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Stoppelli – Intro

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Passaggio da manoscritti a stampa porta a mutazioni delle condizioni di trasmissione

Stampa=correzione delle bozze=possibile introduzione di varianti

Rip.Manoscritta: unico soggetto (tranna pecia) che dà origine ad un'unica copia


Rip. A Stampa: + soggetti, strumentazione + complessa, num elevato di copie

due diverse discipline, due opere che ne rappresentano xfettamente i risultati conseguiti da ognuna

Manoscritti: Les manuscripts di Dain – studi codicologici e paleografici


Stampa: Gaskell, A new introduction to bibliography - + recenti acquisizioni di studi anglo-
americani

testi shakespeareani prevalentemente a stampa, x ciò trad. anglosassone forte in bibliografia testuale

Dante=manoscritti, strumenti raffinati per lo studio della tradizione dantesca.

SPARTIACQUE GUTEMBERGHIAMO

Questo libro: cos'è la bibliografia testuale e quali sono i suoi metodi.


1980-articolo di Conor Fahy in cui si augura apertura in italia a questa disciplina (ultimo saggio)

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studi italiani hanno collaborato pochissimo ad indagare impatto scoperta stampa su storia della
cultura, classificazione sapere, procedimenti di alfabetizzazione.

Prove + difficili x filologia italiana sostenute in ambiti pre-tipografici, e risultati di quelle prove
sono stati assunti come modello generale. + pessimo stato di catalogazione bibliografica in italia

IL FINE DELLA BIBLIOGRAFIA TESTUALE: valutazione effetti prodotti da un processo di


stampa sulla completezza e correttezza del testo.
É una tecnica di recensio e, come la recensio, non è sempre distinguibile da examinatio e
emendatio, e quindi finisce a volte per confondersi con la CRITICA DEL TESTO.

UNITA FILOLOGICA BIBL.TESTUALE: quella parte di testo stampata dalla stessa forma
tipografica, cioè ciascuno dei due lati del foglio.
Le varianti vengono sottoposte ad analisi, catalogate ed interpretate per arrivare infine
all'ESEMPLARE IDEALE (IDEAL COPY) – concetto bibliografico!

Varianti anche a livello di stemma: testimone non è singolo esemplare, ma insieme di tutti gli
esemplari sopravvissuti di quell'edizione! ESEMPLARE IDEALE!
Se xò un'esemplare particolare ha fatto da base ad un tipografo x un'altra edizione allora
quell'esemplare particolare diventa il punto di riferimento.

DIFFERENZE MACROSCOPICHE TRA TRAD. MANOSCRITTA E A STAMPA:


M- il testo si riproduce per linee radiali
S- il testo si riproduce linearmente – molto di + in stampa delle origini -xkè se testo è gia stampato
nessun tipografo riprende un manoscritto. Testo a stampa + facile da comporre, lavoro + facile.
+ facile anche x autore revisionare un testo già pubblicato, annotando copia precendente.
Nel caso in cui una pax diversa dall'autore revisioni una copia stampata apportando modifiche
basandosi su un manoscritto d'autore di seconda redazione: + autorevole x aspetti sostanziali, ma
meno per aspetti accidentali. Xò caso teorico. In pratica come comportarsi(vedi saggio greg, testo-
base)? 2Nda edizione come 2ndo originale o combinare lezioni sostanziali della seconda con quelle
accidentali della prima? PROBLEMA DEL TESTO-BASE

Altro problemone: ULTIMA VOLONTÀ DELL'AUTORE.


In fil.romanza il metodo di Lachmann generalmente ammoderna la grafia, quindi non c'è il
problema del testo base.

LA BIBLIOGRAFIA TESTUALE CONDIZIONA LA PRASSI EDITORIALE.


PASSAGGIO DA MANOSCRITTO A STAMPA: momento critico.

M – modifiche sono casuali, accidentali o ad iniziative individuali


S – strategie d'intervento che riguardano il mezzo tipografico in se, oltre che alla nuova accezione di
testo come prodotto industriale e quindi di massa.

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Scarsa documentazione su prassi delle antiche stamperie italiane, a differenza di anversa (plantin) e
cambridge. Modi di passaggio in stamperia desunti da quelli di altri paese: Gaskell.

