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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO


TRIBUNALE DI TREVISO
Il Giudice Unico, Dott. Deli Luca, ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
Nella causa civile n.30002273/2010 R.G., promossa con atto di citazione notificato in data
12.11.2010
da:
N.V.(C.F. (...)) e da Z.M. (C.F. (...)), entrambi rappresentati e difesi dall'Avv.
(C.F. (...)) , giusta procura a margine dell'atto di citazione, con domicilio eletto presso lo
studio
del procuratore nominato
ATTORI
contro:
CARIFIN ITALIA S.P.A., in liquidazione, in persona del suo liquidatore pro tempore, dott.
A.B., (P.IVA (...)), rappresentata e difesa, giusta mandato a margine della comparsa di
costituzione e risposta, dall'Avv. (C.F. (...)) del Foro di Bologna, nonch dall'Avv. (C.F.
(...)), con domicilio eletto presso lo studio dell'....
CONVENUTA
DIRECTA INTERPOST S.R.L., in persona del suo legale rappresentante pro tempore,
sig.ra, contumace
CONVENUTA
Svolgimento del processo
Con atto di citazione notificato in data 12.11.2010, i Sig.ri N.V. e Z.M. evocavano in
giudizio la societ Carifin Italia S.p.A. in liquidazione e la societ Directa Interpost s.r.l., al
fine di veder accertata la nullit e/o dichiarato l'annullamento dei contratti stipulati dagli
attori con le medesime, con restituzione delle somme versate in conseguenza della
stipula.
Con comparsa di costituzione e risposta depositata in cancelleria il 23.02.2011, si
costituiva in giudizio Carifin Italia S.p.A., respingendo le pretese - ex adverso azionate,
chiedendo, in via subordinata nel caso di accoglimento delle domande attoree, la manleva
a carico di Directa Interpost s.r.l.
Alla prima udienza chiamata per il giorno 22.03.2011 si costituivano Carifin Italia S.p.A. e

gli attori, il cui procuratore dichiarava di aderire all'astensione dalle udienza proclamata
dall'O.U.A.
Parte avversa ne prendeva atto e nulla opponeva al rinvio dell'udienza, fissata, quindi, dal
giudice per il giorno 10.01.2012.
In quell'occasione, gli attori chiedevano, attesa la regolarit della notifica dell'atto di
citazione, che il giudice dichiarasse la contumacia di Directa Interpost s.r.l. e, ritenendo la
causa adeguatamente istruita, vertendo la stessa su questioni di mero diritto, istavano
affinch venisse fissata udienza di precisazione delle conclusioni.
La convenuta costituita, per parte sua, chiedeva l'autorizzazione alla notifica della
comparsa di costituzione e risposta a Directa Interpost s.r.l., al fine di consentire
l'instaurazione del contraddittorio con riguardo alla domanda di manleva dalla stessa
avanzata nei confronti della Directa. Chiedeva altres la concessione dei termini di cui
all'art. 183, 6 comma, c.p.c.
Il giudice, verificata la regolarit della notifica dell'atto di citazione dichiarava la contumacia
della Directa, presso la quale autorizzava la Carifin Italia S.p.A. a notificare la propria
comparsa di costituzione e risposta.
Infine, assegnava alle parti i termini di cui sopra con decorrenza dal 30.04.2012, rinviando
la causa, per la decisione sulle istanze istruttorie, al giorno 17.09.2012.
Alla detta udienza il giudice, dopo aver verificato la regolarit della notifica effettuata da
Corifin e dopo non aver ammesso le prove perch irrilevanti, fissava per la precisazione
delle conclusioni l'udienza dell'8.04.2014. Ivi le parti precisavano le conclusioni come da
separato foglio allegato al_ verbale di udienza e congiuntamente istavano per la
concessione dei termini di cui all'art. 190 c.p.c.
Il giudice tratteneva, dunque, la causa in decisione assegnando alle parti i termini di legge
per il deposito delle memorie conclusionali e delle rispettive memorie di replica.
Motivi della decisione
La causa ha ad oggetto la validit di un contratto di vendita con finalit turistiche e del
connesso contratto di finanziamento.
Orbene, preme fin da subito rilevare come le domande degli attori appaiano fondate e
meritino pertanto accoglimento.
La diversit delle questioni che vengono qui in considerazione impone una loro trattazione
separata.
1. Nullit per indeterminatezza dei contratti stipulati il 21.03.2009 e il 22.03.2009.

