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Fabio Mancini Tecniche di Editing per l'Editoria Musicale

PERCORSO DEL TESTO MUSICALE


FISSAZIONE

Evoluzione del materiale compositivo prima della versione definitiva secondo i vari comportamenti di un compositore.

Bach: non concepisce una versione deinitiva ma una traccia su cui compiere continue rielabolazioni improvvisate.
Beethoven: lultima versione sempre la migliore ed quella definitiva dopo un percorso di ripensamenti e rielaborazioni
dovute anche a esigenze di strumentisti e committenti che coinvolsero molti compositori, specialmente i suoi predecessori.
Schumann: la prima versione di unopera sempre la migliore perch dettata dallistinto musicale.

Da una differente posizione di pensiero si giunge

- a un differente obiettivo compositivo nelle versioni di ultima mano: forma definitiva o traccia da
rimodellare
- a un differente comportamento nei confronti dei posteri riguardo alla conservazione dei vari manoscritti:
ad esempio Brahms gett via molti manoscritti, cos come Beethoven, mentre altri come Bartk
catalogarono ogni composizione, comprese quelle giovanili.

TRASMISSIONE

Periodo che passa dalla fissazione dellopera da parte del compositore alla trasmissione attraverso varie fonti dette testimoni:

- manoscritto autografo
- copia del manoscritto autografo
- stampa curata dal compositore
- stampa curata dagli editori

questa la fase della modifica di unopera nel corso del processo di copiatura. In base al livello di deformazione di unopera in fase di
copiatura si pu risalire tramite alcuni testimoni alla versione di ultima mano, tramite altri alla storia della trasmissione che in genere
cambia in base ai generi e ai repertori. Ad esempio per le musiche di tradizione orale come quella dei trovatori e trovieri del 300
utile un riferimento con la letteratura, mentre la presenza per lo meno di bozze scritte permette uno studio biografico pi mirato e
unedizione pi critica.
Sono importanti anche le tecniche di stampa utilizzate come Xilografia, Calcografia, Litografia o Tipografia (a caratteri mobili).

RICOSTRUZIONE DEL TESTO

Lobiettivo di ogni musicologo quello di risalire i vari testimoni di unopera studiandoli uno per uno per risalire alla versione di
ultima mano di un compositore:

- recensio: recensione su tutti i testimoni esistenti che vengono raccolti


- collatio: collazione ovvero lanalisi e il confronto di tutti i testimoni per creare uno stemma, ovvero un
albero genealogico dei vari testimoni
- reconstructio: ricostruzione secondo due metodi
Lachmann: ricostruzione stemmatica che punta a ricostruire larchetipo (da non
confondere con loriginale) attraverso la lezione di ogni testimone
Bdier: viene scelto il testimone pi attendibile presentato in edizione diplomatica o
dilomatico-interpretativa
- emendatio: presentazione delledizione ottenuta che coincide con la rpesentazione del testo musicale.
PRESENTAZIONE

In questa fase si sceglie come presentare al pubblico il lavoro di edizione, in base alle esigenze di alcuni e purtroppo contro quelle di
altri che si spera siano una minoranza dei fruitori.
- Edizioni pi scientifiche: cercano di comunicare lultima volont del compositore.
- Edizione meno scientifiche: privilegiano gli aspetti didattici.

A partire da questa suddivisione generale possiamo trovare vari tipi di edizioni musicali: Pratica, Diplomatica, Interpretativa,
Anastatica, Urtext, Critica.
Per quanto riguarda invece la presentazione delle edizioni esse possono essere emendate come:
- Opera Omnia: edizione critica e scientifica di tutte le oprere di un autore.
- Monimenti Musicali: sono legate per repertorio a una particolare area geografica, a un periodo storico o
a uno strumento musicale.

FORMATI FILE

Si dividono in formati statici e dinamici, i quali si dividono ulteriormente in formati proprietari e di interscambio.

