla legge n. ,(A(--8, proposta lopposizione, se
risulta competente lufficio giudiziario a cui appartiene il giudice dellesecuzione questi fissa un
termine perentorio per lintroduzione del giudizio di merito secondo le modalit& previste in ragione
della materia e del rito6 altrimenti rimette la causa dinanzi allufficio giudiziario competente
assegnando un termine perentorio per la riassunzione della causa.
La causa viene decisa con sentenza non impugnabile6 in tal modo il legislatore ha uniformato la
disciplina riguardante il provvedimento decisorio per tutti e tre i tipi di opposizione.
,)
Il <erde nota come in realt& vera opposizione di merito sia solo quella ex art. 8$, c.p.c.6 vedi ;. <erde = >.
*apponi, Profili del processo civile. 3. Processo di esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, $@@+, ($) s.
.+
U"IT$ DID$TTIC$ ( : LOPPOSI!IO"E $%LI $TTI ESECUTIVI
*on lopposizione agli atti esecutivi le parti del processo !dunque non solo il soggetto passivo"
contestano lirregolarit& di un determinato atto esecutivo !il cosiddetto ,uomodo2.
Lart. <15 c.p.c. dispone9 ALe opposizioni relative alla re+olarit3 0ormale del titolo
esecutivo e del precetto si propon+ono- prima c/e sia iniziata lesecuzione- davanti al +iudice
indicato nellart. 4=? terzo comma
,,
, con atto di citazione da notificarsi nel termine perentorio di
venti giorni dalla notificazione del titolo esecutivo o del precetto.
Le opposizioni di cui al comma precedente c/e sia stato impossi,ile proporre prima
dellinizio dellesecuzione
,8
e quelle relative alla notificazione del titolo esecutivo e del precetto e
ai singoli atti di esecuzione si propongono con ricorso al giudice della esecuzione nel termine
perentorio di venti giorni dal primo atto di esecuzione, se riguardano il titolo esecutivo o il precetto,
oppure dal giorno in cui i singoli atti furono compiuti4.
Il concetto di regolarit formale al *uale 0a ri0erimento lart. <15 c.p.c. 6 in realt3
a,,astanza ampio9 in0atti esso comprende non soltanto la nullit3- ma anc/e linopportunit3 e
lincon+ruenza dei sin+oli atti esecutivi
,5
!per esempio atto di pignoramento, istanza di vendita e
cosD via".
Lopposizione agli atti esecutivi costituisce un rimedio Ldi chiusuraM, utilizzabile cio tutte le
volte che si voglia far valere lingiustizia di un atto esecutivo e il legislatore non abbia previsto uno
strumento ad 1oc.
9 bene ribadire che attraverso di essa non possibile contestare la fondatezza dellesecuzione,
ma si possono sollevare solo questioni processuali.
*on la legge n. +-A(--, il termine originario di cinque giorni per proporre lopposizione agli atti
esecutivi !decorrente dalla notifica di titolo esecutivo o precetto ovvero dal compimento dellatto
esecutivo contestato" stato elevato a venti, allo scopo di consentire al soggetto passivo di
predisporre una difesa pi3 efficace.
/nche in questo caso se lopposizione proposta prima dellinizio del processo esecutivo deve
avere forma di citazione, se invece proposta dopo si avr& un ricorso.
La legge n. ,(A(--8 ha modificato lart. 8$+ c.p.c., dedicato ai provvedimenti del giudice
dellesecuzione, il quale fissa con decreto ludienza di comparizione delle parti davanti a s e il
termine perentorio per la notificazione del ricorso e del decreto e d&, nei casi urgenti, i
provvedimenti opportuni.
In particolare, attualmente il secondo comma dellart. 8$+ c.p.c. dispone: 0/lludienza Nil
giudiceO d& con ordinanza i provvedimenti che ritiene indilazionabili ovvero sospende la procedura.
In ogni caso fissa un termine perentorio per lintroduzione del giudizio di merito, previa iscrizione a
ruolo a cura della parte interessata, osservati i termini a comparire di cui allarticolo $8. bis, o altri
se previsti, ridotti della met&. La causa decisa con sentenza non impugnabile.
%ono altresD non impugnabili le sentenze pronunciate a norma dellarticolo precedente primo
comma4.
In passato mancava lespresso potere per il giudice di sospendere il processo qualora venisse
,,
%i tratta del giudice dellesecuzione.
,8
9 il caso in cui sia stata autorizzata lesecuzione immediata, senza il rispetto del termine dilatorio di dieci giorni
dalla notifica del precetto.
,5
Evviamente nel caso del titolo esecutivo la contestazione dovr& riguardare unicamente la regolarit& formale6 infatti
la nullit& o linesistenza del diritto a procedere devono essere fatte valere con lopposizione allesecuzione.
.@
presentata opposizione agli atti esecutivi6 dottrina e giurisprudenza risolvevano il pro,lema
comprendendo il provvedimento di sospensione ne+li atti indilaziona,ili c/e il +iudice poteva
adottare.
O++i il le+islatore /a introdotto espressamente tale 0acolt3 al secondo comma dellart. <1=
c.p.c.
In ,ase allart. <(= c.p.c.- lopposizione ai sin+oli atti esecutivi sospende il decorso del
termine di e00icacia del pi+noramento.
U"IT$ DID$TTIC$ ) : LOPPOSI!IO"E DI TER!O $LLESECU!IO"E
#al momento che la legge non richiede accertamenti preventivi circa la pignorabilit& di un bene,
pu1 accadere che lesecuzione pregiudichi il diritto di un terzo.
Questultimo pu1 far valere la sua estraneit& alla procedura mediante lopposizione di terzo
allesecuzione, disciplinata dagli artt. 8$@ I8($ c.p.c.
Lart. 8$@ c.p.c., modificato dalla legge n. ,(A(--8, stabilisce: 0Il terzo che pretende avere la
propriet& o altro diritto reale sui beni pignorati pu1 proporre opposizione con ricorso al giudice
dellesecuzione, prima che sia disposta la vendita o lassegnazione dei beni.
Il giudice fissa con decreto ludienza di comparizione delle parti davanti a s e il termine
perentorio per la notificazione del ricorso e del decreto.
%e alludienza le parti raggiungono un accordo il giudice ne d& atto con ordinanza, adottando
ogni altra decisione idonea ad assicurare, se del caso, la prosecuzione del processo esecutivo ovvero
ad estinguere il processo, statuendo altresD in questo caso anche sulle spese6 altrimenti il giudice
provvede ai sensi dellarticolo 8$8 tenuto conto della competenza per valore4.
Il terzo che pu1 proporre questo tipo di opposizione dunque quello che pretende avere la
propriet& o altro diritto reale sui beni pignorati6 anche se in astratto la situazione pu1 verificarsi
anche nellespropriazione immobiliare, nella prassi le ipotesi pi3 frequenti si riscontrano
nellespropriazione mobiliare presso il debitore.
Infatti, quando lufficiale giudiziario si reca nella casa del debitore o in un altro luogo a lui
appartenente per effettuare il pignoramento, parte dal presupposto che le cose che vi trova
appartengano al debitore6 da qui la possibilit& di errore.
Lart. 8(- c.p.c. prevede due ipotesi in cui il terzo pu1 far valere i suoi diritti soltanto sulla
somma ricavata !cosiddetta opposizione tardiva":
$. quando fa opposizione ma il giudice non sospende la vendita dei beni mobili6
(. quando propone lopposizione dopo che sia stata effettuata la vendita.
Lopposizione tardiva in senso stretto si verifica nel secondo caso, perch proposta dopo la
vendita dei beni e quindi in fase distributiva6 viceversa lopposizione proposta prima del
provvedimento di vendita o assegnazione tempestiva.
Lart. 8($ c.p.c. pone dei limiti al potere del terzo di provare il suo diritto tramite testimoni: 0Il
terzo opponente non pu1 provare con testimoni il suo diritto sui beni mobili pignorati nella casa o
nellazienda del debitore, tranne che lesistenza del diritto stesso sia resa verosimile dalla
professione o dal commercio esercitati dal terzo o dal debitore4.
Questa norma trova la sua giustificazione nel fatto che altrimenti sarebbe molto semplice frodare
)-
i creditori. Infatti, debitore e terzo potrebbero mettersi daccordo e sottrarre determinati beni al
pignoramento fingendo che siano di propriet& del terzo.
2nica deroga al divieto della prova testimoniale si ha quando per la professione o il commercio
esercitati dal de,itore o dal terzo- lesistenza del diritto sia verosimile.
Pensiamo per esempio ad un de,itore il cui lavoro sia *uello di restaurare o++etti antic/i o
preziosi9 ,ene- 6 verosimile c/e presso di lui si trovino cose di valore c/e non +li
apparten+ono- perciB sar3 consentito provare il diritto del terzo attraverso dei testimoni.
U"IT$ DID$TTIC$ 4 : L$ SOSPE"SIO"E DEL PROCESSO ESECUTIVO
Il processo esecutivo pu1 andare incontro a vicende che ne determinano una stasi, temporanea !
il caso della sospensione" o definitiva !lestinzione".
%i tratta di istituti presenti anche nel processo di cognizione, dove per1 troviamo pure
linterruzione, che qui manca perch il processo esecutivo ha carattere ufficioso, nel senso che una
volta dato limpulso prosegue automaticamente.
Le ipotesi in cui si applica la sospensione sono indicate dallart. 8(. c.p.c.: 0%alvo che la
sospensione sia disposta dalla legge o dal giudice davanti al quale impugnato il titolo esecutivo,
lesecuzione forzata non pu1 essere sospesa che con provvedimento del giudice dellesecuzione4.
In generale, listituto si giustifica tutte le volte che il processo esecutivo in corso deve essere
coordinato con un giudizio di cognizione, la cui definizione risulta indispensabile affinch
lesecuzione prosegua.
La sospensione pu1 innanzitutto essere disposta dalla legge: ad esempio il caso dellart. 8-$
c.p.c., in cui a proposito dellespropriazione di beni indivisi si dice che lesecuzione sospesa
finch non si decida sulla divisione.
/ sospendere lesecuzione, poi, pu1 essere il giudice davanti al quale impugnato il titolo
esecutivo: pensiamo al caso in cui venga proposto appello chiedendo altresD al giudice di sospendere
lefficacia esecutiva della sentenza.
/l di fuori di queste due ipotesi, la necessit& di sospendere un processo esecutivo pu1 essere
valutata esclusivamente dal giudice dellesecuzione.
Le leggi n. +-A(--, e n. ,(A(--8 hanno modificato lart. 8() c.p.c. ed introdotto un art. 8() bis
c/e prevede la sospensione su istanza delle parti.
$ norma dellart. <(4 c.p.c.- *uando viene proposta opposizione allesecuzione oppure
opposizione di terzo- il +iudice dellesecuzione su istanza di parte e se concorrono +ravi motivi
sospende il processo- con cauzione o senza
,+
.
%ulla sospensione si decide con ordinanza, reclamabile ai sensi dellart. 88@ terdecies6 stessa
possibilit& viene riconosciuta rispetto allordinanza che sospende la distri,uzione del ricavato
1art. 81( c.p.c.2.
In virtC del terzo comma dellart. <(4 c.p.c.- *uando non viene proposto reclamo ovvero la
sospensione 6 disposta o con0ermata in sede di reclamo- il +iudice c/e /a disposto la
,+
La cauzione serve ad assicurare leventuale risarcimento del danno che il creditore pu1 subire per effetto della
sospensione.
)$
sospensione dic/iara su istanza dellopponente
,@
con ordinanza non impugnabile lestinzione del
pignoramento, previa cauzione e con salvezza degli atti compiuti.
Come nota il Verde
8-
, la norma rappresenta una contraddizione in termini, perc/D da un lato
lascia il processo esecutivo pendente nonostante sia sospeso- dallaltro lo priva del suo o++ettoE
inoltre la terminolo+ia utilizzata dal le+islatore lascia non poc/i du,,i sullinterpretazione
della norma.
*on lintroduzione dellart. 8() bis c.p.c. nella formulazione da ultimo modificata con la legge n.
,(A(--8, anche nel processo esecutivo stata prevista la sospensione su istanza delle parti.
Il giudice dellesecuzione, su istanza di tutti i creditori muniti di titolo esecutivo e sentito il
debitore, pu1 sospendere il processo fino a ventiquattro mesi.
La ric/iesta puB essere avanzata 0ino a venti +iorni prima della scadenza del termine per il
deposito delle o00erte dac*uisto o- se non /a luo+o la vendita senza incanto- 0ino a *uindici
+iorni prima dellincanto.
Se il +iudice acco+lie listanza 1su cui deve pronunciarsi nei dieci +iorni successivi al
deposito2- pronuncia ordinanza revoca,ile in *ualsiasi momento anc/e su ric/iesta di un solo
creditore e sentito comun*ue il de,itore.
La sospensione pu1 essere disposta una sola volta.
%caduto il termine concesso per la sospensione, entro dieci giorni la parte interessata deve
presentare istanza per la fissazione delludienza di prosecuzione del processo.
Lultimo comma dellart. 8() bis, infine, fissa regole particolari per il caso in cui la sospensione
venga chiesta in una espropriazione mobiliare o presso terzi: 0:elle espropriazioni mobiliari
listanza per la sospensione pu1 essere presentata non oltre la fissazione della data di asporto dei
beni ovvero fino a dieci giorni prima della data della vendita se questa deve essere espletata nei
luoghi in cui essi sono custoditi e, comunque, prima delleffettuazione della pubblicit& commerciale
ove disposta. :elle espropriazioni presso terzi listanza di sospensione non pu1 pi3 essere proposta
dopo la dichiarazione del terzo4.
Per quanto riguarda il procedimento di sospensione, lart. 8(, c.p.c. dispone che sullistanza il
giudice dellesecuzione provvede con ordinanza sentite le parti.
:ei casi urgenti la sospensione disposta con decreto inaudita altera parte, nel quale si fissa
ludienza di comparizione delle parti6 a seguito di essa viene pronunciata ordinanza con la quale il
provvedimento adottato con decreto viene con0ermato- modi0icato o revocato.
In virtC dellart. <(< c.p.c.- dedicato a+li e00etti della sospensione- *uando il processo 6
sospeso non puB essere compiuto alcun atto esecutivo- a meno c/e il +iudice dellesecuzione
non dispon+a diversamente
8$
.
La sospensione ha efficacia ex nunc, dunque dal momento in cui dichiarata.
<enuta meno la causa di sospensione, il processo esecutivo deve essere riassunto con ricorso nel
termine perentorio fissato dal giudice dellesecuzione e, in ogni caso, non pi3 tardi di sei mesi dal
passaggio in giudicato della sentenza di primo grado o dalla comunicazione della sentenza di
appello che rigetta lopposizione.
,@
Listanza, in base al terzo comma dellart. 8() c.p.c., alternativa allinstaurazione del giudizio di merito
sullopposizione, che comunque potr& essere promosso da ogni altro interessato. La disposizione deve essere intesa nel
senso che lalternativa fra listanza di estinzione e il compimento delle formalit& successive necessarie a far proseguire
il giudizio di merito che si instaura a seguito dellopposizione.
8-
*fr. ;. <erde, La riforma dei libri III e I( del codice di procedura civile. )ppendice di a%%iornamento al volume:
&. (erde *. +apponi Profili del processo civile. 3. Processo di esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene,
(--8, .5 s.
8$
La salvezza riguarda gli atti urgenti, cio quelli che hanno funzione conservativa o amministrativa dei beni pignorati
!per esempio la vendita di beni deteriorabili oppure la sostituzione del custode".
)(
Il ricorso pu1 essere presentato dal creditore procedente, da un creditore intervenuto munito di
titolo esecutivo- dal de,itore.
U"IT$ DID$TTIC$ 8 : LESTI"!IO"E DEL PROCESSO ESECUTIVO
Lestinzione del processo esecutivo disciplinata dagli artt. 8(@ = 8.$ c.p.c., in parte modificati
dalle leggi n. +-A(--, e n. (8.A(--,.