Stampatore: responsabile organizzazione


correttore-revisore
compositori
torcolieri

COMPOSITORI:i più simili agli scribi. ne ignoriamo formazione culturale e forma di


apprendistato.
Devono sapere latino e greco. Aspetto meccanico connaturato al lavoro. Non per passione.
No dimensione privata. Era “estraneo” al testo che componeva. Distacco dai contenuti del testo.
Problema principale: saperne valutare le modificazioni introdotte. + involontarie che volontarie.
Errori di trasmissione = confronto possibile con gli scribi.
Errori: dovevano superare la revisione delle bozze.
Scriba: 4 passaggi: lettura modello, memorizzazione, dettato interno, esecuzione materiale.
Differenza sostazionele è TEMPI DI ESECUZIONE.
Compositore molto più lento. 2-3 parole vs pericopi di una certa ampiezza (fa figo dire pericopi)
xò torna più spesso sul testo quindi rischio + alto di omeoteleuti.
Cattiva selezione di caratteri nella cassa.

Nodo del problema: se veniva prima corretta tutta l'opera e POI stampata o se cominciavano x
risparmiare tempo e non tenere fermi qui pochi caratteri che avevano.

Unica soluzione: ricostruzione esemplari ideali.

4
In Italia
tra 1480 e 1550 i testi dei volgari che vanno in stampa subiscono forti sollecitazioni.
Migliorini: necessaria opera dei correttori per venire incontro al gusto dei lettori. + che volere
dell'autore si pensa ad intelliggibilità, grammatica corretta e coerente. No grafie singolari o strane.
CONTRIBUTO DECISIVO A STABILITÀ E UNIFORMITÀ DELL'ITALIANO.

McLuhan:homo typographicus.Uniformità dei caratteri fa passare da lettura ad orecchio a lett.visiva


cambiano formati e cambia anche il testo.creazione del mercato comune del libro non prescinde da
esistenza di lingua unitaria. Abbandono progressivo del plurilinguismo dialettale e consolidamento
tendenza unitaria grazie al CORRETTORE EDITORIALE.

Manoscritti in volgare che vanno in revisione senza revisione editoriale sono l'eccezione, non la
norma.
Condizioni migliori per valutare operato sono di avere sia manoscritto che prima stampa:
canzoniere di Lorenzo Spirito, caso + unico che raro
Libro del Cortegiano – Baldassare Castiglione – inviato da Madrid a Venezia, da Aldo Manuzio,
subì revisione bembesca- anche questo caso privilegiato

x farlo + largamente su edizioni 4-5entesche servirebbe un testo che è stato SICURAMENTE


rivisto e che si riconosca SICURAMENTE come derivato da un'edizione precedente.

Chi sono i correttori editoriali?


-Vero e proprio filologo – Bembo
-Piccolo letterato e grammatico orecchiante
-Semplice revisore di bozze

prassi correttoria differenziata da caso a caso.

Ariosto 1532 – correttore di se stesso

CMQ studio delle revisioni editoriali è + studio storico-linguistico che filologico-letterario

lavoro di tipografia è lavoro di + mani.


DOMANDA CHIAVE: É possibile un'archeologia che consenta di definire questa stratigrafia del
testo-libro cinquecentesco?
Assumere una metodologia che consideri il libro a stampa, prima di come costituito, come processo
di costituzione?

Arcadia del Sannazaro – editio princeps Napoli 1504 a cura di Pietro Summonte.
Testo preparato intorno al 1490 è diverso, + toscaneggiante, rispetto al manoscritto che presentà una
koinè 400entesca napoletana.
Copie della summontina presentano tante varianti, molte di ordine linguistico.
Se l'analisi bibliografica completa rivelasse un andamento progressivo koinè napoletana > toscano
letterario vorrebbe dire che le correzioni sono continuate a stampa avviata.

Se un testo è tramandato solo da stampe, la princeps è il riferimento.


Eventuali modifiche, A MENO CHE nn siano effettuate per mano dell'autore a stampa avviata, nn
riveleranno la mano del correttore. NON SI DISTINGUE LA MANO DELL'AUTORE DA
QUELLA DEL CORRETTORE. Si può solo pubblicare emendandone gli errori.

Se come + spesso succede ci sono + manoscritti e + stampe indipendenti, tutti con varianti
considerevoli ma con nessuna certezza di avvenuta revisione editoriale, c'è il rischio di individuare
varianti d'autore che in realtà sono del correttore.
Con i manoscritti è impossibile.

La correzione a volte corregge come guasti quelli che in realtà sono forme arcaiche, desuete,
particolari. Mentre uno scriba magari copia senza capire, ma ne copia uno, la stampa corregge e ne
produce UN SACCO.
CORRETTORE EDITORIALE UNICO IN ITALIA DEL 400, attiva fino a fine 500.
Influenze della controriforma si fanno sentire sull'integrità testuale – Trappolaria di Gianbattista
della Porta

1600 – problemi mutano radicalmente. Mezzo tipografico acquista maggiore neutralità.


