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University of Illinois Urbana-Champaign

http://www.archive.org/details/dizionariolatinoOOgeor
e. E. GEORGES

DIZIONARIO
DKI.L.V

LINGUA LATINA SECONDO

LA SESTA ED ULTIMA EDIZIONE TEDESCA

CON

PREFAZIONE ED AGGIUNTE DELL'AUTORE


SCRITTE APPOSITAMENTE PER L'EDI/.IONE ITAI.IANA

VOLiUME I

DIZIONARIO LATINO-ITALIANO
Ticinuiio.ni: con aggiuute:
«ONDOTTA l'A

FERRUCCIO CAI. ON OHI


Seconda Tiratura

TORINO
ROSENBERG & SELLIER
LIBRKRIA I.\ TERX.i ZIO.XA I.K
3 — VIA BOGINO — 3.

189 6.
G. E. GEORGES

DIZIONARIO

LATINO-ITALIANO
SECOXDO

LA SESTA ED ULTIMA EDIZIONE TEDESCA

CON

PREFAZIONE ED AGGIUNTE DELL'AUTORE


SCRITTE ArPOSITAMENTE PER L'EDIZIONE ITALIANA

tradijzioiiì: co.h aggilute


CONDOTTA DA

FERRUCCIO CALONGHI
Seconda Tiratura

TORINO
ROSENBERG &: SELLIER
UBRKRIi INTSRNAZlOSAiK
8 — VIA BOGINO — 3.

18 9 6.
PROPRIETÀ LETTERARIA

Torino, Tip. e Lit. Camilla e Bertolero»


^^6

PREFAZIONE DEEL'AUTORE

Il presente Dizionario-Manuale della Lingua Latina, tradotto in Ita-


liano col mio consenso, è dedicato sopratutto ed in particolar modo alle
scuole, ed io mi sono proposto di registrarvi in genere soltanto quei
vocaboli, quei significati di essi, quelle frasi e quelle costruzioni, che
si riscontrano negli Autori latini nelle scuole e che servono come
letti

modelli di stile; così, fra i ho tenuto conto di Cornificio (ad


prosatori,
Herennium), di Cicerone, degli Storici da Cesare fino ad Eutropio,
eccettuati gli Scriptores Hlstoriae Auguslae, dei due Seneca, di Quin-
tiliano e di Plinio il Giovane; fra i poeti, di Terenzio, Catullo, Lucrezio,
Orazio, Virgilio, Tibullo, Properzio, Fedro ed Ovidio. E poiché negli
esercizi di stile latino possono e debbono venir usati vocaboli, frasi,
costruzioni, ecc., di altri Autori, quali particolarmente Plauto, Varrone
(de lingua latina), gli Scriptores rei rusticae, Vitruvio, Plinio il Vec-
chio e Celso; cosi ho tenuto conto anche di essi, nei casi in cui mi
sembrò necessario.
Soltanto ai meno pratici di lavori di questo genere potrà sembrar
agevole la scelta del materiale contenuto in questo volume, e facil
cosa l'ovviare alle possibili omissioni. Poiché io non ho potuto, ad
esempio, tralasciare un vocabolo, una frase e via dicendo, pel solo
fatto che in tutti i Lessici latini di maggior mole vengano attribuiti
soltanto a Scrittori, che escono dal numero di quelli indicati di sopra:
il lungo uso dei Lessici latini mi ha abbastanza dimostrato quanto essi
siano imperfetti e perciò appunto ho esaminato singolarmente ogni
vocabolo, ogni frase, significato e costruzione, prima di ammetterli o
no in questo lavoro.
Il materiale lessicografico, che io stesso vado rac-

cogliendo da più di cinquanfanni e Tuso di buoni Indici mi hanno

481926
— VI —
servito grandemente per questa compilazione e spesso mi hanno con-
aotto a risultati affatto divei'si di quelli a cui giunsero questo o quel
compilatore di un cosidetto Dizionario ad uso delle scuole, attinto a
più aride fonti. Questo Dizionario vanta quindi sugli altri lavori di
simil genere un numero considerevolmente maggiore di vocaboli, che
hanno ogni ragione di figurarvi. Il materiale lessicografico è elaborato
come nel mio Lessico Completo; soltanto, dato lo scopo speciale di
questo libro, la trattazione di qualche vocabolo è talora più ristretta,
talora più diffusa, a seconda dei casi ; e di più, quando mi parve ne-
cessario, ho variato del tutto anche la disposizione della materia sotto
qualche vocabolo. Dei nomi propri ho registrato soltanto quelli che
occorrono negli Scrittori letti nelle scuole od in qualcuna, dèlie loro
opere.
Le esigenze della scienza m'hanno suggerito numerosi emendamenti
ed aggiunte, che ho introdotto in questa edizione italiana.
Possa questo Dizionario, giunto in Germania alla sua sesta edizione
e tradotto due volte in Olandese, ottenere il favore delle scuole italiane.

Gotha, Gennaio 1891.

Pkof. D.« C. e. GEORGES.


PREFAZIONE DEL TRADUTTORE

Il Di;;ionario, di cui presentiamo la traduzione italiana, è il Piccolo


Dizionario Latino-Tedesco di C. E. Georges (1), da non confondersi
cÓ\*Dizionario Completo (2) del medesimo Autore. Abljiamo omesso
nel titolo la parola %)iccolo, dietro varie considerazioni della Casa Edi-
trice e colFassenso dell'Autore.
Mi dispenso dallo esporre metodo seguito dall'Autore nella com-
il

pilazione di questo lavoro; chi si occupa con amore di studi classici,

conosce le opere lessicograflche del Georges e crediamo plaudirà agli


Editori sigg. Rosenberg e Sellier che ne vollero fornire una traduzione
,

per le Scuole Classiche Italiane.


Non è che i Dizionari latino-italiani che ora corrono per le mani dei
giovani, non abbiano i loro meriti; basterebbe la considerazione che
i più moderni fra essi sono compilati in gran parte sul Porcellini De-Vit.
Ma appunto per ciò, meritava di essere tradotto in Italiano questo Les-
sico, condotto con un metodo alquanto diverso, elaborato accuratamente
e direttamente sulle fonti, e che nell'interpretazione dei passi citati ha
altresì fatto suo prò delle molteplici edizioni annotate ed interpreta-
zioni sparse di Classici latini stampate in Germania. La parte poi che
riguarda i nomi propri, sia mitologici che storici e geografici, coi ri-
spettivi derivati, figura, soltanto in parte, in uno solo dei dizionari
scolastici latino-italiani: essa, oltre sempre, è talora neces-
ad essere utile
saria, particolarmente per tradurre passi che contengono i cosidetti
derivati. Lo stesso si dica delle brevi dichiarazioni archeologiche ap-
poste ai nomi esprimenti cariche, uffici, e specialmente magistrature e
magistrati; usi speciali, come feste, cerimonie religiose e via dicendo:
e finalmente dei moltissimi termini tecnici.

(1) Klemes Lnteinisch- Deutsches Hnndwiirterbuch —


6" eclizioiie, Lipsia, 1890.

(2) Ausfiihrliclies Handworterbuch, ecc. —


7' edizione, Lipsia, 1879-80.
I
— vili —
Le aggiunte che ho inserito qua e là non hanno la pretesa di col
mare lacune deiroriginale tedesco, ma soltanto di rendere il lavoro
più chiaro e profìcuo per le nostre scuole. Talora ho aggiunto l'intera
traduzione di passi difficili; di spesso ho apposto l'indicazione nume-
l'ica dei passi, particolarmente là ove la traduzione datane dall'Autore
si scostava dalla comune interpretazione accolta nelle migliori edizioni
italiane; anzi, in quest'ultimo caso, ho aggiunto spesso tra parentesi
l'interpretazione comune. Qualche volta ho ritoccato, col consenso del-
l'Autore, qualche vocaholo, servendomi specialmente del Lessico Com-
pleto nominato di sopra.
L'opera mia è stata lunga e faticosa: affinchè la traduzione rispondesse
bene all'originale, ho dovuto, fra le altre cose, raffrontare la maggior
parte dei passi nei rispettivi Autori.
Da parte loro, i solerti Editori non hanno risparmiato alcuna cura,
acciocché l'edizione italiana non riuscisse inferiore, per la nitidezza della
stampa e la molteplicità dei caratteri, all'edizione tedesca, in ciò coadiu-
vati dalla spettabile Tipografia dei sigg. Camilla e Bertolero.
Se gli egregi e benevoli Colleghi ci aiuteranno, e vorranno esserci
cortesi di osservazioni ed aggiunte, ne terrò conto per la seconda edi-
zione, che, pel bene degli Studi Classici, oso sperare non lontana.
Intanto ringrazio di tutto cuore i chiarissimi Professori, che mi pre-
starono il loro valido aiuto nel lungo e difficile lavoro, ed in ispecial
modo mio caro e dotto amico Prof. Pietro Rivoire, che cooperò
il

altresì grandemente alla correzione delle bozze (1).

Torino, Febbraio 1891.

F. CALONGHL

in-
(1) Eingrazio i chiarissimi Professori L. V., E. G. e G. G., pel loro benevoli articoli
Gazzetta Letteraria (1890, n" 17), nella Biblioteca delle Scuole
seriti rispettivair.ente nella

(anno V, u. 19), nell'eco delle Scuole (nel numero del V luglio 1889 ed in aitri), nonché

i numerosi Giornali, che, facendo cenno di questa pubblicazione, mentre usciva a dispense,
ebbero anche per ine lusinghiere parole.
A

A, a,
1. prima lettera deW alfabeto latino. prossima delimitazione o circoscrizione della
— Come
I

abbreviazione : a.)comesigla dinume provenienza : a.) da parte di, riguardo a, in,


proprio, comun. corrispondente al prenome ab senatu desperare, Cic: timere ab alqo,Cic.^
Aulus. b) nel computo digli anni, Annus, laborare ab alqa re, Caes.: firmus ab equitatu,
•comun. =
Anno, p. es. A. U. C. anno urbis = Piane, in Cic: inops ab amicis, Cic: medio-
•conditae. criter a doctrina instructus, Cic: ab omni
2. a, ab, abs, prep. coZ/'abl. (affine ad laude felicior, Cic: quindi servus a pedibus,
ànó), col concetto fondamentale di partenza lacchè, Cic: a manu, scrivano, Suet. p) di
da un punto; da (contrapposto allo ad =^ a), fronte a, davanti a, custodire ab alqo, Cic: ta-
1) di luogo : A) per indicare il punto iniziale tus a periculo, Caes. C)per indicare il punto
di un moto, l}propr.,per indicare il luogo o di lontananza nello stato, il punto della di-
la persona da cui si prendono le mosse, da,,, stanza, 1) propr., da, con abesse, distare e
via da... redire a foro, Plaut., a Caesare, Cic: sim. (V.); coi numerali, distante di, ab milibus
fuga ab urbe, Cic: quindi ab ad, da... fino
. . . passuum duobus, Caes. 2) trasl.: a) generic,
•a..., Cic: e COSI usque ab . . ad, ovv. in, Cic
. con dissentire, discrepare, alienum esse e sim,
2) trasl.: &) per indicare la persona da cui (V.), nella locuz. non ovv. haud ab re, non
si prende o si deriva q.c, da, eniere ab alqo, inutile, vantaggioso, Liv. b) per indicare l'or-
Sen.: solvere ab alqo, per mezzo di quale, (un dine ed il grado, dopo, partendo da, partic.
banchiere, ecc.), Cic: cognoscero e discere ab dopo aggettivi ordinali, quartus ab Arcesila,
alqo, Cic. b) per indicare la stirpe, l'origine, Cic. Il) di tempo: A) coli' indicazione del
€sse a M. Tullio, discendere da 31. Tullio, Cic; punto di partenza, da, ab bora tertia, Cic: a
via esse a Zenone, essere della Scuola di Ze- condiscipulatu, j!iep.: ab initio, da principio,
none, Cic: legati ab Ardea, Liv.: di origine Cic: coir indicazione del punto d'arrivo {con
etimologica, nomen invenisse ab alqa re, Cic: e ad, in, usque ad), p. es. ab bora septima ad ve-
per indicare la ragione, il motivo, l'impulso, speruii),Caes. B) coli' indicazione del punto
per, in eatiea di, ab singulari amore, Balb. d'allontanamento, di lontananza, da, ab urbe
in Cic: ab obsidione, Liv. e) per indicare il condita, dalla fondazione di Moina Cic. : ,

tutto di fronte alla parte, di, fra, unus ab tertio abs te die, tì-e giorni dopo che ci la-
novissimis, Caos. d)per indicare l'autore o la sciammo, Cic. — In composizione = da, via,
causa efficiente, di, da, per, per ìnezzo di; anche àbacliis, ùs, m. (abigo), n condnr via (Var,
in seguito a, con Verbi passivi ed intransitivi, mento, il gregge), abigeato, Plin. pan. 20, 4.
interfici, iuterire ab alqo, Cic: ijerire a morbo, abaciis, i, m, (àpag), tavola divisa a
Nep.: con sost., plaga ab amico, Cic: con ag- mo' di scacchiera, originariamente con cifre
gett., pieni animorum ab [iristini diei meliure (ABF), opp. asse della tavola coU'orlo rile-
occasione, Liv.: talora coi gerundivi invece vato, a) come tavoliere, tavola da giuoco, Suct.
del dativo, specialmente quando precede già b)come tavola di lusso, a mosaico, posta come
un dativo, fortis et a vobis conservandus vir, ornamento nelle camere, per sostenere vasi
Cic: quibus (civibus) est a vobis consulendum, ed oggetti preziosi, Cic.
Cic. B) per indicare il punto d'inizio, di abìiiiètiatfo, òuis, f. (abaiieno), aliena-
j)artenza, di una direzione: \)pi-opr.: a) da, mento, espropriazione, Cic top. 28.
spesso anche corrispondente al nostro a, in; sib-alTcìio, avi, àtum, are, alienare, IJ
a supero mari, Cic: a puppi religatus, Cic: propr., dar via, allontanare da sé, detto partic.
a labris, Caes. b) dalla parte di, ad, in, da, di un possesso, espropriare, vendere, cederò
ab Eurota, Cic: a fronte, Caes.: ab occasu {contr. conservare), Cic. II) trasl.: a) ge-
et ortu solis, ad Occidente e ad Oriente, neric: abalieuati jure civiuni, privati del di-
Liv. 2) trasl.: a) per indicare la persona ritto di cittadinanza, Liv. b) alienare, allon-
per la quale, in prò della quale si fa una tanare, far ribellare, rendere indifferente (contr.
cosa, stare, facere ab alqo, dalla parte di alqm amicum facere), alqm ovv. animum,
qualcuno, in vantaggio di quale, per quale, Cic: alqm ovv. voluntatem alcjs ab alqo, Cic.
{contr. coctra od adveisus al(im), Cic: cos'i ÌLbà!«, bantis, m. ('Apag Abante, re di
,

anche diceie ab reo, Cic: ab iniiocentia cle- Ar.jo, padre di Acrisio, aro di Danae ed
mentissimub-, per, ecc., Cic. b)per una più Atalante. —De r i e: A) .^buiilèu^, a, um
O eorgesrCalonghi, Dizionario latino-italiano,
3 aleo

CA^av-cetoj), pertinente ad Abante, Abanteo. mam MaceJoniam, Cic: se ras, Ter.: e se in


Vi) j%baiitTiitlL'!», ae, m. ('APavxiàSTjj), un bibliothecam ovv. in litteras, Cic: e selitteris,
AbamiaUe, cioè SUO figHj Acrisio e il pro- Cic: nel part. pe.'-f. pass, (mediale) a'jditus,
nipote Perseo. lungi dall'umano consorzio, ritiratosi a vivere,.
àba%U<«, i, m. (avi avus), nonno dei nonno, in tectis silvestribus, Cic: agro, Hor. pj allon-
trisavolo, Cic: t dora in, significato generale tanare =^ esiliare, a'.qiii in insulam, Tac. IIJ
=:^avo, antenato, Sen. col concetto accessorio del n tscondere,nascon-
Abtlalòn^iiiU!», i, m. {'ApSaXuvufio;), dere, occultare, ferrum intra vesteiu o sempì.
Abdaìoninto, posto Come re a Sidone dei Ales- veste, Liv.: se post niaceriani, Liv.: se in pro-
sandro il Grande. xiiiias silvas, Caes.: se in suis tectis, Liv.: ab-
Abdera, òrum, n. ("ApSigpa, toc), Abdera, diti in tabernaculis, Caes.: in silvis abditos la-
città della Tracia, secondo alcuni oggi Po- tere, Cae.s.: in silvam Arduennam abditi, Caes.:
listilo, famosa per la borghigianeria dei cultruin sub veste abditum habere, Liv.: Am-
suoi abitanti; di qui l'espressione hic Ab- phiarae sub terram abdite! Cic: ascensus ab-
dera, Cic. = Deriv.: A) jUbdèriIcs, ae, ditas a Conspoctu, Liv.: trasl., tener nascosto,
m.{'X^t-flpiZ-fiq),di Abdeì-a,AbderiU!. B) Ab- occultare q.c. alla mente, alVanimo, illum,
dcrllniiiis, a, um, Abd&ritano = stolto. quem abdi^, Cic: abdenda cupiditas erat, Liv.
abdìvniìo, ònìs, f. (l. abdico), u dùfarsi abduilien, mtnis, n., ventre, panda, ad-
di q.c. o di quale; di un figlio (filli abdicatioj, dome, sede dei bassi piaceri sensu di, Cic. ed a.
cacciarlo dalla casa paterna (e diseredarlo), abdfico, duxi, ductum, ere, conUur via, ae-
San. rhet. —
dictaturae, rinuncia, Liv. eompaynar via, allontanare (coìltr. adducere), .

1. abdico, avi, àtum, are, allontanare da I) propr.: a) ogg. anim.: alqm ab aratro,
sé quale. q'C, reuplngere, id totuiu abJicO Cic: alqm vi de foro, Liv.: alqm ad cenam,
atque eicio, Cic. — Partic, a) diaeononcer», Ter.: alqm in servitutem, Cic: armenta, Ov.
acaceiare da sé, abdicare alqm fratrem, Liv.: b) ogg. inan.: ritirare, sottraire, clavem, Plaut.:
e COSI abd. fiiium, liberos, Sea. b) sedere una caput retro ab ictu, Verg. II) trasl., a) ge-
carica, deporia prima del termine legale, ri- neric: alqm ab bis hominibus ... ad hanc ho-
nunciarvi solennemente, m.igistratum, Sali.: e minum licentiam, Cic: h)alietuire, inimicare,
se magistrata, tutela, Cic. distaccare uno da ttn altro, alqm ab alqo, Cic:
ab-dlco, dixi, ere, rivocare, non per- ad se, tirar ale. dalla swa, Cic. e) rimuovere
mettere, dar rispostii sfavorevole [termine au- qu de. da qualche abitudine, inclinazione,
gurale, contr. ad addicere), Cic. de div. 1, 31. atticità e sim., distogliere, alqm ovv. animum
abditus, a, um, part. agg. (abdo), na- ab alqa re, Cic: aciem mentis a consuetudine
scosto, occulto, fuor di vista, appartato, remoto, OCuloruui, Cic d) abbassare, avvilire qualche
I) propr., allo sguardo, in senso materiale : cosa, rendendola simile a qualche altra, ar-
vis abdita quaedam, Lucr.: partic. di luoghi, tem tantam a religionis auctoritate ad mer-
pars aedium, regìones, Sali.: loca, ripostigli, cedem quaestumque, Cic.
Sali.: di persone, abstrusus atque abditus, so- jk bella, ae, f., città della Campania; ora
Ungo, lontano dal mondo, Plin. pan.: il neutr. Avella. — Deriv.: AbeliàiiU!«, comun.
sing. con prep., con valore di sost. u pro- = Avellailll<ii, a, UIU, Avellano, di A. Plur. —
fondo, subita ex abJito vasti amnis eruptio, sost., Abellani, òrum, m., gli abitanti di A.,
Sen.: neutr. plur. come sost.. terrai peuitus Avellani,
abdita, le viscere della terra, Lucr. JI) trasl., tib-eo, ti, ttum, Ire, andar via, andarsene,
allo sguardo, in senso morale: res abditae et partire [contr. adire, redire , manere) , I)
obscurae, Cic: res occultile et penitus abditae, propr.: a) generic, assol., abire (uscir dal
Cic: voluntas abdita et retrusa, Cic: abditi sentiero, allontanarsi) Cjphen jubet, Curt.:
alcjs sensus, Liv. e Tac. —
Neutr. plur., come illlnc, Cic: ab ilio, l'iaut.: comitio, Liv.: ex

sost., abdita rerum, concetti fino ad ora sco- Africa, Sali.: ad alqm in Mauritaniani, Sali.:
nosciuti, concetti nuovi, idee nuove, Hor. art. bine doiiium, Liv.: ex conspectu, di navi,
poet. 49. Cacj. — qu ndi abi, f«, ora per approvare =
abdo, dttum, ere, mettere in disparte,
dtdi, bene, sta bene, bravo, abi, virum te j adico.
porre da parte,- perciò toyliere dagli occhi, dallo Ter.: non es avarus, abi, Hor.: ora con mal'
sguardo, allontanare, sottrarre allo sguardo, garbo, va =
via, va via, vattene, Ter.: etiani
ritirare, nascondere, I) in gerì.: Liuc procul tu bine abis? non vuji ancora andartene?
abde faces, Tibull.: pedestres copias ab eo loco Ter.: cfr. quin tu abis in pestem malumqae
abditas, Caes. eqauiii domo, mantenere in
: cruciatumV Cic: abi bine cum tnbunatibus
ca-^a, Verg.: virgo abdita (sc.turii), rinchiusa, ac rogationibus tuis, Liv. b) partirsene, venir
Hor.: argentum abditum terris, ancor nasco- via, riuscire, donatus abeo, Verg. e Plin. ep.:
sto sotto terra, non ancora scavato, Hor.: 2>artic. dell'uscir da un combattimento, pauci
partes corporis contexit atque abdidit (natura), integri abeunt, Sali. Cj ritirarsi da, lasciare
Cic.:|)ije<., vultus et caput undis, Ov.: caput un impiego, una carica, consulatu, Cic. d) ab-
cristatà casside, coprire , Ov.: lateri capalo batutotuire la vita, e vita, Cic: ad deos, Cic.
tenus ensem, immergere la spada nel fianco e) detto di tempo (anno, mese, ora, ecc.), pas-
sino all'elsa, Veng.: e così feri uni in armo sare, trascoìfere, finire, Cic f) di muluttie,
ferae, Ov. corpus humi, seppellire, Fior.;
: guarire, passare, cessare (contr. reinanere),
quinH a) abdere se in alqui locum, uascon- Cic gj di sentimenti, svanire, sparire, affie-
fiersi, rifugiarsi, ritirarsi in qualche luogo, se volirsi, Cic h) di cose alVitsta, all'incanto,

in inoiites, Verg.: detto partic. per ritirarsi sfuggire, non toccare ad alc, ab alqo, Cic. II)
uaila società, dtdl'umuiio consorzio, se in illti- trasl.: a) generic: ea (Semprouia) luxurià-
5 abequito ablego 6

praeceps abierat, era caduta da una scelle- tutto a q.C di bene, di male, Cic: abiciamus
jatezza in uà altra, Sali.: non longe abieris, ista, lasciamo star ciò, Cic. 2) gettare a terra,
tu non anderai avanti un pezzo, Cic: pre- calpestare, tenere in abbiezione, a) avvilire, pri-
tium retro abiit, è ribassato, Plin. ep. b) di vare di ogni valore quale q.C, Cic: partic
abbandonare q.C, perdere, allontanarsi, a.) il sotto il rispetto morale, abbassare del tutto,
filo del discorso, sed abeo a sensibus, Cic: demoralizzare, umilieire, Cic abic. Se, perdere
quid ad istas ineptias abis? perchè ti perdi ogni vigore morale, rendersi vile, Cic. Tiisc.
in queste bazzecole ? Cic. p) neU'agire, riti- 2, 54 (c/V. sotto al n" b). b) destinare ad umili
rarsi, ritirarsi da g.c, etiam tu bine abis? uffici, degradare, abbassare, ceteras animantes
Cic: impers., ne irrito incepto abiretur, Liv. ad pastuni, Cic: e avvilire colla parola, cioè
e) dell'effetto, della riuscita di un'azione, far apparire dappoco {contr. augere, tollere),
andar a finire, finire, riitseire, non sic abire, Cic: di carattere, se abic, avvilirsi, Cic. pa-
Cic d) di condizioni perdersi, andar per-
,
rad. 1, 14.
duto, affievolirsi, svanire, fides abiit, Liv.: illa ìibTògllUS, a, um, di legno d'abete, LlV.
mea, quae solebas antea laudare abierunt,
. . . ed a.
ebbero fine, Cic. e) passare, ritornare verso ìibìés, àbietis, f., abete (tanto Valbero che
quale, o q.C, abit res a Consilio ad vires il legno), Verg. e Liv. Meton. — gli og- =
vimque pugnantium, Nep.: abire in avi mores getti fatti di legno d'abete, p. es. la nave, la
et instituta =
ritornare, adattarsi ai co- lancia, Verg.
stumi, ecc., Liv. f) passare in q.e., a) passca-e, ìibigo, ègi, actum, ere (ab ed ago), condur
andare a finire, termiììare in, in qUOS SUmptuS via, lungi, fuori; portar via, cacciar via, a)
abeunt fructus praediorum ? Cic. p) passare propr., ess. anim.: muscas,Cic.: alqm rus. Ter.
in =trasformarsi, in silvas, Ov. Partic, a) condur via per furto (rubare), pe-
ab-eqiiìlO, avi, are, andar via, partire, CUS, Cic. p) trar fuori, espellere COn arte me-
fìiggire a cavallo, Sytacusas, Liv. 24, 31, 10. dica, partum, Cic. yj mandar via, ripudiare,
aberratio, ònis, f. (aberro), il distogliersi, Suet. b) trasl.: scacciare, espellere unO StatO,
il distrarsi, a inolestiis, a dolore, Cic. uìui condizione, patiperiem, Hor.
ab-erro, avi, atura, are, errar lungi, abltto, ònis, f. (abeo), l'andarsene via, di-
allontanarsi da q.C , I)propr.: a patre, Plaut.: partita, partenza, Comici.
ex agmine, Liv.: pecore, Liv. //)trasl.: &) al- abT(U!i, iis, m. (abeo), I) l'andarsene, par-
lontanarsi da un termine, da un punto, sco- tenza, dipartita, Cic IIj meton. uscita (come
starsene, veì%ir ìneno a, ab alqa re, Cic. b) per- luogo), Verg. e (al plur.J Tac
dere il filo del discorso, passare ad altro, Cic: abjecle, avv. coZ compar. (abjectus) in
ad alia, Cic. vagare col pensiero, «) ge-
e) modo basso, &) riguardo alla condizione,
neric: essere Aug. in Suet. Claud. 4.
distratto, bassamente, in condizione volgare, bassa, Tac.
P)
distrarre, distogliere la mente da q.C. di b) in signif. morale, timidamente, in modo pu-
triste, a miseria, Cic: usato asmi., Cic. sillanime, con pusillanimità, Cic.
abfSre, abfjireni, V. absum. abjeclTo, ònis, f.(abicio), »7 gettar via,
ab-hinc, avv., di qui, di qua, I) di luogo, trasl., debili tatio atque abjectio animi tui,
Lucr. 3, 953. II) trasl., di tempo, a) co??' acc. V avvilimento e lo scoraggiamento delV animo
=r fii, da questo momento, abh. trieunium, tre tuo, Cic Pis. 88.
anni fa, Ter.: abh. annos XIV, Cic. b) cort'abl. abjectus, a, um, part. agg. col compar. e
= prima, abh. XXX diebus, Cic. superi, (abicio), fferterto ma, in disparte: SOlo in
ab- horreO, horrui, ère, aborrire, farsi in- senso trasl.: l)irasctirato, rozzo, pedestre, sena-
dietro tremando, I)per isdegno, sdegnare, abor- rius, Cic: oratio humilis et abjecta (contr. ni-
n>«,alqm,Cic.: alqd, Snet. IIJ per avversione, mis alta et exaggerata), Cic 2) vile, basso,
ripugnanza, o.) propr., indietreggiare davanti a) rispetto alla condizione, al grado, basso,
a q.C = sentir ripugnanza di q.C, essere av- volgale [contr. amplus), familia, Cic. b) in si-
verso, coììtrario, non lasciarsi menomamente at- gnif. morale, umido, pusillanime, abbattuto,
trarre da una cosa, twn volerne sapere, ab alqa re, disperato, Cic. c) del Carattere spregevole,=
Cic: alqà re, Curt.: assol. {contr. capere), Cic. Cic
abbietto,
b) trasl., detto di cosa non compatibile con abjicYo, V. abicio.
nn'altra, con^astare con, non contbinare, urtare ab-juclTco, avi, àtum, are, togliere ad al-
contro q.C, non aver alcuna relazione, non aver cuno, come giudice, per via di giudizio, e in
a che fare COn q.C, discordare COn qualc, genere, la proprietà di una cosa (contr. adju-
esser lontano, dissimile, ab alqa re ed ab alqo, dicare), alqd ab alqo, Cic: sibi libertatem, to-
Cic: longe ab alqa re, Cic: alqii re, Curt.: alci gliersi la libertà, Cic.
rei, Liv.: inter se, discordare, Liv.: assol., Cic: ab-jiingo, junxi, junctum, ere, slegare,
vestrae abhorrentes (inutili) lacriniae, Liv. I) prop. sciogliere gli animali dal giogo, Verg.
abìcio, jècl, jectum, ere (ab e jacio), gettar e Prop. II) trasl., separare, allontanare, dis-
via, lungi; lanciare in distanza, gettar giìi dal- giungere, alqm, Caes.: se ab alqa re, tenersene
Valto, IJ propr.: scutum, Cic: tela ex vallo, lontano, Cic.
Caes.: se in herba, se ad akjs pedes, Cic: e ab-juro, avi, atum, are, negare con giura-
muro se in mare, Cic: anulum in mare, Cic. mento, abiurare, alqd, Cic: credituni. Sali.
IIJ tiasl.: 1) gettarla, a.) gettar lA trascura- ablati%'us, i, m. [con e senza casus] (ablii-
lamente, nel discorso, C'ìC. b) disfarsi di una tus da aufero), ablativo, Quint. ed a.
cosa mediante vendita, vendere ad ogni costo ablégàlTo (Onis), f. (ablego), n mandare
fa prezzo Vilissimoj, Phaedr. e) dar via, ab- (via), juventutis ad belluni, Liv. 6, 39, 7.
bandonare q.C, lasciar andare, rinunciare del ablego, avi, atum, are, mandar via qual-
'
atligurio àlmiptus 8

cuna, mandar lontano, allontanare, relegare, pnì'- abbominare, schifare [contr. optare), Liv.: quod
tic.per liberarsene; costr. colsempl. acc. opp. abomiuor, che Dio tolga, Ov. e Plin. ep.: abo-
contemporaneam. alla doman'/a donde? minaudus, abbominevole, detestabile, Liv.
(coirah),ovv. dove? (con ad ovv. in), ovv. Àb5rIg7nes,um,m.('Apopiylv£5),?K^6o-
a che? {col supino in um), Cic. ed a. da CUI discesero iLatini,orig.
rigeni,il popolo
al»-ligurìo (abligurrio), ivi, ìtum, Ire, stanziato nei monti intorno a Beate (Mieti).
I) spendere in banchetti, scialacquare, Ter. e ìib-SrTor, ortus sum, iri, mancare, venir
Seriori. II) in signif. osceno in Suet. gr. 23. meno, perire (contr. oriri), Lucr. ed a.
ab-lìScO, are, appigionare, dare in affitto, abSriscor, risei, venir meno, perire, "Lnci.
Suet. Caes. 26 e Vit. 7. 5, 731.
al»-ludo, ere = àTTcjSstv, differire nel aborlTo, ònis, f. (aborior) abai'to, l'abortire,
tono, poet. trasl., liaec a te non inultum Cic. ed a.
aHudit imago, conviene assai bene al fatto aborlTvus, a, um (abortus), abortivo, nato
tuo, Hor. sat. 2, 3, 320. pìHma del tempo, fuor di tempo, Hor. ed a.
al)-lìio, Tiii, lutum, ere, portar via abortììiìi, US, m. (aborior), aborto, Ter.,
lavando, I) lavare, portar vìa, a) dì UH Cic. ed a.
torrente, villas, inondare, Sen. b ) di persone, ab-rado, rasi, rasura, ere, I) raschiar via,
maculas e veste, Plin.: lacrimas, tergere, Ta.c.: radere, supercilia, Cic. IIJ trasl., estorcere
trasl., del cancellare macchie morali, Cic. parte dei possessi ad ale, Cic.
ed a. II) pulire lavando, lavare, purificare, ab-rìpto, ripui, reptum, ere (ab e rapio),
pedes alrjs, Cic: se flumine vivo, Verg. strappar via, IJpropr.: a.) s\(\m, trascitiar via,
ab-n(>^0, avi, àtuni, are, negare, rifiutare, rapire, Cic: alqm e ovv. a complexu alcjs, Cic.
e così anche ritenere, soUraì-re, non concedere, e Liv.: alqm de convivio in vincala, Cic: abr.
alci alqd, Verg. e Quint.: coirinhn., Verg. se, fuggire, sottrarsi, Liv.: abr. se domum,
ali-nepò», potis, tn. (avi nepos), terso ni- entrar precipitosam. in casa, Suet. P) alqd,
pote, Sen. ed a. rubare,portar via, rapire. Ter. e Nep. II) trasl.,
ab-iieptis, ptis, f. (avi neptis), tersa ni- alqm a similitudine parentis, Cic.
pote, Suet. ed a. abrSgalTo, ònis, f. (abrogo), abrogazione,
Alinfilia, ae, m., Abnoha, le montagne cassazione, legis, Cic: legls Oppiae, Val. Max.
colia parte meridionale della Selva Nera ab-i'ugo, avi, àtuni, are, di attii} (t. t.

(dove nasce il Danubio). pubbl.) in seguito a domanda fatta al po-


abnOClO, are (ab e nox), pei-nottare, passar polo, quindi mediante solenne conclusione,
la notte f'itori di casa, Sen. ed a. a) revocare, abrogare una legge preesistente
abnorniì«>, e (ab e norma), fuori di redola, {cfr. derogo), Cic. b) revocare alcuno da un
irregolare, sema nonna (di nessuna setta), HoF. impiego, da ima carica politica, togliere, alci
sat. 2, 2. 3. magistratura, Liv. II) trasl., togliere, alci
ab-niio, abnui, abniirturus, ere, accen- fidein, ad alcuno il credito, Cic.
nare di no, con cenni, gesti, partic. della abrStiiniiin (habrotonura), i, n. (àppó-
mano, negare, dir di no (contr. annuere, acci- Tovov), abrotono. Sorta d'erba medicinale,
pere, concedere, polliceri), a) di pers., assol, Hor., Cels. ed a. —
Plur. eterocl., abrotoni
Cic: alqd, Cic: coU'acc. e Z'infin., Cic: »y«- graves, Lucr. 4, 123.
ram. de alqa re, Sali, b) di e. astr., non aceon- ab-rumpo, rupi, ruptum, ere, I) strap-
tentire, ricitsare, impedire, TibuU. e Plin. pare, sciogliere, spiccare con forza, a) prOpT.,
ab-niilU, aro, accennare di no col Capo ; alqd, Liv. b) trasl., abr. so, sciogliersi da al-
negare, seg. dalVacc. e Tinfin., Enn. tr. in Cic. cunché =
sbrigarsene, liberarsene, latrocinio,
de or. 3, 164. Cic. Il) squarciare, strappar via con violenza,
abSlPo, levi, Ittum, ère, far andar via a) propr., alqd, Verg. e Liv. b) trasl.: a) o/fen-
= ridurre a nulla, distruggere, a) matertalm.: dere, violare, fas, Verg.: fidem, Tac. p) trmi-
alqd. Verg.: alcjs corpus igni, Tac h)poHtic., care =prima del tempo, ovv. d'un tratto,
moral. e spirit., annientare =
levare per sem- inopinatamente, vitam, Verg.: raedium ovv.
pre, togliere del tutto, mettere in dispa)-te, porre inceptura sermonem, Verg.: studia, Quint.
in dimenticama, abolire, Verg. ed a., alci ma- abruptc, aw. col compar. (abruptus),
gistratum, Liv.: partic. una legge, una costu- propr. in modo rotto, spezzato, quindi
manza, una consuetudine, un editto e sim., trasl. = itnprovvisatnente, repentinantente, a)
abrogare, abolire, sopprimere, Liv. nel discorso, incipere, ex abrupto, senza esor-
abdleSOO, olèvi. ere, andarsene tnan mano, dio, Quint. P) nelVagire, impi-owisamente =
spegneì-si sema accorgersene, senza traccia, di precipitosatnente, con precipitazione, sconside-
c. astratte. Liv. e Verg. ratamente, inconsideratamente, Justìn.
ìibolilTo, Onis, f. (aboleo), l'abolire, il rivo- abruplTo, ònis, f. (abrumpo), I) il rom-
gare ; abolizione, revoca, abrogazione di una perai, rottura, corrigiae, Cic. de div. 2, 84.
legge, ecc., Suet.: con e senza facti = amni- II) trasl., divorzio, Cic ad Att. 11, 3, 1.
stia, Suet. e Quint. abruptus, a, um, pan. agg. col compar.
ìibolla^ ae, mantello a doppio giro, mantello e superi, (da abrumpo), rotto, spezzato, I)
erto per ripararsi dal eattivo tetnpo, Suet. ed a. propr. =
erto, ripido, scosceso, dirupato, Ca-
aboiuTtio, are, forma arcaica p'-r abomi- tull. e Curt.: sost., abruptura, i, n., ripida^
nor; pass, (perf.) in Liv. (31, 12, 8) e (part. dirupata altezza o burrone, precipizio, erto pen-
perf.) in Hor. epod. 16, 8. dìo, sing. nei poeti, plur. in Plin. ep. II)
ab-nniìnor. àtus sum, ari, quasi togiieì-e trasl.: a) in gcn., solo sust, abruptura, preci-
un Onien, divertire il cattivo axiyurto, quindi pizio, china, rovina, Tac. b) detto del discorso,
abs absolvo 10
spezzato, rozzo, rotto, Quint. c) di Carattere, da un luogo, lasciarsi dietro, abbandonare,
duro, rozzo, difficile, sdegnoso, contumacia (V.), Verg.: /?(/., pueritiain, Sen. b) coprendo, sot-
Tac: esosi., per a.hv\ipti\, sdegnosamente, Ta.c. trarre allo sguardo, togliere di vista, occultare,
al»s, V. 2. a (ab, abs). nascondere, far sparire, Ol.)pr0pr.: siros, Curt.:
ab«i-e«^(lw, cessi, cessum, ere, andar via, Capreas (del fumo), Plin. ep.: campos (di inon-
andar lungi, allontanarsi e Sini. (contr. acce- dazione), Sen.: stella absconditur, Verg. p)
dere), I) propr.: a) generic: a.) di pers., B. trasl., nascondere, tener celato, una COndiz., fu-
curia, e foro, Liv. Ehodum,: Tac: partie. gam furto, Verg.: iiiiserias,Curt.: jjass. opprimi
come t. t. milit., ritirarsi, Sparta, Nep.: ab et abscondi {contr. eminere et apparare], Cic.
urbe, Liv. p) di località, scomparire dall'oriz- abiiens, tis, part. di absum (V.).
zonte, allont€inarsi, Liv. P) pregn., sparire, di- abikCnlTa, ae, f. (absens), assenza, lonta-
sparire, ritirarsi, jam (cor) abscedet, Cic. IIJ nanza {contr. assiduitas), Cic: trasl., testi-
trasl.: a) di pers.: ritirami da qualche im- nioniorum, mancanza di t., Quint.
presa, da qualche carica e sim., irrito in- altsTllO, Ire (ab e salio), andar via, fuggire
cepto, Cic: muneribus civilibus, Liv. p) sot- saltando, Lucr. ed a.
trarsi dalla signoria di ah., dal partito di ab-sTniTlis, e, dissimile, comun. con una
ale, allontanarsi, abbandonare, alci, Ov. b) di negaz.. Caes.: co? dat., Suet.
C. inan.: a) di condizioni, andarsene, sparire, absìnlhTslfiis, a, nra (absinthium), »iesco-
Ov.: di stati dell animo, Tev. ^) allontanarsi, lato con assenzio, assenziato, Sen. SUas. 6, 16.
staccarsi, diminuendo {contr. accedere), regno absinthìTiini, li, n. (a^itvGiov), assenzio
("di città), Liv. (Artemisia absinthium, L.), Lucr. e Quint.
absees^io, ònis, f. (abscedo), ationtana- — Fig., qualcosa d'amaro, ma salutifero {cOìltr.
ìnento, l'andarsene, il ritirarsi {cOntr. aCCCSsio), mei), Quint. 3, 1, 5.
Cic. Tini. 12. § 44. absìs (hapsis), sidis, acc. sìda, f. {&<^lz)t
abscessus, us, m. (abscedo), dipaì-tita, curvatura (di un arCO), arco, volta, Plin. ep. 2,
partenza, l'allontanarsi, allontanamento, a) di 17, 8.
pers., Verg:.: coutinuus, assenza continuata, ab-'<4Ìsto, stiti, ere, andar via da un luogo
Tac. b) del sole, Cic. = allontanarsi, I) propr., assol., Plaut.: luco,
ab^cTilo, cìsì, cTsum. ere (abs e caedo), Verg.: come 1. 1. milit., ab signis, Caes.: ovv.
tagliar via, recidere, troncare, I) pìopr.: caput, sempl. signis Liv. e così assol. Tac. : di
, ,

Cic: ramos, Caes. II) trasl.: a) disgiungere, e. inan., ab ore, sprizzare (di scintille), Verg.

separare, dividere, exercituni in duas partes, IIJ trasl., da tm^attività, astenersi, obsidione,
Caes. : partie. la voce, troncare, far tacere, Liv.: sequendo, Liv.: spe, Liv.: colV infin.,
Quint. b) tagliare = togliere, impedire, aquam, Liv.: assol, ne absiste, non lasciare, Cic.
Liv.: spam alci. Liv. ed a.
ab-soìndo, scVdi, scis.siim, ere, distaccare, ab<iwlfìle, avv. con compar. e superi.
toglier via, I) propv., tagliare, strappare, ve- (absolutus), compiutamente, eompletam., pie-
steni, Curt.: venas, Tac: tunicam a pectore, nam,, perfettum., Cic ed a,
Cic: II) trasl.: a) staccare, dividere mate- ahs8lulTo,ònis,f. (absolvo), lo slegare,
riahn., terras Oceano, Hor. b) idenlnunte: trasl., I) liberazione, assoluzione ; partic. die-
«) separare, dividere, infine soldo, Hor. P) tron- tro sentenza {contr. damnatio, condemnatio),
care = togliere del tutto, rapire, reditus alcjs, Cic: majestatis, dal delitto di lesa
dulces, Hor. maestà, Cic. Il) compimento, perfezione, Cic.
abscTse, avv. (absci'^us), propr., ta- abs<ilfitorTii!ii, a, um (absolvo), apparte-
gliando via: trasl. == in In'cve, ristret- nente air assoluzione, assolutorio {contr. da-
tamente, in riassunto (del discorsoj, brcviter jnnatorius), sententiae, Sen. rhet. tabella, :

et abscise, Val. Max. 3, 7, est. 6. Suet.


abseìsTo, ònis, f. (abscido), il tagliar absolutus, a, um, part. agg. cow compar.
via; trasl., il troncare a mezzo il discorso, e superi, {da absolvo), compiuto, perfetto,
aposiopesi (àuoattÓTC'/jotg), Comif. rbet. 4, 67. completo, quindi incondizionato, non cir-
anche
«bscTsus, a, um, part. agg. col compar. Cic: adjectivum abs., al po-
coscritto, assoluto,
{da abscido), tagliato via, trasl., a) di sitivo (contr. adj. comparativuni, al compa-
luoghi, ripido, erto, JAv. b) di discorso e sim., rativo), Quint.
troncato, spezzato {coiitr. plenus, latus), Quint. ab-solvo, solvi, soliitum, ere, slegare,
e Plin. ep. sciogliere, I)propr., Plin. e Seriori. Iljuasl.,
absooiiditc, avv. (absconditus), nasco- sciogliere, a) liberare, se a Fannio, Cic: col-
stamente; detto del discorso, a) rispetto Z'abl., alqm regni suspicione, Cic: col gtnit.,
'fila fortna, oscttramente, in modo oscuro, impli- timoris, Sen. b) in tribunale, ecc. assoi- =
cite et abjcondite (contr. patentius et expedi- veì-e {contr. damnare, condenmare), assol., ovv.
de inv. 2, 69. b) rispetto al conte-
fius), Cic. costruito col genit., Cic, ovv. collahl., Liv.,
nuto, oscuramente, in modo recondito, dìsseri, ovv. con de e Z'abl., Cic. e) spicciare, a.) al-
Cic. de fin. 3. 2. cuno, tanto in gener. quanto in partic. un
ab<icoiidTtii<i, a, iiin, part. agg. {da ab- creditore =
pagare, soddisfare, Ter. p) nel
SCOndo), nasi-usto, ignoto, celato, segreto, riposto racconto, trattare, spicciare, alqd quam pau-
e sim., Cic. ed a. cissimis, spicciar un argomento molto in
ab<i-€oiiilo, condi {raro condTdi), condt- hrove. Sali.: assol, paucis de alqa re. Sali.
tum ovv. (più tardi] consum, ere, luiscondere, T) i"'f5'") sbrigare =
compiere, completare,
occultare, a) mediante scostamento, a.) ge- i render perfetto, condurre a fine, a perfezione
neric: gladios,Cic p) facendo vela, partendo '
{contr. inchoaro), Cic.
.

11 absonus absum 12

al)-sì(nu<i, a, um, fuor di suono, vìtutem, Caes. II) trasl.: a) generic: alqm
absono , I) propr. , stonato , discoì-dante , ex comitatu clarissimorum virorum, mandar
aspro, sgarbato, VOX, Cic: di pers., voce absoni, via. escludere, Cic: se a corpore, liberarsi, scio-
Cic. IT) trasl., che non è in armonia, stoncor- gliersi (detto dello spirito), Cic: colVindicaz.
dant«, diiforme, sconvetùente a g^.C, absoni a del dove? =
conduì-re (da) a, trascinare (da)
Toce motus, Liv.: col dat., Liv.: assoL, Lucr. a, ad bellicas laudes, Cic: a bono in pravum,
ab-sorbee , sorbui {anche sorpsi) sor- , Sali, b) tirar via =z rimuovere, allontanare, di-
ptum, ère, assorbire, inghiottire, Hor.: dì acquc, stogliere, alqm ab alqo, Cic. e) distogliere da,
Cic: fig., assorbire, CiC. a rebus gerendis, Cic. d) distogliere, liberare
absp V. asp
. . . , . . (da un bene a da un malej, a bonis, a malis,
abs-que, prep. colVahX., tolto, I) tolto Cic: a servitio, Cic: se a consuetudine, Cic:
ipoteticamente =
se non, in prop. condizio- se a sollicitudine, Cic.
nali, absque te esset, se non fossi tu, se non abs-tru«lo, trùsi, trusum, ere, propr.,
mi assistessi tu, Plaut.: absque hoc esset, se spinger via; quindi occultar bene, rutscon-
non fosse lui, Ter. II) come tolto realmente: dere, .se in silvam, Cic: sese tectum Inter et
a) fuorché, eccetto, absque Augusto, Aur. Vict. laquearia, Tac: trasl., veritatem in profundo
s^ententisi, senza »o/«7o,Quint.
è) senzCT, absque penitus. Cic.
abstvniTu$i, a, um (abs e TEMUM, donde ab»lrusus, a, um, part. agg. (da abs-
temetum, temulentus), che non è dedito a be- trudo), ben occulto, nascosto, astruso, a) di
vande inebbrianti, che tton beve vino, astemio c. inan., insidiae, Cic: disputatio abstrusior,

(contr. temulentus, vinolentus), Varr. fr., Hor. Cic, di persone, chiuso, dissimulatore, di ca-
ed a. rattere, Tac
abs-lergeo, tersum, ère, asciugare,
tersi, ab-siìni, abfui (àfiii), abesse (aggiungi ab-
tergere, astergere, I) propr.: a) mandar via fiv.em od aforem, abfore od afore, abfùtiirus
tergendo, Cic.: come 1. 1. del linguaggio mctri- ovv. àfutiirus), esser lungi, esser via (cOntr.
naresco, remos, quasi radersi a vicenda per la adesse) e precis.: I) in seguito ad un i- mov
gran vicinanza delle navi, frangersi (dietro mento (assenza), A) propr., esser distante,
sfregamento), Curt. b) pregn., pulire tergen- non essersi, esser lungi, assente, ab ed ex
do, ripulire, Ter. II) trasl., togliere, tacciar urbe, Cic: ab alqo, Cic: domo et foro, Cic:
via q.c. di spiacevole, metum, dolorem, Cic. assai, nulla lege abesse (detto di esilio), Cic.
ab^i-lerreo, ui, itum, ère, distogliere spa- B) trasl., a) di e. astratte, mancare, esser
ventando, atterrire, I) propr.: alqm, Cic: ab estr<meo (div. da deesse =
mancare, deside-
alqa re, Cic. II) trasl., da un disegno, ecc., rarsi), col dat., abest historia litteris (dalla
trattenere, distogliere, alqm. Ter. e Suet.: alqm letteratura) nostris, Cic. b) alci ow. ab alqo,
ab urbe oppugnanda, Liv.; alqm vitiis, Hor. non esserci COl proprio aiuto, mancare, non aiu-
abslinens, entis, part. agg. con compar. tare ale. (div. da deesse =
abbandonare ah.,
e superi, (da abstineo), che si tiene lontano lasciare), Qiìc: longe iis fraternum nomenP.R.
(dall'illecito), astinente = disinteressato, afuturum, non gioverebbe loro nulla, ecc.,
Cic: col genit., Hor. — Deriv. avv. absti- Caes.
nenti'r, Cic. II) riguardo alla posizione (distanza) di
abstTiientìa, ae, f. (abstineo), il tratte- un dato punto (nello spazio o nel tempo),
nersi da una cosa, a) come atto, col genit., esser lungi, lontano, distare. A) propr., di
COnviciorum, Sen. —
Partic, io astenersi, asti- pers., luoghi, ecc., aequo spatio, Caes.: mi-
nenza (= il conservar la giusta misura) nel libus passuum quattuor, Caes.: ab Urbe milia
mangiare e nel bere, a vino, Cels.: e pregn. passuum CC, Cic: bidui (se. iter), Cic: qno-
(aSSOl.), il digiunare, il patir la fante, TaC. niam propius abes, perchè tu sei più vicino,
b) come qualità, astinenza dalle cose illecite, Cic. B) trasl.: a) generic, ess*^ /i/ngri, longe a
quindi ora = spirito disinteressato, disinteresse spe, Cic: procul seditione, Liv.: ille longe abe-
(contr. avaritia, cupiditas), Cic: ora = ««- rit, ut credat, egli sarà ben lungi dal credere,
tegritA, vita intemerata (sinon. di sanctitas), Cic: e così pure impers., haud multum o non
Quint. longe paulum (non parum) o nihil abest,
abslTneo,ui,entum,ère(abs e teneo),«e»ier quin, etc, noi» et manca molto, ci manca poco,
lontano, trattenere, a) att.: manus a se, Cic: nulla; non si è molto distanti da, ecc., Cic,
alqm a cibo, farlo digiunare, Cels.: vim finibus, Caes. ed a.: così anche abesse non potest,
Liv.: manum, Ter.: pregn., ab.st. alqm, mettere quin, etc, Graccb. in Cic: quindi tantum
alcuno in dieta, farlo digiunare, Sen. b) rifl., abest ut . ut, tanto è lontano che, ecc., Cic;
. .

abstinere se ovv. sempl. abstinere, tenersi lon- nella seconda, propos., ut ctiam, ut quoque,
tano, astenersi, se ab alqo, Cic: se ostreis, Cic: Cic: più di rado ut ci ntra, come inLiv. 6,31, 4.
abst. faba, Cic: injurià, Cic: più raram. b) essere lontano, quindi esente, libero, da q.C.
coirindicnz. € da che cosa? » col genit., di spiacevole, a culpa, Cic: col dat. dolori, di-
Hor.: colVacc, Liv.: co/rinfin., Suet.: se abst. menticarsi, scordarsi un dolore, Ov. e) da
col ne e il cong.; aegre ovv. non abst. con cose pers. sconvenienti, spiacevoli, che ap-
quin quo minus e il cong., Liv. e Suet. portino dolore, nella formoìa desiderativa,
ab-<ito, are, *«or lontano, longius (contr. absit = sia lungi. Dio tolga, carnifex absit a
propius stare), Hor. art. poet. 362. corpore civium Rom., Cic: e partic. absit in-
abs-lriìho, traxi, tractuni, ere, tirar via, vidia verbo, Liv., e sempl. absit invidia, Curt.:
strappar via, trascinar via, I) propr.: JU- sia detto senz'arroganza, senza superbia.
menta, Liv.: naves a portu, Liv.: alqm esinu, d) tenersi lontano, e quindi essere avverso, a
alqm de matris complexu, Cic: alqm in ser- periculis, Cic: a Consilio fugiendi, Cic. e) esser
13 absuir.o Acadcniia 11

lungi da q.C. e quindi non convenire, a piinri[iìs boìidama, col genit., rerum omnium, Cic:
persona, Nep.: a consuetudine soraniorum, Cic. amoris, Cic: asscl., secondo il contesto, ora
f) esser ancor lungi da aleunehè, e quindi non a) di cibi, indigestione, peso allo stomacO, Suet.
raggiungere, a nitore Ciceronis, Quint.: virlute CI. 44. b) di den o, di beni, dovizia, ric-

alcis, Hor. g) differire, esser diverso da q.C, chezza, Tac. e) dil discorso, sovrabbondanza,
non longe a scelere, Cic: quindi in paragoni, juvenilis, Quint. 12. 1. 20.
essere più in alto, sollevarsi al disopra, aver allUndalTo, ònis, f. (abundoì, »7 sovrab-
vantaggio sopra, eCC, esser superiore, eCC„ ion- bondare, lo straripare, verni fluminis, Fior. 4,
g-issime a te, Cic: opp. esser pUt abbasso, 2, 27.
multum ab iis. Ci''.
inferiore, star sotto, — iibundc, ^VV. (abundus), in sovrabbon-
Deriv. aLsens,tis, «»«enre(con?r.
27partic.: danza, abbondantemente, più che a suffieienza,
praesens), &)dip(rs.: me shseT\\ e, durante la ovv. abbastanza, Cic: scst., con e Senza ge-
mia flSSfw^CT, Cic: absente n< bis, Ter.: di al- rit., mihi abiinde est, si etc, Plin. ep.: poten-

cuni, che quantunque in Roma, non pren- tiae abunde, Suet.


devano parte ai pubblici per concor-
brogli, ab-Undo, avi, atum, are, straripare, tra-
rere alle cariche, ed a.: e di alcuni
ecc., Cic. boccare, scorrer sopra, I) propr., di
ìiscire,

che non comparivano davanti al tribunale, fiumi, ecc., Tibull. e Liv. II) trasl.: a) quasi
Cic. b) di luoghi ed altre cose, lontano, Hor. venir giù a torrenti, quindi provenire in gran
ali-$ifimo, sumpsi, sumptum, ere, portar copia, de terris abundant herbarnm genera,
via, a)consumando, mandar a male, consu- Lucr. b) aver qualcosa in abbondanza, in so-
mare, dissipare, a) generic: frugum alimenta, vrabbondanza, in fjtiantitA maggiore della co-
Liv.: pecuniam in alqd, Suot. p) il tempo mune, esser ben fornito di q.C. (contr. egere),
fpartic. il tempo che sarebbe destinato ad casco, Cic: ingenio et doctrinà, Cic: assol.,
altro), perdere, sprecare, tempus dicendo, Cic: della natura, Cic: e pregn., di pers., aver in
inter has cogitatìoncs biduum, Curt. b) di- quantità =esser ricco, Cic. c) esserci in abbon-
struggendo, a) e. inan distruggere, annul-
,
danza, Cic.
lare, nel pass, anche perdersi, svanire, andar- s1bri<iTo, ònis, f. (abutor), come 1. 1. retor.
sene, domos, detto del fuoco, liiv. ungula : = xa-caxpviois, uso d'una parola in signif, im-
absumitur, Ov. p) strappar ina, annientare, uc- proprio, catacresi, Cic. ed a.
cidere, nel pass, anche andarsene, perdersi, ìibus'ie. avv. (abutor), impropriamente,
morire, multos, di Contagio, Liv.: absumi ve- per catacresi (contr. proprie), Quint. ed a.
neno, morir di v., Liv. e) rar. nel senso di ab-U!ique, prep. colVabl. nsque ab, =
semplice partenza, allontanamento, quindi sino da, Verg. e Tac.
pass, absumi = perdersi, sin absumpta salasi, ab-ujsfis, i!s, m. (abutor), il consumare,
Vei-g. consumo (contr. usus, l'uso), Cic. top. 17.
ab$iir«l(>, avv. con compar, e superi, ab-ulop, O^us sum, liti, abusare, orig.
(absnrdus), in modo stonato, I) propr.: canere, (nell'uso arcaico) coli' acc, nell'uso classico,
e,

cantar stonato (di un musico), Cic. Tusc. 2, coir ahi., I) = consumare, ?ì) dilapidare, scia-
12. IT) trasl., sema senso, assttrdamente, inet- lacquare, divitias, Sali, b) fare l'uso più com-
tamente, respondere, Cic: band ovv. non abs. piuto di g.r., usare completamente, usufruire
dixit, seg. dall' sicc. e dairinfirt.. Veli, e Tac. del tutto, giovarsi di q.c., otio, Cic: libero menda-
ab-surdus, a, um, agg. con compar. e cio, Liv.: valetudine viri, Justin. IIJ usando di
super]., stonato, I)pì'opr., stonato, detto di q.C, convertirla a q. scopo, a) usure a q. scopo,
suono e voce, Cic. II) trasl.: a) sema senso, sngacitate canum ad utilitatem nostram, Cic:
assurdo, Cic. b) inalfile, inetto, Cic. errore ho.'itium, giovarsi, approfittare, Liv.
abundan$i, antis, part. agg. con com- })) (in cattivo senso), abusare, patientia nostra,

par. e superi, {da abundo), »«r»Wpan««, sovrab- Cic: judicio ac legibus ad quaestum, Cic: hoc
bondante, I) propr., di fiumi, Cic. 7J) trasl., conventi] prò summa solitudine, Cic. e) usare
/Mbbondante, 1) =
fornito a dovizia di q C, Cic
in senso improprio, verbo,
a) di ogg. materiali, col genit., lacti", Verg.: Jkbj'dus (Abydos), i, m. e f. ('ApoJo?, 6
omnium rerum, Nep.: assol., cena, Suet.: di ed fi forma sccond. Aìijdum), Abido, città
;

pers., che possiede a dovizia, che possiede mol'o, dell'Asia 3Iinore suW Ellesponto, di fronte
ricco, dovizioso (contr. egcus), Cic b) ricco a Sesto; ora villaggio di ATdos od Avido,
di ogg. immateriali (contr. parcus. inops), col- celebre per la leggi nda di Ero e Leandro.
Vabì.. reruntj copia, ingenio, Consilio, Cic : as- — t)ertv.: Abydcnu^s, a, um ('ApuSKjvóg),
sai.,di oratori e di dÌSCOrsÌ^:= targo, concettoso, di Abido, Abidcno, COmC SOSt., UH Abideno,
ricco, abbondante (contr. ino])s), Cic: in caftivo detto partic. di Leandro.
senso =prolisso (contr. pres^us), Quint. 2) ab- 1. ac, corgiurz., F. atque.
bondante, sovrabbondante [in senSO buono, pili 2. a<* =ad, in composti davanti a e e q.
forte che copiosus). abundante multitudine .4cad<~niTa, ne, f. ("A'/aÌYiJiSta), Acca-
freti, superiorità dille forze, Liv.: quindi ex demia, I) bosco ameno, distante sei stadi da
abundanti, p(r un di più, Quint. Atene, sacro in origine all'eroe Academo od
abiindanler, aw. con compar. e superi. Echedemo, con un ginnasio, nota scuola di
(abundans), abbondanteniente, in quantità,, co- Platone: quindi meton., la filosofia accade-
piosamente, a) generic. {coiìtr. nnguste), Cic mica, la setta a., la quale subì varie modificar
b) nel discorso, ampiamente, facondantente zioni, A. vctus e nova, Cic: e adulescentior A.,
(contr. presse\ Cic. In nuova Accad.. C'ic. IIJ'tbsI.: a'' il ginnasio
abundanlTa, ae, f. (abundo\ lo stra- di Cicerone nella sua villa prrsso Tusctdo,
ripare; trasl., abbondanza, copia, somab- che egli, come segua, e delia filosofia accade-
15 Acadomus accenJo 15
mica, chiamò così ad imitazione deìV Acca- importunarlo colle Cic d) comparire
visite),
demia greca, b) il por/ere così nomato da all'incanto come offerente, ad hastam, Nep.:
Cicerone ad imitazione dell' Accademia Ate- e così ad illud scelus sectionis, Cic II) trasl.:
niese, situato in Campania^ tra Pozzuoli e a) generic: a) dipers., has naturae partes,
il lago d'Averno, dove Cic. scrisse gli Aca- avvicinarsi a = ricercarle, Verg., ad amici-
demica. —D eriv : JLcademiouJS, a, um, tiam Vh\\ì^-^\, guadagnarsi, Nep.: quo propius
('Axa57]|Jlt.XÓg), I) appartenente all'Accademia al mortem accedam, quanto più. m'avvicino
Ateniese, Atcadetnico, philosophi, Cic: plur. alla morte, Cic. P) di e. inan.: voluntas vostra
SOSt., Academici, ùrum, m., gii Accademici, i accedit ad poetam, si volge al poeta. Ter.: ma-
segnaci della filos. accadem. (platonicaj, A. Ve- nu.s estrema accedit operibus, si dà l'ultima
teres, Cic. II) appartenente, rifercntesi al- mano, Cic: accedunt anni, vien la vecchiaia,
l' Accademia di Cicerone, accademico, quae- Hor.: alci animus (coraggio) accedit, Cic. b)
stio, Cic: plur. sost., Academica, òrum, n., accedere a Q.C, imprendere q.c, darsi, parteci-
titolo di una nota opera di Cicerone, Cic. pare a q.c, ad rem publicam, ad causam, ad
Academil*!», i, m. CAotàSrjfiog), Aeademo, vectigalia, ad pericuhim, Cic. e) acconsentire
eroe greco, cui in origine era consacrata ad una pers. O cosa, adattarsi, accedere, ac-
V Accademia in Atene. contentarsi (contr. abborrère ab etc), ad alqm,
Soalanlliis.ìdis, acc. ì'da, f.(àxaXav0{s), Cic: ad condiciones,Cic.: col sempl. acc, Tacr
eardelUno, Vorg. gè. 3, 338. col dat.,Quint. d) avvicinarsi, accostarsi, cioè
1. aranlliiiK. i, m. e f. (ó ed •?) ay.avOoj), esser si/m7<?, propius dee ovv.a.i deos,Cic.: alci
T) acanto, hrancorsina (Acanthus mollis, L.), proximum,Cic. e^ come aumento, aggiungersi,

erba leggiadra, gradita alle api, piiantata di apparsi, accrescersi, crescere [contr. decedere,
spesso sull'orlo delle aiuole ed imitata in recedere, deminui, auferri), quo plus aetatis ai
opere d'arte, su colatine ed abiti, Verg. e quanto piìi invecchiava, Cic: ad
accederet,
Plin. IIJ pianta spinosa dell'Egitto, detta causam accedit novum crinien, Cic: annus
anche acacia, che i moderni vogliono iden- tertius accedit desiderio nostro, Cic: pretium
tificare colla Mimosa nilotica (L.), Verg. accedit agris, cresce, Plin. ep.: bue accessit ma-
e Veli. nus Ventidii, si aggiunse, Cic: quindi la locu-
2. .4oanllillS, i, f. ('AxavOoj), Acanto, zione bue accedit ovv. eo Ovv. eodem accedit
città marittima sullapunta orientale della = a CIÒ SI aggiunge, huc accedit summus ti-
penisola Calcidica fdi MacedoniaJ; oggi mor, Cic: eo accedebat hortator assiduus Sai-
Hierisso. lustius, Cic: accedit eodem vulgì voluntas,
/4oarnan, ànis, m. ('Axapvciv), Acarnatw, Cic: e così spesso accedit huc {ovv. huc ac-
plur. Aoarnanes, um, acc. as, m. ('Avtap- cediti, accedit eo (ovv. eo accedit), e sempl.
vàvsg), gli abitanti dell' Acarnania, gli Acar- accedit col quod o coll'nf: e il cong., Cic: così
nani, amnis Acarnanum, VAcheloo. Agg., — pure ad Appli Claudii senectutem accedebat,
Aoarnanus, a, um, acamnno, Ncp. Them. ut caecus esset, Cic. f j toccare (in «orte;,alci, Cic.
1, 2. — Dcriv.: AcarniìnTa, ae, f. ('Axap- acceleralTo, ònis (accelero), accelera-
vav(a), Acarnania, regione della Grecia, tra zione, Cornif. rhet. 3, 23.
VEtolia e l'Epiro, anche oggi Acarnania. ac-c?l?ro, avi, àtum, are, I) tr., aecéie-
— Deriv.: Acarniiiiiriis, a, um ('Axap- rare, iter, Caes.: gradum, il passo, Liv. JZ/
VOCVlV.Ój), Acarnanico, dell'A. intr., affrettarsi, dirigersi presto, Cic: CremO-
jkcaslus.i, m.("AxaaT0g),-4cflrsfo, I) figlio nam, Tac
del re tessalo Pelia, padr^ di Laodamia, accendo, cendi, censum, ere (ad e *cando,
fratello di Alceste. II) schiavo di Cicerone. causat. di candeo), accendere, porre q.e. (dal
Acca Liirentia, ^cca Zaremia, dea del ter- di fuori) nel fuoco, appiccar fuoco {cOntr. eXStin-
ritorio romano (jìcrsonificazione del terri- guere), I)propr. e meton.: 1) propr.:ììimeu,
torio di Roma e de' suoi prodotti), moglie, faces, Cic: tus, Liv.: del fuoco stesso, llion
secondo la leggenda, dd pastore Faustolo, (incendiare), Hor. 2) meton., a) accendere it
nutrice di Romolo e Remo, madre dei dodici fuoco su q.c., accendere, foculum,Liv.: aras,Ov.
fratelli Arvali. b) far splendere, far luccicare, luna radiis solis
no-CO<lo, cessi, CeSSUm, ere. andare, venire accensa, Cic. II) trasl. a) generic: si haec
,

a, accontarsi, accedere, ai'cicinarsi ad Una accendi aut commoveri arte possint, se ciò si
meta abscedere, retrocedere, abire,
[contr. può ridestare o sviluppare coWarte, Cic. b) »»»-
IJpropr.: a) a"i dip:rs.: ad urbem,
generic: /iammare, accendere, eccitare l'animo di ale,
Cic: ad manum, V. manus; in aedes, in od ale, clamore invìcem suos, Curt.: animum
Apuliam, Cic: in fnnus, seguire il corteo fu- alcjs oratione. Sali. : animum ad virtutem,
nebre, Cic: col sempl. acc, Ariminum, Cic; Sali.:alqm in rabiem, Liv.: bello (dat.),Verg.:
scopulo?, Verg.: Jugurthain, Sali.: assol, Cic. alqm invidia, Son.: amore accensus, Liv.: e
^)di e. inan.: accedit ad aures sermo. Ter.: così alqm contra alqm ovv. in alqm, istigare,
nomen famaque ad nos accedit, Liv. : febris Sali, e Tac. e) tino stato, una condizione, su-
accedit, viene {contr. dccedit), Cic b) rivol- scitare, accendere, seditionem,proelium, Liv.:
gersi, avvicinarsi ad ale, pregandolo, doman- partic. passioni e sim., spem, invidiam, Liv.:
dando il suo aiuto, ad Cacsarem, Cic. c)atwi- CUram alci, Liv. d) alimentare, accrescere, Vim
cinarsi, appressarsi OSti'mente, assaltare, venir venti, Liv.: pretium, Sen: partic. passioni
contro, ad mornia, Liv.: ad bis cobortes, WV (contr. discordiam, sobillare, ecci-
sedare),
Pompej. in Cic: muros, Nep.: muris (dat.\ tare, fiduciam Tj'riorum, confermare,
Liv.:
Liv.: ad corpus alcjs, Cic: e così ad alqm com- Curt.: dolorem, pertinaciam, Tac: vitia, Ov.:
minus, farsi ben vicino ad uno (scherz. = intempestis remcdiis delieta, Tac.
17 acoenseo accinoro 18

nc-oon«?o, ère (ad e census), nscHucre, piedi di ale, (supplichevole, SUpplex), abbrac-
annoverare nel censo, trasl. =
associare, ac- ciar le ginocchia di ale. [come TtpOOTltU'Cei.VJ,
censeor illi, Ov. met. 15, 546. ad pedes omnium, Cic: ad alcjs genua, Ter.:
nCO«Ml«>ll<i, i, m. (accenseo), I) subalterno, genibus alcjs, Liv. b) di percezioni sensi-
donzello di magisirato, in Roma
e nelle Pro- bili = colpire i sensi, giungere, arrivare fino

vincie, Cic. Il) plur. accensi, orum, m., sni- ad essi, a cui
a) coli' indicazione del senso
dati soprannumerari reclutati rìalla quinta q.c. arriva, ad aures fdi suoni, parole, ecc.),
classe, e destinati a seguire l'esercito, per so- Cic: auribus, Liv.: adoculos animumque, Cic.
stituire coloro che. cadevano nella battaglia, p) coU'indic. della persona a cui q.c. giunge,
aoprnnnnnieran; testili, armati alla leggera, ut vox etiam ad hostes accideret, Liv. y) as-
detti comiin. accensi yt\AÌ\, per che erano solo sol. = giungere all'oreccliio, venir riferito, cor-
vestili e non erano armati, se non quando rere (detto della fama, voce e sim. [come npo^-
prendevano le armi dei caduti, Cic. e Liv. TttTiTeiv]), unde (clamor) accidisset, Liv.: fama
ncocnfiis, us, m. (ad e cano), accento, ac- accidit classem adventare, Liv. II) trasl.: ad
eenttiasioìie (come vers. del greco TrpoowòCa) di un oggetto, riattaccarsi, connettersi, COmc q.C.
una parola, di una sillaba, Quint. ed a. di speciale, riferirsi, appartenere, cetera, quae
arcc|tlnliijii, a, um (accepto), accetto, quo buie generi accidunt, Quint. b) accadere, avve-
sit acceptatius, Sen. ben. 2, 7, 3. nire, darsi il caso (sempjre colVidea di caso, di
accvpITo, ònis, f. (accipio), U ricevere, ri- cosa inaspettata, impreveduta, come il npoz-
tevimento, Cic: frumenti, Sali. JttUTStV greco), col dat. pers. accadere, ca- =
ai'cepfo, avi, àtum, are (frequent. di ac- pitare, negotia, si qua acciderent, se mai si
cipio), ricevere in bel modo, ripetutamente e presentasse qualche affare, Cic: si qua cala-
regolarmente, argentum, Plaut.: mercedes a mitas accidisset, Cic: si quid adversi accidisset
discipulis, Quint, {contr. si quid secondi evenisset), Nep.: accidit
aocopliis, a, um, part. agg. con compar. ìbrtunis omnium pernicies, Cic: si quid gra-
e superi, {da accipio), accetto =: ben visto, desi- vius ei a Caesare accidisset, se Cesare si fosse
derato, amato, detto di pcrs. e cose, con e comportato severamente verso di lui, Caes. —
senza alci, Cic. Quindi partic: a.) dà n caso, avviene,
accidit, si
acccrso, ere, in manoscritti ed edizioni^ colVut e il cong. ovv. col quod, Cic; colVin-
invece di arcesso (V.). fin., Cic. P) si quid alci accidat (od accideret

acCCSSlO, Onis, f. (accedo), Vaecedere, Vne- od acciderit od accidisset), cioè aa) con e
coitarsi, Vavtncinarsi, I) propr, [contr. al'SCeS- senza adversi =
se a lui dovesse incogliere
sio), di pers., ad corpora, Cic: passivo, suis ac- g.c. di male, un caso triste, un infortunio (in
cessionibus, colle udienze, che egli dava, Cic: guerra, ecc.) e con e senza
sim., Cic. pp)
di e. inan., morbi, accesso, Suet. II) trasl., humanitus, se gli dovesse incogliere q.c. di
aggiunta (che accresce), anniento, accresci- ciò che suol accadere agli uomini, modo eu-
mento, I)come atto: pecuniae, Nep.: dignita- femistico per dire se dovesse morire, se mai
ti--, Cic: virium, Liv. 2)meton., come oggetto morisse, Cic. e Veli, c) riuscire, andar a finire,
che si aggiunge, aggiunta, aggiungimento, con- bene, Plaut.: hoc quorsum accidat. Ter.: si
tinuazione, accessioneni adjunsit aedibus, Cic: secus ovv. aliter (altrimenti non secondo =
accessi© punica belli (di Si face), Liv.: covìe si desidera) accideret, Cic: contra opinionem
1. 1.filos., aggiunta determinante, Cic. A e 2, accidere,Caes.: pejus victoribusSequanis quani
112: come termine di finanza, ciò che ag- Aeduis victis accidisse, andò peggio, Caes.
giungevasi come soprappiù ai tributi che si 2. acoTilo, cidi, cisum, ere (ad e caedo),
pagavano alla repubblica o al padrone, o/p. tagliare, I) propr.: arborem, Caes. crines, :

tributo estorto, giunta, tassa pagata in soprap- tosare, Tac:


jjregn., dapes, consumare,YeTg.:
i«M (contr. deccssìo, diffalco, deduzione), Cic. Z/^ trasl., debilitare, snervare, distruggere, ro-
acoessfts, iìs, m. (accedo), l'avvicinarsi, av- vinare, nel passivo anche cadere in rovina,
vicinamento [contr. abscessus, decessus, di>ces- andar a fondo, con-ompersi, robur juventutis,
sus, recessus), I) propr. e meton.: ajgeneric, Liv. : res hostium , Liv. : così pure accisae
di pers., ad urbem, Cic: di e. inan., solis, res, Cic.
Cic: lunae, aestuum, il crescere, Cic. b) ac- ac-oìn^o, cinxi, cinctum, ere, Cic, cin-
cesso, adito ad ale, V. e) meton., accesso, come gere, cingere attoì-no, IJ propr.: a) la spada,
ZM05'0,Liv.:ad insulam,Suet. J/) trasl.: ad res lateri ensem, Verg. gladiis accincti, Liv.: e
:

saì\it^res, inclinazione istintiva a, ecc. (contr. pregn., turmas ad munia peditum, apparec-
recessus a rebus pestiferis), Cic: ad causam, chiare, mettere in arnese, Tac: quindi miles
accessione (coutr. recessus, ritirarsi), Cic. accinctus, soldato protito, in arme e bagaglio,
Aooìsliiu<«, a, um, V. Attius. Tac. b) un abito, feminae accinctae pellibus,
accìden<!i, entis, I) partic. di acctdo (V.). Tac. 72) trasl.: geneTÌc.,artnare, allestire, do-
II) SOSt., accidens, tis, n., accidente, circo- tare, foì-nire, a) con, di un istrumento e sim.,
stanza estrinseca, tò cup.pePYjy.o5 plur. in ;
snlam. mediale: accingi iisdem armis, facibua,
Sen. e Quint. Verg. b) di un aiuto, assistenza e sim., alqni
1. aeoVdo, crdi,ore(ad e ondo), cader jyresso, paternum ad fastigiuin,Tac.: rifl. acc se e me-
cader sopra, cadere a, I) propv.: 1) in gen., di diale accingi, armorsi, fornirsi, adottarsi, a) di,
pters., ad torram, Plaut.: di e. inan., in mensas con q.c, se juvene, adottarsi un giovane
fdetto di rose), Ov assol., di armi, di proiet-
: (come sostegno della vecchiaia), Tac: studio
tili, cadere sopra, venir addosso, giunger sopra, pnpularium accinctus, Tac: niagicas accingier
gravius, Caes. 2) partic: a) di supplicanti artes, Verg. p) accingersi, apparecchiarsi, cor-
p/er ottenere un aiuto, una grazia cader ai = rere pronti ad uno scopo, dirigersi preparati
19 accipiter 20
a q.c, assol., Ter. e Liv.: con ad ovv. in e come 1. 1. alqm male accipere, dare una
milit.,
Vacc, Liv.: coZ dat., Verg.: co/rinfin., Verg. sconfìtta ad ale, Nep. e) ricevere per mezzo
€ Tac. dei sensi, a.) col senso esterno od interno, ma-
ap-oTo, ivi (li), Itum, Tre, attirare = ferialmente o moralmente, ppreepir e, accogliere
far vmire, chiamare a sé, mandar a chiamare, in «è, comprendere, distinguere, accorgersi, sen-
a) propr.: pueros, Cic: alqm ex Etruria, Cic, tire, sensu accipi, Cic: acc. oculis animove
sen-
a Benevento, Liv. alqm domuni, in curiam,
: sum, Cic: alqd auribus,Cic: alqd animo magis
Suet.: alqm ad regnandum Romam Curibus, quam vultu, Liv.: accipite (leggete, richia-
Cic: alqm in regnum. Liv.: alqm doctorem mate alla memoria) veterem orationem Ar-
mio, Cic. b) trasl.: mortem conscientià, Veli. chytae, Cic: accipite nunc quid imperarit.Cic:
accYpTo, cèpi, ceptum, ere (ad e capio), e colTindicazione del modo, dello stato d'ani-
prendersi, portar via, ricevere (contr. dare, tra- mo, col quale si riceve, si percepisce, si com-
dere), I) =6éxo|iat, detto di accettare cosa prende q.c, alqd aequo animo, durius, Cic:
offerta, ricerere, accettare. A) in gen.: a) in assol., volenti animo de ambobus, Sali,
p) cól-
mano: a) otjg. inan.: accipe, tene argentum, V intelligenza, colla facoltà comprensiva, com-
Plaut.: acc. pecuniam, ricever denaro, Cic, prendere, concepire, capire, quae parum accepi,
in cattivo senso =
lasciarsi pagare, cor- Cic: quiìldi farsi insegnare q.C, informarsi
rompere, ab alqo, Cic, ab alqo per alqm, Cic: di q.c, causani, Cic: e imparare, apprendere,
come t. t. commerciale, alqd (alci) acceptum haec arte accipi posse, Cic: acc celeriter quae
ferre, referre o facere, accreditare ad ale. una traduntur, Nep. y) col giudizio, accogliere,
somma come pnc/ata a noi fnel libro dei preìidere, comprendere, capire, giudicare, spie
conti), porre a eredito di ale. (contr. expensum gare, alqd aliter atque est. Ter.: alqd ad ovv. in
ferre, addebitare ad ale, come pagato da contumeliam. Ter. e Suet.: alqd in bonam par-
noi), acceptum ferre o referre in Cic, acc. tem, Cic: alqd in omen, Liv.: con doppio acc,
facere in Plin. ep.: e fig. =
attribuire a conto beneficium contumeliam (come, ecc.), Cic: con
di ale. q.c. di buonO O di cattivo, esser de- prò e Tabi., verisimilia prò veris, Liv.
bitore ad ale. di alcunché, riconoscere q.C. da ) , =
B pregn. accettare non rifiutare (contr. reì-
quale, acceptum referre, Cic, acc ferre, Val. cere, repudiare), a,)propr.: usuram nuinquam
Max., acc. fac, Sen.: parim. sponsionem acc. ab alqo, Nep.: est non accipiendo nonnulla
in
facere = a sp. discedere, Cic: e partic. sost, gloria, Cic. b) trasl., ricevere, accogliere, non
acceptum, i, n. e accepta, òrum, n., il ricevere, respingere = accondiscendere, mostrarsi con-
t'avere {contr. expensuni, expensa, datai, co- tento di q.c, concedere q.c. ammettere [contr,
dex accepti et cxpensi, libro dei crediti e dei abnuere, repudiare), condicionem.Cic: pacem,
debiti, l'avere e il dare (nel registro), Cic: Liv.: orationem, Caes.: omen, Cic: nomen,
ratio acceptorum et datoruiii, Cic: quindi in nella lista degli elettori, Liv.: judicium, im-
acceptum referre, mettere nella colonna delle pegnarsi in un processo, Cic: e spesso nel
entrate, seonare sul registro nel conto del- dialogo, accipio, son contento, va bene. Ter.
Va ver e, Cic. P) di ogg. inan.: puellam milii e Hor.
in manum dat, accepi (raccolsi), Ter.: acc. II) in senso più largo =
gtntiric., ricevere,
puerum in manum, Justin.: cujus abavi mani- da quale q.C. che ci SÌ dia, co-
ottenere, avere
bus esset accepta (Mater Idaea), ricevuta, Cic: munichi, tramandi, senza che noi Vabhiam
armis obsidilusque acceptis, Caes. b) ricevere cercata {contr. dare, tradere, reddere), a) rice-
in, sopra, in un corpo, in un luogo, accogliere, vere q.c. offerta, consegnata, lasciata, adulte-
farst€tre, far enfiare, introdurre, a) Ogq.inan.: rinos nummos prò bonis, Cic: lucrum, Cic:
aa.) propr.: alqd in cervicfs (sul collo, anche litteras ab alqo, Cic: exercitum ab alqo, Caes.:
fìg.J,L\v.: sucos ore, Ov.: herbam in potu, pren- stipendium de pnblico, Liv.: hereditatem a
dere, Jnf^tm.: auras foWlhws, raccogliere, far en- patre, Nep.: e così per eredità, sestertium vi-
trare, Verg.: di srgq. inan., acc. onus (della cies a patre, Nep.: solis lumen fdella luna),
schiena, delle spalle), Cic. pp) trasl., assumersi Cic: venenum (prendere), Quint.: morem a
(come un carico) un impiego, un incarico, majoribus, Cic: plausOm, Cic b) ricevere, ot-
qualche cosa da coìidurre a termine, da ammi- tenere, honorem ab alqo, Cic: muneris par-
nistrare, aXcys causam,Ter.: (lecumas,Cic.: ovv. tem, Liv. e) ricevere, percepire, a) sentire,
un incomodo da sopportare, hunc metum, provare, ricevere, sopportare, soffrire, volupta-
Ter. P) ogg. viventi, alqm gremio, Verg.: niili- tem ex alqa re, Cic: vulnus, Cic: detrimen-
tes urbe tectisve, Liv.: alqm in sinus suos, Ov.: tum, Caes.: dolorem, Cic: injuriam, soffrire
hostem in Italiani, Liv.: trasl., ricevere ale. in {contr. facere), Cic. p) ricevere, comprendere,
una data relazione, alqm in civitatem,in ami- udire, sapere, cum optatissimum nuntium ac-
citiani, Cic, in deditioncm, Caes.: di luogo, cepissem, colTacc. e Tinfin., Cic: quae geran-
che riceve chi in esso entra, ricevere, accogliere, tur, accipies ex Pollione, Cic: partic. venir a
tellu.s fessos portu accipiet, Ver?.: pavido.s Sa- sapere per fama, per tradizione storica, fama
mnites castra sua accepere, Liv. —
Partic: atque auditione accepisse, colVacc. e Z'infin.,
aa) riceveie, accogliere, trattare àlc. COme Ospite, Cic: accepisse ed a majoribus sic" accepisse,
alqm apiid se, Plaut.: alqm hospitio agresti, colVacc. e rinfin., Cic: ut de Hercule aceepi-
Cic: alqm regio apparatu, Cic: alqm bene, ele- mUS, Cic Y ' imparare, apprendere, disciplinam
ganter, Cic. pi»-iVef(r« quale, in questo od in ab alqo. Caes.
quel modo =
trattare, amichcvolmente, alqm aooTpTlor, tris, m. [f. solo in Lucr.] (ac-
leniter clementerque, Cic: e da nemico, acco- ci))io), nibbio, D
propr.: a) generic. ««- =
gliere = trattale, alqm vehementer, alqm male cello di rapina, Cic b) partic: a) nibbio, fal-
verbis, Cic: alqm verberibus ad uecem, Cic: e chetta, Col. ed Hor. p) falco, sparviero, Ov.
-21 accitus accumulate 22

li) di pers. avide, rapaci, pecuniae


trasl. litis tempus, apprestare un tempo favorevole,
acc, Comici. Cic: exordium in plures causas, usare in più
aocilììs (adcìtlls),U, m. (accio), n chiamare casi, Cornif. rhet. e Cic: rifi., se acc. adat- =
a sé, chiamata, Cic. cd a. tarsi, acconciarsi (sottomettersi) a q.c. quale,
Accìus, ti, m. V. Attius. secondo q.c. o quale, ad alcjs arbitrium et nu-
aceiainnlio, Onis, f. (acclamo), I) il gri- tum totuin se fingere et accommodare, Cic: se
dare IIJ partic, gnaio,
a, verso, Coviiif. rliet. aa rem pubiicam et ad niagnas res gerondas,
fischiata, dinapprovazione clamorosa, Cic: OVV. Cic: se dicenti, Quint.: esempi, accommodare
acclamazione, grida favorevoli {contv. plaUSUS), alci de habitatione, accordare una dilazione,
Liv., rei narratae vel probatae, esclamazione Cic. B) generic. portare a q.c, a) apporre,
:

sopra ecc., Quint. attribuire, diis effigiem, Curt.: alci \erha,porre


ac-cliinio, avi, àtum, are, gridare a, a) in bocca, Quint. b) indirizzare, dedicare, ri-
con e senza il dat. pers., a) disapprovando, volgere, volgere, curain pratis, Quint.: nonnul-
alci, Cic. applaudendo, acclamare, omnes
p) lam operam bis studila, Quint.:
ovv. ani- se
acclamarunt, Liv.: ei acclamatum est, Plin. mum alci rei, occuparsi, incaricarsi di q, C,
cp. b) COll'acc. pers. proclamare, chiamare, applicarsi, badare, Suet.: e COSÌ pure se alci,
alqm servatorem, Liv.: si nocentem acclaraa- impegnarsi, accordarsi con alcuno, Suet.: e
verant, se lo proclamavano colpevole, Tac. se ducem alci, darsi come duce, ecc., Suet.
acciaro, avi, are, far vedere chiaramente, ac-OOinmSdllS, acconcio, proprio a, alci
mostrare chiaramente, Liv. 1, 18, 9 {dove ac- rei, Verg. Aen. 11, 522.