Gli attori lamentano l'assoluta indeterminatezza di cui sarebbero affetti i contratti stipulati
tra essi e la societ Directa, denominati "contratti di iscrizione al CLUB LE TUE
VACANZE".
In effetti, gi pi di una perplessit pu essere avanzata in ordine alla corretta
individuazione del soggetto venditore. Nel primo contratto, concluso in data 21.03.2009, la
Directa Interpost qualificava se stessa quale "Agenzia di viaggi ... produttrice e venditrice
dei pacchetti vacanza "CLUB LE TUE VACANZE"" (doc. 2 parte attrice); salvo poi, nel
contratto sottoscritto dalle parti il giorno successivo, definirsi "concessionaria di vendita in
esclusiva ... dei pacchetti turistici denominati CLUB LE TUE VACANZE" (doc. 3 parte
attrice).
Come giustamente rilevato dagli attori, la qualifica nell'uno o nell'altro modo comporta
delle conseguenze di non lieve momento, soprattutto in materia di autorizzazione allo
svolgimento dell'attivit commerciale (cfr. pagg. 6-7 atto di citazione).
Difficile appare, altres, l'attivit ermeneutica volta alla determinazione dell'oggetto
contrattuale.
All'art. 1 dei contratti di cui causa si legge, infatti: "La Venditrice vende all'acquirente che
accetta l'iscrizione al "CLUB LE TUE VACANZE" di esclusiva propriet della "Directa
Interpost"".
In particolare, la sottoscrizione conferirebbe all'acquirente "il diritto di usufruire, per la
durata di anni venti, di 5 settimane di soggiorno (Unsolo pernottamento) per un anno
solare in villaggi, residence, hotel, appartamenti proposti da "Directa Interpost s.r.l." su
specifiche richieste dell'acquirente, scelte da catalogo delle agenzie "Directa Interpost
s.r.l.", per un numero di persone variabile fino ad un massimo di 6 (sei) con un costo a
settimana variabile da un minimo di Euro 90,00 ad un massimo di Euro 480,00 a seconda
della localit e della sistemazione..." (art. 1 Condizioni generali di contratto).
Per prima cosa non si capisce - in ci concordando con quanto asserito dagli attori - cosa
gli stessi abbiano effettivamente acquistato; se l'iscrizione ad un club denominato "CLUB
LE TUE VACANZE"; ovvero pacchetti turistici; ovvero, ancora, il diritto di godimento in
tempo compartito (c.d. multipropriet).
Analizzando nel loro complesso i fatti cos come descritti e non contestati, appare pi
aderente al dato reale che le parti intendessero, con la sottoscrizione, stipulare un
contratto di compravendita avente ad oggetto l'iscrizione a questo presunto Club di
propriet della Directa Interpost s.r.l., di cui per nulla si sa circa la sua natura (ente di
fatto o persona giuridica) e gli elementi identificativi (sede legale, codice fiscale) che ne
permetterebbero l'esatta individuazione.Va condivisa, peraltro, quella giurisprudenza di

merito che fonda il proprio giudizio di indeterminatezza dell'oggetto contrattuale con