Condizionamente riguardano solo aspetti esterni: grafia, interpunzione, uso maiuscole.

1800- introduzione macchine da stampa.

IL PROBLEMA PRINCIPALE DELLA CRITICA DEL TESTO DIVENTA L'ULTIMA


VOLONTÀ DELL'AUTORE.

2ndo saggio di Tanselle: straordinaria comlessità teorica di questo problema.

Saggio di Bowers: importanza dell'analisi bibliografica nei testi moderni.

Bibliografia testuale e la sua teoria del testo-base sono un riferimento bibliografico obbigato.

Avvertenza:
EDIZIONE: insieme di tutti gli esemplari di libro stampati dalla stessa composizione tipografica.
IMPRESSIONE: tutti gli esemplari di una edizione appartenenti alla stessa tiratura.
EMISSIONE: esemplari di una edizione o impressione destinato, durante la tiratura, allo stesso
mercato o con veste rinnovata. Differenze in frontespizio, colofone...
STATO: insieme di tutti i fogli stampati da una stessa forma in ognuno dei suoi stati.
IL CRITERIO DEL TESTO BASE – WALTER W. GREG

Testo-base: termine coniato da McKerrow nella sua edizione di Nashe.


TESTO DA TRATTARE CON MAGGIORE AUTORITÀ

Nel saggio Greg esamina il mutamento del concetto dietro a questo termine.

La scelta di un testo di rifermento era qualcosa che già succedeva tra i classici, ma la scelta era
abitraria.
Lachmann dà un certo fondamento scientifico alla critica testuale, introducendo la classificazione
genealogica dei manoscritti. Fu un passo in avanti importante, ma la sua applicazione poco
perspicace finì col rischiare di ridurre la critica testuale alla stregua di un procedimento meccanico.

Il metodo di Lachmann permetteva di sgombrare il campo da tutta una serie di materiale inutile, ma
l'autorevolezza che donava ad un testimone rimaneva comunque relativa e non assoluta.

I più ortodossi sostenevano che, dimostrata la maggior correttezza di un testimone la sua


discendenza dall'archetipo indipendenre da altre vie è “scientifico” seguire le sue lezioni a meno
che non siamo manifestamente impossibili.

HOUSEMAN denuncia con sarcasmo l'erroneità del ragionamento. Le lezioni manifestamente


impossibili chi le decide?

Differenza sostanziale tra l'edizione dei testi classici e dei testi inglesi:
Classici: grafia viene normalizzata. Scelta dell'editore è limitata a lezioni manoscritte con varianti
significative
Inglesi: conservare la grafia del testo più antico

quindi la teoria classica dell'OPTIMO non ha niente a che vedere con quella del TESTO-BASE.

Testi inglesi: grafia è caratteristica essenziale del'autore, della sua epoca, del luogo del quale è
orignario.
Nella moderna pratica si sceglie il testo che si ritiene il più fedele rispetto a quello che l'autore
scrisse e lo si modifica il meno possibile.

Lezioni SOSTANZIALI vs ACCIDENTALI


Sostanziali: significato e sostanzialità dell'espressione originaria.
Accidentali: grafia, interpunzione, divisione delle parole, aspetto formale del testo.

Quindi un copista inglese potrebbe riprodurre fedelmente le lezioni sostanziali di un testimone, ma


per le lezioni accidentali potrebbero seguire la loro abitudine.
Quindi un testo dell'epoca dell'autore potrebbe riportare lezioni sostanziali erronee ma forse lezioni
accidentali più accurate, mentre uno più moderno potrebbe essere fedele nei contenuti ma non nella
forma.

Quindi il testo-base va seguito per gli accidentali, ma per le sostanziali serve il giudizio del filologo
e dell'editore.
Se i manoscritti si legano indipendentemente ad un archetipo, nella tradizione a stampa in mancanza
di una successiva edizione revisionata dall'autore solo la prima edizione si attesta come autrevole,
sia per le L.S. che per L.A.
Gli editori del 1500-1600 nn notano la distinzione, e nn pensano al bisogno di revisione in caso di
un'edizione più tarda supervisionata dall'autore, quindi arricchendo la tradizione di lezioni
sostanziali.
I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA CRITICA TESTUALE SONO GLI STESSI, MA
CAMBIANO LE CIRCOSTANZE.
Concetto di testo-base nato in circostanze di testi a stampa.