Formati statici: sono formati non modificabili e volti esclusivamente alla rappresentazione grafica (PDF, GIF, JPG, TIF). Il PDF il
formato preferito perch consente una organizzazione in pagine e una protezione del contenuto a vari livelli inibendo esportazione o
stampa. I documenti PDF, se creati direttamente dal SW notazionale (vettoriali), sono molto pi leggeri rispetto a quelli creati a partire
da collezioni di immagini.

Formati dinamici: offrono un certo grado di interazione con il contenuto musicale, a partire dallascolto ella partitura fino alla
possibilit di personalizzare o variare completamente la partitura. Fanno parte di tale categoria i vari formati proprietari dei software
di notazione musicale e i formati di interscambio. A questi vanno aggiunti i formati testuali aperti, cio formati in cui il testo
musicale, concepito con la libert di un foglio o di una lavagna pentagrammata, ha origine da un file testuale redatto dal compilatore,
che pu essere visualizzato da qualunque editor txt, e viene tramutato in partitura musicale con appositi software. Fra questi tipi di file
citiamo ABC e il formato file del software Lilypond che ha per estensione .ly.
I principali formati proprietari sono: Finale (MUS), Sibelius (SIB), Vivaldistudio (VIV, protetto e MYV open source), Encore
(ENC), Turandot (TUR).
I principali formati di interscambio sono: il MIDI, lETF (formato pubblico di Finale), il NIFF e il MusicXML; questultimo in
particolare si sta affermando come il nuovo standard, essendo molto ricco di informazioni ed essendo al momento il formato pi
utilizzato per lo scambio di informazioni fra i software di scansione e quelli di notazione (per maggiori approfondimenti il sito di
riferimento http://www.recordare.com/).
Il pi diffuso formato di interscambio, anche se il pi limitato, rimane indubbiamente il MIDI, che pu essere aperto non solo da
software di notazione musicale ma anche da tutti i software tipo sequencer. Alcuni software permettono anche di importare file
proprietari appartenenti ad altri software, rendendo di fatto tali formati interscambiabili; in pratica per tali conversioni non sempre
ottengono i risultati sperati. Il formato XML permette, a differenza del formato MIDI, di scambiare informazioni riguardanti pi
specificatamente la partitura musicale, inoltre, molto importante, permette di mantenere la polifonia di due diverse voci allinterno di
uno stesso pentagramma e mantenere la divisione voluta fra le diverse voci nellambito di un doppio pentagramma.

PROTEZIONE DEI FILE


lelemento che influenza maggiormente gli editori sulluso dei formati precedentemente descritti. Oltre a metodi restrittivi applicati
al download esistono vari metodi di protezione a partire dallinterno del file o tramite plug-in. Una tecnologia applicata ai singoli file
per esempio ScoreShare di Vivaldistudio che registra il codice della macchina che possiede la licenza, senza per impedire la copia a
mezzo stampa. un sistema che tuttavia permette licenze multiple per scuole o biblioteche.
Funziona basandosi su tre codici: codice prodotto (o codice collezione in caso di pi file per una stessa opera), attribuito al file,
codice PC e codice di attivazione. La collezione viene costruita dall'utente. Il codice attivazione pu essere creato off-line oppure
in.line ed il risultato tra il codice PC e il codice prodotto e, se presete, di collezione; cambiando uno di questi codici il file torna in
modalit prova.
I sistemi di protezione tramite plug-in funzionano all'interno del browser e limitano alcune funzioni sui file (salvataggio, ascolto,
stampa). Un esempio lo Scorch di Sibelius. Questo sistma di protezione facilmente eludibile, perch i files rimangono criptati solo
se sono sul sito di Sibelius, e non ha uno scopo commerciale ma promozionale perch Sibelius non ha la licenza per far pagare i file
agli utenti.
Un altro esempio di protezione tramite plug-in si trova su MusicNotes in cui possibile accedere alle partiture in modalit prova
tramite l'installazione del plug-in, stampando pagine test o ascoltando in MIDI la partitura.