clarassis = acclaraveris). ac-credo, crèdtdi, crèdYtum, ere, esser


aCcITnis, e, inclinato, piegato verso, appog- proclive, inclinato a credere, credere, alci alqd,
giato a, I) propr.: trunco arboris, Verg.: pa- Plaut.: alqd, Lucr.: alci, Hor.: assol, y'iz accr.,

rieti, Justin. : coliamalo, Ov.: di


acclinia Cic, non accr., Nep.
e, inan., leniter aociini jugo, Ov. Il) trasl.: ac-cresco, crèvi, crètum, ere, accrescere,
accl.falsis animus, reso inchinevole all'errore aumentare, crescere, cioè IJ crescere in sè. in-
{dalla voluttà), Hor. sat. 2, 2, 6. grossare crescendo, salire tnan mano, alzarsi

ac*clTnO, avi, àtum, are, inclinare, piegar (contr. decrescere), flumen subito accrevit,
verso q.c, I) pi-opr.: se in illum, Ov.: di lue- Cic: accrescit dolor, Nep.: cum dictis factisque
^hi, castra tumulo sunt acclinata, Liv. II) vana accresceret fides, crescendo sempre più,
trasl.: haud gravate se ad causam senatus, Liv.: triraetris accrescere jassit nomea iam-
beis, Hor. II) accrescersi (aumentando), au-
Xiv. 4, 48, 9.
mentare, aggiungersi, veteribus negotiis nova
accITvìs, e, ed acclivus, a, um, che ha
accrescunt, Plin. ep.
pendio, die sale, aditus acclivis, Caes.: collis
acclivus, Liv.
accrctio, ònis, f. (accresco), il crescere, ae-
crescimento [coutr. dcminutio), luminis, Cic.
aCclìvTlaS, àtis, f. (acclivis), pendìo, ripi-
Tusc. L 68.
dezza, Collis, Caes. B, G. 2, 18, 2.
aCCUbYlTo, ònis, f. (aCCUrabo), io sdraiarsi
accula, ae, m. (aCCOlo), colui che abita
a, il coricarsi, partic. a mcnsa (secondo il co-
vitina, l'abitante dei dintm-ni, ejus loci, Liv,:
stume romano del triclinium), Cic: epularis,
Cereris (presso il tempio di Cerere], Cic:
Cic.
appos. accolae fluvii, i fiumi tributari, Tac.
ac-cìibo, are, star sdraiato presso, giacere,
ac-cfilo, colui, cultum, ere, abitare presso, star coricato, I) in gen., Nep.: juxta acc.,Verg.:
.abitare, locum, Cic: viam, Liv.
di einan., Sulpìciis horreis, essere, trovarsi
acconiniiidàté, aw. col compar. e su- {detto di un cadus), Hor.: e di luoghi, Tarpejo
peri., in tnodo adatto, a proposito, corrispon- monti, Suet. II) partic.: a) stare a tavola,
dentemente, conforme, Cic. giacere a mensa sul triclinium, in convivio,
accemmifdatTo, ònis, f. (accommodo), Cic: apud alqm, ^jresso quale, (alla sua ta-
adattamento, dispaile, disposizione, l'ac-
a) il vola, come ospite, convitato), Cic: cum alqo,
comodare, l'adattare una Cosa ffiusta ad Una presso ale. (come compagno di mensa], Plaut.:
data altra, alcjs i"ei ad alqd. Cornif. rbet. e infra alqm, Liv. b) in signif. osceno, dormir
Cic. b) Vadattarsi = indulgenza, Cic. Verr. con una pers., usare concubito, Plaut. e Suet.
3, 189. — Il perf. accub'ui e il supino accubYtum ap-
accoinmSdiìtus, a, um, partic. agg. col partengono ad accumbo.
«ompar. e superi., adatto, conveniente, cor- ac-ciinibo, cubui, cubttum, ere, sdraiarsi
riepondente, acconcio, commisurato, di perS. a, coricarsi , distenderai, in gen, {cOntr.
I)
= atto, idoneo, capace, ad alqd , Clc. : alci sedere, ambulare), cum alqo, Ter.: in acta cum
Tei, Cic. suis, Nep. IIJ partic: a) a tavola, sul tri-
accoininftdo, avi, àtum, are, accomodare clinio, sdraiarsi, coricarsi, prender posto, quindi
q.c a q.c, adunare, I) propr., o(jg. materiali, anche talora per la continuazione dello stare
aggiustare, adattare, acconciare, COronam sibi sdraiato, aver posto, giacere, stare, in Convivio
ad caput, Cic: calauticam capiti, Cic: insi- alcjs, Cic: apud alqm, presso di ale (alla sua
gnia, Caes. II) trasl., ogg. astr. e pers.: A) tavola, mensa), come invitato, ospite, Cic:
adattare q.c a qualche altra, adattare, ag- eodem lecto, Liv.: assol., Suet. b) giacere con
giustare, ordinare a seconda di q.c, Confor- una pers., unirsi carnalmente con una pers.,
memente a q.c, commisurare, propoì-zionare, alci, Tibull.
snmptus ad mercedes, Cic: testes ad crimen, accuniulat«>f avv. col superi, (accumu-
aggiungere, far venire opportunamente, C'ic: latus da accumulo), cttmulatamente abbon- =
«rationem auribus auditorum, Cic: orandae dantemente, largamente, Cornif. rhet. 1, 27.
23 aocumulator 24
acpuinììlsilor, òris, m. (accumulo), aeeu- fendero), Cic: alqm Pario crìmine, Nep.r
ff.t.sf)?.,

ìnulatore, ammassatore, opum, Tac. ann. 3, 30. alqm alqm capitis, di delitto
ambitu-s, Cic:
ac-cumiìlo, avi, atum, ai'e, far su a viuc- capitale, Cic: alqm de veneficiis, Cic: alqm
cllio (cumulus), aeciimulare, ammucchiare, T) Inter sicarios, di assassinio, Cic: col quod
propr.: auget, addii, accumulat (pecnniatn), (perchè, di), Nep.: colVacc. e rinfin., Tac.
Ciò. II) trasl.: a) concedere, dare, condonare, /le?, ès, f. ('Ay.Y]). città della Galilea;
prestare inabbondanza, alienas res, Liv.: alci oggi S. Giovanni d'Acri.
summum honorem, Ov.: e trasl.: provvedere, ao?o, ère (dalla radice AC, donde deri-
fornire in abbondanza, colmare, alqm donis, vano anche acuo, acie.<), essere addo, Cato
VerSf. b) acciimulnre, accrescere, aggiìingere, r. r.148.
caedem caede, strage a strage, Lucr. : cu- sippr, ceris, n. (dalla radice AC), acero,
1.

ras, Ov. sorta di albero e legno del medesimo, Ov.


aociiràte, avv. col compar. e superi. e Plin.
(aCCUratus), con cura, accttratamente, con accu- 2. ao?r, acris. e, agg. con compar. e su-
ratezza, con cautela e sim., Cic. ed a. peri, [nel lat. arcaico anche di due sole desi-
accfìriilTo, onis. f. (aCCUro), accuratezza, nenze acer, acre, ovv. acris, acre] (dalla radice,
diligenza, C'ìC. Brut. 288. AC, come acuo, acies, ecc.), aguzzo, tagliente,
accfìriitiis. a, um, partic. agg. con com- IJ propr., d'armi, ecc., Tac: acrioribus sti-
par. e superi, (da aCCUro), fatto con cura, ac- mulis (fg.), Tac. II) trasl.: A) di oggetti
curato, diligente e sim., solam. di e. inan., che colpiscono i nostri sensi e dei sensi
Cic. ed a. stessi; a") acre, al gusto, al palato, piecante,
acofiro, avi. atum, are, fare, condurre, q.c. pizzicante, pungente (contr. mollis, lenia, dul-
con cura, trattare con diligenza, amministraì'e, cis). cibus, Celsus: mei, Cic. b) al tatto, pun-

far con accuratezza, alqd, CfC. ed a. gente, penetrante, e in genere, doloroso, acerbo,
ae-«>iirro, cùcurri e curri, cursum, ere, vivo, tempestates, Caes.: sol, Hor.: dolor, Cic.
correre a, accorrere, aSSOÌ., Ter. e Cic: ad e) penetrante per Vlldito, di suono acuto, stri-
alqm, Cic: equo admisso ad alqm, accorrere a dente, tibia. Hor.: flanimae sonitus, Verg.: vox
briglia sciolta. Caes.: Romam. Cic: in Tnscu- acrior (contr. jucundior). Quini.: syllabae acres
lanum, Cic: di idee che si affacciano presto (contr. Icniores), Quini. à) penetrante, riguardo
alla mente. Cic. ali odorato, acuto, pungente, soffocante, odor,
aCCIirsiìS, ÙS. m. faCCUrro). Vnceorrere, Lucr.: vis fumi acrior, Liv.: unguenta summa
il giungere di corsa, attacco repentino, Tao. et acerrima suaviiate condita (contr. ung. mo-
ed a. derata, con lieve profumo), Cic. e) (come
aCCfìssiltTliiB, e (accuso). accìisabUe, degno ògù;), riguardo alla vista, vivo, abbagliante,
di accusa =
biasinterole, riprovevole, Cic. TuSC. splendor, Lucr.: rubor, Sen.: anche del senso
4, 75. della vista, acuto, forte, acerrimus sensu.s
acefliiallO, Ònis, f. (accuso), accusa, que- videndi, Cic. B) di oggetti che colpiscono
rela, querimonia, IJ in gen.: rhetorices, contro i sensi interni, e dei sensi interni stessi:
la reti., Quint.: phir., accusationes Hanni- a) di sensazioni, sentimenti =
puttgente, sen-
balis, contro Annibale, Liv. II) partic, ac- tito, doloroso, vivo, j>enoso, aere, dolor, Verg.:
cusa pubblica [comun. in cause criminali), acrem sui meinoriam relinquere, Tac. b) delle
a) propr. {contr. defensio), Cic. b) meton., ac- forze intellettive e delle loro manifestazioni,
cusa = accusa scritta (contr. defensio), Cic. forte, vigoroso, acuto, penetrante, fine, pronto,
acciissilTviis, i. m. (accuso), con e senza acies (ingenii),Cic: ingenium acerrimum,
casus, nei Oramm., accusativo, Quint. ed a, Cic: judicium acrius, Cic: memoria, Cic. e)
acoOsJilfir, òris, m. (accuso), accusatore, come qualitfi morale, a) riguardo alla vo-
I) in gen., Nep. Lys, 4, 3. II) partic, pub- lontà, fervido, vivace, forte, energico, gagliardo,
blico accusatore, raram. a) in cause civili, come zelante, diligente, ardente, acre, acuto, costante,
in Cic. partii, or. 110; commi, h) in cause perseverante, laborioso, operoso (contr. Incrs),
criminali (contr. reus, accusato, patronus, ingenium. Sali.: animus, Cic: ìnvestigator,
defensor, difensore, judex, giudice), Cic: Cic: testis, Cic: potor (forte, gran bevitore),
quindi all'epoca imperiale =
accusatore di Hor.: civis acerrimus, Cic: acrior in rebns ge-
professione, delatore, Suet. rendis, Cic: homo ad perdiscenduni acerrimus,
aecrisSIórTè, aw. (accusatorius), «'»» fono Qiìc: partic. di guerrieri, Cic: acer in armis^
modo accìisatorio, loqui, Cic:
d'accu.tat07'e, in Verg.: e così equus (generoso destriero), Verg.
agere cuin alqo. Cic p) riguardo nlVaffctto, ardente, iìttenso, forte,
acoiisalórTiii>, a. nm (accusator) perti- vivo, fiero (contr. modestus. quictus, lenis, mì-
nente all'acoisatnre , afcusatorio , da accusa- tis, mollis). pater. Ter.: amator, Cic: così
tore, di accusatore, animus, lex, Cic: voy. Tav. degli animali, feroce, fiero, ardente, indomito,
nooiìsalrix, trìci', f. (accusator), accusa- indomabile, fuì'ioso, leo, Nep.: canes, Cic: e
trice, Plin. ep. 10, 59 (67) e segg. degli affetti stessi, violente, vit^o, forte, veemente,
arrusA, avi, atum, are (ad e causa), ac- appassionato, sfrenato, cupiditas, luctus, Cic.t
cusare, incolpare, biasimare quale. q.C, I) quindi y) generic: di cose astratte, e nei
in gen. {contr. excusare, expurgare, laudare), anche di concrete, ora
pioeti =
focoso, ardente,
alqm liberius, Cic: alqm de litterarum negle- energico, acuto, vivo, forte, risoluto, acriora
gentia, Cic: in quo te accuso, Cic: inertiam Consilia (contr. cauta), Tac: acerrima Consilia
alcjs, Cic. II) pnrtic. come 1. 1. giudiziario, (cowir. inertissima), Hirt. in Cic: cura dili-
accusare ale. pubblicamente, chiamare in giu- gentiaque, Cic: poet., pocula, in cui si pui>
dizio (comun, in cause criminnli: contr. de- bere molto =
grandi, Hor.: ora ardente. =
25 acerbe Achaemenes 26

impetuoso, violento, fiero, pungente, cnido, or- monti, molti [contr. singuli), a) propr., Lucr.
iti

rido, bellum, Cic: nox, triste, brutta, Cic. : e Auct. b. Alex, b) trasl., tdla rinfusa, som-
suppliciuni, custodiae, Tac. annona., rincaro mariamente e sim., Cic.
biellebiade, prezzo elevato d. b., Tac.
:

— acer%'o, avi, atum, are (acervus), ammuc-


L'acc. neutro acre funziona da avverbio (= chiare, amntassare, riunire in gran quantità,
acri ter), Sali. fr. ammonticchiare, ?i)propr.: mortuos, Liv.: /5^.:
ucerlié, avv. con compar. e superi, (acer- alias super alias leges,a^^«Mw^er Uggia leggi,
ìms), acerba mente, solo trasl., I) attÌVO acer- = Liv. b) trasl., nel discorso, ammassare, rac-
bamente, rigidam,, severant,, crudam,, asprami, cogliere, Quint.
in modo nemico, rozsatn,, fieratn^, crudelnt; acervus, i, m. {dalla rad. AC, donde
{contr. coiniter, leniter), Cic. II) passivo = àyo), àysipto), ntassa riunita, mucchio, cu-
<on affanno, con dolore, sdegnosamente, di tnal mulo (come un sol tutto, o come grande mol-
animo, alqd ferre, Cic. titudine di cose), I) propr.: tritici, Cic: pe-
acerbTliiis, atis, f. (acerbus), acerbità, l'es- cuniae, Cic: caecus acervus, del Caos, Ov.
sere acerbo, I) propr.: il sapore acerbo di frutti II) trasl.: a) mucchio, massa, cuìnulo := quan-
non maturi, Cic. JJ) trasl.: &) crudezza, acer- tità, scelerum, Cic. b) specie di argomenta-

bità,, dissocievolezza, durezza, severità., asprezza zione, risultante dall'unione di più sillogi-
verso gli altri {contr. comitas, lenitas), inimi- smi, detta sorite (acopshvjs), Cic. ed a.
corum, Cic: morum, Cic: censoria, Liv.: poe- acesuo, acui, ere (aceo), diventar addo,
narum, Liv.: ed asprezza, acerbità, durezza, inacetire, inacidire, Hor. 6 Col.
mordaeittt, dcl discorso, sententiarum, Cic: et jLcesta. ae, f. C kv.iaifì), antica città sulla
supplicioruiii et verborum acerbitates, Cic: e costa settentrionale della Sicilia, così chia-
passivo = l'acerbo odio degli altri contro di mata dal re Aceste; piti tardi Egesta; dai
noi, Suet. b) acerbità, tristezza degli avveni- Romani chiamata Segesta (V.); oggi Castel-
menti, della sorte, ecc., angustie, teniporis Sul- lamare. — Deriv.: Aceslense»^, tum, m.,
lani, mortis, Cic: quindi plur. acerbitates, gli abitanti di Acesta, Acestesi, Acestani.
angustie, colpi dell'avversa fortuna, travagli, Ace.«>lcs, ae, m., Aceste, re di Sicilia, di
disgrazie, Cic origine troiana.
acerbo, are (acerbus), esacerbare ^ far acctàbììlum, i, n. (acetum), propr., vaso
parer maggiore, foruiidine crimen, Verg. Aen. da aceto, quindi vaso a calice, calice, Quiut.:
11,407. plur. = bussolotti, Sen.
àieei'bus, a, um {dal 2' acer), acerbo, astrin- acutum, i, n. (aceo), vino addo e poscia
gente, ai sensi, I) propr.: a) che stringe n aceto,in genere, I) propr., Cic. ed a. II) trasl.,
palato, acerbo al gusto {contr. dulcis, mitis, tnordacità (di detti), tono satirico, pungente,
suavis), sapor, Plin.: partic, di frutti, acerbo, Hor. ed a.
maimaturo, piruti), Varr.: uva, Phaedr.: e fig.,
/4cliaei, òrum, m. ('Ay^a.'.oi), Achei, così
immaturo, precoce, preniaturo, virgo, Ov.: fu-
chiamati dal loro capostipite Aclieo; popolo
nus, Verg. {cfr. n" II, b): partus, Ov.: res, Cic.
della Grecia, che in origine risiedeva in Tes-
b) spiacevole all'udito, stridido, penetrante, VOX,
saglia, e passò in seguito nella costa setten-
Cornif. rhet. e) acuto al tatto, tagliente, pene-
trionale del Peloponneso, che da loro si
trante, intenso, frigus, Hor.: acc. plur. neutro
poet. come avv., acerba sonans, Verg. d) spia-
chiamò Achaja. — Appellativo : a) per Greci
in gen. b) gli abitanti di una colonia greca
cevole alVaspetto, vultus acerbi, accigliato,
imbarbarita sul Ponto Eusino, Ov. ex Pont.
scuro, Ov.: acc. plur. neutro poet. come avv.,
acerba tuens, torvo, Verg. II) trasl., a) di
4, 10, 27. — Deriv.: A) Aciiaeus, a,
um ('Axa-Óg), pertinente all'Acaia, Acaico.
pers., duro, rozzo, severo, austero, rigido, ru-
B) /%cliaTa, ae, f. ('Ax.ata), ovv. in prosa
stico, burbero, accigliato, scortese {cOntr. niode- Achaja, ae, f., a) il paese degli Achei,
ratus, remissus), in esigendo, Cic: inimicus,
l'Acaia, nella parte settentr. del Peloponneso.
Cic: acerbos e Zenonis schola exire, troppo
b) dopo la conquista di Corinto (146 av. Cr.)
burberi, Cic. b) di condizioni e sim., acerbo,
nome di tutta la Grecia, come prov. romana.
duro, triste, amaro, doloroso, penoso, incen-
C) Achalìis, ìidis, f. {'Ay^oLidz), Achea,
dium, Cic: supplicium, Cic: funus, Cic: (cfr. un'Achea. D) AchaTcìiii, a, um CAya'iy.óz),
n" I, a): mors, Nep.: n. plur. sost., acerba, acaico, greco, negotium, Cic: homines, persone
amarezze, tristezze della sorte, angustie, Coruif.
che vanno in Grecia, Cic: E) Acliais,tdis e
rhet.
Ydos, f. {'Ay^OÌÌz),un'AcIiea; poet., il paese degli
ìicernus, a, um (acer, c'cris), d'acero, di
Acìieiz= Grecia. P) AcliaTii*», a, um, poet.
legno d'acero, trabes, Verg.: mensa, Hor.
per Achaicus, Acaico ovv. greto, G) AcilTvi,
accrra, ae, f., cassetta che conteneva l'in- Orum, m. (da 'AyaiFoi), A<hivi, i Greci (nei
censo {pei sacrifizi), turibolo, Cic. ed a.
poemi Omerici). —
Proverò., quidquid de-
Acerrae, àrum, f., città della Campania, lirant reges. plectuntur Achivi (il popolo),
vicina a Napoli, sul fiume Clamo (esposta Hor. ep. 1, 2, 14. —
Agg. /tcinvus, a, um,
spesso alle inondazioni di questo fiume) ; ora achivo, greco,
Acerra. —
Deriv.: Acerrsliii, òrum, m., Aciiaeniuncfi, is. m. {' AyM\i.iyric,), Aehe-
gli abitanti di Acerra, Acerrani. mene, proavo degli antichi re persiani, capo-
acervalìs, is, m. (acervus), pel greco stipite degli Achemenidi (V. in seguito). —
owpsuYjg, argomentazione mediante accumu- Deriv.: A) 4cliaeiiicnTdae, arum, m.
lamento {V. acervus), Cic. de div. 2, 11. ('AxatjisviSat), Achemenidi, la pili illustre fa-
Scervalìui, avv, (acervo), a mucchi, a miglia persiana, dalla quale si sceglievano
27 Acliaeus acquiesco 28:

t re. B) Acliavnieiiìu<*, a, um, persiano dulcis), alci, di e. inan., Hor.: di pers., Sen.
Off. parto. b) mordace, aspro, homo acidae linguae, San,
j%<'liaeii<i, V. Achaei. rhet.
A« liiiia, -ias, -icus, -1!«, -iiis, -ja, àcTés, èi, f. [dalla radice AC, donde anche
V. Acliaei acuo, genit. anche acie), acutezza, filo ftaglioj,.

jkciiariiac, arum, f. ('Axapvai), Acarne, I) propr., filo fdi una lamaj, taglio affilato,

demo deìV Attica. securis, Cic: fig., patimur hebescere aciem


Aclielùuìii, i, m. ('AxeXcJiog), Aciieioo, il
horum auctoritatis, il valore, Cic. IIJ trasl.:

più grande fiume della Grecta, che nasce A) degli occhi: a) acutezza, oculorum, Caes.
b) forza visiva, a) acutezza della vista, buona
dal Findo, serve di confine tra VEiolia e
vista, con e senza oculorum, Cic: forza visiva
V Acarnania, e si getta nel Mar Ionio ; oggi
nel moto e nell'azione, mira, sguardo, CatulL:
Aspropotamo ; nella mitologia il pili antico
dio fluviale, padre delle Sirene. Deriv.: — 2)oet. =il brillare, il lume delle stelle, Verg.

P) pupilla, Cic: meton. fpoet.) occhio, Verg.


A) AclielòTas, ed Jlclivluis, Tdis,
adis, f.,
e) forza, acutezza, acume, dello Spirito, animi,.
f. ('AxeXwtj), Acìieloiade, figlia di Acheloo,
ingenii, mentis, Cic: la forza visiva dello spi-
alplur. = le Sirene. B) Aclielòius, a, um rito in azione, mira, sguardo, acies in omnes
('AxeXtóios), dell' Acìieloo, Callirrhoe, Ov.: po- partes intendere, Cic. B) come t. t. milit.,
cula, acqua, Verg.
fronte di un esercito schierato a battaglia,
Aeheron, ontis, acc. ontem ed onta, m. mostrando un allineamento simile al filo di
('Axépiov), Acheronte, IJ fiume della Tespro- una lama esercito schierato (a battaglia)
,
,.

zia, che attraversa la palude Acherusia e si a) ordinanza, fila, schiera, Caes.: prima, Liv.
getta nel Mar Jonio; oggi Phanariotikos. b) l'insieme delle file, tutto l'esercito (ordinato-
II) {anche Acheros), fiume del Bruttium oggi ; a battaglia), exercitus nostri, Cic: aciem in-
Micene, secondo altri Lese. Ili) nella mi- struere, Cic. e) battaglia, giornata campale,.
tologia, fiume del regno dei morti, che tutte le Pharsalica, Cic: in aciem producere, Nep.:
ombre dovevano passare, quindi per l'Avemo cadere in acie, Liv.: poet., Vulcania acies,
stesso (in prosa Acheruns, V.). Deriv.: — Verg. — con altra metaf., di discussione,.
A) AclieronlTa, ae, f., piccola città della prodire in aciem, Cic.
Lucania; oggi Aceienzà.. B) ^^clicrusVus, ìicTna, V. acinus.
uni ('Axepoóatoj), acheronteo,
a, a) delVoltre- aclnaces, is, acc.em eden, m.(àxivàxr]s),
tomba, delValtro mondo; trasl., yìta, afflitta, sciabola rictirva e corta, scimitarra dei Per-
piena di dolori, Lucr. siani, Medi ed a., Hor., Tac. ed a.
Acheros, V, Acheron, n" II. àcTnus, i, m. ed acìiiuiu, i, n. (forma
Acheruns, untis, acc. untem ed m. unta, second. acina, ae, f., Catull. 17, i), acino, grano
[raro f.), forma lat. parali, ad Acheron, dell'uva e di altri frutti, uvae, Suet.: ex acini
partic. = mondo, l'oltretomba (costr.
Valtii-o vinaceo, Cic.
con ad, ab, come i nomi proprii di
ex, ovv. àcìpenser, V. acupenser.
città, ecc., alla domanda dove? [moto a Aois, cìdis, acc. Acin, voc. Aci, m. ('Axtg),.
luogo] col semplice acc, e donde? col piccolo fiume della Sicilia, che discerìde dal-
sempl. abl.j dove? [stato] col sempl. abl., l'Etna, e corre rasente alla costa: la sua
ed anche col locat. Acheronti nell'altro ^ acqua è chiara, ma molto fredda; oggi
mondo). fiume di Jaci.
Achille», is, m. ('AxiXXeus), quindi nei aclls, clrdis, f., freccia corta, che SÌ lanciava
poeti anche genit. Achillei ovv. Achilli, acc. per mezzo di una coreggia, Verg. ed a.
Achillea, voc. Achille, abl. Achilh), Achuie, Acinónia, Acmonia,.
ae, f. ('Axi^iovCa),
il più illustre eroe della guerra Troiana, per città della Grande Frigia, sulla via da Do-
valore e per bellezza, figlio di Pelea, re di rileo a Filadelfia; oggi Ahatkoi. Deriv.: —
Tessaglia, e della Nereide Teti; padre di AcmÓnensis, e, di Acmonia; plur. sost.,
Pirro (Neottolemo). —
Quindi come appelL, Acmònenses, tum, m., gli abitanti di Acmo-
un Achille =
un eroe bello e forte, oppure nia, gli Acmonesi.
un giovane b. e f. —
Deriv.: A) JLcliil- acSiiiluin, i, (àxdvtxov), (erba velenosa),
IÙU«i, a, UUl ('Ax'XXsiOg), che ai riferisce ad acònito,-poet. per veleno rapido in genere,
Achille, Achilleo. B) JicllÌllTdé<», ae, m., Verg. ed a.
Aehillide.
acftr, oris (da aceo), acetosità, acidezza,,
Acliivi ed .4chT«'us, V. Achaei. gusto acido, Quint. e (plur.), Piin. ep.
Achradlna, ae, f. ('AxpaSivVi), la parte ac-quTesco, qutèvi, quTètum, ere, acquie-
più importante di Siracusa, per grandezza tarsi, trovar quiete, giungere a quiete, IJ del
e per numero di abitanti. corpo, riposarsi, a.) di css. anim., Cic: quindi
AcTdalTa, ae, f. ('Ax'.5aXCa), sopran- a) con e senza somno =
dormire, Curt. p) eu-
nome di Venere, dalla fonte Acidalia in fem. =^ morire, Tac: assai., Nep. b) di e. inan.,
Beozia, dove si bagnavano le Grazie, figlie riposare, giungere a riposo, adminiculo, appog-
della dea. giarsi (della vite). Col.: civitas acquiescens,
ticTdiis, a, um, agg. con compar. e su- Cic: rem familiarem saltem acquiescere, non
peri, (aceo), acido, I) propr., acido al gu- rimaner intaccata, Liv. IIJ dello spirito, a)
sto, spiacevole al gusto ed all'odorato, sapjr, generic, riposare, mentis agitatio numqnam
Plin.: inula, Hor. JJ) trasl.: a.) spiacevole, syra- acquiescit, Cic. b) nell'animo, tranquillizzarsi,
ateuie, ìioit accetto al SCUSO interiore [contr. acquietarsi, trovar sollievo, consolazione, con-
29 acquiro adito 30
furto, Cic: in alqa re, Cic. e) ne propri desi- riam acerrime in alqm excrcere, Sali.: deìYim-
d.ri, ecc., calmarsi =
feriitami con compia- peto del discorso, rudemente, uapram., fieram,,
cenza, trocatgi noUUiafati di q.C. opp. provar superbam., alqd vituperare, Cic. dj generic.,.
piacere, soddivfaziune in q.C, iu adulesceil- ucrem. =
molto, usaai, acerrime occupatus,
tium caritate, Cic: Clodii morte, Cic: col Nep.
dat. , ben. dj calmarsi nei propri dubbi, MOriiiillia, n. (àxpóaiia), narratore, parla-
convincersi, quindi generic, fidarai di ai«,, tore festevole, buffone, Cic ed a.
prestar fede, accotuietttire, approcare, col dat., aerdasi!», is, f. (àxpóaotg), lezione, rela-
Suet. zione, Cic. ed a.
ac(|uTro, quMvi, qulsitum, ere (ad e Acrdceraunìa, òrum, n. ('Axpoxspaù-
quaero), 1) guadagnare inóltre, acquiaire, acqui- vta, -ed), I) come piarle dei montes Ceraanii
»«,-(»•« [contr. detrahere de etcj, acquirere ad ovv. Ceraunia, V. Ceraunius. II) appetì, per
tidem, crescere la riputazione, aumentare il ogni luogo pericoloso, liaec Acroceraunia vita,
credilo, Cic: gratias, Cic. II) generic. (con Ov. rem. 739.
sforzo e fatica), guadagnare, procacciare, Acrucoi'inllius, i, f. ('AxpoxópcvOo;),
acquistare, p-rocurarai, sibi dignitdteiu, Cic: Acrocorinto, cittadella di Corinto.
periculuiii, hostes alci, Jastia.: pregn., guada- 1.acla, ae, f. (àx-njj, Udo dei mare, apiag-
gnare a.c. =arricchirai, Quiut. gia, luogo riposto, ombroso, che porge nella
.4crncii!i, a, um (ày.patos), -4.creo (= ono- calda stagione placido ed accetto soggiorno,
rato nell'alto), epiteto di Giuve e di Giunone. Cic. ed a.: quindi {partic. nel plur. actaej
Acragii!», Acru^aiilTiius, V. Agri- meton. spesso =
lieto soggiorno, luogo di
gontum. gradita ria-eazione, non di rado anche =
acralS|»lir»ruui {ove. -on), i, n. (Axpa- vita voluttuosa in riva al mare, in actis esse
•COi^Ópovj, vaao pel vino achietto, Cic. ed a. nostris, Cic.
acrédùia, ae, f. {forse da acus, cris ed 2.acla, òrum, n., V. ago.
edo, come tidecula da ficus ed edoj, nome Aclaeùii, unis, m. ('AxTaCcDv), Atteoner
di un animale, secondo alcuni c<3e<t«, = figlio di Aristeo e di Autonoe, nipote di
secondo altri == grillo, Cic. poet. de div. 1, Cadmo; trasformato da Diana, per averla
14 (come traduzione del greco òXoXuywv di egliveduta mentre stava bagnandosi, in un
Arato). cervo e dilaniato dai cani della dea.
aerlculuii, a, um (dimin. di acer), piut- Actaeus, a, um, V. Acte.
tosto acre, alquanto acre, pungente, mordace, Actv, ès, f. ('Axxi^), propr. paese co-
aatirico, iile acricuJuB, quell'uomo mordace e stiero, nome antico dell'Attica. De- =
pumjente, Cic. Tusc. 'à, 'ài. riv.: A) Actaeus, a, um ('AxTociog), j)oeJ.
acrliiiùiifa, ae, f. (acer;, agrezza, gusto = attico, ateniese, —
Sost., Actaea, ae, f.,
acre, odore aere, vapore piccante di UH Cibo r Ateniese, di Orizia; plur. Actaei, òrum, m.,
e Sim., Bcriptt. r. r.; trasl., acutezza, forza, ActM =Attici. Bj Aellas, àdis, f. ('Axxiàj),
energia, vivacità, nel tratto, nclVesporre, ecc., poet. =attica,
Cic: vivacità della discussione, veemenza, Actlìis, àdis, f., V. Acte ed Actium.
diaeorao concitato (contr. seruio, esposizione
aetTo, ònis, f. (ago), il porre in movimento,
calmaj, Cornif. rhet. movimento, I) movimento di chi espone, unito
Aerl»Ius, li, m. ('Axpioiog), forteto, re alVanaloga modulazione della voce,
d'Argo, p%dre di Danae, avo di Ferseo. — l'oratore, esposizione, Cic.dell'artista
b)
a) del-

Deriv.: A) AcrÌ!»ión«>, ès, f. ('Axpw.wvr)), drammatico e sim., esposizione, azione scenica,


figlia di Acriaio, Danai. B; AcrÌ!«Tóiieus, Cic. II) movimento dell'azione, 1) in gen., il
a, um ('Axp'.o'.wvi'.og), aerisioneo, arces, Argo, fare, azione, attività, l'operare, l'agire, aperta
Ov. Cj Acj'ìsIóiiIàdL's, ae, m. ('Axpioio)- rerum illarum, Cic: gratiarum, ringrazia-
viìSy)?;, Acriaioniude = Perseo. mento, rendimento di grazie, Cic: honesta,
aorìler, avv. con compar. e superi. Cic: col genit. sogg., corporis, Cic: vitae,
(acerj, acremenu, impressioni che ri-
1) delle l'ita pratica, Cic. 2) partic, l'agire in pub-
cevono i sensi esterni, e dell'attività dei me- blico e precis.: generic, ogni azione po-
a)
desimi, a) dell'attività del senso della vista, litica ^=^ negoziazione, proposta
(davanti al po-
acriter intueri soleiii, guardar fiso il sole, polo, al senato), discorso pubblico, Cic. ed a.
Cic. b) dell'impressione sul tatto, doiorosa- b) azione davanti ai tribunali, a) il trattare,
tnente, acerbamente, con strazio, caedunt acer- condurre un processo (come difensore), difesa
rime virgis.Cic e) dell' impressione sull'udito, davanti al tribunale, causae, Cic P) procedi-
forte, ad alta voce, con vigore, gagliardamente, tnento giudiziario, azione g., processo, accusa,
pronuntiare, Plin. ep. Ilj dell'attività del causa, civilisj Cic: actionem instituere ovv. in-
senso interiore, di affetti, ecc.: a) delta forza teudere, Cic; quindi aa) acctti,a formata =
visiva e comprensiva della mente, acutamente, d'accusa, CiC: e generic, forinola giuridica,
flnem., a fondo, videre vitia, Cic: intelligere, Hoitilianae, sulle eredità, Cic. PP) discorso
Cic. bj dell'attività del volere e dell'agire, d'accusa faccusa pronunciata a voce), accusa
vivamente, energicunt., rigidant,, severam,, co- scritta, Cic YYj <'""'• d'accusa, diritto a pro-
raggioaa.n., repugnare, Cic: a errirae egi, Cic. cedere, Cic 58; disam ina giudiziaria del pro-
e) dell'attivitàdegli affetti, fortemente, vivam., cesso, tertnine, altera, Cic
ucrem,, doloì'oaam., crudelm», appaasionatam», aelllo, avi, atu»),àre (freq. di ago), trattare
acrius capere, Curt.: acerrime exspectarc,as/»e t- molto, spesso, causas niultas, Cic: tragoedias,
ture ardentemente, affnnnosan., Cic: victo- recitar spesso tragedie (come istrione), Cic.
31 Actium acuo 32

AclTiim, l'i, n. ("Axxwv), Aezio, promon- via per cui si passa, passaggio, Cic. b) pas-
delTAcarnania, prima semplicemente
torio sivo, moto, rivolgimento, Verg. II) par tic:
con un tempio dedicato ad Apollo dagli A) il moto di chi espone, a) dell'oratore, u
Argonauti, presso il quale si celebravano porgere (V. actio), Qujiit. b) degli attori, dei
ogni anno nna festa e giuochi in onore mimi, azione, moto, gesto, Liv., quindi meton.,
del Dio; piìi tardi con una città di egual a) rappresentazione di una Commedia, ecc., di
nome, fondata da Augusto in memoria della una parte di essa, Liv.: e atto di una com-
|5 )

sconfitta data colà ad Antonio e Cleopatra media, ecc., in quocumque actu, Cic: e trasl.,
(31 nv. C), con tempio e giuochi rinnovati extromus actus aetatis, Cic. B) il moto di chi
per la medesima ragione; oggi Punta fpro- opera, operosità, atto, faccenda, 1) in gen.: in
montorio e città). Deriv.: A) Aclìa- — actu mori, esser operoso sino alla morte, Sen.:
«•us, a, uni ('AxTtaxóg), azziaco, di Azzio, in ceteris vitae actibus, Quint 2) partic:
I>) fpoet.J Aelius, a, um ('Axitog), azziaco, a) actus rerum o forensis o sempl. actus, af-
di Aziio, fari forensi, Quint. b) meton : a.) azione com-
actìiiiicula, ae, f. (dimin. di actio), pfc- piuta, fatto, Traj. in Plin. ep. 10, 97 (98), 1.
cola orazione forense, Plin ep. 9, 15, 2. p) occupazione, ufficio, Traj. in Plin. ep. 10,
Aclius», a, um, V. Actium. 28 (37).
aclTvu!!», a, um (ago), attivo, pratico [contr. actutuill; avv., subito, itnmediatamente,
coutemplativus), Seu. ed a. Cic ed a.
aeliir, òris, m. (ago), I) colui che muove, aoììla, V. aquula.
die pone in movimento, dm spinge, pecoris, acùlealiis, a, um (aculeus), munito di
pastore, Ov. II) trasl. A) colui che agisce : pungiglione, di aculeo, trasl. a) acuto, pun- :

col discorso: a) espositore in genere, Cic. gente, mordente, litterae, Cic. b) sottile, acuto,
b) oratore, espositore, parlatoi-e in senato, Cic. sophisma, Cic.
de legg. 3, 40. e) colui che agisce sulle scene, aeììleu^, i, m. (dimin. di acus), aculeo,
che recita, che espone, che sostiene una parte; punta, I) propr.: a) di metallo, punta di armi
secundarum, Cic: alieiiae personae, Cic:
littore, da getto, sagittae aut glandis, Liv. b) di ani-
quindi assoL, attore drammatico in genere, mali, pungiglione, apis, Cic. IIJ trasl., partiC'
Cic B) colui che fa, esecutore, a) generic, e»e- al plur., l) aculeo, il pungente, partic : 0.) acu-
cutore, autore, mediatore, curatore in genere, tezza di conclusioni logiche e del giudizio,
1 erum, Cic actor auctorque, Nep. b) come
:
Cic. b) di severo procedere, rigore, severitatis,
t. giudiz., accusatore, avvocato, procuratore,
t.
Cic : e della cupacitù, di danneggiare, aculeo
attore, colui che intenta processo, pubblico ora- amisso. Liv.: cfr. aculeo jam emisso, Cic. e) di
tole,con e senza causae (causarum), comun. mordacità, punta del discorso, a.) riguardo
nei processi criminali {contr. reus), più ra- all'impressione, spina, aculeos relinquere in
ram. nelle cause civili (contr. possessor, pos- animis, Cic P) detto pungente, puntura, aCuleì
sessore dell'oggetto d'accusa), Cic. e) cura- orationis, Cic: fuerunt uonnulli aculei in C.
tore, amministratore, di beni, di pOSSCSSi, CCC, Caesarem, stoccate, frecciate, frizzi, ecc., Cic.
economo, mayi/iordonw, tesoriere, actor SUm- d) spina del dolore, sollicitudiuum aculei, Cic.
inaruiii, cassiere, Suet. actor publicus,
2) cosa commovente, impellente (come stimu-
:
fi-
scale, Tao.
lus), spina, sprone, stimolo, Cic
i4«;(ori«le<!i, ae, m. ('Ay.xoptdrjg), Actoride
aciìmen,mYnis, n (acuo), punta, I) propr.:
(;=; discendente di, da A.), come Menczio, scorpii, pungiglione, Cic. poet. stili (dello :

figlio di Attore; Patroclo, nipote di A. stilo), Cic: auspicium ex acuminibus, dalle


aciìiarìiila, ae, f. (dimin. di actuaria, punte luccicanti (delle lande), Cic. I[) trasl ,
V. 1. actuarius), barchtttta (veloce), Cic. ad Att. acutezza dello spirito, a) acume, acutezza, finti
10, 11, eedaltr. intelligenza, finezza, ingenii, Cic. : aCUmeu
1. actìiariii!!», a, um (ago), che vien tuum, Cic plur., Hor. b) spirito, acutezza,
:

posto facilmente in moto, rapido, navi- Cic de or. 2, 244. e) acutezza, sottigliezza, scal-
gium, navis, barca, brigantino, galera, Cìc: trezza, alsing. e plur., Cic quindi meretricis
:

anche sost., actuaria, ae, f , Cic. acumina, arti furbesche. Hor.


2. aclUSlrìU!!. li, m. (ago), I) tachigrafo, iicuo, acui,acutum, ere, acuire, appuntare,
stenografo, Seti, ed a. IIJ specie di provvisio- rendere aguzzo, aguzzare, (contr. obtundere,
niere, direttore dei viveri (all'epoca imper.l, retunderoj, I) propr.: serrani, Cic: sagittas
Eutr. 0,9 ed a. cote, Hor. IIJ trasl.: a) aguzzare, come t. t.
acliiose, avv., con azione fervida, ap- gramm., syllabam, pronunciarla con tono più
passionata ; con passione, appassionatantente, acuto più chiaro, accentuare (contr. gravem
DOQ act. , senza passione Cic. de or. 3, , pOUCre, iuflectcre', Quint. h)adde.st'>-are, acuire,
102: da esercitare, affinare, linguam exercitatione di-
actììo.sim, a, um ("actus), I) pieno di nu>to cendi, rendere sciolta, Cic. : ingenium, Cic:
» di vita, potente,
Cic. or. 125. II) [col illosaetas acuet, li renderà assennati, Ter.:
compar.) pieno di operosità, operoso, attivo se ad exagitandan) legationem, Cic. e) quasi
{contr. nihil agens), virtus, Cic: vita, Sen. aguzzare =dar l'ultima mano, aliquo modo
aclU)«, US, m. (actusj, H mettere in moto, acui et COrrigi posse, Cic. àjrender acuto,accre-
io spingere, Ij in gen. : a) attivo il con- = scere una condizione; animare, infianimare, ec-
durre il bestiame, Cic quindi meton. (t. t. : citare una passione, industriam, Corni f. rhet.:
giurid.\ diritto di far passare per qualche curam, Liv.: alci metum, Verg. : iriim hosti,
luogo bestie da tiro o veicoli, e il luojo o la Liv.: iras railitam, Liv. e) spronare, eccitare.
od acqienscr ad 34

(inhnare, spingere, quolc. ad affetti Vivi, pas- da me = a Casa mia (ehez moi), Cic ed a.
ftioni, sensazioni, sentimenti, ecc., alqm, Cic: h) in estensione, fino «, «, ad, a Salonis ad
alqrn ad alqd {p. es. ad aemulaudas virtutes, Oricum, Caes.: con usque, p. es. dona usque
ad crudolitatem), Cic. ad Numantiam misit ex Asia, Cic.
aeu|»vii»<ur, scris, m. (acus e pesna = 2) per indicare la vicinanza, la direzione,
]>enna.), pesce molto prcgiatu dagli antichi, nello stato =
a) x>resso, vicino, a, sedere ad
probab. storione, Cic. ed a. latus alcjs, jacère ad pedes alcjs, Cic: villa,
sieiis, iis, f. (dalla radice AC, donde a.cvio, quae est ad Baulos, Cic: pugna ad Trebiam,
acies, acer ed a.), ago da cucire e da ricamare, Liv.: adesse ad portam, Cic: esse ad dextrara,
Cic: acu piugere, ricamare, Verg.: per tener Cic: esse ad nianum (V. manus), Cic: partic.
insieme i capelli, spUCone, forcina, Quint. esse ad urbem, detto dei magistrati romani,
acuii;, avv. con comp. e superi, (acutus), che viaggiavano con seguito, investiti di co-
ueiitaiiiunte, trasl., I) coi sensi, cernere, Lucr.: mando militare e stabilivano il loro sog-
di suono, ecc. (contr. graviter, basso), sonare, giorno in questo od in quel luogo, Cic: e
Cic. II) colla mente, acntainente, con acume, esse ovu. remanere ad urbeni, esse ad portas,
con ingegno, con ispirilo, e si»l. Cic. dei generali muniti del comando supremo,
acutììlll!<>, a,um (dimin. di acutus), medio- che si trattenevano davanti a Roma, ma non
cremente acuto; alquanto, piuttosto acuto; fine, erano autorizzati ad entrare in città, Cic:
spiritoso, conclusioues, Cic. de nat. deor. 3, 18. esse ad alqm, in casa di quale, (come visita-
aciilu»», a, um, part. agg. con compar. e tore), Cic: e spesso ad alqm =
presso, davanti
superi, (da aCUO), acuto, aguzzo, appuntato, ad ale, per indicare la persona sotto la cui
quindi affilato, tagliente [contr. hebes, retusus direzione, colla cui compartecipazione, da-
obtusus e sim.), I) propr., sia di oggetto ap- vanti a cui si svolge q.c, ad judicem agere,
jmntato ad arte, sudes, Caes.: cuspis, Verg.: Cic: ad tibicinem hostias immolare, coU'ac-
O per natura: appuntato, tei'minante a punta, compagnamento del flauto, Cic: così pure ad
angoloso, cornuto e simili, cornua lunae, Cic. alqd, presso a q.c, per indicare l'oggetto, sotto
fr.: pinus, dalle foglie aguzze, Ov. II) trasl.: l'influsso del quale accade q.c, ad vinum,
A) acuto per tutti i sensi e pel corpo in gen., ad lumina, ad tibiam, Cic. b) « ^
in, ad

\) pei singoli sensi, a) per Vudito =^ acuto, forum, Ter.: ad villam, Cic: ad aedem Felici-
chiaro, stridente, quindi di suotw acuto {contr. tatis, Cic: e così ellitt., ad Castoris (se. ae-
gravis, grave, basso), sonus, Cic. vox, Hor.:
: dem). Cic: e per indicare il luogo, ad capita
come t. t. gramm., accentuato, con accento acuto bubula, al luogo detto, ecc., Suet.
(contr. gravis), syllaba, Quint. h) al tatto, B) trasl.: 1) della direzione nel moto, neh
acuto, tagliente, pungente, penetrante, gclu, Sol, l'estensione: a) della direzione nel moto: a)
Hor. 2) che influisce su tutto il corpo, come generie., COI i?eròi.' che significano muovere,
t. t. medico =
acuto (contr. longus, vetustus, eccitare, spingere e sim., come movere, indù-
cronico)., morbus, febris, Cels.: poet., acuta cere, impellere, hortari, invitare, ed a. (V.).
telli, duri casi, rischi della guerra, Hor. B) P)per indicare desiderio, inclinazione, coi
di acutezsKt, acume della mente, a) del senso sostant. cupiditas, aviditas, alacritas, ed a.
interiore, nares, nasi delicati, aguzzi; criti- (V.): cogli agg. avidus, propensus, intensus,
coni, Hor.: cernis acutum, hai vista acuta acer, ed a. (V.): con verbi, summa conten-
(pei difetti altrui), Hor. b) di pers. e condiz. tione ad officia certare. Piane in Cic. y) P^^
riferentisi a persona, di ingegno acuto, spi- indicare il termine, lo scopo, il fine, a, per,
ritoso, ingegnoso, fine, profondo, acuto, furbo, con sostant. (partic. ad col gerundio od il
astuto (contr. retusus, hcbes), a) generic: in- gerundivo), mentis ad omnia (a, per tutto)
genia, Cic. homo, Cic: acutus ad fraudera,
: cacci tas, Cic: adjutorem esse ad injuriam,
imbroglione esperto, Nep.: motus aniinoruni Cic: occasionem ad rem gerendam fore, Cic:
ad excogitandum acuti, Cic: studia, che ri- con agg., come natus, factus, doctus, idoneus,
chiedono acume d'imjegno, Cic. P) come 1. 1. utilis, ed a. (V.); dopo i verbi adjuvare, con-
TCt., acuto, profondo, seutplice ed efficace, ora- ferre, facere, conficere, esse (servire) ed a,
tor, Cic: sententiae, Cic. ( V.): parim. dopo decernere, deligere ed a.
ad (are. ar) prep. coZ/'acc, «, ad, verso (V.J: quid ad rem? che cosa ha a che fare?
(contr. in colVa.cc.), I) di luogo A) propr.:
: Cic: quid ad me? come mi riguarda? che
\)per indicare la direzione nel moto e nel- me ne importa? Cic: quindi cnx) con rimedii,
l'estensione ; a) nel moto, a, verso, i>resso, vi- partic farmachi, per, contro a, quae sint ani-
cituì, proficisci ad Capuani, Cic: ad Syphacem, madversa a medicis... radicum genera ad mor-
Liv.: venire ad Cn. Pompeji castra, Cic, ad sus bestiarum, ad oculorum morbos, ecc., Cic:
alqm, da ale, Cic, sopra quale, Caes.: ducere quindi anche in questo caso dopo verbi come
cohortes ad alqm locum, Caes.: ducere legiones esse (essere = servire), valere, posse, proficere
ad hosteui, contro il nemico, Liv.: mittere le- ed a. (V.). l'ufficio a cui si
^^)per indicare
gatos ad alqm, Caes.: mittere librum ad alqm, destina quale, o q.c, servos ad remum dare,
mandare, dedicare, Cic: quindi ellittic, libri Liv.: argentum ad vescendum factum, posate
ad Rhodios (se. mis.si), ai Rodiesi, Nep.: e nelle d'argento, servizio (da tavolaj d'argento, Liv.
dediche in capo ai libri, M. T. Cicerouis ad £) per indicare la relazione tra una cosa ed
M. Brutum orat jr e sim.: col genit. dei nomi un'altra, ax) riguardo a, rispetto a, di fronte
degli Dei, sottintenden'lo aedem, p. es. ad a, con sost., eraut buie studio maxima expo-
Dianae (se. aedem) venire. Ter.: nel linguag- sita praemia vel ad gratiam vel ad opes vel ad
gio famùjìiare, pnrtic. con pron. pers., per digiiitatem, Cic: nomina ad aliquid, relativi,
indicare la casa, l'abitazione e sim., ad me, Quint.: con agg., insigues ad laudeni viri, Cic:

Georges-C al oncihi. Dizionario latino-italiano.


35 adactio adaquor 36

tutus ad ictus, Liv.: vir ad cetera egregius, Cic: ad vesperum, Cic: ad diem dictani, Cic:
Liv. Pp) tu relazione a, in confronto a, ri- ad diem, al giorno, al giorno stabilito, Cic:
spetto a, di fronte a, quid ad prilllUlll COUSU- ad tempus, a tempo debito, Cic: ad extremum,
latuin secundus? Liv.: virum... nihil ad Per- infine, finalmente, Cic. b) dopo, fra, ad aiiaum
sium, Cic. : e di relazione aritmetica, a, tribuni! m pi. fore, Cic: ad annos decein, Cic.
ut unum ad decein, sic decem ad centmn, sitlìlvtTo, Ouis, f. (adigoi, lo spingere, il

Quint. h) di estensione ed aumento, fino a, costringere a qc, 'ynU}\wimàì, prestazione di


a) generic: virgis ad uecem caedi, Cic: ad giuramento, Liv. 22, 3S, 5.
extremuni, ad ultimum, fino all'estremo, al- adacliÌ!^, US, m. (adigo), l'avvicinare a,
Vultimo =
nel più alto grado, Liv.: ed ad deulis adactus (plur.), i morsi, Lucr. 5, 1328.
ultimum, airestremo =
« quando giunge al- a4l-SIC<|lie, avv., egitalinentt; parimente,
l'estremo », Curt.: ad summaai, al totale = anche seguito da ut (come, die), Liv. 4, 43,
in tutto, in genere, Cic. P) nelle determin. di 5 (dubbio).
quantità; scrobem ad medium compiere, Liv : SÌd-ae<|IIO, avi, atum, are, adeguare, ugua-
ad plenum, Hor. y) nel computo dei numeri, gliare, I) propr.: moles moenibus, Caes.: de-
dei denari, aa) per indicare il giungere fino vastanlo, tecta solo, radere, Liv. II) trasl.:
ad un dato numero e siin., fino a, a, ad assem A) uguagliare, pareggiare, confrontare, CUm
perdere, Hov.: ad nummuiii convenit, Cic: ad virtutc fortunam, Cic. se virtute nostris,
:

unum (unam) omnes, tutti fino ad uno, cioè Caes.: alqin sibi, Tac: forinaui, aetatem, ge-
fino all'ultimo, Cic. ed a.: ed anche sempl. nus niortis magni Alexandri fatis, uguagliare
ad unum, Cic: ad impuberes, fino agli impu- paragonando, Tac. ann. 2, 73: alci rei vi
beri; compresi, ecc., Caes. '^^) per indicare quidquam adaequare posse, potere a mala-
l'avvicinarsi, la vicinanza, prossimità ad pena paragonare q.c. di ugualmente grande,
un dato numero, circa, pressapoco, (fuimu^) Liv. 1, 56, 2. B) uguagliare, raggiungere ugua-
omnino ad ducentos, Cic: cum auuos ad L gliando, altitudiiiem muri, Caes.: alqm grafia
natus esset, Cic: quindi anche avv., occisis apud Cae.-arem, Caes.: deorum vitam, Cic:
ad hominum milibus quattuor, Caes. senatoruin urna copiose absolvit, equitum
2) di porre appresso, venir presso, diogg.: ad.equavit (diede un ugmd numero di voti
a) per indicare liò che si avvicina ad alcun- di condanna e di assoluz), Cic.
ché, si aggiunge a o presso q.c, «. presso, vi- a«la;£Ìlllll, li, n., adagio, proverbio. Geli.
cino, oltre, quod ad jus civile pontificiuin ap- Lpraef § 19._
petatis, Cic: hoc unum ad pristiiiam fortunam adaiiiaiiit'us, a, um (adanias), duro come
defuit, Caes.: nisi quid vis ovv. vultis ad haec, l'acciaio, il fello; infrangiOilv, liares, Ov. mot,
Cic: quindi ad hoc, ad haec, oltracciò, inoltre 7, 104.
(arrogi). Sali., Liv. ed a.: ad id quod, oltre a, uni (àSa(iàvxivo; da
a<laiiianliiiu<*,
quello che, Liv.: ad omnia, ad cetera, Liv. à5à|iag), di acciaio, duro come acciaio, conte
h)per indicare la ragione ed il seguito, la feì~ru; infrangibile, saxa, Lucr.: tunica, Hor.
conseguenza, a, sopra, in seguito a, lespondere ailaiiiaià, autis, acc. comun. m.
anta,
ad alqd, Cic: ad famam belli novas legiones (à5(x[j,ag), propr. V indomabile quindi ,

scribere, Liv.: ad speni diuturuitatis, Cic. e) I) il ferro pili duro, acciaio, nei poeti geneiic
per indicare la norma, la regola secondo cui per metallo duro, minerale saldo, ferrei ceppi,
avviene q.c, secomio, conforme a [contr. cen- Verg. e Ov. —
Quimli nei poeti come emble-
tra) ad perpendiculum, ad istorum normam, ma di un cuor duro, insensibile, inflessibile,
Cic: agere ad praescriptum, Caes.: ad hunc lacrirnis, voce sua adamanta (i sassi, un cuor
modum, in questo modo, Cic: ad teaipus, a di macignoj movere, Ov. II) diamante, Plin.
tempo, seconda le circostanze, Cic. (cfr. sotto tìd-amo, avi, atum, are, invaghirsi, inna-
al n" II, 1, b, e n" II, 2, a): ad verbum, alla morarsi, a) amar molto, di amore puro, quale,
lettera (p. es. ediscere), Cic. o q.c, alqin, alqd, Cic. b) amare quale di
IIJ di tempo: 1) per indicare l'estensione amore sensuale, Ov. e Suet.
fino ad un dato punto del tempo : a) avuto sid-apérlo, pcriii, pertum, Ire, aprire, I)
riguardo al tempo passato fra i due mo-
menti estremi, fino a, ab consulatu ejus usque
come contr. ad operire, velare scoprire =
una cosa coperta, denudare, render visibile,
ad extremum tempus, Nep.: ab bora octava quae velanda sunt, Liv.: caput (come saluto),
ad vesperum, Cic: ab condita urbe ad libera- Sen.: caput alci ("davanti a quale), Val. Max.
tam, Cic: usque ad liane aetatem, Cic: ad
summam senectutem, Cic: ad vesperum, Cic:
II) come contr. a claudere =
api-ire una cosa
chiusa, disserrare, aj p>ropr.: fores portae,
ad id tempus, Caes. ed a., cosi pure ad id Liv.: OS,Ov. b) trasl.: ad crimiuationem invi-
locorum, fin qui. Sali, e così sempl. ad id, ad
doruin aures rtgis, Curt.
hoc, Liv.: ad euni fiuem, dum, ecc., Cic: quem
adapertìiis, e (adaperio), che si può
ad finem ? fino a qual punto, fino a quando?
aprire, Ov. trist. 3, 11, 45.
Cic. b) riguardo alla durata del tempo, per,
circa, ad exiguuiii tempus, Cic: ad annos DC,
ad-apto (avi), àtum, are, adattare, galeri-
culuin capiti, Suet.: essedum, dispoi're accon-
Cic: ad tempus, per un tempo, durante un
ciamente, aggiustare, Suet.
certo t., Cic.
2 per indicare l'entrare in un punto o
ì
iidaqUO, are (ad e aqua), condurre all'ab-
dietro un punto del tempo, a) «, t»i, alqm ad beveratolo, abbeverare; pasS. adaquari, andare
all'abbeveratoio, del bestiame, Sut't. Galb. 7.
mensem Jauuarium exspectare, Cic: te Lao-
diceae fore ad meum adventuiii, al mio ar- SÌd-a«Hlor, atus sum, ari, attingere, pren-
rido, Cic: aJ luccm, al mattino, di mattina, der aiKjua, Caes. ed a.
37 adauctus aJdu .'58

sillaiK-tìlS, US, m. (adaugeo), aumento, ac- addìliillionllllll, i, n. (addo), aggiunta,


cre>,ci mento, Luti". 2, 1122. uppetulice, trasl., Cic e SCU.
sld-aii^ou, ausi, auctum, ère, aumentare addo, dTdT, dltum, ere, I) dare, recare,
aticoia, accffscetethotimn, Cìc: causaiTi (contr. mettere, porre in Un luOQO qualc. O q.C. {COntr.
deprimerò), Coniif. rhet. deinere, adimere), propr.: a.) cincin.: e^i-
a.)

tid-UU^^eSCO, ere, aumentale, creneere, au- stulas iu fasciculum, Cic: album iu vestimen-
mentarsi, Lucr.e Ciò. poet. tum, mettere sopra, ecc., Liv.: soleam pedi,
sid-hìbo, btbi, ere, bere, Oeversi, prendersi Ov. alci calcar o calcarla, spronare qualc.
:

bevendo, a.) propr.: plus paulo. Ter. b)trasl.: (figurai.), Hor. e Plin. ep. p) una pers. =
imprimersi nel cuore, verba puro pectoie, Hor. associare, aggiungere, dare, alci COmitem,
ade... tutti i vocaboli che cominciano Verg.: alci custodeiii, Tac: bis copiis rector
così, si cerchino sotto ace... (come comund.) additus Annius Gallus, Tac:
ad-deC'Ct, conviene, si addice, set/UÌtO dul- Teucris addita Juno, aggiunta ^jer loro danno,
Tinfin., Seii. ed a. come persecutrice, Verg. b) trasl., dare, ag-
ad-deil!!>e«», èie, addensare, rendere ancor giungere, ispirare, fìdeiu Contieni, Liv.: alci
piit denso, serrato, acies addeiiseiit, Vei'g. Aen. animum, Cic. Ilj aggiungere aumintttndd,
10,432. accrescere {contr. dcmerc iidimere, detra-
,

ad-dloo, dixi, dictum, ere, permettere, atj- liere), a) prò/ r.: a) generic. unum gra-
:

i/iudicarc, 1) come t. t. del luujuaygiu (tuga- nuui, Cic: addere gradum, raddoppiare, stu-
/ale, permettere q.C. =notare (£.c. come f'uio- diare il passo, Liv.: addere in spatia, far giri
levoie, detto iif<jU uccelli fatidici (col loro sa giri, Vurg. ad quattuor priore? quintam
:

volo, ecc.) e deyli uuspizi; cuman. asnoL, decuriam, Suet. P) in iscritto, aggiungere or-
mosti-arsi propizio, con O sensa dat. pers. dinando, appone come appendice, in oratio-
{contr. abdicere), Liv. II) aggiudicare, asse- nem quaedam, Cic: multas res novas in edi-
gnare, a) come giudice, aggiudicare, assegnare, ctum Nep. in seutentiam suara uti ecc.,
, : ,

a quale, come proprio {yartic. del pretore, aggiungere alla proposta che, ecc.. Sali.
le cai tre azioni sono do, dico, addico), alci Y) aggiungere, dar di piii, COme offerta, NoV.
bona, Cic.: liberum corpus in servitutem, Liv.: coni. fr. ijt Cicer. de or. 2, 2-")j. 5) come
alqm arbitrum, assegnare quale, come arbitro, t. t. di aritmetica =
sommare, addizionare
Sen. {quindi figurat.jCeitìs quibusdam senten- {contr. deduceie, sottrarre), Cic. de off. 1, 59.
tiis quasi addictum et consecratum esse, essere b) trasl.: a) generic: pauluin alci aliquid,
legato come mediante la sentenza di un giu- sorpassare di un poco, Cic (e così cui nihil
dice un vincolo religioso, Cic): partic, asse- addi potest, insuperabile, Cic) ad iter cir- :

gnare, aggiudicare, come proprio a quulc. IDI cuitum, Caes.: historiae majorem sonum, Cic:
debitore insolubile, alqm alci, Cic. {quindi ad- operi nocteii), valersi anche della notte per
òictm, il debitore aggiudicato quale schiavo il lavoro, Verg.: alqm Trojae periturae, coin-

al creditore, schiavo pter debiti, Liv.: e figu- volgere nella rovina di Troia, Verg. P) ag-
rat., nullius addictus jurare iu verba magistri, giungere un tempo COme termine, convedere
non legato [come uno schiavo per debiti] a ancora, paucos dics ad rem publicam geren-
giurare, ecc., Hor.); e generic. dìchiarure, daiii, Cic: addito tempore, col tempo, Tac.
condannare quale, come debitore verso uno, Y) aggiungere, apporre ad una COSa detta, pro-
addictus erat tibi? Cic: cupiditati petulan- seguire con q.C, verbum non amplius addam,
tiaeque addici, debba sottostare alla, ecc., Hor.: ad hoc maledicta alia. Sali. addunt :

Cic. b) aggiudicare, di chi mette all'asta etiam de Sabini morte, Caes.: quo ego non pos-
(partic. i beni dei debitori) o affitta a chi sila qua de re agitur addere, Cic: adde-
offre di pili e di, chi dà a cottimo, in ap- bat se audisse, Ter.: seg. da ut e ti cong., Caes.:
palto le costruzioni a chi domanda meno, quindi addito, colV agg iunta ,'Ya,c.: amplitudo,
fundum alci, Cic: opus HS IDLX milibu?, addo etiam utilitatem, e, di più, anche V uti-
Cic: quindi add. alci alqil nummo scstertio lità, Cic: così partic. adde o adde bue col-
sempl. nummo, dare, donare per il mi- Tacc, aggiungi, arrogi, adde ductus aquarum,
nimo prezzo, Cic: e come venditore in ge- Cic: adde bue unguentarios, Cic: adde quod
nere, aggiudicare, cedere in vendita, vendere, adde bue quod, Liv. e As. Poli, in Cic. ep.
aedes, Cic: regna pecunia, Cic. e) aggiudicare ail-diicvo, ère, insegmire (ancoi-a), artcs,
come proprio, a) generic, dare in proprietà, Hor. ep. I, 5, 18.
^
in preda; consucrure, eedere, abbandonare, alcjs addoruiissico, ere (incoat. di *addormio),
bona in publicum, confiscare, Cic: alqm libi- dormire un poco, fare un sonnellino, Suet. CI. 8.
dini alcjs, Cic: alqm ìi\iìx\\,(2\c.: partic. se alci, ad-dul>ìlO, avi, àtum, are, esser propenso
dai-ai completamente a qUulc, consacrarsi, di- a dubitare, nutrire alcuni dubbi, avere alcuni
ventar SUO aderente fin senso cattivo =
farsi scrupoli, indugiare, assol., Cic: de o in alqa
schiavo), se seuatui Cic. , quindi alci ad-
: re seguito da nuni, an, utrum, Cic: con
dictus, obbligato, dedito, sogyi tto (o schiavo) a acc. generale, illud addubito, utrum... an,
quale. ,CÌC. 'f) usericere,utlribuire uno scritto, Ncp.: res addubitata, indugiata, Cic.
oratioues alcjs uomini, Quint. 10, 1, 70. ad-duco, duxi, ductum, ere, IJ tirare q.c
addiolTo., ùni.^', f. (addico), aggiudicazione, vicino, trarì-e a sé, dietro a sé, a) generic: ra-
l'assegnare collie proprietà, boiiorum, Cic. L mulum (contr. lasciare andarci,
remittere,
Verr. 12. Ov.: securim, levar in aito, Ov.: pedein, al-
ad-dÌS4>0, dldUi, ere, I) apprendere inol- zare p. camminare, Ov. h) partic: cx.)trafrn
tre, imparare ancora, ulqd, Cic II) appren- tendendo fortemente, tendere {contr. remittere\
dere, appropriarsi inq.aruildv, Cic. fiines,Caes.: ballistas veliementius, Cic P) «o»«-
39 adductius adeps 40
trarre, raggrinzare,
cutem, Ov.: frontem. COr- con usque e seg. da dum, donec, quoad).
ruf/are (cupamentej la fronte (per affanno, Ter. e Cic. II) trasl. rispetto al grado:
,

tristezza; conir. reniittere fronteiu), Sen. II) a) pe;- uguagliare due cose nel paragone,
prendere quale, seco [comc dux) ^;er andare seg. da ut O quasi =
nello stesso grado (tni-
in un luogo O presso quale, condurre, tras- sura),,, in cui Comici, b) per rin-
che.
portare, condiir seco, accompagnare (contr, ab- forzare il concetto nel paragone così, =
ducere), k)propr.: a) ess. «ju'w.: alqm secum, tanto, in unione con verbi, agg., sost. ed avv.,
Cic: exercituin subsidio alci, Nep.: ad aegros e seg. da ut o (quando precede una negaz.)
medicuin, Cic: alqm in jus o in judicium o da quin e il cong., Cic. ed a.: adeo non
senipl. alqm, trarre in giudizio, Cic: alci adeo nihil, ut, ecc., così punto, così poco,
pueros venales ex Gallia, condurre, Cic. p) o jg. che, ecc., Liv.: e rafforzando il concetto, af-
inan.: auruni secuin, Liv.: partic guidare, fatto, così, tanto, Ter. e Verg. e) geneiic, per
condurre un corso d'acqua, un acquedotto, accrescere il già detto con qualcosa di più
aquam, Cic. B)trasl.: a) gen^xic: introdurre, grande, inaspettato, ami, di pHi, persino, tna
trasportare, philosopliiani in coi'pus eloquen- quel che è piti, ducem hostium intra moenia
tiae,Quint. h) partic: a) recare in un dato atque adeo in senatu videmus,Cic. d) posposto
sito,porre in Una condizione, alqin in serino- come enclitico ad una parola, per far spic-
nem, in invidiam, rendere oggetto di, ecc., care con speciale importanza una cosa o la
Cic: alqm in suspicionem alci, Nep.: res in sua proprietà =
appunto, addirittura, affatto,
extremum discrimen, Cic: est res jam in eum massimamente, con verbi sost., agg., Comici
locum adducta, ut, ecc , è giunta a tal punto, e Verg.: con avv., Comici e Cic: con pronomi,
che, ecc., Cic. p) condurre, portare, muovere, partic. spesso id adeo,^. es. id adeo, si pla-
spingere, indurre, destinare quale, ad una- cet, considerate, Cic: dopo le cong. condiz.
zione, determinazione, disposizione d'animo, si, nisi e sim., se mai, se poi, Comici: colle
alqm ad iracundiam, Cic: in consuetudinem, cong. sive, aut, vel, oppure, o piuttosto, anche
Caes.: o ad consuetudinem, Cic: adduci ad soltanto. Comici e Cic: con atque, e piuttosto,
suspicandum, Cic: non facile adduci ad cre- e più giustamente, e meglio, Cic e) per conva-
denduni, Nep.: adducis me, ut tibi assentiar, lidare il già detto fé sempre nel principio
Cic: adductus sum officio, ut, ecc., Cic: ad- della prop.), tanto, così, talmente, adeo prope
ductus Bruti precibus, dalle preghiere di Br., omnis senatus Hannibalis fuit, Liv. f) adeo
Cic: adductus mercedula, per una meschina non, rinforzando dopo una negazione, tanto
ricompensa, Cic: partic. indurre alcuno a poco, così poco, Tac; partic. dopo ne... qui-
credere, compiut. alqm adduceve ut existimet, dem, Veli.: eziandio adeo (senza non) dopo
seg. dall'acc. e Z'infin., Cic: e non possum ad- ne... quidam e quoque, tanto piìt, Tac.
duci, ut putem, non adducor ut putem, seg. 2. ad-co, li (ì-ar. Ivi), itum. Ire, andare,
dalVa.cc. e Tinfin., Cic, e sempl. adducor, seg. venire a o verso q.c. quolc. (contr. abirc, fu-
dalVacc. e Z'infin., Cic: e non ovv. vix posse gere), I) propr.: gen.: ad fundum, ad
a) iìi

adduci, ut, ecc., Cic: e affatto assol., adducor me, Cic: ilio flàj, Caes.: Eomam atque in con-
igitur et propemodum assentior, Cic. y) appor- ventum, Cic: curiam, entrare, Liv.: epulas,
tare uno stato, una condizione, febres, Hor. prender parte, Ov.: quindi adiri, di luoghi =
addiiclius, avv. compar. (adductus), i^ift essere aceessihile,ljìv h) partic: a,) come t.t.
.

aspramente, severamente, TaC hist. 3, 7 C giudiz., adire ad praetorem in jus o sempl.