Legge di McKerrow:
“Se un editore trova un testo con delle correzioni che attribuisce all'autore, deve adottarlo come
base per la sua ristampa”
Greg definisce ciò: “La norma che permette di conservare l'integrità del testo-base”
2 principi implicati nella questione
- accordata la preferenza ad un testimone, l'editore è obbilgato ad accoglierne tutte le lezioni
sostanziali (vekkio pregiudizio del testo “migliore”, oggi rifiutato)
- il testimone a cui si accorda la preferenza, o perché revisionato dall'autore o perché ha conservato
le lezioni sostanziali dell'originale meglio degli altri, va adottato come testo base.

2ndo principio messo in dubbio dallo stesso McKerrow.


-Se una edizione è stata scelta come testo-base, sostituirla con una ristampa, anche se revisionata
dall'autore, significherebbe cmq allotanarsi di almeno un grado dall'originale.
QUINDI la max approssimazione possibile la si ottiene, secondo McKerrow, usando la PRIMA
BUONA STAMPA COME TESTO-BASE, inserendovi le correzioni che riteniamo essere d'autore.

McKerrow dice poi che per decidere se tenere o no una seconda edizione che si pensa contenere
correzioni d'autore bisogna che quelle correzioni siano coerenti con lo stile etc dell'autore.
MA, AGGIUNGE GREG, bisogna anche che le correzioni NEL LORO INSIEME siamo coerenti
con l'opera principale, che si possano integrare bene cioè con l'originale.

McKerrow non applicò mai questa teoria nei casi in cui si avessero a disposizione più testi
sostanziali (Hamlet, Henry IV (2nda parte), Othello...), restando quindi fedele al dettato d'autore,
accogliendo lezioni sostanziali ma tentando di ridurre al minimo le interferenze.
Pensavano di passare da un metodo più soggettivo a uno un po' più oggettivo, evitando di scegliere
personalmente le varianti.

Secondo Greg ciò è DISCUTIBILE.


IL GIUDIZIO NON PUÒ ESSERE ESCLUSO DALLA PRATICA EDITORIALE.
Serve per scegliere il testo-base, x stabilire quali lez sono possibili e quali no.
METODO OGGETTIVO PORTERÀ AD UNIFORMITÀ, MA QUESTA CONTA POCO SE È
UNIFORMITÀ DI ERRORE.

REGOLA SECONDO GREG:


il testo base esercita prevalenza per la scelta degli accidentali, ma per la scelta delle lezioni
sostanziali si applichi la teoria generale della critica testuale.
EVITARE LA TIRANNIA DEL TESTO BASE
esempio tratto da Dottor Faustus di Boas

Oncaymaeon (on cay mae on, greco, non venne capito) e divenne Oeconomy.
Il testo base prende Oeconomy e aggiunge and nel verso successivo per aggiustare la metrica.
Quando viene ripristinato Oncaymaeon tengono anche and, x nn contraddire il testo base.

INFLUENZA MESMERICA DEL TESTO BASE. DESIDERIO DI TEORIA OGGETTIVA X


SFIDUCIA INGIUSTIFICATA DEL GIUDIZIO INDIVIDUALE.
QUINDI testo-base serve, in inglese, ad avere p.d.r. per lezioni accidentali, grafia etc. LIBERTÀ DI
GIUDIZIO DELL'EDITORE COSA + IMPORTANTE!
IMPOSSIBILE FISSARE REGOLA SBRIGATIVA E RIGIDA.
Se il testo-base è l'edizione originale, le correzioni dell'autore di una successiva edizione
controllata dall'autore vanno integrate.
Se è una ristampa, le lezioni originali vanno reintegrate quando la ristampa non corrisponda alla
volontà dell'autore.
LA TRASMISSIONE DEL TESTO – Philip Gaskell

La conoscenza dei processi di produzione di un libro hanno come fine ultimo la critica
bibliografica.

3 passaggi chiave:
-COMPOSIZIONE
-LA CORREZIONE DELLE BOZZE
-FASI SUCCESSIVE DELLA PRODUZIONE

1-LA COMPOSIZIONE
Analogia tra compositore e scriba: entrambi trascrivono.
Ma se uno scriba con una penna può tracciare qualsiasi segno, un compositore non lo può fare con
dei caratteri pre-esistenti.

Nel passaggio da manoscritto a stampa sicuramente il testo del manoscritto subirà modifiche,
volontarie e non.
Differenze di interferenze sul testo tra composizione manuale e meccanica (post XIX secolo) sono
quantitative ma nn qualitative. Nel XX sec tendenza revisionare manoscritto da un punto di vista
grafico-formale in sede editoriale.
Oggi i revisore mantiene le lezioni sostanziale ed eventualmente corregge punteggiatura etc in
modo che risponda all'epoca e al luogo.
All'epoca della STAMPA MANUALE convezioni tipografiche uniformi. Differenze arrivana nel
1800, stile personale dei tipografi.