NOTAZIONE MUSICALE E TIPOGRAFIA MUSICALE


Compito del tipografo riprodurre con precisione e chiarezza la notazione musicale, rendendo pi chiaro anche l'intento musicale. Per
raggiungere un certo grado di chiarezze occorre prefissare delle regole ma anche delle eccezioni alle stesse che si presentano
comunque per esempio in un'edizione critica moderna di testi antichi in cui devono essere preservati per esempio gli stessi
raggruppamenti. Il risultato di un buon lavoro di tipografia la difficolt a riconoscere l'edizione da parte di un musicista con un
occhio non allenato.
La vaghezza o meno delle regole tipografiche dipende anche da situazioni di contrasto tra le stesse che possono presentarsi in alcune
occasioni piuttosto che problemi di gerarchia in caso di coopresenza, di conseguenza il computer non sempre un buon tipografo
musicale.

ALTERAZIONI:

Diversamente da molti editor digitali l'alterazione vale anche per le note legate con legatura di valore oltre la battuta;
l'alterazione va ripetuta in caso di simbolo di 8va sopra o sotto;
le alterazioni di cortesia possono essere con o senza parentesi;
per intervalli sincronici minori di una sesta l'alterazione superiore deve essere pi vicina alla nota;
per gli intervalli dalla sesta in su le alterazioni possono essere allineate;
le regole sugli intervalli valgono anche per gli accordi di tre note in cui l'alterazione sulla nota in mezzo viene messa pi
distaccata rispetto alle altre.
Nei passaggi cromatici si sale usando i diesis e si scende usando i bemolli.
In caso di cambio di tonalit e quindi possibile annullamento di alcune alterazioni in chiave una doppia barra semplice
precede le alterazioni di cortesia. Se il cambio di tonalit contemporaneo su pi pentagrammi si preferisce impaginare in
modo da lasciare le alterazioni di cortesia sul pentagramma precedente e la nuova tonalit a capo.

ALTERAZIONI ANTICHE

Anticamente venivano usati solo diesis e bemolle e uno annullava l'altro. Ogni alterazione non in chiave coinvolgeva una sola nota
(fatta eccezione per i trilli scritti per intero) e poteva essere messa anche sotto di essa o sotto l'accordo, alterando in tal caso la nota pi
bassa.

STANGHETTE

In genere devono essere lunghe un'ottava, in caso di tagli addizionali deve arrivare sulla linea centrale del pentagramma,
se le stanghette sono rivolte verso l'alto sono pi corte;
sela nota superiore di un intervallo o di un accordo vicina alla linea centrale la stanghetta va verso l'alto.

STANGONI (BEAMS)

oltre il secondo stangone dopo il prmario la stanghetta viene allungata;


lo stangone interrotto, tipicamente conosciuto ad esempio nella figura ottavo puntato + sedicesimo, lungo quanto la testa
della nota;
solitamente gli stangoni seguono le pulsazione ritmica all'interno delle battute, dando un riscontro visivo il pi chiaro
possibile del tipo di tempo (binario o ternario, semplice o composto, irregolare);
in altri casi gli stangoni possono indicare cambi di mano, come ad esempio nelle fioriture e nelle cadenze per organo (Bach) o
pianoforte;
nelle edizioni critiche vengono riprodotti fedelmente gli stangoni antichi che nella maggior parte dei casi erano interpretabili
come legature di frase;
se la nota del raggruppamento pi lontana dalla riga centrale sopra lo stangone e le stanghette saranno in basso e viceversa.
Vale anche calcolando la percentuale di note che sono o meno lontane dalla linea centrale nel contesto di una battuta o di una
frase;
la direzione dello stangone segue la linea melodica delle note, in caso di direzione multipla si tengono in considerazione la
prima e l'ultima nota, in caso di pi note si considerano quelle pi vicine allo stangone.