conseguente nullit dell'accordo, sull'assoluta genericit dell'associazione di cui,
sottoscrivendo o il contratto, si diventerebbe soci.
Tra tutte merita menzione, Trib. Trieste, sentenza n. 874/2007 "... Va evidenziato che ad
un'attenta lettura del contratto di compravendita di certificato di associazione n. ... che non
affatto previsto a quale associazione il contraente aderisca ; egli compra
paradossalmente un certificato di associazione a una associazione che non c', n questa
viene minimamente menzionata dal legale rappresentante il quale si limita a spiegare che
cosa viene fatto credere di acquistare ... si deve evidenziare che la parola "Club" che
compone la denominazione ... richiama ad arte il senso di appartenenza a una
associazione, ma ben lontana dal descrivere l'associazione di cui il contraente acquista
una partecipazione; la prospettiva dell'affare diventa ancor pi allettante quando si allarga
l'offerta a una possibilit di scambio del soggiorno in altro complesso turistico in un circuito
...".
Nel loro libello introduttivo gli attori prendono in considerazione anche le altre ipotesi
formulate poco sopra; ossia che si tratti di compravendita di pacchetti turistici, ovvero di
una multipropriet.
Sia nell'uno che nell'altro caso vi sarebbero delle gravi carenze strutturali nella
formulazione del contratto che hanno quale conseguenza necessitata quella prospettata
fin dall'inizio: la nullit dell'accordo per indeterminatezza dell'oggetto.
Si pensi ad esempio alla vendita di pacchetti turistici, fattispecie regolata dagli artt. 84 e
ss. del Codice del Consumo.
Ebbene, in questa ipotesi, vi sarebbe una palese violazione delle prescrizioni contenute
nell'art. 86 del medesimo codice, a tenore del quale il contratto deve contenere i seguenti
elementi: "... c) prezzo del pacchetto turistico, modalit della sua revisione, diritti e tasse
sui servizi di atterraggio, sbarco ed imbarco nei porti ed aeroporti e gli altri oneri posti a
carico del viaggiatore; ... e) estremi della copertura assicurativa e delle ulteriori polizze
convenute con il viaggiatore; ... g) mezzi, caratteristiche e tipologie del trasporto, data, ora,
luogo della partenza e del ritorno, tipo di posto assegnato; ... h) ove il pacchetto turistico
includa la sistemazione in albergo, l'ubicazione, la categoria turistica, il livello, l'eventuale
idoneit all'accoglienza di persone disabili, nonch le principali caratteristiche,
la conformit alla regolamentazione dello Stato membro ospitante, i pasti forniti; ...".
Nulla di tutto questo compare nel contratto di cui causa.
Rilevanti appaiono peraltro le altre considerazioni sviluppate dagli attori, circa la mancanza
di chiarezza sul prezzo in rapporto al numero di persone partecipanti; il tutto in aperta

violazione dell'obbligo di chiarezza e precisione preordinato alla stesura del contratto di


vendita di pacchetti turistici, cos come espressamente previsto dall'art. 85 Codice del
Consumo.
Anche in questo caso, dunque, la conclusione non potr che essere la nullit del contratto
ai sensi dell'art. 1418 cod. civ, in relazione all'art. 1346 cod. civ.
Anche volendo sposare la tesi accolta dagli attori, secondo cui in realt l'oggetto
contrattuale consisterebbe nell'acquisizione di un diritto di godimento ripartito in beni
immobili, il risultato rimarrebbe il medesimo.
Raffrontando, infatti, quanto dedotto nel contratto de quo e il contenuto dell'art. 70 Codice
di Consumo, che di tale fattispecie contrattuale si occupa, ci si accorge ictu oclui delle
gravi lacune del primo, difettando lo stesso dell'indicazione di tutti gli estremi che la norma
in commento prevede come parte integrante del contratto.
In definitiva, appare dimostrata l'asserzione attorea dell'indeterminatezza che caratterizza
il contratto sottoscritto in data 22.03.2014, sanzionata con la nullit, dovendone accogliere
la relativa domanda e, per l'effetto, Directa Interpost s.r.l., in persona del suo legale
rappresentante pro tempore, andr condannata alla restituzione agli attori della somma gi
versata dagli stessi, pari ad Euro 300,00, oltre gli interessi dal 22.03.2009 al saldo.
2. Nullit originaria del contratto di finanziamento
Gli attori contestano recisamente la validit del contratto di finanziamento sottoscritto con
la convenuta costituita, per acquistare la partecipazione all'associazione denominata "Club
le Tue vacanze".
La domanda di accertamento della nullit di tale patto va accolta, per la ragione assorbente -del mancato rispetto delle prescrizioni contenute nell'art. 124, 3 comma,
T.U.B.
Tale norma, infatti, prevede che: "Oltre a quanto indicato nel comma 2, i contratti di credito
al consum che abbiano ad oggetto l'acquisto di determinati beni o servizi contengono a
pena di nullit:
a) la descrizione analitica dei beni e dei servizi; b) il prezzo di acquisto in contanti, il
prezzo stabilito dal contratto e l'ammontare dell'eventuale acconto; le condizioni per il
trasferimento del diritto di propriet, nei casi in cui il passaggio della propriet non sia
immediato".
Si sottolinea come la legge preveda espressamente la descrizione analitica dei beni e dei
servizi oggetto dell'acquisto, prescrizione del tutto disattesa da Carifin, la quale, nel
proprio modulo alla voce "bene o servizio finanziato" indica solo la locuzione "pacchetti
turistici".