Tra 1500 e 1600 grafia scrittori inglesi ESTREMAMENTE VARIA. Non c'era grafia standard, ma
gamma di possibilità cmq ristretta. Alcune varianti grafiche venivano usate raramente, e seppur
validi x resa fonetica, venivano considerati “errati”.
In tipografia idem. Alcun grafie accettabili e altre no. Cmq ortografia NON STANDARDIZZATA.
A parità di varianti diffuse, un compositori ne preferisce alcune a discapito di altre. (Do e Doe. Se
deve togliere uno spazio scriverà Do invece di Doe)
Se varianti entro limiti accettabili, anche grafia del manoscritto poteva influenzare il
compositore...tipo x rispetto.
Nel xiodo + antico di stampa manuale compositore correggeva
-maiuscole e minuscole
-corsivo
-aggiungeva interpunzione
-abbreviazioni limitate

varianti consentite sempre minori, fino a scomparire (moxon). Valido però solo per opere inglesi,
nelle altre lingue dovevano essere composte seguendo pedissequamente il manoscritto.

Stampa inglese concentrata a Londra fino alla fine delle oscillazioni grafiche, quindi maggiore
omogeneità rispetto al resto d'Europa dove i centri tipografici erano + sparsi e meno in contatto tra
loro.

Tipografi tedeski: influenze dialetti.


Grafia romanza meno oscillante di grafia sassone del 1500/1600.

Gli errori involontari di composizione dipendono per lo più da lettura difficile su scrittura difficile
da decifrare.
Gotica inglese (secretary) per il volgare e Umanistica per il latino fino al 1630, poi umanistica per
tutto. Noi oggi meno abituati a leggere secretary, ma compositori di quel tempo erano abituati.

Se compositore trovava errori avrebbe potuto emendarli, MA NN ERA TENUTO A FARLO.


Capiva il senso della frase per inserire la punteggiatura, ma nn quello generale del paragrafo o
capitolo.
ERRORI PRINCIPALMENTE DI 2 TIPI: O LAPSUS O CASSA INQUINATA.
ERRORI DI LAPSUS 3 TIPI:
1- sostituire inconsciamente parola
2- saltare o scrivere 2 volte un tratto di testo
3-attingere il carattere nello scomparto sbagliato
Ogni compositore suoi errori tipici. Casse inquinate potevano succedere ovunque, in certi posti +
che in altri (Se una cassa veniva riempita più di altre poteva succedere che i pezzi eccedenti
finissero negli scomparti vicini).Una cassa inquinata determinava per forza un certo numero di
errori, anche perkè i compositori nn leggevano l'okkio del carattere qnd componevano. Ki aveva un
certa esperienza se ne rendeva conto al tatto però.
Chi lavorava a cottimo doveva ripagare gli errori e le correzioni, quindi rileggevano.

Compositore B – forse Shakespeare stesso.


– grafia caratteristica – scriveva do, go, heere, e i suoi colleghi doe, goe, here.
Ricomponendo the mercant of venice nn usa gli stessi spazi e caratteri dell'edizione precedente, di
fatto allungando di 4 pagine la ristampa.
Cambiamenti maldestri e sbagliati. Usa varianti grafiche per giustificare le righe ma corregge anche
impropriamente quelle che considera corruttele tipografiche e improprietà del testo.
Preferisce contrarre che sciogliere.
Cambia parole, guastando versi e non cambiano il senso.

IMPORTANTE PER EDITORE SAPERE CHI HA COMPOSTO UNA CERTA PARTE DI UN


TESTO STAMPATO, MA CONOSCENZA DEVE ESSERE ABBASTANZA PROFONDA, E
NON RIGUARDARE SOLO UN PO' DI TRATTI CARATTERISTICI, MA L'ANALISI
GRAFICA DI TUTTE LE PAROLE DI UN TESTO.
LA STRUTTURA GRAFICA COMPLESSIVA DI UN TESTO È UNA MESCOLANZA DI
GRAFIE DELL'EPOCA E TRATTI INDIVIDUALI DEL COMPOSITORE.

TEST GRAFICI= PER RICONOSCERE IL MODUS OPERANDI DEI DIVERSI COMPOSITORI

Hinman ha dimostrato che i compositori del primo in-folio shakespeariano lavoravano con un paio
di casse di caratteri ben definite, e quindi questi set sono riconoscibili.