2n processo esecutivo si pu1 estinguere per rinuncia, per inattivit& delle parti e per mancata
comparizione alludienza.
Lestinzione per rinuncia prevista dallart. 8(@ c.p.c.: 0Il processo si estin+ue se- prima
della++iudicazione o dellasse+nazione- il creditore pi+norante e *uelli intervenuti muniti di
titolo esecutivo rinunciano a+li atti.
Dopo la vendita il processo si estin+ue se rinunciano a+li atti tutti i creditori concorrenti.
In *uanto possi,ile- si applicano le disposizioni dellart. )?<F.
Lart. <(> c.p.c. distin+ue dun*ue a seconda c/e la rinuncia avven+a prima
della++iudicazione
8(
o dellassegnazione oppure dopo la vendita: nel primo caso sufficiente che
a rinunciare siano il creditore pignorante e quelli intervenuti muniti di titolo esecutivo, nel secondo
invece occorre che lo facciano tutti i creditori concorrenti !anche quelli non muniti di titolo
esecutivo".
In quanto possibile, trova applicazione lart. .-8 c.p.c. che regola lestinzione per rinuncia nel
processo di cognizione.
*i1 vuol dire innanzitutto che la dichiarazione di rinuncia pu1 essere fatta verbalmente
alludienza ovvero con atto sottoscritto e notificato alle altre parti6 in secondo luogo, a meno di
diverso accordo le spese sostenute sono a carico del rinunciante.
#iversamente da quello che accade nel processo di cognizione, non richiesta laccettazione del
debitore esecutato, poich la sua volont& irrilevante per la prosecuzione dellesecuzione.
Lestinzione viene dichiarata con ordinanza una volta che il giudice ne abbia verificato la
regolarit& !ad esempio abbia riscontrato che essa provenga da tutti i legittimati e che latto di
rinuncia sia corretto".
/ seguito dellintervento della *orte costituzionale !sentenza n. $@,A$@+$", che ha affermato
lillegittimit& dellultimo comma dellart. 8.- c.p.c., ammesso reclamo anche contro lordinanza
che dichiara lestinzione del processo esecutivo per rinuncia6 in tal modo si evitano disparit& di
trattamento fra le varie ipotesi di estinzione.
Passiamo allestinzione per inattivit& delle parti, della quale si occupa lart. 8.- c.p.c. come
modificato dalla legge n. +-A(--,.
Il primo comma dellart. 8.- c.p.c. fa innanzitutto salvi i casi espressamente previsti dalla legge:
per esempio, se il creditore pignorante lascia trascorrere il termine di efficacia del pignoramento
senza compiere gli ulteriori atti di impulso, il processo esecutivo si estingue automaticamente.
/ncora, si ha estinzione per inattivit& quando le parti non proseguono o riassumono il processo
nel termine perentorio stabilito dalla legge o dal giudice !pensiamo allart. 8$8 c.p.c. in materia di
8(
Il termine va inteso come sinonimo di vendita, di conseguenza la rinuncia pu1 avvenire fino a che non sia stato
pronunciato il decreto di trasferimento. /ltrimenti si creerebbero dei problemi per lipotesi in cui la rinuncia avvenisse
dopo laggiudicazione ma prima del perfezionamento della vendita. %ul punto vedi ;. <erde = >. *apponi, Profili del
processo civile. 3. Processo di esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, $@@+, (,( s.
).
opposizione allesecuzione", e se le parti stesse non compaiono alludienza !art. 8.$ c.p.c.".
Il secondo comma dellart. 8.- c.p.c. fissa la fondamentale regola che lestinzione opera di
diritto ma deve essere eccepita dalla parte interessata prima di ogni altra sua difesa !salvo il disposto
dellart. 8.$ c.p.c.".
Questo significa che lestinzione non pu1 mai essere rilevata dufficio dal giudice, ma deve
essere la parte ad eccepirla, e deve farlo subito !vale a dire con latto immediatamente successivo a
quello che ha determinato lestinzione", altrimenti si corre il rischio di porre in essere un
comportamento incompatibile con la volont& di far valere lestinzione stessa.
Il fatto che lestinzione operi di diritto, perci1, non va inteso nel senso che essa sia automatica6
lespressione indica invece che gli effetti dellestinzione non si producono dal giorno in cui viene
eccepita, bensD retroagiscono al momento in cui 6 stata pronunciata lordinanza c/e la dic/iara.
Il terzo comma dellart. <)? c.p.c. sta,ilisce c/e contro lordinanza c/e dic/iara lestinzione
o ri+etta la relativa eccezione 6 ammesso reclamo- da parte del de,itore o del creditore
pi+norante ovvero de+li altri creditori intervenuti
8.
, nel termine perentorio di venti giorni
dalludienza o dalla comunicazione dellordinanza
8)
osservando le forme dellart. $5+ c.p.c.,
commi tre, quattro e cinque.
%ul reclamo decide il collegio con sentenza in camera di consiglio.
Lart. 8.$ c.p.c. prevede il fenomeno della mancata comparizione alludienza:
0%e nel corso del processo esecutivo nessuna delle parti si presenta alludienza, fatta eccezione
per quella in cui ha luogo la vendita, il giudice dellesecuzione fissa unudienza successiva di cui il
cancelliere d& comunicazione alle parti.
%e nessuna delle parti si presenta alla nuova udienza, il giudice dichiara con ordinanza
lestinzione del processo esecutivo.
%i applica lultimo comma dellarticolo precedente4.
Linciso -fatta eccezione per ,uella in cui 1a luo%o la vendita. stato aggiunto dalla legge n.
(8.A(--,6 dunque la mancata comparizione alludienza in cui ha luogo la vendita non comporta
inattivit& e perci1 non giustifica un provvedimento estintivo.
%econdo la giurisprudenza di legittimit&, per LpartiM bisogna intendere qui i creditori in possesso
di titolo esecutivo !prima della vendita o dellassegnazione", ed i creditori concorrenti !dopo la
vendita o lassegnazione". Infatti, dal momento che il debitore esecutato non ha alcun interesse alla
prosecuzione del processo, la sua presenza del tutto irrilevante.
/nche in questo caso, per espresso richiamo dellultimo comma dellart. 8.$ c.p.c., contro
lordinanza che dichiara lestinzione o rigetta la relativa eccezione ammesso reclamo, da parte del
debitore o del creditore pignorante ovvero degli altri creditori intervenuti, nel termine perentorio di
venti giorni dalludienza o dalla comunicazione dellordinanza osservando le forme dellart. $5+
c.p.c., commi tre, quattro e cinque.
%ul reclamo decide il collegio con sentenza in camera di consi+lio.

Lart. <)( sta,ilisce *uali sono +li e00etti dellestinzione del processo esecutivo
8,
.
*ome prima cosa, con lordinanza che pronuncia lestinzione sempre disposta la cancellazione
della trascrizione del pignoramento6 se richiesto, poi, nella stessa ordinanza il giudice liquida le
spese sostenute dalle parti e i compensi spettanti alleventuale delegato ai sensi dellart. ,@$ bis.
Inoltre, se lestinzione si verifica prima dellaggiudicazione o dellassegnazione, rende inefficaci
8.
/nche se non sono muniti di titolo esecutivo.
8)
Lordinanza viene comunicata a cura del cancelliere quando pronunciata fuori udienza.
8,
%econdo lorientamento prevalente, lestinzione del processo esecutivo non comporta lestinzione del diritto di
proporre lazione esecutiva.
))
gli atti compiuti6 se viceversa avviene dopo laggiudicazione o lassegnazione, la somma ricavata
consegnata al debitore.
/ncora, il custode rende al debitore il conto della sua gestione, conto discusso e chiuso davanti
al giudice dellesecuzione.
Infine, viene richiamato lultimo comma dellart. .$- c.p.c., a norma del quale le spese del
processo estinto restano a carico di coloro che le hanno anticipate.

;I;LIO%R$#I$
MODULO 4' LE OPPOSI!IO"I. SOSPE"SIO"E ED ESTI"!IO"E
DEL PROCESSO ESECUTIVO
#9 %'97/:E 7., Il nuovo processo di esecuzione. Le novit della
riforma: L. 28 dicembre 2005 n. 2!3 L. 2" febbraio
200! n. 52, (F ed., 7irenze, Ipsoa, (--8.
G/:#HIELI *., #iritto processuale civile. ". L$esecuzione forzata. I
procedimenti speciali non co%nitori. Procedimenti
cautelari. &iurisdizione volontaria, 'orino,
;iappichelli, (--,.
GE:'9%/:E L. I /HI9'/ ;., #iritto processuale civile. III. L$esecu'
zione forzata. I procedimenti contenziosi sommari. Il
rito cautelare uniforme, 'orino, ;appichelli, (--$.
PHE'E PI%/:I /., Lezioni di diritto processuale civile, estratto,
:apoli, ?ovene, $@@@.
<9H#9 ;., La riforma dei libri III e I( del codice di procedura civile.
),
)ppendice di a%%iornamento al volume: &. (erde *.
+apponi Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, (--8.
<9H#9 ;., */PPE:I >., Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, $@@+.
LE TUTELE SOMM$RIE "O" C$UTEL$RI
MODULO 8
IL PROCEDIME"TO PER DECRETO I"%IU"TIVO
U"IT& DID$TTIC$ 1' L$ CO%"I!IO"E SOMM$RI$
Il legislatore ha previsto la possibilit& che alcuni diritti, a determinate condizioni, vengano
tutelati attraverso dei procedimenti speciali, pi3 celeri rispetto al processo ordinario di cognizione.
'ali procedimenti, pur diversi fra loro nei presupposti e nella procedura, sono accomunati dal
fatto che la cognizione esercitata dal giudice sommaria, vale a dire superficiale ed incompleta.
Laccertamento compiuto sulla fondatezza del diritto fatto valere, in questi casi, non troppo
approfondito !almeno in una prima fase", proprio per assicurare allavente diritto una tutela pi3
rapida.
'ra le varie classificazioni operate dalla dottrina, merita di essere sottolineata quella fra
)8
procedimenti sommari cautelari e non cautelari: mentre i provvedimenti adottati allesito di un
procedimento del primo tipo non hanno attitudine di giudicato, nel senso che la pronuncia
assolutamente provvisoria, quelli non cautelari sono idonei ad acquistare stabilit&.
Hientrano nei procedimenti sommari non cautelari il procedimento monitorio o di ingiunzione e
quello per convalida di sfratto: tanto il decreto ingiuntivo quanto lordinanza di convalida, infatti,
possono divenire stabili ed immutabili quasi come fossero una sentenza, dunque sono idonei a
passare in giudicato.
U"IT$ DID$TTIC$ ( : IL PROCEDIME"TO MO"ITORIO9 CO"DI!IO"I DI
$MMISSI;ILIT$
Il procedimento di ingiunzione !anche detto monitorio o per decreto ingiuntivo", un
procedimento speciale che risponde allesigenza di ottenere la rapida formazione di un titolo
esecutivo, cosD da poter procedere al pi3 presto allesecuzione forzata.
/ questo scopo il giudice esercita una cognizione sommaria perch superficiale: infatti,
laccertamento sul diritto fatto valere avviene inaudita altera parte, senza quindi che il soggetto
passivo abbia in un primo momento la possibilit& di difendersi.
:el nostro sistema sono presenti due modelli di procedimento per decreto ingiuntivo: quello
cosiddetto monitorio puro e quello monitorio documentale.
Il primo, mutuato dallordinamento tedesco, caratterizzato dal fatto che il decreto ingiuntivo
viene emanato semplicemente sulla base delle affermazioni del ricorrente.
:el secondo, invece, proprio del sistema austriaco, per ottenere lingiunzione occorre che le
affermazioni del ricorrente siano suffragate da una prova scritta.
/nche se tendenzialmente il modello italiano si basa sul procedimento monitorio documentale, il
fatto che sia accolta una nozione molto ampia di prova scritta fa sD che trovi accoglimento pure il
procedimento monitorio puro: basti pensare che prova scritta idonea pu1 essere la parcella delle
spese e prestazioni di un professionista !ad esempio un avvocato". In questo caso, la prova scritta
prodotta dallo stesso soggetto interessato, ragion per cui a base del decreto ingiuntivo viene
comunque posta una dichiarazione del ricorrente.
Il procedimento di ingiunzione disciplinato dagli artt. 8.. = 8,8 c.p.c.6 in generale, esso si
divide in due fasi: la prima, a cognizione sommaria, si svolge a contraddittorio non integro e si
conclude con lemanazione del decreto ingiuntivo o con una pronuncia di rigetto. La seconda, solo
eventuale in quanto rimessa alliniziativa del debitore, a cognizione piena e si conclude con una
sentenza di accoglimento o di rigetto dellopposizione che va a sostituire il decreto ingiuntivo
opposto.
La realizzazione del contraddittorio nel procedimento per decreto ingiuntivo, perci1, eventuale
e differita.
Lart. 8.. c.p.c. detta le condizioni di ammissibilit& della domanda per ottenere un decreto
ingiuntivo.
La forma quella del ricorso, proponibile:
$. da chi creditore di una somma liquida di denaro6
(. da chi creditore di una determinata quantit& di cose fungibili
88
6
88
In questo caso il ricorrente deve altresD indicare la somma che disposto ad accettare in sostituzione della
prestazione in natura !art. 8.@ c.p.c.".
)5
.. da chi ha diritto alla consegna di una cosa mobile determinata.
2lteriori requisiti indispensabili attengono alle prove offerte a sostegno del diritto fatto valere6
infatti, il giudice competente pronuncia ingiunzione di pagamento o di consegna se:
a" del diritto fatto valere si d& prova scritta6
b" il credito riguarda onorari per prestazioni giudiziali o stragiudiziali o rimborso di spese fatte
da avvocati, cancellieri, ufficiali giudiziari o da chiunque altro ha prestato la sua opera in
occasione di un processo6
c" il credito riguarda onorari, diritti o rimborsi spettanti ai notai a norma della loro legge
professionale, oppure ad altri esercenti una libera professione o arte, per la quale esiste una
tariffa legalmente approvata.
Lingiunzione pu1 essere pronunciata anche se il diritto dipende da una controprestazione o da
una condizione, purch il ricorrente offra elementi atti a far presumere ladempimento della
controprestazione o lavveramento della condizione.
#alle disposizioni dellart. 8.. c.p.c. si ricava che un decreto ingiuntivo consente soltanto
lespropriazione forzata e lesecuzione per consegna di cose mobili, mentre sono escluse
lesecuzione per rilascio di beni immobili e quella per obblighi di fare e di non fare.
In dottrina si molto discusso sulla natura dellazione esercitata attraverso la domanda di
ingiunzione.
Lorientamento tradizionale la considera unazione sommaria speciale, precisamente unazione
di accertamento con prevalente funzione esecutiva6 altri parlano al contrario di unazione ordinaria,
altri ancora di una combinazione fra i due tipi.
In realt& va considerato che nel caso del procedimento monitorio ci si trova di fronte ad un
giudizio di primo grado distinto in una fase sommaria ed una ordinaria !eventuale"6 i requisiti di
ammissibilit& sono diversi in ciascuna di esse, basti pensare al tipo di accertamento effettuato sulla
fondatezza del diritto.
#a ci1 si deduce che lazione esercitata in via monitoria unazione ordinaria, la quale tuttavia
presenta alcune caratteristiche speciali nella prima fase6 caratteristiche destinate a venire meno
qualora il soggetto passivo proponga opposizione, che determina linstaurazione di un normale
giudizio a contraddittorio pieno.
Lart. 8.. c.p.c. richiede tra le condizioni di ammissibilit& della domanda di ingiunzione che del
diritto fatto valere si dia prova scritta.
Il concetto di prova scritta accolto dal legislatore in questo caso molto ampio6 in virt3 dellart.