La giurisprudenza, peraltro, ha gi avuto occasione di occuparsi dell'eccessiva genericit


con cui vengono individuati i beni oggetto del contratto in casi del tutto analoghi a quello
che qui ci occupa, argomentando nel senso di una sua nullit originaria per violazione
della prescrizione contenuta nel 3 comma dell'art. 124 T.U.B. (cfr. Trib. Bergamo, Sez.
distaccata Treviglio, Ordinanza 13.04.2008).
Ad ogni buon conto, appare fondata la tesi attorea di un collegamento negoziale tra il
contratto concluso dai Sig.ri N. e Z. con Directa Interpost e qello sottoscritto dai medesimi
con Carifin Italia.
Ci, anche a seguito dell'entrata in vigore del D.Lgs. n. 141 del 13 agosto 2010, introdotto
nel nostro ordinamento in attuazione della direttiva comunitaria 2008/48/CE.
Esso, modificando l'art. 121 T.U.B., introduce per la prima volta la distinzione tra contratto
di credito e contratto di credito collegato.
Quest'ultimo, in particolare, "indica un contratto di credito finalizzato esclusivamente a
finanziare la fornitura di un bene o la prestazione di un servizio specifici se ricorre almeno
una delle seguenti condizioni : 1) il finanziatore si avvale del fornitore del bene o del
prestatore del servizio per promuovere o concludere il contratto di credito; 2) il bene o il
servizio specifici sono esplicitamente individuati nel contratto di credito".
Ebbene, come rilevato in sede di prima memoria autorizzata dagli attori, nel caso di specie
appare evidente il rispetto della prima delle due condizioni; ci in quanto "sono stati
proprio gli operatori di Directa Interpost s.r.l. a proporre fin da subito e, successivamente, a
consegnare e far sottoscrivere agli attori la richiesta di finanziamento con Carifin S.p.a."
(cfr. pag. 3 prima memoria autorizzata di parte attorea).
Ancorch tale disciplina non sia retroattiva, pur tuttavia essa non fa altro che recepire un
principio gi consolidato in giurisprudenza. Il Tribunale di Pordenone, con una sentenza
del 2010, si fatto attento interprete di tale orientamento giurisprudenziale - che qui si
condivide - e cos si espresso: "nel caso di specie ricorre lo specifico collegamento
funzionale noto come mutuo di scopo (o finanziamento finalizzato) consistente nella
erogazione del credito a medio o lungo termine in cui acquista rilievo accanto alla causa
creditizia il motivo specifico per il quale il mutuo viene concesso.
La destinazione da imprimersi alle somme mutuate dalla sfera di motivi si inserisce nel
negozio fino a tradursi nella sua funzione : l'impiego del capitale da motivo estraneo alla
struttura entra a far parte del regolamento contrattuale. Il mutuante deve solitamente
erogare la somma direttamente al venditore, il mutuatario da parte sua non pu comunque
impiegarla se non nel modo previsto.
Questo tipo di mutuo, che contratto obbligatorio e non reale, vede la finalit