XVII sec oscillazioni grafiche praticamente scomparse, e cmq set di caratteri nn personali ma in
comune per tutti.

Risalire ai compositori è difficile ma molto utile xkè esercitavano grandi influenze sui testi,
sorattutto interpunzione. A volte i registri dei tipografi aiutano molto a risalire a chi ha fatto cosa.

Ossature un tempo venivano ritenute fonti di informazioni interessanti, ora nn più.

2
La correzione delle bozze

Il correttore SI FACEVA LEGGERE ad alta voce il testo mentre esaminava la prima bozza (che poi
poteva essere seguita da una seconda se c'erano da fare correzioni. All'autore veniva mostrata una
bozza pulita del foglio, cioè di entrambe le forme, per l'apporovazione finale o in caso di correzioni
la venuta di nuove bozze), NOTAVA QUINDI SOLO GLI ERRORI SOSTANZIALI, MA NON
GLI ACCIDENTALI. A meno che non avesse ruolo editoriale, controllava solo l'interpunzione e lo
stile tipografico, ma non l'aderenza allo stile grafico dell'autore.
C'era poi il rischio di introduzione di ulteriori errori sostanziali per colpa di una cattiva lettura a
voce alta, di incomprensione, fraintendimenti.
Errori di questo tipo possono nascere in dettatura del manoscritto, in composizione, o in correzione
bozze.
La correzione di bozze poteva dare origine a varianti testuali, xkè le seconde bozze servivano solo a
vedere se erano state eseguite le correzione sulle prime.
Autori introducevano cambiamenti in tipografia già durante stampa manuale 1700 diventa normale.
Correzione autore era diseguale, + attenzione su alcune parti, meno su altre.
Infine, le bozze venivano rilette in tipografia prima di dare inizio alla tiratura; a volte ulteriore
lettura durante la tiratura: si estraeva foglio a caso, si leggeva, in caso si fermava il torchio e si
correggeva.

Tardo 800, 3 mutamenti soatanziali.


1-sia x libri che x giornali, tirare bozze in colonna prima dell'impaginazione; a volte mandarle
all'autore in anticipo rispetto all'impaginazione con piccoli refusi già corretti.
2-più comune fare revisione degli accidentali della copia da redattori professionali prima della
composizione; poi compositore e correttore dovevano seguire fedelmente copia sia in sostanziali
che in accidentali.
3-intorno al '900 a Londra scompare ragazzo che legge, correttore fa diretto confronto con la copia e
le prime bozze. Se continua lettura a voce alta (usa e uk) accidentali vengono specificati durante
lettura.

3
Fasi successive della produzione
Varianti post composizione e correzione bozze.
1-modifiche dei caratteri o lastre durante l'impressione
2-modifiche dei caratteri o lastre tra un'impressione e l'altra
3-cambiamenti in preparazione di duplicati di lastre

GENERALMENTE SONO CONSIDERATE TUTTE VARIANTI SOSTANZIALI PER IL


TESTO-BASE

Altri casi: correggere caratteri o lastre danneggiate, correggere passi particolari

unità bibliografica fondamentale è LA FORMA, varianti della forma hanno rilevanza testuale.

1mo tipo
King Lear: 12 copie, 8 forme varianti in 7 dei 10 fogli. 150 modifiche sostanziali. Bozze
corrette a tiratura iniziata.
2ndo tipo
presenza va sospettata qnd sappiamo che c'è stata una ristampa, grazie a modifiche di
frontespizio, numerazione pagine etc..
casi rari prima dal 1700 xkè nn esistevano le lastre.
3zo tipo
possono o no avere importanza testuale.
Di qua e di là dell'atlantico. Edizioni usa e uk diverse, a volte viaggiavano le lastre ma spesso
ricomponevano tutto. Varianti volontarie e non. Legge sul diritto d'autore in usa del 1891, poi 1957.
Spesso modifiche x adattare al diverso mercato; tagli dovuti a pirateria, errori grossolani di ristampe
nn autorizzate; Faulkner: dialetto normalizzato. Hemingway corretto in inglese uk.
STUSSI – FONDAMENTI DI CRITICA TESTUALE x intro vedi file (google stussi fond critica
test)
VARVARO – CRITICA DEI TESTI CLASSICI E ROMANZA