8.) c.p.c., infatti, sono prove scritte idonee:
I le polizze e le promesse unilaterali per scrittura privata6
I i telegrammi, anche se mancanti dei requisiti prescritti dal codice civile6
I gli estratti autentici delle scritture contabili di cui agli artt. (($) ss. del codice civile, purch
bollate e vidimate nelle forme di legge e regolarmente tenute, nonch gli estratti autentici
delle scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie quando siano tenute con losservanza
delle norme stabilite per tali scritture. La particolarit& che tali scritture hanno efficacia
probatoria, per i crediti relativi a somministrazioni di merci e di denaro nonch per
prestazioni di servizi, anche nei confronti di persone che non esercitano attivit& commerciale.
#ottrina e giurisprudenza ritengono che lelencazione contenuta nellart. 8.) c.p.c. non sia
tassativa.
2lteriori prove scritte idonee per i crediti dello %tato e degli enti pubblici sono previste dallart.
)+
8., c.p.c., mentre lart. 8.8 c.p.c. stabilisce che per i crediti di cui ai nn. ( e . dellart. 8.. c.p.c.
primo comma, la domanda deve essere accompagnata dalla parcella delle spese e prestazioni
sottoscritta dal ricorrente e corredata dal parere dellassociazione professionale competente !il
parere non occorre se lammontare delle spese e prestazioni determinato sulla base di tariffe
obbligatorie". 'ale parere vincola il giudice anche nella determinazione del ,uantum, salva la
correzione degli errori materiali.
La valutazione di congruit& dellassociazione professionale competente viene spesso rilasciata in
astratto, senza un accertamento sulleffettivo svolgimento della prestazione: sotto questo aspetto,
perci1, il procedimento monitorio di tipo puro, perch solo nelleventuale giudizio instaurato con
lopposizione il professionista sar& tenuto a provare in via ordinaria il fatto costitutivo del suo
diritto
85
.

U"IT$ DID$TTIC$ ) : IL %IUDICE COMPETE"TE. IL RI%ETTO DELL$
DOM$"D$
;iudice competente ad emanare un decreto ingiuntivo il giudice di pace o, in composizione
monocratica, il tribunale che sarebbe competente per la domanda proposta in via ordinaria.
9 quanto stabilisce il primo comma dellart. 8.5 c.p.c., che prevede ancora: 0per i crediti
previsti nel n. ( dellarticolo 8.. competente anche lufficio giudiziario che ha deciso la causa alla
quale il credito si riferisce.
;li avvocati o i notai possono altresD proporre domanda dingiunzione contro i propri clienti al
giudice competente per valore del luogo ove ha sede il consiglio dellordine al cui albo sono iscritti
o il consiglio notarile dal quale dipendono4.
;iudice competente, dunque, sempre quello unico !giudice di pace o giudice monocratico a
seconda del valore"6 un giudice unipersonale, infatti, garantisce una pronuncia pi3 celere, in
armonia con la funzione e la struttura del procedimento di ingiunzione.
Il secondo comma dellart. 8.5 prevede una competenza per materia aggiuntiva e facoltativa,
come si ricava dalla formulazione della norma !LP competente anc1e lufficio giudiziario che ha
deciso la causa alla quale il credito si riferisceM".
La domanda di ingiunzione si propone con ricorso contenente i requisiti indicati nellart. 8.+
c.p.c.
%u di essa il giudice adito effettua accertamenti sommari per valutarne la fondatezza6 se a seguito
di tale cognizione sommaria ritiene la domanda insufficientemente giustificata, dispone che il
cancelliere ne dia notizia al ricorrente invitandolo a provvedere alla prova !art. 8)- c.p.c. primo
comma".
/ seguito di tale invito, possono verificarsi tre ipotesi:
$. il ricorrente non risponde allinvito6
(. il ricorrente non ritira il ricorso6
.. la domanda non comunque accoglibile, anche in base alle prove offerte.
In tutti questi casi, a norma dellart. 8)- c.p.c. secondo comma il giudice rigetta la domanda con
decreto motivato, la qual cosa non pregiudica per1 la riproposizione della domanda, anche in via
ordinaria.
Lart. 8)- c.p.c. viene considerato la norma che disciplina i poteri istruttori del giudice6 il
85
#a questa disciplina si desume un chiaro favore del legislatore per i professionisti intellettuali.
)@
ricorrente, pur quando decida di integrare la prova, dovr& rispettare i limiti imposti dal fatto che si
tratta di una fase a cognizione sommaria.
U"IT$ DID$TTIC$ 4 : L$CCO%LIME"TO DELL$ DOM$"D$
Quando il giudice accerta lesistenza di tutte le condizioni richieste, emana una pronuncia di
accoglimento della domanda, appunto un decreto ingiuntivo6 si tratta di un decreto motivato esteso
in calce al ricorso, cui dedicato lart. 8)$ c.p.c.
La norma specificamente stabilisce: 0%e esistono le condizioni previste nellarticolo 8.., il
giudice, con decreto motivato da emettere entro trenta giorni dal deposito del ricorso, ingiunge
allaltra parte di pagare la somma o di consegnare la cosa o la quantit& di cose chieste o invece di
queste la somma di cui allarticolo 8.@ nel termine di quaranta giorni, con lespresso avvertimento
che nello stesso termine pu1 essere fatta opposizione a norma degli articoli seguenti e che, in
mancanza di opposizione, si proceder& a esecuzione forzata.
Quando concorrono giusti motivi, il termine pu1 essere ridotto fino a dieci giorni oppure
aumentato a sessanta. %e lintimato risiede in uno degli altri %tati dell2nione europea, il termine
di cinquanta giorni e pu1 essere ridotto fino a venti giorni. %e lintimato risiede in altri %tati, il
termine di sessanta giorni e, comunque, non pu1 essere inferiore a trenta n superiore a
centoventi.
:el decreto il giudice liquida le spese e le competenze e ne ingiunge il pagamento4.
In base allart. 8). c.p.c., gli originali del decreto ingiuntivo e del ricorso restano depositati in
cancelleria6 essi sono poi notificati per copia autentica allingiunto a norma degli articoli $.5 e
seguenti.
Lultimo comma dellart. 8). stabilisce che la notificazione determina la pendenza della lite: si
tratta di una disposizione fondamentale, che costituisce uneccezione alla regola generale secondo
cui nei procedimenti che iniziano con ricorso la lite comincia a pendere dal deposito di esso.
%e la notifica non avviene nei termini previsti dallart. 8)) c.p.c. !sessanta giorni dalla
pronuncia
8+
per le notifiche da effettuarsi nel territorio della Hepubblica, novanta giorni negli altri
casi", il decreto ingiuntivo diviene inefficace, ma la domanda pu1 essere riproposta.
/ parte le regole speciali contenute nello stesso art. 8)$ c.p.c., generalmente il termine concesso
sia per adempiere che per fare opposizione di quaranta giorni. %i tratta di un termine perentorio6 il
suo decorso senza che sia stata proposta opposizione fa sD che il decreto ingiuntivo acquisti efficacia
esecutiva.
U"IT$ DID$TTIC$ 8 : L$ PROVVISORI$ ESECUTORIET$ DEL
DECRETO I"%IU"TIVO
:on sempre occorre aspettare che passino quaranta giorni dalla notifica affinch il decreto
ingiuntivo acquisti efficacia esecutiva6 vi sono infatti diverse ipotesi, previste dallart. 8)( c.p.c., in
cui il giudice concede la provvisoria esecutoriet& e quindi si pu1 iniziare immediatamente
8+
Per pronuncia bisogna intendere il deposito in cancelleria del provvedimento.
,-
lesecuzione forzata.
Il primo comma della disposizione in esame stabilisce: 0%e il credito fondato su cambiale,
assegno bancario, assegno circolare, certificato di liquidazione di borsa, o su atto ricevuto da notaio
o da altro pubblico ufficiale autorizzato, il giudice, su istanza del ricorrente, ingiunge al debitore di
pagare o consegnare senza dilazione, autorizzando in mancanza lesecuzione provvisoria del
decreto e fissando il termine ai soli effetti dellopposizione4.
:el caso in cui il credito si fondi su uno di questi atti, dunque, il giudice su istanza del ricorrente
deve concedere la provvisoria esecutoriet&, senza poter esercitare alcuna valutazione discrezionale.
Il soggetto passivo dovr& pagare o consegnare subito, avendo a disposizione quaranta giorni
esclusivamente per proporre opposizione.
:el secondo comma dellart. 8)( c.p.c., modificato dalla legge n. (8.A(--,, sono invece previste
ipotesi nelle quali il giudice pu1 concedere lesecuzione provvisoria: 0Lesecuzione provvisoria pu1
essere concessa anche se vi pericolo di grave pregiudizio nel ritardo, ovvero se il ricorrente
produce documentazione sottoscritta dal debitore, comprovante il diritto fatto valere, il giudice pu1
imporre al ricorrente una cauzione.
In tali casi il giudice pu1 anche autorizzare lesecuzione senza losservanza del termine di cui
allart. )+(4.
La possibilit& di chiedere la provvisoria esecutoriet& quando si produca documentazione
sottoscritta dal debitore !eventualmente dietro cauzione", una novit& introdotta dal legislatore del
(--,6 essa va ad aggiungersi allaltro caso in cui il giudice concede la provvisoria esecutoriet& a sua
discrezione, cio qualora il ricorrente dimostri che il ritardo arreca grave pregiudizio alle sue
ragioni.
Eltre alle ipotesi di cui allart. 8)( c.p.c., la legge contempla altri casi nei quali il decreto
ingiuntivo provvisoriamente esecutivo: uno di essi il decreto di ingiunzione emesso sulle spese
del procedimento di esecuzione forzata per obblighi di fare e di non fare !art. 8$) c.p.c.". /ltro
esempio previsto dallart. 88) c.p.c.: infatti il pagamento dei canoni scaduti e da scadere fino
allesecuzione dello sfratto viene intimato con decreto immediatamente esecutivo.
U"IT$ DID$TTIC$ < : LOPPOSI!IO"E $L DECRETO I"%IU"TIVO
2na volta emanato il decreto ingiuntivo si chiude la prima fase del procedimento monitorio.
*on la notifica di ricorso e decreto si apre la seconda fase ed inizia a pendere la lite6 salvo casi
particolari il debitore ha quaranta giorni di tempo per fare opposizione.
9ssa consente di iniziare un giudizio ordinario a contraddittorio pieno, ma rimessa alliniziativa
dellingiunto !realizzazione del contraddittorio eventuale e differita".
/ norma dellart. 8), c.p.c., lopposizione si propone davanti allufficio giudiziario al quale
appartiene il giudice che ha emesso il decreto !dunque davanti allufficio del giudice di pace o al
tribunale in composizione monocratica6 si tratta di una competenza inderogabile", con atto di
citazione notificato al ricorrente nei luoghi di cui allarticolo 8.+ c.p.c.
*ontemporaneamente lufficiale giudiziario deve notificare avviso dellopposizione al
cancelliere affinch ne prenda nota sulloriginale del decreto.
In seguito allopposizione il giudizio si svolge secondo le norme del procedimento ordinario
,$
davanti al giudice adito, ma i termini di comparizione sono ridotti alla met&.
/nche se opponente dal punto di vista formale lingiunto, questi sul piano sostanziale rimane
convenuto, cosD come il creditore opposto resta attore in senso sostanziale.
%e nel termine stabilito non viene fatta opposizione, ovvero se lopponente non si costituito, il
giudice che ha pronunciato il decreto lo dichiara esecutivo su istanza anche verbale del ricorrente
!primo comma dellart. 8)5 c.p.c.".
La norma accomuna disciplinandole allo stesso modo due ipotesi diverse, la mancata
opposizione e la mancata costituzione dellopponente a seguito della notifica dellatto di citazione.
%e per1 risulta o appare probabile che lintimato non abbia avuto conoscenza del decreto !ad
esempio perch si verificato un errore nella notifica", il giudice deve ordinare la rinnovazione
della notificazione.
Lultimo comma dellart. 8)5 c.p.c. stabilisce che una volta dichiarato esecutivo il decreto,
lopposizione non pu1 pi3 essere proposta n proseguita !salvo il disposto dellart. 8,- c.p.c.
sullopposizione tardiva", e la cauzione eventualmente prestata viene liberata.
9 possibile che lesecuzione provvisoria venga concessa non solo prima dellopposizione !art.
8)( c.p.c.", ma anche in pendenza di essa, secondo il dettato dellart. 8)+ c.p.c.: 0Il giudice
istruttore, se lopposizione non fondata su prova scritta
8@
o di pronta soluzione
5-
, pu1 concedere,
con ordinanza non impugnabile, lesecuzione provvisoria del decreto, qualora non sia stata gi&
concessa a norma dellarticolo 8)(.
Il giudice concede lesecuzione provvisoria parziale del decreto ingiuntivo opposto
limitatamente alle somme non contestate, salvo che lopposizione sia proposta per vizi procedurali.
#eve in ogni caso concederla, se la parte che lha chiesta offre cauzione per lammontare delle
eventuali restituzioni, spese e danni4.
Il provvedimento che concede !o nega" lesecuzione provvisoria ha forma di ordinanza, che si
ritiene non impugnabile nemmeno con ricorso in cassazione.
Il giudice decide su questo tipo di richiesta sempre a sua discrezione: la *orte costituzionale,
infatti, con sentenza n. $.5A$@+), ha dichiarato lincostituzionalit& dellultimo comma dellart. 8)+
c.p.c. laddove stabilisce che il giudice LdeveM concedere lesecuzione provvisoria se la parte che
lha chiesta offre cauzione per lammontare delle eventuali restituzioni, spese e danni.
#i conseguenza, la cauzione sar& soltanto uno degli elementi che il giudice dellopposizione
valuter& ai fini della decisione.
*on il secondo comma dellart. 8)+ c.p.c., introdotto dal d. lgs. n. (.$A(--(, stato superato il
vincolo del giudice istruttore riguardo allimmodificabilit& del decreto ingiuntivo, ammettendo
limmediata soddisfazione del creditore limitatamente alle somme non contestate anche in caso di
opposizione.
2n decreto ingiuntivo pu1 altresD essere dichiarato esecutivo quando nel corso del giudizio di
opposizione intervenga conciliazione. / riguardo, lart. 8,( c.p.c. dispone: 0%e nel giudizio di
opposizione le parti si conciliano, il giudice, con ordinanza non impugnabile, dichiara o conferma
lesecutoriet& del decreto, oppure riduce la somma o la quantit& a quella stabilita dalle parti4.
8@
'rovano qui applicazione le regole ordinarie sulle prove scritte !artt. (8@@ ss. c.c." e non la nozione ampia accolta
dallart. 8.) c.p.c. per lemanazione del decreto ingiuntivo.
5-
Prove di pronta soluzione sono quelle che non implicano unattivit& di istruzione, per esempio i documenti non
contestati ed i fatti notori.
,(
#urante il giudizio di opposizione, il giudice istruttore su istanza dellopponente e se ricorrono
gravi motivi, con ordinanza non impugnabile pu1 sospendere lesecuzione provvisoria del decreto
concessa a norma dellarticolo 8)( c.p.c.6 cosD dispone lart. 8)@ c.p.c., che rappresenta un
correttivo a tutela del debitore ingiunto che abbia proposto opposizione.
Il decreto ingiuntivo pu1 altresD acquistare efficacia esecutiva ai sensi dellart. 8,. c.p.c., a
norma del quale se lopposizione rigettata con sentenza passata in giudicato o provvisoriamente
esecutiva, oppure se viene dichiarata con ordinanza lestinzione del processo, il decreto che non ne
sia gi& munito acquista efficacia esecutiva.
Il secondo comma della disposizione in esame stabilisce: 0%e lopposizione accolta solo in
parte, il titolo esecutivo costituito esclusivamente dalla sentenza, ma gli atti di esecuzione gi&
compiuti in base al decreto conservano i loro effetti nei limiti della somma o della quantit& ridotta4.