LEGATURE DI FRASE (SLURS)

La legatura di frase un concetto abbastanza mutevole nei vari periodi musicali e non ha lo stesso significato per tutti gli
strumentisti. Per evitare confusione nei significati talvota vengono usate le legature tratteggiate;
quando due legature hanno una fine e l'altra origine sulla stessa nota si dice elisione;
gli accentie e le corone alla fine di una legatura stanno sopra la sua origine o la sua fine, mentre gli staccati e i marcati stanno
sotto;
nella musica vocale sono indicate in relazione al fiato; in caso di liriche multiple, quindi di testo disponibile in diverse
lingue,le legature possono essere tratteggiate per venire incontro alla sillabazione che potrebbe essere diversa.+

LEGATURE DI VALORE

In caso di pi voci le legature di valore sono orientate (con concavit) in basso per la parte superiore e in alto per quella
inferiore;
quando c' un accordo le legature sono in alto o in basso se la nota e sotto o sopra la linea centrale del pentagramma;
possono essere usate per indicare un arpeggio in forma estesa.

GRUPPI IRREGOLARI

la numerazione non va confusa con le diteggiature e quindi i numeri sono pi grandi;


i numeri sono posizionati sopra gli stangoni;
le graffe sono usate solo in caso di suddivisioni complesse dei gruppi irregolari e devono sovrastare i simboli di articolazione;
non necessario indicare il gruppo irregolare in caso si ripeta molte volte, baster indicare i primi due e scrivere simile sul
terzo.

METRICA

Come gi detto evidenziata er mezzo degli stangoni che cercano di dividere le note presenti in una battuta in parti uguali, in
relazione ai movimenti;
in caso di metriche irregolari si evidenzia la suddivisione (es. 7/8 = 2/8 + 2/8 + 3/8), con ausilio di barre di battuta t
ratteggiate, tempo di battuta combinato (il numeratore del tempo o il tempo intero rappresentato come una somma).

METRICHE ANTICHE
Considerando la breve (ovvero la nota da due interi) detta Tempus si poteva avere una suddivisione in tre parti (Tempus perfecto, in
relazione alla trinit) o in due parti (Tempus imperfecto). A livello della semibreva si poteva avere per un'ulteriore suddivisione
detta Prolatio che poteva essere a sua volta perfecta o imperfecta. Si potevano quindi avere differenti combinazioni che erano
indicate con un cerchio o un semicerchio, con o senza puntino, ed equivalevano ai nostri tempi semlici e composti.

In ordine sono rappresentati: Tempus perfecto con Prolatio perfecta, Tempus imperfecto con Prolatio perfecta, Tempus perfecto con
Prolatio imperfecta e Tempus imperfecto con Prolatio imperfecta.
La durata effettiva dei valori dipendenti da una misura ternaria poteva poi essere modificata dalle leggi della Imperfectio e della
Alteratio.

Imperfectio: un valore ternario


(perfetto) poteva essere reso
binario (imperfetto):

Alteratio: un valore poteva essere raddoppiato per


completare una metrica ternaria:

Esisteva anche una scala di valori neri detti di colorazione che valevano i 2/3 delle note bianche corrispondenti;in misure ternarie essi
annullavano le leggi della imperfectio e della alteratio, e in misure binarie costituivano gruppi ritmici corrispondenti alle attuali
terzine.