Germ. 43. adire in jus, andare in giudizio, Cic: e così
adductus, a, um, part. agg. coZcompar. ad Oaesarem in jus, Caes, ^) visitare, percor-
{da adduco), ?i)ristretto,angusto,stretto[kÌnca) rere (praticare) un luogo, ecc, Lj'cias urbes,
ex spatio paulatim adductior, Mela: trasl., Ov.; hiberna, Tac: eas quoque nationes, Caes.
di oratore, pressior et circumscriptior et ad- Y) ricorrere per consiglio, diritto aiuto a
ductior, più breve, pivi, conciso, piti serrato quale, rivolgersi a quale. a q.c, alqm de
(neir espressione), Plin. ep. b) corrugato, in- Ter.: praetorem, Cic: alqm scripto, Tac:
tilia,
crespato fdella fronte, ecc., come segno di se- quindi interrogare per conoscere il futuro,
rietà, ecc.J, adducto fere vultu, Suet.: trasl., quale. un oracolo, magos, Cic: libros Si-
della pers. stessa, rigido, severo, Tac byllinos, Liv.: e avvicinarsi pregando, suppli-
ìid-udo, èji, èsura, ere, I) divorare, ad- care, mìlìe iomos,0\.: e accostarsi pregando
dentare, rodere, jccur, Cic: di sogg. inan., a un dio, ad un tempio, venerantem deos,
alqm, abbruciare (del fuoco), Ov. scopulus Cic: aras, Cic. S) andar verso una pers. o un
adesus aquis, corroso, Ov.: adesi lapides, levi- luogo con intenzione ostile, assalire, azzuf-
gati dall'acqua, lisci, Hor. IIJ trasl., consu- farsi, oppida, S lU.: virum, Verg. II) trasl.:
mare in parte, distruggere, rovinare le SOStanze, a) andare ad Un negozio, accedere, intrapren-
pec iniam, Cic: boni, Tac. dere q.c, ad causas, Cic: ad rem publicam,
.4delphi ovv. alla greca .4delplioc, Cic. b) non sottrarsi; sottoporsi, sobbarcarsi ad
òrum, m. (àòeXcpoC), i Fratelli, gli Adeifi, com- una sorte, ad una condizione, ad periculum,
media di Terenzio. Caes.: o sempl. periculum, Cic: inimici tias,
ìideuiplTo (ìidemtYo, ònis, f. (adimo), il Cic. e) come 1. 1. giuridico, adire heredita-
togliere, privare, civitatis,
Cic: provinciae, Ter. tem, venire in possesso di una eredità, Cic.
1. adeo, avv. (ad e arcaico di
eo, il dat. iidcpi^, dtpis, e, adipe, grasso (he si trova
is, id), fino al punto, al segno, I) propr.: nella cavità dell'addome e specialm. nella
A) di luogo, nell'espressione figurata, adeo membrana perciò detta arZjposd, Varr.: meton.,
res rediit, la cosa giunse al punto (peggio- Cassii adipes, la pancia di C, Cic Cat. 3, 16 :

randoj, Ter. BJ di tempo, finc/iè {rafforzato trasl., l'ampolloso nel discorso, Quint. 2, 10, 6.
. .

41 arleptio adirne 42
sì«leptìO, Òuis, f. ("adipiscor), acquisto, con- manus genibus, abbracciar le g. colie m., Ov.:
seguimento, boni (contr. depulsio mali), Cic: e fìg., manus vectigalibus, metter le mani nei
commodi {contr. vitatio incommodi), Cic. dazi, Cic: vincula captis, Ov.: con nqg. astr.,
tid-oquilo, avi, àtum, are, I)caveUcare adhibere animos et mentes vestras ad etc. Cic.
verso, correre a cavallo verSO, ECC., ad nostros, IIJ partic: A) prendere inoltre, aggiungere
Caes.: in dextrum cornu ad suos, Liv.: col q.c, alqd ad panem (come companatico,
dat., portis, Liv.: per armatos, Curt.: ab suis, come soprappiìi, ecc.), Cic: con ogg. astr., ag-
Liv.: assol.y Liv. II) cavalcare accanto, circa, giungere una cosa ad un'altra, congiungere,
juxta, Suet. unire, alqd ad domesticum nioreni, Cic: quat-
adi'.
. . tutti i vocaboli che cominciano tuor initiis quintam naturani, Cic. 'R] pren-
così, si cerchino sotto aff . . dere, adoperare per uno scopo determinato,
adjc . . . tutti i vocaboli che cominciano cioè a) adoperare un ogg. (cosa ess. anim.)
così, si cerchino sotto agsf . . come m.ezZ0 per quale O q.c, valersene, im-
sid-liacri'o, haesi, haesum, ère, aderire, piegare, usare, /«»• uso, presso qualc. q.c. e
stare attaccato (fortetnente) a Q.C, I) propr.: usare, mostrare, dimostrare un modO di pen-
saxìs. (dat.), liiv.: in corpore, Ov. II) trasl.: sare di operare verso quale, o q.c, odores
a) rispetto (il luogo ed ni tnnpo, unirsi a q.c, ad deos, ut etc, Cic: orationeni ad vulgus,
toccare, confinare, assol.. Tac: COl dat. loci, Cic: diis preces, Cic: aegro medicinam, Cic:
Ter.: coll'acc, Cic. poèt.: tempus adhaerens, indici motus, Cic: alci consolationem litteris,
immediatamente susseguente, Qiiint. b) ade- Cic: usare, Cic: alteri calcarla, al-
alci vini,
ad una pct'S. COSU,
rire fortemente, star tncino teri frenos =con uno gli sproni, colValtro
ìum distaccarsi mai da una pers. cosa, a) di le briglie ffìg.), Cic: officium erga alqni, re-

pers., da una persona (come compagno co- verentiani adversus deos, Cic: saevitiam in fa-
stante, ecc.), lateri adhaerere gravem domi- mulos, Cic: plus studii, quam ille, ad dicen-
num, staì-e ai fianchi, Liv.: ad un luogo, dum, Cic: morbis remedia, Cic: inodum vitio,
stativis castris(dat.),Ter.: aduna condizione, porre una misura, Cic: memoriam contume-
nulli fortunae adhaerebat animus, adattarsi, liae, ricordarsi di, ecc., Nep.: e con in e /'abl.
Liv. b) di e. inan. : cui Canis cognomen = in q.c., iambuin in fabulis, Cic: sermonem
adhaeret, è applicato per sempre, Hor. e) es- in poculis, introdurre, Cic: in amicorum pe-
sere attaccato a q.c. come appendice, sum- riculisfidem et diligentiam, Cic: e col sempl.
mnsque in margine versus adhaesit, era at- acc, studium atque aures (amore e gusto per
taccato, scritto in margine (per mancanza di le pj-oduzioni poetiche, e un orecchio fine e
spazio), Ov.: quindi di pers.. formare un'ag- conoscitore), Cic. b) invitare, ammettere una
giunta, entrare in q.c, te vis extremum . . . pers. per q.c. (per aiuto, soccorso, consiglio,,
adhaesisse, esser riuscito per miracolo, Cic. servizio), Dianam ad partus, Cic: alqm ad
ad-haei*es<*o, baci, haesum, ere, »•«»»«- ministevium, Liv.: alqm in auxilium, Justin.r
nere attaccato, confitto, aderire, stare attaccato, partic alqm in o ad consilium, ad delibera-
I) propr.: gravis lateri craterae limus adhae- tionem, Cic. e Caes.: e così consiliis, Curt.:
sit, Hor.: taniquam in quodam incili
e fig., alqm in convivium, Nep.: e così cenae, Suet.:
jam omnia adhaeserunt, rimasero stagnate, quindi spesso sempl. adhibere alqm, prendere
arenate, Cael. in Cic. ep.: di armi, tizzoni per aiuto, valersi per aiuto, eondìtrre, prender
scagliati, ad turrim, Caes. cfr. fìg.. ratio, seco, recar seco, far venire, invitare ale. (come
simul ac emissa est, adhaerescit, aderisce, adiutore, consigliere, compartecipe, testimo-
resta impressa (nell'animo), Cic: di navi e nio di veduta o di udita, uditore, compagno
naufraghi, ad saxa Sirenum, Cic: cfr. fìg., e sim.: contr. removere), medicum, Cic: te-
ad eam (disciplinam) tamquam ad saxunj, stem, Cic: fratrem, Caes.: e con avv. -- ac-
Cic. IIJ trasl.: a) attaccarsi in qualche luogo, cogiiere,trattare quale in qualche modo, alqm
rimanere attaccato, tenersi fortemente aggrap- liberaliter, severius, Cic: e sic se adhibere in
pato, non cedere, a) di pers. e ogg. personif., potestate, ut etc, comportarsi, Cic.
aduna -pers. (come compagno costante, ecc.), ìid-liinnio, ivi e Xi, ìtum Ire, nitrire ,

egressibus, Tac: ad un luogo, nactus hoc verso, pnrtic. per lihidine, equo, Ov.: equae,
litus adhaesi, Ov.: si potes in bis locis adhae- Ov.: trasl.: di persone libidinose, Cic. Pis. 69.
rescere, fermarsi, Cic: ad una condizione, adiinriaiio, ònis, f. (adhortor), esorta-
ad uno stato, justitiae, non dipartirsi da, ecc. zione, Cic: plur. in Liv. e Sen.
(eoM<r. justitiam deserere), Cic. ^) die. inan.: adliortsltor, oris, m. (adhortor), esorta-
ad omnium vestrum studium, riuscire, incon- tore, confortatore, Liv.: operis (allavoro), Liv.
trare, Cic: qnae prava sunt fastidiis adhae- a<l-llOI'tOI', àtus SUm. ari, incoraggiare,
rescere, lasciar zm impressione cattiva, Cic. esortare, invitare, spingere (contr. dehortari),
b) fermarsi, int^lrron^pe^•si, del disCOrSO e del- di pers. ed ogg. personif, milites, Liv.: omnes
foratore. Cic. cohortes ordinesque, Caes.: alqm ad laudem,
ìidliaoiKÌo, òuis, f. (adhaereo), adesione, Cic: se adversus alqd, Sen.: alqm in bellum,
congiunsione, adhaesiones atomorum inter se, Tac: seg. da ut e il cong., Cic: seg. da ne
Cic de fin. 1, 19. o quo e il conq., Suet.: o col sempl. cong.,
sidliai'sììs. US, m. (adhaereo), adesione, Ter.: seg. dall'infin., Sen.
aderenza, Lucr. ''>. 381 e altr. adUn<>, avv. (ad e huic, contratto huc),
ìidliìhvo, liìb'iìi, hìbttum, ère (ad e habeo), .VII» </i«i, sino ad ora, dal punto di partenza
porgere. Ij In gen., porgere, rivolgere, collo- sino ad una meta determinata {quindi con
care, .lorrapporre, porre a o sopra, ecc, vultuiu iis(iue), propr. di luogo, ma nelVuso della
ad alqm, Ov., inedicasmanus ad vulnera, Ov.: lingua solo piii di tempo, I) considerando
43 Ailiatorix aai tus 44
come escluso il predente =^ fin qui, fino ad (partic. contro il loro volere, colla violenza),
ora, a) il prese)! te reale, C'ic. ed a.: quindi vos Italiam, Verg.: alqm fulmine ad umbras,
usquc adhuc e adliuc semper, sitio ad ora, Co- precipitare, Verg.: come t. t. giurid., arbi-
mici e Cic: adhuc dum etc, durante tutto il trum arbitrinm (arcaico per ad arb.) adigere
tempo, fino ad ora, Cic: unus adhuc, fino ad alqm, citare, far venire davanti all'arbitro,
ora il solo, Cic: con negaz., adhuc non o Cic. e) cose, trireraes per aestuaria, trarre,
ncque adhuc, Cic: nihil adhuc, Cic: adhuc spingere, Tac: turrim. spingere innanzi,
nuUus e nuUus adhuc, Cic b) il presente re- Caes.: partic, cacciar dentro con un martello
lativo, finora, fino allora, disertos COgnOSSe e sim., tigna fistucis, affondare travi col bat-
nonnullos. eloqucntem adhuc nerninem, Cic. tipalo, Caes.: scagliare, lanciare dardi, ex lo-
IT) considerando come non escluso il pre- cis superioribus telum in litns, Caes.: e cacciar
sente, ancora, ancor sempre, a) di ciÒ che dentro armi da punta, immernere, alci ensem,
dura ancora contro aspettazione o speranza, Verg.: scalprum in articulo, Liv.: ferrum per
erat adhuc impudens, qui etc. Cic: fluctuans pectus, Ov, fSrrum jngulo, Suet.: quindi
:

adhuc animo, Liv. b) di ciò che dura ancora, meton. fpoet.), vulnus, produrre una ferita,
più a lungo, piii oltre, insatiabilis avaritiae est alte, Verg,: alci, Tac. II) trasl., spingere,
adhuc implere velie, quod jam circumfluit, co.stringere, condurre, determinare , obbligare
Curt. e) di ciò che accade ancora oltre o ac- quale q.c. ad una cosa, a,) pers.: alqm ad
canto ad un'altra cosa, unam rem adhuc insaniam, Ter.: colVinùn.. nei poeti e in Tac:
adiciam, Seu. d) particella rinforzotica cui assol., acriore in dies adigi cupidine promi-
comparativo, ancora, si adhuc vijiorem ma- scuas scenas frequentandi, Tac: come t. t. di
teriam obtulisses, Sen. e)seg. da ut o qui e atti pubblici e milit., adigere alqm ad jusjn-
il cong. =
così . . . da^ tanto . . . da, Cael. in randura o sempl. jusjurandum, Caes., o jure-
Cicep. 8, 11, .3. jurando e sacramento, Liv.: costringere ai giù-
jl«iTal4>!'ix, rìgis, m., Adiatorige, prin- ratnento, far prestare il giuramento di fedeltA ;
cipe dei Comani. cfr. adjurat in qaae adactus est verba, egli
àdicio, jéci, jectum, ere (ad e jacio), get- presta il giuramento a cui fu costretto, Liv.:
tare lA, gettare sino a sopra q.c, I) in così anche adigere alqm in alcjs verba jusju-
senso stretto: a) propr.: telum, Caes.: adje- randum e sempl. adigere alqm in verba alcjs,
ctae (auribus) voces, i suoni che urtano, toc- far prestar giuramento a quale, nei termini
cano, Cic e prov., alci rei album calcu-
: voluti da un altro,Ca,es.: e nel passivo, adigi
lum, appr vare una cosa, Plin. ep. 1. 2, 5. sacramento alcjs o prò alqo e in verba alcjs,
b) trasl.: a) gittare, rivolgere lo sguirdo (bra- prestare a quale il giuramento di fedeltà,'Ta,C.
moso, ecc.) su q.c, alqo imprudentiam oculo- e Suet.: infine sempl. adigere alqm, Tac. b)
ram, per inavvertenza rivolgere uno sguardo e. inan.: in faciem prorae pinus adacta novae,

verso, Cic: oculos cupiditatis ad alqd, Cic: recata nella forma, foggiata come, Prop.
oculum alci rei, Cic. P) rivolgere l'animo, M adftno, èmi, emptum (emtuni), ere (ad e
inente = F inclinazione, Tattenzione ad una emo), levare, toglier via, a) generic, partic.
pers. cosa, animum ad alqm. Ter.: ad alqd, q.c. d'in^portuno, di fastidioso, vincula ca-
Liv., alci Liv. TI) in senso più largo,
rei, nibus, Ov.: e togline, alleviare a qualc. un
porre, collocare, mettere sopra, accanto, in q.C, male, caras, Ter.: doiores, Hor.: metum. Ter.
A) in gen.: rogum bustumve novum (ad) aedes b) prendere, togliere, rapire un pOSSeSSO, UH
alienas, collocare, XII tabb. in Cic: capiti bene, ecc. ad ale (contr. dare, donare, ad-
insignia Curt.
, e fìg., Armeniae manum
: , dere, tribuere), alci pecuniam, vitam, Cic:
assalire l'A., Veli.: virus in anguem, instil- munus, Liv.: spem, Cic: alqd ab alqo, Cic:
lare, Ov. con ogg. astr., animos juveni.
: poet. colTìnfm., togliere =
proibire, vietare,
inspirare. Ov. B) partic, porre, collocare, Hor. e) strappare una pers. a quale, alqm
aggiungere, come aggiunta,, supplemento, au- (alci), Cic: partic. della morte, strappare, ra-
mento a q.c, a) materialTn.: aggerem ad mu- pire, alqm alci. Ter.: quindi ademptus, rapito,
nitiones, Caes. \))idealm.: a)generic. (e 'wir. 7norto, Hor.
demere, detrahere): ad belli laudetn doctrinae adTpatu<>, a, um (adeps), adiposo, grasso,
•etingenii gloriam, Cic: muneri agri aliquan- trasl., dictio, ^ow/ìa,ridondante, Cic. or. 25.
tam, Liv.: Democrito perpauca, ampliare al- adipiscor, deptus snm, dYpisci (ad e api-
quanto D., Cic: aliquid novi ex etc, Cic: SCOr), giungere ad avere, I) propr. raggiun- =
centuriones, Liv.: e pìit, tardi (senza acc. del- gere nello spazio, alqm, Liv. II) trasl., a)
l'ogg.J col dat., aggiungere, alcunché ad una raggiungere q.C. a Cui .SÌ è aspirato, a) rag-
cosa, aumentarla, ingrandirla, magnitudini giungere, conseguire intellettualm., compren-
Pori, innalzare ancora maggiormente, Curt. dere, Cic Rose. Am. 181. p) conseguire come
3) aggiungere, unire al gm detto, nam quid desiderato, ottenere, guadagnare, senectutem,
tjgo adiciam, Prop.: his adicio, seg. dìllV acc. e landem, Cic: victoriam, Caes.: jus suum, Liv.:
Tinfin., Quint.: quindi huc adice {conte huc col j»«nit., Tac: ad. per alqm, seg. da ut e il
adde), aggiungi (col pensiero), arrogi, natas cong., Cic: partic. perf. pass.. Sali, ed a.
septem, Ov. adice, quod (che, ecc.). Tac
: b) generic, ottenere, nomen a tonso capillo, v .

Y) crescere il prezzo (negli incanti), aggiun- adttUÌ*, ÌÌS, m. (2. adeo), atrvidnamento,
gere, snpra adjccit Aeschrio (nom.). Cic accesso {contr. abitus), T) propr.: a) generic:
a«lìs;o, ègi. actum, ere (ad e agO), con- Cic: diffieiles^aditus habere ad pastura,
litoris.
durre, spingere a, verso, Ij propr.: a) hestlìùm Cic. b) partic. la possibilità,
il permesso, il

(eontr. abigere), pecus e vicis longinquioribus, diritto di andare in un Tiiogo, adito, accesso,
Caes. equos per publicum, Suet. b) persone
: in forum, Cic: aditus in doraum familiarior
45 atljaceo adjuro 46

(più libero) erat, più Ubero, Liv.: e ad una carattere, earatta-istica, il sostanziare, la na-
pers., adito, udienza [che quale, ottiene: cfr. tura di una ijers. o cosa, pietatis adjiinctinn
admissio), homo rari aditu;;, raramente acces- esse,Cic: in adjunclis morari. Hor.: propiora
sibile, Liv.: aditus ad alqin difficilior, Cic: hujus cansae et adjuuctiora, Cic. b) comet. t.
e) meton., adito, entrata, come liioffo (covtr. retor., adjuncta, òrum, n., circostanze che ac-
exitns), insulae, templi, Cic: duo aditus in Ci- compagnano , concomitanti ; le circostanze di
liciam ex Syria, Cic. Ji^ trasl., a.) pnsxo, in- tempo, luog'i, ecc., Cic.
yresso in q.c, primus aditus et postulatio adjimiso, junxi, junctum, ere. annodare,
Tuberonis haec fuit, Cic: qui aditus ad cau- congiungere, I) propr.: a) animali attac- =
sam Hortensio patuerit, Cic. b) adit^>, accesso care, equos, Ov.: plostello mures, Hor. b) viti
^= possibiiitA, occasione, ad alcjs aiires. l'insi- = congiungire a, ecc, ulmis vites, maritare,
nuarsi, Cic: ad honorem, Cic: nactus ailitus Verg. II) trasl., generic, eongiungere, unire,
ad ea conanda, Caes.: aditus et causa postu- A) nello spazio o nel tempo: a) ogg. inan.:
landi, Caes. a) nello spazio, parietem ad parietem commu-
ad-ìsi**?©, ère, giacere presso O accanto, netn, Cic.:accessionem aedibus, Cic: litteras,
a) delia posizione geof/raf. di un luogo o di Cìc.-.partic. al passiro, aiinnctum esse, unirsi
un popolo, ad ostium Ehodani, Caes.: mare, ad un luogo, toccare, confinare, fundo UXOris
Nep.: Etruriam, Liv.: agro Romano, Liv.: adja- Cic: adjunctus fundus, Cic. pj nel tempo, al-
centes populi, i vicini, Tac: quindi adjacentia terum (anni tempus) hiemi adjunctum est,
(n. pi.), adiacenze, dintorni, Tac b) di pers. Cic: horum aetatibus adjuncti duo C. Fannii,
e cose, vallo, Tac: adjacet undis nioles, Ov. C. et M. filli, faerunt, Cic. h) pers., congiun-
adjecITo, Òuis. f. (adicio), unione, aggiunta, gere, associare, unire, Samnitiura esorcitum,

1) in'gen., caloris, San.: litteraruni [coutr. de- Liv.: e in un paragone, juris scientiam elo-
tractio), Quint.: di pers., populi Albani, Liv.: fa- quentiae tamquam ancilìulam pedisequam-
miliarum adjectiones, aggregazione di nuove que, Cic. B) generic, recare esternamente o
/"..Tac, nel discorso, verboruin, Quint.: syl- internamente in una unione, connessione,
labae (contr. detractus), Sen. ihet. II) come relazione: a,) ogg. inan.: a.) annodare, ag-
1. 1.: 1 ) retorico, ripetizione di una parola nella giungere, nel discorso, a q.c, verba ad nomen
prop., greco èiri^sugi.?, Quint. 9, 3, 27 e sqg. adjuncta, epiteti, Cic: e aggiungere al già
2) commerciale, aggiunta al prezzo, alVin- detto, congitingere n q.c, similitudines (esempi)
CantO, offerta maggiore, Liv. 38, 14, 14. adjungens, Cic: e aggiungere nel racconto,
adjeelUS, US, m. (adicio), accostamento, comun. seg. dall'acc. e Tinfin., Cic. p) nella
avvicinamento, odoris (ad nares), Lucr. 4, 671: deduzione, annodare, connettere a q.C, far di-
assol., Lucr. 1, 689. pendere da q.c, rebus praesentibus adjungere
ad-jfidToo, avi. atum, are, a) aggiudicare, atque annectere futuras, Cic: sequentia (le
assegnare (come giudice od arbitro) q.c. a conseguenze), Cic. y) aggiungere, annettere po-
quale, (contr. abjudicare), &)propr., alci can- liticam. a q e, Ciliciam ad imperium populi
sam, Cic. b) trasl., generic, aserìvere, attri- Bom., agros populo Rom., Cic: vectigalia (se.
buire q.c. a quale, (come merito, qualità), ad imperium populi Rom.), Cic. 8) aggiun-
alci salutem imperii, Cic. gere q.c. a q.c. O quale. =
ascrivere, attribuire,
ad junicnf lim, i, mezzo di ap-
n. (adjuvo), prestare, procacciare, fidem visis, Cic: hono-
poggio, di avanzamento; appoggio, aiuto, quindi rem populi Rom. rebus, Cic: e sibi alqd, pro-
anche vantaggio (contr. detrimentum, incom- cacciarsi, guadagnarsi q.c. sibi auxilium, Cic:
niodum), alcjs rei, ad alqd, Cic: alci rei (per benevolentiam (se sibi) lenitate audiendi, Cic.
q.c), Cic: alci esse adjumento ad alqd o in e) congiungere q.c. ad un'altra, come con-
alqa re, Cic: alci adjumentnni afferro ad alqd, seguenza, accompagnamento, aggiunta =::far
Cic: hoc adjumento uti, Cornif. rhet.: di pers., sentire, aggiungere, accontpagnare, unire, con-
Cornif. rhet. e Ov. giungere, accoppiare con q.C, ad honestatera
adjiiiiolTo, ònis, f. (adjungo\ aggiunta, voluptatem, Cic: verbis solutis numeros, Cic.
trasl.: I) attaccamento, unione, a) generic: Q coìigiungere,legare quasi l'attività spiri-
naturae ad hominem, Cic: animi vel volun- tuale a q.c. =
tendere deliberatamente e se-
tatis, V inclinazione, Q. Cic. b) come figura riamente verso q.c, ">oJ</or<>, animum ad ali-
retor. ^= ouvs^euYti^'^o^i *^ rapporto di un quod studium. Ter.: crimen et suspicionem ad
predicato a più. concetti, di modo che -il pre- praedam, Cic. b) pers.: a.) porre quale in uno
dicato /verbo) viene posto al principio o alla scritto come partecipe di un dialogo, dare
fine della prop., Cornif. rhet. 4, 38. Cic. de una parte, alqm ad suos sermones (scritti po-
or. 3, 206. II)partic., aggiunta che aumenta, litici in forma dialogica), Cic: ei dialogo
a) generic: virtutis, cooperazione, Cic ver- : adjunctum esse tertium, aver la terza parie,
borum, Cic. b) come 1. 1. retor., aggiunta Umi- Cic. p) stringere alcuno (se) in rapporti po-
tatrice, che toglie l'assolutezza della prop ,
litici, morali o sociali con quale (se) o q.c,
limitazione, Cic. de inv. 2, 171 e sgg.: quae- legare, unire cotu/iungere con q.C-, riunire,
,

darn cnm adjunctione necessitudincs,neeessrtà urbem ad amici iam Hor., in societatom,


,

ipotetiche (contr. simplices et absolutae), ibid. Nep.: bellicosns iintiones (alci), Nep.: alqm
adjlinctor, oris, m. (adjungo), c7ie ag- (sibi) socium, Cic: alqm sibi amicum, Nep.:
giunge, ille ulterioris Galline, che fece dare a uxorem (se. sibi), prendere, Cic: e se alci rei
Cesare alt res'i il governo della Gallia Trans- o ad alqd, unirsi a, ecc., se comitem fugae
alpina, Cic. ad Àtt. 8, 3, 8. alcjs, Cic: se ad causam alcjs, Cic
ad jiiiioliis, a, um. part. agg. {dn adjungo), 1. a«ljiii'o = adjuvero, da adjuvo (V.).
gtrettumente unito, sost., a) adjunctuni, ì, n., 2. adjiiro, avi, atum, are, I) aggiungere
47 adjuto adniirntio 48
ancora ad iin giuramento, liaec, Liv.
43, 14, a) come dclV agricoltura, sostegno, paio,
t. t.

5. JI) giurare, afferntare =


assicurare O pro- Cic. b) generic. appoggio, ntanico, mezzo (per
mettere con giuramento, COVlUn. SCg dall'acc. spingere avanti, ecc.), strumento, Liv. II)
e rinfin., Cic: jmriììi. per omnes alci deos, trasl., appoggio, aiuto, soccorso, Cic.
seg. dnlVacc. e Z'infin., Ter.: e adjuro Stygii ad-inTnì<iitviV m., I) ministro, servo,
stri,
caput (per il capo) fontis, Verg. aiuto, victus Cic: nei sacrifizi,
cotidiani,
adirilo, avi, àtuni, aro (freq. di adjuvo), Caes.; nclV assedio, opus et administros, il la-
appogf/iare, aiutare, assistere una peVS. COSO, voro e i lavoratori, Sali. II) trasl., aiuto per
con tutto lo zelo, alqm, Comici: alci onus, q.c, pnrtic. in senso cattivo, strumento, com-
Ter.: asso!., Comici. plice, Cic.
adjritor, oris, m. (adjuvo), aiutatore, so- ail-niTnimlra, serva, aiutatrice, mi-
ae, f.,

stenitore, a) generic. in senso cattivo


,
= nistra, trasl., artes hnjus administrae co-
. . .

complice, alcjs, alcjs rei, Cic: ad alqd o in mitesque virtutis, Cic. de imp. Pomp. 36.
alqa re, Cic.: in psaltria hac emunda, Ter.: adiiiTnìtitriilTo, ònis, f. (administro), IJ
centra patriam, Cic: assoL, me adjutore, Cic. aiuto, assistenza, sine hominum administra-
h) adiutore dell'attore principale stilla scena tione, Cic. de off. 2, 12. IIJ amministrazione,
(colui che rappresenta una parte secondaria, condotta, cura, governo, tnaneggio di una COSa,
che accompagna col flauto o col canto, ecc.), navis, Caes.: administrationes portus, libero
Phaedr.: trasl.,Ter. ed Hor.: come sottomaestro uso, Cic: belli, condotta, Cic:mundi, rei pu-
(greco hTzobiddoy.a.Xoc,), Qu'mt.: partic. Vadiu- omnis administratio, l'in-
blicae, Cic: as.ìol.,
tare di un impiegato dello Stato, aggiunto, tiera cura delVassedio, Caes.: officia et admi-
aiiittinte, (frane, attaché), Cic: gli amici e nistrationes, uffici e cariche dello Stat>, Tac.
ministri dell'imperatore, Veli, e Suet. adiiiTnicitralivus, a, um (administro),
adjiitorifuiii, Tfi, n. (adjuvo), aiuto, soc- inclinato ad operare, pratico fcontr. intellcctu
corso, assol., col genit. sogg. e ogg., Sen.: contentus, teoretico), ars, Quint. 2, 18, 5.
di una pers., As. Poli, in Suet. admìnislrafor, Oris, m. (administro),
ailjutrix, trlcis, f. (adjutor), aiutatriee^ amministratore , reggitore, belli gcrcndi, Cic.
fautrice, promotrice, Cic: in alqa re, Ter.:tuo- de or. 1, 210.
rnm (^'ic: partic, legio prima adju-
sceleruni, ad-lllTnÌ<itrO, avi, àtum, are, ammini-
trix, lalegione ausiliaria, costituita da Ne- strare q.c, condurre, curare, ntaneggiaire, reg-
rone, formata di marinai (classici), Tac. hist. gere, governare, intraprendere, a) generic;
2, 43 e 3, 44. navem, Caes.: negotium, Cic b) nellaguerra,
_
ad-jiivo, juvi, jutum {raro juvàvi, j'uva- a) della suprema direzione, bellum, condurre
tVL\\\),Ì\ìyl>.Xe, aiutare, promuovere, a) generic:
(come generalissimo), Cic: bellum cum Cim-
a) con ogg.pers.: alqiii, Cic: alqm opera. Ter.: bris, Cic: sùmmam rerum, avere il comando
se manibus, appoggiarsi, Liv.: alqm in alqa supremo, Cic. exercitum, Cic: e così rem
:

re, Ter. e Cic: alqm ad alqd, Cic: con acc. publicam, reggere militarmente lo Stato, con
pers. e acc. pron. neutr., quidquam me Con- senza exercitu e sim., Caes. e Liv.: atque
silio, Ter.: con ut e il cong., Cic: con ne e
haec ita Caesar administrabat , ut etc, a
ilcong., CatulL; nel prov., fortis (= fortes) ciò provvedeva, Caes. P) della direzione o
fortuna adjuvat, ai forti soccorre fortuna, cura di singole p<rti o del comando (come
Ter. Pliorm. 203; Cic Tusc 2, 11; Liv. 34, subalterno del comandante supr.), per se
37, 4. P) con oggetti materiali o astr. so- = quae videbantur administrabant, prendevano
stenere (J.C., man-
proniìiovere, aiutare, nutrire, qu£i provvedimenti, che loro parevano oppor-
tenere q.c, ignem [contr. exstingucre), Liv.: tuni, Caes.: ea, quae amissa sunt, administrare
e ignes (trasl. := fiamma amorosa), favorire, et reficere, sotto la sua guida, riparare a ciò
Ov.: maerorem orationis lacrimis suis, Cic: che s'era perduto, Caes. y) di ogni negozio
multum eorum opinionem adjuvat, quod (la = eseguire, condurre, curare, dextram partcm
circostanza che, ecc.), Caes. y) assol. = essere operis, aver cura del lato destro del lavoro
favorevole, utile, giovevole; contribuire, alqd, — espugnare dalla parte di destra, Caes.: e
Cic: non multum. Caos.: e come t. t. filos., asS l. = maneggiare, por tnano, far il proprio
causae adjuvantes, n(er7w<e ('ontr. proxirnae, servizio, lavorare, Caes. c) dell' amministra-
inimediatt). Cic: e non liaec es^e adjuvantia zione, del governo dello Stato e delle sue
causarnm. cause cooperanti, C\c. h) moral- cariche, rem publicam, Cic: provinciam, Cic:
mente, confortare, incoraggiare, alqm, Cic quindi anche omnem mundum, Cic.
adi ... « tutti i vocaboli che cominciano adiiiTi-aliTiis, e agg. col compar. (admi-
così, si cerchino sotto ali . .
ror), ammirabile, meraviglioso (in SCnSO buonO
ad-iniilfiro, are, accelerare, affrettare, de- e cattivo), Cic: in alqa re, Cic: quindi = tzo.-

fectionem, Caes. b. g. 7, 54, 2. pà5o§OC;, sorprendente, strano, paradossale, CÌC.


ad-inélTor, meusus sum, ìri, misurare, adiniraltTlilils, atis, f. (admirabilis), Tes-
frumentuni exercitui, Cic, militi, Liv. sere ammirabile, Cic de ofF. 2, 38 fi altr.
Adlll<*lll>«, i, m. CASfJlYjTOs). Admeto, 1) adiiiTriiltTlTler, avv. (admirabilis), mira-
principe di Vere nflla Tessaglia, manto di bilmente, merarigliosinnente (in senso buonO C
Alcestc (figlia, di Felia). la quale diede la cattivo), Cic ed a.: quindi = TtapaSógttìj, in
vit'i per lui. II) re dei Molossi. modo sorprendente strano , , paradossale , di-
atiiiiìiiTrììlo, are (adminiculum), soste- cere. Ciò
nere. Vitelli, Cic de fin. 5, 30. adiiiTi'atTo, ònis, f. (admiror), l'ammi-
adlllTllìcAllllll, i, n., sostegno, I) propr.l rare, a) = ammirazione, meraviglia per una
49 admirator admcneo 50

pers. cosa, stima, alcjs, Cic: divitiamm, prender parte ad una cosa, a) ammettere in
Cic. admiratione affici, essere ammirati,
: un consiglio, in un aj]nre, alqm ad consilium,
Cic: plur., admirationes, esclamazioni di Cic: ovo. ad colloqnium, Caes.: horum in
meraviglia Cic. b) ìneraviglia, stupore di
, numerum, Nep. p) ammettere come uditore,
quale, alcjs, Cic: tam atrocis rei, per, ecc., ricevere, alqm, Suet. d) della cortigiana, la-
Liv.: admii-ationem habere, movere, destar sciare entrare un UOÌIÌO presso di sé, ricevere,
merav., Cic. alqm, Prop. e) far congiungere animali fina-
ndiiiTrsilttr, òris, m. (admiror), ammira- schi femmine), equum equae, Justin. B)
tore, Sen. ed a. trasl.: \)lasciar giungere q.c. (COme parole,
ail-iiiTror, àtus sum, ari, a) ammirare, preghiere, un lamento, ecc.), lasciar luogo,
stimare, considerare UH Oggetto con ammira- adito; ricevere, ammettere, ad animum, ne ad
zione (come splendido, grande nel suo genere), aures quidem, Liv.: precationem, Liv.: sola-
stimare, res gestas alcjs, ingenium alcjs, Cic: tium, Plin. ep. 2) permettere, accordare, conce-
alqm, Cic. b) meravigliarsi di Una cosa, tro- dere, lasciare accadere una COSa (un fatto, ecc),
varla sorprendente, percepire coti sorpresa, stu- a) generic: litera (del giudice), Cic: religio-
pirsi di q.c, alqd, Cic: nihil, Cic: alqra in nes, Cic: come 1. 1. del linguaggio augurale,
alqa re, Cic: e sempl. in alqa re, Cic: e sempl. KàmMtwni&ye^, gli uccelli lo permettono, pro-
de alqa re. o do alqo, Cic: seg. dalVacc. e mettono un esito favorevole, Liv. b) tirarsi
Z'infin., Cic: con quod, cur, unde, Cic: par- addosso q.c. moralmente degno di pena, ren-
tic. fut. pass, adinirandus, a, um, degno di dersi colpevole [con Senza in se), commetteì-e,
ammirazione, meraviglioso, Cic. ed a. in se tantum facinus, Cic: culpam in se. Ter.:
ad-nii.iiooo , misciii, mixtum (mistum), facinus, Cic: scelus, Nep.
ère, I) mischiare, mescolare q.C, 3,) propr.: admixtTo, ònis, f. (admisceo), mescola-
aquae admixtus Cic: admixto calore,
caler, mento, tnistura, Cic ed a.
Cic. generic, mescolare insieme
b) trasL: a) adin«(dl'ral(>, aw. (*admoderatus), ade-
=. aggiungere, unire, his (legionibus) Anto- guatamente, in modo corrispondente, alci rei,
nianos milites, Caes.: plebejos, Liv.: versus Lucr. 2. 169.
Orationi, Cic. P) immischiare, far entrare, im- adiiittdHm,avv.(ad emodus), fino alla
plicare una perS. in q.c. (come partecipe), se, misura o al grado conveniente,
Ter.: alqm ad id consilium, Cic: Trebatinm per indicare che la misura o il grado ad-
nostrum iste (in questa cosa), Cic. II) me- dotti sono sufficientemente raggiunti, I)
scolare, mischiare con q.c, a) propv.: aer nelle determinazioni quantitative , esaMa-
multo calore admixtus, Cic: quod (genus ra- mente, per l'appunto, partic. nelle determina-
dicis) admixtnm lacte, Caes. b) trasL: iirbes zioni numeriche, almeno, ben, turres adm.
maritimae admiscentur novis sermonibus ac di- CXX, Caes.: mille adin. hostium, Liv.: post
sciplinis, prewifoH famigliarità con, ecc., Cic: menses adm. septem, Justin. II) nelle deter-
hoc cum iis rationibus admisceri nolo, Cic. minazioni di grado, pienamente, in alto grado,
adiiiissariiis, li, m. (admitto), con o nel senso piti largo della parola, affatto, del tutto,
senza. eqUUS O asinus copritore, stallone,
, A) in gen.: a) con agg. (partic.) e avv., forma
Scriptt. r. r.: trasL, di pers. libidinose, Cic. adm. impolita et piane rudis, Cic: ncque adm.
ailmisMO, ònis, f. (admitto), adito accor- sunt multi, Nep.: b) con avv.. adm. raro, Cic.
dato presso i principi, udienza [cfr. aditus), fr.: satis adm., Liv.: col super!., maxime admo-

Sen. ed a. dum, Cornif. rhet.: parim. adm. nihil e nullus


admiiisiiin, i, n. (admitto), colpa tirata adm., nessuna cosa, nessuno affatto, Cic. e
sopra di sé, misfatto, scetleraggine e sim., Cic. Liv.: e colle parole indicanti il grado di età,
ed a. come adm. infans, Tac: puer adm. adulescens,
adiiiislTo, ònis, f., V. admixtio. Cic: adm. juvenis, Tac: adm. senex, Eutr.:
adinistu<k. a, nm. V. admisceo. parvulus adm., Justin.: non adm. grandis
ad-inillo, misi, missum, ere, mandare natu, Cic. e) con verbi, exacto adm. mense
a, I) =
far andare, mandare, spingere, av- Februario, Liv.: me adm. diligunt, Cic. B)
venture sopra, in. A) propr.: a) spronare un partic, nelle risposte affermative e di ap-
cavallo, far cm-rere addosso, equum in alqm, provazione, intieramente, perfettamente, certa-
spingere contro, Liv.: equo admisso, a gran mente {cfr. Cic. de legg. .3, 26)7LA. Advenis
carriera,. Cic. b) far avvicinare q.c, man- modo? PA. Admodum, Ter.
dare, spingere, affrettare il movimento la ad-niolTor, ìtus sum, ni, fabbricare ap-
corsa di q.c, suos iu verba novissima fluctus, presso, Curt. 8, 10 (37), 24 dubbio {altri
Ov.: se (delVondaJ, Ov. e così admissae
: legge obniol.).
jubae, ondeggianti ingiù, Ov.: admisso passn, ad-ni«1flt*0, ui, Ttum, ère, far pensare ale,
apasso affrettato, veloce, 0\.: admissae aquae, ramincntandogli una, cosa, avvertendolo di
che scorrono con impeto, Ov. B) trasl porre , q.c, avvisare, ammonire, a) col richiamare
q.c. in cammino, lasciar libero, semel admis- alla memoria =
far pensare quale a q.c,
sum coercori reprimique non posse, Cic. de ricliiamare in mente, ricordare, a) generic,
fin. 1, 2. II) == lasciare aiutare venire versO, alqm alcjs rei o de alqa re, Cic. ed a.: coU'acc.
lasciare entrare, A) propr.: a) ge-
riceve'^'C, gener. di cosa, alqm.haec (e colVacc. di altri
neric. [contr. nrcere): alqm ad capsas, in cu- pron.). Cam rem, muìta, Cic. ed, a.: rar. col-
biculuiii, Cic: lucem in thalamos, Ov. b) ?«- Vacc. di cosa determinato, come ante actos
sciar passare qnolcper ìiniulieiaza, concedere, annos, TibulL: seg. dalVacc. e ^infin., Cic:
accordare l'ingresso, ammettere (contr. arcere, seg. da prop. relat. con quantus, qui e sim.,
excludere), alqm, Cic. ed a. e) ammettere a Cic. p) come 1. 1. del linguaggio d'affari, ri-
51 .idnionitio «dulet 52
cordare a qunlc. (mi alqm. Cic: alqm
rìehifo), seguire, portiire unO StatO d'animo sopra qualc,
aeris alieni, Cic. b) col richiamare alla mente, omnes motus illi (animo) suos, omnia lugubria,
alVintelìigfnza, ricordare a. quale. ^= a) far Sen. yy) rivolgere l'animo a q.c, mentem ad
pensare quale, a q.C, signifiraryli, avvertire alqd, Cic: acumina graecis chai-tis, Hor. b)
amichevolmente quale, di una cosa, infoi-- come 1. 1. milit., accostar macchine da guerra,
mare, ammonire, avvisare (colla sfe.SSa co- avvicinare, appressare, eCC, opuS ad turrim
struzione del m" a), Cic: al passivo, multa hostium, Caes.: adversus alqm locum, Liv.:
extis admonemur, Cic; e ^) con accenno alla scalas moeuibu', Tac: opera muris, nel con-
risoluzione od azione, cui si mira am- = testo comun. sempl. opera, Liv.: scalas, Caes.:
monire ale. di far q.C, esortare, indurre, sti- e far avvicinar soldati, accostarsi, avvicinarsi
molare [contr. deterrere), assoL, Plaut.: seg. con questi, exercitum Ariminum (a Rimini).
da ut ne col cong,, Cic: col sempl. cong., Liv.: armatos muris, Liv.: assai., jam admo-
Cic: col partic. excedendum potius
fut. pass., vebat rex, s'avvicinava Curt. e) come 1. 1. del
,

admonebant, Tac: con in o ad e Tace., alqm linguaggio dei sacrif.: filiam victimam ari?,
in consilium,ad aleae lusum.Suet.: ad thesau- Liv.: pecus aris, Verg. d) portar vicino, avvici-
rum reperiendum admoneri, Cic: co?/'infin., nare una locai., ecc., ex.) mediatile un moto:
Cic ed a. —
Quindi y) A"' pensare quale, a Pharos continenti admota est (mediante un
q.C, cioè avvisare moralm. e materinhn. dei terremoto). Sen. mediante avvicinamento,
:

suoi obblighi, correggere, punire, castigare, e una via più breve, relazioni (commercio) piii
così spingere (ad Operare), telo bijuo:os, Verg.: frequenti e sim., admoveri lineas, Sen.: terras,
liberos aliquando etiara veiberibus, Sen. Plin. ep. P) riguardo allaposizibne, accostare,
admìinTlTo, ònis. f. (admoiieo\ l'amino- por vicino, urbem ad mare, Cic. IIJ partic:
nire, a)con richiamo alla memoria il ri- = a) far servire un Ogg. come mezzo, adoperare,
durre in mente q.C. ricordo, avviso, Cic. ed a. usare, rivolgere a o eontrO quale, a) meZZO

b) con richiamo alVintelligenza =


l'ammonire materiale, partic. come t. t. medico, herbas,
di q.C, rimostrama fatta ad alc. avvertimento, Ov.: remedia. Sen.: curationem ad alqm, Cic. P)
avviso, correzione amichevole, esoì-tnzione, Cic ogg. immater.. orationem ad sensus anìmorum
(anche al plur.J: quindi anche covresione se- atque motus inflammandos, Cic: preces sup-
vera e di fatto, castigo, punizione, Suct. pliciter admotae, Curt.: partic, infondere un
adniìSnilitr, Oris, m. fadmoneo), ram- sentimento, ispirare, incutere, alci desiderium
mentatore, ammonitore, esortatore a q.C, Cic: patriae, Curt.: terrorem oppidanis, Liv. b)
operi! m, Ov. trarre una pcrs. verso una cosa come parte-
admitnillini, i. n. (admoneo\ avviso, av- cipe, adiutore, amico, signore, ecc., attirare,
vertimento, ammonizione, jjZwr. in Cic de or. conciliarsi, poì're a parte, promuovere, far ve-

2, 64.
nire, a.]qm contubernio, j'jcewre, Suet.: alqm ad
adiniinitììs, u, m. (admoneo), avviso, ri- curani rei prblicae, Suet. e) al passivo avvi- =
cordo, a)con richiamo alla memoria, loco- cinarsi nel tempo ad uno scopo, pcì-venire ad

rum admonitu. Cic. b) con richiamo alla una cosa, oppresso Sejano ad spem successionis
mente, alT intelligenza, a) ricordo, ammoni- paulatim admoveri, Suet.: admotus supremis,
zione, avvertimento, correzione, alcjs admonita, avvicinandosi al suo fine, Tac. d) avvicittar»
q.C, eccitamento, invito, qualc. ad una relaz. intima, mors Agrippae
Cic P) esortazione a
levi admonitu. Cic. admovit propius Neronem Caesari, pose in
a<l-iiinrtleo, mordi, morsura, ère, mor- più vicine relazioni con C, Veli., partic se
dere, addentare, a) propr.. Vergf. c Prop. b) admovere ad ecc., awicitutrsi, se applicare et
trasl., adm. alqm, cercare di sottrar denaro propius adm., Cic: se ad id (lumen), Cic.
ad alc, spillar denaro ad ale. Comici. ad-lllii^To, ire, muggire, mugghiare Ot
admntTo, òuis, f. fadmoveo), avvicina- verso, tauro, della xmcca, Ov. art. am. 1. 279.

mento, disritorum, «7 porre, l'appi care le dita ad-iniiriiiììratìo, 5nis, f. (admurmuro),


(nel suonare {strumenti a corda), Cic. de susurro, mormorio (partic. di approvazione o
nat. deor. 2. 150. disapprovazione) per q.c, Cic. (anche al
ad-niKvoo, movi, mòtum, ère, accostare, plur.).
avvicinare, 1) in gctì., recare, dirigere, porre, ad-llllirinuro, avi, atum, are, mormo-
mettere, tenere ogg. inan. esseri ùnim. in, so- rare a, verso, far sentire un mormorio, bisbi-
pra, presso, ecc. fcontr. amovere ab, ecc.), con- glio, susmfo(p)artÌC. di approvazione o disap-

dm-re esseri anim. a o davanti a q.C. quale, provazione) per q.c, Cic: impers., cura esset
avmrinare, a) generic, a) con ogg. corpor.: admurmuratum, Cic.

fasciculum ad nares, Cic: aures ad vocem, adnaseor, V. agnascor.


Cic: alci stimulos, calcar (figurai.), Cic: la- adiiìtto, V. annato.
bra poculis, Verg.: manum operi, por mano adiiiiliis a, um, V. agnascor,
a, metter mano a, lavorare intorno, Ov.: e ad navico, V. annavigo.
ostilm., manus nocentibus, metter le mani adnecto, V. annecto.
addosso a, ecc., Liv.: così pure manus vecti- adnì ... e adno . . . , tutti i vocàboli
galibus, Cic: infantes papillae, Suet.: alci me- che cominciano cosi, si cerchino sotto anni . .

dicum, mandare, Suet.: alci equum, condurre e anno ... ; per adnomeu, adnominatio, adno-
avanti.lAx.: aiiguescurribus.a^irtccrtrea, ecc., SCO, V. agno ...

Ov.: col sempl. acc, ignem, Cic: aurem, Cic: ad mi . . . , tutti i vocaboli che comin-
laevam, aiutarsi colla sinistra, Cic. P) con ciano così, si cerchino sotto annu . . .

OfJIJ. astr.: aa) avvicinare, accelerare un mo- sìd-4Ìlvo, olui (arcaico anche olèvi, ul-
mento del tempo, diem leti, Curt. pp) far tum, ère, far esalare, I) come 1. 1, del
53 adolescens adoro 54

Ibìgiiiggio dei sacrif.: a) {con e senza flani- alqm ab alqo {cioè dal vero padre), Cic. e :

niis) riilurre in vapore^ in fumo far imt- = sempl. alqm, Suet.: e alqm in familiam, Suet.,
riare le vittime, le cose oiferte come sacrifizio, in regnum, Sili, b) trasl.: a) parlando di
viscera tauri flammis, Ov.: verbenas, Verg.: eredità =render partecipe di un bene, ado •

honores alci, rendere onori ad ale. col fumo ptari in bona libertatis nostrae, Fior. e della :

dei sacrifizi, venerare ale. col fumo dei sa- prestazione del nome di chi adotta. C. Sta-
crifizi, Junoni, Verg. b) /«» fumar Vallare, lenus, qui ip.se se adoptaverat et de Staleno
cioè onorare col fuoco dei sacrifizi, colle Aelium fecerat, il quale con un auto-ado-
vittime, altana taedis, Verg.: flammis pena- zione si era aggiunto il nome di Elio, Cic:
tes, Verg.: cruore captivo aras, Tao. II) far frater, pater adde ut cnique aetas, ita quem-
:

salire in fumo, abbrìiciare in genere, alqd, Ov. que facetus adopta, fallo tuo, Hor. P) dell'in-
e Col. nestare le piante, fac ramum ramus adoptet,
ìi«iole<sccn«i, -cenlia, -centìilus, V. fa che un ramo s'innesti all'altro, Ov.
adnlescens. ecc. adiir, dòris, n., far^-o, frumento, Hor. ed a.
l.àidolesco,olèvi(rar.olui),ultuin,ere(ad adÓri^US, a, um (alor), di farro, di fru-
e desco), crescere, I) propr.: di pers., Cic. mento, liba, focacce di frumento, Verg. Aen.
ed a.: di animali, Verg. ed a.: di piante, ecc., 7, 109: sost., ìtdói'ea, ae, f., ricompensa in

Cic. ed a. II) tr&sL, crescere, aumentare, salire, grano per il dimostrato valore (nei tempi
a) rispetto al numero o alla grandezza, nu- antichi) : quindi meton., gloria delia vittoria,
raerus in tantum adolevit, saTi così alto, Veli. Hor. carm. 4, 4, 41.
h) rispetto al tempo, crescere, jprogredire, ado- sid-orior, ortus sum, orlri, farsi sopra
lescit aetas, Verg. e Tac. e) rispetto alla forza. alzandosi, I) come da un agguato, insidio -

interna (politica O morale), aumentare, raf- snmente, ostilmente, farsi addosso a quale, o
forzarsi, Cic: dello Stato, Sali. q.c, avventarsi contro qualc. q.C, assalire
2. adtt-leSCO, ere (adoleo), fumare, ardere, quale. q.c, a) di fatto, partic. come t. t.
adolesciint ignibus arae, Verg. gè. 4, 379. milit., a.) coZZ'acc, alqm fustibus, gladiis,
|[(loni<«, ntdi.s, dat. iiKdi, acc. ntdem e nin, Cic: alqm a tergo, Cic: imprudentes, Nep. :
voc. Adoni, m. ("ASwv.c;) e Adón, donis, m.. navem. Cic. pagum, Caes. : urbem vi, Liv.:
:

Adone, figlio di Cinirri, re di Cipro, e di Me- di sogg. astr., oppugnatio eos aliquanto atro-
tarme, amato da Venere per la .tua straor- cior, quam antea adorta est, li assalì, Liv.
dinaria bellezza, venne sbranato a caccia [il assol., assalire, jnsta pognà, Liv.: ex insi-
da un cinghiale, che Marte (secondo altri iliis, Auct. b. Afr. b) con preghiere, con date
Diana) per gelosia mindò contro di lui, intenzioni, con ingiurie, rimproveri, ecc.,
ma fu mutato da Venere in un fiore, che ri- alqm, Ter.; alqm tumultuosissime, Cic: alqm
cevette il nome di Adonium, e ogni anno al jurgio. Ter. II) accingersi ad un'impresa
giorno della sua morte fu da lei compianto; (partic pericolosa od almeno faticosa). »«-
immagine della natura che muore e risorge traprendere q.C-, sobbarcarsi a, hoc ipsum, Cic:
a nuova vita. pirtic. seg. dall'infin., convellere ea, quae, ecc.
ad-<»pi>rTo, pcrui, pertum, Ire, coprire, Cic: urbem oppugnare, Nep.
{contr. adaperire), I) coprire velando, rico- sidornalv, aw. (adornatus da adorno),
prire, velare, adoperto capite, Liv. Ili chiu- adornatamente, con eleganza, splendide atque
dere ciò che è aperto, sei-rare, fores, Suet.: adornate declamare {contr. circumcise ac sor-
adoperta lumina somno, Ov. dide), Suet. rbet. 6.
ad-opinor, ari, iiresumere, congetturare, jìd-orno, avi, atum, are, accomodare una
Lucr. 4, 813. cosa ad uno scopo, a) per l'utile, l'uso =
ndopIsllTo, ònìs, f. (adopto), sinon. di udo- provvedere del necessario, allestire, apparec-
ptio, adozione, l'adottare COme figlio, Cic. ed a. chiare, preparare, ordinare, mettere in ordine,
iidoptTn, onis, f. (ad e OPO, donde il freq. naves, Caes.: accusationem, Cic: con ut e il
opto', l'adottare nella condis. di figlio o nipote; cong.. Ter. b) per ornamento =^ provvedere
adozione, partic. di uno il quale era ancora di q.c per omantento, abbellire, adornare, or-
sotto la potestà paterna (cfr. arrogatio), Cic. nare, a) materialm., fo um magno ornatu,
ed a. Cic: alqm insigni veste et curuli regia sella,
adoptTlll<S, a, um (adoptio), appartenente Liv. P) idcalm., justi honores alqm adornant,
all' adozione, di cui ha avuto luogo l'adozione, Liv.: benefacta verbis, magnificare, Plin. ep.
adottivo, filins {contr. naturali.^, vero,natu- ad-iiro, avi, àtum, are, rivolgere le proprie
rale), Suet : famiglia in cui uno
sacra, della parole a qualc, indirizzare il discorso a quale,
è stato adottato, Cic: nomen, assunto me- I) rivolgersi solennemente con parole, cioè
diante (di) adozione (contr. nomen gentile), invocare Supplicando una divinità, supplicare,
Suet.: trasl.: di frutti, innestato, Ov. e coir acc. di cosa =
pregare per q.C, coir acc.
ad-Aplo, avi, àtum, are, scet/Here, eleggere pars.. alqm,Verg.eLiv.:pacem deùm, Liv. :con
per q.c, Ij in gen.: a.) ogg. anim.: sibi alqm ut e il cong., Liv., o col sempl. cong., Prop.
patronuni, Cic. p) e. inan.: Etruscas opes, IIJ pregare quale Senza parlare, venerare,
prendere in aiuto, Ov. II) pnrtic: a) acco- adorare, a) generic. Phoebum, Ov.: quindi
:

gliere quale, come figlio o 7ìipote, adottare onorare, venerare, ammirare, una pcrs. O COSCI
(partic. uno che
ancor soggetto alla po-
è (riconoscendo il suo alto valore), Ennium
testà paterna arrogo], mediante una
[cfr. sicut sacros vetustate lucos, Quint. b) npoa- =
compra simulata, per as o aes et librara em- y.UVelv, salutare e riverire, sCCOndo il COStume
ptum; orv. testamento, facendolo erede delle orien'ale, qualc. (jiartic il signore) colla
sostanze e del nome), alqm sibi filium, Cic: viuìio destra portata alla bocca e l'incurvarsi
55 adp... adultus 56

di tutto corpo, inoltrare la propria rettera-


il seivile, adulatore, vile juaggiatore, Coniìf. rhet.
ziotw, adorare, alqm PersariiiTi more, Justin.: ed a.
C. Cnesareiii ut deum, Suet. adrilatiiriii^, a, uni (adulator), apparte-
ailp... tutti i vocaholi che cominciano nente un'adulazione, adulatorio, exemplar adu-
così, fi cerchino sotto app... latorii dedecoris, esempio di adulazione ver-
a(l-qiiTe<«co, nd-qiiiro, atl-quT<iTlTo, gognosa, Tac. ann. 6, 82.
V. acqu... sìdìilc$cons,entis, part. agg. coZ compar.
ad-ra<lo, rasi, ràsum, ere, radere, rader (da adolesco), adolescente, giovane, a) agg.:
via, partic. harha e capelli; mozzare, accor- homo. Cic: filia, Cic: adules centior Academia,
ciarerami (contr. abradere), Hor. ed a.: trasl., Cic. b) sost.: a) m., adolescente, giovanetto,
XeiToópytov illud... nescio an satis:, circumcisum giovane [contr. puer, grandis nata, senex),
tamen et adrasura est, tolto via (quantunque Cic. ed a.: anche in opposiz. al piit, vecchio
non senza danno) = concluso e definito, od antico dello stesso nome, n giovane, Cic.
Plin. ep. 12, 1. ed a. ?ì f-, ragazza, fanciìdla, vergine. Ter.
jldraniyllèiiin, i, n. ('A5pa|xÓT:TSiovì, e sidiìlesi^enlTa, ae. f. (adulescens), IJ ado-
.4(li'ììinyllToii, u, n. ('ASpatiux'ziov), Adra- lescenza, giovinezza [contr. pueritia, senectns),
mitteo, città marittima della Misia, non htnqi Cic. ed a.: ab adulescentia, Cic: trasl., del
dai piedi dell'Ida : ora Adramiti o Edremit. tempo. Fior, praef. § 6. IIJ meton., gimentit
— Ber ili.: Adrstmylivniis, ì, m. ('A8pa- = i giovani, Cic. Arch. 16; de sen. 25 e 48.

Adramitto, Adramitteno.
(JH)TTYjVÓg), di adììle>!>eciitiilii<i, a (dimin. di adule-
Adraslira [ovv. -la), ae, f. ('ASpdoTsiaì, scens), a) agg., giovinetto, homo, Ter.: filia.
Adrastea =
colei cìii non si può sfuggire, so- Ter.: me admodum adulescentulo,Cic. b)sost.:
prannome di Nemesi. a) adulescentulus, i, in., giovinetto, Cic: ab
MnìrasUta, i, m. ("ASpaoTog), Ai'rasto, re adulescentulo, sni da giovanetto, Cic. P)adule-
di Argo, padre di Argia e Deifile e mediante Scentula, ae, f., giovinetta, donzelletta, Comict.
costoro, suocero di Polinice e Tidco uno dei : adiilo, avi, atuni, are, strofinare a q.c,
sette a Tebe, quale solo per la velocità del
il I) propr., dell'aquila, pinnata cauda sangui-
suo cavallo Arione sfuggì alla morte: Adra- nem nostrum, tergere strofinando, Acc fr.:
stus pallens, pallido come un morto, dal pal- dello strofinarsi per far carezze, proprio dei
lore mortale, perchè ombra,Yerg. Aen. 6, 480. cani, Luer. II) trasl., adulare, lusingare
adrectiis (arrectus), a, um, V. arrigo. quale, Dionysium, Val. Max.: al passivo, nec
ad-reniT^O, avi, are, remare verso q.c, adulari nos sinamus, Cic.
litori, Fior.: assol., Fior. adfiloi*, atus suni, &x'\, strofinar (si) accarez-
adrépo, V. arrepo. zando, far carezze, I) propr., di animali, do-
Adria, Adrìsìcus, Adrianu^, Vedi minum, Sen.: assol., ferae adulantes,Ov. II}
Hadr trasl.: a) = Trpoaxuvcó, riverire strisciando
adrideo, adrigo, adripTo, adrìsVo, servilmenteun grande della terra, Dareum,
adrTsor, adrodo, V. arr Val. Max.: more adulantium procumbere, Liv.
b) adulare quale, strisciare davanti a qualc,
adròsiir, adr»«>u«<i, V. arrosor, ecc. far la corte ad uno. far il piaggiatore COn alc,
Adruniotuin (HadiTimètum>, i, n. ('A- alqm, Cic: alci, Nep.: assol., Cic.
5poufiYjxos), Adrumeto, città capitale del By- sidiiltvr, i, m. e adultera, ae, f. e agg.
zacium (parte merid. dell' Africa), piazza adllltei', "era, crum, /) sost., adultero, adul-
mercantile stilla costa del mare ; ora Hercla tera, m., Cic. ed a.: f., Hor. e Tac: nei poeti
o Herclia, secondo altri Susa. Deriv.: — anche in senso più largo =
dnuio, amante,
AdriìlllélTnilS, a, um, di Adrumeto: plur. ingenere, 0\. II) agg.: A) adultero o generic.
sost., Acfitmetini, Orum, m gii abitanti di,
lascivo, iìupudico, conjux, Ov.: crines, accon-
Ad., Adnimetini. ciati lascivamente, Hor. B) falsificato, falso,
skAs tutti i vocaboli che cominciano clavis, chiave falsa, Ov.
così, si cerchino sotto ass sidiillerTiiiis, a, um (adulter), falsificato,
ad^c...., ad«|>...., adst tutti i vo- adulterato, falso, nummus [contr. n. bonus),
caboli che cominciano così, si cerchino sotto Cic: signum (sigillo), Cic: clavis, chiave falsa
asc , asp , a«t (contr. ci. vera), Sali.
adi tutti i vocaboli che cominciano adiillerTiiiii, n, n. (adulter), adulterio,
così, si cerchino sotto att Cic. ed a.
Aduatiioa, ae, f., castello in mezzo al adultero, avi, atuni, are (adulter), I) se-
paese degli Eburoni; ora Tongres. durre per l'adulterio infamare , disonorare ,
,

Aduatiìeì, òvnra,Aduatuei, popolo cimbro stuprare, alqm, Suet. e Hor.: di bastardo me-
nelhi Gallia Belgica, nell'odierno Brabante scolamento di popoli, Fior.: assai. commet- =
meridionale. tere adulterio, Cic: CUm alqo, Justin. II) mu-
adnlaiis, lantis, part. agg. {da adulor), tare con elementi estranei (partic. cattivi),
adulatorio, verba, Plin. pan. 26, 1. falsificare, falsare, adulterare, faciem arte, tra-
ììilfilalTo, ònis, f. (adulor), 7) carezze sformarsi, Ov.: jus civile pecunia, Cic.
dei cani, Cic. II) trasl.: a) condotta, por- 1. st«lultu>i, a, uni, V. adoleo.
tamento stnsci«"«<j verso chi è altolocato, 2. adullu<i, a, um, part. agg. coZ compar.
Liv.: quindi = Tlpoaxuvvjot;, riverenza servile {da adolesco), cresciuto, rafforzato, diventata
verso i principi orientali, Liv. b) generic. grande, adulto, I) pnipr.. di pers., animai
adulazione, lusinga, sc'rcitistno, Cìc. e piante, Cic ed a. II) trasl.: a) riguarda
adriiiltiir, òris, m. (adulor', lusingatore al tempo, avanzato, puer aetate adulta, gin
57 adunibratim adventus 58

mediocremente cresciuto, Cic: aostate jam a.: advccta classis, Verg.: e Pompojano navi in
adulta, già avanzata, Tac. b) cresciuto in- LucuUi liospitium, Cic: ex ca4ris citato equo,
tensiciim., a) politicain., rafforzatosi, divenuto correre a briglia sciolta, Liv.: cisio ad urbeni,
potente, Atheiiae, Cic. P) murahn.,
adulto, svi- Cic: col dat. pers., Cic. fr.: coli' acc. pers.,
luppato, pìjiulus, Cic. Verg. e Tac. —
Panie, sost., advecti, immi-
adunibrsllilll, aw.
(adumbratus), gros- f/rati {contr. indigenae), Tac. Agr. 11.
solanamente, in abbozzo, Lucr. 4, 361. . ad -velo, ilre, velare, tempora lauro, Verg.
aduillliriilìO, ònis, f. (adumbro), a) adom- Aen. 5, 246.
bramento, abbozzo di q.C, Clc. Or. 103. b) ap- advuna, ae, e. (advenio), forestiero, stra-
parenza, beneficii, Val. Max. 7, 3. ext. 8. niero, I) propr.: a.) di pers. (con^r. indigena),
atliiniliriilii««, a, uni, pan. agg. {da advena quidam, Cic: anus,Ter. b) di uccelli=
adumbro), trasl.: a) solo in abbozzo, solo accen- uccello di passaggio, volucres advenac {contr.
nato, adombrato, d\ì, Cic:imago gloriae [coiitr. vernaculae), Varr.: adv. grus, Hor. e) di e.
eminens effigies virtutis), Cic: quindi quasi inan., Thybris, Ov.: amor, amore per una
adumbratae intellegentiae (rerum omnium), ragazza straniera, Ov. Il) trasl., straniero,
nozioni ancor solo incompiute, oscure, la- novizio, inespcì-to in q.c, in sua patria, Cic.
tenti. Cic. b) iwii'O di esistenza, finto, esistente ad-vellìo, veni, ventum^ ire, venire, arri-

solo nellafantasia [contr. verus), res, Cic: vare, giungere {contr. abire, exire, proficisci),
opinio, Cic: e generic. finto, simulato, comitia, I) propr.: a) di pers., assol., advenis modo?
Cic: vir, marito in apparenza, posticcio, Cic. Cic: a portu, Piaut.: Athenis Megaram, Cic:
ad-UlllbrO, avi, atum, are, fare un ab- in provinciam, Cic: col sempl. acc, Tyrìam
bozzo di Q.C,, uno schizzo; abbozzare, adombrare, urbem, Verg.: col dat. pers., Ter. e Tac: col
disegnare, indicare solo nelle linee genurali , supino in um, me nitro accusatum advenit,
a) propr., alqd, QuLnt. b) trasl.: a) ritrarre Ter. b) di e. inan., litterae advenere, Suet.:
in generale COn parole, abbozzare, adombrare, del tempo, giungere, interea dies advenit, Cic.
accennare, fictos luctus dicendo, Cic. p) imitore IIJ trasl.: a) di condizioni e avvenimenti,
un'usanza, seguire, Macedonum moreni. Curt. giungere, avvicinarsi, irrompere, prorompere,
aduncìfla«, àtis, f. (aduncus), curvatura morbi advenientes et crescentes, Cic: ubi pe-
ad arco, rostri, Cic. ed a. riculum advenit, Sali, b) di acquisti, toccare
in sorte a qualc, amicitiam, foedus, Numidiae
ad-uncUS,a, Mm, piegato in dentro in forma
di uncino, adunco, uncinato (contr. reduncUS), partem mox adventuram. Sali.: res sua spoute
unguis, Cic: uasus, naso aquilino, Ter. mox ad eum advenit, Liv. e) di circostanze,
advenit id, qaod, ecc., a ciò si aggiunge
ad-iino, avi, àtura, are, raditnare, ttnìre,
che, ecc., Lucr. 3, 823.
Jastin. ed a. fpartic. nel partic. perf. pass.).
adi'cnlTcìiis, a, um (advenio), I) che viene
ad-upgeo(ad-urgueo), ère, ineaizare, alqm
daidi fuori, a)i)igen. (contr. innatus, insitus):
remis, dart la caccia, Hor. carm. 1, 37, 17.
cxternus et adv. tepor, Cic: externa atque adv.
ad-uro, USsi, UStum, ere, bruciare, abbru- Visio, impressione di cose esterne, Cic: neutr.
ciare, I) propr., cibi (cucinandoli). Ter.:
plur. sost., assumpta et adventicia (contr. in-
capillum, Cic: sine geraitu aduri, lasciarsi nata atque insita), Cic. b) partic: a.) che
abbruciare (di pers.), Cic: del sole, sicca viene da paese straniero, forestiero, straniero,
et adusta erant omnia, Curt.: del gelo e avventizio (rotitr. vemaculus), genus (avium),
del vento, disseccare, danneggiare, Verg. ed a. uccelli di passaggio, Varr.: doctrina transma-
II) trasl., infiammare, della fiamma d'amore, rina atque adv., Cic. P) ottenuto mediante
Hor. ed a. circostanze fuori dei nostri calcoli, straordi-
àd-ii<<>que= usque ad, I) prep. coll'acc, nario, fuori del comune, accidentale, strano, res,
sino a, insiiu> a (dì luogo, tempo, e nell'indi-
Cic: pecunia, Cic: fructus, guadagno di so-
cazione del grado), Verg. ed a. Il) avv. = lìrappiù, Liv.: ex adventicio, come felicità ca-
usque, in ogni luogo, dappertutto, Ov. ed a. suale, Sen., da sostanze altrui (contr. de
adiielus, a, ura, part. agg. col compar. meo), Plin. ep. Il) pertinente all'arrivo (ad-
(da aduro), adusto, bruciato dal sole, bruno, ventus), cena, banchetto per l'arrivo, Suet.
color, Liv. ed a. Vit. 13.
advectlclus, a, um
(adveho), importato advento, avi, atum, are (intens. di ad-
da paese straniero, dal di fuori (contr. vema- venio), appressarsi, avvicinarsi, essere in cam-
culus), vinum, Sali. Jug. 44, 5. tnino, partic. coU'idea access, di premura =
adieclo, are (intens. di adveho), provve- accostarsi a passo veloce, prestamente; accorrere,
dere continuamente, importare, TaC. ann. 6, 13. sopraggiungei-e, a) di perS.: assol., Cic: 61
advectus, uì, m. (adveho), impoi-tazione, Macedonia, Curt.: ad Italiam, Cic: Komam,
Tac hist. 4, 84. Sali.: col dat. pers., Tac b) di e. inan., ad-
ad-Vi'IlO, vexi, vectum, óre, condui-re, tras- ventat senectus, raors, Cic: adventante urbi
portare, recare, provvedere, procurare, a) attivo: clade, Liv.
frumenium ex Komani. Cic: Corcyram
agris advcnliìs, ils, m. (advenio), IJ arrivo, di
pedituin mille secum,Liv.: 2'oet., unda advehit soldati ^= l'avvicinarsi, l'accostarsi [contr. di-
rates, Ov. b) pussivo, advehi, venir condotto scessus, decessio), Cic. (anche al plur.J: in
=r^ venir trasportato, andare, giungere, venire, urbem, Cic: ad Pompejum, Cic: trasl., ad-
arrivare, per nave, con senza navi, in car- ventibus se oflerre, andar incontro al venire
rozza (con o senza curru, cisio, ecc.): a ca- di qualc. Cic. ep. 6 20 1 : di e. inan.,
, , ,

vallo (con senza equo) =


venire a cavallo, ca- classis adv. Oreum fad 0.), Liv.: adv. lucis.
valcare a questa o a quella volta, asiol., Ter. ed Sali.: adv. in animos et introitus imaginum,
59 adverbium adverto ea
Cic. Ji) trasl., malorum, il giungere, Cic. — adversus infestusque, infensus et adversus),
Genit. adventi, Ter. Phorni. 154. adversus alci, Cic: col gemt., adversus populi
atlv(>i'bìiiiii,ìi, n. (ad e verbuin), avverbio, partium, Sali.: adverso senatu, adversa patrum
Quiiit. td a. voiuntate, contro il volt re del s., Liv. b) di
a(I\er!»arTu!ii, a, um (adversus), vòlto <ii e. man., contrario, CiOè <X) sfavorevole, opposto,
fronte, dalla patte anteriore; opposto, quinci impropizio (contr. secundus, prosperj, adversis
I)ingen.,solo sos<.,adversaria, ùrum, n., libro aiu'ibus, Liv.; valetudo adv., indisposizione.
di note, brutta copia, utraccio, strucviafoglio (che Liv.: auspicia adversissima, Suet.: res adver-
sta sempre aperto, sotto gli occhi; contr. sae, Cic: ovv. casus adversi, Nep., o fortuna
tabulae o codex accepti et expeiisi, libro tua- adversa, Verg. e Nep., avverso destino, sven-
stro, con *dare ed avere », Cic. IlJ pregn., tura, sciagura, infortunio: col dat., res plebi
the sta di fronte ad tino come avversario, a) adversa, Liv.: anuus frugibus adv., Liv.: neutr.
agg., opposto, contrario, avversario, die (on- sost., adversum, i, n. o vomun. plur. adversa.
Cic; factio, parte ao-
traata, assol. o col dat., òrum, n., sventata, sciagura {coiitr. secunda,
versaria, Nep. b) sost., a) adversarius, li, prospera), Cic. ed a.: si quid adversi (advorsi)
avversario, nemico, antagonista, rivale, Ter. e acciderit o accidisset. Ter., Cic. e Nep.: res hu-
Cic: adversarii, la parte avversuriain guerra, mauae semper in advorsa mutantur, si cam-
Cic: e adversaria, ae, f., avversaria, Cic. ep. biano, volgono in male. Sali. P) odioso, odiato,
2, 4, 2. P) adversaria, oruiu, n., affermazioni quis omnia regna advorsa sunt. Sali. 2) come
dell' avversario, ragioni contrarie delV altra t. t. dialett., opposto ad un concetto, che è o

parte, Cic. or. 122. indica il contrario {coìitr. par), Cic: adversa
advei*!sillrì.\,trìcis, f. (adversator), avver- virtù ti malitia,Quint.: neutr. plur. sost., paria
saria, nemica, contraria, Comici. paribus rcferuut, adversa contrariis, Cic
advei*!>tIo, ònis, f. (adverto), il rivoigei^ea, 2. adver!»U!« (advorsus) e adversum (ad-
animi, il rivolgere la mente, l'animo a q.c, versum), /i/-o^jr. partic. di adverto, rivolto
Cic. Arch. 16. verso, I)come avv., di fronte, verso, incontro,
advei'sor (advorsor), àtus, ari (adverto), alci adversum ire, andare incontro (partic.
porsi di fronte a quulc, opporsi, fare opposi- degli schiavi che vanno a prendere il pa
zione (partic. morale) ad ale. {contr. favere, drone), Lucr. e Ter.: adversus arma ferre, Nep.
assentali), col dat., Cic. ed a.: con in e Vali., Il) prep. coli' Acc. {anche posposta all'ucc.
Liv.: non adv., srg. da quo minus e il cong., pron. in Sali, e Nep.), A) indica la dire-
Cic: assol., adversante fortuna, Cic. zione; 1) di luogo, iìwontro, verso, adv. colles.
1. adwersus (advorsus), a, um, part. agg. Caes. 2) riguardo all'agire o sentire, contro
col superi, {da adverto), vòlto di fronte ; I) quale, o q.c. (però senza il concetto access.
propr., vòlto di fronte o dalla parte anteriori^, dtll'« ostilità», indicando solo l'andare in-
che si trova sulla parte davanti o dirimpetto, contra per l'attacco o la difesa), adversus eum
posto davanti, anteriore {conlr. averSUS, SUpiuus, venit, venne incontro a lui, Nep.: adv. quem
resupinus), et adversus et aversus impudicu> iLatur, Liv.: adv. alqm dimicare, Nep.: adv.
est, davanti e di dietro, Cic: dentes adversi, rem publicam facere, Caes.: adv. alqm stare.
denti anteriori, Cic: mauus, palma della Nep.: e respondere adv. alqd, a q.c, Liv.: così
mnno,Cìc.: adverso cor^ore^davanti, sul petto. pure del contraddire, opporsi, contro, in con-
Cic: adversa vulnera, adversae cicatrices, sul traddizione con, adv. legeui, adv. rem publi-
petto. Sali, e Cic: in adversum os vulnera- cam, Cic: adversus quod, contrariamente a
tur, nel volto, Caes.: adversis hostibus occur- ciò, che ecc., Liv. 32, 2, 5 e dei mezzi di :

rere, che fanno fronte, sulla fronte, davanti, difesa e salvezza, egregium adv. tempestates
Caes.: adversos concitare equos, Vun contro receptaculum, Plin. ep.: quindi invictus, mu-
V altro, Liv.: itinera iid\ersa,marcia di fronte. nitus adversus alqd o alqm, Sali.: fortis adv.
Tac: hastae adversae cadentes, cadenti sul alqm, Pliaedr. B) indicando la posizione, il
davanti, Liv.: hastis adversis, rivolte contro, aito =dirimpetto, 1 ) nello spazio, di fronte,
Verg.: solem adversum ìntnen, guardar dritto vis à vis, adv. aedes publicas, Liv. 2) di
verso il sole, Cic: adv. fulgur, lampo che fronte a quale, o q.c, a) al cospetto di, =
guiz» davanti agli occhi, Suet.: lectus adv..
(, in presetiza di quale, davanti, id gratuli! fuisse
il letto nuziale (che sta di fronte alla porta), advorsum te haleo gratiam, davanti a te,
Prop.: in adversos montes, Liv.: advorso colle, agli occhi tuoi, Ter.: uti excusatione adv.
sul colle di fronte. Sali. adverso flumine,
: eos, Cic. b) nel paragone, contro tV» para- =
risalendo il fiume, la corrente (contr. secundo gotte di, accanto a, adv. alqm comparari, Liv.
flumine), Caes.: e così adversum anmem sub- cj del procedere, trattare con ale, rispetto,
rectus, Verg.: adversissimi navigantibus venti, di fronte, anche iti relazione con ale, quonam
venti assai contrari, Caes. : neutr. sing. e modo me gererem adversus Caesarem,usus tuo
plur. sost., hic ventus adversum tenet Athenis Consilio sum.Cic: adversus me omnia audere.
proficiscentibus, soffia incontro, Nep.: partic. a mio riguardo, Cic: partic. spesso di senti-
con prep., in adversum, di fronte, Verg. e menti obbliganti, come amore, stima, vene-
Liv., o Vun di fronte all'altro, Prop.: ex ad- razione verso quale o q.c, est pietas justitia
verso, dirimpetto, Liv., ovv. davanti, Suet. adversus deos, Cic: adv. deos impii, Cic: gra-
27) trasl., l) che sta di fronte quasi come tus adv. alqm, Sen.
avversario, cioè a) di pers., opposto, di fronte, ad-verlo (advorto), verti (vorti), versum
avversario, antagonista (però pili riguardo alle (vorsum j, ore, volgere, rivolture verso {contr.
aspirazioni ed all'azione, che non alla di- avertere), generic: se in
I) ogg. mater.: a)
sposizione dell'animo, q^uin ri spesso uniti plateau), Ter.: agmen urbi, Verg. b) come 1. 1.
61 advesperascit aclvulvo 62

nautico, colia nave, ecc., volgere, rivolgere, permesso, termine legide pei' avere un consalto
classem in portuin, Liv.: provas torrae, Verg.: legale con periti oyy (nell'epoca imperi(dc)
notae advertuiitur areuae, si dirijon le navi di procurarsi l'assistenza legale, Cic. 6 Sem.: e
a, ecc., si iipproda ((, ecc., Verg.: passivo me- trasl generic: dilazione, sospensione, termine
,

diale coira.cc. della meta, Scythicas advertitur legale, Sen. ed a. b) concr., rneton. i pe- =
oras, Ov. IIJ rivuiycre gli organi dei sensi, riti chiamati a consiglio, tanto i giureconsulti
la mente, quale, verso un punto, un oggetto, chiamati prima a consiglio privato e poi
A) verso un altro punto, ad un altro davanti al tribunale, quanto gli amici che
oggetto: a) rivolgere gli organi dei sensi a consigliavano, assistenti in genere, Cic. ed a.
q.C, par tic. gli occhi ^
guardare a, adv8osi(ii!«, i, m. [propr. partic. di a.à-
verso q.C ; le orecchie =
prestar attenzione, \oco), colui che è chiamato, pregn. =1
ascoltare q.C, lumina in quamcaiiique aedis a) nei tempi della repubblica, amico, perito,
partein,Ov.: vultus sacns,Ov.: aure-; ad voceiii, e segnatam. giureconsulto, il quale chiamato
Ov.: aurem monitis, Prop.: e della divinità, a consiglio per una lite, una quistione do
numea malis,Verg.: e senza indicare il do ve, portarsi in iribuiiale, sosteneva davanti al
adv.ocuIos,Curt. h)l'animo, a) auimum (ani- medesimo una delle parti colla sua presema,
mos) e (raro) mentem advertere (unito ani- = Cic. ed a. b) nell'epoca imperiale patro- =
Iliadvertere, V.J =
rivolger la mente, t'animo, nus causae, colui che conduce il processo
il pensiero, l'attenzione f badare, stare attento, per quale, difensore, proeuratore, patrocina-
osservare q.C, iiieuteiii huo, Veig.: animos ad tore, avvocato, Quint. ed a.
religionem, Lucr.: col dat., animos monitis, ad-VOCO, avi, atum, are, chiamare, far ve-
Ov.: seg. da ne e il cong. =
« badare di nire a, pregn. =ciUamare, invitare, per qual-
non, ecc. » animuin advertant, ne quos offen- che azione, consiglio; come consigliere, adiu-
dant, Cic: asso?., animuin adv., Cic: e sempl. tore, ecc., I) in gen.: a) pers.: contionem
advertere, come paucis, adverte, docebo, Verg. populi, concilium, Cic: alqm in consilium,
P)aninium advertere (Mn«7o =
animadvertere, Cic: populum in ouv. ad contionem, Liv.: e
V.) = (in seguito all'attenzione), osservare senza acc, adv. ad contionem, Liv.: adv. ad
q.C, notare, vedere, riconoscere, alc[ni in Con- obsignandum, Cic: adv. eo senatum. Sali.: ad-
tiene stantem, Cic: vitium, Caes.: inter sa.Ka vocari aegro (dat.), Ov.: e così gaudiis, Hor.
repentes cochleas, Sali.: seg. dall'acc. e Tin- P) ogg. inan.: omnia arma, Verg.: scnatus po-
fin., Cic. da prop. relat., Cic: e
e Caes.: seg. puliqne Roin. oblitterata jam nomina sacra-
sempl. advertere (senza animum), seg. dal- mento, prestar giuramento, in nome di, ecc.,
l'acc. e sim.,'£a.c.: e con animo (animis), co»«e Tac. hist. 1, 55: desiderare iracundiam advo-
ad nos pervenisse animo adverto, Plin.: quae catam, desiderare l'aiuto, Cic: e coù adhi-
dicani animis advertite vestris, ponetevi in bere oculos advocatos, artem advocatam sen-
mewte,Verg.: quindi a.(x.) percepirei provare, sibus, prendere in aiuto, Cic. II) partie:
sentir e, 2i\(\à graviter,prtjwfere in mala parte, a) come t. t. giarid.: a.) nei tempi della re-
Ter. heaut. 570. PP) percepire con risenti- pubblica : aa) del giudice, adv. in consilium
mento e quindi punire, castigare, durius, TaC: e adv. alqos sibi, chiamare a sé periti per
in alqin, Tac y) animum alcjs o alqin adver- un consiglio sopra una causa, Cic. pp) delle
tere, rendere ale. attento, avvertire, aCCioCCÌlè parti, chiamare, invitare un amico, un pe-
faccia una cosa, Tàc. B) attirare sopra di rito, partie. un giureconsulto per consiglio
sé, a) gli organi dei sensi di quale, gè- in una causa e perchè assista j^^rsonal-
mitus ac planctas etiara, militum aures oraque mente in tribunale, produrre, alqm, Cic:
advertere, Tac. b) Vanimo o quale, (col suo alqm contra alqm, Cic: assol , aderat fre-
animo) =
rivolgere su di se l'attenzione di ale, quens, advocabat, Cic. p) nell'epoca impe-
attrarre, oinuiuin auimos in se, Seu.: alqra, riale, cercare, prendere un procuratore, un av-
Tac. e) tirarsi addosso un male morale, re- vocato, hic advocat, hic adest, Sen.: contra
centia veteraque odia, Tac. ann. 4, 21. Caesarem adv., Sen.: quindi scherzosam., ve-
nd-vespet'aseJt, àvit, ere, comincia « niam advocandi peto, chiedo tempo (per ti
farsi sera, si fa baio, Cic ed a. desiderato lavoro), di prender consiglio, Plin.
ad-lTjl^Iio, avi, atuni, are, vegliare presso ep. 5, 8, 11. b) chiamare in aiuto una divi-
q.C, vigilale, a) m
iteriahn., ad custodiam ur- nità, deum sibi, Catuli.: deos, Liv.
bis, Cic: nepoti, Tibull. b) moralm., dedicare advAlatu*^, abl. u, m. (advolo), volo verso
la propria vigilanza ad una COSU, vigilare, ve- qualche luogo, Cic poet. TusC. 2, 24.
gliare, stare attento, usar attenzione. Ter.: prò ad-% Alo, avi, atum, are, voiarea, I)propr.,
rei dignitate, Q. Cic. di uccelli, ad aves,Cic.: in Italiani trans mare,
advScalTo, ònis, f. (advoco), il chiamare a Varr.: in forum, Liv. II) trasl. volare affret-
,
=
tè, l'invitare, quindi pregn. come t. t. cun- = tarsi, venire, andare velocemente, a) di pers ,
aulta, consulto generale li periti SU materie dif- assol., Cic: ad alqm, ad urbem, Cic: ad pabula-
ficili, intimo a quistioni difficili, I) in gen., tores, piombare a (dosso a, ecc., Caes.: Komam
Cic. II. V'err. 1, 129. IIJ purtic: a) astr., e Lucania, Eutr.: I;arino (da L.) Roinam,
consulto legale, in advocationibus, Cic. ep. 7, Cic: rostra, volare fprecipitarsi) air Cic: ,

10, 2 :e da quando gli advocati nell'epoca in auxilium, Suet. b) di e inan., ejus siScoXov
imperiale comparvero a trattare le cause in mihi advolabit ad pectus, Cic: fama mali tanti
nome di quale, == U-attazione di una causa, advolat Aeneae, Verg.
assistenza davanti al tribunale, avvocatura, ad-Volv«>, vi, lùtum, ere, volgere a, acco-
Quint : quindi nella locuzione advocationem stare, cungcsta robora foci?, Verg. Quindi —
postulare, pelere, dare, consequi = occasione, ad voi vi e se advolvere,rf< supplichevoli,cadvre,
63 advorsuin aedituus 64
prosti'a<*t, genibus pedìbus alcjs, Liv. e Curt,.: acdìfiviilTo, costruzione,
òiiis, f.(aedì6.co),
genua alcjs, Sali, fr.: se adv. genibus alcjs, Liv. I) astr. = fabbrica, coiisilium aedifìcationis,
advorsiiiii, advoi*!»U!», ad vorto, V. ad- Cic: aedificatioueui abicere, deporre il pen-
versiuu, advorsus, adverto. siero di fabbricare, Cic II) concr., meton.
àdytuiii, i, n. (aSuxov) e commi, plur. = cdifìsio nel suo principio e compimento, co-

adyta, Oruin, n. (àSuta), i7 non accessi- struzione, fabbrica di un edifizio, Cic: plur. erft-
bile =^ la parte l>iù riposta (interdetta ai pro- fizi, Tac.
fani) di un santuario,.piirtic. quella da cui i aediCicaiiiincula, ae, f. (dimin. di ae-
sacerdoti comunicavano i responsi degli dei, dificatio), piccolo edifizio, fabbrichetta, Cic ad
recesso, Verg. cd a.: ima adyta, di una tomba, Q.fr. ;;,_!, 2, §5._
Verg.: })oet. generic, ex adyto cordis, dal aodìrìeal5i-, òris, m. (acdifìeo), costrut-
più profondo, ecc., Luci". tore, I) ingen., fabbricatore, architetto,
mundi,
4esicTdcTu>». fìdes, Y. Aeacusi. Cic. II) pregn., amante del fabbricare, sma-
Aeaeus, i, m. (Aiaxós), Eaco, re mitico di nioso di fahbr., Nep. ed a.
Egina, figlio di Giove e di Egina o Europa, aedifiviiiiii, ì'i, n. (aedifico) 0(/m« edi/isio,
padre di Peleo e Telamone, e così capostipite fabbrica, acdificia publica, privata, sacra, pro-
degli Eacidi [V. sotto Aeacides); a motivo fana, Cic: extrueru aedificium in alieno, Cic
della sua pietà e rettitudine, dopo la sua aedifii'o, avi, atum, are (aedes e facio),
morte, insieme con Minosse e Badamanto, edificare, fabbricare, a) assol. =; costruire, eri-
re delle ombre nelVAverno. Deriv.: — gere un edifizio, Cic. cd U. b) CoWacc. := fab-
Aeacidé!>, ae, m. (AiaxiSvj;), Eacide, discen- bricare, fondare, costruire, creare, domum, UT-
dente maschile di Eaco, quindi figlio, nipote bem, navem, hortos, Cic: muudum, Cic: rem
(partic. Achille), pronipote e discendente in publicam (ut architectus), Cic.
genere. —
Deriv. da questo: Aesieidòiu», aediiiciiis, a, um (aedilis), concernente
a, Um, appartenente ayli Eacidi, degli Eacidi, V edile, appartenente all'edile, che muove dal-
regua, l'isola di Egina, Ov. l'edile, edilizio, dell'edite o degli edili, a) agg.;
Aeaee, ès, f. Eea, nome
(Atair) vy]aog), munus, Cic: scriba, Cic: vectigal, imposta de-
di un'isola, preso dal mito della spedizione gli edili (tributo che gli edili esigevano dalle
degli Argonauti, sede della maga Circe e di Provincie per sopperire alle spese dei giochi e
Calipso. —
Deriv.: .4eaeu<s,<T'> u'» (Aialos), delle largizioni al popolo), Cic. b) sost., aedi-
di Eea, a) soprannome di Circe,Yeif^.: quindi licius. li, m., uno che è stato edile, ex-edile, Cic.