%e dunque lopposizione viene parzialmente accolta, il titolo esecutivo costituito
esclusivamente dalla sentenza6 al contrario, la pronuncia che rigetta in toto lopposizione non si
sostituisce al decreto ingiuntivo, che continua ad essere titolo esecutivo.
Lart. 8,. c.p.c. non disciplina lipotesi del totale accoglimento dellopposizione: bene, in questo
caso il decreto ingiuntivo perde completamente efficacia, per cui il giudice lo revoca o annulla.
Qualora la sentenza che chiude il giudizio di opposizione o lordinanza che ne dichiara
lestinzione non abbiano disposto lesecutoriet& del decreto ingiuntivo, questa conferita con
decreto del giudice che ha pronunciato lingiunzione scritto in calce alloriginale del provvedimento
!art. 8,) c.p.c. primo comma".
Per ragioni di semplificazione, il secondo comma dellart. 8,) c.p.c. prevede che per iniziare
lesecuzione non occorre una nuova notificazione del decreto divenuto esecutivo6 tuttavia, nel
precetto devono essere menzionati !a pena di nullit& del precetto stesso" il provvedimento che ha
disposto lesecutoriet& e lapposizione della formula esecutiva
5$
.
I decreti ingiuntivi dichiarati esecutivi anche in via provvisoria e quelli rispetto ai quali
rigettata lopposizione, costituiscono titolo per iscrivere ipoteca giudiziale !art. 8,, c.p.c.".
Il decreto ingiuntivo dichiarato esecutivo per mancata opposizione o mancata costituzione
dellopponente !e si ritiene anche quello divenuto esecutivo a seguito dellestinzione del giudizio di
opposizione", sono impugnabili per revocazione nei casi indicati nei nn. $, (, , e 8 dellart. .@,
c.p.c. e per opposizione di terzo revocatoria !secondo comma dellart. )-) c.p.c.".
Golto importante risulta lart. 8,- c.p.c., che prevede lopposizione tardiva: 0Lintimato pu1
fare opposizione anche dopo scaduto il termine fissato nel decreto, se prova di non averne avuto
tempestiva conoscenza per irregolarit& della notificazione o per caso fortuito o forza maggiore.
In questo caso lesecutoriet& pu1 essere sospesa a norma dellarticolo precedente N8)@O.
Lopposizione non pi3 ammessa decorsi dieci giorni dal primo atto di esecuzione4.
Lopposizione tardiva costituisce un rimedio straordinario6 la *orte costituzionale intervenuta
!sentenza n. $(-A$@58" dichiarando lillegittimit& costituzionale dellart. 8,- c.p.c. perch non
consente lopposizione tardiva allintimato che, pur avendo avuto tempestiva conoscenza del
5$
'ale regola non si applica solo nellipotesi del primo comma dellart. 8,) c.p.c., ma va estesa a tutti i casi in cui
lesecutoriet& non risulti dal titolo. <edi sul punto ;. <erde = >. *apponi, Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, $@@+, (@..
,.
decreto ingiuntivo, non abbia potuto fare opposizione nei termini per caso fortuito o forza maggiore.
/d ogni modo, decorsi dieci giorni dal primo atto di esecuzione lopposizione non pi3
ammessa e il decreto acquista efficacia di cosa giudicata.


;I;LIO%R$#I$
MODULO 8 ' IL PROCEDIME"TO PER DECRETO I"%IU"TIVO
L9/:K/ P., P/H/'EH9 9., Il procedimento per decreto in%iuntivo,
'orino, 2tet, (--..
G/:#HIELI *., #iritto processuale civile. ". L$esecuzione forzata. I
procedimenti speciali non co%nitori. Procedimenti
cautelari. &iurisdizione volontaria, 'orino,
,)
;iappichelli, (--,.
GE:'9%/:E L. I /HI9'/ ;., #iritto processuale civile. III. L$esecu'
zione forzata. I procedimenti contenziosi sommari. Il
rito cautelare uniforme, 'orino, ;appichelli, (--$.
PHE'E PI%/:I /., Lezioni di diritto processuale civile, estratto,
:apoli, ?ovene, $@@@.
<9H#9 ;., La riforma dei libri III e I( del codice di procedura civile.
)ppendice di a%%iornamento al volume: &. (erde *.
+apponi Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, (--8.
<9H#9 ;., */PPE:I >., Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, $@@+.
MODULO <
IL PROCEDIME"TO PER CO"V$LID$ DI S#R$TTO
U"IT& DID$TTIC$ 1' I C$R$TTERI DEL PROCEDIME"TO. L$ LICE"!$
E LO S#R$TTO PER #I"IT$ LOC$!IO"E
Il procedimento per convalida di licenza o di sfratto per finita locazione un procedimento
speciale sommario non cautelare.
9sso disciplinato dagli artt. 8,5 = 88@ c.p.c.6 si definisce sommario perch caratterizzato da una
cognizione superficiale ed incompleta, non cautelare in quanto il provvedimento conclusivo
!unordinanza" ha attitudine di giudicato.
,,
La finalit& di tale procedimento, alternativo rispetto al processo ordinario, di fornire una tutela
pi3 rapida al locatore quando sussistano le condizioni previste.
%pesso la *orte costituzionale stata chiamata a pronunciarsi sulla legittimit& del procedimento
per convalida, ritenuto troppo favorevole al locatore, ma le questioni sollevate
5(
sono state sempre
rigettate.
%i pu1 chiedere unordinanza di convalida in tre ipotesi:
I licenza per finita locazione, quando il contratto di locazione non ancora scaduto6
I sfratto per finita locazione, quando il contratto di locazione gi& scaduto6
I sfratto per morosit&, in caso di mancato pagamento dei canoni di locazione.
La differenza fra la licenza e lo sfratto consiste nella circostanza che nel primo caso il contratto
di locazione non ancora scaduto6 di conseguenza il titolo ottenuto allesito del giudizio di
convalida sar& eseguibile solo dopo la scadenza del contratto, integrando unipotesi di condanna in
futuro.
In base allart. 8,5 c.p.c. 0Il locatore o il concedente pu1 intimare al conduttore, allaffittuario
coltivatore diretto, al mezzadro o al colono licenza per finita locazione, prima della scadenza del
contratto, con la contestuale citazione per la convalida, rispettando i termini prescritti dal contratto,
dalla legge o dagli usi locali.
Pu1 altresD intimare lo sfratto, con la contestuale citazione per la convalida, dopo la scadenza del
contratto, se, in virt3 del contratto stesso o per effetto di atti o intimazioni precedenti, esclusa la
tacita riconduzione4.
#alla norma riportata risulta che condizione essenziale del procedimento il godimento di un
immobile6 tale godimento pu1 anche essere il corrispettivo parziale di una prestazione dopera
!pensiamo per esempio al rapporto di portierato", come si ricava dallart. 8,@ c.p.c.
In queste ipotesi, lintimazione di licenza o di sfratto e la contestuale citazione per la convalida
vengono fatte quando il contratto dopera cessa per qualsiasi causa.
La licenza costituisce un atto negoziale unilaterale recettizio, produttivo di effetti, cio, da
quando viene portato a conoscenza del destinatario.
/nche lo sfratto unilaterale, per1 presuppone che il contratto sia gi& scaduto6 occorre, tuttavia,
aver effettuato una precedente e tempestiva disdetta.
Per quanto riguarda lo sfratto per morosit&, lart. 8,+ c.p.c. prevede che nello stesso atto di
intimazione si possa altresD chiedere ingiunzione di pagamento per i canoni scaduti.
%e il canone consiste in derrate !prodotti agricoli", il locatore deve dichiarare la somma che
disposto ad accettare in sostituzione.
%i ritiene che con lo sfratto per morosit& venga esercitata unazione costitutiva di risoluzione del
contratto per inadempimento ed insieme unazione di condanna al rilascio dellimmobile ed al
pagamento dei canoni.
Qualora non venga richiesto anche il pagamento dei canoni, in virt3 dellart. 88@ c.p.c. la relativa
pretesa potr& essere oggetto di un successivo e autonomo giudizio, poich la decisione sullo sfratto
lascia impregiudicata ogni questione relativa ai canoni di locazione.
Per il pagamento dei canoni scaduti e da scadere fino allesecuzione dello sfratto e per le spese
5(
I dubbi di costituzionalit& hanno riguardato per lo pi3 la compatibilit& con gli artt. . e () *ost.
,8
relative allintimazione, il giudice pronuncia un separato decreto ingiuntivo !art. 88) c.p.c.". 9sso
immediatamente esecutivo, tuttavia soggetto ad opposizione ai sensi degli artt. 8), ss. c.p.c.6
lopposizione non pregiudica comunque lavvenuta risoluzione del contratto.
#al momento che il decreto ingiuntivo previsto dallart. 88) c.p.c. pu1 riguardare anche canoni
di locazione non ancora scaduti, parte della dottrina lo considera un caso di condanna in futuro.
Lart. 88- c.p.c. dedicato alla forma dellintimazione di licenza o di sfratto6 ci troviamo di
fronte ad una manifestazione complessa, formata da un atto unilaterale recettizio e da un atto
processuale !la citazione".
Le intimazioni vanno notificate secondo gli artt. $.5 ss. c.p.c., ma esclusa la notificazione
presso il domicilio eletto
5.
6 la citazione a comparire va fatta inderogabilmente davanti al tribunale,
in composizione monocratica o collegiale laddove richiesto dalla legge, del luogo in cui si trova la
cosa locata !art. 88$ c.p.c.".
Il locatore deve dichiarare nellatto la propria residenza o eleggere domicilio nel comune in cui
ha sede il giudice adito, altrimenti gli atti del giudizio gli vengono notificati presso la cancelleria.
/i sensi del terzo comma dellart. 88- c.p.c., la citazione per la convalida deve contenere,
insieme allinvito a comparire nelludienza indicata, lavvertimento al convenuto che se non
compare ovvero comparendo non si oppone, il giudice convalider& la licenza o lo sfratto in base
allart. 88. c.p.c.
'ra il giorno della notificazione dellintimazione e quello delludienza devono intercorrere
termini liberi non minori di venti giorni6 nelle cause di pronta spedizione, su istanza dellintimante
il giudice pu1 abbreviare fino alla met& i termini di comparizione.
Le parti si costituiscono depositando in cancelleria o presentando al giudice in udienza
lintimazione con la relata di notifica !per il locatore" o la comparsa di risposta !per il conduttore".
Lintimato pu1 costituirsi personalmente oppure tramite un difensore.

U"IT$ DID$TTIC$ ( : LUDIE"!$ PER L$ CO"V$LID$
2na delle fasi pi3 importanti del procedimento per convalida di licenza o di sfratto costituita
dalludienza per la convalida, nella quale possono verificarsi diverse ipotesi.
La prima la mancata comparizione del locatore: in questo caso, ai sensi dellart. 88( c.p.c. gli
effetti dellintimazione cessano, dunque il procedimento si estingue.
/nche se vengono meno gli effetti processuali, rimangono per1 in vita quelli sostanziali !per
esempio comunque esclusa la tacita rinnovazione del contratto di locazione".
La norma non dispone nulla per il caso in cui entrambe le parti non compaiano: secondo una
parte della giurisprudenza, il giudice dovrebbe dichiarare cessati gli effetti dellintimazione e fissare
unaltra udienza.
%e nemmeno a questa seconda udienza le parti compaiono, andrebbe pronunciata lestinzione del
giudizio.
<a registrato, tuttavia, un secondo orientamento giurisprudenziale, per il quale lestinzione
5.
%e la notificazione non avvenuta in mani proprie, lufficiale giudiziario deve spedire avviso allintimato
delleffettuata notificazione tramite raccomandata, ed allegare alloriginale dellatto la ricevuta di spedizione !art. 88-
c.p.c. ultimo comma".
,5
dovrebbe essere dichiarata subito.
Le altre due ipotesi che possono verificarsi alludienza per la convalida sono la mancata
comparizione dellintimato e la mancata opposizione, regolate dallart. 88. c.p.c.: 0%e lintimato
non compare o comparendo non si oppone, il giudice convalida la licenza o lo sfratto e dispone con
ordinanza in calce alla citazione lapposizione su di essa della formula esecutiva6 ma il giudice deve
ordinare che sia rinnovata la citazione, se risulta o appare probabile che lintimato non abbia avuto
conoscenza della citazione stessa o non sia potuto comparire per caso fortuito o forza maggiore.
:el caso che lintimato non sia comparso, la formula esecutiva ha effetto dopo trenta giorni dalla
data della apposizione
5)
.
%e lo sfratto stato intimato per mancato pagamento del canone, la convalida subordinata
allattestazione in giudizio del locatore o del suo procuratore che la morosit& persiste. In tal caso il
giudice pu1 ordinare al locatore di prestare una cauzione4.
Le conseguenze da collegare al comportamento dellintimato sono stabilite dalla legge senza che
il giudice abbia la possibilit& di esercitare una valutazione discrezionale.
/d esempio, la mancata comparizione, che nel processo ordinario non comporta conseguenze di
rilievo, qui determina la convalida della licenza o dello sfratto.
/ncora, la dichiarazione del locatore che la morosit& persiste acquista unefficacia probatoria
eccezionale.
%ulla scorta di questi elementi, la dottrina ritiene che nella fase di convalida il giudice non
eserciti una vera e propria cognizione, ma si limiti ad accertare la sussistenza dei presupposti fissati
dal legislatore.
Lordinanza di convalida dunque subordinata alla mancata comparizione dellintimato o, se
questi compare, alla mancata opposizione.
La convalida in pratica conferma la licenza o lo sfratto intimati dal locatore6 munita della
formula esecutiva, lordinanza titolo per eseguire lo sfratto.
/nche se il codice di procedura civile riconosce allintimato il solo rimedio dellopposizione
!anche tardiva", dottrina e giurisprudenza in virt3 del valore di cosa giudicata assunto dallordinanza
di convalida ritengono proponibile lappello qualora manchi un requisito di ammissibilit&.
Inoltre, grazie ad una serie di interventi della *orte costituzionale, sono esperibili la revocazione
per errore di fatto !n. ) dellart. .@, c.p.c." e lopposizione di terzo !art. )-) c.p.c.".
U"IT$ DID$TTIC$ ) : LOPPOSI!IO"E. LORDI"$"!$ PROVVISORI$ DI
RIL$SCIO
%e lintimato compare alludienza per la convalida e fa opposizione, il giudizio deve essere
convertito con ordinanza di mutamento del rito ex art. 885 c.p.c. in un giudizio ordinario di
cognizione, seppure nelle forme del rito speciale locatizio
5,
.
Lopposizione non richiede forme particolari, essendo sufficiente anche una dichiarazione orale
in udienza.
Pu1 verificarsi il caso che lopposizione non sia fondata su prova scritta: per questa ipotesi, lart.
5)
*i1 al fine di far conoscere allintimato non comparso il contenuto del provvedimento emanato a suo danno. La
comparizione determina invece la conoscenza immediata del provvedimento, per cui la formula esecutiva efficace da
subito.
5,
Il rito locatizio segue in gran parte quello del lavoro.
,+
88, c.p.c. stabilisce che il giudice, su istanza del locatore, se non sussistono gravi motivi in
contrario pronuncia ordinanza non impugnabile di rilascio, con riserva delle eccezioni del
convenuto.
Lordinanza immediatamente esecutiva, ma pu1 essere subordinata alla prestazione di una
cauzione per i danni e le spese al fine di tutelare il conduttore.
Lordinanza provvisoria di rilascio costituisce un esempio di condanna con riserva6 in quanto
non definitiva, non pu1 essere impugnata, tanto pi3 che anche il legislatore la dichiara non
impugnabile.
Il carattere provvisorio di tale provvedimento, inoltre, fa sD che esso non sopravviva in caso di
estinzione del giudizio prima della convalida.