PARTITURA E PARTI
In una partitura orchestrale le varie parti non sono scritte in maniera identica perch per esempio la distanza diversa del
leggio implica una dimensione diversa delle note e dei simboli in partitura e la presenza o meno in un passaggio orchestrale
rende comodi determinati punti per la voltata di pagina;
una parte in orchestra raramente letta da un solo strumentista: pi strumentisti possono trovarsi a suonare diverse voci su un
pentagramma, quindi a ogni voce vengono attribuiti simboli musicali indipendenti;
per facilitare le prove il dirtettore sulla partitura orchestrale completa ha dei numeri all'inizio dei vari passaggi, riportati nei
corrispondenti punti sulle singole parti cos come le ripetizioni scritte per esteso o meno;
per le partiture pi lunghe possono essere usate le lettere al posto dei numeri;
all'inizio di una partitura orchestrale sono presenti tutti i pentagrammi, mentre nelle pagine seguenti ci sono solo i
pentagrammi con strumenti attivi in quel momento;
dall'alto in basso i pentagrammi sono raggruppati in sistemi per famiglie seconod quest'ordine: legni, ottoni, percussioni,
archi; gli altri eventuali strumenti vengono posizionati tra ottoni e archi;
nelle varie famiglie si segue lo stesso ordine da acuti a gravi, fatta eccezione per il corno che sotto le trombe;
anche nelle percussioni c' una gerarchia: metalli, legni, intonate, a membrana, effetti, timpani;
quando uno strumento resta inattivo per molte battute si usano le battute d'aspetto dove il numero di
battute vuote rappresentato col numero in alto; che pu essere al massimo 10 battute. Il susseguirsi
di gruppi di battuti d'aspetto studiato in relazione a quello che suonano gli altri strumenti per avere
dei punti di riferimento;
per aiutare ulteriormente lo strumentista a gestire le battute di aspetto vengono scritte in piccolo frammenti di parti di altri
strumenti che introducono con un loro passaggio in rilievo l'entrata dello strumentista;
in notazione ridotta vengono scritte anche parti di rinforzo o opzionali che vengono suonate a discrezione del direttore;
per accentuare un assolo o un concertato viene usata l'espressione in corsivo solo o I e II se c' un passaggio di rilievo e
uno di accompagnamento; allo stesso modo per mettere in rilievo una famiglia di strumenti si usa l'esprerssione tutti;
per le percussioni vengono inseriti segni in pi sulle parti che indicano per esempio il tipo di bacchetta da utilizzare;
nella parte di arpa vengono segnate indicazioni per settare i pedali che servono a eseguire diesis e bemolle (diagramma di
Salzedo), non sempre nell'arpa le alterazioni in chiave sono indicazioni esaustiva per i pedali;

le parti di coro possono essere scritte sopra una riduzione per piano della parte orchestrale o in parti specifiche.
STRUMENTI TRASPOSITORI
Sono strumenti le cui note reali suonate sono diverse da quelle scritte sulla parte: se li vediamo in una partitura per orchestra o banda
quando suonano all'unisono con gli altri strumenti la notazione diversa dagli altri, cos come sono diverse le alterazioni presenti in
chiave a pari tonalit. Questa convenzione deriva dall'accordatura fissa degli strumenti antichi che non potevano eseguire tutte le
tonalit e per porre rimedio si usavano ad esempio i ritorti applicati agli ottoni che permettevano allo strumentista di eseguire una
melodia trasposta automaticamente suonando le stesse note fondamentali. La trasposizione effettuata dagli strumenti traspositori sulle
note reali pu essere interpretata facilmente trasponendo il pezzo nella chiave antica pi opportuna, per intenderci le chiavi di soprano,
mezzo-soprano, tenore e baritono cadute in disuso a favore delle tre chiavi di violino o sol, basso o fa e contralto o do che con esse
compongono il cosiddetto setticlavio. Se per esempio quindi leggiamo normalmente un Do centrale in chiave di violino un sax
soprano eseguir un Mib mentre un corno eseguir il Fa sotto.

TABLATURE O INTAVOLATURE
un sistema di notazione semplificato per strumenti a corda o a tastiera (per questi in particolare erano diffuse quelle tedesche) in cui
viene rappresentata graficamente la posizione delle dita per ottenere una nota o un accordo. Il primo esempio stampato del 1507:
Intavolatura de Lauto di Francesco Spinacino, stampata a Venezia da Ottaviano Petrucci, mentre tra i manoscrinti importante uno
di intavolatura tedesca che risale al 1470.ca.