Ae. artes, Ae. carmina, arti magiche, parole aediliit, is, m. (aedes), edile, ufficiale dello
magiche, Ov.: Ae. Telegonus, figlio di Circe, Stato, I) in Roma vi erano in principio due
Prop. b) soprannome di Calipso, puella, Prop. aediles plebei o plebis ovv. plebeji, cdm della
Aebulìus, li, m., Ebuzio, gentilizio ro- plebe, creati dopo la pace del monte Sacro (260
mano; quindi Aehìilius, a, uiri, ebmio, di di B., 494 av. Cr.) insieme coi tribuni: nel-
un Ebusio, lex, Cic. l'anno 388 di Roma si o,g giunsero due aediles
Accuiaiiiiin, i, n., città degli Irpini nel curulés, edili curali. Gli aediles plebis cura-
Sannio, nel Medio Evo Eclano, presso al- vano soltanto i giuochi della plebe, gli aieàiìes
l'odierna Mirabella. curules soltanto i giuochi romani o grandi.
acdepiii, V. edepol. In comune tutti gli edili erano incaricati
aedvs e aedì.s, is, i.,propr., fa b brica, della polizia, della sicurezza pubblica, ed
edifizio come abitazione, quindi I)al sing.: in particolare della sorveglianza sul incr-
A) un'abitazione che consta di uno spazio, eato (quindi Justin. 21, 5, 7, aediles, come
a) casa, Hor. h) camera, stanza, Cui't. B)»a/»- traduzione di àyopocvójioi, direttori del mer-
tuario, tempio;ogni volta che il senso non è cato). L'anno 44 av. Cristo (710 di B.), Ce-
dato dal contesto, coU'aggiunta di sacra o sare nominò ancora due edili di condizione
del genit. del nome di una divinità, aedes plebea, gli aediles cereales, ai quali venne
sacra, Cic: aedes Minervae, Cic: plur., com- affidata esclusivamente la sovrintendenza
plures aedes sacrae,Cic.:duae aedes, Fortunae sopra mercato e il vettovagliamento della
il
et Mortis, Liv.: aedes deorum, Hor. e Suet.: città, Suet. Caes. 41. II) nei municipii e
nel contesto sempl. aedes, p. es. del tempio di nelle colonie vi erano aediles duumviri, trium-
Apollo Palatino (in cui si leggevano pubbli- viri, ecc., i quali iti alcune città costituivano
camente i componimenti poetici), Hor.: trasl., la suprema magistratura ma per lo più ,

aedes a.\i.xa,ici,,edifizio informa di tempio, sotto erano una specie di magistrati inferiori, in-
cui era stato collocato il cadavere di Cesare, caricati come in Boma, per lo più della sor-
catafalco, Suet. II) al plur. aedes, tum, f., veglianza sulle costruzioni, sui mercati e del-
abitazione, casa, come complesso di Stanze l'ordinam. dei giuochi, e che avevano anche
{contr. pergulaj, unae. Ter.: ruiuoaue, Cic: sa- una giurisdizione a ciò attinente.
lubres, pestilentes, Cic: liberae, abitazione aedìlYtiis, àtis, f. (aedilis), edilità, carica,
libera, Liv.: trasl. =^ celle delle api, Verg. anche funzione dell'edile, Cic. cd a.
acd7cuia, ae, f. (dimin. di aedes), pic- aedis, is, f., V. aedes.
colo edifizi CI,I) al sing. =
piccolo san- aeditiiuiis, m., V. aeditumus.
i,

tuario, tempietto, piccola cappella, Victoriae, acdltiicns, m. (aedes e tueor), cu-


tis,

Liv.: per lo più solo come nicchia nelle pa- stode del tempio, Lucr. 6, 1273.
reti dei tempi e e
delle case o negli angoli aedituniiis (aedTttinus), i, m. faedes), cu-
sporgenti delle case, Cic, Liv. ed a. IT) plur. stode del tempio, Scrv. (in Cic) cd a.
aediculae, àrum, f., iriccola (meschina) abita- aedltììll!», i, m. (aedes), CM»«oeie del tempio,
eiune, cusucciu, Cic ed a. Cic ed a.: trasl., aeditui, quasi custodi nel
65 Aeduus Aewos fluuien 66

tempio del merito (dei poeti), Hor. ep. 2, resoluto, dubbioso, Sali. fr. b) di condiz. mo-
1, 230. rali, mentali, o che toccano l'animo, la mente,
Aedìiujì (Haediius), i, m., Mduo, piar. penoso, doloroso, gravoso, deplorevole, amor,
.4edui (Haediii), òruiii, m., Edui, popolo mors, Verg.: senectus, Ov.: aegris oculis intro-
della Gallia tra V Arari (ora Saòne) e il spicere alqd, di mal occhio, Tac
Liger fora Loire), la cui città più notevole 4v^eìi<>, ci, m. (Aiysós), Egeo,
acc. oa,
era Bibracte. figlio di FawUone, re di Atene, padre di
j4eelu, ae , m. , raro Aeele»*, ae, m. Teseo. — Der 4«gTdé$, m.
iv.: ae, (AiysJ-
re di Ea nella Colchide, figlio
(AIVJXY)S), Ee.a, 6y]s),Egide = discendente di Egeo, par tic. il
di Helios (dio del sole), padre di Medea, figlio Teseo.
colVaiuto della quale gli Argonauti gli ra- /4e^ialeììi!i, ci, m. (Aiyi^^sus), Egialeo,
pirono il vello d'oro. —
Deriv : A) .4ee- figliodi Eeta, fratello di Medea, chiamato
taeujj, a, um (Aty)xaìos), appartenente ad anche Ab
s irto.
JEeta, eeteo, fiues, cioè la Colchide, CatuU. Aegidès, V. Aegeus.
B) Aeeliasi, adis, f. (Atvjxiaj), figlia di Eeta, Aerini UI'IIS, i, f. (AtyilJLOUpOg), Egimuro,
cioè Medea, Ov. C) .4eùlinè, Ss, f. (Aìtjxìvy)) isola del golfo di Cartagine, circondata da
== Aeetias, Ov. pericolose secche e scogli, a 30 miglia da
Adula, ae, f. e Aefuluni, i, n., Eftiia, questa città; ora Djamur o Zimbra.
piccola Città sui monti degli Equi (nel La- Ae;;;Tna, ae, f. (Aiyiva), Egina, isola del
zio), a settentr. di Prentste. Deriv.: — golfo Saronico, tra l'Attica e l'Argolide. -
AefÙliillUS, a, UUl, di Efala. De ri i\: Ae^Tiienstf;», Yura, m., e la forma
Aegaeón, ònis, m. (Aiya^wv), V.Briareus. greca Aeglnetae, aruni, m. {Aiyiyfizct.i), gli
4egaeu!$, a, um (Aiyaio?), ''yeo, a) nome abitanti di Egina, Eyìnesi,
dell'arcipelago tra la costa orientale della Ae^TiiTuiii, Ti, n. (Aìyìviov), Eginio, città
Grecia e l'Asia Minore, mare Eyeo, Arcipe- dei Timfei in Macedonia, ai confini del-
lago, turco Ak-Denghiz, Aeg. mare, Cic: l'Epiro; ora Erkinia. —
Deriv.: Aegi-
Aeg. aequor, Ov.: nei poeti anche sempl. nìeii!»e$>, ìum, m., abitanti di Eginio, Egi-
Aegaeum, i, n. b) pertinente al mar Egeo, nii'si.

fluctus, Mela: tumultus, Hor. 4ej£ìun (Aegtum), ìi, n. (A'iyiov), Egio,


Aegàle^, fum, f., con o senza iusulae, una delle dodici città achee sul golfo di Co-
gruppo di tre isole sulla costa occidentale rinto; ora Vostitsa.
della Sicilia, tra il promontorio Lilibeo e ae^is, gtdis, acc. comun. glda, f. (atyJs),
Drepanum [cioè le isole Aegusa Hiera e , egida, a) secoìido la leggenda omerica (da à'tg,
Phorbantia; ora gruppo delle Egadi, Favi- commovimento tempestoso), lo scudo di Giove,
gnana, Maritimo e Levanzo), nelle cui vi- ch'egli scuote colla sinistra, scagliando il
cinanze si diede una battaglia navale, che fulmine colla destra, per destare tempeste e
decise le sorti della prima guerra punica spavento (adunque l'oscuro nembo solcata
(241 av. Cr.). dai lampi), Verg. Aeu. 8, 354. b) secondo
Aea;vae, nrum, f. (AiysiaO» ^^"' IJ città la leggenda piti tarda (da aif, capra), come
dell'Emazia, in Macedonia. II) città della arma speciale di Minerva, talv. come scudo
Gilicia ; ora castello di Ajas Kala. De- — nel suo braccio sinistro, ordin. come squa-
riv.: Aeguatexi, ae, m. {A.i^s.i(i.-z-fii), di Egea, moso usbergo, colla testa di Medusa in
egeate, e Aegeàdcs, ae, m. (AÌYetàSYjj), mezzo, e cogli orli circondati da serpenti,
egeade. V. Hor. carm, 3, 4, 57. Ov. met. 2, 754 e sgg.:
aeger, gra, grum, ùidùipoDto, I) fisicam., e 6, 79. Verg. Aen. 8, 435 e sgg.: per respin-
indisposto, egro, infermo, amuutlato, sofferente gere difendere altrui, Ov.met. 5, 46 quindi
e :

{contr. sanus), a) di
anim., del loro
ess. trasl. ^^ scudo,
riparo, arme, Ov. rem. 346.
corpo, ecc.: a.) di ess. anim,: Tiro, Cic: sus, Aeglsus, i, f. (Aiyiaoos), Egiso, antica e
Verg.: graviter aegrura esse, Cic: bomines potente città della Mes^a inferiore, sulle ricc
aegri gravi morbo, Cic; aeger ex vulnere, Cic: del Danubio; ora Jsaktschi o Tultscha.
aeger pedibus. Sali.: sost., aeger, gri, m., un Ae^islhu!», i, m. (AiyiaSos), Egisto, figlio
anunalato, Cic: e aegra, grae, f., Uìl'ammalata, di Tieste, seduttore di Clitennestra, insieme
Ter. p) del corpo e delle sue parti: corpus, alla quale uccise il marito di lei Agamen-
Cic: stomachus, Hor.: e così di Stati conside- none; fu poi ucciso da Oreste: appdl. un
rati come corpi, pars rei publicae, malata ^= Egisto = un adultero, Suet. Caes. 50.
scompifjliata, Cic: res, Liv. y) di condizioni Acgfiini, r. Aegion.
Q attività fisiche, aofferente, valetudo, Cic: e Aegle,ès, f. (Ai'{Xri),Egie, nomedidonna,
ataneo, debole, quindi anche grave, difficile, partic. della piìv bella delle Naiadi, resa
anhelitus, Verg.: balatus, Ov. b) di vegetali, da Htlios madre delle Grazie, scambiata da
seges, Verg. IIj moralm., indisposto, e precis. òeneca colla maggiore delle figlie, Aglaja.
pt?r ogni specie di commovimento della pas- aegSceros, ròtis, m. (aìyoTcépus), capri-
sione, malato, egro, infermo, preoccupato, mesto, corno, come segno dello Zodiaco, lat. puro
di malumore, nuilcontento, annoiato, rattristato, capricornus, Tjucr. ed a. poeti.
triste, a)di pers., del loro animo, della mente : Ae;:u!> llfluieii, m(nis, n. (Aìyò; noxa|xó;
homines, Verg.: animus, Sali.: municipia, diffi- = fiume della capra), Egospotanut ,
cili, che rifiutano l'ubbidienza, Tac: coH'ahl., fiume e città del Chersoneso Tracio; ora Ca-
aeger animo, Enn. in Cic, e animi, Liv.: aeger lata; noti per la sconfitta decisiva toccatavi
animus avaritia, Sali.: aeger amore, Liv.: curis, dagli Ateniesi per opera di Lisandro (403
Verg.: e col genit. causae, aeger consilii, ir- av. Cr.).

Georges-Cai onq hi. Dizionario latino-italiano.


67 aeffre aemulus 68

ae^re, aw. col compar. e superi, (aeger), Aelius, a, um, isuo, nome di una gens ple-
X) fastUlionamente, mal volentieri, dolorosamente bea rom'ina {che comprendeva le famiglie dei
(contr. volup), aegre est mihi o meo animo, mi Paeti e dei Tuberones), come agg. elio, lex=
rincresce, mi fa male, mie grave, e sim., Co- Aelia (et Fufia) de comitiis, Cic. Deriv.: —
mici: aegre facere alci, far dispiacere, far AclTsinus, a, um, eiiano, di Elio, oratiun-
male ad aie, Ter.: aegre alqd ex alqo audire, culae, di L. Elio Tuherone, Cic: jus, le legis
Ter.: aegre feire, provare affanno, dolore, actiones, raccolte da Sesto Elio, Cic
Cic. II) con fatica, faticosamente, con sforzo, AMIì». US, f. ('AeXXu) =
rapida come tem-
difJicUmente, a stento {cOìltr. facile), a) ge- pesta, da a.sXXoi.), Aeiio, I) una delle Arpie,
neric: aegre divelli, aegrius depelli, Cic: die- Ov. met. 13, 710. II) cane di Atteone, Ov.
bus XX aegerrime conficere alqd, Caes. b) con met. 3, 219.
fatica =
appena, quasi non (sinOn. dì vix, /IcinTlìiiniis, a,um, V. Aemilius.
quindi uniti vix et aegre, vix aegreque). se
AeniTITiis um, Emilio, nome di una
tenere, Cic. e) con fatica =
con interna vio-
a,
delle più, antiche genti patrizie di Roma,
lenza, malvolentieri, pati, Liv.: ferre alqd, Cic:
dalle sette famiglie piii notevoli della quale
aegerrime id ferre, Liv.: e aegre ferre colVacc.
(Barbulae, Lepidi, Mamercini, Papi, Pauli, Re-
e Z'infin., Cic, ovv. col quod, Curt.: aegre ha-
gilli, Scauri) uscirono uomini segnalatissimi.
bere, coli acc. e Tinfin.; Liv.: aegre carco, Cic — Come agg. ^=iimiiio, Aem. tribus, una tribìt
aegrcO, ère (aeger), essere ammalato,JjUCr. rustica Cic. : Aem. via {amiche sempl. Ae-
,

3, 106 e 822.
milia), la strada maestra fatta dal console M.
aegresoo (aegrifsco), ere (aeger), amma- Emilio Lepido (567 di R.J, la quale distac-
larsi, I)fìsicam., di pers., ecc., hncr. II) mo-
candosi dalla via Flaminia, conducev da i

rahn.: a) di l^ers., a/Jllggersi, rattristarsi, lon-


Rimini (per Bologna) fino a Piacenza, Liv.
giore sellici tudine,Tac. bj di afffetti, inasprirsi,
ed a.: Aem. ludus, scuola di gladiatori sta-
violentia Turni aegrescit niedendo, Verg.
bilita da P. Emilio Lepido, Hor.: Aem.ratis,
ac^riinónia, ae, f. (aeger), sent mento nave che portò a Roma il bottino facto da
di tristezza, travaglio d animo, tristezza, do-
Em. Paolo nella guerra con Perseo, Prop.
lore (cfr. aegritudo, n" II), Cic. ed a.
ae;;risco, V. aegresco.
— Deriv.: AeinìITaniis^ a,, nm, appartC'
nente alla gente Emilia, Emiliano, P. Scipio
ae^ritiidn, dtuis, f. (aeger), condizione di Aemilianus, Scipione Africano Minore,
chi è sofferente, indisposizione, I) del corpo,
propr. figlio di L. Emilio Paolo, poscia
lo star male, malattia, infermità, TaC, C j^lur.,
figlio adottivo di Scipione Africano Mag-
Eutr. II) deWanimo, travaglio, tristezza, comc giore, Liv. ed a.: sost., Aemiliana, òrum, n.,
affanno, cordoglio, cura, ancllC al plur., Cic.
sobborgo di Roma, e precis. probab. quello
ed a.
della. Porta Pontinalis, ove più, tardi Traiano
aegror, 5ris, m. (aeger), »»«/««*<«, Lucr. 6,
stab'lì %m Forum, Suet.
1130.
aC^rÓlalTo, onis, f. (aegroto). Tessere am-
Acmónia, -iiis, -nius, F. Haemonia.
malato, il sentirsi ntale, indisposizione, ma- aemula, V. aemulus.
lattia, Cic Tusc. 3, 23 e altr.
I) del corpo, V. aemììlalio, ònis, f. (aemulor), IJ emula-
(anche al plur.). II) dell'animo, malattìa, zione, gara, laudis, Nep.: alit aemulatio inge-
travaglio d'animo, V. Cic TusC. 3, 8 ed altr. nia, Veli. II) in S-nSO cattivo, invidia, ge-
ae;;r»to, are (aegrotus), essere ammalato losia, rivalità, l^e^^. ed a.: plur., aemulationes,
(contr. sanum, saniorem esse), I)propr.: A) gelosie, Cic.

fisicam., essere ammalato, amntalare, gravìter


aciiiiìlalor, oris, m. (aemulor), emulo,
(gravius, gravissime), Cic: vehenienter diuqufi, Sen. ed a.: Catonis, imitatore, Cic.
Cic: periculose, Cic: leviter, Cic: mortifere, acmulalii«, iis, m. (aemulor) aemu- =
Plin. ep.: graviter aegrotare coepisse, amma- latio (V.), emulazione, Ts.c.: in senso cattivo,
larsi gravemente, Cic B) moralm., essere am- invidia, gelosia, TaC.
malato, soffrire, ea res, ex qua animus aegro- aeilliìloi*, àtus sum, ari, sforzarsi di essere
tat, Cic: quo me aegrotare putes animi vitio? affattouguale ad Una pcrs. COS'I, I) in senso
Hor. 7J).trasl., di e. astr., scemare, eeclis- .
buono, sforzarsi di raggiungere Una pcrS. O
sarsi, aegrotat ftima vacillans, Lucr. cosa, gareggiare con qualc. in q.c, a) di
aijgrólus, a, um (aeger), che non sta bene pers colVacc: alqm,Nep.ec?a.;ejusinstituta,
{contr. S.anus), I) indisposto, infermo, amma- Cic: studia alcjs, Liv.: col dat., alci, Quint.:
lato, .sofferente, Cic: di Stati, res publica, in- assol., Tac b) trasl., di sogg. inan., quasi

ferm%'(sconvolta), Cic: di animali, leo, Hor.: gareggiare COn una COSa nei SUOi pregi, ugua-
.SOS(., aegrotus, i, m., un ammaiato, Cic. IIJ gliarla, coir acc, illas acclamationes, Plin. pan.

turjjato da passioni, malato, infermo, animus, II) in senso cattivo, emulare invidiosamente
malato d'amore, cuore infermo, Ter. una pers. O cosa, essere geloso, invidioso di
Aes5,y|»|iiis, a, um, V. Aegyptus. q.c, guardare con occhio invido una pcrS. O
Aea;y'|»tii*, i, f. (Aìyu;ltos), ngitto, meton. cosa, coir acc: umbras suas, Prop.: comnn.
= esercito egiziano, Verg. 8, 687 e 705. — col dat., alci, Cic. ed a.: vitiis, Tac: cum al.iu,
B.er.ivr. Ao;;y|»lTii<«, a, um (.AlyÓTiTtog), Liv.: Inter se, Tac: affatto assol., Cic. ed a.
egizioi.rex, Cic/. Nep.: litterae, gero-
belluiii, acinìllus, a, um, che si sforza di ugua-

(flifici. Tao.: sost., Aegyptius, ii, m., un Egizio, gliare in tutto una pers. o (in) una cosa, I)
un Egiziiino, sìng. e plur. in Cic. in senso buono, emulo, che emula, che gareggia,
i_,ai'llHOS, i, rn. («'iXlvos), canto lamente- emulatore, competitore, rivale, a) propr., Col
vole, Ov. am. 3, 9, 23. dat., quae (patria) nunc subit aemula laudi,
iid Aemus Atìolus 70

Verg.: comun. col genit., se aemulum mea- aenipes (alienipes), pcdis (aeneus e pes),
rum laudiuni exstitisse, Cic: coll'acc, facta dal (dai) pie di bronzo, boves, Ov. her. 6, 32.
consultaque ejus aemulus erat (= aemulatus jkenobarbiis (Jklieniibarbus), i, m.,
erat), Sali, fr.: sost., aemulus, i, m., alcjs, Cic. Aenobarbo (dalla barba rossa), nome di una
ed a.: citra aemulum, senza vari, Ouint. b) famiglia della gens dei Domizii.
trasl., che uguaglia, pareggia neìVusO, nelle .4eno««, V. Aenus.
qualità, un oggetto, tibia tubae aemula, Hor. 1. ìienus e aliénus, a, um (aes), bronzeo,
II) in senso cattivo, geloso, invidioso, rivale, di bromo, I)propr., crater,Verg.: sost., aenum
eotnpetitort, a) generic,: Carthago aert-ula im- ahènum, i, n. (se. vas), vaso, cratere di bronzo,
perio Eomani, Sali.: remoto aemulo, Tac: di Cato e Verg.: partic. dellacaldaia dei tin-
e. inan., aem. senectus, invidiosa (dei pri- tori, Ov. IIJ poet. di bronzo == fermo,
trasl.,
vilegi della gioventù), Verg. b) pirtic, ae- saldo, invincibile, manus, ineluttabile, Hor.
mulus, i, m., e aemula, ae, f., il o la rivale in 2. .4enu<«, i, f. (Aìvog), Eno, città della
amore [sinon. di rivalis), m. in Cic, f. in Ov. Tracia, allo sbocco delVEbro, di fronte a
Aeiiiuti, V. Haemus. Samotracia; oggiEnos. Deriv.: .4enTi,—
Acnarin, ae, f., Enaria, isola vulcanica, òrum, m. [Avko:}, gli abitanti di Eno, Eni,
con sorgenti calde, sulla costa occidentale Liv.
dell'Italia, dirimpetto alla Campania, così 4eftle<i, um, m. (AioXsig), EoU, uno dei
chiamata come luogo di approdo di Enea, rami principali degli Elleni (così chiamati
presso i greci Pithecusa (V.), nei poeti lat. da Eolo, figlio di Elleno, V. Aeolus n" I), la
anche Inarime (V.): ora Ischia. Alcuni — quale dalla sua sede originaria in Tessa-
distinguono due isole, Aenaria e Pithecusa. glia, si estese fino al Peloponneso e poscia
Aciiea, ae, f. (Aivsia), Enea, città della infine all'Asia Minore ed alla vicina isola
Galcidica sul golfo Termaico ; secondo la di Lesbo (patria di Saffo); presso i Latini
leggenda locale, fondata da Enea. De- — anche .4cAlìì, òrum, m.. gli Eoli dell'Asia
riv.: Aeneales, um, m. (Aìveà-cai), abi- Min. —
Deri v.: A) .4eolìcus, a, um (Aio-
tanti di Enea, Eneati. Àf/.ó?),eolico, digamma littera, Quint.
, B)
.4eneside<>i, V. Aeneas. .4eoliu$, a, um (AióXtog), eolio, eolico, partic.
Aeiieiis, ae, m. (Aìvetag; acc. greco Ae- in riguardo a Saffo, nativa di Lesbo, Hor.
nean, Atveiav), Enea, figlio di Anchise e di e Ov.
Venere, eroe dell'Eneide, proavo dei Ro- .4eolìa, ae, f., I) Eolia, regione delVAsia
mani, onorato dopo la sua morte come Jup- Minore (= 1. Aeolis, V.). II) 4eolia (Alo-
piter Indiges; quindi Aeneae mater, Voiere, 7.1%), Eolica; plur. Aeoliae insulae, il
isola

Ov.: Aeneae urbs, Roma, Ov. De riv.: — gruppo di isole vulcaniche, a nord della Si-
A) Aen?8Ì<l«JS, ae, m. (Aivsagyjg), Eneade cilia (la più grande è Lipara, quindi Aeolia
(= discendente di Enea), a) sing a) il : Lipare, ancor oggi Lipari); secondo il mito,
'

figlio di Enea, Ascanio. P) Augusto, come sede di Eolo, re dei venti, e di Vulcano ;

discendente, per immaginaria genealogia, da oggi le Zipari,


Enea, b) plur., Aeneadae, darum (e -dura), .4eolTcu<«, a, um, V. Aeolus.
m., al =
i compagni di Enea, o i Troiani 4eolT<le<», T. Aeolus.
in genere, fi) =
i Romani. B) Aene'js. l'dos, 4eulii, V. Aeoles.
(ICC. Yda, f, Eneide, il celebre poema di Vir- 4eulis, Mìs, acc. llda, f. (AloXtg), Eoiide,
gilio, il cui eroe è Enea. C) Aenviu^, a, regione della Misia nell'Asia Minore, a
um, di Enea, appartenente, attinente ad Enea.
Nord del fiume Ermes, sede di dodici Stati li-
Aeneatcs, V. Aenea. beri, formanti la nota confederazione eolica.
aènesilores, um, m. (aeneus), suonatori 2. 4eolis, V. Aeolus.
di tube di bucine, trombetti, Sen. ed a.
e 4eolìus, V. Aeoles e Aeolus.
Aencis, -eìus, V. Aeneas. 4cnius, i, m. (AloXog), I) Eolo, figlio
aèiieììs e uhi;iieu<«, a, um (aes), di brotizo, di Elleno e nipote di Deucalione, re della
bronzeo, IJpropr.: a.) riguardo alla materia: Magnesia Tessalica, capo-stipite della razza
statua, Cic: signa, Hor.: sost., aènìjum, i, n., Eolica. II) figlio nipote di Ippote {chiam.
v<tso di bromo, Cato e Plin. b) al colore, ^ittWjHippotades), signore delle isole Eolie
bronzeo, rossiccio, fulvo, barba. Suet. II) poet. (Lipari) da lui denominate (V. Aeolia n" IIJ,
trasl.: a) bronseo = impiegabile, invincibile, secondo la leggenda più tarda, re dei venti.
fermo, murus, turris, Hor. b) aenea proles, la — Deriv.: A) 4eolTdés, m. ae, (AloXiSrjg),
razza (l'età) del bronzo, Ov. met. 1, 125. (discendente di Eolo n"
Eoiide, a) I): a.) figli
.4enìaiie<!i, um, m. (Aivtàvsg), Eniani, = Sisifo ovv. Atamante ovv. Salmoneo. p)
antica popolazione ellenica dellEtea (cioè nipoti =-. Cefalo (figlio di DeioneJ od Ulisse
della regione intorno al monte Età, attraver- madre Anticlea prima del matrimonio
(la cui
sata dallo Spercheo) nella parte merid. della con Laerte avrebbe avuto relazioni con Si-
Tessaglia. sifo), b) discendente dall'Eolo troiano =
aeni;;ma, matis, n. (alv.YlJ-a), I) indovi- Miseno. B) 4eftlìs. Itdos, f. (AìoXig), a)
Itello, enigma, Quiut. ed a. IIJ trasl., a) cosa Eoiide, discend. femmin. di Eolo n" I =z la
oscura, accenno oscuro, enigmatico; enigma, figlia di lui Canace, ovv. la figlia Alcione.
somniorum, Cic: aenigma Oppiorum (sugli b) (da Eolo, n" IJ), eolio, eolico, insulae (V.
O.J, Cic: pervenit res usque ad aenigma, al- Aeolia, n" IIJ. C) 4e»liiis, a, um (AtóXiog),
lusione, motto, frizzo, Quint. b) esposizione appartenente ad E., di E., a) di AeoluS, W° I
oscura, enigmatica, allegorica, Cic. postes, di Atamante, Ov. b) di Aeolus n" 11^
71 aequabilis Aequi 72

\irgo,Arne, figlia di lui, Ov.: tyrannus, detto corrispondente, generic: aequalis ceteris
a)
di Eolo, Ov.: antra, le cjvernein cui E. tiene iiiembris, proporzionato, Suet.: di e. inan.:
chiusi i venti, Ov.; procellae, Verg. iinberaequalioraccidens auribus,Liv. h)eguaie
ac«|unbilÌ!i, e, agg. coZ compar. (aequo), nel contegno, nel comportarsi, costante, coe-
equabile, eguale, iinifurme, costante, a) di C. rente, equanime, nihil acquale homini fuit illi.
inan.: partes undique aequabiles, Cic: aequ. Hor.: aequaiem se omnibus exhibens, sempre
tributio (taovo[x{a), Cic: motus certus et aequ., gentile con tutti, Eutr.
Cic: perennis auinis et aequ., Cic: del corso aeqiialltas,àtis, f. (aequalis), eguaglianza,
dell' Oì-azione, aequ. et temperatum genus ora- I) di una superficie, eguaglianza, piano, uni-
tionis, Cic: di diritto e dell applicazione di formità. esteriore, aequalitas illa (maris), Sen.
esso, equabile, uguale per tutti, JUS equ., JUS in II) uguaglianza interiore, pen-
1) di cose e
oranes aequ., Cic: nihil eà jurisdictione aequa- sieri altrimenti diversi: generic: simili-
a)
bilius, Cic. b) di pers.: cunctis vitae officiis tudo aequalitasque verborura, paroìiomasia,
aequabilis, Tao.: e [come xotvóg), affabile, gen- Cic: aequalitas irnterna., eguaglianza di pen-
tile nel tratto, cogli altri, in suos. Tao. siero e di azione, Cic. b) eguaglianza di età.
acquabiiTtàiii, àtis, f. (aequabilis), equa- coHaneità, Cic Brut. 156. c) eguaglianza di
biiità,uguaglianza, motus, Cic: elaboraut alii diritti e libertà p 'litiche in Stati Uberi,
in lenitate et aequabilitate (« eguaglianza » eguale condizione, eguaglianza dei cittndini,
di discorso), Cic: quindi a) aequ. juris e Tac 2) dì una cosa in sé, uniformità, confor-
sempl. aequ., V equabilità, l'imparzialità nel- mità, congruenza, eguaglianza, COngruentia ae-
l'applicazione della legge, nell'amministra- qualitasque, Plin. ep.: nel comportaì'si, 3.equ.a.-

zione della giustizia, equità, eguagliamo di- litate pensare, Quint.


nanzi alla legge, Cic: e generic, la conces- aequalìler, avv. col compar. (aequalis),
sione di eguali diritti e libertà cittadine, Cic: egualmente, in tnaniera eguale, IJ nella SU-
e il sentitnento di giustizia (politica) da ciÒ jyerficie, uniformemente, Collis ab sumrao aequ.
derivante, Cic b) il comportarsi equabil- declivis, Caes. II) riguardo al contenuto,
mente, iniperturbal>ilità, Clc 1) rispetto ad altro, conformemente, corri-
aei|uabilìlui', avv. col compar. (aequa- spondentemente, distribuere, Cic. 2; in se, uni-
bilis), equabilmente, untfortnem., eguali»., Cic formemente, oratio aequaliter constanterque
ed a. ingrediens, simmetrica ed eguale, Cic: nel
aequaevuS, a, um (aequus ed aevum), comportarsi, aequalius parere, Tac.
di eguale età, coetaneo Verg. e Suet. acquanìiiiìlas,àtis, f. (aequus e animus),
aequalìs, e, agg col compar. (aequo), I) equanimità, modo equo di p'iisare e Sentire
eguale, conformato egualmente all'esterno ed verso ale, indulgenza, moderazione. Ter. II)
all'interno, I) di eguale superfìcie, eguale, imperturbabilità, pazienza, adveiSUS alqd, Sen.
/>ta»»o,loca. Sali.: terra ab omni parte aequ.,Ov. aequalìo, Ònis, f. (aequo), uguagliamento,
Il) generic, di aspetto, grandezza, altezza, uguaglianza, bonorum, comunìsmo, Cic: juris,
estensione, contenuto eguali, 1) eguale, cor- Liv.
rispondente, confoì-me, a) generic. (contr. ini- aeque, avv. (aequus), I) ugualmente, iaa,c
par) tumuli, Liv.: lingua et inoribus aequales,
: trabes aeque longae, Caes.: benevolentia ci-
Liv.: col dat., pars pedis aequalis alteri parti, vium non aeque omnes egent, Cic. Quindi —
Cic: con Inter e Z'acc, virtutes sunt inter se in paragoni, egualmente, non altrimenti, a)
aequales et pares, Cic. con cum e Z'abl., gloria colle particelle comparai, et, atque (ac),
tua cum niultis viris fortibus aequalis est, quam, quam ut e sim., eosdem labores non
Sali, fr.: sost., col genit., creticus et ejus ae- esse aeque graves imperatori et militi, Cic:
qualis paean, Cic. b) eguale riguardo all'età, tibi sunt aeque noti ac mihi, Cic: Egnatii
al tempo, a) coetaneo, della stessa età, aa) di absentis rem ut tueare, aeque a te peto, ac
pers. {contr. natu major, natu minor), soror, si mea negotia esseut, Cic: ut aeque ju-
Nep.: col dat., Attalus aequalis sibi, Curt.: menta nitida ex castello educeret, ac si iu
exercitus aequalis stipendiis suis, che contava campestribus ea locis habuisset, Nep.: nihil
tanti anni di servizio quanto egli stesso, aeque eos terruit, quam praeter spem robur
Liv.: col genit., calo quidam
aeq. Hieronymi, et color imperatoris, Liv.: con cum e Tabi.,
Liv.: e sost., aequalis, e, vompagno, coe-
is, novi aeque omnia tecum, t mto come te, Ter.:
taneo, amico d'infanzia, camerata, Cic. e Verg. poet. anche aeque. aeque... in confronti re-
.

p8) di e. inan.: corpus, Verg.: col dat., Dejo- ciproci, aeque pauperibusprodest, locupletibus
tari benevolentia est 'psius aequalis aetati, aeque, Hor. b) senza particelle comparative,
dura da tutta la sua vita, Cic: con cum e quando il ter minedi confronto risulta chiaro
aequali tecum aevo, Verg.: col genit.,
l'aibl., dal contesto, pauci quibuscum essem aeque
sacrificium acquale hujus urbis, Cic. P) ri- libenter (se ac tecum), Cic: ut postea num-
guardo al tempo, contemporaneo, coetaneo, quam dextro (oculo) aeque bene usus sit (se. ac
{contr. senior, junior), aa) di pers., col dat., sinistro), Nep. II) {col compar.), giustamente,
aequalis illis temporibus scrij)t')r, Liv.: ct>Z ge- rettamente, bene, sin vis obsistat, ferro qUaiU
nit., PhUistus aeq'ialis temporuni illoruin,Cic.: fame aequius (megho) perituros, Sali, fr.: so-

sost., aequalis, is, m., un contemporaneo, Cic. cietatem condicionLs humanae munifice et
PP) di e. inan.: memoria, Cic: memoria aequ. aeq ne tuens, Cic.
illius aetatis {contr. meaioria senior), Cic Aequì {anche Aequieulì [non Acqui-
e) che ha nello Stato una condizione media, coli]),òrum, m., Equi, uìitico popolo italico,
aequ. civis {contr. eminens, princeps). Veli. 2, agricolo, predatore e guerriero, fra i Sabini
124, 2. 2) eguale a sé, coerente, consentaneo, e i .\larsi, gli Ernici, i Volsci ed i Latini.
73 aequilibris aequus 74

— Dertv.: a) Aequicus, a, unti, degJi JS'gii». dirittiper tutti, Liv. 2) uguagliare una
b) AequTcìiluS, a, um, equicolo = eqtiieo. cosa ad un'altra, a) rispetto all'altezza:
aequìITbris, e (aequus e libra), equili- acquare solo fdat.) omnia, radere al suolo,
brato, livellato, orizzontale, Vitr. 5, 12, 4. Liv. : ovv. Numantiam , Veli. : cfr. omnia
aequTlibrTins, atis, f. (aequilibris), legge flammis acquata (cioè solo), Liv.: e fig.,
dell'equilibrio, ugual distribuzione, Cic. dc nat. solo consulatusque, fare tabula
dictaturas
(le. 1, 109. rasa della ditt. e del cons., Liv. b) eguagliare
aeqiiìlìl>r?iini. Iti, n. (aequilibris), equi- in numero, quantità, mettere a pari, con cum
librio, livello, Seu. ed a. e Vabl. col dat., numerum cum navibus,
AeqiiiniélTiiin, Yi, n., luogo disabitato in Verg.: suas opescuin potentissimis, Caes.: qui
Roma sotto la parte occidentale del Campido- (libri) se jam illis fere aequarunt, pareggiano

glio, poco lungi dal carcere {ora sepolto sotto per numero, Cic: e nel tempo e nella durata,
le rovine su cui si estende la via di Marforio), per somnum vinumque dies noctibus, dor-
mercato partic. di animali pei sacrifizi. mire e gozzovigliare giorno e notte, indi-
aeqiiTiiocliàlìs, e (aequinoctiuin), equi- stintamente Liv. e) uguagliare, porre ad
,

noziale, circulus, l'equatore, Sen.: aestus (ma- ugttai grado nei diritti, nel grado, tenuio-
rea), Sen. res cum principibus acquari se putant, Cic:
aequinot'lTuni, li, n. (aequus e no.x), Laelios sibi per omnia. Veli, d) nel giudizio,
equinozio, eguaglianza de' giorni e delle notti, pareggiare, paragonare, confrontare, omnium
Cic. ed a. sederà vix cum bujus parva parte acquari
aequipero (aequiparo), avi, atum, are conferrique posse, Cic: Hannibali Pliilippum,
(aequus e paro), uguagliare, trasl.: 1) giudi- Liv. B) q.c. con sè =
raggiungere, pareg-
cando, paragonare, confrontare, alqm alci. Liv. giare q.c, a) in altezza: cnjns (fluminis) al-
'1] uguagliare, raggiungere, alqm alqa re, Nep.: titudo summa cquorum pcctora aequabat,
alqni, Liv. Curt. b) in velocità, cursum alcjs, Curt.:
aequTtas,atis, f. (aequus), M^uaj^Hanza, I) alqm cursu, pareggiare alcuno nella corsa,
in sé: al eguaglianza (opportunità), loci, Auct. Liv.: sagitta acquans ventos, Verg. e) nel va-
b. Hisp. 29, 4. b) proporzione, simmetria, COm- lore, nel grado, nella natura: argenti facti
iiioditas et aequitas membrorum,Suet. e) con pondus L milia talcntorum aequabat, Curt.:
e senza animi, equitA, equanimità, pazienza, munia comparis acqu., Hor.: Appli odium,
titoderazione, rassegnazione, talvolta anche in- essere odiato come A.. Liv.: alqm equestri
differenza,Cic. II) rispetto ad altro : a.)eyua- gloria, Liv.: facta dictis, Liv.; c/ir. ha ce di-
yiiama innanzi alla legge, eguaglianza di di- cendo, Plin. ep.: alla domanda in che ? in
ritto, egual condizione rispetto ai diritti 6 abl., is triumphus... signis et spoliis ferme
alle libertà, Cic. de off. 2, 41 e de rep. 1, 53. aequabat (se. Cornelii triumphum), Liv.: as-
b) principio di equitA proveniente dal ricono- sol.. nam qui agit, ut prior sit, forsitau, etiam
scimento di questa eguaglianza di diritti, si non transicrit, aequabit, Quint.

a) generic, contegno, procedere equo e giusto aequSr, oris, n. (aequus), piano, pianura
(li una pers., equitA, giustezza, Cic: causae, = superficie piana, I) in gcn.: spcculorum,
Cic: belli, Cic: condicionum. Caos, p) partic. Lucr.: e al plur., patula acquora mundi, Lucr.
in contrapp. allo stretto diritto positivo (jus), II) partic: 1) superficie della campagna, pia-
equo contegno secondo il vero stato della cosa, nura, piano, campi, Verg.: e al plur., campo-
equità, servare aequitatem, Cic. rum patentium acquerà, Cic: comun. senza
aequo, avi, àtum, are (aequus), rendere campi, immcnsum, di deserto, Verg.: agit
eguale, eguagliare, I) in sè, appianare, spia- aequorc toto, Verg.: quindi per solum. ter-
nare, locura, aream cylindro, Verg.:
Caes.: reno, suolo, campo, proscissum, arato, Verg.
acquata agri planities, Cic: mensa acquata, gè. 1, 97. 2) la superficie orizzontale delTac-
inessa diritta o equilibrata, Ov. acquare : qua, a) del mare, superficie del mare e anche
frontem (frontcs) ovv. acicni (t. t. milit.), (al sing. e plur.) mare, vastum maris aequ.,
formare una linea o una fronte in linea Verg.: comun. al plur., acquerà ponti ovv.
retta (contr. sinum in medio dare, promi- niaris, Lucr., Hor. ed a.: piìt spesso senza
nere), Liv. IIJ rispetto ad altro, uguagliare, maris, ecc., profundum, Curt.: et quoniam
A) q.c. a q.c, e precis.: 1) eguagliare cose magno feror aequorc, erro sul vasto mare
omogenee fra di loro, pareggiare, distribuire (fig. = ho preso a trattare ampia materia),
equamente, a) rispetto alla materia, al nu- Ov. met. 15, 176: al plur., sacva acquerà,
mero, ecc.: sortes (t. t.), eguagliare le sorti Verg.: penetrare acquerà, Val. Max.: meton.,
(in modo che a chi tira le sorti non ne l'acqua marina entrata nella nave, aequor
'/lunga alle mani una piuttosto che un'al- refundere in aequor, Ov. h)ditm fiume, Verg.
tra), Cic: pecunias, introdwTe eguaglianza Acn. 8, 89 e 96.
di sostanze, Cic: pedites, metterne altret- aequilreus, a, um (aequor), pertinente ai
tanti (quanti gli altri), Liv. b) rispetto mare, del mare, marino, gcnus, di pesCÌ,YeTg.:
alla natura (qualità), al grado, ecc., vi- rcx, di Nettuno, Ov.: Britanni, circondati
res, Liv.: certamen, pareggiare la lotta, o dal mare, Ov.
le forze da ambedue le parti, Liv.; cfr. aequus, a, um, agg. col compar. e su-
acquato Marte, Liv.: acquato omnium peri- peri., eguale, I) in sè stesso, 1) propr.: a)
culo, con eguale pericolo per tutti, Caes.: della superficie del suolo, piano, orizzontale
di agguagliamenti per conclusione di leghe {contr. superior ovv. inferior, acclivis ovv. de-
e sim., legcs, Liv.: foedera, concordare, Hor.: clivis, pronus), aequus et planus locus, Cic:
acquato jure omnium, con eguaglianza di in aequum locuiu se dcmittcre, al piano.
75 aer 7S

Caes.: panlo aequiore loco consistere, Caes.: diosus, ininferiores crudelis, Cornif. rliet.;
ex aequo loco loqui, in Senato [contr. ex ìnie- quindi y) le espressioni avverb.: ex aequo,
riove loco, ai f/iudici che avevano un seggio uniformemente, egualmente, sol ex aCqUO metà
più alto che Voratore, ex superiore loco, dalla distabat utràque, Ov.: mundum ex aequo tem-
tribuna, al popolo], Cic; cfr. ex superiore et perantia, ciij che tiene in equilibrio il mondo,
ex aequo loco sermoues habitos, in faccende Sen.: e in eguali relazioni (politiche), con
pubbliche e private, Cic: sost., aequum, i, n., eguali diriui, ex aequo venire in amicitiam,
terreno piano, superficie piana, campo piano, Liv.: in aequo, in pari grado, in eguale valore,
libero e aperto, iuaequo campi, Liv.: in ae- condizioni, rapporti, diritti, nc in aequo liostes
quum descendere, degradi, Liv. (e in aequum vestri nostrique apud vos siut (abbiano presso
descendere, fig. := abbassarsi del tutto verso di voi eguali diritti) ne nos socii; immo ne
ale., Sen.): anche sommiut d tm' altura, in meliore jure sint, Liv.: in aequo eum duarum
equum eniti, Tac. ann. 2. 80. b) di altri og- potentissimarum gentium summis imperato-
getti, eguale, diritto, oi-iszontale, aequa frons ribus posuerunt, uguagliarono, Liv. b) che
(t. t. milit.), linea o
fronte diritta, Liv.: sta- procede egualmente, imparzialmente verso le
terà posita examine aequo (in equilibrio), pers., partic. in cose giudiziarie, giusto, equo
Suet. [contr. iniquus), a) di pers., retto, equo, im-
2) trasl.: a)piano=equo, favorevole [contr. parziale, judex, Cic: se alci aequum
praebere,
iniquus), di luoghi, locum se aequum ad dimi- Cic: adeste aequo animo. Ter. P) di
e. inan.,

candum dedisse, Caes.: etsi non aequum locum giusto, retto, equo, conveniente [cOntr. iniqUUs),
videbat Nep.: ut quibus locus aequior
suis, judicia, Cic: condicio, Nep.: postulatio, Cic:
esset, più favoriti dalla posizione, Liv.: di quod aequum sit in Quinctium id iniquum esse
tempo =
favorevole, opportuno, et tempore et in Naevium, Cic: partic. spesso aequum est,
loco aequo instructos, Liv.: judicium aequiore è giusto, è conveniente, at quibuS Verbis? modo
tempore fieri oportere, Cic. fr. b) delVanimo, « aequum modo « non iniquum »,
sibi videri »,
equo, costante, quieto, calmo, rassegnato, pa- Cic: col dat., sicut aequum est liominì, Cic:
ziente, contento, indifferente, COncedo, et quod coZZ'acc. e Z'infin., aequum est vos ignoscere.
animus aequus est, et quia uecesse e.st, Cic: Ter.: aequum esse eum et officio meo consu-
quod adest memento componere aequus, Hor. lere et tempori, Cic: quas (causas) a vobis
Partic. S2)esso avverbial. nelVahX. aequo ani- aperiri aequum Tac. dial.: neutr. sost,
est,
mo, con pazienza, rassegnazione, calma, indiffe- aequum, i, n., giustizia, equità, Vequo, in jure
renza; senza dolore, di buon animo, se mo- aut in aequo, Cic: per aequa per iniqua, con
neri pati, Cic: ferre coZZ'acc. ovv. Z'acc. e ogni mezzo buono o cattivo, ad ogni costo,
Z'infin.,Cic: aequo animo alqd accipere. Sali.: per diritto o per traverso, Liv.: abl., aequo
ai plur., animis lubentibus aut aequis alqd re- col comparat. (= quam aequum est), più dei
mittere, Cic. giusto, del conveniente; troppo, soverchiamente,
Iljeguaie di natura, per qualità, Vjpropr.: gravius aequo. Sali.: largius aequo, Hor.: spesso
a) eguale =egualmente largo, lungo, alto, esteso, uniti aequum et bonum e aequum bonumquc
pesante, a) di c. Omogenee : aequà latitudine o sempl. aequum bonum, il giusto e il buono, il
atque ille congesticius agger fuerat, Caes.: retto e l'onesto, la giustizia, Cic cd a.: fit rcUS
aequo fere spatio abesse, Caes.: sequitur pa- magis ex aequo bonoque quam ex jure gen-
trem non passibus aequis, con pia breve tium Bomilcar, Sali.: di qui come 1. 1. la for-
passo, Verg. aequis pedibus procedere (del
: inola giurid. quod o quantum aequius melius
distico), come aequis numeris (dell'esametro), melius aequius, come è più giusto e meglio,
Ov. P) di e. eterogenee: urbs erat in summo Cic: e così utrumque fieri sit melius atque
nubibus aequa jugo, Ov.: aequum arcibusag- aequius, Quint.: e finalmente la locuz. aequi
gerem attollunt, Ov. h) eguale =^ egualmente bonique o sempl. aequi boni facere alqd, giu-
distribuito, egualmente grande, aequis portio- dicare alcunché guardando alla giustizia
nibus o pensionibus (dare, solvere), a rate = j>rendere in btiona parte, contentarsi, ag-
eguali, Liv.: col termine di confronto intro- gradire. Ter., Liv. e Cic. e) verso altri, in-
dotto da atque (ac), cum, coZZ'abl., cum clinato, favorevole, propenso, proclive, benigno,
aequam partem tibi sumpseris, atque populo amico {contr. Iniquus, inimicus), nobilitate
Eomano miseris, Cic: ut ita sortera aequam inimica, non aequo senatu, Cic: mels aequis-
sibicum collega dent, Liv. simls utuntur auribus, Cic: col dat., aequa
2) trasl.: a) eguale intrinsecamente, a.) ge- Venus Teucris, Pallas iniqua fuit, Ov.: con in
neric: eguale, in aequa laude ponere, tenere de- e Z'abl., aequus in hoste fuit, Prop.: plur.
gno della medesima lode, Cic: aequo et pari sost., acqui, gli amici [contr. iniqui), comun.
cum civibus jure vivere, Cic: aequa condicio, coord. aequi et iniqui ovv. acqui inlqulque,
aequum certamen proponitur, Liv.: e come t.t. amici e nemici, Cic e LIv.: col genit., absen-
milit., aequa \nigna, indecisa, di esito incerto, tium acqui, Tac.
Liv.: aequo proolio od aequo Marte discedere acr, acris, acc. comun. aera, m. (àiip),
(contr. superiorem esse o discedere), Caes. e aria, aere, atmosfera (contr. aether, Vctere,
Justin.: così pure aequa man u dìscedere (contr. aqua, l'acqua), Cic: regione dei fenomeni
superiorem esse o discedere), Sali.: aequo Marte atmosferici e del clima, aer crassus, purus et
pugnare, con egual speranza di vittoria, Liv. tennis, temperatus, Cic: al plur., aiires loco-
P) eguale, pari in numero, in forze, nel grado rum salubres, Vltr. —
Poet. trasl., summus
[contr. superior o inferior), numerone an vi- aer arboris, sommità, alta cima, Verg.: iilqin
ribus aequi non sumus? Verg.: in superiores obscuro aere saeplre, con una nube, Verg.
contumax, in aequos (eguali) et pares fasti- neriìriuin, il, n., V. aerarlus, n" II, B. 2.
77 78

acrarìfu<s,a,uin(aes), I) pertinente air aes, cervi (come immagine della loro resistenza e
di rame, di itfonzo, broìtseo, metallum, miniera velocità nella corsa), tauri, Ov.: cerva, Verg.
di rame, Vitr.: ars, arte di fondere, lavorare aì^rillS, a, um (aèr, àéptog), aereo, apparte-
il bronzo, Justin.: structurae, scavi di mi- nente all'aria, dell'aria, a) che si trova nel-
niere, Caes. IIJ pertinente al denaro, alla mo- l'aria, alterum (animantium genus) penni-
neta, A) agg.: ratio, il calcolo e la diminu- gerum et aerium, Cic: domus, il cielo, Hor.:
zione della moneta di rame, la valuta calante, viae, l'aria, Ov.: mei, miele dell'aria miele=
Cic: quaestores, tribuni, F. quaestor.tribunus. cadente (secondo la credenza degli antichi)
B) sost.: 1) acrnrius, i'i, m., erano, comun. nella rugiada dal cielo, Verg. h) alto, eccelso,
al pi. aerarii, òrum, m., gli erarii, cioè i citta- cupressu.s, Catull.: mons, Verg.
dini di Roma appartenenti aWinfhna classe, .ierttpe,és.f. e,4?rupa, ae, f. ('AspÓTtY)),
i quali, liberi da ogni altro onere di guerra e Aerope, figlia di Catreo (re di Creta), nipote
di cariche, erano solo soggetti ad un dato tri- di Minosse II, moglie di Plistene o (secondo
buto in denaro (a.er!i) pei bisogni della guerra la leggenda più tardaj del padre di lui,
e dello Stato; classe, nella quale dal cen- Atrco; madre di Agamennone e 3Ienelao,
sore, per pena, potevano esser passare
fatti druda di Tieste.
cittadini di classi più elevate ;
quindi aera- acrii^^Tno^us, a, um (acrugo), coperto di
rium alqra facere, Liv.; ed aerarios fieri. Liv.: verderame, rugginoso, lamellae, Sen.: inanus,
alqm iu aerarios referri (per mezzo degli seri- tocca dalla ruggine del denaro mendicato,
bae) jiibere, Cic: aerarium relinquere alqm, mendicante, Sen. rhet.
Cic. 2) aera riunì, li, n., erario, tesoro, a) acriì;;0, gtnis, f. (aes), I) verderame, rug-
Verario di lloma, la cassa dello Stato {cfr. fi- gine, naturale ed artificiale. Cic. IIJ fig.,
scus), cioè la parte del tempio di Saturno, l) livore, invidia, che cerca di attaccarsi al
dove stavano il tesoro dello Stato, ed inoltre bene altrui, come fa la ruggine al metallo,
l'archivio di Stato e le insegale delle legioni; Hor. '2^) cupidigia di guadagno, avidità, ava-
quindi pecuniam in aerarium refcrre, inferro, rizia, che penetra, come ruggine, nel cuore
deferre, redigere, Cic., Liv. ed a.: aerarium dell'uomo, Hor. art. poét. 330.
sanctius {ovv. sanctum), il tesoro segreto desti- acrilllllia, ae, f., tribolazione, affanno, tra-
nato pei casi di urgenti necessità, Cic. ed a.: vaglio, dolore, fatica, Herculis perptti aeru-
fig., opes (se. dicendi) velut sanctiore quodam nmas, Cic: incìdere in aerumnam, Cic.
aerario reconditae, Quint. 10, 3, 3. Unaparte aeruniiiiìbìlis, e (aerumna), travaglioso,
nuova fu creata da Augusto coZZ'aerarium mi- calamitoso, Lucr. e Seriori.
litare (cassa per sovvenzioni ai veterani), Ta-c.
acruiiinosus, a, um, agg. col compar.
ann. 1, 78. Suet. Aug. 49. Meton., il denaro
e superi, (aerumna), pieno di travagli di
delVerario, il tesoro pubblico, la cassa dello
st^xto, Cic. ed a.b) il tesoro di un re, Cic. ad
affanni =
calamitoso, disgraziato, Cic: poet.,
aerumnoso navigare salo, su mare burrascoso,
Att. 6, 1, 8: cassa di guerra, per con- agitato, Cic. poét.
tribuzione dei singoli Stati Greci collegati,
aes, aeris, n., rame, IJpropr., tanto rame
commune aerarium, Nep. Arist. 3, 1 e 3: te-
puro, come la lega, bronzo, regio aeris ac plumbi
soro formato per contributo di privati {aera,-
uberrima, Justin.: pedestris ex aere statua,
riuni privatum), per gli uccisori di Cesare,
Cic: multa ex aere fabre facta, Liv.: aes fun-
Nep. Att. 8,3: a Siracusa un aerarium san-
dere procudereque, Justin.: poet., dell'età del
ctius come archivio, Cic. Verr. 4, 140.
bronzo, Hor. epod. 16, 64 e sgg. II) meton.,
aeratus, a, um (aes), IJ fornito di me-
ciò che è preparato con rame : A) in gen.
tallo,
rame), navis, Caes.
munito di metallo (bronzo,
1) guernito o
classis con rostri di
: ,
(partic. nei poeti), rame, bronzo =
statue,
vasi, armi e sim., di bronzo, di rame (anche
bronzo, Verg.: lecti, con piedi di bronzo, Cic:
di ferro) (plur. soli, nel nominai, ed acc.
neratae acies,^oei. =
esercito armato, Verg.:
aera), aes cavum, caldaia, Ov.: aera aere re-
sost., aeratae, àrum, f. (se. naves), navi da
pulsa, cembali, timpani, Ov.: cosi pure no-
guerra, corazzate, Sen. de ben. 7, 20, 3.
cturno aeris sono. Veli.: ejus aera refigere,
2) fornito di denaro, ben fornito, ben guernito
tavole della legge, di bronzo, Cic: aere cière
<scherz. =ricco), tribuni non tam aerati,
viros, colla tromba, Verg.: aera unca, ami,
quam ut appellantur aerarii, non ricchi, ma
Ov.: dempto aere, elmo, Ov.: geminant aera,
piuttosto poveri dell'infima classe; con allu-
armi, Hor.: marmor aeraque, statue di marmo
sione ad aerarius ti' II, B, 1. Cic. ad Att. 1,
e di bronzo, Hor.: illi robur et aes triplex
1 6, 3. II) fatto di rame, interamente di rame,
circa pectus erat, aveva una corazza di legno
di bronzo, fores, Tibull.: securis, Verg.: cuspis,
Ov.: fig., bronzeo, di bronzo felino COme = di quercia e di triplice bronzo =
era ben
impavido, imperterrito, Hor. ìì) partic, de-
bronzo, nodi, murus, Prop.
naro, 1 asse di bronzo
)
di ratne, in origine
1. aereus, um (aes), IJ di rame, di
a,
non monetato (aes rude), consistente in pezzi
bronzo, bronzeo,
aerea signa, Liv. : tabula, di rame, calcolati secondo il peso, poscia
Suet.: ensiSjVerg. II) fornito, munito di bromo,
fuso in pezzi quadrati od oblunghi: in ori-
puppis, rota, Verg.
gine assi di xina libbra (librales asses); quindi
2. iìvreiis (quadrisillabo), a,um, V. aérius. aere et libra e sim., V. libra aes grave, antica
:

aerìfer, fera, fb'rum (aes e fero), portante moneta, cioè l'asse calcolato di una libbra,
oggetti di inonzo, manus, Òv. fast. 3, 740. usato più tardi come semplice moneta di
aerTpcs , pedis (aes e pes), dai pie di confronto per riportare colluso della bi-
bronzo, <lai pie di bronzo, epiteto di tori e lancia, al denaro corrente, monete di rame,
79 Aesar Aesopus 80
di diverso pesn, che avevano corso le une Ae$>rliyliis, i, m. {Aiay^ùXo^), Eseliiio, I)
accanto alle altre, dena milia gravis aeris, ilcelebre poeta tragico (nato nel 525 av. Cr.
Liv.: e partic. nelle multe, denis milibus aeris ad Eleusi), che si può chiamare il padre
gravis reos condemDavit, Liv. Spesso il genit. della tragedia attica. Deriv.: Ae«<eli^'-—
aeris elUtticam. per aeris librae o asses, co- Icus, um
(AioxuXsiog), dì EscìùIo, cothùr-
a,
mmi, con milia, come terna o quinquaginta nus, Prop. IIJ retore di Gnido, contempo-
inilia aeiis (assij, Nep. e Liv.: come pure cogli raneo di Cicerone.
avv. numerali nfUe somme in cifre rotonde da AescììiapTiis, ìfi, m. ('AoxX7)7t«5£), JEs«i-
un milione in su {coli' omissione rficentena lapio, figlio
di Apollo e della ninfa Coronide,
inilia), habere aeris miliies (100 milionij o discepolo di Chirone nella medicina e nella
tricies (3 milioni), Cic: argentum aere so- caccia ; ebbe da Epione i figli Podalirio e
lutum est, invece del sesterzio (d'argento) Macaone; dopo la sua morte fu posto tra
l'asse (di rame), ossia invece del tutto, un le come Serpentario ('OcpioOxog,
stelle
quarto (perchè allora 4 assi equivalevano ad Ophiucus, lat. Anguitenens), e a motivo della
un s sterzio), Sali.: quindi aes, partic. dopo sua grande scienza medica, onorato come dio
1 ultima riduzione dell'asse ( V. as) come mo- della medicina, Aesculapii fanum, Cic: Aescu-
neta spicciola, pressapoco come il nostro soldo, templum, Tao.
lapii — Deriv.: ;ie«>cììlà-
rurqne juvent nostras aera vetusta iiianus. pìiim, l'i, n. (=: 'AoxXvjTielov), tempio di
Aera dabant olim, Ov. 2) generic, denaro di Eseulapio, Liv. 38, 5, 2.
qualsiasi genere {come pecunia, nummus), aescul Illuni, i, n. (aesculus), bosco d'iseìU,
anelila aere suo empta, Ter.: meo sum pauper Hor. carm. 1, 22, 14.
in aere, san povero, però senza debiti, Hor.: acsoìileus, a, um (aesculus). fatto con
trasL. suo aere censeri, venir stimato secondo isciiio, d'ischio, frons , corona d'ischio, Ov.
il valore intrinseco fnon secondo circostanze met. 1, 449.
esteriori), Sen. Partic, a) aes meum, tuum, nosoìiliis (esculus), i, f., specie di quer-
Fuuin etc., mio, ecc.. proprio denaro, attivo, cia d'alto fusto che cresce sui monti, sacra
quindi trasl., est alqs in meo aere, appar- a Giove, a motivo del suo legno forte {quindi
tiene quasi al mio attivo, mi appartiene, mi rigida, Hor.) e duraturo, usata preferibil-
è obbligato, Cic: al contrario aes alienum mente come legname da costruzione; secondo
(rar. alienum aes), altrui, preso ad imprestito alcuni rovere (Quercus Robur, Willd.), se-
(aes mutuum in Sali. Jug. 90, 2), passivo, condo altri iscìiio (Quercus esculus, L.),
debiti, aes meum alienum, i miei debiti, Cic.: Verg., Vitr. ed a.
aes alienum farere o contrahere, Cic.: aes al. j%ejie|tii<i, m. (AiovjTiog), JEsepo, fiume
i,

e-rande conflare, accumulare immeìisi debiti, della Misia, qua'e forma il confine orien-
il
Sali.: in aes al. incWere, Cic: aes al. habere, tale della Troade e sbocca nella Propontide;
Cic: aero alieno deniersum esse, ingolfato nei secondo V opinione comune chiamato ora
d biti, Liv.: aere al. oppressum esse, soccom- Satal Satal Dere; secondo Leake, Boklu;
bere sotto il peso dei debiti, Cic: alqm aere secondo Prokesch, senz'altro Potamos (il
al. levare, Cic: aere al. exire ovv. expediri, Cic, fiume).
ovv. exsolvi, Liv., liberarsi dai d-biti: aes al. AcscrnYa, ae, f., città del Samiio sul
minuere, Plin. ep., solvere o dissolvere, Cic, Volturno; ora Isernia. — Deriv.: Aeser-
]iersolvere,Sall.,exsolvere,Plin.ep.: aeris alieni nTnus, a, um, pertinente ad Isernia, di iser-
ovv. alieni aeris solatio, Liv.: anche aes solo = nia; plur. sost., Aesernini, gli abitanti di
« debiti», prò aere Tusculanura proscripsisse Isernia ; e Aeserninus, nome di un celebre
riudio,Cic, admonitus hujus aeris alieni, di gladiatore, quindi il proverbio (quando uno
questo debito (ddhi promessa inadempiuta), più debole si vuol mistirare con uno piti
Cic. b) mercede, soldo, paga, per laVOrO forte), cum Aesernino Samnite Pacidejanus
servizi prestati, a) generic. quod ad aes : comparatus viderer (sarebbe stato come se
exit, riesce in denaro =
ha per iscopo il Pac. avesse dovuto misurarsi con Es.), au-
guadagno, Sen. ^) soldo dei soldati, stipendio riculam certe abstulisset, Cic. ad Q. fr. 'A, 4, 2 ;

{compiut. aes militare), aera militibus consti- cfr. Lucil. sat. 4, L5 (/ cui versi Cic. de opt.
tnere, dare, Liv.: aera omnibus procedunt, gen. 17 muta in modo che si adattino ad
Liv.: quindi sarcast., omnia istiu^ aera Illa Eschine [ioè Aes.] e aD
mostene \rioè Pac]).
vetera, tutte le sw
antiche campagne fall' a- j%0!si<i., is, acc. ini, f., fiume delT Umbria,

more ed al giuoco), Cic. d)plur., aera., denari al confine del Piceno; ora Fiumesino.
che servivano a fare i cont'; quindi anche Ae<i5n, onis, a<-c. ona, m. (Alatovi, JSsone.
le singole posf^e di una somma, Cic. fr. figli di Eretteo e di Tira, nipote di Eolo I,
'

Aossir, saris, m., fiume pres'fo Crotone, fratelhìstro di Pelia : padre di Giasone. —
nel Bruzzio; ora Ksaro. —
Deriv.: Acsìi- Deriv.: Aosftniìlés, ae, m. (Aiacv'-Sr)?),
a)
reiis, a. uin, detrEnaro, flunien, Ov. E.sonide ffiglio di Esone), di Giasone, Prop.
Al'fSollTiir's, is. e i, m.(.\toxivr]c;). Fischine, ed a. b) Ae.«iinìiis, a, um, esonio, di issone,
I) filosofo ateniese, discepolo di Socrate, lieros, Giasone, Ov.
chiamato quindi commi, il socratico. II) ilkesopr-iiiB, V. Aesopus.
Napolet itio, discepolo di Cameade e uno i4e<*ópii<i, i, m. (Alowno?). Esopo, T) ce-
dei marstri della nuora A ccademia in A tene. lebre favolisti greco, della Frigia, dei tempi
HI) celebre oratore ateniese (nato il 389 di Creso (verso la metri del 6' sec. av. Cr.),
av. Cr.), avversari 'li Demostene. IVJ di dal cui nome piit tardi tutte le favole furono
Afilefo, oratore asiatico, contemporaneo di chiamate csopiche. — Deriv.: ;%csopeii$
Cicerone. e Ac.iiùpTiis, a, um (AtocuTistog), esopiano,
81 Aesquiliae aestimo 82

ìogì, Sen fabiilae, Pliaedr. Il) Claudius o


: la «possessione stimata », aestima-
Clodius Aesopus, attore tragico in Roma, tionem accipere, Cic: niilii et res et condicio
contemporaneo ed amico di Cicerone, nella placet, sed ita, ut numerato malim qnam aestl-
sua sfera altrettanto synalato, quanto Mo- matìone. preferisco il pi gare in contanti, che
ndo nella commedia. a piermuta, Cic: quindi nel contesto anche =
AcsqiiìflTac, ecc.. V. Esquiliae. «.pagamento mediante beni stabili valutati
np<ilii*s, àtis, f. {etim. affine ad al6o) far- ad alto prezzo » e « beni stabili valutati ad
dere] ed acstus), /'( stagione raUla e più serena, alto 'prezzo », praedia in aestimationem ab
I-state, I) propr.: 1) i» senm largo =
la alqo accipere, dover accettare, come paga-
metà dell'anno che comprende la prima- mento, beni stabili valutati molto, Cic: ae-
vera e l'estate proprio (conir. hiemsì, Arabes stimationem aliquam accipere, essere danneg-
campos liieme et aestate peragrantes, Cic: giato (come un creditore dei Cesariani), Cic:
partic. rome la stagione più ar/atia alle spe- nestimationes suas vendere non posse, i beni
dizioni militari (poiché jjrcsso gli antichi ricevuti in pagamento, Cic. JJ) trasl.: l)«p-
ordinariamente non si facevano spedizioni prezsamento, cioè estimazione, stima e ricono-
militari d'inverno), aestas integra, Cic.:totius scimento di una cosa o pers. nel suo vero va-
aestatis res gestae, Cic: inità aestate, Caes.: lore intrinseco, honoris, Liv.: verae magnitu-
prope exacta jatn aestas erat. Caos.: novem dinis ejus, Liv.:^?Mr., infra alionim aestima-
aestatibus, Veli.: e come stagione dei lagni, tiones se meliens, Veli. 2) come 1. 1. flos. —
aestas una (un'estate, una stagione di bagni), 'y.S,liX degli Stoici, attribuzione di nn pregio,
non plures. Cic: anche come il nostro estate, apprezzamento, .stima, Cic: all'incontro, pro-
per indiear V anno, septiina post Trojae esci- jnia aest. virtutis, il j)iù proprio apprezza-
iliuiTi jam vertituv aestas, Verg. 2) in senso mento = valore assoluto della v., Cic.
stretto = estate propr. detto (— i tre mesi aeslITniitirtr, òris, m. (aestimo), estimatoì-e,
dal solstizio d'estate all'equinozio di au- stimatore, apprezzat ore, riconoscitore, IJ di Una
tunno, cioè dal 22 Giugno al 22 Seti. : ma cosa secondo il suo valore estrinseco, stima-
.secondo il calendario rurale dei Bomani, dal tore, rerum, Cic: frumenti, Cic. II) di una