:ello sfratto per morosit&, se il conduttore comparendo alludienza per la convalida contesta la
propria morosit&, il giudice in base allart. 888 c.p.c. pu1 disporre con ordinanza
58
il pagamento
della somma non controversa e concedere al convenuto un termine non superiore a venti giorni per
provvedere al pagamento stesso.
%e il conduttore non ottempera, il giudice convalida lintimazione di sfratto emettendo altresD se
richiesta ingiunzione di pagamento dei canoni di locazione.
Qualora la licenza o lo sfratto siano stati convalidati in assenza dellintimato, questi pu1 farvi
opposizione entro dieci giorni dallinizio dellesecuzione se prova di non averne avuto tempestiva
conoscenza per irregolarit& della notificazione o per caso fortuito o forza maggiore.
9, questa, lopposizione dopo la convalida, unopposizione tardiva prevista dallart. 88+ c.p.c.
9ssa si propone nelle forme dellopposizione a decreto ingiuntivo in quanto applicabili davanti al
giudice che ha pronunciato la convalida.
Lopposizione tardiva non sospende il processo esecutivo, ma il giudice con ordinanza non
impugnabile pu1 disporne la sospensione per gravi motivi, imponendo allopponente se lo ritiene
opportuno il pagamento di una cauzione !art. 88+ c.p.c. ultimo comma".
La *orte costituzionale, con sentenza n. +@A$@+(, ha dichiarato illegittimo lart. 88+ c.p.c. primo
comma laddove non consente allintimato lopposizione tardiva quando, pur avendo avuto regolare
conoscenza della citazione, non sia potuto comparire per caso fortuito o forza maggiore.
In ogni caso, se il giudizio di opposizione si estingue lordinanza di convalida diviene definitiva.
58
%i ritiene che essa non sopravviva allestinzione del processo.
,@
;I;LIO%R$#I$
MODULO < ' IL PROCEDIME"TO PER CO"V$LID$ DI
S#R$TTO
*/HH/'E /., 'HI7E:9 7., Il procedimento per convalida di sfratto,
Gilano, ;iuffr, (--..
G/:#HIELI *., #iritto processuale civile. ". L$esecuzione forzata. I
procedimenti speciali non co%nitori. Procedimenti
cautelari. &iurisdizione volontaria, 'orino,
;iappichelli, (--,.
8-
GE:'9%/:E L. I /HI9'/ ;., #iritto processuale civile. III. L$esecu'
zione forzata. I procedimenti contenziosi sommari. Il
rito cautelare uniforme, 'orino, ;appichelli, (--$.
PHE'E PI%/:I /., Lezioni di diritto processuale civile, estratto,
:apoli, ?ovene, $@@@.
<9H#9 ;., La riforma dei libri III e I( del codice di procedura civile.
)ppendice di a%%iornamento al volume: &. (erde *.
+apponi Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, (--8.
<9H#9 ;., */PPE:I >., Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, $@@+.
LE TUTELE SOMM$RIE C$UTEL$RI
MODULO 5
IL PROCESSO C$UTEL$RE
U"IT& DID$TTIC$ 1' C$R$TTERI DELL$ TUTEL$ C$UTEL$RE
Per sua natura il processo ordinario, anche volendo prescindere dalle lungaggini che spesso si
verificano, ha una certa durata6 questo vuol dire che la situazione tutelata in giudizio corre a volte il
rischio di essere pregiudicata, magari in maniera irrimediabile, a causa di eventi successivi
8$
allinstaurazione del processo o anche per il semplice decorso del tempo.
Pensiamo per esempio al caso in cui il creditore agisca per ottenere la restituzione di un bene che
poi durante il processo va distrutto o viene rubato6 ancora, se un attore chiede la condanna del
convenuto al pagamento di un debito di natura alimentare evidente come il solo trascorrere del
tempo sia di pregiudizio allavente diritto.
%ono tutte situazioni in cui c urgenza di provvedere.
/lcuni dei rimedi che il legislatore ha previsto per i pericoli legati alla durata dei processi sono la
sommarizzazione della cognizione esercitata !ne sono espressione i procedimenti speciali come
quello monitorio e quello per convalida di licenza o di sfratto", la provvisoria esecutivit& delle
sentenze di primo grado, lanticipazione degli effetti del provvedimento finale.
In questultimo senso assumono importanza fondamentale i provvedimenti cautelari, in quanto
strumentali e destinati ad anticipare provvisoriamente gli effetti della sentenza di merito.
Il legislatore del $@@- ha inserito nel codice di procedura civile gli artt. 88@ bis = 88@
,uaterdecies, in parte modificati dalla riforma del (--8, che disciplinano il cosiddetto rito cautelare
uniforme.
%i tratta di una serie di disposizioni che salvo qualche eccezione si applicano a tutte le misure
cautelari creando in tal modo una uniformit& di disciplina.
Prima del $@@-, invece, non esisteva un processo cautelare, ma solo singole misure cautelari
!sequestri, denunce di nuova opera e di danno temuto, provvedimenti di istruzione preventiva e
provvedimenti durgenza".
/nche nel processo cautelare il giudice esercita una cognizione sommaria perch superficiale ed
incompleta, ma mentre decreto ingiuntivo e ordinanza di convalida di licenza o di sfratto hanno
attitudine di giudicato, i provvedimenti cautelari sono assolutamente provvisori, in quanto o
vengono assorbiti da una sentenza o perdono del tutto efficacia.
Il vincolo di strumentalit& fra tutela cautelare e giudizio ordinario si in parte attenuato con la
legge n. +-A(--,, che al sesto comma dellart. 88@ octies c.p.c. e limitatamente alle ipotesi indicate
riduce a mera facolt& linstaurazione del giudizio di merito dopo la concessione della misura
cautelare6 iniziare un processo a cognizione piena, cosD, nei casi previsti non pi3 condizione di
efficacia della misura cautelare.
Lazione cautelare, mediante la quale si d& vita allomonimo processo, viene dunque esercitata
quando c lurgenza di far tutelare una determinata situazione che potrebbe risultare pregiudicata
se si aspettassero i tempi ordinari del processo di cognizione.
Le condizioni dellazione cautelare sono due:
I fumus boni iuris: consiste in unapparente fondatezza del diritto di cui si
tratta6 infatti laccertamento compiuto dal giudice in sede cautelare suI
perficiale ed incompleto6
' periculum in mora, o pericolo nel ritardo, ricorre allorch sia fondato il tiI
more che nel tempo occorrente per ottenere un provvedimento definitivo
il diritto stesso venga pregiudicato in modo serio.
U"IT$ DID$TTIC$ ( : L$ COMPETE"!$ C$UTEL$RE
8(
2n provvedimento cautelare pu1 essere chiesto al di fuori e indipendentemente dalla pendenza di
un processo !cio ante causam", oppure in corso di causa6 la domanda, secondo il disposto dellart.
88@ bis c.p.c., si propone con ricorso depositato nella cancelleria del giudice competente.
/ seguito del deposito, quando la misura cautelare richiesta ante causam, il cancelliere forma il
fascicolo dufficio e lo presenta senza ritardo al presidente del tribunale, il quale designa il
magistrato cui affidata la trattazione del procedimento !art. 88@ ter c.p.c. ultimo comma".
:el ricorso occorre fare riferimento allazione di merito che si intenderebbe proporre, affinch il
giudice adito possa accertare la sua competenza e valutare la strumentalit& del provvedimento
richiesto rispetto alla eventuale tutela di merito successiva.
Per la domanda cautelare proposta in corso di causa, la dottrina ammette la possibilit& di inserirla
nellatto di citazione, e talvolta nella prassi la proposizione avviene altresD con dichiarazione inserita
poi a verbale.
Il principio al quale il legislatore si ispirato per determinare il giudice competente , salvo
alcune eccezioni, quello della corrispondenza tra competenza cautelare e competenza ai fini del
merito: questo vuol dire che la regola generale prevede che la domanda cautelare ante causam
venga proposta al giudice che sarebbe competente a conoscere del merito, mentre quella in corso di
causa sia rivolta al giudice istruttore.
/nche se la competenza per il merito spetta ad un ufficio giudiziario collegiale, per1, il potere
cautelare tendenzialmente attribuito al giudice monocratico, per assicurare una maggiore
celerit&
55
.
La prima eccezione al principio generale in tema di competenza cautelare ante causam prevista
dal secondo comma dellarticolo 88@ ter c.p.c.: 0%e competente per la causa di merito il giudice di
pace, la domanda si propone al tribunale4.
'ale disposizione si spiega in quanto non si voluto affidare un potere ampio come quello
cautelare ad un giudice onorario
5+
.
/ltra deroga risulta dal terzo comma dellart. 88@ ter c.p.c.: 0%e il giudice italiano non
competente a conoscere la causa di merito, la domanda si propone al giudice, che sarebbe
competente per materia o valore, del luogo in cui deve essere eseguito il provvedimento cautelare4.
%ono esclusi dalla competenza cautelare, sia ante causam che in corso di causa, anche gli arbitri,
in armonia con quanto dispone lart. 88@ ,uin,uies c.p.c. modificato dalla legge n. +-A(--,: 0%e la
controversia oggetto di clausola compromissoria o compromessa in arbitri anche non rituali o se
pendente il giudizio arbitrale, la domanda si propone al giudice che sarebbe stato competente a
conoscere del merito4.
Prima della riforma entrata in vigore nel marzo (--8, si discuteva molto in dottrina sulla
possibilit& di chiedere misure cautelari quando si fosse fatto ricorso ad arbitrati liberi o irrituali6 il
legislatore oggi ha posto fine a questi dibattiti, perci1 sia per larbitrato rituale che irrituale bisogna
rivolgersi al giudice che sarebbe stato competente a conoscere del merito.
Lesclusione della competenza cautelare in capo agli arbitri si spiega perch il legislatore ha
ritenuto che essendo gli arbitri dei privati scelti generalmente dalle parti stesse, mancasse la
necessaria garanzia di imparzialit& della decisione.
55
9sistono tuttavia casi in cui a pronunciare una misura cautelare il collegio, per esempio la *orte dappello quando
la domanda cautelare venga proposta in appello e le sezioni specializzate agrarie nelle materie di loro competenza.
5+
Il <erde critica questa scelta in quanto non trova meno rischioso attribuire al giudice di pace il potere di emanare
sentenze, che hanno carattere decisorio e sono provvisoriamente esecutive. %ul punto vedi ;. <erde = >. *apponi,
Profili del processo civile. 3. Processo di esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, $@@+, ....
8.
La competenza cautelare in corso di causa regolata invece dallart. 88@ ,uater c.p.c.: data la
regola generale della corrispondenza fra competenza cautelare e competenza per il merito, la
domanda si propone al giudice che sta istruendo la causa.
%e il giudice istruttore non stato ancora designato oppure il giudizio sospeso o interrotto, la
domanda va proposta al presidente del tribunale, che provvede a designare il magistrato che se ne
occuper&.
%e la causa pende davanti al giudice di pace, bisogna rivolgersi al tribunale, mentre in pendenza
dei termini di impugnazione la domanda cautelare si propone al giudice che ha pronunciato la
sentenza.
%e la causa pende davanti al giudice straniero ed il giudice italiano non competente a conoscere
del merito, la misura cautelare va richiesta al giudice italiano competente per materia o valore del
luogo in cui deve essere eseguito il provvedimento cautelare.
Infine, quando lazione civile stata esercitata o trasferita nel processo penale, la competenza
cautelare resta in capo al giudice civile competente per materia o valore del luogo in cui deve essere
eseguito il provvedimento cautelare, fatta eccezione per il sequestro conservativo penale per il quale
esiste una competenza concorrente del giudice penale.

U"IT$ DID$TTIC$ ) : IL PROCEDIME"TO C$UTEL$RE. IL
PROVVEDIME"TO "E%$TIVO
Il procedimento cautelare disciplinato dallart. 88@ sexies c.p.c., ed ispirato da unesigenza di
celerit& a causa dellurgenza della situazione giuridica tutelata.
Il primo comma dellart. 88@ sexies stabilisce: 0Il giudice, sentite le parti, omessa ogni formalit&
non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene pi3 opportuno agli atti di istruzione
indispensabili in relazione ai presupposti e ai fini del provvedimento richiesto, e provvede con
ordinanza allaccoglimento o al rigetto della domanda4.
:ellottica della massima semplificazione, il principio del contraddittorio viene rispettato solo
nelle formalit& essenziali che consentono al soggetto passivo di esercitare il diritto di difesa !ad
esempio la notifica del ricorso e del decreto che fissa ludienza di comparizione". 9 da ritenere che
il giudice possa avvalersi di qualsiasi strumento idoneo alla chiamata del convenuto.
/nche per quanto riguarda gli atti di istruzione, il giudice abbastanza libero: infatti, listruzione
cautelare non espressione in senso tecnico del principio dellonere della prova perch prescinde
dallistanza di parte e costituisce esercizio di un potere dufficio6 va rispettato solo il principio
dellonere di allegazione dei fatti, che grava sempre sulle parti.
;li atti istruttori compiuti devono essere limitati ad accertare presupposti e fini del
provvedimento cautelare, quindi non devono estendersi a temi dindagine che saranno oggetto del
successivo giudizio di merito.
%ulla domanda cautelare il giudice provvede con ordinanza salvo che nellipotesi prevista dal
secondo comma dellart. 88@ sexies c.p.c.: 0Quando la convocazione della controparte potrebbe
pregiudicare lattuazione del provvedimento, Nil giudiceO provvede con decreto motivato assunte
ove occorra sommarie informazioni. In tal caso fissa, con lo stesso decreto, ludienza di
comparizione delle parti davanti a s entro un termine non superiore a quindici giorni assegnando
allistante un termine perentorio non superiore a otto giorni per la notificazione del ricorso e del
8)
decreto. / tale udienza il giudice, con ordinanza, conferma, modifica o revoca i provvedimenti
emanati con decreto4.
In questo caso, la misura cautelare viene concessa inaudita altera parte: possiamo fare lesempio
di un creditore che abbia diritto alla consegna di una cosa determinata !un mobile dantiquariato",
della quale chiede il sequestro allinsaputa della controparte perch questa altrimenti potrebbe
disfarsi del bene.
Il decreto motivato che concede la misura cautelare viene emanato allesito di un subI
procedimento indicato nello stesso art. 88@ sexies c.p.c. ed ha sempre bisogno di essere confermato
con ordinanza a seguito della comparizione delle parti !cosiddetta realizzazione differita del
contraddittorio".
Il giudice pu1 pronunciare su una domanda cautelare ordinanza di accoglimento oppure di
rigetto.
Il regime del provvedimento negativo dettato dallart. 88@ septies c.p.c., lunica tra le
disposizioni del rito cautelare uniforme che si applica anche ai provvedimenti di istruzione
preventiva !come precisato dallart. 88@ ,uaterdecies c.p.c.".
#istinguiamo in particolare lordinanza di incompetenza e lordinanza di rigetto.
La prima, di rigetto per ragioni processuali !non solo per incompetenza quindi, anche se il codice
di procedura civile regola solo questo caso", non preclude mai la riproposizione della domanda,
anche davanti allo stesso giudice.
%i ritiene che nel provvedimento il giudice debba altresD indicare lufficio giudiziario ritenuto
competente !anche se non obbligato a farlo" e che non sia proponibile contro tale ordinanza il
regolamento di competenza
5@
.
*on riferimento allordinanza di rigetto per ragioni sostanziali, il primo comma dellart. 88@
septies c.p.c. prevede che in tal caso listanza possa essere riproposta solo in due casi:
I quando si verifichino mutamenti nelle circostanze !pensiamo ad un pericolo nel ritardo che
prima non cera"6
I quando vengano dedotte nuove ragioni di fatto o di diritto, anche se la situazione sia rimasta
invariata !ad esempio vengono proposte nuove prove a sostegno dellapparente fondatezza
del diritto".