Le tablature venivano usate anche a scopo didattico, come dimostra Il scolaro, per imparare a suonare il violino et altri strumenti di
Gasparo Zanetti (Milano, 1645), stampato a caratteri mobili: la corda pi acuta posizionata in basso, e sopra il rigo troviamo i
valori di durata. Allinterno dello stesso volume vi sono esempi che riportano il rigo relativo alla intavolatura sia sormontato da un
normale pentagramma riportante la notazione tradizionale, sia da solo senza dunque alcun pentagramma.

In Varii scherzi di sonate per la chitarra Spagnola di Franceso Corbetta (Bruxelles, 1648) troviamo invece un esempio di tablatura
per chitarra a 5 corde, incisa con la tecnica della calcografia: anche in questo caso i valori relativi alle note sono posizionati in alto
sopra al sistema in corrispondenza del posizionamento del primo cambio di valore. Le intavolature erano anche utilizzate per gli
strumenti a tastiera, soprattutto per quanto riguarda lintavoltura tedesca.

Nelle tablature moderne al posto della chiave c' la dicitura TAB scritta in verticale. Ogni
numero su una corda indica il numero del tasto appropriato. Siccome non sono previsti
valori ritmici ad esse viene affiancata la scrittura tradizionale unita con la linea di sistema
(systematic barline) alla tablatura. Come in antichit il numero di righe in TAB uguale al
numero di corde dello strumento (es. 6 per la chitarra, 4 per il basso elettrico ecc.).

Un altro sistema usato la sostituzione della testa delle note in tablatura con i numeri dei tasti, comunque
abbinato alla scrittura tradizionale. Questo sistema simile a quello usato nelle intavolature antiche in cui
la stanghetta indicante il valore delle note sovrastava l'intavolatura (spesso dimezzato nelle trascrizioni
moderne).

Nell'esempio sottostante abbiamo una trascrizione tratta dalla Intabolatura de Lauto, Libro I di A. Rotta.

Esistevano vari tipi di intavolature, diffuse


in varie aree geografiche: Italiana e
Spagnola, Francese e Tedesca. Le loro
differenze possono essere sia nella
disposizione delle corde (acuta in basso o
in alto), sia nell'uso di numeri o lettere per
i capotasti. In quella tedesca per esempio
non abbiamo linee ma solo numeri o
lettere.
Le trascrizioni diventano complicate quando ci sono intavolature polifoniche perch difficile distinguere le varie voci, di
conseguenza la trascrizione pu essere integrale o, preferibile, interpretativa che per richiede conoscenze di composizione daparte del
trascrittore.

Nelle tablature moderne sopra la parte tradizionale e sopra la tablatura vengono


inserite talvolta delle lettere: C = bend, U = pre-bend, D = bend release, S = slide, P
= pull-off, etc., affiancando anche altri tipi di tablatura sullo stesso pentagramma
riferiti a tecniche particolari di chitarra (es. pennate veloci sulle corde).
LIRICHE
Molti editori preferiscono usare ancora per la musica classica vocale la notazione a palette sciolte per le note inferiori a , unite da
stangoni solo in caso di melismi, ovvero di pi note per la vocale di una sola sillaba.

Dinamiche e agogiche vengono poste sopra il pentagramma;


le legature di frase indicano i melismi;
le parole sono allineate a sinistra con le note, quindi la prima lettera coincide con la prima nota;
le linee di estensione che seguono ad alcune parole in presenza di melismi per indicare il mantenimento di
una sillaba non vanno protese per tutto lo spazio delle note coivolte, ma devono essere allineate col margine
dstro della nota seguente;
quando una linea di estensione va a capo ricomincia subito dopo le chiavi;
le legature di valore sono trattate come i melismi;
nelle note non legate o che fanno parte di melismi le sillabe vengono centrate il pi possibile sotto la testa delle note;
i trattini di separazione tra le sillabe devono seguire il dizionario e non solo il suono, devono essere centrati tra le parole e
possono essere ripetuti quando si va a capo;
si consiglia di usare punteggiatura e maiuscole;
le legature trattegiate si usano quando in pi strofe cantate su una sola melodia non corrispondono i melismi;
in caso di pi strofe parallele talvolta, al posto della pausa rimpicciolita (che comunque preferibile), si usano linee di
omissione che visivamente sono linee di estensione usate come i trattini di separazione;
le strofe multiple dovrebbero essere sempre numerate;
quando strofe multiple convercono in una sola linea (es. ritornello) si possono
racchiudere in una parentesi graffa.