9 li Jifaggio al 7 o 12 Agosto, aestas nova cosa secondo il suo vero valore intrinseco,
(principio dell'estate), adulta (cuore dell'e- incautior fidei, Liv.: immodicus sui, Curt.
state), praecops fscorcio). Sali, fr.: ineunte ae- ae<«lTiiio (aestumo), avi. àtum, are, sti-
state, Cic: aestate nova, Verg.: media aestate, mare, calcolare, tassare, valutare, apprezzare/
Cic: aestate summà, nel cuor dell'estate, Cic: I) in senso stretto, riguardo al valore in de-
affecta jam prope aestate, sul declinar del- naro, all' importo: frunientum (F. aestimafio
l'estate, Cic. fr. Il) meton. = aria estiva, aeì-e frumenti), Cic: domum, Cic: coZ/'abl. o il
sereno, Verg. gè. 4, 59 e altr.: e calore e.iUvo, genit. di prezzo, alqd ternis deiiariis, Cic:
canicolare, Hor. carm. 1, 17, 3. alqd magno, permagno, Cic: permittite, ut
acslTfer. fera, forum ('aestus e fero), che liceat, quanti quisque velit, tanti aestimet,
porta, che reca calore; ardente, caldo,YcYg. cd a. Cic: mancipia aest. tanto pluris, Liv.: tenuis-
aestimabilis, e (aestimo), stimabile, de- sime in donationem histrionum, Cic: con ex e
gno di stima (contr. inaestimabilis), Cic. de fin. Tabi. col sempl. abl. della misura (= se-
3, 20. condo), alqd ex artifìcio, Cic: alqd pecunia,
aesliiiialìo, onis^ f. (aestimo), e.stimasione, Cic: e partic. come 1. 1. giurid., litem alci o
stima, I) propr., apprezzamento di ìinn COSa alcjs, samare l'oggetto della contesa (il danno
secondo il suo valore estrinseco, calcolo, com- recato o il possesso acquistato illegalmente),
puto, stima del valore o del costo, aequam insieme alle spese processuali; imporre una
aestimationem facere, Caes.: in aestimatio- multa a quale, determinare la multa pel reo
nem venire, essere stimato, Liv.: aestimatio- condannato, Cic: litem capitis, stimare come
nem habere, far la stima, il calcolo, Cic: quisiione capitale, fare una quistione capi-
partic, aest. census, estimo delle sostanze tale, Cic: quindi voluntatis nostrae tacitae
(nel censo), Cic: aest. frumenti, estimazione, velut litem aestimari vestris Inter vos sermo-
calcolo del 2wezzo delle hiade, e precis. per nibus audio, quasi imporre una multa, voler
parte del Senato, per stabilirne la somma castigare, Liv. II) in senso largo, 1) sti-
che veniva jjagata dall'erario al pretore mare, valutare, calcolare, ponderare, apprez-
(legato o questore), per la compra del fru- zare q.c. in una certa misura, secondo il suo
mento che gli occorreva nella provincia, valore intrinseco, per pronunciare quindi il
senatus ae.st., Cic; per parte del pretore, la pn-oprio giudizio [cfr. existimo), Cic: col
determinazione del prezzo, che gli agri- genit. e Tabi, di prezzo, magni o magno,
coltori della provincia ^ìotevano o (spesso) nonnihilo, Cic. : se magno, Liv. se parvo,
:

dovevano pagare, invece di provvedere il Sefi.: minoris, Nep.: unius a-;sis, Catull.: levi
grano, Cic. e Liv.: aest. litis, nel contesto an- momento, assai poco, Caes.: con aw., illa
che sempl. aest., estimazione dell'oggetto della multo gravius aest.. Caes.: levius tempestatis
lite, della multa che deve pagare il reo con- quam classis periculum, Caes.: con exf ?"abl.
dannato, Cic. (cfr. aestimo n" 1); e aest. col sempl. abl. della misura, secondo cui
multae, stima della multa, lÀv. aest. (posses- si stima, vulgus ex veritate panca, ex opi-
sionis), estimo di un possesso in quistioni di nione multa aestimat, Cic. quae pars ex
:

debiti, dove il creditore accettava, in luogo tertia parte Galliae est aestimanda, può for-
di pagamento, un bene stabile stimato un mare circa la terza parte (calcolando di di-
tanto da arbitri; quindi mcton. =
« paga- videre la Gallio in tre parti), Caes.: ex ae-
mento in beni stabili stimati», e quo, Liv.: civitatem viribus, Liv.: alqd vita
83 aestivo aetas 84
(secondo la v.), tener caro come la vita, Curt.: illa,ardere d'amore per lei, Verg. b) ondeg-
con dopp. acc, quod caruni aestiniant, ten- giare in affannosa inquietudine, fluttuare tu-i
gono caro, Sali.: quindi sjjesso aest. alqm, l'incertezza, titubare, esser perplesso, travagliato ;
alqd, tenere nel debito conto una pers. o cosa aestuabat dubitatione, Cic: sic anceps inter
secondo Usuo valore reale, stimare degnamente utrumque animus aestuat, Quint.
imparare a stimare, apprezzare e riconoscere, avsluose, avv. col compar. (aestuosus),
est aliquis, qui se inspici, aestimari fastidiat, ardentemente, con ardore, Hor. epod. 3, 17.
Liv.: electus quem contubernio (abl.) aesti- acstììAsus, a, um (aestus), I) ardente,
maret, Tao. 2) ritenere, riconoscere, stimare, caldo, infocato, Syrtes, Calabria, Hor.: via, Cic:
giudicare, ecc, sicut ego acstuuio, Sali.; seg. impotentia astri, Hor. II) ondeggiante, agi-
daprop. relat., aestimat quod breve illud spa- tato, procelloso, freta, Hor. carm. 2, 7,16.

tium habeat, Quint.: con prò e Tabi., Aeg-y- aeslìis, ils, m. (aiGo)), ribollimento pro-
ptios prò sociis, Curt.: con dopp. acc, vitam dotto dal calore interno, I) il bollire, bol-
unicum bonum, Curt.: colVacc. e Z'infin., lore, exsultant aestu latices, Verg. Aen. 7,

turpe aestimautes alqd commissura a suis, 464 quindi a) calore , ardore , vampa del
:

Phaedr. fuoco, propiusque aestus incendia volvunt,


aciilTvo, avi, àtum, are (aestivus), passar Verg. b) calore, ardore, vampa, afa, calore in-
l'estate in qualche luogo (contr. hibernare), tenso, del sole, del giorno, della stagione, di
Suet. ed a. una regione (cont. algor, frigus), fervidus ae-
aestivus, a, um (aestas), ciò che accade, stus, Hor.: fervore atque aestu anima inter-
avviene, cresce, dura in estate, estivo, d'estate, clusa, Liv.: plur., ncque frigora, ncque aestus
(contr. liibernus), dies, meuses, tempora, Cic: facile tolerare,Suet.: aestus medii, Verg.: poet.
feriae, Geli.: sol, Verg.: aura, Hor.: avis, Liv.: calore estivo, afa =
estate, Ov. trist. 4, 1, 57.
saltns, pascoli (boschi) estivi, Liv.: pabulum, c) bruciore,ardore, delle ferite, nelle malattie,
Seu.: vestimenta, Sen.: cubiculum, Plin. ep.: aestu febrique jactari, Cic. II) il ribollire di
castra. Tao.: plur. sost., aestiva, òruni, n., liquidi, i quali si agitano quasi come l'ac-
à) (se. castra), accampamenti, quartieri d'e- qua che bolle, 1) propr.: a) il rifrangersi
statedeir esercito [contr. hilierna), Cic: iro- delle onde, il ribollire; e fluUo, maroso, caval-
nie, praetori^, luogo di delizie, Cic: meton., lone, onda, ferventes aestibus uudae, Ov.: ae-
campagna (militare), spedizione fpeV'hè gli stuni secare, Verg. Partic, flusso e riflusso,
antichi comun. facevano la guerra solt. d'e- aestus maritimi o marini, Cic: decessus aestus,
StateJ, Cic P) (se. loca) soggiorno d'estate, riflusso, Caes.: aestuuin accessus et recessus,
estivo del gregge, pasture, pascoli estivi (contr. flusso e riflusso, Cic: minuente aestu, Caes,:
hiberna, Varr.): e meton., il gregge al pa- aestus decedit, Liv. b) H ribollire e fermentare
scolo estivo, Verg. gè. 3, 472. di un liquido ; quindi in Lucr. =
efflusso
aestìiiirTuiii, l'i, n. (aestus), luogo della terra, del fluido magnetico attraverso
dove l'acqua, ondeggia, ribolle, a) il medium dell'aria, V. Lucr. 6, 824 e altr.
laguna, ossia terreno in vicinanza del mare 2) trasl.: &) commovimento delle passioni, ecci-
e inondato dal flutto di esso, stagno, aestuaria tazione, ardore, violenza, impeto, civilis belli,
ac paludes, Caes.: aestuaria Oceani, Justin.: o Hor.: regum et populorum, Hor.: e dell'amore,
insenatura naturale art'fìciale, seno, Tac ut pelagi, sic pectoris adjuvet aestum, Ov.
Agr. 22 O bassa foce di un fiume csposta alle
: b) stimolo interno, potenza interna, che ci
maree, aestuariuni Tamesac, Tac ami. 14, 32. spinge irresistibilmente, consuetudinis, Cic:
b) meton., braccio di ìnare a guisa di fiume quasi quidam aestus ingenii tui, Cic: aestus
lago, il quale mantiene anche il flusso e quidam insolite adulescentibus gloriae, Cic.
riflusso, Plin. ep. 9, 33, 2. e) penosa inquietudine, affanno, incertezza, im-
aestiìo, avi, àtum, are (aestus), in seguito bara-zzo, qui tibi aestus,qui error, quae tenebrae
a violento calore interno, ribollire, rumoreg- erunt, Cic: explica aestum meum, Plin. ep.:
giare, I) del fuoco e de' suoi effetti: ìì) del magno curarum fluctuat aestu, Verg.
fuoco, avvampare, infuriare, aestuat ignis, Aesììla, Acsììluni, Aesulànus, le-

Verg. e Ov. b) degli effetti del fuoco, di cose zioni erronee in luogo di Aefula, ecc.
:= ribollire per la vampa, avvampare, cuo- aeliìs, àtis, f. (sincop. dall'arcaico aevi-
cere, esser cocente, caldissimo, infocato; ardere, tas, da aevum), euì, I) parte di tempo toc-
exustus ager morientibus aestuat herbis, Verg.: cata in sorte ad una pers. o cosa, a seconda
'/* eSS. anim. =
divampare, ardere, aver caldo, della loro natura intrinseca, 1) tempo della
provar caldo, essere acceso per il calore ICOntr. vita, vita considerata nella sua durata nel
algere), algendo, aestuando, Cic: sub pendere tempo (mentre vita =
la vita, considerata
aestuat arboreo, Ov. II) di acque ed altri li- sotto il rispetto di forza vitale), a) generic:
quidi, 1) propr.: a) delle onde, ribollire, on- breve tempus aetatis, Cic: aetatis spatio pro-
deggiare, abitarsi, gurges aestuat, Verg.: Maura bati, provati da iena lunga vita, Cic: volat
semper aestuat uuda, Hor. b) di liquidi in aetas, Cic: aetatem agere nudam, Cic: aeta-
fermentazione fermentare, interea teneris
,
tem degere inter feras, Cic: aetatem consu-
tepefactis in ossibus humor aestuat, Verg.: mere, conterere in alqa re, Cic: aetatem, un
stomachus semper aestuans (malaticcio) erat, secolo, un'eternità, eternamente. Ter. heaut.
Plin. ep. 2) trasL, dell'animo: a.) essere agi- 78: cos'i pure aetate, Fior, b) una età d'uomo
tato dalla passione, essere fortemente com- (di 30, rar. e soltanto nei poeti, di 100 anni),
mosso, desiderio nostri, Cic: invidia, Sali.: ae- una generazione, tertiaiti jam aetatem homi-
>:tuat corde pudor mixtoque
ingens uno in num viveliat (Nestor), Cic. 2) l'epoca della
insania luctu, Verg.: partic. dell'amore, in vita, in cui uno precisamente si trova, età
S5 aotatula aethra 86

della vita, anni,età. e singoli gradi di età, a) 2. aelerno, are (aeternus), rendere etemo,
propr.: a.) senza determinazione piìi esatta: eternare, Hor. carm. 4, 14, 5.
aetas succedit aetati,Cic.: filius id aetatis,Cic.: aelcrniis, a, um {sincop. da aeviternus
anche (di più pers.) in phir., y'wcMxii numero, da aevum), eterno, I) in seìiso stretto, tem-
vincunt aetatibus, Cic: e partic ora gio- = pus Cic deus Cic. II) in senso largo,
, : ,

ventìt, propter aetatem tjus, Caes.: dedecora, a) eterno = di etema


durata, immortale, non
quae actas ipsius (la sua gioventù egli = caduco, che 7ìon si spegne mai, indistruttibile,
nella sua giov.) pertulit, Cic: aetatis maxime duraturo, perpetuo, gloria, Cic: Consilia, che
poeiiitebat, Liv.: carus eris Eomae, donec te vanno all'infinito, Hor.: neutr. plur. sost.,
deseret aetas, Hor. ora =
et<i avanzata o
: aeterna moliri, azioni immortali, Cic. —
tarda, aetatis vacatio, Nep.: morbo atque ae- Quindi le espress, avverb.: a) in aeternum,
tate confectus, Sali.: aotate gravis, Liv.; ora eternamente, per sentpre, Liv. ed a. P) aeter-
= etù. matura, virile, ciim ili aetatem Veni, num, eternamente, senza interruzione, sempre,
pater mihi uxorem fratris sui filiam dedit, Verg. e Tac. y) aeterno, eternamente, perpettia-
Liv. di e. inan., aetatem ferre (del vino),
: mentc, Ov. e Plin. b) eterno =
che dura eterno
sopportare gli anni, poter diventar vecchio nella memoria, di nome immortale, Pergama,
(e sema gtiastarsi), Cic. fr.: cos\p)ure aetatem Verg.: virtus clara aeternuque habelur, Sali.
pati, Seu. P) con determinazione più esatta: aellièr, eris (raram. eros), acc. era, m.
ab initio aetatis, o ab ineunte aetate, Cic: a (aì9rjp), I) come nom. appell.: A) sfera del
primo tempore ovv. a primis temporibus aeta- fuoco, aria piit tenue, etere (contr. aér), Lucr.
tis, Cic: a prima aetate, Cic: flos aetatis o flo- e Cic: nei poeti lo spazio del cielo che cir-
rens aetas, gioventù, Cic: bona aetas, i buoni conda ogni cosa, nel quale stanno gli astri,
anni, l'età buona, Cic: ad petenduni (magi- partic. come sede degli dei, fama
cielo, etra,

stratum) legitima aetas, Liv.: aetas militaris, super aethera notus, Verg. : stellae sub ae-
anno legale per il servizio milit. (il 17"), there fixae, Ov. : qiiindi meton.: a) {come
Sali.:quaestoria (il 25'\ sotto Augusto il 22"), caelum) cielo = abitanti del cielo, dèi, Oneravit
Quint.: senatoria fil 25"), Tac: consularis fil aethera votis, Verg. b) cielo = rivelazioni di-
45°), Cic: aetas jani constans, Cic: nondam Delphosque meos ipsumque re-
vine, responso,
constans, Suet.: firmata, Cic: imbecilla, Sali.: cludam aethera, Ov. Wjpoet. trasl.: 1)(=
infirma, Cic: tenera, Liv.: media, Cic: adulta, aer) aria, in genere, liquidus, Hor.: pervius,
Cic: grandior, Cic: iugravescens,Cic.: extrema, Ov.: verberare aethera pennis, Verg. 2) altezza
cxacta, Cic: decrepita, Cic: longissima, Cic: più serena =
mondo stiperiore /'in COntrapp.
aetas inferior, superior, Cic: di e. inan., aetas all'inferno), aethere in alto, Verg.: tanges
populorum et civitatum, Cic: aetas arborum, aethera, Ov. II) come nome proprio, Etere,
l'ìui.h)meton.=persone di una data figlio dell'Erebo e della notte, padre del
età. età, puerilis aetas, età puerile = i fan- Cielo, identificato con Giove come dio fecon-
ciulli, Cic: aetas robustior, Liv.: omnes aeta- datore, marito della Madre Terra.
tes, ordines, persone di ogni età, giovani e aelheriui», a, um{al6éptog), Ij pertinente
vecchi, Cic IIj parte del tempo che tocca all'etere, etereo, natura, Cic: haustus, Verg.:
solo esternamente ad una pers. o cosa, a) in quindi pertinente al cielo, celeste, domus, Hor.:
senso stretto, età, epoca, tempo, Eomuli aetas, arces, Ov.: ignes, celeste, sacra ispirazione,
Cic: clarissimus imperator suae aetatis, Liv.: Ov. II) poet. trasl.: \) pertinente all'aria in
nostra aetate, Quint.: heroicis aetatibus, Cic: genere, aqua, pioggia, Ov. 2] pertinente al
illustrium honànum aetates et tempora, Cic: mondo (nostro, in contrapp. all'inferno),
meton., età, epoca =
uomini di una data età, vesci aura aetheria, respirare, vivere, Verg.
tieneranionc, dura aetas, Hor.: veniens aetas. Aetliiiipes, pum, acc. pas, m. (AiGioTieg\
Ov. b) in senso largo, periodo di tempo, tempo Etiopi, abitanti dell'Etiopia (in senso stretto
in genere, sempiternae saeculorum aetates, e largo), neri di colorito ; al sing., Ae-
Cic: aurea aetas fetà dell'oro), Ov.: omnia tlliops, opis, m. (Ai9Ìo4'), moro, nero, in
fert aetas, Verg.: quidquid sub terra est, in genere [contr. albus). Fior.: cura stipite Ae-
apricum proferet aetas, Hor.: longa aetas, la thiope, con uno stolto di un moro, Cic:
lunghezza del tempo. Hor. Genit. plur. —

agg. Aethiopes lacus, laghi dell'Etiopia, Ov.
commi, aetatum ;
però anche aetatiuni. — Deriv.: 1) AelliTopia, ae (AlGioma),
aetàlììla, ae, f. (dimin. di aetas), fanciul- in senso largo, tutti i paesi sul confine meri-
lezza, tenera etù,m primis pueroruni aetatulis, dionale della terra : in senso stretto (Aethio-
Cic: partic, età o gioventìi fresca pei piaceri pia supra Aegyptum), il paese situato a S. di
sensuali, vexatores aetatulae tuae, Cic File risalendo il Nilo, limitato dal golfo
acternTtaS, atis, f. (aeteruus), eterna du- Arabico e che si estende fino alle coste del-
rata, I) etei-nità, aet. immutabilis, Cic: ex l'Oceano indiano, ora « Habesch, Abissinia,
aeternitate ovv. ex omni aeternitate, Cic. Ajan, ecc. », sino circa al 10" di lai. sud,
II) eterna durata, immortalità, aeternitas aiù- presso gli antichi diviso in orientale e occi-
inorum, nel contesto anche sempl. aeterni- dentale (quindi anche talv. plur.) : per paesa
tas, immortalità, Cic: imperii, Suet.: quindi dei 3iori in genere, ex Aethiopia ancillula =
a) eterna durata della memoria, eterna me- una morii, una nera, Ter. 2) Àetlii5|Meiis,
moria, eternità, alci aeternitatem immortali- a, um (AiGcoTiixóg), etiopico.
tatemque donare, Cic. b) eterna felicità, ro- 1. Aellira,
ae, f. (AiOpa), Etra, figlia del
sratus per aeternitatem tuam salutemque , re Pitico di Trezene, resa da Egeo madre
Plin. ep. di Teseo.
1. aclcrno, avv. V. aeternus. 2. acllira, ae, f. (aiOpa), etra, eterea re-
87 Actinn affcctus 88

iflone delle stelle, sereno azzwì-ro del cielo, aria Ov.: sequentis aevi memoria, Tac. — Forma
limpida, pura, Verg. ed a. second., aevus, i, m. (ò aìwv), omnem per
JlotTòn, m. ('AeTÓwv), Aezione, ce-
ònis, aevom {arcaico =
aevum), Lucr. 3, 603.
lebre pittore greco, vissuto intorno al 350 av. Afer, V. Afri.
Or., prohah. contemporaneo di Alessandro ailakìlis, e. agg. col compar. (affor), af-
il (brande. fabili', gentile, Cic. ed a.
Aetna, ae, f. quindi anche la
(A'txvy): aflabilitats, atis, f. (affabilis), affabilità,

forma greca Aelne^ ès, f.), IJ vulcano della piacevolezza, Cic. de oft'. 2, 48.
Sicilia ; ancor oggi Ktna. —
Secondo la fa- afiakrv, avv. (ad e feber), con maestria,
vola, il monte che Giove rovesciò sopra il ingegnosamente, factus, Cic. I. Verr. 14.
gigante Tifeo o Encelado; quindi prov. on\xs aflaliiii (adf.), avv. [da ad e fatim), «660-
Aetna ^ravius, Cic. de sen. 4. NeìV interno — stanza, sufficientemente, vesci, Cic: SOSt. COl

le fucine di Vulcano e dei suoi Ciclopi, i


genit., habetis alfatim lignorum, Liv.

quali vi fabbricavano i fulmini di Giove. — ailalììs, US, m. (affor), «7 parlare, discorso,

um allocuzione, Verg. ed a.
Deriv.: Aelnacus, (Alxvaìos), ap-
a,
aflectatio, onis. f. (aifecto), Ijil tendere,
partenente alVEtna, a) Etneo, dell'Etna,
aspirare a q c, sapicntiae, Sen.: partic. di-
ignes, Cic: fratres, i Ciclopi, Verg.: pastor, il
Spreg. =: affettazione, pretesa di q.C, Gemia-
Ciclope Polifemo, Ov.: phir. sost., Aetnaei,
òrum, m,, gli abitanti intorno all'Etna, Justin.
nicae originis,Tac. II) (t. t. retor.) affetta- =
smania di
b) meton.= siciliano, tellus, Sicilia, Ov. II)
zione,
ricercato ;
essere originale, manierato,
leziosaggine, Quint. e Suet.
il

città appiè dell'Etna; frima Innesa, ora


Nicolosi. — Deriv.: Àelnensis, e, ap-

afleetatAr^ òris, m
(affecto), animato dalla
.

brantosia, dal desiderio di q.C. justi amoris,


partenente alla città di Etna; plur. sost.,
Eutr.: partic. dispreg., regni, Quint.: Cicero
Aetnenses, tum, m., abit. della città di Etna.
nimius risus afF., troppo amante del ridicolo,
Aetòli, òrum, m. (AixcoXoi), Etoii, abit.
Quint.
dell' Etolia, i
lega Etolicn.
quali più, tardi si unirono nella

Agg.: Actolus, a, um
aflcctio, onis, f. (afficio), IJ attivo «« =
flusso,impressione sopra, ecc, praesentis mali
(ÀìxwXós), Etoiio, plagae, con allusione a sapientis (sopra il s.) affectatio nulla est, Cic.
Meleagro e alla caccia di Calidone, Hor.: e Tusc. 4, 13. II) passivo: 1) relazione, quae-
così arma, cuspis, dell' Etolio Biomede, Y^vg.: dam ad res aliquas aff., Cic. top. 68 e 70. 2)
urts o Arpi, città di Argiripa od Arpi nel- stato, natura, caeli, astrorum, costellazione,
VApulia, fondatada Diomede{V. Diomedes), Cic. — Partic, a) stato del corpo, complessione,
Verg. — Deriv.: 1) AelolTa, ae, f. (Aìtw- disposizioìui, firma corporis aff., ferma salute
XCa), Etolia, paese delia Grecia occ. tra la del corpo, Cic. Tusc. 5, 27. b) stato della
Locride Ozolia e V Acarnania. a mezzo- mente, animo, disposizione, condizione, sentire.
giorno della Tessaglia e dell'Epiro, ora con o senza, animi, Cic: quindi pregn. « di-
pressapoco Artinia e Lepanto. 2) AetolT- sposizione affettuosa, tenera » —
inclinazione,
ous, a, um (AìTwXtxóg), etolio, 3) Aetolis, affezione, affetto, amore, tenerezza, vera, Justln.:
li'dis, f. (AìTwXtg), donna Etolia, Deianira nulla affectione animi, non per predilezione.
(figlia di Eneo, re dell' Etolia), Ov. 4) Aelo- Tac.
ITu<«, a, um (AhtuXiog), Etolio, heros, V Etulio aflcolo (adf), avi. àtum, are (afficio), IJ
Diomede, Ov. accostarsia q.C, premiere, afferrare, viam
aevTta>«, (arcaico per aetas, da
atis, f. Oìympo, prendere la via dell' 0., Verg.: e cos)
aevum), età = parte
di tempo che tocca in quod iter affectat, videtis. Cic: passivo, gravi
sorte ad una pers., eux dell'uomo, XII tabb. morbo aflfectari, esser afflitti. Liv.: poet. assai..
in Cic. e Seriori. ubi nulla datur dextra affectare potestas, cioè
aevum, i, n. (aìwv), I) tempo sema li- di afferrare le navi, Verg. IIJ tendere, aspi-
Lucr. ed a. poeti: in ae-
miti, eterno; eternità, rare con zelo a q.C, a) generic., in senso
vum, per sempre, Hor. II) età, A) parte di buono, affluentiam, Nep.: potiundae Africae
tempo toccata in sorte ad una pers. o cosa, spem, sperar di realizzare il disegno. Liv.:
secondo la sua intima natura, 1) tempo delia in senso cattivo, aspirare a q.C, cercare pazza-
vita, naturale, durata della vita, vita, a) in mente, contro ì/«Ms«i>(a, imniortalitatem, Curt.:
gen.: imbecilla (natura hominum) atque
aevi regnuni,Liv.: co?rinfin.,(!*v. e Quint. b"l«ercor
brevis, Sali.: aevum traducere leuiter, Hor.: di trarre dalla sua, di guadagnarsi qualc, CÌ-
di e. inan., perbrevis aevI Carthaginem esse, vitates. Sali.: studia milituin, Tac. (^affettare,
b) partic, un'età d'uomo (di 30 anni), una fare artificiosamente, rem, Quint.: quindi af-
generazione, ter aevo functus, Hor. 2) epoca fectatus. a. um. del discorso, ecc., affettato,
della vita in cui una persona precisamente manierato, ricercato, speSSO in Quint.
si trova, età della vita, anni, età, grado di età, 1. aire(>lu<«, n, uni, part. agg. eoZ superi.

a) generic: meum, Hor.: primum, Ov.: omnis (da afficio), affetto, I) coli' cibi. dotato di =
nevi homines, Suet.: integer aevi, nel fior q.C, provveduto, virtutibus, vitiis, Cic. II)
degli anni, Verg.: occulto velut aevo, a poco a assol., affetto, in qualche modo,fisicam.
poco, Hor. b) partic. .tarda et/i, aevo confectus, moralm., 1) fisicam., che si trova in un dato
Verg.: grandis aevo, Tac. B) parte del tempo stato, disposto, fatto, accomodato, a) generic,
eterno che tocca in sorte soli, esternamente manus recte affecta (in buona condizione
ad una pers. O cosa, 1) tempo =
secolo, età, di salute, in istato normalej. Cic: oculus
ingeuia nostri aevi. Veli.: omnibus aevis, Ov. conturbatus non est prol)e affectus fnon è
2) tempo in genere, veteris non inscius aevi, in uno stato conveniente, buono) ad suum
89 affectu3 affici© 90

munus fungenduui, Cic. trasl., del cielo,


: prius quam fama ac nuntius afferretur, Caes.:
quomodo affecto caelo compositisque sideribus lama affert od affertur,coli' acc. e Tinfin.^Liv.:
(sotto quale costellazione) quodque animai più, spesso afferre alqd ovv. de alqa re, ripor-
oriatur, Cic. b) di affezioni dannose, affetto^ tare, recare, riferire, raccontare q.c come no-
asaulito, sofferente, itviebolito, rovinato, corpus tizia, novità, annunzio, messaggio, fama,
aff., Liv.: Caesar gravitar affectus, Cic: vale- voce e sim., alqd novi. Ter.: miros terrores (no-
tudine affeetus, Caes.: aetate o senectute jara tizie spaventevoli) ad alqm, Cic: de Hortensii
aiì'ectus,Cic: alfectà jam aetate, Cic: bine re- morte mihi esr allatum, mi è giunta la nuova,
iniges firmissimi, illinc inopia afTectissimi, Cic: partic. coU'acc. e Z'infin., Caelium ad
Veli." trasl., civitas aegra et atFecta, Cic: af- illuni attulisse se quaerere, etc, Cic: cum cre-
lecta res familiaris, Liv.: affecta alcjs fides bri afferrent nuntii male rem gerere Darium,
(credito). Tao. e) riguardo al tempo, pros- Nep.: crebri rumores afferuntur (sj'somo sparse
sitno alla fine, belluui affectum videmus et, voci con una certa insistenza) Belgas centra
ut vere dicam, paene confectum, Cic: aestate populum romanum conjurare, Caes. 2) ri-
jam prope affecta, sul cader ddVestate, Cic. portare, mettere innanzi, esporre, addurre una
Ir. 2) rnorahn., che si trova in una certa ragione e sim., ovv. q.c. come ragione, as-
disposizione O condizione, commosso, preso, serzione, motivo, obbiezione, negazione, di-
disposto, magis alfectis aniniis j udicum quam scolpa, causam, Cic: rationes, cur hoc ita
commovendo che persuadendo ig.,
doctis,2>tM sit, Cic: ed assol.: cur credam, afferre possum,

Cic: eodem modo erit sapiens affectus erga posso rendere ragione del perchè io creda,
amicum, quo in se ipsuni, Cic: est miro quo- Cic: nihLl afferunt, qui negant, non si mette
dani modo affectus (disposto), Cic: a{[ectos innanzi nulla fin che si dice di non, ecc.,
animos recreavit, gli animi travagliati, Liv. Cic: hic nubi afferunt mediocritates, qui ven-
2.ailcetus, ùs, m. (afficio), stato fisico gono colle loro m., Cic: aetatem, addurre
morale prodotto da impressioni esterne, come scusa, Cic. 3) portare, recare a ^
portare,
I) condizione fisica, disposizione, corporis, Cels. effettuare, cagionare, occasionare, fare, dare, ad
3, 18 extr.: e senza corporis, Cels. 2, 15 extr. ovv. in una pers. o cosa, alci mortem, alci
II) stato dell'animo, disposizione dell'animo, perniciem, Cic: detrimentum, incommodum,
1) in gen.: aiùmi, Cic: mentis, Ov.: assol. =^ Caes.: alci laetitiam, dolorem, Cic: salutem
stato d'animo, disposizione d'animo, commozione alci,Cic: alci rei, Caes.: in re militari nova,
del cuore, sentimento, tacitUS, Ov.: hunc af- introdurre novità, Nep. 4) contribuire ad
lectum adveisus omnes habere, Sen. 2) sen- un qualche scopo, successo, esito, multam
timento vivo, appassionato =
affetto, com- utUitatein reipublicae atque societati, Cic;
mosione d'animo, passione, avari tiae, Quint.: quindi afferre aliquid, contribuire a g.c, gio-
affectus erumpunt, Quint. Partic, a) di af- vare a q.c, aiutare a, in q.c., aliquid ad COIU-
fetti vivi, passione =::^ cupidigia, brama, Plin. munein utilitatem, Cic: ad bene vivendum
pan. ed a. b) di affetti miti, passione z^ incli- aliquid, Cic: ed il contrario, nihil afferre, non
nazione, teiiera inclitiazione, propensione, tene- portare alcun vantaggio, ad communem fru-
rezza, amore, alcjs, Sen.: erga alqm, Plin. ep. ctum, Cic. 5) aggiungere, apportare, mettere
attero, attuli, allatum, afferre (ad e fero), di più q.c, come aggiunta, aumento, multa
recare, portare, procurare, procacciai-e, sommi- addunt atque afferunt de suo, Cic: ad paternas
nistrare, I) propr.: 1) e. inan., huc scyphos, magnas uecessitudines magnani attulit acces-
Hor.: lapidem ad introitum aedis, Nep.: ar- sionem tua voluntas erga me, Cic: quis at-
gentum alci, Ter.: alci pugionem ab alqo, Cic: tulerit, chi ha apposto la clausola alla ro-
alqd domo, Cic: alimenta nubibus, recare, gazione, chi ne fu l'autore, Cic.
Ov.: partic, epistulam o litteras ad alqm, re- aHKcTo, feci, fectum, ere (ad e facio), IJ
care, Cic: te qui vivum casus... attulerint, fare q.c. in aggiunta ad alcunché;
portarono, condussero, Verg.: quindi se af- quindi (come L t. retor. dialett.J =
mettere
ferre, recarsi in un luogo =
andare, entrare in relazione, connettere, collegare, eae res, quae
in un luogo, Ter. e Verg.: afferri hanc ur- quodam inodoaffectae suut ad id de quo quae-
beni, avvicinarsi, esser spinti a, Verg. 2) di ritur, che sono in certa qual relazione, ecc.,
e. inan., recare come provento, poi-tare, pro- Cic top. 8 gli 11. II) influire, fare impressione
durre, uvam (di vite), Varr.: fì^., magnum su quale q.c, e precis.: A) alqm alqà re, si-
proveutum poetarum (di un'epoca), Plin. ep. gnifica influire sull'oggetto col mezzo indicato
II) trasl.: A) in gen.: recare, portare, mo- dall'a.'oX.; rendere tale o tal altro, ecc. In ita-
strare in q.c, avere, consulatum in familiam, liano si traduce quasi sempre col verbo deri-
Cic: animum vacuum ad res diffìciles scri- vato dal sostantivo in ablativo, o con frase
bendas, Cic: uihil ostentationis, Cic: alci au- equivalente, così afficere dolore, addolorare,
xilium. Ter.: manus afferre alci o alci rei, met- laetitia, rallegrare, e via dicendo. Esempi:
ter le mani addosso ad una pers. o cosa, a. alqm maxima laetitia, Cic: ignominia mor-
Cic: manus sibi, uccidersi, Piane in Cic: ma- tuum, egestate vivum, Cic: res sordidas deo-
nus suisvulaeribus, n'rt«oya?-e le piaghe, Cic: rum honore, prodigare onori divini, ecc., Cic:
senza dat., prò se quisque mauus affert, aiu- alqm injurià, far torto ad ale. Ter.: alqm
tare, Cic: alci (virgiui, pudicitiae e sim.) vim, maximis praemiis, Cic: victorem exercitum
far violenza, Cic: e parim, vim et mauus stipendio, regalare, Ck.: hunc liberum popu-
afferre, Cic. lum servitute, ridurre in ischiavitù, Cic: ci-
h) partic: 1) recare, portare una notizia, ves rem. morte, cruciatu, cruce, Cic: alqm
non jucundissimum vobis uuntium,
voce, ecc., s\!\)n\t\ixh, dargli sepoltura, Cic: alqd macula,
Cic: qui de me vumores afferrautur, Cic. fil.: macchiare, Cic: eo nomine, quo etc, dar-
91 affitto afflicto 92

fjlìil nome, ecc., Cic: dolorem iisdem ver- allTiii^i, e (ad e finis), confinante, I) propr.:
bis,quibus, etc, esprimere, Cic: tali medi- gens affinis Mauris fconfìn. coi MauriJ, Liv.
cainine vultuin, impiastrare, Ov. e così — II) trasl.: 1) imparentato per via di matri-
nel passivo, tantis pedum doloribus affici, monii, parente, alter mihi affinis erat, Cic: e
ut etc, aver tanto male, ecc., Cic: morbo poet., vincula affinia, i vincoli di parentela,
affectum esse, essere ammalato. Ter.: morbo Ov.: più spesso sost. (m. e f.), questo o quel
gravi et mortifero affectum esse, Cic: gravi parente =
cognato, cognata (in SCUSO Stretto
vulnere affici, esser ferito gravemente, Caes.: e largo), suocero e genero, Cic: cognati et
magna difficultate affici, essere implicato in affines, parenti (in genere) ed affini (in
una grande difficoltfi, Caes.: beneficio affici, partic), Cic: in tono scherzoso, del marito
esser beneficai , Cic: pio dolore esse affectum, della druda, Cic. Yerr. 2, 36 e altr. 2) af-
essere preso, Cic: magno dolore affici, provre fine, cioè confidente, immischiato in q.C, con-

grande dolore, Caes.: admiratioue afficiuntur tapevole, partecipe, complice, socio, col genit.,
ii,qui etc, si meravigliano molto coloro, i rei capitalis. Cic: col dat., facinori, Cic.
quali, ecc., Cic. B) alqm, fare impressione afTTnTla!», atis, f. (affinis), I) affinità, per
sul corpo siill'an'mo di ale, 1) (pù i-aro) via di matrimonio, cognazione, affinitate alqm
sul corpo, porre in ìina data condizione, di- attingere, Cic: affinitate conjungi cum alqo,
sporre, tratt-ave, a) generic, exercendum cor- 'Nej).: plur., propinquitatibus affinitatibusque
pus et ita afficienduin est, ut etc, abituarlo, COnjuncti, Caes.: meton., cognazione il co- =
Cic: Syracusanam civitatem, ut abs te aflfecta gnato stesso, Justin. 17, 3, 5 (plur.). IT)
est, ita in te es>e animatam videmns fin doppio stretta relazione, poì-entela, litterarum, Quint.
senso, cioè trattata e disposta), Cic 1, 6, 24.
b) partic. itnpressionare con danno, danneg- animiate, avv. (affirmatus da affirrao),
giare, indebolire, aestus, labor. fames, sitis affi- affermativamente, con asseveratiza, in modo sa-
ciunt corpora, Liv.: fames affecit exercitum, crosanto, Cic de off^. 3, 104.
Liv. 2) porre in ìina certa condizioite (buona ariirniàlTo, Onis, f. (affirmo), afferma-
no), disporre e sim., ut animns eorum ita zione, asserzione, conferma, CiC ed a.
afficiat, apud quos aget, ut etc, Cic: ut ei,
qui audirent, sic afficerentur animis, ut etc,
anirnio, avi, àtum, are (ad e firmo) =
render ferino, duraturo, trasl.: I) confermare,
Cic: litterae tuae sic me affecerunt, ut etc, assodare, rinfoi-zare, ea res Troìanis spem af-
Cic: ipsa mea legens sic afficior (mi fa un tale firmat, conferma nei Tr. la speranza, Liv.:
effetto, misuscita tali sentimenti), ut etc, Cic societas jurejurando affirmatur, vien confer-
all'ilo, fisi, fisum, ore (ad e figo), affiggere, mata, Liv. II) confermare, convalidare, asso-
I) propr.: litteram illam (K) ita veheiiienter dare q.C. colle parole o coi fatti, com" vero,
ad caput, ut etc, Cic: alqm cuspide ad terram qiusto, a) generic. (contr. refellere), alqd,
ovv. terrae, inchiodare, Liv.: Prometheum ad Cic: transfugarum dieta, Liv. b) affermare,
Caucasum, ovv. sempl. Caucaso, Cic: alqm asserire, asseverare, sostenere, difendere q.C.
cruci, Liv.: arma tempio, appendere, Qnint.
come vero, come dimostrato (contr. dubitare,
II) trasl., ai attaccare, incatenare, inchiodare, uegare, abnuere), Cic: rem prò certo, Liv.:
stringere, infiggere, piantare, fermare, tener saldo
certuni affirmare n m ausim, Liv.: omni asse-
q.c. quale, a) e. inan.: Itiiaca illa in asperri-
veratione tibi affirmo, colVacc. e Tinfin., Cic:
mis saxis tamquam nidulus affisa, Cic: humo
si ulla alia de re obscura affirmare posseni,
divinae particulam aurae, Hor.: ed as(r.,conti- dire con sicurezza, parlare in modo deter-
nentia cum ipso negotio sunt ea, quae semper minato, Cic.
affisa esse videntur ad rem ncque ab ea sepa-
afflalus, ùs, m. (afflo), I) n soffiare,
rar! possunt, Cic. '^) pers.: homines in exigua
respiro, soffio, vento, che giunge a
od a q.C.
terrae parte affixi. Cic: alqm lecto ovv. lectnlo
quale, afflatus et vis frigoris, Sen.: soffio, re-
(di disgrazie, della vecchiairt, obbligare al
spiro d'un animale. Ov.: esalazione di vapori.
letto), Hor. e Sen.: anus affixa foribus (che ri-
ex terra, Cic: del fuoco, ignes caelestes adus-
mane continuamente), TibuU. alci affixum :

sisse levi afflatu (con leggiero tocco, sfiorando)


esse tamquam magistro, non scostarsi da lui,
vestinienta, Liv. : vaporis, Liv. II) trasl.,
Cic: affixus lateri sinistro, standogli fermo
soffio, alito dello spirito divino, sine aliquo
alla sinistra, Verg. b) tener fermo, imprimere,
affiata divino, Cic: sine quodam afflatu quasi
far entrare, nel pasìivo rimaner fermo, entrare,
furoris (di ispirazione), Cic.
inemoriae, Quint.: affigi animis nostris, Cic.
afiìn^i^o, finxi, fictum, ere (ad e fingo), ri-
aMeO, ère (ad e fleo), piangere a, piangere,
trarre ad imitazione, foggiare, aggiungere for-
Hor. art. poet. 101 (secondo lo Haupt).
mando, I) propr., di artisti: alci manus. Cic:
afnìclatio, f. (afflicto), afflizione penosa,
partem corporis.Cic: inulta natura aut affingit tormento, travaglio,Cic Tusc. 3, 27 6 Sen. ad
(crea, dà forma) aut mutat, Cic. II) trasl., Helv. 17, 5 (secondo il Koch).
1) dare, attribuire, riferire, aggiungere (a torto) affliclTo, ònis, come ilprec, Sen. ad Holv.
colla immaginazione, qui nihil opinione affin- 17, 5 (16, 11 forma dubbia invece rfeH'affli-
:

gat assumatque ad aegritudinem, Cic: quia ctationis sostenuto dal Koch).


buie generi malorum non affingitur illa opinio afilieto, avi, àtum, are (intens. di affligo),
fpregiudizioj, Cic. 2) aggiungere inventando, I) battere con violenza sopra quale, o q.c,
fingendo, nel raccontare, quid error affinxerit, 1) propr.: afflictare se, b'ttersi il petto (come
Cic: multa rumore affingebantur, Caes.: ncque segno di di -re, ecc.), Sali, e Tac 2) trasl.,
vera laus ei detracta, ncque falsa afficta, Cic: afflictare se ovv. al medio afflictari, a/ftìggersi-
houiiucs aftìngentes vana auditis, Liv. darsi pensiero, angustiarsi, Ter. e Cic, Ì9 qui,
93 afflictor affrico 94

bus (rebus domesticis) velienientissime afflictor, spirare), A) propr., del vento, delVaria, terga
eie. II) pregn., sbattere, agitare con forza, tantum afflante vento, Liv.: del respiro, tan
malamente, l)p7-opr.: onerai'ias iiaves (di tem- rorum sbuffare dei ca-
afflari ore, Ov.: dello
pesta), Caes. 2) trasl., af]liggere, colpire, mal- valli del sole aria del mattino), nosque
C=
trattare, far penare, travagliare, opprimere, gra- ubi primus equis Oriens afflavit anhelis, Verg.:
vins vehementiusqne afflictari (se. morbo), del lampo, del fuoco e del caldo in genere, me
Cic: afflictari gravi morbo, Liv.: affi. Batavos divùm pater fulminis afflavit ventis. Verg.: e
(molestare), Tac: Italiam luxuria saevitiaque, così fulminis telis ovv. fiilminum ignibus af-
travagliare, Tac. flari, esser colpito dal fulmine, Ov.: sancii af-
afflictor, òris, m. (affligo), abbattitore, at- flatique incendio, scottati, abbruciati, Liv.
tcrratore, dignitatis, Cic. Pis. 64. B) trasl., ispirare, afflata est numine quando
afilictus, a, um, part. agg. col compar. jam propiore dei, Verg.
{da affligo), 1) ridotto a mal partito, triste, afflìiens, entis, part. agg. col compar.
tfortunato, integer, florens),
infelice (contr. (da affluo), I) che scorre in abbondanza verso,
Cic; afflictior condicio, Cic. 2) avvinto, afflitto, che c'è in abbondanza, in sovrabbondanza, af-
contristato, acgritudine afflictus (travagliato), fluente, copiae, Cic: ex affluenti, Tac. II) ab-
''ic: afflicti animi bonorum, Cic: afflicti et bondante; dotato, fornito, ricco di g.e., opibus et
fracti animi fuit, Cic: piar. sost.. excitare af- coplis, Cic: amicitia ditior et affluentior, che
flictos, Cic. 3) disprezzato, disonorato, reietto, spesso dà più di quel che riceve, Cic.
homo afflictus et perditus, Cic. afflùenler, avv. col compar. (affluens),
a'flì^fo, flixi, flictum, ere (ad e fligo),- I) in abbondanza, copiosamente, con profusione,
battere contro, sbattere contro, lanciare contro, Cic e Nep.
urtare, battere con Violenza, A) in f/en.: na-
affliienlTa, ae, f. (affluens), affluenza, ab-
vem ad scopulos, Cic: alqm terrae, Ov.: vasa bondanza, omnium rerum, Cic: munditiam,
parietibus, Liv.: trasl., se affligere, affliggersi,
non affluentiam (non lusso) affectabat, Xep.
Cic. de div. 2, 6. B) pregn., gettar ai suolo,
affluo, fluxi, fluxum, ere (ad e fluo), af-
abbattere, atterrare, \) propr.: arborem,Caes.:
fluire, scoì-reì-e verso q.C, I) propr.: 1) in
statuam, Cic equi virique afflicti (in hattn-
:
istretto senso, di fiumi, ecc., Eurotas prope
gliaj, Sali. 2) trasl.: ubi Mars communis et
afjfluit moenibus, Liv. 2) in senso largo, di
victum sacpe erigerei (sollevare) et afBigeret
altri oggetti: a) come t. t. della fiìos. epi-
(abbattere) VÌCtoreni,LÌV. 28, 19, 11. II) dan-
ciir., deir « affluire » di atomi ed immagini,
neggiare, piagare, rovinare, sbattere, scoytqtias-
necessario ad una percezione, ad deos af-
sare, 1) propr.: fusti caput alcjs, Tac: naves,
fluere, Cic. b) di cibi, venir su (nello sto-
quae gravissime afflictae erant (avariate),
macoj, cibo affluente, Suet. e) di moltitiuline
Caes.: fig., cum prospero flatu ejus (fortunae)
di pers., affittire, affluente cotidie raultitu-
ntimur, ad exitus pervehimur optatos et,
dine ad famam belli spemqun praedae, Liv.
cum reflavit, affligimur, naufraghiamo, Cic.
Il) trasl.: 1) giungere (impercettibilmente),
2) trasl.: a) affliggere = riduti'e a tnal par-
insinuarsi, voluptas ad sensus cum suavitate
tito, trattar duramente, tribolare, recargrande
affluit et illabitur, giunge dolcemente ai sensi,
pregiudizio deprimere umiliare , abbattere ,
, ,
Cic: nihil ex istis locis non modo litterarum,
alqm, Cic: barbariam, Cic: equestrem ordi-
sed ne rumoris quidem affluxit, Cic. 2) af-
nem, Cic: causam susceptftm, far cadere ap-
fluire, esserci in abbondanza, cum domi Otium
posta, perdere, Cic: vastatione opes liostium,
etdivitiae affluerent. Sali.: ubi effuse affluunt
Liv., e nel passivo vcetigalia bellis affliguntur,
si sminuiscono, Cic: uno genere morbi affligi,
opes, Liv.: quindi alqà re =
posseder in ab-
bondanza, in sovrabbondanza, essere ben fomiti,
Cic. b) contristare, avvilire, affliggere, scorare
unguentis affluens, pieno di unguenti, Cic:
quale, od il SUO animo (contr. levare), alqni,
voluptatibus, Cic.
Cic: animos affligere et debilitare metu, Cic.
aflor (ad-for), fàtus sum, fari, IJ v. att.,
e) pervertire i costumi; render peggioi-e, piit
parlare ad ale., alloquire, a) in gcn.: versibus
triste, saeculi mores, Fior.
afilo, avi, àtum, are (ad e
iisdem alqm, quibus, etc, Cic: nomine alqm,
flo), I) soffiare
versa, spirare, h.)propr.: ai intr.,t^e/ re«to,eae
Verg.: quindi « parlare ad ale. accomiatan-

partes, ex quibns ventus afflare


dosi, congedandosi », salutare, affari extre-
solet, Varr.:
di odori, giungere al naso, emanare, olezzare, mum, Verg.: hos ego digrediens attabar,Verg.:
e dopo la sepoltura d'un morto, sic po.-itum
afflabunt tibi non Arabum de gramine odo-
res, Prop.: odores. qui afflarentnr e floribus, affati discedite corpus fdato il supremo addio),
Cic b) tr., del fuoco, calidum membris afflare Verg. b) partic, alloquire pregando implo- =
vaporem, Lucr. B) trasl., a) intr. soffiare, rare, deos, Verg precando Vestam, Ov. II)
:

spirar verso (come il vento che gonfia le vele) V. pass., perf., afTatum esse =
esser detto,
= esser favorevole, felix. CUI placidum leniter esser stabilito dal fato, seg. da ut e il cong.,

afflat amor,Tibull.: afflante fortuna, Quint. b) Sen. nat. qu. 2, 38, 1. Questo verbo siusa
tr.: CI.) soffiare a^=^apportare,aì-recare,lVL\XìOnS soltanto nelFindic. pres. 2^ pers.: nella 1^
nescio quid afflaverat commissione Graecorura pers. imperf. indie, nella 2* pers. dell'ini-
frequentiam non fuisse. Cic p) ispirare, comu- perat., neU'infin. e nel partic.
nicare (impprcettibilmente), (genetrix) laetos aflììre ed afTitreni, V. assum,
oculis afflarat honores, V^erg.: e del veleno del- aflVToo, frlciii, frictum, are (ad e frico\
Vini; id in. si quem reperiat, cui aliqnid mali sfregar contro, stropicciare a, fig. = attaccare
fiucibus afflare possit. Cornif. rhet. II) spi- ad ale. per contatto, alci rubiginem suam,
rare,, soffi are (—commuovere col soffio, collo Sen. ep. 7, 7.
95 alfrictus Agenor 96

afl'rictiìs, abl. U, m. (affrico), lo sfregare, vento di SO o di OSO, greco &.i<!^;per tutti


lo stropicciare, Seu. nat. qu. 5, 14, 4. quelli che abitano al di qtta del mar Medi-
affili, V. assum. terraneo, esso soffia dalla parte di sera, e
affui^eo, fulsi, ère (ad e fulgeo), apparire porta temporali e procelle, creber procellis,
splendente a, di fronte; splendere a, Ijpvopr.: Verg.: praeceps, protervu?, Hor.: aìiche agg.,
Venus {come pianeta) affulsit, Ov.: caeli ar- Africae procellae, Hor.: e personif, come dio
dentis species affulserat, il cielo aveva splen- di questo vento, Africus pater, Prop.
duto come un mare di fuoco, Liv. II) trasl., Jiganièdes, is, m. ('Ay«Iìv^5yj;), Agamede,
a) dello sguardo benigno di una divinità di Ergino (re di Orcomeno).
figlio
che appare, ecc., rifiUyere, rispleìulere, valtus JL^simeiiinòu (Agamenmo), ouis, acc.
ubi tuus affulsit, Hor. b) dell'astro, o raggio onem e poet. una, m. ('Ayaiisfivcov), Agamen-
della sorte, della speranza, ecc., rifulgere, none, figlio (o nipote) e successore di Atreo,
splendere, arridere, apparire, COIlSUli rei ma- re di Micene, fratello di Menelao, marito di
joris spes affulsit, Liv.: et mihi talis fortuna Clitennestra, padre di Oreste, di Elettra e
affulsit, brillò, Liv. di Ifigenia, capitano supremo dei Greci sotto
alliindo, fudi, fùsuni,
ere (ad e fuudo), Troia; ritornato in patria fu ucciso dalla
infondere, gettar dentro, versare in, spargere in, moglie e dal drudo di essa, Egislo. De- —
I) propr.: venenum vulneri, Tac: ei (nido) riv.: Aganieiiiiiftnius, a, um ['\.'{a.\i.^^•^ó-
vini geuitalem, Tac. II) trasl.: 1) affundi, VlOg), uyuineiinonio, di Agamennone, classis,
a) del rossore della vergogna : rubor qui gra- Liv : puella, Ifigenia, Prop.
vissimis quoque viris subito atfunditur, sale jkj^aiiì|>|>è, ès, f. ('AYaviiLTiYj), Agamppe,
d'un tratto al volto, Sen. b) di moltitudine fonie di questa fonte, figlia del dio
(e nitifa
di persone, ecc. =
riversarsi dentro, in e siiti,, fiuviale Permesso) dell'Elicona in Beozia,
estendersi, stendersi, equituni tria milia Corni- sacra alle Muse ed ispiratrice dei poeti. —
bus affunduntur, Tac. 2) affusimi esse, esser Deriv.: a) /4;;anippvus, a, um di Aga-
gettato = esser prostrato, prostrarsi, gettarsi, nippe, lyrn, dedicata alle Muse, Prop. b;
tumulo, Ov.: genibus alcjs, Fior.: amplecti A;;aUÌ|>|lÌ!>, pYdos, f., discendente da Aga-
pedes affusaque poscere vitam, Ov. nippe,
affììlurus, V. assum. ìii^àso, ònis, m. (ago), cavallaro, servo di
afSrein, afdre, V. absum. Liv. ed Hor.
stalla, palafreniere,

Alranìus, a, um, nome di una gens /4^atliucivs,is, m. ('AYa6oxX^g), Aga-

plebea; i più noti membri di essa sono: tiranno di Siracusa, nato nel 362 av. C.
tocie,

IJ L. Afranius, poeta comico di Boma, che a Terme, da genitori di bassa condizione.


fiorìprobab. intorno al 130 av. Cr., contem- jkgalliy l'Ila, ae, f. CXyii.Qup^a.),Agatirna,
poraneo di Terenzio. II) L. Afranius, fido città della costa settentrionale della Sicilia;
partigiano e abile luogotenente di Gneo oggi S. Agata.
Pompeo Magno. — Deri v.: Afràn¥anus, jlgatliyrsi, òrum, m. ('AYàQupaot). Aga-
E, um, Afraniano, di Afraniot tirsi,popolo di confine degli Sciti, sul Ma-
Afi'i^ òrum, m., gli abitanti dell'Africa, ros ; quindi in una parte della Transilvania
partic, in senso stretto, gli abitanti del ter- e del Banato di Temesvar; si dipingevano
ritorio di Cartagine ( V. sotto Africa n" 2), di un color turchino chiaro o si tatuavano
Afri, Africani (partic. ì Sacerdoti di Giove (quindi picti).
Ammone nel deserto Libico, Nep. Lys. 3, Agave, ès, f. ('Ay«uiì), Agave, figlia di
2). — Sitig. dii'us Afer, _fZi Annibale, Hor, Cadmo, moglie di Echione, madre di Penteo
carm. 4, 4, 42. — Agg. Alci*, fra.frum, afro, che succedette all'avo sul trono, e che essa
africano, pedites, Liv.: aequora, tra l'Africa in un furor bacchico dilaniò, prendendolo
e la Sicilia, Ov.: avis, gallina faraona, Hor. per una bestia feroce.
— Deriv.: A) AfrTca, ae, f., anche terra Agedincuni, i, n., città capitale dei Se-
Africa, Africa, in senso largo, la parte del
l) noni nella Gallia Lugdunese; oggi Sens in
inondo che i greci chiamavano Aipùr), an- Champagne,
nessa dapprima, ora all'Asia, ora all'Eu- iiì^cllulus, i, m. (dimin. di agellus), eam-
ropa, poscia per comune consenso divisa dal- picetio, poderetto, Catull. c Seriori.
l'Asia dall'Istmo di Suez. 2) in istretto senso, à|;ellus, ì, m. (dimin. di ager), catnpi-
Africa propria ovv. Africa provincia, il terri- eeiio, poderetto fpovero, da nulla ovv, gra-
torio ove sorgeva Cartagine, più il paese tra zioso], Cic.ed a.
le due B) AfrTcaiius, a, um, Afri-
Sirti. agcina,inatis, n.(àYì')|i« agnien),MO?ne =
cano, appartenente all'Africa (tanto in senso di una schiera di soldMi scelti {s.m\QÌ,iia.igoi.),
largo che stretto), bellum, Cic: e causae (fac- a cavallo ed a piedi (cetrati, ÙJiaoTOatat),
cende), Cic: possessiones, Nep.: sost., Africa- usata nell'esercito macedonico da Filippo ed
nae, àrum, f. (sc.bestiae), belve dell'Africa = Alessandro, Liv. e Cui't.
pantere, leoni, leopardi e tigri, che servivano AgeiiSr, oris, m. ('Ayvìvwp), Agenore, re
partic. nei giuochi circensi (ludi circenses), dei Fenici, folio di Nettuno e di Libia,
Liv.: ed Afrlcanus, come soprannom_e dei due fratello di Belo (del padre cioè di Egitto e
celebri Scipioni, V. Cornelius. C) .4frlcus, Danao), padre di Cadmo, di Europa e d'al-
a, um, africo, d'Africa, africano, ora, Liv.; tri, padre o nonno di Fineo (re dei Traci),
praesidia. Sali.: partic. ventus Africus (Cic), proavo di Didone e quindi anche dei Fenici
ovv, Africus ventus (Liv.) e comun. assol. (CartaginesiJ, quindi nei poeti Agenoris urbs
Africus, i, m., Africo (il vento A.) O Garbino, = Cartagine, Agenore natus Cadmo, = —
97 ager aggravo 98

Deriv.: 1) Ageiiitrèus, a, uni, appar- tani, ecc., Hor., Suet. ed a.: quindi jwet. per
teìtente ad Ayenure, domus, di Cadmo,
di A., vallo, in difesa di una città, muro di cinta,
Ov.: bos, quello che portò via Europa (Giove aggeres murorum,Verg.: primas in litore sedes
trasformato), posto tra le costellazioni, Ov. castrorum in niorem pinnis et aggere cingit,
2) igénftridés, ae, m. {'Af-qwplòrìz), nome Verg. e) argine innalzato per difesa contro
patronimico, Agenmide, detto di Cadmo e le incursioni dei vicini, Tao. ann. 2, 19.

Perseo (discendente di Danao). 2) generic. riparo, difesa, argine poStO


,

ìigei*, agri, m. (àYPÓg), I) ogni pezzo di contro alcuncliè; a) per proteggere i campi,
terra, campo, campagna, terretw, podere, ager terreus, Varr.: agrestis, Tac. h) per sicurezza
fertilis, Cic: agruui colere, Cic: agrum con- di una riva, di un porto, argine, molo (detto
serere, Cato. —
Quindi in contrapp. a ter- anche moles), Verg., Tac. ed a.: quindi (nei
reno caseggiato o boscoso, campo, a) in con- poeti), scarpa della riva e riva (come argine
trapp. a città, campagna in genere, in prosa naturale), gramineus ripae agger, Verg.: her-
comun. al plur., vastati agri suut; urbs as- bosus agger, Ov. e) per assicurare la via
siduis exliausta funeribus, Liv.: non solum attraverso luoghi paludosi, argine per pas-
ex urbe, verum etiam ex agris ingentem nu- saggio, pontes et aggeres humido paludum im-
merum perditorum hominum collegerat, Cic. pouere, Tac. d) pavimento d'una strada {anche
b) in contrapp. a monte, valle, ignotos mou- strada) fatto a rialzo nel mezzo, agger viae,
tes agrosque salutai, Ov. e) in contrapp. al Verg. e Tac hist. 2, 24 e 3, 2L
mare, in agrura, dalla parte di terra, vergere 3) (poeticam.) ogni sorta di innalzamento
in agrum, Liv.: in agros, Liv. d) come deter- artificiale o naturale sul suolo, come a)
minazione di lunghezza, in agrum, in lun- par tic. del suggestus, come bigoncia degli
ghezza (contr. in fronte ovv. in frontem, in oratori, costruita con terra e zolle; come
larghezza), Hor. II) territorio di una re- quell'elevazione di terra che costituiva il tu-
gione, Tusculanus, Cic: Helvetius, Caes. mulo, tumulique ex aggere fatur, Verg. b)
.4gr>silaus, i, m. ('AyriaEXaos), Agesilao, avello, tumulo, Verg. ed a. e) rogo, pira, Ov.
re di Sparta, figlio del re Spartano Archi- ed a. d) di monti e colli come argini na-
damo, vincitore del satrape Persiano Tissa- turali, vette, aggeres Alpini, Verg. e) di ogni
ferne presso il Pactolo in Asia f395 av. Cr.) « mucchio » elevato, argine, aggeres ni-
e più tardi dei Greci presso Coronea in vei, Verg.: medio ex aggere (di legna), Ov.:
Beozia. agger armorum, Tac.
«Rgemo (ad-gemo), ere, gemere a (con aggerjilìo, Òuis, f. (aggerare), argina-
quale), Ov. fast. 5, 400. mento, arginatura, argine, Plin. 2, 1, 20 (plur.).
agger, eris, m. (2. aggero), I) il tnate- 1. aggero, avi, àtum, are (agger), I)
riale, necessario per argini (pel vallo), la teifa
il 2)ropr., innalzare, riparare, fortificare come se
pei' l'argine, per fm-tificasioni, per ripari, per si facesse un
argine, arginare, Tac. ann. 1,
riempiere, anzitutto comc t. t. milit., per for- 63. Il) trasl., ammucchiare, ammonticchiare,
tificare il campo
fcfr. sotto il n" II), agge- cadavera, Verg.: ossa, Tac, fig., accrescendo,
rem petere, comportare, Caes,: aggere et cra- aianentare, ingrandire, accrescere, dictis iras,
tibus fossas explere, Caes.: rates (injunctas) Verg.
terrà et aggere integere, guernire con terra 2. aggero gestum, gc-
(ad-goro), gessi,
e pietre, Caes.: poet., moliri aggere tecta, por rcre, apportare,
metter insieme, partic. in
7nano a fabbricar la città, cingendola di quantità e quindi con fatica, portare in un
un vallo, Verg. luogo, a>nm»nticchiare, ammassare, I) propr.:
II) trasl., ogni argine, riparo, diga, forti- luta et limum, Cic. fr. aggeritur tumulo
:

ficazione, vallo, trincea, parapetto e sim., fatto tellus, Verg.


II) generic: 1) aggiungere
di terra ammucchiata, 1) anzitutto comun. aumentando =
aco-escere (con fatica), qua-
come t. t. milit., a) argine, formato colla drantes patrimonio, Phaedr.: opes opibus,
terra scavata dalla fossa, per rinforzare il Sen. 2) aggiungere iti quantità colmare, =
campo, su cui si erigeva il valium (fatto ricolmare quale, di q.c, probra, Tac.
con palizzate, pali e graticci), bastione di aggCSiUS, US, m. (aggerere), ammassa-
t«ì-raper foi-tificazione, aggere, vineis, tur- mento, adunamento, provvista, pabuli, ligno-
ribus oppiduin oppugnare, Cic: aggerem rum, Tac: copiarum (vettovaglie), Tac.
apparare, instruere, exstruere, facere, jacere, agglttinèro (ad-glomero), avi, atum,are,
Caes.: aggerem ad urbem promovere, Cic: ag- propr., «far su a gomitolo», quindi
geri ignem inferre, Caes. b) argine, vailo, for- poet., trasl., stringersi presso quale, unirsi ad
tificazione, come difesa di un luogo contro ale, se, Verg.: se lateri nostro, Verg.
gli assalti nemici, agger Tarquinii, comun. agglutino (ad-glùtino), avi, atum, are,
sempl. agger, condotto da Servio Tullio per agglutinare, attaccare, appiccicare e sim,, no-
sicurezza della città di Roma, in quella parte vum prooemium, Cic: alqd fronti, Cels.
della città che si estende in piano verso le- aggravesco (ad-gravesco), ere, aggra-
vante dalla porta Collina sino alVEsqui- varsi, di malattia, Ter. Hec 337.
lina; innalzato poi da Tarquinio il Superbo, aggravo (ad-gravo), avi, atum, are, ag-
detto da C«cerowe maximus, perchè era lungo gravare, render piit grave, trasl.: I) render
7 stadi. In questi paraggi (attorno all'odierna grave, opprimente, cioè a) riguardo all'in-
Porta S. Lorenzo) ridotti probabil. da Me- tensità =
aggravare, rendere pericoloso, incru-
cenate ad uso di passeggio pubblico, si acco- dire, valetudinem, Suet.: dolorem, Curt. b)
glieva molta gente, e là quindi esercitavano riguardo alla natura, qualità, render oppri-
il loro mestiere giocolieri, indovini, ciarla- mente, grave; aggravare, ridurre a mal par-

Oeorges- Calonghi, Dizionario latino-italiano.


99 aggredio agito 100'

tuo,iuopiam sociorum, Liv.: quo (bello) si ag- = pronto, vivace, spedito, celere, agile, attivo
gravatae res essent, Liv.: soriein alcjs, Curt. {contr. tardus), oderunt agilem gnavumque-
II) aggravare in genere, a) fisicam., Diorbo (che lavora s 'editamente e con senno! re-
quaitanae aggravante (se. eum), Suet. b) missi, Hor.: nunc agilis fio, un uomo d'affari
morahn., metter a carico di ale, aggravare, fuomo distato), Hor.: agiJiorem mihi animum
di prove, nihil reum, Qiiint. 5, 7, 18. credebam, Sen.
a j;;SPèdio, ere, forma second. attiva di agìlllas, àtis, f. (agilis), agilit<l, mobilità,
aggredior, andare a, avvicinarsi, 1) propv., spediteesa del movimento, na.vi\inì,'Lì\.: trasl.;
avvicinare ale. con qualche scopo, gua- fr agilitas (movevolezza), ut ita dicam, moUitia-
dagnarselo, eer.!ar di cattivarsi, nel paSSÌVO, que naturae (del carattere), Cic.
hoc restiterat, ut a te fictis aggrederer donis, Àgi», gtdis, ace Agim ed Agin, m. ('Ayt?),.
Cic. fr. IIJ trasl., andare a q.c, imprendere, A.jide, nome di re Sp irtani, di cui i più
accingersi a q.c, facillimis quibusque aggres- noti sono i Proclidi: I) .Agide I, figlio del
sis,Justin. 7, 6, 5. re Archidamo II, fratello di Agesilao ; re-
«ggredìop (adgrcdì'or), gressus suiti, gnò dal 436 al 397 av. Cr. II) Agide II,
grcdi (ad e gradior), andare a, avvicinarsi a figlio di Arcliid ano III, regnò dal 338 al
q.c. quale, I)propr.: l)ingen.: a] ad ale, 3 iO av. Cr. Ili) Agide III, figlio di Eda-
ad alqm e sempì, alqm, Comici, b) andare, mida II, regnò dal 244 al 240 av. Cr.
giungere, metter piede in Un dato luogo, non agTliikìiis, e (agito), agile, leggero, facile
repelletur, quo aggredì cupiet, Cic. 2)partic., mente moHbile, 3,iìr, Ov. niet 1, 75.
avvicinarsi a qualc. q.c. per iscopi partico-
«git.'UÌO, ònis, f. (agito), agitazione, moto,.
lari, a) con intenzioni benigne, avvicinarsi,
ly propr.: ag (mobilità) et niotus linguae,
venire ad uno, cercar di guadagnare, di catti-
Cic: ag. niotusque corporis, Plin. ep.: ag.
varsi, tentare, alqm Roniae, Cic: alqm arte
Iccticae, Liv.: agitatimes fluctuura, Cic. II)
(astuzia), Liv.: alqm pecunia, Sali.: trasl.,
trasl., 1) dello spirito in istato di commo-
alcjs modestiara acrius, porre a piti dura
zione, (.ttiviui, agitazione, agitatione et motu.
prova. Tue. b) con intenzioni ostili, aggre-
esse vacuus, Cic mentis ag., esercizio ed oc-
:
dire, assalire, ai-rivur ad^Iosso a quale, alqm,
cupazione dello spirito, Cic. 2) Vocctiparsi di
Cic. ed a.: alqin ferro, Ov.: muruin, Haìl.: per-
q.c, esercizio, disbrigo di q.c, lerum magna-
seguire giudiziariam., accusare, chiamar in
runi ag. atque adinini-tratio, il pensare e il
giudizio, alqm,Nep.: alqm legibus {eontr. vi),
compiere, Cic: studiurum, Cic.
Suet. IIJ trasl., andare a, dirigersi verSO qC.
come meta, scopo; assumersi, cominciare, in- agiliitor, m. (agito), conduttore di
òris,

traprendere, ancipitem caiisani, Cic: faciuus, un animale, Verg.: equorum, auriga,


aselli,

Liv.: poet., magnos honores, ricevere, Verg.:


\erg.:partie assol. =
co<jchiere, auriga, nelle
corse del Circo, Cic. ed a.
ad causara, Cic: ad rem publicam, prender
parte al governo, Veli.: ad injuriam facien- agitatus, a, um, pan. agg. in compar.
dam, Cic: ad dicenduin, cominciar a p ir- (agito), agitato, commosso, vivace, vivo, Sen. &

lare, Cic: ColV infm., cominciare, fare il ten- Qdut.


tativo di, cercare di, ecc, dicere de etc, agile, agicedum, V. ago alla fine.
Cic. aglio, avi, àtum, are (intens. di a,go),-
aggrego (ad-grcgo), avi, àtum, are, porre in moto, spingere con vivacità, COn Cele-
propr. « aggiungere al gregge » ; quin li rità, I) propr.: 1} dello spingere animali,
trasl., aggregare, accomunare, associare, rifl., veicoli, ecc. =
spingere, far andare, e(parlÌC.,
se aggregare, e jpassivo aggregar!, in signif. nei poeti), condurre, dirigere, guidare in ge-
medio =assodarsi, raccogliersi, unirsi, eudein nere, a) generic: currus ad flumina, Verg.:
ceteros undique collectos naufiagos, Cic: ego equiim, esercitare, Verg. e Nep.: navem trire-
te in nostrum numerum aggregare soleo, Cic: niem, far aggirare (nel porto), Nep.: lanige-
filium ad patris interituin, Cic: se ad eorum ros greges hirtasque capellas,^oe<.,^e»- « aver
amicitiani, Caes.: se Eomanis, Liv.: assol., cura », Verg. b) del cacciare le fiere, ecc. =
alius alia ex navi, quibuscumque sigiiis oceur- cucciare, incalvare, iìiseguire, feras, Cic: aquila
rerat, se aggregabat, Caes. iiisectaus alias aves et agitans, Cic: tota urbe
aggpesslo, ònis, f. (aggredior), I) in re- finemici), Verg.: chelydros, scacciare, Verg.
torica, assalto delToratore forense, Cic. or. 2) del vento =
agitare, sconvolgere, turbare,
60. II) in dialettica, sillogismo, Quint. 5, mare venturuui vi agitari atque turbari, Cic:
10, 4 e sgg. austro agitata Charjbdis,Ov. 3) del moto delie-
aggìiberno, are (ad e gìiberno), cercar onde = agitare, scuotere, sbattere, agitata"
di governare, trasl., sic agguberu inte fortuna, flactibus HcUc , Prop. defluit saxis agi-
:

ut etc, Fior. 2, 8, 1. tatus humor, Hor. 4) di rapi lo ed instabile


agilii», e, agg. col compar. (ago), agile; movimento delle cose in genere porre in =
quindi I) di e
inan., agile, destro, spedito, rapido nwvimento, agitare, agitari iuter Se COn-
T)propr.: classis, Liv.: renius, Ov.: sinistra cursu, degli atomi, Cic. 5; di ogni sorta di
nianu agiliure et valitliore, Suet. 2) trasl., moto in contrapp. alla quiete, a) generic,
pronto, agile, fugace, natura ingenii humani porre in ntovitnento, ynuovere, agitare, quod
agilis et velox, Quint. Il) di e anim., del loro ipsum agitatur aliuude, Cic: quud pulsu agi-
corpo, dei sensi, ecc.: 1) pr.'pr., mobile, agile, tatur externo, Cic: niens agitat molem,
destro, veloce al curso, ecc. ,dva., di Diana, Ov.: muove il tutto, Verg. Fartie b) di molo ra-
Cyllenius, di Mercurio, Ov.: agile et vividum pi io e frequente, muovere qua e là, volgere qua
corpus, Plin. ep. 2) trasl., agile nelVoperare e lù, agitare, scuotere, Cjrpora buc iUuC, Sali.
.