Filologo romanzo ha problemi, soprattutto di traduzione, che non angustiano filologo classico.
Xò filologo classico ha i suoi. Corre il rischio, per sudditanza verso i predecessori, di rimanere
intrappolato in vecchi errori. DEVE AVERE SPIRITO CRITICO. Affrontare problema della
tradizione in modo globale e radicale.
Editori di testi classici si fissano solo sui loci critici, non fanno revisione del testo nel suo insieme.
Studio della tradizione si trasforma in studio dei loci critici.
D.Commedia, Barbi, fissò canone di 396 loci critici.
Vandelli però rinunicò a questo metodo e applicò invece quello degli SPOGLI INTEGRALI
appreso da Pio Rejna. Concentrò attenzione sul testo completo dei manoscritti più antichi e a ambì a
ricostruire una sorta di genealogia delle lezioni di ogni singolo passo che portarono ad un restauro
minuto e prezioso di dettagli affidatp al giudizio del filologo ma no chiarimento su tradizione del
poema.
Giustificazione loci critici: commedia tradizione enorme e fittissima contaminazione.

Esperienza di Giorgio Petrocchi giustifica solo in parte i loci selecti. Dimostra anche che tradizione
della commedia è difficile ma nn impossibile. Si può arrivare ad una sistemazione almeno dei piani
cronologicamente alti.
Quindi:
Barbi – loci come scorciatoia per classificazione testimoni
Vandelli – loci metodo di classificazione delle lezioni
Petrocchi – nn è questione di ridurre varianti, ridurrebbe in quantità ma nn in qualità, nn
contribuisce a qualificazione interna dei codici portatori, nn gioverebbe alla scelta di una lezione
contro un'altra.
Variante isolata è come banderuola impazzita: inquadrata nel sistema di tutte le altre varianti indica
una direzione.

Critica sull'esistenza dell'archetipo, entità teorica e fittizia che però spesso viene idealizzato e a cui
si tende come se fosse cosa vera, anche se non se ne è sicuri. Critica anche del Bedier: editori
mettono l'origine di una tradizione in un manoscritto fittizio)
Divina commedia pubblicata poco a poco non ha mai avuto un archetipo, edizione completa e
definitiva.
Tradizione senza archetipo fa capo ad una successione di autografi, come nel caso del duca di
orleans. Poesie scritte in prigionia,1415-40 poi edite: O. Poi continua a correggerle e ad aggiungere.
Stadi successivi si traggono da copie di O fatte in tempi diversi. Se si cercasse un archetipo, non si
troverebbe, e non si potrebbe trovare.
Libro de buen amor di Juan Ruiz: c'è archetipo, ma un'esemplare dei rami è servito da base per
nuova tradizione: finito il manoscritto, jean ruiz continua a lavorare non sull'autografo ma su ms
derivato dall'archetipo.
Anche Amorum libri di Boiardo ha tradizione complessa.
TRADIZIONI VICINE ALL'AUTORE MA TUTTAVIA COMPLESSE.
Differenza tra tradizioni classiche e romanze. Classiche TRADIZIONE QUIESCENTI, ambienti
limitati a lavoro di professionisti, rispettosi del testo tràdito.
Tradizioni romanze: distanza minima tra autografo e archetipo (se esiste) e testimoni conservati, nn
sempre lavorate da professionisti; scritte in volgare, lingue in fase di sviluppo, TRADIZIONE
ATTIVA.
X opere a grande diffusione tradizioni un po' attive e un po' quiescenti. Tradizione della lirica
trovadorica. Importanza scarsa del dato cronologico; cosa determinante è atteggiamento dello scriba
rispetto al testo.
TRAD. QUIESCENTE scriba è ESTRANEO la testo, RISPETTO. Magari sbaglia, attua congetture,
ma sempre al fine di un RESTAURO CONSERVATIVO.
TRAD. ATTIVA scriba considera testo attuale ed aperto, cade in corruttele a cui nessuno sfugge +
innovazioni che a suo parere rendono il testo più contemporaneo.

FABLIAUX antico-francesi (contes a rire en vers – bedier – della piccardia) presentano tradizione
di copia meccanica che di rifacimento radicale (tipo barzellette): impossibile studiarne la tradizione.

Il filologo classico può difficilmente accedere a parte più antica della tradizione, e quindi sviluppa
fiducia nell'archetipo per farne derivare tutti i testimoni. Self-fulfilled prophecy.

Se una tradizione ha settori attivi e settori quiescenti (liriche di Juan de Mena), va sfruttato questo
contrasto: stratificare cronologicamente i vari apporti testuali.

Relativizzare lo stemma: è un'astrazione quasi matematica e cmq altra cosa rispetto ad un riassunto
di storia.
L'EDITORE DEVE RICORDARE SEMPRE CHE STRUMENTO STA MANEGGIANDO.