La dottrina parla di regime di stabilit& limitata dellordinanza di rigetto nel merito, essendo
consentita la riproposizione del ricorso !sia ante causam che in corso di causa" esclusivamente nelle
due ipotesi esaminate.
/i sensi del secondo e terzo comma dellart. 88@ septies c.p.c., se lordinanza di incompetenza o
di rigetto pronunciata ante causam
+-
, con essa il giudice provvede definitivamente sulle spese del
procedimento cautelare.
La condanna alle spese immediatamente esecutiva ed opponibile a norma degli artt. 8), ss.
c.p.c. in quanto applicabili nel termine perentorio di venti giorni dalla pronuncia dellordinanza !se
avvenuta in udienza" o dalla sua comunicazione.
*ontro lordinanza di rigetto pu1 essere proposto reclamo cautelare a norma dellart. 88@
terdecies c.p.c.
5@
Infatti il regolamento di competenza presuppone la definitivit& della decisione, che mal si concilia con la libera
proponibilit& in questa ipotesi del ricorso cautelare.
+-
Per lordinanza pronunciata in corso di causa, invece, le spese sono liquidate nella sentenza che chiude il processo.
8,
U"IT$ DID$TTIC$ 4 : LORDI"$"!$ DI $CCO%LIME"TO DELL$
DOM$"D$ C$UTEL$RE
La legge n. +-A(--, intervenuta a modificare in maniera sostanziale lart. 88@ octies c.p.c.,
disciplinante lordinanza di accoglimento della domanda cautelare.
I primi tre commi della norma in esame dispongono: 0Lordinanza di accoglimento, ove la
domanda sia stata proposta prima dellinizio della causa di merito, deve fissare un termine
perentorio non superiore a sessanta giorni per linizio del giudizio di merito, salva lapplicazione
dellultimo comma dellart. 88@ novies
+$
.
In mancanza di fissazione del termine da parte del giudice, la causa di merito deve essere iniziata
entro il termine perentorio di sessanta giorni.
Il termine decorre dalla pronuncia dellordinanza se avvenuta in udienza o altrimenti dalla sua
comunicazione4.
9siste dunque lobbligo, per la parte che ha ottenuto la misura cautelare, di iniziare un giudizio a
cognizione piena entro sessanta giorni !prima della legge n. +-A(--, il termine era di trenta giorni",
a pena di inefficacia della misura cautelare.
Qualora il giudice dovesse omettere lindicazione del termine nellordinanza di accoglimento,
esso sarebbe comunque ex le%e di sessanta giorni.
Quando la controversia oggetto di compromesso o di clausola compromissoria, la parte nei
sessanta giorni deve notificare allaltra un atto nel quale dichiara la propria intenzione di
promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla
nomina degli arbitri !art. 88@ octies ultimo comma".
Linnovazione pi3 significativa della legge n. +-A(--, consiste nellaver aggiunto tre commi
allart. 88@ octies, al fine di uniformare la disciplina del rito cautelare uniforme con quella del
processo commerciale e societario.
Per effetto di tale modifica stato fortemente attenuato il vincolo di strumentalit& fra tutela
cautelare e tutela di merito, in quanto linstaurazione del processo a cognizione piena a seguito
dellemanazione dei provvedimenti cautelari indicati nel comma sei dellart. 88@ octies diventata
una mera facolt& delle parti, dunque non costituisce pi3 condizione di efficacia della misura
cautelare stessa.

Precisamente, i nuovi commi dellart. 88@ octies dispongono: 0Le disposizioni di cui al presente
articolo e al primo comma dellarticolo 88@ novies non si applicano ai provvedimenti di urgenza
emessi ai sensi dellarticolo 5-- e agli altri provvedimenti cautelari idonei ad anticipare gli effetti
della sentenza di merito, previsti dal codice civile o da leggi speciali, nonch ai provvedimenti
emessi a seguito di denunzia di nuova opera o di danno temuto ai sensi dellarticolo 8++, ma
ciascuna parte pu1 iniziare il giudizio di merito.
Lestinzione del giudizio di merito non determina linefficacia dei provvedimenti di cui al primo
comma, anche quando la relativa domanda stata proposta in corso di causa.
Lautorit& del provvedimento cautelare non invocabile in un diverso processo4.
+$
La disposizione richiamata si riferisce allinefficacia del provvedimento cautelare nellipotesi in cui la causa di
merito sia devoluta alla giurisdizione di un giudice straniero oppure ad arbitrato italiano o estero.
88
In passato non cerano alternative: o la parte che aveva ottenuto la misura cautelare iniziava il
giudizio ordinario nel termine previsto !ed il provvedimento cautelare sarebbe stato in ogni caso
assorbito dalla sentenza", oppure non lo faceva, ovvero risultava sconfitto o il giudizio si estingueva
!in tutte e tre le ipotesi il provvedimento cautelare perdeva efficacia".
/ttualmente, invece, questa disciplina rimane in vigore per i soli provvedimenti cautelari
conservativi !ad esempio i sequestri", mentre per quelli anticipatori, durgenza e quelli emanati in
seguito ad una denuncia di nuova opera o danno temuto non pi3 obbligatorio iniziare un giudizio
di merito a pena di inefficacia.
In questi casi sar& il soggetto passivo della misura cautelare a poter instaurare il processo
ordinario, e se questo si estingue il provvedimento cautelare conserva la sua validit&.
Il legislatore del (--, ha positivizzato attraverso le nuove disposizioni la distinzione operata
dalla dottrina fra provvedimenti cautelari anticipatori e provvedimenti cautelari conservativi.
I primi anticipano gli effetti della sentenza di merito e non sono soggetti alla disciplina degli artt.
88@ octies e 88@ novies primo comma6 i secondi mirano a LbloccareM una determinata situazione al
fine di evitare pregiudizi allavente diritto !pensiamo ad un sequestro".
La difficolt& maggiore sta nel fatto che spesso, soprattutto per le misure cautelari previste da
leggi speciali e dal codice civile, difficile stabilire se un provvedimento cautelare sia anticipatorio
o conservativo.
/i sensi dellart. 88@ undecies c.p.c., con il provvedimento di accoglimento, di conferma o di
modifica della misura cautelare, il giudice, valutata ogni circostanza, pu1 imporre allistante una
cauzione per leventuale risarcimento dei danni.
%i tratta di una garanzia per lintimato qualora risultasse che il ricorrente ha agito senza la
normale prudenza.
*ome viene praticamente attuata una misura cautelareC
/ questa domanda risponde lart. 88@ duodecies c.p.c., a norma del quale salvo la disciplina
speciale prevista per i sequestri, bisogna distinguere fra due alternative.
%e la misura cautelare ha ad oggetto somme di denaro, si seguono le regole degli artt. )@$ ss.
c.p.c., dunque lesecuzione inizia con il pignoramento
+(
.
Lattuazione delle misure cautelari aventi ad oggetto obblighi di consegna, rilascio, fare o non
fare, invece, avviene sotto il controllo del giudice che ha emanato il provvedimento cautelare6 il
giudice determina altresD le modalit& di attuazione, e qualora sorgano difficolt& o contestazioni d&
con ordinanza i provvedimenti opportuni sentite le parti.
Qui il giudice dellesecuzione coincide con quello che ha emanato il provvedimento cautelare,
cosa che non accade per il primo modello di attuazione.
Lultimo comma dellart. 88@ duodecies c.p.c. chiarisce che ogni altra questione che richieda un
accertamento pi3 approfondito va proposta nel giudizio di merito.
U"IT$ DID$TTIC$ 8 : LI"E##IC$CI$ DEL PROVVEDIME"TO
+(
%i ritiene che il provvedimento cautelare sia dotato di una intrinseca esecutoriet&, per cui non occorre lapposizione
della formula esecutiva. Inoltre lesecuzione non deve essere preceduta dalla notificazione di titolo esecutivo e precetto,
essendo sufficiente la conoscenza legale del provvedimento cautelare stesso.
85
C$UTEL$RE
Lart. 88@ novies c.p.c. elenca i casi nei quali il provvedimento cautelare pu1 perdere efficacia6
dopo la legge n. +-A(--,, il primo comma della disposizione in esame non si applica ai
provvedimenti durgenza emessi ai sensi dellarticolo 5-- c.p.c. e agli altri provvedimenti cautelari
idonei ad anticipare gli effetti della sentenza di merito previsti dal codice civile o da leggi speciali,
nonch ai provvedimenti emessi a seguito di denunzia di nuova opera o di danno temuto ai sensi
dellarticolo 8++ c.p.c.
2nordinanza cautelare diviene inefficace innanzitutto quando:
$. non viene iniziato il giudizio di merito nel termine perentorio di sessanta giorni6
(. il giudizio di merito viene iniziato nel termine perentorio ma successivamente si estingue.
In entrambi i casi, lufficio giudiziario che ha emesso il provvedimento cautelare, su ricorso della
parte interessata e convocate le parti, se non c contestazione dichiara con ordinanza avente
efficacia esecutiva la sopravvenuta inefficacia del provvedimento cautelare, dando altresD le
disposizioni necessarie per ripristinare la situazione precedente.
%e al contrario sorge contestazione, lufficio giudiziario al quale appartiene il giudice che ha
emesso la misura cautelare decide con sentenza provvisoriamente esecutiva, ferma la possibilit& di
emanare in corso di causa provvedimenti di modifica e revoca
+.
.
Il provvedimento cautelare perde inoltre efficacia:
.. se non stata versata la cauzione stabilita dal giudice ai sensi dellart. 88@ undecies c.p.c.6
). se con sentenza, anche non passata in giudicato, viene dichiarata linesistenza del diritto a
cautela del quale la misura cautelare era stata concessa.
Lultimo comma dellart. 88@ novies c.p.c. prevede infine ulteriori casi di inefficacia del
provvedimento cautelare, per le ipotesi di causa di merito devoluta alla giurisdizione di un giudice
straniero oppure ad arbitri.
U"IT$ DID$TTIC$ < : REVOC$ E MODI#IC$ DEL PROVVEDIME"TO
C$UTEL$RE. IL RECL$MO C$UTEL$RE
La natura stessa del provvedimento cautelare fa sD che al verificarsi di mutamenti nelle
circostanze che ne hanno determinato lemanazione, possa sorgere la necessit& di modificarlo
oppure addirittura di revocarlo.
Il potere di revoca e di modifica, attribuito dallart. 88@ decies c.p.c. al giudice istruttore,
costituisce insieme al reclamo cautelare uno strumento di controllo della misura cautelare stessa.
La legge n. +-A(--, ha radicalmente innovato la disciplina dellistituto, dando comunque la
prevalenza al reclamo.
:ella formulazione attuale, lart. 88@ decies c.p.c. dispone: 0%alvo che sia stato proposto
reclamo ai sensi dellarticolo 88@ terdecies, nel corso dellistruzione il giudice istruttore della causa
di merito pu1, su istanza di parte, modificare o revocare con ordinanza il provvedimento cautelare,
anche se emesso anteriormente alla causa, se si verificano mutamenti nelle circostanze o se si
allegano fatti anteriori di cui si acquisita conoscenza successivamente al provvedimento cautelare.
+.
In tal modo il legislatore ha inteso evitare contestazioni infondate o meramente dilatorie.
8+
In tal caso, listante deve fornire la prova del momento in cui ne venuto a conoscenza.
Quando il giudizio di merito non sia iniziato o sia stato dichiarato estinto, la revoca e la modifica
dellordinanza di accoglimento, esaurita leventuale fase del reclamo proposto ai sensi dellarticolo
88@ terdecies, possono essere richieste al giudice che ha provveduto sullistanza cautelare se si
verificano mutamenti nelle circostanze o se si allegano fatti anteriori di cui si acquisita
conoscenza successivamente al provvedimento cautelare. In tal caso listante deve fornire la prova
del momento in cui ne venuto a conoscenza.
%e la causa di merito devoluta alla giurisdizione di un giudice straniero o ad arbitrato, ovvero
se lazione civile stata esercitata o trasferita nel processo penale, i provvedimenti previsti dal
presente articolo devono essere richiesti al giudice che ha emanato il provvedimento cautelare4.
Prima della riforma entrata in vigore il $ marzo (--8, la valutazione di fatti anteriori era riservata
al reclamo, dunque con listanza di revoca o modifica si potevano far valere solo mutamenti nelle
circostanze.
La previsione del secondo comma si spiega in ragione del fatto che oggi non pi3 sempre
necessario iniziare un giudizio di merito.
Lo strumento di controllo per eccellenza di un provvedimento cautelare il reclamo, disciplinato
dallart. 88@ terdecies c.p.c. come modificato dalla legge n. +-A(--,6 esso non costituisce un mezzo
di impugnazione in senso stretto, bensD, secondo lopinione dominante, una sorta di revisione del
provvedimento cautelare. 'uttavia, a seguito della riforma entrata in vigore nel (--8, si fa strada
lidea che si tratti invece di un novum iudicium, come confermerebbero le previsioni del quarto
comma dellart. 88@ terdecies c.p.c.
/i sensi del primo comma dellart. 88@ terdecies c.p.c., contro lordinanza che concede o nega
una misura cautelare ammesso reclamo nel termine perentorio di quindici giorni dalla pronuncia
in udienza ovvero dalla comunicazione o notificazione se anteriore alla comunicazione stessa.
9 stata cosD pienamente accolta lindicazione della *orte costituzionale, che con sentenza n.
(,.A$@@) aveva gi& dichiarato lillegittimit& della disposizione, che allora consentiva di esperire
reclamo solo contro i provvedimenti di accoglimento della domanda cautelare.
Il reclamo contro i provvedimenti del giudice singolo del tribunale si propone al collegio, del
quale non pu1 far parte il giudice che ha emanato il provvedimento reclamato.
Quando invece il provvedimento cautelare stato emesso dalla corte dappello, il reclamo va
proposto ad unaltra sezione della stessa corte o, in mancanza, alla corte dappello pi3 vicina.
La decisione sul reclamo, dunque, sempre collegiale6 il procedimento si svolge secondo le
regole dei procedimenti in camera di consiglio !artt. 5.5 e 5.+ c.p.c.".
Il collegio, convocate le parti, pronuncia entro venti giorni dal deposito del ricorso ordinanza non
impugnabile con la quale conferma, modifica o revoca il provvedimento cautelare
+)
.
In virt3 del quarto comma dellart. 88@ terdecies c.p.c., aggiunto dalla legge n. +-A(--,, 0Le
circostanze e i motivi sopravvenuti al momento della proposizione del reclamo debbono essere
proposti, nel rispetto del principio del contraddittorio, nel relativo procedimento. Il tribunale pu1
sempre assumere informazioni e acquisire nuovi documenti. :on consentita la rimessione al
primo giudice4.
+)
*onfermare il provvedimento significa ribadire lesistenza dei presupposti che ne hanno giustificato lemanazione6
la modifica comporta cambiamenti in alcune parti6 la revoca, infine, determina la rimozione del provvedimento per
assenza dei presupposti, originaria o successiva.
8@
La formulazione della disposizione lascia dei dubbi di interpretazione6 si ritiene comunque che
essa vada letta nel senso che i motivi sopravvenuti vadano indicati nellatto di reclamo, che dovr&
poi essere notificato alla controparte insieme al decreto che fissa la data di udienza davanti al
collegio.
Il reclamo non sospende lesecuzione del provvedimento cautelare6 tuttavia il presidente del
tribunale o della corte investiti del reclamo, quando il provvedimento arrechi grave danno per
motivi sopravvenuti, pu1 disporre con ordinanza non impugnabile la sospensione dellesecuzione o
subordinarla a cauzione.
;I;LIO%R$#I$
MODULO 5 : IL PROCESSO C$UTEL$RE
G/:#HIELI *., #iritto processuale civile. ". L$esecuzione forzata. I
procedimenti speciali non co%nitori. Procedimenti
cautelari. &iurisdizione volontaria, 'orino,
;iappichelli, (--,.