SEGNI DI RIPETIZIONE
Esistono tre livelli di ripetizione: ripetizione di un movimento o battito, di battuta o di sezione. I primi due sono
tipicamente utilizzati nella musica manoscritta o popolare, ma anche nelle parti singole di musica da camera o di
orchestra.

I simboli di ripetizione sono molto usati nella chitarra per localizzare un cambio di accordo ripetuto molte volte.
Questo tipo di simbolo quello generalmente usato per indicare la ripetizione di un accordo e consiste nel
variare in parallelogramma la forma delle teste delle note o nel lasciare stanghette di note private della testa.
L'accordo deve essere riscritto per intero per una volta che il pentagramma va a capo.

In caso di ripetizioni di battuta, usata molto in parti ritmiche, ci considera la battuta posta prima del segno. In
caso di ripetizioni molto prolingate si pu aggiungere la numerazione. Per ripetere due battute alla volta viene
utilizzato un simbolo simile, posto a cavallo di due battute vuote seguenti a quelle da ripetere, con font e
grandezza uguale al tempo di battuta. Anche in questo caso si pu usare la numerazione per ripetizioni prolungate.

La ripetizione di sezione tipicamente usata per i ritornelli e la sezione da ripetere indicata dai due puntini.

In caso di cambio di tonalit:

Esistono, come visto qui in seguito, simboli di ripetizione di sezioni pi articolati.


FINALE MULTIPLO

una sezione ripetuta pu essere anche variata nel finale come mostrato qui sotto: la parte sovrastata da 2 andr eseguita la seconda
volta al posto di 1, e cos anche in caso di pi numeri. un simbolo che pu trovarsi in mezzo ma anche alla fine di un brano.

D.C. AL CODA

una volta che si trova il simbolo D.C. Si torna da capo e si esegue fino il segno (al coda) e poi si salta a Coda per finire.

Il simbolo al coda deve essere allineato con la linea di battuta destra;


dove c' il D.C. al coda ci vuole una doppia barra semplice;
il simbolo Coda, scritto un po' pi grande di al coda va messo a inizio battuta;
La coda il finale e quindi termina con la doppia barra finale.

D.C. AL FINE

Significa tornare all'inizio del brano all'indicazione D.C. al Fine, seguita da una doppia barra semplice, e ripetere fino all'indicazione
Fine.

D.S. AL CODA E D.S. AL FINE

Sono due varianti di D.C. al Coda e D.C. al Fine, con le stesse regole, dove anzich tornare all'inizio del brano si torna alla battuta
sulla cui barra destra viene messo il simbolo , grosso quanto il simbolo al coda.

DIZIONARIO INGLESE-ITALIANO DEI PRINCIPALI TERMINI MUSICALI


accidentals alterazioni leger lines tagli addizionali
augmentation dot punto di valore natural bequadro
bar battuta, misura notehead testa della nota
barlines barra di battuta pick up bar battuta iniziale non completa
beam stangone, tratto d unione rest pausa
bowing arcate sharp diesis
brace parentesi per unire i pentagrammi (piano) slope inclinazione (dello stangone)
bracket parentesi graffa per unire i pentagrammi (archi) slur legatura di frase
chord accordo staff pentagramma
clef chiave musicale stave rigo musicale all interno di un sistema
cross staff beaming stangone che comprende note posizionate su pentagrammi differenti stem stanghetta della nota
cue notes notine, note scritte in piccolo system sistema
dot punto tie legatura di valore
endings finali (usati con i segni di ripetizione) time signature tempo in chiave
flag codetta (ottavo sedicesimo etc) triplet terzina
flat bemolle tuplet gruppo irregolare
fractional beam parte di stangone secondario riferito ad una sola nota
graces note appoggiatura o acciaccatura
key signature alterazioni in chiave
NOTAZIONE GREGORIANA