dell'erogazione della somma inseriti nel sinallagma contrattuale e di conseguenza se viene


meno il contratto per cui il mutuo stato concesso il mutuante legittimato a chiedere la
restituzione della somma mutuata non al mutuatario, che di essa non ha sostanzialmente
beneficiato, ma direttamente ed esclusivamente al venditore che rispetto al mutuo appare
terzo, ma che invece di esso direttamente beneficia.
Infatti nell'ambito della funzione complessiva dei negozi collegati essendo lo scopo di
mutuo legato al contratto di acquisto - in quanto la somma concessa a mutuo viene
inderogabilmente destinata al pagamento del prezzo bene - venuta meno la
compravendita il finanziamento non ha pi ragion d'essere" (cfr. Trib. Pordenone, Sent.
20 /07/2010).
Ci che opportunamente va messo in rilievo riguarda il fatto che il motivo per cui viene
concluso il contratto di mutuo entra a far parte della causa contrattuale e non rimane nella
sfera dei motivi (irrilevanti) per cui un soggetto spinto a concludere un contratto.
L'applicabilit al caso di specie di tale principio lapalissiana e non necessita di ulteriori
spiegazioni.
Il dimostrato collegamento negoziale tra i due contratti di cui sopra comporta,
conseguentemente, che la nullit del primo (quello sottoscritto con Directa Interpost)
travolge necessariamente anche il secondo, comportandone la sua nullit.
3. Sulla domanda di. condanna alla restituzione delle somme percepite da Carifin Italia
S.r.l. in forza del contratto di finanziamento
Con riferimento alla domanda di condanna alla restituzione delle somme indebitamente
percepite da Carifin, va detto preliminarmente come la stessa sia qualificabile come
domanda di condanna generica. Invero, gli attori non quantificano esattamente l'importo
loro addebitato dalla Carifin con l'addebito in conto corrente delle rate del finanziamento.
Nel libello introduttivo, a pagina 6, lamentano genericamente "ad oggi, viceversa, le rate ...
continuano ad essere addebitate sul conto corrente bancario degli attori".
Si aggiunga, peraltro, che rimane oscuro se all'addebito sia seguito un effettivo pagamento
ovvero - come probabile - sia stata bloccata l'erogazione.
Tuttavia, sul punto non vi stata alcuna contestazione da parte della convenuta costituita,
ragion per cui la domanda di condanna (generica) avanzata dagli attori nei confronti di
Carifin Italia S.r.l. va accolta relativamente all'an debeatur, rimanendo onere per l'attore
agire in separato giudizio per l'accertamento del quantum.
4.Sulle domande svolte in via riconvenzionale dalla convenuta costituita.
In primo luogo, Carifin Italia S.r.l. chiede la condanna di Directa Iterpost S.p.A. a tenerla
indenne di quanto essa fosse tenuta a versare agli attori.