GE:'9%/:E L. I /HI9'/ ;., #iritto processuale civile. III. L$esecu'
zione forzata. I procedimenti contenziosi sommari. Il
rito cautelare uniforme, 'orino, ;appichelli, (--$.
PHE'E PI%/:I /., Lezioni di diritto processuale civile, estratto,
:apoli, ?ovene, $@@@.
<9H#9 ;., La riforma dei libri III e I( del codice di procedura civile.
)ppendice di a%%iornamento al volume: &. (erde *.
5-
+apponi Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, (--8.
<9H#9 ;., */PPE:I >., Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, $@@+.
MODULO =
LE SI"%OLE MISURE C$UTEL$RI
U"IT& DID$TTIC$ 1' I SEGUESTRI
Il sequestro costituisce la misura cautelare di pi3 larga applicazione nella pratica.
Il codice di procedura civile disciplina il sequestro giudiziario, il sequestro conservativo ed il
cosiddetto sequestro liberatorio !artt. 85-, 85$ e 8+5 c.p.c.".
*on riferimento al primo, distinguiamo due ulteriori ipotesi6 infatti il sequestro giudiziario pu1
essere finalizzato a garantire un preteso diritto su una cosa oggetto di controversia, oppure alla
conservazione di mezzi probatori rilevanti per la causa di merito per i quali sia controverso il diritto
di esibizione.
%pecificamente, lart. 85- c.p.c. dispone: 0Il giudice pu1 autorizzare il sequestro giudiziario:
$" di beni mobili o immobili, aziende o altre universalit& di beni, quando ne controversa la
propriet& o il possesso, ed opportuno provvedere alla loro custodia o alla loro gestione
temporanea6
(" di libri, registri, documenti, modelli, campioni e di ogni altra cosa da cui si pretende
5$
desumere elementi di prova, quando controverso il diritto alla esibizione o alla
comunicazione, ed opportuno provvedere alla loro custodia temporanea4.
#ottrina e giurisprudenza escludono che il sequestro giudiziario possa avere ad oggetto somme
di denaro, mentre discussa la possibilit& di sequestrare quote societarie.
In generale, il sequestro giudiziario ha lo scopo di facilitare uneventuale successiva azione di
esecuzione in forma specifica6 lopportunit& di provvedere alla custodia decisa dal giudice
mediante una valutazione discrezionale.
Il sequestro di prove rappresenta una sottospecie del sequestro giudiziario6 lelencazione
contenuta nel n. (" dellart. 85- c.p.c. non tassativa, dunque qualsiasi elemento probatorio per il
quale sia controverso il diritto di esibizione pu1 essere sequestrato.
:el risolvere la controversia sul diritto di esibizione o comunicazione, il giudice si limita
soltanto a riscontrare la necessit& della custodia di un determinato elemento probatorio per evitare
che vada distrutto o smarrito6 la sua rilevanza ed ammissibilit&, per1, verranno valutate
successivamente nella fase istruttoria.
Quando dispone il sequestro giudiziario, il giudice ai sensi dellart. 858 c.p.c. nomina un
custode, determinando altresD criteri e limiti della custodia.
Lo scopo della norma di impedire al soggetto che detiene la cosa controversa di disporne
materialmente, magari sottraendola durante il tempo in cui si svolge il processo o facendola
deteriorare in pregiudizio dellavente diritto.
Il sequestro conservativo invece previsto dallart. 85$ c.p.c.: 0Il giudice, su istanza del
creditore che ha fondato timore di perdere la garanzia del proprio credito, pu1 autorizzare il
sequestro conservativo di beni mobili o immobili del debitore o delle somme e cose a lui dovute, nei
limiti in cui la legge ne permette il pignoramento4.
La finalit& del sequestro conservativo di evitare che il debitore possa vanificare le aspettative
del creditore alienando i beni su cui questi dovrebbe soddisfarsi.
<iene in tal modo tutelato linteresse del creditore alla conservazione dellintegrit& del
patrimonio del debitore6 in pratica, il sequestro conservativo una sorta di pignoramento anticipato.
In seguito ad un sequestro, sono inopponibili al creditore sequestrante gli atti di disposizione del
bene sequestrato posti in essere dopo la pronuncia del provvedimento.
*on riferimento al sequestro liberatorio, sotto la rubrica L*asi speciali di sequestroM lart. 8+5
c.p.c. dispone che il giudice pu1 ordinare il sequestro delle somme o delle cose che il debitore ha
offerto o messo comunque a disposizione del creditore per la sua liberazione, quando sia
controverso lobbligo o il modo del pagamento o della consegna, oppure lidoneit& della cosa
offerta.
Lipotesi quella in cui il debitore abbia fatto offerta formale o non formale della prestazione
dovuta !artt. $(-+ ss. c.c." e il creditore si sia rifiutato di riceverla, determinando cosD la nascita di
un giudizio di convalida dellofferta o del deposito. Per sottrarsi agli effetti della mora debendi, i
quali si produrrebbero nel caso di pronuncia favorevole al creditore, il debitore potr& chiedere il
sequestro pur avendo intenzione di contestare il credito o le modalit& di pagamento.
Il provvedimento che autorizza il sequestro deve essere eseguito entro trenta giorni dalla
pronuncia a pena di inefficacia !art. 85, c.p.c."6 va sottolineato che nel termine previsto necessario
5(
compiere il primo atto di esecuzione.
Lesecuzione del provvedimento di sequestro disciplinata dagli artt. 855 = 85@ c.p.c., dunque
sottratta alla relativa norma del rito cautelare uniforme !art. 88@ duodecies c.p.c.".
In particolare, il sequestro giudiziario si esegue nelle forme dellesecuzione per consegna o
rilascio in quanto compatibili !artt. 8-, ss. c.p.c.", ma senza la notificazione del precetto e
dellavviso di rilascio !salvo che il custode sia una persona diversa dal detentore". *i1 per evitare
che il detentore, avvertito del prossimo sequestro, possa sottrarre i beni sui quali la misura cautelare
va eseguita.
Il sequestro conservativo, invece, si esegue nelle forme del pignoramento presso il debitore o
presso terzi quando ha ad oggetto beni mobili e crediti6 per gli immobili, occorre la trascrizione del
provvedimento presso lufficio del conservatore dei registri immobiliari del luogo in cui sono situati
i beni.
Quando il sequestro sia stato tempestivamente attuato, occorre iniziare il giudizio di merito nel
termine perentorio previsto6 se il processo si conclude con laccoglimento della pretesa attorea,
lordinanza di sequestro viene assorbita dalla sentenza che chiude il giudizio.
/ questo proposito, lart. 8+8 c.p.c. fissa una regola particolare per il sequestro conservativo: 0Il
sequestro conservativo si converte in pignoramento al momento in cui il creditore sequestrante
ottiene sentenza di condanna esecutiva.
%e i beni sequestrati sono stati oggetto di esecuzione da parte di altri creditori, il sequestrante
partecipa con essi alla distribuzione della somma ricavata4.
La disposizione va integrata con lart. $,8 disp. att. c.p.c., a norma del quale il creditore deve in
questo caso depositare copia della sentenza nella cancelleria del giudice competente per
lesecuzione nel termine perentorio di sessanta giorni dalla comunicazione, procedendo altresD alle
notificazioni di cui allart. )@+ c.p.c.
%econdo la dottrina dominante, la conversione del sequestro conservativo in pignoramento una
conseguenza automatica della pronuncia della sentenza di condanna, e lonere di deposito posto
dallart. $,8 disp. att. c.p.c. incide solo sulla procedibilit& del giudizio, non determinando la
decadenza del sequestro.
Il <erde
+,
, al contrario, ritiene che il mancato tempestivo deposito costituisca unulteriore ipotesi
di inefficacia dellordinanza di sequestro conservativo, che va ad aggiungersi a quelle previste
dallart. 88@ novies c.p.c.
In ogni caso, gli effetti della conversione operano ex nunc !cio dal momento della pronuncia
della sentenza", e non retroagiscono alla data di emanazione del provvedimento cautelare.
%empre con riferimento al sequestro conservativo, lart. 8+) c.p.c. consente al debitore di
chiedere al giudice istruttore, che decider& con ordinanza non impugnabile, la revoca del sequestro
stesso prestando idonea cauzione per lammontare del credito che ha dato luogo al sequestro e per le
spese, considerato il valore delle cose sequestrate.
Pi3 che di una revoca, siamo in presenza di una conversione delloggetto del sequestro: infatti, il
debitore chiede di sostituire ai beni sequestrati una somma di denaro, rapportata tuttavia allimporto
del solo credito cautelato, senza tenere conto di altri crediti che potranno essere fatti valere dopo la
trasformazione del sequestro in pignoramento.
+,
*fr. ;. <erde = >. *apponi, Profili del processo civile. 3. Processo di esecuzione e procedimenti speciali, :apoli,
?ovene, $@@+, .85.
5.

U"IT$ DID$TTIC$ ( : LE DE"U"CE DI "UOV$ OPER$ E DI D$""O
TEMUTO
Le denunce di nuova opera e di danno temuto, anche dette azioni di nunciazione, sono misure
cautelari aventi la finalit& di tutelare la propriet& o il possesso da una situazione di pericolo attuale o
futuro e da un danno eventuale.
9sse sono disciplinate dagli artt. 8++ e 8@$ c.p.c.
In particolare, la denuncia di nuova opera lazione concessa al proprietario, al titolare di un
diritto reale di godimento o al possessore, che abbia ragione di temere che da una nuova opera da
altri intrapresa sulla propriet& o sul fondo vicini stia per derivare un danno alla cosa che forma
oggetto del suo diritto o del suo possesso !art. $$5$ c.c.".
'ale azione non pu1 essere esercitata se lopera terminata o se trascorso un anno dal suo
inizio6 in caso di accoglimento, il giudice emaner& un provvedimento con il quale si dispone la
sospensione dellesecuzione dellopera.
La denuncia di danno temuto, invece, lazione concessa al proprietario, al titolare di un diritto
reale di godimento o al possessore, che abbia ragione di temere che da un qualsiasi edificio, albero
o altra cosa inanimata gi& esistente sulla propriet& o sul fondo vicini !pensiamo ad esempio ad un
edificio pericolante", derivi il pericolo di un danno grave e prossimo alla cosa che forma oggetto del
suo diritto o del suo possesso !art. $$5( c.c.".
In questo caso il giudice emaner& un provvedimento che detti le necessarie cautele, disponendo
altresD se lo ritiene opportuno unidonea garanzia per i danni.
In base allart. 8++ c.p.c., le denunce di nuova opera e di danno temuto si propongono con
ricorso al giudice del luogo nel quale si teme possa avvenire il fatto denunciato6 se il processo gi&
in corso, si seguono le regole dettate dallart. 88@ ,uater c.p.c.
Il procedimento ha una struttura bifasica: la prima fase, a cognizione sommaria, si chiude con la
pronuncia del provvedimento cautelare6 la seconda, a cognizione piena, termina con una sentenza
che si sostituisce ad esso.
/llo scopo di assicurare leffettivit& della tutela cautelare concessa, lart. 8@$ c.p.c. dispone: 0%e
la parte alla quale fatto divieto di compiere latto dannoso o di mutare lo stato di fatto
contravviene allordine, il giudice, su ricorso della parte interessata, pu1 disporre con ordinanza che
le cose siano rimesse al pristino stato a spese del contravventore4.
U"IT$ DID$TTIC$ ) : I PROCEDIME"TI DI ISTRU!IO"E PREVE"TIV$
I provvedimenti di istruzione preventiva sono misure cautelari aventi la funzione di garantire
lefficienza dellistruzione probatoria: infatti vengono richiesti quando si teme che elementi
probatori utilizzabili in un giudizio possano andare irrimediabilmente perduti.
*ome per ogni misura cautelare, anche qui presupposto fondamentale lurgenza di provvedere6
tuttavia, poich lassunzione di un mezzo di prova richiede una preventiva valutazione da parte del
5)
giudice circa la sua ammissibilit& e rilevanza, anche nelle ipotesi di assunzione preventiva ed
immediata lutilizzazione in corso di causa della prova sar& condizionata a tale valutazione.
/llistruzione preventiva il codice di procedura civile dedica gli articoli dal 8@( al 8@@6
lassunzione preventiva prevista specificamente per la prova testimoniale, laccertamento tecnico,
lispezione giudiziale e, dopo la legge n. +-A(--,, per la consulenza tecnica preventiva.
/ queste misure cautelari non si applicano le norme del rito cautelare uniforme, fatta eccezione
per lart. 88@ septies c.p.c. sul regime del provvedimento negativo.
'ale esclusione viene talvolta spiegata con la considerazione che la disciplina speciale disposta
dal legislatore gi& di per s esaustiva6 in realt&, preferibile ritenere che poich ad essere cautelato
qui non un diritto bensD la prova di esso, le valutazioni da fare devono necessariamente essere
diverse
+8
.
2n provvedimento di istruzione preventiva pu1 essere chiesto prima del processo oppure in
corso di causa6 la domanda ha la forma di un ricorso proposto al giudice che sarebbe competente
per il merito se ante causam, al giudice del merito se in corso di causa !artt. 8@. e 8@@ c.p.c.".
#iversamente dalla regola generale, dunque, listruzione preventiva pu1 essere disposta anche
dal giudice di pace e dagli arbitri6 in caso di eccezionale urgenza, listanza pu1 essere altresD
proposta al tribunale del luogo in cui la prova deve essere assunta.
/ seguito del ricorso, il presidente del tribunale o il giudice di pace fissano con decreto ludienza
di comparizione delle parti, stabilendo inoltre il termine perentorio per la notificazione del decreto
stesso !art. 8@) c.p.c."6 la decisione !art. 8@, c.p.c." viene presa con ordinanza non impugnabile.
Il provvedimento di ammissione preventiva della prova, quindi, viene emanato previa
instaurazione del contraddittorio, salvo ipotesi di eccezionale urgenza, nelle quali il ricorrente viene
dispensato dalla notificazione !da effettuarsi comunque non oltre il giorno successivo allassunzione
della prova alle parti non presenti, come previsto dallart. 8@5 c.p.c.".
I mezzi di prova che possono essere assunti preventivamente sono la testimonianza, lispezione
giudiziale, laccertamento tecnico e la consulenza tecnica.
Per la prima, lart. 8@( c.p.c. dispone: 0*hi ha fondato motivo di temere che siano per mancare
uno o pi3 testimoni le cui deposizioni possono essere necessarie in una causa da proporre, pu1
chiedere che ne sia ordinata laudizione a futura memoria4.
Pensiamo ad un testimone di importanza fondamentale che sia sul punto di morire: qui a causa
dei tempi processuali si corre il rischio di non potere pi3 ascoltare la sua deposizione, perci1 andr&
sentito subito. Laccertamento del periculum in mora rimesso alla valutazione discrezionale del
giudice.
*on riferimento ad accertamento tecnico ed ispezione giudiziale, lart. 8@8 c.p.c. modificato
dalla legge n. +-A(--, dispone che si pu1 fare ricorso a questa misura cautelare quando si ha
urgenza di far verificare prima del giudizio lo stato dei luoghi, la qualit& o la condizione di cose.
In pratica, viene fotografata la situazione esistente per timore di cambiamenti successivi che
modifichino irrimediabilmente lo stato di luoghi e cose.
/ seguito della legge n. +-A(--,, laccertamento non pi3 finalizzato ad una mera descrizione,
ma il consulente pu1 esprimere pareri e valutazioni su cause e danni relativi alloggetto della
+8
%ul punto vedi ;. <erde = >. *apponi, Profili del processo civile. 3. Processo di esecuzione e procedimenti
speciali, :apoli, ?ovene, $@@+, .5(.
5,
verifica.
Il giudice procede secondo le modalit& di cui agli artt. 8@) e 8@, c.p.c., nomina il consulente
tecnico e fissa la data di inizio delle operazioni.