101 Aglaie agmen 102

dlgitos (nei conti), contar sulle dita, Plin. ep.: Icgibus aevum, Verg. vita hominum sine
:

alas, Ov.: hastarn (^


thyrsum). sqti'tssare, cupiditate agitabatur. Sali.: quindi assol. =
manibus, ^oe^J^er «ffui-
agitai-e, Ov.:ha,hena.ii passare la vita, aver da vivere, vivere, agitandi
dare », Ov. e) del moto del corpo (nel correre, inops, sema mezzi di sussistenza. Sali, fr.:
andare in barca, in carrozza e sim.J, muo- ((Jallia) nunc malis fructibus ipsa vix agitat,
vere, far del moto, nunc mari, nunc terrà agi- SII. fr. d) (se. se) volgersi, stare, trattenersi,
tare corpus, Plin. ep. fermarsi, indugiare, laeti. neque procul, Ger-
II) tras!.: 1) spronare, spingere, stlntolare, mani agitabant, Tac: equitatum omnem . .

indurre a (come se SI Spronasse una he-


q.e. prò ca.stris agitare jubet. Sali.: consul dum
stiaj, quem gloria Turni obliqua invidia stiniu- Inter primores agitat, Liv.: quindi vivere, abi-
lisque agita bat ama ris,Verg.: est deus in nobis, tare, dimorare in qualclic luogo, partic. di
agitante calescimus ilio, Ov.: in furias agitan- popoli nòmadi, Libyes propius mare agita-
tur equae, Ov. 2) dare la caccia, inseffiiire, per- bant, Sali, e) comport<trsi, postremo ferocius
seguitare, tormentare, fastidire, molestare COme agitare, quam solitus erat, Sali.
se fosse una fiera, a)generic.: ut eos agitent .4glììié, ès, f. ('AY>.aiYj), Agiate, nome
insectenturque furiae, Cic: sceleris poenis agi- della più vecchia delle Grazie.
tati] r, Cic. — quindi h) perseguitare, biasi- Agia«(ph<~n, ontis, m. A-
[W'^Xa.o-.^ih'i),
mare, censurare, dileggiare qualc. q.C. Con giaofonte, celebre pittore di Taso (intorno al
parole, vesanum poétam, Hor.: personas, Cic: 420 av. Cr.J, padre e maestro di Polignoto
alcjs saevis fastidia verbis, Hor. 3) agitare, ed A risto fonte.
porre in agitazione, seonvolyere, turbare (di ri- .Iglaurfìs, i, f. (' X-(Xa.'jpoz, comun. 'A-
voluzioni politiche, ecc.), come un mare, tri- YpauXoj), Ayiauro, figlia di Cecrope.
buniciisseditionibusoyv.procellisagitarijLiv.: agnien, rntnis, n. [da ago), traHo, tratta,
rebus agitatis, Cic. 4) agì' are q.c. nei discorsi tanto il movimento, quanto la moltitudine o
=. trattare, discxitere, res agitata in contioni- la massa in movimento, I) ingerì.: \)diess.
bus, jactata in judiciis, Cic: per omnes locos de anim.: a) di pers., moltitudine, schiera, agmen
facto consulis agit^ri, Sali.: agitatum, ut tri- perpetuum totius Italiae, Cic: agmen patricio-
buni militum crearentur, Liv. li) agitare q.c. rum, Liv.: mulierum puerorumque agmina,
nella mente, nello spirito =
esser in pensiero Liv.:Eumenidum agmina, Verg.: agmina co-
per gtCt, pensar sopra, meditare, considerare, mitum, Ov. b) di animali in-anco, frotta, =
esaminare, e in rapporto a qualche scopo = muta (di cani), storino (di pernici), mandra
aver in mente q.C, pensare, mirare, tendere a (di cervi), rapidum, di cani da caccia, Ov.:
q.C, meditare, in animorem in
bellura, Liv.: ferarura, Ov.: cervorum, Verg.: aligerum, di
mente, Cic: rem cum animo,
rem Sali, fr.: cigni, Verg.
animo (animis), Cic: rem mente, Cic: rem 2) di e inan.: a) corrente, eorso d'acqua,
secum, Sali.: e senza raggiunta in animo e dulci fluit agraine flumen, scor/'e con placida
sim., res multura agitata, Cic: fugam, Verg.: corrente, Lucr. e Verg.: e di rovescio, diluvio
haec raultos dies noctesque, Sali.: co?^"infin., d'acqua, immensum caelo venit agmen aqua-
ut mente agitaret bellum renovare, Nepj col nim, Verg. b) di atomi. Lucr. 1, 606. e) di
de e l'abl., de Rhodani transitu, Liv.: col- nuvole, Lucr. 6, 100. d) di colpo di remi,
Z'acc. pron. seg. da prop is. relat., id plebes agmine reniorura celeri, con rapido remare,
agitabat, quonam modo etc, Liv.: alla greca, Verg. Aen. 5, 21 1 e) delle spire del serpente,
.

col partic, Alexandrum interempturi se-


. . . extremae agmina caudae, Verg.: illi [dracones]
ditionibus agitastis, Justin. 14, 4, 12: assai., agmine certo Laocoonta petunt, s'avviano
ipse longe aliter animo agitabat, avea ben altri dritti contro Laocoonte, Verg. f) di quan-
pensieri, disegni nella sua mente, Sali. Jug. tità d'affari, Plin. ep.
11, 1. 6) porre in moto, agitare, eccitare, eser- II) come 1. 1. milit., schiera, cioè 1) astr.:
citale quibus (curis) agitatus et
lo spirito, marcia di un esercito, colonna in marcia,
seliiera,
exercitatus animus, agitato, occupato, come in agmine, Sali.: citato agmine iter, Liv.: de
di cose che l'animo fa s:opo de' suoi sforzi, exercitu, de castris, de agminibus dicere, Cic:
Cic: geometria agitari aniraos et aeui ingenia, rudis agminum, delle marcie (poet. della =
Quint.: in cattivo senso, in Iribunatu Grac- milizia), Hor. 2) concr.: a) esercito, colonna
chum, assalire a parole, Cic. 7) generic. in marcia, schiera in marcia, a) di soldati
{come ago), porre q.c. in movimento ^) fe- = a piedi, phalaux, agmen magis quam acies,
steggiare, celebrare, condurre feste e Solennità Liv.: agmen suorum,Liv.: agmine, in ischiera,
festive, Dionysia, Ter.: festos dies, Cic: cho- agmine ingredi, agmine ire ad Urbem, Liv.:
ros, Verg. b) condurre, aoeì' a mano, fare, eser- agmine iustructo, in ischiera allestita, pronta
citare, agitare, trattare, imprendere on ener- alla marcia, Liv.: agmine facto, in ischiera
gia, azioni e condiz ioni di og ni genere, cercar serrata, Verg.: agmen pilatum, Verg.: o ju-
di condursi seconilo esse, conservare, conside- stum, Tac, schiera che marcia compatta
rare, aver in mente, imperium, Sali.: justitiam, in fila, esercito ordinato a battaglia: agmen
Plin. ep.: mutas artes, Verg.: praecepta pa- confertum, esercito compatto, serrato, Sen.
rentis mei, Sali.: e così nel pass, agitari, esser ad Marc. 16, 4 (cfr. sotto al n" d il passo
esercitato, ecc. =
dominare, regnare, luctus di Verg. gè. 3, 369 e segg.): agmen qua-
atque gaudia agitabantur. Sali.: disseusio cum dratura, V esercito che mircia in ordine [così
jara inveterasset ac niultos annos esset agi- da aver la fronte sii ogni lato, e procedere
tata, Cic: ed assol. nel pass, impers., pau- in ordine di battaglia, col b igaglio nel cen-
corum arbitrio belli domique agitabatur, si tro, dimodoché tutto intero l'esercito for-
agiva, Sali, e) condurre, vivere, passare, sub mava quasi un pir allei gramma, non eguale
103 agna ago 104

dunque ad un bataillon carré); quindi spesso uomen), sopratuiome, agnoniina bellica. Fior.
aginiiie quadrato, in ordine, in file serrate, 3, 8, l._
in ordine di battaglia, « en ligne », lì. es. agnoiuìnatio (aduomtnatro), Onis, f. (ad
incedere, ire, ingredi, Sali, e Curt.: munito e gnomino =
nomino), come fig. retor. =
agmine, ni ischiera coperta, Sali.: e contr. 7iapovo|iaaia, il metter insieme due vocaboli
agiiiine incauto, ut inter pacatos, Lir.: agni, somiglianti per suono, ma affatto differenti
obliqu uni, c/te marcia obliquamente, di fianco, di signific, paronomasia (comc Icnones e leo-
Curt.: agm. priniuni, l'avanguardia, testa nes), Cornif. rliet. e Quint.
(delVesfrcito in marcia), Caes.: medium, il a|;nosco (adgnosco), uòvi, nttum, ere, ri-
entro, Caes.: extreinum o novissiniuin, retro- co uose er i', I) conoscere, riconoscere, distin-
guardia, Caes.: agnien ducere, comandare, guere nel suo vero essere, riconoscere per
q.c.
condurre una schieri, o un esereito, Cic: quello che è da segni, caratteristiche, a) gè-
agnien claudere, chiudere e coprire la schiera, neric: tum agnoscit animus illa reminisceudo,
Caes.: agmen cogere, chiudere l'esercito, ut Cic: jani aguosco Graecum, riconosco, cioè
uec duces simus nec agnien cogainus (fig.), mi rammento, Cic: cfr. unde illi versus ? non
affinchè non siamo ne i primi ne gli ultimi, euim agnosco, Cic: accipio aguoscoque deos
Cic. p)d( cavalieri, agni, equituni, Liv.: agni. (gli dei =
la mano degli dei), Verg.: col me-
equestre, V. b) schiera di navi, squadra, flotta, dium dei sensi, auribus uotos ut possis agno-
navium agnien, Liv. 21, 27, 8 e altr. e) di scere cantus, Cic poet.: inde (da ciò) agnosci
schiera di bagagli, omnium impedimentoruni potest vis fortunae, Veli.: donni ex operibus
agmen cogere, Hirt. b. G.: non minore agmine ejus,Cic.: aguosco ex me, io sperimento in me
rerum captarum quam suo prae se acto, Liv. stesso, Cic: cura idem aspexit agnovitque in
d) trasl.,di schiera, niandi-a, stormo di animali, alio, Cic. b) un oggetto che si è già ricono-

che formano, per così dire, un esercito, con- sciuto conosciuto, riconoscere, raffigurare,
ferto agmine cervi torpent mole nova, Verg. a.)unapers.: quem ut agnovi etc.Cic: nomine
gè. 3, 369 e segg. (cfr. sopra al n" a il passo audito, aguovere virum, Liv.: cultu regio agno-
di Sen. ad Marc. 16, 4): e pasta decedens sci, Curt. p) ogg. inan.: rem (di giudice), Cic;
agmine magno corvorum exercitus, Verg.: e parvam Trojani, Verg.: loca, Quint.: n:ivis D.
di sogg. inan. personific, venti velut agmine Bruti, quae ex insigni facile agnosci poterat,
facto, qua data porta, ruunt, Verg.: sic ordi- Caes. Il) riconoscere come cosavera, effettiva,
iiandus est dies omnis, tamquam cogat agmen, esistente, valida, a) itJia jjers.:sortilegos,Cic.:
S-ia l'ultimo ( V. n" a), Sen. fìlium, quem ille natuin non agnorat, eundem
agna, ae, f. (agnus), oy»»eHo, vetula, Varr.: moriens suum dixerat. Nep.: necdum agno-
puUa, Hor. verat euni, qui postea regnavit, Liv.: alla do-
Agnalia, tum, n. pi. = Agonalia (V.), manda come chi? eoli' acz. predicai., tà<]\\\
secondo Ov. 325.
fast. 1, non ducein,Liv.: aliquem regein, alqm filiuni,
agnascoi* (ad-gnascor), uàtus sum, nasci Curt.: al passivo, alla domanda come chi?
(ad e nascor), nascei- vicino, nascer dopo, partic. col nomin. predic, at nunc si quis tanti habi-
come t. t. giurid., detto di figli che nascon tet, vix ut senator agnoscitur. Veli, p) ogg.
dopo, quindi che vengono al mondo sia du- ina)l. :=^ riconoscere, confermare, confessare,
rante la vita del])adre che dopo la sua morte, ammetteì-e , constatare concedere una COSa
,

avendo già padre fatto testamento o avendo


il {contr. abiiuere), agn. crimen, Cic: facti illius
adottato uno come figlio, Cic. de or. 1, 241 gloriam, Cic: deorum cognationem, Cic: alla
e Caecin. 72. domanda come che cosa? pre- coli' acc.
agiialTo (adgnatto), ònis, f. (agnascor),co«- dic, quod meuni quodam modo aguusco, Cic:
dizionv deyli agnati, consunyuineitfi da paHe di dextros aguovit in alito divos, Phaedr.: coi-
padre, agnazione, fondata sulV adozione sidla Z'acc. e Z infin., et ego ipse me non esse ver-
generazione da parte di piers. di sesso masco- boruin adraodum inopem aguosco, Cic. —
lino appartenenti alla famiglia, Cic. ed a. Agnosse, sincop. =
agno visse, Ov.: agnòtu-
a§;nalu«« (adgnatus), a, uni, I) partic. di ru3 =agniturus, Sali. fr.
agnascor (V.), Il) sost. , agnatus, i, m., agnuji, i, m. (à[ivós), agnello, Cic. ed a.
A) figlio nato dopo, 6Ìoè che viene al mmdo ìigo, ègi, actum, ere (àyo)), mettere in
quandi già fper parenteli, adozione o testa- m oto, cioè spingere innanzi q.c, Ijpropr.,
stamento) si trova nella famigìia un legit- nello spazio =
far muovere, far andare in-
timo erede; al plur. in Tac. Germ. 19 e liist. ìutnzi, guidando, conducendo, 1) in gen. =
5, 5. B) colui che è parente da parte di padre, far andare innanzi, condurre, guidare, a) ani-
per nasciti o per adozione, agnato, spesso mali, detto di guardiano, pastore, ecc., mer-
fpartic. al lìhir.J in Cic. ed a. cede caballum, Hor.: capellas protenus, Verg.;
agneliu.s, i, m. (dimin. di agnus), agnel- bovem Eomam,Liv.: bovesad flumina,Verg.:
lino, come termine vezzeggiativo, nei Comici. pecora per calles, Curt.: celso Nysae de vertice
agnìnu», a, um (agnus), appai-tenente ad tigres, Verg.: capellas potura, Yeig.: poeticam.
agnello, agneUo, pes, Pliu.: SOSt., agnina,
di coZ/'infin., omne cuin Proteus pecus egit altos
ae, f. carne d'agnello, Plaut. C Hor.
(se. caro), visere montes, Hor. p) persone, come condot-
assillilo, ònis, f. (aguosco), il riconoscere, tiero, guida, ecc., copula vinctum ante se
cognizione, conoscenza, animi, Cic: litterarum, Thyum, Nep.: alqm \irgis in urbem, Liv.:
l'imparare a conoscere le l., Quint. alqm ad mortem, Tac: quindi anche {come
agnìlor, Oris, m. (agnosco), oonoscitore, «.'(s.'.y)^^ portare, condurre seco, inultis mi-

Quint. 12, 8, 13. libus actis armatorum ex ea regione, Liv.:


agiiòiuen, lutnis, n. (ad e gnomen = come t. t. milit., agmen agere, metter in ma-
105 ago ago ICH}

vimento la schiera =
porsi in cammino con portar via [ferre] condur via [agere], la
e
essa, farla marciare, Liv.: cornuti, al pas- proprietà viva e morta; ora detto dei proprie-
sivo, agmen agritur, la schiera (l'esercito) si tarii (quindi in senso non ostile), res, quae
mette in movimento, in cammino; marcia, ferri agique possunt, beni mobili, Liv.: ora di

con avv., come citius, raptim e sim., Liv.: nemici, saccheggiare, metter a ferro e a fuoco,
e nel linguaggio famigliare, agere se, spin- portar via, ferre cuncta atque agere, Liv.:
ger si^=^ «andare, venire», quo bine te agis? ferre agere plebem plebisque res, Liv. d) eon-
Ter.: ecce gubernator sese Palinurus agebat, dui-re con mi dato sforzo materiale (sbat-

Verg. y) spingere =s gnidare, eondnvre, diri- tendo, spingendo, colpendo, curvando) verso
gere cavalli sotto un carro, un cocchio; un qualche luogo, partic. in modo che stia fermo,
cocchio, un carro, una barca, un veicolo in entri dentro, sublicae oblique agebantur, si
genere, jumenta ovv. currum, guidare le be- piantavano, Caes.: pinus ab alto ad terram,
stie il carro, esser cocchiere, Liv. e Curt.: curvare, Ov.: fundam circum caput, girare,
per patris corpus carpentvim Liv. , navim, : vibrare,Yerg.: basta alci per armos acta, Hor.:
Hor.: in litus naves, sul lido, Liv. 8) ge- qxtindi in crucem agere, crocifiggere, Cic. e)
neric, inette)- in movimento, spingere, muo- condurre, in direzione non interrotta, a) di-
vere, far andare e. inan., detto di pers., agens sporre nello spazio, tirare,contlurre, parietem,
Carmine qnercus (di Orfeo), Verg.: vocem ,
Cic: aggerem, cuniculos, Caes.: cuniculos ad
Cic: trasl. di e. inan., longeque (mare) agit aerarium, Cic: cloacani maximam sub terram,
fluctus , Curt. duple.ic agitur per lumbos
: Liv.: molem mari fentro il marej, Curt.: così
.spira, passa attraverso i lombi, Verg.: agen- partic. come t. t. di agrimensura, limitem
tes frigora venti, che conducono, portano, agere, segnare il confine, Tac: e poet., latum
Verg.: corpora agunt contagia late, spar- per agmen limitem agit ferro, si apre la via
gono, diffondono, Ov. s) come t. t. milit, attraverso, Verg.: e fig., idem limes agendus
porre in ìiiovimento, mandar innanzi, arvicinare erit, cioè si dovrà usare il medesimo mezzo,

le macchine da assedio ad un luogo, vineas Ov. P) di piante =


mettere vcrso l'intorno
turresque ad oppidum, Caes.: testudinem. (del terreno) o verso l'esterno, radices, Varr.:
San. e fig., vera gloria radices agit atque propa-

2) partic: a) spingere a moto pia veloce gatur, Cic: e così gemmas, folla, florem, fron-
(partic. contro volontà, con violenza), cac- dam, Scriptt. r. r. e Plin.: ossa robur agunt,
ciare innanzi, spingere, oi.)animali e pers.,&([\xo le ossa diventano di legno duro. Or.: actae

temere suo cavallo all'impaz-


acto, spinto il ad sidera pinus, cresciuti in altezza, giunti,
zata, Liv.: proverb., agas asellum, puoi ben Verg. y) generic. : fare, far comparire, cum
frustar l'asino fma esso tuttavia non impa- spumas ageret in ore, colla schiuma alla
rerà a correr veloce) =
tu sei e resti quello bocca, Cic: rimas, fendersi, spaccarsi, scre-
di prima, Cic. de or. 2, 258 qua irapetus: polarsi (di legna, alberi, del terreno, ecc.],
egit equos, dove la smania, la furia spinse i Cic.
cavalli, Ov.: qnaquemque metus agebat, dif- II) trasl.:A) in gen.: a) mettere in moto at-
fugerunt, Curt.: quindi ni passivo, agi = tivo, fai- andar innanzi, condurre, guidare,
esser cacciato innanzi, sospinto, trascinato, con- portare, animus cuncta agit atque habet,
dotto; correre, nmoversi con intpeto, volare, ~Sall.: e così alqm transvorsum agere, portar

turba fugentium actus, Liv.: quo multitudo via quale, quasi prendendolo a traverso,
omnis agebatur, Liv.: agi per auras, Verg. trasportare. Sali. per reges actum genus
:

P) di cose, membris agit atra venena, mandar omnes Latinos, che passò per tutti i re latini,
fuori, schizzare, stiUare,Yerg.: e partic. ani- Hor.: e Tros Tyriusque mihi nullo discrimine
mam agere, mandar fuori lo spirito vitale == ?Lgetm; saranno trattati, VeYg.ialla domanda
essere agli estremi, render Tultimo spirito, dove? a che? in che? coU'inovv. ad e
l'ultimo respiro, Cael. in Cic, Liv. ed a.: Tace, «) condurre, trasportare, portare in una
nel bisticcio, eodem tempore et gestum et data condiz., alqm in furorem, Quint. si :

animam agere, cavar fuori, Cic. b) cac- quis ad illa te agat, Hor. P) condui-re, spìn-
ciare innanzi, molestando cacciando, per-
,
gere, ad una,
indurre, determinare, risolvere
seguitando porre in movimento, a.) animali risoluzione, ad un'impresa, poemata dulcia
e pers. '= far andare innanzi a «?, cacciare, dar sunto et quocumque volent, animum auditoris
la caccia, perseguitare, cervos (di CaniJ,Yerg.: agunto, Hor.: alqm confestim ad certamen,
apros, Verg.: per juga longa canes, Ov.: glebis Liv.: Latinos falsis criminibus in arma, Liv.:
aut saxis aut fu,stibus alqin de fundo praeci- alqm in fr.iadem, Verg.: pioet. coll'infin., de-
pitem, Cic: praecipites Pompejauos Caes.: , sertas quaerere torras auguriis agimur divflm,
alqm in cxsilium, Liv.: Orco (all'Orco), Hor.: Verg. b) porre in movimento disordinato,
fugientes hostes ad naves, Justin. P) cos", dar la eaccia, perseguitare, tormentare, angu-
acta borea pinus, spinto, cacciato qua e là, stiare, tribolare, agunt eumpiaecipitem poenae
sbattuto, Ov. e) (come àysiv), portar via, con- civium Romanorum, Cic: acerba fata Romanos
ditr via, trasportare da qualche InOf/O, partic. agunt, Hor.: agentia verba, jjara/e che condu-
come bottino, indo actae boves, Liv.: quindi cono alla disperazione, Hor. e) porr-r in mo-
portar via rubando, rubare, redigunt actas in vimento furioso, eccitare, agitare, ubi (multi-
sua rura bove?, Ov.: e cos'i praedam o praedas tudo) aut studio agitur aut ini, Curt. d) far
(pecoris et mancipiorum) agere, portar via, ondeggiare dallo stnto d'equilibrio, smuovere,
come preda, bestiame e schiavi, e generic, perpetua naturalis bonitas, quae nullis casibus
predare, far bottino. Sali, e Liv.: quindi par- ncque agitur neque minuitur,Nep. e)porre in
tic, ferre et agere (come cpépsiv xaì àysiv) = movimento nel senso di «.porre in azione»,
,

107 ago ago 108

eccitare, infiammare, mantenere in anione, in va male, bene, per quale, Cic: e sempl. prae-
esercizio seu te discus agit Hor. sat. 2
, ,
clare agitur si etc, Cic.
2, 13. f) rifl., agere fassol.J ovv. agere se, Quindi a) aliquid agere, fare q.c, operare,
a) agere fassol.) := andar vagando in qual- essere attivo, in contrapp. alVozio, alla quiete,
che luogo, condursi, trattenersi, trovarsi, stare, alla tranquilla riflessione, aliquid agentes
essere, apud primos, Sali.: multum et fami- imagines (contr. mutae, vagae), Cornif. rhet.:
liariter cura alqo, trattare, Sali.: circa muros e senza aliquid, p. es. qnoàfche essi) egerunt
et in stationibus solute ac neglegenter, Liv.: (hanno fattoj. quod reliquerunt, Cic: aliud
. .

quindi abitare, dimorare in qualche luogo, agenditempus, aliud quiescendi, Cic: auden-
Africa, quae procul a mari iucultius agebat, dum atque agendum, non consultandum in
Sali, p) con se ed assol., condursi in questo tanto malo esse, Liv.: e il contrapp. nihil
O quel modo, eotnportarsi , mostrarsi, tanta agere, non far nulla, essere inoperoso, numquam
mobilitate Numidae sese agunt, Sali.: negle- se plus agere, quam cum nihil ageret, Cic. b)
genter se et avare agentes, Eutr.: e (senza se) eseguire, effettuare, fare,in dato modo e grado,
feroces prò victoribus agere, comportarsi fie- non nihil egisti hoc loco, Cic: niliil agis. Ter.:
ramente da vincitori. Sali. nihil agis, dolor, Cic: quindi potere, decidere,
B) condurre un'attività, uno stato, una con- influire, in dato modo e grado, multum agit
dizione, 1) di tempo, quasi « far venire ed sexus, aetas, condicio, Quint. e) eseguire con
andar via », qnintae tempora lucis, Ov.: ver zelo q.c, a) attendere a q.C, hoc age, hoc
niagnus agebat orbis, era primavera, Verg.: agite, bada, badate, attento(i). Comici ed a.:
quindi a) con annus ed un numero ordinale hocine agis au non? vi attendi o no? Ter.:
= essere in un anno (= averlo raggiunto, ma id ago sedulo, ci penso seriamente, vi at-
non ancora oltrepassato), avere questa o quel- tendo seriamente, Ter.: nisi id agat et adsit,
l'età,quartum annum ago et octogesiniura, se di ciò non si cura, Cic; e il contrapp.
Cic: sextum et octogesimum aunum agens, aUas res agere, Ter. e Cic, ovv. aliud agere,
di 86 anni, Liv.: e (di lina data sezione del Cic, occuparsi di cose estranee, aver la
tempo), nel passivo agi, volgersi, cori-ere, e mente occupata da pensieri estranei, cioè
nel perf. =
esser trascorso, jyassato, essere essere disattento, negligente, distratto, p) oc-
alla fine, meusis agitur hic jam septimus.Ter.: cuparsi di q.c,, pensare a q.c, mirare a qual-
ut tunc principium anni agebatur, s'era al che scopo, a qualcìie fine; meditare, incari-
principio dell'anno, Liv. p) passare, vivere, carsi di alcunché, occuparsi in ispecial guisa
condurre UH tempo (la Vita, gli anni, una di q.c, far di tutto, ncscio quid meus mea
parte di tempo), aetatem procul a re publica, maj US agit, Ov.: quid agaut,quidcogitent, Cic:
Sali.: aetatem inlitteris, Cic: vitam ruri,Liv.: id si egisseut, Cic. in omui vita nihil aliud
:

tolerabilem senectutem, Cic: pleraque tem- egi, mi proposi sempre come unico scopo, C'ic:
pora in venando. Sali.: hiemem sub tectis de intranda Britanuia, Tac: e partic, id agere
suis, Liv.: ibi liiberna, Liv.: noctem metu, (raro hoc agere ovv. sempl. agere), ut ovv.
Curt.: totani eam noctem cum magno animi ne, ecc., agire o pensare con uno scopo,
metu perpetuis vigiliis. Liv.: quindi assol. = prende7-si partic. pensiero allo scopo di, odi
vivere, esistere, essere al mondo, bomines, qui non ; occuparsi, pensare a q.c, mirare a q.c,
tum agebant, Tac: sine certis legibus agere,- aver intenzione di, ecc., far di tutto per, ecc.,
Liv.: incerta pace agere, Liv. non enim id agit ut insidietur et observet, sed
2) condurre un'azioìie o condizione, agire, jam favet, Cic: certiorem eum fecit id agi ut
riguardo a q.C, curarsi di compiere, con- pons dissolveretur, Nep.: qui agit, ut prior sit,
durre a terntine, fare, curare, cum SCribaS et Quint.: itaque neque tu multum interfuisti
quorum consuesti.Luccej.
aliquid agas eoruni, rebus gerendis, et ego id semper egi, ne inte-
in Cic: quod agendum aut faciendum sit, ressera, Cic: tu, dum tua navis in alto est,
id non recusem, Cic: agerent facerentque, ut hoc age (guarda) ut mutata retrorsum te
e re publica ducercut, Liv.:multa agendo nihil ferat aura, Hor.
agere, Pbaedr.: jucundi acti labores.Cic: nel 3) agire, esporre fcol gestO, eccj (V. actio
linguaggio famigliare, quid agis? che fai? n" II), a) di oratore, esporre, recitare, de-
come vai Cic ed a.: quid agitur? che si fa ? clamare, haec ille egit, Cic: quae sic ab ilio
come va? Comici : parim. nelle domande de- acta esse constabat, oculis, voce, gestu, ut etc,
rivanti da dubbio, imbarazzo, paura e sim., Cic: assol., agere cum dignitate ac venustate,
quid faciam ? quid agam? che (devo) fare? «ite Cic b) di attore drammatico, a) declamare,
farò? Comici: quid ages ? Ter.: e nell'inter- esporre una monodia, un verso, ecc., accom-
rog. indir., ncque satis centuriouibus cousta- piagnando la recitaz. colla dovuta mimica,
bat, quid agerent, Caes.: e la formala age, age, canticum aliquanto magis vigente motu, Liv.:
ut lubet, Ter.: assol., se non iuterfuisse, sed hunc versuiii eo gestu, Cic: e cosi fabulam
egisse (dice di esserci entrato [come testi- (conioediam, tragoediam), recitare una jìarte,
monio]) dicit, Cic: industria in agendo, ce- Comici e primas partes, la parte di
Cic. :

leritas in conficiendo, Cic: vigilando, agendo, protagonista, la jìrima parte, Ter.: e cosi
bene consulendo prospere onmia cedunt, Sali.: (fig.) j)riores partes, Cic. p) agere alqm (ser-
partic. con aw., procedere, opeì-are, agire in vum, leuouem, Ballionem e sim.), rappresen-
qualche maniera, male, Cic: modice. Cic: parte di, ecc. (sulla
tare, il j)crsonaggio, la
Tac: quindi male,
lenius, Sali.: facilejusteque, scena), Ter. e Cic: e partic. trasl., sostenere
bene, praeclare agere cuin alqo, agire, trattare una parte nella vita, comportarsi da, conte-
male, bene, incito bene COH qualc, Plaut. e Cic: nersi (seriamente od ipocritamente) e sim.,
e cosi al passivo, male, bene agitur cum alqo. nobilem, Cael. in Cic: ministrum imperatoris,
.109 ago ago 110

Tac. e) esprimere, reiulei-e ringraziamenti in senatu de alqo ovv. de alqa re, Cic: agitur
e lodi a voce o per iscritto, alci gratias in curia de alqa cum populo de alqo,
re, Suet.:
ovv. (in tono solenne, di preghiera e sim.J davanti al popolo (con una proposta formale),
grates, Cic: diis laudes gratesque, Liv.; cfr. Cic: ut ante, quam rogatio lata esset, nulla
gratia. res ageretur, Cic: de provinciis, de pace, de
4) condurre, apprestare un apparecchio, un condicionibus, Cic: nihil omnino actum esse
apparato, uno stato, una condiz., a) feat«y- de nobis, Cic: ed agi per senatum, per po-
yiare, solennizzare, celebrale una festa, riti fe- pulum, venir concluso, trattato dal S., dal
stivi in genere, ftìstos dies anniversarios, Cic: popolo, Cic: cos'i pure multitudiuis arbitrio
Idus, Hor.: diem festuin Dianae per triduuin, res maximas agi, Cic. P) agere causam alcjs,
Liv.: choros, dirigere, Prop.: triumphuin de sostensrne le parti, essere del suo partito, Cic.
alqo.Cic. V) di condizioni d'ogni specie, <x.)dd e) come 1. 1. giurid., discutere q.C. davanti ai
quiete, mantenere, oaaervare C[.C., persistere, tribunali, così in nome proprio che d'altri,
perdurare in g.c, pacein, Sali, fr.: otia, Ov.: come difensore od accusatore: a) come di-
alta silentia, Ov. P) di azione, aa) generic. fensore, agere causam ovv. rem, condurre,
= ntantenere, provvedere, imprendere, con- trattare, discutere un processo, difendere ima
dui-re, eseguire (partic. comc circonlocuzione causa, causas amicorum tractare atque agere,
per esprimere fazione espressa dal sostantivo Cic: causam contra alqm apud consulem, Cic:
congiunto col verbo), vigilias ad aedes sa- cum pr^iime res agentur, quando sarà il
-cras,Cic, ovv. in portu, Liv.: stationein, V. giorno d'udienza, Plin. ep.: assol., agere =
statio joca atque seria cum huraillimis. Sali.:
: condun'e un processo, discutere un pr., partic.
sua vota, manifestare i propri desideri, Ov.: eonte oratore, procuratore, avvocato, difensore,
cfr. arbitri um e cura. ^^) di azione direttiva, hospes in agendo, estraneo alle cose giudi-
nella vita pubblica, tenere =
disporre, pre- ziarie, profano, Cic priaceps in agendo,
:

paraie, ordiitare, condurre^ eseguire, dirigere, oratore, Cic: ad ovv. apud alqm (judicem),
senatum, Cic: censum, Liv.: forum ove. cou- Cic; prò se, Plin. ep.; nihil cum Verre de co-
ventum (giorno d'udienza, d'abboccamento), tidianis crimiuibus, muovere, far lite a V.,
Cic. e Caes.: regnum, Liv.: honorem, coprire, Cic. p) di accusatore o di parte che vuol far
Liv.: e di rendite, entrate, amministrare, esi- valere i suoi diritti, intentare una lite, una
gere, Judaicum fiscum aserbissime, Suet.:/jar- causa, un processo, con e seuza (ex) jure^ lege
tic. agere bellum, condurre una guerra (se- (fondandosi sul diritto, su di una legge),
condo il piano stabilito). Sali, {ma Sanmi- far valere i propri diritti, prendere le vie legali^
tium bella, qaae continua per quartum jam muovere un'accusa, accusare, processare, liti-
volumen... agiinus, delle quali ci occupiamo gare (davanti ai tribunali), quid a^as mecum
{come scrittori], Liv.): anclte levibus proeliis ex jare civili et praetorio, uon habes, Cic:
cum Gallis actis, combattute, Lir. e) nel agere ex syngrapha, Cic: aa^. summo jure, col
linguaggio dei sacrifizi =
fare, cioè colpire piìi rigoroso diritto, Cic: ag. lege in heredi-
la vittima col martello e poscia ucciderla tatem, Cic: de eadem re pluribus legibus ag.,
del tutto; nel qual caso quando il mini- accusare ripetutamente, Suet. e senza lege
stro dei sacrifizi (popa) domandava: agone? e sim., grave (crimen est) me agente, te accu-
faccio? (colpisco?) Ov.; e il Sacerdote rispon- sante nullum, Cic: cum alqo agere de alqa
deva : age ovv. hoc age, fa, colpisci, Suet. re, Cic: trasl.,agereuttecumlegePythagorei,
e Sen. ti accuserebbero, ti citerebbero in giudizio,
5) condurre una trattazione su q.c, a) Cic; partic: aa) agere col genit. della colpa
generic, trattare di q.C. con quale., parlare, = accusare, muover lite, accusa ad ale, per ecc,
intrattenersi, conferire, abboccarsi, patteggiare; con e senza cum alqo (contro alcuno), furti,
insistere preSSO qiialc. con preghiere, esorta- Cic: injuriarum, Cic 66? a.: injuriarum cum
zioni; pregare, sollecitare, spingere, esortare, alqo, Quint. PP) alqm reum agere, far com-
avanzar proposizioni, pretese, offerte, e sim., Ut parire quale, come accusato davanti ai tribu-
agerem cura Leccejo de ve.stra vetere gratia nali, citare, presentare accusa contro di olcunO
reconcilianda, Cic: quod mecum per litteras davanti ai tribunali, denunciare, Liv. ed a.:
agis (tratti per iscritto), mallem coram egis- trasl. =
accusare, calunniare, infatuare, in
ses fne avessi trattato a voce), Cic: utrum genere, Ov. e Curt.: e spesso culpae, crimiuis
per procuratorem ageres, aa per te ipsum, reus ovv. rea agor, Prop. ed Ov. Y)aoi*''ir de
Cic: egit cum Cimone, ut, ecc., fece a Cimune re ovv. res, dell'oggetto dell'accusa, ai tratta
la proposta di, ecc., Nep.: egit mecum ac- di, l'accusa versa su, si discute intorno a, oVV.
curate multis verbis, ut, etc, Cic: agere varie, per ecc., qua de re agitur ovv. quae res agi-
rogando alternis suadendoque coepit, ut, etc, tur, il punto della quistione, Cic: non ca-
insistere in tutte le maniere, ora pregando, pitis ei res agitur, sed pecuuiae. Ter.: agun-
ora persuademìo, ecc., Liv.: is ita cum Cae- tur injuriaesociorum, Cic: agitur, liberine
sare egit (espresse): si pacem faceret, ecc., vivamus, an niortem obeamus, Cic: trasl. e
Caes.: quae ( patria ) sic agit (si fa inten- pregn., si tratta di q.C. = è in pericolo, è in
dere), Cic: assol. =
/Virali negoziatore, agente; riscìiio, va a rischio, corre rischio q.C, non
trattare, agente Servilià Cic: ilio auctore
, agitur de vectigalibus, neque de sociorum in-
atque agente, Caes.; agendi viam non video, juriis, Sali.: in quo (bello) agitur populi Eo-
-Cic. niani gloria, agitur salus sociorum atque ami-
b) come t. t. di atti piibbl.: a) presentare corum, Cic; cum fama ejus ageretur, Liv.: nel
q.C. davanti al popolo od al Senato, traitare, perf., acta res est ovv. coniun. actum est,
condurre a conclusione, concludere, discutere, propr. la trattazione è fatta, è conchiusa =>
Ili agon affrarius 112^

è finita, è fatta, acta res est, perii, Ter.: si proro- imperiale, destinato alla revisione in cose
gatur, actum est, Cic: e così pure actuni est civili e militari, Aur. Vict. Caes. 39, 44.
de, ecc., è finita, è spacciata, per olc. per q.c„ Partic. perf. pass. sost. acta, òrum, n.,
è fatta, per quale, oq. e, è perduta, per quale. I) azioni, gesta, fatti, atti, opere, COmC testi-
q.c, de me, Ter.: de Servio, de imperio, Liv.: monianze parlanti dell' attività di quale,
quod èy^tipaiia, actum de iste est,
scribis (contr. facta, ciò che avviene per mezzo di,
Cic.: e cosìcomeprov., rem actam ocv. sempl. per opera di quale, in genere; res, ovv. res
actum agere, fare cosa già fatta =
affaticarsi gestae, gesta, imprese, partic. di guerra),heììi
invano, cofi parole fatti, intorno a ciò che domique acta, Ov., acta Herculis, Quint.: nunc
non si può più cambiare, rem actam ho- quàcumque nos conimovimus, ad Caesaris non
dierno die agi (si tratterà di cosa già fatta) modo acta, verum etiam cogitata revocamur,
et frustra habiturum orationem, qui, ecc., Cic II) atti pubblici, in Senato, nei Co-
Liv.: Ph., actum, aiunt, ne agas (lascia stare mizi, ecc., quindi leggi, editti dei magistrati
quello che non puoi cambiare). D. non agam ? e più tardi degl'Imperatori. Questi acta ve-
(io lasciar stare?) Ter.: e così sed acta ne nivano presentati al Senato per essere esa-
agamus, ma non parliamo di ciò, che non minati, sanzionati o respinti; quindi acta
può mutarsi, Cic. alcjs servare, Cic: confirmare. Veli, e Suet.,
Imperai, agé, sigile, quasi interiezione tuori, Suet.: e il contrario, acta alcjs dissol-
per invitare, animare (quindi anche age, vere, rescindere, Cic. e Suet.: in acta priucipis
parlando a più), orsù, suvvia, animo (spesso }Xirare,giurare di volersi attenere in tutto ai
rinforz. da altre particelle), partic. da dum decreti (attij dell'imperatore, Tac ann. 1,.
e sis, quindi le forme agedum, agitedum, age- 72: partic. gli aiti registrati ; catalogo, re-
sis, I) in esortazioni stringenti, via, presto, gistro, protocollo di questi acta del Senato e
stiwia, a)generic; age fiat, Ter.: agitedum, del p'polo: a) del Senato, atti tifficiaii, acta
ite mecum, Liv.: age nunc refer animum, sis, senatus, Suet.: acta patrum, Tac. b) del po-
ad veritatem, Cic: en ovv. hcia age rumpe polo, chiamati zeta, diurna ovv. sempl. diurna
moras, Verg.: age colia V pars. plur. del populi Eom. ovv. sempl. diurna (Tac. e
verbo, age age nunc jam experiaraur, Ter. :
Suet.), acta publica (Tac.\ diurna Urbis
e colla 2' pers. plur., mittite agedum legato?, acta (Tac), acta urbana (Cic. e Plin. ep.),
Liv. b) in passaggi, nel discorso, per far no- rerum urbanarum acta (Cic.) e sempl. acta
tare con attenzione speciale ciò che segue (Cic), cronaca giornaliera. Specie di giornale,
(spesso con nunc, vero, porro), age nunc pubblicato a cura dello Stato, che dava
iter... comparate, Cic: age vero considerate, notizie tutti i giorni sopra cose politiche
Cic: age porro, tu cur... inijierasti ? e poe, e private e veniva posto in mostra in
Cic. e) apostrofando vivacemente, quasi come luoghi pubblici, perchè fosse letto dal popolo,
die, ovsìt, dimmi, ehi, olà, age scis quid lo- talia diurnis Urbis actis mandare, scrivere
quar? Ter. IIJ per troncare un discorso e nel giornale, Tac: beneficia in acta non
passare ad altro: a) come segno di disap- mitlo, non strombazzo ai quattro venti,
provazione del già detto, come il nostro: Sen.: sic in fastos actaque publica relatum est,
va! lascia stare, ah.' age novi tuuin animum ; Suet.:habebam acta urbana usque ad Nonas.
va, che ti conosco, ah! ti conosco troppo Martias (quando era in Cilicia), Cic.
bene! Ter.: sicine agis, Parmeno? age, come si;£on, ònis, acc. siug. òna, acc. plur. onas,
puoi parlare così? o via! Ter.: age, inepte, m. (àywv), agone, combattimento, ìlei giuOchi
ah ! baie! Ter.: age hoc malum mihi commune solenni, portato dalla Grecia in Roma, par-
est cum omnibus, pur troppo, Cic. b) come tic, da Nerone in poi; lat. puro certamen,
segno di assenso, però col desiderio di pas- comun. gymnicus (yuijivixós), per esercizi gin-
sar ad altro, sia, va bene, bene, sta bene, sia nastici e di destrezza corporale, equester
pur così, age sit ita factum, quae causa cur (iTirtixóg),nella corsa dei cavalli, ecc., mu-
Eomam properaref? Cic: Da. quiescas. Si. sicus (iiouowós), nelle arti predilette alle Muse
age igitur, ubi nunc est ipsus, Ter.: e d'impa- (cioè suonare il flauto e la cetra, cantare e
zienza, age age jam ducat, Ter.: quindi age poetare), Plin. ep.: trasl., nunc denium agon
sane, bene, benissimo, mollo bene, sta bene, ne
sono (Siam) lieto (i), age sane, inquam, Cic: age
est (vOv yap èoxtv àycóv) =
ora finalmente
deve sorgere una lotta, ora è tempo di pro-
sane, omnes, Liv. e) come segno di assenso varsi, Suet.
apparente o forzato, quando non si può ri-
.4;s;ónalia, fum ed òrum,
festa (romana)
spondere ne né no e si passa sopra alla
sì,
istituita da Numa
Pompilio e che si cele-
risposta assoluta con uno sta bene, va bene,
brava al [) Gennaio, al 20 Maggio e al 10
age, veniam. Ter.: age, age, exponamus adu-
Dicembre in onore di Giano (come Janus
lescenti, Cic. d) quasi come fac, nel supporre
Kgomxxs, protettore dei lavori e degli affari).
un dato caso, posto che, age vero laudo ali- — Deriv.: .4£:;ónsili>!>, e, che appartiene,
quem ; num
offendo? Caecin. in Cic: partic.
che si riferisce alle dette feste.
con si, age si paruerit etc, Cic
Part. pres. ascili*, entis, I) agg., parlante, .4$EÓIlTa, òrum. n., &) vittime pel sacrifizio,.
espressivo, vivace, solo nel contesto del dis- Ov. fast. 1, 331. b) =
Agonalia (F.;, Ov.
corso, come imagines agentes, acres, insigni- fast, h, 721.
tae, Cic: acer orator, incensus et agens, che A;;i's1a;aiitTinis, a, uni = Acragantinus,
ha un ' sposizione viva, Cic. Il) sost.: 1) = V. Agrigentum.
actor, attore, Quint. ed, a. 2) agens ovv. agens as^rarTu*!, a, um (ager) che si rifm-isce ai
rerum [cOÌÌUDI. al plur.) ni/ente O commÌ!,surio canuti, olle campagne ; campagnuolo, agrario^
113 agrestis Agyiìum 114

I) in gen.: parentes, che vivono in campagna, tìnus, um, agrigentino, plur. sost.. Agri-
a,
Aar. Vict. II) partic. COVie t. t., agrario, gentini, òrum, m., gli abitanti di Agrigento,
che riguarda il terreno pubblico, partic, lu agrigentini, Cic: e {da Acragas) Acragan-
sua occupazione (possesso) e ripartizione,\ex, tTnus, a, um ("Axpayavxtvos), di Acraga,
proposta di legge che riguarda la riparti- Acragantino^
zùne dei campi, Cic. ed a.: largitio, larga agrip^ta, ae, m. (ager e ^qìo), che aspira
distribuzione di terre, Cic: facultas, il po- a posseder campi, che va in cerca di possessi
tere, la facoltà di fare una ripartizione agricoli, cacciatore di terre (quindi fautore
agraria, Cic: triumvir, che presiede alla ri- della legge agraria), Cic ad Att. 15, 29, 3 C 16,
partìzine, ecc., Liv. : seditiones, tumulti 1,2: in senso buono (pel greco xXrjpoùxos)
collo scopo di provocare una distribu- =3 colono, Cic.de nat. deor. 1, 72.
zione, ecc.. Liv.: huic toti agrariae rationi Agrippa, ae, m.. Agrippa, nome di una
adversari (esser contrario al progetto, ecc.), famiglia romana, i cui membri più celebri
Cic: agrariam rem tentare, tentare di pro- furono : I) Agrippa Menenius, celebre per la
muovere una distribuzione, ripartiz., ecc., sua favola del ventre e delle membra. II)
Cic: sost., a) agraria, ae, f. =
lex agraria M. Vipsanius Agrippa, nato nel 63 a. C. (691
(V. sopra), Cic. ad Att. 1, 18, 6. b) agrarii, di E.J, morto nel 12 av. C. (742 di U.), l'a-
òrum, m. =
alcuni, che mediante le leggi mico intimo di Augusto fin dalla gioventù,
agrarie speravano di venir in possesso di marito di Fomponia, figlia di Attico, poscia
terre; fautori delle leggi e ripartizioni agra- di Marcella, figlia d'tma sorella di Augusto,
rie, Cic e Liv. indi di Giulia, figlia di Augusto; fu grande
agresti», e, agg. col compar. e (negli generale e nomo di Stato. Ili) Agrippa Po-
scritt. Seriori) col superi, (ager), che si trova stumus, postumo del precedente, man-
figlio
nei campi, nella campagna, I) agreste, ville- dato in per raggiri di Livia, da suo
esilio,
reccio, selvatico, l)propr.: palmae, Cic: poma,
nonno Angusto (che prima lo uvea adottato),
Verg. 2) trasl.: a) fiero, rude, rosso, ferino, nell'isola di Planasia; assassinato appena
brutale, all'aspetto, vultu?, Ov.: figura, Prop.
Tiberio salì al trono.
b) selvatico, moralmente, rosso, crudele, sensa Agrippina, ae, f., Agrippina, nome di
cuore, domiuus, Cic: animus agrestis ac du- donna appari, alla famiglia Agrippa; con
rus, Cic: qnae barbaria India vastior aut agre-
questo nome sono note I) le figlie di M. Vi-
:
stior, Cic II) che si riferisce alla campagna
psanio Agrippa; a) f7aPo;n/;onirt(F. Agrippa,
= che vive in campagna, che riguarda l agricol-
»1° II): moglie di Tiberio, h) da Giulia:
tura, paesano, villano, agreste, campestre [contr.
la casta e fedele consorte di Germanico, ma-
urbanus), 1) j3?023>-.;liospitium, Cic: vestitu?,
dre di Caligola, esiliata dopo la morte del
Nep.: vita, Liv.: N\imida.e, che si occupano
marito, nell'isola Pandataria (30 d. C),
dell'agricoltura. Sali.: quindi homo agrestis
dove mori di fame (33 d. C). Il) nipote di
ovv. sostant. sempl. agrestis, is,m., paesano,
M. Vipsanio Agrippa, figlia di Germanico
villano, uomo di campagna, ecc., Cic, Hor.
Agrippina (n" I, b), moglie di Gneo
e di
ed a.2) trasl., rustico, in contrapp. a gentile,
Domizio Enobarbo (da cui ebbe L. Domizio,
fine, educato =
rosso, non educato, sotico, in-
che fu poi V Imperatore NeroneJ poi di ;
colto,ruvido (dunque sempre in cattivo senso,
Crispo Passieno, infine di suo zio l'Impera-
mentre rusticus comun. =
semplice, goffo),
tore Claudio: è distinta dalla sua nobile ma-
genus hominum, Cic: rustica vox et agrestis,
drecomun. coli' appellativo di « iuniore».
Cic: vita haec rustica, quam tu agrestem vo-
Fu da lei promosso l'invio di una colonia
cas, Cic: quindi agrestiores Musae, le Muse
alla borgata degli Ubii (oppidum Ubioruni),
più rozze, cioè le discipline pratiche, come la
sua patria, nel 50 d. C: quindi Colonia
giurisprudenza, ecc. (in contrapp. alla filo-
ovv. Coionia Claudia
sofiaj, Cic. —
Genit. plur. agrestum [per
.AgrippTnensis
Augusta AgrìppTncnsiuni ovv. senz'ai-.^
agrestium), Verg. ed a.
tro Agrippina, capitale della bassa Ger-
1. agrìcSIa,ae, m. (ager e colo), agri-
mania, oggi Colonia sul Meno ; gli abitanti
coltore, paesano, villano, Cic. ed a.: eleus agri-
diessa erano detti Agrippìnenses, lum,
cola, protettore dei campi (Silvano), Tibull.:
m., Agrippinesit
e COSI pure caelites agricolae, gli dèi protet-
tori, ecc., Tibull. —
Genit. plur. agricolùm,
j4gyléus, ci ovv. cos, m. ('Ay'J'-'JS)) -^gteo,
soprannome di Apollo, come protettore delle
Lucr. 4, .584.
liie (àyota'-) f'^'^fi piazze pubbliche; come
fi
2. y%,u;rìcSla, ae, m., Gnaeus Julius, Agri-
cola, nato nel 40 dopo C, a Forum Julii
dio tutelare delle persone al loro uscire di
(oggi Fréjus, in Provenza), figlio di Grecino casa e al rientrarvi, in onore del quale da-
Giulio, suocero dillo storico Tacito; morto vanti alla porta di casa i Greci ponevano
nel 93 dopo C. colonne a foggia d'obelisco, su cui ardevano
agriciillTo, -cultor, -cultura, V. incensi.
cul-
tio, cultor, cultura. jàgylla, ae, f. ("AyuXXa), Agiiia, nome an-

AjErigeiituiii, n. (pei Greci 'Axpdyas, tico greco della città etnisca di Cere; oggi
quindi anche la
i,

forma Acragas), Agrigento, Cervetri. —


Deriv.: .4gylllnus, a, um,
una delle colonie greche più fiorenti sulla Agyllina urbs, poet.
rfi .4., Agylla:= e sost.,

costa meridionale della Sicilia, situata su un Agylliui, orum, m., gli abitanti di A.
alto e largo poggio {quindi arduus Acragas) Agyrìuni, li, n. ('A^ùpiov), Agirlo, città
sul fiume Acragas [oggi Fiume di San Bia- della Sicilia sul fiume Ciamosuro{oggi Tra-
gio); oggi Girgenti. —
Deriv.: AgrTgeii- chino), di una certa importanza ai tempi
115 ah alacer 116

di Cicerone ; patria dello storico Dioiìoro le penne delle ali), I) propr.: galli plausu
cggi S. Filippo d'Argiro. —
Deriv.: Agjf-
;

premunt alas, Cic. : movere alas, Ov.: alas


rlnensis, e, di A.; plur. sost., Agyrinenses, expandere, Piin.: alas quatere, Verg.: delle
lutn, m., gli abitanti di A. api, alas eripere regibus apum, Verg.: a per-
ah, inter.. ah.' oh! ahi! di meraviglia, di sone, alas accomraodare humeris, Ov.: di Mer-
sdegno, di dolore, di gioia, ecc., nei Comici, curio, hic paribus nitens Cyllenius alis con-
Verg. ed a.: ripetuto, ah, ah, Hor. stitit, Verg.: poet. di barche, navi e sim. (con-

Aliala, ae, m., Aaia, cognome della gens cepite come uccelli), classis centenis remiget

Servilia. Noto è partic. C. Servilius Ahala,


alis, Prop. (cfr. alarum remi ovv. remigium,
colui che in qualità di raagister equituni, uc- delle ali, Verg.ed a.); ovv. la vela, velorum
cise il sedizioso Melio. pandimus alas, Verg.: e poet. come immagine
Aliarna, ae, f., Aarna, città delVEtru- del moto rapido ovv. placido, impercettibile,
ria; oygi Bargiano. di venti, madidis notus evolat alis, Ov.; del
alien..., Y. aèn. fulmine, emicat et ventis et fulminis ocior
alis, Verg.: del tempo, Sen.: della morte, Hor.:
ai (ai), esclamazione di dolore, ahi ! Ov.
del sonno, TibuU. II) trasl.: A) la parte del
met. 10, 215.
corpi umano analoga all'ala degli uccelli;
Aiax, acis, m. (= Aiag, ma formato da ascella, umbonibus incussaque ala sternere ho-
Atax-og), Aiace, nome di due celebri eroi
stes, Liv.: sub ala fasciculum portare librorum
greci alVassedio di Troia, I) figlio di Oileo,
fsottij il braccioJ.ìloT.: partic. la cavità ascel-
re della Locride {quindi Oileus ovv. Oilei ed
lare coperta di peli, che manda uno spiace-
Oileos [se. filius], ovv. Locrus ovv. Nar3'cius
vole lezzo caprino di sudore, gravis hirsutis
[dalla sua patria Naryx nella Locride]).
cubet hircus iu alis, Hor.: alas veliere, strap-
IT) figlio di Telamone, re di Salamina (chia-
pare i peli delle ascdle, Sen. B) come 1. 1.
mato quinii Telamonius), il primo eroe del-
milit., ala dell'esercito; dapprima erano le
l'esercito greco, dopo Achille. La sua sorte
schiere della cavalleria romana, di solito di
fu spesso soggetto di tragedie; Aias è il
300 uomini per ogni legione, destinate a
titolo d'una tragedia di Ennio e diun altra,
proteggere ai due lati la linea dei fanti ; in
rimasta incompiuta, dell' Imper. Augusto;
seguito si chiamò così una sezione degli al-
fu anche soggetto di pittura; infatti Aiax è
leati, partic. di cavalieri, che propriamente
un quadro di Timomaco a Cizico.
dovevano coprire i fianchi della legione ro-
aiens, agg. [da aio), che dice
entis, part.
mana, ma però anche spesso venivano posti
di sì {contr. negans), che afferma, negantia
in prima linea, comun. di 500 uomini; e
contraria aientibus, Cic. top. 49.
quando gli alleati ebbero acquistato il diritto
aio, verb. difett., IJ dir di sì, affermare, di cittadinanza, truppe ausiliarie in
asserire (contr. negare), Ter. e Cic. II) asse-
genere (cavalleria e fanteria), che servivano
rendo, dire, affermare, sostenere (cOntr. ue- nell'esercito romano (comun. alarli equites,
ga.Te),partic. nel citare, riferire le asserzioni alariae cohortes o sempl. alarli, V. alarius),
di un altro nel discorso indiretto (come in- Campanorum alqm alae alteri prae-
ala, Liv.:
quit nel discorso diretto), però anche nel di- lìcere, Cic: talora anche per schiera di
scorso diretto (partic. nella locuz. ut ait, ut cavalleria di 500 o 1000 uomini presso gli
aiunt, come dice, come dicono), comun. nel altri popoli, come della « Guardia del corpo »
corpo del discorso, talora anche preposto (co- dei re Macedoni in Nep. e Liv.: e per schiera
mun. con una jìarticella come sic). Ter. e Cic: di cavalieri in gen., ed in partic. di
nel citare una frase proverbiale, docebo sus, « cacciatori a cavallo », Verg.
ut aiunt, oratorem, Cic: e di leggi, (ut) ait
Àlìibaiida, ae, f. ed òrum, n. (yj e za.
lex, (comej dice, vuole la legge, Uip. dig.: e
'AXàpavSa), AlaOanda, città della Caria poco
nelle frasi proprie del ling uagg io famigliare :
lungi dal oleandro, fiorente pel commercio
a) quid ais? a) di meraviglia, che dici? è
e l'amore alle arti, ma di cattiva fama pei
mai vero? come? può mai essere ! nei Comici.
^) per farsi dire q.c. da quale, che dici tu?
suoi costumi voluttuosi. Deriv.: 1) Ala-—
che ne pensi? nei Comici. b) aiu per aisne,
haiidensìs, e, di Aiabanda: plur. sost., Ala-
bandeuses, lum, m., ali abitanti di Aiabanda.
eredi tu? dici sul serio? è possibile? Comici:
così ain tu? Comici e Cic: e di forte mera- 2) Aisiltandeus, cos,m. ('AXapavSsug), »»a-
tiro di Aiabanda ; nomin. plur. alla greca
viglia, aiu vero? Comici ; ovv. ain tandem?
Comici, Cic. ed a. .4lakan«lis (Alabandeis, 'AXapavSstg), gli
Aius Lioquens abitanti di A.
ovv. j^ius l^wciitìiis,
m. (aio e loquor) = voce die annunzia, cioè la Alabaroliès, V. Arabarches.
voce che avvert'i i Romani prima dell'arrivo alal»a!!>ler, stri, m. ed al:1l»a<«lruni,
dei Galli, e che, dapprima non ascoltata, fu stri, n. (àXdpaaxpOJ ed -ov), vasetto, boceetta
poi onorata come divinità in un tempio a contenente unguenti, fatta a foggia di pera,
lei dedicato, essendosi avverate le sue pre- liscia, senza manico, di alabastro oppure di
dizioni. vera onice orientale, Cic. fi*., Pliii. ed a.
ala, ae, f. (da ago, dunque =
agla; di qui alacer, cris, ere, agg. col comp. (anche
il dimin. axilla, come mala da mando, donde nel masch. alacris in Enn., Ter., Verg. e
il dimin. maxilla, palus da pango, dunque Tac), eccitato, e omino s so, I) in gen.,
= paglus e di qui, il dimin. paxillus), ala eccitato, commosso da dolore, passione, quid
d'uccelli, ecc., come organo del moto (men- tu es tristis? quidne es alacris? Ter.: multos
tre pennae ovv. pinnae =
ali, per indicare alacres exspectare (essere in grande, affan-
117 alacri ta3 Albianas 118

nosa aspettazione), quid statuatur, Cic. IIJ (secondo la leggenda), madre patria dei Ro-
gioioso, allegro, vicaee, quindi anche dedito, mani, situata su una lunga e stretta gio-
disposto ad agire [contr. tristis, huiiiilis, per- gaia (perciò Longa) fra il monte Albano e
territus ; e spesso coord. alacer et promptus), il Lago ; presso l'odierno convento di Palas-

a) di pers. e del loro animo, Catilina alacer zola. Essa, quand' era fiorente, mandò pa-
atque laetus, Cic: alacres animo esse, Cic: recchie colonie ìlei dintorni, ma fu distrutta
omnium animos alacres videre, Sali.: alacri et per sempre dai Romani, fitto dai tempi di
prompto ore ac vultu huc atque illuc intueri, Tullio Ostilio. — Deriv.: Albanus, a, um,
con aspetto e tratto franco e disinvolto, Cic: albano, di Alba, poet. = romano; plur. SOSt.,
alacer gaudio (di gioia), Curt.: alacriores ad Albani, òrum m., gli abitanti di Alba, Albani.

,

maleficia, Cornif. rhet.: ad bella suscipienda Partic. mons A., la vetta occidentale degli
Gallorum alacer et promptus est animus , odierni monti Albani; oggi Monte Cavo,
Caes.: di e. inan. personific, voluptas, vivo il monte sacro dei Latini, con un tempio di
piacere, Verg. b) di animali, pieno di vita, Juppiter Latiaris posto sulla più alta vetta,
vivace, focoso, equus, Cic ferae bestiae, Coi-
: a cui una via selciata conduceva le proces-
uif. rhet. e) di cose, imprese, clamor, Liv. sioni nelle feriae Latinae (festa dell'alleanza
alacrflas, àtis, f. (alacer), alacrità, alle- dei Latini) e cos'i pure i generali romani jìer
grezza, prontezza, vivezza, spirito, partic. ri- l'ovazione ; là si trovavano gli Albani tumuli
guardo all'agire, a) di pers., ingens, Liv.; atque luci e ilnenms Albanura; là trovavansi
egregia animi, Cic: alacritas rei publicae le viti, che davano il famoso vinuin Albanum.

defendendae, Cic: alacritas studiumque pu- — lacus A., lago ameno, ai piedi del mons
gnandi, gran volontà di combattere, Caes.: Alb., dalla parte di occidente ; oggi Lago
mira sum alacritate ad litigandum, gran vo- Albano, deviato all'assedio di Veio, mediante
lontà di, ecc., Cic: al. perfecti operis, giubilo un emissario, quindi Albana aqua, l'acqua
per, ecc., Liv. b) di animali, canuni tanta del lago Albano. —
Albanum, i, n. (se. prae-
alacritas in venando, Cic. dium), Albano, nome delle grandi ville di
alacrTiKr, avv. co? compar. (alacer), ala- Pompeo e di altri ricchi Romani, in (specie
cremente, voglioaam., vivant; prontatn,, Justill. degli Lnperatori Neronee Domiziano (il cui
1,6,10. Albanum vien detto anche A. arx ed A. seces-
.4lanianni, òrum, m.. Alemanni, nome sus) da cui più tardi sorse un municipio (Mu-

collettivo di popoli germanici discendenti nicipium Albanum) ad ovest del lago omo-
dagli Svevi, tra il Danubio, Valto Meno ed nimo : n" rimangono oggi ruderi interes-
il Meno; sing. Alainaiiiius, soprannome
santi prssso l'odierna Albano sulla via
delTimperat. Graziano, che sconfisse gli Ala- Appia. — A. la pidicinae, pezzi di lapis Al-
manni. bauus(rfefto ora piperino, a Napoli piperno
pipierno), che scavato nelle vicinanze del-
j^lani, òrum, m. ('AXavoJ), Alani, popolo
l'antica Alba Longa, veniva usato spesso
nomade, originar iam. caucasico (da Ala,
per costruzioni, ecc.. Vitr.: quindi A. co-
che in sarmat. signif. monte), chiamato dai
lumnae, colonne di piperino, Cic fr. e Suet.
Greci e Romani « scitico » ; noto ai Romani
II) Alba Fuceutia o Fucentis o Marsorum,
per la sua valorosa cavalleria.
origin. città dei Marsi, poi colonia romana
iilapa, ae, f., schiaffo, ceffone, alapam alci
nel Sannio sul lago Fucino (oggi Celano),
ducere (infliggere, dare) gravem, Phaedr.:
2)osta su un alto qioQO, comun. sempì. Alba,
dato dal padrone allo schiavo, come segno di
come anch'ora Albe, fortezza importante e
affrancamento, multo majoris alapae mecuni
Teneunt, presso di me la libertà si vende
prigione di Stato dei Romani. Deriv.: —
molto più cara, Phaedr.
HXhen^i», e, AWeiise, appartenente ad Alba

àlare!«, V. alarius. Fnc, che si riferisce ad A.; plur. sost.. Al-


alarìUS, a, um (ala), che appartiene alle benses, Ium, m., gli abit. di Alba Fuc.
truppe delle ali, equites, Liv.: cobortes, Caes.: Alliani, V. Alba n" I.
1.

plur. sost., alarli, òrum, m., i soldati com- 2. Alltilni, òrum, m., Albanesi, gli abit.
ponenti le «Jt,Caes. e Cic: detti anche alares, dell'Albania, regione asiatica, probab. da
ium, m., Tac identificarsi cogli Alani ("V.J. — Deriv.:
alatUS, a, um (ala), provveduto di ali, alato, Albaniis, a, um, appartenente all'Albania,
plantae, di Mercurio. Verg.: equi, dei ca- Albano.
valli del sole, alipedi, Ov. 4lbanus, F. Alba, «" I e 2. Albani.

alauda, ae, f., allodola e precis. allo- albàtus , a , um (da albus). vestito di

dola col ciuffo (lat. puro galeritae bianco, con abito chiaro (contr. atratus, pul-
cassita); trasl., nome di una legione gallica latus, in abito nero, da lutto), Cic. ed a.
raccolta da Cesare a sue spese (così detta dal ;%lbensis, ed -es, V. Alba, n" IL
pennacchio, che i suoi soldati portavano sul- alboo,ère falbus), essere bianco, Verg. ed
l'elmo), Suet.: quindi i soldati di quella le- Ov.: quindi albens. Manco, chiaro, Ov. e Tac:
gione Alaudae e legio Alaudarum, Cic. albente caelo, sulV albeggiare, Caes.
AIha, (da connettersi con albus,
ae, f. albesco, ere (albeo), divenir bianco, detto
àXcpóg, sabin. aipus, monte coperto di neve). !
anche di capelli, Lucr., Hor. ed a.: partic,
Alba, nome di alcune città poste su luoghi ! divenir cliiaro, risplendere, per fuOCO,per luce,
elevati, fra le quali sono degne di partic. albescit mare, Cic: albescunt flammarum longi
menzione: Ij col soprannome di Loiiga, la tractus, ^'erg.: albescit lux, albeggia, Verg.
piìi antica città latina, fondata da Ascanio Albìànu!», a, um, V. Albius.
119 albico Alcathous 120

alitìoo, cavi, are (albas), esser bianco, bian- bianca (detto in genere di q.c. di raro),
eheygiurc, Hui'., Piin. ed «. Cic. ep. 7, 28, 2album calculum adicere alci
:

alllìdiis, a, um, agg. col compar. e su- rei =approvare q.c, Plin. ep. 1, 2, 5. b)
peri, (albus), bianco, chiavo, Ov., P1ÌD. ep. ed a. bianco =
canuto, capiUi, Tibull.: Coma, Ov.:

;%ll»iiif^niiiiì, -mini, F. Inganni. asinus, Quint.:plumbum,sta5fwo, Caes. e) pai-


Udo, smunto, macilento per malattia. Spavento,
4llM«iftvanus,i,m.,^i/fcino«nno, jyCelsus
cure, ecc., aquosus alto colore languor, del-
Whmo\^nTìs. giovane vanaglorioso, segretario
l'idropisia, Hor.: albus ora pallor infidi, Hor.
intimo di Tiberio : Orazio gli dedica Vepi-
i)chiaro, splendido, delle stelle, sol,jubar, Enn.:
stola S"* del lib. 1" e gli raccomanda di essere
adrnisso Lucifer albus equo, Ov.: quindi me-
più originale, nello scrivere, in e-p. 1, 3, 15 e
ton. ^= chiaro, che rende chiaro, notus (Xsuxó-
sgg. II) C. Pedo Alb. poeta epico contem-
poraneo ed amico di Ovidio.
voTog), Hor.: Japetus, Hor.: e fìg. , chiaro =pro-
pizio, stella, Hor.: genius albus et ater, Hor.
AlhTniici, i, m., Albino, cognome romano,
IT) SOSt.. album, i, n., 1) bianchezza, color
partic. della t^ens Postumia è noto partic. ;

bianco, il bianco, alba et atra discernere non


Anlus Postumius Albinus, console nel 603 di
Boma. noto come autore di una storia romana posso, Cic: alba et atra ignorare, Cic: come
materia colorante, columnas albo polire, (fere
in lingua greca.
un intonaco bianco, Liv.: album in vestimen-
Alhiti, is, m. (antico germ. Alf, Elf, Elve
tum addere, mettere il bianco (colla creta
= fiume), isiba, fiume della Germania.
bianca), vestir di bianco, Liv.: di macchie
m., Aibio,nome di una gens ro-
;%ll»Tii«i,'ii,
bianche sulla pelle degli animali (bos) ma-
mana di cui san noti partic: il poeta Albius culis insignis et albo, Verg.: sparsis pellibus
Tibollus (F. Tibullus) e Statius Albius Op- albo, colla pelle chiazzata di macchie bian-
pianicus, di Latcrnio, condannato da giudici
che, Verg.: album oculi, oculorum, il bianco-
corrotti; inseguito fu accusato Cluevzio di
dell'occhio, Cels.: album ovi, chiara d'ovo, Cels.
averlo avvelenato. —
Deriv.: j^lkiaiiiici^ 2) tavola bianca (Xeùxcofia), comun. intona-
a, um, di Albio, Albiano.
cata con gesso (per farvi annotazioni, partic.
Alltiìla, F. alLulus. da esporre al pubblico], albo, fastos circa forum,
all>iìlu<«, a, um (dimin. di albus), bianco, in albo proposuit, Liv. —
Partic. : a) la tavola
eandido, Columbus, Catull. Quindi come — su cui il Pontefice alassimo notava gli av-
nom. propr.: I) Alb'ula, ae, f. (cioè aqua), venimenti dell'anno e che conservava pressO'
nome antico del Tevere. II) Albula, ae, f. di sé (gli annalts maximi|, Cic: referre in
{cioè aqua) ovv. Albulae aquae ovv. sempl. aìhmrì, registrare negliannali, Liv. b) album
Albulae, arum, f., ruscello formato da parec- praetoris, l'alboper l'editto, compilato annual-
chie sorgenti sulfuree presso Tivoli, non mente dal Pretore, cdT atto di prender pos-
lungi da Roma; si getta nel Teverone e già sesso della sua carica (colle formale riferen-
nella remota antichità le sue acque servivano tisi alle azioni ed alle eccezioni) e per le
per cure, come bagni e bevanda ; anche ora disposizioni transitorie del Pretore; quindi
Solfatare di Tivoli ovv. acqua zolfa. ad album sedentes, coloro che sono al cor-
allkiim, i, n., F. albus. rente coll'editto, ecc. cioè che conoscono-
,

Alhììiioa, ae, f., Aibunca, nome di una bene le formale giudiziarie, giurisperiti, Sen.:
ninfa profetica (più tardi ritenuta come se ad album ac rubrica? transferre, assumersi
Sibilla) a cui era sacra una delle sorgenti come unico incarico la conoscenza letterale
sulfuree (Albunea cfr. Albula n" II sotto
; delle formale dell'editto pretorio e delle leggi
albulus) sui colli di Tivoli (forse l'odierna del diritto civile, Quint. e) catalogo, registro,,
acqua solforata d'Altieri), come pure una ruolo, album senatorium, catalogo dei Sena-
grotta (Albuneae domus probabilm. oggi , tori, che, da Augusto in poi, venne esposto
Grotta diNettuno), un bosco (sotto la cascata in pubblico; da esso venivano cancellati
della fonte con un oracolo di Fauno) ed un (eradi) i nomi di coloro che venivano espulsi
tempio (che esiste ancor ora) sopra la ca- dal Senato o per altra ragione non eran più
scata delVAniene. Senatori, Tac: album (judicum), la lista delle
Allturnus, i, m., alto e selvosomonte decurie dei giudici scelti dai questori, Sen. e
della Lucania, dietro a Festa; oggi Monte Suet.: albumprofitentium citharoedorum, lista
di Postiglione. dei citaredi, che volevano presentarsi in
albus, a, um (rad. ALB, da connettersi pubblico, Suet.
con àli-fó^), bianco {contr. ater, niger), I) j^loaeu.s, i, m. ('AXxatos), Alceo, lirico
agg.: a) generic: color, Cic: dentes, Verg.: greca di Mitilene, nell'isola di Lesbo (fiorì
equi (cavalli bianchi pel carro trionfale), intorno al 610-602 av. CrJ.
Liv.: panna, ancor bianco fsenza intagli o Alesimene^, is, m. ('AXxa|i£vr;g), Alca-

cesellaturej, Verg.: di abiti (partic. delle di- mene, il più celebre discepolo di Fidia, na-
vinitàj, vestis, Ov. e Curt.: quindi poet. trasl., tivo del demo di Limne in Atene (secondo-
per « bianco vestito, vestito di bianco », Hor. altri sarebbe nato a Lemno).
sat. 1, 2, Q6: prove)-b., albus aterne sit ignoro, .4lcsillioe, ès, f. ('AXvi«6Ó7)), Aicatoe, la
non so se sia un bianco od un moro = noi rocca di Megara. così chiamata da Alcatoo;
conosco affatto di j)ersona, Cic. Phil. 2, 41 : poet. per tutta la M
e g ari de, sul golfo di
equis praecurrere albis, correr innanzi su ca- Corinto.
valli bianchi (come in un trionfo) oltre- = Aleatliffus, i, m. ('AXxà6oog), Aicatoo,
passare di granlur.ga, Hor. sat. 1, 7, 8: alba figlio di J'elope, colui che ricostruì le nutra
avis> uccello bianco, cioè raro, una mosca di Megara abbattute dai Cretesi; quindi urbs
121 Alce ales 122

Alcathoi = Megara, Ov.: cosi x>ure Alcathoi condo le avea predetto un sogno); e Tetl,
nioenia, Ov. per tanto amor coniugale, li trasformò en-
Alce, ès, f. ("AXxY]), Alce, città dei Car- trambi in alcioni.
petani nella Spagna tarragonese ; oggi prò- iilva, ae, f., giuoco di dadi, e ^Mmrfigeneric.
bah. Aicazar. giuoco di fortuna, d'azzardo, proibito a Roma
alcvdo, dtnis, f., alcione, Varr. ed a. dalla lexTitiaet Publicia et Cornelia, fuorché
aloes, is, f. {dall'ani, tedesco Elch ovv. nel mese di Dicembre all'epoca dei Saturnali ;
Elk, cioè forza, quindi bestia forte; cfr. IJ propr.: ludere alea, Cic, ed aleam, Suet. :

Passoiv alla voce àXxr;), alce, sorta di qua- alca se oblectare, Suet.: alqd in alea perdere,
drupede che vive neipaesi nordici, Caes. ed a. Cic: prosperiore alea uti, Suet.; jacta alea est,
Alceslis, acc. tin, ovv. tini. f. ed
ttdis, il dado è gettato,'iÌM(ìt.Gs.es.2>2,. //^trasl., ge-
Alecsic, ès, f. ovv. 'AXy.rioxrjì,
('A>.xir)aTts neric, avventura, rischio, pericolo, incertezza
Aiceste, figlia di Pelia, moglie di Admeto, dell'esito, fortuna, caso, sorte, repentaglio, belli,
signore di Fere, che ottenne dalle Parche Liv.: dare in aleam tanti casus se regnumque,
la vita di suo marito in compenso della pro- Liv.: alca est in alqa re, Cic.:inestalci rei, Ov.:
pria, ma fu a lui restituita da Proserpina, in dubiam imperii servitiique aleam ire, gio-
e secondo un'altra tradizione, da Ercole, che care gioco incerto del riuscir piadroni o
il

la rapì all'Ade. La sua sorte fu soggetto di servi, Liv.: periculosae plenum opusa leae, Hor.
tragedie presso i greci ed i romani. aiearlus, a, um (alea), 2'e»tt«e«te ai gitwco
Alc«Mis, ci ed cos, m. ('AXxsóg), Alceo, dei dadi o d'azzardo, lex, Plaut. niil. 164.
figlio di Perseo, padre di Amfitrione, nonno aleatiir, Òris, m. (ale l), giocatore di dadi,
di Ercole. —
Deriv.: AlcTdvs, ae, m., d'azzardo ; giocatore di profeSS OHC, biscazziere
Alcide (discend. di Alceo) = Ercole. famoso per astuzia; ai tempi di Cicerone
A leibiadcs, is, m. ('AXxtpiocSy)?), Alci- divenuto sinonimo di infame, Cic. ed a.
Clinìa e di Dino-
biade, ateniese, figlio di aleàlòrius,a, um (aleator), c7(c siriferisce,
maca ffiglia dell' Alcmeonide Megacle), edu- che appartiene al giuoco o al giuocatoì-e di dadi,
cato da Pericle suo padrino (privignus), di- d'azzardo, damna, Cic: forum, tavoliere, Suet.
scepolo molto caro a Socrate. àlee, V. alleo.
Alcnlumas, antis, m. ('AXy.iSaiiag), Ai- A lodò, V. Allecto.
cidamante, retore grcco di Elea, tiell'Eolide, Alèil campìepoet. JllòYa ai* va (greco
discepolo di Gorgia. 'AXriXo\/ TisStov, tò, da àXvj, l'andar errando),
Alcìdés, ae, m., T. Alceus. pianura ubertosa della Cilicia, sulla costa,
AloTiiì^us, i, m. ('AXxivooj), Alcinoo, fi- dove sorge Mallo, tra i fiumi Piramo e Saro;
glio di Nausitoo, nipote di Nettuno, secondo dove, secondo il mito, Èellorofonte precipitò
la tradizione (omer.) il supremo principe giù da Pegaso e, accecato dal fulmine di
dei Feaci a Scheria (Corcyia, oggi Corfù), Giove, andò lungamente errando.
padre di Nausicaa, celebre per aver accolto jkleinanni, V. Alamanni.
ospitalmente Ulisse naufrago sulle coste di j4lènion, monis, m. {'AXrj(xu)v), Alemone,
Corcira (cautibus Alcinoi). / suoi giardini padre di Miscelo, fondatore di Crotone. —
erano pieni di frutta d'ogni specie, quindi Deriv.: AlèiiidnTdvs, m. ('AXr;|iovi-
ae,
proverb. Alcinoi silvae, frutteti ripieni di 5yìs), Aiemonide (figlio di Alemone), detto di
frutta, Verg.: e poma dure Alcinoo, di cosa Miscelo.
superflua, Ov.: Alcinoi Juventus, Feaci (== aleo, ònis, m. (alea), dedito al giuoco (dei
molle, lussuriosa), Hor. dadij, giocatore, biscazziere, Cat. 29, 2 ed a.
AlcmneS ed Alcmaeòn, unis, m. ('A?,- alés,lYtis(ala), «che ha ali e le usa»
»i|iaiu)v), Aicmeone, I) figlio di Amfiarao e (mentre alatus signif. solo «.munito di
di Erifile, uccise sua madre, assecondando ali »J, I) agg., alato, (nei poeti), 1) propr.:
COSI il desiderio paterno e dell'oracolo e di- al. avis (aìóXog òpvig), Cic. Arat.: j3ar</c. di
venne perciò pazzo. II) filosofo greco e me- esseri mitologici, Pegasus, Ov.: deus, (?j Mer-
dico di Crotone, discepolo di Pitagora. Ili) curio,Ov.: di Amoì'e, Hor. 2) poet. trasl.,
^luev,
arconte ad Atene. Deriv.: Alciiiac- — fuggevole, rapido, veloce, auster, Verg. passus, :

Onlus, a, um, Aicmeonio, furiae, le f. che Ov. II) sost., m. e f., uccello, e precis. di uc-
perseguitavano Alcmeone (n" 1), Prop. celli grossi, mentre avis =
uccello, signif. in
Aleinan, niànis, acc. niaaa,m. ('AXxiiàv), genere im animale
che ha ali e penne e fa le
Aicinane poeta lirtco greco
, jyrobab. di ,
ova. volucris, animale atto a volare -(quindi
Sardi nella Lidia (670-640 av. Cr., circa). anche insetto alatoj, a) in gen., Lucr. ed a.:
Alciuena ovv. Alcumòna, ae, f., anche matutiuis obstrepit alitibus, Prop. b) partic,
Alcniènè, ès, f. ('A>.K[i.fjvy]), Aicmena, figlia a) di determinati uccelli, Jovis al., V^erg. ed
di Elettrione, moglie di Avifitr.one Tebe, m Ov.; regia al., Ov., al minister fulminis, Hor.,
ma ire di due gemelli. Ercole ed Ificlo, il aquila; parim. (come stella) semjìl. ales, Cic.
primo figlio di Giove, il secondo di Amfi- poet: Phoebeius o Phoebea al., del corvo,
trione. Ov.: Chaonis al., Ov., ovv. al. exterrita pennis,
alcyòn, unis, f. (àXxùcov), alcione (lat. Verg., della colomba: Daulias al., usignuolo,
puro alcedo, V.), Pliu. ed Ov.: dilectae Thetidi Ov.: Juuonia al., pavone, Ov.: imitatri-ic e rara
alcyones (alludendo ad Alcione e Ceice, al., del pappagallo, Ov.: cristatus al., del gallo,

V. Alcyone), Verg. Ov.: Palladis al., nottola, Ov.: Caystrius al.,


Alcyonv, ès, f. ('AXxuóvr)), Alcione, figlia cigno, Ov.: e così albus o canorus al., detto
di Eoli, si lanciò in mare, vedendo il cada- dH cigno che canta (in cui s'immagina tras-
vere dello sposo galleggiare sull'acqua (se- formato il poeta), Hor.: quindi ales senz'altro
123 A /osa alias 124

per cantore. Maeonii carminis al., ilcantore malmja) che costituiscono a N. 0. il confine
della meonia poesia (lìegli eroi omerici), ^or. dell'India, a dieci miglia dalToditrna Ca-
P) n<'l ìin juaggio Augurale, alites uc- = bul. 4) Alexandria ultima ('AX. ÈaxdxTj), ul-
celli che servivano ai presagi, col « volo », tima città fondata da Alessandro il Grande
mentre oscines, « col canto », Cic. ed a.: sullo Jassarte, nella Sogdiana; probabil-
quindi nles {come avis) poet. augurio, pre- = mente l'odierna Khodjend.
sagio (stella), bons ovv. secund3 alite, greco B) AlexnndrTllUS, a, Um, Alessandrino,
aio£(p òpviGi, Catull. ed Hor.: potiore alite, di Alessandria (d'Eyitto), rex, re d'Egitto
Hor.: mala ovv. lugubri alite, greco àuaiotq) (Tolomeo Aulete), Cic: vita et licentia, vita
òpviBt, Hor. —Negli epici si riscontra il dissoluta, come si conduceva ad Alessandria,
genit. plur. alituum Lucr., Verg. ed a. poeti. Caes.: navis, nave della flotta commerciale
ìkìvsa, V. Halesa. egiziana allestita da Augusto, Sen.: bellum,
alcseo, ere (*aleo da alo, come pendeo da guerra di Cesare nell'Egitto dopo la batta-
pendo), cominciar a crescere, crescere, Lucr. e glia di Farsaglia, Cic: plur. sost., Alexan-
drini, òrum, m., gli abitanti di Alessandria,
Varr.
Alessandrini.
.4le!!>Ta, ae, ('AXeota), Aiesia, città dei
f.

Mandubii nella Gallia lugdunese, in forte


AIfènus, m.jCompiut.F. AlfenusVarus,
i,

P. Aifeno di Cremona ; che da umile


raro,
posizione su di un colle, distrutta da Cesare,
calzolaio divenne ragguardevole giurista, di-
più tardi ricostruita ; nel m. evo St. Rein d' A-
scepolo di Servio Sulpicio Rufo, console
lise,ma di nuovo rovine fin dal nono secolo.
sotto Augusto (2 dopo Cr.), celebre per la
Ale!>us, V. Halesus.
sua lai nità classica.
Alvte<$, ae, m., Aiete, troiano, compagno Alfius^ l'i, m., Alfio, nome di famiglia
di Enea. romana; i più noti sotto questo nome sono:
AletrTiim, lì, n., Aietrio, antichissima I) C. Alfius Flavus, am co di Cicerone. II)
città degli Ernici, sui monti del Lazio, più usuraio famoso a Roma, il cuiproverbio
tardi colonia e municipio romano (munici- era: vel optima nomina non appellando fiunt
pium Aletiinas); oggi Alatri. Deriv.: — mala.
AletrTnas, nàtis, di A., municipium (V. al^a, ae, alga, greco cpùxog, usata come fo-
sopra), Cic: pJur. sost., Aletrinàtes, i^nm^ m., raggio solo in caso di estrema necessità, kViCi.
gli abitanti di A. beli. Afr., del resto inutile e priva di valore,
«lex, V. allec. &\g;\'\nMt\[\%,Yìor.: quindi proverb. di q.c. priva
Alexander, dri, m. ("AXégav5pog), Ales- affati di valore, Tilior alga, Verg. ed Hor.
'

sandro, nome proprio, che molto


si riscontra aigeo, alsi, ère, provar freddo, aver freddo,
spesso nelT antichità. I piti noti sotto questo patire, sopportare il freddo, essere agghiacciato
nome sono I) Paride, figlio di Priamo, che
:
(contr. aestuare), Cic. ed a.
ottenne più tardi il nome di Alexander alg;esro, alsi, ere (aigeo), provare S'nso
('AXé^avSpo? =protettore di uomini, da di freddo, raffreddarsi, ne ille alserit, Ter.
àvi^p ed àXsgoiiai.), come persecutore dei la- adelph. 36.
droni e protettore dei pastori. II) Alessandro 1. algTdus,a, am{a.]geo),di natura fredda,
di Fere (quinti Pheraeus) tiranno della Tes- freddo, ghiacciato, nix, Catull. 63, 70. —
Donde:
saglia, noto per la sua crudeltà (regnò dal 2. Aìgìdus, i, m. (se. mons). Algido, ca-
370 al 357 av. Cr.): fu ucciso dalla moglie tena di monti nel Lazi'ì, da Tusculo e Vel-
Tebe e dai frat Ili diessa. IIIJ Alessandro i, ici ri sino a l'reneste, scabrosa, ma magnifir
figlio di Neottolemo, principe dei Molossi, camente boscosa e ricca di pascoli; antichis-
fratello di Olimpia e quindi zio di Alessan- sima sede del culto di Diana ; oggi Monte
dro il Grande; giunse coli' aiuto di Filippo, Compatri. —
Deriv.: a) Algcdum, i, n.,
alla cui corte era stato educato, alla signoria piccola città forte degli Equi su uno dei
dei Molossi in Epiro (342 av. Cr.), e fu uc- monti della detta caletta, probab. presso l'o-
ciso a tradimento (326 av. Cr.). IV) Ales- dierna Cava, b) AI^Tdus, a, um, dell'Algido,
sandro il Grande, figlio di Filippo e di Olim- terra, la terra detta di sopra, Ov.
pia, nato nel 356, morto nel 323 av. Cr., al$;»r, gòris, m. (aigeo), /redrfo, I)soggett.
saVi al trono il 336 avanti Cristo. = i' senso del freddo, freddo intenso, acuto.