IL VALORE DI UN TESTIMONIO DIPENDE DALLO STATO DELLA TRADIZIONE.

LA lezione tardo-antica anteriore all'archetipo è solo UNA delle lezioni, ci è utile solo se rivela un
errore o conferma una congettura, inutile se tramanda lo stesso testo dell'archetipo.
Può rivelare una corruttela entrata assai presto nella tradizione ed è utile per la datazione. Oppure
potrebbe essere congettura o emendazione di corruttela esistente, corruttela a noi nota o no.
Cmq nei primi tempi la tradizione è sempre più attiva, quindi + verosimili le differenze.
Martin de Riquer – il romanzo in prosa e la diffusione della carta

THE VULGATE VERSION OF THE ARTHURIAN ROMANCE


Impressionante. Episodi appassionanti e sorprendenti, prosa bella, efficace e limpida.
Ma trama complicata, dottamente costruita, selva di avventure i cui fili si perdono ma non si
spezzano mai: fatti giustificati e ripresi a distanza di 500o 800 pagine.
Amori di lancillotto, regina ginevra, santo graal, fine del regno di artù, opera assiduamente letta nel
1200, 1300, 1400. Oggi + di 50 manoscritti riportano completamente o in parte questo insieme di
libri.
PROBLEMA DELL'AUTORE O DEGLI AUTORI.
Ferdinand Lot sostiene un solo autore
Jean Frappier sostiene un unico architetto ma + autori.

Tutto basato su CHIARA LOGICA INTERNA, PERFETTA CONNESSIONE DEGLI EPISODI,


INECCEPIBILE CONDUZIONE DI UN'OPERA TANTO VASTA.

ENTRALACEMENT. Non è un mosaico da cui si toglie una tessera e la si modifica. É un arazzo.


Se si taglia un filo cade tutto.

Composto intorno al 1225.

Se ci fu uno scrittore, come scrisse materialmente un'opera così vasta?


E se ci fu un archietto, come tracciò la trama, l'abbozzo tramite il quale guidare i suoi collaboratori?

A confronto con i Romans di Chretien de Troyes (romanzo arturiano di 40, 70 anni prima) nn era
così. Differnza di spazi tipografici: 5 milioni contro 180/250.000.
inoltre la loro trama è lineare, non c'è intreccio.

Giusta analisi del contesto sociale, culturale, etc, ma importante anche il contesto materiale.

PROBLEMA DELL'ORIGINALE AUTOGRAFO O MINUTA.


Usavano le tavolette di cera, (legno o lussuosamente avorio)
miniatura di Juan de Ruysbroeck in cui si vede il mistico che prende note dallo spirito santo su
tavolette di cera e un amanuense che trascrive su pergamena.

In tavolette entravano due colonne di 25 ottosillabi ciascuna.


X romans di chretien servirono circa 136 tavolette. ok.
X lancelot.quest.mort artu ne sarebbero servite 3800. non ok.

Chretiens poteva scrivere tavoletta dopo tavoletta perchè l'azione èp lineare.


Diversa la storia per L.Q.MA: nn pensabile di rivelare il nome di un personaggio dopo 800 pagine
lavorando a memoria.

Usato supporto che permetteva facilmente di tornare indietro, emendare, aggiungere. CARTA.
Inventata in cina e arrivata in europa tramite arabi, spagna e italia meridionale.
Santo domingo di silos: primi libri di carta. Breviario e messale mozarabi. Inizio sec XI.
Fragilità e minore durata, campagna anti carta da XII sec a metà XIII.
Federico II ne vietava l'impiego in atti pubblici.
Veniva detta pergamena di panno. Ma economica e quindi si usa. Notaio di genova 1154-64.
cancellerie federico II, consiglio di siena, camera apostolica papale.
Fabriano dal 1268-76.
Cancellerie non la vedono di buon occhio, ma per scrittori era molto comoda. Occupava poco
spazio, costava poco.supporto ampio, chiaro e comodo. Facilissimo da leggere e ritoccare.
Apriva insospettabili possibilità artistiche per la narrazione e intreccio avventuroso.
L.Q.MA pensabile solo se scritto su carta. Nuova visione del mondo, da eroe individuale a pluralità
di cavalieri. Scoperta dell'individuo si allarga a pluralità di individui che il romanzo mirante alla
totalità può dominare solo in prosa.
I GRANDI CICLI IN PROSA RAPPRESENTANO LIVELLO PIÙ ALTO DI SFORZO
TOTALIZZANTE DELLO STATO FEUDALE. Cambiamento di mentalità e stile con novità
materinale non è casuale. Come stampa e rinascimento.