/ncora, il legislatore del (--,, in armonia con i ripetuti interventi della *orte costituzionale, ha
stabilito che laccertamento tecnico e lispezione giudiziale, se ne ricorre lurgenza, possono essere
disposti anche sulla persona dellistante e, se vi consente, sulla persona nei cui confronti listanza
proposta !primo comma dellart. 8@8 c.p.c.".
*on la legge n. +-A(--, stato inoltre inserito lart. 8@8 bis c.p.c., che sulla scia di istituti gi&
presenti in altri ordinamenti ha introdotto la consulenza tecnica preventiva ai fini della
composizione della lite.
/d essa si pu1 ricorrere anche al di fuori delle condizioni di cui al primo comma dellart. 8@8
c.p.c., quando laccertamento riguardi crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di
obbligazioni contrattuali o da fatto illecito.
Il consulente, prima di depositare la sua relazione, tenta anche la conciliazione delle parti6 se
questa riesce, si forma processo verbale che costituisce titolo esecutivo. In caso contrario, ciascuna
parte pu1 chiedere che la relazione depositata dal consulente sia acquisita agli atti del successivo
giudizio di merito.
Qualche autore inquadra listituto disciplinato dallart. 8@8 bis c.p.c. pi3 tra gli strumenti di
risoluzione alternativa delle controversie che tra le misure cautelari, sottolineando perci1 linfelice
collocazione della norma.
Lart. 8@+ c.p.c., infine, prevede che lassunzione preventiva dei mezzi di prova non pregiudica
le questioni relative alla loro ammissibilit& e rilevanza, n impedisce la loro rinnovazione nel
giudizio di merito.
Prima che i mezzi di prova siano stati dichiarati ammissibili, poi, i processi verbali delle prove
non possono essere prodotti n richiamati in giudizio.
U"IT$ DID$TTIC$ 4 : I PROVVEDIME"TI DUR%E"!$
Lart. 5-- c.p.c. contiene una norma di chiusura per la tutela cautelare, una salvezza alla quale
ricorrere tutte le volte che le misure cautelari tipiche non riescono a soddisfare la concreta esigenza
verificatasi.
La norma in esame dispone: 07uori dei casi regolati nelle precedenti sezioni di questo capo, chi
ha fondato motivo di temere che durante il tempo occorrente per far valere il suo diritto in via
ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile, pu1 chiedere con
ricorso al giudice i provvedimenti durgenza che appaiono, secondo le circostanze, pi3 idonei ad
assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito4.
La prima caratteristica dei provvedimenti durgenza la sussidiariet&, in quanto la loro
concessione subordinata alla condizione che non sia possibile tutelare la situazione concreta con
nessun altro provvedimento tipico, previsto dal codice di procedura civile, dal codice civile o da
leggi speciali.
58
I provvedimenti ex art. 5-- c.p.c. sono dunque residuali: se attraverso una qualsiasi altra misura
cautelare il pericolo pu1 essere evitato esclusa lapplicazione di questa disposizione.
/ltro elemento distintivo dei provvedimenti durgenza la atipicit&: essi, infatti, non hanno un
contenuto predeterminato, poich il giudice che volta per volta decide secondo quali modalit&
apprestare la tutela, valutate a sua discrezione le circostanze. Lobiettivo quello di assicurare in
via provvisoria gli effetti della sentenza di merito, perci1 il provvedimento potr& essere anticipatorio
in senso stretto, ma anche conservativo o misto.
Il pericolo nel ritardo, nei provvedimenti durgenza, si sostanzia nel fatto che durante il tempo
occorrente per far valere il diritto in via ordinaria, questo risulta minacciato da un pregiudizio
imminente ed irreparabile.
Limminenza si ha quando il danno, non ancora verificatosi, sia proprio sul punto di realizzarsi6
lirreparabilit& comporta che non si possa porre rimedio al danno prodotto.
55
;I;LIO%R$#I$
MODULO = : LE SI"%OLE MISURE C$UTEL$RI
G/:#HIELI *., #iritto processuale civile. ". L$esecuzione forzata. I
procedimenti speciali non co%nitori. Procedimenti
cautelari. &iurisdizione volontaria, 'orino,
;iappichelli, (--,.
GE:'9%/:E L. I /HI9'/ ;., #iritto processuale civile. III. L$esecu'
zione forzata. I procedimenti contenziosi sommari. Il
rito cautelare uniforme, 'orino, ;appichelli, (--$.
PHE'E PI%/:I /., Lezioni di diritto processuale civile, estratto,
:apoli, ?ovene, $@@@.
<9H#9 ;., La riforma dei libri III e I( del codice di procedura civile.
)ppendice di a%%iornamento al volume: &. (erde *.
+apponi Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, (--8.
<9H#9 ;., */PPE:I >., Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, $@@+.
5+
MODULO >
$LTRI PROCEDIME"TI SPECI$LI
U"IT& DID$TTIC$ 1' I PROCEDIME"TI POSSESSORI
:el nostro sistema, in determinate situazioni viene riconosciuta tutela anche al possessore,
mediante le azioni di reintegrazione e di manutenzione nel possesso.
Il codice di procedura civile disciplina i procedimenti possessori agli articoli 5-. = 5-,, come
modificati dalla legge n. +-A(--,.
Per il possessore illegittimamente privato del suo potere di fatto sulla cosa oppure molestato
nellesercizio di tale potere !ma anche per il proprietario purch abbia la materiale disponibilit&
della cosa
+5
", il legislatore ha previsto una tutela immediata, finalizzata ad ottenere la reintegra nel
possesso o la cessazione della turbativa.
La dottrina aveva evidenziato come la collocazione delle disposizioni in esame non fosse troppo
felice, dal momento che le azioni possessorie non sono propriamente azioni cautelari.
Infatti, visto che il provvedimento interdittale esaurisce la tutela richiesta, manca uno dei
caratteri propri della tutela cautelare, cio la strumentalit& rispetto alla sentenza di merito.
Questa considerazione venuta meno dopo la legge n. +-A(--,, che modificando lart. 5-. c.p.c.
ha espressamente previsto che il giudizio ordinario di merito costituisce una mera facolt& delle parti.
Il legislatore ha cosD sposato un nuovo orientamento, alla luce del quale il vincolo di
strumentalit& fra tutela cautelare e tutela di merito si in parte attenuato.
%ono azioni possessorie lazione di reintegrazione nel possesso e lazione di manutenzione nel
possesso: la prima concessa entro un anno dallo spoglio al possessore e al detentore qualificato
++
che siano stati privati del potere di fatto sulla cosa in maniera violenta oppure occulta !art. $$8+
c.c.".
Lazione di manutenzione nel possesso, invece, concessa sempre entro un anno dalla turbativa
al possessore !mai al detentore" molestato nellesercizio del suo potere sulla cosa, al fine di ottenere
un provvedimento che ordini limmediata cessazione della turbativa stessa !art. $$5- c.c.".
%ono esempi di turbativa le immissioni di fumo ed i rumori che superino la normale tollerabilit&.
Lazione di manutenzione trova applicazione anche nelle ipotesi di spoglio non violento n
clandestino.
/i sensi del primo comma dellart. 5-. c.p.c., le domande di reintegrazione e di manutenzione
+5
In tal modo il proprietario potr& avvalersi di una tutela rapida ed efficace, senza dove necessariamente fornire la
prova del suo diritto di propriet&, talvolta pi3 complessa.
++
9 detentore qualificato chi detiene la cosa non per ragioni di servizio od ospitalit&, ad esempio il conduttore di un
immobile.
5@
nel possesso si propongono con ricorso al giudice competente !che il tribunale del luogo in cui
avvenuto il fatto denunciato".
Il giudice provvede in base agli articoli 88@ bis e seguenti c.p.c. in quanto compatibili. Il secondo
comma dellart. 5-. c.p.c. stato modificato in questo modo dalla legge n. +-A(--,6 nella
formulazione precedente la norma rinviava semplicemente al rito cautelare uniforme, senza che
fosse prevista la clausola di compatibilit&.
La decisione ha forma di ordinanza reclamabile ai sensi dellart. 88@ terdecies c.p.c.
La legge n. +-A(--, ha introdotto un quarto comma allart. 5-. c.p.c.6 esso dispone: 0%e
richiesto da una delle parti, entro il termine perentorio di sessanta giorni decorrente dalla
comunicazione del provvedimento che ha deciso sul reclamo ovvero, in difetto, del provvedimento
di cui al terzo comma
+@
, il giudice fissa dinanzi a s ludienza per la prosecuzione del giudizio di
merito. %i applica larticolo 88@ novies, terzo comma4.
Linciso Lse richiesto da una delle partiM rappresenta la novit& pi3 rilevante, poich rimette alla
parte interessata la prosecuzione del giudizio nelleventuale fase di merito.
'ale struttura bifasica del processo possessorio dimostra la tendenza del legislatore verso una
attenuazione del vincolo di strumentalit& fra giudizio cautelare e giudizio di merito.
9 stato modificato anche lart. 5-) c.p.c., avente la funzione di assicurare una tutela rapida ed
efficace alla vittima dello spoglio contro atti lesivi del possesso che avvengano durante la pendenza
del giudizio petitorio
@-
.
/ questo proposito, il primo comma della disposizione in esame stabilisce che le domande
relative al possesso, per fatti che avvengano durante la pendenza del giudizio petitorio, devono
essere proposte davanti al giudice del petitorio.
'uttavia !secondo comma dellart. 5-) c.p.c.", la reintegrazione pu1 essere domandata anche al
giudice competente ai sensi dellart. 5-. c.p.c., che d& i provvedimenti temporanei indispensabili6
ciascuna parte, poi, potr& proseguire il giudizio davanti al giudice del petitorio a norma dellart. 5-.
c.p.c.
La norma conferma chiaramente che il giudizio possessorio non viene assorbito da quello
petitorio, ma si cumula con esso.
Lart. 5-, c.p.c. vieta al convenuto in un giudizio possessorio di proporre giudizio petitorio
finch il primo non sia definito e la decisione non sia stata eseguita, a meno che il convenuto non
dimostri che lesecuzione del provvedimento possessorio non pu1 compiersi per fatto imputabile
allattore.
La ratio del divieto va ricercata nel fatto che il giudizio possessorio mira esclusivamente a
ripristinare la situazione di fatto, rimandando ogni questione riguardante i diritti sulla cosa al
giudizio petitorio.
La *orte costituzionale !sentenza n. (,A$@@(" ha dichiarato lillegittimit& del primo comma
dellart. 5-. c.p.c. nella parte in cui subordina la proposizione del giudizio petitorio alla definizione
di quello possessorio ed allesecuzione della decisione se al convenuto derivi o possa derivarne un
pregiudizio irreparabile.
+@
<ale a dire lordinanza reclamabile che decide sulla domanda di reintegrazione o di manutenzione.
@-
Il giudizio petitorio quello che ha ad oggetto un diritto di propriet&.
+-
U"IT$ DID$TTIC$ ( : I PROCEDIME"TI I" C$MER$ DI CO"SI%LIO
;li artt. 5.5 = 5)( bis c.p.c. contengono una serie di disposizioni applicabili ai cosiddetti
procedimenti in camera di consiglio, procedimenti speciali che si differenziano dal processo
ordinario innanzitutto perch non si svolgono in pubblica udienza.
:on prevista unelencazione tassativa dei casi in cui la disciplina in esame trova applicazione6
tradizionalmente, essa viene riferita alle ipotesi di giurisdizione volontaria, in cui non c
controversia bensD la necessit& di gestire un negozio attraverso lintervento di un terzo estraneo ed
imparziale !appunto un magistrato di carriera".
/d ogni modo, lart. 5)( bis c.p.c. stabilisce che le disposizioni del capo <I si applicano a tutti i
procedimenti in camera di consiglio anche non espressamente regolati o non riguardanti materia di
famiglia o di stato delle persone6 di conseguenza, leggi speciali possono prevedere ulteriori ipotesi
cui applicare questa disciplina.
Eltre alle modalit& di svolgimento ed alla mancanza di lite fra le parti, i procedimenti di
volontaria giurisdizione o camerali si caratterizzano per la natura del provvedimento finale, sempre
riesaminabile.
La domanda si propone con ricorso al giudice competente in base ai criteri della materia e, in via
residuale, del territorio6 il provvedimento finale ha forma di decreto motivato salvo che la legge
disponga altrimenti !art. 5.5 c.p.c.".
Il procedimento si svolge secondo le regole fissate nellart. 5.+ c.p.c.: il presidente del collegio
nomina un relatore, il quale riferisce in camera di consiglio.
Il relatore pu1 assumere informazioni, compiere atti di istruzione, ascoltare gli interessati, sentire
terzi !che possono altresD intervenire volontariamente".
%e deve essere sentito il pubblico ministero, gli atti gli sono previamente comunicati in modo da
poter formulare le sue conclusioni.
Il procedimento estremamente semplificato e dovrebbe chiudersi in ununica udienza.
;eneralmente si esclude che il decreto motivato che chiude di solito un procedimento in camera
di consiglio debba contenere una condanna alle spese6 tale conclusione, per1, non viene da alcuni
condivisa con riferimento ai procedimenti biI e plurilaterali
@$
.
/lla stregua dellart. 5.@ c.p.c., il rimedio contro un provvedimento pronunciato in camera di
consiglio il reclamo al giudice superiore !nello specifico con ricorso al tribunale contro i decreti
del giudice tutelare, alla corte dappello contro i decreti del tribunale in primo grado".
I decreti pronunciati in sede di reclamo non sono a loro volta reclamabili salvo che la legge
disponga diversamente.
Legittimati a proporre reclamo sono tutti gli interessati, nel termine perentorio di dieci giorni
dalla comunicazione del decreto, se esso stato dato in confronto di una sola parte, oppure dalla
notificazione se stato dato in confronto di pi3 parti.
Lo stesso termine di dieci giorni previsto per il pubblico ministero nei casi in cui necessario
sentire il suo parere !art. 5)- c.p.c.".
#ecorso il termine senza che sia stato proposto reclamo, il decreto acquista efficacia6 se vi sono
@$
<edi sul punto ;. <erde = >. *apponi, Profili del processo civile. 3. Processo di esecuzione e procedimenti
speciali, :apoli, ?ovene, $@@+, .@,.
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ragioni durgenza, per1, il giudice pu1 disporre che il decreto abbia efficacia immediata.
*osD dispone lart. 5)$ c.p.c.6 il decreto diventa inoltre definitivo quando il reclamo sia stato
rigettato.
Lart. 5)( c.p.c. prevede che i decreti possono essere modificati o revocati in ogni tempo, ma
restano salvi i diritti acquistati in buona fede dai terzi in forza di convenzioni anteriori alla
modificazione o alla revoca.
I decreti emanati in camera di consiglio, dunque, non hanno attitudine di giudicato !e lo stesso
vale per i provvedimenti pronunciati in sede di reclamo".
;I;LIO%R$#I$
MODULO > : $LTRI PROCEDIME"TI SPECI$LI
G/:#HIELI *., #iritto processuale civile. ". L$esecuzione forzata. I
procedimenti speciali non co%nitori. Procedimenti
cautelari. &iurisdizione volontaria, 'orino,
;iappichelli, (--,.
GE:'9%/:E L. I /HI9'/ ;., #iritto processuale civile. III. L$esecu'
zione forzata. I procedimenti contenziosi sommari. Il
rito cautelare uniforme, 'orino, ;appichelli, (--$.
PHE'E PI%/:I /., Lezioni di diritto processuale civile, estratto,
:apoli, ?ovene, $@@@.
<9H#9 ;., La riforma dei libri III e I( del codice di procedura civile.
)ppendice di a%%iornamento al volume: &. (erde *.
+apponi Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, (--8.
<9H#9 ;., */PPE:I >., Profili del processo civile. 3. Processo di
esecuzione e procedimenti speciali, :apoli, ?ovene, $@@+.
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