Deriv.: A) .4lexandrTa ovv. ea, ae, f. Sali, ed a. Il) oggett. freddo, che fa agghia-
('AXe£àv5peia), Alessandria, nome di varie dare (= frigus), Lucr.
città fondate da Alessandro il Grande nelle algus, US, m., preclass. =
algor (V.),
sue spedizioni; le più note tra di esse sono : Lucr. ed a.
1) Alexandria d'Egitto, soprannominata Ma- 1. alia, avv. (aUus), se. via, per altra via,
gna, fondata ad occidente della foce Cuna- Liv. ed a.
pica del Nilo (332 av. Cr.) ; sotto i Tolomci, 2. llìa, ae, f., V. Allia.
capitale del regno e residenza di re amanti Aliaciiion, V. Haliacmon.
del lusso e delle arti; centro delle scienze, fa- iilfas (se. vices), avv., I) in altro tempo
vor, te straordinariamente da quei principi; (diverso da ora), un'altra volta, tanto riferito
anche ora Alessandria, e in turco Skanderia. al futuro che al passato, sed alias jocabimur,
2) Alexandria Troas, chiamata anche scmpl, Cic: in conirapp. a nunc e sim., sed alias
Troas, situata a mezzogiorno di Troia, sulla pluribus: nunc etc, Cic: si impetro, quid
costi. 3) Alexandria ad Cdn<:asum, al punto alias iiialim quam hodie has fieri nuptias?
d'incontro dell'Ariana, India e Battriana, Ter.: unito con altre particelle, si umquam
sul declivio occii. dei Monti della neve (Hi- alias ante, tum etc, Cic: ncque tum solum.
.

125 alibi alienus 126

sed saepe alias, Nep.: semper alias, Suet.: non altrui {al passivo = giungere in mano altrui)^
alias, m nessun altro tempo, Liv.: alias... alias, me falsa suspicione alienatuni, rigettato, Sali.:
allevolte... alle volte, ora.,, ora, non potest quis- pars insulae prodita atque alienata, Liv.: cum
quani alias beatus esse, alias niiser, Cic: alias velut occisos alienas^et, avendoli allontanati
aliter, ora ad un modo, ora ad ìin altro, Cic: (nascostij, Justin. 2) partic: a) come t. t.
alii sunt alias, di pensare diverso, Cic: alias giudiz., cedere, vendere q.c. ad un altro me-
aliud, ora questo, ora quello, Cic: 6 COSÌ alias diante la juris cessio (e coord. vendere atque
in aliam rem, Cic. Il) trasl.: 1) in un altro alienare), vectigalia, Cic. b) un bambino, uno
luogo, altrove, in altro luogo, nusquam alias schiavo, allontanare dalla famiglia, dare in
tam torrens fretuin, Justin. 2)per altri rispetti, possesso ad alti-i, cacciare, alqm (contr. alqm
del resto, sermone graeco alias promptus et suuin facere, adottare come figlio). Ter. e Liv.
facilis, Suet. 3) non alins quam, per nessnn'ai- e) (come ^. t. medicoj alienari, del corpo e delle
tra ragione, circostanza, causa; in nessun altro sue parti ;= morire, atì'ofizzars,i alienatur cor-
caso,che; non altrimenti che, non alias inagis pus, Sen. d) alcjs mentem, intorpidire, intontir
sua contumelia indoluisse Caesarem ferunt, la mente adalc. =
togliere H senno adalc, pri-
quam quod etc, Tao. vare della ragione, dell'intelligenza, far uscir di
ìilTIlf, avv. (alius), I) altrove, in altro luogo, senno, far impazzire ale, render pazzo, stolido,
rarum alibi animai, Curt.: alibi... alibi (rr «c/te Junonis iram ob spoliatum templum alienasse
pili volte ripetili •), in un luogo.,, in un altro; mentem, Liv. h'iìi spesso al pass. alie- =
qua,,. Iti; anche talora hic ovv. illic . . natas discordia mentes hominnm (affatto ac-
alibi, p. es. alibi pavorem, alibi gaudium in- cecate) eo piaculo compotes sui fecisse, Liv.;
gens facit, Liv.: alibi primum, alibi postre- quindi anche delle pers. stesse, alienata
raum agnien, alibi etc, Liv.; alibi alius ovv. mente, uscito di se, impazzito, pazzQ, deli-
aliter, utio qua, l'altro là; l'uno in questo, l'altro rante, Caes.: velut alienatus sensibus, come
in quel modo, Lucr. e Liv.: con negazioni, nec un pazzo, Liv.: ed alienatus ad libidinem
alibi, Verg.: nusquam alibi, Cic: alibi quam, animo, fuor di sé per la sfrenata libidine,
paragonando, altrove die, commi, colle negaz. Liv. II) trasl. 1) iti gen., allontanare, ri-
:

non, nusquam al., in nessttn altro luogo che, traile, rendere estraneo, indifferente ; distogliere
Liv. ed a. II) trasl.: l)«n altro, in altra cosa, la mente, l'animo, i sensi, da q.c., alienatis^
Comici, Liv. ed a. 2) di pers., presso ultra a memoria periculianimis, dimenticando,lÀ\.:
persomi. Ter. e Liv. 3) per alioqui, dei resto, velut alienato ab sensu animo, indifferente,
Curt. ed a. Liv. 2) partic: &) allontanare, riguardo al
tilica (halYca), ae, f., spelta (come ptisana sentimento, da sé, oppure da alcun altro =
= orzo), e la bevanda che si prepara con respingei'e, alienare, rendere avverso, disaffezio-
essa, Sen. ed a. nato, mal disposto e sim., nel pass, {particol.
ìilTcubT, avv. (aliquis ed ubi), t>i gualche nel partic. perf.), inimicarsi, cessare di essere
luogo, hic al. parare, Cic: hic prope adesse al., amici, diventare avversari, discordare e sim.
Ter. (contr. conciliare, reconciliare, allicere e sim.J,
ììiYcunde, avv. (aliquis ed unde), da qual- omnes a se bonos, Cic: alcjs voluntatem ab
che luogo, IJpropr.: aut decedere nos al. cogit alqo, Cic: omnium suorum volontates (se. a
aut prohibet accedere, Cic. II) trasl., da se), Caes.: sibi alqm, Liv., ovv. alcjs animum.
qualche luogo, a) =
da qualcuno, al. quacrere, Veli.: insulae alienatae (ribelli), Nep. b) alie-
audire, Cic. b) da o in q,c., Ter. e Cic. nari ab alqa re, tenersi lontano da q.c, cioè
iilTd ^aliud, V. alis. sentire una naturale avversione, rifuggire da
alìénalTo, ònis, f. (alieno), alienazione, q.c, a falsa assensione ed ab interitu, Cic.
allenamento, I) comc t. t.giudiz., il Cedere alienus^ a, um (alius), appartenente ad
la proprietà di u. e. ad un altro, espropria- un proprio di un altro, altrui, d'altri
altro,
zione, alienazione, vendita, Sen.: quindi al. sa- {contr. meus, tuus, suus, propriusj, I) propr.:
crorum, allenamento e trasporto dei sacra 1) in gen.: puer, Ter.: mos, Ter.: pecuniae,
gentihcia ad un'altra gens, per mezzo di una Ter.: aes alienum (denaro altrui), debiti {V.
finta vendita, Cic. IIJ trasl.: 1) l'alienarsi aes, w" II, B, 2, a), Cic: nomina, altrui, de-
colV animo da ale, con cui prima si era d'ac- biti fatti da altri, Sali.: pavor, altrui, cioè la
cordo, il distaccarsi, l'allontanarsi alcjs ab , paura che hanno gli altri, Liv.; ma metu
alqo, Cic: consulum, Cic. exercitus, Caes.: : alieno, per paura degli altri fche noi ab-
quindi avversione, inimicizia, in alqm, Tac. biamo, ecc.), Ter.: alienis mensibus aestas,
2) come t. t. medico, al. mentis e sempl. al., nei mesi che non appartengono all'estate (cioè
delirio, alienazione mentale, Cels. e Sen. nei mesi invernali), Verg.: sost., alienum, gli
aliùni^ena, ae, m. (alienus e geno = altrui beni, gli altrui possessi, l'altrui {contr.
giglio), nato altrove, foi-estiero, straniero, sost., suum), alieni appetens, sui profusus, Sali.:
un forestiero, imo straniero (contr. indigena, largiri ex ovv. de alieno, Cic. e Justin.: ex
dome-ticus, suus), Cic. ed a. alieno praedari, Liv.: territorio, terra altrui, in
aliéiiigenus, um
(alienus e geno
a, = alieno aedificiuni extruere, Cic: plur., aliena
glgno), I) che contiene elementi stranieri l'uno = cose, interessi, faccende, affari altrui, aliena
all'altro, eterogeneo, Lucr. ed a. II) forestiero, curare. Ter. 2)partic.: a) estraneo rispetto
non del paese, Scil. ed a. alla famiglia, persona, patria di ale, a) ri-
alièno, avi, atum, are (alienus), trasferire spetto alla famiglia, parentela o persona,
la proiiriefà, alienare, IJ propr.:
in gCH., 1) estraneo, forestiero, non congiunto, non avente
dar via, cedere, allontanare, espropriare, respin- alcuna parentela, relazione, intimiti; non appar-
gere; dare, mettere in tnano altrui, in potere tenente [contr. meus, tuus, suus e propinquus,
127 Alife aliorsum 128

affinis, sanguine coujunctus, amicus, fami- Verg.: Amor, Verg.: axis, del Carro di Ce-
heres alienior,
liaris), assol., ille alienus, Ter.: dai serpenti, Ov.
rere, tirato
Cic: hoiuines alienissimi, a^aWo estranei, Cic: siliiucnlàrìu>«, a, uni (alimentum), ali-
col dat., non alienus sanguine regibus, Liv.: mentario, che si riferisce, appartiene all'ali,-
con ab e labi., alienissimus a Clodio, Cic; mentazione, lex,jwohab. sulla distribuzione
sost., alienus, m., fm-esUero, cives potiores
i, dei mezzi d'. sussistenza ai cittadini poveri,
quaui peregrini, propinqui quam alieni, Cic: Cael. in Cic. ep. 8, 6, 5.
se suaque oumia alienissimis crediderunt, ìyi alTmentuiii, i, n. (alo), comun. al plur.,
mano di persone straniere affatto, Caes. p) ri- alimento, nutrimento, I) in gen., Cic ed a.: al.
spetto alla patria, straniero, domi atque in ignis, Liv.: alimenta igni dare, Curt.: trasl.,
patria mallera, quam in externis atque ali&nis addidit alimenta rumoribus adventus Attali,
locis, Cic. b) rispetto a proprietà fisiche, ete- Liv. II)partic. (come 1. 1. giurid.), alimenta,
rogeneo, contrarlo, fit quoque, ut (nebula) cae- aii>nenti,vitto, tutto ciò chc uno dà ad un altro

lum corrumpat reddatque sui simile atque per mantenerlo, come ciò che i genitori danno
alienum (contrario a noi), Lucr. II) trasl.: ai loro figli e viceversa, Plin. pan. ed a.:
a) dipers.: a) nelle opinioni, nel modo di ve- quindi meton., spese necessarie per mantenere
dere, non indipendente, non originale, in phy- ed educare un ragazzo, Quint. 7, 1, 4; 9, 2,
sicis totus alienus est, Cic.de fin. 1, 17. P' nel 89 e, come xpocpeix e Gpsrtxi^pia, « mercede
:

sentire, nel pensare, nella disposizione delTa- di nutrici e di educatori », Cic. de rep. 1, 8.
llimo, nel modo di vivere, estraneo, alieno, inai alllll0lliuni,ìti, n. (alo), alimento, alimen-
disposto, avverso, conti-ario, ostile, indifferente tazione, Suet. ed a.
verso quale, o q. e. [contr. amicus, familiaris, allo, avv. (alius), di moto a luogo, in tm
conj unctus), voluntates populi, Cic: homo, Cic: dato luogo, aiti-ove, I) propr.: SÌ oflfendet me
ncque solum illis aliena mens erat, Sali: con loci celebritas, alio me conferam, Cic: Romam
ab e Tabi., alienus ab alqa re a-
ab alqo oi'v. aliovequo mitterent legatos, Liv.: alius alio,
nimus, Cic: coZ animus (contr.
dat., alienus alci l'unoqua ,.,, l'altro là, Cic e Liv.: aliundc alio,
animus in alqm pronior),Tac.:homo mihi alie- da questo luogo a quello, Sen.: alio atque alio,
nissimus, Cic: col genit., domus non aliena quaelà,Sen. i/)trasl.: 1) altrove ^= ad mi' al-
cousilii, non straniera alla congiura, ISall. tra persona, ad altri, a te causam regiam alio
Cat. 40, 5 joci non alienus, non nemico degli
: transferebant, Cic: quo alio nisi ad nos socios
scherzi, Ov. b) di e. inan. fogg. concr. ed COnfugerent? Liv. 2j altrove, a qualcos'altro =
aslr.), estraneo alla natura, oqii'tlità propria, ad altro oggetto, sermonem alio transferre,
alle condizioni, alle circostanze, allo scopo; Cic: hic alio res (familiaris), alio ducit huma-
non rispondente, non comune, non appropriato, nitas, qua . . . là, Cic. 3) « qualcos'altro = ad
disadatto, svantaggioso,dannoso, a.)aSS0l.: malis altro scopo, cupiditatis servet alio, Cic: nomen
ridere alienis, con riso simulato, mefistofelico. hoc longe alio spectabat, Nep.: colla n^gaz.,
Hor. alieno loco proelium comniittere, attaccar
: nusquam alio uatus,quam ad serviendum, Liv,
battaglia in un luogo svantaggioso, Caes.: aifóqui, oxìv. aUòquìn, avv. (alius e
alieno tempore, fuor di tempo [contr. suo tem- quoi ovv. qui ed alius e quoine ovv. quìue),
pore), Cic: aliena ovv. alieniore aetate, Plaut. e per altri rispetti, nel resto, del resto, altrimenti,
Ter.: suo a'ienoque Marte pugnare, in modo I) come eccettivo e concessivo ; 1) in senso
solitoed insolito, Liv.: aliena verba, improprie stretto : a.) eccettivo, nunc pudore a fuga con-
{contr. propria), Cic, e coord. trauslata et tineri, alioquiu pio victis baberi, Liv.: vitiis
aliena verba, Cic: e non alienum est coZZ'infin., mediocribus ac paucis mendosa est na- mea
non è fuor di luogo, non é fuor di propo- tura, al. recta, Hor. b) concess.: tiiuraphatum
sito, non alienum esse arbitior breviter espli- de Tiburtibus, al. mitis Victoria fuit, Liv.:
care, quae mihi sic ratio etc, Cic: neutr. gjtmrfi a«c7(e quamquam al., Suet.: cum al.,

plur. sost., aliena loqui, dire sciocchezze, stra- PUn. 1) generalizzando il concetto: a.) del
ep.
nezze (di pazzi), Cels. e(i Ov. ^)con ab e resto anche, altrimenti, al di fuori di ciò, tot.
labi.: navigationis labor alienus non ab aetate al. negotiis districtus, Quint. b) del resto, in
solum nostra, veruni etiam a dignitate, Cic. genere, in generale, Asiana gens, tumidior al.

Y) col sempl. abl.: aut sua persona aut tempore, atque jactantior, Quint.: Caesarvalidusal.sper-
Cic: dignitate imperii, Cic. 5) col dat.: alle- iieudis honoribus, Tac: quindi con et; et
nissimo sibi loco, contraopportuuissimohosti- alioqui, Plin. ep.: et alioqui. . . et, tanto in ge-
bus conflixit, Nep.: quod maxime buie causae nere , . , quanto anche, et al. opportune situm,
est alienum, Cic: si id non percipitur accomo- et transitus eà est in Labeates, Liv.: e così
datumne naturae sit an alienum, secondo na- cum alioqui . . . tum, come in genere,
. così .

tura contrario a n., Cic: e parim. col- ecc., Liv. e) sens'artro, </t ijer sé, corpus, quod
Z'infin., non putavi alienum essemeis institutis illa (Phryne) speciosissima al. diducta nuda-
haec ad te scribere, Cic. e) col genit.: omnia verat tunica,Quint. II) condizionale: altri-
quae essent aliena firmae et constantis assen- menti, in caso contrario, del resto, se no, sed
sionis a virtute sapientiaque reniovit, Cic. credo minimam olim istius rei fuisse cupidi-
^) con ad e Tace, (riguardo a): omnium au- tatem; alioquin multa extarent exempla majo-
tem rerum nec aptius est quidquani ad opes rum, Cic: ut illorum officium est docere, sic
tuendas quam dihgi, nec alienius quam ti- horum praebere se dociles; alioqui neutrum
nieri, Cic. sine altero sufficiet, Quint.
AITfae, AUfiinus, V. Allifae. alioi'ììiuui, sincop. da aliovorsum (alio-
aliger, gora, gcruin (ala e gero), che porta versum), avv., altrove, trasl. f« altro verso, =
le ali, che ha le ali, alato, agmen, UCCelU, in altro senso, altrimenti, vei'eoi ne alior-

I
129 alipes aliquis 130

sum atque ego feci, acceperit (lo abbia preso), ììlMiiiaiilo, V aliquantus.
Ter. eun. 82.^ alìquaiituluni, i, n. (dimin. di aliquan-
alìpus, pcdis (ala e pes), I) alipede, che tura), un poco, al. suspicionis, Cic. al. aeris
ha ah ai piedi, deus alipes e semp)ì. alipes, alieni, Cic: con verbi ed agg., al. progredì,

Merciino, Óv. : equi, i cavalli di Febo, Cic: al. tristis. Ter.


Ov. IIj poet. trasl., veloce, piè-veloce, equi, aliquaiilu!», a, uni (alius e quanlus), in-
Verg.: anche sost. sempl. alipede», di cavalli, dici una via di mezzo tra il trojjpo ed il
Verg. troppo poco, alquanto, in discreta quantità, di'
.4li|>liae, llT|»hsiuu<>i, V. Allifae. SL-rcto, suificicnti; alcuno, uumcius, Sali.: iter,
.4li|»lif>ra,ae,f. ('A/.'.--piìpaoi;y.'AXi:p£tpa), Liv.: spatium, Liv. nel tardi latino, plur,
:

Aliterà, città forte delV Arcadia, posta sopra =:r aliquot, alquanti, aìiquanta oppida, Eutr.:
un monte dirupato, non lungi dui confine sost., aliquantum, i, n., una discreta, buona,
dell'Elide, alsud dell' Alfeo. certa parte, quantità, grandezza, pezza, un di-
ali|Hlus, i, m. (ala e pilus), significò in screto grado {cuntr. aliquid, uiliil), iu re ali-
origine lo schiavo che levava ai bagnanti i quantum, in gubernatoris inscitia nihil est,
ptli sotto le ascelle, poi in genere a tutto il Cic: partic. col genit. partii., al. aeris alieni,
corpo, Seu. ep. 56, 2. Cic: al. itincris, Caes.: al. uoctis, Cic: al. tem-
àliptèsi, ae, m. (àXsiTt-crj;), lo schiavo che poris. Plano, in Cic: al. laudis, Cic: Tace, ali-
strofinava ed ungeva il padrone nel bagno, quantum e Tabi, aliquanto ^= alquanto, discre-
e di più gli ordinava la dieta e gli esercizi tamente, non poco, itotevolmentc, a) COn Verbi:
del corpo ; una specie di medico particolare, qui processit aliquantum ad virtutis aditura,
Cic. ep. 1, 9, 15. che s'avvicinò non poco alla v., Cic: epula-
alì«|lia, avv. (aliquis), I) in qualche parte, mur... intra legein et quidem aliquanto, non
in qualche luogo, erolare, eie: evadere, Liv. poco, Cic. coi comparativi per accrescere o
p)
Il) trasl., in qualche modo, per qualche eia, o diminuire il grado, a seconda del contesto,
mezzo, resciócere aiqd. Ter. : nocere, Verg. alquanto, piuttosto, non poco, parecchio, discreta-
ìilìquaiiidìii, avv. (aliqui e diuj, I) di mente, aliquantum ad rem est avidior. Ter.:
tempo = un certo tempo, anche pr^on. = melius aliquanto, Cic: carinae aliquanto pia-
lungo tempo, Aristuin Athenls audivit al., nioreSjCaes. g)coi concetti di tempo: Vi]i(]Via,nto
Cic: ubi al. certatuin. Sali.: aliqudeinde post ovv. post aliquanto, alquanto dopo, Cic:
ovv. postea, Caes.: aliqu... postremo ovv. tan- aliquanto ante, alquanto prima, Cic.
dem, Liv. II) trasl., di luogo =
per un certo allquiitenus, aw. (se. parte, da aliquis
tratto, Ehodanus al. Gallias diriniit. Mela. e tenUSj, fino ad un eerto punto, I) propr.,
aliquaiiiiuuItuM , ocv. iilìquani (se. nello spazio, per un certo tratto. Mela ed a.
partem) mwXius, alquanto, parecchio, vestrùin Il) trasl., fino ad un certo grado, Seu. ed a.
aliquam multi, Cic. V^err. 4, 56. alTqiii, altquae, alTquod, phir. ìilìqui, alt-
rilli|uandìa, V. alìquamdiu. quae, alTqua, pron. inief. agg. (alius-qui),
aliquaiido, avv. (aliquis), I) in contr. quasi alius nescio qui, qualche (per ùidicare
ad un tempo determinato, a) una volta, un un oggetto solamente riguardo alla sua qua-
tempo, riferito al passato, presente e futuro; lità, mentre aliquis, aliquid, pron. sost., al-
al passato, quis civis ineliorum partium al. ? cuno, indica un
oggetto riguardo alla sua
Cic: al futuro, illucescet al. iUe dies, Cic: al persoìuilità, al suo nome), a.) in contrapp. ad
presente, sero, veruni al. tumen, almeno una un oggetto determinato, inipiobis saepe aliqui
volta (in contrapp. a « mai affatto »,', Cic: scrupulus in animis haereat, Cic: sive plura
si forte al.. Ter.: ovv. si al., Cic, se mai, opp. (argumenta) sunt, sive aliquod unum, o sola-
di un tempo lontano, ma indeterminato ae = mente quale, Cic: qui alicui rei est, che serve
liuti, se mai una volta, se mai un tempot Ali- a q.c, Cic. \))in contr. a « nessuno », alcuno,
quando talora indica anche, in contrapposto qualche, aliquo pacto, Ter.: aliqua ex parte,
ad in praesentia, adhuc, nunc (realmente in qualche modo, Cic: aliquà re publicà,
espressi, o sempl. pensati), un caso reale in in circostanze tollerabili dello Stato, in uno
tempo indeterminato, passato o futuro, altre Stato tollerabil-, Cic: talora =
qualche altro,
volte, un tempo, una coltri, Cic ed a. h] nel ira aut aliquà perturbatione, Cic e) con nu-
linguaggio famigliare, per indicare che q.c. merali, come in g^eco -cig, p' r un calcolo ap'
deve accadere in qualche occasione, una volta, prossimativo, tres aliqui aut quattuor, Cic. a)
dicendum al. est, Cic. e) in esortazoni e de- aZ neutr. plur. SOS<. =
aliquid, <ji<a?cosa, alcuna
sideri, una buona volta, una volta, scribe al. ad cosa, alcunché, in narratione aliqua eicienda,
DOS, quid agas, Cic. d) di ciò che avviene Quint.: quindi anche come aliquid col genit.,
dopo lungo indugio od aspettativa, spesso trium rerum aliqua consequemur, Cic.
unito con tandem, una buona volta, una volta aliquis, aliqua, attquid, plur. altqui,
finalmente, Clc: C COSÌ al. jam, Cic. II) in pron. indef. sost. ed agg. (aliusquis),2?ro2>'''
contrapp. a ciò che non avviene mai, di rado, = alius nescio quis, questo ovv. quest'altro
spesso o sempre, taicoiui, talora {contr. num- fra i motti, alcuno, qualche, alcuna cosa, nel
quam, raro, semper, saepe), Cic. ed a.: quindi piar, anche, alcuni, qualcuno, certuni, I) in
in propos. partitive : a]i({mnào... aliquando gen.: a) solo: quisquis est ille, si modo est ali-
of y. aliquando... nonnunquam, talora... talora, quis, Cic: aut ipse occurrebat aut aliquos mit-
ora... ora, Seu., Quint. ed a. tebat, Liv.: vellem aliquid Antonio praeter ili um
siliquaiilÌ!i|ier, avv. (aliquantus e per), libellum libuisset scribere, Cic. : fem. aliqua,
per alquanto tempo, per un po' di tempo. Co- Ov.: agg., aliquis deus, un dio, un qualche
mici, Justin. ed a. dio, Cic: aliquis error, Verg. b) rinforzato

Oeorges-Calonghi, Dizionario latino-italiano.


131 aliquo alius 13.2

dn alius. alctm altro, giialcos'aUro, SÌD, ut SCn- ìilTlrr, avv. {dall'arcaico alis), altrimenti,
bis,evanuerunt, aliquid aliud vide'jimus, Cic. in altra maniera, I) propr.: A) in gen.: a)ge-
c)rinforz. da iinus, qualche, un qualche, aliquis neric: non fuit facienJum aliter, Cic: non ali-
unus pluresve divitiores, Cic: unum aiiquern ter, band aliter, non altrimenti, proprio cosi,
diem, ìiìi qualche giorno, Cic. d) partitivo Hor. Verg.: fieri
e aliter non potest. Ter.,
con ex, de ovv. col genit., aliquis ex vobis, ovv. non potest aliter, Cic: aliter... ali-
fieri

Cic: aliquis de tuis, Cic: aliquis meorum, Cic. ter, distrib., sed al. leges, al. pbilosophi tol-
e) aliquid col genit. d/ un sost. ovv. di un lunt astutias; e cosi si trova tre, quattro,
agg. neutr. della 2' declin., come Z'aggett. cinque volte in Cic, Quint. ed a.: aliter atque
aliqui, ;;. es., aliquid virium, Cic: falsi ali- aliter, ora in questa, ora in quella maniera,
quid, Cic. f) miche con agg. qualific, aliquis in diverse guise, Sen.: aliter alius, l'uno in
imbecillior, uno più debole, Cic: aliquid divi- questo, l'altro in quel modo, l'uno cos'i, l'al-
ìwim, q.c. di divino, Cic: in quo est aliquid tro cos't, quoniam al. ab aliis digerantur, Cic
extremuin, dove c'è qualcosa di estremo, Cic: b) inpropos. comparai., affermative e nega-
anche pel comune tale quid cori maggior de- tive : aliler... atque (ac), altrimenti... che, di-
terminai aliquid in somno tale, quale, ecc.,
^•^^rt, versamente... da, rem cecYdisse atque opi
al.

Cic: cfr. aliquid hujus modi, Cic. g) in prò- natus Cic: ne sim salvus, si al. scribo ac
sis,

pos. condiz. con si, nisi, etc, Cic. ed a. h) sentio, Cic: e così aliter... quam, C'ic.eda.:
colla 2" pers. sing., exoriare aliquis, Verg.: e non (haud) aliter, non altrimenti, cioè ugual-
collettivam. colla 2" pers. plur. {come -ij), mente, seguito da quam si, quam cum, ac si.
aperite aliquis actutum ostiuin, Ter. i) Tace. non altrimenti... che se... da, con quam si e
aliquid =^ in q.c, in qualche ìnodo, un po', si quam cum in Ov., Liv. ed a., con ac si anche-
in nie al. offcndistis, Cic: sublevare alqm al., in Cic: non aliter... nisi, non con altri mezzi,
Caes. perlucens jam al. lux, Liv. IIJ partici a nessunaltra condizione, non altrimenti
A) facendo spiccare un indeterminato singolo che se non, Cic. ed a. Bjjjregn.: l)uHrimentif
in mezzo a molti altri, qualcuno, qualchcduno, riguardo alla qualità (proprietà, natura),,
alcuno, dixerit hic aliquis, Catull.: est aliquis, nella locuz. aliter esse, di pers., ego isti nihilo
qui se inspici, aestiniari fastidiai, Liv. Bj sum al. ac fui. Ter.: di e. inan., quod certe
pregn., </•<• d'importante, qiialcosa di grande, si .scio longe aliter esse, Cic. 2) altrimenti, in modo

nunc aliquid as^equi se putant, Cic: quindi a) opposto, al contrario (contr. codem modo), al.
esse aliquem ovv. aliquid, come in greco -cLvà evenire, Sali.: qui al. fecerit, abbia agito in
ovv. ti elvai, esser qualcosa, cioè essere di ini modo contrario, Sali.: cum videres al. fieri^
certo valore, aver un certo diritto, valer qualcosa, Cic. IIj trasl., altrimenti, in caso contrario,
poter dire q-e., acer qìialche iinportanea, voler del resto {coìiicàXXwg), jus semper est quae-
dire, contarli q.c, est aliquid iiupsisse lovi, è situm aequabile; ncque enira al. jus esset, Cic;
qualcosa, non è poco, Of. b) dicere aliquid ncque aliter Carnutes iuterficiendi Tasgetii
come XÉystv ti, affertitare q.c. d' intportanza, non consilium fuisse capturos, ncque Eburones, etc,
sema fondamento, Cic. c) nel linguaggio fa- Caes.
migliare, aliquid, qualcosa =
qualcosa d'im- aliiìbì, avv. (alius ed ubi; stato in luogo),
portante, segnatamente q.c. di desiderato, altrove, Sen.: aliubi... aliubi, qua... là, Sen.:
accetto, fiet aliquid, succederà q.c. Ter.: e aliubi atque aliubi, qua e là, ora qua, ora là,
così Vestorio aliquid significes, digli q.c. di in diversi luoghi, Sen.
bello, di accetto, un complimento, Cic: ed sili Hill, V. album.

aliquid, in linguaggio metaforico., per go- alTiiiKli', avv. (alius Cfiunde; di molo da
dimento sensuale, si de Amelia aliquid aut luogo), d'altronde, da altro luogo, da altra
LoUia, Cic. persona o cosa, Cic. ed a.: alii aliunde coibant,
mIi«|iió , avv. (aliquis), I) (di moto a l'uno veniva di qua, V altro di là, Liv.: perpetua
luogo), in qualche luogo, alqm secuni rus ali- aliunde alio commigratio est, Sen.: aliunde stai
quo educere, Cic: inigrandum Rhodum aut semper, aliunde sentit, sta con un partito e
aliquo terrarum arbitror. Brut, in Cic. ep. tiene dall'altro, Liv.: aliunde... quam, da altra
IIJ enfatlcaiH., altrove, in qualclie altro luogo, luogo... che, ecc., Cic: contr. aut sumptum
proficisci al.. Ter. : concedere al. ab eorum (verbum) aliunde ut mutuo aut factum ab
oculis, Cic. ipso, Cic.
alM|llol, num. indecl., alcuni, alquanti, alTu<i, a, ud, genit. alius, dat. alti, acc.
più di uno, al. amici. Ter.: al. epistulae, Cic: alium, am, ud, ecc. {V.sXh; da connettersi
id aliquot de causis accTderal, Caes. con à.Woc,), un altro, altro (e precis. « altro »
alìqiioUcs (alT«|iioiTciis), avv. (ali- fra m<dli,mentre alter =
altro, fra due; V. le
quot), qualche volta, alcune volte, rispondente eccezioni al ìf II, 2), IJ propr.: A) in gen.:
alla domanda: quante volte? al. ex alqo Labeonem seu quem alium arbitrum, Cic:
audisse, Cic: al. jam a te iste locus tactus est, alius vir erat, Liv. Si osservi quanto segue :
Cic. a) alius ripetuto più volte nelle proposiz. di-
ìilìs, alid, genit. alis. dat. ali od alci (forma stributive, talora aìiche con non nulli (non-
arcaica di nlius, donde aliter, aliquis, ecc.), nulli), quidam, partim e sim., l'uno.,..
celeri,
un altro, Catull. e Lucr. Cic ed a.:
l'altro; gli uni, gli altri, alii... alii...,
All'io, ònis, m., Alisone, castello alla alii... reliqni, Cic: alii... alii... non nulli, Cic:

confluenza della Lippe e della Lise (Lupia aliae... aliae... quaedam, Cic: alii... quidam.
vtWìso), fabbricato da Druso. secondo alcuni Liv.: pars... alii. Sali.; alii... pars, Sali.: talcn-a
presso Vodierna Elsen. secondo altrialla con- manca una volta alius; virgis caedi alii , alii

/iuenzu dei due delti fiumi presso Liesborn. securi subici, Liv.: aliud... aliud, parte... parte.
133 ali... allegoria 134

aliud tua gratià, aliud nostra; all'incontro al-labor, lapsus sum, labi, con impercet-
aliud est maledicere, aliud accusare, altro è... tibile dolce movimento, arrivare a, volare a,
altro è, Cic. h) ripetuto in un altro caso e scorrere «, sdrucciolare a, strisciare a, eX oc-
co" suoi derivati a.ìio,a.\ioTS\im, alibi,aliunde, culto fdi serpi), Liv.: extrinsecus (di umi-
aliter, alias, locuzione ellittica come in greco, dità), Cic: crescenti aestu (del mare), Verg.:
alius aliuiu, l'uri l'altro, Cic: alii alio in loco, col dai. od acc. dello scopo, antiquis oris,
altri in uno, altri in altro luogo, Cic: aliud approdare, ecc., Verg.: fama allabitur aures,
aliiuiuneratur, ad uno dona questo, ad altri Verg.
quello, Cic: aliud alio dissipavit, disperse, al-lìiboro, are, /) affaticarsi intorno a q.c,
gettò qua e là, Cic: jussit alios alibi fodere, COllut ed il eong., Hor. epod. 8, 20. II) ag-
Liv.: alii aliunde coibant, convenivano chi da giungere con fatica un lavoro, Hor. Carm. 1,
<[uesto, chi da quel luogo, Liv.: aliter cuin 38, 5.
^
uliis loqui, con altri una cosa, con un'al-
altri, al-laci'inian», antis (ad e lacrimo), pian-
tra, Cic: illi alias aliud sentiunt, ora questo, gente per q.c, Juno, Verg. Aen. 10, 628.
ora quello, Cic: quindi alius (aliud, etc), aliap!»U!», iìs, m. (allabor), l'atto dello ac-
ex alio, Cic: alias super alium, Liv., alius post costarsi a, strisciar vicino, scrpentlum, Hor.
alium, Sali., uno dopo l'altro; alius atque alius, epod. 1, Max. 1, 6, 8.
19, Val.
Cic, alius, deinde alius, ovv. alius post aliura. al-latro, avi, àtum, are, latrar contro, trasl.
Sali., l'uno e l'altro, ora questo, ora quello, di persone, apostrofare gridando, insultando,
separati, e) lo seguono le particelle ac, atque, assalire con ingiurie, alqm, Quint.: magnitu-
et, più di rado quam (nei buoni
nisi ovv. dinem Africani, detrarre, sparlare del grande
scrittori solamente dopo una negazione od Scipioìie (l'Africano), Liv.
una interrogazione ipotetica, perchè sorge alliltu!«, allSturus, V. afferò.
in entrambi i casi una relazione compara- ai-lauda bìlis, e, molto lodevole, Lncr.
tiva), longe alia ac tu scribis, Cic: alius esseni, 5, 158.
atque nunc sum, Cic: lux longe alia est solis allec allex, ècis, m. e
(hallec), ècis, n. e
et lychnorum, Cic: niliil aliud nisi, Cic: nihil f., (non Salamoia), specie di
salsa di pesce
aliud quam, Nep.: segue talora anche Z'abl., consumato che si preparava colle ostriche ed
praeter in luogo di quam, nec quidquam altri testacei, nonché pesci di mare, special-
aliud libertate quaesisse, Cass. in Cic. ep.: nec mente colle triglie (niullus), Cato, Hor. ed a.
quidquam aliud philosophia est praeter stu- alleelatlO (allecto), l'allettare, alletta-
dium sapientiae, Cic: alius quam in propos. mento, Quint. 1,10, 32.
affermative, soltanto in PÙn. ep. e Suet.: e 1. Allecto (Alecto), f. ('AXXiQXTtt), oòg).
cos/i rinforzando, nihil aliud nisi oov. quam, Aletto, una delle tre furie (si trova solo nel
seguendo un verbo di modo finito, nienVaitro nom. ed acc).
se non die (dove è da Supplire il tempo del allecto, avi, atum, are, allettare, ade-
2.
oerbo ago o facio che risulta dal contesto), scare, Cic. ed a.
tribunatus Seslii nihil aliud nisi meum nomen allectus, i, m. (part. del 2" allego), scelto,
causamque sustinuit, Cic: parim. quid ahud innalzato, nuovo eletto, aggregato ad un qual-
quam? «he più '' che altro, quibus quid aliud che collegio, all'epoca imper. = chi veniva
quam admonemus, cives nos eorum esse, Liv. elevato per favore dell'imperatore ad un
(1) aliud sost., Cic. de rep. 1, 69 ed altr.; col alto grado, saltando le cariche interme-
genit., aliud commodi, Cic: aliud praecipui, die (per es. al grado pretorio, senza aver
<Jic. B) partic.: 1) coìne 1. 1. del linguaggio amministrata la pretura), allectus inter prae-
augurale, alio die « in un altro giorno, oggi torios, Plin. ep. 1, 14, 5.
no », per indicare, che i Comizi doveano essere allega tio, onis, f. (allegare), il mcmOar
riman lati adaltro giorno, per cattioi prono- via, lo spedire, l'allegare una persona (come
stici avuti., Cic. 2) pregn. =
di altra, cioè di mediatore e sim.) ad ale, omnes ad istum al-
diversa tuttura (proprietà), alium fieri, diventar legationes, Cic. IL Verr. 1, 136: e in bisticcio,
un altro, cambiarsi affatto, Cic: e 1. 1. par- quibus allegationibus illam sibi legationem
lamentare. La alia omnia ire ovv. discedere, expugnavit, Cic. II. Verr. 1, 44.
esser dell'opposizione (nel Senato romano), 1. ai-légo, avi, I) mandare,
àtum, are,
Cic: aliui oov. alias res agere, non badare, spedire, deputare ale. Come messo, media-
pensare ad altro, Cic. ii^trasl.: l)VaUro il = tore (e precis. in faccende private, mentre
fintanente, Divitiaco ex aliis Gallis maximam per pubbliche, legare), 1) in gen.: amicos,
fidem habebat, Caes.: al. acies, Liv.: al. vulgus, Cic: alqm ad alqm ovv. alci, Cic. 2) partic,
Liv. 2) {come alter) =
l'altro di due, partic. dispot-re, subornare ale. ad una frode. Co-
(come sopra al n" I, b) con alius ripetuto in mici. II) trasl., quasi far parlare «.e. per sé,
un altro caso, aUa,alii, Sali.: alius aha via, allegare, riferirsi ad alcunché, clUantare in te-
Liv.: duo Romani super alium alius corrue- stimonio q.c., far valere, addurre, patrocini!
runt, Liv. e in enumerazioni ordinat've,
: jus, Plin. ep.: hoc Senatui, presso il S., Plin.
unam... aliam... tertiam, Caes. quinti con
: pan.: inunera, preces, mandata regis sui Scyro-
un nome proprio posto coma appellativo, un themidi allegant, portano innanzi a, Tac.
I

altro =un secondo, al. Ariovistus, Tac 3) 2. ai-légo, lègi, loctum, ere, scegliere, ag-
l'altro =il vicinu {contr. ipse), Cic de or. 2, gregare, eleggere a scelta in Una aSSOCiaZ ionc ,

I
211. — Genit. fem. aliae, Lucr., Cic. e Liv. in un collegio, ecc., omnes de plebe, Liv.:
j
al-1..., in coinp'ìsizione per a,d-\ (mediante alqm in Seuatum, Suet.
I
assimilazione del d coll'ì seguente), come al- allegoi-Ta, ae, f. (àXXvjYopt*), fig. retor.,
1
labor per adlabor e così vici. allegoria, Quint. 5, 11, 21 ed altr.
135 allevanientum Allobroges 136

allevainenluiii, i, n. (allevo), aiievia- stra del Volturno, non lungi dal suo sbocco
tnento, sollievo, Cic. Sull. 66. nel Sabato: ora Alife in Terra di Lavoro.
allevalTo, IJ u tirar su, il
ònis (allevo), — - Deriv.: Alliriinus, a, um, di Alife,
levare; alzamento, humerorum allevatio et ager, Cic: sost., AUifana, òrum, n.(sc. pocula),
contractio, Quint. 11, 3,83. IIJ ti as\., alle- coppe di terra, piuttosto capaci, fabbricale
viamento, grado debole di u. c, (loloris diutur- ad Alife, boccali, Hor.
nità teiii allevatio cousoletur, Cic. de fin. 1, 40. al-IÌ^O, avi, atuni, are, legare, attaccare a
al-leVO, avi, àtum, are, levar su, alzar su, (cow^c. solvere), I) propr., 1) ^tw.; cauem, m
sollevare, tirar l'i», tener su, tener dritto, ap- Phaedr.: auulum, Quint.: alqm ad statuam, o
poggiare, sostenere, I) propr.: velum (la por- ad palum, alcuno (come condannato) prima
tiera), Sen.: se clipeo, Curt. quibus (laqueis) : dell' esecuzione, Cic: quis generum meum ad
allevati niilites facilius asceuderent, Sali.: ocu- gladium alligavit? chi ha legalo il mio genero
los, Curt.: facieni alcjs manu, Suet. II) trasl.: alla spada ? (scherzo sulla lunga spada del
\)ingen., hic deprimitur alterniset extollitur, piccolo Lmtulo), Cic 2) coU'idea accessoria
ac modo in caelum allevatur, modo defertur del movimento frenato, tener fermo, trattenere,
in terram, ora si innalza al cielo, ora striscia legare, ancora (Ehodiae uavisj unco denle ve
verso terra, Sen. ep. 72, 9. 2) partic: a) alle- lut manu ferrea injectà alligavit alterius pro-
viare le sofferenze fìsiche e morali, sollicitu- ram, Liv.: unco non alligat (naves) ancora
dines meas, Cic: ed alleviare la parte malata, morsu, Verg.: poet., undà alqm, trattenere,
la persona sofferente, sollevare, recar con- rinserrare, Verg. 3) stringere mediante un
forto, sollievo; consolare, a.) fìsicam., nel pas- legame o una fasciatura, a) cingere, avvol-
sivo = riaversi, de allevato tuo corpore, Cic: gere una parte sofferente del corpo o una fe-
nec viribus allevor uliis, Ov. P) moralm., rita con una fasciatura, bendare q.c, porre
abjectos aut subrnittentes se, Quint.: animum una benda SU q.C, fasciare, VulnUS, Liv.: OCU-
a maerore, Curt.: passivo allevar!, ricrearsi, lum, Cic: brachium, crus, Sen. b) cingere con
trovar conforto, consolarsi, allevor, cum loqUOr ceppi, incatenare, alqm, Sen. rhet.:leones, Sen.:
tecum absens, Cic: coU'acc. di relaz., allevatur alligare se ac venire patitur, Tac. II) trasl.;
animum, prende coraggio, Tac. b) mitigare, 1) m gen., legare, vincolare, ìnunteneì-e, tener
menomare Vimportanza il di q.c, e la cosa fermo, in modo che sia immobile, non si
stessa, notas (note vergognose), Tac. e) soste- muova dal suo posto, videas civitatis volun
nere, appoggiare, alqiii, aiutare, Tac: alqd tatem solutam, virtuteni (forza di operare,
summis eloqueutiae viribus, Quint. attività) alligatam, Cic: cedendum celeriter,

Alila (Aliai, ae, f., Aiiia, fiumicello del ne forte Cic: torpor gravis alligat ar-
alliger,

Lazio, che nasce nei monti a nord di Crustu- tus, Ov.: quindi a)t. t tiel ludus latruncu-

merio nei Sabini, e si getta nel Tevere, sei lorum, alligatus calculus, chiuso, Sen. ep.
miglia sopra Roma; celebre per la sconfitta 117, 30. b) di combinazione chimica, arenae,
toccata dai Romani contro i Galli nel 390 quae humore alligantur, Sen. ep. 55, 2. 2)
av. Cristo (Alliensis pugna ovv. clades) ai 18 partic: a) legare, affezionare alc (ad alc.)
di luglio, il qual giorno (dies Alliensis) in mediante amicizia, benefizi, ecc., alci filium,
seguito fu ritenuto nel calendario romano Ter.: nuptiis alligatus, Cic: non modo bene-
come infausto (nefastus). Deriv.: Al- — ficio, sed etiam benevolentiae significatione

lYensis, e, appartenente alVAllia, presso alligari, Cic. b) come t. t. retor., legare me-
all'Alila, Aiiiense, pugna, Cic: clades, Liv. :
diante certe leggi, od a certe leggi del ritmo,
dies, Liv. e così limitare mediante q.c. od a q.c, ut verba
allìt'efacìfo, feci, factum, ere (alliceo e ncque alligata sint quasi certa lege versus,
facio), allettare, invitare, Sen. e
Suet. ncque ita soluta ut vagentur, Cic: (poesis)
allioio, lexi, lectum, ere (ad e *lacio), «/- alligata ad certain pedum necessitatem, Quint.
Iettare, adescare, guadagnare, attirare, trarre e) vincolare e limitare moralmente il volere
rt«è {contr. alienare), oratione benijjnà multi- con giuramento, patto, promessa, dovere e si-
tudinis animos ad benevolentiam, Cic: homi mili, legare, impegnare, obbligare, alqm, Cic;
num studia ad nostras utilitates ali. atque alqm stipulatione, Cic: foedere alligari, Liv.:
excitare, Cic: dicendo mentes, Cic: adule- sacra gentilicia.
sacris alligari, obbligarsi ai
.scentern, Cic: trasl., di sogg. inan., magnes Cic. ad omnia verba se alligare, attenersi
:

lapis, qui ferrum ad se ahiciat et attrahat, verbalmente a cose imparate a memoria,


Cic: nihil (est), quod inagis alliciat ad diligen- Quint. d) alligare se, legarsi ad un fallo, cioè
dum ("sc. quam virtus), Cic. rendersene colpevole, colVabl., se SCClere, Clc:
alluio, lì-;i, lìsum, ere (ad e laedo), urtare col genit., se furti. Ter. quindi a\\\gAÌns, im-
:

q.c. con violC'iZa, gettar contro, percuotere, plicato inun fallo, in un delitto, complice, Cic
(a)battere contro, I) propr.: alqd pilae, al pila- al-IYiio (adi.), levi, Ktum, ere, ungere a,
stro Lucr.: allidi ad scopulos, Caes. II) trasl., tingere, segiwre, attaccare, .sclicdam , Pilli. :

recar danno a q.c, virtuteni, Sen.: quindi incoinptis (versibus) atrum traii^verso calamo
allidi = incontrare una disgrazia, in dumna- siguuin, cancellare con un tr'tto sopra, Hor.:
tionibns, Cic. trasl., ntaccltiare, intaccare con q.C, atluccarCj
AUia.
Alli<>ii<<i!«, e, V. alci vitia sua, Sen.: sordes sententiis, Cic

AtlìciiU!»! Altènus),i, m., Aiiieno, cognome AllT|»iiae, V. Allifae.


romano, sotto cui è partic. noto : Q. AUienus, allYuiii (aliuin), li, n., aglio, Scriptt. r. r.
pretore l'a. di R. 705 (49 av. Cr.) ed a.
AIITi'ao, arurn. f., nei tempi antichi già Alloba-ufi^'e.<>, um, m., AUobvogi, popolo ^,

ciltii fio ente dei Sanniti, sulla sponda sini- di montanari molto bellicoso e potente nella
.

137 allocutio Alpicus lo8

Gallia Narhon., la cui sede pritmpale era phantos, equos, mantenere, Cic: latrocinìis se
ira risarà (oralsèrej, Ehodanus (Rodano),
il suosque, Caes.: pu])lice ali, Nep.: panico ali,
il lacas Lemanus (lago di Ginevra) e le Alpi Caes.: alere flammain, Quint.: bellum se ipsuni
Graie, nelVodierno Delfinato e Savoia, colla alit, Liv. II) trasl., alimentare, promuoveie,
capitale Vienna (ora Vienna sul Rodano), e rafforzare, rinvigorire, alimentare, honos alit
di fronte agli Elvezi colla città di frontiera artes, Cic: civitatem, Caes.: spem, audaciam,
Geneva (ora GinewaJ. Il nomin. sing. — Cic
jÌlIIoIii'ox in Hor. epod. 16, 6. Deriv.: — aloe, ès, f. (àXóv;), aloè, Cels. ed a.
.4llol»r<t'!;T('ll<>, a, um, Allobrogico. .4lòvM<i (lrisillabo),ci,m. ('AXws'Jg), ^«oeo,
allocutio, ònis, f. (alloquor), aiioeuHone, gigante, figlio di Nettuno e di Canacc, ma-
discorso, Plin. ep. e Suet. — Partic, come il rito di Ifimcdia, la madre degli Aloidi —
greco napa|j.u6ia, parlare consolante, conso-
il Deric: .4lóTdae, aruni, m. ('A?,w£l5aij,
lamento, conforto, Catull. e Sen. Aloidi, cioè Oto ed Efialte, così chia-
alIfiqilTuili, li, n. (alloquor), H parlare con mati da Aloeo, ma ^gli di Nettuno e di Ifi-
j(i» altro, rtiscoi-so, esortasione, conforto, conso- ìuedia, moglie di Aloeo ; essi, come i Giganti,
lazione, Liv.ed a. vollero dar la scalata al cielo, e per punizione
al-l8<|iior, lociitus (luquiìtus) sum, luqui, vennero nel Tartaro legati dorso contro dorso
parlare a quale, partic. salutando, pregando ad una colonna e tormentati dal grido inces-
amichevolmente, confortando e consolando, sante di una civetta.
confortare qiialc, Cic. ed a. ìiloj^^Ta, ae, f. (à^vOyca), irragionevolezza,
al-liìeeO, luxi, ère, far lume, riuplendere, maiicunzu di senno, e precis. al plur. = idee
col dat., Suet. Vit. 8: assai., Sen. ep. 92, 5. stolte, pazze, Sen. apoc. 7, 1.

alluvTiiiilìo, alliicTnor, V. aluc . . .4ldTdae, àrum, m., V. Aloeus.


ai-ludo, lilsi, Ivisum, ere, giocare, scher- Alpe*», pTum, f. {celtico alb, alp « al- =
zare, perdere il tentpo, celiare con quale.
oq.C, tura, alto monte»; nei poeti anche nel sing.:
Dpropr.: a) dipers., ad id (scortum),Ter.: Tre genit. Alpis, acc. Alpem, e abl. Alpe), le Alpi,
batic, Quint.: quasi alludens, quasi scherzando, la grande catena di monti che circonda
Suet.: Galba alludeus varie et copiose, mo- spinge con molteplici rami-
l'alta Italia, e si
strando la sua arguzia in tutta la sua va- ficazioni verso Settentrione ed Oriente, in
rietà ed abbondanza, Cic: nec plura alludens, mala fama presso gli antichi, a motivo del
ìion scherzando più oltre, Yerg. h) delle onde clima rigido, delle tempeste, della neve e
= battere contro q.C, scherzare contro, allu- come luoghi inospitali, quindi infames fri-
dentibus undis, Ov.: coll'acc, quae fluctus salis goribus Alpes, Liv.: A. hibernae, Hor.: A.
alludebant, Catull. Ji) trasl.: genus eorum, ventosae, Ov. — Deriv.: a) .4l|»Tru<à, a,
qui sapientiae alludunt fche si accostano um, alpino, sost., òrum, m., gli abitanti
Alpici,
olla sapienza), Sen.: prope posita speique no- delle Alpi, Alpigiani, Nep. Hauu. 3, 4. b .41- ;

strae alludentia sequaniur, ciò che si offre pTnus, a, um, alpino, delie Alpi, amiiis, Liv.:
alla nostra speranza, Sen. nives, Verg.: hostes, i Galli, Ov.: caseus, cacio
al-IÙO, lui, ore, bagnare q.c, scorrere vicino delle Alpi o svizzero, Aut. Seriori: gentes,
a q.c, di mari, fiumi, fluvius latera haec Liv. ed a. ; quindi Alpiuus, il cantore delle
iiUuit, Cic: aninis raoenia alluit. Tao.: moenia Alpi, epiteto di scherno dato da Orazio al
alluuntur a mari, Cic: urbs mari alluitur, Liv.: p)oeta tronfio ed esagerato M. Furius Biba-
eorum ossa ita jactantur fluctibus, ut num- cuuls, a motivo di un .•iuo cattivo verso sulle
quam alluantur, esser bagnate da loro, cioè Aljn, Hor. sat. 1, 10, 36.
toccate, Cic: in doppio senso. Massilia cum... Alplieias, adis, f., V. Alpheus.
barbariae fluctibus alluatur, dal mare Africo .4lplie!>ìltoea, ae, f. ('AXcpsaipoia), Aife-
e dai flutti della barbarie e della rozzezza, sibea, figlia di Fegeo, re di Psofide in Ar-
Cic. Placc^ 63^ cadia, prima moglie di Alcmeone; abbando-
alliìvles, èi, f. (alluo), inondazione, allaga- nata da lui per Callirroe,vendic()V uccisione
mento, luogo allagato, Cic. ed a. di Alcmeone compiuta dai suoi fratelli, eolla
allùvTo, ònis f. (alluo), incremento che su- morte <U entrambi.
bisce a poco a poco un tratto di terreno, per Alpheus od .4lplieo*«, i, m. ('AXcpsióg),
deposito di terra, cagionato partic. da tm Aifeo, fiume principale del Peloponneso, il
fiume, alluvione (contr. ablnvio), alluvionum et quale, secondo gli antichi, nasceva come
circumluvionuni jura, Cic. de or. 1, 173. ruscello presso a Filace. Il suo frequente
alniU<«, a, um (da alo), che da vita, nutri- apparire e scomparire sotterra, diede origine
mento: almo, benefico, benigno, buono, che con- al mito, secondo il qucde, esso, come dio del
forta, ristora, Venus, Hor.: e (della medes.) fiume, figlio dell' Oceano e di Teti, per amore
alma parens, Verg.: sol, Hor.: ager, Verg. di Aretusa (V.), scorresse sotto il fondo del
alnus, i, f., cUno, ontano, Cic. fr. ed a.: mare fino alla fonte Aretusa in Ortigia, nel
meton. (poet.) =
nave, barca dì legno di on- porto di Siracusa, per qniricongiungersicon
tano, Verg. ed a. lei. — Der iv.: a) .4lplielas, adis, f. (*'AX-
alo, alili, altum e (dopo Aug.) alYtum, cpsi'iai od *'AX:fr,'iii), Aifeiade, sopjrannome
ere, alimentare, nutrire mantenere con= della ninfa e fonte Aretusa fV. sopra), b)
mezzi di sussistenza di ogni genere, sosten- 4lpheii!>>, a, um, appartenente alVAlfeo,
tare, far crescere, allevare (mentre nutrire, nu- Pisae (in Italia), fondata dagli abitanti di
trire =dar da mangiare). I)propr.: agellus Pisa neU'Elide (ove scorre V Alfeo), Vorg.
eum non satis alit, Cic: exercitum, Cic: ele- AIpTeus ed .4lpiiiu>«, a, um, V. Alpes.
.

13S) Alpis alterniis 140

Alpì<s, V. Alpes. Cic. P) indetermin. =


Vuno e l'altro, questo e
jHsK>n«>i$^ e, V. Alsium. quello =
alcuni, alcuni pochi, Cic ed a. c) al-
AKTiini, ti, n., Atsio, una delle più an- terum tantum, altrettanto, Cic: altero tanto
tiche città deìV Etruria, tra lago di Brac- il longior, altrettanto lungo, Nep.: e così altero
ciano e il mar Tirreno, a N. 0. di Roma ; tanto major, Cic. 2) coi nomi appellai, ed i
ora villaggio di Palo, nelle cui vicinanze propri! usati come appellat. =
un altro, un
Pompeo e altri Romani ragguardevoli pos- secondo, cioè « simile nelle sue qualità, al-
sedevano }Mderi. —
Deriv.: Alsìensìs, e, l'appellativo enunciato », me sicut alterum
aisiense, villa, Cic: populus, Liv.: sost., Al- parentem diligit, Cic: alter Verres, Cic. : e
siense, is, n. (se. praedium), il podere di Pom- così alter ego, un secondo io (di amici molto
peo ad Alsio, Cic. intimi), Cic: e tamquam alter idem, quasi un
alsius, a, um (aigeo), freddoloso, alsia cor- secondo lui, Cic. S) l'altro =^ posto di fronte,
pora, Lucr. 5, 1013. opposto, ripa, la sponda opposta, Caes.: pars,
alsus, a, um (aigeo), refrigerante, fresco, la parte opposta, contraria, Cic: parivi.
rinfrescante, che reca conforto, solo nel neutr. factio, Nep.: acies, Liv.: fortuna, Liv. Quindi
compar., nihil alsius, Cic. ad Q. fr. 3, 1, })oet., altro = diverso, mutato, rispetto alla

2, §5. cond zione antecedente, metuit secundis al-


aitarla, lum, n. (altus) (preclass, e class, teram sortem, Hor.: e quoties te speculo vi-
solt. al plur.J /quindi anche unito soltanto con deris alterum, un altro, del tutto mutato (cioè
numeri distriìtiitivi] ,
altare fornito di un « brutto »), Hor. II) trasl.: 1) ::::= alteruter,
piano, destinato agli olocausti, ab altaribu.s uno di due dei due, non uterque, sed alter,
fugatus, Cic: altaribus admotumjurej arando Cic: non in alterius favorem inclinati, verso
adegit, Liv. nessuno dei due, Liv. 2) l'altro =
n vicino,
alle , avv. (altus) , IJ in alto, alto, a) prossimo, qui nihil alterius causa facit, Cic.
propr.: extollere pugionem, Cic: cadere, dal- Quindi alter con una negazione o una prop.
Valto, Cic: se tollera a terra altius, Cic: n'gativa e il comparativo, rinforza come un
altissime evolare, dell'aquila, Suet. b) trasl.: secondo per «nessun altro» in genere ;
alte spectare, sguardo
innalzare
ten- lo = nil obstet tibi, durane te sit ditìor alter, Hor.
dere ad una meta elevata, Cic: ingenium al- — Dat. femm. più spesso alterae, Comici,
tissime assurgit, Plin. ep. IIJ profondamente, Caes. ed a.
a,)propr.: ferrum liaud alte in corpus descen- alteroatio, ònis, f. (altercor), alterco, con-
disse, Liv.: sulcus altius impressus, Cic. b) tesa di parole, disputa, J) in gen.: TiCntuli et
trasl.: verbum transferre altius, troppo ardi- Caninii, Cic: dialogorum, Sen.: altercationes
tamente, usare in metafora troppo astrusa, in senatu factas audio, Cic II) t. t.giudiz.,
Cic. alte petere, pircndere da lontano, Cic:
: le repliche e controrepliche più brevi fatte
altius prima repetere ab origine, risalir su dopo la reciproca dimostrazione dalle parti
alla prima origine, Yerg.: altius (più, ad- contendenti e dai loro avvocati, in cui si
dentro) disserere, Tac: altius perspicere, pe- potevano ancora una volta raccogliere i
netrar più addentro), Cic. punti principali, disputa, discussione, Cic. e
alter, torà, tcrum, genit. altcrìus {poet. Quint.
altertus), dat. alteri {da alis), l'tmo dei due, alterca l«r, oris, m. (altercor), altercante,
l'altro (aìVincontro alius, l'altro, infra molti), contendente (come t. t. giudiz., cfr. altercatio,
I) propr.: A) in gen.: necesse est, sit alterum n" II), Quint. 6, 4, §§ 10 e 15.
de duobus, Cic: mihi cum viris ambobus est alterco, avi, are, forma attiva per la seg.,
araicitia, cum altero vero magnus usus, Cic: cum patre. Ter. Andr. 653.
alter exercitus, Liv.: alter consulum, Liv.:alter altercor, atus sani, ari (alter), avere una
ambove (dei consoli), Cic: absente consulum contesa di parole, altercare, contendere, parlari:
altero ambobusve, Liv.: alter ex censoribus, (0 ciarlare), disputare, I) in gen.: cum alqo,
Liv.: binas a te accepi litteras, quarum alteris Caes.: inter se, Liv.: poet. trasl., altercante
mihi gratulabare, Cic: utrique alteris freti. libidinibus pavere, contende con, ecc., Hor
Sali.: tuis uuis et alteris litteris, Cic: duplices II) come t. t. giudiz., contendere, disputare.
similitudines, unae rerum, alterne verborum, replicare, coW avversario (V.a\teTca.tio n" II),
Cornif. rhet.: bos libros alteros quinque, Cic. in altercando invenit parem neminem, nella
Distribut., alter alter, l'uno . .. . . l'altro, alter discussione, nelle repliche e controrepliche.
perdidit, alter vendidit, Cic: alter . . . hic, Cic: Cic.
alter . .Cic, plur., di più o di tutte le
. iste, alternT<i, V. alternus.
parti, alteri dimicant, alteri victorem timent, alterno, avi, atuni. are (alternus), IJ tr.,
Cic. Finalmente il secondo alter in un caso fare, produì-re q.C. alternando, alternare; avvi-
diverso, alter alterius ova frangit, Cic: alteri cendare con q.C, fidein, ora far credere, ora
alteros aliquantum attriverant, Sali. B) par- no, Ov.: vices, alternare, Ov. Il) intr., ait^r
tic: 1) Valtro =
secondo (secundus), a) ge- nare, avvicendarsi, Verg.: trasl., ponderare una
neric: proximo, altero, tertio die, Cic: qua- cosa dopo l'altra, essere infra due, Verg.
driennio post alterum consulatum, Cic: eris alteriiiif», a, um (alter), l'uno dopo l'altro,
alter ab ilio, il secondo dopo lui, Verg. Colle alternato, alterno, I) in gen:: alternis trabibus
decine e centinaia, altero vicesimo die, il ac saxis, Caes.: alternis diebus, Liv.: alternis
giorno 22, Cic: anno trecentesimo altero, paone verbis, quasi ad ogni terza parola,
Vanno 302, Liv. b) unus et [od atque o aut Liv.: alternis versibus, anche sempl. alternis,
vel) alter, unus alterqiie, l'uno e l'altro, a.) in canti alternati, Liv. e Verg.: alterni ser-
determinato =
uno o due, unus et alter dies. mones, dialogo, Hor.: alterni metus, Liv.:
141 altcruter alucinatio 142

coìVabl., signa peregiinìs ubi s-nnt alterna aliim, um, part. agg. col compar. e
a,

coluiniiis Belides, dove alternate con colonne super!. (r?a alo), divemito grande, grande :

straniere vi sono le statue ecc., Ov. II) quindi secondo il punto di veduta dell'osser-
parti'-.: A) come t. t. cìeila metrica alter- = vatore, alto profondo, I) alto. A) conside-
nante, tra esametri e pentametri «'" versi rato dal basso in alto (cotitr. humilis, pro-
elegiaci, elegiaco, pedes, Cic: veisus, Cic ,
Car- fundus), 1) propr.: ripa, Caes.: mons, Caes.:
men, Ov. li)comet. t. giurid., reicere alterna altissima nix, Caes.: columella tribus cubitis
Consilia o alternos judices o alternas civitates non altior, Cic: altissimus caeli complexus,
(che erano stabilite come giudici), rifiu- Cic: altiorem fieri, farsi piìi alto, cammi-
tare, ricusare i giudici tratti a sorte, re- nando sulla punta dei piedi, camminare pet-
ciprocamente, vicendevolmente, ciò che pote- toruto, Cic: altus =
oìtmc, (eccelso), come

vano fare per unnvolta accusato e accusatore, epiteto di grandi città (a motivo della loro
Cic. C) Tabi, plur., alterni^, altemafivnutente, a posizione elevata o dell'altezza delle loro
vicenda, Liv. ed a.: alternis... alternis, ora... mitra), Cartlingo, Roma, Verg.: urbes, Hor.:
ora. Sen. colVacc. della misura, signum (statua) septem
aU?r-ìi»<'i-, altor-Hlrn (più frequente pedes altum aut majus, Liv.; con tenus e il
che altera utra), aller-iìli'Hiu {pia fre- genit., aqua ferme genu teuus (fino al ginoc-
quente che alterum utrum), genti, aller- chio) alta, Liv.: sost., altum, i, n., altezza, a)
ùtrln^{pin frequente che a.\tenus utrìnsetc), in gen.: in altum editae arces, Sen.: ordo sena-
dai. allcrfilri, "no di due O dei due, col- torius quasi editus in altum, Cic: altiera pe-
lesclusione dell'altro, ne alteruter alterum trae, la parte supcriore (contr. in a e summaì,
occuparet, Nep.: alteruter vestrùm, alteruter Curt. h)p>artic.: a) l\atezza, l'alto del cielo,
de filiis, Cic: altera utra Victoria, Liv. ab alto, Verg. p) altezza =
aito mare, in altum

alttcincliis, a, um (altus e cingo), sue- provehi (fig.), Cic: in portum ex alto invebi,
«into, Phaedr. 2, 5 (6), 11. Cic: in alto constitui, Caes. 2) trasl.: ?t.)dei
aitili»», e (alo), che può venire o viene gradi di condizione, di dignità, di carica,
ingrassato, da iityì-assare, ingrassato, grasso, altior ordo, Sen.: altior, altissimus dignitatis
boves, Varr.: plur. sost., altilia, ium, n., vo- gradus, Cic: sost., in altum (grado elevato)
latili (uccelli, polli) ingrassati, Hor., Sen. sublati homines, Sen.: excelsa et alta sperare,
ed a. mirar in alto (== alte dignità), Liv. b) della
altTs5nus, a, um (alte e sono), altiso- voce, ecc., alto, chiaro, acuto, altiere voce,
nante, che risuona dall'alto., Cic. poet. ed a. CatuU.: altissimus sonus, Quint. e) delle divi-
poeti. nità e persone altolocate, anche di personi-
altTlitnaii!», antis (alte e tono), aitito- ficazioni, angustio, sublime, Apollo, Verg.:
nnnte, che tuona dall'alto, Cic. poèt. ed a. Caesar, Hor.: Roma, Ov.: per nascita,
e alto

poeti. di stirpe illustre, Acneas, Hor. d) riguardo al


allTtiìdo, diuis, f. (altus), J) altezza, 1) tono, allo stile, elevato, sublime (contr. humi-
propr.: montium, Cic: muri, Nep.: in altitu- lis), oratio, Cic. or. 192. e) riguardo all' animo

dinem pedum XV
eflfectis operibus, Caes. : e alla mefite, elevato, magnus et altus vir, vir
plur. impendentium montium altitudines
, ,
altus et excellens, Cic: homo alta mente prac-
Cic: e meton., altezza r= altura, punto elevato, ditus, Cic: qui altiore animo sunt, Cic. B) mi-
Val. Max. 7, 6, 5: plur. altitudines moenium, surato in ampiezza, alto =
ampio, lontano,
Cic. bar. resp. 49 altitudines montium, Liv.
:
distante, solt. fig., alqd ex alto felci lontano)
21, 30, 6: altitudines, quas cepissent hostes, petere, Verg., repetere, Cic. II) profondo, A)
Liv. 27, 18, 9. 2) trasl., altezza, elevatezza, considerato dall'alto in basso, 1) propr.
fortunae, orationis, Cic: animi, grandezza {contr. summus): aqua, flumen, Caes.: radix,
d'animo, alto sentire, Cic. part. or. 77. Cic. Cic: sost., altum, i, n., la profondiM. del-
ep. 3, 10, 10. Liv. 4, 6, 12 {diverso da sotto l'acqua, ecc., puteus in altum actus, Sen.: ex
al n" II, 2). II) profonditii, 1) propr.: flu- alto emergere. Cic. 2) trasl.: a) profondo, di
rainis, maris, Caes. e Cic: plur., spelancarum r poso, qxiiete, silenzio, ecc., somnus, Liv.:
concavae altitudines, Cic. 2) trasl., altitudo silentium, Verg. b) profondo, inUrno; che è
animi, arie (facoltà) di dominare e naseondere posto, radicato, aderisce profondamente, alta
i proprii sentimenti, tranquillità diplomatica, mente, Verg.: altior sollicitudo, Quint. e) pro-
[greco paeóxTjg ), Cic de off. 1,
taciturìiiu'i fondo =
nascosto, occulto, dissimulatio,Curt.:
88. Tac. ann. 3, 44 (diverso dal n" I, 2): si altior istis sub precibus venia ulla latet,
detta pure altitudo ingenii, Sali. Jug. 95, Verg. d) che va a fondo =
asti'uso, profondo,
3: inaltitudinem conditus, raccolto, in sé altiera studia artesque, Plin. ep.: altissima
stesso, in profonda dissimulazione, Tac. hist. eruditio, Quint. e» sost., altum, i, n., profon-
4, 86. dità, interno, fondo dell'anima, ingentem mo-
alllusctilus, a, um (dimin. rfi altius), ai- lem irarum ex alto animi ciere, Liv.: ex alto
guanto (troppo) alto, Suet. Aug. 73. (profondamente) dissimulare, Ov. B) misu-
allivdlaii««, antis (altus e volo), aituo- rato in ampiezza, a) profondo, «he si estende
lante, che vola in alto, Lucr. ed a. poeti. profondamente, portus, Verg.: pectus, petto
alliir, òris, m. (alo), nutritore^ balio, ali- profondamente arcuato, Verg.: sost., altum,
mentatore, niantenHore, Cic ed a. i, n., profondità, altezza (della Casa, ecc.), l'in-
allrix, tricis, f. (altor), altrice, nutrice, altum concedere, Lucr. b) trasl., se-
terno, in
«nevati ice, terra, Cic: terra altr. Ulixi, pa- COndo ilttmpo, l'età, antico, nobile, venerando,
tria, Verg. — Partic, nutrice, balia, Cic. poét. sanguis, Verg.: Clau^us, Ov.
ed a. alficinàlTo, ònis, f. (alucinor), discwao
143 alucinor amans 144

privo di senso , scioceliezza ,


sogno, allucina- 653: partic. bacino, vasca da bagno, Cic. ed a.
zione, Sen de vit. beat. 26, 6 (al plur.). I V) alveo, letto di un fiume, alv. fluminis ,

iiliioTnoi*, atus sum, ari {da connettTsi Verg.: ex medio alveo, Liv. V) alveare, amia,
con àXufo). parlar vanamente ciarlare agire Scriptt. r. r. ed a.: vitiosae ilicis alveo, della
{trattare) vanamente, dire sema senso, sognare, cavità di un albero, in cui stanno, s'annidano
Cic. ed a.: coU'acc. pronominale, quae Epi- le api, Verg. VI) tavoliere per i dadi, prov
curus alucinatus est, Cic. veduto di un alto orlo, Suet. ed a.: meton.,
ììlfìiiicn, inTnis, n., allume, Vitr. ed a. giuoco dei dadi, Val. Max. 8, 8, 2.
Mliiinnn, ae, f., V. alumnus, n" IT. alviiài, i, f., volta, cavità; quindi I) ca-

aliiinniis, a, um (alo, almus), partic. nei vità inferiore del ventre, basso ventre, alveo,
poeti esosi. = chi è od è stato nutrito, pancia e canale intestinale. A) propr,: pur-

curato ed allev ato, alunno, allievo, I) gatio alvi, Cic. B) trasl.: \)utero, t'ic. ed a
alumnus, i, m., allievo, a) propr., Verg. ed a.: 2) stomaco e apparato digerente in genere,
contr. iiutricula. Hor.: coìitr. paedagogus, Cic. ed Ov. //) alveare, arnia, Scriptt. r. r.

Quint. Partic. col genit. o colVagg. del paese ed a. IIIJ scafo, ventre della nave, Tac. hist.

luogo, ove uno cresce o crebbe, figlio, alunno, 3, 47.


.4l>~aflè<:, is ci, m. ('AXuatxvjj), Aliotte,
Italia aluninum suiim videret, Cic: Pae-
. . .

ligni nivisal Ov.: al. legionum, allievo delie


,
re della Lidia, padre di Creso.
legioni =
educato nel campo, Tac: di ani- Alyxia, ae, f. ('AXu^ia), AUzia, piccola
inali, parvi nluinni, i piccini del gregge, ìì'tr. città dell' Acarnania, con un tempio dedicato
b) trasl., di SColarÌ^=-- allievo, discepolo, alunno, ad Ercole e un porto; ora Porto Candello.
Platoilis, Cic: quasi al. disciplinae meae, Cic: am, V. amb.
ego pacis, ut ita dicam, alumnu.s, Cic. II) ama. V. hama.
alumna, ae, f., alunna, allieva, a.) propr., Ov., simiihilici, e, agg. con compar. e superi.
Suet. ed a.: di animali, aquai dulcisalumnae, (amo), IJ amabile {contr. invisus), di pers.,
di rane, Cic. poèt. b) trasl.: bene constitutae Cic ed a.: col dat., tiirbae, Sen.: di e. astr.,
civitatis quasi al. quaedam eloquentia, Cic. mores, Cic: c?.rmcr\, grazio.io, Hor. II) atto
Ili) neutro: nuinon alumnum, Ov. a desfar l'amore, Cic de ofF. 1. 56.
^«M»-
amiihTIiler, avv. (ainabilis), I) amabn-
AliiiilTiiiii(Hnl.),Yi, n.('AXoi)vxtov),
ìuente, Hor. ep. 2, 1, 148. II) amorosa-
eio, città sulla costa sctt-ntrionale della Si-
viente, benignamente, am. in alqm cogitare,
non lungi dall' odierna Caronia, sopra
cilia,
un erto colle, nota pei suoi vigneti. De- — Anton, in Cic. ep.: spectat amabilius juve-
nem, Ov.
riv.: MHniinwii (Hai.), a, um,di Aiumio;
.4mallliea, ae, f. ("AiiàXOeia), I) Amai-
SOSt., Aluntiuus, i, m., abitante di Aiumio.
tea,ninfa, figlia del re Melisso di Creta, la
alfìln, ae, f. (alumen), I) cuoio sottile e
quale col latte di una capra allevò Giove.
morhido, pi'eparato e colorito con allume e
Secondo altri, quelli capra stessa si chia-
licci di galla, cuoio d'allume, cuoio di Samo, di
Cordova, dell'Atlante, Cacs. cd a. II) nieton.:
mava Amalthea, e un corno di essa rottosi a.
caso contro un albero, venne più tardi post't
ciò che è preparato come cuoio di allume:
da Giove come cornn Amaltheae o Copiae (V.
I) correggie delle scarpe (corrigiae), quindi
cornii, M° I) fra le costellazioni. Quel corn-,
anche scarpa, Ov. ed a. 2) »«eo, Ov. art. am.
che stillava nett ed ambrosia, fra qnind'.
<re
3,202^ ^ imaginc dell' abbondanza;
quindi kma.\ih.'?,[\,
alvarniiiijti, n.(alvus)= alveari umfF.),
ae, f. ('A!iàXO£'.a) eAmaltbèum (AmalthTum),
Cic. fr. ed a.
i, n. ('A|ixX6£ìov), probab. antico santuario
alveare, is, n. (alveus) = alvearium (V.), della ninfa. Amaìtea nelle vicinanze del
.