Le prime notazioni risalgono all'VIII e IXsec. La notazione gregoriana detta neumatica o chironontica, termini derivanti dal greco
che idicano un campo sematico relativo a gesti e fiato, quindi indicano sommariamente che lnotazione neumatica o chironontica era,
pi che un sistema vero e proprio di note, un insieme di indicazioni di salita o discesa e respiro per i cantanti detti appunto gesti
chironomici (da chironomia = arte del gesto).

Segni:
per indicare i suoni
per indicare l'intonazione
per indicare ritmo ed espressioni, ovvero gli accenti detti icti (sing. ictus)

i neumi si dividono in neumi semplici e neumi composti. I neumi Neumi Semplici Neumi Composti (due note)
semplici esprimono una sola nota, ognuno di loro vale un tempo
primo e indivisibile del valore di una sillaba, la mutevolezza sta
nell'espressione data dall'accentuazione o meno di una sillaba.
Approssivativamente il valore di queste note sta tra i 120 e i 160
battiti del metronomo Maelzel. La differenza di scrittura un fatto
puramente melodico e non dinamico.
I neumi composti indicano pi note sempre con un tempo primo ed
indivisibile che si allungher o si accorcer in alcuni neumi solo in
funzione del ritmo della frase.

NEUMI DI DUE NOTE

Pes o Podatus: sono due note che vanno lette in senso ascendente e derivano dall'accento anticirconflesso, pu diventare
pes quadratus , con la prima nota leggermente appoggiata e prolungata con un episema orizzontale (-), oppure
pes quassus quando la seconda nota, con l'episema verticale, quella pi appoggiata di fatto un pes + virga ma non
interpretato cos (scandicus). Se si trova in un finale vengono allungate tutte e due le note.
Clivis o flexa: deriva dall'accento circonflesso e rappresenta due suoni in movimento discendente.
breve ma pu essere prolungata in uno dei due suoni con un episema.

NEUMI DI TRE NOTE Neumi Composti (tre note)

Apostofra, Distrofa, Tristrofa: sono neumi ornamentali in quanto si trattano di duplicazione (tempo
binario) e triplicazione (tempo ternario) di un'apostrofa (in figura, quelle quadrate). Vangono uste per
la ripercussione, ovvero una sorta di vibrato melismatico eseguito dalla voce, quando si trovano sulla
stessa linea; le distrofe e le tristrofe indicano una distribuzione degli accenti lungo il melisma che va
eseguito con un solo fiato di voce.
Virga, Bivigra, Trivirga: la virga (in figura, quelle a rombo) nasce dall'accento acuto grammaticale e corrisponde al punto
semplice in musica, per la virga da sola vale un tempo normale. Rispetto a distrofa e tristrofa le ripercussioni sono pi forti.
Torculus: somma di tre accenti grave+acuto+grave, l'accento centrale il pi acuto quindi pi elevato ed detto pes flexus
che, quando riceve l'episema orizzontale, riceve anche l'appoggio ritmico.
Neumi Composti (tre o pi note)
Porrectus o clivis resupina: somma di tre accenti acuto+grave+acuto in cui l'accento
in mezzo il pi basso. La fascia obliqua rappresenta solo le due note estreme.

NEUMI DI TRE O PI NOTE

Scandicus: suoni ascendenti leggeri e ben ritmati, prolungamento del pes.


Salicus: insieme di note ascendenti
Climacus: virga seguita da due o pi accenti gravi. Sono note discendenti che vanno eseguite sostenute poich un neuma
composto di tempi primi indivisibili.

Neumi subpunctis e resupini: neumi


precedentemente visti a cui aggiungiamo,
rispettivamente, suoni discendenti o
ascendenti.
Naumi liquescenti: note terminali che
indicano la retta pronuncia del testo e sono
qulisma, pressus e oriscus.