In virt del collegamento negoziale poc'anzi richiamato, a causa della nullit del primo
contratto al quale quello stipulato con Carifin era funzionalmente connesso, e dunque per
le medesime ragioni fondanti l'accoglimento delle domande attoree, andr accolta anche
la domanda di manleva formulata da Carifin Italia e, conseguentemente, Directa va
condannata a restituire a Carifin le somme che a sua volta essa sar tenuta a versare agli
attori per i titoli di cui sopra.
Con riferimento, poi, alla seconda domanda, relativa alla condanna di Directa alla
restituzione delle somme versate da Carifin a quest'ultima quale corrispettivo per i servizi
oggetto del contratto intercorso con gli attori, anch'essa va accolta.
In particolare, certo che Carifin, quale finanziatore, ha versato direttamente a Directa
una parte della somma.
Ciononostante, anche in questo caso la convenuta omette di indicare l'esatto importo gi
corrisposto a Directa, per cui si tratta - analogamente a quanto previsto in precedenza per
la domanda degli attori - di domanda di condanna generica, fondata sulla nullit dei due
contratti.
Conseguentemente, accertato l'an debeatur, rimane onere della convenuta Carifin Italia
S.r.l. - che ha azionato la domanda riconvenzionale nei confronti dell'altra convenuta,
Dicrecta
Interpost S.p.A. - di agire in separato giudizio per l'accertamento del quantum.
5. Sulle spese di lite
Seguendo il principio della soccombenza, le spese di lite andranno poste a carico, in
solido tra loro, di Carifin Italia S.r.l. e Directa Interpost S.p.A., che dovranno provvedere
alla loro integrale rifusione a favore degli attori.
Directa Interpost, invero, sar tenuta al pagamento delle spese di Carifin Italia S.r.l. e a
manlevare quest'ultima anche di quanto sar tenuta a versare agli attori a titolo di spese
legali.
P.Q.M.

Il Giudice unico, definitivamente pronunciando nella causa n. 30002273/2010 R.G.,


promossa con atto di citazione notificato il 12.11.2010 contro Carifin Italia S.r.l. e Directa
Interpost S.p.A., ogni diversa istanza, eccezione e deduzione respinta:
1. Accerta la nullit del contratto stipulato in data 22.03.2009 concluso tra Directa Interpost
S.p.A. e i Sig.ri Z.M. e N.V. e, per l'effetto, condanna la societ Directa Interpost S.p.A., in

persona del legale rappresentante pro tempore a restituire agli attori la somma di Euro
300,00, oltre gli interessi dal 22.03.2009 al saldo;
2. Accerta la nullit del contratto stipulato tra i Sig.ri N.V. e Z.M. e la societ Carifin Italia
S.r.l. e, per l'effetto, condanna la convenuta costituita alla restituzione di tutte quante le
somme percepite in forza del contratto di finanziamento sottoscritto dagli attori; con onere
per parte attrice di agire in separato giudizio per l'accertamento del quantum.
3. Condanna la societ Directa Interpost S.p.A., in persona del legale rappresentante pro
tempore, a manievare Carifin Italia S.p.A. da quanto quest'ultima sar tenuta a
corrispondere agli attori in forza della presente sentenza.
4. Condanna la societ Directa Interpost S.p.A., in persona del legale rappresentante pro
tempore, a restituire a Carifin Italia S.p.A. quanto percepito da quest'ultima quale
corrispettivo per i servizi oggetto del contratto intercorso con gli attori, oltre interessi al
tasso legale commerciale dalla data di accreditamento di tale importo. Con onere pr
Carifin Italia S.p.A. Di agire in separato giudizio per l'accertamento del quantum.
5. Condanna i convenuti, in solido tra loro, alla rifusione delle spese di lite che liquida
come segue:
Compenso tabellare ex Art. 4, comma 5Euro 2.098,00
Spese generali ( 15% sul compenso totale )
Euro 314,70
TOTALE COMPENSO Euro 2.412,70
Oltre contributo unificato, IVA e CPA, come per legge.
Dispone la loro distrazione in favore del difensore degli ttori ai sensi dell'art. 93 c.p.c.".
6. Condanna la societ Directa Interpost S.p.A. A manievare Carifin Italia S.r.l. da quanto
essa sar tenuta a versare agli attori in forza della presente sentenza7. Condanna la societ Directa Interpdst S.p.A. al pagamento delle spese legali di Carifin
Italia S.r.l. che liquida come segue : Compenso tabellare ex Art. 4, comma 5Euro
2.098,00 ,Spese generali ( 15% sul compenso totale )Euro 314,70, TOTALE COMPENSO
Euro 2.412,70 Oltre contributo unificato, IVA e CPA, come per legge.
Cos deciso in Treviso, il 28 ottobre 2014.
Depositata in Cancelleria il 30 ottobre 2014.