Quint. ed a.
podere di Attico nell'Epiro, sul fiume Thya-
alveiiriii HI, ti, n. (alveus), I)luogo ove mis. Sul modello di questo, se ne fece un •

si serbano gli alveari (alvei), Varr. e Plin. simile Cicerone nel suo Arpino. II) un>
II) alveare, Scriptt. r. r. ed a. Sibilla.
alvr*4tlii<s, i, m. (dimin. di alveus), pic- iimandiiiTo, ònis. f. (amando), allontana-
cola cavità a, foggia di ventre, quindi I) pic- ny>nto, esilio, relegazione, rusticina (in Villa),
colo vaso, secchia, tinozza, piccolo truogo, Liv. Cic. Rose. Am. 44.
ed a.: pnrtic, inaffiatoio, Phaedr. 2, 5, 15; a-man«lo, avi, atum, are, ordinare ad
gabbione, Liv. 28, 45, 17. II) tavoliere mu- aìcuno di recarsi in un luogo lontano, ban-
nito di un alto orlo, su cui venivano gettati dire quale, mandar fuori del paese, esiliare,
i dadi da una. coppa in cui si erano prima sia per motivo di sicurezza, Cicerones in Grae-
agitati, Cic. ed a.: meton., tavoliere =^ giuoco ciam, Cic: sia per allontanare qtnlc. dalla
dei dadi, Cic. Arcll. 13. IIIJ piccolo letto di nostra presenza O vicinanza, mandar via, esi-
un fiume, Curt. 6, 4 (10), 4. liare quale, in uìi luogo, alqm Liljbaeuni,
alveus, i, m., cavità a foggia di ventre, Cic: alqm extra Italiam aliquo, Liv.: alqm in
oblunga, quindi I) recipi<-nte in forma, di ultimas terras, Cic: quindi trasl., res sirailes
tinozza, tinozsa, truogo, Scriptt. r. r. ed a. procnl (porre lontano) a sensibus, Cic. de
II) albero incavato in forma di burchiello, nat. deov. 2, 141.
barca, piroga (novójuXov), Liv. ed a.: poet. .4iiiaiiieii«e.«i, V. Amanus.
per navicella, barchetta, in geu., Verg. ed a.: aiiiaiiis, antis, part. agg. {das.mo), amante,
e la cavità inferiore della nave, fondo della che ama qnalc.oq.C, ben disposto rersoqualc,
nave, scafo, carena. Sali, Ili) bacino, ed a. affezionato a lui, amico e sim., I) agg.: 1)
catiivciiu, di forma allungata, Ov. niet. 8, propr.: col genit., amans tui, Cic: patriae,
145 amanter amb 146

Cic: tul amantior, Cic: amantissimus rei pu- senectus facit, Cic. 3) delle parole in cui si
blicae, Cic. 2) mi-ton., di cose mediante le manifesta l'amarezza del sentimento, amaro,
quali si manifesta amore, amorevole, amiche- mordace, pungente, acerbo, sexmo, Hor.: salcs,
vole, affettuoso, caro, amantia, amantissima Quint.: lingua, Ov.: hostis amare! Verg.
verba, Ov. e Cic: nomen amautius, Cic. Amsìrynlliìs, ì'dis, f., Amarintide, so-
II) SOSt., amante, innaìuorato, amatore, Cic. prannome di Diana, da Amarynthos, vil-
ed a. laggio delVEubea, con un tempio sacro a
ìimniiler, avv. con compar. e superi. Diana.
(amans), amorevolmente, affettuosam,, amiclie- \mt\svnu», i, m., fiume del Lazio; ora
t'oim,, Cic. ed a. Amaseno.
AmaiilTn, ae, f. {'A\xa.•^ùc>.),Aman^^a, città Aiiiaslris,trtdis, f. {" \\xa<szp\.!i), Amastri,
delVIlliria greca, alquanto lontana dalla città della Paflagonia, situata sopra una
costa; ora Nivitza, col paese omonimo; penisola, con doppio porto ; ora Amasserah.
i suoi abitanti Ainanlìani, òrum, m., — Deriv.: Amaslriariiii, a, um, di Ama-
Amanzianii stri, orae := coste del Patito, Ov.
auiaiiiìcnsis, is, m. a inanu servus, = Amiila, ae, f. (propr. l'amata), AmaUi,
schiavo che serviva, come scrivano, ama- moglie del re Latino, madre di Lavinia, la
nuense , scrivano , segretario , Suet. Ncr. 44 prima sacerdotessa di Vesta a I.avinio.
ed (i.
AmalliM«»,thuntis,arc.tbunta('A|ia6où?),
Aiiiaiiiis, i, m. ("Aiiavos), Amano, ramo Amatunte, IJ m., figlio di Aerias, secondo la
del Tauro nell'Asia minore, il quale cor-
leggenda fondatore di Amatunte e del tem-
rendo da N. E. a S. 0. fino al golfo d'Isso, pio di Venere, che ivi si trovava. II) f., an-
divide la Cilkia dalla Siria e la Cataonia
tichissima città sulla costa meridionale dì
dalla Commagene ; ora Alma Dagh. Gli abi-
Cipro; ora « Paleo-Limisso », celebre per il
tanti del moni". Amano, Anianicnses, tempio e per il culto di Venere, chiamata
ì'mn, m.
aiiitiracTiini, i, n. (àjiapaxtvov), amara-
quindi .4malliMsTa ('AiiaGouaia). De- —
cino, profumo tli maggiorana, Llicv. 2, 847.
riv.: '%llialllU!«ìacilS, a, um, di Amatunte,

aiiiariivuj«, i, e. e sìniiiraoiim, i, n. aiiialor, òiis, m. iamo), amatore, cioè


(à|Jlàpa"/l05 e -ov), amaraco, tnaggiorana, erba
I) amico, amante di q.c. o qualc, pacis, Cic:
ed antiquitatis, Nep.: ainator tuus, Cic. II) colui
e fiore odorosi, Catull. a.
che ha relazioni amorose, amante, innamo-
aniaraiilus, i, rn. (àtxdpavtos. che nov
rato, adoi-atore, partic. in ,Sf MSO Cattivo, drudo,
appassisce), amaranto, seiamito, Tibull. ed a.
amare, avv. con compar. e superi, (ama-
adulter au aiiiator, Cic: e prcgn. amator =
mulierum, propenso all'amore, amante dell'al-
l'Us), amarantente, frasi. ^= con amarezza,
tro sesso, donnaiuolo, aliud est amatorem esse,
aspramentr, accrbam., Seti, ed a.
aliud amantem, Cic: vinosus amator, Hor.
amari tìes, èi, f. (amaius), amarezza,
Catull. 68, 18.
amiilòriè , avv. (amatorius), amorosa-
mente, teneram,, Cic. Phil. 2, 77.
amiiritutlo, dtnis, I) ama-
f. (amanis),
aiiialòrius, a, um (amator), pertinente
rezza, come proprietà naturale e inoltre gusto
all'amatoT o all'amore (sensuale), amatorio,
amaro, Varr. e Plin. II) trasl., ciò che desta
amoroso, tenero, galante, lezioso, sermo, Cic:
un sentimento amaro, acerbo, vi) lo spiacevole,
poesis (Anacreontis), di argomento erotico,
il disaggradevole, Quillt. 1, .3, 20: quindi lò
Cic: voluptas, Cic: medicamentum, Suet., lo
spiacevole, ciò che in una voce offende T orec-
stesso che il sost. amatwium, ii, n., « filtro,
chio, 7l!,Xp(«, Quint. 11, 3, 169. b) amarezza
dell' animo, sentintento amaro , cura acerba ,
pozione amorosa, ecc. », Sen. e Quint.
Val. Max. 4, 4. prooem. extr. e) amarezza di jliiaazon, zunis, acc. zona. f. ('AnaC^wv),
una mente malata, irritata, inasprimento, am. Amazzone, comiin. plur. .4niaz«(n«s, um,
odii, odio acerbo, Vai. Max.: cui sententiae acc. onas, f. ('A|aa^óv£g), le Amazzoni, I) po-
tantum bilis quantum amaritudinis inest
, ,
polo mitico di donne guerriere, le quali, go-
Plin. ep.d) amarezza, asprezza del disCOrSO, vernate da una regina, non soffrivano alcun
decretorum, Justin. uomo tra di loro; la leggenda le fa venire dui
amslror, òris, m. (amarus), amarezza = Caucaso nelVAsia occidentde, partic. nella
contrada dell'odierna Trebisonda, sul fiume
gusto amaro, Lucr. e Vei'g.
simarii<«, a, um, amaro {contr. dulcis),
Termodonte (ora Termeh), nei campi di Te-
miscira, ma anche nelle isole di Lesbo e Sa-
I) propr.: a) al gusto, salix, Verg.: calices
amariores, vino più piccante, più vecchio, motracia, e persino nella Grecia (Beozia,
Catull.: sost., amarum, plur. amara, l'amaro, Atene). /J) trasl., eroina dell'amore, la quale
l'aspro [contr. dulce, dul^ia), Cic. b) all'odo- milita, per dir cos'i, sotto le bandiere di A-

rato, acuto, pungptite, tìTiUus, Verg. JJ) trasl., more. Ov. art. am. 2, 743. Deriv.: 1) —
1) spiacevole, ripugnanfe, acerbo, sgradevole, .4mazi»ii?eii<>, a, um ('Aiia^ovwó;), deli»
amaro, casus, Ov.: rumor, Verg.: sost. amara, Antazzoni, da Amazzoni. 2) .4ma/,iilli<4, ut-
òrum, n., l'acerbo, amaro [^= cura acerba, ecc., dis, f. comun. plur. Amazonides?,
("A|iat^ovic;),

contr. dtilcia), H(ir.: e così airiara curarum, forma second. poet. di Aiiiazones, Amazzoni.
Hor. 2) {come Tcivipóg) dell'indole e dVl com- 3) jiimazoniiiM. a, um ('Anat;óvios), Ama-
portarsi dirchi sfoga volentieri contro altri zonio, pliaretra, Verg.: quindi vir, cioè Ippo-
i suoi sentimenti irritati, amaro, pungente, ir- di Teseo e di xin Amazzone, Ov.
lito, figlio
ritabile, violento, mulieres, Ter.: amariorem me I

aiiib, propr. ambi, anche am ovv. an {cfr.


e

147 ambactus ambio 148

prepos. inseparabile, intorno, anche in


à|j.cpS), quin, ecc., Liv. 2)litigare, contrastare, conten-
cerchio, cioè da due o più o tutte le pirti (i dere intorno ad un diritto o possesso (contra-
punti),coiiie mambedo, ainplector, anquiro.ccc'. stabile dubbio), anzitutto a parole, partic.
ailll»il(>ÌII<i, i, m., servo stipendiato, Caes. in tribunale, ma anche coi fatti, ii, qui ambi-
b. g. 6, 15, 2. gunt, parti contendenti, Cic: cum eo, qui
le
anilia^;eK, is, f. (nel sinrj. solo in abl., al- here.s est, Cic: de hereditate, Cic. II) essere
l'incontro nel plur. in tutti * corsi) [amb e ago], discorde con sè SteSSO =
essere in dubbio, in-
lo sp ing er V an ilare
, il correre
,
deciso, irresoluto, incerto, intomo a qualcosa,
intorno a qualche cosa, yiro, e in (Alexandrum) regnum Asiae occupaturum esse
quinto non va o non viene condotti) allo haud ambigere, Curt.: quaenam post Augu-
SC'ipO per la diritta via, tortuosità, giravolta, stum miiitiae condicio, ambigentes, coloro che
strada storta, labirinto , I) propr., partic. vivevano in apprensione dubbiosa, Tac.
di « andare errando », ambage remissa, anib?;|;He, aw. (arabigUUs), IJ ambigua-
Ov.: e degli « andirivieni » del labirinto, mente, in modo equivoco, dicere, scribere, Cic:
variaruin ambage viarum, Ov.: dolos tecti agere, Tac. II) irresolutamente, indecisamente,
ambagesque resolvit, Verg. II) trasl., del di- Liv. e Tac.
scorso che non va diritto al suo argomento, anibTg-HÌfa«>, atis, f. (ambiguus), ambi-
ma vi gira intorno, a) ambagi, giro di parole, guità, equivoro,oscurità, doppio senso, Cic, ed 0,.:

amb. alci narrare, Ter.: missisambagibus,^je*- plur. in Seu. e Quint.


dirla in breve, senza arzigogoli, Hor. b) o»cm- aiiibT^'ììus, a, um (ambigo), /) eiie si piega

ritafacilmente prodotta coli' aggirarsi in- da due lati, per ambiguum favorem, cercando
torno ad una cosa, enimma, aiiibiguitiì, eqni- dinon perdere il favore dei due, Liv.: ua-
BOeo, parole misteriose , eniiitinciticlie, velate; tum (esse) ambiguo inter marem ac feminam
discorso, espressione, sentenza enininiatica; sexu infantem, ermafrodito, Liv.: ambiguus
della Sibilla, Verg.: della Sfinge, Ov.: d'gli fuerit, modo vir, modo femina, Scython, di
oracoli, Tac: e di « fatti enimmatici, ve- aspetto variabile, mutabile, Ov.: Proteus, il
lati » come « rappresentazione simbolica» quale assume ora questa, ora quella forma,
di un pensiero,
tacitis atnbagibus, mediante mutabile, Ov.: in virum soliti vultus mutare
le significazioni enimmatiche, simboliche, ferinos ambigui prosecta lupi, che ora ha l'a-
Liv.: per ambages, come imagine simbolica, spetto d'uomo, ora di lupo, lupo mannaro,
Liv. e) detti fatti ambigui che velano la Ov.: virgo, Sirena e Sfinge, Ov.: viri. Cen-
verità e la giustizia, tergiversazioni, pretesti, tauri, Ov.: Salamis, una seconda Salamina,
sotterfugi, inganni, vix pueris digiiae anibages, Hor.: aquae, operanti ora in un modo, ora in
Liv.: falsi positis ambagibus oris, senza le cir- un altro, di doppia efficacia, Ov. II) trasl.:
conlocuzioni di un discorso ingannatore, Ov. A) vacillante, dubbio, incerto, non sicuro, a) pas-
Aniltarrì, òrum, m., Ambarri, popolo sivo: si dudum fuerat ambiguum hoc niihi,Ter.:
della Gallia, siili' Arari (Saóne), ad oriente haud ambiguum regem alterum mea morte fa-
degli Edili, e con essi affini ed alleati. ciam, Liv.: sost.^ ambiguum, i, n., cosa am-
ailli>-e(lo, èdi, èsum, ere, mangiareintomo, bigua, incerta ; dubbio, incertezza, reliuqUCre in
rosicehiare, quindi consumare iniieraynente, ambiguo, Lucr.: rumor in ambiguo est, dà
Verg. e Tac: trasl. del fuoco, Lucr. e Verg.
: luogo a doppio giudizio, Ov. b) attivo di- =
ambi, V. amb. scorde con si, vacillante, indeciso, irresoluto, in-
.4llll>ìailì, ùrum, m., Ambiani, popolo certo, CoZ genit.,imperandi, Tac: futuri, Tac.
belga sulla costa, nell'odierno dipartimento B) del discorso, ambiguo, equivoco, e generic,
della Somma, colla capitale Samarobriva (ora enintmatico, confuso, oscuro, verba, Cic: VOCeS,
Amiensì. dieta, Ov.: oracula, Cic: sost., ambiguum, i,
Anibibai'Ti, òrum, m., AmbibarH, popolo n., espìessione ambigua, ambiguità, Clc ed a.
gallico, appartenente alle civitates Armo- c) ambiguo = SU cui non SÌ può fondare,
ricae, nell'odierna Normandia (ove esiste an- di cui (tic. non si può fidare, incerto, malsi-
cora la città di Ambières). euro, dubbioso, in gen.: ictus /colpo), Liv.;
1)
ambì^^o, ere (amb ed ago), condurre una fides, Liv.: auctor (messo), Ov.: donius, Verg.
cosa da duf parti, solo trasl. =
riflettere da 2) partic: a) dubbioso, dubbio, incerto, malsi-
due parti intorno a q.C, cioè essere discorde, curo, riguardo al possesso [contr. certus),
IJ con un altro, 1) essere di parere dubbioso ager, Liv.: ambiguae domi res, strettezze do-
contrario intomo a qualcosa, addurre un mestiche Tac: sost., ambigua, an-
fi debiti),
dubbio una difficoltà, disputare, contendere, cipitia [contr. certa), Tac: non sane alias ma-
dubitare di q.C, combatterla, e partic. alpassivo gis in ambiguo Britannia fuit, Tac. b) incerto,
= essere dubbioso controverso, a) att.: haud vacillante, riguardo al seguito, fine, esito, res
ambigam, hicine fueiit Ascanius, an, ecc., vo- ambiguae, avversa fortuna fcontr. res secun-
glio lasciar indeciso, IjÌv. b)pass.: a)person.: dae, buona fortunaj, Tac. ann. 1, 64.
id jus quod ambigitur Inter peritissimos, Ciò.: Àiubilareli, orum, m., AmbUareti, po-
omnis res eandem habet naturam ambigendi, polo gallico, alleato degli Edui, probabil-
richiede sempre uguale maniera nel dispu- mente a N. di questi; forse identico agli
tare prò e contro, Cic. P) impers.: cura de Ambluareti.
vero ambigetur, Cic: ambigitur, quanam Han- Auibìlìatì, òrum, m., AmbiUati, piccola
nibal Alpes transierit, Liv.: ambigitur quoties, nazione della Gallia, sulla Samara (Somma).
uter utro sit prior, Hor.: aspici aliquando eam AnibTSrix, rlgis, m., Ambim-ige, principe
volucrem non ambigitur. Ter.: id ambigitur, degli Eburoni nella Gallia Belgica.
belline .... an, ecc., Liv.: neque ambigitur^ aiubio^ Ivi e li, Itum, Ire {da amb ed eo);
149 anibitio anibìtus 150

benché non si coniughi secondo eo, ma segua (ambitìosus), a) ambiziosamente, vanagloriosa-


regolarmente la quarta coniugazione ; solo mente, per ambizione, per vanagtoriu, petcro
nell'imperf. si ha anche ambibat), I) andare, regnum, Liv., proviiiciain, Quint.: e per desi-
girare intomo a q.c, A)propr.: ut terram derio di brillare, per o con vanità, fastosamente,
lunae cursus proxime ambirei, Cic: partic, con affettazione, eum casum ferre, Tac. h)stu-
girare intorno ad un
luogo, evitandolo, deviis diosamente, per desiderio di favore, di grazia,
plerumque itineribus patriam, Tac. B) trasl.: con istanza, con ufjìzi, per o con riguardi, per
a) girare intoì-no, correre intorno eirvondare = riguardi egoistici, in modo partigiano, con par-
q.c, insula quam aninis Euphrates ambiebat, de triumpho agore, Cic: non amb. seri-
zialità,

Veli, b) far girare, correre una cosa intorno bere, Cic:amb. corrigere oratiunem, con in-
ad un altì'a =
circondar e, cinger e con g.C.,pla- dulgenza piena di riguardi, Cic
gis silvas, Ov.: clypei oras ambiit auro, fregiò, aiiil>ìriió>$us, a, um (ambitio), letteralm.
Verg. II) andare intorno come Supplicante, disposto ad andare intorno, quindi
A) presso molti, i quali hanno qualcosa da I) Iti gen., che ta sempre intorno, circonda,
decidere, per ottenere il loro voto, la loro ap- avvince, lascivis liederis ambitlosior, che av-
provazione, ì-icoii-ere, accostarsi ad essi, vica- vince l'amante più stretto che, ecc., Hor.:
tim, Oic: singulos ex senatu. Sali.: seg. da ut amb. ornamenta, lussureggianti, ricercati,
ne e il cong., Suet.: pai-tic. dei candidati, Hor. II) pregn., che si adopera volentieri
i quali andavano da un cittadino all'altro per conseguile onori; quindi trasì.: a] che
per farsi dare il voto, brogliare, brigare, aspira molto agli onori, e precis.: a.) che ago-
assai., Cìc. Phil. 11, 19: nel passivo, am- gna onori e grado nello Stato, ambizioso, avido
biuntur, rogantur, Cic: populus facit eos (sce- di onori, imperator, e plur. sost., ambitiosi,
glie per le cariche), a quibus est maxime Cic P) che aspira molto a segnalarsi in
ambitus, Cic. B) andare attorno a ciascuno genere, ambizioso, avido di onori, superbo, va-
separatamente con preghiere, con lusinghe, naglorioso, homo minime ambitiosus, Cic: di
ricorrere a qualc, aveicinarsi a lui, rivolgersi oratori, vano, affettato, Quint. e trasl., di
:

a lui, per ottenere qualcosa, ricercare quale, e inan., ambizioso, vanaglorioso, sontuoso, fa-
di q.c, pregare, K^m&xn affata, Verg.: cunubiis stoso, mors, che agogna alla gloria futura,
Latinum, fare a Latino la richiesta, della fi- Tac: exsequiae, Sen.: del discorso, Quint. b)
glia, Verg.: ille unus ambiri, coli. Tao.: seg. che aspira ai favori nella vita pubblica, am-
dalVìnfin., donec ultro ambiretur consulatum bizioso, chemira ai favori, che vaglieggia favore,
accipere, Tac. quindi anche pieno di riguardi, partigiano,
ambltTo, Òuis, f. (ambio), l'andare intorno venale, dux iudulgens ambitiususque, Liv.: qui
come supplicante, IJpropr., come 1. 1., in-iga ita sit ambitìosus, ut etc, Cic: e trasl., di e.
per ottenere una carica onorifica, ricoì- inan.: ambizioso, prodotto dall'ambizione, fon-
rendo personalm. al popolo, istanza per una dato snll'amb,, per riguardi egoistici, rogatio-
carica, concorso, sing. e plur. in Cic. ed a.: nes, amicitiae, Cic. e) generic, cìie tende, che
ambitio annua (della dignità reale presso i tnira ardentemente ad una cosa, che briga per
Veienti), Liv. IIJ trasl. ai l'aspirare ad
: ambisce una cosa, Musa nec in plausus am-
onori, e precisam.: a) H tendere, l'aspirare bitiosa mea est, Ov prò guato mater ambi-
:

ad onori e gradi
nello Stato, l'ambire, ìnire tiosa sua fuit, Ov.: trasl., di e inan.: no-
ambiziose, sfarsi e progetti anthiziosi, ambizione, ster in has omnes (puellas) ambitìosus amor,
brama, di Onori, me ambitio quaedam ad Ov.: amb. preces, pregìùere calde, interes-
honorum studium duxit, Cic: in Scipioue am- sate, Tac.
bitio major, Cic: mi.serà ambitione ftrista am- 1. anibTtus, a, ura, V. ambio.
bizione) laborat, Hor. p) l'aspirare agli onori 2. aiubltìis, m.
(ambio), l'andare in-
US,
presso altri in gen., ambizione, vanagloria, in torno, I) in gen.: 1) astr., ambito, giro, corso,
gen., quindi anche studio di comparire, va- siderum, Cic: saeculorum, Tac. 2} concr. :
nità, pompa, fasto, ambitio et luxuria, Sen.: a) giro =
la via che descrive ciò che gira in-
ambitione relegata, senza vanagloria, Hor.: torno, circuito, orbita, incurvatura, sinuosità,
magna eum (Platonem) ambitione Syracusas secundussupra terram, Cic: propeiantisaquae,
perduxit, con molta magnificenza, con gran Hor. Trasl., a)^ambages, ambagi, myAìoa
pompa, Nep. b) il tendere, aspirare al favoì-e, circa rem unam ambitus facere, Liv. p) =;
il vagheggiare il favore della moltitudine TCSpi^paaoj, perifrasi, circonlocuzione , alqd pur
di singole pers., di cui si fa uso per uno scopo ambitum enuntiare, Suet. b) giro ;= incurva-
determinato, desiderio di ottener favore, con- tura che gira intorno a q.c, cerchio, circolo,
seguimento di favore, l'ottener considerazione, o>-io,«embo, extremitatem caeli rotundo ambii u
riguardi, procedere riguardoso, attenzione con- circumicere, Cic: partic, amb. aedium, an-
discendenza o indulgenza piena di i-iguardi, gusto spazio sentiero lasciato intorno ad
riguardi verso la persona, riguardi egoistici, •una casa, pel quale si può camminare, Cic
buoni seì-vigi, parzialità, aillbitio J)0pularis, Ju- top. 24; trasl. =
Tisp'loSo;, periodo del di-
stin.: ambitione labi, Cic: jus sibi per am- scorso (come 1. 1. retor.), V. partic Cic. Brut.
bitionem dictum non esse, Liv. e) generic, il 162 e or. 204. e) giro^ spazio che un oggetto
tendere con ardore, l'aspirare a q.C, l'ambire, occupa nella sua estensione, estensione, am-
il vagheggiare q.C, gloriae, Tac: conciliandac piezza, caeli, Suet.: castra lato ambitu, Tac:
provinciae ad spes novas, Tac: assol. sup- = e dei confini del tempo, totam pueritiam ani
plica, istanza, magna ambitione adiiiitti non bitu suo astringere, Sen.: e amb. orationi.-,
poterat, Justin. corso, delineamento (discorso), Val. Max.: e
ambTtloso, avv. con compar. e superi. così non imagine et ambitu rerum, sed rebus
151 Ambivariti amburo 152
incendit, Qulnt. IT)pregn., Vandm-e intorno aniliuLajac^ Srum, f. (dal siriaco abub,
come supplicante, l)j5ropr., sollecitazione il- anbub =
tibia), specie di baiadere, cioì;
legale, tentativo di ottenere in quaiiinqtie modo ragazze siriache, quali in Roma si gua-
le
cariche ed onori, caccia agii impieghi, broglio, dagnavano il cantando canzoni dei
vitto
partic. mediante la corruzione, lex de am- loro parsi e conducendo mala vita, Hor. e
bitu, Cic: ambitus alqm accusare, damnare, Suet.
Cic: amb. suffragioruni, compra di voti, Tac. ambììlàtìOj ònis, f. (ambulo), il cammi-
2) trasl.: a) l'aspirare, il tendere agli onori, nare, V andar su e giìi, qua e l<l, I) in qcn. .

partic. in modo eccessivo, vanaglorioso, Vam- p. es. delVoratore sulV arringo, Quint. 11, 3,
bire gli onori, ambizione, COSÌ nella vita pub- 126. II) partic., Tandare a spasso, per fare
blica che nella privata, caret ambitu, Plin. un po' di moto, H passeggiare, passeggiata.
ep.: hic erit alendus ambitu, Quiiit.: quindi Cic: metun., passeggio, passeggiata, luogo di
anche generic: bramosia di brillare, vana- passeggio, ora coperto, ora no, Cic ed a.:
gioria,ambizione,<imà.a.m. iiitellegendi ambitus, Magni, il Portico di Pompeo, Catull.
vanagloria di conoscitori, Quint. b) lo smo- amitiìlàtTlincula, ae, f., piccola passeg-
derato tendere, aspirare al favore, il vagheg- giata, due 2}assi, Cic. ep. 2, 12, 2 meton. : =
giare il favore, nella vita, pubblica, e ^rz- piccolo luogo di passeggio, tecta (coperto), Cic
«;ai«, potentium, Tac: ne hoc munus meum ad Att. 13, 29, 2.
ambitu corrumperetur, Plin.ep.: quindi anche ainliìito, avi, atum, are (dimin. di am-
Vusar rignartli, il comportarsi troppo pieno di bio), camminare con passo naturale, non af
riguardi, indulgenza o condiscendenza piena di iettato, camtninare, andare intorno, su e giìi,
riguardi, riguardi egoistici, partigianeria, sinc qua e Ut, I) in geu.: a) intr., contr. cubare,
ambitu, Cic: judicuni ambitu evaserat, Tac. Plaut.: contr. selere, Cic: contr. currere,
smoderato a q.C, l'atn-
e) il tendere, l'aspirare San.: contr. salire (di uccellij, Plin.: contr.
birc, il brigare, il vagheggiare q.C, UXOriuS, incedere (avanzarsi), Sen.: delVoratore sulla
fili una donna,
sforzi pieni di raggiri di tribuna, Quint. 11, 3, 127 e 130: e del passo
Tac: uxor magno ducta ambitu, Sen.: col trascuratamente grave del superbo e del
genit., ambitu remanendi aut eundi {suppl. ricco, Hor. epod. 4, 5 partic .delpasso natu-
:

in provinciam), Tac. rale, non affettato di chi è affaccendato e


Àiiihivai'ili, ùruin, m., Ambivariti, na- di chi viaggia, ecc., viaggiare, camminare, av-
zione gallica sulla 3Iosa, nella contrada del- viarsi, andare, si recte anibulavcrit, se ha cam-
Vodierìia Bredn. minato è andato di buon passo, Cic: am-
Ainl»TvTii<> Turpi*» (i^.), J^ucio AmUvio bula, ora muoviti, vattene. Ter.: ambulare in
Turpio, attore noto in Roma per la natura- jus, an-lar dal giudice per litigare, Ter.: e
lezza del suo porgere, contemporaneo di Te- fìnnlm. come mardai-e, di soldati, eoiem modo
renzio, di mi recitò le rommcdie. autem ambulat Caesar, ut etc, egli fa tali
AieiMiinroii, V. Ambilareti. marcie, Cic: milites bellum, ambulando, con-
nmho, ae, o (à|icpa3, àjicpóxspo'.), ambidue, fecerunt, solo con marcie e contro-marcie,
amendue, entrambi (operanti insieme nelle Cael. in Cic. P) trans, co??' acc. dello spazio
f^tesso tempo, mentre uterque= « entrambi* che viene percorso, cum (Xerxes) Hellesponto
distinti in luogo e tempo), Cic. ed a. juncto, Athone perfosso, maria ambulavisset,
Allllirìit-Til, ae. f. (',\|J.|3pa-/.{a), Ambracia, terram navigasset, avendo marciato sul mare
ritta (e contrada.) sul einfine meridionale e navigato sulla terra, Cic: o coll'acc. del
delT Epiro. .s?«/?'Aracbtus od Ai-etlio; oggi tratto che vien lasciato indietro, biduo aut
Arta. — D er iv.: 1) .•InilirsioToiisis, e, di triduo septingenta milia passuum, Cic. II)
Ambracia; phir. sost., Anibrncienscs. ium, m., pregn., per prender sollievo, ricrearsi, far
ali abitanti di Ambracia. 2) .4iiil>rsìcTa«i, del moti, i>><sseggiare, andare a spasso, in hor-
ìidis, f., di Ambracia. 3) AiiihrsicToles, ae, tis cum Galba, Cic: pedibus per urbem, Suet.:
acc. am, m. ('AfippaxKótr;?;), nativo, oriundo satis jam ambulatum est, Cic.
di Ambracia. 4) Aiiil»rsicìfiis, a, ura ('An- anil»-uro, ussi, ustum, ere, far consu-
^p!Ìv.ì.o^), Ambracio, sinus, golfo Ambracio
;
mare tutto intorno, sulV intiera superfìcie, od
ora Golfo di Arta, Liv. almeno in molti punti di essa, al fuoco, bru-
jÌLllll»rÓIIC<i, um, m., Ambroni, popolo ciare, abbruciare, incendiare, ecc. tutto intorno,
celtico, il quale aveva probabilmente la sua di fuori, o metà (in parte) fmentre aduro =
sede nella contrada di Embrun. soltanto in alcuni luoghi, comburo invece ed
nnibi'oiiTa , ae, f. (à|ippoaia), ambrosia, exuro =
incendiare intieramente), I)propr.:
I) cibo degli nei (come nectar « bevanda degli 1) del fuoco, sociorum ambusìtus incendio,
De?»), Catull. e Cic: orator ambrosia alendus, Cic: magna vis frumenti ambusta, Tac: ut
di un oratore eccellente. Cic: come cibo dei pars vesti? ainbureretur, Suet.: delVincen-
cavalli del Sole, Ov. II) unguento degli liei, diare mediante il fulmine, ambustus Pbae-
olio profumato, usato come mezzo per con- thon, Hor. 2) del gel", danneggiare, far gelare,
servare la, bellezza, del corpo: atto a rendere ainbusti multoruni artus vi frigoris, a molti
i mortali immortali, Verg. e Ov. le membra assiderate dal, ecc., Tac. II)
anil»ro<illl<>, a, um (à|xPpóaiO$), di am- trasl.: A) in gen.: tot circiim me jactis ful-
brosia =divino, di natura divina, come epiteto miiiibus quasi ambustus, Plin. ep. 3, 11, 2. B)
di tutto ciò che possiedono gli dei, e di ciò partic: a) di danni che si soffrono nelle so-
che per la sua bellezza, soarit'i, ecc., si in- stanze, qui ambustas fortunarum mearuni
nalza al disopra delle cose terrene, Verg. ed reliquias suas domos comportari juberent, <

a. poeti. manomessi avanzi delle mie sostanze, Cic. d.


153 154

domo 113. h) di colui il quale non è stato e jacio), avvolgere, mettere indosso, vestire, co-
condannato in //indizio, ma nemmeno dichia- prire, e rifl. se amicire o passivo amiciri, met-
rato innocente, damnatione coUegae et sua tersi indosso, avvolgersi, velarsi (il termine pro-

prope ambustus evaserat, salvatosi appena la prio dell'indossare, vestire la sopravveste;


pelle, uscitone pel rotto della cuffia, Liv. 22, all'incontro induere dell'indossare un abito
35, 3: e così ambiistae, coloro che sono e vestire del coprire, vestire il corpo in gen.J,
state assolte dall' « Istanza », Val. Max, 8, 1, I) propr.: simulacrum araiciebatur cotidie
p. 380, 3; ediz. Halm. veste, Suet.: se toga, Brut. fr. (e amictus toga,
aincT«M<>, a, uin, V. ancisus. laenà e pallio, Cic.) anche scnipl. se amicire
:

aiiielliis, i, tn., ameiio, sorta di pianta = vestirsi, Snet.: jjregn., aiuicitur (di un
e fiore grato alle api, Verg. e Col.
oratore che compare sull'arringa), egli dà
alla toga le convenienti pieghe (cfr. amictus
.4llléllàllUS, i,m. e Ane-^ixyoq^ Amenano,
n" IJ, Plin. ep. 2, 3, 2. IIJ trasl., velare, rive-
torrente della Sicilia, il quale scende dai
stire, coprire, nube candentes humeros, Hor.:
fianchi meridionali delVMtna e passa per
ainicta vitibus ulmus, Ov.
Catimia; ora Indicello; poet. Amenana flu-
ainìcilTa, ae, f. (amicus), amicizia {contr.
mina.
inimicitia, simultas), I) propr.: a) in rela-
«nieiis, eiitis, agg. con compar. e superi.
zioni civili, sociali, vetus, Cic: intima, Nep.:
(a e inens), privo di mens {di mente, di ra-
est mihi amicitia cum alqo, Cic: amicitia est
gione), che non opera secondo la mens, o
Inter alqos, Cic: amicitiam facere, jungere,
senza mens, amente, demente, mentecatto,
gerere, dimittere, Cic: amicitiam renuntiare,
dissennato, puzzo, fuor di sé fjìer orrore,
Cic: esse in amicitia cum alqo, Nep. b) in re-
paura, eCC.J, fuov di senno, forsennato, àcppWV
lazioni politiche, vincolo d'amicizia fra dlCC
{cfr. demens), a) dipers.: ne trepides aniens,
popoli i loro governanti, Caes. ed a. Stor.
Lucr.: aniens metu o terrore, Liv.: e di chi
agisceda insensato, insensato,delirante, amens IIJ meton., amicizia := amici, s/nrjr.,Domitius
Celer, ex intima ejus amicitia, Tac: plur.,
animi, Verg. b) metou. di e. ustr., privo di
amicitiae et dignitates, amici e magistrati,
senso, insensato, consiliuni, Cic.
anieiilàliis, a, um
(anientum), provveduto
Cic. — Il lat. arcaico ha la forma secon-
daria aniTcìlies, èi, f., Lucr. 5, 1017.
di una torreggia, hastae, Cic. Brut. 271 e
(figurai. = le armi pronte), Cic. de or. 1,
ainictìÌ!!!, iìs, m. (amicio),
sopravveste; quindi I) il modo di gettarsi
l'avvolgersi la

242.
attorno e di portare la sopravveste, partic.
s^iiienlYa, ae, f. (ainens), mancanza di
la toga, l'avvolgersi, pieghe, foggia di Vestire,
mens, cioè demenza, pazzia, frenesia, il com-
par tic. la toga, am. neglegeutior, Quiat. :
portarsi da insensato, da demente, eCC, Cic.
amictum alicujus imitari, Cic. II) meton. so-
ed a.
ainenluiii (ammentuin), i, n. (propr,
pravveste = vestito che serve come sopravveste,
k) propr.: a)generic.: amictui esse, Cic. Tusc.
agimentum, mezzo per muovere, spingere),
5,90. b)»"«»i«cHo a guisa di scialle, soprav-
correggia in forma di cappio, nei giavel-
veste, soprabito, duplex, doppio vcstito (=> Ve-
lotti, fermata alla metà dell'asta, per dare
stito di duplice stoffa), Verg.: purpureus,
al giavellotto scagliato un impeto maggiore;
Hor.: e della foggia della x^aìva nei giuochi
greco ày-nòX-q, Caes. ed a.: amenta torquent,
poet. = scagliano giavellotti colla correggia, pubblici, Graeci amictus, Tac. B) trasl.: a)
velo del capo usato nel pregare, velo di varie
Verg.
^ specie, Verg. e Ov. b) ogni velame, velo, veste,
AmerYa, ae, f. ('Aiispia), Ameria, antico
caeli, Lucr.: nebulae, Verg.
e notevole municipio dell' Umbria, non lungi
amicula, ae, f. (dimin. «[< amica), c«ra,
dal Tevere; ora Amelia, non lungi da Spo-
piecola amica, amanza, Cic. ed a,
leto. —
Deriv.: 4merTnus a, um, appar-
sillliculuiil, i, n. (amicio), mantello, so-
tenente ad Ameria, di Ameria, Amerino; plur.
pravveste (sopra l'abito), portato da persone
sost., Amerini, òrum, m., gli abitanti di Ame-
dei due sessi, partic. anche dalle cortigiane,
ria, Amerinì.
Cic. ed a.: agreste duplex am., doppio (grosso,
ànies, mttis, probab. m., staggio, stanga
spesso) mantello da contadino, Nep.
per le reti da uccellare, Hor. epod. 2, 33.
aiiiTeùlu<«, i, m. (dimin. di amicus), pic-
4ineslrsilus, i, f. ('Aiiiioxpaxos), Ame- colo amico, caro amico, CIc. ed a.
strato, città sulla
costa settentr. della Sicilia, um {radice AM, donde anche
sul fiume Alesa; ora Mistretta. Deriv.: — amo
siniì<'U<i<, a,
e amor), I) agg., amico, legato in ami-
.4mestrsitTnus, a,um, di Amestrato; plur. cizia, affezionato, benevolo, propizio, favorevole
sost. Amestratini, òrum, m., gli abitanti di {contr. inimicus), a) di pers.: tribuni amici
Amestrato.
sunt nobis, Cic: amicior libertati omnium,
siin?lliy<«tii*i, (à|i£9i)oxos, <"»«-
i, f.
n\ Nep.: successor amicissima?, Cic. h)dic.inan.:
tista, pietra preziosa di color violetto, Ov. e ventus, Ov.: nec dis amicum est nec mihi, seg.
Plin.
daWacc. e l' infin., piace, è caro, Hor.: amici
amica, V. amicus n" II, B.
ae, f.,
animi est, coU'inhn., denota amicizia, Cic.
aillTce, avv.
(amicus), amichevolmente, JJ) sost.: A) aiiiTcìis, i, m., a) amico, con
affettuosam., favm-evolm,, aiU. f;lCÌS, Cic: ami- etti si scambiano i sacri sentimenti dell'amore
cissime loqui de Caesare, Caes.: col dat., vi- e della stima, il buon amico in genere =
vere vitae hominum araice, vivere come amico colui, che è buono con noi, bonus, Nep.: in-
degli uomini, Cic. timus, Cic: vetus, Cic: magnus, Cur. in
aniivTo, mtc\u, e mixi, mictum, ire (amb. Cic: fidus, infidus, Cic: verus,Cic.: Catoarai-
155 amigro amo 156
cissimus meus, il mio carissimo am., Cìc: per di una cosa [contr. retinere),
ecc.J, esser privato
patronus, patrono, Hor.: per SOCius, compa- praedam omnem, Liv.: arma et impedimenta,
gno, camet-ata, Ov.: e COme il nostro amico = Nep.: messem, Cic: classes, Cic: oppidum.
veneratore di q.c, veritatis, Cic. b) in rela- Sali.: multossuos, 7nolti dei suoi, NeTp.-.ocnìos,
zioni politiche, amico politico [il quale non era Caes.: lumina oculorum, Nep., e sempl., lu-
sempre socius, alleato, mentre il socius era mina,, Cic: aspectum, Cic: patriam, Liv.: exer-
sempre amicus), Cic, Liv. ed a. e) nome dei citum, Liv.: vitam, Cic: aniinam, Cic: opti-
consiglieri, cortigiani, ministri dei principi, mates, il favore degli ottimati, Nep.: causam,
Nep. e Liv. d) amici =
Ixaìpoi ìnTtsìs, guar- liteni, Cic: jus iniperii, Cic: consilium cum
dia del corpo, a cavallo, presso i Macedoni, re, Ter.: fidem, credibilità, credito, Phaedr.
Curt. B) amica, ae, amica, a) amica, «om- 1, 10, 2. —Quindi pai-tic, perdere in causa
payna, Coiìlici e Ov. b) amante, concubina, della morte, uxorera, Nep.: filium consularem,
druda. Comici, Cic. ed a. Cic: liberos, Sulpic. in Cic ep.: rnagnam par-
sl-inTgi*o, are, migrare, Eomaiii, Liv. 1, tem exercitus fame aut frigore, Liv.: luget
34, 7. amissam, Ov. — Partic. sost., amissa, òrum.
jiiiiiloai*, V- Hamilcar. n., il perduto, Nep. Timoth. 3, 2. Perf. —
j4iniiiacus e JLiiiTneus ('A|xivaìo£,'A|j.i- sincop. amisti, Ter. Eun. 241; Hec 251.
vetog), &, unti, diAminea, contrada dell'Italia ammciituni, V. amentum.
nell'agro Piceno, che produceva vino eccel- /immoli (Hammòn), mònis, m. ('A|i|xo)v),

lente, Amineo,
Aminone, divinità egizia e libica, originar,
Aniìscnì, V. Amisus. venerato in Tebe nell'Alto Egitto, poscia
partic. nel deserto di Libia nell'oasi chia-
AmÌKia, ae, m. (ó ''A{).iaia.z),Amisia, fiume
mata ora Siwah, con un tempio di fama
della Germania settentr., ora Ems.
mondiale ; anche nelV Etiopia poi nella
iiini<!i<iTo, ònis (amitto), perdita, oppido- ,

Grecia [come Zeù; "Aiinwv) e piti tardi in


rum, dio-nitatis, amicorum, Cic: par tic, per-
dita mediante la morte, carissimorum, Sen.:
Roma [come Juppiter Ammon) venerato ,

sotto la figura di un ariete o ditin uomo con


tanti viri, Plin. ep.
una testa d'ariete e colle corna ricurve.
àniÌ!«<»iì<«, US, m. (amitto), perdita, Siciliae,
amiiTc5la, ae, e. (amnis e colo), che sta,
Nep. Ale. 6, 2. vive presso un fiume, Sillix, Ov. met. 10, 96.
AiiiTìsiis [od -fts), i, f. ("Aiiiao^), Amiso, amiiTcììlii**, i, m. (dimin. di amnis), /ìm-
ragguardevole città marittima del Ponto, micello, Liv. 36, 22, 8.
ora Samsun. —
Deriv.: .4inTsèni, òrum, amnis, is, m.,propr. ogni acqua corrente,
m., gli abitanti di A., Amiseni, partic corso d'acqua di una certa grandezza
amila, ae, f., soi-eiia dei padre, zia patema e forza, fiume, navigabile e che sbocca diret-
(contr. inatertera, sorella della madre), Cic. tamente nel mare (all'incontro fluvius e flu-
ed a. men =
fiume ordinario), Cic. ec? a.; amnis na-
AmTlcrniim, i, n., Amitemo, antichis- vium patieus, Liv.: amnis piscosus, Ov.: come
sima città della Sabina, ove ora sorge S. Vit- flumen (astr.) =corrente, prono amni, Verg.:
torino, patria dello storico Sallustio. — secundo amue, secondo la corrente, Verg.:
Deriv.: a) AiiiTternTnus, a, um, amiter- adverso amne, contro la corrente, Curt.: poet.
uino; plur. sost., Aiiiiterniui, òrum, m., gli delle correnti dell'Oceano, con o senza Oceani
abitanti di Ani., gli Amita-nini. h) (poet.) (come 'fìy.eavòj jioxaiiój. Omero), Verg. e
AniTleriius, a, uni, di Amitemo. Tibull.: e di torrente, Verg.: come pure di
ii-millO, misi, inÌS.SUm, ore, mandar (lungi) piccoli fiumi, affluenti, ruscelli, Hor.: final-
da aè, I) (= faire aller), -mandar via, licen- mente « corrente d'acqua » per « acqua »,
ziare, far andare, l] propr. :eru.xa lune domuiu, V^erg. Aen. 7, 465 e 12, 417. —
Abl. sing.
mandare a casa, Plaut.: pactione amisso Pu- comun. amne; nei poeti, raram. in prosa,
blio legato, Sali. hist. fr. 2) trasl., fare andar anche amni.
q.C. a bella posta, lasciar andare (impunita)) Simo, avi, àtum, are [radice AM, donde
q.C, rimellere, rinunziare a q.C., Uuaill hauc anche amor e amicus), amare, per inclina-
uoxiam, Ter.: fortitudinem, deporre il valore, zione passione, contr. odisse [all'incontro
Cic: omnes has provincias, Cic: matrimo- diligere = « amare » per alta stima, rive-
nium. Tao.: fidem, rompere la data parola, renza, ammirazione, ecc., contr. neglegere e
Nep. Euni. 10, 2 [diversam. in Phaedr., V. spernere), I) amare per inclinazione, voler
sotto al n" II, 2, b) vitam, Cornif. rhet. e Cic. bene, aver caro, amare alqm, amari ab alqo,
[cft: n" II, 2, b): aniiiiam, Lucr. e Cornif. Cic: amare alqm singulari amore, Cic: inter
rhet.: spiritum ante quam ultionem. Tao. II) se, amarsi (l'un l'altroj, Cic. Quindi a) l'e-

(= laisser aller) lasciar andar via, lasciar ca- spressione asseverativa, ita (sic) me dii (bene)
dere, lasciar andare, lasciar (s)fuygire, 1 )propr. : ament od amabunt, così mi venga Dio in
anulum. Ter.: alqm prope e manibus inter aiuto; gli è vero, come è vero Dio, Ter. b)
tumultum, Liv.: praedam de manibus, Cic: amare se, di pers. vanitose, esaere invaghito
trX oculis manÌbusque,Liv. 2) trasl.: a) trascu- di sé stesso, coiiépiacersi di sé stesso, stintarsi,
rare, lasciar passare sema profitto q.C, per Cic: quin teque et tua amares, Hor. e) amare
trascuranza, leggerezza, inettitudine, occa- alqm de o in alqa re o quod, ecc., sapersi ob-
sionem, Ter. e Cic: tempus (il momento op- bligato a quale per q.C, essere obbligato, vin-
portuno), Cic b) lasciarsi sfuggire, perdere saper grado, de raudusculo multum te
colato,
una cosa che si possiede già (con o senza amo, Cic: anche colsempl. acc. pers., merito
propria colpa, per inivvertenza, per caso, te amo, Ter.: e cos'i credo igitur hunc me non
]57 amocne amoveo 158

amare (non sia contento di me). Cic. Quindi Sali. fr.ed a.: quindi meton.: a) il frutto del-
l'espressione eìlitt. deììo stile epistolare, l'amomo, detto pure amomo, Verg. ed a. b)
amabo o amabo te fma non mai amabo balsamo di amomo, preparato col frutto di
vos, ecc.), propr., ti sarò molto obbligato (se esso, amonio, Ov. ed a.
tu midirai, faroi ciò, ecc.). con preghiere ìiinor, òiis, m. (dalla radice AM, donde
(= oro, quaeso, precor), sii così buono, ti anche amo e amicus), amore per inclinazione
prego, fammi il piacere, di grazia, iij, ailiabo, passione {contr. odium), I)propr. e meton.:
adjuta ine, Ter.: amabo advola, Cic: seg.
te, 1) propr.: amor novus, vetus, Cic: fraternus,
da ut e il cong.. amabo te, ut transeas. Ter.: Cic: noster in te amor, Cic: amor in patriam,
amabo te ne assignes, Cic. d) amare q.c, aver Nep.: tuus amor erga me singularis, Cic: amor
caro, compiacersi di q.c. (cosi momentanea- adversus eandem libertam, Tac: amor juve-
mente come durevolmente, per inclinazione, num (per i giov.), Cic: amplecti o prosequi
per un impulso, per il piacere di possedere, alqm amore, Cic: in amore esse alci, essere
per affinità elettiva), litteras, Cic: amat janua amato da quale, Cic: habere amorem erga
liraen, rimane volentieri chiusa, Hor.: amas alqm, Cic: habere alqm in amore, amare, Cic:
dici pater, ami, Hor. carm. 1 2, 50 quindi, : in senso ignobile, am. primus, prima prova
amare CoZZ'infin., amare =
far volentieri q.C, d' amore sfogo amoroso ,
, Prop.: dell' a-
essere aveezso a fare, .so(e»-e, quac ira fieri amat, more degli animali, Verg.: al plur. amores
ciò che Vira fa volentieri, Sali.: e quibus hominum in te, Cic: amores paerorum (per i
unus ainet quavi.s aspergere cuuctos, Hor. Il) fanc), Nep.: mihi est in amoribus, è amato
amare qiialc. con passione, senstialmente, es- dame, Cic: e in senso ignobile, di amorazzi,
sere innamorato de alc-, alqm. Conici, Verg. amoreggiamenti, tresche, amores et hae de-
ed come il nostro amaro
a.: e partic. assol., liciae, quae vocantur, Cic: nutrit amores Cyn-
=
« avere, mantenere un'amante, una ra- thia, il fuoco d'amore,!?^^.: personif.. Amor,
gazza » ed eufem. =
godere dei piaceri del- dio dell'amore. Amore, Cupido, Y erg., Ov. eda.:
Vamore. Ter., Sali, e Hor. al plur., dèi d'amore. Amorini, Ov., Hor. ed a.
niiiovnc, avv. con compar. e superi. 2) meton.: a) oggetto amato, amore, favorito,
lamoenus), in modo gradevole ai SCnsi, deli- amor et deliciae generis huniaui, Suet.: e
ziosamente, piacevolmente, Plin. ep. ed a. partic. al plur., amores et deliciae tuae, Cic:
ìiiiiociiTlil«>, atis, f. (amoenus), lUacevo- e in relazione coìVamore sessuale, amore =
leszaper i sensi, a) anzitutto di luoghi, ame- l'amato, l'amata, Ov. h) poet., oggetto che pro-
nitù, delizia : sito, posizione, dintorni ameni, duce, concilia amore, matri praereptus amor,
liortorum, Cic: domus, Nep.: /ihir. anche = escrescenza d'amore, strappata via alla ca-
amene contrade, Cic. b) di altre cose, piace- valla madre, Verg. Acn. 4, 516. Ilj trasl.,
volezza, delizia, diletto, voluttà, vitao, Tac amore, cir>è VÌVO, appaSSionatO desiderio di

iilllOCnil!*, a.Um, ameno, delizioso, ridente, q.c, concupiscenza, brama, voglia, desio, COn-
faro, piacevole, a) anzitutto di luoghi, ri- sulatus, Cic: cognitionis, Cic: {per cui poet.
guardo al loro aspetto, locus, Cic: rus, Hor.: amor cognoscere, in Verg.) e col genit. del
amoenissiiiius Italiae ager, Liv.: sost., amoena, gerundio, am. habendi, Hor.
orum, m., eontrade amene, belle, ridenti, Asiae, .4ni»r^os e -us, i, f. ('Afiopyó?), Amorgo,
litorum, Tao.: per plana et amoena exercitum una delle isole Sporadi nell'Arcipelago; ora
ducere, Quint. b) di altre cose, piacevole ai Morgo.
sensi, dilettevole, gradito in genfirc, consita ainÙlTo, (3nÌS, f. (amoveo), Urimuovere, al-
magis amoenis quam uecessariis fructibus, lontanamento, doloris, Cic. de fin. 1, 37 e 2, 9.
Liv.: cultus amoenior, vestito troppo elegante ii-iniiveo, movi, mòtum, ère, rimuovere a
fdi una ingenium (indole), Hìic.
Vestale), Liv.: spinger lontano da qualche luogO, portar via,
s\xm,\x'\, rimuovere con
a-itiolior, niòlìtus condur via, metter da parte, allontanare, sot
uno sforzo, mettere da parte, allontanare, IJ trarre (contr. adniovere^, I) propr.: A) ut
propr.: object? onera, Liv.: quindi rifl amo- , gen.: a) ogg. inan.: frumentum, Cic: cotidia-
liri se, rimuoversi, andarsene, levarsi d'in- uum victum ab alqo, Nep.: scripta et imagines
nanzi, Ter. II) trasl.: lì una pcrs., togliersi ex bibliothecis, Suet.: Porcia lex virgas ab
d'intorno, rimuovere, cacciare dal suo posto, via, omnium civium Rom. corpore amovit, Cic. b)
uxorem, Tao.: alqm specie honoris, Tac. 2] una pers., nebulonem istum ex liis locis, Cic: testem
cosa, a) levar via, allontanare, rimuovere, to- hanc a se, Ter.: custodem, Prop.: amoto patre,
gliere qualcosa di sgradevole, dannoso, ecc., in assenza del padre, Tac: quindirifl. se amo-
dedecus, Tac: invidiam crimenque ab alqo, vere = togliersi, levarsi, allontanarsi. Ter.,
Tac: e cos'i dell'oratore, colla sua dimostra- Liv. ed a. B) partic: a) [eufem. r= furari),
,Zl0ne, levar via, ìespingere, dissipare, rimuo- portar via, condur seco, metter da parte, invo-
,'jere, confutare qualcosa di dannoso alla prò- lare, rubare, boves per doluni, Hor.: pyxidem
Oria parte (come sospetto, mala fama, punti veneni, Suet. b) {eufem. =
relegare) allonta-
T accusa, ecc.), alqd prooemio, Quint. b) nel nare una pei s. dalla corte in un'isola, rele-
liscorso, lasciar da parte qualcosa, amoHor et gare, baiulire, esiliare, in insulam, TaC. IIJ
iimoveo nonien meum, Liv. trasl.: A) in gen.: togliere, rimuovere, allon-
j
àinolTiTo, ònis, f. (amolior), il rimuovere, tanare, distornare, levar via una cosa sgrade-
llontana mento. Fior. 4, 7, 15. vole, inquietante, dannosa, ecc., metum,Ter.:
1 amòiiiiiiii o aiiiòiiiiiii, i, n. fòc[j.(i)[iov), bellum, Liv. ab se culpam, Liv. B) partic:
:

\<ianta aromaHca dell'India, Media, Arme- a) ogg inan.: X togliere O lasciar da parte q.c.
'

ia e (nei poeti) Assiria, col frutto della quale nel discorso, la '.lar fuori, abbandonare, auiO-
I

\i preparava un hnhnvio prezioso, amomo, lior et atiioveo nomen menni, T^iv.: amoto ludo,
159 Amphiaraus amplins 160

lasciati gli scherzi, Hor. p) tener lontano q.c, Pacuvianus Ainphio, Amfione nella tragedia
come recante danno, comitas adsit, assentatio di questo titolo, composta da Pacuvio. —
procul amoveatur, Cic: sensum doloiis mei a Deriv.: jftiiipliìònTu!i, a, uni, di Amfione,
sententia dicenda amovebo, Cic. b) allonta- 4niplifpi»lis, acc. im, f. ('A(icpijioXts),
nare una persona da una carica, ecc., Satur- AmfiiìoU (originar, colonia ateniese), città
ninnni quaestorem a sua frumentaria procura- della Macedonia, situata tra due bracci dello
ti me, Cic. de bar. resp. 43. Strimone poco prima della sua foce (donde
Aiii|>liTnraii!!>, i, m. ('A|icpiapaos}, Am- j
il nomej, sotto i Romani città libera e
fiarau, eroe, vate e interprete di sogni, della \
capoluogo della Macedonia prima (orien-
stirpe dei Melampodidi in Argo, figlio di tale); ora i-ovine presso Neokhorio, turco

I

Oicle (od Apollo) e di Ipermnestra ; marito di ]


Yenikiuy. Deriv.: /iiiipliTp5lilanus,
Erifìle, padre diAlcmeone, Amfiloco ed a., di 1
a, um, di Ainfipoli.
Euridice e Demonassa ; contro sua volontà, [
AmpliÌ!«sa, ae, f. ("Ap.cptaaa), Antfissa,
prese purte alla spedizione dei Sette contro \
antica capitale dei Locresi Ozolei nella Fo-
Tebe, e fuggendo Policlimeno che lo insegui- j
cide, presso all'odierna Salona.
va, fu, per volere di Giove, inghiottito dalla aiiipliTllicslti'iim, i, n. (àiicpiOsa-cpov),
terra insieme coi cavalli e col cocchio, e reso anfiteatro, luogo per gli spettacoli presso i
immortale. —
Deriv.: a) 4iiipiiTiiri'Ta- Romani, con uno spazio vuoto nel mezzo,
des, ae, m., di Antfiarao (discendente mascol. detto arena, in cui si davano gli spettacoli
di Amfiarao) = Alcmeone. b) AiiipliTìi- delle fiere e dei gladiatori, Tac. ed a.
um
I

i-aeiiis, a, ('Ancpi.apoc:tog\ di Ainfiarao. I


4iiipliilrìlè, es, f. ('A|icpoTp£T>i\ Amfi-
aiii|>iiTltol7n, ae, f. (àiicptpoXia), anfibo- trite, Nereide o Oceanide, moglie di Nettuno,
loijiu, equivoco, hit. puro ambiguitas, Cic. ed a. dea del mare (partic. del Mediterraneo):
aiiipliìltrìicliì^'s, acc.yn, m. (àjicpiPpaxus poet. appellai, per Mare (Oceano in genere).
= breoe davanti e di dietro), come 1. 1. della Auipliilrjon arcaico Anipliilriio,
e
metrica =
il piede anfibraco u - ^ (contr, aiii- Ònis, 111. ('Ap.9lTpU0)v), Amfitrione, figlio di
phiniacrus - u -), Quint. 9, 4, 82 e 105. Alceo, re di Tirinto, nipote di Perseo, ma-
Aiii|»l)iclydn«!«, uni, <icc. as, m. ('Aiicpi- rito di Alcmena, la quale a lui partorì
y.XÙOVcj ,
Ainjìsioni o lega degli Ain/ìzioni, a Ifiele ed a Giove Ercole. —
Deriv.: Ani-
Delfi jinsio (die Termopili, con/ederazione
e pliitry'oiiTsidòs, ae, m. ('A|i:pixpu(tìvtà5ir]g\
di dodici popoli (dapprima ptr lopiii tessali) discendente di Anfitrione, cioè Ercole.
con iacopi religiosi e politici. aiiiplidra, ae, f. (àii:pops'Js), I) anfora,
A III I»
III Idi* Il i , orum, m. ('A|i.cpt>.oxoi), grande vaso di forma cilindrica, fatto per
Am/UucUi, popolo di stirpe epirotn, stanziato lo più di terra, ma anche di vetro, comun.
nell'Acarnania (ad Est del golfo d' Ambra- per conservare il vino, dopo che aveva finito
eia); il loro paese, 4iiì|»liìl4ScliTa, ae, f. di fermentare nei doliis [controssegnate coi
('Afi^oXo-/ta), J/"/Woc7ii«, come pure il loro nomi dei consoli sotto i quali erano state po-
capoluogo .ir^o;» 4iii|tliTlocliTiiiii, i, n. ste in serbo, notae), spesso in Cato, Hor. ed a.
('ApYo; tò 'Aia-.ptXo7^'.y.óv), oggi Philokia. (metun. per « vino », Hor. ed a.): per riporvi
i, m. ('A(ji'.piXox<>s), ^»"-
4iii|»liìiricliU!<, il miele, Cic. ed Hor.: metallo fuso, Nep.:

lUoco, figliodi Amfiarao, il quale con Mopso come sarcofago Prop. Il) trasl. come
, ,

fondò parecchie città greche (come Mallo misura: 1) pir i liquidi (detta anche qua-
ed a.) sulla costa della Cilicia. drantal) ^ 2 urnae o 8 congii o 48 sextarii,
ani pliTiii aci'iisi, i, m. ( à|xcpi|ia5(pog, ?M«^o cioè = litri 26, Cic. ed a. 2) jjer indicare la
davanti e di dietro), t. t. della metrica, il portata di una nave, inquantochè famphora
piede ainfltnacto - « - (detto nuche creticus; in gen. doveva pesare 80 libbre romane (qui
contr. aiiipbibiacbys u - w ), Quint. 9, 4, 81. per lo più il genit. plur. amphorùni), naves
/%ni|»liiiioiiiii!>, i, m. ('Ap.-^ivcixog\ Atn- onerariae, quaruni minor nulla erat duùra mi-
tinomo, giovane di Catania, il quale col fra- lium aniphoriìm, Lentul. in Cic. ep.: navis plus
tello Anapo salvò i suoi genitori attraverso quam tieceutarum amphorarum, Liv.
il fuoco delTEtna. i4iiipliry!iO!>, i, m. ('Aiicppuads), Amfriao,
j4iii|»liìun, óuis, m. ('AiJi^iiov), Atnfione, fiumicello costiero della Tessaglia, il quale
figliodi Giove e di Antiope, figlia del Te- sbocca nel golfo Raguseo, presso cui (se-
bano Nitteo; fratello gemello di Zete, col condo il mito) Apollo custodì per nove anni I
quale divise la signoria di Tebe, e fortificò il gregge del re Admeto (quindi pastor ab
la città con una rocca, seguendo i sassi del AiTiphryso, Apollo), Verg. —Deriv.: Ani
Citerone i suoni magici della sua lira, e plii*y!«Tu!i>, a, uni, amfrisio, poet. =
Apol-
ordinandosi da sé stessi in un muro (quindi lineo, sibillino.
Amphionis arces, le tebane rocche, Ov.). Am- ailiplc, avv. (aniplus), I) ampiamente, no-
fione sposò Niobe, figlia di Tantalo, la quale tevoimente, amplissime dare agrum, Cic. II)\
gli partorì parecchi figli e figlie ; per questa giandentente, magnificanu, splendidanu, exor
•<ua fecondità essetidosi Niobe anteposta a
Latona, i suoi figli vennero uccisi dalle
nare triclinium, Cic: amplissime efferri, Cic; eì
nel discorso, sublate ampleque dicentes (contr.
1
.saette di Apollo e Diana. Per il dolore ca- attenuate presseque die), Cic. — Partic:
gionatogli dalla perdita de' suoi figli, Am- anipITus, aw. compar. I) (partic. nel lin-
fione si tolse la vita colla propria spada. guaggio famigliare) dilla maggior compren-
Niobe venne sulla solitaria rupe del Sipilo sione di un'azione, piìi ampiamente, cioè più,
mutata in un sasso e anche come sasso sen- ancor piìt, piti fortemente, invitare, con mag-
tiva ancora il dolore inflittole dagli dei: gior insistenza^Tet.: amplius aequo lanientari,
i61 amplector ampliatio 162

Lucr. IT) trasl., di rapporti locali, rispetto saia manibus, Liv. b) partic, abbracciar»
alla comprensione ed estensione nel tempo quale, amichevolmente o amorosam., Comici,
e nel numero, più oltre, pìU (adunque di V. ed a. Bj avvincere, cingere, come con brac-
grandezza estensiva, come magis d'inten- cia inani, attorniare, circondare, arburìs
siva, plus di quatttitativa), a) assol., del stirpem (di un serpente^, Lucr.: ansas circura
tempo della durala di un'azione nel tempo, acantho, ornare, Verg.: hostiura aciem, Liv.:
a) generic: pOt a lungo, piii oltre, piti, nou e luoghi, locum munimento, Liv.: del fuoco,
luctabor tecum ampi., Cic: proelio ampi, non appiccarsi, proxima quaeque et deinceps con-
lacessit, C;ies. Quindi come t. t. giudiziario, tinua, Liv. II) trasl.: A) in gen., cingere
amplius pronuntiare, cioè colla fot mola AM- q.c. come colle braccia o tener fermo colle
PLIUS, più oltre più tardi, pronunciata mani, cioè afferrare q.C. con piacei-e, accettarSt
dal presidente, rimandare ad un termine accogliere, cogliere, prendere, alqm tamquam
convenuto la sentenza decisiva intorno ad obsidem consulatus mei, Cic: victoriam prò
una cosa non ancora sufficientemente chiara sua, Liv.: occasiones obligandi mei avidissime,
a tutti alla maggior parte dei giudici, i Plin. ep. B) partic: 1) abbracciare con amoi-e,
quali perciò avevano dichiarato Non Liquet chiudere nel cuore, prendere sotto la sua spe-
[stille tavolette N. L.], Cic: trasl., ampi, de- ciale protezione, pregiare altamente, onoraref
liberandura censeo, Ter. p) in comjjre, paga- coltivare, Octaviam, Tac: alqm amore, alqm
menti e sim., amplius non peti, la cautela amicissime, Cic: quindi hoc se amplectitur
che più tardi non si possa sollevare alcuna ul- uno, di ciò si vanta, Hor. 2) abbracciare
teriore pretesa, Cic. b) di tempo determinato q.c. con amore, prender viva parte ad una
e poi generic. di quantità numeriche, di più, cosa, incaricarsi specialmente di una COSa,
ancor più, più di, ecc.; oltre, ora posposto, Ora interessarsi, pregiare altamente, dar molto O
anteposto al numerale, a.) come apposizione grande vaiare ad Una COSO,, tenere in pregio, ri'
del caso richiesto dalla costruzione speciale, conoscere q.c., tanto amore suas possessiones,

col nom., acc, genit. (solt. non col dat.), Cic: artem, Cic: rem publicam, Tac: nobili-
ampi, sunt sex menses, Cic: triennium ampi., tatem et dignitates hominum, Cic. 3) abbraa-
Cic: ampi, centura cives Romani, Cic: septin- dare e ritenere COlVunimO, meditare, conside-
gentos jam ampi, annos, Cic: non ampi, pe- rare, ponderare, non Omnia consiUo, Cic:
dura DC, Cacs. p) con quam, p. es. reiciundi cogitationeni toto pectore, Cic. 4) comprendere
ampi, quam trium judicum potestas, Cic: non q.c, raccogliere sotto q.C, racchiudere in Una
ampi, quam terna milia aeris, Nep. y) con cosa, idem (houestum) interdum virtutis no-
abl. dipendente, triennio ampi., Cic. : non mine, Cic: ceterorura supplicioruin omues
ampi, quinis aut senis niilibus passuum inte- acerbitates (se. seutentia sua), Cic: quindi
resse, Caes. 5) assol.: binas aut ampi, domos trasl. di cose, abbracciare =
racchiudere in
(due più) continuare, Sali.: quindi anche sé,comprendere, contenere, illae (tabulae) per-
com£ più r= più spesso. Ter.: nec ampi., Suet. petuae existimationis fidem et religionem am-
e) di ogni accrescimento, il quale come con- plectuntur, Cic. 5) abbracciare nell'esporre,
tinuazione di una serie di oggetti od azioni, cioè a) compiere, trattare, ragionare, argU-
ne aumenta l'estensione, di più, ancora di mentum pluribus verbis, Cic: omnes res per
più = oltre a ciò, inoltre, ancora, più oltre, SCripturam , Cic. b) comprendere , trattata
quid est, quod jam ampi, ex^pectes? Cic: quid sommariamente, omnes oratores qui ubique
vis quid vultis ampi. ? Cic: quid quaeris sunt aut fuerunt, Cic: omnia communiter,
ampi.? Cic: et alia ampi., Sali. Quindi le Liv.
locuz.: a.) non dico amplius e nihil dico (o di- ainplexor, atus sum, Sri (intens. di am-
cam) amplius, non dico più mdla, taccio, non plector), I) avvicinare, p'irtic. cingei'e amorO-
dico altro, quando quale, non esprime la sua samente ole, abbracciare, Comici, Cic. ed a.
opinione, partic. per non offendere, Cic. II) trasl.: 1) cingere con amore, ut dixi, Ap-
P) hoc amplius, ancora, inoltre, oltre a ciò, Cic. pius totum me amplexatur, si mostra teneriS'
ed a.: e così eo ampi.. Suet.: bis ampi., Quint.: Simo con me, mi soffoca quasi colle sue ca-
quindi 1. 1. di coloro che votavano in Senato., rezze, Cic. 2) tener fermo q.c. con predilesione,
i quali volevano accompagnare il laro as- afferrare come un bene desiderato, stimara
senso ad un'opinione altrui con un'aggiunta, altamente, far gran conto di Una COSn, attri-
come Servilio assentior : et hoc ampi, censeo, buire un gran valore, riconoscere q.C, volupta-
e oltre a ciò sono di questo parere, è questa tem, Cic: otium, cercar di promuovere il
ancora la mia opinione, Cic. y) nihil o nec mantenimento della quiete, della pace (nello
amplius quam, niente di più o altrimenti, StatoJ, Cic: species mirifice, sprofondarsi
che, ecc., nient'altro, soltanto, Cic. ed a.: COSÌ intieramente nelle idee, Cic. —
Forma im-
ellitt., nihil amplius quam
o nec quidquam perai, attiva amplexato, Cic. Clu. 124.
amplius (agit), quam, ecc. Suet. 5) ellitt., ainp!exus, iìs, m. (amplector), Vavvincerep
nihil amplius, soltanto dò, nienPaltro, non altro. cingere, I) colle braccia, a) amichevole, amo-
Ter. e Cic: parim. si nihil ampUus (se. effi- roso ^abbracciamento, atnplesso, Verg., Veli.
ciam), Ov. ed n.: quindi nieton., come il nostro amplesso,
amplector, plexus sum, plecti (am e ple- (eufem.) = Ov. ed a. b) ostile, tiella
coito,
1) propr., intrecciarsi
Cto, TlXéviU)), avvitic- lotta, Ov. met. II) ogyii avvincere, cin-
9, 52.
chiarsi intomo a una cosa o pers., quindi A) gere, serpentis, spire, strette, Cic: terrarum,
colle braccia o mani, avvincere q.c. o quale, circuito, Liv.
abbracciare, cingere, stringere ; tenere abbrac- aiiiplìalio, ònis, f. (amplio), come 1. 1., di-
ciato, stretto, avvinto, a) generic: aram, Tac: iasione, proruga della sentenza giudiziaria in

Georges-Calonghi, Dizionario latino-italiano.


163 amplificatio anipuila 164

una quistùne non ancora chiara per i giu- nente, magnificenza, nominis, Cic: rerum
dici ( V. anìplio n° II, h, p), Sen. contr. 1, 3, 9. gestarum, Nep.: animi, grandezza d'animo,
ani|»ITfioalTo, onis, f. (amplifico), aiiarya- Cic 3)grandezza che s'tmpone facendosi va-
tneìtto, inyrutidiniento, accreaciruento, Ijpropi'., lere presS'i gli altri e pel suo grado elevato,
pecuniae, rei fau.iliaris, Cic. II) trasl.: a) in- elevatezza, alta dignità, posto ragguardevole
granditiiento, ascrescimento intetisivo, honoris nello Stato, majestas est ampi, ac dignitas
et gloriae, Cic. h]coniet.t.ret.,ampiificaeìone, civitatis, Cic: ad summam amplitudinem per-
spiegazione che dA rilievo ad Un Oggetto in venire, Cic. 4) cotne t. t, retar., ampiezza e
iene o in ìuale, esposizione che cerca di ecci- dignità, altezza, suUimit/i^^jHagni/ieenza del-
tare le passioni, di commuovere gli animi, l'espressione del porgi re, Cic. ed a. —
ricca di «suberama e di slancio, Cic. e Quint. Partic, amplitudo Platonis, ricca, mxignifica
ani|»iil'Tvat4>r, oris, m. (amplifico), «m- esuberanza, Cic.
jplijicfftore, ingranditore, acci escitore , trasl., amplius, V. ampie.
reram, Cic: dignitatis, Cic. ailiplu!», a, um, esteso, ampio, spazioso,
amplifico, avi, atum, are (amplus e facio), vasto, rilevante, gratulo {contr. exigUUS, parvus),
render piti grande, più antpio; ampliare, allar- I) propr.: a) riguardo al circuito esterno ed
gare, ingrandire, I) pidpr.: a) in circuito, Ur- allo spazio interìio, capra, Varr.: curia, domus,
tem, civitatem, Cic. b) in numero, forza, Cic. b) che abbraccia molto in numero, quan-
ingrandire, accretcere, rafforzare, divitias, Cic: tità, altezza, lunghezza, durata, ecc., gratuie,
fortunam, migliorar le circostanze, le condi- rilevante, abbondante, ricco, notevole, esteso,
zioni, Cic: sonum, Cic. II) trasl.: a)generic. largo, pecunia amplissima, Cic: numerus am-
ingrandire, accrescere, rafforzare, elevare, in- anche nel
plior, Sali.: copiae ampliores, Caes.:
nalzare intensivam. (coiir. minuere), volu- compar. neutr., amplius sost. (da non confon-
ptatem.Cic: auctoritatem, Cic: gloriam, Cic: dersi CoU'avv. ampliuìS, V.), di pHi, tnaggior-
pauci hoDore et gloria amplificati, Cic. Vjcome tnente,non daturus sum amplius, Cic: impo-
1. 1. retor., a) dar maggior rilievo ad un og- nebat amplius, quam forre possent, Cic: e seg.
getto in bene O in male, porre in più chiara dal genit., ancora di piti, amplius negotii,
luce, ingrandire, amplificare [coìltr. atteiiaure, Cic: amplius obsidum dare, Caes. II) trasl.:
minuere), alqd dicendo aaspl. atque ornare, a)generic, intensivam., grande, significante,
Cic: ampi, rem ornando, Cic: alqd ampi, et importante, riguardo alla compreìisione, oc-
augere {contr. infirmare atque frangere), Cic. casio, Cic: ovv. riguardo alla forza interna,

P) innalzale, ampliare VespOSlzlone stessa, forte, potente, impetuoso, amplior Morbus, Ter.:
darle forza e slancio, orationem, Cic. e Quint. ampia spes, Sali, b) grande, riguardo allo
amplio, avi, atum, are (amplus), far più splendore esterno od al valore intrinseco,
grande in COmprenSiO)t€, ingrandire, ampliare, magnifico, spleiulido, maestoso, mirabile, onore-
allargare, accrescere, aumentare, IJ propr.: a) vole, praemia, Cic: res gestae, Cic: fuuus,
in circuito, estensione: templum, Suet. b) in Nep.: e cosi ampluai est «. è onorevole », am-
grandezza numerica, in forza, ingrandire, plum Tuscis ratus, trovandolo onorevole per
aumentare, innalzare, numerum, Plin. pan.: i Tusci, Liv. e) grande, riguardo al valore
rem (le sostanze), Hor. 17^ trasl., intensiv.: presso altri e all'alta condizione, posizione
a) generic: ini^equentì praeturà ampliato bo- esterna, aito, altolocato, altamente onorato ,
llore, Auct. b. Hisp. h) partic: ex.) innalzare ragguardevole, segnalato, llOUlO vil'tute Cognita
coli' espressione, far spiccare, magnificare, Han- et spedata fide amplissimus, Cic: amplae et
nibalis bellicis laudibus ampliatur virtus Sci- bonestae familiae, Cic: amplissimo genere
pionis, Quint. P) come t. t. giudiz., del pre- natus, Caes.: amplissinù cives, Caes.: neutr.
sidente, prorogare, rinviare ad Un termine compar. sost., ego (ero) aedilis, Itoc est paulo
convenuto il giudizio definitivo, la sentenza amplius quam priratus, Cic: e amplissimus,-
in una causa, la (juale non è aìicora chara come titolo delle alte cariche dello Statò
a tutti u alla maggior parte dei giudici {in (consoli, senatori, decemviri, ecc., collegi
cui essi dichiaravano non liquet), servendosi sacerdotali), chiarissimo, illustrissimo, CoUe-
della formala AMPLIUS ( V. sotto ampie): gium decemvirale, Cic: honor, il consolatOj
(ciò poteva accadere più volte in un pro- Cic: ordo, l'ordine senatorio, Plin. ep.: ma
cesso; all'incontro com"perendinare, rinviare amplissimorum ordinum viri delecti, dall'or-
la sentenza, in una quistione già chiarita, dine grado dei senatori, cavalieri e tribuni
al « terzo giorno », come secondo termine), erarii, Cic: amplissiniuiii sacerdotium, Cic.
causam, Cic: causa septies ampliata, Val. .4uip>«anoli (selacus), rur. .l.iiip!!ian-
Max.: hominem nefarium, la sua causa, Cic ctiis (Ams.), m., piccolo lago negli Irpini,
i,

amplìlùdo, dinis, f. {nmpìvis), 2jroprietà non lungi da Aeculanum {vru Frigento), /à-
dell' anqììns, I) propr., grandezza imponente moso per le sue esalazioni mefitiche; vicino
per la sua estensi/ne, ampiezza, estensione ad esso si trovava un santuario della dea Me-
grande, rilevante, ragguardevolezza, silliulacruill phitis con una spelonca, dalli quale esala-
modica aiiii>liludine, Cic; ampi, corpor is, ^^er- vano vapori soffocanti (quindi presso i poeti ,

sona alta e Otn fatta, Plin. ep.: urbis, Cic. considerato come luogo d'accesso alTinfernoJ, \

II) trasl.: 1) grandezza che SÌ estende in com- ora lago mofetico (i'Amsanto. '

prensione, amplituiliiies quacdani honorum aiiipiilla, ae, f., I) vaso di forma allun- i

excitabantur, certi ampliamenti dei beni ve- gata con collo stretto e due manichi, di vetro, '

nivaìio sollecitati, sorgevano, Cic. 2) gran- di terra ed anche di pelle per conservare i ,

dezza imponente per ragguardevolezza este- liquidi, partic. unguenti, belletto, olio, am- k

riore. subtiniitU, elevatezza, splendore impo- polla, boccetta, Pliu. ep. ed a.: partic. [come >
165 ampullor an 166

XijJcuOog), vasetto di unguento o helletto, Cìc. Plin. IT) (àixuySaXr)), mandorlo, Scriptt. r. r.
de fin. 4, 30. II)poet. trasl. {come traduzione e Plin. — Deriv.: ìiniygdaliiius, a, um
di Xl^XuSog), parole pompose, stile ampolloso, (à|iUY2*^'-''°S)> "*» mandorle, oleum, Plin.
antpoiiositit, Hor. art. poet. 97. ainy^dalum, i, n. (txiitJYSaXov) man- ,

ampullor, ari (ampulla n" IT) , come dorla, frutto del mandorlo, Ov. e Seriori.
versione di XrjXuSi^O), parlai- gonfio, ampolloso, ìkmfmoné, ès, f. ('Ap.Utltt)Vrj), Amintone,
Hor. ep. 1, 3, 14. figlia di Danao, amata da Nettuno, il quale
ainpulalTo,ònis, f. (amputo), troncamento, in premio, le fece scaturire da una rupe
potantento, amputasione, taglio, sarmentorum (presso Argo) una triplice fonte.
[contr. ÌTninissio\ Cic: linguae, Val. Mai. Aiiiynlas, ae, m. ('Aiiuvrag), Aminta,
am-pìitO, avi, àtum, are, tagliar via, tron-
nome greco di uomini, partic. di parecchi re
di Macedonia, fra cui è noto « Aminta I »,
care, mozzare, mediante un taglio fatto alVin-
figlio di Arrideo, padre di Filippo il Mace-
torno, le parti inutili o nocive in un corpo,
IJ propr.: 1) come 1. 1. delV agricoltura: a)
done, avo di Alessandro il Grande. De- —
potare, tagliar via, troncare legno SCCCO
riv.: Amynliadèiii, ae, m., discendente di
germogli inutili, rami e sim. (contr. immit-
Aminta, cioè Filippo.
stare e crescerej, falce ramos
.iniyntSr, t'iris, m. {'A[iuvxo)p\ Amin-
tere, lasciar
inutiles,Hor.: circumcTdat (tagli [il tutto]),
tore, re dei Dolopi, padre di Fenice. De- —
amputet (tagli via, poti [parti inutili o dan- riv.:AtnyntòrìAvs, ae, m., figlio di Amin-
nose delValòeroJ), Cic. h) pregn., liberare
tore = Fenice.
ìtniySlis, tYdis, f. (àllUOX'.Jj, H vuotar la
un albero dai suoi germogli raìiii inutili,